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GIUGNO

GIUGNO
GIUGNO
GIUGNO
GIUGNO

2021
2021
Uza Net

Antonio Curcio
Sentimento di stanchezza
Sono stanca
Non prendetevela a male
Voi ce la mettete tutta
A cantarmi la leggerezza
Mi mettete sotto
Un tappeto volante
Durante le cadute folli
Prima che lo schianto
consumi la speranza
Mi versate da bere
Perché solo nei vortici della divinazione
Lo spirito si placa
E sorride
Mi portate in cima a un faro
Per darmi più mare possibile
Ma io sono stanca
Il fato è sempre così sarcastico
STRANIATTRATTORI

Non si commuove ai vostri tentativi


E non so se tenergli testa
O schivarne le testate
O vivere nascosta
in compagnia di nessuno
A parte la stanchezza

Vania Borsetti Davide Cataldo


to come anche le emozioni. Quest’ultime cominciato a disegnare come avevo visto
Sentimenti Maria Cipolla
sono fisiche e istintive. Sono state pro- fare dai cosiddetti, Madonnari. Ora è raro
grammate nei nostri geni nel corso di mol- che si vedano, sono più in voga gli arti-
Saluto un anticipo di Primavera precipi- vato il momento giusto. ti, molti anni di evoluzione. Sono guida- sti di strada, coloro che dipingono sulle
tando tra le braccia di Morfeo in un caldo - Io? Davvero ti ho promesso questa te dagli eventi, mentre i sentimenti sono facciate dei palazzi, i pittori di murales.
pomeriggio. Il sole, inizia a giocare con le cosa? Penso di non averli compresi nep- comportamenti appresi, ibernati fino a Ecco, nel nostro cortile, quando gli amici
creature distorcendo loro il sonno, come pure io fino ad oggi. Forse sei in anticipo. quando non vengono attivati da un even- giocavano, io dipingevo con i gessetti sui
può avvenire subito dopo il pranzo. A - Qualcosa saprai più di me, che non ho to esterno. A differenza del sentimento di marciapiedi. Pensavo che qualche adul-
Roma si chiama: “pennichèlla”. mai vissuto non ti pare? felicità, ad esempio, un’emozione di gioia, to mi sgridasse, invece si fermavano a
In quel mondo parallelo, rifugio notturno - Mi prendi in contropiede sai? Comun- implica una conoscenza inconsapevole. guardare…ma me non piaceva per niente
dell’anima, dove ci vivo e rivivo attimi di que ti parlerò della mia esperienza, ne hai Non decidiamo di stare bene, ci sentia- far vedere i miei disegni. Li consideravo
vita reale, tra il gran caos dell’inconscio, tutto il diritto. All’inizio non ci badavo, ero mo bene e basta. Mentre la felicità è uno qualcosa di privato. Da allora, non ho mai
i miei occhi sono serrati e impediscono una bambina tutta istinto. Crescevo e ba- stato mentale basato sulle circostanze, la più smesso di dipingere perché era l’u-
l’entrata di una luce intensa, ma vedo sta, e, certo, non comprendevo a fondo gioia è un sentimento interno che ignora nica cosa che mi procurava gioia, quindi
ugualmente la sagoma di una bambina ciò che mi circondava, però mi ci stavo le circostanze, la sperimentiamo più pro- emozione, solo cambiavano le superfici,
intenta a fissarmi. Confusa, approccio un abituando. Per me i nomi dei sentimenti fondamente senza che sia legata neces- dal marciapiede al tavolo della cucina,
ciao. equivalevano a quelli dati ad altre cose, sariamente all’esterno. Soprattutto ero alle pareti, alle borse della mamma, al
- Ciao, ti ricordi di me? come gli oggetti o i nomi delle persone, curiosa di conoscere quanto tempo que- pavimento…disegnavo ovunque. La mia
- Dovrei? tanto per riconoscerli, ma non ne senti- ste reazioni dovessero coinvolgermi, cioè, vita non è cambiata su questo punto: l’e-
- Certo, sono te. vo l’utilità. Poi, strada facendo cominciai per quanto tempo il mio corpo doveva mozione, dura nel tempo fino a quando
- Mee? a far caso al mio corpo, perché, in fon- trattenerle. Ma poi, interveniva la ragione la ragione non l’annulli se è brutta o non
- Voi adulti non rammentate mai di esse- do, il sentimento era proprio lui. Mostra- a controllare. Scoprii la bellezza! Questa la prolunghi se è bella. Alcuni sentimen-
re stati bambini. va delle reazioni agli eventi della vita che sì che mi piaceva! Non mi stancavo mai a ti mi piacevano altri no, certo non quelli
- Ah, ora comprendo…hai ragione, ma mi meravigliavano, cosicché, ho iniziato lei dinanzi. Un giorno, qualcuno mi regalò dolorosi, che, invece hanno caratterizzato
come mai sei saltata fuori così, all’im- a farmi delle domande. Perché ridevo? E una scatola di gessetti come quelli bian- maggiormente la mia vita. I Greci per pri-
provviso? piangevo? O soffrivo?…Molti pensano che chi che usavamo sulla lavagna di scuola, mi hanno dato loro un nome, così sembra.
- Mi promettesti di spiegarmi, una volta sentimento e ragione siano divisi. Secon- ma questi erano tutti colorati, così pen- Per i latini sentire, era uguale a percepire
adulta, cosa sono i sentimenti, e, dopo do la mia esperienza è proprio la ragione savo: perché sprecare questo tesoro? Ho con i sensi che sono nel nostro complesso
aver tanto atteso ho pensato fosse arri- a controllare e manomettere il sentimen-
corpo. Un corpo che “sente”. non solo dal- - Questione complicata ma sto cercando
le orecchie per i linguaggi, ma con il cor- di esprimermi come posso. Quasi dubito
po, quel miscuglio di cellule cresciute nei della loro esistenza.
posti giusti. In psicologia, con il termine - Ma che dici, forse non non ti va più di
sentimento si intende uno stato d’animo, parlarne? Ricorda che sono qui per que-
una percezione che dura più a lungo delle sto.
emozioni, brevissime ma intense, meno - Sì, hai ragione, seguito.
però delle cosiddette passioni. Intensis- - E io ti ascolto.
sime! Nell’anatomia umana si nascondo- - Difficile essere esaurienti. I sentimen-
no cellule che permettono tutto questo. ti, uniti alla ragione, ci dicono se vivere
Sono nel cervello, ma anche la pancia ha nel modo giusto o sbagliato; decidono il
un ruolo fondamentale, perché, spesso, nostro comportamento a lungo termine
ci arrivano prima da lì. I sentimenti sono verso la realtà; ci avvertono dei pericoli
privati e nascosti, e a molte persone non e ci danno i mezzi per combatterli come
piace mostrarle, neppure in famiglia. anche le emozioni. Sentimenti, emozio-
- Qualcosa mi si schiarisce. ni e ragione, regolano la nostra vita con-
- Nostra madre era di un silenzio assor- trollandosi a vicenda, ognuno interviene
dante e papà completamente assente. laddove uno di essi permane troppo nel-
Anche tra di loro non comunicavano. Che la nostra vita facendoci del male, oppure
famiglia! Mamma girava per casa sempre trattengono quando stiamo bene. L’amore
affaccendata, papà chissà dov’era. Non sicuramente è il re dei sentimenti e l’odio
capisco perché si siano uniti in matrimo- il suo contrario. Nella vita esiste l’eterno
nio. Penso che, all’Eros, gli sia sfuggita dualismo del bene e del male. Ma cos’è il
qualche freccia e una deve averli colpiti bene, cos’è il male. Talvolta si confondono
per sbaglio. Lo rammenti anche tu? in un tutt’uno. Se qualcuno fa del bene,
- Effettivamente era così, appunto voglio non è detto che questo sia ben accetto,
sapere cosa accade fuori della nostra casa sempre considerando a chi si fa e come
e come sono e cosa sono i sentimenti. lo si fa perché ognuno ha il suo modo di
Fuck capitalism • Taddarita Virticchia
vivere i sentimenti. L’odio, del resto, ha le noi. Di ciò che accadeva fuori nel mondo il semplice fatto che qualcuno ha giocato manifestazioni per strada e comunque
stesse caratteristiche. Si muore continua- non ne sapevamo nulla, pensavamo che con la nostra paura verso le malattie e la nell’informazione non ci sarebbero, ma
mente di malattie, di guerra, o si soffre il suo contenuto finisse sulla soglia della morte. Ogni canale d’informazione parla noto la gente che si insulta se vede qual-
per il colore della propria pelle. Chi ci ha porta di casa. I nostri genitori insieme in solo di questo ormai famoso Covid, è il cuno senza mascherina perché, dice, non
creati, ci ha anche diversificati. Il pianeta pochi metri quadrati di casa, eppure così nome che gli hanno dato. Non si può fare mostra rispetto per la salute degli altri. La
stesso è diverso per sua natura. Pensiamo tanto lontani. E nessun insegnamento per una vera guerra come una volta, perché, democrazia non esiste più, siamo in dit-
alla noia dell’essere tutti uguali. Non vedo affrontare ciò che c’era fuori, la realtà. Eri con la tecnologia avanzata che abbiamo, tatura. In pochi mesi hanno chiuso tutto
confini territoriali se non quelli che l’uomo arrivata fin qui? ci estingueremmo veramente. Così hanno il paese, morti a centinaia, non si sa a chi
ha tracciato nella lunga storia dell’uma- - Sì, fin qui. escogitato questo espediente che intonti- credere perché la comunità scientifica è
nità. Quelli che la pensano come me, si - Bene! Ho dovuto scoprire da sola cosa sce la gente. Dicono che la nostra società divisa e sono sempre gli stessi virologhi
abituano all’andare delle cose, come un fossero quei moti dell’anima e del cuore, è stata colpita da una pandemia. In nome che parlano in tv terrorizzando la popo-
fiume che scorre verso il mare, sia esso quei sospiri, i pianti e le risate a volte for- di questa, hanno deviato la costituzione, lazione. In pochi mesi hanno inventato
sporco o poco pulito, perché, in assoluto, zate che cambiavano di momento in mo- hanno e seguitano a dare ordini come un vaccino senza neppure sapere su cosa
limpido non l’ho mai visto. mento. Ecco, come ho detto, queste cose, fossero leggi, ma non lo sono. Hanno uc- studiavano, ed i morti aumentano anche
- Ma è terribile ciò che mi stai raccontan- la gente, le chiama sentimenti. Affetto e ciso tante di quelle persone da non con- per i vaccini. L’umanità, comunque, non
do. disaffetto. Pensiamo a ciò che succede tarle più. Hanno sbagliato appositamente sa vivere senza guerre. Sul pianeta ce
- Mi è anche difficilissimo! Tu hai compre- oggi nelle società di tutto il mondo. Mai le cure. Le popolazioni girano in strada ne sono di tutti i tipi specialmente quelle,
so da queste parole ciò che intendo? accaduto in tutta la storia. C’è un’emo- con mascherine che non proteggono nulla con le armi, laddove c’è meno sviluppo,
- Forse, un po’. zione con cui, le autorità, stanno giocan- e fanno male alla salute. Il nostro paese meno cultura. In quelli, diciamo così, più
- Diciamo di sì se ci rifletti! Questo si chia- do. Presa in prestito per arrivare a chissà è fermo da più di un anno, nel senso che sviluppati, hanno sperimentato le paure,
ma vivere! Volente o nolente, è questa la quale scopo, forse sfoltire l’umanità. È la gli imprenditori hanno dovuto chiudere terreno facile proprio per questo timore
società: semplicemente assurda. Non fa loro risposta alla vita del pianeta. Siamo le proprie attività. Alcuni si sono suicida- di malattia e morte che ci portiamo dietro
parte del pianeta, lo sta distruggendo, ed in troppi e non possiamo vivere dignito- ti aumentando il numero dei morti come da troppo tempo. Man mano che la vita
alla fine l’umanità si estinguerà. Rammen- samente. Così hanno inventato una ma- affermano, morti di covid e non è vero. scorre, tutto cambia, ma, forse, i senti-
ti la nostra famiglia? I sentimenti prova- lattia. Un qualcosa che è soltanto poco Guerra fredda, e come in una qualsiasi menti rimangono intatti. A volte si atte-
ti? C’invadevano come un’onda anomala più cruenta della semplice influenza che, guerra, ci sono i furbi che si arricchisco- nuano, altre volte rodono come topi nelle
nel mare d’Agosto. Eravamo convinti che anche lei causa morti ogni anno, ma que- no, mentre le persone oneste stanno di- fogne, usando il nostro corpo; ogni tanto
quella fosse la realtà, ma lo era solo per sta si teme maggiormente. Perché? Per ventando sempre più povere. Non vedo sono positivi e questo ci piace. Ho cercato
da tutte le parti, anche tra i filosofi, ma il povero.
ho trovato definizioni diverse, non mi ap- Spero di non averti delusa, ed è meglio
partengono, perché ogni creatura umana che tu rimanga nell’ombra, dove sei stata
e non, è diversa dalle altre e vive a modo fino ad ora, ti risparmierai tanta sofferen-
suo … za. Le cose belle le vedrai anche in mezzo
- Ti sei fermata? Hai finito? alle macerie, non possono nascondersi.
- Oh, scusa, riflettevo. Non si smette mai Tu le vedrai attraverso i miei occhi.
di parlare di loro. “«Noi conosciamo la ve-
rità non soltanto con la ragione ma anche All’improvviso, i raggi del sole, riescono
con il cuore […] Anche il cuore ha un suo ad entrare attraverso le fessure spalan-
ordine…Questo diceva Pascal… candomi gli occhi assonnati e tristi. La
Non credo ci sia al mondo qualcuno privo bambina era scomparsa.
di sentimenti.
- Ho sentito parlare di eroi, questi, forse,

