Sei sulla pagina 1di 358

Sensini LT_b 2005 de.

qxd 17-06-2011 10:42 Pagina 1

Marcello Sensini La lingua e i testi


NUOVA
La lingua e i testi EDIZIONE
Marcello Sensini
1 Una lingua per comunicaregia

2 Il testo e i testi
La lingua e i testi

Verifiche formative e sommative - Recupero


I laboratori testuali
b 3 Il laboratorio di ascolto
b
I laboratori 4 Il laboratorio di esposizione orale
b
VA
testuali O
NU IONE

I laboratori testuali
5 Il laboratorio di lettura E D I Z

6 Il laboratorio di scrittura

Il laboratorio di progettazione
7 ipertestuale

Opera in due volumi www.pianetascuola.it


indivisibili
www.mondadoriscuola.it Arnoldo Mondadori Scuola
*Prime pagine vol B• p I-VIII 10-06-2011 9:38 Pagina I

Marcello Sensini

La lingua e i testi
I laboratori testuali

Arnoldo Mondadori Scuola


*Prime pagine vol B• p I-VIII 10-06-2011 9:38 Pagina II

© 2005 by Arnoldo Mondadori Scuola, Milano


Edumond Le Monnier Spa
Tutti i diritti riservati

www.pianetascuola.it
www.mondadoriscuola.it

Prima edizione: marzo 2002


Seconda edizione: marzo 2005

Edizioni:
3 4 5 6 7 8 9 10
2006 2007 2008 2009

QUESTO VOLUME È STATO STAMPATO


PRESSO ROTOLITO LOMBARDA
PIOLTELLO (MI)

Stampato in Italia - Printed in Italy

Nel presentare questo testo, l’autore sente di dover ringraziare anzitutto i colleghi insegnanti che,
dall’interno della scuola, hanno contribuito al concepimento e allo sviluppo dell’oper a con i loro
suggerimenti e le loro indicazioni. Un ringraziamento particolare va anche a Federico Roncoroni
che, come sempr e, ha ela borato il pr ogetto didattico dell’oper a, a Mar gherita Sboarina e Ambra
Garancini, che sono state ricc he di stimoli e di idee sui vari tipi di testo e sulla metodolo gia di
produzione testuale, a Daniele Porro, Luisa Corradi, Anna Favalli, Lia Sabbadini e Mirella Zocchi
che hanno contribuito a costruir e, ciascuno nei settori di lor o competenza, gli eser cizi e a Mar co
Manzi che li ha controllati uno per uno. Claretta Agostoni, coordinando pazientemente il lavoro di
ognuno, ha rivisto con la perizia che le è pr opria l’intera opera, Ivana Kerecki ha trasferito i testi
su supporto elettr onico, Donatella Ascorti e P aola P aoletti hanno impa ginato il tutto , Laur a
Scarpelli si è occupata dell’ottimizzazione dei risultati. Anche a loro va la gratitudine dell’autore.

Per la riproduzione delle opere di: © Carlo Car rà; © Roy Lichtenstein
By S.I.A.E., Roma 2005

Copertina
ORMA

Progetto grafico
Studio Paola Paoletti - Brescia

Redazione
Claretta Agostoni, Anna Favalli, Antonio Maldera, Marco Manzi, Valeria Tegoletto

“Per migliorare il tuo lessico” a cura di Daniele Porro e Margherita Sboarina

Impaginazione
Donatella Ascorti, Carla Cigognini, Massimo De Carli, Cinzia Marzo, Studio Paola Paoletti - Brescia

Disegni
Paolo Ghirardi, Daniel Conci
*Prime pagine vol B• p I-VIII 10-06-2011 9:38 Pagina III

I laboratori testuali
1 La comunicazione

1 Una lingua per comunicare 2 La lingua: uno strumento per comunicare

3 La lingua e le sue varietà

1 Gli elementi costitutivi del testo

2 Le variabili del testo


2 Il testo e i testi
3 La struttura del testo

4 I vari tipi di testo

3 Il laboratorio di ascolto 1 Ascoltare

Il laboratorio
4 1 Esporre oralmente
di esposizione orale

5 Il laboratorio di lettura 1 Leggere

1 Scrivere
6 Il laboratorio di scrittura
2 I testi che bisogna saper scrivere

Il laboratorio di progettazione
7 1 Costruire ipertesti multimediali
ipertestuale
*Prime pagine vol B• p I-VIII 10-06-2011 9:38 Pagina IV

IV

Sommario
Modulo 1 Una lingua per comunicare
Unità 1 La comunicazione
1 Che cos’è e come avviene la comunicazione 2
2 Gli elementi fondamentali della comunicazione 4
Esercizi 5-9
Unità 2 La lingua: uno strumento per comunicare
1 Che cos’è il linguaggio 10
2 I vari tipi di linguaggio 11
3 I linguaggi non verbali 11
4 Il linguaggio verbale 13
5 La lingua e le lingue 13
6 Le parole sono segni linguistici 14
7 Le parole, in quanto segni linguistici, sono frutto
di una convenzione 14
8 La lingua è un sistema di se gni, cioè un codice 15
9 La lingua è un codice con nor me precise 15
Esercizi 16-19
Unità 3 La lingua e le sue varietà
1 La lingua muta nel tempo: le v arietà storiche dell’italiano 20
1.1 La storia della lingua italiana, 21 1.2 Il latino alla
conquista dell’Europa, 21 1.3 Dal latino parlato nascono le lingue
neolatine, 21 1.4 Dai volgari italiani alla lingua italiana unitaria, 22
1.5 L’italiano oggi: una lingua “viva” in continua evoluzione, 23
2 La lingua muta nello spazio: le varietà geografiche dell’italiano 25
2.1 I dialetti: non idiomi rozzi e inferiori, ma vere e proprie lingue, 25
2.2 Gli italiani regionali, 28 2.3 Due varietà geografico-sociali
della lingua: l’italiano standard e l’italiano popolare, 30
3 La lingua muta secondo le situazioni in cui viene usata:
i registri linguistici 31
3.1 I registri linguistici, 31 3.2 La scelta del registro linguistico, 32
4 La lingua muta secondo l’argomento: i linguaggi settoriali 33
4.1 I linguaggi settoriali, 33 4.2 Le caratteristiche principali dei linguaggi
settoriali , 33 4.3 I vari tipi di linguaggi settoriali, 34 4.4 I gerghi, 35
5 La lingua muta secondo il mezzo: lingua parlata,
scritta e trasmessa 36
5.1 Lingua parlata e lingua scritta: due modi diversi di
comunicare, 36 5.2 Lingua parlata e lingua scritta: due forme diverse
di lingua, 37 5.3 Una nuova forma di comunicazione e una nuova
forma di lingua: la lingua trasmessa, 39
*Prime pagine vol B• p I-VIII 10-06-2011 9:38 Pagina V

V
6 Le intenzioni comunicative 39
6.1 Le sei funzioni fondamentali della lingua, 40
Esercizi 41-58

Modulo 2 Il testo e i testi


Unità 1 Gli elementi costitutivi del testo
1 Che cos’è un testo 60
2 I requisiti che fanno di un insieme di parole un testo 61
3 Un testo deve essere coerente dal punto di vista del contenuto 62
4 Un testo deve essere coerente anche dal punto
di vista linguistico: la coerenza espressiva 63
5 Un testo deve presentare un precisa coesione linguistica 63
Esercizi 67-72
Le variabili del testo:
Unità 2 il testo e la situazione comunicativa
1 Gli scopi dell’emittente 73
1.1 Scopi apparenti e scopi reali, 74
2 Le caratteristiche e le attese del destinatario 74
3 Il contesto 75
4 L’argomento 75
Esercizi 76-80
Unità 3 La struttura del testo
1 I confini del testo: l’inizio e la f ine 81
1.1 Il titolo e il sottotitolo, 82
2 La struttura esterna del testo 82
2.1 Parti, capitoli e paragrafi, 82 2.2 Capoversi ed enunciati, 84
Esercizi 86-91
Unità 4 I vari tipi di testo
1 I vari tipi di testo: testi pragmatici e testi letterari 92
Esercizi 94

Modulo 3 Il laboratorio di ascolto


Unità 1 Ascoltare
1 Attività di ascolto 96
1.1 Saper ascoltare significa comprendere ciò che il testo dice
e ricordarlo, 96 1.2 Saper ascoltare significa cogliere i particolari
di un testo e ricordarseli, 97 1.3 Saper ascoltare significa individuare
*Prime pagine vol B• p I-VIII 10-06-2011 9:38 Pagina VI

VI
gli elementi citati nel testo e ricordarseli, 98 1.4 Saper ascoltare
significa cogliere la dinamica dei fatti raccontati nel testo, 98
1.5 Saper ascoltare un testo significa cogliere le informazioni
(o le istruzioni) che contiene, 99 1.6 Saper ascoltare un testo
significa saper individuare lo scopo reale di un testo, 99
2 Le strategie dell’ascolto: imparare ad ascoltare 100
2.1 Prima di ascoltare, 100 2.2 Mentre si ascolta, 101
2.3 Dopo aver ascoltato, 102
3 I testi destinati all’ascolto 104
3.1 La lezione, 104 3.2 La relazione, 104
3.3 Il notiziario, 105 3.4 I testi destinati all’ascolto
che implicano l’interazione tra ascolto e parlato, 106
Esercizi 108-113
Testi per l’ascolto 114-118

Modulo 4 Il laboratorio di
esposizione orale
Unità 1 Esporre oralmente
1 Attività di esposizione orale 120
1.1 Saper parlare significa spiegare qualcosa in modo chiaro, corretto
e coinvolgente, 120 1.2 Saper parlare significa illustrare un fatto, 121
1.3 Saper parlare significa capire un testo e saperlo esporre
con chiarezza, correttezza e disinvoltura, 121 1.4 Saper parlare
significa leggere un articolo di giornale e poi saperlo esporre
oralmente, 122 1.5 Saper parlare significa intrattenere brevemente
qualcuno su un argomento di conversazione, 122 1.6 Saper parlare
significa raccontare a voce un fatto, seguendo uno schema-guida, 123
1.7 Saper parlare significa raccontare a voce un fatto personale, 124
2 Le tecniche dell’esposizione orale: ottimizzare
le proprie capacità espressive 125
3 I testi destinati all’esposizione orale 126
3.1 Il dibattito, 126 3.2 Organizzare e tenere un dibattito, 127
3.3 Per una verifica costruttiva delle prestazioni di ciascun
partecipante a un dibattito, 129
Esercizi 130-134

Modulo 5 Il laboratorio di lettura


Unità 1 Leggere
1 Attività di lettura 136
1.1 Leggere ad alta voce in modo chiaro ed espressivo, 136
1.2 Leggere mentalmente con buona rapidità: allenare gli occhi
e aguzzare l’ingegno, 139
*Prime pagine vol B• p I-VIII 10-06-2011 9:38 Pagina VII

VII
2 Saper leggere: come si diventa un “buon lettore” 141
3 Saper scegliere che cosa leggere e come leggere 141
3.1 Un testo per ogni scopo, 141 3.2 L’obiettivo per cui si legge
determina il tipo di lettura e le modalità di lettura, 142
4 Saper leggere significa capire ciò che si le gge 144
4.1 Capire il significato di tutte le parole e le espressioni contenute
nel testo, 144 4.2 Capire il tema di fondo del testo, 146
4.3 Cogliere e seguire il filo del discorso, 149 4.4 Individuare
le informazioni implicite, 152 4.5 Valutare il contributo offerto
al testo dagli aspetti formali, 154
5 Saper leggere significa “fissare” ciò che si è letto
e farlo diventare parte del proprio patrimonio
di conoscenze e di competenze 154
5.1 Prendere appunti, 154 5.2 Riformulare personalmente
il contenuto del testo letto, 155
6 Saper leggere significa saper interpretare il testo 157
7 Saper leggere significa valutare il testo letto 158
8 Saper leggere ipertesti multimediali 159
8.1 Che cos’è un ipertesto multimediale, 159 8.2 Come si legge
un ipertesto multimediale, 161
9 Saper “navigare” in Internet 164
9.1 Come si “naviga” in Internet, 164
Esercizi 169-184

Modulo 6 Il laboratorio di scrittura


Unità 1 Scrivere
1 Descrivere 186
1.1 Descrivere luoghi, persone, animali e cose, 186 1.2 La descrizione
oggettiva e la descrizione soggettiva, 188 1.3 Descrivere per informare,
per persuadere o per “esprimersi” letterariamente, 190 1.4 Descrivere
tutti gli elementi che servono a individuare in modo chiaro e preciso
l’oggetto, 193 1.5 Le tecniche descrittive: come distribuire i diversi
elementi della descrizione, 197
2 Raccontare 200
2.1 Raccontare un fatto, 200 2.2 Per raccontare un fatto in modo
adeguato: le tecniche della narrazione, 202 2.3 Raccontare: attività
di analisi, riscrittura, scrittura guidata e scrittura libera, 206
2.4 Raccontare: scrivere una cronaca, 209
3 Esporre 210
3.1 I testi espositivi, 210 3.2 Esporre argomenti: analisi della struttura
di una esposizione, 210 3.3 Per esporre un argomento in modo
adeguato: le tecniche dell’esposizione scritta, 212 3.4 Esporre: attività
di scrittura guidate e libere, 213
4 Interpretare e valutare 219
4.1 Interpretare e valutare: analisi della struttura di un testo
interpretativo-valutativo, 219 4.2 Interpretare e valutare: le tecniche
*Prime pagine vol B• p I-VIII 10-06-2011 9:38 Pagina VIII

VIII
di scrittura, 220 4.3 Interpretare e valutare: attività di scrittura
guidate e libere, 221
5 Argomentare 225
5.1 Argomentare: analisi della struttura di un testo argomentativo, 225
5.2 Per argomentare: le tecniche argomentative, 227 5.3 Argomentare:
attività di scrittura guidate e libere, 229
6 Riassumere 233
6.1 Riassumere un testo descrittivo, 233 6.2 Riassumere un testo
espositivo, 234 6.3 Riassumere un testo narrativo, 236 6.4 Riassumere
un testo argomentativo, 238 6.5 Riassumere un intero romanzo, 240
7 Parafrasare 241
7.1 Parafrasare un testo d’uso scritto in linguaggio burocratico, 241
7.2 Parafrasare un testo d’uso di argomento specialistico, 241
7.3 Parafrasare un testo poetico, 242
Unità 2 I testi che bisogna saper scrivere
1 Il tema: l’esercizio più utile per imparare a scri vere
qualsiasi tipo di testo 244
1.1 Come si scrive un tema, 245 1.2 I diversi tipi di tema, 251
2 L’analisi testuale 255
3 Il saggio breve 259
4 Il tema svolto in forma di articolo di giornale 260
4.1 L’articolo di cronaca, 262 4.2 L’articolo di fondo, 264
4.3 L’articolo di recensione, 264
5 Il tema in forma di lettera 265
6 La recensione 266
7 La relazione scritta e orale 267
7.1 Come si prepara una relazione, 267
8 Il verbale 275
8.1 Come si redige un verbale, 275
Esercizi 278-320
Per migliorare il tuo lessico: Istituzioni statali 321
Per migliorare il tuo lessico: Giustizia 324

Modulo 7 Il laboratorio di
progettazione ipertestuale
Unità 1 Costruire ipertesti multimediali
1 Come si produce un iper testo multimediale 329
1.1 La progettazione, 329
2 Gli aspetti tecnici 333
3 L’ipertesto “Eugenio Montale” 334
Esercizi 338-341
Glossario 342-349
Indice analitico 350
U1 La comunicazione•p 1-4 10-06-2011 9:42 Pagina 1

Modulo Una lingua


per comunicare
1 L’esigenza di comunicare con i propri simili che caratterizza tutti gli
esseri viventi ha dato luogo a numerose forme di comunicazione
atte a trasmettere messaggi per mezzo di segni e, quindi, a numerosi
linguaggi. La forma di comunicazione più completa, però, è costitui-
ta dal linguaggio verbale e dalle lingue che ne sono la realizza-
zione pratica.

Sapere Saper fare

Unità 1 La comunicazione
Gli elementi della comunicazione e il loro funzionamento. Cogliere la funzione sociale della comunicazione.
Utilizzare adeguatamente i diversi elementi
della comunicazione.

Unità 2 La lingua: uno strumento per comunicare


Il concetto di linguaggio. Riconoscere l’esistenza di più linguaggi e valutarne
la specificità.
I linguaggi non verbali. Utilizzare adeguatamente i linguaggi non verbali
in rapporto alle diverse situazioni.
Il linguaggio verbale. Apprezzare e sfruttare la ricchezza e la potenza
del linguaggio verbale.
Il segno-parola: significante e significato. Riconoscere la convenzionalità del codice lingua.
Il codice lingua. La lingua.

Unità 3 La lingua e le sue varietà


La lingua come istituzione sociale in costante evoluzione. Cogliere i rapporti tra lingua e società.
Le varietà storiche dell’italiano. Dal latino all’italiano. Riconoscere che la lingua muta nel tempo. Individuare,
Le lingue romanze. La storia dell’italiano: da lingua attraverso le parole, il rapporto di derivazione e continuità
di pochi a lingua di tutti. I prestiti linguistici. tra il latino e l’italiano. Riconoscere i rapporti tra unità
linguistica e unità sociale e culturale.
Le varietà geografiche dell’italiano: i dialetti, l’italiano Riconoscere le differenze linguistiche dovute a fattori
comune, gli italiani regionali e l’italiano popolare. storico-geografico-sociali. Riconoscere i principali gruppi
Le minoranze linguistiche. di dialetti. Riconoscere le minoranze linguistiche.
Confrontare e usare adeguatamente l’italiano comune,
regionale e popolare.
Le varietà situazionali dell’italiano: i livelli linguistici Usare correttamente i diversi livelli e registri della lingua
e i registri linguistici. in rapporto alle diverse situazioni comunicative.
Le varietà professionali dell’italiano: i linguaggi settoriali Comprendere e usare opportunamente i lessici specifici
e i gerghi. dei linguaggi settoriali.
Le varietà funzionali: le funzioni della lingua (informativa, Scegliere e adottare la funzione linguistica più adatta
espressiva, persuasiva ecc.). a conseguire lo scopo comunicativo prefissato.

Modello generale della comunicazione: p. 4


Cartina delle lingue neolatine: p. 22
Strumenti Cartina dei dialetti: p. 26
Cartina delle minoranze linguistiche: p. 27
Tabella delle funzioni linguistiche: p. 40
U1 La comunicazione•p 1-4 10-06-2011 9:42 Pagina 2

1 La comunicazione

Nella vita di tutti i giorni – a casa, a scuola, sul lavoro – ognuno di noi entra in
contatto con gli altri per i moti vi più disparati e con gli scopi più di versi. Le
circostanze e le situazioni in cui ciò succede possono essere inf inite. Sempre,
però, ci troviamo nella condizione di scambiare infor mazioni e messaggi con
le persone con cui entriamo in contatto, cioè di comunicare con esse.

1 Che cos’è e come avviene la comunicazione


Comunicare (dal latino communis, ‘che appar tiene a tutti’) signif ica “mettere
qualche cosa in comune con gli altri”. Di fatto, lo scopo di ogni comunicazione
è quello di trasmettere e di ricevere informazioni e messaggi.
I modi di comunicare sono numerosi e v arie sono le infor mazioni e i messaggi
che si possono trasmettere, ma o gni atto comunicativo presenta caratteristiche
comuni.
Ogni atto comunicativo, infatti, anche quello apparentemente più semplice,
è il fr utto di una operazione che presuppone la presenza e l’interazione di al-
cuni elementi essenziali. Prendiamo, per esempio, in esame una situazione
comunicativa molto comune, come quella raf figurata qui sotto: una persona
che telefona a un’altra per comunicarle qualcosa.
U1 La comunicazione•p 1-4 10-06-2011 9:42 Pagina 3

LA COMUNICAZIONE Unità 1 3
Come si vede, in questa comunicazione:

ᔡ c’è una persona che parla al tele-


fono per comunicare qualcosa: poi-
ché è colui che emette il messaggio
lo chiamiamo emittente;

ᔡ c’è una persona che ascolta ciò


che l’altro le comunica: poiché è
colui che rice ve il messaggio lo
chiamiamo destinatario;

ᔡ c’è qualcosa che viene comunica-


to: è il contenuto della comunica-
zione, cioè l’informazione trasmes-
sa, e lo chiamiamo messaggio;

ᔡ c’è qualcosa di cui il messaggio


parla: è l’oggetto a cui l’emittente
si riferisce nel suo messaggio e lo
chiamiamo referente;

ᔡ c’è un insieme di segni (nel nostro


caso le parole della lingua italiana)
in cui il messaggio è formulato: que-
sto insieme di segni, che deve essere
noto sia all’emittente sia al destina-
tario, si chiama codice;

ᔡ infine, c’è un mezzo che viene


usato per trasmettere il messaggio:
è il mezzo f isico attraverso il quale
il messaggio passa dall’emittente
al destinatario e lo chiamiamo
canale. Nel caso specif ico dell’e-
sempio il canale è la linea telefonica, ma in altri casi può essere l’aria in cui si
diffondono le parole o, nel caso di un messaggio scritto, un foglio di carta.
U1 La comunicazione•p 1-4 10-06-2011 9:42 Pagina 4

4 Modulo 1 UNA LINGUA PER COMUNICARE

2 Gli elementi fondamentali


della comunicazione
In ogni forma di comunicazione questi sei elementi – i sei elementi fonda-
mentali della comunicazione – interagiscono tra loro, dando vita a quel pas-
saggio di informazioni che è alla base della comunicazione. Il modo in cui tale
interazione avviene è sintetizzato nel se guente schema che costituisce il mo-
dello generale della comunicazione, in quanto illustra il funzionamento di tutte
le forme di comunicazione ed è applicabile a ognuna di esse:

In pratica, perché la comunicazione – o gni comunicazione – avvenga con suc-


cesso, bisogna che l’interazione tra questi sei elementi sia totale. In particolare:
ᔡ l’emittente deve valutare le caratteristiche, le conoscenze e le competenze
del destinatario del messaggio e de ve tener ben presente il contesto, cioè la
situazione, l’ambiente e il momento in cui a vviene la comunicazione. Quindi,
sulla base di questi elementi de ve scegliere opportunamente sia il canale,
cioè il mezzo f isico attraverso il quale in viare il messaggio relativo all’argo-
mento che gli interessa comunicare ( referente), sia il codice in cui trasmet-
terlo: il canale de ve essere adatto alla situazione e compatibile con esso e il
codice deve essere noto al destinatario. Inf ine, egli deve cercare di eliminare
tutti gli elementi ( rumori) che possono disturbare o impedire il realizzarsi
della comunicazione e, se è necessario e possibile, renderla più chiara ed effi-
cace rinforzando, per esempio, una espressione orale di assenso (“sì”) con un
cenno della testa;
ᔡ il destinatario, a sua volta, oltre a tener conto del contesto in cui la comuni-
cazione avviene, deve essere pronto, attraverso la conoscenza del codice in cui
il messaggio è stato espresso, a decodificare rapidamente il messaggio, cioè a
cogliere il referente cui il messaggio rinvia e capirne il significato.
•EXE m1•01•Com •p 5-9 10-06-2011 9:50 Pagina 5

Esercizi
Gli elementi fondamentali della comunicazione
1 individuazione Ogni comunicazione consiste nella trasmissione di un messaggio da un
emittente a un destinatario. Di ciascuno dei seguenti messaggi, di cui ti viene dato il destina-
tario, individua l’emittente.
emittente messaggio destinatario

1. Essere o non essere: questo è il problema. Se sia più gli spettatori


nobile soffrire nell’animo i colpi e i dardi dell’oltraggiosa
fortuna, o prender armi contro un mare di guai, e contra-
standoli por fine ad essi… Morire, dormire… nient’altro.

2. Signora, questo capo le dona moltissimo. Il rosso è dav- la cliente di una boutique
vero il suo colore. Se fossi in lei, non mi lascerei sfuggire
questa occasione. È un vero affare!

3. Ragazzi, per domani studiate da pag. 198 a pag. 202. E gli alunni
svolgete gli esercizi riepilogativi.

4. Prego, fornisca patente e libretto di circolazione. un automobilista frettoloso

5. – C’è un errore di un cameriere incredulo


ortografia, lì!

(da “La Settimana


Enigmistica”, n. 3640)

6. – Credo che un sergente di polizia, inca-


l’assassino si ricato delle indagini
trovi ancora nella
sala, sergente.

(da “La Settimana


Enigmistica”, n. 3640)
•EXE m1•01•Com •p 5-9 10-06-2011 9:51 Pagina 6

6 Modulo 1 UNA LINGUA PER COMUNICARE

2 individuazione Di ciascuno dei seguenti messaggi individua l’emittente: nella maggior


parte dei casi esso viene indicato all’interno del messaggio stesso.
1. 2.
Cristina Rossi e Daniele Bianchi Azienda di produzione cosmetica di media
dimensione, hinterland Milano, certificata ISO-9001,
annunciano il loro matrimonio,
cerca esperto magazziniere per gestione magazzino e
che verrà celebrato a Milano
alimentazione linee di produzione. Si richiede esperien-
il giorno 11 ottobre 2002, alle ore 17, za nella logistica e nella gestione del prodotto finito.
nella Basilica di Sant’Ambrogio. Inviare curriculum al numero di fax 024456789.

3. 4.
VENDO
acquario per tartarughe, accessoriato,
buono stato, dimensioni 80 x 45 x 50,
eventualmente con mobile grigio.
Prezzo da concor dare. T elefonare
036785439 a qualsiasi ora e chieder e
di Donata.

5.

3 individuazione Di ciascuno dei seguenti messaggi individua il destinatario.

1. Un caffè e un cappuccino, per favore.


2. Per cortesia, potrebbe indicarmi dove si trova l’ufficio postale?
3. Mi dispiace doverglielo dire, ma suo figlio non studia.
4. Il pieno, per piacere.
5. 7.

6.
•EXE m1•01•Com •p 5-9 10-06-2011 9:51 Pagina 7

LA COMUNICAZIONE Unità 1 7

4 individuazione Di ciascuno dei seguenti messaggi individua emittente e destinatario.

emittente messaggio destinatario

1. Signori e signore, stasera andrà in onda in prima visione


televisiva il film…

2. La S.V. è invitata al rinfresco che si terrà martedì 13 giu-


gno 2002 presso il salone delle feste dell’Hotel Ritz.

3. Si comunica ai signori passeggeri che il treno Eurostar


5462, proveniente da Napoli per Milano centrale, delle
8,40, arriverà e partirà con trenta minuti circa di ritardo.

4. Alla vostra sinistra potete ammirare la famosa basilica


paleocristiana di Santo Stefano, a destra Piazza Cavour,
contornata da eleganti palazzi rinascimentali.

5. Attenzione! Il numero selezionato è inesistente.

6. CESSNA 67 chiama torre di controllo.

7. Il molare sinistro presenta una carie rilevante. Se non


interveniamo subito, potrebbe perdere il dente.

5 individuaz./produzione Ti diamo qui alcuni messaggi. Di ciascuno indica in linguaggio verbale il


referente.

1. 4. 7.

5.

1112 1
8.

2. 10 2
9 3
8 4
7 6 5

6.
3. 9.
•EXE m1•01•Com •p 5-9 10-06-2011 9:51 Pagina 8

8 Modulo 1 UNA LINGUA PER COMUNICARE

6 combinazione Ti diamo qui una serie di messaggi e una serie di codici. Abbina corretta-
mente ciascun messaggio al codice in cui è formulato.
1. Necessity is the mother of invention! a) lingua russa
2. Arutrepoc atatlas; enoizarepo ataivnir. b) lingua latina
3. Vous pouvez répéter, s’il vous plaît? c) note musicali
4. d) codice segreto (decifralo!)

5. In horto apud rivos ventus platanos populosque agitabat. e) lingua araba


6. f) lingua francese

7. g) lingua inglese

7 individuazione Ti proponiamo alcuni messaggi. Indica per ciascuno di essi qual è il canale
che ne permette la trasmissione dall’emittente al destinatario.

1. Pronto, pronto, mi senti? 2. È vietato parlare al conducente. 3. Esimi col-


leghi, siamo qui convenuti per ascoltare dai relatori che interverranno gli esiti delle più avanzate ricerche nel campo
della microchirurgia. 4. Carissima Alice, non potendo intervenire alla tua festa, ti scrivo per augu-
rarti un compleanno veramente speciale… 5. Ed ecco a voi, fedeli ascoltatori di Radio 205, l’ulti-
mo successo di…

8 individuaz./classificazione Emittente, destinatario, messaggio, referente, codice e canale sono i


sei elementi individuabili in ogni atto comunicativo. Indica quali sono questi sei elementi in cia-
scuna delle due situazioni comunicative rappresentate.

1. 1.
2. 2.
3. 3.
4. 4.
5. 5.
6. 6.
•EXE m1•01•Com •p 5-9 10-06-2011 9:51 Pagina 9

LA COMUNICAZIONE Unità 1 9

9 produzione Riempi lo spazio bianco con un breve testo o un disegno che proponga una
situazione comunicativa in cui siano presentati e interagiscano i sei elementi fondamentali
della comunicazione. Poi precisa uno per uno tali elementi.
1. L’emittente è
2. Il destinatario è
3. Il messaggio è
4. Il referente è
5. Il codice è
6. Il canale è

10 analisi/interpretazione Un medesimo messaggio può riferirsi a referenti diversi ed esprimere perciò


significati differenti a seconda del contesto e della situazione comunicativa in cui si colloca.
Precisa il significato di ciascuno dei seguenti messaggi in relazione al contesto di volta in
volta indicato.
messaggio contesto significato
1. Sono in ritardo! Riuscirò a a) Il signor Rossi diretto al bar.
prendere il solito espresso? b) Un pendolare che va alla stazione.

2. Com’è andata l’operazione? a) Un signore al suo vicino di letto in ospedale.


b) Un poliziotto a un suo collega.

3. Passami la coppa. a) Il salumiere al suo garzone.


b) Il meccanico al suo aiutante.
c) Il padre a Giacomo che ha vinto un torneo di tennis.

4. Ho impiegato molto tempo a) Il dentista a un suo paziente


a estrarre la radice. b) Il giardiniere alla signora Marini.

11 analisi/interpretazione Osserva attentamente la situazione comunicativa rappresentata qui di


seguito e rispondi alle domande.
1. Chi è l’emittente del messaggio?
2. Chi è il destinatario?
3. Quale elemento della figura costituisce il messaggio?

4. Qual è il canale attraverso il quale passa la comunicazione?

5. Qual è il referente del messaggio?


6. Qual è il messaggio?
U2 lingua strum x comun•p 10-15 10-06-2011 9:53 Pagina 10

La lingua:
uno strumento
2 per comunicare
Il bisogno di comunicare che, per i motivi più diversi e per gli scopi più vari, è
proprio di ogni essere vivente superiore ha dato vita a innumere voli sistemi di
trasmissione di informazioni e messaggi per mezzo di se gni, cioè a innumere-
voli linguaggi. Tra essi, il più dif fuso e il più utile è senza dubbio il linguag-
gio verbale, che trova la sua realizzazione nelle lingue usate dai vari popoli.

1 Che cos’è il linguaggio


Gli esseri vi venti, per comunicare tra loro, hanno a disposizione una g rande
varietà di modi che sfruttano diversi tipi di segni.
Per esempio, per comunicare che ha sete, una persona, a seconda della situa-
zione in cui si trova, ha la possibilità di utilizzare almeno quattro modi diversi:
ᔡ può fare dei gesti, sfruttando cioè dei segni gestuali, che si percepiscono con
gli organi della vista;
ᔡ può ricorrere a un disegno, utilizzando cioè un segno figurato, che si perce-
pisce con gli organi della vista;
ᔡ può dire esplicitamente che ha sete, utilizzando le parole, cioè dei segni lin-
guistici che si percepiscono con l’udito;
ᔡ può scrivere su un foglietto che ha sete e che vorrebbe qualcosa da bere, uti-
lizzando sempre dei segni linguistici, ma questa v olta scritti, cioè percepibili
con gli organi della vista.

Ognuno di questi quattro modi di comunicare attra verso tipi diversi di segni –
i gesti, il dise gno, le parole, orali e scritte – costituisce un linguaggio. Più in
generale, possiamo dire che ogni segno o insieme di segni usato per tr a-
smettere un messaggio è un linguaggio. Il termine “linguaggio”, infatti, indi-
ca sia la capacità, comune a uomini e animali, di comunicare tra loro median-
te segni, sia qualunque sistema di se gni, costruito intenzionalmente e regolato
da precise norme convenzionali, usato per comunicare.
Ogni linguaggio, poi, è for mato da un numero v ariabile di segni (suoni,
rumori, lettere dell’alf abeto, gesti, colori, luci ecc.) or ganizzati tra loro a for-
mare un codice. Nell’ambito di ogni codice i diversi tipi di segni hanno un par-
U2 lingua strum x comun•p 10-15 10-06-2011 9:53 Pagina 11

LA LINGUA: UNO STRUMENTO PER COMUNICARE Unità 2 11


ticolare significato che, per convenzione, è accettato da tutti coloro che utiliz-
zano quel determinato codice. Così nel codice dei segni stradali, il rosso posto
nella parte alta della colonnina del semaforo indica, per convenzione, l’“alt”, il
giallo posto al centro “attesa”, e il v erde, in basso, “avanti”.

2 I vari tipi di linguaggio


I tipi di linguaggio di cui gli esseri vi venti si ser vono per realizzare la loro
capacità di scambiarsi infor mazioni e messaggi attra verso se gni sono molto
vari. In particolare, se li analizziamo in rapporto alla loro natura, essi si distin-
guono in due grandi categorie:
ᔡ i linguaggi non v erbali, che utilizzano v ari tipi di se gni, come suoni non
articolati, rumori, gesti, atte ggiamenti del v olto, disegni, immagini, luci, spie
luminose o colori;
ᔡ il linguaggio verbale, che si serve di segni linguistici, ossia di suoni ar tico-
lati o parole.

3 I linguaggi non verbali


I linguaggi non v erbali, cioè i linguaggi che non utilizzano la parola, sono
molto numerosi. Comuni tanto agli uomini quanto agli animali, essi, in base ai
sensi che percepiscono i diversi segni utilizzati, si distinguono nei seguenti tipi
di linguaggio:
ᔡ linguaggi fonico-acustici: fondati sull’udito, sono costituiti da segni fonici,
cioè suoni o rumori , prodotti utilizzando gli or gani di fonazione (l’abbaiare
dei cani, il miagolio dei gatti, il cinguettio degli uccelli e, naturalmente, il can-
tare e il fischiare degli uomini) o facendo ricorso ai più vari strumenti (il suono
di un campanello, l’urlo di una sirena, i rintocchi delle campane, gli squilli di
tromba, i rulli di tamburo e simili);
ᔡ linguaggi visivi: fondati sulla vista, sono costituiti da segni che si percepi-
scono con gli occhi : gesti, movimenti o atte ggiamenti del cor po o di par ti di
esso, espressioni della f accia, segnali colorati o luminosi, immagini, dise gni e
scritti. In particolare, i linguaggi visivi che sono costituiti da gesti e movimen-
ti del corpo o di parti di esso (soprattutto le mani, la f accia e gli occhi) vengo-
no chiamati anche linguaggi g estuali o linguaggi mimici . Per esempio, gli
indiani d’America, per comunicare con indi vidui di tribù di lingua di versa,
uomo ricorrevano a un particolare linguaggio di gesti: bisonte

uomo bianco cavallo commerciare cane sole


U2 lingua strum x comun•p 10-15 10-06-2011 9:53 Pagina 12

12 Modulo 1 UNA LINGUA PER COMUNICARE


Un altro esempio di linguaggio gestuale è costituito dal linguaggio dei sordomuti:

A B C D E F G H I

J K L M N O P Q R

S T U V W X Y Z

ᔡ linguaggi tattili: fondati sul senso del tatto, trasmettono informazioni o mes-
saggi utilizzando segni che stabiliscono un contatto fisico diretto tra gli indi-
vidui: strette di mano, carezze, abbracci, baci ecc.
Linguaggi non verbali sono anche i linguaggi olfattivi, che trasmettono infor ma-
zioni e messaggi percepibili attraverso il naso, come esalazioni, profumi e odori, e
i linguaggi gustativi, che comunicano infor mazioni percepibili attraverso il senso
del gusto, come i sapori. Ma si tratta di tipi di linguaggio che, ne gli uomini, hanno
un livello molto basso di utilizzo. Negli uomini, infatti, gli odori, i profumi e anche
i sapori, oltre a suscitare sensazioni di piacere o di disgusto, possono semmai
comunicare emozioni o permettono di riconoscere luoghi o persone.
Tutti questi tipi di linguaggi non v erbali svolgono un r uolo importante nella
vita degli uomini. Con i loro se gni, essi costituiscono infatti un modo di espri-
mersi talora più immediato ed ef ficace del linguaggio v erbale: un cenno del
capo, una stretta di mano, una strizzatina di occhi o un sonoro sbadiglio sono
segni semplici che trasmettono ade guatamente il messaggio che v ogliamo
comunicare: un assenso, un saluto cordiale, una complicità o un senso di noia.
Spesso essi accompagnano il linguaggio v erbale, rafforzandolo: un gesto del
corpo o un movimento degli occhi sottolinea e rende più significativi una paro-
la o un parere. In taluni casi, poi, essi possono addirittura risultare più utili del
linguaggio v erbale e occasionalmente sostituirlo. Nel mezzo di una strada
molto trafficata e quindi rumorosa, per esempio, è meglio salutare una persona
che transita sul marciapiede accanto con un gesto della mano o con un cenno
della testa che non con un saluto v erbale. Allo stesso modo un naufrago f inito
su un’isoletta sperduta in mezzo all’oceano, per se gnalare a un aereo di pas-
saggio la sua presenza, farà bene ad accendere un falò o a sparare un razzo, uti-
lizzando un linguaggio visi vo. Sgolarsi per chiedere aiuto con il linguaggio
verbale, anche in questo caso, ser virebbe a poco.
Tuttavia, nonostante siano rapidi nella comunicazione e facili da apprendere, i
linguaggi non verbali presentano non pochi limiti , che li rendono inade guati
alle necessità di un fenomeno complesso come la comunicazione. Spesso, infat-
ti, risultano poco chiari e di dif ficile o ambigua inter pretazione e danno quindi
luogo a incertezze, fraintendimenti o veri e propri errori. Ma soprattutto essi pos-
sono trasmettere un numero molto esiguo di infor mazioni, per lo più elementa-
U2 lingua strum x comun•p 10-15 10-06-2011 9:53 Pagina 13

LA LINGUA: UNO STRUMENTO PER COMUNICARE Unità 2 13


ri e legate a reazioni emotive o a necessità materiali, e non consentono di espri-
mere concetti nuovi né concetti legati al passato o proiettati nel futuro.
Nella realtà della vita di tutti i gior ni, invece, gli uomini hanno biso gno di
comunicare anche messaggi complessi e devono poterlo fare in modo che risul-
tino chiari e comprensibili a tutti. A questi bisogni risponde pienamente il lin-
guaggio verbale, cioè il linguaggio che gli uomini hanno appositamente ela-
borato e che si ser ve di segni linguistici o parole.

4 Il linguaggio verbale
Il linguaggio verbale può essere considerato il linguaggio umano per eccel-
lenza, non solo perché è proprio degli uomini, ma anche perché, sia pure attra-
verso codici di versi, è utilizzato presso tutti i popoli. Nelle sue for me orale e
scritta, esso è un linguaggio in g rado di comunicare qualsiasi tipo di messag-
gio. In particolare, rispetto agli altri linguaggi:
ᔡ è economico, in quanto con pochi se gni è in g rado di costr uire un numero
infinito di messaggi;
ᔡ è aperto e creativo, perché è in continuo sviluppo ed è capace di adattarsi a
ogni nuova esperienza comunicativa;
ᔡ è universale, perché, pur nella varietà delle diverse lingue, può essere utiliz-
zato, e di fatto è utilizzato, da tutti gli uomini;
ᔡ è onniespressivo, cioè in grado di esprimere con chiarezza e precisione qual-
siasi messaggio: può parlare anche di cose che non si v edono o non si toccano,
come i cosiddetti concetti astratti, e può parlare persino di cose che non esisto-
no: può, per esempio, descrivere nei minimi particolari un orco o un venusiano;
ᔡ è l’unico linguaggio che può parlare anche di se stesso : può descri versi,
correggersi e analizzarsi, studiando le proprie caratteristiche e le nor me che lo
regolano. È ciò che succede, per esempio, tutte le volte che usiamo la lingua per
parlare della lingua stessa, cioè per spiegare il significato di una parola, per cor-
reggere un errore di ortografia, per studiare o spiegare una regola.
Naturalmente, il linguaggio verbale può essere arricchito, nella realtà della pra-
tica comunicativa, dai linguaggi non verbali. Anzi, l’utilizzo di più forme di lin-
guaggio aumenta la chiarezza e la sicurezza di una comunicazione.

5 La lingua e le lingue
Il linguaggio verbale trova la sua realizzazione pratica nelle lingue parlate dai
vari popoli. Tutte le lingue, inf atti, altro non sono che le di verse forme in cui,
nel corso dei secoli e in modi di versi a causa delle di verse situazioni storiche,
sociali, economiche e culturali, si è manifestata e si manifesta la capacità del-
l’uomo di comunicare mediante segni linguistici.
Ma che cos’è propriamente una lingua? Da che cosa è costituita? Come fun-
ziona? La lingua, in quanto linguaggio v erbale, è un insieme di segni lingui-
stici o, come comunemente si chiamano, di parole e funziona secondo le rego-
le di un codice preciso che è il codice linguistico.
U2 lingua strum x comun•p 10-15 10-06-2011 9:53 Pagina 14

14 Modulo 1 UNA LINGUA PER COMUNICARE

6 Le parole sono segni linguistici


Le parole della lingua sono, come abbiamo detto, segni linguistici. Esse, quin-
di, come tutti i se gni, sono costituite dall’associazione di un elemento f isico e
concreto, percettibile attraverso i sensi (il significante) e un elemento mentale
e puramente concettuale (il significato).
Così, nella parola “gatto”, possiamo distinguere il signif icante, o vvero la
catena di suoni g-a-t-t-o emessi nel pronunciare la parola (o, nel caso della lin-
gua scritta, l’insieme delle lettere g-a-t-t-o che la compongono), dal signif ica-
to, cioè l’idea mentale del noto mammifero a quattro zampe che quei suoni (o
quelle lettere) richiamano alla nostra mente:

E il gatto vero e proprio, cioè il quadrupede in carne e ossa cui il segno lingui-
stico si riferisce? Il gatto v ero e proprio cui il se gno linguistico “gatto” si rife-
risce è il referente del segno linguistico. Esso non va confuso con il signif ica-
to della parola “gatto”. Il signif icato, infatti, è qualcosa di mentale: una elabo-
razione concettuale che sta solo nella mente di chi usa la lingua e che è il fr ut-
to di una serie di precise conoscenze ed esperienze culturali. Il referente in ve-
ce esiste. Ma attenzione: il referente può esistere veramente e concretamen-
te, quando si tratta di un oggetto o di un essere vivente, come le matite, la luna,
il vigile urbano, l’insegnante, il gatto. Ma può anche esistere solo teoricamen-
te, come nel caso degli oggetti o degli esseri che sono frutto della fantasia: i tap-
peti volanti, Aladino e la sua lampada, il Gatto con gli sti vali, Ettore e Achille.
E, naturalmente, il referente può anche essere esistito nel passato, come i per-
sonaggi storici: Giulio Cesare, Dante, Michelangelo, Napoleone.
Di fatto, tutto ciò che esiste – nella realtà o nella fantasia, nel mondo in cui vivia-
mo o nel passato – ha un nome: viene così indicato con un segno linguistico che,
come tutti i segni, ha un signif icato e un signif icante e rimanda a un referente.

7 Le parole, in quanto segni linguistici,


sono frutto di una convenzione
Nelle parole della lingua, in quanto se gni linguistici, l’associazione tra una
catena di suoni o di lettere (significante) e un’idea mentale (significato) è qual-
cosa di arbitrario: è il frutto di una convenzione stipulata, a suo tempo, in una
precisa situazione culturale, dai parlanti e nota a tutti coloro che si ser vono
di quel segno linguistico per comunicare.
Che ciò sia vero è dimostrato chiaramente dal fatto che lo stesso quadrupede
che noi chiamiamo “gatto” a vrebbe potuto chiamarsi pato o anche cane e nulla
U2 lingua strum x comun•p 10-15 10-06-2011 9:53 Pagina 15

LA LINGUA: UNO STRUMENTO PER COMUNICARE Unità 2 15


sarebbe cambiato. In proposito non è certo un caso che esso venga chiamato in
modi differenti, cioè con catene di suoni completamente di versi, da popoli di
lingua di versa dalla nostra: “ chat” dai francesi, “ gato” dagli spagnoli, “ cat”

dagli inglesi, “Katze” dai tedeschi, “kot” dai russi e “macka ” dagli iugoslavi.
Così, quando diciamo o sentiamo dire gatto, chat, gato, cat, Katze, kot,

macka dobbiamo sempre tenere presente che nessuno di questi signif icanti ha

un legame naturale o lo gico con il signif icato che esprime o con l’ani-
male al quale si riferisce . Infatti, è solo per una con venzione che ognuno
dei parlanti (italiano, francese, spagnolo, inglese ecc.) usa quel par ticolare
significante e non un altro per indicare un .

8 La lingua è un sistema di segni,


cioè un codice
Le parole che formano una lingua non sono segni isolati, ma fanno parte di un
sistema di segni che si chiama codice.
Ogni lingua, in quanto insieme di se gni linguistici, altro non è quindi che un
codice linguistico e, come tale, è caratterizzata da norme che ne regolano l’uso
e che garantiscono la cor rettezza e l’ef ficacia della comunicazione. Il codice,
infatti, non solo f issa il valore dei propri se gni, associando, per mezzo di una
convenzione, dei signif icanti e dei signif icati, ma stabilisce anche i criteri e le
regole secondo cui i vari segni – le parole – debbono essere combinati.
Ogni lingua , naturalmente, ha un suo codice linguistico . Esiste, cioè, un
codice della lingua italiana, uno della lingua francese, uno della lingua inglese e
così via. E ciascuno di essi stabilisce i rapporti tra significante e significato nelle
singole parole e le nor me che regolano l’uso delle parole nel loro insieme.

9 La lingua è un codice con norme precise


Il sistema della lingua, infatti, ha, tra le caratteristiche fondamentali che lo ren-
dono superiore a tutti gli altri codici, quella di essere, come abbiamo visto, un
sistema straordinariamente economico e duttile. In pratica, come sappiamo,
attraverso la combinazione di poche decine di suoni è possibile for mare tutte
le parole e, di conse guenza, tutte le frasi, tutti i periodi e tutti i testi che si
usano per comunicare.
Ma, pur essendo praticamente infinita, la combinabilità dei fonemi in parole,
delle parole in frasi, delle frasi in periodi e così via, non è un f atto né casuale
né arbitrario. Tutt’altro. La combinabilità dei vari elementi linguistici è regola-
ta da norme ben precise, che sono le nor me del codice della lingua italiana e
che sono alla base dell’utilizzo della lingua in tutte le for me di comunicazione
verbale. Esse, infatti, coinvolgono e regolano ogni aspetto della lingua: i suoni,
le for me, i signif icati, le str utture morfolo giche e sintattiche e quindi anche
l’organizzazione e l’utilizzo di tutti questi elementi nei vari tipi di testo .
•EXE m1cap2• La lingua•p 16-19 10-06-2011 9:56 Pagina 16

Esercizi
I vari tipi di linguaggio
1 analisi/classificazione Il linguaggio verbale, formato da segni linguistici, è prerogativa dell’uomo. I
linguaggi non verbali, invece, vengono usati sia dall’uomo sia dagli altri esseri viventi. Ti diamo
qui alcuni esempi di comunicazione che avviene attraverso linguaggi non verbali: indicane di
volta in volta il tipo, barrando la casella corrispondente.
LINGUAGGIO
fonico visivo tattile olfattivo gustativo
1. Dall’aroma, diffusosi in cucina, Marco capisce che la mamma
ha preparato il caffè. x
2. Il vigile, con le braccia distese orizzontalmente, indica
ai pedoni il via libera.
3. L’insegnante, avvicinando l’indice alle labbra, invita gli alunni
a fare silenzio.
4. Luca esprime la sua gioia di vedere Laura accarezzandole
il viso.
5. Il suono acuto della sirena avvertì i presenti del pericolo
di un incendio.
6. Toccandolo, si sente subito che è un maglione di pura lana.
7. Assaggiando un pezzetto di parmigiano, il signor Bianchi
intuisce la sua stagionatura.
8. L’ingresso di Marina è sempre preceduto dal suo profumo
inconfondibile.
9. Il suono della campanella indica la fine dell’ora di lezione.

2 analisi/classificazione Il tipo di linguaggio da utilizzare deve essere scelto in base alle caratteristi-
che della situazione in cui avviene la comunicazione. Per ognuno dei seguenti messaggi, regi-
stra il tipo di linguaggio che ti sembra più funzionale alla situazione di volta in volta indicata.
messaggio situazione comunicativa tipo di linguaggio

1. Questa camicia va lavata a) La commessa al cliente. linguaggio verbale

ad acqua. b) La ditta produttrice a tutti gli acquirenti. linguaggio visivo (etichetta)

2. Sì! a) A Giovanni che ti chiede di andare in piscina,


mentre stai addentando un panino.
b) A Giovanni che per telefono ti chiede
di andare in piscina.
3. Non parcheggiare in questo a) A tutti gli automobilisti come divieto.
tratto di strada. b) A Lucia, che mi ha accompagnato a casa.
4. Ti telefono nel a) A un’amica incontrata mentre stai
pomeriggio. andando a scuola.
b) Durante la lezione, a un compagno
5. Le nostre stanze sono a) L’albergatore a un cliente.
dotate di ogni comfort. b) Il proprietario dell’albergo in un depliant
pubblicitario.
•EXE m1cap2• La lingua•p 16-19 10-06-2011 9:56 Pagina 17

LA LINGUA: UNO STRUMENTO PER COMUNICARE Unità 2 17

3 competenza comunicativa La scelta del tipo di linguaggio da usare per trasmettere un messaggio
risponde sempre a criteri di funzionalità e di efficacia. Indica, barrando la casella corrispon-
dente, quale linguaggio è preferibile utilizzare nelle situazioni descritte di seguito e i motivi in
base ai quali se ne sceglie uno piuttosto che un altro.
1. Per segnalare, di notte, l’ubicazione del porto alle navi e della pista di atterraggio agli aerei vengono utilizzati il faro
e le luci, ossia:
un linguaggio visivo luminoso
un linguaggio visivo iconico perché

2. Per invitare gli automobilisti a lasciare libero il passaggio, l’autoambulanza e l’autocisterna dei pompieri utilizzano
le sirene, ossia:
un linguaggio acustico
un linguaggio visivo iconico perché

3. Quando un bambino molto piccolo si è spaventato, lo tranquillizza con un abbraccio o con delle carezze, ricorren-
do cioè a:
un linguaggio verbale
un linguaggio tattile perché

4. Le hostess, prima di ogni decollo, illustrano le procedure d’emergenza ricorrendo a gesti. Utilizzano perciò:
un linguaggio gestuale
un linguaggio verbale perché

4 competenza comunicativa Indica almeno due situazioni nelle quali ognuno dei seguenti tipi di linguaggio
risulta particolarmente efficace e funzionale.
1. linguaggio tattile; 2. linguaggio olfattivo; 3. linguaggio acustico; 4. linguaggio visivo iconico.

5 abbinamento/produzione Le seguenti immagini propongono esempi di linguaggio mimico-gestuale:


osservale attentamente e abbina a ciascun gesto il messaggio che ti sembra comunicare.
•EXE m1cap2• La lingua•p 16-19 10-06-2011 9:56 Pagina 18

18 Modulo 1 UNA LINGUA PER COMUNICARE

6 abbinamento Il linguaggio mimico-gestuale è uno dei linguaggi visivi più usati anche
perché di solito risulta immediatamente comprensibile. Osserva attentamente l’espressione e
i gesti dei personaggi di Walt Disney riprodotti qui e abbina a ciascuna immagine il messaggio
che ti sembra comunicare, scegliendolo fra quelli riportati nel riquadro.

No, no e poi ancora nooo! Che figuraccia! Conviene abbandonare la città.


Ah… questa è bella davvero! Siamo d’accordo!

1. 2. 3.

4.

7 creatività/valutazione Prova a tradurre sul quaderno in un linguaggio non verbale a tua scelta i
seguenti messaggi verbali. Se qualche messaggio ti sembra formulabile solo ed esclusivamen-
te in linguaggio verbale, sottolinealo e spiega per quali motivi ritieni impossibile trasmetter-
lo in un linguaggio diverso.
1. Nelle vicinanze c’è un ospedale.
2. Il mare oggi è calmo. Si può fare il bagno.
3. Che fame!
4. Il parcheggio è interamente occupato.
5. Il concerto di ieri sera mi ha trasmesso forti emozioni.
6. Oggi il tasso di inquinamento dell’aria è particolarmente elevato.
7. Il passo dello Stelvio è transitabile.
9. L’amicizia è un bene prezioso.
•EXE m1cap2• La lingua•p 16-19 10-06-2011 9:56 Pagina 19

LA LINGUA: UNO STRUMENTO PER COMUNICARE Unità 2 19

8 produzione/valutazione Prova a riformulare in linguaggio verbale i seguenti messaggi espressi in


linguaggi visivi non verbali, poi indica i casi in cui il linguaggio visivo non verbale ti sembra più
funzionale di quello verbale.

1. 4.

2. 5.
(4 + 3) x (8 – 7)

3. 6.

9 competenza comunicativa Nelle parole di una lingua l’associazione tra una catena di suoni o di lettere
(significante) e un’idea mentale (significato) è frutto di una convenzione. Lo prova il fatto
che uno stesso significato viene espresso con parole diverse nelle diverse lingue. Indica, ricor-
rendo eventualmente al dizionario, quale parola corrisponde nella lingua o nelle lingue stranie-
re che conosci ai significati delle seguenti parole italiane.

{
dog (inglese)
Es.: cane chien (francese)
Hund (tedesco)

1. fiore
{ 4. fratello
{ 7. libro
{
2. mare
{ 5. musica
{ 8. occhio
{
3. cuore
{ 6. albero
{ 9. casa
{
U3 La lingua e le sue•p 20-40 A 10-06-2011 10:00 Pagina 20

20 Modulo 1 UNA LINGUA PER COMUNICARE

La lingua
3 e le sue varietà

In quanto strumento di comunicazione, la lingua italiana, come tutte le lin-


gue, è un’istituzione sociale che chi parla o scri ve continuamente manipola
per adattarla alle proprie esigenze. P erciò, essa, pur a vendo una f isionomia
lessicale, morfologica e sintattica che la caratterizza rispetto ad altre lingue,
è una realtà in costante e voluzione: è mutata e continuamente muta – nel
lessico e in misura minore nella str uttura g rammaticale – a seconda delle
epoche, dei ter ritori, delle situazioni e delle intenzioni in cui e secondo cui
viene usata.
Di fatto, la lingua italiana, pur essendo qualcosa di unitario, comprende in sé
più lingue o, me glio, presenta più varietà linguistiche: varietà storiche, geo-
grafiche, situazionali, professionali e funzionali.

1 La lingua muta nel tempo


le varietà storiche dell’italiano
La lingua muta nel tempo: l’italiano di oggi è diverso da quello di trent’anni
fa e, a maggior ragione, da quello di cento, trecento o mille anni f a. I diversi
aspetti – fonologici, morfologici, sintattici, lessicali e semantici – che l’italia-
no ha assunto nei secoli costituiscono altrettante varietà storiche della nostra
lingua. Analizzare queste v arietà – dalla prima manifestazione dell’italiano
come lingua autonoma all’italiano di oggi – significa ricostruire la storia della
lingua italiana.
Nell’impossibilità di se guire questa storia momento per momento – v arietà
per varietà – , nei parag rafi che se guono ricostr uiremo le vicende che hanno
visto la lingua italiana for marsi e poi diventare una lingua unitaria.
U3 La lingua e le sue•p 20-40 A 10-06-2011 10:00 Pagina 21

LA LINGUA E LE SUE VARIETÀ Unità 3 21

1.1 La storia della lingua italiana


L’italiano attuale deriva dal latino o, meglio, è il frutto della costante evolu-
zione del latino parlato attraverso i secoli, cioè dei lunghi e incessanti muta-
menti cui il latino è andato incontro sulla bocca dei parlanti, in concomitanza
con il mutare della vita economica, sociale e politica e per ef fetto di una vasta
serie di fenomeni linguistici e non solo linguistici.

1.2 Il latino alla conquista dell’Europa


Originariamente, intorno al IX-VIII secolo a vanti Cristo, il latino – una delle
tante lingue indoeuropee – era solo la lingua usata in Italia, dai Latini, un pic-
colo popolo di contadini e di guer rieri che viveva nel Lazio, presso la foce del
Tevere, là dove sarebbe sorta Roma.
Tra il V e il III secolo a.C., questo popolo, che f aceva parte del vasto ceppo
dei popoli indoeuropei originari dell’Europa centro-orientale, sottomise mili-
tarmente e politicamente tutte le popolazioni al di qua delle Alpi e, poi, nei
secoli successi vi, buona par te dell’Europa, dell’Africa settentrionale e
dell’Asia mediterranea. Parallelamente, sul piano linguistico, esso impose nei
territori conquistati, e quindi a milioni di persone, la propria lingua – il latino
appunto –, che, come è o vvio, si sovrappose a quelle già esistenti e, nei ter ri-
tori europei dove la dominazione romana durò più a lungo, le sostituì non senza
assorbirne, a livello di lingua parlata, molteplici elementi che la diversifica-
rono regione per regione.

1.3 Dal latino parlato nascono le lingue neolatine


Fino a quando l’autorità politico-amministrati va di Roma fu salda, il latino
rimase la lingua ufficiale di tutto il vasto impero fondato dai Romani. Quando,
però, l’Impero romano, tra il III e il V secolo d.C., cominciò a disg regarsi, la
lingua latina perse la sua centralità e la sua forza unif icante anche nei terri-
tori dell’Europa più romanizzati. Così, mentre il latino scritto, usato negli atti
amministrativi e nelle opere letterarie, rimase ancora per molti secoli una real-
tà abbastanza compatta e omo genea, il latino parlato (o latino volgare, cioè
parlato dal vulgus, ‘popolo’, in quanto lingua della vita di tutti i gior ni) prese
a evolversi in modo autonomo e diverso da zona a zona. Le lingue originarie di
substrato, cioè le lingue parlate originariamente nelle v arie zone, riemersero,
accentuando le differenze fonologiche, morfologiche e lessicali già esistenti nel
latino parlato nei diversi territori, mentre le lingue dei nuovi dominatori portaro-
no nuove parole e nuovi usi linguistici.
Così, tra il V e l’VIII secolo d.C., in momenti e misure di versi, nei ter ritori
europei già romani come la F rancia, la Spagna, il P ortogallo, la Romania e
l’Italia, sulla comune base latina si formarono numerosi dialetti o volgari, cioè
numerose parlate locali, che, pur nelle loro varietà e diversità, appaiono tutte –
sul piano fonologico, lessicale e morfologico – la continuazione del latino. Poi,
con il tempo, nei singoli ter ritori, un dialetto, ormai usato come gli altri anche
in forma scritta, si impose sugli altri e divenne la lingua nazionale di quel ter-
ritorio.
Queste lingue, proprio perché sono il frutto dell’evoluzione nel tempo del lati-
no, sono dette lingue neolatine (cioè “latine nuove”) o romanze (cioè “parlate
U3 La lingua e le sue•p 20-40 A 10-06-2011 10:00 Pagina 22

22 Modulo 1 UNA LINGUA PER COMUNICARE

nei territori dominati un tempo da Roma”). Nel loro insieme, esse – ciascuna con
i suoi dialetti – costituiscono una famiglia linguistica omogenea, formata da dieci
rami principali, che cor rispondono ad altrettante lingue parlate in Europa (v edi
cartina sotto).
DISTRIBUZIONE DELLE LINGUE NEOLATINE OGGI IN EUROPA
portoghese
Mare
del Nord

spagnolo

Oceano
Atlantico
catalano
francese

francese
franco-provenzale

ladino rumeno
franco-
LINGUE provenzale
provenzale
NEOLATINE
e

spagnolo Mar Nero


hes

o ROMANZE
provenzale
tog

it a
lia
por

no
no
la

sardo

italiano
ta
ca

sardo

Mare Mediterraneo ladino

rumeno

1.4 Dai volgari italiani alla lingua italiana unitaria


Anche in Italia, tra il V e l’VIII secolo, il tracollo politico e amministrativo del
potere di Roma accelerò la dissoluzione dell’unità linguistica fondata sul lati-
no. In un paese squassato dalle scor rerie dei cosiddetti barbari e dalle carestie
e sempre più frammentato, anche in conse guenza della sua conf igurazione
naturale, in realtà locali isolate e chiuse, le singole parlate locali, già fortemente
influenzate dalle lingue anteriori all’avvento di Roma, ripresero il sopravvento
accogliendo anche for me parlate, in f asi successive, dai nuo vi conquistatori:
nascevano così i volgari italiani che diedero origine ai vari dialetti.
Per alcuni secoli, mentre il latino scritto continua va ad essere la lingua della
Chiesa e dei pochi documenti
ufficiali, i v ari volgari rappre-
sentarono altrettante for me di
lingue usate, sia in testi orali sia
in testi scritti, nelle di verse
regioni. Di f atto, f ino a quasi Il Placito capuano. Datato 960, è il primo documento scritto
tutto il Medioe vo, in Italia si in un volgare italiano e, quindi, la prima testimonianza scritta
usarono più volgari: i v olgari sull’esistenza della nostra lingua. Esso suona:
settentrionali, centrali e meri- Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le pos-
dionali, tutti a loro volta polve- sette parte sancti Benedicti (So che quelle terre, entro quei
rizzati in una miriade di idiomi confini che qui sono contenuti, per trenta anni le ha avute in
possesso la parte [cioé il monastero] di san Benedetto).
locali, cittadini e paesani, la
cui distribuzione rispecchia
U3 La lingua e le sue•p 20-40 A 10-06-2011 10:00 Pagina 23

LA LINGUA E LE SUE VARIETÀ Unità 3 23


quella che per molti aspetti è ancora oggi la distribuzione dei dialetti nelle varie
regioni italiane.
Poi, a par tire dal Trecento, fra tutti questi v olgari si distinse, soprattutto per
merito dell’attività letteraria dei suoi poeti e dei suoi prosatori, il volgare fio-
rentino. Le opere di Dante, P etrarca e Boccaccio, ammirate e imitate dagli
intellettuali, determinarono infatti la diffusione e il successo del fiorentino, che
divenne così il modello della lingua letteraria e, quindi, la v era lingua italiana
– o me glio la prima e più cospicua v arietà storica della lingua italiana – ridu-
cendo tutti gli altri idiomi al r uolo subordinato di dialetti.
La mancanza di un for te centro politico unitario e la conse guente frantuma-
zione della penisola in tanti Stati più o meno autonomi ostacolarono per secoli
il processo di unificazione linguistica dell’Italia. Così, mentre il fiorentino – il
fiorentino scritto degli autori del Trecento e del Cinquecento e, più tardi, il fio-
rentino parlato – si af fermava, in for me e str utture più o meno di verse, epoca
dopo epoca, come la lingua usata dalle persone colte e v eniva considerato come
la lingua italiana unitaria da diffondere in tutto il paese, nella comunicazione
orale quotidiana in casa, sul luo go di lavoro, in piazza e nei luo ghi di divertimen-
to, si continuò a parlare in modo quasi esclusi vo il dialetto: un dialetto diverso da
regione a regione e da città a città che era alla base dei rapporti ordinari tra la gente.
Solo nel corso del No vecento, e soprattutto nel corso de gli
ultimi trenta-quarant’anni, si è deter minata l’affermazione nel Su questa lingua unitaria
Paese di una lingua che può essere def inita unitaria: una lin- – che è detta italiano
gua che oscilla tra il f iorentino-lombardo e il f iorentino-roma- standard o italiano
comune – e sugli italiani
nesco, che non presenta eccessi ve differenze tra scritto e parla- regionali che, in realtà,
to e che è compresa e usata da tutti gli italiani. costituiscono ciascuno la
A questo risultato hanno por tato, oltre che l’unif icazione vera lingua italiana parlata
politica del Paese (1861), provvedimenti legislativi come l’ob- oggi in Italia, vedi il capi-
tolo 2 di questa Unità, La
bligatorietà dell’istruzione elementare (1859) e media (1962) lingua muta nello spazio:le
e fenomeni di g rande portata sociale come le for ti migrazioni varietà geografiche dell’ita-
interne degli anni Cinquanta e Sessanta, l’incremento dell’ur- liano alle pp. 28 ss.
banesimo e l’omolo gazione linguistica e culturale prodotta
dalla diffusione dei mezzi di comunicazione di massa, radio e tele visione in
particolare.
Di f atto, se ancora all’indomani della proclamazione dell’unità nazionale gli
italiani che parlavano e capivano la lingua italiana erano solo il 2,5% dell’intera
popolazione giacché la maggioranza di essi parlava il dialetto, alla fine degli anni
Novanta gli italiani che non parlano l’italiano ma parlano solo il dialetto sono
intorno al 14% o, secondo altre fonti, forse troppo ottimistiche, solo il 6,7%.

1.5 L’italiano oggi: una lingua “viva” in continua evoluzione


In queste cifre e percentuali si compendia, in un cer to senso, tutta la storia del
lento e graduale processo che ha portato l’italiano da lingua scritta e usata oral-
mente soltanto da pochi intellettuali a lingua di una intera nazione.
Quello che è a vvenuto nel corso de gli ultimi cento anni non ha modif icato
solo la situazione linguistica italiana, f acendo aumentare il numero di coloro
che parlano la lingua nazionale, ma ha anche cambiato la lingua italiana.
L’italiano di oggi, infatti, non è più quello che a vrebbero voluto che fosse gli
intellettuali che sostenevano l’esigenza di una lingua unitaria ma anche di una
lingua “pura”, incentrata sui g randi modelli toscani. Allora l’italiano era una
“lingua letteraria”, ar roccata in difesa di rigide nor me di pronuncia, di precise
U3 La lingua e le sue•p 20-40 A 10-06-2011 10:00 Pagina 24

24 Modulo 1 UNA LINGUA PER COMUNICARE


regole grammaticali e di un patrimonio lessicale chiuso. Oggi, in vece, l’italia-
no o meglio la varietà storica attuale dell’italiano è soprattutto una “lingua par-
lata”, cioè formalmente orientata sul modello della lingua d’uso, ed è una lin-
gua dinamica, in continua evoluzione:
 dal punto di vista della pronuncia, come v edremo me glio analizzando le
varietà geografiche della lingua, al di là delle varietà regionali, dietro un’appa-
rente unità, sono in realtà distinguibili tre f iloni: uno lombardo-settentrionale,
Vedi pp. 25 ss. uno fiorentino-toscano e uno centrale-romano con una lieve prevalenza di quel-
lo lombardo-settentrionale;
 dal punto di vista della grammatica, la lingua italiana è un po’ meno vinco-
lata alle nor me di un tempo. Secondo alcuni linguisti, che potremmo def inire
conservatori, è pericolosamente orientata v erso la perdita delle for me e dei
costrutti “più difficili” a vantaggio di quelli più facili, con un livellamento che

IL LESSICO DELL’ITALIANO: ORIGINI E COMPONENTI


Com’è il lessico, cioè l’insieme delle italiano migliaia e migliaia di altre pa- Altre “fonti” di parole
parole, della lingua italiana di oggi? role, provenienti da “fonti” diverse.
Come si è costituito attraverso il Oltre al latino e alle lingue straniere,
tempo e l’uso? altre “fonti” di parole che hanno con-
I prestiti da altre lingue
tribuito e continuamente contribui-
Il fondo ereditario latino Una fonte di parole che, nel tempo, scono all’arricchimento del lessico
Una buona parte del lessico italiano ha arricchito, con incroci e sovrappo- della lingua italiana sono:
attuale deriva dal latino: circa il 60%, sizioni varie, il patrimonio lessicale  i dialetti e le parlate regionali,
cioè sei parole su dieci. L’ingresso italiano è costituita dai contributi dai quali, con un flusso continuo e
delle parole latine nel nostro lessico è provenienti da altre lingue, cioè costante, sono entrate nella lingua
avvenuto, nel tempo, in due modi: dalle lingue dei popoli con cui gli ita- italiana non poche parole;
liani sono venuti in contatto nei seco-
 alcune parole, la maggior parte, li, per vicende storiche, economiche,  i linguaggi settoriali, cioè le par-
sono entrate nell’italiano, tra il V e il sociali, politiche e culturali. Queste ticolari varietà della lingua di cui si
X-XII secolo, per tradizione ininter- parole, che coprono una buona parte servono gli specialisti di una deter-
rotta o popolare, cioè attraverso la della percentuale di parole di origine minata disciplina quando trattano
lenta evoluzione della lingua latina non latina sono dette prestiti, e più degli argomenti di loro competenza;
parlata e quindi si sono variamente precisamente:  i gerghi, cioè i linguaggi speciali
modificate nella forma e talora an- usati, per lo più allo scopo di esclu-
che nel significato:  prestiti integrati, quando le pa-
role di origine straniera sono state dere gli altri, all’interno di gruppi ri-
latino parlato italiano adattate foneticamente (hanno cioè stretti di persone;
assunto una grafia e una pronuncia  le neoformazioni, cioè le parole
oculum → occhio
dominam → donna (= ‘persona italiane) e morfologicamente (han- che la lingua crea sfruttando e le paro-
(= ‘padrona’) di sesso femminile’) no cioè assunto le desinenze italia- le già esistenti attraverso i vari mecca-
ne di genere e numero), in modo da nismi di formazione delle parole - deri-
 altre sono entrate in italiano, nei risultare parole italiane a tutti gli vazione, alterazione e composizione;
secoli successivi, per tradizione in- effetti. È il caso di parole come  l’onomatopèa, cioè il meccanismo
terrotta o dotta, cioè attraverso il “giardino” (dal franco-provenzale che porta alla costruzione di parole
recupero operato da dotti, special- jardin), “bistecca” (dall’inglese attraverso la trascrizione di suoni e
mente uomini di scienza o letterati. beefsteak), “bianco” (dal germanico rumori: coccodè, chicchirichì, din don,
Essendo rimaste estranee all’uso blank), “cifra” (dall’arabo sifr, ’vuo- patatrac ecc.;
vivo, esse non hanno subìto partico- to’) e “zucchero” (dall’arabo súkkar);
 la creazione dal nulla di nomi
lari mutamenti, al di fuori di quelli re-  prestiti non integrati, quando le propri di prodotti commerciali o mar-
lativi alle desinenze: parole, essendo entrate nella lingua chi registrati che finiscono per diven-
italiana in epoca recente, hanno con- tare nomi comuni: aspirina, banco-
latino italiano servato la loro forma (la grafia e, in mat, ferodo, fernet, nylon ecc.;
equester → equestre certi casi, anche la pronuncia) origi-
 la creazione di parole attraverso la
causa → causa naria e, quindi, sono invariabili (al
plurale hanno la stessa forma del promozione a nomi di sigle: la Fiat,
singolare). È il caso di parole come la Cgil ecc.
L’insieme delle parole del lessico ita-
liano provenienti dal latino costitui- “dessert” (dal francese dessert), Le parole nuove che, attraverso le
sce il fondo ereditario della lingua “golpe” (dallo spagnolo golpe), fonti più diverse, entrano a far parte
italiana, cioè il patrimonio fondamen- “sport” (dall’inglese sport), “wür- della lingua anche per tenere dietro
tale del lessico della nostra lingua. stel” (dal tedesco würstel), “film” alle sempre nuove invenzioni della
Poi, attraverso il tempo, questo pa- (dall’inglese film) e “robot” (dal tecnica o ai nuovi stili di vita, si chia-
trimonio di base ha visto entrare in ceco robot). mano neologismi.
U3 La lingua e le sue•p 20-40 A 10-06-2011 10:00 Pagina 25

LA LINGUA E LE SUE VARIETÀ Unità 3 25


ne impoverisce le potenzialità espressive. Secondo altri linguisti, invece, l’italiano
sta semplicemente vivendo le sue nor mali vicende evolutive: pur tra la scompar-
sa di talune for me e con la rinuncia, ine vitabile, a cer te sfumature espressi ve,
l’italiano sta pro gressivamente adattandosi alle sempre nuo ve esigenze dei par-
lanti;
 dal punto di vista del lessico, inf ine, la lingua italiana ha visto, ne gli ultimi
anni, una notevole accelerazione del processo di ampliamento del proprio patri-
monio di parole: un ampliamento che alcuni linguisti ritengono troppo condi-
zionato dall’invadenza dell’anglo-americano e che altri, invece, considerano in
linea con un tipo di sviluppo in atto da sempre. Se vuoi approfondire questi par-
ticolari aspetti della lingua, leggi il box a pagina precedente.

2 La lingua muta nello spazio:


le varietà geografiche dell’italiano
Una lingua, oltre che attra verso il tempo, muta nello spazio : nella stessa
epoca, in luoghi diversi della stessa nazione, si possono usare for me diverse di
lingua – nella pronuncia, nella morfolo gia, nella sintassi e nel lessico – for me
che sono varietà geografiche della lingua.
Esempi precisi di queste v arietà geografiche della lingua italiana sono i dia-
letti e i cosiddetti italiani regionali.

2.1 I dialetti: non idiomi rozzi e inferiori,


ma vere e proprie lingue
I dialetti, che nonostante la diffusione dell’italiano come lingua nazionale con-
tinuano a esistere come lingua dei rappor ti tra f amiliari e amici, costituiscono
altrettante varietà geografiche della lingua italiana e quindi altrettanti idiomi
alternativi, a livello locale, della lingua italiana.
I dialetti, infatti, non sono, come a lungo si è sostenuto, de gli idiomi rozzi e
inferiori, da combattere ed estir pare come deformazioni della vera e unica lin-
gua nazionale. Nati dall’e voluzione del latino parlato proprio, come quel dia-
letto fiorentino che poi è stato promosso a lingua italiana, essi sono vere e pro-
prie lingue: hanno una loro str uttura g rammaticale, un loro lessico, una loro
storia e una loro letteratura, in prosa e in v ersi, e costituiscono un eccezionale
patrimonio linguistico e culturale di cui tutti gli italiani, paese per paese, sono
ricchi e, anche, un inesauribile bacino di risorse espressive cui continuamente
attingono sia i parlanti sia il lessico stesso della lingua italiana.
La differenza tra l’italiano e i dialetti insomma non è di tipo qualitativo, ma è
una differenza d’uso. Il dialetto, inf atti, ha un ambito d’uso più limitato del-
l’italiano sia sul piano geografico sia sul piano sociale:
 sul piano geografico, ha un ambito d’uso locale (paese, città e, al massimo,
regione), diversamente dall’italiano che ha un ambito d’uso nazionale;
 sul piano sociale, ha un ambito d’uso ristretto sia per quello che riguarda
le persone sia per quello che riguarda le situazioni comunicati ve: diversa-
mente dall’italiano, il dialetto è per lo più limitato alle situazioni e alle esi-
genze della vita quotidiana e viene usato soltanto in f amiglia, nella cerchia
degli amici e, talvolta, sul posto di lavoro.
U3 La lingua e le sue•p 20-40 A 10-06-2011 10:00 Pagina 26

26 Modulo 1 UNA LINGUA PER COMUNICARE


Nonostante il generale li vellamento operato
I dialetti italiani: una classificazione
dalla dif fusione della lingua nazionale, i dialetti italiani sono ancora o ggi
numerosissimi. Però, in tanta v arietà, è possibile indi viduare dei tratti lingui-
stici comuni che permettono di classif icare i dialetti in cinque gruppi:
 i dialetti settentrionali, parlati a nord della linea ideale che va all’incirca da
La Spezia a Rimini e che coincide con la dorsale dell’Appennino. Essi v engo-
no suddivisi in due grandi gruppi:
– i dialetti gallo-italici, così chiamati perché quei ter ritori erano abitati dai
Galli e quindi conservano tracce del sostrato linguistico celtico. Comprendono
il piemontese, il lombardo, il trentino, il ligure e l’emiliano-romagnolo;
– i dialetti veneti, che comprendono il veneziano, il veronese, il vicentino-
padovano, il trevigiano, il feltrino-bellunese, il triestino e il veneto-giuliano;
 i dialetti toscani, che, pur essendo a sud della linea La Spezia-Rimini, sono
diversi dai dialetti centro-meridionali perché risultano più vicini al latino par-
lato. Essi comprendono il fiorentino, l’aretino-chianaiolo, il senese e il pisano-
lucchese-pistoiese;
 i dialetti meridionali centr ali, comprendenti i dialetti laziale-umbro-
marchigiani settentrionali;
 i dialetti meridionali intermedi , comprendenti i dialetti laziale-umbro-
marchigiani meridionali, l’abruzzese, il molisano, il campano, il pugliese, il
lucano e il calabrese settentrionale;
 i dialetti meridionali estr emi, comprendenti il calabrese meridionale , il
salentino e il siciliano.

I DIALETTI ITALIANI
U3 La lingua e le sue•p 20-40 A 10-06-2011 10:00 Pagina 27

LA LINGUA E LE SUE VARIETÀ Unità 3 27


Accanto ai dialetti italiani propriamente detti si collocano, con caratteristiche che
ne fanno vere e proprie lingue romanze autonome, due altri g ruppi di dialetti:
 i dialetti sardi, comprendenti:
– i dialetti sardi settentrionali, cioè il gallurese e il sassarese;
– i dialetti sardi meridionali, cioè il logudorese e il campidanese;
 i dialetti ladini (da latinus, ‘latino’) o retoromanzi (perché il sostrato pre-
latino era costituito da una lingua retica), comprendenti il friulano, parlato nel
Friuli Venezia-Giulia, il dolomitico, parlato nelle v alli delle Dolomiti, e il
romancio, parlato nel cantone dei Grigioni (Svizzera).

