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LA GUARDIA D’ONORE IN PREGHIERA

VINCENZO CARDONE
La Guardia d'Onore in preghiera
DIREZIONE NAZIONALE
della Guardia d'Onore al S. Cuore 00187 Roma - Via Sallustiana, 24

LE PROMESSE DEL S. CUOR DI GESU' ai suoi devoti


1 - Io darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato.
2 - Metterò e conserverò la pace nelle loro famiglie.
3 - Li consolerò in tutte le loro pene.
4 - Sarò loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte.
5 - Elargirò copiose benedizioni sopra ogni loro impresa.
6 - I peccatori troveranno nel mio Cuore la sorgente e l'oceano infinito della
misericordia.
7 - Le anime tiepide s'infervoreranno.
8 - Le anime fervorose giungeranno in breve tempo a grande perfezione.
9 - La mia benedizione poserà anche sulle case dove sarà esposta e onorata l'immagine
del mio Cuore.
10 - Ai sacerdoti io darò la grazia di commuovere i cuori più induriti.
11 - Le persone che zelano questa devozione avranno il loro nome scritto nel mio Cuore.
12 - A tutti quelli che per nove mesi consecutivi si comunicheranno il primo venerdì
d'ogni mese, io prometto la grazia della penitenza finale: essi non morranno in mia
disgrazia, ma riceveranno i santi Sacramenti, e il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel
momento estremo.
Per una giusta comprensione della 12a promessa, vedi « LA MIA ORA », più avanti.

PREMESSE E NOTE STORICHE


Per una completa conoscenza è indispensabile « LA MIA ORA ». Quando ad essa si fa
riferimento, si usa la sigla « M.O. ».

PREMESSA E BREVI NOTE STORICHE


I. - E' QUESTA UN'EDIZIONE RIDOTTA che si affianca a « LA MIA ORA », guida
di formazione ascetico-pastorale delle Guardie d'Onore al S. Cuor di Gesù.
E' un'edizione richiesta da un gran numero d'iscritti per un uso facile e personale: quindi
di formato ridotto.
L'altra, invece, è da usare nelle riunioni di carattere formativo - almeno bimensili - e
nelle celebrazioni comunitarie della Parola di Dio e nelle Veglie Eucaristiche.
Questo opuscolo è destinato principalmente agl'iscritti alla G. d'O., i quali con la
preghiera personale e con l'ora di guardia in particolare, offrono, insieme « con Cristo
(Eucaristia) al Padre nello Spirito Santo », « se stessi, le proprie fatiche e tutte le cose
create » (M.O. n. 5):
Ogni guardia d'onore si porta, « spiritualmente », a prostrarsi dinanzi a Gesù-Eucaristia
« per rispondere con gratitudine al dono di Colui che con la sua umanità infonde
incessantemente (in noi) la vita divina, ... a Lui apre il proprio cuore per sé stesso e per
tutti i suoi cari e prega per la pace e la salvezza del mondo ».
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Ella risponde così ad un'esortazione del Magistero della Chiesa che « sia onorato il Cuor
di Gesù, il cui dono più grande è appunto l'Eucaristia » (Invest. Div. Chr.).
2. - DATA DI FONDAZIONE DELLA GUARDIA D'ONORE: 13 marzo 1863, terzo
venerdì di Quaresima, nel monastero della Visitazione in Bourg en Bresse (Francia), per
iniziativa di Sr. Maria Bernaud del S. Cuore: con lei collaborò attivamente la signorina
Deluil-Martiny, che divenne la prima zelatrice della G. d'O. e ne compose anche l'inno.
Nell'anno 1871, il primo centro, in Italia, fu eretto a Roma nella Chiesa dei SS.
Vincenzo e Anastasio a Piazza Fontana di Trevi.
Dal 1910 la Direzione Nazionale della G. d'O. per l'Italia e per le Nazioni, che non
hanno ancora un proprio Centro Nazionale, risiede ora nella Basilica Parrocchiale di S.
Camillo De Lellis agli Orti Sallustiani, costruita per espresso desiderio di S. Pio X -
anche Lui Guardia d'Onore - e inaugurata nel maggio 1910.

1° Parte
LA SPIRITUALITA' DELLA GUARDIA D'ONORE AL S. CUOR DI GESU'
SPIRITUALITA' DELLA GUARDIA D'ONORE AL S. CUOR DI GESU'
l. CARATTERISTICA PROPRIA DELLA G. D'O. E QUINDI LA SUA
FINALITÀ, è puntualizzare la sua devozione o il suo culto sulla ferita del Cuore di
Gesù: vuol centrare il mistero della Redenzione, cioè dell'amore di Dio che ha raggiunto
la sua somma espressione esterna proprio nella morte e nella trafittura del costato di
Cristo sulla croce.
Essa intende condurre le anime ai piedi dell'Eucaristia - sia pur solo « spiritualmente » -
per rispondere alle insistenti richieste di Gesù a S. Margherita Maria Alacoque, la quale
proclama, in tutti i suoi scritti, che « l'Eucaristia è il Sacramento del Cuore di Cristo ».
« La G. d'O. - scriveva la prima zelatrice, Serva di Dio, Maria di Gesù Deluil-Martiny -
è stata stabilita entro la Piaga d'amore del Cuore stesso di Gesù, (il quale) affidò in modo
speciale alle sue guardie d'onore il Sangue e l'Acqua usciti dalla piaga del suo Cuore,
Sangue divino, puro e ricco... sublime ed ultimo sforzo d'amore; e le guardie d'onore lo
offrono continuamente alla SS. Trinità come oblazione perfetta ».
« Dal Costato di Cristo, trafitto dalla lancia, Giovanni (l'apostolo) ha visto uscire l'Acqua
e il Sangue, duplice testimonianza dell'amore di Dio, che corrobora la testimonianza
dello Spirito. Ora quest'Acqua e questo Sangue continuano ad esercitare il loro potere di
vivificazione » (cioè di purificazione, di rinnovamento delle anime) (Leon-Dufour) ».
La Guardia d'Onore assume precisamente questo sublime « ufficio sacerdotale »:
rinnovare, durante la sua ora, la « Preziosissima offerta » del Sangue ed Acqua, usciti
dal Cuore trafitto di Gesù.

2. L'IMPEGNO SPECIFICO D'OGNI GUARDIA D'ONORE E’ L'ORA DI


GUARDIA.
Ogni associato sceglie liberamente un'ora del giorno, per esempio dalle ore 8 alle ore 9,
e all'inizio dell'ora - senza interrompere le sue ordinarie occupazioni (lavori domestici,
professionali, ecc.) - si porta in ispirito ai piedi del Tabernacolo e vi rimane in
adorazione, glorificando il Cuore di Cristo con l'adempimento dei propri doveri
illuminati dalla Fede, stimolati dall'amore verso di Lui e i fratelli, e offrendogli degna
riparazione per i peccatori. La guardia d'onore realizza il suo motto programmatico:
GLORIA, AMORE e RIPARAZIONE al CUORE di GESÙ!
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3. IL SIMBOLO DELLA GUARDIA D'ONORE È IL QUADRANTE che è una


meravigliosa sintesi di quanto intende attuare la nostra Associazione (M.O.).
A questo Quadrante fa riscontro quello « della Misericordia », destinato esclusivamente
all'iscrizione delle « sigle » di peccatori, per la cui conversione una guardia d'onore offre
un'ora supplementare di preghiere, di sacrifici e di riparazione.

4. LE TRE GRANDI FALANGI DELLA GUARDIA D'ONORE.


La nostra Associazione medita con speciale attenzione tre offese che feriscono il Cuore
di Gesù: la paternità divina che si manifesta in Lui; la sua sovranità; il suo Sacerdozio
eterno.
L'oggetto di culto è, però, sempre uno: il suo Cuore trafitto.
Gl'iscritti secondo la loro maturità spirituale e i loro particolari carismi (noti soltanto a
Dio) costituiscono, intorno al Cuore di Cristo, quasi tre falangi che la Guardia d'Onore
cura di formare e dà loro un proprio appellativo: cioè guardie d'onore consolatrici,
guardie d'onore riparatrici e guardie d'onore vittime (M.O.).

5. LA SUPPLICAZIONE PERPETUA, a cui vengono indirizzati gl'iscritti, non è altro


che una « preghiera ininterrotta », che consiste nel promuovere l'unione sempre più
intima con Dio, avendo Lui solo per fine di tutte le nostre azioni.
« Pregar sempre - avverte S. Agostino - è cercar sempre di piacere a Dio ».

6. A CHI SI RIVOLGE LA GUARDIA D'ONORE?


A tutti: bambini, ragazzi, giovani, adulti, suore, sacerdoti, malati, senza alcuna
esclusione di sesso o di vocazione specifica.

7. SUSSIDI CHE AIUTANO NELLA FORMAZIONE SPIRITUALE: il libro « La


Mia Ora », i biglietti zelatori mensili che si distribuiscono ogni primo venerdì del mese e
la rivista mensile « Cor Jesu », edita dalla Direzione Nazionale di Roma.
Pierre Teilhard De Chardin, nella sua pubblicazione « LA MESSA SUL MONDO »,
associa il mistero della trasformazione del mondo a quello del Cuore di Cristo, perché al
mistero del Cuore di Gesù si associa un altro mistero: I'EUCÀRISTIA!
NON SI DIMENTICHI: Dal suo costato « squarciato » Gesù effonde 1a sorgente
inesauribile dell'Acqua-Spirito che sola può redimere dal peccato, ricostruire l'alleanza
con Dio e permettere la fedeltà al suo amore.

IIa Parte
PREGHIERE DELLA GUARDIA D'ONORE
Molte riportate, ma anche ritoccate, da LA MIA ORA ».
« Comunque siano le nostre preghiere, piene di aridità o ricche di consolazioni, sono
sempre gradite a Dio, purché la nostra volontà sia conforme alla sua ». (E. Poppe)

PER LE GUARDIE D'ONORE, IN GENERE


IL MATTINO - Il buon giorno a Gesù: « Cuor di Gesù, rinnovo la mia scelta:
Tu sei la mia dimora in cui trovo la luce, la guida e la forza nel cammino di questa
giornata.
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Che io non fugga mai come i discepoli o, peggio ancora, ti rinneghi come Pietro, nei
momenti in cui la mia fede e il mio amore per Te devono essere testimoniati dinanzi ai
miei fratelli, dinanzi al mondo che ti è così ostile...
Ma che tutti vedano in me un riflesso del tuo amore e del tuo interesse per le loro anime.
O Maria, sii sempre con me, quest'oggi ».

NELLA GIORNATA - Ricordare il monito di S. Paolo (1 Cor. X, 31): «Sia che man-
giate, sia che beviate, sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio».
Si dica qualche giaculatoria: « Sacro Cuor di Gesù, confido in Te »; « Gesù mio,
misericordia »...

ALL'INIZIO DELL'ORA DI GUARDIA - Portarsi in « ispirito » ai piedi del taberna-


colo, pregando:
« O Gesù, desidero, mediante l'intercessione del mio Patrono (si nomina il Patrono
assegnato alla propria ora), racchiudermi nel tuo Cuore, vivo e glorioso nell'Eucaristia,
ma spesso solo e abbandonato, perché l'adorazione e la riparazione, che intendo offrirti
per tutti i peccati del mondo, sia veramente efficace ».
« Aiutami a santificarmi nella preghiera, nel lavoro, nel sacrificio con la pratica delle
virtù cristiane, perché più accetta e valida sia la mia mediazione, unita alla tua, dinanzi
al Padre, per il maggior bene dei miei fratelli ».
Oppure: « Cuor di Gesù ti offro quest'ora di guardia, insieme con il mio Patrono...
desidero amarti con tutte le mie forze: supplire a quanti non ti amano: implorare
misericordia e perdono per tutti i peccatori ».
« O Maria, Rifugio dei peccatori, prega per me e per loro ».

DURANTE l'O. di G., non si ometta la cosiddetta « Preziosissima Offerta »: è una


preghiera per la Chiesa e per i peccatori.
1. - « Eterno Padre, accetta in sacrificio di propiziazione per le necessità spirituali della
Santa Chiesa e in riparazione dei peccati di tutto il mondo il Sangue e l'Acqua che
sgorgarono dalla ferita del divin Cuore di Gesù, tuo Figlio e nostro Salvatore.
Abbi pietà di noi, Signore ».
2. - « O Cuor di Gesù, mio Salvatore, permetti che io offra per mezzo tuo, all'eterno
divin Padre il Sangue preziosissimo e l'Acqua che sgorgarono dalla ferita fatta al tuo
Cuore sull'albero della croce.
Egli si degni di applicarlo efficacemente per la salvezza di tutte le anime, e in par-
ticolare, della mia e dei poveri peccatori.
Pùrifichi, rigèneri, salvi tutti gli uomini in virtù dei tuoi meriti.
Concedimi, o Gesù, di entrare nel tuo Cuore e rimanervi chiuso per sempre!
3. - « Eterno Padre, io ti offro il Sangue preziosissimo di Gesù Cristo in isconto dei miei
peccati, e di quelli di tutto il mondo: per le necessità spirituali della santa Chiesa e in
suffragio delle anime del Purgatorio ».

ALLA FINE DELLO DI G.:


« Signore Gesù, è terminata la mia ora di vigilante presenza ai piedi del tuo tabernacolo.
Fa' che quest'ora si prolunghi per tutta la giornata: pensieri e parole mi portino ad
operare santamente.
Tu dirigi i miei passi secondo i tuoi insegnamenti. Da solo non posso far nulla...
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Tu, invece, puoi rendere continua la mia unione con Te, perché io non cessi mai di
amarti, di riparare i miei peccati e quelli dei miei fratelli, e di glorificarti con la santità
della mia vita.
O Maria, aiutami in questo impegno così importante.

LA SERA:
La mia giornata è stata una risposta concreta all'amore di Cristo, presente nel suo
mistero eucaristico?...
L'ho rappresentato sufficientemente bene dinanzi al suo divin Padre, come mediatore «
aggiunto », configurandomi sempre più alla vita offerente e riparatrice di Cristo?...
« Cuor di Gesù, concedimi una notte serena e un riposo tranquillo, come dono al mio
cuore sinceramente pentito e deciso a corrispondere, domani, con più impegno e
generosità al tuo amore così ignorato e perfino disprezzato!...
Dolce Cuore di Maria, sotto la tua materna protezione io cerco rifugio e aiuto. Amen ».

PER GLI OPERATORI SANITARI GUARDIE D'ONORE ALL'INIZIO


DELL'ORA:
« Cuor di Gesù, accresci in quest'ora di presenza "spirituale", ai piedi del tuo ta-
bernacolo, la mia fede nella tua reale presenza sotto le apparenze del Pane eucaristico,
perché io possa meglio riscoprirti presente nelle membra dei miei fratelli infermi.
Mi ripugna, a volte, l'assistenza non sempre facile... e tu accendi la mia carità per te,
perché io sia spinto a un servizio totale e premuroso per te.
Maria, Salute degl'infermi, prega per me ».

DURANTE L'ORA:
« Signore, che io possa far capire attraverso il mio servizio agli ammalati la compassione
e l'amore che tu, Salvatore, hai per loro ».

AL TERMINE DELL'ORA:
« Cuor di Gesù, dopo un'ora a contatto con te, attraverso la tua immagine di "sofferente
e di agonizzante" nei malati, benedici il mio lavoro e accettalo come sacrificio a te
gradito.
Dolce Cuor di Maria, sii la mia salvezza e anche di quanti piangono nel dolore ». N. B. -
L'ora di guardia è legata all'Eucaristia: lì il Corpo di Cristo glorioso e intangibile; qui,
nei malati, lo stesso Gesù che ci dice: « Ho fame; son nudo; ho sete; sono infermo...
accoglietemi! ».

PER LE GUARDIE D'ONORE MALATE O MORALMENTE SOFFERENTI


IL MATTINO - « Signore Gesù, la prima voce che odo in fondo al mio cuore col sorger
del sole: "Ho sete!".
La tua è un'ardente implacabile sete delle anime!...
Tu implori aiuto da me. Mi chiedi un sorso d'acqua come un giorno alla samaritana che
ti comprese.
Eccomi, son pronta.
Offro sin d'ora le mie sofferenze fisiche e morali di questa giornata, insieme con le
ultime stille di Sangue e Acqua sgorgate dal tuo Cuore trafitto, simbolo della tua perfetta
oblazione al Padre per me e per tutti gli uomini.
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O Maria, sii con me quest'oggi, sul mio "piccolo calvario", come lo fosti ai piedi del tuo
crocifisso Figliolo sino all'ultimo suo respiro ».
(Per chi soffre soprattutto moralmente). « Signore, sorge per me un'altra giornata vuota
d'incontri amichevoli, di dialogo, di affetto: è questa la mia croce di solitudine e di
abbandono...
La unisco alla tua solitudine nel Getsemani e all'abbandono che provasti sulla croce, da
parte del tuo divin Padre.
La tua croce è fonte di ogni benedizione: è sorgente di ogni grazia: per essa vien data ai
credenti la vittoria sopra le fragilità spirituali, la gloria sopra le umiliazioni, la vita eterna
dopo la morte.
Tu, o Signore, sii pertanto vicino a me sofferente e angosciato: sii il mio sostegno: che in
ogni evento io possa dire con S. Paolo: "Tutto posso in Te che mi dài la forza" (Fil.
4,15).
O Maria, Consolatrice degli afflitti, prega per me ».

DURANTE IL GIORNO:
Punto di riferimento: « Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi
ristorerò » (Mt. 11, 28).
1. - « Cuor di Gesù, il tuo grido sulla croce: « Ho sete! » - sete delle nostre anime - mi
sembra che riassuma tutta la tua straziante Passione, fisica e morale.
Il tuo sacrificio sul Calvario si rinnova in forma mistica ma reale. La passione del tuo
Cuore continua tra incomprensioni, dimenticanze, irriverenze, bestemmie, sacrilegi... E
non mancano i Giuda anche ai nostri giorni...
O Gesù, nostro Salvatore, per la gloria del tuo nome, salvaci e perdona i nostri peccati.
2. - Signore Gesù, a volte, purtroppo, mi lascio vincere dallo scoraggiamento, dalla
stanchezza della vita, di fronte alle mie croci d'ogni giorno.
« Si consumano i miei occhi nel patire... Io son colmo di sventure, la mia vita è vicina
alla tomba... Giunga fino a te la mia preghiera, tendi l'orecchio al mio lamento » (Sal.
87, 9, 4, 3).
Ma tu mi rispondi, Signore: « Uomo di poca fede, perché dubiti del mio aiuto?... Forte è
il mio amore per te e la mia fedeltà dura in eterno ».
Sii, dunque, propizio con me peccatore. E per l'avvenire « dònami quello che comandi e
comàndami quello che vuoi » (S. Ag.).
« Rallegra la vita del tuo servo, perché a te, Signore, innalzo l'anima mia... Dammi un
segno di benevolenza perché io veda che tu mi hai soccorso e consolato » (Sal. 85).
O Maria, Salute degl'infermi, prega per me.

ALL'INIZIO DELL’O DI G.:


Ti adoro, o Gesù, e credo all'amore del tuo Cuore che ti fa abitare tanto vicino a noi
nell'Eucaristia.
Desidero soprattutto in quest'ora a te consacrata, unirmi a te con le mie sofferenze,
accettandole con serenità e con spirito di espiazione e di riparazione per i peccati miei e
degli altri: lieto di completare « nella mia carne quello che manca ai tuoi patimenti, a
favore del tuo corpo mistico ch'è la Chiesa » (Cor. 1, 24).
Dammi la grazia, o Signore, che « portando sempre e dovunque nel mio corpo la tua
morte, la tua vita si manifesti nel mio corpo » (Cr. 4, 10).
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Che io sappia sopportare ogni avversità e sofferenza con pazienza, con umiltà e con
amore, memore che « sarò glorificato con te, se con te avrò saputo soffrire » (cfr. Rom.
8,17).

DURANTE L'O. Di G. - si reciti almeno una volta la «Preziosissima Offerta»: « Eterno


Padre, io ti offro il Sangue preziosissimo di Gesù Cristo in isconto dei miei peccati, e di
quelli di tutto il mondo: per le necessità spirituali della santa Chiesa e in suffragio delle
anime del Purgatorio ».

AL TERMINE DELL’O. DI G.:


« Signore Gesù, è terminata la mia ora di presenza, "in ispirito", ai piedi del tuo
tabernacolo; ne ho attinto tanto conforto!
Mi sento ora rianimato e più disposto nell'offrire le mie sofferenze insieme con la tua
perenne immolazione eucaristica.

LA SERA - 1. - O Gesù, ti ringrazio di poter dire col tuo aiuto, prima di chiuder gli
occhi al sonno della notte: ho cercato anch'io, nelle mie sofferenze di questa giornata, di
compiere sul tuo esempio la volontà del tuo Padre celeste.
O Maria, che io riposi nelle tue braccia questa notte per ridestarmi domani più pieno di
amore per il tuo Gesù. Amen.
2. - O Cuore divino di Gesù, che hai preso su di te la nostra povertà e debolezza,
rivelando il valore misterioso della sofferenza, benedici anche me come benedicevi e
guarivi i malati lungo le vie della Palestina, perché tra le angustie e i dolori io non mi
senta solo, ma unito a te, medico dei corpi e delle anime, possa io godere della
consolazione promessa agli afflitti.
(Cfr. Messa per gl'infermi)
« Pietà di me, Signore, poiché sono senza forza; risànami, Signore, perché languiscono
le mie membra » (Sal. 6,3).

PER LE G. D'O. CHE SOFFRONO PER IL NOME DI CRISTO


Chi sono?
Sacerdoti, anime religiose e laici ai quali « è stata concessa la grazia non solo di credere
in Cristo, ma anche di soffrire per Lui» (Fil. 1, 29).
Non si suggeriscono preghiere per i vari momenti della giornata: si suppone che siano
anime d'una notevole maturità spirituale.
Ne riportiamo due soltanto.
1. - « Come avviene, o Signore, che preghiamo tanto, che facciamo tante novene, che ci
comunichiamo tante volte, eppure rimaniamo così irascibili, così distratti, imperfetti
come prima?...
Come avviene che non otteniamo una conversione tanto desiderata e tanto poco
procuriamo il bene? Non è forse perché pratichiamo così poco la mortificazione e perché
così poco sentiamo l'attrattiva all'umiliazione e alla sofferenza?
La preghiera, la Comunione non ci procurano la santità, è vero, ma ci danno la grazia,
cioè la forza ed il lume per collaborare eroicamente alla nostra santità. La grazia è la
legna ed il carbone; dobbiamo farne uso con la mortificazione e i generosi sforzi nella
virtù: e questo si chiama far fuoco. Altrimenti continuiamo a soffrire il freddo, pur
avendo in casa abbondanza di legna e di carbone.
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La preghiera, la grazia non fanno sparire le difficoltà, ma danno possibilità e gaudio per
superarle. La croce perde la metà del suo peso quando è pienamente accettata »
(Edoardo Poppe).
2. - « L'anima mia è triste!... ».
Anche la tua anima, o divin Paziente, nell'orto degli ulivi, ha sperimentato che cosa sia
la tristezza e la sofferenza morale.
Nell'orto degli ulivi hai provato anche tu quello strano sentimento di abbandono, di
sconforto, di noia che in modo eccezionale invadeva la tua Persona. Tu cominciasti a
sentir indicibilmente la tristezza e l'angoscia fino a morirne.
Quanto mi conforta e mi sostiene, Gesù mio, pensare che tu pure soffristi così!...
Sono perciò tanto sereno di poter accettare insieme con te - una volta agonizzante sino
ad implorar che passasse da te quell'ora - questa nascosta sofferenza che non si può
esprimere né capire.
Tu però la rendi tanto leggera quando è accettata volentieri sul tuo esempio di fratello.
Tu dài un misterioso conforto al cuore, che abbraccia la sua croce, una dolcezza
ineffabile alle labbra che si uniscono alle tue per dire: « Padre, tutto è possibile a te,
allontana da me questo calice... Però, non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu ».
La tristezza rimane alla superficie; la pace sovrabbonda nel calice del dolore » (EA).

PER LE G. D'O. SACERDOTI, RELIGIOSI, SUORE, SEMINARISTI


Premesse
1°) «Per poter essere capaci di vivere questa nostra vita con i santi voti, dobbiamo molto
amare la Eucaristia» (Teresa di Calcutta)
L'ora di guardia ci aiuta a vivere più intensamente questo amore.
« Una delle mie più belle consolazioni è quella di essere la prima g. d'O. del S. Cuore di
Gesù » (Pio IX).
Leone XIII era anche lui g. d'o.; S. Pio X scelse la sua ora dalle 11 a mezzogiorno; il
servo di Dio don Edoardo Poppe, sacerdote e g. d'o.: mori nel 1924, all'età di 33 anni.
2°) L'ora di guardia deve animare, soprattutto la vita del sacerdote, dello spirito di
sacrificio, perché diventi « ostia » con GesùOstia al suo divin Padre.
Sacerdoti, religiosi e religiose iniziano, evidentemente, la loro giornata con la « Liturgia
delle Ore »: poi, S. Messa, Comunione, ecc... e fanno dei loro impegni personali -
secondo il carisma del proprio Istituto - una continua preghiera, come direbbe Madre
Teresa di Calcutta. Ma, purtroppo, la loro tensione soprannaturale può affievolirsi... Non
è sempre facile rimanere sotto il fervore della S. Messa celebrata o della Comunione ri-
cevuta; ma ecco l'ora di guardia li riconduce - sia pur soltanto « spiritualmente » - ai
piedi del tabernacolo.
E' uno spazio di tempo in cui essi « teletrasmettono » - per così dire - l'inno di « gloria,
di amore e di riparazione » al Cuore Eucaristico di Gesù.

... D'UN SACERDOTE G. D'O


1. - Signore, prendi questo povero grano: è tuo.
Sotto la dolce macina dei doveri del mio sacerdozio, delle sófferenze provvidenziali del
mio apostolato e delle penitenze volontarie che la mia salute e l'obbedienza mi
permettono, io desidero di esser « triturato » per te, e che il fuoco del tuo amore faccia di
me un pane senza macchia.
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2. - Cuore Eucaristico di Gesù, Vittima immolata al Padre per i peccatori, io voglio
seguire te con tutto il mio cuore; voglio essere sacerdote per esser vittima. Ogni giorno
mi offro con te - soprattutto nella mia ora di guardia - per i peccati miei e per quelli di
tutti gli uomini.
Rafforza la mia fede, sostieni l'animo debole e incostante del tuo sacerdote-vittima.
Vieni, Spirito Santo, riempi il mio cuore dei tuoi doni e accendi in esso il fuoco del tuo
amore.
Dolce Madre Maria, ti prego, imprimi nel mio cuore le piaghe del tuo Figlio.

... D'UN'ANIMA CONSACRATA G. D'O.


3. - Cercherò di unirmi, o Signore, in quest'ora di guardia, al tuo Cuore Eucaristico per
amarti quanto tu meriti di essere amato, e prenderò dallo stesso tuo Cuore quel fuoco
sacro di cui deve bruciare il mio, sì chiuso, apatico e gelido...
Tu offri continuamente ad ognun di noi il tuo Cuore aperto dalla ferita per accoglierci e
trasfigurarci in « ostie », per la gloria del Padre e la salvezza degli uomini.
Tu che vieni ogni giorno nel mio cuore sei il Gesù immolato, che perpetui sull'altare
l'unico sacrificio della Croce, e vieni perché io diventi una cosa sola con te, il Padre e lo
Spirito Santo.

... D'UN SEMINARISTA G. D'O.


Mi trovo in seminario. E' la mia Nazaret dove mi preparo al sacerdozio.
Gesù, col tuo Vangelo in mano, ti seguo: contemplo la tua vita, ascolto le tue parole,
comprendo il tuo Cuore. E ti domando di essere come te, un servitore generoso del Padre
tuo presso gli uomini.
Che il mio desiderio di arrivare alla perfezione non rimanga mai scosso dall'opinione,
così diffusa, che la santità non è di questo mondo.
Possa io essere realmente un ciborio spirituale, un'esposizione velata dell'Eucaristia.
Che io non attenda l'esempio « edificante » di qualcuno che mi rimorchi e mi solleciti a
santificarmi, ma che io stesso sia quel « qualcuno » che altri possano seguire.
La grazia della vocazione sacerdotale,
che vorrei vedere sbocciare in frutti di virtù in altri, è anche in me. So bene che tu vuoi
che io sia santo; e questa stessa cosa vogliono anche i fedeli: che io lo sia sul serio!
Ci si lamenta che sian pochi i preti. No, non sono i preti che mancano, ma la santità, la
vita austera, la semplicità evangelica.
Signore che io corrisponda fedelmente alla tua chiamata.

... D'UN RELIGIOSO G. D'O.


1. - Gesù mio, un solo pensiero dovrebbe dominare nel mio cuore e invadere tutta la mia
vita: il pensiero di te, di te crocifisso, come lo trovo in S. Paolo.
Purtroppo, sento di esser dominato da un altro pensiero: il bisogno di tranquillità, di
consolazione, di soddisfazione. Ancora non sono abituato al tuo invito: « Chi vuol essere
mio discepolo, prenda la sua croce »: cerco invece per quanto mi è possibile di sottrarmi
alla croce, evitare le contrarietà, le umiliazioni, gl'insuccessi, fuggire il patire, come se tu
avessi detto: « Chi vuol essere mio discepolo, cerchi la gioia e la tranquillità ».
Ti supplico, o Cuor di Gesù, di presentare così vivamente alla mia anima il tuo
sanguinoso sacrificio della croce, la ferita del tuo costato, da infiammarmi di santo
amore e di santo zelo per imitarti.
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Che io non cerchi più altro che la croce e l'essere sconosciuto quaggiù: perché lassù le
croci si trasformeranno in estasi, in felicità, in gloria.
O Maria, aiutami perché io sia disponibile, sempre e come te, alla volontà del Padre
nostro celeste, che chiama i veri discepoli di suo Figlio a offrirsi a lui, insieme con lo
stesso suo Figlio crocifisso.
2. - O Gesù, le mie piccolissime gocce di sangue - se così è lecito chiamarle - cioè le
privazioni e sofferenze inerenti ad ogni vita umana - oso versarle nel calice amarissimo
della tua Passione: mescolarle con il tuo Sangue e impreziosirle con il tuo Sacrificio, per
la mia santificazione e per la salvezza delle anime lontane da te. Cuor di Gesù, tutto per
te! Maria, Rifugio dei peccatori, prega per me.

... D'UNA RELIGIOSA G. D'O.


« Niente fuori del comune! Voglio però adempiere le cose ordinarie in modo stra-
ordinariamente perfetto nella mia vita di religiosa ».
Signore, con la tua grazia, fammi mettere in pratica questa saggia massima di S.
Giovanni Berchmans.
Essere insegnante in un grande istituto non è cosa più santa che essere curato (parroco)
in una piccola parrocchia.
Correre qua e là, pulire, lavare il pavimento, stirare è ordinariamente meritevole quanto
fare una conferenza o insegnare.
Ciò che dà valore a tutto - lo so, o Signore - è l'amore, il coraggio, la fedeltà con cui
facciamo le diverse cose.
Ricacciare indietro una parola affrettata, spesso è più meritorio che una flagellazione a
sangue; è senza dubbio più difficile sopportare un rimprovero immeritato che circondarsi
le membra di cilici. Trattare con dolcezza un carattere superbo o un ospite insopportabile
vale più che dormire sul duro legno.
Spesso cerchiamo - è vero - la perfezione dove non si trova: cerchiamo le grandi, belle
occasioni di piacere e ne trascuriamo mille piccole.
Dònami, Signore, la fedeltà nelle piccole cose per rallegrare il tuo Cuore: senza la tua
grazia non posso far nulla.
O Maria, Aiuto dei cristiani, prega per me.

PREGHIERA PER L'ORA DI GUARDIA SUPPLEMENTARE PER LA


CONVERSIONE DEI PECCATORI
La preghiera profondamente sentita e perseverante, che si appropria del Cuore trafitto di
Cristo e del Cuore Immacolato di Maria - definiti dal Ven. Olier «un Sacramento di
misericordia» - ha una forza irresistibile su Colui che è fonte prima e originante di ogni
bontà, di ogni misericordia, di ogni perdono, di ogni amore.
L'atteggiamento interiore dell'anima:
O Cuore misericordioso di Gesù, tu ci rassicuri: « Non voglio la morte del peccatore, ma
che si converta e viva ».
Tu, Figlio di Dio fatto uomo, sei vissuto tra gli uomini per liberarli dalla schiavitù del
peccato e chiamarli dalle tenebre alla tua luce ammirabile.
Tu non soltanto solleciti gli uomini alla penitenza, perché abbandonino il peccato, ma
accogli anche - mediante il ministero della Chiesa - i peccatori e li riconcili con il Padre.
Nel tuo pellegrinaggio terreno guarivi gl'infermi, per dare un segno del tuo potere di
rimettere i peccati.
11
Abbi quindi pietà dei peccatori, come un giorno risollevasti dai tuoi piedi la Maddalena
in lacrime: con uno sguardo pietoso riconducesti Pietro al tuo Cuore: e apristi le porte
del paradiso al ladrone pentito, agonizzante accanto a te sulla croce.
Abbi pietà soprattutto di quanti sono iscritti al Quadrante della Misericordia. Accogli, o
Gesù, la mia preghiera come un giorno accogliesti le lacrime e i gemiti di S. Monica per
il suo figlio traviato; e di Agostino facesti un gran Santo e Dottore della Chiesa.
Gesù mio, misericordia!
Gesù resisterà alle nostre pressanti e perseveranti preghiere?...
No! Lui stesso ci assicura: « Chi tra di voi al figlio che gli chiede un pane darà una
pietra? O se gli chiede un pesce, darà una serpe? Se voi dunque che siete cattivi sapete
dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone
a quelli che gliele domandano! » (Mt. 7,9 ss.).
N.B. Gesù ha voluto che ci fosse una partecipazione « assimilatrice » del suo amore
redentore e della sua morte nel mondo, cioè la riparazione, incominciando dalla sua
SS.ma Madre la cui anima fu trafitta da una spada.
Anche noi, mediante la fede e la grazia divina, possiamo partecipare realmente all'amore
sacrificale del Cuor di Gesù con l'offerta delle nostre buone opere, della nostra vita e
della nostra morte.
Diamo così modo a Gesù ch'Egli perpetui in noi la sua passione e morte sino alla fine
dei tempi.
Ogni autentico cristiano è chiamato a vivere il mistero stesso di Cristo, il cosiddetto «
mistero pasquale ».
L'ora di guardia « supplementare » ci facilita questo compito di riparazione, perché è
finalizzata ad ottenere la misericordia, il ravvedimento e la salvezza dal Cuore di Cristo
per quanti son lontani dalla casa paterna.
In quest'ora si prega, si offre e si soffre per la conversione dei peccatori.

PREGHIERA PER IL RITORNO DEI LONTANI AL CUORE DI CRISTO


« MUOIO DI FAME! » (Lc. 15,17) Cuor di Gesù, soltanto il tuo amore disinteressato -
inconcepibile da noi, perché pieni di egoismo - poteva esprimersi nella parabola del
figliol prodigo con accenti e immagini così suggestive e commoventi.
Tu ci sveli l'attesa del tuo Padre celeste nei confronti del peccatore perché ritorni
fiducioso al suo amplesso di misericordia e di perdono.
Ma la tua vita umano-divina, o Gesù, ha superato la parabola che fiorì sulle tue labbra.
Tu non attendi ma vai in cerca della pecorella smarrita, e, ritrovatala, te la poni sulle
spalle per ricordurla alla casa paterna.
Tu rimani realmente in mezzo a noi e vicino a noi nell'Eucaristia: ci accompagni nel
cammino verso la Patria; ci solleciti alla conversione mediante i tuoi sacerdoti; ci nutri
del tuo Corpo e del tuo Sangue: disponibile sempre ad ascoltarci. Meditando, ora, ai
piedi del tuo ciborio, la sventura del figliol prodigo, mi sembra di scoprirvi il rapporto
ch'essa ha con il Pane Eucaristico, pegno di vita eterna. La sua grande insipienza fu
l'avere abbandonato la mensa paterna a cui nulla mancava: « Quanti salariati in casa di
mio padre hanno pane in abbondanza! » (Lc. 15,17). Ridotto all'estrema miseria,
divenuto infelice, il suo grido di dolore: « Io qui muoio di fame! Mi leverò e andrò da
mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te » (Lc. ivi).
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In questo grido, o Gesù, io riconosco il grido dell'umanità che ha fame di verità, di
giustizia, di amore ma non indovina la via del ritorno al Padre, che sei tu, Pane vivo
disceso dal Cielo.
Che quanti son lontani dal tuo Cuore comprendano, nelle loro delusioni, che non sono i
beni materiali a saziarli, a renderli felici, ma il Pane della tua mensa eucaristica.
La tua bontà di Dio-Eucaristia ispiri loro fiducia; la tua santità li conduca al
ravvedimento; l'esempio del tuo annientamento eucaristico li renda umili nel confessare
sinceramente: « Io muoio di fame! ».

IL VENERDI' DELLE GUARDIE D'ONORE


Dev'essere considerato come il giorno del S. Cuore, perché è il giorno in cui Gesù
raggiunge il culmine della sua passione: saturato di obbrobri, crocifisso tra due ladroni,
trafitto nel suo costato da una lancia...
E' anche il giorno preferito da Gesù quando si rivela a S. Margherita Maria Alacoque.
Si consiglia di accostarsi alla S. Comunione con l'intenzione specifica di riparare le
offese che Gesù riceve nel SS.mo Sacramento dell'altare.
Il primo venerdì del mese riveste poi una particolare caratteristica: S. Messa, Veglia
Eucaristica, ecc... Ogni g. d'o. non manchi almeno di comunicarsi in tal giorno.

PREGHIERA PREPARATORIA ALLA COMUNIONE


1. - Cuor di Gesù, mio Dio e mio Signore, che mi ami infinitamente e, per questo, rimani
sempre presente in mezzo a noi, nascosto sotto i segni del pane e del vino; ti ringrazio di
avermi invitato ad accoglierti nel mio cuore, come un giorno il tuo divin Padre invitò la
Vergine di Nazaret a concepirti nel suo seno immacolato.
Quale abisso, però, mi separa dalla sua santità!...
Questa mia accoglienza - che tu pur desideri - è una pausa desiderata del mio quotidiano
lavoro tra le tante preoccupazioni.
Mi dà la gioia di gustare la tua bontà e m'infonde energia nel continuare con fiducia il
mio pellegrinaggio terreno verso la Patria.
Tu mi assicuri, o Gesù, che Dio - l'invisibile, l'inaccessibile, l'unico Creatore e Signore
di tutte le cose - ha voluto, mediante il tuo Cuore di Uomo-Dio, far sentire a noi miseri
peccatori i palpiti del suo Amore ch'è misericordia e tenerezza senza limiti.
Cuore di Gesù, Sapienza eterna, sii tu la mia forza, la roccia che mi salva dagli assalti
del maligno.
La tua presenza eucaristica nel mio essere di uomo mi trasformi in tal modo da poter
dire con verità: Te e io siamo una cosa sola!
A te la gloria e il regno, la potenza e l'onore nei secoli dei secoli. Amen.
2. - O Cuor di Gesù, presente nel mirabile sacramento dell'Eucaristia, non posso ritirarmi
indietro e lasciar vuota la mano che tu mi stendi, perché io mi rialzi dalle mie miserie,
dai miei peccati, dalle mie insufficienze.
La tua mano ferita mi ricorda che è stata inchiodata sulla croce per me, per tutti... e, ora,
essa chiede doverosa, cordiale riconoscenza. Pietà di me, Signore!
Il tuo Cuore squarciato mi ricorda che è stato aperto per noi, e domanda a noi, in
contraccambio, un pò di amore per Te, nostro Salvatore, e per i fratelli soprattutto
bisognosi che s'identificano con Te.
Rendi, pertanto, il mio cuore sensibile, generoso: aprilo all'amore del tuo Cuore:
illumina la mia mente così da poter cogliere tutte le occasioni per comunicare agli altri
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un pochino di bene, di calore, di serenità, di pace: rendi decisa la mia volontà agli appelli
del tuo Cuore. Pietà di me, Signore!
Mi sforzerò, o Gesù, di fare quel che mi sarà possibile.
Le necessità degli uomini - vicini e lontani - sono davvero tante... non solo quelle
materiali: perché, spesso accade, che chi possiede ricchezze ha il vuoto nell'anima: si
sente solo, angosciato, infelice!... Non ha incontrato, certo, Te, sorgente di Amore e di
gioia profonda. Pietà di me, Signore!
Il dono, veramente inestimabile che posso fare a queste anime, sarà quello di essere più
vicino a loro con la parola evangelica, con la preghiera, con i miei piccoli sacrifici, con
la mia ora di guardia, perché anch'essi abbiano a riscoprire la suprema fonte di ricchezze
spirituali che è il tuo Cuore.
Il tuo Cuore che è oceano della divina misericordia, rifugio di salvezza.
O Gesù, che hai posto nei sacramenti il rimedio alla nostra debolezza, fa' che io accolga
con gioia i frutti della redenzione e li manifesti nel rinnovamento costante della mia vita.
Pietà di me, Signore!

CREDO NELL'AMORE DI CRISTO


3. - O Cuore di Gesù, presente qui in mezzo a noi, vivo e glorioso, sotto i segni del Pane
consacrato, io ti adoro con incrollabile fede e ti presento l'estrema povertà del mio cuore.
Tu infiàmmalo e brùciane le miserie: riaccendi in esso una fiammella della tua infinita
carità. Credo, senza alcuna esitazione, che nel Sacramento dell'Eucaristia vive e palpita
lo stesso tuo Cuore che il Vangelo descrive « mite e umile », paziente, misericordioso e
forte: quel Cuore che fu aperto dalla lancia del soldato romano perché noi tutti vi
trovassimo rifugio e salvezza.
Noi leggiamo nel tuo squarciato Cuore la manifestazione e l'immagine tangibile
dell'amore del tuo Padre celeste, ferito a morte nella tua Persona, nella tua umanità
sacrosanta, eppur egli è sempre pronto ad accoglierci e a perdonarci con infinita bontà.
Cuor di Gesù, io credo al tuo amore e a quello del tuo divin Padre - che, in realtà, è un
unico Amore - e voglio riamarti con tutte le mie forze.
O Maria, unisciti a me, in questa mia preghiera, per inneggiare al Cuore di tuo Figlio,
dalla cui pienezza tutti abbiamo ricevuto.
Credo, spero, ti amo, o mio buon Salvatore, che con immensa pazienza e bontà vai in
cerca del mio cuore.
Vieni, Ostia salutare, che abiti giorno e notte nei solitari tabernacoli delle nostre Chiese:
il mio cuore brama sinceramente solo te.
Vieni, o Cuore Eucaristico di Gesù, mio divin Re.
Mio Signore e mio Dio, dinanzi a te mi prostro che solo per amor mio, resti nel
tabernacolo, operando il più gran prodigio.
Vieni: l'anima mia ha fame di te, Pane del cielo, che trasforma sin d'ora, qui in terra, la
mia esistenza.
Ostia santa, o mio Dio, dèh, vieni! Per mezzo di Maria voglio servirti, o mio Gesù, con
fedeltà costante: seguirti fino all'ultimo istante della mia vita. La mia vita sia un perenne
canto di riconoscenza e di lode al tuo Cuore, fonte di vita e di santità. Amen.