Autoritratto fumiere. Olga Gacano


annullano le tante carenze dei sentimenti
descritti.
- Eroi. Sì, ci sono, li chiamano così, ma io
ci credo in parte. Credo nella persona che
si getta nel fiume o nelle fiamme per sal-
varne un’altra, senza pensarci, lo fa e ba-
sta. Ma gli altri? Cosa vuol dire darsi fuo-
co per un ideale di società, per cambiarla.
Loro muoiono e la società non cambia.
Purtroppo ci sono emulazioni. Saranno ri-
cordati per il coraggio di aver annientato
se stessi, ma non sono più qui per vedere
se il loro gesto sia stato utile. La società
non cambierà mai finché ci sarà il ricco e
Maria Cipolla
Ri/Turnari

Nun c’è nuddu ppì stì strati i passi lienti


versu u suli,
nun puozzu viriri se c’è gioia o duluri,
facci ammucciati da nù velu artificiali
su sulu l’uocchi cà mi parrunu distanti.

Iocunu i nuvuli e su sempri in movimen-


tu,
l’aria cavira s’ammuccia splendenti,
suli ccà mi parra senza velu artificiali,
‘a stati rici ca è nù cavuru speciali.

Iocunu i nuvuli e u suli,


e mi fanu pinzari,
quannu putiemmu...turnari

Rirunu l’uocchi felici


e mi fanu pinzari,
quannu putiemmu...iucari.

Lìa Sicilìa

“Nonostante tutto i Sentimenti non tramontano mai...” Fabio *KosmiKo* Arrisicato


Le tenebre che attaccano Ma si è infermi se si è fermi,
A Paolo Finzi Cristiano Gilardi
per lo sconforto, si diradano per e io ho voglia di andare lonta-
gesto quasi fulmineo: voglio imprimere no. Mi accompagni per un tratto o resti
La morte non è altro che una porta, qualcosa attraverso cui cammini. Dr. George Ritchie
un’altra direzione al mio destino! lì seduto? Così col prossimo volto, fino a
E mi ritrovo di colpo oltre l’alba di un sole incontrarli tutti, uno ad uno. E sono tan-
nero. ti - sono il mondo - mi sfiorano e se ne
Vedo e non vedo - sono avvolto: bianca vanno: io sono già il cammino!
luce macchiata dal volto di chi mi è stato
vicino - amico/nemico: sei solo un sogno? Non ho dolori da lamenta-
Non mi vedi, nera ombra di volto? Accen- re: ho ali di farfalla e non ci
dimi una sigaretta, che non ho fiamma; credo; ho braccia lunghe, ma non le uso.
versami un pò di vino, che ti racconto. E Forse un giorno capirò i perché del mon-
tu, cosa mi racconti? Dov’eri finito? Lo sai do. Dei pensieri mi attraversano la testa -
che ti davamo per morto? Io voglio dirti non sono miei: entrano, si trasformano e
di un sogno. se ne vanno, come i volti di chi mi è stato
vicino. In questa vita, oltre.
Ma il sogno d’improvviso si
è infranto; il buio ha preso il so-
pravvento...
Dove siamo finiti?
Siamo ancora vicini tu e io?
Dico: si può vivere sempre così, tra fiam-
me e un po’ di vino?!
E poi... non fumo neanche. E poi...: i ri-
cordi che se ne vanno; i compagni che
non fai in tempo. E ora: le gambe che non
reggono allo stanco, il freddo, il dolore,
l’eterno giaciglio. Sara Garraffa
237
Avevo mille senti-
menti alcuni tristi al-
tri molto divertenti adesso
la solitudine pervade la vita mia
forse ci vorrebbe un po”di simpatia o di

aristocrazia o di eleganza e così via mi

manca la persona accanto prima no ora

si ora si ora si ora si siiiiiiiiiii. il sentimento

sta nascendo. come un germoglio di len-

ticchia ma il mio letto é scomodo non ho

a chi avvinghiarmi agganciarmi. troppa

vita cosí cosà però mi piace la tranquilli-

tà. devo stare in santa pace e parlare con

chi mi piace. voglio essere toccata da una

mano buona e non esagerata. un viaggio

ci vorrebbe con voi che non so chi siete

e forse di me non ve ne fottete vi vogliio

incontrare in un grande prato col giornale

di carta a ridere del creato!

Sara Garraffa Giusva Natalia Pecoraino Filippo Pecoraino


Filippo Pecoraino Filippo Pecoraino
Latinorum

Quamquam in terra vivo


apud anima mea;
In coeli,
Etiam in aerem
Anima orbis
Et universi
Pulcher:
Me Salutat
Et
Tangit.

