Sei sulla pagina 1di 194

“VIENI, SII MIO

SEGUACE”
Vi siete mai sentiti perduti e senza una guida?
Gesù Cristo è la Guida mandata da Dio di cui ogni
essere umano ha bisogno. Egli stesso disse: “Io sono
il pastore eccellente, e conosco le mie pecore e le mie
pecore conoscono me”. (Giovanni 10:14) Conoscete
davvero il Pastore eccellente, le sue qualità, il suo
messaggio e la sua opera, il suo zelo e il suo amore?
Questo libro vi aiuterà a conoscere in maniera
più profonda Gesù e a seguirlo
più attentamente.

s
191127
cf-I
“VIENI, SII MIO
SEGUACE”
QUESTO LIBRO APPARTIENE A

Questa pubblicazione non è in vendita. Viene distribuita nell’ambito di un’opera


mondiale di istruzione biblica sostenuta mediante contribuzioni volontarie.
Per fare una donazione vai su donate.jw.org.
Salvo diversa indicazione, le citazioni della Bibbia sono tratte
dalla Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture.
“Come Be My Follower”
Stampa novembre 2019
Italian (cf-I)
˘ 2007
WATCH TOWER BIBLE AND TRACT SOCIETY OF PENNSYLVANIA
Tradotto dall’inglese dalla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova.
Edito nel 2007.
Editori:
Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova,
Via della Bufalotta 1281, Roma
Stampato a Selters/Ts. (Germania)
Made in Germany
˘ Druck und Verlag:
Wachtturm Bibel- und Traktat-Gesellschaft, Selters/Ts.
Caro lettore,
“Vieni, sii mio seguace”. (Marco 10:21) Con queste pa-
`
role Gesu invita ciascuno di noi a seguirlo. Accetterai il
`
suo invito? Quello che deciderai influira profondamente
´
sulla tua vita. Perche?
Geova ha mandato il suo Figlio unigenito sulla terra
´
perche desse la sua vita come riscatto. (Giovanni 3:16)
Oltre a morire per noi, questo Figlio ci ha indicato come
vivere. In ogni azione che ha compiuto ha mantenuto l’in-
` `
tegrita e ha rallegrato il cuore del Padre suo. Gesu inoltre
`
ci ha mostrato cosa fare per imitare il Padre. La volonta
del Padre e le sue vie hanno trovato un perfetto riscontro
nelle parole e nelle azioni del Figlio. — Giovanni 14:9.
` ` ´
Gesu e il nostro “modello”, dice la Bibbia, ‘affinche
seguiamo attentamente le sue orme’. (1 Pietro 2:21) Se vo-
`
gliamo essere piu vicini a Geova, se vogliamo dare sin
d’ora vero significato alla nostra esistenza e se vogliamo ri-
manere sulla strada che porta alla vita eterna, dobbiamo
seguire attentamente le orme di Cristo.
`
Per iniziare questo viaggio e necessario conoscere bene
` ` `
la vita terrena di Gesu. Percio il ritratto di Gesu che emer-
ge dalle pagine della Bibbia merita un attento studio da
`
parte nostra. Se riflettiamo sulle cose che Gesu ha detto e
ha fatto e ci soffermiamo su come possiamo imitarlo in
quello che diciamo e facciamo capiremo meglio cosa signi-
fica seguirlo.
`
E nostro desiderio che questa pubblicazione ti aiuti ad
`
amare maggiormente Gesu e Geova e che tale amore ti
` `
spinga a seguire attentamente le orme di Gesu. Cosı ralle-
grerai il cuore di Geova ora e per sempre.
Gli editori
Indice
Capitolo Pagina

1 “Sii mio seguace”: cosa intendeva Gesù? 5


2 “La via e la verità e la vita” 15

PRIMA PARTE “Vieni e vedi” il Cristo

3 “Io sono . . . modesto di cuore” 25


4 “Ecco, il Leone che è della tribù di Giuda” 35
5 “Tutti i tesori della sapienza” 46
6 “Imparò l’ubbidienza” 56
7 “Considerate attentamente colui che
ha sopportato” 66

SECONDA PARTE “Insegnando . . . e predicando


la buona notizia”

8 “Per questo sono stato mandato” 77


9 “Andate . . . e fate discepoli” 87
10 “È scritto” 98
11 “Nessun altro uomo ha mai parlato così” 108
12 “Senza illustrazioni non parlava loro” 118

TERZA PARTE “L’amore che ha Cristo ci costringe”

13 “Io amo il Padre” 129


14 “Grandi folle gli si avvicinarono” 139
15 “Mosso a pietà” 150
16 “Gesù . . . li amò sino alla fine” 161
17 “Nessuno ha amore più grande di questo” 172
18 “Continua a seguirmi” 182
C A P I T O L O 1

“Sii mio seguace”:


cosa intendeva Gesù?
QUAL è l’invito più bello che abbiate mai ricevuto? Forse
vi viene in mente la volta che siete stati invitati a un even-
to speciale, magari il matrimonio di due persone che vi
erano molto care. Oppure penserete al giorno in cui siete
stati invitati ad assolvere un compito importante. Se ave-
te ricevuto inviti del genere, senza dubbio li avete accetta-
ti con entusiasmo e vi siete sentiti onorati. In realtà però
tutti noi, nessuno escluso, abbiamo ricevuto un invito di
gran lunga più importante. E il modo in cui decidiamo di
rispondere avrà un profondo effetto su di noi. Sarà la de-
cisione più importante della nostra vita.
2 Di che invito si tratta? Di quello che venne rivolto

da Gesù Cristo, l’unigenito Figlio dell’Iddio Onnipoten-


te, Geova, e che è riportato nella Bibbia. In Marco 10:21
leggiamo le sue parole: “Vieni, sii mio seguace”. Questo
invito di Gesù in effetti è rivolto a ciascuno di noi. Fac-
ciamo bene a chiederci: ‘Cosa farò?’ La risposta potrebbe
sembrare ovvia: chi rifiuterebbe un invito così straordina-
rio? Eppure i più lo rifiutano. Perché?
3 Per esempio, circa 2.000 anni fa un uomo ricevet-

te personalmente quell’invito. Era una persona assai ri-


spettata. Possedeva almeno tre cose che di solito gli esseri
1, 2. Qual è l’invito più bello che un essere umano possa ricevere,
e quale domanda dovremmo farci?
3, 4. (a) Cosa si sarebbe potuto invidiare all’uomo che interrogò
Gesù riguardo alla vita eterna? (b) Quali buone qualità avrà visto
Gesù nel giovane capo ricco?

“Che devo fare per ereditare la vita eterna?” 5


6 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
`
umani ritengono desiderabili, anzi invidiabili: gioventu,
ricchezza e potere. La Bibbia dice che era un “giovane”,
era “ricchissimo” ed era “un capo”. (Matteo 19:20; Luca
`
18:18, 23) Tuttavia questo giovane aveva qualcosa di piu:
apprezzava quello che aveva udito riguardo al grande In-
`
segnante, Gesu.
4 All’epoca la maggior parte di quelli che erano al pote-
`
re non rispettavano Gesu come meritava. (Giovanni 7:48;
`
12:42) Ma questo “capo” si comporto in modo diverso.
`
La Bibbia ci dice: “Mentre [Gesu] usciva per mettersi in
cammino, un uomo corse e cadde in ginocchio davanti a
lui e gli fece la domanda: ‘Maestro buono, che devo fare
per ereditare la vita eterna?’ ” (Marco 10:17) Notate come
`
era ansioso di parlare con Gesu, tanto da corrergli incon-
tro apertamente, come avrebbe fatto qualsiasi persona
`
povera e di bassa estrazione. Inoltre si inginocchio rispet-
tosamente davanti a lui, dimostrando di avere una certa
`
umilta e di rendersi conto del proprio bisogno spirituale.
` ` `
Gesu apprezzo queste buone qualita. (Matteo 5:3; 18:4)
` `
Non meraviglia dunque se, “guardandolo, Gesu provo
amore per lui”. (Marco 10:21) Come rispose alla doman-
da del giovane?
`
L’invito piu importante
5 Gesu, facendo riferimento alle Scritture, osservo` che il
`
`
Padre suo aveva gia fornito delle indicazioni su come ot-
`
tenere la vita eterna. Il giovane affermo di osservare fe-
` `
delmente la Legge mosaica. Gesu, pero, con la sua straor-
`
dinaria perspicacia capı che c’era dell’altro. (Giovanni
2:25) Si accorse che questo “capo” aveva un problema
`
spirituale, un problema grave. Percio disse: “Una cosa ti
`
5. Cosa rispose Gesu al giovane ricco, e come sappiamo che quan-
`
do disse “una cosa ti manca” non si riferiva alla poverta? (Si veda an-
che la nota in calce).
`
“SII MIO SEGUACE”: COSA INTENDEVA GESU? 7
` `
manca”. Che cosa? Gesu proseguı: “Va, vendi quanto hai
`
e dallo ai poveri”. (Marco 10:21) Gesu voleva dire che per
servire Dio occorre essere nullatenenti? No.1 Stava rive-
lando qualcosa di molto importante.
6 Per mettere a nudo cosa gli mancava, Gesu` offrı` all’uo-
`
mo una straordinaria opportunita: “Vieni, sii mio segua-
ce”. Pensate: il Figlio dell’Iddio Altissimo invitava l’uo-
mo che gli stava di fronte a seguirlo. Inoltre gli promise
una ricompensa inimmaginabile: “Avrai un tesoro in cie-
lo”. Il giovane ricco colse l’occasione, accettando quel-
`
lo splendido invito? Leggiamo: “Egli si rattristo e se ne
` ´
ando addolorato, poiche possedeva molti beni”. (Marco
`
10:21, 22) Quindi le inaspettate parole di Gesu rivelarono
il problema che c’era nel cuore di quell’uomo. Era troppo
attaccato ai suoi possedimenti e, senza dubbio, al potere e
al prestigio che ne conseguivano. Purtroppo l’amore per
queste cose superava di gran lunga l’amore per Cristo. La
“cosa” che gli mancava era dunque il sincero, altruistico
`
amore per Gesu e per Geova. Mancando di tale amore il
` ` ´
giovane declino l’invito piu importante. Ma perche tutto
questo ci riguarda?
7 L’invito di Gesu` non era rivolto solo a quell’uomo, o a
`
un numero limitato di persone. Gesu disse: “Se qualcu-
no vuol venire dietro a me, . . . mi segua di continuo”.
`
1 Gesu non chiese ai suoi seguaci di rinunciare a ogni possedimen-
to. E pur avendo fatto notare come sarebbe stato difficile per un ricco
`
entrare nel Regno di Dio, aggiunse: “A Dio ogni cosa e possibile”. (Mar-
co 10:23, 27) Infatti alcuni ricchi diventarono seguaci di Cristo, e an-
che se ricevettero consigli specifici nella congregazione cristiana, non
fu chiesto loro di donare tutti gli averi ai poveri. — 1 Timoteo 6:17.
` `
6. Quale invito fece Gesu, e cosa rivelo la risposta del giovane ricco
riguardo al suo cuore?
´ ` `
7. Perche possiamo star certi che l’invito di Gesu e rivolto anche a
noi oggi?
8 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
`
(Luca 9:23) Quindi chiunque, se davvero lo vuole, puo
essere seguace di Cristo. Dio attira queste persone sincere
`
al Figlio suo. (Giovanni 6:44) A tutti e offerta l’opportuni-
` `
ta di accettare l’invito di Gesu, non solo ai ricchi o ai po-
`
veri, alle persone di una certa etnia e nazionalita, o a chi
`
viveva in quel tempo. Quindi le parole di Gesu “vieni, sii
`
mio seguace” in realta sono rivolte a ciascuno di noi. Per-
´
che dovremmo desiderare di seguire Cristo? E cosa com-
porta questo?
´
Perche essere seguaci di Cristo?
` `
8 C’e una verita che dobbiamo riconoscere: abbiamo
`
estrema necessita di una guida valida. Non tutti lo am-
`
mettono, ma questa necessita esiste comunque. Geremia,
profeta di Geova, fu ispirato a mettere per iscritto una ve-
`
rita eterna: “So bene, o Geova, che non appartiene al-
l’uomo terreno la sua via. Non appartiene all’uomo che
cammina nemmeno di dirigere il suo passo”. (Geremia
´ ` ´
10:23) Gli esseri umani non hanno ne la capacita ne il di-
`
ritto di autogovernarsi. Infatti la storia e stata un susse-
guirsi di casi di malgoverno. (Ecclesiaste 8:9) Ai giorni di
`
Gesu chi governava opprimeva, maltrattava e ingannava
`
la popolazione. Gesu fece un’acuta osservazione dicendo
che le persone comuni erano “come pecore senza pasto-
re”. (Marco 6:34) Lo stesso avviene oggi. Collettivamen-
te e singolarmente abbiamo bisogno di una guida fidata e
` `
degna di rispetto. Gesu risponde a questa necessita? Ecco
`
diversi motivi per cui diciamo di sı.
9 Primo, Gesu` e` stato scelto da Geova Dio. La maggior

parte dei capi umani vengono scelti da altri esseri umani


imperfetti, che tendono a farsi un’idea sbagliata e spes-
`
so vengono ingannati. Nel caso di Gesu le cose non stan-
` ´
8. Di cosa hanno necessita tutti gli esseri umani, e perche?
`
9. Cosa distingue Gesu da qualsiasi altro capo?
`
“SII MIO SEGUACE”: COSA INTENDEVA GESU? 9
` `
no cosı. Lo stesso titolo che gli e attribuito lo dimo-
stra. La parola “Cristo”, come la parola “Messia”, significa
` `
“Unto”. Sı, Gesu fu unto, o nominato espressamente per
ricoprire il suo incarico sacro, nientemeno che dal So-
vrano Signore dell’universo. Geova Dio disse del Figlio:
“Ecco, il mio servitore che io ho scelto, il mio diletto, che
`
la mia anima ha approvato! Porro su di lui il mio spiri-
to”. (Matteo 12:18) Nessuno sa meglio del nostro Creato-
re quale tipo di capo o guida ci occorre. La sapienza di
`
Geova e infinita, quindi abbiamo ogni ragione di confi-
dare che ha fatto la scelta giusta. — Proverbi 3:5, 6.
10 Secondo, Gesu` ha dato un esempio perfetto a cui pos-
`
siamo ispirarci. Il leader ideale ha qualita che i sudditi
possono ammirare e imitare. Li guida dando l’esempio,
stimolandoli a diventare persone migliori. Quali sono le
` `
qualita che apprezzereste di piu in un capo? Coraggio?
Saggezza? Compassione? E che dire della perseveranza di
` `
fronte alle difficolta? Studiando la vita terrena di Gesu ri-
` `
scontreremo che aveva queste qualita e altre ancora. Gesu
`
era il perfetto riflesso del suo Padre celeste, le cui qualita
possedeva in piena misura. Era tutto quello che un uomo
perfetto potrebbe essere. Quindi in tutto quello che fece,
`
in ogni parola che pronuncio, in ogni sentimento che
`
esterno, troviamo qualcosa che merita di essere imita-
´
to. La Bibbia dice che provvide “un modello, affinche se-
guiate attentamente le sue orme”. — 1 Pietro 2:21.
11 Terzo, Cristo e` sempre stato all’altezza della sua af-

fermazione: “Io sono il pastore eccellente”. (Giovan-


ni 10:14) Nei tempi biblici questa metafora richiama-
va un’immagine familiare. I pastori lavoravano sodo per
badare alle pecore affidate alla loro cura. Un “pastore
´ ` `
10. Perche quello di Gesu e il migliore esempio da imitare?
` `
11. In che modo Gesu si e dimostrato “il pastore eccellente”?
10 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

eccellente” metteva la sicurezza e il benessere del greg-


ge al di sopra dei propri. Per esempio Davide, antenato
` `
di Gesu, da ragazzo faceva il pastore e piu di una volta
`
rischio la vita per proteggere le sue pecore da una be-
` `
stia feroce. (1 Samuele 17:34-36) Gesu fece ancora di piu
`
a favore dei suoi seguaci: morı per loro. (Giovanni 10:15)
Quanti leader umani hanno un simile spirito di sacrifi-
cio?
12 Gesu` era “il pastore eccellente” anche in un altro sen-

so. Egli disse: “Conosco le mie pecore e le mie pecore


conoscono me”. (Giovanni 10:14) Riflettiamo su questa
metafora. A un osservatore disattento un gregge di pecore
potrebbe sembrare solo una massa di lana in movimento.
Il pastore invece conosce ogni singola pecora. Sa quale sta
`
per partorire e avra presto bisogno di aiuto, quali agnel-
´
li occorre ancora portare in braccio perche sono troppo
piccoli e deboli per camminare da soli, e quale pecora re-
` `
centemente si e ammalata o e rimasta ferita. Anche le pe-
core conoscono il loro pastore. Ne riconoscono la voce
e non la scambiano per quella di nessun altro. Reagisco-
no prontamente se il suo richiamo ha un tono allarmato.
Seguono la sua guida, e lui sa esattamente dove guidar-
`
le. Il pastore sa dove c’e erba verde e rigogliosa, dove ci
sono ruscelli freschi e limpidi, dove i pascoli sono sicu-
´
ri. Le pecore si sentono protette perche lui le sorveglia.
— Salmo 23.
13 Non desideriamo ardentemente avere una guida del
`
genere? Il Pastore eccellente e davvero impareggiabi-
`
le, tratta i suoi seguaci proprio cosı. E promette di gui-
´
darci perche la nostra vita sia felice e gratificante ora e
12, 13. (a) In che senso un pastore conosce le sue pecore e queste
´
conoscono lui? (b) Perche desideriamo seguire la guida del Pastore
eccellente?
`
“SII MIO SEGUACE”: COSA INTENDEVA GESU? 11

per sempre. (Giovanni 10:10, 11; Rivelazione [Apocalis-


`
se] 7:16, 17) Abbiamo dunque necessita di conoscere cosa
comporta seguire Cristo.
Cosa significa essere seguaci di Cristo
14 Oggi centinaia di milioni di persone pensano di aver
accettato l’invito di Cristo. Dopo tutto amano definirsi
cristiani. Magari seguono la religione dei loro genitori.
`
Oppure dicono di sentirsi emotivamente legati a Gesu e
di accettarlo come loro Salvatore.
` Ma basta questo per es-
`
sere seguaci di Cristo? E questo che Gesu aveva in men-
`
te quando ci ha invitati a diventare suoi seguaci? No, c’e
`
molto di piu.
`
15 Pensate al mondo della cristianita, le nazioni in cui la
massima parte dei cittadini sostengono di essere segua-
`
ci di Cristo. La cristianita rispecchia gli insegnamenti di
`
Gesu Cristo? Oppure in quei paesi vediamo odio, oppres-
`
sione, criminalita e ingiustizie come in tutto il resto del
`
mondo? Il rispettato leader indu Mohandas Gandhi una
volta disse: “Non conosco nessuno che abbia fatto per
` ` ` `
l’umanita piu di Gesu. E non c’e nulla di male nel cristia-
nesimo”. Tuttavia aggiunse: “Il problema siete voi cristia-
ni. Siete ben lungi dal vivere secondo quello che insegna-
te”.
16 Gesu` disse che i suoi veri seguaci si sarebbero ricono-

sciuti non dalle parole o da come si sarebbero fatti chia-


`
mare, ma soprattutto dalle azioni. Per esempio osservo:
`
“Non chiunque mi dice: ‘Signore, Signore’, entrera nel
` `
regno dei cieli, ma chi fa la volonta del Padre mio che e
´ `
nei cieli”. (Matteo 7:21) Perche cosı tanti pur affermando
´
14, 15. Perche per essere seguaci di Cristo non basta sostenere di es-
`
sere cristiani o sentirsi emotivamente legati a Gesu?
16, 17. Cosa manca spesso a coloro che si professano cristiani, e cosa
distingue i veri seguaci di Cristo?
12 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
` ` `
che Gesu e il loro Signore non fanno la volonta del Padre
suo? Ricordate il giovane capo ricco. Molto spesso chi si
professa cristiano manca di “una cosa”: non ama con tut-
`
ta l’anima Gesu e Colui che l’ha mandato.
17 Come e` possibile? I milioni di persone che si dichia-

rano cristiani non affermano di amare Cristo? Senz’altro.


` `
Ma non basta dire di amare Gesu e Geova. Gesu dichia-
` `
ro: “Se uno mi ama, osservera la mia parola”. (Giovan-
ni 14:23) E di nuovo, parlando del pastore, disse: “Le mie
pecore ascoltano la mia voce, e io le conosco, ed esse mi
`
seguono”. (Giovanni 10:27) Sı, quello che dimostra che
amiamo Cristo non sono tanto le nostre parole o i senti-
menti che proviamo, quanto le nostre azioni.
18 Le nostre azioni, pero,`
non sono ` casuali, ma rispec-
`
chiano quello che siamo dentro. E da lı che dobbiamo
`
iniziare a lavorare. Gesu disse: “Questo significa vita eter-
na, che acquistino conoscenza di te, il solo vero Dio, e di
`
colui che tu hai mandato, Gesu Cristo”. (Giovanni 17:3)
`
Se acquistiamo accurata conoscenza di Gesu e meditia-
`
mo su quello che impariamo, il nostro cuore ne sara toc-
`
cato. Lo ameremo sempre piu e proveremo un desiderio
sempre maggiore di seguirlo ogni giorno.
19 Ecco l’obiettivo di questo libro: non si propone di es-

sere un resoconto completo della vita e del ministero di


` `
Gesu, ma di farci capire piu chiaramente come seguir-
`
lo.1 Ci aiutera a specchiarci nelle Scritture e a chieder-
`
ci: ‘Sto seguendo davvero Gesu?’ (Giacomo 1:23-25) For-
1 Per un resoconto completo e in ordine cronologico degli avveni-
` `
menti della vita e del ministero di Gesu, si veda Il piu grande uomo che
sia mai esistito, edito dai testimoni di Geova.

18, 19. (a) Come dovrebbe influire su di noi imparare a conoscere


` `
Gesu? (b) Qual e l’obiettivo di questo libro, e come ne beneficeran-
no coloro che da tempo si ritengono seguaci di Cristo?
`
“SII MIO SEGUACE”: COSA INTENDEVA GESU? 13

L’unigenito Figlio di Dio


ci invita
`
Immaginiamo che Gesu ci rivolga personalmente
´
i seguenti inviti. Come risponderemo, e perche?
“Sii mio seguace”. — Matteo 9:9; Luca 9:59; Giovanni 1:43.
“Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, pren-
da il suo palo di tortura e mi segua di continuo”. — Matteo
16:24.
“Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi
`
ristorero. Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me”.
— Matteo 11:28, 29.
“Se qualcuno ha sete, venga a me e beva”. — Giovanni 7:37.

se da molto tempo riteniamo di essere pecore guidate dal


`
Pastore eccellente. Ma non convenite che c’e sempre da
migliorare? La Bibbia ci esorta: “Continuate a provare se
`
siete nella fede, continuate a provare cio che voi stessi sie-
te”. (2 Corinti 13:5) Vale la pena di fare ogni sforzo per
accertarci di essere davvero guidati dal nostro amorevole
`
Pastore, Gesu, che Geova stesso ha incaricato di dirigerci.
20 Lo studio di questo libro ci aiutera` a consolidare il
`
nostro amore per Gesu e per Geova. Nella misura in cui
`
questo amore ci guidera nella vita, proveremo la maggior
pace e contentezza possibili in questo vecchio mondo, e
potremo lodare per sempre Geova che ci ha provveduto il
Pastore eccellente. Certo
` il nostro studio deve basarsi sul
giusto fondamento. E dunque appropriato che nel capi-
`
tolo 2 esaminiamo il ruolo di Gesu nel proposito univer-
sale di Geova.
20. Cosa esamineremo nel prossimo capitolo?
C A P I T O L O 2

“La via e la verità e la vita”

VI È mai capitato di perdervi? Forse ricordate quella vol-


ta che andavate a far visita a un amico o a un parente
e non riuscivate a trovare la strada. Mentre percorrevate
una via sconosciuta, vi sarete fermati per chiedere infor-
mazioni a qualcuno. Immaginate come vi sareste sentiti
se, invece di limitarsi a indicarvi dove andare, una perso-
na gentile avesse detto: “Mi segua. L’accompagno io”. Che
sollievo!
2 In un certo senso Gesù Cristo fa qualcosa di simile per

noi. Da soli non potremmo mai avere accesso a Dio. A


motivo dell’imperfezione e del peccato ereditati, il mondo
del genere umano è perso, ‘escluso dalla vita che appar-
tiene a Dio’. (Efesini 4:17, 18) Abbiamo bisogno di aiuto
per trovare la strada. Gesù, il nostro amorevole Modello,
non si limita a darci consigli e indicazioni; fa di più. Come
abbiamo visto nel capitolo 1, ci invita dicendo: “Vieni, sii
mio seguace”. (Marco 10:21) Ma ci indica anche una ra-
gione impellente per accettare il suo invito. In un’occasio-
ne Gesù disse: “Io sono la via e la verità e la vita. Nessuno
viene al Padre se non per mezzo di me”. (Giovanni 14:6)
Esaminiamo alcune ragioni per cui è possibile avere acces-
so al Padre solo tramite il Figlio. Quindi con queste ragio-
ni in mente vedremo in che senso Gesù è veramente “la
via e la verità e la vita”.
1, 2. Perché da soli non potremmo mai avere accesso a Geova, e cosa
ha fatto per noi Gesù al riguardo?

“Sii mio seguace” 15


16 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

Un ruolo fondamentale nel proposito di Geova


3 In primo luogo, tramite Gesu` e` possibile avere accesso a
´
Geova Dio perche il Padre ha ritenuto opportuno affidare
`
al Figlio il ruolo piu importante: ne ha fatto la figura cen-
trale nel compimento di tutti i suoi propositi.1 (2 Corin-
ti 1:20; Colossesi 1:18-20) Per capire il ruolo fondamenta-
le del Figlio, dobbiamo pensare a quello che accadde nel
`
giardino di Eden, quando la prima coppia umana si unı a
Satana nella ribellione a Geova. — Genesi 2:16, 17; 3:1-6.
4 La ribellione in Eden sollevo` una questione di impor-

tanza universale: Geova Dio esercita dovutamente il do-


minio sulle sue creature? Per risolvere questa importante
questione, Geova decise che uno dei suoi perfetti figli spi-
rituali venisse sulla terra. La missione che doveva compie-
`
re non poteva essere piu gravosa: dare la propria vita per
`
rivendicare la sovranita di Geova e servire da riscatto per
`
salvare l’umanita. Rimanendo fedele fino alla morte, il fi-
glio prescelto avrebbe reso possibile la soluzione di tutti
i problemi sollevati con la ribellione di Satana. (Ebrei 2:
14, 15; 1 Giovanni 3:8) Ma Geova aveva milioni e milioni
di perfetti figli spirituali. (Daniele 7:9, 10) Quale scelse per
questo incarico della massima importanza? Il suo “unige-
`
nito Figlio”, che poi fu chiamato Gesu Cristo. — Giovanni
3:16.
5 La scelta di Geova dovrebbe sorprenderci? Niente affat-

to! Il Padre aveva la massima fiducia nel suo Figlio unige-


` `
1 Il ruolo del Figlio e cosı importante che nella Bibbia gli vengono at-
tribuiti diversi nomi e titoli profetici. — Si veda il riquadro a pagina 23.
´ ` `
3. Perche tramite Gesu e possibile avere accesso a Dio?
4. Quale questione fu sollevata dalla ribellione in Eden, e cosa deci-
se di fare Geova per risolverla?
5, 6. Come ha dimostrato Geova di aver fiducia nel Figlio, e su cosa
si basava questa fiducia?
`
“LA VIA E LA VERITA E LA VITA” 17

nito. Secoli prima della venuta del Figlio sulla terra, Geova
predisse che sarebbe rimasto leale pur essendo sottoposto
a ogni sorta di sofferenze. (Isaia 53:3-7, 10-12; Atti 8:32-35)
Vediamo cosa comporta questo. Il Figlio, come tutte le al-
tre creature intelligenti, era dotato di libero arbitrio, pote-
va decidere come comportarsi. Ma Geova aveva tale fidu-
cia che predisse che sarebbe stato fedele. Su cosa si basava
questa fiducia? In poche parole, sulla conoscenza. Geova
conosce intimamente il Figlio e sa quanto lui desideri pia-
cergli. (Giovanni 8:29; 14:31) Il Figlio ama il Padre e Geo-
va ricambia il suo amore. (Giovanni 3:35) L’amore che Pa-
dre e Figlio hanno l’uno per l’altro crea fra loro un vincolo
`
di unione e di fiducia che non si puo infrangere. — Colos-
sesi 3:14.
6 Tenuto conto dell’importante ruolo del Figlio, della fi-

ducia che il Padre ha in lui e dell’amore che li unisce,


`
non e logico che l’accesso a Dio sia possibile solo trami-
` ` `
te Gesu? Ma c’e un’altra ragione per cui solo il Figlio puo
condurci al Padre.
Solo il Figlio conosce pienamente il Padre
7 Per avere accesso a Geova Dio occorre soddisfare certe
condizioni. (Salmo 15:1-5) Chi meglio del Figlio sa come
attenersi alle norme di Dio e avere la sua approvazione?
` `
Gesu disse: “Ogni cosa mi e stata consegnata dal Padre
mio, e nessuno conosce pienamente il Figlio eccetto il Pa-
´
dre, ne alcuno conosce pienamente il Padre eccetto il Fi-
glio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare”. (Matteo
´ `
11:27) Vediamo perche Gesu poteva dire, correttamente e
senza esagerare, che nessuno “conosce pienamente il Pa-
dre eccetto il Figlio”.
´ `
7, 8. Perche Gesu poteva correttamente dire che nessuno “conosce
pienamente il Padre eccetto il Figlio”?
18 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

8 Essendo “il primogenito di tutta la creazione”, il Figlio


ha un rapporto unico con Geova. (Colossesi 1:15) Imma-
` `
ginate quanto e profondo il legame che si formo tra Padre
e Figlio durante il tempo incalcolabile in cui esistevano
´
solo loro due, dagli albori della creazione finche furo-
no portate all’esistenza altre creature spirituali. (Giovanni
1:3; Colossesi 1:16, 17) Pensate alla straordinaria opportu-
`
nita che il Figlio aveva stando accanto al Padre: assimilar-
`
ne i pensieri e conoscerne la volonta, le norme e le vie.
` `
Non e certo un’esagerazione dire che Gesu conosce il Pa-
dre meglio di chiunque altro. Sicuramente questa intimi-
` `
ta ha permesso a Gesu di far conoscere il Padre come nes-
sun altro avrebbe potuto.
9 Gli insegnamenti di Gesu` rispecchiavano la sua pie-

na consapevolezza di cosa pensa e cosa prova Geova, e


`
di cosa richiede dai suoi adoratori.1 Gesu ha fatto cono-
scere il Padre in un altro modo molto efficace. Lui stes-
so disse: “Chi ha visto me ha visto anche il Padre”. (Gio-
` `
vanni 14:9) In tutto quello che diceva e faceva, Gesu imito
` `
alla perfezione il Padre. Percio quando leggiamo di Gesu
nella Bibbia — le parole vigorose e avvincenti che usa-
va nell’insegnare, la compassione che lo spingeva a com-
`
piere guarigioni e l’empatia che dimostro quando cedet-
te alle lacrime — possiamo benissimo raffigurarci Geova
che dice e fa le stesse cose. (Matteo 7:28, 29; Marco 1:40-
`
42; Giovanni 11:32-36) Le vie e la volonta del Padre sono
manifestate alla perfezione dalle parole e dalle azioni del
Figlio. (Giovanni 5:19; 8:28; 12:49, 50) Quindi per ave-
re l’approvazione di Geova dobbiamo prestare ascolto agli
`
1 Si vedano, per esempio, le parole di Gesu riportate in Matteo 10:29-
31; 18:12-14, 21-35; 22:36-40.
`
9, 10. (a) In quali modi Gesu ha fatto conoscere il Padre suo?
(b) Cosa dobbiamo fare per avere l’approvazione di Geova?
`
“LA VIA E LA VERITA E LA VITA” 19
`
insegnamenti di Gesu e seguire il suo esempio. — Giovan-
ni 14:23.
10 Poiche´ Gesu` conosce intimamente Geova e lo imi-

ta alla perfezione, non sorprende che Geova abbia deciso


che il Figlio sia il mezzo per avere accesso a lui. Ora che
´
abbiamo compreso perche possiamo avvicinarci a Geova
`
solo tramite Gesu, consideriamo il senso delle sue parole:
`
“Io sono la via e la verita e la vita. Nessuno viene al Padre
se non per mezzo di me”. — Giovanni 14:6.
“Io sono la via”
` `
11 Abbiamo gia appreso che non c’e modo di avvicinarsi
` `
a Dio se non tramite Gesu. Vediamo piu da vicino cosa si-
` `
gnifica questo per noi. Gesu e “la via” in quanto per mez-
zo suo possiamo avere una relazione approvata con Dio.
´ `
Perche? Dimostrandosi fedele fino alla morte, Gesu diede
la sua vita come sacrificio di riscatto. (Matteo 20:28) Sen-
za il provvedimento del riscatto per noi sarebbe impossi-
bile avere accesso a Dio. Essendo santo Geova Dio non po-
`
tra mai approvare il peccato, che crea quindi una barriera
fra gli esseri umani e lui. (Isaia 6:3; 59:2) Tuttavia il sacrifi-
`
cio di Gesu ha eliminato la barriera; ha provveduto la ne-
cessaria copertura, o espiazione, del peccato. (Ebrei 10:12;
1 Giovanni 1:7) Se accettiamo il provvedimento di Geo-
va tramite Cristo e vi riponiamo fede, possiamo avere l’ap-
provazione divina. In pratica non esiste altro modo per es-
sere “riconciliati con Dio”.1 — Romani 5:6-11.
1 In Giovanni 14:6 l’uso del pronome personale “io” e dell’articolo
`
determinativo “la”, cosı come nella lingua originale, evidenzia che la
` ` `
posizione di Gesu e unica, che lui e la via, la sola via per avere accesso al
Padre.
´ `
11. (a) Perche solo tramite Gesu possiamo avere una relazione appro-
vata con Dio? (b) In che modo le parole riportate in Giovanni 14:6 sot-
` `
tolineano l’unicita della posizione di Gesu? (Si veda la nota in calce).
20 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
` `
12 Gesu e “la via” per quanto riguarda la preghiera.
`
Solo tramite Gesu possiamo rivolgerci a Geova in preghie-
ra con la certezza che le nostre sentite richieste saranno
`
ascoltate. (1 Giovanni 5:13, 14) Gesu stesso disse: “Se chie-
`
derete al Padre qualche cosa egli ve la dara nel mio nome.
´
. . . Chiedete e riceverete, affinche la vostra gioia sia resa
`
piena”. (Giovanni 16:23, 24) Nel nome di Gesu possiamo
appropriatamente rivolgerci a Geova in preghiera e chia-
` `
marlo “Padre nostro”. (Matteo 6:9) Gesu e “la via” in un
`
altro senso ancora: con il suo esempio. Come abbiamo gia
`
visto, Gesu imitava alla perfezione il Padre suo. Quindi l’e-
`
sempio di Gesu ci indica come vivere per piacere a Geova.
Se vogliamo avvicinarci a Geova dobbiamo dunque cam-
`
minare nelle orme di Gesu. — 1 Pietro 2:21.
`
“Io sono . . . la verita”
13 Gesu` ha sempre detto la verita` sulla parola profetica del

Padre suo. (Giovanni 8:40, 45, 46) Mai “fu trovato ingan-
no nella sua bocca”. (1 Pietro 2:22) Persino gli oppositori
`
riconobbero che insegnava “la via di Dio secondo verita”.
(Marco 12:13, 14) Comunque quando disse “io sono . . . la
` `
verita” Gesu non si riferiva semplicemente al fatto che fa-
`
ceva conoscere la verita quando parlava, predicava e inse-
`
gnava. C’era molto, molto di piu.
14 Ricordate che secoli prima Geova aveva ispirato scrit-

tori biblici a mettere per iscritto decine di profezie riguar-


do al Messia, o Cristo. Quelle profezie predicevano par-
ticolari relativi alla sua vita, al suo ministero e alla sua
morte. Inoltre nella Legge mosaica si trovavano ombre, o
figure profetiche, che additavano il Messia. (Ebrei 10:1)
`
Gesu sarebbe stato fedele fino alla morte, adempiendo
` `
12. In quali modi Gesu e “la via”?
`
13, 14. (a) In che senso Gesu fu verace nel parlare? (b) Per essere
` ` ´
“la verita” cosa doveva fare Gesu, e perche?
`
“LA VIA E LA VERITA E LA VITA” 21
`
cosı tutto quello che era stato predetto di lui? Solo allora
Geova sarebbe stato rivendicato quale Iddio di vere pro-
` `
fezie. La responsabilita che gravava sulle spalle di Gesu
era enorme. Con il suo modo di vivere, con ogni parola
` ` ` `
che pronuncio e ogni azione che compı, Gesu trasformo
`
in realta quanto era stato profetizzato. (2 Corinti 1:20)
` `
Quindi Gesu era “la verita”, nel senso che la parola profe-
` `
tica di Geova si avvero nella persona di Gesu. — Giovan-
ni 1:17; Colossesi 2:16, 17.
“Io sono . . . la vita”
` ` ´
15 Gesu e “la vita” perche solo per mezzo suo possiamo
ricevere la vita, “la vera vita”. (1 Timoteo 6:19) La Bibbia
dice: “Chi esercita fede nel Figlio ha vita eterna; chi disub-
`
bidisce al Figlio non vedra la vita, ma l’ira di Dio rima-
ne su di lui”. (Giovanni 3:36) Cosa significa esercitare fede
nel Figlio di Dio? Significa essere convinti che senza di lui
non possiamo ottenere la vita. Inoltre significa dimostra-
re con le opere che abbiamo fede, continuare a imparare
`
da Gesu e fare del nostro meglio per seguire i suoi insegna-
menti e il suo esempio. (Giacomo 2:26) Quindi esercitare
fede nel Figlio di Dio conduce alla vita eterna: vita spiri-
tuale immortale in cielo per un “piccolo gregge” di cristia-
ni unti con lo spirito e vita umana perfetta in un paradiso
terrestre per “una grande folla” di “altre pecore”. — Luca
12:32; 23:43; Rivelazione 7:9-17; Giovanni 10:16.
16 Che dire di quelli che ormai sono morti? Anche per
` `
loro Gesu e “la vita”. Poco prima di risuscitare il suo ami-
`
co Lazzaro, Gesu disse a Marta, sorella di Lazzaro: “Io
sono la risurrezione e la vita. Chi esercita fede in me,
´ `
benche muoia, tornera in vita”. (Giovanni 11:25) Geova
`
15. Cosa significa esercitare fede nel Figlio, e a cosa puo condurre?
` `
16, 17. (a) In che modo Gesu dimostrera di essere “la vita” anche
per quelli che sono morti? (b) Quale fiducia possiamo avere?
22 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

ha affidato al Figlio “le chiavi della morte e dell’Ades”,


dandogli il potere di risuscitare i morti. (Rivelazione 1:
` `
17, 18) Con queste chiavi il glorificato Gesu aprira le porte
`
dell’Ades e liberera tutti quelli che si trovano nella comu-
ne tomba del genere umano. — Giovanni 5:28, 29.
17 “Io sono la via e la verita` e la vita”: con questa sempli-
`
ce dichiarazione Gesu riassunse l’obiettivo della sua vita
e del suo ministero sulla terra. Queste parole sono pie-
ne di significato per noi oggi. Ricordate che dopo questa
`
dichiarazione Gesu aggiunse: “Nessuno viene al Padre se
`
non per mezzo di me”. (Giovanni 14:6) Le parole di Gesu
`
sono valide oggi come quando le pronuncio. Possiamo
`
dunque avere piena fiducia che seguendo Gesu non ci
`
perderemo mai. Lui, e lui solo, ci indichera la via che
porta al Padre.
Come risponderemo?
`
18 Tenuto conto del ruolo fondamentale di Gesu e della
sua profonda conoscenza del Padre, abbiamo valide ragio-
ni per seguire il Figlio. Come abbiamo visto nel capitolo
`
precedente, essere veri seguaci di Gesu comporta azioni,
non solo parole o sentimenti. Per seguire Cristo occorre
conformare la propria vita al suo insegnamento e al suo
esempio. (Giovanni 13:15) Il libro che state leggendo vi
`
puo aiutare in questo.
19 Nei successivi capitoli faremo un attento studio del-
`
la vita e del ministero di Gesu. Questi capitoli sono rag-
gruppati in tre parti. Nella prima ci faremo un’idea delle
`
sue qualita e del suo modo di agire. Nella seconda prende-
remo in esame il suo zelante esempio nel predicare e in-
segnare. Nella terza vedremo come ha manifestato amo-
`
18. Cosa comporta essere veri seguaci di Gesu?
`
19, 20. In che modo il contenuto di questo libro puo aiutarci men-
tre ci sforziamo di seguire Cristo?
`
“LA VIA E LA VERITA E LA VITA” 23

Alcuni titoli attribuiti


`
a Gesu Cristo
` `
L’Amen (che significa “cosı sia” o “sicuro”). E in lui che le pro-
messe di Dio hanno sicuro adempimento. — 2 Corinti 1:19, 20.
`
Padre eterno. Geova gli ha concesso l’autorita e il potere di of-
frire agli esseri umani la prospettiva della vita eterna nella per-
fezione sulla terra. — Isaia 9:6.
` `
Sommo sacerdote. Gesu puo purificarci dal peccato e liberarci
dai suoi effetti mortiferi. — Ebrei 3:1; 9:13, 14, 25, 26.
` `
Re dei re. Quale Re celeste costituito da Dio, Gesu e di gran
`
lunga piu potente di qualsiasi sovrano terreno. — Rivelazione
17:14.
`
Principe della pace. In quanto Re del Regno di Dio, Gesu por-
` `
tera su tutta la terra una pace che non finira mai. — Isaia 9:6.
`
Consigliere meraviglioso. I consigli di Gesu sono sempre per-
fetti e pratici. Seguendoli avremo la salvezza. — Isaia 9:6; Gio-
vanni 6:68.
`
La Parola. E il portavoce di Geova. — Giovanni 1:1.

re. Dal capitolo 3 in poi troveremo un riquadro intitolato


`
“Come possiamo seguire Gesu?” I versetti e le domande
vogliono aiutarci a meditare su come possiamo imitare le
`
parole e le azioni di Gesu.
20 Grazie a Geova Dio non ci sentiamo persi, lontani

da lui a motivo del peccato ereditato. A caro prezzo Geo-


va ha amorevolmente mandato il Figlio a indicarci la via
per avere una relazione approvata con Lui. (1 Giovanni 4:
9, 10) Possa ciascuno di noi sentirsi spinto, anzi incitato, a
rispondere a questo grande amore accettando l’invito di
`
Gesu “sii mio seguace” e agendo di conseguenza. — Gio-
vanni 1:43.
P R I M A P A R T E

“VIENI E VEDI” IL CRISTO


Gesù visse sulla terra circa 2.000 anni fa,
eppure ancora oggi abbiamo la possibilità di
‘venire e vedere’ il Figlio di Dio. (Giovanni 1:46)
I Vangeli ne descrivono vividamente la
personalità, gli atteggiamenti e i modi di agire.
Questa parte ci permetterà di farci un’idea
delle sue straordinarie qualità.

24
C A P I T O L O 3

“Io sono . . .
modesto di cuore”
GERUSALEMME è in fermento. È atteso un grande uomo.
Fuori città molti si radunano lungo la strada, ansiosi di
dargli il benvenuto. C’è chi dice che sia un erede di Davi-
de e il legittimo Re di Israele. Alcuni portano foglie di pal-
ma da agitare in segno di saluto, altri stendono mantelli
e rami sulla strada per spianargli il cammino. (Matteo 21:
7, 8; Giovanni 12:12, 13) Molti probabilmente si chiedono
in che maniera si presenterà.
2 Forse alcuni si aspettano qualcosa di sontuoso. Sicura-

mente sanno di personaggi importanti che fecero un in-


gresso in grande stile. Per esempio, quando Absalom figlio
di Davide si proclamò re, 50 uomini correvano davan-
ti al suo carro. (2 Samuele 15:1, 10) Giulio Cesare pre-
tese qualcosa di ancora più coreografico: una volta salì
in Campidoglio a Roma alla testa di un corteo trionfa-
le fiancheggiato da 40 elefanti che portavano torce. Ades-
so però la popolazione di Gerusalemme aspetta qualcuno
di molto più grande. Che le folle lo capiscano pienamen-
te o no, si tratta del Messia, il più grande uomo in assolu-
to. Ma alla vista di questo futuro Re alcuni rimangono stu-
piti.
3 Non vedono carri, cortei o cavalli, e certo non elefanti.

No, Gesù cavalca un’umile bestia da soma, un asino.1 Né


1 Nel descrivere questo evento un’opera di consultazione dice che gli
asini “sono animali comuni”, e aggiunge: “Sono lenti, testardi, i tipici
animali da lavoro dei poveri, e non sono particolarmente eleganti”.

