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Perché Michel Foucault sbaglia Cap. 61.

Perché parlo di «omosessualità antica»


Di: Giovanni Dall'Orto - gdallorto@gmail.com
Se vista strettamente per la sua utilità come metodo-
logia per indagare la Gran Bretagna del XIX secolo,
Nota: questo era il capitolo conclusivo del mio libro Tutta un'altra storia. L'o- la polemica universale di Foucault nella Storia della
mosessualità dall'antichità al secondo dopoguerra (Il Saggiatore, Milano sessualità in Occidente appare come poco più che
2015) che l'editore m'ha imposto di tagliare in quanto giudicava “inopportu- un'analisi storico-filosofica del contesto culturale fran-
cese e, in senso lato, dell'Europa cattolica.
no” che in un libro di storia si attaccasse Michel Foucault. Brady 2005, p. 10

Lo ripropongo qui, riservandomi d'approfondire ulteriormente in futuro le fal- Chi abbia concluso la lettura di questo libro avrà già compreso le ragioni
lacie dell'approccio di quella scuola storiografica che sulle orme di Michel per cui rifiuto la tesi che ritiene impossibile scrivere una storia dell'omoses-
Foucault tratta l'omosessualità come presunta “invenzione sociale” ottocen- sualità. Ma, come è stato giustamente osservato, gli studiosi che nel bene o
tesca, e che nel libro (e quindi qui) ho definito “invenzionismo”. nel male hanno condizionato il dibattito storiografico gay degli ultimi tre de-
cenni possono essere controbattuti, non certo liquidati come se le loro tesi
non meritassero attenzione.1
In questo capitolo, che pubblico come appendice, data l'improponibilità
d'iniziare un libro con argomentazioni epistemologiche, giustificherò le mie
scelte storiografiche, ovviamente senza nessuna pretesa d'esaurire o «risol-
vere» un dibattito pluridecennale e internazionale. 2

I termini della questione


I termini del punto di vista invenzionista sono stati riassunti con rara ca-
pacità di sintesi da Nicola Pizzolato, che citerò qui non perché voglia fare di
lui un «capro espiatorio», ma al contrario perché ne apprezzo la chiarezza
espositiva e la sintesi:

La riflessione storica sulla sodomia, intensificatasi sulla scia dell'impulso


dato da Foucault alla fine degli anni Settanta, ha a lungo peccato di un'a-
nacronistica identificazione fra sodomia e omosessualità.
Da una parte la questione è stata al centro del dibattito fra i fautori di un
approccio essenzialista - che trova nell'omosessualità una caratteristica
naturale, atemporale e astorica del genere umano sulla quale il movi-
mento omosessuale può fondare la propria identità politica - e i sosteni-
tori del costruzionismo storico, per i quali l'omosessualità è invece co-
struita in un dato contesto culturale e sociale, quello dell'Europa occiden-
tale, tra il XVIII e il XIX secolo.

1
«Foucault, Halperin and Sedgwick may perhaps be countered, but not disdained», Jordan
1997, p. 2.
2
Si veda anche, sul mio sito, il mio «Contro la "queer theory"» (2012) e su Academia.edu :
«Contro la teoria queer 2 - La filosofia più significativa degli ultimi danni » (2014)

