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Diritto Tributario - ESERCITAZIONE

Diritto tributario (Università degli Studi di Bergamo)

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SIMULAZIONE DIRITTO TRIBUTARIO #1


1. La riserva di legge di cui all’art. 23 Cost.:
a) Prevede che “per legge” siano disciplinati i tributi;
b) È relativa o assoluta a seconda dell’entità del prelievo;
c) È relativa in quanto fissa un “tetto massimo” all’imposizione;
d) Impone che i tributi siano stabilito “in base” alla sola Legge ordinaria dello Stato
e) Nessuna delle precedenti.

ANALISI DELLA RISPOSTA: La risposta 1 si evince per esclusione, in quanto, la a), b) e


c) sono facilmente escludibili, mentre la d) e la e) possono creare indecisione.
La risposta corretta riversa sulla e) in quanto la d) è corretta solo in parte, infatti suddetta
risposta afferma: <impone che I tributari siano stabiliti “in base” alla legge > (VERO) ma
<”in base” alla SOLA legge ordinaria dello stato> (FALSO). È in base sì alla Legge ordinaria
dello Stato (iter legislativo artt. 71-74) ma altresì ad altri atti aventi forza di legge, legge
regionali, fonti U.E. direttamente applicabili.

2. Il decreto-legge:
a) NON può essere adottato per stabilire nuovi tributi;
b) b) Può disciplinare esclusivamente alcuni profili (presupposto, soggetto passivo, base
imponibile);
c) c) Può essere adottato in ogni caso;
d) d) Può disporre l’istituzione di nuovi tributi;
e) e) Fissa dei principi cui il decreto delegato deve adeguarsi.

ANALISI DELLA RISPOSTA: La risposta 2 osserva due opzioni speculari che vedono
come risposta corretta la a) perché: A tenore dell’articolo 4 legge 212/2000 “non si può
disporre con decreto-legge l’istituzione di nuovi tributi né prevedere l’applicazione di tributi
esistenti ad altre categorie di soggetti”.

3. Il principio di capacità contributiva:


a) È basato sulla capacità economica del contribuente;
b) Impone il rispetto del minimo sindacale;
c) Non consente di dar vita a forfettizzazioni del reddito;
d) Vale per tutti i cittadini;
e) Nessuna delle precedenti.
ANALISI DELLA RISPOSTA: La risposta 3 si evince per esclusione:
a) Non è capacità economica bensì contributiva. A parità di capacità economica non
corrisponde eguale capacità contributiva;
b) garantisce sì il rispetto del minimo VITALE, no il rispetto del minimo sindacale;
c) Non è vera in concreto, nella realtà dei fatti consente di dar vita a forfettizzazione del
reddito; d) L’obbligo di concorrere alle spese pubbliche spetta a TUTTI, cittadini e non.
Capacità contributiva: idoneità del soggetto di sostenere il carico tributario da parte dello
Stato. Se i tributi richiesti dallo Stato sono troppo elevati si finisce con il ledere l’idoneità del

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soggetto definendo così un carattere espropriativo. Le parole rivestono un ruolo


fondamentale, vedi comma 2: <il sistema tributario è INFORMATICO a criteri di
progressività’>, alcuni tributi infatti sono progressivi come ad esempio l’IVA.

4. La capacità contributiva:
a) Non è attuale se si ricollega ad un fatto avvenuto 30 giorni prima del prelievo;
b) Non è effettiva se si ricollega ad un indice <medio ordinario>;
c) È compatibile con norme che prevedono delle agevolazioni;
d) Non tollera che siano imposti tributi con funzione <extrafiscale>.
ANALISI DELLA DOMANDA: La risposta 4 è la c) in quanto:
la a) si esclude per il fatto che il fattore temporale è sì importante ma varia a seconda del
tributo e difficilmente si ricollega ad un fatto di così breve posteriorità;
b) è effettiva se si ricollega ad un indice <medio ordinario> es: reddito fondiario: tassazione
sempre medio ordinaria. Il reddito fondiario viene infatti forfettariamente tassato, tasso la
“ricchezza” che esso genera. Ciò ha quasi un carattere “punitivo” nei confronti del titolare
dell’immobile che potrebbe avere una rendita ma decide ugualmente di non locarlo
(antieconomicità);
d) è falsa, vedi tassa merendine/tassa sulle bibite gassate/sugar tax/carbon tax/ecc.