1-3. In che maniera Gesù fa il suo ingresso a Gerusalemme, e perché


alcuni degli astanti rimangono stupiti?
26 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
´
il cavaliere ne la sua cavalcatura portano abiti o finimenti
`
sgargianti. E i seguaci di Gesu non hanno messo sull’asino
´ `
una sella costosa, ma dei mantelli. Perche Gesu preferisce
`
entrare a Gerusalemme in modo cosı modesto, quando
uomini molto meno importanti hanno voluto presentarsi
in pompa magna?
4 Gesu` sta adempiendo una profezia: “Gioisci grande-

mente . . . Urla in trionfo, o figlia di Gerusalemme. Ecco,


` `
il tuo stesso re viene a te. Egli e giusto, sı, salvato; umi-
le, e cavalca un asino”. (Zaccaria 9:9) Questa profezia in-
dicava che l’Unto di Dio, il Messia, un giorno si sareb-
be presentato alla popolazione di Gerusalemme quale
Re divinamente designato. Inoltre il modo stesso in cui
l’avrebbe fatto, inclusa la scelta della cavalcatura, avreb-
be rivelato una sua bellissima caratteristica: la profonda
`
umilta.
5 L’umilta` e` una delle qualita` piu` belle di Gesu, ` `
ed e dav-
vero toccante. Come abbiamo visto nel capitolo prece-
` ` `
dente, solo Gesu e “la via e la verita e la vita”. (Giovanni
14:6) Nessuno dei miliardi di esseri umani vissuti su que-
`
sta terra e mai stato importante, neanche lontanamente,
`
quanto il Figlio di Dio. Eppure Gesu, a differenza di tan-
`
ti esseri umani imperfetti, non mostro neanche minima-
mente orgoglio, superbia o alterigia. Per essere seguaci
di Cristo dobbiamo combattere la tendenza all’orgoglio.`
(Giacomo 4:6) Ricordiamo che Geova odia la superbia. E
indispensabile, dunque, che impariamo a imitare l’umil-
` `
ta di Gesu.
4. Cosa predisse la Bibbia circa il modo in cui il Re messianico sareb-
be entrato a Gerusalemme?
´ ` ` ` ´ `
5. Perche l’umilta di Gesu e toccante, e perche e importante che im-
pariamo a imitarlo sotto questo aspetto?

“Ecco, il tuo stesso re


viene a te”
28 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

Umile fin dal principio


` `
6 L’umilta e` modestia di mente, il contrario di orgoglio
`
o superbia. E una qualita che nasce nel cuore e si mani-
festa nel parlare, nella condotta e nei rapporti con gli al-
tri. Come faceva Geova a sapere che il Messia sarebbe sta-
to umile? Sapeva che il Figlio rispecchiava il suo perfetto
`
esempio di umilta. (Giovanni 10:15) Inoltre aveva visto in
`
atto la sua umilta. In quali circostanze?
7 Il libro di Giuda rivela un episodio molto interessante:

“Quando l’arcangelo Michele ebbe una controversia col


` `
Diavolo e disputava intorno al corpo di Mose, non oso
portare un giudizio contro di lui in termini ingiuriosi, ma
`
disse: ‘Ti rimproveri Geova’ ”. (Giuda 9) Michele e uno dei
`
nomi di Gesu, prima e dopo la vita terrena, nel ruolo di ar-
`
cangelo, cioe capo del celeste esercito angelico di Geova.1
`
(1 Tessalonicesi 4:16) Ma notate come si comporto Miche-
le nella disputa con Satana.
8 Giuda non ci dice cosa voleva fare Satana il Diavolo
`
con il corpo di Mose, ma possiamo essere certi che aveva
qualche intento malvagio. Forse voleva favorire l’uso erra-
to dei resti di quell’uomo fedele nella falsa religione. Pur
opponendosi al perfido progetto di Satana, Michele ma-
`
nifesto un notevole autocontrollo. Sicuramente al tempo
di quella disputa Satana andava rimproverato, ma Miche-
le, a cui non era ancora stato affidato “tutto il giudizio”,
ritenne che questo spettasse solo a Geova Dio. (Giovanni
`
5:22) In qualita di arcangelo, Michele aveva molta autori-
` `
1 Per ulteriori prove che Michele e Gesu, si veda il libro Cosa insegna
realmente la Bibbia? edito dai testimoni di Geova, alle pagine 218-19.
` `
6. Cosa e l’umilta, e come faceva Geova a sapere che il Messia sareb-
be stato umile?
` `
7-9. (a) In che modo Michele mostro umilta nella disputa con Sata-
na? (b) In che modo i cristiani possono imitare Michele mostrando
`
umilta?
“IO SONO . . . MODESTO DI CUORE” 29
` ´ `
ta. Ma anziche ambire ad averne ancora di piu si sottomise
` `
umilmente a Geova. Oltre all’umilta manifesto anche mo-
`
destia, cioe consapevolezza dei propri limiti.
9 Giuda fu ispirato a menzionare questo episodio per

un valido motivo. Purtroppo ai suoi giorni alcuni cristia-


ni non erano umili: con arroganza ‘parlavano ingiuriosa-
mente di tutte le cose che realmente non conoscevano’.
`
(Giuda 10) Per noi esseri umani imperfetti e facile lascia-
re che l’orgoglio abbia il sopravvento. Quando non com-
prendiamo quello che avviene nella congregazione, ma-
gari una decisione presa dal corpo degli anziani, come ci
comportiamo? Se cominciassimo a parlarne in tono criti-
co, negativo, pur non conoscendo tutti gli elementi che
hanno determinato la decisione, non mostreremmo man-
` ` `
canza di umilta? Imitiamo piuttosto Michele, cioe Gesu,
astenendoci dall’emettere giudizi in merito a cose su cui
`
Dio non ci ha dato autorita.
10 Il Figlio di Dio mostro` umilta` anche accettando l’inca-

rico di venire sulla terra. Considerate cosa dovette lasciarsi


alle spalle. Era l’arcangelo. Ed era anche “la Parola”, il por-
tavoce di Geova. (Giovanni 1:1-3) Risiedeva in cielo, l’“alta
`
dimora di santita e bellezza” di Geova. (Isaia 63:15) Nondi-
`
meno “vuoto se stesso e prese la forma di uno schiavo, di-
venendo simile agli uomini”. (Filippesi 2:7) Pensate a cosa
`
comporto il suo incarico terreno. La sua vita fu trasferita
nel grembo di una vergine ebrea, dove si sarebbe sviluppa-
to per nove mesi diventando un bambino. Nacque come
neonato indifeso nella famiglia di un povero falegname, e
´
dovette attraversare l’infanzia e l’adolescenza. Benche fos-
se perfetto, da ragazzo rimase sottomesso a genitori umani
`
imperfetti. (Luca 2:40, 51, 52) Che straordinaria umilta!
`
10, 11. (a) Cosa c’e di notevole nella prontezza con cui il Figlio di
`
Dio accetto l’incarico di venire sulla terra? (b) Come possiamo imi-
` `
tare l’umilta di Gesu?
30 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
` `
11 Possiamo imitare l’umilta di Gesu accettando volentie-
ri incarichi di servizio che a volte sembrano poco gratifi-
canti? L’incarico di predicare la buona notizia del Regno di
Dio, ad esempio, potrebbe apparirci tale quando la gente
`
risponde con apatia, ostilita o scherni. (Matteo 28:19, 20)
Tuttavia se perseveriamo in quest’opera potremmo contri-
buire a salvare delle vite. In ogni caso impareremo molto
`
in quanto a umilta e seguiremo le orme del nostro Mae-
`
stro, Gesu Cristo.
Umile come uomo
`
12 Dall’inizio alla fine il ministero terreno di Gesu fu con-
` `
trassegnato dall’umilta. La manifesto rivolgendo tutta la
`
lode e la gloria al Padre suo. A volte la gente lodava Gesu
per la saggezza delle sue parole, per la potenza dei suoi
`
miracoli, persino per la sua bonta d’animo. Ripetutamen-
` ` `
te Gesu rifiuto la gloria per se stesso e la attribuı a Geova.
— Marco 10:17, 18; Giovanni 7:15, 16.
13 Gesu` mostrava umilta` nei suoi rapporti con la gen-
`
te. Infatti spiego che non era venuto sulla terra per esse-
`
re servito, ma per servire gli altri. (Matteo 20:28) Mostro
`
umilta trattandoli in modo mite e ragionevole. Quando
i suoi seguaci lo deludevano, non li rimproverava; cerca-
va di toccare loro il cuore. (Matteo 26:39-41) Quando le
folle gli impedivano di trovare un po’ di quiete, riposo e
privacy, non le mandava via; continuava a spendersi, inse-
gnando loro “molte cose”. (Marco 6:30-34) E quando una
`
donna non israelita lo prego con insistenza di sanare sua
`
figlia, inizialmente indico che non intendeva farlo. Tutta-
`
via, come vedremo nel capitolo 14, non la allontano adira-
` ` `
12-14. (a) In che modo Gesu mostro umilta quando la gente lo lo-
`
dava? (b) In quali modi Gesu era umile nei rapporti con gli altri?
` `
(c) Cosa dimostra che l’umilta di Gesu non era solo una questione
di forma o di buone maniere?
“IO SONO . . . MODESTO DI CUORE” 31

to e infine, osservando la straordinaria fede della donna, la


`
accontento. — Matteo 15:22-28.
14 In moltissimi modi Gesu` si dimostro` coerente con
´
quello che disse di se: “Io sono d’indole mite e modesto
`
di cuore”. (Matteo 11:29) La sua non era un’umilta super-
ficiale, solo una questione di forma o di buone maniere.
Veniva dal cuore, dal suo intimo. Non meraviglia dunque
`
che Gesu considerasse di primaria importanza insegnare
ai suoi seguaci a essere umili.
`
Insegno ai suoi seguaci a essere umili
15 Gli apostoli di Gesu` facevano fatica a coltivare l’umil-
` ` `
ta ed egli cerco piu volte di aiutarli. Per esempio, in un’oc-
casione Giacomo e Giovanni tramite la madre chiese-
`
ro a Gesu di promettere loro posizioni elevate nel Regno
`
di Dio. Modestamente Gesu rispose: “In quanto a sedere
alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me conceder-
`
lo, ma appartiene a coloro per i quali e stato preparato dal
Padre mio”. Gli altri dieci apostoli “si indignarono” con-
tro Giacomo e Giovanni. (Matteo 20:20-24) Come risolse
`
Gesu questo problema?
16 Li riprese tutti con gentilezza dicendo: “Voi sapete che

i governanti delle nazioni le signoreggiano e che i gran-


` ` `
di esercitano autorita su di esse. Non sara cosı fra voi; ma
` `
chiunque vorra divenire grande fra voi dovra essere vostro
` `
ministro, e chiunque vorra essere il primo fra voi dovra es-
sere vostro schiavo”. (Matteo 20:25-27) Gli apostoli proba-
bilmente avevano visto quanto potevano essere arroganti,
`
ambiziosi ed egoisti “i governanti delle nazioni”. Gesu in-
`
dico che i suoi seguaci dovevano essere diversi da quei ti-
ranni assetati di potere. Dovevano essere umili. Gli aposto-
li afferrarono il punto?
` `
15, 16. Quale contrasto rilevo Gesu tra l’atteggiamento dei gover-
nanti del mondo e quello che dovevano sviluppare i suoi seguaci?
32 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
´
17 Non fu facile per loro. Non era la prima volta ne l’ulti-
`
ma che Gesu dava una lezione del genere. Tempo prima,
`
quando discutevano su chi fosse il piu grande, egli aveva
posto un bambino in mezzo a loro dicendo che dovevano
`
assomigliare di piu ai bambini, che di solito non sono or-
gogliosi, ambiziosi o preoccupati di salvare la faccia come
tanti adulti. (Matteo 18:1-4) Tuttavia proprio la sera prima
`
della sua morte Gesu vide che gli apostoli lottavano ancora
con l’orgoglio. Allora diede loro una lezione davvero me-
`
morabile. Si cinse con un asciugatoio e assolse il piu umile
dei compiti, quello che di solito, quando c’erano ospiti, era
`
affidato ai servi. Lavo i piedi a ciascuno degli apostoli, an-
che a Giuda che stava per tradirlo. — Giovanni 13:1-11.
18 Gesu` li aiuto` a capire il punto dicendo: “Vi ho dato il
`
modello”. (Giovanni 13:15) Quella lezione tocco finalmen-
`
te il loro cuore? Ebbene, piu tardi quella sera ci fu di nuovo
`
tra loro un’accesa disputa su chi fosse il piu grande. (Luca
` `
22:24-27) Gesu fu ancora paziente con loro e li istruı umil-
`
mente. Quindi si accinse a dare la lezione piu straordina-
`
ria di tutte: “Umilio se stesso e divenne ubbidiente fino alla
`
morte, sı, la morte su un palo di tortura”. (Filippesi 2:8)
Fu disposto a sottoporsi a una morte umiliante, condanna-
`
to ingiustamente come criminale e bestemmiatore. Cosı il
`
Figlio di Dio dimostro di essere unico: fra tutte le creature
` `
di Geova, in lui l’umilta trovo la perfetta, massima espres-
sione.
19 Forse fu questa lezione di umilta,` `
l’ultima data da Gesu
come uomo, a lasciare un segno indelebile nel cuore dei
suoi apostoli fedeli. La Bibbia ci dice che anni, anzi decen-
ni dopo, quegli uomini erano ancora umilmente all’opera.
Che dire di noi?
` `
17-19. (a) Quale memorabile lezione di umilta Gesu diede agli apo-
`
stoli la sera prima di morire? (b) Quale fu la piu straordinaria lezio-
` `
ne di umilta data da Gesu come uomo?
“IO SONO . . . MODESTO DI CUORE” 33
`
Imiteremo il modello di Gesu?
20 Paolo ci esorta: “Mantenete in voi questa attitudi-
`
ne mentale che fu anche in Cristo Gesu”. (Filippesi 2:5)
`
Come Gesu, dobbiamo essere modesti di cuore. Come fac-
`
ciamo a sapere se il nostro cuore e umile? Paolo ci ricor-
da che non dovremmo fare “nulla per contenzione o ego-
tismo, ma con modestia di mente, considerando che gli
altri siano superiori”. (Filippesi 2:3) Tutto dipende quindi
dal modo in cui consideriamo gli altri rispetto a noi. Dob-
`
biamo ritenerli superiori, piu importanti di noi. Mettere-
mo in pratica questo consiglio?
21 Molti anni dopo la morte di Gesu, `
l’apostolo Pietro
` `
ricordava ancora quanto e importante l’umilta. Ai sorve-
`
glianti cristiani insegno a svolgere le loro mansioni umil-
mente, non signoreggiando sulle pecore di Geova. (1 Pie-
`
tro 5:2, 3) Le responsabilita non ci autorizzano a essere
`
orgogliosi. Al contrario, maggiori sono le responsabilita
` `
maggiore e il bisogno di vera umilta. (Luca 12:48) Natu-
` `
ralmente questa qualita non e importante solo per i sorve-
glianti, ma per ogni cristiano.
22 Certo Pietro non dimentico` mai la sera in cui Gesu` gli

aveva lavato i piedi, nonostante le sue rimostranze. (Gio-


vanni 13:6-10) Pietro scrisse ai cristiani: “Voi tutti cinge-
tevi di modestia di mente gli uni verso gli altri”. (1 Pietro
5:5) L’espressione “cingetevi” fa pensare all’azione di un
servo che si mette un grembiule per compiere un lavoro
`
umile. Potrebbe ricordarci l’occasione in cui Gesu si cin-
se con un asciugatoio prima di chinarsi a lavare i piedi
`
agli apostoli. Se imitiamo Gesu, quale incarico affidato-
`
ci da Dio potrebbe sembrarci troppo umile? L’umilta del
20. Come facciamo a sapere se siamo modesti di cuore?
´
21, 22. (a) Perche i sorveglianti cristiani devono essere umili? (b) In
`
che modo possiamo dimostrare di esserci ‘cinti’ di umilta?
34 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

`
Come possiamo seguire Gesu?
˘ Quando siamo tentati di vantarci dei nostri successi, in che
` `
modo l’esempio di Gesu ci puo guidare? — Matteo 12:15-19;
Marco 7:35-37.
`
˘ Come potremmo imitare l’esempio di Gesu facendo un la-
voro umile a favore di fratelli e sorelle spirituali? — Giovanni
21:1-13.
` `
˘ In che modo l’esempio di Gesu ci puo essere utile se siamo
tentati di ricercare la preminenza e il successo in questo siste-
ma di cose? — Giovanni 6:14, 15.

nostro cuore dovrebbe essere evidente a tutti, come se ne


fossimo cinti.
23 La superbia e` un veleno. I suoi effetti possono essere
`
devastanti. Puo rendere inutile agli occhi di Geova Dio la
` ` `
persona piu dotata. L’umilta, viceversa, puo rendere anche
la meno dotata molto preziosa ai suoi occhi. Se coltiviamo
`
ogni giorno questa importante qualita sforzandoci di cam-
minare umilmente nelle orme di Cristo, possiamo atten-
derci una ricompensa meravigliosa. Pietro scrisse: “Umilia-
` ´
tevi, percio, sotto la potente mano di Dio, affinche egli vi
`
esalti a suo tempo”. (1 Pietro 5:6) Geova certamente esalto
` ´ `
Gesu perche si era umiliato in modo cosı completo. Il no-
`
stro Dio sara ugualmente lieto di ricompensarci per la no-
`
stra umilta.
24 Purtroppo qualcuno pensa che l’umilta` sia segno di de-
` ` `
bolezza. L’esempio di Gesu ci aiuta a capire che non e cosı,
` ` `
dato che il piu umile degli uomini e stato anche il piu co-
raggioso. Di questo parleremo nel prossimo capitolo.
´
23, 24. (a) Perche dovremmo combattere qualsiasi tendenza a esse-
` `
re superbi? (b) Quale falso concetto riguardo all’umilta verra sfatato
nel prossimo capitolo?
C A P I T O L O 4

“Ecco, il Leone che è della


tribù di Giuda”
LA TURBA è a caccia di Gesù. Gli uomini armati di spade
e bastoni, accompagnati dai soldati, formano una grande
folla. Come mossi da un unico intento malvagio, percor-
rono le vie buie di Gerusalemme, attraversano la valle del
Chidron e salgono sul Monte degli Ulivi. È una notte di
luna piena, eppure hanno torce e lampade. Forse perché la
luna è coperta dalle nuvole? Oppure si aspettano che la
loro preda si nasconda nel buio? Una cosa è certa: chi pen-
sa che Gesù si spaventerà non lo conosce.
2 Gesù si rende conto del pericolo imminente. Eppure ri-

mane ad aspettare. La turba si avvicina, guidata da Giuda,


un tempo un amico fidato. Giuda tradisce spudoratamen-
te Gesù, indicando quello che era stato il suo maestro con
un saluto ipocrita e un bacio. Ma Gesù non si scompone.
Si fa avanti e chiede: “Chi cercate?” “Gesù il Nazareno”, è
la risposta.
3 Chiunque sarebbe indietreggiato dalla paura di fronte a

quella turba armata. Forse è quanto la folla si aspetta dal-


l’uomo che ha davanti. Ma Gesù non si nasconde, non
scappa, non si lascia sfuggire qualche menzogna. Dice sem-
plicemente: “Sono io”. È così calmo, così coraggioso, che
gli uomini rimangono sbigottiti, ‘indietreggiano e cadono a
terra’. — Giovanni 18:1-6; Matteo 26:45-50; Marco 14:41-46.
4 Cosa aiutò Gesù ad affrontare l’estremo pericolo con

grande calma e autocontrollo? Il coraggio. Poche qualità


1-3. Quale pericolo incombe su Gesù, e qual è la sua reazione?
4-6. (a) A cosa viene paragonato il Figlio di Dio, e perché? (b) In qua-
li tre modi Gesù mostrò coraggio?
36 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
`
sono piu ammirate e ricercate in un leader, e nessun
`
uomo ha mai uguagliato e tanto meno superato Gesu in
questo. Nel capitolo precedente abbiamo imparato quan-
to era umile e mansueto. Giustamente fu definito “l’A-
gnello”. (Giovanni 1:29) Tuttavia il suo coraggio richiama
un’immagine ben diversa. Del Figlio di Dio la Bibbia dice:
` `
“Ecco, il Leone che e della tribu di Giuda”. — Rivelazione
5:5.
5 Il leone e` spesso associato al coraggio. Vi siete mai tro-

vati davanti a un leone? Molto probabilmente eravate allo


´
zoo, al sicuro perche fra voi e lui c’erano le sbarre di
`
una gabbia. Eppure un incontro del genere puo incutere
timore. Se provate a sostenere lo sguardo di questo gros-
so e possente animale, difficilmente penserete che il leo-
ne possa fuggire per la paura. La Bibbia menziona “il leo-
` `
ne, che e il piu potente fra le bestie e che non indietreggia
`
davanti a nessuno”. (Proverbi 30:30) Tale e il coraggio di
`
Gesu Cristo.
6 Notiamo come Gesu` mostro` un simile coraggio in tre
`
modi: difendendo la verita, sostenendo la giustizia e af-
frontando l’opposizione. Vedremo pure che tutti noi, in-
`
trepidi per natura o no, possiamo imitare Gesu e mostrare
coraggio.
`
Difese coraggiosamente la verita
7 In un mondo governato da Satana, “il padre della men-
`
zogna”, spesso ci vuole coraggio per difendere la verita.
` `
(Giovanni 8:44; 14:30) Gesu non aspetto di essere adulto
per farlo. Quando aveva 12 anni, dopo la festa della Pa-
squa, rimase a Gerusalemme senza i genitori. Per tre gior-
ni Maria e Giuseppe lo cercarono freneticamente. Infine
`
7-9. (a) Cosa accadde quando Gesu aveva 12 anni, e secondo voi per-
´
che quella situazione poteva essere imbarazzante? (b) In che modo
` `
Gesu mostro coraggio al cospetto degli insegnanti nel tempio?
` `
“ECCO, IL LEONE CHE E DELLA TRIBU DI GIUDA” 37
`
lo trovarono nel tempio. E cosa faceva lı? Stava “seduto in
mezzo ai maestri . . . ad ascoltarli e interrogarli”. (Luca 2:
41-50) Immaginate la scena.
8 Secondo gli storici alcuni dei piu` eminenti capi religio-

si erano soliti trattenersi nell’area del tempio dopo le fe-


ste e insegnare presso uno dei porticati. La gente sedeva ai
loro piedi per ascoltare e fare domande. Quegli insegnanti
erano uomini dotti. Conoscevano a menadito sia la Legge
mosaica che le infinitamente complesse leggi e tradizioni
umane aggiunte nel corso degli anni. Non vi sareste inti-
miditi stando seduti in mezzo a loro? Sarebbe stato solo
naturale. Pensate poi se aveste avuto solo 12 anni. Molti
ragazzi sono timidi. (Geremia 1:6) Alcuni a scuola cerca-
no disperatamente di non attirare l’attenzione degli inse-
gnanti; hanno paura di essere interrogati, paura di essere
al centro dell’attenzione, paura di essere messi in imbaraz-
zo o scherniti.
9 Eppure qui troviamo Gesu, `
seduto in mezzo a quei dot-
ti, che senza alcun timore fa domande profonde. E fa an-
`
cora di piu. Leggiamo che “tutti quelli che lo ascoltavano
si meravigliavano di continuo del suo intendimento e del-
le sue risposte”. (Luca 2:47) La Bibbia non spiega cosa dis-
se in quella occasione, ma possiamo star certi che non ri-
´ `
pete a pappagallo le falsita propinate da quegli insegnanti
`
religiosi. (1 Pietro 2:22) No, sostenne la verita della Paro-
la di Dio, e gli astanti rimasero sicuramente sbalorditi che
un ragazzino di 12 anni potesse esprimersi con tanto acu-
me e coraggio.
10 Oggi moltissimi ragazzi cristiani seguono le orme
` ` `
di Gesu. E vero, non sono perfetti come lo era Gesu. Ma
come lui non aspettano di diventare adulti per difendere
`
la verita. A scuola e nel vicinato fanno con tatto domande,
`
10. In che modo oggi i ragazzi cristiani imitano il coraggio di Gesu?
38 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
`
ascoltano e parlano rispettosamente della verita. (1 Pietro
`
3:15) Cosı hanno aiutato compagni, insegnanti e vicini a
diventare seguaci di Cristo. Quanto deve piacere a Geova
il loro coraggio! La sua Parola paragona questi ragazzi a
gocce di rugiada, ristoratrici, piacevoli e numerose. — Sal-
mo 110:3.
11 Da adulto, Gesu` mostro` piu` volte coraggio nel difende-
` `
re la verita. Infatti il suo ministero inizio con un confron-
to che molti definirebbero terrificante. Non da potente ar-
`
cangelo, ma da semplice uomo, Gesu dovette affrontare
`
Satana, il piu terribile e pericoloso di tutti i nemici di Geo-
` `
va. Gesu respinse Satana e confuto la sua interpretazione
distorta della Scrittura ispirata. E concluse l’incontro con
l’intrepido comando: “Va via, Satana!” — Matteo 4:2-11.
`
12 E cosı` che Gesu` imposto` il suo ministero, difenden-

do intrepidamente la Parola del Padre suo dai tentativi di


`
torcerla o farne cattivo uso. Allora una simile disonesta
in campo religioso era fin troppo comune, proprio come
`
oggi. Ai capi religiosi dei suoi giorni Gesu disse: “Ren-
dete la parola di Dio senza valore con la vostra tradizione
che avete tramandato”. (Marco 7:13) Quegli uomini era-
`
no molto riveriti dalla gente, ma Gesu non ebbe paura di
definirli ipocriti e guide cieche.1 (Matteo 23:13, 16) Come
possiamo imitare sotto questo aspetto il coraggioso esem-
`
pio di Gesu?
13 Naturalmente siamo consapevoli di non avere ne´ la
` ` ´ `
capacita di Gesu di leggere i cuori ne la sua autorita di
1 Alcuni storici hanno osservato che le tombe dei rabbi erano vene-
rate proprio come quelle dei profeti e dei patriarchi.
` `
11, 12. Da adulto in che modo Gesu mostro coraggio nel sostenere
`
la verita?
`
13. Nell’imitare Gesu di cosa siamo consapevoli, e quale privilegio
comunque abbiamo?
39

giudicare. Tuttavia possia-


mo imitarlo nel difende-
`
re intrepidamente la verita.
Per esempio, smascheran-
`
do le falsita religiose — le
`
menzogne cosı spesso in-
segnate riguardo a Dio,
ai suoi propositi e alla sua
Parola — illuminiamo un
mondo ottenebrato dal-
la propaganda di Satana.
(Matteo 5:14; Rivelazione
12:9, 10) Contribuiamo a
liberare le persone dalla
`
Molti ragazzi cristiani schiavitu di false dottrine
parlano con coraggio che riempiono il loro cuo-
della loro fede re di morboso timore e av-
velenano la loro relazione
con Dio. Che privilegio veder adempiersi la promessa di
` ` `
Gesu: “La verita vi rendera liberi”! — Giovanni 8:32.
Sostenne coraggiosamente la giustizia
14 La profezia biblica aveva predetto che il Messia avrebbe
`
fatto sapere alle nazioni “cos’e la giustizia”. (Matteo 12:18;
` `
Isaia 42:1) Gesu in effetti comincio a farlo quando era qui
`
sulla terra. Con molto coraggio si mostro sempre giusto e
`
imparziale nei rapporti con la gente. Rifiuto, per esempio,
di farsi influenzare dai pregiudizi non scritturali e dal fa-
`
natismo cosı diffusi nel mondo intorno a lui.
15 Quando parlo` a una samaritana presso il pozzo di Si-
´
char, i discepoli rimasero sorpresi. Perche? In quel tempo
` ` `
14, 15. (a) Qual e uno dei modi in cui Gesu fece sapere “cos’e la giu-
` `
stizia”? (b) Quali pregiudizi ignoro Gesu parlando con una samari-
tana?
40 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

gli ebrei in generale detestavano i samaritani; questo odio


risaliva a molti, molti anni prima. (Esdra 4:4) Inoltre al-
cuni rabbi erano sprezzanti nei confronti delle donne. E
regole rabbiniche, in seguito messe per iscritto, sconsi-
gliavano agli uomini di conversare con le donne; insinua-
vano persino che le donne erano indegne che si insegnas-
se loro la Legge di Dio. Le samaritane in particolare erano
` `
considerate impure. Gesu ignoro questi ingiusti pregiudi-
` `
zi e insegno apertamente alla samaritana (che per di piu
aveva una vita immorale), rivelandole persino di essere il
Messia. — Giovanni 4:5-27.
16 Vi e` mai capitato di trovarvi in compagnia di perso-

ne che nutrono ripugnanti pregiudizi? Forse si burlano


`
pesantemente di persone di un’altra razza o nazionalita,
denigrano le persone dell’altro sesso o disprezzano quelle
che hanno una condizione sociale o economica diversa.
I seguaci di Cristo non condividono questa odiosa menta-
`
lita e si sforzano di sradicare ogni traccia di pregiudizio dal
proprio cuore. (Atti 10:34) Ciascuno di noi deve coltivare
il coraggio di essere imparziale.
17 Il coraggio inoltre spinse Gesu` a lottare per la purez-

za del popolo di Dio e della vera adorazione. All’inizio del


`
suo ministero si reco nell’area del tempio a Gerusalemme
e rimase scioccato vedendo mercanti e cambiavalute far-
` ` `
vi affari. Pieno di giusta indignazione, Gesu scaccio di lı
quegli uomini avidi con la loro mercanzia. (Giovanni 2:
`
13-17) Poi, verso la fine del suo ministero, compı un’azio-
ne simile. (Marco 11:15-18) In questo modo si fece sicura-
` ´
mente dei nemici potenti, ma non esito. Perche? Sin da ra-
gazzo aveva detto che il tempio era la casa del Padre suo, e
`
per lui era davvero cosı. (Luca 2:49) Contaminare la pura
´
16. Perche in quanto ai pregiudizi i cristiani devono avere il corag-
gio di essere diversi?
` ` ´
17. Quali azioni compı Gesu nel tempio, e perche?
` `
“ECCO, IL LEONE CHE E DELLA TRIBU DI GIUDA” 41

adorazione che vi si svolgeva era un’ingiustizia che non


poteva tollerare. Lo zelo gli diede il coraggio di fare quello
che era necessario.
18 Anche oggi i seguaci di Gesu` hanno a cuore la purez-

za del popolo di Dio e della vera adorazione. Se vedono


`
che un altro cristiano e implicato in una trasgressione gra-
ve, non fanno finta di niente. Si fanno coraggio e parlano.
(1 Corinti 1:11) Si accertano che gli anziani della congre-
gazione siano informati. Gli anziani possono aiutare co-
loro che sono malati spiritualmente e possono anche in-
tervenire per proteggere la purezza delle pecore di Geova.
— Giacomo 5:14, 15.
19 Dovremmo concludere che Gesu` combatteva l’ingiu-

stizia sociale dilagante nel mondo? Certamente tutto in-


torno a lui c’erano ingiustizie. Il suo paese era occupato
da una potenza straniera. I romani opprimevano gli ebrei
con una massiccia presenza militare, imponevano loro
pesanti tasse e si intromettevano persino nelle loro usan-
ze religiose. Non sorprende che molti suoi contempora-
`
nei volessero che Gesu si impegnasse in politica. (Gio-
vanni 6:14, 15) Egli dovette mostrare coraggio anche in
questo.
20 Gesu` spiego` che il suo Regno non faceva parte del
`
mondo. Con l’esempio, insegno ai suoi seguaci a non in-
tromettersi nelle lotte politiche di allora e a concentrarsi
invece sulla predicazione della buona notizia del Regno di
Dio. (Giovanni 17:16; 18:36) Quando la turba venne ad ar-
` `
restarlo diede una chiara lezione di neutralita. Pietro passo
18. In che modo oggi i cristiani mostrano coraggio per mantenere la
purezza della congregazione?
`
19, 20. (a) Quali ingiustizie erano evidenti ai giorni di Gesu, e qua-
´
li pressioni vennero esercitate su di lui? (b) Perche i seguaci di Cri-
sto non vogliono essere coinvolti nella politica e nella violenza, e qual
` `
e una ricompensa per la loro neutralita?
` `
“ECCO, IL LEONE CHE E DELLA TRIBU DI GIUDA” 43

all’azione, brandendo impulsivamente la spada e feren-


`
do un uomo. La reazione di Pietro e comprensibile. Mai
come quella notte, mentre l’innocente Figlio di Dio veni-
va attaccato, la violenza poteva sembrare giustificata. Ma
` `
Gesu in quella occasione stabilı il modello per i suoi se-
guaci terreni, valido fino a questo giorno: “Riponi la tua
´
spada al suo posto, perche tutti quelli che prendono la
spada periranno di spada”. (Matteo 26:51-54) I seguaci di
Cristo dovettero sicuramente avere coraggio per rimanere
pacifici, come devono averlo oggi. Grazie alla sua neutra-
` `
lita cristiana, il popolo di Dio e conosciuto per la comple-
`
ta estraneita agli innumerevoli conflitti, genocidi, tumulti
e simili atti di violenza dei nostri giorni. Questa assoluta
`
innocenza e una ricompensa per il coraggio mostrato.
`
Affronto coraggiosamente l’opposizione
21 Il Figlio di Geova sapeva bene che qui sulla terra avreb-
`
be dovuto affrontare forte opposizione. (Isaia 50:4-7) Piu
`
volte subı minacce di morte, fino a quella descritta all’ini-
`
zio di questo capitolo. Come fece Gesu a non perdersi di
coraggio di fronte al pericolo? Ebbene, cosa stava facendo
prima che la turba venisse ad arrestarlo? Pregava con fer-
`
vore Geova. E Geova cosa fece? La Bibbia ci dice che Gesu
`
“fu favorevolmente udito”. (Ebrei 5:7) Geova mando un
angelo dal cielo a rafforzare il suo intrepido Figlio. — Luca
22:42, 43.
22 Poco dopo essere stato rafforzato, Gesu` disse agli apo-

stoli: “Alzatevi, andiamo”. (Matteo 26:46) Pensate al co-


raggio racchiuso in queste parole. “Andiamo”, disse, sa-
pendo che avrebbe chiesto alla turba di risparmiare i suoi
`
21, 22. (a) Quale aiuto ricevette Gesu prima di affrontare la prova
` `
piu dura? (b) In che modo si mostro coraggioso sino alla fine?

“Sono io”
44 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

amici, sapendo che questi l’avrebbero abbandonato e sa-


rebbero fuggiti, e sapendo che avrebbe dovuto affronta-
`
re da solo la prova piu dura della sua vita. Solo, affron-
`
to un processo illegale e ingiusto, gli scherni, la tortura e
una morte straziante. In tutto questo non si perse mai d’a-
nimo.
23 Gesu` fu forse temerario? No, la temerarieta` non ha
`
niente a che fare con il vero coraggio. Infatti Gesu inse-
`
gno ai suoi seguaci a essere cauti, a evitare prudentemen-
`
te il pericolo per continuare a fare la volonta di Dio. (Mat-
´ `
23. Spiegate perche Gesu non fu temerario nell’affrontare il perico-
lo e la minaccia di morte.

I testimoni di Geova hanno mostrato coraggio


nonostante la persecuzione
` `
“ECCO, IL LEONE CHE E DELLA TRIBU DI GIUDA” 45

`
Come possiamo seguire Gesu?
` `
˘ In che modo l’esempio di Gesu puo aiutarci a parlare con
` `
coraggio, anche se la gente e irritata dalle verita che diciamo?
— Giovanni 8:31-59.
´
˘ Perche non dovremmo mai permettere che il timore mor-
boso di Satana o dei demoni ci impedisca di aiutare altri?
— Matteo 8:28-34; Marco 1:23-28.
´
˘ Perche dovremmo essere disposti a rischiare la persecuzione
per mostrare compassione agli oppressi? — Giovanni 9:1, 6, 7,
22-41.
` `
˘ In che modo la speranza per il futuro aiuto Gesu ad affron-
´ `
tare le prove, e perche la speranza che abbiamo ci puo infon-
dere coraggio? — Giovanni 16:28; 17:5; Ebrei 12:2.

`
teo 4:12; 10:16) In questo caso, pero, sapeva che non c’era
` `
modo di evitarlo. Sapeva qual era la volonta di Dio. Gesu
`
era determinato a mantenere l’integrita, quindi l’unico
modo era andare avanti, affrontare la prova.
24 Quante volte i seguaci di Gesu` hanno seguito corag-

giosamente le sue orme! Molti sono rimasti saldi nono-


stante scherni, persecuzione, arresti, prigionia, tortura e
persino la morte. Dove trovano questo coraggio degli es-
`
seri umani imperfetti? Non e qualcosa di innato. I seguaci
`
di Gesu ricevono aiuto da Dio, proprio come lo ricevette
`
lui. (Filippesi 4:13) Non temiamo dunque quello che puo
avere in serbo il futuro. Siamo determinati a mantenere
` `
l’integrita, e Geova ci dara il coraggio necessario. Conti-
nuiamo a trarre forza dall’esempio del nostro Condottie-
`
ro, Gesu, che disse: “Fatevi coraggio! Io ho vinto il mon-
do”. — Giovanni 16:33.
´
24. Perche possiamo essere certi che avremo il coraggio necessario
per affrontare qualunque prova?
C A P I T O L O 5

“Tutti i tesori della sapienza”

È UN giorno di primavera del 31 E.V. Gesù si trova nei pres-


si di Capernaum, città piena di vita sulla riva nord-occiden-
tale del Mar di Galilea. Tutta la notte ha pregato in solitu-
dine su un vicino monte. Al mattino raduna i discepoli e
ne sceglie dodici, che chiama apostoli. Nel frattempo gran-
di folle lo hanno raggiunto, anche da notevole distanza, e
si sono radunate in una spianata sulle pendici del monte.
Tutti sono ansiosi di sentire cosa ha da dire e di essere gua-
riti dalle loro malattie. Gesù non li delude. — Luca 6:12-19.
2 Gesù si avvicina alla folla e guarisce tutti quelli che

stanno male. Infine, quando non c’è più nessuno che


soffre a causa di una grave infermità, si siede e comin-
cia a insegnare.1 Le parole che pronuncia quel giorno di
primavera devono sorprendere gli ascoltatori: non hanno
mai sentito nessuno insegnare come lui. A sostegno dei
suoi insegnamenti non menziona tradizioni orali o rab-
bi famosi. Piuttosto cita ripetutamente le ispirate Scritture
Ebraiche. Il messaggio è diretto, le parole sono semplici,
il significato è chiaro. Quando termina, le folle sono pie-
ne di stupore. E a ragione: hanno appena ascoltato l’uo-
mo più saggio che sia mai esistito! — Matteo 7:28, 29.
1 Il discorso che Gesù pronunciò quel giorno è chiamato Sermone
del Monte. Come è riportato in Matteo 5:3–7:27, consta di 107 verset-
ti e per pronunciarlo probabilmente ci saranno voluti solo una venti-
na di minuti.

1-3. Qual è il contesto del discorso che Gesù pronuncia nella prima-
vera del 31 E.V., e perché gli ascoltatori sono pieni di stupore?

46 “Le folle erano stupite del suo modo d’insegnare”


48 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
`
3 Quel discorso e riportato nella Parola di Dio, insieme a
`
molte altre cose che Gesu disse e fece. Facciamo bene ad
` ´
approfondire quello che la Bibbia dice di Gesu, poiche in
lui troviamo “tutti i tesori della sapienza”. (Colossesi 2:3)
` `
Da dove traeva tale sapienza, cioe la capacita di mettere in
`
pratica conoscenza e intendimento? Come manifesto sa-
pienza, e come possiamo seguire il suo esempio?
“Dove ha preso quest’uomo tale sapienza?”
`
4 Durante uno dei viaggi che fece per predicare, Gesu
` ` `
si reco a Nazaret, dove era cresciuto, e lı comincio a
insegnare nella sinagoga. Molti ascoltatori si chiedevano
meravigliati: “Dove ha preso quest’uomo tale sapienza?”
Conoscevano la sua famiglia, i suoi genitori e fratelli, e sa-
pevano che erano di condizioni modeste. (Matteo 13:54-
56; Marco 6:1-3) Inoltre senza dubbio sapevano che quel
`
falegname cosı eloquente non aveva frequentato nessu-
na prestigiosa scuola rabbinica. (Giovanni 7:15) Era logico
che si ponessero quella domanda.
5 La sapienza manifestata da Gesu` non era semplicemen-

te frutto della sua mente perfetta. In seguito, mentre svol-


geva il suo ministero insegnando pubblicamente nel tem-
` `
pio, Gesu rivelo che la sua sapienza proveniva da una
` `
fonte ben superiore. “Cio che io insegno non e mio”, dis-
se, “ma appartiene a colui che mi ha mandato”. (Giovan-
ni 7:16) Il Padre, che l’aveva mandato, era la vera fonte del-
`
la sapienza di Gesu. (Giovanni 12:49) Ma in che modo il
Figlio ricevette sapienza da Geova?
6 Lo spirito santo di Geova agiva sul cuore e sulla mente
`
di Gesu. Isaia aveva predetto riguardo al Messia promes-
`
4. Che domanda si ponevano gli ascoltatori di Gesu a Nazaret, e per-
´
che?
` `
5. Come rivelo Gesu, qual era la fonte della sua sapienza?
`
6, 7. In quali modi Gesu ricevette sapienza dal Padre suo?
“TUTTI I TESORI DELLA SAPIENZA” 49

so: “Su di lui deve posarsi lo spirito di Geova, lo spirito


di sapienza e di intendimento, lo spirito di consiglio e di
potenza, lo spirito di conoscenza e del timore di Geova”.
´
(Isaia 11:2) Avendo su di se lo spirito di Geova che guidava
`
il suo pensiero e le sue decisioni, non e naturale che le pa-
`
role e le azioni di Gesu rispecchiassero somma sapienza?
7 Gesu` acquisı` sapienza dal Padre in un altro modo im-

portante. Come abbiamo visto nel capitolo 2, durante la


`
sua vita preumana, per incalcolabili ere, Gesu ebbe l’op-
`
portunita di fare propri i pensieri del Padre suo. Non pos-
`
siamo immaginare neanche lontanamente quanto e pro-
`
fonda la sapienza che il Figlio acquisı stando accanto al
Padre, collaborando con lui quale “artefice” nella crea-
zione di ogni altra cosa, animata e inanimata. A ragio-
`
ne il Figlio nella sua esistenza preumana e definito la sa-
pienza personificata. (Proverbi 8:22-31; Colossesi 1:15, 16)
´
Durante tutto il suo ministero pote attingere alla sapien-
za che aveva acquisito mentre era in cielo accanto al Pa-
`
dre.1 (Giovanni 8:26, 28, 38) Percio non dovremmo sor-
` `
prenderci della vastita della conoscenza e della profondita
`
dell’intendimento evidenti nelle parole di Gesu o del sano
giudizio manifesto in ogni sua azione.
8 Quali seguaci di Gesu, `
anche noi dobbiamo ricer-
care la sapienza che viene da Geova. (Proverbi 2:6) Cer-
to Geova non ce la impartisce miracolosamente. Tutta-
via esaudisce le nostre ferventi preghiere dandoci la
sapienza necessaria per affrontare con successo i proble-
mi della vita. (Giacomo 1:5) Ci vuole notevole impegno
da parte nostra per acquisire questa sapienza. Dobbiamo
´
1 A quanto pare, allorche “i cieli si aprirono” al momento del suo
`
battesimo, a Gesu fu dato di ricordare la sua esistenza preumana.
— Matteo 3:13-17.
`
8. Quali seguaci di Gesu, come possiamo acquisire sapienza?
50 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

continuare a cercarla “come i tesori nascosti”. (Proverbi 2:


1-6) Dobbiamo seguitare a scavare a fondo nella Parola di
`
Dio, dove e rivelata la sua sapienza, e conformare la nostra
vita a quello che impariamo. In particolare l’esempio del
Figlio di Geova ci aiuta ad acquistare sapienza. Prendiamo
` `
in esame diversi campi in cui Gesu manifesto sapienza, e
impariamo a imitarlo.
Parole di sapienza
9 La gente accorreva numerosa solo per sentir parlare
`
Gesu. (Marco 6:31-34; Luca 5:1-3) Questo non sorprende
´
perche dalla sua bocca uscivano parole di insuperabile sa-
pienza. I suoi insegnamenti rispecchiavano una profonda
conoscenza della Parola di Dio e un’incomparabile capa-
`
cita di arrivare al nocciolo della questione. Sono insegna-
` `
menti universali e la loro validita e senza tempo. Vedia-
mo alcuni esempi della sapienza evidente nelle parole di
`
Gesu, il predetto “Consigliere meraviglioso”. — Isaia 9:6.
10 Il Sermone del Monte, men-
` `
zionato all’inizio, e la piu vasta
`
raccolta di insegnamenti di Gesu
non interrotta da narrazione o da
`
9. Cosa rendeva cosı saggi gli insegna-
`
menti di Gesu?
` `
10. Che qualita positive Gesu ci esorta
´
a coltivare, e perche?