INNO DI RINGRAZIAMENTO (di Sr. Maria del S. Cuore, Fondatrice della G. d.O)
Dio eterno, che hai stabilito Cristo Pontefice della creazione e Ministro del rendimento
di grazie; e lo hai costituito Mediatore tra il cielo e la terra, incaricato di offrirti l'Ostia di
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lode e il Calice della benedizione: permetti che io, unito a Lui nascosto in me, e a tutti i
sacerdoti che in questo momento celebrano il divin Sacrificio, canti, a nome di tutte le
creature, l'inno di ringraziamento.
Ti lodo e benedico, Trinità adorabile, per tutti i benefici concessi agli uomini, miei
fratelli, e particolarmente ai sacerdoti.
Ti lodo e benedico per mezzo di GesùOstia di propiziazione, per tutti i doni di natura e
di grazia elargiti agli uomini tanto ingrati e indifferenti al tuo amore.
Ti lodo e benedico per gl'ineffabili doni dell'Incarnazione, della Redenzione, del-
l'Eucaristia e del Sacerdozio.
Ti lodo e benedico in nome di tutte le creature per le cure che la tua Provvidenza ha per
esse; per l'infinita misericordia che ci usi; per l'incomparabile tenerezza di cui ci onori;
per la paterna generosità verso le anime fedeli; per le grazie di vocazione e di elezione
accordate alle anime consacrate, e per l'instancabile pazienza con cui attendi i figli pro-
dighi, che si sono allontanati dal tuo Cuore.
Signore, Dio onnipotente, tutte queste lodi sono troppo inadeguate alla tua munificenza.
Perciò ti offro il cantico di lode che Gesù sciolse nell'Ultima Cena alla tua gloria ed in
ispirito di ringraziamento.
Il suo Cuore che ora palpita nel mio ti rinnovi quel cantico.

PREGHIERA DI S. AGOSTINO PER OTTENERE L'AMORE VERSO DIO E


VERSO IL PROSSIMO
« O Dio, sempre uguale a te stesso, fa' che io conosca me e conosca te. Insegnami ciò
che devo insegnare agli altri; insegnami ciò che devo tenere per me.
Insegnami naturalmente a fare: sì, insegnami a fare la tua volontà.
Quando ascolto, benché io tenga a mente ciò che ascolto, tuttavia non si deve
assolutamente credere che io abbia imparato, se non metto in pratica.
Volgi a me i tuoi occhi e abbi pietà di me, come sei solito a fare con quelli che ti amano.
Per muovermi ad amarti, tu prima hai amato me.
Amando te, io amo me stesso, e così posso amare con merito, come me stesso, anche il
prossimo.
Con tutto il cuore, con tutta la mente io desidero di amare te e il prossimo come me
stesso.
Fammi vivere non della mia giustizia, riempiendomi della carità che tanto desidero.
Aiutami a fare ciò che tu desideri; dammi tu stesso ciò che mi comandi.
O Cristo, la mia giustizia sei tu, che dal Padre sei stato fatto sapienza per me e giustizia e
santificazione e redenzione.
E in te io ritrovo ciò che tu comandi e che io desidero, perché in te tu mi faccia vivere.
Tu sei il Verbo-Dio, che ti facesti carne, per essere anche prossimo mio ».
(da « Come pregava S. Agostino » - Bellandi - pag. 51).

ANIMA CHRISTI (Anima di Cristo)


Anima di Cristo, santificami.
Corpo di Cristo, salvami.
Sangue di Cristo, inebriami.
Acqua del costato di Cristo, lavami.
Passione di Cristo, confortami.
O buon Gesù, esaudiscimi.
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Dentro le tue piaghe nascondimi.
Non permettere che io mi separi da te.
Dal nemico maligno difendimi.
Nell'ora della mia morte chiamami;
e comanda che io venga a te,
affinché ti lodi con i tuoi Santi, nei secoli dei secoli. Amen. (Indulgenza parziale)

ECCOMI, O MIO AMATO E BUON GESÙ, che alla santissima tua presenza
prostrato, ti prego col fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di
speranza, di carità, di dolore dei miei peccati e di proponimento di non più offenderti;
mentre io con tutto l'amore e con tutta la compassione vado considerando le tue cinque
piaghe, cominciando da ciò che disse di te, o mio Gesù, il santo Profeta Davide: « Hanno
forato le mie mani e i miei piedi; hanno contato tutte le mie ossa » (Salm. 21, 17-18).
(Si concede al fedele che piamente recita, dopo la comunione, la predetta preghiera
dinanzi all'immagine di Gesù Crocifisso, l'indulgenza plenaria nei singoli venerdì di
Quaresima e di Passione; e l'indulgenza parziale in tutti gli altri giorni dell'anno).

IL VENERDI' SANTO E LE GUARDIE D'ONORE


Il venerdì santo si potrebbe considerare il « giorno natalizio » della nostra associazione:
perché è il giorno che vide le prime guardie d'onore - Maria SS.ma, S. Giovanni Evang.
e S. Maria Maddalena - che, immobili ai piedi della croce, furono le prime a
contemplare e a consolare il Cuore trafitto di Gesù.
Quel Cuore ferito, che, ora, le guardie d'onore, anch'esse, contemplano e confortano con
l'ora giornaliera di presenza « in ispirito » ai piedi del perenne calvario, ch'è ogni altare
dove si celebra l'Eucaristia.

« TUTTO È COMPIUTO! »
In questo giorno, o Gesù, coincidono due date: l'anniversario della tua morte in croce e il
giorno « idealmente » natalizio della nostra associazione.
Due ricorrenze contrastanti: il lutto della morte che si contrappone alla gioia della
nascita, ma che in quest'ora si armonizzano, per rivivere due avvenimenti di
straordinario rilievo.

L'UNO, tutto quello che il Cielo poteva donarci, ce l'ha donato, in questo giorno, con la
tua morte di Uomo-Dio in croce!
« Consummatum est »: « Tutto è compiuto! » E' la parola che affannosamente è risonata
sulle tue labbra morenti!...
Tu hai bevuto il calice della passione sino alla feccia: hai sofferto tutti i dolori, senza
rifiutarne uno solo: hai superato tutte le prove e compiuto tutte le profezie... ma
soprattutto hai esaurito le risorse del tuo amore! Non hai più nulla da sacrificare per noi.

L'ALTRO AVVENIMENTO, tutto quello che l'umanità peccatrice poteva offrirti, o


Gesù, in questo giorno, te l'ha donato mediante la tua santissima Madre Maria. Questa
divina creatura - associata a tutta la tua vita terrena - si è unita quest'oggi con
generosissima immolazione alla tua passione e alla tua morte.
Anch'ella ha offerto al divin Padre il suo Cuore trafitto da una crudele spada - come le
profetizzò il vecchio Simeone nel Tempio.
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Quanto rimorso mi addolora... io, chiamata a succedere alla prima impareggiabile
Guardia d'Onore, Maria, tua Madre, mi riconosco tanto dissimile da lei!
Lei, che è rimasta ai piedi del tuo Cuore trafitto, Consolatrice e partecipe intima della tua
passione: Lei, che ha portato con te il peso di tutte le tristezze, di tutte le sofferenze, di
tutte le angosce della tua natura umana, pagando con te, fino all'ultima moneta, il
riscatto di ciascun di noi.
Sino all'ultimo respiro della sua vita, la tua Addolorata Madre rimarrà « in ispirito » ai
piedi della Croce, sulla tua Croce, compiendo la sua rassomiglianza con te, crocifisso
Signore.

CON GIOVANNI AI PIEDI DELLA CROCE


O Cuore trafitto di Gesù, c'è ai piedi della croce un giovane, ch'è accanto alla tua
Mamma... Anche lui - si vede - vuol consolarti con la sua presenza, con la sua fedeltà,
con il suo amore.
Il suo volto è contratto dal dolore; i suoi occhi, velati di lacrime, si posano
compassionevoli or su di te agonizzante e or su tua Madre, su cui il dolore si scatena
come un uragano implacabile. Quante cose vorrebbe fare per te e per tua Madre cotesto
giovane, ma nulla può per alleviare i vostri dolori...
C'è una folla ubriaca di sangue innocente: c'è una soldatesca incrudelita; c'è una
condanna inesorabile!
Sta costì quel giovane, che sembra un angelo.
Lo riconosco, o Gesù, è Giovanni, il compagno di Pietro che ti ha rinnegato ben tre
volte, ieri notte: è il fratello di Giacomo il maggiore, il compagno di Andrea, di
Tommaso, dei tuoi apostoli che sono tutti fuggiti per paura dei tuoi nemici.
Giovanni è l'unico discepolo che ti ha seguito, rischiando.
Desidero prendere, o Gesù, il suo posto ai piedi della tua croce, che rimane - sia pur
invisibile - piantata ancora nel mezzo della terra.
Ma, riflettendoci, ricordo che quegli è un vergine, un'anima purissima, un incanto di
cielo e perciò prediletto da te. Io, invece, quanto diverso da lui!
Dov'è, infatti, in me quella purezza, quel candore che potrebbe attirarti, perché io
poggiassi il mio capo sul tuo petto?...
Quanti pensieri sciocchi distraggono la mia mente da te: quanti affetti disordinati
contaminano il mio cuore...
Compreso della mia indegnità, dovrei allora discendere dal Calvario, abbandonarti, o
Gesù?...
No! Tu non lo vuoi: ne son sicuro. Hai pregato per i tuoi crocifissori, hai perdonato il
ladrone pentito... perdona anche me!

E CON MARIA MADDALENA


Insieme con la tua Madre e con l'apostolo Giovanni, io vedo, ai piedi della croce, una
giovane donna, impietrita anch'essa dal dolore e stretta ai tuoi piedi crocifissi,
piangendo.
Non so se ella sia la peccatrice perdonata da te in casa del fariseo. Non importa. Ciò ch'è
certo, lei parteciperà alla sepoltura del tuo corpo e sarà la prima a riconoscerti Risorto.
Ai piedi della croce anch'essa è la consolatrice: la sua presenza carica di amore e di
riparazione.
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Desidero, Signore, di unirmi a coteste tre care figure, per seguirne gli esempi nella mia
ora di guardia giornaliera.
Tu rendi efficace questo mio proposito! Amen.
« Le braccia di pietà che al mondo apristi, caro Signor, dall'albero ferale
piegale a noi che peccatori e tristi teco aspiriamo al secolo immortale ».

PREGHIERA AL S. CUORE TRAFITTO DALLA LANCIA


Cuore di Gesù, amabile e poco amato, io mi prostro umilmente ai piedi della tua croce,
riconoscendoti Figlio dell'Uomo e Figlio di Dio, mio Redentore e Salvatore.
Ti adoro e ti ringrazio d'aver permesso al soldato romano di trafiggere il tuo petto, e di
aver così aperto una porta di salvezza a tutti gli uomini nell'arca misteriosa del tuo sacro
Cuore.
Desidero rifugiarmi in esso, in questi tempi così turbolenti, per scampare dal diluvio di
odi, di violenze, di scandali... che inondano la terra.
Tu salvaci, o Signore!
Io benedico mille volte l'ora e il momento in cui zampillarono, sotto il colpo della lancia,
il prezioso Sangue e l'Acqua dalla piaga del tuo divin Cuore.
Dègnati di farne un'applicazione efficace al mondo infelice e colpevole.
Lava, purifica, rigenera le anime nell'onda scaturita da cotesta vera fonte di Siloe.
Permetti, o Gesù, che io vi getti dentro le mie miserie, i miei peccati e quelli di tutti gli
uomini, supplicandoti, per l'amore immenso che strugge il tuo Cuore, di salvarci tutti.
Permetti, infine, che fissando per sempre la mia dimora in cotesto tuo Cuore, io trascorra
santamente gli anni della mia vita e renda in pace il mio ultimo respiro. Amen.
Ti adoro, Cristo, e ti benedico. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
« 0 Padre, che hai voluto salvare gli uomini con la morte in Croce del Cristo tuo Figlio,
concedi a noi che abbiamo conosciuto in terra il suo mistero di amore, di godere i frutti
della redenzione nel cielo. Per Cristo nostro Signore Amen. (Dalla Liturgia)

PREGHIERA DELLE GUARDIE D'ONORE A MARIA AI PIEDI DELLA


CROCE
O Vergine Addolorata, è questo un giorno propizio (venerdì santo) per rivivere un
momento decisivo della storia della salvezza, e per venerarti qual Madre associata alla
passione di tuo Figlio, Gesù, e vicina a lui innalzato sulla croce.
Tu hai compiuto, con una dedizione e un'efficacia universale, quello ch'è compito di tutti
i credenti, cioè ricevere l'opera del Redentore e, con una ricettività attiva, trasmetterla
agli altri.
Ed è proprio in questo senso che tu, Addolorata, rivesti un'importanza unica come
cooperatrice della redenzione.
Le parole, che ti rivolse un giorno Simeone nel tempio, furono già un preannuncio della
passione di Cristo: « E anche a te una spada trafiggerà l'anima » (Lc. 2, 35).
E poiché nessuno fu così strettamente unito a Gesù come te, la passione cui andò egli
incontro ti fece soffrire in una maniera inenarrabile.
Ti prego, pertanto, di ottenere a me e a tutti i peccatori - tra i quali sono anch'io -
l'applicazione efficace del Sangue e dell'Acqua, scaturiti dal Cuore trafitto del tuo Figlio.
Tu, nostra Avvocata e nostro Rifugio, ottienici giorni di misericordia e di perdono; fa'
che ritornino alla casa del Padre tanti prodighi smarriti e delusi; ispiri ai tuoi figli
un'autentica devozione al Cuore di Cristo; e ogni guardia d'onore ne propaghi il culto
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con zelo costante e generoso. Rivela anche a me i misteri del Cuor di Gesù. « O Dio, tu
hai voluto che accanto al tuo Figlio, innalzato sulla croce, fosse presente la sua Madre
Addolorata: fa' che la tua santa Chiesa, associata con lei alla passione del Cristo,
partecipi alla gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore. Amen». (Dalla
Liturgia)

IIIa Part e
IN DIALOGO CON GESU' EUCARISTIA
Preghiere che si possono usare anche nella visita quotidiana al SS.mo Sacramento.
Indulgenza plenaria a chi rimane in adorazione almeno mezz'ora; parziale, a chi visita
il SS.mo Sacramento.

ESORTAZIONE PASTORALE
« La pietà che spinge i fedeli a prostrarsi presso la santa Eucaristia, li attrae a partecipare
più profondamente al mistero pasquale e a rispondere con gratitudine al dono di colui
che con la sua umanità infonde incessantemente la vita divina nelle membra del suo
corpo »...
« I pastori provvedano perché tutte le chiese e i pubblici oratori in cui è conservata la
SS. Eucaristia restino aperti, almeno diverse ore sia il mattino che la sera, perché i fedeli
possano agevolmente pregare davanti al SS.mo Sacramento » (Culto Euc. n. 50 e 51).

UN EQUIVOCO DA EVITARE!
Nessuno pensi che qui si voglia offrire un prontuario di « preghiere prefabbricate »;
dalle quali ciascuno prenda « in prestito » parole, sentimenti e propositi nei suoi rapporti
con Cristo, perché nessun momento è così « personale » come quello della autentica
preghiera.
Solo, però, per ricordare che alcuni momenti della preghiera si collocano su uno
sfondo comune della esistenza umana di tutti e della vita cristiana qualora sia quo-
tidianamente vissuta nella Fede.
Vi sentite incapaci di pregare?... Accontentatevi di offrire la preghiera che il divin
Salvatore fa per noi nel Sacramento dell'altare. Offrite i suoi slanci per riparare le vostre
imperfezioni. Ripetete durante ogni vostra azione:
« Mio Dio, io compio questo dovere o accetto questa sofferenza nel Sacro Cuore del tuo
divin Figlio, e secondo le sue sante intenzioni ti offro ogni cosa per riparare tutto ciò che
d'impuro e d'imperfetto v'è nel mio operare ». (S. Margh. M. Alac.).

1a PREGHIERA
PER L'ANNO NUOVO (M.O. ) Signore Dio, che vivi in eterno senza principio e senza
fine, e sei l'origine di ogni creatura, fa' che io, salutando l'anno nuovo e consacrandone
gl'inizi al tuo nome, possa compiere nella tua amicizia il cammino ora ripreso, e vivere
giorni sereni con frutti abbondanti di buone opere. Allontana da me ogni pericolo che
ostacoli la mia unione con te: donami la pace: la pace nel mio cuore anzitutto, per essere
a mia volta operatore di pace nella famiglia, nell'ambiente di lavoro e nella società.
Nelle tue mani, Signore, è la mia vita. Ti benedico, pertanto, tutti i giorni e dò lode al tuo
nome.
Perché la mia lode non risuoni in vuote parole ma sia un segno concreto di gratitudine, ti
prometto, come guardia d'onore, di diffondere la conoscenza del tuo amore a quanti sono
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ancora nell'ignoranza, e di promuovere sempre più, in quest'anno, il culto al Cuore
trafitto di Gesù, tuo Figlio, in cui si è manifestato il tuo amore infinito di Padre.
E, ora, anche a te, o Maria, rivolgo la mia preghiera.
Tu, tempio vivo dello Spirito Santo, hai saputo accogliere Gesù con animo pienamente
aperto: lo hai accolto con perfetta fede, credendo alla sua azione silenziosa e profonda;
lo hai accolto affidando, senza incertezze, tutta te stessa alla potenza del suo amore; lo
hai accolto collaborando attivamente con lui nel mistero dell'Incarnazione e della
Redenzione; lo hai accolto incessantemente in tutta la tua vita, ascoltando la sua voce,
seguendo le sue ispirazioni e realizzandole con costante fedeltà.
Aiutami, o Madre mia, a riceverlo con le tue stesse disposizioni di apertura e di
corrispondenza generosa, sin dall'inizio di questo nuovo anno, che segni un vero e
decisivo rilancio della mia vita cristiana e dei miei doveri di guardia d'onore.

2a PREGHIERA
Per ottenere un amore pieno di comprensione e tenerezza verso chi soffre nel corpo o
nello spirito (M.O. ).
O Gesù, che soffri nelle membra del tuo Corpo Mistico, fa' che io ti possa sempre vedere
nella persona di quanti soffrono nel corpo o nello spirito; e che, offrendo loro la mia
assistenza, serva te stesso.
Fa' che io sappia riconoscerti anche se tu ti nascondi sotto il travestimento - umanamente
ripugnante - dell'uomo irascibile o demente o perfin criminale. Dirò allora: O Gesù,
ancora una volta ti rivesti delle nostre miserie e dei nostri delitti e crimini!...
Mi accosterò a quegli infelici per guarirne, con il tuo aiuto e con il tuo amore, le
disgustose piaghe.
Dammi, Signore, questa visione di fede, e il mio servizio ai fratelli sarà più generoso.
O Dio, poiché tu sei Gesù che soffre, dègnati di essere anche per me un Gesù paziente,
indulgente verso le mie colpe: guarda le mie intenzioni e la mia buona volontà di amarti
e servirti nella persona dei tuoi figli che soffrono.
Benedici i miei sforzi e il mio lavoro, ora e sempre » (Madre Teresa di Calcutta).

3a PREGHIERA
« L'Eucaristia è il sacramento che meglio esprime la carità del Cuor di Gesù.
L'ora di guardia è via di unione con Cristo Eucaristia » (M.O. ). Signore Gesù, tu non hai
voluto trattarci come semplici tuoi servi, ma elevarci al di sopra della nostra condizione
di creature sino ad essere tuoi fratelli e figli d'un unico Padre ch'è nei cieli.
Per questo, tu, Verbo di Dio, hai unito sostanzialmente alla tua Persona divina la nostra
natura umana per espiare i nostri peccati e trasformarci non solo in uomini retti e buoni,
ma divinamente santi e felici.
Guarisci, o Gesù, la mia cecità di fronte al mistero della tua Eucaristia: possa io vedere
ed accogliere, riconoscente, la tua propria vita che - mediante tale mistero - desideri
effondere nella mia anima, come il divin Padre, sin dall'eternità, effonde la sua in te.
Tu vuoi realizzare per mezzo dell'Eucaristia il più alto grado d'intimità e la più salda
base alla mia unione con te, nella quale noi, tue membra, diventiamo un sol corpo con te,
nostro Capo.
Come l'anima nel corpo umano che informa, così tu penetri in ciascun di noi con la tua
divinità e umanità perfetta per ricolmarci delle tue virtù e della tua gloria divina.
Sostienimi, Signore, nel rispondere al tuo amore.
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4a PREGHIERA
«GESU’ IL BUON PASTORE» (M.O. ) O Gesù, Buon Pastore, qui realmente presente
in mezzo a noi, tu conosci le tue pecorelle: sollecito vai in cerca di quelle smarrite per
riportarle con gioia all'ovile. Il tuo divin Padre fa più festa per un peccatore che tu
riconduci al suo abbraccio di perdono e di pace, che non per molti giusti che non hanno
bisogno di convertirsi.
E' l'Amore che gioisce nel salvare: gioisce di aver salvato.
E' proprio questo Amore che si è incarnato in te, Figlio di Dio fatto Uomo. Quanta
fiducia ripongo in te, o Gesù, nel sapere che tu ci conosci individualmente non solo di
quella conoscenza che ti offre la tua intelligenza così penetrante, ma della conoscenza
che scaturisce dal tuo Cuore pieno di simpatia, di comprensione, di tenerezza... Come
poter dimenticare certi tuoi accenti nelle ore più tragiche della tua vita mortale: « Padre,
perdonali, perché non sanno quello che fanno » (Lc. 23, 34): « In verità ti dico, oggi
sarai con me in paradiso » (Lc. 23,43).
Cuor di Gesù, abisso di amore e di santità, abbi pietà di me!
Tu vedi, o Gesù, tutte le mie intime miserie, le mie colpe e l'insufficienza estrema della
mia anima che vorrebbe amarti e non ci riesce; e appunto per questo dichiari di « esser
venuto perché tutti abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza » (Gv. 10, 10).
Ecco l'Eucaristia con cui doni te stesso, fonte di ogni grazia e santità. Attraverso tale
mistero io ti contemplo: come Vittima dei peccatori, come « avvocato presso il Padre,
sempre vivo a intercedere a nostro favore ».
Nonostante i miei limiti e le mie ingratitudini frequenti, tu continui a guardarmi con
tenerezza, con i tuoi occhi di Pastore buono. Continui ad aver fiducia di me: e m'inviti a
portarmi al tuo Cuore per trovarvi rifugio, riposo e salvezza.
Cuore di Gesù, abisso di amore e di santità abbi pietà di me!
Grazie, o Gesù, di avermi chiamato ai tuoi piedi perché io ravvivi, come guardia d'onore,
la tenue scintilla del mio amore per te e per i fratelli, l'impegno della riparazione e della
glorificazione del Padre, di te Verbo e dello Spirito Santo.
La Vergine, tua Madre, m'insegni ad unirmi al tuo perenne Sacrificio Eucaristico, da cui
discende ogni grazia di redenzione e di salvezza.
Cuor di Gesù, abisso di amore e di santità, abbi pietà di me!
(M.O. ) : Ti prego, infine, o Gesù, che la mia ora di guardia giornaliera - sia pur soltanto
in ispirito - presso cotesto tabernacolo, diventi sempre più bruciante di amore: mi
disponga ad accettare gioiosamente tutti i sacrifici che il dovere della mia santificazione
e il bene delle anime esigono; e che i miei sforzi di apostolato ottengano da te la
fecondità promessa a quanti zelano il culto al tuo Sacro Cuore.
Cuor di Gesù, abisso di amore e di santità, abbi pietà di me!

5° PREGHIERA
CORRISPONDERE ALL'AMORE DI DIO
Dio Padre celeste, che, nei tuoi imperscrutabili misteri, hai accettato la volontaria offerta
di tuo Figlio inchiodato sulla croce e trafitto nel suo costato per i nostri peccati; e hai
voluto, ai nostri giorni, che S. Margherita Maria divenisse l'apostolo di quel Cuore
squarciato, aperto per effondere su tutti gli uomini la tua grazia e la tua misericordia:
fa' che tutto il mondo riconosca quanto tu ci abbia amati e ci ami.
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Le guardie d'onore, soprattutto, sappiano corrispondere al tuo infinito amore che si è
rivelato in Cristo; e si sforzino di imitare gli esempi di generosità e di santità di S.
Margherita Maria.
Si adoperino con tutte le loro forze a promuovere il culto al S. Cuore, con quello zelo sì
ardente ed instancabile che caratterizzò tutta la vita della Santa.
Esse vivano la proposta cristiana: « Ama il tuo Dio e i tuoi fratelli »; e siano sempre più
capaci di sensibilizzare anche gli altri e di avvicinare quanti hanno « fame e sete » di
comprensione, di bontà, di sorriso... attingendo all'inesauribile fonte dell'Amore ch'è il
Cuore del tuo Figlio Gesù.
Che le comunità ecclesiali accolgano le indicazioni del Magistero della Chiesa, che
provengono da una catechesi biblicoteologica sul culto del S. Cuore, e ne comprendano
la validità a tutti i livelli della vita cristiana.
Per quanti, infine, sono sensibili al dono di sé, alla verità, alla solidarietà, alla giustizia
sociale, ritrovino nel Cuore di Cristo non solo l'ideale ispiratore, ma Colui che sostiene e
facilita l'attuazione delle loro legittime aspirazioni.
Rinvigoriti dal tuo Santo Spirito, possiamo essere rinnovati interiormente e testimoniare
il trionfo del tuo amore nei nostri cuori. Amen.

6a PREGHIERA
Il nostro « grazie » di g. d'o. al Signore, per la fiducia ch'egli ci accorda nell'inviarci a
proclamare la conoscenza del Cuore di Cristo, per l'edificazione del suo Regno (M.O. ).
Grazie, o Signore, per la chiamata alla fede e alla conoscenza più intima del Cuore di
Cristo, simbolo del tuo infinito e « sofferto » amore per me e per tutti. Del tuo amore
instancabile con cui mi segui silenziosamente e mi sostieni ogni giorno nel mio
pellegrinaggio terreno.
Grazie, o Signore, per il Cuore di Cristo, che aprendosi totalmente a te, Padre, e
accogliendone le infinite sollecitudini di misericordia e di amore, le ha riversate su di me
e su tutti gli uomini.
Il suo Cuore si strugge perché i peccatori riconoscano nelle sue parole, nei suoi gesti, nei
suoi sentimenti la tua Persona di Padre che ci ama sin dall'eternità.
Grazie, o Signore, per il perseverante amore del Cuore di tuo Figlio, che mai vien meno
di fronte alla mia indifferenza, stanchezza e ingratitudine; anzi, con la sua immolazione
sulla Croce mi ha preparato un avvenire, migliore del presente, con il dono della « sua
gioia e della sua felicità eterna ».
Che io entri nel suo Cuore squarciato dalla lancia per goderne sin d'ora la soavità e
attingervi il fuoco del suo zelo, per non lasciarmi scoraggiare dalle resistenze che
s'incontrano nell'apostolato o negl'immediati apparenti insuccessi.
Grazie, o Signore, che mi fai ritrovare nel Cuore di Cristo la forza necessaria per
superare ogni incertezza, ogni limite, ogni sfiducia nel promuovere la conoscenza del
tuo amore, che si è rivelato tangibile e irresistibile nella sua Persona.
E, ora, mi rivolgo anche a te, Cuore Immacolato di Maria, perché con lo zelo
incommensurabile del tuo animo tu travolga e trascini il mio povero cuore sulla gran via
del sacrificio, dell'immolazione e dell'« eroismo » - se occorresse - per la salvezza mia e
delle anime. Amen.

7a PREGHIERA
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«L'amore di Cristo e delle anime ci solleciti nel promuovere il culto al S. Cuor di Gesù».
(M.O. ).
Signore Gesù, l'appello che rivolgesti alla tua prediletta discepola S. Margherita Maria
Alacoque, e dalla quale ricevesti immediata risposta, è giunto anche a me. Desidero
come lei propagare il culto al tuo Cuore trafitto. A me, però, mancano purtroppo tante
cose!... L'umile fiducia, lo spirito di sacrificio, lo zelo veramente apostolico, la santità!...
E, allora, dovrei recedere dal tuo invito?...
No! Tu non lo vuoi, Ed è giusto.
Hai trasfigurato Pietro che ti rinnegò ben tre volte: Paolo di Tarso che perseguitò la tua
Chiesa nascente: Tommaso l'incredulo... trasfiguri quindi anche me.
La misericordia e la squisita tenerezza con cui vai in cerca della pecorella smarrita, si
riverserà più abbondante su di me che vengo in cerca di te, riconoscendoti come l'unico
Pastore e Salvatore della mia anima.
Tu mi aiuterai ad essere disponibile ai doni del tuo Spirito per essere disponibile ai miei
fratelli nell'amore e nel servizio per te.
O Maria, sii sempre la mia guida, la mia avvocata, la mia Mamma.

8a PREGHIERA
« Il dolore redime alla luce dell'amore del Cuore di Cristo ». Signore, ti ringrazio di
poter comprendere - sia pur con notevole difficoltà - dalla tua vita di « Servo sofferente
di Jahvé » che il dolore redime alla luce del tuo amore.
Difatti: « Tu sei stato trafitto per i nostri peccati: per le tue piaghe noi siamo stati guariti
» (Is. 53,5). « Giustificati per il tuo Sangue, siamo stati salvati dall'ira » (Rom. 5,9). « Ci
hai amati e hai dato te stesso per noi, per ciascuno di noi... » (Gal. 2,20).
« La tua Croce è fonte di ogni benedizione: è sorgente di ogni grazia, perché per mezzo
di essa vien dato ai credenti il trionfo sopra la fragilità, la gloria sopra l'umiliazione, la
vita dopo la morte » (S. Leone Magno).
Sii dunque la mia forza, o Signore, in modo che io possa ripetere con S. Paolo - nelle
circostanze più dolorose della vita - « Tutto posso in Colui che mi dà la forza » (Fil.
4,13). Amen.

9a PREGHIERA
L'Eucaristia: cibo delle nostre anime, assimilazione della vita divina » (M.O. ).
Signore Gesù, accresci la mia fede nella tua reale presenza eucaristica: fammi gustare,
sin d'ora, un tantino di quello che sarà la vita eterna con te, con il Padre e lo Spirito
Santo.
Aiutami a capire cotesto tuo disegno di amore, per corrispondervi con fedele generosità.
Nella cena da te istituita per le nostre anime, il cambiamento del pane e del vino si opera
in un solo istante: pronunciate le parole della consacrazione, il pane non è più pane e il
vino non è più vino, ma al loro posto ci sei tu, tutto intero, UomoDio.
Io, invece, spesso o anche quotidianamente cibandomi di te, devo, purtroppo,
riconoscere che la mia trasformazione in te si sviluppa lentissimamente, o addirittura
rimane a un punto morto...
O Gesù, illumina la mia mente e sollecita la mia pigra volontà, perché io possa
trasfigurarmi presto in te.
Imploro, pertanto, che nulla rimanga in me che ostacoli la tua grazia, ma la perseverante
mortificazione e l'assoluta purezza di vita mi dispongano a un tale lavoro di
23
trasformazione in te. Lo spirito di penitenza vivifichi il mio cuore per rendere efficace la
tua grazia.
Esaudisci, o Gesù, questa mia legittima richiesta: come sotto le specie morte e fragili del
pane e del vino si nasconde la tua vita umano-divina: così sotto i segni di creatura di
fango e di miserabile peccatore - quale sono io - possa nascondersi non solo cotesta tua
medesima Vita, allorché ti ricevo nella comunione, ma essa si manifesti luminosa
attraverso la mia umanità, e irrompa - come il sole squarcia le nebbie - a illuminare e a
ricondurre al Padre gl'indifferenti, gli ostili, i senza-Dio.
Fa' quindi brillare sul mio volto un raggio della tua bontà e del tuo amore, per rendere
visibile ai miei fratelli la tua presenza di Salvatore.
Diventato un solo essere con te, io possa trasfigurare altri, e farne, con te, nuovi
adoratori e figli prediletti del nostro Padre ch'è nei cieli.

10a PREGHIERA
« Rinnovato atto di tede nella presenza reale di Gesù nel SS.mo Sacramento dell'altare »
(M.O. ).
Io credo fermamente, o Gesù, che tu sei presente nel santissimo Sacramento dell'altare,
con la tua increata Divinità, per la quale sei della stessa natura, potenza e gloria del tuo
eterno Padre, onde tutto penetri in tutti i luoghi con la tua immensità. In te tutto vive,
tutto si muove, tutto esiste.
Tu sei qui presente anche con la tua umanità; sei qui, tra noi, nel santo tabernacolo, con
il tuo corpo, la tua anima, il tuo Cuore d'uomo.
Tu sei qui: il Figlio della Vergine Maria. Anche tu, come noi, hai vissuto un'esistenza
umana con le sue ore grandi e piccole, con le sue gioie e le sue lacrime, con la sua lunga
e grigia monotonia dei doveri quotidiani e i suoi momenti decisivi.
Signore Gesù, Figlio del Dio vivente, vero Dio e vero Uomo, io ti adoro.
Tu sei qui, o Gesù: tu che hai sofferto sotto Ponzio Pilato: stimato più colpevole del
criminale Barabba: condannato e crocifisso senza alcun motivo che potesse
minimamente giustificare l'iniqua sentenza: annoverato tra gli « scellerati », hai bevuto il
calice amarissimo del dolore sino alla feccia.
Abbi pietà di me, Signore.
Tu sei qui tra noi: con il tuo corpo risuscitato e glorioso. Nulla io vedo - è vero - ma
l'occhio della fede ti vede quale Figlio dell'Uomo e fratello nostro glorificato, dopo aver
vissuto la nostra stessa vita terrena.
Il mio udito non ti sente, ma l'udito della mia fede percepisce quel canto eterno di lode,
che tu -- Sommo Sacerdote e Mediatore di tutti gli uomini - perennemente rivolgi
all'eterno Padre nella gioia del tuo Cuore radioso, straripante di bellezza e armonia
divine.

11a PREGHIERA
« Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini » (M.O. ). O Gesù, ospite nascosto in
cotesto segno di Ostia consacrata, io sono qui per incontrarmi con te in un dialogo di
fede e di amore.
Il tuo Spirito disponga il mio cuore all'ascolto intimo della tua parola, perché io
comprenda almeno un pochino l'insondabile mistero della tua vita eucaristica, per
arrivare a capire, in qualche modo, l'incredibile mistero dell'amore di tuo Padre per me e
per tutti gli uomini.
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Dischiudí, perciò, il mio cuore ad accogliere il tuo amore.
Lo so, o Gesù, che la fede si assomma in questa suprema verità: « Dio ha amato noi e
continua ad amarci: e ama tutti non in una maniera anonima ma individualmente ».
Tu sei il « Buon Pastore » che conosci ogni singola pecorella, soprattutto quelle che si
sono allontanate dal tuo dolce ovile.
Grazie, o Gesù, di tanta accondiscendente bontà.
Giovanni, il tuo prediletto discepolo, ebbe del tuo amore infinito una viva e costante
esperienza negli anni in cui ti fu accanto. Nell'ultima cena, poggiando il capo sul tuo
petto; ai piedi della Croce, quando, contemplandoti moribondo, egli raccolse le tue
ultime parole di perdono e di amore, e affermò: « Dio è Amore! ».
Sì, o Signore, io credo al tuo amore di perdono e di salvezza.
Tu, o Gesù, Figlio di Dio fatto Uomo, volesti mostrarti, volesti esser visibile: volesti che
le nostre orecchie ti ascoltassero, le nostre mani ti toccassero.
Giovanni, difatti, descrive come tu entrasti attraverso ciascun dei suoi sensi: li enumera,
distintamente, quando egli condensa, nella lettera alle Chiese di Asia, l'essenziale della
sua esperienza religiosa: Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che
noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le
nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita: poiché la vita si è fatta visibile, noi
l'abbiamo veduta e di ciò rendiamo testimonianza e vi annunziamo la vita eterna, che era
presso il Padre e si è resa visibile a noi » (1 Gv. 1, 1-3).
Una simile esperienza sensitiva e diretta non è certo possibile averla a contatto della tua
presenza eucaristica.
Non importa! Non voglio esser come Tommaso!...
La tua parola, o Gesù, è certezza per me. Tu sei quello stesso Gesù che Maria, tua
Madre, Giuseppe e i Magi adorarono: gli Apostoli e le folle ti seguirono osannanti alla
tua bontà e alle tue tenerezze divine.
Sì, lo credo, o Gesù.
Io credo ancora, senza alcuna esitazione, che nella celebrazione della S. Messa ricevo
sempre e direttamente il tuo Corpo donato e il tuo Sangue versato; e, insieme con te che
ti doni, anche la spiegazione della tua donazione: « Ecco, io sono con voi tutti i giorni,
sino alla fine del mondo ».
E' questa la decisione definitiva di Dio,
che tramanda Se stesso in te, abbracciando tutta la storia umana. Una presenza divina
che non si limita ad accompagnarci dall'alto, ma si cala eucaristicamente in ogni istante
del nostro tempo.
Riconoscano gli uomini la tua reale presenza tra noi, o Signore!
La tua morte, o Gesù, si rinnova misticamente nella cena eucaristica, rivelando al mondo
non solo la gravità del peccato, ma facendo rifulgere soprattutto l'amore delle tre divine
Persone:
- l'amore del tuo Padre che n'è la sorgente;
- il tuo amore di Figlio di Dio e Figlio dell'Uomo, che sei divenuto il punto d'incontro tra
noi e il Padre; e
- l'amore dello Spirito Santo che ci fa nascere ad una vita nuova e vivere da tuoi
discepoli autentici.
Tale amore ha la sua massima espressione nell'Eucaristia che è il sacramento del tuo
Amore!
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O Gesù, accresci la mia fede, infiamma il mio cuore, mandami il tuo Santo Spirito,
perché riconoscente io inneggi:
« Lode, gloria, amore al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli.
Amen ».

12a PREGHIERA
« La preghiera di Gesù al Padre è che i discepoli costituiscano una unità paragonabile
a quella costituita da lui e dal Padre » (Gv. 17,11-2122-23) (M.O. ).
Padre celeste, ti prego con il Cuore stesso del tuo Verbo fatto Uomo, che la sua presenza
eucaristica generi in me un amore sempre più generoso verso di te e verso i fratelli, per
essere così unito a te e a loro, come tu sei una sola cosa con Cristo tuo Figlio.
La mia cattiveria - che spesso affiora e mi soggioga nella mia vita - non spezzi o incrini
mai l'unione di fede e di amore che deve regnare nella mia famiglia, nella comunità
ecclesiale e nel mio ambiente di lavoro.
Il comandamento nuovo, promulgato da Cristo: « Amatevi l'un l'altro come io vi ho
amato » - illumini la mia giornata e mi ricordi che tu non gradisci l'offerta all'altare, se
prima non mi sia riconciliato con i fratelli.
Che io non abbia mai a confondere la carità fraterna voluta da te con la simpatia o con le
relazioni di buona amicizia, ma che io prenda coscienza che la carità fraterna ha la sua
piena realizzazione nel mistero dell'Eucaristia: soltanto « partecipando realmente al
corpo del Signore nello spezzare del pane eucaristico siamo elevati alla comunione con
lui e tra noi » (L.G. n. 11).
Signore, infondi in me il tuo Spirito di amore: fa' che vivano uniti nella carità e nella
concordia, quanti nutri con l'unico Pane di vita.

13a PREGHIERA
« Sulla croce, quando viene trafitto il costato di Gesù escono sangue e acqua, simboli
rispettivamente del suo amore per l'uomo (sangue sparso per lui) e dello Spirito-Amore
che egli comunica come frutto di questa morte » (M.O. ).
Io sono qui inginocchiato davanti al tuo Sacramento, o Signore, come uno dei tuoi
prediletti e scorta vigile alla tua Persona.
Davanti al Sacramento della tua morte, che mi fa vivo; al Sacramento del tuo silenzio,
che grida con voce più forte che non il balbettìo vano del mio cuore; al Sacramento del
tuo Corpo, che, assunto da questa terra, è il pegno della vita eterna.
Nel fissare lo sguardo sull'Ostia adorabile, segno della tua reale presenza, ti supplico:
Vivi in me, o Gesù; il tuo Spirito mi riempia dei suoi santi doni.
Vengo anche a te, o Cuore Immacolato di Maria, perché la nostra salvezza da te è stata
concepita e in te si è compiuta. Fammi vedere Gesù, il Signore e Redentore: la luce della
Verità e l'avvento di Dio in questo nostro tempo in cui l'azione del maligno è così
penetrante e irruente! Mòstrami Gesù ora e nell'eternità. Amen.

14a PREGHIERA
« Il peccato è un fatto gravissimo, se per espiarlo, Gesù ha dovuto accettare il patibolo
della croce, supplizio di morte riservato agli schiavi. Ha accettato la morte come dono
totale di sé agli uomini, ed è garanzia di salvezza per tutti » (M.O.).
0 Gesù, tu eterna Parola del Padre, sei stato inviato qui in terra per inserirti intimamente
nel tessuto dilacerato e sanguinante della nostra famiglia umana.
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Ci dilacerano e c'insanguinano peccati e delitti senza numero: e tu li hai presi su di te e li
hai espiati per la nostra salvezza; e vuoi adesso ricomporre in una sola unità tutti gli
uomini divisi e dispersi.
Hai affrontato le nostre stesse condizioni di vita non con parole dotte e suadenti, ma con
una vita di stenti e di umiliazioni, sino a morire come uno schiavo qualsiasi!...
Tu fosti giudicato un facinoroso al par di due ladri, messi ai tuoi fianchi, quasi ne fossi il
capo... Tu davvero il grande « servo sofferente di Jahvé »: ma con te e per te viene a noi
la salvezza da Dio.
La Passione, che tu sopportasti con una inaudita pazienza, mentre provocò scandalo al
tuo popolo, in realtà invece fu espiazione dei nostri peccati.
Cuore trafitto di Gesù, abbi pietà di me! Ti contemplò, alcuni secoli prima, il profeta
Isaia, descrivendo i momenti più impressionanti della tua « via dolorosa »: « Tu
disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori, che ben conosce il patire... Ti sei
caricato delle nostre sofferenze, ti sei addossato i nostri dolori, e noi ti giudicavamo
castigato, percosso da Dio e umiliato ».
« Tu sei stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che
ci dà salvezza si è abbattuto su di te; per le tue piaghe noi siamo stati guariti » (Is. 53).
Cuore trafitto di Gesù, abbi pietà di me! Che cosa avresti dovuto fare di più, o Gesù, che
tu non l'abbia fatto?
Dopo aver assaggiato l'aceto potesti ben dire: « Tutto è compiuto! ».
L'opera del tuo divin Padre - così com'era annunziata dalle Scritture - la salvezza cioè
degli uomini, per mezzo del tuo sacrificio sulla croce, s'era compiuta.
Non appena chinasti il capo e spirasti, « uno dei soldati ti colpì il fianco con la lancia, e
subito ne uscì "sangue ed acqua", perché si adempisse la Scrittura che dice: "Volgeranno
lo sguardo a colui che han trafitto" ».
Ancora un oltraggio al tuo santissimo corpo, o Gesù!...
Ma il sangue ci attesta la realtà del tuo sacrificio, quale Agnello immolato per la
salvezza del mondo; e l'acqua, simbolo dello Spirito, ne attesta la fecondità spirituale.
Sangue di Cristo, inebriami; dentro le tue piaghe nascondimi, o buon Gesù.