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Lo stesso Foucault aveva fornito l'impianto paradigmatico [sic] per i co- in se stessi l'elemento maschile e quello femminile, che attraverso un
struzionisti nel primo volume della sua Storia della sessualità. tipo di relazione sessuale.
Gli studi queer, iniziati da Judith Butler e sviluppatisi nelle università L'omosessualità è apparsa come una della figure della sessualità quando
americane durante gli anni Novanta sulla base di una proposta di supe- è stata ricondotto dalla pratica della sodomia ad una specie di androginia
ramento del concetto di gender, hanno esacerbato questo dibattito of- interiore, una ermafroditismo dell'anima. Il sodomita era un recidivo, 5 l'o-
frendo gli strumenti per una critica radicale della categoria dell'identità, mosessuale ormai è una specie. (Foucault 1978, p. 42-43).
sia essa eterosessuale o omosessuale. [...]
Nel contesto sociale da me osservato l'accusa di sodomia non implica È tutto qui: 220 parole. Eppure tutto si basa su questo.
l'allusione a un diverso orientamento sessuale, ma una gravissima de-
pravazione morale che rende l'individuo pericoloso per il consorzio civile. La critica di David Halperin a questo brano
Sono le azioni del sodomita a essere oggetto di una dettagliata indagine, Prima di dire la mia, cederò la parola a uno dei più noti (e anche stimo -
non la sua identità.3 (Pizzolato 2006, pp. 449-450). lanti) studiosi invenzionisti, il classicista David Halperin, l'unico dei «grossi
nomi» di questa corrente ad avere una formazione da storico anziché da cri-
Prendiamo Foucault per le corna tico letterario. Un dato importante, questo, perché anche se i «decostruttori»
Visto che anche Pizzolato, come centinaia d'altri studiosi prima di lui, fon- invenzionisti non amano che lo si ricordi, anche l'onnisciente «decostruttore»
da la sua visione su un preciso passo di Michel Foucault (talmente celebre è frutto d'una costruzione socioculturale, come rivela il suo modo di ragiona-
che non gli occorre neppure più citarlo), prenderò allora il toro per le corna re. Ebbene: fra i nomi invenzionisti più citati in Italia non esiste neppure
analizzando questa paginetta «paradigmatica» per mostrare come venga 5
Veramente in francese Foucault usa relaps (relapso), termine religioso che indica chi ricade
sempre citata, e mai sottoposta a verifica. Foucault ha scritto: nell'eresia o nel paganesimo dopo averli abiurati, passato in medicina a indicare chi ha una " ri-
caduta in una malattia" (che è il senso con cui lo intende Foucault, immagino), e non "récidive"
La sodomia - quella degli antichi diritti civile o canonico - era un tipo par- (come presuppone la traduzione italiana in "recidivo"), termine giuridico che indica un criminale
ticolare di atti vietati; il loro autore era soltanto il soggetto giuridico. L'o- che reitera un delitto. Il che implica che l'esatta sfumatura del pensiero di Foucault in questa
frase non è riuscita a passare in italiano (anche a causa della sua intenzionale oscurità).
mosessuale del XIX secolo, invece, è diventato un personaggio: un pas- Ma se la traduzione italiana è imprecisa, quella inglese è un vero e proprio falso: relaps diventa
sato, una storia, ed un'infanzia, un carattere, una forma di vita; una mor- addirittura "aberrazione temporanea" ("The sodomite had been a temporary aberration") signifi-
fologia anche, con un'anatomia indiscreta e forse una fisiologia misterio- cato che sfido chiunque a trovare su qualsiasi dizionario francese. Nella traduzione inglese
sa. Nulla di quel ch'egli è complessivamente sfugge alla sua sessualità. emerge insomma la volontà di "adattare" Foucault al letto di Procruste del ruolo di "fondatore" di
una "French theory" (fenomeno su cui si legge con profitto Cusset 2012) che però proprio tale
Essa è presente in lui dappertutto: soggiacente a tutti i suoi comporta- "adattamento" dimostra preesistere alla sua presunta "fondazione" da parte di Foucault. Coloro
menti poiché ne è il principio insidioso e indefinitamente attivo; iscritta che leggono Foucault in italiano e quelli che lo leggono in inglese in questo punto non stanno
senza pudore sul suo volto e sul suo corpo perché è un segreto che si leggendo lo stesso testo.
tradisce sempre. Gli è consustanziale più come una natura particolare Dopo la mitologizzazione della French theory, pochi sono disposti a riconoscere le origini del-
l'invenzionismo, come si faceva senza problemi negli anni Settanta, nell'oggi semi-dimenticato:
che come un peccato d'abitudine. The homosexual role ("Social problems", XVI 1968 (2), pp 182-192 anche online) della sociolo-
Non bisogna dimenticare che la categoria psicologica, psichiatrica e me- ga britannica Mary McIntosh, che ben prima di Foucault si scagliò contro la pretesa degli psi-
dica dell'omosessualità si è costituita il giorno in cui - il famoso articolo di chiatri secondo i quali l'omosessualità era una "condizione" patologica e sempre uguale a se
Westphal del 1870 sulle «sensazioni sessuali contrarie» può essere con- stessa in ogni momento storico, ribattendo che quella nota ai suoi contemporanei era solo una
costruzione sociale, il che in effetti era.
siderato come data di nascita4 - è stata caratterizzata piuttosto attraverso Eppure giustamente il sociologo britannico invenzionista Jeffrey Weeks, nel suo: The "Homose-
una certa qualità della sensibilità sessuale, una certa maniera d'invertire xual role" after 30 years: an appreciation of the work of Mary McIntosh ("Sexualities", I 1998 (2),
3 pp. 131-152), ribadisce che le cose andarono proprio così... E secondo me ha pienamente ra -
Nell'affermazione conclusiva Pizzolato trascura però il fatto, non proprio irrilevante, che nel gione. La French theory è un prodotto anglosassone, non francese, come argomenta convin-
mondo antico nessun tribunale ha mai punito identità, ma sempre e solo atti. centemente Cusset 2012 e come dimostra la sua osservazione secondo cui in Francia essa è
4
Allude al saggio del neurologo e psichiatra Carl Friedrich Otto Westphal, «Die konträre Sexua- vissuta come un prodotto d'importazione esattamente come in Italia. Il punto è posto anche da
lempfindung», in Archiv für Psychiatrie und Nervenkrankheiten, II 1869/1870, pp. 73-108, online John D'Emilio in Foster 2007, p. 389, che arriva a chiedersi: "To paraphrase Tina Turner: "wha-
all'url: http://www.schwulencity.de/WestphalContraere1869.html. L'articolo apparve nel 1869, t's Foucault got to do with it?". [N. B. Questa nota non appariva in origine nel capitolo sottoposto
non nel 1870, ma questo è un dettaglio irrilevante. all'editore].

