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Tipologie fondamentali di direzione della luce in fotografia

Scritto da Gabriele Chiesa


Categoria: Didattica della fotografia (/didattica-della-fotografia.html)

Consideriamo le situazioni di base dell'illuminazione.

Ci sono cinque condizioni caratteristiche i cui effetti sono facilmente riconoscibili. Corrispondono ai casi in cui la luce, rispetto al soggetto (non alla
fotocamera), giunge frontalmente, lateralmente, dal retro, dall'alto e dal basso. Nella pratica questi effetti vengono usati molto raramente da soli e
normalmente vengono combinati.

L'illuminazione frontale

Quando la luce cade perpendicolarmente alla parte anteriore del soggetto, provoca ombre indefinite, visibili dal punto in cui si trova l'apparecchio
fotografico se anche questo è vicino alla sorgente di luce o quasi in asse con essa.

n questo modo, il soggetto illuminato e ripreso frontalmente appare praticamente privo di rilievo; si distingue soltanto per la sua forma sullo sfondo
e per la diversità di colore e di tono. Quando tuttavia la superficie del soggetto è inclinata in rapporto alla fotocamera (per esempio nei ritratti ciò
accade in particolare per le guance e il collo) si riflette verso l'obiettivo una quantità inferiore di luce, e questo fatto giustifica la comparsa di tonalità
progressivamente più scure anche su alcune aree colpite appunto da illuminazione frontale.

L'illuminazione frontale è piatta e senza ombre; porta a immagini in chiave alta (high-key) di soggetti privi di forti contrasti tonali o di colori. Può però
essere particolarmente raccomandabile con pellicole diapositive a colori nel caso in cui si voglia ottenere la massima fedeltà cromatica in rapporto
all'originale, in quanto tutti i diversi colori del soggetto ricevono la medesima illuminazione (meglio se diffusa) e vengono così più facilmente
compresi nella zona di latitudine di posa di un'invertibile.

L'illuminazione frontale è abbastanza frequente anche quando si lavora in luce diurna e si verifica quando il sole si trova alle spalle del fotografo. Per
questo motivo viene di solito accettata senza difficoltà dall'osservatore, che la trova del tutto normale.

L'illuminazione laterale.

Quando la fonte di luce si trova posta lateralmente rispetto all'asse fotocamera-soggetto, illumina completamente un fianco del soggetto stesso e
ascia l'altro nella più completa oscurità. Il soggetto assume così un forte rilievo, in quanto le parti che sporgono vengono evidenziate al massimo e
ognuna viene resa in una metà molto chiara, e in una molto scura, a volte nera. Anche l'illuminazione laterale è comune nell'esperienza visiva di tutti i
giorni e viene pertanto accettata come naturale.

I'illuminazione dall'alto

Se la luce arriva sul soggetto dall'alto, provoca ombre simili a quelle già prese in considerazione con l'illuminazione laterale. Vengono pertanto
evidenziate le parti sporgenti o rientranti del soggetto, che saranno riprodotte in parte molto chiare e in parte molto scure. Tranne che nei paesi
tropicali, l'illuminazione dall'alto non si verifica se non in studio e appare quindi innaturale agli occhi di un osservatore.

L'illuminazione dal basso

Quando la luce raggiunge il soggetto dal basso, le ombre sono rivolte verso l'alto. Le parti sporgenti sono chiare nella parte bassa e in ombra nella
parte alta. Le ombre proiettate vanno a fondersi con la parte alta del soggetto, anche essa in ombra, dando luogo a un'unica zona molto scura.

L'illuminazione dal basso non si verifica praticamente mai in natura e appare dunque piuttosto innaturale. La situazione più tipica in cui si usa questo
tipo di illuminazione è quella delle rappresentazioni teatrali, in cui spesso le luci del palcoscenico vengono sfruttate per creare una particolare
atmosfera drammatica.

L'illuminazione da dietro

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tipologie-fondamentali-di-direzione-della-luce-in-fotografia.html#top)
Ponendo la sorgente di luce dietro il soggetto, questo risulta completamente in ombra, ma la sua presenza viene sottolineata da un bordo luminoso
che deriva dalla riflessione dei raggi sulle superfici ruvide, sui tessuti o sui capelli: l'effetto ricorda quello di un'eclisse di sole. Il bordo di luce si
allarga spostando la sorgente di luce lateralmente, verso l'alto o verso il basso. Questo effetto di illuminazione è normale quando il sole sorge o
tramonta, e non appare pertanto innaturale. Nello stesso tempo lascia però la parte anteriore del soggetto completamente in ombra, per cui in
fotografia di solito si ritiene opportuno schiarire questa parte frontale e a tale scopo si ricorre spesso a un pannello riflettente o a una seconda
sorgente di luce.

Le luci fondamentali

Non ci sono limiti al numero di sorgenti di luce che si vogliono usare, né al ruolo che ciascuna può svolgere come componente di un determinato
schema di illuminazione. Ogni fonte di luce può assumere però soltanto quattro particolari funzioni (anche se un solo illuminatore - lampada o flash
- può assumere contemporaneamente più di una funzione) quella di luce principale, di luce secondaria, di luce d'effetto o di luce per lo sfondo.

La luce principale

n ogni schema di illuminazione c'è una luce che predomina sulle altre; determina le luci e le ombre più importanti e la sua posizione condiziona
'effetto generale del risultato finale. Altre luci abbastanza intense per competere con quella principale potrebbero produrre altre ombre, dividere
'interesse dell'osservatore e l'immagine potrebbe risultare confusa e incoerente.

La luce secondaria

l compito della luce secondaria è quello di schiarire le ombre portate dalla luce principale. AI contrario dell'occhio umano, le emulsioni fotografiche
non sono in grado di registrare in modo soddisfacente forti contrasti tra luci e ombre, come appunto quelli presenti in un soggetto illuminato da
un'unica sorgente di luce. Perciò la luce secondaria, diretta sulle ombre, rende possibile una corretta resa tonale dell'immagine. Si raggiunge un
ragionevole equilibrio tra le parti illuminate e quelle in ombra quando la luminosità di queste ultime è pari all'incirca a un terzo delle altre. Si arriva a
questo risultato variando la distanza tra luce secondaria e soggetto, oppure usando illuminatori (lampade o flash) di diversa potenza o variamente
schiariti in modo da ridurre il flusso luminoso.

La posizione della luce secondaria va determinata in modo da schiarire le ombre già esistenti senza crearne altre. Di norma, a questo scopo è
particolarmente utile ricorrere a fonti di luce diffusa e morbida. AI posto della luce secondaria si possono usare dei pannelli riflettenti, in studio
come in esterni. Questi pannelli non sono comodi e versatili come una luce secondaria, ma possono essere usati dappertutto e sono molto
economici.

La luce d'effetto

La luce cosiddetta d'effetto ha lo scopo di introdurre nel soggetto una zona limitata di particolare luminosità, per esempio un profilo chiaro, oppure
un riflesso sui capelli o su una guancia in un ritratto. Una delle soluzioni più comuni tra le applicazioni fotografiche della luce d'effetto consiste nel
porre una lampada dietro il soggetto per formare un alone luminoso, di solito intorno ai capelli. Possono svolgere la funzione di luce d'effetto gli
spot, le lampade a luce diffusa, i pannelli riflettenti e anche degli specchi.

La luce per lo sfondo

Fotografando in esterni, lo sfondo può essere semplice o composto da molti oggetti, illuminato o in ombra: ma, in ogni caso, si tratta sempre della
scelta di un qualcosa che già esiste. In studio, invece, lo sfondo lo deve creare il fotografo; e nell'immagine finale non ci sarà alcuno sfondo visibile
se il fotografo, volutamente o per caso, non l'avrà illuminato. Gli sfondi possono essere i più vari: si va da superfici piane o fondali di vario colore, a
complete ricostruzioni di ambienti (o varie superfici lavorate). Chi lavora professionalmente preferisce spesso illuminare separatamente lo sfondo
con una luce apposita. Questa può essere uno spot o una sorgente di luce diffusa, a seconda delle necessita. Quando si utilizza uno spot si può
alterare la forma del raggio di luce proiettato sullo sfondo regolando la messa a fuoco, modificando l'angolo di incidenza del raggio oppure
adottando delle maschere applicate alla parte anteriore dello spot. Usando un sistema a illuminazione diffusa si può invece intervenire spostando la
sorgente di luce stessa e l'eventuale pannello riflettente e facendo uso di maschere sagomate di cartone per proiettare ombre nella forma
desiderata.

Lo scopo principale dell'illuminazione dello sfondo è quello di ottenere un buon contrasto tonale tra sfondo e soggetto. Nel più semplice dei casi,
quando il soggetto è illuminato lateralmente, lo sfondo viene illuminato in modo controllato, così che la parte chiara del soggetto risulti su fondo
scuro, e la parte scura su fondo chiaro. Può essere schiarito al massimo, in modo che i bordi del soggetto, più scuro, siano ben visibili; oppure può
essere mantenuto uniformemente scuro così che i bordi del soggetto, per contrasto, appaiano più chiari. Gli effetti possibili sono infiniti e
controllabili, ma non vanno mai lasciati al caso dato che l'illuminazione dello sfondo è importante.

I pannelli riflettenti

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Quando si dispone di una sola sorgente di luce, è possibile affidare a superfici riflettenti il ruolo di luce secondaria. Le superfici riflettenti sono di
solito dei pannelli piani verniciati in bianco o in argento, dei fogli di polistirolo espanso, dei teli di tessuto bianco ben teso, o anche dei fogli di carta
da disegno. Una superficie di questo tipo può essere disposta in modo da ricevere i raggi di una sorgente di luce riflettendoli in un'altra direzione. Un
pannello riflettente con la superficie perfettamente lucida riflette la luce in linea retta, come uno specchio, mentre altri pannelli in bianco opaco
distribuiscono i raggi e forniscono un'illuminazione molto diffusa.

Utilizzando i pannelli di schiarimento si possono risolvere moltissimi problemi di illuminazione. I pannelli possono addirittura essere usati come
lluminazione principale, per riflettere sul soggetto tutta la luce di una determinata sorgente in modo da evitare un'illuminazione diretta. Si ottiene in
questo caso un'illuminazione molto diffusa, con ombre appena accennate (un caso tipico si ha quando si fa riflettere la luce di un lampeggiatore
sulle pareti o sul soffitto di una stanza, illuminando la scena in luce riflessa). Si possono quindi considerare i pannelli riflettenti anche come una
particolare fonte di luce, morbida e diffusa. Va però sottolineato che in genere, a causa della loro debole riflessione, essi vanno usati vicino al
soggetto; se la diffusione della luce è eccessiva si possono adottare superfici argentate o addirittura a specchio.

© 2000 by Gabriele Chiesa

(http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/)

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