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HEGEL 9 (spirito assoluto)

-Lo Spirito Assoluto è l’ultima parte del sistema hegeliano. L’Enciclopedia delle Scienze
Filoso che si divide in tre sezioni: la logica, la loso a della natura e la loso a dello spirito.
Quest’ultima sezione si divide a sua volta in loso a dello spirito soggettivo (Fenomenologia dello
Spirito), loso a dello spirito oggettivo (concetto di stato etico) e loso a dello spirito assoluto. La
loso a dello spirito assoluto rappresenta la sintesi dei primi due momenti (serie di rapporti
dialettici tra spirito soggettivo che funge da tesi, spirito oggettivo che funge da antitesi e spirito
assoluto che funge da sintesi dei due momenti).

Lo spirito assoluto è in momento in cui l’Idea (ragione o assoluto) giunge alla piena coscienza
della propria in nità o assolutezza.

——>oppure: lo spirito assoluto è il momento in cui l’idea giunge all’autocoscienza, ossia alla
coscienza di se stessa (ovvero della propria in nità o assolutezza——>coscienza del fatto che
tutto è spirito e che non vi è nulla al di fuori dello spirito).

-Si tratta di una de nizione simile a quella dello spirito soggettivo. La Fenomenologia dello spirito
(intesa come opera), infatti, descrive lo svolgersi allo spirito, la sua evoluzione no alla sua presa
di coscienza (la Fenomenologia dello spirito non è altro che la storia romanza della coscienza
umana che prende consapevolezza di essere parte dello spirito——>la presa di consapevolezza
dell’essere umano coincide con l’autocoscienza stessa dello spirito——>coscienza umana e
spirito non sono enti distinti——>nel momento in cui l’essere umano prende coscienza di essere
parte dello spirito, allo stesso tempo lo spirito prende coscienza di se stesso, proprio perché la
coscienza umana è parte dello spirito). Quale è la di erenza tra spirito soggettivo e spirito
assoluto? La loso a dello spirito soggettivo si occupa di descrivere l’evoluzione dello spirito dal
punto di vista della coscienza umana, cioè descrive come si evolve lo spirito a partire dalle
coscienze individuali (emergere dell’autocoscienza degli individui tramite lo scontro). La loso a
dello spirito assoluto, invece, si occupa dell’evoluzione dello spirito dal punto di vista dello spirito
stesso (non dal punto di vista degli individui). Il soggetto di cui Hegel tratta in questa sezione
dell’opera è lo spirito inteso come cultura, come fenomeno collettivo, universale (non più come
coscienza umana che si sviluppa nel tempo attraverso una serie di gure, no all’autocoscienza
dello spirito).

-Che cosa è la cultura? La cultura è quanto concorre alla formazione dell’individuo sul piano
intellettuale e morale e all’acquisizione della consapevolezza del ruolo che gli compete nella
società. Più comunemente, la cultura è il patrimonio delle condizioni e delle esperienze acquisite
tramite lo studio, ai ni di una speci ca preparazione in uno o più campi del sapere. In senso
antropologico, il complesso delle manifestazioni della vita materiale, sociale e spirituale di un
popolo o di un gruppo etnico, in relazione alle varie fasi di un processo evolutivo o ai diversi
periodi storici o alle condizioni ambientali.

——>signi cato individuale= si riferisce alla formazione culturale di un individuo

——>signi cato antropologico= si riferisce alla cultura di diversi popoli

-In che senso la cultura coincide con lo spirito assoluto? Solitamente l’uomo stabilisce un certo
rapporto di causa ed e etto tra di individui stessi e la cultura (di solito si pensa che siamogli
intellettuali a creare la cultura). Più in generale, si può a ermare che tutti gli esseri umani
contribuiscono a formare una certa cultura, sia che si tratti di cultura elevata, sia che si tratti di
credenze e usanze popolari. In entrambi i casi, però, si concepisce il soggetto umano come causa
della cultura (produttore di cultura).