La Bibbia rivela
la sapienza
di Dio
“TUTTI I TESORI DELLA SAPIENZA” 51
`
interventi di altri. In questo discorso Gesu non si limita a
consigliarci di parlare e comportarci dovutamente. I suoi
`
consigli vanno molto piu a fondo. Ben consapevole che
parole e azioni sono il risultato di pensieri e sentimenti,
` `
Gesu ci esorta a coltivare nella mente e nel cuore qualita
positive: mitezza, sete di giustizia, amore per la misericor-
dia e la pace, oltre che amore per il prossimo. (Matteo 5:
`
5-9, 43-48) Man mano che coltiviamo queste qualita nel
nostro cuore, ne risulteranno parole e azioni salutari che
non solo piaceranno a Geova, ma favoriranno anche buo-
ni rapporti con gli altri. — Matteo 5:16.
11 I consigli che da` Gesu` a proposito della condotta pecca-

minosa vanno alla radice del problema. Non ci dice sem-


plicemente di evitare azioni violente, piuttosto ci avverte di
non covare ira nel nostro cuore. (Matteo 5:21, 22; 1 Giovan-
ni 3:15) Non si limita a vietare l’adulterio, ma mette in guar-
dia dalla passione che nasce nel cuore e porta al tradimen-
to. Ci esorta a non permettere che i nostri occhi stimolino
`
desideri sbagliati e concupiscenza. (Matteo 5:27-30) Gesu si
concentra sulle cause, non semplicemente sui sintomi. Evi-
denzia gli atteggiamenti e i desideri che sono all’origine del-
le azioni peccaminose. — Salmo 7:14.
12 Quanta sapienza c’e` nelle parole di Gesu! ` `
E naturale che
“le folle [fossero] stupite del suo modo d’insegnare”. (Mat-
teo 7:28) Noi che siamo suoi seguaci impostiamo la no-
stra vita in base ai suoi saggi consigli. Cerchiamo di col-
`
tivare le qualita positive che lui ha raccomandato, essendo
misericordiosi, pacifici e amorevoli, sapendo che in que-
sto modo porremo le fondamenta della condotta che Dio
approva. Ci sforziamo di sradicare dal nostro cuore i senti-
menti e i pensieri errati da cui ci ha messi in guardia, come
´ ` ` `
11. Perche si puo dire che i consigli che da Gesu a proposito della
condotta peccaminosa vanno alla radice del problema?
` ´
12. Come considerano i consigli di Gesu i suoi seguaci, e perche?
52 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
`
amara ira e desideri immorali, sapendo che cosı eviteremo
una condotta peccaminosa. — Giacomo 1:14, 15.
Una vita guidata dalla sapienza
`
13 Gesu manifestava sapienza non solo in quello che di-
ceva, ma anche in quello che faceva. Le decisioni, il con-
´
cetto che aveva di se e i rapporti con gli altri: ogni aspetto
della sua vita denotava sapienza nelle sue numerose sfac-
`
cettature. Vediamo alcuni esempi indicanti che Gesu si fa-
`
ceva guidare ‘dalla saggezza e dalla capacita di pensare’.
— Proverbi 3:21.
14 La sapienza permette di giudicare in modo corretto.
`
Gesu ebbe buon senso nel determinare il corso della sua vita.
Riuscite a immaginare tutto quello che avrebbe potuto fare,
la casa che avrebbe potuto costruirsi, l’azienda che avreb-
be potuto creare e il successo mondano che avrebbe potuto
`
raggiungere? Gesu sapeva che una vita incentrata su questi
` `
obiettivi “e vanita e un correr dietro al vento”. (Ecclesiaste
4:4; 5:10) Un comportamento del genere denota stoltezza,
`
l’esatto opposto della sapienza. Gesu scelse una vita sempli-
ce. Non gli interessava fare quattrini o accumulare possedi-
`
menti materiali. (Matteo 8:20) Pensandola cosı, si concen-
` `
tro su un unico obiettivo: fare la volonta di Dio. (Matteo
` `
6:22) Saggiamente Gesu dedico tempo ed energie agli in-
`
teressi del Regno, che sono di gran lunga piu importanti
e gratificanti delle cose materiali. (Matteo 6:19-21) In tal
modo diede un esempio degno di essere seguito.
15 Oggi i seguaci di Gesu` capiscono quanto e` saggio man-
`
tenere ‘l’occhio semplice’. Percio evitano di addossarsi il
peso di debiti inutili e occupazioni mondane che richiedo-
`
13, 14. Cosa dimostra che Gesu ebbe buon senso nel determinare il
corso della sua vita?
`
15. In che modo i seguaci di Gesu possono dimostrare di mantene-
´ `
re ‘l’occhio semplice’, e perche questa e la condotta saggia?
“TUTTI I TESORI DELLA SAPIENZA” 53

no troppa attenzione ed energia. (1 Timoteo 6:9, 10) Molti


hanno fatto dei passi per semplificare la propria vita e po-
`
ter dedicare piu tempo al ministero cristiano, magari anche
servendo quali proclamatori del Regno a tempo pieno. Non
` ´
avrebbero potuto fare una scelta piu saggia, poiche la mas-
` `
sima felicita e la soddisfazione piu grande derivano dal met-
tere gli interessi del Regno al giusto posto. — Matteo 6:33.
16 La Bibbia associa la sapienza alla modestia, che include

la consapevolezza delle proprie limitazioni. (Proverbi 11:2)


`
Gesu fu modesto e realista in quello che richiedeva da se stes-
so. Sapeva che non avrebbe convertito tutti coloro che udi-
rono il suo messaggio. (Matteo 10:32-39) Si rendeva pure
conto che c’era un limite al numero di persone che avreb-
` `
be potuto raggiungere. Percio affido saggiamente ai suoi se-
guaci l’opera di fare discepoli. (Matteo 28:18-20) Riconobbe
`
modestamente che avrebbero compiuto “opere piu grandi”
´ `
delle sue, perche avrebbero raggiunto piu persone, in una
` `
zona piu vasta e per un periodo di tempo piu lungo. (Gio-
`
vanni 14:12) Gesu inoltre ammise di avere anche lui biso-
gno di aiuto. Degli angeli vennero a servirlo nel deserto e
`
un angelo venne a rafforzarlo nel Getsemani, e lui accetto il
`
loro aiuto. Nel momento piu critico, il Figlio di Dio chiese
aiuto “con forti grida”. — Matteo 4:11; Luca 22:43; Ebrei 5:7.
17 Anche noi dobbiamo essere modesti e realisti in quel-

lo che richiediamo da noi stessi. Certamente vogliamo


adoperarci con tutta l’anima e sforzarci con vigore per
predicare e fare discepoli. (Luca 13:24; Colossesi 3:23) Al
tempo stesso dobbiamo ricordare che Geova non ci pa-
ragona l’uno con l’altro, e non dovremmo farlo neanche
`
noi. (Galati 6:4) La saggezza ci aiutera a porci mete reali-
`
stiche secondo le nostre capacita e circostanze. Inoltre la
` `
16, 17. (a) In quali modi Gesu si dimostro modesto e realista in
quello che si aspettava da se stesso? (b) Come possiamo dimostrare
di essere modesti e realisti in quello che ci aspettiamo da noi stessi?
54 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
`
sapienza spingera coloro che hanno incarichi di responsa-
`
bilita ad ammettere di avere dei limiti e di avere ogni tanto
bisogno di aiuto e incoraggiamento. La modestia permet-
`
tera loro di accettare di buon grado l’aiuto, riconoscendo
` ´
che Geova puo impiegare un compagno di fede perche di-
venti “un aiuto rafforzante”. — Colossesi 4:11.
18 “La sapienza dall’alto e` . . . ragionevole”, leggiamo in
`
Giacomo 3:17. Gesu fu ragionevole e positivo nei rapporti
con i discepoli. Si rendeva conto dei difetti che avevano,
eppure cercava quello che c’era di buono in loro. (Gio-
vanni 1:47) Sapeva che la notte del suo arresto lo avrebbe-
` `
ro abbandonato, ma non dubito della loro lealta. (Matteo
`
26:31-35; Luca 22:28-30) Pietro nego tre volte persino di
` `
conoscerlo. Eppure Gesu prego a favore di Pietro ed
`
espresse fiducia nella sua fedelta. (Luca 22:31-34) La sera
prima di morire, pregando il Padre non mise in risalto gli
`
errori che avevano fatto i discepoli, anzi parlo positiva-
mente di come si erano comportati fino a quella sera, di-
cendo: “Hanno osservato la tua parola”. (Giovanni 17:6)
`
Nonostante i difetti che avevano, affido loro l’opera di
predicare il Regno e fare discepoli. (Matteo 28:19, 20) Di-
`
mostrando fede e fiducia in loro senza dubbio li rafforzo
per l’opera che dovevano svolgere.
19 I seguaci di Gesu` fanno bene a imitare il suo esempio

sotto questo aspetto. Se il perfetto Figlio di Dio era pazien-


`
te con i suoi imperfetti discepoli, quanto piu noi esseri
umani peccatori dovremmo essere ragionevoli nei nostri
´
rapporti con gli altri. (Filippesi 4:5) Anziche concentrar-
ci sulle mancanze dei nostri compagni di fede,` facciamo
`
bene a cercare quello che c’e di buono in loro. E saggio ri-
`
cordare che e stato Geova ad attirarli. (Giovanni 6:44) Si-
`
18, 19. (a) Cosa indica che Gesu era sia ragionevole che positivo nei
´
confronti dei discepoli? (b) Perche abbiamo buone ragioni di essere
positivi e ragionevoli l’uno con l’altro, e come possiamo far questo?
“TUTTI I TESORI DELLA SAPIENZA” 55

`
Come possiamo seguire Gesu?
`
˘ Qual e la cosa saggia da fare se ci accorgiamo di aver offeso
un compagno di fede? — Matteo 5:23, 24.
˘ Se veniamo insultati o provocati, in che modo le parole di
`
Gesu potrebbero aiutarci a reagire in maniera saggia? — Mat-
teo 5:38-42.
´ ` `
˘ Perche meditare sulle parole di Gesu ci puo aiutare ad avere
una veduta equilibrata del denaro e dei beni materiali? — Mat-
teo 6:24-34.
˘ Nello stabilire la nostra scala di valori, in che modo segui-
` `
re l’esempio di Gesu puo aiutarci a prendere decisioni sagge?
— Luca 4:43; Giovanni 4:34.

curamente deve vedere qualcosa di buono in loro, e lo


stesso dovremmo fare noi. Essendo positivi non solo po-
tremo “passar sopra alle offese”, ma troveremo anche mo-
tivi per cui lodare gli altri. (Proverbi 19:11, CEI ) Esprimen-
do fiducia nelle nostre sorelle e nei nostri fratelli cristiani,
li aiutiamo a fare del loro meglio e a provare gioia nel ser-
vire Geova. — 1 Tessalonicesi 5:11.
20 Le informazioni che troviamo nei Vangeli sulla vita e il
`
ministero di Gesu sono un’inesauribile fonte di sapienza.
Cosa dovremmo fare di questo dono di inestimabile valo-
`
re? Nella conclusione del Sermone del Monte Gesu esor-
`
to gli ascoltatori non solo a udire i suoi saggi detti, ma
anche a metterli in pratica. (Matteo 7:24-27) Plasmando i
nostri pensieri, i nostri motivi e le nostre azioni secondo il
`
modello delle sagge parole e azioni di Gesu avremo la mi-
glior vita possibile ora e rimarremo sulla strada che con-
duce alla vita eterna. (Matteo 7:13, 14) Sicuramente non
` `
c’e via migliore o piu saggia da seguire!
20. Cosa dovremmo fare della fonte inesauribile di sapienza che si
´
trova nei Vangeli, e perche?
C A P I T O L O 6

“Imparò l’ubbidienza”

IL PAPÀ guarda dalla finestra e osserva suo figlio che gio-


ca con degli amichetti. La palla rimbalza fuori del cortile e
finisce in strada. Il bambino la segue con lo sguardo. Uno
dei suoi amici lo incita a correre in strada a prenderla, ma
lui scuote la testa e dice: “No, non posso”. Il padre sorride
fra sé.
2 Perché il padre è così compiaciuto? Perché ha insegnato

al figlio a non uscire in strada da solo. Dato che il bambino


ubbidisce pur non sapendo di essere osservato, il padre ca-
pisce che sta imparando a essere ubbidiente e quindi cor-
re meno pericoli. Quel padre prova gli stessi sentimenti del
nostro Padre celeste. Geova Dio sa che dobbiamo imparare
a confidare in lui e a ubbidirgli se vogliamo rimanere fedeli
e vedere il meraviglioso futuro che ha in serbo per noi. (Pro-
verbi 3:5, 6) Per questo ci ha mandato il migliore insegnan-
te di tutti.
3 La Bibbia dice qualcosa di sorprendente riguardo a Gesù:

“Benché fosse Figlio, imparò l’ubbidienza dalle cose che


soffrì; e dopo essere stato reso perfetto divenne per tutti
quelli che gli ubbidiscono responsabile di salvezza eterna”.
(Ebrei 5:8, 9) Questo Figlio primogenito era esistito in cie-
lo per incalcolabili ere. Era presente quando Satana e gli al-
tri angeli ribelli disubbidirono, ma non si unì mai a loro.
La profezia ispirata applica a lui le seguenti parole: “Io . . .
non fui ribelle”. (Isaia 50:5) Allora come mai si poté dire
1, 2. Perché un padre amorevole si compiace vedendo che suo figlio gli
ubbidisce, e in che modo i suoi sentimenti rispecchiano quelli di Geova?
3, 4. In che modo Gesù “imparò l’ubbidienza” e fu “reso perfetto”? Fate
un esempio.
`
“IMPARO L’UBBIDIENZA” 57
`
che questo Figlio perfettamente ubbidiente “imparo l’ubbi-
`
dienza”? Come poteva una creatura gia perfetta essere ‘resa
perfetta’?
4 Facciamo un esempio. Un soldato ha una spada di ferro.
` `
Anche se non e mai stata collaudata in battaglia, e ben fat-
`
ta e forgiata alla perfezione. Il soldato pero la scambia con
` ` `
una spada di acciaio temprato, piu resistente, che e gia stata
`
usata con successo. Non e uno scambio saggio? Similmen-
`
te l’ubbidienza che Gesu aveva dimostrato prima di veni-
`
re sulla terra era impeccabile. Dopo, pero, la sua ubbidienza
` `
era di una qualita del tutto diversa: era stata, per cosı dire,
`
collaudata, temprata da prove che Gesu non avrebbe mai
incontrato in cielo.
5 Per compiere la sua missione sulla terra Gesu` doveva es-

sere ubbidiente. Quale “ultimo Adamo”, venne a fare quel-


lo che il nostro primogenitore non fece: continuare a ubbi-
dire a Geova Dio anche nelle prove. (1 Corinti 15:45)
` `
Tuttavia Gesu non ubbidı meccanicamente, ma con tutta la
mente, il cuore e l’anima. E lo fece con gioia. Per lui fare la
` `
volonta del Padre era piu importante che mangiare. (Gio-
` `
vanni 4:34) Cosa ci aiutera a imitare l’ubbidienza di Gesu?
Prima di tutto vediamo quali motivi lo spingevano a ubbi-
dire. Coltivando gli stessi motivi saremo aiutati a resistere
`
alle tentazioni e a fare la volonta di Dio. Vedremo quindi al-
`
cuni benefıci di un’ubbidienza simile a quella di Cristo.
`
I motivi che spinsero Gesu a ubbidire
6 L’ubbidienza di Gesu` scaturiva dal cuore. Come abbia-

mo visto nel capitolo 3, Cristo era umile di cuore. L’ar-


`
roganza induce a disdegnare l’ubbidienza, mentre l’umilta
ci aiuta a ubbidire di buon grado a Geova. (Esodo 5:1, 2;
´ ` `
5. Perche l’ubbidienza di Gesu era cosı importante, e cosa prenderemo
in esame in questo capitolo?
`
6, 7. Da cosa era motivata l’ubbidienza di Gesu?
58 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
`
1 Pietro 5:5, 6) Inoltre l’ubbidienza di Gesu era determina-
ta da quello che amava e quello che odiava.
7 Prima di tutto, Gesu` amava il suo Padre celeste, Geova,
`
come sara trattato con maggiori particolari nel capitolo 13.
`
Questo amore genero in lui santo timore. Il suo amore per
` `
il Padre era cosı intenso e il suo rispetto cosı profondo che
`
Gesu temeva di dispiacergli. E questo santo timore fu una
delle ragioni per cui le sue preghiere furono udite con favo-
re. (Ebrei 5:7) Anche il modo in cui governa quale Re mes-
`
sianico e caratterizzato dal timore di Geova. — Isaia 11:3.
8 L’amore per Geova presuppone anche odio per cio` che

Geova odia. Notate, per esempio, questa profezia relativa


al Re messianico: “Hai amato la giustizia e odii la malvagi-
` `
ta. Percio Dio, il tuo Dio, ti ha unto con olio di esultanza
`
8, 9. Come era stato profetizzato, cosa provava Gesu per la giustizia e per
`
la malvagita, e come espresse i suoi sentimenti?
Il modo in cui trascorriamo il tempo
libero dimostra che odiamo il male?
`
“IMPARO L’UBBIDIENZA” 59
` `
piu dei tuoi compagni”. (Salmo 45:7) I “compagni” di Gesu
sono gli altri re della discendenza del re Davide. Nessuno di
loro ha motivo di esultare, di provare intensa gioia, quanto
` ´
Gesu alla sua unzione. Perche? La ricompensa che lo atten-
`
de e di gran lunga maggiore ` della loro, il suo governo infi-
` ´
nitamente piu benefico. E ricompensato perche il suo amo-
`
re per la giustizia e il suo odio per la malvagita lo spinsero a
ubbidire a Dio in ogni cosa.
9 In che modo Gesu` espresse quello che provava per la
`
giustizia e per la malvagita? Ad esempio, quando i suoi se-
guaci seguirono le sue direttive nell’opera di predicazione e
` `
percio ebbero ottimi risultati, quale fu la reazione di Gesu?
Era esultante. (Luca 10:1, 17, 21) Ma quando gli abitanti di
`
Gerusalemme manifestarono piu volte uno spirito disubbi-
diente, respingendo i suoi amorevoli sforzi per aiutarli, cosa
` `
provo Gesu? Pianse a motivo del comportamento ribelle di
`
quella citta. (Luca 19:41, 42) Fu tutt’altro che indifferente
sia alla condotta buona che a quella cattiva.
10 Meditare sui sentimenti di Gesu` ci aiuta a valutare i mo-

tivi per cui ubbidiamo a Geova. Per quanto imperfetti, pos-


siamo coltivare intenso amore per le azioni giuste e auten-
tico odio per la condotta sbagliata. Dobbiamo pregare che
Geova ci aiuti a coltivare sentimenti simili ai suoi e a quel-
li del Figlio. (Salmo 51:10) Dobbiamo anche evitare qual- `
siasi influenza che potrebbe minare questi sentimenti. E in-
dispensabile scegliere con cura come trascorrere il tempo
libero o con chi stare in compagnia. (Proverbi 13:20; Filip-
pesi 4:8) Se coltiviamo motivazioni simili a quelle di Cristo,
`
la nostra ubbidienza non sara solo formale. Come il nostro
` ` ´
Maestro, faremo cio che e giusto perche amiamo farlo. Evi-
teremo le azioni sbagliate non per timore di essere colti in
´
flagrante, ma perche odiamo una condotta del genere.
10. Quali sentimenti dobbiamo coltivare in fatto di azioni giuste o sba-
`
gliate, e cosa ci aiutera a farlo?
60 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

“Non commise peccato”


`
11 All’inizio del suo ministero, Gesu fu messo alla prova ri-
guardo al suo odio per il peccato. Dopo il battesimo, tra-
scorse 40 giorni e 40 notti nel deserto senza mangiare. Solo
a quel punto Satana il Diavolo venne per tentarlo. Notate la
sua astuzia. — Matteo 4:1-11.
12 Per prima cosa Satana disse: “Se tu sei figlio di Dio, di’

che queste pietre divengano pani”. (Matteo 4:3) Come si


`
sentiva Gesu dopo il lungo digiuno? La Bibbia dice espres-
samente che “ebbe fame”. (Matteo 4:2) Quindi Satana ap-
`
profitto del desiderio naturale di mangiare, senza dubbio
`
aspettando di proposito che Gesu fosse fisicamente debole.
Notate inoltre il tono provocatorio di Satana: “Se tu sei fi-
`
glio di Dio”. Satana sapeva che Gesu era “il primogenito di
`
tutta la creazione”. (Colossesi 1:15) Comunque Gesu non
permise che Satana lo inducesse a disubbidire. Sapeva che
`
non era volonta di Dio che usasse il suo potere per fini egoi-
`
stici. Rifiuto di farlo, dimostrando che confidava nel soste-
gno e nella guida di Geova. — Matteo 4:4.
13 Per la seconda tentazione, Satana porto` Gesu` in alto sul

parapetto del tempio. Torcendo scaltramente la Parola di Dio,


` `
Satana cerco di indurre Gesu a fare una vistosa bravata gettan-
` `
dosi giu da quell’altezza, cosı gli angeli avrebbero dovuto ve-
nire in suo aiuto. Se le folle radunate presso il tempio avesse-
ro visto un miracolo del genere, in seguito chi avrebbe osato
`
mettere in dubbio che Gesu era il promesso Messia? E se le
folle lo avessero riconosciuto quale Messia a motivo di quel-
`
l’azione spettacolare, Gesu non avrebbe evitato un sacco di
` ` ` `
difficolta e guai? Puo darsi. Ma Gesu sapeva che era volonta
`
11, 12. (a) Cosa accadde all’inizio del ministero di Gesu? (b) Con qua-
` `
le astuzia Satana tento la prima volta Gesu?
` `
13-15. (a) In che modo Satana tento Gesu una seconda e una terza vol-
` ` ` ´
ta, e come reagı Gesu? (b) Come sappiamo che Gesu non pote mai ab-
bassare la guardia?
`
“IMPARO L’UBBIDIENZA” 61

di Geova che il Messia compisse la sua opera in maniera umi-


le, senza ricorrere a gesti plateali per convincere la gente a cre-
` `
dere in lui. (Isaia 42:1, 2) Di nuovo Gesu rifiuto di disubbidi-
re a Geova. Non gli interessava diventare famoso.
14 Che dire, pero,`
del miraggio del potere? Facendo un terzo
` `
tentativo, Satana offrı a Gesu tutti i regni del mondo in cam-
`
bio di un solo atto di adorazione. Gesu prese seriamente in
considerazione l’offerta di Satana? La sua risposta fu: “Va via,
´ `
Satana!” E aggiunse: “Poiche e scritto: ‘Devi adorare Geova
il tuo Dio, e a lui solo devi rendere sacro servizio’”. (Matteo
`
4:10) Niente avrebbe mai potuto indurre Gesu ad adorare un
`
altro dio. Nessuna offerta di potere o autorita in questo mon-
do l’avrebbe spinto a commettere un atto di disubbidienza.
`
15 Satana si diede per vinto? E vero che al comando di
` `
Gesu se ne ando, ma il Vangelo di Luca precisa che il Diavo-
`
lo “si ritiro da lui fino ad altro tempo conveniente”. (Luca
4:13) Senz’altro Satana avrebbe trovato ulteriori opportuni-
` `
ta di mettere alla prova e tentare Gesu, sino alla fine. La Bib-
`
bia ci dice che Gesu fu “provato sotto ogni aspetto”. (Ebrei
´
4:15) Quindi non pote mai abbassare la guardia, e non pos-
siamo neanche noi.
16 Satana continua tuttora a tentare i servitori di Dio. Pur-

troppo la nostra imperfezione spesso ci rende facili bersagli.


Satana approfitta astutamente dell’egoismo, dell’orgoglio e
`
della sete di potere. Con l’esca del materialismo, Satana puo
persino
` ricorrere a tutti questi fattori contemporaneamen-
te. E essenziale che, di tanto in tanto, ci soffermiamo per
fare un onesto autoesame. Dovremmo meditare sulle parole
di 1 Giovanni 2:15-17. Mentre lo facciamo, potremmo chie-
derci se i desideri carnali di questo sistema di cose, la sma-
nia di possedimenti materiali e la voglia di far colpo sugli altri
hanno in qualche modo minato l’amore per il nostro Padre
16. In quali modi Satana tenta tuttora i servitori di Dio, e come possia-
mo respingere i suoi attacchi?
62 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

celeste. Bisogna ricordare che questo mondo sta per spari-


re, proprio come chi lo domina, Satana. Respingiamo i suoi
astuti tentativi di indurci a peccare. Seguiamo l’esempio del
nostro Maestro, che “non commise peccato”. — 1 Pietro 2:22.
“Faccio sempre le cose che gli piacciono”
`
17 Ubbidire richiede molto piu che astenersi dal peccare.
`
Cristo eseguı ogni comando del Padre suo, e disse: “Faccio
sempre le cose che gli piacciono”. (Giovanni 8:29) Questa
`
ubbidienza gli procuro grande gioia. Certo, qualcuno po-
`
trebbe obiettare che per Gesu era meno difficile ubbidire.
Potrebbe pensare che lui doveva rendere conto solo a Geo-
`
va, che e perfetto, mentre noi spesso dobbiamo rendere
`
conto a esseri umani imperfetti che hanno autorita. Ma la
` ` `
verita e che Gesu era ubbidiente anche agli esseri umani
`
imperfetti che avevano autorita su di lui.
18 Mentre cresceva, Gesu` era sottomesso all’autorita` dei

suoi genitori umani imperfetti, Giuseppe e Maria. Probabil-


`
mente, piu di tanti altri ragazzi, era in grado di vedere i difet-
`
ti dei suoi genitori. Si ribello forse, non rispettando il ruolo
assegnatogli da Dio e dicendo loro come gestire la famiglia?
`
Notate che Luca 2:51 dice che il dodicenne Gesu “era loro
sottomesso”. Con questa ubbidienza diede un ottimo esem-
pio ai ragazzi cristiani, che si sforzano di ubbidire ai genitori
e mostrare loro il dovuto rispetto. — Efesini 6:1, 2.
19 In quanto a ubbidire a esseri umani imperfetti, Gesu` si tro-
`
vo in situazioni difficili in cui oggi i veri cristiani non si trova-
no mai. Pensiamo ai tempi particolari in cui visse. Il sistema
religioso ebraico, con il tempio di Gerusalemme e il suo sacer-
`
17. Cosa pensava Gesu dell’ubbidienza al Padre suo, ma quale obiezione
potrebbe sollevare qualcuno?
`
18. Da ragazzo, quale esempio di ubbidienza diede Gesu?
19, 20. (a) In quanto a ubbidire a esseri umani imperfetti, in quali si-
` ` ´
tuazioni difficili si trovo Gesu? (b) Perche oggi i veri cristiani dovrebbe-
ro ubbidire a quelli che ricoprono incarichi nella congregazione?
Mettiamo in pratica con ubbidienza quello che
impariamo alle adunanze cristiane

dozio, aveva avuto per molto tempo l’approvazione di Geova,


ma stava per essere rigettato e sostituito dalla congregazione
cristiana. (Matteo 23:33-38) Nel frattempo molti capi religio-
`
si insegnavano falsita basate sulla filosofia greca. Nel tempio
` `
la corruzione dilagava al punto che Gesu lo definı “una spe-
` `
lonca di ladroni”. (Marco 11:17) Gesu evito forse di recarsi in
quel tempio e nelle sinagoghe? No. Geova si serviva ancora di
´ `
quelle istituzioni. Finche Dio non intervenne e non apporto
` `
dei cambiamenti, Gesu ubbidientemente si reco alla sinagoga
e alle feste nel tempio. — Luca 4:16; Giovanni 5:1.
20 Se Gesu` fu ubbidiente in quelle circostanze, quanto piu`

oggi i veri cristiani dovrebbero essere ubbidienti. Infatti noi


viviamo in un’epoca ben diversa, quella da tempo predet-
ta del ripristino della pura adorazione. Dio ci assicura che
`
non permettera mai a Satana di `corrompere il suo popo-
lo ristabilito. (Isaia 2:1, 2; 54:17) E vero, nella congregazio-
ne cristiana si commettono errori e peccati. Ma dovremmo
addurre gli sbagli altrui come scusa per disubbidire a Geo-
va, forse smettendo di assistere alle adunanze cristiane
o cominciando a criticare gli anziani? Mai! Piuttosto dia-
mo pieno appoggio a coloro che ricoprono incarichi nella
64 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

congregazione. Ubbidientemente assistiamo alle adunanze


e alle assemblee e mettiamo in pratica i consigli scritturali
che ci vengono dati. — Ebrei 10:24, 25; 13:17.
21 Gesu` non lascio` che nessuno, neanche qualche amico

animato da buone intenzioni, gli impedisse di ubbidire a


`
Geova. L’apostolo Pietro, per esempio, cerco di convincerlo
`
che non era necessario che soffrisse e morisse. Gesu respin-
se con fermezza l’invito di Pietro, dettato da buone inten-
zioni ma sconsiderato, a essere benigno con se stesso. (Mat-
`
teo 16:21-23) Oggi i seguaci di Gesu spesso hanno a che fare
con parenti benintenzionati che cercano di dissuaderli dal-
`
l’ubbidire alle leggi di Dio e ai suoi princıpi. Come i seguaci
`
di Gesu del I secolo, siamo convinti che “dobbiamo ubbidi-
´
re a Dio come governante anziche agli uomini”. — Atti 5:29.
`
Ricompense per chi ubbidisce come Gesu
` `
22 Gesu fu sottoposto alla piu difficile prova di ubbidien-
`
za quando si trovo di fronte alla morte. Durante quel triste
` `
giorno “imparo l’ubbidienza” nel senso piu pieno. Fece la
`
volonta del Padre suo, non la propria. (Luca 22:42) In tal
`
modo diede un perfetto esempio di integrita. (1 Timoteo
`
3:16) Fornı la risposta a una domanda rimasta in sospeso
`
per molto tempo: puo un essere umano perfetto continua-
re a ubbidire a Geova anche nella prova? Adamo era venuto
` `
meno e anche Eva. Poi Gesu venne, visse, morı, ed elimi-
` `
no ogni dubbio. La piu grande di tutte le creature di Geo-
` `
va non avrebbe potuto dare una risposta piu chiara. Ubbidı
`
anche quando l’ubbidienza gli costo molto cara.
23 L’integrita,` `
cioe la devozione a Geova di tutto cuore, si
` `
esprime con l’ubbidienza. Ubbidendo, Gesu preservo la sua
`
21. Quale fu la reazione di Gesu quando qualcuno voleva indurlo a di-
subbidire a Dio, e quale esempio ci diede?
` `
22. A quale domanda Gesu fornı la risposta, e in che modo?
`
23-25. (a) In che modo l’ubbidienza ha a che fare con l’integrita? Fate
`
un esempio. (b) Cosa verra trattato nel prossimo capitolo?
`
“IMPARO L’UBBIDIENZA” 65

`
Come possiamo seguire Gesu?
˘ Quali sono alcuni comandi di Cristo, come possiamo ubbi-
dire a questi comandi, e quali benedizioni ne risulteranno?
— Giovanni 15:8-19.
`
˘ Cosa pensavano inizialmente i parenti di Gesu del suo mini-
` `
stero, e cosa impariamo dal modo in cui reagı Gesu? — Marco
3:21, 31-35.
´
˘ Perche non dovremmo mai temere che ubbidire a Geova
possa impedirci di avere una vita felice? — Luca 11:27, 28.
`
˘ Cosa possiamo imparare dalla prontezza di Gesu a ubbidi-
`
re a una legge che in realta non lo riguardava? — Matteo 17:
24-27.

`
integrita e venne in aiuto di tutto il genere umano. (Roma-
`
ni 5:19) Geova lo ricompenso grandemente. Se ubbidiremo
`
a Cristo nostro Maestro, Geova ricompensera anche noi.
L’ubbidienza a Cristo porta alla “salvezza eterna”. — Ebrei
5:9.
24 Inoltre l’integrita` e` di per se´ una ricompensa. Proverbi
` `
10:9 dice: “Chi cammina nell’integrita camminera al sicu-
`
ro”. Se paragoniamo l’integrita a una grande casa costruita
con ottimi mattoni, possiamo considerare ogni atto di ub-
bidienza un singolo mattone. Un mattone potrebbe sem-
brare insignificante, eppure ha il suo posto, la sua impor-
tanza. E quando se ne uniscono insieme tanti si costruisce
`
qualcosa di valore molto piu grande. Con le azioni ubbi-
dienti che si susseguono giorno dopo giorno e anno dopo
`
anno, costruiamo la bella casa della nostra integrita.
25 Un comportamento ubbidiente che si protrae nel tem-
`
po ci ricorda un’altra qualita: la perseveranza. Il prossimo
` `
capitolo prendera in esame l’esempio di Gesu sotto questo
aspetto.
C A P I T O L O 7

“Considerate attentamente
colui che ha sopportato”
LA PRESSIONE è tremenda. Gesù non è mai stato così pro-
vato sul piano mentale ed emotivo. Sono le ultime ore
della sua vita terrena. Insieme agli apostoli va in un luo-
go che conoscono bene, il giardino di Getsemani. Spesso
è stato lì con loro. Quella sera però ha bisogno di stare un
po’ solo. Lascia gli apostoli, si inoltra nel giardino e, ingi-
nocchiatosi, si mette a pregare. Prega con tanta intensità e
angoscia che, la Bibbia dice, ‘il suo sudore diviene come
gocce di sangue che cadono al suolo’. — Luca 22:39-44.
2 Perché Gesù è così turbato? Sa che presto dovrà affron-

tare terribili sofferenze fisiche, ma non è questa la ragione


della sua angoscia. Cose molto più importanti gravano su
di lui. È profondamente preoccupato per il nome del Pa-
dre suo e si rende conto che dalla sua fedeltà dipende il
futuro del genere umano. Sa quanto sia importante sop-
portare tutto questo. Se dovesse venire meno, quale onta
sarebbe per il nome di Geova! Ma Gesù non viene meno.
Più tardi quel giorno, attimi prima di esalare l’ultimo re-
spiro, colui che sulla terra ha dato il massimo esempio di
perseveranza grida vittorioso: “È compiuto!” — Giovanni
19:30.
3 La Bibbia ci esorta: “Considerate attentamente colui

che ha sopportato”. (Ebrei 12:3) Perciò è importante chie-


dersi: Quali sono alcune delle prove che Gesù ha sop-
portato o superato? Cosa gli ha permesso di perseverare?
1-3. (a) Quanto è profonda l’angoscia di Gesù nel giardino di Get-
semani, e quale ne è la causa? (b) Cosa si può dire dell’esempio di
perseveranza di Gesù, e quali domande sorgono?
“CONSIDERATE ATTENTAMENTE COLUI CHE HA SOPPORTATO” 67

Come possiamo seguire il suo esempio? Prima di rispon-


dere a queste domande, riflettiamo su cosa comporta la
perseveranza.
`
Cos’e la perseveranza?
4 Prima o poi, tutti siamo “addolorati da varie prove”.

(1 Pietro 1:6) Il fatto che affrontiamo una prova significa


necessariamente che stiamo perseverando? No. Il sostanti-
`
vo greco reso “perseveranza” indica “la capacita di tener
`
duro, di non arrendersi di fronte alle difficolta”. A propo-
sito del tipo di perseveranza di cui` si parla nella Bibbia,
un’opera di consultazione spiega: “E lo spirito che soppor-
ta non con` semplice rassegnazione, ma con fervida spe-
`
ranza . . . E la qualita che` fa stare in piedi un uomo con
` `
la faccia rivolta al vento. E la virtu che puo trasformare in
` ´
gloria la prova piu ardua perche, guardando oltre la soffe-
renza, si intravede la meta”.
5 Perseverare, quindi, non vuol dire semplicemente sop-

portare sofferenze inevitabili. Nel senso biblico, la per-


severanza comporta fermezza, un giusto atteggiamento
mentale e un punto di vista positivo di fronte alle prove.
Facciamo un esempio: due uomini sono detenuti in con-
dizioni simili ma per motivi molto diversi. Il primo, un
`
criminale comune, non puo far altro che rassegnarsi a
scontare la pena, anche se malvolentieri. L’altro, un vero
cristiano detenuto per il suo comportamento fedele, ri-
` ´
mane saldo ed e positivo perche vede nella sua situazione
`
un’opportunita di dimostrare la propria fede. Il crimina-
`
le non si puo certo considerare un esempio di perseveran-
`
za, mentre il cristiano leale e un esempio di questa ottima
`
qualita. — Giacomo 1:2-4.
4, 5. (a) Cosa significa il termine “perseveranza”? (b) Con quale
esempio si potrebbe spiegare che perseverare non significa solo sop-
portare sofferenze inevitabili?
68 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
`
6 La perseveranza e essenziale per ottenere la salvezza.
` `
(Matteo 24:13) Tuttavia non e una qualita innata e quin-
di va coltivata. In che modo? “La tribolazione produ-
ce perseveranza”, dice Romani 5:3. Se vogliamo vera-
mente sviluppare la perseveranza, non possiamo sottrarci
pavidamente a tutte le prove di fede. Dobbiamo piuttosto
affrontarle. La perseveranza deriva dall’incontrare e supe-
rare giorno per giorno prove grandi e piccole. Ogni pro-
va che superiamo ci rafforza per affrontare la successiva.
Certo non possiamo sviluppare la perseveranza con le no-
stre sole forze, ma “dipendendo dalla forza che Dio forni-
sce”. (1 Pietro 4:11) Per aiutarci a rimanere saldi Geova ci
ha dato il migliore aiuto possibile, l’esempio di suo Figlio.
Esaminiamo nei particolari il perfetto esempio di perseve-
`
ranza dato da Gesu.
` `
Quello che Gesu sopporto
7 Man mano che si avvicinava la fine della sua vita terre-
` ` `
na, Gesu sopporto crudelta di ogni genere. Oltre all’estre-
mo stress mentale dell’ultima notte, pensate alla delusio-
`
ne che deve aver provato e alle umiliazioni che subı. Fu
`
tradito da uno stretto collaboratore, abbandonato dai piu
intimi amici e sottoposto a un processo irregolare duran-
`
te il quale membri della piu alta corte religiosa del paese
lo schernirono, sputacchiarono e presero a pugni. Eppure
` `
sopporto tutto serenamente, con dignita e forza. — Matteo
26:46-49, 56, 59-68.
8 Nelle ultime ore, Gesu` subı` terribili atrocita.
`
Fu sotto-
posto a flagellazione, un doloroso supplizio che si dice
causi “profonde lacerazioni e notevole perdita di sangue”.
Venne messo al palo, condannato a “una morte lenta ed
estremamente dolorosa”. Pensate ai suoi spasimi quando
6. Come si coltiva la perseveranza?
` `
7, 8. Cosa sopporto Gesu alla fine della sua vita terrena?
“CONSIDERATE ATTENTAMENTE COLUI CHE HA SOPPORTATO” 69

per fissarlo al palo gli furono conficcati grossi chiodi nel-


le mani e nei piedi. (Giovanni 19:1, 16-18) Immaginate il
dolore lancinante quando il palo venne rizzato, mentre il
peso del corpo ricadeva sui chiodi e il dorso straziato sfre-
`
gava contro il palo. E sopporto simili sofferenze essendo al
`
tempo stesso gravato dal fardello di responsabilita descrit-
to all’inizio del capitolo.
9 Quali seguaci di Cristo, cosa potremmo dover soppor-
`
tare? Gesu disse: “Se qualcuno vuol venire dietro a me,
. . . prenda il suo palo di tortura e mi segua di continuo”.
(Matteo 16:24) L’espressione “palo di tortura” indica figu-
rativamente sofferenze, vergogna o persino la morte. Se-
`
guire Cristo non e cosa facile. Le norme cristiane ci rendo-
´
no diversi. Questo mondo ci odia perche non ne facciamo
parte. (Giovanni 15:18-20; 1 Pietro 4:4) Tuttavia siamo di-
sposti a prendere il nostro palo di tortura, siamo preparati
a soffrire, persino a morire, pur di non rinunciare a segui-
re il nostro Modello. — 2 Timoteo 3:12.
10 Durante il suo ministero Gesu` affronto` altre prove do-
`
vute all’imperfezione di chi gli stava intorno. Gesu era
stato l’“artefice” impiegato da Geova per creare la terra
e tutta la vita su di essa. (Proverbi 8:22-31) Quindi sape-
va qual era il proposito di Geova per gli esseri umani: do-
`
vevano rispecchiare le Sue qualita e vivere in perfetta sa-
`
lute. (Genesi 1:26-28) Quando era sulla terra, Gesu vide i
tragici risultati del peccato da una prospettiva diversa: lui
stesso era un uomo, in grado di provare sentimenti uma-
`
ni. Come avra sofferto constatando di persona quanto gli
esseri umani si erano allontanati dalla perfezione di Ada-
`
mo ed Eva! A Gesu si presentava quindi una prova di
`
9. Cosa implica prendere il nostro “palo di tortura” e seguire Gesu?
`
10-12. (a) In che modo la perseveranza di Gesu fu messa alla prova
dall’imperfezione di chi gli stava intorno? (b) Quali furono alcune
` `
situazioni difficili che Gesu affronto?
70 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

perseveranza. Si sarebbe scoraggiato e dato per vinto, con-


siderando gli esseri umani peccatori una causa persa? Ve-
diamo.
11 Gesu` era cosı` afflitto dall’insensibilita` degli ebrei che

cedette alle lacrime. Ma permise che la loro indifferenza


raffreddasse il suo zelo o lo inducesse a smettere di predi-
care? Tutt’altro, “insegnava quotidianamente nel tem-
pio”. (Luca 19:41-44, 47) Era “molto addolorato” per l’in-
` `
sensibilita di cuore dei farisei, che stavano lı a vedere se
`
avrebbe guarito un certo uomo di sabato. Ma si lascio inti-
midire dall’ipocrisia di quegli oppositori? No di certo! Ri-
`
mase imperterrito e sano l’uomo, proprio al centro della
sinagoga. — Marco 3:1-5.
12 Qualcos’altro deve aver messo alla prova Gesu: `
i difet-
`
ti dei suoi piu intimi discepoli. Come abbiamo visto nel

Permetteremo che l’opposizione raffreddi il nostro


entusiasmo o continueremo a predicare con zelo?
“CONSIDERATE ATTENTAMENTE COLUI CHE HA SOPPORTATO” 71

capitolo 3, essi manifestavano un persistente desiderio di


`
preminenza. (Matteo 20:20-24; Luca 9:46) Piu di una vol-
` ` `
ta Gesu li consiglio sulla necessita di essere umili. (Mat-
teo 18:1-6; 20:25-28) Eppure erano lenti a recepire. Per-
sino l’ultima sera che trascorsero con lui si accalorarono
`
in “un’accesa disputa” su chi fosse il piu grande tra loro.
`
(Luca 22:24) Gesu si arrese forse, concludendo che fosse-
ro incorreggibili? No. Sempre paziente, rimase positivo e
fiducioso, continuando a vedere del buono in loro. Sape-
va che amavano Geova di tutto cuore e volevano davvero
`
fare la Sua volonta. — Luca 22:25-27.
13 Forse affrontiamo prove simili a quelle che soppor-
` `
to Gesu. Per esempio, incontriamo persone indifferenti o
persino contrarie al messaggio del Regno. Permetteremo
che queste reazioni negative raffreddino il nostro entusia-
smo o continueremo a predicare con zelo? (Tito 2:14) Po-
tremmo essere messi alla prova a causa dell’imperfezione
dei nostri fratelli cristiani. Una parola o un’azione sconsi-
derata potrebbe ferire i nostri sentimenti. (Proverbi 12:18)
Permetteremo che le mancanze dei compagni di fede ci
inducano a evitarli o continueremo a passar sopra agli er-
rori e a cercare del buono in loro? — Colossesi 3:13.
´ ` `
Perche Gesu persevero
` `
14 Cosa aiuto Gesu a rimanere saldo e a mantenere l’inte-
`
grita nonostante tutte le umiliazioni, le delusioni e le sof-
`
ferenze che sopporto? Due fattori importanti lo sostenne-
`
ro. Primo, Gesu guardava in alto, rivolgendosi all’“Iddio
`
che da perseveranza”. (Romani 15:5) Secondo, guardava
avanti, concentrandosi sul risultato della sua perseveran-
za. Consideriamoli uno alla volta.
` `
13. Quali prove simili a quelle che sopporto Gesu potremmo incon-
trare?
`
14. Quali due fattori aiutarono Gesu a rimanere saldo?
72 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
`
15 Gesu, pur essendo il perfetto Figlio di Dio, non confi-
`
do nelle proprie forze per perseverare, ma si rivolse al Pa-
`
dre celeste e prego per ricevere aiuto dall’alto. L’apostolo
`
Paolo scrisse: “Cristo offrı supplicazioni e anche richieste
a Colui che poteva salvarlo dalla morte, con forti grida
` `
e lacrime”. (Ebrei 5:7) Notate che Gesu offrı non solo ri-
chieste, ma anche supplicazioni. Il termine “supplicazio-
ne” si riferisce a un’implorazione particolarmente sentita
e sincera, una fervida richiesta di aiuto. Il fatto che ricorra
` ` `
al plurale indica che Gesu invoco Geova piu volte. Indub-
` `
biamente nel giardino di Getsemani Gesu prego ripetuta-
mente e con fervore. — Matteo 26:36-44.
16 Gesu` aveva completa fiducia che Geova avrebbe esau-
´ `
dito le sue supplicazioni, perche sapeva che il Padre suo e
l’“Uditore di preghiera”. (Salmo 65:2) Nell’esistenza preu-
mana, il Figlio primogenito aveva visto che il Padre suo
risponde alle preghiere dei suoi leali adoratori. Per esem-
`
pio, in cielo fu testimone oculare quando Geova invio un
angelo in risposta alla sentita preghiera del profeta Danie-
le, ancor prima che Daniele avesse finito di pregare. (Da-
niele 9:20, 21) Come avrebbe potuto il Padre non rispon-
`
dere quando il Figlio unigenito gli aprı il suo cuore “con
forti grida e lacrime”? Geova infatti rispose alle suppliche
`
del Figlio e mando un angelo a rafforzarlo per sopportare
quella terribile prova. — Luca 22:43.
17 Per perseverare dobbiamo rivolgere lo sguardo al cie-

lo, all’Iddio che “impartisce potenza”. (Filippesi 4:13) Se il


`
perfetto Figlio di Dio sentı il bisogno di implorare l’aiuto
` `
di Geova, tanto piu dovremmo sentirlo noi. Come Gesu,
forse dovremo supplicare Geova molte volte. (Matteo 7:7)
` `
15, 16. (a) Cosa indica che Gesu non confido nelle proprie forze per
` ´
perseverare? (b) Quale fiducia aveva Gesu nel Padre suo, e perche?
17. Per perseverare, in che senso dobbiamo rivolgere lo sguardo al
cielo, e come potremmo farlo?
“CONSIDERATE ATTENTAMENTE COLUI CHE HA SOPPORTATO” 73