Pietro Sciré • Alba caleidoscopica


Pietro Sciré • Ottobre 2020
Sillabe d’amore

Emanuela Tolomeo

La mattina , il cielo è azzurro, il pomerig- dolci soffocate nel silenzio della casa, mi deserti, poi valli, salendo montagne altis-
gio la luce ramata accende il ricordo dei trapassano adesso, stanca e le lettere sime senza vertigini, per cadere poi nell’
sorrisi, dei miei e dei tuoi che svaniscono d’amore bruciate nel fuoco delle feste dei abime, l’abisso più scuro dove creature
come nuvole portate via dal vento, tal- giocolieri e il fuoco stesso spento dal pal- mostruose mi riportano a galla, questo
volta lieve altre tempesta e nulla rima- mo delle mie mani, con stupore, e il cor- mondo è troppo piccolo per fuggire e la
ne nella mia stanza di te, il mio corpo ti po, intero una cicatrice, e traccio linee mente impervia, mi è ostile.
cerca e la luna, nel mese conserva le tue oblique e verticali e orizzontali in cerca di La mattina il cielo è azzurro e non c’è la
mani, la tua voce amara, nelle strade punti di fuga da questa realtà generata neve, il letto disfatto saprà d’ amore e
senza uscita,girando tra i miei capelli che dal un sorriso di luna in quella notte al sangue, del profumo delle onde e della
profumano di pere e cannella e i sabati e mare del tuo paese, miope avanzo verso freschezza del vento estivo di nuovo sulla
le domeniche si susseguono così talvolta nuovi orizzonti di cui fatico a vedere i net- mia pelle , il riso, la curcuma e i semi dis-
stanchi e i pensieri si fanno verdi, verde ti contorni e ne sono osservata, sbilenca solveranno le parole schematiche, aspre
mela, aspri limoni senza dolcezza, senza e insonne e persa vengo vista da anime e ripetitive delle tue labbra e la sab-
baci e le notti non più bianche ma grigie nell’ombra in grotte di luce dai fuochi bia mossa dal vento cancellerà le orme
pietre appuntite tra il materasso e il mio profumati e le albe, le sette del mattino, dei nostri piedi sui cammini tracciati dei
corpo si accumulano nelle frasi scritte le otto e magrezza e pensieri asciutti e tuoi nascondimenti. Il mare avrà il sole,
solo segmenti senza soluzione di continu- secchi caduti alimentano la terra con le le strade la luce e il mio corpo gli abbracci
ità si affastellano nell’etere dell’indecisio- dolci piogge dei miei occhi mai stanchi di e i dolci lamenti delle gioie dell’amore.
ne di una vita terrosa che non assorbe piangere io e te avvolti dal giallo bian-
acqua e diviene sterile, desertica e urla co sole del mio sogno, vagabondando per duetresette
La mosica

Imperitura
Imperiosa
Lussureggiante
Emozionante
Palpitante
Assordante
Devastante
Assoluta
Allucinante
Continua
Giorno
Notte
Sveglio
Dormiente
Vivo
Morto
La Mosica
È…

Uza 2020

Antonio Curcio
Davide Cataldo Davide Cataldo
Ciao Chiunquetu- chiodo. E quando se ne ricorda, che fa?

sia, Costruisce un tunnel all’interno del quale


crede di poter orientare il chiodo verso il
io sono una di quelle
centro, al netto del caldo, del freddo e di
idee che gli girano in te-
ogni elemento esterno a quel tunnel. Ma
sta ma che sto coglione non scri-
IL CIMITERO DELLE IDEE

dentro quel tunnel si sta stretti e l’opera-


verà mai. Ora che si è addormen-
tività non può certo essere come quella
tato posso raccontarti come stanno
che ti permettere di manovrare l’azione
le cose. È stanco perché ha fatto
senza il tunnel. Come posso spiegarti?
l’ennesima inconcludente nottatac-
cia con gli occhi sparati su un mo-
È quel genere di cose sembrano quel-
nitor, anzi su due contemporanea-
le bellissime spirali di DNA, con il difet-
mente. Un occhio al PC, un occhio
to di intrecciare affermazioni e negazio-
allo smartphone. Una ricerca negli
ni di problemi e soluzioni che risolvono il
archivi interni, una googlata. Io Sindrome di Kandinski
problema per dare il benvenuto al nuovo
ho cercato di alzare un po’ il livel- Olga Gacano
problema. Tipo l’altro giorno che si è im-
lo del soffio del vento, così da far-
pantanato nell’apertura di un barattolo di
gli venire in mente che è possibile
fagioli perché l’apriscatole si era rotto, e
guardare fuori dalla finestra. Ma i
non ha pensato al fatto che infilandoci un
promemoria a sfondo intuitivo non
coltello con un colpo secco avrebbe potu-
servono a un cazzo se il tuo ospi-
to aprirlo, avrebbe potuto cucinare quei
te è uno di quegli squinternati che
suoi cazzo di ceci e prepararsi quella zup-
vuole “il massimo o niente”. Quelli
pa con cipolla, sedano, carote, pepe nero
sono i peggiori, si fissano così tanto
e Tempestine (giusto un cucchiaio), che a
sul centro del buco in cui pianta-
quanto dice viene buonissima.
re il chiodo, da dimenticarsi degli
Sonnecchia, l’amico. E non si rende conto
elementi esterni che potrebbero
del fatto che tutto scorre e che tutto pro-
spingere di qua o di là quel fottuto
cede a prescindere dal suo grado di at-
tenzione. Le cose stanno così da sempre. affondano nel cimitero delle idee fino ad proprio in quell’estate. Il divario è chiaro
Il nostro singolo contributo lo è davve- intasarlo. Non ci sono autospurgo da que- ma ridono tutti mentre ci si lancia manate
rosolo nel caso in cui ste parti. di schiuma da bagno e spuma di sham-
si pensa davvero in Io sono solo una stupida idea, se vuoi te destinati ad irriga-
poo
grande, o nel caso straordinario la racconto: re inquinanti il verde
in cui si è capaci di accettare la nostra ai bordi del muretto della
piccolezza che ci permettere di muover- “Il tempo si è fermato all’estate scorsa. Lo spiaggia. Il ragazzino con la
ci liberamente tra le maglie del pensiero. sguardo è rivolto ad un angolo di spiaggia voce più definita e grossa è visibilmen-
Io sono solo un’idea, sia chiaro. Io non in cui un gruppo promiscuo di una decina te paonazzo e si avvicina sotto la doccia
posso fare granché senza il mio tramite, di ragazzini tra i 9 e i 14 anni aspettano il puntandola...”
ma il mio tramite sonnecchia. Forse so- proprio turno mentre due o tre di loro fan- Aspetta, aspetta, si sta svegliando! Devo
gna. Mettiamo anche che stia sognando no la doccia e chiacchierano. Chiacchiera- scappare.
di scrivere la migliore storia mai scritta, no sempre, forti delle certezze che l’età Oh, mi raccomando! Silenzio assoluto su
magari non se ne ricorderà. E anche nel concede anche ai più timidi di loro. Par- ciò che ti ho detto. Lasciagli pure credere
caso in cui dovesse ricordarlo (io che lo lano e ammiccano, figli del loro tempo, e che si è risvegliato dalla trance dell’ispira-
conosco ti garantisco che non si ricorderà tutto ruota attorno a quella ragazzina che zione e che grazie a chissà quale congiun-
un cazzo, ma all’idea di avere avuto una sembra essere la più grande tra le ragaz- zione astrale benedetta dalla calda mano
discreta idea sfoggerà un sorrisetto sce- zine e che ha già un seno importante per di Dio, sul foglio elettronico di questo PC
mo), nel tempo che intercorre tra la per- l’età e che proprio a quell’età spesso rap- del cazzo siano spuntate delle parole che
cezione del ricordo e l’azione di preparare presenta più un impegno che un piacere. messe una dietro l’altra hanno pure un
la moca per il caffè (maledette convenzio- Si alza il vociare quando è il suo turno sot- loro personalità. Lasciagli pur credere che
ni), aspettare che sia pronto, versarlo in to la doccia. Il vociare amplia il divario tra il cimitero delle idee abbia tutto lo spazio
una tazzina, prendere lo zucchero (mez- chi dei ragazzini è ancora troppo ingenuo che lui desidera e che non potrà mai ca-
zo cucchiaino), e berlo... lo dimenticherà, e chi di loro ha avuto uno smartphone in pitare che quando lì sotto non ci sarà più
sminuendo ai suoi stessi occhi l’idea che regalo alla prima elementare e si è par- posto le idee verranno a cercarlo altrove.
lo aveva fatto sentire intelligente e bravo cheggiato per ore per sfuggire al modus “Il massimo o niente”, ‘sto coglione...
e ispirato. È così che le idee, infami e pa- vivendi dei genitori assuefatti all’analfa-
tetiche tanto quanto geniali e percorribili, betismo mediatico ingrassato a dismisura Francesco Villari duetresette
Smartwife Sordita’
Mia moglie è piena di quando mi addormento lentamente si Tenersi mano nella mano in strada o per la distrazione di chi fotte.

risorse, ma ogni tanto scarica fino all’indomani;


mia moglie mi manda sempre delle offer-
sferza innamorati con il ludibrio...
la bruma dell’amore si dirada
Dov’è il sentimento? com’è sfiorito?
nel bisturi di un Mabuse impazzito!
ha bisogno di ricaricarsi, in genere
te, ma mi lascia libero di accettare o di alla luce nera dell’equilibrio.
almeno due volte al giorno, tre quando la
interrompere la visualizzazione; Dov’è il sentimento. dov’è disciolto? L’orecchio d’Ermete sempre più sordo
stresso con i video;
mia moglie non prende tanto spazio, dove dentro un antico sogno ormai sepolto! al canto di tempesta dell’amore.
mia moglie non si graffia, si sa ben pro-
la metti sta. sotto il grigio ombrello del ‘non ricordo’
teggere con gli accessori di ultima gene-
La potente alcova selvaggia e dolce sta al riparo di virtuali dimore.
razione, se si sporca in casa o nei locali
sprofonda con gli amanti nel Progresso...
pubblici ha sempre a portata di mano il
nessun desiderio ancora soffolce
suo panno in microfibra; Marcello Adelfio Gino Tumminia
corpi avvinghiati in preghiere d’amples-
mia moglie non chiede mai più del neces-
so.
sario, ha sempre le applicazioni migliori
Dov’è il sentimento? com’è castrato?
e me ne fa continuamente partecipe;
nell’impotenza di un Comte adorato!
mia moglie conosce alla perfezione i miei
gusti e tutte le mie esigenze;
Stretti tra fiction e reality show
mia moglie se la urto non si arrabbia,
recitano i pupi la pandemìa
semmai si accende;
come per i Loti in polvere di ‘’Blow’’
mia moglie è molto sensibile, appena la
tutti nella pubblica tenebrìa.
sfioro trema, e a volte emette
Dov’è il sentimento. dov’è caduto?
contemporaneamente suoni gutturali;
a legalizzare l’anacoluto!