15a PREGHIERA
« Gesù, che si donò sulla croce, si dona come alimento ai suoi. Lo Spirito che diede
morendo si comunica attraverso la sua carne e il suo sangue; il discepolo che mangia e
beve alla Cena eucaristica risponde all'amore di Gesù con il suo impegno a vivere e a
morire come lui » (M.O. ).
Signore Gesù, io credo fermamente che tu sei presente nel Sacramento dell'altare;
accresci però la mia fede.
Io ti credo presente qual Uomo-Dio e mio Salvatore.
La pienezza della tua Divinità si è compiaciuta, sin dal primo istante del tuo
concepimento umano, di unirsi, nella tua Persona di Verbo di Dio, ad una umanità
integra e perfetta, per farne il tempio vivo della presenza e dell'adorazione del tuo divin
Padre.
Rendi anche me, santificato dalla tua presenza eucaristica, abitazione degna della
Santissima Trinità.
Solo in te Dio ha posto le sue compiacenze, e ti ha trasfigurato sul Tabor nella sua luce
increata.
27
La tua Umanità, resa incandescente dal fuoco divino, irradia la luce, il calore, la forza
santificatrice dello Spirito Santo.
La tua Umanità è stata così consacrata dimora dell'Altissimo, e tu ne sei divenuto, come
Uomo, l'Adoratore perfetto.
Trasumanato dal tuo Pane eucaristico, anch'io possa divenire con te adoratore degno del
Padre.
Ti prego, o Gesù: ascoltami.
Tu vivi nei tabernacoli in una perenne donazione di te stesso al Padre, da poter essere
disseminato, mediante la Cena Eucaristica, in tutti i tempi e gli spazi per saziare
chiunque abbia fame e sete di Dio.
Insègnami e sprònami a sapermi donare, sul tuo esempio, sempre e dovunque, ai miei
fratelli per meglio donarmi a Dio.
Sollevando i veli che nascondono la tua presenza sacramentale, io scopro in cotesto
mistero di fede: la santità di Dio, anzitutto, la quale, scendendo dall'alto, brucia e
consuma le preghiere e i sacrifici terreni: e la tua santità, poi, o Gesù, Figlio dell'Uomo,
la quale ascende al Padre nell'obbedienza, nell'immolazione e nella morte di te stesso per
tutti gli uomini, per l'espiazione dei loro peccati e per la loro salvezza.
Grazie, o Gesù, di tanto infinito amore per me e per tutti. O Gesù, disponi il mio cuore
ad accogliere costantemente dall'alto il tuo Spirito santificatore, per risalire insieme con
te, santificato anch'io nella mia personale obbedienza e immolazione, sino al trono del
tuo divin Padre.
Nonostante la tua condizione di Risorto, tu vivi sotto le apparenze del pane e del vino,
nello stato di colui ch'è sacrificato, e il cui Sangue è stato versato per noi.
Io credo che in ogni celebrazione della tua Cena - in ogni S. Messa - il sacrificio della
tua morte redentrice è sempre presente in mezzo a noi, perché non cessi di rinnovarlo, in
ogni istante della giornata, al Padre, sui nostri altari.
Anch'io voglio unirmi alla tua continua offerta; ma rendimi degno.
Ti presento, pertanto, o Gesù, e tu accettali: i miei quotidiani disagi, le mie sofferenze, le
mie lacrime, i miei lutti, le mie agonie... per unirmi a te, Vittima dei miei peccati, ed
essere così un unico dono, te più me, al nostro Padre celeste, mediante cotesto mistero
d'amore, l'Eucaristia!

16a PREGHIERA
« Nell'Eucaristia Gesù è "alimento" per comunicare la vita divina all'uomo; e l'uomo ha
il dovere di crescere "in intensità" nell'amore verso il Padre e verso i fratelli » (M.O. ).
O Gesù, tu sei l'unica Via che conduce al Padre: la « Parola » efficace che ci riconcilia a
lui: la prova tangibile del suo eterno amore per ciascun di noi.
La tua presenza eucaristica in mezzo a noi è un dono per deporre nelle nostre mani, in
una maniera tangibile, (le specie consacrate ce lo assicurano) l'amore delle tre divine
Persone.
E' il dono che supera ogni immaginazione, perché è il dono che tu, Figlio di Dio, fai di te
stesso all'uomo. Ed è anche un appello pressante alla mia anima: un appello che esige,
evidentemente, un mio atto di fede, cioè di fiducia alla tua parola, o Gesù: « Prendete, e
mangiatene tutti: questo è il mio Corpo ». « Prendete, e bevetene tutti: questo è il mio
Sangue».
Tu trasformi così le profondità (la « sostanza ») delle cose, lasciandone, però, sussistere
ai nostri sensi le « apparenze », le quali sono i segni efficaci della tua compiuta
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immolazione e morte sulla Croce, e della desiderata tua unione con l'intimo
dell'esistenza di ciascun di noi, per purificarci, per rinnovarci, per farci divampare di
carità, e renderci così tuoi fratelli.
Tu sei nostro Dio e Salvatore, fai di te stesso eterno cibo ai redenti.
Ci nutri e ci sostieni, ci rinfranchi nel nostro pellegrinaggio al Cielo.
Gesù, Via Verità e Vita, abbi pietà di me!
Che il mio cuore comprenda, o Gesù, la totalità del tuo amore divino: e il mio cuore si
apra ad accoglierlo con gratitudine ed esultanza.
Chi invece presumesse di avvicinarsi a te, con spirito diffidente e critico, non potrebbe
partecipare all'ineffabile gaudio di questi incontri con te, qui presente nella candida
Ostia.
Il mio atteggiamento nei tuoi confronti non può e non dev'essere se non quello d'un
bambino che ti dica con semplicità e letizia: « Molte grazie, o Signore! ».
Ed è propria questa disposizione la caratteristica autentica d'ogni vita cristiana: il saper
cantare gioiosamente e sempre il « SI! » - il « GRAZIE! » - l'« AMEN! » al tuo amore
per noi, e quindi al Padre e allo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

17a PREGHIERA
PER LE VOCAZIONI SACERDOTALI
«Gesù conferisce ai discepoli la stessa missione ch'egli ha ricevuto dal Padre. Come
quella di Gesù, la missione dei discepoli riveste la caratteristica del "Pastore" » (M.O.).
1
Eccomi ai tuoi piedi, o Gesù, e ti prego: che il tuo Spirito illumini la mia mente perché
io riconosca la vocazione sacerdotale, quale miracolo di potenza e quale segno di
predilezione del tuo Cuore divino.
Che tutti comprendano la trasformazione che si compie in ogni eletto con il Sacramento
dell'Ordine sacro: il « consacrato » diventa partecipe della tua missione e dei tuoi poteri
di Sacerdote unico ed eterno presso il Padre.
« Chi dice sacerdote - afferma S. Ambrogio - dice un uomo addirittura divino ».
Sublimi e incredibili gesti - propri d'un Dio che ama seriamente l'uomo - quelli con cui
tu hai costituito continuatori della redenzione uomini miserabili e peccatori. Assicuri,
infatti, i tuoi « consacrati »: « Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi » (Gv.
20, 21). « A chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, non
saranno rimessi » (Gv. 20,23). E nell'ultima Cena: « Fate questo in memoria di me » (Lc.
22, 19).
Ti benedicano i tuoi sacerdoti, o Signore: hai operato davvero cose grandi in loro.
La tua Eucaristia, o Signore, è il richiamo stupendo dell'ora solenne dell'ultima Cena, in
cui la istituivi insieme con il Sacerdozio che l'avrebbe perpetuata nei secoli.
In questo « MISTERO DELLA FEDE » il sacerdote è sempre in contatto immediato con
te, « Pane del Cielo », che è nutrimento, sostegno e conforto a ogni credente nel
cammino verso la Patria celeste. L'azione del sacerdote, tuo ministro, si protende al di là
della morte e del mondo visibile: mediante le sue mani, tu Agnello di Dio rinnovi sui
nostri altari il sacrificio di riconciliazione anche per i defunti, perché abbiano a
incontrare come giudice misericordioso te che hanno riconosciuto nella fede come
Salvatore.
Ti benedicano i tuoi sacerdoti, o Signore: hai operato davvero cose grandi in loro.
29
Che ogni sacerdote, al chiudersi della sua giornata terrena, possa ripetere con te al Padre:
« lo ti ho glorificato sopra la terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare ».
O Gesù, sempre intento a intercedere per noi, fa' scendere il tuo Santo Spirito a
rinnovare la faccia della terra.
2
Il sacerdote, nella Chiesa, serve Cristo mediante il ministero della parola; ed è ministro
del sacramento quando apre il dono di Dio sull'esistenza dell'uomo e introduce l'oggi
dell'uomo nel mistero di Dio » (M.O. ).
Signore Gesù, tu che ci hai tanto amati fino a discendere dal Cielo in mezzo a noi,
continui l'opera di salvezza e di santificazione con la scelta di alcuni tra i tuoi fedeli,
abilitandoli ad agire con la tua potestà e consacrandoli «dispensatori dei misteri di Dio».
Ti prego perché moltiplichi gli eletti del santuario, mandi santi sacerdoti alla tua Chiesa.
Chiama con voce potente ragazzi e giovani da questo mondo immerso in tanta
dissipazione, e sovvertito da funeste ideologie che osteggiano violentemente il tuo
Sacerdozio.
Manifesta a tanti giovani puri e generosi - che si trovano dovunque - la ferita del tuo
Cuore per coinvolgerli nel tuo amore, facendone dei « piccoli mediatori » con te.
I chiamati abbiano a perseverare nella loro vocazione e siano modelli di vita veramente
evangelica al popolo cristiano.
Manda, Signore, operai alla tua messe! Che anch'io senta la responsabilità di
promuovere le vocazioni sacerdotali, illustrandone la dignità sublime e pregando
soprattutto, perché i gesti della tua predilezione si moltiplichino in seno alla mia
comunità parrocchiale. E i genitori comprendano tale dono inestimabile, e accolgano
quindi con gioia la chiamata al sacro ministero (qualora tu la farai sentire) dei loro figli.
Manda, Signore, operai alla tua messe! Signore, illumina e stimola gl'insegnanti, perché
sappiano indicare tra le varie scelte, a cui gli alunni devono essere orientati, anche quella
del sacerdozio, che non ha meno importanza nella vita d'un popolo.
E lo stesso popolo cristiano aiuti i suoi sacerdoti partecipando ai loro impegni pastorali
con una collaborazione attiva, intelligente e generosa.
Per intercessione di Maria, Regina degli Apostoli, accogli la mia preghiera per tanti
fratelli che non hanno ancora chi dispensi la tua Parola, amministri i tuoi sacramenti e
consacri il Pane della Vita. Amen.

PREGHIERA A MARIA PER I SACERDOTI (di Don Edoardo Poppe, G. d'O.)


3
« Maria, Madre di misericordia, il mondo sta subendo la sua punizione.
Solo Tu puoi formare anime capaci di arrestare il braccio di Dio: forma dunque dei
sacerdoti nuovi, dal cuore di fuoco per incendiare questo mondo freddo e arido; dona a
questi apostoli una lingua nuova che vada diritta al cuore e scuota anche le anime più
incallite.
Forma dei sacerdoti santi, che corrispondano fedelmente alla grazia della loro vocazione
e sian pronti e generosi ad ogni invito del Cuore di tuo Figlio.
Forma dei sacerdoti semplici e umili: dei sacerdoti come gli apostoli, fa' rivivere nei
pastori e nelle pecorelle il fervore della perfezione evangelica.
Maria, onnipotente per grazia presso il Cuor di Gesù, nostro Salvatore, apri anche il tuo
Cuore colmo di amore e le tue braccia benefiche e materne verso di me e verso tutti gli
uomini.
30
Concedi a me, e a quanti pregano insieme con me, la grazia di molti e santi sacerdoti.
Attendiamo fiduciosi perché tu, Madre nostra, ci ascolterai! ».

18a PREGHIERA PER L'UNITA'


« II progetto di Dio non si limita in un rapporto di amore con l'individuo, ma il
dinamismo dell'amore divino termina nel costruire l'unità perfetta tra gli uomini,
incominciando dalla famiglia » (M.O. ).
Io ti rendo grazie, Signore Iddio, per la vita divina che ci hai donato e per la conoscenza
che ne hai rivelato per mezzo di Gesù tuo servo fedele.
Ti rendo grazie, per il Pane eucaristico che ogni giorno viene spezzato sui nostri altari,
perché chi ne mangia viva in eterno e abbia sin d'ora un « pegno della gloria futura ».
Ti rendo grazie che per mezzo di Gesù, tuo Verbo fatto Uomo, ci hai lasciato intravedere
la Trinità delle Persone e l'unità della natura divina, per indicarci quale specie di amore
deve unire gli uomini tra loro.
Egli stesso ti ha pregato per noi: « Tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e
io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai
mandato » (Gv. 17,21).
Ti chiedo: come il Pane che viene spezzato sull'altare era chicchi di grano racchiusi in
spighe, qua e là biondeggianti nelle campagne, ma, una volta raccolti e macinati,
diventano una sola cosa; così si uniscano i tuoi figli, o Signore, da tutti i lidi della terra
intorno alla Mensa eucaristica, per formare con la forza di questo divino mistero un
unico corpo e diventare « un'offerta viva in Cristo, a lode della tua gloria ».
Ricordati, o Padre, della tua Chiesa: preservala da ogni male e rendila perfetta nel tuo
amore: santificala nel tuo Spirito.
Chi è santo avanzi sempre più: chi non lo è si penta e si converta al tuo amore, ch'è il
segreto per comprenderti.
« Chi non ama - ammonisce il tuo apostolo S. Giovanni - non ha conosciuto Dio, perché
Dio è Amore » (1 Gv. 4, 8).
L'amore difatti è l'ala che ci avvicina a te: il culto più bello che possiamo renderti: è la
luce che brilla unica nell'eternità.
Sia una sola, o Padre, la mia preghiera, una sola la mia speranza nell'amore, nella gioia
piena e inalterabile che è Gesù Cristo, venuto da te e ritornato a te nella gloria, ma che
rimane nello stesso tempo sotto i segni del Sacramento di amore.
Che io possa spezzare il Pane eucaristico, nutrimento, e renderne grazie dopo aver
confessato i miei peccati, affinché il mio sacrificio sia puro e gradito al tuo Cuore.
Se qualcuno fosse in discordia col proprio fratello - tu mi avverti - non si accosti
all'altare se prima non si sia riconciliato con lui.
« Chi dicesse di amarti, mentre odia il suo fratello, sarebbe bugiardo » (1 Gv. 4,20).
Che io possa vivere dunque sempre l'armonia del mio cuore con te e con tutti i fratelli.
Estendi, o Padre, ad ogni creatura la tua amorevole sollecitudine, perché tutti gli uomini,
che hanno da te un'unica origine, formino una vera famiglia, unita nella concordia e
nella pace.

19a PREGHIERA DELLA FAMIGLIA CRISTIANA


«La famiglia cristiana è donazione scambievole degli sposi e di tutt'e due ai propri figli;
ma anche donazione di tutti - genitori e figli - agli altri » (M.O. pag. ).
31
Dio, che sei veramente Padre e noi veramente tuoi figli, inviti sposi e figli a vivere la
nostra vita familiare come se vivessimo già nell'immensa famiglia dei beati nel cielo.
Ci proponi come modello la famiglia di Nazaret che è un quadro realistico e stupendo
delle alterne vicende alle quali va soggetta ogni famiglia umana di cui Cristo si è reso
pienamente partecipe.
La Sacra Famiglia di Nazaret sperimentò, difatti, al par di noi, gioie e sofferenze: in essa
s'alternarono avvenimenti lieti e tristi.
Che l'amore e la pace della casa di Nazaret regni nella mia (nostra) famiglia. Tutti i suoi
membri sentano il dovere di vivere quale comunità missionaria, aperta alle esigenze del
quartiere e della Parrocchia: disposti a collaborare con le altre famiglie, apportandovi lo
spirito del Vangelo e promuovendo così l'avvento della fratellanza universale.
Ti prego, o Signore, per i giovani fidanzati, perché si preparino seriamente alla loro vita
d'intimità e di comunione sul piano umano e sul piano soprattutto cristiano, e al loro
impegno educativo con una costante crescita di « carità » che è la vera fonte dell'unità
familiare.
E i genitori anziani e abbandonati incontrino persone caritatevoli che offrano conforto,
serenità e un raggio di gioia alla loro solitudine.
Le coppie in crisi ti accolgano, Signore, quale « Luce vera », quella che « illumina ogni
uomo »: « credano nel tuo nome », per ricevere « dalla tua pienezza grazia su grazia », e
sperimentare così la pace che sei venuto a portare agli uomini che accettano il tuo
amore.
Rivolgi, Signore, il tuo volto su quei giovani separati e soli: fa' sentir loro la tua presenza
di Padre: liberali da timori e incertezze: aiutali ad entrare sempre più nel tuo progetto di
amore.
Si apra il tuo Cuore ai figli trascurati e non amati, perché nella Parrocchia e nella scuola
siano oggetto di particolare attenzione e di cordiale affetto da parte di quanti curano la
loro formazione educativa, culturale e religiosa.
Sostieni, infine, i genitori perché accolgano i bambini come dono del tuo amore sin dal
primo istante del loro concepimento nel grembo materno: rispettino il mistero della loro
personalità fin dall'infanzia: li facciano crescere in un clima di amore, di fiducia e di
obbedienza alla tua Parola.
Gesù, Figlio di Maria, abbi pietà di noi! S. Maria, Sposa di Giuseppe e Madre di Gesù,
prega per noi. S. Giuseppe, sposo di Maria e custode di Gesù, prega per noi.

20a PREGHIERA
« La S. Messa è il massimo dono elargitoci da Cristo, perché è un ripiegarsi incessante
del Verbo divino verso gli uomini » (M.O. ).
Signore, l'uomo, che tu plasmasti con amore di Padre, doveva essere l'interprete
dell'universo e celebrarne le meraviglie con un canto di adorazione e di lode da emulare
gli Angeli osannanti intorno al tuo trono; ma lo scettro che tu ponesti nelle sue mani,
egli lo frantumò miseramente col distaccarsi da te, fonte di santità e di gioia.
Chi poteva salire sul monte santo e offrirti degni omaggi di riconoscenza e di amor
filiale?... Nessuno!
Soltanto il tuo eterno Unigenito. divenuto nel tempo l'Agnello immolato sulla Croce, ha
potuto togliere i peccati del mondo.
32
Ora, la sua Umanità gloriosa, che siede alla tua destra, continua ad offrirsi in una
perenne immolazione eucaristica, per riaffermare la tua sovranità di amore sull'uomo e
sull'intero creato, e riconciliare l'uomo peccatore con te, Padre celeste offeso.
La S. Messa che, per volontà del tuo Cristo, ci fa rivivere il mistero dell'Ultima Cena, è
il massimo dono elargitoci, perché è un ripiegarsi del tuo Verbo divino verso gli uomini.
Egli, difatti, scende di nuovo nel mondo, come chi trovasse proprio tra noi le sue gioie,
le sue « delizie »... per dispensarci i tesori della sua grazia.
La sua disponibilità per tutti, iniziata nel seno immacolato della Vergine, si estende ad
ogni tempo e ad ogni luogo, quasi rincarnandosi sugli altari e scegliendo sua dimora non
più Nazaret, ma tutti gli angoli della terra. Egli compie, nel senso più suggestivo, la
parola evangelica: « E venne ad abitare in mezzo a noi » (Gv. 1, 14).
Che cosa ti offriremo noi, Signore, per tutto quello che hai fatto per noi?... Prenderemo il
« Calice della salvezza », che il tuo Figlio Gesù pone, in ogni istante della giornata, nelle
nostre mani e invocheremo il tuo nome. Insieme con lui faremo salire il canto del nostro
amore per te, della nostra fedeltà e del nostro impegno gioioso per l'avvento del tuo
Regno nel mondo.

21a PREGHIERA
« Sulle benedizioni rituali destinate al pane e al vino, nella celebrazione della Pasqua
ebraica (l'ultima celebrata con i suoi), Gesù innesta l'istituzione dell'Eucaristia. Dando
da mangiare il suo corpo e da bere il suo sangue versato, egli descrive la sua morte
come sacrificio della "nuova" Pasqua di cui lui stesso è il nuovo Agnello » (M.O. ).
Signore Gesù, io ti benedico e ti adoro nel Santissimo Sacramento dell'altare dove tu «
nostra Pasqua » sei presente.
Conosco dalle sacre Scritture come l'antica Pasqua ebraica - il memoriale cioè della
storica liberazione degl'Israeliti dalla schiavitù dell'Egitto, in cui un agnello veniva
ucciso e mangiato in famiglia tra solenni preghiere - fosse una figura profetica della
redenzione che tu hai compiuto morendo sulla croce.
La tua morte è la vera Pasqua: l'inizio della nuova alleanza, l'avverarsi di quanto era
stato predetto delle tue vicende personali; l'unico sacrificio di espiazione:
l'evento della nostra salvezza. Sacrificio e salvezza già in atto nei tuoi gesti che
accompagnano il rito dell'Ultima Cena, durante la notte in cui eri tradito.
Difatti, sulle benedizioni rituali, destinate al pane e al vino, tu innesti l'istituzione
dell'Eucaristia; e, porgendo da mangiare il tuo Corpo e da bere il tuo Sangue, presenti la
tua morte come il sacrificio della vera Pasqua, di cui sei il nuovo Agnello che cancelli
realmente i peccati del mondo.
Con la duplice consacrazione del Pane e del Vino tu esprimi così la separazione del
Sangue dal tuo Corpo, annunciando e anticipando la tua morte cruenta sulla Croce.
Ti benedico e ti adoro, « Cristo nostra Pasqua », qui presente nel Sacramento dell'altare.
La tua Pasqua è compiuta, o Signore: mediante l'oblazione eucaristica della tua morte e
risurrezione, mediante il Sacramento perpetuo del tuo Sacrificio, la Messa: e sarà, infine,
definitivamente suggellata nell'ultimo giorno della storia umana, quando tu ritornerai
nella gloria a riunirci nella gioia del banchetto eterno nel Regno del Padre tuo.
La Pasqua raggiungerà allora la sua pienezza: sarà l'Eucaristia che tu presiederai
visibilmente, e alla quale tutti i fedeli di tutti i tempi parteciperanno.
Ti benedico e ti adoro, « Cristo nostra Pasqua », qui presente nel Sacramento dell'altare.
33
La ricchezza spirituale della nostra redenzione, o Gesù, si racchiude quindi in alimenti
divinamente trasformati: solo mangiando il tuo Corpo immolato e bevendone il Sangue
versato, noi prendiamo parte al tuo sacrificio nel far nostra la tua offerta, e nel
beneficiare della grazia che esso racchiude.
Tu hai scelto elementi comunissimi per far di essi la tua Carne e il tuo Sangue in stato di
vittima, perché tutti potessero dovunque e sempre rinnovare il « MISTERO
PASQUALE ».
Che io possa almeno un tantino comprendere la tua Cena e la tua continua presenza in
mezzo a noi, affinché i tuoi altari e i tuoi tabernacoli non siano più così abbandonati nel
silenzio e nel vuoto delle nostre Chiese.
Ti benedico e ti adoro, « Cristo nostra Pasqua », qui presente nel Sacramento dell'altare.
O Gesù, nostra Pasqua e Pane vivo, che, mediante la tua Carne vivificata dallo Spirito
Santo e vivificante, comunichi agli uomini la vera Vita, fa' che il mio lavoro con le sue
naturali e legittime aspirazioni, e la creazione tutta siano elevati, consacrati, divinizzati.
E tutto l'universo si sciolga in un inno di gloria al Padre, a te Figlio e Salvatore nostro, e
al tuo Spirito. Amen.

22a PREGHIERA
« Vivere il dono della Fede come Maria » (M.O. ).
Signore Gesù, è la Fede, infusa in me dal tuo Santo Spirito, che mi porta ai piedi del tuo
ciborio per adorarti, ringraziarti e riparare i miei peccati e quelli degli uomini miei
fratelli.
« Senza la Fede - lo so - è impossibile esserti graditi » (Ebr. 11, 6): « il giusto vive
mediante la Fede » (Rm. 1, 15).
Essa significa riconoscerti Messia e Figlio di Dio, in cui si rivela l'amore del Padre, che
viene offerto e manifestato fino all'estremo della tua morte... Significa sceglierti come
modello di vita e farsi compenetrare dal tuo medesimo amore.
Ascoltare il tuo messaggio evangelico è lo stesso che prestar fede al Padre che ti ha
inviato. Signore, accresci la mia fede.
Fu un atto di perfettissima fede che sostenne Maria, tua Madre, nel compimento della
sua sublime missione. « Avvenga di me quello che hai detto » (Lc. 1, 38). E' la risposta
decisa ch'ella dà all'Angelo. « E tu, Verbo di Dio, divenisti carne e venisti ad abitare in
mezzo a noi » (Gv. 1,14).
La fede dileguò in lei ogni nube d'incertezza sullo squallore della tua nascita a
Betlemme: le fu luce ristoratrice nella tua fuga in Egitto: la sospinse sino al vertice d'un
eroismo inarrivabile e la rese Regina dei Martiri ai piedi della tua croce sul Calvario.
La mia fede di figlio non è certo all'altezza di quella di Maria, donataci da te come
nostra Madre. Signore, accresci la mia fede.
Nel contemplarti nell'Ostia Santa che come velo candido nasconde la tua reale e gloriosa
presenza di Uomo-Dio, provo, a volte, un senso di smarrimento... la vista, il tatto, il
gusto non ti percepiscono...
Ma come fu per Maria la parola dell'Angelo, così per me sia argomento di certezza la tua
parola infallibile: « Questo è il mio Corpo ».
Perciò al di là dei segni eucaristici, come la Vergine al di là delle tue fattezze umane,
riaffermo la mia fede:
Ti adoro, o Dio nascosto, che realmente sei presente sotto le fragili specie d'un'Ostia
consacrata ».
34

23a PREGHIERA
« Perché regni il Cuor di Gesù: è questo il suo desiderio » (M:O. ).
Signore Gesù, che il tuo vangelo sia predicato e accolto dovunque, perché il tuo Regno
si diffonda in tutti i popoli.
La Chiesa, mediante i suoi ministri e i suoi figli attivi nell'apostolato, annunzi
instancabilmente il regno delle anime da te fondato.
Tutti i credenti - soprattutto le tue guardie d'onore - figli del tuo Regno, proclamino con
coraggio che il tuo Regno è già in mezzo a noi, dove sei adorato . in spirito e verità,
dove si combatte contro la carne, il sangue e l'orgoglio. Che tutti lo accolgano e lo
realizzino con leale e gioiosa rispondenza. Venga il tuo Regno, Signore.
Che la mia fede in te, o Cristo, sia vissuta in modo tale che tu sia davvero regola dei
miei pensieri sino a saper rinnegare me stesso, a riconoscere i limiti della mia
intelligenza per conformarla alla tua; a poter ripetere anch'io con S. Paolo: « Non sono
più io che vivo, ma Cristo vive in me » (Gal. 2,20).
Che io guardia d'onore - consacrata dal sigillo della divinità sin dal giorno del mio
battesimo, e riconsacrata con un impegno specifico a « milite vigilante del tuo Sacro
Cuore » - sappia conquistare al « regno incrollabile », ch'è la città del cielo, dove tu
regni col Padre, in mezzo agli Angeli e ai Santi, tanti miei fratelli, e poter cantare
insieme con loro: « Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre ».
Fa' di me, Signore, un fedele testimone del tuo Regno!

24a PREGHIERA
« Testimoni di Cristo » (M.O. ).
O Gesù, fa' che io ti lodi nella maniera che a te piace. Che possa anch'io essere come il
Battista testimone nel mondo del tuo Vangelo, come egli immolò la sua vita per la
giustizia e per la verità.
Rendere testimonianza a te, Luce increata, perché altri credano per mezzo mio.
Il mio esempio sia forza che trascini: il mio operare in casa, nell'ambiente di lavoro e
dovunque sia suadente influsso di bontà e di santità.
Il mio cuore manifesti la pienezza dell'amore che io nutro per te e per i fratelli. Amen.
Si ravvivi in me, o Signore, l'impegno assunto soprattutto nel giorno della cresima, « in
cui venni vincolato più perfettamente alla Chiesa, fui arricchito di una speciale forza
dallo Spirito Santo... per diffondere e difendere con la parola e con l'azione la fede come
vero testimone » (L.G. n. 11).
E non c'è testimonianza più valida, ai nostri giorni, che amare gli uomini in mezzo a cui
viviamo.
Che io testimoni anche l'amore e la comunione di vita che mi unisce agli altri miei
fratelli nella fede, e faccia risplendere la mia vita cristiana in opere di misericordia, di
unione e di pace con tutti. Amen.

25a PREGHIERA
« A voi è stata concessa la grazia non solo di credere in Cristo ma anche di soffrire per
lui» (Fip. 1, 29). Paolo chiama grazia di Cristo ciò che gli eletti soffrono per lui: «Le
sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà
esser rivelata in noi » (Rm. 8, 18) (M.O. ).
35
Signore Gesù, che comprendi la nostra debolezza, non ti meravigli se la sofferenza
rimane per me e per altri un mistero angoscioso, nonostante che tu ti sia volontariamente
rivestito del nostro tessuto umano dilacerato e sanguinante.
Tu hai utilizzato il dolore e la morte, frutto del nostro peccato, per salvarci: nella tua
croce si racchiude la « molteplice passione » d'ogni singolo uomo e d'ogni singolo
popolo.
La tua sofferenza divenne una « agonia », un combattimento nell'angoscia e nella paura.
Nella tua passione si concentrò tutta la sofferenza umana possibile, dal tradimento sino
all'abbandono del tuo Padre celeste.
Signore, apri gli occhi della mia fede al mistero del dolore.
Il peccato non si elimina come d'incanto, ma va distrutto, espiato nella contrizione del
cuore e nella fede sofferta: soprattutto nella partecipazione viva all'azione redentiva del
tuo « mistero pasquale», incorporandomi nella pienezza della tua offerta al Padre.
Desidero di essere nella Chiesa - e tu aiutami - una guardia d'onore che, pur
riconoscendo di essere incapace di contemplare il tuo volto d'un Dio crocifisso, ti chiede
umilmente di non essere esclusa dalla comunione col tuo Corpo e il tuo Sangue immolati
sulla croce e « ripresentati » nella perenne Eucaristia sui nostri altari.
Signore, apri gli occhi della mia fede al mistero del dolore.
Sono certo che non sono solo ma con me sei tu, o Gesù, e la tua Chiesa a soffrire e
morire.
Tu hai voluto che il sentiero di morte, di cui ogni uomo ha orrore, non fosse solitario, ma
che battessimo la via del dolore e della morte accompagnati da te, nostro spontaneo
cireneo, che hai sofferto nelle forme più terribili e scandalose, per la nostra salvezza.
La sofferenza imperversò su di te con le più inaudite devastazioni e ti sfigurò sino al
punto da non suscitar la più tenue compassione, ma l'orrore e il disprezzo.
La tua esistenza « quotidiana » si riassume in tre parole: « Uomo dei dolori! » (Is. 53, 3).
Signore, apri gli occhi della mia fede al mistero del dolore.
Signore, che ti sei fatto « peccato per noi », e moristi in solitudine... questa esperienza
umana, che volesti vivere, fu estremamente dolorosa e umiliante: « Dio mio, Dio mio,
perché mi hai abbandonato? » (Mr. 15,34).
Nella solitudine della croce mi trovo, a volte, anch'io...
Si dànno momenti in cui la mia sofferenza non è conosciuta o rimane incompresa: nulla
di più amaro e desolante! Ma tu, o Gesù, aiutami ad offrirtela serenamente, perché tu te
ne serva, e diventi per mezzo tuo fonte di comunione con tutti i fratelli.
E' una solitudine senza speranza terrena, così come quella di te crocifisso; una solitudine
però che redime e salva.
Signore, apri gli occhi della mia fede al mistero del dolore.
Che io possa essere quel chicco di frumento che muore e marcisce silenziosamente nella
terra, per portar molti frutti di salvezza al mondo.
Questa legge biologica tu, o Gesù, l'hai divinamente applicata sul piano della re-
denzione: l'applichi anch'io generosamente nella vita di fede e nell'impegno apostolico
della mia giornata di guardia d'onore. Maria, Madre della Chiesa, prega per me.

26a PREGHIERA
«L'Immacolata è il "segno" che con la risurrezione di Cristo il male, cioè il peccato, è
già sconfitto "in partenza, se una creatura ha potuto esser ripiena di grazia dal primo
istante della sua esistenza nel seno di S. Anna » (M.O. ).
36
1
Signore Gesù, l'Immacolata non solo s'inserisce nella storia evangelica quale tua Madre
prescelta da Te, Verbo di Dio, ma anche come Figlia di Sion, la Dimora dell'Altissimo,
l'Arca dell'Alleanza, la serva di Javhé, la nuova Madre dei viventi. Ella risplende nella
luce gloriosa del servizio prestato al tuo Padre celeste, perché si compisse il disegno
della redenzione e salvezza per mezzo di te, Salvatore del mondo.
Ti ringrazio, Signore, di tal dono e di tanta gioia!
E, ora, mi rivolgo a te, o Immacolata Maria; tu che ti sei consacrata con una
totale irrevocabile offerta a Gesù, tuo Figlio e tuo Dio, racchiudi anche me in cotesta tua
offerta, sollecitando la mia generosità e la mia fedeltà ad ogni invito del Signore.
Rendimi così partecipe della indicibile felicità della tua fede. Te lo chiedo per i meriti
dello stesso Gesù e per la tua materna intercessione presso di lui.
2
Signore, il mistero dell'Immacolata Concezione di tua Madre mi ha estasiato nella sua
travolgente bellezza da chiederti: « Signore, vieni e non tardare con la tua gloria! ».
Io mi trovo in un mondo che impazzisce contro di te; in un mondo dove gli uomini
preferiscono servire a satana, dividendosi e lacerandosi tra loro in lotte fratricide...
mentre invece è così incantevole vivere uniti con te e con Maria, nel nostro breve
pellegrinaggio alla Patria.
I « cieli dei cieli » - la « eterna Gerusalemme » - sono tanto affascinanti! E beato chi
riesce sin d'ora a scoprirne un solo lembo, perché, allora, è impossibile non dire: «
Signore è bello per noi restare con te e con la tua Mamma! ». Ma finché io rimango qui
in terra, occorre scendere da queste contemplazioni, e rischiare la propria vita per te,
come gli -Apostoli, come i martiri e come tutti i tuoi veri discepoli.
Il pregustare alcuni momenti di Paradiso deve condurmi subito a trasmettere agli altri,
sull'esempio di Maria, attraverso l'opacità della mia carne umana, il tuo divino
irradiamento.
Ti prego, pertanto, o Gesù, di far di me un autentico portatore della tua presenza e di
poter comunicare a tutti l'entusiasmo della mia fede.
Fammi desiderare ardentemente l'estensione universale del tuo amore nel cuore di tutti
gli uomini. Sono al tuo servizio; e la tua benedizione mi accompagni nel sentiero della
mia vita sino all'eternità.

27a PREGHIERA
« Dio è Amore. Amatevi gli uni gli altri! » (M.O. ).
Signore Gesù, mio Dio e mio Salvatore, quanta disattenzione o, addirittura, colpevole
cecità di fronte ai prodigi del tuo amore con cui operi nella mia anima!...
Per guarire da tanta miseria spirituale, basterebbe un confronto sincero con i tesori di
potenza e di sapienza divina, che ogni essere creato racchiude in se stesso, per chinar
umilmente la fronte riconoscente in un canto perenne di gioia: R Delle cose create siam
davvero le più belle, noi figli del tuo Padre celeste! ».
Non c'è creatura che non canti la tua gloria. La mirabile struttura del corpo umano, nella
sua complessa bellezza fisiologica, non rivela, forse, così bene la tua mano d'artefice
divino da rapirmi, per così dire, in estasi?...
E allora perché sono così incredulo, o Signore, nell'accogliere il tuo progetto di amore?...
Forse perché esso entra nel mistero?...
Ma quanti misteri dell'universo non rimangono ancora da scoprire?!...
37
Signore, accresci la mia fede, perché io ti ami sempre di più!
Voglio credere al tuo amore, o Gesù: credere al tuo progetto con cui vuoi lasciarmi
intravedere l'oceano sconfinato dell'amore delle tre divine Persone, perché il mio amore,
fumigante fiammella, vi divampi, vi si confonda, vi diventi una cosa sola con quello del
tuo Cuore di Uomo-Dio.
Il peccato dell'uomo non disarma il tuo amore; e, per questo, il Padre ti ha donato al
mondo « perché chiunque crede in te non muoia, ma abbia la vita eterna » (Gv. 3,16). «
Tu ci hai amati e hai dato te stesso per noi » (Gal. 2, 20).
Ecco il poema del tuo amore per ciascun di noi. Signore, accresci la mia fede, perché io
ti ami sempre più.
A questo poema tu aggiungi, o Signore, una testimonianza ancora più sconcertante del
tuo amore; direi la sintesi dei tuoi misteri: un amore portato sino ai limiti estremi, a cui
nulla si può aggiungere.
Me lo assicura il tuo discepolo prediletto: « ... li amò sino alla fine » (Gv. 13, 1); e anche
l'apostolo del tuo Cuore divino, S. Margherita Maria, a cui rivolgesti quei tristissimi
accenti: « ... Se fosse possibile, vorrei fare anche di più ». Ma questo non è possibile che
tu possa dimostrare altri più tangibili segni del tuo amore.
Difatti, nell'Eucaristia tu sei Vittima, che rinnovi incessantemente la tua immolazione
per noi; sei Pane che ti doni per la nostra vita soprannaturale; sei Pastore che vegli sui
nostri passi; sei Maestro che dissipi le tenebre della nostra ignoranza sui problemi di
fondo della nostra esistenza; sei Avvocato che intercedi per noi; sei Amico che accogli
le nostre sofferenze e le nostre lacrime; sei « Dio-connoi! ».
In questi fulgori del tuo amore, o Signore, io comprendo meglio la mia nobiltà di figlio
adottivo di Dio, di fratello tuo e di tempio del tuo 'Santo Spirito.
Questi vincoli con la Santissima Trinità mi fanno cadere in adorazione e cantare con la
Chiesa: « Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria. Osanna nell'alto dei cieli ».

28a PREGHIERA
« Amati amiamoci! » (M.O. p. ).
Signore Gesù, veramente ammirabile 1a virtù della carità che tu infondesti nella mia
anima nel giorno del battesimo. E' il dono primo e più necessario con il quale posso
amare Dio sopra ogni cosa e il prossimo per amor di lui.
La carità dilata i nostri cuori sino ad abbracciare te nell'unità delle tre divine persone e i
fratelli tutti, in un vincolo solo d'inesprimibile amore, e a sublimare perfino le più umili
cose.
Quanto più essa si abbassa amorevolmente agl'infimi bisognosi, tanto più divampa verso
le più alte vette: quanto più benignamente si piega sulle ripugnanti miserie umane, tanto
più rapido è il volo verso di te.
Signore, dilata il mio cuore nella « fornace m della tua carità.
Lo so, Signore, che la lode di questa virtù sarà perfetta soltanto in cielo: in terra, la
carità, pur rivelandosi come un sole che illumina e feconda meravigliosamente tutti i
rapporti umani, non si lascia però scoprire in tutta la sua intensità e ricchezza spirituale.
Non è la lode di questa virtù che tu desideri da me, ma ch'essa sia praticata con le opere:
sia palese a tutti: e sia perciò glorificato il Padre nostro che è nei cieli.
Che io possa rivestirmi dei medesimi sentimenti e generosità del tuo Cuore. Tu, Verbo
eterno del Padre, « pur essendo di natura divina... spogliasti te stesso, assumendo la
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condizione di servo e divenendo simile agli uomini... e fosti obbediente fino alla morte
di croce » (Fil. 2,6-7-8).
Che io, fissando lo sguardo in questo mistero della redenzione, comprenda finalmente
l'infinita tua carità che l'ha realizzata per la salvezza del mondo.
Infondi nel mio cuore lo Spirito del tuo amore, per poter vivere sempre l'armonia dei due
amori, l'uno verso Dio e l'altro verso il prossimo.
Signore, dilata il mio cuore nella « fornace » della tua carità.

29° PREGHIERA
«Noi redenti dalla misericordia divina, siamo misericordiosi verso tutti i fratelli»
(M.O.).
Signore, la tua misericordia scenda su di me e sul mondo che ti rifiuta e ti perseguita.
Ti adoro, Padre, re del cielo e della terra, nel tuo Cristo presente sotto i segni dell'Ostia
consacrata. Egli è la grande manifestazione della tua misericordia e compassione verso
gli uomini. Se tutta la mia vita diventasse una lode perenne alla tua misericordia e al tuo
amore, essa si trasformerebbe profondamente; ed io sarei una vera immagine di te, con
Cristo e in Cristo, tuo Figlio.
Se mi avvicino a lui e gli rimango un pochino accanto, vedo i suoi occhi misericordiosi
fissare la miseria fisica e spirituale delle folle. E questa misericordia egli la vuol
trasfondere anche in me con il dolce richiamo: « Siate dunque misericordiosi come il
Padre vostro è misericordioso » (Lc. 6, 36). Signore, abbi pietà di me.
Tu vuoi, o Dio, che il tuo Unigenito, fatto Uomo, scelga di porsi ai margini della società
« per bene », tanto da meritarsi l'appellativo di « amico dei peccatori ». E attraversando
le vie della Palestina ripete con i fatti: « Ho compassione di questa folla » (Mt. 15, 32).
Egli conforta, rasserena, illumina: è il « Re mansueto » venuto a cercare quello che era
perduto.
La misericordia con cui il tuo Figlio ti ha manifestato agli uomini non è stata un
sentimento vuoto, saltuario, ma una partecipazione viva e piena a tutte le nostre
sofferenze: una vita totalmente consacrata e offerta sino all'immolazione cruenta di se
stesso sulla croce.
« Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità » (Is. 53,5).
Signore, abbi pietà di me.
Per un gesto di pura bontà tu hai inserito, o Signore, anche me, come tuo figlio di
adozione, nel tuo disegno di misericordia: aiutami ad essere strumento fedele della tua
misericordia in mezzo ai fratelli, perché tutti riescano ad accostarsi « con piena fiducia al
trono della grazia, per ricevere misericordia e trovare grazia ed essere aiutati al momento
opportuno (Ebr. 4,16).
Accendi in me lo zelo per le anime, perché io sia pronto a farmi servo di tutti per
guadagnare tutti al tuo Regno di giustizia, di pace e di amore. Nel nome di Gesù che
misticamente continua a spargere il suo Sangue nel mistero eucaristico, ti prego ch'esso
scenda su di me: sia lavacro che mi purifichi, energia divina che mi rinforzi, fiamma che
mi accenda. Effondi la tua grazia in tante anime che non ti conoscono o ti hanno abban-
donato. Fammi partecipe della tua misericordia e uniscimi nella tua carità. Signore, abbi
pietà di me.

30a PREGHIERA PER I PECCATORI ISCRITTI AL «QUADRANTE DELLA


MISERICORDIA»
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«L'esistenza del cristiano è tutta situata in questi due poli: l'esperienza della
misericordia di Dio e l'impegno misericordioso per gli altri, per tutti indistintamente, al
pari di Cristo che è morto per tutti» (M.O. ).
Signore Gesù, che sei venuto nel mondo per evangelizzare i poveri e guarire i contriti di
cuore, porta anche oggi la salvezza a coloro che invocano, nella loro tormentata e
angosciosa vita, un salvatore, senza riuscire ancora a conoscere Te, unico Salvatore
dell'uomo.
O Cuore divino di Gesù, tutto tenerezza e misericordia, che con tanta amorosa
sollecitudine vai in cerca della pecorella smarrita; io, tua guardia d'onore, ti prego per
tutti i peccatori impenitenti, ma specialmente per quegli iscritti al « Quadrante della
Misericordia ».
Misericordia, o Gesù, della loro tristissima sorte!
Misericordia della loro noncuranza per te: della loro ostinazione nel resistere alla tua
santa grazia!
Sono lontani da te, o Gesù, ma sono tuoi perché riscattati dal tuo preziosissimo Sangue:
dalle atroci sofferenze e indicibili agonie del tuo Cuore.
Sàlvali per la tua infinita bontà e per l'intercessione della tua Madre Maria, Rifugio dei
peccatori.
Richiamali a te oggi stesso, per sempre. Io ti ringrazio sin d'ora, Sacro Cuor di Gesù.
Misericordia, sàlvali! Amen.