PER SAPERNE DI PIÙ


Le altre lingue parlate in Italia:
le minoranze linguistiche

In Italia esistono comunità di perso-


ne che hanno come lingua madre una
lingua diversa dall’italiano e dai vari
dialetti. Non intendiamo riferirci alle
varie comunità di recente immigra-
zione dai paesi europei o extraeuro-
pei, ma alle comunità storiche allo-
glotte, cioè parlanti “altre lingue”
(dal greco állos, ‘altro’, e glótta, ‘lin-
gua’), che costituiscono le cosiddette
minoranze linguistiche. Le lingue
parlate da queste minoranze sono:
 il francese, in Valle d’Aosta;
 il franco-provenzale, parlato (ac-
canto all’italiano e al francese) da
circa 90 000 persone, in Valle d’Aosta
e in due comuni della Puglia (Faeto e
Celle);
 il provenzale, parlato da circa
50 000 persone in alcune zone del
Piemonte (particolarmente in Val  il fatto che le comunità alloglotte  il ladino, parlato in Friuli e in alcu-
Pellice) e in un comune della Cala- vivono in zone di confine che sono ne zone dolomitiche (Val Badia e Val
bria (Guardia Piemontese); appartenute in passato a Stati di- Gardena);
 il tedesco, parlato in Alto Adige versi;  il friulano, parlato nel Friuli e con-
(o Sud Tirolo) e altre zone delle Alpi  il fatto che alcune comunità si siderato da taluni linguisti una va-
e Prealpi; sono insediate in epoche anche re- riante del ladino;
 lo sloveno, in alcune zone del mote in zone lontane dalla loro terra  il sardo.
Friuli (Resia); di origine, per sottrarsi a persecuzio-
 il serbo-croato, parlato da circa ni religiose o politiche (come le co- Queste lingue sono continuamente
15 000 persone in alcuni comuni del- munità che parlano il franco-proven- esposte al rischio di scomparire, in-
l’Abruzzo e del Molise; zale insediate in Puglia) o nell’ambi- sieme alle culture che attraverso di
 il greco, parlato da circa 20 000 to di processi di migrazione (come le esse si esprimono, cancellate dalla
persone in alcune zone del Salento e comunità che parlano albanese inse- lingua nazional-popolare dei mezzi
della Calabria; diate nell’Italia meridionale, quelle di comunicazione di massa. Ma, in
 l’albanese, parlato da circa 90 000 serbo-croate dell’Abruzzo e del Mo- ottemperanza all’articolo 6 della Co-
persone in alcuni comuni del Molise, lise e quella catalana di Alghero o stituzione italiana che dichiara che
della Campania, del Gargano, della come quelle che parlano greco della “la Repubblica tutela con apposita
Lucania, della Calabria e della Sicilia; Calabria e della Puglia). norma le minoranze linguistiche”,
 il catalano (una lingua neolatina hanno ottenuto nel 1999 dal Parla-
A queste nove lingue, sia romanze mento italiano – e alcune già prima
della Spagna), parlato da circa sia non romanze, vennero poi aggiun-
15 000 persone nel comune di Alghe- dai rispettivi Consigli regionali –, il
te tre lingue neolatine, evolutesi di- riconoscimento ufficiale di minoran-
ro, in Sardegna. rettamente dal latino volgare: za. Alcune di esse – il francese, il la-
Le ragioni storiche della sopravvi- dino, il tedesco e lo sloveno – sono
venza di queste “isole” linguistiche state equiparate all’italiano e vengo-
sono in sostanza due:
U3 La lingua e le sue•p 20-40 A 10-06-2011 10:00 Pagina 28

28 Modulo 1 UNA LINGUA PER COMUNICARE

2.2 Gli italiani regionali


Varietà g eografiche dell’italiano sono anche gli italiani r egionali, cioè le
varietà della lingua italiana parlate nelle di verse regioni italiane e caratterizza-
te dalla presenza, su una base lar gamente modellata sulla lingua nazionale, di
elementi regionali.
Questi italiani re gionali, che sono il fr utto della ine vitabile sopra vvivenza
nella lingua unitaria de gli originari elementi dialettali tipici delle v arie regioni
e che per mettono a chiunque di capire immediatamente se chi parla è u n lom-
bardo, un toscano, un campano o un siciliano, costituiscono ciascuno, per così
dire, la vera lingua parlata in Italia. Infatti, la maggior parte degli enunciati pro-
dotti oggi in Italia nelle varie forme di comunicazione orale, per non dire la quasi
totalità di essi, vengono pronunciati in una varietà regionale.
Gli italiani regionali sono numerosi, ma si possono ridur re sostanzialmen-
te a quattro. Le dif ferenze che li contraddistinguono non sono piccole e
riguardano soprattutto la fonetica, cioè il modo di pronunciare le parole.
Numerose sono anche le differenze lessicali, perché ogni regione ha attinto dai
suoi dialetti parole diverse. Nella morfologia e nella sintassi, invece, le diver-
sità sono minime, perché in questo caso l’omolo gazione con il modello della
lingua nazionale è stata più rapida e intensa. Distinguiamo, dunque, le seguen-
ti varietà:
 un italiano regionale settentrionale;
È caratterizzato a li vello della pronuncia delle parole dalla mancata distinzione tra
le forme aperte e chiuse delle v ocali e e o (per un parlante settentrionale, la for ma
“vénti” con la e chiusa indica tanto il numerale “vénti” quanto il sostantivo “i vènti”)
e dall’eliminazione, specialmente nell’area v eneta e ligure, delle doppie: mama (=
mamma), belo (= bello). A livello morfosintattico, la caratteristica più signif icativa
dell’italiano regionale settentrionale è la tendenza a usare il passato prossimo in ve-
ce del passato remoto anche per indicare azioni ed eventi lontani nel tempo: “Cinque
anni fa sono andato in Spagna con i miei genitori”. Altre differenze, pur costituen-
do una v arietà di italiano re gionale, sono for me chiaramente dialettali e quindi da
evitare, come l’abitudine, tipica dell’italiano parlato nel Nord , di f ar precedere i
nomi propri di persona dall’articolo (il Giovanni, la Maria); l’uso, tipico sempre del
Nord, dei pronomi me e te come pronomi so ggetto (“Fai te come preferisci”); la
costruzione, sempre settentrionale, son dietro a + infinito invece di stare + gerundio
(“Son dietro a mangiare” = Sto mangiando).
 un italiano regionale toscano;
È caratterizzato, oltre che dalla distinzione costante tra il suono aper to e quello
chiuso delle vocali e e o (vénti / i vènti), dalla pronuncia aspirata della c dura inter-
vocalica (la hasa = la casa), dalla lieve aspirazione anche della p e della t intervo-
caliche (il capho = il capo; la motho = la moto), dalla tendenza a pronunciare sci la
c dolce (la bisci = la bici) e dall’assimilazione dei g ruppi consonantici tm e cn in
mm e nn (l’arimmetica = l’aritmetica; il tennico = il tecnico).
 un italiano regionale centrale o romano;
Tipiche di questa area linguistica sono la riduzione del g ruppo gl seguito da i a un
suono intermedio fra i e j: fijo (= figlio), mejo (= meglio) e, più in generale, la ten-
denza a raddoppiare la labiale b e la palatale g all’inizio di parola o in posizione
intervocalica ( bbene, nobbile, ggioco, cuggino) e ad assimilare il g ruppo conso-
nantico nd in nn (monno = mondo). Altri aspetti relativi sia alla pronuncia sia alla
morfosintassi sono simili a quelli dei dialetti meridionali.
U3 La lingua e le sue•p 20-40 A 10-06-2011 10:00 Pagina 29

LA LINGUA E LE SUE VARIETÀ Unità 3 29

 un italiano regionale meridionale, che taluni linguisti distinguono in un ita-


liano regionale meridionale intermedio e in un italiano regionale meridiona-
le estremo, portando gli italiani regionali a cinque, come le g randi aree dialet-
tali in cui l’Italia è divisa.
A livello di pronuncia, in tutta l’area meridionale, come anche in par te nell’area
centrale, la s dopo la nasale n e le liquide l e r viene pronunciata z (penzare = pen-
sare), la labiale b e la palatale g raddoppiano all’inizio di parola e in posizione
intervocalica (bbene, nobbile, ggioco, cuggino) e il gruppo consonantico nd viene
assimilato in nn (monno = mondo); in taluni casi il raddoppiamento avviene anche
con altre consonanti iniziali quando sono precedute da vocali (la ccasa) e nell’area
regionale siciliana r, d e g raddoppiano sempre all’inizio di parola ( la rrosa, la
ddata, la ggonna). Altre caratteristiche de gli italiani re gionali centro-meridionali
sono, invece, proprie di zone più circoscritte. Così, nell’area campana, c, q, p, t
dopo le nasali m e n tendono a essere pronunciate g, b, d: congorso (= concorso),
conguista (= conquista), comblesso (= complesso), indorno (= intorno). Tipico di
gran parte delle parlate pugliesi è il passaggio di a a e (mere = mare), mentre in
Sicilia sono usuali la pronuncia come cc palatale dei g ruppi tr e ttr (il ceno = il
treno; quaccio = quattro) e la pronuncia aperta delle vocali e e o toniche (il sègno,
la vòce, lòro). A livello morfosintattico, l’italiano regionale meridionale è caratte-
rizzato, tra l’altro, dalla tendenza a usare il passato remoto anche per indicare
azioni o eventi vicini (“Ieri andasti a scuola?”). Tipiche dell’area meridionale e in
parte dell’area centrale sono anche la costr uzione perifrastica dell’inf inito prece-
duto dalla preposizione a invece del ger undio (“Stai ancora a mangiare?” = Stai
ancora mangiando?) e la costruzione del complemento oggetto animato con la pre-
posizione a, tipica dell’italiano parlato nel Sud e nelle isole (“ Chiama a tuo fr a-
tello”; “ Cercano a te ”; “ Senti a mamma ”). Tipici, inf ine, dell’italiano re gionale
meridionale, specialmente in Sicilia e in Calabria, sono la tendenza a collocare il
verbo alla f ine della frase (“ Bene dormisti?”) e l’uso transiti vo dei verbi salire e
scendere (“Scendimi il pacco”).
Al di fuori di questa classificazione resta l’italiano regionale sardo, che costituisce
una varietà geografica a sé stante. L’italiano regionale sardo scandisce for temente
le sillabe e tende a pronunciare nello stesso modo le consonanti doppie e quelle sin-
gole: così “dopo” suona all’incirca come do(p)-po e “tutto” come tu(t)-to.
U3 La lingua e le sue•p 20-40 A 10-06-2011 10:00 Pagina 30

30 Modulo 1 UNA LINGUA PER COMUNICARE

2.3 Due varietà geografico-sociali della lingua:


l’italiano standard e l’italiano popolare
I vari italiani regionali, come abbiamo detto, costituiscono, nel loro insieme,
la vera lingua par lata in Italia . Accanto ad essi, però, nel nostro
paese sono usate anche due altre varietà di lingua che partono da essi per attin-
gere, da una par te un li vello linguistico più alto e dall’altra, in vece, uno più
basso: l’italiano nazionale standard e l’italiano popolare.
Queste varietà di italiano sono v arietà linguistiche sincroniche di tipo geo-
grafico come quelle costituite dagli italiani regionali, ma anche di tipo sociale:
esse, infatti, sono legate sia alla pro venienza geografica sia alla classe sociale
di appartenenza di coloro che oggi usano l’italiano.

PER SAPERNE DI PIÙ


Stagnino, stagnaio, lattoniere, no la stessa cosa o gli stessi concetti (geosinonimi). Per
fontaniere, trombaio, idraulico: esempio, per indicare i lacci delle scarpe si usano, a se-
il lessico degli italiani regionali conda delle regioni, le parole stringhe, lacci, legacci, lac-
ciuoli, legaccioli, aghetti, fettucce, mentre l’operaio che
aggiusta gli impianti idraulici viene, volta per volta, chia-
Sul piano lessicale le differenze tra i vari italiani regio- mato stagnino, stagnaio, stagnaro, lattoniere, fontaniere,
nali non sono molto numerose, perché il lessico è la parte trombaio, idraulico. Si vedano anche le varianti regionali
della lingua che ha subìto il maggior livellamento. Non formaggio (Nord)/cacio (Centro e Sud); testa (Nord)/capo
mancano tuttavia elementi caratteristici delle varie aree. (Centro); mestolo, mestola (Nord)/ramaiolo (Centro);
Così tipici regionalismi lessicali dell’area settentrionale adesso (Nord)/ora (Toscana e Sicilia)/mo’ (Centro e Sud);
sono le forme tirar su e tirar giù nel significato di “solleva- dimenticare (Nord e Toscana)/scordare (Centro e Sud).
re”, “abbassare”, avanzare nel significato di “risparmia- Particolarmente significativo, sempre a livello lessicale,
re”, fare i mestieri nel significato di “riordinare la casa”. è infine il continuo passaggio di parole dall’italiano
Nell’area centro-meridionale, invece, i parlanti usano sta- regionale all’italiano nazionale. Numerose, infatti,
re per “essere” (“Ancora a letto stai?”), tenere per “avere, sono le parole che, fino a qualche tempo fa, appartene-
possedere” (“Tengo due figli”; “Quanto denaro tieni?”), vano a varianti regionali dell’italiano e, poi, per effetto
menare per “picchiare”, cacciare per “tirar fuori”. delle migrazioni interne e della diffusione dei mezzi di
Lessicalmente più interessante è, invece, la grande va- comunicazione di massa, hanno cominciato a essere
rietà di sinonimi con cui i diversi italiani regionali indica- usate in tutto il paese.
PAROLE DI ORIGINE REGIONALE

piemontese arrangiarsi, pelare (= sbucciare), grissino, gianduiotto, cicchetto (= ramanzina), riga


(= scriminatura), fontina.
lombardo balera (= sala da ballo), barbone (= mendicante), bollito (= lesso), fiacca (= stanchezza), os-
sobuco, panettone, paparino (affettuoso per “papà”), risotto, sberla, secchia (= sgobbone).
veneto o trentino campiello, calle, gondola, ciao, malga, baita, vestaglia, lido, laguna, contrabbando.
genovese abbaino, acciuga, cavo, mugugno, pesto.
emiliano-romagnolo cotechino, cappelletti (= tortellini), tagliatelle, zampone.

pizzicagnolo (= salumiere), scazzottare (= prendere a cazzotti), panforte, impiccione, pi-


toscano
nolo, sbraitare, pattumiera.

marchigiano brodetto.

romano bullo, bustarella, dritto (= furbo), iella, lagna (= lamentela, noia), locandina (= manifesto
pubblicitario), macello (= strage, disastro), pappagallo (= corteggiatore troppo invaden-
te), pataccaro (= imbroglione), rimediare (= ottenere), scippo.
abruzzese ciambella, caciotta, tratturo.
napoletano pizza, mozzarella, camorra, omertà, scugnizzo, scocciatore.
siciliano cassata, cannolo, mafia, intrallazzo.
U3 La lingua e le sue•p 20-40 A 10-06-2011 10:00 Pagina 31

LA LINGUA E LE SUE VARIETÀ Unità 3 31


Italiano nazionale L’italiano nazionale o italiano standar d è un italiano che,
superando le varietà regionali della situazione linguistica italiana, mira a esse-
re la lingua comune a tutti gli italiani . In realtà, esso non coincide propria-
mente con la lingua parlata in alcun luo go specif ico come lingua locale, ma è
la lingua che tutti riconoscono come lingua nazionale perché è usata e capìta in
tutto il ter ritorio nazionale. È la lingua in cui o gnuno aspira a esprimersi sia
quando parla sia quando scrive in situazioni formali; è la lingua usata nei gior-
nali e nei settimanali; è la lingua che si inse gna a scuola e in base alla quale si
segnalano e si cercano di cor reggere le deviazioni più gravi e immotivate.
Italiano popolare L’italiano popolare è una v arietà di italiano, inter media tra i
diversi italiani re gionali e l’estremo linguistico costituito dai dialetti, che si è
andata lentamente formando dopo l’unificazione linguistica, in sostituzione dei
dialetti, presso le classi sociali più umili. In pratica, l’italiano popolare è l’ita-
liano parlato, e anche scritto, da coloro che, nella vita quotidiana, usano un dia-
letto e conoscono l’italiano comune in modo approssimati vo.

3 La lingua muta secondo le situazioni in


cui viene usata: i registri linguistici
La lingua muta in rappor to alle diverse situazioni in cui, in un dato momen-
to, avviene la comunicazione, cioè a seconda dell’ambito o del contesto in cui
essa avviene e del rappor to esistente tra gli interlocutori. Le di verse soluzioni
linguistiche adottate nelle di verse situazioni danno luo go a precise varietà
situazionali (o contestuali) della lingua che v engono chiamate registri lin-
guistici.

3.1 I registri linguistici


Chi parla o scrive usa la lingua in modo di verso o, meglio, usa varietà diver-
se della lingua , a seconda della par ticolare situazione in cui si tro va, cioè a
seconda del luogo in cui a vviene la comunicazione (in casa, a scuola, in uf fi-
cio, per strada, a un convegno ecc.), a seconda dell’interlocutore cui si ri volge
(un compagno di scuola, un amico, un inse gnante, un genitore, un parente, un
vigile urbano, un negoziante, un impiegato di banca, una persona giovane o una
persona anziana, il capoufficio, il fattorino ecc.) e, anche, a seconda del luo go
in cui la comunicazione con un deter minato interlocutore a vviene (per esem-
pio, con un insegnante in classe piuttosto che durante una gita scolastica).
Le varietà di lingua usate in relazione alle diverse situazioni comunicative
sono varietà situazionali della lingua. Esse sono più propriamente dette
registri linguistici e sono caratterizzate ognuna da scelte linguistiche – les-
sicali, morfologiche e sintattiche – operate nell’ambito dei cosiddetti livelli
espressivi della lingua, cioè il livello formale, il livello medio e il livello
informale.
Come è ovvio, i diversi registri linguistici, in quanto varietà situazionali della
lingua, sono numerosissimi. In linea di massima, però, si possono ridur re a cin-
que tipi fondamentali, cor rispondenti alle situazioni comunicati ve fondamenta-
li: registro aulico, colto, medio, colloquiale-familiare, intimo-confidenziale:
U3 La lingua e le sue•p 20-40 A 10-06-2011 10:00 Pagina 32

32 Modulo 1 UNA LINGUA PER COMUNICARE

registro situazione comunicativa


esempio
linguistico d’uso
aulico- in situazioni ufficiali, con persone di riguardo, Saremmo onorati di avere ospite a cena da noi la Si-
formale
livello

solenne soprattutto se non si conoscono gnoria Vostra, la sera di giovedì prossimo.


in situazioni che richiedono un approccio forma- Gradiremmo averla a cena da noi, la sera di gio-
colto le, con persone che non si conoscono bene vedì prossimo.
medio
livello

in situazioni normali, con persone che non si co- Venga a cena da noi. Facciamo giovedì sera: ci
medio
noscono bene saranno altri amici.

in situazioni domestiche o amicali, con familiari Giovedì sera vieni a cena da noi. Ci saranno an-
colloquiale- che Paolo e Laura.
o persone che si conoscono bene e con cui si è in
informale

familiare rapporti di amicizia


livello

Ehi, carissimo, la vuoi finire di farti desiderare? Ti


intimo- in situazioni domestiche o amicali, con persone
confidenziale aspettiamo giovedì sera per una bella mangiata
con cui si è in grande confidenza
con anche il Paolo e la Laura.

3.2 La scelta del registro linguistico


La scelta del registro linguistico da utilizzare non a vviene casualmente. Chi
parla o scrive, infatti, sceglie quello più oppor tuno in rappor to a tre elementi
fondamentali:
 la situazione comunicativa. Le circostanze e i luo ghi in cui a vviene la co-
municazione sono diversi e richiedono, caso per caso, l’adozione di un re gi-
stro della lingua adatto alla situazione;
 il tipo di rapporto esistente tra gli interlocutori, cioè tra le persone tra
cui si svolge la comunicazione. Il rappor to tra emittente e destinatario, inf atti,
può essere di molti tipi e varia a seconda del ruolo sociale e professionale del-
l’uno e dell’altro, del g rado di conoscenza (intima, superf iciale, formale o ad-
dirittura inesistente), dell’età ecc. P articolare rilievo, in vista della scelta del
registro espressivo da usare, ha il ruolo reciproco degli interlocutori: da que-
sto punto di vista, il rappor to si può def inire simmetrico, se l’emittente e il
destinatario sono su un piano di parità ( coetaneo → coetaneo; professionista
→ professionista); asimmetrico, quando tra i due si deter mina una situazione
di disparità dal punto di vista del prestigio professionale o del semplice g rado
(superiore gerarchico → inferiore), dell’età (vecchio → giovane), della com-
petenza culturale (esperto → inesperto) e simili;
 l’oggetto della comunicazione. L’argomento di cui si parla può essere un
argomento noto e quotidiano, da trattare in un registro colloquiale e familia-
re, o un argomento complesso e specialistico, da trattare in un registro medio
o addirittura colto, magari con il ricorso a ter mini del linguaggio settoriale
della disciplina cui è riconducibile. Esso, inoltre, può essere già noto, in tutto
o in par te, all’interlocutore o esser gli del tutto sconosciuto, e anche in questo
caso il registro espressivo usato sarà diverso.
 lo scopo della comunicazione, cioé lo scopo che ci si pref igge di ottenere
con il proprio discorso e che può richiedere un approccio conf idenziale e “alla
mano” o un approccio più formale.
Saper scegliere e utilizzare volta per volta il registro linguistico più adatto alla si-
tuazione in cui ci si trova, cioè al luogo in cui si deve parlare, all’interlocutore cui
ci si rivolge, all’oggetto di cui si intende parlare e, anche, allo scopo che ci si pre-
figge di ottenere, vuol dire possedere una adeguata competenza comunicativa.
U3 La lingua e le sue•p 20-40 A 10-06-2011 10:00 Pagina 33

LA LINGUA E LE SUE VARIETÀ Unità 3 33

4 La lingua muta secondo l’argomento:


i linguaggi settoriali
La lingua muta, specialmente sul piano lessicale, anche a seconda dell’argo-
mento che si affronta. Taluni argomenti, infatti, possono essere trattati usando la
lingua comune; altri argomenti, di tipo specialistico, v anno invece trattati con lin-
guaggi speciali, o settoriali, linguaggi che costituiscono v ere e proprie varietà
linguistiche legate ai diversi campi delle discipline di studio e, soprattutto, delle
attività e delle professioni.

4.1 I linguaggi settoriali PER NON SBAGLIARE


I linguaggi settoriali (o linguaggi speciali o, anche, Utili e insostituibili se sono usati in
sottocodici linguistici ) sono le par ticolari varietà modo corretto, i linguaggi setto-
della lingua di cui si ser vono gli specialisti di una riali, però, perdono la loro funzio-
determinata disciplina o di una deter minata attività nalità quando vengono impiegati al
di fuori del loro ambito specifico.
professionale quando parlano o scri vono di ar go- Allora, anziché strumenti atti a fa-
menti di loro competenza e di cui ci ser viamo tutti vorire una comunicazione precisa,
quando vogliamo parlare o scrivere in modo partico- chiara e rapida, essi risultano lin-
guaggi oscuri che rendono un mes-
larmente appropriato di tali argomenti. saggio incomprensibile ai “non ad-
Questi tipi di linguaggio sono sempre esistiti al- detti ai lavori”.
l’interno della lingua comune, in quanto, da sempre, Si pensi in proposito quale grave
errore di comunicazione commet-
i vari mestieri, le v arie attività e le v arie professioni terrebbe un medico se, per spiega-
hanno elaborato linguaggi par ticolari. Nel mondo re a un paziente la malattia di cui
contemporaneo, però, essi sono andati pro gressiva- soffre e la terapia da seguire, utiliz-
zasse lo stesso linguaggio che uti-
mente aumentando, sia per numero sia per rigore, lizzerebbe con un collega. E si pen-
perché rispondono pienamente al biso gno che gli si anche al burocratese e al politi-
specialisti delle singole materie hanno di dispor re, chese, i linguaggi cioè della buro-
crazia e della politica che costitui-
per poter svolgere efficacemente il loro mestiere, di scono degli esempi di “antilingua”,
una lingua che permetta loro: cioè di una lingua che sembra ne-
garsi quello che è la sua funzione
 di indicare oggetti in modo preciso e univoco; primaria: comunicare.

 di esprimere concetti in modo chiaro e non ambiguo;


 di essere rapidi nella comunicazione.

4.2 Le caratteristiche principali


dei linguaggi settoriali
I linguaggi settoriali, nella loro globalità, presentano alcune caratteristiche
comuni che li indi viduano come sottocodici, cioè come sezioni ristrette della
lingua. In particolare essi:
 utilizzano un lessico specifico per indicare con chiarezza e senza approssima-
zione nozioni, concetti, operazioni e oggetti relativi al proprio campo di applica-
zione; così, il linguaggio settoriale della medicina possiede ter mini specifici
estranei alla lingua comune per indicare o ggetti e concetti che sono tipici della
professione medica e che non hanno un cor rispondente nella realtà quotidiana.
U3 La lingua e le sue•p 20-40 A 10-06-2011 10:00 Pagina 34

34 Modulo 1 UNA LINGUA PER COMUNICARE


Questi termini sono, nella quasi totalità frutto di nuove coniazioni composte me-
diante prefissi e suffissi nonché prefissoidi e suffissoidi di orgine greca e latina:
stetoscopio, encefalogramma, elettrocardiogramma, otoiatra. Termini specifici,
sempre frutto di coniazioni mediante materiali di origine g reca e latina, questo
linguaggio usa anche per indicare in modo preciso o ggetti, concetti o situazioni
che nella lingua comune sono indicati da ter mini di signif icato analogo, ma ge-
nerici e comunque non “scientif ici”: così, il ter mine della lingua comune raf-
freddore ha come cor rispondente il ter mine specialistico rinite. Particolarmente
diffuso nei linguaggi settoriali è anche l’utilizzo di termini stranieri per indica-
re oggetti o concetti per i quali non esiste un corrispondente nella lingua italiana.
Tipico è il caso del linguaggio dell’informatica, il cui linguaggio è tutto costitui-
to di termini inglesi o ricalcati sull’inglese: byte, hardware, software, chips,
computer, floppy disk, digitare, processore, formattare ecc.
 conferiscono significati nuovi, più specif ici, alle parole della lingua co-
mune; così, la parola chiave che nella lingua comune indica “lo str umento di
metallo per aprire o chiudere una ser ratura” è passata nel linguaggio della mu-
sica per indicare qualcosa di più specif ico: il segno che, posto all’inizio del
rigo musicale, consente di identif icare le note che vi compaiono. In taluni casi,
le parole della lingua comune, passando nei linguaggi settoriali, acquistano più
significati specifici, a seconda della disciplina in cui sono usati. È, per esem-
pio, il caso della parola radice:
lingua comune lingua settoriale

in medicina: parte che costituisce il tratto iniziale di un organo e serve per tenerlo
fisso

organo della pianta che in linguistica: elemento base, portatore di significato, di una parola
solitamente si addentra
nel terreno in geologia: zona in cui sembrano essersi originate le falde di ricoprimento

in matematica: numero che, elevato alla potenza espressa dall’indice, riproduce


il numero dato

 usano le medesime strutture grammaticali della lingua comune, ma tendo-


no a ridurre al minimo l’uso dei v erbi per sostituirli con nomi. Si v edano,
per esempio, le due frasi seguenti:
lingua comune linguaggio giornalistico
Il Presidente del Consiglio è intervenuto alla fine dei la- Nel suo intervento finale ai lavori, il Presidente del Con-
vori e ha dichiarato di essere soddisfatto dei risultati rag- siglio ha espresso la sua soddisfazione per i risultati rag-
giunti. giunti.

4.3 I vari tipi di linguaggi settoriali


I linguaggi settoriali sono tanti quanti i di versi settori in cui si ar ticolano le
professioni e i mestieri. Nell’impossibilità di esaminarli tutti, è preferibile
classificarli per tipi, raggruppandoli sulla base delle loro caratteristiche lingui-
stiche dominanti. Così si possono suddividere in:
 linguaggi dei settori propriamente scientifici e tecnici, come quelli della
medicina, della f isica, della chimica, della biologia, della botanica, della zoolo-
gia, della geologia, dell’astronomia, della matematica, della geometria, della lo-
gica, della cibernetica, dell’elettronica, dell’economia, della f inanza, della f ilo-
sofia, della psicologia, della sociologia, dell’antropologia, della semiologia,
U3 La lingua e le sue•p 20-40 A 10-06-2011 10:00 Pagina 35

LA LINGUA E LE SUE VARIETÀ Unità 3 35


dell’informatica ecc. Tutti questi linguaggi, in gene-
rale, sono caratterizzati da: PER SAPERNE DI PIÙ
– un notevole grado di formalizzazione linguistica, I linguaggi settoriali sono degli ot-
che risulta massimo nelle discipline lo gico-mate- timi “fornitori” di parole alla lingua
matiche, minore nelle scienze naturali e minimo comune. In taluni casi, passando
nelle cosiddette scienze umane; nella lingua comune, i termini dei
linguaggi specialistici conservano il
– un uso esclusi vamente oggettivo-denotativo del- loro significato tecnico, magari ba-
la lingua; nalizzandosi. In altri casi, invece,
– un lessico specif ico originale, costituito da un passando nella lingua comune, essi
complesso organico di ter mini tecnici univoci (cioè vengono usati in senso figurato.
Così, il termine allergia, che nel lin-
“dotati di un unico signif icato”), spesso coniati ap- guaggio medico indica la “reazione
positamente oppure tradotti dall’inglese o anche patologica di un organismo verso
usati direttamente in inglese oppure rielaborati at- determinate sostanze”, nella lingua
traverso una ricodif icazione dei signif icati dei ter- comune è sempre più spesso usato
mini della lingua comune; per indicare l’avversione di qualcu-
no verso un individuo o una cosa.
 linguaggi settoriali misti, cioè linguaggi che Così, l’espressione andare in corto-
sfruttano i linguaggi di più discipline settoriali circuito, che nel linguaggio dell’elet-
specifiche. Sono linguaggi molto usati, come il trotecnica indica il “surriscaldamen-
linguaggio gior nalistico, quello politico, quello to dei conduttori di un circuito elet-
trico e la loro conseguente fusione”,
sportivo e quello pubb licitario. Essi sono caratte- nella lingua comune viene usata nel
rizzati da: significato di “non connettere più,
– un lessico costituito dalla confluenza di elementi uscire di senno”.
diversi provenienti dai linguaggi settoriali di altre
discipline. Così, il linguaggio politico, più che un
linguaggio settoriale in senso stretto, è «un amalgama di elementi presi in pre-
stito da sottocodici più omogenei, come il linguaggio burocratico, medico, eco-
nomico, giuridico ecc.» (A. Marchese). P er esempio, dalla medicina il linguag-
gio politico deriva espressioni o metafore come rigetto, emorragia (di voti, di
consensi), terapia d’urto, morte o paralisi (dell’istituzione), stato comatoso
(del Governo o delle istituzioni), collasso (economico); dalla geometria, espres-
sioni come area (politica, democratica), arco (costituzionale), vertice, spirale
(inflazionistica); dalle discipline militari, espressioni come strategia, tattica,
manovra, stato d’assedio, schieramento, alzare il tiro ecc;
– l’utilizzo di termini ed espressioni che, passando dalla lingua comune o da un
linguaggio settoriale specif ico nell’ambito di un linguaggio settoriale misto, si
desemantizzano, cioè perdono il loro signif icato originario, e acquistano un
significato tecnico convenzionale. Così, termini o espressioni come bombe in-
telligenti, effetti collaterali, euforia, nervosismo, trauma, che nella lingua co-
mune e nel linguaggio settoriale di cui sono propri hanno un preciso v alore
connotativo, quando vengono usati in un linguaggio settoriale misto, si tecni-
cizzano e convenzionalizzano;
 linguaggi settoriali di pr ofessione o di mestiere, come i linguaggi parlati
in passato da persone che esercitavano le stesse arti o lo stesso mestiere (tinto-
ri, muratori, barcaioli, cuochi ecc.) o i linguaggi utilizzati attualmente da ope-
ratori turistici, addetti ai ser vizi commerciali ecc. Questi linguaggi hanno soli-
tamente un’origine gergale e tra i gerghi molti linguisti li classificano.

4.4 I gerghi
Varietà linguistiche oscillanti tra quelle di tipo specialistico e quelle di tipo so-
ciale sono i gerghi, cioè i linguaggi speciali, che sono usati all’inter no di grup-
pi ristretti o tra persone che esercitano una par ticolare attività, allo scopo di
escludere gli estranei dalla comunicazione e allo stesso tempo di sottolineare
U3 La lingua e le sue•p 20-40 A 10-06-2011 10:00 Pagina 36

36 Modulo 1 UNA LINGUA PER COMUNICARE


il senso di appar tenenza a un gruppo. Tra questi linguaggi, che sono v ere e
proprie parlate convenzionali, ricordiamo:
 il gergo della malavita, che è di origine molto antica ed è costituito da pa-
role della lingua comune usate in un signif icato diverso da quello abituale, per
lo più attraverso processi metaforici (collegio per “prigione”, madama per
“polizia”, bionde per “sigarette”, fratelli Branca per “carabinieri”, palo per
“complice che sta all’erta”, cantare per “confessare”); da parole di origine dia-
lettale (leggera per “malavita”); da parole appositamente coniate per derivazio-
ne o per alterazione di ter mini della lingua comune o del dialetto ( buiosa per
“prigione” e mammasantissima per “capo mafioso”);
 il gergo militare, usato nelle caser me, ricco for nitore di parole alla lingua
d’uso comune: si pensi a parole ed espressioni come naia (per “servizio mili-
tare”), grana (per “seccatura”), imbranato (per “goffo”, “impacciato”), battere
la fiacca, venire dalla gavetta ecc.;
 il gergo giovanile o meglio i gerghi giovanili, che sono caratterizzati da una
forte componente f igurata e spesso da una note vole carica polemica, ma anche
da una rapida decadenza: per la loro stessa natura di linguaggi tipici di g ruppi
in continua evoluzione, essi durano per lo più lo spazio di una generazione e
hanno una diffusione circoscritta. Così, a par te alcuni ter mini che hanno or mai
una certa tradizione, come cotta (per “innamoramento improvviso e violento”),
forte (per “in gamba” se riferito a persona o “bello” se riferito a cosa), gasato
(“che si dà arie”), ganzo (“ragazzo furbo”), leccare (per “lusingare umiliando-
si”) ecc., la maggior par te delle espressioni ger gali studentesche sono talmente
tipiche dei singoli gruppi che solo essi possono redigerne un elenco.

5 La lingua muta secondo il mezzo:


lingua parlata, scritta e trasmessa
La lingua che usiamo quando parliamo (lingua orale) è di versa da quella
che usiamo quando scriviamo (lingua scritta) e da quella che usiamo quan-
do comunichiamo mediante i moderni sistemi di comunicazione. La lingua,
infatti, muta secondo il canale, cioè il mezzo f isico attraverso il quale
comunichiamo: il canale uditi vo per la v oce e il canale visi vo per la scrit-
tura o, appunto, i nuovi mezzi di comunicazione, come il telefono, il video-
telefono, il computer e il f ax.

5.1 Lingua parlata e lingua scritta: due modi diversi


di comunicare
La lingua è nata come mezzo orale di comunicazione. La scrittura, invece,
è un’invenzione successiva. L’uomo, per quasi un milione di anni dopo esse-
re apparso sulla Terra, ha comunicato solo oralmente. In seguito, molto tempo
dopo, circa 5000 anni f a, ha cominciato anche a scri vere, sviluppando ulte-
riormente le possibilità comunicative della lingua.
La lingua orale, infatti, essendo f atta di suoni, non può essere percepita
da lontano e non dura nel tempo. La lingua scritta invece, essendo costi-
tuita da segni grafici, permette di far pervenire un messaggio anche a chi è
lontano e di conser varlo nel tempo, e quindi di renderlo fr uibile in luo ghi
lontani da quelli in cui è stato concepito e a distanza di molto tempo.
Lingua orale e lingua scritta, dunque, costituiscono due modi di versi di
comunicare. Infatti, lingua parlata e lingua scritta:
U3 La lingua e le sue•p 20-40 A 10-06-2011 10:00 Pagina 37

LA LINGUA E LE SUE VARIETÀ Unità 3 37


A - usano segni e canali di comunicazione diversi:
lingua parlata lingua scritta
usa segni verbali sonori; usa segni verbali visivi;
usa come canale l’aria e come senso l’udito, spesso in- usa come canale un supporto per lo più cartaceo e
tegrato dalla vista (le parole si possono accompagnare come senso la vista.
con gesti o con particolari espressioni del volto che
rendono più esplicito il messaggio e quindi ne facilita-
no la comprensione).

B - hanno scopi diversi:


lingua parlata lingua scritta
viene utilizzata in tutti i rapporti quotidiani, per comuni- viene utilizzata per comunicare messaggi che devono
care direttamente con le persone in cui ci imbattiamo (in essere trasmessi lontano, che devono durare nel tempo
famiglia, a scuola, per strada, sul posto di lavoro ecc.) e (perché contengono istruzioni, leggi, comandi ecc.) o
per soddisfare tutti i bisogni della vita quotidiana. che devono diventare oggetto di studio o di riflessione.

C - sono caratterizzate da diverse situazioni comunicative:


lingua parlata lingua scritta

l’emittente e il destinatario sono entrambi presenti l’emittente e il destinatario possono essere anche mol-
nel momento della comunicazione; to lontani sia nello spazio sia nel tempo;

l’emittente non può pianificare più di tanto il suo mes- l’emittente può pianificare il suo messaggio e ne ha una
saggio e non ha una visione completa del messaggio: visione completa: può quindi rivederlo e correggerlo;
non può quindi rivedere ciò che ha detto, ma può solo
ripeterlo in modo diverso;

l’emittente può modificare o correggere in tempo reale il l’emittente non può valutare direttamente le reazioni del
suo messaggio sulla base delle reazioni del destinatario; destinatario al suo messaggio e migliorarlo in tempo
reale;

il destinatario può cogliere informazioni aggiuntive sul il destinatario deve sforzarsi di capire tutto ciò che
significato del messaggio o sullo stato d’animo dell’e- riguarda lo stato d’animo dell’emittente semplicemente
mittente osservando il suo modo di comportarsi mentre sulla base del messaggio scritto;
parla o valutando il tono della sua voce;

il destinatario può intervenire in tempo reale chiedendo il destinatario può solo limitarsi ad analizzare e a inter-
chiarimenti oppure esprimendo consenso o disapprova- pretare il messaggio.
zione nei confronti di ciò che l’emittente dice.

5.2 Lingua parlata e lingua scritta: due forme diverse di lingua


La lingua parlata e la lingua scritta, oltre che due modi diversi di comunicare,
sono anche due forme diverse di lingua. Infatti, lingua orale e lingua scritta:

A - utilizzano registri e livelli espressivi diversi:

lingua parlata lingua scritta

utilizza preferibilmente un registro informale, cioè una utilizza preferibilmente un registro formale, cioè una
lingua colloquiale e sbrigativa; lingua controllata e ricercata;

utilizza un italiano che oscilla tra l’italiano regionale e utilizza un italiano che tende a uniformarsi all’italiano
l’italiano popolare, con più o meno evidenti inflessioni standard;
regionali nella pronuncia; segue
U3 La lingua e le sue•p 20-40 A 10-06-2011 10:00 Pagina 38

38 Modulo 1 UNA LINGUA PER COMUNICARE


lingua parlata lingua scritta
ricorre a termini generici (“Non credere mica che mi adopera solo termini espliciti (“Per andare alla festa,
metta ancora quel coso, per la festa di domani”); non posso indossare ancora il vestito rosso dell’anno
scorso”);

utilizza espressioni generiche come “qui”, “lì”, “que- colloca esattamente oggetti, persone e fatti nello spa-
sto”, “quello”, “quello lì” ecc. (“Passami quel pennarel- zio, perché deve dare indicazioni precise a destinatari
lo lì”), che indicano qualcosa o qualcuno collocandolo che non sono presenti (“Ricordati di portarmi il penna-
nello spazio, perché il destinatario è presente; rello blu che ho dimenticato a casa tua, sulla mensola”);

ripete spesso parole ed espressioni; utilizza un lessico ricco e variato;


adopera una sintassi irregolare e spezzata, spesso con adopera una sintassi regolare, con verbi espliciti, perio-
verbi sottintesi, periodi brevi e costituiti solo da propo- di anche lunghi e articolati in proposizioni subordinate;
sizioni coordinate;
ricorre spesso a intercalari (cioè, insomma, cosa vuoi, organizza l’esposizione in modo piuttosto rigoroso, uti-
per così dire, ecco, e allora, così ecc.) che servono a lizzando i connettivi adeguati per scandire le varie parti
prendere tempo o a collegare i passaggi successivi del- del testo;
l’espressione;

usa frasi incomplete che sottintendono nomi propri o di non può sottintendere alcuna informazione, ma deve
luogo (“E lui che cosa ti ha risposto?”, “Sono qui da sempre precisare persone e luoghi, perché chi legge non
un’ora, ma lei non si è vista”), perché chi ascolta, essen- può indovinare ciò che gli è sottaciuto.
do presente, può capire di chi o di che luogo si parla.

Sostanzialmente, lingua parlata e lingua scritta costituiscono da questo


punto di vista due varietà linguistiche diverse che si muovono lungo l’op-
posizione:
registro informale / italiano regionale o popolare / coloritura regionale

registro formale / italiano standard

Nella realtà della comunicazione, però, parlato e scritto non sono due entità
rigide ma due sistemi paralleli caratterizzati ciascuno da una v asta gamma
di gradazioni. Così, ci sono testi orali (relazioni, conferenze, arringhe giudi-
ziarie ecc.) e anche par ti di testi orali che presentano un li vello formale, un
controllo linguistico e una pianificazione tipici dello scritto. D’altra parte, ci
sono testi scritti in cui, in vece, la lingua presenta caratteri di infor malità, di
approssimazione e di improvvisazione più proprie del parlato: ciò può esse-
re fr utto di una precisa scelta espressi va (risultare infor mali e spontanei
come in una lettera conf idenziale o in un diario) o stilistica (imitare l’im-
mediatezza e la freschezza del parlato, in una cronaca o in un racconto).
B - utilizzano espedienti diversi per pr odurre gli “effetti speciali” che
servono ad arricchire e a rendere più esplicito il messaggio da trasmettere:
lingua parlata lingua scritta
la lingua orale, per conferire al messaggio le sfumature la lingua scritta affida il messaggio ai soli mezzi lingui-
più diverse, oltre ai segni verbali (le parole) utilizza se- stici costituiti dai segni verbali e, per rendere piena-
gni non verbali che lo integrano, lo arricchiscono e gli mente le sfumature del messaggio, dispone solo di se-
conferiscono una grande espressività: gni grafici convenzionali:
– l’intonazione (normale, interrogativa, esclamativa ecc.); – la punteggiatura: le virgole, il punto e virgola e il punto
– il tono della voce (alto, basso, dolce, aspro ecc.); fermo per indicare i diversi tipi di pause; il punto fermo
– le pause (lunghe, medie, brevi ecc.); e i due punti per scandire logicamente il messaggio; il
– il ritmo (lento, accelerato, crescente ecc.); punto interrogativo, il punto esclamativo e i puntini di
– i gesti (che consentono di fare cenno a persone o cose sospensione per esprimere gli stati d’animo e le reazio-
senza nominarle); ni emotive;
– l’espressione del volto (stupita, addolorata, preoccupa- – la sottolineatura di certe parti del testo;
ta ecc.). – l’uso della maiuscola;
– la variazione dei caratteri di stampa (corsivo, nero ecc.);
– l’impostazione grafica del testo.
U3 La lingua e le sue•p 20-40 A 10-06-2011 10:00 Pagina 39

LA LINGUA E LE SUE VARIETÀ Unità 3 39

5.3 Una nuova forma di comunicazione e una nuova forma


di lingua: la lingua trasmessa
La civiltà del nostro tempo ha visto aggiungersi alle tradizionali for me di
comunicazione linguistica una for ma nuova: la comunicazione tr asmessa
attraverso i nuo vi mezzi messi a disposizione dallo sviluppo tecnolo gico.
Essa sfr utta dei canali ar tificiali ora di tipo solo uditi vo (telefonia f issa e
mobile, radio), ora di tipo solo visi vo (fax, e-mail, SMS) e ora di tipo misto
uditivo e visivo (videotelefono, televisione, Internet, videoconferenza ecc.),
potenzia la portata comunicativa della lingua parlata e della lingua scritta.
Per esempio, mezzi come il telefono, la radio e la televisione permettono alla
lingua parlata di raggiungere anche destinatari lontani in tempi brevissimi e, se
i messaggi che essi v eicolano vengono registrati, di durare anche nel tempo.
Quanto alla lingua scritta, mezzi come il fax, l’e-mail, gli SMS e Internet con-
sentono di ridur re al minimo, rispetto ad altri mezzi di comunicazione scritta,
il lasso di tempo che intercor re tra invio e ricezione dei messaggi.
Il mezzo, come è o vvio, condiziona e modif ica la lingua. La lingua tr a-
smessa, di f atto, pur nella sostanziale uguaglianza de gli elementi di fondo, ha
caratteristiche che la rendono di versa da quella parlata e scritta nelle for me di
comunicazione normali e attraverso i normali canali naturali. In par ticolare:
– la lingua parlata trasmessa ha un ritmo di verso da quella semplicemente
parlata. La ine vitabile limitazione temporale imposta dalla pro grammazione
radiofonica e tele visiva impongono sempre all’emittente di selezionare le
cose da dire e di condensare in tempi bre vi il suo messaggio. Inoltre, la con-
sapevolezza di parlare con un destinatario non presente e non visibile induce
l’emittente a usare la lingua nel modo più cor retto possibile;
– la lingua scritta tr asmessa tende a f arsi più essenziale, più sintetica, più
dimessa e più chiara: ciò è e vidente nei testi scritti destinati ai siti Inter net e
negli ipertesti multimediali. Il processo di semplificazione e riduzione produce
talvolta esiti estremi, come nel caso della comunicazione per SMS, nella quale
si impone non solo una sintassi sincopata e principalmente paratattica, ma
anche un lessico particolare, che “traduce” le parole in acronimi, abbreviazioni
più o meno originali, singole lettere e numeri. Costituisce poi un caso a sé la
comunicazione per e-mail, sempre più dif fusa, nella quale, accanto a stili di
scrittura estremamente sintetici, trovano spazio anche modalità di composizio-
ne testuale vicine al tradizionale stile epistolare.
Più in generale, la lingua tr asmessa, parlata o scritta , è caratterizzata,
rispetto al parlato o allo scritto nor mali, dal f atto di utilizzare non occasional-
mente altri linguaggi (immagini, accompagnamenti musicali ecc.) che aumen-
tano l’efficacia del messaggio. Essa, inoltre, fa sentire la sua influenza sulla lin-
gua parlata e su quella scritta sia perché crea intonazioni e ritmi espressivi par-
ticolari sia perché contribuisce a una note vole semplif icazione della str uttura
sintattica sia perché introduce nella lingua parole ed espressioni nuo ve.

6 Le intenzioni comunicative
La lingua muta a seconda delle intenzioni di chi la usa. Essa, inf atti, a seconda
degli scopi che chi parla o scrive si propone di conseguire, viene usata in modi di-
versi o, più precisamente, in funzioni diverse, che danno vita ad altrettante varie-
tà funzionali della lingua, cioé, in pratica, a di verse tipologie testuali che si rea-
lizzano ciascuna in vari tipi di testo.
U3 La lingua e le sue•p 20-40 A 10-06-2011 10:00 Pagina 40

40 Modulo 1 UNA LINGUA PER COMUNICARE

6.1 Le sei funzioni fondamentali della lingua


La lingua, nella realtà della vita quotidiana, viene usata per produr re moltissi-
mi testi e atti comunicati vi orientati a conseguire gli scopi più disparati e,
quindi, viene usata v olta per volta in modi sempre di versi. In linguistica, i di-
versi modi in cui chi parla o scri ve usa la lingua per ottenere uno scopo sono
definiti funzioni della lingua.
Le diverse funzioni in cui la lingua può essere usata sono numerosissime:
tante quanti gli scopi per cui si può elaborare un messaggio, cioè un atto co-
municativo o un testo. Esse, tutta via, secondo il modello di classif icazione
elaborato dal linguista Roman Jak obson, sono riducibili a sei categorie prin-
cipali, tante quanti sono gli elementi fondamentali della comunicazione ( refe-
rente, emittente, destinatario, canale, codice e messaggio):
scopo funzione esempio tipo di testo
in cui si realizzano

informare attraverso la de- informativa (o denotativa o Oggi ha nevicato a lungo. • cartelli, indicazioni stra-
scrizione di qualcosa o di referenziale) dali, insegne dei negozi
qualcuno o attraverso il • avvisi, comunicati, orari,
racconto di fatti ed eventi bollettini
• testi di carattere tecnico-
scientifico
• cronache, resoconti, rela-
zioni, verbali

esprimere uno stato espressiva (o emotiva) Mi sento triste. • dichiarazioni d’affetto, di


d’animo simpatia, di odio ecc.
• diari, confessioni

influenzare il destinatario persuasiva (o conativa) Vieni qui! • leggi, divieti, comandi, pre-
per ottenere da lui un certo ghiere, appelli, regolamenti,
comportamento, cioè per- circolari
suaderlo, esortarlo, consi- • discorsi politici e propa-
gliarlo, dargli un ordine gandistici, arringhe, predi-
che ecc.
• testi pubblicitari

verificare o mantenere effi- fàtica (o di contatto) Pronto? • saluti, convenevoli


ciente il funzionamento del • formule e intercalari tele-
canale di comunicazione e, fonici
quindi, del contatto tra • intercalari
emittente e destinatario
• formule usate per richia-
mare o controllare l’atten-
zione dell’interlocutore

dare spiegazioni sulla lin- metalinguistica “Rocambolesco” significa • manuali di grammatica


gua stessa “avventuroso”. • dizionari

ottenere “effetti speciali” poetica (o connotativa) Si sta come d’autunno • testi letterari in prosa e in
sugli alberi le foglie. versi
(G. Ungaretti)

Nella maggior parte degli atti comunicativi e dei testi, però, soprattutto in quelli
più lunghi e complessi, sono presenti più funzioni. Nella realtà dell’uso della lin-
gua, infatti, le funzioni sono variamente combinate tra loro, anche se in ogni testo
c’è sempre una funzione dominante che permette di identificare il testo.
•EXE m1cap3•Le varietà•p 41-58 10-06-2011 10:02 Pagina 41

Esercizi
Le varietà storiche della lingua
1 comp. lessicale/uso del diz. Le parole in corsivo nelle seguenti frasi sono tutte dei prestiti integrati.
Trascrivile e, consultando un buon dizionario, registra accanto a ciascuna il termine e la lingua
da cui deriva.

1. Non dirmi se costa tanto o poco, dimmi la cifra esatta! sifr (arabo) 2. “Pane e tulipani” è il titolo del film che ho
visto sabato. 3. Parteciperai anche tu al torneo di pallavolo?
4. In albergo non do mai la mancia al personale: mi sembra offensivo. 5. Lo sfarzo ecces-
sivo non è mai di buon gusto. 6. È l’unica persona che io conosca che sappia fare con
disinvoltura il baciamano. 7. Che giornata! Sono stata in coda un’ora all’anagrafe e quasi
altrettanto all’ufficio del catasto.

2 individuaz./comp. semantica Nelle seguenti frasi individua e sottolinea i prestiti non integrati e trascri-
vili sul quaderno spiegando di ognuno il significato e indicando, se esiste, il corrispondente
termine italiano.
1. Ogni nuovo romanzo di S. King diventa subito un best-seller. 2. In estate, bermuda, t-shirt e, se è il caso, pullover
sono la mia divisa. 3. Anna si metterebbe i blue-jeans anche per andare a un ballo nel palazzo dell’imperatore! 4. Da
che ha fatto il lifting al viso, mia zia pensa di sembrare una ragazzina. 5. In questo capitolo un lungo flash-back rievo-
ca l’infanzia del protagonista. 6. Questo trumeau dell’Ottocento vale parecchi milioni. 7. Prima di proseguire nel mio
discorso, vorrei un feed-back da parte di chi mi sta ascoltando. 8. Non ho la minima idea di chi sia il ragazzo di mia
sorella: la sua vita privata è top secret! 9. Chi è il tuo partner nel doppio di tennis? 10. Per colazione prendo sempre
latte e due toast con la marmellata. 11. Mia sorella è stata assunta nel settore marketing di una grande azienda.

3 produzione Nel lessico specialistico della gastronomia e della moda troviamo molti
prestiti non integrati ripresi dalla lingua francese, cioè molte parole francesi usate nella loro
forma originaria. Te ne indichiamo qui qualcuna: continua tu l’elenco, consultando eventual-
mente un ricettario di cucina.
GASTRONOMIA: consommé; purée; gratin;
MODA: tailleur; haute couture; boutique;

4 completamento Completa le seguenti frasi inserendo gli opportuni prestiti non integrati, di
cui, dopo aver consultato il dizionario, indicherai anche la provenienza .

1. Michela sta benissimo con il nuovo cappotto tagliato a kimono . ( dal giapponese ) 2. La va bevu-
ta gelata e va servita in bicchierini dal collo alto e stretto. ( ) 3. Le arti marziali e in particolare il
hanno ispirato negli ultimi anni film di grande successo. ( ) 4. Se scagliato con
abilità, il disegna nell’aria una traiettoria e poi ritorna al punto di partenza . ( )
5. Marco sta leggendo un libro sullo stile di vita degli antichi cavalieri dell’Impero del Sol Levante, i ,
e ne è completamente affascinato. ( ) 6. Il medico gli ha comunicato che i suoi disturbi sono dovuti allo
.( ) 7. Il ritmo allegro della ha contagiato tutti i presenti
che hanno cominciato a ballare. ( ) 8. Lo schianto è stato così violento che l’ si
è immediatamente aperto salvando la vita del conducente. ( )
•EXE m1cap3•Le varietà•p 41-58 10-06-2011 10:02 Pagina 42

42 Modulo 1 UNA LINGUA PER COMUNICARE

5 analisi lessicale/uso del diz. Tutte le parole riportate nel riquadro sono prestiti integrati che si riferi-
scono al cibo e all’alimentazione in generale. Con l’aiuto del dizionario, stabiliscine l’origine,
trascrivendoli poi negli spazi corrispondenti.

carciofo anguria cotoletta basilico cacao mangiare spinaci ribes limone patata tartina
melanzana ristorante brindisi zucchero stoccafisso caco cioccolato caviale

origine greco-bizantina (2) carciofo origine tedesca (1)


origine araba (6 ) origine olandese (1)
origine spagnola (2 ) origine giapponese (1)
origine francese ( 5 ) origine turca (1)

6 produzione Nel mondo dello spettacolo, nel campo dello sport e nell’ambito tecnico-
scientifico sono numerosissimi i prestiti non integrati ripresi dalla lingua inglese. Registrane
almeno cinque per ciascun ambito, continuando gli elenchi avviati.
SPETTACOLO: show, film, festival
SPORT: rugby, basket, baseball
SCIENZA E TECNICA: computer, file, blackout

7 comp. lessico-semantica L’uso di prestiti non integrati solo in alcuni casi è giustificato dalla man-
canza di corrispondenti termini italiani. Analizza le parole in corsivo nelle seguenti frasi: al
loro posto si possono usare termini italiani che scriverai fra parentesi.
1. Scrivere con il computer ( elaboratore ) è molto più rapido e comodo che usare la macchina da scrivere. 2. Per
Natale, regalami un beauty-case. ( ) 3. La nostra squadra di volley-ball ( ) ha finalmente tro-
vato uno sponsor. ( ) 4. Andate in montagna per il week-end? ( ) 5. Chi porta un pace-
maker ( ) è esentato dall’obbligo di usare la cintura di sicurezza in auto. 6. Il giudice fu raggiunto e ucci-
so dai killer ( ) nella sua casa di campagna. 7. I due pugili salirono sul ring ( ) e diedero ini-
zio al match. ( ) 8. Per la laurea, ha avuto in regalo dai genitori una jeep. ( ) 9. Quest’anno
ho cominciato a praticare un nuovo sport: il surf. ( )

8 individuaz./classificazione Oltre al latino e alle lingue straniere, il lessico italiano attinge anche ad
altre fonti, come i dialetti, i gerghi, i linguaggi specialistici, e “crea” parole nuove assemblan-
do variamente dei morfemi, inventando sigle e onomatopee. Individua e sottolinea nelle frasi
qui accanto le seguenti parole: 6 parole di origine dialettale o gergale, che però appartengo-
no ormai all’italiano standard: evidenziale in rosso; 2 parole che sono oggi di uso comune, ma
sono nate come termini specialistici di specifici settori: evidenziale in blu; 4 neoformazioni,
cioè parole create grazie all’assemblaggio di più parole e/o di radici, prefissi, suffissi: eviden-
ziale in verde; 10 tra onomatopee e sigle: evidenziale in nero.
1. Oggi si presta molta attenzione alla salute: quasi tutti, per esempio, tengono sotto controllo i valori del colesterolo. 2.Ti
sei ricordato di pagare la fattura dell’ENEL? 3. Avrei voluto comprare dei mandaranci, ma erano carissimi. 4. Sto cliccan-
do come dice il manuale, ma non riesco a uscire da questa videata. 5. Anche la tua auto ha la marmitta catalitica? 6. Basta
con questi mugugni! Dovete fare come dico io e non discutere. 7. Il telecomando non funziona più: l’hai lasciato cadere?
8. Clof, clop, cloch, / cloffete, / cloppete, / clocchete, / chchch… / È giù, / nel cortile, / la povera / fontana / malata; / […] (A.
Palazzeschi). 9. La FAO si occupa dei problemi agricoli e alimentari dei Paesi più poveri. 10. Andrea vuole dare di sé l’im-
magine del bullo sempre pronto a menare. 11. I gianduiotti sono dolci tipici di Torino. 12. Più che un uomo d’affari mi sem-
bra un pataccaro: secondo me ha fatto carriera non per i suoi meriti ma grazie a qualche intrallazzo. 13. Brr, che freddo!
•EXE m1cap3•Le varietà•p 41-58 10-06-2011 10:02 Pagina 43

LA LINGUA E LE SUE VARIETÀ Unità 3 43

I dialetti
9 produz./comp. lessicale Ti diamo qui sotto un elenco di parole italiane di cui dovrai trovare il corri-
spondente nel tuo dialetto.
1. lavorare 3. domani 5. topo
2. testa 4. gatto 6. buono

10 produz./comp. lessicale Nella cartina qui sotto, inserisci, nei punti opportuni, tutti i termini che cono-
sci, o che riesci a recuperare, con cui nei vari dialetti si dice ragazzo o bambino.

11 competenza semantica I seguenti passi, tratti da testi di scrittori italiani contemporanei, contengo-
no alcune parole in dialetto, che trovi evidenziate in corsivo. Prova a ricavarne il significato
dal contesto e scrivilo nell’apposito spazio.

1. “Tu lo sai dove abita il preside Tamburello?” spiò il commissario a Fazio. ( chiese ) 2. Ricordiamoci che l’anno scor-
so ha bocciato tutta la seconda C perché non si sono susiti ( ) immediatamente quando è trasuto in clas-
se. ( ). 3. Montalbano taliava la biro che teneva in mano come se fosse un oggetto misterioso che vedeva
per la prima volta. ( ) (Andrea Camilleri, Quindici giorni con Montalbano, Arnoldo Mondadori Scuola)

4. Poi si sentono discorsi a mezz’aria e si girotta attorno, tampelando or l’uno or l’altro per sapere che cosa succede.
( ) 5. Avere un club è togo da matti, anche se è poi consistente in un’unica stanza che prende luce da una
porta: è un posto di grande importanza, un posto tutto nostro dove scrivere sui muri frasi di grande audacia, interesse
culturale e fine umorismo. ( ) (Francesco Guccini, Vacca d’un cane, Feltrinelli)

6.Venne il venerdì di magro e poi il sabato santo. Pioveva sempre a mitraglia. A mezzogiorno le campane delle città tar-
lingarono a festa. ( ) 7. Giovanni partì contento dell’incarico e arrivò in fretta sul lungo Po. Sotto quel-
l’acqua non c’era un’anima. Provò una frisa di paura. ( ) 8.Vide un pallido adolescente l’aspetto più pal-
lido dei suoi diciannove anni, borgno peggio di una talpa, occhiali spessi come fondi di bicchiere. ( )
(Giampaolo Pansa, Ma l’amore no, Arnoldo Mondadori Scuola)
•EXE m1cap3•Le varietà•p 41-58 10-06-2011 10:02 Pagina 44

44 Modulo 1 UNA LINGUA PER COMUNICARE

L’italiano regionale, l’italiano nazionale e l’italiano popolare


12 individuaz./classificazione Le seguenti frasi presentano costrutti tipici dell’italiano regionale e/o la tra-
scrizione di certe caratteristiche fonetiche proprie delle parlate di alcune regioni. In ogni frase
individua e sottolinea i diversi regionalismi. Cerca poi di stabilire a quale tipo di italiano regio-
nale – settentrionale, toscano, centrale, meridionale, meridionale estremo – è riconduci-
bile ognuno dei regionalismi che avrai individuato.
1. Bene facesti, Rosalia! meridionale estremo 2. Mio cuggino fa il barrista e guadagna bbene.
3. Vieni anche te a casa del Mario? 4. Quella povera femmina tiene cinque creature.
5. Oh ’harlo, è tua codesta hasa? 6. Che, stai a dormì? Noi andiamo al
mare. 7. Il Michele e il Piero vengono qui alla una. 8. Mo’ dovete caccia-
re i soldi. 9. Avete sceso i pacchi? 10. Ma te sei ancora dietro a fare i
mestieri? 11. A te non ci sta nessuno che ti obbliga. 12. Che nèbia! Non
andare mica fuori, neh! 13. Che cc’entra? 14. Tu tieni il motorino? A me
proprio questa mattina lo rubarono!

13 analisi linguistica Molti termini di origine regionale sono stati ormai definitivamente acquisiti
dall’italiano nazionale. Ti diamo qui alcuni nomi, tutti di ordine gastronomico: sai indicare
l’origine regionale di ciascuno?
1. gianduiotti 5. abbacchio 9. pizza
2. cassata 6. fonduta 10. panforte
3. fontina 7. mozzarella 11. panettone
4. cotechino 8. pesto 12. caciotta

14 competenza semantica Ti diamo qui alcuni termini ed espressioni regionali, indicandone anche la
zona di origine. Di ciascuno scrivi un sinònimo in italiano nazionale, se esiste, altrimenti
ricorri a una perifrasi.
1. piantar grane (Piemonte) creare problemi 10. tratturo (Abruzzo)
2. mugugnare (Liguria) 11. bullo (Roma)
3. barbone (Lombardia) 12. a sbafo (Roma)
4. balera (Lombardia) 13. pedalini (Roma)
5. malga (Trentino) 14. bidonare (Roma)
6. sberla (Lombardia) 15. scippo (Napoli)
7. fifa (Veneto) 16. malocchio (Napoli)
8. far cagnara (Veneto) 17. trullo (Puglia)
9. impiccione (Toscana) 18. tarocco (Sicilia)

15 analisi linguistica Talvolta il termine in uso per definire il medesimo oggetto cambia da regio-
ne a regione. Ti diamo qui alcuni gruppi di sinònimi regionali: tu sottolinea, in ciascun gruppo,
il termine in uso nella zona in cui abiti e indica inoltre, se lo sai, in quali regioni vengono prefe-
riti invece gli altri vocaboli.
1. adesso / mo’ / ora; 2. calzini / pedalini / calzettini; 3. lavandino / lavello / secchiaio; 4. stringhe / legacci; 5. avere
/tenere; 6. anguria / cocomero / melone d’acqua; 7. cornetti / fagiolini; 8. droghiere / pizzicagnolo / salsamentarista;
9. cancellino / cimosa; 10. tapparella / avvolgibile.
•EXE m1cap3•Le varietà•p 41-58 10-06-2011 10:02 Pagina 45

LA LINGUA E LE SUE VARIETÀ Unità 3 45

16 analisi linguistica Analizza i passi che seguono e di ciascuno indica se è formulato in italiano
regionale, in italiano nazionale, in italiano popolare.
1. Io in questo anno sto lavorando ai fratelli francia robba che si tratta delle mozzarelle, io sono Molto fiero de il mio
lavoro perché mi ci trovo bene. I primi tempi stavo sul bancone a servire e mo invece sto giù disotto allavorare il
mestiere ché faccio e il pizzicarolo giu di sotto spacco le forme di parmigiano, disosso i prosciutti metto apposta in
frigo la robba che va in frico, come il parmigiano, il pecorino, le pecorino, le salcicce, la fontina, il gruviera ecc. ecc…
Mi serve la terza media per iscrivermi alla camera di commercio io ci sto mettere tutta la mia Volonta per prenderla,
perché una Volta che lo presa mi metto a fare i lavoro di mio padre che sarebbe il pasticcere così detto girino, il giri-
no significa che prende e carica i cornetti sul furgonee consegna i cornetti per ogni bar.
(L’italiano nelle regioni. Testi e documenti, a cura di F. Bruni, UTET)
italiano

2. D’altra parte, al Riccetto, i quattro soldi che guadagnava facendo il pischello del pesciarolo, non gli bastavano. E allora
come fai a comportarti da ragazzo onesto! Quando c’era da rubare, rubava capirai, con quella fame addietrata di grana
che teneva! Adesso poi che c’aveva pure l’anello da fare alla ragazza … Così col Lenzetta, decisero di organizzare un
furto in grande: di farsi un bottino di semiassi e altro ferrovecchio da restare ingranati almeno per una mesata.
Partirono in quattro: il Riccetto, il Lenzetta, Alduccio e un certo Lello, un amico del Lenzetta, ch’era di quelli che fre-
quentavano il Bar delle Pugnalata.
Come imboccarono la Casilina, cominciò a soffiare il vento e delle colonne di polvere bianca e d’immondezza comin-
ciarono a girare qua e là sui larghi e sugli spazi, suonando sui fili della ferrovia di Napoli come su una ghitarra. In
quattro e quattr’otto, dietro tutto quel bianco il cielo si fece nero, e contro quel fondale come l’inferno, le facciate
rosa e bianche della Casilina brillavano come carte di cioccolatini. (…) (Pier Paolo Pasolini, Ragazzi di vita, Garzanti)

italiano

3. Di tanto in tanto quotidiani e riviste raccontano vicende fuori dal comune con protagonisti a quattro zampe. Su que-
sta scia anche la storia di Romeo, cagnone fulvo e idolo di un’intera città. Qualche tempo fa infatti, gli abitanti di
Pescara si sono mobilitati in favore di un pacifico meticcio catturato dagli accalappiacani.
La vicenda inizia quando i gestori di un caffè si rivolgono ai vigili urbani: Romeo, infatti, ama fare una puntatina tra
i tavoli del bar, e non disdegna di farlo anche quando è reduce da una passeggiata sulla spiaggia. Per mancanza di
bon ton viene, dunque, rinchiuso in canile, ma la popolazione insorge e Romeo torna in libertà. Ma non finisce qui.
Prima di Natale il cagnone torna a fare parlare di sé. Da vero vigile urbano si piazza in una strada e, abbaiando elo-
quentemente, ferma le auto che impediscono il passaggio di una scolaresca. Ormai Romeo è una personalità: lo
amano tutti. (“Il Venerdì”, 28 gennaio 2002)

italiano

4. Scusi, signorina maestra. Sono venuto a riprendermi il ragazzo. Mi serve a governare le pecore e a custodirle… È mio.
E io sono solo. Non posso continuare a lasciare il gregge incustodito quando vengo qui a Siligo a portare il latte in
caseificio o a portarmi via le provviste. Io non faccio solo il pastore. Per tirare avanti onestamente senza derubare
il vicino, mi tocca coltivare una parte della tanca a grano per il fabbisogno di casa. Gavino, anche se è piccolo, custo-
dirà le pecore mentre io marrerò il grano o poterò la vigna o lavorerò all’oliveto che ho già cominciato a piantare…
Come vede da solo non riesco a fare tutte queste cose stando dietro alle pecore. (…) Mi spiace riprenderglielo, ma
senza di lui non potrei più andare avanti. (Gavino Ledda, Padre padrone, Feltrinelli)

italiano

5. Maria: Che vuo’?


Pasquale: Io parto. Una cosa urgente che forse, può risolvere la nostra posizione. Domani spero di essere di ritor-
no, quindi, rimarrai sola per poco. Parto con una macchina di amici. La valigia mi serve, caso mai sarò costretto a
ritardare. Ti saluto. Marì, ti saluto.
Maria: Sì.
Pasquale: E non mi auguri nemmeno buon viaggio, non mi dai un bacio?
Maria: State bbuono.
Pasquale: State bbuona, Marì… (Eduardo De Filippo, Questi fantasmi, Einaudi)

italiano
•EXE m1cap3•Le varietà•p 41-58 10-06-2011 10:02 Pagina 46

46 Modulo 1 UNA LINGUA PER COMUNICARE

I registri linguistici
17 analisi linguistica Analizza le seguenti frasi e di ciascuna indica, barrando la casella corri-
spondente, se è formulata in registro aulico-solenne A , in registro colto B , in registro
medio C , in registro colloquiale-familiare D , in registro intimo-confidenziale E .
1. Dottor Rossi, ho apprezzato molto la sua conferenza. A B C D E
2. Stai dicendo delle cretinate che ne basta metà! A B C D E
3. L’imputato è riconosciuto colpevole del reato a lui ascritto e viene condannato
alla pena di mesi tre di reclusione e al pagamento delle spese processuali. A B C D E
4. Sei stato proprio in gamba, vah! A B C D E
5. In applicazione del DPR 18 aprile 1994 n. 573, si rende noto che questo
Policlinico Militare ha in programma di procedere all’approvvigionamento
del sottoelencato materiale. A B C D E
6. Come sei stato bravo! Hai esposto proprio bene la tua ricerca sui Cretesi. A B C D E
7. Per essere sincero, caro avvocato, trovo poco convincente la sua tesi
e scarsamente logiche le argomentazioni con cui la sostiene. A B C D E
8. Sia pure con grande rincrescimento, devo esprimerle il mio profondo dissenso
rispetto alla congettura da lei espressa, a sostegno della quale, del resto,
lei adduce argomentazioni che mi sembrano difettare nella chiarezza
come nel rigore logico. A B C D E
9. Non cercare di convincermi: quello che dici non sta in piedi. A B C D E

18 analisi linguistica In base al contenuto e al registro linguistico prova a immaginare un possibi-


le emittente e un possibile destinatario per ciascuno dei messaggi che hai preso in conside-
razione nell’esercizio 17.

19 riscrittura Riformula sul quaderno i messaggi seguenti nel registro di volta in volta
indicato.
1. registro aulico-solenne , registro colloquiale-familiare
Abbiamo verificato che i prezzi da Voi praticati risultano decisamente superiori, a parità di materiali e di prestazioni,
rispetto a quelli di altre ditte. Potremo riprendere le ordinazioni solo a fronte di una riduzione del 20% dei prezzi indi-
cati nel Vs. listino.

2. registro intimo-confidenziale , registro medio


Dove cavolo hai messo i miei scarponi?

3. registro aulico , registro intimo-confidenziale


Non tardai molto ad avvedermi che qualunque ragionamento era inefficace a rimuoverlo dal suo proposito.

4. registro intimo-confidenziale , registro medio


Quello là mi sembra uno che è meglio perderlo che trovarlo.
•EXE m1cap3•Le varietà•p 41-58 10-06-2011 10:02 Pagina 47

LA LINGUA E LE SUE VARIETÀ Unità 3 47

5. registro colto , registro colloquiale-familiare


Remake di una fortunata commedia degli anni Trenta, il film si segnala per la briosa vivacità dei dialoghi e l’ottima qua-
lità della colonna musicale, che fanno passare in secondo piano la gracilità dell’intreccio e la scontata prevedibilità
della conclusione.

6. registro intimo-confidenziale , registro colto


Siamo in riserva sparata! Se non troviamo un distributore entro un chilometro, preparatevi a una bella sgambata.

7. registro colto , registro colloquiale-familiare


Giorgio studia in modo superficiale e discontinuo, trascurando completamente le discipline che non gli sono conge-
niali. Se non interverrà un deciso cambiamento, l’esito dell’anno scolastico appare a rischio.

20 riscrittura I seguenti passi sono scritti in registro aulico-letterario. Riscrivili sul qua-
derno in registro medio.
1. L’ho veduta, o Lorenzo, la divina fanciulla; e te ne ringrazio. La trovai seduta miniando il proprio ritratto. Si rizzò salu-
tandomi come s’ella mi conoscesse, e ordinò ad un servitore che andasse a cercare di suo padre. Egli non si spera-
va, mi diss’Ella, che voi sareste venuto; sarà per la campagna; né starà molto a tornare.
(Ugo Foscolo, Ultime lettere di Jacopo Ortis, Einaudi )

2. Mio Signor Padre. Sebbene dopo aver saputo quello ch’io avrò fatto, questo foglio le possa parere indegno di esser
letto, ad ogni modo spero nella sua benignità che non vorrà ricusare di sentir le prime e ultime voci di un figlio che
l’ha sempre amata e l’ama, e si duole infinitamente di doverle dispiacere. (Giacomo Leopardi, Opere, Mursia)

3. Come se ad un tratto rimpiangessimo i tempi appena appena finiti delle lezioni e dei compiti, per darci convegno non
trovavamo per solito luogo migliore dell’atrio dell’istituto. Si indugiava nell’androne, vasto, fresco e semibuio come
una cripta assiepandoci davanti ai grandi fogli bianchi degli scrutini finali, affascinati dai nostri nomi e da quelli dei
nostri compagni, che a leggerli così, trascritti in bella calligrafia ed esposti sottovetro di là da una leggera grata di
fil di ferro, non finivano mai di stupirci. (Giorgio Bassani, Il giardino dei Finzi Contini, Mondadori)

21 riscrittura I seguenti testi sono scritti in diversi registri linguistici. Riscrivili tu in


registro aulico-letterario. Se svolgerai il lavoro con cura particolare, otterrai un sicuro effet-
to umoristico. Per aiutarti, ti suggeriamo per ciascun testo un possibile inizio.
1. Fate cuocere la pasta. Nel frattempo mettete in un tegamino la salsa di pomodoro e la panna, fate bollire. Scolate la
pasta, conditela con il burro e la salsa preparata, aggiungerete il formaggio e il prosciutto tagliato a listarelle.
(Suor Germana, Quando cucinano gli angeli, Piemme)

Quando l’acqua sarà entrata in bollore, gettatevi e fatevi cuocere la pasta. Indi, senza por tempo in mezzo...

2. Eravamo bambini. Ci stavamo godendo gli ultimi caldi di quell’estate milanese. Allora eravamo inseparabili, ci consi-
deravamo inseparabili. Figli della piccola borghesia del quartiere, avevamo adattato come unico luogo di ritrovo la
piazza. Essendo le case delle nostre famiglie tutt’attorno, in qualche modo era garantito un controllo su tutto ciò che
accadeva ai Giardinetti. E poi c’era sempre la mamma di qualcuno, una portinaia, il gelataio, i tabaccai, che potevano
riferire. Insomma, di tutti noi, alla comunità adulta non sfuggiva nulla. E a volte erano botte, quando si tornava a casa.
(Gino & Michele, Neppure un rigo in cronaca, Rizzoli)

Pargoli eravamo; ci godevamo gli ultimi tepori della dolce stagione...


•EXE m1cap3•Le varietà•p 41-58 10-06-2011 10:02 Pagina 48

48 Modulo 1 UNA LINGUA PER COMUNICARE

22 produzione Ogni situazione comunicativa esige che l’emittente scelga opportunamente


il registro e il tono del suo discorso. Tu e i tuoi compagni vorreste che il professore di mate-
matica annullasse l’ultimo compito in quanto verteva su argomenti trattati solo in due lezioni.
Esponi questa richiesta e le relative argomentazioni che la sostengono nei confronti dei desti-
natari elencati a fianco.
1. In un discorso rivolto all’insegnante stesso:
2. In un dialogo a casa, con i tuoi genitori:
3. In un dialogo tra compagni di scuola:

23 produzione I registri della lingua vanno da un minimo a un massimo di formalità. Scrivi


un biglietto di auguri di buon anno adattandolo ai registri elencati a fianco.
1. in un registro colloquiale-familiare (destinatario: una zia che non vedi da qualche tempo); 2. in un registro scherzo-
so-confidenziale, che potrebbe essere una parodia del registro aulico (destinatario: tuo fratello che nel prossimo anno
prevede di laurearsi e di sposarsi); 3. in un registro aulico e solenne (destinatario: un amico di famiglia molto anzia-
no); 4. in un registro colto (destinatario: un insegnante); 5. in un registro intimo-confidenziale (destinatario: un amico
che passerà le vacanze di fine anno in un’altra città).

24 produzione Nella formulazione di un messaggio, la scelta del registro da utilizzare è


legata al contesto comunicativo. Ti diamo qui il contenuto di alcuni messaggi: dovrai formu-
larli sul quaderno nel registro adeguato alle situazioni comunicative di volta in volta indicate.

1. Hai dimenticato le pinne nella camera dell’albergo 3. Questo vestito è brutto, fuori moda e costa poco.
dove hai passato le vacanze: chissà se potranno spe- a) la commessa a una cliente;
dirtele. b) la commessa a una collega;
a) in una lettera alla direzione dell’albergo; c) Tiziana a sua madre che vuole comprarglielo.
b) a tua madre;
c) a un tuo amico. 4. Il fumo fa male.
a) l’insegnante agli allievi;
2. Questa cioccolata è avariata. b) tu a un tuo amico;
a) Paolo a un amico mentre stanno facendo insieme c) il medico a un paziente.
uno spuntino;
b) la signora Rossi al direttore del supermarket in cui 5. Ho bisogno di un prestito di 5.000 euro.
la cioccolata è stata acquistata; a) il signor Rossi al direttore della banca di cui è clien-
c) la signora Rossi in una lettera alla ditta che produce te;
la cioccolata. b) il signor Rossi a suo fratello.

I linguaggi settoriali
25 analisi linguistica Ti diamo qui una serie di coppie di sinònimi: all’interno di ciascuna individua
e sottolinea la parola o l’espressione che risulta più specialistica perché appartiene a un parti-
colare linguaggio settoriale. Per ciascuna di esse, poi, indica a quale linguaggio settoriale
appartiene.

