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I GENERALI ANTINAZISTI

Parte Terza de “I generali del Terzo Reich”


“I cospiratori”
Werner von Fritsch – Ludwig Beck – Karl von
Stulpnagel – Erwin von Witzleben – Hans Speidel –
ammiraglio Wilhelm Canaris – Erwin Rommel
Come cercarono di opporsi alle
decisioni di Hitler e alle sue direttive
che portarono la Germania alla rovina.
(foto del Tribunale del Popolo che condannò a
morte molti oppositori e cospiratori)

“Un sistema politico votato al declino fa, d'istinto, molte cose che
accelerano il declino stesso” Jaen-Paul Sartre
PREMESSA
Fu proprio la loro lealtà di soldati nei confronti della madrepatria che
esigeva la rottura del giuramento, il tradimento e l'eliminazione di Hitler,
il carattere criminale manifestato dal regime nazista in modo sempre più
evidente e le sue proporzioni più sconvolgenti ponevano ai generali una
fondamentale sfida morale: come condurre a buon fine
campagne compromesse in partenza da gravi errori di
valutazione strategica, come destreggiarsi con un
comandante supremo profano di cose militari ma
sorretto da una fede mistica nel suo genio, irremovibile
davanti a qualsiasi realtà, come ad esempio la sua
politica del “non cedere terreno” imposta in Russia, in
Africa e in Normandia con tutti i disastri che ne
conseguirono ? Bisogna rendersi conto del dilemma
paralizzante in cui essi, come patrioti desiderosi di salvare il loro paese
dalla rovina, vennero a trovarsi, stretti tra il potere di fanatica
suggestione che Hitler esercitava sulle truppe rafforzato dal sistema
poliziesco, spionistico e repressivo che faceva capo al dittatore, “l'uomo
che il destino aveva nominato”..... Il motivo per cui alcuni generali
tedeschi possono essere criticati è la tendenza da loro dimostrata di
chiudere gli occhi dinanzi agli eccessi nazisti e la mancanza, salvo le
poche eccezioni qui descritte, del coraggio morale necessario per
protestare contro atti che loro stessi non avrebbero mai commesso.

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Subito dopo aver assunto la carica di Cancelliere e Presidente il
”profeta degli sproloqui” - la cui presa del potere fu conseguita con
l'inganno - dichiarò ai capi militari nel 1933 che la Germania doveva
risolvere i propri problemi economici conquistando nuovi mercati e che
per fare questo occorreva che il Paese si riarmasse con un'espansione
verso est con una spietata opera di germanizzazione di tutti i Paesi
conquistati. Infatti nel suo libro “Mein Kampf” pubblicato nel 1925
prefigurava un impero coloniale pangermanico ricavato dai territori
occupati all'est e, in coerenza con questi principi, nel 1937 spiegò ai
generali che i suoi obiettivi politici erano il ritorno della Germania alle
dimensioni di grande potenza – nonostante le limitazioni imposte dal
Trattato di Versailles – con la creazione di una Grande Germania che
comprendesse l'Austria, la Cecoslovacchia e la Polonia con la
colonizzazione del nuovo Lebensraum spazio vitale ad opera della
cosiddetta “razza padrona”.(manifesto di propaganda) La sua
“soluzione per la questione tedesca” era che non restava altro che usare
la forza. I progetti esposti da Hitler ebbero in quella occasione una
accoglienza fredda addirittura critica, invece che entusiasmarsi per la
promessa di armi nuove e ulteriori promozioni i generali ebbero una
reazione scettica, considerarono il discorso del dittatore un elemento di
politica interna onde portare dalla sua parte il vecchio esercito
conservatore che aveva contribuito a intralciare le sue ambizioni durante
gli anni Venti. Stracciati gli Accordi di Versailles e cancellati
unilateralmente i pesanti debiti di guerra, dal 1933 al 1939 la sua
strategia globale fu realizzata per mezzo di bluff invero
psicologicamente brillanti che gli permisero di avere tutti i vantaggi della
conquista evitando il pegno di una guerra dispendiosa in vite umane e
in costi, di fatto Hitler riuscì ad intimorire inglesi e francesi convincendoli
a venire a patti con lui prima che la Germania divenisse troppo forte. A
Monaco nel 1938 il Fuhrer ottenne il suo più grande trionfo diplomatico
quando Neville Chamberlain persuase la Francia ad abbandonare la
Cecoslovacchia al suo destino, l'Accordo di Monaco non soltanto segnò
il trionfo di Hitler su Chamberlain e su Daladier ma sopratutto sul gruppo
dirigente dell'esercito tedesco. Per il resto delle forze armate la
Luftwaffe fu sempre sotto la guida del maresciallo Hermann Goring
fedelissimo ministro e destinato a succedere al dittatore, mentre la
Marina inizialmente diretta dal grandammiraglio Erich Raeder aveva la
tendenza a ostacolare le carriere degli ufficiali che si dichiaravano
simpatizzanti del nazismo. Infatti la Marina usava ancora il saluto
imperiale e non quello nazista, poi tutto cambiò quando l'ammiraglio Karl

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Donitz lo sostituì nel 1942, Donitz era un fervente sostenitore di Hitler.
I generali erano favorevoli ad un assetto politico conservatore ed erano
fedeli ad una tradizione che esercitava uno scarso richiamo su una
generazione cresciuta e animata da una fede fanatica nel
nazionalsocialismo, la loro capacità di iniziativa era intralciata dal modo
in cui essi stessi si erano messi in disparte dalla vita pubblica e dal
modo in cui Hitler li aveva tagliati fuori da ogni canale pubblico di
informazione. Dopo gli scandali Blomberg e von Fritsch, destituiti dalla
posizione di capi di stato maggiore da trappole ordite da Himmler, il
dittatore sfruttò lo shock morale subito dal corpo degli ufficiali per
assumere il comando supremo delle forze armate con il potere assoluto
di controllo sulle direttive strategiche e intanto agevolando Himmler di
consolidare la propria influenza sulle forze armate con le sue Waffen SS
e l'SD. Infatti fra le numerose divisioni formate dalle SS furono ben sette
quelle corazzate durante tutta la guerra.
Dopo il rovescio dell'offensiva su Mosca Hitler non solo fu in grado di
ignorare il punto di vista dei generali sulle questioni politiche ma anche
di ignorarli sulla materia specifica di loro competenza, cioè sulle
strategie e sulle tattiche applicate su ogni fronte. Fino al 1941 non
volendo influire sul morale dei civili tedeschi come era avvenuto con la
generazione precedente, il governo nazista mantenne la produzione dei
beni di consumo civile superiore alla produzione di materiale militare
“più burro e meno cannoni”, ma l'Operazione Barbarossa divorò così
tanto materiale bellico (...e vite umane... ) a un ritmo così imprevisto
anche nelle stime più negative che il principio enunciato poi si
trasformò in “meno burro e più cannoni”, anche se è opportuno
aggiungere che i paesi occupati contribuirono con i debiti di guerra a
migliorare il tenore di vita della popolazione tedesca, almeno
inizialmente. “Meno burro ma più carri armati, più aerei e più cannoni “
divennero più importanti dei consumi privati e della solidità delle finanze
pubbliche. Chi sapeva far semplicemente di conto non poteva ignorare
che il riarmo incontrollato avrebbe infine imposto la scelta della guerra
come unica alternativa alla bancarotta dello Stato tedesco. Il popolo
tedesco si rese conto molto più tardi che il regime nazista aveva
consumato tutti i suoi risparmi nonostante la maggiorazione dell'imposta
sul reddito e l'aumento delle tasse sui beni di consumo, di fatto il debito
pubblico che all'inizio della guerra era di 57 miliardi di marchi passò a
380 miliardi di marchi nel 1945.
Nello stesso tempo, come detto, era stata spianata la strada a un
sempre crescente rafforzamento delle Waffen SS mentre spie naziste

