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ACQUA PRIVATIZZATA e NUCLEARE:

CONVENIENTI PER CHI?


In vista dei referendum che dovrebbero svolgersi il prossimo 12
giugno, è necessario conoscerne l'importanza per programmare i propri
impegni o le proprie vacanze in modo da potervi partecipare: se, infatti, ci si
lascerà sfuggire tale occasione, risulteranno del tutto inutili le successive
prevedibili proteste di quanti si opporranno all'installazione di una centrale
nucleare nelle proprie vicinanze o ad un rincaro spropositato dell'acqua
potabile allorché la stessa sarà passata dalla gestione pubblica a quella
privata.
Poiché un referendum è valido se vi partecipa almeno il 51% degli
aventi diritto, occorre adoperarsi fin d'ora affinché il maggior numero
possibile di cittadini esprima il proprio SI all'abolizione delle scellerate leggi
relative alla privatizzazione dell'acqua ed alla reintroduzione del
nucleare, la cui attuazione comporterebbe un ulteriore arricchimento di pochi
(coloro che si aggiudicheranno gli appalti) e danni enormi per il resto della
collettività. Se, però, verrà acquisita consapevolezza degli altissimi interessi
in gioco, sarà più difficile lasciarsi abbindolare da messaggi falsamente
rassicuranti o fuorvianti come quelli già cominciati a circolare e che si
intensificheranno ancor più nei prossimi mesi allo scopo di indurre gli elettori
a disertare i referendum.
Durante la campagna referendaria è molto probabile che scenda in
campo a favore del nucleare il prof. Umberto Veronesi, che però non è un
fisico ma un illustre oncologo, la cui opinione contrasta con quanto emerso da
autorevoli ricerche condotte dalla New York Academy of Sciences nonché
dall'Ente governativo tedesco per il controllo radioattivo (si legga in proposito
quanto pubblicato il 12 gennaio 2010 dal quotidiano "la Repubblica" nel
supplemento "Salute" n.645 , pag. 40 ) .
Anche se "a pensar male si fa peccato", qualcuno ha insinuato il dubbio
che il prof. Veronesi possa essere condizionato dalle cospicue donazioni che i
suoi Istituti per i tumori ricevono da varie Società multinazionali.

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ACQUA

Le norme che impongono ai Comuni di cedere ai privati la gestione di


un bene primario come l'acqua sono semplicemente aberranti : se non
verranno abolite, per una parte considerevole della popolazione diventerà un
lusso persino farsi la doccia, sciacquare accuratamente i piatti, cambiare la
biancheria sporca, ecc. : infatti nei Comuni dove l'acqua è già stata
privatizzata per incauta scelta dei rispettivi amministratori, il suo costo è
aumentato in maniera impressionante!
Emblematico è il caso di Aprilia (prov. di Latina) dove, per il
medesimo consumo annuo, dal 2004 al 2009 gli aumenti sono stati del
110,8% per la prima casa e fino al 530% per la seconda. Ancor più
penalizzati sono stati gli esercizi commerciali e artigianali che non possono
proprio limitare il consumo del prezioso liquido: un ristorante che per 293
metri cubi annui pagava al Comune circa 190 euro, nel 2009 ha dovuto
pagarne 1.178 (+512%) ; una lavanderia che per 470 m.c. pagava circa 303
euro, ne ha pagati 1525 (+404%).
Per maggiori dettagli, cercare su Internet :
- Ecco cosa succede quando si privatizza l'acqua
- Acqua, così la privatizzazione gonfia le nostre bollette
- www.acquabenecomune.org

oppure

leggere il libro di Giuseppe Marino "La casta dell'acqua. Come la


privatizzazione sta assetando l'Italia" (Ed. Nuovi mondi, Euro 12).

SE NON CI MOBILITIAMO PER BLOCCARE QUESTO


INSOPPORTABILE SOPRUSO, UN GIORNO O L' ALTRO
QUALCUNO TROVERA' IL MODO DI FARCI PAGARE L'ARIA
CHE RESPIRIAMO COME L'OSSIGENO VENDUTO IN BOMBOLA
NELLE FARMACIE. . .

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NUCLEARE
Da parte di chi è interessato al colossale affare delle centrali nucleari
si va propagandando che esse sono ormai "sicure", che non mettono a
rischio la salute e che la loro assenza nel territorio nazionale non ci pone al
riparo da eventuali fughe radioattive che dovessero verificarsi in Stati vicini
come la Francia o la Slovenia: tanto vale, quindi, produrre l'energia
nucleare direttamente in Italia anziché importarla a maggior costo
dall'estero.
NON SI DICE PERO' CHE :
a) la sicurezza dei nuovi reattori -pur maggiore rispetto a quella dei più
antiquati- non è ancora tranquillizzante né totalmente raggiungibile
in tempi brevi, come più volte attestato da eminenti scienziati tra cui il
fisico-premio Nobel CARLO RUBBIA che, "congedato" dal governo
italiano, sta attuando in Spagna il progetto di centrale solare che gli è
stato impedito di realizzare a Priolo (prov. di Siracusa):
b) le percentuali di rischio-leucemia nei bambini che vivono nelle
vicinanze di centrali nucleari sono risultate le seguenti:
- 76% da 3 a 5 km.
- 26% da 5 a 10 km.
- 10% da 10 a 30 km.
- 0,5% da 30 a 50 km.
c) degli impianti esteri sono responsabili i rispettivi Stati, a cui spetta farsi
carico dello smaltimento (anche piuttosto oneroso) delle scorie
radioattive.