Antonio Curcio
mia moglie a letto si mette su un lato,
aspetta che la prendo con entrambe le
Truce concepire i bambini in vitro.
mani, si fa toccare ma soltanto con le dita
non sbronzarsi di stelle nella notte
e non si scalda mica come un computer,
a berne il vino acceso litro a litro Distruggiamo le carceri
resta fredda e rigida fra le lenzuola, poi Taddarita Virticchia
“Nonostante tutto i Sentimenti non tramontano mai...”
Fabio *KosmiKo* Arrisicato
Lo sguardo imperfetto

Antonio Curcio
La prima volta che quella donna apparve lentando, facendo di tutto per incappare
oltre il parabrezza della sua vita fu quan- nel rosso e aspettare con il batticuore che
do, nell’attraversare la strada, lei lo sbir- l’occasione si ripresentasse. E ogni mat-
ciò da dietro la mascherina e lui si ac- tina, senza mai deluderlo, lei percorreva
corse di quanto incantevoli fossero i suoi quel breve tratto di congiunzione da un
occhi. Occhi azzurri da perdersi dentro, marciapiede all’altro con passo sbadato,
occhi che avrebbero preteso l’abbando- come per caso, e raggiungeva la fermata
no e la resa immediata, mentre lui era di un tram che portava in periferia. Sem-
rimasto immobile al volante dell’auto ad pre si voltava verso di lui e gli riservava
aspettare che il semaforo tornasse verde. un saluto d’occhi, silenzioso quanto rapi-
Da lì era iniziato tutto. Per giorni la vide do. Era una donna sulla quarantina, non
attraversare la strada alla stessa ora, le molto alta di statura, dai capelli castani,
sei e mezzo del mattino, l’orario di chi formosa e aggraziata. Avrebbe potuto
porta in giro i cani, o dei netturbini, o di evocare l’idea stessa di seduzione eroti-
tipi come lui. Giovanni, 53 anni, separato ca, se non fosse stato che il suo magne-
e afflitto da depressione cronica, o meglio tismo fisico non aveva nulla di astratto e
dalla cronica mancanza di soldi. A corto di la radicava nel presente, al di sopra della
alternative consegnava a domicilio le co- realtà spettrale di un contagio senza fine.
pie di un noto quotidiano che lamentava Lei era l’eccezione, l’elemento raro e vi-
impietosi cali di vendita ma faceva ancora tale, l’incontro a dispetto del mondo. A
opinione. giudicare da come lo ricambiava, il loro
A quell’ora la città senza energia rima- era un potente quanto inspiegabile gioco
sticava gli ultimi minuti di insonnia pri- di sguardi.
ma di rialzarsi per riprendere il cammino <Che cosa può trovare una donna così
abituale, cieco e avvilito. Pur nel deserto in uno come me?> si chiedeva Giovan-
del traffico, lui arrivava al semaforo ral- ni guardandosi nello specchietto retrovi-
sore dopo l’ennesimo distacco, cercando che a fatica aveva superato l’ultima revi- spigoloso e acuto, e le speranze di rive- pere gli indugi, che l’andatura di lei era
di carpire la risposta da chissà quale se- sione. derla si perdevano nella luce verde del se- puro mistero racchiuso dentro un’alba,
greto annidato negli occhi. Sapeva che le Giovanni pensava che sarebbe andata maforo. Strada sgombra. Via libera. Die- che il suo incedere con stile era una sfida
cose sarebbero andate in modo diverso avanti così per sempre. Ma, si sa, ciò che tro l’angolo, il presagio di una catastrofe. al risveglio esausto nelle case. Che i suoi
se non fosse stato per la mascherina. Era appare come un miracolo può facilmente L’assenza. Che cosa le era potuto accade- occhi erano meravigliosi, semplicemente.
perfino riconoscente al virus che stava scomparire dall’orizzonte degli imprevi- re? Una grave malattia? Un trasferimento Più probabilmente non pensò a nulla. Si
azzerando l’entusiasmo di milioni di per- sti. Semplicemente, una mattina lui non improvviso? Forse la morte? Di certo non limitò ad aprire la portiera dell’auto e a
sone. Gli aveva permesso di proteggere la vide, e neppure l’indomani, e nemme- avrebbe mai saputo il suo nome. gridare un nome.
il suo sorriso dall’attenzione morbosa e no nei giorni successivi. Quella donna era Ma una mattina, proprio quando tutto <Maria!>
divertita degli altri. Un tempo lo avevano scomparsa come un miraggio che lo aveva sembrava perduto, il lato stupefacente Lei si voltò stupita: <Veramente mi chia-
soprannominato Johnny lo sdentato. Ma tenuto in vita per settimane, scintillante e dell’imprevedibile tornò a manifestarsi. mo Caterina… mi ha scambiata con un’al-
dopo il contagio la sua dentatura imper- verosimile, e che adesso gli presentava il Giovanni arrivò al semaforo mestamente tra>
fetta e rada era passata in retroguardia. conto. Disperazione, ansia, sensi di colpa. come le gomme sgonfie della sua auto, <Ma no, ecco…> si giustificò lui. <Ho ti-
Adesso anche uno come lui poteva colpire fischiettando un motivo che lo rendeva rato solo a indovinare. Pensavo le fosse
l’attenzione di una donna, quale ne fosse Avrei dovuto fermarla, parlarle. Avrei do- ancora più triste. Sentiva che l’ansia gli successo qualcosa… Non l’ho vista in que-
il motivo. vuto saperne di più, vincere questa male- stava già salendo in gola, divorando l’i- sti giorni>
Ogni mattina, alle sei e trenta spaccate, detta timidezza con le donne che forse è spirazione, e d’un tratto, senza preavvi- <Sono stata via> disse lei, sorridendo
accadeva questo piccolo miracolo. Una solo stupido orgoglio per la paura di fare so, se la vide di fronte. Passeggiava, più della sua goffa spiegazione.
scintilla di emozione attraversava la loro la prima mossa… Vaffanculo a me, non la che camminare, leggera come un foglio <Senta…Va di fretta? Vorrei invitarla a
breve distanza, e ogni giorno era un si- rivedrò più… di carta velina che volasse sopra i resti bere un caffè>
lenzio più intimo, comunicativo. L’ultima sbiaditi della città. Lo guardò con un sor- Indicò un bar all’angolo che aveva appe-
volta, addirittura, lui aveva abbozzato un Scorreva perfino qualche lacrima sui pac- riso d’occhi prima di riprendere il cammi- na alzato le saracinesche. Faceva pensare
saluto con la testa e lei aveva ricambiato chi di giornali già inumiditi dalle cronache no verso la fermata del tram. a un occhio tumefatto che si riapre a fati-
con un cenno d’intesa. Poi, come sempre, del dolore, notizie che risucchiavano le Lui pensò che forse non ci sarebbe stato ca dopo una notte agitata.
entrambi avevano ripreso il loro cammi- energie e imponevano la cadenza di una l’indomani, che la vita è breve, pensò che La donna annuì: <Va bene>
no. La donna diretta verso chissà quale quotidiana marcia nel deserto. Ogni mat- non era tempo di falsi pudori, che il desi- Un torrente di emozioni lo investì mentre
destinazione, lui a riprendere la consegna tina, a quel semaforo, Giovanni arrivava derio di conoscere quella donna l’avrebbe parcheggiava l’auto. Euforia, gioia, senso
di giornali su quell’auto blu intossicante come all’appuntamento con un rimpianto consumato se non si fosse deciso a rom- di rivalsa sull’acidità di tante mattinate,
commozione e batticuore. Poi, però, pro- cornice di palazzi e uffici.
prio mentre la stava raggiungendo a pie- <No, nessun ripensamento. Andiamo>
di, un pensiero calò come un nero sipario Entrarono nel bar. Lui a capo chino, inti-
sull’istantanea felicità. Era la consapevo- midito e goffo. Lei sempre meno sicura,
lezza di aver fatto un errore marchiano. lo sguardo attraversato dalla luce della
malinconia.
Che cazzo mi è venuto in mente di invi- <Due caffè> disse Johnny al cassiere.
tarla al bar? Adesso dovrò abbassarmi la <Per me macchiato, grazie> aggiunse lei.
mascherina… E lei mi vedrà in tutta la mia Raggiunsero il banco, consegnarono lo
bruttezza…. È finita ancora prima di ini- scontrino e attesero in silenzio. L’imba-
ziare. Me lo merito, ho voluto agire d’im- razzo era ormai subentrato alla natura-
pulso… Avrei dovuto accontentarmi…. lezza del loro primo incontro.
Ho rovinato tutto… pensò lui. Presto si
Percorse pochi metri rimuginando, tra sarebbero calati le mascherine. L’incontro
autocommiserazione e sensi di colpa che ravvicinato avrebbe rivelato le falle del
lo fecero tornare all’antica identità sotto- suo sorriso.
messa: Johnny lo sdentato. <Ecco i caffè> disse il barista.
<Che fai? Parli da solo?> lo interruppe Lui ringraziò con voce flebile. Poi si denu-
Caterina. dò il viso come se si spogliasse davanti
Se la trovò di fronte. Nel suo stato confu- a una giuria esigente. Le sorrise per non
sionale Johnny non fece neppure caso al ritardare il momento della verità.
fatto che era passata al “tu”. <Ecco…vedi…Sto facendo un lavoro dal
Forte • Taddarita Virticchia
<N-no… cioè… non vorrei farla arrivare dentista e…>
in ritardo…> <Non preoccuparti> fece la donna.
<Che c’è? Ci hai già ripensato?> <Guardami e non parlare>
Gli occhi di lei lampeggiavano come l’ul- Anche lei si abbassò la mascherina e gli
tima chiamata nelle zone del mistero, la rivelò un sorriso imperfetto. Brillava della
voce era un’armonia dilagante nella muta stessa luce degli occhi, ma il labbro supe-
riore aveva una strana piega.
<Lo chiamano labbro leporino> aggiunse
lei alzando le spalle.
<Molto meglio che essere sdentati> com-
mentò lui.
Il peso del loro segreto si sciolse in una
risata. Finirono presto il caffè e uscirono
dal bar. La luce del mattino era diventata
più intensa.
<Posso accompagnarti in auto, se vuoi,
così arrivi al lavoro in orario>
<Sei gentile. Però stavo tornando a casa,
Schiacciamento ho appena finito il mio turno>
e pettinatura facciale
<Meglio così. Allora ti accompagno a
(sindrome di Aron)
e desertificazione casa>
interiore Così Johnny la fece salire sulla sua auto
Olga Gacano blu che gli parve bella quanto una limou-
sine. Fece spazio al suo fianco e gettò le
copie dei giornali sul sedile posteriore.
Furono in molti, quella mattina, a non po-
ter leggere le notizie del giorno. Quella
più importante restò segreta, protetta in
una stanza di periferia, mentre la città
apriva le porte al passo cauto e incerto
dei suoi abitanti.