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una/o storico/a: Eve Kosofsky Sedgwick ha insegnato inglese e letteratura, Sono in forte disaccordo con gran parte di questo saggio di Halperin 8
Judith Butler filosofia, letteratura inglese e letteratura comparata, Teresa de (che ammette che il suo scopo è «rivedere, non rovesciare» il paradigma, 9
Lauretis s'è laureata (alla Bocconi) in lingue e letteratura moderna, Foucault criminalizzando molto scorrettamente come «reazionario» qualsiasi tentativo
è stato un filosofo, ma ha insegnato anche psicologia, letteratura e lingua di critica al paradigma), tuttavia su quest'analisi concordo in pieno.
francese. In Italia i nomi più prestigiosi della queer theory, Liana Borghi e E come appare dal capitolo dedicato alla «costruzione medica» nel pre-
Marco Pustianaz, insegnano letteratura americana e britannica, mentre Pao- sente libro, non fatico a riconoscere nella strategia dei medici ottocenteschi,
lo Zanotti insegnava letteratura comparata. È quindi lecito il sospetto che la ivi incluso Westphal, un attacco politico sferrato a partire dalla volontà di
loro (de)formazione accademica li abbia portati a confondere letteratura e «sorvegliare e punire» la minoranza omosessuale e la sua aspirazione a er-
realtà, analizzando la seconda come fosse la prima, e trattando le persone gersi in «comunità» dal destino condiviso. Attacco politico peraltro denuncia-
come personaggi d'un romanzo o di una pièce teatrale, non a caso descritti to già dal fondatore del movimento omosessuale, Karl Heinrich Ulrichs: «I
da loro come «attori» di pratiche «discorsive» e «performative». 6 medici hanno l'abitudine di tenere a portata di mano la patologia. Ciò che
Non è quindi per un caso se fu Halperin e non altri a rendersi conto per non può essere spiegato, loro lo vedono immediatamente come
primo dell'insostenibilità storica di questo brano, addirittura ammettendolo fin patologico».10
dal 1998. In quell'anno scrisse infatti che in quel passo di Foucault la Purtroppo Halperin con il saggio appena citato chiuse la stalla quando i
buoi erano già scappati; tant'è che non riuscì a scalfire il dogma e la sua cri -
contrapposizione schematica fra sodomia ed omosessualità è in primis e tica venne aggirata (e ignorata) ma non discussa. Com'è del resto sempre
soprattutto un'analisi discorsiva,7 non una storia sociale. Non è una di- accaduto a tutte le critiche, da qualunque parte mosse, al dogma invenzioni-
chiarazione empirica sulla esistenza o non esistenza storica d'individui sta.11 Si veda per esempio il modo sbalordivo con cui argomenta l'invenzio-
sessualmente devianti. È una dichiarazione relativa alla logica intrinseca, nista Jeff King, che ribatte ad Halperin ammettendo con candore:
e al funzionamento schematico, di due differenti stili discorsivi di squalifi-
cazione sessuale. (Halperin 1998, pp. 93-120, a p. 99). Sebbene Halperin legga Foucault molto meglio dei più, continua a leg-
gerlo primariamente per le sue idee. A me le idee di Foucault non inte-
Aggiungendo che ressano [I am not interested in Foucault's ideas]. Per lo meno, non nel

niente di quanto Foucault dice a proposito delle differenze fra queste due 8
Le tesi di Halperin (e dell'invenzionismo in senso ampio) sono state smantellate in un deva-
strategie discorsive storicamente distanti, e operativamente distinte, per stante saggio-recensione di Camille Paglia, «Junk bonds and corporated raiders», in Arion,
regolare e delegittimare forme di contatti sessuali dello stesso sesso fra spring 1991, pp. 139-212 (disponibile online), al quale finora nessuno (Halperin in primis) è an-
maschi, ci proibisce di farci domande sulle connessioni che persone pre- cora stato capace di scrivere una confutazione. Purtroppo anche Paglia si dimostra assolutista
quanto coloro che critica, e se trovo ottime argomentazioni nei suoi ragionamenti, trovo poi
moderne possono aver fatto tra specifici atti sessuali e l'ethos particolare, squallidi i suoi attacchi ad hominem, e inqualificabile il suo viscerale razzismo antifrancese.
o lo stile sessuale, o la soggettività sessuale, di coloro che praticavano 9
«I want to be very clear that my aim is to revise it, not to reverse it», Halperin 1998, p. 86.
tali atti. (Halperin 1998, pp. 99-100). 10
Recensione senza titolo, a firma U., in Alaudae, settembre 1894 (ristampa: Alaudae, ein latei-
nische Zeitschrift, 1889-1895, MänneschwarmSkript, Hamburg 2004), p. 356.
11
6
Non stupisce pertanto l'amarezza che traspare nel suo successivo saggio: «The normaliza -
Su questo aspetto cfr. Arfini 2012, p. 40, che nota il fenomeno, ma lo saluta come «un'insolita tion of queer theory», in Journal of homosexuality, XLV 2003 (2-4), pp. 339-343 (anche in: Gust
trasgressione dei tradizionali confini disciplinari», e Windschuttle 2000, passim (di cui condivido Yep, Karen Lovaas, John Elia (a c. di), Queer theory and communication: from disciplining
le critiche, sovente brillanti, ma non la concezione apodittica della storiografia, e men che meno queers to queering the discipline(s), Psychology press, New York 2003), nel quale in soldoni di-
le folli tirate neocons). chiara che chi aveva creato l'invenzionismo non aveva mai inteso farne un'ortodossia accade-
7
Nella neolingua foucaultiana «discorso» non indica ciò «che viene argomentato» bensì l'esatto mica omonormativa, e tantomeno un ostacolo alla ricerca storica, quale è la queer theory. Le
opposto: tutto ciò che viene dato assiomaticamente per vero senza bisogno d'essere argomen - vie dell'inferno sono lastricate di buone intenzioni, ma se non altro Halperin s'è rivelato l'unico
tato. La distorsione dei termini della lingua corrente per indicare l'esatto opposto di ciò che si- storico invenzionista capace di tener conto delle osservazioni altrui e discuterle (come fa nell'in-
gnificano è un trucco molto usato dagli invenzionisti, che possono così accusare i lettori di non troduzione a O'Donnel & O'Rourke), ossia l'unico capace di dibattito. Cosa che non gli è stata
avere «capito davvero». A questa strategia si aggiunge ciò che la linguistica chiama «idiosin- perdonata: Kosowsky 1990, pp. 76-80, gli ha sparato addosso a palle incatenate, rinfacciando a
crasia», ossia l''invenzione arbitraria e capricciosa di parole o strutture del linguaggio che hanno lui solo di credere nel fantomatico «omosessuale moderno», effettivamente mai esistito, in cui
un significato noto solo a chi le ha inventate. Se poi chi legge non capisce, è colpa sua. però credevano tutti gli invenzionisti, senza eccezione, e non lui soltanto.