Non ci aspettiamo di ricevere una visita angelica, ma di


una cosa possiamo essere sicuri: il nostro amorevole Dio
`
rispondera alle richieste di ogni cristiano leale che “perse-
vera nelle supplicazioni e nelle preghiere notte e giorno”.
(1 Timoteo 5:5) Qualsiasi prova affrontiamo — la
cattiva salute, la morte di una persona cara o
la persecuzione da parte di oppositori —
`
Geova esaudira le nostre fervide pre-
ghiere per avere la saggezza, il corag-
gio e la forza di perseverare. — 2 Co-
rinti 4:7-11; Giacomo 1:5.
18 Il secondo fattore che permise a
`
Gesu di perseverare fu il fatto che
`
guardava avanti, al di la delle sofferen-
ze, a quello che lo attendeva. Di lui la
Bibbia dice: “Per la gioia che gli fu posta
`
dinanzi egli sopporto il palo di tortura”.
`
(Ebrei 12:2) L’esempio di Gesu eviden-
zia come interagiscono speranza, gioia
`
e perseveranza. Lo si puo riassumere in
questo modo: la speranza produce gioia
e la gioia perseveranza. (Romani 15:13;
`
Colossesi 1:11) Gesu aveva delle pro-
spettive meravigliose. Sapeva che la sua
`
fedelta avrebbe contribuito a rivendica-
`
re la sovranita del Padre suo e gli avreb-
`
be permesso di riscattare l’umanita dal
`
peccato e dalla morte. Inoltre Gesu ave-
va la prospettiva di governare come Re e
`
18. In che modo Gesu guardava oltre le soffe-
`
renze e si concentrava su cio che lo attendeva?
`
Geova esaudira le nostre fervide
preghiere aiutandoci a perseverare
74 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
`
di servire come Sommo Sacerdote, cosı da recare ulteriori
benedizioni agli esseri umani ubbidienti. (Matteo 20:28;
Ebrei 7:23-26) Concentrandosi sulla speranza e le prospet-
`
tive che aveva dinanzi Gesu provava un’immensa gioia, e
`
questa gioia, a sua volta, lo aiuto a perseverare.
19 Come Gesu, `
dobbiamo lasciare che speranza, gioia e
perseveranza interagiscano a nostro favore. “Rallegratevi
nella speranza”, disse l’apostolo Paolo, e aggiunse: “Perse-
verate nella tribolazione”. (Romani 12:12) In questo mo-
mento state affrontando una dura prova di fede? Allora a
tutti i costi guardate avanti. Non perdete di vista il fatto
`
che la vostra perseveranza rechera lode al nome di Geo-
va. Mettete ben a fuoco la preziosa speranza del Regno.
`
Vedetevi gia nel nuovo mondo di Dio ormai vicino e im-
maginate di provare le benedizioni del Paradiso. Pregusta-
re l’adempimento delle cose meravigliose che Geova ha
`
promesso — fra cui la rivendicazione della sua sovranita
` ´
e l’eliminazione della malvagita dalla terra, nonche del-
`
le malattie e della morte — vi riempira il cuore di gioia, e
`
questa gioia potra aiutarvi a sopportare qualunque prova
vi si presenti. Paragonata alla realizzazione della speranza
`
del Regno, qualsiasi sofferenza in questo sistema di cose e
davvero “momentanea e leggera”. — 2 Corinti 4:17.
‘Seguiamo attentamente le sue orme’
`
20 Gesu sapeva che essere suoi seguaci sarebbe stata una
sfida, una scelta di vita che avrebbe richiesto perseveran-
za. (Giovanni 15:20) Fu pronto a indicare la via, sapen-
do che il` suo esempio avrebbe rafforzato altri. (Giovanni
`
16:33) E vero, Gesu diede un esempio perfetto di perse-
19. Di fronte alle prove di fede, come possiamo fare in modo che spe-
ranza, gioia e perseveranza interagiscano a nostro favore?
20, 21. In quanto a perseveranza, cosa si aspetta Geova da noi, e cosa
dovremmo essere determinati a fare?
“CONSIDERATE ATTENTAMENTE COLUI CHE HA SOPPORTATO” 75

`
Come possiamo seguire Gesu?
˘ Come dovremmo considerare qualsiasi sofferenza affrontia-
mo quali seguaci di Cristo? — Matteo 5:10-12.
`
˘ Secondo le parole di Gesu cosa potevano aspettarsi i suoi se-
guaci, e come possiamo seguire i suoi consigli? — Matteo 10:
16-22.
˘ Di fronte a opposizione o persecuzione, come possiamo se-
`
guire l’esempio di Gesu? — 1 Pietro 2:18-25.
`
˘ Di che cosa e garanzia la fedele perseveranza nonostante le
sofferenze? — 1 Pietro 4:12-14.

veranza, mentre noi siamo tutt’altro che perfetti. Cosa si


`
aspetta Geova da noi? Pietro spiega: “Cristo soffrı per voi,
´
lasciandovi un modello, affinche seguiate attentamente le
`
sue orme”. (1 Pietro 2:21) Affrontando le prove, Gesu la-
`
scio “un modello” da imitare.1 L’esempio di perseveran-
`
za che diede nel corso del suo ministero si puo paragona-
re a delle “orme” o impronte. Noi non siamo in grado di
seguire quelle orme perfettamente, ma possiamo seguirle
“attentamente”.
21 Seguiamo dunque l’esempio di Gesu` al meglio delle
` `
nostre capacita. Non dimentichiamo mai che piu attenta-
`
mente seguiamo le sue orme piu preparati saremo a per-
severare “sino alla fine”, la fine di questo vecchio sistema
di cose o la fine della nostra vita presente. Non sappiamo
`
cosa avverra prima, ma una cosa sappiamo: per tutta l’e-
` `
ternita Geova ci ricompensera per la nostra perseveranza.
— Matteo 24:13.
1 Il termine greco tradotto “modello” significa letteralmente “scrit-
`
to sotto”. L’apostolo Pietro e l’unico che nelle Scritture Greche Cri-
stiane usa questa parola, che a quanto pare significa “ ‘modello che
serve d’esempio’, e si riferisce a un esempio perfetto di scrittura che
`
il bambino deve ricalcare il piu esattamente possibile”.
S E C O N D A P A R T E

“INSEGNANDO . . .
E PREDICANDO
LA BUONA NOTIZIA”
Gesù era un falegname, un taumaturgo, un
guaritore e molto di più. Eppure nessuno si
rivolgeva a lui chiamandolo in questi modi:
lo chiamavano Maestro. Davvero l’opera più
importante della sua vita fu ‘insegnare
e predicare la buona notizia’. (Matteo 4:23)
Quali seguaci di Gesù dobbiamo compiere la
stessa opera. In questa parte analizzeremo
il suo esempio, che ci indica come fare.

76
C A P I T O L O 8

“Per questo sono stato


mandato”
SONO ore che camminano. Dalla Giudea, Gesù e gli
apostoli sono diretti a nord, verso la Galilea. Il tragitto
più breve, un viaggio di tre giorni circa, passa per la Sa-
maria. È quasi mezzogiorno quando raggiungono la cit-
tadina di Sichar, dove si fermano per riposarsi un po’.
2 Mentre gli apostoli vanno a comprare da mangiare,

Gesù rimane presso un pozzo fuori della città. Una donna


si avvicina per attingere acqua. Gesù potrebbe ignorarla. È
“stanco del viaggio”. (Giovanni 4:6) Sarebbe comprensi-
bile se Gesù si limitasse a chiudere gli occhi e lasciare che
quella samaritana venga e se ne vada senza essere nota-
ta. Come abbiamo visto nel capitolo 4, la donna poteva
aspettarsi che un ebreo la trattasse in modo sprezzante. In-
vece Gesù intavola una conversazione con lei.
3 Inizia con un’illustrazione basata sulla vita quotidiana

della donna, anzi proprio su quello che sta facendo in


quel momento. È lì per attingere acqua e Gesù le par-
la di acqua vivificante, che placherà la sua sete spirituale.
Più volte lei menziona punti potenzialmente controver-
si.1 Gesù li evita con tatto e non si discosta da quello che
1 Per esempio la donna chiede perché un ebreo si rivolga a una sa-
maritana, sollevando l’argomento della secolare ostilità esistente fra
i due popoli. (Giovanni 4:9) Afferma inoltre che i samaritani sono di-
scendenti di Giacobbe, cosa che gli ebrei dell’epoca negano recisa-
mente. (Giovanni 4:12) Infatti chiamano i samaritani cutei, a sottoli-
neare la loro discendenza da popolazioni straniere.

1-4. (a) In che modo Gesù insegna efficacemente a una samaritana,


e con quale risultato? (b) Qual è la reazione degli apostoli?
“PER QUESTO SONO STATO MANDATO” 79

intende dire. Si concentra su argomenti spirituali: le parla


della pura adorazione e di Geova Dio. Le sue parole han-
´
no effetti di larga portata, poiche la donna le riferisce agli
` `
uomini della citta e anche loro vogliono ascoltare Gesu.
— Giovanni 4:3-42.
4 Al loro ritorno, cosa pensano gli apostoli della sor-
`
prendente testimonianza che Gesu sta dando? Non ma-
nifestano alcun entusiasmo. Sono persino stupiti che
`
Gesu parli con quella donna, e a quanto pare non le ri-
`
volgono parola. Dopo che se ne va, insistono che Gesu
`
mangi quello che hanno comprato. Tuttavia Gesu dice
loro: “Io ho un cibo da mangiare che voi non conosce-
te”. Perplessi, sul momento prendono alla lettera le sue
` `
parole. Quindi lui spiega: “Il mio cibo e fare la volonta
di colui che mi ha mandato e finire la sua opera”. (Gio-
` `
vanni 4:32, 34) Cosı Gesu insegna loro che per lui l’o-
` `
pera che ha da svolgere e piu importante che mangiare,
e vuole che anche loro la pensino allo stesso modo. Di
che opera si tratta?
5 Gesu` una volta disse: “Devo dichiarare la buona noti-
´
zia del regno di Dio, perche per questo sono stato man-
dato”. (Luca 4:43) In effetti era stato mandato per predi-`
care e insegnare la buona notizia del Regno di Dio.1 E
la stessa opera che oggi devono compiere i suoi seguaci.
` ` ´ `
Percio e importante che esaminiamo perche Gesu predi-
cava, cosa predicava e come considerava il suo incarico.
1 Predicare significa proclamare, o enunciare, un messaggio. Inse-
gnare ha un significato simile ma richiede che si spieghi il messaggio
`
piu approfonditamente e dettagliatamente. Un bravo insegnante sa
`
trovare i modi per toccare il cuore dello studente cosı da spingerlo ad
agire in base a quello che ode.
` `
5. Qual era l’opera piu importante per Gesu, e cosa prenderemo in
esame in questo capitolo?
80 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
´ `
Perche Gesu predicava
6 Prima vediamo cosa pensava Gesu` delle verita` che

insegnava; poi parleremo del suo atteggiamento nei con-


` `
fronti di coloro a cui insegnava. Gesu uso una vivida il-
lustrazione per dimostrare quanto era importante per lui
`
rendere partecipi altri delle verita che Geova gli aveva in-
`
segnato. Disse: “Ogni pubblico insegnante, quando e am-
`
maestrato riguardo al regno dei cieli, e simile a un uomo,
a un padrone di casa, che trae dal suo tesoro cose nuove
´
e cose vecchie”. (Matteo 13:52) Perche questo padrone di
casa tira fuori delle cose dal suo tesoro?
7 Il padrone di casa non lo fa solo per mostrare con or-

goglio i suoi possedimenti, come una volta aveva fatto il


`
re Ezechia nell’antichita, con conseguenze disastrose. (2 Re
20:13-20) Allora per quale motivo lo fa? Per capirlo immagi-
niamo di andare a trovare a casa sua un insegnante che sti-
miamo. Lui apre un cassetto della scrivania e tira fuori due
lettere scritte da suo padre: una, ingiallita dal tempo, rice-
`
vuta decenni prima quando era solo un ragazzo, l’altra piu
recente. Gli brillano gli occhi mentre ci dice quanto sono
preziose per lui queste lettere e come i consigli che con-
tengono abbiano` cambiato la sua vita e potrebbero aiutare
anche noi. E chiaro che le lettere gli stanno molto a cuo-
re. (Luca 6:45) Ce le fa vedere non per vantarsi o per trarne
qualche vantaggio, ma per farci capire il valore che hanno.
8 Gesu,` `
il grande Insegnante, faceva conoscere le verita di
`
Dio spinto da motivi simili. Per lui quelle verita erano un
tesoro inestimabile. Le amava ed era ansioso di renderne
partecipi altri. Voleva che ognuno dei suoi seguaci, “ogni
pubblico insegnante”, la pensasse allo stesso modo. E noi?
`
6, 7. Secondo Gesu cosa doveva provare “ogni pubblico insegnan-
te” in quanto a portare ad altri la buona notizia? Fate un esempio.
´ `
8. Perche abbiamo buone ragioni di considerare dei tesori le verita
che apprendiamo dalla Parola di Dio?
“PER QUESTO SONO STATO MANDATO” 81
`
Abbiamo tutte le ragioni di amare ogni verita che appren-
diamo dalla Parola di Dio. Facciamo tesoro delle gemme
`
di verita, sia quelle in cui crediamo da tempo che gli ulti-
mi chiarimenti. Parlando con sincero entusiasmo e con-
tinuando ad amare quello che Geova ci ha insegnato tra-
`
smettiamo questo amore, come fece Gesu.
`
9 Gesu inoltre amava le persone a cui insegnava, come
`
vedremo piu ampiamente nella terza parte. Era predetto
che il Messia avrebbe provato “commiserazione per il mi-
`
sero e per il povero”. (Salmo 72:13) Certo Gesu aveva a
cuore le persone. Si interessava dei pensieri e degli atteg-
giamenti che c’erano dietro le loro azioni. Si preoccupava
dei pesi che gravavano su di loro e degli ostacoli che impe-
`
divano loro di afferrare la verita. (Matteo 11:28; 16:13; 23:
13, 15) Ripensiamo, per esempio, alla samaritana. Senza
dubbio rimase profondamente colpita dall’interessamen-
`
to di Gesu. Il fatto che lui fosse a conoscenza della situa-
zione in cui si trovava la spinse a riconoscere che era` un
profeta e a parlarne ad altri. (Giovanni 4:16-19, 39) E vero,
`
oggi i discepoli di Gesu non possono leggere il cuore del-
le persone a cui predicano. Comunque possiamo interes-
`
sarci di loro, come Gesu; possiamo mostrare sollecitudine
e scegliere le parole che meglio si adattano ai loro partico-
`
lari interessi, problemi e necessita.
`
Quello che Gesu predicava
`
10 Cosa predicava Gesu? Se dovessimo trovare la rispo-

sta in base a quello che insegnano le numerose religio-


ni che sostengono di rappresentarlo, potremmo conclu-
dere che predicava una specie di vangelo sociale, o forse
`
9. (a) Cosa provava Gesu per le persone a cui insegnava? (b) Come
`
possiamo imitare l’atteggiamento di Gesu?
` ´ `
10, 11. (a) Cosa predicava Gesu? (b) Perche sorse la necessita del Re-
gno di Dio?
82 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

che sosteneva qualche riforma politica, oppure che dava


soprattutto risalto alla salvezza dell’individuo. Tuttavia,
` ` `
come si e gia notato, Gesu disse chiaramente: “Devo di-
chiarare la buona notizia del regno di Dio”. Cosa significa-
va esattamente?
11 Ricordiamo che Gesu` era presente in cielo sin dall’ini-
`
zio, quando Satana mise in dubbio la legittimita della sovra-
`
nita di Geova. Come dovette addolorarlo vedere il suo buon
Padre calunniato e accusato di essere un Sovrano ingiusto,
che priva di qualcosa di buono le Sue creature! Come do-
vette soffrire il Figlio di Dio quando Adamo ed Eva, i futuri
`
genitori dell’umanita, diedero ascolto alla calunnia di Sata-
na! Il Figlio vide che in seguito a quella ribellione il pecca-
to e la morte contagiarono il genere umano. (Romani 5:12)
`
Che emozione dovette essere, pero, apprendere che il Padre
un giorno avrebbe risolto ogni questione!
12 Ma qual era la questione piu` importante da risolvere?

Si doveva santificare il nome di Geova: si doveva cancellare


ogni traccia del biasimo arrecato su di esso da Satana e da
tutti coloro che si erano schierati dalla sua parte. Si doveva
` ` `
rivendicare la legittimita della sovranita di Geova, cioe del
`
suo modo di governare. Meglio di chiunque altro, Gesu ca-
piva tali questioni importanti. Nella preghiera modello in-
`
segno ai suoi seguaci a chiedere prima che il nome del Pa-
dre fosse santificato, poi che venisse il Suo Regno e quindi
`
che si compisse la volonta di Dio sulla terra. (Matteo 6:9, 10)
` `
Il Regno di Dio, con a capo Cristo Gesu, presto liberera la
`
terra dal corrotto sistema di Satana e sancira per sempre la
`
legittimita del governo di Geova. — Daniele 2:44.
13 Quel Regno era il tema del ministero di Gesu. `
Ogni sua
` `
parola e azione contribuı a spiegare cos’e il Regno e in che
` `
12, 13. Quali torti cancellera il Regno di Dio, e in che modo Gesu
fece del Regno il fulcro del suo ministero?
“PER QUESTO SONO STATO MANDATO” 83
` `
modo servira al proposito di Geova. Gesu non permise
che alcuna cosa lo distogliesse dalla missione di predicare
la buona notizia del Regno di Dio. Ai suoi giorni c’erano
pressanti problemi sociali e innumerevoli ingiustizie, ma
`
lui si concentro sul suo messaggio e la sua opera. Questo
`
significa forse che Gesu fosse di vedute ristrette, che il suo
approccio fosse monotono e ripetitivo? Tutt’altro!
14 Come vedremo ulteriormente in questa parte, Gesu`

rese interessante e vario il suo insegnamento. Arrivava al


cuore. Questo potrebbe ricordarci il saggio re Salomone,
`
che ricerco “parole dilettevoli” e “corrette parole di ve-
` `
rita” per comunicare le idee che Geova lo ispiro a met-
`
tere per iscritto. (Ecclesiaste 12:10) Geova doto quell’uo-
mo imperfetto della “larghezza di cuore” che gli permise
di parlare di molte cose, dagli alberi agli uccelli, ai pesci
e ad altri animali. La gente veniva da molto lontano per
`
sentir parlare Salomone. (1 Re 4:29-34) Eppure Gesu era
` `
“piu di Salomone”. (Matteo 12:42) Era molto piu saggio
e la sua “larghezza di cuore” era molto maggiore. Nell’in-
`
segnare Gesu attingeva dall’ottima conoscenza che aveva
della Parola di Dio, come pure da soggetti vari quali uc-
´
celli, pesci e altri animali, nonche agricoltura, condizioni
meteorologiche, avvenimenti in corso, storia e condizioni
`
sociali. Al tempo stesso non ostento mai la sua conoscen-
za per fare colpo sugli altri. Il suo messaggio era semplice
e chiaro. Non per niente alla gente piaceva sentirlo parla-
re. — Marco 12:37; Luca 19:48.
15 Oggi i cristiani cercano di seguire l’esempio di Gesu. `
Non abbiamo l’immensa sapienza e conoscenza che ave-
va lui, ma tutti abbiamo una certa conoscenza ed espe-
rienza da cui attingere quando parliamo ad altri delle
` ` `
14, 15. (a) In che modo Gesu si dimostro “piu di Salomone”?
`
(b) Come possiamo imitare Gesu in quello che predichiamo?
84 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
`
verita della Parola di Dio. I genitori, per esempio, possono
attingere dalla loro esperienza nell’allevare i figli per illu-
strare l’amore di Geova per i Suoi figli. Altri possono fare
esempi o illustrazioni basati sul lavoro o la scuola, oppure
sulla loro conoscenza di personaggi o avvenimenti in cor-
so. Al tempo stesso stiamo attenti che niente distolga l’at-
tenzione dal nostro messaggio: la buona notizia del Regno
di Dio. — 1 Timoteo 4:16.
`
L’atteggiamento di Gesu verso il suo ministero
16 Gesu` considerava il suo ministero un tesoro prezioso.

Era un piacere per lui aiutare la gente a vedere il suo Padre


`
celeste com’e veramente, non come veniva dipinto dalle
confuse dottrine e tradizioni umane. Amava aiutare altri
ad avere l’approvazione di Geova e la speranza della vita
eterna. Provava piacere nel portare il conforto e la gioia
`
della buona notizia. Come dimostro di provare questi sen-
timenti? Vediamo tre modi in cui lo fece.
17 Primo, Gesu` fece del ministero l’obiettivo principale del-
`
la sua vita. Parlare del Regno era la sua carriera, l’attivita,
l’interesse principale della sua esistenza. Per questo, come
`
abbiamo visto nel capitolo 5, Gesu mantenne saggiamen-
`
te una vita semplice. Come consiglio ad altri, tenne lo
` `
sguardo fisso sulla cosa piu importante. Non si lascio di-
`
strarre da una quantita di oggetti che gli sarebbe costato
comprare, mantenere, e col tempo riparare o sostituire. Vi-
´
veva semplicemente affinche niente lo distraesse dal suo
ministero. — Matteo 6:22; 8:20.
18 Secondo, Gesu` si spendeva interamente nel ministero. Vi
`
dedico enorme energia, percorrendo a piedi in lungo e
`
16, 17. (a) Qual era l’atteggiamento di Gesu verso il suo ministero?
` `
(b) In che modo Gesu dimostro che il ministero era l’obiettivo della
sua vita?
`
18. In quali modi Gesu si spese interamente nel ministero?
“PER QUESTO SONO STATO MANDATO” 85

in largo la Palestina, alla ricerca di persone a cui portare


la buona notizia. Parlava loro nelle case, nelle piazze, nei
luoghi di mercato e in aperta campagna. Parlava loro an-
che quando aveva bisogno di riposare, mangiare e bere, o
` `
di un po’ di tranquillita insieme ai piu intimi amici. An-
che quando stava per morire non smise di parlare della
buona notizia del Regno di Dio. — Luca 23:39-43.
19 Terzo, Gesu` considerava il ministero qualcosa di urgen-

te. Pensiamo alla conversazione con la samaritana al poz-


zo presso Sichar. A quanto pare gli apostoli non videro in
`
quella situazione l’urgente necessita di parlare della buo-
`
na notizia. Gesu disse loro: “Non dite voi che ci sono an-
cora quattro mesi prima che venga la mietitura? Ecco, vi
dico: Alzate gli occhi e guardate i campi, che sono bianchi
da mietere”. — Giovanni 4:35.
20 Per questa illustrazione Gesu` prese spunto dalla sta-

gione in corso. Evidentemente era il mese di chislev (no-


vembre/dicembre). La mietitura dell’orzo sarebbe inizia-
`
ta solo quattro mesi dopo, piu o meno al tempo della
`
Pasqua, il 14 nisan. Percio in quel momento gli agricol-
tori non avevano nessuna fretta, la mietitura era ancora
lontana. Ma che dire della mietitura spirituale? Molti era-
no pronti a udire, a imparare, a diventare discepoli di Cri-
sto e ottenere la meravigliosa speranza che Geova offriva
`
loro. Era come se Gesu guardando quei simbolici cam-
pi vedesse che erano bianchi per tutte le spighe matu-
re che ondeggiavano dolcemente alla brezza, a indicare
che erano pronte da mietere.1 Il momento era arrivato,
`
e il lavoro era urgente. Percio quando gli abitanti di una
1 A proposito di questo versetto, un’opera di consultazione osserva:
`
“Il grano, quando e maturo, da verde diventa giallo pallido, a indica-
`
re che e ora di mieterlo”.
` `
19, 20. Come illustro Gesu l’urgenza dell’opera di predicazione?
86 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

`
Come possiamo seguire Gesu?
˘ In che modo le nostre preghiere e le nostre azioni indicano
che riteniamo urgente il ministero? — Matteo 9:35-38.
˘ Se ci accorgiamo che il nostro zelo per il ministero si sta spe-
` `
gnendo, come ci puo spronare l’esempio di Gesu? — Marco 1:
35-39.
˘ Quando predichiamo, come dovremmo considerare coloro
che sono miseri, oppressi o emarginati? — Luca 18:35–19:10.
´
˘ Perche nel ministero non dovremmo permettere che ostilita
`
o indifferenza raffreddino il nostro zelo? — Giovanni 7:32-52.

` `
citta cercarono di trattenerlo presso di loro, Gesu rispo-
`
se: “Anche ad altre citta devo dichiarare la buona notizia
´
del regno di Dio, perche per questo sono stato mandato”.
— Luca 4:43.
21 Possiamo imitare Gesu` in tutti e tre i modi summen-

zionati. Possiamo fare del ministero cristiano il principa-


le obiettivo della nostra vita. Anche se abbiamo una fa-
miglia e dei doveri, possiamo dimostrare che il ministero
`
ha la priorita svolgendolo con zelo, regolarmente, come
`
fece Gesu. (Matteo 6:33; 1 Timoteo 5:8) Possiamo spen-
derci nel ministero, dedicandovi generosamente il tempo,
le energie e le risorse che abbiamo. (Luca 13:24) E possia-
`
mo ricordare sempre che la nostra opera e urgente. (2 Ti-
moteo 4:2) Dobbiamo approfittare di ogni occasione per
predicare.
22 C’e` un altro modo in cui Gesu` indico` che si rende-
`
va conto dell’importanza dell’opera: si assicuro che conti-
`
nuasse dopo la sua morte. Incarico i suoi seguaci di por-
`
tare avanti l’opera di predicare e insegnare. Questo sara
l’argomento del prossimo capitolo.
`
21. Come possiamo imitare Gesu?
`
22. Cosa verra trattato nel prossimo capitolo?
C A P I T O L O 9

“Andate . . .
e fate discepoli”
L’AGRICOLTORE ha un grosso problema. Mesi fa ha ara-
to i campi e ha seminato. Ha osservato attento spuntare i
primi germogli e si è rallegrato man mano che le pianti-
celle crescevano. Adesso vede la ricompensa del suo duro
lavoro, perché è arrivato il tempo della mietitura. Il pro-
blema è che la messe è troppo abbondante per raccoglier-
la da solo. Per risolverlo, decide saggiamente di assumere
dei lavoratori da mandare nei campi. Dopo tutto, il tempo
per raccogliere la sua preziosa messe è limitato.
2 Nella primavera del 33 E.V. il risorto Gesù ha un

problema simile. Durante il suo ministero terreno ha


1-3. (a) Cosa fa l’agricoltore quando la messe è troppo abbondante
per mieterla da solo? (b) Che problema si presenta a Gesù nella prima-
vera del 33 E.V., e come lo risolve?

Cosa può fare l’agricoltore se la messe è troppo


abbondante per raccoglierla da solo?
88 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
` `
seminato i semi della verita. Adesso e tempo di mie-
`
tere, e la messe e abbondante. Sono molte le persone
bendisposte che devono essere radunate per diventare
`
discepoli. (Giovanni 4:35-38) Come risolve Gesu que-
sto problema? Su un monte della Galilea, poco prima di
`
ascendere al cielo, da ai suoi discepoli l’incarico di tro-
vare altri lavoratori, dicendo: “Andate dunque e fate di-
scepoli di persone di tutte le nazioni, battezzandole . . . ,
insegnando loro ad osservare tutte le cose che vi ho co-
mandato”. — Matteo 28:19, 20.
3 Essere un vero seguace di Cristo significa fondamen-

talmente assolvere questo incarico. Prendiamo dunque in


´ ` `
considerazione tre domande. Perche Gesu affido l’incari-
`
co di trovare altri lavoratori? Come addestro i suoi di-
scepoli ad assolverlo? In che modo questo incarico ci ri-
guarda?
´
Perche ci volevano altri lavoratori
4 Nel 29 E.V., quando inizio` il ministero, Gesu` sapeva di

intraprendere un’opera che non avrebbe portato a termi-


ne da solo. Nel breve tempo che gli rimaneva sulla ter-
ra poteva raggiungere solo una zona circoscritta, e poteva
portare il messaggio
` del Regno solo a un certo nume-
`
ro di persone. E vero che si limito a predicare principal-
mente agli ebrei e ai proseliti, le “pecore smarrite della
casa d’Israele”. (Matteo 15:24) Comunque quelle “pecore
smarrite” erano sparpagliate in tutto Israele, un territorio
di migliaia di chilometri quadrati. E poi col tempo si sa-
rebbe dovuto portare la buona notizia al resto del mondo.
— Matteo 13:38; 24:14.
5 Gesu` era consapevole che dopo la sua morte ci sareb-

be stato ancora molto lavoro da fare. Agli undici apo-


´ `
4, 5. Perche Gesu non avrebbe portato a termine l’opera che aveva intra-
preso, e chi avrebbe continuato a svolgerla dopo il suo ritorno in cielo?
“ANDATE . . . E FATE DISCEPOLI” 89

stoli fedeli disse: “Verissimamente vi dico: Chi esercita


` `
fede in me fara anche lui le opere che io faccio; e fara
` ´
opere piu grandi di queste, perche io me ne vado al Pa-
dre”. (Giovanni 14:12) Il Figlio stava per tornare in cielo,
quindi sarebbero stati i suoi seguaci — non solo gli apo-
stoli, ma anche tutti quelli che sarebbero diventati disce-
poli in seguito — a dover continuare a predicare e inse-
`
gnare. (Giovanni 17:20) Gesu ammise umilmente che le
`
loro opere sarebbero state “piu grandi” delle sue. Come?
Sotto tre aspetti.
6 Primo, i seguaci di Gesu` avrebbero coperto un territo-
`
rio piu vasto. Oggi con la loro testimonianza sono arri-
`
vati alle estremita della terra, molto oltre i confini del
` `
paese in cui predico lo stesso Gesu. Secondo, avrebbe-
`
ro raggiunto piu persone. Ben presto i pochi discepoli che
` `
Gesu lascio diventarono migliaia. (Atti 2:41; 4:4) Adesso
sono milioni, e ogni anno centinaia di migliaia di nuo-
vi si battezzano. Terzo, avrebbero predicato per un perio-
`
do di tempo piu lungo, fino ai nostri giorni, quasi 2.000
anni dopo la fine dei tre anni e mezzo del ministero di
`
Gesu.
7 Dicendo che i suoi seguaci avrebbero compiuto “opere
` `
piu grandi di queste” Gesu espresse fiducia in loro. Stava
affidando loro un’opera che era della massima importan-
za per lui, quella di predicare e insegnare “la buona noti-
zia del regno di Dio”. (Luca 4:43) Era convinto che avreb-
bero assolto fedelmente l’incarico. Cosa significa questo
per noi oggi? Quando ci impegniamo con zelo e con tut-
to il cuore nel ministero, dimostriamo che la fiducia di
` `
Gesu nei suoi seguaci non era malriposta. Questo non e
un grande onore? — Luca 13:24.
`
6, 7. (a) Sotto quali aspetti le opere compiute dai seguaci di Gesu sa-
`
rebbero state piu grandi delle sue? (b) Come possiamo dimostrare che
`
la fiducia di Gesu nei suoi seguaci non era malriposta?
90 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

Addestrati a dare testimonianza


` `
8 Gesu impartı ai discepoli il miglior addestramento
possibile per il ministero. Soprattutto diede loro un esem-
pio perfetto. (Luca 6:40) Nel capitolo precedente abbia-
mo parlato del suo atteggiamento verso il ministero. Pen-
`
sate un momento ai discepoli che accompagnavano Gesu
nella predicazione. Essi potevano osservare che predicava
ovunque ci fossero delle persone: in riva ai laghi e sulle
` ´
colline, nelle citta e nei luoghi di mercato, nonche nelle
case. (Matteo 5:1, 2; Luca 5:1-3; 8:1; 19:5, 6) Vedevano che
lavorava sodo, alzandosi presto e svolgendo il suo servizio
fino a notte inoltrata. Per lui il ministero non era un sem-
plice passatempo. (Luca 21:37, 38; Giovanni 5:17) Senza
dubbio i discepoli si accorsero che era motivato da pro-
fondo amore per il prossimo. Forse videro riflessa sul suo
viso la compassione che provava nel cuore. (Marco 6:34)
Che effetto pensate abbia avuto su di loro l’esempio di
`
Gesu? Che effetto avrebbe avuto su di noi?
9 Nel ministero noi seguaci di Cristo seguiamo il suo

esempio, quindi non lasciamo nulla di intentato pur di


`
“dare completa testimonianza”. (Atti 10:42) Come Gesu
andiamo a trovare le persone in casa loro. (Atti 5:42) Se
necessario modifichiamo il nostro programma per andar-
` `
ci quando e piu probabile trovarle in casa. Le cerchiamo e
predichiamo loro con discrezione anche nei luoghi pub-
blici: per le strade, nei parchi, nei negozi e sul lavoro. “Fa-
´
tichiamo e ci sforziamo” di continuo nel ministero perche
prendiamo sul serio quest’opera. (1 Timoteo 4:10) Il since-
ro e profondo amore per il prossimo ci spinge a continua-
re a trovare occasioni per predicare in qualsiasi momento
e ovunque ci siano delle persone. — 1 Tessalonicesi 2:8.
`
8, 9. Quale esempio diede Gesu nel ministero, e come possiamo segui-
re il suo esempio?
91

Un altro modo in cui


10
` `
Gesu addestro i discepo-
li fu dando loro istruzioni
esaurienti. Quando man-
`
do prima i dodici aposto-
li e poi i settanta disce-
`
poli a predicare, Gesu
`
fornı loro un addestramen-
to specifico. (Matteo 10:
1-15; Luca 10:1-12) Questo
L’amore ci spinge a predicare produsse buoni risultati,
ovunque si possano trovare infatti Luca 10:17 riferisce
delle persone che “i settanta tornarono
con gioia”. Soffermiamoci
` `
su due lezioni importanti che Gesu impartı, ricordan-
do che vanno intese alla luce delle consuetudini ebraiche
dell’epoca.
11 Gesu` insegno` ai discepoli a confidare in Geova, dicen-
´ ´
do: “Non vi procurate oro ne argento ne rame per le borse
´ ´
delle vostre cinture, ne bisaccia da cibo per il viaggio, ne
´ ´ ´
due vesti, ne sandali ne bastone; poiche l’operaio merita
il suo cibo”. (Matteo 10:9, 10) Era normale che i viaggia-
tori portassero una borsa con il denaro alla cintura, una
bisaccia per le provviste di cibo e un paio di sandali di ri-
cambio.1 Insegnando ai discepoli a non preoccuparsi per
`
cose del genere, in effetti Gesu stava dicendo: “Confida-
` `
te pienamente in Geova, pensera lui alle vostre necessita”.
1 La ‘borsa da cintura’ forse era una cintura con una specie di tasca
`
in cui riporre il denaro. La bisaccia era una borsa piu grande, di soli-
to di pelle, portata sulla spalla e usata per riporvi viveri o altre prov-
viste.

10-12. Prima di mandare i discepoli a predicare quali istruzioni impor-


`
tanti diede loro Gesu?
“ANDATE . . . E FATE DISCEPOLI” 93

Geova avrebbe provveduto per loro spingendo chi accetta-


`
va la buona notizia a offrire ospitalita, come era comune
in Israele. — Luca 22:35.
12 Gesu` insegno` inoltre ai discepoli a evitare inutili distra-

zioni. Disse: “Non abbracciate nessuno nel salutarlo lun-


go la strada”. (Luca 10:4) Stava forse dicendo loro di
essere freddi o distaccati? Niente affatto. Nei tempi bibli-
`
ci salutarsi richiedeva molto piu che un semplice “ciao”.
Abitualmente i saluti comportavano diversi convenevoli e
conversazioni prolisse. Un biblista afferma: “Fra gli orien-
tali i saluti non consistevano, come per noi, in un sem-
plice cenno del capo o in una stretta di mano, ma in nu-
`
merosi abbracci, inchini e tanti salamelecchi. Tutto cio
richiedeva molto tempo”. Dicendo ai discepoli di evitare i
`
saluti tradizionali, in un certo senso Gesu diceva: “Dovete
´
sfruttare al massimo il tempo che avete perche il messag-
`
gio che portate e urgente”.1
13 Noi prendiamo a cuore le istruzioni che Gesu` die-

de ai discepoli del I secolo. Nel compiere il nostro mini-


stero, riponiamo completa fiducia in Geova. (Proverbi 3:
5, 6) Sappiamo che se ‘continuiamo a cercare prima il re-
`
gno’ non ci manchera mai il necessario per vivere. (Mat-
teo 6:33) In tutto il mondo predicatori del Regno a tem-
po pieno possono confermare che, anche nei momenti
`
difficili, la mano di Geova non e mai corta. (Salmo
1 Il profeta Eliseo una volta aveva dato istruzioni simili. Quando
`
mando Gheazi suo servitore a casa della donna a cui era appena mor-
to il figlio, Eliseo disse: “Nel caso che incontri qualcuno, non lo devi
salutare”. (2 Re 4:29) La missione era urgente, quindi non era il mo-
mento di attardarsi inutilmente.

13. In quali modi possiamo dimostrare che prendiamo a cuore le istru-


`
zioni che Gesu diede ai discepoli del I secolo?

“I settanta tornarono con gioia”


94 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
`
37:25) Riconosciamo la necessita di evitare le distrazioni.
`
Se non stiamo attenti, questo sistema di cose puo sviarci
` `
facilmente. (Luca 21:34-36) Questo pero non e il momen-
`
to di essere distratti. Il nostro messaggio e urgente, sono in
gioco delle vite. (Romani 10:13-15) Tenendo vivo nel cuo-
re il senso di urgenza eviteremo che le distrazioni di que-
sto mondo ci sottraggano il tempo e l’energia che sarebbe-
`
ro meglio spesi nel ministero. Ricordiamo che e rimasto
`
poco tempo e la messe e grande. — Matteo 9:37, 38.
Un incarico che ci riguarda
14 Con le parole “andate . . . e fate discepoli” il risorto
` ` `
Gesu affido una grande responsabilita ai suoi seguaci, ma
non solo a quelli che in quel giorno di primavera erano
`
lı sul monte in Galilea.1 L’incarico che diede comportava
che si raggiungessero “persone di tutte le nazioni” e che si
continuasse “fino al termine del sistema di cose”. Chiara-
mente questo riguarda tutti i seguaci di Cristo, noi com-
` `
presi. Consideriamo piu da vicino le parole di Gesu ripor-
tate in Matteo 28:18-20.
15 Prima di dare l’incarico Gesu` dice: “Ogni autorita` mi e`
`
stata data in cielo e sulla terra”. (Versetto
` 18) Gesu ha dav-
` `
vero cosı ampia autorita? Senz’altro. E l’arcangelo, al cui
comando rispondono miriadi di miriadi di angeli. (1 Tes-
salonicesi 4:16; Rivelazione 12:7) Essendo il “capo della
`
congregazione” ha autorita sui suoi seguaci sulla terra.
1 Dato che la maggior parte dei suoi seguaci si trovava in Galilea,
` `
forse e nella circostanza descritta in Matteo 28:16-20 che Gesu appar-
` `
ve “a piu di cinquecento”. (1 Corinti 15:6) Percio quando diede l’in-
carico di fare discepoli i presenti potevano essere centinaia.

14. Cosa indica che l’incarico riportato in Matteo 28:18-20 riguarda


tutti i seguaci di Cristo? (Si veda anche la nota in calce).
´ `
15. Perche facciamo bene a ubbidire al comando di Gesu di fare disce-
poli?
“ANDATE . . . E FATE DISCEPOLI” 95

(Efesini 5:23) Dal 1914 regna quale Re messianico in cielo.


` ´
(Rivelazione 11:15) Ha autorita anche sulla morte, poiche
ha il potere di risuscitare i morti. (Giovanni 5:26-28) Di-
` `
chiarando prima la sua grande autorita, Gesu indica che le
parole successive non sono un consiglio ma un comando.
`
Facciamo bene a ubbidire, dato che Gesu non ha assun-
` `
to tale autorita di sua iniziativa, ma gli e stata conferita da
Dio. — 1 Corinti 15:27.
16 Gesu` ora descrive a grandi linee l’incarico, iniziando

con una sola parola: “Andate”. (Versetto 19) Pertanto ci or-


dina di prendere l’iniziativa e portare ad altri il messaggio
del Regno. Ci sono svariati metodi per assolvere questo in-
` `
carico. La predicazione di casa in casa e il modo piu effica-
ce per stabilire un contatto diretto con la gente. (Atti 20:20)
Cerchiamo anche le occasioni per dare testimonianza in-
formale; nella vita di ogni giorno siamo pronti a intavolare
`
una conversazione sulla buona notizia ogni volta che e ap-
propriato. I nostri metodi possono variare in base ai bisogni
`
e alle circostanze locali. Una cosa pero non cambia: ‘andia-
mo’ e cerchiamo i meritevoli. — Matteo 10:11.
17 Quindi Gesu` spiega l’obiettivo dell’incarico, cioe` ‘fare

discepoli di persone di tutte le nazioni’. (Versetto 19) In


che modo ‘facciamo discepoli’? Fondamentalmente il di-
`
scepolo e colui che apprende, impara. Tuttavia per ‘fare
discepoli’ non basta impartire conoscenza ad altri. Quan-
`
do studiamo la Bibbia con qualcuno, il nostro obiettivo e
`
aiutarlo a diventare un seguace di Cristo. Ogni volta che e
` ´
possibile diamo risalto all’esempio di Gesu affinche le per-
sone imparino a considerarlo il loro Maestro e Modello,
`
vivendo come visse lui e compiendo l’opera che compı
lui. — Giovanni 13:15.
`
16. Cosa implica l’invito che ci fa Gesu dicendo “andate”, e come as-
solviamo questo incarico?
17. In che modo ‘facciamo discepoli’?
96 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

`
Come possiamo seguire Gesu?
˘ Con quale atteggiamento dobbiamo avvicinare le persone
quando portiamo il messaggio del Regno? — Matteo 10:11-13;
Luca 10:5.
˘ Quando la nostra opera suscita opposizione, in che modo le pa-
`
role di Gesu possono aiutarci ad andare avanti? — Marco 13:9-13.
˘ Come dobbiamo comportarci con coloro che non ascoltano il
nostro messaggio? — Luca 10:10, 11.
˘ Se mettiamo al primo posto l’opera di predicazione, che fiducia
possiamo avere? — Luca 12:22-31.

