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Copertina.

Autori vari: LA NUOVA


ENCICLOPEDIA DELLE BARZELLETTE.
Giovanni De Vecchi Editore - Milano. Progetto
grafico della copertina: Design Simona Peloggio.
Illustrazioni dell’interno: Numa Solaro. ©
Copyright by Giovanni De Vecchi Editore S.p.A. -
Milano 1996. Proprietà letteraria e artistica
riservata. Riproduzione e traduzione anche
parziali vietate. Versione elettronica in formato
ascii (testo indicizzato) curata da: Libero
Giacomini, Viale D’Annunzio 59 - 34138 -
TRIESTE (TS). E-Mail: orsoblu@alice.it
<continua>
Prefazione.

Ridere allunga la vita, ci fa dimenticare i nostri


problemi e qualche volta ci aiuta anche a fare
nuove amicizie. Purtroppo a tutti noi, discutendo
di un qualunque argomento, accade spesso di
non ricordare una barzelletta divertentissima che
riguardava proprio quel tema.
O meglio, ci ricordiamo vagamente che sì, c’era
una barzelletta, e che era anche molto divertente,
ma purtroppo non ci ricordiamo perfettamente il
testo. E sapere esattamente il testo di una
barzelletta è molto importante. Avete presente,
infatti, le persone che iniziano a raccontarne una
e poi si fermano, ci pensano un po’ su, si
correggono, cercano di ricordarsi il finale? Il
risultato che ottengono non è sicuramente
comico…
Ecco, La nuova enciclopedia delle barzellette
serve proprio a questo: a offrire la possibilità di
avere una barzelletta pronta per ogni occasione e
per ogni argomento. In ordine alfabetico troverete
in questo libro più di cinquecento barzellette,
nuove e divertenti, che vi aiuteranno in ogni
occasione a trovare la battuta giusta, la più
divertente.
Naturalmente questo libro non è sufficiente per
fare di voi dei cabarettisti: infatti non basta
conoscere bene una barzelletta, bisogna anche
sapere come raccontarla. A questo proposito
vogliamo darvi un piccolo ma importante
suggerimento: tutte le barzellette che troverete in
questo volume - come ogni barzelletta in fondo -
non sono altro che uno schema di base, al quale,
per raggiungere buoni risultati, bisogna
aggiungere estro, fantasia, capacità di
recitazione e tanto, tanto umorismo personale.
Volete un esempio? Se leggete in modo
pedissequo «Scuola serale» (a pagina 229) la
barzelletta in questione potrebbe sembrarvi
brutta, incolore, quasi priva di effetto COmiCO.
In realtà gran parte dell’effetto comico si basa
sulla vostra capacità di raccontare. Provate a
recitarla, a «interpretarla». strascicate le parole,
le sillabe, persino le singole lettere; evidenziate il
tormento, l’arrabbiatura di non riuscire a
«concludere» ogni parola; fate durare più di dieci
minuti tutto il racconto. E poi verificate i risultati, il
suo «effetto comico».
La conclusione è dunque molto semplice.
Raccontare una barzelletta è un’arte che non si
può improvvisare, ma che deve essere imparata
giorno per giorno con tanto impegno, tanti
tentativi, qualche piccola delusione e tanta,
tantissima fantasia.
Ricordatevi che non esistono barzellette
«brutte» o «belle»; ciascuna di esse, infatti,
assume l’importanza che chi racconta riesce a
dargli. E non è necessario essere dei comici
professionisti per far ridere gli altri. Cancellate
dalla vostra mente la fatidica frase «io non so
raccontare le barzellette».
La nuova enciclopedia delle barzellette vi
fornisce le basi, il resto dovrete conquistarvelo
voi. Ma siate sicuri che il risultato sarà uno solo:
tante, tantissime risate!
<continua>
LETTERA “Ä”.
1) Abbronzatura. «Anche tua moglie è una
chiacchierona?»
«Altroché: quando siamo andati al mare, le si è
abbronzata la lingua!»
2) Abitazione.
Un giovanotto e una ragazza stanno per
sposarsi e sono in cerca di una casa. Visitano
una quantità di appartamenti: niente da fare, affitti
alle stelle, prezzi proibitivi. Finalmente ne trovano
uno piuttosto piccolo. «Non fa nulla» dice la
ragazza, «vuol dire che ci adatteremo». Il
proprietario sorride con aria incoraggiante. La
ragazza continua: «Del resto, lo spazio non
manca… (apre uno sportello)… Ecco per
esempio un magnifico armadio a muro!». Il
proprietario gentilissimo: «Attenzione, signorina,
quello non è un armadio a muro: è il soggiorno!».
3) Acqua. «Il signore desidera?» «Un bicchiere
di acqua fresca».
«Spiacente, ma non si può occupare un tavolo
per un solo bicchiere d’acqua!» «Va bene, allora
me ne porti due».
4) Acrobazia.
Un operaio sta montando il tendone di un circo.
A un certo punto esegue un triplo salto mortale, fa
sei volteggi e torna in pista. «Formidabile!»
commenta il direttore del circo.
«La scritturo subito per il mio spettacolo, a
qualsiasi cifra!»
«Impossibile, signor direttore, non posso darmi
una simile martellata sulle dita ogni sera!»
5) Adamo.
Il maestro sta interrogando. «Dimmi,
Francesco, chi è il primo uomo che si ricordi?»
«Il primo uomo che si ricordi è Romolo» dice
con aria trionfante il ragazzino.
«No. Pensaci bene. Chi è stato il primo uomo?»
ribatte il maestro. «Romolo, signor maestro»
insiste l’alunno.
Il maestro, allora, per cercare di mettere il
ragazzo sulla giusta strada, gli chiede: «E Adamo
chi è allora?». «Beh, se lei conta anche gli
stranieri…»
6) Adultere.
San Pietro, assiso sul trono, sta giudicando le
opere terrene dei nuovi arrivati. Davanti a lui,
nella grande sala, ci sono un centinaio di donne,
tutte in piedi. San Pietro:
«Quelle che in vita hanno tradito il marito,
facciano un passo avanti».
Tutte le donne, tranne due, fanno un passo
avanti. E San Pietro, rivolto agli angeli che
attendono con le spade fiammeggianti: «Tutte
all’inferno, comprese le sorde!»
7) Adulterio.
L’avvocato al cliente: «Ma si può sapere perché
ha divorziato?». «Mia moglie mi ha dato
dell’idiota». «Ma le sembra un motivo logico per
divorziare?»
«A me sì. È successo così. Torno a casa prima
del previsto e trovo mia moglie tra le braccia
dell’autista. Le ho detto: “Cosa vuol dire tutto
questo?”. Mia moglie mi ha risposto: “Non lo vedi,
idiota?”».
8) Affari.
Da un annuncio economico in un quotidiano di
una cittadina del Texas: “A.A.A. Affarone!
Terreno ex cimitero vendesi, grande possibilità
sfruttamento per abbondanza di piombo”.
9) Afgano.
Un afgano di purissima razza, estremamente
distinto, viaggia sul rapido Roma-Amburgo. A un
tratto posa la rivista che stava leggendo, esce nel
corridoio e, come vede il controllore, gli si
avvicina e gli chiede: «A che ora arriviamo ad
Amburgo?». Il controllore esterrefatto:
«Signore…». «Dottore, prego».
10) Afrodisiaci. Due amici pranzano insieme.
Uno è indaffarato a mangiare un gran piatto di
ostriche.
«Ma sei convinto che le ostriche aumentino la
capacità sessuale?» chiede l’al tro.
«Storie! L’altra sera ne ho mangiate
ventiquattro e solo sedici hanno fatto effetto!»
11) Agenda.
A una fermata del tram, una graziosa signora si
rivolge a un signore: «Per piacere, mi sa dire se
il 29 passa di qui?».
Il signore estrae di tasca una piccola agenda, la
consulta e: «Mi dispiace. Il 29 sono già
impegnato. Possiamo fare…».
12) Aiuto. Lui: «Chiameresti aiuto se ti
violentassi?». Lei: «Perché, ti serve aiuto?».
13) Albergo. Il cliente: «Quanto costa una stanza
per una notte?». L’albergatore: «centomila lire,
signore».
Il cliente: «Se ben ricordo, quest’estate me la
faceste pagare ottantamila lire».
L’albergatore: «Senz’altro, ma d’estate le notti
sono più corte…».
14) Alcol. Il presidente del tribunale dice
severamente all’imputato:
«È l’alcol che l’ha condotta a detestare sua
suocera. È l’alcol che l’ha spinta a comprare una
pistola per farla fuori. È ancora l’alcol che le ha
fatto prendere la mira e sparare».
«Oh, sì» fa l’imputato, «ma con oggi, stia sicuro,
con l’alcol ho chiuso. Non berrò mai più!» «Allora
lei ha dei rimorsi?»
«Sicuro, perché è ancora l’alcol che mi ha fatto
fallire il colpo!»
15) Allarme. È mezzanotte, quando squilla il
telefono all’ufficio di polizia.
Il sergente di servizio risponde ed una voce
acuta e concitata dice: «C’è un maniaco
sessuale in casa mia».
«Cerchi di star calma, signora. Mi dica
l’indirizzo e manderemo subito una macchina».
«Oh, tutta questa fretta non è necessaria. Basta
che lo mandiate a prendere domattina!»
16) Algebra. La mamma, orgogliosa, all’amica:
«La mia Antonella frequenta una scuola privata
di grande prestigio». E, subito dopo, chiamando
la figlia: «Vediamo, Antonella, cosa hai fatto oggi
a scuola?» «L’algebra». «Allora, di’ buongiorno
in algebra alla signora!»
17) Alibi.
All’avvicinarsi dell’ora di pranzo, il padrone di un
ristorante chiama tutte le cameriere:
«Voglio che oggi siate tutte perfette. Truccatevi,
pettinatevi per bene e che i grembiuli siano
impeccabili! Mi raccomando!».
«Abbiamo qualche ospite di riguardo?» chiede
una delle cameriere.
«Oh, no! È che oggi, purtroppo, la carne è quasi
immangiabile!»
18) Alpinisti.
Tre alpinisti genovesi, sorpresi da una bufera,
attendono i soccorsi in una fredda baita.
Sono ormai stremati, al limite delle loro forze,
quando finalmente arrivano i soccorritori. «Aprite,
è la Croce Rossa!»
Dall’interno una voce debolissima risponde:
«Abbiamo già dato…».
19) Ambulante.
Tonino Scarpiello era un povero venditore
ambulante che improvvisamente era diventato
milionario per un’eredità di uno zio morto in
America.
Lui e la moglie decisero di andare addirittura in
America per ritirare il denaro.
A bordo della nave, in prima classe, i due erano
molto imbarazzati sul comportamento da tenere. Il
capitano, venuto a conoscenza del fatto, mandò
un marinaio a invitare i coniugi Scarpiello alla sua
tavola.
«Senti, Carmela, tu che ne dici? Abbiamo
pagato più di due milioni per questa traversata e
adesso ti sembra il caso di dover mangiare con
la ciurma?» disse Tonino rivolgendosi alla
moglie.
20) Americani 1.
Un’attrice americana presenta il suo ultimo
marito al proprio ragazzo: «Ecco, caro, ti
presento il tuo nuovo babbo».
«Piacere di conoscerla!» risponde il ragazzo.
«Vuole firmare il mio album?!»
21) Americani 2.
Una famiglia americana trasferitasi da poco in
Italia si reca a fare la spesa dal droghiere. «La
signora desidera?» domanda il commesso.
«Volere un chilo di pasta». «Spaghetti?» «No,
ancora non avere piatti tanto lunghi».
22) Amica.
«Mia moglie non solo è una gran bugiarda, ma
mi tradisce anche» confida Carlo a un amico.
«Ma cosa dici, Carlo?»
«So bene quello che dico. Ieri sera non è
rientrata e stamattina mi ha detto che ha passato
la notte dalla sua migliore amica, dalla Lalla». «E
non può essere vero?»
«Eh, no! Per il semplice fatto che con la Lalla,
con la sua migliore amica, ci ho passato io la
notte!»
23) Amnesia. Un tizio che soffre di amnesia va
dal medico:
«Dottore, mi aiuti, sono disperato, soffro di una
terribile amnesia, non posso più lavorare…».
«Si calmi, si calmi. Mi dica piuttosto, da quando
le succede?» «Da quando mi succede cosa?»
24) Anagrafe.
Un genovese si avvicina allo sportello “Nascite”
dell’ufficio anagrafe.
«Scusi, ehm, devo denunciare la nascita del
mio bambino».
«Bene. Riempia questo modulo e poi me lo
restituisca firmato».
L’uomo compila il modulo velocemente, poi
torna allo sportello: «Quanto le devo?» «Niente,
niente. La denuncia dei neonati è gratis».
«Ah, magnifico! Allora denuncio anche l’altro
gemello!»
25) Anello.
«Signora», dice la nuova cameriera, «in
camera sua, sotto il letto, ho trovato questo
anello!»
«Grazie, Rosi. L’avevo messo apposta per
controllare la tua onestà». «È proprio quello che
ho pensato anch’io, signora!»
26) Anfora.
«Mamma, devo dirti una cosa. Sai quell’anfora
che nella nostra famiglia si trasmette di
generazione in generazione?» «Sì, certo, quella
bianca e oro. Cos’è successo?» «Ebbene,
mamma, la mia generazione l’ha rotta».
27) Angeli.
Un soldato viene colpito a morte. Gli spuntano le
ali e comincia a salire verso il cielo. Mentre vola,
scorge sua moglie fra le ali di un angelo. Lei lo
vede e grida: «Terra, mio marito!»
28) Angolo. «Perché baciava mia figlia in
quell’angolo buio?» «Adesso che l’ho vista alla
luce me lo chiedo anch’io!»
29) Anniversario 1.
Un vecchio impiegato chiede al principale un
giorno di permesso:
«È il venticinquesimo anniversario di
matrimonio, e mia moglie e io vorremmo
festeggiarlo».
«Santo cielo» esclama seccato il principale, «e
questa storia si ripeterà ogni venticinque anni?»
30) Anniversario 2.
Genova. Lei e lui hanno deciso di festeggiare il
loro anniversario di matrimonio andando a cena
in una trattoria, è la prima volta dopo molti anni.
Si tengono per mano, si guardano dolcemente
negli occhi. Poi lui chiede al cameriere il menu e
una biro. Esamina accuratamente la lista, poi la
passa alla moglie e dice: «Ecco, cara, scegli
pure liberamente tra le pietanze che ho
contrassegnato con l’asterisco».
31) Annuncio. Su un quotidiano inglese apparve il
seguente avviso economico:
«Siamo una coppia con quattro bambini: tutti
maschi. Vorremmo una femmina. Chi ha un
sistema da consigliarci?».
Le risposte arrivarono da tutto il mondo. Un
americano scrisse: «Continuate a riprovare». Un
canadese suggerì di chiedere consiglio ai
Dionne. Un sudafricano consigliò una dieta. Un
indiano propose un corso speciale di yoga. Un
italiano scrisse semplicemente: «Posso esservi
d’aiuto?».
32) Anticoncezionali.
«Scusami se ho riso. Sono due splendidi
bambini, ma sai, sapendo che fai il
rappresentante di anticoncezionali…» «Ma non
sono miei!» «Ma allora chi sono questi due
bambini?» «Due reclami!»
33) Archivio.
Durante l’intervallo per il tè, il principale scopre
nell’archivio la sua graziosa segretaria e il
contabile in appassionata intimità.
«Vorrei che mi spiegaste il vostro indegno
comportamento» esclama irritato il principale.
«Sa» risponde la segretaria mettendosi a posto
la gonna, «a nessuno di noi due piace il tè».
34) Arcivescovo.
Un inviato del Santo Padre è appena arrivato a
New York: ha una missione per l’arcivescovo. Il
Papa, infatti, ha deciso di fare un viaggio in
America, e la prima tappa dovrebbe essere
proprio New York. Il vicario che gli si fa incontro
gli dice che l’arcivescovo è sulla spiaggia e
cerimoniosamente si offre di accompagnarlo.
L’arcivescovo sta nuotando e, sentendosi
chiamare, esce dall’acqua e si fa incontro ai due.
È un bellissimo uomo, abbronzatissimo,
muscoloso, in slip rossi.
«Allora lei è arrivato da Roma? Che novità mi
porta? Mi scusi un attimo e sono subito tutto per
lei».
Così dicendo l’arcivescovo si gira verso la
spiaggia e si rivolge a una creatura di sogno che
è sdraiata seminuda al sole: «Mary! ci rivediamo
tra mezz’ora al bar per l’aperitivo!». L’inviato del
Papa è sconvolto.
Si rivolge all’arcivescovo e: «Mi scusi,
eccellenza, lei conosce quella signorina?»
«Certamente» risponde l’arcivescovo. «È la
madre superiora delle Carmelitane…»
35) Aria. Un turista chiede a un contadino:
«Com’è l’aria qui?».
«Abbiamo l’aria più sana del mondo! Non c’è
nessun paese che abbia l’aria come la nostra.
Pensi: qui non muore mai nessuno!»
«Ma non esageri» replica il turista. «Quando
sono entrato in paese mi sono imbattuto in un
funerale!»
«Ah, quello? Sa, era il becchino che, povero
diavolo, è morto di fame!»
36) Arredatori.
Il Papa ha dato l’ordine a un gruppo di
arredatori di rifare alcune stanze di
Castelgandolfo. All’epoca fissata, il Papa viene a
visitarle. Gli artisti hanno superato se stessi.
Ogni angolo, ogni stanza è perfetta. Il capo degli
arredatori ha l’onore di accompagnare il Papa.
Quando arrivano in camera da letto, per mettere
l’ultimo tocco, l’artista estrae dalla sua borsa un
meraviglioso crocifisso del XII secolo e lo
appende sopra il letto. «Ah, no, mio caro» dice il
Santo Padre. «Le ho già detto che non voglio
nulla qui che mi ricordi l’ufficio».
37) Arrivo.
Una gallina scende dal treno portando due
pesantissime valigie. Appena sul marciapiede,
chiama: «Tacchinooo!».
38) Arruolamento 1. Volontario: «Vorrei
arruolarmi per il Congo».
Colonnello: «Impossibile, caro ragazzo, ti
mancano dieci denti!».
Volontario: «Perché, laggiù il nemico si deve
mangiare?».
39) Arruolamento 2.
Un capitano interroga le reclute per affidare loro
il compito adatto alle capacità di ciascuno:
«Cosa facevi tu da borghese?». «Il meccanico».
«Bene, in armeria. E tu?» «Il barista». «Alla
mensa. E tu?»
Quest’ultimo, un taglialegna balbuziente,
farfuglia: «Ta… ta… ta…». «Magnifico! Sarai un
buon mitragliere!»
40) Asceta.
Un uomo, stanco del modo di vivere
occidentale, si recò in India, cercò un santuario e
un guru. Quando lo trovò, gli disse che
desiderava diventare suo discepolo.
Il guru rispose che ci sarebbero voluti quindici
anni di contemplazione e che durante tutto quel
tempo avrebbe potuto dire solo due parole ogni
cinque anni. L’uomo si dichiarò d’accordo. Gli fu
dato un letto di chiodi e una tazza di riso. Per
cinque anni l’uomo stette in contemplazione,
lesse i testi sacri e, giunto il momento di parlare,
disse: «Letto arrugginito».
Questa volta gli fu data una tazza di latte di
capra e un pezzo di pane duro, e per altri cinque
anni lesse gli Upanishad e silenziosamente recitò
gli innumerevoli nomi di Dio. Poi, giunto il
momento disse: «Latte acido».
Questa volta gli diedero delle mele ed uno
scrigno contenente le scritture segrete.
Alla fine degli ultimi cinque anni, l’uomo fu
ammesso alla presenza del Maharishi e disse:
«Vado via».
Il santone gli rispose: «Era ora! Negli ultimi
quindici anni non hai fatto altro che lamentarti».
41) Asma.
Il signor Aldo incontra un conoscente e, dopo i
saluti, gli confessa:
«Eh, sì, caro signore, gli anni cominciano a farsi
sentire. Io ho una piccola asma». «L’asmetta…»
«Io la smetterei ben volentieri, ma come si fa?»
42) Aspirante. Il direttore all’aspirante impiegato:
«Prima di assumerla vorrei sapere perché,
dopo essere stato per ben 5 anni nello stesso
posto, improvvisamente se ne è andato!».
«Perché ho avuto una riduzione di pena,
signore».
43) Assenza. «Il signore è in casa?»
«No, signore» risponde la cameriera che ha
aperto la porta, «il signore è in viaggio». «Di
piacere?» «No! No! Il signore è partito con la
signora!»
44) Assunzione.
«Va bene! Va bene! Si ripresenti da me
esattamente tra un anno!» esclama spazientito il
direttore a un tale che insiste da più di un’ora per
essere assunto. «A che ora, signore?»
45) Astuzia.
A Torino, una donnina allegra rimorchia un
cliente e lo conduce in un alberghetto di periferia.
Durante il tragitto stabiliscono la tariffa: 50000
lire.
Fanno l’amore, poi si rivestono e prima di
uscire lui le dà la cifra concordata.
Il cliente diventa assiduo e ogni sera si
ripresenta all’appuntamento.
Per dieci volte si recano nell’alberghetto e lui
paga sempre la stessa cifra, senza batter ciglio.
Lei gli è quasi affezionata e la decima sera gli
dice:
«Ma lo sai che sei proprio simpatico; non hai
cercato di darmi di meno come fanno gli altri. Di
dove sei?» «Sono di Pavia».
«Oh, pensa che combinazione, anch’io sono di
Pavia. Ho una sorella che abita ancora lì, e ogni
tanto vado a trovarla».
«Lo so, la conosco, prima che io venissi a
Torino mi aveva appunto detto di restituirti le
500000 lire che le avevi prestato».
46) Atomica.
Lo scoppio di una bomba atomica ha portato il
caos nel mondo.
Uno scimmione esce dalla sua caverna e
incontra una scimmietta che scende da un albero.
Lo scimmione le chiede: «Hai qualcosa da
mangiare?». «Sì» risponde la scimmietta e gli
porge una mela.
«Accidenti» risponde seccato lo scimmione
«dobbiamo ricominciare dall’inizio la stessa
storia?»
47) Attesa 1. Due amiche chiacchierano bevendo
il tè in salotto:
«L’altro giorno ho incontrato tuo marito, si
lamenta che non vai mai a letto prima delle due di
notte. Che fai fino a quell’ora?» «Lo aspetto».
48) Attesa 2.
Una guardia nota un ubriaco seduto per terra
davanti a un portone con una chiave in mano.
«Ma cosa fa?» l’apostrofa il poliziotto «vuole che
l’aiuti?»
«Ma neanche per sogno» borbotta l’ubriaco
«voglio proprio vedere se le teorie scientifiche
sono vere». «E cioè?» chiede sconcertata la
guardia.
«Ecco: se è vero che la terra gira, allora il
portone deve passarmi davanti e io c’infilo la
chiave!»
49) Attori.
Il primo attore e la prima attrice della
compagnia si detestano cordialmente.
Finalmente la tournée è conclusa e la compagnia
si scioglie. L’attrice non rinuncia al piacere di dire
all’attore, in faccia a tutti: «Che sollievo non dover
più recitare accanto a te!». E quello,
imperturbabile: «Veramente non mi ero neanche
accorto che tu l’avessi tentato».
50) Avaro.
La stazione distava alcuni chilometri dal
villaggio e il vecchio signore stava chiedendo
all’autista di piazza: «Quanto vuole per portarmi
alla stazione?». «Ventimila lire, signore». «E
quanto per la valigia?» «Per la valigia niente,
signore». «Ottimo, allora mi porti la valigia che io
andrò a piedi».
51) Avvenire.
A un aitante giovanotto, che si è recato da lui
per chiedergli la mano della figlia, un banchiere
domanda: «Il suo avvenire, almeno, è
assicurato?».
«Ma certo, signore. A meno che sua figlia non
mi abbia raccontato delle storie».
52) Avvertimento.
La moglie di Mario è morta ieri ed egli si chiede
se è andata all’inferno od in paradiso.
Improvvisamente un mattone cade dal tetto: «Ho
capito» dice tra sé, «è andata in paradiso».
53) Avvocato.
Un carrettiere si reca in un piccolo paese per
consegnare delle merci.
Arrivato a destinazione, ferma il carretto e
prega un passante di tenergli un istante le redini
del cavallo. Il passante, molto offeso, protesta con
alterigia: «Ma lo sa che io sono un avvocato!».
«Oh, non fa nulla» dice il carrettiere, «mi fido
ugualmente!».
<continua>
LETTERA “B”.
1) Bagnetto.
«Annetta» grida la mamma «aiutami! È l’ora del
bagnetto di Carlino. Vai nel bagno, fai scendere
l’acqua nella vaschetta e col termometro controlla
la temperatura».
«È inutile controllarla, mamma» risponde con
tono sicuro la bambina «me ne rendo conto da
sola».
«Ma com’è possibile? Ci vuole il termometro»
ribatte la mamma.
«Ma è così semplice, mammina! Io provo con il
bebè: se diventa rosso vuol dire che l’acqua è
troppo calda, se invece diventa blu è fredda.
Tutto qui!»
2) Balbuzie.
Un uomo sta camminando per strada con un
suo amico balbuziente.
«Gua… gua… guarda que… que… que…
quella bio… bio… bionda!» «Quale?» «È già
pa… pa… pa… passata!»
Dopo qualche minuto: «Gua… gua… guarda
que… que… quella ro… ro… rossa!» «Dov’è?»
«È già pa… pa… pa… passata!» I due
continuano a camminare, quando: «Gua gua
gua…» «Sì, non ti preoccupare, l’ho vista, l’ho
vista…»
«E a… al… allora pe… pe… pe… perché l’hai
pe… pe… pe… pestata?»
3) Bambola. Come sempre, alla sera, la piccola
Bettina dice le preghiere. Questa volta lo fa a
voce altissima:
«Grazie della giornata, Bambino Gesù, grazie
per aver fatto venire la nonna e, dato che sei
buono, mandami in regalo una bella bambola
nuova».
«Ma tesoro, non urlare così» dice la mamma
mentre le rimbocca le coperte, «il Bambino Gesù
non è sordo». «Il Bambino Gesù no, ma la nonna
sì!»
4) Banane.
Nello scompartimento di un treno un uomo si
trova seduto di fronte a un signore molto elegante
che ha due banane infilate nelle orecchie. Per un
po’ l’uomo fa finta di niente. ma poi decide di
informare il tipo di fronte:
«Signore, mi scusi, guardi che lei ha due
banane nelle orecchie…».
Il tipo, senza dire una parola, guarda con fare
interrogativo l’uomo.
«Mi scusi, forse non sono fatti miei, ma lei ha
due banane nelle orecchie…» «Come, scusi?»
«Ho detto che lei ha due banane nelle
orecchie…» «Cosa?» «LEI HA DUE BANANE
NELLE ORECCHIE!!!»
«Senta, non potrebbe parlare un po’ più forte:
ho due banane nelle orecchie e non riesco a
sentire bene!»
5) Banchiere.
A un importante banchiere si presenta un
pretendente alla mano dell’unica figlia. Il
candidato è di professione scrittore. «Io amerei
sua figlia anche se non avesse un soldo». «È
sicuro?» «Sono sicuro».
«Tina» dice il banchiere rivolgendosi alla
moglie, che è presente al colloquio
«accompagna il signore alla porta. Non voglio
cretini in famiglia!»
6) Barbone.
Suonano alla porta. C’è un barbone, i capelli
lunghi, i jeans lerci, le scarpe mezze sfondate.
«Fammi la carità, sto morendo di fame!» «Stai
veramente morendo di fame?» dice la signora.
«Sì, certo». «Al punto che mangeresti pane
vecchio?» «Sì, signora!» «Va bene, allora torna
domani che te lo do».
7) Bandito. Marito e moglie sono sorpresi da un
terribile bandito.
Questi prende il signor Andreani, lo lega stretto,
traccia per terra un circolo con un gesso, e gli
dice:
«Io amo le belle donne. E tua moglie è bella. E
adesso ascoltami bene: io farò l’amore qui, con
tua moglie, e se tu appena ti azzardi a uscire dal
cerchio, ti ammazzo». Il bandito, dopo aver
compiuto il misfatto, se ne va soddisfatto.
La signora Andreani è furente: «Imbecille!» urla
al marito «Non solo non hai fatto niente, ma hai
anche riso! Ti ho sentito, sai!».
«Certo che ho riso» risponde il marito «perché,
mentre lui era occupato con te, io sono uscito ben
quattro volte dal cerchio senza che se ne sia
accorto!»
8) Barcaiolo.
Un turista americano che vuole attraversare il
lago di Tiberiade domanda a un barcaiolo quanto
vuole. «Trecento dollari» dice l’uomo. «Trecento
dollari? Ma lei è folle! È troppo caro!»
«Può darsi» replica il barcaiolo, «ma si ricordi
che è qui che Gesù ha camminato sulle acque!»
«Non mi meraviglio» borbotta il turista, «quando
ha sentito i prezzi ha preferito arrangiarsi!»
9) Barbiere.
Il cliente: «Possibile che non sia capace di
raccontare altro che fatti di spaventosi
fantasmi?».
Il barbiere: «Lo faccio perché storie simili fanno
rizzare i capelli, facilitandomi così il lavoro».
10) Barzelletta.
Un tale racconta ad un amico genovese come
sia andato al bar per una consumazione, poi sia
passato dalla cassiera e le abbia raccontato una
barzelletta.
Quella dopo avere riso si era dimenticata di
fargli pagare il conto. Il genovese tutto contento,
decide di fare lo stesso. Prende un grappino. Poi
passa alla cassa e racconta una barzelletta alla
cassiera. Quella ride a crepapelle, continuando a
ridere per cinque minuti. Quando la cassiera ha
finito di ridere, il genovese aspetta ancora
qualche secondo poi le dice: «Scusi, signorina,
ma il resto non me lo dà?».
11) Becchino.
Il sindaco del paese convoca il becchino con
l’intenzione di rimproverarlo.
«Senti, Giuseppe, non si può andare avanti
così. Tu ti ubriachi sempre più spesso… Fai male
il tuo dovere. Arrivi ai funerali quando vuoi e
seppellisci come vuoi… Il tuo è un modo di
seppellire a metà e…»
«Senta, signor sindaco, non perdiamo tempo.
Mi dica subito chi è venuto a lamentarsi».
12) Bellezza 1.
Tre amici stanno discutendo sulla bellezza
femminile. «Io credo che la cosa più affascinante
della bellezza femminile siano le labbra» dice il
primo.
«Non sono d’accordo» interviene il secondo,
«per me sono i capelli». «Niente affatto» dice il
terzo, «sono gli occhi».
Nel frattempo arriva un quarto amico. «Io la
penso come voi» dice, «soltanto non dico le
bugie».
13) Bellezza 2.
Un playboy da strapazzo abborda per strada
una graziosa ragazza: «Signorina, lei è
bellissima, vuole venire con me? Ci divertiremo
insieme».
«Lei è pazzo e maleducato. Non penserà che io
sia una prostituta!» lo apostrofa la ragazza. «Ma
scusi» risponde l’uomo, «chi ha parlato di
pagare?»
14) Bernoccoli. «Papà, come si producono i
bernoccoli?»
«I bernoccoli, mio caro… i bernoccoli… si
producono cadendo… dall’alto, ecco». «Ma
allora la luna è abitata?» «Che cosa c’entra la
luna?»
«Quel cammello allora solo cadendo dalla luna
può essersi procurato dei bernoccoli tanto
grossi!»
15) Bestie.
Un turista, giunto in un piccolo paese di
montagna, si avvicina ad un vecchio seduto al
sole. «Che bello qui! Ma di che cosa vivete?»
«Signore, noi ci occupiamo solo di bestie.
D’inverno: galline, conigli, pecore, maiali.
D’estate: villeggianti!»
16) Bicicletta.
È il tramonto. Due operai pedalano affiancati.
Sono appena usciti dalla FIAT.
«Senti, secondo te, ad Agnelli piace fare
all’amore?» chiede il più giovane all’altro. «Ma
cosa vuoi che ne sappia io?»
«Sai, io penso che ad Agnelli piaccia fare
all’amore. Perché, se non gli piacesse, lo farebbe
fare a noi».
17) Biglietto.
Due uomini dall’aria un po’ tonta si presentano
alla biglietteria della stazione. Uno dei due si
rivolge al bigliettaio: «Vorrei un biglietto per
Fasano».
Il bigliettaio consulta il librone delle destinazioni
poi, non trovando la località, si rivolge a un suo
collega, il quale a sua volta non conosce nessuna
stazione con quel nome. Insieme chiamano il
capostazione che decide di contattare la sede
centrale delle Ferrovie dello Stato. In sede, dopo
una rapida consultazione delle stazioni
internazionali, richiamano in biglietteria dicendo:
«destinazione sconosciuta».