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venivano infiltrate in tutti i comandi, per cui le possibilità di successo di
una rivolta diminuirono progressivamente “Anche se vi sono fondati
sospetti che alcuni generali eseguirono ordini che giudicavano
imprudenti e assurdi pur di avere modo di sabotare i piani di Hitler e
affrettare così la fine della guerra”.
(nota dello storico militare britannico B. Liddell Hart)
Per agevolare la comprensione di questo continuo “tiro
alla fune” tra il dittatore e i generali tedeschi oppositori
al nazifascismo seguono alcune note sulle loro vite.
Feldmaresciallo Erwin von Witzleben (1881-1944
)Proveniva da una famiglia di antico lignaggio, era stato
un cadetto e per tutta la vita rimase un tipico prodotto di questa
categoria militare in quanto a mentalità e abitudini. Uno dei suoi
confidenti nella resistenza disse di lui “ ..era un uomo di grande
semplicità, le astuzie politiche gli erano del tutto estranee, affondava le
sue radici nel vecchio corpo ufficiali prussiano, era amante della vita di
campagna e appassionato cacciatore”.nella riserva sembrava condurre,
dopo la morte della moglie, una vita ritirata in campagna ma in realtà
non aveva mai troncato i rapporti con la cospirazione, dopo la sconfitta
di Stalingrado fu designato ad assumere il comando superiore della
Wehrmacht dopo l'eliminazione di Hitler. Il 20 luglio firmò l'ordine inviato
dai congiurati a tutti i comandi militari che incominciava con le parole
“Hitler è morto..” proseguendo con la dichiarazione dello stato di
emergenza e l'assunzione del potere esecutivo sotto il suo comando.
Lucido, realista, onesto, semplice e irremovibile come sempre non
riuscendo ad ottenere notizie precise sull'evolversi della situazione,
arrivò alle ore 19.30 al palazzo della Bendlerstrasse a Berlino dove
venne aggiornato da von Stauffenberg e da Beck sul fatto che il colpo di
Stato non era riuscito. Raggiunse in auto la tenuta di un amico, il conte
Lynar, e rimase impassibile in attesa dell'arrivo della Gestapo. Anche
quando si trovò esausto per i brutali interrogatori davanti al pubblico
ministero nazista riuscì a mantenere un atteggiamento composto e
coraggioso. Morì l'8 agosto1944.
Ammiraglio Wilhelm Franz Canaris
(1887-1944)Su nessuna delle figure
del secondo conflitto mondiale si è
scritto e discusso di più e in modi
contraddittori che sul capo del
servizio segreto delle forze armate

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tedesche, ammiraglio Wilhelm Canaris, con descrizioni fin troppo
romanzesche di carattere spionistico piuttosto che presentarlo nella sua
vera figura di uomo colto e attraente, di ufficiale coraggioso e di patriota
leale. Canaris nascose i suoi diari che avrebbero potuto chiarire ai
posteri il suo operato; dopo il suo allontanamento dall'Abwher nel 1944
uno dei suoi ufficiali li nascose in un luogo sicuro. In seguito la vedova
di questo amico fidato, anch'esso vittima degli avvenimenti del 20 luglio,
provvide nel maggio 1945 nel castello di Mittersill a bruciare i fascicoli
temendo giustamente che fornissero materiali d'accusa contro altri
membri del movimento di resistenza se fossero caduti in mano alla
Gestapo. Nato in una famiglia benestante nella regione industriale della
Ruhr nella classe dominante impregnata di profondi sentimenti patriottici
ma con l'avversione contro il marxismo, rimasto orfano di padre entrò in
marina nel 1915 come cadetto, durante la guerra servì sull'incrociatore
Dresden, proseguendo la sua carriera in Marina: nel 1930 venne
promosso capo di stato maggiore del comando del Mare del Nord. A
Berlino negli uffici del servizio segreto vi fu l'allontanamento del capitano
Corrado Patzing caduto in disgrazia per i continui conflitti con Himmler e
Heydrich e l'ammiraglio Reader il 1° gennaio 1935 affidò l'incarico a
Canaris, l'unico ufficiale che in quel momento sembrava adatto a quel
compito a causa della sua vivace intelligenza, della sua profonda
cultura, della conoscenza delle politiche e degli ambienti degli Stati
esteri e della abilità nel trattare con le persone. Nonostante il suo
iniziale appoggio alla presa del potere del partito nazista presto si rese
conto della sua brutalità e iniziò segretamente a lavorare per
rovesciare il regime; durante la guerra ricevette i rapporti sulle atrocità
commesse nei territori occupati, riunì intorno a sé ufficiali e politici
antinazisti allo scopo di eliminare Hitler e il regime e trattare una resa
onorevole con gli Alleati, progetto da cui nacque il fallito attentato del 20
luglio 1944. Durante tutta la sua vita fu sempre ambizioso solamente per
la causa da lui servita, era intollerante quando si parlava male della
Marina ed era assalito da eccessi di collera se qualcuno osava
attaccare il “suo servizio segreto”. Non era un cospiratore spinto dalla
brama di potere, ma invece era combattuto da un dissidio interno tra il
suo dovere di ufficiale della Wehrmacht e le esigenze della sua
coscienza che gli imponevano di opporsi a un sistema delittuoso.
Comprendeva perfettamente che per rompere l'incanto esercitato da
Hitler sul popolo tedesco era necessario dimostrare chiaramente quante
e quali menzogne venivano distribuite dalla propaganda del regime e
questo obiettivo non era certamente facile, il progetto prevedeva

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l'arresto o l'eliminazione di Hitler, l'occupazione di tutti i mezzi di
comunicazione e la redazione di una Costituzione provvisoria del Reich
con il supporto di alcuni generali e sopratutto del generale Ludwig Beck
che godeva del suo maggior rispetto .Sconvolto dai rapporti degli agenti
dell'Abwher sugli omicidi di massa in tutti i territori occupati riunì intorno
a sé ufficiali e funzionari governativi antinazisti allo scopo di eliminare
Hitler e trattare una resa onorevole, cospirazione di cui faceva anche
parte segretamente il Vaticano, infatti Canaris era da lungo tempo amico
del papa Pio XII Messo a riposo continuò a mantenersi in contatto con i
circoli che cospiravano contro Hitler e pur apprezzando la personalità e
il coraggio di von Stauffenberg era contrario alle direttive che davano
troppo peso alle future questioni di politica interna mentre era di
assoluta priorità la preparazione tecnica della rivolta fin nei minimi
particolari e i fatti gli diedero ragione. Quando si credeva che il
dittatore fosse realmente morto (e quale era la sorte di Himmler e
Goring ?) Canaris pensava giustamente che le SS e la Gestapo non
erano state ancora soppresse e che occorreva attenersi alle misure
previste per impadronirsi delle sedi della Gestapo e delle SS ma Hitler
sopravvisse alla bomba e i cospiratori vennero subitamente identificati.
Dopo pochi giorni dal fallimento dell'attentato il nuovo capo dell'Abwehr
Walter Schellenberg si presentò a casa dell'ammiraglio per arrestarlo, il
23 luglio fu trasferito dalla Gestapo a Flossenburg dove venne
continuamente e spietatamente torturato, il 9 aprile 1945 fu portato al
patibolo e strangolato con una corda di pianoforte, il modo più truce per
giustiziare una persona (foto di Canaris con i suoi cani).
Colonnello generale Ludwig Beck(1880-1944) Nato in Renania da una
famiglia alto borghese e rispettabile, durante la prima guerra mondiale
prestò servizio come ufficiale di stato maggiore nei quartieri generali di
grandi unità, con esperienza acquisì la consuetudine al lavoro intenso
e scrupoloso che avrebbe improntato tutta la sua vita, lavorava quindici
ore al giorno e tirava avanti per lunghi periodi senza un
momento libero, durante la repubblica di Weimar
cominciò a chiedersi se la Germania sarebbe stata
meglio sotto Hitler e i nazisti ma questa simpatia si
rivelò di breve durata quando ebbe modo di saperne di
più sul conto della gente che costituiva il movimento.
Dal 1931 al 1933 scrisse un manuale di tattica che
divenne una delle più note pubblicazioni militari “Die
Truppenfuhrung” che gli diede grande fama per la

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chiarezza delle idee e per la prosa piuttosto elegante. Così nel 1933 fu il
candidato migliore per il posto di capo di stato maggiore generale; si
trasferì a Berlino in una casa semplice evitando le più lussuose
residenze che gli venivano offerte, il suo onore non era in vendita, come
disse una volta alla figlia, non voleva dover niente a nessuno
specialmente ad Hitler. La sua ristretta cerchia di amicizie era composta
da colleghi come von Stulpnagel, von Manstein, von Fritsch; il gruppo si
sarebbe esteso più tardi quando Beck si impegnò maggiormente a
complottare contro Hitler durante la guerra includendo i membri di
spicco del gruppo di opposizione Mittwochgesellschaft (il cosiddetto club
del mercoledì) Grande amico di von Fritsch insieme vedevano come
loro compito la ricostruzione dell'esercito da realizzarsi secondo il
vecchio modello ma non come braccio armato del partito nazista,
opponendosi alla nazificazione e all'indottrinamento dell'esercito stesso;
insieme ritenevano che il riarmo tedesco venisse gestito con efficienza e
che la Germania non venisse trascinata in un'altra guerra, dalla quale
sarebbe uscita sconfitta un'altra volta.
Durante una riunione nel luglio 1938 Beck scriveva “...la storia
giudicherà questi capi colpevoli di delitti di sangue se essi non agiranno
in accordo con la loro specifica consapevolezza e coscienza politica,
come militari il loro dovere di obbedienza termina là dove
consapevolezza e coscienza vietano l'esecuzione di un ordine.....se
agissero tutti insieme con fermezza l'attuazione di una politica di guerra
diverrebbe impossibile...”
Ma il disprezzo di Hitler per i suoi generali aumentava e il dittatore
affermò che conosceva molto bene Chamberlain e Daladier e che non
vi sarebbe stata alcuna guerra su scala europea se la Polonia fosse
stata invasa. Pochi giorni dopo in una tempestosa riunione con Hitler,
Beck si rifiutò di continuare il servizio e passò le consegne al
successore, il generale Franz Halder. Si ritirò nell'ombra
però partecipando attivamente nel fallito complotto
contro Hitler il quale fatalmente sopravvisse al tentativo
del colonnello von Stauffenberg del 20 luglio 1944.
A questo punto Beck si suicidò - avrebbe dovuto essere
il presidente della nuova Germania - aveva compreso
che a lui non restava altro futuro se non la morte per
mano sua o per quella dei fanatici della Gestapo.
Colonnello generale barone Werner von Fritsch
(1880-1939) Alla fine del 1933 il comandante in capo

