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Il ciclo di Carnot a vapore

In virtù del primato del ciclo di Carnot, supponiamo di realizzarlo


Nel campo delle miscele bifasiche di un fluido, largamente disponibile ed
atossico/non-infiammabile, come l’acqua …

Le trasformazioni 1-2 e 3-4 (somministrazione e sottrazione di calore


isoterme) sono facili da realizzare, in quanto basta mantenere la
pressione costante … vi sono tuttavia una serie di problemi:

1. Bisogna limitare la temperatura massima del ciclo, mantenendosi


al di sotto di quella critica (374 °C), e ciò non è vantaggioso in
termini di rendimento;

2. La trasformazione isoentropica 2-3 non è perfettamente realizzabile … se tuttavia la volessimo


approssimare, abbiamo un problema di titolo x3 tendenzialmente basso alla fine dell’espansione, con
problemi di erosione delle palette negli ultimi stadi di turbina (in genere, si deve assumere x3≥0,9)

3. La trasformazione isoentropica 4-1 non è perfettamente realizzabile … non si riesce a realizzare una
compressione bifase di un vapore saturo a così basso titolo … ed inoltre è difficile controllare il
processo di condensazione in modo così preciso da arrestarlo esattamente al valore x4 cui compete
s4=s1.
Un’ipotesi alternativa sarebbe quella di lavorare a più alte temperature,
sviluppando quello che sarebbe un ciclo di Carnot ipercritico …

Anche questa ipotesi è scarsamente perseguibile, sia per le elevatissime


pressioni nella regione ipercritica, sia per l’impossibilità di realizzare
l’espansione isoterma 1-2 a pressioni decrescenti …

Ma in fondo, è così indispensabile seguire un perfetto ciclo di Carnot?

No!! Abbiamo visto come sia il miglior ciclo operante tra le medesime temperature estreme … ma se seguire un
ciclo diverso mi permettesse di arrivare a Tsomministrazione del calore più elevate o a Tsottrazione del calore più basse …

Il ciclo Rankine: ciclo ideale di impianti a vapore


Si provano a superare le suddette difficoltà surriscaldando il vapore d’acqua in caldaia e condensandolo
completamente al condensatore!

Si osserva come, se nel


tratto di sottoraffreddam.
il ciclo Rankine pare
peggiore di quello di
Carnot di riferimento, il
tratto di
surriscaldamento
potrebbe far conseguire
al primo addirittura un
rendimento maggiore.
Analisi energetica del ciclo
Si effettua tramite la banale applicazione a ciascun organo
(aperto ed a funzionamento stazionario) del Primo Principio nella
forma:
q  l  hu  hi
Pompa: l pompa  h2  h1  l pompa  h1  h2

Se guardiamo al solo modulo: l pompa  h2  h1  v   p 2  p1 

Caldaia: qe  h3  h2
Osserviamo che:
Turbina: lturb  h4  h3  lturb  h3  h4  0 L’area racchiusa dal ciclo
(internamente reversibile!)
rappresenta il lavoro massico
Condensatore: qu  h1  h4  0
netto utile prodotto, sebbene le
aree sul pianto T-s abbiano il
Rendimento termico:
t 
h3  h2   h4  h1  significato di quantità di calore,
e non di lavoro …
h3  h2

t 
ln qe  qu
  1
qu  q   l
qe qe qe

t 
lturb,u  l pompa

h3  h4   h2  h1 
qe h3  h2
Fattori di idealità del ciclo Rankine
Il nostro ciclo Rankine è stato indicato come
Ideale, in virtù del fatto che si sono trascurati diversi
fattori presenti nelle trasformazioni reali, tra cui:

1. La presenza di perdite di carico (cadute di


pressione) sia in caldaia sia al condensatore, che
fanno sì che p3<p2 e p4>p1 (per cui la pompa deve in
realtà far osservare al fluido un salto di pressione
superiore a quello disponibile in turbina per la
produzione di lavoro;
2. L’irreversibilità delle trasformazioni nella pompa e
nella turbina, che fanno sì (come visto in passato, sulla
base del Primo Principio) che si ottenga un minore
lavoro di espansione in turbina e che sia richiesto un
maggiore lavoro di compressione alla pompa, rispetto
al caso di trasformazioni isoentropiche.