Il bigliettaio, vergognandosi anche un po’, torna
dall’uomo e gli dice: «Mi dispiace, signore, ma
non abbiamo biglietti per Fasano».
L’uomo si volta verso il suo compagno e gli
dice: «Fasano, per te non c’è il biglietto».
18) Bikini.
Marito e moglie, non più giovanissimi, sono
sulla spiaggia. Una graziosa bagnante, che
indossa un minuscolo bikini, passa davanti a loro
e la moglie dice al marito: «Capisco che tu faccia
ogni sforzo per far rientrare la pancia, mio caro,
ma ora raccogli i calzoncini che ti sono caduti ai
piedi!».
19) Birra. Un signore entra in un bar e ordina una
birra con l’oliva. Beve la birra, prende l’oliva e la
ripone in un sacchetto.
Ordina poi un’altra birra, sempre con l’oliva e di
nuovo mette via l’oliva.
Il barista è stupito e alla sesta birra non può
resistere alla curiosità, tanto più che vede il
cliente boccheggiante. «Mi scusi, signore, ma
non beva più!»
«Eh, sì, basta! Non ne posso proprio più. Ma
vede, lo faccio per mia moglie…» «Per sua
moglie, signore?…»
«Sì. Mi ha raccomandato di portarle a casa
almeno una decina di olive!»
20) Bistecca.
«Cameriere, la bistecca che mi ha portato ha un
sapore disgustoso!» «Scusi, ma ieri non aveva
detto che era troppo grassa?» «Infatti era troppo
grassa…» «Così oggi l’ho smacchiata con la
benzina».
21) Bolide.
Il silenzio e l’immobilità del paradiso sono
sconvolti da un’auto rossa, un bolide che,
rombando e suonando senza interruzione il
clacson, passa velocissimamente. Un uomo
appena arrivato si rivolge al vicino e gli chiede:
«Ma chi è questo pazzo?». «Sta’ zitto. È il figlio
del padrone!»
22) Borseggiatori.
Due borsaioli sono seduti al tavolino di un bar.
Uno estrae una rivista e si mette a leggere
attentamente.
«Ma che cosa fai? Leggi riviste di moda? Vuoi
darti all’eleganza?» esclama stupito l’altro.
«Cretino. Dobbiamo pur sapere esattamente
dove quest’anno i sarti metteranno le tasche!»
23) Bosco.
Due bambini, Paoletto e Michela, sono soli nel
bosco in una limpida giornata invernale. Paoletto:
«Michela, levati il cappotto!». «Brava. Ora levati
la gonna». «Ora la sottogonna».
«E ora levati le mutande perché mi serve
l’elastico per aggiustare la fionda!»
24) Boss.
Dei banditi fermano un autobus di turisti in una
strada deserta.
Il boss ordina: «Spogliate le donne e violentate
gli uomini!»
Poi si accorge dell’errore e si corregge subito:
«Volevo dire: spogliate gli uomini e violentate le
donne».
Una voce sottile dal fondo dell’autobus: «Ah, no!
Quello che è detto è detto!».
25) Botta e risposta 1.
Uno studente, dopo aver subìto gli esami,
manda al padre questo telegramma: «Prepara
vino, fatto fiasco». Al che il padre risponde:
«Preparato vino, aspetta botte».
26) Botta e risposta 2.
Due managers molto distinti conversano
amabilmente durante un cocktail. A un tratto uno
dà un leggero colpo al gomito dell’altro: «Vedi
quella graziosa signora bionda con l’abito
rosso?». «Ebbene?»
«È mia moglie. E vedi quella mora
straordinariamente sexy con il vestito rosso?».
«Ebbene?» «È la mia amante». L’altro tace un
attimo, accende una sigaretta e poi: «Le conosco
benissimo tuttte e due». «Ebbene?» «Solo che
per me è il contrario!»
27) Boy.
Un piccolo americano si aggrappa esasperato
a suo padre: «Papà, non ho voglia di andare in
Europa… papà, ti assicuro che non ho più voglia
d’andarci…». «Taci e nuota».
28) Braille. Un genovese incontra un amico. «Sai
cosa ho deciso?» «No. Dimmi». «Voglio
imparare l’alfabeto dei ciechi». «Ma tu, grazie a
Dio, ci vedi benissimo, no?»
«Certo che ci vedo benissimo. Ma con quello
che costa oggi la luce elettrica!…» «Cosa c’entra
la luce?»
«Certo che c’entra. Con l’alfabeto dei ciechi
puoi leggere benissimo al buio, e sai che
risparmio!»
29) Brillantezza.
«Sono veramente in pensiero. È tutta la sera
che vedo dei puntini luminosi». «Hai visto
l’oculista?» «Ma che oculista? Ti dico che vedo
dei puntini luminosi…»
30) Bruttona.
In treno. Una signora veramente brutta, che
tiene per mano un bimbo brutto ancora più di lei,
si rivolge indignata al controllore.
«Mi faccia cambiare scompartimento! Mi trovi
altri due posti! Questi signori non conoscono
l’educazione. Continuano a fissarci».
«Ma certo, signora, venga che l’accomodo
subito» dice cerimoniosamente il controllore.
«D’altra parte, non riesco proprio a capire come,
fra tutti i viaggiatori, non sia venuto in mente a
nessuno di offrire almeno una banana alla sua
scimmietta…»
31) Buana.
Un missionario arriva in un’isola. Come scende
dalla nave, gli viene incontro un piccolo indigeno.
«Buon giorno, buana! Ben arrivato! Ti aiuto a
portare le valige?»
«Grazie, caro» risponde il sacerdote «ma non
chiamarmi buana, chiamami “padre”».
«Oh, che gioia! Sei arrivato finalmente! Chissà
come sarà contenta la mamma! Lei era convinta
che tu non saresti mai ritornato».
32) Buone.
«Se non ha mai visto una banconota da
venticinquemila lire, come fa a dire che sono
false ?»
33) Bugie 1.
Il papà rimprovera il suo bambino perché ha
detto una bugia. «Io alla tua età non ho mai detto
una sola bugia!» «E quando hai incominciato,
papà?»
34) Bugie 2. «Ciao, Antonio». «Ciao, Luigi. Dove
sei stato?» «A pescare, ho preso un’anguilla
lunga quattro metri!»
«A me invece è successo un fatto strano, m’è
caduta la bicicletta in acqua l’altra sera. Figùrati,
dopo mezz’ora il fanale era ancora acceso!»
«Impossibile! Da fermo la dinamo…» Antonio,
interrompendolo:
«Mettiamoci d’accordo: tu accorci l’anguilla e io
spengo il fanale!».
35) Buon gusto.
Una baleniera si incaglia nei ghiacci polari e
non c’è verso di smuoverla. La situazione è
disperata. Lo spettro della fame si avvicina
sempre più.
E viene il giorno che anche l’ultimo pezzo di
pesce salato è consumato. Allora l’intrepido
capitano si fa avanti, sale sul ponte di comando e
parla all’equipaggio:
«Ragazzi, miei fedeli ragazzi, io vi ho messo in
questo guaio e io devo tirarvene fuori. È giusto
che sia io a pagare; quindi vi do il permesso di
cibarvi della mia carne. Ne avrete per almeno
quindici giorni e chissà che nel frattempo
qualcuno non venga a salvarvi. Addio!».
Estrae la pistola, se l’appoggia alla tempia e
sta per premere il grilletto, quando il suo secondo
grida: «Si fermi, comandante, la supplico, non si
faccia saltare il cervello. È il mio piatto
preferito!».
<continua>
LETTERA “C”.
1) Cacciatori.
«Pronto? Parlo con il pollivendolo? Sono il
cavalier Rossi. Senta: la lepre ed i tre fagiani che
le avevo detto di mettermi da parte, li può
vendere. Sa, questa mattina non mi sento bene
ed ho deciso di non andare a caccia…»
2) Calca.
Un bambino che è andato con la mamma a far
compere in un supermercato in un pomeriggio in
cui è particolarmente affollato, si perde nella
confusione.
Si avvicina ad un commesso e tirandolo
timidamente per la giacca, chiede con voce
tremante: «Signore, ha per caso visto una
signora senza di me?».
3) Calze.
Un neo laureato in psichiatria deve iniziare a
lavorare in un manicomio. Il primo paziente che
incontra gli sembra normale e gli domanda come
mai si trova in quel luogo.
«Io sono qui perché preferisco le calze di
cotone a quelle di lana».
«Ma anch’io preferisco le calze di cotone»
risponde lo psichiatra.
«Ne sono molto contento» gli rispose il pazzo,
«e mi dica, dottore, a lei come piacciono? Con
olio e aceto o con una spruzzatina di limone?»
4) Cambio. Al commissariato di polizia.
«… Mi vuol spiegare perché ha svaligiato per
due sere di séguito lo stesso negozio?» chiede il
commissario al ladro.
«Ecco… vede… la prima volta avevo preso
della roba per mia moglie ed il giorno dopo son
dovuto andare a cambiarla, signor
commissario!»
5) Cameriere.
La coppia, al ristorante, continua a guardarsi
negli occhi e il cameriere aspetta impaziente
l’ordinazione.
«Sei così dolce e buona che ti mangerei tutta»
dice il giovanotto. Il cameriere prende la palla al
balzo per chiedere: «Il signore vuol berci sopra
qualcosa?»
6) Camminatore. «Dottore, sono preoccupata per
mio figlio». «Perché, signora, cosa c’è?»
«Mio figlio ha solo quindici mesi e cammina,
cammina, non fa altro che camminare!» «Ma di
cosa si preoccupa, è tutto regolare».
«Sarà… ma io sono molto impensierita.
L’ultima volta che l’hanno visto era già a Zurigo!»
7) Campione.
«Ieri ho sfidato quello spaccone di Giancarlo a
una gara in bicicletta». «E come è andata?»
«A gonfie vele: io sono arrivato secondo, e lui
soltanto penultimo!»
8) Candidate. Esami in una scuola.
Le candidate sono un’americana, un’inglese,
una francese.
«Immaginate di essere in volo con il vostro
direttore. L’aereo ha un guasto, per miracolo
atterra nel deserto. In Africa. In un’oasi dove ci
sono cento beduini che non vedono una donna da
mesi. Che fate?» «Io» dice l’inglese, «mi
ammazzo».
«Io» dice l’americana, «bevo una bottiglia di
whisky per farmi coraggio».
La francese stupita: «Io» dice candidamente,
«non vedo nessun problema!».
9) Cane.
In un cinema, la maschera osserva da un po’ di
tempo un cane che, in braccio al padrone, piange
disperatamente. Incuriosito, si avvicina al
padrone della bestia e gli sussurra: «Scusi,
signore, ma il suo cane piange?». «Sì, perché?
Non lo vede?» «E perché piange?»
«Ecco, vede, si commuove guardando il film. E
dire che il libro non gli era piaciuto per niente!»
10) Cani.
In un paese, il medico passeggia con un amico
che è giunto da Liverpool per trovarlo. Passa un
cane, un bellissimo setter, che dice:
«Buongiorno, dottore». «Ma è sbalorditivo!» dice
l’amico.
«Non è poi tanto straordinario: vedi, in un
piccolo paese come questo ci si conosce tutti!»
11) Cantante.
In una lussuosissima villa di Beverly Hills è
riunito tutto il bel mondo. Tra le altre attrazioni, si
esibisce per la prima volta una cantante. Un
signore si rivolge a un altro: «Detto tra noi: è un
vero disastro. Quella donna, oltre che brutta, ha
una voce ignobile. Sa dirmi come si chiama?
Così saprò regolarmi in futuro». «Si chiama
Leonor Daf, ed è mia moglie».
«Sono desolato. Devo però confessare che
forse non è tanto la voce della signora… più che
altro è la musica che è assordante e
disarmonica… rovinerebbe ogni cantante!
Chissà chi è quel cane di compositore? Non l’ho
mai sentito…» «Sono io, signore. La musica è
mia».
12) Capelli. I giovani sposi sono a tavola. La
sposina è tutta emozionata. È la sua prima prova
di cuoca.
Il marito sembra soddisfatto. A un certo punto,
però, trova un capello. Lo sposta delicatamente
con la posata sul bordo del piatto senza fare
commenti.
Nella seconda portata, ne trova altri due. Li
toglie senza sollevare lo sguardo dal piatto e
continua a mangiare. Nel dessert, trova ben tre
capelli.
Allora, senza scomporsi, rivolgendosi con un
sorriso alla sposina, le dice:
«Senti, tesoro: non credi che sarebbe meglio,
per i capelli, farne un piatto a parte? Così, chi ne
vuole, ne prende liberamente…».
13) Capezzale.
Un vecchio miliardario, molto amato, convoca il
nipote al suo capezzale e gli dice: «Ho deciso di
lasciarti tutta la mia fortuna». «Oh! Grazie, zio. E
cosa posso fare io per te?» «Togliere il piede dal
tubo dell’ossigeno».
14) Cappuccino. Un frate si presenta in paradiso.
«Aprite!» «Chi è?» «Un cappuccino». «Nessuno
l’ha ordinato!»
15) Capufficio. Un impiegato: «Tu sei un
cretino!». L’altro: «E tu sei il vero tipo
dell’imbecille!»
Il capufficio, irritato, entrando: «A quanto pare
qui si dimentica che il capufficio sono io!»
16) Carabiniere.
Tutti sanno che gli autobus di Londra sono a
due piani e che perciò vengono chiamati double-
decker.
Un giorno un carabiniere in viaggio a Londra
sale su uno di questi double-decker, paga il
biglietto e si avventura per la scaletta che
conduce al piano superiore. Dopo pochi istanti
ridiscende di corsa, bianco come un lenzuolo,
gridando agli altri passeggeri:
«Che nessuno salga, per carità! Di sopra non
c’è il guidatore».
17) Caramella.
Al cinema, durante la proiezione, un signore
dall’aspetto distinto balza improvvisamente in
piedi, si china a guardare sotto il sedile e si
mette a rovistare provocando le proteste dei
vicini. Interviene la maschera: «Che cos’è,
signore, tutto questo baccano?». «Mi è caduta
una caramella».
«E per una caramella lei mette in subbuglio il
cinema?»
«Il fatto è» borbotta il signore, «che alla
caramella è rimasta attaccata la mia dentiera!»
18) Carcere.
Il nuovo detenuto entrando nella cella già
occupata da un altro prigioniero: «Tu quanti anni
devi fare?». «Trenta!»
«Io invece soltanto venticinque. E allora, visto
che uscirò prima di te, è bene che la branda
vicino alla porta la occupi io!»
19) Carestia.
«Dimmi, Pierino, come si chiamano gli animali
che mangiano erba?» «Erbivori, signor
maestro». «E quelli che mangiano carne?»
«Fortunati, di questi tempi…»
20) Cartello.
«Coloro che conducono cani debbono portare
la museruola».
21) Cautela. «Che bel vestito! Chi te l’ha fatto?»
«Il mio sarto». «Mi dai il suo indirizzo?» «Sì,
purché tu non gli dia il mio».
22) Cavallo. Una signora telefona agitatissima
allo psichiatra.
«Dottore! dottore! È da stamattina che mio
marito si è messo in testa di essere un cavallo!»
«Signora, si calmi. Suo marito fa il fantino, mi
pare. Quindi la sua è una deformazione
professionale momentanea. Ad ogni modo lo
porti da me. Io non mi muovo dallo studio per
altre due ore».
«Grazie, dottore! Il tempo di mettergli la sella e
veniamo al galoppo».
23) Cavie. In un laboratorio, una cavia corre da
un’altra e le sussurra: «Ho ammaestrato il
dottore!». «Ma cosa dici?»
«Eh, sì! Ogni volta che attraverso il labirinto, lui
è là pronto a darmi un pezzetto di formaggio».
24) Cemento. Una signora sconvolta telefona al
medico.
«Dottore, è accaduta una cosa terribile. Mio
figlio, giocando, ha inghiottito della sabbia e del
cemento. Cosa devo fare, per l’amor di Dio!»
«Soprattutto non lo faccia bere, signora».
25) Cenni.
È il primo giorno di scuola.Il maestro chiama un
alunno e gli dice: «Ascoltami bene: io non amo
parlare tanto». «Anche a me non piace» risponde
il bambino.
«Facciamo allora così: quando io ti faccio un
cenno alzando la mano e indicandoti, tu ti alzi e
vieni subito qui, hai capito?»
«Sì. Però quando io scuoto la testa vuol dire
che non ne ho voglia e che non vengo».
26) Cervello.
Dal macellaio: «Mi garantisce che questo
cervello di bue è realmente fresco?».
«Freschissimo, signora. Si figuri che un’ora fa
ancora pensava!»
27) Chiacchierona.
«Al mare quest’anno ho cercato di insegnare a
mia moglie come si fa a nuotare». «E non ci sei
riuscito?»
«Nemmeno per sogno! Non sa stare con la
bocca chiusa».
28) Chinotto. «Dottore, cosa devo fare per non
aver bambini?» «Prenda un bicchiere di chinotto,
signorina». «Prima o dopo?» «Invece,
signorina».
29) Chiromante.
All’obitorio da qualche tempo scompaiono le
mani sinistre di tutti i cadaveri. Il sindaco ordina
un’inchiesta. Il colpevole viene scoperto: è una
vecchietta, dall’aria quanto mai mite che si
giustifica così: «Sa, sono una chiromante in
pensione. Se non leggo qualcosa, la sera non mi
addormento».
30) Chirurgo.
Un signore va da un illustre chirurgo. «C’è il
professore?» chiede all’infermiera. «Sì, signore,
finisce un cliente e poi sarà subito da lei».
31) Cipolla.
Una cipolla passeggia lungo un fiume. A un
tratto vede un salice piangente. «Oh!» esclama
tutta rattristata: «Spero che non sia colpa mia!».
32) Cliente.
Un giovane dottore sedeva al ristorante con un
amico, quando vide passare una signorina molto
bella ed elegante:
«Ecco l’unica donna che io abbia veramente
amato!» disse con un sorriso il medico. «E
perché non la sposi?» chiese l’amico.
«Non posso permettermelo» spiegò tristemente
il dottore. «È la mia miglior cliente».
33) Clienti. Un medico e un avvocato stanno
discutendo.
«Andiamo», dice il medico, «ammetti che i tuoi
clienti non sono degli angeli».
«È vero», risponde l’avvocato. «I tuoi, invece,
hanno molte probabilità di diventarlo presto!»
34) Club.
Un signore è invitato per un weekend da un
socio presso la sede del club che si trova in una
villa. La villa è bellissima, con una piscina molto
grande e tutti sono sdraiati al sole e fanno il
bagno.
Il signore si tuffa dal trampolino e perde il
costume. Cerca di recuperarlo, ma il costume è
introvabile. Così si arma di coraggio e, prima di
uscire dalla piscina, allunga una mano e riesce a
prendere una rivista appoggiata sul bordo. Si
copre la faccia con la rivista e, nudo come un
verme, corre verso le cabine.
Tre gentildonne, che stanno prendendo il tè,
l’osservano incuriosite. Una dice: «Non è mio
marito». Un’altra: «Hai ragione, non è tuo
marito». E l’ultima: «Non è nemmeno un socio del
club».
35) Coda. «È da caccia il tuo cane?» «Certo,
non lo vedi?» «E cosa aspetti a fargli mozzare la
coda?» «Oh, no, povera bestia: ci è così
attaccato!»
36) Coesistenza.
Discussione tra un cinese ed un sovietico. Il
sovietico sostiene che è possibile far coesistere
pacificamente il capitalismo e il socialismo.
Il cinese non è d’accordo. Allora il sovietico
porta il cinese allo zoo. Si ferma davanti a una
gabbia dove stanno insieme un lupo e un agnello.
Allo stupore del cinese, il sovietico esclama: «Hai
visto? Come sempre è questione di
organizzazione».
«Mi sembra impossibile… un lupo e un agnello!
È incredibile! Ma come avete fatto?»
«Questione di organizzazione, te lo ripeto. E di
costi: basta cambiare ogni mattina l’agnello!»
37) Coetanei.
Per oltre vent’anni, un uomo ha continuato a
frequentare regolarmente una coetanea, cenando
da lei quattro volte alla settimana e vedendola
tutti i giorni. Una sera, dopo cena, la donna con
un timido sorriso azzarda:
«Carlo, senti: non ti sembra che ormai, dopo
tanti anni, sarebbe ora che ci sposassimo?».
«Sarebbe bello, cara, sarebbe tanto bello. Ma,
siamo sinceri, chi vuoi che ci sposi ormai, alla
nostra età?»
38) Collana. Due signore s’incontrano a un
ricevimento.
«Mia cara» dice una «hai una collana stupenda!
E com’è lunga! Forse tuo marito ti regala una
perla ad ogni compleanno?»
39) Colleghi.
«Duecentomila lire per un pranzo!» si lamenta
un signore con il cameriere d’un ristorante di
lusso. «Spero che farete uno sconto a un vostro
collega…» «Oh, il signore è un cameriere anche
lui?» «No. sono un ladro!»
40) Collegio.
Un alunno, di ritorno nella sua città natale, si
reca a far visita al suo vecchio collegio. Entra nel
pensionato e bussa alla porta della camera nella
quale aveva trascorso molte ore felici, tanti anni
prima. Alla fine, un nervoso studentello apre la
porta e il vecchio alunno entra. «Oh, sì» mormora,
«la stessa vecchia camera!» Si avvicina alla
finestra e guarda giù nel cortile. «Ah, sì»
commenta, «la stessa vecchia vista!»
Si accosta all’armadio e ne apre i battenti,
dentro c’è una ragazza seminuda, terrorizzata. «È
mia sorella, signore» balbetta lo studente. «Ah,
sì!… la stessa vecchia scusa!»
41) Colpevolezza.
L’esercito australiano aveva convocato la corte
marziale per un processo a un soldato accusato
di aver avuto rapporti carnali con uno struzzo. Gli
fu chiesto come si dichiarava.
«Colpevole» ammise senza un attimo di
indecisione l’accusato.
«Ammettete dunque di aver avuto rapporti con
uno struzzo? E cosa avete da dire in vostra
difesa?»
«Beh», continuò il soldato, «se può servire a
qualcosa, ho deciso di sposarlo».
42) Comizio.
A un comizio, tra la folla, c’è un padre che tiene
per mano il figlioletto. L’oratore esordisce:
«Compagni!…». Il bimbo domanda: «Cosa vuol
dire “compagni”, papà?».
«”Compagni” sono quelli che pensano nello
stesso modo e agiscono nello stesso modo»
risponde il padre. L’oratore, dopo un po’. «Il
nostro governo…». «Papà, cos’è il governo?»
«Quelli che pensano al bene di tutti e prendono
delle decisioni per il bene di tutti. A casa nostra,
per esempio, la mamma è il governo perché
pensa a tutti noi». «…e il popolo…» continua
l’oratore. «Papà, cos’è il popolo?» domanda
ancora il bambino.
«Il popolo siamo noi che abbiamo bisogno di
essere organizzati e difesi. A casa nostra, per
esempio, la tua sorellina è il popolo. Hai capito?»
Nella stessa notte, il piccolo sveglia il padre e
gli sussurra:
«Senti, compagno, avvisa il governo che il
popolo è pieno di merda fin qui!».
43) Commenti. «Com’è stato il film?» «Il primo
tempo una mezza boiata!» «E il secondo?»
«L’altra mezza!»
44) Commessa.
Un pasticciere si reca in un’agenzia di
collocamento per cercare una commessa.
«Come la desidera?» chiede l’impiegato. «La
vuole apprendista o esperta?» «Diabetica».
45) Commissioni.
Un gatto attraversa la strada correndo, fa il giro
dei giardini del quartiere, sale sui tetti, scende in
tutte le cantine, poi torna stanchissimo in casa,
dalla padrona.
Una vicina, stupita, domanda: «Ma il suo gatto è
impazzito?».
«Oh, no! L’ho appena fatto castrare e sta
disdicendo tutti i suoi appuntamenti».
46) Comodità. La signora viaggia per la prima
volta su un transatlantico.
Poco dopo la partenza entra un ufficiale, il quale
premurosamente s’informa: «Tutto bene,
signora? Le piace la cabina?». «Moltissimo» fa
la signora, «ed è tutta una comodità!» Poi,
indicando gli oblò, aggiunge: «Ed è incredibile
quanta roba io riesca a ficcare in questi piccoli
armadi a muro!».
47) Compleanno.
Un amico a un altro: «Ieri sera mi è successa
una cosa terribile. Sono ancora sconvolto».
«Cosa ti è successo? Ma non era il tuo
compleanno?»
«Appunto per questo. Figùrati che appena sono
entrato in ufficio, mi è venuta incontro la mia
segretaria invitandomi ad andare da lei a
prendere un martini alle sette. E…»
«E la chiami una cosa terribile? È veramente
bella la tua segretaria!»
«Lasciami finire. L’ho ringraziata. Sono corso
dal parrucchiere, poi mi sono cambiato tutto e
alle sette precise, con un mazzo di rose, ho
suonato alla sua porta». «Allora?»
«Allora lei è venuta ad aprirmi. Era una bellezza.
Aveva un abito scollato e un profumo…» «E
allora?»
«Allora mi ha fatto accomodare, mi ha offerto un
martini con delle olive e delle mandorle, ha
messo una musica languida e poi, con una voce
dolce, mi ha detto: “E adesso ho una sorpresa
per lei! Io vado in camera da letto e l’aspetto tra
dieci minuti. Dieci minuti, ha capito, non prima,
mi raccomando! “» «E tu?»
«Io, dopo dieci minuti esatti sono andato in
camera da letto. E ho trovato tutti i miei impiegati
che si sono messi a cantare: “Tanti auguri a te!
“».
«Accidenti! Be’, però in quel caso dovevi
prenderla con spiri to!» «Avrei voluto vedere te al
mio posto! Ero in mutande!»
48) Compresse.
Un settantenne chiede al medico qualcosa che
lo aiuti a soddisfare le esigenze della
giovanissima moglie. Il medico gli prescrive un
certo tipo di compresse.
«Prenda alcune di queste» gli dice «si sentirà
come un bambino».
Il vecchietto ne trangugia quattro poi, sotto casa,
vuota addirittura il flacone. Il rimedio è veramente
portentoso e marito e moglie passano una notte
eccezionale. Il mattino dopo, alle 10, lui sta
ancora dormendo profondamente, tanto che la
moglie incomincia a scrollarlo per svegliarlo.
«Va bene, va bene, mi alzo» farfuglia nel sonno
il marito, «ma oggi non ho voglia di andare a
scuola!»
49) Comunione.
Una famiglia di contadini sta preparando il
banchetto per numerosi invitati in onore del figlio
Pierino che, l’indomani, dovrebbe ricevere il
sacramento.
A un certo punto arriva il parroco e informa che
Pierino non potrà ricevere la Prima Comunione.
«Ma come, signor parroco, abbiamo già
preparato tutto! Non può farci questo!» dice la
madre del ragazzo.
«Mi dispiace, signora, ma si figuri che Pierino
non ha saputo nemmeno dirmi come è morto
Gesù Cristo!»
«Cosa vuole, noi siamo dei poveri contadini:
non abbiamo né radio, né televisione, né giornali.
A dire la verità non sapevamo neppure che Gesù
fosse ammalato…»
50) Concorrenza.
In un piccolo paese tre sarti avevano aperto la
loro bottega tutti nella stessa via. Per questo
motivo erano costretti a farsi una spietata
concorrenza al fine di accaparrarsi i clienti. Un
giorno uno dei tre fece affiggere nel negozio un
cartello con la scritta: «Qui il miglior sarto
d’Italia».
Il secondo allora, per non essere da meno del
collega, espose la seguente scritta: «Qui potrete
trovare il più bravo sarto del mondo».
Il terzo, alla vista dei due cartelli dapprima si
trovò piuttosto imbarazzato, ma poi ebbe un’idea
luminosissima e inchiodò alla porta della sua
sartoria la seguente scritta: «Qui risiede il miglior
sarto della via».
51) Condanna.
In un paese dittatoriale un cittadino che ha
commesso la grave imprudenza di dichiarare a
voce alta, per la strada, che il ministro degli
Interni era un imbecille è stato condannato a
vent’anni di prigione, cinque anni per
diffamazione e quindici anni per aver divulgato un
segreto di stato.
52) Confessione.
A bassa voce, al di là della grata di un
confessionale, il sacerdote sussurra: «… E se si
sposerà, cara figliola, è suo dovere di buona
cristiana dare la preferenza al matrimonio
religioso».
«Oh, padre, è impossibile! L’ho già data ad un
impiegato civile!»
53) Congresso.
A un congresso internazionale, il presidente
chiede attraverso il microfono:
«C’è qualcuno dei presenti che parla
perfettamente l’italiano? Ripeto,
perfettamente…» «Me!» risponde una voce.
54) Considerazioni.
«… e così Roma sarebbe quindi la città più
distratta del mondo!» «Perché?»
«C’è bisogno di chiederlo? Ha sette colli e
neppure una testa!»
55) Consiglio. Una donna che si sta confessando
chiede al sacerdote:
«Padre, vorrei un metodo per il controllo delle
nascite, sicuro, ma approvato al cento per cento
dalla Chiesa…». «Signora, si beva una Coca
Cola fresca». «Prima o dopo il rapporto?»
«Invece, signora, invece!»
56) Conti. Maestro:
«Ti avevo detto di scrivere cinquanta volte la
frase “Devo imparare a contare”. Perché non l’hai
fatto?». Pierino: «Perché non so contare fino a
cinquanta…».
57) Controllore. Una signora in treno è alle prese
con il controllore.
«E va bene. Pago il biglietto per il mio cane.
L’avverto però che lo faccio sedere sul sedile
accanto a me, come ogni altro viaggiatore!»
«Va benissimo, signora. A patto che non metta i
piedi sul sedile, come fanno tutti gli altri
viaggiatori!»
58) Convento.
Alcune suore di un convento trovarono un
giorno, nel giardino, un pappagallo ferito.
Le suore lo raccolsero e lo curarono il più
amorevolmente possibile.
Il pappagallo, appena rimesso, incominciò a
parlare, ma, ahimè, il suo vocabolario era
esclusivamente composto di parole scurrili.
Le buone suore incominciarono a rieducarlo e
arrivarono persino a insegnargli le preghiere.
All’inizio non fu facile, il pappagallo sembrava
non volesse imparare, ma alla fine le suore
riuscirono nell’impresa. Il giorno che il vescovo
venne a far la visita annuale, le monache gli
mostrarono il pappagallo.
«Guardi, eminenza, questo pappagallo. Pensi
che, quando l’abbiamo raccolto, diceva delle
parole terribili; ora, per grazia di Dio, si è
convertito. Provi lei stesso, eccellenza! Se si tira
la zampa destra, il pappagallo recita l’Ave Maria,
mentre se si tira quella sinistra, recita il Pater».
«E se le tiro tutte e due?» chiede il vescovo
compiaciuto.
Il pappagallo lo guarda da sotto in su e: «Casco
per terra, cretino!».
59) Corrispondenza.
Da una lettera: “Caro nonno, sono ormai
all’estremo. Se non mi mandi un po’ di soldi,
dovrò vivere in mezzo alla strada”. Dalla risposta:
“Caro nipote, ti raccomando: sta’ bene attento
quando l’attraversi!”
60) Cortesia.
Un temibile gangster viene finalmente catturato,
condannato alla sedia elettrica e giustiziato. Il
giorno dopo si presenta alla porta dell’inferno. Il
diavolo di servizio lo introduce in portineria e gli
dice cortesemente: «Si vuole sedere?».
Al che, il gangster risponde: «No, grazie. Sono
stato seduto tutta la mattina».
61) Cowboy. In un salone entra un cowboy
trascinandosi dietro il cavallo. Si avvicina al
banco e rivolto al barista: «Ehi, per piacere, un
whisky!».
«Subito, signore» risponde il barista, porgendo
al cowboy un grande bicchiere di whisky. Questi
lo prende e lo dà al cavallo che lo butta giù tutto
d’un fiato. Sbalordito il barista chiede: «E lei?
Non beve?». «Non posso, io che devo guidare».
62) Creazione.
Il Padreterno sta controllando che la creazione
del mondo riesca perfettamente. A un certo punto
ha uno scatto d’impazienza e chiama un angelo,
mostrandogli una sogliola: «Guarda che mi
combini, ti avevo detto di lavarla, non di stirarla!».
63) Croccante. Un ragazzino si rivolge a un
bambino più piccolo: «Hai buoni denti, tu?».
«Purtroppo no».
«Perfetto. Allora tienimi il croccante mentre
faccio questa partita al pallone!»
64) Cucito.
«Toglimi una curiosità: come mai la tua nuova
inquilina non fa altro che cucire? Cuce la mattina,
il pomeriggio, la sera…» «Per forza, suo marito è
il capo della banda del buco!»
65) Curiosità.
Il bambino si avvicina ad una signora in stato
interessante e, indicandole il ventre, le chiede:
«Che cos’è quello, signora?».
La signora risponde: «È il mio caro bambino e
gli voglio tanto bene».