1. cura / trattamento terapeutico medicina 2. domanda / istanza 3. perturbazione / temporale


4. perimetro / contorno 5. raffreddore / rinite
6. compressa / pastiglie 7. pelle / cute
•EXE m1cap3•Le varietà•p 41-58 10-06-2011 10:02 Pagina 49

LA LINGUA E LE SUE VARIETÀ Unità 3 49

26 analisi linguistica Analizza i brevi testi che seguono e sottolinea le parole e le espressioni che
ti sembrano più evidentemente specialistiche. Indica inoltre a quale linguaggio settoriale
appartiene ciascun testo scegliendo fra quelli riportati nel riquadro:

medicina informatica pittura narratologia economia

1. L’intreccio è l’insieme delle sequenze narrative nell’ordine in cui le ha disposte l’autore, mentre la fabula è data dagli
eventi della narrazione nel loro ordine logico-cronologico.
linguaggio settoriale:

2. Si definisce inflazione il processo di aumento generalizzato dei prezzi; il suo opposto è la deflazione. L’inflazione col-
pisce soprattutto i percettori di reddito fisso, mentre i lavoratori, in quanto percettori di salari e stipendi, possono
tutelarsi con misure di indicizzazione.
linguaggio settoriale:

3. Questo programma consente di creare presentazioni visualizzabili su pc. Ciascuna diapositiva realizzata con la pre-
sente applicazione può contenere immagini (anche dinamiche), grafici e, naturalmente, testi.
linguaggio settoriale:

4. Il Cubismo è caratterizzato dall’uso di un colore impastato e spesso chiaroscurale, ma l’aspetto più innovativo della
corrente è nel campo della forma, che si spezza attraverso la moltiplicazione dei punti prospettici. L’oggetto viene
sottratto a una riproduzione realistica.
linguaggio settoriale:

5. Questo farmaco è dotato di una spiccata attività sull’apparato broncopolmonare; antagonizza infatti l’infiammazio-
ne e i fenomeni allergici che, a livello della mucosa respiratoria, si estrinsecano attraverso la congestione e l’iper-
secrezione; risulta inoltre dotato di una blanda attività broncodilatatrice. Ne consegue una attività terapeutica par-
ticolarmente utile nelle affezioni dell’apparato respiratorio acute e croniche.
linguaggio settoriale:

27 competenza semantica Ogni sport ha un suo sottocodice. Ti diamo qui alcuni gruppi di parole e di
espressioni strettamente tecniche. Indica tu a quale ramo dello sport appartengono e spiega
oralmente il significato di ciascuna; in caso di dubbio consulta il dizionario.
1. regata, bolina, spinnaker, randa, fiocco, boma, gassa, scuffia, scarroccio:
2. prototipo, minigonna, abitacolo, formula, circuito:
3. K.O., ring, mandare al tappeto, round, clinch, uppercut, punching ball, gancio:
4. battitore, inning, interbase, pedana di lancio, strike, area di presa:
5. servizio, volée, rovescio, doppio misto, grip, smash, topspin, set, tie-break:
6. contropiede, fuori gioco, assist, fare pressing, crossare dal fondo:
7. affondo, guardia, sciabola, assalto, parata:

28 competenza semantica In ciascuno dei seguenti gruppi di termini specialistici ci sono degli intrusi,
cioè termini estranei al sottocodice cui appartengono gli altri. Individuali e cancellali.
1. religione: monoteismo, politeismo, moschea, sinagoga, rabbino, animismo, teologia, teocrazia, teorema. 2. botanica:
infiorescenza, fosforescenza, postilla, pistillo, petalo, stame, talea. 3. medicina: omeopatia, antipiretico, dialisi, diabe-
te, diapason, tac, idroponico. 4. informatica: programma, hardware, monitor, formato, videata, vista, drive. 5. zoologia:
quadrumane, relitto, quadrupede, erbivoro, vegetariano. 6. geometria: vertice, ellisse, eclissi, semiretta, bisettrice, apo-
tema, rombo, binomio. 7. grammatica: aggettivo, pronome, troncamento, radice, desinenza, apostrofe.
•EXE m1cap3•Le varietà•p 41-58 10-06-2011 10:02 Pagina 50

50 Modulo 1 UNA LINGUA PER COMUNICARE

29 comp. semantica/uso del diz. Ti diamo alla rinfusa alcuni termini ed espressioni di tipo specialistico.
Suddividili a seconda dell’ambito di appartenenza. In caso di dubbio consulta il dizionario,
che indica sempre l’ambito di appartenenza delle parole.
anni luce; cronaca nera; mantecare; comparsa; occhiello; rima; bagnomaria; verso; al dente; motore di ricerca;
assonanza; articolo di fondo; controfigura; acido; soluzione; nitrato; sceneggiatura; soffritto; andare in onda; sito;
annunciatrice; provetta; palinsesto; banner; audience; sonetto; doppiaggio; galassia; strofa; notizia di agenzia; por-
tale; scoop; colonna sonora; big bang; nebulosa; cometa; matraccio.
1. internet: motori di ricerca, 5. gastronomia:
2. poesia: 6. giornalismo:
3. astronomia: 7. televisione:
4. chimica: 8. cinema:

30 competenza semantica Anche le diverse discipline che studi a scuola si avvalgono di un lessico
specifico. Scrivi almeno cinque termini tecnici per ciascuna delle discipline elencate.
1. educazione fisica:
2. geografia:
3. matematica:
4. storia:
5. educazione civica:

31 competenza semantica Nelle seguenti frasi scegli tra i due termini specialistici che ti vengono pro-
posti quello di volta in volta adatto al contesto e sottolinealo. In caso di necessità, consulta il
dizionario.
1. Un’angosciata riflessione esistenziale e una forma espressiva difficile ed enigmatica sono le caratteristiche più evi-
denti dei cosiddetti poeti ermetici / emetici, come Salvatore Quasimodo e Alfonso Gatto.
2. Nei casi di ingestione di sostanze velenose, è necessario assumere immediatamente degli ermetici / emetici.
3. Molti atleti fanno uso di steroidi / asteroidi con grave danno della loro salute.
4. Una lunga esposizione al sole può provocare una crisi di epistassi / ipotassi.
5. Gli astronomi ritengono che i 4000 e più steroidi / asteroidi che si muovono nel sistema solare siano i resti di un pia-
neta che non si è mai formato oppure che si è disgregato in epoche remotissime.

32 individuaz./comp. semantica Il seguente testo è tratto da una rivista di informatica. Individua e sottolinea
i termini specialistici, poi trascrivili sul quaderno e spiegane il significato. Se necessario,
cerca le definizioni esatte sul dizionario.
Per utilizzare un computer sono necessarie almeno due periferiche, una di output e l’altra di input, senza le quali al pro-
cessore non arriverebbero dati da elaborare, né il processore sarebbe in grado di restituirli all’utente. Essi sono il moni-
tor e la tastiera. La tastiera che solitamente utilizziamo deriva da un modello creato nel 1986 dalla IBM, grazie all’ag-
giunta di nuovi tasti funzione e cursori di controllo per la navigazione a modelli precedenti. Essa aveva, oltre ai tasti
alfanumerici e di interpunzione, 12 tasti funzione posti sopra tutti gli altri, i tasti Esc, Tab, Bloc maiusc, Maiusc, Ctrl e Alt
nel lato destro della tastiera e i tasti Invio, Alt Gr, Ctrl a destra delle lettere: in pratica, la medesima struttura delle
attuali tastiere. Lo schema originario prevedeva inoltre la disposizione qwerty dei tasti, che prende il nome dalle prime
lettere sulla fila superiore e che veniva già da tempo utilizzata nelle macchine da scrivere statunitensi.
(“Computer facile”, giugno 2001)
•EXE m1cap3•Le varietà•p 41-58 10-06-2011 10:02 Pagina 51

LA LINGUA E LE SUE VARIETÀ Unità 3 51

33 riscrittura Le leggi, i verbali, i regolamenti, le comunicazioni degli enti pubblici ecc. si


avvalgono di una terminologia definita ironicamente burocratese: te ne diamo qui alcuni esem-
pi. Traduci le espressioni in corsivo, con un’espressione in lingua comune, scegliendola fra
quelle riportate nel riquadro:

ho già fatto il militare pagato per sbaglio se il preside darà il permesso mi ha fatto la multa
dire il loro nome e cognome in base alla legge far vedere la fattura con la dicitura “Pagato”
fa pagare delle multe a chi paga in ritardo le bollette portato a termine proseguirà domani

1. Non ho ancora il passaporto: la Questura non ha espletato la pratica. portare a termine 2. Nella sala di ingresso
della ditta, un usciere chiede ai visitatori di declinare le proprie generalità. 3. La riunione è aggiorna-
ta a domani. 4. Potremo fare l’assemblea solo previa autorizzazione del preside.
5. Mio fratello ha espletato il servizio militare. 6. Ai sensi della legge 312/89 posso chiedere il rimbor-
so di quanto ho erroneamente versato. 7. Per ottenere il rimborso, bisogna esibire la fattura quietan-
zata. 8. L’ENEL applica delle sanzioni agli utenti morosi. 9. Il vigile mi ha elevato
contravvenzione perché ero senza casco.

34 competenza semantica A ciascuna delle seguenti definizioni rigorosamente settoriali abbina il


termine corrispondente in lingua comune, scegliendolo fra quelli riportati nel riquadro:

patata fagiolo starnuto finestra valanga livido

1. Porzione delimitata dello schermo del terminale, nella quale è possibile inserire comandi. finestra 2. Lesione ana-
tomica in cui si ha fuoruscita di sangue da vasi lesi negli interstizi dei tessuti. 3. Solanacea con fusto
erbaceo e foglie ovato-cordate: la parte edule è costituita da tuberi ricchi di amido. 4. Pianta annua
delle Leguminose, con fusto nano o rampicante. Il frutto è allungato e contiene parecchi semi reniformi eduli.
5. Riflesso scatenato da stimoli sulla mucosa nasale; consiste in una inspirazione cui fa seguito una
brusca espirazione. 6. Slittamento di massa nevosa che si determina quando la componente del
peso parallela alla base d’appoggio supera la resistenza d’attrito.

35 individuaz./analisi linguistica Nelle seguenti frasi, individua e sottolinea le parole e le espressioni che la
lingua comune ha ripreso dai diversi linguaggi settoriali. Di ogni termine specialistico indi-
viduato indica sul quaderno: a) il sottocodice da cui è stato ripreso; b) il significato che tale ter-
mine esprime all’interno del suo linguaggio specialistico; c) il significato che ha assunto pas-
sando nel linguaggio comune.
1. Andrea si è fatto interrogare in matematica: è stato un autogol!
2. Paolo è di nuovo innamorato: riconosco i sintomi.
3. Io ti do l’input, ma poi la ricerca devi farla da solo.
4. Non avrai detto a Valentina di restare a cena, spero: sono allergico a quella ragazza.
5. Quei fiori hanno un aspetto decisamente anemico.
6. Tra una settimana ci sarà il derby: io e Marco siamo già in fibrillazione.
7. Con un abile slalom, Luca è riuscito a evitare fino ad ora tutte le interrogazioni.
8. Prima di partire per la montagna ho fatto il pieno di romanzi gialli.
9. Ti prego, Rossi, sono rientrato oggi dalle ferie e sono in rodaggio: non assediarmi subito con tutti i problemi del-
l’ufficio.
10. Facendo leva sulla loro smisurata ambizione, il regista è riuscito a ottenere dai suoi attori un’interpretazione ecce-
zionale.
•EXE m1cap3•Le varietà•p 41-58 10-06-2011 10:02 Pagina 52

52 Modulo 1 UNA LINGUA PER COMUNICARE

36 individuaz./classificazione Il linguaggio politico può essere definito un linguaggio settoriale misto.


Infatti, oltre a utilizzare termini ed espressioni tipici del proprio ambito, esso recupera anche
termini ed espressioni di altri linguaggi settoriali, spesso utilizzandoli in chiave metaforica.
Nelle seguenti frasi individua e sottolinea in rosso i termini e le espressioni che ti sembrano
propri del sottocodice politico, in blu quelli che invece sono stati desunti da altri ambiti.
1. In Inghilterra una nuova bordata contro il governo laburista è venuta dalle dimissioni del sottosegretario al Tesoro,
accusato di aver cercato di insabbiare un’inchiesta. 2. L’accordo tra il governo e l’opposizione sulla riforma delle pen-
sioni è ormai naufragato. 3. Per consentire il varo della Finanziaria entro la fine dell’anno, il governo è intenzionato a
ricorrere al voto di fiducia. 4. Secondo gli osservatori esteri, l’Italia è sulla buona strada per il risanamento dei conti
pubblici. 5. Secondo gli ultimi sondaggi, la fiducia dei cittadini americani nel loro Presidente è in caduta libera. 6.
Una marcia in più per l’industria italiana, questo ha chiesto la Confindustria ai rappresentanti del governo nell’incon-
tro di ieri.

37 analisi linguistica Molte parole esprimono significati differenti a seconda che siano usate nella
lingua comune oppure in uno o più linguaggi settoriali. Indica il particolare significato che
hanno le seguenti parole nei diversi ambiti d’uso.
1. navigare 5. funzione
a) lingua comune a) linguaggio della religione

b) linguaggio di Internet b) linguaggio della matematica

2. testata 6. ripresa
a) lingua comune a) linguaggio del cinema

b) linguaggio giornalistico b) lingua comune


c) linguaggio dell’automobilismo
3. pipetta
a) lingua comune 7. sospensione
b) linguaggio della chimica a) lingua comune
b) gergo scolastico
4. paziente
a) lingua comune c) linguaggio della chimica

b) linguaggio della medicina

Lingua parlata e lingua scritta


38 analisi linguistica Per ciascuna delle seguenti situazioni comunicative indica, barrando la
casella corrispondente, se è necessario o preferibile utilizzare la lingua scritta S o la lingua
parlata P . [La lingua scritta è necessaria o preferibile in 4 casi e la lingua parlata in 7 casi.]

1. avvertire una persona che è in immediato pericolo S ; 2. chiedere l’ultimo numero di Dylan Dog S P ;
P
3. giustificare un’assenza scolastica S P ; 4. invitare amici e parenti al proprio matrimonio S P ; 5. chiedere un
regalo alla mamma S P ; 6. domandare di poter lavorare in un’azienda S P ; 7. prenotare un appartamento per le
vacanze S P ; 8. salutare un amico incontrato per caso S P ; 9. chiedere dove si trova una via S P ; 10. chie-
dere spiegazioni su un argomento scolastico non capito S P ; 11. dare istruzioni dettagliate su come usare in modo
corretto la pentola a pressione S P .
•EXE m1cap3•Le varietà•p 41-58 10-06-2011 10:02 Pagina 53

LA LINGUA E LE SUE VARIETÀ Unità 3 53

39 analisi linguistica Indica, barrando la casella corrispondente, se le seguenti frasi sono esempi
di lingua parlata P o di lingua scritta S . [Gli esempi di lingua parlata sono 4 e quelli di lin-
gua scritta altrettanti.]
1. Aprite il libro a pagina 31, circa a metà... ecco, dove dice “la seconda colonizzazione”, sotto la figura dell’anfora. P S
2. Il Dirigente Scolastico augura agli studenti e alle loro famiglie un sereno e proficuo anno scolastico. P S 3. I nostri
boschi sono ricchi di funghi: la loro presenza anzi ne testimonia la buona salute. La raccolta dei funghi è regolamentata
da norme assai rigide: i turisti che volessero informazioni più precise sono pregati di contattare gli uffici comunali, che
sono aperti al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.00. P S 4. È un piacere per uno studioso come me
costatare che un così vasto pubblico sia interessato a conoscere la storia dell’universo cui ho dedicato gran parte della
mia vita. È con gioia, dunque, che mi appresto a presentarvi le mie ultime scoperte. Alla fine della mia relazione, cia-
scuno di voi avrà ad ogni modo la possibilità di pormi delle domande. P S 5. Donne, dove andate? Guardate qui, si
vende tutto a 5 euro la cassetta! Zucchine, pomodori, carote, tutto quello che c’è rimasto. Tutta roba fresca! Tutta roba
del mio orto. P S 6. Signora, non cerchi di far finta di niente, l’ho vista benissimo che è passata col rosso! P S
7. Arrivati alla fontana, il sentiero si biforca. Si prende a questo punto il viottolo di destra e dopo circa dieci minuti di
cammino, in prossimità di un fienile abbandonato, si piega di nuovo a destra per una comoda mulattiera che si segue
fino al rifugio ( 2 h.). P S 8. Gentile Signore, troverà allegato a questa comunicazione un bollettino postale con gli
estremi del versamento che va effettuato entro il 31 del corrente mese. P S

40 analisi linguistica I fumetti vogliono riprodurre in modo più fedele possibile la lingua parlata.
Nelle seguenti vignette indica quali mezzi vengono usati per indicare: a) le pause tipiche del
parlato; b) le variazioni del tono di voce.

(“Dylan Dog”, ottobre 2001)

41 gioco a coppie In classe, sotto la guida dell’insegnante, misurate le vostre competenze e la


vostra creatività con il seguente gioco a coppie, che si avvale dell’utilizzo di una videocamera
o un registratore.
Gli studenti vengono divisi in coppie. All’interno di ogni coppia si sceglieranno un intervistatore e un intervistato. A
turno, ciascuna coppia realizzerà davanti ai compagni una breve intervista, che sarà nel frattempo registrata. L’argomen-
to è libero. Alla fine si ascolteranno le interviste che, a giudizio della classe, sono riuscite meglio e che saranno trascritte
annotando: a) se ci sono frasi interrotte; b) se ci sono parole lasciate a metà o ripetute; c) se ci sono esclamazioni o
pause; d) come è il tono della voce (cioè se alcune parole o frasi sono dette con un’intonazione particolare, per esempio
sottovoce o con un tono più alto,oppure scandendo le parole).
•EXE m1cap3•Le varietà•p 41-58 10-06-2011 10:02 Pagina 54

54 Modulo 1 UNA LINGUA PER COMUNICARE

42 individuazione I seguenti messaggi sono tutti esempi di lingua trasmessa, sia parlata che
scritta. Indica, barrando la casella corrispondente, quale mezzo utilizzano
telefono SMS TV radio computer fax
Internet

1. Voltiamo pagina e veniamo alle notizie dall’Unione europea.


Riunione dei Ministri dell’Agricoltura oggi a Bruxelles. x
Ecco il servizio del nostro inviato…

2. Pronto! Sei Marco? Sono Tommaso. Ciao. È in casa


tuo fratello? Me lo passeresti?

3. Sono 3 giorni ke non ti si vede! domani torni x la verifica


di mate? by Luca

4. Gentili ascoltatrici, gentili ascoltatori, chiamateci al nostro


numero verde 655-988-887 per dirci quello che pensate sul
tema di oggi. Parliamo di trasporti e la domanda è: sareste
disposti a rinunciare all’auto per avere un’aria più pulita?
Nel frattempo, sentiamo il parere dei nostri esperti...

5. Ci 6 da CRISTINA stasera? risp

6. Egregio Signor Ferioli, come da precedenti accordi telefonici,


le invio i preventivi riguardanti l’impianto elettrico della
sua abitazione. Distinti saluti. Nicola Luciani della Tuttoelettra.

7. Carissimi, la domenica passata con voi è volata!


Perché non vi dimentichiate di noi, vi mandiamo in allegato
alcune delle foto che ci siamo fatti ieri.
Sono in formato jpg, non dovreste avere difficoltà ad aprirle.
In caso contrario, fatecelo sapere.
Ciao e buona settimana. Enrico e Paola

8. E ora la situazione attorno alla capitale: si segnalano


rallentamenti sull’A1 all’altezza dello svincolo per Napoli,
traffico intenso sul Raccordo Anulare, code per incidente
in direzione Fiumicino.

43 analisi linguistica Per ciascuna delle seguenti situazioni comunicative la lingua trasmessa è
la forma di comunicazione più adatta. Indica, di volta in volta, quale mezzo è più efficace, sce-
gliendo tra le alternative riportate nel riquadro. Attenzione: puoi esprimere più di una scelta.

telefono televisione radio e-mail SMS telegramma

1. mettersi in contatto con un amico che non si vede da tempo telefono; e-mail ; 2. informare sulle ultime notizie di cro-
naca ; 3. mandare un messaggio d’amore ; 4. convo-
care una riunione tra i collaboratori esterni di un’azienda ; 5. prendere accordi con i
compagni su un lavoro scolastico ; 6. informarsi sull’orario di un treno
; 7. comunicare il risultato di un concorso pubblico ;
8. raccontare una storia emozionante al maggior numero di persone ; 9. fare gli augu-
ri di compleanno a un amico .
•EXE m1cap3•Le varietà•p 41-58 10-06-2011 10:02 Pagina 55

LA LINGUA E LE SUE VARIETÀ Unità 3 55

44 produzione Per ciascuna delle seguenti situazioni comunicative scrivi sul quaderno due
messaggi, variandoli in relazione ai diversi mezzi di trasmissione della lingua che vengono
suggeriti.
1. emittente: gli studenti della II F 2. emittente: Dario che si trova a Cambridge.
destinatari: studenti, docenti, genitori e chiunque possa destinatari: i suoi genitori.
essere interessato. messaggio: avvisare che al suo ritorno porterà con sé
messaggio: nel pomeriggio la classe II F darà uno spet- un amico spagnolo, che si fermerà qualche giorno.
tacolo ispirato a un famoso musical.
a) e-mail
a) sito della scuola b) telefono (in questo caso devi immaginare anche le
b) comunicato destinato a una radio locale. risposte che verranno date a Dario)

Le funzioni della lingua


45 analisi linguistica Per ciascuno dei seguenti testi indica qual è la funzione in cui la lingua viene
utilizzata, scegliendo tra funzione informativa, espressiva, persuasiva. Attenzione: un caso
non rientra in nessuna di queste categorie. [Ci sono 5 esempi di funzione informativa della lin-
gua, 3 di funzione espressiva e 4 di funzione persuasiva.]
1. Passami il vocabolario, per favore. funzione persuasiva
2. Si comunica ai Sigg. condomini che la riunione del 13 c.m. è rimandata in data da destinarsi, che verrà comunicata
tempestivamente.

3. Sono dette succlavie le due arterie che forniscono il sangue agli arti superiori.
4. Massimo! Che piacere vederti!
5. Lo spettacolo inizia alle 20.30 e dura due ore.
6. Quest’anno, in tutta l’India, la produzione di riso è stata molto bassa a causa della persistente siccità.

7. Il nome o sostantivo è la parte del discorso con la quale si designano esseri animati, cose, concetti, stati d’animo,
emozioni o fatti.
8. Mamma, domani ho la gita scolastica: svegliami presto, per favore!
9. VIETATO FUMARE
10. Accidentaccio cane!
11. Buon giorno, signorina. Può avvisare il dottor Mascagni che sono arrivato? Sono Piero Risi.

46 produzione Domani sera Valentina darà una festa per il suo compleanno e ti ha invitato.
Comunica la notizia a un tuo amico, usando la lingua in una delle seguenti funzioni.
a) usando la sola funzione informativa della lingua

b) usando sia la funzione informativa sia quella espressiva

c) usando la funzione informativa, quella espressiva e quella persuasiva


•EXE m1cap3•Le varietà•p 41-58 10-06-2011 10:02 Pagina 56

56 Modulo 1 UNA LINGUA PER COMUNICARE

47 analisi linguistica Per ciascuno dei seguenti testi indica qual è la funzione in cui la lingua viene
utilizzata, scegliendo tra funzione fàtica, metalinguistica, poetica. Attenzione: un caso non
rientra in nessuna di queste categorie. [Ci sono 3 esempi per ciascuna delle funzioni della lingua
elencate.]
1. Si verifica un’allitterazione quando una stessa vocale o consonante o sillaba vengono ripetute all’inizio o all’inter-
no di parole contigue. In poesia tale procedimento viene utilizzato per ottenere determinati effetti musicali o anche
con intento onomatopeico, cioè per riprodurre o suggerire attraverso i suoni le caratteristiche sonore dell’oggetto
che si vuole indicare.
funzione metalinguistica

2. Il fiume fluiva cupo tra i suoi argini, sotto il cielo di viola e d’argento ove saliva il plenilunio. (G. D’Annunzio)

3. aggomitolare v. tr. (aggomìtolo, ecc.). 1. Avvolgere in gomitolo o a guisa di gomitolo. 2. rifl. (aggomitolarsi), fig.
Avvolgersi su se stesso; rannicchiarsi (più comune in questo senso raggomitolarsi).

4. Pronto!... chi parla?... mi sente?


5. Nel campo mezzo grigio e mezzo nero
resta un aratro senza buoi, che pare
dimenticato, tra il vapor leggiero.
E cadenzato dalla gora viene
lo sciabordare delle lavandare
con tonfi spessi e lunghe cantilene.
(G. Pascoli)

6. L’oggetto (o persona, o luogo, o entità astratta) a cui un segno linguistico rinvia nella realtà viene definito refe-
rente.
7. Oh, Gianni, come va... quanto tempo che non ci vediamo...
8. Scrivimi qui il tuo numero di telefono e quello del fax.
9. Ehi, mi ascolti o dormi?...
10. Il refuso è quella cosa
che tu trovi nel giornale
e ci resti molto male
se non sei svelto a capir.
Per esempio: “A Busto Arsizio
cadde ier la prima nave”.
Fatto strano e pure grave,
perché a Busto il mar non c’è.
(G. Rodari)

48 produzione Domani la lezione di scienze si terrà in laboratorio. Comunica la notizia a una


tua compagna di classe usando il linguaggio nelle tre funzioni che qui ti proponiamo.
a) in funzione informativa:
b) in funzione espressiva:
c) in funzione poetica:
•EXE m1cap3•Le varietà•p 41-58 10-06-2011 10:02 Pagina 57

LA LINGUA E LE SUE VARIETÀ Unità 3 57

49 individuazione Elenchiamo qui di seguito alcuni tipi di testo. Accanto a ciascuno indica
quale funzione linguistica lo caratterizza, come funzione unica o comunque prevalente. [I testi
con funzione informativa sono 6, quelli con funzione poetica 4, quelli con funzione espressiva 3,
quelli con funzione metalinguistica 3 e quelli con funzione persuasiva 2.]
1. orario ferroviario funzione informativa 10. raccolta di racconti
2. trattato di narratologia 11. imprecazione
3. sonetto 12. istruzioni allegate a un cellulare
4. articolo di cronaca nera 13. filastrocca
5. lettera d’amore 14. regolamento condominiale
6. enciclopedia 15. dizionario di italiano
7. testo scolastico di scienze 16. testo di una canzone
8. biglietto di auguri di Natale 17. estratto conto della banca
9. slogan pubblicitario 18. dizionario italiano-tedesco

50 produzione Nel seguente testo convivono le funzioni informativa, espressiva, persuasiva


e fàtica della lingua. Riscrivi sul quaderno il messaggio in modo che risulti solo ed esclusiva-
mente informativo.
Pronto... sì, qui la stazione ferroviaria... buongiorno signora, vuole sapere gli orari dei treni per Genova... Guardi, ne
passa uno tutte le mezz’ore a partire dalle sei e trenta fino a mezzanotte. Però, signora, le consiglio di evitare il primo
del mattino e anche quello delle sette: sono i treni degli studenti e dei pendolari e non si trova mai un posto per seder-
si. Quello delle sette e trenta, poi, è una specie di corriera, ferma in tutti i paesi paesini frazioni sottofrazioni... per arri-
vare a Genova ci mette quasi tre ore, si figuri... Mi sente, signora?... Dunque, dicevo, non prenda neanche il treno delle
nove e trenta e quello delle undici e neanche quello delle quindici e trenta: vengono dalla Francia e sono sempre in ritar-
do. Gli altri vanno bene tutti... ah, dimenticavo, quello delle diciannove ha solo la prima. Ma si figuri, è stato un piace-
re. Buona giornata.

51 produzione Utilizza le parole che ti proponiamo in messaggi in cui la lingua sia usata con
la funzione di volta in volta indicata, come nell’esempio.

Es.: cuore:
a) funzione informativa: Il cuore è un organo del sistema circolatorio.
b) funzione poetica: Gemmea l’aria, il sole così chiaro
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore
e del prunalbo l’odorino amaro
senti nel cuore… (G. Pascoli)

c) funzione espressiva: Marco ha davvero un cuore generoso: farebbe tutto per i suoi amici!
d) funzione metalinguistica: ‘cuoricino’ è un diminutivo di ‘cuore’.

1. neve: a) funzione informativa; b) espressiva; c) poetica.

3. ehi: a) funzione fàtica; b) metalinguistica.


•EXE m1cap3•Le varietà•p 41-58 10-06-2011 10:02 Pagina 58

58 Modulo 1 UNA LINGUA PER COMUNICARE

52 riscrittura Lo scopo, e quindi la funzione reale, di un messaggio non sempre coincide


con quello che la formulazione del testo sembrerebbe esprimere. Ti diamo qui una serie di mes-
saggi apparentemente informativi: riformula ciascun messaggio in modo che la loro funzione
reale risulti del tutto evidente.
1. Paolo a suo padre: “Sono tre mesi almeno che non andiamo più allo stadio”.
Traduzione: Papà, mi porti allo stadio?

2. La signora Verdi al marito: “Sai, a Carla il marito ha regalato una collana di perle, per il suo compleanno”.
Traduzione:

3. Luca ad Andrea, mentre tornano insieme da scuola: “Oggi i miei sono fuori città, debbo farmi da mangiare da solo...”.
Traduzione:

4. Luca all’insegnante di matematica: “Ieri ho avuto mal di testa tutto il giorno”.


Traduzione:

5. Il dottor Rossi a un collega, in ufficio: “Ho la macchina dall’elettrauto: questa mattina ci ho messo un’ora per arri-
vare in ufficio”.
Traduzione:

6. La madre alla figlia (che ha il ragazzo in un’altra città): “Ho chiesto alla Telecom di mandare, assieme alla fattura,
l’elenco e la durata delle chiamate”.
Traduzione:

7. Annalisa alla mamma: “Le mie amiche ai concerti ci vanno da sole, non accompagnate dalla mamma, dal papà o dal
fratello più grande”.
Traduzione:

53 individuazione Spesso il vero obiettivo di un messaggio viene nascosto anziché evidenzia-


to dalla funzione linguistica usata per il messaggio stesso. Esamina il testo della vignetta che
segue.
– Lo sai che i cani possono morire soffocati, se
mangiano ossa di gallina?

Nel parlato della gallina la funzione apparente è ma in realtà


U.1 Il testo e i testi•p 59-66 10-06-2011 10:06 Pagina 59

Modulo Il testo e i testi


La lingua trova la sua realizzazione pratica in messaggi e atti lin-

2
guistici – i cosiddetti testi – che permettono a ciascuno di noi di
esprimersi e di entrare in contatto, per gli scopi più diversi, con tutti
gli altri uomini. Nelle pagine seguenti descriveremo come è fatto un
testo, quali sono i suoi elementi costitutivi e quali sono i diversi
tipi di testo.

Sapere Saper fare

Unità 1 Gli elementi costitutivi del testo


Che cos’è un testo. Il testo e le sue caratteristiche: Identificare un testo e riconoscere gli elementi
completezza, correttezza, coerenza di contenuti, coerenza che ne determinano la testualità.
espressiva, coesione linguistica. Produrre testi completi, coerenti dal punto di vista
del contenuto e delle scelte espressive e coesi dal punto
di vista linguistico.

Unità 2 Le variabili del testo: il testo e la situazione comunicativa


Il testo e la situazione comunicativa. Individuare il contesto comunicativo di ogni testo.
Rapportare ogni testo alla sua situazione comunicativa.
Gli elementi comunicativi che incidono sul testo. Gli scopi Produrre testi che tengono conto della situazione
dell’emittente: scopi apparenti e scopi reali. Le caratteri- comunicativa.
stiche del destinatario e le scelte testuali. Il contesto e Distinguere scopi apparenti e scopi reali di un testo.
l’argomento.

Unità 3 La struttura del testo


I confini del testo: l’inizio e la fine; il titolo, Individuare la struttura di un testo cogliendone lo schema
il sottotitolo ecc. grafico e ideativo.
La struttura esterna del testo: parti, capitoli, paragrafi, Produrre testi strutturati logicamente e graficamente
capoversi ed enunciati. chiari.
L’indice di un testo. Capire l’indice di un testo e la sua funzione.

Unità 4 I vari tipi di testo


I vari tipi di testi e le loro caratteristiche. Riconoscere, identificare e classificare i diversi tipi di testo
I testi pragmatici (o testi d’uso). in base allo scopo e alla funzione comunicativa.
I testi letterari.

Mappa dei legami linguistici grammaticali,


sintattici e semantici: pp. 64 ss.
Strumenti Tabella delle tipologie e dei generi testuali: pp. 92-93
U.1 Il testo e i testi•p 59-66 10-06-2011 10:06 Pagina 60

Gli elementi costitutivi


1 del testo
Nella realtà concreta dell’uso, la lingua, parlata e scritta, si presenta sotto forma
di testi. Bre vi o lunghi, semplici o complessi, i testi sono alla base di o gni
comunicazione linguistica.

1 Che cos’è un testo


Un testo è un insieme organizzato di parole, corretto nella for ma e coerente
nel contenuto, usato per comunicare un messaggio di senso compiuto .
Il tipo di testo di cui parliamo è f atto “di
parole”, cioè di se gni verbali del codice lin-
guistico ed è, quindi, un testo linguistico o
testo v erbale. Ma qualunque sistema di
segni organizzato secondo un cer to codice e
utilizzato per comunicare un messaggio
costituisce un testo. Così, a seconda del codi-
ce, cioè del sistema di segni che utilizzano, si
possono distinguere vari tipi di testi:
– i testi iconici , che utilizzano il codice
visuale delle immagini e comprendono testi
come i segnali stradali, i disegni, le fotogra-
fie, i quadri, le sculture ecc.
– i testi m usicali, che utilizzano il codice
acustico delle note musicali e comprendono
testi come le sinfonie, le sonate, i concer ti
ecc.
– i testi misti , che utilizzano contempora-
neamente più codici: ad esempio il codice
linguistico e il codice iconico (i fumetti), il
codice linguistico e il codice musicale (le
canzoni), il codice iconico, linguistico e
musicale (i f ilm).
Questo quadro di Claude Monet ( Donna con parasole e Il tipo di testo più dif fuso oltre che più
bambino, 1875, Washington, National Gallery) è un testo pratico ai f ini della comunicazione, è però,
iconico. Sai “leggerlo”? come sappiamo, proprio il testo verbale.
U.1 Il testo e i testi•p 59-66 10-06-2011 10:06 Pagina 61

GLI ELEMENTI COSTITUTIVI DEL TESTO Unità 1 61


Il testo può essere parlato, come un saluto (“Salve!”), l’annuncio ai passegge-
ri attraverso un altoparlante in una stazione, una conversazione o una conferen-
za, o scritto, come l’inse gna di un ne gozio ( ), una lettera, un ar ti-
colo di giornale, l’avviso al pubblico affisso in una bacheca, o un volume. Può
essere breve e semplice, come un ordine (“ Attenti!”), un pro verbio (“Non c’è
amore senza amaro”) o un annuncio commerciale

RISTORANTE cerca cuoco o cuoca


per stagione estiva. Telefonare, ore
serali, 06/57469106

oppure esteso e complesso, come un discorso uf ficiale del Presidente della


Repubblica, un manuale scolastico o il romanzo I promessi sposi. Può avere un
contenuto futile (come una barzelletta) o serio (come la Dichiarazione dei dirit-
ti dell’uomo). Può proporsi lo scopo di infor mare (come un a vviso o una cro-
naca), di suggerire un comportamento (come un manuale di istruzioni) o di pro-
durre emozioni (come una poesia). Un testo però costituisce sempre un mes-
saggio volto a comunicare qualcosa.

2 I requisiti che fanno di un insieme di


parole un testo
I testi – tutti i testi, indipendentemente dalla loro for ma, dal loro contenuto e
dallo scopo per cui v engono usati – presentano alcune caratteristiche che costi-
tuiscono i requisiti fondamentali della loro testualità, cioè gli elementi neces-
sari e indispensabili perché un insieme di parole for mi un testo. Un testo, inf at-
ti, per essere tale deve essere:
 intenzionale: deve essere il fr utto di una precisa v olontà dell’emittente di
comunicare qualcosa;
 significativo: deve trasmettere al destinatario qualcosa e possibilmente qual-
cosa di nuovo;
 compiuto: deve costituire una comunicazione compiuta e contenere quindi
tutto ciò che l’emittente ritiene di do ver comunicare su un deter minato ar go-
mento e tutto ciò di cui il destinatario ha bisogno per comprendere l’argomento;
 corretto nella forma: deve rispettare le re gole del codice della lingua in cui
è composto, per quello che riguarda la g rafia (nei testi parlati la pronuncia), la
morfologia, la sintassi e la semantica, cioè il signif icato delle parole e la loro
compatibilità.
Inoltre, da un punto di vista più specif icatamente testuale, un testo deve essere:
 coerente nel contenuto: deve svolgere l’argomento (o tema di fondo) su cui
è incentrato in maniera tale da risultare un testo unitario e compatto ( coerenza
contenutistica o di significato);
 omogeneo sul piano linguistico: de ve utilizzare una lingua omo genea, priva
di salti di registro (coerenza espressiva o di stile);
 coeso dal punto di vista della for ma: deve costituire una str uttura unitaria,
tenuta insieme da precisi legami linguistici (coesione linguistica).
U.1 Il testo e i testi•p 59-66 10-06-2011 10:06 Pagina 62

62 Modulo 2 IL TESTO E I TESTI

3 Un testo deve essere coerente


dal punto di vista del contenuto
Breve o lungo che sia, un testo deve presentare una perfetta coerenza dal punto
di vista del contenuto (coerenza contenutistica). Ciò succede quando il testo è
incentrato su un argomento ben preciso, che costituisce il suo tema di fondo
e lo svolge in tutti i suoi aspetti attraverso argomenti derivati da esso o ad esso
riconducibili, in modo tale che le sue v arie par ti risultino tutte collegate tra
loro da una pr ecisa connessione lo gica e sviluppino ciascuna un aspetto
particolare del tema. Si veda, per esempio, il passo se guente:

Mi è sembrato un ragazzo molto intelligente. L’anno scolastico è iniziato ormai


in tutto il paese. La fr utta cotta non piace a tutti. Il suo gatto dor me in salotto
sul divano. E fu così che persero l’incontro.

Il passo non ha un tema di fondo che dia unità alle v arie infor mazioni, che
restano totalmente sle gate le une dalle altre. Il passo non è un testo, ma solo
un’accozzaglia di frasi che risulta incomprensibile: un e ventuale destinatario
non potrebbe assolutamente capire di che cosa o di chi si sta parlando. Si veda,
invece, quest’altro passo:

Il treno, come al solito, è par tito in ritardo. Antonio, che non è mai puntuale, è
stato fortunato perché non l’ha perso, ma non ha tro vato un posto libero e così
si è f atto mezzo viaggio in piedi. Io, in vece, avevo prenotato e ho viaggiato
comodissima. A Bologna faceva un caldo insopportabile. A Verona il tempo era
più fresco e a Bolzano faceva quasi freddo. Siamo arrivati a Brunico poco dopo
mezzogiorno e abbiamo tro vato i nostri amici che ci aspetta vano. In alber go è
tutto perfetto. Adesso riposiamo un po’e stasera, dopo cena, andremo tutti insie-
me a ballare in discoteca.

Il passo è apparentemente composto da parti slegate le une dalle altre che danno
informazioni diverse. A un esame più approfondito, però, esso risulta un testo
unitario e coerente:
 presenta un ar gomento centrale, cioè ha un tema di fondo: un viaggio tra
amici;
 espone l’argomento in modo completo, dall’inizio alla fine: dalla partenza in
treno all’arrivo a destinazione e alla prospettiva per la serata;
 svolge l’argomento in modo tale che tutte le v arie informazioni – i f atti, le
osservazioni, le considerazioni ecc. – risultano in stretta connessione lo gica
l’una con l’altra: tutte risultano colle gate e ciascuna contribuisce a sviluppare
un aspetto particolare dell’argomento centrale del testo.
Le varie parti del testo risultano così collegate sul piano del significato e il testo
risulta un tutto unitario, caratterizzato da una perfetta coerenza.
Un testo può essere costr uito e sv olto in mille modi di versi a seconda del-
l’argomento trattato, della tipolo gia testuale e de gli scopi dell’emittente. La
coerenza che deve caratterizzarlo, però, è sempre frutto di un progetto comu-
nicativo che deve poi essere sviluppato punto per punto.
U.1 Il testo e i testi•p 59-66 10-06-2011 10:06 Pagina 63

GLI ELEMENTI COSTITUTIVI DEL TESTO Unità 1 63

4 Un testo deve essere coerente anche dal punto


di vista linguistico: la coerenza espressiva
La coerenza di un testo è anche un fatto linguistico: un testo deve presentare
un registro linguistico che, oltre ad essere ade guato all’argomento, risulti il
più possibile omogeneo, privo di inutili salti di livello (coerenza espressiva).
Di fatto, un messaggio completo nel contenuto e ben organizzato nei passag-
gi logici, perde la sua unità e quindi la sua testualità se presenta una commi-
stione di re gistri linguistici: se, per esempio, mescola, senza precise ragioni
espressive e, quindi, di “stile”, espressioni e costr utti della lingua comune a
espressioni e costrutti di un linguaggio specialistico o del re gistro colloquiale-
familiare o di quello aulico. Il messaggio, così, risulta non soltanto incoerente
a livello linguistico, ma anche ridicolo e confuso: disorienta chi lo rice ve. Si
veda, per esempio, il seguente testo:
L’acido acetilsalicilico
L’acido acetilsalicilico è una sostanza nota da secoli per le sue proprietà analgesiche,
antireumatiche e antitermiche, proprietà che lo rendono un rimedio indicato nelle affe-
zioni febbrili specialmente se complicate da sintomatologie dolorose, nelle malattie
da raffreddamento, nelle nevralgie e nelle cefalee. Ha anche proprietà antiinfiamma-
torie che lo rendono efficace nelle forme reumatiche.
Dal punto di vista commerciale è presente sul mercato con nomi diversi – il più noto è
aspirina – sotto forma di compresse.
Quanto al dosaggio, puoi prenderne due o tre al giorno di ’ste pastigliette, ma non
trangugiarle tutte insieme come fossero caramelline: pigliale nell’arco della giornata.
Se proprio stai da cani, puoi prenderne qualcuna di più, ma attento a non esagerare,
se no la vedi brutta. Mandale giù pure con un po’ d’acqua o di tè o con una gazzosina,
e cerca di prenderle quando hai mangiato qualche cosa, altrimenti c’è il rischio che ti
viene mal di stomaco, cioè di pancia. A.S.

L’incoerenza linguistica che caratterizza il testo è e vidente: il registro colloquia-


le-familiare del terzo capo verso mal si adatta alla lingua di re gistro for male,
ricco di termini specialistici, del primo e del secondo.
La coerenza di stile, naturalmente, può essere violata, nei
testi letterari, a scopi espressi vi, mimetici o comico-parodi- Riscrivi nel registro lingui-
stici. Infatti, in campo letterario, poiché lo stile di un testo è stico corretto le parti di
sempre frutto di una precisa scelta espressi va, ogni autore è testo scritte in registro
co l l oqu i a l e - f a m i l i a r e.
libero, se gli sembra opportuno, di accostare nel suo testo stili Controlla poi in calce alla
diversi, cioè espressioni appar tenenti a di versi registri della pagina il testo originale .
1

lingua.

5 Un testo deve presentare una precisa


coesione linguistica
Dal punto di vista della forma, un testo, oltre che essere formalmente corretto,
deve presentare una perfetta coesione interna: deve risultare un insieme uni-
1
Il dosaggio corretto del prodotto in commercio va da due a sei compresse al giorno, suddivise lungo la giornata: dosi
maggiori vanno assunte solo dietro prescrizione medica. Le compresse saranno sempre prese con acqua, tè, limonata
ecc. L’assunzione del prodotto deve avvenire a stomaco pieno.
U.1 Il testo e i testi•p 59-66 10-06-2011 10:06 Pagina 64

64 Modulo 2 IL TESTO E I TESTI


tario e compatto di parole e frasi, tenuto insieme da precisi le gami linguistici.
Si vedano i due esempi seguenti:
Ieri Paolo e Antonio è stato invitato alla festa di Silvia, ma non si è f atto neanche
vivo con una telefonata. Se lo v edi, digli che si sono compor tato da vero villano.

Ieri Paolo e Antonio sono stati in vitati alla festa di Silvia, ma non si sono f atti
neanche vivi con una telefonata. Se li v edi, di’ loro che si sono compor tati da
veri villani.

Il primo esempio non presenta alcuna coesione linguistica tra le parole e le


frasi: non è un testo. Il secondo esempio, in vece, è caratterizzato da una serie
di legami linguistici che garantiscono la coesione tra le v arie parole e le v arie
frasi: è un testo.
La coesione linguistica corrisponde, sul piano della for ma, a quella che è la
coerenza sul piano del contenuto: una perfetta coesione linguistica è la pr e-
messa e nello stesso tempo lo specchio di un perfetta coerenza contenutistica.
I legami linguistici che garantiscono la coesione di un testo sono di tipo gram-
maticale e sintattico e di tipo semantico e operano sia all’interno delle frasi, tra
parola e parola, sia tra le frasi sia tra gruppi di frasi. Vediamo in particolare quali
sono questi legami. Cominciamo con quelli di tipo grammaticale e sintattico:
 le concordanze morfologiche, che segnalano la coesione:
– tra ar ticolo, nome e aggetti vo a livello di genere e numero: un a bella ragaz-
za, i nuovi libri
– tra il so ggetto e il predicato, a li vello di persona, numero, e in taluni casi
anche di genere: i nostri amici ↔ sono partiti
 i pronomi, che sostituendo nomi di persone, animali e cose già citate o af cen-
done le veci stabiliscono all’interno del testo altrettanti segnali che ne collega-
no le varie parti:
Paolo usciva da ormai una settimana con Laura. I pomeriggi, in quelle gior nate
di primavera, erano lunghi e luminosi. L’aria era tiepida e il cielo, anche in città,
sereno. Con lei, Paolo si sentiva felice e non perdeva occasione per dirglielo.

 gli articoli, che distinguendo il deter minato dall’indeter minato, tengono


insieme le par ti del testo scandendo il passaggio dal generico e dallo scono-
sciuto al noto e preciso perché già nominato:
Un uomo apparve all’improvviso nel vano della porta facendo spaventare tutti.
L’uomo, inf atti, aveva un aspetto tor vo e v edendolo comparire non potemmo
fare a meno di provare un senso di paura.

 i tempi dei verbi, che stabiliscono i rappor ti cronologici tra le varie parti del
testo, scandendo sia in termini assoluti sia in termini reciproci, i rapporti di con-
temporaneità, anteriorità e posteriorità dei f atti e delle azioni presenti nel testo:
Ieri pioveva, oggi è coperto, ma domani sarà senz’altro bel tempo.
Nei testi nar rativi (cronache, racconti ecc.) i tempi v erbali tengono coeso il
testo anche scandendo il passaggio dal piano nar rativo a quello descrittivo.
Quel mattino, P aolo si svegliò tardi e si alzò subito. Era una bella gior nata: il
sole splendeva già alto, ma faceva freddo. Paolo si preparò in fretta e uscì.
U.1 Il testo e i testi•p 59-66 10-06-2011 10:06 Pagina 65

GLI ELEMENTI COSTITUTIVI DEL TESTO Unità 1 65

 gli avverbi e le locuzioni a vverbiali di tempo , che tengono unito il testo


segnalando l’ordinata successione cronologica degli avvenimenti esposti:
Dapprima (…) Poi (…) Inf ine (…) Un tempo (…) Oggi (…) In futuro (…)

 gli avverbi e le locuzioni a vverbiali di luo go, che tengono unito il testo
organizzando e scandendo le varie parti di una descrizione:
Davanti (…) Dietro (…) Un po’ più indietro (…) A sinistra (…) A destra (…)
Sopra (…) Sotto (…) Accanto (…) Di f ianco (…)

 le preposizioni e le locuzioni prepositive, che tengono unite le singole paro-


le di una frase o le singole frasi all’inter no di un periodo (o di un capo verso),
stabilendo i più diversi tipi di rapporti logici:
Il cugino di Laura è stato in camera sua con Simona per quasi due ore. Hanno detto
che si dovevano trovare per ripassare matematica in vista dei test di verifica ma in
realtà non avevano un bel niente da ripassare e hanno ascoltato musica tutto il tempo.

 le congiunzioni (o funzionali), che hanno la funzione specif ica di collegare


e raccordare tra loro le varie parti di un testo (frasi, periodi o capoversi), stabi-
lendo i rappor ti più diversi: coordinare singole parole (“P aolo e Laura sono in
vacanza”) o proposizioni (“I due ragazzi stamattina si sono alzati presto e sono
scesi subito in spiaggia”) oppure mettono frasi in rappor to di subordinazione
(“Oggi siamo rimasti in casa perché piove”). Le congiunzioni sono i connetti-
vi per eccellenza. Di f atto, esse non solo salv aguardano la coerenza lo gica del
testo, ma ne segnalano anche i vari snodi concettuali scandendo legami di tipo
diverso:
– sul piano coordinativo, legami di tipo copulativo (e, e non), avversativo (ma,
però, tuttavia), disgiunti vo ( o, oppure, ovvero), conclusi vo ( dunque, quindi,
pertanto, perciò) o esplicati vo ( infatti, cioè, ossia). Per esempio, le congiun-
zioni esplicative come infatti, cioè, ossia indicano che la par te di testo da esse
introdotta contiene una spie gazione di ciò che è detto nella par te precedente.
Invece, le congiunzioni conclusive come dunque, quindi, pertanto, perciò pre-
sentano una par te del testo come la conse guenza o la lo gica conclusione della
parte precedente;
– sul piano subordinativo, legami di tipo causale (poiché, perché, giacché), tem-
porale (quando, mentre, finché), condizionale (sebbene, benché, anche se) ecc.

Accanto a questi le gami linguistici di tipo g rammaticale e sintattico ci sono


anche legami di tipo semantico , le gami cioè che tengono colle gate le v arie
parti del testo sul piano del significato. I legami semantici più importanti e fre-
quenti sono quelli che riprendono una parola del testo attraverso un processo di
sostituzione, cioè attraverso:
 un sinonimo, cioè una parola che ha quasi lo stesso signif icato di una già
usata in precedenza:
Gli inse gnanti di matematica e f isica de gli Istituti dell’intera pro vincia si sono
riuniti per discutere le linee di una pro grammazione comune nel campo della loro
materia. Il problema della eccessiva diversità di obiettivi e di risultati tra scuola e
scuola della pro vincia era emerso da tempo, ma solo ieri i docenti hanno potuto
confrontarsi gli uni con gli altri in un franco dibattito .
U.1 Il testo e i testi•p 59-66 10-06-2011 10:06 Pagina 66

66 Modulo 2 IL TESTO E I TESTI

 un iperonimo, cioè una parola che ha un signif icato più ampio di una già
usata e che quindi la contiene:

Una volta in cima alla collina, il cacciatore scorse la sequoia che la v ecchia guida
indiana gli a veva indicato come punto di riferimento. La g rande pianta, l’unica
superstite di una foresta secolare, si le vava isolata tra l’erba bassa e sembra va il
maestoso relitto di un tremendo naufragio.

 un iponimo, cioè una parola che ha un signif icato meno ampio di una già
usata, ma che può sostituirla senza creare prob lemi di comprensione:
Il bimotore rullò sulla pista e poi, al se gnale stabilito, prese la rincorsa e decollò.
Il pubblico che aveva seguito i preparativi con grande interesse, tirò un sospiro di
sollievo: l’apparecchio era riuscito a sollevarsi e ora volava già alto.

 un nome collettivo, cioè un nome che indica una pluralità di persone o di


cose della stessa specie:
Nel torrido pomeriggio estivo il gregge sembrava una macchia biancastra nel verde
della pianura. Le pecore spossate dal caldo, riposa vano l’una accanto all’altra.

 una perifrasi, cioè un giro di parole che ha lo stesso signif icato di una paro-
la già usata:
La settimana scorsa siamo stati a Londra con il responsabile dell’uf ficio commer-
ciale della nostra impresa. Durante il tempo libero tra un incontro di la voro e un
altro avremmo voluto andare per musei o anche per ne gozi, ma la capitale inglese
era bloccata da uno sciopero dei ser vizi pubblici che la paralizzava.

In funzione di sostituti vi tengono le gate le v arie par ti del testo anche due ele-
menti di cui abbiamo già visto la funzione linguistica a li vello morfologico:
i pronomi, che sostituiscono un nome:

Antonio non mosse un ciglio e non fece neanche una parola. A lui non a vevano
detto nulla e quindi lui non sape va nulla.

o anche un’intera frase

Io non ho la minima idea di quello che Silvia deciderà di fare. Appena lo saprò, te
lo comunicherò.

 gli avverbi, che possono sostituire, riassumendola, una indicazione tempora-


le o spaziale espressa in precedenza:
Qualunque cosa mi succeda non potrò mai dimenticare la casa di via Carloni, nel
cuore della città v ecchia, a due passi dalla fer rovia. Là, inf atti, sono nato e là ho
trascorso l’infanzia e gran parte dell’adolescenza.
•EXE m2c1•Il testo•p 67-72 10-06-2011 10:08 Pagina 67

Che cos’è un testo


Esercizi
1 verifica della comprensione Ripensa alla definizione generale di testo e poi completa le seguenti affer-
mazioni.
1. Un testo iconico è un testo composto in un codice . Per esempio, sono testi iconici:

2. Un testo musicale è un testo composto in un codice . Per esempio, sono testi musicali:

3. Un testo misto è un testo composto in un codice . Per esempio, sono testi misti:

4. Un testo verbale è un testo composto in un codice . Per esempio, sono testi verbali:

2 verifica della comprensione Elenca nove tipi di testo verbale, scritti o parlati.

1. una poesia 4. 7.
2. 5. 8.
3. 6. 9.

3 classificazione I testi – d’ora in poi chiameremo così i testi verbali – possono essere tanto
parlati quanto scritti. Fra i tipi di testo che hai elencato nell’esercizio 2, quali sono parlati e
quali sono scritti?
Sono parlati i testi n. Sono scritti i testi n.

4 produzione Gli annunci economici sono testi brevi ma completi. Leggine qualche esem-
pio su un quotidiano e poi scrivine sul quaderno uno per ciascuno dei seguenti argomenti.

1. vendere una moto Vendo Honda Transalp 650, nera metallizzata, anno 2001, km 10.000, ottime condizioni, gomme nuove.
Contattare Carlo. Tel. 02.98.34.62; e-mail: carlo67@libero.it; 2. acquistare un monolocale; 3. cercare una baby-sitter;
4. vendere una villetta al mare; 5. cercare un operaio specializzato; 6. cedere un avviato negozio di abbigliamento.

5 produzione Testi brevi ma completi sono anche i proverbi e gli aforismi: scrivine cin-
que, precisando quali di essi sono proverbi e quali aforismi.

Es.: Rosso di sera, bel tempo si spera. (proverbio)


1.
2.
3.
4.
5.
•EXE m2c1•Il testo•p 67-72 10-06-2011 10:08 Pagina 68

68 Modulo 2 IL TESTO E I TESTI

6 produzione Anche messaggi brevi come “Vietato fumare” sono testi completi. Scrivi
otto testi formati da due sole parole.
1. 5.
2. 6.
3. 7.
4. 8.

7 produzione Anche messaggi brevissimi come “Pericolo!” sono testi completi. Scrivi otto
testi formati da una sola parola.
1. 5.
2. 6.
3. 7.
4. 8.

I requisiti che fanno di un insieme di parole un testo


8 verifica della comprensione Indica i requisiti che fanno di un insieme di parole un testo e spiega oral-
mente in che cosa consiste ciascuno di questi requisiti.
1. intenzionalità 5.
2. 6.
3. 7.
4.

Un testo deve essere coerente dal punto di vista del contenuto


9 individuaz./comp. testuale Tra i seguenti gruppi di frasi solo uno costituisce un testo, in quanto le frasi
che lo compongono ruotano tutte intorno a un unico tema di fondo. Individua tale testo e pre-
cisane il tema di fondo.
1. È stato reso noto ieri il percorso del prossimo Giro d’Italia. Nessuno ha capito come si svolgerà la prova di matema-
tica in classe. La sera andavamo tutti in via Friuli, però nessuno si divertiva. Per questo motivo, la Ferrari ha dovuto
rinviare le prove del nuovo motore.
2. Secondo i dati resi noti ieri dall’Istituto superiore della Sanità, il grado di diffusione dell’epidemia influenzale sul ter-
ritorio nazionale è ancora molto basso. Sino a oggi, infatti, si è registrato soltanto un caso ogni mille abitanti, men-
tre un anno fa si erano già raggiunti livelli di quattro-cinque casi su mille. A detta degli esperti, la curva epidemica è
destinata gradatamente a salire, per raggiungere il picco a fine febbraio. Gli epidemiologi, comunque, ritengono che
la diffusione del virus resterà quest’anno alquanto circoscritta.
3. Domani partirà la sperimentazione della Tim sulla “number portability”, cioè la possibilità, per chi ha un telefono cel-
lulare, di cambiare gestore conservando il proprio numero. Ma il dato più significativo è quello relativo all’economia
tedesca, che appare ormai in piena recessione: nel mese scorso la produzione industriale è scesa del 3,8% e le espor-
tazioni sono calate del 6,5%. Ciò nonostante, il prezzo di pomodori e zucchine non ha subito significative variazioni.
•EXE m2c1•Il testo•p 67-72 10-06-2011 10:08 Pagina 69

GLI ELEMENTI COSTITUTIVI DEL TESTO Unità 1 69

10 individuaz./comp. testuale Tra le seguenti “strisce” di fumetti una sola è un testo, in quanto dotata di
senso compiuto. Individuala e, sul quaderno, indicane sinteticamente il tema di fondo.

(da Sette anime dannate, Sergio Bonelli Editore)

(da “La Settimana Enigmistica”, 24 novembre 2001)

(da Ch. M. Schulz, Sempre tu…, Rizzoli)

11 manipolaz./comp. testuale Quello che segue non può essere considerato un testo, perché i passi che lo
compongono sono stati disposti in modo incoerente. Ripristina l’ordine logico, scrivendo il
numero progressivo opportuno nel quadratino posto accanto a ogni passo.
Dunque, già dallo spazio, il pianeta Terra mostra tre parti fondamentali, disposte l’una sull’altra come sfere concen-
triche.
Osservata dallo spazio, la Terra appare come un pianeta brillante e colorato, che si staglia contro lo sfondo nero
del cielo.
Al di sopra della litosfera e dell’idrosfera vi è infine l’atmosfera (“sfera d’aria”). Si tratta di un involucro gassoso
che è trattenuto intorno alla Terra dalla forza di gravità e che sfuma gradualmente nello spazio.
Uno sguardo più attento rivela la presenza di un tenue involucro gassoso e di una superficie che le due principali
tonalità cromatiche, l’azzurro e l’ocra, fanno riconoscere come vaste distese d’acqua e come terre emerse.
La litosfera è parzialmente ricoperta dall’idrosfera (“sfera d’acqua”), formata da tutte le acque presenti sulla su-
3
perficie del pianeta. Complessivamente si tratta di un quantitativo immenso, stimato in 1.500 milioni di km .
La prima è la litosfera (“sfera di roccia”), formata dalla crosta terrestre e dalla parte più superficiale del mantello
(lo strato terrestre formato da rocce ultrabasiche, intermedio tra il nucleo metallico e la crosta di silicati leggeri).
(da E. Fedrizzi – S. Ferri, Il mondo come sistema, Minerva Italica)
•EXE m2c1•Il testo•p 67-72 10-06-2011 10:08 Pagina 70

70 Modulo 2 IL TESTO E I TESTI

12 manipolaz./comp. testuale Ciascuno dei seguenti gruppi di frasi non può essere considerato un testo,
perché le frasi che lo compongono sono state disposte in modo incoerente. Ripristina l’ordine
logico, scrivendo il numero progressivo opportuno nel quadratino posto accanto a ogni frase.
1. Invece la maggior parte delle persone va dal medico solo quando inizia a star male.
Di qui l’esigenza di controlli regolari, volti a prevenire l’insorgere della malattia.
Molte gravi malattie sarebbero curabili, se fossero diagnosticate in tempo.
2. Riguardo alla meta, la maggior parte dei docenti pare orientata su una città italiana, come Firenze o Roma, anche
se il professore di inglese e molti studenti e genitori insistono per Londra.
Quanto alla data di svolgimento, invece, tutti sembrano essere d’accordo per l’ultima settimana di marzo.
Si dovranno decidere sia la meta sia la data di svolgimento.
Nel consiglio di classe di questo pomeriggio si discuterà della prossima gita scolastica.
3. Perché, invece, non andiamo in discoteca?
Certo, nel cast c’è anche il mio attore preferito, ma ha una parte secondaria.
Non ho molta voglia di vedere quel film.
Inoltre ho letto alcune recensioni non proprio favorevoli.
4. Le origini della civiltà dei Fenici risalgono alla prima metà del terzo millennio a.C.
Solo attorno al 1100 a.C., quando l’invasione dei cosiddetti “popoli del mare” mise in difficoltà lo Stato dei farao-
ni, i Fenici riuscirono a liberarsi da tale dominio.
A lungo, tuttavia, lo sviluppo delle città fenicie fu ostacolato dalla soggezione politica agli Egizi, che imponeva-
no loro pesanti tributi.
Già a partire dal 2500 a.C., essi avevano dato vita, lungo la costa dell’odierno Libano, a una serie di centri urbani,
dediti all’artigianato e al commercio.

Un testo deve essere coerente anche dal punto di vista linguistico:


la coerenza espressiva
13 individuaz./comp. testuale Ciascuno dei seguenti gruppi di frasi, pur coerente e concluso dal punto di
vista contenutistico, non può essere considerato un vero testo, perché risulta privo di coerenza
espressiva. In ognuno di essi, infatti, si constata la presenza di parti che, dal punto di vista
espressivo, “stonano” con il resto del discorso. Individua e sottolinea le parti “stonate”.
1. Book Style è una libreria di gran classe. Disegnata da Werner Aisslinger e prodotta dalla A&G Italia, propone sistemi
modulari capaci di sfruttare tutti gli spazi in modo funzionale, ma senza sacrificare l’eleganza. I montanti sono di allu-
minio anodizzato, le mensole sono in vetro acidato, i contenitori sono in rovere: tutta roba buona, mica tolla. Il prezzo
della libreria è di 2.640,50 euro. Per qualsiasi altra informazione, è possibile consultare il sito www.a&g.italia.com.

2. Per domani sera, tutto OK. Al botteghino c’era una fila pazzesca, ma alla fine ce l’ho fatta: abbiamo i biglietti! Il con-
certo inizierà alle nove, ma ci conviene essere lì un po’ prima.
Ho convinto mio fratello a darci uno strappo fino in stazione: prima passeremo a prendere Laura e Silvia e, per le
sette, saremo certamente sotto casa tua.
Occhio a non farti aspettare! Il treno è alle sette e un quarto e, se non sei già giù ad aspettarci, lasciamo il tuo bigliet-
to in portineria e ce ne andiamo da sole!
Adesso ti lascio, perché devo andare ad aiutare la mamma a espletare le pratiche relative all’allestimento del pasto
serale. Mi raccomando ancora la puntualità! Ciao!
•EXE m2c1•Il testo•p 67-72 10-06-2011 10:08 Pagina 71

GLI ELEMENTI COSTITUTIVI DEL TESTO Unità 1 71


3. Spett. ALFA s.p.a.,
con riferimento al Vostro ordine N. 238, pervenutoci in data odierna e del quale Vi ringraziamo, siamo desolati di
doverVi comunicare che, fin dall’inizio dell’anno, i prezzi hanno subito un aumento. Poiché la merce che avevamo di
scorta è ormai stata tutta venduta, dobbiamo ora conformarci alle nuove quotazioni.
In allegato, Vi inviamo quindi il listino prezzi debitamente aggiornato, affinché ne possiate prendere visione e,
eventualmente, confermare l’ordine. Non metteteci un anno a darci una risposta, perché non possiamo mica aspetta-
re i vostri comodi tenendo la merce bloccata in magazzino.
Con l’occasione, Vi porgiamo distinti saluti.
F.lli Gavazzi s.n.c.

4. Si avvisano i signori viaggiatori che nelle carrozza ristorante è severamente vietato fumare. I trasgressori saranno
puniti con una multa e sbattuti fuori immediatamente.

14 riflessione teorica/riscrittura Riprendi in esame i gruppi di frasi dell’esercizio 13 e spiega oralmente per-
ché le parti di essi che hai sottolineato sono “stonate”; poi, sul quaderno, prova a sostituirle
con espressioni che risultino stilisticamente coerenti con il resto del discorso.

15 produzione Scrivi sul quaderno due gruppi di frasi che, come quelli dell’esercizio 13, non
possono essere considerati veri testi perché presentano qualche brusco salto di stile.

Un testo deve presentare una precisa coesione linguistica


16 individuazione Individua e sottolinea le concordanze morfologiche che assicurano la
coesione linguistica del seguente brano.
Il fanale lampeggiante del pontile proiettava sulle acque nere del lago una serpentina verde, che compariva e scompa-
riva, tra i riflessi tremolanti delle luci gialle dei lampioni e dell’insegna rossa del bar dell’imbarcadero.
Da poco era scesa la sera di un freddo giorno autunnale. Aveva smesso di piovere e il vento da nord ora faceva muli-
nare le foglie bagnate sul marciapiede del lungolago, sotto gli alti tigli dai rami spogli.
Sulla strada erano rimaste larghe pozzanghere e le auto in transito sollevavano spruzzi di fango. I rari passanti cam-
minavano curvi controvento, affrettando il passo.
Il battello rallentò e cominciò l’accostata verso il pontile. Aveva tutte le luci accese, ma dalla riva pareva senza anima
viva a bordo. Solo a prua si distinguevano a malapena le ombre di due uomini immobili.
Dal bar arrivavano smorzate le note del juke-box. Le folate di vento portavano il risuonare lontano dei rintocchi di una
campana. (da A. Chiappori, La breva, Baldini&Castoldi)

17 individuazione Oltre che dalle concordanze morfologiche, la coesione di un testo è assicu-


rata da altri legami morfologici e sintattici: individuali e sottolineali nel seguente brano.
L’antica religione persiana prescriveva che gli elementi naturali non venissero contaminati dalla morte e dalla corruzio-
ne dei cadaveri. Di conseguenza, erano vietate sia la sepoltura sia la cremazione, che avrebbero contaminato rispettiva-
mente terra e fuoco.
I morti erano perciò sepolti in colate di cera, perché il cadavere non toccasse la terra, oppure, più frequentemente, veni-
vano abbandonati in luoghi deserti o sulla cima di altissime torri, le cosiddette “torri del silenzio”, per essere divorati
dagli avvoltoi e da altri animali.
Quest’uso appariva particolarmente empio ai Greci, ma, per la religione persiana, che si fondava sul dualismo tra bene
e male, la materia era considerata un ostacolo alla liberazione dell’anima che in essa era contenuta.
L’usanza delle “torri del silenzio” si è protratta sino alle più tarde epoche della storia persiana e in alcuni piccoli distret-
ti montuosi dell’Iran è stata vietata per disposizione governativa solo pochi anni fa.
(da E. Cantarella – G. Guidorizzi, La cultura della storia, Einaudi scuola)
•EXE m2c1•Il testo•p 67-72 10-06-2011 10:08 Pagina 72

72 Modulo 2 IL TESTO E I TESTI

18 individuaz./classificazione Individua e sottolinea i legami linguistici di tipo semantico che tengono


insieme ciascuno dei seguenti testi. Precisa poi di quale tipo di legame sostitutivo si tratta,
scegliendolo tra i due proposti.
1. I lavori per la realizzazione del nuovo palazzo comunale inizieranno il mese prossimo, per concludersi nel giro di un
anno. Oltre agli uffici dell’amministrazione cittadina, l’edificio ospiterà la biblioteca civica e gli ambulatori
dell’Azienda sanitaria locale.
x iperònimo perifrasi
2. Nei pressi del delta del fiume si trovano alcuni isolotti disabitati sui quali nidificano rare specie di uccelli migratori.
Il piccolo arcipelago, da anni meta di ornitologi provenienti da tutta Europa, è stato di recente dichiarato riserva natu-
ralistica.
nome collettivo sinònimo
3. Ieri sera, allo stadio “Delle Alpi” di Torino, la Juventus ha battuto nettamente il Manchester United, nella partita di
andata della semifinale di Champions League. La squadra bianconera, già in vantaggio dopo soli cinque minuti di
gioco, ha segnato altri due goal nella ripresa, mettendo una seria ipoteca sull’accesso alla finale.
ipònimo perifrasi
4. Gli agricoltori della zona, riuniti in assemblea, hanno elaborato un documento per chiedere al governo un intervento
straordinario a sostegno delle loro aziende, gravemente danneggiate dal rigidissimo inverno di quest’anno. Oltre a
finanziamenti e sussidi, i coltivatori sollecitano una diminuzione del carico fiscale.
nome collettivo sinònimo
5. Dante è tuttora lo scrittore italiano più conosciuto e apprezzato all’estero. Ogni anno all’autore della Divina
Commedia sono dedicati studi, convegni e corsi universitari in diverse parti del mondo.
perifrasi sinònimo
6. Nella camera da letto dei miei genitori c’è un pesante mobile in noce, che mio padre ha acquistato alcuni anni fa a una
mostra antiquaria. L’armadio occupa un’intera parete e, con la sua massa scura, quasi incute soggezione.
nome collettivo ipònimo
U.2 le variabili•p 73-75 10-06-2011 10:10 Pagina 73

LE VARIABILI DEL TESTO Unità 2 73

Le variabili del testo:


il testo e la situazione
2 comunicativa
Un testo, per svolgere con successo la sua funzione di trasmettere il messaggio
che contiene, deve adattarsi il più possibile alla situazione comunicativa. In
particolare, deve:
ᔡ corrispondere agli scopi dell’emittente;
ᔡ tener conto delle caratteristiche delle esig enze e delle competenze cultu-
rali del possibile destinatario;
ᔡ tener conto del contesto, cioè del luo go e del tempo in cui a vviene la comu-
nicazione;
ᔡ tener conto dell’argomento che intende trattare.

1 Gli scopi dell’emittente


Un testo è sempre il fr utto di una scelta comunicati va ben precisa: è un atto
intenzionale e quindi chi lo produce – l’ emittente – lo produce per conseguire
un deter minato scopo. Gli scopi per cui si possono produr re testi sono tanti
quante le occasioni che la vita di o gni giorno può propor re. Tuttavia essi pos-
sono essere ricondotti ad alcune cate gorie fondamentali che, come v edremo,
corrispondono largamente ad altrettante tipologie testuali. Gli scopi fondamen-
tali per cui si produce un testo sono, dunque, i se guenti:
ᔡ informare: “Laura ha una collezione di magliette dei Hard Rock Café di tutto
il mondo”;
ᔡ esprimere uno stato d’animo o un’emozione (“Ti voglio bene”), un’ opi-
nione o un giudizio: “Il f ilm di ieri sera su Raidue era bellissimo: un giallo
mozzafiato”;
ᔡ sapere o ottenere qualcosa attraverso una domanda (“Che gior no è oggi?”)
o una richiesta (“Mi presti il tuo motorino?”);
ᔡ suggerire una pr ocedura da se guire: “P er aumentare la temperatura del-
l’impianto, ruotare in senso orario la manopola del termostato” o esprimere un
ordine (“Vieni subito qui!”) o un divieto (“Vietato fumare”).
ᔡ persuadere a far e qualcosa (“Per tutte queste ragioni, è oppor tuno che tu
compri un’auto nuo va”) o a credere a qualcosa (“Non vedi che il compor ta-
mento di quell’uomo rivela la sua totale incapacità di occuparsi della cosa?”) o
ad acquistare qualcosa: “Per una sete veramente grande c’è solo la Big-Cola”.
U.2 le variabili•p 73-75 10-06-2011 10:10 Pagina 74

74 Modulo 2 IL TESTO E I TESTI

1.1 Scopi apparenti e scopi reali


Un testo, di solito, ha uno scopo ben preciso, unico e non equi vocabile: l’e-
mittente vuole conseguire con esso un determinato scopo (informare, esprime-
re uno stato d’animo ecc.) e il destinatario non può a ver dubbi in proposito:
Piove a catinelle informare
A che ora vuoi che ci incontriamo? ottenere una risposta

Talvolta, invece, un testo ha un doppio scopo:


ᔡ uno scopo immediato, evidente a tutti, o scopo apparente;
ᔡ uno scopo indiretto, sotteso, nascosto o, come me glio si dice, un sovrasco-
po, che è lo scopo reale e vero cui la comunicazione linguistica mira:
Scopi e sovrascopi del testo
atto linguistico scopo apparente scopo reale

Sai che Viviana si è compra- interrogare informare


ta una nuova pelliccia? (Viviana è una spendacciona)

Ieri ti ho telefonato tre volte, informare interrogare


ma non ti ho mai trovato. (“Dove eri ieri?”)

Un numero sempre maggio- informare persuadere


re di uomini d’affari vola (a volare con la Lufthansa)
Lufthansa.

In questo locale c’è odore di informare persuadere-prescrivere


chiuso. (a/di aprire la finestra)

In questi quattro testi, l’emittente ha abilmente mascherato il suo scopo reale


sotto uno scopo apparente. Il destinatario de ve essere altrettanto abile: de ve
sapere co gliere, anche attra verso la v alutazione del contesto situazionale, il
significato reale nascosto sotto quello apparente e comportarsi di conseguenza:
ignorare consape volmente lo scopo reale o consape volmente accettarlo. La
capacità di cogliere i significati veri di un testo o di costr uire testi che permet-
tono di raggiungere lo scopo che si vuole conseguire si chiama capacità prag-
matica.

2 Le caratteristiche e le attese del


destinatario
Il destinatario – reale o possibile – di un testo è un elemento fondamentale,
perché condiziona sempre il testo. Di fatto, chi produce un testo deve assoluta-
mente tenere conto del destinatario, se non vuole produr ne uno sbagliato.
E, d’altra parte, chi riceve un testo, se vuole capirlo veramente e valutarne pie-
namente il v alore e l’ef ficacia, deve stabilire con b uona approssimazione per
quale tipo di destinatario è stato composto. Quello che bisogna fare, in un caso
come nell’altro, dunque, è:
U.2 le variabili•p 73-75 10-06-2011 10:10 Pagina 75

LE VARIABILI DEL TESTO Unità 2 75

ᔡ individuare, con la maggior precisione possibile, il destinatario del testo e le


sue caratteristiche cultur ali. Occor re, cioè, chiedersi a chi (a quale tipo di
ascoltatore o di lettore, a quale categoria, sociale o culturale, di pubblico, a quale
fascia di utenti, di consumatori o di spettatori) è ri volto quel certo tipo di testo.
ᔡ identificare le attese del destinatario
L’identificazione del destinatario e delle sue – reale o possibile –, ossia indi viduare le
caratteristiche culturali, quando si produce un esigenze, i bisogni e i desideri della perso-
testo, permette di decidere: na o delle persone per le quali si produce il
– il grado di approfondimento cui ci si può spin-
gere nell’affrontare l’argomento oggetto del testo:
testo.
elevato, medio o basso, a seconda dell’età, della L’identificazione delle attese del destina-
preparazione culturale, degli interessi del destina- tario è molto importante perché un testo ha
tario o dei destinatari; successo solo quando comunica veramente
– il livello linguistico che si deve utilizzare trat-
tando l’argomento: formale, medio o informale.
qualcosa al destinatario: quando risponde
Sulla scelta del livello linguistico, oltre all’età, ai bisogni e alle attese della persona che lo
alla cultura e alle conoscenze del destinatario, riceve, nel momento in cui lo rice ve e,
incide, come sappiamo, anche il tipo di rapporto quindi, “colma un vuoto”, soddisfa un desi-
che esiste tra emittente e destinatario. derio, risponde a una domanda, consapevo-
le o inconsapevole, del destinatario.

3 Il contesto
Il contesto, cioè il luo go, l’ambiente, il momento e l’occasione in cui a vviene
la comunicazione condiziona il testo in tutti i suoi aspetti. Esso, in par ticolare,
determina:
ᔡ il tipo di testo: parlato, scritto o trasmesso;
ᔡ la tipologia testuale: descrizione, esposizione ecc.;
ᔡ il genere del testo: lettera, relazione, saggio ecc.;
ᔡ la lunghezza (o la durata) del testo: breve, media ecc;
ᔡ il livello linguistico: formale, medio, informale.
Di fatto, è ovvio che due interlocutori di pari li vello (per esempio due medici)
producono testi diversi a seconda dell’ambiente e dell’occasione in cui comu-
nicano (per esempio, nel corso di un consulto medico in clinica piuttosto che al
bar, durante una conversazione o nel corso di uno scambio epistolare).

4 L’argomento
L’argomento, cioè il contenuto del testo, condiziona il testo a tutti i livelli sia
in sé e per sé sia in relazione alle altre variabili comunicative. Ogni argomento,
infatti, impone scelte precise sul piano delle scelte linguistiche e testuali, e
nello stesso tempo impone scelte linguistiche di verse a seconda del destinata-
rio del messaggio e dell’ambiente o dell’occasione in cui esso viene affrontato.
Così l’argomento “colesterolo” determina di per sé la scelta di un linguaggio
specialistico di tipo scientifico, ma diverso è il livello della scelta espressiva se
l’argomento è svolto in una rivista di medicina piuttosto che in un articolo gior-
nalistico divulgativo, tra due medici in ospedale o tra un medico e un paziente
o tra amici al bar.
•EXE m2c02•Il testo•p 76-80 10-06-2011 10:28 Pagina 76

Esercizi
Le variabili del testo: il testo e la situazione comunicativa
1 verifica della comprensione Completa il seguente passo riassuntivo sulle variabili del testo. Scegli le
parole da inserire tra quelle riportate nel riquadro.
argomento destinatario sovrascopo emittente contesto

L’ , ossia chi produce un testo, persegue sempre uno di questi scopi: informare, esprimere uno
stato d’animo, un’emozione o un’opinione, avere una risposta, suggerire o imporre procedure, persuadere. A volte, lo
scopo immediato, evidente a tutti, è solo apparente, mentre lo scopo reale è invece nascosto. In quest’ultimo caso si
parla di .
Per perseguire i propri scopi (apparenti e reali), l’emittente dovrà tenere conto innanzi tutto delle caratteristiche del
, ossia di colui che riceve il testo. Il grado di approfondimento e il livello linguistico del testo
dovranno infatti adattarsi all’età, alla preparazione culturale, agli interessi del destinatario, nonché al tipo di rapporto
che lo lega all’emittente.
L’emittente dovrà inoltre tenere conto delle caratteristiche del . La tipologia, il genere, la lunghez-
za e il livello linguistico del testo dovranno infatti essere coerenti con il luogo, l’ambiente, il momento, l’occasione in cui
avviene la comunicazione.
L’emittente dovrà infine tenere conto delle caratteristiche dell’ . L’oggetto del testo, infatti, impo-
ne, in sé e per sé, delle precise scelte linguistiche e testuali, che poi andranno adeguatamente modulate anche in rela-
zione alle altre variabili comunicative.