Una approssimazione che spesso si introduce è quella di


considerare un ciclo semi-ideale, in cui si trascurano le perdite
di carico e si tiene conto solo (in maniera agevole, per mezzo
di coefficienti correttivi denominati rendimenti isoentropici)
della non idealità dei processi di pressurizzazione ed
espansione nella pompa e nella turbina.
Metodi per l’innalzamento del rendimento del ciclo
Tutti i metodi per il miglioramento del ciclo si basano sull’obiettivo di aumentare la temperatura media di
somministrazione del calore al fluido di lavoro e ridurre più possibile quella media di sottrazione del calore.
Abbassamento della pressione di condensazione
L’abbassamento della pressione di condensazione produce i
seguenti effetti:
1. Se la pcaldaia rimane costante (e la T3=cost), un aumento del
titolo del vapore in uscita dalla turbina, x4. Questo effetto
NON È SIGNIFICATIVO, in quanto si può giocare sugli altri
parametri per aggirare il problema …

2. L’area colorata in figura, e quindi il lavoro massico aumenta …


rifuggite dall’errore di trarne conclusioni su ηt=ln/qe … infatti,
qe non è costante, ma aumenta anch’esso (area sottesa dalla
2’2) … il libro osserva come, poiché |∆ln|>|∆qe|, ne consegua Ragionate meramente in termini di
un aumento del rendimento … ma tale tipo di ragionamento, temperatura media di sottrazione
valido in questo caso, può spesso trarvi in errore …. del calore! Siccome Ti,M è cambiata
notevolmente (con variazioni
Questo approccio si segue, compatibilmente con i limiti imposti dal minime in decremento di Ts,M), il
pozzo freddo (si ricordi che il condensatore è uno scambiatore di rendimento è aumentato!
calore, governato dalla legge qu=qu(Ascambio termico, T4-Tacqua di mare)
I condensatori di tutti gli impianti
non cogenerativi operano a
A seconda della superficie del condensat., bisogna comunque assicurare
pressioni subatmosferiche,
una T1-T4 superiore di 5-10 °C rispetto al fluido di raffreddamento … nell’ordine di 0,04-0,06 bar!
Aumento della temperatura di surriscaldamento del vapore

La temperatura media di somministrazione del calore può


essere aumentata, senza aumentare la pressione in caldaia,
effettuando un surriscaldamento del vapore sino ad una
temperatura più elevata.

L’areola colorata in rosa in figura rappresenta l’aumento del


lavoro massico netto … ancora una volta, questa non va vista a
priori come una prova dell’aumento del rendimento …

Aumenta infatti, allo stesso tempo, la quantità di calore somministrato, in ragione dell’area sottesa dalla
linea di trasformazione 3-3'.
Pertanto, siamo certi dell’aumento del rendimento solo in virtù del fatto che abbiamo aggiunto, al ciclo
di partenza, un ciclo elementare 3-3'-4'-4 con temperatura di somministrazione del calore molto
superiore a quella media del ciclo (e T di sottrazione uguale o poco superiore a quella media del ciclo, a
seconda che 4-4' sia all’interno o all’esterno della campana)
l n'l n  l n ln l n l n
 t'  '     t se 
qe qe  qe qe qe qe
Gli impianti vengono fatti operare alla
Si osservi come questo metodo di incremento
massima temperatura suggerita da
dell’efficienza giochi in favore della necessità di
limitazioni metallurgiche sulla resistenza dei
esercire gli stadi di bassa pressione della turbina di
materiali utilizzati per le palette di stadi di
espansione in condizioni di fluido secco o quasi-secco.
alta pressione (T3'≈620 °C).
Aumento della pressione in caldaia
In genere si osserva come, per una data temperatura massima
del ciclo (T3=T3'), la temperatura media di somministrazione
del calore aumenta al crescere della pressione in caldaia,
come mostrato in figura …

… ciò non è dovuto tanto a quanto accade nel tratto di liquido


sottoraffreddato (in figura i punti 1, 2 e 2' sono in realtà
praticamente coincidenti) ma al fatto che il cambiamento di
fase avviene ad una temperatura ben superiore …

