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HEGEL 1/2

VITA E RAPPORTO CON SCHELLING


-Hegel, insieme a Kant, è il punto di riferimento della loso a ottocentesca (contemporanea) ed è
anche il fondamento della dottrina marxista (il marxismo nasce su basi hegeliane).

L’hegelismo è il punto di arrivo dell’idealismo romantico tedesco e, più in generale (dal punto di
vista della storiogra a loso ca), è considerato il massimo compimento di tutta la loso a
moderna (iniziata con Cartesio).

Hegel stesso interpreta la storia della loso a come un processo ininterrotto, seppur con ittuale,
che porta poi al suo stesso sistema loso co (considera il suo pensiero come il compimento di
tutta la storia della loso a).

-Schelling ha avuto un’importanza decisiva nella formazione del sistema hegeliano (l’elaborazione
del pensiero di Hegel non sarebbe stata possibile senza di lui). I due loso si conobbero da
studenti, nel prestigioso (e fortemente tradizionalista) collegio di Tubinga (città della Germania
meridionale) e divennero subito amici*(si aggiunse al gruppo anche Horderline il quale, insieme a
Novalis, è stato il più grande poeta del Romanticismo tedesco——>sodalizio di tre intellettuali di
grandissimo spessore). La loro adolescenza fu caratterizzata dalla lettura dei testi di Kant ( losofo
più rivoluzionario dell’epoca).

In quegli anni i ragazzi furono animati dal fervore rivoluzionario (anche in Germania arrivarono gli
echi della celebre insurrezione popolare) e inizialmente si schierarono a favore della rivoluzione
(piantarono un albero come simbolo della libertà——>gesto consueto dell’epoca volto a
manifestare la propria adesione ai principi della rivoluzione——>venne anche aperta un’inchiesta
all’interno del collegio per individuare il colpevole). Crescendo però, vennero a conoscenza del
suo lato sanguinoso (periodo del terrore) e presero le distanze da questi eccessi.
Successivamente Hegel sposò le iniziative di Napoleone (divenne napoleonico) ed in seguito alla
sua scon tta divenne un sostenitore del Regno di Prussia (regno conservatore di stampo
assolutistico). ——>pensiero politico labile

Hegel 1- lorivoluzionario

2- lonapoleonico

3- loprussiano

Nonostante fosse animato da interessi di tipo politico ed economico (motivi dell’instabilità del suo
pensiero politico), il losofo rimase sempre fedele al principio di adesione allo stato di diritto
(=stato che si fonda sul dominio della legge, la quale è uguale per tutti——>no arbitrio personale).
Sia la repubblica francese del 1792, sia lo stato napoleonico, sia lo stato prussiano (per buona
parte), sono state tre espressioni, seppur molto diverse, dello stato di diritto (promozione del
rispetto della legge come principio fondamentale/uguaglianza dei diritti civili [non politici=il diritto
di voto viene acquisito solo a ne ‘800]). Quest’ultimo si forma in seguito all’abbattimento
dell’ancien regime (caratterizzato dalla distinzione di tre ordini: nobiltà, clero e terzo stato
[disuguaglianza=diritto sotto forma di privilegio]).

-I rapporti tra Hegel e Schelling si deteriorarono molto presto. Nel 1801 il pensiero di Schelling era
già pienamente formato (era un enfants prodiges——>all’età di diciotto anni aveva già elaborato il
suo sistema loso co) mentre quello di Hegel si stava ancora formando (fu un genio tardivo e si
accodò al pensiero dell’amico). In quell’anno Hegel scrisse un’opera intitolata “Di erenza tra il
sistema loso co di Fichte e quello di Schelling” nella quale si mostrò concorde al pensiero del
compagno (nei confronti di Fichte mosse critiche analoghe a quelle formulate da Schelling).
Tuttavia quest’ultimo non fu esente da alcune piccole obiezioni, le quali furono poi la causa del
loro distaccamento a partire dal 1807 (anno di pubblicazione della sua opera più importante:
la“fenomenologia dello spirito”). Infatti, nella prefazione alla Fenomenologia dello Spirito, Hegel
a ermò di voler prendere le distanze dalla loso a di Schelling, la quale venne sottoposta ad una
dura critica. Divennero rivali e si contesero per un breve periodo il primato nel mondo universitario
germanico (Hegel oscurò subito il pensiero loso co di Schelling——>quando ricevette l’incarico
di insegnare all’università di Berlino e venne protetto dalle autorità prussiane, divenne il più
celebre losofo del mondo accademico tedesco).

