Sei sulla pagina 1di 4

HEGEL 3/4

DIALETTICA 2
-La dialettica non è per Hegel soltanto la logica di sviluppo della realtà. È anche la logica che il
losofo (o più in generale l’individuo) deve utilizzare per comprendere la realtà (la quale possiede
una natura dialettica).

Dialettica ––––>1) struttura logica della realtà

––––>2) logica attraverso cui comprendere la realtà (per l’uomo)

Siccome la realtà ha una natura dialettica, ossia vive di contraddizioni che tendono a riconciliarsi,
l’uomo deve assumere come strategia di comprensione proprio questa stessa logica (la strategia
deve conformarsi alla struttura della realtà). L'uomo deve ragionare in modo dialettico se vuole
comprendere una realtà strutturata in modo dialettico.

Hegel, però, attua una distinzione tra intelletto e ragione (facoltà su cui aveva già ri ettuto Kant).

Kant
L’intelletto è la facoltà che permette di organizzare l’esperienza e comprendere la realtà
fenomenica——>per questo le conoscenze intellettuali sono valide [non oltrepassano il campo
dell’esperienza].

La ragione è la facoltà che spinge l’uomo a voler conoscere ciò che non può essere conosciuto
(questioni meta siche irrisolvibili——>non sono su ragate dal contributo empirico). La
meta sica, però, se non sfocia nella pretesa di conoscere la realtà nella sua interezza, può
risultare utile a livello scienti co (la ragione spinge lo scienziato a porsi domande sempre più
profonde, ricercando risposte sempre più comprensibili——>tuttavia lo scienziato è
consapevole che non vi è la possibilità di raggiungere la conoscenza assoluta) e pratico.

Al di la del campo empirico l’uomo non può conseguire nessuna conoscenza certa (l’uomo non
potrà mai raggiungere la conoscenza assoluta della realtà).
Hegel
L’intelletto è una facoltà conoscitiva limitata poiché si riferisce al campo empirico.

La ragione è la facoltà che permettere di conoscere la realtà nella sua interezza (facoltà
superiore all’intelletto). Ciò accade poiché essa consente di conoscere le cose in rapporto
all’insieme di cui fanno parte. Questo per Hegel signi ca considerare gli enti come unità
d’opposti, come sintesi (visione dialettica della realtà——>la realtà è strutturata in modo
dialettico, vive di opposizioni——>insieme di elementi complementari che non possono essere
analizzati distintamente). Le cose hanno sempre un legame con il loro opposto (non ha senso
studiare la mente se non si considera il corpo, ossia la base organica).

L’uomo ha la possibilità di spingere la sua indagine oltre il campo empirico e raggiungere delle
certezze (dovere di raggiungere una conoscenza assoluta——>conoscenza che va oltre il campo
empirico).
Perché Hegel a erma la superiorità della ragione rispetto all’intelletto?

L’intelletto permette di riconoscere gli enti in se stessi, distinguendoli gli uni dagli altri senza alcun
riferimento al contesto nel quale sono inseriti (nella forma A è A, in quanto non è B——>il bene è
ciò che è giusto, in quanto il bene non è male). Esso è una facoltà analitica (la sua funzione è
analizzare, distinguere——>riferimento alla seconda delle quattro leggi di Cartesio:
scomposizione dei problemi al ne un’analisi migliore), la quale però è limitata. L’intelletto, infatti,
non può cogliere la visione d’insieme (trama di relazione che connette gli enti——>visione parziale
della realtà).

Es. distinzione netta tra psiche e materia (visione intellettualistica——>è utile distinguere il campo
psichico dal campo materiale, poiché consente ai sici di studiare nella loro nuda oggettività i
fenomeni naturali e agli psicologi di mettere a nudo le problematiche psicologiche in quanto tali).
Problema——>non si riesce più a comprendere il rapporto esistente tra psiche e materia
(divisione in Rex Cogitans e Rex Extensa di Cartesio)——>non si può ignorare il fatto che vi è un
legame tra la mente dello scienziato ed il mondo subatomico che viene osservato.

L’uomo, tuttavia, se vuole comprendere la realtà nella sua totalità necessita della loso a (la quale
fa uso ragione).

——>intelletto (facoltà della scienza)= vantaggio: l’isolamento dei fenomeni ne consente una
maggiore comprensione/ svantaggio: settorialità della scienza (no visione di insieme).

——>ragione (facoltà della loso a)= vantaggio: comprensione più generale della realtà

svantaggio: perdita di chiarezza.

-La dialettica, considerata come strumento conoscitivo della realtà, è un processo che si
compone di tre momenti:

fi
fi
ff
fi

fi
fi
fi
fi
fi
ff
fi
fi
fl
fi
1)momento astratto (o momento intellettuale)——>l’intelletto cerca di comprendere le cose
distinguendole le une dalle altre.