Ancora una volta è ben difficile comprendere se il ciclo ha aumentato il suo rendimento o meno sulla
base dell’area racchiusa (ln) e del calore entrante (qe) …
… infatti, il lavoro netto aumenta dell’area rosa e diminuisce dell’area grigia (e già non è facilissimo
prevedere l’effetto complessivo), ed anche il calore massico somministrato cambia …

Si osservi come uno degli effetti apparentemente negativi


Molto più immediato e meno dell’aumento di pressione in caldaia consista nella diminuzione
soggetto ad errori l’approccio del titolo x4 di fine espansione (per data pcondensazione fissa) …
intuitivo basato sullo studio
… questo tuttavia non è un problema in quanto, come si vedrà,
della variazione di
l’adozione combinata di altre tecniche di incremento del
temperatura media di
rendimento porterà ad elevare x4 quanto necessario.
somministrazione del calore!
Sviluppo di ciclo Rankine con risurriscaldamento

Il libro inserisce questo tema come risposta alla criticità


del valore troppo alto di x4 indotto dall’innalzamento della
pressione in caldaia …
tuttavia, questo può essere inteso come un ulteriore
strumento per l’innalzamento della temperatura media di
somministrazione del calore.
Non studieremo come ottimizzare la pressione di
risurriscaldamento, che è oggetto di studio di altre discipline.

Si osserva come il ciclo aggiuntivo, ossia quello 4-5-6-4', presenta


ovviamente una temperatura media di somministrazione Ts,M del
calore notevolmente più elevata di quella del ciclo originario 1-2-3-
4' …
… riguardo a temperatura media di sottrazione del calore Ti,M, che in
figura è uguale a quella del ciclo originario, anche qualora risultasse
un minimo più elevata (punto 6 nello stato di vapore surriscaldato),
ciò sarebbe poco rilevante rispetto all’aumento di Ts,M.

t 
lturb,AP  lturb,BP  l pompa

h3  h4   h5  h6   h2  h1 
4'
qe ,caldaia  qe ,risurrisc. h3  h2   h5  h4 
Il ciclo Rankine con rigenerazione
Il tratto più penalizzante per il rendimento di un ciclo è
la somministrazione di calore a bassa temperatura al
fluido in uscita dalla pompa, fino alla temperatura di
saturazione corrispondente alla pressione di caldaia.

Tramite l’uso di un preriscaldatore rigenerativo, si fa in


modo di ridurre il calore da somministrare al liquido
sottoraffreddato, facendo avvenire parte del riscaldamento
a spese di vapore caldo spillato dalla turbina!

Il calcolo del rendimento risulta un minimo più complicato (non


lo effettueremo nel dettaglio!!), in quanto la portata circolante
adesso non è più la stessa in ciascun tratto del ciclo …
… pertanto, si è costretti a sviluppare il calcolo del rendimento
non più per unità di massa, ma come rapporto tra potenze!

Per i nostri scopi è sufficiente comprendere come, essendo


adesso il calore somministrato dall’esterno solo nel tratto 4-5,
abbiamo contribuito ad aumentare il rendimento del ciclo!
Macchine frigorifere e pompe di calore
Richiamiamo brevemente come sia le macchine
frigorifere che le pompe di calore, entrambe denominate
macchine a ciclo inverso (in contrapposizione a quello
diretto) o operatrici (in contrapposizione a quelle
motrici), svolgano la stessa funzione ed operino secondo
cicli termodinamici analoghi.

Esse differiscono essenzialmente per quello che viene


considerato l’effetto utile:
- Il calore sottratto all’ambiente refrigerato, per
mantenerlo o portarlo a temperatura inferiore rispetto a
quella dell’ambiente esterno, nelle macchine frigorifere
- Il calore somministrato all’ambiente (o al fluido!)
riscaldato, per mantenerlo o portarlo a temperatura
superiore rispetto a quella dell’ambiente esterno, nelle
pompe di calore

