Sei sulla pagina 1di 3

SCALE E TONALITA’ MAGGIORI E MINORI

Con la parola “SCALA”, in musica, s’intende la successione diatonica (ovvero una nota dopo l’altra,
senza salti di terza, quarta ecc.) di 7 note, o di 12 nel caso della scala cromatica.

Come in una vera e propria scala, essa è formata da gradini rappresentati in musica dalle note che
la compongono.
La scala che tutti conosciamo è questa:

 DO – RE – MI – FA – SOL – LA – SI

Questa è la scala di DO Maggiore. In un pentagramma la troveremo scritta così:

Le scale sono suddivise in due grandi gruppi “Modali”:

 Il MODO MAGGIORE;
 Il MODO MINORE;

Il termine “Modo” indica un insieme ordinato di intervalli tra le note che compongono una scala.
L’intervallo può essere di un Tono interno, indicato dalla lettera T, e di un Semitono, indicato con
le lettere ST.

La successione di Toni e Semitoni in una scala in Modo Maggiore è la seguente:

 Tono(T) – Tono(T) – Semitono(ST) – Tono(T) – Tono(T) – Tono(T) – Semitono(ST)

Per la tonalità minore, la successione cambia a seconda di quale tipo di scala minore stiamo
utilizzando. Esistono tre tipi di scale minori: Naturale; Melodica; Armonica.

La successione in una scala in Modo Minore NATURALE è la seguente:

 Tono(T) – Semitono(ST) – Tono(T) – Tono(T) – Semitono(ST) – Tono(T) – Tono(T)

La successione nel Modo Minore MELODICO è la seguente:

 Tono(T) – Semitono(ST) – Tono(T) – Tono(T) – Tono(T) – Tono(T) – Semitono(ST)

La successione nel Modo Minore ARMONICO è la seguente:

 Tono(T) – Semitono(ST) – Tono(T) – Tono(T) – Semitono(ST) – Tono(T) – Semitono(ST)


Tutte le scale del Modo Maggiore, del Modo Minore NATURALE e del Modo Minore ARMONICO
presentando le STESSE alterazioni sia ascendendo che discendendo.
L’unica eccezione è rappresentata dalla scala costruita nel Modo Minore MELODICO. Essa, infatti,
ascende in una maniera (vedi sotto) e discende come nel Modo Minore NATURALE.

Per fare chiarezza, di seguito è mostrato l’esempio della scala di LA MINORE, la quale non presenta
nessuna alterazione in chiave, proprio come la sua relativa maggiore: la scala di DO MAGGIORE.

Quando si parla di scale, non si chiamano più “note” di una scala, ma bensì “GRADI”.
Essi si indicano con i numeri romani da 1 a 7, ovvero I – II – III – IV – V – VI – VII, come si può
vedere dallo schema riportato qui sopra.
Per dare una regola di come si presentato i vari gradi nelle scale minori, possiamo dire che:

 Nella Scala Minore NATURALE:


 Tutti i gradi presentano le STESSE alterazioni nelle stesse note della relativa scala Maggiore,
sia in salita che in discesa;
 Nella Scala Minore MELODICA:
 I gradi VI e VII sono “alzati” di un semitono quando si sale; quando si torna giù, i gradi VI e
VII tornano ad essere naturali, o riabbassati di un semitono;
 Nella Scala Minore ARMONICA:
 Solo il VII grado è alzato di un semitono, sia in salita che in discesa;

Ma come si fa a dare il nome alla scala?


Il discorso è semplice quando parliamo della scala di DO Maggiore o La minore, in quanto ci basta
guardare in chiave e, non trovando alterazioni di alcun genere, possiamo stabilire facilmente il
nome della scala, ovvero o DO MAGGIORE o La minore.
Per le altre scale, le quali presentano in chiave più alterazioni, il principio è più o meno lo stesso. Ci
basta guardare in chiave e vedere cosa c’è. Tuttavia, il secondo passaggio è un po’ più complicato,
ma non c’è da preoccuparsi, una volta capito tutto diventa semplice.
Quando in chiave vediamo dei BEMOLLI, guardiamo il PENULTIMO bemolle scritto. Bene, quello da
il nome alla scala. Facciamo un esempio:

In chiave troviamo i seguenti bemolli: Sib - Mib - Lab - Reb ovvero:

Guardiamo il penultimo bemolle indicato:

Abbiamo infine il nome della scala: LA BEMOLLE MAGGIORE.

Quando, invece, troviamo dei DIESIS in chiave, la cosa è un po’ più tecnica. Guardiamo qual è
l’ultimo diesis scritto, alziamoci di un altro semitono (quindi un diesis) e troviamo così il nome
della scala. Facciamo un esempio:

In chiave troviamo di seguenti diesis: Fam – Dom – Solm – Rem ovvero:

Guardiamo l’ultimo diesis indicato:

Alziamoci di un altro semitono (quindi un diesis): Rem + m = Mi


Abbiamo infine il nome della scala: MI MAGGIORE.

Come sappiamo, per ogni scala maggiore c’è una scala minore. In questi casi si parla di “SCALA
RELATIVA”, minore se si parte dal modo maggiore, o maggiore se si parte da un modo minore.
Come facciamo a capire come si chiama la Scala Relativa?
Anche qui il discorso è molto semplice:
 Prendiamo il NOME della scala
 Scendiamo/saliamo di una terza MINORE, ovvero di un tono e mezzo, e così abbiamo il
nome della scala relativa

Facciamo un esempio:
Prendiamo la scala di La bemolle Maggiore. Guardiamo il nome: La bemolle. Dobbiamo trovare la
scala relativa MINORE, quindi SCENDIAMO di un tono e mezzo (un semitono+un tono).
Quindi, La bemolle – un semitono = Sol
Sol – un tono = Fa
Ecco quindi il nome della scala relativa minore: Fa minore.