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I lNTHODUZIONE

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II
Chc nell'attua\c momento di cultura sia presenle Ia
possibilita di una svolta decisiva per J'architettura e l'nr-
banistica contemporanee, e concetto che da qualche
aBno va drcolando n egli ambienti della critica intcrna-
;. zionale, rna in particolare italiana. Eppure sino a qualche
anno fa non era difficile trovare quella stcssa critica im-
pegnata a rice1·care minnziosamente i motivi di crisi del
movimento moderno o a registrarc i motivi di validita
dello stesso, rasscgnata, in ogni caso, nella previsione di
.I, un lungo periodo eli manierismo piu o meno ricco e medi-
tato.
Se posizioni critiche di tal genere a.ppaiono oggi ana-
cronistiche e ingiustificate, se gli << a.nni clifficili •> del
movimento moderno sembrano concludersi con Ia pro-
spettiva di orizzonti operativi ancorn inesplorati, se in
qualche modo alcune delle piu avanzate ricerche 11 el
campo edilizio, ma ancor piu in quello della nuova di-
mensionc della citta, scmbrano superare le « poctichc
della crisi >> ed inclicare nuovc metoclologie Iungo una
strada appena agli inizi, va riconosciuto che ci troviamo,
alJo stato pre~ente, in un momento crnciale estremamente
ricco eli pr>s<>ibilita come eli pericoli, n el quale il sostegno
di una set·ia e sostanziale storicizza zione diviene stru-
mento indispensabile di azione.
I1 tcma oggetto del presente volume va dungue in-
quadrate all'interno delle vaste problematiche cui abbia-
mo accennato: e Ia vicenda stessa elell'architettnra
giapponese, eel i suoi n~ centi sviluppi. appaionn estre-
mamente Rignificfltivi ~ " cnnsiderati ('Otne termitti (Jj nn
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~L\i"FRI\110 TAFURI I 1/ARCHITETTURA i'v!Ol•F.nNA TN GJAJ'l'Cl i' E 9

discorso generalc che rignanli l'intt~ro pa110r<1ma del- lndirettamente, quindi, il Gi<~ppone cl8. 1111 suo contn-
l';uchitettura internazionale. huto alia questione del manie1·ismo, e qui va sottoli-
Ed indichiamo subito, come oggetti di imlagine par- neato il significato che J'l'l' avere tale fenorneno se messo
ticolar·e, i temi cui gli architetti giapponesi di questi in relazione con il tipo di tmclizione da cni trae odgine
11ltimi <.lieci alll~ml>ra:n.o aver ~ ~tl ic ato le !oro mi · liori !'intent cultura modem a giapponcse: ma a questa pun to si
energie: il tema'ifel rapport9, rra iu~e 1~lo i apre un cliscorso nuovo, della massima importanza, e peril
operative, il problema dcl(hlfguaggiq intcso come strn- valore mctologico che offre, e per le possibilita di valu-
~i comunkazione s iml>oiica, il prob.lema della tazione clello specifico apporto clell'architcttura nip-
~ '_9Jlli »,: ·orne scattn·isce tlagli studi effettuati in questi ponica allo sviluppo del movimcnto moderno nel
ultimi tempi dai gruppi pill impegnati. mondo.
Come si Ycde, dunqnc, tutti i temi pili scottanti clel- Ancora una volta, pen), ci troviamo <li fronte ad
l'attuale dibattito internazionale sono presenti con parti- aspetti fra loro integrati e clifficili da affrontare scpara-
colare evidenza nel panorama offerto dall 'architettura tamcnte: non vie clubbio, infatti, che nel panorama del-
giapponese che, con viva energia e spregiudicatezza, sem- l'architettura internazionale - nel quale abbiamo ri-
bra offrire cm1tinuamente soluzioni__ed_elabo.razi.ouL.--- conoscinto i germi vit;tli eli nuove e sempre pitt ampie
concretc ai problelLii che Ia SEJ u~ occi~enta le impo. ta, prospcttive cl'azione, ma di cui non ci possiamo nascon-
orse-:- ciiiilnaggiure penetra;d2!!e cri!L~ . ma che dsolvc clere il notevole gracln eli involnzione- la vicenda giap-
pol.- con una eshema diflicolta, una volta passata sui pia- ponese appare per piu versi sconcertante, sia peri caratteri
lioclclTe proposte ()pcrative. d i omogeneita. che abbiamo appena riconn~ciuti, sia. per
A be n veciere, anzi, i tre grandi temi ora sommaria- il vigore con cni gli icleali civili eel i contenuti sociali
mente elencati, rapprescntano per la cultura architetto- vengono riaffermati a tutti i livelli della progettazione,
nica giapponese altrcttanti ~.s~~t_ti di un'unica proble- in un momeuto che vede nella scena internazionale,
matica: il problema dcl ' liugy;;~gg.i.,o !si imposta su quello come e stato piu volte notato, « precisione eli mezzi e con-
deu::ont!WJU) tH g,ucllill guaggi' , mcntr~. ~a .qu~;;.!i_()P.~_ci_ella fnsione nei fini >l.
scala dell'intcrv ..!l19- _t)r,b~tli.~i;ico, la ricerca dj l}l)..QY.,e E none un caso che Ia giovane avanguanlia giapponese
:; (rumenta?.io~i e di nuove ideologic eancora una risposta sia giunta, dopo tm cammino irto eli ostac\>li, faticoso e
all'interrcigativo fondame nh\le che dg}!arda il sens<L del- spesso contraddittorio, a porre a sfondo delle proprie
l'azione deU'archit:etto n j la m oderna- s~dei~ .e:Ja fun- ricerche una metodologia st9rica: clato che Ia critica.
zione dell'architcttura co1ne elemento .progre~s.iv() ~pj_o­ continua e la storicizzazione' perm an en te delle prop ric
nomo nell'ambito dello svihtp,po della cultnra e. della pnsizioni, momento per momento, e oggi - lo ripetia-
civilta. mo - condizione essenziale non solo pet· l'architetto rna
Cosi dal '' Jinguaggio 'l allaf« ~{tti"~[la giovane archi-
tettura giapponese, nei sn · eutativi J!,hl__jJ!!P~gna1:,!,_
o· e una ricerca integrata ~. in una misura sconosciuta
t per l'intera cultura.
II problema della tm.di;. ivnc e quimli posto dall'ar-
cbitettura giapponese d cgli ultimi anni come giudizio
ao altri paesi elii=opei ed extraeuropei, omogenea, sia per ~torico e sinte~;i crihca, <~ ll'intemo eli un proccsso mctodo-
il tipo dei problcmi affrontati, sia per le soluzioni offerle lugico che, lnugi dall'assun1crc le memoric eli nn gloriost'
a qnei problemi. nw inattnale pa~sato come << modelli >l da inserire in un

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]0 MANJ'Rl\UO TAJ'URJ
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L'ARCHJTF.TTURA 1\!0!lr,nNA IN
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c;JAPPO"F 11
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repertorio formale morlerno, guat d'l l'illustre tradizione fra noi sembrava soplto, le istam:e r\i rinnnvamento ci-
nipponica come nmtrice storica e tesimonianza eli st:rut- vile in.site nel movimento moclerno '' ·
ture sociali dinauzi alle quali l'uomo moclerno deve poter <<La continuita con Ia tradizionc non e nn preginrli-
csprimere un suo mediiato gimlizio . Cosi Tange e Maye- zio eli partenza, rna un possibilc punlo rli arrivo, n ~ lla
kawa offrono all'abitante clelmodcrno Giappone amhien- misura con cui gli antichi valori potranno csscre ricnpe-
1i di vita o ~ monumenti » che sono gia cssi stessi dei giu- r:tti nelle nuove forme di convivenza ''·
clizi storici, che esprimono col loro lingu<1ggio scarno e Propr io per aver rcwesciato in tal moclo il problema
violcnto, ma anche con i rnolteplici acccnni a metodi della continuita con Ia storia, 1'architettma giapponese
costrnttivi o ad esempi noti dell'architettma tradizionale, e oggi uno degli esempi migliori d i autentica eel effettiva
il !'ignificato del rapporto istituito con ht storia, la distan- soluzione del problema del rapporto con Ia trad i:done,
za o l'aderenz<t <1i processi storici cui, volta per volia, "che costituisce an cora peril nwvimento mo<l<'rno un'istan-
essi fanno rifcrimento. za non ;mcor<t drl tutto risolta.
Tale impostazione cultur8le e scnza dubbio f<tcilita-
ta agli architetti g!apponesi clalla grande capacita della
socieb't cui essi si rivolgono ad affcrrare le sfmnature in-
site in uu discorso simbolico qnale quello cldl'arc!Jitettu- Sono queste le ragioni per cui l'ambiente intcrnazio-
ra in generale, e quello dell'architettur;. orientale in parti- nale si va rivolgenclo con scmprc maggiore interesse aile
co\are . Per qnesto, queUe che ad un esame superficiale
possono apparire al nostro occhio come ingenuita, o ad-
, vicende dcll'architettura giapponese; una architettura
che cresce in un Paese che ha subito violente crisi di ci-
dirittura come stonature- quali, ad esempio, certe solu- vilta a breve distanza di tempo le une dallc altre; che
zioni strutturali o pa.rietali ccheggianti forme proprie al- appare sconvolto nelle sue strutture tradizionali eel in
l'architettura lignea tradizionale, o certi organismi che poderoso sviluppo; dove si svo.lge una. lotta violenta fra
sembrano ricalcati su famosi modelli storici -- non le forze democratiche e popolari e le forze del capitale
rappresentano, in realta, che un modo cliretto eel immedia- in espansione; dove coesistono ancora tutte le contracl-
to di istituirc un colloquia aperto e comnnicativo con il dizioni dovute alia rapidita clei tempi di trasfonnazione,
pnbblico degli utenti e dei cittadini. alia conseguente difficol1.a delloro controllo, al peso non
E se in alcuni casi l'artificio e scoperto c manchevole, inclifferente eli istituzioni e costumi anacronistici . Ap-
Ia violenta espressivita e l'audacia compositiva degli punto in tale situazione la c,ultura giapponcse compie
esE'mpi migliori costituiscono 1111 moclello metodologico nno sforzo eli notevoli tlimen~ioni per offrirc un contri-
ed un pnnto eli riferimento di portata interna7.ionale. buto autononw eli civilta, indicanclo con cnergia quali
L'arcltitettura g.iapponese, infatti, ha <• accettato i rischi siano oggi i compiti speciftci clell'impegno intellettuale.
di una parziale rottura- come ha scritto Benevolo (1 ) - - Il movimento modernn europeo ed amcricano, l,ogo-
~postanclo clccisamente l'acccnto clalle forme ai conte- rato da vicende drammaticbe, pit'1 volte sconfitto, in ri-
nuti, e riportanclo in primo pim10, con un entusiasmo che ]Jresa nelle sue forze pili sane ma con forti difficolta ad
nna qualificazione in estcnsionc della pro<lnzione - al-
( 1) L1~0NARDO P•ENF.VI'H,0, Sf.oria. d:•1l'ArrlJi.ff'ffll1n .1T()r1f":111~
mcno sotto l<t lnce delle nuove istanze che la realta ci
Hr~ri Tt")('"· Vnl. lT, p. TOT<). offre nella sua veloce E"voln"ione - trova una risposta
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l2 ~lANIIREilO TAJIURl
r
CAI'ITOJ..O I
a tanti dei suoi interrogativi in quella che un critico
americana (1 ) dciiniva, gia nel 1959, << il rinascirnento
nlppurti fm i movimenti cw·ojJei d'a;•aJliil!ardi,!
giapponese >>; ma a tale generico interesse, che potrebbc
,. la r:ultum .figuraliz•a giappo11rsr
anche rivelarsi uannoso se acriticamente esercitato,
si aggiunge o va aggiunto un contenuto pili profondo,
che parte da istanze gia implicitarnente conienute nella
vicenda della rivoluzione culturale del nostro secolo.
<< Per la prima volta- ba scr;tto eli recente Sartre (')

- con Ia Iotta per l'inclipenclcnza e la suvranita cvmlotta


La siutesi ha cultura orientale e cultura occidentale,
dalle nazioni "sottosviluppate ", la sioria e diventa.ta come e noto, venue perseguita con ben altri scopi cd
veramente universale. Cio che e vero per l'insieme delle ip.tendimenti, dalla meta del XIX secolo in poi: come
attivita umane, lo e anche, necessariamente, per la cul-
apertura verso orizzonti figurativi e concettuali ancora
tura che non nee che l'esp?·essione (o, se si vuole, che e inesplorati.
costituita dalle stesse attivita, in quanto esse sono si- I rapporti di scambio ira le due diverse culture, occi-
gniftcanti e significate). Snlla base dell'unita reale della dentale ed orientale, pur a vendo storie diverse a second a
storia, si deve realizzare l'unita cuntradclitoria della delle prospettive particolari cui quello scambio veniva
cultura >>. sottoposto nei vari arnuienti, hanno un posto non imlif-
L'unita contraclditoria delle culture di origine e storia
ferente nella genesi delle attnali esperienze; cercheremo
diversa, in particolare eli quella occidentale e di quella
dunque di sottopone ad un vaglio critico, sia pure assai
orientale, non e solo esigenza intellettualistica o ~ rnoda », rapido, la vicenda di quei rapporti culturali al !oro statu
rna istanza profonda che agisce cla tempo in tutti i settori
nascente, nella cultura figurativa europea del secolo
della cultura euwpea, (Si pensi a Mondrian e Klee, scorso.
rna anche ad un Wols o ad un Mathieu) e che oggi va
<' E vero -· si domancla Ragghianti nell'analizzare le
indirizzata verso una e.ffettiva e procluttiva sintesi . mgioni delle interdipendenze fra arte orientale e movi-
menti ottocenteschi europei ( 1 ) - que! che scrive il
(1) RussEL DouRNE, Rena.issance in ]apa.n, in «Architectural Pevsner {2 ), ed e stato poi spesso ripetuto, e cioe che l'ar-
Forum ll, sctlcmbre 1959, pp. 96-xoG.
(2) J. P. SARTRE, La g11c1"1"a freddrl- c /'1<11itd. della, wltu.ra, j., « Ri· te cinese e giapponese interesso per la sua sintesi di carat-
na.sdta 1), 1926, n. 23, [1. z6. teristiche ornarnentali eel "impressioniste ", per la lurni-
nosita non ombrata e il riassm1to lineare e cromatico e
per la stilizzazione decorativa eli ugni linea e di ogni su-

(1) CARLO L. RAGGH!ANTr, Jl/ondria.a e l'Mte del XX Sccolo,


Milano 1962, p. 341. (Si veda ino!tre l'intero capitolo dcdicato a:
• II contenuto storico della sin tcsi matura: L'architettura dell'Estrc-
mo Oriente ll).
2
( ) NrKOLAus PEVSNER , Pion eers of the M orlan Movwient from
William Morris fo T!"rlll a l.rr.('i11s, 1 .on<l•'ll T!) ,l o (Tr:~rl. it. !If;.
lano 1945).
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14 MANFRIWU 'fAHJHI L'ARCHliETTlJI!A. MODEllN ,\ IN t;JAI'l'ti N ~; 15

··- - ----- uese vengonu riccrcate, ammirate, stn(Hate, collezionate

r
da critici, da amatori , da scrittori. Gli esempi <li ]apo-
11 isme che si citano solitamente, da 1\Ianet a 'Whistler

a Degas ad Enso<, Van Gogh, Cassatt, Bonnard, Vuil-


i<,rtl, Lautrec, l\Ionet, Toorop, si riportano quasi tutti
alia grafica, alia composizione per oblique o diagonali, ai
I tagli tronchi e " istantanei" delle immagini (spesso pro -
I v.JCati dalla. conoscem;a delle stampe staccatc dei dittici t:
trittici nipponici) , aile abrupte trasposi zioni dimensio-
nali, alia :risoln zione d elle di~tanze per giusta pposizione
d i piani senza prospettiva foe<tle, alia silhouette, ma
snprattntto al contorno sia come semplificazione decora-
liva, che come slancio e come prensile addensamento
tlelle immagini. E pu b essere interessante ricordarc clw
intorno all'8o e dopo, Felix negamej ed Auguste Leper"
si specializzano n el rifacimento della tecnica e del gusto
~ilograf1co giapponese e si hanno casi di tranche imita-
zioni come La Vague diHenry Riviere (r8go) ''·(fig. I e 2) .
Ma non e solo il gusto del linearismo e dell'arabesco
che e alht base ddla rinnovata scopcrta dt:ll'artc orien-
I
tale: la cultura. occidentale , pi\1 o meno cosc ientemcnh:
----------~-~------ I ·~ pit'1 o m eno consegucntemcntc, riccrcava nci ritmi
II com positivi, nclle scansioni ns immetrichc, nci traccia! i
---L...J e neUe griglie nipponiche, una serie d i motivi che a nda-
vano a! di Ia di una semplice auesioue flgurativa (') .
Una volta imposta una svolta rivoluzionaria all'art.:
europea, i pittori convenzionalmente individuati sottt•
l'appellativo eli ~ impressionisti ,>>, (e qualche tempo dopu
gli architetti della prima eta clel movimcnto moderno).
~coprivano conferme, riprove o slimoli nuo vi in un'arte

r. vVmsTJ.ER, La madre, (186o) • Sch ema grafico {dal Ragghiauti) .


(' ) Ne lla te ndenza al l' esotismo d<> i sccoli XVUJ e X IX er n
lultRv in implici ta 3Jtc.h c l'i utcnziouc di ppor re ~~ • gus lo f r~ n ccse •
perficie? Insomma per valori che avevano gia avuto ap- ed al r az ion alislllo, Ja poc t ka le i ~ priu1 itiv u •. Cos! I' P~i{!euza dl
prezzamcnto ncll 'esotismo e nella chinoiserie del secolo a ll argarc l' orizzonle cultumlc c m opeo si fondt ,·a co n In scnsn zione
rli recup enu:c , a tlrovcn;o i.l con t ntlo con le ch ·illil Mi:1liche, Ia b:tse
XVIII? In effetti arabescu e colore so no, da Baudelaire stcssa di p :t rtc nza connmc, anc hc solto l' aspe tto 1\lologico e ra 7.7. i:tlc,
in poi, gli allributi per cui Ia pi!·. tura e l'incisio1w giappo- ( lingn~ in<IOJ; n u~uic hc , razza :n iilna ).

l
M.(INFRIWO TAFLIIU l., 1 ARCI!IfETTI'ILI \IOllEH N A l c; (;L\I'I'O N E 17

dalla solida e sperimentata storicita, e ad essa rivolgevauo come abbiamo gia notato, uu motivo concreto e aderente
il loro interesse come ad uno strumento critico ed opera- di storicizzazione.
tive allo stesso tempo, capace di offrire loro cauonizza- ~ Se debbo giudicarc da quanto mi appare - scri-
zioni e repertori gia al di dentro delle loro ricerche. Ma veva nel 1888 Louis Gonse, cui si deve Ia prima storia
.c'e di piu: si pensi ad esempio a tutti i pittori che partono, completa dell'arte giapponse (') - sono obbligato a ri-
agli scorci dell'8oo, dall'esperienza dell'arle orientale, conoscere che il cnlto tlell'arte giapponese mi ha aperto
per recuperare la perduta eticita dell'arte primltiva e dei nuovi orizzonti sull'estetica europea, e piu mi sono
medioevale, dove il medioevalismo veniva perseguito addentrato nell'arte del Giappone, meglio ho compreso le
come espressione eli aderenza ad un'arte popolare e col- grandi e belle opere dei nostri artisti ~.
lettiva. Quanto accadeva per Ia pittura nun tanlera a ripetersi
vVhistle1· e Beardsley: in diversa maniera essi interpre- per l'architettura, cou Ia mediazione della grafica:
t.ano la tradizione della compositivita orientale in astra- tramite Crane, Morris, Beardsley e lo stesso Art Nou-
zione grafica (dis. I); rna insieme a loro. tutto il movi- veau); non piu come recupero o interpretazione di modu-
mento degli illustratori inglesi ed olandesi, non ultimi lazioni e partiture, ma come fonte di elementi sintattici
il Crane e lo stesso Morris (e, per loro tramite, l'Arts u linguistici: basti ricordare tutta Ia tendenza composi-
and Crafts Society); mentre il gusto delle parliture orto- tiva per supedici piane, sia che esse venissero esaltate
gonali e delle ripartizioni multiple e presente nei quadri col gusto linearistico-disegnativo di un .Mackintosh, sia
di Toulouse Lautrec, di Semat o di Signac: per non par- che venissero tese sino al limite dell'astrazione da un
lare delle scoperte riprese, alia fine del secolo, di Bonnanl Wagner 0 da un Hoffmann (fig. 6). Mae altresi ben nota,
e Vuillard, che riproducono ostentatamente modula- per sua esplicita dichiarazione, !'influenza dell'architet-
zioni ed intelaiature di Utamaro e dei tess uti giappo. tura giapponese sull'opera di Wright, che vi leggeva
nesi. un'aderenza naturalistica in cui ritrovava alcuui motivi
D'altronde, sin dal '56, il gusto della stampa giappo- non secondari della propria poetica (') (fig. 7).
nese era divenuto popolare ad opera dell'acqu_ii.fortista Ed ancora, come ha ipotizzato il Giosefii e ripreso il
Bracquemond, fino a divenire moda commercializzata: H.agghianti, l'esperienza della modularita nipponica
a Parigi si a pre il negozio di oggetti giapponesi di Madam~ uon e !'ultima delle componenti della cultura di Mondrian,
de Soye e a Londra quello di M. Marks, che divengono che ne sfrutta, oltre ai rapporF geometrici cd all a ~ sim-
meta di intellettuali dapprima, rna che subito dopo dif- metria dinamica », ilmetudo di va.riazione mottiplicata di
fondono una voga superficialmente esotica atta a sod- un tema formale, uttenuta mediante il diverso combi-
disfare le esigenze meno nob iii eli una borghesia ch l' uarsi degli elementi costitntivi (3 ). Mentre rapporti piu
assorbe il nippvnismo come uno dei tanti «stili >> da
inserire nel proprio repertorio esclettico. Bisogna dun- (') Cit. in ANTONIO HERNANDEZ, Die. Ro/.le Ostasims i" der
que distinguere dall'orientalismo di moda l'esigenza eu.ropaischen Kw•.st, in • \Verk » 1962, n. 10, p. 3·P-

I
ben piu profonda provata dagli artisti che si cimen- (') Cfr. F. L. WRIGHT, Architecture <!nd -me (rtnz), lratl. italiaua,
Milano 1955.
tavano nella ricerca di nuove dimensioni figurative (rna (') Cfr. C. L RAGGHIANTI, cp. cit. e ))"c!O GwsEFFI , L11 jals11
anche e principalmente, di nuove dimensioni morali), preistoria di Piet llfo1!dria11 e le ~rigi11i del Heoplasticismo, Trieste

~
per i quali Ia ricca c gloriosa traclizione orientale forniva, 1957: vedi auche Sele-A rte, 1957, n. 32, !J. 10.
t.

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J.'ARCHtH:T'I'URA MOI!EUNA IN <:IAPPUNE 19

lati, ma non meno profondi, sono alla base della didat-


tica di un Itten, in seno alla Bauhaus; della pittum di un
Klee o dcll'architettura di un Loos. CAPITOLO II
Come si vede, dunque, la relazione con il patrimonio
La vicenda ottocentesca e del p1·imo 'yoo

1) It processo di occidentaliz;;azione. e le p1 ime Fsperienze


di architettum modema in Giapponf..

Mentre in Occidente si veniva cosi ntilizzando il re-


pertorio dell'arte cinese e giapponese come elementu
di riferimento o modello ideale di rinnqvamento, in Giav-
pone, come consegnenza della fondamentale rivoluzione
politica realizzata dal giovane imperatore Mciji, dal
1868 in poi viene int.rodotta l'architet.tura occidentale
nel quadro del vasto disegno di ammodernamento e occJ-
dentalizzazione perseguito dal nuovo governo.
Non va sottovalutato, (ma neppure sopravvalulalo),
tale fenomeno di rinnovamento artistico, conseguent ~
ad un vera e proprio cataclisma politico quale quello pro-
vocato clal colpo di scena che, dopo secoli di politica rea-
., liariaziuui di composizioue dell'elemento interno di anhitettu
zionaria e conservatrice assicurata dal dominio dellu
ra domestica Tana e Tokowaki. Shogun e della classe feudale, si compie col passaggio del
potere di nuovo all'imperaton:: Ia uuova aristocrazi<t,
piu lungimirante della classe militarista sino ad allora
tiJdodo.lugico dell'arte orientale ac~.:outpagrla l'inlero
al governo, comprende che Ia perseveranza del Giappone
1-~ercorso dell'arte n1oderna occidentale, cott coscieJlza cri-
sotto l'insegna del tradizionalismo politico e socio-ecu-
lica pill o meno accentuata, con scopi strumentali piu
nomico, avrebbe condotto di li a pQco a una frattura dalle
o 1neno scoperti, con chiarezza di intenti non sempre
conseguenze incalcolabili all'inte1110 del paese, e fra il
portala a! giusto livello: ma il fenomeno non va trascurato
paese stesso e le putenze occidentali.
ueppurenei suoiaspetti meno significativi. dato che ancht:
«Quasi sin dall'inizio, - ha scritto Nathaniel Pef-
t:Ssi dintostrano il pennanere, allo st.ato latente, di
fer(') - c'e stato qualcosa di innaturale nello sviluppu
un'esigenza imposta daUa storia medesima.
del Giappone, qualcosa che forse ha reso que! popolo
Passiamo ora ad analizzare il processo opposlo a
quello descritto: vale a dire il grandioso processo ui (') N~THANIEL PEFFER, The Far East, Universi~y uf Michigan
occidentaUzzaeio!le della cultura e del costume giap- Press, Ann Arbor, Michigan, Ig)ll; trad . il~liana : L' L·.slr<'H!O VnertiB,
ponese. Milano 1962, p. 37.
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MANFIU:IJO TAFUH! ], ' .~RUIIIF.TT\.TRA M0l1EHNA 1:-.1 GlAPPONF.

psicologicameo.te malate. Di solito un popolo passa dalll• snmura.i), ai costumi. Naturalmente l'ambiguita e il
stadjo primitive a lia civilta coo. progresso cosi leo.to ua dilettantismo dominano questa restaurazione imperiale
essere tal ora ilupercettiuile; e evoluzione, piuttosto che che, all'insegna del nazionalismo, persegue un radicale fine
ca.mbi.a.mento, e solta oto dopo che sone trascorsi secol i innovatore: i privilegi feudali vengono aboliti, i feudi
si puo ootare Ia diflerenza tra uno stadio c l'altro. Non soppressi ma sostituiti con prektture di cui gli antichi
cos.f per i giapponesi i quali, due volte n ella loro storia, da.imio ereditari vengono nominati governatori; ven-
hanno fatto salti i.mprovvisi da uno stadio all'altro, salti gono insieme introdotte le liberta di culto e il riposo set-
di secoli: una volta quando passarouo, in breve t(:mpo, timanale; si forma una classe di tecnici ed una elite illu-
da uno stadio quasi primitive a qucllo di una delle piu minata, mcntre si verifica un rigido dirigismo eli cui il
alte formed i civilta. allera conesciute dall'uom o, Ia c ivilta comitato dei consiglieri che circonda l'imperatore tiene
ciucse; ~ di nuovo, nel diciannovesime secolo, quand v saldamentc le redini. L'industrializzazione del Paese,
passarono direttameote da u.u feuclalismo medioevale e att~ata con finanziamenti dello Stato aile grandi fami-
militare al mondo dellascicnza moderua e della Iibera ri- glie proprietarie, provochera un aumento del benessere
cerca •· Di conseguenza il giapponese « ... abitava si- e del livello sociale, rna portera il Giappone all'oligar-
multaneamente due mondi, a livelli completamente uiJ.. chia della classe capitalista, che sostituira l'aristocrazia

'l
I
ferenti e ilTiconciliabiU nello spirito e Jlel contenute. Lt
sue reazioni appartenevano prima all'uno poi all'altro:
era lacerate nella sua anima, non s i sent iva a suo agio in
nessuno dei due mondi, iustabile in eutrambi, instabile
nel suo stesso essere •·
« Cosi s i puo spiegare l'inc liuazione giappouese agli
nel Consiglio Imperiale. Quando nel 1889 il Giapponc
mettera allo studio una nuova Costituzione, il principe
Ito dopo un accurate esame degli ordinamenti dei paesi
occidentali, scegliera non a caso la disciplina piu rigida
e militarizzata: quella della Germania del Kaiser. Cosf,
rafforzato il Paese all'interno, portata )'industria ad un
estremismi, cosi le fluttuazioni, violente nel pensicro e nel- discreto livello produttivo, eliminate le vecchie strutture
l'azione e la soggeziune alle aberrazioni e alle 'utop ie che erano di impedimenta ad una politica espansionista,
cui il popolo giapponese si e tanto cospicuamente ~bban il Giappone inizia con la guerra alia Cina del 1894-95
donato negli ultimi anoi: utopie in politka, come iil musi- a perseguire gli obiettivi di conquista e rii prestigio inter-
nazionale che degenereranno nel r932 nel fanatismo del

'
ca ed in architettur:a 8 (1).
La rivoluzione sociale Meiji fu seuza uubbio una tipica regime e porteranno alia catastrofe della seconda guerra
manifestazione di est remismo. Non si poteva pill mant '· mon<liale . '·
uere un assetto che si rilevava anacron.istico e contropro- Nel valutare il rinnovameJ{to giapponese degli
ducente al manteniruento stesso di una serie di privilegi: a nni '7n va semprc t enuta presente Ia doppia faccia di
assai meglio, quindi, provocare in proprio un rinno va- que! continuo processo di svecchiamento, che senza
mento totale: dalla Costituzione promulgata Jte1 1861) clubbio non e rimasto !'enza tracce di qualche valore
secondo il modello francese, all'istruzione, ai rapporLi nel costume politico e sociale. Ma il dilettantismo che
sociali (nel 1877 scom,pare delinitivamente Ia classe tlei abbiamo gia lamentato, alimentato peraltro dalla grande
hetta con cui si muoveva Ia nuova classe dirigente,
(') N. Pl,FFER: op. cit., p. 38. Tale osservazione andra te -
1\Ula pre;eute nell'esame d elle receuti utopie urbanistiche giap·
provnca agli inizi un mimetismo ingenuo che si mani-
uonesi analizzJ.le nel IV eapilolo. fe;;ta , per citare un esempio marginale ma indicativa,
22 J)ARCHITErTURA ~IODEnNA JN
---
l;JAPPO N ~; 23
:llA N FR!liJO TM'URJ

nel travestimento dell'lmperatore secondo la foggia torio orientale e m edio-oricntale nel Centro Sociale
occidentale, arrivando fino al trucco del viso alla Na- Rokumei-kan di Tokyo del r883 e nella chiesa russo-
poleone III. ortodossa di Tokyo del r8gr, e cosi via (1 ).
In questo modo gli architetti ed il pubblico giappo-
Esempio marginale rna non privo di conseguenze
nese entrano in contatto con Ia piu ampia casistica di
su di un paese dove i simboli acquistano un valore per
stili occidentali, con risultati estremamente rivoluzio-
noi sconosciuto: la mimetizzazione diviene infatti l'o-
nari per quanto riguarda il gusto; in Giappone, infatti,
biettivo principale della nuova elite e di tutto il popolo:
mancava sino ad allora non solo il termine, rna anche il
con una stupefacente energia i giapponesi prendono a
concetto di << architettura ~- I progetti erano distinti in
modello le varie nazioni europee a seconda dei rami
Zoka (costruzione eli case) e Fushin (termine popolare
della tecnica e della cultura in cui esse si distinguono:
che designa le donazioni per la fondazione dei templi).
Ia marina dall'lnghilterra, il diritto dalla Francia, la
e lo stile era obbligato dalla funzione religiosa dell'edi-
medicina e l'arte militare dalla Germania, con un con-
ficio, regolato dai riti e da una casistica rigorosa. Gli
tinuo via vai di maestri e di studenti. Di pari passo
esempi occidentali importati dagli architetti europei
con gli altri rami della cultura, il governo Meiji perse-
eel accolti con il massimo interesse, - tanto da provo-
gue il rinnovamento dell'architettura e della tecnica
care un forte afflussc di architetti e studenti sui luoghi
edilizia: nel 1870 viene creata una divisione edilizia
di originc per approfondirc lo studio dei metodi di pro-
pressu il Ministero dell'Ingegneria, ed architetti dei
gcttazione e di esecuzione - non J_)Otevano certo rien-
vari paesi sono chiamati in Giappone per progettare i
t rare neUe due categorie tradizionaU: d'altronde i giap-
nuovi edifici pubblici che, per illoro carattere rappresen-
pones.i erano part icolarmente intenti ad assorbire le
tativo, sarebbero stati facilmente presi a modello dagli
tecnologie occident ali con la piu grande fretta possi-
architetti locali. Si trasferiscono quincli in Giappone
bile, ed erano poco interessati ai problemi figurativi
l'americano R. P . Bridgens, l'inglese J. Conder, jl fran-
cese C. de Bainville, l'italiano C. V. Capelletti, il .tedesco veri e propri .
Questa spiega le formidabili influenze dell'eclettismo
Hermann Ende. ·,.
e dei metodi europei di progettazione: nel 1874 viene
Gli edifici costruiti dagli architetti europei sorlo oltre-
modo sintomatici: non solo essi adottano senza eccezione
alcuna i princfpi dell'eclettismo occidentale, rna ognuno (') Di taJJ oper e ~ ri.masto a t tuaJmcn te ben poco in piedi. Per
di loro si premura di applicare «stili •> diversi per ogni l 'nrchi tetlur ;~ dell'cpoca lllcij i vedi_! K. AsE, M , i;i A rchilectrrrc,
j apanese ;1.rls and Craft s i u. th( Mej.fi En~ a cura d i N . UYE NO e
edificio, nell'intento di esaltarne Ia particolare rappre-
R. LAN E, Tokyo 1958. Si veda anchc l':trticolo di E. h~ Ac.,k r ,
sentativita. R~vo/t tmd Coufom•ity in A rchitect,.re, pubblicato in • T his is
Cosi il Capelletti usa un eclettismo medioevaleg- Japan • e tradotto in ita liano in «Casa be lln continuita••. 1963 n.
giante per il museo storico di Tokyo del r88r, lo stile 273 con una buona documentazione fotografi ca cui si rima nd a
rinascimentale (non privo di influssi nordici) per gli per le opere d ta te nel testo.
I n qucslo panorama s picca l'oper:t di Thomas James Wa ters,
nffici dello Stato Maggiore della stesso anno (fig. 8); n n i ngegr1ere civi le inglcse, autore della Zecca d i Stato d i Osaka,
il Conder, considerato il migliore architetto dell'epoca coslruita ncl t 87 1, e, assai p.iu illlpQrt«n te, del quarlie.re Gimu<
Meiji anche per il tentativo di adattare il repertorio a Tokio iniziato nel 1872, per il qual e e e vid~ nte il rifcri me nt o
al mod ello della Rege~>l S tYeel eli Jon N ~ sh.
occidentale aile condizioni giapponesi, impiega il reper-
24 MANFREDO TAfllR! 25

istituito, per iniziativa dell'inglese Conder, un corso di mentale, pensano ad un valore astratto e generale, che
architettura edile :nella facolta di Ingegneria, che pre- riguarda un aspetto soltanto dell'attivita edilizia, men-
para in breve tempo i tecnici giapponesi che dal 1887 tre i giapponesi - come gli uomini del Medioevo -
circa iniziarono a soppiantare gli architetti stranieri pensano ad un'attivita conCI·eta e par! icolare, i cui di-
nella costruzione degli edifici pubblici. versi aspetli sono percepiti globalmente e unitaria-
Nel frattempo, verso Ia fine dell'era Meiji, ha luogo mente ~.
in Giappone una vera e propria rivoluzione indnstrialc, Ma le influenze occidentali entrano, a questo punto,
alimentata dalla formidabile ascesa del capitalismo a sconvolgere non solo gli aspetti tecnologici e funzionali
cui le due guerre, del 1894-95 cino-giapponese e del tradizionali, rna gli stessi rnetodi di valutazione: un
1904-0.5 russo-giapponesc, non erano certo rimaste gruppo di studiosi giapponesi dell'Universita J mperiale
estranee. II capitalismo in sviluppo e Ia stabilizzazione sifa promotore di una revisione critica della Storia
della borghesia chc, come si e vista, era riuscita a sop·· . . ... dell'architettura nazionale secondo metodologie europee,
piantare l'adstocrazia tradizionale nel consiglio impe- basate sull'aspetto piu propriamente estetico ctegli
riale, danno occasione agli architetti giapponesi di ap- edifici. II Prof. K. Kigo istituisce, a tale scopo, un cor~o
plicare le nuove tecnologie accurata.mente studiate: eli Storia dell'architettura giapponese nel 1887 {era Ia
nel 1895 viene tenninata Ia costruzione di un maga.zzino, prima volta che tale studio veniva intrapreso in Giap-
di vendita che costituisce Ia prima esperienza giapponesc pone) e pili tardi i Proff. C. Ito e T. Sekino fondano
nel campo delle strutture in acciaio, mentrc il prima insieme un lstituto di Storia dell'architettura che ha il
edificio in cementa armato, Ia sede di una compagnia compito di studiare comparativamente le caratteristi-
di assicurazioni, vede Ia luce a Tokyo nel 1912. che dell 'architettura orientale e occidentale.
Ma con le prime realizzazioni viene meno il limitato Cosa stava accadendo in sostanza? L'introduzione
tecnicismo che aveva improntato Ia cultura architetto- di nuove tecniche costruttive aveva stirnolato !'inte-
nica giapponese in un prima tempo: si compiono cos{ resse per i contenuti di quelle tecniche: passato il prima
notevoli sforzi per rendere popolare il nuovo termij:le momenta di ingenua accettazione, si era capita che la
Kenchiku, coniato come corrispondente del nostro rivoluzione dei metodi tradizionali di costruzione non
tenuine <• architettura >>. Ma non si ottenne l'effetto
sperato: con K enclzi!lu si vennero sempre pili a desi- r
!•
I
poteva andar disgiunta :da un'indagine sui significato
ideale di que! rinnova mento. Ma ,cio significava inda-
gnare le tecnichc specifiche dell'edilizia piuttosto che il gare il proprio passato stesso, a! Pfine di comprendere
!oro valore estetico.
ove risiedesse Ia frattura con Ia nuova stilistica comune-
'' Cio dimostra - commenta Benevolo (t), - chc il mente accettata.
concetto giapponese differisce da quello occidentale Purtuttavia il rinnovamento degli stud i critici non
non tanto per l'estensione quanta per l'inquadramento andava di pari passo con un'a.naloga metodologia ope-
men tale : gli europei, seguendo Ia concezione rinasci- rativa. Se esaminiamo le opere degli architetti giapponesi
---·--- fra il 1887 ed il 1920, non ritroviamo che l'applicazione
(') L. BENEVOI. O , op. cit., Vo l. II, p. roo8.
l'rob a bilm c n! e t a lc c aratte ri st ica c ultura le dove va essere stata del repertorio eclettico introdotto dagli architetti occi-
intuila, "C tl01l c riti cn n >e nt c rkonosciuta, rl a gli a\' t i>t i nella prima dentali, senza tentativi eli reinterpretazioni originali :
e th del rnovirnento Jn OdC'niO .
la Banca Nazionale e l'Universita di tecnologia di K.
26
-~ - --~ ----~

~L\ N FR~: IlO T.HTRI


- --- ·- - ·-
L ' ARCIIIH:'I"I"URA llfOilF.RNA JN (;IAPPO:-lE
-
27

Tatsumo, la Camera di Commercia eli Tokyo di Y. propri alia hadizione orientale sugli organismi e le
Tsumaki, !'Hotel Imperiale di Y. Watanabe, che pure tecnologie importate. La rivendicazione di autonomia
sono fra le opere phi. notevoli di que! periodo, dimostrano estetica. scadeva cos£ in un deprecabile nazionalismo
solo l'eccezionale capacita mimetica di quegli archi- che verra rispolverato a!lo stesso proposito negli anni '3o
tetti. sotto il giogo delle idee totalitarie; nel 1910 quel nazio-
Nessuna meraviglia quindi, che il Giappone non nalismo rivela, oltre ad un notevole complesso di infe-
riuscisse a percepire il valore delle esperienze rinnova- riorita, Ia consapevolezza, oramai pienamente ed irriver-
trici che stavano prendendo corpo in Europa agli inizi sibilmente raggiunta, che lo stile tradizionale era defini-
del secolo: troppo occupato in azioni di recupero e di tivamente inattuale: buono solo ad essere allineato in
autoindagine, Ia portata del movimento moderno - rna un repertorio eclettico, insieme ad altre forme eli tradi-
ancora pili il suo signifi.cato specifi.co - non poteva .zio;li, anch'esse anacronistiche.
che sfuggirgli. Non furono gli architetti bensi i letterati ad accor-
Cos£ i vari movimenti che andavano compiendo le gersi della nnova dimensione che le esperienze delle
ri:voluzioni dell'arte moderna si puo dire che non ven- avanguardie europee andavano introducendo.
nero neppure presi in considerazione in Giappone; signi- Jn un primo tempo invocato da S. Okada e daR. Sa-
fi.cativa ad esempio, l'assenza pressoche assoluta di no, il razionalismo venne difeso ed auspicato da S. Y oshi-
influenze dell'Art Nouveau e del Werkbund: anche il no c da un gruppo di intellettuali che scoprono il valore
movimento moderno non venne introdotto che verso delle nuove proposte di vita insite nelle abitazioni mo-
Ia fine dell'era Taisho (rgr2-rg26). derne, dando cosi vita ad una moda, quella della Bun-
Tuttavia il problema del linguaggio architettonico ka Iatuku, della casa moderna che - avverte il Drex-
continuava ad essere dibattuto, e nel 1910, in un con- ler - insieme ai lati positivi conteneva anche una buona
vegno dell'Istituto di architettura giapponese, la que- dose di snobismo culturale, almeno neUe sue applica-
stione dello o stile>> venne posta all'ordine del giorno. zioni comuni.
Sebbene il problema, cos{ fonnulato, si presentii.sse al- Ma contemporaneamente, stimolati dallo sviluppo
quanto limitato, Ia discussione si sviluppo in mcido sin- delle idee democratiche seguito alia prima guerra mon-
tomatico estendendosi alia vita intera della societa e diale e dagli esempi del movimento moderno interna-
dimostrando come anche in Giappone fosse ormai ma- nazionale, un gruppo di giovani architetti, capitanati
tura nna nuova visione della professione, dei rapporti da K. Ishimoto, S. Horiguchi ~ M. Takizawa, promuovc
arte-icleologia, della dimensione di intervento dell'ar- il primo movimento d'avangtiardia giapponese sotto il
chitetto. nome di Bunchika Kechi-ku-kai (Secessione), col qualc
Ma il risultato pili interessante di quel convegno fn possiamo considerare iniziato in Giappone lo sviluppo
Ia presa di posizione unanime contra Ia passiva ripro- tlella nuova architettura.
duzione degli stili occidentali: sebbene giustifi.cata con Nello stesso tempo F. L. Wright inizia Ia costruzione
ingenue proposizioni funzionalistiche, l'istanza di una a Tokyo dell'Albergo Imperiale (1918), che pur costi-
moclerna architettura giapponese stava prendendo una tu enclo Ia prima opera di nn maestro dell'architettura
sua fonna. Solo che a questa punto non si seppe far moderna occidentale in Giappone, viene considerato
altro che auspicare l'innesto di elementi di lingna.ggio d<lgli a.rchitetti giapponesi pit! come stimolo alla. ricerca
28 MANf'RF.IlO TAI'l'RT 21!