Qi 1 Qs 1
COPF   COPPdC  
Ln Qs  1 Ln ,e 1  Qi
Qi Qs
Macchine inverse di Carnot 1
Abbiamo compreso come la macchina diretta Carnot sia superiore a qualsiasi COPF ,Carnot 
Ts
macchina diretta operante tra le medesime temperature estreme … 1
Ti
… similmente, si può vedere come la macchina inversa di Carnot sia superiore a 1
qualsiasi macchina inversa operante tra i medesimi serbatoi a Ti e Ts (dalle COPPdC ,Carnot 
T
relazioni Ts,M>Ts e Ti,M<Ti e dall’espressione analitica di COPF,Carnot e COPPdC,Carnot) 1 i
Ts
Rimangono validi i ragionamenti proposti per i cicli diretti:
-Realizzazione degli scambi termici isotermi resa più agevole,
nella campana, dalla relazione psat= f (Tsat), che rende la
trasformazione isobara;
-Trasformazione 2-3 richiederebbe un compressore capace di
trattare simultaneamente le due fasi;
- Trasformazione 4-1 richiederebbe la capacità di estrarre lavoro
da un’espansione di un vapore a titolo molto basso

Inoltre, come già visto nei cicli diretti:


- Non risulta agevole l’ipotesi di traslare il ciclo fuori dalla
campana, per l’impossibilità di approssimare gli scambi termici
isotermi (che non sarebbero più isobari).

Come già fatto per i cicli diretti, anche per quelli inversi si
rinuncia quindi alla realizzazione di cicli reali che provino ad
approssimare quello di Carnot inverso
Il ciclo inverso a compressione di vapore ideale
Questo ciclo, che è quello di riferimento per la quasi totalità
delle macchine frigorifero disponibili in commercio, supera così
le difficoltà connesse al ciclo inverso di Carnot:
A
- Compressione del vapore monofase (saturo secco, stato 1), così da
operare l’intera compressione nel campo dei vapori surriscaldati
(peggioramento termodinamico legato al tratto 2-A);

- Espansione irreversibile tramite un organo di laminazione,


rinunciando all’estrazione di lavoro in turbina (ossia alla h3-h4')

Differentemente da quanto non


avvenisse con il ciclo Rankine, tutte le
deviazioni rispetto al ciclo di Carnot
sono, in questo caso, notevolmente
peggiorative.

In molte unità di piccola potenza,


l’organo di laminazione non è una
vera e propria valvola (orifizio
regolabile), bensì un tubo
capillare …
Analisi energetica
Tutti e quattro i componenti principali del ciclo sono organi
aperti ed a flusso stazionario, per i quali si può scrivere:
   
Q  L  m h Espressione in termini di potenza A

q  l  h Espressione in termini specifici (per unità di
massa di fluido refrigerante)

Non ha invece alcuna utilità un’espressione che leghi Q, L ed mΔh, in kJ.



Compressore: Qi qi h1  h4
Si tratta di lavoro speso COPF   
 lcomp  h2  h1  0  lcomp  0 dall’esterno (alimentazione

ln h2  h1
elettrica o meccanica)
Ln

Condensatore: Qs qs h2  h3
Si tratta quindi ovviamente di calore COPPdC   
qs  h3  h2  0 ceduto all’ambiente esterno ad alta 
ln h2  h1
temperatura Ln
Organo di laminazione: Processo ad entalpia finale pari a quella Le quantità h1-h4 (per frigorifero) ed h2-h3 (per
0  h4  h3 iniziale, che produce parziale
vaporizzazione del fluido
pompa di calore) rappresentano l’effetto utile
del ciclo, e sono graficamente determinabili
Evaporatore: come area sottesa dalle linee 4-1 e 2-3.
Si tratta quindi ovviamente di calore Il lavoro di compressione non ha un significato
qi  h1  h4  0 assorbito dal fluido, che lo asporta grafico, perché il ciclo non è internamente
dall’ambiente da refrigerare reversibile a causa dell’organo di laminazione.
h1  h4
Metodi per l’innalzamento del COP e cicli reali COPF 
h2  h1
Focalizzando l’attenzione sul COP della macchina frigorifera, il
metodo più comune per aumentare qi (h1-h4) senza modificare ln
(h2-h1) è procedere ad un leggero sottoraffreddamento 3-3' del
fluido prima dell’ingresso all’organo di laminazione. 3
Tpozzo caldo 3'

La laminazione fino alla pevaporazione si arresterà in un punto 4',


caratterizzato da h4'<h4, e si sarà così ottenuto …
… un aumento dell’effetto utile (h1-h4')>(h1-h4), senza alcuna
4'
variazione del lavoro di compressione h2-h1.

