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BOZZA

PROCURA DELLA REPUBBLICA


PRESSO IL TRIBUNALE
DI CREMA
ESPOSTO
Il sottoscritto GIOVANNI Prof. FALCETTA, nato a Castelvetrano (TP) il
14.7.1946, residente in Crema (CR), Via Rampazzini n. 5/B, C.F.
FLCGNN46L14C286X, si pregia
ESPORRE:
1) il ricorrente, nel momento in cui sottoscrive il presente atto, è docente di
ruolo di Italiano e Storia presso l’Istituto Professionale di Stato per i Servizi
Commerciali, Turistici, Sociali, Grafico-Pubblicitari, Alberghieri e della
Ristorazione (IPSSCT) “Piero Sraffa” di Crema (doc. 1);
2) in data 18.2.2010 riceveva, come molti altri docenti in Italia, con protocollo
n. 431, notifica di “preavviso di risoluzione forzosa del rapporto di lavoro
(doc. 2), dal 1.9.2010”, inoltrato dal Dirigente Scolastico, con la laconica
motivazione “in quanto rientrante nella casistica prevista dall’articolo in
oggetto [OGGETTO: Cessazione dal servizio con decorrenza 01/09/2010 -
art. 72 - Comma 11 della legge 133 del 6 agosto 2008],
w“vista la nota MIUR Prot. AOODGPER 1053 del 29/01/2010 (doc. 3)”;
w“vista la Direttiva n. 94 del 4 dicembre 2009 (doc. 4)”;
w“vista la nota dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia -
Direzione Generale di Milano - Prot. MIURAOODRLO R.U. 1729 (doc. 5)”;
4) il preavviso veniva tempestivamente impugnato in data 1 marzo - 10 marzo
2010 (docc. 6-7), per essere seguito, poi, da ...... proponeva ricorso ex art. 700
c.p.c. ...........;

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5) peraltro, il provvedimento di "risoluzione forzosa del suo rapporto di lavoro
" si riferisce ad una sua presunta appartenenza alla Scuola Secondaria di II
grado quando, invece, dall’anno scolastico 1999-2000 appartiene,
giuridicamente, alla Scuola Secondaria di I grado;
il Provveditore agli Studi di Cremona, senza alcuna richiesta scritta di chi
espone, come, invece, previsto dalla vigente normativa, in modo unilaterale,
prorogava con un decreto datato 09 / 01 / 2008, ma con l'escamotage
amministrativo "ora per allora", cioè con valore retroattivo a partire dall'anno
scolastico 1999 / 2000 fino all'anno scolastico 2006 / 2007 "l'anno di prova"
nella Scuola Secondaria di II grado;

il medesimo ufficio, inoltre, non lo metteva a conoscenza del fatto che egli
stesso, il 05 / 12 / 2002, in una sua lettera indirizzata al Miur, al Ministero
degli Affari Esteri e - asseritamente - a chi espone, presso il Consolato
Generale d'Italia a Fiume (Croazia), per posta ordinaria, lettera mai ricevuta
ed inviatagli, poi, dal Ministero degli Affari Esteri nel 2009 (..........),
dichiarava testualmente che il suo ufficio "si uniformava al parere del Miur
del 23 / 10 / 2002 ".

Tale parere del MIUR, inviatogli con un fax dal Ministero degli Affari Esteri
il 21 / 11 / 2002 (chi scrive è venuto a conoscenza di entrambe queste
"missive" solamente per caso, reperendole, a distanza di anni, nel suo fascicolo
personale presso l'ITS "L.Pacioli" di Crema), affermava che, non avendo il
Prof. Giovanni Falcetta superato l'anno di prova all'ITS "L.Pacioli" nell'anno
scolastico 1999 /2000, perché partito per l'Università di Tirana (Albania) su
nomina del Ministero degli Affari Esteri, non aveva diritto alla proroga
dell’anno di prova, dal 1999/2000 in poi, ed era da considerare, perciò, a tutti
gli effetti, "appartenente alla scuola Secondaria di I grado";

a tale sua "dichiarazione di intenti" del 05 / 12 / 2002, ammesso che ne avesse


facoltà (e non ce l'ha mai avuta, in base alla normativa), il provveditore non ha
mai fatto seguire un decreto operativo di mia restituzione alla Scuola

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Secondaria di I grado. Avrebbe dovuto, in base alla vigente normativa,
chiedere a chi espone di inoltrargli domanda scritta finalizzata a tale
restituzione, non potendo, egli, realizzarla in modo unilaterale. Richiesta mai
fatta.

Non avendo, il sottoscritto, diritto alla proroga dello "anno di prova", in base
al parere MIUR del 23/10/2002, egli avrebbe, poi, dovuto invitarlo, per
regolarizzare la sua posizione giuridica, in alternativa alla domanda di
restituzione alla Scuola Secondaria di I grado, ad inoltrargli una domanda di
"passaggio di ruolo" alla Scuola Secondaria di II grado, essendo ormai scaduta
quella inoltratagli dal sottoscritto nel 1999.