che o me modello mt>todologico. Eppure ·w right avcva 1 quali, invece, andavano sempre piu orientaudosi verso
usa.to elcmenti <'!ltruttivi c si nta ttici proprii del Ia i I lingnaggio 1·azionalista: «In occiuente - scrive il
tradizione orienta)('; solo chl;l li a· e va adoperati com· critico giapponese Shinji Koike (1 ) - le esposizioni
·imbol i, come ideogrammi , inseriti in un pcrsonalissnno costituiscono le pietre miliari del progresso dell'archi-
contesto il c ui espn~ssionismo doveva risu ltare presso- tettura motlerna, ma in Giappone sono le calamita na-
he incompren ibi.le ad un ambiente estraneo a ile vicende turali che fornis<.:ono l'occasione per un rinnovamento
culturali da cu i prende fo rma il rnmantici!lmo wrigh- architettunico. La prima di tali calamita fu il grande
tiano (fi~t. 9). terremoto nell'area di Kaulo, nel settembre del 1923;
Non dovra q uindi mcravigliare che l'i ncon tr<1 tra Ja seconda la trementla distruzione uovuta alia seconda
W .r ight e l'arte g.iapponese sia stato profi.cuo piu p P.r il guerra mondiale >>. 11 terremoto del '23, infatti, distrug-
pdmo che per Ia seconda: l'architetto americano er::~. ge quasi totalmente Tokyo e obbliga la cultura giappo-
infatti pronto ad accogliere tutte le suggestioni de lla hese alia formnlazione di un programma di ricostruzione
tradizi(lne orientale dal momento che in essa ritrovava nel quale vengono riconsiderati i problemi costruttiv i
- phi Q meno la.rgamente- le applicazioni di quell'or- iu relaziont: aile condizioni naturali e socio-economiche
ganicita e d i guel rapp rto con la natura che egli pen;e- uel Paese.
guiva: egli apprezza clell'a1·te giapponese c l'climioazinne Gli architetti proJJuguatori del movimeutu nwderuu
clell'ins ignificante, il proce.~so di semplilicaz ione ~ tTcl cuminciano ad organizzarsi: sorgono Ia Kenchikukai e la
quale egli si era. gin imp egnato. non tcnendo con o Shinho ]{echukaha Remmei (I' Associazione dei giovaui
che non si poteva g iudicare con lo st esso m etro Ia t ra- architetti), inizia Ia pubblicazione di libri di architettura
diz ione occidentale e quella orientale. (11 termine di e di riviste specializzate, mentre un'uguale attivita pro-
' semplificaz1one •· ad esempio, e certo applicabile alla pagandistica viene svolta dal prof. K. Jmai dell'Univer-
prima, ma non ha senso riferito alia secouda, impegnata sita di Waseda che nel corso di un lungo viaggio di
da secoli su una strada tota.lm ente diversa). ,~ studio entra in contatto con I.e Corbusier, Gropius,
t L'arte dei giapponesi- scrive Wright (1) - era pil'r Taut e 1\iies Van der Rohe e ne riporta in Giappone i
vicjna alJa terra, era un prodotto piu autonomo d i,.. pi ti motivi e le istanze (').
autoctone condizioni di vita e di lavoro, quindi a m io L'interesse per il movimeuto moderno vieue iuoltre
giudiziu s i accostava al modemo assai phi che no n
l'arte di qualsiasi altra civilta e uropea, vivente o tra-
('J SuiNJI KoiKE, Contemporary ~rchitecture of japan, "lokyo
monta.ta •· 1953, p. r6. .,
Ancora una volta un artista occidentale scopre il (') lntanto anche Ia pittura e Ia scultura subiscono uu analogo
valore di una tradizione om1ai muta per giapponesi. processo di aggiornarucnto e occidentalizzazioue; nel rgro il ,gruppo
Shirakaba, di scrittori e artisti, introduce i n Gia ppone Ia conoscenza
Ji Cezanne, Van Gogh, Rodin, Bourdelle e dei post-impressionist[ iu
1
( ) F'. l. . WR IGHT, op. Git. p. 304. generale. In un secondo tempo il gruppo di avanguardia Nikarai
Qualahe i 11fluenza diTetia. l'opera dJ \'right riu I purtuttavia ad ;i oppone euergicamente all'accademisrno dominante, mentre in -
averla: Shin Endo, :td esempio, che aveva lavorato all'lm.pcriaJ Lor:no a l 'zo il cubismo, il fulurismo e l'esprcssionismo fan no giit
H okl costn1i sncccssivamente nlcuui ed i r,ci dove c IC!(!IibiJc l ' n~r bi ­ vnrte della cultura figurative giappooese. Nel •37, in.fiue , S:tbu u
mentl) di \Ill lingu:ts~;io vicino n IJuell o w ri(:hli<~no . fSi ••c.cl~ I' t\,·,·n- H:tsegawa ed il suo gruppo operauo W I inteuso lavoro di difrilsiout
<l~rnin j iyrt (;n);.uru <l i Tok yfl P il 1<Mh ic>n Hi> lo' l rli <'>~ l.a) , dell'artc astratla.
-
30 MANFRIWO l'AHJRI I.'AHCIIIH:rTIIH:I 1\IUilf.Hl'A IN t:IAI'I'ONE

Accentuato dall'attivita di due architetti europei di Raymond rinnova quindi un interesse tipicamente
uotevole levatura: il cecoslovacco Antonin Raymond europeo per l'architettura classica giapponese nella
e il primo che si stabilisce in Giappone, nel 1921, e vi quale egli vede una anticipazione stupefacente del movi-
svolge una ·f unzione prem.jnenteincampo operativo, diven- mento moderno e l'intero suo lavoro e improntato ad esal-
nendo pun to d' incontro delle nuove Ieve che nel suo studio tare tale affinita culturale. (1 ).
hanno occa:sione d i compiere esperienze concrete e d irette. ))al 939 in poi, anche BrWlo Taut, uuo dei p ion ieri
t lmmagina:te Ia mia sorpresa al mio arrive in Gia_p- d •! movim en to modemo europeo, si ferma in Giappone
pune- ha detto Raymond nel corso di un dialogo con e si clecl ica a ll" sludio della tradizioue edilizia giapponese
Kenzo Tange recentemente p ubblicato (') - nel trovar in relazione con le esigenze e le necessita della vita tno-
~spreS:s i neUe case giapponesj e nei templi Shinto, quali dema. Taut comprende per primo che l'interesse della
quelli di ]se, tutti quei caratteri che cos! ardentement~ eultura europea per la tradizione giapponese non puo
desirleravamo introdurre nella nuova architettura o. che risultare sterile se ferma alle apparenze figurative,
«Una casa giapponese al tempe del mio arrivo i11 specie qualora non si compia una precisa distinzione cri-
l;iappone, quarant'anni or sono, era una meraviglia d i tica che sia capace di riconoscere quali elementi siano
integrazione, completa e forse unica al mondo in tal validi per una continuita con l'eredita del passato che si
senso. Essa cresceva dal terreno come un fungo o un basi su presupposti metodologici, piuttosto che su me-
albero, naturale e sincera, sviluppandosi con onesta morie formali. (E l'avvertimento non giungeva allora
assoluta intorno ai suoi dati funziona!i, tutte le membra- inutile, specie per la cultura giapponese).
ture della struttura erano denunciate aU'esterno cou I< Non voglio contestare che le tradizioni locali abbia-

decisione, Ia struttura st essa costituiva di per se rifini- uo molta. importanza sull'architettura - scrive Taut nel
tura e decorazione, t utti i materiali erano naturali, 1935 (2 ) - rna queste cose non possono venir capite che
selez1onati e lavorati da artigiani che erano aute~tici
(') ANTONIN RAYMOND, nato nel 1890, fu educato clapprima
attisti; ogni particolare era semplice, diretto, funzio-
ali'Universita di Praga e si trasferl, nel 191:0 in America dovelavoro
uale, econ.omico. II popolo, i suoi abiti, i suoi utel).sili, presso Jo studio di Cass Gilbert. Dopo aver Javor a to come piltore in
le sue stov1glie, le pitture, i giardini, tutto espriuieva ltalia trascorsc. pe r esplioito invito di F. L. Wright, un anno a Ta-
una m eravigliosa unita di intenti lilteannente sviluppata liesin dove ritorno, dopo Ia guerra del '15-'18, per Javorare all'liote l
Imperiale di Tokyo di cui euro l'esecu:tione insieme al maestw ame-
negli anni in un naturale processo. .. Essa conteneva ricana. Himaslo a Tokyo, Raymond aarl un proprio studio pro-
principi assoluti, che sono e saranno sempre identici fessionalc costruendo net '23, con Ia sna abilaz.ione personale, il
a se stessi, immutabili, e tali da poterci guidare nella primo edificio giarponese con strullura cementizia in vista (fig. xo).
ricerca di un'autentica bellezza nell'architettura ~ . Nelle opere posteriori, jn ispecie n~lla Cappel.la per il Colle~io Fem-
minile Crisiiano di Tokyo, del '34, e visibile l'infiucnozll di Auguslt•
Penet; uno dei suoi assistenti, il giovaue ccco~lovacco Bcdrich
(') Cit. in J. M. RJCHARns, ]apa" rg62, in • The Architectural Feurstcln era stato d'allronde Ut\ O degli allievi phi stimati del
rev.iew o, 1962, n. 787, p. 218. Tale articolo ~ stato ripubblica to nel maestro lrancest>. Raymond lascio j) Giappone ncl '37, a segui to
volume: An AYcMtect,.ral ]otmuy i11 ]apau. dell'involuz.ione politica del paese e torno a lavorare in America
Si potrebbero inte.rpretare gli appreuamenli estetici di A. Ray- fino n l' 47, data in cui riaprl il proprio studio professionale a Tokyo.
mond come un tentative di riimm ltere uell'icasticita del raziouali- ( ') BRUNO TAuT, Gnmdi11ien fRPtmisrher Arcltiteklur, Tokyo
smo europeo uu componente di gusto che egli tenta eli universaliz- t93.S· La citazione ~ tralta dall'edi~one inglese; Fu.ndamwtals rJ{
'l.are e storici~za re (si veda l'ullima frase dP.lla citazioue). ]f>/JIUJ ~.e Mdtifut urt, Tokyo 1935, p. TO.
·- - - -·- --- ---...., --~ --- - '6i55
--- -
MAN~'R~:oo 'l'AIIURJ

uai giapponesi, quindi rimangono sterili per il rinnova-


mento dell'architcttura che e in corso in tutto il mondo.
Maio credo che siano sterili anche per l'ulteriore sviluppo
dell'architettura giapponese medesima ».
E appunto il valore simbolico del'a figlllativita giap-
punese che Taut coglie, valore simbolico che corrisponde, r) \\' hi sth·r,
d'altronde, alia stessa simbolicita di particolari momenti ·11 pnran:nto
dora to.
uella vita giapponese. L'esempio delle sale per Ia ceri-
monia del te, citato da Taut, e perfettamente calzante
al proposito: << la !oro grande bellezza - egli ricuuo-
sce (1 ) - e fuori discussione, tuttavia e di per se inuti-_
le al muderno Giappone. Non e pili architettura, rna im-
provvisazione lirica, per cusi dire. La lirica nun si tra- ~
srnette facilmente al legno, al bambu, agli shoji, aile
stuoie, allo stucco e cosi via. I vecchi maestri della ceri-
monia del te hauno sottolineato Ia pura ed intima bel-
lezza di questa atmosfera : essi hanno dichiarato che sa-
rebbe andata perduta con le ripetizioni e troverebbero cer-
tarnente che ognuno degli e!ernenti di una odierna casa
date e dozzinale ... ))
~ Cio che doveva essere una espressione singolare di spi- 2) Casa cla th (:

ritualita e di personalita, di natura conternplativa, s'e tra- ~~ J0-:tll ·•,


(inizi d<·l
sforrnato in una serie di regole pietrificate e··~ di aridu :\\'Ill sccolo).
accademismo - e non solo gli elementi architettouici,
ma Ia cerimonia medesima ». ·'
Taut coglie esattamente - a parte Ia discutibile
clistinzione tra architettura ed improvvisazione l.irica,
perfettamenle comprensibile, d'altronde, se ci si riferisce
alla cultura degli anni '30 -Ia grave contraddiziune esi-
stente fra un modo di vivere e di costruire legati ad una
prassi che ha nell'unicum il suo obiettivo massimo, (dove
ugni ripetizione e coridizionata ad una comune sirnbologia
e ad una sua propria raffinata individuazione), e le ue-
cessita irnposte dai nuovi modi di produzione, dalle nuove
tecnich~; dii.i nuovi rapporti sociali, dai nuovi costumi.
3) l'alazm
in1pcriale
(') B . TAUT, op. cit., p. 11. eli Kyoto:
galleria copert a.
..' ' '; ~
I
r;. ...
" 4
1:. ~·..-

f1) ( L \\ :q!tll'r,
Part ir~ r 1l;1 rt'
).. rlc·lla ~tar.iottr·
di s,dtl"il'"·
\ , . il'll
(1:-::qq l()flll).

I) <;i;udillrl
ell.'! t<'lllpio di 1~.\ r1;111 ji
(li<)<J)-

7) l~r·l:tzir 111 i
di 1- I 1\ , · ;_~Ill
IIIII j " ;t!'\f•
II i PP'>IJir ~:t:
;-.:.r '7ir Ill('
r!r·lh ~-::dlr·ri:t
di \II" Sl'"'1i<ii11~
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il lll<t,~gioJ r·
d('i tn11pli di (..;r~
(('osl nritn
flJ "l,t_:lii<IJ i :ltrtr'!l[('
I)(' I\ . Sf·~ ()I().
I 'ulti111a
l' ir ·ost rtlzir'lr!'
i• eli- I I 71 11.
8) C. \'. Cappdktti,
l'Jlici di Stato " Tokyo (1881).

'!) F. L. \\'ri.~ht,
I J(,td lulperialc a Tokyo (1918).

ro) .-\. l{a\'IJlOTHl,


ca,a di ;d>itaziouc
a Tokyn ( H)1.)).

r r) S. Horit;uc·hi,
Stazio11e Tnetercnlogica
di ( lshiu,;1 (rgz8).
12) S. Horigurhi,
C<Jsa Wal<asa (1939).

---------
-------·
--------
-------- ~

14) K. Ishiruoto,
Magazzini Shirokia
a Tokyo. -------· -
-------------
----~--- ~
-------- .

rs) Sotlsha,
l'ro~ctto

per
di 1<\archov
(1931).

16) T. Yoshida,
Ufficio postale
di Osaka (1939).
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S11" <~1'\'"rttl <'Jilir·q; si Jl"l.i i11f:olli !:1 Jill'"·;, s"ll" di ,-;1
l111i clw l'<nclliteUo tr:dc,;c.:'' tdfJc· ;olio\ k11i1Jil ,,,,,;,.,, ,;
~peltt' ;q?;li sL11<li eli 1\.igo " ~d<ill" " ;11wh•· "t:li "i'!'"di
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P"l'l" <.li dip<'JHI"l\7.::1, dc~ll':orl.•· ,,;, ..,~;,lr· rhi lll"l'"li di
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pon~sc·: tt•IJrc,llli ,. JnetiJcli Jigun•t i"i IH'.'i11 ii ""'' nl<~llg""'
rtle ,,.q,r)pec: ~~~~n:h11c~ll.n1}l lli:\:l.i' ~ ";\\r· t~ t:;lJlll:tl:l rl:' T:•11.t I
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giapprHll"..;~· I"'' il r1i:·~·~~11CI indn~lJi:ll''
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34
MANFREUO TAF U IH
L'ARCII!l'E'I'TlJRA l\T.Oil!J;RNA IN GlAPPONK

Nel irattempo l 'architettu.ra degli ann.i intomo a1


'2o e caratterizzata da unrL .uotevole influenza statuni- no fruttuosamente, que! rapporto di autentica integra-
tense: una delle conseg teuze sovrastrntturali, questa, zione culturale con i movimcnti europei che era da tempo
dell'influeru:a politica degli Stati Uniti sul G.iappon.e nei voti di tutti anche se, come avvcrte il Drexler('). Ia
iu quelJasso di tempo. corrente conservatrice continuava ad operare sia pure in
Nel r923 so:x:ge Ia ]apatJ l11d1tstrial Bank di Setsu sordina, per poi tornare trionfalmente a ~all~ dopa. i,l
vVatanabe e eli Gen'itsu Yamazaki, che riproduce il mo- •37, quando Ia · reazione politica soffochera d1 antonta
dello clnssico di palazzo pe.- uiftcJ americana dell'epoca, le nuove esperienze. .
ell attal.ogo feuomeno e evidente nella banca I\olitsumishi Si puo forse misurare proprio da tale attegg~amento
p rogettata da Shotaro Saltumi e<l Akira Fujimura e neJ della dittatura nazionalistica Ia valiclita del movimcnto
i l1GII'u?u)·u chi Buildi ng, edifi.cio, quest'ulti.mo, coshmto rnoderno giapponese, dato che i migliori gindici del vigor~
"I
I. da un'impresa americana su progetto giapponese, usando ideologico dell'arte, in ogni tempo, sono state le class!
)Jer Ia prima volta .i:n Giapyone sistem.i di ed.i.ficazione reazionarie a! potere.
iudustrializzati che furono d'esempio a molte imprese Abbiamo parlato di tllla integraziune fra le varie istau-
g.i apponesi. (Le du.e maggiori societa di costru:>;ione ze che convergevano nel dibattito cnlturale sollevatu
- Ia Shimizu e Ja Ob,o yashi- inviarono dapprima <legli dal!e giovani generazioni: dibattitu non .scm~)~e e<~~,cl~ttu
osservatori e la Shimizu co;mpero successivamente iu al!o stesso livello, ne poco viziato da eqmvoc1m pm d1 un
blocco l'equipaggiameuto im.piegato dalla ditta amer i- caso · accanto alle opere di Su temi Horiguchi, infatti,
cana). che ~ppare senz'altro l'architetto piu rnaturo di qu.el .pe-
La Lase dell'assorbirueuto acr.i:tico delle tecJJiche uuove riodo, si rnoltiplicano i connubi piti eclcttici .o le u~mta~
\!ra evideutemente un puntu di passaggio obbligato che zioni pm passive eel agnostiche, mentre gh ar~lutetb
l'architcttura giapponese doveva trascorrere e che san\ che aderiscono con maggior convinzione al mov1mento
d'altronde presto superato da pili mature acquisizioni. moderno sembrano preoccupati di passare in rassegna, a
scopo sperimentale, le varie correnti e le varie maniere
della produzione intcrnazionale.
2) Le esjJerienze operative de,f?li anni '30.
In tale quadro Sutemi Horiguchi, con una delle sue
Neg li auni '30-'37 i giovani giapponesi, iufatti, affron- prime opere, la Stazione metereologica di _Qshi~la, del
tano co n rara energia il problema del ouovo linguaggio, 1928 (fig. 11), si dimostra gia compiutame~te ms~nt~ nella
dando vita alle prime notevoli opere ohe, come il padiglio- problematica internazionale, con u~ ?rgamsmo hrn~1do ~d
ue di Sakakura all 'Esposiz.ione parigina del '37, riscuotono essenziale dove Ia connessione fra I alta torre eel 1 corp1
l'intere.sse internazionale. n padiglione venae infatti in- bassi ricorda una tipica modulazione dudokiana. Eifc-
cLuso daJ Roth nel suo libro come uno degli esempi piu
signitica.th·i del decennio (~).
1 Le opere di Hotiguchi, di Yamaguchi, di Togo Murano.
fI (') 11 DREXLER cita come esernpio probantc i.l Te'~'pio Hm•·
gan.ji a Tokyo del 1934 dovel'eclettisr~o pili vuoto Sl mn1afesta nell~
combinazione dell'interno, in stile trad!zwnalc, con un esterno dove SI
Ji K Jaki:moto raggiungouo cosi, o per lo meno imposta-
I alternano Io stile rinascimentale italiano, l'ordine gig~nte. delle. co-
i lonne ripreso dal repertorio india no e le finestre riechegg.anl1 modi del
j (') Cfr. EMIL ROTH, La N9uvelle Architecture, Zurigo 1940. manierismo tedesco. Cfr. ARTHUR DREXLER, Tlze Archztecture of
japan, New York 1955, p. 247 .
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·t 36
- MANI'Rl.:OO 'l'A~'URI
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L' ,\IKIIIT~fTT'ItA MOil~ltNA 1:\ <.1:\I'I'ONE
- -
37

II rimento non casuale, data che Horiguchi, dopa aver tnra giappo nese degli anni '30: sia per il suo equilibria

l partecipato - come abbiamo vista - a\la formazione formate che per l'attento stu(lio funzionale (fig. 13).
del Bunchiha J{enchillu Kai, aveva viaggiato per due anni Accanto a questo gruppo di opere, in gran parte omo-
in Europa, entrando in contatto con i principali architet- ge uee, sorgono alcune costruzioni eli lsllimoto e Soflsha
r ti mitteleuropd. Appunto le opere degli architetti che si che tentano di riallacciare ad alcune modulazioni od ele-
r raggruppavano attorno ai gruppi olandesi eli De Stijl e di menti ngurativi tradiziona.li, un linguaggio costruttiv ista
Wendingr.n, avevano riscosso maggiormente il suo in- ricco dj mol teplici allusioni neoplastiche. Pur con q~tal­
teresse: come dimostra fra l'altro la pubblicazione, al che motivo di interesse, tali tentativi di sintesi appaiouo
suo ritorno dal viaggio eli studio, del suo libro << L'arcl!i- ingenui o troppo scoperti: an ch e se opere come i gran<li
tdtura moderna in Olanda ». magazzin i Shirokia a Tokyo cl i lsuimotn, (fig. q), o il
L'influenza olamlese perdura ancora nella casa Kik- pr.o getto di Sofisha peri l concorso peril nuovo teatro eli
kawa del 1930, dove su un impiauto planimetrico vaga- Kharcov del 193t, raggiungono un <t l0ro \IO po' macchi-
mente memore delle complesse organizzazioni delle abi- nosa espressivita (fig. 15).
tazioni tradizionali si svolge un interessante, per quanta Nel quadro del grande sforzo met()(lologico delh cnl -
macchinoso, gioco volu~etrico, nel quale il linguaggio tnra architettonica giapponese dcgl i anni '30, Tdsmn
1aternazJOna.le trova. pero una sua rielaborazionP- ori- Yoshida rappresenta ad un tempo uno dei pili impoda.nti
ginale. critici del periodo <:". nna c0rrente che puo cssere consi-
E per<'> nella casa vVakasa, terminata otto anni dopo derata la pili << moderata •> in seno al movimento modernn
Ia preceJente, che Horiguchi si libera definitivamenie giapponese. An che Yoshida aveva intrapreso, fra il ·v
Jagli impacci ancora presenti nella casa Kikkawa, <lando ed il '32, 1m viaggio di studio in Europa, incontrandn
vita ad uno degli esempi pili significativi dell'architet- Hugo Haring e Ludwig Hilberseimer, che lo avevano
tura giapponese anteguerra (fig. 12). • s plntn ad un'attivita di diffus ione nel mondo occidentale
Nella casa vVakasa, tutti i principi funziJiw.Jisti della storia dell'architettura giapponese.
vengono ~.·ispottati e deuuuciati con estrema sc~,Pp0lu­ Yoshida accoglie !'invito degli architetti tedeschi,
stta: Ia p1anta hbera mterna, l'involucro sterrom~tr-ico e nel 1935 la casa editrice \Vasmuth pubblica il suo im-
l'im.paginazione asimmetrica delle facciate; ma nell' in~ portante volume sulla casa di abitaz iooe giapponese (').
tero organismo si nota evidente una linezza J'impianto In tal modo, mentre in Europa ed in America la presa d i

li espressivo, uua morbidezza ed anche una c.erta spregiu-


dicatezza nell'uso degli clementi sintattici razionalisti
che dimostra come !'invito di Taut ad un recupem critic~
contatto con la tradizione reside,nziale nipponica serviva
come conferma delle aspirazioni '\:lei movimento modcrno
verso la semplicita e la standardizzazione degli elementi,
metodologico della tradizione orientale abbia trovatu (continuava cosi da parte della cultura occidentale il pro-
in Horiguchi un valido e naturale iuterprete.
Un uguale livello figurativo, iusieme a simili impusla- (') TETSURO YosHIDA, Das Ja.panisclres !Volmhaus, Berlin
zioni culturali, souu cvidenti nelle opere di B. Yama- 1935·
Sebbene non parHcolar.mcn l e importante in questa s« le va pero
guchi, iu particolare nella scuola di odontoiatria a Tokyo notato chc l'arcaico mol\nmentoJismo delle architcttttrP dl Yoshida
tlel 1934, o di l\'Iamoru Yamada, il cui Ospedale Teisl;in: denuncia inevitabilmente anrhc un difctto di impostazione della
del 1937, e una delle massime espressioni dell'architet- sua lettura storica.
- - .. -
-
38 MANFR~:no TAFURl L'ARCHJTF.TTURA MOllRRNA IN GIAPPONF.

ccsso di • straniamento o dei complessi motivi dell'ar te e proprio fulcro cittadino, nel quale agli spazi di vendita
giapponese), l'opera di storicizzazione di Yoshida assu- si alternano spazi riservati ad istituzioni comunitarie
meva un valore diverso: contemporaneamente a Taut e sociali. Murano compie cos£ un salto di scala nell'impo-
Ia stoda dell'ru-chitettura nazionale veniva studiata da stazione dell' ed ifiicio: il grande magazzino, fuoco della
un giapponese per cogliere i caratteri pili salienti e vaJidi moderna organizzazione urbana, e messo in relazione
di una tradizione morta come repertorio fonnale o casi- all'intero complesso cittadino, e addirittura, all'intero
stica ritualc, ma da rileggere, ·a ppwlto, fu ori da ognj territorio ; e questa che dctermina una nuova dimensione
mito, nella sua concreta storicita. per Ia citta, sia formalmente che funzionalmente, come
Le prime opere di Yoshida., gli uffici posta\i di Kyoln nndo prima.rio di accentramento della popolazione.
clel 1922, l' ufficio t~l egrafico della stessa cit.ta. del 1926, JVlurano esalta quindi fortemente lo spazio interno,
l'ediJicio municipal«.> eli Bepvu del 1928, noo agli edific-.i V!".ro protaRonista della su'l concezione funzionale, mcntn~
d ella posta. centraJc.> rl i Toky(l del 193r (\ di Osaka de l il volume e~terno, individnato come una delle componenti
1939. (fig. t6) l';Cmhr::~n() -- tuttavia - perseguirc.> una principali della strutt11ra c.ittadina, assume una sua po-
monumentalita ra1.io nalistica, dove l'r.sibizione della rlerosa caratterizzazione> espressiva. Cosf l'unita.rieta
rnaglia strutturale decheggia modu1azioni <:lassidstiche, rlelle superfici del Sogoh, ottenuta mediante la !oro
ri!>cattate nell' ult ima delle opere citate cia una vigorosa. drammatica frantumazione in una serie di fitti elementi
imposta:done dcll'orgn.nismo che anticipa, pnr nella sua verticali che provocano una continua vibrazione chiaro-
scheruaticita, lllla sorta •Ji scaroo brutalismo. Comunque scuralc su tutta Ia rnassa dell'edificio, entra in rapporto
l'apporto di Yoshida per Ia cultura arcllltetlonica giap- dinamico con lo spazio urbano ed e direttamente rela ·
ponese e tutto concentrato nella sua metodologia storica, zionata ad esso: le cesure create dalle sculture di Y. Fuji-
rispetto alla quale le sue incoerenze operative assumono kawa nel hlocco verticale e nel corpo basso angolare,
scarso ril ievo. non fanno che accentuare la compattezza del volume,
,I Ma fopera senza dubbio piu interessante e complessa che viene cosi ad assumere una violenta espressivita,
deH'arcbitettura giapponese dell'anteguerra., e il grande t>ccezionale non solo per l'architettura giapponese degli
magazzino di vendite SogoA, costmito nel 1935 ad O.{aka a.nni '30 rna anche per l'intero movimento moderno in-
da Togo Murano (.fig. 17) . ternazionale.
Murano .fino a! 1929 assistente di Setu Watanabe, Ritroveremo nell'architettura di Murano degli ultimi
e uno degli architetti piu origin ali della moderna architet- anni lo sviluppo erl il potenziam~to delle idee innova-
tura nipponica, ed appunto con i magazzini Sogoh inizia la trici espresse nel « Sogoh ~ di Osaka, dimostrando Ia non
sua maniera pe.rsonale realizzam.lo, forse, il proprio capo- casua.lita di quell'espcrienza che si pone senz'altro come
lavoro. 11 magazziuo di vendite eass unto da Murano come capolavoro e tappa fondamentale della vicenda giappo-
simbolo ed espressione fra le phi importa:nti della mode.rna nese.
societa CO?Icenlra/.a, non tanto come visu~lizzaz.ione della
distribuzione capitalista, quanto piuttosto come orga-
nismo comunitario dove lo scambio avvieue non solo al Nel frattempo due architetti della pili giovane gene-
livello puramente commei:ciale, ma anche a1 liveUo so- razione: Kunio Mayekawa e J unzo Sakakura, prendono
ciale. Tl « magazzino • rli Murano diviene qui"di un vero contatto diretto ed approfondito con !'opera di Le
L'ARCHITETTURA MODF.RNA IN GTAPPONF. 11
40 MANFRHilO TAFliRI

Corbusier lavorando nel suo studio parigino, il primo dal


'28 a\ '30, il secondo dal '31 al '36.
CAPITOLO Ill
L'influenza diretta della metodologia lecorbuseriana
sara determinante peri due, come avremo meglio modo di
L' arc.hitettura del dopoguerra
osservarc in seguito. l\favekawa, dopo aver completato
il proprio timcinio a! rienho in Giappone nello studio di
Antonin Raymond, nel 1925 apre il suo studio professio-
nale, combattendo tenacemente contro le prime avvisa- 1) Gli an.ni della ricostruzion.e.
glie della massiccia reazione conservatrice e realizzando
una serie di notevoli opere, fra cui ricordiamo il centro .Come gia a bbia mo a ccennato, uegli a nn i posteriori
civico eli Minimoto del '36 le officine metallurgiche a I pat.-to an ti Comintem con Ia Ge rman ia, del 1936, e a.l -
ui Showa del '37, Ia sala per assemblee a Dairen del '38, l'incidente con l.a Cina, de l 37, quando le contradcli.1.inn i
in cui sono gia ravvisabili i primi elementi dei successivi interne al sistema sociale giapponese si avviano verso
sviluppi della sua architettura. una soluzionc esasperatamente nazionalista c dittatn-
Ma mentre la sua opera rimane legata ancora al tlibat- riale, l'intera cnltura viene sottoposta ad nn controllo tl i-
tito nazionale, Ia prima opera di Sakakura, progettata retto autoritario e conservatorc che accomuna l'<lrchitet-
durante il soggiornn parigino, - il padiglione giapponesc tura del Giappone all'<< infenwzionale dri pompieri »:
all'Esposizione drl '36, che abbiamo gia ricordato - anche se qui si t ra.tta di un pompiedsmo tu t particolare,
halza immecliatamentc al successo internazionale, costi- ma sempre legato a! reCU1) ro piti :;c iov inisti co di forme
tuenclo il primo scgno visibile a tutti del rinnovamento morte e retoriche.
dell'architettura giapponese (fig. 18). Eppure il padiglione Solo dopo la fine del conflitto mondiale possiamo assi-
di Sakakura non era l'immagine piu significativa· del siere ad una ripresa del movimento moderno giapponese:
panorama offerto dalle realizzazioni nipponiche, ni:;t il rna si trattera, peri primi tempi, della tipica ripresa di un
connubio fra l'organismo razionalista ed il gusto raffi- popolo ancora a tto.n ito e dolorante per le catastrofi di
nato nel trattamento delle superfici e nella disposiz'ione Hiroshima e di Nagasaki , di un popolo che inizia la. pro-
paesistica dell'edificio, sulla collinetta boscosa sistemata pria r icost i:uZione ancora in uno stato di incoscienza,
con rampe e percorsi finem.ente disegnati, sembrava che sol0 Jentamente diverra drammatica coscienza e
veramente una delle piu mggiunte espressioni eli sintesi crisi vitale.
fra due culture tradizionalmente opposte, o corrispon- 11 pri mo memento dell'opera d i ri costruzione avviene
deva all'idea che Ia cultura occidentale aveva circa le ~otto la sp inta e l 'eg ida delle for zc d i occupazione n< nl -
qualita di quella sinh~si. am er icane che impostauo un programma ed ilizio p rovv i-
Comunque il snccesso dell'opera di Sakukura segna. sorio per la costrul!;ione di quartieri eli a bitazione che
l'ingresso u:fficiale della cultura architettonica giappo- sostituivano le case distrutte d ura.Ilte la guerra, anche se
nese all'interno del dibattito internazionale. l'intervento dell'esperto finanziario, americana Dodge,
cb e per incarico d el gen erale Mac Arthur p repa ra. un pia-
n o di riequilibrio d el b ilancio giap ponese immedla.ta-
m eote a ppiicato dal gover no , p rovoca u na rase deflazio -
I,
I'
:II 42 .\UNFRFflO TAFI'HI i.'ARC HTTJo:TTlJRA MOilF.RNA II\ I:JAPPONE

IJ nistica che impone un limite severo alle costru~ioni fino Per il Giappone inizia cosi una nuova fase, caratte-
a! '50 circa. rizzata da un influsso occidentale di tipo nuovo, assai
r Anche Ia ripresa del Ic950 avviene peral tro piu per un
iotervento esterno che per un i.oteruo p.rocesso di sviluppo.
meno controllato e controllabile di quello subito nel
secolo precedente. Il Paese, avviandosi verso uno stadio
La guerra di Corea e l'alleanza politica con gli Stati Uniti. di benessere e di espansione economica, e esposto a.l fa-
hanno l'effctto di r imettere in moto, con nuovi aiuti e scino e al peso concreto dei modelli costitoiti dalle nazioni
sovvenzioni, tutto l'assetto industriale, facilitato pE!r occidentali che hanno gia raggiunto quel livello di civil-
giunt.:1. dall'indipenden,.;a riacquistata in cambio di quel- ta capitalista: rna come ogni paese che parta da uno statn
l'allcanza politica: ncgli am1i 1951 '52 e '.53 J'attivo di sottosviluppo, in esso non tardano a manifestarsi i
della bilancia commerciaJe ragg iunge i t.recento milioni, tipici squilibri interni, economici e culturali, che caratte-
<:on un effE>tto propulsivo ad un tempo in . enso economico rizzano ogni ripresa non inquadrata in una pianificazione
P.cl in scm~o psicologico. Si stav~ ritrovand o Ja fiduci='l ·'globale e democratica. Cio si verifica. nelle esasperat"
nl'.ll(' prQprie capacita insieme ;tlla dign.i ta na;-.ion<r le:: espressiuni di crisi che, malgrad1' il boom ecouoruiCl' ,
P.d il protagon.ista di t ale rec upero , il capitate azio.oario, gli intellettuali inizia no a denunciare cnn toni sempre pil'r
fu r-ia bilitato in pieno. Epplu·e si trattava della stess:1. ::tccentuati di drammaticitil-: in lett e.ratlm.J, nelle opere rl i
da..,se capita)j!'ta prima ;.~ !J eata strettamente con il mili- Akutagawa, di Da.zai, di l shil~ara , del gruppo Shing<'-
tari!;ntO e Ia dittatura, si tratta va dci grandi industria.Jj- sak·u, assistiamo ad una. protesta. vio ll'lnla., anc he sr.
gli Z aibatsu- che a vevano con-b'ollato il potere politico e, spcsso limitata ad una generica a.narchia, contro la di-
all'indomani della sco.ofitta , eraoo stati messi iosiemc ai struzione di ogni valore se non quello, gia sperimentato
generali s ul banco degli accusati. Ed an oora ragion i po- infelicemente, della pura e cieca economicita; mentre in
litiche - come si e· visl-o - deicrm ioano Ia svolta ::~­ pittura anaJoghi toni denun~i ata.ri ass.u mono le espe-
merica.na nei rignard i di un Giappone di cui si favorisce rienze d.i On.ishi, di Yoshiha.r.J,, di Fukushima, piu;tarcli
di ~u ovo, in ogni modo, lo sviloppo incl ustriale e eapita- del gruppo Guta,i.
hsbco per sottrarlo alia tentazione di una rivoJuziooe La cultura architettonica non segue, in un primo
democratica e popolare (t) . _ '{ momento, tale indirizzo protestatario, assorbita com'e
dagli ingenti compiti della ricostruzione; a questo p:ropo-
(') • Vol endo fare del Giapponc una base per Ia guerra d..i Corea e sito solo nel 1950, tuttavia, con lo stam:iamento di quin-
un balua.rdo contro I 'esp;msione del cornuni.smo, l' America com indo
a prodigarc derrari R piene m:~ ni. e1 1953 le Nazioni Unite vcr!<n-
rooo, in pagamento per scrvizi e merci, 549.6oo.ooo rnilion i di dol· Calchi Novati - , il trattato di sicurezza con gli Stati Unili venrrP-
lari , e pur dimin uendo negli annj successivi, nel ~957 la sommn s i rinnovato, atte"ua.ndo le norme pili limitative clf!!l ' ind ipendem.n
aggi nwn anco ra sui 320 milion..i di <lollari. A q•lcstc si aggiupgnno lc giapponese, ma conferroandone i caratteri milltari ... NeJ maggin
grosse somme (nel solo 1947 cit:C"a 400 milioni di dollari) d:.te dagli dello stesso anno. . i tumulti di pi;~tza anliamcricani e <l nti govem ~ ­
Stnti Un iti pe;r aiut nre il paese nel co.mpito della ricostruz.ione •. tivi m isero in pericolo Je istitu11ioni cd an nullarouo Ia visita in Giap-
l\'bCR AEt.. .EowAR.DES, As·ia i10 lh~ Bala-1ree, Ha:onondswor tb 1962, pooe del presidente .Eisenowher ... ma e.<>aurirono illoro S\\ccesso im ·
trad. it. Milano 196.2 p. 208-. mediato llc lla liquid a~ion e d:i Kishi, i:nviso agli sfessi comp;~gn.i di
T~ lc rappor to d.i dipendcn<.a politica del Giappone rispelto agli partito per I suoi metod.i "forti ". 11 lrllttato ru inia tti approva to
S tati U1tit i, causa prima del poderoso risveglio capilalist..1 e l' ipo· ugualmentc , assenti i socialisti, con un colpo di mano "le nle' ' dclla
teca pili grave che pesa s ulle forze progressiste giappone9 ~ pcrdur:1l maggioranza •· Cfr. G. P. CALCRJ Nov An, Due a.1mi di govern(!
immu tata attualmcnte . • 11 9 gennaio ~960 - scrive Giampaolo lktda i1• Giaf>po,te, in • Comuuita •, 1962 n . xo2.
MANFRF.I>O TAFIIRI l;ARCIIJTKJ'TURA 1\lUVJ\I(NA lN L;tAI'I'iJSE 45

dici mili~rcli di Yen da parte del governo, come fondo per notevolissima, possiamo misurare il progrcsso compiuto
\<~.
costruzione di 8o.ooo alloggi sovvenzionati, abbiamo un <lalla cultura nazionalc nell'ultilno decennio (1 ).
primo accenno di programmazione edilizia. Non si puo Intanto sorgono le prime realizzazioni, naturalmente
dire pero che q uesto programma sia state> perseguito nel settorc piu colpito e l'unico programma to: quello
con succ<'.sso, dati i forti ostacoli opposti dalla situazione dell'eclilizia residenzi'llc. Per valutare lo sforzo compiuto
del mercato edilizio, dell' industria edile stessa e del mer- dubbiamo ricordare che il disavanzo nel 1945 ammontava
cato delle aree: immediatamente i giapponesi pagano il a pitl di quattro milioni di alloggi mentre, sulla base del
prezzo di una programmazione settoriale, limitata a! set- nr<i"Tamma
r o
per l'edifi.cazione Ji allogg) provvisori,
, .
nel
tore pirl gra vemente colpito, rna proprio per questo inef- I<JS8 il disavanzo risulta riclotto alia meta c1rca.
ficace. . Ma oltre agli ostaculi gia esam.inati, altri di origine piu
La Iegge per l'eclilizia sovvenzionata segna comunque spf:'~Hicumente cutturale se ne aggiunsero, ad aumer:tare
nna tappa non trascurabile nella politica edili;r.ia giappo- le difiicolta ad un'autentica ed organica programmaztone:
rrese. e insieme ad altre due misure legislative, approvate Ia mancata c.oscienza della necessita di una moderna pia-
pressocche contemporaneamente, fa dell'anno 1950 u- nii1cazione urbanistica nella quale far rientrare i program-
na d::lt<1. memnr<1bile per Ia stnria clell'architettnr::r in mi particolari e il peso della tradizione costruttiva e ti-
c:iapp<>ne. pologica, del h1tto uisadat.ta ad afuoutare e ~isolvere ~I
La. prima di tali Ieggi riguarcla l'ordinam<!DI:o drtn'>cra- problema dell 'al loggio di massa con strument1 modern1.
t-icn degli enti locali, cui viene affidato il compitn della Cosi Ia strada del.la casa un.ifamiliare con giardino
programmazione edilizia (1 ). La seconda e il risultato sembro obbligata, ed in questo senso si diressero prevalen-
d i una rivendicazione per Ia qnale gli architetti giappo .. temente gli sforzi: architetti come Kenji Hirose, Kiyoshi
nesi lotta.vano gia da piu di 30 anni: il riconoscimento Seike e Gonkuro Kume continuano !'opera gia iniziaLa
dello stato gimidico di architetto e stabilito con un,':ti- nell'anteguerra da Horiguchi e Yoshida, progettando case
'j tnlo di primo grado rilasciato, una volta compi uti >gli Ji serie in elementi prefabbricati di ferro o cemento;
studi, dal Ministero dell'eclilizia, ed uno di secondo gi.-a- H.irose in particolare, dal 1953 in poi, ha disegnatu pili di
do rilasciato dalle autorita locali. Queste misure legi~la­ trenta tipi di alluggi unifawiliari capaci c.li essere ripro-
tive hanna l'effetto immecliato di aumentare fortemente Jotti in quantita industriali.
I 'apprezzamento sociale dell'architettura, specie nei La costruzione in acciaio, stuc.liata da Hirose, ha. iuul-
confronti della situazione anteguerra: se si considera che tre il vantaggio di essere un sis.tema costruttivo facil-
ancora nel 1952- come apprendiamo dalla relazione del mente assimilabile per le sue af1inita con la tecnologia
prof. Satow a! Congresso Internazionale degli Artisti tradizionale in legno, il che ne spiega il successo presso
in Venezia, organizzato dall'UNESCO - l'indiffcrenza il pubblico e gli architetti: Isao Sabaoka, Kiyoshi Scike,
<lelia societa giapponese per l'architettura pennaneva Masahiro Shiono, Garozo, Lizuka, seguono Ia metodologia
di Hirose, e quando cominciano ad apparire le prime case
(') La Iegge del r888 creava unsistema eli autonomielocali, che ncl in cemento armato - si veda ad esempio il caso della
1947 viene rafforzato mediante una nnova Iegge che snddivide gli villa Coucou di Tamasa Yoshizaka, dove il conglomerato
Enti locali in due categorie: ~ Prefetture e Citta o e • Cittadine e
Villaggi •, dove le prefetture sono in realta Euti regionali cui spetta
l'amministrazione generale di tutto i1 territorio di lora competenza. (' ) C!r. S. KoiKE , u/J. cit., p . t7.
I I
i 47
4G I} ARCHll'E'J'TURA MODERN A JN <HAP PONE
j! MANFREDO 'r.IFUR!