31a PREGHIERA
Cristo è il Figlio di Dio fatto Uomo: l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo.
Colui che c'introduce nella vita trinitaria di Dio.
Ti contemplo, o mio Gesù, velato sotto le apparenze del Pane eucaristico nella tua
duplice natura di Uomo-Dio, e umilmente ti adoro, « Verbo fatto carne ».
Con te adoro il Padre e lo Spirito Santo, che so essere uniti a te per l'ineffabile mistero,
che vi distingue ma non vi separa, Trinità di persone nell'Unità di natura.
Ti amo, Redentore divino, che in questo mistero, il quale è insieme Sacrificio e Sa-
cramento, effondi in modo particolare i tesori della tua grazia, frutto della tua
immolazione sulla Croce, per la salvezza degli uomini; e dal profondo del cuore te ne
ringrazio.
« Dio fatto uomo perché l'uomo divenisse Dio »: « Pane degli Angeli divenuto cibo
degli uomini ».
Con te ringrazio il Padre, che per la sua bontà, ancora ci ama come figli adot-
tivi; ringrazio lo Spirito Santo, il quale con i suoi doni corona la tua opera redentrice
nelle singole anime.
Con tanta amarezza ti considero, « Cuore spezzato per i nostri peccati », Vittima
immolata ad ogni istante sugli altari per l'umanità ostinatamente peccatrice!...
« Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi ».
« Il tuo Sangue cada su noi e sopra i nostri figli » come onda purificatrice.
« Perdona, o Signore, perdona al tuo popolo... il quale non comprende quello che fa ». «
Non abbandonare alla perdizione la tua eredità... Signore e mio Dio ». « Sii propizio a
me peccatore ».
« Maestro buono », che in questo mistero hai creato una sintesi di fede, che è aureola
alla tua augusta presenza, ed hai eretto una cattedra di verità, che nel buio della vita è
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luce a tutte le anime assillate dal tormento dei massimi problemi con purezza
d'intenzioni, - io ti invoco.
« Parla, o Signore, poiché il tuo servo ti ascolta »: « Tu solo hai parole di vita eterna ». -
« Pastore buono... che dai la vita per le tue pecorelle... si faccia un solo ovile ed un solo
pastore ». - « Principe . della pace... donaci la pace » ed il mondo comprenda che « Tu
sei la pace ». - « Mio Dio e mio tutto... venga il tuo regno ».
O Gesù, Verbo di Dio, hai voluto così terribilmente umiliarti da racchiudere in un cuore
umano l'amore infinito delle tre divine Persone per noi.
Hai amato e ci ami con cuore d'uomo! E come non bastasse, hai voluto rimanere
prigioniero sino alla fine dei tempi nei tabernacoli delle nostre Chiese.
Ti sei così umiliato perché il Padre ti ha affidato la missione di condurre 'l'uomo nella
stessa esistenza caritativa della Trinità.
Per questo hai realizzato la trasformazione pasquale prima sulla tua umanità ` per poterla
poi estendere a tutti noi. Trasformazione pasquale per noi - mediante soprattutto
l'Eucaristia - significa inoltrarsi nel mistero della tua Risurrezione, e rendersi capaci di
vivere nell'intimità della vita trinitaria di Dio.
Nel tuo Cuore, o Gesù, « abita corporalmente tutta la pienezza della divinità » (Col. 2,9):
Cuore interamente donato ad effondere su di noi il suo amore redentivo.
Che si possa dire anche di me come di Paolo Apostolo: « Il cuor di Paolo è il Cuore di
Cristo ».
Al Padre e al Figlio sia lode e giubilo, salute, onore, potenza e benedizione; e pari
omaggio allo Spirito Santo che dall'uno e dall'altro procede. Amen.

32a PREGHIERA
« Ma tu, Signore, sei mia difesa, tu sei mia gloria » (Sal. 3.4).
La tua bontà, Signore, m'infonde fiducia come un tempo al popolo d'Israele. Ma che
dico?!...
Oggi, immensamente ancor di più! Perché sei disceso dal Cielo nella persona del tuo
Verbo, Uomo-Dio, che rimane realmente presente nell'Eucaristia sino alla fine dei
secoli. Tu ripeti anche a me: « Che cosa potevo far di più? »...
Con la sua passione-morte-risurrezione egli mi ha liberato dalla schiavitù di satana, e mi
dà forza rinnovandomi nel mio intimo.
Nei momenti difficili della mia giornata egli rinsalda la mia fede e si fa sentire così
vicino a me, soprattutto come Cibo della mia anima; ed è qui che sperimento la potenza
della sua azione di salvezza.
Nei martiri e nei santi rifulge particolarmente la gloria del tuo Cristo risorto e la potenza
della tua protezione, o Dio.
Dalla celebrazione eucaristica un torrente di grazie e di benedizioni si riversa sul tuo
popolo santo.
Signore, sii attento al grido della mia anima: le inclinazioni al male, le tentazioni e le
seduzioni che provengono dall'esterno sono tanti nemici che attentano alla mia unione
con te.
Vieni in mio aiuto per confortarmi con la tua benevolenza.
La risurrezione del tuo Cristo mi aiuti a rialzarmi dai miei peccati; e dopo esser stato
salvato a prezzo del suo Sangue, io possa partecipare alla tua gloria. Amen.

33a PREGHIERA
41
«Quanto sono amabili le tue dimore, Signore» (Sal. 83,2).
Tu sei, o Cuor di Gesù, la mia luce e la mia salvezza: il sostegno del mio vivere sereno.
Il mio sguardo è fisso su di te che siedi alla destra del Padre, e sei anche qui, in mezzo a
noi, nella santa Eucaristia.
Alla tua presenza di Uomo-Dio la mia anima è colma di gioia; e nel cammino verso la
Patria, attraverso valli aride e brulle, dimentico i disagi del mio pellegrinaggio.
Il mio gaudio è poter riposare nel tuo Cuore ricco di misericordia e di bontà, che
irrompe come sole in pieno meriggio ì a dissipare le ore buie della mia giornata.
Tu sei l'unico mediatore, il vero punto " d'incontro tra Dio e gli uomini: nessuno va al
Padre se non per te: sei tu che istituisci i miei personali rapporti con lui.
In te, qui presente, si nasconde il fulgore della gloria trinitaria: basterebbe
lacerare i bianchi veli eucaristici perché io ne godessi il fascino divino!...
Ti dirò con Pietro: « Maestro, è bello per me stare qui sino al giorno in cui mi chiamerai
a te, nell'eternità! ».
Ma bisogna, purtroppo, che io parta da questo nuovo Tabor - il tabernacolo - e vada ad
annunciare ad altri la gioia di chi vive nella tua grazia e nel tuo Cuore.
« Forte è il tuo amore per noi e la tua fedeltà dura in eterno » (Sal. 116, 2).

34a PREGHIERA
« Sappiate che il Signore fa prodigi per il suo fedele: il Signore mi ascolta quando lo
invoco » (Sal. 4,4).
Signore Gesù, queste parole del salmista le sento risonare nel mio cuore come un
amabile invito a porre ogni sicurezza e ogni speranza in te.
Quanti giorni dei miei anni passati vorrei coprire con impenetrabili tenebre perché mi
ricordano soltanto confusione e rimorsi per avere amareggiato il tuo Cuore.
Ma tu sei il Signore che fai prodigi: la peccatrice nella casa del fariseo, perdonata e
difesa; Maria di Magdala dalla quale uscirono sette demoni; Paolo improvvisamente
mutato sulla via di Damasco...
A coloro che credono al tuo amore tu offri il perdono, la pace e la gioia interiore che ci
hai procurato compiendo la volontà del tuo Padre celeste.
Nell'Eucaristia - dono supremo del tuo amore - ci dài la sovrabbondanza della vita
divina: il nutrimento sostanziale delle nostre anime: la difesa dai nostri nemici.
L'Eucaristia che ti ha reso Pane vivo susciti in me sentimenti di confidenza e di
abbandono fiducioso: è la testimonianza tangibile della bontà ccui tu mi segui e della
sollecitudine con cui mi ascolti. Il mio riposo sta dunque in te: in te si pacifichi la mia
agitata esistenza come il corso impetuoso di un fiume che si placa nella profondità del
mare.
Grazie, o Gesù, che nel tuo costato è stato aperto un varco a torrenti di grazie, che,
soprattutto nell'Eucaristia, fecondano a santità le nostre povere anime.
Ti amo, Signore perché ascolti il grido della mia preghiera ». Amen.

35° PREGHIERA
« Santo è il tempio di Dio, che siete voi » (I Cr. 3,17).
Quanta è scarsa la mia fede in te, o Gesù. Mi risento però se qualcuno me lo dice!...
Ora, genuflesso e in raccolto silenzio ai tuoi piedi, illuminato dal tuo Santo Spirito, ti
supplico: Signore, accresci la mia fede: dammi intelligenza e cuore per saper leggere il
tuo amore attraverso i segni che mi son dinanzi.
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L'altare dove tu t'immoli misticamente s'identifica con il Calvario; il tabernacolo dove
risiedi richiama lo squallore della casetta di Nazaret; l'ostensorio dove ti manifesti velato
è il Tabor per chi ti scopre con gli occhi della fede.
Sono tre segni che comprendono l'intera tua vita di Salvatore.
L'offerta perfetta di te stesso al Padre; il tuo annientamento totale; la tua presenza di
Buon Pastore che continua tra noi.
Se la tua vita eucaristica trascorre tra l'altare, il tabernacolo e l'ostensorio, essa però non
termina qui: raggiunge il cuore d'ogni credente.
Tu, difatti, rinnovi sull'altare il sacrificio della Croce per venire - oserei dire - a spirare
nel mio cuore; rimani in attesa nel tabernacolo per accogliere le mie speranze e i miei
gemiti; risplendi nell'ostensorio per attirare tutti al tuo Cuore.
Vieni, dunque, Signore, ad abitare nel mio cuore: è questo l'altare, il ciborio, l'ostensorio
della tua scelta definitiva, per immolarti, per nasconderti ed operare silenziosamente, per
dialogare a cuore a cuore con me!
Quanto sono grandi le tue opere, Signore. La tua gloria sia per sempre!

36a PREGHIERA
«Nel Signore mi sono rifugiato» (Sal. 10,1).
Signore Gesù, io mi raffiguro, a volte, a una colomba che si rifugia nella cavità d'una
roccia, per salvarsi dalle insidie dell'avvoltoio o del cacciatore...
La cavità di questa roccia è per me l'abisso insondabile del tuo Cuore che si è lasciato
squarciare dalla lancia perché io vi entrassi.
Assalito come sono dalle cattive inclinazioni e, dall'esterno, da mille pericoli e contrasti
che tentano distogliermi da te, sento però la tua voce rassicurante: « Vieni, vieni, non
temere! ».
E' nel tuo Cuore che voglio trovare asilo: ferito, tu mi guarirai; perseguitato, tu mi
difenderai; stanco, tu mi ristorerai.
Non sei forse la « vera pietra », al dir di Paolo, apostolo (la Cr. X, 4) e la cavità di questa
pietra non è il tuo Cuore?...
Il che significa: « Va e nascònditi nella ferita profonda del Cuore di Cristo! »..
Nell'interno di cotesta roccia dimenticherò le mie miserie: risanerò dalle ferite dei miei
peccati.
Perfino « il passero trova la casa, la rondine il nido, dove porre i suoi piccoli, presso i
tuoi altari » (Sal. 83, 4) trovo asilo e protezione!
Però a me, Signore, tu dài la gioia di pregustare la dolcezza della vita eterna e della
squisita bontà del Padre, nell'offrirmi l'ospitalità nel tuo Cuore Eucaristico.
« Beato chi abita la tua casa: sempre canta le tue lodi » (Sal. 83,5).

37a PREGHIERA
« Io sto alla porta e busso » (Apoc. 3,20).
Signore Gesù, sei sempre te a prevenirmi: tu vegli quando il torpore o il sonno avvolge
la mia anima; tu mi cerchi quando mi smarrisco per tenebrose vie; tu bussi quando il mio
udito, reso duro dagli interessi materiali della vita (se non peggio!), non mi lascia
percepire il suono della tua voce.
A quale porta tu bussi?... A quella del mio cuore!...
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Desideri penetrarvi sino alle più intime sue fibre, per risanarlo dalle ferite del peccato:
purificarlo, vivificarlo con l'azione del tuo Santo Spirito, perché esso vibri all'unisono
con il tuo Cuore di Salvatore e fratello, a gloria del Padre.
Si dice di Paolo apostolo: u Cuor di Paolo Cuor di Cristo ». Lo fosse anche il mio!
Il cuore si dona, ma non lo si violenta, né se ne forza l'ingresso: la stessa potenza della
tua grazia perché operi, attende il « sì », il « lasciapassare ».
Eppure tu bussi con delicatezza, con discrezione, con soavità... rimani fuori in attesa
longanime di quel momento in cui, finalmente, il mio cuore si apra con confidenza e con
gioia.
Tu vieni, o Gesù, non per prendere - se non il cumulo delle mie miserie spirituali - ma
per donare la vita eterna, la partecipazione alla vita trinitaria, inaccessibile a ogni
creatura!
Tu attendi la mia ora che sarà la tua, senza stancarti; e, perfino, il momento estremo,
quando il mio cuore sta per cessare di battere, tu bussi per l'ultima volta come bussasti al
cuore dei ladroni che ti erano accanto sulla Croce, dei quali uno soltanto accolse il tuo
amore misericordioso... Tu vieni non come un giudice, ma come un amico finché io vivo
nel tempo; e m'incoraggi, mi conforti, mi salvi. Grazie, mio Signore e mio Dio!

38a PREGHIERA
« Bussate e vi sarà aperto » (Lc. 11,9).
Consapevole, Signore, che tu mi segui, mi stai accanto, mi parli nella profondità del mio
essere, io, a mia volta, busso al tuo Cuore. Tu stesso lo vuoi: « Bussate e vi sarà aperto!
»..
Quanto più la tua misericordia mi previene e mi viene incontro, tanto più la fiducia e la
riconoscenza mi dispongono ad accogliere il tuo amore.
Tu mi assicuri: « Io verrò e ti curerò »; ed io ti replico. « Signore, io non son de gno che
tu entri sotto il mio tetto ma dì soltanto una parola, ed io sarò guarito » (Mt. 8, 9).
Busso al tuo Cuore con gli accenti del pubblicano: « O Dio, abbi pietà di me
peccatore!».
Tu però già conosci le mie necessità e già disponi quello ch'è meglio per la mia anima.
Eppure tu vuoi che si bussi al tuo Cuore con insistenza, con indiscrezione perfino, come
quel Tizio che, di ritorno da un viaggio, va a bussare a mezzanotte alla casa d'un amico
che ormai dormiva insieme con i suoi e vien costretto ad alzarsi... (Lc. 11, 8).
La tua residenza in mezzo a noi non è lontana né una sola.
Tanti tabernacoli e tante le tue residenze!
E per questo sono qui, ai tuoi piedi, o Dio-Eucaristia, per bussare alla porta del tuo
tabernacolo. Lo so che tu voi essere mio Cibo, ma io sono indegno che tu entri nel mio
cuore troppo miserabile per accoglierti quale mio Signore e mio Dio.
Tu mi comandi di entrare nella larga ferita del tuo Costato per nascondermi e ripararmi
dai miei nemici, per vivervi, per operare con te, per immolarmi e morire con te.
Momento inenarrabile è questo, in cui tu, o Gesù, nello slancio del tuo amore forzi
dolcemente la porta del mio cuore, ed io, riconoscente, entri in te per accettare il disegno
che hai su di me e su tutti i tuoi discepoli: « Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano
anch'essi in noi una cosa sola... e contemplino la mia gloria quella che mi hai dato » (Gv.
17,21 e 24).
Ti amo. Signore, per la tua totale dedizione per noi: prima nella culla di Betlem, poi
sull'altare della Croce dove il tuo Cuore si aprì come una fornace ardente di carità, infine
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nella santa Eucaristia, ch'è il Mistero della Fede per eccellenza. In questo sacramento
comunicandomi di te, divento portatore di te, e mi preparo alla trasfigurazione finale in
creatura del Cielo.
Radiosa è la mèta che mi attende, il paradiso; stupenda è la speranza che mi viene, o
Signore, dalla tua Eucaristia!

39a PREGHIERA
Ogni cristiano e, soprattutto, una g. d'o., deve desiderare l'Eucaristia, adorare
l'Eucaristia, vivere dell'Eucaristia.
DESIDERARE
Signore Gesù, desiderarti come Cibo delle anime è l'atteggiamento di fondo della vera
vita cristiana: sei tu l'autore della nostra fede, il Salvatore.
- Se non posso vederti nella tua figura umana - come ti videro e ti toccarono le folle
della Palestina - posso riceverti però in me stesso, perché sei il Signore che viene
adorato dagli Angeli in cielo.
- Potessi far miei i sentimenti del Salmista: « Come la cerva anela ai corsi d'acqua, così
l'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente » (Sal. 41, 1, 2).
- Tu sei, difatti la fonte viva per dissetare la mia sete spirituale: il tuo volto desidero
contemplare perché sei al vertice delle mie aspirazioni.
- Nessuna creatura ti sostituisca mai nel posto che tu occupi nella mia vita: « Ci hai fatti
per te, Signore, e il mio cuore è senza pace finché non riposa in te! » (Ag.).
- Questo anelito, che troverà il suo compimento nella visione beatifica e nel possesso
eterno di Dio, sostenga il mio slancio interiore e domini la mia debolezza nella costante
attesa e nel servizio fedele, fino al momento in cui ti degnerai rivelarmi il tuo volto per
sempre.
ADORARE
- Signore Gesù, i segni del pane e del vino consacrati assicurano i miei sensi del luogo
preciso, dove tu Uomo-Dio abiti: il tabernacolo. Prostrandomi, quindi, in adorazione
dinanzi ad esso, io proclamo con verità: Dio è là, nella divina Eucaristia!
- Alla spiritualità dell'anima corrisponde la grazia invisibile che mi fa figlio del Padre
celeste: ai sensi corrispondono i sacramenti, segni materiali ed efficaci di questa grazia e
della tua reale presenza sotto i segni del Pane.
- Ed è logico che io rivolga lo sguardo più al tabernacolo che non al cielo: e dica con
gioia: « Mio Signore e mio Dio! » E concentri tutta la mia vita cristiana intorno al
mistero eucaristico.
- «Adoro, o Cristo, il tuo corpo glorioso, nato dalla Vergine Maria; per noi hai voluto
soffrire, per noi ti sei offerto vittima sulla croce e dal tuo fianco squarciato hai versato
l'acqua e il sangue del nostro riscatto. Sii nostro conforto nell'ultimo passaggio e
accoglici benigno nella casa del Padre: o Gesù dolce, o Gesù pio, o Gesù, figlio di
Maria».

VIVERE
Tutto il mio sforzo, o Gesù, Pane vivo disceso dal cielo, non può e non dev'essere che
rendermi sempre meno indegno di riceverti.
Che nel riceverti possa io poggiare, fiducioso, il mio capo sul tuo petto e contemplare la
bontà del tuo Cuore, come un giorno il discepolo prediletto Giovanni.
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Io vorrei reclinare il capo come lui: con la purezza della sua anima, con l'amore ardente
del suo spirito, con la fedeltà e il coraggio con cui ti seguì sino al Calvario; e riceverti
come lui ti accoglieva nel suo petto, dopo la Pentecoste, nella celebrazione della Cena,
nello spezzar del Pane.
Vorrei!... ma ora non lo sono; e per questo ti dico: « Signore, non sono degno di
partecipare alla tua mensa »... e mi contento che tu mi parli soltanto in fondo al mio
cuore.
Tu però m'incoraggi: « Non sono venuto per i giusti, ma per i peccatori ».
Se non sei abbastanza fervente, lo diventerai!... Quanto più sei anemico, tanto più urge
che ti nutri di me.
E' vero, o Gesù: degno non sono né oggi né mai! Tu solo puoi rendermi degno
rivestendomi della tua dignità: riempirmi della tua divinità.
La tua vita è la vita divina insieme con il Padre e lo Spirito Santo. Questa vita che tu
possiedi, come Verbo, sin dall'eternità, me l'hai comunicata nel battesimo: ne ebbe allora
il principio, ne fu il seme, destinato a crescere mediante i sacramenti e, in particolare,
l'Eucaristia.
Tu per mezzo della comunione eucaristica vuoi far di me qualcosa di te: « Io sono la vite
e voi i tralci ».
Concedimi, o Salvatore, che ogni volta che io ti ricevo, s'accresca e s'intensifichi la mia
unione con te: la fusione del tuo sacrificio redentore e i miei quotidiani meschini
sacrifici nell'unità d'una unica offerta al Padre ch'è nei cieli.
Nutrimi del tuo Pane che mi fa vivere per l'eternità!
« Buon pastore, vero pane, o Gesù, pietà di me: nutrimi e difendimi, portami ai beni
eterni nella terra dei viventi ». Amen.

40a PREGHIERA
« Se tu conoscessi il dono di Dio » (Gv. 4,10).
Signore Gesù, il mite accento: « Se tu conoscessi il dono di Dio » - con cui ti rivolgesti
alla samaritana, mi colpisce profondamente. La tua è la voce di Dio fatto Uomo, che
stanco si ferma e siede presso il pozzo di Giacobbe.
Stanco di che cosa?... Di aver tanto cercato e chiamato!...
E' un tono quasi supplichevole di chi vuol aprire un dialogo amichevole, e teme di esser
respinto.
Il tuo dono è il perdono di tutte le colpe: è la pace e la gioia tutta divina che desideri
trasmetterci: soprattutto sei tu stesso, personalmente vivo e glorioso nell'Eucaristia, che
non tutti comprendono!
Che tristezza, o Gesù, per chi ti conosce - sia pur con tanti limiti - e gioisce di poterti
offrire un tabernacolo qui in terra, il proprio cuore.
M'impegno, come cristiano, e come guardia d'onore, di farti conoscere e di fare amare
l'Eucaristia: non farò, certo, affidamento sulle mie parole ma sull'azione del tuo Santo
Spirito, che saprà ispirarmi modi ed espressioni illuminanti e convincenti, che,
suscitando sentimenti umili nelle anime, le aiutino a capire un « tantino » il mistero,
senza del quale si rischia di perder tutto: « Io sono il pane vivo - è tua categorica
affermazione - disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno » (Gv. 6,
51).
Nell'Eucaristia tu aspetti i samaritani di tutti i tempi, che vengano ad attingere l'acqua
alla sorgente del tuo Cuore per purificarsi.
46
E' questa l'ora in cui i veri adoratori ti adorino Uomo-Dio, in tutti i tabernacoli. E io, o
Signore, esiterò ancora?... non giungerò mai a conoscerti di più, a preferirti, a gustare il
divin dono dell'Eucaristia?... Questo non avvenga mai!
« Tu sei veramente il Dio nascosto, o Dio Salvatore del mondo »!

41a PREGHIERA RIPARATRICE DELLE GUARDIE D'ONORE


Da recitarsi pubblicamente in Chiesa in una veglia eucaristica o anche individualmente
(v. M.O. ).
Lettore - Divin Salvatore Gesù, dègnati di abbassare uno sguardo di misericordia sulle
tue Guardie d'Onore, che, riunite in un medesimo pensiero di Fede e in uno stesso
comune impegno di Amore e di Riparazione, sono qui ai tuoi piedi per piangere i propri
« no! » alle sollecitudini del tuo amore e quelli dei peccatori loro fratelli.
Possiamo anche noi - come Maria di Magdala - con le promesse unanimi e responsabili
che stiamo per fare, commuovere il tuo Cuore e ottenere misericordia per noi, per il
mondo infelice e colpevole, per tutti quelli che non hanno la fortuna di amarti.
Le Guardie d'Onore rispondono: Noi tutti lo promettiamo.
Lett. - Della dimenticanza e della ingratitudine degli uomini.
Le G. d'O. o assemblea rispondono, poi, ad ogni invocazione: Noi ti consoleremo, o
Signore!
Lett. - Del tuo abbandono e solitudine nel santo tabernacolo,
Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!
Lett. - Dei delitti dei peccatori,
Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!
Lett. - Dell'odio degli empi,
Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!
Lett. - Delle bestemmie infernali che si vomitano contro di te,
Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!
Lett. - Delle offese fatte alla tua Divinità,
Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!
Lett. - Dei sacrilegi con i quali si profana il tuo Sacramento di amore,
Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!
Lett. - Delle sfrontatezze e irriverenze commesse alla tua reale presenza,
Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!
Lett. - Delle sconcezze nel vestire che son causa di tanti peccati,
Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!
Lett. - Dei tradimenti da parte di coloro che consacrano con te un medesimo Pane e un
medesimo Calice, e dei quali oggi sei l'adorabile Vittima,
Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!
Lett. - Dell'indifferenza del maggior numero dei tuoi fratelli.
Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!
Lett. - Del disprezzo con cui si accolgono i tuoi pressanti e amorevoli inviti,
Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!
Lett. - Delle amare incorrispondenze di coloro che si dicono tuoi amici,
Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!
Lett. - Delle nostre resistenze alle tue grazie,
Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!
Lett. - Delle nostre proprie ingratitudini,
47
Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!
Lett. - Dell'incomprensibile durezza dei nostri cuori,
Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!
Lett. - Dei nostri lunghi ritardi ad amarti,
Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!
Lett. - Della nostra tiepidezza nel tuo santo servizio,
Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!
Lett. - Della profonda tristezza in cui ti getta la perdita delle anime,
Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!
Lett. - Della tua lunga, paziente attesa alla porta dei nostri cuori,
Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!
Lett. - Degli umilianti rifiuti di cui sei amareggiato,
Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!
Lett. - Della tua agonia di amore,
Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!
Lett. - Delle tue lacrime d'amore,
Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!
Lett. - Della tua prigionia d'amore,
Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!
Lett. - Divin Salvatore Gesù, che ti sei lasciato sfuggire dal tuo Cuore questa
accorata confidenza: « Io ho cercato un consolatore e non l'ho trovato!... », dègnati di
gradire l'umile, sincera, affettuosa testimonianza del nostro amore e il proposito di
partecipare sempre più vivamente al mistero della tua Passione.
Tu assistici, però, con l'aiuto potente della tua grazia, perché possiamo tenerci sempre
lontani da ogni peccato ed esserti in tutto e dappertutto devote e degne guardie d'onore.
Tu che vivi e regni per tutti i secoli dei secoli. Amen.

42a PREGHIERA DI RIPARAZIONE PROPRIA DELLE G. D'O.


O Cuor di Gesù, qui presente sotto i segni dell'Ostia consacrata, io ti adoro e ti supplico
per ottenere misericordia e perdono per me e per tutti gli uomini.
Riflettendo ancora una volta sull'immenso amore che tu dimostri nel rimaner sempre in
mezzo a noi, con la tua presenza di Uomo-Dio nell'Eucaristia, mi sento sinceramente e
fortemente umiliato della mia scarsa corrispondenza a sì gran dono, e sempre più
meravigliato della pazienza e della bontà che usi verso di me, come verso tutti i
peccatori.
Tu mi hai scelto sin dall'infanzia: mi hai consacrato con l'unzione crismale nel
battesimo, inserendomi nel tuo sacerdozio, nella tua missione profetica e nella tua
regalità divina. Mi nutrisci col tuo Corpo e il tuo Sangue, ogni volta che io lo desideri:
m'inviti a un rapporto personale, intimo di amore con te per donarmi pace e felicità
autentica: mi fai risuonar tante volte la tua dolce voce in fondo al mio animo: « Che cosa
dovrei far di più che io non l'abbia fatto? ». E' purtroppo vero, o Signore!... Confesso le
mie colpe.
Spesso ho interrotto bruscamente il dialogo con te, con il tuo Cuore di Redentore e di
Fratello, racchiudendomi nel mio egoismo... preferendo altre scelte - direi, con maggiore
precisione, altri « idoli » - che mi han portato sempre più lontano da te!
Sono andato errando come il figliol prodigo: il frastuono della vita ha soffocato l'ultimo
eco del tuo invito: ti ho perduto di vista: ti ho dimenticato...
48
Nei salutari dolori della prova e nelle fugaci gioie terrene, nelle delusioni e negli
smarrimenti, invece di ritornare presto da te, ho indugiato, dubbioso forse del tuo
perdono.
Ti ho dimenticato che tu sei qui nel tabernacolo, deserto, nell'attesa di tutti i lontani dal
tuo Cuore.
L'indifferenza delle anime ti avvolge, i sacrilegi e le profanazioni ti crocifiggono ancora,
ma tu non desisti dal tuo amore. La tua voce risuona potente su tutto il mondo per
risonar più potente nei cieli: « Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno ».
Signore, discenda su di me il tuo perdono: « Riconosco le mie colpe, contro di te, contro
te solo ho peccato. Pietà di me secondo la tua misericordia: nella tua grande bontà
cancella il mio peccato. Lavami da tutte le mie colpe » (Sal. 50).

43° PREGHIERA
Si recita in genere in Chiesa-durante una veglia eucaristica (v. M.O. ).
Sac. - Fratelli, animati dallo Spirito di Cristo, che ci fa figli di Dio, rivolgiamo la nostra
preghiera al Padre onnipotente, perché la sua parola porti frutti copiosi e il suo Regno si
diffonda su tutta la terra. Preghiamo:
Ass. - Venga il tuo regno, Signore.
1. Perché la Chiesa, mediante i suoi ministri e i suoi figli attivi nell'apostolato, annunzi
instancabilmente, sempre e dovunque, il regno delle anime fondato da Gesù;
preghiamo: Ass. - Venga il tuo regno, Signore.
2. Perché i credenti - soprattutto le Guardie d'Onore - figli di questo regno, adoratori del
Re delle anime, proclamino con coraggio che il regno di Cristo è già in mezzo a noi;
preghiamo: Ass. - Venga il tuo regno, Signore.
3. Perché il regno di Dio - dove Egli è adorato in ispirito e verità; dove si combatte
contro la carne, il sangue e l'orgoglio - sia accolto e realizzato con leale e gioiosa
rispondenza; preghiamo: Ass. - Venga il tuo regno, Signore.
4. Perché la nostra fede in Cristo sia vissuta in modo tale che egli diventi davvero regola
dei nostri pensieri, sino a saper rinnegare noi stessi, specialmente la nostra intelligenza
per conformarla alla sua e ripetere anche noi con S. Paolo: « NON SONO PIU' IO CHE
VIVO, MA CRISTO VIVE IN ME » (Gal. 2,20);
preghiamo: Ass. - Venga il tuo regno, Signore.
5. Perché noi qui presenti, guardie d'onore, consacrate dal sigillo della divinità, come
tutti i cristiani, sin dal giorno del nostro battesimo, e riconsacrate con un impegno
specifico a « militi vigilanti » del Cuore di Gesù, sappiamo conquistare al « regno
incrollabile » ch'è la città del cielo, tanti nostri fratelli, e poter cantare insieme con loro:
« Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre »;
preghiamo: Ass. - Venga il tuo regno, Signore.
Sac. - Signore dal Cuore pieno di bontà, tu non hai voluto penetrare per forza nelle
nostre anime con la tua potenza invincibile: hai preferito invece attirarci liberamente a te
con una dolcezza inesprimibile, con una benevolenza tradotta in parole, in atteggiamenti,
in azioni convincenti; ascolta le preghiere che t'innalziamo, e fa' di noi fedeli testimoni
del tuo regno. Tu che vivi e regni per tutti i secoli dei secoli. Amen.

44a PREGHIERA
Invocazioni di S. Margherita M. Alacoque (v. M.O. ).
49
Prostrato ai tuoi piedi, o Gesù, per ottenere misericordia e perdono per me e per tutti gli
uomini, ti supplico: « Abbi pietà di noi ».
O Gesù, sconosciuto e disprezzato, abbi pietà di noi
O Gesù, calunniato e perseguitato, abbi pietà di noi
O Gesù, abbandonato dagli uomini, abbi pietà di noi
O Gesù, tradito e venduto per trenta denari, abbi pietà di noi
O Gesù, schernito, accusato e condannato, abbi pietà di noi
O Gesù, coperto di una veste di obbrobrio e di vergogna, abbi pietà di noi
O Gesù, schiaffeggiato e deriso, abbi pietà di noi
O Gesù, trascinato tra insulti e bestemmie, abbi pietà di noi
O Gesù, stimato pazzo e indemoniato, e flagellato a sangue, abbi pietà di noi
O Gesù, giudicato più colpevole di Barabba, abbi pietà di noi
O Gesù, spogliato delle vesti, abbi pietà di noi
O Gesù, coronato di spine e salutato per derisione, abbi pietà di noi
O Gesù, carico della croce e umiliato dalle maledizioni del popolo, abbi pietà di noi
O Gesù, annientato dalle ingiurie e divenuto l'Uomo dei dolori, abbi pietà di noi
O Gesù, triste sino alla morte, abbi pietà di noi
O Gesù, inchiodato sopra un legno infame insieme con dei criminali, abbi pietà di noi
O Gesù, il « servo di Jahvé » che i profeti preannunziarono, abbi pietà di noi
O Gesù, nulla vi è di più grande di te, nell'universo; nulla di più grande in te che il tuo
sacrificio sulla croce; nulla di più grande nel tuo sacrificio che il tuo ultimo sospiro e il
momento prezioso che separò l'anima dal tuo corpo adorabile.
Ora tu rinnovi il tuo sacrificio non soltanto nell'Eucaristia, ma anche nella vita e nella
morte di ciascun di noi.
Fa' di me una vittima insieme con te, tu che vivi e regni per tutti i secoli dei secoli.
Amen.

45a PREGHIERA PER QUALUNQUE NECESSITA'


« Se chiederete qualcosa al Padre, nel mio nome, egli ve la darà. Chiedete e otterrete,
perché la vostra gioia sia piena» (Gv. 16,23-24). Cuor di Gesù, come tu ci hai insegnato
mi rivolgo nel tuo nome al Padre.
Per i meriti della Passione di Cristo tuo Figlio, io sperimenti, o Padre, nelle presenti
angustie e nel mio pianto, come tu sia veramente sostegno e conforto.
Consapevole delle mie colpe, mi rifugio nelle braccia della tua misericordia, che si è
manifestata luminosa in Cristo.
Non nascondermi il tuo volto; non dimenticare la mia miseria; liberami dai mali che mi
affliggono; apri il mio cuore alla speranza; ridònami serenità e pace, perché io possa
lavorare per il bene dei miei fratelli, a gloria del tuo nome.
Tu non privi mai, Signore, della tua assistenza coloro che formi alla scuola del tuo
amore; e io sono tra questi, quale guardia d'onore, consacrata a far della mia vita
un'offerta d'amore sull'esempio del Cuore di Cristo, che ha posto l'amore a fondamento
del suo vangelo.
Se la celebrazione eucaristica è Amore divino che si abbassa verso di noi; la mia
partecipazione ad essa sia amore che ascenda verso di te, sia canto di amore per te, sia
inno di ringraziamento per quanto vorrai concedermi, sia fedele impegno all'avvento del
tuo regno nel mondo. Amen.
Cuor di Gesù, fonte di ogni consolazione, abbi pietà di me.
50
Cuor di Gesù, salvezza di quanti sperano in te, abbi pietà di me.
Cuor di Gesù, nostro rifugio, abbi pietà di me.
O Maria, consolatrice degli afflitti, prega per me.

46a L'ORA SANTA


(Per una sufficiente spiegazione vedi « La Mia ora », ).
« Verso il 1673 - scrive S. Margherita Maria Alacoque - il mio divin Maestro mi disse:
Che tutte le notti dal giovedì al venerdì avrei dovuto alzarmi all'ora ch'egli mi avrebbe
indicato, per rendere omaggio all'agonia che soffri la notte della sua Passione». Difatti,
più tardi, le indicò di alzarsi «tra le ore 23 e la mezzanotte, chiedendo misericordia per i
peccatori, come anche per raddolcire, in un certo modo, l'amarezza che gli fecero
provare i suoi apostoli lasciandolo solo ».
PREGHIERA INTRODUTTIVA:
« O Gesù, che, per il tuo ardentissimo amore verso di noi, hai voluto essere crocifisso e
versare il tuo Sangue, sino all'ultima goccia, a redenzione e salvezza delle nostre anime:
rivolgi il tuo Cuore, trafitto e aperto a tutti, verso di me qui raccolto in preghiera nel
ricordo della tua dolorosissima Passione e Morte, e fiducioso della tua infinita
misericordia per me e per tutto il mondo.
Purificami con la tua grazia dai miei peccati e santificami nel tuo amore. Cuor di Gesù,
converti i peccatori, salva i moribondi, libera le anime del Purgatorio. Amen.

I° Quarto d'ora
- LETTURA DELLA PASSIONE DI CRISTO SECONDO IL VANGELO DI S.
MATTEO.
Si leggano i seguenti brani del capitolo 26: Annunzio del tradimento di Giuda (vv. 20-
25); predizione del rinnegamento di Pietro (vv. 30 35). Poi si prega:
Cuore agonizzante di Gesù, m'inginocchio accanto a te, nel nuovo e perenne giardino
degli ulivi: il tabernacolo della tua presenza eucaristica dove risiedi solo e spesso
abbandonato.
Accolgo, come guardia d'onore, con prontezza, l'invito che rivolgesti a S. Mar-
gherita Maria, per colmare la solitudine che, in quest'ora notturna, regna intorno ai tuoi
altari.
Signore, che la meditazione della tua Passione e Morte, e la tua grazia divina mi aiutino
ad assimilare il tuo spirito di oblazione al Padre, perché io possa continuare tale
oblazione con te, mediante l'offerta personale della mia vita.
Io mi offro a te - dirò con S. Giovanni Eudes « per essere ormai un'ostia della tua
volontà, una vittima immolata alla tua gloria e alla gloria del Padre tuo.
Uniscimi a te, o Cuor di Gesù, attirami nel tuo sacrificio, affinché io sia sacrificato con
te e per mezzo di te. D'ora in poi tutta la mia vita sia un perenne sacrificio di lode, di
amore e di gloria per il Padre tuo e per te ». Amen.
Spunti di riflessione dei due brani citati: Gesù agonizzante; Gesù obbediente alla
volontà del Padre per la nostra salvezza; Gesù che invita a vegliare e a pregare.

III° Quarto d'ora


Si possono leggere altri vv. dello stesso capitolo di S. Matteo, cioè vv. dal 36 al 47:
Gesù al Getsemani.
51
Dopo un'attenta lettura, si prega: O divin Sofferente, la tua passione si perpetua nei tuoi
discepoli sino alla fine del mondo: in alcuni in una maniera privilegiata e manifesta,
come nei santi martiri; in altri con le stigmate impresse nel loro corpo; in altri ancora in
un martirio nascosto del cuore e crocifiggente e prolungato, a pochi ben noto.
E' una realtà che fa parte del mistero della tua redenzione: non molti la conoscono; la
gran parte rifugge addirittura di conoscerla. Che io non sia tra costoro, Signore!
E' assurdo che le membra vivano una vita diversa da quella del Capo: quest'ora di
preghiera e di unione con te mi aiuti ad approfondire e ad inserirmi in questo mistero.
Contemplarti agonizzante nell'orto degli ulivi: abbandonato dai tuoi cari apostoli:
crocifisso sul legno della croce... può anche strapparmi delle lacrime dagli occhi come
alle pie donne che t'incontrarono lungo la via del Calvario... ma sterili lacrime!...
E' vero che da solo non son capace di sopportare la minima sofferenza: una cosa è
promettere di accettarla e un'altra cosa quando il dolore colpisce e fa sanguinare il cuore
o il corpo...
Ma io ho fiducia nel tuo amore, o Gesù: tu mi sarai forza: infonderai in me la grazia e le
disposizioni di accettarle serenamente, in unione con te. Praticamente, tutta la mia
grande sofferenza si assomma, alla fin fine, nei sacrifici, nelle pene inerenti alla mia
condizione d'uomo mortale e di credente.
Che io sia, quindi, forte, generoso, perseverante nella mia « piccola via crucis d'ogni
giorno; sii tu il mio « buon cireneo » per condurmi a consumare la mia vita nel fuoco
della divina carità del tuo Cuore, o Gesù.
Spunti di riflessione del brano citato: Gesù flagellato; Gesù ingiustamente condannato
a morte; Gesù dalle cui ferite siamo stati sanati.

IV° Quarto d'ora


Lettura dal versetto 1 al 20 del capitolo 15 di S. Marco: poi si prega: Signore Gesù, ti
rivolgo una pressante preghiera per me e per tutte le guardie d'onore: che nessun di noi
dimentichi mai la sua propria ora di guardia giornaliera, sia pur soltanto spiritualmente,
ai piedi del santo tabernacolo, dove tu realmente risiedi con la tua integra gloriosa Uma-
nità e Divinità inaccessibile. La pigrizia, la stanchezza non ci colga mai!
Nel giardino degli ulivi l'inenarrabile agonia incrudelì sulla tua Persona non soltanto per
l'abbandono da parte dei tuoi tre prediletti, ma anche per l'abbandono dei tuoi tabernacoli
che si sarebbe verificato in tutta la storia della Chiesa.
Oggi è il tuo Corpo Mistico - cioè noi che ti abbiamo giurato fedeltà - a soffrire
l'ingratitudine, i sacrilegi, i delitti contro la tua Persona e il tuo Padre celeste.
Come è assurdo che in una famiglia, ben ordinata, i figli restino indifferenti dinanzi ad
oltraggi contro il proprio papà; così anch'io non posso non partecipare, in quest'ora
santa, alla tua agonia del Getsemani. E' vero che tu l'hai già sofferta; ma è anche vero
che oggi ci sono ancora - come ci saranno sempre - sinedri, Giuda, Caifa, Pilati e
crocifissori che ti condannano di nuovo a morte; e tu non puoi più morire perché, risorto,
siedi alla destra del Padre. Ma rimane sempre il sacrilego attentato alla tua divina
Persona!
E, allora, o Signore, accetta la mia riparazione insieme a quella di tutte le guardie
d'onore; l'impegno irrevocabile: « Io voglio, o Gesù, che tu regni su di me e sul mondo
intero; farò del mio meglio perché il tuo Regno si estenda dovunque; ti offrirò il mio
lavoro, il fedele compimento dei miei doveri familiari e sociali con le relative inevitabili
sofferenze fisiche e morali: sono queste le mie piccole gocce di sangue, che, fondendosi
52
con il tuo Sangue prezioso, sgorgato sino all'ultima stilla dal tuo fianco trafitto,
diventeranno offerta gradita a Dio per la salvezza del mondo ».
Spunti di riflessione: Gesù davanti a Pilato; Gesù incoronato di spine.