FICHTE VS HEGEL (RUOLO DEL FILOSOFO/SPIRITO/NATURA/RAGIONE/IDEA)


-Nei suoi scritti Hegel (Di erenza tra il sistema loso co di Fichte e quello di Schelling/
Fenomenologia dello spirito) mette in luce che l’idealismo soggettivistico di Fichte si fonda
sull’inconciliabilità tra Io e non-Io. Quest’ultimi, infatti, sono complementari (non possono esistere
in modo indipendente l’uno dall’altro) poiché l’Io (inteso come Io assoluto) deve porre
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necessariamente un non-Io per agire ma la presenza del non-Io scompone a sua volta l’Io
assoluto in diversi Io niti (individui inseriti in una realtà che si oppone). Il rapporto dell’uomo con il
mondo allora diviene uno “streben”, ossia uno sforzo attivo [e mai concluso] volto alla ricerca del
perfezionamento morale, il quale comporta la conquista di forme di civiltà sempre più progredite
dal punto di vista civile, la dichiarazione della propria indipendenza nei confronti del mondo ed il
tentativo da parte dell’essere umano di manipolare la realtà. Si tratta di un processo destinato a
non concludersi mai poiché gli uomini, quando raggiungono i loro obiettivi (sociali, tecnici,
economici, politici), il non-Io pone loro nuove s de. Questo processo in nito è chiamato da Hegel
“cattivo in nito” poiché si tratta di una progressione inconcludente (non rivela all’uomo quale è il
senso ultimo delle sue azioni, quale è la destinazione nale del progresso umano) .

→Fichte indica la direzione verso cui l’umanità deve progredire (forme sempre più alte di civiltà e
progresso tecnologico——>cammino verso la libertà, verso l’indipendenza dell’uomo rispetto alla
realtà naturale in cui è inserito) ma questo per Hegel non è su ciente. Il compito della loso a è
indicare anche la destinazione, il punto di arrivo. Per Fichte il raggiungimento di questa
destinazione è impossibile dal momento che il progresso è in nito (presupposto loso co molto
forte——>il non-Io, la realtà non è adattabile alle esigenze dell’uomo e fornisce continuamente a
quest’ultimo nuovi problemi da risolvere).

-Perché Hegel ritiene che la loso a, intesa come sapere universale, possa riconoscere che ci sia
un destino ultimo da compiere e che possa rivelarlo all’umanità? (Prospettiva quasi religiosa——
>tuttavia, nonostante la formazione di Hegel sia religiosa, giunge a conclusioni non legate alla
fede). La sua convinzione deriva dal fatto che, secondo il losofo, la natura e la storia sono
regolate da speci ci principi (non vi sono solo leggi naturali comprensibili dalla scienza——>vi
sono anche leggi storiche). Il losofo è chiamato a scoprire queste leggi e sulla base di queste
individuare il destino ultimo dell’uomo. La gura del losofo acquista maggiore importanza
rispetto a quella dello scienziato dal momento che quest’ultimo si occupa dello studio della realtà
secondo i criteri di una speci ca disciplina (al contrario del losofo che studia la realtà in generale,
l’essere in quanto tale/è in grado di cogliere le leggi generali che regolano natura e storia ed
individuare il destino che l’uomo è chiamato a compiere——>principio già a ermato da
Aristotele). Per Hegel la realtà, sia essa intesa come natura o come storia umana (spirito*=mondo
umano/coscienza umana/opere che l’uomo compie——>di erente dallo “spirito” di Fichte, inteso
come Io), è interamente razionale (regolati da meccanismi razionali/ordinati razionalmente——
>celebre espressione: ”tutto ciò che è razionale è reale, tutto ciò che è reale è razionale”).

*Spirito: gli attribuisce un’importanza maggiore rispetto a Fichte (ne chiarisce il signi cato). Per
Hegel lo Spirito non si limita a rappresentare l’Io (inteso come come si coscienza individuale sia
come coscienza collettiva) ma indica anche tutte le opere compiute dall’uomo (azioni che
l’uomo compie/prodotti realizzati dall’uomo). L’insieme di tutte le azioni che l’uomo compie è
inserito all’interno della storia (ecco perché lo spirito coincide con la storia——>la storia è il
succedersi di tutte le azioni umane individuali e collettive——>nello Spirito rientra tutto ciò che
riguarda l’uomo).

Natura: realtà percepita come esterna all’uomo (universo).

Contrapposizione tra Spirito e Natura——>richiama la contrapposizione tra Io e non-Io messa


in luce da Fichte.

→”tutto ciò che è razionale è reale”=tutto ciò che ha una ragione (una sua ragion d’essere) per
accadere necessariamente accade. ——>ra orza il concetto di razionalità.

→”tutto ciò che è reale è razionale”= tutto ciò che esiste (sia fenomeno naturale o evento storico)
ha una sua precisa ragion d’essere, esiste per un motivo. Secondo Hegel nel mondo non vi è
spazio per la casualità, tutto è determinato (per certi versi è determinista come Spinoza). La
ragione non è semplicemente la facoltà tramite cui l’uomo conosce il mondo ma rappresenta la
sostanza stessa del mondo. Essa, intesa come essenza della realtà, viene chiamata dal losofo
“idea” (“logos” per i greci——>l’ordine stesso della realtà).