Allora il bambino: «Se lei vuole tanto bene al
suo bambino, perché lo ha mangiato?».
66) Curiosità infantile.
«Perché mi hai detto di non fare osservazioni
sui capelli del signor Rossi, mamma? Ma se è
calvo!»
<continua>
LETTERA “D”.
1) Dal macellaio.
«Ha detto mio padre» dice Pierino al macellaio,
posando un involto sul banco, «che con queste
fettine ci si possono risuolare le scarpe…» «E
perché non l’ha fatto?» risponde sarcastico il
macellaio. «Ci ha provato, ma non è riuscito a
farci entrare i chiodi!»
2) Dal tabaccaio.
«Vorrei un accendisigari che si accenda al
primo colpo, che consumi poca benzina e che
costi poco». «Eccolo, signore: un cerino!»
3) Daltonico.
Dopo lunghi anni di fidanzamento, arriva il
giorno tanto atteso. I due innamorati sono
finalmente soli la sera delle nozze. «Amore» dice
il neo sposo «devo dirti una cosa». «Anch’io,
tesoro, ho una confessione da farti». «Io sono
daltonico, e tu?» «Io sono una pellerossa!»
4) Danni.
Due famiglie amiche hanno preso in affitto per
le vacanze due casette vicine in campagna e si
scambiano continuamente visite e cortesie.
Durante l’estate, un mattino presto squilla il
campanello. È l’amica che: «Scusami l’ora, ma
proprio adesso la donna mi stava dicendo che le
mie galline hanno rovinato i tuoi fiori. Mi dispiace
tanto».
«Non te la prendere. Anzi sono io che devo
scusarmi perché ieri il mio cane si è mangiato
due delle tue galline».
«Pazienza! Perché, vedi, il tuo cane l’ho
investito io ieri sera rientrando!…»
5) Dattilografa.
«Come, batti la corrispondenza da solo? La tua
dattilografa è forse malata?» «No, si è sposata».
«Ah! E con chi?» «Con me».
6) Debiti. «Mio zio mi regala mille lire per ogni
buon voto che riporto». «E fino a ora quanto ti sei
beccato?» «Gli devo settemila lire!»
7) Decisione.
«Oh, mio Dio!…» dice la bella ragazza al
dentista. «Non so proprio se sia peggio farsi
togliere un dente o fare un bambino!»
«Si decida, signorina» risponde il dentista,
«prima di incominciare devo sapere fino a che
punto devo abbassare la poltrona…»
8) Declinazione. La maestra sta spiegando ai
bambini che cos’è un verbo.
«Ecco, facciamo un esempio: io mi lavo, tu ti
lavi, egli si lava, noi ci laviamo… che cos’è,
secondo voi?» «Domenica, signora maestra!»
9) Deduzione scientifica.
Un famoso scienziato sta osservando il cielo
attraverso un enorme telescopio.
Improvvisamente annuncia: «Sta per piovere».
L’assistente gli chiede: «Perché lo pensa,
professore?» E lui, soave: «Perché mi fanno
male i calli!».
10) Deduzioni. Il bambino domanda alla madre:
«Come sono venuto al mondo io?». E la madre:
«Sei stato trovato sotto un cavolo». «E il papà,
com’è nato?» «L’ha portato la cicogna». «E il
nonno, com’è nato?» «Sotto un fiore, nel
giardino». «E il bisnonno?» «Anche lui è stato
trovato sotto un cavolo».
Dopo questa conversazione chiarificatrice con
la madre, il bimbo si ritira nella sua cameretta,
apre il suo diario e scrive:”Da una mia inchiesta
risulta, senza possibilità di errore, che nella mia
famiglia da almeno quattro generazioni non vi è
stata alcuna nascita normale”.
11) Definizione giuridica. «Cos’è il cavillo?» «È
un animalillo che tritta e galippa!»
12) Delusione.
Un’anziana signora e una giovane e bella
fanciulla entrano dal medico. «Si spogli,
signorina» dice il dottore.
«Dottore, lei si sbaglia, è mia madre che non si
sente bene» dice la fanciulla. «Ah…, tiri fuori la
lingua, signora».
13) Dentista.
«Quando parlo io, la gente mi sta ad ascoltare a
bocca aperta!» «Certo, devi essere un oratore
molto eloquente». «No. sono dentista !»
14) Desideri 1.
Due bambinetti parlano dei loro desideri per il
futuro Natale.
Il maschietto dice alla bambina: «Io voglio un
treno lunghissimo, lungo tutta la mia camera. E
tu?». «Io no. Io voglio i tampax». «Cosa sono i
tampax?»
«Non lo so» risponde la bambina «ma ho
sentito mia sorella dire a una sua amica che con i
tampax puoi fare sempre tutto quello che vuoi».
15) Desideri 2. «Papà, fuori c’è un signore che ti
vuole».
«Non posso riceverlo: sono troppo occupato,
mandalo via». «Dice che pagherebbe qualsiasi
somma pur di vederti». «Caspita, fallo entrare
subito: chi è?» «Un cieco…»
16) Destino.
Una bella ragazza su una utilitaria ha appena
investito un uomo sulle strisce pedonali. «Me lo
aveva detto oggi la chiromante» esclama, «che
avrei trovato un uomo sulla mia strada!»
17) Diagnosi difficile. Il paziente al medico che lo
visita all’ospedale:
«Dottore, pensa che riuscirà a diagnosticare il
mio male e guarirmi?».
«Io so soltanto che, se ce la faccio, la notizia
verrà trasmessa dalla televisione».
18) Diarrea.
Dal dottore, una signora molto sofferente:
«Dottore, mi scusi, ma io ho un grosso problema
e non so proprio come fare…». «Dica pure,
signora». «Senta, dottore, posso fare il bagno
con la diarrea?» «Dipende, signora, se riesce a
riempire la vasca…»
19) Dibattito.
Tra un signore ed il possibile futuro genero è in
atto una discussione.
«… Eh, no, no! Non permetterò mai che la mia
adorata Anna viva con un cretino!»
«Sono del suo stesso parere. Appunto per
questo voglio sposarla!»
20) Dichiarazione 1.
Uno studente di quindici anni si rivolge
seriamente alla sua giovane professoressa:
«Signorina, voglio sposarla».
«Via, via» fa la giovane, mettendosi a ridere,
«non ho nessuna attrazione per i bambini…»
«Stia tranquilla, starò molto attento…»
21) Dichiarazione 2.
«Mia cara, te l’ho detto centinaia di volte che c’è
una sola donna al mondo per me!» «Lo so»
mormora la moglie, «ma non mi hai ancora detto
chi è…»
22) Diciottenne.
Un padre esasperato perché il figlio diciottenne
gli prende sempre la sua roba, una sera che il
ragazzo sta uscendo, lo ferma e lo esamina
meticolosamente. «Tanto per cambiare» dice «la
cravatta è mia!» «Sì, papà». «Ma anche la
camicia è mia!» «Sì, papà».
«E la cintura? Mia anche questa! Ma non ti
sembra di esagerare?» «Ma papà! Non vorrai
che mi cadano i tuoi pantaloni!»
23) Dieta. Una signora sovrappeso dal dietologo:
«Dottore, la dieta che lei mi ha prescritto
effettivamente funziona, tuttavia mi fa diventare
molto nervosa… Pensi che l’altra sera, durante un
litigio con mio marito, gli ho staccato un orecchio
con un morso!».
«Non si preoccupi, signora, in fondo sono poco
meno di cento calorie…»
24) Difesa 1.
«Ricordatevi, signori», dice l’avvocato «che il
portafogli della vittima era completamente
vuoto… Il mio cliente ha ucciso quindi per nulla! Io
penso che i signori giudici vorranno tener conto
di questa azione così disinteressata. Cosa rara
di questi tempi!»
25) Difesa 2.
Un uomo si rivolge a un avvocato: «La prego:
assuma la mia difesa!». «Ha del danaro?» «No,
ma ho un’automobile». «Allora va bene: di che
cosa è accusato?» «Di aver rubato questa
automobile!»
26) Difetto 1. Dialogo fra due signore. «Sai, mia
figlia si sposa tra due mesi». «E me lo dici con
quel tono? C’è forse qualcosa che non va?»
«Sai, lui è un bravissimo ragazzo, di ottima
famiglia. È molto bello e ha raggiunto un posto
importante in diplomazia». «E cosa c’è che non
va?» «Ha un difetto: non sa giocare a poker». «Io
non trovo che sia un difetto!» «Sì, lui continua a
giocare lo stesso!»
27) Difetto 2. «Hai notato che tua moglie ha un
difetto quando parla?» «Quale difetto?» «Che
ogni tanto si ferma per respirare!»
28) Differenze.
Sapete qual è la differenza tra il latte del seno
materno e quello artificiale?
Il primo è più fresco e igienico, è impossibile
che il gatto se lo freghi, è ideale per il trasporto in
occasione di pic-nic e inoltre ha un imballo
infinitamente più carino.
29) Digiuno.
In un baraccone alla periferia di Glasgow una
donna digiuna da un mese. Si presenta un
medico e dice: «Sul serio sta digiunando da un
mese?». «Veramente!» «E non le è capitato
niente?»
«Oh, sì: più di trenta scozzesi mi hanno chiesta
in moglie».
30) Dilemma.
Il parroco ha parlato delle missioni. I ragazzini
sono incantati: che coraggio andare in Africa, in
India, in mezzo ai pericoli più impensati! Pierino,
come scuotendosi da un pensiero, si avvicina a
don Claudio, gli tira la tonaca e gli chiede piano,
sussurrando: «Quando muoiono, i missionari
vanno in paradiso, vero?» «Penso di sì»
risponde il parroco. «E le bestie feroci vanno
anch’esse in paradiso?» «Certo che no»
risponde il parroco.
«Ma allora dove vanno i missionari che sono
stati mangiati dalle bestie?»
31) Dimenticanza.
«Oggi è andata male, malissimo! Non sono
riuscito a prendere nulla!» esclama un cacciatore
mostrando alla moglie il carniere vuoto.
«Lo credo bene», ribatte tranquillamente questa
«hai dimenticato il portafogli a casa…»
32) Discrezione 1.
Giudice: «Lei è stato sposato per dieci anni con
questa donna e l’ha abbandonata senza una
parola. Per quale motivo?». Imputato: «Non
volevo interromperla».
33) Discrezione 2.
«Imputato, perché avete usato l’arco e la freccia
per uccidere vostra moglie?» «Non volevo
svegliare i bambini».
34) Disintossicazione. Un alcolizzato cronico ha
subìto un’energica cura disintossicante.
Viene dimesso e il primario, prima di salutarlo,
gli chiede: «È contento? Come si sente ora?»
«Bene, professore, grazie. E le dirò che ho
capito tante cose». «Mi fa piacere».
«E fra le tante ho capito finalmente perché i
lattanti piangono, poverini…»
35) Disperazione.
Un omino, dall’aspetto triste, fu introdotto dal
celebre psichiatra. «Dunque?» chiese il dottore.
«Professore, sono disperato. Ho perso ogni
volontà di vivere. La vita mi sembra inutile. Non
mi interessano più né famiglia né lavoro».
«Capisco» disse il dottore con simpatia, «tutti
abbiamo i nostri problemi. In due, però, è più
facile trovare la soluzione. Bisogna solo aver
pazienza. Io penso che con un paio di sedute alla
settimana, per due anni, lei ritroverà la serenità. A
proposito: 100000 lire per seduta». Momento di
pausa. «Questo, professore, risolve i suoi
problemi. Ma i miei?»
36) Distorsioni.
Uno psichiatra è in seduta con un paziente che
ritiene malato di una malattia della sfera
sessuale.
«Guardi» dice il dottore «su questo foglio c’è
disegnato un quadrato. Cosa le viene in mente
guardando questo disegno?» «Un letto con una
bella donna distesa».
«E questo?» chiede il dottore mostrandogli un
disegno raffigurante un quadrato più grande.
«Una camera piena di giovani e belle ragazze».
«E quest’altro?» e così dicendo lo psichiatra gli
fa vedere un grandissimo quadrato. «La stazione
con tante donne che partono».
«Bene, bene» conclude il medico «il suo caso è
chiaro, lei è ammalato di sesso».
«Ma mi faccia il piacere, dottore! Lei è malato
di sesso. È da più di un quarto d’ora che mi fa
interpretare dei disegni pornografici!»
37) Distrazione.
La segretaria torna alla scrivania dopo essere
stata alla toilette e la sua collega le chiede: «Ma
cosa fai con un tampax dietro l’orecchio?»
«Mio Dio!» grida la segretaria. «Cosa ne ho
fatto della matita?»
38) Disturbo.
A teatro, durante lo spettacolo, due signore
chiacchierano continuamente. Un uomo che è
seduto davanti a loro, gira la testa e: «Scusatemi,
ma non riesco a capire niente!»
«Ma lo sa che lei è un bel tipo!» replica una
delle due. «Forse le interessa quello che sto
dicendo alla mia amica?…»
39) Dittatore.
Il dittatore di una repubblica sudamericana va
un giorno al cinema in incognito.
A un tratto si riconosce nel cinegiornale e,
mentre il pubblico in sala applaude, pur
rallegrandosi molto, si rannicchia nella poltrona.
Una mano gli batte amichevolmente sulla spalla
e: «Mi scusi» gli sussurra una voce da dietro,
«anch’io sono contrario al regime, ma credo sia
meglio per lei applaudire ugualmente…».
40) Dive.
Il regista sta leggendo la trama di un film a una
celeberrima attrice che ha già passato da un
pezzo la mezza età ma si ostina a fare la
ragazzina. Egli la vorrebbe per interprete, ma
teme di urtarne la suscettibilità e allora cerca di
addolcire la pillola, così:
«Mia cara, si tratta di una parte meravigliosa, di
grande umanità, forte, suggestiva. Ecco, è una
donna che ha passato la quarantina, una donna
bellissima che ha sempre avuto enormi successi,
ma un giorno si accorge che l’uomo che ama le
preferisce la figliola diciottenne. E allora…». La
diva lo interrompe:
«La storia mi piace; è, come dice lei, forte,
umana… Una sola cosa da chiarire: voglio
sapere prima chi farà la parte della madre».
41) Divertimenti.
Due fachiri indiani chiacchierano, sdraiati su
due letti di chiodi. «Nel pomeriggio andrò dal
dentista». «Vedi di non esagerare col
divertimento!»
42) Divorzio. Una giovane e graziosa signora va
dall’avvocato divorzista. Dopo un po’, l’avvocato:
«Mia cara signora, non può chiedere il divorzio
solo perché suo marito fuma a letto!».
«Non si può? Ma lei ha voglia di scherzare!
Allora, secondo lei dovrei passare tutta la vita
permettendo a mio marito di accendere i
fiammiferi sulla mia schiena?»
43) Dizione. Un balbuziente decide di andare a
scuola di dizione.
Dopo un po’ di tempo incontra un suo vecchio
amico, che era a conoscenza del suo progetto:
«Allora, come stai? È tanto tempo che non ci
vediamo… e come procedono le tue lezioni a
scuola?».
«Senti: “Sopra la panca la capra campa, sotto
la panca la capra crepa”».
«Ma è incredibile, hai fatto dei progressi
stupefacenti! Chissà come sarai contento…»
«S… S… Sì, m… ma n… non è f… fa… faci…
facile i… ins… inseri… ins… inserire qu…
ques… questa fr… fr… fr… frase i… in u… u…
una co… co… conve… conve… convers… s…
sazione!»
44) Doganiere.
Un doganiere ferma, sul treno, un tale che tiene
stretta una valigia. «Cos’ha in quella valigia?»
«Acqua benedetta. Vengo da Lourdes». Il
doganiere non è persuaso e apre la valigia per
controllo. «Che acqua santa, questo è whisky!»
«Miracolo! Miracolo!» grida il pellegrino.
«Lourdes è proprio la città dei miracoli!»
45) Dolcini.
La signora Carletti è in visita dalla signora
Franchi. Le due donne parlano davanti a un buon
tè.
«Signora Franchi, si sta così bene da lei! E
questi dolcini sono veramente squisiti. Pensi che
devo averne mangiati una decina…»
«Dodici, per la precisione, signora Carletti, ma
chi li conta?»
46) Dolore.
A Roma su un autobus a una brusca svolta un
passeggero schiaccia inavvertitamente un piede
a una signora. Subito le dice: «Mi duole tanto,
signora».
«Non dica sciocchezze», risponde questa «e
meno ancora bugie. È a me che duole, e non a
lei!»
47) Domanda. Il maestro domanda a Carletto:
«Sai cos’è un cannibale?». «No, signor
maestro».
«Se tu, per esempio, mangiassi tuo padre e tua
madre, cosa saresti?» «Orfano, signor maestro».
48) Domanda rivelatrice. «Lo sai che domani
parto per la villeggiatura?» «Sì». «E chi te l’ha
detto?» «Tu, adesso».
49) Domani.
Pierino sale per la prima volta in treno. Ad un
tratto il convoglio passa sotto una lunghissima
galleria. Tornata la luce, il bimbo esclama:
«Mammina, guarda: è già domani!».
50) Domatore.
Il domatore era stato selvaggiamente dilaniato
durante il suo numero con i leoni, e il direttore del
circo mise un avviso sul giornale per cercare un
sostituto. Si presentarono due aspiranti: un
giovanotto e una splendida ragazza dai capelli
rossi. Li condusse entrambi davanti alla gabbia
nella quale un superbo leone camminava avanti e
in dietro.
«Vi metterò entrambi alla prova» disse il
direttore. «Chi vuole entrare per primo?» «Io»
disse la rossa. Ed entrò nella gabbia.
Il leone ruggì e fece per avventarsi sulla ragazza
quando questa, calmissima, incominciò a
sbottonarsi la camicetta. Il leone si fermò e
continuò a fissarla come soggiogato. La ragazza,
imperterrita, si tolse il reggiseno. Il leone rotolò su
se stesso e, dopo un po’, si sdraiò per terra.
«Beh» disse il proprietario del circo,
rivolgendosi al giovanotto «crede di poter fare
meglio?»
«Sì!» gridò il giovanotto «Faccia uscire di lì quel
maledetto leone e glielo dimostrerò!»
51) Domestica 1.
«Ha referenze?» chiede la signora alla
cameriera che è venuta ad offrire i suoi servizi.
«Veramente, no» ammette la donna. Poi, dopo
aver estratto da una valigia numerose posate con
sopra incisi prestigiosi stemmi, aggiunge: «Però
posso dimostrarle che ho sempre servito in case
di primissimo ordine!».
52) Domestica 2. La signora Concetta non è
molto soddisfatta della domestica:
«Come si spiega, Palmira, che ci sia tanta
polvere su questa sedia?» le chiede
severamente.
«Eh, si capisce, signora» risponde Palmira.
«Sono dieci giorni che qui sopra non si siede
nessuno!»
53) Donne… e motori. Il medico alla moglie
appassionata di automobilismo:
«Ah, se fossi al governo proibirei subito alle
donne di guidare le auto!».
«Bravo! Dopo, i clienti da curare chissà chi te li
procurerebbe!»
54) Dote. Una giovane scozzese si avvicina al
padre e gli chiede: «Che cosa mi darai, papà,
quando mi sposerò?». «Il mio consenso, cara».
55) Dovere. Pierina cammina con una mucca al
fianco. «Dove porti la mucca, Pierina?» le chiede
il parroco. «La porto nel paese vicino, perché il
toro la monti». «Ma non poteva farlo tuo padre?»
«No, padre, lo deve fare proprio il toro!»
56) Dramma. Un operaio è caduto in una cisterna
di vino bianco frizzante. Il suo capo si precipita
nell’ufficio del proprietario dell’azienda per
comunicargli la terribile notizia. «È morto?»
chiede il proprietario.
«No, non ancora, torna ogni tanto a galla per
prendere un salatino».
57) Dubbio 1.
Una giovane fanciulla ad un’amica: «Sai cosa ti
dico: io non sono curiosa, però vorrei tanto
sapere con chi sono andata a letto questa notte».
58) Dubbio 2.
Un giudice si rivolge all’imputato: «La giuria vi
ha riconosciuto innocente». «Che cosa significa
esattamente?». «Che siete libero». «E di tutti
quei gioielli, che ne faccio ora?»
59) Duello.
«Egregio conte, pagherete caro il vostro insulto!
Domani all’alba ci scambieremo due proiettili!»
«Dello stesso calibro, esimio barone?» «Sì,
conte». «Dello stesso metallo?» «Sicuro!»
«Dello stesso peso?» «Diamine!»
«Scusate, ma se questi proiettili sono uguali,
perché dobbiamo scambiarli? Ognuno si tenga il
suo, no?»
60) Duemila. Siamo nel 2000, in un
ultramodernissimo aeroporto.
I viaggiatori prendono posto su un nuovo tipo di
aereo completamente automatico.
All’ora stabilita, l’apparecchio decolla e una
voce porge il benvenuto a bordo ai passeggeri
attraverso un altoparlante:
«Signori e signore, come sapete, questo aereo
supersonico vi porterà a destinazione in meno di
quindici minuti, senza l’aiuto di alcun pilota o di
alcuna hostess. Non abbiate nessun timore,
perché nulla si può guastare… si può guastare…
si può guastare…».
<continua>
LETTERA “E”.
1) Ecchimosi. Il dottore di casa visita le
ecchimosi della sua cliente. «Ma chi è stato?»
«Mio marito». «Suo marito? Credevo che fosse
partito». «Purtroppo lo credevo anch’io!»
2) Ecologia. Una bruttissima signora,
rivolgendosi all’amica: «… È inutile! Io soprattutto
amo la natura!» «Nonostante tutto quello che ti ha
fatto?»
3) Economia. «Quanto prendete per stirare un
paio di pantaloni?» «Seimila lire».
«Eccovene tremila, e stiratemi subito soltanto
una gamba: tanto debbo farmi fotografare di
profilo».
4) Economia domestica. Pierino chiede a un
amico: «Citami un esempio di inutile spreco».
«Raccontare ad un calvo una storia che faccia
rizzare i capelli!»
5) Educazione 1.
«Sei stato bravo in chiesa, Marco? Ti sei
comportato bene?»
«Oh, sì, mammina. Anzi, quando un vecchietto
mi ha offerto un cestino colmo di monete, io gli ho
detto: “No, grazie, signore”».
6) Educazione 2.
Nel club frequentato prevalentemente da anziani
scoppia un litigio: «… Nessuno si è mai
permesso di insegnarmi il galateo!». «E si vede

7) Educazione 3.
«Certo che devi imparare l’educazione!» dice la
mamma rivolta alla sua piccina. «Un giorno o
l’altro tornerà di moda!»
8) Eleganza.
Un turista, che si è perso nel deserto, scorge un
beduino e lo supplica di vendergli un po’ d’acqua.
«Spiacente» risponde questi «ma io vendo solo
cravatte…»
Molti chilometri dopo, lo sfortunato viaggiatore
incontra un altro beduino al quale rivolge la
stessa domanda ricevendo l’identica risposta:
«Spiacente, ma io vendo solo cravatte…»
Finalmente, dopo un altro bel po’ di chilometri,
l’uomo scorge un bar di lusso. Si precipita verso
l’entrata, ma viene subito bloccato dal portiere
che gli dice in modo burbero:
«Niente da fare, signore, non può entrare qui
senza cravatta…»
9) Elemosina. Un mendicante ferma per strada
un signore e lo supplica: «Faccia la carità, ho
moglie e sei figli!» Il signore gli porge cento lire.
«Cento lire?» esclama il poveraccio. «Ma,
scusi, ai mendicanti scapoli quanto dà?»
10) Elevazione.
Per la prima volta Sandro è andato in chiesa
con la mamma ad assistere alla messa. Il
piccino, di quattro anni, è molto attento. Ha
guardato tutt’intorno per un bel po’, poi:
«Mamma, dov’è Dio?». La mamma, chinandosi
verso di lui, gli sussurra: «Dappertutto».
Poco dopo suona il campanello per
l’elevazione. Nel riverente silenzio si ode la
vocina chiedere: «Mammina, adesso verrà al
telefono?».
11) Energumeno.
Un uomo molto robusto sale su un autobus e,
invece di obliterare il biglietto, si avvicina
minaccioso all’autista gridando: «Giuseppe il
duro non paga, ci siamo capiti?».
L’autista è un ometto mingherlino e non
reagisce, sopportando la prepotenza
dell’energumeno. Ma la storia si ripete per altri tre
giorni. Ogni volta l’uomo sale sull’autobus e grida
all’autista: «Giuseppe il duro non paga, qualcosa
in contrario?».
Stanco della situazione, l’autista si fa
accompagnare da un collega controllore, un
gigante alto due metri.
Puntuale come sempre, alla stessa ora, ecco di
nuovo Giuseppe che sale sull’autobus e, invece
di obliterare il biglietto, grida: «Giuseppe il duro
non paga, va bene?».
A quel punto il gigantesco controllore lo prende
per il bavero, lo solleva di peso e gli chiede con
tono minaccioso: «E perché Giuseppe il duro non
paga?». «Perché Giuseppe il duro ha
l’abbonamento mensile…»
12) Epigrafe.
Un irlandese sta visitando un cimitero e si ferma
di tanto in tanto a leggere le epigrafi. Una attrae
particolarmente la sua attenzione. C’è scritto: Qui
giace Robert McMiIland, un padre meraviglioso e
un pio cittadino. «Questi scozzesi!» mormora tra
sé l’irlandese. «tre uomini in una tomba sola!»
13) Equivoco 1.
«Mi perdoni, signore, sbaglio o mi sembra di
aver visto la sua faccia in qualche altro posto?»
«Non credo, giovanotto!» «È certo?»
«Certissimo, io la mia faccia la porto sempre
allo stesso posto!»
14) Equivoco 2.
Due giovani vanno in parrocchia per le
pubblicazioni di matrimonio. Sono in piedi, mano
nella mano. Il prete è seduto dietro la scrivania
con davanti il registro parrocchiale aperto. «Tu
come ti chiami?» «Mario Rossi, anni 25,
impiegato». «Bene, e tu, figliola?» «Maria Rossi,
anni 20, impiegata». «Qualche rapporto…?»
La ragazza, abbassando gli occhi: «Beh,
reverendo, la prima volta è stata martedì… È
stato bellissimo… !».
15) Equivoco 3. Un tizio entra in un bar con un
uovo di Pasqua. «Un Marsala». «All’uovo?» «No,
a me!»
16) Eredità.
«Mi dispiace. Suo nonno è molto malato, deve
aspettarsi il peggio».
«Eh, lo so, dottore, che il peggio deve venire. Mi
tocca dividere con i miei cugini!»
17) Eremita.
Un eremita si trova faccia a faccia con un leone.
Non sapendo cosa fare, si inginocchia e prega:
«Mio Dio, ispira a questo leone dei sentimenti
cristiani».
Allora il sant’uomo vede il leone piegare la
testa, incrociare le zampe, e mormorare: «Mio
Dio, benedici il cibo che sto per prendere».
18) Eroe.
«Non è bello far vedere a tutti con vanto le
medaglie che hai ricevuto» dice una signora al
marito. «Non bisogna fare troppo sfoggio del
proprio coraggio!»
«Se è così» risponde il marito, «allora da oggi
mi toglierò anche l’anello matrimoniale».
19) Errore 1.
Due boscaioli del Missouri bussano alla porta di
un loro amico e gli dicono:
«Ehi, Tom, c’è un tale stecchito lungo il torrente.
Se sei stato tu a farlo fuori potresti almeno
andare a seppellirlo!» Tom si informa: «Com’è
quel tale, ha la barba?» «Sì, ce l’ha». «Indossa
una camicia a scacchi?» «Sì, proprio così». «E
di che colore, giallo e rosso?» «No, né giallo né
rosso, ma verde e blu». «Allora non sono stato
io».
20) Errore 2.
Compito in classe. Francesco chiede al
compagno di banco: «Ehi, Simone, “abbiamo” si
scrive con l’h?» E Simone: «Dimmi tutta la
frase!»
21) Errore 3.
Stanislao infuriato: «Al diavolo, Isidoro! Mi hai
portato qui a scassinare casseforti vuote. E
adesso, che abbiamo lavorato tutta la notte,
scopri che questo è il magazzino di una fabbrica
di casseforti!».
22) Esagerazione.
Il maestro: «Perché hai scritto “educazione” con
due zeta?». Pierino: «Perché la mamma dice
sempre che nell’educazione è sempre meglio
abbondare!»
23) Esame.
Per conseguire il diploma d’infermiera, una
giovane candidata deve rispondere a questa
domanda:
«Qual è la parte del corpo che può dilatarsi e
restringersi venti volte di séguito senza
affaticarsi?»
«Mi dispiace, professore, ma io rinuncio
all’esame se devo rispondere a domande così
sconvenienti». «Faccia come vuole, signorina. Si
ritiri pure». A un’altra candidata viene posta la
stessa domanda. «Si tratta dell’occhio,
professore».
«Perfetto, signorina. Lei è accettata. E, senta,
se incontra la candidata di prima le dica, da parte
mia, che un giorno avrà una grossa delusione!»
24) Esame di guida 1. La signora rincasa dopo
aver sostenuto l’esame di guida. Il marito le
domanda: «E allora, com’è andata?». «Non lo
so». «Come, non lo sai? L’esaminatore non ti ha
detto nulla?» «Nulla. È ancora svenuto…»
25) Esame di guida 2.
«Che cosa significa il segnale con la figura di
un bambino che corre con una cartella sotto il
braccio?» «Un bambino che esce da scuola».
«Potrebbe anche trattarsi di un bambino che va a
scuola». «Nossignore, perché il bambino corre!»
26) Esami 1. «Come sono andati gli esami?»
«Bene, papà: ho avuto per esaminatore un
vecchio prete». «Ebbene, che ti ha detto?»
«A me nulla; ma deve essere un santo, perché
ogni momento esclamava: “Oh, buon Dio!…»
27) Esami 2. «Toh, chi si vede: Pierino. E gli
esami come sono andati?» «Benissimo…» «Mi
fa piacere. Che media hai raggiunto?»
«Sessanta all’ora…» «Come? Come?»
«Sì: sessanta all’ora quando mio padre mi è
corso dietro con in mano la cinghia dei
pantaloni!»
28) Esecuzione 1.
«Ti aspetta il plotone d’esecuzione. Esprimi il
tuo ultimo desiderio!» «Una tazza di caffè
bollente».
«Sergente: provveda. Una tazza di caffè
bollente, latte e zucchero per il condannato».
«Zucchero? No, per l’amor di Dio. Ho il diabete!»
29) Esecuzione 2.
Due carabinieri sono condannati a morte. Al
momento dell’esecuzione il boia chiede al primo
carabiniere:
«Vuoi essere impiccato, fucilato o bruciato sulla
sedia elettrica?»
«Non saprei» fa il carabiniere «impiccato no,
perché già mi danno fastidio le cravatte; fucilato
no, perché non voglio rovinarmi la divisa… be’,
forse è meglio la sedia elettrica».
Lo legano sulla sedia elettrica, il boia schiaccia
l’interruttore ma non succede nulla. Lo schiaccia
un’altra volta: nulla. Prova una terza volta e ancora
niente.
«Sei fortunato» dice il boia «secondo la legge,
dopo tre tentativi falliti sei libero».
Mentre lo portano via dal braccio della morte, il
carabiniere graziato incrocia il suo amico che sta
entrando e gli dice sottovoce: «La sedia elettrica
è guasta!»
Anche al secondo condannato il boia chiede in
che modo preferisce essere giustiziato. Il
carabiniere risponde: «Dunque, la corda soffoca,
la sedia elettrica è rotta…»
30) Esempio.
Un contadino scorge un ragazzetto sopra un
ciliegio del suo campo. Minaccioso gli urla:
«Scendi giù e dimmi subito il tuo nome!».
«Perché vuol sapere il mio nome?»
«Per correre subito a casa tua a riferire a tuo
padre dell’accaduto!»
«Be’, non c’è bisogno che si precipiti a casa
mia: mio padre lo può trovare in cima a quell’altro
ciliegio lassù…»
31) Esportazione.
Un industriale di scarpe decide di allargare la
sua esportazione e manda perciò in una regione
dell’Africa ancora abbastanza vergine, due
venditori. Dopo due mesi gli arriva un
telegramma da uno dei due: «Qui mercato
impossibile. Vanno tutti a piedi nudi».
Quasi contemporaneamente riceve il
telegramma dall’altro, così redatto: «Incominciate
a spedirmi un carico di merce. Mercato
meraviglioso. Qui tutti vanno a piedi nudi».
32) Estrazione.
Un tale va per la prima volta da un dentista
accompagnato dalla moglie. «Quanto vuole,
dottore, per un’estrazione?» «200000 lire con
l’anestesia, 100000 senza anestesia». «Allora,
senza anestesia». Il medico lo guarda ammirato:
«Che coraggioso!»
«Ma cosa c’entro io?» E, rivolto alla moglie:
«Adesso cara, siedi, stai ferma e tranquilla e apri
bene la bocca».