IV° Quarto d'ora


Lettura della Passione di Cristo di S. Luca cap. 23 dal versetto 26 al 46. Poi si recita il
salmo « Miserere » (Sal. 51).
Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; / nella tua grande bontà cancella il mio
peccato. / Lavami da tutte le mie colpe, mondami dal mio peccato. / Riconosco la mia
colpa, il mio peccato mi sta sempre dinanzi. / Contro di te, contro di te solo ho peccato, /
quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto; / perciò sei giusto quando parli, retto nel tuo
giudizio. / Ecco, nella colpa sono stato generato, nel peccato mi ha concepito mia madre.
/ Ma tu vuoi la sincerità del cuore e nell'intimo mi insegni la sapienza. / Purificami con
issopo e sarò mondo; lavami e sarò più bianco della neve. / Fammi sentire gioia e letizia,
/ esulteranno le ossa che hai spezzato. / Distogli lo sguardo dai miei peccati, / cancella
tutte le mie colpe. / Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo. /
Non respingermi dalla tua presenza e non privarmi del tuo santo spirito. / Rendimi la
gioia di esser salvato, sostieni in me un animo generoso. / Insegnerò agli erranti le tua
vie e i peccatori a te ritorneranno. / Lìberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza, / la mia
lingua esalterà la tua giustizia. / Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la
tua lode: / poiché non gradisci il sacrificio e, se offro olocausti, non li accetti. / Uno
spirito contrito è sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato, Dio, tu non disprezzi. /
Nel tuo amore fa' grazia a Sion, rialza le mura di Gerusalemme. / Allora gradirai i
sacrifici prescritti, l'olocausto e l'intera oblazione, / allora immoleranno vittime sopra
l'altare. Gloria al Padre…
Spunti di riflessione: Gesù sulla via del Calvario; la crocifissione; Gesù in croce deriso
e oltraggiato; il buon ladrone; la morte di Gesù.
N. B. - Quello che conta in quest'ora santa è l'immedesimarsi nella Passione-Morte di
Gesù: domandargli di essere « ostie » anche noi, sotto le quali Egli viva e operi
liberamente. Un « sì » radicale alla volontà del Padre senza « se », senza « ma », senza
eccezioni...

PREGHIERA FINALE
Padre nostro che sei nei cieli, ci hai tanto amati da sacrificare il tuo Unigenito Figlio: io
ti benedico insieme a tutte le anime che, in quest'ora santa, riconoscenti inneggiano alla
tua misericordia e la implorano incessante su quanti sono lontani da te e ti avversano
perfino con un odio satanico...
Perché il mio « grazie » e la mia riconoscenza sian degni di te, te li offro mediante il
Cuore stesso di Cristo, Sacerdote e Vittima dei peccati del mondo.
E tu, o Salvatore, Agnello « senza macchia » e « Amore immolato », sii lodato,
ringraziato ed esaltato in eterno, per esserti sacrificato per noi peccatori e tristi.
Per mezzo anche del Cuore Immacolato di Maria ai piedi della croce: per la voce
eloquente delle sue lacrime di Madre e di Vittima, io ti ringrazio e ti prometto, o Gesù,
di fuggire il peccato, di combattere le mie perverse inclinazioni, di vincere le mie
ripugnanze alla mortificazione e alle necessarie rinunce, e di rivestirmi piuttosto dei tuoi
sentimenti, del tuo spirito e delle tue disposizioni in conformità dei disegni del tuo Padre
celeste.
53
Ti ripeto quanto ti diceva con gioia S. Margherita Maria: « L'Amore divino mi ha vinto:
Egli solo possederà il mio cuore! ».
S'AGGIUNGA LA PREGHIERA LITURGICA:
O Padre, che hai voluto salvare gli uomini con la morte in Croce del Cristo tuo Figlio,
concedi a noi che abbiamo conosciuto in terra il suo mistero di amore, di godere i frutti
della redenzione nel cielo. Per Cristo nostro Signore. Amen.

IVa Parte
LE PICCOLE GUARDIE D'ONORE
COSÌ PREGA LA PICCOLA GUARDIA D'ONORE:
la sua giornata,
la sua Comunione,
la sua visita a Gesù Eucaristia.

Per una completa conoscenza v. « LA MIA ORA »,


LA GIORNATA DELLE PICCOLE GUARDIE D'ONORE
PREGHIERINA DEL MATTINO: « Cuor di Gesù, per te voglio vivere, per te voglio
morire. Voglio esser tutto tuo in vita, voglio esser tutto tuo in morte » (S. Giovanni
Newman, redentorista).
« O Cuor di Gesù, che io sia amato da te, e che tu sia amato da me. In confronto
dell'amore che tu mi porti, ogni altra cosa sia per me secondaria. O Maria, tiènimi
sempre vicino al tuo Gesù. Sàlvami dai pericoli in questa giornata ».
ALL'INIZIO DELL'ORA DI GUARDIA: « O Gesù, in quest'ora son di guardia al tuo
tabernacolo, per dirti che io ti penso, ti amo e desidero supplire anche per chi non ti ama.
Santifica me e converti i peccatori. Salva tutti gli uomini ».
DURANTE L'ORA DI GUARDIA: « Cuor di Gesù, il Sangue che tu versasti sulla cro-
ce sia sorgente di vita eterna per tutti. Salva dall'inferno tutti i peccatori da te
redenti. Maria rifugio dei peccatori, prega per loro ».
AL TERMINE DELL'ORA DI GUÀRDIA: « Smonto la mia "guardia", o Cuor di
Gesù, ma tu rimani sempre con me. Che io ritorni, in mezzo ai miei compagni, più
buono, più amabile, più premuroso del bene delle loro anime.
O Maria, Madre mia, accompàgnami nel cammino di questa giornata ».
LA SERA: « O Cuor di Gesù, ti ringrazio dell'amore con cui mi hai ricolmato in questa
giornata. Perdonami il poco - amore per te, che rimani, notte e giorno nel santo
tabernacolo, aspettando e chiamando... e non trovi così facilmente chi ti ascolti.
Concedimi una notte serena e un riposo tranquillo: un cuore più ardente e generoso per
te. Benedicimi, Signore! ».

AI PIEDI DEL S. TABERNACOLO


PREGHIERA DELLA COMUNIONE SPIRITUALE (Emessa con qualsiasi formula,
è arricchita dell'indulgenza parziale).
1
O Gesù, io credo fermamente che Tu sei presente nell'Ostia consacrata.
Ti amo sopra ogni cosa e desidero che tu venga nel mio cuore.
Non posso però, in questo momento, comunicarmi: vieni almeno spiritualmente nella
mia anima.
54
Come Tu fossi già venuto, Ti abbraccio e mi unisco a Te; non permettere che io mi
sepàri mai da Te, mio Dio e mio Salvatore.
O Maria, Madre di Gesù e Madre mia, dònami Gesù come lo offristi un giorno
all'adorazione dei pastori e dei magi.
Anch'io possa accoglierlo con i tuoi medesimi sentimenti di fede e di amore. Amen.
2
Con la gioia del tuo perdono sono qui ai tuoi piedi, o Gesù, come i fanciulli della
Palestina, ma con una fede e con un amore forse più grande, perché io credo alla tua
parola senza sentirla con i miei orecchi; credo al tuo amore per me e per tutti senza
provare le effusioni sensibili delle tue tenerezze: il tuo abbraccio affettuoso, il tuo bacio
divino.
Tu mi doni la gioia di coloro che, non vedendo e non toccando, credono fortemente alla
tua bontà.
Ti ringrazio riconoscente, o Gesù.
O Gesù, il futuro era tutto presente al tuo Cuore: tu, abbracciando quei fortunati
fanciulli, abbracciavi anche me, tua guardia d'onore.
A me come a tutti hai lasciato, però, una prova più grande del tuo amore, perché non
sono io a rifugiarmi nelle tue braccia ma tu a rifugiarti nel mio cuore, mediante la
comunione eucaristica.
Difatti, scendi ogni giorno sull'altare e abiti nei tabernacoli non per rimanervi, ma per
trasferirti nella mia anima.
A te non importa se i cibori delle chiese siano di marmo o di pietra, di bronzo o di legno,
splendidi o miseri; a te preme di possedermi sin d'ora per tutta l'eternità, perché io possa
essere felice insieme con te, mio Salvatore.
Grazie, o Gesù, che mi vuoi con te, nella gloria, insieme col Padre e lo Spirito Santo in
eterno.
3
Forse, o Gesù, io ti ho amareggiato in vari modi, senza rendermi conto abbastanza...
Con la mente, pensando a tante brutte cose; con le parole, dicendo parolacce o brutti
discorsi, oggi, direi, di moda! ... con gli occhi, vedendo e leggendo settimanali o
giornaletti o riviste o spettacoli televisivi, che turbano i sensi, diffondono oscenità,
corrompono il cuore; con le azioni, compiendo gesti che ora mi fanno arrossire.
Perdonami, o Gesù!
La tua misericordia discenda su di me e mi purifichi come l'acqua d'un secondo
battesimo per rendermi luminoso e accetto al tuo Padre celeste.
Che io possa amarti tanto e consolarti tanto: rimaner fedele, nella mia ora di guardia
giornaliera, ai piedi del tuo tabernacolo, come Maria tua Madre e Giovanni, il tuo
discepolo prediletto, ai piedi della tua croce.
4
Signore Gesù, io, compreso della mia fragilità, della mia inesperienza e incostanza, ti
prego di difendermi da coloro che vorrebbero strapparmi dal tuo Cuore.
La misericordia e il perdono, che invoco per me, discenda anche su di loro perché spesso
non sanno quel che fanno... Convèrtili!
Io, quale piccola guardia d'Onore ma vigile sentinella presso il tuo Cuore, per
raccogliere dalla sua larga ferita il preziosissimo Sangue ed Acqua che ne scaturirono, ti
supplico di lavare e di purificare la mia anima e quella di tutti i peccatori della terra.
Misericordia di me e di tutti, o Signore.
55
5
Penso, o Gesù, che anche ai tuoi tempi - quando tu andavi predicando per i villaggi della
Giudea e della Galilea - avrai incontrato ragazzi tutt'altro che buoni... quindi
disubbidienti, dispettosi, discoli o che so io...
Monelli ce ne sono sempre e dovunque: ragazzi già precocemente rovinati dal vizio e dal
peccato. Ma, leggendo il Vangelo, mi conforta di non aver trovato un solo episodio che
accenni appena che tu abbia respinto un bambino cattivo.
Quanto m'incoraggia questo fatto a pregarti per tutti i ragazzi che non ti conoscono o ti
rifiutano: essi, spesso, sono vittime dell'ambiente in cui vivono: di pessimi insegnamenti
ed esempi.
Signore, stendi dunque il tuo abbraccio e imprimi il tuo bacio sui volti di tanti bambini,
ragazzi e giovani, spenti al tuo sorriso di cielo.
6
Signore Gesù, dònami il tuo sorriso, la tua bontà, il tuo Cuore, perché quanti miei amici
mi avvicinino, comprendano che accanto a loro c'è qualcuno che li ama davvero:
s'interessa dei loro problemi di fede: vuol renderli felici e riaccendere sui loro volti la
luce e la gioia dell'innocenza.
Signore, prendi possesso di tutti i ragazzi: sii la loro difesa per salvarli e santificarli.
Tutti ti appartengono: ti son costati il tuo Sangue divino.
Fa' che io, piccola guardia d'onore, possa esser viva testimonianza del tuo amore per
tutti.
7
Signore Gesù, non ignoro né devo ignorare l'odio e la violenza di giovani e di ragazze
che imperversa contro di te, la Chiesa, il Papa, i sacerdoti; e anche contro le stesse
istituzioni politiche e sociali.
E domando a me stesso: perché tutto questo?...
Perché la tua legge evangelica, il tuo precetto di amarci è stato cancellato dal cuore di
tanti giovani?
L'errore ha fatto presa sulle loro intelligenze: la proclamata libertà senza limiti ha
scatenato tutte le loro passioni...
Che essi si ravvedano, o Gesù, come il figliol prodigo, che, ridotto all'estrema miseria,
rimpianse il benessere e la gioia della casa paterna: essi sentano cioè la nostalgia, il
rimpianto di quell'incontro indimenticabile ch'ebbero con te nel giorno della loro prima
Comunione.
Molti sono perfino usciti dalle nostre scuole cattoliche dove pur ebbero una formazione
cristiana... ma l'uragano di dottrine perverse li ha travolti miseramente. Salvali, o
Signore!
Ti offro per loro il frutto dei miei piccoli sacrifici, perché tu li accolga e li unisca al tuo
sacrificio della croce, e mi ascolti.
8
Signore, ti chiedo questa grazia non perché io presuma di essere più buono di tanti altri
ragazzi, ma solo perché sono una delle piccole sentinelle d'onore intorno al tuo Cuore.
E desidero, pertanto, farti conoscere e farti amare anche dagli altri, miei compagni e da
tutti gli uomini.
La tua luce e la potenza della tua grazia si effonda su tanti cuori giovanili e li conquisti
al pentimento e all'amore per te e per tutti i fratelli. Si rinnovi ai nostri giorni il miracolo
56
di conversione di masse come sulla piazza di Gerusalemme, all'indomani della
Pentecoste.
9
Dònami, o Signore, la grazia di capire il gran dono dell'Eucaristia.
Di approfondire gl'insegnamenti che ho ricevuto e ricevo tuttora, nelle riunioni delle
piccole guardie d'onore, su questo mistero.
Credo di essere di fronte alla tua reale presenza nel santo tabernacolo.
Davanti a te, faccia a faccia, come lo sarò per tutta l'eternità, quando mi scoprirai il tuo
volto raggiante di gloria.
Il tuo volto è già vicino a me: e così vicino che basterebbe ben poco: che tu mi
chiamassi, in questo istante, all'eternità, e il tuo volto apparirebbe in tutto il suo
splendore.
La tua presenza eucaristica in me, mi aiuti ad acquistare quelle virtù proprie del
cristiano: la virtù dell'obbedienza ai tuoi insegnamenti, alla parola del tuo Vicario in
terra, il Papa; ai saggi consigli dei miei genitori e dei sacerdoti; la virtù della purezza nei
pensieri, nelle parole, nelle azioni: nella scelta delle letture e delle amicizie.
Signore, possa anch'io, sul tuo esempio, « crescere in sapienza, età e grazia davanti a
Dio e agli uomini » (Lc. 2,52).
10
Cuor di Gesù, tu sei sempre colui che è atteso e che vuole incontrarsi con ogni uomo.
Prima che tu nascessi a Betlemme, il popolo ebraico ti attendeva da secoli come suo
Messia e Salvatore.
Sei atteso tuttora e sarai atteso da ogni uomo sino alla fine del mondo.
Io, invece, senza attendere troppo, ti ho incontrato nel giorno del mio battesimo.
Tu, allora, operasti in me senza che me
ne accorgessi (forse mi accorsi dell'azione dei miei genitori quando venni alla luce? ... ).
Ti servisti del sacerdote, che, compiendo il rito nel tuo nome, mi purificò dal peccato
originale; e io divenni « nuova creatura » nel tuo Santo Spirito.
Fui unito a te in una comunione di vita divina come il tralcio che, unito alla vite, ne
riceve la stessa linfa.
Divenni figlio adottivo del tuo Padre celeste!
Ora, ho la gioia d'incontrarti quando voglio nella tua Eucaristia.
Tu desideri d'esser presente - come Uomo-Dio - dov'è presente un'Ostia consacrata, per
trovarti sempre vicino a noi.
Che io comprenda sempre meglio questo tuo disegno di amore, e la mia ora di guardia
giornaliera sia una presenza vigile - sia pur in spirito - al tuo tabernacolo.
E tu, o Maria, aiutami ad accogliere la presenza eucaristica del tuo Figlio, per adorarla,
per amarla con riconoscenza e letizia. Amen.

Va Parte
TRIDUO IN PREPARAZIONE ALLA SOLENNITA' DEL SACRATISSIMO
CUORE DI GESU' E DI GESU' CRISTO RE DELL'UNIVERSO
MEMORIA DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA
MEMORIA DI S. MARGHERITA MARIA ALACOQUE
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SOLENNITA' DEL S. CUORE DI GESU'
Il culto al S. Cuor di Gesù si riassume in queste poche parole: « Dio vuol regnare per
mezzo dell'amore, amore che si è reso tangibile e sofferente in Cristo suo Figlio; e desi-
dera che ciascuno di noi gli risponda e con l'amore e con la riparazione.

TRIDUO
I Giorno
Ti adoro, Dio nascosto, che sei presente sotto i segni sacramentali dell'Ostia consacrata.
Il mio cuore si apre totalmente a te nella confidenza, nell'amore e nella disponibilità ad
accogliere i tuoi doni.
Sei qui presente, o Gesù, con la tua divinità: perché sei della stessa natura, potenza e
gloria dell'eterno Padre: come lui, tutto penetri in tutti i luoghi con la tua immensità: in
te tutto vive, tutto si muove, tutto esiste.
Sei presente anche con la tua natura umana: sei qui tra noi nel sacramento
dell'Eucaristia con il tuo corpo, la tua anima, il tuo Cuore d'Uomo.
Tu che nascesti dalla Vergine Maria: che hai vissuto un'esistenza umana con le sue ore
grandi e piccole, con le sue gioie e le sue lagrime, con la sua lunga e grigia monotonia
d'ogni giorno e i suoi momenti decisivi.
Tu sei qui con il tuo corpo risuscitato e trasfigurato dalla gloria di Dio. Sei 1'Emmanuele
- Dio-con-noi.
Io non vedo nulla, è vero; ma l'occhio della fede ti vede presente in mezzo a noi. Il mio
orecchio non ti sente, ma l'udito della fede percepisce quel canto sublime di lode, che tu,
sommo Sacerdote e Mediatore di tutti gli uomini, perennemente rivolgi all'eterno Padre.
Riconosco che l'Eucaristia è un mistero fiorito dal tuo infinito amore per noi. Ora, il tuo
corpo non soffre più, perché impassibile; il tuo Cuore e la tua Anima non agonizzano
più, perché sono nel pieno possesso della beatitudine eterna; ma il tuo sacrificio si
rinnova incessantemente sui nostri altari.
Il turbine dell'odio ancora imperversa contro di te: la raffica delle bestemmie ancora ti
ferisce nel tuo corpo mistico: l'onda fangosa degl'improperi non cessa: il tradimento e
l'abbandono di anime a te consacrate prosegue tuttora...
La tua passione, o Gesù, perdura senza alcuna interruzione, per quanto dipende dalla
perfidia umana.
Fui, forse, anch'io tra i carnefici del tuo Cuore?...
Gesù, pietà di me! misericordia! Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi
pietà di me e di tutti gli uomini da te redenti.
II Giorno
Gesù offrendoci il suo Cuore ha manifestato il desiderio che le anime vengano a
riposarsi e a ritemprare le loro forze da lui, e precisamente ai piedi del suo
tabernacolo.
Gesù c'invita: « Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò r
(Mt. 11, 28).
Signore, non chiedermi di parlarti molto, perché sono tanto povero di fede e di amore
verso di te, nonostante che io ti conosca da anni e ti riceva spesso!...
Degnati, però, di accogliermi e di poter rimanere con te, in silenziosa adorazione, come
la Maddalena estasiata ai tuoi piedi.
Plasma il mio cuore alla contemplazione del tuo Cuore divino, fornace di amore, di
bontà e di misericordia: fa' che io possa approfittare di questi giorni di preparazione alla
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tua festa - in cui mi sento più vicino a te - per entrare sempre più nell'intimo della tua
Divinità, e arricchirmi così della tua infinita carità.
Fa', o Signore, che il tempo della mia preghiera sia un tempo di donazione gioiosa e
totale. Che, nell'aridità, nelle prove, il mio fervore di volontà non venga mai meno; ma,
perseverando nel rimanere unito a te, ti possa offrire il sacrificio - l'unico che mi è
consentito - quello cioè della mia impotenza ad amarti come vorrei.
Attira nel tuo Cuore la mia anima, troppo agitata dalle preoccupazioni di questo mondo,
e dònami l'equilibrio, la sapienza, la grazia del tuo Santo Spirito da non perder di vista -
tra le gioie e sofferenze della vita presente - le grandi eterne realtà del tuo Regno. Amen.
ALCUNE INVOCAZIONI:
- Cuor di Gesù, che io ti sia sempre fedele.
- Cuor di Gesù, insegnami a vivere santamente.
- Cuor di Gesù, che io partecipi della tua amabilità.
- Cuor di Gesù, sovrabbondi in me la tua misericordia e il tuo amore.
- Cuor di Gesù, dònami serenità e pace.
III Giorno
Solo dal Cuore di Cristo possiamo imparare come e quanto dobbiamo amare Dio e i
fratelli.
- C'è chi mi attende; c'è chi mi ama; c'è chi mi salva: è Gesù!... specialmente
nell'Eucaristia.
Signore Gesù dal Cuore trafitto, aiutami a camminare verso il tuo Cuore, che vuol essere
l'asilo d'ogni credente.
Sei venuto nel mondo per insegnarci ad amare il tuo Padre celeste e tutti gli uomini
nostri fratelli.
Illumina la mia intelligenza e stimola la mia volontà a comprendere sempre di più, dal
tuo Vangelo, questo amore che hai praticato in tutta la tua vita terrena.
Che io mediti con serietà le tue parole, i tuoi sentimenti e i tuoi esempi che fanno di te il
« Maestro buono ».
Che io penetri nel tuo Cuore per riposarmi e rivestirmi della tua bontà e del tuo amore
per tutti.
Prendimi, o Cuor di Gesù, in tutto ciò che sono, e fa' di me un messaggero del tuo amore
nella famiglia, nell'ambiente di lavoro e delle amicizie, e dovunque.
Cuor di Gesù, il cui amore supera ogni divisione, ristabilisci l'unione dei cuori divisi:
unisci a te le nostre anime così povere di generosità.
Io ti offro il sincero dolore delle mie colpe, e tu dònami la benevolenza del tuo perdono.
Con il tuo perdono dònami un accrescimento di amore per te e per tutti gli uomini, miei
fratelli.
Che ogni mia colpa - sia pur leggera - diventi occasione per rifugiarmi subito nel tuo
Cuore e sentir la gioia della tua bontà che perdona.

GIORNO DELLA FESTA


« Ti chiedo che il primo venerdì dopo l'ottava del "Corpus Domini", venga dedicata una
festa speciale per onorare il mio Cuore » (Gesù a S. Margherita M. Alacoque). Questa
solennità è uno dei più significativi inviti liturgici alla meditazione e contemplazione di
DIO AMORE.
Ora Dio attende, mediante il Cuore di Gesù, una nostra risposta dì « amore », che si
concretizza nella osservanza del grande comandamento: Ama Dio e ama i fratelli.
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CUORE SQUARCIATO E CIRCONDATO DI SPINE


Il tuo Cuore, o Gesù, squarciato dalla lancia, è il simbolo del tuo sacrificio di redenzione
e di salvezza di tutti gli uomini.
Tu ci hai « amati e hai dato te stesso per noi, offrendoti a Dio in sacrificio di soave odore
» (Ef. V, 2).
Il tuo Cuore è un invito alle anime deluse dalla vita, bisognose di perdono, assetate di
perfezione: « Venite a me – tu sotto ogni cielo, per rinnovare l'Ultima Cena con voi.
Qui, perennemente vittima per l'umanità perennemente peccatrice.
Il tuo Cuore fu visibilmente ferito, perché noi comprendessimo le ferite del tuo amore
invisibile.
Chi non vorrà, o Signore, ricambiare il tuo amore, e scegliere nel tuo Cuore il suo
rifugio, il suo riposo, la sua salvezza?
Accetta la mia adorazione e la mia riconoscenza al tuo Cuore squarciato di amore per me
peccatore.

L'INNO DI GRAZIE
Al termine della giornata, in cui si è celebrata la festa del tuo sacratissimo Cuore, o
Gesù, desidero cantare il mio « grazie ».
Grazie, o Gesù, per il dono del tuo Cuore, segno e simbolo del tuo infinito amore. Grazie
per l'amore con cui silenziosamente e instancabilmente mi segui nei giorni della mia vita
terrena: per i doni di cui mi ricolmi, per la sollecitudine con cui vuoi arricchirmi della
tua vita divina.
Grazie per avermi chiamato, in queste sere, alla tua Chiesa, al tuo tabernacolo, dove ho
riscoperto le meraviglie del tuo amore, e, tra queste meraviglie, il mistero dolcissimo
della tua reale presenza sotto i segni dell'Ostia consacrata.
Grazie per la perseverante pazienza che mai è venuta meno di fronte alla mia in-
differenza, alla mia apatia...
Grazie per l'avvenire sempre migliore che tu mi prepari: per la bontà sempre più grande
che mi offri: per il cielo a cui mi chiami con gli accenti più persuasivi.
Grazie per il tuo Cuore trafitto, in cui ognuno di noi può entrare a godere la pienezza del
tuo amore divino. Grazie, o Signore, grazie in eterno!
« O Dio, fonte di ogni bene, che nel Cuore del tuo Figlio ci hai aperto i tesori del tuo
amore, fa' che rendendogli l'omaggio della nostra fede, adempiamo anche il dovere di
una giusta riparazione ».
Per Cristo nostro Signore. Amen. (Dalla Liturgia).

CONSACRAZIONE COMUNITARIA DELLE FAMIGLIE AL S. CUOR DI GESU'


Essa deve riaffermare pubblicamente: la fedeltà delle famiglie al Vangelo; l'impegno a
promuovere la personalità umano-cristiana dei singoli componenti in seno alla stessa
famiglia, soprattutto dei figli; e la loro disponibilità ad aprirsi « evangelicamente n alla
vita sociale, a confronto col vertiginoso mondo d'oggi.
(da rinnovare ogni anno in Chiesa nella solennità del S. Cuore)

PREGHIERA ALTERNATA TRA DUE GENITORI E I FEDELI (M.O. )


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Genitori - Cuor di Gesù, il riunirci annualmente qui dinanzi alla tua presenza eucaristica
è una festa per noi. Perché le nostre famiglie si sentono già di far parte dell'interminabile
famiglia dei santi, ora in cielo. Difatti, siamo figli del tuo Padre celeste e tuoi fratelli:
- predestinati sin d'ora al tuo regno che non avrà mai fine;
- partecipi, perfino, del tuo sacerdozio e della tua missione profetica ossia
evangelizzatrice;
- chiamati quindi a promuovere comunione di vita e di amore a livello - per quanto è
possibile - della tua stessa famiglia di Nazaret. Acclamiamo:
Fedeli - Gloria a Cristo venuto nel mondo per la nostra salvezza! Gloria a Cristo che
illumina e guida i figli di Dio!
Genitori - Cuor di Gesù, accresci la nostra fede nell'apprezzare sommamente i nostri
figli: essi sono un segno del tuo amore che, attraverso di noi, si effonde su di loro.
Tu, o Signore, ti fidi di noi! Metti nelle nostre mani una « creta » preziosissima, in cui
rifulge, sin dai primi giorni della sua formazione, l'immagine di Dio, e che si prepara ad
esser calice per accogliere, nel battesimo, le ricchezze della tua redenzione. A noi,
genitori, la grande dignità di partecipare con te: plasmarli « altrettanti Gesù! ». E' questo
il progetto che tuo Padre presenta ad ogni famiglia. Acclamiamo:
Si potrebbe distribuire un'immagine-ricordo del S. Cuore.
Non si dimentichi la consacrazione delle singole famiglie al S. Cuore.

L'ATTO DI RIPARAZIONE AL CUORE DI GESU'


« Gesù dolcissimo, il cui immenso amore per gli uomini viene con tanta ingratitudine
ripagato di oblio, di trascuratezza, di disprezzo, ecco che noi prostrati innanzi a te,
intendiamo riparare con particolari attestazioni di onore una così indegna freddezza e le
ingiurie con le quali da ogni parte viene ferito dagli uomini 1'amantissimo tuo Cuore.
« Memori però che noi pure altre volte ci macchiammo di tanta indegnità, e provandone
vivissimo dolore, imploriamo anzitutto per noi la tua misericordia, pronti a riparare con
la volontaria espiazione, non solo i peccati commessi da noi, ma anche quelli di coloro
che, errando lontano dalla via della salute, ricusano di seguire te come pastore e guida,
ostinandosi nella loro infedeltà, o calpestando le promesse del Battesimo, hanno scosso
il soavissimo giogo della tua legge.
« E mentre intendiamo espiare tutto il cumulo di sì deplorevoli delitti, ci proponiamo di
ripararli ciascuno in particolare: l'immodestia e le brutture della vita e del-
l'abbigliamento, le tante insidie tese dalla corruttela alle anime innocenti, la profa-
nazione dei giorni festivi, le ingiurie esecrande scagliate contro te e i tuoi Santi, gli
insulti lanciati contro il tuo Vicario e l'ordine sacerdotale, le negligenze e gli orribili
sacrilegi onde è profanato lo stesso sacramento dell'amore divino, e infine le colpe
pubbliche delle nazioni che osteggiano i diritti e il magistero della Chiesa da te fondata.
« Ed oh! potessimo noi lavare col nostro sangue questi affronti!
Intanto come riparazione dell'onore divino conculcato, noi ti presentiamo, -
accompagnandola con le espiazioni della Vergine tua Madre, di tutti i Santi e delle
anime pie - quella soddisfazione che tu stesso un giorno offristi sulla croce al Padre e
che ogni giorno rinnovi sugli altari: promettendo con tutto il cuore di voler riparare, per
quanto sarà in noi e con l'aiuto della tua grazia, i peccati commessi da noi e dagli altri e
l'indifferenza verso sì grande amore, con la fermezza della fede, l'innocenza della vita,
l'osservanza perfetta della legge evangelica, specialmente della carità, e di impedire inol-
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tre con tutte le nostre forze le ingiurie contro di te, e di attrarre quanti più potremo alla
tua sequela.
« Accogli, te ne preghiamo, o benignissimo Gesù, per l'intercessione della beata Vergine
Maria Riparatrice, questo volontario ossequio di riparazione, e conservaci fedelissimi
nella tua obbedienza e nel tuo servizio fino alla morte con il gran dono della
perseveranza, mediante il quale possiamo tutti un giorno pervenire a quella patria, dove
tu col Padre e con lo Spirito Santo vivi e regni per tutti i secoli dei secoli. Amen ».
(Si concede l'indulgenza parziale al fedele che lo recita piamente; plenaria, se viene
recitato pubblicamente nella festa del Sacro Cuor di Gesù).

UNA PROMESSA DA RAVVIVARE


(in questo giorno prima di chiuderlo). Aiutami a far pace con tutti, non appena tu vedi
che io mi trovi in discussioni o litigi...
Non permettere mai che io abbia a vendicarmi, a covar rancore o risentimenti.
Insegnami la via migliore per stabilire rapporti di cordiale e santa amicizia con tutti,
indistintamente.
Ispirami modi gentili e delicati, capaci nel saper trovare sempre motivi di accordo.
Rendimi generoso nel saper dimenticar subito i torti ricevuti; e rispondere con una carica
di amore agli urti e, perfino, alle violenze che dividono gli uomini.
Signore, che riconosci tuoi veri fratelli coloro che lavorano per la pace, dona ad essi la
perseveranza e la gioia di vincere l'odio con l'amore. Sia così.
Gesù ci ama come il Padre lo ama; noi dobbiamo fare altrettanto con tutti.
Gesù è segno di contraddizione; noi - se veri suoi discepoli - lo siamo altrettanto.
Gesù perdona sempre; noi dobbiamo fare altrettanto con gli uomini.
Il culto al Sacro Cuor di Gesù è 1a strada maestra che si snoda dinanzi a ogni credente
per percorrerla.
Non basta che si dica: « Ha un cuore d'oro »... ma bisogna dire: « Ha il cuore di Cristo ».

LITURGIA DELLA MESSA DELLA SOLENNITA' DEL S. CUOR DI GESU'


(Venerdì della terza settimana dopo Pentecoste)
« La celebrazione del sacrificio eucaristico (S. Messa) sia il centro e il culmine di tutta la
vita della comunità cristiana » (« Christus Dominus » n. 30/2).
Perché i fedeli: « Partecipando al sacrificio eucaristico, fonte e apice di tutta la vita
cristiana, offrono a Dio la vittima divina e se stessi con essa » (L.G. n. 11).
«Nella santissima Eucaristia è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè Cristo
stesso, nostra pasqua e pane vivo che, mediante la sua carne vivificata dallo Spirito
Santo e vivificante, dà vita agli uomini i quali sono in tal modo invitati e indotti a offrire
assieme a lui se stessi, le proprie fatiche e tutte le cose create» (M.O. n. 5).
« Nel sacrificio della Messa preghiamo il Signore, che «accettata l'offerta del sacrificio
spirituale», faccia di noi stessi un'offerta eterna a lui» (S.C. n. 12).

LA SATA MESSA
La Liturgia presenta tre Messe, distribuite negli anni A, B, C.
Si riportano tutt'e tre gli schemi, che potranno servire - ora l'uno e ora l'altro - anche
nella celebrazione della Messa votiva del primo venerdì del mese.
62
Questa solennità non ha come oggetto un avvenimento particolare della storia della
salvezza, ma richiama piuttosto la nostra attenzione sulla salvezza stessa, che nel corpo
umano di Cristo batte al ritmo dell'amore di Dio.
La devozione al Sacro Cuore dovrebbe diventare la sintesi della nostra vita di discepoli,
innestandoci, in Gesù, nell'amore.

ANNO A
Da dove viene il privilegio dei piccoli? Unicamente dalla bontà del tutto gratuita di Dio.
Dio li preferisce e basta. Il suo Cuore, più ancora di quello dell'uomo, ha delle ragioni
che la ragione umana non comprende pienamente...

ANTIFONA D'INGRESSO
« Di generazione in generazione durano i pensieri del suo cuore, per salvare dalla morte
i suoi figli, e nutrirli in tempo di fame ».

INNO DI LODE
(si omette nella Messa votiva) C. - Gloria Dio nell'alto dei cieli...
A. - ... e pac in terra agli uomini di buona volontà. / Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti
adoriamo, ti glorifichiamo, / ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, / Signore Dio,
Re del cielo, Dio Padre onnipotente. / Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, / Signore
Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, / tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di
noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; / tu che siedi alla destra
del Padre, abbi pietà di noi. / Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, / tu solo l'Al-
tissimo, / Gesù Cristo, con la Spirito Santo / nella gloria di Dio Padre. Amen.

COLLETTA
O Padre, che nel Cuore del tuo dilettissimo Figlio ci dài la gioia di celebrare le grandi
opere del tuo amore per noi, fa' che da questa fonte inesauribile attingiamo l'abbondanza
dei tuoi doni. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
oppure
O Dio, fonte di ogni bene, che nel Cuore del tuo Figlio ci hai aperto i tesori infiniti del
tuo amore, fa' che rendendogli l'omaggio della nostra fede adempiamo anche al dovere
di una giusta riparazione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
oppure
Dio grande e fedele, che hai fatto conoscere ai piccoli il mistero insondabile del Cuore di
Cristo, formaci alla scuola del tuo Spirito, perché nella fede del tuo Figlio che ha
condiviso la nostra debolezza per farci eredi della tua gloria, sappiamo accoglierci gli
uni gli altri con animo mite e generoso, e rimanere in te che sei l'amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA
Dio è più grande del nostro cuore. Ci capita spesso di attribuire a Dio le ristrettezze del
nostro cuore. Siamo incapaci di concepire un amore che sia puro dono, pura misericor-
dia. Il Signore risvegli nel nostro cuore un amore che sia un'eco del suo, e si traduca in
opere efficaci per l'avvento del suo Regno.
Dal Libro del Deuteronomio (Dt. 7, 6-11)
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Mosè parlò al popolo dicendo: « Tu sei un popolo consacrato al Signore tuo Dio; il
Signore tuo Dio ti ha scelto per essere il suo popolo privilegiato fra tutti i popoli che
sono sulla terra.
Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti, non perché siete più numerosi di tutti gli altri
popoli - siete infatti il più piccolo di tutti gli altri popoli - ma perché il Signore vi ama e
perché ha voluto mantenere il giuramento fatto ai vostri padri: il Signore vi ha fatti
uscire con mano potente e vi ha riscattati liberandovi dalla condizione servile, dalla
mano del faraone, re d'Egitto.
Riconoscete dunque che il Signore vostro Dio è Dio, il Dio fedele, che mantiene la sua
alleanza e benevolenza per mille generazioni con coloro che lo amano e osservano i suoi
comandamenti; ma ripaga nella loro persona coloro che lo odiano, facendoli perire; non
concede una dilazione a chi lo odia, ma nella sua stessa persona lo ripaga.
Osserverai dunque i comandi, le leggi e le norme che oggi ti dò, mettendole in pratica ».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE
Benedici il Signore, anima mia, quanto è in me benedica il suo santo nome. Il Signore è
buono e grande nell'amore.
Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tanti suoi benefici. Il Signore è buono e
grande nell'amore.
Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue malattie; salva dalla fossa la tua vita,
ti corona di grazia e di misericordia. Il Signore è buono e grande nell'amore.
Il Signore agisce con giustizia e con diritto verso tutti gli oppressi. Ha rivelato a Mosè le
sue vie, ai figli d'Israele le sue opere. Il Signore è buono e grande nell'amore.
Buono e pietoso è il Signore, lento all'ira e grande nell'amore.
Non ci tratta secondo i nostri peccati, non ci ripaga secondo le nostre colpe.

SECONDA LETTURA (1a Gv. 4,7-16)


L'amore cristiano ha due dimensioni.
Dio non ci ha amato solo perché noi lo riamiamo, ma perché impariamo da lui anche ad
amarci gli uni gli altri. Occorre ricevere il suo amore e farlo traboccare sugli uomini
nostri fratelli.
Non ci allontaniamo da Dio quando andiamo tra gli uomini; è lui stesso che ci spinge
verso di loro.
Dalla prima lettera di S. Giovanni Apostolo Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché
l'amore è da Dio; chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha
conosciuto Dio, perché Dio è Amore.
In questo si è manifestato l'amore di Dio: Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel
mondo, perché noi avessimo la vita per lui.
In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha
mandato suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.
Carissimi, se Dio ci ha amati, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai
ha visto Dio: se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in
noi.
Da questo si conosce che noi ci riamiamo in lui ed egli in noi: egli ci ha fatto dono del
suo Spirito. E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo
Figlio come salvatore del mondo.
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Chiunque riconosce che Gesù è il Figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio.
Noi abbiamo riconosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi.
Dio è amore: chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO
Alleluia, alleluia.
Prendete il mio giogo su di voi, dice il Signore, e imparate da me che sono mite e umile
di cuore. Alleluia

VANGELO (Mt. 11, 25-30).


Gesù sceglie quali suoi discepoli gli umili e i poveri; egli stesso si fece umile e povero.
Dal Vanbelo secondo S. Matteo In quel tempo, Gesù disse: « Ti benedico, o Padre,
Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascosto queste cose ai sapienti e agli
intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te.
Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno
conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.
Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi ristorerò. Prendete il mio
giogo sopra di voi e imparate da me che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro
per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero.
Parola del Signore.

PROFESSIONE DI FEDE (in piedi)


(si omette nella Messa votiva)
C. - Credo in un solo Dio...
A. - ... Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, / di tutte le cose visibili e
invisibili. / Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, / unigenito Figlio di Dio, nato dal
Padre prima di tutti i secoli: / Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, /
generato, non creato, / della stessa sostanza del Padre; / per mezzo di lui tutte le cose
sono state create. / Per noi uomini e per la nostra salvezza / discese dal cielo, (inchinati)
e per opera dello Spirito Santo / si è incarnato nel seno della Vergine Maria / e si è fatto
uomo. / Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, / morì e fu sepolto. / Il terzo giorno è
risuscitato, secondo le Scritture, / è salito al cielo, siede alla destra del Padre. / E di
nuovo verrà, nella gloria, / per giudicare i vivi e i morti, / e il suo regno non avrà fine. /
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, / e procede dal Padre e dal Figlio. /
Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, / e ha parlato per mezzo dei profeti. /
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. / Professo un solo battesimo per il
perdono dei peccati. / Aspetto la risurrezione dei morti / e la vita del mondo che verrà.
Amen.

INTENZIONI DI PREGHIERA
Cel. - Rivolgiamo ora la nostra preghiera a Dio, Padre misericordioso, che nel Cuore di
Cristo suo Figlio ci dà la gioia di celebrare le grandi opere del suo amore.
Let. Diciamo insieme: Ascoltaci, Signore.
Let. Per la Chiesa di Dio, nata dal costato di Cristo, perché abbia il coraggio di credere e
di vivere l'amore fino al dono totale di sé per la vita del mondo, preghiamo: Ascoltaci,
Signore.
65
Let. Per gli uomini del nostro tempo, perché nel cuore aperto del Redentore sappiano
vedere un invito all'amore gratuito e un segno di speranza per tutti, preghiamo:
Ascoltaci, Signore.
Let. Per noi qui riuniti, che guardiamo con gioia e gratitudine al mistero di Gesù mite e
umile di cuore, perché egli stesso, con la sua grazia, renda il nostro cuore simile al suo,
preghiamo: Ascoltaci, Signore.
Cel. O Dio, che hai dato al tuo popolo la legge dell'amore, fa' che impariamo da Cristo,
fattosi « pane » di bontà, la mitezza e l'umiltà con i nostri fratelli. Te lo chiediamo per
Gesù Cristo nostro Signore. Amen.

PREGHIERA SULLE OFFERTE


Guarda. o Padre, all'immensa carità del tuo Figlio, perché la nostra offerta sia a te
gradita e ci ottenga il perdono di tutti i peccati. Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO
E' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie
sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo
nostro Signore.
Innalzato sulla croce, nel suo amore senza limiti donò la vita per noi, dalla ferita del suo
fianco effuse sangue e acqua, simbolo dei sacramenti della Chiesa, perché tutti gli
uomini, attirati al Cuore del Salvatore, attingessero con gioia alla fonte perenne della
salvezza.
Per questo mistero, uniti agli angeli e ai santi proclamiamo senza fine la tua gloria:
Santo, Santo...
Antifona alla comunione (Mt. 11,29).
«Imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre
anime».
oppure (Gv. 19, 34)
Un soldato gli trafisse il costato con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.

ORAZIONE DOPO LA COMUNIONE


Questo sacramento del tuo amore, o Padre, ci attiri verso il Cristo, tuo Figlio, perché,
animati dalla stessa carità, sappiamo riconoscerlo nei nostri fratelli. Per Cristo nostro
Signore. Amen.

ANNO B
Sul Calvario, Gesù - che è il « vero Agnello di Dio » - è stato immolato per liberare gli
uomini dalla schiavitù dell'odio, del male, del peccato.
E' l'amore che trionfa, che «si apre » (il cuore trafitto ne è simbolo) per riversare sugli
uomini le fonti della grazia divina (il sangue e l'acqua, simbolo dei sacramenti); e
finalmente gli uomini vedranno e capiranno di quale amore Dio li ha amati.
La celebrazione odierna è una esaltazione dell'Amore di Dio che si è manifestato
pienamente nel Cuore del suo diletto Figlio, Gesù Cristo.

ANTIFONA D'INGRESSO
Di generazione in generazione durano i pensieri del suo Cuore, per salvare dalla morte i
suoi figli e nutrirli in tempo di fame.
66

INNO DI LODE
(si omette nella Messa votiva) C. - Gloria Dio nell'alto dei cieli...
A. - ... e pac in terra agli uomini di buona volontà. / Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti
adoriamo, ti glorifichiamo, / ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, / Signore Dio,
Re del cielo, Dio Padre onnipotente. / Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, / Signore
Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, / tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di
noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; / tu che siedi alla destra
del Padre, abbi pietà di noi. / Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, / tu solo l'Al-
tissimo, / Gesù Cristo, con la Spirito Santo / nella gloria di Dio Padre. Amen.

COLLETTA
Padre d'infinita bontà e tenerezza, che mai ti stanchi di sostenere i tuoi figli e di nutrirli
con la tua mano, donaci di attingere dal Cuore di Cristo trafitto sulla croce la sublime
conoscenza del tuo amore, perché rinnovati con la forza dello Spirito portiamo a tutti gli
uomini le ricchezze della redenzione. Per il nostro Signore Gesù Cristo che...
oppure (v. pag. 247).