11 cementizio e usato con la tipica brutalita lecorbuseria- scelta di carattere individuale, di fronte ad un sovverti-

I na - discussioni accanite hanno luogo negli ambienti mento cos! raclicale di ogni valore, non si trattava di
architettonici giapponesi. stabilire delle linee direttrici per la ricostruzione in un
Ma anche se ostile alla cultura ed alla tradizione allaccio pili o meno diretto con la storia. La storia era

I nazionale, l'esecuzione del programma per l'edilizia


sovvenzionata obbliga gli architetti ad orientarsi verso
tipologie ed organismi residenziali pili moderni ed il pro-
stata violentata; era ancora la violenza che aveva distrut-
to insieme a migliaia e migliaia di vite umane anche una
uelle cause pelitiche e sociali del conflitto mondiale. Di
fronte a contraddizioni cos! drammatiche la parte piu
blema che aveva tormentato la vicenda dell'architettura
giapponese degli anni '30 viene a riproporsi in dimensioni sana del Giappone era impegnata nella ricerca delle ra-
assai piu ampie. gioni di queUe' contraddizioni: essa non poteva rifiutarsi
11 Ad un nuovo sviluppo della societa in senso capita- ad una spietata autoanalisi, non poteva - coinvolta
lista ed industriale, ad una stabilizzazione della democra- dailla tragica dimensione della propria catastrofe - com-
zia borghese ed all'aumento delle liberta civili, non po- portarsi come si comportera la Germania di Bonn, ad-
teva non corrispondere una nuova crisi storica, una nuova, dormentata nella ostentazione della propria indifferenza
pili profonda e sostanziale frattura con quanta permaneva e del proprio agnosticismo.
ancora di feudale o di tradizionale nelle strutture e nel Ecco quindi accentuarsi Ia multeplicita tli aspetti che
costume. caratterizza la storia pili moderna del Gia.ppone: una
Si poneva quindi di nuovo il problema dell'accordo, molteplicita che diviene contraddizione, e contraddizione
della sintesi di due mond i contrastanti e, come era avve- vitale, data che allo sviluppo della societa verso uno
nuto dopo lo spodestamento dello Shogun, ancora una stadia decisamente neocapitalista, orientate verso una
volta l'esigenza dell'accordo proveniva da una rottura indifferente civilta dei consumi, si oppongono Je forze
violenta, prima che da uno sviluppo conseguente delle piu vive degli intellettuali e della classe operaia, in
strutture e da un autocrearsi della societa. Anconr una una battaglia che impedisce il diffondersi totale del-
volta la sintesi era. proposta come << occidentalizzazi(me », l'« agnosticismo della produzione & e della ~ passivita
snaturando quindi proprio i caratteri peculiari cue ca- del consumo ~. '
ratterizzano il concetto di << sintesi •>. Ma questa tolta, La cultura giapponese avverte con estrema sensi-
con tutti gli squilibri dovuti alla ripresa capitalista, ci si bilita- come d'altronde abbiamo avuto gia occasione di
trovava di fronte non solo alia volonta di una classe che notare - la vitalita di tali complessi processi, con mag-
proponeva se stessa alla direzione del Paese e lottava con- giore o minore maturita critica~ Per questo sin dall'ini-
tra il feudalesimo per imporre un pili o meno illuminato zio le dissonanie create dall'introduzione di strumenti
dispotismo borghese e nazionalista, rna anche ad una vo- operativi in contrasto con le metodologie tradizionali
lonta comune che scaturiva da una immane catastrofe, dal- non vengono rifiutate: in un primo momenta aveva gioca-
la lacerazione provocata dalla bomba atomica, laceraziane to lo stato di muto stu pore succeduto al dramma atomico,
non solo - per quanto possa sembrare assurdo - fisica, rna in un secondo tempo la dissonanza e accettata e la
quanta sociale e culturale. Di fronte alla di.struzione in- ricerca di un'integrazione e spostata su di un livello cul-
controllata e totale, di fronte ad una scala cosi diversa, turale superiore. Un'osservatrice attenta come Charlotte
dove l'annullamento collettivo e al di fuori di qualsiasi Perriand ha modo di analizzare, a distanza di undici anni
-- - -_ _.-.. - --- --- -
4!) MA N FIOiiJO TAFll.k! I.'ARCIIITIUTURA MOIJ~;HNA IN c. ; IAPI'UN~: 49

dalla fine del conflitto mondiale, i risultati degli sviluppi l'estero e ad esportare. Cosi la produzione creata per
del processo d.i ammodernamento in corso. Anche se vi- soddisfare alle esigenze dell'esportazione, esigenze pro-
ziata da una certa superficialita, Ia sua visione del Giap- prie di un diverso e non sentito genere di v;ta, riesce a
pone degli anni '50 appare piuttosto significativa: modificare insicliosamente l'aspetto tradizionale del
<<Tokyo 1956: edifici rnoderni, fortilizi in ferro e cementa, Paese ~-
che ospitano !'uno sull'altro i complessi piu impensati; E interessante notare come gli osservatori europei
stazione ferroviaria, metropolitana, grandi magazzini, mettano molto l'accento sugli aspetti della nuova civilta
ristoranti , teatri ... •> . giapponese che presentano analogie con alcune tipiche
<< Ai low piedi una citta di 8 milioni di abitanti co- situazioni occidentali : con ogni probabilita si vede nelle
struita in carta e legno : una vita brulicante e truculenta pluralita dei motivi e nelle contraddizioni stesse del
come nel Medioevo ». nuavo Giappone la possibilita di una crisi che superi i
<< ... Una vita prorompente ed esplosiva, e questa che limiti contingenti della realta attuale per indicare -
fa seducente il Giappone: rioni in festa con effimeri ad- ed indicare anche all'Europa, principalmente- un nuovu
dobbi di lanterne e ghirlande di carta. E l'espressione modo di risolvere problematiche onnai comuni a civilta
del q uartiere, del singolo abitante, dell'intera popola- le cui crisi stanno divenenclo sempre piu analoghe.
zione che vi partecipa ~- Tuttavia le immagini impressionistiche della Perriand
<< ... 11 popolo giapponese e avido di nuove cognizioni non toccano una realta politica che condiziona ogni su-
e pieno di rispetto per cio che non capisce o capisce vrastruttura e contribuisce a spiegare le contraddizioni
poco, persino troppo rispettoso. Lanciato a capofitto e denunciate: l'ammodernamento del sistema sociale si
senza esclusioni all'avventura moderna - tutto e possi- paga con l'ascesa al potere della classe piu viciua aile
bile, 1.utto c pensabile- si serve di ogni novita, insazia- ideologie reaziouarie del regime Tofo ed il partito liberal-
bile ma vivo >>. democratico costituitosi nel '55 dalla fusione dei due
<< Immagino di ritornare in una Parigi uscita dire~ta­ partiti liberale e progressista, diviene il portavoce della
mente dall\Jedioevo che abbia conservato tutte le usimze politica conservatrice dei grandi complessi monopolistici,
antiche e si sia abbellita di mod erne costruzioni. Vi ~en­ mentre la pratica del sottogoverno, Ia connivenza delle
Jete conto che cosa puo saltar fuori? >> ( 1 ) . autorita minori, il collegia uninominale, assicurano al
Gli aspetti vitali sono dunque insiti proprio nella nuovo partito di maggioranza una base elettorale certa-
discontinuita, neUe fratture, nei compromessi, che i mente composita ma estremamen~e diffusa, specie nelle
giapponesi ac.xetta11u come base di una nuova ricerca zone rurali.
tli continuita. I partiti operai confinati all'oppusizione hanno,
« D'altronde - continua Ia Perriand (•) - il Giap- specie in questa prima fase, ben poco peso, ma forti di
pone dipende onnai dal nostro rnondo e per assicurare una salida piattaforma ideologica ottengono subito l'al-
Ia vita del proprio popolo e costretto a produrre per leanza degli studenti e degli intellettuali lottando vigoro-
samente contro il riarmo, i patti di difesa, Ia politica fila-
(') CHARLUT'I'E l'ERR!ANu, Cris·i del g"sto i11 Giappone, iu • Ca - americana. All'intransigenza reazionaria del capitalismo
saLel\a continuita •, 1957, n. 210, pp. 55·57 - in espansione si oppone una intransigenza democratica
(') C. PERRIAND, af>. cit., p. 66. di opposizione, ed in quest'ambito acquistanu un signi-
4.
-- -- - - - - ~--

50
~I ANFRE!lO TAI'llRJ
!il

fica to parlicolare le pili recenti esperienze architettonichc.


La cultura architettonica degli anni 'so, tuttavia, non St,nijoshi ad Osaka del 1951, della studio Sowa, dove
riesce a trovare immediatameute metocli operativi o stru- pero e gia possibiJe intrave<Jcre Ull tentativo nUOVO r\i
menti espressivi adereati aile nuove cvndizioni di quella urganizzazione residenziale.
societa in fenuento, ed a questa contribuisce certamente il Accanto a tale gruppo eli opere che possiamo assn-
J:ibile contatto del pubblico con l'architettura ed i suoi mere come << l'architettura corrente >> degli anni 'so in
problemi, mentrc appare iroppo diHicilc seguire Ia pres-
siunc uei tempi e delle quantita inlposte dai problemi
uella riCO 'truziune.
Per questo il lessico del « razionalisuw >> interuazio-
nale divienc puntv di rifcrimeuto pret·iso per le prinw
csperienze giap!XIIlcsi del dopognerra: se si osservanu
le princjpali opere realinate intorno agli anni '50, i I
panorama che si offre all'analisi critica, a parte le ecce-
zioni anticipatrici Lli cui tratteremo in seguilo, apvarc
gia notevolmentc omogeneo snlla base di uu ftulzionali-
smo che solo eccezionalmente viene indirizzatu verso
sinte~i espressive iutenzionalm ente perseguite, anche sc
il livello comune a queUe opere deve essere ricunosciuto e
come pinttosto elevatu.
Osservandu ad e~empio i pacligliuni costruiti fra il
1949 ed il 1951 ua Yoshiro Taniguchi per l'Universita
Keio a Tokyo (1 ), e subito evidente una sorta di vo#Ita
limitazione espressiva, dove gli elementi d i lingua§miu
venguno calibrat:i in tono sommessu e secondo sioj:esi
nun lontane da soluzioni hauizionali, introdotte come
per assicurarsi un valido controllo figllrativo, Un discorso
simile si puu ripetere per l'uffic.io di Assicurazion i a
eo dai di Hideo I<osa.ka, del 1951, e per edifi.c i piu com-
plessi come la stazione fe rro viaria eli Kyoto, del 195z,
progettata dai locali uHici tecnici, o degli appartamenti.

('} Publ>licati in S. KorKF., ofJ. cit. cl a p. 8J a p, 86. Si pao co-


ruu nque istituire un rnpporto tra Ia voluta modestia di t ale grupp"
di opere e m_olte esporiem;e paraiJele dell'arcltilettura intcrna~ionalc
clel primo dopoguerra, generate da uun motivata sfiducia nei moth·i
idcologki c figurativi del rM,ioualisuw, r he vicue ~nc'?ra •nesso in
opera, rna con t>videnlc. . li111Cb(!7.7.a.
MANJikhiJO TAFURJ
J)ARCHITETTURA MODERNA ]:-; (;JAPPONE 53

Giappone, sorgono alcuni edifici che contengono pili ric- samente sugli sviluppi ulteriori delle csperienze dell'in-
che problematiche e personali rielaborazioni, pur senza tero gruppo.
porre prospettive di rottura alla linea culturale che L'organismo del complesso, basato sulla netta diffe-
abbiamo sopra sintetizzato. Le opere di Antonin Ray- renziazione delle due sale, chiaramente individuate con
mond, soprattutto, continuano a svolgere un !oro ruolo precisione nelle !oro funzioni, si clistingue gia dalla ma-
l ~ didattico in continuita con l'esperienza dell'anteguerra; niera corrente del razionalismo giapponese, sia per !a
!a maturita di edifici come Ia sede del Readers' Digest sua decisa impostazione che per il vigore con cui sono

l
di Tokyo (fig. 21), costruita nel 1951, gli appa.rtamenti trattate le superfici e gli elementi strutturali esibiti
per i membri del dipartimento di Stato americana a all'intemo; rna e ancora un'analisi dei margini di validita
Tokyo, del 1952 (fig. 22), (realizzati in collaborazione eli un linguaggio in parte scontato.-
con l'architetto Rado), o gli uffici della ditta Nippon di :Nel 1953 Kunio Mayekawa tem1ina !a costruzione
strumcnti musicali, del 1953, dimostrano gia Ia possi- della Banca Sogoh a Tokyo (fig. 25), dove alia purezza
bilita di un approfondimento della sintassi << internazio- stereometrica della volumetria ed a! disegno canonico
nale >> integrata ad una interpretazione ambientale, delle superfici, trattate secondo il tradizionale clisegno
particolarmente significativa in quanto perseguita da delle finestre a nastro, si unisce il vigoroso movimento
un architetto straniero. della zona basamentale e dell'attico, nel quale un gioco
Ancora di notevole rilievo appaiono alcune opere L!i eli rincassi e di sporgenze anticipa, anche se in modo
architetti gia ricordati come pionieri del movirriento lontano ed ancora troppo pedissequamente legato a!
moderno giapponese: il magazzino Takashima-Ya repertorio del razionalismo degli anni '30, gli sviluppi
di Tokyo, dove Togo Murano offre una notevole dimo- posteriori della poetica del maestro giapponese. Ma tali
strazione di continuita. con le proprie esperienze degli opere, malgrado il !oro intrinseco interesse ed i motivi
anni '30, o il museo d'arte moderna di Kamakura f-co- anticipatori che oggi possiamo scorgervi, rappresentano
.' I
r struito nel 1951 da Junzo Sakakura, (fig. 23 e di;.~;3), solo Ia seconda fase di avvicinamento, da parte della
opera senza dubbio fra le migliori di quegli anni, ,dove cultura architettonica giapponese, ad una metodologia
alia nitidezza dell'organismo si unisce una chiara co~sa­ che affondi concretamente le proprie radici nelle esi-
pevolezza critica degli strumenti figurativi adoperati. genze vive del Paese; in quella rea ita in tumulto ed in
A questi si possono aggiungere alcuni edifici di ar- continuo, drammatico mutamento.
chitetti pili giovani, nei quali e gia eviclente lo sforzo Una seconda fase: dato che la ,j)rima e rappresentata
di una ricerca pili approfonclita che tende a non conce- dalla passiva accettazione dei metocli di importazione,
dere pili nulla di acquisit:o o di pacifica. cui segue l'interpretazione pili attenta, rna non ancora
Nel 1952 Kunio Mayekawa ed il suo gruppo vinconu originate, di un repertorio e di una sintesi che vengono
il concorso per Ia Biblioteca civica e Ia sala eli concerti a applicati come per esplorarne tntta la gamma di possi-
Yokohama, (fig. 24)- realizzata nel 1955- con un pro- hilita, tutta la !oro flessibilita nell'applicazione aile te-
getto elaborate in modo particolare da un giovane archi- matiche particolari.
tetto dell'equipe, Masato Otaka, che entrato alia fine Si osservino opere gia altamente qualificate come
della guerra nello studio di Mayekawa diviene da questo I'Ospedale a Tokyo di l\lamon1 Yamada. del 1953
momento il suo principale collaboratore, influendo deci- (lig. 26) dove 1'0rgani~mo a Y accentrato intorno all<~
J\IA:-iFHI\110 TAF1.'Hl
L' AI!Clll I"El"'l"lJRA lllOBEHKA JN UIAl'l'ONE 55

rampa a spiralc ver il Lra~porto d~i pa?.:ienti,. nou riesce


a trovare una sua auto noma ragionc ligurativa, rima- Ma e con il complesso del Parco della l'ace ad Hiru-
nendo legato ad uno schematismo troppo scopertamcnte shima che Tangc acq nista notorieta internaziouale:
funzionalista, o Ia senoia superit>re dell'U niversi ta di questa opera assunw infatti nella stor~a dell:archit~ttura
Hosei dj Hiroshi Oh ' (fig. 27), deiJo !;te ·so ann () - for- moderna giapponcsc un valore essenziale, sJa per 1! suo
se !'opera pili significativa del periodo - clove Ia uili- a.utonomo va.lorc espressivo che per il suo significato
clezza della volumetria e l'equilibrio del di~cgno delle -- come anche osservatori esterni <.lei paesi occidentali
facciate in curtain wall raggiungono una neutralit~t ebbcro modo di riconoscere alia pubblicazione della rea-
espressiva che appare stranamente in contrasto con le lizzazione (1) - segnando veramcnte una svolta nel
Jacera7.ioni violcntc del Paesc. panorama, coHetto ma poco pregnantc, delle espcricnzc
Ma a parte akune eccezioni, q nella neutralita c nipponiche degli anni 'so.
caratteristica di quasi tu ttc le opere real iziate intorno Non sarebbe comunquc corretto riconoscere nel
agli anni 'so : (lllle sc pdma eli una chiara p1·esa di co- Pa-rco della Pace di Tange unicamente un'opera eli rot-
~ciei17.a della situazione reale, gli architetti avessero tura: essa Ia e certam.e nte, ma costituisce nel con tempo
voluto segnare una battuta d'arresto, sospcndenelo per un csempio di continuita con Ia linea cultlll·a!c del ~11ovi,­
qualchc tempo il giudi7.io, per giungere in un secondo mento ra.zionalista giappom'sc, e di una contmutta
momento ad una espressionc critica, maturata ed alta- preoccnpata eli verificarc criticamente, di portare _sinr,
mente cosciente. Lo studio della funzione appariva, ;\1 1'estrf'mo, di chiarificarc metodologi n unentc II sJgm-
nel frattempo, come il pill aderente aile necessih\ del Jicato di que! raziotlalism<•. i suoi stessi Jintiti, scsi vuoJe.
t Ma proprio tale verifica critica conduce Tangc ad nn
momento, tanto cla esaurirvi, p.ressoche intero, tutto
I' !'interesse <.leila progcttazione. superamento dei dati iniziali della ricerca.
II progetto, realizzato in base ai risultati ~i _un c_on-
corso internazionale bandito nel 1946 ('), SI msensce
z) Le pr-ime opere di Kenzo Tange. nella citta rimasta per il Giappone a testimoniare - con
ppuntn in questo c linu1 vi.ene realizzata Ia p~ im a
np<'f<l eli interc_sc internaz ionAle di Kenzo Taug~: il (') Cfr. V. G. , Il centro della Pace ll-rl Hiroshima., in • Casabclla
<< P<uco delIa l'ace •> ad Hiroshima (.ligg. 28, 29 e 3ol. continuita », 1956, 11. 2r2, p. 14. .
(2:) 11 primo pren1io non venne couf<.~rito: Ta11g<~ ott<:.'IIIJC' ~~ ~c­
Tnngc, un anhcn a~sistcntc di Mayekawa, aveva gia condo prc<nio e I' in ·a rico . La r!'<tliaazione e cstes;tiiH'Illl' puhhiH:"' ,,
realizz;~tu varie op~'rc, fra ct!i una discussa casa per se sul prhuo IIUill('l"O deii'Nllzionc i"}'"·uazionale della nvtsla
stesso ncJ q uart.icn! Sctagay<~ a Tokyo, dove gia si avver- • Sinkcnliku » (1956). • .
te chiaramcnt(: il lentativo di fusione dell'architettura. I! valore idcalc rld Parco <klla J'ar·c i~ statn sottnhnenlo dnll_o
~tcsso Tange: « EsistoJJo ancora d11c opinioni a Hiroshi111a - ~fT~­
llll>Llerna co.ll Ia tradizionc giapponese, eli cui pem1a11e vcva nel '54- alcuni pcnsano che questo progctlo 11011 <lebba ~c01r
piu di un clemcnto, dai. pannelli opachi o tra.c;lucid i c·os truito fi uche ci sono anc~>rn dei st'nzat<.>tto; nltri p<"nsnn~ ?he I l~llc
all"organizzazirmc gt'nc>rale dell'appaliameuto, basata tipi di dcoslruzionc clebbano proeedl'rc parallr.'lalll.('nte .. l\01 !'cnSI:&·
S\1 una m o<hda7.ionc dove pcro aile c)assiche dimensioJli
1110 che \:l ~ond.izionc spl'cl;\le >IC]l:t 1111a l<' si trova H 1roshunn ch fro11tc
:a l111 ndo intru;o giuslific:ll'esel~\1 7.iOnl' di CJuesLO Pro~('tto ~\cl_l~ Pace
del Ta/(lmi (o,gq >~ I, 8), veugono sostituite 1•:
pnrallclamente alia riccstruzionc <ll•llr: ~ b.itazioni "· v. h . L\.NGE,
111isme ba.sc del .1/ r>rlzc/,)r lecorbusi criano. <;ia.pponc:, Hiro$hima, Ill> '"'ON> r.mtro dr ncr.·""'"""• 111: • II < uorc
d c lledtt.'i o1 CJ ,Ul, Milano , 195·1, p. '.'1 7·
.. ..
56 MANFREDO TAFURI J!ARCI/Jl'F.TTURA MOilERNA IN G!APPONF. 57

la sua stessa presenza, con il suo squallido aspetto de- proposito, la ieraticita dello stesso impianto urbani-
terminate dall'alternarsi di vaste arce bombarda.t e c stico -- che con la sua plastica forma curva rievoca
di nuovi quartieri costruiti in fretta e senza mezzi, con l'organismo preistorico della casa giapponese, secondo
quanto il suo nome medesimo sta a significare nella i modellini conservati nei musei archeologici. Il passato ed
storia nazionale (rna, si puo aggiungere nella storia del. il futuro si toccano: !a dialettica fra la forma espressiva del
mondo) - nno dei piu dra.m.matici ep iloghi della. se- Memorial e Ia secca, contenuta, scarna essenzialita del
conda guerra m ond iale : epilogo ch e per iJ popolo giappo- palazzo per esposizioni, del museo e del centro civico ci
n ese ba uo contenuto particolare, p oiche d a esso parte sembra costituire il val ore pili alto del complesso di Tange.
Ia sua storia piu rccente, da esso pnrtono le sne st esse Con il Parco della Pace, per Ia prima volta il Giap-
conqnist:c democratiche. pone parla un linguaggio personalizzato e preciso,
II programma edilizio <lel Pa rco della Pace e signifi - anch~ se il vocabolario di que! linguaggio puo, con 1m'a-
cative a tale ri g uardo: un cent ro civico, un padiglione rida analisi filologica, essere riconosciuto come derivato
per esposizioni, un museo, tm monumento commemora- da molteplici fonti del movimento moderno internazio-
tive (II 1\'IemOI"ial della Morte) . Una serie di edifici per nale : rna si puo senz'altro affermare che e nuovo il
Ia vita, per i contatti s0ciali, in oma.ggio ai caduti rna modo di organizzare quegli elementi, lo spirito con il
ancor pili come manito per le nuove generazioni, come quale essi vengono messi in opera e formati. Ma c'e di
inclicazione per Ia storia futura. piu: quella che era stata in un primo tempo accettazione
Ta nge aderisce con estJ:ema puntualita al programma meditata rna non ancora matura, nel Parco della Pace e
del complesso: non era il mom en to - ue la dimensione divenuto, al contrario, riconoscimento della correla-
del complesso lo permetteva - di abbandonarsi ad zione fra due tradizioni - quella giapponese e quella
esasperazioni espressionistiche che avrebbero facilmente dell'architettura moderna - in una proposta operativa
potuto degenerare nell'evasivo. Tutta l'attenzione ap- di nuova integrazione, tale da superare ogni sterile
dava rivolta al futmo, senza facili e gratuiti ottimistAi, polemica sulla necessita o meno di una via nazionale
ma anche con una fiducia che era una dichiarazio~e al movimento moderno .
esplicita di impegno. Cosi gli edifici di Tange. realizziti Anche qui va notato il grado di maturita con cui
in cem en tu annuto a vista e sollevati da terra mediante viene condotto l'esperimento, specie in rapporto alia
un sistema di pilotis, richiamano da un lato l'essenzia- serie dei tentativi falliti della cultura architettonica ita-
lita esprcssiva ed il rigore dell'architettura lecorbusie- liana (malo stesso vale per molti paesi europei o americani)
riana, dall'alho - ncll'uso degli elernenti strutturali in cui il problema della storicita e della<< tradizione •> finisce
e di ta.mponamento secondo rapporti e modulazioni per scadere in populismi o in evasioni deprecabili.
piu o meno esplicitamente riferite ai modelli dell'archi - Comunque un'opera di cosi evidente rottura, appa-
tettura tradizionale - pongono alla base di tale impe- rendo su una scena architettonica di tono gHt abbastanza
gno per il futuro una ricon siderazione del pa.ssato, del elevato ma indeciso, quale quella giapponese, provoca
~uo valore storico. Tale istanza diviene pili evidente, immediatamente una serie d' violente polemiche che
in t erm ini architettonici, proprio nel monumento in hanno il merito di promuovere un riesame cr;tico della
cementa <~nnato, posto ad una certa distanza dai tre cultura archit.ettonica, come si pub Jeggere diretta-
rdifici prinripali illlinc;lti - andrebbe notata, a questo mente nelle esperienze di quegli anni.
58 !\IANFREIIU TAJo'URI 59

Jar parte uella tradizione del movimento moderno o di


3) fl m.1ionalismo maturo degli anni '53-'57.
modi d i organizzazione espl icitamente legati ad una
Tra il 1953 ed il I<J57 apparc in Giappone una serie cultun' <1 razinnalista >> in srnso stretto poteva essere
tli edifici chc part:ecipano in diversa maniera, c con giusti11cato in questa terza fase della ricerca, le durezzp
risultati piu o mcno positivi, aile medesime problema- eel i limiti imme<lia.tamcnte lcggibili nei tcntativi esami-
tiche cui abbiamo accennato nell'analizzare !'opera basi- nati sino ad ora d nnostrano ch~ aile mJovc problemahche
Jare e sintomabca rli Kenzo Tange. Osserviamo ad esem- in1pnsta1 e non pntf'va non corrispondcre un n1oclo nnovo
pio Ia <1 Casa Internazionale >> (rutto della collaborazione di organ izzarc la liguraiivita dcll'architcitura, un modo
fra Kunio Mayekawa, Juuzo Sakakura e Junzo Yoshi- nuovo eli considerare la questione degli strumenti esprcs-
mura (fig. 3 r). sivi, tale da esaltare e rendere ancor piu espliciti quei
I tre architetti, legati da tirocini professionali in nuo\-:j contenuti onnai divenuti coscienti. A tale propo-
gran parte comuni - Mayekawa c Sakakura, come ab- sito -ia sintassi razionalista aveva offerto un forte van-
biamo visto, avevano lavorato nello studio di Le Cor- taggio: quello eli aver creato subito una piattaforma
busier nell'anteguerra, mentre Yoshimura, insieme allo comune, permettendo l'effettivo scambio delk espe-
stesso Mayeka.\\·a, aveva collaborato con Antonin Hav- rienze in un movimento per pil1 vcrsi collettivo; porlare
moml -- impostano l'organismo dcll'eclificio, sede p~r a vanti Ie esperienze iniziate doveva significare innanzi
gli scambi culturali internazionali, su una chiara carat- tutto continuita con quella piattaforma comune, che gia
terizzazione planimetrica a blocchi contrapposti, dove il rappresentava per il nwvimento giapponese un carat-
ricordo degli antichi organismi, con la loro pluralita tere distintivo ed un'eredita da salvaguarclare.
di volumi dialetticamente legati tra di loro, diviene un In questa direzione si era gia rivolto Kenzo Tange
riferimento esplicito. Riferimento a cui fa riscontro col suo Municipio di Tokyo, terminato pero troppo tardi
d'alita parte, l'uso di elementi e modulazioni tipich~ nei confronti della situazione culturale interna: nel
dell 'a~chitettura tradizionale, calate pero in un contdj:o frattempo altri tentativi di rinnovamento linguistico
meqmvocabilmente moderno, di evidente derivazione avevano trovato realizzazione, secondo strade sensibil-
lecorbusieriana. Quanto delle antiche memorie rim~1 e mente divergenti da quella che le opere di Tange c
evidenziato in quest'opera - a bella posta, natur~l­ Mayekawa gia indicavano con sufficiente chiarezza.
mente - e sempre il risultato di un'effettiva eel autentica Fra i piu notevoli tentativi citiamo la produzione
integrazione di due tradizioni, eli cui si tenta di coglierc eli Hiroshi Ohe - di cui abbiamo gia avuto occasionc
u~ minimo commw denominatore cia potenziare ed espli- eli ricordare l'Universita eli Osei _...) che sperimenta una
cJtarc. rarefazione raffinata del vocabolazio razionalista, insi-
Se la « Casa Internazionalc >> non raggiunge il livcllu stenclo con ostentazione su di un elementarismo geome-
cspressivo o la personalizzazione accentuata del Munici- trico e strutturale che allude, nella sua. essenzialita,
pio di Tokyo, che Tange progetta neJ!o stesso scorcio ;ul un arcaismo non lontann da reminiscenze tradizio-
di tempo, tuttavia offre un contributo assai notevole, nali. Si osservi nel_palazzo l\Iiki a Tokyo (fig. 32) I 'en-
ponendo con immediatezza un problema che va multo fatiuazione espressiva d=lla trama shutturale, che giun-
al eli la eli una semplice questione stilistica. ge a.c:l una tale sensibilizza;done disegnativa da assumere
Ma se l'uso eli elemenh lingnistici onnai passati a un valore di astrazio ne, dando all' cdi licio un aspetto
60 M ANFREllO l'AFURI t..' ARCHJT~;TTURA MUDERNA LN GlAPPON 1•: til

trasognato, stranamente in contrasto con i tradizionali di una pa.rtico!are maniera r.lell'arc hitettura gi apponese~
contenuti semantici che gli stessi elementi rli linguaggio ~.,;he, senza arrivare alia personalizza zione di T a nge o d1
assumono di solito nell'ambito dell'architettura inter- Mayeka.wa, r ielabora all'interno di una metodologia_cul-
nazionale. Ci troviamo di fronte a una specie di tradn- tu ralmen t e qualificata reperto r i e sintassi di provemenze
zione << in giapponese » della sintassi razionalista la diverse, uniti in uria sintesi vagamente eclettica, eppure
pili rigorosa, dove pero si compie un tale processo d i non priva di cspressivita.
raffinamento e di rarefazione da dare a quell'iniziale Pili controllate ma meno valide in senso generale
assnnzione dei motivi '' costruttivisti •> una qualifi- sono altre opere di Ashihara, nelle quali Ia maniera
cazione esprcssiva derivante da un'approfondita medi- razionalista si avvicina ad un purismo piuttosto mac-
tazione critica; anche se quella critica non riesce a snpe- chinoso: nell'albergo Mikko al centro di Tokyo, realiz-
rare i limiti imposti da quella sintassi, su cui agisce, zato" in acciaio, egli raggiunge toni vagamente miesiani,
di consegnenza, clall'interno. mentre in un club giovanile sul bordo del mare e nel-
Assai simili sono gli edifici progettati da Yoshinobn l'Ospedale civico d i Y ok ohama sperimenta p ili complesse
Ashihara al suo ritorno in Giappone clagli Stati Uniti, articolazioni, sem p re senza usciie dai li:mit i del!'ln -
dove aveva stucliato con Marcel Breuer (1 ). Nella sua ternational Style. Ma se tali riaffermazioni di valid ita della
prima opera, il palazzo Chua Karon (fig. 33), l'imposta- poetica razionalista toccano spesso liveUi assai not evoli,
zionc razionalista viene sottolineata e puntigliosament.e il !oro peso neUo svil upp o delle esperienze giappouesi
riaffennata, in un vago sapore revivalistico, reso poi va limitato e puntualizzato come secondario rispetto
attuale attraverso la qualificazione dei singoli episod.i allo stupe.facente sla.ncio d ella n uova m aniera che le
o della tessitnra dei materiali: Ashihara non arriva. aile piu giovani genera.,;ioni, insieme a d alcu ni d ei «maestri t ,
punte avanzate di raffinatezza di Hiroshi Ohe, dato ha nno compiuto c- stanno ancora compiendo, attirando
che il suo approfondimento linguistico e assai pili poy.ero su di se l'attenzione sempre crescente della cultura in-
di contenuti critici, ne e sua intenzione approdar~ a ternazionale.
quella sorta eli astrazione quasi ironica che abbia,ln o
riconosd uto nel palazzo Miki. II suo e un razionali~mo
se si vuole piti convinto, eli cui egli tende ad esplorare
tutte le molteplici possibilita. Cosi nel centro Culturale Ne!1y54 Sakakura tenuina l'euiticiu Tukiu-J(aikan (1 )
a.mericano in Nijgata piega il rigoroso organismo ad realizzato dal Ministero dei Trasporli insieme ad una
effetti allusivi, mentre il centro culturale femminile eli ditta commerciale che occupa con i propri magazzini di
Yokohama (fig. 34), gia aclerente alle fonnnle deii"In- vendita, Ia maggior parte della costruzione (fig. 35) ·
ternational Style, anche sc caratterizzato con una certa Pili dei caratteri intrinsechi dell'architettura vera e
energia, puo essere assunto come esempio indicativa propria, in questo caso interessa la dimensione urbana
che ·indica un nuovo modo di affrontare i grandi pro-
blemi di una metropoli come Tokyo. II Tokyu-Kaikan
( ') Ashihara aveva lavorat.o dal '46 al '47 nello studio di Junzo
Sakakura, prima di vinc.ere Ia borsa di studio Fulb1·ight per un
viaggio negli USA dove sturlio presso le universita di Yale cd (') Si veda Ia pubblicazione particolareggiata del progetto i11
lhrvard. , Architecture d'aujourd'hui ''• 1956, 11. 65, pp. 87-91.
\IA 1' FREI>O TAFllRI

sorge nel nodo di Shibuya, nel cuore della citta, alla pubblico e Ora obbligato a prendere una pOSlZIOne pre-
confluenza della maggior parte delle linee di comuni- cisa di fronte ad un complesso che si inserisce diretta-
cazione che legano Ia capitate giapponese alia regione mente nella citta con un peso notevole, dal punto eli
ctl all'intero Paese: in esso convergono alcune grandi vista funzionalE - si tratta del luogo rappresentativu
linee ferroviarie, la metropolitana pcriferica e quella <.lell'autonomia cumunale e eli un centro commerciale
regionale, le linee di autobus e di tramways, smistando caratterizzato, come sempre per Murano, da un'accen-
giornalmente un traffico di un milione eli persone. ll tuaia funzionalita sociale - e dal punto di vista del
prugetto di Sakakura prevedeva la ristruttura7.ione to- paesaggio urbano, che dai due intervcnii di notevoli
tale della piazza, Ia costruzione eli un gramle editicio d imensioni, per ll i pi1'1 accostati, fi 11 isce per assumere un
polifunziunale chc sfruttasse il con vergcre di una tale vulto rinnovato.
massa umana a! nodo di smistamento, una stazione di Cosi, casualmente -- datu dw l'accoslanwnto dd
pullman, una autostrada supraelevata con appositi due edilici J1(Jll e il risull.al.o eli llll programma unitarin
parcheggi, un ccntm culturale, giungendu cosi ad inc..livi- rivolt.o a fini urbanistici chiaramente delineati - Ia po-
duare una particulare enucleazione urbana, Ia dove gi~L pulazione cl i Tokyo viene messa improvvisamente a
csisie un'esaliazion e c.limensionalc delle funzioni cit- conl.attu con una dimensiune fisica e con una clintensionc
tadiue. espressiva dell'at·chit·~t.tura estremamente rivoluzionarie,
II Tollytt-l(aikau puo quimli essere assuntu come e le violente polemiche confennano il valore di rottura
primo esempio di un nuuvo modo di affruntare i proble- rispetto al tessut.u tradizionale e rispettu alia stessa
mi dell'arcltil.etlnra, e in quest{) sensu e un \)l·eiudiu spazialita citl.adina, assunto dalle opere <.li Tange e di
di nuove ricerche, di cui le due opere che ora esaminc- Murano. Alla data eel completamento di quegli edifici
remo costituiscuno gia espressioni in qualche mudo si puo considerare cbiuso un periodo di transizione per
compiute. '~ J'architettura moderua giapponese : un periodo che vede
Jt, migliori energie mobilitate e tese nello sfurzo di defi-

4) 1 primi risultati delle mwve ricerclt~:


'
5-
nire un ruolo specifico per l'apporto nipponico allo svi-
luppo del movimento moderno nel mondo.
il Municipio di 1'o/1_vu ed i M a{ia::zini Sugoft .
Con gli uftici municipali di Tange e con i magazzini
Nel Il).') ], 4uasi cunlemporaneamente, vengono di Togo Murano si chiude quindi un capitola e sene apre
tenninati nel enure d i Tokyo, a contattu della grande un altro: si chiude 1! capitolo delle riccrche di approfon-
rete di cumunicazione che lega la capitale all'intero Giap- tlimento sui dati metodologici e sui repertorio offert i
pone, due edifici che rappresentano nella <liversita del clalle esperienze internazionali, si chiude altresi il capi-
luru apporto cnlt.urale, una tappa fondamenlale nel per- t< olu dello sperimentalismo pili affannoso che dnrnina
cmso dell'architettura moderna giapponese. gli anni '53-'57, e si apre il capitola nuovo, tuUQra in
l due cdifici - il nuovo palazzo nmnicipale di Ken- corso, che vede il fiorire e lo svilupparsi delle tematiche
zo Tangc e i grandi magazzini Sogoh ui Togo Murano --- e delle realizzaziorri che hanno concentrato sui Giap-
riscuotonu un grande successo presso il pnbblico della pone !'interesse della cultura internazionale.
capitale che fino ad allora aveva dedicato solo una mo- Nel Municipio di Tange tale caratteristica di ponte
dcsta attt·11zione all'architdhmt nwclerna. Qnello stessn verso esperienze pit! radicalmente rivoluzionarie e ab-
---

MANnt~:uo TAFUHI

bastanza evitlente. (Ma non va dimenticato che it


progetto originario data al 1953, annu in cui Tange
vince il concorso intletto dall'Amministrazione di Tokyo).
Sia nella schematicita dell'organismo (fig. 36), dove il
blocco allungato degli uffici ed il volume della sala di
riunione si giustappongono meccanicamente, che nella
rigidita e secchezza dei dettagli, della struttura, della
modulazione delle facciate (fig. 37), si puo riconoscere
an cora la durezza tipica delle prime opere d i Tange;
in particolare degli edifici per il Parco della Pace ad
Hiroshima. Ma gia l'organizzazione degli elementi e Ia
!oro integrazione nell'unita dell'organismo dimostranu
un'attenzione diversa, uno spirito nuovo: Ia contrap-
posizione, all'interno della medesima articolazione volu-
r9) Aspelti
metrica di per se solidamente definita, di due zone delle <'ittit
diverse - yuella basamentale, direttamente rapportata gi~ppOliC'~I:

al giardino, alia strada, allo spazio pedonale, e quella in fa (I COIIUrhatiOil 1l

eli :\orth
elevazione in cui si sottolinea marcatamente la funzione Kr11shu Cit)·.
pili specificamente «urbana •> dell'edificio - divieue
determinante e prende sostanza in un disegno vigorosa-
mente unitario, dove Ia ripetizione insistita del mede-
simo modulo della loggia e commentata dalla profonda
zona di ombra inferiore e dal vario dislocarsi delle ~;ampe
esterne (dis. 4). ~·
Ma in tale dialettica figurativa e leggibile un ~ tl eg­
giamento polemico di Tange nei confronti del fun £'iona-
lismo pili o meno ortodosso che in Giappone aveva ormai
preso largamente piede. Se da un punto di vista rigoro-
samente critico possiamo considerare ingenue le affer-
mazioni di Tange che << lo spazio precede la funzione ~
o che « solo le cose belle sono funzionali ~. nella tradu-
ziune operativa di quei concetti va invece riconosciuta
una maturita eccezionale, che gli fa evitare ogni velle-
20) .\>p<'tt i
tarismo ed ogni tentazione di evasione. Lo stretto le- ddil' citl it
game fra impostazione figurativa e programma civile f(iapp01)('>'i:
e sottolineato d'altronde, dallo stesso Tange, nella cri-
tica al modello americana <li palazzo comunale, ridotto

·~
21) :\. \{;1\"1\\()1\<l
t ·nici · '
tid Rcad<·•·s' I li!(cst
( I<J5l ).

