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IL REGIME DEL TERRORE:

Il Regime del Terrore, spesso definito come Il Terrore, è una fase storica della Rivoluzione
francese che ebbe inizio nel luglio 1793.

Fu caratterizzato dal predominio politico dei membri del Comitato di salute pubblica, che
introdussero una serie di misure repressive di crescente durezza, per rafforzare la fazione giacobina,
mettere in atto misure a favore dei sanculotti e della piccola borghesia cittadina, schiacciare tutti gli
oppositori interni della rivoluzione, combattere con maggiore efficacia la guerra esterna contro
le monarchie europee dell'Antico regime.

Il Regime del Terrore, caratterizzato da un elevatissimo numero di condanne a morte ed eccessi


nell'esercizio della repressione, terminò il 9 termidoro dell'anno II (27 luglio 1794) con la caduta e
l'esecuzione dei tre più influenti membri del Comitato di salute pubblica: Maximilien de
Robespierre, considerato la principale personalità politica del Terrore giacobino, Louis Saint-
Just e Georges Couthon.

Le cause del Terrore sono varie. Il 10 agosto 1792 era stata proclamata la Repubblica, e la guerra
contro Austria e Prussia e la paura di una marcia su Parigi gettarono la capitale nel terrore,
scatenando i “massacri di settembre”, contro migliaia di sospetti imprigionati nelle carceri parigine.
Le vittorie a Valmy e Jemappes allontanarono questo sospetto, ma i timori dei complotti e
cospirazioni interne a favore dei nemici alimentavano un clima di sospetto generale. Inoltre,
l’esecuzione di Luigi XVI scatenò la reazione dei realisti.

Le armate rivoluzionarie, guidate dai generali Dumouriez e Custine, avevano ormai conquistato


tutto il Belgio. Dumouriez tentò di patteggiare con il nemico duca di Coburgo promettendogli di
cedere il Belgio e tentò così di marciare su Parigi ma i soldati non gli ubbidirono.

Le tensioni in seno alla Convenzione tra i girondini esplosero a causa dei rovesci interni ed esterni,
così non avevano esponenti in seno al Comitato di salute pubblica, che stava acquisendo ormai un
potere assoluto. Il 5 aprile 1793 i giacobini avanzarono una petizione per chiedere la destituzione
dei deputati girondini considerati complici del tradimento di Dumouriez e dei rovesci in Vandea. La
risposta fu la messa in stato di accusa di Jean-Paul Marat, ispiratore della petizione, che però venne
immediatamente scagionato dal tribunale, sancendo un'ulteriore sconfitta dei girondini. 
Il 31 maggio le sezioni parigine si misero in agitazione e mossero contro la Convenzione, chiedendo
l'arresto dei 22 capi girondini elencati nella petizione di Marat. I deputati decisero di resistere e si
limitarono a sciogliere la commissione d'inchiesta contro il Comune, ma una nuova sollevazione il 2
giugno li costrinse, sotto la minaccia dei cannoni e dei fucili, e su pressione di Robespierre e
Couthon, a far arrestare i girondini.

La situazione in Francia stava iniziando a peggiorare. La caduta dei girondini aveva scatenato la
rivolta a Tolone, Marsiglia e Lione, dove la popolazione era insorta contro il centralismo di Parigi.
Nella capitale, il peggioramento della crisi economica e l'aumento del prezzo del pane tenevano i
sanculotti continuamente in agitazione, senza che il Comitato di salute pubblica guidato da Danton
riuscisse a imporre l'ordine. Si decise, il 10 luglio, su pressione dei sanculotti, di sciogliere questo
primo Comitato e nominarne uno nuovo, composto in maggioranza da giacobini.
L'assassinio di Marat, il 12 luglio, destò enorme impressione e convinse le frange radicali alla guida
del Comune a imporre misure maggiormente rivoluzionarie. I cordiglieri ora guidati da Jacques-
René Hébert e gli ancora più radicali "arrabbiati”, come venivano definiti, guidati da Jacques Roux,
riuscirono a far votare dalla Convenzione il 27 luglio la legge contro gli accaparratori, che
consentiva l'ispezione dei magazzini, dei granai e delle cantine per assicurarsi che i commercianti
non facessero scorte di beni alimentari che andavano messi in vendita.
In seguito a questi avvenimenti, il Comitato di salute pubblica decise di invitare Robespierre nel
tentativo di colmare la distanza tra il Comitato, la Convenzione e il Comune parigino, che
rappresentava i sanculotti, in quanto Robespierre era l’unico vero difensore della Rivoluzione,
“l'incorruttibile”.

