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1/2/2021 Il ritorno dello stregone: il lato oscuro della sovversione – Ricognizioni

Analisi

Il ritorno dello stregone: il lato oscuro della


sovversione

 Antonio de Felip  Gennaio 29, 2021  Nessun commento

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Al gay pride di Praga, nel 2019, sono comparsi striscioni e cartelli, con il consueto sfondo arcobaleno,
recanti scritte apertamente inneggianti al satanismo. A manifestare a favore dell’aborto di fronte una
clinica a Detroit era presente anche un’oscura (in tutti i sensi) setta de nita “Il Tempio Satanista” e un
gruppo auto-denominatosi “Streghe per Planned Parenthood”, la nota multinazionale dell’aborto. Il
mondo ecologista è fortemente in uenzato, se non diretto, da correnti di pensiero neo-gnostico che
inneggiano all’autodistruzione dell’uomo in nome della dea Gaia. La Chiesa modernista di Bergoglio
ha posto sugli altari, e imposto alla venerazione dei fedeli, la sanguinaria, oscura, tellurica divinità
incaica Pachamama, la “Madre Terra”. Illustri prelati hanno partecipato a riti magici tribali
sudamericani. 

C’è un luogo comune, accettato da quasi tutti e dato per vero nella mentalità collettiva imposta dai
semi-colti di sinistra trionfanti nelle università e nei media, che ci obbliga a credere che il mondo
“progressista” (in senso lato: dal comunismo alla trionfante ideologia liberal) sia per de nizione
razionale, logico, lucidamente cartesiano. Ci viene sventolato l’Illuminismo che scon gge
l’oscurantismo cattolico e medioevale, l’ordinata e ben organizzata cultura dell’osannata
Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers (come se le enciclopedie
non fossero state inventate ben prima, in epoca romana e quindi riprese proprio dall’ “oscuro”
medioevo). E poi il Positivismo dei Comte, dei Darwin, in Italia dei Cattaneo, dei Mantegazza, dei
Lombroso, cultore della Scienza, unica fonte di verità, no a farne un feticcio da adorare: il losofo
Nicola Abbagnano giustamente ironizza sul “romanticismo della scienza”. E gli ultimi epigoni di
queste ottocentesche, bizzarre gure barbute e severe che vediamo raf gurate nelle fotogra e n de
siècle con il contorno di borghesi liberali benpensanti, socialisti alla Edmondo De Amicis e di
farmacisti di paese (che passavano per atei positivisti in contrapposizione al parroco), non sono forse
gli irosi, macchiettistici mangiapreti dell’Uaar, Unione atei e agnostici razionalisti, dediti, appunto, a
razionalissime cerimonie come lo “sbattezzo”? 

Eppure, se grattiamo un po’, dietro il razionalismo illuminista ci sono i riti iniziatici della massoneria
(“una società segreta animata dallo spirito di Satana” secondo la classica de nizione de La Civiltà
Cattolica), setta cantata dall’ “iniziato” Mozart nel Flauto Magico del mago Sarastro e della Regina
della Notte, c’è il conte Alessandro di Cagliostro, mago che introdusse lo sciagurato motto Libertà,
Uguaglianza, Fratellanza, c’è il conte di Saint-Germain, rosacrociano e alchimista, tanto apprezzato
da Voltaire, c’è Louis Claude de Saint-Martin, losofo illuminista, gnostico, qabbalista, ovviamente
massone, ovviamente acceso rivoluzionario. Durante la Rivoluzione francese fu complice del martirio
della famiglia reale facendo i turni di guardia alla terribile prigione del Tempio. 

Quanti positivisti furono attratti dallo spiritismo e, pur ri utando sdegnati la fede cattolica come
“irrazionale”, facevano ballare i tavolini a tre gambe? Pensiamo al logicissimo Arthur Conan Doyle,
padre di Sherlock Holmes, che faceva safari fotogra ci nei boschi per catturare immagini di el e
fatine. Il soi-disant
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Anche nel socialismo, “scienti co” e no, non mancarono in uenze magico-stregonesche. Prendiamo
August Blanqui, socialista rivoluzionario, anche lui, naturalmente, massone, autore del motto “né Dio
né padrone”, tra i capi dei massacratori della Comune di Parigi, quando i Comunardi fucilarono
vescovi, sacerdoti e centinaia e centinaia di “controrivoluzionari” che si opponevano a questo
mostruoso esperimento anarco-comunista (pochi sanno che la Basilica del Sacro Cuore a
Montmartre fu edi cata “ad espiazione” dei crimini della Comune). Di costui, Giorgio Galli, ne La
politica e i maghi, ben descrive il suo esoterismo, la sua credenza in universi paralleli e cita uno dei
libri di Blanqui, Dagli astri l’eternità, come “un saggio che […] getta una luce particolare sui rapporti
tra politica ed esoterismo nella cultura della sinistra”. Sempre Giorgio Galli documenta i numerosi
contatti di esponenti del primo bolscevismo con sette esoteriche, come quelle dei “cosmisti”, gruppo
fondato da Nikolaj Fëdorovič Fëdorov, convinto che la morte sarà vinta dall’evoluzione dell’Umanità,
la risurrezione non sarà opera di Dio, ma dell’Uomo Nuovo Teurgico e gli uomini devono iniziare al più
presto la resurrezione degli antenati. Qualcuno dei lettori si ricorderà delle enormi scritte
EMOSCAMBIO che venivano tracciate con vernice bianca sui muri attorno ad alcune città del Nord
negli anni ’70. Ebbene, è una teoria cosmista: con lo scambio del sangue si perviene a una sorta di
comunione che dovrebbe dare la vita eterna. In un suo studio su questa setta e le sue pratiche, il
losofo e politologo tradizionalista ed eurasiatista russo Aleksandr Gel’evič Dugin, non privo di
contatti con Putin e il suo entourage, ben conosciuto anche in Italia per la traduzione delle sue opere
e alcune affollate conferenze, scrive: “L’idea della comunione attraverso il sangue umano è un’ipotesi
che rientra nel quadro del cosmismo satanico”.     