33) Età 1. Un uomo sta facendo dei documenti
all’ufficio anagrafe. L’impiegato gli chiede:
«Vostra moglie quanti anni ha?».
«Non saprei dirglielo. Ho faticato tanto a farla
entrare nella trentina e, adesso che c’è, non mi
riesce di farla uscire».
34) Età 2. Lui: «Quanti anni hai?». Lei:
«Ventidue».
Lui: «Come? Ma anche l’anno scorso al mare
mi dicesti che ne avevi ventidue!».
Lei: «Sicuro: io non sono una di quelle che oggi
dicono una cosa e domani un’altra».
35) Eva.
Un tale chiese a Edison: «È ben sicuro
d’essere stato lei a inventare la prima macchina
parlante?»
«La prima? No certamente. È stata costruita
molti e molti secoli fa con una costola d’Adamo».
36) Extraterrestri.
Due marziani si fermano sul marciapiede,
guardando fissamente il semaforo di fronte.
«L’ho vista prima io!» «E con questo?
L’occhiolino l’ha fatto a me!»
<continua>
LETTERA “F”.
1) Fagiano.
«Cameriere! Guardi questo fagiano! Ha una
zampa più corta dell’altra!» «Mi scusi, signore.
deve mangiarlo o ballarci insieme?»
2) Falso. Un celebre scrittore si lamenta del figlio
con la moglie:
«Che disastro quel ragazzo! Fra tutte le mie
opere, lui è la peggiore!».
«Non rattristarti, tesoro» lo consola la moglie,
«non è opera tua!»
3) Fama. Un tale, a uno che si presenta:
«Giovanni Pascoli». «Ma lei ha un nome
famoso!»
«Che scoperta! Sono vent’anni che lavoro nel
rione come calzolaio!»
4) Famiglia.
Il marito alla moglie: «Belle abitudini ha preso
nostro figlio!». «Che è successo?» «È un ladro!»
«Ma va».
«Ascolta: avevo nel portafoglio quattro biglietti
da dieci mila, ora ce ne sono soltanto due». «E
chi ti dice che non sia stata io?» «Impossibile!»
«E perché?»
«Perché quando arrivi tu alle mie tasche fai
sempre piazza pulita!»
5) Fantasmi. In una notte d’inverno, due fantasmi
si apprestano a uscire.
Fuori nevica da ore. Il primo, dopo aver
osservato il manto nevoso, esclama: «Adalberto,
questa sera dobbiamo proprio uscire con le
catene?».
6) Farfalla.
Una mattina Giulio si risveglia all’ospedale. Si
guarda intorno, ma non si raccapezza. È tutto
fasciato e dolorante. Dopo un po’ entra, con
un’infermiera, un suo amico.
«Paolo» esclama Giulio «sai dirmi cosa mi è
successo? Sono tutto rotto! E l’unica cosa che mi
ricordo è che eravamo insieme io, tu e Marco e
che bevevamo un aperitiVO…»
«Sì. Giusto. Ma poi siamo andati da Cesare.
Lui ci ha offerto un whisky». «Capirai, un
whisky…» ribatte Giulio.
«In principio. Poi abbiamo bevuto,
chiacchierando, due bottiglie e…» «E cosa?»
«Tu hai detto che eri una farfalla. Noi abbiamo
scommesso che non era vero. Tu hai insistito.
Hai aperto la finestra e ti sei buttato». «E voi,
disgraziati, non potevate impedirmelo?» «Ecco,
vedi… noi ci abbiamo creduto».
7) Farmacia.
Un tale entra in una farmacia con aria assorta:
«Avete una confezione di acido acetilsalicilico?»
«Ecco una scatola di aspirina…» «Ah, ecco… mi
scordo sempre il nome».
8) Fata.
A Disneyland, un turista getta una moneta nel
pozzo dei desideri. Ha appena espresso un
desiderio peccaminoso, che si sente battere
sulla spalla. Si volta e vede una favolosa fanciulla
che gli fa cenno di seguirla.
Senza dire una parola, lo porta in un
appartamento lussuoso, apre un armadio, gli
consegna un pigiama di seta e gli indica il bagno.
L’uomo è sconvolto. La favola è diventata realtà!
Quando ritorna, la fata ha messo una musica
erotica, acceso dei candelabri d’argento e sta
preparando due Martini in bicchieri di cristallo.
Poi lei comincia a svestirSi.
Si toglie gli splendidi capelli biondi (una
parrucca), si stacca le lunghe ciglia (finte), si
libera dei favolosi seni (di gomma).
A questo punto l’uomo con voce disperata
grida: «Che vuol dire tutto questo?».
Il compagno gli risponde: «Così impari a gettare
monetine false nel pozzo dei desideri!».
9) Fedeltà. Un uomo torna a casa sconvolto. Si
precipita dalla moglie:
«Caterina, oggi mi è accaduta una cosa
terribile! Stavo andando in ufficio, quando mi si è
avvicinato un giovanotto e mi ha detto: “Cornuto!”.
E me lo ha detto guardandomi in faccia!».
«Ma di cosa ti preoccupi! Sai che il mondo è
pieno di pazzi e poi, soprattutto, sai che io ti amo
e ti sono fedele! Basta, no?»
Il brav’uomo si calma e si rassicura.
All’indomani mattina, mentre è in strada per
andare in ufficio, viene fermato dal solito giovane
che lo affronta dicendogli: «Cornuto! Cornuto e
spia!».
10) Ferie.
Un uomo parla con un suo amico, appena
tornato dalle ferie estive. «Ti sei divertito?»
«Uhm! Mica tanto». «Come mai?» «Facevo
sempre il bagno giorno e notte…» «Ma che dici:
anche di notte?»
«Sicuro: di giorno facevo il bagno nel mare; di
notte invece lo facevo nel… sudore!»
11) Fermata. In un treno affollatissimo. «Scusi,
signore, lei va molto lontano?» «No». «Mi scusi
ancora, scende alla prossima fermata?» «No».
«Nemmeno dai miei piedi?»
12) Fidanzata. «Giorgio, sai che sto per
fidanzarmi?» «Bravo, la ragazza è seria?»
«Proprio seria. Ed è gemella». «Ma non ti
confonderai?» «Sì, qualche volta, ma a me non
importa!»
13) Fidanzati.
«Cara» disse lui alla fidanzata mentre il treno
usciva dalla galleria, «se avessi saputo che
quella galleria era così lunga, ti avrei baciata!»
«Ma come, allora non sei stato tu?»
14) Film.
Marito e moglie con il figlio vanno al cinema. Il
bigliettaio però si rifiuta di farli entrare, dicendo
che il bambino è troppo piccolo e potrebbe
disturbare gli altri spettatori.
«Guardi che il bambino è buono, non disturba»
dice il padre.
«Senta, io vi lascio entrare; ma se il bambino
disturba, vi rimborso il biglietto e ve ne andate».
«Va bene». Dopo venti minuti: «Cara, ti piace il
film?» «No». «Allora dài due ceffoni al bambino
che ce ne andiamo!»
15) Filobus.
Sul filobus, un’anziana signora guarda
brontolando una giovane ragazza che sta
tranquillamente seduta. Per metterla a disagio, le
si piazza davanti e rivolgendosi agli astanti dice:
«Ai miei tempi si lasciava il posto alle persone
anziane…».
«Ha ragione. Ai suoi tempi… ma vede, ai suoi
tempi le ragazze non si trovavano incinte a
diciotto anni!» risponde serafica la ragazza.
16) Finanziatore.
Un produttore di Broadway stava cercando di
persuadere un industriale a finanziare uno
spettacolo.
Lo condusse alle prove e gli fece sfilare dinanzi
le ragazze del balletto, tutte giovani, belle e
seminude. L’industriale osservava attentamente,
ma diceva, ogni volta che una ragazza gli
passava davanti: «Puah! Che schifo!». Il
produttore, seccato, gli disse:
«Senta, io le sto facendo vedere le più belle
ragazze di Broadway e lei non fa che ripetere
“che schifo”. Le sembra il modo di comportarsi?»
«Ma io non mi riferisco certo alle sue ragazze.
Tutt’altro! Io sto pensando a mia moglie!»
17) Fine. Due amiche s’incontrano. «Ciao, Luisa.
Come va il tuo grande amore con Fabio?» «È
finito» risponde tristemente Luisa. «Finito? Ma
cosa è successo?» «Ci siamo sposati».
18) Fiori.
Uno scozzese entra da un fiorista che ha
esposto il cartello: “ditelo con i fiori”. «Quanto
costa un bisbiglio, per favore?»
19) Fissazione.
Un tale si reca da uno psichiatra perché è
fissato di essere un cane.
Quando lo psichiatra gli chiede da quanto
tempo ha tale preoccupazione, egli risponde:
«Da quando ero cucciolo».
20) Flemma. Un gangster entra in un pub
sparando all’impazzata e gridando: «Fuori di qui,
sporche carogne!».
Tutti gli avventori fuggono tranne un inglese che,
imperturbabile, continua a sorseggiare il suo
whisky.
«E tu?» sbraita il gangster avvicinandosi
minaccioso con la rivoltella puntata. «Tu?»
«Eh, sì, ha proprio ragione lei, ce n’erano di
sporche carogne…» mormora flemmatico
l’inglese, che continua inperturbabile a
sorseggiare il whisky.
21) Fortuna 1. Celestino incontra un amico che gli
dice:
«Ma sai cos’è successo? Pietro rientrando a
casa ha trovato sua moglie a letto con Enrico.
Preso dall’ira, li ha uccisi tutti e due, ha
incendiato la casa e si è suicidato!»
«In realtà poteva andare molto peggio» dice
Celestino «perché se fosse successo ieri, Pietro
avrebbe trovato me con sua moglie…»
22) Fortuna 2. «Babbino, babbino, ti piace la
frutta cotta?» «Moltissimo».
«Allora, babbino: allegro! Il nostro frutteto sta
bruciando!»
23) Fotografia.
Una signora americana sta posando per una
fotografia davanti alle rovine di un antico tempio
greco:
«Cercate di non fotografare assolutamente
anche la mia automobile» dice preoccupata al
fotografo, «altrimenti mio marito crederà che sia
stata io a distruggere il tempio».
24) Fotografo.
Un tale va a ritirare dei provini dal fotografo e
quando li ha in mano esclama: «Ma ho un’aria
completamente idiota!». «Non si preoccupi,
signore, non li ho ancora ritoccati!»
25) Fracasso.
Due fidanzati in moto. Lei sul sellino posteriore,
Lui: «Il tubo di scappamento fa un fracasso
infernale!». «Cos’hai detto?»
«Ho detto che il tubo di scappamento fa un
fracasso infernale!»
«Non sento niente! C’è il tubo di scappamento
che fa un fracasso infernale!»
26) Frainteso.
Un giovanotto abborda una bella e giovane
signora. È così insistente che a un certo punto la
donna gli domanda: «Ma non sa proprio cosa
fare stasera?» «No, e sono disperato».
«Accetterebbe di passare due ore da me?»
«Non ne vedo l’ora!» «Allora venga. Sto qui di
fronte». Il giovanotto sale, entusiasta. La signora
suona alla porta. Un uomo viene ad aprire.
«Caro» dice la signora «ecco un gentile signore
che non sa cosa fare stasera: ed è disposto a
guardare il piccino mentre noi andiamo al
cinema».
27) Francobollo.
Un ragazzino entra dal tabaccaio. «Vorrei un
francobollo da 500 lire». Quando il tabaccaio
glielo porge, chiede: «Quanto le devo?».
28) Freschezza. «Mi garantisce che queste uova
sono realmente fresche?»
«Freschissime, signora. Si figuri che un’ora fa
erano ancora in frigorifero!»
29) Frutti.
«Mammina, con i frutti che è andato a prendere
papà, mi ci fai la marmellata?» «Quali frutti
d’Egitto… Il babbo è andato in banca».
«Appunto: ha detto che andava in banca a
prendere i frutti».
30) Fucile.
Un medico condotto va a visitare un malato in
un paese vicino e, pensando di fermarsi a
cacciare al ritorno, si mette il fucile in spalla.
Mentre cammina incontra un contadino suo
paziente, che gli chiede dove sta andando. «Da
un malato». «Ah! E ha paura di non farcela?»
31) Fuga d’amore.
Lei confida ad un’amica: «È stato bellissimo,
talmente romantico… Enrico è arrivato a
mezzanotte, ha appoggiato la scala al mio
balcone e mi ha chiamata ordinandomi di
scendere per scappare con lui e sposarci
subito». «E tu cos’hai fatto?» «Naturalmente
sono scesa subito». «Sei stata ben coraggiosa.
Ma se la scala cadeva?»
«E come avrebbe potuto? Papà e mamma la
tenevano ferma dall’alto!»
32) Fumo.
«Marisa, ti ho già detto che non voglio che il tuo
fidanzato fumi nella sala da pranzo! Stamattina
ho trovato due fiammiferi sul tappeto!» «Ma non
ha fumato, te lo giuro, mamma. Li aveva accesi
per vedere… che ore erano».
33) Fungo 1.
L’amore è come un bellissimo fungo: si sa se
appartiene alla specie buona o a quella velenosa
solo quando è troppo tardi.
34) Fungo 2.
In una vasta radura al centro di un bosco, un
giovane fungo femmina prende un po’ di sole. Un
funghetto lo vede. Velocemente le si accosta. La
funghetta si alza e se ne va. Si siede vicino a un
alto fusto.
Il funghetto arriva di corsa e le si siede accanto.
La funghetta lo guarda, e seccata: «Porcino!»
35) Fuoco 1.
In una strada isolata e senza illuminazione, di
notte, c’è una casa che sta bruciando.
Il proprietario chiama i pompieri che sono sul
posto dopo pochi minuti.
Il loro comandante scende velocemente
dall’autobotte ed ordina: «Srotolate le pompe ed
aprite l’acqua!»
«Con questo buio non si riesce a vedere
niente!» grida un pompiere. «Be’, allora
riattizzate un po’ il fuoco!»
36) Fuoco 2.
Un bambino torna alle 11 da scuola. La madre,
stupita, gli chiede: «Come mai sei a casa così
presto?». «Mi hanno sospeso». «Perché?»
chiede la madre. «Il mio compagno di banco
fumava». «Ma scusa, se era lui a fumare, perché
hanno sospeso te?». «Perché sono stato io a
dargli fuoco…»
37) Furto.
Una maestra cerca di spiegare alle alunne cosa
e quali siano i reati.
«Per esempio, Annina, vediamo cosa sai del
furto. Dimmi, cos’è un furto?»
Vedendo che la bambina rimane silenziosa, la
maestra pensa di ricorrere a un esempio. «Stai
attenta, Annina. Se tu ti avvicini a un signore e gli
metti le mani in tasca e gli prendi il suo denaro, tu
cosa sei?». «Sua moglie!» risponde trionfante la
bambina.
38) Futuro. La cartomante è una signora piacente
sulla cinquantina. Alzando la carta con gesto
piuttosto teatrale, getta un gridolino: «Figlio mio,
che vedo?». «Che vede, signora?» «Sua moglie
morirà presto di una morte violenta!»
«Che orrore! Che orrore! E mi dica, signora,
che cos’altro vede? Sarò assolto o
condannato?»
<continua>
LETTERA “G”.
1) Gabbiano.
Due americani sono sulla spiaggia. A un certo
punto, uno dei due dice: «Guarda, un gabbiano
morto». L’altro, alzando gli occhi al cielo,
risponde: «Dove?».
2) Galanteria.
«È la sesta volta che mi baciate la mano da
quando ci siamo messi a tavola. Che cavaliere!»
«Le dirò, signora, il cameriere ha dimenticato di
darmi il tovagliolo».
3) Galli 1.
In un pollaio. Un galletto molto giovane si
avvicina al vecchio gallo e gli chiede:
«Tu che hai tanta esperienza, dimmi, hai mai
visto una gallina nuda?».
4) Galli 2.
Un tale ha passato le vacanze in un paese della
Spagna i cui abitanti sono notoriamente pigri. Al
ritorno racconta agli amici:
«Non solo gli abitanti, ma anche gli animali del
posto non avevano nessuna voglia di lavorare.
Figuratevi che nel paese vive il gallo più pigro del
mondo. Infatti tutte le mattine aspettava che un
altro gallo cantasse per primo e lui si
accontentava di muovere la testa in segno di
approvazione».
5) Galline.
Il pallone, durante una partita di calcio della
squadra del paese, esce di campo e sconfina in
un pollaio.
Il gallo osserva a lungo la palla, poi, rivolgendosi
alle galline che razzolano intorno, dice
severamente:
«Non è per farvi un rimprovero, signore, ma
vorrei che osservaste con attenzione il lavoro
della concorrenza e lo prendeste come
esempio!».
6) Gangsters.
Il capobanda si avvicina al nuovo accolito e:
«Quanto fa tre per tre?». «Nove» risponde questi.
Il capobanda estrae la P. 38 e lo uccide.
«Ma capo, perché l’hai ucciso?» domanda uno
della banda. «Sapeva troppe cose» risponde il
capo.
7) Garagista.
Deciso a farsi pagare da un cliente moroso, il
garagista va all’abitazione del debitore e lo
scopre intento a mangiarsi un enorme tacchino.
«Ma bravo!» urla il garagista, «Dice sempre di
non aver denaro e si permette di mangiare un
tacchino!»
«Ci sono costretto» dice sommessamente
l’altro, «non potevo più assolutamente
mantenerlo!»
8) Gatta.
Il paziente è sdraiato sul lettino dello psichiatra.
È una delle sue ultime sedute.
«Riassumiamo» dice il medico. «Dunque lei è
terribilmente innamorato della gatta di sua zia…»
«Ma cosa dice, dottore, è più di sei mesi che
non ci rivolgiamo nemmeno la parola…»
9) Gatto.
In riva ad un fiume, un uomo sta lavando un
gatto. Un signore che passa si ferma.
«Ma non si lavano i gatti! Il gatto è l’animale più
pulito della terra!»
L’uomo non risponde e continua a lavare
l’animale.
«Ma guardi che il gatto non ama l’acqua. Lei lo
farà morire quel povero gatto!» L’uomo alza le
spalle e continua. Il signore se ne va.
Dopo un’ora ripassa di lì e trova il gatto steso
sulla riva, morto.
«Cosa le avevo detto? Il gatto è morto, non
doveva essere lavato!»
«Ma non è morto quando lo stavo lavando, è
morto quando l’ho strizzato!»
10) Gemelli 1.
Il padre di due gemelli, uno normale e l’altro
muto, dopo aver tentato inutilmente varie terapie
per fare parlare quest’ultimo, decide di portarlo a
Lourdes. Appena giunti a destinazione, il padre
porta il figlio davanti alla piscina miracolosa e lo
butta nella vasca di acqua santa. «Papà, ma sei
scemo?» urla il gemello.
«Miracolo!» gioisce il padre. «Miracolo. Mio
figlio ha parlato!» E corre subito a telefonare alla
moglie:
«Cara, nostro figlio ha parlato! Mi ha urlato
“papà, ma sei scemo?”».
«E ha ragione» risponde la moglie «hai preso il
gemello sbagliato!»
11) Gemelli 2.
Un padre telefona al giornale locale ed annuncia
orgogliosamente che gli sono nati cinque gemelli.
Il tipo dall’altra parte del filo però non ha capito
bene. «Vuole ripeterlo?» chiede. «No, se posso
evitarlo!»
12) Gemelli 3. «Giorgio, sai che sto per
fidanzarmi?» «Bravo: la ragazza è seria?»
«Proprio seria. Ed è gemella». «Ma non ti
confonderai?» «No, è impossibile: suo fratello ha
i baffi».
13) Gemello. Il capufficio chiama il ragionier
Rossi e gli comunica:
«Ci sarebbe qui in ufficio un posto libero.
Potrebbe proporlo a suo fratello gemello…» «Mio
fratello gemello???»
«Sì. Quello che era ieri allo stadio mentre lei era
andato all’ospedale a trovare sua zia malata!»
14) Generale.
Un soldato è al bar. Entra un generale. Il soldato
s’irrigidisce nel saluto. «Bravo» dice il generale.
«Tu sai qual è il mio grado?» «Certo, signor
generale!»
«Molto bene. E sai dirmi che cosa comanda un
generale?» «Oh! Quello che vuole. Per me un
altro bitter, grazie».
15) Generi.
«E dove andrà ad abitare la signora Maria, ora
che le sue figlie sono sposate? Andrà a stare col
genero che vive a Genova o con quello che
risiede a Palermo?» chiede la signora Adele alla
vicina, signora Amalia.
«Non credo che abbiano ancora deciso»
risponde Amalia «tutto quello che so è che uno la
vuole a Palermo e l’altro a Genova».
«Che generi affettuosi» commenta con
ammirazione la signora Adele.
«Non proprio!» osserva la vicina. «Quello di
Genova la vuole a Palermo, quello di Palermo la
vuole a Genova!»
16) Gentilezza 1.
La padrona, severamente: «È bastato che io
restassi fuori città un solo giorno perché tu ne
approfittassi subito per indossare il mio
impermeabile. Perché l’hai fatto?».
«Pioveva a dirotto e mi sarebbe dispiaciuto
bagnare il suo nuovo tailleur a doppiopetto!»
17) Gentilezza 2.
Nello scompartimento di un treno una mamma
con il figlioletto di un paio d’anni sono seduti di
fronte a un signore che si sta a poco a poco
appisolando. Improvvisamente il piccolo dà un
calcione all’uomo: «Signòle, cacca!».
Il viaggiatore lo guarda stupito: perché lo dice
proprio a lui? Perché il bambino non sveglia sua
madre per queste piccole necessità intime?
«Senti, bel bambino, devi svegliare la tua
mammina…» Ma il bambino insiste: «Signòle,
cacca!».
«Guarda che io non posso aiutarti, c’è tua
madre per queste cose». «Signòle, cacca!»
Il viaggiatore si arrabbia e sta per urlare al
bambino quando… patapunfete! Una
pesantissima valigia gli cade sulla testa. Il
bambino si mette ad applaudire dicendo: «Te
l’avevo detto che caccava!».
18) Gentilezza 3.
La signora arriva a casa con l’automobile
ammaccata e, tutta soddisfatta, racconta al
marito: «Il vigile è stato molto gentile: pensa, mi
ha chiesto se volevo che facesse togliere tutti i
paracarri della città!».
19) Gentilezza 4.
Il padre, severo, al piccolo Pierino, che ha
commesso una grave sgarberia: «Non
dimenticare, caro ragazzo, che la gentilezza è
l’unica cosa al mondo che non costa nulla,
capito? La gentilezza non costa un centesimo!».
«Lo dici tu, babbino; ma prova ad aggiungere
qualche parola gentile in un telegramma e te ne
accorgerai».
20) Gentiluomini.
Un signore vestito in un modo eccessivamente
sgargiante entra in un club molto privato urlando:
«Dov’è il cesso?».
Un signore molto distinto, che sta leggendo,
abbassa il giornale e risponde:
«Guardi, là nel corridoio. La seconda porta a
sinistra, dove c’è scritto Gentlemen, lei però non
ci faccia caso ed entri ugualmente».
21) Geografia. «Papà, dove stanno i Carpazi?»
«Cosa vuoi che ne sappia io! È tua madre che
mette sempre via tutto! Io non ho tempo, lo sai…»
22) Giardino.
Piero, al padre: «Papà, perché la mamma
vacilla in quel modo, in giardino?». «Sta’ zitto! E
dammi un’altra pallottola!»
23) Gimkana.
«Ma cara, come hai fatto ad arrivare con la
macchina in salotto?»
«Semplice, tesoro. Quando sono arrivata in
cucina, ho girato a sinistra…»
24) Gioco.
«Luigino, giochiamo a marito e moglie?»
propone Pinuccia di quattro anni al fratellino di
sei.
«No, Pinuccia. Oggi non posso, ho promesso
alla mamma di non litigare con nessuno».
25) Gita turistica. Un gruppo di turisti sta
visitando Versailles.
«Ecco» dice la guida, «in questo letto si sono
coricati Luigi XIV, Luigi XV, Luigi XVI, Luigi XVIII,
Maria Antonietta, la Pompadour…»
La voce di un turista americano: «Chissà come
stavano stretti!».
26) Giungla.
Il leone vuole provare, come sempre, il suo
indiscusso dominio nella giungla. Vede una tigre
e chiede: «Chi è il re?». «Tu, certamente!»
risponde la tigre. Incontra poi un elefante e gli
rivolge la stessa domanda. L’elefante, senza
rispondere, solleva il leone con la proboscide. lo
fa girare ed infine lo scaglia contro un albero.
Il leone si rialza furente: «Se non sai la risposta,
non è una buona ragione per essere così
nervoso!».
27) Gnomi. Un tizio sta raccogliendo funghi nel
bosco.
Sotto un albero vede un porcino, quando sta per
raccoglierlo salta fuori un omino:
«No, per favore, non lo raccolga! Sono lo
gnomo Paolo e questa è la mia casa!»
Il tizio, stupito, non raccoglie il fungo e continua
a cercare; poco dopo vede un altro porcino. Sta
per raccoglierlo quando sbuca fuori un altro
omino: «No, per favore, non lo raccolga: sono lo
gnomo Mario e questa è la mia casa!»
Ancora una volta il tizio riprende la sua strada a
mani vuote, fino a che non vede un terzo, enorme
porcino. Si precipita verso il fungo, ma si trova
davanti a un altro omino: «No, no! La prego, non
lo raccolga! Sono lo gnomo Tonella e questa è la
mia casa…» «Certo, certo, non si preoccupi…»
Il tizio sta per andarsene, ma ad un tratto si
ferma e chiede allo gnomo: «Mi scusi, come mai
prima ho incontrato lo gnomo Paolo e lo gnomo
Mario, e lei invece si chiama Tonella…?»
«Perché prima era nel bosco degli gnomi; ora è
in quello dei cognomi!»
28) Gnomo.
Uno gnomo sta passeggiando nel bosco
quando comincia a piovere.
Vede un grande fungo e corre subito sotto per
ripararsi dalla pioggia: «Scusami, posso
ripararmi qui sotto?» «Non c’è problema, fai
pure…» «Ma tu sei un ombrello o fungi da
ombrello?» «Fungo, fungo!»
29) Gorilla.
In un accampamento, in Africa, un gorilla, di
notte, rapisce la moglie di un esploratore.
Svegliato di soprassalto, fa appena in tempo a
vedere il bestione fuggire con la donna. Gli amici
cercano di consolare il marito.
Lui, seduto ai piedi d’un albero, con gli occhi
persi nel vuoto, mormora solamente: «Io non ho
fortuna… Io non ho mai fortuna… Sembra che i
gorilla di quella razza le riportino sempre
l’indomani…».
30) Gravidanza.
Una ragazza di campagna, piantata dal
fidanzato dopo essere rimasta incinta, decide di
sposarsi con il ragazzo più stupido del suo
paese. Dopo tre mesi, dà alla luce un bambino.
Benché completamente idiota, il marito trova il
fatto un po’ raro e va a consultarsi con il prete.
Questi, che è un uomo comprensivo, gli dice:
«Amico mio, non ci vedo niente di anormale».
«Ma di solito non ci vogliono nove mesi per fare
un bambino?»
«In effetti è così, ma rifletti un attimo, sono tre
mesi che tu stai con tua moglie. e sono tre. Altri
tre mesi che lei sta con te, e fanno sei. E tre mesi
che state tutti e due insieme, e fanno nove.
Capito?» «Sì, signor curato, e mi scusi per il
disturbo».
31) Guai.
«Tommy, dopo che saremo sposati, dividerò
tutti i tuoi guai». «Ma io non ho guai…» «Li avrai,
caro, li avrai…»
32) Gufo.
Due amici, Gigi e Massimo, devono fare
insieme una vacanza in Brasile. All’ultimo
momento però Massimo, per problemi di lavoro,
non può partire. Chiede comunque a Gigi il
favore, anche per consolarsi dell’occasione
perduta, di portargli a casa un autentico
pappagallo brasiliano. Gigi va in Brasile, si
diverte come un pazzo e dopo due settimane,
mentre è sul taxi che lo sta portando
all’aeroporto, si ricorda della promessa. Vede
per strada un negozio di animali, fa fermare il taxi
ed entra di corsa nel negozio:
«Devo partire fra pochissimo, mi dia un
pappagallo». dice al negoziante.
«Mi dispiace, ma non ho più pappagalli, però
se vuole le posso dare un gufo». «Come, un
gufo? Io ho promesso un pappagallo».
«Guardi che in fondo non c’è molta differenza,
se gli coloro le penne, gli metto un po’ di gesso
sul becco…»
Per paura di perdere l’aereo e di tornare a mani
vuote, Gigi si fa convincere, paga il gufo e corre
all’aeroporto.
Tornato a casa Gigi consegna il gufo,
opportunamente modificato, a Massimo, che è
felicissimo per il regalo.
Dopo qualche giorno i due si trovano al bar e
Gigi, un po’ preoccupato, chiede a Massimo:
«come va il pappagallo?»
«Va benissimo. Guarda, non so come
ringraziarti, mi hai fatto veramente felice. Pensa
che ogni giorno gli dico un certo numero di
parole, sia alla sera che alla mattina, per
imsegnargli a parlare». «Ma lui parla?» chiede
Gigi stupito.
«Non ancora, però è sempre molto attento:
quando parlo mi guarda con due occhi così!»
33) Gusti 1.
Una signora ha assunto una cameriera
brasiliana e le sta facendo vedere la casa:
«Questa è la cucina… questo è Pucci… questo
è il bagno… questa è la camera… questi sono i
miei pappagallini… A te piacciono i pappagalli?»
«Non tanto, signora: hanno la carne un po’
stoppacciosa…»
34) Gusti 2.
La baronessa Lucia è nota nei salotti cittadini
per il suo spirito mordace. Giorni fa stava
accusando di cattivo gusto un pittore assai noto.
Questi le rispose: «Certo, donna Lucia. Sarà
proprio per questo che lei mi piace tanto».
<continua>
LETTERA “H”.
1) Hawaii.
Un cliente chiede, all’impiegato di un’agenzia di
viaggi, informazioni sulle isole Hawaii e
specialmente vuole un consiglio sul periodo
migliore per recarvisi.
«Tra i 20 e i 50 anni, signore» risponde
cortesemente l’impiegato «ogni periodo è
sempre perfetto».
2) Help.
A Napoli, in procinto di annegare, un uomo urla:
«Help! Help!».
Due operai che stanno mangiando un panino
seduti sul molo, lo guardano con indifferenza. A
un certo punto, uno dice all’altro: «Avrebbe fatto
meglio a imparare a nuotare invece di studiare le
lingue!».
3) Hippy. Un indiano e un hippy erano seduti,
fianco a fianco, al bar. A un certo punto, l’hippy si
rivolge all’indiano:
«Senti, è più di un’ora che mi fissi. Cosa vuoi?
Fatti i fatti tuoi!».
L’indiano: «Io, molte, molte lune fa ho giaciuto
con una puzzola. Io continuo a pensare che tu
forse essere mio figlio».
4) Hôtel 1. «Che prezzo hanno le camere in
questo albergo?» «Ci sono camere da
settantamila e da centomila lire». «E che
differenza c’è tra i due tipi di camera?»
«Quelle da centomila lire sono munite di
trappola per topi».
5) Hôtel 2.
Un marinaio in licenza paga il conto di un hôtel
molto caro. Guardando la cassiera che sta
ritirando i soldi, le chiede cosa porta intorno al
collo. «Una collana, naturalmente. Perché me lo
chiede?»
«Beh» disse il marinaio «tutto è così alto qui,
che pensavo potesse essere la sua giarrettiera».
<continua>
LETTERA “I”.
1) Idraulica.
Un signore entra in un negozio di forniture
idrauliche e chiede un raccordo per una tubatura.
«Come lo vuole, signore, maschio, femmina
oppure tutte e due?»
«Senta» dice il signore, «io voglio solo unire
due tubi e non fare un allevamento!»
2) Iella.
«Che giornata! Stamattina ho perso il posto.
Poi mi hanno rubato il portafoglio. Mia moglie è
fuggita col mio migliore amico. E, infine, il Milan
ha perso con l’Inter. È incredibile! E pensare che
al primo tempo stavamo vincendo tre a zero!»
3) Illusionista.
Su una nave, in crociera. L’animatore della
serata è un prestigiatore. Tra il pubblico
entusiasta vi è una ricca, stravagante americana
che tiene sulla spalla un pappagallo parlante. Il
prestigiatore ha conquistato il pubblico con dei
giochi di carte. Fra gli applausi si sente una voce
che grida: «Avevi l’asso di cuori nascosto nel
taschino!». Tutti guardano il prestigiatore e poi il
pappagallo che ha parlato. L’illusionista ha ora
fatto apparire due colombe. Il pappagallo
interviene: «Le avevi nel cappello!». E così ogni
trucco viene sistematicamente svelato dal
pappagallo.
A un tratto si ode un terribile boato. È un banco
di mine. La nave salta per aria.