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senso tradizionale della parola, il senso in cui «idee» fa riferimento a basata sugli atti. [...] Così, il fatto che un'identità sessuale si manifesti vi-
cose come affermazioni, teorie, storie. [...] Rifiutarsi di leggere questa sibilmente è dipendente dai bisogni particolari del genere [letterario]: il
storia come una storia significa rifiutarsi di leggere pienamente Foucault: fatto che gli atti definiscano identità, dipende da se si ha bisogno o no
significa sacrificare le sue immagini retoriche [his imagery] alle sue idee, che lo facciano. (Salih 2007, pp. 122 e 124-125).
le sue parole ai suoi significati, i suoi scritti alla sua filosofia. Ma per poter
leggere la storia in sé, dobbiamo avvicinare questo passo non come una 2. La frase successiva afferma che nell'Ottocento l'omosessualità «diventa»
relazione su fatti realmente avvenuti nella storia che possano essere ve- qualcos'altro oltre che un soggetto giuridico. Tuttavia, il sodomita non è mai
rificati o confutati, ma come una narrazione che ha bisogno di essere in- stato «solo» un soggetto giuridico, come spero d'essere riuscito a dimostra-
terpretata.12 re in questo libro. Inoltre, non stupisce affatto che la parola «omosessualità»
non indichi un «soggetto giuridico», visto che è un termine creato intenzio-
Siamo al culto del Verbo: non contano i concetti, ma le immagini retori- nalmente da un militante omosessuale con il preciso intento polemico di fare
che. Manca solo la raccomandazione di sacrificare capre davanti ai libri di a meno della terminologia giuridica.
Foucault per completare la loro trasformazione in puri feticci.
3. In terzo luogo, tutto il ragionamento è presentato come un assioma,
La mia critica al brano di Foucault ossia un concetto autoevidente che non ha bisogno di dimostrazione, men-
Io non ho capre da sacrificare, e a differenza di King mi rifiuto, per mette- tre autoevidente non è affatto.
re una pezza sugli errori di un'analisi storica, di - letteralmente - psicoanaliz- Ci si aspetterebbe allora che, almeno, questo brano sia diventato tanto
zarla13 per svelarne l'intrinseca «verità» al di sotto degli «insignificanti» fatti celebre perché reso inoppugnabile da una ferrea analisi precedente, fitta di
sbagliati. Per me, non solo «i fatti contano», ma «solo i fatti contano». Dun- dati tali da implicare la fondatezza d'una conclusione di questo tipo. Ebbene,
que, incapace di psico-analizzare, mi limiterò ad analizzare-e-basta il brano invito tutti a prendere in mano il volume da cui il brano è tratto (mal che
di Foucault, che fa acqua per almeno sei motivi: vada, è su Google books) per verificare coi propri occhi: la frase è buttata lì
in una digressione, parlando di tutt'altro, senza uno straccio di documento
1. Innanzitutto, il paragrafo si apre con un ragionamento tautologico, d'appoggio. Non c'è un solo documento non dico citato (neppure una riga!),
cosa di cattivo auspicio. Foucault comincia infatti scegliendo d'inquadrare la ma neppure nominato (anzi no, uno lo è: Westphal, ma come vedremo al
sodomia solo come concetto giuridico («civile o canonico»), dopodiché prossimo punto, sbagliando!).
«scopre» che il «sodomita» è un «soggetto giuridico». Be', sì, lo è, ma solo Quella di Foucault è quindi una rivelazione da guru a cui si può credere
perché lui ha appena scelto arbitrariamente, senza peraltro motivare tale per fede o no, ma che è impossibile confutare o avvalorare dal punto di vista
scelta, d'inquadrare la sodomia in quanto concetto giuridico. Però, come storico, in quanto mancante di dati da verificare o smentire.
spero di avere mostrato nel presente libro, quello di «sodomia» fu un con-
cetto con molte sfaccettature (teologiche, letterarie, sociali, psicologiche, 4. In quarto luogo, la scelta di Westphal come punto di partenza della «ri -
umane...) pertanto il sodomita, oltre che soggetto giuridico, fu anche molte considerazione» ottocentesca della figura dell'omosessuale è un autogol.
altre cose.14 Sarah Salih ha osservato in proposito: Primo, perché Westphal non è l'inizio di un bel nulla, in quanto è debitore
verso altri studiosi precedenti, come Casper15 o Tardieu,16 che cita espressa-
La sessualità sembra essere basata sugli atti [act-specific] quando è vi- mente nel saggio nominato da Foucault. E a sua volta Casper (come prova il
sta attraverso la lente del discorso penitenziale, perché la confessione è capitolo di questo libro dedicato a lui) dialogava con omosessuali che già
12
prima di contattarlo avevano una chiara identità «a se stante». Ma l'aspetto
Jeff King, «Utopia and castration. How to read the history of homosexuality», in Genders on-
line journal, n. 38, 2003. Disponibile online. 15
Con il suo saggio: «Über Notzucht und Päderastie und deren Ermittelung seitens des Gerich-
13
«In termini più generali, questo saggio non punta a psicoanalizzare Foucault, ma a usare la tsarztes», in Vierteljahresschrift für gerichtliche und öffentliche Medizin, I 1852, pp. 21-78.
psicoanalisi come strumento per interpretare il suo testo. [...] Esso usa la psicoanalisi non per 16
Con il suo bizzarro Étude médico-légale sur les attentats aux mœurs, Baillière, Paris 1857 e
rivelare i segreti di un soggetto sessuale, ma per interpretare le complessità strutturali di un te- Millon, Grenoble, 1995. Traduzione italiana: I delitti di libidine. Oltraggi al pudore, stupri ed at-
sto scritto». (Jeff King, ivi). tentati al pudore, pederastia e sodomia, Capaccini, Roma 1898. Foucault peraltro nomina due
14
Come abbiamo appena visto, però, questo fatto Halperin 1998 lo riconosce esplicitamente. volte Tardieu, sia pure di passata, nella Volontà di sapere, quindi sa che esiste.