2 I) 1-: .

25) '' · \l;t~~·l.;rt\1;1,


J ~:Ill r il ~· ~~ J.t,:r 1h •
;1 t ( 1k ~II { J I)_') :2)~

12) 4\. J{:t~ 11HIIId,


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pror i 11\1'11t!n i
ch ·l I lijiCirl iuwntr 1
<li ~t;1(0 :111H'I ir·:Htn
:t !elk:--·,) ( 1t)_') 2) .

d ';1 rl<' 11tlHil.-n1;1

"J(a""'"'"'" (1951) .
...... . _. .... .:~·r~ ~ -~· ~..
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( r·tltt r1 d~ · ll:t 11:H !•

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_? ;- I I I { IJ ](' ~
I ' 11i \ 1'1 -..;j ( :"1 lln:'r'i
;1 'l'r d~ in ( Ill_=) 1) .
J.
I

ZtJ) f~. T; n1g1 ·,


Cc11tro della l';we
ad llir o~lli111;1,
\lw:.t•n c' \lc·111nJ ial.

i I) 1\ :'.I :1\ I k ;r \\ ;] ,
1. '\ r•:-:lJillll\1 ' ;1,
, _ ~; d ~:tl\ 111 :I.
c, 1 ~: 1 J,d, _,.,,;,ti"'' :ill ·

_10) 1'\. . ' l':lll,L!.t',


12l I l I lJp··.
(('lllro dc•lla par•e
J'<ll;17.7r 1 :\I i ki.
ad JJiJUShi111:1,
Cc'lltlo Cc) llli\Tlit~lt' io
(' .\ l\1 5('0.
------
J} ARCHITKTTURA MO!IERNA IN GIAI'PONK llG

ormai ad un'anonima struttura burocratica. Egli scrive


al proposito (1 ): << Ci sembra al contrario che il j\-lunici-
pio debba riprenclere il suo ruolo iniziale che e quello
eli richiamare Ia popolazione allu sforzo comune. Ora

33) Y. Ashih~ra,
Palazzo
Chno-h:aron.

-t. K. TANGE , \luui ci pio di T okyo, seziuue.

yuesta tradiziuue nun e mai esistita in CiaplJUilC Jove


editici simili ralJpresentavano innanzi tutto il potere.
Noi abbiamo voluto, come architctti, aiutare il popolo
a questa presa di coscienza facendo veramente di questa
insieme del municipio eli Tokyo il "centro spirituale"
della nostra capitale. Cos{ la hall dell'ingresso (fig. 38).
che non e monumentale qualora se ne considerino le
dimensioni, ha lo scop0 eli a ccogliere il pubblico, e la
34) Y . .-\shihaca, galleria al mezzaniuo riservata ai pedoni, che costituisce
Cc 11lro Fcrn111inile
a Yo].;: ohallla. un elemento di legame fra Ia citta e l'edificio, risponde
a questa medesima esigenza psicologica, di invitare Ia
popolazione a raggrupparsi iutorno a! simbolo della
dtta stessa ~-
Cos! Ia forma plastica del volume conteneute Ia sala
del Consiglio, posto come elemento mediatore - iu

(') KENZO TANGE, Il Munici pio ,li Tokyo, iu ' A1chitec ture
u' aujourd'hui ;, 1959, 11. 82, p, 89.

35 ) J. Sakaku:-a,
Coruplesso -~
Tokyu-Kaikan.
67
MANFRIWO 'J'AFIIHI

realta come fuoco - fra il blocco degli uffici ammini- Se i magazzini Sogoh di Togo l'durano adottano
strativi e la torre retrostante non ancora realizzata pe1· una impostazione figurativa per molti aspetti diversa
gli uffici generici, assume un significate simbolico (non da quella dell'adiacente opera eli Tange, tuttavia rivelano
simbolistico) come elemento qualificato dell'intero com- un'affinita di problematiche e di ragioni prime niente
plesso. Andremo a verificare in seguito Ia coerenza della affatto casuale. (fig. 39)-
posizione di Tange alla luce degli sviluppi ulteriori della Innanzi tutto Ia <• dimensione » dell'edif1cio: << dimen-
sua opera: ci basted1 qui indicare come <• pun to fenno >> sione >> messa ha virgolette, dato che con questo tennine
clel Municipio tli Tokyo, il problema di un recupcro non intendiamo indicare una quantita fisica - del resto
dei valori << comunicativi >> dell'im.magine a1·chitettonica, imposta dal programma stesso dell'intervento - bensf
nella ricerca di una cspressivita direttamente inserita da una qualita figurativa intrinseca all'organismo stesso
un lato nell'organismo stesso della citta, <lall'altro nella cbJ' supera Ia trauizionale impostazione <le'la relazione
flagrante situazione politica e sociale . ed ificio-citta.
Tale riscatto della << semanticita dell'inunagine >> In questo nuovo rapporto non e diflicile scorgere
corrisponde non solo ad un'esigenza che negli ultimi un motivo evidente di continuita con le esperienze del-
tempi e divenuta essenziale nel dibattito internazionale l 'anteguerra, compiute dallo stesso 1\:lurano; si ricordi
ma anche ad una serie di istanze interne alia cultur<~ il magazzino costruito per la medesima ditta Sogoll
moderna giapponcse, che dopo aver raggiunto un livello ad Osaka nel 1935. che abbiamo gia esaminato. La con-
tinuita non riguarda solo l'impostazioue f1gurativa
autonomo di maturazione sentiva di poter trovare '
I
nella propr;a storia e nella propria tradizione, le metodo- ma anche Ia stcssa programmazione dell'edificio, couce- I
pito ancora una volta come centro atlivo Ji scambi -;
logie e gli stimoli capaci di offrire alternative o soluzioni
ai problemi cui il movimento moderno europco o ame- sot.:.iali (Jig. 40), ed in questo sensu <tssume un valor~::
ricana stentavano a dare risposta. pitt preciso la sua vicinanza con l'edificio cumunal<:-.
Si presentava, ancora una volta, Ia nccessiUt di \!.lla Per Muranc coutin uita di esperienze signifu;a wntem-
sintesi da 1·ealizzare tramite ~ l'unita contraddit6ria poraneatnente superaroeuto eli ogni schematismo fortn'l.le,
delle culture>>: peri giapponesi si trattava di dare un ~~n­ e q uintli riJllluvameuto continuo and\<! uegU stessi stru-
tenuto nuovo, autonomo, progressive, a quella << affinit~\ nu:mU figmativi, pur all'interno ui U1J(I. metouologia e di
n n'in t:cnzionalita espressiva estremamente caratterizzale.
elettiva >> fra a1·chitettura moderna e architettura nippo-
nica tradizionale che abbiamo avuto modo di l"iconoscen· 11 111 agazzino Sogoh di TukyJ. il cui impianto plaui-
all'inizio. (E le dichiarazioni dello stesso Tange circa il mctricv prende forma dalla cunflguraz.ione triangolare
valore avi.rt.o nella progettazione del riferimento ideale dell'area , si preseuta come uu tmico vulum massicciu,
a! palazzo imperiale eli Kyoto, ci sembrano, a lale pro- vigorosamcnt e deliueato nella sua som ruariet-.\, dove al
posito, estremarnente indicative). (L). parth;utar viem: afficlato uu ruolo dialetticu nd cou-
runti ddl'orgauismu volumetricu: Ia contiuuita delle

( ') • Durante il concorso io riconsideravo il palazzo imperiale di


tli Tol<~<•, w:lseiU]J!icemeull' ehe l'a''"""i:1 <' l' c-qttililniu di que! pa ·
Kyoto coni suoi cornicioni, i suoi tetti,le sue coperture in corteccia
Jazzo eraJLU lJL"Coenti a! mio svirit_u lit:! !'UfS<J JeJla progetta7.iOI1P ».
di cipresso, i pi!astri,le ampie verande ..• Non giungo a dire che esista
un rapporto diretto frail palazzo imperiale di Kyoto ed il municipio K. TANGE, up. cit., p. 92.
68 MANFREDO TAFUI!I L'AI!CHTTI\TTURA ~lflllET!~A JN 1:1.~Pl'ONI-; 6!1

super.fici - la vera protagonista delle architetture Ji


generale del fencnneno che Russel Bourne ha chiamato
Murano - e di nuovo prepotentcmente affennata dalle
del <1 rinascimento architettonico D in Giappone: inter-
.fitte listature orizzontali in vetrocemento che compon-
pretazione che ci da anche l'opportunita di dclineare
gono le pareti esterne, interrotte solo Ja poche, piccole
un prima bilancio della storia sino ad ora tratteggiata.
bucature, di per se inadatte ad indicare una scala di
Le nuove ricerche di Tange, d' Mayekawa, di Saka-
commensurabilita, e dalla fascia superiore, staccata dal
kura, di Otaka e dei piu giovani architetti investono
volume sottostante mediante una fessura che sottolinea
proprio uno dei problemi cruciali dell'odiemo ilib<tttitn
il valore plastico e la vibrazione del rivestimento esternu.
internazionale, che viene da piu parti indicato con I;,.
Anche elementi che avrebbero potuto costituire << inci-
formula di crisi del costruttivismo. Nel termine <I costrut-
denti » estranei all'organismo vengono assorbiti in una
tivismo » - inteso non nella sua accezione stilistic;~.
composizione equilibrata e sfruttati secondo le !oro pos-
ma come designazione dell'a.tteggiamento gener;~le delle
sibilita .figurative: si noti ad esempio Ia funna c Ia dislu-
rtvanguardie del 'gon ch(~ poneva.no l'attivita artistic<~
cazione delle insegne pubblicitarie che hanno una fun-
come elemento autonom.o e netermina.nte negli sviluppi
zione eli commento e di esaltazione di quella stessa som-
delk strutture politiche c sociali - si compendia nn
rnarieta volumetrica, lantana da ogni concessione ad 1111
modo di essere, un modo di concepire Ia. funziom' della
gusto << corrente >> della forma architettonica.
cultura e dell'intellcttuale che ha gettato le fondament<~
!VIa malgrado la coerenza della concezione e l'origina·
per Ia rivoluzione dell'arte del nostm secolo, ma che
!ita della ricerca, in quest'opera di Murano aleggia
oggi ha bisogno di un totale ridimensionamento.
un'atmosfera che con una polemica forzatura saremmu
La crisi del linguaggio razionalista, meno avverti-
pe1· de.finire accademica, per una certa preoccupazione
bile in Giappone che nel resto del monclo, date le condi-
di compiutezza e di equilibria figurativo che gli dannu
zioni storiche del paese, si era gia pro.filata all'indomani
l'aspetto di un'opera gia in se tutta conclusa, o alrri~no
del conflitto mondiale, caratterizzandosi subito dopo
con scarsi margini di liberta interpretativa. .·
come profonda esigenza eli rinnovamento, tale da inve-
In fin dei conti, mentre i magazzini di Togo Mu$no
stire le metodologie stesse. Gli architetti giapponesi
rappresentano la punta piu avanzata di una cultura
arrivano tardi alia coscienza della crisi rna con soluzioni
che sviluppa con coerenza la metodologia razionalista
assai notevoli, e in nna comunita d'intenti forse unica
degli anni '30, con tutte le nuove istanze che siamo i
nel panorama attuale del movimento moderno.
primi a riconoscere presenti e vitali nell'opera del mae-
Quali erano e quali sono tuttora gli elementi eli
stro giapponese, il Municipio di Tange si pone come
quella crisi? La cost1•uttivita stessa dell'arte viene messa
espressione gia matura di quella che possiamo definire
in discussione: Ia costruttivita cui ci si era affidati negli
Ia « nuova scuola » dell'architettura nipponica.
anni '30, pensando <li poter raggiungere le strutture
stesse della societa, modificandole attraverso Ia quali-
5) La <1 nuova scuola >> giapponese. ficazione della produzione. I fascismi di tutto il mondo
- quello giapponese non escluso - erano stati i critici
Prima. di passare alia Jettura analitica t.le!le uj.~~:re
maggiori di que! costruttivismo, ma ne erano anche stab
di quella che abbiamo definlto la a nuova scuola ~ giappo-
i migliori esegeti, in quanta ne avevano riconosciuto
nese, e senz'altro necessario tentare un' interpretazione
il profondo valore etico, che andava calpestato e stron-

. - - -- -··- - ·--·
70 MANFREOO TAFURl L'AHCHITI\'I'Tli RA ~IOPER N A ]:-; l;IAI'PONr. 71

cato come p('ricoloso ostacolo per l'affennarsi della dit- ll Werkbund prima, la Bauhaus poi, avevano sistc-
tatnra. matizzato una teoria dell'arte che prescindeva dalla
Nel dopoguerra non ci si potevano pit! permetterc natura, anzi si poneva. in alternativa >.lla natura
illusioni: anche attravers\> cquivoci di notevole portata, stessa : il sovrapporsi della teoria e della pratica aveva
si stava. arrivando ad una maturazione che preludeva infatti il compito di costruire una nuova natttra, che par-
a. nuove istanze e a nuove dimensioni pf:'r il lavoro del- tisse clalla realta inclustriale nel tentativo di qualificarc
l'architetto e dell'artista. Ia produzione eel estenderne il processo costruttivo
Non si trattava piu di fissare, mediante una costrn- all'intera societa: ad una societa che si autopianiftcasse
zione di spazi, una metodologia precisa dell'esistenza, c si identificasse a sua volta in quella produzione come
o di affidarsi ad un principio ideale di razionalita nel produttrice, e come utente (1 ). Questa ci appare oggi
quale risolvere unitariamente teoria e prassi, processo chiaramente una grande illusione, propria di intellet-
<J.rtistico e processo critico, non si trattava di proporrc tila.Ii coscienti della rivoluzione sociale ormai indiffe-
il riscatto della condizione umana e di aberrati rapporti ribile e del crollo dei miti e delle tradizioni che avevano
di produzione tramite Ia qnalificazione eli quella stessa formato Ia tradizione culturale da cui essi stessi muove-
tecnica di produzionc. vano, i quali in quella rivoluzione dei tecnici tentavano
Ora il richiamo a! razionalismo come certezza flu- <li salvarc il nucleo originario di quella cultura e (li
male capace di puntu<tlh:zare e risolvere i problen1 i quelle tradizinni . Era nn'illusione che cercava di me-
continuamente posti clall'esistenza - ma anche come dian' 1~> nuove esigenze poste dalla pressione delle classi
strumento di salvaguardia di alcuni valori borghesi -- operaie con Ia costruzioue ideale del mondo horghese:
l'integrazione della tecnica con l'atto creativo come mezzo Ia quantificazione della qualita era appunto un pro-
di quantificazione di una qualita che viene salvaguardata gramma di ridistribuzione dell'esperienza artistica, sino
come ultima ratio eli 1m mondo che vede il sommer- ad allora considerata come privilegio di una sola parte
gersi dei propri valori storici- rna anche come tentativo della societa. Fu poi la stessa borghesia capitalista,
di superare un conflitto tipicamente classista - le con la sua rivalutazione dei miti della barbarie e del
istanze prime dell'ideologia dell' eta eroica del movimento sangue, a rispondere a quell'illusione generosa: ed il
moderno non potevano trovare in Giappone il terreno movimento moden10 si pose il problen1a se retroccdere
st01·ico ed il soshato culturale su cui far presa: almena dalle propric posizioni o allearsi a qnella pa.rte di capita-
nella !oro sostanza originaria. lismo illuminato che perseguiva, con seftnpre maggior
Nel valutare le opere degli anni '30 realizzate dagli coerenza e potere, i suoi obicttivi rifunnistici.
architctti giapponesi abbiawo tralasciato un'osserva- Gli architetti giapponesi ucl priuw uopoguerra. nun
:T.ione ch~ <:i siamrJ riservati di introclurre nel momento si trovano prcparati, nella loro generalita, a rispondere ai
piu opportuno per mettere a punto una situazione complessi quesiti posti clal movimento europco : ma gia
storica piu generale. in quei primi tentativi di avvicina- seutono una certa estraneita delle lorn condizioni di
mento al linguaggio dell'architettura internazionale, lotta da quelle europee. In Giappone la borghesia capi-
in quelle notevoli interpretazioni figurative vive certo
un'intenzione scopertamente ideologica, solo labiimente (') Cfr. Gruuo C. ARGAN, I.Ya.lter Gropiu,s e la Bau.haus, To-
rapportata a quella della Bauhaus o del Werkbund. rino 1951, p. 38.
- -

- - - - -
72 MA.NFRJ!IIO TAI'!IRJ

ta lista aveva tradizioni recentissime e Ia rivoluzione so-


I r,' ARCHITETTURA MOilF.RNA JN GIAPPONF;

premesse e nelle elaborazioni teoriche. Ma Ia tipizza-


73

c iale compiut;:L nel secolo decimonono era strettamente zione e Ia ripetizione basate su elementi omogenei stan-
legata allo sviluppo di qnel capitaUsmo: rna mentre dardizzati non. erano forse un dato che aveva, nella storia
mancava pressocbe completamente una tradizione intd- dell'architettonica giapponese, una lunga tradizione
lettuale che permettesse l'illusione circa le possibilita che si sentiva aucora valida? Cosi quel continuo tenta-
rivoluzionarie dell'auton0mia assoluta della cu.ltura, tive -- certo non del tutto meditato, rna per Ia maggior
- almeno nel senso attribuito a quell'autonomia nef!li parte istintivo - di integrazione fra due tradizioni
anni '30 - le condizioni socioeconom..iche giappone:;i assai distanti, che abbiamo riconosciuto piti di una volta
erano gi.a tali da ren dere evidente il cara.ttere eminentt"- come punto di partenza o di arrivo (a seconda dei casi)
mente autocratico di que1Ia rivoluzione industriale: delle migliori esperienzc degli architetti nipponici negli
~d anche in Giappon e stata cura d~lla bmghesia stessa annj '30, era il 1·isultato di un conseguente atteggia-
distruggere ogni possibile illusione. meJ~to che trovera, nella. continnita delle esperienze,
Per q IIP.sto l"archit<'t ur'l giapponese del I'<Lnt guerril nna. su~ piti com pinta mnl urazionP. Sara appunt0 Ia
non e certo nn'architettur:t idMlogica n ello stesso senso << nuova scuola >> giapp0ne~~> dl"l dopoguerra che riuscir;\

cii queUa europea : non e solo pPr immatm·ita o<>ll"indo- a clan• una unita concreta. di rict>r<:~ ed a cqstituirsi come
stria che non troviamo in Giappone lo sviluppo dell!! luogo di riferimento culturale di valore internazionale.
teorie sulla «cellul a~ e snlla ~ seri e •· elcmenti primi L'appnrto pil1 valido ed interessante della « nuova scuo-
dell' e:t'istenz-minimttm, c he carattcrizzano ideologica- la n appare proprio quello di aver saputo far divenire
men.te le ricerche mitteleuropee. Ne gli architetti giap- cio che era rimasto ancora allo stadio di tentativo di
ponesi si propongono il superamento del naturali- fusione fra i risultati fonnali della tradizione orientale
smo e dell' intellettualismo, come nei programmi del e di quella del movimento moderno, realistica integra-
We~:kbund e della Bauhaus : questo problema non trovava zJone di culture.
radici nella societa nipponica ne ncllo sviluppo del,te II problema dell'unitarieta della ricerca imponeva
nuove istanze civili. Anzi il naturalismo diffuso nell~t quasi 1'irA.postazione di un nuovo manierismo inteso
generalim del!'architettura giapponese e UD Ul.OdO ~j nel significato migliore del tel-mine: rna ;( man;erismo
ritrovare valori diversi, iguorati dalla cultura europ~'l. era, ancora una volta, un fen01neno storicamente radi-
rna ancora validi per quella orientale: attraverso il cato nella cultura orientale, dove anzi assume un valore
naturalismo si potevano recuperare i valori simbolici ben diverso dal fenomeno europeo, ,:;he ignora Ia selezione
solo apparentemente estrane1 alia cultura del movimento nella continuita propria di tutta 'l'arte orientale. Cos!
moderno. nel manierismo, inteso ;n tal modo, si ritruvava l'inten-
Jvla integrare i valori del sirubolo e deU'immagina- zionale qualificazione simbolica dello standard che
zione a! problema dell'cstensione quantitativa, dell'ite- non appare piu problematica a se stante, rna stretta-
razione, dell'unificazione. e de11'industrializza?.ione, era mente legata alia ricerca delle nuove formulazioni ope-
gia un modo per superare l.o schematismo del r~iona­ rative. A questo punto enb:ano in gioco le definizioni
lismo europeo: era anzi il problema principale, che il figurative ed i contenuti di quella ricerca. La risposta.
costruttivismo non era riuscito a far rien.trare n.elle sue come e noto, viene data in un riallaccio critico ai risul-
realizzazioni, anche se era continuamente ribadito nelle tati piti recenti dell'architettura di Le Corbusier: ma
- - - - -
71 ~1 .1 NFRFP\l .L\F 1!H 1

che cosa significa questa riproposta del linguaggio caratteristiche della sua p(wtica : in Lc Corhn!<i(>t. gli
Iecorbusicriano, questo assnrbimento privo di inibizioni architetti eli qnei paesi vcdono, infatti, oltre che l'eredc
e ricco di spunti ieinterpretativi della maniera del mae- della grande tradizione illuministica, un interprete
stro francese? della tradizione simbolistica orientale.
La risposta e senz'altro complessa: per tale movi- Le Corbusier era infatti stato il piu co<'.rcnte ricer-
mento, in gran parte unitario, e mancata l'c< occasion<' >l catore di una qualita nello standa1·d, di un valore sim-
pilt o meno determinante che ha provocato in Brasilc bolico per l'architettura in cui recuperare continua-
1m fenomeno apparentemente simile n1a sostanzial- mente il significato di un'immagine carica di significati
mente differente: Tange, Mayekawa o Sakakura avevano pregnanti (1 ).
lavorato nell'atelier eli Le Corbusier per diversi anni Riallacciarsi idealmente all'esperienza tli Le Corbn-
nell'anteguerra e sin dalle !oro prime opere non e diffl- sier diviene quindi per Ia << nuova scuola » giapponesc nn
cile riconoscere !'influenza dell'insegnamento ricevutn modo di darsi \111 punto <li riferimento gia riccn delle
in Rur. de S?m-rcs. Ma e anchc vero che quell'influenz;1 componenti che si vogliono immettere nd d ibattitn
Yi ~i manifcstava in modo sporadi co e in una dimensionc internazionale, \111 punto eli riferimento tale d<~ pc'.rmetterc
pressoehe eselusiv:uuente figurat.iva, nel senso pit! lil.lli- '·· nn allargamento continuo delk ~sperienze: per l;t ntl-
tato della parol;~ : ron l'ecn·zionc ch>l Pnrcn ckll" P~.-c tura orient<lle e sempre impnrtantc se non necess<~ria. Ia
:1<1 Hiroshima. scelta di m1 punto di riferimento che divcnga modello
Se estendiamo tl'altra parte leo. nostra <.>s:;ervaziorv- \ ideale, base di un il.pprofondimento e eli una qualifica-
alla risonanza ottenuta dall'a.rchitettura eli Le Corbn-
sier in paesi come il Br<1sile, il Nord Africa, !'India o
Israele, possia.mo pone il nostro pt·oblema in una dimeu-
I >:ione da raggiungere p<"l. approssima>:ioni successive:
« Bisogna ricordare - scrive un critico tedesco, Udo
Kultermann (2 ) - che per centinaia eli anni in Giap-
sione critica assai piu ·vasta che ci puo aintare a com- pone l'originalita di una invenzione non contav<1. ;lf{atto.
prendere il fenomeno giapponese nella tr<1ma d&lle sue e che cio che solo aveva interesse era l'esecuzione, che
relazioni con la cultura internazionale. assumeva caratteristiche dist'ntive per mezzo di imper-
Per tutti i paesi citati - eel il Gia.pponefnon fa cettibili nuances >> rilevando anch'egli, come il Bene-
eccezione - la tradizione europea entra a far parte vola (3 ), la somiglianza di un tale atteggiamento ope-
della civilta nazionale in un modo assolutamente parci- rativo con quello proprio all'arte medioevale europea.
colare: come dominazione coloniale per alcuni, come I giovani giapponcsi non ,intendono usare Ia maniera
irnposizione esterna dovuta a fenomeni contingenti per '
altri. Tradizione europea significa per quei paesi rottura
(') Sl plti> oss<>rvnrr, a lale propo~!lo , cite l' np<.: m eli J.c Corbu·
con unci cultura per secoli estranea alla civilta raziona.- sier ha, p er Ia ultur;J. architellonkll ginpJl('lnr•c, uua fuur.i one di
listica e scientifica del bacino meeliterraneo: il razio- controllo c di storicizulzione <.1 I tutto silllil<' a que!l a !'i\·t'lltn d~lla
nalismo diviene cosi per low strumento di progresso, cultura orie ntale per gli artisti ent c>pei dell' '8oo e nei prim i anni del
in realta scisso da una con creta ed intima storicita; '900. Le pos.i>.ioni ris ult:111o cos! ribaltate a distanza eli p oco meno eli
un sccolo.
in parte l'abbiamo verificato per il Giappone nel de- (') Uoo KuLTERMANN, Arcltitccture nnt<velle au ]a.po11, Paris
scrivere il fenomeno della rivoluzione Meiji. II fascino rg6o, p. rr.
di Le Corbusier, dunque, si ba.sa su una delle precipue (") Vedi p. 14.
- - -~ -~
- -
76 MANFRF.DO TAFlJRI
I L'AKCUJ'IX!'TUI(t\ MOI>ERNA IN t;JAPPONE 77

di Le Corbusier per impostare un _nuovo revival. Anzi, sempre vivo e presente il compito specifico dell'archi-
l'accoglimento di una metodologia quale quella del tetto che non puo limitarsi a generiche professioni di
maesbo francese, sempre pronto ad una riduzione dei fede, ne a denuncie lasciate allo stato nascente, rna che si
problemi ai !oro termini primi, e quanto di piu lontano trova, volente o nolente, ad essere direttamente impe-
dalle tradizionali modulazioni basate sulla composizione gnato con la costruzione di realta, nel senso pili ampio del
all'infinito di elementi fissi: rna proprio quella tradizione termine.
puo invece spiegare Ia mancanza di inibizioni degli ar- Cosi proprio il linguaggio indubbiamente autobio-
chitetti giapponesi ad accettare esplicitamente e volonta- gratico dell'ultimo Le Corbusier, che rinuncia ad of-
riamente un « manierismo >> comune, non solo quali- frire mudelli ripetibili per assurgere alia dignita spesso
tativamente assai elevato rna anche stupefacente per il scontrosa del simbolo e del monumento, proprio que!
suo aspetto quantitativa. .linguaggio difftcile, personale, pregnante, diviene ter-
Si osservi inoltre che i I brutalismo lecorbnsieriano '• mirie di riferimento di una ricerca estesa in quantita
rlellc ultime opere, mentrc e appunto il tema. centra.le e principio eli metodo e continua verifica.
dell<~. « nuova scuola >> giapponese, e anche il limite 1\:la tale operazione singolare gia in se contiene pili
oltre il quale l'intera metodologia del movimento moderno di tm limite, che cercheremo ui portare alia Iuce nel-
rischia di naufragare senza speranza di recupero: la l'analisi delle opere della nuova scuola, dei cui tre
sintcsi e un atteggiamento denunciatario, senz'altro principali esponenti, Kengo Tange, Kunio Mayekawa
vivo nell'ultima maniera del maestro francese, ed un e J unzo Sakakura, esamineremo in modo pili particola-
ostinato monito ricco di molteplici spunti tesi ad indi- reggiato le personali esperienze.
care una nuova realta, a :fornire prefigurazioni di nuovi
modi di essere, e corrisponde abbastanza puntualmerite 6) Kenzo Tange.
alle esigenze del momenta che Ia cultura. architettonica
giapponese sta tuttora vivendo. .( Abbiamo gia valutato le prime opere di portata
La maturazione degli strumenti operativi e del liP,- internazionale di Kenzo Tange come ricerche valide so-
guaggio, come abbiamo visto, era andata di pari passo cpn prattutto per la decisa rottura con Ia tradizione co-
una maturazione ideale che aveva portato gl.i architetti - - - - --· - - --
pili impegnati a diretto contatto con le ragioni prime del- esperienze del brutalismo architettonico. • Nutrirsi alia fonte eli una
le contradizioni del Paese, nella fase pili avanzata del tradizione feconda ed affermarsi all'interno dell'avanguardia inter-
suo sviluppo. Per questo, mentre da un Jato si determina nazionale - scrive il critico Tore Hag~ - questi due antipodi si
toccano e forrnano un anello costante presso le !\lites giapponesi,
quasi spontaneamente una componente protestataria
lrnai, il gruppo Gutai, il Dfnnuto, o Teshigahara ... Noi assistiamo alla
nella cultura architettonica - che si allinea cosf, con dialettica che essi ingaggiano oggi con una delle piu ricche tradizioni
un certo ritardo, aile esperienze parallele in campo let- giapponesi: quella dello Zen. Intro<lotta nella spiritualita del Paese
terario pittorico 0 cinematografico, (1) - dall'altro e nel XII secolo, questa severa disciplina della negazione interiore ha
aperto tutto un sistema "autre" nel pensiero e nell'arte dei giap-
( 1) Ci riferiamo, in particolare, oltre all'espressionismo del pOIIesi e nel medesimo tempo ha scatenato nella nostra anim a un
gruppo S hingesake, gia ricordato, alia scuola cinematografica del ;ordo YU!cano di parossismo. Non e forse lo Zen che ha riac~eso il
realismo senza lacrime, o aile nuove avanguardie pittoriche che, suo fuoco creatore nell'avanguardia internazionale? '· MICHEL
nel !oro • recupero attraverso Ia rottura », appaiono assai vicine aile fAPIE e ToRE HAGA, Continuitt! et avant-garde au ]apon, Torino rg61
i,'AHClli"LETTl l)(A l\lOUIWNA lN (;JAPPONE I !:I

f
dificata e con il manierismo razionalista dell'archi- compito pili vii.ale del preseni.c e di integrare fattiv-am ente
tettura giapponese del primo dopoguerra. Inclubbiamente insieme passato e futuro 1>,
la fi.gura eli Tangc assume, nel panorama generale della Durante Ia realizzazione del centro della Pace e del
cnltura architettonica nipponica, un valore stimolantc Municipio di Tokyo, Kenzo Tange aveva portato a

~
del tutto unico. termine altre opere Lli grande interesse a.nche se non
Si possono muoven ~ molte critiche alta sua metoc.lolo- altn·ttanto innovatrici. Ncl I9.H a\·e\·a termina.to Ia.
gia nperativa in continuo (ermento, ta]<)ra trupJJO preoc- costruzione del l\lunicipio di Shimi z n (fig. ,p), ncl quak
cupata di approclare a nuovi risulta.ti espressivi Lanto aveva daborato l'originale mo<lello tli eclificio ammini-
cla trascurarc il necessario approfondimcnto critic", str;l.tivo cite lro\·era Ia sua massim'L esprcssionl' nt'lla
si possono denuncim·e i lim.iti della sua ansia ''spressiva i l'reiL·ttura di Kagawa nell'isola eli Shikokt1. A Shimizu,
r

che Jo obbliga ad una continua tensione, pena lo scaLlere I infatti, troviamo gia Ia smlLlivisioue dell'organ,smo in
in una scialba JI).aniera di se stesso, si puo lamentare il due corpi Llistinti, uno pii1 basso per gli ufflci a diretto
formalismo che pervade Ia sua ricerca; rna tutte q uesle cuntatto con il pubblico, ed uno S'riluppato in altezza
critiche non intaccano l'eccezionale portata del suo cnn accesso riscrvato ai soli impiegati.
insegnamento che si espone a tutti i rischi 'li ogni ope- :f:.: eviclente nel Municipio di Shimizu Ia fedelta al-
razione di rottura. J'intt,rnati oual style, ancora leggibile in altre opere eli
<• La realta dell'odierno Giappone --- osserva Ke!lzu minore portata come !a tipografia di Numaza (fig. 52)
Tange ( ') - in qnanto parte di una piu am pia realt.a o Ia biblioteca clel collegia eli Tsud<t. nci pressi di Tokyo,
internazionale storicamente comlizionata, l1a assunt.u nelle quali tuttavia Tange trova modo <li sottolineaJ('
nna sua forma individuata dalle trauizioni giapponesi. volta per volta le possibilita espressive della struttura
Vivellllo in questa t·ealU~, difti.cile ad esse1·e inglybata c della ripetizione clegli elementi modulari e dcll'org<l-
in nuove prc..; spe tt.ive di metodu, dubbiamo co nsider·are nismo nella sua elemcntaricta, accentuan<lo sempn·
insislentcm e nte queUe tradiz io ni . l>"allrom.l~ . se 1 pro- membrfl.ture capaci di riconclurre ad una sintesi le val'ie
blemi d nl p reseute non fossen> cus f pre:;santl, .
no•'· pn- parti dcll'organ ismo architetton ico.
trenuno acceUare Ia t:radizione tranquillament.e senz<~ Cos( !leila biblioteca per bambini, inserila in nn Sl' ·
troppe riflessiun;, come nu costume ereditario o qualcosa cumlo tempo nel complesso del centro della Pace tli
al di fnori Lklla stor ia. Solo se si adotta 1111 ittteggia- Hiroshima, (fig. 43), il fnngo strutturale centrale int01nu
mento rivollo verS\l il fntnro si realizzano le cundizioni al q ua.Je si svilnppa l'invohtcro ' spazialc penle qualsiasi
per le quali La tradizione esist.e ed e viva. Percio solo caratteristica vellcitaria o esibizionist.ica, assumendu
queslo atteggiameuto puu pone termini di confronto invece uu particolare valow poetico per Ia nitidezza. l'
e Lli superamento nd l"iguardi della Lrallizione ~ - I' immediatezza con cui e oiler to.
<< Tali strumenli, ne elaboranuo grandiosi schemi l\Ia con il Municipio di Kagawa, (fi.gg. H t: 45).
ver il futuro, ne operaudo passivamente, si compro- liuito nel 1955, Tange approfoudisce Ia sua ricerca sul-
mettono co11 il passalo, ma reudonu consapevoli che il la iutegrazione eli linguaggio moderno e reperlorio tradi-
zionale che abbiamo gia riconosciuto nt>gli uffici munici-
('I KENZO TANG£, Japanese A •chitectu ral J'"'ditiolf, iu 'Siukeu-
pali Lli Tokyo.
tiku ., , giugno rgs6, pp . 25-33. '' Nel J->rogccHate l'edifi,:ic• ddb l'relel1Utd di K a ga
80 MAN~'REUO TAFUIU 1,' .-IIH' II! ll•:ll' IIJ(,\ .\ IOI>hHN .I 1:" t ,J.\1'1'11'"·· Ill

wa - scrive Tange ( 1 ) - noi di propo~ito abbiamo de- brazione luminosa conhappuntata dagli dementi strut-
ciso di separare i suoi servizi clalle al tre fun zion i e di piaz- turali cementizi, usati come memorie della tradizionale
zarle in un luogo dove tutti gli impiegati agli uf1i.ci possono struttura lignea.
usarli con facilita, Cosi abbiamo disposto tutti i servizi Alla prepotente defmizione volumetrica si oppone.
dunque, un'espressivtt<'t che sembra rievocare la (ragi-
lita delle strutture dc\l'anlica architettura giapponese,
e l'accostamentu delle due diverse climensioni storiche

i acquista un valore particolare, giacch6 quella rievoca-


zione, palesemente sottolineata, nun s1 s<>Vrappone
all'organismo ma ne e parte detenuinaulc. Nel COil
trappunto creato clalla deftnizione voluni.etrica e dalla
vibrazione continua delle membrature cementizi~:.•, si
Iegge tuttavia Ull contrasto non risollo. In eifetti lcl
memoria della struttura lignea riprcxlotta nella struttma
cementizie soffre qui di 1111 certo graclo di meccanicita
che toglie forza all'immagine archih,Llonica. Lo stesso
Tange trovera poi la strada <Ltta a snperare Ia cuutrad
dizione: si veda, ad esempio, il l\iuuicipio eli Kurashiki.
«La tradizione architettonica g;apponese, -- ha
scritto Zevi, (1 ) - - e fondata su tecniche e matcri;di
antitetici al cemento armato. La stn1ttnra ad ossatura
pub essere facilmente trasferita clal legno all'acciaio e,
s. K. TANGE, Municipio di Kagawa, pianta. nel passaggio, la cnnfigurazione artistica di linec e pan-
nelli trasparenti non subisce radicali alterazioni. Thla Ia
virtualiUt espressiva intriuseca al cementa anna to e
al quarto piano dell'edificio alto, (q uesto piano si a pre al
d'ordine plastico, curvilineo, fluenle. Usare il cemenio
livello del blocco pili basso, per permeUere l'uso del
annato in pilastri e travi come s~ f"ssc acciaio, sig11irtc8
tetto), ricreando l'unita dell'organismo in una sorta eli
rinUJtciarc a trarr.:: da qucsto nHttei icde " co laln" il
piano di ricreazione t> .
L'edificio (dis. 5) composto di due volum.i gometrica- ( 1 ) BRUNO Zrrvt, UH giapponcse cvntro Ia ttadiziunc, iu
mente semplici, contrapposti per forma e dimensione • L'Espresso •, 2u seltembre 1959, p . 16. 1-
,
- quadrato ed alto il corpo degli uffici, rettangolare e l>'Jltl'Ondc --come ha r;iit oss<'rva Ioil lloyd --- Ia lase della , ch-
I.Jrazio1'e della traVt.' JlOtl e che una stagione cre;ttiva c.li Tan~;e, ::'11-
basso quello contenente Ia sala delle assemblee - viene
perata rapidamente . La prima lase L' indivi<luata de> I 13oyd nclle O[.'t'-
frantumato nella sua stereometria dall'intervento delle re che rnetlono ia evio:~en za forme semplid rikrite all'archilettnt:t
logge che creauo, ;;pecie nel corpo alto, una continua vi- lraclizil)J] alc, !a secunda ncll'inq1eto espn·"i"o 1 ifctilo ~llc fonn~
plastiche e a volutnet.rie avanzCl.tr~, Ia tcr7,::t tlf'lJa strultnra lrilitk; t,
(') K. TANGE, A1·ch. Resea1'c!t Team: • Architectural creation·>. l:1 quarta ncll'enfatizzazionP. della prccedcrt!c. Cfr·. 1'-. Bon,, [{ e>:zo
in • Ibid. •. pp. 6g-8o . Tan/!e, N. Yof'i<, 1962; trad. it. Milano, 1963, pp. 32-33.
li.
MANFREDO TAFLlltl t'ARCHTTF.TTURA MOnt;JtNA 11< ClAPI'ONE 83

suo originale messaggio &. Giudizio questo. troppo apre con fasce di fio.e stre a uastro contrappuntate dal
.~ettol'ia le, clato che non tiene conto del significato che violento chia1:oscuro generato dall'ar.centuata loggia del
<l qnclla tracluzione cementizia delle membrat ure lignee primo piano. Anche in quest'opera, puo r:-ssere valutata
viene attribuito negli edifici del entro della Pace o nel positivamente Ia stretta integra.zione di spazio, struttura
Municipio di Kagawa; a distanza di pochi anni, anche le e particolari, Clove appunto \'intelaiatura stru.t turaJe:
ingenuita ancora presenti in quelle opere appaiono tappe basata S \tl quattrn mas.5iCCi pila.<;lTt e le UOpp.te tra.\'l
di tm processo di matt1razi011e compiuto con stupefa-
n· nte rapidita. Le durezze del .M unicipio di Kagawa
S<)JlO sc mai proprie ad uu'opera dida.s0alicamentc·
cum·cpita, ma per noi assa!l interessante come tappa del
proecssu di sviluppo verso le pit• recenti esperie nze tli
Tang<• e dell'architettura moderna giapponese.
Nelll' opere sinora esaminate, J'elemento strutturalt"
1·iene m~at () in funzione subordi11ata rispetto all'orga-
llj!.'1n<'; i lt aJtre e Ia struttura ste5sa cb.e diviene prota-
J<Onil;ta spressiva, elemento determinante di un <lis..:or-
so clle parte da. una esaltazione J elle fun:>}ion i statichc,
per raggiungere piu alti e complcssi gra<li di espressivita.
rc:-Jla sala eli riunione ili Sbizuoka, (fig. 46 e dis. 6).
t•!ilr •mamente indicativa a tale proposilo, I'inleg:razione
fn1 componente strutl:ural~ e organismo da origine act
nn'intensa drammaticita, dove scompare ogni residua
1ecnicisticu, assorbito e superatn nell'unitarieta dell'idt>a-
ziuue .
Ugualmenle nella sala tli 1·iunione Ebime a .Matsuya-
ma (fi g. 47). lo spa.zio interno, dominato dall'ampia
supcrficie voltata, assume un r espiw di notevole valO're
espressivu, anche se J'esterno dell'edificio possiede una
<tggres~ivita assai minore del consueto, grazie ad un
t rc 'PPCJ accentuato controllo degli clementi strutturali .
.Ncl centro ru;tistico Soget.su a Tokyo (fig. 48) Tange
auutta un piu pacato lillguaggio, memore in alcune parti,
Jel lecorbusieriano museo di Amhedabad: nel volume f
hloccato, nettamente individuato dalle vigorose fasce
nrizzontali cementizie, le bucature si inseriscono nel
fronte principale come tagli o feritoie che danno vigore alia
<'"rt'"'i1iL della volnnwtri<1, 1HL'n1re il Jato posi:t>riore si h. K. TANGE, S~la di Shizuoka , pianla.