`
18 Una parte essenziale dell’incarico e espressa con le pa-
role: “Battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello
` `
spirito santo”. (Versetto 19) Il battesimo e il passo piu im-
´ `
portante nella vita di un discepolo, poiche e un appropria-
to simbolo della sua dedicazione a Geova fatta con tutto il
`
cuore. Quindi e essenziale per la salvezza. (1 Pietro 3:21) In-
fatti, continuando a fare del suo meglio nel servire Geova, il
`
discepolo battezzato puo aspettarsi infinite benedizioni nel
nuovo mondo avvenire. Avete aiutato qualcuno a diventa-
re un battezzato discepolo di Cristo? Nel ministero cristiano
` `
non c’e motivo di gioia piu grande. — 3 Giovanni 4.
`
19 Gesu spiega la parte successiva dell’incarico dicendo:

“Insegnando loro ad osservare tutte le cose che vi ho co-


mandato”. (Versetto 20) Insegniamo ai nuovi a ubbidire ai
`
comandi di Gesu, tra cui quello di amare Dio, di amare il
prossimo e di fare discepoli. (Matteo 22:37-39) Progressiva-
`
mente insegniamo loro a spiegare le verita bibliche e a di-
´ ` `
18. Perche il battesimo e il passo piu importante nella vita di un disce-
polo?
´
19. Cosa insegniamo ai nuovi, e perche l’insegnamento potrebbe con-
tinuare dopo il loro battesimo?
“ANDATE . . . E FATE DISCEPOLI” 97
`
fendere la loro fede, che si rafforza sempre piu. Quando
`
sono idonei per l’attivita di predicazione pubblica, la svol-
giamo insieme a loro, insegnando a parole e con l’esempio
a compiere quest’opera in modo produttivo. L’insegnamen-
to non finisce necessariamente prima del battesimo dei
` `
nuovi discepoli. Chi si e appena battezzato puo avere biso-
gno di ulteriore istruzione per poter affrontare i problemi
`
che incontrera seguendo Cristo. — Luca 9:23, 24.
“Sono con voi tutti i giorni”
`
20 Le ultime parole dell’incarico che diede Gesu sono
davvero rassicuranti: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni
`
fino al termine del sistema di cose”. (Matteo 28:20) Gesu
`
riconosce che questo e un incarico impegnativo. E sa che
`
assolverlo a volte provochera reazioni ostili da parte degli
`
oppositori. (Luca 21:12) Ma non c’e motivo di aver paura.
Il nostro Condottiero non si aspetta che assolviamo l’inca-
`
rico da soli o senza aiuto. Non e confortante sapere che
` `
Colui che ha “ogni autorita . . . in cielo e sulla terra” e con
noi per aiutarci a portarlo a termine?
21 Gesu` assicuro` ai discepoli che sarebbe stato con loro

mentre svolgevano il ministero per tutti i secoli fino al


´ `
“termine del sistema di cose”. Finche non verra la fine
dobbiamo continuare a svolgere il compito ` affidatoci da
` `
Gesu. Non e il momento di rallentare. E in corso un’ab-
bondante raccolta spirituale. Le persone bendisposte ven-
gono radunate in gran numero. Quali seguaci di Cristo
siamo determinati ad assolvere l’impegnativo incarico
che ci ha affidato. Siamo risoluti a dedicare il tempo, le
energie e le risorse che abbiamo per eseguire il comando
`
di Gesu: “Andate . . . e fate discepoli”.
` ´ `
20, 21. (a) Nell’assolvere l’incarico affidato da Gesu, perche non c’e
´ `
motivo di aver paura? (b) Perche non e il momento di rallentare, e cosa
dovremmo essere determinati a fare?
C A P I T O L O 1 0

“È scritto”

GESÙ CRISTO è all’inizio del suo ministero. È tornato a


Nazaret, il paese in cui è cresciuto. Il suo obiettivo è aiu-
tare la gente a pervenire a una conclusione molto impor-
tante: è lui il Messia predetto da tempo! Quali prove pre-
senta?
2 Molti senza dubbio si aspettano un miracolo. Hanno

sentito parlare delle incredibili opere compiute da Gesù.


Lui però non fornisce loro nessun segno del genere. Piut-
tosto, come è sua abitudine, va alla sinagoga. Quando si
alza in piedi per leggere gli porgono il rotolo di Isaia. È un
rotolo lungo, probabilmente avvolto intorno a due aste ci-
lindriche. Gesù lo srotola con cura da una parte all’altra
finché trova il brano che cerca. Quindi legge ad alta voce
le parole che oggi troviamo in Isaia 61:1-3. — Luca 4:16-19.
3 Sicuramente è un brano ben noto ai presenti. È una

profezia che riguarda il Messia. Nella sinagoga tutti gli


sguardi sono fissi su Gesù. Il silenzio è assoluto. Poi Gesù
comincia a spiegare, forse fornendo ulteriori particolari:
“Oggi questa scrittura che avete appena udito si è adem-
piuta”. L’uditorio si meraviglia delle sue parole avvincen-
ti, ma molti a quanto pare vogliono ancora vedere un
segno spettacolare. Invece Gesù, deciso, ricorre a un esem-
pio scritturale per evidenziare la loro mancanza di fede.
Poco dopo la popolazione di Nazaret cerca di ucciderlo.
— Luca 4:20-30.
1-3. A quale conclusione importante Gesù desidera che pervengano
gli abitanti di Nazaret, e quali prove presenta?

98 “Oggi questa scrittura . . . si è adempiuta”


100 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
`
4 In quell’occasione Gesu si attenne rigorosamente
all’ispirata Parola di Dio, stabilendo il modello che avreb-
be seguito durante tutto il suo ministero. I suoi miracoli
costituirono senz’altro un’importante dimostrazione che
`
aveva lo spirito di Dio. Ma per Gesu niente aveva maggior
peso delle Sacre Scritture. Esaminiamo il suo esempio sot-
to questo aspetto. Vedremo in che modo il nostro Maestro
citava, difendeva e spiegava la Parola di Dio.
Citava la Parola di Dio
`
5 Gesu voleva che la gente sapesse da dove veniva il suo
` ` `
messaggio. Dichiaro: “Cio che io insegno non e mio, ma ap-
partiene a colui che mi ha mandato”. (Giovanni 7:16) Un’al-
tra volta disse: “Non faccio nulla di mia propria iniziativa;
ma dico queste cose come il Padre mi ha insegnato”. (Gio-
`
vanni 8:28) Inoltre affermo: “Le cose che vi dico non le dico
da me stesso; ma il Padre che rimane unito a me fa le sue
` ` `
opere”. (Giovanni 14:10) Gesu dimostro la veracita di queste
affermazioni citando ripetutamente la scritta Parola di Dio.
6 Un attento studio delle parole di Gesu` che sono state
`
messe per iscritto rivela che cito direttamente o indiretta-
` `
mente piu di meta dei libri del canone delle Scritture Ebrai-
che. Sulle prime potrebbe sembrare che non ci sia nien-
te di straordinario in questo. Qualcuno potrebbe chiedersi
´
perche in tre anni e mezzo di predicazione e insegnamento
non abbia citato tutti i libri ispirati che aveva a disposizione.
` `
In realta puo darsi benissimo che l’abbia fatto. Ricordiamo
`
pero che solo di una piccola parte delle parole e delle azio-
` `
4. Che modello stabilı Gesu nel suo ministero, e cosa prenderemo
in considerazione in questo capitolo?
` `
5. Cosa voleva far capire Gesu ai suoi ascoltatori, e come dimostro
`
la veracita delle sue parole?
` `
6, 7. (a) Quanto estesamente Gesu cito le Scritture Ebraiche, e per-
´ ` `
che questo e degno di nota? (b) In che modo l’insegnamento di Gesu
differiva da quello degli scribi?
`
“E SCRITTO” 101
`
ni di Gesu abbiamo una documentazione scritta. (Giovan-
ni 21:25) Infatti basterebbero poche ore per leggere ad alta
`
voce tutte le parole di Gesu riportate nella Bibbia. Ora im-
maginate di parlare di Dio e del suo Regno solo per poche
` `
ore e di riuscire a citare piu di meta dei libri delle Scrittu-
` `
re Ebraiche. Inoltre il piu delle volte Gesu non aveva a por-
`
tata di mano i rotoli. Quando pronuncio il famoso Sermo-
ne del Monte incluse decine di riferimenti diretti e indiretti
alle Scritture Ebraiche, tutti a memoria!
7 Le sue citazioni dimostravano il profondo rispetto che

aveva per la Parola di Dio. I presenti “si stupivano del suo


´
modo d’insegnare, poiche insegnava loro come uno che ha
`
autorita e non come gli scribi”. (Marco 1:22) Agli scribi pia-
`
ceva insegnare rifacendosi alla cosiddetta legge orale, cioe
` `
citando dotti rabbi del passato. Gesu non cito neanche una
`
volta come autorita la legge orale o qualche rabbi. Per lui la
` `
massima
` autorita era la Parola di Dio. Infatti piu volte disse:
“E scritto”. Nell’insegnare ai suoi seguaci e nel correggere
idee sbagliate usava spesso queste o parole simili.
8 Quando purifico` il tempio a Gerusalemme, Gesu` dis-
` `
se: “E scritto: ‘La mia casa sara chiamata casa di pre-
ghiera’, ma voi ne fate una spelonca di ladroni”. (Mat-
teo 21:12, 13; Isaia 56:7; Geremia 7:11) Il giorno prima,
sempre nel tempio, aveva compiuto molte opere straordi-
narie. Dei ragazzini, profondamente colpiti, avevano co-
minciato a lodarlo. Tuttavia i capi religiosi, indignati, ave-
`
vano chiesto a Gesu se aveva sentito quello che dicevano
`
quei ragazzi, e lui aveva risposto: “Sı. Non avete mai letto
questo: ‘Dalla bocca dei bambini e dei lattanti hai tratto
`
lode’?” (Matteo 21:16; Salmo 8:2) Gesu voleva far sapere
loro che tutto quello che stava accadendo aveva il soste-
gno della Parola di Dio.
` `
8, 9. (a) Quando purifico il tempio, in che modo Gesu sostenne
` ´
l’autorita della Parola di Dio? (b) Perche possiamo dire che i capi re-
ligiosi mostrarono grave mancanza di rispetto per la Parola di Dio?
102 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
`
9 Piu tardi quei capi religiosi si radunarono e affrontaro-
` `
no Gesu, chiedendo: “Con quale autorita fai queste cose?”
`
(Matteo 21:23) Gesu aveva indicato chiaramente la Fonte
` ´
della sua autorita. Non aveva inventato niente, ne intro-
dotto nuove dottrine. Si era limitato a mettere in pratica
`
quello che diceva l’ispirata Parola del Padre suo. In realta,
quindi, quei sacerdoti e quegli scribi stavano mostrando
grave mancanza di rispetto per Geova e per la sua Parola.
`
Meritavano pienamente la condanna di Gesu, che sma-
`
schero la perfidia dei loro motivi. — Matteo 21:23-46.
10 Come Gesu, `
oggi i veri cristiani si basano sulla Parola di
Dio nel ministero. Noi testimoni di Geova siamo conosciu-
ti in tutto il mondo per la premura con cui portiamo agli al-
tri il messaggio della Bibbia. Le nostre pubblicazioni con-
tengono numerosissime citazioni bibliche. Similmente nel
ministero cerchiamo di dare risalto alle Scritture ogni volta
che parliamo con le persone. (2 Timoteo 3:16) Che piacere
quando qualcuno ci lascia aprire la Bibbia e spiegare il va-
lore e il significato della Parola di Dio! Non abbiamo una
`
memoria perfetta come Gesu, ma abbiamo a disposizione
molti strumenti che lui non aveva. Oltre alla Bibbia com-
`
pleta, stampata in sempre piu lingue, abbiamo molte pub-
blicazioni di studio biblico che ci aiutano a trovare qualsia-
si versetto cerchiamo. Prefiggiamoci dunque di continuare,
`
ogni volta che ne abbiamo l’opportunita, a citare la Bibbia
ed esortare la gente a consultarla!
Difendeva la Parola di Dio
` ´
11 Gesu pote osservare che la Parola di Dio subiva ripetu-
ti attacchi, ma questo certo non lo sorprese. “La tua pa-
` `
rola e verita”, disse in preghiera al Padre suo. (Giovanni
`
10. Come possiamo imitare Gesu nell’usare la Parola di Dio, e qua-
li strumenti abbiamo a disposizione che lui non aveva?
´ `
11. Perche Gesu dovette spesso difendere la Parola di Dio?
`
“E SCRITTO” 103

17:17) E sapeva bene che Satana, “il governante del mon-


`
do”, e “un bugiardo e il padre della menzogna”. (Giovan-
`
ni 8:44; 14:30) Nel respingere le tentazioni di Satana, Gesu
` `
cito tre volte le Scritture. Satana cito un versetto dei Salmi,
` `
travisandolo deliberatamente, e Gesu replico difendendo
la Parola di Dio da quella mistificazione. — Matteo 4:6, 7.
12 Gesu` difese spesso le Sacre Scritture quando veniva-

no interpretate o applicate male. Gli insegnanti religio-


si dei suoi giorni presentavano la Parola di Dio in modo
distorto. Davano molta enfasi all’osservanza dei minimi
particolari della Legge mosaica, ma pochissima all’appli-
` `
cazione dei princıpi su cui si basavano le leggi. Cosı
incoraggiavano una forma di adorazione superficiale, che
dava risalto all’aspetto esteriore invece che alle cose che
`
contavano davvero, quali giustizia, misericordia e fedelta.
`
(Matteo 23:23) In che modo Gesu difese la Legge di Dio?
13 Nel Sermone del Monte Gesu` ripete´ piu` volte la frase

“avete udito che fu detto” per introdurre un precetto del-


la Legge mosaica. Poi aggiungeva “ma io vi dico” e quindi
`
esponeva un principio molto piu profondo dell’osservanza
superficiale della Legge. Metteva forse in discussione la Leg-
ge? No, la difendeva. Per esempio, i presenti sapevano bene
` `
che la legge diceva “non devi assassinare”, ma Gesu preciso
che odiare una persona violava lo spirito di quella legge. Si-
milmente provare passione per chi non era il proprio coniu-
ge violava il principio su cui si basava la legge di Dio che vie-
tava l’adulterio. — Matteo 5:17, 18, 21, 22, 27-39.
14 Infine Gesu` disse: “Avete udito che fu detto: ‘Devi ama-

re il tuo prossimo e odiare il tuo nemico’. Ma io vi dico:


Continuate ad amare i vostri nemici e a pregare per quel-
li che vi perseguitano”. (Matteo 5:43, 44) Il comando di
12-14. (a) In quali modi i capi religiosi mancavano di rispetto per la
`
Legge mosaica? (b) In che modo Gesu difese la Parola di Dio?
104 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

‘odiare il nemico’ era forse tratto dalla Parola di Dio? No,


era qualcosa che insegnavano di propria iniziativa i capi
religiosi, inquinando la perfetta Legge di Dio con idee
`
umane. Gesu difese intrepidamente la Parola di Dio dai
deleteri effetti delle tradizioni umane. — Marco 7:9-13.
15 Inoltre i capi religiosi mettevano in cattiva luce la Legge

di Dio facendola apparire troppo restrittiva, persino oppri-


`
mente. Quando i discepoli di Gesu passando per un campo
colsero delle spighe di grano, alcuni farisei li accusarono di
` `
violare il sabato. Gesu uso un esempio scritturale per difen-
`
dere la Parola di Dio da quella veduta distorta. Cito l’unico
riferimento scritturale che riguardava l’uso del pane di pre-
sentazione fuori del santuario, l’episodio in cui Davide e i
` `
suoi uomini affamati lo mangiarono. Gesu mostro a quei
farisei che non avevano afferrato il senso della misericordia
e della compassione di Geova. — Marco 2:23-27.
16 I capi religiosi escogitarono pure scappatoie legali per

rendere inefficace la Legge di Dio. Per esempio la Legge


consentiva a un uomo di divorziare dalla moglie se trova-
va “qualcosa di indecente” in lei, evidentemente un pro-
blema grave che recava disonore alla famiglia. (Deutero-
nomio 24:1) Tuttavia, sulla base di quella concessione, ai
`
giorni di Gesu i capi religiosi scusavano chi divorziava dal-
la moglie per qualsiasi motivo, persino per aver bruciato
` `
la cena.1 Gesu dimostro che avevano snaturato le parole
` `
ispirate di Mose. Quindi riaffermo la norma originale di
1 Giuseppe Flavio, storico del I secolo, fariseo e lui stesso divorzia-
`
to, afferma che il divorzio e consentito “per qualsivoglia motivo, . . .
`
e tra gli uomini possono sorgere molti di questi motivi”. — Antichita
giudaiche, Libro IV, 253, a cura di L. Moraldi, UTET, Torino, 1998.
`
15. In che modo Gesu difese la Legge di Dio dai tentativi di farla ap-
parire troppo restrittiva, persino opprimente?
`
16. Cosa avevano fatto i capi religiosi del comando di Mose relativo
` `
al divorzio, e come reagı Gesu?
`
“E SCRITTO” 105
`
Geova per il matrimonio, cioe la monogamia, indicando
` `
che l’unico motivo giustificato di divorzio e l’immoralita
sessuale. — Matteo 19:3-12.
17 Oggi i seguaci di Cristo si sentono similmente in obbli-

go di difendere le Sacre Scritture. Certi capi religiosi in ef-


fetti attaccano la Parola di Dio sostenendo che le sue nor-
me morali sono antiquate. Lo stesso accade anche quando
`
le religioni insegnano falsita e le presentano come dottri-
`
ne bibliche. Per noi e un privilegio difendere la pura e ve-
race Parola di Dio, spiegando per esempio che Dio non
`
fa parte di una Trinita. (Deuteronomio 4:39) E lo faccia-
mo gentilmente, con vera mitezza e profondo rispetto.
— 1 Pietro 3:15.
Spiegava la Parola di Dio
`
18 Gesu era presente in cielo durante la stesura delle Scrit-
`
ture Ebraiche. Come sara stato felice di venire sulla terra e
aiutare gli esseri umani a comprendere la Parola di Dio!
Pensate, per esempio, a quel giorno memorabile dopo la
`
sua risurrezione quando incontro due discepoli sulla via
di Emmaus. Prima di riconoscerlo, essi gli confidarono di
essere molto tristi e confusi per la morte del loro amato
` `
Maestro. Cosa fece allora Gesu? “Cominciando da Mose e
`
da tutti i Profeti interpreto loro le cose che lo concerne-
vano in tutte le Scritture”. Quale fu la loro reazione? In
seguito si dissero l’un l’altro: “Non ardeva il nostro cuore
mentre egli ci parlava per la strada, quando ci apriva pie-
namente le Scritture?” — Luca 24:15-32.
19 Piu` tardi quel giorno Gesu` si incontro` con gli apostoli
`
e altri. Notate cosa fece: “Aprı pienamente la loro mente
`
17. Come possono oggi i cristiani imitare Gesu difendendo la Paro-
la di Dio?
`
18, 19. Quali esempi dimostrano la straordinaria capacita che aveva
`
Gesu di spiegare la Parola di Dio?
106 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
´
perche afferrassero il significato delle Scritture”. (Luca
`
24:45) Senza dubbio quella felice occasione ricordo loro
`
le tante, tante volte in cui Gesu aveva fatto qualcosa di
simile per loro, e per chiunque volesse ascoltare. Spesso
aveva citato passi biblici che conoscevano bene e li aveva
spiegati in modo tale da aprire la mente degli ascoltatori
`
a un nuovo e piu profondo intendimento della Parola di
Dio.
20 Una volta Gesu` stava parlando a un gruppo di saddu-

cei. I sadducei, setta del giudaismo che aveva stretta rela-


zione con il sacerdozio, non credevano nella risurrezio-
`
ne. Gesu disse loro: “Circa la risurrezione dei morti, non
`
avete letto cio che vi fu dichiarato da Dio, dicendo: ‘Io
sono l’Iddio di Abraamo e l’Iddio di Isacco e l’Iddio di
`
Giacobbe’? Egli non e l’Iddio dei morti, ma dei viventi”.
(Matteo 22:31, 32) Era un passo che conoscevano bene,
`
scritto da Mose, di cui i sadducei avevano profondo ri-
spetto. Vi rendete conto dell’efficacia della spiegazione
`
di Gesu?
21 Verso il 1514 a.E.V. Mose` parlo` con Geova presso il ro-

veto ardente. (Esodo 3:2, 6) All’epoca Abraamo era mor-


to da 329 anni, Isacco da 224 e Giacobbe da 197. Eppure
Geova disse “io sono” il loro Dio. Quei sadducei sapevano
`
che Geova non e un dio pagano dei morti, che domina un
`
mitico oltretomba. No, e l’Iddio “dei viventi”, come disse
` `
Gesu. Cosa significa questo? La conclusione di Gesu fu in-
cisiva: “Per lui sono tutti viventi”. (Luca 20:38) Gli ama-
ti servitori di Geova Dio che sono deceduti sono al sicuro
nella sua memoria perfetta e infinita. Il proposito di Geo-
` `
va di risuscitarli e cosı certo che si possono ben definire
`
“viventi”. (Romani 4:16, 17) Non e una mirabile spiega-
` ` `
20, 21. Come spiego Gesu quello che Geova aveva detto a Mose pres-
so il roveto ardente?
`
“E SCRITTO” 107

`
Come possiamo seguire Gesu?
´
˘ Perche non dobbiamo permettere che opinioni o tradizioni
`
umane diventino per noi piu importanti della Parola di Dio?
— Matteo 15:2-11.
´ `
˘ Nel rispondere a delle domande, perche e saggio indirizzare
l’attenzione alla Bibbia? — Luca 10:25-28.
`
˘ Come possiamo imitare la prontezza con cui Gesu si fece gui-
dare dalla profetica Parola di Dio nella vita e nel prendere de-
cisioni? — Luca 18:31-34; 22:37.
˘ Se qualcuno mette in discussione le nostre convinzioni, per-
´
che dovremmo sempre basare la nostra difesa sulla Parola di
Dio? — Giovanni 10:31-39.

zione della Parola di Dio? A ragione “le folle si stupivano


del suo insegnamento”. — Matteo 22:33.
22 Oggi i cristiani hanno il privilegio di imitare il modo
` `
in cui Gesu spiegava la Parola di Dio. E vero, noi non ab-
biamo una mente perfetta. Comunque spesso riusciamo a
`
spiegare ad altri un passo biblico che gia conoscono e a
evidenziare degli aspetti che forse non avevano mai preso
in considerazione. Per esempio, magari ripetono da una
vita “sia santificato il tuo nome” e “venga il tuo regno”
` `
senza nemmeno sapere qual e il nome di Dio e cos’e il suo
`
Regno. (Matteo 6:9, 10) Che straordinaria opportunita ab-
biamo quando qualcuno ci permette di dare spiegazioni
`
chiare e semplici di queste verita bibliche!
23 Per imitare Gesu` nel parlare della verita` dobbiamo cita-

re, difendere e spiegare la Parola di Dio. Ora prenderemo


` `
in esame alcuni metodi efficaci che Gesu uso per toccare
`
il cuore dei suoi ascoltatori con le verita bibliche.
`
22, 23. (a) Come possiamo imitare Gesu quando spieghiamo la Pa-
rola di Dio? (b) Cosa prenderemo in esame nel prossimo capitolo?
C A P I T O L O 1 1

“Nessun altro uomo ha mai


parlato così”
I FARISEI sono furibondi. Gesù è nel tempio e insegna ri-
guardo al Padre suo. Gli ascoltatori sono divisi: molti ripon-
gono fede in Gesù, mentre altri vogliono fermarlo. In preda
al furore i capi religiosi mandano delle guardie ad arrestar-
lo. Le guardie, però, tornano a mani vuote. I capi sacerdo-
ti e i farisei esigono una spiegazione: “Perché non lo avete
condotto?” Le guardie rispondono: “Nessun altro uomo ha
mai parlato così”. Erano rimaste talmente colpite dall’inse-
gnamento di Gesù che non se l’erano sentita di arrestarlo.1
— Giovanni 7:45, 46.
2 Il modo di insegnare di Gesù non colpì soltanto quel-

le guardie. La gente si radunava in gran numero per sentir-


lo insegnare. (Marco 3:7, 9; 4:1; Luca 5:1-3) Cosa faceva di
Gesù un insegnante così eccezionale? Come abbiamo visto
al capitolo 8, amava le verità che presentava e amava la gen-
te a cui insegnava. Ma sapeva anche usare magistralmente
dei metodi didattici. Esaminiamo tre degli efficaci metodi
che applicò e vediamo come possiamo imitarli.
Semplicità
3 Riuscite a immaginare la ricchezza di vocaboli che Gesù
1 Le guardie erano probabilmente alle dipendenze del Sinedrio e
sotto l’autorità dei capi sacerdoti.

1, 2. (a) Perché le guardie che erano state mandate ad arrestare


Gesù tornarono a mani vuote? (b) Cosa rendeva Gesù un insegnan-
te eccezionale?
3, 4. (a) Perché quando insegnava Gesù usava un linguaggio sem-
plice? (b) Perché si può dire che il Sermone del Monte è un esempio
della semplicità con cui Gesù insegnava?
`
“NESSUN ALTRO UOMO HA MAI PARLATO COSI” 109

avrebbe potuto sfoggiare? Eppure quando insegnava non


`
parlo mai in modo incomprensibile per gli ascoltatori, mol-
ti dei quali erano “illetterati e comuni”. (Atti 4:13) Teneva
conto dei loro limiti, non subissandoli mai di informazioni.
(Giovanni 16:12) Le sue parole erano semplici ma trasmet-
`
tevano verita davvero profonde.
4 Prendiamo per esempio il Sermone del Monte, riporta-
` `
to in Matteo 5:3–7:27. In questo discorso Gesu da consi-
gli molto profondi, che vanno alla radice delle cose. Non
`
ci sono idee o frasi complicate, non c’e neanche una pa-
rola che persino un bambino non possa capire. Non mera-
` `
viglia dunque che quando Gesu termino, le folle — fra cui
probabilmente c’erano molti agricoltori, pastori e pescato-
ri — fossero “stupite del suo modo d’insegnare”. — Matteo
7:28.
5 Quando insegnava Gesu` usava spesso frasi semplici, bre-

vi, ma piene di significato. In tal modo, molto prima che


esistessero i libri stampati, impresse in modo indelebile il
suo messaggio nella mente e nel cuore degli ascoltatori.
´
Facciamo qualche esempio: “Smettete di giudicare affinche
non siate giudicati”. “I sani non hanno bisogno del medi-
` `
co, ma quelli che stanno male sı”. “Lo spirito . . . e desidero-
`
so, ma la carne e debole”. “Rendete a Cesare le cose di Ce-
` ` `
sare, ma a Dio le cose di Dio”. “C’e piu felicita nel dare che
nel ricevere”.1 (Matteo 7:1; 9:12; 26:41; Marco 12:17; Atti
20:35) Sono passati quasi 2.000 anni, ma quelle frasi sono
sempre memorabili.
`
1 L’ultima frase, riportata in Atti 20:35, e citata solo dall’apostolo
`
Paolo. Puo darsi che gli fosse stata trasmessa a voce (da qualcuno che
` `
l’aveva sentita da Gesu o dallo stesso Gesu risorto) o per rivelazione
divina.

5. Fate esempi di frasi semplici, ma ricche di significato, pronuncia-


`
te da Gesu.
110 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
` `
6 Come si fa a insegnare con semplicita? L’importante e
usare un linguaggio chiaro che la maggioranza delle perso-
` `
ne puo afferrare prontamente. Le verita basilari della Parola
di Dio non sono complicate. Geova ha rivelato i suoi propo-
siti a coloro che sono di cuore umile e sincero. (1 Corinti 1:
26-28) Parole semplici scelte con cura possono trasmettere
`
con efficacia le verita della Parola di Dio.
7 Per insegnare con semplicita` dobbiamo evitare di subissa-
`
re lo studente di informazioni. Percio, quando teniamo uno
studio biblico, non cerchiamo di spiegare ogni particolare;
non occorre neanche trattare in fretta e furia il materiale
`
come se la cosa piu importante fosse terminare un certo nu-
`
mero di pagine. Piuttosto, e saggio che siano i bisogni e le ca-
`
pacita dello studente a determinare il ritmo dello studio. Il
`
nostro obiettivo e aiutare chi studia a diventare un seguace di
Cristo e un adoratore di Geova. Per questo dobbiamo pren-
derci tutto il tempo che occorre per aiutare lo studente a capi-
re in misura ragionevole quello che sta imparando. Solo allo-
` ´ `
6, 7. (a) Per insegnare con semplicita, perche e importante usare un
linguaggio chiaro? (b) Come facciamo a evitare di subissare lo stu-
dente di informazioni?

Quando insegnate,
siate semplici
`
“NESSUN ALTRO UOMO HA MAI PARLATO COSI” 111
` ` `
ra la verita biblica gli tocchera il cuore e lo spingera a mettere
in pratica quello che ha studiato. — Romani 12:2.
Domande efficaci
`
8 Gesu faceva notevole uso di domande, anche quando
`
sarebbe stato molto piu sbrigativo dire direttamente agli
´
ascoltatori come stavano le cose. Allora perche lo faceva? A
volte usava domande incisive per smascherare i motivi de-
`
gli oppositori e cosı metterli a tacere. (Matteo 21:23-27; 22:
`
41-46) In molti casi, pero, poneva domande per aiutare i di-
scepoli a esprimere cosa avevano in mente e per stimolarli
e abituarli a riflettere. Infatti faceva domande del tipo: “che
ne pensate?” e “credi tu questo?” (Matteo 18:12; Giovanni
`
11:26) In tal modo Gesu toccava il cuore dei discepoli. Fac-
ciamo un esempio.
9 Una volta degli esattori di tasse chiesero a Pietro se Gesu`

pagava la tassa del tempio.1 Pietro rispose immediatamen-


` ` ` `
te: “Sı”. Piu tardi Gesu ragiono con lui: “Che ne pensi, Si-
mone? Da chi i re della terra ricevono imposte o tributi?
Dai loro figli o dagli estranei?” Pietro rispose: “Dagli estra-
`
nei”. E Gesu disse: “Realmente, dunque, i figli sono esen-
ti dalle tasse”. (Matteo 17:24-27) A Pietro senza dubbio era
´
chiaro il senso di quelle domande, perche si sapeva che i
membri della famiglia reale non dovevano pagare le tasse.
`
Percio, essendo il Figlio unigenito del Re celeste che veniva
1 Gli ebrei dovevano versare al tempio una tassa annuale di due
`
dramme, piu o meno equivalente al salario di due giorni. Un’opera di
consultazione dice: “Questa entrata era usata principalmente per co-
prire le spese dell’olocausto quotidiano e di tutti i sacrifici in genere
¨
fatti a nome della popolazione”. — E. Schurer, Storia del popolo giu-
`
daico al tempo di Gesu Cristo, trad. di V. Gatti, Paideia, Brescia, 1987,
vol. II, p. 337.
´ ` `
8, 9. (a) Perche Gesu faceva domande? (b) In che modo Gesu si ser-
`
vı di domande per aiutare Pietro a trarre la conclusione giusta circa
il pagamento della tassa del tempio?
112
`
adorato nel tempio, Gesu
non era tenuto a pagare la
tassa. Notate che invece di li-
mitarsi a dare a Pietro la ri-
`
sposta corretta, Gesu fece
con tatto delle domande per
aiutarlo a trarre la conclusio-
ne giusta e magari a capire
che in futuro avrebbe dovu-
` Adattate le domande agli
to riflettere un po’ di piu pri-
ma di rispondere. interessi del padrone di casa
10 Come possiamo fare efficace uso di domande nel mini-

stero? Quando predichiamo di casa in casa, possiamo fare


domande per suscitare interesse e magari riuscire a parla-
re della buona notizia. Per esempio, se viene alla porta una
persona anziana, potremmo chiedere in modo rispettoso:
`
“Ha visto come e cambiato il mondo durante la sua vita?”
Ascoltata la risposta, potremmo domandare: “Secondo lei
`
cosa occorrerebbe per rendere questo mondo piu vivibile?”
(Matteo 6:9, 10) Se ci apre una mamma con dei bambini
` `
piccoli, potremmo dire: “Si e mai chiesta come sara questo
mondo quando i suoi bambini saranno cresciuti?” (Salmo
37:10, 11) Essendo buoni osservatori quando ci avviciniamo
a una casa, saremo in grado di scegliere una domanda adat-
ta, che susciti l’interesse di chi ci abita.
11 Come possiamo fare buon uso di domande quando te-

niamo uno studio biblico? Domande scelte con cura pos-


sono aiutarci a scoprire cosa pensa lo studente in cuor suo.
(Proverbi 20:5) Per esempio, supponiamo che stiamo stu-
diando il capitolo “Vivere nel modo che piace a Dio” del li-
10. Come possiamo fare efficace uso di domande quando predichia-
mo di casa in casa?
11. Come possiamo fare buon uso di domande quando teniamo uno
studio biblico?
`
“NESSUN ALTRO UOMO HA MAI PARLATO COSI” 113

bro Cosa insegna realmente la Bibbia?1 Il capitolo evidenzia


`
il punto di vista di Dio su cose come immoralita sessuale,
ubriachezza e menzogna. Magari le risposte dello studente
`
indicano che capisce cosa insegna la Bibbia, ma e d’accor-
do con quello che sta imparando? Potremmo chiedere: “Ti
sembra ragionevole il punto di vista di Dio su queste cose?”
Oppure: “Come puoi mettere in pratica queste informazio-
` `
ni nella vita?” Ricordiamo pero che e necessario avere tatto
`
e rispettare la dignita dello studente. Non vorremo mai fare
domande che lo mettano inutilmente in imbarazzo. — Pro-
verbi 12:18.
Ragionamenti logici
`
12 Avendo una mente perfetta Gesu ragionava con gli al-
tri in modo magistrale. A volte si serviva di una logica strin-
gente per confutare le false accuse degli oppositori. In molti
casi ricorreva a ragionamenti persuasivi per impartire pre-
ziose lezioni ai suoi seguaci. Vediamo alcuni esempi.
13 Dopo che aveva guarito un indemoniato che era cie-
`
co e incapace di parlare, i farisei accusarono Gesu dicen-
do: “Quest’uomo non espelle i demoni se non per mezzo
di Beelzebub [Satana], governante dei demoni”. Ammise-
ro che per espellere i demoni ci voleva un potere sovru-
`
mano, ma attribuirono a Satana il potere di Gesu. L’accu-
sa non solo era falsa, ma anche illogica. Smascherando la
` `
scorrettezza del loro ragionamento, Gesu replico: “Ogni
regno diviso contro se stesso giunge alla desolazione, e
` `
ogni citta o casa divisa contro se stessa non durera. Nel-
`
lo stesso modo, se Satana espelle Satana, e divenuto divi-
`
so contro se stesso; come durera dunque il suo regno?”
1 Edito dai testimoni di Geova.
` `
12-14. (a) In quali modi Gesu fece buon uso della sua capacita di
` `
fare ragionamenti logici? (b) Quale logica stringente uso Gesu quan-
do i farisei attribuirono il suo potere a Satana?
114 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
`
(Matteo 12:22-26) Gesu in effetti stava dicendo: “Se io
agissi per conto di Satana ma nello stesso tempo ostaco-
lassi quello che fa lui, Satana andrebbe contro i suoi inte-
ressi e presto cadrebbe”. Come potevano confutare una
`
logica cosı convincente?
`
14 Gesu non aveva ancora finito di ragionare con loro. Sa-

pendo che alcuni discepoli degli stessi farisei avevano espul-


so demoni, fece una domanda semplice ma efficace: “Se io
espello i demoni per mezzo di Beelzebub, per mezzo di chi
li espellono i vostri figli [o discepoli]?” (Matteo 12:27) Il ra-
`
gionamento di Gesu fondamentalmente era questo: “Se io
espello i demoni grazie al potere di Satana, allora i vostri di-
scepoli devono agire mediante lo stesso potere”. Cosa pote-
vano rispondere i farisei? Non avrebbero mai ammesso che
i loro discepoli agivano sotto il potere di Satana. Sfruttando
`
le loro affermazioni erronee, Gesu li costrinse a trarre una
`
conclusione molto spiacevole. Non e emozionante anche
` `
solo leggere di come Gesu ragiono con loro? Immaginate le
folle che lo sentirono parlare dal vivo: senza dubbio il suo
`
aspetto e il tono della sua voce davano ancor piu forza alla
sue parole.
15 Gesu` ricorse a ragionamenti logici e persuasivi anche
`
per insegnare verita positive e rassicuranti riguardo al Padre
`
suo. Spesso si servı di quello che potremmo definire il ragio-
`
namento del “quanto piu”, aiutando gli ascoltatori a passa-
`
re da una verita ben nota a un’altra da accettare per ragio-
`
ni ancora piu forti.1 Incentrata sull’analogia, questo tipo di
`
argomentazione puo lasciare un’impressione profonda. Ve-
diamo solo due esempi.
`
1 Questa argomentazione e detta “a fortiori”, espressione latina
`
che significa “a maggior ragione, tanto piu”.
`
15-17. Fate esempi di come Gesu ricorse al ragionamento del “quan-
` `
to piu” per insegnare verita rassicuranti riguardo al Padre suo.
`
“NESSUN ALTRO UOMO HA MAI PARLATO COSI” 115

16 Rispondendo ai discepoli che gli avevano chiesto di


` `
insegnare loro a pregare, Gesu descrisse la disponibilita
dei genitori umani imperfetti a “dare doni buoni” ai figli.
´
Quindi concluse: “Se dunque voi, benche siate malvagi,
`
sapete dare doni buoni ai vostri figli, quanto piu il Padre
` `
che e in cielo dara spirito santo a quelli che glielo chiedo-
`
no!” (Luca 11:1-13) L’argomento di Gesu si basa su un’a-
nalogia. Se dei genitori umani peccatori provvedono alle
` ` `
necessita dei figli, quanto piu il nostro Padre celeste, che e
`
perfetto e giusto sotto ogni aspetto, concedera spirito san-
to ai suoi leali adoratori che si rivolgono umilmente a lui
in preghiera.
17 Gesu` fece un ragionamento simile dando saggi consi-
`
gli su come far fronte alle ansieta: “Notate che i corvi non
´ ´ ´
seminano ne raccolgono, e che non hanno ne granaio ne
`
deposito, eppure Dio da loro da mangiare. Quanto valete
`
voi piu degli uccelli! Notate come crescono i gigli; non si
´ `
affaticano ne filano . . . Se, dunque, Dio riveste cosı la ve-
` `
getazione del campo che oggi e e domani e gettata nel for-
` `
no, quanto piu rivestira voi, uomini di poca fede!” (Luca 12:
24, 27, 28) Se Geova si prende cura degli uccelli e dei fiori,
` `
quanto piu si prendera cura degli esseri umani che lo ama-
`
no e lo adorano! Con questo ragionamento senz’altro Gesu
`
tocco il cuore dei suoi ascoltatori.
18 Nel nostro ministero vogliamo usare ragionamenti logi-

ci per confutare le false credenze. Vogliamo pure usare argo-


`
menti persuasivi per insegnare
` la verita riguardo a Geova.
(Atti 19:8; 28:23, 24) E necessario imparare a fare ragiona-
menti complicati? Niente affatto. La lezione che impariamo
` `
da Gesu e che gli argomenti logici presentati in modo sem-
`
plice sono i piu efficaci.
19 Per esempio, cosa potremmo rispondere a qualcuno che

18, 19. Che ragionamento potremmo fare con qualcuno che dice di
non credere in un Dio che non si vede?
116 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

dice di non credere in un Dio che non si vede? Potrem-


mo ragionare sulla legge naturale di causa ed effetto. Quan-
do vediamo un effetto, diamo per scontato che dev’esser-
ci una causa. Potremmo dire: “Se in una zona isolata lei si
imbattesse in una casa ben costruita e con la dispensa pie-
na (l’effetto), darebbe per certo che qualcuno (la causa) ha
`
costruito quella casa e ha riempito la dispensa. Cosı quan-
do vediamo il progetto evidente nella natura e l’abbondan-
`
za di cibo che c’e nella ‘dispensa’ della terra (l’effetto), non
` `
e logico riconoscere che cio sia opera di Qualcuno (la cau-
`
sa)?” La Bibbia esprime cosı questo concetto: “Naturalmen-
`
te, ogni casa e costruita da qualcuno,
` ma chi ha costruito
`
tutte le cose e Dio”. (Ebrei 3:4) E ovvio che, per quanto i no-
stri ragionamenti siano validi, non tutti ne saranno convin-
ti. — 2 Tessalonicesi 3:2.
20 Quando insegniamo, sia nel ministero di campo che

20, 21. (a) Come possiamo avvalerci del ragionamento del “quan-
` `
to piu” per mettere in risalto le qualita e le vie di Geova? (b) Di cosa
parleremo nel prossimo capitolo?

Fate ragionamenti che tocchino il cuore della persona


`
“NESSUN ALTRO UOMO HA MAI PARLATO COSI” 117

`
Come possiamo seguire Gesu?
`
˘ In che modo le osservazioni di Gesu ci aiutano nella scelta
delle parole quando pronunciamo discorsi nella congregazio-
ne? — Matteo 11:25.
˘ In quali modi gli oratori pubblici possono imitare l’uso che
`
fece Gesu di questo tipo di domande? — Matteo 11:7-9.
˘ In che modo nell’insegnare si potrebbero usare con discre-
zione delle iperboli? — Matteo 7:3; 19:24.
`
˘ Come potremmo, a somiglianza di Gesu, dare dimostrazio-
ni pratiche quando insegniamo ad altri? — Giovanni 13:5, 14.

nella congregazione, possiamo usare il ragionamento del


` `
“quanto piu” per mettere in risalto le qualita e le vie di
Geova. Ad esempio, per spiegare che la dottrina del tormen-
to eterno nell’inferno di fuoco in effetti disonora Geova,
potremmo dire: “Quale padre amorevole punirebbe il suo
`
bambino mettendogli la manina sul fuoco? Quanto piu l’i-
dea stessa dell’inferno di fuoco dev’essere ripugnante per il
nostro amorevole Padre celeste!” (Geremia 7:31) Per confer-
mare a un compagno di fede depresso che Geova lo ama,
potremmo dire: “Se Geova attribuisce valore persino a un
`
passerotto, quanto piu deve avere a cuore e amare tutti co-
loro che lo adorano sulla terra, incluso te”. (Matteo 10:29-
31) Simili ragionamenti possono aiutarci a toccare i senti-
menti altrui.
21 Dopo aver preso in esame solo tre dei metodi usati da
`
Gesu nell’insegnare, possiamo renderci conto che quelle
guardie che avevano rinunciato ad arrestarlo non esagera-
vano quando dissero: “Nessun altro uomo ha mai parlato
`
cosı”. Nel prossimo capitolo ci concentreremo sul metodo
` ` `
di insegnamento per cui Gesu forse e piu famoso: le illustra-
zioni.
C A P I T O L O 1 2

“Senza illustrazioni
non parlava loro”
I DISCEPOLI che accompagnano Gesù nei suoi viaggi han-
no un’opportunità straordinaria: essere istruiti direttamen-
te dal grande Insegnante. Possono sentirne la voce mentre
spiega loro entusiasmanti verità. Per il momento devono
conservare nella mente e nel cuore le sue preziose parole;
non è ancora tempo di metterle per iscritto.1 Comunque
Gesù rende loro facile ricordare quello che insegna. Come?
Con il modo in cui lo fa, specie con il suo uso magistrale di
illustrazioni.
2 Certo le illustrazioni efficaci non si dimenticano facil-

mente. Uno scrittore ha detto che le illustrazioni “trasfor-


mano gli orecchi in occhi e permettono a chi ascolta di
pensare in termini di immagini”. Poiché spesso in questo
modo è più facile pensare, le illustrazioni possono aiutare
ad afferrare anche concetti astratti. Le illustrazioni fanno vi-
vere le parole, impartendoci lezioni che rimangono scolpi-
te nella memoria.
3 Sulla terra non c’è mai stato un insegnante più bravo di

Gesù Cristo nell’uso delle illustrazioni. Tuttora le sue illu-


strazioni si ricordano facilmente. Perché Gesù si serviva così
estesamente di questo metodo per insegnare? Cosa rendeva
le sue illustrazioni così efficaci? In che modo possiamo im-
parare a usare lo stesso metodo?
1 A quanto pare la prima documentazione ispirata della vita terrena
di Gesù fu il Vangelo di Matteo, scritto circa otto anni dopo la sua morte.