SIMULAZIONE DI DIRITTO TRIBUTARIO #2

1. I soggetti passivi IRES sono:


a) Tutte le società;
b) Solo le società;
c) Anche gli enti;
d) I soli enti commerciali;
e) Anche <tutte le altre organizzazioni> nei confronti delle quali il presupposto NON si
verifichi <in modo unitario e autonomo>.

ANANLISI DELLA DOMANDA: La risposata della 1 è la c). La e) sarebbe giusta se non vi


fosse in <NON>

2. I componenti positivi e negativi concorrono a formare la base imponibile ai fini Ires


<nell’esercizio di competenza> e, quindi:
a) Mai secondo l’opposto principio di <>;
b) Per i beni mobili, alla data di stipula dell’atto;
c) Per i beni immobili, alla data di consegna;
d) Per i servizi, alla data in cui i servizi sono ultimati;
e) Rappresenta un’espressione del principio di inerenza.

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ANALISI DELLA DOMANDA: La risposta della 2 è la d). vedi articolo 109 TUIR. Co 1.
<< I ricavi, le spese e gli altri componenti positivi e negativi, per i quali le precedenti norme
della presente Sezione non dispongono diversamente, concorrono a formare il reddito
nell'esercizio di competenza; tuttavia i ricavi, le spese e gli altri componenti di cui
nell'esercizio di competenza non sia ancora certa l'esistenza o determinabile in modo
obiettivo l'ammontare concorrono a formarlo nell'esercizio in cui si verificano tali
condizioni>>.

3. Il reddito degli enti non commerciali:


a) È considerato <reddito d’impresa> da qualsiasi fonte provenga;
b)È considerato <reddito diverso> da qualsiasi fonte provenga;
c) Non è assoggettato ad IRES (che si applica alle sole società commerciali);
d)Derivante dallo svolgimento di attività commerciale è <reddito d’impresa> (e
concorre a formare il reddito complessivo);
e) È assoggetto ad IRES perché si tratta di trust.
ANALISI DELLA DOMANDA: La risposta della 3 è la d). Si esclude la risposta c in quanto
articolo 73 TUIR, lett. A D (C ente non commerciale residente) definisce che sono soggetti passivi
IRES.

4. Sono beni relativi all’impresa (nell’IRES):

a) I beni classificati nello stato patrimoniale come attività circolante o come


immobilizzazione;

b) Beni contabilizzati nel conto economico alla voce <ricavi>;

c) I beni immobili; d) Le sole partecipazioni che fruiscono del regime pex;


d) I beni che non fanno parte del patrimonio privato dell’imprenditore.

ANALISI DELLA DOMANDA: La risposta della 4 è la a). Fai attenzione alla domanda: beni
relativi all’impresa, ovvero, beni afferenti all’attività aziendale, quindi qualcosa che postulo
ed immagino nel bilancio. Il bene sarà stato quindi contabilizzato dal redattore del bilancio in
base all’attività/ruolo che il bene assume nell’impresa. Neghiamo le altre risposte: la e) è
sbagliata in quanto se è vero che i beni che fanno parte del patrimonio dell’imprenditore non
fanno parte del patrimonio dell’impresa, ci sono delle situazioni in cui il bene afferente
all’impresa può essere utilizzato dall’imprenditore stesso MA è una regola che non si
descrivere nella suddetta risposta. Sono 2 patrimoni distinti e identificabili dall’inizio e
possono verificarsi dei punti di contatto che riguardano, per l’appunto, l’utilizzo per finalità
estranee. Se il bene viene utilizzato per finalità estranee determina l’emersione di un
componente reddituale, determinato un quindi un ricavo tassabile o una plusvalenza
imponibile. b) ricavi derivano da cessione di beni merce, indennizzi, semilavorati ecc.

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5. La disciplina del reddito ai fini IRES:


a) Si basa sul principio <in derivazione> dal bilancio consolidato;
b) È una disciplina completa che prescinde del tutto dall’utile o dalla predita risultante
dal conto economico;
c) Istituisce la tassabilità di un dato componente di reddito,
d) Determina condizioni, termini e modalità cui è subordinata la tassazione di un
componente positivo (o deducibilità in caso di componenti negative);
e) Non si applica in caso di detenzione di partecipazioni <non qualificate> (in questo
caso applicano ritenute alla fonte).