——>Il termine “ragione” non indica semplicemente una facoltà umana (modalità secondo cui
l’uomo cerca di fornire una spiegazione razionale ai quesiti che si pone) ma è anche l’essenza, la
sostanza, la struttura dell’uomo (ragione come idea, come struttura logica della realtà).

-Questa impostazione quasi deterministica di Hegel rischia di degenerare, come metteranno poi
in luce alcuni sui interpretati successivi (soprattutto Vratz) in una forma di giusti cazionismo.

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Giusti cazionismo (termine coniato dagli interpreti successivi di Hegel): partendo dal
presupposto che ogni evento ha una sua ragion d’essere si rischia poi di assumere una
posizione giusti catrice in ambito storico-politico (giusti cazione di tutto ciò che accade poiché
considerato necessario ed inevitabile).

Marx (inizialmente hegeliano——> losofo d’azione, volta al ne pratico) arriverà ad a ermare


che, se tutti gli uomini assumessero la posizione di Hegel (la giusti cazione di tutte le opere
umane avrebbe portato alla giusti cazione dell’esistenza dello stato prussiano——>stato
maggiormente conservatore del tempo), non vi sarebbe più alcuna trasformazione sociale.

→giusti cazione dell’esistente in quanto tale

→rinuncia all’azione

Atteggiamento rivolta giusti care l’esistente per come è (atteggiamento negativo——


>giusti care l’esistente signi ca annullare la possibilità di considerare la realtà come
trasformabile, migliorabile).

-Compito della loso a——>indicare all’uomo il destino al quale è chiamato (direzione del
progresso della società umana).

Compito del losofo——>individuare le leggi, la logica, la ragione che muove gli eventi verso
questa speci ca direzione.

In questi due punti il losofo si allontana completamente dal criticismo di Kant poiché Hegel
oltrepassa i limiti alla conoscenza umana imposti dal suo predecessore (oltre ciò che rientra
nell’esperienza non vi è nulla di certo→la meta sica, ossia lo sforzo di comprensione della realtà,
è destinato a fallire). I loso non avrebbero mai potuto indicare quale fosse il destino dell’umanità
o, addirittura, indicare cosa fosse il destino stesso (questioni meta siche irrilevanti dal punto di
vista loso co). Hegel, in uno slancio razionale, a erma non solo che è possibile ma che è anche
doveroso per il losofo raggiungere la conoscenza assoluta, totale.

——>rovesciamento del criticismo kantiano (da loso a che è espressione dell’illuminismo a


loso a che è espressione del romanticismo——>idea di poter conoscere l’assoluto).

DIFFERENZE TRA FICHTE E SCHELLING


-Per Schelling la natura è spirito (non sono due enti distinti). Il losofo accusa Fichte di
soggettivismo, ossia di aver ridotto la natura (il non-Io) ad una produzione del soggetto, dello
Spirito (idealismo soggettivistico——>il soggetto assume un ruolo preponderante rispetto alla
natura, poiché essa è una creazione dello spirito). Schelling, invece, sostiene che Spirito e natura
siano due volti della realtà dotati di pari valore (nessuno dei due precede l’altro——
>manifestazioni complementari=parti dell’essere profondamente unite).

→ no realismo——>visione loso ca secondo cui prima esiste una realtà loso ca e poi esiste lo
spirito (=produzione della realtà naturale).

→no idealismo soggettivistico di Fichte——>non è lo Spirito a creare la natura.

La natura è attività naturale inconscia (c’è della spiritualità nella natura——>spiritualità latente dei
corpi inanimati), mentre lo Spirito è natura divenuta cosciente di sé (espressioni di una realtà unica
che Schelling chiama “assoluto”). Le forze naturali non sono prettamente meccaniche ma
possiedono dei tratti spirituali.

ES. forza di gravità——>no pura interpretazione newtoniana (forza di gravità come manifestazione
di spiritualità=la forza di gravità rappresenta il desiderio inconscio di corpi inanimati di attrarsi——
>visione romantica).

-Hegel critica aspramente la posizione di Schelling (a partire dalla fenomenologia dello spirito del
1807). Per il losofo, Schelling non ha saputo mettere in luce le contraddizioni che caratterizzano
la realtà, la quale vive di con itti (visione troppo unitaria della realtà——>”il sistema di Schelling
assomiglia ad una notte in cui tutte le vacche sono nere”——>non si distinguono gli elementi che
compongono la realtà). Non facendo questo, Schelling non è stato in grado di spiegare la
dinamica della storia (se la storia procede per opposizioni, le quali però non vengono messe in
luce dal losofo, essa perde il suo senso).