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più sconcertante è che nel saggio a cui Foucault allude, Westphal conosce e Infatti la teorizzazione medica confuse in un'unica entità 18 omosessuali e
cita esplicitamente (per la precisione, a pagina 92) Inclusa di Karl Heinrich transessuali addirittura fino al 1949 - anno in cui un altrimenti oscuro dottor
Ulrichs, libro in cui si spiega l'omosessualità con la teoria dell'«anima femmi- David Cauldwell (1897-1959) avrebbe coniato la parola transexual.19
nile rinchiusa in un corpo maschile», ossia con la tesi del «terzo sesso».
Dunque il saggio «dimostra» che il Medico ha appreso dall'Omosessuale, e 5. In quinto luogo, non è vero che l'omosessuale sia «anche una morfolo-
non il contrario: Foucault ha dunque invertito causa ed effetto! gia» mentre il pre-omosessuale no. Lo pseudo-Aristotele dei Problemata
Secondo, perché quella che Westphal tratta non è affatto omosessualità: spiega il gusto della passività sessuale nei maschi con una conformazione
è konträre Sexualempfindung o (per usare il termine coniato nel 1878 da Ta- particolare del sistema nervoso, gli fisiognomici greci attribuiscono al «cine-
massia per tradurlo nella nostra lingua) 17 «inversione sessuale». L'identifica- do» (omosessuale passivo) tratti esteriori, morfologici, ben precisi, o Sade
zione di Foucault dell'invertito con l'omosessuale è quindi una sbalorditiva nel quinto dialogo della Philosophie dans le boudoir, chiede parlando dei so-
dimostrazione di ciò che gli invenzionisti chiamano «essenzialismo», ovvero domiti passivi: «Non è chiaro che questa è una classe d'uomini diversi dal-
l'atteggiamento di chi dà per scontata l'esistenza d'una «essenza» immutabi- l'altra, e che la natura ha creato fatti in questo modo?».
le, al di sotto di cangianti definizioni «discorsive». Foucault passa in effetti Dunque, anche in epoca premoderna erano conosciute persone caratte-
da «invertito» a «omosessuale» come se fossero diverse definizioni della rizzate dalla «diversità sessuale» non solo nel comportamento, ma anche
medesima essenza. Ma questa è, guarda caso, proprio la tesi per combatte- nella morfologia.
re la quale l'invenzionismo dichiara d'essere nato!
E invece non è lecito confondere omosessuale e invertito, perché l'«in- 6. E per finire, l'argomento più rilevante, tanto da meritarsi un intero capi-
vertito», che ha il corpo d'un sesso ma la psiche del sesso opposto, non è tolo del presente libro: non è vero che la «sodomia» sia stata per tutti i nostri
un «omosessuale», ma un «transessuale» o un transgender. Come fa nota- avi «un tipo particolare di atti vietati», come (sbagliando) afferma Foucault.
re Oosterhuis 2000: Per una quota non irrilevante del mondo intellettuale antico senza dubbio lo
fu, ma per un'altra parte, che incluse sia livelli d'immensa autorevolezza
La sua [di Krafft-Ebing] comprensione dei sentimenti sessual-contrari come quello di san Tommaso d'Aquino, sia il livello popolare, fu semmai
non dovrebbe essere confusa con la nozione attuale di omosessualità. «ogni tipo di atti sessuali compiuti fra persone dello stesso sesso», sia uomi-
Laddove l'omosessualità oggi si riferisce alla scelta d'oggetto per lo stes- ni che donne. E questa è una definizione perfettamente sovrapponibile a
so sesso, Krafft-Ebing e la maggior parte dei suoi colleghi spiegavano quella dell'attività che oggi definiamo «omosessualità».
l'attrazione per lo stesso sesso, a cui a quell'epoca spesso ci si riferiva
come «inversione», a una mistura biologica e psicologica di maschilità e Conclusione
femminilità. L'orientamento omosessuale era associato a un'identità di Mi fermo qui. Non si «confuta» Foucault in quattro paginette, ma credo di
genere invertita, che comprendeva anche quello che oggi noi consideria- aver almeno mostrato come il mio rifiuto di sacrificare in questo mio libro ca-
mo travestitismo e transessualismo. (p. 47)
18
In realtà, come abbiamo visto, Benkert inventò nel 1869 la parola Homosexualität proprio per-
ché insoddisfatto del termine Urningtum (uranismo) creato nel 1864 da Ulrichs, che caratteriz-
zava un individuo come dotato di «un'anima femminile rinchiusa in un corpo maschile», ossia in
senso transessuale. Invece, negli scritti di Benkert né l'identità di genere tradizionale né l'ade-
sione degli omosessuali al ruolo di genere "adeguato" sono mai messi in discussione. La «fa-
glia epistemologica» fra i due veri padri del concetto «moderno» di «omosessualità» correva in-
somma sulla volontà di includervi o meno il transessualismo: Ulrichs lo fece, Benkert no. Uno
storico ha, come minimo, il dovere di tener conto di tale differenze, invece di dare giulivamente
per scontato che una definizione valga l'altra, come fa Foucault.
19
(Sì, con una sola «s»). In realtà fu il militante omosessuale e medico Magnus Hirschfeld a
usare per primo nel 1923 l'espressione seelischer Transsexualismus (transessualismo dell'ani-
ma/della psiche): si veda su ciò il bel saggio di Richard Ekins and Dave King, «Pioneers of tran-
17
Arrigo Tamassìa, «Sull'inversione dell'istinto sessuale», in Rivista sperimentale di freniatria e sgendering: the popular sexology of David O. Cauldwell», in The international journal of tran-
di medicina legale, IV 1878, pp. 19-117. sgenderism, Volume 5, Number 2, April-June 2001, disponibile online.

