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 COME NASCE IL FASCISMO- la presa del potere

Il fascismo nasce con la necessità di creare un governo forte e autoritario a


causa delle crisi sociali politiche ed economiche si erano verificate in seguito
alla fine della prima guerra mondiale.
I primi organismi di un movimento fascista nascono nel 1921 con il partito
nazional fascista e successivamente con la Marcia su Roma Mussolini prese il
potere sello stato. Nel 22 per eliminare il potere del parlamento istituisce il
Gran Consiglio del Fascismo che diventa l’organo effettivo del governo
affiancato da un esercito di partito chiamato la Milizia volontaria per la
sicurezza nazionale (anche le squadre d’azione assumono un ruolo
importante in ruolo politico perché diventano l’esercito dello stato).

 MARCIA SU ROMA
Il 28 ottobre del 1922 Mussolini fa marciare su Roma le sue squadre di azione
mentre lui si trova a Milano a guardare gli esiti del conflitto. Il presidente del
consiglio Facta si preparò a resistere presentando il decreto che proclamava lo
stato d’assedio. Vittorio Emanuele si rifiutò di firmarlo poiché aveva il timore
che potesse scoppiare una guerra civile e inoltre a causa le simpatie che
riscuoteva Mussolini nelle corti. Facta da le dimissioni mentre a Mussolini gli fu
dato il compito di fare un nuovo governo conferitogli dal Re il 29 ottobre.
Successivamente alla marcia su Roma, la maggioranza del parlamento era
favorevole alla creazione di questo nuovo governo tranne quelli di sinistra. Così
Mussolini diede vita a un governo di coalizione con fascisti, liberali, popolari
social democratici e alti gradi delle forze armate.

 ELEZIONI DEL 24- la protesta dell’Aventino


Con le elezioni del 24 Mussolini crea una coalizione politica appoggiata da
liberali e cattolici. La nuova legge elettorale prevedeva un premio di
maggioranza al partito che avesse avuto il maggior numero di voti. Questo
sistema consiste al partito vincitore di avere i seggi superiori a quella ottenuta
con i voti in tal modo si consolida il potere della forza che vince.
Mussolini cerca di ottenere la vittoria con l’intimidazione e la violenza generate
dalle squadracce fasciste e così con la sua coalizione ottenne la maggioranza
assoluta (legge Acerbo).
Giacomo Matteotti, deputato socialista, fa uno storico discorso denunciando
la vittoria per violenza e intimidazione. Egli venne assassinato il 10 giugno del
24.
Questo portò allo scioglimento della coalizione del governo precedentemente
creato, e moli deputati abbandonarono per protesta il parlamento riunendosi
altrove. Questo fatto venne chiamato la Secessione all’Aventino con
riferimento a quanto aveva fatto la plebe romana per protestare contro il
malgoverno dei patrizi.
Il 3 gennaio Mussolini si assume la responsabilità storica e politica degli
avvenimenti. Si instaurano quindi i primi segni di dittatura. Muore lo stato
liberale e democratico lasciando posto a una monarchia costituzionale guidata
però dalle scelte di un Mussolini dittatoriale.

 INSTAURAZIONE DELLA DITTATURA FASCISTA- fascismo come


stato totalitario
Il fascismo assume i caratteri di uno stato totalitario e accentrato con un
progressivo svuotamento delle istituzioni democratiche. Il consolidamento di
questo stato avvenne con la promulgazione delle leggi fascistissime,
finalizzate a rafforzare il governo e l’abolizione della divisione dei poteri.
- La carica del presidente de consiglio fu trasformata in segretario dello
stato, quest’ultimo era responsabile della sua autorità solo davanti al re
non più al parlamento
- Il potere esecutivo prevedeva anche quello legislativo
- Si ampliarono le prerogative del potere dei prefetti che potevano
scogliere associazioni partiti e gruppi politici.
- Venne eliminato il consiglio comunale e il sindaco, nacque invece il
podestà che veniva eletto dal governo il quale esercitava sia il potere del
sindaco con pieni poteri a livello comunale.
- Venne introdotta la possibilità di licenziare per ragioni politiche
- Scioglimento dei partiti e di tutti i movimenti politici di opposizione

 LA FASCISTIZZAZIONE DELLO STATO


Il fascismo diventa totalitario tramite alcuni processi di fascistizzazione della
stampa e la revocazione della libertà di quest’ultima. Inoltre il partito fascista
divenne l’unico partito della lista ottenendo un risultato plebiscitario. Nel 26
venne introdotta la pena di morte e istituito un tribunale speciale per la difesa
dello stato. Il fascismo i trasforma in regime.
La forte volontà di indottrinamento del popolo era stata attutata con un forte
controllo sullo stato, ma anche sulla stampa e sulla radio. Anche la scuola
diventa mezzo di propaganda attraverso la filosofia di Gentile. Oltretutto
Mussolini ha anche riorganizzato il tempo libero per controllare e fascistizzare
la cultura italiana.
Lo stato totalitario creò come forma di repressione una polizia segreta l’ovra
determinata a reprimere gli antifascisti. Il termine ovra fu introdotto da
Mussolini nel 1930 al posto di polizia.