Prima Lettura (Os. 11, 1-34/8c. 9)


L'amore di Dio per Israele vien descritto con l'immagine di un padre che nutre, guida e
ama il proprio figlio. Questo amore è così grande che, nonostante Israele se ne sia reso
indegno, Dio non vuole la punizione, ma la misericordia.
Dal libro del profeta Osèa.
Quando Israele era giovinetto, io l'ho amato e dall'Egitto ho chiamato mio figlio.
Ad Efraim io insegnavo a camminare tenendolo per mano, ma essi non compresero che
avevo cura di loro. Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d'amore; ero per loro
come chi solleva un bimbo alla sua guancia; mi chinavo su di lui per dargli da mangiare.
Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione. Non darò
sfogo all'ardore della mia ira, non tornerò a distruggere Efraim, perché sono Dio e non
uomo; sono il Santo in mezzo a te e non verrò nella mia ira. Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (IS. 12, 2; 4 ed, 5-6)


Ecco, Dio è la mia salvezza; io confiderò, non avrò mai timore, perché mia forza e mio
canto è il Si[gnore; egli è stato la mia salvezza. Attingeremo con gioia alle sorgenti
della salvezza.
Lodate il Signore, invocate il suo nome; manifestate tra i popoli le sue -mera[viglie;
proclamate che il suo nome è sublime. Attingeremo con gioia alle sorgenti della
salvezza.
Cantate inni al Signore, perché ha fatto opere grandi, ciò sia noto in tutta la terra. Gridate
giulivi ed esultate, abitanti di [Sion, perché grande in mezzo a voi è il Santo d'Israele.
Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza.

SECONDA LETTURA (Ef. 3, H-12-14-19)


Paolo intende testimoniare ai cristiani di Efeso la ricchezza che è loro toccata
conoscendo il Cristo. Ma solo il Padre può darne una conoscenza profonda a noi suoi
figli, per mezzo dello Spirito.
67
Per comprendere, in tutta la sua vastità, l'amore di Cristo è necessario, pertanto, la forza
che ci viene dallo Spirito e il dono della fede e della carità.
Dalla lettera di S. Paolo agli E f esini Fratelli, a me, che sono l'infimo fra tutti i santi, è
stata concessa questa grazia di annunziare ai Gentili le imperscrutabili ricchezze di
Cristo, e di far risplendere agli occhi di tutti qual è l'adempimento del mistero nascosto
da secoli nella mente di Dio, creatore dell'universo, perché sia manifestata ora nel cielo,
per mezzo della chiesa, ai principati e alle potestà la multiforme sapienza di Dio,
secondo il disegno eterno che ha attuato in Cristo Gesù nostro Signore, il quale ci dà il
coraggio di avvicinarci in piena fiducia a Dio per la fede in lui.
Per questo, dico, io piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ogni paternità nei cieli
e sulla terra prende nome, perché vi conceda, secondo la ricchezza della sua gloria, di
essere potentemente rafforzati dal suo Spirito nell'uomo interiore. Che il Cristo abiti per
la fede nei vostri cuori e così, radicati e fondati nella carità, siate in grado di
comprendere con tutti i santi quale sia l'ampiezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità,
e conoscere l'amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta
la pienezza di Dio.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (Mt. 11, 29)


Alleluia, alleluia.
Dio ci ha amati per primo, e ha mandato suo Figlio
come vittima d'espiazione per i nostri peccati.
Alleluia.

VANGELO (Gv. 19,31-37)


La morte di Gesù sulla croce non rappresenta una fine o una sconfitta, ma l'esaltazione
suprema di Cristo; e la croce è vista come un trono regale, un segno di vittoria.
Molti Padri han visto nell'acqua il simbolo del battesimo e nel sangue quello
dell'eucaristia. Nei due sacramenti poi essi hanno scorto il segno della Chiesa la quale,
come nuova Eva, è nata dal costato di Cristo.
Dal Vangelo secondo S. Giovanni.
Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante
il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro
spezzate le gambe e fossero portati via.
Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era stato
crocifisso insieme con lui. Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non gli
spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il costato con la lancia e subito ne uscì
sangue e acqua.
Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera ed egli sa che dice il vero,
perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si adempisse la Scrittura: «
Non gli sarà spezzato alcun osso ». E un altro passo della Scrittura dice ancora: «
Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto ». Parola del Signore.

PROFESSIONE DI FEDE (in piedi)


(si omette nella Messa votiva)
C. - Credo in un solo Dio...
68
A. - ... Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, / di tutte le cose visibili e
invisibili. / Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, / unigenito Figlio di Dio, nato dal
Padre prima di tutti i secoli: / Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, /
generato, non creato, / della stessa sostanza del Padre; / per mezzo di lui tutte le cose
sono state create. / Per noi uomini e per la nostra salvezza / discese dal cielo, (inchinati)
e per opera dello Spirito Santo / si è incarnato nel seno della Vergine Maria / e si è fatto
uomo. / Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, / morì e fu sepolto. / Il terzo giorno è
risuscitato, secondo le Scritture, / è salito al cielo, siede alla destra del Padre. / E di
nuovo verrà, nella gloria, / per giudicare i vivi e i morti, / e il suo regno non avrà fine. /
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, / e procede dal Padre e dal Figlio. /
Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, / e ha parlato per mezzo dei profeti. /
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. / Professo un solo battesimo per il
perdono dei peccati. / Aspetto la risurrezione dei morti / e la vita del mondo che verrà.
Amen.

INTENZIONI DI PREGHIERA
Cel. - Dio Padre ha voluto che il suo unico Figlio sulla croce fosse trafitto per noi dalla
lancia del soldato. Preghiamo Gesù perché dal suo Cuore aperto effonda su tutti gli
uomini la sua grazia e la sua misericordia.
Let. - Preghiamo: Ascoltaci, Signore.
- Perché tutti gli uomini sappiano vedere nel Cuore aperto di Cristo il simbolo con il
quale il Padre ha tanto amato il mondo da dare il suo unigenito Figlio, preghiamo:
Ascoltaci, Signore.
- Perché tutti gli uomini riconoscano nella Chiesa, nata dal costato di Cristo, la sorgente
perenne di vita e di salvezza, preghiamo: Ascoltaci, Signore.
- Perché tutte le mamme sappiano accogliere e rispettare la vita come dono di Dio, ed
educhino i loro figli fin da piccoli a praticare la generosità verso i fratelli, preghiamo.
Ascoltaci, Signore.
- Perché tutti i battezzati attingano con gioia alla sorgente della salvezza, partecipando
coscientemente, pienamente e attivamente ai sacramenti e in particolare all'Eucaristia,
preghiamo: Ascoltaci, Signore.
Cel. - Padre santo, concedi a noi di essere potentemente rinvigoriti dal tuo Spirito
nell'uomo interiore e di conoscere profondamente l'amore di Gesù, tuo Figlio e nostro
Signore che vive e regna nei secoli dei secoli.

PREGHIERA SULLE OFFERTE


Guarda, o Padre, all'immensa carità del Cuore del tuo Figlio, perché la nostra
offerta sia un sacrificio a te gradito e ci ottenga il perdono di tutti i peccati. Per Cristo
nostro Signore.

PREFAZIO
E' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie
sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo
nostro Signore.
Innalzato sulla croce, nel suo amore senza limiti donò la vita per noi, dalla ferita del suo
fianco effuse sangue e acqua, simbolo dei sacramenti della Chiesa, perché tutti gli
69
uomini, attirati al Cuore del Salvatore, attingessero con gioia alla fonte perenne della
salvezza.
Per questo mistero, uniti agli angeli e ai santi proclamiamo senza fine la tua gloria:
Santo, Santo...
Antifona alla comunione (Mt. 11,29).
«Imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre
anime».
oppure (Gv. 19, 34)
Un soldato gli trafisse il costato con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE


Dice il Signore: « Chi ha sete, venga a me e beva; chi crede in me, sgorgheranno da lui
fiumi d'acqua viva » (Giov. 7,37-38).
oppure
« Un soldato gli trafisse il costato con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua » (Giov.
19, 34).
(Ez. 34, 11-16)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE


Questo sacramento del tuo amore, o Padre, ci attiri verso il Cristo. tuo Figlio, perché,
animati dalla sua stessa carità, sappiamo riconoscerlo nei nostri fratelli. Per Cristo nostro
Signore.

ANNO C
Dio cerca con amore gli smarriti, i peccatori.
In Gesù Cristo Dio ha assunto tutta la sofferenza del mondo, e il suo Cuore, più grande
di tutte le nostre sventure, palpita veramente per la sorte dei peccatori. Dio fa festa per
un peccatore che si converte, più che per molti giusti che non hanno bisogno di
convertirsi.
Dobbiamo chiedere a noi stessi quale premura abbiamo di riavvicinare chi ci ha offeso,
di stringere la mano che ci ha fatto del male, di riabbracciare come amico chi ci ha
tradito.

ANTIFONA D'INGRESSO (Sal. 32,11-19)


Di generazione in generazione durano i [pensieri del suo Cuore, per salvare dalla morte i
suoi figli e [nutrirli in tempo di fame.

INNO DI LODE
(si omette nella Messa votiva) C. - Gloria Dio nell'alto dei cieli...
A. - ... e pac in terra agli uomini di buona volontà. / Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti
adoriamo, ti glorifichiamo, / ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, / Signore Dio,
Re del cielo, Dio Padre onnipotente. / Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, / Signore
Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, / tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di
noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; / tu che siedi alla destra
del Padre, abbi pietà di noi. / Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, / tu solo l'Al-
tissimo, / Gesù Cristo, con la Spirito Santo / nella gloria di Dio Padre. Amen.
70
COLLETTA
O Padre, che nel Cuore del tuo dilettissimo Figlio ci dài la gioia di celebrare le grandi
opere del suo amore per noi, fa' che da questa fonte inesauribile attingiamo l'abbondanza
dei tuoi doni. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio...
oppure
O Dio pastore buono, che manifesti la tua onnipotenza nel perdono e nella compassione,
raduna i popoli dispersi nella notte che avvolge il mondo, e ristòrali al torrente della
grazia che sgorga dal Cuore del tuo Figlio, perché sia festa grande nell'assemblea dei
santi sulla terra e nel cielo. Per il nostro Signore Gesù Cristo... PRIMA LETTURA (Ez.
34,11-16).
Ezechiele rimprovera ai pastori - re e capi laici del popolo - i loro crimini, e poi
annuncia che Dio sarà pastore del suo popolo.
Dio riprenderà in mano la situazione, veglierà sui malati, curerà i feriti, allontanerà i
pastori incapaci. Egli è il buon pastore: per lui una sola pecora ferita vale più di 99
pecore sane.
Dal libro del profeta Ezechiele
Così dice il Signore Dio: « Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura. Come
un pastore passa in rassegna il suo gregge, quando si trova in mezzo alle sue pecore che
eran state disperse, così io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i
luoghi, dove erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine.
Le ritirerò dai popoli e le radunerò da tutte le regioni. Le ricondurrò nella loro terra e le
farò pascolare sui monti d'Israele, nelle valli e in tutte le praterie della regione.
Le condurrò in ottime pasture e il loro ovile sarà sui monti d'Israele; là riposeranno in un
buon ovile e avranno rigogliosi pascoli sui monti d'Israele.
Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare. Oracolo del Signore
Dio.
Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all'ovile quella smarrita; fascerò quella
ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Sal. 22,2-3; 4, 5-6)


- Su pascoli erbosi il Signore mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome. Il Signore è il
mio pastore: non manco di nulla.
- Se dovessi camminare in una valle oscura non temerei alcun male, perché tu [sei con
me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza. Il Signore è il mio pastore: non
manco di nulla.
- Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici; cospargi di olio il
mio capo, il mio calice trabocca. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
- Felicità e grazia mi saranno compa[gne tutti i giorni della mia vita, e abiterò nella casa
del Signore per lunghissimi anni. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.

SECONDA LETTURA (Rm. 5, 5-11)


Dio ci ama, e l'ha dimostrato nella morte del Cristo, suo unico Figlio. Ci ha riconciliati a
sé: prima eravamo peccatori; ci ha resi giusti, cioè santi; ci ha donato la pace, la
possibilità di accedere a Lui; una incrollabile speranza è il suo amore mediante il dono
dello Spirito Santo.
71
Dalla lettera di S. Paolo apostolo ai Romani Fratelli, la speranza non delude, perché
l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori, per mezzo dello Spirito santo che ci è
stato dato.
Infatti, mentre noi eravamo ancora peccatori, Cristo morì per gli empi nel tempo
stabilito. Ora, a stento si trova chi sia disposto a morire per una persona dabbene. Ma
Dio dimostra il suo amore verso di noi perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo
è morto per noi. A maggiore ragione ora, giustificati per il suo sangue, saremo salvati
dall'ira per mezzo di lui.
Se infatti, quad'eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte
del Figlio suo, molto più ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita.
Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, dal
quale ora abbiamo ottenuto la riconciliazione.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (Gv. 10,14)


Alleluia, alleluia.
Io sono il buon pastore, dice il Signore, conosco le mie pecore e le mie pecore
conoscono me.
Alleluia

VANGELO (LC. 15,3-7)


La parabola della pecora smarrita descrive la sollecitudine di Dio che va in cerca di ciò
che si era perduto.
Il suo amore si effonde proprio là dove c'è più miseria, va in cerca di chi lo ha
abbandonato, di chi lo ha oltraggiato e tradito.
La chiesa - che siamo noi - dev'essere apportatrice di questo messaggio, che non ha
perduto nulla della forza del suo discreto richiamo: « Ecco quel Cuore che ha tanto
amato gli uomini.
Ne siamo convinti?...
Dal vangelo secondo S. Luca
In quel tempo, Gesù disse ai farisei e agli scribi questa parabola: « Chi di voi se ha cento
pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta,
finché non la ritrova?
Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento, va a casa, chiama gli amici e i vicini
dicendo: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta.
Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che non per
novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione.
Parola del Signore.

PROFESSIONE DI FEDE (in piedi)


(si omette nella Messa votiva)
C. - Credo in un solo Dio...
A. - ... Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, / di tutte le cose visibili e
invisibili. / Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, / unigenito Figlio di Dio, nato dal
Padre prima di tutti i secoli: / Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, /
generato, non creato, / della stessa sostanza del Padre; / per mezzo di lui tutte le cose
sono state create. / Per noi uomini e per la nostra salvezza / discese dal cielo, (inchinati)
72
e per opera dello Spirito Santo / si è incarnato nel seno della Vergine Maria / e si è fatto
uomo. / Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, / morì e fu sepolto. / Il terzo giorno è
risuscitato, secondo le Scritture, / è salito al cielo, siede alla destra del Padre. / E di
nuovo verrà, nella gloria, / per giudicare i vivi e i morti, / e il suo regno non avrà fine. /
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, / e procede dal Padre e dal Figlio. /
Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, / e ha parlato per mezzo dei profeti. /
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. / Professo un solo battesimo per il
perdono dei peccati. / Aspetto la risurrezione dei morti / e la vita del mondo che verrà.
Amen.

INTENZIONI DI PREGHIERA
Cel. - Convertiti dalla parola del Buon Pastore che sempre ci ricerca e ci accoglie con
gioia, preghiamo Dio per mezzo di Gesù Cristo nello Spirito Santo.
Let. - Diciamo insieme: Ascoltaci, o Signore.
Let. - Perché i Pastori della Chiesa rivolgano di preferenza le loro attenzioni
agl'indifferenti, e ai lontani, sull'esempio di Cristo Gesù, preghiamo: Ascoltaci, o Si-
gnore.
Let. - Perché i responsabili della pace nel mondo non abbiano paura d'imitare il gesto di
Dio che ci ha riconciliati in Cristo, quando ancora eravamo nemici, e sappiano
rinunciare alla politica del « prestigio » purché trionfi la giustizia e l'amore fra i popoli,
preghiamo: Ascoltaci, o Signore.
Let. - Perché i giovani, disgustati per il male che opera nel mondo, credano al Buon
Pastore che guida la storia degli uomini sul giusto cammino tracciato con la sua Pasqua,
preghiamo. Ascoltaci, o Signore.
Let. - Perché coloro che si sentono feriti dal peccato o schiavi dell'egoismo, abbiano il
coraggio di lasciarsi curare da Cristo accostandosi ai sacramenti del Perdono e
dell'Eucaristia, che danno la vita, preghiamo. Ascoltaci, o Signore.
Cel. O Dio fa' che possiamo associare le nostre sofferenze alla 'Passione del tuo
dilettissimo Figlio per arricchire la tua Chiesa con il devoto omaggio della nostra
riparazione. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA SULLE OFFERTE


Guarda, o Padre, all'immensa carità del Cuore del tuo Figlio, perché la nostra offerta sia
un sacrificio a te gradito e ci ottenga il perdono di tutti i peccati. Per Cristo nostro
Signore.

PREFAZIO
E' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie
sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo
nostro Signore.
Innalzato sulla croce, nel suo amore senza limiti donò la vita per noi, dalla ferita del suo
fianco effuse sangue e acqua, simbolo dei sacramenti della Chiesa, perché tutti gli
uomini, attirati al Cuore del Salvatore, attingessero con gioia alla fonte perenne della
salvezza.
Per questo mistero, uniti agli angeli e ai santi proclamiamo senza fine la tua gloria:
Santo, Santo...
Antifona alla comunione (Mt. 11,29).
73
«Imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre
anime».
oppure (Gv. 19, 34)
Un soldato gli trafisse il costato con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE (Gv. 19,34)


Un soldato gli trafisse il costato con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE


Questo sacramento del tuo amore, o Padre, ci attiri verso il Cristo, tuo Figlio, perché,
animati dalla stessa carità, sappiamo riconoscerlo nei nostri fratelli. Per Cristo nostro
Signore.

SOLENNITA' DI GESU' CRISTO, RE DELL'UNIVERSO (M.O. )


(Si celebra nella XXXIV e ultima domenica dell'Anno Liturgico).

ALCUNI PUNTI DELLA STUPENDA TEOLOGIA EUCARISTICA


Cristo è presente nell'Eucaristia:
- con la sua persona corporea, come sommo Sacerdote della sua comunità (siamo noi)
dinanzi a Dio;
- quale nostra propria offerta, perché ci è concesso di appellarci all'obbedienza e
all'amore di Cristo, come vittima che si offre per noi;
- come testimonianza del suo supremo amore per noi, e come « esempio-forza »
dell'amore che deve regnare tra di noi, uniti in Lui, nell'Eucaristia;
- come dono e caparra della vita eterna (entrammo nella vita divina già nel battesimo);
- come fratello che partecipa del nostro destino, e si associa con ciascuno di noi nel
nostro cammino verso la Patria, e ci sostiene, c'incoraggia.
E mentre è così presente in mezzo a noi e per noi, in ogni celebrazione eucaristica, egli
si offre a - noi, e ci trasforma in sé, quando lo riceviamo.
Una sola cosa ci viene richiesta: l'AMEN della nostra fede e del nostro amore alla sua
azione in noi, silenziosa e penetrante.
Quando pronunciamo questo AMEN, questo SI', siamo i convertiti al suo amore! - Il
Cuor di Gesù vuole anzitutto regnare nelle anime: « Perché - scrive S. Margherita M.
Alacoque - lo scopo principale della devozione al S. Cuore è di convertire le anime al
suo amore ».
- Accettare Cristo come nostro Redentore significa accettarlo anche come nostro Re.
- La festa fu istituita da Pio XI nel 1925.
- La vocazione della guardia di onore è precisamente questa: riconoscere nel Cuore di
Gesù il suo Sovrano: disponibile al suo scettro di amore: seguirlo gioiosamente per la
via delle croci personali e inevitabili. In tal modo si è già in possesso del suo Regno,
perché servire Gesù nell'amore significa regnare sin d'ora con lui.

TRIDUO
I Giorno
La centralità di Cristo nella storia e nella vita degli uomini, e il suo primato
sull'universo.
74
Signore Gesù, la tua regalità, profondamente spirituale, penetri nel mio miserabile cuore,
per comunicargli la gioia e appagarne la pienezza delle più nobili aspirazioni.
Tu il centro del genere umano: tu « l'alfa e l'omega, il primo e l'ultimo, il principio e il
fine » (Ap. 22,13).
Il Regno di Dio si è manifestato in te come amore che libera i peccatori, gli emarginati, i
disperati del corpo e dello spirito.
Tu salvi, per il Regno dei cieli, coloro che ti dànno testimonianza: che vivono come veri
tuoi discepoli, in un amore sempre disponibile al perdono e alla misericordia, e
perseveranti sino alla fine.
La tua regalità si presenta come modello ad ogni credente perché questi si renda capace
di esercitare rettamente il dominio su tutte le cose, liberandosi dal peccato e dalla
schiavitù delle passioni.
Entra nel Regno chi diventa salvezza per il proprio fratello.
Tu, pertanto, ci giudicherai assiso alla destra del Padre; e il tuo giudizio sarà salvezza o
condanna di ciascun uomo, in rapporto al precetto dell'amore, in particolare di
solidarietà con i più bisognosi.
Ti riconosco, o Gesù, quale mio Re: ti accolgo nel mio cuore quale mio Maestro e Guida
di salvezza.
« Dio onnipotente ed eterno, che hai voluto rinnovare tutte le cose in Cristo tuo Figlio,
Re dell'universo, fa' che ogni creatura, libera dalla schiavità del peccato, ti serva e ti lodi
senza fine.
Per Cristo nostro Signore. Amen ». 2
« Dio onnipotente, che in Cristo Gesù hai inaugurato nel mondo il tuo regno di amore e
di pace, concedi che dopo averti servito con fedeltà in terra, possiamo stare con te nella
patria celeste.
Per Cristo nostro Signore. Amen. (Dalla Liturgia della Messa)

II Giorno
La Regalità di Cristo affonda le sue radici nella divina rivelazione: riceve una solenne
conferma dal Magistero della Chiesa: è suffragata anche dagl'insegnamenti di S. Mar-
gherita M. Alacoque, ricevuti da Gesù.
La Regalità di Cristo è un aspetto di particolare riferimento delle guardie d'onore.
Signore Gesù, quanto meschini sono gli uomini nel capire il significato autentico e
profondo della tua regalità!...
C'è chi pensa che tu voglia imitare o attentare o diminuire le sovranità terrene, che,
spesso, sono soltanto sete di potere, dittature e tirannie...
Tu ti presenti - è vero - come Re, ma il tuo regno non è di questo mondo, benché esso
incominci ad edificarsi, sin d'ora, quaggiù, senza però alcuna concorrenza ai regimi
politici di qualsiasi colore.
Quando, difatti, tentarono, a volte, le folle di proclamarti re, tu sempre ti sottraesti
rapidamente.
Il tuo regno è diverso da quanto l'uomo possa immaginare.
Tu sei l'inviato del Padre con la missione d'unico Mediatore di salvezza di tutta la
creazione.
Tu solo, Uomo-Dio, hai il potere, nella tua umanità, d'inserirci nella Famiglia degli
eletti, nel regno del Padre.
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Tu, pietra angolare, su cui poggia la salvezza definitiva di tutte le creature, di cui sei il
primogenito, il re dell'Universo.
Perché tu solo sei l'immagine perfetta di Dio invisibile; e unicamente da te dipende il
compimento del disegno creatore e redentivo di Dio.
Staccatasi la creazione da Dio, per causa del peccato, la tua regalità assume il carattere
di una riconciliazione universale, che tu operi versando il tuo sangue sulla croce.
Nessuno sfugge al tuo giudizio supremo. Tu ti presenterai sulle nubi del cielo, alla fine
dei tempi, quale Figlio dell'Uomo, investito d'ogni potere, come giudice dell'universo.
Signore, ti prego d'illuminare tante menti - dileguandone i preconcetti -
perché riconoscano il mistero della tua Chiesa, « ossia il tuo regno già presente in
mistero, per la potenza di Dio » (L.G. 3); e che essa non è fatta per sostituirsi ai poteri di
questo mondo, ma per agire come fermento per migliorarne le condizioni. Non intende
dominare il mondo, ma servire gli uomini.
« O Dio nostro Padre, che ci nutri con il pane della vita immortale, fa' che obbediamo
con gioia a Cristo, Re dell'universo, per vivere senza fine con lui nel suo regno glorioso.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen. (Dalla Liturgia della Messa)

III Giorno
Cristo Signore della pace e dell'unità.
Per noi cristiani è il punto di riferimento essenziale per comprendere l'uomo e Dio.
Sarà nostro « Re » nella misura in cui la sua parola s'incarna nella nostra vita, con una
personale e libera adesione.
Egli propone valori liberanti, doni di grazia interiore che ci abilita a operare secondo lo
spirito delle beatitudini.
Signore Gesù, le caratteristiche che distinguono la tua regalità non vengono, da analogie
con i poteri politici, ma dalla Croce su cui fosti innalzato e schernito quale « re dei
giudei ».
Al buon ladrone, ravveduto e pentito, che ti riconosce « re di perdono », lo rassicuri con
un dolce morente accento: « Oggi sarai con me in paradiso ».
Tu sempre hai respinto come tentazione la trionfale immagine messianica dei tuoi
discepoli.
Non hai privilegiato la tua condizione di Figlio di Dio fatto Uomo: non hai preteso nulla
per te! Ma ti sei offerto a servire disinteressatamente gli uomini sino a morir per loro.
La tua regale corona è di spine.
Sei re perché sulla croce il tuo amore è stato più forte delle nostre ingratitudini, delle
nostre cattiverie, dei nostri peccati.
Meriteremmo rigoroso giudizio!
E tu, invece, ci giudicherai un giorno secondo l'amore e nell'amore traboccante del tuo
Cuore di Salvatore.
Quando ritornerai nella gloria a giudicare « i vivi e i morti », allora risplenderà la
meraviglia del tuo amore: quello che si manifestò alla Maddalena, a Pietro, a Tommaso,
ai crocifissori per i quali implorasti perdono dal tuo Padre celeste...
Signore, il vangelo ci dice che tu verrai con potenza, ma si tratta sempre della potenza
del tuo amore che si rivelò in maniera sconvolgente sulla croce.
Sulla legge dell'amore s'imposterà il giudizio universale: sarà l'ora suprema della verità
in cui si rivelerà la realtà del tuo infinito amore.
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Tu, o Cristo, sei Signore del mondo perché il tuo amore avvolgerà il mondo e lo farà
nuovo.
« O Dio, che nel tuo Figlio ci hai dato l'esempio di un uomo nuovo, concedi che noi
sappiamo imitarlo nella capacità di perdonare, e nel dono di un servizio generoso ai
fratelli ».
Per Cristo nostro Signore. Amen. (Dalla Liturgia)

GIORNO DELLA SOLENNITA' DI CRISTO RE


La regalità di Cristo, di cui oggi si celebra la festa, si riferisce a Cristo come Uomo:
come Figlio di Dio non poteva riceverla, perché gli è comune con le altre due persone
della SS. Trinità.
Cristo Re è, quindi, lo stesso Uomo-Dio, cioè colui che dovendo al Padre la sua natura
divina, ha ricevuto dalla Vergine di Nazaret la natura umana.
Ma poiché Cristo ci ha riscattati medianté la sua natura umana, così nella medesima
natura umana gli è stata conferita la regalità.

TITOLO SUGGESTIVO
O Cuor di Gesù, se v'è titolo tanto suggestivo alle anime nostre è proprio questo di «
Cristo Re ».
Noi, tue guardie d'onore, esultiamo con gioia tutta speciale: noi, tue pattuglie, che ci
alterniamo, in ogni ora del giorno, intorno al tuo trono regale - il tabernacolo - per
rendere un culto di gloria, di amore e di riparazione.
Noi ti acclamiamo Re e riconosciamo solennemente tutti i diritti e l'onore che
competono alla tua regalità spirituale.
Tuo è lo scettro su tutte l'universo: sulla terra e nei cieli e sugli abissi dell'inferno.
Alla tua parola, o Gesù, celeri ubbidiscono gli elementi: cessan le burrasche che
flagellano le barche; nelle tue mani si moltiplicano i pani, perché ne abbian ristoro le
moltitudini immense; alla tua voce le reti di Simon Pietro - ancor vuote dopo le fatiche
d'una notte intera! - ritirate alla riva, si strappano per l'ingente quantità di pesci; al tuo
comando Lazzaro esce dalla corruzione del sepolcro, ed il figlio, che vien portato dai ne-
cròfori alla tomba, ritorna redivivo alla desolata vedova di Naim.
Tutta la tua vita mortale decanta la tua assoluta sovranità sulla vita e sulla morte, sugli
Angeli che ti adorano, e sui demòni che ti temono e ne tremano: sui dolori e sulle
infermità.
Fa', o Cristo Re, conoscere, con, la luce del tuo Santo Spirito, questa tua dolce sovranità
d'amore a tutti gli uomini così ciechi e gretti, ma soprattutto a coloro che, avvinti dalle
passioni, offrono l'incenso del proprio cuore ad idoli « falsi e bugiardi ».
Disìncantali, o Gesù, per convertirli al tuo Cuore e farne fratelli tuoi e figli del tuo Padre
celeste, che regna con te e con lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.
« Signore, Padre santo, Tu con olio di esultanza hai consacrato Sacerdote eterno e Re
dell'universo il tuo unico Figlio, Gesù Cristo nostro Signore, perché, sacrificando se
stesso immacolata vittima di pace sull'altare della Croce, operasse il mistero dell'umana
redenzione, e, assoggettate al suo potere tutte le creature, offrisse alla tua maestà infinita
il regno eterno e universale: regno di verità e di vita, regno di santità e di grazia, regno di
giustizia, di amore e di pace ». (Dalla Liturgia)
« Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli
dei secoli. Amen ». (Ap. 7,12).
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N.B. - Ogni guardia d'onore, con la sua ora giornaliera, ha fatto la sua scelta definitiva:
«M'impegno seriamente per il Cuor di Gesù, che è al centro del mistero del Regno di
Dio».

ATTO DI CONSACRAZIONE DEL GENERE UMANO A CRISTO RE


« O Gesù dolcissimo, o Redentore del genere umano, riguarda a noi umilmente prostrati
innanzi a te. Noi siamo tuoi, e tuoi vogliamo essere; e per vivere a te più strettamente
congiunti, ecco che ognuno di noi, oggi spontaneamente si consacra al tuo sacratissimo
Cuore.
« Molti, purtroppo, non ti conobbero mai; molti, disprezzando i tuoi comandamenti, ti
ripudiarono. O benignissimo Gesù, abbi misericordia e degli uni e degli altri e tutti
quanti attira al tuo sacratissimo Cuore.
« O Signore, sii il Re non solo dei fedeli, che non si allontanarono mai da te, ma anche
di quei figli prodighi che ti abbandonarono; fa' che questi, quanto prima, ritornino alla
casa paterna, per non morire di miseria e di fame. Sii il Re di coloro, che vivono
nell'inganno e nell'errore, o per discordia da te separati: richiamali al porto della verità,
all'unità della fede, affinché in breve si faccia un solo ovile sotto un solo pastore.
« Largisci, o Signore, incolumità e libertà sicura alla tua Chiesa, concedi a tutti i popoli
la tranquillità dell'ordine: fa' che da un capo all'altro della terra risuoni quest'unica voce:
Sia lode a quel Cuore divino, da cui venne la nostra salute; a lui si canti gloria e onore
nei secoli dei secoli. Amen ».
(Indulgenza plenaria, se si recita pubblicamente nella solennità di Cristo Re; parziale,
invece, se si recita privatamente).

MEMORIA DEL CUORE IMMACOLATO DELLA BEATA VERGINE MARIA


(M.O. )
Memoria Liturgica facoltativa nel sabato dopo la solennità del Sacro Cuor di Gesù.
San Giovanni Eudes, del secolo XVII, nei suoi scritti non separava i due Cuori nei
progetti liturgici. Alla estensione di questa devozione contribuirono specialmente le
apparizioni di Fatima.

PREGHIERA
Signore Gesù, contemplando il tuo corpo lacerato e sanguinante: il tuo Cuore squarciato
dalla lancia del soldato romano, sento le tue estreme parole, rivolte a Giovanni: « Ecco
tua Madre! ».
E' qui che tu proclami solennemente la maternità spirituale di Maria per tutti i redenti.
Occorre dunque rivolgersi anche a lei, quale nostra Mamma: avere una devozione
particolare per lei.
E' lei che ci deve condurre al tuo Cuore con tenerezza e sollecitudine di Madre
impareggiabile.
Come tu, o Gesù, sei l'immagine perfetta del Padre, così Maria è l'immagine del Padre
celeste nella qualifica specifica della sua paternità e maternità. La paternità assomma, in
Dio, anche la maternità: perché i sentimenti, le delicatezze, l'amore di un padre e d'una
madre sono tutti tenui raggi riflessi d'un'unica sorgente di luce increata ch'è il tuo Amore
divino.
Devo, pertanto, rivolgermi a lei con confidenza e abbandono, nei momenti soprattutto
difficili, con la certezza ch'ella risanerà le ferite dei miei peccati, piccoli o grandi che
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siano... E ora, o Maria, sono ben convinto che i palpiti del tuo Cuore vanno diritti al
Cuore di tuo Figlio, Gesù, e hanno l'efficacia di presentargli tutte le situazioni di ca-
lunnie, di odio e di persecuzioni contro la Chiesa per ottenere misericordia e con-
versione.
Il mio amore per Gesù e il mio amore per te, o Maria, costituiscano davvero una unità
d'amore nel mio poverissimo cuore.
Ti consegno il mio cuore: conservalo! Mentre io riposo nel Cuore di tuo Figlio, lo
amerai per me, lo adorerai per me, lo ringrazierai per me.
Tu ami Gesù immensamente, perciò amerai Gesù con il mio cuore, immensamente.

DAL MESSAGGIO DI FATIMA


Alcune indicazioni:
- Credere nella Presenza reale di Gesù nell'Eucaristia: « SS. Trinità, Padre, Figlio e
Spirito Santo, io vi adoro profondamente e vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue,
Anima e Divinità di N. S. Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli del mondo ».
Così l'angelo che comunica i tre fanciulli e dice: « Prendete il Corpo e il Sangue di Gesù
Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati ».
- Credere nella gravità del peccato: Maria ai tre fanciulli: Dite: « O Gesù, perdona le
nostre colpe ».
- Credere nelle pene dell'inferno: Maria suggerisce: « O Gesù mio, preservaci dal fuoco
dell'inferno ».
- Credere nel Paradiso e nel Purgatorio: Maria ancora: « Gesù mio, porta in
cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia ».
- Credere nella materna potente intercessione di Maria presso Dio.
- Accettare l'invito di Maria: recitare tutti i giorni il Rosario, meditandone con devozione
i misteri.
- Esser devoti del suo Cuore Immacolato, consacrandoci a lei: « Per salvare i peccatori il
Signore vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato »... « Io sono
venuta a chiedere la consacrazione del mondo al mio Cuore Immacolato »: così Maria
esprimeva la volontà del Signore ai tre fanciulli di Fatima.

IL ROSARIO
L'indulgenza plenaria, se si recita in Chiesa o pubblico oratorio, o in famiglia, comunità
religiosa, pia Associazione; parziale, nelle altre circostanze.
Per l'indulgenza plenaria: sufficiente una sola terza parte, ma le cinque decadi devono
recitarsi senza interruzione; meditare i misteri enunziati.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo
unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria
Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il
terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio, Padre onnipotente;
di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa
cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la
vita eterna. Amen.
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Ave, Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne è
benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, madre di Dio, prega per noi
peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno, porta in cielo tutte
le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia.
Salve Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te
ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di
lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E
mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o
dolce Vergine Maria.

GAUDIOSI
1. - L'angelo annuncia a Maria che da lei nascerà Gesù.
- « Ave, piena di grazia: il Signore è con te... Ecco la serva del Signore: si faccia di me
secondo la tua parola » (Lc. 1, 28 e 38). Pater, 10 Ave Gloria al Padre, Gesù mio…
2. - Maria porta Gesù da Elisabetta.
- « Tu sei benedetta fra tutte le donne, e benedetto è il frutto del grembo tuo » (Lc. 1,
42). Pater, 10 Ave Gloria al Padre, Gesù mio…
3. - Il natale di Gesù.
- « Maria diede alla luce il suo figlio primogenito: lo avvolse in fasce e lo adagiò in una
mangiatoia » (Lc. 2,7). Pater, 10 Ave Gloria al Padre, Gesù mio…
4. - Gesù è presentato al tempio.
- « Quando venne il giorno della purificazione lo portarono a Gerusalemme per offrirlo
al Signore (Lc. 2,22). Pater, 10 Ave Gloria al Padre, Gesù mio…
5. - E' ritrovato Gesù nel tempio.
- « Dopo tre giorni lo ritrovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, ad ascoltarli ed
interrogarli » (Lc. 2,46). Pater, 10 Ave Gloria al Padre, Gesù mio, Salve Regina…

DOLOROSI
l. - Gesù agonizza nel Getsemani.
- « La mia anima è triste fino alla morte... Padre non quello che io voglio, ma quello che
vuoi tu » (Mc. 14,33 e 36). Pater, 10 Ave Gloria al Padre, Gesù mio…
2. - Gesù è flagellato.
- « Allora Pilato ordinò di prendere Gesù e di flagellarlo » (Gv. 19, 1). Pater, 10 Ave
Gloria al Padre, Gesù mio…
3. - Gesù è coronato di spine.
- « I soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo » (Gv. 19,12). Pater,
10 Ave Gloria al Padre, Gesù mio…
4. - Gesù porta la croce al Calvario.
- « Gesù portando su di sé la croce, uscì verso il luogo detto Golgota » (Gv. 19,17).
Pater, 10 Ave Gloria al Padre, Gesù mio…
5. - Gesù muore in croce.
- « Padre, nelle tue mani affido il mio spirito » (Lc. 23, 46). Pater, 10 Ave Gloria al
Padre, Gesù mio, Salve Regina…
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GLORIOSI
1. - Gesù risorge da morte.
- « Voi cercate Gesù, il crocifisso: non è qui, è risorto, come aveva detto » (Mt. 28,5-6).
Pater, 10 Ave Gloria al Padre, Gesù mio…
2. - Gesù ascende al cielo.
- « Il Signore Gesù fu elevato in cielo » (Atti, 1. 1). Pater, 10 Ave Gloria al Padre,
Gesù mio…
3. - Gesù manda lo Spirito Santo.
- « Voi riceverete lo Spirito Santo, e mi sarete testimoni... fino all'estremità della terra »
(Atti, 1, 8). Pater, 10 Ave Gloria al Padre, Gesù mio…
4. - Maria è assunta in cielo.
- « Un grande segno apparve nel cielo: una donna avvolta di sole, con la luna sotto i suoi
piedi » (Ap. 12, 1). Pater, 10 Ave Gloria al Padre, Gesù mio…
5. - Maria incoronata Regina.
- « Sul suo capo una corona di dodici stelle » (Ap. 12, 1). Pater, 10 Ave Gloria al
Padre, Gesù mio, Salve Regina…
Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio: non disprezzare le
suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa
e benedetta.
«Infondi nel nostro spirito la tua grazia, Signore; tu, che all'annunzio dell'angelo ci hai
rivelato l'incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce guidaci alla
gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore. Amen ». (Dalla Messa)

ATTO DI CONSACRAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA


A. - INDIVIDUALE
Cuore Immacolato di Maria, intimamente unita all'offerta che Gesù faceva di se stesso al
Padre sul Calvario, fosti tu la prima ad accogliere le ultime gocce di sangue e acqua
sgorgati dal suo Cuore trafitto dalla lancia, e presentarli a Dio misericordioso e
clemente.
Quando poi l'adorabile Vittima lasciò l'altare della croce, Egli venne deposto nelle tue
braccia e sulle tue ginocchia come sopra un altare più venerabile e santo.
Ora, accogli nelle tue braccia anche me peccatore, ma redento dal mistero della
passione-morte-risurrezione del tuo Figlio, il quale mi affidò a te nella persona di
Giovanni.
Che io impari ad offrirmi come te al Signore. Tu nulla hai ritenuto per te; ma tutto
offristi a Dio con te stessa.
A te, quindi, tutto affido e consacro: la mia mente, la mia volontà, il mio cuore:
il presente e l'avvenire. Sii con me sempre e dovunque.
Io, tuo figlio, faccio pieno assegnamento sulla tua benevolenza: e quanto farò e
sopporterò, offrirò a te e a Dio per mezzo tuo.
Sicuro di ottenere la benedizione delle tre divine Persone di cui tu sei Figlia, Madre e
Sposa. Amen. (Un Padre nostro e un'Ave Maria)

B. - PUBBLICA DI PIO XII (31 ottobre 1942) Regina del SS. Rosario, ausilio dei cri-
stiani, rifugio del genere umano, vincitrice di tutte le battaglie di Dio! - supplici ci
prostriamo al tuo trono, sicuri di impetrare misericordia e di ricevere grazie e opportuno
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aiuto e difesa nelle presenti calamità, non per i nostri meriti, per i quali non presumiamo,
ma unicamente per l'immensa bontà del tuo materno Cuore.
A te, al tuo Cuore Immacolato, in quest'ora tragica della storia umana, ci affidiamo e ci
consacriamo, non solo in unione con la santa Chiesa, corpo mistico del tuo Gesù, che
soffre e sanguina in tante parti e in tanti modi tribolata, ma anche con tutto il mondo
straziato da feroci discordie, riarso in un incendio di odio, vittima della propria iniquità.
Ti commuovano tante rovine materiali e morali, tanti dolori, tante angosce di padri e di
madri, di sposi, di fratelli, di bambini innocenti: tante vite in fiore stroncate; tanti corpi
lacerati nell'orrenda carneficina; tante anime torturate e agonizzanti, tante in pericolo di
perdersi eternamente!
Tu, o Madre di misericordia, impetraci da Dio la pace; e anzitutto quelle grazie che
possano in un istante convertire i cuori umani, quelle grazie che preparano, e conciliano,
assicurano la pace.
Regina della pace, prega per noi e dà al mondo in guerra la pace che i popoli sospirano,
la pace nella verità, nella giustizia, nella carità di Cristo. Dagli la pace delle armi e la
pace delle anime, affinché nella tranquillità dell'ordine si dilati il Regno di Dio.
Accorda la tua protezione agli infedeli e a quanti giacciono ancora nelle ombre
della morte; concedi loro la pace e fa' che sorga per essi il Sole della Verità, e possano,
insieme con noi, innanzi all'unico Salvatore del mondo ripetere: « Gloria a Dio nel più
alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà! » (Luc. 2, 14).
Ai popoli separati per l'errore o per la discordia, e segnatamente a coloro che professano
per Te singolare devozione, e presso i quali non c'era casa ove non si tenesse in onore la
tua veneranda Icone (oggi forse occultata e riposta per giorni migliori), dà la pace e
riconducili all'unico ovile di Cristo, sotto l'unico e vero Pastore.
Ottieni pace e libertà completa alla Chiesa santa di Dio, arresta il diluvio dilagante del
neopaganesimo; fomenta nei fedeli l'amore alla purezza, la pratica della vita cristiana e
lo zelo apostolico, affinché il popolo di quelli che servono Dio aumenti in meriti e in
numero.
Finalmente, siccome al Cuore del tuo Gesù furono consacrati la Chiesa e tutto il genere
umano, perché riponendo in Lui ogni speranza, Egli fosse per loro segno e pegno di
vittoria e salvezza; così parimenti noi in perpetuo ci consacriamo anche a Te, al tuo
Cuore Immacolato, o Madre nostra e Regina del mondo: affinché il tuo amore e
patrocinio affrettino il trionfo del Regno di Dio, e tutte le genti, pacificate tra loro e con
Dio, Ti proclamino beata, e con Te intonino, da un'estremità all'altra della terra, l'eterno
« Magnificat » di gloria, amore, riconoscenza al Cuore di Gesù, nel quale solo possono
trovare la Verità, la Vita e la Pace. Amen.