Soli, nel mare sconvolto, si ritrovano, attaccati a
un pezzo di legno, il prestigiatore ed il
pappagallo. Quest’ultimo: «Va bene, questa volta
me l’hai fatta! Dimmi ora dove hai messo la
nave!?».
4) Imbroglioni.
«Il mondo è pieno d’imbroglioni!», urla la
moglie. «Pensa che questa mattina il fruttivendolo
mi ha dato diecimila lire false!» «Dove sono?»,
chiede il marito.
«Oh, per fortuna me ne sono liberata… le ho
date al macellaio».
5) Imitazione.
Il piccolo Andrea, di sei anni, imita in tutto e per
tutto il fratello Luca, diciottenne. Un giorno sente
che il fratello sta raccontando a un amico: «…
L’ho caricata sulla moto e l’ho portata nel
boschetto. Quando ho fatto per abbracciarla,
quella stupida mi ha detto: “No”. Allora ho ripreso
la moto e le ho detto: “Va bene, mia cara,
ritornerai a piedi” e così ho fatto».
Il giorno dopo, Andrea esce in bicicletta e va a
trovare Francesca, che accetta di andare con lui
nel boschetto. «Vuoi abbracciarmi?» le domanda
Andrea. «Sì». «Allora tu prendi la bicicletta, io
tornerò a casa a piedi».
6) Imperatrice.
Un tipo stralunato, vestito da Napoleone, con la
mano destra infilata nella giacca, entrò nello
studio di uno psichiatra:
«Dottore» disse nervosamente, «ho bisogno
del suo aiuto».
«Lo vedo» disse il dottore, «si sdrai sul lettino e
mi parli del suo problema».
«Io non ho problemi, dottore. Io, come
imperatore dei francesi, ho tutto. Ha capito, tutto!
È mia moglie Giuseppina che ha dei disturbi
mentali e io non so come fare».
«Capisco» disse il dottore fingendo di credere,
«e cos’ha l’imperatrice?»
«Per qualche strana ragione, l’imperatrice
crede di essere la signora Rossi».
7) Imperfezione. Due amici s’incontrano.
«Mario, sono veramente lieto. Ho saputo da mia
moglie che tua figlia si sposa».
«Siamo felici anche noi. Hanno deciso di
sposarsi prestissimo. Tra due mesi. Pensa: lui è
conte, ingegnere, ricco e innamoratissimo…»
«Che fortuna, Mario, congratulazioni! E, a
proposito, come si è comportato il fidanzato
quando ha saputo del piccolo difetto di Anna?»
Piccola pausa imbarazzata.
Poi: «Vuoi dire della gamba di legno? Oh, non
lo sa. Abbiamo pensato di fargli una sorpresa…»
8) Imperturbabilità.
Una tempesta infuria da diversi giorni, quasi tutti
i passeggeri della nave sono in preda al mal di
mare e preferiscono starsene in cabina evitando
la sala da pranzo.
Qualcuno, più coraggioso, si fa servire il pranzo
in cabina.
Arriva il cameriere col vassoio, bussa alla porta
della cabina, entra e vedendo la faccia del
passeggero domanda cortesemente:
«Buttiamo il pranzo direttamente in mare, o il
signore preferisce prima mangiarlo?».
9) Impunito.
Pierino ha commesso ancora una grave
mancanza e la giovane maestra è al colmo
dell’esasperazione:
«Resterai con me nella classe ancora per
un’ora dopo la chiusura della scuola».
«Se è contenta lei» ribatte Pierino, «per me va
benissimo, non m’importa niente di quello che la
gente penserà poi…».
10) Imputato. «Perché avete rubato quella forma
di formaggio?»
«L’ho vista in vetrina con scritto “Buona
occasione! Formaggio da grattare!” e non me la
sono lasciata sfuggire».
11) Inaugurazione. «Cameriere, è molto tempo
che è aperto questo locale?» «Da circa due
anni». «Ah, se l’avessi saputo prima!» «Ci
avrebbe onorato più spesso della sua presenza,
vero?»
«No, sarei venuto all’inaugurazione: almeno il
pesce che mi avete servito lo avrei trovato
fresco!»
12) In banca.
«Mi fa un favore? Mi cambia centomila lire con
11 biglietti da 10000?» «Vorrà dire con 10
biglietti da 10000!» «Beh! Allora dove sta il
favore?»
13) Incendio.
Al trentaquattresimo piano, un avvocato è al
lavoro nel suo studio. A un tratto sente un lieve
odore di bruciato, vede del fumo entrare da sotto
la porta e dopo qualche secondo ode l’urlo della
sirena dei pompieri. L’avvocato si alza, spalanca
la porta dello studio: la cabina dell’ascensore è in
fiamme.
Rientra precipitosamente e si affaccia alla
finestra. I pompieri gli fanno cenno di buttarsi.
L’avvocato non ha esitazioni: velocissimo,
prende la borsa dei documenti, dà un’ultima
occhiata allo studio e si lancia dalla finestra.
Non si sa come, forse perché il telone è troppo
tirato, fatto sta che il malcapitato, per il
contraccolpo, risale e rientra nello studio.
Sconvolto, si ributta dalla finestra. Altro
contraccolpo e l’avvocato si trova addirittura
seduto sulla sua poltrona. Velocissimo si rigetta,
altro contraccolpo. Questa tragica buffa storia
continua finché, a un certo momento, il capitano
dei pompieri rivolgendosi a uno dei suoi uomini
dice: «Basta. Non vale la pena d’insistere oltre.
Datemi un fucile che l’abbatto».
14) Incidente 1.
Un camionista grande e grosso si presenta
sconvolto ai carabinieri di un piccolo paese.
«Avete delle mucche tutte nere nel paese?»
«No». «Avete dei cavalli neri?» «No». «Non
avete nemmeno grandi cani neri?»
«No. Non ci risulta di avere delle bestie nere qui
in paese». «Oh, povero me! Allora ho messo
sotto due suore!»
15) Incidente 2. Sedute su una nuvoletta, due
anime fanno conversazione:
«Mia moglie» dice una delle due, «a un certo
punto mi ha detto: “Se mi lasci il volante sei
proprio un angelo”. E non aveva mica torto,
poverina: eccomi qui!»
16) Incidente 3.
Un maggiordomo molto compìto ha avuto
notizia che il suo padrone è morto in un incidente
d’auto. Spetta a lui recare alla signora la triste
notizia. Si reca nel salotto, dove la donna sta
leggendo accanto al caminetto:
«Milady, hanno telefonato in questo momento
che lei ha guadagnato trecento miliardi in un
incidente d’auto del signore».
17) Incompreso.
Un giovane si presenta al direttore di un piccolo
teatro di varietà per essere assunto. Il direttore gli
chiede interessato: «Cosa sa fare?» Il giovane
risponde: «So imitare gli uccelli». «Purtroppo non
è interessante per noi».
«Capisco, pazienza». Apre la finestra e… se ne
va via volando.
18) Incubo.
Un camoscio ne incontra un altro e gli dice:
«Amico mio, sono sconvolto. Pensa che ho
sognato che pulivo un vetro!» .
19) Indirizzi. In un paese, il playboy locale va a
confessarsi. Il prete:
«Sei stato con una donna sposata, è vero?
Dimmi chi è, avanti!» «Signor curato, non
posso». «E io non posso darti l’assoluzione».
«Proprio non posso». «Chi è? La moglie del
dottore?» «No». «La moglie del fornaio?» «No».
«Non ti do l’assoluzione». «Non lo posso dire,
padre». «La moglie del sindaco?» «No». «Non
posso darti l’assoluzione». L’uomo esce tutto
giulivo dal confessionale. Un amico: «Ti vedo
tutto allegro…». «Sono stato a confessarmi…»
«E allora?»
«Il prete non mi ha dato l’assoluzione, ma mi ha
dato i tre indirizzi che ancora mi mancavano!»
20) Indiscrezione.
Al parco, una signora si avvicina ad un
ragazzino che sta fumando. «Ma tua madre sa
che fumi?» gli domanda sconcertata.
«E suo marito sa che lei si ferma a parlare con
degli sconosciuti?»
21) Indovino 1.
«Cameriere, c’è una mosca nella minestra, che
cosa vuol dire?»
«Signore, non esageriamo. Io sono qui per
servire i clienti, non per predire il futuro o dare i
numeri per il lotto».
22) Indovino 2.
Una donna entra in un bar e dice a voce alta:
«Farò l’amore col primo di voi che indovinerà la
mia età!». Un tale al banco: «Centoquattro anni!»
E la donna: «Andiamo; c’è andato abbastanza
vicino».
23) Inesperienza. Il giudice all’imputato:
«Siete stato sorpreso a borseggiare un
passeggero di una vettura tramviaria. Cosa avete
da dire in vostra discolpa?».
«Che sono alle prime armi, signor giudice; e
quando avrò acquistato un po’ di esperienza, non
mi farò più sorprendere».
24) In farmacia.
Un ispettore della Sanità sta ispezionando la
farmacia di un paesino. Vedendo sopra uno
scaffale alcune bottigliette prive di etichetta
domanda cosa contengono. «Acqua» risponde il
farmacista, «non contengono che acqua. Le
consegno ai clienti quando la ricetta che mi
porgono è illeggibile».
25) Informazione. Un tale incontra un amico
sposato da poco.
«Allora? Tutto bene? Tu e Luisa siete
finalmente sposati e felici, immagino».
«Certo» risponde l’altro a mezza voce, «Luisa è
felice e io sono sposato».
26) Infortuni.
«La settimana scorsa», racconta un uomo ad un
amico «mia moglie camminava per un viottolo di
campagna, quando un fuscello la colpì all’occhio,
tanto che dovette andare dal medico. Mi è
costato centomila lire!»
«Questo non è nulla!», replica l’amico. «Due
giorni fa mia moglie camminava per una strada
del centro, quando da una vetrina un mantello di
visone colpì addirittura tutti e due gli occhi di mia
moglie!» «Poveretta! E quanto ti è costata?»
«Dieci milioni di lire!»
27) Inglese. «Vorrei essere in America». «E
perché?» «Perché saprei l’inglese senza averlo
studiato». «Ma allora, sciocchìno, dovresti
imparare l’italiano». «Ma quello lo so già…»
28) Insegnamenti.
«Tienilo bene in mente, Nino, le bestie non
vanno maltrattate. Amare le bestie è indizio di
generosità e di amore. Capito?» «Sì,
mammina». «Ora da bravo, vai a fare il compito».
«Non posso, mammina». «Come non puoi?»
«Non vedi che il gatto s’è addormentato sopra
la mia cartella? E se lo svegliassi subito addio
generosità ed amore per le bestie…».
29) Insegnanti.
Due professori di una media statale si ritrovano
all’altro mondo.
«Finalmente un po’ di pace. Che sollievo. In
confronto alla classe pestifera che avevo, questo
paradiso è veramente un incanto!» «Ma guarda
che qui siamo all’inferno!»
30) Intelligenza.
In un paesino ligure vive un tale che viene
considerato come lo scemo del villaggio,
curiosità e attrattiva di tutta la zona.
Se gli fanno scegliere fra una moneta da 500
lire ed una banconota da 50000 Lire, lui prende
sempre le 500 lire! Un giorno un tale gli chiede:
«Si può sapere perché tu ti accontenti sempre
delle 500 lire?».
«Bravo, se io prendessi solo una volta le 50000
lire non verrebbe più nessuno!»
31) Interrogatorio. Accusatore: «Signorina,
dov’era la notte del 17 marzo?»
Signorina: «Sono stata a letto tutta la notte ed
ho sei testimoni che possono provarlo».
32) Interrogazione 1.
Professore: «Qual è la scoperta di Leonardo da
Vinci che più si avvicina ai nostri tempi?».
Scolaro: «L’ultima, professore, l’ultima…».
33) Interrogazione 2. A scuola la maestra decide
di interrogare Pierino. «Pierino, dimmi, sai niente
di Dante Alighieri?» «Perché, signora maestra,
gli è successo qualcosa?»
34) Intervista 1.
«Lei è uno di quegli uomini che pensano che
l’azienda senza di lei non potrebbe andare
avanti?»
«Lo so benissimo che potrebbe. Solo non
voglio che se ne accorgano».
35) Intervista 2.
Un giornalista, per un servizio sulla quarta età,
sta intervistando un centenario. «Quali erano le
sue distrazioni preferite quando era giovane?»
«La caccia e le donne». «E cosa cacciava?»
«Le donne».
36) Intraprendenza.
Un giornalista morì e il suo spirito fu
immediatamente portato in cielo da una schiera
di angeli. Arrivò in un lampo alle soglie del
paradiso. La porta fu socchiusa e San Pietro gli
chiese: «Professione?». «Giornalista». «Non
abbiamo più posti, mi dispiace».
«Possiamo provare all’inferno, vuole?» gli
chiese gentilmente uno degli angeli. «Per me è
uguale» rispose il giornalista.
In un attimo tra mille bagliori giunsero alle porte
dell’inferno.
Il diavolo portinaio gli disse: «Giornalista?
Siamo al completo» e gli sbatté la porta in faccia.
Tutti gli angeli erano avviliti. Il giornalista pensò un
po’, poi scelse una stella disabitata e subito vi
fondò un giornale. Una settimana dopo ebbe i
biglietti omaggio per entrare in paradiso e
all’inferno.
37) Investimenti.
«Farebbe meglio ad andare a piedi!» dice il
medico a un automobilista che si è rotto la testa.
Poi, fermandosi al letto di un altro ricoverato
ingessato dalla testa ai piedi: «E a lei cos’è
successo?». «Andavo a piedi e sono stato
investito da un’automobile…»
38) Ipnosi.
Un medico cura il paziente con l’ipnosi: «Dica
lentamente, con convinzione: “Io guarirò, sono
finalmente guarito” e guarirà!». Il malato
ubbidisce e si sente bene. «Sono 100000» dice
il medico.
E il paziente: «Adagio, lentamente, con
convinzione dica: “Io sono stato pagato, sono
stato pagato…”».
39) Ipocrita.
«Per favore, signora» chiede Pierino,
«potrebbe aprirmi il cancello?»
«Certo, caro! Che meraviglia un bambino così
educato! Ecco, vedi, è molto facile, avresti potuto
aprirlo da solo».
«Lo farò più tardi, grazie, quando la vernice
sarà completamente asciutta!»
40) Ippodromo.
«Ieri, alle corse, mi è successo un fatto
incredibile. Stavo allacciandomi una scarpa ed
ero chinato, quando un fantino molto miope mi ha
gettato addosso una sella». «Oh, Dio! E tu cosa
hai fatto?»
«Cosa vuoi che facessi senza allenamento!
Sono arrivato ultimo!»
41) Ironia.
Un tizio sale su un taxi: «Per favore, mi
raccomando: sono padre di 12 figli. Sia
prudente». «E lei, con 12 figli chiede a me di
essere prudente?»
42) Istantanea.
Un giornalista americano sta mostrando una
fotografia della torre di Pisa a sua moglie.
Questa guarda la foto, guarda il marito e,
aggrottando le sopracciglia, dice: «Come al
solito avevi bevuto anche quel giorno!».
<continua>
LETTERA “L”.
1) Ladro. In tribunale, un ladro viene interrogato
dal giudice: «Ma lei mentre rubava, non pensava
a sua madre?» «Sì, ma non ho trovato niente che
potesse piacerle!»
2) Lager. Campo di concentramento.
Alla vigilia di Natale, il comandante del campo
convoca tutti i prigionieri nel grande cortile e li fa
disporre su tre file.
«Questa festa vicina mi fa sentire molto buono.
Io voglio alleviare le vostre sofferenze. La prima
fila faccia un passo avanti!» La prima fila esegue
l’ordine. «E voi» dice il comandante rivolto ai
soldati: «Fuoco!» La prima fila è decimata.
«Seconda fila» urla il comandante «un passo
avanti!» «Fuoco!» Anche la seconda fila viene
stroncata.
«Io sono veramente molto buono. Anche voi
della terza fila: fate un passo avanti!»
Tutti i prigionieri fanno un passo avanti, meno
due. Sono italiani. Si guardano, poi uno dice
all’altro: «Di’, famo pure noi ‘sto passo avanti, se
no quello s’incazza!»
3) Lamentela. «Cameriere, nella mia minestra ci
sono due capelli!» «Perché, ne aveva ordinati di
più?»
4) Lampadina.
Il direttore di un manicomio, mentre sta facendo
un giro d’ispezione, vede, con enorme stupore,
un paziente aggrappato al soffitto. «Ma cosa fa
quell’uomo lassù?» «Crede di essere una
lampadina». «Fatelo scendere
immediatamente!» «Ma poi restiamo al buio!»
5) Lanciatore di coltelli.
«Sì, babbo, il circo era molto bello, ma non mi è
piaciuto il lanciatore di coltelli». «Perché?»
«Perché non è riuscito neanche una sola volta a
colpire la donna!»
6) Lanterna.
Un uomo che abitava in una via con le case tutte
uguali, ogni volta che si ubriacava entrava in una
casa sbagliata. Un amico gli consigliò di mettere
una lanterna sotto il portico per evitare di
sbagliarsi.
Una sera, infatti, ubriaco come al solito, grazie
all’idea dell’amico trovò subito la sua casa. Presa
la lanterna dal portico, entrò, si guardò attorno e
disse: «Questa è proprio la mia casa». Poi salì le
scale, si guardò di nuovo attorno e disse:
«Questa a letto è proprio mia moglie e io sono
a letto con lei. Ma chi è quel figlio di buona donna
con la lanterna in mano?»
7) Lattaio. «Papà, mi dai i soldi che devo
comprarmi un gelato?» «Ma se ti ho dato ieri la
tua paga settimanale…»
«Se non me li dai, non ti dico che cosa il lattaio
stamattina ha detto alla mamma».
«Va bene, ecco i tuoi soldi. Ora dimmi: che
cosa ha detto il lattaio?»
«Be’, quello che gli dice tutti i giorni: “latte intero
anche oggi, signora?”…»
8) Latte 1.
«Mi dispiace, ma non verrò più a comperare il
latte da lei; così imparerà a darmi il latte
annacquato!»
«La colpa non è mia, signora! Sa, la stagione è
stata caldissima e le mucche hanno bevuto
molto!»
9) Latte 2.
Un contadino sta morendo e chiede alla moglie
di portargli da bere una tazza di latte.
La donna va a mungere la mucca e aggiunge al
latte una buona quantità di liquore per dare al
marito una bevanda più energetica. Dopo aver
bevuto di gusto, l’uomo dice alla moglie:
«Cara, fai qualsiasi cosa dopo che sarò morto,
ma non dare mai via una mucca che fa un latte
come questo!».
10) Lentezza… «Dottore, non sto molto bene…»
«Che cosa mangia a colazione?» «Polenta…»
«A pranzo?» «Polenta…» «A cena?»
«Polenta…» «E la digestione, com’è?» «Un po’
lenta…»
11) Leoni.
«Un mio prozio ha avuto il coraggio di entrare in
una gabbia occupata da cinque ferocissimi
leoni!»
«Chissà quali festose accoglienze gli avranno
riservato quando è uscito!» «E chi ha detto che è
uscito?»
12) Lettera anonima.
Un tale apre la busta e legge: “Egregio Signore,
la vita coniugale riserva a volte amare sorprese.
Domani, si rechi alle 17 in punto in via tale
numero talaltro. Vedrà arrivare sua moglie, che si
recherà a casa del signor X. Firmato: un amico”.
«Bah! Un altro che s’illude della puntualità di
mia moglie!»
13) Lettera di un padre.
«Caro figliolo, gradirei che tu mi scrivessi un po’
più a lungo e mi raccontassi qualche cosa della
tua vita, invece di limitarti sempre a chiedermi
soldi. Ti accludo le diecimila lire che mi hai
richiesto. A proposito, nella tua lettera hai
commesso un piccolo errore. “Dieci” è formato
da un 1 seguito da un solo zero, non da due».
14) Letterina.
«Caro amore, le parole non sanno farti capire
quanto sono pentita d’aver rotto il nostro
fidanzamento. Solo ora, con la lontananza,
capisco che non posso vivere senza di te.
Perdonami! Io ti amo. Ti amo! Ti amo! tua Eva. P.
S. Congratulazioni per la tua vincita miliardaria al
Totogol!»
15) letto.
I genitori devono alzarsi presto e lo fanno con
mille precauzioni per non svegliare il piccolo
Carlo che dorme come un angioletto.
Stanno per uscire, quando delle grida strazianti
li mettono in allarme.
«Mamma, mamma» singhiozza il piccino «che
paura ho preso. Mi sono svegliato, sono corso
nel tuo letto e tu non c’eri. Sono corso nel letto del
papà e non c’era. Sono tornato nel mio letto e
non c’ero più nemmeno io…»
16) Levataccia.
Alle cinque di mattina una donna viene svegliata
dal suono del campanello di casa.
Preoccupata, corre alla porta e non appena
apre si trova davanti un mendicante: «La prego
signora, mi dia qualcosa…».
«Non ci posso credere», dice la donna, «e lei
ha il coraggio di svegliarmi alle cinque del
mattino per chiedermi la carità?» «Non è colpa
mia se oggi ho il giro molto lungo!»
17) Libertà. Lo psichiatra, rivolto alla paziente
stesa sul lettino:
«Le càpita qualche volta d’incontrare un uomo e
di desiderare d’essere libera?» «Sì, molto
spesso…» «E che tipo è quest’uomo… vuol
dirmelo?…» «Mio marito».
18) Licenziamento.
La notizia che Luigi ha perso l’impiego si è
subito diffusa fra gli amici e uno di questi gli
chiede: «Come mai il capo officina ti ha
licenziato?»
«Bene» spiega Luigi, «prima di tutto, tu sai chi
è il capo officina… Uno di quelli che girano per le
sale senza fare niente, controllando se si lavora
oppure no». «Va bene, ma questo cosa c’entra
col tuo licenziamento?»
«Vedi» continua mestamente Luigi, «il fatto è
che la gente credeva che il capo officina fossi io,
e allora…»
19) Lifting. Una donna un po’ snob all’amica:
«Dovevo partire per le vacanze, ma prima mi
son fatta un lifting». «Ma non mi sembravi così
rovinata…»
«Non lo so, comunque con la pelle avanzata mi
son fatta un set completo di valigie!»
20) Lingue.
Una pattuglia dei carabinieri ferma una
macchina blu metallizzato con a bordo due
persone in doppiopetto grigio, entrambi con un
paio di occhiali a specchio. Un carabiniere si
avvicina alla macchina e: «Buongiorno:
carabinieri, documenti per favore…» Il finestrino
della macchina si abbassa e il guidatore dice:
«Digos!». Il carabiniere non capisce e ripete:
«Buongiorno: carabinieri, documenti per
favore…». L’uomo, con molta calma, ripete:
«Digos!».
Il carabiniere, un po’ nervoso, non sa più cosa
fare. Si avvicina al suo superiore e dice:
«Marescià, questi fanno finta di non capire, che
faccio, metto il colpo in canna? Devo sparà?».
«Caputo, stai calmo», dice il maresciallo,
«adesso ci penso io…»
E si avvicina con calma alla macchina. Il
guidatore dell’auto fissa per qualche secondo il
maresciallo, poi ripete: «Digos!». E il
sottufficiale: «Carambilleros, documentos por
favor!!!».
21) Litigio 1.
Un marito alquanto minuto cerca di intimidire la
propria moglie: «Ti avverto» urla, «di non fare
uscire la bestia che è in me!» «Oh, che importa»
risponde lei, «tanto non ho paura dei topi, io!»
22) Litigio 2. Dopo un furioso litigio il marito urla
alla moglie: «Se io dovessi morire, tu non
piangeresti neppure!» «Ma se io piango per
niente!»
23) Litigio 3. «Io e mio marito non discutiamo
mai». «Neppure quando lui ha ragione?» «Non lo
so; questo non è mai accaduto!»
24) Locomotiva.
Dopo un viaggio in ferrovia molto lento, un
passeggero seccato chiede al macchinista: «Non
potevate arrivare qui più velocemente?».
«Certo che avrei potuto, signore» risponde il
macchinista «ma non potevo abbandonare la
locomotiva».
25) Longevità.
Un reporter va ad intervistare un centenario e gli
chiede quale sia il segreto della sua longevità.
«Non ho mai bevuto un goccio d’alcol in vita
mia» è la risposta. In quel mentre si sente un gran
frastuono fuori dalla porta.
«Deve essere mio padre» spiega il vecchietto
«che rincasa ubriaco come al solito…»
26) Lotteria.
Tutti i componenti della famiglia De Lorenzi
stanno sognando sugli acquisti che faranno dopo
la vincita alla lotteria. «Prima di tutto» dice il
padre «compreremo una bella auto e potremo
così fare splendidi viaggi e visitare i posti più belli
del nostro paese, andare in giro per il mondo e
vedere le meraviglie della natura. D’accordo?»
La risposta è un coro di sì.
«Così» dice la figlia più grande «io mi siederò
dietro con la mamma, quando andremo in gita».
«Ed io» grida Paolo «mi siederò davanti con
papà!»
«Niente affatto» esclama la mamma «tu ti
metterai dove dirò io! Starai di dietro con tua
sorella». «No! No!» grida il bambino. «Io sto
davanti con papà!» «Ti ho detto dietro» urla la
madre «se no sono schiaffoni!» «Voglio stare
davanti!» ribatte il piccino «perché…» La madre
lo interrompe con un manrovescio, concludendo:
«E adesso scendi subito dalla macchina!».
27) Lozione.
Un fabbricante di una lozione per la crescita dei
capelli, dopo molti tentativi riuscì a vendere bene
il suo prodotto. Egli infatti aveva stampato in
rosso sull’etichetta: “Si raccomanda di non
versare questo preparato sulle parti del corpo
dove non si desidera fare crescere i capelli”.
28) Lucciole.
In una splendida serata d’estate, due lucciole
amiche s’incontrano in un prato. Dopo i primi
convenevoli, una s’accorge che l’altra è tutta
fasciata.
«Oh, cara, non avevo visto bene prima. Cosa ti
è successo?»
«Non parlarmene… sai: ieri notte avevo un
appuntamento col mio fidanzato. Presa
dall’emozione, appena l’ho intravisto sono volata
di corsa da lui. Era un mozzicone di sigaretta!»
29) Lumaca. Una chiocciola guarda passare un
lombrico.
Scuote la testa e dice: «È proprio grave la
situazione degli alloggi…».
30) Luminosità. Un tipo molto miope deve
acquistare un appartamento.
Trova un’offerta sul giornale e, dopo aver fissato
l’appuntamento col proprietario, si reca a visitare
l’appartamento. Appena entrato, comincia ad
urlare: «Ma mi vuole prendere in giro? Mi aveva
detto che era un appartamento ampio e luminoso
… Io non abiterò mai in una casa così piccola e
buia! Invece di una casa sembra un armadio a
muro!».
«Mi scusi, di quale casa sta parlando? Questo
è l’ascensore!»
31) Luna.
«Bevi di nuovo? Ieri sera non hai detto, davanti
ad un bicchiere di vino, che era l’ultimo quarto?»
«Sì, è vero; ma mi riferivo alla luna».
<continua>
LETTERA “M”.
1) Madre.
Una donna aveva avuto sei figli, tutti biondi. Il
settimo nasce con i capelli rossi. Il marito si sente
tradito: «Voglio la verità. Confessa che questo
non è mio figlio». «È tuo figlio, te lo giuro!» dice
tra i singhiozzi la poveretta. Inutilmente. Il marito,
forse colto da un raptus, la picchia tanto che
l’uccide. Ma un attimo prima di spirare, la donna
fa cenno al marito d’avvicinarsi: «Devo farti una
confessione» sussurra con un fil di voce. «Ah, lo
sapevo, allora ammetti che il figlio non è mio!»
«No, te l’ho giurato. È proprio figlio tuo! Sono gli
altri sei che non sono tuoi!»
2) Maestro.
«Silenzio!» grida un maestro particolarmente
disturbato dalla scolaresca. «Tutte le volte che
apro bocca, c’è un imbecille che parla!»
3) Malato.
«E allora, come si sente?» domanda il medico
entrando nella camera del paziente.
L’uomo, un po’ rassegnato, risponde: «Non
capisco, dottore. Sono forte come un bue,
mangio come un lupo, ho uno stomaco di struzzo,
e poi la notte ho una febbre da cavallo!».
«Capisco io, è necessario consultare subito un
veterinario!»
4) Malefatte.
Mentre una raffinata signora stava facendo
acquisti dal fruttivendolo, il suo cagnolino leccava
la frutta qua e là.
L’ortolano, dopo aver pazientato per un po’, non
potendone più richiamò l’attenzione della
padrona sulle malefatte del cane. E lei, rivolta al
cane:
«Fuffy, smettila! Non vedi che quella frutta non è
lavata?»
5) Malloppo. Tra due ladri: «Come è andato il
colpo alla banca?» «Benissimo, capo,
benissimo!» «E il malloppo, dov’è il malloppo?»
«L’ho lasciato in banca, capo. Capirai: ho
saputo che quella banca paga gli interessi al
venti per cento. Tra qualche anno potremo
riscuotere il doppio!»
6) Mamma.
In un grande magazzino, molto affollato, una
madre si accorge di aver perso il bambino.
Mentre lo cerca tra i banchi del reparto, sente la
vocina del piccino che grida: «Liana! Liana!».
La mamma lo raggiunge, lo stringe al petto e,
tra un bacio e l’altro, gli dice: «Ma amore, perché
mi chiamavi per nome invece di chiamare
“mamma”?»
«Perché io volevo essere ben sicuro che
venisse a riprendermi la mamma giusta!»
7) Manager.
Un importante manager, che deve recarsi
all’estero, trasmette telegraficamente al suo
corrispondente estero le istruzioni: “Pregovi farmi
trovare quanto necessario per mio soggiorno:
vitto, alloggio ecc. ecc. ecc.”.
Giunto a destinazione viene condotto nel
migliore albergo della città e gli viene mostrata la
camera più bella. Mentre egli esprime la propria
soddisfazione al corrispondente, questi lo
trascina in una stanza vicina, dove siedono tre
graziose fanciulle che lo guardano sorridenti. «E
queste chi sono?» chiede stupito il manager.
«Oh», replica l’altro affabilmente, «queste sono
i tre eccetera!»
8) Mancanza.
Da cinque anni un naufrago scozzese vive su
una isola deserta in mezzo all’oceano, senza
avere più visto o sentito alcun essere umano.
Finalmente riesce a costruire una specie di
barca con tronchi e liane intrecciate e ad arrivare
su un’altra isola, dove trova una donna.
Questa offre al compagno un ricco pasto e poi,
avvicinandosi, gli dice:
«E adesso vieni a prenderti quello che ti è tanto
mancato per cinque lunghi anni!» «Splendido!
C’è dunque del whisky?»
9) Maniaco. Lo psichiatra introdusse la signora
nel suo studio.
«Allora, mi dica, cara signora, cosa succede
con suo marito?»
«Dottore, non fa che lavare la sua macchina.
Tutto il giorno, capisce?»
«Beh… non è poi tanto grave. Vede, signora,
molti uomini lo fanno e…» «Nella vasca da
bagno?» replicò la donna.
10) Manicomio.
Un giornalista entra in manicomio per scrivere
un articolo sulle malattie mentali. Mentre gli
stanno facendo visitare il Reparto Violenti, si
sente chiamare: «Giuseppe… Giuseppe!»
Il giornalista si volta e vede un suo vecchio
compagno di scuola: «Massimiliano… Ma che ci
fai qui?» «È una lunga storia… Ti ricordi di
Silvia?» «Sì, la tua fidanzata. E allora?»
«Be’, ci siamo sposati. I primi tre anni sono stati
splendidi, poi lei è diventata l’amante del mio
avvocato. Con la sua complicità è riuscita a farmi
interdire. Mi drogavano; io stavo sempre male ed
i dottori non sapevano spiegarsi la causa dei
miei problemi… Insomma, alla fine sono riusciti a
farmi ricoverare… ed eccomi qui! E pensa che io
non sono affatto matto!»
«Sembra una storia impossibile. È strano però
che ti tengano ancora qui dentro». «Be’, sai,
basta qualche medico compiacente…»
«Non ti preoccupare, Massimiliano: adesso ci
penso io! Appena fuori di qui, scrivo un pezzo
sulla tua situazione e su come si possa tenere in
manicomio una persona normale!» «Certo che
non sono matto!»
I due si abbracciano e si salutano, Giuseppe si
incammina verso l’uscita quando gli arriva un
sasso in testa. Con le mani sulla ferita
sanguinante si gira e vede l’amico che lo saluta
gridando: «Oh, ricòrdati, mi raccomando…»
11) Mano morta.
In un autobus, un tipo continua a fare la mano
morta con una bella ragazza. A un certo punto la
ragazza esclama seccata: «Ma insomma, non
può mettere le mani altrove?» «Beh! Non osavo
proprio!»
12) Manovre militari. Il tenente ha spiegato alle
reclute l’orientamento notturno.
