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Liceo scientifico statale “Talete”, via G.

Camozzi, 2 – 00195, Roma

Classe 4 a Sez. G, prof. Marcovalerio Di Schiena

Compito a distanza di Filosofia del giorno 18.5.2021

1. Qual è il problema fondamentale dell’opera e come crede Kant di risolverlo?

2. Esponi e molto succintamente discuti le quattro antinomie della ragione pura.

3. **Secondo te perché la dottrina dello schematismo trascendentale è tanto problematica?

1 - La critica della ragione pura è essenzialmente un'analisi critica del fondamento della conoscenza. Il
capolavoro di Kant indaga sulla forma di valutazione e ricerca di due tipi di pensiero: la scienza e la
metafisica. Queste si presentano in modi diversi: la prima appare come una conoscenza di base in
continua evoluzione; la metafisica aspira a trascendere l'esperienza e fornire soluzioni opposte allo
stesso problema, e sembra che non abbia trovato affatto una strada scientificamente definita. Kant
ritiene che vi sia un'urgente necessità di una revisione completa della struttura e dell'efficacia della
conoscenza per affrontare queste due aree di pensiero. La ricerca di Kant assume una forma specifica di
ricerca, con l'obiettivo di determinare come la matematica e la fisica siano rese possibili come scienze e
come la metafisica sia resa possibile come tendenza naturali e scientifica. Nel caso della matematica e
della fisica si tratta solo di giustificare i fatti e di chiarire le condizioni che lo rendono possibile, mentre
nel caso della metafisica si tratta di scoprire se esiste davvero un problema che possa legittimarne le
affermazioni, o se è una scienza o se è inevitabilmente condannata come non scientifica. Kant crede
fermamente che la conoscenza umana, in particolare la scienza, fornisca esempi di principi assoluti, vale
a dire verità universali e verità necessarie, che sono applicabili ovunque e sempre allo stesso modo. Pur
derivando parzialmente dall'esperienza, la scienza presuppone anche alcuni principi inalterabili come
fondamento. Kant ha chiamato questo tipo di principii "giudizi sintetici a priori".

2 - Le antinomie di Kant rappresentano dei postulati sul mondo di cui non si può affermare né
l’impossibilità né la certezza. Ogni antinomia è costituita da una tesi e un'antitesi tra loro opposte che
nessuno può verificare:

1 Antinomia: Tesi: il mondo ha un inizio secondo il tempo e lo spazio (dunque possiede un inizio e una
fine); Antitesi: il mondo è infinito, sia nel tempo sia nello spazio.

2 Antinomia: Tesi: tutto nel mondo è costituito del semplice; Antitesi: non esiste nulla di semplice, tutto è
complesso.

3 Antinomia: Tesi: La causalità secondo le leggi della natura non è la sola da cui possono essere derivati
tutti i fenomeni del mondo. È necessario ammettere per la formulazione di essi anche una causalità per la
libertà; Antitesi: nel mondo non c'è nessuna libertà, ma tutto accade unicamente secondo leggi della
natura. Per quanto riguarda la terza antinomia, va sottolineato che si riferisce alla distinzione tra
necessità e non necessità: secondo l'argomento, le cose accadranno anche se non è necessario, mentre
l'argomento opposto segue la visione del mondo di Spinoza. .

4 Antinomia: Tesi: esiste un essere necessario che è causa del mondo Antitesi: non esiste alcun essere
necessario, né nel mondo né fuori dal mondo, che sia causa di esso.
La cosmologia razionale corrisponde al mondo e si basa anche su un concetto sbagliato: il mondo è
definito dalla cosmologia razionale come un insieme di tutti i fenomeni possibili, ma le persone non
possono conoscere tutti i fenomeni, ma possono solo sperimentarli uno alla volta. L'idea del mondo,
quindi, non rientra nell'ambito di alcuna esperienza possibile, perché è impossibile conoscere tutti i
singoli fenomeni del mondo: a questo proposito Kant si è dimostrato empirista.

Francesco Bennati