Paolo Pasi
duetresette
L’amicizia e’ per sempre
L’amicizia è il vero amore,
ti fa sentire grande anche quando sei
piccolo,
ti fa gioire anche mentre sei distratto, “Nonostante tutto i Sentimenti non tramontano mai...” Fabio *KosmiKo* Arrisicato
ti fa dare il massimo di te stesso
sempre e comunque, l’amicizia è
la forma di amore nella quale
ogni forma di sfida, di diffidenza,
di preoccupazione non esiste
perché è tanto altro che l’ha generata,
e che la fa nascere e crescere ancora,
ti lega sempre alle persone che
non ti abbandonano mai,
le persone che ti cercano,
che si fanno cercare, concordano
anche su dinamiche del tutto
imprevedibili senza chiedersi mai perché,
ci si abbraccia, ci si capisce
con lo sguardo, si parla
per quello che è necessario e
si sogna insieme tutta la vita.

Marcello Adelfio
Chi abita la propria probabilità, veglia e sonno.

pelle, davvero? Dove vivo le medesime aspirazioni.


Ricerca dell’infinito possibile.
Chi si trova veramente nel- Della pienezza sensuale, frenetica e ter-
lo specchio? rena del vivere.
Chi si trova sempre diverso.
Senso e consapevolezza delle mie capa-
Diverso da sé stesso.
cità. 
Diverso dal riflesso sullo specchio, pro-
iettato altrove.
Ma caos e rivoluzione
Dove si convalidano le teorie fantascien-
Non voglio un nome. 
tifiche, lì dentro al sogno dei sogni;
Ogni momento Voglio poter abbandonare
La suggestione della propria mente;
chi sono per diventare meglio me stessa.
I suggerimenti della voluttà;
Libera
Come me infondo nel mio Western per-
Libera anche da me.
sonale con le pistole cariche e i campe-
Ma mai da “chi sarò”, cioè da chi sono
ros da sexy girl.
già. Nika

Appoggio le mie giornate e i miei movi-


menti più intimi ai sogni:
Opportunità mitiche di pura speculazione
onirica.
Appagamento dei sensi intellettivi.
Una proiezione dei sensi in uno spazio
dove i sensi non ci sono.
Al di là di essi stessi.

Antonio Curcio
Un’aspirazione che non posso trattenere,
presa come sono ad immaginarmi nel
mio sogno, crearlo e viverlo, in contem-
poranea, senza distinzione tra realtà e Sara Garraffa
MODERN life...
Anime quarantena...un po’ puttanelle Perché cuore dinamitardo...
per una passeggiata nel centro estetico niente esplosioni nelle orecchie...
o storico moribondo... niente corpi straziati al suolo...
In cerca di spazi inesistenti TU...amore/VIRUS...
la mia sola preghiera... la pandemia è solo un pretesto...
Pandemia...pandemia portami via... la guerra musica...
Il virus nel cuore nella mente... e lo sperma come polvere stellare
Poter salire su verso i monti un ultima genera casualmente vita...
volta e lanciarsi giù verso il mare... IO NON SONO IO...
come psychedelico precipizio...Amore. scatole rosse gialle blu
Anime quarantena...ingrate... del reparto surgelati attendono di com-
il silenzio è il solo dono di DIO... prarti...
sognando centri commerciali... Un prato di mozziconi è quanto di più
volti periferici tumefatti riflessi su vetrine bello possa entrare nei miei occhi ades-
opache... so...
Niente saldi per la vita...
evviva la Pornografia... Paolo Bluff
gioisce danze senza pretese...
La TV non sei tu...
Niente sogno americano
Niente vero alla Madonna...CCCP...
un infinita altalena sopra una valle
di cazzi e fighe....
sorridenti... buie....
Improbabili passeggiate lontane
Antonio Curcio dall’IO... Antonio Curcio
VOLPE, IL PENTITO E NESQUIK
C’era una volta una notturna. La rappresentazione iniziò in un

piazza deturpata, palazzo settecentesco profondamente sfi-

decadente, senza l’ombra gurato, come gran parte del nostro cen-
tro storico, dalle bombe amiche e non an-
di una luce, con la pavimen-
cora intelligenti degli alleati. Gli indizi del
tazione di vecchie balate malicumminate
suo antico splendore erano rintracciabili
su cui barcollavano sia bipedi che quat-
nel portale tardo barocco imponente con
tro ruote. La sera d’incanto nella piazza la
bugne lavorate a spina di pesce, nella sua
presenza umana si diradava per mostrare
corte dell’antica pavimentazione di ciotoli
la chiazza buia e spettrale nella sua stra-
e balate delimitata da archi ben più anti-
ordinaria bellezza. Sotto la flebile luce del
chi appartenuti a fabbriche presistenti e
cielo notturno apparivano il grande orolo-
soprattutto nel centenario albero di ficus
gio, i campanili gemelli, la sinuosa scali-
benjamin.
nata barocca ingabbiata dal ferro, le sar-
racine metalliche del poche putie, i vicoli
Tutto ciò apparve a Massimo e Michele

