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LUNEDÌ 01 GENNAIO 2001


notizie
Senegal: annullata condanna per
SENEGAL omosessualità

Le nuove tecnologie contro


Mi piace 0 Condividi l'infibulazione

Senegal: annullata condanna per


omosessualità
Nome ufficiale: Repubblica di Senegal Migrazioni: i compromessi tra Africa e
Ue
Superficie: 196.722 km2
Capitale: Dakar (3.500.000 abitanti) L'Africa di Julitte

Lingue: francese e wolof (ufficiali), puel-toucouleur, XXVI Rassegna di Cinema africano

sérère, diola, mandinga Exit polls: Wade in vantaggio


Sistema politico: repubblica presidenziale Risultati rifiutati
Indipendenza: 4 aprile 1960 (dalla Francia)
Secondo mandato per Wade
Capo dello stato: Macky Sall (dal 2 aprile 2012)
Senegal: voto libero e trasparente?
Primo ministro: Mohammed Abdallah Boun Dionne
(dal 4 luglio 2014) Blocco dei voli, in ginocchio l'economia
keniana
Religioni: musulmani sunniti (90%), cattolici (5%),
Ma Wade può ricandidarsi?
altri cristiani (0,04%); seguaci delle religioni
D’Alema, l’africano
tradizionali (5%)
L'orto di Touty

Fermezza ed equilibrio

Rimesse low cost, in testa i senegalesi


Popolazione La storia antica del Senegal s’intreccia con quella dei
grandi regni africani: l’impero del Ghana (tra il 4° e l’11° Senegal, respinta candidatura di
Youssou N’Dour
Abitanti: 14.668.500 (stime luglio 2017) secolo), l’impero del Mali (tra il 12° e il 16° secolo),
l’impero di Gao (15°-17° secolo). L’islamizzazione Senegal: Sall sfida Wade
Gruppi etnici: wolof (41,6%), peul (28,1%) sérère
incomincia attorno al 1080, a partire dal nord.
(15,3%), mandinga (5,4%), diola (3,4%), soninké Macky Sall presidente

(0,8%), altri (4,4%), europei e libanesi (1%) 1444: i primi coloni portoghesi raggiungono la penisola Senegal, cronaca di una vittoria
di Cap Vert, dove sorgerà Dakar; successivamente popolare
Crescita demografica annua: 2,39% (stime 2017)
arrivano olandesi (1588, creano un porto sull’isola di Le nuove tecnologie contro
Tasso di fertilità: 4,28 figli per donna Goree per il commercio degli schiavi), francesi e inglesi l'infibulazione
Popolazione urbana: 44,4% (2017) e cominciano a disputarsi il territorio, che ha una
Uno stato in Africa per gli haitiani
posizione strategica dal punto di vista delle rotte
Mortalità infantile (sotto i 5 anni): 47,2/1.000
commerciali; i francesi introducono la monocoltura Migrazioni: i compromessi tra Africa e
Speranza di vita: 62,1 anni dell’arachide e, nel 1659, fondano la città di Saint-Louis, Ue

Analfabetismo: 60,7% che sarà la prima capitale del Senegal e dell’Africa Guinea: arresto per chi dubita dei
Occidentale Francese. militari
Prevalenza Hiv: 0,4% (2016)
Accesso a servizi sanitari adeguati: 42,3% Guinea: arresto per chi dubita dei
1677: la Francia riceve l’isola di Gorée dall’Olanda. militari
Accesso all’acqua potabile: 78,5% 1756-63: “guerra dei 7 anni”: la Gran Bretagna occupa
territori francesi in Senegal e forma il Senegambia; la L'Africa di Julitte
Francia li riconquista durante la guerra rivoluzionaria XXVI Rassegna di Cinema africano
americana del 1775-83. 1816: la Gran Bretagna
restituisce i territori francese catturati durante le guerre Exit polls: Wade in vantaggio
Economia napoleoniche. 1857: viene fondata Dakar.
Risultati rifiutati