1
MANF!li'.IIO 'l'A~'Ulll I.'ARCHITETI"URA 1\10111\RNi\ lN (;IAPPONE Hf>

denunciate all'esteruo con decisione, p,reaiUtuncia g·U aperto delimitate dai setti cementizi esprime una ricerca
eccezionali ~isultati del Municipio di Kurashilci. in gran parte svincoh\ta dai modelli eli riferimento lec:or-
An.c ora in touo minore e il complesso Sullli a Bisai, busieriani.
(fig. 49), composto di uffici amministrativi dell'indu-
stria e di u.na sala pubblica, dove alle usuali partiture
del corpo degli uffici si contrappongono lc nude e sugge-
stive superfici del memm'ial, dal1e evidenti allusioni Nel xg6o Kenzo Tangc (1 ) tcrmina il Municipio di
storlcistiche. Kurashiki, primo clemente eli una piu vasta sistemazionc
Nel palazzo per ufftci, custruito au Osaka tiel centro amministrativo della citta, inserito nel piano
per Ia ditta ui pubblicita Dentsu (fig. 50), Tange a1Jpan: generale degli architetti Kishida e Takayama, che pre-
invece piu rigoroso nelJ'asciutto trattamento del grigliato vede Ia ristru t turazione di una grande zona della peri-
cementizio del brise-soleil he forma il tessuto della fecta e Ia conservazione del tessuto storico esistente.
Iacciata, do.v e una serie d i motivi accidentah - i clue L'inserimento del iluovo intervento nell'antico tes-
piani pieni, riservati agli studi della radio e tlella te- suto e risolto con strumenti espressivi di violenta bmta-
leviSione, Jo squarcio de lla hall di i.ngresso le sovrashul- lita, sia nella composizione dell'intero centro ammini-
ture con i macchinari e gli impianti - rompono Ia sta- strativo, che nel trattamento dei singoli organismi, come
ticita monumentale del blocco, doulinato peraltro da per sottolineare l'assoluta incompatibilita di una moderna
elemeuti simm.etrici fortemente chiaroscurati. Ur.a e dcmocratica vita associata con le antiche strutture
monumentalita in senso moderno - anche qui vediamo politiche e sociali, di cui la minuta e fitta struttura ur-
accolta la lezione leoorbusieriana - che egli non l"i- bana circostante, composta di piccole case unifamiliari
solve pero completamente nel palazzo Dentsu per· una tradizionali, costituisce una evidente testimonian-
certa indecisione presente nella reticente accettazione za (fig. 51).
deil'organismo come unita che costituira invec~ Ja Cosf il prima violento contrasto provocato da Tange
principale quatita delle opere migliori t.lcll'nlbmo e di natura dimensionale: una volta terminato i1 com-
Tat)ge. 1 plesso, il panorama urbano creato dai due grandi volumi
Cou il complesso di Imabari nell'isola di Sl:t.ik6ku, unitari del Municipio e dell' Auditorium, campeggianti
Taoge inizia- come e stato notato dal Boyd- una nuo- in un grande spazio senza rapporto alcuno con la citta
va iase della sua attiv'ita. Progettato nel '57· e ter~ato circostante, risultera alterato da una tensione dram-
nel '59 il complesso, composto di un blocco per uffici matica, da un imperativo invitO perche tutti consi-
e di uu Auditorio pubblico, dimostra urt uso assai piu arti- derino criticamente la propria condizione di cittadini
colato e libero delia sintassi gia sperimentata nelle opere e di giapponesi, e perche scelgano fra una moderna for-
precedenti, rna contemporaueamente una spregiudica- ma di vita e le strutture tradizionali.
tezza di Jinguaggio che prelude alla stupcfacentc sintcsi La violenza espressiva e quindi conseguenza di una
espressiva del Municipio di Kw·ashiki.
(') ll complesso civico, localizzalo al limite del centro storico
Di particolare interesse e la definizione di un'autono- della citta san\. composto, a realizzazione completata, oltre che dal
mia della spazialita esterna nelle facciate dell' Auditorio, Municipio 'in quest.ione da nna vasta yiaz.zn c da ttn Anclitorhun di
uove il ::;ovrapporsi uelle forme contenute uell'invaso prossima r.ttunzlonc, scrnpre sn progetlo eli Tnnge.
86 MANFREDO TAFURI L'ARCHlTETTURA MODERNA IN GIAPPONE 87

intenzione polemica condotta sul piano formale con una L'essenzialita e cosi anche il principio infonnatore
coerenza che difficilmente si trova in esperienze europee dell'organismo del Municipio: basato su di una semplice
od americane, eccettuato sempre il ~ caso » Le Corbu- struttura concentrata in pochi punt.i per mezzo di grandi
sier; qui intensita figurativa e partecipa.z ione ideolo- pilastri e modulato su di una maglia omogenea dim. I,8o
gica vengono talmente a coincidere da poter definire di lato, esso si presenta come un blocco estremamente
« epica ~ quest'architettura tesa a e strappare decisioni unitario, preciso e sintetico nella sua definizione volume-
piuttosto che consentire sentimenti >>. Scelta quindi la trica, nella vigorosa impostazione strutturale e nella
strada della violenza, Tange l'accentua fino all'estremo. schematica semplicita dell'impianto funzionale. Lo stesso
Ogni suo interesse e dominato dalla tesi che egli vuole organismo riecheggia motivi classici per la simmetrici~a
dimostrare; l'essenzialita in tal caso diviene indispensa- assoluta raccolta intomo alla hall centrale a dopp1a
bile e Tange modella i suoi edifici come due grandi volumi altezza, che continua superiormente nella sala di riunioni
nettamente individuati per la !oro ostentata geometri- e con 1' Auditorium en plein air, den unciato dalla ·secca
cita elementare (parallelepipeda quella del Municipio, forma geometrica che si stacca dal tetto dell'edificio.
parallelepiped a tronca quella dell' Auditorium) relazio- Ma ecco che Ia stessa compattezza volumetrica viene
nandoli in un rapporto mediato dalla grande piazza che violentata, come in un tentativq di frantumazione e di
li unisce e che contribuisce a dar lora il valore di due sminuzzamento decorat;vo, dal trattamento delle su-
grossi objets trouves (') . perfici e dall'impaginatura delle facciate che presen~a~o
(') • II popolo aspira a possedere castelli entro cui·vivere, fortez- una fitta rna profonda chiaroscuralita, con le fentme
ze entro cui lavorare . La popolazione V!.!ole avere la sensazione di aperte senza ordine apparente fra I~ maglie del riv~st~­
qualcosa di pili duraturo, di eterno. Essa non ha alcun desiderio di mento cementizio omogeneo e contmuo su tutto 1 edl-
di avere debolezze o insuflicienze, instabilita o precari tentativi •.• •· ficio (fig. 52). Cos{ le feritoie assumono un valore di
Cosf Tange in una conferenza pronunciata nel 1959 ail'Universita
delle Hawaii. smagliature nel minuto disegno delle listature di ce-
Pertanto non si puo concordare col giudizio del Boyd che vede menta, con un effetto che ricostituisce l'unita formale
nella • Hall dei Cittadini t del Municipio di Kurashiki • l'elemento della parete. Si tratta di un'unita luministica basata
piu estraniante di tutto l'edificio •, Cfr. R. BoYo, op. cit., pag. 48. sull'altemo vibrare della luce in una superficie dove
Pili interessante e invece l'opinione di Philip Thiel che, in • The
pieni e vuoti si integrano vicendevolmente, dando luogo
Architectural Review» del febbraio '62 scrive: • ... ilnesso delle idee
che animano l'architettura giapponese postbellica si puo riscontrare ad un complesso gioco figurativo che arricchisce e valo-
chiaramente proprio negli edifici pubblici che sono stati eretti dalla rizza la poderosa volumetria del Municipio.
ricostruzione in poi. La risolutezza di questa nuova forza democra- Nella dialettica fra tale raffinato tessuto e la corposa
tiea nei confronti delle vecchie forze tradizionali si esprime in questi
struttura del basamento (ripresa dal trave finale che fa da
edifici e particolarmente nelle numerose city hall e prefetture che so no
i simboli chiavc della nuova vita associata t. parapetto alia terrazza superiore, su cui son~ denun~iate
• Anche Ia city ha.l/ di Tange per Ia vecehia citta di Knrashiki 1e travatu re portanti), si esprime una d rammahca tens10ne,
va esaminata come un vettore di trasformazione della cultura che risolta solo nella eccezionale unitarieta dell'organismo.
viene ora solleci,tata dalla necessita di nuovi simboli comuni. Come II Municipio di Kurashiki si colloca fra le opere mi-
opera d'arte espressiva e consapevolmente creata in aspetto impo-
nente, quasi a sottolineare l'importanza della prassi democratka e aliori di Tange e dell'architettura giapponese di questi
degli uflici ch'essa ospita, questa opera e 'i progetti per Ia sistema- ~tltimi anni; e una tappa significativa di un discorso
zione intorno richiedono molta attenzione ». continuo che si svolge nell'apprnfondimento di una rigo-
88 MANFRF.DO TAfoURI 1.' ARCHITETTURA MOPllRNA IN GIAPPONF. 89

rosa tematica figurativa, volta alia ricerca di una << elo- cui accentuata caratterizzazione non debbon·o essere
quente • espressivita: anche qui va notato come alia state fra le ultirne ragioni dell'insuccesso dell'architet-
violenta, decisa, brutale proposta di un nuovo ordine to giapponese, giudicato da una giuria dalle palesi prefe-
cittadino, si integri una memoria, un richiamo ai valori renze razionaliste.
della tradizione, come invito ad una sua reinterpretazione Anche nel progetto per Ginevra esiste una carica
nell'ambito di una nuova visione del mondo e di mutati simbolica che informa di se l'iutero organismo. La
rapp01ti sociall. E per questo che l'elegante e complesso struttura, ancora una volta, viene esagitata e piegata
gioco delle facciate, col suo ricordo di tessuti lignei, ad assumere un ruolo figurativo determinante: una serie
non appare retorico o in clissonanza con la forza e l'am- di poderosi setti cementizi ricurvi forma l'ossatura del-
piezza dell'organismo arcbitettonico e della composi- l'edificio che si presenta con una sezione trasversale
zione urbanistica d'insieme. triangolare di rara energia.
~La tradizione giapponese -- aveva scritto Tan- Meno coerente appare Tange in uno dei suoi ultimi
ge - non puo continuare a v ivere con le sue sole lavori: il Golf Club Totsuko nei pressi di Tokyo (fig. 56).
forze, ne puo essere considerata in se una foote d'energia Quest'opera ci interessa in modo particolare dato che
creativa. Affinche lo spirito della sua evoluzione divenga per suo tramite e facile analizzare i limiti ed i pericoli
dinarnico, io credo che dobbiamo anzitutto rigettare, di involuzione presenti nella posizione assunta dal
distruggere la tradizione ... Noi cerchiamo una nuova gruppo rinnovatore.
libcrta espressiva, simbolo di una societa libera da re- L'edificio del Golf Club mostra chiaramente Ia corda
gim.i teocratici.. . Alla ricerca di una struttura Iogica del manierismo « brutalista & : e non per un intrinseco
sostituiamo quella di un equilibrio plastico ~ (1). esaurimento di quella poetica o della metodologia che
II recupero della storia attraverso una decisa rottura: ne e alia base, rna per !'attenuata intensita espressiva
questo che e uno dei pn\ autentici obiettivi di Tange con cui e condotta l'esperienza. Questo puo sembrare
e perfettamente reaHzzato nel Municipio di Kurashiki, un giudizio di tipo formalistico, rna a ben yedere risulta
dove sono bruciati i residui allegorici ancora latenti pertinente al caso in esame. Infatti l'esasperazione espres-
- nella Prefettura di Kagawa o nel palazzo Dentsu, siva di Tange risulta valida solo quando le sue enfatiz-
Ugualmente aggressivo ·e il progetto presentato da zazioni e le sue esagitazioni strutturali partono da una
Tange al concorso internazionale per Ia nuova sede flagrante polemica sociale e si mantengono in ogni
della Organizzazione Mondiale della Sanita a Ginevra momenta ad un elevato grado di qualificazione, dentro
(fig. 55), di cui egli e stato, senza dubbio, il vincitore quella polemica. Nel Golf Club l'architetto giapponese
morale (2 ): un'idea la cui figurativita enfatizzata e la sperimenta le possibilita di applicazione della sua poe-
tica ad un tema socialmente non impegnativo, esami-
(') TANGE polemizza spesso contro il funzionalismo allo slato nando le modificazioni da apportare all'elaborazione
puro, contrapponendo ad esso, con evide1\te e volut.a fonatura, i sintattica, nel passaggio da opere eccezionali - per la
valori dell'immagine, considerati come st:rumenti tipici dell'azione !oro funzione nel tessuto cittadino o per le loro intrinse-
rinnovatrice che l'architettura deve, a suo parere, svolgcre.
(') AI concorso internaziooale, svolto per ioviti, il primo ptemio che caratteristiche funzionali - ai tipici temi di una
ftl vinto dallo svizzero jEAN TscH UMI. Cfr. L'Ar<:hi~ttt.ura cronache e current architecture.
sloria, 1960, n. 62 pp. 5.16-549. II Golf Club di Tokyo resta a dimostrare le grandi
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I.'ARCHITI!TTURA MODERNA IN GIAPPONt: 91

difficolta di tale passaggio: conservando, infatti, Ia sua Si puo notare, anzi, che proprio da tali esperienze
sol ita organi~za~ione degli elementi di linguaggk-. 1 an - Tange sta derivando un rinnovarsi della sua stessa meto-
gene sperimenta un'applicaz.ione basata su una pili piana dologia di progettazione, come dimostrano i suoi ultimis-
strutturazione figurativa, come ad indicare Ie possibilita simi progetti: pin il nuovo edificio per la societa Dentsu,
di una metodologia estensibile e nqn impoverita nelle in cui vediamo messo in opera in piccola scala la proposta
sue originarie qualita espressive. Ne deriva un formali- di sistema midollare elaborata nel piano per Tokyo, o il
smo completamente scarico di quella forza polemica grande stadio coperto per le Olimpiadi del '64, che la
cui alcuni elementi presi in se sembrano, rna stanca- biblioteca dell'Universita Rikkyo, finita nel '61, per la
mente, alludere: l'ampia copertura ricurva che domina quale vediamo Tange impegnato nel problema dell'esal-
l'edificio e l'esasperazione strutturale dei sei grandi tazione di alcuni valori figurativi propri all'antico campus
--SOstegni plasticamente modellati suonano stranamente in cui il suo edificio si inserisce.
poco pertinenti con l'organhmo e con la definizione degli L'ultima opera di Tange - il centro culturale Nichi-
ulteriori elementi formali, ad onta della funzione predo- nan - e senza dubbio Ia pin violenta delle sue architet-
minante del binomio struttura portante-copertura. ture: qui il cemento annato in vista viene lacerato e trat-
Appunto ·nella svuotamento della carica simbolica tato come una superficie tormentata dove le casuali e
di quelle immagini si evidenzia il fallimento del tenta- esagitate bucature contrastano con alcune slabbrate escre-
tivo di Tange, che non e giusto imputare ad un ipotetico scenze che rendono il gioco dei volumi vicino ad un'espres-
inizio di inserimento dell'architetto in un sistema, ma sivita informale (il critico Yuichiro Kojiro paragona
denuncia tutti i pericoli di un allentamento della carica queste superfici ad un casuale effetto di erosione), ripresa
espressiva; con cio abbiamo gia rivolto un'implicita anche all'interno dell'Auditorium, dove il sipario dipinto
critica alia metodologia tangiana, dato che un metodo da Toko Shimada secondo Ia tecnica dell' action painting
di operazione basato in gran parte sull'intensita emotiva si inserisce perfettamente nell'enfatizzata spazialita
non pub costituire una proposta estensibile. Qui appaiono tangiana.
anche i limiti della n'Uova scuola giapponese che trova,
come si e gia notato. un proprio motivo di validita ap-
punto nel manierismo: un manierismo tanto piu valido 7) Kunio Mayekawa ed it gruppo « Mido ». -l
quanto pin si fa livello comune, pur ammettendo nel suo
Esiste un'evidente affinita fra Ia produzione del
seno punte eccezionali, ma col pericolo costante della
team di Ken~o Tange e le ricerche che, dal '55 ;n poi,
satttrazione delle immagini .
Mayekawa e la sua equipe di giovani architetti riuniti
Un discorso simile puo essere ripetuto per l' Albergo nel gruppo Mido (') vanno perseguendo in un con-
di Atau1i neUe vicinanze di Tokyo (:fig. 57), termioato
tinuo processo di maturazione; oltre al gia citato Masato
da Tange nel 1962, cbe mostra un freddo stempera-
Otaka, ricordiamo come elemento particolarmente qua-
mento della poetica tangiana in un'opera superficiale
lificato Azusa Kito. E quindi ozioso soffermarsi sulle
ed occasionale.
Ma neUe sue pr<:>poste urbanistiche Tange Tiesce a
forzare, se non a superare; i Umiti della sua metodologia, (') Masato Otaka; Ichiro Kawahara; Toshiya Tajima; Keiichi
Okumara; Saburo Osawa; Kosaburo Sakitani; Kychei Amamiya;
come avremo modo di osserva1·e in seguito. Joji Yokoyama.
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92 J\1 ANJ'Hf(J>O TAI'URI I.'AHCHJTBTTIJRA MOIJ~;HNA IN (;IAPPONI•; 93

caratteristiche comuni dei due gruppi, quando e pili Dunque un'architettura· come mezzo di controllo
opportuno riconoscere i loro ruoli in parte di:fferenziati e di sviluppo della societa, come espressione delle istanze
all'intemo del dibattito culturale giapponese. di integrazione che la cultura ripropone ad una civilta
Mayekawa rispetto a Tange puo rappresentare, sia che sembra averne perso completamente il senso . • Men-
perle doti personali che per l'esperienza storica compiuta, tre l'architettura funzionalista sovrappone un suo con-
un polo di decantazione e di approfondimento .critico cetto di tempo e di spazio alia natura - scrive il giovane
ed operativo, come l'opera di Tange puo essere conside- critico Noboru Kawazoe t1 ) - e adatta forzatamente
rata catalizzante e propulsiva. E per qnesto che l'archi- forme moderne alla realta giapponese, il gruppo Mido
tettura di Mayekawa, senza essere meno aggressiva e e alla ricerca di un'architettura che affondi profonda-
violenta, appare pili eqnilibrata sia nella continuita mente nella realta stessa, come un albero a:ffonda con
delle esperienze, sia per i caratteri intrinseci dei singoli Ie sue radici in un fertile terreno >>.
edifici. Un equilibria nell'aggressivita espressiva che • Questo non implica necessariamente un riconosci-
abbiamo gia avuto occasione di notare per alcune opere mento dell'inferiorita tecnologica della realta giappo-
della sua maniera razionalista e che assume caratteri nese, rna piuttosto indica l'esigenza della creazione di
diversi dopo la sua evoluzione verso il linguaggio bruta- una tecnica portata ad un livello piu elevato di quello
lista della nuova scuota. II gni.ppo Mido, raccolto offerto dai metodi esistenti. E significa anche la negazione
intomo alia sua personalita, ha pero un altro elemento di un puro accoglimento della tradizione come, ancora,
in comune con il team di Tange: l'esigenza di uno stretto Ia negazione di ogni acritica importazione di tecniche e
legame fra espressione figurativa innovatrice e progresso materiali &.
generale della societa giapponese. La generazione di • ... E dato che l'architettura non e il risultato di
Otaka e di Kito ha infatti assorbito un'educazione un lavoro diretto a produrre beni di scambio rna il
democratica, rivolgendosi coscientemente aile forze risultato di un lavoro che produce valori sociali, annul-
popolari che lottavano per una trasformazione radicale lare i disastrosi e:ffetti del sistema capitalista nella
della societa, di cui i giovani architetti intendono o:ffrire produzione asiatica e organizzare il lavoro in vista di
un'espressione e, se si vuole, un'anticipazione con le nuove dimensioni, diviene il principale compito del
loro opere. gruppo Mido &.
«L'architettura moderna - ha recentemente dichia- (') NonoRu KAWAZOE, Modern ]aponese Architecture Confronts
rato Mayekawa in un'intervista concessa ad una rivista Functionalism: New Buildings i•~ Japan, in 'Zodiac t, 1958, n. 3,
indiana (1 ) - e un'architettura per l'umanita, ed io pp. 140•146.
penso che noi non dobbiamo mai dimenticare che il Kawazoe, nello stesso articolo, da una sua particolare interpre-
tazione del signifi.cato della tradizione nell'architettura modema
compito attuale pili serio e difficile e per noi l'umaniz-
giapponese: « Nel Giappone del dopoguerra, che fruiva di scarse ri-
zazione delle civilta moderne i cui aspetti principali: sorse naturali e di una ben piccola penetrazione sul mercato interna-
produzione di massa, comunicazioni di massa, tempo zionale, Ia maggior parte delle grandi industrie si sostentava su una
libero e cultura, per lo pili, dominano come giganti stretta cooperazione strumentale e sugli apporti di capitale straniero.
l'umanita che ne ha ormai perduto il controllo ». Percio i circoli economici sono, per la stessa !oro costituzione, colo-
uialisti; e, conseguentemente, tutta !'industria superfi.ciale. Proprio
contro queste tendenze colonialistiche, insite nella modema societa
(') Cit. in: Architecture d'aujo11rd'htti, rg6r, n. 98, p. 20. giapponese, prese forza il problema della tradizione ... t.
94 MANFRF.nO TAFURI L'ARCHITETTllRA l'I'JOnERNA lN GIAPPON)l 95

La Sala di riunioni di Fukushima (fig. 58), finita di da una semi-ufiiciale cooperativa di abitazioni, per
costruire nel 1958 da Mayekawa per l'Associazione degli !'area industriale della capitale nelle vicinanze del
insegnariti giapponesi - una delle associazioni piu porto, da inserire in un importante complesso residen-
progressive del Paese - imponeva un minimo di costi ziale. Il progetto rimase poi allo stato sperimentale, dato
insieme ad un massimo di funzionalita, date le com- che lo sviluppo del quartiere e stato successivamente im-
plesse esigenze dell'aula polifunzionale. postato, per incapacita a cogliere i lati progressivi della
La tecnica cementizia viene cosf usata sfruttandone proposta di Mayekawa o per voluta reazione, sulla costru-
tutte le possibilita strutturali e figurative, anche se nel zione di normali edifici di cinque piani di povera qualita
vigoroso plasticismo della copertura ondulata e nelle architettonica. Ancora una volta, dunque, quello che
superfici corrugate portanti afiiora un barocchismo non voleva costituire un modello metodologico viene re-
del tutto giustificato, e accentuate, peraltro, dalla mec- spinto ed obbligato ad assumere il carattere di uno
canica' giustapposizione del corpo basso degli ufiici e scontroso - monum·e nto ~-
delle salette minori - risolto mediante il ricorso al tra- L'espressionistica brutalita di tale opera insieme
dizionale vocabolario razionalista - al tormentato alia sua assoluta coerenza figurativa ne fa comunque
volume dell' Auditorium. Ma con tutte le critiche che una delle piu importanti e sintomatiche e5perienze della
·le si possono rivolgere, non si pub negare a quest'opera moderna arch itettura giapponese: una nuova proposta
una notevole apertura verso piu ampi orizzonti espres- di vita, l'indicazione di una nuova dimensione cittadina,
sivi, come ha notato al suo apparire nel panorama una violenta e precisa requisitoria contro un modo di
giapponese, il critico Kazuo Hayama (') che, sotto- abitare anacronistico prima ancora che tradizionale,
lineando Ia sintesi fra contenuti sociali ed espressione dove pero si recuperano tutti i valori ancora sani di
figurativa, ha parlato di un nuovo realism.o. quella tradizione.
Se la sala di Fukushima rappresenta una rottura «La densita e la confusione della citta di Tokyo
non ancora perfettamente controllata, con Ia casa - hanno scritto nel presentare il progetto lchiro Kawa-
Harumi Mayekawa ed il suo gruppo ci danno un'opera hara e Masato Otaka (1 ) - ci danno poche speranze di
del tutto matura in ogni senso. poter raggiungere una nuova dimensione di vita comu-
La casa Harumi, costruita a Tokyo nel 1959 nitaria. Possiamo trovare un po' di vita privata nel set-
(fig. 59). e uno dei rari esempi di edifici per abitazioni tore residenziale della zona collinare di Tokyo, e lo
giapponesi di tipo collettivo: Mayeka,~a aveva ri~evuto spirito di cooperazione negli appartamenti della parte
nel 1955 l'incarico di progettare un edificio sperimentale bassa dove il popolo vive poveramente e a cuore aperto t.
• Il nostro proposito era quindi quello di costruire
un edificio dove vita privata e vita collettiva potessero
(') KAzuo HAYAMA, Realisnl in Architectural Creation, in coesistere ».
, Sinkentiku •, 1956, n. 10, pp.30-33. Si vedano anche, nello stesso
fascicolo, gli articoli del gruppo Mido dove, commentando l'espe- L'edificio si presenta come un grande involucro ce-
rienza della Sala di Fukushima, i giovani architetti espongono le mentizio, dove Ia forte struttura e trattata con un som-
loro idee sui significato sociale dell'architettura, sui rapporti inno-
vazione tecnologica-espressione e sui valore etico del lavoro di
gruppo. (GRUPPO Mroo, A,. Approach to Popular Architecture, in (') ICHIRO KAWAHARA e MASATO (lTAKA, Toward the New f_j.

• Sinkentiku '• 1956, n. ro, pp. 34-38). vi"g Space, in • Sinkentiku •, 1957, n. 1, p. 23 .
96 MANt'RIWO 'fAFtJRI I,'ARCHiTJ;;1"1"URA MOllERNA IN GIAPPONE 97

mario e vigoroso disegno, ottenuto giocando ad un prima componente deUe scelte espressive e deUo stesso
tempo sulle sue dimensioni e sulla qualita strutturale, programma fun zion ale: questa volta l'architetto sceglie
mentre le cellule di abitazione sono invece ispirate, una forma estremamente compatta, pochissimo differen-
pur nella notevole novita del !oro impianto, agli spazi ziata, poco piu alta degli edifici esistenti e molto estesa
tipici della casa giapponese tradizionale (fig. 6o). in superficie. I tre corpi di fabbrica di cui si compone
Cosi si distinguono differenti modalita nel tratta- il complesso, riassunti in un'unica continua volumetria,
mento della forma generale dell'involucro e del nucleo si aprono su una vasta corte d'onore su cui affacciano
abitativo vero e proprio, tenuto canto delle loro diverse u·aa grande sala per concerti di 2500 posti, un teatro di
funzioni e del Iivello diverso al quale vengono svolte. 1300 posti ed una sala per conferenze.
L'organismo generale dell'edificio, infatti, si ·pone in La semplice volumetria dell'edificio, la cui unita
rapporto diretto con Ia citta, con l'cunbiente circo- e accentuata dalla copertura continua e fortemente
sta.nte, con . una dimensione urbana cui viene ad indi- pwnunciata che gira col suo aggetto vigorosamente
care una nuova configurazione, mentre l'abitazione indivi- disegnato appiatte.n do ulteriormente. sul terreno l'itl-
duale vera e propria, per la sua scala e per la funzione che tero complesso e minimizzando le accidentalita dei
svolge, e pit1 adatta ad un recupero o almeno ad una corpi piu alti corrispondenti aile due sale, e poi compli-
reinterpretazione di modi di vita che non sooo di per cata daJie varie terrazze che si protendono ai vari livelli,
se sradicati se riproposti in una giusta dimensione (1). creando pause e vigorose cesure nel semplice e regolare
Nel nuovo centro civico di Kyoto (2 ) Mayekawa d:isegno delle strutture semplicemente denunciate. An-
conferma Ia sua predilezione per gli schemi bloccati o cj,e qui il disegno della sagoma della copertura gene-
raccolti intorno a spazi definiti ed aperti (fig. 61). II rale, delle balaustre, dei giunti di dilatazione, delle ve-
progetto si inserisce in un tessuto cittadino dall'edilizia t:-ate, allude - senza nessuna concessione ad equivoci
bassa ed in prossimita dj un museo e della biblioteca o ambientali •> o mimetizzazioni - a un indefinibile
municipale con i quali viene a formare un grande centro • gusto t radicato nella storia del moderno Giappone,
culturale; come al solito il rapporto con la citta Ia e interamente calato e riv"ssuto in una sintassi decisa-
mente nuova.
(') • Come architetli - scrlvono ancora KAWAHARA e OT.uu. Gli spazi interni, contrariamente all'involucro esterno,
(op. cit., p. 24)- non possiarooriconoscere c.be Ia casa privatagiap· sono fortemente differenziati: in particolare il grande foyer
ponese basata suli4Ulmi sia in contraddiUone con Ia vita moderna.
Con tutti i problemi·sociali cbe esse implicano,la trailizionc ela vi ta del piano terreno (fig. 62), che con la suaimpostazione sim-
co.ntemporanea si trovano contrapposte giorno pcr giorno. Ma per metrica ed il gioco sobrio rna sapiente delle scale raggiunge
lo pin le differenze vengono risolte con II compromesso: Ia maggior una moderna rappresentativita altamente espressiva.
parte degli ediJi~ residellZiali del dopoguerra sono il frutto di tale Nel 1960 Mayekawa ed il suo gruppo tenninano la
compromesso. lndagando circa il valore della tradiz.ionc, d'altra
parte, abbiamo fat to del nostro meglio per risolvere que! contrasto. costruzione dei nuovi padiglioni dell'Universita Gaku-
Cos! abbiamo punta'to verso una dimensione di vita completamente shuin di Tokyo, scuola fra Je piu antiche del Giappone
uuova, fuori da ognl compromesso, ed abbiamo concentrato tutti i e dalle aristocratiche tradizioni (1). (fig. 63 e dis. 7).
uostri sforzi per raggiungere tale obiettivo •·
(') Coot cent:l:o civieo 1 traduciamo il termine giapponese kaikaJI
che slgni.fica-lelteralmetlte •luogo d'incontro.t e sta adindicare com- (') L'Universita Gakushuin e una delle cinquanta Universlta esi-
~:enti in Tokyo,
plessi di vari t ipi di sale per conferenze, riuriioni, concerti, ece.
7.
L'ARCHITE'l'TURA MO/lERNA IN GIAPPONE 99

Questa importante opera si riallaccia alia tematica


espressiva gia sperimentata nel centro civico di Kyoto
e poi nel complesso del centro culturale nel parco Ueno
a Tokyo : di fronte ad un tessuto urbano o ad una serie
di edifici con i quali il colloquia e impossibile, data Ia
completa estraneita delle premesse culturali e sociali
che differenziano il nuovo intervento dalle antiche testi-
monianze (nel nostro caso - oltre tutto - data la
differenza tra l'antica tradizione di insegnamento clas-
sista e le nuove istanze di una didattica democratica)
il complesso dei nuovi edifici tende a chiudersi formal-
mente e planimetricamente su se stesso, dando luogo

• ad una serrata composizione fortemente individuata


nella sua unitarieta, rna non priva di possibilita di allac-
cio per futuri interventi, come ad indicare una possi-
hile metodologia di integrale ristrutturazione.
II nuovo complesso dell'Universita Gakushuin com-
prende nei due edifici lineari paralleli, che segnano il
limite dell'intervento, gli Istituti delle materie scienti-
fiche ed umanistiche, mentre il legame fra i vari blocchi
e assicurato dalla piastra quadrata dei servizi ammini-
strativi che si collega inoltre alia grande piramide del-
l' Auditorium.
Appunto la volumetria dell'Auditorium assume
qui una funzione individuante attorno a cui sembra
riassumersi e coagularsi l'intero organismo : ne\ suo
scarno ed essenziale geometrismo - appena commentato
dal disegno del rivestimento in cemento, dalle poche
aperture e dalla struttura di basamento- !'Auditorium
si presenta come una sorta di cerniera espressiva, in
dialettica contrapposizione ai semplici ma scavati e
tormentati volumi degli Istituti universitari (fig. 64).
E ancora la lezione lecorbusieriana che guida Ia
scelta dell'impostazione espressiva, specie nella mo-
dulaz;one dei fronti e dei rapporti fra i vari edifici;
rna gia l'interno dell' Auditorium, con Ia sua ampia e
7- K . MAYEKA W ,, , U11ivcrsita Gaku;huiu, pianle: controllata spazialita, la sua studiata luminosita e Ia
A) al li vello terre no, B) al livello clel primo piano
100 MANFREDO TAFURI L'ARCHITEl'TURA MOnERNA IN GIAPPONF. 101

struttura risolta in chiave decorativa, dimostra un'in- nell'oeuvre compWe (1) (dis. 8). La realizzazione de! solo
terpretazione estremamente originale, e conferma il museo - costruito a cura dei suoi tre antichi allievi,
valore di modello ideale, di punto di riferimento da Mayekawa, Sakakura e Yoshizaka (fig. 65) - ha poi
criticare e meditare di volta in volta, attribuito all'inse- parzialmente snaturato !'idea primitiva; ne si puo dire
gnamento del maestro francese.
Cos! ogni forma particolare, ogni modulazione, ogni
dettaglio, rientra in un discorso serrato ed unitario
dove il rapporto fra lo spazio esterno e Ia spazial.ita pro-
pria ai singoli elementi e risolto in un'unica intenziona-
lita espressiva.
Mae col Centro culturale realizzato nel parco Ueno
a Tokyo, che Mayekawa realizza il suo capolavoro e, con-
temporaneamente, una delle pili espressive architetture
del Giappone contemporaneo.

Dopo il ritorno in Giappone della collezione M atsu-


kata, che riunisce un notevole nuroero di pitture e scul-
. ture impressioniste poste sotto sequestra a Parigi nel
corso della guerra, il govemo giapponese si rivolge a
Le Corbusier per Ia progettazione di un museo dove
alloggiare qnelle opere d'arte. II terreno viene scelto
all'interno del parco Ueno, occupato gia parzialmente
da musei di storia naturale, di belle arti e di scienze,
in uno spiazzo dal quale si gode una vista assai estesa 8. LE CoRBUSIER, Schizzo per il museo d'arte occidentale a
Tokyo.
sulla citta di Tokyo.
Le Corbusier progetta per tale sito un complesso in
che l'accostamento dell'opera di Le Corbusier al com-
cui, oltre al museo d'arte occidentale, trovano posto
plesso culturale progettato da Mayekawa - opera di
un padiglione per esposizioni tep1poranee ed un teatro
per se fra le migliori dell'architettura giapponese, come si
per spettacoF sperimentali, chiamato dal maestro fran-
ce-s e boite a miracles. Secondo un modello compositivo
e detto - risulti in questo senso particolarmente felice.
Peril museo d'arte occidentale Le Corbusier riprende
per lui abituale, Le Corbusier pensava dunque ad una
il suo famoso studio del 1939, fornendo una versione
dialettica di edifici-oggetti, contrapposti per le loro parti-
aggiornata del suo musee a spirale carree, dove pen)
colari qualita geometriche, che individuassero una spa-
zialita figurativa sostanzialmente chiusa, come e d'al- (') Cfr. LE CORBUSJER, OeliVIe complete, 1952-'57, Zurich, 1957,
tronde riconoscibile dagli schizzi preparatori pubblicati pp. 168-173.
102 MANFRF.DO TAFURI L' ARCHITETTURA MODERN A IN GIAPPONE 103

viene negata l'ampliabilita indefinita del progetto del opere, balletti, ecc ., una sala piu piccola per le con-
'39; e uno spa,zio parallelepipedo chiuso, unitado ed ferenze internazionali e gli spettacoli sperimentali, una
elementare all'esterno, come scavato e suggestivamente biblioteca musicale, una sala per esposizioni ed un
frantumato all'interno, secondo modulazioni espres-
ristorante (figg. 67 e 68) .
L'unita rigorosa. dell'organismo, ottenuta tramile
una accentuata differenziazione delle sue parti: questo
sembra essere stato l'assunto di Mayekawa nell'impostare
la progettazione del complesso. Cosi il carattere di grande
macchina e perfettamente coerente con l'intenzione di
offrire una specie di centro direzionale della cultura,
dove al sincretismo dell'impianto accentrato - espr•~sso
rlalla grande piastra da cui emergono come da un gi-
gantesco vassoio le forme accidentali del_le sale_ ---: cor~
risponde poi la frantumazione geometnca del smgoh
0 • S M elementi contrapposti; come se un cataclisma avesse
~~ sconvolto Ia compatta unita dell'organismo lasciandolo
0 .. f
Jacerato e sconnesso, rna coi segni ben riconoscibili rlella
<J. LE CoRBUSIER, 1\luseo ct'artc orcidentalc a Tol;yo: ,;c•ziollc ,
primitiva unita.
L'espressivita dell'opera e quindi affidata al contra.sto,
voluto ed esaltato con tutti i mezzi, fra i vari fram-
sive gia sperimentate con maggior fun~a ncl musco di menti di cui e composto ii complesso: al contrario del
Ahmedabad. procedimento usato per il centro culturale di Kyoto,
Come in quest'ultimo, il museo di Tokyo comporta qui ogni sala, ogni spazio, ogni funzione viene caratte-
uno spazio centrale a tutta altezza per Ie sculture ed una rizzata da un suo ordinamento geometrico esasperata-
serie di rampe che conducono aile gallerie per le mostre mente individuato, con un ansioso sovrapporsi e giu-
di pittura che si attestano sull'invaso centrale (fig. 66): stapporsi di volumi che nella secchezza e nella som -
tutta l'attenzione e quindi riportata all'interno, dove il marieta del loro taglio creano una vigorosa tensione
gioco dei volumi e delle luci che piovono dai grandi espressiva.
lucernari superiori si compone con le opere esposte in La funzione riunifi.catrice e cosi svolta dalla vasta
una potenziale unitarieta che l'allestimento attuale non piastra da cui sorgono le sale, rna essa t~nde ad ac~en­
sfrutta certo convenientemente. tuare, piuttosto che placare, la drammabca esaltaztone
geom etrica: per chi guarda dal basso, i1 grande piastr~ne
si denuncia nella sua forma convessa con una sugge.';tiva
violenza e gia la parte basamentale - a volte frantu-
Nello spazio antistante il museo di Le Corbusier, Kunio mata dalla fitta serie di dementi di cementa con fun-
Mayekawa ha recentemente terminato il centro cul- zione di frangisole e quindi contrapposta alla forte e
turale, che ospita un vasto auditorium per concerti, plastica convessita - crea una suggestiva atmosfera di
104 M ANFRllllO TAFURI L' ARCHITE'rTURA MOIJERNA IN GIAPPONI; 105

·-tensione che si placa nell'ampia superficie unitaria so- dare allo spettatore quella strana iropressione di non ap-
vrastante, sulla quale si articolano i liberi volumi. partenere allo spazio in cui vive, che si prova quando
Mayekawa sembra voler creare nella spettatore una improvvisamente ci si specchia in una vet.r ina di qualche
specie di tensione psicologica, obbligandolo continua- citta straniera l.
mente a spostare Ia sua attenzione dalla prepotente sin-
tesi figurativa allo sfrangiarsi del particolare, dal geo-
metrismo accentuato e bnttalmente realizzato delle
grandi masse di cui e costituito l'organismo - si noti
il drammatico contrapporsi del piastrone cementizio a!
volume marmoreo dell'Auditorium principale - al
gioco tormentato degli elementi particolari, tutti trat-
tati con estrema attenzione, rna disegnati in modo da
poter essere continuamente assorbiti nell'nnita dell'or-
ganismo.
Intemi ed esterni si trovano cosf in condizioni di
continuita: nel grande foyt!r, Ia forza della figurazione
spaziale viene accentuata dal curato trattamento delle
pavimentazioni col !oro disegno frantumato, dalle super-
fici delle pareti, dal gioco degli infi.ssi o rlei punti luce
sapientemente sparsi in apparente disordine nella piana Premier tt•1•
e distesa superficie del soffitto.
L'interno del grande auditorium esagonale (fig. 69), e
invece caratterizzato dal contrasto fra la nitidezza geo- 10. K. MAYEKAWA, centro culturale a Tokyo, pianta al livello
metrica dell'invaso spaziale e Ia frantumazione delle degli auditori.
pareti rivestite con sculture murali di Ryokichi Mukai,
che servono anche alia correzione acustica. L'intenzione
dello scultore - d'altronde dichiarata - era quella di • Secondo la mia interpretazione - continua lo scul-
correggere con il movimento delle superfici l'aspetto mas- tore- il concetto che informa l'edificio e quella di una
siccio ed unitario della sala: «in ultima analisi- scrive grande sinfonia psicologica che abbraccia tutte le incon-
Mukai (1 ) - ho scelto un "design" organico, che e dia- gruenze della vita umana. Io ho sentito che se in questa
metralmente opposto aile linee rette e aile curve geo- vastita (fisica e concettuale) le roie sculture murali fos-
metriche dell'edificio. Nello stesso tempo ho provato sero riuscite a conservare la loro carica di primitiva
ad evitare ogni forma bizzarra che possa sembrare re- fi.gurativita, io avrei potuto considerare assolto il com-
mota dalla vita e dalla sensibilita umana, o che possa pita che mi ero prefisso •·
Tuttavia ci sembra che il contrasto troppo accentua-
(') RvoKICHJ MuKAI, On the Sculptural Walls in the Main Au- to, e anche la qualita intrinseca delle sculture, visibil-
ditorium, in • The Japan Architect •· giugno-luglio Ig6r, p. 34· mente ispirate ad alcune opere di Arp; non collaborino