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dell'esercito Kurt von Hammerstein fu costretto a dimettersi a causa di
un polverone di intrighi, critiche e pettegolezzi e la scelta del suo
successore cadde sul generale Werner von Fritsch (contro i desideri di
Hitler). Il suo carattere è uno degli enigmi del periodo prebellico:
sembrava avesse raggiunto un livello di professionalità riscontrabile
soltanto in un ristrettissimo numero di generali di ogni Nazione mentre al
suo carattere si accompagnava a un basso grado di diplomazia e
accortezza politica. Era capace di andare d'accordo con le persone
anche se nessuno si poté vantare di conoscerlo intimamente,
manteneva un atteggiamento di completo riserbo ma il fatto di ispirare
completa fiducia nei subalterni fu il surrogato accettabile alla mancanza
di attitudine ai rapporti umani. Con i suoi punti di vista sulla politica si
fece conoscere come un ufficiale che si lasciava andare troppo spesso a
imprudenti commenti sui nazisti senza alcuna eccezione, non
nascondendo il suo disprezzo per tutti loro. Fino al 1937 i rapporti con
Hitler si limitarono ad una correttezza formale mentre la presenza di von
Fritsch aveva l'effetto di inibire il dittatore che una volta lo definì
“l'incorruttibile inglese”. Inviato in Polonia nel 1939 morì per la pallottola
di un cecchino e, si mormora, che sia stato un atto premeditato per
eliminarlo al contesto. Ammesso si possa esprimere un giudizio sul
conto di Beck e von Fritsch, essi come militari furono uomini di grande
levatura, la potenza della Wehrmacht sviluppata durante il periodo del
loro servizio dimostra le loro competenze militari ma non furono capaci
di modificare l'esito dei rapporti politico-militari pur comprendendo che il
nazismo stava trascinando la Germania sulla via della distruzione,
sbagliarono come altri ufficiali nel giudicare come e quando esprimere il
loro dissenso.
Generale di fanteria Karl-Heinrich von Stulpnagel
(1886-1944)
Il padre era un generale dell'esercito prussiano e la
madre una baronessa, una nobile famiglia dell'Uckemark
per cui inevitabilmente frequentò la scuola di guerra e
prestò servizio come ufficiale di stato maggiore nel 1915.
Nel 1933 divenne responsabile del “Dipartimento eserciti
esteri” dello stato maggiore collaborando con il generale
Ludwig Beck. Fece parte della commissione incaricata di
ratificare la resa della Francia e poi partecipò
all'Operazione Barbarossa in Ucraina e alla battaglia di Kiev . A causa di
contrasti sulla condotta delle operazioni con l'OKW fu sostituito al

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comando della 17a Armata e nominato comandante militare della
Francia occupata con sede a Parigi. La sfiducia nel regime a causa
delle gravi epurazioni, dell'annessione dei Sudeti e degli scandali interni
all'esercito contribuirono a fargli accettare l'adesione all'attentato del 20
luglio 1944 contro Hitler. Vi prese parte come protagonista dando
l'ordine di arrestare i membri delle Se della Gestapo ma inutilmente,
immediatamente dopo il fallimento dell'attentato fuggì da Parigi e si
sparò un colpo alla tempia, purtroppo il colpo non lo uccise ma rimase
cieco. Venne arrestato nonostante le gravi ferite e il Tribunale del
Popolo – presidente Ronald Freisler - lo condannò all'impiccagione il 30
agosto 1944 nella prigione di Plotzensee. Nel clima di spietata paranoia
persecutoria il Tribunale del Popolo emise in totale 5.300 condanne a
morte di militari e cittadini comuni, nel 1944 vi furono 4.428 imputati dei
quali 2.097 furono condannati a morte con processi abbreviati nei quali il
giudice più feroce, Ronald Freisler insultava e umiliava gli imputati
urlando contro di loro fino a far disperare i tecnici del suono che
registravano i processi! Il giudice, con la sua toga rossa e lo zucchetto in
testa, fu elemento di spicco del terrore giudiziario; il giorno 3 febbraio
1945 fece la morte che si meritava durante un bombardamento a
Berlino, ferito dalle schegge di bombe rimase agonizzante senza che
nessuno lo aiutasse . Stringeva tra le braccia i fascicoli di civili e di
cospiratori che sicuramente avrebbe condannato a morte il mattino
stesso, compreso il fratello di un medico che assistette alla scena
senza intervenire. I suoi parenti erano così disgustati dal suo
comportamento che venne sepolto senza nome e nel dopoguerra i figli
e la moglie cambiarono perfino il cognome. Per beffa del destino il
comandante dello stormo di bombardieri americani era di fede ebraica e
partecipò al processo di Norimberga come procuratore.
Generale Hans Speidel (1897-1984)
Partecipò alla campagna di Francia e poi divenne capo
di stato maggiore del comando militare in Francia, poi
nel 1944 fu nominato capo di stato maggiore del
Gruppo Armate B a difesa del Vallo Atlantico.
Radicato nazionalista tedesco ma opposto al nazismo
e alle sue criminali politiche razziali fece parte del
ristretto gruppo di ufficiali che organizzarono
l”Operazione Valchiria” e fu tra i pochissimi che
sopravvissero alla feroce repressione che ne seguì. Imprigionato dalla
Gestapo per sette mesi riuscì ad evadere e a nascondersi fino a che fu
liberato dalle truppe francesi che avanzavano nel territorio del Reich nel

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1945. Dopo la guerra ottenne l'incarico di professore di storia moderna
all'università di Tubinga e successivamente fu coinvolto nella creazione
della Bundeswehr con il grado di ufficiale generale. La sua carriera si
concluse con il grado di comandante in capo delle forze NATO di terra,
primo ufficiale tedesco a ricoprire un incarico di tale responsabilità
durante la guerra fredda: fu lo straordinario e meritato successo di un
generale tedesco che pochi anni prima aveva combattuto durante la
seconda guerra mondiale.
La Wehrmacht e Adolf Hitler
La vittoria inaspettata sulla Francia si mutò in un
trionfo gravido di conseguenze e benché il dittatore
commettesse poi a Dunkerque un errore
probabilmente già risolutivo della guerra, la
sconfitta inflitta in 44 giorni al “nemico ereditario”
gli conferì l'aura della invincibilità. L'esercito
francese, il più forte del mondo, guidato da
generali incompetenti ma aureolati dalla gloria conquistata nella Grande
Guerra, venne sconfitto senza attenuanti: comunque la sconfitta era già
segnata nei primi giorni dalla manovra a
tenaglia attuata dalle divisioni corazzate
tedesche transitate sia nelle Ardenne che a
nord e che conquistarono velocemente il
Belgio e l'Olanda. Inoltre, con una azione mai
prevista, l' 11 maggio l'imprendibile fortezza
belga di EbenEmael fu espugnata da 80 Fallschrmpioniere che
atterrarono con gli alianti sul tetto, liberando così il vitale crocevia dei
ponti sulla Mosa e sul Canale Alberto alle divisioni corazzate in
attesa.(foto degli alianti DFS230 sul tetto del forte). Alle prime luci dell'alba del 4
giugno 1940 si concluse l'Operazione Dynamo, da Dunkerque erano
stati tratti in salvo 338.000 soldati inglesi e francesi grazie a 850 unità di
tutti i tipi tra cui yacht privati e chiatte da carico, alla fine delle manovre i
tedeschi si erano impadroniti di un bottino enorme di materiale bellico
che poi avrebbero riutilizzato (90.000 mezzi e carri armati, 2.400
cannoni, fucili e munizioni in abbondanza) ma tutti quei soldati tratti in
salvo avrebbero completato i ranghi di un esercito che sarebbe tornato
sul continente; la Gran Bretagna rifiutò di considerarsi sconfitta, sotto la
guida del Primo Ministro Churchill un intero popolo ostinato reagì con
l'incrollabile determinazione di non mollare la presa e di tener duro a
ogni costo, mai la storia aveva giustificato con tanta chiarezza
l'identificazione del popolo inglese con il bulldog, che, guarda caso, era