ANALISI DELLA DOMANDA: La risposta della 5 è la d). La risposta a) viene negata in


quanto SOLO il bilancio (non consolidato): La scelta tra la redazione di un Bilancio
consolidato o un Bilancio d’Esercizio è definita dalla legge. Nel primo caso, il documento si
riferisce alla situazione patrimoniale, finanziaria e al risultato economico, riferiti a un dato
esercizio, di un Gruppo di aziende (holding), considerate come un’unica impresa, o di
un’azienda che detiene partecipazioni significative in altre aziende. Le singole società
componenti la holding, nel Bilancio consolidato, perderanno la propria individualità giuridica
e andranno a far parte, assieme ai propri Bilanci d’Esercizio, dell’entità Gruppo. Con il D.lgs.
n° 137 del 3/11/2008, l’ordinamento normativo italiano ha recepito una direttiva europea sul
tema. Con esso sono state introdotte nuove regole che riguardano i limiti dell’attivo dello
stato patrimoniale e dei ricavi ai fini della redazione del Bilancio consolidato, innalzandoli
rispetto alla precedente normativa (art. 27 del D.lgs. 09/04/1991, n. 127). Oltre ai nuovi limiti
definiti dal Decreto legislativo sopra indicato, i casi di obbligatorietà o esenzione dalla
redazione di un Bilancio consolidato (casi in cui, dunque, sarà sufficiente la presentazione di
un Bilancio d’Esercizio) sono legati anche al numero di dipendenti impiegati. Limite che è
rimasto invariato rispetto alla norma del 1991 e che si calcola su base media giornaliera. b) è
l’opposto. C) troppo vaga. e) la distinzione tra partecipazioni qualificate e non qualificate
NON assume più rilievo nemmeno in ambito IRPEF. Nel caso IRES deve essere valutato se
la partecipazione fruisca o non fruisca del regime PEX e quindi dei due requisiti in capo alla
partecipante e dei due requisiti in capo alla partecipata, soddisfatti i quali si potrà accedere
all’esenzione del 95% della plusvalenza.

RIPASSO. CONCETTO GIURIDICO DI CAPACITÀ CONTRIBUTIVA E I SUOI


PROFILI ESSENZIALI
Innanzitutto, quando si afferma che l’unico effettivo limite al potere impositivo sarebbe
costituito dalla necessità che nelle sue scelte il legislatore non travalichi il principio di
ragionevolezza, si finisce per svuotare di ogni sostanziale contenuto l’articolo 53 cost.,
poiché il rispetto di tale principio discende già dal contenuto precettivo dell’articolo 3 cost.

Quanto poi al concetto di capacità contributiva posto in stretto collegamento con gli indici
rivelatori del godimento di servizi pubblici, se è vero che è irrilevante la finalizzazione delle
entrate impositive alla copertura delle spese da sostenere per una particolare categoria di
servizi, quelli indivisibili, non può non essere altrettanto irrilevante l’eventuale godimento dei
servizi medesimi che si accompagni alla titolarità dei fatti espressivi di quella forza
economica costituente il nucleo essenziale, per generale convincimento, della capacità
contributiva.

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Si aggiunga che la gamma dei principali tributi del nostro ordinamento tributario tende a
colpire fatti o situazioni che, nel mentre sono rivelatori di una forza economica, non lasciano
alcun modo dedurre un collegamento di quest’ultima con l’utilizzazione di questo o quel
servizio. Maggior credito meritano le altre tesi che si mostrano sensibili all’inquadramento
della disposizione in esame nel più ampio panorama delle norme costituzionali. Sennonché si
trascura che l’articolo 53 cost., collocato nell’ambito della disciplina dei rapporti politici,
costituisce altresì concreta estrinsecazione nella nostra materia della norma cardine sancita
dall’articolo 2 cost., la quale chiama i membri della collettività all’adempimento “dei doveri
inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”; talché la tutela dell’iniziativa
economica privata si scontra inevitabilmente con l’attuazione di siffatti doveri di solidarietà
mediante il prelievo tributario.

Invero, niente autorizza a trasformare in limiti interni quelli che sono viceversa limiti esterni
al potere impositivo, i quali, lungi dal concorrere a identificare il concetto di capacità
contributiva, costituiscono vincoli a sé stanti con i quale sicuramente viene a interferire
l’azione del legislatore volta a soddisfare le esigenze sottese all’articolo 53 cost. Pertanto, la
scelta in ordine alle manifestazioni di capacità contributiva da assoggettare al prelievo resta
rimessa al legislatore, fermi i limiti, che sono appunto limiti esterni all’articolo 53 cost.,
frapposti dalla necessità di attenersi a criteri di razionalità e di darsi carico del rispetto e del
perseguimento anche delle predette ulteriori esigenze oggetto pure esse di tutela e garanzia
costituzionali.
I due corollari principale sono: attualità e effettività.
RICORDA CHE IL SISTEMA TRIBUTARIO DEVE ESSERE PREVEDIBLE.