..
I


••
106 J) ARCHITETTURA MOllERNA IN GlAPPONE 107
MANFREDO 'l'AFURI

ad una espressione unitaria con l'architettura, come in- Ia coerenza espressiva del Centro culturale di Tokyo:
vece riesce a fare Masayuki Nagare nella sala minore · ne nel progetto di concorso per I'Archidiocesi di Tokyo
q.ui.' par~~ndo da un'esaltazione delle super:fi.ci cemen~ (vinto da Tange con un progetto fra i suoi meno felici),
tlz1e, egh mcrespa e tormenta la materia, riuscendo a fon- ne nel centro culturale giovanile di Yokohama dove Maye-
dere, nell'unita delle pareti, la forma architettonica con kawa sembra ripiegare in una piatta maniera di se stesso.
le sue figurazioni informali, perfettamente aderenti allo
spirito dell'opera di Mayekawa (fig. 70). 8) funza Sakakura.
Un edificio di tale portata e con tale ricchezza di im-
plic~zioni. culturali non poteva non suscitare aspre po- Se nella cultura architettonica giapponese Kenzo
lemlche nnnovando cosi !'atmosfera di tensione nel di- Tange rappresenta Ia punta piu arditamente innovatrice,
battito che si era verificata al!'apparirc delle prime opere e Kunio Mayekawa l'elaborazione e l'approfondimento
di Tange. critico della nuova sintassi, J unzo Sakakura e senz'altro,
Se infatti, Antonin Raymond dichiara cbe !'opera di fra i tre maestri della nuova scuola, quello che pi\1
Mayekawa rappresenta una nuova strada per l'archi- degli altri e preoccupato di trovare una maniera. esten-
tettura contemporanea., riconoscendone Ia perfetta fu- sihile, legata ad una piu piana _metodologia di progetta-
sione <li funzionaJita. ed espressivita (1), IGyoshi Hi- zione.
guchi Ia critica con asprezza (•). vedendo in es:sa. una Personalita. senz'altro piu modesta. di Ta.nge e Maye-
discontiuuita vellcitaria ed, aJ massimo, una collezione kawa, Sakalnira e piu legato ad un equilibria che pos-
di belle superfi ci e decorazioni, nou mancando di lan- siamo definire classico, nella migliore accezione del ter-
ciare uno strale contro il sempre piu diffuso manierismo mine.
lecorbusieriauo. Cosi le esperienze di Sakakura dimostrano una no_te-
Ma si tratta di critiche obbligate poi a ricono- vole continuita: dal padiglione di Parigi del 1936, al
scere la straordinaria. forza espressiva dt>.ll'edifi.ci!) che. museo d'arte moderna di Kamakura del 1951, agli
da llll sondaggio di opinione pnbblica cnratn dalla eclifici costruiti piu recentemente, egli sembra portarc
e
rivista f ThG j apan A·rckitect », risultato essere !'opera avanti un'unica ricerca, centrata sui recupero di una clas-
che ha riscosso il maggior successo nel pubblico fra Ia sica organicita all'interno delle tecniche e dei contenuti
produzione giapponese del 196!. ideali del movimento moderno. Che Ia sua. ricerca non
Nelle opere posteriori Mayekawa non raggiunge pili sia gratuita o evasiva lo dimostrano i notevoli risultati
ragginnti, carichi di una forza di convinzione e di intenti
(') Cfr. A. RAYMOND, Tokyo · Metropolitan Festival Hall in dimostrativi, condotti con intensita espressiva attenuata,
• Ibid., '• p. 49· ' rna. non per questo meno efficaci o impegnativi.
(') Cfr. KtYOSHt HIGUCHI, A s~coud Pka. : ArchiJuttue is more Dopo il Museo d'arte modern<t di Kamakura, Saka-
titan tUSthetic Form, in •!bU. o, p. 50.
Cio che ·cou ogni probabilita da piu fastidio ai critici che deriUt\- kura passa un periodo di ridotta attivita, dedicandosi
cia:no il form~~ID? d_e ll'opera di Mayekawa e lo ~-pregiudicato rap- all'arreda.mento e alia costruzione di case unifa.miliari.
porto cbe eg~t JsUt~sc~ tra forma e fuozione. Come per Taoge 11 suo moderno classicismo trova invece una gia com-
Mayekawa_ svmcol~ .11 dJscorso espressivo da una rigida dipe.nden~a pinta espressivita nel Municipio di Kajima (fig. 71), nel
della fumaone e nsolve La sua sintesi qualiiicando la sua arcbitel·
lura al di 1;1 dei limHi cootingenti dei vari lemi a1fron la ti. quale sono evidenziati in maniera indicativa. tutti i pregi
108 Ill ANFREIJO 'tAFlJRI L'ARCHITET'fURA MODERNA IN GIAPPONE 109

e tutti i limiti della sua concezione architettonica. Nella Appunto in opere di limitate dimensioni come questa
composizione bloccata dell'edificio sorgente da uno spec- Sakakura - per sua esplicita dichiarazione - trova
chio d'acqua, Sakakura trova modo di qualificare le sin- modo di esprimere nel modo migliore la sua tranquilla
gale membrature o le forme occasionali - si noti il rna impegnata poetica. archit ettonica.
gioco delle coperture curve degli attici - ritrovando Cos.f Sakakura con t inua in un certo modo Ia linea
l'unita dell'organismo non piu tramite l'esasperazione iniziata con Ia o Casa Internazionale •> di Tokyo, arric-
strutturale ma attraverso un equilibria generale nel di- chendola di nuovi elementi linguistici, come ci conferma
segno dei vari elementi. 11 rapporto con Ia tradizione e l'ottimo livello raggiunto nella costruzione di numerose
qui anche troppo scoperto, giocato sulla fragilita del case unifamiliari, dove la mediazione fra i tradizionali
disegno orizzontale delle verande contro la pacata sn- modi di vita ed una moderna funzionalita si haduce in
perficie vetrata scandita dalla schematica struttura. una serena sintesi altamente qualificata.
Assai meno raffinato, ma forte di una sua plastica Nella palestra del ginnasio municipale di Saijo, Saka-
sommarieta e l 'edificio a.mministrativo dell'industria kura affronta il problema di una grande copeJ:tura so-
d€'1la seta a Tokyo (fig. 74), dove Sakakura, adottando spesa in cementa precompresso, secondo uno schema
una composizione d'insieme ispirata agli edifici pubblic.i parabolico gia sperimentato in Europa ed in America
di Tange- in particolare alia Prefettura di Kagawa- - si pensi alJa. Schwarzwald Hall in Germania o alla
gioca sulla caratterizzazione della struttura cementizia Sala delle Conferenze Intemazionali a Berlino - rna
evidenziata ed enfatizzata nel corpo basso a quattro del tutto nuovo per il Giappone, traendo dall'impianto
piani, mentre il corpo alto viene modellato dai loggiati strutturale una composta severita, ad onta di alcune
~:icorrenti che commentano in chiave chiaroscurale Ia poco felici soluzioni di dettaglio.
voluta wzzezza dell'impianto con le sue schematiche L'espressivita moderata di Sakakura si carica di ten-
contrapposizioni. Mane dsulta comunque un'esp~:essivita sioni sconosciute aile opere precedenti in due recenti
fonata, anche se trattata con innegabile maestria. edifici, fra i piu interessanti dell'attuale momenta: il Mu-
Piu tipico della concezione architettonica di Saka- nicipio di Kure del 1961, ed i laboratori farmaceutici
kma e il centro civico e cultmale di Ueno (fig. 73). pie- Shionogi ad Osaka, completati nel corso del 1962.
cola citta di provincia, pe1: Ia quale ha pwgettato un Nel Municipio della citta di Kure, lo schema intro-
complesso municipale di cui il centw civico e Ia paJ:te dotto da Tange si arricchisce e si complica nella frantu-
sino ad ma realizzata. Sakaku~:a in quest'opera tenta mazione delle sale di rappresentanza, le cui volumetrie
una soluzione unitada, sia in senso struttu~:ale che fun- basate su superfici curve contrastano volutamente con
zionale, impostando una copertura cementizia a forma il purismo geometrico del corpo alto d egli uffici, al qual~:
di paraboloide iperbolico che copre uno spazio quadrato sono legate da una piastra bassa sostenuta da pilotis.
polifunzionale di 20 metri per 20 su quattro setti di ce- Piu rigoroso e piu efficace discorso viene condotto
menta estrapolati dall' organismo; giocando q uindi suI nell'Istituto Farmaceutico di Osaka (fig. 74), dove Sa-
contrasto fra ossatura strutturale, tamponamenti mu- kakura sfrutta ancora un effetto ottenuto per contrasto:
rari e pareti vetrate in un sobrio equilibria figurativo, di superfici, questa volta, anziche di volumi. La frantu-
riesce veramente a realizzare un luogo di scambi sociali mazione luininosa delle pareti dei laboratori evidente-
rappresentativo di una sana concezione democratica. mente derivati da Le Corbusier, che iqsistono sullo spazio

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L'ARCIIT'l'E'l'TlJRA MOJn;RNA IN GJAPPONI!: 111
110 MANFREDO 'I'AFURJ

radicale trasformazione. A parte il fatto che e costretto


trapezoidale aperto, si contrappone aile raffinate pareti a lavorare con mezzi molto limitati, egli e anche scorag-
Q..iene di te~tata, rivestite di piastrelle di maiolica ver~e­ giato dal fatto che un compromesso tra le abitudini di
azzun:a, in una fe lice sintesi di raffi:natezza e non firuto, vita tradizionali giapponesi e quelle occidentali moderne,
lantana da toni drammatici e vicina invece ad una mo- oggi inevitabile, gli propane problemi tecnici e psicolo-
derna ed efficace monumentalita. gici difficilissimi ».
Proprio per la sua maniera meno accentrata sui fat- Problemi tecnici e psicologici che i giovani giappo-
tori emotivi, Sakakura riesce a risolvere il problema che nesi cercano di risolvere con rotture sempre piu accen-
nelle ultime opere di Tange abbiamo denunciato come tuate, puntando con crescente veemenza su proposte di
sintomo di potenziale involuzione: anch'egli, infatti, vita e eli organizzazione spaziale decisamente rivoluzio-
produce pezzi unic i in ro t t ura con l'ambiente tradizio- narie.
nale, rna co n not evoli p ossibilita di estensione metodo- Per comprendere e valutare gli obiettivi perseguiti
logica, sia pure pagata con un minore livello di espres- dalle nuove generazioni giapponesi che quasi sempre si ri-
sivita. fanno all'insegnamento dei maestri della nuova scuola,
puo essere utile sintetizzare i termini del dibattito che, fra
il '6o ed il '61, ha visto impegnati una serie di critici ame-
9) ~Current architetture » I957-'63. l'icani ed una di critici e architetti nipponici.
Nell'agosto del 1960 Ia rivista statunitense <• House
~II vantaggio pt~r i giapponesi in questa momento
Beautiful$ - fra le piu quotate nel campo dell'arreda-
di transizione - "ha scritto Gropius al suo ritorno da mento - esce con un numero monografico dedicato al
un recente viaggio in Giappone, (') - e che essi son~ Giappone, con il significativo titolo di Shibui. Shibui in
tuttora cosi intonati, ed in presenza di tali perfetti esempt giapponese e un aggettivo del tutto intraducibile, che
dell'equilibrio raggiunto tra iniziativa individuate e sot- esprime sinteticamente !'anima stessa della tradizione
tomissione volontaria ad un principia comune, da dover culturale orientale; esso indica un modo di essere ed
essere potenzialmente in grado di effettuare H ~assaggio, un modo di esprimersi figurativamente, allo stesso tempo
generalmente cos{ penoso e d ifficile, da u ~ ~~ tgtanato ad oggettivo rna non distaccato, nobile rna privo di tragi-
nna cultura meccanica con m aggiore facillta , e senza Ia cita, calmo ma non inerte, bello ma non lezioso, nuovo
perdita di ori~ntamento, direzione e tradizione, che han no ma sostanzialmente legato alla tradizione, con un qual-
minacciato tanti altri popoli &. cosa di inusitato e originale pur conservando una pa-
, L'architetto giapponese scrive ancora Gro- tina creata da una lunga elaborazione nel tempo: in un
pius (l) - in particolare deve affront:are ~I c~mpito tempo a sua volta storicamente indeterminato, caratte-
quasi insolubile d i alloggiare una popolaz10ne tl em modo rizzato piuttosto come presente continuo. La direttrice
di vivere, particolannente nelle citta, sta subendo una di « Hou,se beautiful&, Elizabeth Gordon, presentava lo
« Shibui ~ nel suo saggio introduttivo come un ideale
( •) W ALTE R G RO PIVS, A rchitetfUcra in Giappou.e, in • :\rc hHet - figurativo da recuperare da parte della cultura occiden-
tura cantiere•, 1 g6o , n. 13 p. 7· L' artl colocost itu lsce la pref.a~10n c
al volume di K. T A NG£ , Trad;zio>~e e creazi011e noll'wrch :(eflmn
tale e nord-americana in particolare, e da contrapporre
giapponese, New Haven e Tokyo, 1960. al design industrializzato del movimento moderno:
(') W. GROPIUS, op. Cit ., p . 43 ·
112 MANLIIUWO 'l'Al'UN.l

con una certa fonatura storica, riconosceva nella tradi-


zione classica giapponese una << concezione ntttamente
antitetica a quella meccanicistica, al pensiero della Bau-
haus e allo stile internazionale razionalista •>, dato che
lo Shibui « implica una organica semplicita che stimola
arricchimenti fonnali: non e negazione ed austerita *·
Nel giudizio della Gordon e evidente il tipico com-
plesso di colpa statunitense per la crisi del design -in-
differente che domina Ia produzione americana: un com-
ple~~o da cui gli americani stessi cercano di uscire cer-
cando nuovi contenuti in culture lontane da far rientrare
in sintesi accademiche ed eclettiche. Ma a noi interessa,
in questa sede, il giudizio dato sui processo in atto nel-
l'architettma giapponese. « L'eta della "Shibui"- con-
tinua la Gordon - sta forse per finire in Giappone. Le 3G) K. Ta1tgc,
forme pil'1 volgari ddl'Occidenle inonclano il paese. Nel \lnlliC'ipio eli ·1okyo,
caso peggiore rimarranno i man·ufatti, i poemi, Ia musica veclnta clel plastico.
e i giardini degli ultimi mille anni a documentare quel
concetto. Noi siamo felici di averlo ancora visto in atto, 37) ](. Tan:4c,
come modo operativo di vita. Forse, prima che scompaia l\Ju11icipio <li Tok ro,
del tutto in Gi~.ppone, potremmo farlo nostro, come ab- scorcio cll'i fronte.
biamo assimilato altri concetti stranieri americanizzan- 38) h: . Tang·e, 'r
doli >>. ~lnnicipio eli Tokyo,
La critica giapponese piu qualificata ha uecisameute alriu.
1·espinto !'invito ad un recupero indiscriminato dello
Shibui, insieme all'implicito giudizio negativo sull<; espe-
rienze attuali clell'architettura nipponica: dapprima in
modo piu blaudo da parte Ji Yoshiro Tauiguchi nel ~ G~­
gHtsu Shtw~hu '' u dd critico d'arte l\1ichiaki Kawakita,
poi in modo pit\. duro da Yuchiro Kojiro su «The Japan
Architect'' (1 ), Ia posizione della cultura architettonica

(') YuiCHIIW KOJIRO: View of japanese Arckitect·ure, in ;The


.l Jpan Architect», setteml>re 1961; neUo stesso fascicolo vengouo
pubLlicati l'arlicolo di ZEVI: Vumw iH Giappom per Jimmtic.ar"
Le Co1basier, apparso su 'L' Espresso» del 5 marzo, dove e
riassunta Ia polemica, e l'articolo di CHAI<I.ES 'fERRY, Takiul!,
ExceptiU~~.
39) T. lllurano,
l\tagazzini • Sogoh •
a Tokyo .

40) T. Murano,
Magazzini '' Sogoh ''
a Tokyo.
Sala interna.

42) K. Tange,
Tipografia a Numazu.
' - -·.
~3) 1..:. Tallgc,
Riblioteca per bambini
nel Parco della Pace
d( Hiroshima.

45) K. Tan~;e,
l\funicipio di I\:agawa,
clettaglio.

46) K. Tange,
Sala cti Shizuoka.

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·1~) K. T<uige,
:\lnnicipio
di Kagawa .
,-. • ... ~ -·- t

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49) K. Tange,
+ Sala Sumi a Bisai.
50) K. Tange,
Uffici Dentsu a Tokyo.
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\'eduta generak:.
;::;
f-<
51) 1~ . Taugc, '
\lunlcipio di 1\urashiki_
I ;_,:
l·tolllL'. ~
"'
5j) K. Tflnge,
Progetto di cO.JH.:orso
per Ia scde della \\' . H .0.
(l ( ;illC'\"J"il.

56) 1\:. TaugeJ


Colt Club a Tat:;uka.

57) 1~. Taug-e,


..
A.lhergo ad A.tami.

0 8) h:. ~layekawa,
C<:ulru Cullmalc a hll;nshinlit.

' ..
6+) K. l\Iayekawa,
l"niyersita Gakushuin, a Tokyo,
dettaglio di facciata veduta d'insieme.
dell' Istituto umanistico .

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o7) 1..:. ~layckawn,
Centro culturalc a Tokyu,
vc<lula di i11sien1C;.

68) I\. ~larekawa,


Ce11!ro culturiile " Tol<yo .

-· . .
..:

.'.,·
69) K. Mayekawa, 71) J. Sakakura,
Centro culturale a Tokyo,
interno del grande Auditorium.
~Iunicipio eli Hajima.
..... ( :"

72) J. Sakakura,
70) K. Mayekawa, l·fnci allllJlillistratiYi
Centro culturale a Tokyo, dell'indt1stria della seta a Tokyo.
interno della sala picccla.
----
7 3) J. Sakakura,
Ce11tro Ci,·ico c cultur;~le
di \ \ :110.

7-fl .f. Sakalmra, 75) K. h:ikutalw,


l.alJo ratori filnnaceutici .\pparta11Je11li
ad Osaka. a ToiiOg'<lra,
dvttaglio
(li f;Jc.-ial<J.

76) K . Kilmtake,
.i\l us eo Sh i Jtl<lll e.

77) h:. h:ikutakc,


1\luse.o Shilllallc,
dctlal(liO
di f:1cciata .

. --.._-...... _____ .
78) F. ~laid,
H.istrntturaz.i011e
del rlistrctto I lnjiu1a
ad Osaka.

~of""--.....:..!.o•t..<lr · ~--

7~ 1 F. ~L1ki,
1\is Lrul t uraziollt!
dl'l cli~lrl'l !o I )oji111;t
ad Osaka.

Oo) E. ~liya,gawa,,
Sala polisporti,·a
a :\iagata.

~r) ~1. i\ [urata,


Cell tro cOIUilll:l cialc a Tok f O,
r" hall.
82) ~l. ~1urata
e Y. Ashihara,
Attrezza ture olimpich e
per i giochi del '64 a Tokyo. 1.' ARCH!TF;T'l'UHA MOVJ>;RNA IN GJAPPON~; 113
83) H. Ohe,
Auditorium.
giapponese viene precisata con una maturita storica
del tutto ignota ai critici nordamericani (1 ).
« Io sospetto - scrive K ojiro (•) - che Ia ragione
del successo dello Shibui in America dipenda dal fatto
che gli americani, avendo raggiunto uno standard di
benessere estremamente elevato, vanno sforzandosi di
trovare una ricchezza piu approfondita di quella che de-
riva da superficiali splendori. Per noi, d'altra parte, lo
Shibui e un concetto nato da uno sforzo compiuto dalle
antiche popolazioni urbane - cui l'oppressione ansto-
cratica impediva il raggiungimento di una vita sfar-
zosa- nella ricerca di una sorta di dissimulata ricchezza.
Lo Shib~ti implica, fra l'altro, una protesta contro Ia
bellezza lussuosa della vita aristocratica. Esso e profon-
damente connesso con il culto del te, anch'esso creato
dalle classi urbane oppresse del passatu. Forse esso puo
essere raggiunto dalla cultura americana, dove Ia societa
si trova in ottime condizioni di vita, ma in Giappone
non possiamo ignorare l'inumanita e lo spirito di su-
bordinazione implicita nelle sue origini storiche (3 ) t.
I termini della polemica condotta dai critici giappo-
nesi dimostrano il compimento di un processo culturale
teso a storicizzare e valutare, al di fuori di ogni mito
e all'interno dei grandi fenomeni del mondo contempo-
raneo, Ia vicenda giapponese nei suoi piu autentici signi-
ficati. E dunque piu che maturata !'opera di r ipeusa-
mento critico iniziata alla fine dell' '8oo con gli studi

1
( ) Nel fcattempo un ulteriore veemente articolo era apparso
su • The Architectural Record '·
(') Y. KOJIRo, op. cit., p. 68.
(') Si veda anche l'editoriale • House Shibui • nel nmnero del
dicembre zg6o eli: c The japan Arcb.itect ' · Un tentalivo ui lettur..
critica pill. approfondita delle caratteristiche pecuHari dell'architet-
tura giapponese e stato compiuto cUo CAL A. BRIGGS dell' Un.ivers.itil
del Co lorado in The Significance of )apam...<e Archituture, in • The
japan Architect •, maggio 1961, p. 58-63, entrando in sottintesa
polemica con • House Beaut iful ' • pur couservando pill di un equi-
voco dj rondo.
8,
114 MANFI!EDO 'l'AFUIU l.'Al<CHITI!;TTURA MODI!;RNA IN <>IAPPONK 116

di K. Kigo, di C. Ito, e di T. Sekino; insieme appare studio deUe nuove dimensioni urbanistiche proposte dal
evidente l'estensione e l'as>:orbimento dell'operazione di gru ppo «Metabolism •.
rottura compiuta nell'architettura, che ha ormai il so- Kikutake aveva gia raggiunto una notevole notorieta,
stegno di un pensiero critico capace di controllare i suc- dapprima come elemento propulsore del gruppo di stu-
cessivi sviluppi (1). denti della scuola di architettura di Waseda - che ha
E anche significativo che fra il 1956 ed il 1957 co- ottenuto faroa internazionale, vincendo premi per tre
mincino ad apparire le prime edizioni intemazionali delle volte consecutive alla Biennale di Sao Paulo - poi co-
riviste di architettura giapponese - Sinchentiku, dap- roe terzo classificato, dopo Tange, al concorso per il
prima, poi The Japan Architect, The Japan Design, Centro della Pace di Hiroshima. Dopo aver lavorato nel
ecc. - segno della raggiunta coscienza del proprio spe- 1951 con la studio Murano e Mori, e dal 1952 nel gruppo
cifico ed oramai caratterizzato ruolo nell'ambito del mo- di ricerca di Motowo Take('), presso l'Universita di ·I
vimento modemo: il panorama della produzione degli Waseda, Kikutake inizia dal 1957 la sua piena attivita.
ultimi anni, ad un livello qualitativo elevatissimo, ne indipendente, realizzando una serie di case d'abitazione
e la migliore conferma. collettiva, a Tonogaya (fig. 75), e a Kunitashi, nelle
La current architecture degli anni '6o e dominata da quali usa un linguaggio denso di espressivita e dove inte-
una serie di giovani che seguono con entusiasmo - quan- gra la poetica del beton brut con una accentuata aggressi-
do addirittura non stimolano essi stessi direttamente - vita volumetrica e chiaroscurale {2). E ancora l'esalta-
le ricerche innovatrici dei maestri della nuova scuola. zione del brutalisroo cementizio che caratterizza il Museo
Abbiamo gia accennato all'importanza ed alla funzione della Prefettura Shimane a Matsue (figg. 76 e 77). dove
stimolante di Masato Otaka all'interno del gruppo l'eleroentarieta dell'impianto georoetrico chiaramente de-
Mido di Kunio Mayekawa; analizzeremo ora breve-
mente le esperienze di Kiyonori Kikutake che, insieroe
nunciato nella nuda volumetria della sala superiore si
compone con la vigorosa frantumazione chiaroscurale
' .
ad Otaka, rappresenta la punta forse piu avanzata delle della parte basamentale, da cui emerge la secca e nuda
nuove generazioni: Kikutake ed Otaka, come vedremo struttura che introduce una nota drammatica nella roi-
in seguito, collaborano del resto assai strettaroente nello surata coroposizione. Una drammaticita che si accentua

1
( ) MoTowo TAKE, professore presso l'Universita di Waseda,
(') Tale malurazion~ crhica basata su di una approfondita ri- esercita una forte influenza sui giovani architetti giapponesi, assai
flessione stodca pull essere segu:ita attraverso Ia pubblicist ica giap- piu come docente cbe perle sue scarse realizzazioni, d'altronde non
ponese di questi ultimi aoni, specie sulle riv.iste di architettura m<•- poco inieressanti. Fra le sue ultime opere, ispirate anch'esse al bru-
derna, dove, aecanto alle frequenti analisi critichedelle antiche testi · talismo lecorbusieriano, ricordiamo il Palazzo dello Sport dell' Uni-
monian2e, appaiono in quantita sempre erescente, acute siotesi cbe versita di Waseda e l'Acquarium di Nagasaki, iniziato a costruire
ripropongono con insisleoz.a agli architetti militanti il problema nel 1959.
dellastoricizzazione delle esperienze. Fra gli articoli piu inleressaoti (') E piuttosto interessante Ia tipologia edilizia usata negli
ricordiamo: The Development of Contemporary Architecture and the appartamenti di Tonohaya, dove, come negli appartamenti t Haru-
and the Consciounsness of Tradition, di GUKUI Y AMAMATO, in t Siu- mi • di Mayekawa, gli ambienti interni basati sul tradizionale ta-
kentiku o, 1956, n. 7; A H istor ~>al Comment on ] apa~, e Style A r- tami sono inseriti nella maglia strutturale dove vengono individuati,
cMtectur~ as Visual La.t!guage, di HIKOTA1!.0 TA, in tlbid •, n. I!; sia in pianta che negli alzati, i noccioli funzionali dei servizi accen-
Restore Man and Nature to Architecture, Ci KIYOSHI HIGUCHI, iu trati e delle scale, che corrispondono all'esterno alle pareti pieue
• .' !'he Japan Architect •, 1961, febbraio e n1arLo. in cementa arm a to a vista. Cfr. t Sinkentiku t, gennaio 1957, p. 27-34.
116 MANFRF;DO TA~'URI
L ' ARCHITET1'URA MODERNA IN GIAPPONE 117

nelle sue opere piu recenti, come la p~ lestra della scuola


modo l'intervento, piu che porsi il problema di una in-
secondaria Hitotsubashi a Tokyo, del 1961, ed ancor
tegrazione con il tessuto esistente, si pone invece in
piu, nel progetto in corso di realizzazione per il n uovo
tesoro ad Izum o, nei p ressi dei templi di Shrine: o pera rottura con esso, caratterizzandosi appunto come isola
di aperta e violenta rottura, inusuale d 'altra parte nel ordinata e unitaria nel caotico sovrapporsi di edilizia
panorama dell'archltettura religiosa giap ponese, rocca- alta speculativa e di edilizia bassa tradizionale, che co-
stituisce il volto urbano di Osaka, come di tutte le grandi
forte delle t endenze piu conservatrici.
citta giapponesi. Uno degli elementi piu interessanti, nella
proposta di Maki, e il sistema da lui elaborate di noc-
cioli funzionali >) dove vengono concentrate le strutture
Affini alle ricerche di Kikutake sono le opere eli un portanti degli edifici per uffic i,~ progettati secondo mo-
altro giovane arch itetto del gruppo .<1 Metabolism o: Fu- duli unitari, ed i servizi degli uffici stessi; un sistema
m iliiko Ma ki che, fra gli architetti delle u ltime genera- gia introdotto da Kenzo Tange nel suo piano per Tokyo,
zioni usufruisce della piu vasta esperienza internazionale: ma con diverso spirito e in una diversa dimensione ur-
dopo avere ottenuto la laurea all'U niversit a di Tokyo, banistica. II sistema di noccioli pensato da Maki, costi-
tuisce una specie di ossatura fissa di riferimento, e serve
egli si d iploma presso la Ora1tbrook A ccademy , e studia
anche per il controllo urbanistico del complesso, certo
successivamente ad Harvard. Lavora succ::essivamente
nello studio di Skidmore, Owings e Merrill, di Jose Luis sganciato da una visione generale della citta, rna con
Sert e, successivamente, di Kenzo Tange. Tale compo- piu di una caratteristica metodologicamente positiva,
che, nella seconda redazione del piano (1g6z), vengono
sita educazione architettonica si riflette in un certo
eclettismo - si veda il suo edificio piu importante, 1' Au- maggiormente specificate e articolate.
ditorium dell'Universita di Nagoya - qualificato, pero,
per l'originalita con cui vengono trattati organismi e
membrature.
Assai interessante e il progetto per Ia ristrutturazione Nel palazzo dello sport della prefettura di Niigata
di un'area centrale nel distretto di Dojima ad Osaka, (fig. 8o e dis. II), Eiji Miyagawa arriva ad una sintesi
che Fumihiko Maki ha elaborate e recentemente pre- di puri dati strutturali e aggettivazioni plastiche forte-
mente emotiva: ancora una volta si ricorre all'esagita-
sentato (1), in collaborazione con Ia sezione architettura
dello st udio Takena ka. La proposta e evidentemeote ispi- :done strutturale in funzione espressionistica, ma con
una coerenza ed una concitazione drammatica che non
rata ai progetti di urba1~ rene wal elaborati d agli architetti
nordamericani: !'area, considerata come un'isola nel tes- avevamo ancora incontrato. II principia strutturale del
suto della citta, e circondata da un anello di strade sopra- vasto spazio coperto non e originale; Tange, fra gli altri,
elevate e attrezzate che Ia legano alle grandi arterie di l'aveva esaltato nella sua sala di Shizuoka: una volta
traffico urbano ed extraurbano, mentre l'intero spazio a forma di paraboloide iperbolico tesa tra due genera-
intemo e riservato ai pedoni (figg. 78 e 79). In questo t rici portanti . Ma non troviamo negli esempi precedenti
l'eccezionale tensione figurativa, la prepotenza dell'ampia
ma serrata composizione, il valore quasi provocatorio
( ') Cfr. • The Japan Architect •, giuguo rg62, p . I0-54·
delle sue aggressive membrature disegnate con voluta
118 MANFREDO TAFURI L'ARCHITETTURA MODERNA IN GIAPPONE 119

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u vita architettonica. Secondo me Ia gente giudica bella
una struttura quando Ia sua esperienza o Ia sua cultura
Ia porta a giudicare quella struttura, magari in un modo
tutto intuitivo, come figurativamente suggestiva. In un
edificio pubblico come questo e desiderabile che ai citta-

A dL ..... -~:=--~-
_______________ _ _ j ~
- dini sia offerto qualcosa che li soddisfi figurativamente,
qualcosa che essi sentano :forte e vitale, e per tale ra-
~ ~ gione non c'e bisogno di attenersi dogmaticamente ai
rjl calcoli, come consiglierebbe di fare una considerazione
rl strettamente tecnologica ».
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Un giudizio critico che dimostra, anche nell'inge-
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nuita della sua formulazione, il superamento degli sche-
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matismi tecnicistici .ancora in gran voga nel panorama
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mentizia e delle superfici <c brute • si rifanno le ultime

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: opere di Murano e Mori - in particolare 1' Auditorium
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- di Yonago, severo e drammatico nella sua noncuranza
2nd floor per ogni tipo di compiacimento formale, e il Municipio
di Yokohama, con Ia sua asciutta esibizione del modulo
strutturale - sempre di elevata qualita architettonica,
n. E. MIYAGAWA, Sa\a polisportiva a Niigata, pianta.
nonostante una certa stanchezza ravvisabile soprattutto
nel secondo degli edifici ora citati.

rozzezza, sgradevoli addirittura in certi incastri, con pre-


cise intenzioni polemiche.
11 critico Gen Kawakami, osservando alcune incon- Accanto ai giovani entusiasti innovatori, altre due
gruenze statiche dell'impianto strutturale, commenta ('): correnti possono essere riconosciute nel panorama giap-
• Non e mia intenzione, d'altra parte, attaccare per tale ponese, anche se parlare di <c correnti » ha solo un valore
ragione l'edificio, dato che non sono un adoratore del strumentale e didascalico, dato che si tratta di atteggia-
mito che identifica l'esatte:;:za strutturale con l'espressi- menti che si possono riconoscere come ravvicinabili, rna
al di fuori di definite e coscienti linee di condotta culturali.
( 1 ) GEN KAWAKAMI, Gymnasium Design and the HP-Shell, in Da un Jato sono infatti gli architetti fedeli al linguaggio
•The Japan Architect •, febbraio r96r, p. 38. e alle metodologie razionaliste in senso stretto; in questo
120 MANFREDO TAFURI L'ARCHITEl'TURA MODERNA IN GIAPPONE 121

gruppo possiamo far rientrare non solo alcuni vecchi smaterializzando cosf al massimo le pareti perimetrali,
maestri dell'anteguerra, come Mamoru Yamada, Sute- in cui il curtain-wall assume un disegno non lontano dal
mi Horiguchi o Hiroshi Ohe, ma anche un notevole nu- purismo modulare delle opere classiche di epoca M omo-
mero di giovani, di alcuni dei quali abbiamo gia avuto yama o Edo. Nella seconda hall dell'esposizione Murata
occasione di analizzare le esperienze degli anni 'so. Va con la collaborazione dell'ingegnere Yoshikatsu Tsuboi,
pero notato, a proposito di questa corrente neoraziona- ricorre invece a una struttura voltata, chiaramente ispi- 'I;
lista, che la profonda scossa provocata dalle rotture rata aile opere di Nervi, dove pero non riesce a superare
della nuova scuola non e passata senza incidere in la pura esibizione strutturalistica.
modo visibile sull'aspetto formale, e anche sulle metodo- Nel parco di Komazawa, a Tokyo, Yoshinobu Ashi-
logie di progettazione. Esaminando infatti il razionalismo hara e Masachika Murata stanno realizzando le attrez-
giapponese degli ultimi quattro o cinque anni e confron- zature sportive per i giochi olimpici del 1964, nel quadro
tandolo con quello del periodo '52-' s6, e facile notare di un piano generale studiato dall'Istituto Takayama dol-
una maturazione critica dellinguaggio, che si arricchisce l'Universita di Tokyo: i giochi olimpici, permetteranno
spesso di modulazioni proprie della maniera brutalista. fra l'altro Ia realizzazione di tutta una rete di strade at-
Dall'altro lato sono invece architetti e grandi orga- trezzate che attraverseranno la citta a servizio dei centri
nizzazioni professionali che applicano in gran serie la sportivi, sebbene tale rete si sovrapponga indifferente-
tecnica del curtain Wall, dando vita a complessi di no- mente al piano regolatore urbano, senza coordinarsi nel-
tevoli dimensioni dove l'industrializzazione edilizia assu- l'ambito di una organica pianificazione cittadina (').
me il volto indifferente ed inerte proprio ad una archi- II progetto studiato per il Parco di Komazawa pre-
tettura prodotta senza partecipazione o intenzionalita vede un palazzo dello sport ed un grande stadio, con-
culturale ed espressiva. trapposti apertamente nelle loro qualita formali, come
Fra gli architetti del primo gruppo va ricordato Ma- oggetti isolati all'interno del vasto campus; a quanta
sachika Murata, un architetto della «generazione di e dato giudicare dai plastid e dai grafici, mentre lo sta-
mezzo », che dedica la maggior parte della sua attivita dia di Murata propone uno strutturalismo sanamente
alla progettazione di edifici comunitari, raggiungendo no- inteso ed espressivamente usato, il palazzo della Sport
tevoli risultati nel Club di campagna ad Aichi, con Ia di Ashihara, col suo strutturalismo macchinoso, dimostra
sua planimetria non esente da qualche formalismo, ada- la stanchezza, non solo dell'architetto, rna piuttosto di
giata sul movimentato terreno ed ancor piu nel grande una metodologia tesa all'obiettivita, che cade poi nel-
stabilimento di bagni pubblici a Tokyo. l'enfasi e nel retorico non appena se ne tenta una piu
Nella prima hall del centro per mostre internazionali complessa qualificazione (fig. 82). (•).
di prodotti industriali, costruito da Masachika Murata a
Tokyo, nel 1959 (fig. Sr), si pub osservare un felice con- (') A Tokyo, come gia a Roma, i giochi olimpici costituiscono
nubia fra un chiaro in ten to di recupero della tipica modu- un'occasione di speculazione, come hanna nota to diversi critici giap-
lazione tradizionale nelle pannellature esterne e l'esihi- ponesi, ed insieme l'occasione per realizzare alcune strutture e infra-
zione di uno strutturalismo sobriamente messo in opera: strutture di notevole ampiezza, per qu~nto settorialmente concepite.
(') Ashihara in ale nne sue opere recenti, fra cui Ia biblioteca della
una serie di stampelle in cementa armato a V rovesciata prefettura di Kagawa sembra accettare anch'egli la poetica bYutal-ista
sostengono la vasta copertura del padiglione principale, che contrast a con il suo gusto peri volumi definiti e le superficilisciate.
..
I~ GIAPPON~;
1
122 MANP'RlDO TAP'URl L ARCHITETTURA JlfOilF.HNA 123

Una simile stanchezza e denota.bile anche in altri L'assorbimento da parte di Ohe, come di tanti altri
pur valorosi professionisti operanti neli'ambito della della scuola razionalista, eli metodi e eli strumenti sin-
cultura razionalista, che ricorrono allo strutturalismo co- tattici propri alia nuova scuola appare assai significa-
me strumento per uscire dall'impasse in cui si sentono tive; guardando il panorama della produzione giapponese
personalmente impigliati: uno struth::ralismo, quindi, ben degli ultimi anni con uno sguardo socchiuso, possiamo
diverso da quello messo in opera dai giovani brutalisti, osservare una sostanziale omogeneita linguistica, conse-
per cui esagitazione espressiva ed esa.ltazione strutturale guente alia vigorosa spinta procurata dalie esperienze dei
sono termini di un unico processo creativo. Se si osser- Tange, dei Mayekawa e dei Sakakura che, fra l'altro,
vano da quest'angolo di visuale le opere di Tomoya Ma- con il loro nuovo modo di articolare e di mettere in
suda - per fare un esempio. particolarmente proban- opera le piu moderne tecnologie, trovano una larga ri-
te - ed in particolare la S:tla delle pompe dell'impianto spondenza "anche fra gli architetti lontani culturalmente
di depurazione Toba a }5:yoto, o il progetto, non ancora dalle ricerche specifiche della nuova scuola.
realizzato, per il nuovo aeroporto della stessa citta, non Questa fenomeno di galvanizzazione operata dagli
e di:fficile scorgere sotto l'uso insistito di forme struttu- innovatori - anche se spesso prende la forma di una
·•·
rali unitarie, un sostanziale vuoto culturale che il rigore semplice influenza stilistica - e verificabile con aspetti
o la mancanza di compiacimento r:on riescono certo a assai interessanti finanche nelle opere dei grandi studi
compensare. di architettura, che sotto la spinta della richiesta, quan-
Un'involuzione razionalista, dunque, dalla quale tut- titativamente sempre piu vasta, hanno gia preso piede
tavia i migliori riescono a s:Euggire sensibilizzando sempre in Giappone, creando centri in certo senso monopolistici
piu il lora linguaggio ed assumendo, anche se sporadi- di produzione edilizia.
camente, toni d'avanguardia: fra questi Antonin Ray- Alcune di queste gigantesche agenzie, quali ad esempio
mond - di cui abbiamo citato il significative giudizio la Nikken e Comp., hanno assunto dimensioni e organiz-
sul complesso di Mayekaw.:t nel parco Ueno- che nel- zazioni di lavoro simili a queUe delle parallele istituzioni
l'Auditorium Gumma, recentemente terminate, adotta nordamericane: Ia Nikken ha raggiunto un numero di
Ia strada dell'espressivita del materiale e della struttura, dipendenti assai vicino a quello della Skidmore, Owings
senza rinunciare alla propria impostazione costrutti- e Merrill, con studi a Tokyo, a Nagoya, a Fukuoka e ad
vistica. Osaka, mentre analoga struttura ha assunto Ia ditta
Nell'Auditorium per la scuola femminile Toya Eiwa Mitsubishi. Tali enormi organizzazioni controllano un
(fig. 83), ·Ia stesso Hiroshi Ohe si avvicina alia maniera terzo circa della produzione architettonica, un terzo
della nuova scuola, mantenendo il suo tipico elemen- ancora di quella produzione e assorbita dagli studi pri-
tarismo che si esercita, questa volta, suli'impianto co- vati, mentre il rimanente terzo e attribuito agli uffici
struttivo basato su una serie di setti cementizi che so- governativi o agli studi delle prefetture e delle munici-
stengono due travi maestre a sezione ovoidale cava de- palita. Fra questi assume particolare interesse il lavoro
cisamente denunciata ali'e:;terno; caratterizzando quindi svolto dall'ufficio progetti del Mimstero delle Poste e
J'organismo architettonico con una limpidezza assai lan- Telegrafi, la cui equipe di progettisti opera sotto la dire-
tana dalle tormentate espressivita della corrente « bru- zione di Hideo Kosaka, raggiungendo risultati di note-
talista ~- vole livello. Ma volevamo notare il ribaltamento del fe-
l.,'ARCHlTJ.;TTURA MOJJ~HNA IN GlAPPONE 126
124 !llANfREDO TAFURl

uffici per la Nippon Sheet Glass and Co. (fig. 86) fanno
nomeno americana in Giappone, per quanta riguarda le chiaramente riferimento aU'Internalional Style, interpre-
influenze figurative ed anche di metoda: non sono in- tato nella sua accezione pili conformista ed america-
fatti gli enormi studi collettivi che danno una configura- nizzata (').
zione particolare alla produzione corrente, ma sono an- Ma mentre nel panorama giapponese il << razionalismo
cora le ricerche della nuova scuola che riescono ad indifferente •> e sempre piu limitato e sembra costituire,
influenzare profondamente anche le organizzazioni piu almena per osservatori lontani, un fenomeno in declino 'r
strettamente legate al grande capitale. e senza prospettive di sviluppo, la parola e decisamente
Fra le realizzazioni piu tipiche di Kosaka va ricor-
dato l'edificio della Cassa di Risparmio di Kyoto, siste-
alle giovani generazioni, che specie negli ultimi tempi
hanno esteso il loro impegno al problema dellq. citta e ....
mato all'interno di un giardino medioevale (fig. 84), dove della nuova dimensione della vita di relazione, di cui e
si puo assistere ad uno stupefacente colloquia fra il vo-
lume vetrato di pura marca razionalista ed il naturalismo
opportuno fare oggetto di tra.t tazione particolareggiata.
A questa punta e necessaria premettere alcune consi-
.._
simbolico di quella eccezionale preesistenza ambientale, derazioni generali che possono appunto servire per intro-
in un equilibria formale perseguito con rara dose di sen- durre il discorso suUe utopi e urbane giapponesi degli ul-
sibilita. Un equilibria che Kosaka aveva gia espresso nel timi anni. E indubbio infatti che Ia grande vitalita del-
Centro culturale della prefettura di Aichi e che ritro- l'architettura moderna nipponica ha come controfaccia
viamo nell'edificio della Cassa di Risparmio a Nagoya; una deficenza strntturale in sede di pianificazione sia
rna di fronte a tali perfette simbiosi di metodologie ope- economica che urbanistica.
rative moderne e spirito classicistico siamo tentati di Gli architetti giapponesi sono chiamati a scegliere
denunciare un che di evasivo, specie rispetto alia dram- fra due categorie di committenti fondamentali, il capi-
matica riproposizione della storia e della tradizione ope- tale privata e le autorita pubbliche. II concentrarsi delle
rata da Tange o da Mayekawa. migliori energie in quest'ultimo settore, l'erigere come
Interessanti anche le ultime opere della studio Nik- ~imboli di una nuova struttura sociale e di nuovi rapporti
ken, peraltro assai discontinue fra loro, data l'organizza- urbani gli edifici per la vita associata, il sottolinearne
zione inten1a del lavoro che conduce ad una personahz- l'espressivita spesso in modo scontroso e sempre con l'in-
zazione delle singole esperienze rna non certo - e sa- tenzione di presentare un'altemativa, sono i risultati di
rebbe impossibile, date le dimensioni della ditta - ad una chiara scelta da parte della nuova scuola giapponese,
una caratterizzazione dell'apporto collettivo. Cosf, mentre che dichiaratamente tende a far assumere il ruolo di pro-
nell'ottima biblioteca per l'associazione chimica giappo- tagonista delle sue architetture alla popolazionc intera,
nese a Tokyo la contenuta espressivita delle strutture riscattata dalla funzione di consumatrice passiva in cui
esibite con decisione e la vigorosita del dettaglio ci fanno gli ingranaggi produttivi neocapitalistici vorrebbero re-
pensare ad un'originale interpretazione della maniera di legarla.
\lll Sakakura, la biblioteca costruita per l' Accademia

Otsuma (fig. 85) nei pressi del Palazzo Imperiale di To-


(') Negli Uffici della Nippotl Sheet Glass and Co., anzi, e preseute
kyo sembrerebbe riportarci ad alcune esperienze di
un palese elogio del prodotto in funzione pubblicitaria, tipica di altre
Togo Murano, laddove il Club House per i dipendenti diverse costruzioni progettate dai grandi studi collettivi.
della Banca Tokai a Nagoya, ed ancor piu il palazzo per
126 MANFRF.UO 'rAFURl l} ARCHll'I!.'T'fURA MOI>ERNA lN GIAPPONF. 127

Manon casualmenteabbiamo sempre trovato, nel corso di questi:ultimi anni hanno quindi un'ulteriore spiega-
della nostra analisi, • pezzi • isolati, al dl fuori di anche zione, come compensazione di tali deficienze, se non co-
parziali complessi unitari o sistemazioni cittadine; co- me ·protest<simboliche: gli architetti, obbligati a pro-
me per tanti fenomeni dell'odiemo assetto civile e po- dune pezzi isolati, a mo' di monumenti, in tessuti che
vanno aumentando il lora disordine e la loro irraziona-
lita, accentuano con intenti denunciatari quello stesso
carattere di rottura e di isolamento lora impasto - si
pensi agli appartamenti << Harumi * di Kunia Mayeka-
wa - con un procedimento che presenta alcune analogie
con quello messo in opera dagli architetti brasiliani (1 ).
Il brutalismo apparira ora anche come una sorta di
autodifesa dell'architettura modema giapponese. Una
difesa che e contemporaneamente un attacco, ritrovando
in questa suo duplice carattere una ragione etica che
ne compensa gli inevitabili squilibri e ci pub far perdo-
nare, o almena giustificare, gli eccessi e le crisi che non
abbiamo mancato di riconoscere.