Mentre gli hébertisti e gli arrabbiati continuavano a richiedere misure d'emergenza, Robespierre
oppose loro un programma inflessibile fatto di requisizioni nelle campagne, in misura tale da
calmare la fame della popolazione e tagliare l'appoggio dei sanculotti agli esponenti del Comune.
Ciò permise di celebrare l'anniversario del 10 agosto in un clima sereno nonostante una vigilia che
sembrava anticipare nuovi massacri indiscriminati. Robespierre e Danton appoggiarono invece la
proposta degli “arrabbiati” della leva in massa.
A causa delle pessime notizie sul fronte militare, Robespierre dovette cedere facendo entrare nel
Comitato di salute pubblica gli “hébertisti” Jacques Nicolas Billaud-Varenne e Collot d’Herbois.
Ciò spostò maggiormente l'asse del potere verso l'estremismo, ponendo “il Terrore all'ordine del
giorno”.
Il 17 settembre 1793, fu confermata l'approvazione della “legge dei sospetti”. Erano considerati
sospetti, e quindi passibili di essere arrestati, gli emigrati rientrati, gli ex nobili che non erano
abbastanza attaccati alla Rivoluzione, ma anche coloro che non avevano partecipato alla vita
politica. Con decreto del Comune del 10 ottobre, si definivano "sospetti" tutti coloro che avevano
accolto con "indifferenza" la Costituzione e coloro che, "non avendo fatto nulla contro la libertà,
non hanno comunque fatto niente per essa”. Infine, venne decretato che al Comitato di salute
pubblica spettasse presentare alla Convenzione i candidati per il rinnovo delle cariche in tutti gli
altri comitati della Convenzione. Così si sanciva la preminenza del “Grande Comitato”, una
dittatura di 12 membri sul governo della Francia.

Con l’aumentare del “terrore” e le continue esecuzioni che colpivano tutte le fazioni della società,
iniziò una campagna d’indulgenza che richiedeva la sospensione della pena capitale e l’abrogazione
della legge dei sospetti, svuotando le prigioni. Leader di questa campagna fu Danton che, insieme
alla moglie aveva cercato di allontanarsi dalla politica parigina. Utilizzò una tecnica per portare
Robespierre dalla sua parte supportandolo nella sua politica. Ci fu, però, un problema con coloro
che supportavano Danton per i quali rischiava lui stesso, questo era lo scandalo della Campagna
delle Indie. Grazie alla sua tattica Robespierre lo difese facendo cadere le accuse.
Un nuovo personaggio è introno nella facendo degli indulgenti, Camille Desmoulins, che iniziò a
pubblicare un nuovo giornale “Il Vecchio Cordigliere”, grazie al quale attacco i Hébertist cercando
di toglierli dal comitato di salute pubblica, andando contro l’intero sistema di Terrore. Così
Robespierre decise di chiudere i rapporti con gli indulgenti.
In tutto ciò gli hébertitsti avevano reagito agli attacchi degli indulgenti dopo il rientro di Collot
d’Hebois, il quale si era difeso dalle accuse. Questo aveva organizzato una giornata di rivoluzione
per assumere il controllo, ma il comune non fu favorevole. Essendoci comunque la distanza tra
indulgenti e arrabbiati, Robespierre decise di attaccare questi ultimi, così nel 1794 Hébert e suoi
vennero condannati alla ghigliottina.

Gli indulgenti cedevano di aver vinto, infatti Desmoulins decise di raddoppiare l’attacco, con “Il
Vecchio Cordigliere” contro il Comitato di salute pubblica, ma questo di tutta risposta decise di
chiudere il giornale e arrestare lo stampatore. Robespierre inizialmente era indeciso per quanto
riguarda l’arresto dei capi degli indulgenti ma comunque la sera del 30 marzo decise di firmare il
mando d’arresto per Danton con l’accusa di essere stati profittatori. Quindi dal 2 al 5 aprile ci fu il
processo, nel quale Danton tentò di difendersi e di difendere i suoi compagni ma Saint-Just riuscì a
impedire la difesa così vennero tutti condannati a morte.
La popolazione francese, ormai esausta di questo periodo, chiese un periodo di pace come infatti
appariva con la vittoria di Jourdan il 26 giugno, contro le truppe della coalizione. Temendo un
attentato Robespierre non si fece più vedere ma grazie a Saint-Just comprese che le vittorie non
precludevano un periodo di pace.
Tra i membri del comitato di sicurezza generale ci fu un'organizzazione contro Robespierre. Il 26
luglio quest’ultimo torno per denunciali e minacciarli con la ghigliottina. Così il giorno dopo, il 9
termidoro, i deputati impedirono a Saint-Just e Robespierre di accusare i cospiratori, così i due,
insieme a Couthon vennero accusati e portati in carcere. Una volta in carcere Robespierre tentò di
spararsi e Saint-Just e Couthon vennero ghigliottinati.