1-3. (a) Quale opportunità straordinaria hanno i discepoli di Gesù,


e in che modo egli rende loro facile ricordare quello che insegna?
(b) Perché le illustrazioni efficaci si ricordano facilmente?
“SENZA ILLUSTRAZIONI NON PARLAVA LORO” 119
´
Perche si serviva di illustrazioni
4 La Bibbia indica due motivi basilari per cui Gesu` si servi-

va di illustrazioni. Primo: in questo modo adempiva la pro-


`
fezia. In Matteo 13:34, 35 leggiamo: “Gesu disse tutte que-
ste cose alle folle mediante illustrazioni. Realmente, senza
´ `
illustrazioni non parlava loro; affinche si adempisse cio che
`
era stato dichiarato dal profeta, che disse: ‘Apriro la mia boc-
ca in illustrazioni’ ”. Il profeta citato da Matteo era lo scrit-
tore di Salmo 78:2 che, ispirato dallo spirito di Dio, scrisse
`
secoli prima della nascita di Gesu. Pensate a cosa significa
questo. Con centinaia di anni di anticipo Geova aveva stabi-
lito che il Messia avrebbe insegnato mediante illustrazioni.
Sicuramente dunque Geova deve apprezzare questo metodo
di insegnamento.
5 Secondo: Gesu` spiego` che si serviva di illustrazioni per

individuare quelli il cui cuore era “divenuto ottuso”. (Mat-


teo 13:10-15; Isaia 6:9, 10) Cosa c’era nelle sue illustrazioni
`
che metteva a nudo i loro motivi? In alcuni casi Gesu vole-
va che gli ascoltatori chiedessero una spiegazione per affer-
rare il pieno significato delle sue parole. Gli umili erano di-
sposti a chiedere, mentre gli orgogliosi e gli indifferenti no.
`
(Matteo 13:36; Marco 4:34) Le illustrazioni di Gesu rivelava-
`
no quindi la verita a quelli che desideravano ardentemente
`
conoscerla; al tempo stesso occultavano la verita alle perso-
ne orgogliose.
6 Le illustrazioni di Gesu` raggiungevano altri utili obiet-

tivi. Suscitavano interesse e invogliavano ad ascoltare. Di-


`
pingevano immagini mentali facili da afferrare. Come si e
notato all’inizio, le illustrazioni aiutavano gli ascoltatori a
`
ricordare le parole di Gesu. Il Sermone del Monte, riportato
`
in Matteo 5:3–7:27, dimostra ampiamente che Gesu usava
un linguaggio figurato. Secondo una stima, in quel discorso
´ `
4, 5. Perche Gesu si serviva di illustrazioni?
`
6. Quali obiettivi raggiungevano le illustrazioni di Gesu?
120 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

ricorrono almeno 50 volte delle figure retoriche. Per farci


`
un’idea, teniamo presente che il discorso si puo leggere ad
alta voce in una ventina di minuti, e questo significa in me-
`
dia una figura retorica ogni 20 secondi! Chiaramente Gesu
capiva l’importanza delle illustrazioni.
7 Quali seguaci di Cristo vogliamo imitare il suo modo

di insegnare, compreso l’uso di illustrazioni. Come gli aro-


`
mi che rendono piu appetitoso un piatto, le illustrazioni ef-
`
ficaci possono rendere piu interessante quello che insegnia-
` `
mo. Inoltre grazie alle illustrazioni ben meditate e piu facile
`
afferrare anche verita profonde. Esaminiamo alcuni fattori
` `
che rendevano le illustrazioni di Gesu davvero efficaci, cosı
saremo in grado di fare buon uso di questo ottimo metodo
di insegnamento.
Paragoni semplici
`
8 Nell’insegnare Gesu si serviva spesso di paragoni che
non erano complicati e si potevano esprimere in poche pa-
role. Eppure con parole semplici dipingeva vivide immagi-
`
ni mentali e insegnava con chiarezza importanti verita spi-
rituali. Per esempio, nell’esortare i discepoli a non essere
` `
ansiosi per le necessita quotidiane si riferı agli “uccelli del
´
cielo” e ai “gigli del campo”. Gli uccelli non seminano ne
mietono e nemmeno
` i gigli filano e tessono. Eppure Dio ha
cura di loro. E facile capire il punto: se Dio si prende cura
`
degli uccelli e dei fiori, sicuramente si prendera cura de-
gli esseri umani che ‘continuano a cercare prima il regno’.
— Matteo 6:26, 28-33.
9 Gesu` fece pure largo uso di metafore, che sono anco-
`
ra piu incisive dei paragoni. Nella metafora ci si riferisce a
´ `
7. Perche dovremmo imitare l’uso che faceva Gesu delle illustra-
zioni?
´ `
8, 9. Perche Gesu fece uso di paragoni semplici, e cosa li rendeva
`
cosı efficaci?
“SENZA ILLUSTRAZIONI NON PARLAVA LORO” 121
`
una cosa come se fosse un’altra. Anche in questo caso Gesu
faceva paragoni semplici. In un’occasione disse ai discepo-
li: “Voi siete la luce del mondo”. I discepoli non potevano
`
fraintendere cosa intendeva dire, cioe che con le loro paro-
`
le e azioni potevano far risplendere la luce della verita e aiu-
tare altri a dare gloria a Dio. (Matteo 5:14-16) Alcune altre
`
metafore usate da Gesu sono: “Voi siete il sale della terra”
e “io sono la vite, voi siete i tralci”. (Matteo 5:13; Giovan-
´
ni 15:5) Simili figure retoriche sono incisive proprio perche
sono semplici.
10 Come si puo` far uso di illustrazioni per insegnare? Non

occorre inventare storie lunghe e complicate. Basta pensare


a dei paragoni semplici. Immaginiamo di trattare il sogget-
to della risurrezione e di voler spiegare che per Geova non
`
sara un problema risuscitare i morti. Che esempio vi vie-
ne in mente? Metaforicamente la Bibbia paragona la mor-
`
te al sonno. Si potrebbe dire: “Dio potra risuscitare i morti
` `
con la stessa facilita con cui si puo svegliare qualcuno dal
sonno”. (Giovanni 11:11-14) Supponiamo di voler spiegare
che, per crescere bene, i bambini hanno bisogno di amore
e di affetto. Che esempio potremmo fare? La Bibbia fa que-
sto paragone: i bambini sono “come rampolli [ramoscelli]
di olivi”. (Salmo 128:3) Potremmo dire: “Per un bambino
l’amore e l’affetto sono come il sole e l’acqua per una pian-
` ` ` `
ta”. Piu semplice e il paragone, piu facile sara per chi ascol-
ta afferrare il punto.
Illustrazioni ispirate alla vita di ogni giorno
`
11Gesu era un maestro nell’uso di illustrazioni che ave-
vano attinenza con la vita della gente. Molte delle sue
10. Quali sono alcuni esempi che indicano come usare le illustrazio-
ni per insegnare?
`
11. Fate esempi di come le illustrazioni di Gesu traevano spunto da
cose che senza dubbio aveva osservato mentre cresceva in Galilea.
122 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

illustrazioni traevano spunto da situazioni quotidiane che


senza dubbio aveva osservato mentre cresceva in Galilea.
Pensate per un attimo ai primi anni della sua vita. Quan-
`
te volte avra visto sua madre macinare il grano, aggiungere
il lievito all’impasto, accendere una lampada o spazzare la
`
casa! (Matteo 13:33; 24:41; Luca 15:8) Quante volte avra os-
servato i pescatori calare le reti nelle acque del Mar di Gali-
`
lea! (Matteo 13:47) Quante volte avra visto i bambini gioca-
` `
re al mercato! (Matteo 11:16) Senza dubbio Gesu avra visto
`
altre cose comuni che poi menziono nelle sue numerose il-
lustrazioni: semi che vengono piantati, gioiose feste nuziali
e campi di grano che maturano al sole. — Matteo 13:3-8; 25:
1-12; Marco 4:26-29.
12 Nelle sue illustrazioni Gesu` menziono` particolari ben
`
noti ai suoi ascoltatori. Per esempio, inizio la parabola del
buon samaritano dicendo: “Un uomo scendeva da Gerusa-
lemme a Gerico e cadde fra i ladroni, che lo spogliarono
e gli inflissero
` colpi, . . . lasciandolo mezzo morto”. (Luca
`
10:30) E degno di nota che per far capire il punto Gesu ab-
bia menzionato la strada che andava “da Gerusalemme a
`
Gerico”. Quando uso questa parabola era in Giudea, non
lontano da Gerusalemme, per cui di sicuro i suoi ascoltatori
conoscevano la strada in questione. Era una strada notoria-
mente pericolosa, specie per i viaggiatori solitari. Si snoda-
va attraverso una zona disabitata, dove abbondavano i na-
scondigli per i ladroni.
13 Gesu` incluse altri particolari conosciuti riguardo alla

strada “da Gerusalemme a Gerico”. Nella parabola, prima


un sacerdote e poi un levita passarono per quella strada,
`
ma nessuno dei due si fermo a soccorrere il malcapitato.
(Luca 10:31, 32) I sacerdoti prestavano servizio nel tempio
´ `
12, 13. Nella parabola del buon samaritano, perche e significativo
`
che per far capire il punto Gesu abbia menzionato la strada che an-
dava “da Gerusalemme a Gerico”?
In che modo, servendosi
`
di fiori e uccelli, Gesu
`
spiego che Dio ha
cura di noi?

di Gerusalemme e i leviti erano i loro assistenti. Molti sa-


cerdoti e leviti risiedevano a Gerico quando non lavorava-
´
no nel tempio, perche Gerico si trovava solo a una ventina
`
di chilometri da Gerusalemme. Percio percorrevano spesso
`
quella strada. Si noti inoltre che Gesu disse che il viaggiatore
“scendeva da Gerusalemme”, non saliva. Questo per i suoi
ascoltatori era logico. Gerusalemme si trovava a un’altitudi-
ne maggiore di quella di Gerico, quindi venendo “da ` Geru-
salemme” un viaggiatore senza dubbio “scendeva”.1 E chia-
`
ro che Gesu teneva conto dei suoi ascoltatori.
14 Nel fare illustrazioni, anche noi dobbiamo te-

ner conto di coloro a cui stia-


mo parlando. Quali cose
che li riguardano potrebbero
`
1 Gesu disse inoltre che il sacer-
dote e il levita venivano “da Ge-
rusalemme”, per cui si allontana-
vano dal tempio. Nessuno poteva
quindi giustificare la loro indiffe-
renza dicendo che evitarono l’uo-
mo che sembrava morto per pau-
ra di diventare temporaneamente
non idonei per prestare servizio
nel tempio. — Levitico 21:1; Nu-
meri 19:16.

14. Nel fare uso di illustrazioni


come possiamo tener conto di
coloro a cui stiamo parlando?
124 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

influire sulla scelta delle nostre illustrazioni? Forse fattori


`
quali eta, ambiente culturale o familiare e occupazione. Per
esempio un’illustrazione che menziona particolari riguar-
`
danti l’agricoltura potrebbe essere piu comprensibile in una
`
zona di campagna che in una grande citta. La vita e le attivi-
`
ta quotidiane di chi ci ascolta — i figli, la casa, gli hobby, il
cibo — potrebbero offrire spunti per illustrazioni appropriate.
Ispirate alla creazione
`
15 Molte illustrazioni di Gesu rivelano che conosceva bene
la natura, le piante, gli animali e gli elementi. (Matteo 16:
2, 3; Luca 12:24, 27) Come aveva acquisito queste informa-
zioni? Mentre cresceva in Galilea senza dubbio aveva avuto
`
molte opportunita di osservare la creazione. Ma soprattut-
` `
to, Gesu e “il primogenito di tutta la creazione”, e Geova lo
`
impiego come “artefice” per creare ogni cosa. (Colossesi 1:
`
15, 16; Proverbi 8:30, 31) C’e forse da stupirsi che conosces-
se a fondo la creazione? Vediamo in che modo mise a frut-
to tale conoscenza.
16 Ricordiamo che Gesu` paragono` se stesso al “pastore ec-
`
cellente” e i suoi seguaci alle “pecore”. Le parole di Gesu ri-
`
velano una notevole familiarita con le caratteristiche delle
pecore. Conosceva lo stretto legame che unisce i pastori e le
`
loro pecore. Noto che queste docili creature si lasciano gui-
´
dare e seguono fedelmente il loro pastore. Perche lo seguo-
´ `
no? “Perche conoscono la sua voce”, disse Gesu. (Giovanni
10:2-4, 11) Le pecore conoscono davvero la voce del loro pa-
store?
17 Basandosi su cio` che aveva osservato di persona, Geor-

ge A. Smith scrisse: “A volte verso mezzogiorno facevamo la


´ `
15. Perche non sorprende che Gesu conoscesse a fondo la creazione?
` `
16, 17. (a) Cosa indica che Gesu aveva una notevole familiarita con
le caratteristiche delle pecore? (b) Quale esempio dimostra che le pe-
core conoscono davvero la voce del loro pastore?
“SENZA ILLUSTRAZIONI NON PARLAVA LORO” 125

siesta vicino a uno di quei pozzi della Giudea presso i qua-


li si radunano tre o quattro pastori con i rispettivi greggi.
I greggi si mescolavano e ci domandavamo come avrebbe-
ro fatto i pastori a ricuperare le rispettive pecore. Ma dopo
che queste avevano finito di bere e di giocherellare, i pasto-
ri se ne andavano per la valle in direzioni diverse e ciascu-
no chiamava le sue pecore con un suono particolare: le pe-
core si separavano dalla massa e si dirigevano verso il loro
`
pastore, e cosı i greggi se ne andavano in ordine come era-
no venuti”. (The Historical Geography of the Holy Land) Dif-
`
ficilmente Gesu avrebbe potuto trovare modo migliore per
illustrare il punto: se accettiamo e osserviamo i suoi inse-
gnamenti e seguiamo il suo esempio, possiamo contare sul-
l’amorevole cura del “pastore eccellente”.
18 Come possiamo imparare a usare illustrazioni ispirate alla

creazione? Le straordinarie caratteristiche degli animali pos-


sono costituire la base di paragoni semplici ma efficaci. Dove
18. Dove possiamo trovare informazioni sulle opere creative di
Geova?
126 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

possiamo trovare informazioni sulle opere creative di Geova?


La Bibbia ne contiene molte e a volte menziona tratti carat-
teristici di svariati animali in modo illustrativo. Parla di esse-
re veloci come la gazzella o il leopardo, cauti come il serpen-
te e innocenti come la colomba.1 (1 Cronache 12:8; Abacuc
1:8; Matteo 10:16) Altre preziose fonti di informazioni sono
La Torre di Guardia, Svegliatevi! e altre pubblicazioni dei te-
`
stimoni di Geova. Si puo imparare molto osservando come
queste pubblicazioni utilizzano paragoni semplici ispirati alle
numerose opere creative di Geova.
Ispirate a fatti ben noti
19 Le illustrazioni efficaci possono ispirarsi a fatti reali. Una
` `
volta Gesu si servı di un avvenimento accaduto poco tempo
prima per confutare la falsa credenza secondo cui le disgra-
zie capitano a chi se le merita. Disse: “Immaginate che quei
diciotto sui quali cadde la torre di Siloam, e li uccise, fos-
`
sero debitori [peccatori] piu grandi di tutti gli altri uomini
che abitavano a Gerusalemme?” (Luca 13:4) Quei 18 sven-
turati non erano periti a causa di qualche peccato che ave-
`
va suscitato l’ira divina. In realta la loro tragica morte era
dovuta ‘al tempo e all’avvenimento imprevisto’. (Ecclesiaste
` `
9:11) In questo modo Gesu confuto un falso insegnamento
citando un avvenimento ben noto ai suoi ascoltatori.
20 Come possiamo utilizzare esperienze e fatti realmente

accaduti per insegnare? Supponiamo di parlare dell’adem-


`
pimento della profezia di Gesu relativa al segno della sua
`
1 Per un elenco piu completo di animali le cui caratteristiche sono
usate nella Bibbia in senso figurato, si veda Perspicacia nello studio delle
Scritture, volume 1, pagine 342, 344-5, edito dai testimoni di Geova.
`
19, 20. (a) Per confutare una falsa credenza, in che modo Gesu si
`
servı efficacemente di un avvenimento accaduto poco tempo prima?
(b) Nell’insegnare come possiamo usare esperienze o fatti realmente
accaduti?
“SENZA ILLUSTRAZIONI NON PARLAVA LORO” 127

`
Come possiamo seguire Gesu?
` `
˘ Quali aspetti della creazione menziono Gesu nelle sue illu-
strazioni, e come potremmo fare esempi simili? — Matteo 13:
24-32.
` `
˘ In che modo Gesu si servı di un’illustrazione semplice per
spiegare un punto importante, e cosa impariamo dal suo
esempio? — Matteo 18:12-14.
`
˘ Da quali esperienze di ogni giorno trasse spunto Gesu, e in
`
che modo il suo esempio puo aiutarci a scegliere illustrazioni
appropriate? — Luca 11:5-8; 12:6.

presenza. (Matteo 24:3-14) Si potrebbero citare recenti noti-


zie di guerre, carestie o terremoti per dimostrare che specifi-
ci aspetti del segno si stanno adempiendo. O immaginiamo
di voler illustrare con un’esperienza i cambiamenti necessa-
`
ri per rivestire la nuova personalita. (Efesini 4:20-24) Dove
si possono trovare esperienze del genere? Si potrebbero
menzionare quelle di alcuni compagni di fede, o si potreb-
be usare un’esperienza tratta da una pubblicazione dei testi-
moni di Geova.
21 Gesu` era davvero un insegnante magistrale. Come ab-

biamo visto in questa parte, ‘insegnare e predicare la buona


`
notizia’ era l’opera piu importante per lui. (Matteo 4:23) E
`
lo e anche per noi. Gli insegnanti efficaci sono ampiamente
ricompensati. Quando insegniamo diamo agli altri, e que-
´
sto ci rende felici. (Atti 20:35) Siamo felici perche sappiamo
che stiamo dando qualcosa di genuino e durevole valore: la
`
verita riguardo a Geova. Possiamo anche avere la soddisfa-
`
zione di sapere che stiamo seguendo l’esempio di Gesu, il
`
piu grande Insegnante che sia mai vissuto sulla terra.
`
21. In che modo chi insegna efficacemente la Parola di Dio e ampia-
mente ricompensato?
T E R Z A P A R T E

“L’AMORE
CHE HA CRISTO
CI COSTRINGE”
Cosa ci spinge a continuare a seguire Gesù?
L’apostolo Paolo risponde: “L’amore che ha
Cristo ci costringe”. (2 Corinti 5:14) In questa
parte ci concentreremo sull’amore di Gesù per
Geova, per l’umanità e per ciascuno di noi. Sarà
uno studio davvero stimolante. Ci toccherà il
cuore e ci spingerà ad agire, a seguire sempre
meglio l’esempio del nostro Maestro.

128
C A P I T O L O 1 3

“Io amo il Padre”

UN UOMO anziano intinge la penna nell’inchiostro. Una


quantità di ricordi gli affolla la mente. È Giovanni, l’ulti-
mo apostolo di Gesù Cristo ancora in vita. Ormai centena-
rio, Giovanni ritorna con il pensiero a una serata davvero
memorabile di circa 70 anni addietro, l’ultima che lui e gli
altri apostoli trascorsero con Gesù prima della sua morte.
Guidato dallo spirito santo di Dio, Giovanni è in grado di
ricordare e mettere per iscritto nei minimi particolari ciò
che avvenne.
2 Quella sera Gesù disse apertamente che presto sarebbe

stato ucciso. Solo Giovanni riporta le parole con cui Gesù


spiegò perché stava per sottoporsi a quella morte terribi-
le: “Affinché il mondo sappia che io amo il Padre, proprio
come il Padre mi ha dato comandamento di fare, così fac-
cio. Alzatevi, andiamo via di qui”. — Giovanni 14:31.
3 “Io amo il Padre”. Niente era più importante per Gesù.

Non che lo ripetesse di continuo. Anzi, Giovanni 14:31 è


l’unico passo biblico in cui troviamo un’espressione così
diretta del suo amore per il Padre. Comunque Gesù vis-
se quelle parole. Il suo amore per Geova era evidente ogni
giorno. Il suo coraggio, la sua ubbidienza e la sua perse-
veranza erano tutte dimostrazioni del suo amore per Dio.
L’intero suo ministero fu motivato da questo amore.
4 Oggi alcuni sono dell’idea che amore sia sinonimo

1, 2. Cosa rivela l’apostolo Giovanni circa l’ultima sera che gli apo-
stoli trascorsero con Gesù?
3. In che modo Gesù dimostrò di amare il Padre?
4, 5. Che tipo di amore incoraggia la Bibbia, e cosa si può dire del-
l’amore che Gesù nutriva per Geova?
130 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

di debolezza. Forse hanno in mente poesie e canzoni


d’amore e magari pensano che gli innamorati hanno la
testa fra le nuvole. La Bibbia parla di questo tipo di amo-
`
re, ma in modo molto piu dignitoso di quanto si fac-
`
cia attualmente. (Proverbi 5:15-21) La Parola di Dio pero
`
dedica molto piu spazio a un altro tipo di amore. Que-
`
sto amore non e una semplice infatuazione o un sen-
`
timento passeggero; e non e neanche un concetto ari-
do, puramente ` intellettuale. Coinvolge sia la mente che
`
il cuore. E un amore che sgorga dall’intimo, e in ar-
` `
monia con i nobili princ ` ıpi da cui e guidato e si espri-
me con azioni positive. E tutt’altro che frivolo. “L’amore
non viene mai meno”, dice la Parola di Dio. — 1 Corin-
ti 13:8.
5 Di tutti gli esseri umani che siano mai vissuti, Gesu`
` `
e colui che ha amato di piu Geova. Nessuno ha supera-
`
to Gesu in quanto a tener fede a quello che lui stesso de-
` `
finı il piu grande di tutti i comandamenti di Dio: “Devi
amare Geova tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la
tua anima e con tutta la tua mente e con tutta la tua for-
`
za”. (Marco 12:30) Come nacque in Gesu questo amore?
`
Come fece Gesu a mantenerlo forte mentre era sulla terra?
E come possiamo imitarlo?
`
Il piu antico e forte vincolo di amore
6 Avete mai fatto un lavoro insieme a un amico e riscon-
`
trato di essere diventati piu amici di prima? Quella piace-
`
vole esperienza puo darvi un’idea dell’amore che si svi-
`
luppo tra Geova e il suo Figlio unigenito. Abbiamo citato
`
piu volte Proverbi 8:30, ma esaminiamo con maggiore at-
tenzione questo passo nel suo contesto. Nei versetti da
22 a 31 troviamo l’ispirata descrizione della sapienza per-
6, 7. Come facciamo a sapere che Proverbi 8:22-31 descrive il Figlio
`
di Dio e non semplicemente la qualita della sapienza?
“IO AMO IL PADRE” 131

sonificata. Come facciamo a sapere che queste parole si ri-


feriscono al Figlio di Dio?
7 Nel versetto 22 la sapienza dice: “Geova stesso mi pro-

dusse come il principio della sua via, la prima delle sue


imprese di molto tempo fa”. Queste parole non possono
applicarsi semplicemente alla sapienza, dato che questa
` `
qualita non e mai stata ‘prodotta’. Non ha mai avuto un
´ ` `
principio, perche Geova e sempre esistito ed e sempre sta-
`
to sapiente. (Salmo 90:2) Il Figlio` di Dio, invece, e “il pri-
mogenito di tutta la creazione”. E stato prodotto, o creato,
`
ed e la primissima di tutte le opere di Geova. (Colosse-
si 1:15) Come dice Proverbi, il Figlio esisteva prima della
`
terra e dei cieli. Ed essendo la Parola, cioe il Portavoce di
`
Dio stesso, e l’espressione perfetta della sapienza di Geova.
— Giovanni 1:1.
8 Di cosa si occupava il Figlio durante tutto quel tempo

prima di venire sulla terra? Il versetto 30 ci dice che era ac-


canto a Dio come “un artefice”. Cosa significa questo? Co-
lossesi 1:16 spiega: “Per mezzo di lui tutte le altre cose fu-
rono create nei cieli e sulla terra . . . Tutte le altre cose sono
state create per mezzo di lui e per lui”. Quindi Geova, il
`
Creatore, si servı del Figlio, l’Artefice, per portare all’esi-
stenza ogni altra cosa, dalle creature spirituali nel reame
celeste all’immenso universo fisico, alla terra con la sua
`
straordinaria varieta di vita vegetale e animale, fino al cul-
mine della creazione terrestre: l’uomo. Sotto certi aspetti
potremmo paragonare questa cooperazione tra Padre e Fi-
glio a quella tra un architetto capace di fare progetti inge-
gnosi e un imprenditore edile specializzato nel realizzar-
li. Quando ammiriamo qualche aspetto della creazione,
in effetti lodiamo il grande Architetto. (Salmo 19:1) Allo
8. Di cosa si occupava il Figlio durante la sua esistenza preumana, e
a cosa potremmo pensare quando ammiriamo la creazione?
132 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
`
stesso tempo pero possiamo ricordare la lunga e felice col-
laborazione tra il Creatore e il suo “artefice”.
9 Quando due esseri umani imperfetti lavorano a stretto
`
contatto, a volte hanno difficolta ad andare d’accordo. Non
` `
fu cosı per Geova e il Figlio suo: il Figlio lavoro con il Padre
`
per incalcolabili ere e ‘si allieto dinanzi a lui in ogni tempo’.
(Proverbi 8:30) Si deliziava in compagnia del Padre, e il sen-
timento era reciproco. Naturalmente il Figlio, imparando
` `
a imitare le qualita del Padre, gli assomigliava sempre piu.
Non meraviglia dunque che il vincolo tra Padre e Figlio sia
` ` `
diventato cosı forte. Giustamente si puo definire il piu anti-
co e forte vincolo di amore in tutto l’universo.
10 Ma cosa puo` significare questo per noi? Si potreb-
`
be pensare che sia impossibile
` allacciare un legame cosı
stretto con Geova. E vero che nessuno di noi ha l’eccel-
sa posizione del Figlio. Tuttavia abbiamo una straordina-
` ` `
ria opportunita. Ricordiamo che Gesu si avvicino mag-
giormente al Padre suo lavorando con lui. Geova ci offre
`
amorevolmente la possibilita di essere suoi “collaborato-
`
ri”. (1 Corinti 3:9) Mentre seguiamo l’esempio di Gesu nel
ministero ricordiamoci sempre che siamo collaboratori di
`
Dio. Cosı il vincolo di amore che ci unisce a Geova diven-
` ` `
tera sempre piu forte. Puo esistere un privilegio maggiore?
`
In che modo Gesu mantenne forte
il suo amore per Geova
11 Sotto molti aspetti e` utile pensare all’amore come a

qualcosa di vivo. A somiglianza di una bella pianta, l’amo-


re ha bisogno di essere nutrito e curato per crescere sano e
`
9, 10. (a) Cosa rafforzo il vincolo tra Geova e il Figlio suo? (b) Cosa
`
puo rafforzare il vincolo che ci unisce al nostro Padre celeste?
´ `
11-13. (a) Perche e utile pensare all’amore come a qualcosa di vivo,
`
e in che modo da ragazzo Gesu mantenne forte il suo amore per Geo-
`
va? (b) In che modo il Figlio di Dio mostro il suo desiderio di impa-
rare da Geova, sia prima di venire sulla terra che poi come uomo?
“IO AMO IL PADRE” 133

forte. Se viene trascurato, privato del nutrimento, si sec-


`
ca e muore. Gesu non diede per scontato il suo amore per
Geova. Lo mantenne sano e forte per tutto il tempo che ri-
mase sulla terra. In che modo?
12 Ripensiamo a come si espresse Gesu, `
ancora ragazzo,
quando era presso il tempio a Gerusalemme. Ricordate
´
cosa disse ai genitori preoccupati: “Perche dovevate anda-
re in cerca di me? Non sapevate che io devo essere nella
casa del Padre mio?” (Luca 2:49) A quanto pare da bam-
`
bino Gesu non aveva ancora nessun ricordo della sua esi-
stenza preumana. Eppure l’amore per il Padre suo, Geova,
era intenso. Sapeva che quell’amore trovava la sua espres-
`
sione naturale nell’adorazione. Percio non c’era sulla ter-
` `
ra luogo piu caro a Gesu di quello in cui veniva adorato
`
il Padre suo. Gli piaceva stare lı e non voleva andarsene.
Inoltre non era uno spettatore passivo. Desiderava arden-
temente imparare riguardo a Geova ed esprimere quel-
`
lo che sapeva. Non comincio a provare quei sentimenti a
´
12 anni, ne smise di provarli allora.
13 Nella sua esistenza preumana il Figlio era ansioso di im-

parare dal Padre suo. Una profezia riportata in Isaia 50:


4-6 rivela che Geova diede al Figlio istruzioni specifiche cir-
ca il ruolo del Messia. Per quanto quelle istruzioni includes-
`
sero informazioni in merito alle prove che avrebbe subıto
l’Unto di Geova, il Figlio fu ansioso di conoscerle. Poi, una
`
volta venuto sulla terra e divenuto adulto, Gesu era sempre
felice di andare nella casa del Padre suo e partecipare all’a-
dorazione e al programma di istruzione che Geova voleva
`
vi fossero promossi. La Bibbia infatti riferisce che Gesu si
recava abitualmente al tempio e alla sinagoga. (Luca 4:16;
19:47) Se vogliamo mantenere vivo e forte il nostro amore
per Geova dobbiamo essere diligenti nell’assistere alle adu-
nanze cristiane, dove lo adoriamo e acquistiamo maggiore
conoscenza e intendimento riguardo a lui.
134 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
`
14 Gesu inoltre mantenne forte il suo amore per Geova
pregando regolarmente. Pur essendo un uomo cordiale e
`
socievole, e significativo che apprezzasse la solitudine. Per
esempio, Luca 5:16 dice che “si ritirava nei deserti e prega-
va”. Similmente, in Matteo 14:23 si legge: “Infine, aven-
`
do congedato le folle, salı tutto solo sul monte a pregare.
´ `
Benche si facesse tardi, egli era la solo”. In queste e in altre
` ` ´
occasioni Gesu ricerco la solitudine non perche fosse un
´
asceta o non gli piacesse la compagnia, ma perche voleva
stare solo con Geova, parlare liberamente al Padre in pre-
ghiera.
15 Quando pregava, Gesu` a volte usava l’espressione

“Abba, Padre”. (Marco 14:36) A quei tempi “Abba” era


l’appellativo confidenziale, ma rispettoso, usato in fami-
glia per “padre”. Spesso era una delle prime parole che im-
`
parava il bambino. Pur rivelando l’intimita con cui il Fi-
glio si rivolgeva al suo amato Padre Geova, denotava pure
` `
profondo rispetto per la Sua autorita. Davvero, intimita
`
e rispetto caratterizzavano tutte le preghiere di Gesu. Per
`
esempio, l’apostolo Giovanni riporto al capitolo 17 del
`
suo Vangelo la lunga e `accorata preghiera che Gesu pro-
`
nuncio l’ultima sera. E davvero commovente studiare
`
quella preghiera ed e importante che la imitiamo, certo
`
non ripetendo le parole di Gesu, ma cercando di parlare
`
di cuore con il nostro Padre celeste il piu spesso possibile.
`
Questo manterra vivo e forte il nostro amore per lui.
16 Come abbiamo gia` notato, Gesu` non diceva conti-

nuamente “io amo il Padre”. Eppure espresse molte vol-


`
te il suo amore per lui. Come? Gesu stesso disse: “Ti
´ `
14, 15. (a) Perche Gesu ricercava la solitudine? (b) In che modo le
` `
preghiere che Gesu rivolgeva al Padre rivelavano intimita e rispetto?
`
16, 17. (a) In che modo Gesu espresse l’amore che provava per il Pa-
` `
dre suo? (b) Come descrisse Gesu la generosita del Padre?
`
“Salı tutto solo sul monte a pregare”
136 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

lodo pubblicamente, Padre, Signore del cielo e della ter-


ra”. (Matteo 11:25) Quando abbiamo studiato la seconda
`
parte di questo libro abbiamo visto che Gesu amava loda-
re il Padre suo aiutando la gente a conoscerlo. Una volta
` `
paragono Geova a un padre cosı ansioso di perdonare il
figlio ribelle ormai pentito che ne attese l’arrivo, lo vide
`
da lontano, gli corse incontro e lo abbraccio. (Luca 15:20)
`
Come si puo leggere questo passo biblico senza essere toc-
`
cati dal modo in cui Gesu descrisse l’amore di Geova e la
sua prontezza a perdonare?
17 Gesu` lodo` spesso il Padre per la sua generosita. `
Citan-
`
do a titolo di esempio i genitori imperfetti, mostro che
`
possiamo essere certi che il nostro Padre celeste dara a tut-
` `
ti noi lo spirito santo necessario. (Luca 11:13) Gesu parlo
`
anche della speranza che il Padre offre cosı generosamen-
te. Espresse con vivo desiderio la sua stessa speranza di
riavere un posto accanto al Padre suo in cielo. (Giovanni
`
14:28; 17:5) Parlo ai suoi seguaci della speranza che Geo-
va ha offerto al “piccolo gregge”, quella di andare in cielo
e regnare insieme al Re messianico. (Luca 12:32; Giovan-
`
ni 14:2) E consolo un peccatore morente dandogli la spe-
ranza della vita in Paradiso. (Luca 23:43) Parlare in questi
`
modi della grande generosita del Padre Geova sicuramen-
` `
te aiuto Gesu a mantenere forte il suo amore per lui. Mol-
ti seguaci di Cristo hanno riscontrato che niente rafforza il
loro amore per Geova o la loro fede quanto parlare di lui e
della speranza che offre a quelli che lo amano.
` `
Ameremo Geova come lo amo Gesu?
18 Di tutti i modi in cui dobbiamo seguire Gesu` nes-
` `
suno e piu importante di questo: dobbiamo amare Geo-
va con tutto il cuore, l’anima, la mente e la forza. (Luca
` ` `
18. Qual e il modo piu importante in cui dobbiamo seguire Gesu, e
´
perche?
“IO AMO IL PADRE” 137
`
10:27) Questo amore non si misura solo dall’intensita dei
nostri sentimenti, ma anche dalla concretezza delle nostre
` `
azioni. Gesu non si accontento semplicemente di provare
´
amore per il Padre, ne semplicemente di dire “io amo il Pa-
` ´
dre”. Dichiaro: “Affinche il mondo sappia che io amo il
Padre, proprio come il Padre mi ha dato comandamento
`
di fare, cosı faccio”. (Giovanni 14:31) Satana aveva insinua-
to che nessun essere umano avrebbe servito Geova mosso
da amore altruistico. (Giobbe 2:4, 5) Per dare la miglior ri-
`
sposta possibile alla perfida calunnia di Satana, Gesu non
` `
si tiro indietro e con coraggio dimostro al mondo quanto
`
amava il Padre suo. Ubbidı al punto di cedere la propria
`
vita. Imiteremo Gesu? Mostreremo al mondo che amia-
mo veramente Geova Dio?
19 Per il nostro bene spirituale abbiamo davvero bisogno

di mostrare tale amore. Il nostro Padre, Geova, infatti ha


disposto che lo adoriamo in modo che il nostro amore per
lui cresca e si rafforzi. Quando assistiamo alle adunanze
`
cristiane, ricordiamoci che siamo lı per adorare il nostro
Dio. Questa adorazione include raccogliersi in preghie-
re sentite, cantare cantici di lode, ascoltare con attenzio-
`
ne e partecipare quando e possibile. Le adunanze ci dan-
`
no anche la possibilita di incoraggiare i nostri compagni
di fede. (Ebrei 10:24, 25) Adorare regolarmente Geova alle
` `
adunanze cristiane rafforzera sempre piu il nostro amore
per lui.
20 Lo stesso si puo` dire dello studio personale, la medi-

tazione e la preghiera. Consideriamoli dei modi per sta-


re soli con Geova. Quando studiamo la Parola di Dio
e meditiamo su di essa, Geova ci comunica quello che
pensa. Quando preghiamo gli apriamo il nostro cuore.
19, 20. (a) Per quali ragioni importanti vogliamo assistere regolar-
mente alle adunanze cristiane? (b) Come possiamo considerare lo
studio personale, la meditazione e la preghiera?
138 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

`
Come possiamo seguire Gesu?
˘ Quando preghiamo, in che modo possiamo dimostrare di
`
confidare in Geova, come fece Gesu? — Giovanni 11:41, 42;
Ebrei 11:6.
˘ Come possiamo esprimere sincero amore per Geova con il
modo in cui usiamo il suo nome? — Giovanni 17:6-8.
´ `
˘ Perche l’amore per Geova richiede che imitiamo Gesu rima-
nendo separati dal mondo? — Giovanni 17:14-16; Giacomo 4:8.
`
˘ Come possiamo seguire il consiglio di Gesu e continuare ad
amare intensamente Geova? — Rivelazione 2:1-5.

Ricordiamo che la preghiera non consiste solo nel fare


` `
richieste a Dio. Ci da anche la possibilita di ringraziare
Geova per le benedizioni che abbiamo ricevuto e di lo-
darlo per le sue meravigliose opere. (Salmo 146:1) Inol-
tre lodare pubblicamente Geova con gioia ed entusia-
`
smo e il modo migliore per ringraziarlo e dimostrare che
lo amiamo.
21 Amare Dio e` il segreto della nostra felicita` eterna. E
`
`
tutto cio di cui avrebbero avuto bisogno Adamo ` ed
`
Eva, ed e proprio quello in cui vennero meno. E anche
` `
cio di cui abbiamo piu bisogno per superare ogni pro-
va di fede, respingere ogni tentazione, sopportare ogni
` ` `
difficolta. Se vogliamo essere seguaci di Gesu questa e
`
la cosa piu importante. Naturalmente l’amore per Dio
`
e strettamente legato all’amore per il prossimo. (1 Gio-
vanni 4:20) Nei capitoli che seguono esamineremo in
` `
che modo Gesu dimostro di amare il prossimo. Nel capi-
´ ` `
tolo 14 vedremo perche cosı tanti trovavano Gesu avvi-
cinabile.
`
21. Quanto e importante amare Geova, e cosa vedremo nei prossimi
capitoli?
C A P I T O L O 1 4

“Grandi folle
gli si avvicinarono”
GESÙ sa che la fine della sua vita terrena si avvicina rapi-
damente. Gli rimangono solo poche settimane e c’è anco-
ra così tanto da fare. Sta predicando insieme agli apostoli
in Perea, regione a est del Giordano. Sono diretti a sud ver-
so Gerusalemme, dove Gesù assisterà alla sua fatidica, ul-
tima Pasqua.
2 Gesù ha avuto una conversazione animata con alcuni

capi religiosi, ma ora c’è un po’ di trambusto. Alcuni por-


tano i loro bambini perché vedano Gesù. A quanto pare i
bambini hanno età diverse, poiché Marco ne parla usan-
do lo stesso termine usato in precedenza a proposito di
una ragazzina di 12 anni, mentre Luca usa un termine che
si riferisce ai bambini piccoli. (Luca 18:15; Marco 5:41, 42;
10:13) Naturalmente dove ci sono bambini spesso c’è pa-
recchio rumore e confusione. I discepoli di Gesù rimpro-
verano i genitori, forse supponendo che il loro Maestro sia
troppo occupato per dedicare del tempo ai bambini. Cosa
fa Gesù?
3 Quando si accorge di quello che succede è indignato.

Con chi? Con i bambini? Con i genitori? No, con i suoi di-
scepoli. Dice loro: “Lasciate che i bambini vengano a me;
non cercate di impedirglielo, poiché il regno di Dio appar-
tiene a tali persone. Veramente vi dico: Chiunque non ri-
ceve il regno di Dio come un bambino non vi entrerà af-
fatto”. Quindi Gesù prende i bambini “fra le braccia” e li
benedice. (Marco 10:13-16) L’espressione usata da Marco
1-3. Cosa accade quando i genitori portano i bambini da Gesù, e cosa
denota la sua reazione?
140 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
`
fa pensare che Gesu li abbracci teneramente, forse` anche
prendendone in braccio alcuni e coccolandoli. E chiaro
che ama i bambini. Ma qui impariamo anche qualcos’al-
` `
tro: Gesu e avvicinabile.
4 Se Gesu` fosse stato severo, freddo o altezzoso, probabil-
´
mente quei bambini non ne sarebbero stati attratti, ne i
loro genitori si sarebbero sentiti liberi di avvicinarlo. Riu-
scite a immaginare i genitori raggianti mentre quell’uo-
mo premuroso manifesta affetto per i loro bambini, indi-
ca quanto sono preziosi agli occhi di Dio e li benedice?
´ ` `
Benche su di lui gravassero enormi responsabilita, Gesu
`
rimase in effetti l’uomo piu avvicinabile.
5 Chi altri riscontro` che Gesu` era avvicinabile? Cosa ren-
`
deva cosı facile avvicinarlo? E in che modo possiamo im-
`
parare a essere come Gesu sotto questo aspetto? Vediamo.
Chi lo trovava avvicinabile?
6 Leggendo i Vangeli rimarrete colpiti dal fatto che un
`
gran numero di persone non esitava ad avvicinare Gesu.
In relazione a lui spesso vengono menzionate “grandi fol-
le”: “grandi folle lo seguirono dalla Galilea”; “grandi fol-
le si radunarono presso di lui”; “grandi folle gli si avvici-
narono”; “grandi folle viaggiavano con lui”. (Matteo 4:25;
` `
13:2; 15:30; Luca 14:25) Sı, spesso Gesu era circondato da
tantissima gente.
7 In genere si trattava di persone comuni, che i capi re-

ligiosi sprezzantemente chiamavano “popolo del paese”.


I farisei e i sacerdoti dicevano apertamente: “Questa fol-
`
la che non conosce la Legge e gente maledetta”. (Gio-
vanni 7:49) Successivi scritti rabbinici confermano questo
´ `
4, 5. (a) Perche possiamo dire che Gesu era avvicinabile? (b) A qua-
li domande risponderemo in questo capitolo?
`
6-8. In compagnia di chi stava spesso Gesu, e in che modo il suo at-
teggiamento era diverso da quello dei capi religiosi?
“GRANDI FOLLE GLI SI AVVICINARONO” 141

atteggiamento. Molti capi religiosi consideravano sprege-


voli quelle persone e si rifiutavano di mangiare con loro,
fare acquisti da loro o stare in loro compagnia. Infatti al-
cuni asserivano che coloro che non conoscevano la leg-
ge orale non avevano neanche la speranza della risurrezio-
ne. Sicuramente molte persone umili stavano alla larga da
´ `
quei capi anziche chiedere loro aiuto e guida. Ma Gesu era
diverso.
8 Gesu` stava volentieri con le persone comuni. Mangiava

con loro, le guariva, insegnava e dava loro speranza. Cer-


to era realista: si rendeva conto che la maggioranza non
`
avrebbe colto l’opportunita di servire Geova. (Matteo 7:
13, 14) Tuttavia sperava che ognuno di loro avesse una
reazione positiva ed era convinto che molti potevano fare
la cosa giusta. Come era diverso da quei farisei e sacerdo-
ti insensibili! Fatto sorprendente, persino dei sacerdoti e
` `
dei farisei avvicinarono Gesu e qualcuno cambio davve-
ro diventando suo seguace. (Atti 6:7; 15:5) Anche alcuni
`
ricchi e potenti riscontrarono che Gesu era avvicinabile.
— Marco 10:17, 22.
9 Le donne non esitavano ad avvicinare Gesu. `
Spesso do-
vevano sentirsi umiliate dal disprezzo dei capi religiosi.
I rabbi in generale disapprovavano che si insegnasse alle
donne, a cui non era permesso nemmeno di testimoniare
nei casi giudiziari: la loro testimonianza era ritenuta inaf-
fidabile. I rabbi pronunciavano persino una preghiera in
cui ringraziavano Dio di non essere donne! Ma le donne
`
non trovavano niente di simile in Gesu. Molte lo avvicina-
vano, ansiose di imparare. Per esempio leggiamo che Ma-
ria, sorella di Lazzaro, si mise a sedere ai piedi del Signore,
assorta ad ascoltare le sue parole, mentre Marta, l’altra so-
rella, era tutta affaccendata e preoccupata di preparare da
´ `
9. Perche le donne trovavano Gesu avvicinabile?
142 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
` ` ´
mangiare. Gesu lodo Maria perche aveva scelto di concen-
`
trarsi sulle cose piu importanti. — Luca 10:39-42.
10 Anche i malati accorrevano da Gesu, `
mentre erano spes-
so emarginati dai capi religiosi. La Legge mosaica prevede-
va che i lebbrosi stessero in quarantena per motivi sanitari,
ma questo non autorizzava a trattarli male. (Levitico, capi-
tolo 13) Successive regole rabbiniche, invece, dicevano che
i lebbrosi erano ripugnanti come gli escrementi. Alcuni capi
religiosi arrivavano a prendere a sassate i lebbrosi per tener-
li a distanza. Era inconcepibile che chi era stato trattato in
quel modo trovasse il coraggio di avvicinare qualche inse-
`
gnante, mentre i lebbrosi avvicinavano Gesu. Uno di loro
espresse la sua fede con le famose parole: “Signore, se tu
vuoi, puoi rendermi puro”. (Luca 5:12) Nel prossimo capi-
`
tolo vedremo come rispose Gesu. Per ora basta dire che que-
` ` `
sta e la piu chiara prova che Gesu era avvicinabile.
11 Quelli oppressi dal peso della colpa si sentivano liberi
`
di avvicinare Gesu. Pensiamo, per esempio, alla volta in cui
` `
Gesu pranzo in casa di un fariseo. Una nota peccatrice en-
` ` `
tro e si inginocchio ai piedi di Gesu, piangendo per i suoi
peccati. Le sue lacrime gli bagnavano i piedi e lei li asciuga-
`
va con i capelli. L’ospite di Gesu era inorridito e lo giudi-
` ` `
co con severita per averle permesso di avvicinarsi, ma Gesu
`
lodo benignamente la donna per il suo pentimento since-
`
ro e le assicuro che Geova l’aveva perdonata. (Luca 7:36-50)
`
Oggi piu che mai coloro che sono oppressi da una colpa de-
`
vono sentirsi liberi di avvicinare chi puo aiutarli a mettere le
` `
cose a posto con Dio. Ma cosa rendeva Gesu cosı avvicina-
bile?
`
10. Come differiva Gesu dai capi religiosi nel modo in cui trattava i
malati?
11. Quale esempio indica che chi era oppresso dal peso della colpa
` ´ `
si sentiva libero di avvicinare Gesu, e perche questo e importante?