——>non considerazione verso le contraddizioni che caratterizzano la realtà.

——>perdita del senso storico della realtà.

DIALETTICA 1
-Per Hegel la realtà ha una natura estremamente contraddittoria, con ittuale (natura dialettica——
>la dialettica rappresenta la natura contraddittoria della realtà——>la realtà vive di opposizioni,
momenti, processi, individui che costantemente si oppongono gli uni agli altri). Questa lotta
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incessante tra gli elementi che compongono la realtà (sia naturale che storica) segue uno sviluppo
molto preciso (ordine logico/andamento razionale).

ES. ogni avvenimento storico o individuale può accadere solo in contrapposizione ad un altro
evento che lo nega. L’adolescenza può esistere solo in contrapposizione all’infanzia (adolescenza
come negazione dell’infanzia——>discussione delle gure parentali e della società, in
contrapposizione alla ricerca di protezione famigliare che caratterizza l’infanzia——>a ermazione
della propria libertà e della propria indipendenza).

ES. la rivoluzione francese è potuta accadere solo come negazione della società di Antico
Regime.

In entrambi gli esempi si può notare come i processi descritti siano destinati ad essere negati a
loro volta (l’adolescenza tende a negare se stessa trasformandosi in maturità——>maturità come
sintesi tra infanzia e adolescenza: viene stabilito un equilibrio tra l’individuo e la famiglia/società).

——>dall’infanzia si recupera il rapporto non con ittuale tra individuo e la famiglia/società

——>dell’adolescenza si mantiene la conquista della propria autonomia, della propria


indipendenza.

La rivoluzione francese tende ad essere superato (trasformazione in stato napoleonico——>stato


di diritto come sintesi della società dell’antico regime e della società rivoluzionaria).

——>dall’antico regime recupera la gerarchizzazione della società (ordine sociale preciso).

——>della rivoluzione francese mantiene gli ideali di libertà e uguaglianza di tutti di fronte alla
legge (uguaglianza dei diritti civili).

La realtà si articola in tre momenti (termini utilizzati dagli interpreti di Hegel):

1-Tesi (momento iniziale)=superato dal secondo momento.

2-Antitesi (secondo momento).

3-Sintesi (terzo momento)=sintesi dei due momenti precedenti. Essa viene a sua volta negata ed
il processo ricomincia.

Nell’insieme questo processo dinamico che si articola in tre momenti è de nita dialettica (legge di
sviluppo della realtà in modo razionale——>percorso razionale di sviluppo che si articola in tre
fasi). Il losofo può andare ad indicare quale è il destino ultimo dell’uomo (=riconoscimento della
sintesi nale) poiché può riconoscere il cammino dialettico della storia umana.

Dialettica——>legge che muove la realtà in modo razionale. La razionalità consiste nella


formulazione di una tesi in contemporanea alla formulazione di un’antitesi (contrapposizione
necessaria tra tesi e antitesi).

-Negli ultimi secoli dell’Impero Romano e durante i primi secoli del medioevo (dal 300 al 900 d.C.)
si produce un’opposizione tra il mondo latino-romano ed il mondo germanico (contrapposizione
tra il mondo civile ed il mondo barbarico). Questi due mondi entrano in contatto e si gradualmente
iniziano a scontrarsi. La società feudale medievale che si viene a formare è una sorta di sintesi tra
i due mondi opposti (regni romano-germanici——>sintesi dialettica tra culture di erenti/allo
stesso tempo rappresenta una tesi destinata a generare un nuovo con itto). All’aristocrazia
feudale (ceto dominante nel medioevo) si contrapporrà poi la borghesia (si contrapporrà una
società non più basata sul privilegio di pochi ma sull’uguaglianza di tutti——>società fondata sul
diritto, inteso come caratteristica inviolabile dell’individuo). Si giungerà poi all’Illuminismo, il quale
sfocerà nella rivoluzione francese (periodo di massimo con itto——>nascita dello stato
napoleonico come sintesi dei periodi precedenti).

-Storia——>successioni di eventi messi in moto da una serie di opposizioni continue (nel


momento stesso in cui inizia un periodo storico, nascono i requisiti a nché nasca un periodo che
vi si oppone).

-Filoso a come la nottola di Minerva (spicca il volo quando il sole sorge——>la loso a giunge
dopo che gli eventi sono già compiuti——>la loso a non deve pretendere di trasformare la realtà
guidando gli eventi ma deve limitarsi a riconoscere la necessità con la quale gli eventi si
realizzano).

-Il processo storico, con il suo moto dialettico, si protrarrà all’in nito? No, vi sarà una sintesi nale
(quando la storia dello spirito raggiungerà il suo ne ultimo). Per Fichte invece il processo è
sempre attivo (l’essere umano non potrà mai avere ragione del non-Io).
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