Gli scopi dell’emittente


2 competenza comunicativa Indica qual è lo scopo che l’emittente si è ripromesso di conseguire con cia-
scuno dei seguenti testi brevi. Potrai scegliere tra gli scopi proposti nel riquadro.

avere una risposta esprimere un’opinione esprimere un’emozione


informare persuadere suggerire procedure

1. L’ultimo romanzo di Andrea De Carlo non mi sembra dello stesso livello dei precedenti. ( esprimere un’opinione )
2. L’atomo è la più piccola frazione di materia esistente. Ogni atomo si presenta come un minuscolo sistema solare, con
al centro un nucleo, nel quale si concentra quasi tutta la massa, e intorno una nuvola di particelle che ruotano disposte
su strati ordinati di orbite. ( ) 3. Scusi, sa dirmi qual è la via più breve per arrivare in
stazione? ( ) 4. Per registrare un programma televisivo occorre: a) accendere il
videoregistratore; b) inserire una cassetta nell’apposito scomparto; c) selezionare il canale video da registrare; d) pre-
mere il tasto REC sul videoregistratore o sul telecomando. ( ) 5. Che terribile spa-
vento: ho pensato di morire! ( ) 6. Per una vacanza che sia davvero indimenticabile,
non affidarti al caso: scegli Mediterraneo Tour. ( )

3 ricerca/comp. comunicativa Ritaglia da quotidiani e riviste tre pubblicità i cui testi scritti nascondano il
loro vero scopo persuasivo sotto un apparente scopo informativo. Illustra poi tali pubblici-
tà ai tuoi compagni e confrontale con quelle da loro raccolte.
•EXE m2c02•Il testo•p 76-80 10-06-2011 10:28 Pagina 77

LE VARIABILI DEL TESTO Unità 2 77

4 competenza comunicativa In ciascuno dei seguenti testi l’emittente maschera il suo scopo reale sotto
uno scopo apparente: identificali entrambi. Per denominare i singoli scopi scegli tra le alter-
native riportate nel riquadro.

persuadere chiedere per ottenere interrogare informare


esprimere un’opinione ordinare/prescrivere

atto linguistico scopo apparente scopo reale

1. (Il concessionario al signor Molteni) Questa automobile informare persuadere


è comoda, maneggevole e consuma pochissimo.
2. (La mamma a Laura) Quel vestito non mi sembra il più adatto
per andare a un matrimonio.
3. (Paolo al fratello) Hai finito di usare il computer?
4. (La mamma a Luca) È un’ora che ti cerco!
5. (Marco al papà) Tutti i miei amici hanno il motorino.
6. (Silvia al fratello) Perché non cambi canale?
7. (Franco all’insegnante che vuole interrogarlo) Ieri sono stato poco bene.
8. (Simone alla sua ragazza) Ho la sera libera.

5 riscrittura Riscrivi ciascuna delle seguenti frasi in modo tale che lo scopo reale dell’e-
mittente, ora espresso in forma esplicita e quasi “brutale”, sia per così dire “addolcito” da uno
scopo apparente.
1a. Non azzardarti a toccare il mio lettore CD!
1b. Il mio lettore CD ha un meccanismo molto delicato: basta un niente per guastarlo.
scopo apparente: informare scopo reale: proibire

2a. Apri quella finestra!


2b.
scopo apparente: scopo reale:
3a. Dov’eri finito?
3b.
scopo apparente: scopo reale:
4a. Compri questa ricotta, signora.
4b.
scopo apparente: scopo reale:
5a. Franco è un vero tirchio.
5b.
scopo apparente: scopo reale:
6a. Spedite i vostri pacchi con DHL!
6b.
scopo apparente: scopo reale:
•EXE m2c02•Il testo•p 76-80 10-06-2011 10:28 Pagina 78

78 Modulo 2 IL TESTO E I TESTI

Le caratteristiche e le attese del destinatario


6 complet./comp. comunicativa Completa la seguente tabella specificando gli emittenti e i destinatari
possibili dei vari testi.
emittente testo destinatario

proprietario di una casa in 1. Vendo una casa in montagna. Tel. 02.98236592, possibili acquirenti
montagna ore pasti.
2. ORARIO DI INIZIO DELLE PROIEZIONI
ore 16.30 ore 20.00 ore 22.00
3. Per arrivare in piazza Roma deve percorrere
due o tre vie.
4. Attenzione, prego. Si avvertono i signori viaggiatori
che il treno ETR 500 per Roma arriverà al binario 8.
5. Può portarmi un’aranciata, per favore?
6. ATTENTI AL CANE

7 complet./comp. comunicativa Riesamina i testi proposti nell’esercizio 6 e, sul quaderno, precisa se il testo
soddisfa le esigenze e le aspettative del destinatario oppure no. Motiva la tua risposta.
Il testo 1 non soddisfa le esigenze e le aspettative del destinatario perché non gli fornisce alcuna indicazione precisa sulla
casa: non gli dice né in quale località si trova, né da quanti piani o stanze è composta, né se ha o meno il garage ecc.

8 competenza comunicativa Per ciascuna delle seguenti situazioni comunicative indica quale grado di
approfondimento (elevato, medio, basso) e quale livello linguistico (formale, medio, informa-
le) deve utilizzare l’emittente viste le caratteristiche sociali e culturali del destinatario.
1. emittente: studioso di letteratura destinatario: altri studiosi di letteratura riuniti a convegno
argomento del testo: i romanzi di Italo Calvino
grado di approfondimento: alto livello linguistico: formale

2. emittente: studioso di letteratura destinatario: studenti delle medie inferiori


argomento del testo: i romanzi di Italo Calvino
grado di approfondimento: livello linguistico:

3. emittente: medico chirurgo destinatario: ascoltatori radiofonici


argomento del testo: come prevenire il raffreddore
grado di approfondimento: livello linguistico:

4. emittente: medico chirurgo destinatario: la sua bambina


argomento del testo: come prevenire il raffreddore
grado di approfondimento: livello linguistico:

5. emittente: ingegnere destinatario: dirigenti dell’azienda produttrice


argomento del testo: le caratteristiche di un nuovo modello di telefono cellulare
grado di approfondimento: livello linguistico:
•EXE m2c02•Il testo•p 76-80 10-06-2011 10:28 Pagina 79

LE VARIABILI DEL TESTO Unità 2 79


6. emittente: ingegnere destinatario: pubblico televisivo
argomento del testo: le caratteristiche di un nuovo modello di telefono cellulare
grado di approfondimento: livello linguistico:

Il contesto
9 competenza comunicativa I seguenti brevi testi assumono significati anche molto differenti al variare
del contesto. Per ciascuno di essi individua due possibili significati in corrispondenza di due
diversi contesti.
1. Mi sembra proprio cotto! 4. Mettici una pietra sopra.
contesto a): in cucina, davanti a un arrosto che contesto a):
cuoce nel forno significato a):
significato a): L’arrosto è pronto per essere servito. contesto b):
contesto b): tra amiche, fuori dalla scuola significato b):
significato b): Quel ragazzo è innamorato perso.

2. Ecco la coppa! 5. Ripasserò!


contesto a): contesto a):
significato a): significato a):
contesto b): contesto b):
significato b): significato b):

3. Che cosa ti sei messa in testa? 6. Qui non c’è corrente.


contesto a): contesto a):
significato a): significato a):
contesto b): contesto b):
significato b): significato b):

10 produzione Scrivi un testo – breve ma significativo – adeguato a ciascuna delle seguen-


ti situazioni comunicative.
1. Paolo chiede a una sua compagna di scuola un aiuto per risolvere un esercizio di matematica.
contesto: in classe, durante una verifica
Pss! Pss! Come hai iniziato il secondo esercizio?
2. Paolo chiede a una sua compagna di scuola un aiuto per risolvere un esercizio di matematica.
contesto: al telefono, nel pomeriggio
3. Un allenatore di calcio commenta un errore arbitrale ai danni della sua squadra.
contesto: sulla panchina, durante la partita
4. Un allenatore di calcio commenta un errore arbitrale ai danni della sua squadra.
contesto: in televisione, alla “Domenica Sportiva”
5. Un insegnante esprime un giudizio su una gita scolastica cui ha partecipato.
contesto: in un consiglio di classe, davanti ai colleghi e ai rappresentanti di genitori e studenti
6. Un insegnante esprime un giudizio su una gita scolastica cui ha partecipato.
contesto: al bar della scuola, assieme ad alcuni colleghi
•EXE m2c02•Il testo•p 76-80 10-06-2011 10:28 Pagina 80

80 Modulo 2 IL TESTO E I TESTI

L’argomento
11 competenza comunicativa Indica, barrando la casella corrispondente, se i seguenti argomenti impon-
gono di per sé la scelta di un linguaggio specialistico oppure no. [Gli argomenti che impon-
gono di per sé un linguaggio specialistico sono 5.]
1. elettromagnetismo SÌ NO 6. motorino SÌ NO

2. vacanze al mare SÌ NO 7. amicizia SÌ NO

3. regali di Natale SÌ NO 8. formattazione SÌ NO

4. metrica SÌ NO 9. animali domestici SÌ NO

5. fotosintesi SÌ NO 10. globuli rossi SÌ NO

12 competenza comunicativa I seguenti argomenti impongono di per sé la scelta di un linguaggio specia-


listico, ma il livello della scelta espressiva può variare in relazione al destinatario e al con-
testo. Indica, caso per caso, se è più opportuno un livello alto, medio o basso.
argomento destinatari/contesto livello della
scelta espressiva

1. vulcanismo geologi / convegno scientifico alto

2. vulcanismo studenti di scuola media / in aula,


durante la lezione di scienze

3. nuovo programma per la progettazione grafici informatici / stage di aggiornamento


grafica al computer

4. nuovo programma per la progettazione amici che lo hanno appena provato / al bar,
grafica al computer tra una chiacchiera e l’altra

5. motore della Ferrari di Formula 1 ingegneri / riunione tecnica

6. motore della Ferrari di Formula 1 pubblico televisivo / uno speciale sulla


Formula 1
U.3 La struttura testo•p 81-85 10-06-2011 16:59 Pagina 81

3 La struttura del testo

Ogni testo – anche quelli di piccole dimensioni, costituiti da poche decine di


righe – presenta una struttura esterna ben visibile, che varia da testo a testo ma
che è individuabile in tutti i testi: la struttura grafica del testo.

1 I confini del testo: l’inizio e la fine


Un testo, di qualsiasi tipo sia, ha dei precisi confini materiali – un inizio e una
fine – che funzionano da v eri e propri “se gnali” esterni atti a def inirne l’esi-
stenza e la consistenza.
Nei testi scritti inizio e f ine sono sempre indi viduabili in modo preciso dal
punto di vista g rafico, ma sono anche per lo più marcati da par ticolari elemen-
ti linguistici. Per esempio, tra i se gnali d’inizio e di f ine sono note a tutti le
formule d’apertura e di chiusura della lettera di carattere privato (Amore mio…
Ti abbraccia il tuo Paolo) o commerciale ( Egregio signore… In attesa di una
sua risposta, Le porgiamo i nostri saluti. Ditta Masper o), quelle di un v erbale
(Oggi, 7 marzo 2002, alle or e 8,30 presso… La seduta è tolta alle or e 12 – Il
Presidente: Gianluca Russo ) o quello di una f iaba (C’era una volta … E tutti
vissero felici e contenti ). Naturalmente, la presenza di un inizio e di una f ine
non valgono di per sé a garantire la piena testualità del testo, che dipende
invece, come sappiamo, da altri elementi: la cor rettezza, la coerenza, la
coesione espressiva e la completezza.
Nei testi orali, i confini materiali sono più o meno facilmente individuabili a
seconda che il testo sia più o meno rigidamente str utturato. Ma tutti noi, per
esempio, sappiamo cogliere, sia dalle for mule linguistiche che le caratterizza-
no sia dal compor tamento e dall’atte ggiamento di chi parla sia dal contesto
situazionale, l’inizio e la f ine di una conferenza, di una relazione, di un’ar rin-
ga, di una predica, di una telefonata e anche di una con versazione. Nei testi
radiofonici (giornale radio, rubriche, dibattito), l’inizio e la f ine sono segnalati
anche da effetti sonori o dall’inter vento di voci diverse o par ticolari. Nei testi
misti, cioè nei testi come quelli cinematografici e televisivi che utilizzano oltre
al linguaggio parlato anche quello scritto e quello delle immagini, i segnali d’i-
nizio e di f ine sono sempre molto espliciti e chiari.
U.3 La struttura testo•p 81-85 10-06-2011 16:59 Pagina 82

82 Modulo 2 IL TESTO E I TESTI

1.1 Il titolo e il sottotitolo


Nei testi scritti di dimensioni medie o grandi, l’inizio è marcato dalla presen-
za di un titolo, che ha anche la funzione di se gnalare l’argomento centrale del
testo. Il titolo è talora se guito da un sottotitolo che precisa ulterior mente l’ar-
gomento. Ci sono titoli:
ᔡ di relazioni di la voro, saggi, testi scientif ici e manuali. Hanno per lo più
forma piuttosto lunga e sono molto espliciti nell’indicare l’ar gomento del testo:
Lavoratori e sindacati di fr onte alla tr asformazione del pr ocesso produttivo,
Educazione e società (con il sottotitolo Introduzione alla sociolo gia dell’edu-
cazione), Manuale di caccia, Come diventare piloti da corsa;
ᔡ di racconti, romanzi o opere teatr ali. Spesso sono for me nominali, cioè
prive di v erbo, come La stanza del vesco vo, I promessi sposi, Natale in casa
Cupiello. Talora sono costituiti dal nome del protagonista o dei protagonisti
(Anna Kar enina, Paolo e Virginia, I Malavo glia, Madame Bo vary, Eugenio
Onegin, Carmen) o da una loro caratteristica (L’idiota, La traviata). In altri casi
sono generici, e vocativi e allusi vi: L’estate incantata , Giro di vite ,
L’insostenibile leggerezza dell’essere, Così è (se vi pare).
ᔡ di articoli giornalistici. Di solito sono espliciti, di tipo informativo e condensa-
no in forma anche provocatoria il contenuto dell’articolo: Casalinga di Tortona si
sveglia abbracciata dal pitone “domestico”; Nuovo parco in Sudafrica, tr aslo-
cano mille elefanti; Le aziende “rubano” alle scuole i pr ofessori di inf ormatica.
Talvolta sono concisi e allusi vi allo scopo di attrar re l’attenzione del lettore: Il
trucco c’è e si vede ; Poltrone e sensibilità (a proposito della deter minazione con
cui i politici difendono la loro poltrona, cioè il loro potere nonostante errori e scan-
dali). Negli articoli giornalistici di una certa ampiezza, poi, il titolo è preceduto da
un occhiello che circoscrive il contenuto dell’ar ticolo e seguito da un sottotitolo
detto sommario che per lo più contiene un breve riassunto dell’articolo, composti
in caratteri e cor pi più piccoli. L’insieme di questi tre elementi illustra in modo
chiaro il contenuto del testo, f acilitando la scelta del lettore:
occhiello Un italiano su 4 vuole previsioni e consigli. Un giro d’affari di oltre due miliardi di euro. «Chi è ricco paga di più»

titolo
Oroscopi e magia per 15 milioni di italiani
sommario Dai politici ai manager: corsa dagli astrologi per sapere il futuro. Tariffe fino a 300 euro

2 La struttura esterna del testo


I testi scritti, in prosa, presentano una str uttura grafica suddivisa in più parti
di ampiezza variabile che coincidono con le par ti, più o meno
ampie, in cui si sviluppa la trattazione dell’ar gomento svolto I testi in versi – i testi
nel testo. poetici – hanno, come sai,
una struttura diversa, arti-
colata in canti, in strofe e in
2.1 Parti, capitoli e paragrafi versi oppure in strofe e in
versi, oppure solo in versi a
seconda dei generi poetici
I testi di una cer ta ampiezza di solito sono di visi in parti, cia- e dei tipi di metrica.
scuno con un proprio titolo che indica l’aspetto dell’ar go-
U.3 La struttura testo•p 81-85 10-06-2011 16:59 Pagina 83

LA STRUTTURA DEL TESTO Unità 3 83


mento in esso trattato. Ogni par te è divisa in capitoli, ciascuno dei quali ha un
proprio titolo che precisa il sottoar gomento trattato. I capitoli si suddi vidono a
loro volta in paragrafi, ciascuno con il suo titolo e il suo sottoar gomento.
Parti, capitoli e paragrafi, naturalmente, hanno una lunghezza variabile, che dipen-
de dall’argomento trattato e dalle scelte dell’autore, ma sono sempre di dimensio-
ni proporzionalmente minori.
Questa articolazione è propria di testi come i trattati, gli
I testi scolastici. Per ragioni studi scientifici, i saggi ecc. – i romanzi, di solito, sono
legate ai nuovi metodi didattici, le divisi soltanto in par ti e capitoli o semplicemente in
articolazioni interne nei testi
scolastici sono sempre più spes-
capitoli – e appare chiaramente dall’ Indice che accom-
so chiamate non → parti → capi- pagna ogni volume. Ecco l’indice di un v olume dedica-
toli → paragrafi, ma moduli → to alla moda (Andrea Sperelli, La moda, ovvero l’arte di
unità → sottounità. vestire e di svestire gli altri, Milano 2002):
capitolo

paragrafi
parte

Come l’Indice dimostra chiaramente, la suddivisione di un testo in parti → capi-


toli → paragrafi riflette la suddivisione tematica del testo e rispecchia grafi-
camente le di verse fasi attraverso le quali si sviluppa la trattazione dell’ar go-
mento. Perciò, seguire lo schema della suddivisione in blocchi di un testo, così
come è riassunto nell’ Indice e come si ar ticola di pagina in pagina, vuole dire
cogliere, attraverso la successione di par ti → capitoli → paragrafi e attraverso
i titoletti che li scandiscono, il contenuto del testo stesso così come viene svi-
luppandosi.
U.3 La struttura testo•p 81-85 10-06-2011 16:59 Pagina 84

84 Modulo 2 IL TESTO E I TESTI


.
2.2 Capoversi ed enunciati
Il capoverso I paragrafi di un testo si suddi vidono in capoversi. Facilmente
riconoscibili perché sono chiusi da un punto e a capo e all’inizio sono caratte-
rizzati da un rientro tipografico, i capoversi sono parti di testo costituiti ciascu-
no da una o più frasi che sviluppano ciascuna un aspetto puntuale dell’ar go-
mento trattato nel parag rafo. Più specif icamente, ogni capoverso affronta fatti,
dati o concetti che nell’opinione di chi scri ve for mano un tutto or ganico e
all’interno del paragrafo vanno distinti da quelli precedenti e se guenti cui però
sono strettamente collegati. La suddivisione in capoversi, quindi, scandisce l’e-
sposizione dell’argomento del parag rafo in modo ordinato e or ganico, sugge-
rendo, attraverso l’assetto gr afico, l’assetto lo gico dell’esposizione e f acili-
tando quindi la comprensione del contenuto.
Si veda, in proposito, come si articola in capoversi → il seguente paragrafo, tratto
da un capitolo → di una parte → di un testo di storia. Nel parag rafo, intitolato Il
proibizionismo, si delinea un aspetto par ticolare della società americana l’indoma-
ni della f ine della Prima guerra mondiale:

Il proibizionismo

Il benessere diffusosi negli Stati Uniti l’indomani della Prima guer ra mondiale portò con
sé nuovi comportamenti più liberi. Il fenomeno colpì l’opinione pubb lica, che vedeva in
1° capoverso esso un pericoloso segnale di corruzione e di amoralità. Alcuni attribuirono la rilassatez-
za dei costumi all’eccessi vo consumo di alcol e chiesero la proibizione della v endita di
bevande alcoliche su tutto il ter ritorio nazionale: cosa che il go verno fece con una le gge
del 1920, che inaugurò l’età del proibizionismo.
La proibizione dell’alcol mirava in primo luogo a colpire i negri e gli immigrati, accusa-
2° capoverso
ti di essere i maggiori consumatori di liquori. Ma essa si ri volgeva anche contro tutti que-
gli Americani che si abbandona vano smodatamente ai piaceri dell’esistenza quotidiana,
dimenticando le tradizioni che avevano reso grandi gli Stati Uniti.
La campagna contro l’alcol ri velava in realtà una profonda lacer azione all’inter no
della società americana . Essa inf atti fu lanciata dai rappresentanti della “V ecchia
3° capoverso America”, conservatori in politica e ostili ai cambiamenti sociali, che esprime vano i sen-
timenti dell’America pro vinciale. Costoro si oppone vano all’America delle g randi città,
paragrafo

fatta di uomini più aper ti al nuovo.


I risultati del proibizionismo furono spaventosi. Mentre una parte del paese si mobilita-
va contro l’alcol, i contrabbandieri f acevano affari d’oro e il mercato nero dilaga va, ali-
mentando la ricchezza e il potere dei gangster , criminali che controlla vano spesso veri e
4° capoverso
propri imperi economici, basati, oltre che sul commercio clandestino dell’alcol, sulle rapi-
ne, sul gioco d’azzardo e sulle estorsioni. L’enorme giro di denaro creatosi intorno a que-
sto commercio clandestino, inoltre, dif fuse la corruzione: poliziotti, magistrati, pubb lici
funzionari, uomini politici vennero corrotti per chiudere un occhio sui traf fici illeciti. Le
distillerie clandestine sor gevano come i funghi: produce vano bevande prive di qualsiasi
garanzia igienica che provocarono in media circa 5000 mor ti all’anno, oltre a migliaia di
casi di cecità e di paralisi.
5° capoverso Ma il proibizionismo ebbe anche un altro ef fetto, che i suoi sostenitori non a vrebbero
mai immaginato: fece aumentare note volmente il consumo di alcolici. Un sorso di
whisky o un boccale di bir ra, che prima erano considerati piaceri piccoli e banali, erano
diventati all’improvviso avvenimenti eccitanti. La proibizione ne accresceva il fascino.
6° capoverso La battaglia contro l’alcol, dunque, non solo era inutile, ma anche controproducente. Ben
presto anche quello stesso mondo “all’antica” che l’a veva voluto se ne rese conto e quando,
nel 1933, il proibizionismo fu abrogato, furono in pochi a protestar e.

(da V. Calvani – A. Giardina, I tempi dell’uomo, Milano)


U.3 La struttura testo•p 81-85 10-06-2011 16:59 Pagina 85

LA STRUTTURA DEL TESTO Unità 3 85


I sei capo versi in cui il parag rafo è suddi viso affrontano ciascuno un aspetto del
tema proposto nel paragrafo:

1° capoverso Cause che indussero il governo degli Stati Uniti a proibire il con-
sumo di bevande alcoliche.

2° capoverso Scopi che il governo e l’opinione pubblica si proponevano di con-


seguire mediante la proibizione del consumo di bevande alcoliche.

3° capoverso Vera moti vazione, secondo gli autori del testo, della campagna
contro il consumo delle bevande alcoliche.

4° capoverso Conseguenze disastrose della campagna contro il consumo delle


bevande alcoliche.
5° capoverso Altre conseguenze della campagna.

6° capoverso Fallimento della campagna e abro gazione della le gge contro il


consumo delle bevande alcoliche.
La somma delle infor mazioni e delle considerazioni contenute nei sei capo versi,
poi, costituisce un tutto organico che esaurisce l’argomento oggetto del paragrafo:
il proibizionismo negli U.S.A.
I capoversi, che nei testi lunghi costituiscono, come abbiamo visto, una sottodivi-
sione dei paragrafi, nei testi brevi (articoli di giornale, temi scolastici, saggi brevi,
arringhe, prediche ecc.) coincidono con le v arie parti in cui il testo si ar ticola.
L’enunciato Il capoverso, il più delle v olte, si ar ticola a sua v olta in blocchi più
piccoli, gli enunciati o frasi.
1° capoverso / Il territorio umbro, nel quale mancano le grandi pianure, è costi-
= 1 enunciato tuito da una serie di dorsali montuose allungate in direzione nord-
ovest sud-est. /
/ Nel settore umbro dell’Appennino tutte le acque v anno a racco-
gliersi nel Tevere. / Al Tevere f anno capo una serie di altri corsi
d’acqua, che percor rono le conche quasi piane ggianti tra una dor-
2° capoverso sale e l’altra. / Il loro percorso risulta quindi costituito da una serie
= 4 enunciati
di tratti a pendenza molto debole, uniti da tratti più ripidi. / I disli-
velli sui quali scorrono i fiumi danno alla regione una certa dispo-
nibilità di ener gia idrica, inferiore però a quella of ferta da una
cascata artificiale, la Cascata delle Mar more. /

Come risulta dagli esempi, l’enunciato è una piccola porzione di testo compre-
sa tra due segni di punteggiatura forte: inizia sempre con una lettera maiuscola
e si completa con un segno di interpunzione forte: un punto fermo /. /, un punto
esclamativo /! /, un punto interrogativo /?/ o con dei punti di sospensione / … /.
Esso ha, come è o vvio, una for ma sintatticamente compiuta e autonoma. Ha
anche un senso compiuto, ma un senso che, per così dire, risulta poco signif i-
cativo, se l’enunciato viene isolato dal contesto in cui è inserito.
L’enunciato, pur essendo il b locco più piccolo in cui si può suddi videre un
testo, a volte costituisce da solo un testo. Ciò a vviene quando esso contiene in
sé tutte le informazioni utili alla sua comprensione come nei testi se guenti:
Buongiorno!
1 capoverso
= 1 enunciato= Nella foresta vivono molti animali selvatici.
Vietato calpestare le aiuole.
•EXE m2c3•Il testo•p 86-91 10-06-2011 10:40 Pagina 86

Esercizi
I confini del testo: l’inizio e la fine
1 individuazione I diversi tipi di testo presentano per lo più formule di apertura e di chiusura
che ne sottolineano l’inizio e la fine. Fra i seguenti testi, quali presentano tali formule? [I testi che,
in genere, presentano formule di apertura e di chiusura sono 5.]

1. lettera commerciale SÌ NO 6. e-mail SÌ NO


2. giornale radio SÌ NO 7. conversazione tra amici SÌ NO
3. romanzo SÌ NO 8. dispaccio di agenzia SÌ NO
4. favola SÌ NO 9. bollettino della viabilità SÌ NO
5. verbale SÌ NO 10. telegramma SÌ NO

2 produzione Scegli due testi tra quelli dell’esercizio 1 che presentino formule di apertura
e di chiusura e scrivi sul quaderno le formule di apertura e di chiusura di ciascuno.

3 classificazione Indica, barrando la casella corrispondente, se ciascuna delle seguenti coppie


di espressioni costituisce l’inizio e la fine di un testo orale O oppure di un testo scritto S .
Specifica poi di quale tipo di testo si tratta. Potrai scegliere fra quelli riportati nel riquadro.

comunicazione radio lettera formale manuale di istruzioni lettera privata articolo giornalistico
telefonata annuncio televisivo arringa annuncio economico verbale

1. Cara Laura, ... / Ti saluto con affetto. Tuo Paolo. O S lettera privata
2. Pronto, Francesco? ... / Ci risentiamo. Ciao! O S
3. Egregio dott. Citterio, ... / Con l’occasione, Le porgo i miei più cordiali saluti. O S
4. Cercasi... / Telefonare allo 02.96.84.90.32. O S
5. Signore e signori, sta per andare in onda... / Buona visione. O S
6. Volo AZ48 a torre di controllo, passo... / Passo e chiudo. O S
7. Inquinamento: da domani targhe alterne a Milano e nell’hinterland.
MILANO – ... / Marco Cremonesi O S
8. Signor Presidente, signori della Corte... / Concludo, appellandomi
al vostro senso di giustizia. O S
9. Oggi, 26 febbraio 2002, nell’aula della classe III E, alle ore 14.30... /
Alle ore 15.45, esauriti i punti all’ordine del giorno, il coordinatore dichiara
chiusa la seduta. Il coordinatore: Matteo Ravasi O S
10. Grazie per aver scelto il Game Boy Color Nintendo.
Questo videogioco presenta le seguenti caratteristiche... /
Buon divertimento! O S
•EXE m2c3•Il testo•p 86-91 10-06-2011 10:41 Pagina 87

LA STRUTTURA DEL TESTO Unità 3 87

4 produzione Per ciascuno dei tipi di testo che ti proponiamo scrivi sul quaderno un esem-
pio di inizio e di fine.
1. una favola; 2. una lezione nella tua classe; 3. il regolamento di un gioco di società; 4. la lettera di una ditta a un suo
fornitore; 5. un SMS a un amico; 6. un annuncio radiofonico; 7. una lettera alla tua più cara amica; 8. una lettera al pre-
side della tua scuola; 9. un articolo di rivista; 10. una lettera di Laura al suo ragazzo.

5 ricerca/produzione Osserva con attenzione un telegiornale (decidi con il tuo insegnante la rete
televisiva e l’orario, in modo da diversificare la tua scelta da quelle dei tuoi compagni); quindi,
compila una scheda sull’inizio e la fine del telegiornale sul modello della seguente.
I CONFINI DEL TG DELLE ORE
segnali sonori di inizio (musica):
segnali visivi di inizio (immagini):
segnali visivi di inizio (parole scritte):
segnali sonori di inizio (le prime battute di chi conduce il telegiornale):
segnali sonori di fine (le ultime battute di chi conduce il telegiornale):
segnali sonori di fine (musica):
segnali visivi di fine (immagini):
segnali visivi di fine (parole scritte):

6 dibattito/produzione Confronta i dati raccolti nell’esercizio 5 con quelli raccolti dai tuoi compagni.
Poi analizza con loro le eventuali differenze tra telegiornale e telegiornale. Redigi quindi una
breve relazione sull’argomento.

Il titolo e il sottotitolo
7 competenza testuale Il titolo di un romanzo sintetizza il contenuto e crea nel lettore aspettative
precise. Quale tipo di romanzo ti aspetti dai seguenti titoli?

1. La prima inchiesta del commissario Scala. di fantascienza x poliziesco rosa


2. Ai confini della galassia. di fantascienza poliziesco rosa
3. Il sogno di Alessandro Magno. di fantascienza storico rosa
4. Amore senza fine. di fantascienza storico rosa
5. Le ultime lettere di Jacopo Ortis. poliziesco epistolare storico
6. Assassinio a Broadway. poliziesco epistolare storico

8 produzione Inventa un titolo adatto a romanzi con i seguenti contenuti.

1. Un romanzo che racconta un’invasione aliena nel 2085. 2085: la conquista della Terra. 2. Un romanzo che racconta la
caccia a un terribile serial killer. 3. Un romanzo che racconta l’amore contrastato tra una commessa e il figlio di un ric-
chissimo industriale. 4. Un romanzo che racconta le gesta di un gruppo di paracadutisti durante lo sbarco in Normandia.
5. Un romanzo che racconta le avventure di un navigatore solitario. 6. Un romanzo che racconta la distruzione della leg-
gendaria Atlantide.
•EXE m2c3•Il testo•p 86-91 10-06-2011 10:41 Pagina 88

88 Modulo 2 IL TESTO E I TESTI

9 produzione Scrivi un titolo giornalistico ad effetto per un articolo riguardante ciascu-


na delle seguenti notizie.
1. Da ieri è entrato in vigore in tutti i paesi dell’Unione europea il sistema obbligatorio di etichettatura completa delle
carni bovine in circolazione sul mercato. L’etichetta dovrà contenere tutte le informazioni sulla provenienza della
carne in vendita: l’azienda di nascita dell’animale, la tecnica di allevamento, il tipo di alimentazione adottata, il luogo
di macellazione.

Al via la bistecca “doc”

2. Nel girone A della C1 c’è una squadra che pare non riuscire a vincere se non grazie a un calcio di rigore. Si tratta della
Pro Patria, che, anche domenica scorsa, è riuscita a imporsi sulla squadra avversaria, l’Alessandria, grazie a un
penalty trasformato a cinque minuti dalla fine dell’incontro. Dall’inizio del campionato è questa la sesta vittoria della
Pro Patria, la quinta consecutiva grazie a un tiro dagli undici metri.
3. Nella mattinata di ieri una delle piste dell’aeroporto della Malpensa è rimasta chiusa per diversi minuti a causa di un
singolare contrattempo. Alle 9.30 un pilota in decollo ha informato la torre di controllo della presenza di uno stormo
di cicogne in fondo alla pista. Quando un’auto con il personale SEA ha raggiunto il luogo indicato, il grosso dello stor-
mo aveva già ripreso il volo. A terra restavano però tre cicogne, che parevano non volerne sapere di riprendere il volo.
Per evitare incidenti, gli uomini della sicurezza dell’aeroporto, servendosi di alcune reti, hanno catturato gli animali,
che, qualche ora dopo, sono stati consegnati ai volontari della Lipu, la Lega italiana per la protezione degli uccelli.
4. Arrestato ieri il responsabile di una serie di furti in alcune ville della Versilia. Il ladro, che era solito “firmare” i propri
colpi lasciando sul posto un beffardo biglietto di ringraziamento alle vittime, è stato sorpreso da una pattuglia dei
Carabinieri mentre tentava di forzare la serratura del portone di un’elegante palazzina di Viareggio.
5. Tre coppie di giovani sposi della provincia di Brescia hanno dovuto bruscamente interrompere il loro viaggio di nozze
alle Bahamas a causa del sopraggiungere dell’uragano Patrick. Gli sposini si trovavano nel villaggio turistico di una
piccola isola di cui le autorità hanno ordinato precauzionalmente la completa evacuazione. Lasciata fortunosamente
la piccola isola assieme agli altri ospiti del villaggio, i giovani hanno raggiunto la capitale Nassau. Qui, abbandonati
al proprio destino dalla loro agenzia di viaggi, hanno girato tutti gli alberghi della città senza trovare una camera libe-
ra. Infine hanno trovato ospitalità nei locali della nostra ambasciata. Solo dopo due giorni sono riusciti con un volo
charter a raggiungere Miami. Da qui, con un volo che ha fatto scalo a New York, hanno infine raggiunto Milano.

La struttura esterna del testo


10 verifica della comprensione Quella riprodotta qui sotto è la parte iniziale dell’indice di un libro di storia.
Utilizzando lo stesso schema dell’esempio di p. 83, individua in esso le parti, i capitoli e i
paragrafi.

INDICE

Le culture della preistoria


1 L’alba dell’uomo 2 Verso la civiltà
1 L’evoluzione della Terra 1 La rivoluzione agricola
e degli esseri viventi 2 del Neolitico 18
2 La comparsa dell’uomo 4 2 Le comunità dei villaggi 20
3 Dall’Homo habilis all’Homo sapiens 6 3 Nuove conquiste tecniche
4 L’Homo sapiens sapiens 8 e divisione del lavoro 21
5 Le età della preistoria 9 4 La rivoluzione dei metalli 23
6 La cultura materiale del 5 Dal villaggio alla città:
Paleolitico 10 la rivoluzione urbana 25
7 Un periodo di passaggio: 6 La legittimazione del potere 26
il Mesolitico 12 7 L’invenzione della scrittura 28
•EXE m2c3•Il testo•p 86-91 10-06-2011 10:41 Pagina 89

LA STRUTTURA DEL TESTO Unità 3 89

11 produzione/comp. testuale Leggi i seguenti testi, evidenzia i capoversi e gli enunciati e poi riassumi,
in modo molto sintetico, il contenuto di ogni capoverso.

1° testo – Un articolo di giornale


Sette anni, regala alla fidanzatina l’anello di mamma
CANTÙ – L’amore non ha età. A San Valentino, poi, è tutto uno sbocciar di gesti e di slanci di sentimento ricchi di ardo-
re e fantasia che coinvolgono tutti, grandi e piccini. Ma la nostra storia vede protagonista una coppia di Giulietta e
Romeo in tenerissima età: un piccolo innamorato che a scuola l’altra mattina ha donato all’amica del cuore nienteme-
no che un anello d’oro. Che però, particolare non trascurabile, era dell’ignara madre del piccolo spasimante.
La bambina è tornata a casa tutta contenta e, oltre ai compiti, ha mostrato alla mamma il suo cadeau in oro massiccio,
che sfoggiava penzolante a un dito. Comprensibile lo smarrimento della signora che, una volta inteso di che materiale
fosse l’anello, si è subito premurata di conoscere la provenienza di quel dono così particolare e prezioso. E la verità è
stata presto rivelata dalla bambina che ha svelato anche l’identità del suo generoso e tenerissimo fidanzatino.
Ieri mattina, il giorno di San Valentino, la madre ha quindi accompagnato a scuola la bambina e si è presentata alle mae-
stre con il gentile dono. L’innamorato della classe terza, una volta chiamato a confessare il suo gesto d’amore, non ha
avuto nessuna difficoltà ad ammettere che l’anello donato alla sua piccola fidanzata era in realtà della cara mamma.
Contattata dalle insegnanti, la signora ha in effetti verificato l’assenza dalla custodia di uno dei suoi monili più preziosi
ma ha immediatamente perdonato il figlio, birbante per amore.
L’anello d’oro ha quindi fatto ritorno nel cofanetto della mamma del bambino mentre sulla travolgente passione degli
scolari canturini innamorati è giusto che cali il sipario. La nostra speranza è che, e siamo certi che anche William
Shakespeare sarebbe d’accordo con noi, almeno questa volta la storia di Giulietta e Romeo possa terminare con un
lieto fine. (Guglielmo De Vita, “La Provincia”, 15 febbraio 1995)

2° testo – Relazione orale tenuta nel corso di un convegno


Come far durare più a lungo i benefici effetti delle vacanze
Il mio breve intervento è rivolto a tutte le persone che, dalle vacanze estive, hanno tratto benefici sia fisici sia psicolo-
gici e vogliono conservarli il più a lungo possibile anche dopo il rientro in città e la ripresa del lavoro.
Cosa si può fare, dunque, per continuare a sentirsi in forma perfetta e più capaci di affrontare con vigore le fatiche e gli
stress della vita di tutti i giorni? Come comportarsi per non lasciarsi sopraffare dalla routine quotidiana?
La prima cosa che dovete fare è ritagliarvi ogni giorno, nel corso dell’attività lavorativa o alla fine di essa, uno spazio
tutto vostro: una m’ezz’ora, un’ora – quello che potete – in cui fare quello che più vi piace fare: passeggiare per strada,
guardare le vetrine dei negozi, incontrare gli amici, correre, giocare a tennis o a pallavolo, andare in palestra o fare una
bella pedalata in bicicletta. Ovviamente l’ideale sarebbe che, in questo spazio tutto vostro, facciate un po’ di moto, ma
se proprio il movimento non fa per voi basta che vi dedichiate a qualcosa di piacevole: se non potete passeggiare, cor-
rere, giocare a tennis, andare in piscina o andare in palestra – non tutti possono – ascoltate la musica che amate, leg-
gete un libro, coltivate i vostri hobby, conversate con gli amici, giocate con i vostri bambini. Per stare in forma dal punto
di vista psicologico, basta poco: l’importante è non lasciarsi riprendere dalla ripetitività soffocante del rito casa-lavo-
ro-TV-casa-lavoro-TV, perché è il padre e la madre di tutti i guai. Per stare in forma dal punto di vista fisico, talvolta
basta anche meno: per esempio, basta rinunciare un paio di giorni all’automobile ed eliminare l’ascensore.
La seconda cosa da fare è una cosa che dovrebbe essere fatta sempre: non mangiare troppo e non bere troppo. Non si
dice di seguire una dieta ferrea: non è una impresa facile e, nella maggior parte dei casi, non è neppure necessaria.
Basta non eccedere. Basta evitare di mangiare quello che da sempre sappiamo che è troppo calorico, troppo dolce, trop-
po grasso, troppo pesante, troppo troppo. Basta evitare di ingurgitare troppe bevande gassate, troppo vino, troppi alco-
lici. E le sigarette? Neanche parlarne; non per prolungare l’effetto vacanze: per prolungare la vita!
La terza cosa da fare è non soccombere agli inevitabili problemi che dovrete certamente affrontare. Non soccombere
non significa ingorarli: significa affrontarli con equilibrio, metodo e senso della responsabilità. Non è facile? No, non è
facile, anzi è difficilissimo. Facile sarebbe rimuoverli riempiendosi la pancia e la testa di tranquillanti, sonniferi, siga-
rette, cioccolatini e via dicendo. Ma così i problemi non si risolvono: si rimuovono, appunto, per qualche ora o per qual-
che giorno, e quando inevitabilmente ci ricompaiono davanti siamo così rimbambiti dai tranquillanti, dai sonniferi e
dalle sigarette – no, la nicotina non è uno stimolante dell’intelligenza – che ci sentiamo peggio di prima.
Le vacanze sono un ricordo ormai lontano? Forse è meglio così. Vuol dire che si faranno sempre più vicine le prossime
vacanze. Cerchiamo di arrivarci in buona salute. (Andrea Sperelli)
•EXE m2c3•Il testo•p 86-91 10-06-2011 10:41 Pagina 90

90 Modulo 2 IL TESTO E I TESTI

3° testo – Testo scolastico di geografia


Il bacino del Rio delle Amazzoni
Il Rio delle Amazzoni, che riceve le acque di circa 1000 affluenti principali, è il maggiore fiume del mondo, sia come por-
tata media (176 000 m3 al secondo, equivalente al 15% della portata complessiva di tutti i fiumi), sia come lunghezza:
misurata sull’asse Amazonas-Solimões-Ucayali, essa è risultata di 6762 km, maggiore di quella del Nilo (6671 km).
Il suo bacino idrografico, che si estende su 7 350 621 km2 (6 400 000 km2 secondo un altro calcolo), è diviso territorial-
mente tra Brasile, Bolivia, Colombia, Ecuador, Guyana, Perù e Venezuela. Quasi il 68% appartiene al Brasile. Vengono
considerati parte del territorio amazzonico anche due paesi esterni al bacino idrografico, Suriname e Guyana france-
se, portando la sua superficie totale a 7 584 421 km2. Ha una popolazione di circa 21,5 milioni di abitanti, 17 milioni dei
quali vivono nell’Amazzonia brasiliana. Comprendendo anche Suriname e Guyana francese, la popolazione complessi-
va sale a circa 22 milioni.
Il bacino idrografico ha caratteristiche geologiche, climatiche e biologiche molto eterogenee, tanto che sarebbe più
appropriato parlare non di un’unica Amazzonia ma di più Amazzonie.
La maggior parte della regione è costituita da una grande pianura coperta di foresta tropicale che, ad una altitudine
inferiore ai 200 metri sul livello del mare, si estende per 3400 km da est ad ovest e per 2000 km da nord a sud. Essa è cir-
condata ad ovest dalle Ande, a nord dall’Altipiano della Guyana e a sud da quello brasiliano. Vaste aree della pianura,
lungo il Rio delle Amazzoni e i suoi affluenti, sono soggette a inondazioni stagionali che durano dai 4 ai 7 mesi, som-
mergendo sotto 2-8 metri d’acqua una fascia larga 5-30 km su ambedue le sponde dei fiumi.
Questo complesso ecosistema con caratteristiche allo stesso tempo terrestri e acquatiche, è caratterizzato da un’al-
tissima biodiversità: pur coprendo solo il 7% della superficie terrestre, la foresta amazzonica contiene oltre la metà
delle specie vegetali e animali esistenti sul pianeta.
4° testo – Una favola
Il campanello e il gatto
Mille anni fa i topi, vedendo che tutte le loro disgrazie venivano dal gatto, si consultarono e decisero di attaccargli un
campanello al collo, così che il gatto, arrivando, si facesse sentire.
La proposta fu subito votata per acclamazione.
Ma non si è ancora trovato, in mille anni, il topo che voglia attaccare quel campanello. (da P. Pancrazi, L’Esopo moderno)

12 manipolazione Nel seguente articolo di cronaca – intitolato Turista ucciso da motoscafo pirata
– sono stati eliminati i capoversi ed è diventato un blocco unico. Leggilo con attenzione e, tenen-
do conto della funzione dei capoversi in un testo, ridividilo in capoversi evidenziando con una
barra l’“a capo” che li scandisce.
SORRENTO – Pioveva ieri in Costiera sorrentina. E non faceva affatto caldo, ma per l’ingegnere Stanislav Ribor, 54 anni,
era l’ultimo giorno di vacanza: nel pomeriggio sarebbe ripartito con la moglie e la figlia alla volta della Repubblica ceca.
Perciò ha deciso di tuffarsi in mare nonostante la giornata poco invitante, ma non avrebbe mai potuto immaginare che
quel bagno prima della partenza gli sarebbe costato la vita. E non per una tragica fatalità: Ribor è stato ucciso. Travolto
dal pilota di un motoscafo che poi non si è nemmeno fermato per vedere che cosa aveva combinato. Una tragedia del
mare in cui, però, il mare non ha colpe. C’è di mezzo solo l’irresponsabilità di quella persona che ora i carabinieri di
Sorrento stanno cercando di individuare. Ma purtroppo non hanno ancora molto tra le mani, solo la descrizione dell’im-
barcazione: uno scafo bianco lungo circa cinque metri. Di chi era al timone, invece, non c’è nemmeno una traccia: è schiz-
zato via con la stessa velocità con la quale è piombato sul corpo del turista ceco. Né un tentativo di virata, né un urlo che
avesse lo scopo di evitare all’ultimo secondo il tragico impatto. Niente. È accaduto a oltre un centinaio di metri dalla riva.
Sulla spiaggia c’erano poche persone, quasi tutti chiusi gli ombrelloni del lido, dove erano rimaste la moglie e la figlia
quattordicenne dell’ingegnere. Lui si è tuffato e si è allontanato a nuoto. Nonostante non fosse più un ragazzo se la cava-
va ancora bene, aveva esperienza e polmoni sufficienti da consentirgli di resistere in acqua a lungo. Sicuramente in
mezzo al mare Stanislav Ribor era ben visibile, dal momento che anche dalla riva si sono accorti perfettamente di quel
che accadeva e quindi, a maggior ragione, il corpo dell’uomo doveva essere notato dal pilota del motoscafo. Che invece
non si è accorto di nulla, almeno fino all’impatto. Poi ha preferito non fermarsi a soccorrere l’uomo e fuggire, forte anche
del fatto che intorno non c’erano altre imbarcazioni. L’ingegnere è stato soccorso da un bagnino, aiutato poi da altre per-
sone che si trovavano in spiaggia. Ma hanno potuto raccogliere soltanto un corpo martoriato: l’elica lo aveva fatto quasi
a pezzi. Quando è arrivato all’ospedale di Sorrento, Ribor aveva l’aorta recisa e il torace squarciato. È morto prima che i
medici potessero capire in che condizioni era. Il resto ora lo stanno facendo i carabinieri. Il punto di partenza è la descri-
zione dello scafo. E poiché non è facile far sparire una imbarcazione lunga cinque metri, i controlli sono stati estesi a
tutta la costiera, anche agli altri porticcioli turistici del golfo di Napoli. (da “Corriere della Sera”)
•EXE m2c3•Il testo•p 86-91 10-06-2011 10:41 Pagina 91

LA STRUTTURA DEL TESTO Unità 3 91

13 manipolazione Nel seguente testo – un racconto dal finale a sorpresa – sono stati tolti non
solo i capoversi, ma anche tutti i punti e le maiuscole che li seguivano: in questo modo è scom-
parsa anche la suddivisione dei capoversi in enunciati o frasi. Leggi con attenzione il testo e
ripristina la suddivisione in capoversi e in enunciati. Confronta poi il risultato del tuo lavoro con
quelli ottenuti dai tuoi compagni e discuti con loro e con l’insegnante le eventuali differenze.
Attenzione: per la suddivisione in capoversi esistono più soluzioni ammissibili.
Un amore grandissimo
Faceva caldo un’estate così spossante Poldo non l’aveva mai passata in quattro e quattr’otto chiamò Teresa e la con-
vinse a uscire presero la macchina, una vecchia e spiritosa carcassa, e puntarono verso il mare erano più o meno le tre
del pomeriggio e per le strade non c’era nessuno Teresa, coperta appena da un abitino color albicocca, canterellava un
motivetto un po’ stanco giunti in vista del mare, parcheggiarono l’auto davanti a una fila di negozi chiusi e assolati sce-
sero e corsero subito verso la spiaggia Teresa lasciò scivolare il vestito e rimase in costume da bagno fu la prima a get-
tarsi in acqua, ma anche Poldo non si fece pregare giocarono un’oretta buona in grande allegria lei cercava di sfuggirgli,
ma lui la raggiungeva sempre Teresa, appena cominciò a sentire la stanchezza, decise di tornare sulla spiaggia a pren-
dere il sole si sdraiò sull’abito inzuppandolo d’acqua marina, portò le mani dietro la nuca e chiuse gli occhi per non farsi
accecare dal cielo bianco Poldo, allungatosi accanto a lei, pensava a quella ragazza meravigliosa verso la quale nutriva
un sentimento d’affetto assoluto, totalizzante, privo di conflitti o di qualsiasi tensione quando Teresa era contenta, Poldo
era contento e quando Teresa, per motivi suoi, intimi, indipendenti da lui, s’incupiva o voleva restare sola, lui sapeva met-
tersi in disparte e aspettare che ritornasse la serenità pensando alla straordinaria ragazza che gli stava accanto, Poldo
chiuse gli occhi, cadendo in un sonno beato lo risvegliò un grido di gabbiani: Teresa non c’era più si alzò e lentamente
andò a cercarla, seguendo le orme di lei sulla spiaggia vergine e respirando la sua delicata scia di profumo la ragazza
aveva raggiunto una infuocata cabina telefonica e stava parlando con qualcuno la vedeva sorridere teneramente, poi
arrossire alla fine la vide inviare, attraverso la cornetta, un bacino timido e turbato finita la telefonata, tutta contenta,
Teresa abbracciò Poldo e tornò felice a prendere il sole più tardi, quando cielo e mare cominciarono a tingersi di un tie-
pido rosso, giunse un bel giovane, simpatico e innamorato aveva lasciato la sua macchina accanto all’altra e ora strin-
geva forte a sé la bellissima Teresa si spogliò anche lui e tutti e tre corsero a gettarsi in acqua una festa ancora più diver-
tente e scatenata di prima davanti a Poldo, i due innamorati si scambiavano baci, sparivano sott’acqua e riemergevano
con vere e proprie esplosioni di risate Poldo preferì lasciarli soli e tornò a riva, nuotando piano piano; si sdraiò sulla sab-
bia, sbadigliò, s’allungo su un fianco e, cullato dal monotono suono delle onde, s’addormentò quando giunse il momen-
to di andare a casa, Teresa svegliò Poldo, tirandolo per la coda Poldo si liberò dalla sabbia, seguì la ragazza fino alla mac-
china e poi saltò sul sedile posteriore durante il viaggio di ritorno, Teresa stava zitta, tutta chiusa nei suoi pensieri qual-
cosa diceva a Poldo che la ragazza era triste infatti, di lì a poco, la sentì singhiozzare allora Poldo si infilò tra i sedili e
andò a sdraiarsi sul tappetino accanto a Teresa lei subito lo accarezzò, mentre sul viso bagnato di lacrime fiorì appena
un sorriso solo per un attimo, però, perché la ragazza, pur continuando a lisciare con la mano la testa di Poldo, non riusci-
va a trattenere il pianto (da V. Cerami, La gente, Einaudi)
U.4 I vari tipi•p 92-93 10-06-2011 10:43 Pagina 92

92 Modulo 2 IL TESTO E I TESTI 92

4 I vari tipi di testo

I tipi di testo, orali e scritti, con cui tutti abbiamo a che f are, come destinatari
o come produttori, sono numerosissimi e di versissimi l’uno dall’altro per
forma, argomento, destinatario, contenuto ecc. Per orientarsi in tanta varietà e,
quindi, per imparare a usarli, è impor tante distinguere gli uni dagli altri, cioè
classificarli.

1 I vari tipi di testo: testi pragmatici


e testi letterari
I vari testi non possono cer to essere distinti né in base alla lunghezza né, sem-
plicisticamente, in base al contenuto. P erciò, il modo migliore per classif icarli
è quello di raggrupparli secondo lo scopo principale che l’autore si è pref isso
di conseguire nel momento in cui li ha prodotti.
Secondo questo criterio, che tiene conto anche delle diverse funzioni lingui-
stiche, cioè del di verso modo in cui viene utilizzata la lingua, i testi si distin-
guono in:

scopo tipi di testo caratteristiche generi testuali

presentano le caratteristiche di per- trattati tecnici, opuscoli scientifici,


testi descrittivi
sone, oggetti e luoghi guide ecc.

contengono notizie utili per capire avvisi, voci enciclopediche, manuali


Testi che servono testi espositivi qualcosa oppure presentano informa- scolastici, insegne, cronache, rias-
per informare zioni su situazioni, personaggi o fatti sunti, relazioni, verbali ecc.

raccontano, allo scopo di conservar- articoli giornalistici di cronaca, rela-


testi narrativi ne la memoria o di informare qualcu- zioni di viaggio, biografie, interviste
no, un fatto o una serie di fatti ecc.
U.4 I vari tipi•p 92-93 10-06-2011 10:43 Pagina 93

I VARI TIPI DI TESTO Unità 4 93


scopo tipi di testo caratteristiche generi testuali

testi espressivo- esprimono stati d’animo o senti- diari, confessioni, autobiografie, let-
emotivi menti personali dell’autore tere d’amore o di odio ecc.
Testi che servono
per esprimere
emozioni esprimono l’opinione, l’interpreta- recensioni di libri o di spettacoli,
e giudizi testi zione e il giudizio dell’autore in meri- commenti di opere letterarie, artisti-
interpretativo- to a qualcuno o a qualcosa; guidano che e musicali ecc.
valutativi alla comprensione di una situazione,
di un fatto o di un altro testo

suggeriscono o impongono un certo leggi, regolamenti, circolari ecc.;


testi regolativi comportamento; indicano divieti, istruzioni per l’uso, ricette di cucina
Testi che servono (o prescrittivi) obblighi, norme da rispettare o pro- ecc.
per suggerire cedure da seguire
o prescrivere
comportamenti
e per convincere presentano un’opinione e la sosten- arringhe, saggi, articoli di fondo,
testi
gono mediante prove convincenti discorsi politici e propagandistici
argomentativi
ecc.

Tutti questi testi, poiché sono usati quotidianamente nell’ambito dei comuni
rapporti sociali per conse guire scopi di ordine pratico costituiscono la g rande
famiglia dei cosiddetti testi pragmatici (dal greco pragmatikós, ‘che riguarda
i fatti e le cose, che si riferisce all’atti vità pratica’) o, anche, testi d’uso.
Accanto ad essi esistono poi altri tipi di testi, i testi letterari, che si differen-
ziano dai testi pragmatici perché in essi l’autore non ha scopi pratici e videnti,
ma tende a esprimere un suo modo par ticolare di vedere le cose valorizzando
al massimo grado la forma, cioè utilizzando tutti gli espedienti retorici e tutte
le risorse espressive della lingua. I testi letterari si di vidono in:

scopo tipi di testo caratteristiche generi testuali

composti in versi, esprimono gli poesie, liriche


ideali, i sentimenti, le emozioni e gli
– testi poetici stati d’animo dell’autore, il suo
modo di interpretare la realtà e i
valori etici e sociali in cui crede

scritti in prosa, raccontano, attra- favole, leggende, racconti o novelle,


verso le vicende di uno o più perso- romanzi
naggi, una storia vera o inventata,
– testi narrativi
filtrata attraverso l’esperienza e
l’interpretazione dell’autore e i valo-
ri in cui crede

scritti in forma dialogica, in versi o tragedie, commedie, drammi,


in prosa, raccontano, facendo parla- melodrammi
testi teatrali
– re direttamente i personaggi, una
drammatici
storia che è il frutto delle convinzio-
ni dell’autore e dei valori in cui crede
•EXEm2c4•Il testo•p 94 10-06-2011 10:44 Pagina 94

Esercizi
I vari tipi di testo
1 individuaz./comp. testuale I vari tipi di testo si distinguono in base allo scopo che chi li produce si pro-
pone di conseguire e, quindi, in base alla funzione prevalente in cui viene utilizzata la lingua:
leggi attentamente i testi seguenti e stabilisci poi quali di loro servono: a) per informare; b) per
esprimere emozioni e sensazioni; c) per esprimere giudizi; d) per suggerire o imporre compor-
tamenti; e) per convincere qualcuno di qualcosa.
1. Il campeggio è permesso solo nei luoghi attrezzati.
2. L’Eurostar proveniente da Reggio Calabria è in ritardo di 35 minuti.
3. A mio parere non può essere stato Giovanni. È vero che è molto goloso e non resiste alla tentazione di una fetta di
torta al cioccolato, ma è anche vero che è un ragazzo onesto: non l’avrebbe fatta sparire di nascosto, ma l’avrebbe
chiesta con la simpatia e la spontaneità che lo caratterizzano. Per me il responsabile va cercato altrove.
4. Silvia cara,
dal momento che sei partita non faccio altro che pensare a te. Non riesco né a studiare né a parlare con gli amici.
Penso a te e basta. Non so neppure dirti se sono contento di quanto mi succede o se sono turbato. Succede così e
basta. Ti aspetto.
Tuo Giacomo
5. Domenica sarà consentita la circolazione degli autoveicoli, ma a targhe alterne. Potranno circolare solo le automo-
bili che hanno la targa pari.
6. Antonov 7887 di Ivana Kerenki è uno dei pochissimi romanzi che ci arrivano dalla Russia anni Novanta, scritto da un
autore che osserva il suo nuovo mondo con lo sguardo di un quarantenne smaliziato. Il romanzo appartiene al gene-
re pulp, un genere che piace molto alle nuove generazioni. Al centro della vicenda c’è un gruppo di giovani che fati-
ca a sbarcare il lunario e che, per caso, entra in contatto con la mafia russa. Le conseguenze dell’incontro sono tanto
drammatiche quanto divertenti. La lingua di Kerenki è vivace, modellata sui gerghi giovanili.

2 individuaz./comp. testuale I seguenti testi si differenziano sia per il contenuto sia per il modo in cui que-
sto contenuto è presentato sia per lo scopo che si propongono. Costituiscono, infatti, quattro
diversi tipi di testo. Sapresti dire quale di essi è un testo narrativo, quale un testo descrittivo,
quale un testo regolativo, quale un testo argomentativo?
1. Lo spettacolo più affascinante è indubbiamente quello che si può ammirare in piena estate, quando la salina si offre
in tutto il suo abbagliante splendore: il bianco accecante dei mucchi di sale, le tele e le pale dei mulini a vento che
rimandano il bagliore dei raggi del sole, l’acqua del mare che nelle diverse vasche svaria in una suggestiva tavo-
lozza di colori, dal blu all’azzurro al verde al rosa al rosso.

2. La mattina dopo Tom svegliò gli altri ragazzi che balzarono subito in piedi e come a un segnale si tuffarono nell’acqua
bassa e limpida che lasciava vedere il fondo di rena bianca. Nessuno rimpiangeva il suo paese perduto, laggiù oltre la
distesa delle acque. Per puro capriccio una leggera corrente si era portata via la zattera con cui erano arrivati; ma
la cosa rallegrò i giovani naufraghi: avevano bruciato i ponti tra loro e la civiltà.
3. Per tentare di capire che cosa deve insegnare la scuola oggi, bisogna cercare di capire qual è il bersaglio da centra-
re: cioè come sarà la società di domani. E quali tipi di competenze saranno richieste ai giovani per entrare nel mondo
del lavoro. Il problema è che gran parte delle professioni di domani non sono neppure ben definite. E allora? Significa
che oggi occorrono tessiture culturali meglio adatte ai cambiamenti rapidi. Se è un mondo in continua trasforma-
zione, allora bisogna insegnare ad essere flessibili, a risolvere i problemi con pragmatismo, ad aggiornarsi di conti-
nuo per adattarsi ai cambiamenti e per cogliere anche le nuove opportunità che si presentano.
4. La mattina, durante il cambio dell’ora, è vietato uscire dall’aula. Gli alunni devono attendere, al loro posto e in silen-
zio, l’insegnante dell’ora successiva.
095-107-U1 Lab. di ascolto 10-06-2011 10:47 Pagina 95

Modulo Il laboratorio
di ascolto
3 Ascoltare è il modo più semplice di acquisire informazioni, dati e
notizie. Quindi, saper ascoltare con profitto – cioè consapevol-
mente, selettivamente e criticamente – è un’abilità tutt’altro che tra-
scurabile.

Sapere Saper fare

Unità 1 Ascoltare
I motivi e gli scopi per cui si ascolta. Stabilire lo scopo per cui si ascolta e scegliere il testo
Le tecniche di ascolto. adatto.
Ascoltare senza distrarsi.
Comprendere il contenuto del testo che si ascolta
individuandone le informazioni principali e metterle
in relazione.
Cogliere lo scopo reale del testo che si ascolta.
Prendere appunti mentre si ascolta.
Valutare il testo ascoltato.
Rielaborare e riferire il testo ascoltato.
I testi destinati all’ascolto: la lezione, la relazione, Ascoltare in modo adeguato una lezione, una relazione
il notiziario. o un notiziario (giornale radio o telegiornale).

Attività di ascolto guidate e libere


Strumenti Tabelle di valutazione/autovalutazione
Come si prendono appunti mentre si ascolta: pp. 102-103
095-107-U1 Lab. di ascolto 10-06-2011 10:47 Pagina 96

Ascoltare
1
L’ascolto di un testo orale è la fonte primaria, e più semplice, di apprendimen-
to. Saper ascoltare, dunque, è un’abilità molto impor tante: più impor tante di
quanto si potrebbe credere. Ma cosa signif ica saper ascoltare? Saper ascoltare
un testo significa capire ciò che si ascolta e fare tesoro di ciò che ci interessa o
può esserci utile: signif ica, insomma, acquisire e f are nostre, selezionandole
opportunamente tra le tante che ci vengono continuamente proposte sotto forma
di testi orali nel corso della vita di tutti i gior ni, le informazioni, le nozioni e i
concetti che ci possono risultare utili.

1 Attività di ascolto
Saper ascoltare un testo e quindi capire ciò che contiene signif ica anzitutto
prestare molta attenzione a ciò che si ascolta. Tu sai farlo? Vediamo qual è il
tuo grado di attenzione quando ascolti un testo.

1.1 Saper ascoltare significa comprendere ciò che il testo


dice e ricordarlo
Un tuo compagno (o l’inse gnante) leggerà ad alta v oce per due v olte di f ila il
testo n. 1 a fine Modulo. Ascolta il testo a libro chiuso e, ad ascolto finito, com-
pleta il testo qui sotto. Naturalmente, do vrai cercare di inserire nello spazio
segnato la parola giusta, cioè quella che hai ascoltato dalla voce di chi leggerà.
La ( città, strada, spiaggia, villa) di Copacabana, in Brasile, è una
delle più belle del mondo: lunghissima, (dorata, lattea, argentea,
palliata) come la luna, chiusa in una delle tante insenature mera vigliose che il
(vento, fiume, terremoto, mare) ha scavato nella costa dove sorge la
città di Rio de Janeiro.
Ogni giorno, migliaia di (uomini, turisti, bambini, pensionati) da
ogni parte del mondo arrivano qui per vederla, bagnarsi nel suo mare, per ascoltare
la musica delle bande ambulanti di “samba”.
Ma della sabbia, del panorama e della musica, a Joao, detto il “Testone” per via di
una ( mano, gamba, testa, lingua) un po’ grossa, non poteva impor-
tare di meno, quella sera. Come tutte le sere, era arrivato sulla spiaggia per dare sfo-
095-107-U1 Lab. di ascolto 10-06-2011 10:47 Pagina 97

ASCOLTARE Unità 1 97
go alla passione che occupava la sua vita: Joao era venuto per giocare
(al flipper, a Monopoli, alle belle statuine, al calcio).
A perdita d’occhio, fra le otto di sera e mezzanotte, Copacabana si trasfor ma in
un ( rumoroso, minuscolo, grande, immenso) stadio nel quale si svol-
gono dozzine di (set, partite, scontri, duelli).
Giocano soprattutto giovani, ragazzi e bambini, nella speranza di diventare gran-
di e di essere notati da una squadra vera.
Joao lo sape va benissimo e quella sera le gambe (parzialmente,
totalmente, letteralmente, sinistramente) gli trema vano: un amico gli a veva detto
che quella sera (un “dirigente”, un “piazzista”, un “esperto”, un
“osservatore”) della famosa squadra del “Botafogo” sarebbe venuto sulla spiaggia
per vederlo giocare.
(il regista, l’arbitro, il direttore, il proprietario) f ischiò f inalmente
l’inizio e noi del pubblico puntammo subito gli occhi su Joao.
Tutti facevamo il tifo per lui: sulla sabbia Joao cominciò a v olare, a inventare, a
“bailare futbol”. Mancavano pochi minuti alla fine, gli avversari erano stanchi mor-
ti. Joao, scar tando tutti, ar rivò in prossimità (della spiaggia, dell’u-
scio, della porta, dell’uscita), alzò delicatamente la palla in un arco elegante...
Sulle prime non capì e, quando (si addormentò, si assopì, si di-
strasse, si svegliò), sentì la bocca e il naso pieni di sabbia e un dolore acutissimo al
(gomito, ginocchio, fianco, piede) destro.
Quando alzò gli occhi dalla barella che lo por tava via, in mezzo agli altri c’era il
portiere che singhiozza va “Non l’ho f atto
apposta, non l’ho fatto apposta”.
Andai a trovarlo (a casa sua, Su 15 parole omesse ne hai individuate
in ospedale, a scuola, in prigione): sorridendo, . Ogni individuazione corretta
vale 1 punto. Confronta il tuo risultato con
mi mostrò un fo glietto stropicciato. C’era il quelli dei tuoi compagni e stabilisci una gra-
numero di telefono del “Botafo go”: era stato duatoria di classe. Punteggio __/15
convocato!

1.2 Saper ascoltare significa cogliere i particolari di un testo


e ricordarseli
Un tuo compagno (o l’insegnante) leggerà ad alta voce il testo n. 2 a fine Modulo.
Ascolta la lettura a libro chiuso e, ad ascolto finito, leggi il testo qui sotto e inizia a
inserire le parole mancanti. Richiudi il libro e ascolta di nuovo la lettura del testo e
poi completa il tuo la voro. Naturalmente, do vrai cercare di inserire nello spazio
segnato la parola giusta, cioè quella che hai ascoltato dalla voce di chi leggerà.
Enzo aveva diciassette anni, i capelli , un gran ciuffo che non voleva
saperne di stare a posto e occhi e profondi. Era abbastanza forte, ma
non lo si sarebbe detto, a vederlo, minuto e sottile com’era. A scuola, andava come
gli altri, né bene né male, non gli piace va la , giocava al calcio, ma
non aveva la stoffa del campione.
Teneva per la . Niente di speciale, insomma, un ragazzo come gli
altri; era innamorato di una ragazza che si chiamava Melania, ma lei non lo sapeva,
lo sospettava soltanto.
Melania era una ragazza un po’ strana, ; sorrideva, sì, ma nessuno
ricordava di averla mai vista o sentita , per cui qualcuno la chiamava,
naturalmente, .
Era una ragazza , dal viso piccolo e bianco, dai g randi occhi
, era nata all’estero e la sua f amiglia era v enuta ad abitare in città
anni prima. Melania parla va un italiano perfetto, e a scuola anda va
molto bene. Non legava troppo con i compagni, forse perché non mai,
095-107-U1 Lab. di ascolto 10-06-2011 10:47 Pagina 98

98 Modulo 3 IL LABORATORIO DI ASCOLTO


o forse perché faceva strane domande, come, per esempio, “Ma non vi annoiate, a afr
tutti la stessa cosa?” Certe sue compagne dicevano che si dava delle arie.
Però, se non sempre, spesso, in piazza, quando le erano f inite, ci
veniva anche lei la sera, quando più o meno tutti, ragazze e ragazzi, sistemati moto-
rini, biciclette, motociclette, sede vano a parlare e a scherzare sul lungo g radino
del civico.
Una sera Enzo mormorò: “Devo dirti delle cose, Melania”.
“Cose?”
“Sì.”
Camminavano sul marciapiede pieno di
. Lei disse: Su 15 parole omesse ne hai individuate .
“Dimmele, allora.” Ogni individuazione corretta vale 1 punto. Con-
Un tratto di strada senza una sola fronta il tuo risultato con quelli dei tuoi compa-
gni e stabilisci una graduatoria di classe.
; così lungo che Melania si fer-
Punteggio __/15
mò e ripeté: “Dimmele, dunque”.

1.3 Saper ascoltare significa individuare gli elementi citati


nel testo e ricordarseli
Un tuo compagno (o l’inse gnante) leggerà ad alta voce, una sola volta, il testo
n. 3 a fine Modulo. Ad ascolto finito, rispondi alle domande qui sotto.
1. Nel testo sono citati sette animali. Quali? Se riesci, elencali nell’ordine in cui
sono citati: 1. 2. zebre 3. 4.
5. 6. 7.
2. La scena raccontata è ambientata Ogni animale individuato vale 2 punti. Se gli
 nella foresta  nella savana  nella tundra animali sono stati elencati nell’ordine in cui
sono stati citati, 1 punto in più. Ogni risposta
3. Qual è il più g rosso predone che, secondo il corretta alle due domande successive vale 1
testo, “circola nella notte”? punto. Confronta il tuo risultato con quelli
dei tuoi compagni e stabilisci una graduato-
 il leone  il leopardo ria di classe. Punteggio __/15
 la gazzella  la leonessa

1.4 Saper ascoltare significa cogliere la dinamica dei fatti


raccontati nel testo
Un compagno (o l’insegnante) ti leggerà ad alta voce il testo n. 4 a f ine Modu-
lo. Ascolta attentamente, a libro chiuso. A lettura finita, apri il libro e controlla
l’elenco di fatti che segue. In esso, ne sono stati inseriti per sbaglio alcuni che
non hanno niente a che f are con la notizia di cronaca che hai ascoltato: indi vi-
dua dunque i fatti veri V e quelli che, invece, sono falsi F , cioè “estranei” alla
notizia in questione.
Faceva molto caldo e tutto il liquido sparso è subito evaporato. V F
I carabinieri hanno avvistato l’autista dell’auto che ha provocato l’incidente. V F
È successo un incidente sull’autostrada per Genova. V F
Rimane da stabilire la causa dell’incidente. V F
L’autostrada Milano-Genova è rimasta chiusa per circa due ore. V F
Il traffico sull’Autostrada dei Laghi ha subito gravi intralci. V F
I Vigili del fuoco con la fiamma ossidrica hanno tagliato le lamiere. V F
095-107-U1 Lab. di ascolto 10-06-2011 10:47 Pagina 99

ASCOLTARE Unità 1 99
L’autocarro ha frenato, si è bloccato, poi ha sbandato. V F
Ai pompieri è toccato di pulire la sede stradale dal manto di marmellata. V F
Il camionista è morto durante il trasporto in ospedale. V F
L’incidente è successo durante la notte, forse proprio a causa del buio. V F

Ogni fatto “estraneo” individuato vale 3 punti. Confronta il tuo risultato con quelli dei
tuoi compagni e stabilisci una graduatoria di classe. Punteggio __/15

1.5 Saper ascoltare un testo significa cogliere le informazioni


(o le istruzioni) che contiene
Ascolta la lettura – ad opera di un tuo compagno o dell’insegnante – del testo n.
5 a fine Modulo, tratto da un manuale di istr uzioni per la manutenzione di una
stampante per computer. Alla fine dell’ascolto rispondi al questionario, barran-
do con una crocetta la risposta esatta.
1. Per il funzionamento della stampante in questione
 è installata un’unica cartuccia a getto d’inchiostro
 sono installate due cartucce a getto d’inchiostro
2. Quando si notano linee o punti mancanti nel testo stampato in nero o in quello
stampato a colori
 è un problema di qualità della carta  una delle due cartucce è esaurita
3. La procedura di sostituzione della cartuccia esaurita
 va compiuta a stampante spenta  va compiuta a stampante accesa
4. Se la procedura di sostituzione della car tuccia è stata ese guita cor rettamente, la
spia rossa accesasi a inizio procedura
 si spegnerà  inizierà a lampeggiare

Ogni risposta corretta vale 3 punti. Confronta il tuo risultato con quelli dei tuoi com-
pagni e stabilisci una graduatoria di classe. Punteggio __/15

1.6 Saper ascoltare un testo significa saper individuare


lo scopo reale di un testo
Spesso lo scopo reale di un testo è nascosto sotto uno scopo apparente. Un tuo
compagno (o l’insegnante) ti leggeranno, uno per uno, i testi inseriti al n. 6 di
fine Modulo. Ascoltali attentamente e poi di ognuno indica lo scopo apparente
e lo scopo reale, registrandoli in una tabella come la seguente.

testi scopo apparente scopo reale


testo 1
suggerire/imporre un comportamento
Testo 5: scopo apparente: informare; scopo reale:
testo 2 po reale: sollecitare l’invio di soldi;

testo 3
Testo 4: scopo apparente: informare, salutare; sco-
dotto;
testo 4 po reale: persuadere ad acquistare un preciso pro-
Testo 3: scopo apparente: invitare a divertirsi; sco-
testo 5 chiedere di non interrogare;
Testo 2: scopo apparente: informare; scopo reale:
tà, persuadere, convincere;
invitare gentilmente a non approfittare dell’ospitali-
Controlla le tue risposte con quelle qui a fianco e poi Testo 1: scopo apparente: divertire; scopo reale:
autovalutale. Ogni risposta esatta vale 4 punti. Soluzioni:
Punteggio __/15
095-107-U1 Lab. di ascolto 10-06-2011 10:47 Pagina 100

100 Modulo 3 IL LABORATORIO DI ASCOLTO

2 Le strategie dell’ascolto:
imparare ad ascoltare
Come è andato il controllo del tuo grado di attenzione? Bene , male , così
e così ? Comunque sia andato, ricorda che saper ascoltare è anche, e soprat-
tutto, il frutto di un costante allenamento mentale.Buoni ascoltatori, insomma,
si diventa. Come? Imparando le strategie opportune.

2.1 Prima di ascoltare


L’ascolto, come tutte le cose che si vuole siano produttive, va preparato. In par-
ticolare, perché l’ascolto sia fr uttuoso, prima di cominciar e ad ascoltare un
testo, bisogna:
1 Chiarirsi lo scopo per cui si ascolta : per a vere delle infor mazioni? per
imparare qualcosa? per conoscere e capire le opinioni altrui? per fare qualcosa,
cioè per poi mettere in pratica le informazioni che si ricevono? per divertirsi? Se
si ha ben chiaro lo scopo per cui ci si accinge ad ascoltare qualcuno e, quindi, il
bisogno o l’esigenza che si vuole soddisf are attraverso tale ascolto, si sa anche
che cosa ascoltare con maggior attenzione.

Completa la tabella seguente indicando per ognuno dei testi indicati lo scopo Ogni risposta corretta vale 2
per cui potrebbe essere ascoltato. Nei casi dubbi, scegli un solo scopo: quel- punti. Confronta il tuo risul-
lo che ritieni più importante. tato con quelli dei tuoi com-
pagni e stabilisci una gra-
TESTO DA ASCOLTARE SCOPO DELL’ASCOLTO duatoria di classe.
1. Una conferenza sull’energia solare. imparare Punteggio __/20
2. Un corso sulla costruzione di un ipertesto.
3. Una fiaba.
4. Il racconto di una passeggiata.
5. Il giornale radio delle 7.30.
6. Una barzelletta.
7. Le considerazioni di tuo nonno sul piercing.
8. Un dibattito sull’AIDS.
9. L’oroscopo.
10. La radiocronaca di un incontro di calcio.
11. Una lezione di storia.

2 Preparare il terreno per un ascolto consapevole, costruendosi delle aspet-


tative circa l’argomento che sarà oggetto di ascolto e circa l’emittente che lo trat-
terà. Ciò vuol dire:
 assumere informazioni sull’emittente, cioè sulla persona che ci si accinge ad
ascoltare: chi è, da do ve viene, dove lavora, che esperienze ha maturato, quali
sono i titoli che lo abilitano a trattare l’ar gomento in questione. Questa opera-
zione non è necessaria quando ci si accinge ad ascoltare una persona che già si
conosce – per esempio, un amico, un f amiliare o un insegnante di cui si cono-
scono sia la competenza sia il metodo sia i “pallini” –, ma è di fondamentale
importanza quando l’emittente è una persona che non si conosce. Non a caso,
per esempio, quando si or ganizza una conferenza, ci si premura sempre – sui
095-107-U1 Lab. di ascolto 10-06-2011 10:47 Pagina 101

ASCOLTARE Unità 1 101


manifesti o sui biglietti di in vito – di segnalare, accanto al nome e al co gnome
del conferenziere, i suoi titoli accademici e/o professionali;
 assumere informazioni sull’ar gomento che v errà trattato, cioè crearsi un
bagaglio personale, anche minimo, di conoscenze che potrà essere utile per
capire facilmente quanto verrà detto e per f are confronti costruttivi fra ciò che
si sa già e ciò che si apprende di nuovo.

2.2 Mentre si ascolta


La fase dell’ascolto è, ovviamente, la più complessa, quella che richiede il mag-
gior impegno. In particolare, mentre si ascolta bisogna:
1 Prestare la massima attenzione, per non perdere il filo del discorso ed esse-
re in grado di seguire “attivamente” la trattazione dell’argomento.
2 Mantenere un compor tamento educato e corr etto, in modo da risultare
rispettoso di chi parla e da non disturbare né chi parla né gli altri che ascoltano.
3 Mirare a comprendere ciò che si sta ascoltando. Questo significa non sol-
tanto sforzarsi di capire il senso di ciò che si ascolta, ma anche:
 identificare, il più presto possibile, lo scopo reale dell’emittente, per capire,
per esempio, se il testo che si ascolta è un testo informativo o un
testo regolativo o un testo persuasivo e, quindi, per sapere cosa Sulla differenza tra scopi
aspettarsi; apparenti e scopi reali e sul
modo di distinguerli vedi
 individuare gli snodi lo gici del discorso, in modo da com- alla p. 74.
prendere meglio ciò che si ascolta. A qualsiasi tipologia appar-
tenga, ogni testo parlato, come o gni testo scritto, si ar ticola in
blocchi logici ben precisi che sviluppano altrettanti aspetti del contenuto tratta-
to. Individuare, mentre si ascolta, i passaggi da un blocco all’al-
tro e, quindi, il contenuto di ogni blocco, significa seguire lo svi-
Sui blocchi logici in cui si luppo interno della trattazione;
articola il contenuto dei testi
e sugli elementi linguistici  selezionare mentalmente le infor mazioni, le
che li introducono e li col- nozioni e i concetti che si ascoltano, in modo da Questa operazione, insie-
legano vedi alle pp. 64 ss. distinguere quelli principali da quelli secondari . me alla precedente, è fon-
damentale per capire un
Non tutto quello che si ascolta, durante una testo. L’una e l’altra, poi,
lezione, una relazione o una conferenza, ha lo stesso peso e la sono di grande utilità per
stessa importanza. E, d’altra parte, non è possibile né stare sem- prendere appunti su ciò che
si ascolta: vedi qui di segui-
pre attenti né ricordare tutto. Selezionare mentalmente il mate- to alle pp. 102-103.
riale che si ascolta è, quindi, una necessità;
 distinguere, nell’esposizione dell’argomento, le informazio-
ni e i concetti oggettivi dalle opinioni personali dell’emittente. Questa opera-
zione, oltre a permettere una comprensione critica dell’argomento trattato, con-
sente di scoprire il punto di vista da cui l’emittente tratta l’argomento e, anche,
l’opinione per sonale dell’emittente sull’ar gomento. In taluni casi, si badi, è
proprio l’opinione personale dell’emittente che si vuole conoscere. In altri casi,
invece, bisogna individuarla per e vitare di rimaner ne condizionati e, anche, per
farla oggetto, alla fine dell’ascolto, di un eventuale dibattito.
4 Prendere appunti. Questa operazione è fondamentale sia per aumentare la
capacità di seguire la trattazione dell’argomento sia per f issare gli snodi logici
095-107-U1 Lab. di ascolto 10-06-2011 10:47 Pagina 102

102 Modulo 3 IL LABORATORIO DI ASCOLTO


del discorso e i suoi punti essenziali sia per f avorire la memorizzazione di ciò
che si sta ascoltando. Al modo di prendere appunti mentre si ascolta, è dedicata
un’ampia trattazione nel box Prendere appunti.