Philippe Muray, brillante scrittore anticonformista francese, che è stato accusato dai soliti democratici
censori liberal antifascisti e antirazzisti di essere un “nuovo reazionario” come Michel
Houellebecq e Alain Finkielkraut, nel suo testo L’Impero del Bene, sostiene la tesi secondo cui
socialismo e occultismo sarebbero consustanziali. Nella prefazione dell’opera, Francesca Lorandini
ben sintetizza: “Lo slancio comunitario, partecipativo laico e utopistico del socialismo sarebbe
incomprensibile senza la passione ottocentesca per l’occulto e per tutti i fenomeni paranormali
annessi (evocazione dei morti, divinazione, teoso a negromanzia, metempsicosi, zombi, vampiri).
Occultismo e socialismo sono due aspetti di una stessa visione del mondo. […] l’irrazionalismo e
l’occultismo alla base del socialismo rivelano l’ambiguità e l’ipocrisia del pensiero progressista”.  

Helena Blavatsky, fondatrice della setta teoso ca, iniziata con Rito di Adozione alla massoneria, fu
fanatica sostenitrice di Garibaldi (che de nì Pio IX “un metro cubo di letame”) e delle sue
brigantesche imprese: combatté con lui a Monterotondo e Mentana, ove venne gravemente ferita.
Emblematica è anche la gura di Annie Besant, nata da un’ottima famiglia inglese, ferocemente
femminista, atea, rabbiosa attivista anticlericale, militante socialista, sindacalista, sostenitrice
dell’indipendenza indiana, anche lei, naturalmente, aderente alla massoneria, fondatrice di ben nove
logge dell’ “Ordine internazionale co-massonico”, che ammetteva le donne. Scriveva: “Innanzi tutto
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programme, avrebbe detto qualcuno. Nel 1907 divenne presidentessa della Società Teoso ca, 
sostituendosi a tale Charles Webster Leadbeater,Ok
cacciato per pederastia e per aver pubblicamente

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consigliato la masturbazione ad alcuni ragazzi, tra l’altro anche presunto “vescovo” di un’improbabile
(all’epoca…) “Chiesa Cattolica Liberale” di chiara impronta gnostico-massonica. Tra l’altro è da
segnalare che alla loggia teoso ca romana, fondata nel 1897, aveva aderito nel 1900 Giovanni
Amendola, futuro leader antifascista. Nel 1902, l’anarchico C.L. James scriveva: “Se gratti in
super cie, sotto ogni spiritualista troverai un anarchico”. 

Veniamo a tempi più vicini a noi: sono ben documentati i collegamenti della New Left americana degli
anni ’60 e ’70, paci sta, hippy, ecologista, anarco-comunista, con il mondo sciamanico e stregonico (e
demoniaco, come dimostra il caso de The Family di Charles Manson, autore del massacro, come rito
satanico, dell’attrice Sharon Stone e di altre sette persone) attraverso l’uso di droghe come l’LSD o
droghe derivate da “piante magiche” allucinogene di sciamani messicani e indiani. Ancor più vicino a
noi, analoghi, ancor più stretti contatti sono evidenti tra il mondo ecologista e ambienti della
cosiddetta Wicca, da witchcraft, “stregoneria” un insieme uido e mutevole di sette e sottosette il cui
“pensiero” si basa, oltre che su un “ecologismo magico”, sul femminismo e sull’esaltazione della gura
della “strega”. Collegata al satanismo, così Massimo Introvigne descrive l’essenza della Wicca: “si
tratta di una gioiosa celebrazione della vita e della natura, di canti, fuochi e danze per celebrare i
ritmi delle stagioni, con un uso “magico” della nudità”. Insomma, la riproposizione dei Sabba
d’evocazione demoniaca.