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pre davanti ai testi invenzionisti, nonché di usare la loro bizzarra terminolo- matica, la logica, in quanto biased dai discorsi borghesi, eteronormativi, oc-
gia klingoniana, non nasce da una volontà snobistica, bensì da un'analisi cidentali, fallocratici eccetera sono inadatte come strumenti per distinguere il
delle loro tesi che le ha trovate incoerenti, fondate su assiomi mai dimostrati, vero dal falso22 (e queste sono critiche in sé legittime: dopo tutto la scienza
carenti di fondamento empirico, insomma minate alla base dal fatto di non s'interroga sui limiti della scienza fin dalle origini) nessuno è mai riuscito a
essere mai riuscite a dimostrare, dopo trent'anni dalla loro nascita, la fonda- ottenere risposta alla domanda: «Quale altro metodo ci proponete d'usare,
tezza dei loro assiomi. al loro posto, per distinguere il vero dal falso?».
Le premesse dell'invenzionismo si configurano come false ogniqualvolta Un silenzio tanto lungo e ostinato trasforma in certezza il sospetto che la
le si accetti come vere. L'affermazione secondo cui «la verità non esiste» risposta non arrivi perché nessuno ha il coraggio d'ammettere in modo espli-
può essere «vera» se e solo se la verità esiste, altrimenti è falsa. L'afferma- cito che le certezze invenzioniste si basano unicamente sul culto della Paro-
zione per cui non esiste la realtà ed esistono solo affermazioni sulla realtà, è la dei Maestri. Che però nel nostro caso particolare (la storia lgbt) è piena
reale solo se si accetta che la realtà esista, altrimenti non ha basi su cui fon - d'errori, come ha mostrato la mia analisi del testo «fondante» di Foucault,
dare la propria realtà20 (si tratta di ciò che in filosofia si chiama «regressione cosicché la venerazione acritica e ostinata dei loro dogmi può ormai essere
all'infinito»). E per poter affermare che «la verità assoluta non esiste», è ne- solo un ostacolo insuperabile alla ricerca. Halperin trova in effetti
cessario che tale enunciato contenga una verità assoluta - il che lo rende
falso - dato che se l'enunciato contenesse una verità solo relativa ammette- una questione di considerevole ironia il fatto che l'influente distinzione tra
rebbe che talora la verità assoluta esista, il che daccapo lo rende falso. la costruzione discorsiva del sodomita e la costruzione discorsiva dell'o-
Non basta. Se non abbiamo modo di conoscere la realtà e la verità, allo- mosessuale, che in origine era stata intesa come modo per aprire un
ra agli invenzionisti è impossibile escludere che la realtà che conosco io sia campo d'indagine storica, sia oggi diventata un ostacolo di prima gran-
in effetti la realtà «reale», o che io possieda la «verità assoluta». A che tito- dezza che blocca qualsiasi ricerca ulteriore sulla formazione dei rudi-
lo, quindi, me lo si può negare? menti dell'identità sessuale, nelle società europee premoderne. (Halperin
E ancora. Se «esistono solo narrazioni», allora l'inesistenza dell'omoses- 1998, p. 109).
sualità e di una sottocultura omosessuale prima del 1869 non sono «fatti»
quali vengono presentati nei testi invenzionisti, ma solo «narrazioni», prive Io però non trovo alcuna «ironia» in quanto è accaduto: se teorizzi che la
di verità intrinseca, a cui è lecito contrapporre altre narrazioni, che ne postu- storia «delle identità sessuali nelle società europee premoderne» non solo
lano la falsità (come sto facendo io, in effetti) e che sono altrettanto vere. non esiste, ma non è neppure possibile, anzi, che neppure la storia esiste
L'invenzionismo inciampa insomma continuamente nel paradosso logico, perché esistono solo «narrazioni», evidentemente la paralisi di tale ricerca è
e in enunciati che se sono veri allora sono falsi, e se sono falsi restano falsi. il minimo che sia logico aspettarsi. Se poi si aggiunge il fatto che la tesi sto-
Il solo modo che ha per districarsene è il ricorso al dogmatico Principio di riografica alla base fin dalla sua nascita s'è strutturata come «culto della Sa-
Autorità (è vero perché lo ha detto Judith Butler, è falso perché Teresa De cra Parola», fenomeno in cui Halperin ha avuto un ruolo non piccolo, 23 la pa-
Lauretis lo nega...), ossia la sottomissione ottusa all'Autorità e ai «discorsi
del Potere».21 Kosowsky 1990 si apre con cinquanta pagine (pp. 33-98) di
ciò che lei stessa definisce «assiomi», ossia dogmi. Ecco perché non posso 22
Divertente il mea culpa di Bruno Latour in «Why has critique run out of steam? From matters
accettarla. Già Leonardo da Vinci ammoniva: «Chi disputa allegando l'alturi- of fact to matters of concern», in Critical inquiry, XXX 2004 (2), pp. 225-248 (online sul suo
tà [l'autorità] non adopera lo 'ngegno, ma più tosto la memoria». sito). Latour chiede: «Pericolosi estremisti stanno usando i medesimi argomenti del costruzioni-
smo sociale per distruggere prove, ottenute faticosamente, che potrebbero salvare le nostre
Senza poi contare un problema tutt'altro che piccolo e limitato all'inven- vite. Mi sono forse sbagliato partecipando all'invenzione del campo noto come science studies?
zionismo: dopo trent'anni di ripetizione del concetto che la scienza, la mate- È sufficiente dire che non volevamo dire per davvero quel che abbiamo detto? [we did not really
mean what we said?] Perché mi brucia la lingua nel dire che il riscaldamento globale è un fatto,
che ciò piaccia o no? Perché non posso limitarmi a dire che l'argomento è chiuso una volta per
20
Come nota Pablo López-Silva in «Realidades, construcciones y dilemas. Una revisión filosófi- tutte?» (p. 227). Boh, magari perché ha passato la vita a sostenere che non esistono "fatti
ca al construccionismo social», in Cinta Moebio, XLVI 2013, pp. 9-25 (online su Academia.edu). scientifici", e quindi sarebbe ridicolo se ora lo facesse? Cfr. il commento di Santi Tafarella in
21 «Bruno Latour's question: are there things we shouldn't deconstruct?», online su: Prometheus
Già Paolo Rossi, in Paragone degli ingegni moderni e postmoderni (il Mulino, Bologna 1989 e
2009), mette in guardia contro il carattere sciamanico del pensiero postmoderno. Purtroppo, il unbound.
23
taglio molto accademico destina questo libro più agli studiosi di filosofia che al grande pubblico. Uno dei suoi libri s'intitola: San Foucault: verso un'agiografia gay, ETS, Pisa 2013.