 POLITICA INTERNA ED ECONOMICA


Il regime per reprimere le libere associazioni sindacali il regime introdusse un
nuovo codice penale chiamato codice Rocco che sostituiva le associazioni con le
corporazioni, ovvero organi statali fascisti che raggruppavano lavoratori e
datori di lavoro dei diversi categorie produttive. Queste corporazioni nascono
come opposizione alla lotta di classe comunista in quanto non ci doveva essere
una distinzione tra lavoratore e datore di lavoro ma lo stato doveva essere la
massima espressione e sintesi risoluta della volontà del lavoratore. Nasce
quindi il corporativismo. Pubblica inoltre la Carta del lavoro per sancire
quest’accordo che ribadisce la collaborazione forzata tra le classi in nome dei
superiori interessi della produzione.

In ambito economico si passa da un’economia liberale a una protezionista


secondo un pesante aumento delle tariffe doganali, divieto di importazione. Il
protezionismo (barriere doganali, dazi, limitazione delle importazioni) che si
trasformò in autarchia 1936. Questi provvedimenti vennero istituiti per
limitare la dipendenza dall’estero ma anche un’esigenza del prestigio nazionale
dopo la crisi della prima guerra mondiale.

Con la rivalutazione della lira Mussolini vuole rinvigorire il mercato ma ciò


provocò la stasi economica e l’impoverimento dei ceti più deboli. Per
fronteggiare la crisi del 29 il regime divenne uno stato imprenditore favorendo
le partecipazioni pubbliche e la nascita di grandi gruppi di imprese a
partecipazione statale, quali l'IRI (Istituto per la ristrutturazione
industriale) e l'IMI (Istituto Mobiliare italiano).

In questi anni il regime realizzò molti interventi di bonifica (Agro Pontino,


Tavoliere e Basso Volturno) e fondò molti enti industriali per lo sviluppo, tra i
quali AGIP e SNAM. Il meridione restò tuttavia in una condizione di profonda
arretratezza, mentre la crisi globale spinse Mussolini a stringere i rapporti con
la Germania di Hitler, a causa soprattutto della scarsità di risorse energetiche
disponibili.

 AUTARCHIA
Il principio del dirigismo statale (intervento dello stato nell’economia) venne
applicato in campo economico con l’imposizione dell’autarchia. L’Italia era
messa in condizioni di produrre quello che le serviva autonomamente al fine di
raggiungere l’autosufficienza economica.

 I PATTI LATERANENZI
Mussolini si rese conto che per consolidare bene il regime aveva bisogno di un
accordo con la Chiesa. L’11 febbraio del 29 Mussolini strinse i Patti
Lateranensi. Questi accordi prevedevano la fine della questione romana
risalente all’unità d’Italia ed erano composti da un trattato che comprendeva
una convenzione finanziaria e un concordato.
- Riconoscimento di Roma come capitale del regno d’Italia
- Riconoscimento della religione cattolica come unica religione dello stato
- Piena sovranità del pontefice sullo stato del Vaticano
- La convenzione finanziaria comprendeva il compenso il denaro al
pontefice per i danni subiti nel 1870 con la perdita dell’ex stato pontificio.
- Il concordato comprendeva diritto di culto in tutto il territorio nazionale
- Esonero dei sacerdoti nel servizio militare
- Insegnamento obbligatorio nelle scuole
- Effetti civili nel matrimonio religioso

 POLITICA ESTERA
Prima fase:
la ricerca della pace e del revisionismo
La politica estera fascista in una prima fase 22-26 ricercò alleanze esterne in
particolar modo con l’Inghilterra che si propose di assicurare la pace e
migliorare l’immagine dell’Italia in Europa. Le mire espansionistiche effettuate
da Mussolini lo spinsero a richiede la revisione dei trattati di pace considerati
ingiusti per l’Italia in particolare per quanto riguardava le mire espansionistiche
nel mediterraneo e in Africa conformi al Patto di Londra del 1915.
Era ostile invece alla Francia poiché contraria alle rivendicazioni coloniali in
Italia.
Seconda fase:
Inasprimento dei rapporti internazionali
La seconda fase dal 26-32 inasprì i rapporti soprattutto con la Francia poiché
incoraggiò il militarismo. In seguito all’ascesa del nazismo in Germania
l’Europa è segnata da una netta contrapposizione tra stati liberali democratici e
regimi totalitari. Mussolini nel 1935 abbandona le mire espansionistiche di
stampo diplomatico e si avvicina a delle mire a danni dell’Etiopia (Africa) per
garantire una maggior grandezza allo stato italiano (Impero Italiano).
Questa impresa provocò l’applicazione ai danni dell’Italia di sanzioni
economiche da parte della società delle Nazioni. Questo favorì una maggior
propaganda al fascismo che rafforzò l’autorità del regima.
La guerra dell’Etiopia si concluse vittoriosamente per l’Italia nel 36 ma questo
costò anche l’uscita del paese dalla società delle Nazioni. In questa situazione
Mussolini cerca un’alleanza con la Germania di Hitler.

 ALLEANZA CON LA GERMANIA- Patto d’acciaio, asse Roma Berlino


 LEGGI RAZZIALI DEL 38
 MANIFESTO DEGLI INTELLETTUALI ANTIFASCISTI