Per essere sicuro che tutti abbiano ben capito,
si rivolge al primo che gli sta di fronte e che ha
seguito con molta attenzione ed interesse tutte le
spiegazioni.
«Dimmi un po’, soldato, se tu hai davanti a te la
stella polare, cosa avrai dietro le spalle?» «Lo
zaino, naturalmente, signor tenente!»
13) Maremma.
Un giornalista italiano aveva avuto l’incarico di
far visitare a un collega americano la Maremma. Il
giornalista americano non voleva assolutamente
riconoscere la floridezza delle nostre terre ed
ammirare i nostri prodotti. «Che cosa sono questi
animali?» «Buoi».
«Buoi?» si meravigliò l’americano «Ma da noi
sono tre volte più grossi!» «E quelli?» soggiunse
indicando dei montoni. «Quelli? Montoni».
«Montoni? Ma da noi in America sono cinque
volte più grossi!» In quel momento apparvero dei
magnifici cavalli. «E quelle bestie, cosa sono?»
domandò l’americano. «Grilli» rispose calmo il
giornalista italiano.
14) Marinai 1. Capitano: «Marinaio Venturini,
spiega le vele!».
Marinaio: «Le vele sono dei pezzi di tela a
forma triangolare e servono…».
15) Marinai 2.
Una mattina, in uno dei quartieri più popolosi, in
un vicolo del porto di Genova. Sotto un’angusta
casa arriva un marinaio e si mette a gridare:
«Giovannino! Giovannino!» A un tratto si apre
una finestra e si affaccia una donna. «La smetta
di urlare! Si può sapere chi vuole?» «Voglio
parlare con Giovannino!» «Qui ci sono due
Giovannino. Quale vuole?» «Quello alto, bruno».
«Sono tutti e due alti e bruni». «Quello che è
marinaio!» «Tutti e due sono marinai!» «Quello…
becco!» «Ah… allora è mio marito. Glielo mando
subito!»
16) Marito e moglie. «Sei proprio noioso: adesso
parli mentre dormi!»
«Cara mia, la natura vuole il suo sfogo: se tu mi
lasciassi parlare un po’ mentre sono sveglio…»
17) Matrimonio 1.
La tiglia si sarebbe sposata la mattina dopo e
la fanciulla era comprensibilmente emozionata.
La madre le diede alcuni consigli e concluse:
«Ricòrdati di non farti mai vedere da tuo marito
completamente nuda». Avvennero le nozze.
Dopo alcuni giorni di matrimonio, il marito
domandò alla sposina: «Senti, amore. Levami
una curiosità. Nella tua famiglia c’è stato qualche
matto?». «No, amore. Ma perché me lo chiedi?»
«Beh… sono ormai due settimane che siamo
sposati e ogni notte tu vieni a letto con quel
pazzesco cappellino in testa!»
18) Matrimonio 2.
Il vigile di un paese ferma un automobilista per
eccesso di velocità. «Posso spiegarle» inizia
quest’ultimo, piuttosto agitato.
«Niente spiegazioni, le darà al commissario»
taglia corto l’agente. L’uomo viene quindi
condotto al commissariato. Dopo due ore il
poliziotto che lo ha fermato riappare.
«Lei ha fortuna» dice «il commissario tornerà
tra breve dal matrimonio di sua figlia. Sarà di
ottimo umore…»
«Non ci conti» replica rassegnato
l’automobilista, «io sono lo sposo…»
19) Medici 1.
Un medico confida ad un suo collega: «ieri ho
sorpreso quell’incosciente di mio figlio che
terminava una lettera a un amico con la frase: “…
e tanti auguri di buona salute”. Gli ho dato uno
schiaffone!»
20) Medici 2. «Buon giorno, dottore, dove va di
bello?» «In nessun posto, passeggio per
ammazzare il tempo». «È rimasto senza clienti?»
21) Medici 3.
San Pietro si rivolge all’ultimo arrivato: «Sei un
medico, vero? Allora terza porta a sinistra:
ingresso fornitori».
22) Medicina prodigiosa. «Allora lei mi consiglia
questa medicina per dormire?»
«Sì, signora, è portentosa. Pensi che ai clienti
che ne acquistano un flacone, regaliamo una
sveglia».
23) Memoria.
Si dice che un’attrice abbia rivelato tutto il suo
passato al fidanzato prima di sposarsi. Due attori
suoi colleghi commentano la cosa, e uno dice:
«Ci vuole un bel coraggio!».
«Non è il coraggio» esclama l’altro, «è la
memoria che è ammirevole!»
24) Ménage.
Un tale che aveva un ménage familiare piuttosto
turbolento, chiese a un amico come facevano, lui
e sua moglie, a evitare continue discussioni.
«Ti dirò» esordì l’amico «che sin dall’inizio del
nostro matrimonio, ho messo ben in chiaro con
mia moglie che io, come pater familiae, avrei
preso le decisioni importanti, mentre lei si
sarebbe arrangiata sulle normali, cioè su quelle
di routine».
«E qual è la tua definizione per “decisioni di
routine”?» domandò l’amico.
«Per esempio: a che scuola devono andare i
figli, come dobbiamo usare il denaro, se è il caso
di cambiare lavoro… ecco: queste sono
decisioni che riguardano mia moglie».
«Scusami. E quali sono allora quelle che tu
chiami “decisioni importanti”?» ribatté l’amico.
«Oh… sul tipo se ammettere la Cina all’ONU o
se è bene che il presidente vada in Russia…»
25) Mendicante.
Un mendicante forte e robusto, fermo a un
angolo della strada, domanda con voce
lamentevole l’elemosina.
Passa un signore che si ferma a guardarlo con
aria di viva riprovazione.
«Ma come?» dice il signore. «Non si vergogna,
sano e robusto come è, di stendere la mano?»
«Senta» risponde l’accattone, «io sono qui per
chiedere l’elemosina, non consigli!»
26) Menopausa.
Una donna di un paese montano del sud Italia fu
mandata dal medico condotto, per una visita
specialistica, dal ginecologo. Dopo averla
esaminata attentamente, il dottore le chiese:
«Non è ancora passata per la menopausa?»
«A dir la verità, dottore, non sono mai stata
neanche fino a Reggio Calabria».
27) Mezzo di trasporto. All’uscita da teatro, una
pulce si rivolge alla compagna: «Andiamo a casa
a piedi o prendiamo un cane?»
28) Miliardario.
Una signora che sta leggendo il giornale, si
rivolge al marito:
«Senti questa: nel New Jersey un miliardario ha
lasciato tutte le sue sostanze a una donna che si
era sempre rifiutata di sposarlo…». «Vedi, cara,
che la riconoscenza non è ancora morta?»
29) Minaccia. Un vecchietto macilento entra nel
saloon:
«Se scopro chi mi ha rubato il cavallo, faccio
quello che fece mio nonno vent’anni fa».
Un omaccione, con tono minaccioso: «E che
cosa fece tuo nonno?». «Eh, tornò a casa a
piedi».
30) Minestrone.
Un ufficiale ferma un soldato che ha i pantaloni
della mimetica completamente bagnati.
«Soldato, dove sta andando così conciato?»
«Signor tenente, sto tornando da una marcia…»
«E pensa che questo possa giustificare il suo
stato?»
«No, vede, è che non potevamo tenere gli
zainetti e allora prima di partire abbiamo tirato a
sorte sul cibo da portarci dietro…» «E allora?»
«E allora è successo che alle persone davanti a
me sono toccati il pane, che il primo si è messo
velocemente in tasca, e un po’ di fette di salame,
che il secondo si è messo in tasca…» «E
allora?»
«Allora io sono stato sfortunato. A me è toccata
la minestra…»
31) Miopia. Una signora un po’ miope è al suo
primo volo.
Tutta arzilla e soddisfatta sta seduta al suo
posto, guardando fuori dal finestrino. Poi,
volgendosi al vicino: «Guardi quanta gente
laggiù! Sembrano formiche…».
«Sono formiche» risponde l’altro. «L’aereo non
è ancora decollato».
32) Missionario.
Un giovane missionario arriva in un villaggio di
cannibali e si propone di convertirli. Alcuni giorni
dopo, il capotribù si reca in città, chiede di
essere ricevuto dal vescovo e lo supplica di
mandare ai suoi uomini un altro missionario.
«Ma se ve ne ho appena inviato uno pochi
giorni fa. Non vi va bene?» «No, va bene, ma
vede, eminenza, è quasi finito!»
33) Modestia.
Un americano, un russo e un polacco muoiono
contemporaneamente. Arrivano insieme in
paradiso. San Pietro concede a ognuno di
esprimere un desiderio, promettendo che verrà
esaudito.
«Io vorrei veder Mosca distrutta da una bomba
nucleare» dice l’ americano.
«Io vorrei vedere New York distrutta da una
bomba nucleare» dice il russo. «Io vorrei un
caffè» dice il polacco.
«Ma come sei modesto!» replica San Pietro
rivolto al polacco. «Guarda che puoi chiedere
quello che vuoi».
«Grazie, ma io sono contento così. Mi basta una
tazza di caffè e non mi dispiace neanche di
aspettare mentre lei accontenta prima questi due
signori».
34) Moglie.
«Vuoi un buon consiglio?», fa un tale
incontrando un amico. «Certo».
«Allora: la sera chiudi le persiane, perché alle
dieci tutti ti vedono sul sofà mentre accarezzi e
baci tua moglie!»
«Non farmi ridere! Alle dieci!? Impossibile,
perché proprio a quell’ora io sono sempre al bar
a giocare al biliardo…»
35) Monete.
«Papà, è vero che una volta, per pagare la
merce, invece dei soldi si usavano pecore,
mucche ed altri animali?» «Sì, mio caro,
perché?»
«E come facevano, papà, a mettere delle bestie
così grosse nei portafogli?»
36) Mongolfiera.
Una mongolfiera viene trascinata fuori rotta da
venti impetuosi e turbolenti. Finalmente gli
elementi sembrano calmarsi e il pallone comincia
a discendere verso un verdeggiante prato, dove
un contadino è tutto intento a tagliare l’erba.
«Signore! Ehi, laggiù!» gli grida l’aeronauta.
«Potrebbe dirmi dove mi trovo?» «Su un
pallone».
37) Monsoni.
L’istruttore alla recluta marinaio: «Tu sei sulla
nave ed improvvisamente arrivano i monsoni…».
«Io non ho paura!» lo interrompe il giovane. «Ma
sono venti… terribili!» «Possono essere anche
cento. io non ho paura lo stesso!»
38) Monumento. La maestra: «Per che cosa è
famoso Garibaldi?». Gianni: «Per la sua
memoria, signora maestra». «E che cosa te lo fa
pensare?» «Gli hanno eretto un monumento “Alla
memoria”».
39) Morte.
Al comando di un battaglione di addestramento
reclute giunge un triste telegramma: la madre
della recluta Rossi è morta in un incidente.
Nessuno ha il coraggio di dirglielo, perciò
l’incarico viene affidato a un sergente, famoso
per la sua mancanza di sensibilità. Il sottufficiale
ordina un’adunata alla compagnia di Rossi e urla:
«Tutti coloro che hanno ancora entrambi i genitori
facciano un passo avanti». A ordine eseguito,
tuona: «Rossi, sei il solito cretino, ho detto
“entrambi”!».
40) Mostra futurista.
«Osserva, Enrico, come è curiosa questa
magnifica statuetta». «Taci, cretino: non vedi che
è l’estintore d’incendio?!»
41) Mostro.
«Avvocato, voglio divorziare da mio marito.
Questo mostro è entrato in camera da letto, l’altra
notte, mentre io ero mezza addormentata e ha
cercato di picchiarmi. E ci sarebbe anche
riuscito, se non ci fosse stato Giorgio che si è
svegliato e mi ha difeso!»
42) Mucche.
«Posso dipingere una delle vostre mucche?»
chiede un pittore a un montanaro. «No. A me
piacciono così come sono».
43) Muratore. Un muratore cade dal primo piano
di una casa in riparazione.
La gente accorre e qualcuno gli porge un
bicchiere d’acqua. Il poveretto prende il
bicchiere, lo guarda, e con voce flebile: «Da che
piano bisogna cadere per avere un bicchiere di
vino?»
44) Mutandine.
Negli spogliatoi, prima di una partita di tennis i
giocatori stanno per cambiarsi. Uno, giornalista,
si spoglia, è un po’ a disagio: indossa un paio di
minuscoli tanga rosa, con pizzetti e fiocchetti ai
lati! I compagni lo guardano straniti. «Ehilà,
Mario, da quando in qua porti i tanga rosa?»
«Beh, dal giorno che mia moglie li ha trovati
dentro il fodero della mia macchina per scrivere».
<continua>
LETTERA “N”.
1) Napoleone.
Durante le vacanze in Corsica, un bambino si è
affezionato a tal punto alla statua equestre di
Napoleone che non passa giorno che non vada a
vederla.
Il giorno della partenza il piccino è irremovibile;
non parte se non saluta per l’ultima volta il suo
grande amico. Il padre, commosso e fiero da
tanto amore per il leggendario conquistatore,
decide d’accompagnarlo. Arrivati, il bambino
scoppia in singhiozzi:
«Addio, Napoleone! Non ti dimenticherò mai,
Napoleone». Sulla strada del ritorno, il piccino è
silenzioso. A un tratto, come inseguendo un
pensiero:
«Papà, ma chi è quel buon uomo a cavallo di
Napoleone?».
2) Naufraghi.
Due marinai sono naufragati da più di un mese
su un’isola deserta e non sanno più come far
passare il tempo.
«Giochiamo agli indovinelli?» dice uno,
«vediamo se indovini chi sono. Si tratta di una
grande diva del cinema. Sono bionda con grandi
occhi verdi. Ho novantacinque di petto,
cinquantacinque di vita, gambe lunghissime ed
affusolate… Chi sono?»
«Me ne frego» dice l’altro con gli occhi sgranati,
«abbracciami, subito!»
3) Necessità 1.
Un commerciante aveva cercato per molti anni
di farsi pagare una fattura, ma le sue preghiere e
le sue minacce erano state vane. Come ultima
risorsa scrisse una lacrimosa lettera
accompagnata dalla fotografia della figlioletta.
Sotto la fotografia scrisse: “Ecco perché mi serve
il denaro”. La risposta questa volta arrivò subito.
Era la fotografia di una bella ragazza, in costume
da bagno, sotto la quale il debitore aveva scritto:
“Ecco perché non posso pagare!”.
4) Necessità 2.
Un giovane geometra disoccupato in cerca di
lavoro passa davanti a un circo che espone il
cartello «OFFRESI POSTO DI LAVORO». Spinto
dalla necessità va dal direttore che gli spiega di
cosa si tratta: «cerchiamo qualcuno per il numero
dell’orso acrobatico». «… ma scusi, io cosa
dovrei fare?»
«Be’, dovrà indossare una pelle d’orso e
pedalare su una bicicletta lungo un filo a quindici
metri di altezza; sotto ci sarà la gabbia dei leoni.
La paga è buona e potrebbe iniziare subito…»
Il geometra, costretto dalla necessità, accetta.
Al momento della prova, si veste con la pelle
d’orso e sale a quindici metri. Sta per iniziare a
pedalare in bilico sulla corda quando, guardando
sotto, vede venti leoni. Terrorizzato, si toglie la
testa d’orso e urla al direttore:
«No, guardi… ci ho ripensato! I leoni qui sotto
mi fanno troppa paura!» Nella gabbia un leone si
alza in piedi, si toglie la maschera e dice: «Non
abbia paura, geometra, qui sotto siamo tutti
ragionieri!».
5) Neve.
È una gelida mattina d’inverno. Un bambino sta
incollato alla finestra con un’aria incantata. La
mamma gli si avvicina e lo abbraccia. «Tesoro, è
bello veder cadere la neve!» «La neve? Non la
neve, mamma, la gente!»
6) Notizia. Dal ginecologo: «Signora, le devo
dare una bella notizia». «Signorina, prego».
«Signorina, le devo dare una brutta notizia».
7) Nottate.
«Mio figlio è fortissimo: ha solo nove anni e con
una mano sola riesce a tenere alzata una sedia
per due minuti!». «Il mio ha solo tre mesi e riesce
a tenermi alzato tutta la notte…».
8) Nottetempo.
Una giovane e bellissima donna avvisa il suo
fidanzato genovese: «Amore, hai capito?
Quando i miei dormiranno ti butterò giù cinquanta
lire: sarà il segnale. Lascerò la porta aperta e tu
potrai salire da me». «Va bene, amore mio».
Carlo attende nella notte. Finalmente, lei apre la
finestra e butta la moneta. Ora Elena è distesa
sul letto, avvolta in una deliziosa vestaglia di
chiffon e attende, attende… attende… Dopo
circa mezz’ora, Elena si affaccia alla finestra e: «
Carlo! Cosa fai? vieni, sì o no?» «Amore, non
riesco a trovare le cinquanta lire! …»
9) Notti. Giudice: «Lei è condannato a trenta
giorni di prigione!» Imputato: «Va bene, signor
giudice. E le notti dove le passo?»
10) Nozze d’argento. Due vecchietti genovesi
parlano seduti su una panchina.
«Sai, Riccardo, domani ricorrono le nozze
d’argento con mia moglie. Pensavo, per
festeggiare, di portarla fuori a cena…»
«Ma te, Giacomo, sei sempre il solito tirchio! A
cena per le nozze d’argento! Fai le cose in
grande, partite per un viaggio in un paese
lontanissimo. Tu e lei soli… dovete andare in
Australia!»
«Mi sembra una spesa grossa, però forse hai
ragione. Ma sì, potrei portare mia moglie in
Australia…»
«Ma quale spesa grossa! Le nozze d’argento, e
poi le nozze d’oro tra 25 anni, sono due
ricorrenze che devono essere festeggiate bene».
«Sì, guarda, mi hai convinto: per le nozze
d’argento porterò mia moglie in Australia…» «E
per le nozze d’oro?» «Magari andrò a
riprenderla…»
11) Nuotatore.
«Lei è un magnifico nuotatore: ha mai pensato
di attraversare a nuoto la Manica?» «Sì, ci ho
pensato; ma non so l’inglese…»
12) Nuoto.
«Enrico, spiegami, come si fa ad insegnare a
nuotare alle ragazze?»
«Dunque: si prendono dolcemente per la vita, si
mette l’altra mano sotto il mento e, magari, un po’
più in giù, se si può…» «E tu pensi che così mia
sorella imparerà?»
«Stupido! Ma se è tua sorella… buttala
nell’acqua, semplicemente!»
13) Nursery.
In culle vicine, ci sono due neonati. A un certo
punto uno dei due, con una vocina tutta dolce,
chiede: «Tu cosa sei? Un maschietto od una
femminuccia?» «Un momento che guardo»
risponde l’altra vocina. Le coperte vengono
sollevate da due minuscole braccine. «Sai, sono
un maschietto. Ho le scarpine azzurre!»
<continua>
LETTERA “O”.
1) Obeso.
Un signore con una pancia enorme si siede con
aria soddisfatta ad un tavolo del ristorante. Il
cameriere gli porta la lista, lui la esamina
attentamente e dice: «Perfetto, va bene così, più
un caffè».
2) Occhiali.
«Dottore, ho in gola una specie di morsa, non
riesco più a inghiottire bene. Mi aiuti!»
«Senz’altro lei fuma troppo e soprattutto
dovrebbe cambiare occhiali». «Ma mi faccia il
piacere! Cosa c’entrano gli occhiali?»
«C’entrano, c’entrano… Sulla mia porta c’è
scritto Dottore Commercialista. Il medico sta al
piano di sopra…»
3) Occupazione.
«In fondo in fondo me la passo bene: sono nella
ditta di mio padre». «Bravo; e che cosa fai?»
«Faccio parte delle spese “generali”».
4) Odio.
Al termine di una seduta psichiatrica, il medico
dice al paziente: «Il suo caso mi sembra molto
chiaro. Lei soffre di manie di persecuzione. Deve
cominciare a capire la sua situazione e cercare
di vincere questo problema».
Il paziente, con tono lacrimevole: «Non è vero, la
verità è che lei mi odia. Non mi ha mai potuto
soffrire…».
5) Odore.
Un contadino va da un medico specialista. Il
dottore lo fa spogliare, ma non appena il
contadino si leva le scarpe, nell’ambulatorio si
spande una grande puzza. «Guardi che prima di
una visita dovrebbe lavarsi!»
«È la stessa cosa che dice anche il mio
dottore» risponde il contadino «ma volevo
comunque sentire uno specialista».
6) Oggetto-spia.
«Sotto c’è il vostro innamorato che vi aspetta»
dice il padrone alla domestica, arrivando a casa.
«Il signore conosce il mio fidanzato?» chiede
sorpresa la ragazza.
«No, ma il giovane che sta aspettandovi davanti
al portone porta una delle mie cravatte!»
7) Ombrello. «Quanto costa questo ombrello?»
«Cinquantamila lire, signora». «Per meno, cosa
posso prendere?» «La pioggia!»
8) Omicidio? La giovane e bella amante al ricco
industrialotto lombardo: «Caro, se tu mi
amassi…»
«Amasso, amasso: ma non ti amasso mica. Te
voglio ben!».
9) Operazione.
Un miliardario, prima che l’anestetico faccia
effetto, dice con un pallido sorriso: «Professore,
spero che non si farà pagare dai miei eredi!».
Il chirurgo, gelido: «Non si preoccupi, mi hanno
già pagato!».
10) Ordinazione 1. Due genovesi sono seduti al
bar del porto. «Cosa prendi?» domanda uno dei
due. «Dipende…» risponde l’altro. «Da cosa?»
«… Se paghi tu o io…»
11) Ordinazione 2. Un canguro entra a balzi in un
bar. «Un whisky e soda» chiede buttando due
dollari sul banco.
Il barista gli serve da bere, dà il resto, guarda il
canguro, lo riguarda e: «Mi scusi, non per essere
curioso, ma sa che lei è l’unico canguro che
abbiamo visto in questo bar?». «Sfido» risponde
serio il canguro «con i vostri prezzi…»
12) Ordinazione 3. «Cameriere! Cameriere! Una
mosca nella minestra!» «Gliela porto subito,
signore».
13) Ordini.
Un prete, per far fronte alle spese, decide di
vendere il suo cavallo.
All’acquirente, un contadino, il sacerdote ricorda
come impartirgli gli ordini: «il cavallo è stato
abituato a rispondere solo a formule
ecclesiastiche. Per farlo partire “Sia lodato il
Signore”, per fermarlo “Alleluia”».
L’uomo, un po’ scettico, decide di salire a
cavallo per un giro di prova; appena in sella
mormora «Sia lodato il Signore» e il cavallo inizia
a trottare. Sempre più divertito da questo strano
sistema di comando, l’uomo ripete «Sia lodato il
Signore» e il cavallo si lancia al galoppo.
Improvvisamente il contadino vede davanti a sé
un burrone, cerca di frenare il cavallo tirando le
redini, ma il cavallo continua a correre; l’uomo,
terrorizzato, si ricorda delle parole del prete e
grida «Alleluia». Il cavallo si ferma sull’orlo del
precipizio. Il contadino, asciugandosi il sudore
sulla fronte, mormora: «Sia lodato il Signore!».
14) Orgoglio.
Un tizio va dal tabaccaio e, sapendolo sordo,
comincia ad urlare: «Tabaccaio, un francobollo
da 550! Tabaccaio, un francobollo da 550!
Tabaccaio, un francobollo da 550!».
«Ehi, cosa grida, non sono mica sordo, sa?…
Con filtro o senza?»
15) Orgoglio nazionale.
Due gentiluomini chiacchierano annebbiando
l’aria del club con il fumo delle loro pipe:
«Hai saputo cosa è accaduto a Lord Brenham?
Stava tranquillamente bevendo il tè con milady
quando il maggiordomo gli ha detto che il castello
stava bruciando. Cosa credi che abbia fatto? Si
è limitato ad accarezzare la testa del suo cane
danese dicendo che prima avrebbe finito di bere
il suo tè e poi avrebbe preso le decisioni del
caso. Senonché il danese, a quella notizia, si
precipitò al telefono e chiamò i pompieri».
«Magnifico, vecchio mio! Magnifico!»
commenta l’altro. «Ciò prova una volta di più che
nel momento del pericolo noi inglesi non
perdiamo la testa, ma gli stranieri…»
16) Origini. «Papà, da dove vengo io?»
«Mah, sai Pierino, io e la mamma, insomma…
Hai visto l’altro giorno quei due gatti in cortile che
giocavano e che… Ma perché mi fai queste
domande?»
«Perché ai giardini pubblici un mio amico mi ha
detto che lui è venuto da Pisa».
17) Orsi. Due soldati stanno facendo la guardia in
una notte stellata. A un certo punto uno dei due,
guardando le stelle, esclama: «Guarda come si
vede bene stasera l’orso maggiore…» «L’Orsa
Maggiore, vorrai dire», lo corregge subito l’altro.
«Be’, adesso tu mi devi spiegare come fai a
capire che è una femmina da così lontano!»
18) Ospedale.
Un tizio è al pronto soccorso per farsi medicare
una piccola ferita alla mano. Appena entra, il
dottore con tono sbrigativo gli dice: «Si spogli».
«Ma dottore, io…» «Si spogli!» «Guardi, dottore,
che io ho solo…» «Ho detto si spogli!» «Dottore,
le ripeto che io ho solo un dito…» «Si vuole
muovere, insomma, le ho detto di spogliarsi!!»
Il tizio rassegnato va dietro un paravento e trova
un altra persona, completamente nuda, alla quale
dice:
«Non riesco a capire: sono qua solo per farmi
medicare una piccola ferita alla mano e il dottore
ha insistito per farmi spogliare!»
«E lo dice a me? Io sono qui solamente per
consegnare un telegramma!»
19) Osservazione.
«Senta, Rosi, così non andiamo bene» dice la
signora Maria alla donna di servizio. «Se
continua così, sarò costretta a cercare un’altra
collaboratrice domestica».
«Dice davvero, signora? Oh, ma lei pensa
proprio a tutto… avevo proprio bisogno di un
aiuto!»
20) Ostacoli. «Hai già imparato ad andare in
moto?» «Certo». «E che cosa ti è sembrato,
diciamo così, più duro?» «Il lampione davanti a
casa mia».
<continua>
LETTERA “P”.
1) Pallina. Pronto soccorso. Si presentano
trafelati due bambini.
«Dottore» dice uno dei due «ho appena
ingoiato una pallina».
«E tu?» chiede il medico all’altro piccino che
sembra preoccupatissimo. «Io? Io sono il
proprietario della pallina!»
2) Panchina 1.
In un parco, due signori anziani sono seduti sulla
stessa panchina. A un tratto, uno emette un
profondo sospiro. «Ah, no, per piacere! Niente
politica!» protesta l’altro.
3) Panchina 2.
Nel parco, un vecchio pensionato,
completamente sordo, sta seduto tranquillamente
su una panchina a leggere il giornale. Passa un
operaio che gli dice: «Guardi che questa
panchina è stata appena verniciata!».
«COME?», urla il vecchietto. «Be’, di verde…»
4) Papa.
Il nuovo direttore di un manicomio, incontrando
un pazzo che passeggia nel cortile, gli si avvicina
e gli chiede: «E tu chi sei?». Il pazzo gli risponde:
«Sono il Papa, figliolo». «E chi te l’ha detto?»
domanda il direttore. «Dio stesso, figliolo».
In quello stesso momento un altro paziente,
scuotendo la lunga barba fluente, dice: «Non è
vero, io non ho mai detto niente di simile!».
5) Pappagalli.
Un giorno, dal giardino di un convento di
Carmelitane che confina con quello del
manicomio, fuggono tre pappagalli, uno verde,
uno giallo e uno rosso. Le suore sono disperate,
poiché le bestiole sono volate tra gli alberi del
manicomio e non vogliono tornare a casa. Una
delle suore si avvicina al cancello e rivolgendosi
a un paziente: «Signore, ce lo farebbe un
piacere?». «Anche due!» «Ci riporterebbe a
casa quei tre pappagalli?» «Volentieri, sorella».
Dopo qualche minuto il paziente ritorna con due
pappagalli, quello rosso e quello giallo. «Grazie,
figliolo. E quello verde?» «Non ho potuto
coglierlo. Era troppo acerbo!»
6) Paracadutista.
Un allievo paracadutista al suo primo lancio si
blocca terrorizzato davanti al portello dell’aereo.
L’istruttore cerca di convincerlo: «Coraggio,
buttati». «Ma signore, se il paracadute non si
apre?»
«Non ha importanza, c’è quello di sicurezza.
Coraggio, buttati, ci sono gli altri che aspettano il
loro turno!»
Un attimo di esitazione, l’allievo sembra
convinto, ma un nuovo dubbio l’assale: «Ma se
nemmeno quello di sicurezza si aprisse?».
Al che l’istruttore spazientito esclama: «Beh,
sta’ a sentire ragazzo, tu buttati lo stesso; nel
caso, quando arrivi a terra, te li fai cambiare».
7) Parallelo.
Andare a una festa con la propria moglie è
come andare a caccia con il guardiacaccia.
8) Parata militare.
Un graduato ai soldati adunati: «Allora,
ricordatevi che domenica prossima sfileremo in
parata. Se la mattina piove, sfileremo nel
pomeriggio. E se piove nel pomeriggio, sfileremo
alla mattina, naturalmente…».
9) Parcella.
La moglie di un paziente si precipita adirata
nello studio del medico che ha in cura il marito,
urlando:
«Il suo modo di curare mio marito è veramente
incomprensibile!». «Perché, signora, cosa c’è di
strano?»
«Ieri ha detto che lui non deve agitarsi, che
bisogna evitargli qualsiasi emozione; e poi oggi
gli manda il conto!»
10) Parentela. Il caporale a una recluta: «Il tuo
nome?». «Vesuvio, signor caporale». «Come il
vulcano?» «Sì, signor caporale. Ma non siamo
parenti!»
11) Parigine.
Un giovane industriale bergamasco,
proprietario di un grande mobilificio, trascorre
una settimana di vacanza a Parigi. Al ritorno,
racconta agli amici:
«Le parigine sono sbalorditive. Pensate: una
sera incontro una fanciulla meravigliosa,
purtroppo però io non so una parola di francese,
lei non una d’italiano, con un gesto l’invito a
entrare in un caffè. Chiedo allora al cameriere un
pezzo di carta e una matita e vi disegno
un’orchestra. Lei capisce che io desidero andare
a ballare e sorride. A sua volta, lei prende la
matita e disegna un letto. Ebbene, ragazzi, non
ho ancora capito come è riuscita ad indovinare
che ho un mobilificio!».
12) Partenza. Antonio deve partire per il servizio
militare.
Alla sera, la mamma dice al marito: «Senti,
abbiamo rimandato sino ad ora. Ormai è grande,
non possiamo lasciarlo partire così,
nell’ignoranza. Bisogna che tu glielo dica».
«Certo. Per forza. Glielo dirò dopo cena».
Ma, dopo cena, il padre non dice niente ad
Antonio. E ancora niente alla mattina presto,
davanti alla colazione. Ormai sono tutti e tre alla
stazione. Il treno sta per partire e Antonio è tuttora
ignaro.
Quando il capostazione alza la bandierina, il
padre realizza di non aver fatto il suo dovere.
Allora, mentre il treno si muove, il poveruomo
corre verso il vagone dove è salito il figlio e gli
grida: «Antonio! Antonio! Guarda che Babbo
Natale non esiste! Non esiste! Hai capito?»
13) Pasqua.
La domenica di Pasqua, i bambini dipinsero
tutte le uova di smaglianti colori e le misero nel
pollaio. Arrivò il gallo e, quando vide tutte quelle
uova colorate, andò su tutte le furie ed ammazzò
il pavone.
14) Passeggiata. Due giovani passeggiano
teneramente abbracciati.
«Amore, dimmi: preferisci una donna bella o
una donna intelligente?»
«Né l’una né l’altra, tesoro, sai bene che sei tu
quella che amo!»
15) Patente. La figlia ritorna dall’esame di guida.
«Cara, com’è andato l’esame?» «Non so».
«Come non lo sai! Cosa ti ha detto l’ingegnere?»
«Non ha detto niente: l’hanno portato subito al
pronto soccorso!»
16) Pazzia.
«Perché non lavorate?» domanda il direttore di
un manicomio a un ricoverato. «Io sono pazzo,
signor direttore».
«Lo so» ribatte questi, «ma non è una buona
ragione. Anche i pazzi devono lavorare». «Sì, ma
io non sono pazzo fino a questo punto!»
17) Peccati.
Due fidanzati vanno insieme a confessarsi.
S’inginocchia lei. Per dieci minuti buoni: «Bla-
bla-bla-bla-bla…», Poi è la volta di lui.
S’inginocchia. Si fa il segno della croce, e chiede
subito la penitenza. «Ehi!» esclama il prete. «E i
peccati?»
E il giovanotto: «Ma come? Non glieli ha già
detti tutti lei?»
18) Pericolo.