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ralisi diviene un'inevitabile conseguenza: un culto può solo predicare i propri mia, grazie a dio), contano i documenti, 25 dai quali non è mai lecito prescin-
dogmi fondamentali, mai abbassarsi a discuterli (decostruirli). dere;26 poi contano le ricostruzioni e le interpretazioni che lo storico è capa-
Purtroppo Halperin ha ragione: la paralisi provocata dall'invenzionismo ce di darne,27 e infine conta il rigore e la chiarezza espositiva con cui è capa-
nell'ultimo quarto di secolo agli «studi gay e lesbici», nel campo della storia ce di organizzarli in narrazioni (ebbene sì: la storia si racconta, come è noto
premoderna è stata quasi generale. Figuriamoci poi in Italia, dove il mondo dai tempi dei tempi, visto che parliamo di «narrazione storica» e addirittura
accademico schifava già per conto suo questo campo di ricerca... di «ricostruzione storica») per renderli accessibili a chi ne leggerà.
Anzi, questo modo di agire può benissimo essere letto come una contro- E farsi capire per me non è un vezzo, ma una necessità costitutiva del
mossa del mondo accademico per depotenziare la critica del mondo lgbt, «ragionare assieme» (scrittore e lettore) in un libro, quindi sbalordisco ogni
che accusava la Torre d'avorio accademica di disinteressarsi completamen- volta che mi viene «rinfacciato» che io «scrivo troppo facile facile», quasi
te delle persone lgbt e della loro realtà di vita. 24 Infatti mentre in passato il che scrivere in modo oscuro fosse garanzia di profondità di pensiero. Mentre
soggetto di studio dei gay and lesbian studies erano i gay e le lesbiche, ora invece per chi ha «poche idee, ma confuse» nulla è più semplice del na-
il soggetto di studio della queer theory, è... la teoria queer. Come del resto scondere le proprie carenze dietro un linguaggio oscuro.
avviene per tutta la theory di derivazione postmodernista: secondo Cusset Purtroppo, per gli invenzionisti farsi comprendere è un problema che non
2012, p. 125: si pone:28 un'esposizione comprensibile denota mancanza di raffinatezza
teoretica. Ma questo esibizionismo, che fallocraticamente punta a fare vede-
La nuova theory [...] è misteriosamente intransitiva, senza altro oggetto re a tutti chi ce l'abbia più grosso... il vocabolario, va a nascondere il fatto
se non il proprio enigma: essa è anzitutto discorso su di sé e sulle condi - che ogni volta che le idee invenzioniste sono tradotte in linguaggio corrente,
zioni della sua produzione. colpiscono subito o per la loro straordinaria banalità, o per la loro straordina-
ria stupidità. Non è colpa mia se leggendo i loro testi mi viene sempre in
Gli invenzionisti hanno guardato tanto a lungo dentro al Vuoto che ormai mente il detto per cui: «in essi esistono alcune cose vere ed alcune cose
è il Vuoto che guarda attraverso i loro scritti, che parlano solo del fatto che nuove: quelle vere non sono affatto nuove, e quelle nuove non sono affatto
loro stanno parlando, nessuno di loro sa di cosa. Il loro parlare è solo un atto vere».
liturgico, che serve a ribadire il già noto e a stabilire gerarchie di potere fra Ad esempio, che la storiografia sia narrazione è assolutamente vero,
chi il linguaggio lo usa, e chi lo subisce, come il latino nella messa di un tem- peccato però che lo si sappia già dai tempi di Erodoto e Tucidide, e che non
po. È «lingua del Potere» allo stato puro, visto che non è usata per comuni- ci fosse nessun bisogno che ciò venisse «scoperto». Viceversa, che tutte le
care (le conclusioni degli scritti invenzionisti si conoscono già prima d'inizia- narrazioni storiche abbiano pari valore è una novità... e infatti è falso: la rico-
re a leggerli: online esiste addirittura un esilarante generatore automatico struzione della Shoah da parte dei negazionisti non ha affatto il medesimo
d'impeccabili saggi postmodernisti: http://www.elsewhere.org/pomo/ ) ma valore delle versioni costruite dalle testimonianze dei sopravvissuti. Ancora:
esclusivamente per stabilire gerarchie di potere. che il genere sia una costruzione sociale è cosa vera e nota, al tal punto che
Quanto a me, lascio che a parlare per le mie idee sia questo libro. Che è già Erodoto raccontava che in Egitto tessere era lavoro da uomo, e in Grecia
un libro di storia. E per fare storia, secondo la mia concezione (e non solo da donna. Ma quando viene aggiunto che sotto questa costruzione non c'è
nulla di biologicamente «dato», visto che i sessi biologici possono essere
24
«Se Foucault è stato consacrato teoricamente, è perché laddove i discorsi militanti ambivano 25
Per gli invenzionisti non esistono documenti. Esistono solo narrazioni, da «decostruire».
a produrre, a partire da un'esperienza concreta della sessualità e, più precisamente dell’omo- 26
Al contrario gli invenzionisti partono sempre dalla conclusione, per poi cercare puntelli per so-
sessualità, un sapere praticabile e situato, i discorsi scientifici, di cui Foucault era un eminente
stenerla, trascurando ciò che contrasta con essa, che liquidano come «irrilevante» proprio in
locutore, ambivano e ambiscono ancora a produrre un sapere teorizzabile a destinazione di
quanto contrario a ciò che «noi sappiamo» grazie ai loro guru. Per decenni mi sono sentito ri-
una comunità disciplinare che ne condivide i presupposti e le conclusioni. [...] [Mario] Mieli che
spondere che le prove che elencavo sull'esistenza di sottoculture omosessuali prima del 1869
mira oltre Foucault [...] conferma, in maniera più che coerente, il rifiuto di concepire il posiziona-
non potevano essere prove d'un bel nulla, in quanto «sappiamo già tutti» che prima del 1869
mento intellettuale come la fondazione di un sapere che, come ben aveva capito già, è sempre
non «potevano» esistere sottoculture. La prova che smentiva tale affermazione era quindi scar-
una forma di potere. In altri termini, la presa di distanza da parte di Mieli nei riguardi di Fou-
tata esattamente in quanto la smentiva! Questo è il «metodo storico» invenzionista.
cault, è il risultato di una volontà di non sapere, e di continuare a sperimentare », così Massimo 27
Prearo, «Le radici rimosse della queer theory. Una genealogia da ricostruire», in Genesis, XI Per gli invenzionisti non esistono ricostruzioni d'eventi, ma solo decostruzioni di «discorsi».
28
2012 (1-2), pp. 96-114, p. 106. Online su Academia.edu. Cfr. l'esilarante citazione di un caso estremo in Windschuttle 2000, p. 335, nota 4.