Dall'anno scolastico 1999-2000 ad oggi, chi scrive non richiedeva mai, per
iscritto, al Provveditore, come da vigente normativa, la proroga, anno dopo
anno, del suo "anno di prova", iniziato il 1 settembre 1999 all' ITS "L. Pacioli
di Crema, e ivi interrotto il 14 Dicembre 1999 perchè, dopo aver ricevuto la
nomina da parte del Ministero degli Affari Esteri, partiva come Lettore per
l'Università di Tirana e, successivamente, nel novembre 2002, per l'Università
di Pola.

Ora, essendo illegittimo, quanto meno, il decreto di proroga dell’anno di prova


del Provveditore del 09 / 01 / 2008, il sottoscritto, a sua insaputa, ha prestato
“illegittimamente” servizio tanto al Liceo Artistico di Crema (anno scolastico
2006 / 2007) che all'IPSSCT "P.Sraffa" di Crema (negli anni scolastici 2007 /
2008, 2008 /2009) e tutt'ora, nello stesso Istituto "Sraffa", nell'anno scolastico
in corso, 2009 / 2010. E ciò perchè, dall'anno scolastico 1999 / 2000 a
tutt'oggi, in base alla documentazione allegata, e ai documenti e norme sopra
citati, chi scrive appartiene GIURIDICAMENTE alla Scuola Secondaria di I
grado.

Con la conseguenza che risultano illegittimi sia il suo anno di prova al Liceo
Artistico "B. Munari" di Crema, nel 2006 /2007 ( e la successiva conferma in

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ruolo da parte del Dirigente Scolastico di questo Istituto e da parte del
Provveditore) sia anche il provvedimento di "risoluzione forzosa del suo
rapporto di lavoro " ( per avere chi scrive raggiunto 40 anni di servizio
contributivo) inviatogli dal dirigente scolastico dell'IPSSCT "P.Sraffa" di
Crema, ex art.72, comma 11, della legge 133 /2008, come ribadito e integrato
dall'Art. 17, comma 35 novies della legge 102 / 2009, perchè esso si riferisce
ad una sua posizione giuridica "inesistente", cioè ad una sua presunta, ma
giuridicamente infondata, appartenenza alla Scuola Secondaria di II grado.

Ma non è tutto!

In un documento datato 5.12.2002 reperito, solo recentemente, presso


l'archivio del Provveditore agli Studi di Cremona, il dott. Francesco Gentile,
sino a poche settimane or sono responsabile dell'USP di Cremona, chiedeva al
MIUR e all'Ufficio Scolastico Regionale di Milano lumi sul suo stato giuridico
e su come comportarsi a riguardo. Sia Roma che Milano non hanno mai
risposto (secondo quanto riferito dalla dott.ssa Patrizia Squerti, funzionaria del
Provveditorato) alla richiesta del Provveditore, nè quest'ultimo si è più
interessato successivamente della questione, nè il Miur, l'USP di Cremona o
l'Ufficio Scolastico Regionale di Milano hanno mai informato il sottoscritto
della non chiara definizione (già nel 2002 !), ed anche attualmente, del suo
stato giuridico, cioè se chi espone appartenesse, allora, e successivamente, fino
ad oggi, alla scuola media inferiore o superiore.

Nel "silenzio" dei suoi superiori il Provveditore accoglieva, illegittimamente,


nel 2006, la richiesta formulata dal sottoscritto di restituzione/trasferimento ai
ruoli metropolitani, cioè ad una Scuola Media Superiore, Liceo Artistico
Statale di Crema (II grado) visto che, prima di partire per Tirana come Lettore
(su nomina del Ministero degli Affari Esteri) chi scrive avevo chiesto e
ottenuto il passaggio di ruolo dalla Scuola Media Inferiore a quella Superiore
(ITS "L.Pacioli" di Crema).

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Il Provveditore, sorvolando ancora una volta sul mai risolto problema dello
stato giuridico di chi espone (questione della quale non lo ha, peraltro, mai
informato!), gli consentiva di completare "illegittimamente" il suo anno di
prova al Liceo Artistico di Crema, lo confermava, poi, illegittimamente, in
ruolo come docente della Scuola Media Superiore (II grado), e, nel 2008, gli
ricostruiva la carriera (inglobandovi il suo ventennale servizio nella scuola
media inferiore).

Poi, senza il consenso scritto di chi espone, prorogava, a distanza di anni, il


suo anno di prova del 1999, interrotto dopo 45 giorni perché partito per
Tirana, con l'escamotage tecnico-amministrativo "ora per allora", per poter
formalmente giustificare l'illegittimità della sua presenza nella Scuola Media
Superiore dal 2002 al 2006, l'illegittimità del suo anno di prova nel 2006 /
2007 al Liceo Artistico di Crema e l'illegittimità della sua conferma in ruolo
nel 2008 (in contrasto con il parere MIUR del 23 Ottobre 2002).