2)momento dialettico (o negativo razionale)——>momento in cui la ragione mette in moto le


distinzioni stabilite dall’intelletto (si so erma sui rapporti di opposizione tra gli elementi, sulle
di erenze reciproche). La ragione comprendere che le cose vanno capite in relazione le une con le
altre.

3)momento speculativo (o positivo razionale)——>la ragione acquisisce la capacità de nitiva di


cogliere l’insieme di relazioni/opposizioni di cui si intesse la realtà (attua una sintesi, coglie la
profonda unità dell’insieme——>superamento del secondo momento).

Es. 1)l’intelletto distingue tra pensiero e materia e li comprende separatamente

2)la ragione comprende che, per capire realmente cosa sono materia e pensiero, bisogna
considerarli come elementi opposti ma relazionati l’uno all’altro.

3)la ragione comprende quale è l’unità di pensiero e materia.

RISOLUZIONE DEL FINITO NELL’INFINITO


-L’assoluto per Hegel è la totalità della realtà, la quale si manifesta sotto forma di natura (mondo
esteriore——>tutto ciò che l’uomo percepisce come esteriore alla propria coscienza) e spirito
(tutto ciò che rientra nella coscienza umana e tutto ciò che l’uomo produce——>opere umane/
mondo umano). Esso, costituendo la realtà nella sua interezza, viene chiamato dal losofo anche
“In nito” (per sua natura, comprende un insieme in nito di parti nite).

Es. i singoli eventi storici sono circoscrivibili, ma la loro successione è in nita.

Es. gli uomini sono esseri niti (nello spazio, nel tempo e nel pensiero), ma l’umanità è
potenzialmente in nita.

Vi è un rapporto strettissimo tra nito e in nito poiché il nito si riferisce agli elementi che
costituiscono l’in nito e quest’ultimo si riferisce all’insieme che comprende le singole parti nite.

L’Assoluto non è una realtà astratta o trascendente (come Dio) ma coincide con la realtà stessa
(principio immanente). Il sistema hegeliano potrebbe essere de nito monismo panteistico (Dio è
un principio immanente, Io e In nito sono la realtà stessa——>Hegel tende ad attribuire il
carattere divino alla realtà).

-Paragone tra Hegel e Spinoza:

1)Spinoza= Dio è una sostanza ed è statica (non si evolve).

2)Hegel= l’Assoluto è una realtà dinamica, segue un suo percorso (non nasce già compiuto, deve
compiersi attraverso un cammino lungo e faticoso). Il compimento dell’Assoluto (la sua
destinazione nale) è l’acquisizione di un’autocoscienza (l’Assoluto si rende cosciente di se——
>la realtà nel suo complesso non è cosciente di se, deve diventarlo). Lo strumento che consente
l’acquisizione di un’autocoscienza è l’essere umano (nello speci co i loso ——>in particolare di
Hegel stesso——>non solo rivela all’uomo quale è il signi cato della realtà ma permette alla realtà
stessa di diventare cosciente di se). La storia umana non è altro che la storia dell’Assoluto che
cerca di diventare cosciente di sé.

-L’uomo è la parte più nobile dell’Assoluto (non ne è distinto), è la coscienza stessa dell’Assoluto
(perché ne è parte e perché attraverso di lui l’Assoluto acquisisce coscienza di se).

ES. foglio di carta come espressione dell’Assoluto (l’essere umano è l’estremità del foglio——>il
foglio si piega su stesso——>l’essere umano diventa cosciente di essere parte del foglio).

Acquisizione di coscienza da parte dell’Assoluto——>l’essere umano si rende conto che tutto


quello che è successo prima (sia a livello di processi naturali, sia a livello di processi storici) era
tutto destinato a nché l’Assoluto prendesse coscienza di se (consapevolezza di esistere/
consapevolezza dell’esistenza dell’universo/consapevolezza di far parte di questo universo/
consapevolezza di provenire da questo universo——>con l’Assoluto anche l’uomo acquisisce
coscienza poiché ne è anch’esso una parte). Dal momento che esiste una continuità tra la materia
e gli individui, allora signi ca che l’uomo rappresenta l’occhio attraverso cui l’universo guarda se
stesso.

La coscienza umana può essere considerata come la coscienza che l’Assoluto acquisisce di se
stesso (=condizione attraverso cui l’Universo prende coscienza di se e della sua storia).

Consapevolezza di 1) sé.

2) degli eventi naturali e delle vicende umane (caratterizzati da eventi nalizzati

all’acquisizione dell’autocoscienza).

-La visione di Hegel è nalistica. Vi è una ragione che direziona gli eventi naturali e le vicende
storiche verso un ne speci co.

ff
fi
fi
ffi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
ff
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
-Hegel non crede nell’evoluzionismo (l’uomo non si è evoluto, è sempre esistito——>Darwin
pubblica l’origine delle specie alcuni anni dopo la morte del losofo, nel 1859). Crede però che
l’Universo abbia avuto un suo processo di sviluppo (creazione dell’universo——>apparizione
dell’essere umano——>sviluppo della coscienza umana).