Pietro Sciré • Armonia esplorativa


sporchi bui e apparentemente disabitati.
dopo un estenuante opera di pulizia dal-
Un enorme silenzio regnava, solo talvolta
le macerie del tempo che portarono alla
veniva disturbato da sussulti di vita a get-
trasformazione dell’ex stalla di palazzo
tone con il vocio di buttane e magnaccioni
Sammartino Ramondetta nel primo vero
di passaggioi, ma il fenomeno era raro e
Pubbs panormita della nostra avvinazzata
saltuario e ben presto l’oscurità muta si
città: il Genova.
riappropriava della piazza barocca.
Il nome del locale fu ispirato da una scrit-
Circa sei lustri fa dei giovani furono con-
ta forgiata con il ferro ritrovata all’interno
quistati dall’inquietante spettralità del
della stalla che ormai da anni veniva usa-
grande palcoscenico barocco imponente
ta da malasieno.
ma muto e vollero dargli una nuova vita
In città esisteva già un locale denominato
Liberty Pub, ma era davvero distante dalle house mediterranea dove ogni notte sot-
public house come sono concepite nell’iso- to la fronda del gigantesco ficus si radu-
la anglosassa non era per nulla accoglien- nava una “fauna alcolica” proveniente da
te come una casa e aveva solo qualche tutti i quartieri della città ma anche dal
birra d’importazione. Al Genova resto d’europa, infatti li si incontravano o
si importarono decine di bot- scontravano artisti, teatranti, musici, pit-
tiglie di birra allora del tutto scono- tori, fotografi e cosa del tutto nuova per
sciute nella nostra landa di provincia da palermo i primi nuclei di bande giovanili
tutta Europa; fra tutte spiccavano le al- di stile europeo come nazi skin, punks e
lora inusuali birre alla canna(spine) in tre metyalllari.
varietà: la chiara limpida e cristallina dal
gusto raffinato ma deciso la belga Loburg, Il locale veniva anche frequentato da lesti
la rossa affascinante voluttuosa e libidi- ladri di limoni e e cucchiai, attrezzatura
nosa la belga Septante , la scura pastosa che veniva utilizzata per scopi ludici e no-
e tenebrosa con la sua schiuma cremosa civi negli anfratti bui dei vicoli circostan-
inconfondibile l’irlandese Guiness. Il mio ti e questo strano fenomeno era fonte di
palato di Heavy Drinker al ricordo si ecci- inesauribili scazzi fra i gestori e questa
ta ancora, ciò potrà sembrarvi esasgerato particolare clientela. Oltre ai tossici all’e-
ma dovete pensare che allora a Palermo sterno del locale nell’attigua piazzetta si
la scelta tra la Frrost cispautoctona, tipica potevano distingure dei loschi figuri che
di tutte le taverne, e per i veri “intendito- confabulavano sotto l’unica luce disponi-
Sara Garraffa
ri” la oscena Ceres allora sconosciuta nel bile gentilmente prestata dalla immagine
politica, sul clero, sugli sbirri... Coniglio, Ulriche la vankiria, la baronessa
danese paese d’origine, era davvero dif- della madonna in edicola sacra il cui inter-
Gli improvvisati mini simposi erano tunuti Sustanza, lo Sbaragli, Leonsia, Andrea la
ficile, figuratevi quindi il poter assagiare no conteneva anche un teschio in peltro,
da strani soggetti con nomignoli altrettan- puttana patuana.
ogni notte una birra diversa e solitamente sinistro e affascinante , macabro e luc-
to singolari come Volpe, Pentito, Nesquik
molto buona come avveniva già nelle al- cicante, ispiratore di inerminabili dibattiti
e occasionalmente da qualche altro ani- Il Pubblico dei mini simposi con rollaggio
tre città europee. sulle droge, sulle religioni, sul sesso, sulla
male dell’eterogeneo bestiario “genove- non era molto numeroso, almeno quello
Così il genova diventò una vera pubblic
STRANIATTRATTORI se” come Armaduk l’animale, lo Squalo, il visibile, perchè dietro le sbarre del sovra-
stante colleggio femminile le educande e La sua filosofia di vita era stranamente
le educatrici ecclesiali sicuramente ascol- identica ad un altro soggetto che viveva a A FRANCO BATTIATO
tavano nell’oscurità delle loro celle, con Dussendorf di nome Fraz Normale, infatti
orecchie morbosamente tese, le storie entrambi erano convinti di vivere in un Ordinariamente l’uomo vive semplicemente seguendo il flusso. Non è semplicemen-
te addormentato: è completamente morto. Georges Ivanovič Gurdjieff
laide e peccaminose dei nuovi ospiti not- mondo pieno di sbirrri e quindi non si po-
turni della piazza o sbirciavano furtiva- teva fare altro che fottersene altamente e
mente dalle finestre uomini e donne che bellamente facendo qualunque cosa alla Parole come vento o acqua di fiume che lo in lui, ardente, emesso dall’elettricità di
in maniera primitiva espletavano all’aper- luce del sole perchè nascondersi era sicu- scorre come un suono che orecchio non una chitarra, ma attenti all’acqua!
to le loro funzioni corporali forse anche ramente controproducente. L’inculata era ode due volte lo stesso, in un mondo non Se tu hai usato il mezzo, era per dire ec-
perchè il cesso del Genova era uno dei per loro sempre dietro l’angolo e quindi liquido come vorrebbe Bauman, ma den- cesso, da uomo eccelso.
peggiori mai affacciatosi nel panorama non bisognava pensarci e agire come se so e appiccicoso, che ti attacca addosso Liberato dalle leggi di ciò che è appeso,
tavernicolo panormita. Resta comunque non ci fosse nulla di pericoloso nei dintor- le cose - le parole alle cose -; che incol- sei la luce che non ha più ombra, la rispo-
il fatto che le educande ebbero, grazie al ni. la ragioni a torti, in contorte unioni che sta che apre alla domanda, lasciando in
Genova, un educazione più completa ed chiamiamo sculture, che bellezza non musica a noi un’unica certezza: può es-
Uza Net
interessante in un corso notturno rapido, hanno, ma peso; che inchiodano l’occhio serci vita prima di una dipartita.
imprevisto e incisivo tenuto dal professor alla superficie, scivolando da sensazione
Cristiano Gilardi
Volpe e dai colleghi Pentito e Nesquik! a frase: cosa significa?
Il Volpe era allora un E cosa volete che significhi?
trentenne freak pusher Muri di gomma che respingono o ingloba-
, di una razza ormai estinta, che not- no uomini liberi come te, perché leggeri,
te dopo notte sciolinava le sue eccezionali attaccando gli altri come gomme da ma-
avventure di figlio dei fiori panormita in sticare e sputare. Questa è Patria-mondo!
giro per il mondo, senza una fissa dimora Essere al tempo stesso fuori dal tempo,
ma con scadenze irrevocabili dettate dai ma in tempo per essere fuori, come un
vari tribunali del pianeta che lo attende- paesaggio visto dal finestrino di un treno
vano per le sicure condanne a causa delle che uno scrittore trasforma in romanzo.
sue immani malefatte: drogarsi alla luce Chi vi guarda ama spostarsi restando se-
del sole! duto, non come te; la densità si fa metal-
Nessuna delega • Taddarita Virticchia Il mangiapresti • Taddarita Virticchia
Preghiera degli amanti

Marika Gravina
Gino Tumminia
Corpi giunti in preghiera celebrano
il rito dell’amore.
avvinghiati respirando affannati.
sull’altare dell’alcova.
mani di turibolo spandono
incenso di voluttà
dal sudore di toccarsi ancora
e ancora.

Liturgia dei sensi.


salmi di baci.
lingue avvolte tacciono.
e pregano con i brividi.

Lui s’inginocchia alla Porta Sacra di lei.


la via delle stelle. sussurando
invocazioni alla Grande Madre.
lei s’inginocchia al dionisiaco tirso
di lui, e prega.

Mistiche le due nudità


diventano una sola. un solo corpo.
un’intensa eucaristia di passione
con l’Ave Maria dell’Amore...

STRANIATTRATTORI
invettiva sentimentale

Che il cielo ti renda giustizia


Che gli dei si accorgano
Di te nascosto nelle
Pieghe dell’ignavia attendendo a secoli
d’egoismo
Che ti sconquassino saette e tuoni
Che tu non possa
Trovar riparo pertugio anfratto tregua
Che siano ripagati tutti i giorni di sacrifi-
cio mancato
Sia la furia
Moneta del tuo sperperare le energie
altrui
E nessun’aquila venga a roderti il fegato
Perché nulla ti rincresce
Solo una folgore istantanea ti restituisca
intero allo stato di pietra su cui il
Mio cuore è stato sbattuto

Vania Borsetti

Antonio Curcio
SENTIMENTO PSICO-FISICO-SOCIALE
Molta gente, troppa gente, tantissima no di volta in volta per il bene di chi lo
gente vive convinta di una vita fantastica, ha creato e di chi vive in esso. Può esse-
felice, piena ed appagante, solo perché ha re tranquillamente un mondo reale in cui
un lavoro discreto e per discreto intendo chi lo governa, crea aspettative, bisogni
pagato, e che quella paga permette un af- inesistenti e per paradosso, fa guadagna-
fitto, un viaggio all’anno, un parrucchiere re soldi con stress, sudore e mancanze di
o la palestra, un capo firmato ogni tanto, cui alla fine, non sei neanche padrone e
un gioiello, l’ultimo modello di smartpho- ci paghi qualcuno per gestirli. Questo è
ne e l’aperitivo nel locale alla moda. E la il quadro generale del mondo adesso, un
cultura di questo, ha portato una sotto quadro di cui fa parte anche quel terzo
cultura di massa drammatica, oserei dire, mondo, che in poco tempo sarebbe sal-
letale! La gente cerca i lavori più dispa- vo se solo volessero realmente. Invece,
rati o quelli più sicuri, per omologarsi a viene mantenuto lentamente così com’è
questa pochezza umana e culturale. Nulla da sempre, perché così fa comodo, per-
importa se non sa di che parlare, se guar- ché così quelle povere altre vite vengo-
da programmi scadenti di una televisione no schiavizzate senza alcuna catena, col
già scadente, se sconosce autori d’arte e contentino di un aiuto umanitario ogni
non legge libri. Poco importa se non dà tanto, di una pillola o un bicchiere d’acqua
vita ad altre vite perché questo andrebbe al giorno, così che continuino gli aiuti, le
a minare la propria dimensione pessima donazioni, gli sfruttamenti umani e mine-
guadagnata. E c’è gente che per questo rali, lo schiavismo psichico, le migrazioni
ha venduto qualcosa, che sia la dignità, programmatiche, le guerre interne ed il
la famiglia o il proprio corpo. Ma per cosa, terrorismo, rigorosamente queste ultime,
ammesso che sia giusto vendersi… finanziate da chi tiene in mano le redini
del gioco.
Gente amalgamata in un sistema di cui si
è numeri e codici fiscali, in cui le bricio- Funziona così: io pago Tizio, per rendere
le sembrano, agli occhi di chi ha smesso la vita difficile a Caio. Poi vado da Caio e
di usarli, enormi pezzi di pane talmente gli offro il mio aiuto, cosicché Caio si fidi
buoni da non esserne mai sazi. Mi viene ciecamente di me. Nel frattempo sfrutto
in mente Matrix, il film. Non è che Matrix, la terra di Caio che è povero ed ignoran-
debba essere per forza un mondo virtuale te per farlo e mi arricchisco con quello
Antifa • Taddarita Virticchia creato ad arte per sfruttare l’essere uma- che trovo, a Caio per tenerlo buono dò
un pezzo di pane. Nel frattempo, chie- finanzio, li riempio d’armi e gli faccio fare ringrazia, mi paga. Prendo soldi da tutte tere, che fanno quel che dico loro di fare
do in giro per il mondo, una mano per quello che vogliono per qualche giorno, le parti, succhio ricchezze dal terreno, i e le mie mani così, arrivano ovunque. Ho
aiutare Caio perché da solo non riesco e poi all’improvviso intervengo. Nel frat- popoli fanno quello che voglio e credono in mano i media, i giornali, l’informazione
prendo anche da lì. Caio è felice, Tizio è tempo, alcuni Caio sono stati uccisi, altri a quello che voglio. Sono ricco, sono po- tutta. La gente scende a compromessi,
il cattivo e faccio finta di combatterlo, se fuggono per terra, altri per mare, se è il tente. La maggior parte della popolazio- pur di una casa, di un lusso e uno sfi-
è il caso, lo ammazzo pure per apparire caso, aiuto alcuni di loro a scappare e me ne queste cose non le sa, non le legge e zio. Scrive quel che dico di scrivere, dice
forte e bravo e buono. Creo nuovi Tizi, li ne prendo il merito. La gente mi loda, mi se volesse, non le troverebbe da nessu- quel che dico di dire. È meraviglioso tutto
na parte, e poi non avrebbe neanche il questo, sono il padrone del mondo! Chi
Il dolore • Davide Cataldo tempo o l’interesse per farlo, perché la mangia la foglia lo distruggo, lo uccido,
faccio lavorare, la faccio rubare, la faccio lo rinchiudo, gli tolgo la parola e l’atten-
arrestare. Insomma, la tengo occupata o dibilità. Leggerai sui giornali o sui social,
a lavorare legalmente per me, o a lavo- una quantità enorme di cretinate popolari
rare illegalmente sempre per me. O mi che finiranno per essere l’argomento di
pagano le tasse o mi pagano gli introi- discussione tra amici e parenti, program-
ti in nero derivati dalla malavita che fa merò nelle televisioni, trasmissioni inuti-
sempre capo a me. Io mangio sempre, li e piene zeppe di nulla, ti renderò uno
ovunque, con chiunque. Sono un usuraio, schiavo emancipato e democratico, an-
solo che invece degli interessi sui soldi, nullando la tua mente, la tua logica, il tuo
prendo direttamente le vite e ne dispon- pensiero. Sostituisco i libri con le apps, i
go a mio piacere. Ti faccio guadagnare dialoghi in famiglia con le chat, gli incon-
mettendoti in gabbia come tutti gli altri, tri con le video chat, sei completamente
ma quello che guadagna finirai per spen- succube di me, sei un ammasso di soldi e
derlo in cose che in realtà non ti servono sangue, e anche quello è mio! Te lo tolgo
a niente di cui ne sono proprietario. In quando voglio e te lo ridò quando stai per
questo modo, i soldi li ho sempre io, in morire così da tenerti in vita e contribuire
più ho anche la tua vita. ancora alla mia causa.