C’è un altro, recentissimo aspetto di questo ritorno all’irrazionale, all’oscuro, al dis-ordinato, solo
apparentemente più “laico”, generato dal fenomeno violento e anti-bianco dei Black lives matter.
Questo movimento non si limita ad attaccare la polizia, assassinare sostenitori di Trump, incendiare
negozi e case dei bianchi, distruggere monumenti della storia americana, da Colombo ai Santi
evangelizzatori ai Confederati: promuove, assieme ai gruppi antifà (de niti terroristi da Trump) e al
mondo liberal, una criminale cancel culture che vuole distruggere, con qualsiasi mezzo, ogni traccia di
cultura bianca, europea, di origine greco-romana, cristiana, de nita “razzista”, “colonialista”,
“paternalista”. Ma l’antirazzismo di costoro si spinge ben oltre. L’imperativo è quello di distruggere la
mentalità, i modi di pensare e di agire che vengono attribuiti ai bianchi: la whiteness, la
“bianchitudine”, accusata di avere un approccio razionale, logico, positivo alla vita. 

Molte aziende, premute e ricattate dalle lobby antirazziste e liberal, hanno addirittura imposto ai
propri dipendenti la partecipazione a seminari obbligatori contro la mentalità ritenuta caratteristica
della “bianchitudine”. Il Museo Smithsonian della cultura e storia afro-americana (qualcuno lo
de nisce “prestigioso”) ha stilato un catalogo degli aspetti e degli assunti della cultura bianca
(Aspects & assumptions of white culture, per chi volesse controllare in rete), ovviamente per
condannarli e combatterli. In quest’elenco troviamo tutti gli atteggiamenti e i comportamenti “civili”
ispirati dalla nostra cultura greco-romana, dal cristianesimo, da una buona educazione af natasi in
secoli di civiltà: la ducia in sé, il rispetto delle persone e delle loro sfere private, il non discutere della
vita personale,
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festività cristiane, la storia come Storia del mondo civilizzato, il rispetto dei tempi programmati e della
puntualità; a questo proposito il “vescovo” Desmond Tutu, storico esponente anti-bianco in Sud
Africa, affermava provocatoriamente che “l’orologio è stato inventato dai bianchi”. 

Non è solo la condanna dei bianchi, ma di una intera civiltà, di una cultura basata sulle virtù cardinali
che sono pagane prima ancora che cristiane, l’autodisciplina personale, il valore del tempo e del
lavoro, la razionalità greca, l’ordine della legge romano, la visione del mondo cristiana. Il punto
d’arrivo del sovversivismo liberal, dell’antirazzismo dei Black lives matter, del femminismo, del
genderismo omosessualista imposto dal “pensiero” politically correct è quello di un mondo oscurato
di ogni ordine, di ogni bellezza, di ogni etica, una società de-formata, in-forme, priva di ragione, che
ri uta la logica aristotelica, in cui trionfa il caotico, l’irrazionale, l’illogico, l’osceno, il volgare, il
mostruoso, l’invertito, lo s gurato, lo stregonesco, il tellurico, l’invasamento sciamanico delle nuove e
vecchie droghe. Con come scrive Hans Sedlmayr nel descrivere l’arte moderna: “attributi e aspetti di
ciò che non è umano”. Un possessione demoniaca collettiva. Una società orwelliana e orbata, prima
ancora che della libertà di parola e d’espressione, come sta già avvenendo, della libertà di pensiero,
perché condizionata da meccanismi mentali imposti dalla pressione sociale e da leggi liberticide. 

Ci troviamo forse di fronte a un nuovo, vero oscurantismo, considerato che quello descritto come
“medioevale” è una falsi cazione degli illuministi, una menzogna degli enciclopedisti, di Voltaire e
degli altri preparatori dei grandi massacri e delle malvagità intellettuali della Rivoluzione? Tempo fa,
Matteo Salvini è stata aggredito da un’immigrata congolese, immigrata e militante immigrazionista,
volontaria in alcune ONG “sociali”. I media di regime l’hanno descritta come una “semplice”
aggressione, motivata dall’odio nei confronti del politico impegnato ad arginare l’invasione afro-
musulmana. La spiegazione ha una sua logica.  Il giornalista e saggista Andrea Zambrano ha però
aggiunto e messo in luce alcuni elementi inquietanti che non possono non far ri ettere. La donna
congolese sembrava, prima, durante e dopo l’aggressione, come invasata, indemoniata, per le
movenze e le urla. Apparentemente, lo scopo principale dell’aggressione non era quello di percuotere
l’esponente leghista, ma, una volta stracciatagli la camicia, di strappargli il Rosario che abitualmente
porta al collo. Nel frattempo costei ha gridato più e più volte: “io ti maledico”. Dopo l’attacco è stata
ripresa mentre urlava in maniera quasi ossessiva: “vedrai sangue, vedrai sangue”.  Scrive Zambrano:
“Solitamente è sempre molto facile derubricare questi atti a gesti di squilibrati, ma la teologia
esorcistica ha sapientemente spiegato che il miglior nascondimento del Diavolo, per poter meglio
colpire le sue vittime, è quello di presentarsi come qualcosa d’altro”.

Scrive Roberto Pecchioli nel suo bel libro Elogio dell’appartenenza: “Al potere non è andata la
fantasia, ma la notte di Valpurga”.    

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