2.3 Dopo aver ascoltato


Dopo l’ascolto, bisogna fare in modo di trasformare quanto di interessante e di
importante si è ascoltato in una acquisizione personale duratura: f issare cioè
nella memoria i dati, le informazioni, i concetti o le istruzioni che si sono appre-
se. Per fare ciò, bisogna:
1 Riflettere su ciò che si è ascoltato. In pratica, si deve:
 verificare se si è colto ilsignificato complessivo di ciò che si è ascoltato, cioè
se si ha ben chiaro lo sviluppo del discorso nel suo insieme e se si sono capiti
bene i suoi contenuti generali.
Nel caso non si sia riusciti a co gliere tutto il signif icato del testo ascoltato o
nel caso ci manchi un tassello per arrivare a coglierlo, è possibile chiedere spie-
gazioni all’emittente.
Di fatto, l’insegnante che spiega un argomento, il conferenziere che tiene una
lezione o la persona che fa una relazione, alla fine del loro lavoro, sono di soli-
to disponibili a fornire spiegazioni o precisazioni su ciò che hanno detto;
 verificare se si è maturata un’ opinione personale su ciò che si è ascoltato.
Aver maturato un’opinione personale sull’ar gomento signif ica non solo a ver
compreso ciò che si è ascoltato, ma anche a verlo fatto proprio in modo critico.
In questo caso, si è in grado di formulare in modo autonomo, con parole proprie,
tale opinione ed, eventualmente, di confrontarla con quella dell’emittente o con
quelle di altri ascoltatori.
2 Valutare se ciò che si è ascoltato ha sod disfatto il bisogno, la domanda o
l’esigenza per cui ci si è messi ad ascoltare il testo e se ci ha arricchiti in qual-
che modo di informazioni, conoscenze, concetti o idee nuove.
3Rivedere e riordinare gli appunti eventualmente presi. Questa operazio-
ne ha lo scopo precipuo di rendere le ggibili e consultabili, anche a distanza di
tempo, gli appunti presi.

IMPARARE PER FARE


PRENDERE APPUNTI • PRENDERE APPUNTI • PRENDERE APPUNTI • PRENDERE APPUNTI • PRENDERE APPUNTI • PRENDERE APPUNTI • PRENDERE APPUNTI • PRENDERE APPUNTI

Prendere appunti
Saper prendere appunti su quanto si ascolta significa 2 Individuare i concetti più importanti e registrar-
saper utilizzare una delle tecniche più efficaci per
li, scrivendo accanto ad essi anche le eventuali infor-
ricordare: una tecnica che consiste nel mettere per
mazioni che, pur avendo una importanza secondaria,
iscritto, in forma abbreviata, i punti essenziali di un testo
possono risultare utili.
orale. Vediamo cosa bisogna fare.
1 Precisare, all’inizio della pagina su cui si prendono Immaginiamo di dover prendere appunti mentre stiamo
gli appunti, l’argomento oggetto dell’ascolto, il nome di ascoltando, durante una lezione o una relazione sulla
chi parla e la data in cui si prendono gli appunti. famiglia romana, il seguente testo:

(segue)
095-107-U1 Lab. di ascolto 10-06-2011 10:47 Pagina 103

ASCOLTARE Unità 1 103

La famiglia romana
La famiglia di Roma antica era molto più ampia della nostra. Innanzi tutto, oltre al padre, alla madre e ai figli, com-
prendeva le mogli dei figli e i nipoti. Ai parenti, naturali o acquisiti, andavano poi aggiunti gli schiavi e i “liberti”,
cioè gli schiavi liberati. In questo modo, il gruppo familiare giungeva a contare diverse decine di persone.
La struttura familiare si presentava come un sistema patriarcale, in cui tutto il potere si concentrava nelle mani
del maschio più anziano, il pater familias. Le donne occupavano una posizione subalterna, tanto da non posse-
dere neppure un nome proprio: per esempio, “Cornelia” o “Giulia” non erano nomi individuali ma nomi familiari
trasposti al femminile. Per individuare le donne che appartenevano allo stesso gruppo, si usava semplicemente
aggiungere al nome familiare la specificazione Prima, Seconda, Terza e così via.
La famiglia costituiva il nucleo fondamentale della società romana antica. Dal punto di vista economico, il fatto
che l’attività lavorativa di decine di persone venisse coordinata dall’autorità del pater familias, unico proprieta-
rio del patrimonio familiare, faceva della famiglia anche la cellula base dell’intero sistema produttivo. La fami-
glia deteneva poi un potere giudiziario, esercitato sempre dal pater familias. Quest’ultimo, infatti, come un vero
e proprio “giudice domestico”, aveva la facoltà di emettere sentenze, anche capitali, contro tutti i membri della
famiglia che avessero commesso un reato. La famiglia era infine teatro di riti religiosi molto sentiti: in ogni casa
venivano conservate le statue dei Lari e dei Penati (divinità protettrici rispettivamente del focolare e della fami-
glia stessa), oggetto di un culto di cui il pater familias era il sacerdote.

I concetti più importanti e le relative informazio- numeri 1. 2. 3. ... o le lettere dell’alfabeto a. b. c. ...) e
ni che li arricchiscono sono: i collegamenti logici;
= uguale, cioè, che significa
1. La famiglia romana era molto più ampia della nostra:
– oltre a padre, madre e figli, comprendeva nuore e ≠ diverso, invece, al contrario
nipoti, schiavi e liberti; ± più meno
> maggiore di, che comprende, che è più importante di
2. presentava una struttura patriarcale: → consequenzialità, effetto (di conseguenza, quindi, perciò, ne consegue
che); successione temporale (poi, in seguito)
– tutto il potere era nelle mani del maschio più
anziano (pater familias); : ecco l’elenco
– le donne erano subalterne; → parole e concetti legati da un preciso rapporto logico (di significato, di
← reciprocità, di sinonimia ecc.)
↔ interazione
3. costituiva il nucleo fondamentale della società:
– formava la cellula base dell’intero sistema pro-
 segnalare il diverso livello di importanza delle parole e
duttivo;
– deteneva un potere giudiziario, esercitato dal dei concetti che si appuntano mediante l’uso di sottoli-
pater familias; neature (semplici o doppie) o del MAIUSCOLETTO;
– era teatro di riti religiosi, dedicati a Lari  adoperare la punteggiatura come elemento di segna-
e Penati. lazione: per esempio, per segnalare un passo importan-
te si può adoperare un punto esclamativo (!) e per segna-
3 Annotare i concetti nella forma più sintetica lare un passo difficile o non del tutto chiaro un punto
interrogativo (?). Si possono, infine, adoperare le paren-
possibile, a mano a mano che, durante l’ascolto, li si
tesi tonde per segnalare particolari secondari o inseriti
individua. Poiché, mentre si prendono appunti, si deve
come chiarimento.
continuare a prestare ascolto a ciò che viene detto, è
Tenendo conto di questi suggerimenti, gli appunti rela-
consigliabile, nell’appuntarli:
tivi all’ascolto del nostro testo sulla religione degli Etru-
 eliminare tutti gli elementi grammaticali che non schi potrebbero essere presi così:
sono necessari per la comprensione del testo:
articoli, preposizioni, verbi ausiliari e simili; La famiglia romana (prof. Daniele Porro, 28 gennaio 2002)
 usare soprattutto sostantivi invece di aggettivi o Molto ampia = padre, madre e figli + nuore e nipoti + schiavi e liberti
verbi: per esempio, anziché scrivere “le donne erano sub- (?) (lib. = schiavi liberati)
alterne”, è meglio scrivere “subalternità delle donne”; Patriarcale (tutto il potere al pater familias)→ subalternità delle donne
 usare aggettivi al posto di complementi: per esem- Nucleo sociale fondamentale: 1) economico (famiglia = cellula base
pio, anziché scrivere “nucleo della società”, è meglio di sistema produttivo), 2) giudiziario (pater familias = giudice dome-
scrivere “nucleo sociale”; stico), 3) religioso (culti domestici: Lari e Penati).
 usare parole brevi e/o abbreviate: es. (esempio), p.
e pp. (pagina e pagine), tab. (tabella), qc. (qualcosa), ca 4 Rivedere gli appunti, per eventualmente integrarli
(circa), cfr. (confronta) , s o seg (seguente); e correggerli. Questa operazione, che ha lo scopo di pre-
 segnalare mediante simboli o segni convenzionali, i disporre gli appunti in vista di una consultazione anche a
collegamenti cronologici (per esempio scandire la distanza di tempo, deve essere fatta “a caldo”, subito
successione dei fatti o le enumerazioni dei dati con i dopo l’ascolto o al massimo entro pochi giorni.
PRENDERE APPUNTI • PRENDERE APPUNTI • PRENDERE APPUNTI • PRENDERE APPUNTI • PRENDERE APPUNTI • PRENDERE APPUNTI • PRENDERE APPUNTI • PRENDERE APPUNTI
095-107-U1 Lab. di ascolto 10-06-2011 10:47 Pagina 104

104 Modulo 3 IL LABORATORIO DI ASCOLTO

3 I testi destinati all’ascolto


Qualsiasi tipo di testo linguistico può essere ascoltato. Ci sono, tuttavia, alcuni testi
che sono prodotti proprio per essere ascoltati: la lezione, la relazione e i notiziari.

3.1 La lezione
La lezione è la spiegazione tenuta, a scopo informativo-esplicativo, da un docen-
te su un argomento che è oggetto di studio da parte degli ascoltatori. Testo di uso
strettamente scolastico – dalla scuola dell’obb ligo all’università –, la lezione
può riguardare qualsiasi materia e qualsiasi argomento. Chi l’ascolta, di solito,
prende appunti e può, alla fine, chiedere all’insegnante che l’ha tenuta chiarimenti
o precisazioni. Le strategie che ne rendono utile e fr uttuoso l’ascolto – prima,
durante e dopo – sono quelle che abbiamo esposto nei paragrafi precedenti.

1. Prendere appunti durante una lezione 2. Prendere appunti durante una lezione
Come studente, sei un ascoltatore abituale di lezioni sco- Questo esercizio è da svolgere dividendo la classe in due
lastiche. Scegli una lezione di storia e una di materie scien- gruppi. Durante una lezione a scelta, gli studenti del pri-
tifiche, poi seguile attentamente, prendendo appunti: se mo gruppo prenderanno appunti. Alla fine della lezione,
vuoi utilizza uno schema ad albero, altrimenti prendi gli gli appunti presi dagli studenti del primo gruppo saranno
appunti come meglio preferisci. Confronta poi i tuoi appun- consegnati agli studenti del secondo gruppo, i quali, a
ti con quelli presi dai tuoi compagni e stabilisci quali sono casa, provvederanno a ricostruire nel modo più completo
quelli più completi e nello stesso tempo più leggibili. possibile il testo della lezione.

Lezione di Data Lezione di Data


Prof. Prof.
Argomento Argomento

3.2 La relazione
La relazione è una esposizione di informazioni più o meno dettagliate intorno
a un determinato argomento. Diversamente dalla lezione, che sviluppa un argo-
mento in più volte e in f asi successive, la relazione tende a infor mare il desti-
natario su un ar gomento ben def inito e in unica tor nata. Testo talora pre visto
anche nella scuola, la relazione è dif fusissima nel mondo del la voro, dove i
dipendenti di ogni livello sono spesso invitati all’ascolto di relazioni, tenute da
esperti, da colle ghi o da superiori, su temi attinenti alla loro professione. Ci
occuperemo dettagliatamente di questo tipo di testo sia nella for ma orale sia
nella forma scritta nel Laboratorio di scrittura. Qui basti dire che le strategie
che ne rendono utile e produttivo l’ascolto – prima, durante e dopo – sono quel-
le che abbiamo esposto nei paragrafi precedenti.
3. Prendere appunti durante una relazione
Ascolta attentamente la relazione di un tuo compag- Relazione di Data
no e prendi appunti registrando, nella maniera più sin- Argomento
tetica possibile, i concetti principali e quelli derivati.
Confronta il tuo lavoro con quello dei tuoi compagni e
sottoponilo poi all’insegnante.
095-107-U1 Lab. di ascolto 10-06-2011 10:47 Pagina 105

ASCOLTARE Unità 1 105


3.3 Il notiziario
Il notiziario è una rubrica che espone notizie, per lo più di attualità. Nella for-
ma dedicata all’ascolto, è un testo trasmesso per radio (per esempio, il giornale
radio) o per televisione (per esempio, il telegiornale). Tipico testo informativo,
il notiziario è un testo dif ficile da ascoltare. Più di tutti gli altri testi destinati
all’ascolto, infatti, esso richiede un ascolto critico, volto soprattutto a:
 individuare lo scopo reale dell’emittente: dietro lo scopo apparente di infor-
mare (sul sempre crescente numero di persone che soffrono di disturbi cardiocir-
colatori legati ad abitudini sbagliate), l’emittente può in realtà mirare apersuade-
re l’ascoltatore (ad alimentarsi in modo più corretto, a smettere di fumare ecc.);
 distinguere i fatti – le informazioni (la fine di un lungo processo, l’assoluzione di
tutti gli imputati e lo sde gno dei parenti delle vittime) – dalle opinioni dell’emit-
tente (un commento più o meno esplicito sulle lungaggini della giustizia o simili).
Alla stessa categoria del notiziario, appar tengono testi come i “ servizi specia-
li”, volti ad approfondire un f atto o un deter minato personaggio e quelli che
regist-rano e riferiscono l’opinione di un esperto o di un addetto ai lavori intor-
no a un determinato argomento. Anche questi testi sono testi trasmessi, destina-
ti all’asc-olto radiofonico e tele visivo, e anch’essi richiedono un ascolto criti-
co, teso a valutare soprattutto gli scopi reali dell’emittente e la sua reale compe-
tenza in ordine agli argomenti che affronta e a distinguere i fatti dalle opinioni.
4. Prendere appunti durante un giornale radio 5. Prendere appunti durante un telegiornale
Dopo aver concordato orario e rete con i tuoi compagni, Dopo aver concordato orario e rete con i tuoi compagni,
ascolta un giornale radio e annota il contenuto di ogni ascolta un telegiornale e annota il contenuto di ogni noti-
notizia data, nell’ordine in cui vengono lette. Poi: zia data, nell’ordine in cui vengono lette e, per ogni noti-
– segnala, se lo ritieni opportuno, la presenza, accanto zia, annota anche se essa è stata accompagnata da un fil-
allo scopo apparente della notizia, dello scopo reale mato, da una fotografia o da una cartina. Se vuoi, puoi pro-
per cui viene data; cedere secondo lo schema riportato sotto. Poi:
– individua e precisa il fatto o i fatti contenuti nella notizia – segnala, se lo ritieni opportuno, la presenza, accanto
e l’eventuale commento su di essi, cioè l’opinione su di dello scopo apparente della notizia, dello scopo reale per
essi di chi parla. Se vuoi, puoi procedere secondo lo sche- cui viene data;
ma riportato alla pagina seguente. Dopo aver svolto l’e- – individua e precisa il fatto o i fatti contenuti nella notizia
sercizio, confronta i tuoi appunti con quelli presi dai tuoi e l’eventuale commento su di essi, cioè l’opinione su di
compagni e commenta con loro coincidenze e divergenze. essi di chi parla.

Giornale radio del giorno Telegiornale del giorno


Ora Rete Ora Rete
1a notizia 1a notizia
Scopo apparente
Scopo reale Immagini: filmato fotografia cartina
I fatti Scopo apparente
L’eventuale commento sui fatti Scopo reale
2a notizia I fatti
Scopo apparente L’eventuale commento sui fatti
Scopo reale 2 a notizia
I fatti
L’eventuale commento sui fatti Immagini: filmato fotografia cartina
3a notizia Scopo apparente
Scopo apparente Scopo reale
Scopo reale I fatti
I fatti L’eventuale commento sui fatti
L’eventuale commento sui fatti ecc.
ecc.
095-107-U1 Lab. di ascolto 10-06-2011 10:47 Pagina 106

106 Modulo 3 IL LABORATORIO DI ASCOLTO

3.4 I testi destinati all’ascolto che implicano l’interazione tra


ascolto e parlato
Le lezioni, le relazioni e i notiziari sono testi che vedono il destinatario ascoltare chi
parla senza poter intervenire: ciò, in particolare, è vero sempre per i notiziari, men-
tre non vale sempre per le lezioni e le relazioni, alla fine delle quali l’ascoltatore può
intervenire per chiedere spiegazioni all’emittente o per confrontarsi con lui.
Esistono, però, alcuni testi che, per loro natura, implicano la costante interazio-
ne tra chi ascolta e chi parla: anzi, i due – il destinatario e l’emittente – si scambia-
no continuamente ruolo, in quanto chi ascolta passa poi a parlare e così via. I più
importanti tra questi testi sono la conversazione, la discussione e il dibattito.
La conversazione – uno scambio di opinioni tra due o più persone su argomen-
ti per lo più di carattere quotidiano, in un’atmosfera amiche vole – e la discus-
sione– un discorso tra due o più persone su argomenti diversi, anche seri e impe-
gnativi, trattati a vario livello, in un’atmosfera ora serena ora tesa e concitata –
sono due testi di uso comune, che noi tutti pratichiamo quotidianamente. P er
quello che li riguarda, basti ricordare che le strate gie che ne regolano l’ascolto
sono quelle che abbiamo esposto nei parag rafi precedenti, ma con una duplice
avvertenza:
– chi ascolta, dovendo poi intervenire a sua volta per parlare, deve rispettare in
modo rigoroso l’alternanza dei ruoli: per educazione e per interesse: per edu-
cazione, perché quella di conversare e di discutere è un’“arte” che si deve prati-
care senza cadere in eccessi di nessun tipo; per interesse, perché chi rispetta i
diritti di chi parla ha diritto al medesimo trattamento;
– chi ascolta, dovendo poi intervenire a sua volta per parlare, deve essere in gra-
do non solo di comprendere rapidamente il significato complessivo di ciò che
ascolta (e, quindi, anche lo scopo e l’opinione di chi parla), ma de ve anche sape-
re elaborare con altrettanta rapidità un’ opinione pr opria sull’argomento e
saperla esporre in modo convincente.
Le stesse considerazioni v algono anche per il dibattito. Ma di esso, come
anche di due for me affini come la ta vola rotonda e il talk show, tratteremo in
modo più appropriato nel Laboratorio di esposizione orale alle pp. 119 ss. Qui
di seguito ci limitiamo a proporre una attività su una competenza relativa all’a-
scolto: prendere appunti durante un dibattito televisivo.
6. Prendere appunti durante un dibattito televisivo ritieni di dover prendere e poi completa la scheda seguen-
In televisione sono frequenti i dibattiti tra esperti o tra te. Confronta poi il risultato del tuo lavoro con quello svol-
uomini politici su particolari argomenti. Scegli, con l’aiu- to dai tuoi compagni (la classe può costituirsi in quattro o
to dell’insegnante, uno di questi dibattiti, seguilo con più gruppi di ascolto che si dedicano ciascuno a un parti-
attenzione – se puoi registralo, in modo da poterlo riascol- colare dibattito) e stila una scheda complessiva di valuta-
tare/rivedere con più calma –, prendi tutti gli appunti che zione su ogni dibattito seguito dalla classe.

Data della messa in onda: Argomento trattato (titolo del dibattito):


Rete televisiva emittente:
Ora dell’inizio: Ora della fine:
Conduttore/moderatore
Titolo della trasmissione:
Esperti intervenuti
Cadenza in cui la trasmissione va in onda (una, due ...
1° nome
volte alla settimana, edizione speciale ecc.)
professione
presente in quanto
Tipologia della trasmissione: attualità politica
scienze medicina sport 2° nome
Livello della trasmissione: divulgativo professione
tecnico-specialistico medio presente in quanto

(segue)
095-107-U1 Lab. di ascolto 10-06-2011 10:47 Pagina 107

ASCOLTARE Unità 1 107

3° nome Valutazione delle prestazioni dei singoli esperti


professione (da 1 a 10 punti)
presente in quanto Esperto n. 1 n. 2 n. 3
Tesi sostenuta da ogni esperto: Competenza specifica / 10 / 10 / 10
Esperto n. 1 Chiarezza nell’esposizione / 10 / 10 / 10
Tesi sostenuta Obiettività / 10 / 10 / 10
Esperto n. 2 Rispetto delle regole / 10 / 10 / 10
Tesi sostenuta Interesse suscitato / 10 / 10 / 10
ecc. Totale / 50 / 50 / 50
Eventuali telefonate di telespettatori trasmesse in Valutazione della prestazione del
diretta conduttore/moderatore (da 1 a 10 punti)
Telespettatore n. 1 città da cui telefona Competenza specifica / 10
Professionalità / 10
Obiettività / 10
Tesi sostenuta
Abilità nel coordinare gli interventi / 10
Telespettatore n. 2 città da cui telefona
Abilità nel gestire eventuali “incidenti” / 10
Totale / 50
Tesi sostenuta
Valutazione della trasmissione (da 1 a 10 punti)
ecc.
Ritmo e vivacità / 10
Conclusioni tratte, alla fine del dibattito, dal condut-
Ricchezza dei servizi di supporto / 10
tore/moderatore
Livello di approfondimento dell’argomento / 10
Significatività dell’insieme / 10
Conclusioni tratte da te, alla fine del dibattito Interesse suscitato / 10
(che idea ti sei fatto sull’argomento trattato) Totale / 50
Giudizio sintetico personale sull’intera trasmissione
108-113-ASCOLTARE_exe 10-06-2011 10:48 Pagina 108

Esercizi
Ascoltare
Saper ascoltare significa comprendere ciò che il testo dice e ricordarlo
1 verifica attitudinale L’insegnante leggerà ad alta voce una serie di parole di uso poco comune,
seguite dalla relativa definizione. Ascolta con molta attenzione, poi, a lettura finita, abbina
opportunamente parole e definizioni, come nell’esempio.
avventore beola eccedenza fobia iterazione lustro
mutria olezzo onta rebbio sussiego

1. Cliente di un bar, di un ristorante e simili: avventore. 2. Quantità in più rispetto al necessario: .


3. Atteggiamento rigido e altezzoso: . 4. Odore delicato e gradevole: . 5.Terrore
incontrollabile, avversione invincibile: . 6. Ripetizione, replica: . 7. Dente della
forchetta, o anche del forcone e simili: . 8. Vergogna, offesa: . 9. Espressione
del volto che esprime malumore: . 10. Periodo di cinque anni: . 11.Tipo di roc-
cia; divisa in lastre viene utilizzata per pavimentazioni rustiche, scalini, balconi ecc.: .

TABELLA DI VALUTAZIONE
1 punto per ogni abbinamento corretto Punteggio /10

Saper ascoltare significa cogliere i particolari di un testo e ricordarseli


2 complet./verifica attitud. L’insegnante leggerà ad alta voce per due volte di seguito il testo n. 7 a fine
Modulo. Ascolta con attenzione, a libro chiuso. Terminato l’ascolto, completa il testo seguente,
inserendo negli appositi spazi la parola “giusta”, cioè quella che hai ascoltato durante la lettura.
Un sole (blu / enorme/ straniero) dava una gelida luce azzurra e la gravità, doppia di quella a cui era abi-
tuato, faceva di ogni movimento una (gara/prova/agonia) di fatica.
Ma dopo decine di migliaia di anni quest’ angolo di (guerra / galassia / costellazione) non era cambiato.
Era comodo per quelli dell’aviazione, con le loro astronavi tirate a lucido e le loro superarmi; ma quando si arrivava al
dunque, toccava ancora al soldato di terra, alla fanteria, prendere la posizione e tenerla, col sangue, palmo a palmo .
Come questo dannato pianeta di una stella mai sentita nominare finché non ce lo avevano sbarcato. E adesso era arri-
vato anche il nemico, l’unica altra razza (evoluta / intelligente / progredita) della galassia… crudeli, schi-
fosi, ripugnanti mostri.
Era bagnato fradicio e coperto di fango e aveva fame e freddo, e il giorno era (grigio/ livido / gelido) e spaz-
zato da un vento violento che gli faceva male agli occhi. Ma i nemici cercavano di infiltrarsi e ogni postazione era di
importanza vitale.
Stava (in piedi / disteso a terra/ all’erta), il fucile pronto.
E allora vide uno di loro (avanzare / strisciare / correre) verso di lui. Prese la mira e fece fuoco. Il nemico
emise quel verso strano, (stridulo / agghiacciante/ orrendo), che tutti loro facevano, poi non si mosse più.
Il verso e la vista del cadavere lo fecero rabbrividire. Molti, con il passare del tempo, s’erano abituati, non ci facevano
più caso; ma lui no. Erano creature troppo schifose, con solo (due / tre / cinque) braccia e due gambe,
quella pelle d’un bianco nauseante, e senza (squame / scaglie / croste).
TABELLA DI VALUTAZIONE
1 punto per ogni inserimento corretto Punteggio /10
108-113-ASCOLTARE_exe 10-06-2011 10:49 Pagina 109

ASCOLTARE Unità 1 109

Saper ascoltare significa individuare gli elementi citati nel testo e ricordarseli
3 riconoscim./verif. attitud. L’insegnante leggerà a voce alta, una sola volta, il testo n. 8 a fine Modulo.
Terminato l’ascolto, rispondi alle domande.
1. Chi ideò la prima motocicletta a benzina?
 il tedesco Daimler  il francese Perreaux
 i fratelli inglesi Copeland  un ignoto tecnico della Bmw

2. A quale anno risale la prima moto a benzina?


 1869  1885  1898  1919

3. Tra le seguenti frasi, quale descrive le caratteristiche della prima moto a benzina?
 era realizzata in legno e aveva tre ruote
 era realizzata in metallo e aveva quattro ruote
 era di legno, con due ruote, e consentiva di compiere solo percorsi brevissimi (non più di qualche centinaio di metri)
 era di legno con quattro ruote

4. Tra le seguenti affermazioni, una sola è “vera”, cioè coerente con il brano che ti è stato letto. Individuala e barra il
quadratino corrispondente.
 in Italia la diffusione della moto è molto recente, risalendo agli ultimi due decenni
 in Giappone, grazie soprattutto alla Honda, la moto si è diffusa già tra la fine dell’800 e l’inizio del 900
 in Germania la moto si affermò a partire dal primo dopoguerra, quando molte industrie aeronautiche, come la Bmw,
passarono dalla produzione di aerei a quella di moto
 negli USA le prime moto ad affermarsi furono le Harley-Davidson e le Indian, che richiedevano guidatori molto
esperti e meccanici specializzati per le riparazioni

5. I motociclisti hanno un loro santo protettore?


 no, non hanno nessun santo protettore  sì, è lo stesso degli automobilisti, san Cristoforo
 sì, è san Colombano  sì, è san Flaviano

6. L’Italia, oggi (scegli il completamento giusto)


 è il secondo paese d’Europa per numero di moto in circolazione e il primo per numero di raduni motociclistici
 con i suoi dieci milioni di moto in circolazione è il paese del mondo con maggior numero di moto
 è il primo paese d’Europa per numero di raduni motociclistici organizzati ogni anno, ma uno degli ultimi per il nume-
ro di moto in circolazione
 è il primo paese d’Europa sia per numero di moto in circolazione sia per numero di raduni motociclistici

TABELLA DI VALUTAZIONE
2 punti per ogni risposta corretta Punteggio /12

Saper ascoltare significa cogliere la dinamica dei fatti raccontati nel testo
4 riconoscim./verif. attitud. L’insegnante leggerà ad alta voce, una sola volta, il testo n. 9 riportato a fine
Modulo. Ascolta attentamente, a libro chiuso. A lettura conclusa, apri il libro e indica se i fatti
seguenti sono veri V o falsi F rispetto al fatto di cronaca che ti è stato letto.
1. Il fatto riguarda il mondo del baseball americano. V F
2. Il fatto si è svolto durante una partita dei Cubs di Chicago in trasferta a Miami per una partita contro
i locali Marlis (i “Tonni”). V F
3. La partita durante la quale Steve ha commesso il suo gesto sciagurato era una delle prime della stagione:
è stato così compromesso tutto il campionato dei Cubs. V F
4. Steve è un tifoso dei Cubs, la squadra che ha perso per causa sua. V F
108-113-ASCOLTARE_exe 10-06-2011 10:49 Pagina 110

110 Modulo 3 IL LABORATORIO DI ASCOLTO

5. Steve è insegnante di educazione fisica e allena una squadra di baseball di ragazzini. V F


6. Steve ha causato la sconfitta dei Cubs afferrando una palla al posto del difensore dei Cubs. V F
8. Le palle da baseball sono molto costose: è per questo che spesso i tifosi cercano, durante le partite,
di impadronirsi di quelle che vanno fuori campo. V F
9. I tifosi dei Cubs hanno cercato di linciare Steve. V F
10. La polizia ha salvato Steve dal linciaggio portandolo a casa su un veicolo dei pompieri. V F
11. I giornali e le TV locali hanno cercato di tenere nascosto il nome “traditore”, che però è stato diffuso
dai suoi vicini di casa. V F
12. Solo il padre ha cercato di difendere Steve. V F
13. I poliziotti difendono la casa di Steve, assediata dai tifosi dei Cubs. V F
14. A difendere la casa di Steve, sono agenti che tifano per l’altro club di baseball di Chicago: quelli
che tifano per i Cubs si sono rifiutati. V F

TABELLA DI VALUTAZIONE
2 punti per ogni risposta corretta Punteggio /28

Saper ascoltare un testo significa cogliere le istruzioni che esso contiene


5 riconoscim./verif. attitud. L’insegnante leggerà una sola volta il testo n. 10 riportato a fine Modulo. Alla
fine dell’ascolto, rispondi alle domande o esegui i completamenti richiesti.
1. Tra le seguenti affermazioni, una sola è esatta. Indicala barrando il quadratino opportuno.
 La pentola a pressione riduce sensibilmente il tempo di cottura dei cibi.
 Gli alimenti cotti nella pentola a pressione devono sempre essere avvolti in un foglio di alluminio.
 Se insieme al vapore esce un fischio, bisogna spegnere immediatamente la fiamma.
 Qualunque sia il cibo da cuocere, bisogna aggiungere acqua – o un altro liquido – fino a riempire.

2. Tra le seguenti affermazioni, una sola è falsa. Indicala barrando il quadratino opportuno.
 Il tempo di cottura va calcolato non dal momento in cui si mette la pentola a pressione sul fuoco, ma da quello in
cui comincia a uscire il vapore dalla valvola.
 Si deve iniziare la cottura a fuoco alto e poi ridurlo al minimo quando comincia a uscire il vapore.
 Il manico del coperchio si alza per aprire e si abbassa per chiudere.
 La pentola a pressione non può essere usata senza il suo coperchio.

3. Nella pentola a pressione il sale:


 deve essere messo in dosi più abbondanti che in una pentola normale.
 deve essere messo in dosi meno abbondanti che in una pentola normale.
 deve essere sciolto in un po’ di liquido, per evitare il contatto diretto tra il sale e l’acciaio della pentola.
 deve essere aggiunto dopo la cottura.

4. In una cottura nella pentola a pressione non deve mai mancare:


 un po’ di olio o burro;
 il sale;
 una certa quantità di liquido;
 un po’ di bicarbonato.

5. Trascorso il tempo di cottura previsto dalla la ricetta, bisogna sempre, dopo aver spento la fonte di calore:
 aprire immediatamente la pentola;
 mettere la pentola sotto un getto di acqua fredda;
 aprire la pentola solo quando la pentola stessa risulta fredda al tatto;
 aprire la pentola solo quando, sollevando leggermente la valvola, non esce più vapore.

TABELLA DI VALUTAZIONE
3 punti per ogni risposta o completamento corretto Punteggio /15
108-113-ASCOLTARE_exe 10-06-2011 10:49 Pagina 111

ASCOLTARE Unità 1 111

Saper ascoltare un testo significa sapere individuare lo scopo reale di un testo


6 completam./rielaborazione L’insegnante leggerà alcuni messaggi, indicando lo scopo apparente di cia-
scuno. Tu devi intuire qual è invece lo scopo reale e renderlo evidente trasformando opportu-
namente il messaggio, come nell’esempio. Per denominare i diversi scopi, apparenti o reali,
scegli tra le proposte indicate nel riquadro (alcuni scopi ricorrono più volte).

convincere ordinare esprimere un’opinione informare interrogare ottenere qualcosa proibire

messaggio scopo apparente scopo reale


1. Se dovrò pulire io la tua stanza, non farò in tempo
a portarti alla partita di basket. informare ordinare (Pulisci la tua stanza!)
2. Secondo me, Jacopo sarebbe molto contento di
essere invitato a passare qualche giorno al mare
con te.
3. Queste sono le ultime lattine di birra
che rimangono e tra poco saranno qui due
miei amici.
4. Oggi pomeriggio ti serve il motorino?
5. Tutte le mie amiche, il sabato sera, possono stare
fuori fino a mezzanotte.
6. L’auto è quasi a secco; l’ultima volta sono andato
io a fare il pieno.

TABELLA DI VALUTAZIONE
2 punti per ogni scopo reale correttamente individuato
+ 2 punti per ogni “traduzione” accettabile Punteggio ____ /20

Le strategie dell’ascolto: imparare ad ascoltare


Prima di ascoltare
7 individuazione/verif. attitud. Per ognuno dei seguenti tipi di testo, indica lo scopo principale per cui
potrebbe essere ascoltato, scegliendo tra quelli riportati nel riquadro (sarà sufficiente riporta-
re accanto al tipo di testo la lettera dell’alfabeto che contrassegna il relativo scopo).

A) avere informazioni
B) imparare qualcosa
C) conoscere le opinioni di qualcuno su un determinato argomento
D) ricevere istruzioni da mettere in pratica
E) saper controbattere in modo adeguato
F) divertirsi

1. Le indicazioni dell’allenatore di pallacanestro. 2. Le parole dell’impiegato della posta che ti spiega come
compilare il bollettino per pagare le tasse scolastiche 3. Le battute dei personaggi di un film
4. Le parole con cui un tifoso della squadra di calcio che, domenica scorsa, ha perso contro la tua, sostiene che l’arbi-
tro non avrebbe dovuto concedere il rigore. 5. Il giornale radio 6. Le parole con cui la zia ti rive-
la la ricetta della sua squisita torta con le noci e l’ananas. 7. Le risposte dell’impiegato dell’agenzia immo-
biliare al quale ti sei rivolto per conoscere la situazione degli affitti nel quartiere. 8. Una trasmissione
108-113-ASCOLTARE_exe 10-06-2011 10:49 Pagina 112

112 Modulo 3 IL LABORATORIO DI ASCOLTO

radiofonica sulla storia del jazz. 9. Una conferenza sulla pittura di Leonardo da Vinci.
10. La cassetta su cui sono registrate le prime sette lezioni del corso di spagnolo. 11. In un dibattito alla
TV, l’intervento di un economista che illustra quali sono a suo parere le cause e quali i possibili rimedi dell’attuale alto
tasso di disoccupazione giovanile. 12. Il discorso con cui il nonno sostiene che i giovani del suo tempo
erano migliori di quelli di oggi. 13. Le spiegazioni di un tuo amico su come comprimere un file di testo
per contenerlo tutto in un floppy disc. 14. In consiglio comunale l’intervento di un assessore favorevole
alla realizzazione di un grande parcheggio sotterraneo nel centro della cittadina e l’intervento di un consigliere del-
l’opposizione che è invece contrario. 15. Il resoconto tragicomico di tuo fratello appena tornato da una
disastrosa gita in montagna.
TABELLA DI VALUTAZIONE
2 punti per ogni corretta individuazione dello scopo dell’ascolto Punteggio ____ /30

Mentre si ascolta
8 individ./verifica attitudinale L’insegnante ti leggerà alcuni brevi testi (riportati sotto il titolo testo n. 11 a
fine Modulo). Individua lo scopo di ciascuno, scegliendo tra le proposte riportate nel riquadro.
Testo A – Scopo
• Scopo informativo (fornire informazioni) Testo B – Scopo
• Scopo regolativo (indicare come si fa qualcosa) Testo C – Scopo
• Scopo persuasivo (mediante adeguate argomentazioni,
convincerequalcuno a fare qualcosa o ad accettare una opinione) Testo D – Scopo
• Scopo espressivo (esprimere sentimenti e stati d’animo) Testo E – Scopo

TABELLA DI VALUTAZIONE
4 punti per ogni scopo correttamente individuato Punteggio ____ /20

9 riconosc./verif. attitudinale L’insegnante leggerà due volte il breve testo n. 12 riportato a fine Modulo.
Alla seconda lettura, per dimostrare di aver colto gli snodi logici del testo, registra le parole
con cui iniziano e finiscono le parti qui elencate.
• la parte del testo in cui si descrive cosa volevano le figlie nel campo dell’abbigliamento e come reagivano le madri
a tali desideri;
• la parte del testo in cui si descrive la situazione odierna;
• la parte del testo in cui si riporta, a sostegno di quanto affermato nella prima e soprattutto nella seconda parte, il
caso di Emma e Alessandra;
• la parte del testo in cui si riporta un esempio che riguarda i padri;
• la parte del testo in cui si ribadisce con un altro esempio il concetto di “rovesciamento dei ruoli”.
TABELLA DI VALUTAZIONE
4 punti per ogni parte del testo correttamente individuata Punteggio ____ /20

10 riconosc./verif. attitudinale L’insegnante ti leggerà ora una sola volta il testo n. 13, riportato a fine
Modulo A lettura conclusa, indica, accanto alle informazioni riprese dal testo stesso e riporta-
te qui di seguito, se si tratta di concetti essenziali o secondari.

essenziale secondario
1. Lorenz è lo scienziato fondatore dell’etologia, una disciplina ritenuta oggi
di grandissima importanza.
108-113-ASCOLTARE_exe 10-06-2011 10:49 Pagina 113

ASCOLTARE Unità 1 113


2. Lorenz è stato, al tempo stesso, uno scienziato di altissima qualità e un personaggio
conosciuto e amato dalla gente comune, perfino dai bambini.
3. Nella sua autobiografia, Lorenz parla a lungo della sua infanzia e sostiene che le
esperienze vissute nell’infanzia sono essenziali per la formazione di un uomo.
4. Lorenz, da bambino, ebbe in dono dal padre una salamandra, da cui nacquero 44 larve,
12 delle quali, curate dal futuro scienziato, riuscirono a sopravvivere.
TABELLA DI VALUTAZIONE
4 punti per ogni scelta corretta tra “essenziale” e “secondario” Punteggio ____ /20

11 comprensione/sintesi L’insegnante leggerà una sola volta tre brevi testi, riportati sotto il titolo
testo n. 14 a fine Modulo. Individua e registra il concetto essenziale di ciascuno di essi.
Testo A –
Testo B –
Testo C –

TABELLA DI VALUTAZIONE
10 punti per ogni concetto essenziale correttamente individuato Punteggio ____ /30

Prendere appunti
12 sintesi/rielaborazione L’insegnante leggerà il testo n. 15, riportato a fine Modulo. Durante la lettu-
ra, prendi appunti, che poi riordinerai per ottenere un testo molto sintetico ma comprensibile,
nel quale siano presenti tutti i concetti essenziali del brano che è stato letto.
TABELLA DI VALUTAZIONE
Partendo da un massimo di 30 punti, sarà l’insegnante ad assegnare la valutazione,
in base alla sinteticità, alla completezza e alla “leggibilità” del testo prodotto dall’allievo Punteggio ____ /30

Dopo aver ascoltato


13 comprens./verifica attitud. L’insegnante leggerà, una sola volta, alcuni brevi testi, riportati sotto il tito-
lo testo n. 16 a fine Modulo. Conclusa la lettura di ciascuno di essi, rispondi alla domanda che
a esso si riferisce, verificando così se sei riuscito a cogliere l’opinione dell’emittente.
a) L’emittente è favorevole o contrario alla vaccinazione antinfluenzale per tutti?
b) Riguardo al divieto di fumare, l’emittente:
è completamente d’accordo; è in totale disaccordo;
nutre qualche perplessità; non sa bene quale posizione assumere..
c) L’emittente ha un’opinione nel complesso positiva o negativa del nuovo prodotto?
TABELLA DI VALUTAZIONE
5 punti per ogni risposta corretta Punteggio ____ /15

14 comprens./verifica attitud. L’insegnante ti leggerà il testo n. 17 riportato a fine Modulo. È la trascrizione


delle parole con cui un ragazzo all’incirca della tua età parla dell’Istituto che frequenta. Mentre
l’insegnante legge, tu devi registrare le informazioni fornite dal testo, distinguendole dalle
opinioni personali dell’emittente, che dovrai invece tralasciare.
TABELLA DI VALUTAZIONE
Dal punteggio pieno di 30 punti, 1 punto in meno per ogni informazione tralasciata
e/o per ogni commento soggettivo riportato Punteggio ____ /30
114-118-Testi per l’ascolto_EX 10-06-2011 10:49 Pagina 114

114 Modulo 3 IL LABORATORIO DI ASCOLTO

TESTI PER L’ASCOLTO TESTO 3 Notti d’Africa


Quando il sole africano, dopo una spettacolare esibizione celeste, f atta di
nuvole incendiate, di meteore scarlatte e di orizzonti anne gati nell’aran-
TESTO 1 Nato per giocare
cione, tramonta del tutto, nella sa vana si assiste a un passaggio di conse-
La spiaggia di Copacabana, in Brasile, è una delle più belle del mondo: gne: gli animali della luce cedono il passo agli animali che preferiscono
lunghissima, argentea come la luna, chiusa in una delle tante insenature andarsene a zonzo nelle tenebre.
meravigliose che il mare ha scavato nella costa dove sorge la città di Rio I leoni sono dei cacciatori diur ni e al calar del sole cessano di perse-
de Janeiro. guitare gli erbivori preferiti, le zebre e le antilopi, e si accingono a pas-
Ogni giorno, migliaia di turisti da ogni parte del mondo arrivano qui per sare la notte insieme, in una sorta di dormitorio collettivo all’aria aperta.
vederla, bagnarsi nel suo mare, per ascoltare la musica delle bande ambu- In realtà sono le leonesse, stanche per le vicissitudini della caccia, e i
lanti di “samba”. loro piccoli, che si raggruppano per dormire, sollevando inquiete il capo
Ma della sabbia, del panorama e della musica, a Joao, detto il “T esto- se nelle tenebre sopraggiunte si alza la stridula risata della iena. P erché
ne” per via di una testa un po’grossa, non poteva importare di meno, quel- le iene, questi animali così proverbialmente diffamati, sono degli anima-
la sera. Come tutte le sere, era ar rivato sulla spiaggia per dare sfo go alla li dotati di molto coraggio e di note vole intraprendenza, e non è raro il
passione che occupava la sua vita: Joao era venuto per giocare al calcio. caso che riescano a espropriare le leonesse delle loro prede.
A perdita d’occhio, fra le otto di sera e mezzanotte, Copacabana si tra- La notte si preannuncia inquieta soprattutto per le gazzelle, che si
sforma in un immenso stadio nel quale si svolgono dozzine di partite. radunano al buio per dormire insieme. Venti occhi vedono meglio di due.
Giocano soprattutto gio vani, ragazzi e bambini, nella speranza di Ma nella notte la vista serve a ben poco e le gazzelle hanno sviluppa-
diventare grandi e di essere notati da una squadra vera. to un olf atto e un udito di squisita sensibilità e, per di più, se fuggono,
Joao lo sapeva benissimo e quella sera le gambe letteralmente gli tre- hanno una velocità da olimpionici. Ahimè, tutte queste buone qualità non
mavano: un amico gli aveva detto che quella sera un “osservatore” della costituiscono una garanzia di sopra vvivenza, perché non sembra che
famosa squadra del “Botafogo” sarebbe venuto sulla spiaggia per veder- riescano a farla franca spessissimo con il leopardo, il più grosso predone
lo giocare. che circoli nella notte con tutte le cattive intenzioni possibili.
L’arbitro f ischiò f inalmente l’inizio e noi del pubb lico puntammo (da Giorgio Celli, Animali, Fabbri)
subito gli occhi su Joao.
Tutti facevano il tifo per lui: sulla sabbia Joao cominciò a v olare, a
TESTO 4 Asfalti di marmellata
inventare, a “bailare futbol”. Manca vano pochi minuti alla f ine, gli
avversari erano stanchi mor ti. Joao, scartando tutti, arrivò in prossimità L’autostrada per Genova, all’altezza di Tortona, verso mezzogiorno, men-
della porta, alzò delicatamente la palla in un arco elegante... tre il termometro segnala 34 gradi, si è ritrovata lastricata di marmellata.
Sulle prime non capì e, quando si svegliò, sentì la bocca e il naso pie- Una frenata lunga 50 metri, una violenta sbandata e l’autocar ro, targato
ni di sabbia e un dolore acutissimo al ginocchio destro. Verona, si è ritrovato sul f ianco. L’asfalto in pochi minuti si è coper to di
Quando alzò gli occhi dalla barella che lo por tava via, in mezzo agli appiccicosa conserva di fr utta, trasportata sui cassoni. P er cause che gli
altri c’era il portiere che singhiozzava “Non l’ho fatto apposta, non l’ho agenti della polizia stradale stanno ancora accertando, l’autocarro all’im-
fatto apposta”. provviso ha bloccato i freni, poi è sbandato. Il contraccolpo del rimorchio
Andai a trovarlo in ospedale: sorridendo, mi mostrò un foglietto stro- ha fatto impennare la motrice che si è capo volta insieme a tutto il resto.
picciato. C’era il numero di telefono del Botafogo: era stato convocato! Forse a causare la brusca frenata del bisonte è stata un’auto che gli avreb-
(V. Zucconi, Stranieri come noi, Einaudi) be tagliato la strada. L’autista è rimasto incastrato nella cabina accar toc-
ciata. Ai carabinieri, polizia stradale e Vigili del fuoco sono ar rivate
numerose telefonate. L’allarme è scattato immediatamente. Nel frattem-
TESTO 2 Enzo e Melania po, sull’autostrada si è creato il caos. I mezzi di soccorso, pur con qual-
che difficoltà, hanno raggiunto il luogo dell’incidente. I pompieri con la
Enzo aveva diciassette anni, i capelli neri, un gran ciuffo che non voleva fiamma ossidrica hanno tagliato la lamiera, liberando il camionista, poi
saperne di stare a posto e occhi v erdi e profondi. Era abbastanza for te, caricato sull’elicottero di soccorso dell’Ospedale Maggiore.
ma non lo si sarebbe detto, a v ederlo, minuto e sottile com’era. A scuo- Con l’aiuto di una gigantesca gru, il camion è stato sollevato e sposta-
la, andava come gli altri, né bene né male, non gli piace va la matemati- to. E ai Vigili del fuoco è toccato il compito di ripulire la sede stradale
ca, giocava al calcio, ma non aveva la stoffa del campione. dal manto di marmellata.
Teneva per la Juventus. Niente di speciale, insomma, un ragazzo come L’autostrada Milano-Genova è rimasta chiusa per circa due ore, poi il
gli altri; era innamorato di una ragazza che si chiama va Melania, ma lei traffico ha ricominciato a scorrere lentamente, ritornando alla normalità
non lo sapeva, lo sospettava soltanto. soltanto alle 15.
Melania era una ragazza un po’strana, riservata; sorrideva, sì, ma nes- Rimane solo da stabilire la causa dell’incidente. Gli agenti della P ol-
suno ricordava di a verla mai vista o sentita ridere, per cui qualcuno la strada attendono che il camionista, ancora in prognosi riservata, si ripren-
chiamava, naturalmente, Melanconia. da dallo choc per farsi raccontare la dinamica dei fatti.
Era una ragazza bionda, dal viso piccolo e bianco, dai g randi occhi grigi,
era nata all’estero e la sua famiglia era venuta ad abitare in città quattro anni
prima. Melania parla va un italiano perfetto, e a scuola anda va molto bene. TESTO 5 Istruzioni per la manutenzione e l’uso di una
Non legava troppo con i compagni, forse perché non rideva mai, o forse per- stampante per computer
ché faceva strane domande, come, per esempio, “Ma non vi annoiate, aarf tut- Per il funzionamento di questa stampante è necessario che siano installate
ti la stessa cosa?” Certe sue compagne dicevano che si dava delle arie. due cartucce di stampa a getto di inchiostro: una di inchiostro nero e una di
Però, se non sempre, spesso, in piazza, quando le scuole erano f inite, inchiostro colorato.
ci veniva anche lei la sera, quando più o meno tutti, ragazze e ragazzi, Quando si notano linee o punti mancanti nel testo stampato in nero o in quel-
sistemati motorini, biciclette, motociclette, sedevano a parlare e a scher- lo stampato a colori, gli ugelli dell’inchiostro potrebbero essere stati otturati
zare sul lungo gradino del museo civico. da granelli di polvere. In questo caso è necessario ese guire la pulizia delle
Una sera Enzo mormorò: “Devo dirti delle cose, Melania”. cartucce usando il software della stampante secondo la seguente procedura:
“Cose?” 1) fare doppio clic sull’icona “Casella de gli strumenti della stampante” sul
“Sì.” computer;
Camminavano sul marciapiede pieno di studenti. Lei disse: 2) fare clic sulla scheda “Interventi stampante”;
“Dimmele, allora.” 3) fare clic su “Pulire le cartucce di stampa” e seguire le istruzioni su scher-
Un tratto di strada senza una sola parola; così lungo che Melania si fer- mo.
mò e ripeté: Se la qualità di stampa non migliora, una delle due car tucce è esaurita e
“Dimmele, dunque”. occorre quindi procedere alla sua sostituzione, secondo la se guente proce-
(da M. Milani, L’ultimo lupo, Piemme) dura:
114-118-Testi per l’ascolto_EX 10-06-2011 10:49 Pagina 115

ASCOLTARE Unità 1 115


1) aprire la coper tura della stampante mentre quest’ultima è accesa. Dopo Il verso e la vista del cadavere lo fecero rabbrividire. Molti, con il pas-
alcuni secondi, il supporto della cartuccia si sposta automaticamente al cen- sare del tempo, s’erano abituati, non ci facevano più caso; ma lui no. Era-
tro della stampante e la spia rossa in alto a destra nel quadro di comando si no creature troppo schifose, con solo due braccia e due gambe, quella pel-
accende; le d’un bianco nauseante, e senza squame.
2) fare scattare verso l’alto la levetta del supporto contenente la cartuccia da (adattato da F. Brown, La sentinella, in AA.VV., Le meraviglie del possibile, Einaudi)
sostituire;
3) estrarre la cartuccia vuota dal suo supporto; TESTO 8
4) inserire la cartuccia nuova nel supporto vuoto, premendola con decisione
verso il basso; Passato e presente della motocicletta
5) chiudere la levetta del supporto: quando la levetta è completamente chiu- Nome: Einspur. Data di nascita: 1885. Cittadinanza: tedesca. Segni parti-
sa, si udirà uno scatto; colari: prima motocicletta con motore a benzina del mondo. Ideata da
6) chiudere la copertura della stampante. Gottlieb Daimler, fu inaugurata con un viaggio di 9,5 km compiuto dal
figlio dell’inventore, Paul, che il 10 novembre 1885 andò e tornò da Cann-
Se la procedura è stata ese guita correttamente, la spia rossa si spe gnerà: la
stampante è pronta per essere utilizzata; se la spia rossa, in statt a Unterkeim: il primo viaggio su una moto.
vece, resterà acce-
sa, ripetere la procedura accertandosi di eseguire correttamente tutte le fasi. Da questo prototipo in le gno a quattro r uote (2 stabilizzatrici, come le
rotelle per imparare ad andare in bici) è nato un intero mondo ancora in
grande crescita, con i suoi riti e le sue tribù, che ha ispirato f ilm e ha per-
TESTO 6
fino un santo protettore, S. Colombano, un monaco di origine irlandese
Testo 1 (Scritto a colori su un quadr etto in cer amica appeso nel so g- vissuto tra il VI e il VII secolo, che ebbe una esistenza molto avventurosa.
giorno di una bella casa) Per la verità, Daimler non fu il primo a intuire le rivoluzionarie poten-
L’ospite, come il pesce, dopo tre giorni puzza. zialità delle due r uote a motore. Già 16 anni prima l’inge gnere francese
Testo 2 (Scritto su un foglietto che un rappresentante di classe si accin- Perreaux aveva applicato un motore a vapore su una bicicletta di legno. Lo
ge a consegnare all’insegnante di matematica appena entra in classe) stesso fecero i fratelli inglesi Copeland, che costruirono una bici a vapo-
Ieri pomeriggio si è disputato l’incontro di semifinali del 3°Torneo inter- re, chiamata Penny Farthing.
scuole di calcio. Tra gli undici giocatori scesi in campo, tre apparteneva- Negli USA le prime motociclette sono apparse all’inizio del XX seco-
no alla nostra classe e tre erano in panchina a disposizione del Mister . lo; dovevano essere robuste e affidabili, per affrontare il vasto e accidenta-
Tutto il resto della classe, ragazze comprese, era a bordo del campo per to territorio americano. La Harley-Davidson e la Indian divennero le case
sostenere e incoraggiare i compagni. La squadra della nostra scuola si è produttrici statunitensi più importanti perché le loro moto potevano essere
qualificata per le finali della settimana prossima. guidate anche dalle mani inesperte dei contadini e riparate dai fabbri.
Testo 3 (Da una pagina pubblicitaria di un quotidiano) Ragioni politiche sono invece alla base del grande sviluppo che carat-
Amate la musica? E anche il cinema? Di vertitevi allora a giocare col terizzò l’industria motociclistica tedesca ne gli anni Venti. Sconfitti nella
nuovo sistema audio-video Technics 5C-H D V 600, l’unico capace di prima guerra mondiale, i tedeschi furono costretti dai vincitori a limitare
proporvi riproduzioni musicali calde e vibranti insieme alla spettacolare fortemente la loro produzione di aerei, per cui molti produttori si indiriz-
visione di un f ilm in DVD e al suono Surround Dolby Digital. Technics zarono v erso il nascente settore motociclistico. Tra questi spicca va la
5C-H DV 600: sgranate le orecchie e aprite gli occhi. Bmw che dal settore aeronautico (il marchio della Bmw è un’elica stiliz-
Testo 4 (Lettera di Paolo, in vacanza-studio a Londra) zata) passò a produr re modelli di moto all’a vanguardia, di ventando in
Cara mamma e caro papà, qui tutto bene, come è giusto. La f amiglia di pochi anni il numero uno del mercato interno.
cui sono ospite, come già vi ho raccontato, è molto simpatica e gentile. Le In Giappone e in Italia, invece, la moto si diffuse soprattutto nel secon-
lezioni vanno bene, o almeno spero. Per rinforzare e rendere più sciolto il do dopo guerra, quando la crisi economica creò una for te domanda di
mio inglese in modo semplice e piace vole, sarebbe bene che andassi a mezzi di traspor to ef ficienti ma poco costosi. In Giappone fu ideato
vedere qualcuno dei tanti musicals che sono in scena in questi mesi e che l’Honda Cub, il ciclomotore che costituì la base dell’odierna fortuna del-
frequentassi qualche pub dove i ragazzi della mia età si trovano a sentire la casa nipponica; in Italia si imposero imprese come la Gilera, la Guzzi,
musica e a chiacchierare. la Benelli e la Ducati.
Ma teatri e pub, come sapete, costano, e io ho i soldi contati, perché come Gli appassionati delle due r uote a motore sono oggi milioni in tutto il
vi ho detto mi sono comprato cinque o sei CD assolutamente intro vabili mondo e, secondo i sociologi, si dividono in tre grandi categorie: chi sce-
in Italia, un giaccone e un paio di occhiali. Va be’, tutto non si può avere. glie la moto per comodità, chi perché v a di moda e, inf ine, chi ha per la
Però un po’ mi dispiace. Vi ringrazio ancora di avermi lasciato venire qui moto una forma di passione, vedendo in essa un simbolo di vita libera e
e vi saluto con due baci: uno e mezzo per la mamma e mezzo per il papà. avventurosa. Sono soprattutto i motociclisti di quest’ultima cate goria a
Ciao! Il vostro Paul ritrovarsi nei g randi raduni or ganizzati ogni anno in tutto il mondo. In
Testo 5 Europa è l’Italia il paese con il maggior numero di eventi di questo tipo in
(Cartello sistemato in bella vista sul parabrezza dell’auto in garage) calendario. E non potrebbe essere altrimenti, visto che siamo in vetta alla
La riparazione delle ammaccature sui paraur ti e sul cof ano è costata la classifica continentale per numero di moto in circolazione: circa 10 milio-
bellezza di 1300 euro di carrozzeria. Donna avvisata… ni su un totale europeo di 26 milioni. La Liguria, la Toscana e l’Umbria
sono le regioni in cui è più diffusa la passione per la moto.
TESTO 7 (ridotto e adattato da “Focus”, ottobre 2003)

Un sole straniero dava una gelida luce azzurra e la gravità, doppia di quella TESTO 9
a cui era abituato, faceva di ogni movimento una agonia di fatica.
Ma dopo decine di migliaia di anni quest’angolo di guer ra non era cam- Steve, il Giuda di Chicago
biato. Era comodo per quelli dell’aviazione, con le loro astronavi tirate a luci- Giuda, adesso, ha una faccia, un cappellino blu in testa e un indirizzo che
do e le loro superar mi; ma quando si ar rivava al dunque, toccava ancora al tutta l’America conosce.Vive a Chicago, se è vivere stare sbarrato in casa,
soldato di terra, alla fanteria, prendere la posizione e tenerla, col sangue, pal- dietro l’ombra delle tende tirate, assediato da un milione di tifosi che vor-
mo a palmo. Come questo dannato pianeta di una stella mai sentita nomina- rebbero impiccarlo a un palo della luce. Il Giuda di Chicago ha commes-
re finché non ce lo avevano sbarcato. E adesso era arrivato anche il nemico, so una colpa che non si dimentica: ha tradito la sua squadra. Nello stadio
l’unica altra razza intelligente della galassia… cr udeli, schifosi, ripugnanti Wrigley Field dove era seduto e dove una delle squadre di baseball male-
mostri. dette, una di quelle che non vincono mai niente stava finalmente vincen-
Era bagnato fradicio e coperto di fango e aveva fame e freddo, e il giorno do, il Giuda ha allungato la mano v erso la palla e l’ha af ferrata, portan-
era livido e spazzato da un vento violento che gli faceva male agli occhi. Ma dola via al guantone del giocatore proteso ad af ferrarla. Un gesto che è
i nemici cercavano di infiltrarsi e ogni postazione era di importanza vitale. costato la partita, la finale, la speranza di un titolo nazionale ai “Cubs” (gli
Stava all’erta, il fucile pronto. “Orsacchiotti”) di Chicago, che non lo vincono più dal 1908.
E allora vide uno di loro strisciare verso di lui. Prese la mira e fece fuo- Ma Steve Bartman, il Giuda di 26 anni, non era un nemico, bensì un
co. Il nemico emise quel v erso strano, agghiacciante, che tutti loro f ace- tifoso fervente dei Cubs , e ama tanto il baseball che, nel tempo lasciato
vano, poi non si mosse più. libero dal suo lavoro di analista di Borsa, con tanto di laurea in economia,
114-118-Testi per l’ascolto_EX 10-06-2011 10:49 Pagina 116

116 Modulo 3 IL LABORATORIO DI ASCOLTO


fa ( o meglio “faceva” ) l’allenatore di una squadra di ragazzini. all’interno.
“Un giovane tranquillo”, “Una persona per bene” dicono di lui i vicini, Se si ha fretta di aprire la pentola, metterla sotto un getto di acqua fred-
come dicono sempre i vicini alla TV quando arrestano un serial killer che da, accelerando così la decompressione.
abitava al piano di sotto. E’ possibile continuare la cottura anche dopo l’apertura del coperchio,
Mercoledì 15 ottobre, quando ottenne il biglietto, addirittura di prima rimettendo la pentola, senza coperchio, sulla fonte di calore: ciò può ser-
fila, per la finale della National League di baseball tra i suoi amati Cubs vire, per esempio, per addensare sughi e salse.
e i Marlins, i “T onni”, della Florida, Ste ve Bartman sentì il respiro del Se dopo una cottura, anche una volta scaricato il vapore la pentola non
destino alle spalle. I Cubs, miracolo dei miracoli, erano in cima alla clas- si aprisse, meglio non forzare il coperchio e rivolgersi invece a un centro
sifica, giocavano in casa e, se a vessero vinto l’incontro, sarebbero stati assistenza.
campioni della National League, destinati alla f inalissima contro i cam-
pioni della American League. E lui, Steve Bartman, ci sarebbe stato. TESTO 11
Come milioni di appassionati che v anno negli stadi sperando che una
palla fuori campo gli ar rivi in mano per conquistare la preziosa reliquia, Testo A) Si fanno – o si do vrebbero fare – tante cose per i v ecchi: assi-
che in un ne gozio costa 5 $ e 99 cents, Ste ve Bartman vide il miracolo stenza, sanità, facilitazioni motorie, acustiche, visive, protesi, dentiere. Ma
avverarsi. Una pallina colpita da un battitore dei “Tonni” vola verso di lui. forse la cosa più importante è aver insegnato a suo tempo la lettura, unico
Steve Bartman allunga una mano e non v ede un difensore, uno dei suoi vero elemento di autonomia per uscire da una vita dove i progetti sono pre-
amati Cubs, inseguirla, saltare con perfetta scelta di tempo, aprire il guan- cari, le amicizie si diradano, la solitudine incombe e la mancata frequenta-
tone per raccoglierla al volo ed eliminare così il battitore, spalancando le zione dei libri non consente di accedere ad altri mondi, né di instaurare altri
porte al trionfo degli “Orsacchiotti”. Ma Steve Bartman è più svelto e zac, dialoghi, né di provare emozioni intense ed esaltanti. Ma per questo biso-
afferra la pallina. “Fuoricampo”, sentenzia l’arbitro. E i Tonni segnano. gna incominciare da piccoli, come per tutte le cose della vita.
La partita, il f inale, il futuro: tutto perso. I vicini di posto cominciano a Forse il libro è la più ef ficace assicurazione, non dico per la serenità
bombardare Steve Bartman con bicchieri, bottiglie di birra, e ogni ogget- della v ecchiaia, ma per la sua vi vacità, perché of fre, accanto al solito
to a portata di mano. La polizia de ve strapparlo al linciaggio, lo accom- monotono modo di essere al mondo, altri modi, altri spunti, altre curiosi-
pagna fuori, lo carica, forse con qualche intento simbolico, su un camion tà che i libri, questi scrigni di vita interiore, possono regalare come spazi
della spazzatura e lo porta a casa sotto scorta. Ma pochi minuti dopo tut- alternativi d’esistenza.
(ridotto e adattato da U. Galimberti, Imparate a leggere,
ti i siti sportivi di Internet, tutte le TV e le radio locali diffondono il nome
in “la Repubblica delle donne”, 18 ottobre 2003)
dell’infame e il gior no dopo due quotidiani spiattellano f accia, storia,
numero di telefono e indirizzo in prima pagina Testo B) Una casa del XVI secolo ci sembrerebbe vuota. Escludendo
Sghignazzano felici i tifosi dell’altro club di baseball di Chicago, leWhi- dimore di nobili e bor ghesi, nelle case più modeste non c’erano quasi
te Socks (Le calze bianche) Urlano i tifosi dei Cubs, che tentano di or ga- mobili. Niente ar madi: biancheria e abiti si tene vano in cassapanche.
nizzare marce sull’abitazione di Steve Bartman, sorvegliata 24 ore su 24 da Sedie e tavoli non erano affatto comuni, almeno f ino al Settecento: ci si
poliziotti che lo strangolerebbero volentieri con le loro mani. Il padre, il suo sedeva per terra, su sgabelli, si usavano sedili e tavoli di fortuna. Spesso
stesso padre, in una intervista dichiara: “Quello non è più mio figlio!” non c’era nemmeno il letto: i più poveri dormivano su panche, giacigli di
Probabilmente Steve Bartman dovrà andarsene da Chicago, rif arsi la paglia o materassi stesi su assi. Quando c’era, era spesso molto affollato:
vita in un’altra città. vi si accalca anche una intera f amiglia o comunque un b uon numero di
Intanto il governatore della Florida, lo stato dei “Tonni”, vincitori gra- persone.Un letto era inf atti molto costoso: nella Toscana del Settecento,
zie a lui, gli ha offerto un soggiorno gratuito di tre mesi a Miami. per esempio, una famiglia di mezzadri doveva risparmiare anni e anni per
(liberamente ridotto e adattato da V. Zucconi, Steve, il Giuda di Chicago comprarlo. Per i ricchi era un lusso da ostentare: c’era chi ne a veva due,
che rubò la palla della vittoria, in “la Repubblica”, 17 ottobre 2003) uno per dormire e uno “da parata” dove ricevere visite.
(adattato da Giovanna Camardo, Come facevano senza…, in “Focus”, Ottobre 2003)
TESTO 10
Testo C) State parlando con qualcuno in un luogo pubblico (ricevimento,
Uso della pentola a pressione festa, matrimonio, convegno…) e non sapete come inter rompere la con-
Dopo a ver tolto la pentola dall’imballaggio, assicurate vi dell’inte grità versazione. Vorreste parlare con altri, ma temete di offendere l’interlocu-
della stessa. In caso di dubbio, non utilizzate la pentola e ri volgetevi al tore. Così iniziate a dare segni di impazienza. C’è chi smette di ascoltare,
rivenditore o a un centro assistenza autorizzato. chi si inventa una corsa in bagno ( ma non si puòare f troppe volte di segui-
Prima del primo utilizzo, tutti i componenti che vengono a contatto con to: la colite è un’arma che va usata con prudenza). Come uscire da queste
gli alimenti devono essere accuratamente lavati. situazioni? Come sganciarsi dalla signora che ti ha beccato all’entrata e ti
Per aprire la pentola alzare il manico a le va, rovesciandolo, poi estrar- sta raccontando le vicende di tutti i parenti ifno al quarto grado? Che fare?
re il coperchio, tenendolo leggermente inclinato. Ecco, sinteticamente, quattro suggerimenti:
Per chiudere la pentola, introdurre il coperchio nella pentola stessa con 1. Addormentarvi in piedi come un cavallo.
il manico in posizione di aper tura, cioè v olto verso l’alto, poi r uotare il 2. Gridate “Ugooooo!” e attra versate di corsa la stanza. Magari un Ugo
manico, abbassandolo, per portarlo in posizione orizzontale. c’è davvero.
Non riempire mai completamente la pentola: il contenuto deve arriva- 3. Tossite con insistenza dicendo “Eh, questa Sars!”
re al massimo alla tacca in rilievo che trovate nell’interno. 4. Strabuzzate gli occhi, fingendo che un’oliva vi sia andata di traverso.
Non utilizzate mai la pentola senza aggiungervi del liquido, almeno 2,5 (adattato da B. Severgnini, Come si esce dal party,
dl. Gli alimenti non devono essere avvolti in tela, carta, fogli di plastica o in “Io donna – Corriere della Sera” , 25.ottobre 2003)
di alluminio.
Per salare i cibi, sciogliete il sale con un po’di liquido: il sale a contat- Testo D) Come si possono rendere più toniche le gambe? Ecco un eserci-
to delle pareti di acciaio della pentola le intaccherebbero. zio estremamente ef ficace. In piedi, con le gambe di varicate a una lar-
Prima di ogni utilizzo, assicurarsi che la valvola non sia ostruita. ghezza superiore a quella delle spalle, punte dei piedi ri volte all’esterno,
Iniziate la cottura a fuoco alto. Quando dalla v alvola comincia a fuo- ginocchia rilassate, busto eretto. Sollevate il più possibile i talloni da ter-
riuscire vapore accompagnato da un f ischio, riducete al minimo la f iam- ra e piegate le ginocchia f ino ad arrivare con le cosce parallele al suolo.
ma in modo da rendere costante e leggera la fuoriuscita di vapore. Il tem- Resistete per due secondi, poi tornate nella posizione iniziale. Eseguite tre
po di cottura indicato nelle ricette v a calcolato a par tire dal momento in serie da dieci ripetizioni l’una.
cui comincia la fuoriuscita di vapore. (Adattato da “Fitness, Donna in forma”, 29 ottobre 2003)
Tenete presente che il v apore che esce dalla v alvola è a temperatura Testo E) Mia madre approva quello che faccio e mi fa piacere, ma qual-
molto elevata e che a contatto della pelle può provocare scottature. che volta vorrei che mi dicesse qualcosa. Sento come il bisogno di essere
Al termine della cottura, spegnete la fonte di calore. Fate quindi scari- rassicurata, allora la guardo e aspetto, lei mi guarda, sembra capire, ma
care il vapore sollevando leggermente la valvola. poi niente. Allora divento triste e se lei mi domanda qualcosa rispondo che
Prima di aprire la pentola, verificare che, sollevando la valvola, non si mi è andato qualcosa in un occhio e mi viene da piangere.
verifichi più fuoriuscita di v apore: ciò signif ica che non c’è più v apore (Daniela, in R. Pittarello, Il tempo segreto, Einaudi)
114-118-Testi per l’ascolto_EX 10-06-2011 10:49 Pagina 117

ASCOLTARE Unità 1 117


TESTO 12
bre 1903. E’ interessante, per capire la for mazione della sua personalità,
partire da lì, o quasi da lì.
C’erano una volta le f iglie che saccheggiavano l’armadio delle madri. “Attribuisco agli eventi vissuti nell’infanzia un valore essenziale per lo
Volevano le scarpe con il tacco con cui non sapevano camminare, e il ros- sviluppo intellettuale e scientifico di un uomo”. Proprio con queste paro-
setto rosso che non sapevano applicare entro i contorni, e il reggiseno che le inizia l’autobiografia di Lorenz, pubblicata nel 1973 dalla fondazione
non avevano modo di riempire. C’erano una volta le madri che sgridavano Nobel, nella quale troviamo pagine bellissime che descrivono i suoi inge-
le figlie dicendo che erano troppo piccole, che non se ne parlava neanche, nui esperimenti inf antili. “Quando mio padre mi por tò a casa una sala-
che si mettessero il kilt e il golfino blu. C’erano una volta le figlie che usci- mandra maculata e me la diede, con l’ingiunzione di lasciarla libera dopo
vano come mamma v oleva, ma in ascensore tira vano fuori dallo zainetto cinque giorni, si compì la mia fortuna: la salamandra dette la nascita a 44
una minigonna da infilare al volo per essere come adolescenza dettava. larve e riuscii a f arne sopra vvivere 12… Già da solo questo successo
Tutto finito. Colpa dell’allungamento della vita media, colpa delle cre- sarebbe bastato a determinare la mia futura carriera…”
me di bellezza, delle palestre… le mamme si rifiutano di invecchiare. Oggi Lorenz si dilunga parlando anche di lombrichi, di anatre e di oche. Sug-
le mamme fanno le figlie e tocca alle figlie vigilare perché, decise ad appa- gestionato da una favola, confessa di avere fortemente desiderato di poter-
rire al massimo delle sorelle maggiori, le genitrici non si concino in manie- si trasformare in un’oca selvatica.
ra troppo inappropriata, non mettano in imbarazzo se stesse e la prole, non Sulla speciale attenzione di Lorenz per il mondo infantile dispongo di
si rendano ridicole. un ricordo personale. Nel 1975, durante il XIV convegno internazionale
Emma ha quindici anni, una madre molto bionda e una sorella, Ales- di etologia, Lorenz era tormentato da un’eccessiva richiesta di interviste
sandra, nata dal primo matrimonio della madre che, precisa Alessandra, e dalla pressione di tante persone che volevano incontrarlo. Ebbene, con
“allora non era così bionda”. Emma crede che sia nor male, perché sua grande sor presa di tutti, furono almeno una quindicina i bambini che,
madre l’ha vista sempre così, con tacchi a spillo e jeans strizzati, con le invitati, v ennero a visitarlo. Ciascuno mostra va or goglioso una lettera
stesse cose che piacciono a lei, ma in versione più costosa, conciata come autografa di Lorenz. Saputo del suo arrivo, gli avevano scritto e lui ave-
si conciano anche le madri delle sue compagne di scuola.Alessandra, inve- va risposto. E ora li riceveva.
ce, ricorda che ai suoi tempi “fuori dalla scuola, la sf ilata delle mamme Pensando a se stesso come scienziato, Lorenz ha più v olte sottolineato
mostrava la nuova pelliccia, i nuovi gioielli… Oggi, alle volte, mi capita di l’importanza che per lui ebbero quelle tendenze al gioco e all’esplorazione
andare davanti alla scuola di Emma, vedo signore con l’ombelico di fuori che, nelle specie animali, sono legate esclusivamente all’infanzia. Secondo
e l’ultimo modello di scar pa da bask et. Sono uguali sia a Emma sia alla Lorenz, il piacere del gioco e dell’esplorazione fine a se stessa rappresenta
mamma, cioè, a come è diventata la mamma”. una componente fondamentale per lo sviluppo culturale dell’umanità.
Secondo Alessandra, le mamme dovrebbero vestirsi “da mamma”, ras- (ridotto e adattato da D. Mainardi, Cuccioli di Konrad,
sicuranti. Dovrebbero darti l’idea di essere pronte a preparare la merenda, in “Il Sole-24 ore”, 26 ottobre 2003)
non ad andare in discoteca.
E con i padri le cose non vanno meglio. Lorenza, 13 anni, ricorda: “L’in-
verno scorso, per andare a sciare, mio padre si è comprato un piumino TESTO 14
uguale identico al mio: pensa va di f armi piacere, povero, invece gli altri
papà avevano montoni da signori posati, mica giubbotti da quindicenne!” Testo A) Il ragazzo con il motorino color fragola inchioda da vanti alla
Emanuela, a quanto dicono, ha compiuto quarant’anni almeno quattro scuola. Toglie il casco blu elettrico, sfila il gilet di trapunta blu e cammi-
volte. Ne dimostra v enticinque. Federica ne ha sedici. E se la mamma è na. I risvolti dei suoi jeans sono come uno strascico. La vita dei pantaloni
scatenata, la figlia sembra fin troppo perbene, per reazione. Emanuela non è completamente calata e dalla cintola schizza candido l’elastico delle
vuole rinunciare a nulla: non al piercing, non al pantalone militare. E non mutande. Firmate Kelvin Klein. Il ragazzo incontra altri ragazzi. Compa-
si vede perché dovrebbe. Le sta tutto benissimo. Mentre Emanuela sostie- gni di scuola. Tutti rigorosamente smutandati. Poi vai davanti a una scuo-
ne che le donne della sua generazione de vono assolutamente mantenersi la privata di teenager di buona famiglia. Forse loro saranno diversi, pensi.
giovani, perché altrimenti v engono guardate senza pietà, (e così dicendo Per niente! Stessi pantaloni calati, stesse mutande, stesso gel, stesse mar-
agita le treccine rasta in cui sono acconciati i suoi capelli), Federica tace e che di giacche e di T-shirt. Anche se ti aggiri in periferia finisci con l’im-
alza gli occhi al cielo. Alle pareti della sua camera ci sono foto di Grace batterti nello stesso modello di replicante-teenager . I f igli di o ggi sono
Kelly e di Doris Day: donne che sembravano nate con il filo di perle al col- uguali anche nei profumi, ovvero nei deodoranti. Per loro l’Axe è l’unica
lo e la ricetta della torta di mele in tasca. religione dell’ascella. “Ma costa una cifra, figliolo!” “Mamma, ce l’han-
(Ridotto e adattato da Guia Soncini, L’ombelico della mamma, no tutti!” è la risposta f atale. Quella dei ragazzi è la globalizzazione del
in “Io donna, Corriere della Sera”, 11 ottobre 2003) gusto. Assomigliare agli altri li fa sentire sicuri e accettati.
(ridotto da S.Pende, in “Donna Moderna”, 29 ottobre 2003)
TESTO 13
Testo B) Già da anni e anni si parla di riciclare, ma il “riciclato” sem-
Konrad Lorenz fu un personaggio quant’altri mai poliedrico. Oggi, pas- brava qualcosa di serie B. Oggi è tutto cambiato. I prodotti “recuperati”
sato un secolo dalla sua nascita, è interessante analizzare quelle che furo- hanno invaso il mercato, anche se non tutte le aziende lo dichiarano. Il
no le sue due “facce” più distanti l’una dall’altra: quella del Lorenz scien- 90% dei consumatori è f avorevole ai prodotti di recupero. Ci sono i
ziato e filosofo naturale di altissima qualità e quella, conosciuta e apprez- maglioni di pile f atti con bottiglie di plastica. Il concime per il ter reno
zata dai bambini e dalla gente comune, de L’anello di re Salomone e del- ottenuto dal legno dei mobili vecchi. Le mattonelle da giardino fatte con
l’oca Martina. E parlare di lui in questa seconda v este, come una specie i flaconi dello shampoo. Caffettiere prodotte con alluminio riciclato. Per
di nonno canuto di Heidi, non sarebbe neppure del tutto sbagliato, perché farne una servono 37 lattine. Molte case automobilistiche usano plastica
Lorenz fu anche questo. Ma fu soprattutto il fondatore di una scienza, l’e- riciclata di post uso (esiste anche la riciclata pre uso, quella deri
vata dagli
tologia, e non era mai successo che una singola persona fosse identif ica- scarti della lavorazione industriale) per componenti inter ni. Su Inter net
ta così compiutamente, almeno nell’immaginazione della gente comune, si vende uno spazzolino da denti in plastica riciclata, che una v olta usa-
con un’intera disciplina. Una disciplina, oltretutto, che è ritenuta oggi una to si rispedisce al produttore che lo riciclerà di nuovo.
delle maggiori ri voluzioni del pensiero scientif ico. Dei suoi contenuti, (ridotto e adattato da D. Camboni, in “Corriere della Sera”, 22 ottobre 2003)
infatti, hanno do vuto tener conto, oltre che, come o vvio, psicologi, psi-
coanalisti e psichiatri, perfino filosofi, sociologi, antropologi, nonché stu- Testo C) La stretta di mano che si allenta. Un momento di distrazione. Il
diosi delle scienze morali. bimbo che sfugge alla nonna e corre verso lo stradone, troppo piccolo per
Dal filosofo al bambino, dunque. E, sia per la forza e il af scino del per- capire il pericolo, incosciente come lo sono tutti i bambini. E poi il bot-
sonaggio Lorenz, sia per l’interesse suscitato dai contenuti del suo sape- to, violento, contro una station w agon in marcia ad andatura nor male.
re, un f atto è cer to: contrariamente alla maggior par te dei vincitori del Matteo, tre anni, è stato f alciato e ferito da un’auto mentre attra versava
Nobel, che a questo massimamente devono la loro notorietà, per Lorenz, la strada vicino al Parco Comunale. Ora è ricoverato in gravi condizioni
il riconoscimento fu ininfluente sulla sua già immensa e generalizzata nel reparto di neurochir urgia dell’ospedale. L’incidente è avvenuto alle
notorietà. Che ne sa infatti la gente comune dei vincitori del Nobel? Che 16,45. Matteo era a spasso con la nonna.All’improvviso le è sgusciato di
ne sanno, soprattutto, i bambini? mano, finendo in mezzo alla strada. Un automobilista di passaggio se lo
La sua nascita avvenne ad Altenberg, nei pressi di Vienna, il 7 novem- è trovato davanti e non è riuscito a evitare l’impatto, attutito appena con
114-118-Testi per l’ascolto_EX 10-06-2011 10:49 Pagina 118

118 Modulo 3 IL LABORATORIO DI ASCOLTO


una disperata frenata. Il bambino è rimbalzato sul cof ano ed è ricaduto Testo B) Non c’è luo go, or mai, in cui non sia vietato fumare, sotto la
pesantemente davanti al muso della macchina. Qualcuno è corso a chie- minaccia di pesanti multe. A questo punto – mi domando – non scatterà il
dere aiuto all’interno di un vicino supermarket. Pochi minuti più tardi il fascino irresistibile del proibito?
bambino è stato soccorso da una équipe di medici ar rivata con l’eliam-
bulanza. A sera, dopo gli esami approfonditi e le prime cure in sala ope- Testo C) È l’ultimo nato nel paradiso dell’effervescenza artificiale. Un’e-
ratoria, i medici erano più ottimisti che pessimisti. tichetta tutta americana: latte con le bolle, frizzante come Coca-Cola, ma
(dalla cronaca di un quotidiano di provincia) ricco di calcio e fer menti. In tre gusti: cappuccino, lampone, cioccolato.
TESTO 15
Se ne sentiva il bisogno?

