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Variazioni sulla scrittura, libro

di Roland Barthes.
Semiotica
Università della Calabria
3 pag.

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VARIAZIONI SULLA SCRITTURA

1.ILLUSIONI

NASCONDERE
Il linguaggio serve a comunicare, serve a trasmettere, eppure spesso esso è servito a nascondere.
Quindi la crittografia non è lo stadio difettivo della lingua, bensì la sua essenza. Le ragioni di questo
occultamento sono molteplici e diverse, a seconda dei luoghi e delle epoche, possono esserci state:
– ragioni religiose, se si tratta di un rapporto iniziatico o di una comunicazione con gli dei
soggetta a tabù
– ragioni sociali, se si tratta di assicurare ad una determinata casta la custodia di informazioni
riservate, quindi di determinati segreti.
Infatti la lingua ha separato per millenni coloro che vi erano iniziati da coloro che non lo erano (la
massa). Essa è stata il segno:
– della proprietà (con l'impronta della firma)
– della distinzione (in quanto esistono delle scritture elementari e delle scritture più colte)

ORDINAMENTO
Gli eruditi di oggi pensano la scrittura a partire dal linguaggio, e per questi il linguaggio è quello
parlato, quindi la scrittura non sarebbe altro che l'ancella tardiva della parola. Essi hanno ordinato le
scritture secondo le tre articolazioni del linguaggio:
– In principio vi sarebbe una scrittura di frase, in cui il segno tracciato prenderebbe a carico un
enunciato completo. Tale scrittura è detta sintetica e riguarda i pittogrammi.
– Seguirebbe poi una scrittura di parole, in cui i segni assumerebbero le unità portatrici di
significati, ovvero i monemi. Tale scrittura è detta analitica e riguarda gli ideogrammi.
– Vi sarebbe infine una scrittura dei suoni, in cui ogni segno prenderebbe a carico un'unità
distintiva (suono-lettera) o un gruppo di unità distintive (sillabe). Questa è la scrittura
alfabetica.

COMUNICAZIONE
La storia della scrittura cinese ci fornisce un ottimo esempio: essa è stata inizialmente una scrittura
estetica e rituale, utilizzata per rivolgersi agli dei, in seguito diventò funzionale, venendo utilizzata
per comunicare e per registrare. In questo caso la funzione di comunicazione è posteriore, derivata,
secondaria. Quindi non va da sé che la scrittura serva a comunicare, questo è solo per un abuso del
nostro etnocentrismo.

CONTROTEMPO
I nostri eruditi hanno studiato a fondo le lingue antiche, e tale studio ha assunto il nome di
paleografia. Ma per quanto riguarda le scritture moderne nulla, in quanto la paleografia si ferma al
16°secolo. Infatti lo storico pare colpito da amnesia per quello che riguarda le scritture del 19°e 20°
secolo, esse vengono analizzate solo da un punto di vista grafologico, e quindi in funzione di una
psicologia. Sembra che la scrittura, non appena diventa moderna, viene rimossa, forse a causa
dell'apparizione del libro.

FUNZIONI
La scrittura manoscritta, a partire dalla concorrenza della tipografia, è stata censurata censurata dai
nostri eruditi in tutta l'epoca moderna, salvo poi essere ripresa nel 19°secolo dalla grafologia.
Tuttavia la scrittura antica è oggetto di un sapere ben costituito, accumulato da archeologi,
paleografia e storici, i quali hanno cercato di stabilirne la nascita e la sua evoluzione. Ma a partire
da quali circostanze, da quali bisogni è stata inventata? Rispondere a questa domanda non è la
stessa cosa che datare dei ritrovamenti di antiche scritture, in quanto qui si tratta di capire le
funzioni, le cause, i bisogni e le motivazioni che ne hanno permesso la nascita. Per capire questo ci

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spostiamo in un altro sapere, dobbiamo in un certo senso capire la mentalità dei popoli scomparsi, la
cui scrittura probabilmente porta con sé le loro proiezioni mentali, e quindi tutto ciò che riguarda la
cultura dell'epoca.

INDIZIO
Per credere che la scrittura possa rivelare la personalità del soggetto che la produce, o di un'intera
epoca bisogna innanzitutto distinguere il manoscritto dalla carta stampata, e quindi lo spontaneo dal
meccanico. Questo è potuto accadere solo grazie all'avvento della psicologia, e più precisamente
della grafologia. Essa è una tecnica che presume di dedurre alcune caratteristiche psicologiche di un
individuo a partire dall'analisi della sua grafia. La validità di tale tecnica non ha mai avuto alcuna
conferma scientifica, quindi la sua attendibilità è pressoché nulla. Infatti tali perizie non sono
ammesse in campo forense, al contrario delle perizie calligrafiche, che servono soltanto a stabilirne
la paternità.