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il cane preferito di Winston Churchill....
Mentre i carri armati francesi erano sparpagliati su di un fronte troppo
ampio quelli tedeschi erano tutti concentrati nelle dieci divisioni Panzer
inquadrate in corpi di armate e ben nove di queste divisioni erano
schierate su un fronte non superiore a 160 chilometri. Il 10 maggio 1940
i tedeschi lanciarono la loro offensiva attraversando il Lussemburgo
sfondando il fronte nemico oltre le Ardenne e rendendo inutile la Linea
Maginot, poi i panzer si rovesciarono come una cascata dilagando e
infiltrandosi a raggiera tra i reparti francesi in piena rotta, attraversando
la linea Weygand e sgominando le residue resistenze francesi sulle
Somme e sull'Aisne. Il 14 giugno le truppe tedesche entrarono
vittoriose a Parigi.
L'ordine di ALT a Dunkerque mai compreso nella storia, di Hitler
fermò i comandanti delle divisioni corazzate che assistettero increduli e
stizziti dalle torrette dei loro mezzi alla fuga del nemico sul mare
distante solo due chilometri, mentre nei cieli si svolgeva una feroce
battaglia mai vista prima con massicce perdite di aerei e piloti: 180 aerei
della RAF e 160 della Lutwaffe. Il 16 giugno 1940 Winston Churchill
implorò Reynaud di non arrendersi e gli disse “Non cedete al nemico,
continuate a combattere !” ma proprio in quel giorno i tedeschi
entravano a Parigi, ottava capitale europea a cadere nelle loro mani
dopo Vienna, Varsavia, Copenhagen, Oslo, l'Aia, Praga e Bruxelles.
Reynaud si era battuto invano per cercare di rinviare l'armistizio ma
Pétain e Weygand l'avevano spuntata, la stessa sera Reynaud si dimise
e Pétain formò un governo che chiese l'armistizio alla Germania; la Gran
Bretagna era rimasta da sola a combattere contro il nazismo, ma.... “il
coraggio è di passare di fallimento in fallimento senza perdere
entusiasmo” parole di Winston Churchill.
Era il coronamento del sogno del Lebensraum, cioè l'obiettivo dei teorici
come Joseph de Gobineau, Alfred Rosenberg e Huston Chamberlain
che prefiguravano la colonizzazione dello spazio vitale ad opera del
ceppo della “razza ariana” destinata a dominare l'Europa. Tutta
l'Europa ormai era nelle mani della Germania e del suo Fuhrer, questo
successo senza precedenti fu comunque il merito indiscusso dei suoi
generali e non suo. I francesi considerano Dunkerque come una
sconfitta mentre per i britannici sarà sempre ricordato come un trionfo,
ma “chi patì la sconfitta fu proprio Hitler in termini di strategia globale di
guerra e non lo ammise mai.”.Di fatto dopo la sconfitta della Francia non
aveva in mente alcun piano, il “colpo di falce” aveva ottenuto un
risultato molto brillante ma fu la mancanza di lungimiranza del dittatore a

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spingerlo in un conflitto prolungato su diversi fronti che significò la
sconfitta della Germania stessa.(foto di Hitler vittorioso il 22 giugno 1940 alla
firma della resa francese nello stesso vagone ferroviario dove venne firmata la resa
dell'esercito imperiale durante la prima guerra mondiale))
L'Operazione Barbarossa Quando ordinò l'elaborazione dei piani per
attaccare l'Unione Sovietica la resistenza dei generali fu debole, in
seguito il momento culminante nell'evoluzione del quadro bellico
avvenne nel dicembre 1941: l'attacco a Mosca fallì e gli Stati Uniti
entrarono in guerra, la Wehrmacht si trovò così a combattere su un
numero sempre maggiore di fronti e i generali furono costretti ad
accettare che Hitler intervenisse troppo spesso direttamente negli eventi
ottenendo in cambio assegnazioni, donazioni e veri e propri feudi, fu in
questo modo che il dittatore esautorò i militari e ne fece i propri capri
espiatori, la Wehrmacht divenne l'esercito di Hitler il quale la cacciò in
situazioni senza via di uscita ignorando il costo di vite umane: aveva
degradato i generali a una élite solo funzionale senza una propria
volontà.
Le cospirazioni dei generali per esautorare il governo nazista e il
dittatore stesso
E' ora che si faccia qualcosa. Chi oserà farlo però dovrà essere
consapevole che passerà alla storia della Germania come un traditore.
D'altra parte se rinunciasse ad agire allora diventerebbe un traditore di
fronte alla propria coscienza.
Colonnello conte Claus von Stauffenberg
“Agire secondo la propria coscienza, anche durante la guerra” ci fu
chi seppe trovare questa particolare forma di coraggio. Il famigerato
“ordine per il trattamento dei commissari politici” emanato il 2 luglio, di
giustiziare immediatamente i commissari politici sovietici non offese
soltanto la sensibilità giuridica dei militari ma aveva suscitato
indignazione anche presso gli alti livelli “se non riusciremo a ottenere
che questi ordini siano revocati la Germania perderà definitivamente il
suo onore” La stessa reazione aveva suscitato “l'esercizio della
giurisdizione militare” emanato il 13 maggio che proteggeva la
Wehrmacht per atti compiuti ai danni di persone civili nei Paesi occupati
nemmeno nei casi di numerosi ed evidenti delitti. Le due direttive non
solo diedero licenza alle truppe di sparare a qualsiasi soggetto sospetto
partigiano ma erano contro i sostenitori della “visione mondiale
giudaico-bolscevica”, vale a dire che il soldato tedesco poteva sparare a
qualsiasi persona, anche a uno spazzino oppure alla postina. Le due

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direttive giustificavano l'assassinio di massa dei prigionieri di guerra e lo
sterminio di civili di ogni etnia oltre che degli intellettuali, degli ebrei, dei
comunisti e degli oppositori, operati sia dalle SS che dalle
Einsatzgruppen di Heinrich Himmler e di Reinhard Heydrich e
marginalmente anche dall'esercito.
Dopo il 1941, il massacro indiscriminato di prigionieri e di civili si ridusse
a ragione della urgente esigenza di acquisire numerosa manodopera –
a milioni - per il lavoro forzato in Germania da trattare come schiavi o
ancora peggio se possibile. La Wehrmacht contò circa 17 milioni di
soldati tedeschi in tutti quegli anni di guerra e di conseguenza questi
uomini, operai, lavoratori e agricoltori furono sostituiti da stranieri
prigionieri di guerra, dai detenuti nei campi di concentramento oppure
da volontari con bandi di reclutamento nei paesi occupati; vennero
inserite nell'” Organizzazione Todt” più di centinaia di migliaia di
lavoratori che morirono di stenti nei lavori forzati nei cantieri, nelle
fabbriche e nelle officine sotterranee.(*vedi nota in fondo).
Dopo l'8 settembre i militari italiani dovettero scegliere tra continuare a
combattere con l'esercito tedesco o essere inviati in campi di detenzione
e lavoro: circa 600.000 militari furono rastrellati e deportati nei territori
in Germania e definiti IMI (Italienische Militar-Internierte) tra i quali c'era
anche mio padre, che tornò alla fine del 1945 dalla prigionia ad
Amburgo dove lavorò sotto i bombardamenti a smaltire le macerie.
Di fatto l'URSS fu salvato oltre che dal proprio clima anche dalla
arretratezza delle proprie strade che non erano assolutamente
paragonabili a quelle occidentali, senza dimenticare le ferrovie a
scartamento ridotto, altrimenti la campagna vittoriosa sarebbe durata
solo pochissime settimane. Fu certamente una fatale debolezza tedesca
la noncuranza nei confronti della logistica a favore della pianificazione
operativa, la conquista della nazione più grande al mondo era
impossibile anche per un esercito moderno, appena varcate le frontiere
le capacità di movimento delle truppe, dei mezzi e dei rifornimenti
divenne il fattore negativo determinante sia d'inverno, d'estate e durante
il disgelo (la rasputitsa cioè il fango appiccicoso dopo il disgelo era
prevedibile ma non venne considerato dallo stato maggiore
tedesco).L'assedio di Stalingrado – città odiata da Hitler che provocò il
suo inspiegabile accanimento e che costò molte centinaia di migliaia di
vite da entrambe le parti - probabilmente costituì la svolta di tutta la
guerra all'est, i tedeschi assediati si arresero per fame e malattie
nonostante gli sforzi e le promesse della Luftwaffe, cioè di Goring per
rifornirli, anche con l'utilizzo dei giganteschi alianti da trasporto

