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L'atmosfera è un involucro gassoso che circonda la terra trattenuto dalla forza gravitazionale

terrestre. Il vento solare tende continuamente a spazzare via le particelle dell’atmosfera, ma la forza
di gravità della terra e la protezione compiuta dal campo magnetico terrestre impedisce che il sole
spazzi via l’atmosfera del tutto, come invece è successo al pianeta mercurio. Lo spessore
dell’atmosfera si estende teoricamente all’infinito, con l’ultima parte di essa l’esosfera che
comprende lo spazio, normalmente si misura in 10’000 km.

L'atmosfera ha una composizione chimica variabile in base all’altitudine e ai fenomeni che prendono
luogo in ognuno degli strati. In tutto l’atmosfera è costituita dal 78% da azoto, 20% da ossigeno, circa
1% argon e poi in minor misura da CO2, umidità, aerosol e altri.

Dallo strato più basso a quello più alto si divide in:

 Troposfera, dove è contenuto il 99,99% dell’intera atmosfera. È lo strato dove avvengono la


maggior parte dei movimenti e delle reazioni chimiche che caratterizzano l’atmosfera stessa.
La temperatura diminuisce all’aumentare dell’altezza finchè non si incontra la tropopausa
dove le temperature raggiungono i -50°C. L'ossigeno diminuisce di quantità a sua volta tanto
che ad altezze maggiori l’aria è così rarefatta che ci si deve avvalere di respiratori. Il tempo
meteorologico è molto variabile e non dipende solo dall’energia fornita dal sole ma a questo
livello anche dalla geomorfologia.
 Stratosfera, in questo strato il livello di temperatura risale all’aumentare dell’altitudine fino
a raggiungere 0°C ciò è dovuto all’assorbimento dei raggi solari, in particolare degli
ultravioletti. Gli uv sono assorbiti dallo strato di ozono presente in questo strato. Altre
reazioni chimiche importanti sono quelle che producono radicali liberi che da qui in poi
rimangono stabili per la rarefazione.
 Mesosfera, dopo la stratopausa la temperatura ricomincia a discendere. In questo strato vi
sono le ultime nuvole composte da cristalli di ghiaccio. È il punto dove termina la caduta
delle meteore.
 Termosfera, è lo strato più ampio, succede un fenomeno particolare, l’aumento della
temperatura causato dal calore dei raggi solari è una temperatura non percepibile a pelle
poiché lo scambio di calore fra le particelle è ridotto data la rarefazione, ma le particelle
hanno comunque un’alta energia cinetica per questo si definisce temperatura cinetica. La
composizione e paragonabile a quella media, ma sopra i 500 km circa l’ossigeno e l’azoto
diminuiscono finendo coll’essere sostituiti da idrogeno ed elio.
 Esosfera, è la parte più esterna, idealmente non ha confini, è composta essenzialmente da
idrogeno e elio.

Le reazioni che avvengono sull’atmosfera sono molto numerose ed è molto facile disturbarle
immettendo sostanze dette inquinanti. L’inquinamento dell’atmosfera in generale comprende effetti
nocivi sull’ambiente come l’aumento dell’effetto serra che contribuisce al surriscaldamento globale,
diminuzione dell’ozono dell’ozonosfera e piogge acide, e comprende gli effetti negativi sulla salute
umana.

Le reazioni che avvengono nell’atmosfera sono processi fotochimici causati dalle radiazioni
ultraviolette proiettate dal sole, tra queste ci sono le reazioni che portano alla formazione di radicali
liberi che sono coinvolti nei più significativi fenomeni chimici atmosferici, sono molto reattivi e in
atmosfera possono avere vita media di molti minuti data l’alta rarefazione. Tra queste reazioni vi
sono quelle che portano alla formazione di radicali idrossilici e idrossiperossidici.
Nell'atmosfera bassa sono più reazioni acido base, ad esempio quella con l’acqua con la CO2 che
rende la pioggia leggermente acida.

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Inquinamento

Vi è una distinzione fra inquinamento e contaminazione. Un contaminante è una sostanza che


immessa nell’ambiente ne causa la variazione della composizione chimica media. Un inquinante è un
contaminante che è causa di effetti nocivi all’ambiente naturale o agli esseri umani.

Gli inquinanti si distinguono in primari e secondari.

 I primari sono quelli che immessi nell’ambiente causano direttamente danno, possono
essere di origine sia antropica che naturale,
 I secondari derivano da altri inquinanti i quali non causano danni direttamente e
nell’immediato, ma ci mettono un po’ di tempo poiché prima deve avvenire una reazione
chimica che produca questo inquinante.

Gli inquinanti primari a dispetto dei secondari hanno effetti più prevedibili, la loro gestione
quindi è facilitata dalle conoscenze dirette della loro produzione e dei loro effetti sull’ambiente,
mentre i secondari non sono prevedibili poiché derivanti spesso da sostanze che non procurano
danno subito e che reagiscono anche in luoghi distanti, ciò rende la loro gestione leggermente
più complessa.