MUTAZIONI
Quando si produce un cambiamento generale nel sistema dei valori di una determinata cultura, tale
cambiamento riguarda anche la scrittura. Infatti il Rinascimento segna il passaggio dal manoscritto
al libro. E oggi sembra che stiamo vivendo un ulteriore cambiamento, e la scrittura pare stia
mutando in una scrittura delle immagini e dei suoni.

ORALE/SCRITTO
Gli storici e i linguisti presentano la scrittura come la trascrizione del linguaggio orale.
L'antropologia invece ci richiama alla differenza di questi due tipi di comunicazione, infatti ci sono
stati due linguaggi dipendenti da due zone differenti della corteccia cerebrale:
– uno che riguarda l'udito, legato all'evoluzione della coordinazione dei suoni
– uno che riguarda la visione, legato alla coordinazione dei gesti,tradotti in simboli grafici
Infatti quando il segno grafico ha fatto a sua apparizione si è trovato un equilibrio tra mano e faccia:
– la faccia ha avuto il suo linguaggio, quello dell'udito e della loquela
– la mano ha avuto il proprio, catturando la visione in un tracciato gestuale
E' necessario quindi ricordare l'indipendenza dei due linguaggi, la scrittura non deriva
semplicemente dal linguaggio orale.
Inoltre negli ambienti religiosi della Cina con la parola ci si appellava agli dei benevoli, mentre con
lo scritto ci si rivolgeva alle potenze punitive e vendicatrici. In seguito nella stessa Cina, la lingua
scritta è diventata depositaria di tutta l'eredità intellettuale lasciando la lingua parlata all'espressione
delle banalità del quotidiano.
In India invece era la lingua orale a detenere tutto il patrimonio religioso e culturale, infatti il sapere
si assimilava tramite un grande sforzo di memoria e veniva tramandato oralmente.

ORIGINE
L'origine della scrittura è stata materia di discorsi mitici. Secondo il padre gesuita Ginneken il
primo linguaggio dell'umanità è stato un linguaggio a gesti, molto più tardi sarebbe arrivato il
nostro linguaggio articolato, dapprima sotto forma di click, poi per divisione di tali click sotto
forma di consonanti. In altri termini la scrittura sarebbe anteriore al linguaggio orale.
Un'altra prospettiva sull'origine della scrittura (molto più scientifica) l'abbiamo da Leroi-Gourhan,
che distingue il grafismo dalla scrittura. Mentre la nascita della scrittura è attestata intorno al terzo
millennio a.C., il grafismo risalirebbe alla fine del Musteriano (circa 35.000 anni a.C.). Con il
termine grafismo si intendono le linee, i tratti scolpiti su ossa o su pietre, le piccole incisioni
equidistanti, prive di senso preciso. Il grafismo non viene alla luce per imitazione del reale, ma per
astrazione del reale.
Quindi in questi miti dell'origine della scrittura si fronteggiamo due direzioni:
– una direzione fa della scrittura un derivato della figura (dal gesto all'ideogramma)
– l'altra direzione conferisce al segno astratto una sorta di origine assoluta

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PERSONA
Secondo Barthes la scrittura non è l'espressione della personalità. Quando scriviamo la nostra
personalità non si inserisce nel codice, infatti la scrittura può variare in base al lettore che ci
immaginiamo, e adattarsi ad esso senza per questo intaccare la nostra personalità.

SAPERI
I saperi coinvolti nella scrittura sono:
– Il sapere storico: di gran lunga il più copioso, governato da archeologi e paleografi, si
concentra sull'apparizione degli alfabeti e delle lettere
– Il saper fisiologico: puramente descrittivo
– Il sapere penale: è un sapere tecnico che getta luce sulle trasformazione dei regimi sociali
– Il sapere psicologico: è un sapere simbolico, dove si procede per ipotesi e supposizioni

TRASCRIZIONI
Ha credito presso i linguisti quello che si può definire un mito della scrittura: vale a dire che la
scrittura sarebbe un procedimento adottato per catturare e fissare il linguaggio orale. Il codice
scritto è dunque secondario rispetto al codice orale, in altri termini la scrittura cade fuori dalla
linguistica. Questa posizione della linguistica nei confronti della scrittura è dovuta ad un
pregiudiozio che si può definire alfabeto-centrista.

2.SISTEMA

ALFABETI

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