E ti avvolgo di robe talmente inutili che Ho programmato tutto, ogni cosa, sono
non avrai né il tempo né la voglia di capire entrato in un circolo talmente vizioso,
come vanno le cose, ma se qualcosa do- remunerativo e pieno di potere, che non
vesse andar male, darei la colpa agli altri mi basta, voglio altro e lo voglio adesso!
e finiresti per credermi. Ma questa, è una Nutro la tua carne con il cibo che dico io,
catena che non ha mai fine. Più il mio po- coltivato ed allevato a modo mio, in poco
tere si espande, più mi attornio di gente tempo, infetto e malato ma non importa.
ai miei piedi, soggiogati dai soldi e dal po- Le cose sane e buone le tengo per me e
le vendo a pochi eletti per tanti e tanti ti renderà ricco, sazio e felice, in cambio,
soldi. Tu hai un albero che dà buoni frutti non ti chiede materialmente nulla, solo
fuori casa, ma anziché mangiarne, prendi un croce su di un pezzo di carta! Stupen-
il raccolto e per pochi spiccioli lo vendi a do, una croce con una matita e la tua vita
me, e con quello che ti ho dato, ci compri cambierà per sempre! Nella migliore del-
il cibo avvelenato che ho prodotto appo- le ipotesi, avrai un impegno, entrerai a
sta. Sei contento, hai guadagnato soldi pieno titolo in quel circolo di vite vendu-
senza far nulla, hai mangiato veleno che te che devono favori a tutti e di contro,
ti porterà ad una lenta agonia e quei po- acquisterai la vita d’altri. Sarai schiavo
chi spiccioli che ti ho dato, in parte li hai e padrone! Nell’ipotesi peggiore invece,
spesi per comprare cibo che avresti gra- non cambierà nulla, starai sempre in un
tuitamente sotto casa, in parte per com- angolo da miserabile ed ignorante, men-
prare i farmaci che un mio uomo, il tuo tre quello a cui hai dato la tua croce, ber-
medico, dice che devi prendere per non rà dalla coppa d’oro il tuo sangue. Ogni
avere dolori e stare in vita, così da conti- giorno.
nuare a sudare per me. In più, per sop- Il potente è potente, ha attorno a se tan-
perire alle carenze nutrizionali per colpa ti uomini fidati ma solo perché sul libro
del mio cibo pessimo, compri integratori paga, tu invece sei solo, povero e pazzo.
di cui bombarderò televisioni e giornali. Il Si perché agli occhi chiusi dei più, sei solo
tuo cibo è buonissimo, tiene il mio corpo uno stupido pazzo vaneggiatore.
energico e ne vendo pure una parte ai ric-
chi, tre volte quello che l’ho pagato. Sono Bisognerebbe che tutti togliessero i sol-
davvero un genio! di dalle banche, che tutti mollassero i
proprio lavori, nelle aziende, negli uffici,
Forse dopo un po’ di tempo, ti accorgi che ovunque e che tutti smettessero di con-
qualcosa non va come dovrebbe, hai il tribuire ad ingrassare le panze grasse di
sospetto di qualcosa… Benissimo, prima chi governa. Fategli produrre in larga sca-
che ti renda conto della realtà, sguinza- la l’ultimo modello di iphone e poi lascia-
glio i miei uomini più stupidi e fidati che teglielo lì nei magazzini e vedrete come
nel frattempo ho cresciuto in cattività, si abbassano le corna, vedrete come la
facendogli annusare l’odore della carne e smetteranno di propinarvi a prezzi esor- L’amore • Davide Cataldo
del potere, in modo da essere assatanati bitanti un apparecchio per telefonare che
nel momento opportuno: il politico! ha 8gb di ram, ma a che cosa vi servo-
Costui verrà a bussare alla tua porta, di- no 8 gb di ram in una cosa che tenete
cendoti che hai ragione, che ti salverà e in tasca? Al massimo potete dividere lo
schermo in 2 per usare due programmi in non vale solo tra schiavo e padrone, tra
simultanea, e tutta questa ram a cosa vi ricco e povero, contadino e proprietario
serve? Progettate astronavi con le appli- terriero. Questa circolo, questa catena
cazioni dello smartphone? Fate rendering virtuosa di morte, vale anche tra padrone
di galassie? A che vi servono 8gb di ram e padrone, per stabilire chi è più padrone
e 200 megapixel d’immagine fotografica? degli altri, chi è o può essere il padrone
Stampate per caso fotografie di 30mt per di uno o più padroni. E quando entra in
40mt? Credo proprio di no, eppure, com- gioco questo, quando i padroni si pestano
prate ogni anno il telefono di 1.000 san- i piedi e vogliono essere il padrone di altri
guinosi euro per qualcosa di inutile che padroni, può davvero accadere di tutto!
vi hanno fatto credere utile, così facendo Una bomba nucleare per meri motivi, una
sarete sempre più schiavi dei loro capric- guerra lampo, uno sterminio razziale, ma
ci, dei loro interessi. Lasciategli tutta l’in- anche una libera circolazione di un virus…
tera produzione annuale sul groppone e Tanto, gli schiavi sono sempre schiavi, se
vedrete cosa succede! Fate lo stesso con alzano la testa, gli si fa assaporare subi-
le auto, con i carburanti, con le banche, to la paura e tornano a buttarla giù. Ed
con le televisioni! Ah se smettessimo tutti io, della loro paura mi cibo, mi arricchisco
simultaneamente e contemporaneamen- e ne sono succube! Distruggo immedia-
te di guardare la televisione! Se smet- tamente ogni tuo sentimento di rivalsa,
tessimo di usare i social, se smettessimo abbassa lo sguardo e prendi questa me-
di andare nelle chiese dei vari culti, se dicina che passa tutto e tutti potete tor-
smettessimo di vestire griffati e di ordi- nare in catene a sputare sangue per le
nare cibo scadente col telefono! Se man- mie brame. In cambio, continuo a darti
giassimo dal nostro albero, se pescassimo ciò che non ti serve, ciò che è mio e mi
dal nostro mare, se andassimo a piedi, riprendo tre volte tanto, mentre tu vivrai
guardassimo gli altri con bontà piuttosto una vita apatica di credenze, ignoranza e
che con minaccia e invidia. finti sapori. Sara Garraffa
Se facessimo tutto questo, finirebbero Davide Cataldo
per essere come noi, finiremmo tutti allo Poeta, Romanziere, Fotografo amatoriale,
stesso piano! Il povero più povero, sareb- Appassionato di regia, Nostalgico dell’infanzia,
delle musicassette, del pezzo di carta e di una
be allo stesso livello del ricco più ricco e penna.
nessuno detterebbe più legge dittatoriale. Nostalgico di una vita persa per sempre!
Non più schiavo e padrone, ma padroni di Inadeguato per scelta degli altri.
se stessi! E sappiate, che tutto questo,
Rosalba Cutrano
RUORMU’ O VIGGHIU’

mancu muortu pari

mancu vivu veramienti

u’mperò iopinabile ie’

dubbiù e cirtizza

stiessa crita 

“Nonostante tutto i Sentimenti non tramontano mai...” Fabio *KosmiKo* Arrisicato


favusa vita.