Il Colosseo, o Anfiteatro Flavio, è il più famoso monumento dell’antica TESTO 17


Roma, anzi, è considerato il simbolo stesso di Roma. Fu iniziato dal-
l’imperatore Vespasiano verso il 72 d. C. e fu inaugurato dall’imperato- L’Istituto Agrario che frequento si trova a 7 km. dalla città ed è costitui-
re Tito nell’80. Era destinato a pubb lici spettacoli e soprattutto ai com- to da due edifici affiancati, di uno strano colore rosa-arancio che spicca
battimenti di gladiatori e belv e, durati f ino al VI secolo. Gra vemente da lontano anche nella nebbia. Purtroppo a garantire il collegamento tra
danneggiato da alcuni terremoti, fu trasformato in fortezza nel Medioe- la città e l’Istituto ci sono solo due corse di autobus scolastici, una alla
vo e divenne cava di pietrame nel periodo del Rinascimento. Le spolia- 7,30 (tre pullman) e una alle 13,30, quando f iniscono le lezioni, di due
zioni cessarono solo nel XVIII secolo e, in se guito, v ennero ese guiti pullman soltanto, chissà perché. Così, basta un attimo di ritardo e ti sei
lavori di riparazione e di sostegno. Il grandioso monumento ha la forma rovinato la giornata: ad aspettare i nor mali autobus di linea, non riesci
di un’ellisse, con l’asse maggiore di 188 metri e quello minore di 156 ad arrivare in tempo alle lezioni ( e sono guai, con il preside che abbia-
metri. La circonferenza è di 527 metri. L ’esterno, che è rimasto quasi mo!); se invece perdi i pullman di f ine mattinata, arrivi a casa pratica-
intatto solo nella parte volta a Nord-Est, è alto 57 metri. Presenta tre ordi- mente all’ora di cena. Gli allie vi dell’Istituto sono circa trecento e le
ni di arcate so vrapposte e un quar to piano con rare f inestre. L’interno aule una trentina, contando anche quelle “speciali”, cioè il laboratorio
poteva contenere circa 50.000 spettatori. Gli spettacoli a vvenivano nel- di f isica, di chimica, di scienze ecc. Il laboratorio di infor matica sarà
l’arena; le girava attorno una terrazza, o podio, occupato dal palco impe- pronto – e sarebbe ora! – solo all’inizio del prossimo anno scolastico.
riale e dai seggi dei senatori, pontefici, magistrati e vestali. Il pubblico si Una parte, secondo me troppo piccola, dell’orario delle lezioni è riser-
disponeva in tre ordini di gradinate, di cui la più alta era per la plebe. Sot- vata alle esercitazioni pratiche. come per esempio la semina di piante di
to l’arena, gli sca vi hanno messo in luce cor ridoi, celle e passaggi che vario genere, la potatura degli alberi da frutto e così via.
servivano all’organizzazione degli spettacoli. I due edifici risalgono al 1954 e, non essendo mai stata atta
f nessuna ope-
ra di manutenzione o di ristrutturazione, sono in una condizione davvero
penosa. Per fortuna almeno gli impianti sportivi sono ottimi: una palestra
TESTO 16 grande e dotata di attrezzi di o gni tipo, collocata in un pref abbricato
Testo A) La v accinazione antinfluenzale è da sempre indicata per gli esterno ai due edifici; e poi un campo di calcetto e un campo di pallavo-
anziani con problemi di salute e per i bambini affetti da malattie croniche, lo/ pallacanestro. I rappresentanti de gli studenti in Consiglio di Istituto
soprattutto all’apparato respiratorio. Che cosa è cambiato, adesso, per hanno avanzato la richiesta -decisamente fantascientifica in questi tempi
sostenere che bisogna farla a tutti? di risparmio – di una piscina. Sarebbe bellissimo, ma ci spero poco!
119-129-U.1 saper parlare 10-06-2011 10:52 Pagina 119

Modulo Il laboratorio
di esposizione orale
4 L’arte di parlare è sempre stata considerata molto utile, molto
importante e molto qualificante. Chi sa “parlare bene” affascina,
convince e ha successo. Nelle conversazioni private, nelle discus-
sioni e nei dibattiti. A scuola e nel mondo delle professioni.
Nell’ambito delle relazioni private e pubbliche. Nello spettacolo. In
politica.

Sapere Saper fare

Unità 1 Esporre oralmente


I tempi, i modi e le forme dell’esposizione orale. Esprimersi oralmente in modo chiaro.
Le tecniche e le strategie per esprimersi e comunicare Produrre testi orali corretti, adeguati alla situazione
oralmente. comunicativa, ai destinatari e allo scopo.
Adeguare il livello dei contenuti e il registro linguistico
alla situazione comunicativa.
Interessare e coinvolgere i destinatari e soddisfarne
i bisogni.
I testi dell’esposizione orale: il dibattito. Partecipare a un dibattito o a una discussione facendo
interventi pertinenti.

Attività di esposizione orale guidate e libere


Strumenti Tabelle di valutazione/autovalutazione
Come si organizza e si tiene un dibattito: pp. 127 ss.
119-129-U.1 saper parlare 10-06-2011 10:52 Pagina 120

1 Esporre oralmente
Il parlare – insieme all’ascoltare, di cui è l’indispensabile complemento – è un
atto fondamentale dell’esperienza quotidiana di ognuno di noi. Si parla, infatti,
per comunicare con gli altri, e si parla per gli scopi più diversi.
Saper parlare, dunque, è un’abilità impor tante, ma anche dif ficile da con-
quistare. Da piccoli, è v ero, si impara a parlare in modo naturale e spontaneo,
ma “saper parlare” è tutta un’altra cosa.

1 Attività di esposizione orale


Parlare significa comunicare e quindi partecipare attivamente alla vita sociale di
relazione: significa entrare in relazione con gli altri, a casa, per strada, a scuola e,
domani, nel mondo del lavoro. Tu sai farlo? Vediamolo insieme.

1.1 Saper parlare significa spiegare qualcosa in modo chiaro,


corretto e coinvolgente
Osserva attentamente la vignetta qui a f ianco. P oi
“spiegala” ai tuoi compagni raccontandone oralmente
il contenuto. Cerca di essere chiaro nell’esposizione,
corretto nella for ma e coinvolgente negli effetti. Alla
fine della tua esposizione, i tuoi compagni v aluteran-
no la tua prestazione com-
Attenzione! La tabella, come tutte le pletando la tabella di valu-
tabelle che seguono, può servire anche
per l’autoverifica: dopo aver fatto la tua
tazione.
esposizione puoi darti, se vuoi, un pun-
teggio da solo. TABELLA DI VALUTAZIONE

Chiarezza nell’esposizione da 15 a 20 punti


Coerenza logica tra le varie parti
dell’esposizione da 15 a 20 punti
Proprietà nella scelta delle parole da 15 a 20 punti
Correttezza nella costruzione delle
frasi e dei periodi da 15 a 20 punti
Efficacia espressiva: disinvoltura,
tono di voce ecc. da 15 a 20 punti
Punteggio totale ____/100
119-129-U.1 saper parlare 10-06-2011 10:52 Pagina 121

ESPORRE ORALMENTE Unità 1 121

1.2 Saper parlare significa illustrare un fatto


La vignetta precedente può essere raccontata da tre o quattro studenti di versi:
ciascuno sarà poi v alutato dai compagni sulla base della tabella. Altri studenti
possono mettersi alla prova spiegando ai compagni una delle seguenti vignette.
Come tabella di valutazione, puoi utilizzare quella della vignetta precedente.

– Grazie, ma mi faccia sapere – Fa parte del servizio: può – Giorgio, hai nuovamente – Non ti posso richiamare più
quando smette di piovere… inumidire i francobolli! giocato a poker! tardi, cara?

(da “Enigmistica”, n. 34 agosto 2001)

1.3 Saper parlare significa capire un testo e saperlo esporre


con chiarezza, correttezza e disinvoltura
Leggi una delle seguenti barzellette e poi esponila con le tue parole davanti ai tuoi
compagni. Cerca di essere chiaro nell’esposizione, cor retto nella for ma e coin-
volgente. Alla fine, i tuoi compagni v aluteranno la tua prestazione completando
una tabella come quella posta in calce. Ogni barzelletta può essere raccontata a
turno da tre o quattro persone, fino a che tutta la classe si sia sottoposta alla prova.

1 2

Tre amici scozzesi passeggiano per le strade di Edimburgo. Durante un tragitto in taxi tra il centro di Roma e l’aero-
Il traffico è intenso e il r umore assordante. I tre cammina- porto, il passeggero tocca leggermente la spalla del tassi-
no parlando del più e del meno e a un cer to punto si dis- sta per chiedergli un’informazione. Il tassista fa un urlo
traggono guardando un car tellone pubb licitario. Un’auto spaventoso, perde il controllo della v ettura, manca per
sbanda, piomba sul g ruppetto e uno dei tre viene in vestito poco un pullman, sbatte contro un marciapiede e si fer ma
e muore. a pochi centimetri da una v etrina. Ci sono un paio di
– Ah, povero McCanzie – dice uno dei due sopravvissuti, e secondi di silenzio totale e poi il tassista dice:
rivolgendosi all’altro suggerisce: – Senti, tu lo conosce vi – La pre go, non lo f accia mai più. Mi ha spa ventato a
bene, e adesso dovresti andare ad avvisare sua moglie che morte!
è morto. Ma mi raccomando, cerca di non essere br utale: Il passeggero si scusa e dice:
cerca di dir glielo in modo un po’ indiretto, se no la po ve- – Non immagina vo che lei si sarebbe spa ventato così,
retta potrebbe prendersi un inf arto. semplicemente perché le ho toccato una spalla!!!
Una mezz’ora dopo, l’uomo si trova davanti alla porta del- – Sì, certo, capisco. Non è proprio colpa sua. Ma o ggi è
l’appartamento dei McCanzie. Suona il campanello. Apre il mio primo gior no di la voro come tassista. Sa, ne gli
la signora McCanzie. ultimi 25 anni ho guidato sempre un car ro funebre.
– Buongior no. Sono P aul O’Neil. Lei è la v edova
McCanzie?
– Sono la signora McCanzie, ma non sono v edova.
– Scommettiamo che è vedova?
119-129-U.1 saper parlare 10-06-2011 10:52 Pagina 122

122 Modulo 4 IL LABORATORIO DI ESPOSIZIONE ORALE

3 ma e racco glie il po vero passerotto, con l’intenzione di


portarlo a casa e curarlo. Appena a casa, infatti, lo mette
Un motociclista sta percorrendo un tratto di autostrada a
in una gabbietta, do ve sistema anche una ciotolina con
folle velocità a bordo della sua potentissima Ka wasaki
l'acqua e un piattino con alcune briciole di pane. Giunta
ZZR 600. A un certo punto, da lontano vede che un pas-
la sera, il motociclista va a dormire, sperando che il pas-
serotto sta venendo contro di lui: sono proprio in rotta di
serotto si riprenda. P assa la notte, al mattino presto il
collisione! Allora il motociclista comincia a rallentare,
passerotto, ancora un po’ stordito, apre gli occhi e si
sperando di evitare l’impatto. Anche il passerotto, accor-
guarda intor no... vede le sbar re... la ciotolina con l’ac-
gendosi del pericolo imminente, f a di tutto per schi vare
qua... le briciole di pane... e esclama:
il motociclista. Ma questi è troppo v eloce, e lo scontro
– PORCA MISERIA!!! Ho ammazzato il motociclista!!!
avviene. Il passerotto cade a ter ra, tramortito e piuttosto
malconcio. Allora il motociclista si impietosisce, si fer -

TABELLA DI VALUTAZIONE
Chiarezza nell’esposizione da 20 a 25 punti
Proprietà nella scelta delle parole da 20 a 25 punti
Correttezza nella costruzione delle frasi e dei periodi da 20 a 25 punti
Efficacia espressiva: disinvoltura, tono di voce ecc. da 20 a 25 punti
Punteggio totale __/100

1.4 Saper parlare significa leggere un articolo di giornale e


poi saperlo esporre oralmente
Scegli, su un quotidiano o su una rivista, un articolo a tuo piacere: di cronaca, di
costume, di sport o di spettacolo. Leggilo e, se vuoi, prendi qualche appunto per
ricordartelo meglio e quindi esponi il contenuto dell’articolo davan-
ti ai tuoi compagni. Alla f ine essi v aluteranno la tua prestazione Sul modo di pren-
sulla base della tabella qui sotto. P oi, naturalmente, toccherà a cia- dere appunti vedi
alle pp. 102-103.
scuno di loro esporre il contenuto dell’articolo che avranno scelto.
TABELLA DI VALUTAZIONE
Eventuali appunti Completezza nell’esposizione dell’argomento da 15 a 20 punti
Coerenza logica tra le varie parti dell’esposizione da 15 a 20 punti
Correttezza della forma da 15 a 20 punti
Efficacia espressiva: disinvoltura, tono di voce ecc. da 15 a 20 punti
Interesse suscitato dal contenuto dell’articolo da 15 a 20 punti
Punteggio totale ____/100

1.5 Saper parlare significa intrattenere brevemente qualcuno


su un argomento di conversazione
Argomenti tra cui scegliere Scegli, a piacere, uno dei seguenti argomenti e poi trattalo
1. Quel sito di Internet davanti ai tuoi compagni. La tua esposizione dovrà:
2. La bicicletta di Valentina – durare non meno di due minuti e non più di quattro;
3.
4.
Il mio nuovo set per il trucco
Il mio motorino
– essere impro vvisata, e quindi non fr utto di una prepara-
5. L’ultimo libro che ho letto zione precedente (il tuo inse gnante, naturalmente, può dis-
6. I jeans che preferisco porre diversamente ed assegnare la preparazione della prova
7. I colori che vanno di moda
quest’anno nei vestiti
tra i compiti a casa);
8. Il mio cantante preferito – sv olgere in modo semplice ed essenziale ma completa
9. L’unico teorema di geometria l’argomento che hai scelto, in forma puramente espositiva e
10
che ricordo
con uno scopo semplicemente infor mativo (un po’ di ironia
o di autoironia sono sempre concessi).
119-129-U.1 saper parlare 10-06-2011 10:52 Pagina 123

ESPORRE ORALMENTE Unità 1 123


Puoi cominciare la tua esposizione come vuoi. P er esempio:
– Cari amici, voglio parlarvi dell’ultimo videogame che mi hanno regalato…
– L’ultimo videogame che mi hanno regalato è…
– Mio padre ieri è arrivato a casa con un nuovo videogame: se lo è comprato per
giocarci lui, ma ha fatto il bel gesto di regalarmelo. Il videogame, comunque,…
– Un videogame è un videogame, ma quello che mi sono regalato ieri...

Alla f ine dell’esposi- TABELLA DI VALUTAZIONE


zione i tuoi compagni Completezza nell’esposizione dell’argomento da 15 a 20 punti
ti v aluteranno sulla Coerenza logica tra le varie parti dell’esposizione da 15 a 20 punti
base della tabella a Correttezza della forma da 15 a 20 punti
lato. P oi toccherà a Efficacia espressiva: disinvoltura, tono di voce ecc. da 15 a 20 punti
ciascuno di loro, se- Interesse suscitato dall’argomento esposto da 15 a 20 punti
condo le decisioni Punteggio totale /100
dell’insegnante.

1.6 Saper parlare significa raccontare a voce un fatto,


seguendo uno schema-guida
Saper parlare significa anche raccontare a voce un fatto. Tu sai farlo? Comin-
ciamo con una prova molto semplice, ma utile per imparare a f arlo: un allena-
mento, insomma. Racconta un f atto scegliendolo tra i seguenti:
– Una partita di pallone – Una serata in pizzeria
– Una festa di compleanno – A lezione di danza
– Una interrogazione di matematica –

Attenzione! Il tuo racconto dovrà essere, come abbiamo detto, molto semplice:
dovrà essere piuttosto sintetico e di tipo informativo/oggettivo e dovrà durare al
massimo due/tre minuti. Dovrà essere costruito sulla base di uno schema fisso,
come il seguente:
in che giorno o occasione
quando?
a che ora della giornata
partendo da dove
dove?
per andare dove
mancava qualcuno tra quelli previsti
con chi?
Una gita si è aggregato qualcuno a quelli previsti
che cosa è successo chi ha fatto che cosa
di particolare? con quali conseguenze
a che ora è avvenuto il rientro?
rilassante/faticosa
come è stata? istruttiva/divertente
troppo lunga o troppo breve

TABELLA DI VALUTAZIONE
Chiedi ai tuoi compa- Essenzialità: è l’elemento più importante da 20 a 30 punti
gni di v alutare il tuo Completezza e coerenza: rispetto dello schema da 5 a 10 punti
racconto sulla base Chiarezza dell’esposizione da 10 a 15 punti
degli elementi conte- Correttezza nella forma: scelta delle parole, ecc. da 10 a 15 punti
nuti nella tabella a Efficacia: disinvoltura, tono della voce ecc. da 10 a 15 punti
lato: Interesse suscitato dall’esposizione da 10 a 15 punti
Punteggio totale /100
119-129-U.1 saper parlare 10-06-2011 10:52 Pagina 124

124 Modulo 4 IL LABORATORIO DI ESPOSIZIONE ORALE


A turno, sullo stesso fatto o su uno di quelli proposti, secondo la decisione del-
l’insegnante, si cimenterà nella prova ciascuno dei tuoi compagni.

1.7 Saper parlare significa raccontare a voce un fatto personale


Sai raccontare oralmente qualcosa che ti è successo? Sai farlo in modo com-
pleto, corretto, chiaro e coinvolgente? Provaci.
Il tuo racconto dovrà:
– durare non meno di tre minuti e non più di sei;
– essere improvvisato, e quindi, non fr utto di una preparazione precedente;
– essere rivolto, a tua scelta, a tutti i tuoi compagni, a un amico o a una amica
in particolare, a tuo fratello o a tua sorella, a uno dei genitori, all’uni verso
mondo, al tuo diario, al tuo gatto o al tuo cane: v edi tu;
– raccontare un f atto, possibilmente accaduto da vvero, di cui tu sei stato il
protagonista o almeno il testimone;
– essere molto concreto, privo di inutili divagazioni;
– contenere la precisazione del luo go dove il fatto è avvenuto, dell’epoca in
cui è avvenuto e delle persone eventualmente presenti;
– delineare il tuo stato d’animo in occasione del f atto;
– concludersi con una considerazione di carattere generale oppure con una
riflessione personale oppure con una “morale” oppure, e sarebbe il meglio,
con un f inale a effetto, ad esempio con una battuta;
– avere il taglio di un breve racconto o, se preferisci, di una lettera conf iden-
ziale: precisa preliminarmente la tua scelta.
Puoi svolgere questa prova da solo, per conto tuo oppure, a giudizio dell’inse-
gnante, in classe, davanti ai tuoi compagni, che poi si cimenteranno a loro volta
nella prova davanti agli altri.

Se svolgi la prova da solo, per conto tuo


Registra o videoregistra il tuo racconto e poi riascoltalo
e verifica se:
a) sei stato chiaro nell’esposizione sì no
Se svolgi la prova in classe, davanti ai tuoi compagni
b) hai raccontato tutto ciò che volevi raccontare sì no
sì no Chiedi ai tuoi compagni di valutarti sulla base della ta-
c) hai seguito un ordine logico nell’esposizione
bella che segue:
d) sei stato corretto quanto a:
– proprietà lessicale sì no Completezza del racconto da15 a 20 punti
– rispetto delle regole della morfosintassi sì no

– volume e tono della voce sì no Coerenza logica tra le


varie parti da 15 a 20 punti
e)pensi che il tuo racconto possa interessare
eventuali ascoltatori e farli divertire sì no
Correttezza della forma da 15 a 20 punti
f) pensi di essere stato condizionato nel fare il
tuo racconto, da qualche fattore emotivo sì no Interesse suscitato dal
– se sì, precisa da quale fattore emotivo ti sei sentito racconto da 15 a 20 punti
condizionato o impacciato
Efficacia espressiva
dell’esposizione da 15 a 20 punti
Punteggio totale ____/100
119-129-U.1 saper parlare 10-06-2011 10:52 Pagina 125

ESPORRE ORALMENTE Unità 1 125

2 Le tecniche dell’esposizione orale:


ottimizzare le proprie capacità espressive
Come è andata con le attività di esposizione orale? Bene , male , così e così ?
Hai ottenuto punteggi soddisfacenti nelle varie prove? Certamente sì. E se non
tutto fosse andato proprio bene, non preoccupar ti: a parlare, e anche a “parlare
bene” si può imparare. In generale, possiamo dire che il “bravo parlatore” è
chi sa dire le cose giuste, nel momento giusto e nel modo migliore. E, in pra-
tica, come si diventa un bravo parlatore?
Diventare un bravo parlatore richiede impe gno ed esercizio, ma è un risulta-
to che tutti possono raggiungere: basta rispettare alcune regole e utilizzare alcu-
ne tecniche precise. Per risultare un buon parlatore bisogna:
1 conoscere bene l’ar gomento di cui si vuole o si de ve parlare. Se non si
conosce l’argomento di cui gli altri parlano o se non si ha nulla da dire in pro-
posito, è perfettamente inutile intervenire: non si parla tanto per parlare. Non si
devono però neppure sottovalutare le proprie conoscenze, competenze e possi-
bilità: se non si parla mai, non si parlerà mai;
2 saper reagire opportunamente e adeguatamente agli stimoli che ci ven-
gono dalle persone con cui siamo impegnati a par lare. Tranne che nel caso
dell’esposizione orale di una relazione, non si parla da soli ma in interazione
con altri parlanti. Ciò succede, per esempio, nel caso di una interrogazione sco-
lastica, ma anche semplicemente nel caso in cui si è inter pellati da qualcuno e
invitati, direttamente o indirettamente, a esporre le proprie conoscenze o le pro-
prie opinioni. La nostra risposta de ve essere pronta ma non precipitosa, medi-
tata ma non ritardata;
3 saper controllare le proprie emozioni: non lasciarsi condizionare dall’an-
sia o dalla paura, perché si deve parlare “in pubblico”: e questo né prima di par-
lare (per l’impazienza di inter venire), né mentre si parla (per esempio per la
foga di dire), né dopo aver parlato (per la commozione, la rabbia o altro);
4 avere ben chiaro lo scopo per cui si parla (infor mare, spiegare, esprimere
opinioni, convincere ecc.) e adattare ad esso qualità e tono dell’esposizione;
5 mettere a fuoco mentalmente, prima di parlare, il senso generale di quan-
to si vuole dire e magari costr uirsi una specie di scaletta mentale dise gnando a
grandi linee ciò che si
intende dire;
Nel caso di testi orali come relazioni o dibattiti a tema fisso, la stesura di una
scaletta con i punti essenziali da trattare è indispensabile. Vedi alla p. 246.

6 saper cogliere le caratteristiche – cultura, condizione sociale, conoscenze,


competenze, esigenze – dei destinatari e, in rapporto ad esse, calibrare il livel-
lo del proprio discorso sia sul piano linguistico sia su quello del contenuto. In
una discussione tra coetanei su una partita di calcio si usa un registro linguisti-
co familiare che stonerebbe nel corso di una inter rogazione di matematica o di
una relazione orale in classe sulla riproduzione agamica dei funghi;
119-129-U.1 saper parlare 10-06-2011 10:52 Pagina 126

126 Modulo 4 IL LABORATORIO DI ESPOSIZIONE ORALE

7 saper “cattur are” l’interesse e mantenere l’attenzione de gli ascoltatori,


suscitando in essi il desiderio di ascoltare e di continuare ad ascoltare;
8 farsi capire da chi ascolta, cioè
– pronunciare le parole in modo chiaro e distinto;
– parlare con il giusto ritmo, né troppo in fretta né troppo piano;
– esprimere i concetti (le idee, i f atti ecc) in modo chiaro, ordinato, coerente e
completo, sottolineando con il tono della v oce i concetti più impor tanti;
– usare termini precisi e appropriati;
– organizzare le frasi in modo cor retto, semplice e scorrevole;
– produrre un testo adatto alla situazione concreta: il luogo in cui si parla, l’oc-
casione, la situazione ecc;
9 non parlare mai troppo a lungo;

10 tenere sempre sotto controllo chi ascolta, per coglierne, attraverso l’atteg-
giamento o il compor tamento, le reazioni e adattarsi oppor tunamente ad esse
nell’esposizione: riconquistare l’attenzione dell’ascoltatore o degli ascoltatori se
la si è perduta, vi vacizzare l’esposizione, e videnziare meglio i passaggi lo gici,
abbreviare l’esposizione e, se si capisce che è il caso, concluderla al più presto.

3 I testi destinati all’esposizione orale


Nell’ambito delle nor mali attività di comunicazione quotidiana i testi che si
utilizzano or almente sono numerosi e v ari. Alcuni sono usati per così dire
istintivamente, come quelli che ciascuno di noi usa per comunicare in famiglia,
a scuola o nel posto di la voro, con i più di versi scopi: discussioni, scambi di
opinioni o di infor mazioni tra amici, racconti di f atti personali o di e venti di
cronaca, inter rogazioni scolastiche, assemb lee studentesche ecc. Altri sono
decisamente più specif ici, come i dibattiti or ganizzati (a scuola, al cinefor um,
nel mondo del lavoro) le relazioni, i discorsi e le dichiarazioni di uomini poli-
tici o di esponenti della pubblica amministrazione e le ar ringhe giudiziarie.
Per i testi di uso quotidiano valgono in linea di massima le regole generali che
abbiamo esposto. Per gli altri tipi di testi, invece, oltre che rispettare tali regole
bisogna attenersi a criteri ben precisi, che sono propri delle particolari tipologie
testuali cui appartengono e che analizzeremo al momento oppor tuno.
Nelle pagine seguenti cominceremo con l’analizzare una for ma di testo, pro-
pria della esposizione orale, che viene spesso utilizzata sia a scuola sia nel
mondo della comunicazione di massa sia nella vita professionale: il dibattito.
Di un altro testo di tipo infor mativo-espositivo di uso frequentissimo sia nel-
l’ambito delle atti vità scolastiche sia, soprattutto, nel mondo del la voro – la
relazione – ci occuperemo nel Laboratorio di scrittura (vedi le pp. 185 ss.): si
tratta infatti di un testo che di solito viene prima redatto e consegnato per iscrit-
to e poi, in un secondo tempo, anche esposto oralmente.

3.1 Il dibattito
Il dibattito è un testo orale dialogato in cui due o più persone, sotto la guida di
un coordinatore o di un moderatore, espongono e mettono a confronto opinioni
119-129-U.1 saper parlare 10-06-2011 10:52 Pagina 127

ESPORRE ORALMENTE Unità 1 127


diverse intor no a un deter minato ar gomento o a un deter minato prob lema. Il
dibattito, come anche la tavola rotonda e il talk show, è una forma testuale infor-
mativo-espositiva ma per molti aspetti anche ar go-
Forme di dibattito sono anche la tavola mentativa e persuasi va. Chi parla in un dibattito,
rotonda e il talk show: identiche sono le infatti, non si limita a infor mare chi ascolta, espo-
caratteristiche, identico è il doppio ruolo nendo le proprie conoscenze o le proprie opinioni su
di parlatore/ascoltatore dei partecipanti,
identica è la presenza del conduttore/
un argomento, ma mira anche a dimostrare la v ali-
moderatore e del pubblico. Tutte e tre que- dità del proprio punto di vista e a por tare chi ascol-
ste forme di dibattito, inoltre, possono ta dalla propria par te. Il dibattito implica, quindi,
essere sia tenute in diretta (in classe, in una buona padronanza, oltre che delle tecniche del-
un convegno, in parlamento o in una
riunione politica) sia trasmesse per radio
l’esposizione, delle tecniche dell’ar gomentazione e
o per televisione, con o senza l’intervento della persuasione. Inoltre, esso è una for ma testuale
diretto o telefonico del pubblico. a due facce: chi partecipa a un dibattito, infatti, deve
essere sia un “buon parlatore” sia un “buon ascolta-
tore”, perché nel corso della discussione i par tecipanti si scambiano continua-
mente i r uoli. Per affrontare un dibattito, sarà perciò oppor tuno tenere ben pre-
senti anche le regole del buon ascoltatore analizzate nel modulo precedente.
Vediamo di indi viduare e f issare, attraverso un esempio pratico quali sono le
procedure da seguire per organizzare un dibattito e le nor me che ne regolano un
corretto svolgimento.

3.2 Organizzare e tenere un dibattito


Organizza in classe un dibattito sul seguente ar gomento
.
Per organizzarlo e poi dargli pratica attuazione, segui le istruzioni sottostanti che
valgono per tutti i tipi di dibattito, su qualsiasi ar gomento e in qualsiasi sede.
Prima del dibattito è necessario:
1 scegliere l’argomento: l’argomento deve raccogliere l’interesse della classe
o di buona parte di essa e deve comunque suscitare
in essa delle aspettati ve. Nel caso di con vegni, di Possibili argomenti da dibattere
tavole rotonde o di talk show, l’argomento è presta- Argomenti di attualità
bilito, ma viene sempre scelto tenendo conto de gli – La festa di Halloween. Che cos’è?
interessi dei probabili ascoltatori e spettatori; Festeggiarla o non festeggiarla in
Italia.
2 comunicare per tempo in classe l’argomento – Logo o no logo? Scarpe, magliette,
scelto e, se l’insegnante lo ritiene oppor tuno, invi- occhiali, zainetti ecc.: griffati e firmati
tare tutti coloro che parteciperanno direttamente al oppure no.
dibattito a documentarsi su di esso attraverso lettu- Argomenti di tipo culturale
re mirate o a prendere qualche appunto preparato- – Viaggi di studio all’estero. Esperienze
rio. Nel caso di con vegni e simili, l’ar gomento e proposte.
viene ovviamente proposto anticipatamente a colo- – L’importanza di avere un metodo di
studio.
ro che sono in vitati a inter venire nel dibattito e, – Ascoltare e fare musica oggi: novità,
quindi, annunciato al pubb lico dei possibili ascol- tendenze e gruppi di successo.
tatori attraverso inviti stampati o manifesti o attra-
verso annunci radiotelevisivi;
3 scegliere preventivamente alcuni compagni (non meno di tre e non più di
sei) che diano serie garanzie di essere “ esperti” circa l’ar gomento proposto o
che si dicano disponibili a prepararsi sull’ar gomento stesso e a f are da prota-
gonisti del dibattito. Nel caso di con vegni, tavole rotonde o talk show, coloro
che sono invitati a partecipare sono tutti esperti, o presunti tali, dell’argomento
119-129-U.1 saper parlare 10-06-2011 10:52 Pagina 128

128 Modulo 4 IL LABORATORIO DI ESPOSIZIONE ORALE


proposto: non sarebbe possibile altrimenti. Nel caso di un dibattito in classe, la
scelta può anche essere fatta dall’insegnante: gli “esperti”, ad ogni buon conto,
varieranno a turno, a seconda dell’argomento, in modo tale che tutti gli studen-
ti, dibattito dopo dibattito, possano rivestirne il ruolo;
4 decidere quanto tempo dedicare al dibattito, in rappor to alle esigenze del
lavoro scolastico;
5 fissare la dur ata massima di o gni inter vento: per f arlo, si de ve tenere
conto del tempo complessi vo a disposizione, del numero dei par tecipanti al
dibattito e del tempo che si intende lasciare alla f ine del dibattito all’inter ven-
to del pubblico e alla sintesi del coordinatore/moderatore;
6 scegliere un coor dinatore/moderatore, cioè una persona che introduca
l’argomento, presenti, citandone nome e co gnome, coloro che par tecipano al
dibattito, dia la parola a ciascuno secondo il suo tur no, controlli la durata di
ogni intervento e ponga fine a quelli che superano il limite fissato. Il coordina-
tore/moderatore deve anche vigilare perché tra i par tecipanti al dibattito o tra
gli ascoltatori non ci siano compor tamenti che disturbino o che f acciano per-
dere il filo del discorso. Nei convegni e simili, il coordinatore/moderatore è, di
solito, una persona qualif icata e autorevole nel campo relativo all’argomento o
un conduttore radiotelevisivo che si presume super partes, cioè al di sopra delle
parti e interessato solo a promuovere e disciplinare gli inter venti;
7 se si è chiamati a inter venire nel dibattito, mettere pr eventivamente a
fuoco le linee del proprio intervento: ciò può essere fatto stendendo una breve
scaletta o prendendo qualche appunto, ma può anche essere f atto solo mental-
mente. L’importante è non restare prigionieri della propria scaletta o dei propri
appunti. Il dibattito, infatti, è una forma di testo aperto a ogni sviluppo e chi vi
prende parte deve sapersi adattare all’andamento del dibattito, agli stimoli che
gli vengono dagli altri interlocutori e alle reazioni del pubb lico;
8 se si intende serbare memoria delle diverse opinioni espresse dai par teci-
panti e delle eventuali conclusioni:
– scegliere un segretario, cioè una persona che prenda brevi appunti su ciò che
viene detto nel corso del dibattito;
– registrare il tutto, affidando il compito a un compagno esper to di audio e/o
videoregistrazione: ciò consentirebbe di poter rivedere e/o riascoltare il dibatti-
to e analizzarlo allo scopo di individuare e segnalare eventuali pregi o difetti (a
livello della for ma e della coerenza lo gica della esposizione e non delle opi-
nioni!) dei singoli inter venti. Nei convegni e nei cong ressi, i dibattiti v engono
quasi sempre registrati o anche videoregistrati: il tutto viene poi sbobinato, cioè
trascritto, e spesso pubblicato a stampa.
Durante il dibattito è necessario:
1 ascoltare gli interventi degli altri e aspettare con pazienza il proprio turno per
esporre il proprio intervento, evitando di interrompere chi parla o di disturbare chi
ascolta. Se si f a parte del pubblico, è necessario ascoltare gli inter venti e cercare
di capire non solo quello che ciascuno dice, ma anche la personalità di chi parla:
“da che parte sta”, di che tipo di opinione o di ideolo gia è portatore ecc.;
2 prendere brevi appunti su ciò che si ascolta e che si ritiene possa ser vire
quando si do vrà parlare o, anche, appuntare bre vemente una osser vazione o
un’opinione stimolate da chi sta parlando; mettere poi ulterior mente a fuoco le
linee generali del proprio inter vento, modif icando o inte grando quanto si era
preparato o si aveva in mente di dire, in rappor to alla piega presa dal dibattito.
119-129-U.1 saper parlare 10-06-2011 10:52 Pagina 129

ESPORRE ORALMENTE Unità 1 129


Anche chi assiste tra il pubblico al dibattito può prendere appunti: per poter
intervenire quando gli sarà data la parola o per conser vare memoria di qualco-
sa che gli è parso signif icativo, interessante o comunque utile da ricordare;
3 quando arriva il proprio turno di parlare o ci viene data la parola,esporre ciò
che si vuole dire da “buon parlatore”, cioè rispettando le regole che governa-
no l’esposizione orale e che abbiamo già analizzato. In particolare, è opportuno:
– esprimersi nel modo più cor retto, sintetico, chiaro e efficace possibile;
– documentare sempre con precisione le proprie af fermazioni;
– cercare di essere più propositivi che critici, cioè di fare anche proposte costrut-
tive piuttosto che limitarsi a criticare le opinioni e le proposte altr ui;
4 richiedere la parola e fare altri interventi, se se ne vede la necessità.
Dopo il dibattito, la persona che lo ha programmato o a cui è stato attribuito il
ruolo di coordinatore o di moderatore “ tirerà le somme”, riassumendo i punti
principali su cui si è discusso, le opinioni emerse, i problemi risolti e quelli non
ancora risolti o su cui c’è un insanabile contrasto di opinioni. E ognuno di colo-
ro che hanno partecipato al dibattito a questo punto de ve:
5 evitare di interr ompere il moderatore per puntualizzare ciò che dice o per
contraddirlo. In casi di particolare gravità, se si ritiene che il proprio pensiero sia
stato tradito, si può chiedere la parola per una bre ve precisazione. Molto meglio,
però, sarebbe rimandare contestazioni e precisazioni a un incontro con l’interes-
sato o a una lettera a lui indirizzata pri vatamente o anche a una lettera pubb lica;
6 restare a disposizione di quanti – tra gli altri par tecipanti al dibattito o tra
il pubblico, per esempio, nel nostro caso, i compagni di classe – hanno bisogno
di chiedere chiarimenti o altro.

3.3 Per una verifica costruttiva delle prestazioni di ciascun


partecipante a un dibattito
Se si vogliono valutare la qualità e le caratteristiche dei singoli inter venti allo
scopo di cogliere e segnalare pregi e difetti di ciascuno, in modo da sottolinea-
re i pregi e correggere eventuali difetti, si possono seguire due strade:
 l’insegnante analizza e commenta i singoli inter venti, se è necessario
facendoli riascoltare o rivedere;
 gli studenti cui è toccato il r uolo di pubblico nel corso del dibattito analiz-
zano e commentano i singoli inter venti, se è necessario riascoltandoli o ri ve-
dendoli. In entrambi i casi, i singoli interventi possono essere valutati sulla base
della tabella seguente.
TABELLA DI VALUTAZIONE
Intervento di
Rispetto delle regole fissate: tempi, corretta alternanza ecc. da 5 a 10 punti ___
Congruenza dell’ intervento con il tema fissato e con gli interventi altrui da 5 a 10 punti ___
Originalità delle cose (informazioni, considerazioni, opinioni) esposte da 10 a 20 punti ___
Chiarezza dell’esposizione da 5 a 10 punti ___
Correttezza nell’organizzazione delle frasi e dei periodi da 5 a 10 punti ___
Efficacia espressiva: brillantezza, disinvoltura, tono di voce ecc. da 5 a 10 punti ___
Interesse suscitato dall’intervento da 5 a 10 punti ___
Competenza dimostrata sull’argomento oggetto di dibattito da 10 a 20 punti ___
Punteggio totale____/100
130-134-2_ESPORRE ORALME_exe 10-06-2011 10:55 Pagina 130

Esercizi
Attività di esposizione orale
Saper parlare significa spiegare qualcosa in modo chiaro, corretto e coinvolgente
1 produzione orale Analizza le seguenti vignette senza parole e spiegale a voce, cercando di
essere il più possibile chiaro e coinvolgente.

(da “La Settimana Enigmistica”,


18 e 25 ottobre e 1 novembre 2003)

TABELLA DI VALUTAZIONE
Chiarezza nell’esposizione da 10 a 20 punti
Coerenza logica tra le varie parti dell’esposizione da 10 a 20 punti
Proprietà nella scelta delle parole da 10 a 20 punti
Correttezza nella costruzione delle frasi e dei periodi da 10 a 20 punti
Efficacia espressiva: disinvoltura, tono di voce ecc. da 10 a 20 punti
Totale punti /100

Saper parlare significa saper illustrare un fatto


2 produzione orale Ciascuna delle vignette seguenti “racconta” un fatto. Esponilo a voce, cer-
cando di essere il più possibile chiaro e coinvolgente.

– Non credo di averti già – Mi sembra ovvio… È – Cos’è questa storia di cui tut- – Cosa fa mio marito?… Proprio
presentato mio marito, stato licenziato dieci ti parlano, di te e del contorsio- ieri sera ha aperto un’orefi-
vero? minuti fa. nista? ceria.

TABELLA DI VALUTAZIONE
(da “La Settimana Enigmistica”,
11 ottobre e 1 novembre 2003) Chiarezza nell’esposizione da 10 a 20 punti
Coerenza logica tra le varie parti dell’esposizione da 10 a 20 punti
Proprietà nella scelta delle parole da 10 a 20 punti
Correttezza nella costruzione delle frasi e dei periodi da 10 a 20 punti
Efficacia espressiva: disinvoltura, tono di voce ecc. da 10 a 20 punti
Totale punti /100
130-134-2_ESPORRE ORALME_exe 10-06-2011 10:55 Pagina 131

ESPORRE ORALMENTE Unità 1 131

Saper parlare significa capire un testo e saperlo esporre con chiarezza, correttezza e disinvoltura
3 produzione orale Leggi le barzellette seguenti, poi esponile a voce, cercando di essere il più
possibile chiaro e coinvolgente.
Barzelletta A L’uomo sale e torna poco dopo. “Ascolta – dice al compa-
È una cupa notte autunnale: la nebbia è scesa così fitta che gno – ho una notizia buona e una cattiva: quale debbo dirti
non si vede, letteralmente, a un palmo dal naso. Un uomo per prima?”
che ha perso l’ultimo pullman per la città vicina, si mette “Quella buona.”
sul bordo della strada, nella speranza di avere un passag- “La notizia buona è che il prossimo è l’ultimo piano.
gio da un’auto. Ma sembra che perfino le auto abbiano “E la notizia cattiva?”
paura a mettersi in strada, in una notte come quella. “La notizia cattiva è che abbiamo sbagliato portone.”
Finalmente, dopo quasi un’ora di attesa, l’uomo vede
davanti a sé un’auto che procede pianissimo. Senza aspet- Barzelletta C
tare altro, l’uomo apre la portiera e sale a bordo, pensando Sono le 7,30.
che, in tal modo, non correrà il rischio che gli venga rifiuta- “Mamma, io oggi a scuola non ci vado!”
to il passaggio. Si è appena seduto con un sospiro di sod- “Ma dai…”
disfazione, quando si accorge che al volante non c’è nessu- “Mamma, sapessi come mi trattano… Nessuno ascolta
no: l’auto procede da sola e sta dirigendosi verso una curva quello che dico, tutti mi prendono in giro… mi dicono anche
a gomito. Immobilizzato dall’orrore, l’uomo non sa che fare. delle parolacce… I ragazzi non mi possono vedere… Oggi
A un metro dalla curva, una mano entra nell’auto, gira il sto a casa, a scuola non ci vado!”
volante e sparisce nel buio. La stessa cosa accade poco “Non voglio neanche sentire una cosa simile!”
dopo, all’approssimarsi di un’altra curva. E poi ancora altre “No, a scuola non ci vado! Perché dovrei andarci, eh, dim-
tre volte. Vedendo dal finestrino l’insegna accesa di un bar, melo?”
l’uomo prende coraggio e scende dall’auto. Ancora scon- “Devi andarci perché a scuola ci vanno tutti e poi anche
volto dal terrore, sta bevendo una grappa al bancone del perché tu sei il preside!”
bar quando entrano due uomini dall’aria stanchissima, con
gli abiti bagnati dalla nebbia. E uno dice subito: “Eccolo lì
TABELLA DI VALUTAZIONE
quel farabutto che è salito sull’auto mentre noi ci ammaz-
zavamo di fatica a spingerla!” Chiarezza nell’esposizione da 10 a 20 punti
Coerenza logica tra le varie parti
Barzelletta B dell’esposizione da 10 a 20 punti
Due traslocatori devono portare una cassaforte pesantis- Proprietà nella scelta delle parole da 10 a 20 punti
sima su per le scale di un palazzo. Salgono fino al primo Correttezza nella costruzione
piano; raggiungono a fatica il secondo; si inerpicano stra- delle frasi e dei periodi da 10 a 20 punti
volti fino al terzo. A questo punto uno dei due uomini dice Efficacia espressiva: disinvoltura,
all’altro: “Non ce la faccio più! Senti, io mi riposo qualche tono di voce ecc. da 10 a 20 punti
minuto, tu intanto potresti salire a vedere quanti piani man-
Totale punti /100
cano all’appartamento del dottor Bonfanti”.

4 comprensione/produz. orale Leggi il seguente articolo di giornale, prendendo, se vuoi, qualche appunto.
Poi esponi a voce il contenuto dell’articolo, cercando di essere il più possibile chiaro e coin-
volgente.
L’iniziativa è nata in sordina sei anni fa a Barcellona, con giarsi non basta: gli anziani sono spesso restii ad accet-
la sponsorizzazione di una banca locale e la collaborazio- tare estranei nella loro vita e i ragazzi temono obblighi
ne del Comune e dell’Università cittadina. Creare delle difficili. Così è partito un vero e proprio programma
nuove coppie: coppie in cui non contassero amore e attra- sociale con criteri precisi di comportamento, un sussidio
zione, ma il reciproco aiuto. E soprattutto l’età. Una agli anziani ospitanti per le spese extra, un contributo
“alleanza” tra una persona anziana e un giovane senza agli studenti per i mezzi di trasporto con cui raggiungere
casa propria. A Barcellona, gli studenti fuori sede, come l’università. E un sostegno psicologico a entrambi, per
in ogni città dotata di strutture universitarie importanti, smussare intoppi e risolvere conflitti. A distanza di alcu-
sono una legione. E moltissimi, come in gran parte delle ni anni sembra che l’iniziativa funzioni, tanto che il 75%
metropoli europee, sono coloro che vivono la vecchiaia in degli anziani ha rinnovato l’impegno e che altre città, tra
solitudine. Le autorità hanno capito che l’arte di arran- cui anche Madrid – hanno aderito all’iniziativa.
130-134-2_ESPORRE ORALME_exe 10-06-2011 10:55 Pagina 132

132 Modulo 4 IL LABORATORIO DI ESPOSIZIONE ORALE

Ora diverse città europee studiano l’esperimento di TABELLA DI VALUTAZIONE


Barcellona per verificarne l’esportabilità. Non è un espe-
Chiarezza nell’esposizione da 10 a 20 punti
rimento da poco: tra tutte le singolari coppie dei nostri
giorni, quella che mette insieme un vecchio e un giovane Coerenza logica tra le varie parti
è la più impensabile. L’iniziativa di Barcellona aiuta l’eco- dell’esposizione da 10 a 20 punti
nomia cittadina e universitaria, ma anche quella delle Proprietà nella scelta delle parole da 10 a 20 punti
emozioni e esperienze individuali, rimettendo in circola- Correttezza nella costruzione
zione una valuta preziosa – la comunicazione tra la vec- delle frasi e dei periodi da 10 a 20 punti
chiaia e la giovinezza – che le nostre società hanno fatto Efficacia espressiva: disinvoltura,
di tutto per deprezzare. tono di voce ecc. da 10 a 20 punti
(Elisabetta Rasy, La coppia vecchio-giovane è un investimento sociale Totale punti /100
ed economico, in “Sette – Corriere della Sera”, 30 ottobre 2003)

Saper parlare significa saper intrattenere brevemente qualcuno su un argomento di conversazione


5 prod. orale/comp. comunic. Scegli due dei seguenti argomenti, poi parlane di fronte ai compagni e all’in-
segnante. Per il primo degli argomenti scelti avrai a disposizione 10 minuti per organizzare una
“scaletta”; il secondo, invece, dovrai trattarlo senza alcuna preparazione.

• Il fumetto che preferisco. TABELLA DI VALUTAZIONE


• Come mi vesto io, come vorrebbe vedermi vestito mia
Chiarezza nell’esposizione da 10 a 20 punti
madre.
Coerenza logica tra le varie parti
• Cosa mi piacerebbe fare e cosa farò effettivamente
dell’esposizione da 10 a 20 punti
durante le vacanze.
• Quella trasmissione televisiva proprio non la sopporto! Proprietà nella scelta delle parole da 10 a 20 punti
• Gli animali di casa mia. Correttezza nella costruzione
delle frasi e dei periodi da 10 a 20 punti
Efficacia espressiva: disinvoltura,
tono di voce ecc. da 10 a 20 punti
Interesse suscitato
dall’esposizione da 10 a 20 punti
Totale punti /120

Saper parlare significa saper raccontare un fatto seguendo uno schema guida
6 prod. guidata/comp. comun. Immaginando di essere il ragazzino della vignetta, racconta il fatto che ha
causato il “disastro”. Il racconto dovrà contenere la risposta ai cinque interrogativi posti dalla
mamma.
TABELLA DI VALUTAZIONE
Chiarezza nell’esposizione da 10 a 20 punti
Coerenza logica tra le varie parti
dell’esposizione da 10 a 20 punti
Proprietà nella scelta delle parole da 10 a 20 punti
Correttezza nella costruzione
delle frasi e dei periodi da 10 a 20 punti
Efficacia espressiva: disinvoltura,
tono di voce ecc. da 10 a 20 punti
Interesse suscitato
dall’esposizione da 10 a 20 punti
– Chi? Cosa? Quando? Dove?
Totale punti /120
Come?
(da “La Settimana Enigmistica”,
25 ottobre 2003)
130-134-2_ESPORRE ORALME_exe 10-06-2011 10:55 Pagina 133

ESPORRE ORALMENTE Unità 1 133

7 prod. guidata/comp. comun. In base allo schema-guida che segue, racconta un fatto accaduto di recen-
te nella località in cui abiti.

• In che cosa consiste il fatto? TABELLA DI VALUTAZIONE


• Quando è avvenuto?
Chiarezza nell’esposizione da 10 a 20 punti
• Dove?
Coerenza logica tra le varie parti
• Per quali cause?
dell’esposizione da 10 a 20 punti
• Con quali conseguenze?
Proprietà nella scelta delle parole da 10 a 20 punti
• Chi vi era coinvolto?
• Tra le persone direttamente coinvolte, c’eri anche tu? Correttezza nella costruzione
delle frasi e dei periodi da 10 a 20 punti
oppure sei stato solo un testimone? oppure hai soltan-
to sentito raccontare il fatto? in tal caso, da chi? Efficacia espressiva: disinvoltura,
• Qual è il tuo giudizio/commento personale sul fatto tono di voce ecc. da 10 a 20 punti
accaduto? Interesse suscitato
dall’esposizione da 10 a 20 punti
Totale punti /120

Saper parlare significa saper raccontare un fatto personale


8 Competenza comunicativa Racconta, senza preparare una scaletta o simili, un fatto personale, che
può essere del tipo più diverso. L’unico vincolo è che il fatto ti veda come protagonista e abbia
suscitato in te emozioni, sentimenti, riflessioni, che dovranno essere debitamente evidenziate
nella tua esposizione. Scelto il fatto da raccontare, dovrai darne due versioni: la prima avrà
come destinatario un tuo coetaneo, la seconda un adulto, per esempio un insegnante o un tuo
vicino di casa.
TABELLA DI VALUTAZIONE: ESPOSIZIONE PER UN COETANEO TABELLA DI VALUTAZIONE: ESPOSIZIONE PER UN ADULTO
Chiarezza nell’esposizione da 10 a 20 punti Chiarezza nell’esposizione da 10 a 20 punti
Coerenza logica tra le varie parti Coerenza logica tra le varie parti
dell’esposizione da 10 a 20 punti dell’esposizione da 10 a 20 punti
Proprietà nella scelta delle parole da 10 a 20 punti Proprietà nella scelta delle parole da 10 a 20 punti
Correttezza nella costruzione Correttezza nella costruzione
delle frasi e dei periodi da 10 a 20 punti delle frasi e dei periodi da 10 a 20 punti
Efficacia espressiva: disinvoltura, Efficacia espressiva: disinvoltura,
tono di voce ecc. da 10 a 20 punti tono di voce ecc. da 10 a 20 punti
Interesse suscitato Interesse suscitato
dall’esposizione da 10 a 20 punti dall’esposizione da 10 a 20 punti
Coerenza delle scelte espressive Coerenza delle scelte espressive
con il destinatario da 10 a 20 punti con il destinatario da 10 a 20 punti
Totale punti /140 Totale punti /140

Le tecniche dell’esposizione orale: ottimizzare le proprie capacità espressive


9 Competenza comunicativa La prima cosa da fare se si vuole essere dei “buoni parlatori” è documen-
tarsi, cioè raccogliere informazioni, dati e notizie sull’argomento di cui si deve parlare.Ti diamo
alla pagina seguente un elenco di argomenti su cui potresti essere chiamato a parlare. Per
ognuno, indica quali fonti potresti consultare per raccogliere dati, notizie e informazioni. Per
ogni argomento puoi indicare più fonti.
130-134-2_ESPORRE ORALME_exe 10-06-2011 10:55 Pagina 134

134 Modulo 4 IL LABORATORIO DI ESPOSIZIONE ORALE

argomento fonte da consultare per avere informazioni


1. I sinonimi e i contrari della parola “paura”. un dizionario della lingua italiana o, meglio, un dizionario
dei sinonimi
2. La vita e le opere di Giacomo Leopardi.

3. La trama del film che verrà dato domani su Raitre.

4. L’uso dell’articolo con i nomi propri di persona.

5. Scopi, costruzione e caratteristiche delle piramidi


in Egitto.
6. La distribuzione dei climi sulla Terra.

7. L’etimologia della parola “arteriosclerosi”.

8. Le regole per far funzionare un nuovo videogame.

9. La legge di riforma del sistema pensionistico.

TABELLA DI VALUTAZIONE
2 punti per ogni indicazione di fonti esaurienti Punteggio ____ /16

10 Competenza comunicativa Quando parliamo, il “successo” delle nostre parole dipende anche dalla
nostra capacità di capire le aspettative e le esigenze di chi ci ascolta. Immagina di dover
convincere i tuoi compagni di classe che la miglior gita scolastica possibile è quella che ha per
meta un parco naturale. Elenca almeno tre argomenti che, secondo te, potrebbero risultare più
convincenti. Accanto a ogni argomento spiega poi perché ti sembra convincente.
argomento perché è convincente

1.

2.

3.

TABELLA DI VALUTAZIONE
20 punti per ogni argomento illustrato in modo convincente Punteggio ____ /60
135-158-U.1 Leggere 10-06-2011 11:12 Pagina 135

Modulo Il laboratorio
di lettura
5 Saper leggere significa saper scegliere che cosa leggere in rap-
porto ai propri bisogni, saper capire il contenuto e il significato di
ciò che si legge e saper valutare criticamente ciò che si è letto. E
significa anche saper trasformare ciò che si è letto in un aumento
delle proprie conoscenze e in un arricchimento della propria
personalità.

Sapere Saper fare

Unità 1 Leggere
I diversi tipi di lettura (selettiva, globale o orientativa, Leggere ad alta voce in modo chiaro.
approfondita, espressiva) e le relative modalità. Leggere mentalmente con buona rapidità.
Le tecniche e le strategie di lettura: Scegliere le modalità di lettura più adatte allo scopo
a) in rapporto allo scopo per cui si legge; che si vuole ottenere: trovare informazioni, capire a fondo
b) in rapporto a ciò che si legge e quindi ai diversi tipi di un testo ecc.
testo; Cogliere le strutture portanti del testo. Capire il contenuto
c) in vista di un miglioramento delle competenze tecniche e del testo. Individuare e ricavare le informazioni e/o
concettuali; i concetti essenziali. Individuare lo scopo reale di un testo.
d) in vista dell’acquisizione di nuove competenze di lettura: Prendere appunti mentre si legge.
gli ipertesti multimediali su CD-Rom e la navigazione in Valutare criticamente o apprezzare esteticamente
Internet. il testo letto.
Rielaborare personalmente il testo letto.
Confrontare il testo letto con altri testi.
Leggere ipertesti multimediali su CD-Rom e ricavarne dati
per integrare le proprie conoscenze.
Navigare in Internet alla ricerca di dati utili a integrare le
proprie conoscenze.

Tecniche pratiche per velocizzare la lettura


Strumenti Attività di lettura guidate e libere
Tabelle di valutazione/autovalutazione
135-158-U.1 Leggere 10-06-2011 11:12 Pagina 136

1 Leggere

Il leggere, diversamente dall’ascoltare e dal parlare, non è un fatto istintivo, che


si impara naturalmente. È vero. Ma è anche vero che a leggere, come a scrive-
re, si impara facilmente: lo impara, in breve tempo, un bambino di pochi anni
e poi, salvo rare eccezioni – i cosiddetti analf abeti di ritorno – non lo dimenti-
ca più. Un po’ più complesso, ma sempre alla portata di tutti, è imparare a esse-
re “un buon lettore”, un lettore, cioè, abile, consapevole e critico.

1 Attività di lettura
Saper legg ere è una abilità che si ar ticola in v arie capacità par ticolari. La
prima, che qui diamo ovviamente per scontata, è la capacità di riconoscere dai
segni scritti la parola e comprender ne il signif icato, parola dopo parola e poi
nel loro insieme. Ma bisogna anche saper leggere speditamente, sapere che cosa
si deve leggere a seconda di ciò di cui si ha biso gno, sapere come si de ve leg-
gere, saper capire quello che si legge, serbarne memoria e trasformarlo in cono-
scenze e competenze, in spunti per altre conoscenze e competenze e in compo-
nenti essenziali della nostra cultura e della nostra personalità.
Tu sai fare tutte queste cose? Vediamolo insieme.

1.1 Leggere ad alta voce in modo chiaro ed espressivo


Leggere correttamente ad alta voce significa leggere senza sillabare, leggere
rispettando le pause scandite dalla punteggiatura (punti fermi, punti e virgola,
virgole) e leggere con la giusta intonazione, indicata dai punti inter rogativi e
dai punti esclamativi. Sai f arlo? Le singole prove che eseguirai per verificarlo
vanno cronometrate e v alutate sulla base delle apposite tabelle. Stabilisci poi
una graduatoria di classe.
1 Leggi a voce alta le seguenti parole e espressioni. Leggile senza sillabare
e senza fermarti (anche se di qualcuna non conosci il signif icato). Se, a giudi-
zio di chi ti ascolta (o se la vori da solo, a tuo giudizio) sbagli a le ggere una
parola o ti impaperi su di una di esse, devi ricominciare la lettura da capo. Ogni
135-158-U.1 Leggere 10-06-2011 11:12 Pagina 137

LEGGERE Unità 1 137


volta che si tor na da capo, si paga una penale di 5 secondi: me glio quindi leg-
gere con la dovuta calma.
approvvigionamento idrico, antiproibizionista, automatizzazione totale dei pro-
cessi di produzione, autore golamentazione delle astensioni dal la voro, sistema
cardiocircolatorio, controinter rogatorio duro e sf iancante, ciarlatanescamente,
decontestualizzare, deregolamentazione selvaggia, esemplificativamente, elettro-
diagnostica, encefalopatia spongiforme bovina, fotoelettromagnetismo, globaliz-
zazione, fenomeni di g rammaticalizzazione, gior nalisticamente scor retto, indu-
strializzazione forzata, imper meabilizzazione assoluta, ingiustif icabilmente,
intollerante, microcriminalizzazione, reparti di ortoflorofrutticultura, pantagrue-
lico, atte ggiamento pappagallesco, teoria pseudoscientif ica, quadrimestralizza-
zione delle verifiche, radioricetrasmettitore, responsabilizzazione, sburocratizza-
zione, sentimentalistico, sincronismo, sottoalimentazione, so vrautilizzazione,
spettacolizzazione, spro vincializzazioni, stenodattilo grafia, ter mostabilizzatore,
universalizzazione, videoregistrazione in corso.
TABELLA DI VALUTAZIONE
Tempo di lettura secondi Le parole della prova sono tra le più lunghe della lin-
gua italiana: alcune di esse sono costituite da 18 let-
Eventuali penalizzazioni (5” per ogni erro- tere, altre da 20 e altre addirittura da 22.
re che ha comportato la ripresa dall’inizio) secondi Appartengono tutte a diversi linguaggi specialistici,
eppure sono usate più spesso di quanto tu possa
Totale secondi credere.

2 Leggi ad alta v oce il testo che segue . La lettura de ve risultare cor retta e
chiara e de ve rispettare le pause , più o meno lunghe, scandite dalla punte g-
giatura, e le intonazioni indicate dai punti interrogativi, dai punti esclamativi e
dai punti di sospensione. La prova deve essere eseguita a prima vista, cioè senza
una lettura mentale preventiva.

Marco non ebbe il tempo di capire niente: un lampo, menti… Il v ento era bello sentirlo, e biso gnava
un botto, ed era già tutto finito. FINITO… finito che? lasciargli la possibilità di penetrare tra i capelli dietro
A Marco, tutto sommato, sembra va di non essere le orecchie, sentirlo scendere lungo il collo e godersi
mai stato meglio: era sparito tutto quello che di brut- quella sensazione di gelo improvviso che ti prendeva.
to conosceva e gli sembra va di essere trascinato in Marco amava il freddo: la ne ve, f arsi traspor tare
un v ortice che lo f aceva ridere, gli mette va alle- veloce dagli sci lungo le piste innevate… e girarsi a
gria… era come andare sulle montagne r usse… I guardare, per controllare che i suoi bambini lo stes-
colori erano quelli dell’arcobaleno e si mescolavano sero seguendo, pervasi dalla stessa gioia selv aggia,
uno con l’altro… era più bello che assistere a uno dallo stesso entusiasmo di cui lui si senti va traboc-
spettacolo di fuochi d’ar tificio: stelle gialle, f iori, care. Quante gior nate avevano passato insieme così
cuori… Quanti disegni si formavano nell’aria? loro tre, solo loro tre, perché la mamma era una fifo-
Era impossibile guardarli tutti, e poi Marco conti- na che amava il caldo, il sole… aveva sùbito freddo
nuava a sentirsi “frullato” e la sensazione gli piace va alle mani, e si preoccupava sempre, proprio come la
moltissimo, si di vertiva ad assaporar ne l’ebbrezza. sua, che fossero coper ti tutti e tre a suf ficienza… –
All’improvviso si rese conto che stava volando. Avete la calzamaglia? I guanti? I berretti?… Mi rac-
Aveva sempre desiderato v olare, ma non crede va comando, Marco, fermati perché facciano merenda,
che sarebbe stato così f acile. Bastava farsi trasporta- se no sof frono ancora di più il freddo… – Ma loro
re dal v ento… il v ento… Marco ama va il v ento… tre scuote vano la testa e par tivano, inebriati dalla
una delle cose che ama va di più, in in verno, era sen- gioia di una nuova discesa che li aspettava.
tirsi scompigliare i folti capelli dalla Bora. Quando Marco rideva… cosa poteva aspettarsi da una sici-
era piccolo, la mamma lo rincor reva: – Marco! liana? Lei gli a veva inse gnato ad amare l’estate, il
Prenderai freddo! Mettiti un cappello! Hai messo la mare… lui, che quando stava troppo al sole, spesso e
calzamaglia?… – Ma Marco scappa va v elocissimo, volentieri, addirittura era colto dalla nausea, a veva
odiava sentirsi costretto dentro a tutti que gli indu- imparato ad usare un cappellino per ripararsi dai
(segue)
135-158-U.1 Leggere 10-06-2011 11:12 Pagina 138

138 Modulo 5 IL LABORATORIO DI LETTURA

raggi troppo for ti e ad apprezzare tutto quello che era rimasto a testa in giù a guardare il mondo dal-
una ter ra come la Sicilia può of frire. Certo, appena l’alto, con le tasche che si svuota vano da tutti gli
poteva schizzava in acqua e, anche se non aveva mai oggetti che contene vano… E lei, con i piedi salda-
imparato a tuffarsi, ci provava. Ed era proprio ridico- mente piantati per ter ra, con il “pancione” che le
lo, dall’alto del suo metro e ottantasei tentava un dis- aveva impedito di salire, che ride va, ride va, nel
involto tuffo a testa e f iniva regolarmente accartoccia- vedere la sua faccia spaventata. Era proprio così, ma
to su se stesso, in mezzo al mare. senza la paura.
In questo caso sì, che la mamma era stata utile: Marco volava e si lasciava trasportare dal vento e dai pen-
aveva insegnato a tutti a f are dei tuffi di un’elegan- sieri. Dove stava andando? Non lo sape va e, comunque,
za estrema: gambe diritte, piedi allineati, vince chi non gli sarebbe importato.
fa meno schizzi! Marco perde va sempre, e non era Chiuse gli occhi e cercò di sprofondare di nuo vo
meglio quando biso gnava stare in equilibrio sul nei suoi ricordi.
materassino: ore e ore di tentati vi continui e ridico- (Daniela Lucchetta, Un papà fra le nuvole, Trieste 1998)
lissimi tuffi!
Chissà perché gli v eniva in mente tutto questo,
mentre volava libero nel cielo. Provava la stessa sen- Chiarezza della lettura da 15 a 25 punti ___
sazione di quella volta in cui era salito sulla ruota di
una giostra che si era b loccata a metà percorso, ed Rispetto delle pause da 15 a 25 punti ___

Rispetto delle intonazioni da 15 a 25 punti ___

Espressività della lettura da 15 a 25 punti ___

Totale ___/100

3 Con l’aiuto dell’insegnante scegli La prova può essere ripetuta, con testi diversi, fino a
sulla tua antolo gia un br ano di tipo che non l’avrà sostenuta tutta la classe o fino a che l’in-
narrativo (un racconto o un brano di segnante lo riterrà opportuno. La tabella di
verifica/valutazione è sempre la stessa.
romanzo) e le ggine ad alta v oce una
cinquantina di righe. Osserva i medesimi
criteri richiesti per la prova precedente (chiarezza, rispetto delle pause, rispetto
delle intonazioni) e poi fatti valutare dai tuoi compagni sulla base di una tabel-
la come quella della prova precedente.
4 Leggere ad alta voce un testo informativo-espositivo (una pagina di ma-
nuale, un bre ve saggio, un ar ticolo di gior nale) richiede capacità di verse da
quelle necessarie per legg ere un testo narr ativo. Scegli, con l’aiuto dell’in-
segnante, un capitolo o un’unità del tuo libro di scienze e le ggine ad alta voce
una cinquantina di righe. Devi risultare chiaro, evitare le pause inutili e rispet-
tare le pause suggerite dalla punteggiatura. Fatti poi valutare dai tuoi compagni,
sulla base di una tabella come quella della pro va n°1.
5 Uno studente, quando in sede di verifiche o esami (interrogazioni, esame
di fine studio, esame universitario) viene invitato a commentare un testo poe-
tico, deve prima leggere il testo a v oce alta. Spesso gli esaminatori, a sentir-
lo leggere, capiscono che lo studente “non sa le ggere” e, quindi, con tutta pro-
babilità, non ha neppure capito quello che dovrebbe commentare e spiegare. Tu
sai leggere una poesia? Prova. Leggi ad alta voce uno dei seguenti testi poeti-
ci: leggi senza enfasi ma cercando di far sentire a chi ti ascolta:
a) che sai che la poesia è soprattutto ritmo e musica (leggendo fai sentire gli
accenti tonici e le rime, le pause scandite dai v ersi o scavalcate dalla continui-
tà logico-sintattica della frase);
135-158-U.1 Leggere 10-06-2011 11:12 Pagina 139

LEGGERE Unità 1 139


b) che sai cosa leggi, perché hai capito il contenuto e il signif icato della poesia.

Il lampo La luce era gridata a perdifiato

E cielo e terra si mostrò qual era: La luce era gridata a perdifiato


Le sere che il sole basso
la terra ansante, livida, in sussulto; Arrossava il petto delle rondini
il cielo ingombro, tragico, disfatto: rase.
bianca bianca nel tacito tumulto Ora e sempre più viva
una casa apparì sparì d’un tratto, Sarà la smania di far notte in me
come in un occhio, che, largo, esterre- solo
fatto, E cercar scampo e riposo
s’aprì si chiuse, nella notte nera. Nella mia storia più remota.
Ogni sera mi vado incontro a ritroso.
Giovanni Pascoli
Il mare è tutto azzurro
Leonardo Sinisgalli
Il mare è tutto azzurro. Chiarezza della lettura da 15 a 25 punti ___
Il mare è tutto calmo.
Nel cuore è quasi un urlo Giusta evidenziazione degli elementi
di gioia. E tutto è calmo. ritmico-musicali (rime, accenti ecc.) da 15 a 25 punti ___
Espressività della lettura da 15 a 25 punti ___
Sandro Penna
Livello di consapevolezza di ciò che si legge
(chi legge dà l’impressione di aver capito il testo?) da 15 a 25 punti ___
Totale ___/100

1.2 Leggere mentalmente con buona rapidità: allenare gli


occhi e aguzzare l’ingegno
Per diventare un “buon lettore” bisogna imparare a leggere con buona rapidi-
tà. A questo scopo, ti proponiamo alcuni esercizi di “ginnastica” per gli occhi
che consistono nel riconoscere, a colpo d’occhio, in mezzo a precisi g ruppi di
parole, parole che presentano caratteristiche par ticolari. Attenzione: devi ese-
guire tutte le operazioni il più rapidamente possibile!
1 Leggi la prima parola di ogni riga e poi, facendo scorrere l’occhio velo-
cemente sulle restanti parole della stessa riga, sottolinea in r osso le par ole
diverse dalla prima, cioè le parole che non siano la stessa parola data o sem-
plicemente il plurale, il maschile o il femminile della parola data.
brodo brodo brodo brodi brodo brodo bordi bordo broda brodi
bossolo bossolo bossolo bussola bussolo bossoli bussolo bossolo
canottiera canottiere canottiera canottiera canottieri canottiera cannoniere
conciso conciso concisi coinciso conciso coincisi conciso conciso
cavillo cavallo cavillo cavillo cavolo cavoli cavilli cavalli cavillo cavillo
colare calare calore colare colare celare colare collare colare celare
pesare pesare pesare pesare pensare passare pesare pensare
pozzo pozzi pozzo pozzo pozze pozzo pozzo pazzi pezzi pozzi

TABELLA DI VALUTAZIONE
Tempo impiegato secondi
Penalizzazioni (5’’ per ogni errore) secondi
Totale secondi
135-158-U.1 Leggere 10-06-2011 11:12 Pagina 140

140 Modulo 5 IL LABORATORIO DI LETTURA

2 Procedi come nella pr ova precedente: qui però in o gni riga de vi sottoli-
neare, se ci sono, le parole uguali alla prima parola della riga.
trapelare trafelare trapelare trapiantare trapuntare trafelare
vischio rischio f ischio vecchio liscio lisca mischio mischia rischia ne vischio
parere parare parere parete parate parati parere parata
umore onore umido amare amido untore umore amare amaro umore amato umori amore
serrata serrata serenata ferrata sterrata stellata sferrata serrata serenata
serie serio seria sere sera pera mela sera serie ferie serie serio seria
parco parchi parche parco porco parco porco parco porco
capra carpa capra crapa crepa capra crapa car pa
Tempo impiegato secondi
Penalizzazioni (5’’ per ogni dimenticanza o errore) secondi
Tempo totale secondi

Procedi come nella prova precedente: qui però devi sottolineare la parola
3
che non ha lo stesso signif icato, ossia, non è un sinonimo o un quasi sinoni-
mo della prima parola della riga.
realizzare attuare compiere effettuare fare rinunciare produrre fabbricare
prudente saggio previdente riflessivo cauto variopinto oculato guardingo
restare fermarsi rimanere ricavare trattenersi sostare
ricerca analisi studio indagine ricambio inchiesta in vestigazione
ribrezzo ripugnanza nausea disgusto schifo battistrada v oltastomaco
Tempo impiegato secondi
Penalizzazioni (5’’ per ogni dimenticanza o errore) secondi
Tempo totale secondi

4 Procedi come nell’esercizio precedente: qui però devi sottolineare tutte le


parole che hanno significato contrario alla prima parola della riga.
amore egoismo affetto odio simpatia tristezza avversione disamore
dimenticare scordare ricordare rammentare cancellare trascurare rimuginare
artificioso autentico naturale innaturale semplice ricercato schietto spontaneo
integro completo intero intatto difettoso accor to incompleto attraente imperfetto
Tempo impiegato secondi
Penalizzazioni (5’’ per ogni dimenticanza o errore) secondi
Tempo totale secondi

Le parole contenute nella colonna di sinistr a sono presenti anche nella


5
colonna di destra ma scritte al rovescio: hanno un significato ben preciso ma
diverso in entrambi i casi (sono dette parole bifronti)
enoteca ossa
bus essa
erede otri
asse ah TABELLA DI VALUTAZIONE
asso arco
Tempo a disposizione 5 minuti
irto orbe
ocra sub Tempo impiegato
ha egro Penalizzazioni (20’’ per ogni coppia non individuata) secondi
ebro acetone Tempo totale secondi
orge edere

Tra le parole seguenti ce ne sono 10 che si possono legg ere comincian-


6
do tanto dall’inizio quanto dalla fine e rimangono uguali (sono dette parole
135-158-U.1 Leggere 10-06-2011 11:12 Pagina 141

LEGGERE Unità 1 141


palindrome). Individuale e sottolineale. Per controllare il risultato delle prove,
va a vedere in Soluzioni a p. 157.
oro, anta, esse, tonto, af a, ala, pane, bob, cane, radar , ente, orco, pro va, pulpito, ossesso,
ricco, non, tipetto, asso, osso, or to, otto

2 Saper leggere: come si diventa un “buon lettore”


Le attività che hai svolto fino a qui ti hanno consentito diverificare la tua abi-
lità tecnica di lettura (ad alta voce o mentale, che è la più impor tante e diffu-
sa) e di allenare il tuo occhio in modo da raggiungere una buona v elocità di
lettura. Ora è giunto il momento di stabilire quali sono le strate gie operative e
le tecniche che fanno sì che un rapido “decifratore” di parole e frasi di venti un
“buon lettore”, cioè un lettore consapevole e critico dei vari tipi di testo.
In generale, possiamo dire che essere lettore consapevole e critico, cioè saper
leggere, significa fondamentalmente quattro cose:
ᔡ saper scegliere che cosa leggere e come leggerle, in rapporto ai propri bisogni;
ᔡ saper capire il contenuto del testo che si legge;
ᔡ saper valutare criticamente o apprezzare esteticamente ciò che si è letto;
ᔡ saper fare proprio ciò che si è letto, trasfor mandolo in conoscenze, saperi,
concetti, idee, abilità, competenze e, in una parola, cultura.

3 Saper scegliere che cosa leggere e come leggere


3.1 Un testo per ogni scopo
Si legge sempre per soddisf are un bisogno o una necessità cioè per uno scopo
ben preciso, che a sua v olta determina, in linea di massima, la scelta del testo
che si deve leggere:

SCOPO PER CUI SI LEGGE TESTO CHE SI DEVE LEGGERE


informarsi e tenersi informati intorno a qualcosa e sen- articoli di cronaca e di attualità di quotidiani e riviste;
tirsi partecipi della vita della società in cui si vive manifesti, locandine, avvisi ecc.

istruzioni circa il modo di usare oggetti, apparecchi e far-


saper come o quando fare qualcosa maci, orari di treni, aerei e simili, guide ai programmi tele-
visivi ecc.

imparare qualcosa, per motivi di studio, per aggiornarsi libri di testo scolastici, manuali, enciclopedie, articoli e
professionalmente, per arricchirsi culturalmente o per saggi scientifici e culturali ecc.
approfondire le proprie conoscenze in qualche disciplina

farsi un’opinione e prendere posizione su determinati articoli di fondo, di analisi e di commento su quotidiani e
argomenti, cioè per esprimere giudizi su ciò che si è letto riviste, saggi, dichiarazioni programmatiche ecc.
e operare delle scelte in campo affettivo, sociale e politico

coltivare il piacere di leggere, cioè rilassarsi, divertirsi racconti, romanzi, poesie ecc.
e conoscere le esperienze e le opinioni altrui
135-158-U.1 Leggere 10-06-2011 11:12 Pagina 142

142 Modulo 5 IL LABORATORIO DI LETTURA

1 Ti elenchiamo alcuni possibili scopi di lettura. Tu indica quale testo uti-


lizzerai per realizzare tale scopo. Attenzione: se sei indeciso tra più testi, indi-
ca quello che ti sembra più probabile.
SCOPO TESTO

1. Divertirsi: passare leggendo un lungo pomeriggio piovoso. un romanzo


2. Sapere come fare: sapere come si fa a collegare la nuova segrete-
ria telefonica.
3. Imparare: conoscere l’esatto significato di una parola.
4. Informarsi: conoscere i particolari di una rapina avvenuta in città.
5. Saper quando fare qualcosa: conoscere gli orari dei voli aerei
Milano-Napoli.
6. Farsi un’opinione: conoscere i programmi di un movimento politico
appena fondato.
7. Imparare: sapere quali Stati attraversa il Danubio.
8. Informarsi: conoscere i risultati dei campionati provinciali di nuoto.
9. Imparare: capire che cos’è, in italiano, un articolo partitivo.

2 Ti elenchiamo alcuni testi . Tu indica per ciascuno di essi quale ti sembra


lo scopo più probabile per cui può essere letto.
TESTO PROBABILE SCOPO DELLA LETTURA
Il tuo manuale di geografia. imparare: prepararsi per una interrogazione
Un ricettario di cucina.
Un fumetto di Paperino.
Un romanzo horror.
Un quotidiano sportivo.
La recensione di uno spettacolo teatrale.
Le istruzioni allegate al videoregistratore.
Un lemma del vocabolario.
La cartina stradale della Campania.