46,7% della popolazione vive sotto la soglia 1884-85: alla Conferenza di Berlino le nazioni europee Secondo mandato per Wade
si dividono l’Africa; il Senegal tocca alla Francia, con
nazionale di povertà Senegal: voto libero e trasparente?
l’eccezione di una striscia di territorio, la regione del
Indice di sviluppo umano: 0,494 (162° su 188 Gambia, che rimane britannica; negli anni successivi la Uno stato in Africa per gli haitiani
Francia prende controllo dell’intero territorio del
paesi) Blocco dei voli, in ginocchio l'economia
Senegal. 1995: il Senegal diventa parte dell’Africa keniana
Prodotto interno lordo: 16,06 miliardi di dollari Occidentale Francese.
Ma Wade può ricandidarsi?
(43,07 miliardi di dollari a parità di potere d’acquisto
1914: Blaise Diagné è il primo africano a essere eletto
nel 2017) D’Alema, l’africano
al parlamento francese. 1933: Léopold Sédar Senghor
Pil pro capite annuo: 1.094 dollari (2.700 a parità mette a punto il concetto di Negritudine ed è eletto L'orto di Touty
di potere d’acquisto) deputato all’Assemblea nazionale francese. 1946; il
Fermezza ed equilibrio
Senegal è parte dell’Unione francese. 1948: Senghor
Crescita economica annua: 6,8% (2017) favorisce la creazione del Blocco democratico Rimesse low cost, in testa i senegalesi
Inflazione: 1,5% (2012) senegalese, che lotta per l’autonomia delle colonie.
Senegal, respinta candidatura di
Disoccupazione: 42,4% 1956: viene creata l’Assemblea nazionale. 1958: il Youssou N’Dour
Senegal diventa repubblica autonoma, parte della
Risorse naturali: fosfati, minerali di ferro; pesca Senegal: Sall sfida Wade
Comunità Francese. 1959: Senghor promuove una
Prodotti agricoli: arachidi, miglio, sorgo, riso, federazione tra il Senegal e il Sudan Francese (l’odierno
Macky Sall presidente
cotone, verdure; bestiame, pollame, suini; pesce Mali), denominata Federazione del Mali.
Senegal, cronaca di una vittoria
Esportazioni: pesce, arachidi, prodotti petroliferi, popolare
1960, 4 aprile: la Federazione del Mali è proclamata
fosfati, cotone (2,54 miliardi di dollari nel 2017) indipendente; 20 agosto: l’Assemblea senegalese
Importazioni: cibo e bevande, macchinari e proclama l’indipendenza del Senegal, che si separa Le notizie più lette
dalla Federazione del Mali; 5 settembre: Senghor
tecnologia, carburanti (5,22 miliardi di dollari nel Dall’immondezzaio
diviene il primo presidente; l’industria è ancora nelle
2017) web ritorna lo
mani dei francesi, ma l’economia è trainata
stereotipo dell’ebreo
Debito estero: 6,75 miliardi di dollari (fine 2017) dall’esportazione delle arachidi. 1962: tentato colpo di cospiratore
stato orchestrato dal primo ministro Mamadou Dia, che
5577
è imprigionato (fino a 1974). 1963: approvata la prima
costituzione; sono messi fuori legge tutti i partiti, con Cresce il debito
l’eccezione dell’Unione progressista senegalese (Ups) africano con la Cina
di Senghor. 1966: dal 30 maggio al 24 aprile si celebra a 4786
Dakar il Primo festival mondiale delle arti nere (voluto
da Senghor); l’Ups è il solo partito a prendere parte alle
elezioni, conquistando tutti gli 80 seggi in parlamento. Libia: l’inferno dei
migranti

1970: ripristinato l’ufficio di primo ministro, assegnato a 4426


Abdou Diouf. 1974: formato il Parito democratico
senegalese (Pds), guidato da Abdoulaye Wade;
Senghor riceve il premio letterario Guillaume-Apollinaire
per le sue opere poetiche; 1976: sotto la spinta della nigrizia store
contestazione studentesca, il presidente è costretto a
reintrodurre il multipartitismo, seppure con limitazioni
[solo 3 partiti: l’Ups, rinominata Partito socialista
senegalese (Pss), il Pds e il Partito marxista-leninista];
nel frattempo, crolla sul mercato internazionale il prezzo
delle arachidi e il contraccolpo per l’economia nazionale
è molto forte. 1978: riconosciuto un quarto partito, il
Movimento repubblicano senegalese (Mrs).

1980, ottobre: Senghor abdica in favore del suo delfino,


Abdou Diouf; la situazione economica è critica e gli
organismi internazionali chiedono riforme radicali, che
però non danno i risultati sperati; diminuiscono i salari,
la povertà aumenta e Diouf accentra sempre più il
potere nelle sue mani. 1981, 1° gennaio: Diouf è
presidente.