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l'aeroporto della città si trasformò in un enorme deposito di rottami di
aerei in mezzo alle bufere di neve.
Comunque il dittatore non dovette corteggiare ulteriormente il corpo
degli ufficiali perché lo assecondasse nella Operazione Barbarossa, li
chiamò a combattere contro il nemico bolscevico, cioè contro la
bolscevica Unione Sovietica, senza scrupoli e rapidamente, e loro,
esponenti di una classe conservatrice, furono d'accordo, tutto ciò a
causa del suo e del loro “odio permanente, radicato e mortale per il
bolscevismo” in una vera crociata ideologica che coinvolse ogni
comandante. Dopo la guerra un generale tedesco ammise che la
pianificazione della campagna in Russia “si basava sulla supposizione
che la forza militare tedesca era e che avrebbe continuato a essere
invincibile” tanto disprezzavano i sovietici come combattenti e come
uomini o meglio come Untermenschen (subumani) . Di fatto le purghe
staliniane negli organici degli ufficiali dell'esercito e il pessimo
comportamento contro il piccolo esercito finlandese avevano persuaso
di poter sopraffare facilmente i sovietici con la tecnica del Blitzkrieg,
come infatti successe inizialmente.
Va aggiunto comunque che molti generali si rifiutarono di eseguire
l'”ordine commissari” come von Manstein, silurato da Hitler nel marzo
1944 - che nelle conferenze dissentiva spesso dal dittatore in presenza
di terzi - oppure come von Treschow, fermo oppositore di Hitler - che
partecipò al complotto come capo delle operazioni dal fronte orientale
nel momento cruciale del 20 luglio 1944. Treschow poi si suicidò il
giorno successivo in un bosco usando una granata a mano.
Durante l'”Operazione Barbarossa” i gradi più bassi nell'esercito
sovietico e tedesco combatterono e cercarono si sopravvivere in
condizioni molto simili, entrambi asserviti a regimi dittatoriali crudi e
violenti, essi combatterono tenacemente in attacco e in difesa; la
scarsità di cibo, la mancanza di cure mediche adeguate e di licenze,
l'abbondanza di parassiti resero la vita terribile per i combattenti di
entrambi gli schieramenti. La resa divenne una opzione non praticabile
da entrambe le parti considerato il trattamento riservato ai prigionieri di
guerra russi lasciati morire senza cibo e senza acqua nei campi di
concentramento tedeschi per ordine di Himmler e di Reinhard Heydrich
capo anche delle famigerate Einsatzgruppen e di quelli tedeschi inviati
dai russi a piedi verso la Siberia, cioè una morte certa.
Quello che era stato uno sconosciuto austriaco che dormiva negli
ospizi, un pittore rifiutato dall'Accademia di Vienna, un imbianchino che
viveva di espedienti, era convinto di poter seguire le orme di Napoleone

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fino a Mosca ma l'euforia iniziale si raffreddò perché nonostante il
numero delle perdite inflitte nei primi mesi ai sovietici - valutate in tre
milioni tra morti, feriti e prigionieri – il nemico non sembrava esaurire il
suo slancio: a metà ottobre accadde un improvviso concentramento di
truppe e mezzi a disposizione del generale Zhukov: quando Stalin
venne a sapere dalla sua spia Richard Sorge, che operava a Tokio
come giornalista, che il Giappone non avrebbe aggredito l'URSS, prese
i suoi provvedimenti: ogni due giorni una divisione di “soldati siberiani”
di stanza nell'Estremo Oriente iniziò ad arrivare in treno a Mosca, in un
mese vennero schierate altre tredici divisioni e cinque brigate tutte ben
equipaggiate; l'Armata Rossa riuscì a
porre così potenti ostacoli che
l'intelligence militare germanica dovette
finalmente ammettere la sua esistenza.
I soldati russi specialmente “i siberiani”
erano equipaggiati con divise imbottite
in lana e cotone viaggiavano accucciati sui loro carri armati T34 oppure
sui camion Ford forniti dagli USA mentre i militari tedeschi indossavano
ancora i logori e inutili cappotti e usavano i cavalli (500.000 cavalli
provenienti da tutta Europa) perché i motori gelavano, come spesso
accadeva anche alle armi da fuoco e ..anche ai cannoni. In mancanza di
guanti la pelle delle mani rimaneva attaccata al gelido acciaio dei motori
e delle armi, divise imbottite, medicine sci e cibo arrivavano sempre in
ritardo ed erano assolutamente insufficienti per rifornire tutti anche a
causa della resistenza. I soldati russi indossavano i valenki gli alti stivali
in feltro pressato mentre gli invasori usavano ancora gli stivali ferrati,
che era il modo migliore per congelarsi velocemente i piedi. ….
(foto di rifornimenti tedeschi nella neve trainati da poveri cavalli) A metà
dicembre la tempesta infuriava, cumuli di neve ingombravano le strade
e il consumo di carburante triplicò causa le difficoltà di movimento.
L'unico forza motrice si rivelarono i cavalli, il 24 dicembre la temperatura
scese a -46C° mentre le truppe siberiane meglio equipaggiate
attaccavano minacciando di accerchiamento e annientamento i soldati
tedeschi privi di un adeguato equipaggiamento
invernale,trovarono che 'l'unico rimedio contro i geloni
e la morte era di tapparsi ogni minimo spiraglio con
stracci e carta da giornali intorno alle gambe e sul
petto trasformandosi così nella tragica parodia
dell'omino Michelin.

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“Fu in questa guerra che imparammo cosa fosse realmente la Russia, le
nostre truppe impararono presto che cosa significasse combattere
contro i russi, il russo è difficile da battere e questo costa molto
sangue, la Russia è come un interrogativo rivolto alla Sfinge, che
rimane senza risposta.
I soldati russi portavano sulle spalle una sacca con tozzi di pane
secco e verdure crude raccolte nei campi, erano avvezzi a tirare
avanti in questo modo primitivo anche per tre settimane, Voi non
potrete fermarli tagliando le loro comunicazioni e raramente
troverete colonne di rifornimenti da colpire, possono permettersi di
commettere errori data la loro immensa superiorità di forze che noi
tedeschi non potevamo permetterci. I corpi siberiani e i cosacchi si
comportavano in modo crudele ed erano molto più duri delle truppe
russe europee”” riflessioni di von Blummerit e di von Rundstedt
intervistati da Basil H. Liddell Hart dopo il conflitto.
(foto di un militare tedesco che si è arreso)
“Il corso, lo sviluppo e il risultato della seconda guerra mondiale
sono simili a quella della prima. In entrambi i casi il governo
tedesco ha cercato di avere il controllo diretto dei suoi vicini per
usarli come cuscinetto contro il colosso sovietico. In entrambi i casi
le supposizioni della leadership tedesca si rivelarono sbagliate e in
entrambi i casi il governo tedesco sperò che gli Stati Uniti
rimanessero estranei al conflitto e anche questa volta si sbagliò.
Il germe che rese inevitabile il fallimento finale era proprio insito
nella amoralità e nel nichilismo di Hitler, patologico egoista guidato
da odi e risentimenti implacabili, questo fu l'elemento causa per cui
il suo impero non riuscì mai ad appoggiarsi sul consenso dei popoli
sottomessi ma soltanto sulla forza pura delle armi e su crudeli
oppressioni con il risultato di far insorgere e cementare la
coalizione di Stati che alla fine distrusse lui, la Wehrmacht e la
Germania stessa.”
Quanto sopra sono considerazioni espresse a posteriori del conflitto dal
generale Ferdinand von Senger che sviluppò una sua interessante
teoria sulle cause ed estensioni delle due guerre mondiali; von Senger
aveva servito lo Stato con lealtà e non fu mai uno dei “generali di
Hitler”.