Da quanto sopra discendeva l’esclusione di chi scrive da ben 2 graduatorie


(già dal medesimo superate nel 2002, come docente di Lettere nelle Scuole
Medie Italiane all'estero e Lettore di Lingua e Letteratura Italiana nelle
Università Straniere) del Ministero Affari Esteri e la sua mancata partenza,
come docente nelle scuole Medie Inferiori Italiane all'estero, già nell'anno
scolastico 2009 /2010, quando ero in graduatoria in una posizione favorevole
alla nomina, cagionandogli, tra l’altro, un notevole danno economico. Al suo
posto, infatti, veniva nominato un suo collega con 92 punti (quando, invece,
chi scrive ne ha 108). Questo perché le norme delle O.M del Ministero degli
Affari Esteri per l'inserimento nelle graduatorie permanenti per la destinazione
e per le nomine all'estero impongono che il candidato permanga per tutti i 9
anni di validità delle graduatorie nella stessa classe di concorso (ordine di
scuola media) in cui egli si trovava all'atto del superamento delle prove
selettive ministeriali.

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Stando così le cose, poiché chi scrive, secondo i documenti del 2002, era
considerato, de iure, docente della scuola media inferiore, quando sono state
aggiornate le graduatorie permanenti del Ministero degli Affari Esteri, nel
2006 (al suo ritorno in Italia, per fine mandato estero), essendo stato
illegittimamente restituito dal Provveditore alla Scuola Media Superiore non
potevo né può aspirare ad una nomina all'estero.

Il Provveditore, il MIUR e L'Ufficio Scolastico Regionale di Milano si sono


"dimenticati" per 8 anni del mio problema. Il Provveditore aveva la possibilità,
allora, anno 2002, (ed anche successivamente !), in base al parere MIUR del
23.10.2002 di restituirlo con la formula tecnico-amministrativa "ora per
allora" dalla scuola Media Superiore (II grado) alla Scuola Media Inferiore (I
grado), ma non emanò né allora, né dopo, alcun decreto d'ufficio di
restituzione al suo ruolo di provenienza (Scuola Media di I grado).

Nell'ottobre 2009 chi espone scopriva, casualmente, quanto appena descritto e


lo faceva presente al Provveditore agli Studi di Cremona, al MIUR e alla
Direzione Scolastica Regionale di Milano.

Inizialmente, la dott.ssa Squerti e la dott.ssa Oneta dell' USP di Cremona


negavano di conoscere i documenti ufficiali che attestavano quanto sopra.
Successivamente, ammettevano, "per le vie brevi", di aver commesso gravi
negligenze (di cui chi scrive informava, via e-mail, sia il MIUR che L'USP di
Milano). Quindi, la dott.ssa Oneta gli telefonava a scuola (IPSSCT "P.Sraffa"
di Crema), verso la fine di Gennaio 2010, proponendogli un accordo, con il
suo consenso, ex L .241 /1990 con il quale il Provveditore l’avrebbe restituito,
con un decreto, "ora per allora", dalla Scuola Secondaria di II grado alla
Scuola Secondaria di I grado, cosa che, per sua stessa ammissione, avrebbe già
dovuto fare il 5 Dicembre 2002, consentendogli, in tal modo, di chiedere al
Ministero degli Affari Esteri il suo reinserimento nelle 2 graduatorie dalle
quali era stato depennato e, se in posizione utile in base al suo punteggio,
l'eventuale nomina all'estero.

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Chi espone accettava l'accordo (patrocinato, informalmente, dalla signora
Aurora Gumari e dal dott. Luca Volontè dell' Ufficio Scolastico Regionale di
Milano).

Va detto che chi scrive aveva sempre debitamente tenuto al corrente il suo
Dirigente Scolastico, dott. Ernesto Abbà (IPSSCT "P.Sraffa" di Crema).
Mentre il sottoscritto, dunque, attendeva con comprensibile ansia, il decreto di
sanatoria del Provveditore, all'improvviso, il Dirigente Scolastico, verso la
fine del mese di febbraio 2010 gli comunicava che "era obbligato" a mandarlo
in "pensione coatta" per avere raggiunto i 40 anni di servizio contributivo.

Chi espone gli ricordava, una volta di più, tutta la situazione sopra illustrata,
diffidandolo, anche per iscritto, dal proseguire con il provvedimento di
pensionamento forzoso, se non altro perché non era ancora stato definito, in
modo inequivocabile, il suo stato giuridico. Ma egli, pur comprendendo le
ragioni di chi scrive, gli rispondeva che, in difetto, "temeva di poter essere
fatto oggetto di gravi sanzioni disciplinari" da parte dell' USP di Cremona,
dell' USR di Milano e del Miur.
Tutto ciò premesso, il sottoscritto Giovanni Falcetta

DICHIARA CHE
qualora la S.V. Illustrissima ravvisasse nel presente esposto fattispecie di
reato, intende attribuire al medesimo anche il valore e l'efficacia di denuncia-
querela per tutti i reati ravvisabili nei fatti sopra esposti, chiedendo che i
responsabili siano condannati alla pena di legge.
Inoltre, ai sensi dell'art. 408, 2° comma C.P.P., dichiara sin d’ora che desidera
essere informato circa l'eventuale richiesta di archiviazione.
Con ossequio.
Crema, il
(Giovanni Falcetta)