Mentre due giovani vanno in auto, marciando
lentamente su una strada solitaria di campagna
ammirando il paesaggio, la ragazza sospira e
chiede: «È davvero pericoloso guidare una
piccola macchina come questa con una mano
sola?».
«Certo», risponde il giovane «un mio amico,
poco tempo fa, per aver guidato così è finito in…
chiesa».
19) Pescatori.
Due amici vanno a pescare sul Tamigi. Uno dei
due fa una strana manovra, anziché le normali
esche, attacca agli ami dei mozziconi di
sigarette. L’amico, stupitissimo, gli chiede il
perché di una cosa simile.
«Semplice» risponde l’altro. «A me interessa
solo pescare aringhe affumicate!»
20) Pesce.
«Cara» dice il marito alla moglie, «cosa ne
pensi dei bei pesci che ho portato?»
«Non prendermi in giro!» gli risponde lei secca.
«La nostra vicina ti ha visto poco fa dal
pescivendolo…»
«Infatti, ne avevo presi così tanti, che ho dovuto
venderne un po’…»
21) Peso. «Papà, quanto costano i bambini al
chilo?» «Mio caro, i bambini non si vendono!»
«Allora, perché appena nati li pesano?»
22) Petrolio.
Un petroliere texano si trova a Parigi e davanti
alla Torre Eiffel pensa: «Strano: sono anni che
passo di qui, e non hanno trovato ancora il
petrolio».
23) Pianto.
«Pierino, perché stai piangendo? Si può
sapere cosa ti è successo?»
«La mamma ha preso il mio gattino e lo ha
portato al fiume per annegarlo».
«Oh, povero caro, è una cosa molto triste, ma tu
devi essere un ometto e non devi piangere».
«Ma non è giusto, mi aveva promesso che lo
avrei annegato io!»
24) Picnic.
Durante una scampagnata con la colazione al
sacco, un tizio chiese a un contadino: «Scusi,
posso andare su quel campo di erba a far
merenda?». Il contadino lo fissò per alcuni
secondi e poi gli rispose: «Vada pure e buon
appetito! Ma badi bene che dopo l’erba non si
deve bere acqua!».
25) Pigiama. Due amiche s’incontrano dal
parrucchiere. «Sai chi ho visto ieri?» «No. Chi?»
«Il marito di Emanuela. Ma com’è cambiato!
Pensa che se non era per il pigiama, non l’avrei
riconosciuto!»
26) Pignoleria 1. «Dimmi, Pierino, quali animali
ci sono sulla terraferma?» «Sulla che?»
«Terraferma». «Scusi, ma ieri non ha detto che la
terra gira?»
27) Pignoleria 2.
«Ma tu sei Fabio, il figlio della mia amica Bice?
Come sei cresciuto! Quanti anni hai?» «Sette,
signora». «Sette? Caspita! Sei già un
giovanotto…» «No, signora, sono un giovan…
sette».
28) Pignoleria 3.
Un bibliotecario, registrando un libro appena
restituito ma in condizioni deplorevoli, così
annota: “Pagina 83, un buco”. (Voltando pagina)
“Pagina 84, un altro buco…”.
29) Pillole.
Una giovane fanciulla va sposa, all’indomani, a
un vecchio signore. Tra le ultime spese, non
dimentica di entrare in una farmacia. Al dottore
che le si rivolge, la fanciulla chiede: «Dottore,
domani mi sposo e per non mettere a disagio
mio marito che ha molti anni più di me, avrei
pensato di regalargli delle pillole afrodisiache. Ne
ha?» Il dottore cerca e le porge un tubetto con
molti auguri. Dopo una settimana, la giovane
donna è di ritorno. Il farmacista la riconosce e: «È
andato tutto bene, signora?»
«Straordinarie le sue pillole, dottore. Pensi che
mio marito, credendo che due non fossero
sufficienti, ha preso tutto il contenuto del tubetto.
Non le dico che notte! Si è comportato meglio di
un ragazzo di vent’anni. Ed è grazie a lei se,
dopo tanto amore, è morto felice…»
30) Pinze. «Non occorre che apriate tanto la
bocca, diamine!» «Ma non deve introdurvi le
pinze?» «Sì. ma io resto fuori».
31) Pittore.
Il marito alla moglie: «Ho visto un tuo nudo nello
studio del tal pittore!».
«Ma cosa dici! Non ho mai posato per lui!
L’avrà dipinto a memoria!»
32) Polo.
Al polo Nord. Tra la bufera di neve arranca, su
quella che dovrebbe essere la pista, una piccola
slitta con due uomini intirizziti. Un branco di orsi
affamati l’insegue. Il primo uomo dice: «Siamo
finiti! Gli orsi corrono più dei cani». Il secondo
uomo ribatte: «Mi è venuta un’idea. Stacchiamo i
cani e mettiamo gli orsi».
33) Portafogli.
«Per amor del cielo! Per amor del cielo!», grida
a squarciagola un uomo vedendo sua moglie che
sta per annegare. «Per amor del cielo,
salvatela!» La donna infatti è salvata e il marito
esclama tutto contento:
«Che fortuna! Ma sta’ certa che un’altra volta il
portafogli non te lo lascio più!».
34) Posizioni.
Recentemente una casa editrice pubblicò un
libro intitolato Sessantanove nuove posizioni. Il
libro andò tanto a ruba che le macchine
tipografiche lavoravano giorno e notte per
soddisfare le richieste.
«È una cosa veramente straordinaria»
commentò l’editore. «Non ho mai visto in vita mia
una simile richiesta per un manuale di scacchi».
35) Pranzo.
Alcuni amici progettano un pranzo in comune e
ciascuno si impegna a portarvi qualche cosa. «Io
porto l’arrosto». «Io, i dolci». «Io, la frutta». «Io, il
vino». Per ultimo resta uno scozzese, al quale
curiosi domandano: «E tu?». «Io porterò mio
fratello».
36) Preavviso.
«Mio Dio!» dice una signora molto moderna ad
un amico «sai che Lilly e Roberto divorziano?»
«Ma è possibile? Se lui l’amava tanto! Di chi è la
colpa?»
«Di Roberto, naturalmente: figùrati che un
giorno è tornato a casa prima del solito senza
avvertire!»
37) Precauzione. «Vorrei un letto molto robusto».
«Va bene, ma il signore non sembra poi tanto
corpulento». «Lo so, ma ho il sonno… pesante».
38) Precauzioni 1.
Una signora, con l’aria molto preoccupata, va
dal medico per avere i risultati di un esame:
«Bene, cara signora» le dice lo specialista dopo
averla visitata. «Lei sarà di nuovo mamma».
«Cosa mi dice, dottore? Ancora! Dio mio! Ci
sono rimasta per la sesta volta!»
«Ma scusi, suo marito non prende
precauzioni?» obietta il medico. «Lui, sì!»
risponde la donna. «Ma gli altri?»
39) Precauzioni 2.
«Mi raccomando», dice il medico al cliente
«data la vostra spossatezza ed il vostro
esaurimento, vi consiglio di non far più lavori di
testa».
«Ma questo non è possibile», risponde il cliente
«io faccio il parrucchiere!»
40) Precisazione 1.
Il maestro ha spiegato alla scolaresca il
miracolo della creazione.
Pierino alza una mano, si alza e dice: «Signor
maestro, papà mi ha raccontato che noi
discendiamo da una scimmia».
«Senti, Pierino, devi dire a tuo padre che la
storia della vostra famiglia non ha niente a che
vedere con quella del genere umano».
41) Precisazione 2.
La signora ha messo in giro la voce che cerca
una nuova cameriera.
Il campanello suona. È una ragazza mandata
dalla portinaia. La signora la interroga. «Ha delle
referenze controllabili?» «Certo, signora». «Sa
fare da mangiare?» «Abbastanza bene,
signora». «Lavare, stirare?» «Naturalmente,
signora». «E le piacciono i bambini?»
«Molto, signora. Però vorrei che questa volta il
signore facesse proprio attenzione…»
42) Precisazione 3. «Si riguardi, perché solo la
sua fibra l’ha salvata!»
«Beh, se ne ricordi anche lei quando mi
manderà il conto…»
43) Precisione. «Come sta tuo zio?» «È in via di
guarigione». «Numero?»
44) Premi.
«Non è ancora un mese che si è aperta la
scuola, e ho già ricevuto dalla maestra tre ricchi
premi!» «Per cosa?» «Il primo perché possiedo
una buona memoria». «E gli altri due?» «Gli altri
due… gli altri due… perbacco, non lo ricordo
più!»
45) Premonizione.
Un viaggiatore di commercio ha un figlio dotato
del dono della chiaroveggenza. Un giorno il
ragazzo annuncia:
«So che domani mattina, alle nove precise, mio
padre morirà».
Il disgraziato padre passa una giornata e una
notte orribili.
L’indomani mattina, quando suonano le ore
nove, il padre tira finalmente un sospiro di
sollievo.
«Hai visto, cara, che questa volta nostro figlio, si
è sbagliato?» dice alla moglie tutto sorridente.
Nel medesimo istante si sente un grande
rumore sulle scale: è l’avvocato del piano di
sopra che ha avuto una sincope.
46) Prescrizione.
«Ne prenda due prima di andare a letto e se
domani mattina si sveglia, ne prenda altre
due…»
47) Presentazione. «Papà, com’è cattivo il
mondo!» «Che ti è successo, figlia mia?»
«L’altro giorno sono andata a conoscere la
famiglia di lui…» «Ebbene?» «Sua moglie mi ha
fatto una scenata terribile!»
48) Prestito.
San Pietro sta discutendo con un nuovo arrivato
che vuole a tutti i costi un prestito da mandare
alla moglie sulla terra.
«Le ripeto che non è possibile» dice San
Pietro. «Qui non è come sulla terra. Quando voi
uomini parlate di miliardi, è come un centesimo
da noi. Quando voi parlate di milioni di anni, per
noi è come un secondo. Ha capito?»
«Va bene» replica l’altro. «Allora lei può
prestarmi un centesimo?» «Certamente»
risponde San Pietro. «Aspetti un secondo…»
49) Previdenza.
Un gruppo di importanti uomini politici russi
visita alcuni edifici pubblici. Il direttore di una
scuola fa presente la necessità di soccorsi per
comprare nuovo materiale, costruire nuove aule,
ecc. Ma il capogruppo della delegazione scuote
la testa: «Mi dispiace, compagno, forse un’altra
volta».
La visita prosegue a una prigione ed anche qui
il direttore chiede soccorsi governativi. Subito il
capogruppo promette: «Riceverete presto una
grossa sovvenzione».
Al termine delle cerimonie, in privato, un
compagno lo prende in disparte e gli chiede:
«Scusa, ma perché hai detto di no alla scuola e
di sì alla prigione?»
«Compagno» replica quello, «vedi di ragionare.
Mi meraviglia che tu sia così poco previdente.
Forse è probabile che uno di noi due torni a
scuola?»
50) Primo.
Finalmente soli dopo la cerimonia nuziale. I due
sposi si amano e se lo dimostrano. Dopo un po’,
lui domanda:
«Dimmi la verità, amore. Dimmi: sono stato
veramente il primo?»
«Ma certo, amore… ma come siete snervanti,
voi uomini! Perché domandate tutti sempre la
stessa cosa?»
51) Primo amore. In una famiglia di cannibali, la
figlia minore annuncia:
«Ho trovato un giovanotto bello, elegante, molto
istruito. Domani lo porterò per pranzo…». Il padre
interrompendola: «L’importante è che sia
tenero».
52) Primo impiego.
In una famiglia genovese, il figlio più giovane ha
incominciato da poco a lavorare. Il primo mese il
giovane porta a casa 1500000 lire. Il secondo
1495000 lire. Il terzo mese 1490000 lire. A
questo punto il padre convoca il figlio. «Adesso,
figliolo, dimmi subito come si chiama e chi è
quella donna!»
53) Probabilità. Un tale, tutte le mattine prende il
treno per recarsi al lavoro.
Un giorno si sveglia in ritardo e, per abbreviare
la strada, decide di attraversare il campo di un
vicino. Mentre corre verso la stazione, grida a
costui: «Mi permette di attraversare il suo
campo? Sono in ritardo e vorrei prendere almeno
il treno delle 8!»
«Passi pure» brontola il contadino. «Per sua
fortuna, nel campo c’è il mio toro, perciò ha molte
probabilità di raggiungere la stazione in tempo
per il treno delle 7,30!»
54) Problema. Un uomo molto anziano va dallo
psichiatra.
«Dottore. Ho un grave problema: ho ormai
ottant’anni e continuo a correre dietro alle
ragazzine…»
«Non è il solo, si consòli. Arrivati a una certa età
è quasi normale» dice lo psichiatra con un
sorriso.
«Senta, dottore, mi lasci finire e poi mi dirà se
sono normale. Vede: io corro dietro alle
ragazzine e va bene. Ma quello che non va è che
non mi ricordo perché corro dietro alle
ragazzine!»
55) Processo.
Un commerciante arricchitosi in maniera poco
onorevole era stato citato in giudizio per aver
tenuta nascosta al fisco una parte dei suoi
guadagni. Molto preoccupato, aveva creduto
bene di ritirarsi in una villa di campagna
facendosi difendere, in quella causa che egli
riteneva già persa, da un grande avvocato. Ma
contro tutte le aspettative, ricevette dal suo
difensore un telegramma così concepito: «Buon
senso e verità hanno trionfato». Al che l’affarista
rispose altrettanto succintamente: «Ricorra in
appello».
56) Progresso.
Un chirurgo sta dicendo al paziente: «La
scienza è veramente progredita. Oggi
sosteniamo che il paziente deve affrettare da
solo la sua guarigione. Lei, per esempio,
domattina verrà operato e dopodomani sarà già
in piedi. Cinque minuti il primo giorno, un quarto
d’ora il secondo e, dopo quattro giorni, via: a
casa».
«Sì, professore. Ma in quanto a me… lei lo sa,
vero, che si tratta dell’amputazione di una
gamba?»
57) Proteste. «Cameriere, nella minestra ci sono
due capelli!» «Perché, ne avete ordinati di più?»
58) Psicanalisi.
«Oggi è venuto da me un paziente che
pretendeva di avere inghiottito un… telefono». «E
tu gli hai fatto passare questo complesso?» «No,
no, lo farò domani». «E perché solo domani?»
«Perché oggi attendeva una telefonata
importante!»
59) Pulizie.
Padrona: «Marietta, perché non ha tolto quella
grossa ragnatela dal soffitto?».
Cameriera: «È una ragnatela, signora?
Credevo fosse l’antenna della televisione!».
<continua>
LETTERA “Q”.
1) Quadri.
Un giorno Pablo Picasso stava parlando con il
suo giardiniere.
Questi, di fronte a un quadro del famoso pittore
chiese: «Cosa rappresenta questo quadro?»
«Sono donne» rispose l’artista. «Non l’avrei mai
detto», disse il giardiniere. «Ma è così che io le
vedo». «E questo quadro?» continuò il
giardiniere. «Questi sono cavalli». «Non
sembrano per nulla cavalli». «Forse, tuttavia io li
vedo in questo modo».
«Mi scusi, signor Pablo», disse il giardiniere,
«ma perché, con tutti i suoi problemi di vista, ha
deciso di fare il pittore?»
2) Quantità. «Vorrei un chilo di latte». «Ma,
ragazzo mio, il latte non si vende a chili!» «Ha
ragione, mi sono sbagliato: me ne dia un metro».
<continua>
LETTERA “R”.
1) Raccolta.
Una gentile signora bussa alla porta di un avaro
e, presentandosi, dice: «Sono la presidentessa
della Casa per Bambini Orfani. Stiamo facendo
una raccolta di fondi, quanto mi potete dare?».
L’interpellato la squadra un po’ dalla testa ai
piedi e poi dice: «Da cinquanta a sessanta
anni», e le sbatte la porta in faccia.
2) Ragione. Due giovani sposi hanno appena
avuto la loro prima litigata.
«Aveva ragione mia madre!» esclama
sconfortata la sposina. «Tua madre? E quando
mai tua madre ha ragione?»
«Una volta almeno l’ha avuta… quando mi ha
detto: “Milena, non sposare quell’uomo. Sarai
infelice!”» «Ma guarda… e io che l’ho sempre
giudicata stupida!»
3) Rancio.
In caserma: «Signor generale, il rancio è pieno
di terra e sassi».
«Dico, soldato, sei qui per fare storie o per
servire il tuo paese?» «Per servirlo, signor
generale, ma non per mangiarlo!»
4) Rapimento.
«Le ragazze mi corrono tutte dietro!… Una ha
bussato per un’ora alla porta della mia camera,
supplicando che le aprissi. Ebbene, giuro che
non l’ho lasciata uscire!»
5) Rasatura.
Un’anziana contessa ha assunto un nuovo
autista che, in linea generale, va benissimo: è
puntuale, prudente, molto servizievole ed
educato. L’unico neo è che non ha molta cura del
proprio aspetto e, soprattutto, non si rade
spesso. La contessa, che ci tiene molto, la prima
volta che si accomoda in macchina, cercando di
usare molta delicatezza, gli dice: «Senta,
Giorgio, secondo lei quante volte pensa che ci si
debba radere?»
«Beh, contessa» risponde l’autista. «Dipende…
con una pelle come la sua direi che è sufficiente
una volta alla settimana».
6) Rassegnazione.
John, uno scozzese, ha portato per trent’anni lo
stesso impermeabile che ormai va a pezzi. Alla
fine decide che deve comprarsene uno nuovo. Si
reca all’unico negozio del villaggio, entra e dice
con un sospiro: «Eccomi di nuovo qui…».
7) Recluta.
Il caporale raduna un gruppo di reclute e, per
mettere alla prova il loro addestramento,
comincia ad impartire ordini.
«Plotone, attenti! Plotone, alt! … Plotone, at…
tenti! Plotone, dietro-front! Plotone, alt! Per fila…
destr!» A questo punto, un soldatino esce dalla
fila e si allontana. «Ehi, tu!» urla il caporale.
«Dove vai?»
«Allo spaccio, signor caporale. Ritornerò
quando lei sarà ben deciso sul da farsi!»
8) Referenze.
La signora Lucia non riesce a credere che la
sua cuoca possa rinunciare al “privilegio” di
essere al suo servizio per lavorare dalla signora
Anna. «La signora Anna sa che sei stata da me
solo sei settimane?»
«Sì, signora» risponde solennemente la cuoca.
«Mi ha detto che se sono riuscita a stare con lei
tutto questo tempo, non ho bisogno di altre
referenze!»
9) Regalo.
Gloria si presenta alle amiche con una nuova,
bellissima pelliccia, regalatale dal marito. «Ma è
meravigliosa, come sei riuscita ad averla?»
«Con il letto». «Cosa vuoi dire? Con tuo marito a
letto?»
«No, era mio marito che era a letto con Clara e
io sono rientrata in anticipo dalle vacanze».
10) Residenza. Il carabiniere al panettiere: «Mi
dia un chilo di pane!». «Comune?»
«Caltanissetta».
11) Resurrezione 1. Una volta, in una
conversazione, si parlava di fatti religiosi.
L’abate domandò ai presenti se sapessero dire
perché mai Gesù resuscitato apparve prima alle
donne. Nessuno lo sapeva. «Ebbene, ve lo dirò
io» affermò l’abate, «perché la notizia della
resurrezione si spargesse più rapidamente».
12) Resurrezione 2.
Il direttore di un ufficio chiede a un impiegato:
«Credete voi che i morti resuscitino?». «Oh, no
signor direttore», risponde il dipendente.
«Eppure, quando voi siete uscito per
partecipare ai funerali di vostro suocero, lui è
venuto in ufficio a cercarvi…»
13) Reumatismi.
In un piccolo comune l’impiegato del municipio,
nel rilasciare la carta d’identità ad un contadino,
gli domanda:
«Avete segni particolari, che possano servire
per il vostro riconoscimento?» «Sì, signore»,
risponde l’interessato «ho i reumatismi».
14) Ricchi.
In un cimitero, un uomo passa davanti a un
mausoleo sfarzosissimo.
Guarda, scuote il capo e mormora: «Questi
ricchi… sanno vivere!».
15) Ricetta 1.
Una vecchietta si fa visitare dal suo nuovo
medico, il quale, dopo averle scritto la ricetta le
chiede diecimila lire. L’anziana signora,
meravigliata, esclama:
«Ma come, diecimila lire per scrivere due
parole su un pezzetto di carta?» Il medico, con un
sorriso:
«Sa, signora, che per queste due parole ho
dovuto studiare per più di vent’anni?» E la
vecchietta di rimando: «E che ci posso fare io se
lei aveva la testa dura?»
16) Ricetta 2.
Un medico sta scrivendo la ricetta ad un suo
paziente: «Mi raccomando, faccia attenzione
perché è molto importante: per tutta la vita dovrà
prendere queste pastiglie una volta al giorno. Le
prescrivo una scatola da venti, basta e
avanza…».
17) Richiesta.
All’ufficio postale: «Senta, signora, perché non
fa la coda?» «Perché, non mi stanno bene i
capelli sciolti?»
18) Richiesta interessata.
«Potrei vedere il ladro che stanotte è entrato in
casa nostra?», chiede un signore al
commissariato di polizia. «Perché volete
vederlo?»
«Vorrei chiedergli come ha fatto ad entrare
senza svegliare mia moglie…»
19) Ridicolaggine.
Una mucca, volendo schernire un piccolo
gattino, gli dice: «Come sei buffo: così piccolo e
già con i baffi!».
«Che cosa c’è di strano nei miei baffi? Sei
molto più ridicola tu, così grossa e senza
reggipetto!»
20) Ricompensa. Sentita alla borsa di Milano. Lo
speaker al microfono:
«Un cliente, il signor X, ha smarrito una borsa
nera contenente trenta milioni in biglietti di
piccolo e grosso taglio. Chi l’avesse ritrovata è
pregato di consegnarla in direzione. Avrà diritto a
una ricompensa di trecentomila lire». Una voce
dal fondo della sala: «Io ne offro
cinquecentomila!».
21) Riconoscenza.
Uno scozzese è ospitato da un amico in una
favolosa villa in campagna. Dopo due mesi di
ospitalità, decide di tornare a casa sua.
Ringrazia calorosamente i suoi gentilissimi
ospiti e, con i padroni di casa, si avvia alla
stazione per prendere il treno. Poiché sono un
po’ in anticipo, decidono di andare a bere un
goccio di whisky.
Quando l’amico fa per pagare, lo scozzese
fermandogli la mano dice: «Questa volta no, mio
caro, non te lo posso permettere. Sono due mesi
che vivo alle tue spalle. Questa volta facciamo a
metà!».
22) Ricovero.
Un contadino è ricoverato in ospedale.
L’infermiere, mentre lo accompagna al letto che
gli è stato assegnato, gli chiede: «Ha un
pigiama?». «No» risponde questi, «ho una
sciatica».
23) Riflessioni.
Un povero diavolo ha una fame da lupo e non
una lira in tasca:
«Colui che disse che l’appetito vien mangiando,
non sapeva che razza d’appetito viene… non
mangiando!».
24) Riguardi.
«È vero che ieri sera al “Fagiano d’Oro” ti
hanno sbattuto fuori dalla porta di servizio?»
«All’incirca…» «E tu non ti sei fatto sentire?»
«Caspita! Mi sono messo ad urlare che
appartengo ad una nobile famiglia!» «Così?»
«Mi hanno chiesto scusa… mi hanno fatto
rientrare… e mi… hanno scaraventato fuori dalla
porta… principale!»
25) Rimostranze.
Il cliente all’albergatore: «Potevate anche
dirmelo che la stanza era piena di pulci!».
«Mi deve scusare; ma pensavo che il signore
se ne sarebbe accorto da solo».
26) Rinnovo.
Una giovane e bella signora porta il suo
bambino da un medico. Il dottore: «Cos’ha,
signora, il ragazzo?».
«Oh, dottore» esclama tristemente la signora
«purtroppo ha tutti i mali del mondo!» «Signora,
si spogli! E faccia aspettare di là il bambino».
«Ma scusi, dottore… io non capisco… è il
bambino che deve essere visitato!» «Ma signora,
vogliamo farlo daccapo questo ragazzo o no?»
27) Ripetizione… Lo studente in collegio manda
una lettera ai genitori:
“Carissimi, ieri ho dato gli esami: erano tutti
così affascinati che hanno deciso all’unanimità di
ripetere l’esperienza quest’autunno!”.
28) Ripicca 1.
Un americano sale su un taxi e prega il tassista
di portarlo in giro per la città.
Passando davanti a Nôtre Dame chiede:
«Quanto tempo c’è voluto per costruirla?». E il
tassista: «Duecento anni» risponde a casaccio.
«Noi ci avremmo impiegato dieci anni». Poi,
davanti all’Opéra: «E per costruire questa?»
«Credo vent’anni!» «Noi ne avremmo impiegati
cinque». Davanti alla torre Eiffel:
«Non mi dica che avete impiegato degli anni
per costruire questa torre di ferro!»
E il tassista seccato: «Veramente sono passato
di qui ieri e non c’era!».
29) Ripicca 2.
Un deputato era sempre punzecchiato da un
suo collega e non vedeva l’ora di ripagarlo con la
stessa moneta. Un giorno, questi si alzò e gli
chiese in piena Camera:
«Signore, ho avuto recentemente l’occasione di
sapere che lei è un veterinario. È vero?» «Sì»
rispose. «È forse ammalato?»
30) Riposìno.
A un concerto di musica classica una signora,
dando di gomito al marito: «Guarda quel tizio
accanto a te, sta russando, che figura!». «E tu mi
svegli per queste stupidaggini?»
31) Risarcimento.
La vittima all’automobilista: «Mi avete rovinato
una gamba! Dovete risarcirmi con cento milioni
di lire!».
«Cento milioni? Dite un po’: mi avete preso per
un miliardario?» «E voi mi avete preso per un
millepiedi?»
32) Risparmi.
«Con i soldi che risparmio» dice un pazzo, «mi
comprerò una moto».
«Io, invece» dice un altro, «mi comprerò una
vacca».
«Sarai proprio ridicolo a cavallo della vacca
quando vorrai farla correre!»
«Sarai più ridicolo tu, con la tua moto, quando la
vorrai mungere!»
33) Risparmio.
Il piccolo Tommy chiede alla mamma:
«Mamma, lasciami andare allo zoo a vedere le
scimmie».
«Ma che cosa ti viene in mente: andare a
vedere le scimmie, mentre c’è qui la zia
Carolina…»
34) Rispetto 1.
Durante una traversata transoceanica, un
arcivescovo chiama la hostess: «Mi porti un
whisky, per favore». «Subito, monsignore».
Improvvisamente il prelato riflette e s’informa:
«Senta, a che altitudine stiamo volando in
questo momento?». «Sedicimila metri,
monsignore».
«Ah, bene. Siamo un po’ troppo vicini al
Padrone. È meglio che mi serva una camomilla».
35) Rispetto 2.
«E ricòrdati, figlio mio, che mai nella vita mi
sono permesso di alzare la voce davanti a mio
padre». «Sempre a parlare di tuo padre…»
«Certo, mio padre vale mille volte più del tuo».
36) Risposta.
Il signor Rossi, che era in viaggio per affari,
ritorna improvvisamente a casa nel cuore della
notte e scopre nel portacenere sul tavolino da
notte un sigaro ancora acceso e mezzo
consumato. «Da dove viene questo sigaro?» urla
furente alla moglie. La donna, tremante, non ha il
coraggio di rispondere. «Allora?» Nessuna
risposta.
«Allora, mi vuoi rispondere sì o no? Da dove
viene questo sigaro?»
A questo punto, dall’interno dell’armadio esce
una voce soffocata che dice: «Viene
dall’Avana!».
37) Ritardo.
Un idraulico suona il campanello di una casa,
dietro la porta una signora chiede: «Chi è?»
«Buongiorno, sono l’idraulico!» «Ma scusi, cosa
ci fa qui?» «Ma signora, mi avete chiamato
voi…»
«Guardi che si sta sbagliando, non abbiamo
chiamato l’idraulico». «Ma scusi, non è casa
Tati?» «No, i Tati si sono trasferiti quattro anni
fa!»
«Guarda te, che gente: ti chiamano dicendo che
è urgente e poi se ne vanno senza dirti nulla… !»
38) Ritorno.
Dopo anni e anni trascorsi a girare il mondo, un
tale ritorna al paesello natio e durante tutto il
viaggio si commuove al pensiero delle
accoglienze che riceverà dagli amici che non
vede da moltissimo tempo.
Finalmente ecco la piccola stazione del
paesello, sempre uguale a come la ricordava, ed
ecco sul marciapiede il capostazione, un suo
carissimo amico d’infanzia. Estremamente
commosso per il ritorno, il viaggiatore gli si
avvicina, gli batte leggermente un colpetto sulla
spalla. Il capostazione si volta, lo riconosce:
«Ehilà, Francesco» lo saluta, «sei di partenza?»
39) Robot.
Un robot entra in un bar e chiede un whisky.
Mentre il barista lo serve, il robot osserva il
jukebox acceso dal quale esce una voce
femminile. «Un whisky anche per la signorina,
prego!» esclama il robot rivolgendosi sorridendo
al barista.
40) Rompiscatole.
Un uomo sta pescando da più di quattro ore
senza prendere nulla. Un curioso rimane sempre
fermo alle sue spalle, rimanendo zitto.
A un certo punto il pescatore, un po’ nervoso, si
rivolge con tono seccato al rompiscatole:
«Perché non pesca anche lei?».
L’altro, con tono serafico: «Purtroppo mi manca
la pazienza…».
41) Rugby.
Un capo baluba ritorna al suo paese dopo una
visita in America.
Tutti i suoi uomini sono raccolti intorno a lui per
ascoltare le impressioni del viaggio.
«Quello che mi ha colpito di più di quel paese, è
stato un gioco che si chiama rugby. Vi spiego: in
un gran prato verde ci saranno stati circa
trecentomila uomini che pregavano. In mezzo a
loro, a un certo punto, sono arrivati di corsa
quindici guerrieri in mutandine rosse. Dietro di
loro, sono arrivati altri quindici guerrieri in
mutandine bianche.
Dopo qualche minuto di silenzio, è entrato lo
stregone con un grande uovo di cuoio in mano.
Lo stregone ha fischiato. Ed ecco che in quel
preciso momento, il miracolo si è compiuto: è
incominciato a piovere!»
<continua>
LETTERA “S”.
1) Sacerdoti.
Quattro parroci venuti dalla provincia veneta
entrano in un bar di Venezia. Sono rossi in faccia
e parlano a voce un po’ troppo alta. Comanda il
primo: «A mi un’ombreta… Facciamo un bel
Pinot!». Il secondo: «A mi un Cartizze!». Il terzo:
«A mi un Sauvignon!».
Il ragazzo mesce. Poi si rivolge al quarto, che è
rimasto silenzioso a guardare: «E a lei,
reverendo?». «Oh, a mi come tuti gli altri!»
2) Salma. Un tizio reclama la salma di uno zio
morto suicida.
«Ha qualche segno caratteristico?» chiede
l’addetto all’obitorio. «Sì. Era balbuziente!»
3) Sandwich.
Alla frontiera del Kenia, un doganiere chiede a
un camionista: «Lei cos’ha da dichiarare?».
«Niente» risponde il camionista. Il funzionario non
è persuaso e incomincia a controllare.
Come solleva il pesante copertone
dell’automezzo, vede un elefante che ha due fette
di pane sulle orecchie. «E questo elefante lei lo
chiama niente?» «Perché, è forse proibito
portarsi dietro un panino?»
4) Scalata.
Un arrampicatore dilettante, alla vigilia della sua
prima scalata, gira per il paesino interrogando
questo e quello sulle difficoltà dell’impresa che lo
attende. Fra gli altri, vuol sentire anche l’opinione
del più vecchio montanaro al quale chiede: «Da
quella cima là, la gente cade spesso?».
«Macché» risponde l’uomo nel fumo della pipa,
«non cadono più di una volta nella vita».
5) Scale.
Il dottore, dopo aver visitato una vecchietta, le
proibisce nel modo più assoluto di fare le scale.
«Torni da me tra quindici giorni» conclude il
professionista.
Trascorsi i quindici giorni, il dottore è sbalordito
nel vedere come la paziente si è ripresa.
«Brava, signora. Lei è perfettamente guarita.
Non ha più bisogno di me». «Scusi, dottore,
allora posso riprendere a fare le scale?»
«Adesso sì. Ma, mi raccomando, adagio!»
«Ah, meno male, dottore. Perché sa, è faticoso
andare su e giù per la grondaia».
6) Scambio. Per la via cammina un ometto verde,
vestito tutto di verde.
A un tratto, un’auto verde passa col verde e lo
investe; c’è una emorragia di sangue verde!
Viene chiamata la croce verde e su una lettiga
l’ometto in verde è portato alla clinica Verdi e
introdotto in una sala operatoria verde, dove
anche i chirurghi sono in verde. Durante il difficile
intervento, si apre una porta ed entra un ometto
rosso, tutto rosso, da cima a fondo, rosso fuoco;
stupore di chi legge, di chi scrive, di chi opera!