Tale processo è ovviamente limitato dal vincolo T3'>Tpozzo caldo.

Fattori di non idealità del ciclo reale:


p=costante
1. Il passaggio del fluido nell’evaporatore e nel condensatore
comporta cadute di pressione, per cui tali processi non sono Tfine vaporizz.
realmente isobari/isotermi (in realtà non isotermi lo sarebbero
anche nell’ipotesi di p=costante, perché molti refrigeranti sono Tinizio vaporizz.
miscele non azeotropiche di specie diverse);
2. La compressione non è reversibile, e quindi essendo ben
Cmiscela
approssimabile ad adiabatica sarà ad entropia crescente;
3. Per ragioni di sicurezza, si preferisce assicurare un leggero Ricordate dalla Chimica come la vaporizzazione di
una miscela bi-componente vede una prevalente
surriscaldamento del fluido in ingresso al compressore, ossia separazione iniziale del componente più volatile, con
T1'>T1=Tevaporazione. conseguente graduale aumento (a p=cost) della T di
vaporizzazione dell’ulteriore liquido rimasto.
Piano del frigorista e tabelle delle proprietà dei refrigeranti
Questo piano di lavoro pressione-entalpia (o p-
h), denominato “del frigorista”, è molto
comodo, agevole da tracciare e ricco di
Si noti la
informazioni sul piano energetico, in quanto: diversa forma
qs=h2-h3 del ramo
 poiché l’intero ciclo si sviluppa su due soli livelli destro della
di pressione, tutto il ciclo risulta agevole da campana.

seguire su due linee orizzontali corrispondenti a


pevaporazione (p1≡p4) ed a pcondensazione (p2≡p3)

 poiché in ascissa sono identificabili tutte le


variazioni di entalpia specifica, è agevole condurre
(senza ausilio di tabelle, ma del solo diagramma)
elementari calcoli del COP. qi=h1'-h4 ln=h2-h1'

Il vostro testo riporta le tabelle per l’R134a, refrigerante


puro (in phase out!) che non presenta variazioni di
composizione durante i processi di cambiamento di fase.

Le tabelle presentano la medesima forma (1 per la


regione di saturazione, 1 per quella di surriscaldamento).
Le tabelle assumono hliq,sat(@T=-40°C)=0, in quanto è un
riferimento utile (già corrispondente a psat<patm!) e quindi
fuori dal campo di utilizzo del fluido.
Macchine Frigo-PdC invertibili
Il problema è connesso al fatto che
desideriamo che ciascuna batteria, sia
essa quella posta all’interno dell’ambiente
condizionato o quella esterna, dovrà
alternativamente fungere da
condensatore e da evaporatore, senza
essere ovviamente spostata fisicamente.

Tale inversione viene realizzata a mezzo di


una speciale valvola di inversione., detta
anche valvola a 4 vie.
Dettaglio funzionamento valvola di inversione

Modalità raffrescamento Modalità riscaldamento

Sempre Sempre
all’aspirazione all’aspirazione

Sempre Sempre
alla mandata alla mandata

1 – Tubo capillare 2 – Tubo capillare 3 – Tubo capillare


4 – Guida scorrevole 5 – Blocco 6 – Bobina elettrica
7 – Magnete 8 - Molla
Tipiche applicazioni pratiche …

 sia noto il fluido di lavoro (ad es. R134a, o altro per il quale si disponga delle
tabelle delle proprietà)
 sia specificata l’applicazione (e quindi la Tcella desiderata)

 sia specificato o meno l’ambiente nel quale l’unità dovrà riversare il calore o dal
quale dovrà prelevarlo

Per un ciclo frigorifero o P.d.C. ideale (e quindi senza sottoraffreddamento, se non


specificato) si calcolino:

- Il COP
- L’incremento di COP che si osserverebbe se si fosse in grado di sostituire l’organo
di laminazione con un espansore isentropico
- La portata massica affinchè si abbia un determinato valore di potenza frigorifera
o termica