Gli inquinanti più comuni sono:

Freon, impropriamente detto anche clorofluorocarburi, sono una classe di composti chimici derivanti
dal metano e dall’etano per sostituzione di atomi di idrogeno con fluoro e cloro, sono compresi
anche i CFC ma non solo. I freon sono utilizzati come gas refrigeranti o come gas di propulsione per
aerosol. I CFC sono i più dannosi, ma esistono varianti con minori quantità di alogeni che comunque
rappresentano una minaccia per l’ambiente. Gli effetti del freon è la riduzione dello strato di ozono,
ad essi infatti è stata attribuita la principale causa del buco dell’ozono, e anche un leggero aumento
dell’effetto serra. Nell'aria, dal CFC si forma cloro che essendo molto reattivo attacca l’ozono
formando monossido di cloro e ossigeno O2, il monossido di cloro attacca a sua volta un altro ozono
formando cloro e ricominciando il ciclo.

CO2 è il principale gas a effetto serra, prodotto soprattutto dalla combustione di idrocarburi.

Ozoni O3, nell’atmosfera è un gas velenoso, prodotto per reazione fra NOx e VOC (composti organici
volatili) è l’inquinante secondario per ecellenza.

(di seguito i prodoi della combustione)

Idrocarburi incombusti o parzialmente ossidati, causa di effetto serra.

Monossido di carbonio, un gas velenoso che sostituisce permanentemente l’ossigeno


dell’emoglobina del sangue.

Ossidi di azoto, designati con NOx, dovuti alla reazione di ossigeno e azoto in condizioni di alta
temperatura e pressione quindi sono prodotti comuni durante la combustione di carburanti ad
esempio nelle auto. Una delle reazioni che sono un problema per l’ambiente sono le piogge acide.
NOx è un inquinante secondario perché non è un problema finchè non reagisce con l’acqua
trasformandosi in acido nitrico, che disliolto nell’acqua è pioggia acida e corrosiva.
Particolato (PM), sono costituiti soprattutto da fuliggine, su cui si assorbono idrocarburi pesanti e
sostanze inorganiche come il solfato. Sono un problema per la salute umana.

Per gli inquinanti derivanti dal processo di combustione in sorgenti mobili i fattori che influenzano la
produzione di ognuno di essi sono la qualità del combustibile, la tecnologia del veicolo e la sua
manutenzione.

I parametri della benzina che influiscono sulle emissioni sono:

 Il contenuto di olefine, diminuito in seguito all’uso di carbon canister che impediscono a


questi idrocarburi incombusti di evaporare nell’ambiente.
 Contenuto di aromatici, si devono ridurre affinchè non finiscano nello scarico.
 Contenuto di zolfo, che dopo la combustione finisce negli scarichi dove vi è la marmitta
catalitica e ne causa la disattivazione aumentando il rilascio di NOx e CO, quindi è bene
rimuoverla prima della sua distribuzione.

I motori a ciclo otto a quattro tempi usano benzina come carburante e funzionano bruciando una
quantità stechiometrica di aria e benzina. Parte del combustibile potrebbe non essersi trasformato
del tutto perciò insieme ai prodotti di reazione, che sono NOx e CO, avremo dell’HC non reagito
come scarico. Il particolato in questo tipo di motore non è un problema, soprattutto nei motori a
iniezione diretta. In tutto i prodotti da convertire sono HC NOX CO..

I catalizzatore è detto a tre vie poiché è costituito da un catalizzatore a una via che si occupa della
riduzione di una componente e da un catalizzatore a due vie che si occupa della ossidazione degli
altri due componenti. In tutto si convertono CO, NOx e HC in H2O, CO2 e N2

Viene usato di recente un metodo di iniezione che regola il rapporto aria/carburante. Si usa una
sonda lambda che misura questo rapporto e porta le informazioni ad una centralina che inietta il
giusto rapporto A/C ottimizzando il processo di catalizzazione. In questo modo si converte la
quantità giusta di NOx e HC poiché la produzione più di uno che dell’altro dipende dal rapporto di
A/C combusto all’interno del motore.

A differenza del motore a benzina, quello diesel usa una miscela di carburante che brucia in eccesso
d’aria. L'aria viene riscaldata comprimendola nella camera dove poi viene iniettato il gasolio, il
tempo di miscelazione è ridotto e si hanno elevate formazioni di PM e di NOx ed anche CO, HC.Il
problema dei motori diesel quindi è la riduzione di particolato e ossidi di azoto.

Un indice importante qui diventa il numero di cetano, più basso è e per più tempo il carburante
occupera la camera miscelandosi coll’aria favorendo la formazione di HC e CO, più alto è e meno
tempo occuperà nella camera incendiandosi prima, formando più fuliggine e quindi PM.