MEMORIA DI S. MARGHERITA MARIA ALACOQUE VERGINE (a. 1647-1690)


16 ottobre
Quale rapporto ha la Santa di Paray-le-Monial con la Guardia di Onore? Un rapporto
essenziale: lei è la geniale « progettista » della G. d'O.; ma il suo progetto rimase quasi
accantonato per circa due secoli... Suor Maria del S. Cuore - nata Costanza Bernaud - è.
invece, la geniale « esecutrice », nel monastero della Visitazione di Bourg en Bresse
(Francia).
Nessuno più della Santa ha diritto a una speciale devozione da parte delle Guardie
d'Onore; e nessuno più di lei può insegnarci l'autentica devozione al Sacro Cuore di
Gesù.
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PREGHIERA
Cuor di Gesù, nella ricorrenza della memoria liturgica della tua discepola Santa
Margherita Alacoque, depongo nelle sue mani una preghiera - tanto urgente - perché ella
te la presenti e l'avvalori con la sua intercessione. Non potrai negarle, in questo giorno,
la tua grazia che penetri sino alle più intime fibre del mio cuore: lo tocchi, lo stimoli; e
qualora fosse ribelle ai tuoi inviti, lo renda umile e docile.
Ti chiedo: la grazia che dissipi le tenebre degli errori, e ci liberi dal fango della
pornografia che ci avvelena.
La grazia che sostenga me - come sostenne anche lei nella sua giornata terrena - nelle
incomprensioni, nelle difficoltà e, a volte, nelle dure umiliazioni nel promuovere il culto
al tuo divin Cuore, così ricco di benefici spirituali e di garanzia di eterna salvezza.
E tu, o Margherita Maria, che ora contempli direttamente, senza alcun velo di fede, la
bellezza, la misericordia e l'abisso del Cuor di Gesù: ne godi la beatitudine infinita, puoi
parlargli e raccomandargli la mia anima con un'efficacia particolare che Dio stesso ti ha
concesso.
Ottienimi che tutte le guardie d'onore possano formare del divin Cuore il centro della
loro vita, la loro speranza suprema, il loro rifugio, il luogo del loro riposo. Rinnova, per
me, l'offerta di quelle adorazioni e riparazioni così intense di amore e di sofferenze, e
così gradite al tuo celeste Sposo: ottienimi quello Spirito divino che le animava, perché
io compia ogni giorno l'ufficio di guardia d'onore consolatrice e riparatrice: la mia ora
sia un canto di lode, di riconoscenza e di supplichevoli accenti per la conversione dei
peccatori.
Sia così pressante la tua mediazione di « apostola » eletta del Sacro Cuore di Gesù da
rendermi degno di partecipare al tuo ardentissimo zelo per l'onore e la gloria dello stesso
divin Cuore.
Affretta con le tue preghiere l'espansione del Regno di Dio su tutta la terra: il ritorno di
tanti fratelli erranti alla casa del Padre: la formazione cristiana della gioventù: la
santificazione dei giusti.
Porgi, infine, in mio nome, un saluto cordiale, affettuosissimo a Gesù: digli che io guardi
d'onore ti ho scelta mia patrona speciale. Digli che, dalla tua intercessione presso il suo
Cuore, io spero - e insieme con me tutte le guardie d'Onore - di vedere con la sua grazia
sempre più numerose e fitte le falangi della nostra Associazione, che, serrate intorno
al suo trono regale - qui in terra l'umile ciborio delle nostre Chiese - gli promettano di
realizzare il triplice e unificato impegno: « Glorificare, amare e riparare », in una fedeltà
adamantina e generosa, quali scorte del suo divin Cuore. Amen.
(Si può concludere con la colletta della Messa del giorno).
« Effondi su di noi, o Signore, lo spirito di santità che hai donato a santa Margherita
Maria, perché possiamo conoscere l'amore del Cristo, che supera ogni conoscenza, e
godere la pienezza della tua vita divina.
Per Cristo nostro Signore. Amen ».

Via Part e
CONSACRAZIONI VARIE AL S. CUOR DI GESU'

ATTO DI CONSACRAZIONE DI ZELATORI E ZELATRICI DELLA G. D'O.


O Verbo di Dio fatto Uomo, che sei venuto qui in terra a portare il fuoco del tuo amore,
e altro non desideri che gli uomini divampino della tua carità.
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Nessuna creatura umana è esclusa dalla tua tenerezza: nessuno può dirti: « In qual modo,
o Signore, mi hai amato? ».
- « Vi ho amati! »: è la perentoria risposta che tu davi al popolo d'Israele per mezzo del
profeta Malachia (Ml. 1, 2).
A noi, popolo nuovo da te redento, di cui Israele non era che una figura, hai riaffermato
nella tua presenza fisica nel mondo il tuo eterno amore.
La tua vita terrena è stata tutta un solo ed ininterrotto atto di amore per il Padre e per gli
uomini; e, come non bastasse, ha raggiunto l'impensabile vertice nel dono della tua
Eucaristia!
In questo dolce mistero rifulge e si compendia la tua predilezione: risalta il tuo Cuore,
che, ferito dai nostri peccati, continua ad amare; si ha il memoriale vivo della tua
passione-morte-risurrezione ch'è la testimonianza suprema del tuo amore; vi si attinge
come da una fonte inesauribile la ricchezza d'ogni grazia divina.
Ora, o Gesù, fissando il mio sguardo su di te, Ostia consacrata, ed esprimendoti la mia
riconoscenza e la mia gioia, io ti riaffermo la mia fede: « Si, o Signore, tu mi ami ed io
so in qual modo mi ami ».
Vorrei che tutti, insieme con me, si rifugiassero nel tuo Cuore aperto ad ogni figliol
prodigo; e per questo mi riprometto, con tutte le mie energie e con l'aiuto della tua
grazia, di promuovere il culto al tuo Cuore in quanti avrò l'occasione di avvicinare.
Che si accresca la schiera delle guardie d'onore zelatrici!
Le quali, con spirito di umiltà, di semplicità e di carità e con gli esempi santi,
soprattutto, attirino tanti fratelli lontani al sacramento della riconciliazione con te, e
dell'Eucaristia, affinché, dopo essere stati ritrovati e risuscitati alla vita divina, ti
benedicano nel tempo e nell'eternità. Amen.

ATTO DI CONSACRAZIONE D'UN NEONATO O DI PIU' NEONATI


(dopo il battesimo o anche in un altro giorno)
E' consigliabile che i genitori, in quel giorno, si accostino alla S. Comunione.
Il sacerdote li accompagna all'altare del S. Cuore o dove si conserva 'la S. Eucaristia.
Inizia: Nel nome del Padre e... E rivolto ai genitori:
Miei cari, il vostro bambino (o i vostri...) 8 stato già consacrato nel santo battesimo
mediante l'unzione « crismale ».
Se questo bambino (o questi...) potesse capire, gli si potrebbero rivolgere le parole di S.
Ambrogio: « Ecco che sei stato unto nella vita eterna; non preferire questa vita a quella.
Se, per esempio, sopraggiunge un nemico, e vuol toglierti la fede, o proferisce minacce
di morte, perché tu svii dal retto cammino, vedi ciò che devi scegliere.
Non scegliere ciò in cui non sei stato unto (cioè consacrato) in modo da preferire la vita
eterna alla vita temporale».
A voi, genitori, è ora affidata la crescita e la cura spirituale di questo (o questi...)
bambino.

ATTO DI CONSACRAZIONE
La mamma: O Maria, modello unico di Madre, a cui Dio stesso affidò il suo Unigenito
fatto Uomo, Gesù, perché tu lo facessi crescere, sin dalla culla, con tenerezza e
dedizione totale, per offrirglielo, poi, sulla croce, Vittima espiatrice per i peccati di tutti
gli uomini. Martire nascosta e silenziosa, la tua vita è stata una sola cosa con quella di
tuo Figlio.
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Generando lui nel tuo grembo verginale, hai generato, spiritualmente, anche noi nel tuo
Cuore immacolato.
Ti prego, o Vergine Santa, di accogliere nelle tue braccia questa mia creaturina, divenuta
figlia di Dio nel battesimo giorni fa ricevuto, perché tu stessa con le tue purissime mani
la racchiuda nel Cuore adorabile di Gesù e ivi rimanga in eterno come cosa sua e tutta
sua!
Poi, insieme il papà e la mamma. Cuor di Gesù, noi, papà e mamma di questo
bambino, confermiamo gioiosamente il gesto materno di Maria, con cui ella, pregata da
noi, l'ha deposto nel tuo Cuore, « fonte di vita e di santità ».
(Si dica il nome del neonato...) assecondi e compia, in tutti i giorni della sua vita, i
disegni di amore che tu hai su di lui.
Adagiato questo nostro angioletto - che dorme ancora i suoi sogni celesti - nella Piaga
del tuo costato, e cullato dalle tue tenerezze, cresca in quella sapienza e in quella grazia -
di cui tu, fanciullo, sovrabbondasti - e diventi buono, amabile, intelligente e santo!
Sia di felicità a noi genitori cristiani, di onore alla patria, di gloria al tuo nome e alla tua
Chiesa. Amen.
(Il sacerdote mette al collo del neonato la medaglina del S. Cuore, impartendo poi la
Benedizione).

CONSACRAZIONE AL S. CUOR DI GESU' DEI BAMBINI DI PRIMA


COMUNIONE
Si può fare nel giorno stesso della Prima Comunione oppure in una delle sette
domeniche di S. Luigi. I bambini siano già stati preparati: non s'improvvisi!
L'atto di consacrazione si può inserire in una celebrazione liturgica della Parola di Dio o
in una « miniveglia eucaristica ».

ATTO DI CONSACRAZIONE
Lettore (un bambino con voce chiara e adagio) - Cuor di Gesù, noi sappiamo dal tuo
Vangelo che tu ci ami in modo speciale. Ci vuoi tanto bene che desideri vederci intorno
a te, stretti al tuo Cuore. Nessuno deve impedirci di venire da te.
Se i grandi si affollano intorno alla tua Persona, avvinti dalla tua bontà, devono però far
posto anche a noi, e non disprezzarci. Acclamiamo:
Tutti - Grazie, o Gesù di tanta bontà! Lettore - A te non importa che noi, così piccoli,
comprendiamo ben poco della tua sapienza e della tua onnipotenza. A te basta che noi
crediamo al tuo amore per noi. Acclamiamo:
Tutti - Grazie, o Gesù, di tanta bontà!
Lettore - Tu desideri donarti per primo a noi: arricchirci delle tue grazie, della tua gioia,
della tua felicità, e renderci così partecipi della tua gloriosa risurrezione. Acclamiamo:
Tutti - Grazie, o Gesù, di tanta bontà!
Lettore - Tu ti sei contentato, in questi giorni, che noi ritenessimo con fede che nell'Ostia
consacrata - conservata nei tabernacoli delle nostre Chiese - non c'è più pane, ma ci sei
tu vero Dio e vero Uomo, perché il nostro slancio fosse irresistibile, impaziente la nostra
attesa nell'accoglierti nei nostri cuori così poveri di amore. Acclamiamo:
Tutti - Signore, che possiamo amarti tanto!
Lettore - Li abbiamo aperti i nostri cuori cori esultanza: ci sei entrato, Signore e Re
dell'universo. E' stata una festa per te e per noi: la festa più grande
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della nostra vita. I nostri cuori sono divenuti il trono, qui in terra, della tua Divinità.
Acclamiamo:
Tutti - Signore, che possiamo amarti tanto!
Lettore - Ora, o Cuor di Gesù, tanto tuo amore esige gratitudine. Ci dev'essere uno
scambio di doni tra te e noi. Ma che cosa ti daremo?... Noi, poveri di tutto. Nulla
abbiamo degno di te! Preghiamo:
Tutti - Signore, vieni in nostro aiuto!
Lettore - Una sola cosa ci è possibile: donarti la nostra anima, santificata dalla tua
grazia: nutrita della tua carne e del tuo sangue; il nostro cuore, divenuto dimora della tua
Divinità; il nostro corpo, vivificato dal tuo Santo Spirito.
Ti offriamo quindi noi stessi, che tu hai consacrato, insieme con la promessa che nessun
peccato mai più macchierà le nostre anime. Preghiamo:
Tutti - Signore, vieni in nostro aiuto!
Lettore - Poniamo nel tuo Cuore, o Gesù, la nostra mente e tu suscita in essa pensieri
sempre puri e santi: la nostra intelligenza e tu presèrvala dall'errore: la nostra lingua e tu
custodiscila incontaminata: i nostri occhi e tu raffrènali nella loro curiosità: tutto il
nostro essere e tu fa rifulgere in esso un raggio della tua infinita santità e la soavissima
sovranità del tuo amore. Preghiamo:
Tutti - Signore, vieni in nostro aiuto!
Lettore - Conserva, o Gesù, in noi la gioia di questo santo giorno: accresci in noi il
desiderio dell'Eucaristia; e quando il demonio, con le sue tentazioni, vorrà strapparci da
te, per farci cadere nel peccato, tu stringici più fortemente al tuo Cuore.
Nessun di noi, qui presenti, esca dal tuo Cuore adorabile in cui vogliamo vivere e
rimanerci per sempre, per tutta la eternità.
Tutti - Amen. Il sacerdote invita ancora a pregare: Cari figlioli, il nostro amore di figli di
Dio diventa ora desiderio e preghiera che tutti gli uomini - specialmente tanti nostri
compagni di scuola o amici - lo riconoscano e lo amino. Recitiamo, pertanto, la
preghiera che Gesù ci ha insegnato:
Padre nostro che sei ecc.; poi un'Ave Maria e un canto finale.

ATTO DI CONSACRAZIONE DI RAGAZZI AL S. CUOR DI GESU'


PREGHIERA ALTERNATA; PRESIEDE SEMPRE UN SACERDOTE.
Un ragazzo - Divin Cuore di Gesù, ecco anche noi intorno a te, qui presente, sotto i veli
eucaristici, per dirti: Signore, abbiamo visto sorgere la tua stella - cioè il tuo Cuore - e
siamo venuti per adorarti e offrirti i nostri doni.
Non abbiamo però nulla: né oro, né incenso, né mirra! Siamo poveri. E allora?...
Tutti - Ma abbiamo un cuore anche noi, o Gesù, che ti riconosce e ti acclama come
nostro Re, nostro Dio e nostro Salvatore.
Il nostro cuore si rifugia nel tuo: ci fidiamo di te, ti vogliamo tanto bene, ti vogliamo
seguire sempre, ora e da grandi.
Dove andremo noi se tu solo hai parole di vita eterna?...
Uno - Siamo sicuri, o Gesù, che tu gradisci questa nostra offerta perché è Maria, Madre
tua e Madre nostra, a racchiuderci nel tuo Cuore.
Ella ti farà gioire come una volta, mettendo te tra le braccia del vecchio Simeone, lo fece
esultare e inneggiare al Signore. Forse è audace questo nostro paragone?!...
Tutti - Sì, o Gesù, ma a chi non ti conosce!
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Tu gioisci più del vecchio Simeone. Tu stesso ce lo rassicuri: « C'è più gioia in cielo per
un peccatore convertito che per novantanove giusti ».
E, poi, nel corso della tua vita mortale, in Palestina, non ti compiacevi di benedire i
bambini, li stringevi al tuo Cuore e, sorridendo, dicevi: « Lasciate che i bambini vengano
a me, non glielo impedite »?...
Uno - E' chiaro: non può esser diversamente, o Gesù. Tu sei Dio-Salvatore, e chi
t'incontra e ti accoglie non può che gioire anche lui con te. Tu la vera luce che illumina
le nostre menti e i nostri cuori: la « gloria » che ci rende « grandi » dinanzi al tuo Padre
celeste.
Tutti - Grazie, o Gesù, che ci dimostri tante attenzioni e particolare amore! Uno - E'
questa certezza del tuo amore per noi che ci ha condotti qui ai tuoi piedi. La nostra gioia
è tanta che ci fa inneggiare:
« Osanna a te, Figlio di Davide. Benedetto sii tu nel nome del Signore.
« Osanna nel più alto dei cieli! ».
Tutti - Osanna al Figlio di Davide. Osanna al Redentore!
Uno - Anche oggi, come ai tuoi tempi, o Gesù, c'è chi vorrebbe impedirci di acclamarti,
perché dicono che noi siamo ragazzi: comprendiamo ben poco: il nostro entusiasmo è
passeggero... Tu però prendi le nostre difese replicando: « Ignorate forse che la lode
perfetta esce dalla bocca dei piccoli? ».
Noi dunque uniamo, oggi, la nostra voce a quella di tutti i ragazzi del mondo, cantando
di cuore: « Gloria e onore a te, Cuor di Gesù, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Tutti - « Gloria e onore a te, Cuor di Gesù, per tutti i secoli dei secoli. Amen.» Pausa di
silenzio. Poi si riprende: Uno - Cuor di Gesù, noi confidiamo nella tua bontà e nel tuo
amore: siamo certi, però, che tu esaudirai la nostra preghiera per tutti coloro che ci son
cari. Ti chiediamo una benedizione sui nostri genitori: perché anch'essi glorifichino te,
insieme con noi, e vivano una vita cristiana sempre più perfetta; su tutti i nostri parenti:
perché la loro presenza nel mondo sia animata da quel grande amore con cui tu ci ami;
sui nostri compagni di scuola e amici: perché ti conoscano, ti amino e siano tuoi fedeli
amici.
Tutti - Signore, non puoi non esaudirci! Perché questi desideri, prima di esser nostri,
sono del tuo stesso Cuore di Salvatore degli uomini.
Uno - Cuor di Gesù, ti chiediamo una benedizione sui nostri insegnanti: perché ci aiutino
non solo nell'apprendere le scienze umane - necessarie, senza dubbio - ma anche le
verità religiose e morali della nostra fede; e ne sentano tutto il valore e l'urgenza, e la
santa responsabilità di essere anche loro annunziatori del tuo messaggio evangelico.
Tutti - Signore, dònaci insegnanti che aiutino genitori e sacerdoti nella nostra
formazione cristiana. Non ci sia alcun distacco tra loro e le nostre famiglie: tra loro e la
nostra Parrocchia; ma un'armonia d'intenti e di comune impegno per glorificare il tuo
Cuore di Maestro buono.
Uno - Cuor di Gesù, ti chiediamo una benedizione sui nostri sacerdoti: perché, mentre ci
edifichino con le loro virtù, zelo e santità, abbiano a trovare in noi filiale docilità,
riconoscenza e amore.
Tutti - Signore, siano sempre « luce del mondo », testimoni intrepidi del tuo Vangelo e i
nostri migliori amici.
Uno - Cuor di Gesù, ti chiediamo, infine, una benedizione sulle culle dei neonati: perché
crescano, come noi, in un ambiente moralmente sano e religioso; sui giovani: perché,
nelle loro scelte, non ignorino la scelta più bella - se tu li inviti - del tuo sacerdozio; su
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tutti gli uomini - buoni e cattivi, credenti e non credenti, tuoi simpatizzanti o tuoi nemici
-: perché si arrendano al tuo Cuore di « Buon Pastore », che instancabilmente va in cerca
di tutte e singole pecorelle smarrite.
Tutti - Signore, la tua luce e il tuo amore li conquistino al tuo Cuore, come rimase «
folgorato » e « convertito » il tuo apostolo Paolo sulla via di Damasco. Amen.

CONSACRAZIONE PERSONALE AL CUOR DI GESU'


(Premettendo una buona confessione e partecipando alla S. Messa, venga recitata dopo
la S. Comunione).
Cuor di Gesù, mio Salvatore, questa consacrazione mi fa ricordare un giorno ancor più
bello, davvero « inestimabile »: il giorno del mio battesimo.
Fui io, allora, santificato ancor lattante: consacrato con il tuo Santo Spirito prima che mi
spuntassero i denti: e sulla mia fronte fu impresso il « sigillo » d'un mistero che protegge
e significa il tuo sovrano dominio su di me!
Fui rivestito di dignità regale, associata a quella sacerdotale propriamente detta: fui reso
quindi capace di offrire al tuo divin Padre il vero culto spirituale della mia vita.
Rinnova, ora, la tua grazia, o Signore, che ravvivi la mia fedeltà alle esigenze
battesimali, per ispirarmi sempre ai criteri autentici della fede nell'uso della mia vita, dei
miei beni materiali, delle realtà terrene, liberandoli dalla « vanità » a cui sono soggetti
per il peccato.
Confermando la promessa di rinunciare a satana e di aderire totalmente e irre-
vocabilmente al tuo Cuore divino, accolgo riconoscente la tua sovranità di amore e ti
prometto, con la tua grazia, il mio generoso impegno al tuo servizio per i miei fratelli.
Che la tua immagine risplenda sempre sul mio volto: mai più cancellature, lacerazioni,
né macchie alla bellezza che tu, Signore, mi hai donato. Amen.
Si conclude la consacrazione recitando: ANIMA CHRISTI (Anima di Cristo)
Anima di Cristo, santificami.
Corpo di Cristo, salvami.
Sangue di Cristo, inebriami.
Acqua del costato di Cristo, lavami.
Passione di Cristo, confortami.
O buon Gesù, esaudiscimi.
Dentro le tue piaghe nascondimi.
Non permettere che io mi separi da te.
Dal nemico maligno difendimi.
Nell'ora della mia morte chiamami;
e comanda che io venga a te,
affinché ti lodi con i tuoi Santi, nei secoli dei secoli. Amen. (Indulgenza parziale)

CONSACRAZIONE DI FIDANZATI AL S. CUOR DI GESU'


Vivere l'oggi di fidanzati nel Cuore di Cristo. Un oggi che sia carico di tutto il domani e
confermi il loro impegno di collaborare con Dio sul piano della creazione e della
redenzione.
Tutt'e due insieme recitano: Cuor di Gesù, noi crediamo che tu ci chiami, che tu ci aiuti,
che tu ci ami. Se le valli, impotenti al grido di uccelli straziati nella carne, rispondono
almeno con l'eco; quanto più tu, Creatore di queste cose, rispondi all'uomo tua immagine
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vivente. Difatti, tu ci apri il tuo Cuore quale asilo e « fornace ardente di carità »: la tua
ferita visibile è la risposta alla nostra sete di luce.
Abbiamo sete di luce - la tua luce - in questo periodo di preparazione al matrimonio, ch'è
tempo delicato di tensione, di ricerca: sia un tempo in cui le nostre coscienze si plasmino
e si armonizzino, sin d'ora, su una linea di condotta che caratterizzi, felicemente, tutta la
nostra vita; sia un tempo di meravigliosa apertura con te, che presiedi ed arricchisci con
la tua grazia il nostro amore, realtà umana e mistero di salvezza; sia un tempo in cui le
nostre anime sì perfezionino a vicenda, e si maturino nell'amore oblativo e nella fedeltà
ai principì morali ed evangelici.
La tua ferita è anche e, soprattutto, la risposta alla nostra sete di amore. Abbiamo sete dì
amore - di amore autentico - che non può scaturire che dal tuo Cuore. Difatti, dal tuo
amore di Verbo di Dio la creazione dell'uomo: dal tuo amore di Uomo-Dio la nostra sal-
vezza.
Il tuo lieto annuncio di Salvatore è un lieto annuncio anche per l'amore coniugale, che,
da te redento, diventa mezzo di salvezza.
Fa' dunque, o Signore, che Zoi due, amandoci, riconosciamo sempre di più il tuo amore
per noi e vi corrispond?.amo fedelmente.
Aiutaci ad amarci con cuore nuovo, con il tuo stesso Cuore che comunica la tua santità a
chiunque crede in te, si rifugia in te, vive in te e di te. Ed è precisamente questo che noi
ci proponiamo con la consacrazione al tuo Cuore.
Che il nostro amore di fidanzati tenda, ogni giorno, a realizzarsi con la stessa intensità e
generosità con cui tu ami la Chiesa, tua sposa.
Accresci in noi la capacità di reciproca donazione: a vivere un amore unificante, gioioso
e fedele, pur riservando il dono totale di noi al momento in cui la nostra scelta diventerà
definitiva, irrevocabile, sacramentale.
Anche per noi il tuo amore sia grazia, sia dono, sia suggello « stupendo » ai nostri ideali
cristiani. Amen. Pater…

CONSACRAZIONE DI SPOSI NOVELLI AL S. CUOR DI GESU'


La consacrazione è la scelta d'un amico, impareggiabile, ch'è GESU', di cui si ha
completa fiducia, perché accompagni e difenda la coppia nel loro difficile e, a volte,
spinoso cammino terreno verso la Patria.
GLI SPOSI INSIEME
Cuor di Gesù, è da poco tempo che tu, mediante il sacerdote, hai benedetto le nostre
nozze, rendendole indissolubili con la grazia del sacramento. Vieni ora a presiedere al
nuovo focolare: effondi su di esso l'abbondanza dei tuoi doni: trasformalo in una piccola
chiesa dove il tuo nome sia glorificato e i tuoi insegnamenti siano vissuti gioiosamente
da tutti.
Ti domandiamo, o Signore, che questa nostra consacrazione ci solleciti, ogni giorno, a
saperci donare reciprocamente con la tua stessa generosità: sapere offrire il dono
genuino di noi stessi: cioè del nostro cuore, del nostro spirito, della nostra personalità,
del nostro essere insomma.
Il dono, poi, di tutt'e due noialtri - quando arriverà il giorno - alla prima creaturina che tu
vorrai mandarci.
Che nessun di noi abbia mai a rifuggire dagli splendori spirituali che s'irradiano dalla
paternità e maternità responsabili; ma, divinamente sostenuti dalla tua presenza di
Salvatore-Amico, adempiamo fedelmente la nostra missione. Quale dono meraviglioso è
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la vita d'una creatura sin dal grembo materno! E tu, o Signore, la susciti mediante la
nostra azione, mediante il nostro amore.
Che possiamo dedicarci con decisa e perseverante volontà alla migliore riuscita della
nostra famiglia: realizzare, quotidianamente, la nostra vicendevole felicità; e, domani,
anche quella dei nostri figli, nonostante le difficoltà e i sacrifici inevitabili.
Che possiamo, o Signore, superare i momenti di stanchezza e di scoraggiamento: saper
rinunciare ai propri progetti, soprattutto quando la pace della famiglia lo richieda.
Il dono di noi stessi si manifesti nelle piccole cose di ogni giorno, proprio come,
una volta, nella tua sacra Famiglia di Nazaret, dove ognuno si preoccupava di rendere
felice l'altro.
I nostri due cuori si fondano col tuo divinissimo, o Gesù.
Solo cosí siamo certi di aver sentimenti di bontà, di fedeltà, di generosità: energia
costante nell'adempimento dei nostri doveri di sposi cristiani: spirito di sacrificio nei
disagi e nelle privazioni comuni a tutti.
Possiamo noi esser sin d'ora oggetto delle tue ineffabili compiacenze e delle tue feconde
benedizioni, come pegno di quell'amplesso eterno che ci riservi al termine della nostra
missione, compiuta nel tuo nome e per la gloria del Padre celeste che vive e regna con te
e lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen. Pater, Ave.

CONSACRAZIONE DEGLI SPOSI AL S. CUOR DI GESU'


Gli sposi vi si preparino accostandosi alla Confessione e alla Comunione.
Ricordino che il matrimonio è una consacrazione ad una sublime e santa collaborazione
con Dio nell'opera incessante della creazione, e con Cristo in quella della redenzione e
santificazione di nuove immagini di Dio.
Oggi, la consacrazione suggella solennemente quanto il Signore ha già operato in loro,
con un sì più impegnativo e generoso alla missione loro affidata.
Signore Gesú, noi siamo ben compresi che questa consacrazione al tuo Cuore equivale a
una solenne ratifica, da parte nostra, al patto di amicizia, di amore che tu stabilisti, sin
dal giorno del battesimo, con ognuno di noi.
Oggi, ti diciamo con grande gioia: « Eccoci, mandaci! ».
Tu, mediante il sacramento-matrimonio, ci hai uniti con un vincolo indissolubile di
amore, ch'è un raggio della stessa eterna carità, che unisce te Figlio con il Padre, per
mezzo dello Spirito Santo, nell'unità della divina natura.
Noi siamo chiamati a rispecchiare tanta luce e tanto calore della vita trinitaria di Dio
stesso!
Ti ringraziamo; ma chi siamo noi? Siamo un pochino meno degli angeli!
E, allora, un interrogativo risuona spontaneo nei nostri cuori, in questo momento di
silenzio e di preghiera: « Siamo stati sempre fedeli alla nostra cosí stupenda
vocazione?... ».
Tu che, per le mani del sacerdote, ci rigenerasti con le acque battesimali alla vita divina,
e con l'unzione del crisma ci consacrasti sacerdoti, profeti e re del tuo Regno: tu ancora
con il sacramento-matrimonio ci hai conferito una nuova consacrazione « specifica »,
per un servizio santo nella tua Chiesa: vale a dire la diffusione del tuo messaggio, della
tua redenzione, del tuo amore infinito in creature razionali, i nostri figli!
Siamo stati scelti quindi, o Cuor di Gesú, per una piú stretta relazione con Dio
come Creatore delle anime dei nostri figli, e come Colui che con noi e in noi vuol dila-
tare il suo Regno.
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Come tu, o Signore, intervieni direttamente per completare la nostra fecondità di sposi,
cosí pure intervieni nella nostra unione perché possiamo agire nel tuo nome. Noi siamo -
e forse soltanto ora ce ne rendiamo conto - in un rapporto reale, essenziale, intimo col
mistero della tua unione con la Chiesa: la nostra unione scaturisce proprio da questo
mistero: essa deve rappresentarlo realmente, mostrarlo attivo ed efficiente.
Noi dunque i chiamati, i consacrati a rendere vivo, operante e manifesto il mistero del
sublime sposalizio di te con la Chiesa; e noi dobbiamo agire in questo medesimo tuo
spirito e associarci con te per cooperare ad un unico scopo soprannaturale: la salvezza di
tutti gli uomini, incominciando dalla nostra famiglia e da quanti ci sono cari.
Non vogliamo dirti, o Signore, delle belle commoventi parole, ma riconfermare i nostri
doveri di sposi cristiani: inserirci come parte del tutto, con vivacità
e generosità, nell'azione grandiosa e multiforme del tuo Corpo Mistico.
Grazie, o Cuor di Gesú, di esser noi oggetto del tuo amore; grazie per l'amore che
riceviamo da te, che -si traduce, a livello umano, nel nostro reciproco amore di sposi;
grazie, infine, perché il nostro amore umano è assunto e inserito nel tuo amore divino,
per partecipare alla gloria dell'eterna carità. Amen. Pater, Ave.

CONSACRAZIONE D'UNA PERSONA INFERMA


Solo un'approfondita meditazione sul mistero della Passione di Cristo può far riscoprire
un tesoro di grazie per la santificazione del dolore, e per il bene di tutta la Chiesa. (Si
faccia precedere la S. Comunione).
Cuor di Gesú, soltanto illuminato (al dal tuo esempio e dalla tua parola, io posso
accogliere e, in qualche modo, ca-, pire il mistero della sofferenza.
La tua vita terrena fu tutta « una croce e un martirio », divenuta un'offerta incessante al
tuo divin Padre, e coronata, infine, dalla tua morte su un patibolo ignominioso...
Tu, Verbo eterno, hai sofferto come Uomo: sei morto fisicamente sul Calvario per la
salvezza del mondo, ed in questo mistero hai voluto unire a te tutti i redenti, facendoli
membra vive del tuo Corpo Mistico.
Maria Santissima fu la prima a partecipare alle tue sofferenze: lei, l'Addolorata per
eccellenza; gli apostoli, poi, perseguitati e uccisi: e le interminabili schiere di anime
nella successione di tutti i loro dolori individuali.
Il tuo sacrificio, perché sia totale, esige che siano offerte non solo le tue sofferenze ma
anche le nostre: quelle della tua umanità passibile e quelle di ognun di noi.
E cosí, per una mirabile disposizione divina, le afflizioni - che spesso si chiamano «
castighi » - a motivo della nostra unione con te diventano offerta gradita a Dio; e perfino
la morte - pena del peccato - riceve dalla tua morte la virtù di essere un sacrificio
perfetto.
Il tuo sacrificio, pertanto, si rinnova, ogni giorno, non soltanto nel mistero eucaristico,
ma anche nell'anima e nel corpo doloranti, e nell'umile morte di tutti i tuoi veri discepoli.
Vieni in me, o Signore, e aiutami ad accettare volentieri quello che mi è imposto dalla
mia natura di uomo decaduto, soggetto all'infermità e alla morte.
Ti offro l'una e l'altra. Come l'ostia di grano sulla patena e il vino della vite nel calice,
deposti sull'altare a trasformarsi nel tuo Corpo e nel tuo Sangue; cosí la mia sofferenza e
la mia esistenza, inserite nel tuo Cuore, si trasformino in fiamme di amore e divampino
insieme con il tuo amore infinito per il Padre nostro comune e per i fratelli.
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Ostia anch'io con te, o Cuor di Gesú, per glorificarti, per amarti e per riparare. O Vergine
Santa, presenta a Gesú questa mia consacrazione e rendila piú degna con la tua màiterna
intercessione. Amen.

CONSACRAZIONE DI OPERATORI SANITARI AL S. CUOR DI GESU'


La consacrazione vuol dire: « Signore, mi rifugio nel tuo Cuore: tu sèrviti di me come
d'un buon samaritano ».
Si consiglia di recitarla dopo la S. Comunione, possibilmente ricevuta nella S. Messa.
Cuor di Gesú, dinanzi alla tua reale presenza nella santissima Eucaristia, io riaffermo la
mia piena fiducia nei tuoi insegnamenti: ravvivo i miei sforzi d'imitare i tuoi esempi con
la divina grazia che non verrà mai meno: rinnovo con forte e irrevocabile decisione un
impegno non nuovo, l'impegno battesimale di testimoniare nel mondo, ma specialmente
nell'ambiente del mio lavoro, che io sono un vero tuo discepolo, un autentico fratello di
tutti.
Tu mi assicuri che chi vuole sinceramente e cordialmente incontrarti, t'incontra a ogni
pie' sospinto: nella famiglia, per le strade, nelle carceri, in ogni luogo... ma soprattutto tu
gioisci quando ti s'incontra nel sofferente!... Particolare attenzione hai avuto sempre
degli ammalati: « Dovunque tu giungevi, in villaggi o città o campagne, ponevano
gl'infermi nelle piazze e ti pregavano di poterti toccare almeno la frangia del mantello; e
quanti ti toccavano guarivano » (Mr. 6,56).
La tua vittoria, o Signore, sulla sofferenza - segno del nostro peccato - sia la forza e il
motivo del mio impegno quotidiano.
Forse non sono stato anch'io abbeverato d'assenzio da chi, pur vicino a me, mi ha
abbandonato nel mio dolore?... Non uno almeno che mi aprisse il suo cuore ad
accogliere i miei gemiti e le mie lagrime?... un parente, un amico!...
Questa mia triste esperienza è un motivo di piú per sollecitarmi a costruire, dove si
soffre e si piange, un'oasi di amore, di carità, di speranza e di gioia. Soltanto su questa
dimensione umano-cristiana la mia consacrazione ha un suo specifico valore: lo so bene,
Signore!
Tu aiutami a diffondere l'amore incominciando dalla mia famiglia: non devo
dimenticare mia madre o mio padre anziani, forse infermi..., l'ospedale, oggetto della
mia vocazione professionale.
Mi racchiudo nel tuo Cuore, fornace di carità, perché mi faciliti ad agire come tu vuoi:
perché tu lavori con le mie mani: perché sulle mie labbra risuoni sempre la tua parola
illuminatrice e confortatrice: perché io trasmetta l'amore di un Dio non morto ma vivo.
Amen. Pater, Ave.

CONSACRAZIONE DELLA FAMIGLIA


Le Guardie d'Onore e, soprattutto, gli zelatori e le zelatrici diffondano questa pia pratica
e preparino le famiglie che desiderino consacrarsi.
Scelto il giorno, i componenti della famiglia non omettano la confessione e la
comunione.
Il papà di famiglia o un altro di casa legge il seguente atto:
O Cuor di Gesù, che hai manifestato a S. Margherita Maria il desiderio di regna-
re sulle famiglie cristiane, noi gioiosamente accettiamo la tua sovranità dolcissima su di
noi, sulla nostra casa e sul nostro lavoro d'ogni giorno. Ti preghiaMo:
Tutti: Sii tu, Signore, l'unico sovrano della nostra famiglia: noi crediamo che tu ci ami.
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Papà: Desideriamo che tu regni sul nostro intelletto per la semplicità con cui esso
accoglie i tuoi insegnamenti: sui nostri cuori per il gran bene che ti vogliamo e, per amor
tuo, a quanti ci sono vicini o lontani. Ti preghiamo:
Tutti: Sii tu, Signore, l'unico sovrano della nostra famiglia: noi crediamo che tu ci ami.
Papà: La nostra famiglia, a te consacrata, diventi il luogo privilegiato in cui la
personalità di ognun di noi si espanda nell'umiltà, nell'amore, nel dono di sé agli altri di
fronte al tuo Cuore, simbolo della tua totale irrevocabile donazione a noi peccatori e
tristi. Ti preghiamo:
Tutti: Sii tu, Signore, l'unico sovrano
della nostra famiglia: noi crediamo che tu ci ami.
Papà: Questa solenne consacrazione al tuo Cuore aperto dalla lancia, per accogliere tutti,
apra anche il nostro cuore agli altri, soprattutto ai poveri, ai bisognosi, ai sofferenti...
Il nostro impegno sociale sia irradiazione dell'amore che costituisce la nostra famiglia; e
riveli come al centro di essa ci sei tu Figlio di Dio e Figlio dell'Uomo.
Sia, infine, la nostra famiglia una vera cellula missionaria i cui membri sentano il
mandato di annuziare la lieta novella della salvezza. Ti preghiamo.
Tutti: Sii tu, Signore, l'unico sovrano della nostra famiglia: noi crediamo che tu ci ami.
Infine, tutti insieme - O Gesú, ti presentiamo questa nostra consacrazione per le mani del
Cuore Immacolato di Maria e di S. Giuseppe, Protettore delle nostre famiglie cristiane.
Amen. (Se è presente il sacerdote, questi dia la benedizione alla famiglia).

ATTO DI CONSACRAZIONE AL S. CUOR DI GESU' DI UN'ASSOCIAZIONE


O DI UNA PARROCCHIA O DI UNA CITTA' O PAESE
Il sacerdote invita i fedeli a recitare insieme l'invocazione:
Fa' di noi tutti, o Cuor di Gesú, testimoni consacrati e veraci del tuo amore in mezzo al
mondo.
Sac. - Cuor di Gesú, qui in mezzo a noi, vivo e glorioso, velato soltanto dai veli
dell'Ostia, noi ti adoriamo e ti riconosciamo, pubblicamente, nostro Dio e Salvatore, con
una certezza assoluta, piú di quella che potremmo avere con l'esperienza di Tommaso,
l'incredulo, che si arrese solo al contatto delle tue cicatrici.
Noi crediamo, o Signore, e ti supplichiamo, in questo giorno solenne, di accogliere la «
consacrazione al tuo Cuore » di noi qui presenti e anche degli assenti... (delle nostre
famiglie, o della nostra comunità parrocchiale, o della nostra città, o del nostro paese),
come « responsabilità », desiderata e gioiosamente accetta ta, « di voler vivere non più
per noi ma per te, che sei morto per noi » (2 Cor. 5,15). Ti preghiamo:
Ass. - Fa' di noi tutti, o Cuor di Gesú, testimoni consacrati e veraci del tuo amore in
mezzo al mondo.
Sac. - Questa nostra esistenza che ti consacriamo, tu ben la conosci: l'hai sperimentata in
tutti i suoi aspetti lieti e dolorosi.
Tu conosci come nessun altro l'essere uomo!... Anche tu sei stato soggetto ai poteri e alle
forze del male. Tu hai assaggiato sino in fondo che cosa voglia dire avere un corpo, la
carne di peccato e della morte: che cosa significhi povertà, freddo, fame,
incomprensioni, odio, politica perfino in cui fosti irretito, senza avervi in alcun modo
partecipato.
E' proprio questa nostra concreta esistenza - imprigionata nell'ambiente e nelle situazioni
fluttuanti d'ogni giorno - che noi vogliamo santificare, sul tuo esempio, nell'amore per te
e per i fratelli. Ti preghiamo.
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Ass. - Fa' di noi tutti, o Cuor di Gesú,
testimoni consacrati e veraci del tuo amore in mezzo al mondo.
Sac. - Tu hai condiviso con noi, o Gesú, quanto vi puó essere di piú bello e affascinante:
l'amore di tuo Padre; la sua verità; la sua vita divina; e ci chiami a condividere, infine, la
sua gloria un giorno nei cieli. Ti preghiamo:
Ass. - Fa' di noi tutti, o Cuor di Gesú, testimoni consacrati e veraci del tuo amore nel
mondo.
Sac. - Questa partecipazione, recipita da ciascun di noi, la possiamo dilatare al di là della
nostra associazione (o al di là delle nostre famiglie, o al di là dei confini della nostra
comunità parrocchiale o della nostra città o del nostro paese).
Contraddistinti dalla dignità di « figli di Dio » e dall'impegno di « Guardie d'Onore »,
possiamo operare una trasfusione di « sangue arterioso » - il tuo Sangue versato sino
all'ultima stilla - nei cuori dei fratelli lontani da te! Ti preghiamo:
Ass. - Fa' di noi tutti, o Cuor di Gesú, testimoni consacrati e veraci del tuo amore nel
mondo.
Sac. - Noi, consacrati al tuo Cuore, possiamo essere operai instancabili nella tua vigna:
annunciatori di « luce »; « immacolati in mezzo a una generazione perversa e degenere »
(Filip. 2,15). Ti preghiamo:
Ass. - Fa' di noi tutti, o Cuor di Gesú, testimoni consacrati e veraci del tuo amore nel
mondo.
Sac. - Vivi, dunque, in noi, o Signore. La nostra vita ti appartiene: tu l'hai redenta e
salvata. Vogliamo rispondere alla tua legge di amore. Vogliamo seguirti ed essere «
inviati » della tua missione di salvezza per tutto il mondo.
Volgi il tuo sguardo su di noi e ci avvolga la tua misericordia, affinché conosciamo le
vie misteriose della tua Provvidenza, o Signore. Ti preghiamo:
Ass. - Fa' di noi tutti, o Cuor di Gesú, testimoni consacrati e veraci del tuo amore nel
mondo.
Sac. - Ora, miei cari fratelli e sorelle, preghiamo insieme e adagio, scandendo bene le
parole:
« Cuor di Gesú, siamo deboli, incostanti, timidi, vili... Tu ci conosci a fondo! Sostienici
dunque nel cammino della nostra giornata terrena. Donaci la tua forza nella nostra
impotenza.
E preghiamo anche te, o Vergine Santa e Madre nostra, di elargirci la tua protezione
costante.
La consacrazione che abbiamo fatto al Cuore del tuo Figlio divino ci aiuti ad essere
sempre piú conformi alla vita e alla morte del nostro Signore dal fianco trafitto.
Móstraci Gesú, il benedetto frutto del tuo grembo: la luce della Verità e l'avvento di Dio
in questo nostro tempo di materialismo e di ateismo invadente.
Lìberaci dalle potenze del male e di satana di cui hai schiacciato il capo per sempre.
La nostra preghiera è povera, o Maria, perché è povero il nostro cuore: tu supplisci alla
nostra povertà con la tua materna bontà.
Per la tua intercessione ci esaudisca il Cuore di tuo Figlio, Gesù! Amen.