3.2 L’obiettivo per cui si legge determina il tipo di lettura e le


modalità di lettura
Non si le gge sempre allo stesso modo e non si le ggono tutti i testi allo stesso
modo. A seconda dell’obiettivo che ci si propone di conseguire attraverso la let-
tura variano sia il tipo di lettura sia la modalità di lettura:
OBIETTIVO DELLA LETTURA TIPO DI MODALITÀ CONSIGLI PRATICI
LETTURA DI LETTURA
trovare rapidamente un’informazione (la lettura lettura mentale e silenziosa, tenere ben presente come è organizzato
data di un avvenimento, una regola gram- selettiva fatta sfogliando velocemente le il testo che si consulta e quindi:
maticale, il significato di una parola sul di- pagine, saltando le righe e muo- a) l’ordine in cui sono disposte le informa-
zionario, una determinata notizia tra le vendo rapidamente gli occhi sul zioni e i dati (in ordine alfabetico, cronolo-
tante contenute in un giornale, in una rivi- testo fino a che non si è indivi- gico, tematico ecc.)
sta o in un manuale ecc.) duato il punto che contiene l’in- b) quali sono gli elementi grafici (titoli in
formazione cercata grassetto, numeri, lineette) che scandi-
scono le parti del testo

(segue)
135-158-U.1 Leggere 10-06-2011 11:12 Pagina 143

LEGGERE Unità 1 143


OBIETTIVO DELLA LETTURA TIPO DI MODALITÀ CONSIGLI PRATICI
LETTURA DI LETTURA

individuare il contenuto complessivo del lettura lettura mentale e silenziosa, a) leggere il titolo o il sottotitolo del
testo, per capire se il testo scelto – artico- globale o fatta scorrendo il testo con testo e domandarsi se sono in linea con
lo, saggio, manuale, romanzo ecc. – è quel- orientativa una certa velocità, sofferman- l’argomento che ci interessa
lo di cui si ha bisogno e se, quindi, vale o dosi sugli elementi qualifican- b) leggere il nome dell’autore e, attra-
non vale la pena di leggerlo ti del testo (indice, organizza- verso le notizie su di lui poste in calce
zione interna della materia all’articolo o nell’ultima pagina della
ecc.) e poi solo nei punti più copertina del libro, stabilire se è esperto
importanti individuati nel campo che ci interessa
c) scorrere l’intero articolo per capire
dalle titolature parziali se tratta ciò che ci
interessa; se si tratta di un libro, scorrere
l’indice del volume

capire a fondo un testo: lettura lettura mentale e silenziosa, mettere in pratica tutte le strategie che
– per impararne il contenuto, per motivi di approfondita fatta concentrandosi sul te- permettono una lettura consapevole e
studio o di lavoro, per accrescere le proprie sto e quindi leggendo a una critica: la lettura approfondita, infatti, è il
conoscenze, come nel caso di libri di testo, velocità media, variabile a tipo di lettura più preciso – non il più
manuali, saggi, articoli di giornali o riviste seconda della difficoltà del importante, perché anche la lettura
culturali, letterarie e scientifiche testo selettiva e orientativa sono importanti in
– per applicare il contenuto, come nel caso di rapporto agli obiettivi che ci si propone –
istruzioni, norme, regolamenti ecc. e, quindi, più complessa
– per gustarne il contenuto e anche il modo
in cui tale contenuto è espresso, come nel
caso di romanzi, racconti, poesie ecc.

valorizzare il contenuto e gli aspetti forma- lettura lettura a voce alta, adeguata- prepararsi preventivamente alla lettura:
li del testo coinvolgendo emotivamente gli espressiva mente impostata solo chi ha una conoscenza profonda del
ascoltatori: riguarda i testi letterari, in versi testo che intende leggere davanti a qual-
o in prosa, e viene fatto in classe dall’inse- cuno, può leggerlo in modo da esprimer-
gnante e dagli studenti prima di parafrasa- ne tutti i valori formali e contenutistici;
re o commentare un testo, e a teatro, alla usare una dizione perfetta e un tono e un
radio o in televisione dagli attori volume di voce adatti al tipo di testo

1 Ti presentiamo qui di seguito alcuni tipi di testo e gli obietti vi per cui
potresti leggerli. Per ciascuno indica il modo in cui do vrai leggerli: selettivo
(S), globale (G), approfondito (A) o espressivo (E).
TIPO DI TESTO OBIETTIVO DELLA LETTURA MODO DI LETTURA

1. Una poesia di Umberto Saba. Farne l’analisi e un commento. S G A E

2. L’elenco telefonico. Individuare il numero di telefono di un compagno. S G A E

3. Un quotidiano. Sapere a che ora inizia uno spettacolo teatrale. S G A E

4. Un quotidiano. Sapere se è stato confermato o meno lo sciopero dei mezzi. S G A E

5. Un quotidiano. Conoscere l’opinione del direttore del giornale sull’avveni- S G A E


mento del giorno.

6. Un saggio di storia. Preparare una relazione sull’argomento. S G A E

7. Un racconto dell’antologia. Ricercare le sequenze descrittive e narrative. S G A E

8. Un lemma del vocabolario. Studiare. S G A E

9. Il dizionario di inglese. Ricercare il significato di una parola. S G A E

10. Un capitolo del libro di fisica. Ripassare. S G A E


135-158-U.1 Leggere 10-06-2011 11:12 Pagina 144

144 Modulo 5 IL LABORATORIO DI LETTURA

2 Ti elenchiamo alcune concrete situazioni di lettura in cui ti potresti tro-


vare. Precisa, barrando la casella oppor tuna, l’obiettivo che ti proponi leggen-
do: trovare inf ormazioni (A) , individuare il conten uto complessi vo (B) ,
capire a fondo il contenuto (C), valorizzare i contenuti (D). Precisa infine il
modo in cui leggeresti: selettivo, globale, approfondito o espressivo.
SITUAZIONI OBIETTIVO MODO DI LETTURA

1. Leggi il resoconto della partita della tua squadra nelle pagine


A B C D
sportive di un quotidiano.

2. Sfogli la tua rubrica telefonica alla ricerca di un numero. A B C D

3. Osservi il tabellone relativo alle partenze alla stazione. A B C D

4. Cerchi sul vocabolario il significato di una parola. A B C D

5. Leggi a voce alta un passo tratto da Giulietta e Romeo. A B C D

6. Cerchi nell’indice analitico di un libro la pagina in cui si trova un


A B C D
dato argomento.
7. Consulti alcuni libri alla ricerca di notizie utili allo svolgimento
A B C D
di una ricerca.

8. Stai studiando un capitolo di geografia per la verifica di lunedì. A B C D

4 Saper leggere significa capire ciò che si legge


La comprensione di un testo è il fr utto di una serie di operazioni mentali che
il lettore esper to compie spontaneamente e simultaneamente, mentre il lettore
che esperto non è e che vuole diventarlo deve imparare a compiere. Il principio
di fondo di una corretta comprensione è sintetizzato dal fatto che per capire un
testo bisogna cominciare con il capire tutti gli elementi che lo compongono.
Vediamo che cosa, in par ticolare, si deve fare.

4.1 Capire il significato di tutte le parole e le espressioni


contenute nel testo
Per capire un testo, è necessario capire le parole e le espressioni che ne v eico-
lano il contenuto. Ciò signif ica non solo conoscere il signif icato del maggior
numero possibile di parole: signif ica anche e soprattutto sapersi “ar rangiare”
quando si incontrano parole sconosciute e saper cogliere il “vero” significato –
quello contestuale – delle parole di cui pure si conosce “un signif icato”.
Quanto alle parole di cui non si conosce il signif icato, il lettore esper to o in
via di diventarlo deve evitare di bloccarsi su una singola parola che non cono-
sce; deve, invece, cercare di capirne il significato deducendolo dal contesto in
cui la parola è inserita, dalla funzione lo gica che sv olge nella frase o rico-
struendone l’origine , cioè l’etimolo gia. Nel caso poi che una o più parole
risultassero davvero incomprensibili, la cosa migliore da f are è consultare il
dizionario: se la parola in questione è essenziale per la comprensione, il dizio-
135-158-U.1 Leggere 10-06-2011 11:12 Pagina 145

LEGGERE Unità 1 145


nario va consultato subito; se, in vece, come succede di solito, la parola non è
importante al f ine della comprensione complessiva del testo, basta sottolinear-
la e controllarla sul dizionario in occasione di una pausa della lettura.
Qual è il tuo livello di competenza in questo campo? Mettiti alla prova.
1 Ti diamo qui di seguito alcuni testi, diversi per argomento e, quindi, per
scelte lessicali. Leggi attentamente ciascun testo e cerchia:
– in rosso le parole di cui ignori il significato ma riesci a intuirlo dal contesto;
– in blu le parole di cui ignori totalmente il significato.
Alla fine della lettura, cerca sul dizionario il signif icato delle une e delle altre.
TESTO 1
I termini più frequenti nella prima poesia per segreta trama di associazioni psicologiche nel tema
di Giacomo Leopardi del vento, del lampo, del tuono, della notte, della spe-
Chi le gge le poesie leopardiane composte durante la lonca, dell’incendio, delle grida, delle visioni spettrali.
prima adolescenza a vverte come la musa precoce del Questi motivi formano, nel loro insieme, una costella-
poeta si eserciti con ostinato ardimento intorno a pochi zione di immagini che si ripete di componimento in
motivi ricorrenti. Prediletta, come osserva Maria Corti, componimento con insistente f issità e sintomatica fre-
è la rappresentazione della tempesta, che si articola per quenza.
naturale sv olgimento di osser vazioni naturalistiche e (da G.A. Amoretti, Poesia e psicanalisi, Milano 1979)

Il testo sopra è di argomento .


Le parole e le espressioni presenti nel testo riconducibili al linguaggio speciali-
stico di questo argomento sono:

TESTO 2

L’abbigliamento femminile nel periodo umber tino occasione non soltanto a sfo ggio di sontuose stof fe
(1879-1900) come il v elluto, il broccato e il raso, con l’or namento
L’inizio dell’età umber tina segna un assottigliamento di trine, ricami e lustrini, ma a sottili distinzioni del
quasi improvviso della f igura femminile, in uno slan- loro genere, a seconda delle occasioni.
ciato schema tubolare che per mette tuttavia un picco- Molto impor tante, in tutto il periodo umber tino è,
lo strascico. Subito dopo la linea si modula in ser pen- poi, il cappello: d’in verno di velluto, di felpa o di fel-
tine sinuosità, accentuando le cur ve del seno e del tro, d’estate, di paglia. La cupola di quelli alla moda
tergo in contrasto con la vita sottile. tende a rialzarsi e riappare l’ala, dapprima rialzata die-
Nell’ultimo decennio invece c’è ancora un netto orien- tro e incurvata assai leggermente sul davanti, poi roton-
tamento verso la verticalità. Diventano così inevitabili da e piatta, inf ine rialzata con g raziosa spavalderia sul
le diete dimag ranti. Ma non si rinuncia del tutto ai davanti, per ritor nare al primo modello soltanto nel-
drappeggi, che fra il 1881 e il 1890 sono por tati sul l’ultimo anno del secolo. Le guarnizioni sono lussuose:
davanti. Nello stesso tempo però si precisa l’inclina- piume, quasi sempre poste verticalmente e nodi di vel-
zione alla semplicità, della quale è quasi emb lematico luto di sovente fissati da f ibbie di giaietto che luccica-
il vestito tailleur o alla mascolina, che tuttavia si rende no ai movimenti del capo, uccellini interi e non soltan-
vivace con lo sbuffo sull’alto delle maniche e la sotta- to i minuscoli colibrì dalle pennine lucenti a riflessi di
na corta alla caviglia e allargata verso il basso. smeraldo o di r ubino, ma anche altri descritti dai gior-
Caratteristica dell’epoca è la posizione naturale nali di moda che sembrano al nostro gusto di oggi assai
della vita, assottigliata ar tificialmente dal busto per meno adatti.
ottenere quello che si diceva il “vitino di vespa”. (da R. Levi Pisetzky, Il costume e la moda nella società italiana , Torino 1978)
La ricchezza dell’aristocrazia e dell’alta borghesia dà

Il testo sopra è di argomento .


Le parole e le espressioni presenti nel testo riconducibili al linguaggio speciali-
stico di questo argomento sono:
135-158-U.1 Leggere 10-06-2011 11:12 Pagina 146

146 Modulo 5 IL LABORATORIO DI LETTURA

TESTO 3
L’allergia immunitario del neonato v errebbe così sensibilizzato
L’allergia è un disturbo con una for te componente fami- verso queste proteine che possono in se guito scatenare
liare, deter minata da uno o più geni che si esprimono una reazione aller gica. Del resto sembra che la parete
probabilmente con penetranza incompleta. La variabilità intestinale del neonato sia già di per sé più per meabile
nell’espressione di questo o questi geni sarebbe for te- alle proteine rispetto a quella di un adulto. Sembra inol-
mente influenzata da f attori ambientali, primo fra tutti, tre che il latte mater no contenga par ticolari f attori che
pare, il tipo di allattamento. esplicano un’azione protettiva e rinforzante nei confron-
L’allattamento al seno ridur rebbe, rispetto all’allatta- ti dell’epitelio intestinale del neonato. Tutti questi fattori
mento ar tificiale, il rischio di comparsa di aller gia. aggiunti a una predisposizione genetica presente per l’al-
Sembra infatti che le infezioni gastrointestinali che col- lergia aumentano la vulnerabilità di questi indi vidui. Va
piscono assai più facilmente i bambini allattati artificial- comunque precisato che uno dei moti vi per cui o ggi si
mente siano cor relate allo sviluppo successivo di forme assiste a un aumento delle forme allergiche è il maggior
allergiche. Ciò potrebbe derivare dal fatto che l’infezio- contatto che o gnuno di noi o ggi ha con sostanze inqui-
ne gastrointestinale potrebbe alterare il passaggio, dal nanti, additivi e simili. Tant’è vero che nei paesi sotto-
lume intestinale al sangue, di proteine che di nor ma non sviluppati le forme allergiche sono poco diffuse.
superano tale bar riera perché troppo g randi. Il sistema (Lilia Alberghina, Franca Tonini, Biologia, Milano 2002)

Il testo sopra è di argomento .


Le parole e le espressioni presenti nel testo riconducibili al linguaggio speciali-
stico di questo argomento sono:

4.2 Capire il tema di fondo del testo


Il tema di fondo di un testo è il cardine intor no a cui ruota tutto il testo: il cen-
tro concettuale cui sono riconducibili tutti gli elementi che lo compongono.
Individuarlo, separandolo dai temi secondari, significa appropriarsi del testo.
D’altra parte, è solo l’indi viduazione del tema di fondo che per mette al lettore
di capire adeguatamente anche i temi secondari o deri vati in cui il testo si ar ti-
cola e, dunque, di capire il testo nel suo insieme.
Individuare il tema di fondo di un testo è utile, soprattutto quando il testo è
piuttosto ampio e risulta difficile seguirne tutti gli sviluppi. I suggerimenti tec-
nici che seguono ti possono aiutare a farlo e a impostare una corretta lettura dei
vari tipi di testo, anche in vista della riduzione del contenuto dell’intero testo in
una sintesi schematica che ne per metterà un ripasso rapido e un’altrettanto
rapida memorizzazione. Per individuare il tema centrale del testo e imposses-
sarsi del suo contenuto, dunque, è utile:
ᔡ individuare i blocchi logici che costituiscono il testo. I blocchi logici, come
sappiamo, sono le v arie parti in cui si ar ticola il contenuto del testo: o gnuno di
essi contiene e sviluppa un aspetto par ticolare dell’argomento del testo, diverso
da quello precedente e da quello seguente e tutti insieme, nella loro successione
ordinata, sviluppano il tema di fondo del testo. I blocchi logici sono facilmente
individuabili. Di solito coincidono con i capoversi, perché l’andare “a capo”
serve a staccare un b locco di infor mazioni (concetti, idee, considerazioni ecc.)
da un altro. Talvolta, però, capo versi piuttosto lunghi contengono più b locchi
logici e, al contrario, capo versi brevi possono essere ragg ruppati a for mare un
unico b locco. L’importante, quando si le gge, è capire che il cambiamento di
blocco logico avviene tutte le volte che il testo passa a illustrare un aspetto diver-
so dell’ar gomento. Questa operazione può essere f atta mentalmente oppure
anche materialmente: in questo caso, basta contrassegnare i vari blocchi logi-
ci individuati in ordine progressivo (a, b, c… oppure 1, 2, 3…);
ᔡ individuare il tema di ogni blocco, cioè rintracciare le principali infor mazioni
che ogni blocco fornisce. Per farlo, basta prestare attenzione a quanto si le gge. In
LEGGERE Unità 1 147
ogni blocco logico, infatti, c’è per lo più una parola-chiave, cioè un ter mine o
un’espressione che ricorre con maggior frequenza, su cui si incentra il discorso o
intorno a cui si coagulano le altre informazioni. In taluni casi, poi, in un blocco ci
può essere una frase – la cosiddetta frase topica – in cui è concentrato il senso
dell’intero blocco. Individuato il tema, è opportuno scriverlo in maniera succin-
ta accanto al blocco stesso oppure appuntarlo su un fo glietto o su un quader no;
ᔡ distinguere, tra i v ari blocchi logici quelli che contengono i temi principali
da quelli che contengono temi secondari. La selezione, condotta sulla base del
maggiore o minor rilie vo che i temi hanno nella trattazione e sulla base del
buon senso, de ve necessariamente essere accompagnata dalla evidenziazione
sulla pagina dei temi principali e, preferibilmente, dalla loro sintesi scritta in
margine alla pagina o in un fo glietto di appunti;
ᔡ risalire al tema di fondo del testo, cioè capire qual è il tema più ampio a cui i
singoli temi parziali si collegano. L’operazione da fare è una sintesi mentale. Per
compierla age volmente, è consigliabile ripercor rere, magari con l’aiuto delle
evidenziazioni segnate sul testo o degli appunti presi, il percorso di lettura fatto.
Consigliabile, infine, è anche appuntare il risultato dell’intera operazione.
Spesso, specialmente nei manuali e nei libri di testo, il tema di fondo e i vari blocchi logici in cui
esso si articola sono segnalati esplicitamente nel testo: lo fanno i titoli dei capitoli, dei paragrafi
e dei sottoparagrafi in cui il testo, o un’ampia parte di esso, è scandito. In taluni casi il contenuto sin-
tetico dei singoli blocchi logici è indicato a margine nel testo, blocco logico dopo blocco logico. Vedi
per esempio il seguente testo, tratto da una pagina di manuale di Storia della letteratura italiana.

Il cantore
di una
scelta
minima
I romanzi:
Fausto e
Anna e
La ragazza
di Bube

La vita

Abbandono
della
tematica
politca

I primi
racconti

Ricerca del
«subliminare»:
Il taglio del
bosco

Le ultime
opere
135-158-U.1 Leggere 10-06-2011 11:12 Pagina 148

148 Modulo 5 IL LABORATORIO DI LETTURA


Verifichiamo ora la tua abilità nell’individuare i temi di fondo dei vari testi.

Capire il tema di fondo di un testo, breve o lungo che sia, è fondamenta-


1
le per la sua comprensione. Le ggi i brevi testi che seguono e da’ loro un titolo
che condensi il tema di fondo del testo.
1. Titolo (= tema di fondo)
Gli abitanti della Grecia si addensano soprattutto nei centri costieri o in g rossi vil-
laggi rurali situati in prossimità di sorgenti. Questo si può facilmente capire conside-
rando che il ter ritorio, montuoso, soggetto a un clima arido e poco f avorevole all’a-
gricoltura, presenta delle coste frastagliatissime e or nate di numerose isole.
Praticamente non esistono le grandi città, se si escludonoAtene, Salonicco e Patrasso.

2. Titolo (= tema di fondo)


In Europa, durante l’in verno, le dif ferenze climatiche sono par ticolarmente accen-
tuate tra i territori occidentali e quelli orientali. A est, infatti, si registrano delle tem-
perature piuttosto basse (tra i -5° e i -15°); ciò è possibile perché la v astissima pia-
nura r ussa può essere percorsa dai v enti freddi e asciutti pro venienti dalle re gioni
polari e dalla Siberia; proprio nel bel mezzo dell’inverno, riescono a penetrare anche
nell’Europa occidentale, giungendo perf ino nella nostra Pianura P adana, che così
viene colpita da ondate di freddo intenso. A ovest, invece, giungono dall’Oceano
Atlantico i venti freschi e umidi, che procedono v erso oriente f ino a incontrarsi coi
primi: dal contatto fra le due masse d’aria in movimento sono provocate le nevicate,
soprattutto a una cer ta altitudine. Durante l’estate le dif ferenze climatiche sono
molto sensibili fra le regioni meridionali e quelle settentrionali.

Leggi i testi che seguono, dividili in b locchi logici e accanto a o gnuno


2
scrivi, in forma di frase molto sintetica, il tema. Dai poi a ciascun testo un tito-
lo che ne sintetizzi il tema di fondo.

1. Titolo (= tema di fondo)


Il suono non è l’unico mezzo che hanno gli animali per comunicare. In molti casi
sono soprattutto le specie più evolute (cioè più complesse e apparse sulla Terra dopo
una lunga storia di perfezionamenti) quelle che ricor rono al suono per trasmettere
informazioni ai propri simili. Gli animali, inf atti, hanno bisogno di comunicare per
mantenersi in contatto fra loro e coordinare le proprie atti vità: affinché il maschio
possa incontrare la femmina e f arsi riconoscere, per esempio, o i piccoli possano
chiamare i genitori in caso di necessità e così via.
I topolini dei boschi, per esempio, comunicano con gli odori: o gni animale emette,
infatti, profumi “personali” mediante i quali è riconosciuto dai membri del proprio
gruppo. Ciascuno di essi ha un reper torio preciso di odori per se gnalare agli altri i
vari stati d’animo (paura, v oglia di stare insieme ecc.). Gli animali comunicano
anche con i gesti o toccandosi in modo caratteristico. P er i topolini, per esempio, il
contatto cor poreo è molto impor tante e ser ve a comunicare v arie cose: ti sono
amico, stiamo vicini ecc. La coesione del g ruppo è f avorita da di verse operazioni
che servono proprio a segnalare il bisogno di stare insieme: per esempio, è frequen-
te vedere i topolini che si spulciano o si puliscono reciprocamente!

2. Titolo (= tema di fondo)


Le faggete sono i più bei boschi dell’Appennino. Le caratteristiche di questi boschi
non sono molto diverse da quelle delle Alpi. I faggi possono, però, essere stati sosti-
tuiti con i castagni. Un tempo questa pianta costituiva una grande ricchezza per i paesi
dell’Italia centro-meridionale; non solo da va un ottimo le gname, ma i suoi fr utti
erano un importantissimo cibo per quelle popolazioni. Vi erano interi paesi che vive-
(segue)
135-158-U.1 Leggere 10-06-2011 11:12 Pagina 149

LEGGERE Unità 1 149


vano principalmente sui castagneti, anche se o ggi le castagne sono più che altro –
salvo rare eccezioni – un fr utto da raccogliere e mangiare durante una scampagnata.
I boschi di castagni, di f aggi, e più in basso anche di querce, sono i più g randi pro-
duttori di funghi durante la stagione autunnale. In questi boschi v agano i lupi, un
tempo numerosissimi, oggi ridotti a poche centinaia. Si tratta di animali a cui le leg-
gende hanno attribuito una grandissima ferocia, ma che in realtà preferiscono allon-
tanarsi al primo sintomo di ar rivo dell’uomo, tanto che è una cosa rarissima poterli
vedere. Durante gli in verni par ticolarmente ne vosi e freddi, tro vandosi magari in
pericolo, i lupi, come del resto tanti altri animali, non esitano ad attaccare l’uomo.
Si tratta però di casi eccezionali. (tutti i testi sono tratti da Il bosco, Touring Club Italiano)

4.3 Cogliere e seguire il filo del discorso


Quando si legge un testo, bisogna saper cogliere il “filo del discorso” e seguir-
lo nel suo sviluppo di capo verso in capo verso, di parag rafo in parag rafo e di
capitolo in capitolo. Se non lo si f a, si perde di vista il signif icato complessivo
del testo. Il lettore, in questa operazione, è aiutato da due elementi:
ᔡ i segnali linguistici che al suo inter no collegano e nello stesso tempo scandi-
scono le varie parti del testo garantendo quella coerenza di contenuti che è uno dei
suoi elementi costitutivi. Infatti, in ogni testo i concetti e/o i fatti sono sempre col-
legati da una serie di elementi che fungono da veri e propri connettivi logici: i pro-
nomi, che riprendono e rilanciano nel discorso un nome (“L ’ossido di carbonio
è... ed è prodotto da... Esso...”); gli a vverbi e le locuzioni
Sui connettivi logici che avverbiali di tempo ( prima... poi... infine), che organizzano e
tengono insieme e, nello scandiscono la successiva cronologia degli eventi esposti; gli
stesso tempo, scandisco- avverbi e le locuzioni a vverbiali di luo go (davanti... dietro...
no le varie parti di un
testo, vedi alle pp. 64 ss. più lontano), che organizzano e scandiscono le diverse fasi di
una descrizione; le congiunzioni ( dunque, quindi, pertanto,
infatti, cioè, ossia), che raccordano le v arie par ti di un testo
stabilendo tra di esse rappor ti diversi; i tempi verbali, che creano le di verse pro-
spettive temporali di una nar razione, scandendo la contemporaneità, l’anteriorità
o la posteriorità dei fatti narrati rispetto al momento in cui avviene la narrazione;
ᔡ il senso generale del testo. La coerenza di forma e di contenuto che caratte-
rizza un testo e ne garantisce la compattezza e l’or ganicità fa sì che il testo si
sviluppi secondo un preciso ordine lo gico che per mette al lettore di se guire il
filo del discorso.
1 Ti diamo alcuni testi, diversi per tipologia e argomento. Di ciascuno:
– segnala il “filo del discorso” che garantisce l’unità del testo;
– sottolinea e precisa l’ elemento linguistico o gli elementi linguistici (con-
giunzioni, avverbi, locuzioni avverbiali, pronomi ecc.) che tengono insieme il
“filo del discorso” e quindi il testo stesso.
1. Stefania parla benissimo l’inglese: ha trascorso, inf atti, un periodo di sei mesi in
un college di Londra.
FILO LOGICO: a) informazioni; b) spiegazione
ELEMENTI LINGUISTICI DI COLLEGAMENTO: infatti

2. Il latino volgare, ossia il latino parlato comunemente, non ci è noto. Tuttavia, pos-
siamo farcene un’idea attraverso alcune iscrizioni e qualche testo letterario.
(segue)
135-158-U.1 Leggere 10-06-2011 11:12 Pagina 150

150 Modulo 5 IL LABORATORIO DI LETTURA

FILO LOGICO:
ELEMENTI LINGUISTICI DI COLLEGAMENTO:

3. Alla morte di Settimio Severo, il figlio Caracalla ne prosegue l’opera e cura in modo
particolare l’economia, l’arte, la cultura. Nel 212, poi, egli promulga una costituzione
con cui conferisce la cittadinanza romana a tutti gli uomini liberi dell’impero. Dopo il
suo assassinio il potere v errà esercitato dalle donne della f amiglia imperiale: Giulia
Domna, Giulia Mesa e Giulia Mamea.
FILO LOGICO:
ELEMENTI LINGUISTICI DI COLLEGAMENTO:

4. Le proteine sono le componenti fondamentali delle cellule, perché sv olgono fun-


zioni indispensabili. Esse, inf atti, contribuiscono, innanzitutto, all’accrescimento e al
mantenimento dei tessuti or ganici. Svolgono, inoltre, una funzione essenziale di pro-
duzione di enzimi e di ormoni. Infine, svolgono una funzione protettiva ed energetica.
FILO LOGICO:
ELEMENTI LINGUISTICI DI COLLEGAMENTO:

5. Nel mondo antico e nel Medioe vo la posizione dell’Italia al centro del


Mediterraneo si rivelò importante perché permise al nostro Paese di diventare , dopo
la Grecia, il centro di dif fusione di una ci viltà molto avanzata oltre che un nodo di
traffici commerciali tra Occidente e Oriente. Oggi, in vece, questa posizione non è
così fondamentale poiché il Mediter raneo non è più la principale via di comuni-
cazione marittima del mondo, la pesca è di ventata un’attività poco impor tante e la
navigazione di cabotaggio è limitata ai colle gamenti tra isole e continente.
FILO LOGICO:
ELEMENTI LINGUISTICI DI COLLEGAMENTO:

2 Nel brano che se gue il “ filo del discor so” si sviluppa in precisi blocchi
logici di contenuto colle gati e saldati l’uno all’altro da elementi linguistici di
vario tipo. Sottolinea nel testo tali elementi linguistici e poi completa lo sche-
ma dei blocchi logici di contenuto in cui il testo si ar ticola.

La profonda trasfor mazione politica, sociale, economica e ideolo gica del Settecento si muo ve soprattutto in due
direzioni: l’evoluzione della tecnica e l’evoluzione del pensiero. La prima porta alla nascita dell’industria, alla rivo-
luzione nel mondo del la voro rappresentata dalla comparsa della f abbrica, all’ingrandimento delle città e ai pro-
gressi in campo scientifico e sociale. La seconda porta al formarsi di una teoria filosofica, l’Illuminismo: un movi-
mento inteso a rivendicare la libertà di pensiero e di conoscenza, la f ine dell’oscurità e dei tabù che hanno tenuto
per secoli l’uomo nell’ignoranza e nella miseria. Sarà dunque dall’Illuminismo che si trar ranno le conse guenze
politiche che por teranno alla condanna dell’assolutismo dei re, dei pri vilegi dei nobili e del clero, de gli abusi del
potere. In altre parole, sarà dall’Illuminismo che nascerà la Ri voluzione, prima americana e poi francese.
1
Affermazione 2
di partenza
1 3
4

2 →

Precisazione esplicita
Conclusione (“dunque”) → (“In altre parole”)
135-158-U.1 Leggere 10-06-2011 11:12 Pagina 151

LEGGERE Unità 1 151


3 Leggi il testo che segue e, mentre leggi, ricostruiscine il filo logico sotto-
lineando gli elementi linguistici che tengono insieme le v arie parti del testo,
garantendo al testo uno sviluppo logicamente ordinato e al lettore una più age-
vole comprensione.
DARE SENZA RIFLETTERE
La noia dei gesti che si succedono l’uno all’altro, dei percorsi scontati, dei compiti sempre ugua-
li, vi ha già completamente per vasi. Avanzate come automi fuori dal tempo, siete quasi al limite
dell’indifferenza verso tutto, voi stessi, gli altri, le cose che vi circondano.
Improvvisamente scorgete la miseria. La v era miseria. Un barbone seduto, un bambino sporco,
storpio o malato, la pelle arrossata dal freddo, dalle notti passate all’addiaccio, dal fiasco di vino.
Vi appare ovunque, all’angolo della strada, sul marciapiede, nella stazione del metrò, al semafo-
ro rosso. E improvvisamente. Date subito qualcosa. Senza sapere che cosa, senza riflettere, senza
calcolare. Nessuna incer tezza. Niente teorie o giustif icazioni. Date quello che a vete sottomano,
un biglietto, un panino, un libro, una penna, un sor riso. Non preoccupatevi del valore delle cose
né del gesto in sé.
Provate a dare senza riflettere. Non qualsiasi cosa e a chicchessia, ma qualcosa di v oi, voi che
siete protetti, che godete di cer te comodità, che non a vete veramente bisogno di nulla. E f atelo
solo perché vi tende la mano.
A freddo potreste pensare che il gesto è arbitrario, in un cer to senso ingiusto a forza di ir ragione-
volezza e di rischio. Non appena cominciate a riflettere, a vrete tutte le ragioni buone o cattive per
trovare l’elemosina inutile, la mendicità immorale, la carità sospetta. E questo perché biso gna
allontanare con fermezza qualsiasi pensiero ci colga nel momento in cui ci fer miamo a fare l’ele-
mosina. Il dare scaturisce dalla pietà, da quell’impulso impro vviso a soccor rere, a essere solidali
che invece l’analisi combatte e dissolve.
In questa circostanza non biso gna esitare, occorre mettere a tacere i nostri pensieri con la forza.
La memoria conserva la gratitudine di quegli istanti. In fretta dimenticherete i pasti frugali e can-
cellerete dalla v ostra memoria il denaro speso con parsimonia. Vi ricorderete invece di ciò che
avete dato, dei gesti, dei visi, delle parole pronunciate. Non è solo il contrario dell’ob
lio, ma anche
l’inverso del rimorso.
(Roger-Pol Droit, La filosofia portatile, Rizzoli)

4 Insieme all’insegnante, scegli un paragrafo di un tuo libro di testo, leg-


gilo con attenzione, individua i più importanti blocchi logici, sottolinea gli ele-
menti linguistici che li tengono insieme, se ci sono, e spiega quale legame sta-
biliscono tra i vari blocchi.
5 Nei testi che seguono, gli elementi linguistici che g arantiscono i legami
logici tra vari blocchi logici sono sottintesi, sono cioè dati solo dal signif ica-
to delle v arie parti che compongono i testi. Le ggi attentamente i testi, indi vi-
duane i b locchi logici, cioè le v arie parti, e spie ga la funzione lo gica (def ini-
zione, spiegazione, causa/effetto, opposizione ecc.) di ogni blocco.
1. Gli uomini, sfruttando le risorse ambientali f ino ai limiti estremi, hanno or mai compromesso
gli equilibri ecologici dell’intero pianeta. Hanno alterato i paesaggi naturali con disboscamenti,
dissodamenti, deviazioni di f iumi, sfruttamenti minerari; hanno inquinato l’aria e le acque con
industrie, centrali ter miche, milioni di automobili; hanno creato nuo vi paesaggi ar tificiali, che
contribuiscono a questo inquinamento.
2. Andando dall’Equatore verso i Tropici l’umidità dell’aria diminuisce, le piogge diventano sta-
gionali e la vegetazione si fa meno fitta. La foresta lascia gradualmente il posto alla savana, una
distesa di erbe con pochi alberi e arbusti. Il paesaggio della savana è stato profondamente modi-
ficato dall’intervento dell’uomo. Qui si tro vano le g randi piantagioni di caf fè, cotone, tabacco,
arachidi.
3. La dalia, pianta originaria del Messico, è una pianta subtropicale. Ha radici tuberose, fusto
cavo e foglie solitamente verdi e molto numerose. I f iori possono assumere svariate colorazioni
così come è molto variabile la forma dei petali.
4. Lo scarico in mare di eccessive quantità di nitrati e di fosf ati contenuti nei detersivi e nei fer-
tilizzanti ha causato la crescita abnorme di alghe, un fenomeno non nuovo nei mari del Nord. La
conseguenza è stata l’uccisione di settecento tonnellate di salmoni d’alle vamento.
135-158-U.1 Leggere 10-06-2011 11:12 Pagina 152

152 Modulo 5 IL LABORATORIO DI LETTURA

4.4 Individuare le informazioni implicite


Spesso, quando si legge, ci si imbatte in fatti o in concetti che vengono esposti
dall’autore dando per scontata la conoscenza di alcune nozioni di base che
fanno parte del bagaglio culturale del lettore medio o che sono già state espo-
ste in altra parte del testo. Prendiamo, per esempio, in considerazione il seguen-
te passo, estrapolato da un testo espositi vo dedicato alle istituzioni politiche:
Nell’evoluzione del Comune, l’istituzione del podestà, che pure ebbe positi vi
effetti nell’amministrazione delle città, non servì a riportare la pace tra le fazio-
ni in lotta per il potere.
L’autore, che sta ricostruendo le diverse fasi in cui si articola la realtà ammi-
nistrativa dell’Italia di o ggi, f a un cenno anche al Comune medie vale, ma
non ritiene oppor tuno diffondersi a spie gare puntualmente ciò che dice: gli
basta aver accennato alla cosa, sicuro che il lettore saprà capire da solo la
portata della sua af fermazione. Di f atto, però, perché il bre ve testo risulti
veramente comprensibile, il lettore deve completarlo con la seguente serie di
informazioni esterne al testo:

Nell’evoluzione del Comune, Il Comune è, evidentemente, un’istituzione politico-amministrativa (Che cos’è?


Quando è stata istituita? Che caratteristiche presenta?)
Il Comune non è sempre stato la stessa istituzione, ma si è evoluto nel tempo (Quali
sono state le diverse fasi della struttura del Comune? Come si sono evolute? In con-
comitanza con quali fatti?)

l’istituzione del podestà, A un certo punto della storia del Comune sono stati istituiti i podestà (Chi era il pode-
stà? Quando e perché è stato istituito?)

che pure ebbe positi vi ef- L’istituzione della figura del podestà ebbe positivi effetti nell’amministrazione delle
fetti nell’amministrazione città (Quali effetti ebbe? Perché e limitatamente a quali compiti questi effetti posso-
delle città, no essere considerati positivi?)

non servì a riportare la pace Quando furono istituiti i podestà, nei Comuni c’erano delle contese tra opposte fazioni
tra le f azioni in lotta per il (Quali erano le fazioni in questione? Perché erano in contrasto?)
potere. L’istituzione dei podestà non servì a porre fine a queste contese (Perché? Che cosa si
aspettavano i Comuni o le varie fazioni dal podestà? Perché il podestà fallì il suo compito?)

Come si vede, le informazioni lasciate sottintese dall’autore e, invece, neces-


sarie per una retta comprensione del testo sono molteplici. In molti casi, le
informazioni sottintese fanno parte del bagaglio culturale di ogni individuo di
media cultura: il lettore, quindi, può f acilmente integrare le infor mazioni del
testo attingendo alle sue conoscenze. In altri casi, in vece, il lettore de ve rin-
tracciare da solo ciò che gli ser ve per capire il testo:
ᔡ controllando se le infor mazioni che gli ser vono non sono contenute in altre
parti del testo, cosa che può f are leggendo l’Indice generale o, se c’è, l’Indice
analitico per argomenti;
ᔡ consultando altri testi, per esempio un manuale specifico (nel nostro caso un
manuale di storia o di istituzioni politiche) o un’enciclopedia.
1 Spesso, in un testo, alcuni concetti non sono espr essi in modo esplicito
ma lasciati sottintesi: chi legge, però, se vuole veramente capire il testo, deve
imparare a cogliere anche quello che è stato lasciato sottinteso. Le ggi attenta-
mente le frasi che seguono e scopri qual è il concetto sottinteso a cui ognuna di
esse fa riferimento.
135-158-U.1 Leggere 10-06-2011 11:12 Pagina 153

LEGGERE Unità 1 153


TESTO CONCETTO SOTTINTESO

1. Per la prima volta, nella sua carriera, lo sciatore azzur- Lo sciatore in questione è troppo spericolato oppuro poco
ro è riuscito a concludere la gara senza finire fuori pista. abile

2. Al momento contro lo smog viene presa in considera-


zione una sola misura: il blocco della circolazione delle
automobili, delle moto e dei motorini una volta alla setti-
mana.

3. Gli Italiani scoprono la letteratura fantasy: i numerosi


libri e film dedicati ad elfi, maghi e paesaggi fantastici
hanno suscitato un grande entusiasmo, appassionando a
questo genere letterario un numero sempre più vasto di
lettori.

4. La nostra casa ha messo a punto un nuovo trattamen-


to antirughe in grado di rispondere alle richieste delle
donne che da sempre scelgono i nostri prodotti. Quattro
settimane per ridurre le rughe perché voi valete.

2 L’effetto comico di moltissime barzellette è basato su un equivoco che


per lo più nasce dal f atto che alcune informazioni sono volutamente lasciate
sottintese. Quando il destinatario scopre queste informazioni “nascoste”, trova
che esse dicono il contrario di quello che ci si aspetterebbe in quella par ticola-
re situazione. L’effetto comico è allora garantito. Leggi le barzellette che ti pro-
poniamo qui di seguito: per ognuna di esse spiega, come abbiamo fatto noi nella
barzelletta presa come esempio, qual è l’informazione sottintesa (o quali sono
le informazioni sottintese) e perché la barzelletta f a ridere.

1. AL FUOCO! AL FUOCO!
Un bambino si precipita disperato in una – Qualche prob lema, signore? P osso
stazione di servizio e grida all’addetto: aiutarla?
– Presto, mi dia una tanica di benzina! La – No, g razie – f a quello, ansimando. –
nostra scuola, qui dietro, sta br uciando! Tutto bene, solo che mi sono appena
accorto di a ver dimenticato a casa il
SPIEGAZIONE: l’informazione sottintesa
libretto di circolazione!
è la seguente: il bambino detesta la scuo-
la, perciò, quando l’edificio scolastico va 4. LA PREGHIERA
a fuoco, invece di procurarsi dell’acqua, – È v ero che la tua mamma è una bra va
chiede insistentemente della benzina. La cuoca? – chiede una signora al f igliolet-
barzelletta fa ridere perché l’informazione to di una vicina.
sottintesa si traduce in un comportamen- – Non ne sono sicuro – risponde esitando
to che è il contrario di quello che ci aspet- il bambino – perché la mamma, prima di
teremmo (il bambino chiede benzina e mangiare, ci obb liga a recitare una pre-
non acqua): l’effetto comico nasce quindi ghiera.
dal rovesciamento della situazione.
2. LA PROPOSTA DI MATRIMONIO 5 TEST
Una domenica pomeriggio, una coppia di Sapete come si f a a riconoscere un matto
giovani passeggia in un parco. A un trat- in un sommergibile?
to, lui mormora timidamente: È quello che gira con il paracadute!
– Senti un po’: perché non ci sposiamo? 6. IN MARINA
– Non è male, come idea – ribatte lei – ma Un giovanotto s’è ar ruolato in Marina e,
con chi? quando si presenta in caserma, un sergen-
3. UN AUTOMOBILISTA te gli domanda:
SCRUPOLOSO – Sai nuotare?
Un vigile urbano, scorgendo in una via un – Perché? Adesso non ci sono più le navi?
tale che spinge un’automobile, si a vvici- (da “La Settimana Enigmistica”, n.3640- 3636)
na e gli domanda:
135-158-U.1 Leggere 10-06-2011 11:12 Pagina 154

154 Modulo 5 IL LABORATORIO DI LETTURA

4.5 Valutare il contributo offerto al testo dagli aspetti formali


La forma del testo – il registro linguistico, le scelte lessicali, l’organizzazione
delle parole in frasi e delle frasi in periodi, gli accor gimenti stilistici utilizzati,
come le metafore e le metonimie, la struttura grafica del testo – ha sempre una
importanza non trascurabile. Ciò è vero per tutti i tipi di testo e lo è in par ti-
colare per quelli letterari – nar rativi e poetici –, che asse gnano agli elementi
formali un r uolo comunicativo decisivo e, anzi, hanno la loro specif icità pro-
prio nello sfr uttamento a scopo espressi vo delle risorse della lingua. Il “buon
lettore”, per tanto, de ve sempre saper cogliere e v alutare l’appor to che gli
aspetti formali danno a un testo e, in particolare, ai testi poetici e nar rativi.

5 Saper leggere significa “fissare” ciò che si è letto


e farlo diventare parte del proprio patrimonio di
conoscenze e di competenze
La lettura approfondita di un testo – sia essa stata fatta per motivi di studio, per
motivi pratici o per puro piacere – non f inisce quando si è ar rivati in fondo al
testo. La “v era” lettura, inf atti, deve, da una par te, portare al soddisf acimento
dei bisogni e delle esigenze che ci hanno spinto alla lettura e, dall’altra, de ve
lasciarci qualcosa: nuove conoscenze, nuove o più precise competenze, idee più
chiare intorno a qualche prob lema, il ricordo di un’esperienza, un’emozione e
così via. La prima cosa da f are, dunque, a lettura f inita, per trar re il maggior
frutto da ciò che si è letto è f issare nella memoria ciò che si è letto. Per ottene-
re questo risultato si possono utilizzare due strade.

5.1 Prendere appunti


Prendere appunti di ciò che si sta le ggendo o che si è letto è la prima e più
importante maniera di f issare nella memoria un testo. Nel modulo dedicato
all’ascolto, abbiamo suggerito come procedere per prendere appunti nel miglio-
re dei modi mentre si ascolta un testo. Le tecniche là indicate sono valide anche
per prendere appunti da un testo scritto. Per comodità, le riassumiamo qui, con
un paio di precisazioni. Per prendere appunti, dunque, bisogna:
ᔡ individuare le informazioni e/o i concetti principali, cioè identif icare i diver-
si blocchi logici di contenuto e sottolineare in essi le parole o le frasi che con-
tengono le informazioni o i concetti più importanti, possibilmente scalando-
li in ordine progressivo (1, 2, 3… opp. a, b, c ecc.).;
ᔡ prendere nota delle informazioni e/o dei concetti più importanti, scriven-
doli – in for ma abbreviata o schematica – in mar gine al testo o su un fo glio
opportunamente intestato (autore, titolo, editore, luogo e anno di edizione e, se
necessario, capitolo e pagine);
ᔡ individuare i collegamenti logici tra le infor mazioni e i concetti annotati e
raggruppare informazioni e concetti per categorie, cioè per identità di contenu-
to, per complementarità o, anche, per antitesi.
135-158-U.1 Leggere 10-06-2011 11:12 Pagina 155

LEGGERE Unità 1 155


Ecco come potrebbero essere gli appunti presi dal se guente testo:
TESTO APPUNTI
Il mondo medievale: l’organizzazione della cultura Basso Medioevo:
organizzazione della cultura
La rivoluzione commerciale e lo sviluppo urbano contribuirono alla dif-
1. nuove competenze, nuovi mestieri,
fusione di nuovi mestieri, crearono esigenze diverse, favorirono la mobi-
nuove esigenze
lità degli individui, richiesero il possesso di competenze specifiche (tene- causa: rivoluzione commerciale e
re la contabilità, calcolare gli interessi, organizzare le spedizioni dei mer- sviluppo urbano
canti, provvedere ai rifor nimenti delle carovane, stabilire contatti con le conseguenza: creazione di nuovi
fiere ecc.). La rinascita dell’economia creò le condizioni per l’istituzione organismi destinati a fornire gli
di organismi che fornissero ai borghesi gli strumenti del sapere indispen- strumenti del sapere
sabili nel nuovo contesto sociale./
In molte località sorsero scuole laichecomunali che miravano a dare una pre-
parazione prevalentemente giuridica e amministrati va./ Queste scuole nella 2. le scuole laiche comunali:
loro f ase originaria furono pri vate, nacquero cioè per iniziati va di singoli – dapprima private
maestri che si facevano retribuire dagli alunni;/ spesso col tempo esse passa- – in un secondo tempo pubbliche
rono sotto il diretto controllo del Comune e di vennero perciò pubbliche./
L’innovazione più significativa introdotta nel Basso Medioevo fu il sorgere
delle università./ All’origine ci fu un movimento di associazione che sfociò
in una corporazione; l’iniziativa poteva partire dai docenti (come a P arigi)
o dagli studenti (fu questo il caso di Bolo gna). Maestri e discepoli stipula- 3. università:
– contratto fra maestri e discepoli
vano un contratto, stabilivano i compensi; queste nor me avrebbero dovuto – statuti e autonomia giuridica
essere rispettate dalla totalità (il v ocabolo universitas ha appunto questo
significato) dei contraenti./ Furono redatti de gli statuti , cioè dei re gola-
menti, come per le altre cor porazioni; le università si batterono soprattutto
per ottenere l’autonomia giuridica e privilegi dalle autorità.
(C. Barberis, Dall’età antica al Medioevo, Principato, Milano 1997)

In pratica, come si v ede, prendere appunti da un testo scritto signif ica ripro-
durre schematicamente la struttur a lo gica del testo , cioè costr uire una
mappa che metta in e videnza, in modo conciso ma chiaro, le infor mazioni e i
concetti principali in esso contenuti e i le gami logici che li tengono insieme.

5.2 Riformulare personalmente il contenuto del testo letto


Un’altra tecnica molto utile per f issare i contenuti di un testo letto consiste nel
rielaborarli, cioè nell’esporli con parole proprie, mentalmente o per iscritto, in
forma sintetica. Di fatto, se, a lettura finita, si è in grado di riformulare, con o
senza l’aiuto di appunti, i contenuti del testo letto vuol dire che non solo lo si è
capito ma che lo si è anche assimilato perfettamente.
La rielaborazione di ciò che è letto de ve essere fatto in forma di scheda che
deve contenere l’indicazione esatta dell’ autore, del titolo , dell’editore, del
luogo e della data di edizione del volume, nonché, se è necessario, delle pagi-
ne oggetto di lettura, e una breve sintesi (più breve e più concentrata di un rias-
sunto, ma più articolata di un semplice schema di appunti) del testo letto. Utile
è anche registrare nella scheda una concisa valutazione del testo in questione
(un giudizio circa il volume, in generale o ai f ini di ricerche puntuali).
1 Dopo aver letto, bisogna “fissare” nella mente ciò che si è letto e per
farlo la cosa miglior e è pr endere appunti. Leggi i testi se guenti, dividili in
blocchi logici, sottolinea in ogni blocco i concetti principali e/o le parole chia-
ve e poi, a fianco di ciascun testo, prendi appunti, annotando solo i concetti fon-
damentali di ogni blocco e ragg ruppandoli per categorie. Ti diamo come cam-
pione il lavoro già svolto sul primo testo.
135-158-U.1 Leggere 10-06-2011 11:12 Pagina 156

156 Modulo 5 IL LABORATORIO DI LETTURA

1. L’inquinamento del Lago Vittoria, lago politicamente diviso fra Tanzania, 1° BLOCCO
Uganda e Kenya, è dovuto al fatto che non vengono depurati gli scarichi urbani 1. Le cause dell’inquinamento del
e industriali (compresi quelli ad alto contenuto di mercurio prodotti dallo sfrut- Lago Vittoria: scarichi urbani e
industriali e acque di scolo pro-
tamento aurifero) e le acque di scolo dei terreni agricoli (provenienti da colture venienti dai terreni agricoli
che richiedono un forte impiego di fertilizzanti e pesticidi). 2. Un esempio: scarichi indu-
Si calcola che, solo dalla Tanzania, vengano riversati ogni giorno nel lago oltre striali provenienti dalla
2 milioni di litri di liquami e scarichi non trattati./ Tanzania
Si sono di conseguenza prodotti cambiamenti nella composizione chimica del 2° BLOCCO
lago, la cui trasparenza è diminuita, e fenomeni di eutrofizzazione, soprattutto Conseguenze: 1. cambiamenti nella
infestazione del giacinto acquatico che, oltre ad ostacolare la navigazione e composizione chimica del lago:
intasare tubi e canali, riduce il contenuto di ossigeno nell’acqua./ 2. fenomeni di eutrofizzazione
Le acque sotto i 40-45 metri sono ormai prive di ossigeno e, quando periodica- 3° BLOCCO
mente salgono verso la superficie, causano morie di pesci./ Conseguenze: morie di pesci
Per arrestare il degrado in questa zona, scienziati di vari paesi collaborano a 4° BLOCCO
programmi di ricerca, sulla cui base i paesi rivieraschi dovrebbero prendere Possibili rimedi:programmi di
delle misure. ricerca e conservazione
(M. Dinucci, Geografia del sistema globale, Bologna 2000)

2. In Europa, l’aumento della produzione agricola nel XIII secolo venne reso pos-
sibile in misura determinante dal ricorso a nuovi metodi di coltura, il più impor-
tante dei quali fu la rotazione triennale, attuata estesamente. In precedenza era
consuetudine dividere la superficie coltivabile in due parti: una veniva coltivata,
l’altra lasciata a maggese, cioè a riposo. Con il nuovo sistema una parte dei
campi era seminata in autunno (grano, segale), la seconda in primavera (orzo,
avena, legumi) e solo la terza era lasciata incolta. I vantaggi derivanti da questa
pratica erano molteplici: ogni anno si sfruttavano i due terzi della superficie
coltivabile anziché la metà; la produzione risultava diversificata: diminuiva il
pericolo delle carestie, perché si otteneva più di un raccolto all’anno.
(C. Barberis, Dall’età antica al Medioevo, Milano 1997)

3. Le mine anti-uomo, il cui prezzo è molto basso, sono in genere costruite in


materiale plastico che le rende più durature, facilmente disseminabili sul terri-
torio (ad esempio attraverso il lancio da un elicottero) e difficilmente rilevabili
col metal detector. Ne esistono circa 350 differenti tipi, prodotti in una cinquan-
tina di paesi. Tra questi figura l’Italia che fino al 1994 ne ha fabbricate milioni di
36 diversi modelli. Si calcola che siano oggi disseminati sul terreno in oltre 70
paesi circa 110 milioni di questi ordigni, eredità delle guerre degli ultimi decen-
ni. Per lo meno altri 100 milioni sono stoccati in depositi e arsenali. Ma nessuno
conosce il numero esatto che potrebbe essere ancora più alto. Stando alla val-
utazione media, c’è una mina pronta ad esplodere ogni 50 abitanti del pianeta.
Le mine provocano ogni giorno in media la morte di 27 persone e la mutilazione
di altre 40. L’80% costituito da civili, tra cui molti bambini. In molti paesi – come
Cambogia, Vietnam, Afghanistan, Iraq, Mozambico, Angola, Somalia, Bosnia –
la disseminazione di mine, impedendo l’uso di vasti terreni per la coltivazione e
ostacolando i trasporti, ha provocato anche gravi danni economici.
(M. Dinucci, Geografia del sistema globale, Bologna 2000)

2 Confronta gli appunti che hai pr eso sui testi dell’eser cizio precedente
con gli appunti elaborati sui medesimi testi da altri tuoi compagni. Verifica,
in primo luogo, se gli appunti presi da altri ti per mettono o meno di ricostruire
il testo. Poi prendi nota di tutte le dif ferenze tra i tuoi appunti e quelli altr ui e
discuti della cosa in classe sotto la guida dell’inse gnante.
3 “Fissare” un testo nella memoria signif ica individuarne il contenuto e
“fissarlo” in una o due fr asi, quasi un titolo. Ti diamo qui di se guito alcuni
brevi articoli giornalistici, tratti dal “Corriere della Sera”. Leggili attentamente
135-158-U.1 Leggere 10-06-2011 11:12 Pagina 157

LEGGERE Unità 1 157


e poi condensali in una frase che possa fungere da titolo. Confronta poi i tuoi
titoli con quelli originali, pubblicati in fondo alla pagina.
1. MILANO. Anno boom per il mattone. Sale il prezzo de gli immobili anche del 14 per cento.
Gli affitti diventano sempre più alti: per un bilocale si arriva a pagare fino a mille euro al mese.
2. MILANO. Sette mor ti sulle strade del Nord , trasformate in lastre di ghiaccio dalla nebbia
sommata al gelo. La Torino-Milano è stata paralizzata per ore, in tilt la circolazione attor no
al capoluogo lombardo e code f ino a venti chilometri sulle statali. P er il week end i meteo-
rologi annunciano scarsa visibilità.
3. ATENE. La riunificazione dell’isola di Cipro, dove rimane l’ultimo anacronistico muro d’Europa,
non è più un sogno irrealizzabile. A 27 anni dalla spaccatura dell’isola in due entità di vise, riparte
il dialogo fra Greci e Turchi.
4. MILANO. Muti dirige “T raviata”: è una festa per tenere a battesimo un teatro, quello de gli
Arcimboldi, nato in 27 mesi e designato ad ospitare nei prossimi tre anni la Scala in restauro.
5. PADOVA. I restauri alla Cappella de gli Scro vegni hanno sv elato i se greti più reconditi
impressi dal maestro toscano, tra questi la figura di Lucifero riportata tra i dannati nella parte
bassa del Giudizio universale. Il demone ha il volto abraso.

6 Saper leggere significa saper interpretare il testo


Nel corso della lettura e poi, a lettura f inita, il “buon lettore” deve saper inter-
pretare il testo , cioè spremere da esso il signif icato globale, quello che rac-
chiude in sé il senso profondo del messaggio dell’autore – cioè che cosa egli
ha veramente voluto dire mediante quel testo – e della sua ideologia – cioè il
punto di vista da cui si è posto nell’af frontare l’argomento del testo e l’inter-
pretazione che ne ha dato. Questa operazione va compiuta su tutti i tipi di testo.
Nel caso dei testi pragmatici, cioè i testi di uso pratico come quelli descrittivi,
informativi, argomentativi e simili, essa è impor tante per poter condurre una let-
tura oggettiva: una lettura che consente al lettore di tener sempre conto dell’o-
rientamento dell’autore sul tema di cui tratta e che la indi vidui e la decifri nel
corso della lettura, in modo da non lasciarsi “imbro gliare” cioè da non lasciarsi
persuadere quando voleva solo informarsi o conoscere un’opinione, e in modo da
riuscire sempre a separare e distinguere le opinioni personali dell’autore delle
informazioni, dai concetti e dalle idee di valore generale.
Particolarmente attenti bisogna essere quando i testi in questione sono dedicati a
temi storici, sociali, politici, religiosi, economici, etici o bioetici. In questi casi,
esistono due possibilità: o il lettore conosce l’ideolo gia “politica” dell’autore o
non la conosce. Se la conosce perché l’autore pro vvede a dichiararla esplicita-
mente all’inizio del testo oppure perché essa è talmente nota che l’autore non ha
neppure bisogno di dichiararla, il lettore deve leggere il testo tenendo sempr e
presente il punto di vista ideologico dell’autore: solo a questa condizione, egli
potrà distinguere i “f atti” dalle “opinioni” e, alla f ine, accettare o respingere, in SOLUZIONI
parte o in toto, le conclusioni cui l’autore ar riva. Se, invece,
il lettore non sa nulla sull’autore del testo e questi evita accu-
svelano un Lucifero sfregiato.
i restauri alla Cappella degli Scrovegni
ratamente di dichiarare aper tamente la propria ideolo gia, su il sipario della nuova Scala. 5. Giotto,
cioè di schierarsi apertamente a favore di una tesi o di un’al-
breccia nel muro di Cipro. 4. Arcimboldi,

tra, il lettore deve, per prima cosa, cercare di capire “da


sulle strade del Nord. 3. Una prima
delle case. 2. Nebbia e gelo: una strage
quale parte sta l’autore”. Può, per esempio, cercare infor- sono: 1. Aumenti record per i prezzi

mazioni nell’introduzione al v olume o nella bre ve scheda


Esercizio 3 pp. 142-143: I titoli originali

biografica che viene per lo più pubblicata nel risvolto o nella


bob, radar, ossesso, non, osso, otto.
lindrome sono: oro, anta, esse, afa, ala,
quarta di copertina, oppure può chiedere lumi a qualcuno Esercizio 6 pp. 126-127: Le parole po-

più informato di lui. Nella maggior parte dei casi, però, un


135-158-U.1 Leggere 10-06-2011 11:12 Pagina 158

158 Modulo 5 IL LABORATORIO DI LETTURA


lettore appena un po’ esperto non ha dif ficoltà a indi viduare per conto suo il
punto di vista ideologico dell’autore, sia mentre legge, sia mentre, a lettura fini-
ta, riflette su quanto ha letto. In un testo, inf atti, sono sempre presenti molte-
plici spie che “denunciano” la posizione ideologica dell’autore, il suo grado di
obiettività e persino le sue tendenze politiche.
Per esempio, in un saggio di argomento storico-sociale sui rapporti tra i coloni e gli
indiani d’America, il lettore può cogliere sia il senso del messaggio dell’autore del
saggio sia la sua ideologia valutando alcuni aspetti del saggio: il modo in cui l’au-
tore af fronta il prob lema (infor mativo-oggettivo, critico, polemico ecc.), le fonti
che l’autore utilizza (documenti dei coloni o documenti degli indiani? in quali pro-
porzioni?) e le testimonianze che adduce (più numerose quelle favorevoli ai coloni
o quelle f avorevoli agli indiani?), l’atte ggiamento dell’autore nei confronti di sin-
gole situazioni, la presenza di eventuali prese di posizione personali su singoli pro-
blemi e l’orientamento di tali prese di posizione ecc.
L’interpretazione del testo, poi, è fondamentale e anche più complessa quando
si passa dai testi pragmatici ai testi letterari, poetici o narrativi, sia perché nei
testi letterari il messaggio dell’autore non si riduce mai soltanto a quello che
emerge dalla somma dei contenuti sia perché il testo letterario è dichiarata-
mente un testo soggettivo sia perché, infine, gli elementi di cui tener conto nel-
l’interpretazione sono molteplici e vari.

7 Saper leggere significa valutare il testo letto


Dopo aver letto, compreso e interpretato un testo, non resta che valutarlo, cioè
esprimere su di esso un giudizio complessivo. In generale, il principale crite-
rio cui attenersi per valutare un testo – pragmatico o letterario che sia – è molto
semplice. Basta domandarsi se:
– il testo letto ha soddisfatto lo scopo per cui verosimilmente è stato scritto;
– il testo letto ha soddisfatto le aspettative o i bisogni di chi l’ha scelto e l’ha letto.
Se la risposta a queste domande è positiva, positivo è anche il giudizio sul testo.
Più in par ticolare, per addi venire a una v alutazione più precisa o, me glio, più
critica, è necessario anche:
ᔡ valutare il contributo portato dall’autore con il suo testo , chiedendosi: che
contributo il testo ha portato allo sviluppo delle conoscenze riguardo al tema trat-
tato? Elevato, notevole, discreto, modesto, scarso o nullo? Come sono le soluzio-
ni prospettate e/o le opinioni avanzate nel testo? Originali, nuove, interessanti, sti-
molanti, condivisibili, opinabili, discutibili o banali – in tutto o in par te?
ᔡ confrontare il testo con altri testi già noti, vicini a esso per contenuto, tipo-
logia testuale, scopo e destinatario o per tutti questi aspetti insieme.
Naturalmente è sempre consigliabile confrontare il testo anche con altri che,
pur essendo incentrati sullo stesso tema, sono stati scritti da autori di for ma-
zione ideologica diversa o si rivolgono a destinatari di natura diversa;
ᔡ inserire il testo letto nel contesto storico-cultur ale in cui è stato prodotto.
Questa operazione, fondamentale per esempio per i testi letterari, è impor tante
per tutti i tipi di testo, soprattutto se il testo letto è legato a un particolare momen-
to storico o culturale. Di fatto, tenere presenti l’epoca, l’ambiente sociale, la situa-
zione politica e la temperie culturale in cui un testo è stato scritto per mette sia di
capire meglio cer te affermazioni in esso contenute sia di addi venire a una più
equa valutazione.
159-163-leggere ipertesti 10-06-2011 11:16 Pagina 159

LEGGERE Unità 1 159

8 Saper leggere ipertesti multimediali


Gli ipertesti – e in par ticolare gli ipertesti multimediali – costituiscono lo
strumento più moderno per accedere a ogni tipo di inf ormazione. Affidati
a supporti elettronici come i CD-Rom e i DVD-Rom o inseriti nel World Wide
Web (WWW) che è un sistema di iper testo distribuito su computer connessi
con Internet, essi compendiano in sé una enor me quantità di dati – scritti, par-
lati, visivi e sonori – e consentono for me di approccio quanto mai aper to e li-
bero. Imparare a “leggerli” correttamente, e anche a costr uirli (→ vedi il
Modulo 7, Il laboratorio di progettazione ipertestuale) è or mai diventato im-
portante per chiunque viva e operi nel mondo attuale. Altrimenti non solo si
perde l’occasione di utilizzare nel migliore dei modi questo eccezionale str u-
mento di conoscenza, di studio e di approfondimento, ma si cor re il rischio di
essere “tagliati fuori” dalla realtà della vita di o ggi che, nel bene e nel male, è
fatta anche di Internet, di CD-Rom, di DVD-Rom.

8.1 Che cos’è un ipertesto multimediale


Un testo “normale” – un libro, un manuale, un saggio e simili – è stato conce-
pito scritto e stampato per essere letto, pagina dopo pagina, in modo lineare o,
come anche si dice, in modo sequenziale: è, infatti, un testo unidirezionale.

PIETRO VENTURI

Giovanni
Verga

DIDAELE EDIZIONI –
MILANO 2005

Nessuno, naturalmente, può impedire a chi lo le gge di saltare da una pagina


all’altra o addirittura da un capitolo all’altro, orientandosi attra verso l’indice,
soprattutto nell’ambito di una lettura di tipo orientati vo, volta a cercare qual-
cosa che lo interessa in modo par ticolare. Ma un testo “nor male” è e rimane,
nella sostanza, un testo lineare e unidirezionale.
Un ipertesto, invece, è un testo che non si le gge in modo lineare e sequen-
ziale, ma in modo reticolare, cioè secondo un criterio fondato su nessi lo gici
che sono a loro volta frutto di associazioni mentali e che danno al “testo” una
struttura aperta in cui non è possibile indi viduare un inizio, un centro e una
fine reali, perché tutti i punti possono essere tutte e tre le cose e il “testo” o,
più spesso, l’insieme dei testi proposti, è accessibile da qualsiasi punto. Ecco,
nella figura seguente, una esemplificazione schematica di un ipertesto:

La parola ipertesto è composta, sul


modello dell’inglese hypertext, di
iper, greco hyper, ‘sopra’, e text, ‘te-
sto’. L’ipertesto è dunque un ‘super-
testo’, cioè un testo in cui coesisto-
no più testi.
159-163-leggere ipertesti 10-06-2011 11:16 Pagina 160

160 Modulo 5 IL LABORATORIO DI LETTURA


Questa particolare struttura reti-
colare o, come anche si chiama,
multidirezionale, consente a o gni
lettore di seguire percorsi di lettura
diversi, seguendo gli itinerari predi-
sposti dall’autore o, se vuole, se-
guendo itinerari scelti da lui stesso,
in base alle proprie esigenze e, quin-
di, in base ad associazioni personali.
Un ipertesto, inf atti, è un v asto
insieme di dati or ganizzato in modo
che i nuclei di informazioni, i co-
siddetti nodi, in cui si articola il suo
contenuto, sono collegati, come ri-
sulta dalla f igura qui a lato, ad altri
nodi per mezzo di leg ami, i cosid-
detti link, basati su nessi lo gici in
modo tale che il lettore possa “na vi-
gare” da un nucleo all’altro, da un
concetto all’altro, da una infor ma-
zione a un’altra, in piena libertà.
Il passaggio tra i v ari nodi dell’i-
pertesto è reso possibile perché essi contengono parole ben precise – le cosid-
dette parole sensibili, ‘parole calde’ o anche semplicemente link – che, cliccate
con il mouse, si attivano e a loro volta attivano i veri e propri link, permettendo
appunto al lettore di passare a un altro nodo, cioè a un altro punto dell’iper te-
sto, che ha con il primo un rappor to logico, o anche semplicemente un le game
di contiguità.
Le “parole sensibili”, di f atto, funzionano come se fossero delle v ere e proprie
parole-guida e, una volta cliccate, fanno passare il lettore in un punto dell’iperte-
sto dove ciascuna di esse è sviluppata in modo particolare o più approfondito.
Poniamo per esempio il caso che si stia le ggendo un ipertesto – contenuto di
solito, come ormai tutti sanno, in un CD-Rom, in un DVD-Rom o in Internet –

CD-Rom è la sigla inglese di C(om- Internet, dall’Inter(national) Net(work),


pact) D(isc) R(ead) O(nly) M(emory), ‘rete telematica internazionale’ è la
‘compact disc a memoria di sola let- rete di collegamenti informatici a livello
tura’: in pratica è un compact disc – il planetario che consente la connessio-
noto disco di materia plastica rivesti- ne e la comunicazione tra loro di reti lo-
ta in lega di alluminio usato per la re- cali di computer e di banche dati, ren-
gistrazione in formato digitale di in- dendone disponibili i contenuti nella
formazioni, musica e immagini – nel forma di ipertesti, immagini, filmati, in-
quale i materiali memorizzati sono vi- serti sonori.Tra i servizi offerti da Inter-
sualizzabili ma non modificabili dal- net c’è la posta elettronica.
l’utente. Microsoft

DVD-Rom è la sigla dell’inglese


D(igital) V(ersatile) D(isc) R(ead)
O(nly) M(emory), ‘disco versatile di-
gitale’ poi comunemente interpretato
come ‘disco video digitale’ (Digital Vi-
deo Disc) a memoria di sola lettura:
in pratica si tratta di un CD-Rom ad
altissima capacità.
159-163-leggere ipertesti 10-06-2011 11:16 Pagina 161

LEGGERE Unità 1 161


dedicato al poeta Giacomo Leopardi, e che a un cer to punto ci si trovi a leggere
che Leopardi è nato a Recanati. “Ma – viene spontaneo chiedersi – do v’è Reca-
nati?” oppure – visto che tutti dovrebbero sapere che Recanati è nelle Marche –
“Di quale dei tanti Stati in cui l’Italia era di visa ai tempi del poeta, f aceva parte
Recanati?”. Se nell’ipertesto che si sta consultando, la parola Recanati è una
“parola sensibile”, cioè è evidenziata rispetto alle altre da un fondino colorato o
è composta in caratteri a colori o, più semplicemente, è sottolineata, si può clic-
carla e attivare il link. Si aprirà una nuova pagina in cui si troveranno tutte le in-
formazioni utili su quella cittadina. Si può consultarla, e magari, cliccando una
‘‘parola sensibile” in essa contenuta, andare alla ricerca di altre infor mazioni
relative a Recanati: per esempio, verificare quante volte, in quali versi delle sue
opere e in che modo Leopardi parla della sua cittadina. Oppure, se si preferisce,
si può tor nare alla pagina – cioè al
nodo – di par tenza (quella dedicata PIETRO VENTURI

alla vita di Leopardi) e da lì partire per


Giovanni
altre ricerche. Verga
Se poi l’iper testo che si sta consul-
tando contiene, come accade quasi DIDAELE EDIZIONI –
MILANO 2005

sempre, anche dei nodi multimediali,


cioè immagini, filmati e suoni, si
avrà uno strumento ancora più ricco e
utile: un ipertesto m ultimediale o
ipermedia.
Ecco, nella figura a lato, come si pre-
senta lo schema di un iper testo che 
contiene anche nodi multimediali:

Il termine multimediale indica ogni for-


ma di comunicazione che integra tecni-
che espressive proprie dei diversi media,
cioè dei diversi mezzi di comunicazione:
testi scritti, immagini, inserti filmati, suo-

ni, animazioni e simili.

L’ipertesto multimediale o ipermedia, dunque, è un ipertesto in cui nei vari


nodi che lo costituiscono non sono inseriti solo testi verbali ma anche testi ico-
nico-visivi (f igure, immagini, quadri, foto grafie di personaggi, di animali, di
luoghi o di o ggetti), testi audiovisivi (f ilmati) e testi musicali (re gistrazioni di
voci di personaggi citati, canzoni, brani di sinfonie), materiali tutti che sono tra
loro connessi da collegamenti che ne consentono l’esplorazione interattiva.

8.2 Come si legge un ipertesto multimediale


Più che a essere letto, un ipertesto multimediale è destinato a essere fruito o,
come di solito si dice, a essere “navigato”. Terminologia a parte, una volta che
si hanno gli strumenti necessari – un computer for nito di lettore di CD-Rom o
DVD-Rom e di scheda audio, nonché di accesso a Inter net – e si posse ggono
le nozioni di base per farli funzionare, leggere un ipertesto multimediale è un
“gioco da ragazzi”. Gli iper testi multimediali sono, come è noto, inseriti in un
159-163-leggere ipertesti 10-06-2011 11:16 Pagina 162

162 Modulo 5 IL LABORATORIO DI LETTURA


CD-Rom o in D VD-Rom o in siti di Inter net. Ogni CD-Rom (e o gni DVD-
Rom), anzi, è un iper testo multimediale, come lo è anche un sito Inter net.
Quindi leggere un ipertesto multimediale, in pratica, vuol dire le ggere un CD-
Rom o un D VD-Rom o un sito Inter net o se preferisci “na vigare” in un CD-
Rom, in DVD-Rom o in un sito Inter net. Ma, al solito, un conto è le ggere un
ipertesto e un conto è saper leggere un ipertesto.
Di fatto, per di ventare un “lettore esper to” o, come anche si dice, un “na vi-
gatore” esperto di iper testi, bisogna in linea di massima se guire le stesse stra-
tegie che sono alla base della lettura di un testo scritto “nor male”.
Naturalmente, come abbiamo visto, muta completamente il modo di legger-
lo. Infatti, poiché un ipertesto non è un testo lineare e unidirezionale da le gge-
re pagina per pagina o per lo meno per b locchi di pagine consecuti ve, quando
si legge un ipertesto non solo si deve assumere un atteggiamento mentale diver-
so da quando si legge un testo “normale”, ma bisogna anche rendersi conto che
si ha una maggiore responsabilità: quando si legge un ipertesto si è anche un
po’ l’autore di ciò che si legge, perché, non si deve dimenticarlo, ognuno può,
anzi de ve, ritagliarsi all’inter no dell’iper testo il per corso più consono ai
suoi bisogni.
Dunque, f atta salva questa di versità concettuale e metodolo gica, anche nel
caso di un ipertesto multimediale – una volta eseguite tutte le operazioni tec-
niche richieste per l’installazione del CD-Rom o del D VD-Rom sul tuo com-
puter o dopo essere “entrato” in Inter net –, è necessario:
ᔡ verificare se si è scelto bene il CD-Rom, il DVD-Rom o il sito Inter net con
l’ipertesto (d’ora in avanti useremo solo il ter mine CD-Rom per indicare l’i-
pertesto contenuto nel CD-Rom, nel DVD-Rom o nei siti Internet) che ci si ac-
cinge a “leggere”, verificare cioè se quello che si è installato o selezionato è
un ipertesto che può soddisf are le proprie esigenze e, quindi, gli scopi per cui
lo si “legge”. Perciò, anche nel caso di un CD-Rom è oppor tuno, dopo aver
raccolto più CD-Rom sull’ar gomento di studio, attivare, a seconda dello sco-
po che ci si prefigge di ottenere:
– una “lettura” semplicemente selettiva, se si intende soltanto tro vare una o
più informazioni intorno a qualcuno o qualcosa;
– una “lettura” globale, se si intende stabilire in tempi brevi qual è il contenu-
to del CD-Rom e valutarlo;
– una “lettura” approfondita, se si vuole capire a fondo il testo o, meglio, inte-
re parti di esso (interi nodi), per esempio, a scopo di studio.
Per la scelta dei CD-Rom e Se queste “letture” si ri velano soddisfacenti si può anda-
dei DVD-Rom esistono vari
cataloghi – anche informati- re avanti. Altrimenti è necessario prendere in considerazio-
ci, facilmente consultabili ne un altro CD-Rom tra quelli selezionati e procedere a
nei siti delle librerie online – una nuova verifica della scelta cercando di compiere le
divisi per materia e per ar- varie operazioni nel modo più rapido possibile, in modo
gomento.
Per la scelta dei siti Internet da non perdere tempo inutilmente su CD-Rom non rispon-
da consultare esistono i co- denti alle esigenze del proprio lavoro.
siddetti “motori di ricerca”, Una volta individuato il CD-Rom adatto alle proprie ne-
programmi già disponibili in cessità, bisogna:
rete che, mettendo a dispo-
sizione dati e informazioni ᔡ cogliere bene, attraverso le schermate (o videate) d’a-
in modo organizzato, con-
sentono di effettuare ricer- pertura, il contenuto generale del CD-Rom e, soprattutto,
che nell’intera rete (o in sin- il suo impianto logico;
golo sito) secondo diverse
chiavi di ricerca. ᔡ selezionare il punto di par tenza e – qui comincia la
parte nuova rispetto alla lettura di un testo scritto “nor ma-
159-163-leggere ipertesti 10-06-2011 11:16 Pagina 163

LEGGERE Unità 1 163


le” – decidere in linea di massima il percorso di “lettura” che si intende se-
guire. In pratica, si deve scegliere tra i vari percorsi che l’autore mette a dispo-
sizione quello o quelli che appaiono più in linea con ciò di cui si ha biso gno.
Naturalmente, se dovesse capitare, come spesso capita, di sce gliare un deter-
minato percorso di “lettura” e poi, scoprire che esso non por ta a niente o, peg-
gio, porta fuori strada, biso gna necessariamente abbandonarlo e costr uire un
altro percorso, seguendo link diversi che selezionando elementi di versi porta a
sviluppi diversi. Di f atto, la flessibilità, non bisogna dimenticarlo, è una delle
caratteristiche più impor tanti di un iper testo e quindi, dell’o ggetto CD-Rom:
bisogna perciò sfr uttarla al massimo, e imparare attra verso il modello of ferto
dai CD-Rom ad essere altrettanto “flessibili” nel proprio modo di ragionare e
di procedere. Un’altra caratteristica fondamentale di un iper testo è l’estremo
rigore logico con cui è stato pro gettato e costr uito; da ciò discendono alcune
conseguenze non meno importanti:
– per sfruttarlo al meglio, è necessario entrare nella sua logica;
– imparando a usare correttamente un ipertesto, si può imparare a struttura-
re il proprio pensiero e, soprattutto, le proprie attività di studio e di ricer-
ca secondo un preciso ordine logico: e questa possibilità di sviluppare in
questa direzione le proprie capacità co gnitive e le proprie abilità operati ve è
giustamente considerata da tutti gli esper ti di didattica il merito più g rande
dell’ipertesto, secondo taluni di loro addirittura superiore ai v antaggi che esso
offre nel campo dell’informazione e dello studio;
ᔡ stare attenti a non per dersi: il rischio, quando si “na viga” in un iper testo
multimediale è “fare naufragio” e “andare alla deri va” in quel mare di infor-
mazioni che è un CD-Rom o un D VD-Rom o, peggio, in quell’oceano che è
Internet. Per questo è oppor tuno attivare al massimo gr ado le proprie capa-
cità di seguire il f ilo logico del discorso che si è scelto: non perdersi in ap-
profondimenti inutili, non saltare di nodo in nodo senza una ragione precisa,
non seguire percorsi che portano a veri e propri vicoli ciechi informativi;
ᔡ individuare di ogni nodo le inf ormazioni e/o i concetti più impor tanti e,
soprattutto, tenere sempre d’occhio la coer enza del percorso che si sta se-
guendo;
ᔡ prendere appunti:
– di tipo informatico, cioè marcando con le evidenziazioni e/o i segnalibri che
il CD-Rom e il sistema operati vo di ogni computer mettono a disposizione, i
nodi dell’ipertesto che ti risultano maggiormente interessanti;
– di tipo tecnico-infor matico, cioè stampando quello che sembra par ticolar-
mente interessante e si pensa possa servire;
– di tipo normale, cioè usando carta e penna e seguendo i criteri già suggeriti;
ᔡ conservare sempre un atteggiamento critico nei con-
fronti di ciò che si trova nell’ipertesto. Il fatto che sia in Si veda il box Prendere appunti,
un CD-Rom non rende di per sé attendibile ciò che si tro- alla pp. 102-103.
va: chi ha str utturato il CD-Rom ha cer to un suo punto di
vista personale sull’argomento trattato e, quindi, è oppor-
tuno cercare di individuarlo e tenerne sempre conto;
ᔡ valutare, alla fine delle “letture”, ciò che si è trovato. Si deve, in pratica, va-
lutare se ciò che si è “letto” ha soddisfatto o non ha soddisfatto i propri bisogni
e agire di conse guenza: utilizzare, tutto o in par te, il materiale che si è raccol-
to, o scartare il CD-Rom che si è consultato e cominciare da capo con un altro
CD-Rom, un altro DVD-Rom o un altro sito di Internet.
164-168 Saper navigare 10-06-2011 11:40 Pagina 164

164 Modulo 5 IL LABORATORIO DI LETTURA

9 Saper “navigare” in Internet


Internet – parola inglese composta di inter, ‘tra’ e net, ‘rete’ – è, come è noto,
una enorme rete di computer collegati tra loro e in g rado di comunicare per
trasmettere, tramite o gni singolo computer , ogni sor ta di inf ormazione in
modo rapidissimo. Inoltre, per essere più precisi, e per usare una terminologia
che già conosciamo, Internet è anche un enorme iper testo m ultimediale
costituito da milioni e milioni di ipertesti minori che si chiamano siti
Vedi il paragrafo e che contengono o gnuno dati, informazioni, immagini o br ani
precedente alle pp. musicali o tutti questi elementi insieme: dati, informazioni,
159 ss. immagini o brani musicali a cui è possibile acceder e per consul-
tarli, ritrasmetterli, conservarli in memoria o stamparli.
A noi qui, naturalmente, non interessa come è fatto e come funziona
Internet e neanche come si f a ad accedere a Inter net. Diamo infatti per sconta-
to che chi legge queste pagine conosca già:
ᔡ tutto ciò che si de ve possedere per “navigare” in Internet: un computer,
un programma di navigazione come Internet Explorer o Netscape, un telefo-
no e un modem per stabilire il colle gamento e un abbonamento di accesso a
Internet, presso un provider, un’azienda che fornisce, talora gratuitamente, un
servizio di connessione;
ᔡ tutto ciò che biso gna fare per accender e e far funzionar e il computer in
modo da poter “entrare” in Inter net.
Queste, in ef fetti, sono nozioni che cer to or mai tutti posse ggono e che, ad
ogni buon conto, si possono facilmente apprendere attraverso il libretto di istru-
zioni per l’uso del computer o, più semplicemente, attraverso l’esempio “prati-
co” di qualche amico o compagno.
A noi qui Internet interessa come eccezionale deposito e fonte di notizie e di
informazioni e quindi come strumento di ricer ca, di studio e di la voro: uno
strumento che de vi saper utilizzare nel migliore dei modi per sfr uttare tutte le
risorse di cui è ricco e di cui è così generoso dispensatore.
Saper “navigare” in Inter net, cioè saper leggere Internet, di f atto, è una
competenza f ondamentale sia, o ggi, nell’ambito dell’atti vità scolastica sia,
domani, nell’ambito di ogni attività professionale. “In Internet”, dice uno slogan,
“c’è tutto”. E noi aggiungiamo: “però bisogna saperlo trovare selezionando, tra i
miliardi di informazioni che contiene, quello di cui si ha bisogno, senza rimane-
re impigliati nella rete o, visto che si sta na vigando, senza fare naufragio”.