Se in Italia è stato finora impossibile collocare al sicuro le scorie


radiattive prodotte dalle centrali chiuse dopo il referendum 1987 seguìto al
disastro di Chernobyl, dove si metteranno quelle nuove? E, soprattutto, dove
sorgeranno le varie centrali progettate?
Su questi punti regna ovviamente il più assoluto silenzio, nella certezza
di immediate rivolte da parte delle popolazioni residenti nelle aree prescelte.

Un'altra colossale fandonia è quella secondo cui l'energia nucleare sarebbe


più economica di altre e ridurrebbe la nostra dipendenza dall'estero :
ricadrebbero infatti sulla bolletta gli altissimi costi di costruzione-
manutenzione-smaltimento scorie delle centrali nonché dell'uranio,
materiale di cui l'Italia non dispone e che pertanto dovrebbe essere
importato dall'estero (cambiando solo il tipo di dipendenza) ad un prezzo
destinato a diventare sempre più alto poiché i relativi giacimenti vanno
esaurendosi.
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Gli argomenti fin qui esposti, seppur non esaustivi, dovrebbero essere
sufficienti a farci mobilitare affinché il maggior numero possibile di persone
si rechi a difendere i propri interessi e la propria salute il 12 giugno :
DATA SCELTA APPOSITAMENTE PER FAR FALLIRE I
RFFERENDUM MEDIANTE UN AFFLUSSO DI VOTANTI INFERIORE
AL 51% .

Poiché in varie parti d'Italia si svolgeranno le elezioni amministrative il


12-13 maggio (1°turno) e il 28-29 maggio (ballottaggi ), sarebbe stato logico
e meno dispendioso sfruttare il secondo turno anche per abbinarvi i
referendum : invece il governo ha deciso di posticipare questi ultimi al 12
giugno, puntando sulla stanchezza o indifferenza di quanti si saranno recati a
votare pochi giorni prima nonché sull'assenza di coloro che saranno andati in
vacanza subito dopo la chiusura delle scuole.

La consultazione referendaria separata comporterà una spesa


aggiuntiva di oltre 300 milioni di euro, che sarebbe stato opportuno
destinare a più seri bisogni per i quali si stenta invece a trovare le risorse (ma
ciò non interessa minimamente ai privilegiati che hanno a cuore ben altri
problemi).

Da parte nostra, quel che possiamo e dobbiamo fare è NON DARGLIELA


VINTA !

Se i nostri vicini Tunisini ed Egiziani, collegandosi in rete, sono riusciti


a superare difficoltà incomparabili fino a liberarsi delle rispettive dittature,
perché noi non dovremmo riuscire nella più semplice impresa di condurre il
51% di connazionali ad un appuntamento salva-vita?

p.s. In seguito alla catastrofe giapponese molti hanno cominciato a riflettere su ciò che
potrebbe accadere in Italia dove, anche in assenza di terremoti e maremoti, spesso
crollano scuole-ponti-ospedali perché costruiti con cemento depotenziato e non a
norma.
Da qui l’ apparente dietrofront governativo delle ultime ore: un abile “trucco” per
indurre a disertare i REFERENDUM e rilanciare il nucleare dopo il 12 giugno.
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L E G I T T I M O I M P E D I M E N TO
Il referendum sul legittimo impedimento non riguarda i nostri interessi
economici nè la nostra salute, ma il principio costituzionale dell'uguaglianza
di tutti i cittadini di fronte alla legge.
Si tratta, infatti, di abolire o confermare una specie di salvacondotto a suo
tempo confezionato "su misura" per tenere i membri del governo al riparo
da eventuali processi in cui qualcuno di loro si fosse trovato coinvolto : e ciò
in base alla considerazione che la guida di un ministero o dell'intero governo è
una funzione molto impegnativa, da svolgere a tempo pieno e senza
"distrazioni" di tipo giudiziario.
Questa legge-salvacondotto è stata recentemente ridimensionata dalla Corte
Costituzionale nel senso che anche un ministro o il capo del governo possono
essere sottoposti a giudizio seppur compatibilmente con i loro impegni, di cui
i magistrati devono tener conto nel fissare le date delle udienze in tribunale.
Allo stato attuale, dunque, questo referendum richiede sostanzialmente un
pronunciamento favorevole o contrario ad una legge fatta per se stessi dai
diretti interessati.
Pertanto chi ritiene che anche i "potenti" debbano rispondere dei loro
reati come tutti gli altri cittadini, voterà SI all'abolizione di questa e
-indirettamente- di altre eventuali leggi ”ad personam".

Chi è invece favorevole a mantenerla, potrà:


a) astenersi, non ritirando la relativa scheda e contribuendo così all'eventuale
non-raggiungimento del 51% di votanti ;
b) votare NO alla sua abolizione.