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1 Università degli studi di Udine – Corso di Costruzioni in zona sismica II –
1 Università degli studi di Udine – Corso di Costruzioni in zona sismica II – Docente: Prof. Stefano Sorace
LEZIONILEZIONI DELDEL CORSOCORSO DIDI COSTRUZIONICOSTRUZIONI ININ ZONAZONA SISMICASISMICA IIII
ElementiElementi didi modellazionemodellazione didi strutturestrutture inin
cementocemento armatoarmato
Ing. Fabio Fadi
Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura – Università degli studi di Udine
fabio.fadi@uniud.it
Ing. Fabio Fadi
Elementi di modellazione di strutture in cemento armato
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DescrizioneDescrizione delldell’’edificioedificio oggettooggetto didi studiostudio
• Edificio esistente destinato a civile abitazione, con struttura in cemento
armato, situato in comune di Udine.
• Anni realizzazione: 1982-83.
• Edificio a pianta rettangolare, con quattro piani, di cui tre abitabili, un
sottotetto non abitabile ed una copertura a falde inclinate.
Ing. Fabio Fadi
Elementi di modellazione di strutture in cemento armato
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3 Università degli studi di Udine – Corso di Costruzioni in zona sismica II – Docente: Prof. Stefano Sorace
DescrizioneDescrizione delldell’’edificioedificio oggettooggetto didi studiostudio
• La struttura in cemento armato è costituita da 3 telai in direzione X e
da 4 telai in direzione Y.
• Solai latero-cementizi a travetti gettati in opera (sp. 16+4cm)
• Orditura dei solai lungo la direzione globale Y.
• I telai perimetrali sono realizzati con travi emergenti, mentre i telai
interni con travi a spessore.
• Mancanza di elementi controventanti (struttura a puro telaio).
• Presenza di una condizione parziale di piano soffice al pianterreno.
• Presenza di un vano scala in posizione eccentrica rispetto all’asse
longitudinale ma centrale rispetto all’asse trasversale.
• Struttura della scala a soletta rampante.
• Esempio liberamente tratto da: Progetto di Edifici con Isolamento
Sismico, M. Dolce, D. cardone, F.C. Ponzo, A. Di Cesare, Iuss Press,
Pavia, 2004.
Ing. Fabio Fadi
Elementi di modellazione di strutture in cemento armato
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PiantePiante strutturalistrutturali
• Piano primo:
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Elementi di modellazione di strutture in cemento armato
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PiantePiante strutturalistrutturali
• Piano secondo e terzo:
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PiantePiante strutturalistrutturali
• Piano sottotetto:
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PiantePiante strutturalistrutturali
• Piano copertura:
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SezioneSezione inin corrispondenzacorrispondenza deldel vanovano scalascala
Sezione:
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PiantaPianta aa filifili fissifissi
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InizializzazioneInizializzazione deldel modellomodello
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PerfezionamentoPerfezionamento delladella grigliagriglia geometricageometrica
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CaratteristicheCaratteristiche deidei materialimateriali
• •
Dal progetto originale, i materiali risultano:
Dal progetto originale, i materiali risultano:
– –
Calcestruzzo Rck 25;
Calcestruzzo Rck 25;
– –
Acciaio FeB44K.
Acciaio FeB44K.
Calcestruzzo :
Acciaio :
R
= 20
MPa
f
= 374
MPa
ck
yd
f
= 20.8
MPa
E
s = 206000
MPa
ck
f
= 11.8
MPa
cd
E
= 30200
MPa
cm
• Si tiene in conto della rigidezza in condizioni fessurate degli elementi in
CA, riducendo del 50% il modulo di elasticità del materiale calcestruzzo
(p.to 7.2.6 NTC).