9.1 Come si “naviga” in Internet


“Navigare” in Inter net alla ricerca di un dato, di una infor mazione o di una
immagine è un po’ la stessa cosa che andare alla ricerca di quel dato, di quella
informazione o di quella immagine in una immensa biblioteca virtuale o, come
meglio si dice, in una immensa banca dati.
Poniamo il caso che ci si debba documentare su un dipinto di Raf faello
Sanzio – per esempio La velata –, per f arlo oggetto di una relazione o anche
soltanto per sapere qualcosa di più sull’ar gomento.
A questo punto, una volta che si è entrati in Inter net, ci sono due possibilità:
ᔡ si conosce già – perché l’ha indicato l’insegnante, l’ha consigliato un compagno
164-168 Saper navigare 10-06-2011 11:40 Pagina 165

LEGGERE Unità 1 165


o lo si è trovato su un libro – un buon sito dedicato all’ar te da consultare;
ᔡ non si conosce alcun sito sull’argomento di cui ci si vuole occupare.
Nel primo caso, per esempio, se si sa già che per questo tipo di ricerca un otti-
mo sito è Artonline, basta digitare nell’apposito campo il suo indirizzo. Dopo
che si sarà dato l’ordine di Invio, comparirà l’home page del sito:
Cliccando nell’ home pa ge l’icona
history che riguarda gli ar tisti che
hanno f atto la storia dell’ar te dalle
origini al XIX secolo, si apre una
“tendina” intitolata art inde x, che
contiene un lungo elenco di ar tisti.

La si f a scor rere, si indi vidua il


nome e lo si clicca: comparirà la
pagina relativa all’artista:

Se si vuole, ci si può documentare sulla vita del pittore o sulla cronologia delle
sue opere o sui suoi contemporanei. Per farlo, basta cliccare una delle icone in
alto a destra.
Ecco, per esempio, le infor mazioni contenute nella sezione Biografia:
Ma, se sulla vita di Raf faello si sa già tutto quello che ser ve, si può andare
senz’altro a cercare, nell’elenco dei Capolavori, l’opera che interessa – La
velata – e la si clicca. Comparirà una pagina dedicata all’opera, con una ripro-
duzione (che è possibile ing randire a proprio piacimento cliccandola), le indi-
cazioni relative all’epoca in cui fu dipinta, alla sua forma e al luogo dove è con-
servata e, in più, una sintetica ma precisa “lettura” dell’opera:
164-168 Saper navigare 10-06-2011 11:40 Pagina 166

166 Modulo 5 IL LABORATORIO DI LETTURA

Se si vuole, si può stampare la sola immagine ing randita oppure la pagina


intera in cui il dipinto è riprodotto con il suo apparato di infor mazioni. Quindi,
si può fare quello che si ritiene più utile. Se i dati e le immagini raccolti appaio-
no adeguati ai f ini della ricerca, si può tor nare al la voro. Se, in vece, si vuole
ulteriormente estendere la ricerca, è possibile approfondire l’analisi dell’attivi-
tà pittorica di Raffaello andando a vedere altre sue opere o quelle di autori a lui
contemporanei, senza neanche uscire dal sito. Se, poi, si vuole allar gare anco-
ra l’ambito della ricerca, si può passare ad altri siti, se guendo, attra verso le
“parole sensibili”, i link, cioè i colle gamenti che propone il sito in cui ci si
trova, oppure entrando con lo stesso sistema dei link in altri siti che già si cono-
scono o andando a cercare siti nuovi.
Cercare siti nuovi e atti a soddisfare le proprie esigenze di studio o di lavoro
è una necessità quando, come abbiamo visto, non si conosce l’indirizzo di un
sito sull’argomento che inter essa. Avendo a disposizione un iper testo multi-
mediale delle dimensioni di Internet non sarà un problema trovare il sito adatto.
Per “navigare” nel “g rande mare” di Inter net senza che ci si debba spostare da
un link all’altro in modo casuale, con il rischio di perdere la rotta, l’utente ha a
disposizione dei potentissimi motori di ricer ca: siti che sono appositamente
programmati per aiutarlo a tro vare il sito che può contenere le infor mazioni di
cui ha biso gno ma di cui non conosce l’indirizzo. Una v olta entrati in uno di
questi motori, basta scri vere nell’apposito campo la cosiddetta parola-chia ve:
una parola o un insieme di parole che identif icano l’oggetto della ricerca. P er
esempio, se si cerca un sito su Gio vanni P ascoli si può digitare Giovanni
Pascoli, ma se di Gio vanni P ascoli interessa conoscere solo la bio grafia è
meglio che, prima di cliccare Cerca , si digiti direttamente “vita di Gio vanni
Pascoli” o “P ascoli” e “vita”: il se greto, infatti, è restringere il più possibile
l’ambito della ricerca per renderla più mirata.
164-168 Saper navigare 10-06-2011 11:40 Pagina 167

LEGGERE Unità 1 167


In questa operazione è di grande aiuto lo stesso motore di ricerca che mette a
disposizione per le ricerche avanzate i cosiddetti operatori, vere e proprie pro-
cedure logiche di scrittura atte a indi viduare in modo preciso l’o ggetto che si
cerca. Eccoli:
AND Indica al motore di cercare i documenti che contengono tutti i ter mi-
ni inseriti, senza tener conto del loro ordine di inserimento. Ad esem-
pio, inserendo riviste AND musica, verranno riportate le pagine che
contengono entrambe queste parole. AND può essere sostituito dal
segno “+”.
OR L’operatore OR è utilizzato per ricerche che contengono solo alcuni
dei ter mini inseriti. Ad esempio, digitando musica OR cinema si
otterranno documenti relativi all’uno o all’altro dei ter mini inseriti.
NOT Esclude dalla ricerca i documenti che hanno al loro inter no una paro-
la specifica. Ad esempio, digitando grecia AND hotel NOT residence
si individuano documenti contenenti le parole grecia e hotel e privi
della parola residence.
“…” Quando si desidera cercare una precisa sequenza di parole, occor re
delimitarle con le virgolette. Ad esempio, inserendo “Il corriere della
sera” troverete con facilità le informazioni relative al quotidiano.
(da T. Rota Rekalidis, Mouse, A. Mondadori Scuola, 2003)

Ma anche così, anche cercando di restringere al massimo l’ambito della ricer-


ca, Internet metterà a disposizione un numero di siti molto alto e superiore alle
reali necessità di chi compie la ricerca.
Quello che biso gna f are per trarsi d’impaccio è lo stesso che abbiamo già
imparato a f are quando, in bib lioteca, consultando il catalo go per autori o per
soggetti, ci si trova davanti a una lunga fila di titoli di opere sull’argomento che
interessa: si deve passare rapidamente in rasse gna tutti i siti per tro vare quello
o quelli che sembrano più utili, esattamente come si f a con i libri del catalo go
di una biblioteca. Con un vantaggio, però: nel caso di quella bib lioteca virtua-
le che è Internet, basterà fare clic su un sito per aprirlo, leggerlo rapidamente e
decidere se prenderlo in considerazione o lasciarlo perdere e passare oltre.
Naturalmente, se, alla f ine della ricerca, si decide di utilizzare una pagina o
un’immagine di un sito, biso gna sempre citare la f onte, proprio come si f a
quando si riprende un testo o una immagine di un libro a stampa.

Un’altra cosa importante: se nel corso della ricerca ci si imbatte in un sito che
sembra particolarmente interessante e che si vuole tor nare a consultare, si può
“salvarlo”: basta che, mentre si è in una pagina del sito, si selezioni nella bar ra
degli strumenti Preferiti e poi l’opzione Aggiungi a Preferiti:
164-168 Saper navigare 10-06-2011 11:40 Pagina 168

168 Modulo 5 IL LABORATORIO DI LETTURA


In questo modo, ci si può costr uire
un piccolo archi vio personale di siti,
che è possibile anche organizzare entro
apposite Cartelle, a seconda dell’argo-
mento. Quando si avrà bisogno di uno
dei siti salv ati, basterà cliccare
Preferiti e selezionare il nome del sito
nella lista che verrà visualizzata.

“Navigare” in Internet è un’operazione facile e difficile nello stesso tempo.


Facile, perché, come si è visto, è f acile trovare in esso una g rande quantità di
materiali. Difficile, perché proprio la g rande quantità di materiali che Inter net
mette a disposizione può confondere le idee o fare perdere tempo con continui
passaggi da un sito all’altro: e si racconta di gente che v oleva cercare in
Internet un buon alberghetto in montagna per passare le v acanze in tutta tran-
quillità ed è f inita invece in un me gahotel di una frequentatissima località di
mare, dopo aver comperato, sempre via Inter net, e sempre nel corso di quella
ricerca, un televisore a cristalli liquidi, una mezza tonnellata di cibo per cani,
pur non a vendo cani, e un biglietto per il secondo viaggio turistico su Mar te
previsto per il 2044.
Insomma, per e vitare perdite di tempo, biso gna sempre ricordare, anche
quando si “legge Internet”, quelle che sono le strate gie che devono guidare il
“lettore esper to” di testi scritti: esse v algono anche per i testi iper mediali di
Internet.
169-178-3_LEGGERE_exe 10-06-2011 11:43 Pagina 169

Attività di lettura
Esercizi
Leggere ad alta voce in modo chiaro ed espressivo
1 verifica attitudinale Leggi ad alta voce le seguenti espressioni, formate per lo più da parole
abbastanza lunghe e di uso non molto comune.
aeromodellismo di precisione, ammortizzatore idropneumatico, anestesiologia d’avanguardia, approvvigionamento dif-
ficoltosissimo, burocratizzazione delle strutture amministrativo-gestionali, gruppi anarco-insurrezionalisti, individua-
lizzazione degli interventi psico-terapeutici, inopportuno e ingiustificabile trionfalismo, ministro decisionista e pre-
senzialista, voci infondate ma fortemente allarmistiche e destabilizzanti, tecnologie a rapida obsolescenza, prodotto
non allergenico e dermatologica-
mente testato.
TABELLA DI VALUTAZIONE
Da un punteggio pieno di 30 punti, 1 punto in
meno per ogni errore o “inciampo” nella lettura Punteggio ____ /30

2 verifica attitudinale Leggi ad alta voce le battute seguenti, cercando di esprimere i sentimenti
di volta in volta indicati a lato.
Battuta Sentimento/stato d’animo
Sei già tornata sorpresa
Sei già tornata gioia
Che scemo rabbia, indignazione
Che scemo blando, sorridente rimprovero
Il Milan ha perso soddisfazione
Il Milan ha perso incredulità
Il Milan ha perso dispiacere
Sei ingrassata maligna soddisfazione
Cosa stai facendo curiosità (domanda “neutra”)
Cosa stai facendo forte disapprovazione (esclamazione)
TABELLA DI VALUTAZIONE
2 punti per ogni battuta, a giudizio dell’insegnante,
pronunciata con l’opportuna intonazione Punteggio ____ /20

3 verifica attitudinale Leggi a prima vista il brano seguente, rispettando le pause suggerite dalla
punteggiatura e dagli “a capo” e le intonazioni indicate dai punti interrogativi.
Sabato sera, libera uscita. La bambina è affidata ai nonni paterni, orfani del bridge settimanale causa influenza degli
avversari. “Cosa possiamo fare?” chiedo a mio marito, che subito inizia un giro di telefonate e combina un programma:
a cena fuori con due coppie di amici e poi a sentire jazz dal vivo in un locale del centro storico.
Il ristorante lo decide Sue-Ellen. “Un locale trendy…vedrete…” Concedo fiducia.
Arriviamo al ristorante trendy: ci sediamo su sedie che segano la schiena in parti diseguali, in un tripudio di plastica e
alluminio, sotto sciabolate di luci da discoteca. La fiducia sta cedendo. Cede del tutto quando leggo il menu: fagottini
di natura morta, sformato alle erbe del Minnesota, quadrotti al profumo di fieno di montagna…
Ma che saranno mai? Il tutto, o quasi, condito con l’aceto di lamponi, che non si capisce come abbiamo fatto fino a ieri
a farne a meno. Volto pagina, sperando in qualcosa di me-
glio, e che ti trovo? Bocconcini di pane raffermo con noci
di brughiera. Passi per il pane raffermo, che è notoriamen-
TABELLA DI VALUTAZIONE
te una ghiottoneria da buongustai, ma le noci di brughiera! Chiarezza nella lettura da 15 a 25 punti
Quando mai! In una brughiera ci sta l’erica, le noci stan- Rispetto delle pause da 15 a 25 punti
no, casomai, nella testa balorda dello chef! Rispetto delle intonazioni da 15 a 25 punti
Espressività della lettura da 15 a 25 punti
(adattato da Margherita Oggero, Insolita brughiera,
in “Grazia”, 4 novembre 2003)
Totale punti /100
169-178-3_LEGGERE_exe 10-06-2011 11:43 Pagina 170

170 Modulo 5 IL LABORATORIO DI LETTURA

Leggere mentalmente con buona rapidità


4 sviluppo di abilità tecniche In ciascuna delle righe seguenti ci sono due parole uguali. Individuale e cer-
chiale.
cartoni carboni cestoni castani cestini carboni festoni certuni catini cretini
posto poster pasto posta presto piastra pista asta sosta posa poster oste
sorso orco orto orso arco sorto torto tonto tanto porco morso sorso irto
diffamare sfamare informare affamare affermare afferrare formare infornare informare sfornare sferrare
aspetto sospetto indiretto sorbetto esatto cospetto corpetto archetto diretto esatto rispetto predetto
esortazione esitazione espansione espediente esperienza esordio esitazioni esplorazione esitazione
macina macinino macinare macerie macchia macellaio macchina smacchiare maschio macerie
inquinante inquisito quesito questionario inquinare inquinante inquieto inquisizione questione questi questionario
giardino guardiano giardiniere aggiornare giornata giornalista giardino girasole aggiornare stagnare
teatro tedio tasto tosto test tempo stampo terso terzo tesoro test atteso intesa intero intonso stampo
TABELLA DI VALUTAZIONE
Tempo impiegato secondi
Penalizzazioni (5 secondi per errore) secondi
Totale secondi

5 sviluppo di abilità tecniche In ciascuna delle righe seguenti ci sono due parole che hanno lo stesso
significato. Individuale e cerchiale.
aprire iniziare viziare effettuare totalizzare incominciare concludere
adiacente aderente confinante precedente seguente prospiciente invadente successivo
pauroso audace odioso pensoso astruso estroso invidioso coraggioso
ottuso furioso pigro ovvio ostinato ostile ostico operoso avverso avvezzo
descrivere adulare deridere schernire denigrare schiamazzare schedare
sollecitazione minaccia intimidazione rischio privilegio vanteria consolazione cautela
disdetta diceria dichiarazione trasformazione esame contestazione cambiamento
euforico maldestro vile avvilito demoralizzato dubbioso umile simile compatto estremo
TABELLA DI VALUTAZIONE
Tempo impiegato secondi
Penalizzazioni (5 secondi per errore) secondi
Totale secondi

6 sviluppo di abilità tecniche In ciascuno dei seguenti gruppi di parole ci sono due contrari (o antònimi),
cioè due parole di significato opposto. Individuale e cerchiale.
aprire serrare nascondere celare schiudere completare sperperare aggredire
anticipare affrontare affliggere spossare deplorare assistere prorogare assumere
remoto longevo coerente meritorio generoso grossolano loquace taciturno
abbondanza ampiezza lealtà spontaneità insistenza esultanza mediocrità mestizia
antiquato policromo volubile evanescente impulsivo avido nocivo riflessivo
adesso ora prima antecedentemente mai spesso raramente talvolta sempre sovente
pedante meticoloso compassionevole paffuto agile canuto barbuto esile docile
contorto momentaneo dinamico transitorio tarchiato perspicace apatico puntuale
TABELLA DI VALUTAZIONE
Tempo impiegato secondi
Penalizzazioni (5 secondi per errore) secondi
Totale secondi
169-178-3_LEGGERE_exe 10-06-2011 11:43 Pagina 171

LEGGERE Unità 1 171

7 sviluppo di abilità tecniche I seguenti gruppi di parole sono formati da sinonimi, cioè da parole che
esprimono all’incirca lo stesso significato. In ogni gruppo c’è però un intruso, cioè una parola
di significato diverso. Individuala e cerchiala.
caparbio cocciuto ostinato testardo irremovibile idoneo inflessibile tenace
esprimere manifestare estorcere esporre rivelare esternare comunicare
rabbia sdegno furore collera ira furia stizza irritazione disappunto instabilità
importante notevole significativo considerevole ascendente rilevante cospicuo
orrendo orrido spaventoso terribile tremendo raccapricciante terrificante allarmato
stremato stanco spossato esausto esauriente esaurito sfinito prostrato
veloce repentino scaltro rapido svelto fulmineo celere sollecito lesto
lodare elogiare esaltare encomiare decantare magnificare accettare glorificare
turbare agitare sconvolgere disorientare scompigliare scagionare
paura terrore timore fifa indulgenza panico trepidazione apprensione
TABELLA DI VALUTAZIONE
Tempo impiegato secondi
Penalizzazioni (5 secondi per errore) secondi
Totale secondi

Saper scegliere cosa leggere e come leggere


8 completam./comp. culturale Completa la tabella che segue, inserendo, a seconda dei casi, un tipo di testo
o un possibile scopo di lettura.

Testo Possibile scopo di lettura

1. Sapere come si fa a preparare una torta salata con


verdure, prosciutto e formaggio

2. Dizionario bilingue inglese-italiano

3. Guida turistica di Firenze

4. Sapere come si ottiene il volume della sfera

5. Sapere come si fa ad abbassare i sedili posteriori


dell’auto per ottenere un ampio piano di carico

6. Romanzo poliziesco

7. Elenco delle “offerte speciali” della settimana di un


supermarket

8. Articolo di fondo di un quotidiano sulla situazione in


Medioriente

9. Conoscere le modalità di somministrazione di un farmaco

10. Conoscere la situazione della neve nelle principali


località sciistiche della Val d’Aosta
TABELLA DI VALUTAZIONE
2 punti per ogni testo o scopo inserito correttamente Punteggio ____ /20
169-178-3_LEGGERE_exe 10-06-2011 11:43 Pagina 172

172 Modulo 5 IL LABORATORIO DI LETTURA

9 classif./comp. comunicativa Ti diamo qui alcuni tipi di testo e un possibile obiettivo della lettura di cia-
scuno di essi. Tu devi indicare l’opportuna modalità di lettura, scegliendo tra lettura selettiva S ,
lettura globale G , lettura approfondita A , lettura espressiva E .

Tipo di testo Possibile obiettivo della lettura S G A E

Testo teatrale Recitare la parte di un personaggio nella rappre- S G A E


sentazione allestita a scuola dal gruppo teatro

Componimento poetico Prepararti a un questionario di verifica in classe S G A E

Offerte di lavoro su un quotidiano Trovare un lavoro per il sabato pomeriggio S G A E

Articolo di astronomia su un mensile di divulga- Sapere le ragioni scientifiche per cui la luna appa- S G A E
zione scientifica re con forme e colori diversi

Pagine di cronaca cittadina su un quotidiano locale Individuare qualche articolo utile per la ricerca che S G A E
stai preparando sulla qualità della vita nella tua
città

Catalogo commerciale Sapere i prezzi di alcuni modelli di T-shirt S G A E

Istruzioni allegate al lettore DVD che hai appena Sapere come collegare il lettore al video e come S G A E
comprato farlo funzionare

Su un quotidiano locale, le recensioni dei film Scegliere il film da vedere sabato sera S G A E
proiettati nelle sale cittadine durante il fine setti-
mana

Elenco dei “preferiti” Collegarti a un determinato sito che “frequenti” S G A E


spesso

Fiaba Far divertire il tuo fratellino che ha l’influenza S G A E

TABELLA DI VALUTAZIONE
2 punti per ogni modo di lettura correttamente individuato Punteggio ____ /20

Saper leggere significa capire ciò che si legge


Capire il significato di tutte le parole e le espressioni contenute nel testo
10 comp. lessicale e semantica Leggi il testo seguente, poi esegui quanto ti viene richiesto.

Mediamente superiori alle attese. È questo il giudizio che delle vendite. I buoni risultati delle banche, poi, special-
gli economisti danno sui risultati delle società italiane nel mente in Italia, sono dovuti soprattutto al fatto che sono
trimestre che si è appena concluso. Non diversamente le state aumentate pesantemente le commissioni a carico
cose sono andate negli altri paesi europei; e anche negli dei clienti. E resta da vedere se questo tipo di scelta sarà
USA gli utili societari si sono rivelati migliori del previ- sostenibile in futuro. Gli operatori di borsa, poi, rilevano
sto. E ora gli analisti prevedono una ulteriore crescita che le quotazioni dei titoli sono mediamente sovrastima-
degli utili, sia in Europa sia negli USA. Tutto bene dun- te e questo potrebbe portare, nei prossimi mesi o addirit-
que? Fino a un certo punto, dicono gli esperti. I migliora- tura nelle prossime settimane a brusche cadute, con con-
menti sono dovuti in genere più a una riduzione dei costi seguenti perdite degli investitori.
che a un ampliamento del fatturato e a un incremento
169-178-3_LEGGERE_exe 10-06-2011 11:43 Pagina 173

LEGGERE Unità 1 173


1. Indica l’ambito specialistico al quale è riconducibile il contenuto del brano che hai letto.
2. Trascrivi dal testo, a tua scelta, quattro parole o espressioni riconducibili al linguaggio specialistico dell’argomen-
to trattato.
a) b)
c) d)
3. Chiarisci il significato di ciascuna delle parole/espressioni specialistiche trascritte, senza ricorrere al dizionario,
ma aiutandoti caso mai con il senso generale del contesto in cui sono inserite.
TABELLA DI VALUTAZIONE
1 punto per la corretta definizione del settore,
1 punto per ogni termine specialistico correttamente individuato,
5 punti per ogni corretta spiegazione dei termini Punteggio ____ /25

Capire il tema di fondo del testo


11 competenza logico-testuale Leggi i brevi testi seguenti e attribuisci a ciascuno di essi un titolo che espri-
ma il tema di fondo del testo stesso.
Testo A – Titolo (tema di fondo)

La dieta degli antichi Romani era ricca di vegetali di tutti no posto presso la mensa, riguarda solo le classi molto
i tipi e comprendeva perciò tantissime fibre, che hanno il agiate e comunque solo la tarda età imperiale. Di norma,
potere di anticipare il senso di sazietà, di ridurre l’assimi- infatti, i Romani si limitavano a un introito giornaliero che
lazione dei grassi e inoltre abbassano il colesterolo e gli studiosi hanno calcolato di circa 2000 calorie. Gli sto-
mantengono efficiente l’apparato intestinale. Nella dieta rici della medicina ritengono che tra gli antichi Romani
degli antichi Romani erano abbondanti anche gli antiossi- l’obesità e il sovrappeso, il diabete, il colesterolo alto ecc.
danti, (sostanze capaci di contrastare l’invecchiamento fossero molto meno frequenti di oggi. E certamente il dis-
cellulare e di proteggere dalle malattie degenerative), le pendio di energie richiesto dal tipo di vita che conduceva-
vitamine e i sali minerali, tutti elementi indispensabili per no era molto più alto di quello attuale. Insomma, la dieta
la salute e il benessere dell’organismo. Inoltre, gli antichi degli antichi Romani era decisamente più salutare di
Romani erano parchi a tavola: l’immagine del Romano che quella degli italiani di oggi.
si ingozza a dismisura, adagiato su un fianco su un letti- (adattato da “Silhouette”, novembre 2003)

Testo B – Titolo (tema di fondo)


Può darsi che agli occhiali abbiate fatto l’abitudine. Che qualche secolo di onorato servizio, gli occhiali possono
non vi infastidisca la lente appannata dal vapore acqueo essere definitivamente pensionati. Basta un quarto d’ora:
del risotto sul fuoco. Che manteniate una calma olimpica la chirurgia dei laser che rimodellano la cornea promette
quando va persa la vitina della stanghetta o si riducono in di debellare presbiopia, miopia, ipermetropia e astigmati-
mille pezzi le costosissime lenti progressive cadute, smo. E non è tutto. Oggi la diagnosi dei difetti della vista
come sempre, sull’angolo sbagliato. Che il vostro risve- è sempre più precisa; si sa molto di più su come preveni-
glio preferito sia la caccia a tentoni degli invisibili occhia- re e curare le malattie degli occhi. E una rivoluzione è alle
li sul comodino o, peggio, quella della lente a contatto porte: sta per arrivare la pillola antimiopia; ed è in speri-
perduta tra mensola e lavandino. mentazione avanzata l’anticorpo che blocca le degenera-
Se così non fosse, se siete uno dei 12 milioni di italiani zioni senili degli occhi; sono state messe a punto le prime
miopi, o dei 5 milioni di ipermetropi o dei 3 milioni di astig- lenti impiantabili direttamente sui muscoli dell’occhio e
matici, o un ultraquarantenne con i primi segni di pre- stanno muovendo i primi passi gli studi e le ricerche sulla
sbiopia, se gli occhiali e i loro inconvenienti continuano a rigenerazione della retina.
essere per voi fonte di seccatura, sappiate che, dopo (adattato da “Focus”, dicembre 2003)

Testo C – Titolo (tema di fondo)


Malpensa e Fiumicino litigano, gli aeroporti minori italia- dita secca di 23,3 milioni di passeggeri rispetto allo stes-
ni decollano e conquistano giorno dopo giorno quote di so periodo del 2000. Trend opposto per tutti gli altri aero-
mercato. Una rivoluzione silenziosa, che sta modificando porti (la rete italiana è composta da 34 scali di minori
profondamente il sistema di trasporto aereo italiano. dimensioni): nel 2000 i passeggeri erano 12,5 milioni, nel
Parlano le cifre: nei primi nove mesi del 2003 il traffico di 2003 sono schizzati a quota 17 milioni. Sempre più perso-
Roma Fiumicino e Milano Malpensa ha registrato una per- ne, in sostanza, abbandonano i grandi aeroporti e partono
169-178-3_LEGGERE_exe 10-06-2011 11:43 Pagina 174

174 Modulo 5 IL LABORATORIO DI LETTURA

da Bergamo, Ancona, Pescara, Treviso… Le ragioni del per i mercati industriali e commerciali dei paesi esteri:
successo sono molte. Intanto la collocazione geografica: per esempio, Forlì si distingue per i collegamenti con
da un lato permette a molti che risiedono in provincia di l’Ucraina e Ancona per quelli con la Romania.
evitare lunghi spostamenti verso Milano e Roma, dall’al- La crescita degli scali minori porta con sé interessanti
tro consente agli stranieri di raggiungere direttamente prospettive di sviluppo per il turismo locale e per l’indu-
località turistiche di primo livello, come Firenze, Venezia o stria aeroportuale e per il suo indotto, ma è un sinistro
la costa amalfitana. Alcuni scali, poi, stanno facendo for- campanello d’allarme per le compagnie di bandiera, prima
tuna grazie alla scelta di diventare la porta privilegiata tra tutte l’Alitalia. (ridotto da “la Repubblica”, 3 novembre 2003)

TABELLA DI VALUTAZIONE
10 punti per ogni tema di fondo, a giudizio dell’insegnante,
correttamente individuato Punteggio ____ /30

12 competenza logico-testuale Leggi il testo che segue, dividilo in cinque blocchi logici, scrivendo accan-
to a ognuno il tema di fondo. Attribuisci poi al testo un titolo che ne indichi il tema di fondo
complessivo.
Titolo del testo (tema di fondo)
Chi ha detto che la rete è per i giovani dovrà ricredersi: sono
sempre di più gli over 70 che si avvicinano al pc e al mondo di
Internet. Finora erano pochi a credere che gli anziani potessero
essere interessati al web, ora invece comincia a manifestarsi una
chiara linea di tendenza: ai nonni il computer piace, li attira,
suscita la loro curiosità.
Due recenti ricerche, una effettuata negli USA e una in Inghilterra,
confermano che la presenza degli utenti “più cresciuti” in rete è
rilevante: il 27% degli americani che usano la rete è al di sopra dei
55 anni; e sono 9,1 milioni gli americani superiori ai 65 anni alle
prese con Internet. Anche in Inghilterra il numero degli anziani in
rete è alto e aumenta: presto saranno più di 3 milioni.
E in Italia? Anche da noi gli anziani entrano in rete e, una volta
imparato a usare il pc, lo usano molto. Il 15% degli anziani “in
rete” si dice entusiasta di Internet e passa in media 8,3 ore alla
settimana a navigare. È un dato superiore a qualsiasi altra cate-
goria: gli studenti universitari si fermano a 7,8 ore settimanali, gli
adulti a 7,7, gli adolescenti a 5,9.
E quasi ovunque si stanno diffondendo le opportunità di forma-
zione anche per gli over 60. Non sono più solo i nipoti a insegna-
re l’uso del pc ai propri nonni, ma in molte città si stanno diffon-
dendo corsi di informatica per anziani. La Microsoft, per esempio,
ha varato in sette città italiane il progetto Internet nonni e nipo-
ti, mettendo a disposizione programmi, computer e insegnanti,
con un investimento di centinaia di milioni di euro. L’obiettivo è
quello di arrivare presto a 18 città e a 100 in un più lungo periodo.
Una volta imparato come si fa a navigare, il popolo dei nonni può
trovare su Internet un compagno con cui passare il tempo, ottene-
re informazioni utili, scambiare corrispondenza. Sono sempre più
numerosi i siti dedicati agli anziani, che propongono una serie di
link ad argomenti di interesse specifico per gli anziani, come la
casa, la salute, l’assistenza sociale, la famiglia, il volontariato
C’è dunque un grande fervore a promuovere l’uso di Internet tra
gli anziani, ed è giusto, perché è un ottimo modo per alleviare
solitudine e disinformazione.
(ridotto da “la Repubblica”, 3 novembre 2003)

TABELLA DI VALUTAZIONE
5 punti per ogni tema di fondo (del testo e dei blocchi),
a giudizio dell’insegnante, correttamente individuato Punteggio ____ /30
169-178-3_LEGGERE_exe 10-06-2011 11:43 Pagina 175

LEGGERE Unità 1 175

13 competenza logico-testuale Leggi attentamente il brano che segue, poi:


• sottolinea i connettivi logici;
• completa lo schema dei blocchi logici riportato in fondo.
Per gli antichi Romani una rete stradale ampia, fitta e sempre in buone condizioni rappresentava una assoluta neces-
sità, in quanto, in primo luogo, dovevano essere in grado di spostare rapidamente gli eserciti in caso di ribellioni dei
popoli sottomessi o di attacchi nemici alle frontiere; inoltre una solida rete di collegamento era indispensabile per
ragioni commerciali; infine la complessa impalcatura burocratica dell’impero richiedeva che ordini, rapporti, comunica-
zioni di vario genere fossero trasmesse da un capo all’altro del territorio in tempi brevi.
In conseguenza della estrema importanza delle strade, gli antichi Romani dedicarono grandi risorse e grandi energie
alla realizzazione di una rete viaria di ben 80.000 km. e inoltre misero a punto procedure di costruzione di alto livello tec-
nico. Rimangono ancora oggi, infatti, tratti di strade consolari che ci lasciano ammirati per la grande maestria con cui
venivano sovrapposti strati di materiali diversi, ciascuno con una propria funzione al fine di rendere resistente e fun-
zionale il manto della strada.

Affermazione iniziale
Cause di quanto detto nella affermazione iniziale:
a)
b)
c)
Conseguenze di quanto detto nella affermazione iniziale:
A)
B)
Spiegazione di quanto detto al punto B)

TABELLA DI VALUTAZIONE
Da un punteggio massimo di 30 punti, 1 punto in meno per ogni
connettivo logico non individuato o individuato scorrettamente;
1 punto in meno per ogni blocco logico non individuato o
individuato scorrettamente Punteggio ____ /30

14 competenza logico-testuale Nei passi che seguono sono stati tolti i connettivi logici, cioè gli elementi
linguistici che garantiscono i legami logici tra i “blocchi” del testo. Inseriscili tu dove ti sem-
brano necessari, facendo attenzione di scegliere quelli di volta in volta più adatti al contesto.
All’inizio di ogni passo ti viene indicato il numero dei connettivi logici che è opportuno inserire.
(3) Molti SPAM, i messaggi non richiesti e sgraditi che arrivano tanto di frequente nella casella di posta dei nostri
computer, invitano a cliccare un link a fondo pagina per non ricevere più posta di quel tipo. Si tratta di solito di un
trucco: si vuole capire se il nostro indirizzo e-mail è davvero attivo.

(3) Il bacio è un comportamento appreso. In molte culture era sconosciuto prima dell’arrivo dei contatti con gli euro-
pei. Erano altri i gesti con cui si manifestavano amore, affetto, amicizia: presso gli esquimesi lo strofinamento del
naso aveva un significato analogo a quello che noi attribuiamo al bacio.
Secondo alcuni studiosi il bacio ha origine dal gesto con cui la madre immetteva nella bocca del bambino ancora
sdentato il cibo da lei masticato, non tutti trovano accettabile tale teoria.

(4) L’aria delle città è certamente insalubre, quella degli ambienti chiusi è anche peggio. Una ricerca dell’Unione
Europea ha individuato all’interno di scuole e uffici centinaia di elementi inquinanti. E’ necessario tenere sotto
controllo le potenziali fonti di inquinamento degli interni, i sistemi di riscaldamento, le emissioni del materiale
edile e degli arredi.
TABELLA DI VALUTAZIONE
3 punti per ogni connettivo sottinteso correttamente
individuato Punteggio ____ /30
169-178-3_LEGGERE_exe 10-06-2011 11:43 Pagina 176

176 Modulo 5 IL LABORATORIO DI LETTURA

Individuare le informazioni implicite


15 competenza logico-testuale Leggi attentamente i passi seguenti e, come nell’esempio, scrivi il concetto
o i concetti sottintesi in ciascuno di essi.
Esempio: Molte case automobilistiche giapponesi si sono impegnate per la riduzione dell’inquinamento atmosferico e
puntano sull’auto a idrogeno.
Concetto sottinteso: 1. Lo scarico delle auto “tradizionali” è una delle cause dell’inquinamento atmosferico
Concetto sottinteso: 2. Le auto a idrogeno non inquinano l’atmosfera
a) Luisa, adesso, è proprio una ragazza simpatica.
Concetto sottinteso: 1.
b) Non preparare la torta di cioccolato, se viene a cena Carlotta: sta facendo di tutto per dimagrire un po’.
Concetto sottinteso: 1.
c) Non esco mai, la sera, con Marco e Luca, perché, se non vado a dormire entro mezzanotte, il giorno dopo sono fuso.
Concetto sottinteso: 1.
d) Non ho potuto comprarti il quotidiano con il supplemento TV, perché avevo in tasca solo un euro.
Concetto sottinteso: 1.
e) Investo i miei risparmi in BOT e non in azioni di borsa, perché non mi piace rischiare.
Concetto sottinteso: 1.
Concetto sottinteso: 2.
f) Nell’intervallo, non offrire i cioccolatini ad Abdul: è il periodo del Ramadan.
Concetto sottinteso: 1.
Concetto sottinteso: 2.
Concetto sottinteso: 3.
g) Lunedì e martedì della settimana prossima avremo solo cinque ore di lezione.
Concetto sottinteso: 1.
TABELLA DI VALUTAZIONE
3 punti per ogni concetto sottinteso correttamente
individuato Punteggio ____ /30

Saper leggere significa “fissare” ciò che si è letto e farlo diventare parte
del proprio patrimonio di conoscenze e di competenze
Prendere appunti
16 sintesi/comp. logica e tecnica Leggi attentamente il testo seguente, poi, a una seconda lettura, sottolinea
le parole del testo che ti sembrano più importanti. Infine dividi il testo in cinque blocchi e sin-
tetizza il contenuto di ciascun blocco in una breve frase o in una schematica “scaletta”.
Le donne nel Medioevo hanno lavorato molto: se non hanno
goduto di una totale uguaglianza con gli uomini, malgrado tutto
hanno vissuto in situazioni relativamente migliori che nei perio-
di precedenti o seguenti.
L’agricoltura rimane l’occupazione principale. Le donne si occu-
pano degli orti, della vigna, del bestiame. Le donne, come nel-
l’antichità, si occupano anche delle pecore, che tosano esse stes-
se. Si occupano del pollame e del suo allevamento; fanno cre-
169-178-3_LEGGERE_exe 10-06-2011 11:43 Pagina 177

LEGGERE Unità 1 177


scere negli orti quelle “erbe” e quelle ”radici” che sono di fatto
diventate i nostri legumi. Le foreste hanno svolto un grande ruolo
nella vita del Medioevo. Mentre l’uomo cacciava e faceva il taglia-
boschi, la donna aiutava a portare a casa le provviste di legna,
raccoglieva i frutti selvatici e le frasche utili alla vita domestica.
Oltre a queste occupazioni che davano l’alimentazione e il riscal-
damento, erano ancora le donne che si occupavano della produ-
zione dell’abbigliamento nelle case rurali. Si trattava di una vera
e propria industria domestica. Le donne di casa preparavano la
lana, il lino, tessevano drappi e tele, cucivano i vestiti.
Nelle città alcuni mestieri sono unicamente femminili e sono orga-
nizzati quasi come i mestieri degli uomini. Per esempio, in molte
città sono femminili i mestieri per i quali la materia prima è la seta
o l’oro, cioè due delle materie più preziose e ricercate dell’epoca.
Le loro corporazioni comprendevano, come quelle degli uomini,
apprendiste, operaie e maestre. Queste corporazioni, come quelle
maschili, hanno speciali consigli composti da donne per giudicare
sulle controversie di lavoro. Questi consigli femminili non dispon-
gono però della stessa autonomia di quelli maschili, in quanto
sono controllati da un “arbitro” designato dalle autorità.
I mestieri aperti tanto agli uomini che alle donne sono i più
numerosi: se ne possono contare quasi un centinaio. Quasi tutte
le professioni sono state aperte alle donne nel X, XI, XII, XIII e
XIV secolo. È dopo che nascono nuove difficoltà. Così possiamo
dire che il Medioevo – considerando che il XV secolo fa già parte
del Rinascimento – ha conosciuto donne scrivane e donne medi-
co. Nella famosa università di Bologna, le studentesse in medi-
cina sono presenti in numero abbastanza elevato. Un editto fran-
cese del 1311 impone certi esami ai medici, precisando “uomini e
donne”.
Ma, con il XV secolo, la condizione delle donne va degradandosi.
Mentre nell’alto Medioevo i salari maschili e femminili, senza
essere gli stessi, non accusavano scandalose differenze, lo scar-
to si approfondisce via via sempre più visibilmente: nel XV seco-
lo, a parità di mansione, una donna è pagata solo la metà di un
uomo. Ma, quel che è peggio, le donne perdono uno dopo l’altro i
mestieri che prima potevano esercitare; sfugge dalle loro mani
anche la lavorazione di materie preziose come l’oro e la seta.
(ridotto da E. Sullerot , La donna e il lavoro, Bompiani,)

TABELLA DI VALUTAZIONE
Dal punteggio massimo di 30 punti, 1 punto in meno per ogni
scorrettezza o omissione individuata dall’insegnante nella
scelta delle parole da sottolineare o nelle frasi-riassunto Punteggio ____ /30

Saper leggere significa saper interpretare il testo


17 competenza testuale Ti diamo qui la recensioni di due film. Sottolinea in rosso le informazioni
oggettive, in blu le parole e le frasi che rivelano invece il giudizio di chi scrive.
Titolo: Pearl Harbor treccio il classico triangolo sentimentale: due soldati
Regia: Michael Bay amano la stessa ragazza, litigano per lei, ma tornano poi a
Con Ben Affleck, Josh Hartnett, Kate Beckinsale fraternizzare. Le loro faccende, però, non coinvolgono più
Guerra - USA 2001 – 175 minuti di tanto lo spettatore, sia perché gli interpreti sono ineso-
rabilmente insipidi, sia perché la regia presenta molte
Ecco un film che recupera il melodramma bellico della pecche. Il meglio del film è nel fascino spettacolare del-
Hollywood anni ’40, combinandolo con spettacolari imma- l’attacco giapponese a Pearl Harbor e delle traiettorie da
gini di guerra da videogame del Duemila. Al centro dell’in- top gun degli aerei in volo.
169-178-3_LEGGERE_exe 10-06-2011 11:43 Pagina 178

178 Modulo 5 IL LABORATORIO DI LETTURA

Titolo: Ti presento i miei Da quel momento riuscirà solo a combinare guai in serie:
Regia: Jay Roach allaga il giardino, lascia scappare l’amatissimo gatto del
Con Robert De Niro, Ben Stiller, Blythe Danner suocero, manda a fuoco la casa… e si inventa fandonie
Commedia - USA 2000 – 105 minuti sempre più grosse per togliersi dai pasticci. Alla fine
viene smascherato clamorosamente. Nelle mani di un
Alla vigilia del matrimonio, un ragazzo va a conoscere i regista geniale, ne sarebbe venuto fuori un gioiello di
genitori della fidanzata, ma appena arrivato nella loro comicità farsesca; invece il film è soltanto leggero e
villa scopre di avere un suocero particolarmente ostile. divertente come una sit-comedy televisiva.
(Le recensioni sono ridotte e adattate da “la Repubblica”, 7 novembre 2003)

TABELLA DI VALUTAZIONE
Dal punteggio massimo di 30 punti, 1 punto in meno per ogni
informazione o giudizio tralasciati o non correttamente
classificati Punteggio ____ /30

18 interpretazione del testo Ti diamo qui un breve testo ripreso da un quotidiano di provincia. Decidi se
chi scrive condivide o no la scelta della giunta comunale di non ammettere le auto nel centro
cittadino. Sottolinea inoltre quattro parole o espressioni che rivelano indirettamente la posi-
zione del giornalista.
È in vigore da due settimane l’esperimento “In centro virsi della bicicletta o camminare dal parcheggio sui viali
senza l’auto” voluto dalla giunta nonostante l’opposizione fino al centro.
di buona parte del consiglio comunale. I cittadini che Sabato prossimo, alle 18, il sindaco incontrerà la cittadi-
abbiamo intervistato sono molto arrabbiati per questa nanza per illustrare i pregi di questo ritorno al passato, a
decisione ispirata alle mode ecologiste e mettono in risal- quando gli italiani erano troppo poveri per permettersi
to come sia diventato difficile e faticoso raggiungere i un’auto. Quali saranno le sue argomentazioni?
negozi e i bar più eleganti della cittadina, sbrigare le prati- Intanto si sono già registrati due casi di persone che, forse
che in municipio, perfino andare in chiesa per la messa o entusiaste all’idea di non inquinare l’aria e di non deturpa-
altre cerimonie. re orrendamente la città lasciando l’auto in sosta, sono
Solo pochissimi hanno difeso la scelta della giunta, ma si cadute dalla bicicletta.
tratta di giovani o addirittura di ragazzi, a cui non pesa ser-

TABELLA DI VALUTAZIONE
2 punti per la corretta interpretazione della posizione
del giornalista;
2 punti per ogni parola/espressione correttamente
individuata Punteggio ____ /10

19 interpretazione del testo Il brano proposto nell’esercizio 17 parla del lavoro delle donne nel Medioevo:
ti sembra possibile intuire il giudizio di chi scrive riguardo al tema del lavoro femminile in
generale, non limitatamente all’epoca storica considerata? Tra le affermazioni seguenti, quale
rispecchia meglio, secondo te, la posizione di chi scrive?
Le donne hanno le capacità per svolgere ogni tipo di lavoro; in alcune epoche storiche hanno potuto farlo, in altre,
coloro detenevano il potere glielo hanno impedito.
In alcune epoche storiche le donne hanno lavorato duramente, in altre, invece, hanno vissuto una condizione miglio-
re, non dovendo svolgere lavori difficili e faticosi.
Il lavoro femminile va a discapito della vita familiare.
Quando le possibilità di lavoro si restringono, è giusto che le donne si occupino solo della famiglia, lasciando posto
agli uomini, che devono mantenere moglie e figli.

TABELLA DI VALUTAZIONE
10 punti se è stata individuata l’affermazione corretta Punteggio ____ /10
179-184-Eser_Legg testi mult 13-06-2011 9:50 Pagina 179

Saper leggere ipertesti multimediali


20 questionario Rispondi alle domande del seguente questionario.

1. Hai un computer in famiglia? 12. Il tuo computer ha il lettore CD-Rom o DVD-Rom?


sì no sì no

2. Se sì, di chi è? 13. Sai consultare un CD-Rom da solo?


solo tuo sì no
di uno dei tuoi fratelli
14. Il tuo computer è collegato a Internet?
di uno dei tuoi genitori
sì no
di tutta la famiglia

3. Anche se non ne hai uno a disposizione, sai usare il 15. Sai navigare in Internet?
computer? sì no
sì no un po'
16. Se navighi in Internet, quali sono i siti o i portali (siti
4. Sai usare un programma di videoscrittura (per esem- articolati che offrono vari servizi e canali tematici) che
pio Word)? visiti più frequentemente?
sì no un po'

5. Sai usare altri programmi?


sì no

6. Se sì, quali?
17. Per quali scopi usi Internet?
7. Per quali scopi usi il computer?

8. Quante ore al giorno stai al computer?


18. Usi la posta elettronica?
9. Usi abitualmente dei videogiochi?
sì no
sì no
19. Se sì, per comunicare con chi?
10. Se sì, quanti ne possiedi?

11. Il tuo computer è collegato a una stampante?


sì no

21 individuazione Tra i seguenti testi distingui i testi unidirezionali TU , da leggere preferi-


bilmente pagina dopo pagina in modo sequenziale (sono 6), dagli ipertesti I (sono 4), che
possono essere letti in modo reticolare, cioè secondo un criterio fondato su nessi logici.
1. Un romanzo d'amore. TU I 2. Una ricetta di cucina. TU I 3. Un CD-Rom sulle diverse tecniche pittori-
che. TU I 4. Una storia a fumetti. TU I 5. Un sito Internet dedicato ai grandi sassofonisti jazz. TU I
6. Il foglietto di istruzioni di montaggio di una lampada a stelo. TU I 7. Un DVD-Rom sulle automobili da corsa
degli anni Trenta. TU I 8. Un libro di storia sulla Prima guerra del Golfo. TU I 9. Una fiaba. TU I
10. Un'enciclopedia generale multimediale. TU I
179-184-Eser_Legg testi mult 13-06-2011 9:50 Pagina 180

180 Modulo 5 IL LABORATORIO DI LETTURA

22 produzione La forma dell'ipertesto non è necessariamente vincolata a un sopporto


multimediale (CD-Rom, DVD-Rom, Internet). Esiste un modo di “pensare” per ipertesti, che a
volte applichiamo senza accorgercene. Per esempio, tutte le volte che facciamo un’associazio-
ne mentale tra un argomento e un altro, poi ci soffermiamo a riflettere su questo secondo argo-
mento e da lì “partiamo” per altri pensieri, seguendo domande o curiosità che sorgono spon-
taneamente. Per avere un'idea di come la nostra mente procede spesso per associazioni logi-
che completa il seguente schema scrivendo, sotto ogni parola indicata, tre argomenti che le
associ.

fiore universo comunicazione arte infanzia

impollinazione

essenze per profumi

composizioni floreali

23 produzione Scegli una delle colonne completate nell'esercizio precedente e trascrivila


sul quaderno. Quindi sviluppa ogni argomento proponendo alcuni nodi concettuali riguardan-
ti vari aspetti.

Es.: fiore impollinazione ➝ anatomia del fiore ➝ insetti impollinatori ➝ sviluppo del frutto

24 collegamento Ti diamo qui un testo tratto da un'enciclopedia multimediale, in cui sono sot-
tolineate e numerate le “parole sensibili”, cioè le parole che possono attivare i link a vari nodi
dell'ipertesto. Sotto trovi l'elenco dei nodi concettuali ai quali puoi arrivare partendo dal
testo. Collega ogni “parola sensibile” con il nodo che la sviluppa, accoppiando i numeri alle let-
tere dell’alfabeto.

Modigliani, Amedeo
(Livorno 1884 - Parigi 1920), pittore e scultore italiano. Cresciuto nel 1 ghetto ebreo della sua città natale, studiò arte a
Firenze, dove entrò in contatto con l'ambiente dei 2 macchiaioli. Quindi, nel 1906 si trasferì a Parigi; qui allacciò rappor-
ti con diversi artisti d'3 avanguardia tra cui 4 Pablo Picasso, 5 Jean Cocteau e, soprattutto, 6 Cézanne, che divenne uno
dei suoi modelli prediletti. Fu influenzato dai 7 fauves e, più tardi, dallo scultore romeno 8 Constantin Brancusi, suo
amico. Dopo una prima produzione artistica plastica, con sculture ispirate alle 9 opere africane, si dedicò in seguito
esclusivamente alla pittura.
Nei dipinti, Modigliani elaborò uno stile originale e immediatamente riconoscibile, caratterizzato da linee sinuose,
forme semplificate e colori piatti. La sua ricerca sulla figura umana sfociò in rappresentazioni di impronta in certa misu-
ra classica, che riprendono e reinterpretano l’arte del primo 10 Rinascimento italiano. Tornò insistentemente su pochi
motivi essenziali, nudi femminili e 11 ritratti, nei quali propose quelle forme allungate e quegli ovali per i quali divenne
famoso. [...]
(adattato da Microsoft ® Encarta ® Enciclopedia Premium. © 1993-2004 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati)

a. Africana, arte b. Avanguardia (arte) c. Brancusi Costantin d. Cézanne, Paul e. Cocteau, Jean f. Fauvismo
g. Ghetto h. Macchiaioli i. Picasso, Pablo l. Rinascimento (arte) m. Ritratto

1. g 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11.
179-184-Eser_Legg testi mult 13-06-2011 9:50 Pagina 181

IL LABORATORIO DI LETTURA Modulo 5 181

25 individuazione/ricerca Nel seguente testo, tratto da un'enciclopedia multimediale, sono state tolte
le evidenziazioni che segnalano le “parole sensibili”, ovvero le parole che attivano i link ad
altre voci dell'enciclopedia. Ripristinale tu, a seconda delle tue esigenze di chiarimenti e appro-
fondimenti e poi confronta le tue parole con quelle selezionate dagli autori dell’enciclopedia.
Tornado
In meteorologia, violento vortice di vento, accompagnato in modo caratteristico da una nube a forma di imbuto che si
protende verso il suolo da un cumulonembo. Il diametro del vortice può andare da pochi metri a circa un chilometro, con
una media di alcune centinaia di metri, e la velocità del vento nell'imbuto può superare i 500 km/h. L'imbuto è reso visi-
bile dalla polvere che viene risucchiata dal suolo e dalla condensazione di goccioline d'acqua. La maggior parte dei tor-
nado può spostarsi per diverse centinaia di metri, con senso di rotazione antiorario nell'emisfero settentrionale e ora-
rio in quello meridionale.
L'esatto meccanismo di formazione dei tornado non è ancora del tutto chiaro; gli imbuti sono sempre associati a vio-
lente perturbazioni dell'atmosfera, come il passaggio di fronti d'aria. Il danno agli edifici non è causato solo dalla velo-
cità del vento, ma anche dall'improvvisa caduta di pressione provocata dal transito del vortice: lo squilibrio tra pres-
sione interna ed esterna può infatti provocare l'esplosione di una costruzione.
I tornado si verificano perlopiù in zone temperate, con frequenza variabile da regione a regione.
(da Microsoft ® Encarta ® Enciclopedia Premium. © 1993-2004 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati.)

Parole sensibili selezionate dagli autori dell’enciclopedia: meteorologia, vento, cumulonembo, emisfero,
atmosfera, pressione.

26 classificazione Quello che segue è lo schema di un ipertesto multimediale: precisa a fianco


dei singoli nodi in cui si articola il tipo di testo da cui è costituito: verbale, iconico-visivo, fonico-
acustico (parlato o musicale).

schema: famiglia felidi, ordine


CLASSIFICAZIONE carnivori, classe mammiferi,
phylum cordati ( )

foto: Parco Nazionale


del Serengeti, Tanzania ( )
HABITAT
foto con musica africana: Parco
Nazionale Kruger, Sudafrica ( )

CARATTERISTICHE disegno: Scheletro e muscolatura


FISICHE di leone e leonessa ( )
LEONE

foto: Comportamento gregario: ( )


ORGANIZZAZIONE
gruppo di leoni
SOCIALE
testo: Nomadismo e territorio ( )

COMPORTAMENTO filmato con audio: Leonessa che


PREDATORIO attacca una gazzella ( )

schema: Frequenza della riprodu-


RIPRODUZIONE zione, tempo della gestazione, ini-
E SVILUPPO zio della vita da predatore del cuc-
ciolo, vita media dei leoni e delle
leonesse ( )
179-184-Eser_Legg testi mult 13-06-2011 9:50 Pagina 182

182 Modulo 5 IL LABORATORIO DI LETTURA

27 individuazione/classificaz. Scegli un percorso di lettura tra i seguenti nodi di un sito Internet, sottoli-
neando quello che vuoi considerare il tuo punto di partenza e numerando gli argomenti che vuoi
esplorare nella successione che trovi più chiara e funzionale a uno svolgimento logico del dis-
corso (puoi scegliere di non toccare alcuni nodi, lasciandoli "inesplorati").

trasporto su gomma rete stradale mondiale principali rotte aeree

estensione della rete ferroviaria per paese mezzi di trasporto percentuali di incidenti

statistiche trasporto su rotaia trasporto su vie d’acqua trasporto aereo

rischi per la merce prospettive di sviluppo tecnologico tempi e costi

possibili danni all’ambiente quantità di merce trasportata rischi per i lavoratori del settore

28 ricostr.sequenza operativa In una rivista scientifica hai trovato in omaggio un CD-Rom dedicato alla
biologia. Metti in ordine le operazioni che devi compiere per capire se può esserti utile per una
ricerca sulle cellule staminali.

Installa il CD-Rom seguendo le istruzioni che compariranno sul monitor.

Inserisci il CD-Rom nel lettore del tuo computer.

Leggi la Home Page del CD-Rom e cerca di capire come è organizzato.

Controlla che il sistema operativo del tuo computer consenta l’installazione del CD-Rom.

Scegli il percorso che ti sembra più utile per trovare informazioni sulla cellula.

29 individuaz./classificazione Ti diamo qui di seguito l'elenco di alcuni ipertesti multimediali inseriti in


un CD-Rom, in un DVD-Rom o in un sito Internet. Indica per ciascuno di essi lo scopo per cui
lo potresti leggere.

1. CD-Rom sugli antichi Egizi Studiare alcuni aspetti dell'antica civiltà egizia
2. Sito Internet di compravendita di oggetti di seconda mano
3. Sito Internet del sistema bibliotecario della tua regione
4. CD-Rom sulle esplorazioni spaziali
5. DVD-Rom con le mappe stradali delle maggiori città europee
6. Elenco telefonico nazionale online
7. Sito Internet di un quotidiano economico a diffusione nazionale
8. Sito Internet ufficiale della tua squadra di calcio del cuore
9. Sito Internet di barzellette
10. Sito Internet di recensioni cinematografiche
11. CD-Rom di pronto soccorso medico
12. DVD-Rom sugli animali domestici
179-184-Eser_Legg testi mult 13-06-2011 9:50 Pagina 183

IL LABORATORIO DI LETTURA Modulo 5 183

30 classificazione Ti diamo qui di seguito alcune concrete situazioni di ricerca multimediale


in cui potresti trovarti. Precisa per ognuna l'obiettivo che ti puoi proporre di conseguire: tro-
vare informazioni, individuare il contenuto complessivo dell’ipertesto o capirne a fondo il conte-
nuto. Indica poi il modo di lettura adatto, scegliendo tra selettiva, globale o approfondita.
1. Consulti un CD-Rom che riporta per intero il dizionario italiano-spagnolo; spagnolo-italiano.
possibile obiettivo: trovare informazioni linguistiche modo di lettura: selettivo

2. Consulti il CD-Rom di istruzioni per l'installazione della stampante.


possibile obiettivo: modo di lettura:

3. Esplori un sito di musica da scaricare in formato mp3.


possibile obiettivo: modo di lettura:

4. Navighi in un sito di offerte di voli economici “last minute”.


possibile obiettivo: modo di lettura:

5. Esplori un DVD-Rom dedicato alle specie canine.


possibile obiettivo: modo di lettura:

31 ricerca/produzione Devi preparare un dossier dal titolo “Risorse idriche mondiali” e hai a dis-
posizione un'enciclopedia multimediale in cui non è presente questa voce specifica. Quali voci
consulteresti per fare una ricerca su questo argomento?

1a voce 2a voce 3a voce

Ritieni a questo punto di avere tutti gli elementi necessari?

Quali altri argomenti correlati approfondiresti, considerando le curiosità e le domande sorte nel corso della ricerca?

Saper ”navigare” in Internet


32 ricerca/analisi Ti diamo qui un elenco di istituzioni, enti o associazioni che hanno un sito in
Internet. Scegline 3, individua con un motore di ricerca l’indirizzo del relativo sito ed esplora-
lo. Quindi per ciascun sito compila una scheda di presentazione simile a quella proposta.
(Attenzione: alcuni siti sono in lingua inglese!).

1. Agenzia Spaziale Italiana 11. Laboratorio dell’Immaginario Scientifico


2. Amici della Terra di Trieste
3. Amnesty International 12. Liber Liber
4. Consiglio Nazionale delle Ricerche – CNR 13. LIPU – Lega Italiana Protezione Uccelli
5. Dipartimento di Botanica dell’Università 14. Ministero per i Beni e le Attività Culturali
degli Studi di Catania 15. NASA
6. Federazione Italiana di Atletica Leggera 16. Olympic Movement
7. Federazione Italiana Sport Invernali 17. Parlamento Europeo
8. Italia Nostra 18. Società Italiana Scienze Naturali
9. La Biennale di Venezia 19. UNESCO Italia
10. Lega Nazionale Calcio 20. Unione Nazionale Consumatori
179-184-Eser_Legg testi mult 13-06-2011 9:50 Pagina 184

184 Modulo 5 IL LABORATORIO DI LETTURA

Scheda di presentazione

– Sito in lingua – Presenza di elementi multimediali:


Informazioni e link presenti nella Home Page: molti pochi nessuno

– Tipi di elementi multimediali presenti (fotografie, illustrazio-


– Sito articolato in circa nodi. (Vedi la "Mappa del ni, filmati, suoni, registrazioni vocali ecc.):
sito" o un menu simile)
– Chi ha fatto il sito e chi lo aggiorna? (Vedi il menu "Chi siamo"
o simili)

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Quantità delle informazioni proposte: voto da 10 a 20


– Quando è stato registrato? (Trova i dati del copyright, che soli-
Approfondimento delle informazioni: voto da 10 a 20
tamente è scritto in fondo alla Home Page)
Cura dell’apparato grafico
e multimediale: voto da 10 a 20
Efficacia e funzionalità dei link interni: voto da 10 a 20
– Argomento principale del sito:
Gradevolezza della presentazione: voto da 10 a 20
tot. /100

33 ricerca A partire dal sito Internet del WWF Italia fai una ricerca su tre animali a
rischio di estinzione nel mondo. Puoi usare la funzione “copia e incolla” e trasferire i testi che
ti interessano in un documento Word, oppure riassumere le informazioni sul tuo quaderno. Non
superare le 500 parole (in Word le puoi contare facilmente con la funzione apposita del menu
Strumenti) o le 3 pagine di quaderno (di formato piccolo).

34 ricerca Entra nel sito Internet www.pianetascuola.it e cerca il link Orientarsi nella
rete. Clicca quindi sulla sezione Cultura e apri la pagina dedicata ai Centri di documentazione,
biblioteche, archivi, cataloghi. Il link alla Biblioteca Nazionale Braidense ti permette di accedere al
catalogo online. Cerca, utilizzando la modalità che preferisci (Campi o Liste) la segnatura del
volume di Italo Calvino Il barone rampante pubblicato da Mondadori nel 1993 e trascrivila qui:

35 ricerca Fai una ricerca in Internet su Pompei. Individua il sito ufficiale (Official Site)
dalla Soprintendenza archeologica di Pompei e cerca informazioni per rispondere alle seguenti
domande.
1. Qual è l’orario di apertura al pubblico del sito archeologico?
2. Come si raggiunge il sito archeologico con l’automobile e con i mezzi pubblici?
3. In che cosa consistono i principali resti archeologici del sito? Qual è la loro datazione?
4. Che cosa ha determinato la rovina dell’antica città di Pompei?
Entra quindi nel menu Visita agli scavi e scegli uno dei Percorsi tematici (per esempio, La casa
romana). Scrivi una breve sintesi sull’argomento selezionato.

36 ricerca Individua in Internet qualche sito che contenga informazioni attendibili sui
parchi e sulle riserve naturali in Italia. Puoi partire dal sito della Federparchi (Federazione
Italiana Parchi e Riserve Naturali), che si sviluppa all’interno di un portale molto ricco. Poi fai
una ricerca su un parco che ti piacerebbe visitare, con dati precisi circa la localizzazione e cor-
redata di almeno 5 illustrazioni (foto, disegni, mappe, grafici, tabelle). Aiutandoti con la cartina
riportata nel sito, proponi infine un percorso di visita nel parco.
185-199-1 Descrivere 10-06-2011 12:19 Pagina 185

Modulo Il laboratorio
di scrittura
6 Saper scrivere, dietro richiesta o per esigenze personali, ogni
tipo di testo è un obiettivo fondamentale per tutti. La scuola è –
può essere e deve essere – un laboratorio di scrittura a tutti gli
effetti: le tecniche di scrittura che deve sviluppare, attraverso le
proposte di temi, relazioni, riassunti e parafrasi, sono le stesse che
domani ciascuno studente sarà chiamato a mettere in pratica nella
vita di tutti i giorni. È questa la ricaduta pratica di ogni attività di
scrittura scolastica.

Sapere Saper fare

Unità 1 Scrivere
Le diverse modalità di scrittura e le tecniche relative. Scegliere la modalità di scrittura in rapporto al fine
che ci si propone di conseguire.
Pianificare il testo organizzando contenuti e forme
in rapporto alla situazione comunicativa.
Produrre testi corretti, completi, coerenti e coesi.
Controllare, correggere e migliorare un testo scritto.
Descrivere una persona, un oggetto o un luogo in modo
adeguato allo scopo.
Raccontare un fatto.
Esporre un argomento.
Interpretare e valutare un testo, un dipinto o un evento.
Argomentare le proprie opinioni.
Riassumere/sintetizzare.
Parafrasare.

Unità 2 I testi che bisogna saper scrivere


Le tecniche e le strategie di scrittura relative ai diversi tipi Produrre i diversi tipi di tema proposti a scuola.
di testo. Utilizzare le tecniche di scrittura acquisite per produrre
i testi scritti richiesti nelle prove d’esame e nel mondo
del lavoro.
Produrre testi specifici: l’analisi testuale, il saggio breve,
l’articolo di cronaca, la recensione, la relazione, il verbale.

Strategie di scrittura testo per testo


Modelli di scrittura testo per testo
Strumenti Attività di scrittura guidate e libere
Griglia per l’autocorrezione di un testo scritto: pp. 249-250
185-199-1 Descrivere 10-06-2011 12:19 Pagina 186

1 Scrivere

Lo scrivere non è un fatto istintivo: a scrivere, come a leggere, si impara attra-


verso lo studio e l’applicazione costante. E saper scrivere è, nella vita di tutti
i giorni, un’abilità molto impor tante. Anzi, a scuola e nel campo dei rappor ti
affettivi e sociali, come nel mondo del la voro e delle professioni, saper scri ve-
re “bene” è spesso l’elemento che f a la differenza.
Tu sai scrivere? Vediamolo insieme confrontandoci, per cominciare, con i cin-
que tipi fondamentali di scrittura a f ini pratici: descrivere, raccontare, esporre,
interpretare-valutare e argomentare, cioè esporre e far valere le proprie scelte e
le proprie opinioni. Vedremo poi due altri tipi di scrittura di utilizzo pratico: rias-
sumere e parafrasare.

1 Descrivere
Descrivere significa mostrare con le parole come è fatta una cosa (una per-
sona, un animale, un o ggetto o un luo go), indicandone le caratteristiche e gli
aspetti che possono darne un’immagine chiara ed efficace.

1.1 Descrivere luoghi, persone, animali e cose


Per descrivere efficacemente una cosa, bisogna avere, oltre a una grande capa-
cità di osservazione, una grande capacità di sintesi e di analisi: la sintesi serve
a cogliere la cosa da descri vere nella sua globalità e l’analisi ser ve per indivi-
duare e registrare le varie parti della cosa in questione senza perder ne di vista
l’unitarietà. Una volta messa sulla car ta, infatti, una descrizione risulterà tanto
più efficace quanto più sarà il fr utto di una sintesi unitaria che non trascura i
particolari analitici dell’insieme.
1 Descrivi il luo go r affigurato nella seguente car tolina. La descrizione
dovrà seguire un ordine preciso: per esempio dagli elementi paesaggistici che
si v edono in primo piano a quelli che si scor gono sullo sfondo. Chiudi la
descrizione con una osservazione che condensi le emozioni che l’immagine ti
suggerisce.
185-199-1 Descrivere 10-06-2011 12:19 Pagina 187

SCRIVERE Unità 1 187

La cartolina ritrae

Hai fatto la tua descrizione? Ritieni che una persona qualsiasi (per esem-
pio un tuo amico o un tuo genitore) le ggendola si f arebbe un’idea abba-
stanza chiara del luo go che hai descritto? Le ggila a qualcuno e poi v edi
come reagisce.
Chi ha ascoltato la lettura della descrizione:
 non ha visualizzato mentalmente alcun luogo;
 ha visualizzato un luogo completamente diverso da quello descritto;
 ha visualizzato un luogo abbastanza simile a quello descritto.
Ad ogni buon conto eccoti la descrizione del luo go illustrato nella car toli-
na fatta da una descrittrice “esper ta”.
La cartolina ritrae un paesaggio costiero ripreso da una posizione elevata e lontana. In primo piano vi sono dei
cespugli e, quasi al centro, s’innalza un imponente pino marittimo con il tronco che si curva verso destra a sostenere
il peso dell’ampia chioma a ombrello. Il sole ne rischiara la sommità, che appare più chiara, mentre la zona in ombra
è di un colore cupo. In basso, in secondo piano, si vede un agglomerato urbano sulla riva di un vasto golfo. Il mare
che si intravede a sinistra è sfumato di increspature: sono le onde che giungono a lambire la spiaggia ocra e oro. Al
centro si trova la cittadina, che è circondata da campi coltivati o alberati. Sullo sfondo un morbido profilo di colline,
lievemente ondulato, digrada verso il mare e all’orizzonte si confonde con il cielo.
L’immagine suscita un senso di riposo e di calma: è tutto immobile, la spiaggia è deserta e il pino distende la sua
chioma protettiva sul paesaggio.
Francesca Fortunato

Quanti e quali par ticolari “non hai visto” nella tua descrizione rispetto a
quella qui sopra?
 Un particolare: ___________________________________________________________________________
 Due particolari: ___________________________________________________________________________
 Tre particolari: ___________________________________________________________________________
 Hai visto all’incirca i medesimi par ticolari.
2 Descrivi la ragazza raffigurata nel dipinto a sini-
stra. La descrizione do vrà essere bre ve (non più di 30
parole) ma do vrà essere così precisa da per mettere
l’identificazione della ragazza del quadro.
La persona ritratta è una ragazza

Roy Lichtenstein, Girl with Ball (1961), olio su tela, 153,7 x 92,7 cm,
New York, The Museum of Modern Art.
185-199-1 Descrivere 10-06-2011 12:19 Pagina 188

188 Modulo 6 IL LABORATORIO DI SCRITTURA


Confronta la tua descrizione con quella dei tuoi compagni. Chi ha rico-
struito con la sua descrizione l’ identikit più preciso e attendibile della
ragazza? Perché? Compila una graduatoria di merito.
Descrivi l’oggetto qui a lato. Descri vi quello che
3
vedi. Se sai che cosa è veramente, bene. Se non lo sai,
meglio: descrivilo lo stesso. F inito il lavoro, controlla
nel box Soluzioni a p. 191 e scopri che cos’è l’oggetto
in questione.

Philippe Starck,
Juicy Salif, 1990
(per Alessi)

Confronta la tua descrizione con quella dei tuoi compagni. Chi ha ricono-
sciuto l’oggetto in questione per quello che è v eramente? Chi ha f atto la
descrizione più precisa? Chi ha f atto la descrizione più f antasiosa?
Chi ha fatto la descrizione più divertente?

1.2 La descrizione oggettiva e la descrizione soggettiva


Una descrizione può essere svolta:
 in modo oggettivo: l’autore presenta un oggetto (una persona, un animale
o una cosa) attraverso una serie di dati oggettivi, senza esprimere opinioni o
impressioni personali. Si v eda, per esempio, la se guente descrizione di una
bimba di nove mesi, tratta dal cer tificato rilasciato da un pediatra:

Bertarelli Paola è una bimba di 9 mesi e 10 gior ni. La sua altezza e il suo
peso sono nella nor ma: è alta cm 73 e pesa kg 11,3. Di costituzione robu-
sta, gode f in dalla nascita di ottima salute. È all’inizio della dentizione. Il
suo sviluppo è regolare. È vivace e attenta. Risponde a tutti gli stimoli. Dal
punto di vista alimentare, non ha biso gno di alcuna dieta par ticolare.

 in modo soggettivo: l’autore presenta l’oggetto della descrizione in modo


personale, cioè raf figurandolo come lo v ede e lo “sente” e quindi f iltran-
dolo attraverso le proprie opinioni e le proprie emozioni, per suscitare ana-
loghe emozioni nel destinatario.
Leggi, in proposito, la descrizione della stessa bimba del testo precedente
fatta dalla sua mamma:
185-199-1 Descrivere 10-06-2011 12:19 Pagina 189

SCRIVERE Unità 1 189

La mia Paoletta è proprio una bella bimba. Ha poco più di


9 mesi ed è un tesoro: è sempre allegra e sorridente, e ogni
giorno impara qualcosa di più. Ha g randi occhi azzur ri e
una selva di capelli biondi, fini f ini. È un po’ cicciottella,
Le parole e le espressioni
in corsivo rivelano la sog-
soprattutto nelle manine e nei piedini, e fa tenerezza a guar-
gettività della descrizione. darla. Da qualche gior no, poi, ha un dentino proprio in
mezzo alla bocca, che sembra voler mostr are a tutti .
Mangia di tutto e di salute sta benone, anche se ha scam-
biato il giorno con la notte: di gior no dorme saporitamente
e di notte vuole giocare e se non l’accontentiamo strilla da
perforare i timpani.

La descrizione oggettiva è tipica dei testi strettamente infor mativi, come i


testi tecnici e scientifici e le enciclopedie o, anche, dei testi narrativi che si
propongono di essere realistici. La descrizione soggettiva, invece, implica,
accanto a quello informativo, anche scopi espressivo-emotivi e persuasivi.
Dal punto di vista pratico, nel caso che tu debba produrre, per esempio in
un tema, un testo tutto descritti vo, in assenza di indicazioni precise, puoi
regolarti come credi e scegliere il modo oggettivo o quello soggettivo, oltre
che in ordine alle tue preferenze, in ordine all’o ggetto della descrizione e
allo scopo che vuoi conse guire descri vendolo. Nel caso di una sequenza
descrittiva da inserire in un testo di altro tipo, per esempio una nar razione
o un’argomentazione, la scelta fra l’approccio o ggettivo e quello so ggetti-
vo è condizionata, oltre che dall’oggetto e dallo scopo della descrizione, dal
contesto in cui la descrizione si collocherà.
1 Leggi i due testi descrittivi che seguono e poi rispondi alle domande.

Testo 1 Testo 2
Il gatto persiano, così denominato Il mio Max è uno splendido micio persiano di due anni.
perché probabilmente originario Agile e snello nonostante sia di cor poratura piuttosto robu-
dell’Asia orientale, presenta una sta, ha un mantello dal pelo lungo, setoso e morbidissimo,
corporatura robusta e tarchiata, una di un colore indefinibile, oscillante dal grigio fumo al cine-
testa massiccia, con orecchie picco- rino al bluette, che si lava e rilava più volte al giorno e che
le e ar rotondate e una coda cor ta e è piacevolissimo accarezzare. Lui, però, v a f iero soprattut-
particolarmente folta di pelo. Pre- to della coda, che, imponente e maestosa, ter mina in un
senta un mantello a pelo lungo, il insolito ciuffo bianco. Ha un musetto piccolo e le ggermen-
cui colore v aria molto a seconda te incavato, che gli conferisce un’espressione cor rucciata e
delle diverse specie: si va dai persia- vagamente altezzosa, sottolineata dallo sguardo, inquietan-
ni monocolori (bianchi, b lu o rossi) te e misterioso. I suoi enor mi occhi, di un arancio insolita-
a quelli a due o tre colori, detti an- mente vi vo e intenso, in vece, sono pieni di malinconica
che “a squame di tar taruga” per la tenerezza, soprattutto quando mi guarda. Quanto al caratte-
particolare pezzatura del mantello. re, Max è un tipo tranquillo e piuttosto abitudinario, un po’
Il colore degli occhi, in genere gran- come me. Vive pre valentemente in casa e, soprattutto nei
di e tondi, può essere in vece giallo- mesi freddi, ama trascor rere lunghe ore mollemente
arancio, blu o v erde. Per le sue ca- acciambellato accanto ai miei piedi o fra i cuscini del di va-
ratteristiche fisiche, il gatto persiano no. A volte, però, colto da un’improvvisa vivacità, si lancia
richiede in genere numerose cure e in corse furibonde da una par te all’altra della casa, abbat-
un’attenta operazione di toelettatu- tendo tutti gli ostacoli che incontra. Il suo gioco preferito,
ra, che ricompensa però con un’in- tuttavia, consiste nel f arsi le unghie sui tappeti, sulle pol-
dole docile e socie vole. È, inoltre, trone e anche sui miei maglioni: più che un gioco, però, il
un ottimo cacciatore di topi. suo mi sembra un lavoro, tanta è la passione che ci mette.
185-199-1 Descrivere 10-06-2011 12:19 Pagina 190

190 Modulo 6 IL LABORATORIO DI SCRITTURA

 I due testi sono, chiaramente, due testi descrittivi:


la descrizione del Testo 1 è di tipo  soggettivo  oggettivo
la descrizione del Testo 2 è di tipo  soggettivo  oggettivo
 Il referente, cioè l’oggetto della descrizione è lo stesso in tutti e due i testi:
un . Nel Testo 1, però, l’autore descri ve un in
generale; nel Testo 2 invece descrive un gatto persiano:
 qualsiasi  ben preciso, cioè il suo gatto.
 Individua e sottolinea nel testo della descrizione so ggettiva tutte le paro-
le e le espressioni che contribuiscono a rendere so ggettiva la descrizione e
spiega perché ognuna di esse contribuisce a dare al testo un v alore sogget-
tivo. Per esempio: l’o ggettivo mio, il nome proprio Max e l’uso di micio
invece di “gatto” orientano già chi le gge verso il piano della so ggettività.
Infatti:
Controlla poi nel bo x Soluzioni alla pagina se guente se hai indi viduato e
sottolineato le parole e le espressioni giuste: sono quelle evidenziate in cor-
sivo.
2 Descrivi, in almeno sette righe, un animale (un cane, un pesciolino
d’acquario, un criceto, una tartarughina o simili), prima in modo oggettivo
e poi in modo soggettivo. Utilizza come modello i testi dell’esercizio pre-
cedente. Nella descrizione soggettiva sottolinea le parole e le espressioni di
cui ti servi per dar cor po alla soggettività.
Referente (cioè l’animale descritto):

Descrizione oggettiva: Descrizione soggettiva:


Titolo del testo Titolo del testo

1.3 Descrivere per informare, per persuadere


o per ”esprimersi“ letterariamente
Quando si descrive qualcosa bisogna decidere quale scopo si vuole ottene-
re attraverso la descrizione. Infatti si può fare una descrizione:
 a scopo informativo: sono le descrizioni che si propongono lo scopo di far
conoscere il r eferente, cioè l’o ggetto della descrizione (animale, persona,
oggetto o luogo) in modo chiaro, sia che se ne dia un’immagine oggettiva sia
che se ne dia una soggettiva. È il caso delle descrizioni tecniche e scientifi-
che (presenti in enciclopedie, saggi e guide), ma è anche il caso della mag-
gior parte delle descrizioni che tutti ci troviamo a fare;
 a scopo persuasivo: sono le descrizioni che, sotto lo scopo apparente di
informare il lettore circa le caratteristiche del referente, mirano in realtà a af r
apprezzare il referente al lettore, nell’intento di indurlo a desiderarlo e ad
“acquistarlo”. Esse sono inf atti tipiche dei testi argomentativi e dei testi
pubblicitari e per ottenere il loro scopo descri vono il referente (per esem-
pio un luogo, un’automobile o un computer o anche una persona) se gnalan-
do o mettendo in rilievo solo alcuni suoi aspetti e sottacendone altri;
185-199-1 Descrivere 10-06-2011 12:19 Pagina 191

SCRIVERE Unità 1 191


Soluzioni
 a scopo espressivo: sono le descrizio- Esercizio 3 . L’utensile raffigurato a pagina 188 è uno
ni di carattere letterario, contenute nei spremiagrumi.
testi poetici e nei testi nar rativi, che non Testo 2. Il mio Max è uno splendido micio persiano di
mirano a una rappresentazione né ogget- due anni. Agile e snello nonostante sia di corporatura
tiva né semplicemente emoti va del refe- piuttosto robusta, ha un mantello dal pelo lungo, seto-
so e morbidissimo, di un colore indefinibile, oscillante
rente, ma si propongono di creare imma- dal grigio fumo al cinerino al bluette, che si lava e rila-
gini funzionali a deter minate situazioni va più volte al giorno e che è piacevolissimo accarezza-
e a trasmettere al lettore par ticolari stati re. Lui, però, va fie