Sei sulla pagina 1di 1

ECCOCOMEILCARDINAL

MAHTINI
HAAIITTATO
ILMIOCAMMINO
IA. SUATESTIMONIANZAÈSTATAI'N TOTAI.E(SÌ>A DIO. EIN LINIADFLTF
UI]NME INTERVISTEPART-{VA
DELI/, COSCIENZADELI-ADIPENDENZA

a'l ono stato profondamentecolpito non lo è. rtlosono vecchioe malato>,


9 d a l m o d o i n c u i i l c a r d i n a l eM a r t i -
dice Martini:<e dipendodall'aiutode-
ni ha vissutol'esperienza gli altri.Lepersonebuoneintornoa me
della malat-
tia e dellamorte.Non una dellesue pa- mi fanno sentirel'amoreu.Se riassu-
role è stataspesaper qualcosache non miamoquestopassaggio capiamome-
fossel'edificazione glio. La domandaè: aCosafa?>.La ri-
dellaChiesa:anche
quando queste parole erano molto sposta:<rDipendo>. Si è parlatomolto,
dure. lo non sono abilitato a com- in questianni,della"culturadel fare".
mentarei suoi giudizisullacondizione Eccoloqui, il fare,ecconela vera natu-
della Chiesaoggi, così come non lo ra,perchéil vero "fare" è quelloproprio
sono tanti.chehannosbrodolatochiac- dellanaturadell'uomo,ossiaaccettare
c h i e r es u l l ep a g i n ed e i g i o r n a l i i,n s e -
d i d i p e n d e r eN
. u l l a m o b i l i t aI ' u o m o
gnandoal Papae ai vescoviquelloche come questaconsapevolezza.
sarebbeopportunofareo no.Ouellodi <lo mi sono più volte lamentatocol
cui posso parlareè, vice- Signorer ha detto il card'r-
versa. I'aiutoche,inquesti pgffinO
ultimitempi,il cardinale
- la mOfte naleMartiniin un'altraoc-
:------- casione<perchémorendo
Martini haofferto a mee at Si può rivelafg non ha tolto a noi la ne-

I]"J:TTilH#;I:J"JgOTE Un'alleata
c e s s i t àd i m o r i r e .( . . . ) I n -
veceDio ha volutocheoas-
veraperché è stataun<sì> sassimoper questo"duro
incondizionato a Dio,Oua- dgl nOStfO calle"cheè la mofteed en-
li che fosserole sue (e r^ trassimonell'oscurità dre fa
nostre, di ciascuno) op'l destinodifelicità sempre un po' paura. Mi
nioni in materiateologica sono rappacificato col pen-
o socÌale, noi possiamoammirareque- sierodi dovermorirequandoho com-
sto suo <<sìrtotale:sì, solo Cristo ri- preso che senzala morte non arrive
spondeal grido del nostrocuore. remmo mai a fare un atto di pienafi-
CarloMariaMartinisapevabeneche duciain Dio.Difatto in ogni sceltaim-
la societàin cui viviamo offuscain noi pegnativanoi abbiamo sempre delle
la coscienzadei doni ricevuti.che essa "uscitedi sicurezza".Invecela morte cì
awersa il miracolo,riducendole paro- obbligaa fidarcitotalmentedi Dior.
le dellafede a una speciedi diktatottu- <Ciòche ci attendedopo la mofte è
so e intollerante.Ci costringea guarda un mistero.che richiededa paftenostra
retutto ciò cfreabbiamocome a una oro- un affidamentototale. Desideriamo
prietà,o a un diritto,e a recriminare esserecon Gesùe questodesideriolo
quando ci viene revocata,<Lo so che esprimiamoa occhichiusi,mettendo-
non possiamolasciaretutto con facilità. ci in tutto nellesue manir.
O.uantomenoperò potremmo cercare <Desideriamoanche noi godere di
uomini che siano liberie più vicini al quellapaceinteriorechevinceogni an-
prossimo>dice in un'intervistadello sietàe si affidaa Dio con tutto il cuore)).
scorsoagosto.Tutto può essercitoko,cer- Chi di noi non desidererebbe poterdire
to. E la culturadominanteproveràa far- per sé questeparole?Dio ci stima al
lo. Ma la libertàdi guardareai testimo- punto da non risparmiarcila tragedia
ni di Cristo,quellapossiamotoglierce (chesolo il cristianesimo sa esprimere
la solo da noi stessi.<Checosafa lei oer- fino in fondo),ma quandola nostrali-
sonalmente?>, driedel'intervistatore.
La bertà risponde"sì", allora perfino la
rispostapotrebbe sembrare owia da morte si ouò rivelarecome un'alleata
partedi un uomo chestamorendo,ma del nostrodestinodi felicità.

lflWnilî | srrrerueRezorz