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Le iniziative di un colpo di Stato
Il 29 giugno1944 il feldmaresciallo Gerd von Rundstedt –
appartenente alla “vecchia guardia” - venne sostituito da Hitler e su
questa decisione influì la telefonata di Keitel “che dobbiamo fare?”
chiese con voce lamentosa a von Rundstedt che rispose con tono
pungente e senza indugi “Finirla con questa guerra ! Che altro potete
fare, brutti stupidi !” Von Rundstedt riteneva il mestiere delle armi un
sacerdozio, egli spregiava la politica e invece la politica continuò a
interferire nella sua vita, il 20 luglio era a riposo così non ebbe
l'opportunità di guidare l'esercito contro il regime nazista.
I generali in quel momento sollecitavano la necessità di adottare
almeno una tattica di “difesa elastica” affermando che le divisioni
corazzate si stavano “dissolvendo” a causa della condotta operativa
imposta da Hitler, ma invano. Avevano chiesto un ripiegamento
tempestivo per consentire alle forze tedesche di resistere sulla Senna e
più tardi sulla frontiera, ma per il rifiuto di Hitler intere divisioni rimasero
aggrappate alle loro posizioni finché il martellamento avversario le ebbe
ridotte in frantumi.
Erwin Rommel Lo stesso feldmaresciallo Rommel (la
leggenda) disse a un suo ufficiale “ E' finita, sarebbe
molto meglio per noi mettere fine
alla guerra ora e vivere come dominio britannico
piuttosto che andare alla rovina continuando questa
lotta disperata” Rommel dichiarava ormai apertamente
che la sola cosa da fare era di sbarazzarsi di Hitler –
l'unico ostacolo alla pace secondo molti ufficiali e civili - e quindi
prendere contatto con gli Alleati e solo con loro per poi rivoltarsi assieme
contro il nemico sovietico che minacciava tutta l'Europa. Il 17 luglio il
feldmaresciallo fu mitragliato sulla sua auto vicino a Sainte-Foy de
Montgomery (un nome che suona come beffa del destino) da due
caccia britannici e non poté partecipare al complotto a causa delle ferite
al cranio, ma era un uomo robusto e sopravvisse fino alla sua condanna
non pronunciata pubblicamente e alla morte imposta per suicidio. E'
comunque certo che egli fosse a conoscenza del complotto per
assassinare il dittatore anche se pensava non fosse propriamente
necessario ucciderlo ma esautorarlo insieme ai funesti capi delle SS e
comunque all'entourage nazista Fu la immeritata fine della “volpe del
deserto” un condottiero che meritò nei soldati nemici più stima dei loro
stessi comandanti grazie ai folgoranti e improvvisi contrattacchi che

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sferrava anche quando veniva previsto l'annientamento delle sue forze
con la tattica del “babau della scatola a sorpresa” sperimentata con
successo sia in Africa che in Francia. Un ipotesi probabile è che se
l'Africa Korps - DAK della “volpe del deserto” avesse ricevuto i
rifornimenti necessari sarebbe passata come un rullo compressore
sopra Alessandria e il Cairo arrivando fino a Suez - dove l'aspettavano i
tenenti Nasser e Sadat con i complottisti egiziani desiderosi di liberarsi
del giogo britannico – con risultati imprevedibili per le sorti del
conflitto....rimane famoso il “mercoledi delle ceneri” nel luglio 1942 in
cui gli inglesi presi dal panico bruciarono quintali di documenti segreti
nelle caserme tanta era la certezza che Rommel sarebbe arrivato in
Egitto con il suo DAK.
Gli altri generali Dal 1933 e fino al 1939 Beck, von Stulpnagel, von
Wizleben e Speidel ebbero tutti avanzamenti molto accelerati dovuti
non soltanto alle loro capacità ma anche a una situazione favorevole
dovuta all''espansione dell'esercito che passò dalle sette divisioni alle
oltre cento con cui la Germania entrò in guerra, ma durante quegli anni
si svilupparono le basi della loro intransigente resistenza a Hitler e lo
stesso colonnello von Manstein diffuse un memorandum di protesta
contro l'introduzione nell'esercito delle dottrine razziste il cosiddetto
“paragrafo ariano” che era in contrasto con la dottrina dell'autonomia
dell'esercito, libero dal controllo da parte di un partito politico. Von
Wizleben durante la crisi dei Sudeti compì il suo passo decisivo
passando dalla lotta di potere politico alla organizzazione di un colpo di
Stato, mentre von Stulpnagel assieme a Beck si preoccupavano
entrambi della situazione in cui si sarebbe trovato il Reich perseguendo
una politica estera mirante solamente a conquistare la potenza bellica
“..Possiamo tenere il mondo in uno stato di inquietudine per un po' di
tempo ma verrà il momento in cui esso si ribellerà e ci richiamerà
all'ordine” parole profetiche sulle attività di riarmo dalle quali ora
prendevano le distanze; nel 1938 si resero conto che era lo stesso Hitler
e non i cosiddetti “circoli radicali nazisti” nelle SS, nell'SD o lo stesso
Herman Goring a essere il vero guerrafondaio. Presero allora contatto
con il gruppo di opposizione all'interno dell'Abwer dell'ammiraglio
Canaris con l'intento di ostacolare i programmi bellicistici di Hitler
mediante un “colpo dei generali” vale a dire le dimissioni in massa di
tutti i generali comandanti dando inoltre inizio a una purga nell'ambiente
politico interno contro le SS e SD ma non ebbero un seguito. Il capo di
stato maggiore rassegnò le dimissioni e l'incarico passò al suo vice
generale Franz Halder (1884 -1972) che fin dall'inizio nutriva una

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personale e vivace antipatia per il regime nazista, così von Stulpnagel
trovò nel nuovo capo di stato maggiore non soltanto un amico ma anche
un fiero oppositore al dittatore. Per scongiurare la minaccia di un'altra
guerra – secondo loro fatale per la Germania - Halder autorizzò von
Stulpnagel a fare i preparativi per un colpo di stato prendendo contatto
con von Witzleben che era il generale più risoluto nel riconoscere la
necessità di rimuovere Hitler oppure se necessario ucciderlo. Ma il
colpo di Stato non accadde in quel momento, il successo di Hitler alla
conferenza di Monaco tolse al gesto la sua giustificazione, la
cospirazione che aveva appena preso forma si sgretolò “Chamberlain
ha salvato Hitler !” fu la reazione di quegli uomini, fra Monaco e lo
scoppio della guerra l'opposizione dunque rimase paralizzata in uno
stato di collasso.
L'attentato del 20 luglio 1944 Lo scontro di opinioni tra gli ufficiali
superiori e Hitler si concluse il 20 luglio 1944 quando il colonnello Klaus
von Stauffenberg attivò l'innesco dell'esplosivo
nella sua borsa destinato ad uccidere il dittatore,
ma a causa della fretta e dell'impedimento delle
sue ferite l'effetto dell'esplosione venne ridotto, vi
furono tre morti a Rastenburg ma Hitler non morì
affatto, ebbe solo trascurabili lesioni fisiche, e l'
”Operazione Valchiria” fallì trascinando tutti i
cospiratori al patibolo. Rastenburg era il rifugio del dittatore, ben
mimetizzato, dotato di aeroporto e di ferrovia, era una imponente
fortificazione in mura di cemento armato e di bunker. Quel giorno faceva
caldo e la riunione fu trasferita in uno stabile di legno che,
contrariamente al bunker in cemento, attutì l'esplosione, oltre al
massiccio tavolo in legno sotto il quale era stata posata la borsa con
l'esplosivo, una sola carica e non due a causa del ritardo di von
Stauffenberg che era impedito dalle sue lesioni contratte in Africa.
Da quel momento tutti i progetti e i tentativi – furono ben 42 in tutti
quegli anni - di eliminare il dittatore e il suo entourage vennero
accantonati, del resto si era aperto un secondo fronte con lo sbarco
alleato in Normandia e tutti gli sforzi vennero concentrati contro un
nemico potente che minacciava i confini della Patria. Occorre ricordare
che il dittatore era protetto da centinaia di agenti nascosti tra la folla
quando usciva all'esterno e da centinaia di militari della sua personale
guardia del corpo dentro le sue residenze, indossava un giubbetto
antiproiettile e si avvaleva di una dozzina di “assaggiatrici” dei cibi e
delle bevande dovunque si trovasse – il dittatore non mangiava carne e