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quanti vogliamo, ecco una cosa sia nuova, sia cretina (e provate a spiegarla
a un* transessual*!). Che però è stata sostenuta in tutta serietà teorizzando
senza scoppiare a ridere i cinque sessi di cui parlavo nella premessa. 29
Dimostrando così che se un tempo gli accademici erano spesso marxia-
ni, oggi sono soltanto alieni.

Opere citate col metodo autore-anno:


Arfini 2012 = Elisa Arfini e Cristian Lo Iacono (curr.), Canone inverso. Antologia di teoria queer,
ETS, Pisa 2012.
Brady 2005 = Sean Brady, Masculinity and male homosexuality in Britain, 1861-1913, Palgrave
Macmillan, Houndmills 2005 e 2009
Cusset 2012 = Cusset, François, French theory, Il saggiatore, Milano 2102.
Foster 2007 = Thomas Foster (cur.), Long before Stenewall. Histories of same-sex sexuality in
Early America, New York University press, New York and London 2007.
Foucault 1978 = Michel Foucault, La volontà di sapere, Feltrinelli, Milano 1978.
Halperin 1998 = David Halperin, Forgetting Foucault: acts, identities, and the history of sexual-
ity, "Representations", n. 63, Summer 1998, pp. 93-120.
Kosofsky 1990 = Eve Kosofsky Sedgwick, Stanze private. Epistemologia e politica della ses-
sualità, Carocci, Roma 2011.
Oosterhuis 2000 = Harry Oosterhuis, Stepchildren of Nature, Krafft-Ebing, psychiatry, and the
making of sexual identity, The university of Chicago press, Chicago 2000.
Pizzolato 2006 = Nicola Pizzolato, Lo diavolo mi ingannao. La sodomia nelle campagne sicilia-
ne (1572-1664), "Quaderni storici" n. 122, XLI 2006, pp. 449-480.
Salih 2007 = Sarah Salih, "Sexual identities: a medieval perspective", in: Betteridge 2007, pp.
112-130.
Windschuttle 2000 = Windschuttle, Keith, The killing of history: how literary critics and social
theorists are murdering our past, Encounter Books, New York & London 2000.

29
Io nego che sia possibile separare il dato biologico/genitale da una presunta «sessualità in
sé» che sarebbe un dato puramente culturale, privo di legami con la corporeità. La sessualità
senza sesso e la genitalità senza sessualità sono da millenni il sogno dei sessuofobi, e l'incubo
di chiunque altro.

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