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SezioniSezioni ee spessorispessori deglidegli elementielementi strutturalistrutturali
• Pilastri – El. Frame
– Piano terra: 35x35cm
– Altri piani: 30x30cm
• Travi – El. Frame
– Travi principali emergenti: 30x50cm
– Travi principali in spessore di solaio: 80x20cm
– Travi secondarie in spessore di solaio: 50x20cm
– Travi d’interpiano: 30x50cm
• Scale – El. Shell
– Spessore pianerottoli: 20cm
– Spessore rampe: 20cm
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ClassificazioneClassificazione delledelle azioniazioni (NTC(NTC 08)08)
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AnalisiAnalisi deidei carichicarichi
• Solaio del piano tipo – Carico caratteristico:
Permanenti strutturali
Solaio latero-cementizio (16+4cm)
2.82
kN/m 2
Permanenti non strutturali
Massetto, pavimento, intonaco e
incidenza dei tramezzi
2.80
kN/m 2
Totale
5.62
kN/m 2
Sovraccarico accidentale
Ambienti ad uso residenziale
2.00
kN/m 2
Balconi
4.00
kN/m 2
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16 Università degli studi di Udine – Corso di Costruzioni in zona sismica II – Docente: Prof. Stefano Sorace
AnalisiAnalisi deidei carichicarichi
• Solaio del piano sottotetto – Carico caratteristico :
Permanenti strutturali
Solaio latero-cementizio (16+4cm)
2.82 kN/m 2
Permanenti non strutturali
Intonaco
0.3 kN/m 2
Totale
3.12
kN/m 2
Sovraccarico accidentale
Coperture e sottotetti accessibili per
sola manutenzione
1.20
kN/m 2
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17 Università degli studi di Udine – Corso di Costruzioni in zona sismica II – Docente: Prof. Stefano Sorace
AnalisiAnalisi deidei carichicarichi
• Solaio di copertura – Carico caratteristico in proiezione orizzontale:
Permanenti strutturali
Solaio latero-cementizio (16+4cm)
3.25
kN/m 2
Permanenti non strutturali
Massetto, coppi e intonaco
2.08
kN/m 2
Totale
5.33
kN/m 2
Carico Neve
Zona I – 113m slm – α=30°
1.20
kN/m 2
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18 Università degli studi di Udine – Corso di Costruzioni in zona sismica II – Docente: Prof. Stefano Sorace
AnalisiAnalisi deidei carichicarichi
• Vano scala – Pianerottolo – Carico caratteristico:
Permanenti strutturali
Soletta in CA (20cm)
5.00
kN/m 2
Permanenti non strutturali
Massetto, pavimento e intonaco
1.80
kN/m 2
Totale
6.80
kN/m 2
Sovraccarichi variabili
Scale comuni
4.00
kN/m 2
Ing. Fabio Fadi
Elementi di modellazione di strutture in cemento armato
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19 Università degli studi di Udine – Corso di Costruzioni in zona sismica II – Docente: Prof. Stefano Sorace
AnalisiAnalisi deidei carichicarichi
• Vano scala – Rampa – Carico caratteristico in proiezione orizzontale :
Permanenti strutturali
Soletta in CA (20cm)
5.77
kN/m 2
Permanenti non strutturali
Massetto, pavimento e intonaco e
gradini in calcestruzzo alleggerito
4.02
kN/m 2
Totale
9.79
kN/m 2
Sovraccarichi variabili
Scale comuni
4.00
kN/m 2
Tamponature perimetrali – Carico caratteristico :
Senza aperture
6.60
kN/m 2
Con aperture
5.28
kN/m 2
Ing. Fabio Fadi
Elementi di modellazione di strutture in cemento armato
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AssegnazioneAssegnazione deidei carichicarichi
• Si definiscono varie etichette di carico attraverso il comando
Define → Load Cases
• Nella fattispecie, possiamo definire 6 etichette di carico:
PP = peso proprio della struttura (Load Self Multiplier = 1);
G1
= permanenti strutturali;
G2
= permanenti non strutturali;
G3
= peso tamponature perimetrali;
Q
= accidentali solaio;
Qs = accidentale scala.
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21 Università degli studi di Udine – Corso di Costruzioni in zona sismica II – Docente: Prof. Stefano Sorace
AssegnazioneAssegnazione deidei carichicarichi
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22 Università degli studi di Udine – Corso di Costruzioni in zona sismica II – Docente: Prof. Stefano Sorace
CombinazioneCombinazione delledelle azioniazioni
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CombinazioneCombinazione delledelle azioniazioni
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24 Università degli studi di Udine – Corso di Costruzioni in zona sismica II – Docente: Prof. Stefano Sorace
MasseMasse sismichesismiche
• Gli effetti dell’azione sismica devono essere valutati tenendo conto
delle masse associate ai seguenti carichi gravitazionali:
• Si osserva che la combinazione relativa alle masse sismiche è analoga
al contributo delle azioni gravitazionali nella combinazione dell’azione
sismica con le altre azioni:
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25 Università degli studi di Udine – Corso di Costruzioni in zona sismica II – Docente: Prof. Stefano Sorace
GenerazioneGenerazione delledelle massemasse sismichesismiche
• Per generare le masse sismiche si utilizza il comando:
Define → Mass Source
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26 Università degli studi di Udine – Corso di Costruzioni in zona sismica II – Docente: Prof. Stefano Sorace
AnalisiAnalisi dinamicadinamica modalemodale
• Assegnati i carichi e definite le masse, è possibile eseguire un’analisi
dinamica modale della struttura.
Ing. Fabio Fadi
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AnalisiAnalisi dinamicadinamica modalemodale
• Attraverso l’analisi dinamica modale calcoliamo i periodi propri di
vibrazione della struttura e le forme modali ad essi associate.
• I modi di vibrazioni sono rappresentativi del comportamento dinamico
della struttura e forniscono una chiave interpretativa della risposta
strutturare durante l’azione sismica.
• Ai fini dell’analisi dinamica lineare per sovrapposizione modale, si
devono considerare tutti i modi con massa partecipante superiore al 5%
e comunque un numero di modi la cui massa partecipante totale sia
superiore all’85% (p.to 7.3.3.1 NTC08).
• La massa partecipante del singolo modo è indice di quanto il modo di
vibrare stesso sia significativo nella risposta globale.