Uza Net
Lo specchio
Attraverso gli specchi Senza lo specchio non so chi sono,
Sottili e taglienti, Ma io mi sento
Vedo non oltre, E quindi suono
Riflessi d’immagini, Note vivaci oppure opache;
Con luci fumose, Non solo penso,
Eteree e bislacche, Non solo sento,
Avverto il cerchio E non suono più.
Come in un circo, Ci sono,
Gira la giostra, Il cuore batte,
Vedo un po’ più in là, Il sangue scorre,
Alzo lo sguardo, L’aria passa.
Il Cielo lontano Oggetti,
Mi sfugge Persone,
E mi scappa. Tutta una città intorno a me;
Spengo la luce, Più lontano non vado.
Cala la vista,
Pietro Scirè. 06.10.2020
Metto gli occhiali.
Non parlo e non credo
Se non ascolto e mi ripeto,
In un cigolio di vecchie grate
Bruciate e così annerite, Fuoco su cielo stellato • Pietro Scirè
di dolori testimoni;
Senza indugio penso ad altro,
Forse in strada
Forse in sogno,
Non mi trovo e non ne esco,
LA POESIA Sentimento d’attesa

Resisterò resisterò
Resisterò a oltranza
Uccido il tempo da una vita
Vedrai uccideró anche quest’attesa di te
Riuscirò a seppellirti nel mausoleo
dei non arrivi
e delle non chiamate
Non farò nulla per tenerti in vita
La morte è fatta di silenzi
E ti ci troverai bene
Io riempirò l’aria di canzoni
E gli occhi di lune che crescono
Non mi farò mancare nulla
Neanche te

INSISTE
Vania Borsetti
Antonio Curcio
Antonio Curcio
Le grammatiche sentimentali
La poesia disorienta perché transita continua- le pagine di significato è la passione in-
mente tra poeta, paesaggio e lettore. Possie- tensa nei confronti dell’arte e della pa-
de un passaporto, per attraversare gli stati rola. Una passione così forte che, con un
del sé sospesi tra gli spazi. Eppure si muove colpo d’ala, fa prendere il volo alla lirica
per tenere insieme le cose. caricandola di un’intensità spiazzante.

Loredana Lo Bianco e Cri-


stiano Gilardi ci offrono in que- Cristiano Gilardi - Loredana Lo Bianco
sto testo un’esperienza incomparabile:
quella di poter penetrare in un mondo ar- Le Grammatiche sentimentali
tistico unico, sviscerare la realtà e veder- Youcanprint Editore
la per davvero. p.68 - 14 foto in b/n
In questo dialogo, i due autori si abban- EAN: 9791220331784

donano a una scrittura liberatoria di cui


emerge subito il forte scopo comunicati-
vo. Ogni pensiero brilla come se fosse un
diamante, e in questa contrapposizione Ordinabile presso le principali librerie fisiche e
online
tra bagliore e oscurità ci rendiamo pie-
namente conto del valore del testo che
abbiamo davanti.
Il dialogo poetico è a volte vulnerabile,
altre più deciso. Eppure rimane sempre
ironico e profondo nella sua abilità di con-
templare e comprendere l’esistenza in
tutte le sue sfaccettature. A impregnare
OVERKRAFT music club
Una chiacchierata con Davide Furia.

Ci siamo lasciati con una tua intervista sul rete si è fortificata è ampliata.
numero 8 di S.A. dove descrivevi la scena Il numero 12 di StraniAttrattori: “SENTI-
hip hop in città. Cosa è cambiato oggi? MENTI moti corporei e spirituali”. Quali
sono i tuoi in questo periodo di “guerra”
Davide: Ciao a tutti i lettori, al virus e guerra in medio oriente?
si ricordo quel momento ma non
proprio descrivevo la scena piuttosto Davide: Bhe mai titolo più az-
raccontavo dal mio punto di vista quel- zeccato in questo momento sto-
lo che ho captato essendo sempre stato rico, io sono sempre stato molto recetti-
in prima linea e vivendo a pieno l’under vo diciamo vado di ANIMA piuttosto che
ground,ad oggi ti dico che sicuramente materialismi vari parlo solo con persone
questi ultimi anni da PANDEMIA GLOBA- che mi ispirano cultura,inteligenza ed
LE ci hanno tenuti tutti un pò più lontani edeucazione per me alla base dei rappor-
del solito,forse sono serviti a far riflettere ti sociali, questo mi permette di essere
molta gente nel settore,sicuro stiamo as- sempre ricco e far si che il mio corpo si
sistendo ad un grande cambiamento. dirigga solo verso la BELLEZZA / LUCE.
Stiamo vedendo uscire tante produzio- Quello che sta accadendo nel mondo cre-
ni musicali tante piccole realtà di varia do che sia il momento in qui l HUMANI-
natura nascono e muiono mentre la po- Tà decida cosa fare del proprio giardino è
urbana o famigliare, ad ogni modo tut- sero acqua, lo stesso vale per gli psico-
litica crea continui paradossi sociali in della propria anima,la violenza sta dila-
to questo mi sembra un bel meccanismo farmaci utilizzati ormai come pozioni ma-
questo momento storico non percepisco gando a tutti i livelli senza nessun limite
di massa per amplificare gli istinti più giche che annullano le brutte cose della
importanti cambiamenti collettivi credo ogni giorno.
primordiali è violenti con uno stato di co- vita è gli stati emotivi.
che dobbiamo aspettare almeno altri due Solamente nella nostra Palermo leggiamo
scienza alterato da sostanze stupefacenti
anni per avere una visione generica più di almeno una morte violenta al giorno
oramai dilagante trà le persone come fos-
limpida,io dal mio canto ti dico che la mia che sia incidente stradale,che sia violenza
Ci racconti cosa fai adesso e quali sono le artisti che nasce con degli obiettivi preci-
nuove prospettive? si che mirano allo sviluppo etico-culturale
della nostra utenza, vogliamo creare un
Davide: Allora: faccio le stesse luogo di aggregazione solo per menti lu-
cose che facevo prima, cioè co- minari che vogliano espandere le proprie
ordino gruppi di lavoro di varia natura, conoscenze e saperi, confrontandosi con
Writing, Musica, politica attiva, volonta- altre menti attive e reattive così svilup-
riato nei quartieri a rischio di dispersione pando se stessi e gli altri, l’infrastruttura
giovanile, principalmente alla Guadangna OVERKRAFT (music club) mette a dispo-
al Centro Arcobaleno 3p di Anna Alonzo, sizione un ambiente insonorizzato ed at-
dove abbiamo uno studio di registrazione trezzato come sala prove è studio di pro-
musicale e teniamo attività ludiche mira- duzione musicale offre vari ambienti di
te ai ragazzi del quartiere, ma facciamo relax interni ed esterni, con una piccola
anche i doposcuola e tutte quelle attività zona allestita ad atelier pittorico, miriamo
utili a creare un’alternativa concreta, allo all’organizazione di eventi socio artistico
stesso modo sto facendo un pò di impre- culturali, la mia piccola rete istituziona-
ditoria, ad inizio della pandemia quando le ed under ground permette un percorso
credetti che oramai tutto stesse andan- ORIGINALE proprio per la formazione di
do a capofitto anche la mia stessa vita, vere è proprie ROCK STAR.
lì trovai la svolta che ad oggi estende e Questo studio originariamente nasce
mette i puntini sulle I nella mia carriera come idea per la mia produzione musi-
e allo stesso modo apre capitoli nuovi in cale visto che come tù ben sai ma il pu-
lavorazione, sai mi ritrovai a non poter blico nò,io amo la musica sono un com-
piu ne dipingere ne fare i workshop nel- positore/produttore di musica elettronica
le scuole tantomeno organizzare even- e batterista trashcore metal,il Writing è
ti, mi trovai al momento giusto con le stato un ottimo mezzo per prendere una
persone giuste ed insieme al mio ami- posizione sociale è affermare le mie idee
co ventennale socio e ad oggi manager oltre che l’UOMO.
(Giuseppe Scherma), creiamo il progetto Il genere che produco è poco diffuso a
OVERKRAFT (music club) club privato di Palermo, si tratta di DARK STEP ed
EDM con molte influenze DUB STEP è tutto quello che verrà dopo è scritto nelle
SYNTHWAVE,ho passato la mia infanzia stelle. Mela senza peccato
ascoltando mio padre fare la sua musi-
ca, ricordo i suoi solfeggi con la musica Grazie mille per questa chiacchierata,ci
classica amava allenarsi con i pezzi i BE- vediamo all’OVERKRAFT. Pavido l’eterno scorrere delle menzogne,
ETHOWEN quanto PAGANINI... ed i suoi Profondi i mari dell’oblio della conoscen-
sfoghi con il rock di quel periodo del tipo za.
(MOTORHEAD, GUNS and ROSES, PINK Pastori di anime comandate,
FLOYD... diciamo sono figlio di un RIBEL- Non più libere,
LE ELEGANTE. Cercano la salvezza,
A breve approderò in modo ufficale nel Verso regni invisibili,
mondo musicale o tanti archivi musica- Mai da vivi visti.
li, anni di produzioni lasciate a marcire Spettri che agitano placide acque,
nell’hard disk, aspettai così a lungo pri- Spuma di onda,
ma di decidere questo passagio perchè ò Su valore morale,
sempre creduto che Palermo non fosse
Non siamo siffatti,
pronta per comprendere la musica elet-
Puro nasce l’uomo,
tronica, ormai diventata la nuova musica
Senza peccato,
contemporanea un pò come il writing la
Libero e contento,
nuova arte pittorica.
Dai genitori cullato.
Il demo in proudzione si chiamerà (DEUS
Mi spoglio e mangio la mela,
EX MACHINA) un concept project carico
di sfuriate è sonorità cupe con intermezzi Senza timore di essere cacciato,
morbidi quanto trascinanti,un concatena- O salvato il mio popolo dallo sterminio.
mento di note è sonorità molto singolare, Essere nuovo,
insieme al demo usciranno un paio di vi- Dalla storia forgiato,
deoclip con dei featuring molto singolari. Dal sapere istruito,
L’uscita è prevista per fine settembre La mela è senza peccato.
2021, presto fuori tutti i dettagli, ci diver-
tiremo un sacco è staremo molto in giro, Pietro Scirè. 27.10.2020