——>es. la cultura rinascimentale è stata creata da una ristretta cerchia di uomini orentini del
‘500. Pochi individui sono bastati al ne di dare vita ad una delle più alte manifestazioni culturali di
tutti i tempi in tutti (in tutti i campi del sapere)——>[rapporto di causa ed e etto].

Hegel pensa che sia tutto il contrario. Il losofo riconosce che materialmente sono i popoli a
creare alla cultura, ma allo stesso tempo (ripetendo un ragionamento giù utilizzato per descrivere
il rapporto tra individuo e stato) pensa che sia la cultura a fare gli uomini (inverte il rapporto di
causa ed e etto).

In che senso si può dire che la cultura sia causa e l’individuo sia e etto? Hegel a erma che la
cultura forma gli individui poiché ogni uomo nasce già in un preciso contesto culturale. Quindi la
cultura diventa causa dell’individuo (lui è quello che è perché si forma in un determinato contesto
culturale——>poi può intraprendere delle strade di erenti).

La cultura è un soggetto storico, più di quanto lo sia l’individuo. Quest’ultimo, per Hegel, non è
altro che una manifestazione della cultura a cui appartiene.

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——>la cultura non è solo uno strumento al servizio dell’umanità ma è l’orizzonte attraverso il
quale si forma l’uomo n dalla sua nascita.

-Perché la cultura, così intesa, rappresenta lo spirito assoluto? La cultura è un fenomeno


universale, assoluto, non individuale (sicuramente è un soggetto più quali cato dell’individuo per
rappresentare l’assoluto). Essa rappresenta l’assoluto in quanto sintesi dello spirito oggettivo
(piano collettivo——>stato, ambiente in cui cresce e si sviluppa l’uomo) e soggettivo (piano
individuale——>soggetto, coscienza, sviluppo). La cultura è prodotta dall’individuo (mantiene un
suo carattere di individualità) ma allo stesso tempo è un fenomeno assoluto (nel momento in cui
gli individui creano la cultura, essa diventa parte di un fenomeno universale oggettivo)

——>lo spirito è un patrimonio spirituale collettivo, poiché appartiene ad un intero popolo o


all’intera umanità ed è immateriale (può avere dei risvolti materiali ma rimane comunque un
fenomeno spirituale——>nel senso che è associato alla coscienza umana). La cultura non si trova
in natura ma appartiene al mondo umano, allo spirito (in quanto ente non astratto——>si riferisce
alla coscienza umana, alle sue produzioni e tutto ciò che ha a che fare con l’anima).

CULTURA——>fenomeno universale, assoluto

——>fenomeno spirituale

——>sintesi di spirito soggettivo e spirito oggettivo (ha una sua oggettività)

La cultura è spirito assoluto in quanto sintetizza il soggettivo, che è rappresentato dall’apporto


che l’individuo da alla cultura stessa, e l’oggettivo, che è dato dall’universalità di tale fenomeno (è
indipendente dall’individuo ma allo stesso tempo lo determina).

-Kant e Hegel hanno due concezioni di erenti dell’apprendimento (derivanti da due concezioni del
mondo diverse). Kant da più importanza allo sviluppo delle competenze (ricavare da se stessi le
nozioni loso che——>d’altronde è un illuminista). Hegel, invece, da più importanza (non ha
senso sviluppare un ragionamento loso co se non si parte dal pensiero loso co della storia——
>per il losofo la storia è di primaria importanza).

-Lo spirito assoluto si divide in tre momenti dialettici, i quali corrispondono alle tre principali
attività culturali. Essi sono (in ordine di perfezione crescente):

1) L’arte=conosce l’Assoluto nella forma dell’intuizione sensibile; ricorre alle forme sensibili
(suoni, parole, immagini).

2) La religione=conosce l’Assoluto nella forma della rappresentazione (metafora);

3) La loso a=conosce l’Assoluto nella forma del puro concetto;

La scienza non viene presa in considerazione poiché, per Hegel, questa disciplina è compresa
nella loso a. Tuttavia si tratta di un’attività culturale di derivazione loso ca molto parziale. La
loso a esprime lo spirito, ossia la realtà in generale, mentre la scienza si occupa di determinati
settori della realtà (la scienza è quella parte della loso a che si è staccata dal ramo principale e
ha messo a punto un metodo sperimentale volto a studiare aspetti settoriale della natura——>no
visione plenaria della realtà).