Ing. Fabio Fadi
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28 Università degli studi di Udine – Corso di Costruzioni in zona sismica II – Docente: Prof. Stefano Sorace
AnalisiAnalisi dinamicadinamica modalemodale
• Massa modale partecipante
TABLE: Modal Participating Mass Ratios
OutputCase
StepNum
Period
UX
UY
RZ
SumUX
SumUY
SumRZ
Text
Unitless
Sec
Unitless
Unitless
Unitless
Unitless
Unitless
Unitless
Modo
1
0.93
1.52%
71.45%
51.37%
1.52%
71.45%
51.37%
Modo
2
0.93
17.34%
5.98%
0.63%
18.86%
77.42%
52.00%
Modo
3
0.73
60.87%
0.00%
27.70%
79.74%
77.42%
79.70%
Modo
4
0.31
0.09%
17.13%
10.23%
79.82%
94.55%
89.93%
Modo
5
0.21
11.01%
0.14%
0.01%
90.83%
94.69%
89.94%
Modo
6
0.09
0.04%
0.52%
0.63%
90.87%
95.21%
90.58%
Modo
7
0.08
0.11%
0.93%
1.17%
90.98%
96.14%
91.75%
Modo
8
0.07
0.01%
0.00%
0.01%
90.99%
96.14%
91.76%
Modo
9
0.04
0.02%
0.02%
0.03%
91.01%
96.16%
91.79%
Modo
10
0.03
0.09%
0.01%
0.10%
91.11%
96.17%
91.89%
Modo
11
0.02
0.00%
0.03%
0.04%
91.11%
96.20%
91.93%
Modo
12
0.01
0.15%
0.00%
0.00%
91.26%
96.20%
91.93%
Ing. Fabio Fadi
Elementi di modellazione di strutture in cemento armato
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AnalisiAnalisi dinamicadinamica modalemodale
• E’ opportuno confrontare i risultati dell’analisi dinamica modale nel
caso di rigidezze fessurate e rigidezza nominali.
Rigidezze fessurate
Rigidezze NON fessurate
Modo
Numero
Periodo
UX
UY
RZ
Modo
Numero
Periodo
UX
UY
RZ
Sec
Sec
Modo
1
0.93
1.52%
71.45%
51.37%
Modo
1
0.66
1.52%
71.45%
51.37%
Modo
2
0.93
17.34%
5.98%
0.63%
Modo
2
0.66
17.34%
5.98%
0.63%
Modo
3
0.73
60.87%
0.00%
27.70%
Modo
3
0.51
60.87%
0.00%
27.70%
Modo
4
0.31
0.09%
17.13%
10.23%
Modo
4
0.22
0.09%
17.13%
10.23%
Modo
5
0.21
11.01%
0.14%
0.01%
Modo
5
0.15
11.01%
0.14%
0.01%
• In condizioni fessurate di avranno quindi:
Sollecitazioni inferiori;
Deformabilità maggiore.
Ing. Fabio Fadi
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ValutazioneValutazione delladella sicurezzasicurezza didi edificiedifici inin CACA
Il capitolo 8 delle NTC08 definisce i criteri generali per la valutazione
della sicurezza e per la progettazione, l’esecuzione ed il collaudo degli
interventi sulle costruzioni esistenti.
La valutazione della sicurezza e la progettazione degli interventi sulle
costruzioni esistenti potranno essere eseguiti con riferimento ai soli
SLU.
Le Verifiche agli SLU possono essere eseguite rispetto alla condizione
di
salvaguardia della vita umana (SLV) o, in alternativa, alla
condizione di collasso (SLC).
In
questa sede, si vuole eseguire una verifica mediante analisi dinamica
modale con spettro di risposta.
La circolare del 2/2/09 alle NTC08, al punto C8.7.2.7, chiarisce le
modalità di applicazione di tale metodologia d’analisi.
Ing. Fabio Fadi
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ValutazioneValutazione delladella sicurezzasicurezza didi edificiedifici inin CACA
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AzioneAzione sismicasismica
• L’azione sismica viene definita dallo spettro di progetto.
• Assumiamo i seguenti dati:
Località: Udine,
Stato Limite: Salvaguardia della vita,
Vita nominale: ≥50 anni (opere ordinarie),
Classe d’uso: II,
Categoria di sottosuolo: B,
Categoria topografica: T1,
Fattore di struttura: q=1.5,
Regolarità in altezza: sì.
Ing. Fabio Fadi
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AzioneAzione sismicasismica
• Si ha il seguente spettro di progetto:
Spettro di progetto per la componente
orizzontale SLV
0.45
0.4
0.35
0.3
0.25
0.2
0.15
0.1
0.05
0
0
1
2
3
4
Periodo (s)
• Si definiscono due Analysis Cases di tipo Response Spectrum.
• I vari modi vengono combinati utilizzando una combinazione
quadratica completa (CQC).
Ing. Fabio Fadi
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Ordinata spettrale (g)