CONSACRAZIONE D'UN COLLEGIO O ISTITUTO


- Aprire il nostro cuore a Cristo: profumarci della sua purezza: divenir suoi tabernacoli
viventi.
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Signore Gesù, tu non ti stanchi mai di bussare ai nostri cuori: non vuoi però entrarvi per
forza, e cerchi che al tuo bussar si risponda liberamente e gioiosamente.
Tu sei il Signore della pace e fonte di ogni consolazione.
La tua presenza soprattutto nell'Eucaristia vuol render facile e sicuro il nostro cammino
verso il Cielo: « Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna »: sei tu a
garantircelo!
Ma, purtroppo, la nostra adolescenza è esposta a tanti pericoli, che si avvertono, e non
sempre si ha la prontezza e la prudenza di evitarli!
Essi sono, a volte, compagni, letture, fumetti, televisione, pubblicità oscena che
distolgono dalla visione del bello e del buono autentico!...
Signore, dacci intelligenza per difenderci dal male che c'insidia e ostacola l'apertura dei
nostri cuori al tuo amore, ed energia alle nostre volontà per superare e spezzare il
diaframma che ci separa da te.
Vieni, o Gesù, e rimani con noi, nel nostro collegio (o istituto): ci profumi la tua divina
purezza, così schernita ai nostri giorni: la luce della tua grazia illumini i nostri volti: il
tuo Santo Spirito ci trasformi in suoi templi privilegiati.
Che tutto il nostro essere diventi per te - fatto « Pane Eucaristico » - il tabernacolo
accogliente e riposante del tuo Cuore trafitto.
Che tu trovi in ciascun di noi chi ti comprenda, ti conforti e ti ami sopra ogni cosa!
Amen.

CONSACRAZIONE D'UN LABORATORIO


Signore Gesù, venuto nel mondo per riportarci al Padre, volesti accomunarti con noi
scegliendo però la più modesta condizione sociale: Nazaret, quale tua patria,
insignificante ai tuoi tempi; una casetta (forse, una miserabile stanza a pianterreno) dove
si pregava, si lavorava, si riposava.
Giuseppe, tuo padre putativo - qualificato « carpentiere » dall'evangelista Matteo - non
era che un povero operaio edile, e tu ne fosti, per alcuni anni, docile apprendista, quasi
che tu non fossi l'eterno Verbo di Dio « per mezzo del quale tutto è stato creato ».
Anche tu « con il sudore del tuo volto mangiasti il pane » (Gn. 3, 19) ma le tue mani
divine nobilitarono la fatica dell'uomo: la santificasti: ne facesti strumento di redenzione
e di salvezza per tutti noi. Che il nostro lavoro si svolga in quel medesimo clima che
caratterizzò la tua famiglia di Nazaret: si trasformi in un inno di lode al tuo Cuore:
diventi con la tua grazia mezzo della nostra santificazione e, accettato gioiosamente, sia
un « supplemento » al mistero della tua passione-morte-risurrezione.
Maria e Giuseppe - dei quali sollevasti le quotidiane fatiche - intercedano per noi.
La tua benedizione discenda su di noi, sui nostri cari assenti, su questo laboratorio in cui
rifulga sempre la tua immagine a conforto e a sicurezza delle nostre anime nel cammino
verso la Patria. Amen.

VII Parte
LA «VIA CRUCIS»
La devozione al S. Cuor di Gesù suppone necessariamente il ricordo della sua Passione.
La trafittura del suo Costato è l'atto che garantì la sua morte e il compimento del suo
sacrificio per la nostra salvezza.
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ESERCIZIO DELLA « VIA CRUCIS »
Consigliabile alle guardie d'onore di farla almeno nei venerdì di Quaresima.
Vi è annessa l'indulgenza plenaria. La g. d'o., fedele al suo impegno quotidiano, vi trova
una verifica del « come vive la sua personale via crucis » in confronto di quella del
Cristo: come vi si associa e come la utilizza per sé e per la salvezza dei fratelli.
La « via crucis » d'ogni uomo, senza la fede, non ha alcuno sbocco, se non quello della
disperazione e del vuoto della propria esistenza; illuminata invece da quella dell'Uomo-
Dio sofferente, essa ascende verso la risurrezione e la gloria.

PREGHIERA D'INTRODUZIONE
Signore Gesù, ti prego, anzitutto, che il tuo Santo Spirito mi illumini a capire e a
convincermi che tu ti sei volontariamente sostituito a me e a tutti gli uomini, nel mistero
della riparazione e della redenzione presso il divin Padre.
Quello che io e ogni uomo avremmo dovuto soffrire personalmente, l'hai sofferto tu in
una maniera inenarrabile che entra nel mistero.
Ed è questo mistero che mi fa uscire dal vuoto, dallo sconforto e, perfino, dall'assurdo
della mia vita, conferendo alla mia sofferenza e alla mia morte un valore espiatorio,
redentivo, santificante; e mi apre la via a raggiungerti nella risurrezione e nella gloria del
cielo.
Ti chiedo, pertanto, perdono, o Gesù, se a volte o forse spesso, ho tentato di scansare la
mia « via crucis » per istradarmi in una più comoda - il che non è possibile ad alcun
uomo; se i miei passi sono stati intolleranti; se non ho saputo associarmi a te, che ti offri
costantemente quale « cireneo » buono, comprensivo e generoso.
Concedimi la tua misericordia e il tuo largo perdono. E Maria, Madre tua e Madre mia,
mi aiuti, in questa meditazione della tua Passione, a vivere come Lei la mia vita
crocifissa con te, mio Redentore e Salvatore. Amen.

1a Stazione
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
GESÙ È CONDANNATO A MORTE
Dal vangelo di S. Luca: Pilato disse loro « ... non trovo in quest'uomo nessuna colpa...
Anzi, neppure Erode. Perciò, dopo averlo castigato, lo lascerò libero » (23, 14-16).
Riflettiamo: Pilato applica per Gesù quella logica umana così comune: la logica «
irrazionale » del compromesso, del conformismo con la massa, della viltà, del quieto
vivere...
«Nessuna colpa è in lui: quindi (?) dopo averlo castigato (perché? ...) «lo lascerò libero».
In questa infinita sofferenza del « Giusto », per eccellenza, si assommano le sofferenze
di tutti gli uomini « giusti » condannati per invidia o che so io: da Abele
a S. Giovanni Battista, dal Cristo sino ai nostri giorni.
E tra questi ci sono forse anch'io: a volte sono stato condannato dai giudizi velenosi
degli uomini, dalla gelosia, dal ricatto, dalle ingiustizie, dalla violenza... e non ho trovato
alcuno che mi liberasse... nemmeno chi conosceva la mia innocenza si è sentito di
sostenere la mia difesa sino in fondo!...
Sono situazioni, purtroppo, inevitabili, che soltanto in un confronto con Gesù
condannato, trovano la loro autentica soluzione, e la luce e la forza di prendere la nostra
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croce e incamminarci nella speranza della risurrezione e della gloria: « Beati i
perseguitati a causa della giustizia perché di essi è il regno dei cieli ».
Signore, presèrvami dal diventare un persecutore dei miei fratelli. Pater, Ave.
« Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore ».

Ila Stazione
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
GESÙ CARICATO DELLA CROCE
Dal vangelo di S. Giovanni: « Allora Pilato lo consegnò loro perché fosse crocifisso...
Egli portando la sua croce uscì verso il luogo detto « del Cranio », che in ebraico si dice
Golgota » (19, 16-17).
Riflettiamo: tra la condanna a morte e l'esecuzione della sentenza c'è un lungo
intermezzo di atrocissime sevizie: è il frutto amaro del peccato umano!
Uomini condannati e deportati nei « lagers », per motivi di fede diversa o di politica
diversa, e lasciati lì a morire... ci sono sempre stati e ci sono tuttora.
Gesù volle, anche lui, vivere simili situazioni barbare in tutta la sua « Via Crucis », ma
in funzione della redenzione universale degli uomini.
Una parodia inscenata: gli si getta addosso un manto di porpora, gli si conficca nel capo
una corona di spine, e una canna in mano: gli s'inginocchia davanti schernendolo: «
Salve, o re dei giudei! ».
Fisicamente irriconoscibile, è caricato della croce, che pesa straziante sulle sue spalle
sanguinanti e lacerate: simbolo nello stesso tempo « delle nostre sofferenze, dei nostri
dolori » che si addossò (Is. 53,4).
Forse, anche noi abbiamo avuto, dopo ingiusto giudizio e condanna - per esempio, non
essere promosso nella propria carriera o emarginato dai propri cari - la croce « morale »
d'una sofferenza che ci accompagna sino alla morte...
Ci si domanda allora: « Perché proprio a me? ».
- Ecco Gesù: è venuto a cercare la tua sofferenza: a condividerla, a parteciparvi, a
prenderla su di sé.
Lui ci offre l'esempio e ci dona la forza nel portare ogni giorno la nostra croce e
seguirlo. Pater, Ave.
« Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore ».

IIIa Stazione
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
GESÙ CADE LA PRIMA VOLTA
Dalla lettera agli Ebrei: « In tal modo egli (Gesù) è in grado di sentire giusta
compassione per quelli che sono nella ignoranza e nell'errore, essendo anch'egli rivestito
di debolezza » (5,2).
Riflettiamo: L'umanità di « carne » è attestata in Gesù da tutta la sua vita, dalla sua
debolezza, soprattutto dalla sua agonia, dalla sua passione - nel caso specifico, dalle sue
cadute e dalla sua morte.
E' « schiacciato per le nostre iniquità » (Is. 53,5).
La sua anima prosegue l'agonia mortale in un corpo esangue, impiagato, « percosso a
morte » (ivi, 8).
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E' il nostro peccato che lo prostra, lo annienta, gli stronca il cammino.
E', nello stesso tempo, un'esperienza umana ch'egli ha vissuto in una misura gigantesca
perché v'erano addensate tutte le sofferenze degli uomini.
L'ingratitudine « nera » d'un figlio - ch'è negazione di amore - ci fa cadere nello
sconforto: il tradimento d'un coniuge - anch'esso negazione di amore fedele - che getta
l'altro nella delusione e nell'amarezza sono esperienze che ci aiutano a capire il dramma
di Cristo, quando affonda la faccia nella polvere per i nostri peccati.
Se gli altri ci addossano una « croce » e ci fanno cadere, siamo pronti a rialzarci
fiduciosi nella grazia divina; mai, però, alcun di noi l'addossi agli altri! Pater, Ave.
«Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore».

IVa Stazione
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
GESÙ INCONTRA LA SUA SS.MA MADRE
Dal vangelo di S. Luca.
« Un uomo di nome Simone mosso dallo Spirito si recò al tempio; e mentre i genitori vi
portavano il bambin Gesù, lo prese tra le braccia e benedisse Dio; e parlò a Maria, sua
Madre: "Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di
contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada
trafiggerà l'anima" » (2,25-35).
Riflettiamo: un'altra esperienza umana vissuta da Gesù: nelle sue sofferenze e
umiliazioni più atroci, l'incontro con la persona più cara, più amabile, sua Madre.
Nessuno l'ha così confortato con il suo « sì » ai disegni esigenti del Padre.
Due cuori in agonia indicibile, ma perfettamente sottomessi alla volontà del Padre,
nell'accettazione dello stesso mistero di redenzione.
Il « Gesù della Via Crucis » è sempre in attesa nel suo tabernacolo. Andiamogli incontro
per dirgli: Eccomi, sono qui! Assòciami, o Signore, all'offerta che fai
ogni giorno di te al Padre, per me e per tutti.
Gesù, lo incontreremo ancora nei fratelli sofferenti: sul letto delle loro malattie, nella
solitudine, nell'angoscia...
Uniamoci di cuore alla loro « via crucis ».
Un sorriso, un gesto di bontà, una parola di comprensione riaccenderà un raggio di
simpatia, di serenità su volti che stanno forse per spegnersi... Pater, Ave.
« Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore ».

Va Stazione
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
GESÙ È AIUTATO DAL CIRENEO A PORTARE LA CROCE
Dal vangelo di S. Matteo e di S. Marco. « Mentre uscivano, incontrarono un uomo di
Cirene, chiamato Simone, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo; e lo
costrinsero a portare la croce » (Mt. 27, 32 e Mc. 15,21).
Riflettiamo: la croce constava di due parti: il tronco, cioè la parte verticale che veniva
issata direttamente sul luogo dell'esecuzione, e il palo della croce che era trasportato dal
condannato stesso.
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Il supplizio comportava normalmente che il condannato attraversasse la città allo scopo
di dare esempio a tutti.
« Simone di Cirene »: il nome significava « Dio ha esaudito ».
E il Padre ha esaudito l'invocazione muta che si levava dalla sofferenza e dalla
debolezza di Gesù, per mezzo di un uomo che portava questo nome.
- Gesù non ha rifiutato, nella sua estrema debolezza, l'aiuto « forzato » di un uomo
occasionalmente incontrato: forse, un giudeo della diaspora, originario di Cirene, oggi
Tripoli: tornava dalla sua « casa di campagna ».
- Gesù ha personificato in sé quell'uomo della parabola « che scendeva da Gerusalemme
a Gerico e s'imbatté in briganti, i quali, avendolo percosso e spogliato, se ne andarono
lasciandolo mezzo morto... un samaritano, che era in viaggio, gli passò vicino... ne ebbe
compassione » (Lc. 10, 30 ss.).
Nel caso specifico di Gesù, l'aiuto non parte da una spontaneità ma da un'imposizione.
Egli ha voluto sperimentare le situazioni umane più disumane!
Nella nostra vita accade, talora, di esser costretti a interessarci delle sofferenze di chi,
pur avvertendo la nostra riluttanza, accetta il nostro aiuto, perché è agli estremi.
Non rifugiamo dalla croce degli altri: siamo dei buoni samaritani: fasciamo le ferite a chi
piange: occupiamoci di chi soffre.
Nel frattempo è Cristo che continua la sua passione come la continua anche in noi che
potremmo domani aver bisogno d'un fratello « cireneo ». Pater, Ave.
« Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore ».

VIa Stazione
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
IL VOLTO DI GESÙ È ASCIUGATO DALLA VERONICA.
Dal libro del profeta Isaia: Parola del Servo di Dio, immagine e prefigura di Gesù
sofferente: « Ho presentato il dorso ai flagellatori, la guancia a coloro che mi
strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi » (Is. 50,6).
Nessuno degli evangelisti riporta questo episodio così delicato.
Solo gli « Apocrifi di Pilato » dànno il nome di « Veronica » all'emorroissa del
fazzoletto su cui rimase impresso il volto di Gesù.
Due motivi, però, c'inclinano ad accettare l'episodio almeno come « verosimile »: l'uno,
perché non tutti i particolari della passione di Cristo - è lecito supporre - sono stati
registrati dagli evangelisti; l'altro, è possibile che in mezzo a quella canèa, sitibonda del
sangue d'un « Giusto », non si trovasse una persona « umana » che intuisse l'agonia
profonda del cuore di quell'Innocente?!...
Non è pensabile!
E', in fondo in fondo, un gesto di solidarietà umana, di coraggio: un gesto che fa uscire,
sia pure per un attimo, il Divin Sofferente dalla sua angosciosa solitudine. E' un gesto
che forse ha commosso il gruppo di donne che piangeranno su Gesù fra poco.
E' un'altra esperienza che non toccava a Gesù, perché è frutto del peccato degli uomini.
- Siamo come la Veronica nei riguardi dei poveri?
« Verso quelli che vivono prostrati nella solitudine, verso quelli che si sentono
respinti?... Siamo lì per asciugare il loro dolore? Siamo lì per condividere le loro
sofferenze? Siamo lì o facciamo piuttosto come l'orgoglioso, che passa accanto, getta
uno sguardo e prosegue la sua strada?» (Madre Teresa di Calcutta). Pater, Ave.
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« Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore ».

VIIa Stazione
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
GESÙ CADE LA SECONDA VOLTA.
Dalla prima lettera di S. Pietro Apostolo: « Cristo oltraggiato non rispondeva con
oltraggi, e soffrendo non minacciava vendetta, ma rimetteva la causa a colui che giudica
con giustizia » (2,23).
Riflettiamo: La seconda caduta conferma che l'umanità di Cristo è una realtà come la
nostra: quantunque egli venga aiutato da Simone di Cirene, tuttavia avanza con passo
faticoso, incerto, barcollante...
E' fisicamente e moralmente finito!... In lui, Uomo-Dio, si assommano anche queste
esperienze che sono proprie nostre: le fa sue, le santifica e ne fa una espiazione al Padre,
per noi; e per noi ottiene la grazia di saperle utilizzare come lui.
« Una malattia ci strugge: ci rende inabili; nemmeno una mano amica riesce a non farci
cadere nello sconforto, nella stanchezza, nella desolazione... questa situazione penosa e
spesso inesprimibile l'abbiamo riversata in Cristo.
- « Gesù cade di nuovo. Quante volte abbiamo raccolto per le strade esseri umani, che
erano vissuti come animali e che desideravano morire come angeli!
« E noi siamo lì per aiutarli a sollevarsi?
« Qui, nel vostro paese, siete capaci di vedere le persone che prendono il sole nei
giardini, che si sentono sole, indesiderate, trascurate, immerse nella tristezza?
« E' Gesù che ha bisogno che la vostra mano asciughi il suo Volto. Restate lì per farlo o
passate al largo? » (Madre Teresa di Calcutta). Pater, Ave.
« Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore ».

VIIIa Stazione
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
UN GRUPPO DI DONNE PIANGONO SU GESÙ.
Dal vangelo di S. Luca: « Lo seguiva una gran folla di gente e di donne che si battevano
il petto e si lamentavano per lui.
« Voltatosi verso di esse, Gesù disse: Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma
piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le
sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato »
(23,27-29).
Riflettiamo: l'episodio delle pie donne fa parte della documentazione del vangelo di S.
Luca, il quale mette in rilievo la profonda commozione che la condanna di Gesù aveva
suscitato in gran parte degli abitanti di Gerusalemme in contrasto alla folla che, aizzata,
grida: « Il sangue suo cada su di noi e sui nostri figli » (Lc. 23,27).
Gesù fa sua anche questa esperienza umana (storia di tutti i tempi), per redimerla, per
noi.
La vive in pieno l'ingiustizia umana, che si afferma e tiranneggia sempre con la violenza,
con le armi, con fiumi di sangue di fronte alla grande maggioranza degli uomini che non
possono reagire se non con le armi della verità, della ragione, della bontà e della
sofferenza.
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- Ma Gesù, in quest'ora della sua più grande angoscia e debolezza, non ha bisogno di
consolazioni umane. E' lui che consola gli altri. Non viene atterrato dagli avvenimenti
più dolorosi,. ma s'innalza al di sopra di essi.
- Nelle grandi prove della fede, nelle persecuzioni non c'è parola umana che possa
sostenerci e confortarci se non Colui che è morto per noi, cioè Gesù Crocifisso!
« Vi scongiuro - scriveva S. Ignazio di Antiochia, nella sua lettera ai Romani - non
dimostratemi una benevolenza inopportuna. Lasciate che io sia pasto delle belve, per
mezzo delle quali mi sia dato di raggiungere Dio. Sono frumento di Dio, e sarò macinato
dai denti delle fiere per divenire pane puro di Cristo ».
- Gesù esordisce il dramma della sua passione con un'impostazione ben chiara: « Rimetti
la spada nel fodero » (Mt. 26, 52), ammonimento a uno dei suoi discepoli. « Pensi forse
che io non possa pregare il Padre mio, che mi darebbe subito più di dodici legioni di
angeli? » (Mt. 26, 53).
Gesù rinunzia, pertanto, all'uso della sua potenza divina: avrebbe potuto sottrarsi alla
morsa dei suoi nemici: obbedisce invece alla volontà del Padre, alla sua legge di
supremo amore, ch'è diametralmente opposta alla irrazionalità della violenza, dell'odio,
del sangue... Egli preferisce versarlo personalmente, perché tutti gli uomini si ravvedano
e si salvino. Pater, Ave.
« Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore ».

IXa Stazione
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
GESÙ CADE PER LA TERZA VOLTA.
Dal vangelo di S. Luca: « Venivano condotti insieme con lui, anche due malfattori per
essere giustiziati » (23, 32).
Questi camminano senza alcuna difficoltà; Gesù, invece, cade ancora una terza volta!...
Riflettiamo: E' facile immaginare le invettive, le imprecazioni scagliate contro Gesù
dalle urla della ciurmaglia reclutata e prezzolata dai bassifondi di Gerusalemme.
E' un fenomeno ricorrente nella storia degli uomini: le sommosse popolari organizzate
da « personaggi » che si mantengono « pudicamente » nell'ombra...
Nessuno dei responsabili gli è vicino, ma solo due delinquenti, che vanno ad espiare le
loro colpe, i loro delitti; lui, invece, le colpe di tutti e, naturalmente, anche quelle per cui
i due vengono condannati a morte.
L'agonia che lo consuma da ore... quel calice che non è stato possibile allontanare nel
Getsemani, lo ha avvelenato, ha disfatto il suo corpo santissimo, che non regge più ad
alcuno supremo sforzo...
E' possibile far reggere - sia pur sorretto da altri - un corpo divenuto tutto una piaga
sanguinante, e la cui anima è pressata moralmente sotto un torchio crudele?... Il torchio
delle nostre iniquità che si chiamano peccati, delle nostre ingiustizie che si chiamano
peccati, dei nostri rifiuti di amare che si chiamano peccati, dei nostri egoismi che si
chiamano peccati!...
- Chi osa negare queste tremende realtà che dilacerano il nostro tessuto sociale?... Gesù
le sperimenta e ne rimane travolto, disfatto, cade a terra...: né il suo corpo né la sua
anima reggono più.
- Ogni cristiano - ricordi! - è membro del Corpo Mistico di Gesù: nessuno
con i propri peccati lo deturpi, lo prostri nella polvere! Pater, Ave.
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« Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore ».

Xa Stazione
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
GESÙ È SPOGLIATO DELLE VESTI.
Dal vangelo di S. Giovanni: « Quando i soldati ebbero crocifisso Gesù, presero le sue
vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato. Presero pure la tunica, ma la
tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra
loro: « Non la dividiamo, ma tiriamola a sorte a chi debba toccare ». Così si adempiva la
scrittura che dice: « Hanno diviso tra loro le mie vesti, e sulla mia tunica hanno gettato
la sorte » (19, 23-24).
Naturalmente la spartizione delle vesti presuppone che Gesù, prima di esser crocifisso,
sia stato spogliato.
Riflettiamo: è vero che era nella prassi abituale che i soldati dividessero tra loro le vesti
di un condannato a morte; ma le vesti di Gesù erano senza dubbio intrise di sangue e
forse anche qua e là lacerate...
- Gesù volle anche assaggiare sino in fondo questa ripugnante esperienza: che cosa
significa quando un corpo umano diventa ludibrio spietato di fratelli senza pietà.
- Su Gesù si riversano quindi tutte le turpitudini che l'uomo compie con il suo corpo e su
quello degli altri, degradandosi miseramente.
- La nudità, oggi, oggetto di larga pubblicità, di svago, di merce addirittura « pregiata »:
il sesso?... l'idolo di cartello!
- L'uomo ridotto a un « pezzo », facilmente sostituibile, dell'immenso « ingranaggio
sociale »...
- L'uomo è spogliato così del suo onore, del suo rispetto, dei suoi valori naturali, della
sua libertà, della sua dignità d'immagine viva di Dio. Ben pochi protestano contro tali '«
spoliazioni »!...
- Signore, che soffri l'umiliazione e la vergogna di questi nostri disinvolti atteggiamenti,
abbi pietà di noi!
Dònaci la grazia di ritornare a una salutare resipiscenza e promuovere i principi che
devono regolare ogni umana e, soprattutto, cristiana convivenza. Pater, Ave.
« Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore ».

XIa Stazione
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
GESÙ È INCHIODATO IN CROCE.
Dal vangelo di S. Luca: « Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero
lui e i due malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra » (23, 33).
Riflettiamo: con la crocifissione i nemici di Gesù conseguono il finale trionfo « esteriore
»... Sembra che gli uomini abbiano sconfitto Dio.
La « conclamata morte di Dio », ai nostri giorni, non ha quindi nulla di originale: è un
tentativo che si rinnova sempre nella storia degli uomini.
Crocifiggendo Gesù di Nazaret - che si era dichiarato « Figlio di Dio » - tra due ladroni,
i farisei pensano di avergli inflitto l'onta suprema.
102
Ma Gesù non cessa, anche nella sua impotenza di uomo crocifisso, di manifestarsi il
Salvatore dei peccatori: il perdono e la gloria del paradiso promesso al buon ladrone.
Siamo tutti colpevoli della sua crocifissione: tutti - chi più chi meno - abbiamo
martellato i chiodi nelle sue mani e nei suoi piedi. Non importa la distanza di tempo,
perché su di lui gravarono i peccati di tutti gli uomini sino alla fine dei secoli.
La sua sofferenza non sia per nessun di noi inutile!
- « Gesù è crocifisso. Quanti esseri umani minorati, ritardati mentali, anche in età
infantile, riempiono gli ospedali! Quanti ce ne sono così nelle nostre stesse famiglie!
« Li visitiamo qualche volta?
« Andiamo talvolta a condividere con essi la loro ora di crocifissione? » (Maria Teresa
di Calcutta). Pater, Ave.
« Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore ».

Xlla Stazione
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
GESÙ MUORE IN CROCE.
Dal vangelo di S. Matteo: « Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su
tutta la terra. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: « Elì, Elì, lemà sabactàni? », che
significa: « Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? ».
« Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: « Costui chiama Elia ». E subito uno di
loro corse a prendere una spugna e, imbevutala di aceto, la fissò su una canna e così gli
dava da bere. Gli altri dicevano: « Lascia, vediamo se viene Elia a salvarlo! ».
« E Gesù, emesso un alto grido, spirò ». (Mt. 27, 45-50).
Riflettiamo: fu un grido di reale angoscia, ma non di disperazione. Questo lamento di
Gesù, desunto dalla Scrittura, è una preghiera a Dio: è l'inizio del salmo 22, salmo
messianico, in cui anche risalta l'assicurazione gioiosa del trionfo finale del Cristo.
Esprime il dramma che lo tormenta. Gesù, nel suo intimo, ha la coscienza esatta di chi è,
e del suo destino, ma nello stesso tempo l'esperienza umana che sta vivendo
estremamente dolorosa e umiliante.
La morte di Gesù avvenne solo verso le ore tre pomeridiane: la crocifissione invece -
secondo il testo di S. Marco - verso le ore 9 del mattino.
- Eravamo abituati a vedere il Crocifisso dappertutto; oggi assai di meno. Bisogna
rimuoverlo!... dalle aule scolastiche, dalle case, dagli uffici... bisogna evitare che i
bambini soprattutto non abbiano a subire un « trauma »!...
- Prima l'abitudine di vederlo non ci faceva più alcuna impressione, come se fosse la
cosa più naturale di questo mondo: che Dio ci abbia amato sino al punto di venire
quaggiù a soffrire per noi. Eravamo abituati a sottovalutare il peccato: neppure il
Crocifisso ci faceva impressione.
- Oggi, invece, il Crocifisso suscita « inquietitudine »: è un pungolo nella nostra carne di
peccato: occorre « riseppellirlo », « assicurarsi del sepolcro, sigillando la pietra e
mettendovi le guardie ». (Mt. 27, 66).
L'uomo, però, vaneggia tuttora come il sinedrio di allora!
Non c'è cassetto né pattumiera che possa infossare l'immagine del Crocifisso: né falò distruggerlo
sacrilegamente perché egli risorge dall'abisso del nostro cuore: « Tu mi uccidi e io ti salvo! ». Pater,
Ave. «Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio
cuore».
103

XIIIa Stazione
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
GESÙ È DEPOSTO DALLA CROCE
Dal Vangelo di S. Marco: « Sopraggiunta ormai la sera, poiché era la Parascève, cioè la
vigilia del sabato, Giuseppe d'Arimatèa, membro autorevole del sinedrio, che aspettava
anche lui il regno di Dio, andò coraggiosamente da Pilato per chiedere il corpo di Gesù.
Pilato si meravigliò che fosse già morto e, chiamato il centurione, lo interrogò se fosse
morto da tempo. Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe. Egli allora,
comprato un lenzuolo, lo calò giù dalla croce » (Mr. 15,42-46).
Riflettiamo: il corpo del Signore, privo di vita, è il segno che egli ha donato tutto: viene
ora restituito a sua Madre, che continuerà la sua personale immolazione intima,
silenziosa: il suo costante « fiat » al Signore.
E' l'ora in cui la « profetica spada » del dolore squarcia le ultime fibre del suo animo.
Nessuna madre, anche la più ideale, potrà mai capire questo lutto nelle sue motivazioni
che entrano nel mistero dell'amore di Dio per noi e nel mistero della malvagità degli
uomini.
Nemmeno nella sua intensità, perché è la perdita d'un Figlio santissimo, addirittura il
Figlio di Dio: è un lutto provocato da un vincolo naturale che si spezza, come in
qualsiasi mamma; si aggiunge però che in Maria c'è la perfetta consapevolezza - come in
nessun'altra creatura - che questo suo Figlio, « finito » per le mani di « una banda di
malvagi » (sal. 22,17), ha pagato anche per lei, sulla croce, preservandola da qualsiasi
ombra di peccato.
E, infine, come Madre spirituale di tutti i redenti, il suo lutto è aggravato da quei suoi
figli che andranno perduti, nonostante che Gesù abbia pagato così ad alto prezzo la loro
redenzione.
- La Vergine - mentre piega il suo dorso sulla salma del Figlio e 1'esisten-
za sembra che le si spezzi - assurge a figura della Chiesa nascente: nel senso cioè che
com'ella prolunga nel suo cuore la sofferenza redentrice, che nel Figlio ormai spento non
poteva più proseguire; così noi-chiesa siamo chiamati a prolungare in noi la passione del
Cristo. Pater, Ave.
« Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore ».

XIVa Stazione
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
GESÙ VIEN SEPOLTO
Dal vangelo di S. Matteo: « Giuseppe d'Arimatèa, ricevuto il corpo di Gesù, lo avvolse
in una sindone candida e lo pose nel proprio sepolcro nuovo che si era fatto scavare nella
roccia e, rotolata una grande pietra all'ingresso del sepolcro, se ne andò » (Mt. 27,60).
Riflettiamo: la tomba, dove Gesù fu deposto, risulta d'un vestibolo e della stanza
mortuaria più interna, raggiungibile attraverso una porta tanto stretta, che spesso poteva
esser superata solo camminando carponi o inchinati. L'ingresso, basso e stretto, si
chiudeva facendovi rotolare una grossa pietra a forma di macina da mulino.
Avvenuta la tumulazione di Gesù, discepoli e amici - ad eccezione di Giovanni e del
gruppetto delle pie donne - si fan vivi: Giuseppe d'Arimatèa però, non appena avvenuta
104
la morte, « andò coraggiosamente da Pilato », annota S. Marco; « di nascosto per timore
dei giudei », sottolinea S. Giovanni (19, 38).
- Per viverlo, totalmente, il nostro dramma, non poteva mancare alla Passione di Gesù
l'ultimo atto: cioè l'esperienza degli estremi e fragili limiti della amicizia umana. Il suo
dramma s'inizia con il tradimento da parte d'un intimo amico, un apostolo... e si chiude,
alla fine, con l'abbandono da parte dei suoi, buoni ma timidi...
- Aver vicino un amico che « rischi » con noi nell'ora della prova, dell'umiliazione, della
condanna è caso raro: più facile invece che altri vengano allo scoperto, quando non c'è
più nulla da rischiare!
Maria di Magdala e l'altra Maria - il cosiddetto « sesso debole » - che hanno rischiato
lungo la via del Calvario e ai piedi del Crocifisso Signore, rischiano ancora, rimanendo
sedute di fronte al sepolcro. (Cfr. Mt. 27,61).
Affiora in quest'ultima stazione l'insegnamento di Paolo: « Per mezzo del battesimo
siamo dunque stati sepolti insieme con lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato
dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una
vita nuova » (Rom. 6, 4). Pater, Ave.
« Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore ».

XVa Stazione
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
GESÙ RISORGE
« Quando era già l'alba della domenica, le donne andarono al sepolcro, portando gli
aromi che avevano preparato, e videro la pietra rimossa dal sepolcro, ed, entrate, non
trovarono il corpo del Signore. Un angelo disse: « Perché cercate tra i morti colui che
vive? Gesù di Nazaret non è qui, perché è risorto, come aveva detto » (Cfr. Mt. 28, 1;
Mr. 16; Lc. 24; Gv. 20).
Riflettiamo: la preoccupazione di fondo, che emerge evidente, dalle quattro narrazioni
evangeliche, è l'affermazione che il Signore non è un fantasma, ma è veramente il
Crocifisso, e che tale realtà si è imposta agli stessi apostoli che inizialmente erano
increduli e perplessi.
Gesù risorto è colui che è stato « esaltato », « asceso alla gloria del Padre ». Ora è
proprio il Risorto a sollevare dal nostro cuore la pietra pesantissima del nostro orgoglio,
del nostro egoismo, della nostra apatia per aprirci a Dio e ai fratelli.
Aprite! è l'invito continuo del Risorto. Pater, Ave.
« Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore ».

CONCLUSIONE
Importante ricapitolare, perché la « Via Crucis » non svanisca presto.
Tutto quello che Gesù ha fatto, non l'ha fatto solo: l'abbiamo operato noi, con lui e in lui.
« Gesù Cristo e i Cristiani sono uniti e non vanno mai l'uno senza gli altri. Ovunque
Cristo volle operare o soffrire, ogni cristiano, per una gloriosa anticipazione, gli servì di
collega. Ovunque operano o soffrono i cristiani, Cristo a sua volta prende parte, gode o
soffre secondo i casi » (R. Plus: « In Cristo Gesù »).
(Un Padre ed un'Ave secondo le intenzioni del Santo Padre per lucrare l'indulgenza
plenaria, applicabile anche ai defunti. E poi, quanto prima, la confessione sacramentale
e la comunione eucaristica).
105

PREGHIERA FINALE
La tua Chiesa, Signore, viva il mistero del Cristo perché, partecipando ogni giorno alla
sua passione. condivida sin d'ora la sua risurrezione. Per Cristo nostro Signore. Amen.

VIIIa Parte
LITANIE DEL S. CUORE - ALCUNI INNI E CANTI
LITANIE DEL S. CUORE DI GESU'
Signore, pietà.
Signore, pietà.
Cristo, pietà.
Cristo, pietà.
Signore, pietà.
Signore, pietà.
Cristo, ascoltaci.
Cristo, ascoltaci.
Cristo, esaudiscici.
Cristo, esaudiscici.
Padre Celeste, che sei Dio abbi pietà di noi
Figlio Redentore del mondo, che sei Dio abbi pietà di noi
Spirito Santo, che sei Dio abbi pietà di noi
Santa Trinità, unico Dio abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, Figlio dell'Eterno Padre abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, formato dallo Spirito Santo nel seno della Vergine Maria abbi pietà di
noi
Cuore di Gesù, unito alla Persona del Verbo di Dio abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, maestà infinita abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, tempio santo di Dio abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, tabernacolo dell'Altissimo abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, casa di Dio e porta del cielo abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, fornace dì carità abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, fonte di giustizia e di carità abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, pieno di bontà e di amore abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, abisso di ogni virtù abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, degno di ogni lode abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, re e centro di tutti i cuori abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, tesoro inesauribile di sapienza e di scienza abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, in cui abita tutta la pienezza della divinità abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, in cui il Padre si compiacque abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, dalla cui pienezza noi tutti abbiamo ricevuto abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, paziente e misericordioso abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, generoso verso tutti quelli che ti invocano abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, fonte di vita e di santità abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, colmato di insulti abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, propiziazione per i nostri peccati abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, annientato dalle nostre colpe abbi pietà di noi
106
Cuore di Gesù, obbediente fino alla morte abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, trafitto dalla lancia abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, vita e risurrezione nostra abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, pace e riconciliazione nostra abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, vittima per i peccatori abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, salvezza di chi spera in te abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, speranza di chi muore in te abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, gioia di tutti i santi abbi pietà di noi
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo perdonaci, Signore.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo esaudiscici, Signore.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi.
Gesù, mite e umile di cuore, Rendi il nostro cuore simile al tuo.
Preghiamo.
O Dio Padre, che nel Cuore del tuo dilettissimo Figlio ci dai la gioia di celebrare le
grandi opere del suo amore per noi, fa' che da questa fonte inesauribile attingiamo
l'abbondanza dei tuoi doni.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

VENI CREATOR SPIRITUS


- Vieni, o Spirito Creatore, visita le nostre menti, riempi della tua grazia i cuori che hai
creato.
- O dolce consolatore, dono del Padre altissimo, acqua viva, fuoco, amore, santo crisma
dell'anima.
- Dito della mano di Dio, promesso dal Salvatore, irradia i tuoi sette doni,
suscita in noi la parola.
- Sii luce all'intelletto, fiamma ardente nel cuore; sana le nostre ferite col balsamo del
tuo amore.
- Difendici dal nemico, reca in dono la pace, la tua guida invincibile ci preservi dal male.
- Luce d'eterna sapienza, svelaci il grande mistero di Dio Padre e del Figlio uniti in un
solo Amore. Amen.
Preghiamo:
O Dio, che con il dono dello Spirito Santo guidi i credenti alla piena luce della verità,
dònaci di gustare nel tuo Spirito la vera sapienza e di godere sempre del suo conforto.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

GENTI TUTTE
Genti tutte, proclamate il mistero del Signor:
del suo Corpo e del suo Sangue che la Vergine donò
e fu sparso in sacrificio per salvar l'umanità.
Dato a noi da Madre pura per noi tutti s'incarnò:
la feconda sua parola tra le genti seminò, con amore generoso la sua vita consumò. Nella
notte della Cena coi fratelli si trovò: del pasquale sacro rito ogni regola compì,
e agli apostoli ammirati come cibo si donò.
La Parola del Signore pane e vino trasformò: pane in carne, vino in sangue, in memoria
consacrò.
Non i sensi ma la fede prova questa verità. Adoriamo il Sacramento che Dio Padre ci
donò. Nuovo patto, nuovo rito nella fede si compì.
107
Al mistero è fondamento la Parola di Gesù.
Gloria al Padre onnipotente, gloria al Figlio Redentore,
lode grande, sommo onore all'eterna Carità.
Gloria immensa, eterno amore alla Santa Trinità. Amen.
Preghiamo: O Dio, che nel mirabile sacramento dell'Eucaristia ci hai lasciato il
memoriale della tua Pasqua, fa' che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo
Corpo e del tuo Sangue, per sentir sempre in noi i benefici della redenzione. Tu che vivi
e regni per tutti i secoli dei secoli. Amen.

TANTUM ERGO
Adoriamo il Sacramento che Dio Padre ci donò. Nuovo patto, nuovo rito nella fede si
compì.
Al mistero è fondamento la parola di Gesù.
Gloria al Padre onnipotente, gloria al Figlio Redentor, lode grande, sommo onore
all'eterna Carità.
Gloria immensa, eterno amore alla santa Trinità. Amen.

ECCO IL PANE DEGLI ANGELI


- Ecco il pane degli angeli, pane dei pellegrini,
vero pane dei figli: non dev'essere gettato. - Con i simboli è annunziato in Isacco dato a
morte, nell'agnello della Pasqua, nella manna data ai padri.
- Buon pastore, vero pane, o Gesù, pietà di noi: nùtrici e difendici,
portaci ai beni eterni nella terra dei viventi. - Tu che tutto sai e puoi, che ci nutri sulla
terra, conduci i tuoi fratelli alla tavola del cielo, nella gioia dei tuoi santi. Amen.

MISTERO DELLA CENA


Mistero della cena è il Corpo di Gesù. Mistero della croce è il Sangue di Gesù.
E questo pane e vino è Cristo in mezzo ai suoi.
Gesù risorto e vivo sarà sempre con noi. Mistero della Chiesa è il Corpo di Gesù.
Mistero della pace è il Sangue di Gesù. Il pane che mangiamo fratelli ci farà. Intorno a
questo altare l'amore crescerà.

INNO DELLA GUARDIA D'ONORE


1 - Accorrete in allegrezza fide guardie d'onor.
Gesù pien di tenerezza apre a tutti il divin Cuor! Rit.
Formi il mondo tutto quanto nobil guardia d'onor;
e giocondo suoni il canto: « Gloria, amore al Sacro Cuor! ».
2 - Dall'aperta trafittura fiumi sgorgano d'amore:
Ché Gesù senza misura oggi dona i suoi tesor.
Formi il mondo tutto quanto nobil guardia d'onor;
e giocondo suoni il canto: « Gloria, amore al Sacro Cuor! ».
3 - Dolce Cuor della nostra Guida, nostri cuor vivan per Te!
Tu ci mostri la tua luce; sii Tu sempre il nostro Re.
Formi il mondo tutto quanto nobil guardia d'onor;
e giocondo suoni il canto: « Gloria, amore al Sacro Cuor! ».
108
TU SOLE VIVO
Tu sole vivo per me sei Signore, vita e calore diffondi nei cuor.
Tu sul cammino risplendi mio sole, luce ai miei passi Ti voglio, Signor.
La tua parola mi svegli al mattino e mi richiami la sera con te.
Tu sole vivo per me sei Signore, vita e calore diffondi nei cuor.
Tu sul cammino risplendi mio sole, luce ai miei passi Ti voglio, Signor.
Sulla mia casa t'innalzi, mio sole: splenda d'amore, di luce per Te.
Tu sole vivo per me sei Signore, vita e calore diffondi nei cuor.
Tu sul cammino risplendi mio sole, luce ai miei passi Ti voglio, Signor.

RESTA CON NOI


Resta con noi, Signore la sera: resta con noi e avremo la pace.
Resta con noi, non ci lasciar: la notte mai più scenderà.
Resta con noi, non ci lasciar: per le vie del mondo, Signor.
Ti porteremo ai nostri fratelli, ti porteremo lungo le strade.
Resta con noi, non ci lasciar: la notte mai più scenderà.
Resta con noi, non ci lasciar: per le vie del mondo, Signor.
Voglio donarti queste mie mani, voglio donarti questo mio cuore.
Resta con noi, non ci lasciar: la notte mai più scenderà.
Resta con noi, non ci lasciar: per le vie del mondo, Signor.

NOI TI AMIAM SIGNORE


Noi ti amiam, Signor,
noi ti adoriam,
solo a te chiediamo il tuo amore.
Sei tu la luce,
la nostra gioia:
noi ci prostriam, Signor, e ti adoriam.
Resta con noi, Signor, resta con noi.
Dona il Pane del ciel, pegno d'amor.
Sei tu la luce,
la nostra gioia:
noi ci prostriam, Signor, e ti adoriam.

TE DEUM
Noi ti lodiamo, Dio,
ti proclamiamo Signore. O eterno Padre,
tutta la terra ti adora. A te cantano gli angeli
e tutte le potenze dei cieli: Santo, Santo, Santo,
il Signore Dio dell'universo. I cieli e la terra
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli e la candida schiera dei martiri; le voci dei profeti
si uniscono nella tua lode;
la santa Chiesa proclama la tua gloria, adora il tuo unico Figlio,
e lo Spirito Santo Paraclito. O Cristo, re della gloria, eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre per la salvezza dell'uomo.
Vincitore della morte,
109
hai aperto ai credendi il regno dei cieli. Tu siedi alla destra di Dio,
nella gloria del Padre. Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.
Soccorri i tuoi figli, Signore,
che hai redento col tuo sangue prezioso. Accoglici nella tua gloria
nell'assemblea dei santi. Salva il tuo popolo, Signore, guida e proteggi i tuoi figli. Ogni
giorno ti benediciamo, lodiamo il tuo nome per sempre. Degnati oggi, Signore,
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: in te abbiamo sperato.
Pietà di noi, Signore, pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza,
non saremo confusi in eterno.
« O Padre, che esaudisci sempre la voce dei tuoi figli, ricevi il nostro umile rin-
graziamento, e fa' che in una vita serena e libera dalle insidie del male, lavoriamo con
rinnovata fiducia all'edificazione del tuo regno ».
Per Cristo nostro Signore. Amen. (Dalla Liturgia)

GLORIA, AMORE e RIPARAZIONE AL CUOR DI GESU'