-La di erenza tra arte religione e loso a non è di tipo contenutistico(tutte esprimono l’Assoluto).
Ciò che di erisce è la modalità di espressione dell’Assoluto.

ARTE
-L’artista è colui che cerca, anche inconsapevolmente, di rappresentare in forma sensibile lo
spirito. Lui percepisce una realtà più grande di lui, sente che esiste uno spirito, sente di farne
parte e cerca di rappresentare questa sua intuizione ricorrendo alle forme sensibili. Per Hegel,
l’arte è una forma necessaria per esprimere l’assoluto, ha avuto una funzione storica decisiva, ma
è una forma imperfetta. Questo giudizio è dettato dal fatto che l’arte, proprio pecche si mantiene
sul piano dell’intuizione sensibile, non è in grado di guadagnare una visione chiara dell’assoluto
(solo la loso a può riuscirci poiché fa uso di concetti).

——>si oppone a Schelling (arte come forma di espressione suprema dell’assoluto——>visione


romantica in contrasto con la visione razionalista di Hegel).

-Hegel ha distinto tre momenti dialettici dell’arte:

1) l’arte simbolica=si riferisce all’antica arte orientale (civiltà persiana, egizia…). E’ l’arte di livello
minore rispetto alle altre forme artistiche che si sviluppano nel corso del tempo poiché essa vive
di uno squilibrio tra il contenuto che si vuole rappresentare (spirito) e tra la forma della
rappresentazione (modo in cui la consapevolezza dello spirito viene rappresentata in forma
sensibile). Questo sbilanciamento era dovuto al fatto che gli artisti delle antiche civiltà orientali
avevano ancora una consapevolezza molto vaga di cosa fosse lo spirito. Per questo non
riuscivano a trovare la forma giusta tramite cui rappresentarlo.

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——>l’essere umano avvertiva la presenza dello spirito ma in modo molto confuso (altrettanto
confuse erano le forme attraverso cui veniva rappresentato il contenuto spirituale). Le forme
artistiche erano bizzarre, astratte e gigantesche (segnalano il desiderio di rappresentare la
misteriosità e la grandezza dell’Assoluto senza però averne i mezzi).

2) l’arte classica=momento in cui l’arte raggiunge il suo perfetto equilibrio. Gli artisti greci,
secondo Hegel, hanno saputo trovare un perfetto equilibrio tra il contenuto spirituale e la forma
sensibile. Per questo motivo hanno avuto una visione più chiara dello spirito e sono riusciti a
trovare delle forme adeguate per rappresentarlo. La statue greche, nella loro perfezione,
esprimono un contenuto spirituale in quanto sono corpi che si riferiscono a oggetti materiali
idealizzati (non sono la ripetizione pura e semplice delle gure antropomorfe——
>spiritualizzazione della natura, natura come sarebbe se fosse perfetta

3) l’arte romantica=si forma a partire dall’arte cristiana e rappresenta il momento conclusivo


dell’arte. Essa vive di nuovo uno squilibrio tra contenuto e forme, il quale però è opposto a quello
dell’arte simbolica. Gli artisti romantici hanno un sentimento talmente chiaro dello spirito,
dell’Assoluto, dell’in nito che non trovano più le forme per rappresentarlo (l’artista romantico vive
e si strugge per l’Assoluto e cerca di rappresentarlo, pur non riuscendoci mai completamente——
>più cerca di dare rappresentare l’Assoluto più sente il bisogno di rappresentarlo di nuovo, di
dargli una forma migliore).

——> gli artisti romantici sono consapevoli dell’impossibilità di rappresentare l’Assoluto tramite
immagini nite——>questo genera un inappagamento incolmabile (“” desiderio del desiderio).