CAPITOLO IV
I!ITZl S~a.lv.-dl

- ---
~
......
Zo.e ,.._.d,oi:I&IJ B•n

~ ._ Le esperienr.e urbanistich.e
z-·--~ldl

1111 l.etorllado,~~lrtUt IIPOcl•lkutl

tm:ll ltnwt -"adiYirt&!J r) La realta urbanistica ed -it piano regolatore di Tokyo.


0 UM rl!mJ IAdll.llrildlb ....

c:J Abbiamo separato la trattazione delle esperienze


urbanistiche giapponesi da quella delle esperienze ar-
chitettoniche, data la particolarita della vicenda giap-
12. Lo!nonlng• di Tokyo attuale. ponese in questa campo. Si e accennato agli squilibri
dovuti ad una mancata pianificazione economica ed
litico del Giappone, anche qui Je contraddizioni assumono
caratteri estremistici; alia fertilita ed alia prepotente (') c .. . Ia concitazione formale (dell'archilettura brasiliana]
espressivita dell'architettura corrisponde l'assenza quasi e senza dubbio in parte ·detenninata da un alteggiamento difensivo
totale della piani:llcazione, privando quindll'architettura rispetto a1 caotico ambiente urbaoo cbe si addensa intorno ..• il for-
malismo sorge, come in Scandinavia, in presenza di un assetto so-
del suo phi autentico e dir~tto presupposto. L'esaltazione ciale stabile e fortemente caratterizzato - laggiu una societa livel-
espressionistica, i1 brutalismo, l'aggressivita di tante opere lata e un'economia basata sulla cooperaziooe, qui una societa
128 MAN~'REDO TA~'Uitl J} ARCHITI!.'TTURA MODERN A IN GIAPPONE 129

urbanistica del Paese; fenomeno d'altra parte tipico mancare del tutto o si manifesta in programmi settoriali,
di ogni societa all'inizio delle esperienze capitaliste mo- scissi in senso sia verticale che orizzontale (programma-
derne: all'indomani del conflitto mondiale, la pianifi- zione urbanistica non sostenuta da programmi economici
cazione appariva in contrasto con quell'espansione, o programmi limitati a zone singole, al di fuori di preci-
prima ancora che politicamente inattuale. sati assetti territoriali) prendono forma proposte di
Solo relativamente tardi l'esigenza di una programma- nuove organizzazioni m·bane che tentano di superare
zione entra a far parte dell'assetto politico giapponese, di un balzo, sulla base di una accentuata espressivita
in accordo con lo sviluppo economico generate che, rag- delle immagini, i limiti e le remore imposte dalla realta
giurito uno stadio avanzato, rende evidente la necessita politica e sociale.
di programmi coordinatori: ed anche nel Giappone Ia Utopie di citta come reazione e denuncia, dunque:
pianificazione urbanistica viene affrontata isolatamente, ma se le proposte recenti di Tange o dei piu giovani gruppi
al di fuori di un'organica politica economica di piano (1 ). si esaurissero in macchinose formulazioni protestatarie,
Ma per l'osservatore esterno hanno un particolare illoro significate nel quadro dell'ambiente internazionale
interesse le reazioni della parte phi viva della cultura sarebbe limitato e contingente.
architettonica giapponese ad una Situazione urbanistica Se si !\frondano queUe visioni in gran pal'te avvem-
generale la cui caoticita e solo parzialmente rapporta- ristiche degli aspetti velleitari o di intenzionale pole-
bile -perle proporzioni e le caratteristiche che assume mica se ne puo tl·arre pili di una indicazione i cui valori
in Giappone - alia caoticita delle citta europee, e forse, possono incidere sull'intero movimento moderno. La
persino americane: negli ultimi tempi, come e noto, lo esasperazione dell'utopia, nell'affannosa ricerca di una
ambiente internazionale si e rivolto di nuovo con inte- « nuova dimensione » dell'assetto urbano e della configu-
resse accentuato al Giappone, questa volta non per razione degli insediamenti contiene, infatti, una spinta
assorbire da esso una lezione direttamente contenuta da non sottovalutare superfi.cialmente, che suona come
neUe realizzazioni dei suoi architetti, rna per valutare monito al movimento moderno, ricordando il suo impegno
il grado di rispondenza alle esigenze nuove poste dalle nella definizione degli elementi della « citta nuova •
metropoli moderne e dai nuovi sistemi di vita, delle costantemente sfuggiti al controllo degli architetti ed in
proposte contenute in una serie di « utopie urbanistiche * generale della cultura per assumere invece una forma
peraltro estremamente attuali. dettata dallo sviluppo della societa capitalista da un
Ecco quindi apparire una dicotomia non certo nuova; lato, e dalle autolimitazioni culturali ancora in auge nei
mentre la pianificazione reale come sintesi globale ed paesi retti a democrazia popolare, dall'alho.
organica degli interventi economici e spaziali viene a L'espressione formale e la proposta di nuove orga-
nizzazioni urbane come spinta verso un riassetto della
gerarchica e un giovane capitalismo in piena espansione - cbe intera societa: in tal modo non si rischia di ricadere nella
esige percio un'appropriata rappresentazione simbolica 1. L. lh:- illusione ormai spenta della «rivoluzione dei tecnici •> gia
NEVOLO, op. cit., Vol. II, pag. 981 e pag. 982.
(1) Cfr. 11 capitola Town planwing ita evolution nel saggio del criticata? Anche limitando l'azione dell'architetto al
RICHARDS citato, pagg. 203-204, e MANABU TAJIMA, 1 quattro periodi campo che gli e proprio, vale a dire all'organizzazione
dell'urbanistica giapponese, in • Casabella continuita •, 1963, n. 273, spaziale, non sussiste il pericolo di cadere in esasperazioni
pp. , 16-29. dimensionali, alla fine povere di contenuti?
0.
130 MANFREDO TAFURI I.'ARCHITE'L''l'{TRA MOilJo;I!NA IN GlAPl>ONI\ 131

Non sembra che i giovani giapponesi si siano espli-


citamente posti tali interrogativi legittimi, la cui risposta,
anzi, dovrebbe costituire la base di partenza e l'ipotesi
prima da vcrificarc nella realta : lo stesso Tange, che <:i
offre un serio studio cki fenomeni Lli sviluppo della me-
tropoli contemporanc<l, sottintende infatti il pill ampio
discorso cht- Ia porhd <. del s11o progetto neressariament"
implica.

Per valutare nelloro esatto significate le proposte dei


giovani giapponesi, occorre un sommario esame della
struttura legislativa e della programmazione che prende I
·I'~
forma nel centro dec:.sionale della nazione, l'unico in ,_...
cui sia stato studiato un programma di interventi coor- I '
dinati, per quanta, •:orne vedremo, assai criticabili.
Nel 1956 viene em3.nata una prima Iegge per strut-
turare tutto il vasto territorio connesso economicamente
ed urbanisticamente eon la capitale: la legge per lo
sviluppo della Regione di Tokyo e congegnata in modo
da impedire, all'interno dell'area urbana vera e propria,
ogni ulteriore concentrazione di insediamenti residen-
ziali o di attrezzature' industriali, mettendo quindi in
opera una politica di decentramento, nel tentative di
impedire, anche se provvisoriamente, l'ulteriore con- I ) Zona r&glonole .
gestione del traffico (1). I::::::J Zone urbalne.
Con tale provvedimento legislative la citta vcniva
liiiiTII Zane lnterm8dlalr 9 .
legata strettamente al t erritorio ad essa interdipendente;
all'interno del comprensorio territoriale si procedette 13. Sche1na regionale del piano di Tokyu. JIITilil Zones r6sarv8es.

successivamente all'individuazione di tre zone distinte ~ Zones a devalapper.

e funzionalmente caratterizzate : una zona urbana, una Llmltes d&partemantalcu.

cintura verde, una zona periferica. La zona urbana, a! Voles feu4es .


cui intemo e perme!;sa un'edificazione intensiva. si e VIllas satellite~:.

(') Cfr. Situazione e prospettive della citta di Tokyo, in • lnfor-


llld lio rd urbani;Iiche •, rgcir, 11. 3-4, p. 34-45.
132 MANFREDO TAFURI L' AHCHJTETTURA MOilERNA IN G IAPPONt: 133

estende per un raggio di quindici chilometri circa intomo nel 1958, regola la creazione delle nuove citta-satelliti,
alia stazione centrale della citta: in essa e prescitta una precisandone i meccanismi di :finanziamento; una se-
destinazione pressoche esclusivamente residenziale, con conda Iegge, emanata l'anno seguente, regola in:fine i
parlicolari limitazioni e controlli per l'impianto di nuove criteri di impianto delle nuove industrie e delle attrez-
zone industriali. Nella cintura verde, che si estende per zature pubbliche nelle zone residenziali, sia di vecchia
dieci chilometri oltre l'area urbana, e invece impedita che di nuova costruzione (1).
Ia costruzione di nuove zone residenziali: quelle esistenti, Non insisteremo sulle de:ficienze di strumentazione
sottoposte a ridimensionamenti, vengono attrezzate come vera e propria; e piu interessante valutare gli aspetti
vere e proprie citta satelliti. Nell' area periferica, in:fine, culturali insiti in quegli strumenti e noteremo subito
cbe circonda a sua volta la cintura verde fino ad una di- l'evidente affi.nita fra le soluzioni prospettate per Tokyo
stanza massima di circa cento chilometri dalla stazione con quelle sperimentate nel famoso piano della «grande
centrale, e previsto l'impianto di nuove citta satelliti Londra » di Abercrombie e Forshaw. Ritroviamo Ia
(dis. 12 e 13) dotate di servizi autonomi e di strutture tipica concezione anglosassone del decentramento insieme
produttive adeguate, nell'evidente tentativo di rag- al tentativo di controllare gli sviluppi economici ed ur-
giungere un razionale decentramento dell'organismo banistici di una metropoli giunta ad un livello non piu
cittadino (1). L'esecuzione di tale vasto programma sostenibile di concentrazione, tramite una serie di inter-
viene devoluta ad una « Commissione per lo Sviluppo venti dall'estemo, che dovrebbero assumere funzioni
della Regione della Capitale Nazionale 1> di nomina go- rieliquibratrici per l'intero sistema. Nell'applicazione
vernativa, responsabile degli studi e della redazione del
piana regionale. II piano, a sua volta, si compone di (') NonsipuoparlareinGiappone di una vera e propria pianifi-
un piano territoriale generale e di programmi di costru- cazione dell'edilizia, neanche a carattere popolare. Comunque,
zione: il primo, con il compito di stabilire le linee generali quattro sono i tipi di abitazione costruite con sovvenzioni o fi.nanzia-
della programmazione, e valido a tempo inde:finito, i menti statali:
a) edi!izia realizzata esclusivarnente con fondi statali;
secondi hanno invece una validita decennale e si attuanu b) edilizia realizzata dagii enti locali con contributi dello
mediante programmi annuali redatti in base agli stanzia- Stato peril so%, distinta in due categorie : per classi a rnedio reddito
menti decisi dal Govemo e previsti dalla Iegge per lo e a reddito rninirno, di cui le case della prima categoria vengono as-
segnate per sorteggio, secondo dornande accompagnate da speci-
sviluppo della regione.
fi.che referenze;
A tale Iegge, si affi.ancano due provvedimenti speciali: c) edilizia rea!izzata dalla t Japan Housing Corporation •
Ia Iegge per lo sviluppo delle aree urbanizzate, emanata con fondi statali e capitale privato;
d) edilizia realizzata dalla • Housing Loan Corporation •,
(.1 ) La pid importante di tali • ciWt-satelliti •, Hino, a 40 Km. (Cassa Prestiti per l'edilizia), che favorisce i cittadini con mutui a
dalla citta, dimensionata per 3o.ooo abitanti, e attualmente realiz- basso tasso garantiti dallo Stato.
zata quasi totalmente raggiungendo i ventimila abitanti. All'insedia- Cfr., oltre a • Informaz. Urb. •, cit., a pag. 40; }IRO HAYASHIDA,
men to residenziale corrisponde ad Hino un decentramen to industriale Comments on the Housing Financing Corporation's Houses, in:
iniziato nel 1957, fra cui quello di molte imprese gia installate nella t Sinkentiku •, 1956, n. 9, p. 33-34; MoToo MIYAZAKI, Character
capitale; lo sviluppo del nuovo nucleo ein gran parte dovuto all a piu of Housing financing Corporation, in • Ibid t, p. 54-55; RvuiCHI
grande societa imrnobiliare giapponese, Ia japan Homing Corpo- HAMAGUCHI , Image of a family as Reflected in Room Arrangement,
ration, che ha costruito un gran numero di alloggi in serie per i di- in: ¢Ibid •• I'· s6-s8; FUMlO HAYAKAWA, Popular Choices in House
pendenti dell'industria~ Cfr.; Informazioni urbanistiche • cit. pag. 44. Pla11s, in • Ibid t p. 59-61.
134 J\fi\NFRF.OO TAfURJ L'ARCHITiiTTURA MODERNA IN GlArPONl\ 135

giapponese, tuttavia, e sin troppo facile riconoscere • Metabolism & - nome con il quale il gruppo intende
un'accettazione del tutto acritica di un tipo di piani- simboleggiare la sua visione della societa come continuo
ficazione, che gia nel 1956, all'epoca di pubblicazione sviluppo di un processo vitale - i cui membrf fonda torr·
del piano di Tokyo, si presentava in parte superata, pur sono, oltre a Kikutake, ad Otaka e Maki, che abbiamo
rimanendo a costituire un caposaldo nella storia della gia ricordati, l'architetto Noriaki Kurokawa ed il gio-
urbanistica moderna. vane critico Noboru Kawazoe.
Calza quindi a proposito per questa operazione di ~Quando una societa ha assimilato una tecnica archi-
passiva traslazione in giapponese di una esperienza che tettonica, l'architetto deve confrontare questa tecnica
parte da radici storiche di ben altra consistenza e portata, con le proprie concezioni. Le tecniche non hanno realta
il severo giudizio espresso da Tange: <<La nostra ammi- sociale che nella misura in cui esse conducono dalle
nistrazione, - egli ha scritto, (1) - non conosce che la realizzazioni; le parole che le deiignano con i loro pri-
ricostruzione, che la riorganizzazione dopo Ia catastrofe. mitivi significati tecnici, fisici e funzionali divengono pa-
Essa non vede la necessita di impedire nuove catastrofi role d 'ordine nelsen so essenziale delfenomeno sociale >> (').
per mezzo di nuovi, costruttivi programmi ~. Co sf scrivono i giovani arehitetti del gruppo «Metabolism>>
che nel 1960 pubblicano un volumetto nel quale docu-
mentano le loro personali ricerche con una serie di gin-
·, :)..Jl gruppo « Jvletobnlism » ed il gruppo ~ Neo-i'vfastoba >>.
stificazioni teoriche, in parte sovrapposte palesemente,
rna in parte estremamente interessanti, anche come te-
La costruzione delle nuove citta-satelliti, gli incentiv.i
stimonianze di un clima, di un atteggiamento significati-
al decentramento industriale e gli ulteriori provvedi-
vo nella cultura dell'odierno Giappone. (2).
menH legislativi non hanno che minimamente intaccato
la caoticita della capitale giapponese: il poderoso sviluppo
(') NoRIAKI KuROKAWA, Propositions d'urbanisme au ]apon,
di Tokyo e l'evidente imideguatezza della :ma struttura in • Architecture d'aujourd'lmi $' 1962, n. 101 p. 84.
urbana, insieme all'inefficienza dei programmi ufficiali, (') KIYONORI KIKUTAKE, NosoRu KAWAZOE, MAsATO 0TAKA,
hanno cosi dato luogo ad una serie di proposte utopistiche FUMIHIKO MAKI, NoRIAKI KuROKAWA, • Metabolism 1960, The .,__
proposols for new urbanism», Tokyo 1960.
per la soluzione dei complessi problemi urbanistici, dove
• La nostra concezione per la c~tta del futuro - scrive N. Ka-
l'utopja e appunto il correttivo piu 0 menoJ giustificato \vazoe- deve essere tale c!a comprenderne in se il disordine, da ri-
di qu~lle deficenze. cavare in mezzo ad esso un nuovo ordine ... Quando, pertanto, noi
Ad un livello notevolmente alto di ut:>picita sono presentiamo una "immagine totale ", non vogliamo affatto specifi-
care dettagliatamente come puo essere la citta del futuro •·
infatt~ condotte le ricerche urbanistiche del gruppo
• ... Le n6stre proposte non sono molto di piu, in sosta.nza, cbe
meri frammenti di un'immagine, o anche suggerimenti su quelli che
( 1 ) Cit. in: U. KuLTERMANN 1 of'. cit., pag. 14. Nd 1961, comun- ci sembrano i metodi e le vie da prende•e •·
que, il governo ha accett~to la p<oposta di fondazionE> di una Fa.colta • ... Lasciateci nutrire innumerevoli nuove utopie. Lasciale che si
di U•banistica presso l'Universita di Tokyo, promos~a nel'6o dall' As- facciano proposte senza fine, cosf che ognuno possa essere stirnolato
sociazione degij Architetti giapponesi. 11 l960 p.uo e..<:SE>..re pertanto a vicenda dagli altri e pervenire a un progressivo arricchimento e
considento un anno cruciale per il risveglio urbanistico giapponese; chia.rificazione •·
fu nel rpaggio '6o, infafli, che al Congresso TnternazillnaJe di Dmgn • ... La citta del futuro deve essere Ia sede dell'unita dell'Alte e
a Toky.p vennero presentate te utopie del gruppo • Mdabulum •, del progresso delle masse. Ovviamente, le libere e spontanee energie
mentre poco dopo Tange pubblicizzava il suo progetto per Tokyo. delle masse devono avere un ruolo effettivo nella costruzione della
136 MANFREDO TAFURl L' ARCRITETTURA MOI>ERNA IN GIAPPONF. 137

Dopo che il presidente della societa di costruzioni schematizzano in un settore di citta le loro istanze inno-
giapponese, Kyuro Kano, ebbe proposto la costruzione vatrici, come in una serie di paradigmi di riferimento
di una citta-satellite nei pressi della Baia di Tokyo, molti dal valore didascalico (1 ) (fig. 8g).
giovani architetti presentano progetti ancor piu ar- Caratteristiche comuni a tutti questi progetti sono
diti. Kano pensa ad un interramento del golfo sullo il' tentativo di introdurre una nuova scala dimensionale
esempio delle esperienze olandesi, cosf da acquistare al cui interno recuperare liberta sempre maggiori ed un
terreno senza le remore della speculazione edilizia, si- ricambio continuo nel tempo, e !'interesse per un natu-
tuando il nucleo satellite nella sua ;~;ona orientale· Ma- ralismo inedito, nel quale le proposte di Le Corbusier
sato Otaka va assai pili lontano: egli pro pone di costruire · sono esaltate sino a\ parossismo e legate ad un'utopismo
gli edifici d!rettamente sull'acqua, realizzando risparmi sociale spesso ingenuo. Scrive ad esempio Kikutake
del cinquanta per cento sui piano d'interramento, osser::-- commentando il suo modello di unita di abitazione mobile:
vando l'inutilita di un complicato sistema di dighe, quan- « Le grandi parti-pezzi dell'unita d'abitazione saranno
~o le fondazioni avrebbero comunque dovuto raggiungere montate nella fabbrica in prossiro.ita della Torre e, dopo
11 fondo del mare, mentre Noriaki Kurokawa -propone un attento controllo, collocate alla sua base lungo un
per il centro della citta un tessuto di abita:doni sospese anello di montaggio, da qui sollevate in cielo e infi.ne
sopra queUe esistenti. ancorate nella posizione stabilita. Come per un augurio
Un'ulteriore proposta, ancora piu ardita, e quella di fervido alla nuova unita familiare che sta per nascere, __
Kiyonori Kikutake che spinge fino aile estreme conse- il nuovo alloggio va a prendere il suo posto, su in alto nel
guenze I'idea dell'espansione verso il mare e propone cielo. La gente che abita nella torre e che vive in giro intor-
la costruzione di giganteschi zatteroni di cemento ar- no ad essa potra inviare gli auguri migliori alla nuova cop-
mato mobili sull'acqua, come basamento per nuclei pia, e la famiglia nuova accogliera con gioia non solo il suo
residenziali a torre per 3.ooo abitanti circa: la super- nuovo alloggio rna anche questa ascensione verso il cielo,
ficie dello zatterone offrirebbe poi spazi, per parchi, che simboleggia il suo andare a prendere un posto come
attrezzature pubbliche, basi aeree, ecc.; mentre le comu- membri della societa urbana t ( 2 ).
nicazioni con la citta verrebbero assicurate da Jerry- Sia nell'elaborazione delle proposte che nella stesura
boats~ direttamente da ogni nucleo residenziale (fig. 87). delle loro giustificazioni teoriche, i giovani del gruppo
Fra le proposte pili interessanti pubblicate nel vo- «Metabolism&, pur dimostrando una notevole vitalita
lume del Ig6o sono la proposta di Kurokawa per una ed un sincero slancio verso soluzioni di tipo nuovo, ri-
unita d'abitazione orizzontale a piastra, pensata come mangono impigliati in un troppo generico avanguardi-
unita residenziale agricola, dove all'interno della strut- smo di maniera, dove i grandi problemi sociologici ed
tura vengano assorbiti tutti i servizi collettivi e, le infra- umani sono trattati in una dimensione talmente astratta
strutture (fig. 88); ed il progetto di Otaka e Maki che
(')" Vedi «Metabolism 1960 • cit. Si veda anche l'articolo citato
citt~. Da1 memento che Ia succitata " architettura ddotta a parti " di NORIAKI KUROKAWA.
sari! soggetta ad ogni combinazionc, s~tcond o Ia libera volonta delle (') Cfr. t Metabolism 1960 • cit. II progetto di Kikutake e stato
masse, J'aspetto della citta non sam niente atratto unico e pretis· illustrato da Tange al convegno tiel' 59 dei ClAM ad Otterloo. Vedi:
sa to, come ~ avvenuto nno ad oggi •· N. KAWAtoe:, The city of tlte « ClAM '59 in Otterloo •, (Dokumente der modernen architektur
future, in • Zodiac '• 1962 n. 9· herausgegeben von ]iirgen ]oedicke), Stuttgart, 1961, pp. 184-185.
138 MANI•'RgiJQ TAFURl J./ARCHITI\TTURA M.om;RNA IN laAPPONI•; 1:m

e metaforica da perdere ogni traccia di poo:sibile sviluppo postato dall'architetto giapponese come analisi delle
metodologico: venendo meno, di conseguenza, proprio contraddizioni e degli sfasamenti provocati nel mondo
quel mordente e quell'incisivita cui l'utopismo delle loro moderno dalla velocita di trasformazione in atto neUe
proposte tende palesemente. strutture sociali, che gli strumenti culturali, oggi in
Documentando ancora i numerosi progetti utopistici nostro possesso, non sono capaci di controllare. Ma la
di <t citta-future •> dei giovani architetti giapponesi, discrepanza fra tecnica e bisogno di umanizzazione del
quello del gruppo « Neo-Mastaba *• per quanta assai mondo tecnocratico non e ritenuto male fatale ed ine-
meno stimolante e ricco di indicazioni concrete, assume vitabile: _Tarige, al contrario, assegna come compito
un certo interesse per la nuova organizzazione delle principale agli architetti moderni la soluzione di quel
strutture urbane proposte, basate su piramidi strutturali contrasto, « ma per arrivarci i metodi e la terminologia
all'interno delle quali sono gettati i piani liberi raggiungi- attuali sono inefficaci - egli scrive, (1) - e necessaria
bili mediante elevatori a cremagliera, disposti lungo le creare un nuovo modello di insediamento urbana •>.
ossature portanti a 45°. <t La casa, la strada, il quartiere, questi differenti
Ma siamo qm m presenza di un'utopitz per l'utopia, livelli di comunita, sono gli elementi che compongono la
che si rivela non molto lantana da un nuovo tipo di citta. Ogni elemento deve avere un certo grado di unita
accademismo, e che e trattata come fine di una ricerca e e di perfezione e, nello stesso tempo, restare aperto verso
non come strumento di rottura per una ~:uccessiva con- il livello superiore per creare in tal modo una pin ampia
creta costruttivita: un limite, questa, presente in ogni entita. Noi dobbiamo prendere in considerazione la
operazione di avanguardia, rna in particolare per quelle conservazione dell'identita di ogni livello e, nella stesso
giapponesi, in tutti i settori dell'arte. tempo, dobbiamo rendere comprensibili ed accessibili
il valore ed il signifi.cato di ogni singolo elemento allo
3) Le ricerche di Tange. interno del sistema generale *·
«Quanta a trattare il problema dei legami fra le di-
a) Il piano del MIT per Boston. - Tutti i progetti verse funzioni della citta, i mezzi moderni di trasporto
che abbiamo ricordato brevemente costituiscono in introducono nuove possibilita: le autostrade. Ma la
certo modo le anticipazioni e le conseguenze della proposta scala superumana di queste ultime manca di omogeneita
di Kenzo Tange per Tokyo, che ha la sua premessa me- con le forme architettoniche gia esistenti: il che non si-
todologica nella esperienza didattica compiuta dall'ar- gnifi.ca naturalmente che la scala superumana debba
chitetto giapponese in America. essere rigettata *· II problema sara invece di fondere in
II grande successo internazionale ottenuto, infatti, un unico organismo urbana sia la nuova scala dimensio-
gli aveva procurato !'invito alla Cattedra di urbanistica nale propria aile moderne strutture di comunicazione,
del Massa.chusset Institute of Technology, (il cui titolare sia l'istanza dell'umanizzazione delle nuove tecnologie:
e Pietro Belluschi), alla quale egli rimase dal settembre una ricerca, in fonda, tesa a dare una dimensione autenti-
del I959 al febbraio del rg6o. camente sociale alle tecniche alienanti del mondo neoca-
I1 tema proposto da Tange agli studenti del 5o anno, pitalista.
-lo studio di un nucleo residenziale per 25.000 abitanti,
situato all'interno della baia di Boston - veniva im- (') Cit. in: «Architecture d'aujourd'hui t, 1961, n. 98, p. 58.
140 MANI"REDO TAI'URl L' ARCHlTETTURA MODERN A IN GIAPPONE 141

Ma gia in ta.le impostazione possiamo riconoscere una gerarchia di funzioni che corrisponde alle premesse teo-
forte componente culturale di natura razienalista ; le riche impostate da Tange. La grande struttura trian-
dimensioni spaziali ed espressive della citta vengono golare determina un nuovo paesaggio alla scala della
chiamate a risoivere conflitti e problemi di natura so- natura; in essa e pertanto strutturata ed integrata la
ciale, come se il controllo uelle strui.ture o dei comporta- scala superumana propria alle nuove tecnoglogie, mentre
menti sociali potesse essere attuato mediante la struttura sempre all'interno della medesima struttura trovano
fisica della citta. posto la scala delle attivita di massa e quella umana
Tale residua di natura costruttivistica renqe in parte propria alla vita quotidiana e individuate.
astratte le proposte dj Tange, (rna in misura assai minore «Le case - spiega Tange, (1 ) - formano insieme
di quelle dei giovaui utopisti che abbiamo esaminato) uelle piccole strutture all'interno delle quali puo anche
a.ocbe se Ia specitlca soluzione dei problemi geoerali essere cambiata la loro forma. A questa "microscopico.,
dell 'aspetto urba no e la strutturazione~ dei suoi complessi livello, i dettagli e la disposizione stessa della casa pos-
m:ganismi banuo un valore at1t0nomo nel quadro di una sono indifferentemente con:figurarsi secondo il gusto di
ricerca tesa ad individuare le nuove oomponenti della ciascuno. Cio significa che esiste la possibilita di distin-
eitta contemporanea che va al di 13. del1e sue stesse pre- guersi individualmente nell'ambito del sistema •>.
roesse prog.rammaticbe. Sui tema proposto da Tange agli Quindi il <t sistema ~ coordina le diverse scale di
studenti del M.I.T. sette equipes di lavoro presentarono attivita, au ognuna delle quali deve corrispondere un
le loro conclusioni, fra cui quella che esaminiano venne diverso grado di liberia che si esprime in un diverso
giudicata come la piu rispondente al pensiero dell'archi- ordine formale. Alla scala della vita collettiva corri-
tetto giapponese (fig. go) . sponde cosi, nel progetto degli studenti di Tange, una
La nuova citta p rogettata dal gruppo prescelto e struttura fissa che determina puntualmente una «con-
organizzata su di una gigantesca struttura primaria a figurazione )) della citta, come alla scala della vita indi-
sezione triangolare formata da grandi portali sostenenti viduale corrisponde un massimo di liberia permesso
due ordini di piattaforme: l'una verso l'interno della dall'organizzazione delle abitazioni: rna il valore della
struttura primaria, cbe contiene vari livelli di strade di proposta sta appunto nell'integrazione, nel coordina-
circolazione, l'altra verso l'esterno, sulla quale, anche mento in un solo grande complesso delle diverse funzioni
qui a vari livelli, possono trovare posto gli edilici di abi- alle varie scale.
tazione ad elementi industrializzati. Alla base della In tal modo all'organizzazione della vita contempo-
struttura triangolare e organizzata poi la rete di circo- ranea nella societa neocapitalista viene offerla un'ipotesi
lazione principale composta, a sua volta, da tre livelli di « integrazione » urbana diretta a combattere la stessa
di diversi mezzi di comunicazione: Ia metropolitana sot- alienazione umana, favorendo quindi un'ulteriore
terranea, !'autostrada ad un livello superiore ed una integrazione anche al livello individuate.
monorotaia appesa alla piattaforma principale (fig. 91). Anche se l'evidente utopismo sociale della propo-
Le arterie secondarie, dislocate alle varie altezze, sta puo apparire in certo senso ingenua, va ricordato che
si collegano inoltre per mezzo di rampe allivello principale
di circolazione. (') KENZO TANGE, Relarione al progetlo del M.l.T., in 'The
In tale organizzazione urbana si esprime una palese Japan Architect t, ottobre 1960.
- - -- -
142 MANFREDO TAFURJ L'ARCHITE'fTURA MODEllNA IN GIAPPONil 143

per Tange la soluzione prospettata ass~me un valore proponeva nel 1960 per la riorganizzazione di Tokyo.
strumen tale: 1' im portanza di tale progetto t'~orico , d unq u e, Ancora un progetto utopistico, dunque, almeno nei limiti
piu formula dimostrativa di un teoren1a urbano che pro- delle sue possibilita di attuazione, rna anche un progetto
posta 'immedia:tamente sfruttabile, risiede i.o primo luogo estremamente stimolante, come prova i1 grande interesse
nel suo ·valore didattico, sia nei Tiguardi degli stlldenti internazionale ottenuto e le discussioni da esso suscitate.
- per i quali Tange distrugge ogni residuo di ordine Tange, nel reimpostare una fenomenologia della citta
tradizionale della citHt, spingendoli a ripartire da zero contemporanea, parte subito da una dichiarazione di
alia ricerca di una dimensione it1edita e' eccezionale cor- fiducia circa le possibilita ed i valori della metropoli
rispondente all'ampiezza di scala dei fenomeni sociali ed che non ritiene, contrariamente a tutta la cultura anglo-
economici della civilta contemporanea - sia nei riguardi sassone ed americana, da Howard a Mumfm·d, fenomeno
della societa di massa, per stimolarla a ricercar.e un assetto anormale dovuto esclusivamente agli squilibri dell'• in-
nel quale le contraddizioni e le alienazion_i provocate da sensata citta industriale )). La comparsa, nel ventesimo
una malintesa e sempre piu integrate te~nocrazia, pos- secolo, di enormi agglomerati urbani, con popolazioni
sano trovare una soluzione autenticamente umana. di 10 e piu milioni di abitanti e considerata non piu
Cos{ tutti gli aspetti criticabili di -tale ricerca: la un male da curare con tentativi piu o meno utopistici
astrazione del tema chiuso in se stesso, l'isolamento a di negazioni della stessa struttura cittadina, ·rna iappre-
bella posta introdotto da ogni contingenza e da ogni sentano invece un salto qualitativo talmente notevole
Jega.me con la citta esistente suJ!a terraferma, l'indipen- da rimettere in gioco tutti i presenti metodi di controllo
denza da ogni probletna strettamente economico o legi- urbanistico. Il caos e la paralisi, che dominano Tokyo
slativo, vanno giustificati dalla volonta di dar forma, non come tutte le grandi citta contemporanee, sono appunto
ad un modello ripetibile e forse neppure ad una proposta conseguenze dell'assoluta inadeguatezza ed anacronismo
lla far divcnire realta nel tempo, hens{ ad un metodo di degli strumenti di intervento elaborati dalla cultura e
reimpuslaziuue dci problemi, capace di stimolare n uove dalla societa. del nostro tempo.
pitt ax :w zatc ricer.che d<t real izzare quc ndo Ia socie1 a La rivoluzione tecnologica in corso e infatti per
sara rliYcnnta cnsciente della !oro neces~;ita. Tange causa di mutamenti nel sistema ecouomico e nel
b) it t.!f'-..11 <' th 1"ok~J'O . - II progetto di Bostuu c.osti- sistema sociale che, avviando a forme di liberta pili
\ tuiscC, come a bbiamo gia osservato, la preruessa teorica elevate, non sono da condannare di per se stessi: il pro-
al progetto ~;h e Tauge, insien1e al suo gru ppo di ricerca (1), blema sara piuttosto di sottoporre a controllo quei mu-
tamenti, in un'organizzazione che renda vitale e progres-
siva quella stessa rivoluzione tecnologica.
(') KENZO TANGE, KOJI KAMIYA, ARATA !SOZAKI, SADAO
Ma il problema piu pressante ed evidente introdottu
WATANAIIF. ., NontA.K I l{unoKAWA , HF.tKI [{on.
J~ vroprio l'attcgg:iamento nei riguru:di dell'arohitettura e dell'ur- dai grandi fenomeni di produzione e distribuzione propri
bu nisti,ca cbe phi ci interessa d.e ll'ultima attivi ta di Tange: concepire ai nuovi cicli economici, tale da influenzare profondamen-
itt[alt i l'architettura come una • scienza • e sottoporla di conse_g uenza te la stessa organizzazione della societa, e quello delle
;~d una analisi rigoros·a e un compito cui atlualrnente gli architetti comunicazioni di massa.
non vossono pitt srnggire, e Taoge climostra a tal proposito cbe iu
carte situazion.i un minima di distacco dalle conli·,;gt~>!e 1! Ia premessa La parte di popolazione interessata a tali processi di
necessaria ad una ricerca sci en tifica. circolazione economica, Ia - ~ popolazione industriale
~ ·-- -- - ·- --- - ------
144 MANFREDO TAFURI

terziaria &, e quella che ha subito negli ultimi decenni


il maggior incremento : le stesse grandi citta stanno sem-
pre pili assumendo il carattere di centri decisionali e di-
rezionali per l'economia e per l'organizzazione d 'interi
territori, quando non addirittura, come Tokyo, della
intera nazione.
• Quello a cui mi riferisco con •• organizzazione , ,
non e una singola impresa - scrive Tange {1 ) - e nep-
pure e fisso, ne limitato. Per contra un tipo di organiz-
zazione che risulta dall'invisibile rete di comunicazioui
determinate dalla rivoluzione tecnologica, ed e un'orga-
uizzazione aperta di cui e possibile qualunque combina-
zione di funzioni con funzioni, di funzioni con uomini,
di uomini con uomini. .. Grazie a siffatta organizzazione
le funzioni individuali si raggruppano cosi da formare Ia
funzione complessiva d'una .metropoli con dieci milioni
d'abitanti >>.
La componente base dell'organizzazione e Ia co-
municazione che permette di ristabilire una rete di
relazioni tali da integrare liberamente le varie fun- 84) H. Kosaka,
zioni sociali che lo sviluppo produttivo tende ad Cassa
atomizzare sempre di pili; le comunicazioni sia dirette di Risparmio
(strade, ferrovie, metropolitane, ecc.) che indirette, a Kyoto.
{telefono, telegrafo, ecc.), ricostituiscono un'unita ad
un livello superiore di liberta di scambio che e caratte-
ristica della nuova dimensione cittadina. La citta quindi
diviime un complesso aperto, mantenuto unitario dalla
fitta e complessa rete di comunicazioni (•).
Ma la struttura fisica delle citta attuali, e Tokyo in
particolare, e ben lantana dal pater sopperire a tale
mutamento dimensionale: Tange critica quindi le ipotesi

(') KENZO TANGE, Un piano per Tokyo, in • Casabella conti-


nuita •, rg6r, n. 258, p. 7.
(') Nel concetto di organismo urbano come complesso aperto
dinamico nP.l tempo e nello spazio, ritroviamo i termini dell'odier-
no dibattito sulla cittd terriwrio, sebbene la configurazione proposta
da Tange rlsulti poi estremamente individuata e precisata.

di Osuma.
-

80) Stndio Nil<ken, 87) I<. Kitutakc,


l'al<~zzn per 1.'ffici Oce<llt City.
per Ia Nippon Sheet Gl'lss Co. I r

88) N. Kurokawa,
Uniti1 reside11zialc agricola.
- ~- -- --
5T.ZJONE

IE ' X'ilil

:llal<i, ~1. Otaka


Sctton· l.'rha11o.
r st11cl011Li clrl ~liT,

SLZ!ONI:.

gr) K. Ta11g-e e stLiclenti clel ~liT,


Proposla per Boston,
sezjone.
93) K. Tange,
Proposta per Tokyo,
Ia zona commerciale.