1982: Senegal e Gambia si fondono nella


Confederazione del Senegambia, presieduta da Diouf;
forze militari e della sicurezza sono in comune; inizia la
guerra in Casamance, la regione più meridionale del
Senegal, e anche la più fertile, che chiede
l’indipendenza; il Movimento delle forze democratiche di
Casamance (Mfdc), guidato dal sacerdote Austin
Diamacoune Senghor, è il perno dell’insurrezione. 1983,
febbraio: Diouf è rieletto; dicembre: dopo vari scontri
con le forze di polizia, numerosi leader del movimento
separatista sono arrestati, tra cui anche Diamacoune;
giugno: Senghor diventa presidente dell’Accadémie
française, primo africano a sedere nella prestigiosa
istituzione.

1988: Diouf è rieletto presidente, ma il suo Partito


socialista senegalese (Pss) è accusato di brogli;
scoppiano disordini e contestazioni, che culminano
nell’arresto del capo dell’opposizione, Abdoulaye Wade,
leader del Partito democratico senegalese (Pds); Wade
va in esilio a Parigi; il clima generale è di profonda
sfiducia verso le istituzioni; anche i rapporti con gli stati
confinanti conoscono una fase critica; tensioni con la
Mauritania portano allo scoppio di disordini che
provocano più di 400 morti (per la maggior parte
senegalesi) e l’espulsione reciproca di cittadini. 1989: la
Confederazione del Senegambia è sciolta; marzo: Wade
torna in Senegal.

1991: gli Usa condonano 42 milioni di dollari del debito


del Senegal, in cambio dell’appoggio dell’esercito
senegalese alle forze americane durante la guerra del
Golfo e ai contingenti di pace in Liberia; il Fondo
monetario internazionale concede a Dakar un credito di
57 milioni di dollari; febbraio: si riaccende il conflitto in
Casamance; restaurate le relazioni diplomatiche con la
Mauritania. 1993, febbraio: in contestatissime elezioni
presidenziali Diouf si riconferma presidente per la terza
volta; nelle elezioni parlamentari, il Pss ottiene di nuovo
la maggioranza (84 su 120 seggi); l’opposizione
denuncia brogli; il magistrato incaricato di fare gli
accertamenti viene derubato dei suoi documenti e
ucciso; Wade riconosce la vittoria di Diouf solo per
evitare la guerra civile.

1994: svalutazione del franco Cfa: una misura


inevitabile, ma che trascina nel baratro della miseria
gente che fino a quel momento è sempre riuscita a
vivere decorosamente; febbraio: il partito d’opposizione,
il Coordinamento delle forze democratiche, organizza
manifestazioni in tutto il paese, che culminano in scontri
con le forze dell’ordine, con 180 persone arrestate, tra
cui anche i leader dell’opposizione, Abdoulaye Wade e
Landing Savane (dichiarati innocenti e rilasciati in
luglio); organizzazioni umanitarie, parlamento europeo e
congresso americano condannano la politica oppressiva
di Diouf.

1997: nuove azioni di guerriglia provocano la


mobilitazione di 2.500 soldati contro le basi dell’Mdfc
vicine al confine con la Guinea-Bissau; marzo: il
Senegal prolunga di 4 anni il suo protocollo con l’Unione
europea (in compenso riceve 11 milioni di dollari l’anno).

2000, marzo: dopo 40 anni di governo monopartitico,


Diouf e Wade sono ancora una volta contrapposti alle
elezioni, ma questa volta vince Wade, candidato del
Pds, sostenuto dalla Coalizione Sopi (“cambiamento”);
finisce il regime socialista e comincia formalmente
l’alternanza.

2001, gennaio: è approvata mediante referendum una


nuova costituzione che rafforza i poteri del presidente e
subordina il potere giudiziario a quello esecutivo; pochi
giorni dopo, Wade scioglie il parlamento in vista delle
elezioni generali; marzo: il governo firma un accordo di
pace con i ribelli della Casamance, ma i separatisti si
dividono e la ribellione continua; aprile: la Coalizione
Sopi di Wade vince le elezioni parlamentari con una
maggioranza schiacciante; maggio: il nuovo primo
ministro, Mame Madior Boye – la prima donna a
occupare questa carica – annuncia la formazione del
nuovo governo; settembre: Wade si dice disposto a
consegnare Hissène Habré, ex presidente del Ciad
accusato di crimini di guerra, se un terzo paese ne farà
richiesta, assicurando un processo regolare; novembre:
Jean-Mary François Biagui si dimette dalla segreteria
generale del Mfdc, accusando una parte dei suoi
membri di slealtà; dicembre: Senghor muore all’età di
95 anni.