——>con l’arte romantica l’arte esaurisce la sua funzione di rappresentare l’assoluto (l’artista
raggiunge la consapevolezza di non poter rappresentare compiutamente lo spirito). Hegel parla di
crisi e morte dell’arte. Un segnale molto evidente di questo fatto è la progressiva astrazione/
concettualizzazione dell’arte.

RELIGIONE
-La religione è anch’essa un modo inadeguato di esprimere l’assoluto, ma comunque
maggiormente perfetta dell’arte. Essa (intesa in senso generico——>tutte le religioni) esprime
l’Assoluto ricorrendo alle rappresentazioni, ossia delle metafore (non ricorrono ne alle forme
sensibili dell’arte ne al puro concetto della loso a).

——>es. [religione cristiana——>esprime in modo maggiormente perfetto l’Assoluto, senza però


mai raggiungere la perfezione della loso a] la religione cristiana ritene che esista un Dio
cosciente, onnipotente e buono che crea il mondo. Quest’ultimo è concepito come diverso dal
suo creatore (Dio e mondo sono due enti separati legati da un rapporto di causa e etto). La
visione cristiana della realtà non è altro che una metafora della comprensione ancora molto vaga
del rapporto che c’è all’interno dell’Assoluto tra Spirito e Natura (due momenti dialettici
dell’assoluto——>intrinsecamente legati e complementari, le quali non si creano vicenda ma
esistono insieme).

——>Dio=spirito

——>Mondo=Natura

Si tratta di un tentativo di esprimere l’assoluto in forma metaforica e antropomor ca (=tende ad


interpretare la realtà ricorrendo a situazione note all’uomo——>il concetto di Dio creatore è un
concetto antropomor co poiché si fonda sul principio umano di produzione). Allo stesso modo
anche il concetto di trinità è una metafora (esprime la triade dialettica——>modo inadeguato di
concepire i rapporti dialettici).

Proprio perché la religione è un’espressione inadeguata dello spirito, allora deve necessariamente
trapassare nella loso a (causa della coscienza infelice——>un cristiano non potrà mai essere
felice, poiché non concepirà mai Dio nella sua immanenza nella realtà).

FILOSOFIA
-La loso a è il massimo grado della cultura e rappresenta il momento in cui l’Assoluto prende
coscienza di sé attraverso l’uomo. I due fatti combaciano poichè da una parte è l’essere umano
che sviluppa la loso a (l’idealismo e, in particolare, l’hegelismo——>forma di loso a che arriva
a cogliere lo spirito in tutte le sue determinazioni dialettiche) e dall’altra l’attività loso ca
dell’uomo coincide con lo sviluppo stesso dello spirito (è lo spirito stesso che, mediante la
loso a, prende coscienza di sé——>uomo e spirito non sono due enti distinti——>quanto più
l’uomo prende coscienza dello spirito tanto più lo spirito prende coscienza di sei stesso). Hegel
ritiene fondamentale l’insegnamento della storia della loso a nelle scuole poiché ogni corrente
loso ca rappresenta un momento dialettico assolutamente necessario al ne di giungere
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all’idealismo (all’hegelismo in particolare——>la loso a di Hegel rappresenta il compimento di
tutta la storia della loso a e il compimento dell’evoluzione dello spirito).

Inoltre, lo spirito per Hegel coincide con Dio (no Dio cosciente come nelle religioni monoteistiche
——>ricorda più il Dio di Giordano Bruno). Quest’ultimo è immanente (coincide con la logica, con
la ragione che muove il mondo) e si fa cosciente gradualmente, ossia raggiunge alla sua
autocoscienza solo nel momento in cui la loso a raggiunge il suo massimo sviluppo.

Dio 1) principio razionale immanente che governa la realtà

2) spirito (tutto ciò che l’uomo pensa e compie)

3) storia (eventi di cui la cultura, le istituzioni politiche, le singole azioni, le singole vite sono

espressione)

Non ci sono mai stati loso che hanno attribuito una tale funzione universale alla loso a.
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