Gli altri parametri importanti sono:

la densità, meno denso è il gasolio meno saranno i prodotti inquinanti, ma minore sarà la potenza.

La temperatura finale di distillazione del gasolio, più bassa è minore saranno i prodotti incombusti
CO HC PM
Infine come per le benzine il contenuto di aromatici che non ossidano facilmente e il contenuto di
zolfo che inibisce il catalizzatore e favorisce il particolato e la formazione di piogge acide di H2SO4.

I catalizzatori dei motori diesel devono ridurre gli NOx, ciò può essere compiuto in diversi modi.

Si possono utilizzare gli stessi idrocarburi del serbatoio come riducenti con struttura su zeoliti, ma ciò
comporta un consumo maggiore di carburante.

Riduzione catalitica selettiva, usa l’urea in acqua per catalizzare la riduzione, riduce il consumo di
carburante ma costringe l’istallazione di un serbatoio di urea aggiuntivo, il quale non solo ha bisogno
dei suoi distributori a parte, ma può causare incidenti producendo sostanze pericolose come cianuri.

NSR , sfrutta un catalizzatore dove in un suporto vi è un membro che accumula NOx, un altro che è a
base di metalli nobli come il Pt lo converte in NO2, in eccesso di NO2 questo viene ridotto da HC H2 e
CO

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La gestione del particolato per mezzi mobili può essere fatto tramite: l’aggiunta di additivi al gasolio,
ossia di composti organici di Ca e Fe i cui ossidi prodotti dalla combustione sono in grado di ossidare
il particolato intrappolato in un filtro. Rigenerazione continua catalitica, si usa un filtro su cui è
appoggiato un catalizzatore e viene ossidato ad alte temperature.

La produzione di particolato per sorgenti fisse invece è gestito tramite l’utilizzo di un processo
termico o catalitico o non catalitico.

Nel processo termico non catalitico si spruzzano riducenti come ammoniaca nella corrente di fumi ad
alta temperatura, 850 1100°C. È un processo semplice e con bassi costi operativi e operazionali con
efficienza minore del 70%.

Nel processo termico catalitico si utilizzano serie di catalizzatori con siti attivi di vanadio e tungsteno.
Il processo in questo caso avviene a temperature ridotte, 350°C, ma è un processo che richiede
molta manutenzione e costi elevati.

Il PM si distingue in grossolano se le sue dimensioni superano i 10ym, PM10 se inferiori a 10ym in


questo caso possono raggiungere le vie respiratorie e accumularsi nei bronchioli, PM2,5 se inferiori a
2,5ym di diametro, in questo caso si depositano profondamente nei polmoni.

I danni alla salute non sono tutto ciò che riguarda il particolato, esso ha un effetto anche
sull’ambiente e ciò dipende dalle sue dimensioni. Il particolato può fungere da nucleo per la
formazione di nubi, può assorbire luce infrarossa e generare l’effetto isola di calore la notte nelle
aree urbane per inibizione di perdita delle onde lunghe. Nelle aree dove si concentra di più, ad
esempio nelle città che si comportano come grandi kanyon il particolato riduce la visibilità,
riflettendo, rifrangendo la luce generando effetti ottici diffusivi. In seguito a depositazione in secco o
umido può essere causa dell’acidificazione e dell’eutrofizzazione.

Le particelle di particolato quindi possono coagularsi e depositarsi sulla superficie, ciò è regolato
dalla legge di stokes che dice che la velocità di deposizione è direttamente proporzionale alle
dimensioni delle particelle. Le particelle potranno anche non avere grandi dimensioni, ma possono
coagularsi assieme formando particelle più grossolane. In genere il particolato composto da
particelle con dimensioni diverse è quello che si coagula di più.
La rimozione di PM può essere compiuto per sedimentazione con:

Camera di sedimentazione gravitazionale, il cui impianto ha elevate dimensioni e bassa efficienza


che aumenta all’aumentare della differenza di dimensioni delle particelle.

Collettori centrifughi secchi, dove il PM viene fatto passare per un moto circolare a causa della quale
esse subiscono una forza centrifuga che le costringe a depositarsi.

Filtrazione a membrana, il gas da purificare viene fato passare per queste che trattengono il
particolato fino a 0,01ym, i filtri sono continuamente sbattuti per far poi per scuotimento viene
rimosso.

Scrubber, consiste in un’apparecchiatura dove il gas con particolato viene introdotto insieme ad un
liquido assorbente in un tubo di venturi dove si miscelano in seguito alla generazione di turbolenze.
Il liquido assorbe il particolato e la miscela intera viene introdotta in una seconda colonna a
riempimento che serve a demiscelare il liquido che ha assorbito i PM e il gas che deve essere
espulso.

Rimozione elettrostatica, è un metodo che sfrutta un campo elettrico per separare le particelle
attirandole per la loro carica.