2002, settembre: drammatico naufragio del Joola, nave-


traghetto che collega Dakar alla Casamance (1.863
morti); novembre: Wade licenzia il primo ministro e tutto
il governo (si dice che la mossa del presidente sia
legata al disastro del Joola).

2003: Sidy Badji, fondatore del Mfdc, muore nella sua


casa di Ziquinchor, pochi giorni prima dell’inizio dei
colloqui di pace tra ribelli e governo.

2004, dicembre: dopo 20 anni di guerra, è firmata la


tregua tra l’ala più moderata del movimento dei ribelli
della Casamance (Mdfc) e Dakar.

2005, maggio: il leader dell’opposizione, Abdourahim


Agne, è arrestato e accusato di incitamento alla
ribellione per aver dimostrato contro il presidente; luglio:
Idrissa Seck, ex primo ministro e braccio destro di
Wade, è arrestato; il presidente decide di rinviare le
elezioni legislative di un anno e di accorparle a quelle
presidenziali del 2007; agosto: una fazione del Mfdc,
che non ha riconosciuto l’accordo di pace, lancia nuovi
attacchi contro il governo nella Casamance; ottobre:
dispute tra Senegal e Gambia sulle tariffe dei traghetti
portano a un blocco dei trasporti; le economia delle due
nazioni ne risentono: il presidente nigeriano Olusegun
Obasanjo interviene per facilitare colloqui per risolvere
la questione; novembre: Hissène Habré, ex presidente
del Ciad, è arrestato in Senegal, ma un tribunale
senegalese dichiara di non avere la competenza per
decretarne l’estradizione in Belgio, dove dev’essere
giudicato.

2006, febbraio: Idrissa Seck è rilasciato; qualche mese


dopo, decide di partecipare alle elezioni presidenziali;
agosto: l’esercito lancia un’offensiva contro l’Mfdc nella
Casamance; dicembre: Spagna e Senegal si accordano
su una serie di misure per rallentare l’emigrazione
illegale dei senegalesi verso le Isole Canarie; Madrid
promette 4.000 permessi di lavoro ad altrettanti
senegalesi nei prossimi due anni.

2007, febbraio: Wade vince le elezioni presidenziali;


giugno: la coalizione di governo incrementa la sua
consistenza in parlamento alle elezioni parlamentari
(boicottate dall’opposizione); settembre: la Spagna
sponsorizza nella televisione senegalese una
campagna che mira a scoraggiare l’emigrazione illegale;
dicembre: 3 giorni di lutto per la morte di Serigne Saliou
Mbacke, il leader della confraternita dei Muridi.

2008, aprile: la costituzione viene emendata per


consentire il processo contro il leader ciadiano Hissène
Habrè, accusato di abusi dei diritti umani durante i suoi
8 anni di potere.

2009, marzo: alle elezioni locali i partiti di opposizione


ottengono il controllo di varie città (tra cui la capitale
Dakar), una volta roccaforti di Wade; aprile: il Belgio dà
inizio a procedimenti per convincere la Corte di giustizia
dell’Aia a fare pressione sul Senegal perché consegni
l’ex presidente del Ciad, Hissène Habré; dopo la
sconfitta della coalizione di governo alle elezioni locali, il
primo ministro Cheikh Hajibou Soumare si dimette; il
figlio di Wade, Karim, entra nella nuova formazione di
governo; maggio: una corte dell’Onu accetta l’impegno
del Senegal di trattenere Hissène Habré fino al
processo; settembre-ottobre: scontri tra truppe regolari
e ribelli separatisti della provincia di Casamance.

2010, aprile: il paese festeggia i 50 anni di


indipendenza; la Francia rinuncia alle sue basi militari
nel paese; dicembre: si celebra a Dakar il 3° Festival
mondiale delle arti nere.

2011, dicembre: molte persone uccise in un attacco a


una base militare nella Casamance.