94) K. Tange,
Proposta per Tokyo,
prospetto e pianta
della zona

92) K. Tange,
Proposta di piano per Tokro,
planituetria generale.
- - ----.,. -
1
--~ -- -=--- -

L':\HCHII'EI'TURA 1\:fOilEHi\"A .1:--: <>IAPPONE 14:1

eli lavoro ed i modelli operativi mess1 m opera clalJa


cultura urbanistica internazionale, climostrando l'ino.-
cleguatezza, data la loro scala troppo limitata, di stru-
m enti quali il decentramento o Ia struttura a new-
towns, gia fuori dimensione con i grandiosi fencirrieni
socioeconomici in atto, eppure posti a· fondamento della
pianifi.cazione ufficiale di Tokyo (1).
Tuttavia, afferma Tange, (•) <• non stiamo cercando
di ripudiare la. Tokyo attuale e eli costruire in sua .:vece
una metropoli interamente nuova . Desideriamo invece
dotare la metropoli di una struttura rinnovata che possa
determinare il ringiovanimento. Non ci limitiamo,
percio, semplicemente a parlare di " ridimensiona-
mento " , rna intendiamo stabilire una nuova dire-
zione lungo Ia quale dovrebbe procedere questo ridi-
me.usionamento >>. Ed enuncia i fini fondamentali del·
Ia sua proposta:
95) K. Tange, 1) passaggio da un sistema centripeto radiale a un
Proposta
per Tokyo, sistema di sviluppo lineare;
p~rticohre 2) reperimento dei mezzi per conglobare in una
clcll'assc civico sola unita organica sia Ia struttura della metropoli che
c d ei nuclei
il sistema di trasporti e l'architettura urbana:
residcuziali.
3) attuare tm nuovo ordine spaziale urbano capace

(') •NOi non ri opponiamo a provvedimenti quali Ia ricHstri-


boll.ionc delle fnb bricbc i.n altrc loc<Jli t<\ del Pacse, ne nUa costruzione
di "ci ltn·sateHili" o a.Ua disloca:douc degli uffici governntivi e delle
istit ,tzioni cu! tw-a li c rli stucli., iu :tl rl centri. ~ifl'altipco,• vedimenti,
sotto t:lluni :1 petti, potrcl">hrro rh•clar!;i vnntaggiQsi. A noslro a v-
,·iso, lutlnv(a, In Tokyo che rhn~rrcbbe dopo l'ndo7.inne dl simili
rmvvedimenl\, con tinuerchbe" tlib:~ t tcr.:;i nel c:~os urbano. lnol re,
non cesscrebhc o di esserc vrllitlc le c :m~ che dct minarnno l'c!>pan -
si one d e ll:~ tUelropoli •.
• Tokyo non potra venir s.1lvata se non ~'imporremo d i lPttece
ben fi S!;Q it nostro obietti vo sttlla ~~~~s a cill<\ <l i Tole yo. Non C'i sara
go) K. T<lllge , po•~ihi l e nulla estrnn iandoci <i.t>lla rei\ lta ; possono ccrtamentc esi-
Propoo;ta . tcre sp;>7.i opporl• n•i in cui rasf rire dett>rm inate install:~ ?.ioni tlr-
per Tokyo, bnnc esisten ti, mn il proble rnn dc ll' espnn~io ne dl Tokyo suss~t reb -
sezio11~ br: ug\lalrneutc •. l{. T AN GE, op. (it ., p. n-12.
e pictnt<~ n J{. T A 'CF• • o/1. c.:t., p. 12.
di una zo na
111.
rco;iclenzi~le.
146
- - -
MANFREDO TAFl!RI
---- - - - - -
L' ARCHITETTURA MODERN A IN GIAPPONE 147

di rispecchiare l'organizzazione aperta e la spontanea tessuto esistente delle maglie del sistema ciclico, in modo
mobilita della societa attuale. da preservare il centro stesso nella sua integrita, pur
Respingendo, quindi, l'organizzazione chiusa e cen- inserendolo in un nuovo processo di sviluppo. Dall'antico
tripeta della citta, Tange rifiuta !'idea di un centro centro 1' asse civico si dovra poi protendere verso il mare,
civico, anche a scala metropolitana, e propone in sua eliminando cos{ ogni pericolo di speculazioni fondiarie
vece una complessa struttura lineare che chiama asse e recuperando nuovi valori spaziali e simbolici (1 ).
cit•ico, tale da rendere possibile una configurazione L' asse civico, sospeso cos{ sull'acqua, unificando tra-
destinata a svilupparsi longitudinalmente (fig. 92). La sporti di massa (risolti con ferrovia sospesa a monoro-
funzione precipua di tale asse civico e l'organizzazione taia) e trasporti privati, racchiudera tutte le funzioni di-
di un sistema ciclico di trasporti capace di sopperire rezionali a scala nazionale e regionale. Ma a questo
alia nuova dimensione delle comunicazioni dirette che e punto sorge il problema dell'. unificazione brganica aella
a fondainento dell'attuale fase di espansione economica metropoli, del sistema di trasporti e dell'architettura ~=
e produttiva; l'asse civico e ad un tempo, quindi, lo la storica soluzione a pilotis usata dai pionicri del
strumento phi idoneo allo smaltimento dei presumibili movimento moderno viene sviluppata da Tange in un
cinque o sei milioni di persone che dovranno raccogliersi sistema da lui definito • midollare t: in un'unica co lonna
nelle zone direzionali della citta, potenziata ancor pili portante vengono unificati tutti i servizi, (tubazioni e
come luogo di attivita terziarie e residenziali per un condutture) e gli elevatori verticali. In tal modo gli
numero di abitanti che, secondo le previsioni, si aggirera edifici possono essere sospesi a varie altezze al sistema
sui quindici milioni. midollare, per mezzo di pareti antisismiche realizzate
L' asse civico e il cuore lineare della citta nuova, con struttura reticolare (fig. 95).
elemento uni:ficatore e coordinatore di trasporti e funzioni Ecco quindi impostata una scala dimensionale stret-
urbane, ossatura fondamentale della nuova struttura: tamente relazionata al sistema organico di comunica-
il sistema ciclico e composto da tre livelli di traffico, zioni, capace di legarsi senza sovrapposizioni schematiche
ripartiti secondo la velocita dei veicoli dai quali essi alla complessita funzionale dell'asse civico: si noti la af-
saranno percorsi e legati fra di loro da maglie successive finita di tale tipo di integrazione, realizzata all'opportuno
di allacciamento che servono quali punti di intercambio. livello, con la schematizzazione dei vari tipi di ordine co-
In tal modo il sistema ciclico e composto da unita <<in munitario ipotizzati nel progetto degli studenti del M.l. T.
certo senso simili alle vertebre di cui si compone la spina La distinzione delle varie scale di organizzazione,
dorsale &, tale da potersi sviluppare per u:nita. successive difierenziate a seconda dei vari tipi di comunita, ritorna
ed in tempi successivi (figg. 93 e 94). Dat a la struttura poi nelle zone riservate allo sviluppo residenziale: « Esi-
dell' asse civico, la sua funzione di elemento base della
ristrutturazione urbana e il suo valore simbolico di nega- (') clnoltre, costruendo sulla baia, il Giappone riscoprirebbe il
zione della citta chiusa, espressione di una societa anche mare, poiche Tokyo - Ia quale ha perso gran parte delle sue zone
essa chiusa, il suo punto d'inizio dovra coincidere con costiere ora occupate dalle industrie - potrebberidiventare unacitta
l'attuale centro di Tokyo: la ristrutturazione della citta di mare. In questo modo !'oceano diverrebbe non soltanto il simbolo
del nostro sviluppo economico, rna costituirebbe anche un piacevole
storica e la sua funzione nella nuova configurazione complemento dell'ambiente in cui si svolge Ia nostra vita di ogni
verrebbero cos{ assicurati da una sovrapposizione al giorno •. K. TANGR, op. cit., p. 14.
----- - -- -· - - - -
148 MANFREDO TAFURI
L' ARCHITETTURA MODERN A IN GIAPPONE 149

stono- scrive Tange, (1 ) - due estremi in aperto con-


flitto: le grandi strutture dota.te di prolungati cidi vitali,
Ie quali, pur limitando la scelta individuale, determinano
i1 sistema di un'epoca, e gli oggetti da noi usati nella
Quali gli aspetti validi nel dibattito internazionale
nostra vita quotidiana, oggetti dotati di un ciclo vitale
del progetto di Tange? Innanzi tutto va notato c~e la
breve e che tuttavia consentono l'espressione della Iibera
proposta ora esaminata si inserisce nel quadro d1 ?n
scelta individuale &.
vasto movimento culturale, che da qualche tempo s1 e
• La frattura fra questi due estremi continua grada-
posto come obiettivo la ricerca di una nuova di~ensione ·
tamente ad approfondirsi •·
operativa in campo urbanistico. Dopo aver spenmentato
Ecco quindi che il problema .della liberta n~Ja pia-
formule e modelli, che alia resa dei conti hanno rivelato
nificazione assume un aspetto nuovo, una nuova scala
la loro fragilita culturale, o almeno la loro insufficienza
di valori e di scelte: non si trattera phi di ritrovare nella
come strumenti operativi, stiamo ora assistendo ad un
struttura generate dell'organizzazione cittadina un prin-
riscatto dell'utopia anche nel panorama intemazionale,
cipia di liberta individuale da salvaguardare, assicurando
di cui la ricerca di Tange e uno degli esempi phi validi e
aU a crescita stessa della citta una scala un~ana, bensi di in-
dividuare l'esatto rapportoira scala tmza?ta e scala super- suggestivL . , .
:E gia assai signifi.cativo che tale nscatto ~ell u~op1a
umana, cos.! da integrare e collocare organicamente le esi-
vada prendendo forma in particolar modo ne1 ~aes1. do-
genze individuali nella dimensione collettiva della citta.
minati dal capitalismo di massa, dove la reahzzaz10ne
La soluzione del problema residenziale nel progetto
e la" programmazione funzionale dei processi produtti~
e
di Tokyo quindi sostanzialmente un approfondimento
vanno provocando sistemi di vita e di azione quanto mat
del tema impostato nel progetto redatto in collaborazione
lontani da idealizzazioni o utopie. Ma la « forma • della
con gli studenti del M.LT. l'anno precedente: dell'espe-
cittc\, come strumento di controllo dei P.rocessi sociali e
rienza americana Tange conserva i1 concetto generate
politici, come mezzo di interpretazione o anticipazione_ di
delle grandi strutture triangolari che determinano urba-
struttm:e di vita e sociali, come e stata finora concep1ta
nisticamente ed espressivamente l'elemento fisso e col-
dalla cultura urbanistica internazionale, ha giA dimostrato
Jettivo, immutabile nel tempo e la cui rigid.ita corri-
il suo fallimimto, nell'incapacita a controllare l.processi
sponde appunto alla scala s"perumana, mentre al
evolutivi delle gigantesche strutture urbane in espan-
loro interno, io corrispondenza di grandi piattaforme
sione. Nasce di conseguenza un atteggiamento scettico
costruite a livelli diversi, l'individuo ha la p0ssibilita
circa i modelli ormai tradizionali dell'urbanistica mo-
di costruirsi la propria abitazione, secondo le proprie
derna, unito ad una ansiosa ricerca di nuove scale d'in-
possibilita economiche ed il proprio gusto personate
tervento, di nuove organizzazioni territoriali, di nuove
(fig. g6). Ecco quindi realizzato il massimo d.i liberta e
dimensioni spaziali, e insiexne di una nuova espressivita
flessibilita all'interno di grandi strutture organizzate
che porti alla luce, esaltandole, 1e caratteristiche tip~che,
che assicur ano il miglior collegamento dei vari nuclei con
positive e negative, dell'attuale condizion.e urbana.
l'intero organismo cittadino.
Riscatto dell'utopia come riscatto dell'espressivita,
dunque ; ma ogni utopia e un tentative di s cavalcar~ piu
( 1) K. TANGE: <
•op. cit.», pag. 16.
o meno artificiosamente un problema che sembra mso- n,
Ill

I!
150

MANFREDO TAFURI
- --
L' ARCHITETTURA MODERN A IN
--
GIAPPONE 151

lubile con gli usuali mezzi di intervento, e la ricerca di nel corso di tale processo d'espansione possa riversarsi
Tange non fa eccezioue in questo senso. La sua positivita, nella catena di consumi distruttivi nota con il nome di
il suo valore, non vanno quindi ricercati nelle possibi- guerra».
lita eflettive di realizzazione del progetto, quarrto piut- << Ma la saggezza del genere umano deve saper uti-

tosto nelle sue possibilita propulsive nei riguardi delle lizzare l'espansione a fini di produzione avendo come
evoluzioni culturali e politico-economiche. obiettivo impieghi costruttivi di pace. L'edificazione e
Lo stesso Tange si rende conto di cio quando avverte la speranza dell'uomo del XX secolo, e costituisce in
che le proposte formulate non potranno trovare realizza- pari tempo la sua responsabilita nei confronti dell'uomo
zione nel quadro del sistema politico esistente, ~ dal del XXI secolo ».
moment9 che il sezionalismo prevalente sia nel govemo «La spinta umana che ha determinate lo sviluppo di
che nella buroc.r a.z ia ostacolerebbelo svilup:po di qua siasi Tokyo attualmente lavora per creare confusione in
politica improntata a larghe vedute t. questa metropoli. Tuttavia, e proprio tale spinta che
D'altronde • ... la difficolta non risiede puramente potrebbe creare una metropoli riorganizzata dalla quale
in una mancanza di capacita da parte. degli uomini po- sarebbe rimossa l~odierna confusione. Noi ricerchiamo,
litici. Sia i burocrati che i politici pqtrebbero far ben pertanto, un mezzo idoneo a trasformare l'energia della
poco nell'ambito dell'attuale illogico sistema, e Tokyo confusione in energia costruttiva >> ( 1 ).
di certo non potra venire salvata se prima non si pen-em\ Ecco quindi che l'impegno del tecnico all'interno della
ad un cambiamento dell'organizzazione e del sistema. <• societa organizzata » viene di nuovo puntualizzato come

Inoltre non e possibile attendersi che la fo:rza necessaria que\lo di una forza capace di accogliere tutte le solleci-
per tale cambiamento nasca dall'interno del Bistema e della tazioni positive insite negli aspetti anche meno accetta-
organizzazione attuale. Questa forza dovr~• venire dallo bili di quell'organizzazione, nello sforzo di utilizzare
esterno, e dovra venire in forma di orientamento della le contraddizioni medesime per quanto esse contengono
opinione pubblica &. di valido e di sfruttabile.
t La nostra convinzione e che i cittadini di qualunque Possiamo a questo punto notare di sfuggita l'affinita
classe e indirizzo debbano a.firontare in modo aggressivo sostanziale fra l'atteggiamento di Tange e quello di
e costruttivo il problema di ricreare una nuova Tokyo. Le Corbusier, quando, parlando sui problemi della citta,
Ci auguriamo che il progetto da noi qui proposto sia al C.I.A.M. di Bruxelles nel 1930, aflermava: « Davanti
in grado di determinare un aumento dell'interesse che aile manifestazioni incontestabili, indiscutibili del pro-
il grosso pubblico riserva al futuro di Tokyo~ (l).
Il progetto e in un certo senso un appello non privo (') K. TANGE,op. cit., p. 19.
di una sua drammaticita, rna anche di una professione E questo un motivo che domina il pensiero pili recente di Tange
e che egli aveva gia espresso al Congresso Mondiale sui Design
di speranza, dal momento che Tange commenta: t Noi tenutosi a Tokyo nel 1960, convegno estremamente importante per
riteniamo che la civilta e l'economia del mondo siano il grado di maturita dimostrato dal gruppo giapponese. • La realta
in procinto di subire un tremendo sviluppo. AI tempo e un movimento continuo che comprende le contraddizioni- aveva
stesso non possiamo fare a meoo che il •• sutplus , , crea to osservato Tange - scoprire un ordine nell'ambito del movimento
e delle relative contraddizioui, e detrarre una forma da questo
ordine: questo e il nostro compito •· Cit·. in R. Bovo, op. cit.,
1
( ) K. TANGE, op. cit., p. 20. pag. 22.
- -
lli2 l\IA~FREDO TAf'URJ L' ARCHIIETTURA MODERN A IN GIAPPONE 153

gramma moderno I autorita sorgera nella :forma adeguata.


Ma rispettiamo .Ia cronologia degli avvenimenti: i tec11.ici CONCLUSION!
debbcmo jonnulare, l'autorita sorgera & ( 1 ). Un'autorita
che invano il movimento moderno ha sinora atteso. In una memorabile conferenza nella quale esaminava
i drammatici inte.rrogativi che si pongono all'arte con-
E sia i contemporanei progetti di Le Corbusier, (si
temporaneanell'attualemomento storico, (~). G. C. A:rga.n
ricordino in particolare i piani per Algerie Buenos Ayres)
si domandava quale potesse essere una via d ' uscitorau-
che questo di Tange, sono poi coerenti con tale pro-
tentica dall'ambiguita di un'arle ridotta a segno non
messa, quando risolvono l'intera gaDlllla dei problemi
significante, quale prende forma neUe esperienze della
con un solo atto architettonico unitario, personale e
pittura infomlale, come protesta ma anche come ~d.izi~
perentorio, dato che- ad onta dei tentativi tangiani di
del fallimento dell'intero movimento moderno net suo1
riimmettere una certa quota di liberta individuale -
valori specificamente ideologici, presentandosi appunto
cio che a loro interessa e l'assolutezza e la didascalicita
oome una sorla di c teoria dell'individualita. come colpa e.
delle proposte formulate(').
E metteva in guardia contro la sin troppo facile via del
Per questo Ia vaJidiU. del progetto di Tange e degli ritomo alia ragipne, tal razionalismo formale del costrut-
esperimenti giapponesi e legata alla loro capacita di tivismo ~. dato che un tale ricupero, o sarebbe un richia-
inserirsi direttamente in processi concreti e in una lotta mo all'ordine tanto piu inutile in quanto nessuno po-
per un rinnovamento democratico, cui l'architettura trebbe risuscitare le speranze che accompagnavano
e l'urbanistica possono dare il !oro contributo fattivo ma tanti a.n ni fa quel programma razionalisticq che gli eventi
che non possono certo autonomamente determinare. storici hanno spietatamente distrutto t.
Il rischio di tutte le proposte urbanistiche dei giovani Ma avvertiva ancora Argan che cootro un altro mito
giapponesi e quindi piu che evidente - dato che la si sarebbe dovuto combattere: • queilo della spontaneita,
osservazione che abbiamo fatto per Tange puo essere recupero di una organicita dell'essere, di una magica
tranquillamente estesa agli altri gruppi - un rischio comunione con il reale, di una condizione che dovrebbe
che, a nostro pare.re, l'architettura moderna e piu in dirsi n,on piu naturale; della capacita di intuire, infine,
generale la cultura impegn.a ta possono correre solo se una verita autre di un'esistenza autentica al di Ia della
coscienti delle conseguenze del tipo di azione che si e esperienza reale, di una verita che non potra mai diven-
prescelto: l'utopia per l'utopia e. allo stato attuale, quanto tare espedenza, perche gia al di la dell'esperienza t .
di piu improduttivo si possa concepire, ma l'1ltopia come Ed indicava un ritorno alia metodologia di Paul
stimolo morale puo dare risultati reali quanto, se non Klee dato che Klee c scopre l'incontestabile realta della
piti, di operazioni « realisticamente • condotte. immagine, come qualcosa che e nella nostra esistenza,

(') LE CoR BUSI ER, Le pnrullement d" sot des uilks, in • R a lio· quello di Tange, nel tentativo di recuperare anche l'ecletlismo degli
nelle Babauungsweisen •, p. 57. apporti architettonici, ma all'intemo di un tessuto formato dalle
(') Ma non si ,puo fare a meno di constatan, a q_uesto punto, cbe ossature fisse della citta.
motte delle pill interessanti ricerche di nuove dimensioni urbane stu- (') G. C. ARGAN, I grtmd i problemi dell'arte conumporanea,
diate in questi altimi anni nell ambiente internaziooale lendono a conlerenza tenuta alia Galleria d'Arte Moderna di Roma il 4 di-
superare Ia fissita nel tempo e l'unitarieta assoluta di progetti tipo cembre I96o.
- .. .. ..
154 MANI'REDO TAFURI L'ARCHITETTURA MODERNA IN GIAPPONE 155

e l'afferma contro l'astrattezza della forma, come la pre- La risposta giapponese a tutti questi problemi e ricca
sentazione di uno spazio vuoto, disponibile, ipotetico: d'insegnamenti per la cultura europea. Il costrutti-
e ncll'immagine e nel simbolo ritrova un modo autonomo vismo critico di Mayekawa, di Tange, di Otaka, di
di conoscenza, praticata da sempre, e ancora attiva nella Kikutake, e gia un modo di riportare in primo piano la
cultura contemporanea e nella stessa cultura europea, questione della «forma>> architettonica come espres-
malgrado il prevalere dell'empirismo e del positivismo, sione ricca di implicazioni ideologiche: rna non piu di
perche la stessa forma e, infine, un'immagine, l'immagine un'ideologia completamente identificata con quella I

del mito europeo della ragione ... Sostituendo l'immagine forma. L'architettura e per loro la risultante di un pro- f'
alla forma, come valore supremo dell'arte, Klee ha ria- cesso metodologico che vede appunto nell'immagine
perto, come in filosofia Husserl e Heidegger, quel collo- uno strumento primo di conoscenza e di comunicazione, ·I· I
quia con la cultura extra-europea e special:mente orien- e sia pure spesso di un'immagine simbolica, dato che il
tale, in un momento storico in cui questo colloquia appa- simbolo e per loro un mezzo per riallacciarsi ad una
Ii ,I

re, a chi non sia cieco, indispensabile per la sopravvivenza esperienza storica ricca di molteplici possibilita costrut-
stessa della cultura europea: ed e da quel momento che tive nel presente.
l'arte non ammette piu limiti o caratteri di nazioni o di Analizzando le premesse operative e metodologiche
tradizioni e si sviluppa in direzioni simili, se non colli- che presiedono alle espressioni della nuova scuola
manti, in tutti i paesi del mondo >>. giapponese, abbiamo cercato di mettere in luce gli aspetti
Siamo cosi tornati al grande problema cui abbiamo internazionalmente validi di quelle ricerche, mentre
gia accennato nell'introduzione servendoci d·elle parole di esaminando varie opere abbiamo tentato di puntualiz-
Sartre: al problema dell'integrazione culturale, che assu- zarne i limiti, di riconoscere i lati meno validi che pos-
me, nel quadro tracciato da Argan, dimensioni nuove, sono costituire un pericolo di involuzione su cui riflette!C~
confermate dalle esperienze che il movimento giapponese costantemente.
ci offre. Possiamo aggiungere ora che persino quel riscatto della
Se e vero che i compiti futuri dell'arte internazionale immagine come aggressiva espressivita puo, alla fine,
sono quelli della ricerca di una costruUivita. che si inse- risultare evasiva: le dichiarazioni in proposito di Maye-
risca nella storia senza utopismi o mitizzazioni di origine kawa o di Tange possono, per un osservatore lontano
illumi:ilistica, se e vero che e finalmente giunto il momento dalla realta viva ed operante del Giappone, costituire
in cui il movimento moderno deve riprendere ad operare in una garanzia : rna se trasportiamo il discorso ad un livello
una sua dimensione di analoga costruttivita -- cosi come piu ampio e doveroso mettere in guardia che e sin troppo
il recupero di una nuova costruttivita appare il compito
precipuo della pittura d'oggi- allora il primo equivoco
facile passare dall'equivoco della rivoluzione attraverso
la tecnica all'equivoco non meno dannoso della rivoluzione
... I

da evitare sara l'illusione circa la possibilita di un rinno- attraverso l'immagine.


vamento che prescinda da chiare respomabilita ideo- Il limite dell'esperienza giapponese l'abbiamo veri-
logiche: anche se l'esperienza storica ci ha. dimostrato ficato al livello urbanistico, riconoscendo ad un tempo .I
I

che l'identificazione iniziale, compiuta dal movimento


moderno di ideologia e prassi artistica, e votata al falli-
il valore costruttivo delle utopie ed i pericoli in esse
insiti: in un discorso generale come quello che stiamo
·!III
mento, almeno nella forma realizzata fra le due guerre. conducendo va aggiunto che il profilarsi gia ora in Giap- J
-
156 MANFREDO TAFURI

BIBLIOGRAFIA
pone di un'accademia dell'utopia e indice di un desiderio
generalizzato di evasione, come di chi si vede tagliato
completamente fuori da ogni verifica nell'esperienza e si
costruisce cos:! una realta artificiale, noncurante dello
effettivo peso della propria azione.
II pericolo e quindi evidente: e quello di un rilassa-
mento dello slancio creativo in un'urbanistica autre,
anch'essa senza speranza di divenire esperienza perche Peri rapporti fra l'aJ,'te orientale ed i movimenti di avanguardia
europei si veda:
al di la dell'esperienza. Questo e un limite individuabile C. L. RAGGIUANTI, Mondrian e l'arte d<:l XX Secolo, Milano 1962,
nell'atteggiamento generale, limite che solo in parte il capitolo ~ I1 contenuto storico della sintesi matura: l'archi-
puo essere risolto all'interno di una problematica speci- tettura dell'Estremo Oriente • e le varie opere citate nelle note.
ficamente architettonica. Fra le opere che testimoniano l'interesse della cultura ottocente-
sca europea per l'arte giapponese ricordiamo:
La Iotta per il rinnovamento della societa giapponese C. DRESSER, Japan, its architecture, art and art manifactu.res,
richiede impegni ben piu vasti di una rigorosa linea di London 1882.
condotta artistica, e per gli architetti nipponici il pro- E. S. MoRSE, Japanese homes and their surroundings, 1886.
blema non e poi tanto differente da quello dell'intera ]. BRINKMANN, Kunst und Handwerk in Japan, 1889.
delle quali, le ultime due di grande interesse per Ia !oro influenza
cultura internazionale. Si tratta per loro, come per noi sull'« Art Nouveau'·
tutti, di Iegare con coerenza impegno civile ed impegno Per l'approfondimento critico della storia della tradizione giap·
estetico, trovando di volta in volta i nessi ed i limiti ponese si veda !'opera, ormai classica:
dei due diversi tipi di impegno che si integrano a vicenda: T . YosHIDA, Das Japanisches Wohnhaus, Berlin 1935.
e le opere di BRUNO TAUT:
il merito della nuova scuola giapponese e senz'altro Nippo" mit europaischen A ugengesehen, Tokyo 1934.
quello di avere impostato con decisione e chiarezza la Japan Kunst, Tokyo 1936.
ricerca sulle possibilita espressive di una serie di tema- Grundlinien fapanischer Architecktur, Tokyo 1935 (tradotto in in-
tiche di netto sapore ideologico, in un'unita di intenti e glese con il titolo:
Fundamental of Japanese architecture, Tokyo, 1935).
con un vigore sconosciuti oggi all'architettura moderna Houses and people ·>/ JaPan, Tokyo 1937.
occidentale; la misura della riuscita del suo sforzo consi- Per 1'architettura di epoca Meiji, oltre aile trattazioni generali
stera nella sua capacita di incidere fattivamente e di svol- che citeremo in seguito si veda:
gere un ruolo non subalterno all'interno del grande pro- K. ABE, Meifi Architecture, Japanese Arts and Crafts itl the Meifi
Era, a cura diN. Uyenu e R. Lane, Tokyo, 1958.
cesso di revisione dei valori tuttora in corso in Giappone. Ginpponesi scuole e tradizioni (a cura di Shin' Ichi Tani) nella «En-
ciclopedia Universale dell'Arte », Vol. VI, Firenze 1960, colon-
J• ne 146-147.
E1zo lNAGAKI, Revolt and Conformity in Architecture, in «This is
Japan~. 1963, e in • Casabella continuita •. 1963, n . 273.
Storie aggiornate del!'architettura moderna in Giappone man-
cano tuttora: fra le storie generali del movimento moderno che
tra t tano della vicenda nipponica ricordiamo:
L. BENEVOLO, Storia dell'Architettura moderna, Bari, 1960, (Vol. II).
Piu fuggevoli accenni troviamo in:
- - - -- - ----..--lliliilill

158 MANFREDO TAFURI L' ARCHITETTURA MODERN A IN GIAPPONE 159

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mak epUeszete, Budapest 1960 (Tradotta in tedesco con il titolo: Architecture d'aufourd'hui, 1961, n, 98.
Geschichte der. Architektur, Berlino, 1960). Architectural Review, 1962, n. 787: con l 'articolo di J. M. RICHARDS,
B. CHAMPIGNEULLE et J. AcHE, L'Architecture du XXe sieclc •, ja-pan z962; (pubblicato in volume col titolo: tAn architec-
Paris 1962. tural journey in Japan~. London, 1963).
Trattazioni generali sull'architcttura giapponese e<m riferimeuto ~l'erk, 1962, n. 10, con articoli diS. KoiKE, A. AvvERDI, T. MASUDA,
all'architettura modern a: A. HERNANDEZ.
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1936. documentazione completa del centro eulturale di Tokyo.
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1955- VATI, E. lNAGAKJ, M. TAJIMA, S. AsTI.
A. DREXI ER, The Architect11rC of japa,, N. York, 1955· Articoli e saggi di carattere generale apparsi su riviste occiden-
Sull'architettura conternporanea in p<orticolare si veda: tali:
Gia-ppone (tendenze dell'arte conternporanea a cura di Shuzo Taki- CH. PERRIAND, Crisi del g1<sto in Gia-ppcme, in • Casabella conti-
guc.hi) nell'• Enciplopedia Universale dell'Arte •, Vol. VI, Firenze nuita, 1956, n. 21o.
1960, colonne 53-55· N. KAWAZOE, Modern japan-ese Architecture ccm.fronts functionalism:
Seven Years'Housing in ja.pan, a cura del Ministero della Costru- new buildings i.< ]apa.JI, in • Zodiac •, 1958, n. 3·
zione, Tokyo, 1952. I. KAwAHARA, Tre -problemi dell'architettu.ra in Gia-p-pone, in • Sele-
S. KoiKE, Con~emporary a-rchitecture in japan, Tokyo 1953: dove Arte '• 1958, n. 36.
viene tracciata in sintesi la vicenda dell'architettura g.; appo- R . BouRNE , Renaissance in japan, in: • Architectural Forum •,
nese dall'inizio dell'era Meiji al periodo della ricostruzione . 1959, setternbre.
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interessante per il capitolo dedicato al • design •. M. YAMASAKI, A humanist architecture for America a1~d its relatimJ
Y. MIYAUCH1, Annual of ja-panese Architecture, Tokyo, 1960. to the traditional architecture of japan, in • The Journal of the
U. KuLTERMANN, Architecture n01welle au japan-, Paris, 1960: utile royal Institute of British architects •, 1961, n. 3.
peri dati biografici sugli architetti e p~:r l'abbondante documen- P. SMITHSON, The Rebirth of japanese Atchitedure, in • Architectural
tazione fotografica. • Design •, 1961, febbraio.'
Si veda inoltre: Tralasciando di citare le nurnerose illustrazioni di singoli progetti
A. SARTORIS, Gli elementi dell'a.rchitettttra junzionale, Milano, 1941, e realizzazioni apparse sulle riviste occ.identali, articoli rnonografici
perle opere del periodo razionalista, sui singoli architetti giapponesi rnancano quasi del tntto. Ricor-
e: diarno, pertanto oltre al volume di R. BoYD su K. Tange, (R. BoYD,
E. ROTH, La nauvelle architecture, Zurigo, 1940 per il padiglione di Ke1uo Tange, N.Y., 1962, Trad. it. Milano, 1963 con ampia
Sakakura ali'Esposizione di Parigi. bibliografia).
Annuari: N. KAWAZOE, Masato Otaka, in • Zodiac>, 1958, n. 3·
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derna in Giappone: U. KuLTERMANN, Kenzo Tange, in • Das Kunstwerk '• 1960, n.
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Architettura in G!:appone. Un bilancio della propria attivita Tange l'ha fatto nel suo inter-
Hortse beautiful, agosto 1960: con l'articolo diE. GORDON, Shibui. vento al ClAM eli Otterloo. Si veda: • ClAM '59 in Otterloo •, (Do-

L
1
160 MANFREDO TAFURI
L' ARCHITETTURA MODERN A IN GlAPPONE 161

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sono illustrali in: R. l:iAM.AGUCHt, Image of a/amity as Reflected in Room ANangement.
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,''I
Architect •).
The ]a,Pnn Dcsig•~..
Kmchilm Br.mka.
Kokus!ti. Kentik11.
[( indai [{ entiku.
The [{entikll.
This is japan.
II
!t
New japan. J
11 .
170 MANFREDO TAFURI

INDICE DEI NOl\11


fra le pp. II2-IIJ 79· F. l\laki, Ristrutturazioue del distretto
Dojima ad Osaka.
8o. E. l\Iiyagawa, Sala P'J!isportiva a Niagata.
8r. M. Murata, Centro commerciale a Tokyo,
I" hall.
82. 1\L Murata e Y. A;hihara, Attrezzature
olimpiche per i giochi del '64 a Tokyo.
83. H. Ohe, Auditorium della scuola femminile
Toyo Eiwa.
fra le pp. I44-I45 84. H . Kosaka, Cassa di Risparmio a Kyoto. Abe, K., 23 n. r. Degas, E., IS.
85. Studio Nikken, Aula .Magna dell'Accademia Abercrombie, P., I33· De Soye (Mme), I6.
di Osuma. Akutagawa, 43· Dodge, 41.
86. Studio Nikken, Palazzo per Uffici per Ia Arnarniya, K., gi n. I. Drexler, A., 35, 35 n. I.

Nippon Sheet Glass Co. Argan, G. C., 7I n. r, 153 ,


87. K. Kikutake, Ocean City. I53 n. I, I54·
88. N. Kurokawa, Unita residenziale agricola. Arp, ]., ro5. Edwardes, M., 42 n. 1.
8g. F. Maki, M. Otaka, Settore Urbano. Ashihara, Y., 6o, 6o n. I, 6r, Eisenowher, 43 n.
go. K. Tange e studenti del MIT, Proposta per 121, 121 n. 2. Endet, H., 22.
Boston, veduta planimetrica. Endo, Sh., 28.
gr. K. Tange e studenti del MIT, Proposta per Ensor, ]., IS.
Boston, sezione. Baudelaire, Ch., I4.
g2. K. Tange, Proposta di piano per Tokyo, Beardsley, I6, 17.
planimetria generale. Benevolo 1 L., ro, ro n. r, 24,
Feurstein, B., 31 n. I.
93· K. Tange, Proposta per Tokya, Ia zona 24 n. 1, 75, 127, 128 n. I.
Forshaw, ]., 133.
commercial e. Belluschi, P., 138.
Fujimura, A., 34·
94· K. Tange, Proposta per Tokyo, prospetto e Bonnard, F., 15, 16.
Fujikawa, Y., 39·
pianta della zona comrnerciale. Bourdelle, E., 29 n. I.
Fukushima, 43·
95· K. Tange, Proposta per Tokyo, particolare Bourne, R., 12, 12 n. I, 6g.
dell'asse civico e dd nuclei residenziali. Boyd, R., 8I n. I, 86 n. I,
g6. K. Tange, Proposta per Tokyo, sezione e 151 II. I.
Bracquernond, r6. Garozo, 45.
pianta di una zona :residenziale.
Breuer, M., 6o. Gilbert, C., 3 I n. 1.
Bridgens, R. P., 22. Gioseffi, D., I7, 17 n. 3·
Briggs, C. A., II3 n. 3· Gonse, L., 17.
Gordon, E., III, II2.
Gropius, W., 13 n. 2, 29, 71 n. I,
110, 110 n. I e n. 2.
Calchi-Novati, G. P., 43 n.
Capelletti, C. V., 22.
Cassat, I5.
Cezanne, P., 29 n. 2. Haga, T., 77 n.
Conder, ]., 22, 24. Harnagucbi, R., I33·
Crane, W., I6, 17. Hamiya, K., 142 n. x.
Haring, H:·, 37. ·-·
Hasegawa, S., 29 n. r.
Dazai, 0., 43· Hayakawa, F., 133.
De Boinville, C., 22. Hayama, K., 94, 94 n. I.
l72 MANFREDO TAFURI L'ARCHITETTURA MODERNA IN GIAPPONE 173

Hayashida, ]., I33· Koike, Sh., 29, 29 n. I, 33, Nagare, M., Io6. Sert, J. L., n6.
Heidegger, M., I54· 45 n. I, so n. I. Napoleone III, 22. Seurat, G., I6.
Hernandez, A., I7 n. I. Kojiro, Y., 9I, II2, ll2 n. r, Nash, J., 23 n. I. Shimada, T., 91.
Higuchi, K., Io6, Io6 n. 2, n3, II3 n. 2. Shiono, 111., 45·
II4 n. I. Kosaka, H., so, I23, 124. Signac, P., r6.
Hilberseimer, L., 37· Kultermann, U., 7j, 75 n. 2, Ohe, H., 54, 59, 6o, 120, 122, Skidmore, Owings e Merrill,
Hirose, K., 45· I34 n. I. I23. n6, I23.
Hoffmann, ]., I7. Kurokawa, N., I35, I35 n. I e Okada, S., 27. Sousha, 57.
Horicuchi, S., 27, 33, 34, 35, n. 2, I36, 137 n. r, 142 n. I. Okumara, K., 91 n. I.
36, I20. Onishi, 43·
Howard, E., 143· Osawa, S., 9I n. r. Tajima, M., I28 n. r.
Husserl, E., 154. Ota, M., I14 n. I. Tajima, T., 91 n. r.
Lane, R., 23 n. r.
Otaka, M., 52, 69, 91, 9I n. I, Takayama, 85.
Lautrec, H. de T., rs, I6. Take, M., IIS, IlS n. I.
Le Corbusier, 29, 39-40, 58, 73, 92, 95, 95 n. I, 96 n. I, II4,
135, I35 n. 2, I36, ISS. Takizawa, M., 27.
Ichiwa, K., 33· 74, 75, 75 n. r, 76, 86, roo, Tange, K., Io, 30, 54-58, 59, 6I,
lmai, 77 n. IOI, IOI n. I, 109, 112 n. I,
62, 63, 64, 65 n. I, 66, 67,
lnagachi, E., 23 n. I. I37. rsr, IS2, 152 n. I.
Peffer, N., I9, I9 n. I, 20 n. 1. 67 n. I, 68, 69·, 74, 77·9I, 92,
Ishimara, 43· Lepere, A., rs. 106 n. z, I07, roB, Iog, IIO,
Ishimoto, K., 27, 37. Lizuza, 45. Perriand, Ch., 47, 48, 48 n. I e
IIO n. 1 1 II5 1 116, II7, 123,
Isozaki, A., I42 n. I. Loos, A., r8. n.2, 49·
Pevsner, N., I3, I3 n. 2. I29, I30, I34, I37 n. 2, I38-
Ito (principe), 2I.
I52, ISS·
Ito, C., 25, n4. Taniguchi, Y., 33, so, n2.
Itten, ]., I8.
Mac Arthur, 4I. r. Tapie, M., 77 n.
Rado, 52.
Mackintosh, Ch. R., I7. Ragghianti, C. L., 13, I3 n. r, Tatsumo, K., 26.
Maki, F., n6, II7, I3S, 135 n. 2, I7, I7 n. 3· Taut, B., 29, 3I, 3I n. 2_, 32,
Jakimoto, K., 34· I36. Raymond, A., 30, 30 n. I, 3I, 32 n. I, 33, 36, 38.
Jmai, K., 29. Manet, E., IS. 3I n. I, 40, 52, sB, I06, I06 Terry, C. M., II2 n. I.
Marks, M., I6. n. r, 122. Teshigahara, 77 n.
Masuda, T., 122. Regamej, A., 15. Thiel, F., 86 n. 1.
Kano, K., I36. Mathieu, F., I2. Richards, J. M., 30, 128 n. r. Toorop, IS.
Kawahara, I., 9I n. I, 95, Mayekawa, K., Io, 33, 39, 40, Riviere, H., IS. Tschumi, J., 88 n. 2.
.9S n. I, 96 n. r. 52, 53, 54, 58, 59, 6r, 69, 74, Rodin, A., 29 n. I. Tsumaki, Y ., 26.
Kawakami, G., n8, n8 n. r. 77, 91-Io7, ll4, rrs n. 2, Roth, E., 34, 34 n. I.
Kawakita, M., n2. 123, 127, ISS·
Kawazoe, N., 93, 93 n. I, I35, Miyagawa, E., n7. Utamaro, I6.
I35 n. 2. Miyazaki, M., I33· Sakakura, J., 34, 39, 40, 52, sB, Uyeno, N., 23 n. I.

Kigo, K., 25, 33, II4. Mondrian, P., I2, 17, 17 n. 3· 6o n. I, 6I, 62, 69, 74, 77, Iot,
Kikutake, K., II4, us, n6, Monet, C., IS. I07·IIO, I23 1 I24.
I35, I35 n. 2, I36, 137, Mori, IIS, II9. Sakitani, 0., 9I n. r. Van der Rohe, M., 29.
I37 n. 2, ISS· Morris, W., I3 n. 2, 16, I7. Sakurai, Sh., 34· Van Gogh, V., IS, 29 n. I.
Kishi, 43 n. Mukai, R., 104, I04 n. r. Sano, R., 27. Vuillard, E., IS, I6.
Kishida, H., 33, 88. Mumford, L., 143. Sartre, J. P., 12, I2 n. 2, 154·
Kito, A., 91, 92. Murano, T., 34, 38, 39, 52, 62, Satow, 44·
Klee, P., I2, I8, IS3, 154. 63, 67, 68, ns, II9, I24. Seike, K., 45· Wagner, 0., I7.
Koh, H., I42 n. r. Murata, M., I20, I2I. Sekino, T., 25, 33, n4. Watanabe, S., 34, 38.