“Lasciate che i bambini vengano a me”


144 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

Cosa lo rendeva avvicinabile?


`
12 Teniamo presente che Gesu imitava alla perfezione il
suo diletto Padre celeste. (Giovanni 14:9) La Bibbia ci ri-
`
corda che Geova ‘non e lontano da ciascuno di noi’. (Atti
`
17:27) Geova, l’“Uditore di preghiera”, e sempre disponibi-
le per i suoi servitori fedeli e per chiunque voglia sincera-
mente trovarlo e servirlo. (Salmo 65:2) Pensate: il Personag-
` ` `
gio piu importante e piu potente dell’universo e anche il
` `
piu avvicinabile. Come il Padre suo, Gesu ama le persone.
Nei capitoli che seguono parleremo del profondo amore di
` ` ´
Gesu. E Gesu era avvicinabile soprattutto perche il suo amo-
re per le persone era lampante. Prendiamo in esame alcune
`
caratteristiche di Gesu che facevano risaltare questo amore.
13 La gente si accorgeva subito che Gesu` aveva a cuore ogni

singolo individuo. Questo sentimento non svaniva quando


` `
Gesu era sotto pressione. Come abbiamo gia visto, quando
`
quei genitori gli portarono i loro bambini Gesu fu avvicina-
bile anche se era occupato, oberato di gravose responsabili-
`
ta. Che esempio per i genitori! Nel mondo di oggi educa-
` `
re i figli e difficile. Ma e indispensabile che i figli vedano
`
che i genitori sono avvicinabili. Se sei un genitore, e norma-
le che ci siano momenti in cui hai troppo da fare per dedi-
care a tuo figlio l’attenzione di cui ha bisogno. Puoi assicu-
`
rargli pero che appena possibile troverai il tempo per stare
`
con lui? Se mantieni la parola tuo figlio imparera che vale
` `
la pena essere pazienti. Imparera inoltre che potra sempre
parlarti di qualsiasi problema o preoccupazione.
14 Gesu` rese chiaro che per lui i problemi della gente erano

importanti. Pensiamo per esempio al primo miracolo che


´ `
12. Perche non sorprende che Gesu fosse avvicinabile?
`
13. In che modo i genitori possono imitare Gesu?
`
14-16. (a) Quali circostanze indussero Gesu a compiere il suo primo mi-
´ `
racolo, e perche fu un’azione meravigliosa? (b) Cosa rivela riguardo a Gesu
`
il miracolo che compı a Cana, e quale lezione possono imparare i genitori?
“GRANDI FOLLE GLI SI AVVICINARONO” 145
`
compı. Stava assistendo a una festa di nozze a Cana, cittadi-
na della Galilea, quando sorse un problema imbarazzante:
` `
era finito il vino. La madre di Gesu, Maria, informo il figlio.
E cosa fece lui? Disse ai servitori di prendere sei grosse giare
di pietra e riempirle d’acqua. Quando ne venne portato un
assaggio al direttore del banchetto, ebbene, era ottimo vino!
Si trattava di un trucco, di un gioco di prestigio? No, l’acqua
“era stata mutata in vino”. (Giovanni 2:1-11) Trasformare
`
una cosa in un’altra e sempre stato il sogno degli esseri
umani. Per secoli gli alchimisti hanno cercato di trasforma-
re il piombo in oro, ma non ci sono mai riusciti, per quan-
to il piombo e l’oro siano in effetti elementi molto simili.1
Che dire dell’acqua e del vino? Chimicamente l’acqua non
`
e altro che la combinazione di due elementi fondamenta-
li. Il vino invece ha quasi un migliaio di componenti, mol-
´ `
ti dei quali assai complessi. Perche Gesu avrebbe compiu-
`
to un’opera cosı straordinaria per risolvere un problema da
poco come la mancanza di vino a una festa di nozze?
15 Per gli sposi non era un problema da poco. Antica-
`
mente nel Medio Oriente l’ospitalita era molto importan-
te. Rimanere senza vino al banchetto nuziale sarebbe sta-
to davvero imbarazzante per gli sposi e avrebbe rovinato il
giorno delle nozze e il suo ricordo negli anni avvenire. Per
` `
loro il problema era serio, e lo era anche per Gesu. Percio
´
fece qualcosa al riguardo. Capite perche la gente gli sotto-
poneva le proprie preoccupazioni?
16 Ancora una volta i genitori possono imparare un’u-

tile lezione. Che dire se vostro figlio si rivolge a voi


1 Chi studia chimica sa che il piombo e l’oro sono molto vicini sul-
la tavola periodica degli elementi. Nel nucleo di un atomo di piom-
`
bo ci sono solo tre protoni in piu che nell’oro. Nei nostri tempi alcu-
`
ni fisici hanno persino trasformato in oro piccole quantita di piombo,
`
ma l’energia necessaria per realizzare questo processo e tale da ren-
derlo troppo dispendioso.
Dimostriamo ai nostri figli
che siamo avvicinabili e che
ci stanno a cuore

preoccupato per qualche motivo? Forse siete tentati di ac-


cantonare il problema considerandolo una sciocchezza.
Magari vi viene persino da riderci su. A paragone dei grat-
tacapi che avete voi, quello di vostro figlio potrebbe sem-
`
brare davvero insignificante. Ricordate, pero, che per lui
`
non e una sciocchezza. Se importa a qualcuno che amate
tanto, non dovrebbe importare anche a voi? Facendo ca-
pire a vostro figlio che le sue preoccupazioni vi stanno a
cuore dimostrerete di essere dei genitori avvicinabili.
17 Come abbiamo visto nel capitolo 3, Gesu` era mite e
` `
umile. (Matteo 11:29) La mitezza e un’ottima qualita, una
chiara prova che si ha un cuore umile. Fa parte del frut-
to dello spirito santo di Dio e ha a che fare con la sapien-
` ´ ` `
17. Quale esempio di mitezza diede Gesu, e perche questa qualita e
una dimostrazione di forza?
“GRANDI FOLLE GLI SI AVVICINARONO” 147

za divina. (Galati 5:22, 23; Giacomo 3:13) Neanche dinan-


`
zi alla peggiore provocazione Gesu perse il controllo. La
sua mitezza era tutt’altro che debolezza. Di questa quali-
` `
ta, uno studioso disse: “Dietro la dolcezza c’e la forza del-
l’acciaio”. In effetti spesso ci vuole forza per non perdere
la calma e trattare gli altri con mitezza. Ma con l’aiuto di
`
Geova possiamo imitare Gesu ed essere miti, e questo ci
` `
rendera piu avvicinabili.
18 Gesu` era ragionevole. Quando si trovava a Tiro, una

donna che aveva una figlia “gravemente indemoniata” si


` `
rivolse a lui. Gesu indico in tre diversi modi che non ave-
va intenzione di fare quello che lei chiedeva. Primo, rispo-
` ´
se con il silenzio; secondo, le spiego perche non l’avrebbe
accontentata; terzo, fece un’illustrazione che rese ancora
`
piu chiaro il punto. Ma i suoi modi furono freddi, inflessi-
bili? Diede a intendere che osando contraddire un uomo
importante come lui quella donna correva un grosso ri-
schio? No, lei era chiaramente fiduciosa. Non solo chiese
´ `
aiuto ma insiste nonostante l’apparente riluttanza di Gesu
`
ad aiutarla. Gesu vide la notevole fede che la spingeva a
`
insistere e le guarı la figlia. (Matteo 15:22-28) Sicuramen-
`
te grazie alla ragionevolezza di Gesu, la sua prontezza ad
ascoltare e a cedere quando era il caso, la gente si sentiva
libera di avvicinarlo.
Siamo avvicinabili?
19 Alla gente piace pensare di essere avvicinabile. Coloro
`
che hanno una certa autorita amano dire che la loro
`
porta e sempre aperta, che i loro dipendenti sono liberi
`
di avvicinarli in qualsiasi momento. La Bibbia pero mette
in guardia: “Una moltitudine di uomini proclameranno
` ´
18. Quale esempio rivela la ragionevolezza di Gesu, e perche pensa-
`
te che questa qualita renda avvicinabili?
19. Come possiamo sapere se siamo davvero avvicinabili?
148 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
`
ciascuno la sua propria amorevole benignita, ma ` un
`
uomo fedele chi lo puo trovare?” (Proverbi 20:6) E facile
dire di essere avvicinabili, ma siamo davvero fedeli nell’i-
`
mitare questo aspetto dell’amore di Gesu? La risposta non
sta nel modo in cui ci vediamo noi, ma nel modo in cui
ci vedono gli altri. Paolo disse: “La vostra ragionevolezza
divenga nota a tutti gli uomini”. (Filippesi 4:5) Ciascuno
di noi fa bene a chiedersi: ‘Come mi vedono gli altri? Che
reputazione ho?’
20 Gli anziani cristiani in particolare si sforzano di

essere avvicinabili. Desiderano sinceramente essere al-


l’altezza della descrizione che troviamo in Isaia 32:
1, 2: “Ciascuno deve mostrar d’esse-
re come un luogo per riparare dal
vento e un nascondiglio dal tem-
porale, come ruscelli d’acqua in
un paese arido, come l’ombra
di una gran rupe in una
terra esausta”. Un anzia-
`
no puo offrire simile pro-
tezione, ristoro e sollievo
solo` se rimane avvicinabi-
`
le. E vero che non e sem-
pre facile, dato che in questi
tempi difficili il compito de-
`
gli anziani e molto impegna-
tivo. Comunque gli anziani
si sforzano di non dare mai
l’idea di avere troppo da fare
per occuparsi delle pecore di Gli anziani si sforzano di
Geova. (1 Pietro 5:2) Gli altri essere avvicinabili
´ `
20. (a) Perche e importante che gli anziani cristiani siano avvicina-
´ `
bili? (b) Perche dovremmo essere ragionevoli in cio che ci aspettia-
mo dagli anziani nella congregazione?
“GRANDI FOLLE GLI SI AVVICINARONO” 149

`
Come possiamo seguire Gesu?
´
˘ Perche fare domande e ascoltare con attenzione le risposte
`
ci rende piu avvicinabili? — Matteo 16:13-17.
` `
˘ In che modo Gesu dimostro di essere avvicinabile anche
quando cercava un po’ di solitudine ma veniva interrotto, e
come potremmo seguire il suo esempio? — Marco 6:31-34.
`
˘ Come considerava Gesu i non credenti, e in che modo imi-
tando il suo punto di vista equilibrato saremo avvicinabili?
— Luca 5:29-32.
˘ In che modo vedendo le persone in chiave positiva, come
` ` `
faceva Gesu, ci sara piu facile essere avvicinabili? — Giovanni
1:47.

componenti della congregazione cercano di essere ragio-


`
nevoli in cio che si aspettano da questi uomini fedeli, mo-
strandosi umili e pronti a cooperare. — Ebrei 13:17.
21 I genitori cercano di essere sempre disponibili per i
`
loro figli. Questo e della massima importanza. Vogliono
`
che i figli sappiano di poter confidare sempre in papa e
mamma. Quindi i genitori cristiani badano di essere miti
e ragionevoli, non reagendo in modo eccessivo quando
un figlio confessa di aver commesso un errore o fa qual-
che ragionamento fuori posto. Mentre addestrano pazien-
temente i figli, i genitori si sforzano di tenere aperte le li-
`
nee di comunicazione. In realta tutti noi vogliamo essere
`
sempre avvicinabili, come lo era Gesu. Nel prossimo ca-
`
pitolo parleremo della sincera compassione di Gesu, una
`
delle qualita che contribuirono maggiormente a renderlo
avvicinabile.
21. In che modo i genitori possono essere sempre disponibili per i
loro figli, e cosa prenderemo in considerazione nel prossimo capi-
tolo?
C A P I T O L O 1 5

“Mosso a pietà”

DUE ciechi sono seduti lungo la strada, nei pressi di Ge-


rico. Vengono qui ogni giorno, trovano un posto dove
passa molta gente e chiedono la carità. Oggi però sta per
accadere qualcosa che cambierà completamente la loro
vita.
2 Tutto a un tratto i mendicanti sentono del trambu-

sto. Non vedendo quello che succede, uno di loro chie-


de il perché di tanta eccitazione, e gli viene detto: “Pas-
sa Gesù il Nazareno!” Gesù sta andando a Gerusalemme
per l’ultima volta, e non è solo: lo segue una grande fol-
la. Saputo chi sta passando, i mendicanti si fanno senti-
re e gridano: “Signore, Figlio di Davide, abbi misericor-
dia di noi!” La gente infastidita dice loro di stare zitti.
Ma i mendicanti sono disperati e non si lasciano mette-
re a tacere.
3 Gesù sente le loro grida che sovrastano il rumore del-

la folla. Cosa farà? Ha la mente e il cuore gravati da mol-


ti pesi. Sta per iniziare l’ultima settimana della sua vita
terrena. Sa che a Gerusalemme lo attendono sofferenze
e una morte crudele. Eppure non ignora le grida insi-
stenti dei due. Si ferma e chiede che gli siano condotti.
“Signore, si aprano i nostri occhi”, supplicano i mendi-
canti. “Mosso a pietà”, Gesù tocca i loro occhi, ed essi
1-3. (a) Cosa fa Gesù quando due mendicanti ciechi lo supplicano
di aiutarli? (b) Cosa si intende con l’espressione “mosso a pietà”?
(Si veda la nota in calce).

150 “Signore, si aprano i nostri occhi”


152 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

ricuperano la vista.1 Senza indugio cominciano a segui-


`
re Gesu. — Luca 18:35-43; Matteo 20:29-34.
4 Quello non fu un caso isolato. In numerose occasioni
` `
e in circostanze molto diverse Gesu si sentı spinto a mo-
strare profonda compassione. Una profezia biblica ave-
va predetto che avrebbe provato “commiserazione per il
`
misero”. (Salmo 72:13) Infatti Gesu era davvero sensibile
ai sentimenti degli altri, e prendeva l’iniziativa per aiu-
tarli. La compassione era una delle forze motivanti della
sua predicazione. Vediamo in che modo i Vangeli rivela-
no la tenera compassione implicita nelle parole e azioni
`
di Gesu e riflettiamo su come anche noi possiamo mo-
strare compassione.
Teneva conto dei sentimenti altrui
`
5 Gesu provava profonda empatia. Si immedesimava in
coloro che soffrivano e partecipava al loro dolore. Anche
se non si trovava nelle stesse circostanze, in cuor suo pro-
`
vava la loro pena. (Ebrei 4:15) Quando guarı una donna
`
che soffriva di emorragie da 12 anni, definı il suo distur-
bo una “dolorosa malattia”, riconoscendo che le aveva
causato molte sofferenze. (Marco 5:25-34) Vedendo Ma-
ria e quelli che erano con lei piangere per la morte di Laz-
` ` `
zaro, fu cosı toccato dal loro cordoglio che si turbo. Gesu
`
sapeva che stava per risuscitare Lazzaro, ma era cosı com-
` `
1 La forma verbale greca resa “mosso a pieta” e stata definita una
`
delle espressioni piu forti per indicare un sentimento di compassio-
ne. Secondo un’opera di consultazione, indica “non solo un senso di
pena alla vista della sofferenza, ma anche un forte desiderio di alle-
viarla ed eliminarla”.
` `
4. Come adempı Gesu la profezia secondo cui avrebbe provato “com-
miserazione per il misero”?
`
5, 6. Quali esempi dimostrano che Gesu provava grande empatia?
`
“MOSSO A PIETA” 153

mosso che gli occhi gli si riempirono di lacrime. — Gio-


vanni 11:33, 35.
6 Un’altra volta un lebbroso avvicino` Gesu` e supplico: `
“Se vuoi, mi puoi rendere puro”. Quale fu la reazione
`
di Gesu, che essendo perfetto non era mai stato malato?
` `
Provo compassione per il lebbroso: “fu mosso a pieta”.
(Marco 1:40-42) Quindi fece qualcosa di straordinario.
Sapeva bene che sotto la Legge i lebbrosi erano impuri
e non potevano stare in mezzo alla gente. (Levitico 13:
45, 46) Certamente era in grado di guarire quell’uomo
senza nessun contatto fisico. (Matteo 8:5-13) Eppure pre-
`
ferı stendere la mano e toccare il lebbroso, dicendo: “Lo
`
voglio. Sii reso puro”. Immediatamente la lebbra sparı.
` `
Quale empatia mostro Gesu!
7 Come cristiani, siamo invitati a imitare Gesu` mostran-

do empatia. La Bibbia ci esorta a provare “i medesimi


`
sentimenti”.1 (1 Pietro 3:8) Non e sempre facile capire i
sentimenti di chi soffre di una malattia cronica o di de-
pressione, specie se noi non ci siamo mai passati. Ricor-
`
diamo pero che l’empatia non dipende dal trovarsi nel-
le stesse circostanze degli altri. Quando vedeva dei malati
` ´
Gesu provava empatia benche lui non fosse mai stato
malato. Come possiamo dunque coltivare questa quali-
`
ta? Ascoltando pazientemente quando chi soffre si confi-
da con noi e ci dice quello che prova. Potremmo chieder-
ci: ‘Se mi trovassi nella sua situazione, come mi sentirei?’
`
(1 Corinti 12:26) Se affiniamo la nostra sensibilita sare-
mo maggiormente in grado di ‘parlare in maniera conso-
lante alle anime depresse’. (1 Tessalonicesi 5:14) A volte
1 Il termine greco reso “medesimi sentimenti” letteralmente tra-
smette l’idea di “soffrire insieme”.
` `
7. Cosa puo aiutarci a coltivare l’empatia, e come la si puo esprimere?
154 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
`
l’empatia si puo esprimere
non solo a parole ma anche
con le lacrime. “Piangete con
quelli che piangono”, dice Ro-
mani 12:15.
8 Gesu` era premuroso e atten-

to a non ferire i sentimenti al-


trui. Una volta gli fu condotto
un sordo che non era quasi in
grado di parlare. Evidentemen-
`
te Gesu si accorse che l’uomo
era a disagio, infatti fece qual- Mostriamo “i medesimi
sentimenti”
cosa che di solito non faceva
quando guariva altri: “lo trasse in disparte dalla folla”.
`
In privato e lontano dagli sguardi, lo guarı. — Marco 7:
31-35.
9 Agı` con simile premura quando gli condussero un cie-
`
co chiedendo che fosse guarito. Gesu “preso il cieco per
la mano, lo condusse fuori del villaggio”. Quindi lo gua-
`
rı gradatamente. Forse questo permise al cervello e agli
occhi dell’uomo di adattarsi un po’ alla volta allo splen-
`
dore e alla complessita del mondo intorno a lui illumina-
`
to dal sole. (Marco 8:22-26) Come era premuroso Gesu!
`
10 Essendo seguaci di Gesu dobbiamo tener conto dei
`
sentimenti altrui. Percio dobbiamo badare a come parlia-
`
mo, ricordando che l’uso sconsiderato della lingua puo
ferire i sentimenti. (Proverbi 12:18; 18:21) Parole aspre,
osservazioni denigratorie e sarcasmo pungente sono fuo-
ri luogo tra i cristiani, che si preoccupano di come si sen-
tono gli altri. (Efesini 4:31) Anziani, in che modo pote-
te mostrarvi premurosi? Nel dare consigli, usate parole
`
8, 9. In quali modi Gesu tenne conto dei sentimenti altrui?
10. In quali modi possiamo tener conto dei sentimenti altrui?
`
“MOSSO A PIETA” 155
`
piene di gentilezza, rispettando la dignita di chi vi ascol-
ta. (Galati 6:1) Genitori, come potete tener conto dei sen-
timenti dei vostri figli? Nel disciplinarli, cercate di non
metterli in imbarazzo. — Colossesi 3:21.
Prendeva l’iniziativa nell’aiutare gli altri
`
11 Gesu non mostrava compassione solo quando gli ve-
`
niva chiesto. Infatti la compassione non e una quali-
`
ta passiva, ma piuttosto si esprime con azioni positive.
Non sorprende, dunque, che la tenera compassione spin-
`
gesse Gesu a prendere l’iniziativa nell’aiutare gli altri. Per
esempio, quando una grande folla che era rimasta con lui
per tre giorni non aveva niente da mangiare, nessuno do-
vette dirgli che la gente aveva fame o suggerirgli di fare
` ´
qualcosa al riguardo. Leggiamo: “Gesu, chiamati a se i
` ´
suoi discepoli, disse: ‘Provo pieta per la folla, perche sono
`
gia tre giorni che stanno con me e non hanno da man-
giare; e non voglio mandarli via digiuni. Potrebbero venir
`
meno per la strada’ ”. Quindi, di sua spontanea volonta,
`
sfamo miracolosamente la folla. — Matteo 15:32-38.
12 Notiamo un altro episodio. Nel 31 E.V., mentre sta-
` ´
va per arrivare a Nain, Gesu assiste a una scena strazian-
`
te. Un corteo funebre stava lasciando la citta, forse diret-
to a un vicino cimitero in collina, per seppellire “il figlio
unigenito di sua madre . . . vedova”. Potete immaginare
il dolore di quella donna? Stava per seppellire il suo uni-
co figlio, e non aveva un marito con cui dividere la soffe-
`
renza. In mezzo a tutto il corteo, Gesu “scorse” la vedo-
`
va che aveva appena perso il figlio. Quella vista lo tocco,
`
infatti “fu mosso a pieta per lei”. Nessuno dovette im-
plorarlo. La compassione lo spinse a prendere l’iniziativa:
`
11, 12. Quali episodi biblici indicano che Gesu non aspettava che gli
venisse chiesto per mostrare compassione?
156 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
` `
“accostatosi tocco la bara” e riporto in vita il giovane.
` `
Cosa accadde poi? Gesu non invito il giovane a unirsi alla
folla che lo seguiva, ma “lo diede a sua madre”, ricosti-
tuendo il nucleo familiare e assicurandosi che la vedova
avesse qualcuno che si occupasse di lei. — Luca 7:11-15.
13 Come possiamo seguire l’esempio di Gesu? `
Certo non
possiamo sfamare miracolosamente le folle o riportare in
` `
vita i morti. Possiamo pero imitare Gesu prendendo l’ini-
`
ziativa e aiutando chi e nel bisogno. Forse un compagno
di fede ha un grave dissesto economico o perde il lavo-
ro. (1 Giovanni 3:17) Oppure la casa di una vedova ha ur-
gente bisogno di riparazioni. (Giacomo 1:27) Magari sap-
`
piamo che una famiglia ha subıto un lutto e ha bisogno
di conforto o di aiuto pratico. (1 Tessalonicesi 5:11) Nei
casi di vero bisogno, non aspetteremo che ci venga chie-
sto prima di offrire aiuto. (Proverbi 3:27) La compassione
`
ci spingera a prendere l’iniziativa e dare il sostegno neces-
sario, in base alle nostre circostanze. Non dimentichiamo
`
mai che un semplice atto di benignita o poche parole di
conforto dette dal cuore possono essere potenti espressio-
ni di compassione. — Colossesi 3:12.
La compassione lo spingeva a predicare
14Come abbiamo visto nella seconda parte di questo li-
`
bro, Gesu diede un esempio notevole nel predicare la
buona notizia, e disse: “Devo dichiarare la buona notizia
´
del regno di Dio, perche per questo sono stato mandato”.
´
(Luca 4:43) Perche metteva al primo posto quest’opera?
´ `
Principalmente perche amava Dio. Ma Gesu lo faceva an-
che per un altro motivo: la sincera compassione lo spin-
`
13. Come possiamo imitare Gesu prendendo l’iniziativa e aiutando
`
chi e nel bisogno?
´ `
14. Perche Gesu mise al primo posto l’opera di predicare la buona
notizia?
`
Prendiamo l’iniziativa e aiutiamo chi e nel bisogno

geva ad appagare i bisogni spirituali degli altri. Di tut-


` `
ti i modi in cui Gesu mostro compassione, nessuno era
`
piu importante che soddisfare la sete spirituale della gen-
te. Analizziamo due casi che rivelano come considerava
`
le persone a cui predicava. Questa analisi aiutera ciascu-
no di noi a riflettere su quali sono i motivi per cui parte-
cipiamo al ministero pubblico.
15 Nel 31 E.V., dopo essersi impegnato strenuamente nel
` `
ministero per due anni circa, Gesu intensifico la sua atti-
` `
vita intraprendendo “un giro di tutte le citta e i villaggi”
`
della Galilea. Quello che vide tocco il suo cuore. L’aposto-
`
lo Matteo riferisce: “Vedendo le folle ne ebbe pieta, per-
´
che erano mal ridotte e disperse come pecore senza pa-
`
store”. (Matteo 9:35, 36) Gesu provava compassione per
la gente comune. Era ben consapevole della loro misere-
vole condizione spirituale. Sapeva che le persone veniva-
no maltrattate e ignorate proprio dai loro pastori, i capi
religiosi. Motivato da profonda compassione fece di tutto
`
15, 16. Descrivete due episodi che rivelano come considerava Gesu
le persone a cui predicava.
158 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

per portare loro un messaggio di speranza. Quello di cui


avevano maggiormente bisogno era la buona notizia del
Regno di Dio.
16 Qualcosa di simile accadde alcuni mesi dopo, verso la
`
Pasqua del 32 E.V. Quella volta Gesu e gli apostoli erano
saliti in barca per attraversare il Mar di Galilea in cerca di
`
un luogo tranquillo per riposare. Ma una quantita di gen-
`
te corse lungo la riva e arrivo dall’altra parte prima del-
`
la barca. Cosa fece Gesu? “Sceso, vide una grande folla, e
` ´
fu mosso a pieta verso di loro, perche erano come pecore
`
senza pastore. E comincio a insegnare loro molte cose”.
`
(Marco 6:31-34) Ancora una volta Gesu fu “mosso a pie-
`
ta” a motivo della loro triste condizione spirituale. Come
“pecore senza pastore”, erano spiritualmente affamate e
`
lasciate a se stesse. Era la compassione, piu che il senso
`
del dovere, a spingere Gesu a predicare.
17 Quali motivi spingono noi seguaci di Gesu` a svolgere

il ministero? Come spiegava il capitolo 9, abbiamo l’inca-


`
rico, la responsabilita, di predicare e fare discepoli. (Mat-
teo 28:19, 20; 1 Corinti 9:16) Ma non` svolgiamo quest’o-
pera per semplice senso del dovere. E soprattutto l’amore
per Geova che ci spinge a predicare la buona notizia del
`
Regno. La nostra predicazione e motivata anche dalla
compassione per coloro che non hanno la nostra stessa
fede. (Marco 12:28-31) Come possiamo coltivare la com-
passione?
18 Dobbiamo vedere le persone come le vedeva Gesu, `
“mal ridotte e disperse come pecore senza pastore”. Im-
`
maginiamo di trovare un agnello che si e perduto. Senza
un pastore che lo conduca all’acqua e in pascoli verdeg-
`
gianti, la povera bestiola e assetata e affamata. Non prove-
17, 18. (a) Quali motivi ci spingono a svolgere il ministero?
(b) Come si coltiva la compassione per il prossimo?
`
“MOSSO A PIETA” 159
`
remmo pieta per quell’agnellino? Non faremmo del no-
stro meglio per dargli qualcosa da mangiare e da bere?
`
Quell’agnello e come molti che non conoscono anco-
ra la buona notizia. Trascurati dai falsi pastori religiosi,
sono spiritualmente affamati e assetati e non hanno nes-
suna vera speranza per il futuro. Noi abbiamo quello di
cui hanno bisogno: il nutriente cibo spirituale e le risto-
`
ratrici acque di verita che si trovano nella Parola di Dio.
(Isaia 55:1, 2) Quando riflettiamo sui bisogni spirituali di
coloro che ci stanno intorno proviamo compassione per
`
loro. Se come Gesu amiamo profondamente gli altri, fa-
remo tutto il possibile per parlare loro della speranza del
Regno.
19 Come possiamo aiutare altri a seguire l’esempio di
`
Gesu? Supponiamo di voler spronare uno studente biblico
`
che e idoneo a partecipare all’opera di predicazione pub-
blica. Oppure desideriamo incoraggiare un inattivo a im-
pegnarsi di nuovo nel ministero. Come possiamo aiutarli?
Dobbiamo fare appello al loro Quando predichiamo,
`
cuore. Ricordiamo che Gesu mostriamo compassione
`
fu “mosso a pieta” e poi co-
`
mincio a insegnare. (Marco
6:34) Quindi se li aiutiamo a
coltivare la compassione, mol-
to probabilmente il loro cuore
` `
li spingera a imitare Gesu e a
portare la buona notizia ad al-
tri. Potremmo chiedere loro:
`
“Quanto e migliorata la tua
vita da quando hai accettato il
19. Cosa possiamo fare per motiva-
`
re uno studente biblico che e idoneo
a partecipare al ministero pubblico?
160 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

`
Come possiamo seguire Gesu?
˘
` `
Come Gesu mostro compassione nel modo in cui esercita-
`
va l’autorita, e come possiamo imitarlo? — Matteo 11:28-30.
´ ` `
˘ Perche e importante che seguiamo l’esempio di Gesu es-
sendo misericordiosi e compassionevoli? — Matteo 9:9-13;
23:23.
`
˘ Quali azioni di Gesu dimostrano che capiva i sentimenti
altrui, e come possiamo seguire il suo esempio? — Luca 7:
36-50.
˘ In che modo la parabola del buon samaritano indica che la
` `
compassione e una qualita positiva, e come possiamo mette-
re in pratica l’importante lezione che contiene? — Luca 10:
29-37.

messaggio del Regno? Che dire di quelli che non conosco-


no ancora questo messaggio: non hanno bisogno anche
loro della buona notizia? Cosa puoi fare per aiutarli?” Na-
`
turalmente i motivi piu importanti per cui ci impegniamo
nel ministero sono l’amore per Dio e il desiderio di servirlo.
20 Per essere seguaci di Gesu` non basta limitarsi a ripe-

tere le sue parole e a imitare le sue azioni. Bisogna colti-


vare la sua stessa “attitudine mentale”. (Filippesi 2:5)
Come possiamo essere dunque grati che la Bibbia ci rive-
li i pensieri e i sentimenti trasmessi dalle parole e dalle
`
azioni di Gesu! Se impariamo a conoscere “la mente di
` `
Cristo” ci sara piu facile diventare sensibili e compassio-
nevoli e quindi trattare il prossimo come lui trattava la
gente. (1 Corinti 2:16) Nel prossimo capitolo vedremo i
` `
vari modi in cui Gesu mostro amore particolarmente per
i suoi seguaci.
`
20. (a) Cosa comporta essere seguaci di Gesu? (b) Cosa vedremo nel
prossimo capitolo?
C A P I T O L O 1 6

“Gesù . . . li amò
sino alla fine”
GESÙ è insieme ai suoi apostoli nella stanza superiore di
una casa di Gerusalemme e sa che questa è l’ultima sera
che trascorre con loro. Si avvicina il momento di ritor-
nare dal Padre suo. Fra qualche ora sarà arrestato e la sua
fede sarà più che mai messa alla prova. Eppure neanche
la morte imminente gli fa trascurare i suoi apostoli.
2 Gesù li ha preparati per il distacco, ma ha anco-

ra molto da dire per rafforzarli in vista di quello che av-


verrà. Perciò approfitta di questi ultimi preziosi momen-
ti per impartire loro importanti lezioni che li aiuteranno
a rimanere fedeli. Le sue parole sono fra le più calorose
e profonde che abbia mai detto loro. Ma perché Gesù si
preoccupa per gli apostoli più che per se stesso? Perché
queste ultime ore sono tanto preziose per lui? In poche
parole, perché li ama, li ama profondamente.
3 Decenni dopo, nell’introdurre il resoconto ispirato de-

gli avvenimenti di quella sera, l’apostolo Giovanni scris-


se: “Siccome sapeva prima della festa della pasqua che era
venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre,
Gesù, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò
sino alla fine”. (Giovanni 13:1) Gesù non aspettò quel-
l’ultima sera per mostrare che amava “i suoi”. Duran-
te tutto il suo ministero diede prova in moltissimi modi
del suo amore per i discepoli. Facciamo bene a riflettere
1, 2. Cosa fa Gesù l’ultima sera che trascorre con gli apostoli, e per-
ché questi ultimi momenti sono preziosi per lui?
3. Come facciamo a sapere che Gesù non aspettò l’ultima sera per
mostrare amore ai suoi seguaci?
162 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
` ´
su alcuni modi in cui manifesto tale amore perche, imi-
tandolo sotto questo aspetto, dimostreremo di essere ve-
ramente suoi discepoli.
Era paziente
`
4 L’amore e la pazienza vanno a braccetto. “L’amore e lon-
`
ganime”, dice 1 Corinti 13:4, e la longanimita include pa-
`
ziente sopportazione. Gesu dovette essere paziente con i di-
scepoli? Certamente! Come abbiamo visto nel capitolo 3,
` `
gli apostoli facevano fatica a coltivare l’umilta. Piu di una
volta si misero a discutere su chi di loro fosse il maggiore.
` ` ´
Quale fu la reazione di Gesu? Si arrabbio e ribatte irritato
`
o risentito? No. Ragiono pazientemente con loro anche in
quell’ultima sera, quando sorse “un’accesa disputa” in me-
rito. — Luca 22:24-30; Matteo 20:20-28; Marco 9:33-37.
5 Piu` tardi, quando Gesu` ando` nel giardino di Getsema-

ni con gli undici apostoli fedeli, la sua pazienza fu anco-


`
ra una volta messa alla prova. Lasciati otto apostoli, Gesu
`
si addentro nel giardino con Pietro, Giacomo e Giovan-
`
ni. “L’anima mia e profondamente addolorata, fino alla
morte”, disse loro. “Restate qui e vigilate”. Quindi si al-
` `
lontano un po’ e comincio a pregare con fervore. Dopo
`
aver pregato a lungo torno dai tre apostoli. Cosa stava-
no facendo? In quel momento di massima tensione, li
` ` `
trovo profondamente addormentati. Gesu li rimprovero
´ `
perche non erano stati vigilanti? No, li esorto con pazien-
za. Le sue parole gentili dimostrarono che capiva che era-
`
no fragili e stressati.1 “Lo spirito, certo, e desideroso”, dis-
1 La sonnolenza degli apostoli non era dovuta solo a stanchezza fi-
` `
sica. La descrizione parallela in Luca 22:45 dice che Gesu “li trovo che
sonnecchiavano per lo sconforto”.
´ `
4, 5. (a) Perche Gesu dovette essere paziente con i discepoli?
` `
(b) Come reagı Gesu quando tre apostoli non rimasero vigilanti nel
giardino di Getsemani?
` `
“GESU . . . LI AMO SINO ALLA FINE” 163
` `
se, “ma la carne e debole”. Quella sera Gesu non perse la
`
pazienza, neanche quando li trovo addormentati una se-
conda e una terza volta. — Matteo 26:36-46.
`
6 E incoraggiante notare che Gesu` non li considero` irre-
` ´
cuperabili. La sua pazienza alla fine porto frutto, perche
`
quegli uomini fedeli impararono che e importante es-
sere sia umili che vigilanti. (1 Pietro 3:8; 4:7) Come pos-
`
siamo imitare Gesu nei nostri rapporti con gli altri? Spe-
cialmente gli anziani devono avere pazienza. Forse un
`
anziano e stanco o ha le sue preoccupazioni ma qual-
che compagno di fede va a parlargli dei suoi problemi.
A volte chi ha bisogno di aiuto fa fatica a recepire e ap-
plicare i consigli. Comunque gli anziani pazienti istrui-
ranno “con mitezza” e “tratteranno il gregge con tenerez-
za”. (2 Timoteo 2:24, 25; Atti 20:28, 29) Anche i genitori
` ´
fanno bene a imitare Gesu avendo pazienza, perche qual-
che volta i figli non reagiscono subito ai consigli o alla
correzione. L’amore e la pazienza aiuteranno i genitori a
non darsi per vinti quando cercano di educare i figli. Le
ricompense di una simile pazienza possono essere davve-
ro grandi. — Salmo 127:3.
`
Provvedeva alle loro necessita
7 L’amore si manifesta con azioni altruistiche. (1 Gio-

vanni 3:17, 18) “Non cerca i propri interessi”. (1 Corinti


`
13:5) L’amore spingeva Gesu a provvedere ai bisogni ma-
teriali dei discepoli. Spesso faceva qualcosa per loro an-
cor prima che glielo chiedessero. Ad esempio, vedendo
`
che erano stanchi, li invito ad accompagnarlo ‘in un luo-
go solitario, e riposarsi un po’. (Marco 6:31) Quando si
`
accorse che avevano fame, prese l’iniziativa e sfamo sia
`
6. Come possiamo imitare Gesu nei nostri rapporti con gli altri?
`
7. In quali modi Gesu si prendeva cura dei bisogni materiali dei suoi
discepoli?
164 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

loro che migliaia di altri che erano venuti per sentirlo in-
segnare. — Matteo 14:19, 20; 15:35-37.
8 Gesu` riconosceva i bisogni spirituali dei discepoli e li

soddisfaceva. (Matteo 4:4; 5:3) Quando insegnava, spesso


prestava loro speciale attenzione. Il Sermone del Monte
fu pronunciato principalmente per i discepoli. (Matteo 5:
1, 2, 13-16) Se faceva delle illustrazioni, “ai suoi discepo-
`
li spiegava privatamente ogni cosa”. (Marco 4:34) Gesu
predisse che avrebbe nominato uno “schiavo fedele e di-
screto” per garantire che durante gli ultimi giorni i suoi
seguaci fossero ben nutriti spiritualmente. Dal 1919 que-
sto schiavo fedele, composto da un piccolo gruppo di fra-
`
telli di Gesu unti con lo spirito presenti sulla terra, prov-
vede ‘cibo spirituale a suo tempo’. — Matteo 24:45.
`
8, 9. (a) Cosa indica che Gesu riconosceva i bisogni spirituali dei di-
`
scepoli e li soddisfaceva? (b) Quando era al palo, in che modo Gesu
`
dimostro di preoccuparsi per il benessere spirituale di sua madre?