2012, gennaio-febbraio: disordini alla vigilia delle


elezioni presidenziali di febbraio; la polizia si scontra
con i dimostranti che protestano per la candidatura di
Wade (la costituzione non gli consentirebbe un terzo
mandato); marzo: al secondo turno delle elezioni
presidenziali, Wade riconosce la vittoria dell’ex primo
ministro Macky Sall; aprile: Sall presta giuramento; 1°
luglio: alle elezioni parlamentari la Coalizione “Uniti nella
speranza” del nuovo presidente ottiene 119 dei 150
seggi in parlamento; l’affluenza alle urne è del 37%;
alcuni partiti e alleanze di matrice religiosa ottengono
seggi nell’Assemblea nazionale (camera bassa del
parlamento); luglio: la coalizione di governo vince le
elezioni parlamentari; settembre: i parlamentari votano
l’abolizione della “camera alta”, il senato, e l’ufficio di
vicepresidente per risparmiare fondi da destinare alla
lotta contro la fame, ma i critici vedono nella mossa un
tentativo di indebolire l’opposizione.

2013, aprile: Karim Wade, figlio dell’ex presidente, è


arrestato e accusato di corruzione (avrebbe accumulato
una fortuna durante il governo del padre, quando egli
era un ministro); Karim rigetta l’accusa; giugno: il
presidente americano Barack Obama visita il Senegal
nel corso del suo primo vero viaggio africano, e lancia
un appello perché siano rispettati i diritti degli
omosessuali, ma il presidente Sall dichiara che il
Senegal non è pronto a de-criminalizzare
l’omosessualità; luglio: le autorità senegalesi arrestano
l’ex presidente ciadiano Hissène Habré e lo portano il
tribunale, accusandolo di crimini contro l’umanità.

2014, aprile: il leader dei ribelli della Casamance, Salif


Sadio, dichiara un cessate-i-fuoco unilaterale.

2015, gennaio: il Senegal espelle Cheik Sidya Bayo,


leader dell’opposizione gambiana, accusandolo di
essere un pericolo per l’ordine pubblico (Bayo se ne va
in Francia); marzo: Karim Wade, figlio dell’ex presidente
Abdoulaye Wade, è condannato a sei anni di carcere
per «arricchimento illecito» durante il suo servizio come
ministro nel governo del padre; i critici dicono che si
tratta di un caso politicamente motivata (Karim sarà
perdonato nel giugno 2016 e lascerà il Senegal).

2016, marzo: un referendum riduce gli anni di un


mandato presidenziali da 7 a 5 anni; maggio: Hisséne
Habré, ex presidente ciadiano, è giudicato colpevole di
crimini contro l’umanità e condannato all’ergastolo da
una corte senegalese, sostenuta dall’Unione africana;
ottobre: la Francia lascia cadere l’avvertimento ai propri
cittadini di non visitare la Casamance (una mossa
destinata a rilanciare il turismo nella regione).

2017, gennaio: truppe senegalesi schierate sul confine


con il Gambia, pronte a intervenire per costringere il
dittatore Yahya Jammeh a lasciare il paese nelle mani
del presidente eletto, Adama Barrow, che ha prestato
giuramento nell’ambasciata della capitale del Senegal,
Dakar; aprile: grandi manifestazioni di protesta nella
capitale Dakar contro il presidente, per richiedere il
rilascio di numerosi leader dell’opposizione; agosto: alle
elezioni presidenziali la coalizione del presidente Sall
vince oltre i due terzi dei seggi; settembre: gli abitanti di
23 villaggi del nord del Senegal si uniscono contro la
concessione del vasto territorio in cui risiedono a
un’azienda marocchina per realizzare una piantagione
di riso; il collettivo di agricoltori e allevatori si è rivolto
alla Corte suprema;

2018, 6 gennaio: tredici morti – alcuni sgozzati, altri


uccisi da arma da fuoco – e 9 feriti è il bilancio di una
strage avvenuta nelle foreste intorno alla città di
Ziguinchor, in Casamance, regione meridionale del
Senegal; il presidente Macky Sall invia una delegazione
ministeriale sul posto, convoca un Consiglio nazionale
di sicurezza e ordina alle forze dell’esercito attive nella
zona di trovare gli autori della strage; dichiarati due
giorni di lutto nazionale; si teme che gli autori del
massacro siano da cercare tra le fila dei combattenti del
Movimento delle Forze Democratiche (Mfdc); 7 marzo:
dopo due mesi di rinvii, inizia a Dakar il processo contro
Khalifa Sall, sindaco di Dakar, e 5 suoi collaboratori;
Sall, in carcere, è accusato di truffa e appropriazione
indebita di circa 2,7 milioni di euro; le opposizioni
accusano il presidente di aver voluto eliminare uno dei
suoi sfidanti più accreditati alle elezioni presidenziali del
prossimo anno.

(Aggiornato al 23 marzo 2018)

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