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il suo vitto era interamente vegetariano, queste povere ragazze
dovevano aspettare un'ora per capire gli eventuali effetti dei veleni ,
pertanto le occasioni per eliminarlo erano, da tempo, ridotte veramente
al minimo e possibili solo al corpo degli ufficiali superiori, ai politici o ai
pochi invitati civili che erano autorizzati a frequentarlo.(foto con Goring
e invitati civili nell' Obersalzberg)
Gli altri tentativi di attentati avvenuti nel 1943 e nel 1944:
- 7 marzo 1943 sul fronte russo Hitler pranzò con gli ufficiali superiori e
nove congiurati si proposero di sparargli a vista in mensa ma
rinunciarono, lo stesso giorno il generale Treschow consegnò a un
ufficiale una cassetta di vino e liquori minata a bordo del quadrimotore
Wulff Condor che il dittatore usava per tornare a Rastenburg ma il
detonatore a scoppio ritardato non funzionò a causa del .freddo in
quota. Doveva sembrare un incidente di volo salvando le apparenze di
un attentato.
- 15 marzo 1943 il tenente Gersdoff si imbottì di esplosivo per uccidere
Gobbels, Himmler e Hitler in una mostra commemorativa a Berlino ma il
dittatore andava troppo di fretta e il tenente riuscì a disinnescare
fortunosamente la carica che aveva addosso gettandola in un bagno;
- 11 luglio 1944 von Stauffemberg mise una bomba al Berghof ma Hitler
non c'era e rinunciò;
- 15 luglio 1944 lo stesso colonnello ripeté il tentativo e lo interruppe..
La fine
Dopo il fallito attentato del 20 luglio e la conseguente ondata di
persecuzioni nessuno dei militari osò più suggerire la resa,
diversamente da quanto era avvenuto durante gli anni del Kaiser, la
politica si era imposta sui vertici militari. Fu la clausola della “resa
incondizionata” imposta dagli Alleati a sortire invece un risultato
contrario, i tedeschi combatterono ancora più accanitamente per
difendere la Madrepatria quando il nemico si avvicinò ai suoi confini. Nel
quinto anno di guerra proprio i soldati di età più giovane continuarono ad
essere legati al regime e particolarmente soggetta a questo fanatismo fu
la generazione di adolescenti che era vissuta nell'apparato
dell'indottrinamento nazionalsocialista .La “guerra totale” promossa dal
Ministro della propaganda Goebbels e accolta da gerarchi entusiasti –
che non avevano mai combattuto - continuò stavolta fino alla resa senza
condizioni nel 1945, fu la fine del Terzo Reich Millenario che durò dal
1933 al 1945, soltanto dodici anni lasciando il suo segno incancellabile
nella storia. Il Fuhrer aveva perso da tempo ogni senso della realtà, fece

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un appello rivolto a tutti gli uomini tra i 16 e 60 anni illudendo di poter
realizzare una mobilitazione “che il popolo si sollevi e scoppi la
tempesta !” e questa fu l'ultima leva di circa un milione di persone che
comunque andavano vestite, armate, dotate di scarpe e addestrate al
combattimento per respingere gli eserciti più numerosi e agguerriti di
tutta la storia; la Wehrmacht accolse con ben poco entusiasmo questo
“aiuto” di uomini che sottostavano all'autorità di Himmler e che i
Gauleiter consideravano il loro esercito privato con il risultato che
questa sciagurata iniziativa non prolungò la guerra nemmeno di poche
settimane.
Uomini .anziani neppure in grado di tenere un fucile e bambini si
sacrificarono per assecondare l'ultima follia di Hitler e del regime che
vaneggiavano ancora sulla “vittoria finale” e sulle “armi meravigliose”
che seppur tecnologicamente avanzate nulla poterono per contrastare la
schiacciante supremazia di Alleati e Sovietici.
Il 20 aprile 1945 a 56 anni, in un ambiente allucinante
al di fuori di ogni realtà, tremante per i sintomi del
morbo di Parkinson (forse dovuto anche alle pozioni
somministrate dal suo medico personale Theo Morel
cioè un miscuglio di metanfetamine per tenerlo vigile
oppure farlo dormire) il dittatore finalmente si suicidò
ponendo fine al Reich millenario mentre ragazzini
indottrinati della Volkssturm e anziani si sacrificavano
armati di Panzerfaust (foto di due ragazzini muniti di
Panzerfaust – semplice arma controcarro) contro le truppe sovietiche
appena fuori dalle porte del bunker. Fu un suicidio coerente con il suo
principio sostenuto da sempre “o tutto o niente !”
Il 3 maggio più di mezzo milione di soldati tedeschi si arresero a
Montgomery e il giorno dopo se ne aggiunse circa un milione, ovunque
si trovassero per loro era molto meglio arrendersi agli Alleati invece che
ai Sovietici.
CONSIDERAZIONI FINALI E NOTA
AGGIUNTIVA
A questo punto è inevitabile aggiungere che troppi
degli ufficiali più elevati in grado hanno consentito
al regime nazista di fare di loro degli
irresponsabili; rimane un giudizio pesante su quel
fallimento ma non si può evitare di non formularlo e
di non ricordarlo nella storia del secolo più sanguinoso della nostra specie.
La cospirazione di questi ufficiali superiori della Wehrmacht era comunque

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destinata al fallimento perché era l'iniziativa di un ristretto gruppo di patrioti
che non era riuscito a coinvolgere un più largo consenso sia nelle forze
armate che nei civili. Avrebbero dovuto essere politicamente più capaci e
“cospiratori”costruendo all'interno della Wehrmacht una opposizione molto più
salda contro sia i piani di guerra del regime nazista e sia contro i crimini
commessi contro le popolazioni, che divenisse il presupposto di un completo
colpo di Stato destinato al successo. Pur essendo consapevoli che le
cospirazioni contro il regime sarebbero state considerate tradimenti e crimini
di Stato si erano convinti che la ribellione era il modo più nobile per mostrare
fedeltà alla propria patria. Von Witzleben, von Stulpnagel e Speidel
incarnano tre generazioni di ufficiali della vecchia guardia, furono “soldati
della caduta” essendo le loro sorti legate alla fine di un'epoca della storia
militare tedesco- prussiana, ma furono anche “soldati contro” in quanto
reagirono alla sfida di un sistema odioso, di cui comunque erano al servizio e
di cui erano uniti da legami che infine essi recisero per poi pagare un prezzo
altissimo.
L'attentato deve aver luogo, costi quel che costi, e quand'anche non
dovesse riuscire bisogna farlo, perché ormai l'importante non è più il
nostro bersaglio ma mostrare al mondo intero e alla storia che il
movimento di resistenza tedesca ha osato il tutto per tutto a rischio delle
proprie vite. Philippe von Boeselager - un cospiratore sopravvissuto
E anche se tali cospirazioni fossero riuscite Hitler sarebbe stato idolatrato
come il martire del tradimento di pochi ufficiali scatenando inevitabilmente le
feroci persecuzioni dei potentissimi gerarchi verso tutti i sospettati senza un
criterio accettabile, civili e militari che fossero, non importava proprio. I piani
della congiura non furono abbastanza maturi per essere efficaci, la semplice
eliminazione fisica di Hitler non avrebbe risolto nulla in assenza di un più
largo e coordinato progetto, non avrebbe fatto altro che preparare il posto ad
un altro despota forse ancora più sanguinario. Di fatto gli Alleati e i sovietici
non presero mai in considerazione una trattativa di pace con lui e molto
probabilmente si sarebbero anche rifiutati di trattare con alcun
rappresentante del regime nazionalsocialista fino alla conquista militare di
tutta la Germania: erano in gioco gli equilibri geopolitici di tutto il mondo tra le
potenze vincitrici. La diffidenza e il clima di sospetto tra le stesse, allora già
assolutamente percepibile, in seguito portò alla cosiddetta “guerra fredda”
(definizione di George Orwell) che durò tutto il mezzo secolo seguente, fu
l'emergere e il consolidamento di un ordine mondiale di tipo bipolare . Oltre ai
morti e ai feriti le conseguenze della sconfitta provocarono l'esodo di quindici
milioni di tedeschi che furono scacciati dai territori dell'est, di cui circa un
milione non sopravvisse nel gelido inverno del 1944-1945-
NOTA AGGIUNTIVA
L'economia di guerra della Germania, i problemi di mano d'opera – il

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colonnello von Stauffenberg – i bombardamenti – la produzione bellica
Nell'autunno del 1943 la Germania aveva perduto quasi 4 milioni di uomini tra
caduti, dispersi, feriti e prigionieri mentre nello stesso periodo gli effettivi
delle forze armate ammontavano a 11 milioni di uomini. Nel medesimo
periodo la mano d'opera civile di origine tedesca ammontava a 30 milioni di
persone di cui 14 milioni di donne - solo parzialmente utilizzate nelle industrie
degli armamenti - era un fabbisogno che non poteva essere soddisfatto se
non con l'afflusso di lavoratori dei paesi occupati. A causa di una efficace
propaganda, di provvedimenti ingannevoli e di premi, di requisizioni legittime
o forzose 9 milioni di di lavoratori stranieri furono trasferiti in Germania (dei
quali il 40% era di russi, il 25 % di francesi e il 15 % di polacchi). Nella
Francia dei disoccupati il governo Laval inviò in Germania circa un milione di
lavoratori, quindi ancora 1.300.000 furono occupati dalla “Organizzazione
Todt” ma non erano sufficienti e pertanto il geniale architetto Albert Speer
(succeduto a Fritz Todt perito in un incidente aereo nel 1942) attinse al
serbatoio dei prigionieri di guerra internati nei campi di concentramento. che
nel 1944 raggiunse il numero di 1.930.000 in evidente stato di schiavitù, tra i
quali vi erano 600.000 internati militari italiani IMI (Italienische Militar-
Internierte) L'architetto Speer rifiutò la proposta di Himmler di installare le
fabbriche nei campi di concentramento come già attuato a Mathausen e
Dachau, invece furono i distaccamenti maggiori ad essere spostati vicino alle
fabbriche; tutte le grandi Ditte usufruirono di tale manodopera come la
I.G.Farben per la gomma sintetica vicino ad Auschwitz oppure nelle fabbriche
sotterranee di armi come Dora e Nordhauhsen che erano molto peggio di un
penitenziario senza scampo dove venivano prodotti i missili A4, V1, gli arei
da caccia a reazione e altri armamenti moderni al riparo dai bombardamenti.
Se vi fossero state sommosse pericolose da parte di questa
gigantesca componente di lavoratori stranieri la Riserva
avrebbe provveduto a sedare queste proteste, in quei tempi
proprio il colonnello Claus von Stauffenberg ne era il capo:
l'”Operazione Valchiria” scattò come programmato il 20
luglio 1944 prevedendo l'arresto delle SS e della Gestapo da
parte della Riserva ma Hitler non morì nell'attentato e tutti i
cospiratori vennero identificati e passati per le armi,
compreso il colonnello von Stauffenberg che non ebbe nemmeno diritto a un
processo militare, il 21 luglio fu giustiziato.(foto).
I cospiratori erano preoccupati anche dalla progressiva distruzione della
Germania ad opera dei bombardamenti strategici operati sia dall'aviazione
britannica che da quella degli Stati Uniti, di giorno e di notte, che si
dividevano i compiti e gli obiettivi stabiliti secondo le varie priorità. Durante la
Conferenza di Casablanca Churchill riuscì a persuadere senza difficoltà il
Presidente Roosevelt che la guerra aerea rappresentava due scopi semplici:

23
distruggere il potenziale militare, industriale ed economico del Reich e minare
il morale dei tedeschi. La scelta delle città non presentò problemi ed esse
furono tutte bombardate a tappeto, una dopo l'altra e alcune parecchie volte.
Ma gli Alleati ignoravano tutto sulla organizzazione militare tedesca e la sua
dislocazione era ben poco conosciuta, avevano sottovalutato di circa la metà
il potenziale dell'industria del nemico, nonostante i bombardamenti sugli
obiettivi selezionati come le basi dei sommergibili, gli impianti per la
produzione di benzina sintetica, le centrali elettriche e i parchi ferroviari, la
produzione bellica non parve risentirne molto. Ognuno di quegli attacchi però
si tradusse in perdite elevate, per esempio in pochi mesi l'8a Armata
americana perse 4.700 aerei, inoltre la Luftwaffe aveva diradato le fabbriche
che erano difficili da localizzare e da distruggere; quando la situazione
divenne insostenibile a causa delle perdite di aerei ed equipaggi entrarono
in servizio i caccia di scorta a lunga autonomia, come il P 51 Mustang o il
Thunderbolt e da allora gli scontri con la Luftwaffe ebbero risultati migliori.
Gli Alleati fecero l'errore di sopravvalutare l'efficacia dei bombardamenti a
tappeto, confondendo gli ammassi di rovine con la gravità dei danni.
Per definire e comprendere adeguatamente questi fatti segue una tabella
con la produzione di armamenti in Germania e la quantità di bombe lanciate
sui territori del Reich.

1942 1943 1944


armamenti pesanti
prodotti in unità
di cui 45.000 mezzi 36.000 71.000 106.000
corazzati in totale
sforzo bellico
produzione di acciaio 32 milioni di t. 34 milioni di t. 28 milioni di t.
produzione di 6,36 migliaia di t. 7.51 migliaia di t. 5.40 migliaia di t.
carburanti sintetici
bombe lanciate dagli
Alleati - in tonnellate
48.000 207.000 915.000
Le teorie del generale Giulio Douhet che nel suo libro “Il dominio dell'aria” del
1921 identificava come fattore vincente i bombardamenti sulla popolazione
civile, vennero smentite dai fatti, furono teorie che avevano interessato il
mondo anglosassone fin dalla pubblicazione del suo libro e che ebbero come
risultato la produzione di bombardieri strategici quadrimotori a lungo raggio,
come i B-17, i B-24 americani e i Lancaster inglesi.

Valter Barretta giugno 2021

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Fotografie di repertorio

Berlino 1945 Anziani della Volkssturm dotati di


Panzerfaust per contrastare i corazzati sovietici

Il giudice Freisler

Russia 1942 - effetto del disgelo la rasputitsa

Himmler e Goring – i due soggetti più pericolosi e spietati del III Reich - ambedue
suicidi nel 1945

maggio 1945 Berlino – truppe tedesche si arrendono

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Manifesto di propaganda tedesca “la fanteria non conosce ostacoli”

Polonia 1940. Nonostante la ferita il giovane


ufficiale ordina ai granatieri di attaccare. Manifesto
di propaganda della Wehrmacht per attirare nuove
leve nell'esercito

Il blitzkrieg - Ardenne 1940 - le divisioni corazzate tedesche attraversano non viste


le foreste provocando un ingorgo stradale di 160 km. poi coordinato in una manovra
a tenaglia che produrrà la sconfitta francese in 44 giorni e il reimbarco inglese a
Dunkerque

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Ragazzino della Folksturm catturato dagli americani con un cappotto militare
troppo largo per lui

Il vero vincitore – il Primo Ministro Winston Churchill

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Soldato russo prigioniero – foto da un manifesto di guerra che definisce i russi come
subumani”

Gruppo di soldati tedeschi studiano le carte


durante l'Operazione Barbarossa muniti di radio,
contrariamente ad altri eserciti erano addestrati
ad operare in base all' iniziativa personale

L'equipaggio di una autoblinda tedesca si


gode una pausa durante l'avanzata in
Russia

Il ministro della propaganda Joseph Gobbels fedelissimo di Hitler si


suicidò con la moglie e i sei figli il 1°maggio1945

Soldatessa dell'Armata Rossa soccorre un ferito

28
Carro armato russo T 34 – il migliore del conflitto

Berlino bombardata – trummerfrauren - “ le donne delle macerie “ recuperano i mattoni


da riutilizzare – foto della propaganda nazista

Titolo di un giornale italiano sull'attentato a


Hitler nella birreria a opera dell'attivista Georg
Elser l'8 novembre 1939

Bombardiere strategico quadrimotore inglese Avro Lancaster


con gli aviatori e una grossa bomba da 5 tons. con dedica –
costruito in 7.000 esemplari poteva trasportare 10 tons. di
bombe – aereo affidabile fece 150.000 missioni sulla Germania

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- foto di propaganda del Bomber Command

Una delle cosiddette “armi meravigliose” il bombardiere


in picchiata a reazione Henschel 132 con il pilota prono,
fu costruito il solo prototipo poi caduto in mano ai
sovietici, era molto economico costruito in metallo e legno

Messerschmitt 264 -sarebbe stata una interessante


base per produrre un bombardiere strategico
quadrimotore ma i progetti furono cancellati per dare
priorità ai caccia, contrariamente agli Alleati che
costruirono una gigantesca flotta di bombardieri
quadrimotori

Amburgo bombardata a tappeto dai


quadrimotori alleati

1940 Dunkerque - Operazione Dynamo - soldati inglesi aspettano di essere imbarcati


sullo sfondo sono visibili nella bassa marea alcuni battelli bombardati

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Mio padre Nino era aviere a Lubiana, dopo l'8 settembre fu
deportato ad Amburgo dove lavorò tra le macerie sotto i
bombardamenti fino alla fine del conflitto..In tutto fece il
militare per sette anni dal 1938 al 1945 e poi senza un
riconoscimento né una pensione...

Prima pagina del Corriere con la notizia dell'armistizio

Un
campo di concentramento per i 600.000
militari italiani IMI considerati inizialmente
“prigionieri di guerra” e poi “internati
militari” per non riconoscere loro le
garanzie della Convenzione di Ginevra

Himmler visita soddisfatto e impassibile i


prigionieri sovietici destinati a morire di stenti,
a centinaia di migliaia, nei campi di
concentramento. Poi quando si resero conto
che era meglio un russo vivo che un russo
morto, vennero utilizzati nelle fabbriche e nei
cantieri in condizioni inumane.

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Berlino fine aprile 1945 - Soldati dell'Armata Rossa
issano la bandiera sovietica sul Reichstag

R. Heydrich “protettore del Reich” capo della Gestapo


responsabile dello sterminio degli ebrei fino a quando un
commando di partigiani cecoslovacchi lo uccise a Praga il 4
giugno 1942. Amico e nemico di Canaris che non lo aveva
ammesso in Marina, fu il braccio destro di Himmler;
Heydrich fu il fanatico e freddo organizzatore degli stermini
di massa operati dalle Einsatzgruppen sotto il suo
comando in tutta Europa: furono uccise circa un milione di
persone con la collaborazione di reparti della polizia, delle
milizie collaborazioniste locali e di alcune unità della
Wehrmach

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