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LEZIONE 12 MARZO

La storia della narrazione breve in Italia corrisponde alla storia del genere della novella. Mentre nelle altre
letterature ci sono state altre forme di narrazione breve (Es. fablieux in Francia, narrazione in versi). È
necessario, prima di giungere a Basile, soffermarsi su questo genere e capirne gli aspetti fondamentali.

I tratti della narrazione breve sono brevitas e linearità: in queste narrazioni non ci sono analessi (recupero
di informazioni precedenti) né prolessi (anticipazione di una narrazione). Il termine novella, che è
antecedente anche all’epoca di Boccaccio, significa notizia (news), che è la terza caratteristica della
narrazione: tratta di cose sconosciute, inedite. In latino, l’aggettivo novum significa anche straordinario.
Quindi la novella non solo propone la novità, ma anche cose fuori dall’ordinario, eventi prodigiosi e
meritevoli di essere osservati con attenzione, poiché, nel sistema culturale di cui stiamo parlando, gli eventi
hanno un significato portante. Se qualcosa accade fuori dall’ordinario, c’è una ragione: Es, La peste esiste
perché l’uomo si è comportato male. Anche un evento che a noi sembra impossibile, all’epoca veniva
interpretato come qualcosa di realmente accaduto, il cui racconto era dunque realistico.

Il racconto di una notizia, non è necessariamente un racconto scritto, è un passaggio anche orale.

Con l’operazione di Boccaccio, il termine è stato rivoluzionato completamente, diventando, in ambito


tecnico, un termine chiaro, tanto da definire un genere letterario. Cosa ha significato l’operazione di
Boccaccio? Quest’ultimo ha creato una struttura che le ha tenute assieme. Prima del Decameron c’è il
mondo dell’oralità, che circolano in un determinato ambiente ; spesso si parla anche di storie di tradimenti
che viaggiano nella città di Firenze.

Prima del Decameron, esiste il mondo dell’oralità e del commento; dopo con l’uscita dell’opera, il
commento e il pettegolezzo sono rientrati in una struttura letteraria. Che cambia, naturalmente negli anni
(Verga, Pirandello). Boccaccio decide di tenere insieme cento racconti attraverso un dispositivo formale.
Questa è la cornice, o novella portante: la prima, ci fa pensare ad un qualcosa che contiene e che delimita;
ha un valore strutturante, di perimetro, che separa i racconti dal mondo esterno. Se usiamo il secondo
termine, ci riferiamo ad un racconto che si svolge nel tempo, dentro il quale racconto ci sono altri racconti.

(Spiega la Cornice del Decameron) La convivenza dei giovani diventa una struttura letteraria. E’ la forma che
Boccaccio affibbia alla novella. Nel Decameron, la novella assume una struttura, cosa che non accade per
Verga in Vita dei Campi, o per Pirandello, in Novelle per un anno.

All’interno della narrazione breve e della novella, possiamo inserire il Cunto. La cornice di quest’ultimo è
particolare, non solo per il tipo di storia che viene narrata, ma anche per la struttura che produce è
particolare.

(LEGGE IL TESTO P 10)

“Fu proverbio ...”, subito entra in gioco l’uso del proverbio. Per commentare quest’ultimo, ne utilizza un
altro: “Ed è evidente...”.

“Come successe...”, introduce in medias res uno dei personaggi principali della storia: la schiava che osò
cambiare il suo status sociale.

Su questo punto si focalizza Josè Antonio Maravalle, studioso della letteratura spagnola e di conseguenza di
quella napoletana del ‘600, ha spiegato che la cultura del Barocco si caratterizza per quattro aspetti : è una
cultura urbana, di massa, diretta, conservatrice, che valorizza i valori che restano. Di conseguenza, non è
possibile che una schiava possa cambiare il suo stato sociale.

RUOTA DELLA FORTUNA: “ Chi ha avuto la presunzione… più male si fa”. E’ la ruota dei calci : si va in alto
per poi tornare in basso, rovesciamento di sorte.
Continua il racconto.

Zoza è malinconica: l’eroina che non ride mai è estremamente presente nelle fiabe popolari, come dimostra
“Motive index of folktales” . Il re mette in campo tutti modi straordinari che possono indurre al riso,
elementi strettamente popolari.

Sequenza di insulti: di andamento litanico, a mo’ di lista, catalogo, accumulazione retorica.

Il gesto della Vecchia è significativo: alza la tela dell’apparato, la gonna, mostrando la scena boschereccia, il
sesso peloso. La tela dell’apparato ricorda il Teatro (immersione nel mondo popolare). In seguito all’alzata
boschereccia, Zoza scoppia a ridere.