SIMULAZIONE DI DIRITTO TRIBUTARIO #3

1. Come si può attivare il contribuente prima di adire al contenzioso avverso l’atto di


accertamento?
a) Contemporaneamente proporre ricorso alla Commissione ed istanza di accertamento
con adesione
b) Presentare un’istanza di accertamento con adesione all’Ufficio impositore
c) Richiedere al Giudice tributario la sospensione dei termini onde proporre ricorso in
attesa della definizione amministrativa dell’accertamento.
2. Il Registro delle Imprese è tenuto:
a) Dalla Cancelleria del Tribunale
b) Dalla Camera di Commercio
c) Dall’Ufficio Provinciale del Lavoro
3. La cambiale, il vaglia cambiario e l'assegno bancario irregolari al bollo sono
comunque titoli esecutivi?
a) No, diventano esecutivi dopo la regolarizzazione dell'imposta e il pagamento delle
sanzioni
b) No

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c) Si
4. La ritenuta a titolo di acconto è:
a) L’imposta trattenuta dal sostituto a titolo definitivo
b) L’imposta trattenuta dal sostituto a titolo provvisorio
c) Qualsiasi trattenuta effettuata solo dalle società di capitale ai propri dipendenti
5. E' obbligatorio indicare anche il codice fiscale, oltre alla partita IVA, sulle
dichiarazioni annuali IVA presentate in via autonoma?
a) No
b) Si
c) Solo nel caso che i due numeri siano diversi
6. Quale dei seguenti è considerato elemento essenziale della scheda carburanti?
a) Il formato
b) La numerazione progressiva della scheda
c) La bollatura
7. Che tipo di imposta è l'accisa?
a) Un’imposta sulla fabbricazione e sul consumo
b) Un’imposta diretta che colpisce il reddito
c) Un’imposta che incide sul valore aggiunto.
8. Che effetti esplica la registrazione di un atto?
a) Attesta l’esistenza degli atti e attribuisce ad essi data certa di fronte ai terzi per
memoria dei posteri
b) Per memoria dei posteri
c) Per poter riscuotere l’imposta
9. In quale delle seguenti imposte l’aliquota aumenta con il progredire del reddito?
a) IRPEF
b) IVA
c) IRAP
10. Da che cosa è costituita la base imponibile nell'imposizione diretta?
a) Dal reddito complessivo al netto degli oneri deducibili
b) Dall’ammontare dei redditi esenti
c) Dal reddito complessivo al lordo degli oneri deducibili
11. Un'impresa di trasporti riceve l'incarico di recapitare una tonnellata di marmo. Il
camion conclude il trasporto in data 30.12.99, ma la fattura viene emessa nel 2000. Qual
è l'anno di competenza del ricavo relativo al trasporto eseguito?
a) Il 2000, perché è quello in cui la prestazione viene fatturata
b) Il 2000, perché solo allora il cliente paga il compenso
c) Il 1999

12. Entro che termine deve essere comunicato all’Ufficio IVA l’inizio dell’ attività?
a) 10 giorni
b) 30 giorni
c) 20 giorni
13. Il codice fiscale della società è:

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a) Numerico
b) Alfanumerico
c) Alfabetico
14. Per il prelievo di beni dell’azienda per consumo personale o familiare si deve
emettere fattura?
a) No
b) Si, la c.d. “autofattura”
c) Solo in caso di beni di notevole valore
15. Un chirurgo effettua un intervento nel 1999, ed emette la relativa fattura. Il cliente
paga nel 2000, un compenso che deve essere inserito:
a) Nel reddito del 2000, perché in tale anno è stata emessa la fattura
b) Nel reddito del 2000, perché in tale anno è avvenuto il pagamento
c) Nel reddito del 1999, perché in tale anno è stata effettuata la prestazione
16. Il sostituto di imposta
a) E’ obbligato a denunciare le trattenute operate tramite una apposita dichiarazione
b) Non è obbligato a presentare alcuna dichiarazione
c) E’ obbligato a presentare una dichiarazione solo se l’Agenzia delle Entrate deve
rimborsare eventuali somme

17. Cosa si intende per “volume d’affari”?


a) Il totale delle vendite e delle prestazioni di servizi realizzate dall’azienda
b) La differenza fra le entrate e le uscite dell’azienda
c) Il numero dei clienti dell’azienda

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