Durante il regime del Terrore, venne attuato, a partire dai sanculotti, un processo di
scristianizzazione. Questa campagna anticattolica consisteva in: chiusura delle chiese, incitazione
dei preti al matrimonio, processioni blasfeme, sostituzione del culto dei martiri con quello dei
martiri della Rivoluzione. Inoltre, il 6 ottobre 1793, venne approvato il calendario rivoluzionario.
Quest’ultimo prevedeva che l’anno I partisse dalla proclamazione della Repubblica (22 settembre
1792) e che le feste consacrate e le domeniche venissero eliminate. Si giunse al punto in cui, a
Parigi, il vescovo Jean-Baptiste Gobel fu costretto ad abiurare la religione.
Tuttavia, Robespierre era ostile nei confronti dell’ateismo e temeva che la scristianizzazione
avrebbe favorito la controrivoluzione. Per questo motivo, Robespierre, sostenuto da Danton, accusò
pubblicamente i promotori della scristianizzazione di essere controrivoluzionari. Il 6 dicembre 1793
venne decretata la libertà di culto. Inoltre, Robespierre promosse l’Essere Supremo nel tentativo di
trovare un compromesse tra le diverse istanze. Il culto dell’Essere Supremo era un culto deista,
basato in parte sul pensiero di filosofi illuministi (ad esempio Rousseau e Voltaire). Esso concepiva
una divinità che non interagiva con il mondo naturale e che non interveniva nelle faccende umane e
promuoveva gli ideali di libertà e uguaglianza e i valori sociali come la fraternità, l’amicizia e la
gioia.

Nel periodo del Terrore la Francia conobbe un vuoto legislativo. La Costituzione del 1791 era di
fatto sospesa, essendo una costituzione monarchica Il comitato costituzionale, eletto il 25 settembre
1792, era controllato dai girondini (partito politico formato principalmente da medi ed alti borghesi,
nemici giurati dei montagnardi, partito politico di Robespierre) e i suoi lavori non avanzarono per
interi mesi. Solo il 15 febbraio 1793 Nicolas de Condorcet presentò all'assemblea il primo impianto
della bozza costituzionale. Esso prevedeva di dividere l'esecutivo dal legislativo, con i ministri eletti
direttamente dal popolo e rinnovati a rotazione ogni anno, e l'assemblea legislativa rinnovata per
intero ogni anno. La caduta della Gironda affossò subito questo progetto. I montagnardi iniziarono a
pensare ad una nuova Costituzione nell’estate del 1793, e la elaborarono in gran fretta, ed in un
clima di grande tensione politica. L'impatto di questi avvenimenti sul testo costituzionale era
evidente. Vi si sanciva il diritto all'insurrezione e si poneva l'assemblea legislativa al centro del
sistema politico. Questi lavori non furono però mai portati a termine infatti, questa costituzione non
venne mai adottata. Una nuova costituzione fu data solo 2 anni più tardi, nel 1795, a causa delle
insurrezioni dei sanculotti che protestavano per una Costituzione ed il calo del prezzo del pane.
Il pane è l’argomento chiave per collegarsi al seguente argomento ovvero l’economia del Terrore.
Durante questo periodo, in Francia persisteva ancora una grave crisi economica, che non si sapeva
come risolvere, e questa questione divideva radicalmente i gruppi politici dei girondini e
montagnardi. In seguito alla caduta dei primi ci furono molti cambiamenti dal punto di vista
economico. L'11 aprile 1793 venne messo in circolazione l’assegnato (una moneta cartacea del
periodo rivoluzionario), punendo drasticamente coloro che rifiutavano di accettare gli assegnati
come metodo di pagamento, nella speranza di frenare il loro deprezzamento e l’inflazione.
il 4 maggio 1793 la Convenzione ordinò un prezzo massimo di cereali e farina, che servì a
migliorare le condizioni a Parigi ma che rimase inapplicato nel resto della Francia. Però iniziarono
ad aumentare i prezzi di altri prodotti come la carne e lo zucchero. Si minacciò di morte chi violava
il maximum, ma ciò non fece frenare l’incremento dei prezzi.
Il decreto fu abolito il 24 dicembre. La nazionalizzazione delle fabbriche e del commercio estero fu
abbandonata. Ciò portò però ad un’ennesima crisi che scatenò altre insurrezioni popolari nel 1795.