I genitori premurosi sono pazienti


e soddisfano i bisogni dei figli
` `
“GESU . . . LI AMO SINO ALLA FINE” 165
`
9 E toccante il modo in cui Gesu, `
il giorno della sua mor-
`
te, dimostro di avere a cuore il benessere spirituale dei suoi
`
cari. Immaginiamo la scena: Gesu era al palo e soffriva
in maniera straziante. Per respirare doveva sollevarsi facen-
do forza sui piedi. Questo senza dubbio causava un dolore
´
atroce perche il peso del corpo lacerava le ferite dei chiodi
e il dorso flagellato sfregava contro il palo. Anche parlare,
che richiede il controllo della respirazione, doveva essere
difficile e penoso per lui. Eppure, appena prima di mori-
` `
re, Gesu pronuncio delle parole che manifestarono il suo
profondo amore per la madre. Vedendo Maria e l’apostolo
` `
Giovanni in piedi lı vicino, Gesu, con voce abbastanza for-
te da essere udito dagli astanti, disse alla madre: “Donna,
ecco tuo figlio!” Quindi disse a Giovanni: “Ecco tua ma-
`
dre!” (Giovanni 19:26, 27) Gesu sapeva che il fedele apo-
stolo si sarebbe preso cura di Maria provvedendo non solo
ai suoi bisogni materiali ma anche a quelli spirituali.1
1 A quanto pare allora Maria era vedova e gli altri figli non erano
`
ancora discepoli di Gesu. — Giovanni 7:5.
` `
“GESU . . . LI AMO SINO ALLA FINE” 167
`
10 Per i genitori premurosi e utile riflettere sull’esempio
`
di Gesu. Il padre che ama davvero la famiglia provvede-
`
ra materialmente ai suoi. (1 Timoteo 5:8) I capifamiglia
equilibrati e amorevoli fanno spazio ogni tanto al riposo
e allo svago. Ma soprattutto, i genitori cristiani soddisfa-
no i bisogni spirituali dei figli. In che modo? Dispongono
di tenere un regolare studio biblico familiare, e cercano
di renderlo edificante e piacevole per i figli. (Deuterono-
mio 6:6, 7) A parole e con l’esempio insegnano loro che
` `
il ministero e un’attivita importante e che prepararsi per
`
le adunanze e frequentarle e essenziale nella nostra vita
cristiana. — Ebrei 10:24, 25.
Era pronto a perdonare
`
11 L’amore si esprime anche con la capacita di perdo-
nare. (Colossesi 3:13, 14) L’amore “non tiene conto del
`
male”, dice 1 Corinti 13:5. In parecchie occasioni Gesu
`
insegno ai suoi seguaci quanto sia importante il perdo-
`
no. Li esorto a perdonare ‘non fino a sette volte, ma
`
fino a settantasette volte’, cioe senza limiti. (Matteo 18:
`
21, 22) Insegno loro a perdonare il peccatore che dopo
essere stato redarguito mostra pentimento. (Luca 17:3, 4)
` `
Gesu pero non era come gli ipocriti farisei che insegnava-
no solo a parole: insegnava anche con l’esempio. (Matteo
`
23:2-4) Vediamo come dimostro di essere pronto a perdo-
nare persino quando un amico fidato lo deluse.
12 Gesu` era molto legato all’apostolo Pietro, un uomo

di cuore che a volte era impulsivo. Riconosceva le sue


`
10. In che modo i genitori possono imitare Gesu nel soddisfare i bi-
sogni dei figli?
` `
11. Cosa insegno Gesu ai suoi seguaci circa il perdono?
`
12, 13. (a) In che modo Pietro deluse Gesu la notte del suo arresto?
` `
(b) In che modo cio che Gesu fece dopo la risurrezione dimostra che
non si limitava a predicare il perdono?
168 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
`
buone qualita e gli diede speciali privilegi. Pietro, insie-
´
me a Giacomo e Giovanni, assiste a certi miracoli che
agli altri apostoli non fu dato di vedere. (Matteo 17:
`
1, 2; Luca 8:49-55) Come abbiamo gia visto, Pietro fu
uno di quelli che si inoltrarono nel giardino di Getsema-
`
ni insieme a Gesu la notte del suo arresto. Eppure quel-
`
la stessa notte, quando Gesu fu tradito e arrestato, Pietro
`
e gli altri apostoli lo abbandonarono e fuggirono. Piu
tardi Pietro fu abbastanza coraggioso e rimase fuori ad
`
aspettare mentre Gesu subiva un processo illegale. Ma
`
poi ebbe paura e fece un grave errore: mentı negando
di averlo mai conosciuto. (Matteo 26:69-75) Quale fu la
`
reazione di Gesu? Cosa avreste fatto voi se un caro ami-
`
co vi avesse deluso cosı?
13 Gesu` fu pronto a perdonare Pietro. Sapeva che era

schiacciato dal peso del suo peccato. Infatti l’aposto-


`
lo pentito, “accasciatosi, scoppio a piangere”. (Marco
`
14:72) Il giorno della sua risurrezione Gesu gli appar-
ve, probabilmente per confortarlo e rassicurarlo. (Luca
`
24:34; 1 Corinti 15:5) Meno di due mesi dopo Gesu
`
onoro Pietro, lasciando che fosse lui a prendere l’i-
niziativa nel dare testimonianza alle folle convenute a
Gerusalemme il giorno di Pentecoste. (Atti 2:14-40) Ri-
`
cordiamo inoltre che Gesu non se la prese con gli apo-
´
stoli perche l’avevano abbandonato. Al contrario, dopo
`
la risurrezione li chiamo ancora “miei fratelli”. (Matteo
` `
28:10) Non e evidente che Gesu non si limitava a predi-
care il perdono?
14 Quali discepoli di Cristo dobbiamo imparare a per-
´ `
donare. Perche? A differenza di Gesu siamo imperfetti,
proprio come coloro che potrebbero peccare contro di
´
14. Perche dobbiamo imparare a perdonare, e come possiamo dimo-
strare che siamo pronti a farlo?
` `
“GESU . . . LI AMO SINO ALLA FINE” 169

noi. Di tanto in tanto tutti inciampiamo in parole e azio-


ni. (Romani 3:23; Giacomo 3:2) Se perdoniamo quan-
`
do c’e ragione di mostrare misericordia, anche i nostri
peccati possono essere perdonati da Dio. (Marco 11:25)
Come possiamo dunque mostrarci pronti a perdonare
chi pecca contro di noi? In molti casi l’amore ci aiuta a
passare sopra alle mancanze e debolezze altrui. (1 Pie-
`
tro 4:8) Quando chi ci ha fatto un torto e sinceramente
pentito, come lo era Pietro, sicuramente a imitazione di
` ´
Gesu vorremo essere pronti a perdonare. Anziche pren-
dercela, preferiremo saggiamente lasciare perdere. (Efe-
`
sini 4:32) Cosı contribuiremo alla pace della congrega-
´
zione nonche alla nostra stessa pace di mente e di cuore.
— 1 Pietro 3:11.
Era fiducioso
15Amore e fiducia sono strettamente legati. L’amore
“crede ogni cosa”.1 (1 Corinti 13:7) Spinto dall’amore,
`
Gesu fu pronto a fidarsi dei discepoli nonostante i loro
difetti. Confidava in loro, era convinto che amavano ve-
`
ramente Geova e volevano fare la Sua volonta. Anche se
`
commisero errori, Gesu non mise in discussione i loro
motivi. Per esempio, quando tramite la madre Giacomo
e Giovanni chiesero di sedere accanto a lui nel suo Re-
` ` ´ `
gno, Gesu non mise in dubbio la loro lealta, ne penso
`
che non potevano piu essere suoi apostoli. — Matteo 20:
20-28.
1 Questo naturalmente non significa che l’amore sia ingenuo o cre-
` ´
dulone. Significa piuttosto che non e critico ne sospettoso. L’amore
non corre alle conclusioni giudicando i motivi altrui o pensando il
peggio.
´ `
15. Perche Gesu aveva fiducia nei discepoli nonostante le loro man-
canze?
170 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
` `
16 Dando prova di fiducia, Gesu delego varie responsabi-
` `
lita ai discepoli. Nelle due occasioni in cui moltiplico il
` `
cibo e sfamo le folle, affido loro il compito di distribuire
il cibo. (Matteo 14:19; 15:36) In previsione della sua ulti-
`
ma Pasqua, incarico Pietro e Giovanni di andare a Geru-
salemme e preparare ogni cosa. Essi procurarono l’agnel-
lo, il vino, il pane non lievitato, le erbe amare e tutte le
´
altre cose necessarie. Non era un incarico da poco, poiche
la Legge mosaica prescriveva come celebrare dovutamen-
`
te la Pasqua, e Gesu doveva attenersi alla Legge. Inoltre,
` ` `
piu tardi quella sera Gesu uso il vino e il pane non lievita-
to quali importanti simboli nell’istituire la Commemora-
zione della sua morte. — Matteo 26:17-19; Luca 22:8, 13.
17 Gesu` ritenne opportuno affidare ai discepoli respon-
` ` `
sabilita ancora maggiori. Come abbiamo gia visto delego
a un piccolo gruppo di suoi seguaci unti sulla terra l’im-
portante incarico di dispensare il cibo spirituale. (Luca
12:42-44) Ricordiamo inoltre che sempre ai suoi seguaci
diede l’impegnativo compito di predicare e fare discepoli.
´
(Matteo 28:18-20) Tuttora, benche sia invisibile e gover-
`
ni dal cielo, Gesu affida la sua congregazione sulla terra
alla cura di “doni negli uomini” spiritualmente qualifica-
ti. — Efesini 4:8, 11, 12.
18 Come facciamo a seguire l’esempio di Gesu` nei nostri

rapporti con gli altri? La fiducia che abbiamo nei com-


`
pagni di fede e un’espressione di amore. Ricordiamo che
` `
l’amore non e una qualita negativa, ma positiva. Quando
altri ci deludono, cosa che prima o poi accade, l’amore ci
`
impedira di concludere frettolosamente che i loro moti-
vi sono sbagliati. (Matteo 7:1, 2) Se abbiamo un concet-
` ` `
16, 17. Quali responsabilita Gesu delego ai discepoli?
18-20. (a) Come possiamo dimostrare di avere fiducia nei compagni
`
di fede? (b) Come possiamo imitare Gesu essendo pronti a delegare?
(c) Di cosa parleremo nel prossimo capitolo?
` `
“GESU . . . LI AMO SINO ALLA FINE” 171

`
Come possiamo seguire Gesu?
´ ` `
˘ Perche e importante che seguiamo il consiglio di Gesu ri-
guardo al perdono? — Matteo 6:14, 15.
`
˘ Come possiamo applicare l’illustrazione di Gesu circa la ne-
`
cessita di perdonare? — Matteo 18:23-35.
`
˘ In che modo Gesu ebbe riguardo per i discepoli, e come pos-
siamo imitarlo? — Matteo 20:17-19; Giovanni 16:12.
`
˘ In che modo Gesu fece sapere a Pietro che aveva fiducia in
lui, e come possiamo esprimere la nostra fiducia negli altri?
— Luca 22:31, 32.

to positivo dei nostri compagni di fede ci comporteremo


´
in modo da edificarli anziche abbatterli. — 1 Tessalonice-
si 5:11.
19 Possiamo imitare la prontezza di Gesu` a delegare? E
`
`
bene che coloro che hanno incarichi di responsabilita
nella congregazione deleghino ad altri compiti adatti e
significativi, con la fiducia che faranno del loro meglio.
`
Gli anziani che hanno esperienza possono cosı provvede-
`
re necessario e prezioso addestramento a uomini piu gio-
vani che sono qualificati e ‘aspirano’ a essere di aiuto nel-
la congregazione. (1 Timoteo 3:1; 2 Timoteo 2:2) Questo
`
addestramento e essenziale. Dato che Geova fa crescere
`
l’opera del Regno sempre piu rapidamente, si dovranno
addestrare uomini qualificati per far fronte all’aumento.
— Isaia 60:22.
20 Gesu` ci ha dato un mirabile esempio nel mostrare
` `
amore. Imitare il suo amore e il modo piu importante in
cui possiamo dimostrare di essere suoi seguaci. Nel pros-
simo capitolo parleremo della massima espressione del
suo amore: fu pronto a dare la vita per noi.
C A P I T O L O 1 7

“Nessuno ha amore
più grande di questo”
“ECCO l’uomo!” Con queste parole il procuratore ro-
mano Ponzio Pilato presenta Gesù Cristo alla turba infe-
rocita, che all’alba della Pasqua del 33 E.V. si è radunata
fuori del palazzo del governatore. (Giovanni 19:5) Solo
pochi giorni fa, quando ha fatto il suo ingresso trionfa-
le a Gerusalemme quale Re designato da Dio, Gesù è sta-
to acclamato dal popolo. Ora però la folla ostile è di tut-
t’altro avviso.
2 Gesù indossa un manto regale di porpora, e ha una

corona sul capo. Ma il manto, poggiato sulle piaghe del-


le sferzate che ha sul dorso, e la corona di spine, calca-
ta sul cranio ormai sanguinante, sono una beffa alla sua
regalità. La popolazione, incitata dai capi sacerdoti, re-
spinge quell’uomo duramente provato. I sacerdoti gri-
dano “Al palo! Al palo!” La folla assetata di sangue urla:
“Deve morire”. — Giovanni 19:1-7.
3 Con dignità e coraggio, Gesù sopporta l’umiliazione

e il dolore senza un lamento.1 È pronto a morire. Più


1 Quel giorno Gesù venne sputacchiato due volte, prima dai capi
religiosi e poi dai soldati romani. (Matteo 26:59-68; 27:27-30) Soppor-
tò senza un lamento anche queste offese, adempiendo così le parole
profetiche: “Non nascosi la mia faccia dagli insulti e dallo sputo”.
— Isaia 50:6.

1-4. (a) Cosa avviene quando Pilato presenta Gesù alla turba infero-
cita fuori del palazzo del governatore? (b) Qual è la reazione di Gesù
alle umiliazioni e alle sofferenze, e quali importanti domande sor-
gono?

172
174 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

tardi, lo stesso giorno di Pasqua, si sottopone a una


morte dolorosa su un palo di tortura. — Giovanni 19:17,
18, 30.
4 Cedendo la sua vita, Gesu` si dimostro` un vero ami-
`
co per i suoi seguaci. “Nessuno ha amore piu grande di
questo, che qualcuno ceda la sua anima a favore dei suoi
amici”. (Giovanni 15:13) Questo solleva delle domande
`
importanti. Era proprio necessario che Gesu sopportas-
´
se tutte quelle sofferenze e poi morisse? Perche fu dispo-
sto a farlo? Dato che siamo “suoi amici” e seguaci, come
possiamo imitare il suo esempio?
´ `
Perche era necessario che Gesu
soffrisse e morisse?
5 Essendo il Messia promesso, Gesu` sapeva cosa aspet-

tarsi. Era consapevole che molte profezie delle Scrittu-


re Ebraiche predicevano nei particolari le sofferenze e
`
la morte del Messia. (Isaia 53:3-7, 12; Daniele 9:26) Piu
`
di una volta preparo i discepoli per le prove che lo at-
tendevano. (Marco 8:31; 9:31) Quando era diretto a Ge-
rusalemme per la sua ultima Pasqua, disse espressamen-
`
te agli apostoli: “Il Figlio dell’uomo sara consegnato ai
capi sacerdoti e agli scribi, e lo condanneranno a morte
e lo consegneranno a uomini delle nazioni, e lo scher-
niranno e gli sputeranno addosso e lo flagelleranno e lo
uccideranno”. (Marco 10:33, 34) Non erano parole det-
`
te a caso. Come abbiamo visto, Gesu fu davvero deriso,
sputacchiato, flagellato e ucciso.
6 Ma perche´ era necessario che Gesu` soffrisse e mo-

risse? Per dei motivi importantissimi. Primo, rimanen-


` `
do leale Gesu avrebbe dimostrato la propria integrita e
`
sostenuto la sovranita di Geova. Ricordiamo che Sata-
´ `
5. Perche Gesu sapeva esattamente quali prove lo attendevano?
´ `
6. Perche era necessario che Gesu soffrisse e morisse?
`
“NESSUNO HA AMORE PIU GRANDE DI QUESTO” 175

na aveva asserito falsamente che gli esseri umani servo-


no Dio solo per interesse egoistico. (Giobbe 2:1-5) Re-
stando fedele “fino alla morte . . . su un palo di tortura”,
` `
Gesu diede la risposta piu inconfutabile all’infondata
accusa di Satana. (Filippesi 2:8; Proverbi 27:11) Secon-
do, le sofferenze e la morte del Messia avrebbero espia-
`
to i nostri peccati. (Isaia 53:5, 10; Daniele 9:24) Gesu
`
offrı “la sua anima come riscatto in cambio di molti”,
`
dandoci la possibilita di avere una relazione approvata
con Dio. (Matteo 20:28) Terzo, sopportando sofferenze
`
di ogni sorta, Gesu fu “provato sotto ogni aspetto come
`
noi”. Quindi e un Sommo Sacerdote misericordioso, in
grado di “compatire le nostre debolezze”. — Ebrei 2:
17, 18; 4:15.
´ `
Perche Gesu fu disposto a cedere la sua vita?
7 Per avere un’idea di quello che Gesu` fu disposto a

fare, pensate: quale uomo sarebbe disposto a lasciare la


sua famiglia e la sua casa e a trasferirsi in un paese stra-
niero sapendo che la maggioranza degli abitanti lo re-
` `
spingera, che sara sottoposto a umiliazioni e sofferenze
`
e che alla fine verra assassinato? Adesso pensate a quel-
`
lo che fece Gesu. Prima di venire sulla terra godeva di
una posizione speciale nei cieli accanto al Padre. Eppu-
re fu disposto a lasciare la sua dimora celeste e a venire
sulla terra come uomo. E lo fece pur sapendo che sareb-
`
be stato respinto dalla maggioranza e che avrebbe subı-
to crudeli umiliazioni, intense sofferenze e una morte
`
dolorosa. (Filippesi 2:5-7) Cosa indusse Gesu a fare un
sacrificio simile?
8 Soprattutto, Gesu` fu spinto dal profondo amore per il
`
Padre. Con la sua perseveranza dimostro di amare Geova.
` `
7. A cosa rinuncio Gesu quando venne sulla terra?
`
8, 9. Cosa spinse Gesu a cedere la sua vita?
176 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
` `
E per amore che teneva cosı tanto al nome e alla repu-
`
tazione del Padre. (Matteo 6:9; Giovanni 17:1-6, 26) Piu
`
di ogni altra cosa, Gesu voleva che il biasimo arrecato al
nome del Padre suo venisse cancellato. Soffrire per amo-
`
re della giustizia era per lui il piu alto onore e privilegio,
´ `
poiche sapeva che la sua integrita avrebbe contribuito a
santificare il bel nome del Padre. — 1 Cronache 29:13.
9 Gesu` aveva un altro motivo per deporre la sua vita:
`
l’amore per l’umanita. Era un amore che risaliva agli al-
`
bori della storia. La Bibbia rivela che Gesu provava que-
sto sentimento molto prima di venire sulla terra: “Le
cose che [lo] dilettavano erano presso i figli degli uo-
mini”. (Proverbi 8:30, 31) Quando era sulla terra il suo
amore fu ben evidente. Come abbiamo considerato nei
` `
tre capitoli precedenti, Gesu manifesto in molti modi
`
il suo amore per l’umanita in generale e per i suoi se-
guaci in particolare. Ma il 14 nisan del 33 E.V. fu dispo-
sto a cedere la sua anima per noi. (Giovanni 10:11) Non
c’era davvero modo migliore per dimostrare il suo amo-
` `
re. Dobbiamo imitarlo sotto questo aspetto? Sı. Anzi ci e
comandato di farlo.
‘Amatevi l’un l’altro come vi ho amati io’
`
10 La sera prima di morire, Gesu disse ai discepoli
`
che gli erano piu cari: “Vi do un nuovo comandamen-
to, che vi amiate gli uni gli altri; come vi ho amati io,
che anche voi vi amiate gli uni gli altri. Da questo tut-
ti conosceranno che siete miei discepoli, se avrete amo-
re fra voi”. (Giovanni 13:34, 35) ‘Amatevi gli uni gli al-
`
tri’: in che senso questo e “un nuovo comandamento”?
`
La Legge mosaica comandava gia: “Devi amare il tuo
prossimo come te stesso”. (Levitico 19:18) Ma il nuo-
` `
10, 11. Qual e il nuovo comandamento che Gesu diede ai suoi se-
´ `
guaci, cosa comporta, e perche e importante che lo osserviamo?
`
“NESSUNO HA AMORE PIU GRANDE DI QUESTO” 177
`
vo comandamento richiede un amore piu profondo, un
amore che ci spingerebbe a dare la nostra vita per gli al-
` ` `
tri. Gesu stesso lo spiego quando disse: “Questo e il mio
comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come vi
`
ho amati io. Nessuno ha amore piu grande di questo,
che qualcuno ceda la sua anima a favore dei suoi ami-
ci”. (Giovanni 15:12, 13) Il nuovo comandamento in ef-
`
fetti dice: “Ama gli altri non come te stesso, ma piu di te
` `
stesso”. Con il modo in cui visse e morı, Gesu fu certo
un esempio di questo amore.
11 Perche´ e` importante ubbidire al nuovo comanda-
`
mento? Ricordiamo che Gesu disse: “Da questo [amore
altruistico] tutti conosceranno che siete miei discepoli”.
`
Sı, l’amore altruistico ci identifica quali veri cristiani.
Potremmo paragonare questo amore a un distintivo.
Chi assiste alle assemblee di distretto dei testimoni di
`
Geova porta un distintivo, su cui e indicato il suo nome
e la congregazione di cui fa parte. L’altruistico amore re-
`
ciproco e il “distintivo” da cui si riconoscono i veri cri-
stiani. In altre parole, l’amore che proviamo l’uno per
`
l’altro dovrebbe essere cosı evidente da diventare il se-
gno, o distintivo, che indica a chi ci osserva che sia-
mo realmente veri seguaci di Cristo. Ciascuno di noi fa
bene a chiedersi: ‘Nella mia vita porto ben in vista il “di-
stintivo” dell’amore altruistico?’
`
Cosa e racchiuso nell’amore altruistico?
12 Quali seguaci di Gesu, `
dobbiamo amarci l’un l’al-
tro come ci ha amato lui. Questo significa essere dispo-
sti a fare sacrifici per i nostri compagni di fede. Fino a
che punto? La Bibbia ci dice: “Da questo abbiamo co-
´
nosciuto l’amore, perche egli cedette la sua anima per
12, 13. (a) Fino a che punto dovremmo essere disposti a mostrare
amore l’uno per l’altro? (b) Cosa significa essere altruisti?
178 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

noi; e noi abbiamo l’obbligo di cedere le anime nostre


`
per i nostri fratelli”. (1 Giovanni 3:16) Come Gesu, se
necessario dobbiamo essere disposti a morire per gli al-
tri. In tempi di persecuzione, saremo pronti a sacrifica-
re la nostra vita piuttosto che tradire i nostri fratelli spi-
rituali e quindi metterli in pericolo. In paesi divisi da
lotte razziali o etniche, rischieremo la vita per protegge-
re i nostri fratelli di qualunque razza o etnia. In caso di
guerra, affronteremo la prigione o anche la morte piut-
tosto che imbracciare le armi contro i nostri compagni
di fede, o chiunque altro. — Giovanni 17:14, 16; 1 Gio-
vanni 3:10-12.
13 Essere disposti a morire per i nostri fratelli non e` l’u-

nico modo in cui possiamo mostrare amore altruistico.


` `
Infatti un sacrificio cosı grande sara chiesto solo a pochi
di noi. Ma se amiamo i fratelli al punto di morire per
loro, non dovremmo essere disposti a compiere sacri-
`
fici piu piccoli, dandoci da fare per aiutarli adesso? Es-
sere altruisti significa rinunciare al proprio vantaggio o
`
alle proprie comodita per il bene degli altri. Mettiamo
i loro bisogni e il loro benessere al di sopra dei nostri,
anche se non ci fa comodo. (1 Corinti 10:24) In quali
modi pratici possiamo mostrare amore altruistico?
Nella congregazione e in famiglia
14 Gli anziani di congregazione fanno molti sacrifici per
‘pascere il gregge’. (1 Pietro 5:2, 3) Oltre a occuparsi della
propria famiglia, la sera o nel fine settimana devono de-
dicare del tempo a cose che riguardano la congregazione,
come preparare parti per le adunanze, fare visite pasto-
rali e trattare casi giudiziari. Molti anziani fanno ulterio-
ri sacrifici, lavorando sodo alle assemblee e nell’ambito
14. (a) Quali sacrifici sono richiesti dagli anziani? (b) Cosa pensate
degli operosi anziani della vostra congregazione?
`
“NESSUNO HA AMORE PIU GRANDE DI QUESTO” 179

di Comitati di assistenza sanitaria, Gruppi di visita ai pa-


zienti e Comitati Regionali di Costruzione. Anziani, non
dimenticate mai che servendo con spirito volenteroso e
dedicando tempo, energie e risorse per pascere il gregge,
mostrate amore altruistico. (2 Corinti 12:15) Il vostro im-
`
pegno e apprezzato non solo da Geova, ma anche dalla
vostra congregazione. — Filippesi 2:29; Ebrei 6:10.
15 Che dire poi delle mogli degli anziani? Non sono di-
´
sposte anche loro a fare sacrifici affinche il marito pos-
sa occuparsi del gregge? Certo una moglie si sacrifica
quando il marito deve dedicare a faccende di congrega-
zione il tempo che altrimenti potrebbe trascorrere con
la famiglia. Pensiamo anche alle mogli dei sorveglianti
viaggianti e ai sacrifici che fanno per accompagnare il
marito da una congregazione all’altra e da una circoscri-
zione all’altra. Rinunciano ad avere una casa propria e
forse ogni settimana devono dormire in un letto diver-
so. Sono disposte a mettere gli interessi della congrega-
zione al di sopra dei propri, e vanno quindi lodate per la
`
loro generosita e l’amore altruistico. — Filippesi 2:3, 4.
16 Come si puo` mostrare amore altruistico in famiglia?

Genitori, fate tanti sacrifici per provvedere ai vostri figli


e per “allevarli nella disciplina e nella norma mentale di
Geova”. (Efesini 6:4) Forse dedicate molte ore a un la-
voro faticoso solo per dar loro da mangiare e assicurar-
vi che abbiano un tetto e abiti adeguati. Vi togliereste il
pane di bocca pur di vedere che non manchi loro nulla.
`
Un grosso impegno e anche studiare con i figli, portarli
alle adunanze cristiane e svolgere insieme a loro il mini-
stero di campo. (Deuteronomio 6:6, 7) Il vostro amore
15. (a) Quali sacrifici fanno le mogli degli anziani? (b) Cosa pensa-
te di queste donne che permettono altruisticamente al marito di oc-
cuparsi della congregazione?
16. Quali sacrifici fanno i genitori cristiani per i figli?
180 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
`
altruistico e apprezzato da Colui che ha dato origine alla
`
vita familiare e puo significare vita eterna per i vostri fi-
gli. — Proverbi 22:6; Efesini 3:14, 15.
17 Mariti, come potete imitare Gesu` nel mostrare amo-

re altruistico? La Bibbia risponde: “Mariti, continuate ad


`
amare le vostre mogli, come anche il Cristo amo la con-
`
gregazione e si consegno per essa”. (Efesini 5:25) Come
` `
abbiamo visto, Gesu amava cosı tanto i suoi seguaci che
`
morı per loro. Il marito cristiano imita l’altruismo di`
`
Gesu, che “non fece piacere a se stesso”. (Romani 15:3) E
pronto a mettere i bisogni e gli interessi della moglie al
di sopra dei propri. Non pretende che tutto venga fatto a
`
modo suo, ma e disposto a cedere quando non sono im-
`
plicati princıpi biblici. Il marito che manifesta amore al-
truistico ha l’approvazione di Geova e si guadagna l’amo-
re e il rispetto della moglie e dei figli.
Cosa faremo noi?
`
18 Non e facile ubbidire al nuovo comandamento di
amarsi l’un l’altro, ma abbiamo un valido motivo per
farlo. Paolo scrisse: “L’amore che ha Cristo ci costringe,
´ ` `
perche questo e cio che abbiamo giudicato, che un solo
` ` ´
uomo morı per tutti; . . . ed egli morı per tutti affinche
`
quelli che vivono vivano non piu per se stessi, ma per
`
colui che morı per loro e fu destato”. (2 Corinti 5:14, 15)
` `
Dato che Gesu e morto per noi, non dovremmo sentir-
ci ‘costretti’ a vivere per lui? Possiamo farlo seguendo il
suo esempio di amore altruistico.
19 Gesu` non esagerava quando disse: “Nessuno ha

`
17. In che modo i mariti cristiani possono imitare l’altruismo di Gesu?
18. Cosa ci sprona a ubbidire al nuovo comandamento di amarci l’un
l’altro?
19, 20. Quale prezioso dono ci ha fatto Geova, e come possiamo di-
mostrare di accettarlo?
`
“NESSUNO HA AMORE PIU GRANDE DI QUESTO” 181

`
Come possiamo seguire Gesu?
` `
˘ Quale condotta altruistica Gesu indico ai suoi seguaci?
— Matteo 16:24-26.
´
˘ Perche vale la pena di comportarsi in maniera altruistica?
— Marco 10:23-30.
` `
˘ In che modo Gesu si dimostro il Pastore eccellente, e cosa
possono imparare dal suo esempio gli anziani cristiani?
— Giovanni 10:11-15.
`
˘ In quali modi pratici possiamo imitare Gesu mostrando
amore altruistico? — 1 Giovanni 3:17, 18.

`
amore piu grande di questo, che qualcuno ceda la sua
anima a favore dei suoi amici”. (Giovanni 15:13) Il fat-
to che fu disposto a cedere la sua anima a nostro favo-
`
re e la massima espressione del suo amore per noi. Ep-
`
pure qualcun altro ha mostrato un amore ancora piu
` `
grande. Gesu spiego: “Dio ha tanto amato il mondo
´
che ha dato il suo unigenito Figlio, affinche chiunque
esercita fede in lui non sia distrutto ma abbia vita eter-
`
na”. (Giovanni 3:16) Dio ci ama cosı tanto che ha dato
suo Figlio come riscatto, rendendo possibile la libera-
zione dal peccato e dalla morte. (Efesini 1:7) Il riscat-
`
to e un prezioso dono di Geova, ma lui non ci costrin-
ge ad accettarlo.
20 Sta a noi accettare questo dono di Geova. In che
`
modo? ‘Esercitando fede’ nel Figlio. La fede, pero,
non si esprime solo a parole. Si dimostra con le azio-
ni, con il modo in cui viviamo. (Giacomo 2:26) Dimo-
`
striamo di avere fede in Gesu Cristo seguendolo ogni
giorno. In tal modo avremo grandi benedizioni ora e
in futuro, come spiega l’ultimo capitolo di questo li-
bro.
C A P I T O L O 1 8

“Continua a seguirmi”

UNDICI uomini in piedi su un monte guardano con


grande affetto e ammirazione una dodicesima persona.
Ha sembianze umane, ma in effetti è Gesù risuscitato,
tornato di nuovo il più potente dei figli spirituali di Geo-
va. Gesù ha invitato gli apostoli a incontrarsi con lui per
l’ultima volta qui sul Monte degli Ulivi.
2 Questo rilievo, parte di un gruppo di colline calcaree

separate da Gerusalemme dalla valle del Chidron, di si-


curo richiama alla mente di Gesù molti ricordi. Sul suo
pendio si trova Betania, dove ha risuscitato Lazzaro. Sono
passate solo poche settimane da quando, dalla vicina Bet-
fage, ha iniziato il suo ingresso trionfale a Gerusalem-
me. Sul Monte degli Ulivi si trova probabilmente anche
il giardino di Getsemani, dove Gesù ha trascorso le ore
drammatiche che hanno preceduto il suo arresto. Adesso,
da questo stesso colle, si accinge a lasciare i suoi più inti-
mi amici e seguaci. Pronuncia amorevoli parole di com-
miato, quindi inizia a sollevarsi da terra. Gli apostoli ri-
mangono lì immobili, fissando il loro amato Signore che
ascende al cielo. Poi una nube lo nasconde alla loro vista,
e non lo vedono più. — Atti 1:6-12.
3 Vi sembra forse una conclusione dolceamara, uno

sconsolato addio? Non lo è. Infatti, come due angeli ri-


cordano subito agli apostoli, la storia di Gesù è tutt’altro
che finita. (Atti 1:10, 11) Sotto molti aspetti il suo ritor-
1-3. (a) In che maniera Gesù lasciò gli apostoli, e perché non fu uno
sconsolato addio? (b) Perché dobbiamo sapere qualcosa della vita di
Gesù da quando è tornato in cielo?
“CONTINUA A SEGUIRMI” 183
`
no al cielo e solo un inizio. La Parola ` di Dio non ci lascia
all’oscuro di quanto gli accade poi. E importante sapere
`
qualcosa della vita di Gesu dopo che ha lasciato la terra.
´
Perche? Ricordiamo le parole che rivolse a Pietro: “Con-
tinua a seguirmi”. (Giovanni 21:19, 22) Tutti noi dobbia-
mo ubbidire a quel comando, che non implica solo una
`
scelta momentanea, ma un modo di vivere. Percio dob-
biamo capire cosa sta facendo ora il nostro Signore e il
ruolo che ha in cielo.
`
La vita di Gesu una volta tornato in cielo
4 Le Scritture non parlano dell’arrivo di Gesu` in cielo,

dell’accoglienza che ricevette e del suo gioioso incontro


con il Padre. Tuttavia avevano rivelato cosa sarebbe acca-
duto in cielo poco dopo il suo ritorno. Sappiamo che per
oltre 15 secoli il popolo ebraico aveva assistito regolar-
mente a una cerimonia sacra. Un giorno all’anno il som-
mo sacerdote entrava nel Santissimo del tempio e spruz-
zava davanti all’arca del patto il sangue dei sacrifici del
giorno di espiazione. Quel giorno il sommo sacerdote
prefigurava il Messia. La cerimonia aveva un significato
` `
profetico, e dopo essere ritornato in cielo Gesu adempı
`
una volta per tutte quanto profetizzato: entro alla maesto-
`
sa presenza di Geova in cielo, il luogo piu santo dell’uni-
`
verso, e presento al Padre il valore del suo sacrificio di ri-
`
scatto. (Ebrei 9:11, 12, 24) Geova lo accetto?
5 Troviamo la risposta riflettendo su quello che avven-
`
ne pochi giorni dopo l’ascensione di Gesu. Circa 120 cri-
stiani erano radunati in una stanza a Gerusalemme quan-
do all’improvviso un rumore simile a quello di una forte
4. In che modo le Scritture avevano rivelato cosa sarebbe accaduto
`
in cielo dopo il ritorno di Gesu?
`
5, 6. (a) Cosa dimostro che Geova aveva accettato il sacrificio di ri-
scatto di Cristo? (b) Chi trae beneficio dal riscatto, e come?
184 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
`
brezza riempı il locale. Lingue come di fuoco apparvero
sulle loro teste ed essi, pieni di spirito santo, comincia-
rono a parlare in diverse lingue. (Atti 2:1-4) Questo avve-
`
nimento segno la nascita di una nuova nazione, l’Israele
spirituale, una nuova “razza eletta” e “un regal sacerdo-
`
zio”, incaricato di portare a compimento la volonta di
Dio sulla terra. (1 Pietro 2:9) Chiaramente Geova Dio ave-
va accettato e approvato il sacrificio di riscatto di Cristo.
Il versamento dello spirito santo fu una delle prime be-
nedizioni rese possibili dal riscatto.
6 Da allora i seguaci di Cristo in tutto il mondo beneficia-

no del suo sacrificio di riscatto. Ne traiamo beneficio sia


che facciamo parte del “piccolo gregge” degli unti che re-
gneranno con Cristo in cielo che delle “altre pecore” che
vivranno sotto il suo dominio sulla terra. (Luca 12:32; Gio-
vanni 10:16) Grazie a questo sacrificio possiamo avere una
´
speranza e il perdono dei nostri peccati. Finche continuia-
`
mo a ‘esercitare fede’ nel riscatto, seguendo Gesu ogni
giorno, possiamo avere una coscienza pura e una lumino-
sa speranza per il futuro. — Giovanni 3:16.
7 Cosa ha fatto da allora Gesu` in cielo? Ha un’enorme
`
autorita. (Matteo 28:18) Geova l’ha incaricato di dirigere
la congregazione cristiana, incarico che svolge in modo
amorevole e giusto. (Colossesi 1:13) Come predetto, da
`
allora Gesu provvede uomini fidati che si prendono cura
´
del gregge. (Efesini 4:8) Per esempio, scelse Paolo perche
fosse “apostolo delle nazioni”, mandandolo a diffonde-
re la buona notizia in paesi lontani. (Romani 11:13; 1 Ti-
` `
moteo 2:7) Verso la fine del I secolo Gesu invio messaggi
di lode, consiglio e correzione a sette congregazioni del-
la provincia romana dell’Asia. (Rivelazione, capitoli 2-3)
` ` `
7. Quale autorita ha Gesu da quando e tornato in cielo, e come pos-
siamo sostenerlo?
“CONTINUA A SEGUIRMI” 185
`
Riconosciamo il ruolo di Gesu quale Capo della congre-
gazione cristiana? (Efesini 5:23) Per continuare a seguir-
lo, vorremo alimentare nella nostra congregazione uno
spirito ubbidiente, pronto a cooperare.
8 Nel 1914 a Gesu` fu conferita ancora maggiore autorita. `
Quell’anno fu intronizzato quale Re del Regno messianico
` `
di Geova. Quando comincio a regnare, “scoppio la guerra
in cielo”. Il risultato? Satana e i demoni furono scagliati
`
sulla terra e scatenarono un’era di “guai”. La societa mo-
` `
derna e afflitta da guerre, criminalita, terrorismo, malattie,
` `
terremoti e carestie: questo ci ricorda che Gesu sta gia re-
`
gnando in cielo, mentre Satana e “il governante di questo
`
mondo”, ma lo sara ancora solo per “un breve periodo di
tempo”. (Rivelazione 12:7-12; Giovanni 12:31; Matteo 24:
` `
3-7; Luca 21:11) Intanto Gesu da a persone di ogni parte
`
del mondo l’opportunita di accettare il Suo dominio.
`
9 E indispensabile che ci schieriamo dalla parte del Re

messianico. In tutte le decisioni che prendiamo ogni


giorno dobbiamo ricercare la sua approvazione, non
`
quella del mondo corrotto. Mentre osserva l’umanita, il
cuore di questo “Re dei re e Signore dei signori” arde di
´
sdegno e trabocca di gioia. (Rivelazione 19:16) Perche?
Lo sdegno e la gioia del Re messianico
`
10 Come il Padre suo, il nostro Signore e per natura una
`
persona felice. (1 Timoteo 1:11) Come uomo, Gesu non
´
era critico ne esigente. Ma oggi sulla terra
` accadono cose
che devono riempirlo di giusto sdegno. E certo adirato con
tutte quelle organizzazioni religiose che affermano falsa-
mente di rappresentarlo. Infatti predisse: “Non chiunque
` `
8, 9. Quale autorita fu conferita a Gesu nel 1914, e come dovrebbe
influire questo sulle nostre decisioni?
` `
10. Com’e Gesu per natura, ma cosa lo riempie di giusto sdegno?
186 “VIENI, SII MIO SEGUACE”
`
mi dice: ‘Signore, Signore’, entrera nel regno dei cieli, ma
` `
chi fa la volonta del Padre mio che e nei cieli. Molti mi di-
ranno in quel giorno: ‘Signore, Signore, non abbiamo . . .
in nome tuo compiuto molte opere potenti?’ E allora io
`
confessero loro: Non vi ho mai conosciuti! Andatevene via
`
da me, operatori d’illegalita”. — Matteo 7:21-23.
11 Queste parole possono lasciare perplessi molti che oggi
´ `
si definiscono cristiani. Perche Gesu rivolgerebbe paro-
`
le cosı forti a persone che hanno compiuto “molte opere
`
potenti” nel suo nome? Le chiese della cristianita hanno
promosso opere di beneficenza, aiutato i poveri, costruito
ospedali e scuole, e fatto molte altre cose. Per capire come
mai hanno provocato il suo sdegno, facciamo un esempio.
12 Un uomo e una donna, marito e moglie, devono met-
´
tersi in viaggio e, non potendo portare con se i bambi-
ni, assumono una baby-sitter. Le istruzioni che le danno
sono semplici: le dicono di avere cura dei bambini, dare
loro da mangiare, assicurarsi che siano puliti e tenerli
`
lontani dai pericoli. Quando i genitori ritornano, pero, ri-
mangono sbigottiti trovando i loro figli affamati, sporchi,
malaticci e infelici. Piangono per richiamare l’attenzione
´ `
della baby-sitter, ma rimangono inascoltati. Perche? Lei e
in cima a una scala che lava i vetri. Furibondi i genitori
esigono una spiegazione. La ragazza risponde: “Guardate
tutto quello che ho fatto! Non sono puliti i vetri? Ho fat-
to anche delle riparazioni in casa, tutto per voi!” I genito-
ri si sentiranno sollevati? Niente affatto. Non le avevano
mai chiesto di fare quelle cose; era ai bambini che dove-
´
va badare. Sono infuriati perche lei non ha seguito le loro
istruzioni.
´
11-13. Perche qualcuno potrebbe rimanere perplesso a motivo delle
`
parole forti che Gesu rivolge a coloro che compiono “molte opere po-
´ `
tenti” nel suo nome, ma perche lui e sdegnato? Fate un esempio.
“CONTINUA A SEGUIRMI” 187
` `
13 La cristianita si e comportata come quella baby-sitter.
`
A coloro che l’avrebbero rappresentato, Gesu diede istru-
´
zioni perche nutrissero spiritualmente le persone inse-
`
gnando loro la verita della Parola di Dio e aiutandole a
essere spiritualmente pure. (Giovanni 21:15-17) Ma la cri-
`
stianita ha mancato clamorosamente di ubbidire. Ha la-
sciato la gente spiritualmente affamata, confusa dalle fal-
` `
sita e ignara delle fondamentali verita bibliche. (Isaia
65:13; Amos 8:11) Neanche i suoi tentativi per rendere il
mondo migliore scusano la sua sfacciata disubbidienza.
`
Infatti questo sistema di cose e come un’abitazione che
sta per essere demolita. La Parola di Dio indica chiara-
`
mente che il mondo di Satana sara presto distrutto.
— 1 Giovanni 2:15-17.
14 Viceversa Gesu` deve essere molto felice vedendo dal

cielo che milioni di persone assolvono l’incarico di fare


discepoli, incarico che lui diede ai suoi seguaci prima di
lasciare la terra. (Matteo 28:19, 20) Che privilegio poter
rallegrare il Re messianico! Non smettiamo mai di soste-
nere “lo schiavo fedele e discreto”. (Matteo 24:45) A dif-
`
ferenza del clero della cristianita, questo piccolo gruppo
di fratelli unti ha ubbidientemente diretto l’opera di pre-
dicazione e cibato fedelmente le pecore di Cristo.
15 Possiamo essere certi che il Re e` sdegnato veden-

do la mancanza di amore che prevale sulla terra. Forse


` ´
ricordiamo che i farisei criticavano Gesu perche compi-
`
va guarigioni di sabato. Erano cosı insensibili e cocciuti
che non riuscivano a vedere oltre la loro rigida interpre-
tazione della Legge mosaica e della legge orale. I mira-
` `
coli di Gesu recavano immensi benefıci. Ma la gioia, il
` ´
14. Oggi quale opera rende felice Gesu, e perche?
`
15, 16. (a) Cosa prova Gesu per la mancanza di amore prevalente
`
oggi, e come lo sappiamo? (b) In che modo la cristianita ha fatto in-
`
dignare Gesu?
188 “VIENI, SII MIO SEGUACE”

sollievo, la forte fede che derivavano da quei miracoli li


`
lasciavano indifferenti. Cosa pensava di loro Gesu? Una
`
volta si guardo “attorno verso di loro con indignazione,
`
essendo molto addolorato per l’insensibilita dei loro cuo-
ri”. — Marco 3:5.
16 Oggi Gesu` vede molte piu` cose che lo addolorano.
`
I capi della cristianita sono accecati dalla loro devozio-
ne a tradizioni e dottrine che sono in contrasto con le
Scritture. Inoltre sono infuriati a causa della predicazio-
ne della buona notizia del Regno di Dio. In molte parti
del mondo il clero ha fomentato una furiosa persecuzio-
ne contro quei cristiani che cercano sinceramente di pre-
` `
dicare il messaggio che predico Gesu. (Giovanni 16:2; Ri-
velazione 18:4, 24) Al tempo stesso, in molti casi quegli
ecclesiastici esortano i loro seguaci ad andare in guerra e
`
uccidere, come se questo facesse piacere a Gesu Cristo.
17 Invece i veri seguaci di Gesu` cercano di mostra-

re amore al prossimo. Nonostante l’opposizione, portano


la buona notizia a “ogni sorta di uomini”, proprio come
`
fece Gesu. (1 Timoteo 2:4) E l’amore che si mostrano l’un
`
l’altro viene notato: e il loro principale segno di identi-
ficazione. (Giovanni 13:34, 35) Trattando i compagni di
fede in modo amorevole, rispettoso e dignitoso seguono
`
davvero Gesu, il Re messianico, e rallegrano il suo cuore.
18 Ricordiamo inoltre che il nostro Signore e` addolorato

quando i suoi seguaci non perseverano, lasciano raffred-


dare il loro amore per Geova e smettono di servirlo. (Ri-
velazione 2:4, 5) D’altra parte si compiace di quelli che
perseverano sino alla fine. (Matteo 24:13) A tutti i costi,
teniamo sempre a mente il comando di Cristo: “Continua
a seguirmi”. (Giovanni 21:19) Ecco alcune delle benedi-
`
17. In che modo i veri seguaci di Gesu rallegrano il suo cuore?
18. Cosa addolora il nostro Signore, ma come possiamo rallegrarlo?
“CONTINUA A SEGUIRMI” 189
`
zioni che il Re messianico riversera su chi persevera sino
alla fine.
I fedeli servitori del Re sono benedetti
`
19 Seguendo Gesu Cristo abbiamo sin d’ora una vita dav-
vero gratificante. Se ci sottomettiamo a lui, ne seguiamo
la direttiva e ci facciamo guidare dal suo esempio, tro-
veremo tesori che la gente in tutto il mondo cerca inva-
`
no. Saremo impegnati in un’opera che da un senso e uno
scopo alla nostra vita; avremo una famiglia di compagni
di fede che ci amano sinceramente, una coscienza pura e
pace mentale. In poche parole, avremo una vita ricca e
`
soddisfacente. Ma c’e dell’altro.
20 Per volonta` di Geova, Gesu` e` il “Padre eterno” di co-
`
loro che sperano di vivere per sempre sulla terra. Gesu
ha preso il posto del nostro padre Adamo, che ha tradito
miseramente tutti i suoi discendenti. (Isaia 9:6, 7) Rico-
`
noscendo Gesu quale nostro “Padre eterno” ed esercitan-
do fede in lui abbiamo la speranza sicura della vita eter-
`
na. Inoltre siamo sempre piu vicini a Geova Dio. Come
`
abbiamo imparato, cercare di seguire l’esempio di Gesu
`
ogni giorno e il miglior modo di ubbidire al comando
divino: “Divenite . . . imitatori di Dio, come figli diletti”.
— Efesini 5:1.
21 Imitando Gesu` e il Padre suo, Geova, abbiamo uno

straordinario privilegio: far rifulgere la luce. In un mon-


do ottenebrato, in cui miliardi di persone sono svia-
te da Satana e ne imitano le caratteristiche, noi che se-
`
guiamo Cristo diffondiamo ovunque la luce piu fulgida,
` `
la luce delle verita scritturali, la luce delle ottime qualita
`
19, 20. (a) Seguendo Gesu quali benedizioni abbiamo sin d’ora?
´
(b) Perche seguendo Cristo troveremo un padre?
21. In che modo i seguaci di Cristo fanno rifulgere la luce in un mon-
do di tenebre?
cristiane, la luce della pura gioia, dell’au-
tentica pace e del vero amore. Al tempo stes-
`
so ci avviciniamo maggiormente a Geova, e questo e il
`
principale obiettivo, la piu alta aspirazione, che una crea-
tura intelligente possa avere.
22 Pensiamo inoltre a quello che Geova desidera fare per

noi in futuro per mezzo del Re messianico. Ben presto il


`
nostro Re combattera una giusta guerra contro il malvagio
` `
sistema di cose di Satana. La vittoria di Gesu Cristo e sicu-
22, 23. (a) Quali benedizioni ci saranno per coloro che continuano
`
fedelmente a seguire Gesu? (b) Cosa dovremmo essere determinati a
fare?
“CONTINUA A SEGUIRMI” 191

`
Come possiamo seguire Gesu?
`
˘ Cosa ci aiutera a mettere il nostro pensiero in armonia con
quello di Cristo? — 1 Corinti 2:13-16.
`
˘ In quali modi possiamo seguire piu attentamente Gesu?
`
— 1 Pietro 2:21.
`
˘ Come eviteremo che il nostro amore per Gesu si raffreddi?
— Rivelazione 3:14-18.
˘ Come possiamo dimostrare di volere davvero che nel prossi-
mo futuro Cristo regni sulla terra? — Rivelazione 22:17, 20.

`
ra! (Rivelazione 19:11-15) Poi Cristo dara inizio al Regno
`
millenario sulla terra. Il suo governo celeste estendera i be-
`
nefıci del riscatto a tutti gli esseri umani fedeli, elevando-
li alla perfezione. Ci vediamo pieni di salute, sempre gio-
vani e forti, felicemente impegnati come famiglia umana
unita a trasformare la terra in un paradiso? Alla fine di quel
` `
millennio Gesu riconsegnera il Regno al Padre. (1 Corinti
15:24) Se continueremo a seguire fedelmente Cristo, la ri-
` `
compensa sara cosı meravigliosa da superare ogni aspetta-
`
tiva: avremo “la gloriosa liberta dei figli di Dio”. (Roma-
`
ni 8:21) Sı, avremo tutte le benedizioni che Adamo ed Eva
avevano e persero. Quali figli terreni di Geova, saremo per
sempre liberi dalla macchia del peccato adamico. Davvero
` `
“la morte non ci sara piu”! — Rivelazione 21:4.
23 Ricordate il giovane capo ricco di cui si parlava nel
` `
primo capitolo? Rifiuto l’invito di Gesu: “Vieni, sii mio
seguace”. (Marco 10:17-22) Non facciamo un errore simi-
`
le! Accettiamo con gioia ed entusiasmo l’invito di Gesu.
Ciascuno di noi sia deciso a perseverare, a seguire sem-
pre il Pastore eccellente, un giorno dopo l’altro, un anno
`
dopo l’altro. Cosı vivremo per vederlo finalmente porta-
re a glorioso compimento tutti i propositi di Geova!
Per ulteriori informazioni, visita www.jw.org
o contatta i Testimoni di Geova.

Potrebbero piacerti anche