-Per Hegel, come per ogni idealista, l’essere umano ha un ruolo cosmico, divino.

IDEA, NATURA E SPIRITO: LE PARTIZIONI DELLA FILOSOFIA


-L’idea è sinonimo di ragione, razionalità (non intesa come facoltà conoscitiva dell’uomo ma
intesa come essenza della realtà, come logica che guida gli eventi).

Questione terminologica
Per Hegel l’Idea è anche Assoluto (totalità della realtà) poiché se la realtà è totalmente razionale e
l’Assoluto coincide con la realtà, allora l’Assoluto può essere chiamato anche Idea (Assoluto
come realtà razionale).

Oppure
Ma siccome per Hegel vi è una coincidenza totale tra ragione e realtà, allora l’Idea rappresenta la
realtà nel suo complesso (poiché essa è razionale). Allora essa coincide anche con l’Assoluto, dal
momento che esso rappresenta la totalità della realtà (completamente razionale).

Piccola sfumatura di signi cato:

-Idea=totalità della realtà intesa nella sua razionalità.

-Assoluto=totalità della realtà considerata nel suo complesso.

Assoluto=totalità della realtà

Realtà=ragione

Ragione=Idea

Assoluto=Idea

-L’idea, come sinonimo di assoluto, si manifesta in tre forme (tre momenti):

1)Idea in se per sé (tesi)——>idea considerata in se stessa. Rappresenta la razionalità


dell’assoluto da un punto di vista astratto (a prescindere dalla sua realizzazione concreta nella
realtà——>razionalità pura). Può anche essere de nito come l’ossatura logico-razionale della
realtà considerata nella sua pura astrazione. La parte della loso a hegeliana che si occupa di
studiare l’assoluto da un punto di vista astratto (come pura ragione che governa il mondo) è la
logica.

2)Idea fuori di sé (antitesi)——>idea che si concretizza nello spazio e nel tempo (idea che si
realizza concretamente nel mondo naturale). Rappresenta l’idea che si rivela nella natura (una
delle due manifestazioni concrete dell’Assoluto). Il termine “fuori di se” sottolinea l’alienazione
dell’idea nelle realtà spazio-temporali del mondo (=processo di estraniazione, allontanamento da
se stessa). La scelta di questa formulazione è volta a sottolineare il passaggio dall’astratto al
concreto ed esprimere l’allentamento apparente dalla razionalità che caratterizza il reale (nella
natura la ragione si aliena da se stessa, dalla propria razionalità, poiché non è cosciente).

Infatti, la natura è una parte della realtà ed ha una sua struttura razionale (anche i processi naturali
hanno la loro logica di sviluppo——> ne: consentire lo sviluppo della vita e quindi l’apparizione
della coscienza). In essa, tuttavia, questa razionalità è ancora primordiale (inconscia, sepolta da
fenomeni che sono apparentemente caotici e casuali). Proprio perché l’Idea sembra perdere la
propria razionalità, allora Hegel associa al concetto di idea quello di estrinsecazione.

IDEA FUORI DI SE’ 1) si concretizza

2) non è cosciente di se

3) si aliena nella natura

La parte della loso a hegeliana che si occupa di studiare la natura è la loso a della natura.

3)Idea che ritorna in sé(sintesi)——>rappresenta l’assoluto come Spirito. L’Idea, dopo essersi
fatta natura, se ne distacca per divenire coscienza (razionalità cosciente). L’Idea considerata sotto
forma di natura è una razionalità non consapevole di se stessa, mentre lo Spirito rappresenta
l’idea (sviluppo razionale della realtà) che prende coscienza di se stessa.

La storia dello Spirito è la storia dell’acquisizione graduale di coscienza da parte dell’uomo (e


quindi da parte dell’idea), la quale culmina con la loso a (la storia dello Spirito corrisponde alla
storia della coscienza umana, poiché l’Idea prende coscienza di sé attraverso l’uomo).

La parte della loso a hegeliana che si occupa di studiare lo Spirito (idea che prende
consapevolezza di se nell’uomo e attraverso l’uomo) è la loso a dello spirito.

fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
Spirito= razionalità+consapevolezza

Coscienza umana=coscienza che l’Idea ha di sé

La suddivisione dell’Idea in momenti rappresenta un schema triatico dialettico (tesi, antitesi,


sintesi). La natura rappresenta l’antitesi poiché la concretezza dell’idea fuori di sé si contrappone
all’astrazione dell’idea in sé per sé. Lo Spirito (razionalità che prende coscienza di sé) rappresenta
una sintesi dei due opposti poiché sintetizza da una parte la razionalità pura dell’idea in sé per sé
e dall’altra la concretezza apparentemente irrazionale dell’idea fuori di sé.

La loso a dello spirito a sua volta si divide in tre parti (struttura triatica):

1) La loso a dello spirito soggettivo


2) La loso a dello spirito oggettivo

3) La loso a dello spirito assoluto

fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi