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NdsP Briciole di Vangelo

Non di Solo Pane


Www.nondisolopane.it Settimanale di Preghiera Domenica 18 luglio 2021
16^ settimana tempo ordinario Anno XXIII n. 999
Apostolato
della preghiera
Vieni in me Spirito santo, Spirito di sapienza,
donami lo sguardo e l'udito interiore,
perché non mi attacchi alle cose materiali,

Luglio ma ricerchi sempre le realtà spirituali.


Vieni in me Spirito santo, Spirito d'amore,
Primo venerdì riversa sempre più la tua carità nel mio cuore.
02/07 Vieni in me Spirito santo, Spirito di verità,
co.ncedimi di pervenire alla conoscenza della
Verità nella sua pienezza Vieni in me Spirito
santo, acqua che zampilla per la vita eterna,
fammi la grazia di giungere a contemplare il
volto del Padre nella vita e nella gioia senza
fine.
(Sant’Agostino)

In questa solitudine…...
Vivere una vita cristiana significa vivere nel acquistiamo invece la capacità di smascherare la
mondo senza essere del mondo. E’ nella solitu- natura illusoria della nostra possessività, e di
dine che questa libertà interiore può crescere e scoprire nel profondo del nostro essere che noi
svilupparsi. Gesù si recò in un luogo solitario non siamo ciò che possiamo conquistare, bensì
per pregare, cioè per crescere nella consapevo- ciò che ci è stato dato. In solitudine possiamo
lezza che tutto il potere che deteneva gli era sta- ascoltare la voce di colui che ci parlò prima che
to conferito, che tutte le parole che proferiva noi potessimo proferire una sola parola, che ci
venivano da suo Padre; e che tutte le opere che sanò prima che noi potessimo fare un solo gesto
compiva non erano realmente sue, ma opere di in aiuto degli altri, che ci liberò assai prima che
Colui che lo aveva inviato. In quel luogo di soli- noi fossimo in grado di liberare gli altri, che ci
tudine, Gesù fu lasciato libero di fallire. amò assai prima che noi potessimo amare chi-
Una vita che non conosca un luogo di solitudi- unque altro. E’ in questa solitudine che scopria-
ne– una vita cioè priva di un centro quieto - fa- mo che essere è più importante che avere, e che
cilmente diventa preda di dinamiche distruttive. il nostro valore risiede in qualcosa di maggiore
Quando ci aggrappiamo ai risultati delle nostre dei meri risultati dei nostri sforzi. In solitudine,
azioni facendone il nostro unico mezzo d’auto- noi scopriamo che la nostra vita non è un pos-
identificazione, diventiamo possessivi, inclini a sesso da difendere, ma un dono da condividere
tenerci sulla difensiva, a considerare il nostro (…….), che l’amore che riusciamo a esprimere è
prossimo più come un nemico da tenere a di- parte di un amore più grande.
stanza che come un amico con cui condividere i (H. J. M. Nouwen, Forza della solitudine, Bs 1998)
doni della vita. In solitudine, gradatamente

Non di solo pane 16^ settimana Tempo Ordinario - Numero 999 pagina 2
I santi del giorno: San Materno di Milano,
vescovo; san Rufillo di Forlimpopoli,

“Noi perdiamo tre quarti di noi stessi per es-


sere come le altre persone.” (A. Schopenhauer)
Domenica
Luglio
16^settimana Tempo Ordinario
18
Il santo del giorno: san Federico di Utrecht
Parola di Dio .
in briciole La coerenza di vita richiesta dal Vangelo spinge controcorrente, per-
ché la Verità è sempre scomoda, disturba, pungola le coscienze. So-
prattutto le coscienze dei potenti, come dimostra la storia del santo
vescovo di Utrecht, Federico, vissuto all'incirca tra il 781 e l'838. La
Colui che ci conduce ai pa- sua biografia è giunta a noi incompleta, arricchita da parti non attendi-
scoli della vita eterna bili, ma su di lui la tradizione non ha dubbi: fu un pastore coraggioso
che ebbe per l'attuale Olanda un duplice ruolo. Da un lato, infatti, si
Pagina curata da Don Luciano V. M.
dedicò all'evangelizzazione delle sua gente, i Frisoni, che erano tornati
“....verranno giorni nei quali susciterò a in parte al paganesimo. Dall'altro fu voce autorevole contro la con-
Davide un germoglio giusto....” dotta di vita riprovevole dei potenti, in particolare dell'imperatore Lu-
(Ger 23,1-6)
dovico il Pio e della secondo moglie, Giuditta di Baviera. Secondo
alcune fonti fu quest'ultima a ordinarne l'assassinio. Per altri, invece,
I pastori, coloro che hanno il venne ucciso da alcuni pagani.
compito di guidare e custodire
il popolo, sono tali non per se
stessi, sono rappresentanti
dell’unico pastore, che è Dio, Vangelo Mc
nella misura in cui sono uniti a 6,30-34
lui. Quando si interrompe que-
sta relazione vitale si vedono i In quel tempo, gli
risultati nefasti: i pastori non apostoli si riuni-
sono più in grado di fare le rono attorno a
veci di Dio. Piuttosto pensano
Gesù e gli riferi-
soltanto a sfruttare le persone
loro affidate per i loro interes- rono tutto quello
si, disperdendo e facendo mo- che avevano fatto
rire il popolo a cui erano stati e quello che ave-
inviati. Pertanto, Dio stesso
vano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in
s’incaricherà della cura del suo
gregge, che attraverso il profe- un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli
ta Geremia, promette che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di
l’avvento di un discendente del mangiare. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in
re Davide, pastore vero e rap-
disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città
presentante perfetto del suo
amore che si prenderà cura accorsero là a piedi e li precedettero. Sceso dalla barca, egli vide
delle sue pecore per portarle una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come
alla salvezza. Questo germo- pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte
glio è Gesù Cristo. E’ lui che ci
cose.
conduce ai pascoli della vita
eterna e della felicità senza fi-
ne.

Non di solo pane 16^settimana Tempo Ordinario - Numero 999 pagina 3


Vedere, guardare, avere compassione .... meditazione curata da don Luciano Vitton Mea

Li vide. Non è scontato. dai miei occhi per posarsi su


L’essere vista, poi l’essere tutte quelle pecore senza
guardata con amore è pastore che non trovano pa-
qualcosa di cui ho assolu- ce in sé, che non trovano un
to bisogno perché mi fa cuore, casa accogliente, uno
esistere, fa si che io mi sguardo attento che le faccia
renda conto di essere ri- rinascere.
conosciuta; mi fa prende-
Vedere, guardare, avere
re consapevolezza di ave-
compassione, aprire la casa
re un posto nel mondo.
del cuore: questo è stato fat-
“….Sceso dalla barca, egli vide E’ pura gioia l’essere vista, to per noi, questo è ciò che
una grande folla, ebbe compassio- guardata con sguardo di dobbiamo fare.
ne di loro, perché erano come pe- compassione, passione con-
core che non hanno pastore, e si divisa, che mi fa aprire gli
mise a insegnare loro molte co- occhi facendomi nascere di
se……” nuovo.
Quello sguardo posato con
amore su di me rimbalzerà

Maestri di Contemplo: Come quel pastore


spiritualità
Solo quando avremo
taciuto noi, Dio potrà Grazie o Dio, perché so che tu l’accontentarsi di aver salvaguar-
parlare. Comunicherà a
noi solo sulle sabbie del sei proprio come quel pastore: tu dato l’intero gruppo del gregge.
deserto. Nel silenzio
maturano le grandi cose lasci le cento al sicuro per andare Grazie, o Dio, perché ogni volta
della vita: la conversio- in cerca di quell’unica pecora che
ne, l'amore, il sacrificio. che io leggo la tua parola sento di
Quando il sole si eclissa si è smarrita. contare per te come individuo
pure per noi, e il Cielo
non risponde al nostro Contro ogni logica matematica: per quel che sono, per quello che
grido, e la terra rim-
bomba cava sotto i pas- la logica di chi considera più im- provo, per quello che passa per la
si, e la paura dell'abban- portante la massa del singolo, la mia anima, per quello che attra-
dono rischia di farci
disperare, rimanici ac- moltitudine dell’individuo. Con- versa la mia vita provocando gio-
canto. In quel momen- tro la logica delle percentuali, che ia e dolore.
to, rompi pure il silen-
zio: per dirci parole d'a- ritiene irrilevante una perdita (Dio misericordioso, pp. 15-16)
more! E sentiremo i
brividi della Pasqua. dell’un per cento e finisce con
(Don Tonino Bello)

Non di solo pane 16^ settimana del Tempo Ordinario n. 999 pagina 4
I Santi del giorno: San Simmaco, papa dal 498 al
514; san Pietro Crisci da Foligno, penitente.

“Ci vuole tutta la vita per imparare a vivere e,


Lunedì
Luglio
quel che forse sembrerà più strano, ci vuole tutta 16^ settimana tempo ordinario
19
la vita per imparare a morire.” (Seneca)

I Santi del giorno: santa Macrina


Parola di Dio . Quella di santa Macrina (327-380) è in realtà la storia di una
in briciole famiglia di santi, che visse negli anni in cui la fede cristiana
affrontava l'affascinante sfida di ripensare il proprio ruolo
pubblico. Finite le persecuzioni, infatti, in tutto l'impero ro-
mano si dovette fare tesoro del sangue dei martiri continuan-
Dio si prende sempre cura do a testimoniare la radicalità del Vangelo. In Oriente tale
di noi radicalità prese spesso la strada della vita monastica, scelta
Pagina curata da Don Luciano V. M.
anche da Macrina assieme alla madre. Ma non prima di aver
accudito e accompagnato gli altri nove fratelli tra i quali tre
“…gli egiziani che voi oggi vedete, non li santi: Basilio di Cesarea, Gregorio di Nissa e Pietro. Ritiratasi
rivedrete mai più…...” sul fiume Iris fondò un monastero doppio, femminile e ma-
(Es 14,5-18)
schile, vivendo fino alla fine proprio la radicalità come esi-
La durezza di cuore del farao- genza primaria della fede.
ne, che per il popolo è segno
di malvagità e di oppressione,
in realtà serve a Dio per mani-
festare la sua gloria e dimostra-
re, nei secoli a venire, la sua
benevolenza nei confronti di
Israele. Le situazioni dolorose Vangelo Mt 12,38-42
che avvengono nella nostra In quel tempo, alcuni scribi e farisei dissero a Gesù: «Maestro, da
vita non servono per umiliarci te vogliamo vedere un segno». Ed egli rispose loro: «Una genera-
e farci toccare la cattiveria al- zione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato
trui; piuttosto esse servono per alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti
manifestare la gloria di Dio, il Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Fi-
quale proprio in mezzo a que-
glio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra.
ste situazioni, può farci vedere
che egli si prende sempre cura Nel giorno del giudizio, quelli di Nìnive si alzeranno contro que-
di noi e della nostra vita. sta generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione
Quante volte noi stessi abbia- di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di
mo visto come egli ci ha tirato Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro
fuori da situazioni senza spe- questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estre-
ranza e ci ha reso una libera- mi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed
zione e un risultato miracolo-
ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!».
so? Eppure tutto ciò non può
avvenire affatto se non ad una
condizione: quella della fede in
lui.

Non di solo pane 16^ settimana del Tempo Ordinario n. 999 pagina 5
“Dammi un segno …” a cura di don Luciano Vitton Mea –Parroco di Bovegno

me, che mi apprezzi e mi gio dai confini estremi


premi, che sono migliore della terra per andare ad
degli altri dal momento ascoltare la verità di Sa-
che io ti sono fedele, mi lomone.
devi in cambio questa Come il ladrone pentito,
prova della tua fedeltà. che si specchia in Gesù
In quei momenti, i mal- crocifisso e surclassa la
vagi pentiti mi passano fede pavida di Pietro,
avanti: come i dissoluti “oggi sarai con me in
Quando mi sento a po- di Ninive, adoratori di paradiso.” Per chi crede
sto con Dio e mi sembra idoli, che credettero alla non c'è stato né può es-
che lui sia in debito con parola del profeta e cam- serci un segno più gran-
me, proprio allora devo biarono vita, al punto da de di Dio venuto per a-
temere di essermelo rita- commuovere Dio. more ad annullarsi e a
gliato addosso su misura, I non credenti, gli irre- riaprirci alla vita.
di averne fatto una cari- quieti sinceri e leali mi
catura a mia immagine e sorpassano e sono mi-
somiglianza. “Dammi un gliori di me: come la re-
segno”: manifestati e gina del Sud, che l'in-
fammi capire che sei con quietudine mise in viag-

Maestri di
spiritualità Contemplo: Hai tolto ogni dubbio

Prendi, Signore, e ri- Il tuo Figlio Gesù ha tolto ogni lancio per vedere quanta parte di
cevi tutta la mia liber- dubbio sulla tua identità, o Dio. beni e di ricchezze è andata per-
tà, la mia memoria, Ci piaccia o no, noi dobbiamo duta, o anche con l’animo distac-
la mia intelligenza cato di chi fa un’indagine circo-
fare i conti con il ritratto che ci
e tutta la mia volontà,
ha consegnato lo stesso Gesù. stanziata sullo stato di questo fi-
tutto ciò che ho e
possiedo; tu me lo hai Come sarebbero diverse le cose glio che torna.
dato, a te, Signore, lo se ti avessero raffigurato come i Se ti avesse raffigurato con le pic-
ridono; tutto è tuo, padri che siamo soliti conoscere. cinerie di noi umani, ora sarem-
di tutto disponi Se ti avesse dipinto con il cuore mo qui a concludere che tu sei
secondo la tua volon- ferito e rancoroso, con la voglia più grande, ma non diverso….
tà: dammi solo il tuo
amore e la tua grazia;
di infliggere un giusto castigo, (Dio misericordioso, p. 17)
e questo mi basta. con il piacere insano di mettere il
(Sant'Ignazio di Loyola) dito nella piaga, con la freddezza
del calcolatore che traccia un bi-

Non di solo pane 16^ settimana Tempo Ordinario n. 999 pagina 6


Santi del giorno: Sant'Apollinare di Raven-
na, vescovo e martire.

“Di fronte agli sciocchi e agli imbecilli esiste un


modo solo per rivelare la propria intelligenza:
Martedì
luglio
20
quello di non parlare con loro.” .” (A. Schopen- 16^ settimana Tempo Ordinario
hauer)

I santi del giorno: sant’Elia profeta


Parola di Dio Dio parla nella brezza leggera, Dio s'incontra nel silenzio di
in briciole un monte solitario, Dio si mostra nella debolezza di segni da
tutti considerati insignificanti. Sant'Elia, profeta anticotesta-
mentario ricordato oggi dalla liturgia, ci mostra la strada per
ascoltare e farsi annunciatori di Dio, imparando dalle scon-
Dio è potente nella nostra fitte, dai vuoti di senso, dalle ferite che appaiono assurde ma
vita che sono sprone a dare voce al Signore davanti alla prepo-
tenza del mondo. Nato verso la fine del X sec. a.C, Elia vis-
Pagina curata da Don Luciano V. M.
se sotto il regno di Acab, che aveva imposto il culto del dio
“....Israele vide la mano potente con la Baal, al quale il profeta si oppose con tutte le sue forze. Un
quale il Signore aveva agito.....”
impegno dall'apparente insuccesso ma coronato da un in-
(Es 14,21-31) contro con Dio stesso sul monte Carmelo. Alla sua scom-
Succede a tutti nella vita di af-
parsa, descritta come un rapimento verso il cielo su un carro
frontare momenti di difficoltà infuocato, lasciò la sua eredità al discepolo Eliseo.
e dolore dai quali è difficile u-
scire. L’esistenza subisce uno
stravolgimento inatteso e im-
portante e ci sembra di non
avere più la forza di rialzarci. Si
ha anche paura di perdere la Vangelo: Mt
fede e la speranza che Dio ci 12,46-50
possa risollevare da simili dolo- In quel tempo,
ri. Siamo in questa stessa situa- mentre Gesù
zione: il nemico alle spalle, da- parlava ancora
vanti un mare impossibile da alla folla, ecco,
attraversare. Quanta paura,
quanto sgomento, quanta an-
sua madre e i
goscia per gli Israeliti! Ma è suoi fratelli sta-
proprio in queste situazioni vano fuori e
impossibili da affrontare per cercavano di
noi che Dio interviene in modo parlargli. Qual-
potente: il Signore ha reso a- cuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno
sciutto il mare, ha diviso le ac- fuori e cercano di parlarti». Ed egli, rispondendo a chi gli
que, che non spariscono ma parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratel-
diventano un muro. Si, Dio è
li?». Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse:
potente nella nostra vita, ma
dobbiamo cercarlo, invocarlo, «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la
fidarci di lui. Solo così potrem- volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratel-
mo attraversare il mare delle lo, sorella e madre».
nostre paure e del nostro do-
lore.

Non di solo pane 16^ settimana Tempo Ordinario n. 999 pagina 7


“Non sarai sola Madre, ….” a cura di don Luciano –Parroco di Bovegno

che mi voleva dire Gesù sbattendo la porta, ma si


quel giorno. sa che si può ritornare a
A tutti lo voleva dire. sorridere insieme.

Non sarai sola Madre, Questo desiderava che


quando soffrirò e mori- tutti noi capissimo, il mi-
rò, non lo sarai quando o Gesù: fare la volontà
la gioia della mia risurre- del Padre è riconoscerci
«Chi è mia madre e chi sono
zione farà fare capriole al legati gli uni agli altri, ca-
i miei fratelli?».
tuo cuore. paci di scorgere in noi
quella bellezza che ci
Nessuna madre sarà più
Parole terribili? No mi rende, pur essendo unici,
sola nel dolore, nessun
guardava con occhi ri- tutti simili a lui nel pro-
uomo o donna: la cura
denti mentre le pronun- fondo.
amorevole, l’affetto, una
ciava. Dobbiamo ricono-
famiglia gli uni per gli
scerci madri, padri, fra-
altri.
telli e sorelle gli uni agli
altri, questo era quello Dove a volte si litiga, si
discute, ci si allontana

Maestri di Contemplo: Un fuoco che riscalda


spiritualità Essere figli di Dio (H.J.M. Nouwen, Vivere nello Spirito)
Apri i nostri occhi,
Signore, perché pos- La tua misericordia, mio Dio, è Come un fuoco che disinfetta
siamo vedere Te
nei nostri fratelli e come un fuoco ardente, un fuo- dal contagio della cattiveria. Co-
sorelle. Apri le nostre
orecchie, Signore, co che dichiara, nella notte del- me un fuoco che elimina le sco-
perché possiamo udi- la storia, la tua presenza, un rie lasciate da ogni gesto malva-
re le invocazioni
di chi ha fame, fred- fuoco che riscalda e scaccia il gio, da ogni parola irriguardosa,
do, paura, e di chi è
oppresso. Apri il no- freddo che penetra nelle mie da ogni atteggiamento meschi-
stro cuore, Signore, ossa, un fuoco che costituisce no, da ogni tradimento. Come
perché impariamo ad
amarci gli uni gli altri un incoraggiamento, un segno un fuoco che libera dalla zizza-
come Tu ci ami.
Donaci di nuovo il per chi cerca, una traccia per chi nia che ingombra la mia terra
tuo Spirito, Signore, vuole proseguire il pellegrinag- sterile.
perché diventiamo un
cuore solo ed un'ani- gio. La tua misericordia, o Dio, Donami, o Dio, il fuoco della
ma sola, nel tuo no-
me. è come un fuoco che brucia il tua misericordia.
(Santa Teresa di Cal- male che è dentro di me, il mio (Dio misericordioso, p. 37)
cutta)
peccato, e lo riduce in cenere.

Non di solo pane 16^ settimana Tempo Ordinario n. 999 pagina 8


Santi del giorno:
Santa Prassede di Roma, vergine e
martire; sant'Alberico Crescitelli, martire.

“Di tutte le esperienze che vivi, prendi in considerazio-


Mercoledì
Luglio
21
ne soltanto la saggezza che contengono.” (Mark Twain) 16^ settimana Tempo Ordinario

I santi del giorno: san Lorenzo da Brindisi


Parola di Dio Con la forza della verità sui campi di battaglia, sui pul-
in briciole piti, nell'umile ministero quotidiano o nelle corti dei
grandi sovrani: è così che san Lorenzo da Brindisi, frate
minore cappuccino, sacerdote e dottore della Chiesa,
visse la propria esistenza. Nato a Brindisi nel 1559, per-
Consegnare la vita nelle
se in tenera età il padre e poi la madre e fu costretto a
mani di Dio
trasferirsi a Venezia presso uno zio sacerdote per pro-
Pagina curata da Don Luciano
seguire gli studi. Scelse quindi di entrare tra i Cappucci-
“....è il pane che il Signore vi ha dato
in cibo......” ni e nel 1582 divenne sacerdote. Nell'ordine assunse
(Es 16,1-5.9-15) numerosi incarichi come superiore dalla Toscana a Ve-
nezia, fino alla provincia svizzera. Nel 1601 sostenne i
Vi è un difetto radicato nel
cuore dell’uomo che nemme- soldati cattolici impegnati contro i turchi in Ungheria e
no Dio, senza la nostra colla- nel 1602 era vicario generale dell'Ordine. Fu poi impe-
borazione può estirpare: è la gnato in una missione "internazionale" in Portogallo,
mormorazione, che per gli I-
dove morì nel 1619.
sraeliti non era soltanto parlar
male di Mosè e di Aronne. Il
brontolio, per essi, era indice
di mancanza di fede: purtrop-
po non credevano veramente
Vangelo Mt 13,1-9
che Dio li guidava e che voleva
il loro bene, tanto da far pio- Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radu-
vere dal cielo il pane e la carne. nò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a
Anche noi ci siamo mai ascol-
sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia. Egli parlò loro
tati nel parlare? Chissà quante
volte ci lamentiamo per tante di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a
cose: la salute che manca, il seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada;
lavoro che non va, i guai, gli vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul ter-
acciacchi….Non ci accorgia-
reno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, per-
mo che anche noi, come gli
Israeliti, lamentandoci manife- ché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu
stiamo una profonda sfiducia bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui
in Dio? Cerchiamo di avere il rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul
coraggio di consegnare la no-
terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per
stra vita nelle sue mani e non
avremo più bisogno di lamen- uno. Chi ha orecchi, ascolti».
tarci.

Non di solo pane 16^settimana Tempo Ordinario n. 999 pagina 9


L’impegno per divenire terra fertile a cura di don Luciano Vitton Mea-Parroco di

l’importanza che la Parola momenti della sua esisten-


di Dio deve avere nella za, sia terreno buono che
vita del credente. strada infeconda, e che è
Non sempre il nostro necessario un impegno
comportamento nei con- per divenire terra fertile,
fronti di ciò che viene se- nonostante le aridità e le
minato in noi è coerente. infedeltà.
Non esistono terreni pre- E’ un vangelo che inco-
destinati: quando infatti, si raggia e non certo una pa-
“Un’altra parte cadde sul ter- gina che vuole innalzare i
interpretano i terreni co-
reno buono e diede frutto: il perfetti e relegare gli altri
me caratteri predetermi-
cento, il sessanta, il trenta per in una situazione senza
nati di un individuo, si ne-
uno. Chi ha orecchi, ascolti”. uscita.
ga qualsiasi possibilità di
conversione. Gesù vuole
La parabola del semina- affermare che ognuno di
tore sottolinea noi può essere, nei vari

Maestri di spiri-
tualità Contemplo: E’ un bilancio amaro
O Cristo salvatore spez-
za la pietra del mio cuo-
re Perché la mia anima Tu non ci hai sottoposti ad una per tutti quei sentimenti che ci
addolcita si effonda in grandine di rimproveri. Ti sei hanno attraversato l’animo, per
pie lacrime. Tu o Cristo ben guardato dal minacciarci di le azioni che abbiamo compiuto,
sorgente, ti prego, vieni
a nascere nel mio cuore qualche rappresaglia. E non ti per i nostri atteggiamenti insani.
perché viva zampilli, per sei mostrato severo, anche se E’ un bilancio fallimentare: cosa
me, la vena della tua
acqua. Tu infatti, sei la sarebbe stato un tuo diritto. ci abbiamo guadagnato? Vuote
sorgente da cui fluisce la Ci hai accolti, ci hai perdonati, le nostre tasche e arido il nostro
vita da cui emana la gra- cuore.
zia da cui effonde la ci hai sfamati, ci hai ammessi
luce sui popoli di ogni alla tua mensa. Ma noi non pos- E’ a quel punto che tu ci vieni
razza. Coloro che ber- siamo fare a meno di tracciare incontro per consolarci e ridarci
ranno di te, o Cristo,
ristorati dal dolce tor- un bilancio della nostra espe- nuovo coraggio.
rente non avranno più rienza lontano dalla tua casa. E’ (Dio misericordioso, pp. 28-29)
sete.
(San Paolino di Nola) un bilancio amaro: proviamo
vergogna per la nostra stupidità,

Non di solo pane 16^ settimana Tempo Ordinario n. 999 pagina 10


Santi del giorno: San Gualtiero, religioso (XII-XIII
sec.); san Filippo Evans, martire.

“Dei giorni felici della nostra vita ci accorgiamo solo


Giovedì
Luglio
16^ settimana Tempo Ordinario
22
quando hanno ormai lasciato il posto
a giorni infelici.” (A. Schopenhauer)

Il santo del giorno: santa Maria Maddalena


Parola di Dio Perché seguire Gesù? Perché diventare suoi annunciatori al
in briciole mondo? Perché condividere il cammino del Figlio di Dio
fin dentro le piaghe più dolorose del mondo? La risposta è
nella storia di santa Maria Maddalena, la donna di Magdala
che fu liberata da "sette demoni" grazie all'incontro con Cri-
Diventare creature nuove sto: lui ci libera dalle nostre ombre, ci mostra la luce, ci ama
per primo. Ecco perché Maria si unì ai discepoli, rimanendo
Pagina curata da Don Luciano V. M.
accanto al Maestro fino alla fine, anche quando tutti erano
“ ….voglio cercare l’amore dell’anima spariti, là sul Calvario sotto la croce di Gesù. Il suo deside-
mia …...” rio di stare accanto a Cristo anche dopo la sua morte rese
Maria Maddalena di fatto testimone della Risurrezione e
(Ct 3,1-4a) quindi la prima annunciatrice del Risorto, la prima
Il Cantico dei Cantici è una "missionaria" cristiana. Per questo Ippolito Romano, teolo-
raccolta di poemi d’amore; la go del terzo secolo, la definì "apostola degli Apostoli".
liturgia cristiana ha paragonato
Maria di Màgdala proprio alla
sposa del Cantico, la quale cer-
ca, e alla fine trova, il suo ama-
to, cioè Gesù. Quanto più si
cerca il Signore tanto più si
vive l’esperienza di cui parla Vangelo Gv 20,1-2.11-18
san Paolo: si diventa creature Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepol-
nuove, slegate al passato, per cro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era
quanto peccaminoso o doloro- stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e
dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno
so che possa essere, e si vive portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno
sempre nell’ottica della Pasqua. posto!». Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva.
Sicuramente anche noi speri- Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in
mentiamo molte volte nella bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi,
dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna,
nostra vita il peso del ristagno perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e
e della noia: iniziamo a cercare non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide
con fede e amore il Signore Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù:
«Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il
risorto. Man mano ci accorge- custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu,
remo, come Maria Maddalena, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse:
che l’unico in grado di dare la «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» - che signi-
vera felicità è solo lui. Ci senti- fica: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non
sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro:
remo perennemente rinnovati, “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”» Maria
come una nuova creatura. di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!»
e ciò che le aveva detto.

Non di solo pane 16^ settimana Tempo Ordinario n. 999 pagina 11


La forza di cercare il Signore pagina curata da Don Luciano—Parroco di Bovegno

condo Giovanni: è un Rabbunì, riconoscendo il


momento drammatico in Cristo come Signore del-
cui pianto, dolore, ricer- la vita che ci fa partecipi
ca, delusione, gioia, si della sua missione salvifi-
mescolano a formare un ca; da lei impariamo la
quadro quanto mai reali- forza di cercare il Signo-
stico. re; e insieme a lei speri-
Nel racconto ripercorria- mentiamo che anche
“…..Maria di Màgdala an- mo il percorso umano e quando i nostri occhi
dò ad annunciare ai discepo- di fede proprio a ciascu- non lo riconoscono, non
li: «Ho visto il Signore!» e
ciò che le aveva detto….” no di noi e scopriamo lo vedono, egli è sempre
come nell’arco di poco con noi.
tempo vengano racchiu-
Oggi la liturgia celebra la se tutte le possibili for-
memoria di Maria Mad- me dell’agire dell’uomo.
dalena e la presenta nel In Maria e con Maria o-
racconto del vangelo se- gnuno può esclamare:

Contemplo: Sulla nuda roccia


Maestri di
spiritualità
Oggi tu mi dai appuntamento meritato tutto questo, la soffe-
sulla nuda roccia del Calvario ai renza che scava solchi profondi.
Grandi cose vuole il
Signore da te. piedi della croce del tuo Figlio. Sulle sue labbra ascolto le parole
Per grandi cose sia- Sul corpo straziato dal dolore, della misericordia. Perché, mal-
mo fatti.
Grandi cose sono il inchiodato al legno del patibolo, trattato, egli non invoca vendet-
nostro destino.
Ma dobbiamo abbas- io leggo gli effetti devastanti del ta. Colpito ingiustamente, non
sare il nostro io avi- mio peccato, del male commes- chiede ritorsioni.
do impaurito perché
la bellezza seminata so. Egli si è veramente caricato Anzi, offre il suo perdono an-
in noi ci innalzi in delle nostre iniquità, ha preso su
Dio. Grandi cose che a chi lo ha condannato, an-
oggi bussano alla no- di sé il carico terribile dei nostri che a chi lo ha crocifisso.
stra porta ci chiedo-
no di rinascere per- tradimenti, delle nostre infedel- (Dio misericordioso, pp. 35-36)
ché siamo fatti per tà. Sul suo volto vedo l’angoscia
l'amore.
(Ernesto Olivero) dell’abbandonato, la solitudine
del giusto che sa di non aver

Non di solo pane 16^ settimana Tempo Ordinario n. 999 pagina 12


Il santo del giorno: Sant'Ezechiele, profeta; beato
Cristino Adalberto Gondek, sacerdote e marti-

“Se vuoi sentirti ricco conta le cose che possiedi e


Venerdì
Luglio
16^ settimana Tempo Ordinario
23
che il denaro non può comprare.” (Seneca)

Il santo del giorno: santa Brigida di Svezia


Parola di
Parola di Dio
Dio
in briciole
in briciole Quella di santa Brigida, nobile svedese patrona d'Europa, è una sto-
ria che nasce nel grembo di una famiglia guidata dalla fede cristiana
e dal Vangelo. Un progetto di vita condiviso con il marito e foriero
di una risorsa preziosa per l'intero continente. Brigida era nata nel
Conoscere Gesù 1303 in Svezia e sposò Ulf Gudmarson, governatore dell'Östergöt-
pagina curata da Don Luciano V. M. land, con il quale ebbe otto figli. Per un periodo visse alla corte sve-
“…il Figlio di Dio che mia ha amato e ha dese aiutando i sovrani a governare con giustizia e secondo i valori
consegnato se stesso per me……” cristiani. Fu pellegrina a Santiago con il marito, che però morì nel
(Gal 2,19-20) 1344. Ebbe così inizio un periodo intenso per questa santa, che per-
corse uno straordinario itinerario mistico e religioso. Ebbe anche
Conoscere Gesù è la grazia più
l'intuizione di fondare un ordine "doppio" (contemplativo e aposto-
grande che possa esserci riser-
lico). Dal 1349 al 1373 visse a Roma, dove morì.
vata. Di fronte a tale esperien-
za, tutto ciò che prima sem-
brava degno di attenzione per-
de la sua attrattiva.
L’esperienza di Brigida di Sve-
zia, in tal senso, è davvero in-
dicativa: pur essendo nobile, Vangelo Gv 15,1-8
regina e personaggio in vista
della vita sociale e culturale del In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
suo tempo, non ripose in tale «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni
condizione la sua gioia. Essere tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio
crocifissi con Cristo, significa che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete
in questo caso, vivere tutta la già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
propria vita cercando in lui la Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può porta-
nostra gioia piena. Il mondo, re frutto da se stesso se non rimane nella vite, così nean-
con tutte le sue realtà più belle, che voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci.
non riesce nemmeno pallida- Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché
mente a dare la pace e la pie- senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me
nezza di vita che dà Cristo Ge- viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono,
sù, con la sua amicizia e la pre- lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le
senza discreta nella nostra esi- mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e
stenza. vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che por-
tiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

Non di solo pane 16^ settimana Tempo Ordinario n. 999 pagina 13


“Tu solo l’importante…..” a cura di don Luciano -Parroco di Bovegno

re, mi bastava conoscere In me, tu vivi, Signore


il cammino, i passi, stava crocifisso, ogni mio pas-
tutto scritto: ciò che è so, ogni gesto e pensiero,
giusto e ciò che non lo è. ogni parola ormai intrisa
di te.
Poi ti ho veduto: croci-
fisso, sofferente, amante. Tu solo l’importante,
nostra ricchezza che ci
E mi è scoppiato il cuo-
basta in tutto.
re, mi ha squarciato il
petto travolgendo ogni
“….Rimanete in me e io in
cosa.
voi…..”
Ora non sono più io che
vivo, ma tu, crocifisso e
Io ero un uomo retto, vincitore.
mio Signore, che cammi-
E questa vita che io vivo
nava diritto sulla via ma-
nel corpo, la vivo nella
estra della tua legge; non
fede in te e nella tua de-
avevo bisogno di pensa-
bolezza che è vera forza.
re, ancor meno di senti-

Maestri di
spiritualità Contemplo: Tu ci chiedi amore
Sapremo scoprire,
Signore Per te lasciarci andare quando ci infondi fiducia. Non vuoi che
che tu sei presente non vogliamo più restare accan- rimaniamo oppressi da inutili
fra noi?
Sapremo vedere l'a- to a te, è una scelta di libertà. Tu sensi di colpa. Desideri che ri-
more ci chiedi amore e l’amore può prendiamo fiducia nel nostro
nei doni che vengon essere donato solo se si è libe- futuro, nella possibilità di cam-
da te?
Chi può trasformare ri...Niente più della libertà è in- biare, di affrontare le difficoltà e
in un canto dispensabile all’amore! di superarle.
i pesi portati nel cuo- E tuttavia questo ancora non ti Tu resti accanto a noi e ci so-
re?
Tu solo il Vivente, il basta. Tu non ci privi mai del stieni con la tua bontà. Infondi
Santo tuo rispetto anche se abbiamo in noi nuova forza, ci accompa-
che accogli e salvi il preso decisioni sbagliate. Per gni con il tuo apprezzamento.
dolore.
(Comunità di Bose) questo ci sottrai a qualsiasi umi- (Dio misericordioso, pp. 24-25)
liazione, ci liberi dalla vergogna,

Non di solo pane 16^ settimana Tempo Ordinario n. 999 pagina 14


I santi del giorno: Santa Cristina di Bolsena,
martire (IV sec.); san Baldovino da Rieti, aba-

“L’amore guarda non con gli occhi, ma con


Sabato
Luglio
16^ settimana Tempo Ordinario
24
l’anima.” (Shakespeare)

Parola di Dio Il santo del giorno: san Charbel Makhluf


in briciole
La fede è mistero, è immersione nella vita di Dio, che a-
pre il cuore verso qualcosa di più grande di tutto ciò che
ci circonda. Santi come Charbel Makhluf ci ricordano
proprio questo: la vita dello spirito sovrasta ogni nostra
Vangelo: Mt 13.24-30 percezione e dona senso al mondo. La testimonianza di
questo santo libanese è semplice: nato nel 1828, maturò
In quel tempo, Gesù espose alla una vocazione alla vita religiosa da piccolo e a 22 anni
folla un’altra parabola, dicendo: entrò in un monastero. Emise i voti nel monastero di San
«Il regno dei cieli è simile a un Marone ad Annaya nel 1853 e nel 1859 fu ordinato prete.
uomo che ha seminato del buon Visse il suo ministero nell'Ordine Libanese Maronita ma
seme nel suo campo. Ma, mentre sentiva la vocazione alla vita eremitica, così nel 1873 si
tutti dormivano, venne il suo ne- ritirò in un eremo dove visse fino alla morte nel 1898.
mico, seminò della zizzania in Alla sua intercessione vengono attribuiti numerosi segni
mezzo al grano e se ne andò. miracolosi. Fu beatificato da Paolo VI nel 1965 alla vigilia
Quando poi lo stelo crebbe e fe- della chiusura del Vaticano II ed è santo dal 1977.
ce frutto, spuntò anche la zizza-
nia. Allora i servi andarono dal
padrone di casa e gli dissero:
“Signore, non hai seminato del Medita a cura di Don Luciano
buon seme nel tuo campo? Da
dove viene la zizzania?”. Ed egli Un’erbaccia che cresce nei campi di grano, piccola e scioc-
rispose loro: “Un nemico ha fat- ca ma invadente, ecco la zizzania. E’ tipico del nemico
to questo!”. E i servi gli dissero: spargere zizzania, apparentemente tenera e innocente, per
“Vuoi che andiamo a raccoglier- soffocare il grano.
la?”. “No, rispose, perché non
Se non la strappiamo, se non la bruciamo al fuoco
succeda che, raccogliendo la ziz-
zania, con essa sradichiate anche dell’amore, se non la estirpiamo ci invaderà e non potre-
il grano. Lasciate che l’una e mo più avere messi abbondanti, non potremo più spezza-
l’altro crescano insieme fino alla re il pane che ci fa chiesa!
mietitura e al momento della Ma noi sappiamo che il mondo è fatto di erba buona e
mietitura dirò ai mietitori: Racco- cattiva e non c’è sforzo che valga. Dobbiamo solo stare
gliete prima la zizzania e legatela attenti a noi stessi per non seminarla confusa al seme
in fasci per bruciarla; il grano in-
buono; possiamo solo guardarci intorno per tenere pulito
vece riponetelo nel mio grana-
io”». il nostro pezzettino di campo con un sorriso e la forza
della verità e dell’amore.

Non di solo pane 16^ settimana Tempo Ordinario n. 999 pagina 15


La Chiesa l'aurora o l'alba? Poiché faccia-
mo già alcune opere della luce,
di don Luciano Vitton Mea ma in alcune altre siamo ancora
impigliati nei rimasugli delle te-
nebre». La Santa Chiesa, come
ogni cristiano, non è pieno gior-
no, ma annuncia, con i primi
raggi di luce, la pienezza di un
giorno nuovo; la Chiesa, fami-
glia di Dio e nostra madre, è
aurora e come ogni alba è anco-
ra un miscuglio di tenebre e di
luce. Non è mai esistita, anche
in passato, una chiesa tutta lu-
minosa, pura, immacolata;
l’oscurità tende a lasciare il po-
sto alla luce, ma vaste zone di
ombra permangono perché
qu esta è l a peculi arità
Dove andremo a finire se an- precipitare anche negli anfrat- dell’aurora. Quando il Signore
che gli uomini di chiesa si ti tenebrosi del male, speri- ritornerà nella pienezza dei tem-
comportano male, sono invi- mentare l’abisso del peccato, pi, per portare a compimento la
schiati in scandali che li rendo- trovarsi intrappolato tra i rovi sua opera, sarà pieno giorno e
no poco credibili, se invece di del vizio e dei facili compro- l’aurora diventerà la tutta santa,
avvicinare, allontano la gente messi. Gli scandali altrui non vivrà nello splendore del suo
dal buon Dio?». Sono ragiona- ci devono turbare perché i Signore, vera luce del mondo.
menti che si sentono nei bar, medesimi si annidano, in ma- «La santa Chiesa, che aspira ai
mentre sorseggi un caffè, al niera più o meno palese, nei beni della vita eterna, è chiama-
supermercato mentre attendi lo meandri del nostro stesso ta aurora, perché, mentre lascia
scontrino o sul sagrato mentre cuore. Il cristiano deve ten- le tenebre del peccato, brilla
stai entrando in chiesa per la dere ad essere luce, ma non della luce della santità». Gli
Santa Massa. Alcuni hanno sarà mai pieno meriggio. San scandali non ci fanno paura,
sulle labbra un sogghigno di Gregorio Magno, per spiegare fanno parte delle miserie uma-
compiacimento, altri rivelano questo concetto, usa ne, del fango da cui siamo stati
turbamento, dispiacere. Sono l’ imm agi n e del l’ a urora: tratti. La Chiesa non è un radio-
riflessioni che svelano una sor- «L'aurora infatti o il primo so tramonto dove la luce cede il
ta di superficialità, talune volte mattino annunziano che è passo all’oscurità, ma aurora e
una vera e autentica ignoranza. trascorsa la notte, e tuttavia sono le tenebre a cedere il passo
La chiesa è per sua natura un non mostrano ancora tutto lo alla luce, ad un giorno radioso
mistero di luce e di ombre, di splendore del giorno; ma che non conoscerà il crepuscolo
santità e di iniquità; noi stessi mentre cacciano la notte e di una nuova notte.
siamo talune volte oscurità, accolgono il giorno, conser-
altre volte tersi e luminosi. Il vano la luce mescolata con le don Luciano Vitton Mea
cristiano può toccare vette su- tenebre. Che cosa dunque sia-
blimi, volare nel cielo limpido mo in questa vita noi tutti che
delle Grazia di Dio, ma può seguiamo la verità, se non