L’ometto rosso è imbarazzato, si fa paonazzo,
esita un po’, poi sbotta: «Scusatemi: forse ho
sbagliato barzelletta!».
7) Scarlattina.
«Dottore» dice l’uomo al telefono con tono
concitato «mio figlio ha la scarlattina!»
«Lo so, L’ho visitato ieri. Non si preoccupi.
Bisogna fare attenzione che non stia vicino agli
altri componenti della famiglia». «Dottore, ma il
bambino ha baciato la bambinaia».
«Questo è un pasticcio! Dovrà stare in
quarantena anche lei». «Dottore… la
bambinaia… l’ho baciata anch’io!»
«Allora le cose si complicano. Probabilmente
l’avrà presa anche lei». «E, naturalmente, ho
baciato anche mia moglie…» «Maledizione!
Allora l’ho presa anch’io».
8) Scherzo.
«Mammina, mammina, nella stanza della
cameriera c’è un uomo nudo!» Shock nel salotto
dove la signora e le sue amiche stanno giocando
a bridge. Un istante dopo: «È uno scherzo! È uno
scherzo! Nella stanza della cameriera c’è solo
papà!».
9) Scimmione.
Due uomini entrano in un bar. A servire c’è un
grosso scimmione. I due bevono ed escono.
«Hai visto quello scimmione orribile che faceva
da barista?» «Certo che l’ho visto» rispose
tranquillamente l’amico. «Non mi dire che non lo
trovi strano!» disse il primo.
«Sì. Effettivamente è un po’ strano: non riesco a
capire perché il padrone ha mandato via la
giraffa che faceva dei cocktails eccezionali!»
10) Scomparsa. Al posto di polizia.
«Commissario, mia moglie è sparita da più di un
anno». «E lei viene solo ora a denunciarne la
scomparsa?» «Sa… fino ad oggi non osavo
sperarlo…»
11) Scontro. Il carabiniere Murillo entrò di corsa in
caserma.
«Sapete cos’è successo a Tusi? Oh, povero
Tusi!… povero caro amico…» e così dicendo
Murillo si prendeva la testa tra le mani, disperato.
Parecchi gli si affollarono intorno. «Ma
insomma, cos’è successo a Tusi?» «È morto!»
«Ma come? Chi te l’ha detto?» «Era sul giornale
stamattina. In prima pagina!» «???»
«Sì. In prima pagina. Diceva esattamente: “In
uno scontro tra due macchine triste bilancio: sei
morti più due con… tusi!”».
12) Scultore.
Nello studio di uno scultore di gran fama, un
altrettanto famoso critico d’arte si sta
accarezzando la barba con fare pensoso.
«Le dirò» dice infine, «l’espressione del viso è
marziale, la testa è magnifica, la fronte è quella di
un gran soldato. Ma quello che non riesco
assolutamente a spiegarmi è la posizione un po’
strana in cui lo ha scolpito, si può prestare a dei
commenti poco rispettosi».
«Ha ragione» dice lo scultore rabbuiandosi,
«ma cerchi di capire: mi avevano ordinato una
statua equestre. Senonché, quando avevo ormai
terminato il generale, si sono accorti che i fondi
non bastavano e quindi ho dovuto eliminare il
cavallo!»
13) Scuola serale. Due amici balbuzienti si
trovano per strada. «C… c… ciao, co… co…
come v… va?»
«Be… be… bene, e tu co… co… co… cosa
st… st… stai fa… fac… facen… facendo?»
«Io m… mi so… so… so… sono i… iscri…
iscritto a u… una scu… scu… scuo… scuola
se… se… sera… sera… serale pe… pe… pe…
per ba… balbu… balbu… balbuzien…
balbuzienti…»
«Pe… pe… pe… perché, no… no… non ba…
ba… balbe… balbet… balbetti be… be… be…
bene?!»
14) Scuse.
«Ma lei», esclama il direttore «mi ossessiona
con continue richieste di permessi! Una volta fu
per i funerali di sua suocera, poi si ammalò sua
moglie, due mesi fa suo figlio si ammalò di
scarlattina, il mese scorso ci fu il battesimo del
suo secondogenito. Ed ora che cosa c’è?»
«Signor direttore, vorrei sposarmi…»
15) Sesso.
«Andando avanti così, chi mai potrà distinguere
un uomo da una donna? Sa dirmi lei per
esempio, di che sesso è quell’individuo che ci
viene incontro?» «Ma quella è mia figlia!»
risponde l’interpellato.
«Oh, non avrei mai potuto supporre che così
giovane lei fosse già padre». «Ma io sono sua
madre!»
16) Sfegatato.
Un comunista molto sfegatato, passando
davanti a un negozio che vende animali sente un
pappagallo cantare “Bandiera Rossa”.
Entra, chiede il prezzo, paga e, trionfante per
l’acquisto, porta il pappagallo a casa.
La moglie, dapprima è entusiasta, poi,
passando i giorni, lo è meno. Una mattina la
donna non resiste più. Il pappagallo non smette
un attimo di cantare.
Al colmo dell’insofferenza, la donna prende un
bastone e dà una botta in testa al pappagallo che
cade a terra tramortito. Per non vederlo
nemmeno più, lo copre con uno straccio. Alla
sera, quando rientra il marito, la donna gli
racconta l’accaduto. Il marito, disperato, alza
subito lo straccio e il pappagallo, strizzandogli un
occhio: «Di’, sono finalmente passati questi
sporchi fascisti?»
17) Sfratto. Un tale ben vestito andò dal parroco.
«Padre, son venuto a chiederle aiuto. C’è una
povera vedova con sei figli piccoli che muoiono
di fame. La poverina è ammalata da tre mesi e
non ha i soldi né per le medicine né per il
padrone di casa a cui deve l’affitto da un anno…
È sul punto di essere sfrattata! Io sto cercando di
fare una colletta per non farla buttare sulla strada
con i suoi bambini. Può aiutarmi?»
«Ma certo» disse il parroco «se lo fa lei, lo devo
fare anch’io. Ma, a proposito, chi è lei?» «Il
padrone di casa, padre».
18) Sfrontatezza.
Un signore molto credulone ritorna
improvvisamente a casa e trova sua moglie a
letto. «Non stai bene?» le chiede. «No, ho mal di
testa». «E cosa sono quei calzini sul tappeto?»
«Sono per te, ho appena finito di lavorarli a
maglia». L’uomo apre l’armadio e vede un
giovane seminudo. «Che fa lei qui?»
«Se sei stato così idiota da credere a tutte
queste storie, crederai sicuramente se ti dico che
sto aspettando l’autobus».
19) Sicilia.
Un distinto signore siciliano entra in un bel
negozio e chiede alla graziosa commessa:
«Signorina, vorrei una colomba…». «Motta?»
«Ecché! Viva me la vuole dare?»
20) Sicuméra. Un giovanotto al padre della
ragazza:
«Signore, io voglio sposare sua figlia! Sono
venuto a chiedere la sua approvazione… !» Il
padre: «Ha già visto sua madre, cioè mia
moglie?» «Sì signore, ma preferisco sua figlia!»
21) Sicurezza.
In un paesino di montagna, durante il funerale di
una suocera, i cavalli che trainano il carro
funebre, giunti nelle vicinanze di una cava di
pietre, all’esplosione di alcune mine si
imbizzarriscono e si mettono a galoppare giù per
un ripidissimo sentiero.
A una curva, la bara salta fuori dal carro e si
fracassa al suolo.
Dalle tavole di legno, esce un po’ intontita la
suocera che era soltanto caduta in catalessi.
Alcuni giorni dopo però, la miracolata muore sul
serio. Nuovo funerale. Quando il corteo giunge di
nuovo nei pressi della cava il genero, con un
balzo salta a cassetta, toglie le redini dalle mani
del cocchiere e dice: «Questa volta lo guido io!».
22) Sigaro.
Un amico del padre scopre Pierino che fuma un
grosso sigaro e per prenderlo in giro gli dice
ironicamente: «Suppongo che stai per dirmi che
sei appena diventato padre!». E Pierino: «Oh,
no! Sono solo sei mesi che faccio l’amore!»
23) Sindacati.
«Abbiamo chiesto 42 ore lavorative settimanali
e le abbiamo ottenute, ne abbiamo chieste 40 e
le abbiamo avute. Vedrete, alla fine riusciremo a
ottenere una giornata lavorativa settimanale». Dal
fondo si sente una voce: «Come, tutta una
giornata?».
24) Singhiozzo.
Un signore entra di corsa in farmacia e chiede
un rimedio contro il singhiozzo. Il farmacista,
pronto, gli appioppa un terribile schiaffone. Alle
proteste del signore il farmacista gli spiega che è
l’unico sistema per far cessare immediatamente
il singhiozzo, tanto è vero che gli è passato.
«Ma non ero io che avevo il singhiozzo» si
lamenta il signore «ce l’ha mia moglie che sta
aspettando in macchina».
25) Smemorata. All’ufficio anagrafe: «Signorina,
quanti anni ha?» «Ho contato ventiquattro
primavere…»
«Beh, ora cerchi di ricordare in quale anno si è
stancata di contare».
26) Sogni. Un droghiere, visto un debitore, lo
ferma e gli dice:
«Stanotte ho sognato che lei apriva il portafogli
in mia presenza e mi dava la giusta somma che
mi deve». «Ma lei crede ai sogni?» «Io sì».
«Be’, allora guardi: mi rilasci ricevuta per la
somma che le ho dato stanotte».
27) Solidarietà 1.
Un prete si è accorto che il suo sacrestano ruba
dalla cassetta delle elemosine.
Una sera, quando il sacrestano s’inginocchia
davanti a lui in confessionale, gli chiede: «Oltre ai
peccati che mi hai detto, non hai altro da
confessarmi?» «No, reverendo».
Allora il parroco: «Chi si frega i soldi dalla
cassetta delle elemosine?».
Silenzio. Stessa domanda due, tre volte.
Silenzio. Il prete esce dal confessionale ed
interpella il sacrestano: «Dico a te… Ti ho fatto
una domanda!» «Strano, ma lo sa, reverendo,
che qui non si sente nulla?»
«Benone» esclama il parroco con tono
sarcastico, «vediamo un po’, cambiamo posto e
siediti tu al posto mio, io mi metterò dove tu eri
prima. Così controlliamo se si sente…»
Allora il sacrestano domanda: «Chi va a letto
con la moglie del sacrestano?»
Il parroco non risponde. Esce dal confessionale
e: «Ma lo sai che avevi ragione? Qui non si sente
proprio nulla?».
28) Solidarietà 2.
Giobatta dice al figlio studente: «Penso che
valuterai, figlio mio, il sacrificio che mi costa farti
studiare. La tua istruzione mi sta rovinando».
«Eppure, papà» risponde serissimo il figlio «io
studio il meno possibile!»
29) Sordi.
Due sordi giocano a carte in un caffè:
«Picche… Quadri…». Urlano talmente che il
padrone, spinto dagli altri avventori seccati, si
avvicina e dice: «Dolente, signori, ma dopo le
dieci di sera non si può più giocare». «Come?»
«Dopo le dieci di sera è proibito…» «Cosa avete
detto?» Per tagliar corto il padrone toglie loro di
mano le carte.
«Beh, non importa» urla allora uno dei due sordi
all’altro «ne approfitteremo per chiacchierare un
po’».
30) Sorelle.
«Scusa, sai dirmi chi è quella ragazza che sta
parlando con Luca? Ha un’aria così cretina, non
trovi?» «È mia sorella». «Oh, mi dispiace, non
avevo notato la somiglianza!»
31) Sorpresa 1.
Un padre entra in una cartoleria per acquistare
una stilografica per suo figlio.
«Suppongo che gli vogliate fare una sorpresa»
chiede sorridendo il commesso. «Altroché»
risponde il padre, «si aspetta una Ferrari!»
32) Sorpresa 2. Il signor Rossi torna da un
viaggio all’improvviso. Gli viene incontro il suo
piccino in lacrime. «Papà, papà, c’è l’uomo nero
in casa». «L’uomo nero? Ma cos’è questa
sciocchezza?»
«Ti giuro che è vero, papà, io l’ho visto. È in
camera della mamma! Prima era in bagno. Io l’ho
visto!»
Il signor Rossi entra in camera della moglie e
trova il suo miglior amico con indosso un pigiama
nero.
«Ma non ti vergogni?» gli dice. «Quando penso
a tutto quello che ho fatto per te! L’appartamento,
il lavoro, tutto mi devi. Ed ecco il tuo
ringraziamento: ti vesti di nero per far paura a
mio figlio!»
33) S.O.S. «Dottore! Dottore! Un cane mi ha
morso il pollice!» «Lo ha disinfettato?» «Non ho
potuto: è scappato via subito…»
34) Spacconata.
«Quando ero giovane ho abbattuto tutti gli alberi
che c’erano nella foresta del Sahara!» «Vuoi dire
nel deserto del Sahara». «Sì, adesso lo
chiamano così…»
35) Sparizione.
«Signor commissario, vengo a denunciare la
scomparsa di mia moglie». «Da quanto tempo
manca?» «Da una settimana». «E lei viene
soltanto ora a denunciare il fatto?»
«Beh, mi aveva detto che scendeva un
momento al bar per telefonare a una sua amica;
perciò i primi giorni non mi sono preoccupato…»
36) Specchio.
Un ubriaco, rincasando, si vede riflesso nel
grande specchio che ha all’ingresso del suo
appartamento. Spaventatissimo, richiude la porta
e corre a chiamare i carabinieri: «Presto! Venite
subito, c’è un ladro in casa mia…».
Accorre una gazzella dei carabinieri, uno di
questi si fa consegnare le chiavi di casa ed entra
nell’appartamento. Subito dopo esce
rimproverando l’ubriaco:
«Ma perché ci ha chiamati? A casa sua c’è già
un mio collega…».
37) Spese.
A Genova un uomo interroga il figlio: «Gino, sei
uscito con Lisetta, ieri sera, vero?». «Sì, papà».
«E quanto ti è costata questa uscita?»
«Ventimila lire». «Soltanto ventimila lire, com’è
possibile?» «Maria poteva disporre solo di quella
cifra».
38) Spiegazione 1.
Il dottore visita l’ammalato e gli dice: «Sento
che oggi tossisce meglio». «Dottore, mi sono
allenato tutta la notte!»
39) Spiegazione 2.
«Caro» dice la moglie al marito, «è ora che tu
spieghi al bambino certe cose. È meglio che le
sappia da te piuttosto che dai compagni di
scuola».
«Va bene» risponde il marito, «ma come
affronto l’argomento?»
«Tesoro, parlagli dei fiori, degli uccelli, della
natura e poi fa’ una comparazione con gli
uomini». «D’accordo» dice il marito. Qualche ora
dopo, il padre ed il figlio sono a spasso.
«Senti, tua madre vuole che io ti spieghi alcune
cose. Ti ricordi quello che noi due abbiamo fatto
sabato con le tue cuginette?» «Sì, papà».
«Bene. Allora, quello che noi abbiamo fatto…
per i fiori, gli uccelli e per tutti gli altri animali… è
la stessa cosa».
40) Spiritosaggine. «Mia nonna è sicura di non
ammalarsi». «Perché sicura?» «Perché si cura!»
41) Sportello. Allo sportello per il rilascio dei
documenti. «Cosa fa?» «Sono padre di sette
figli».
«Senta, io le ho chiesto la sua occupazione, non
i suoi passatempi».
42) Sprovveduti.
Una coppia di anziani coniugi gironzola per
Venezia. In piazza San Marco i due si mettono a
contare i piccioni manifestando stupore per il loro
gran numero. Un furbastro che li ha seguiti, a
questo punto si fa avanti e, guardandoli con aria
severa, dice:
«Non sapete che è proibito contare i piccioni in
questa piazza?»
Il marito si scusa, e l’altro: «Che scuse e scuse.
Quanti ne avete contati?». I due coniugi si
scambiano un’occhiata e lui azzarda: «Beh, ero
arrivato a 58». «Benissimo» dice la finta guardia.
«Lei è in contravvenzione. Deve pagare 1000
lire per ogni piccione. Fa dunque 58000 lire».
Senza protestare, l’anziano turista paga, ma
non appena l’altro gira le spalle, sussurra alla
moglie: «Gliel’abbiamo fatta, cara: io ero già
arrivato a 198, e tu?»
43) Stagione venatoria. Due cacciatori stanno
chiacchierando. «È raccomandabile questo
manuale di caccia?»
«Altroché, e con ogni garanzia! Pensi: contiene
in ordine alfabetico perfino tutti i negozi della
città, dove si vende selvaggina fresca…»
44) Stanchezza 1.
«Da quando ho saputo che il mio cuore batte
103389 volte al giorno, che respiro 20040 volte
inghiottendo 438 metri cubi d’aria, che pronuncio
una media di 4800 parole e faccio muovere 750
muscoli, che le mie unghie crescono di 0,0046
millimetri e i capelli di 0,17 millimetri al giorno,
sento proprio il bisogno di riposarmi!»
45) Stanchezza 2. Giovanna si è appena
sposata. Chiede al nuovo nipotino: «E allora sei
contento di me?». «Bene, ma ti credevo molto
più… stanca!» «Stanca? E perché?»
«Ieri sera ho sentito la mamma dire che erano
dieci anni che tu correvi dietro allo zio per farti
sposare… !»
46) Statistiche.
«Hai sentito le ultime statistiche? Ogni volta che
respiro muore qualcuno!» «Certo che ogni tanto
potresti anche lavarti i denti…»
47) Stivali.
Un giovane marocchino si accinge a trasferirsi
a Chicago per ragioni di lavoro.
«Soprattutto» gli raccomanda la madre «discuti
sempre sul prezzo, qualsiasi cosa tu voglia
acquistare».
Giunto a Chicago, sotto la pioggia, il giovane
entra in un negozio di calzature per acquistare
degli stivali. «Venti dollari» dice il commesso.
«No, dieci» ribatte il marocchino. «Impossibile».
«Dieci o niente». Il commesso consulta il
direttore. «Va bene, dieci». «No, cinque». Nuovo
consulto con il direttore. «Va bene, cinque». «No,
due dollari».
«Tenga» esclama a questo punto il commesso
esasperato, «glieli regalo». «No». «Come? Non
li vuole nemmeno in regalo?» «Ne voglio due
paia».
48) Stranezze.
Un tale entra in un bar. Si fa servire un calice
colmo di liquore. Lo prende in mano, versa il
contenuto per terra, rompe il bicchiere sul banco
e ne mangia alcuni cocci. Fatto questo, paga e
se ne va.
Un cliente, che ha assistito alla scena, si rivolge
sbalordito al barista e commenta: «È proprio
pazzo!»
«Lo credo anch’io» ribatte il barista mostrando
al cliente il fondo del calice rimasto «guardi: ha
lasciato il meglio!»
49) Strascico.
Una sera, a un ricevimento, il grande giornalista
Giovanni Mosca calpestò inavvertitamente lo
strascico di una signora che, inviperita, urlò: «Lei
è una bestia!».
E Mosca di rimando: «Eppure la coda ce l’ha
lei, signora!».
50) Stupidità.
Sul treno un passeggero si rivolge al vicino e
sorridendo gli dice:
«Se qualcuno entrasse adesso e si sedesse sul
suo cappello posato molto visibilmente sul sedile,
lei che cosa penserebbe di lui?». «Che è un
cretino!» «Ah, ecco, vede, lei è seduto sul mio!»
51) Suicidio.
Nel giardino di un manicomio un pazzo scorge
un collega intento a passarsi sotto le ascelle il
cappio di una corda che pende da un albero.
«Cosa fai?» «Ho deciso di impiccarmi».
«Ah, ah! Se vuoi ucciderti devi passare la corda
attorno al collo». «L’ho fatto, ma per poco non
morivo soffocato…!»
52) Superoccupato. «Che lavoro fai?»
«Nessuno». «E perché?»
«Beh, tra mangiare, bere e dormire non mi
rimane un minuto di tempo».
53) Superstizione.
Un anziano signore sta combinando con una
ragazza incontrata per strada. «Ma tu quanti anni
hai?» le chiede preso da scrupolo.
«Diciassette».
«Diciassette! Per l’amor di Dio! Vai a casa
dalla tua mamma che è meglio».
«Ma non ti senti ridicolo di essere superstizioso
alla tua età?»
<continua>
LETTERA “T”.
1) Talpa.
Il frate giardiniere si presenta all’abate tenendo
in mano un animale dall’aspetto repellente.
L’abate lancia un grido di orrore: «Buon Dio,
dove hai preso questa talpa?». «In giardino,
rovina le piante».
«Beh, che aspetti a farla fuori? Annegala,
ammazzala a colpi di zappa, sgozzala, fa’ quello
che ti pare, ma levamela da davanti agli occhi!»
«Sì, fratello».
Un quarto d’ora dopo il frate giardiniere si
ripresenta davanti all’abate, soddisfatto.
«Ebbene?» «Fatto…» «Fatto che?» «L’ho
uccisa, fratello abate!» «Ah, sì… Ma sei sicuro
che quella bestiaccia sia morta?» «Eccome!»
«Che le hai fatto? L’hai ammazzata con un
sasso?» «Peggio, peggio!» «L’hai annegata
nella fontana?» «Peggio, peggio!» «L’hai
sgozzata?» «Peggio, peggio!» «L’hai bruciata
viva?» «Peggio, peggio!» «Ma si può sapere
che cosa le hai fatto?» «L’ho seppellita viva,
fratello abate!»
2) Tardona.
Una vecchia tardona ha rimorchiato un
giovanotto in balera. Dopo i primi convenevoli, la
signora chiede al giovane: «Ma lei, giovanotto,
quanti anni mi darebbe?». «Neanche uno,
signora, ne ha già tanti…»
3) Tarlo.
Un tarlo la notte sente venire dal telefono uno
strano “trrr…, trrr…”.
Rimane un po’ indeciso, poi di scatto alza il
ricevitore e grida: «Pronto! Chi tarla?».
4) Telegramma.
Durante un incendio un soldato invia al
comando il seguente telegramma:
«Si avverte codesto comando superiore che in
località X si è improvvisamente sviluppato un
grande incendio. Il sottoscritto è sul posto che
brucia».
5) Tema. Tema: “Domani ricorrono i morti”.
Carletto scrive: “Speriamo che mio nonno arrivi
primo».
6) Tenente.
Un Tenente, all’adunata delle reclute, passa in
rassegna i nuovi soldati. Si ferma davanti a uno e
urla: «Tu, come ti chiami?». «Mi chiamo
Massimiliano, Tenente».
«Come ti permetti? Non lo sai che con me devi
dire sempre “Signore”? Riproviamo di nuovo,
pezzo d’idiota: come ti chiami?» «Signor
Massimiliano, Tenente!»
7) Tennis.
Un signore piuttosto panciuto racconta agli
amici la sua tecnica da tennista: «Quando sono
sul campo il mio cervello è prontissimo a lanciare
i suoi ordini al corpo: “Corri sotto rete!”, “Salta
per colpire quella palla!”, “Precìpitati!”, “Avanti!”,
“Muoviti!”, “Buttati!”». «E dopo che accade?»
chiedono gli amici incuriositi. «Accade che il mio
corpo risponde: “Chi, io?”»
8) Terranova.
Un uomo visita un allevamento di cani e si
innamora di un terranova. L’allevatore, per
convincerlo all’acquisto gli dice:
«E poi vede, questo cane è anche un abile
nuotatore, in caso di necessità potrebbe anche
salvare la vita a qualcuno in difficoltà». «Ma io
abito in montagna…»
«Non si può mai sapere» dice l’allevatore e
convince l’uomo ad acquistare il cucciolo.
Dopo tre anni l’uomo ha finalmente l’occasione
di fare un po’ di vacanza al mare e si porta dietro
il suo terranova. Appena giunti alla spiaggia,
l’uomo prende un rametto e lo lancia in mare,
incitando il cane ad andare a riprenderlo. Il cane,
camminando sull’acqua, raggiunge il rametto, lo
afferra tra i denti e lo riporta al suo padrone.
Un pescatore lì vicino, che ha assistito a tutta la
scena, si rivolge all’uomo: «Scusi, quanti anni ha
il suo terranova?» «Tre anni…»
«Allora non c’è nulla da fare, non imparerà più a
nuotare…»
9) Tesseramento.
Un contadino chiede di essere iscritto al partito.
Il segretario deve accertarsi della sua idoneità.
«Dimmi, compagno: se il partito avesse
bisogno dei tuoi denari, li daresti senza
protestare?» «Certamente».
«Se il partito necessitasse dei tuoi figli avresti
obiezioni?» «Nessuna». «E se il partito ti
requisisse la mucca?» «No, quella no!» «Ma
come, daresti denari, figli e non la mucca?»
«Quella ce l’ho».
10) Testimoni.
Il presidente rivolto all’imputato: «È inutile che
neghi ancora: qui ci sono tre testimoni oculari che
dichiarano di averla vista». L’imputato:
«Verissimo, ma cosa significano tre persone
che mi hanno visto, mentre io posso indicare
migliaia di persone che non mi hanno visto?».
11) Testone.
Con l’aria un po’ preoccupata e guardando la
madre con tristezza. «Dimmi, mamma, è vero
che ho una testa molto grossa?»
«Ma no, figliolo. Non dire più stupidaggini.
Piuttosto va a prendermi cinque chili di patate.
Mettile nel berrettino».
12) Texano.
Un americano del Texas, che si trova di
passaggio nella stazione principale di New York,
si ferma incuriosito davanti a una macchina che
promette di sapere tutto. Infatti, dopo che
l’americano ha messo il danaro e ha premuto un
tasto, si sente una voce che dice:
«Lei è John Kallagan del Texas. Ha 57 anni e
pesa 93 chili. È diretto in Arizona».
Sbalordito, Kallagan ferma un passante, si fa
prestare il soprabito e il cappello e ritorna a
mettere la moneta e a premere il tasto. La stessa
voce dice:
«Lei è ancora John Kallagan del Texas. Ha
sempre 57 anni, pesa sempre 93 chili ed è
sempre diretto in Arizona. Però ora ha perso il
treno!»
13) Tigre.
In un club, un esploratore stava impressionando
gli amici raccontando mirabolanti avventure di
caccia:
«… Stavo sguazzando nell’acqua dello Zambesi
quando, a un tratto, mi si parò di fronte la tigre più
spaventosa che avessi mai visto. Era enorme,
due grandi occhi brillanti mi fissavano quasi
ipnotizzanti, non sapevo più cosa fare. Non avevo
armi. Quando la fiera mi fu vicina, le gettai
dell’acqua in faccia e lei, spaventata, fuggì». Il
suo compagno di caccia, per non essere da
meno, continuò: «Io posso confermare
quest’incredibile storia. Pensate che quella
stessa mattina io stavo scendendo per andare al
fiume, quando incontrai la stessa tigre. Era
terrorizzata! Per calmarla le baciai i baffi. E
pensate: quei baffi erano bagnati!»
14) Tintarella.
«Perbacco, come sono abbronzate tua moglie
e tua figlia! Tu, invece, hai un certo colore…»
«Per forza, sono al verde!»
15) Titolo di giornale. «Rubate 2000 lampadine.
Polizia brancola nel buio».
16) Tomba.
Il padre conduce il figlio a visitare la tomba del
Milite Ignoto. «Papà, chi c’è lì sotto?» domanda il
bambino. «Il Milite Ignoto» risponde il padre.
«Papà, proprio nessuno lo conosceva?» «No,
caro». «Ma papà, allora perché l’hanno ucciso?»
17) Topi.
Mamma topo e il piccolo topolino vanno a
spasso per prendere un po’ d’aria, dopo tanta
vita nelle fogne. A un tratto, sopra di loro si sente
un fruscìo d’ali. Passa un pipistrello: «Mammina,
guarda in alto: un angioletto!».
18) Tradimenti. «Padre, padre…» «Che c’è,
figlio mio?»
«Qualche volta mi càpita che, mentre faccio
l’amore, parlo con mia moglie… È peccato?»
«Dipende. In che momento preciso parla con
sua moglie quando sta facendo l’amore?» «Sa,
quando lei mi telefona…»
19) Tragedia 1.
«Pensa un po’ che tragedia! Oggi torno a casa
verso le undici e trovo mia moglie a letto con uno
straniero. Che vergogna!» «E cosa hai detto?»
chiede l’amico.
«Cosa dovevo dire? Quello era un inglese e io
non conosco la lingua!»
20) Tragedia 2.
La moglie di un contadino è deceduta in séguito
a un calcio infertole da un asino. Quasi tutti gli
amici, prima dei funerali, si avvicinano al
desolato marito e gli mormorano qualcosa
all’orecchio. A funerali avvenuti, gli si avvicina il
parroco e gli dice: «Quelli sono veramente degli
amici. Ma, dimmi un po’, perché ti facevano tutti
le condoglianze sottovoce?».
«Non erano le condoglianze; ognuno mi
chiedeva quando avrei potuto prestargli l’asino».
21) Trasferimento 1.
«Dottore» disse il paziente, «occorre
assolutamente che trovi un rimedio per il mio
modo di russare. Russo talmente forte, che mi
sveglio!»
«Oh, a questo si può facilmente rimediare»
rispose il medico, «vada a dormire in un’altra
stanza».
22) Trasferimento 2. Il nonno:
«Come, Pierino, tu strappi le ali a quella povera
farfalla? È una cattiveria far soffrire le bestie!»
Pierino:
«Ma no, non la faccio soffrire, nonno, la faccio
soltanto passare dall’aviazione alla fanteria».
23) Treno. Un tizio alla biglietteria della stazione:
«Vorrei un biglietto di prima per Roma».
«Mi spiace, signore» gli risponde il bigliettaio,
«abbiamo solo biglietti di adesso!»
24) Trentatré.
«Ora respirate profondamente», dice il medico
«e dite tre volte trentatré». Il paziente, dopo aver
preso un lungo respiro: «… novantanove».
25) Triangolo.
Un giovane uomo, uscito per comprare degli
indumenti da neonato, rientra a casa. Entra in
camera da letto e trova la moglie abbracciata ad
un giovane. Il marito si rivolge alla moglie e:
«Quando mi hai detto che saremmo stati in tre,
dovevi spiegarti meglio!».
26) Tuttofare.
La nuova padrona: «Ancora una cosa devo dirti:
a te piacciono i gatti?». «Oh, sì, signora, io
mangio tutto!»
27) TV.
Due amici molto brilli stanno osservando la
vetrina di una lavanderia, dove alcune macchine
in azione stanno rimestando a grande velocità
della biancheria.
«Ma guarda un po’» dice uno, «che orribili
programmi trasmette la televisione ultimamente!»
<continua>
LETTERA”U”.
1) Ubbidienza.
Un ufficiale sale su un automezzo pubblico.
Automaticamente un soldato scatta in piedi.
«Grazie. Sta’ pure seduto» dice l’ufficiale
compiaciuto. Dopo qualche minuto, il soldato
accenna ad alzarsi nuovamente. «Ti ho detto di
stare comodo». Per la terza volta il soldato fa per
alzarsi. «Ti ho detto di stare seduto!» «Mi scusi,
signor tenente, ma è già da tre fermate che io
devo scendere!»
2) Ubriaco.
Un vigile nota un uomo che sta faticosamente
camminando con un piede sulla strada e l’altro
sul marciapiedi. «Lei è ubriaco!» gli dice. «Ah,
sì?» «Ne ha tutta l’aria…» «Sia ringraziato il
cielo: credevo di essere zoppo!»
3) Ubriacone.
Il marito rientra a casa molto tardi ed è
completamente ubriaco. La moglie se ne
accorge, ma non ha voglia di discutere.
Alla mattina quando si alza, gli chiede: «Ma si
può sapere cosa hai fatto ieri sera? Non solo sei
tornato a casa ubriaco, ma hai anche messo tutto
per aria. Non trovo più nemmeno il canarino».
«Il canarino non l’ho nemmeno visto. Avevo un
tale mal di testa che mi sono fatto una limonata e
sono venuto subito a letto».
4) Uccello… balbuziente! Un venditore di uccelli
loda al cliente il suo pappagallo:
«In un paio di giorni impàra tutto quello che gli si
dice!».
Il cliente compera l’uccello. Ma dopo cinque
giorni lo riporta indietro. «Come mai?», chiede il
venditore. «L’u… l’u… l’uccello bal… bal…
balbetta!»
5) Udito.
«Ieri ho comprato un apparecchio acustico
usato. Ho fatto un affarone: costa poco e va
benissimo…» «Di che marca è?» «Sono le otto
e mezza».
6) Uccellini e… uccellacci! Ufficio di
collocamento. «Così lei è disoccupato. Cosa
faceva prima?» «Il cacciatore di belve». «In
Africa?» «Macché, a Roma». «Ma a Roma non ci
sono belve!»
«Per questo sono disoccupato e sto cercando
un nuovo lavoro».
7) Ultime volontà 1. È giunta l’ultima ora. Hanno
tagliato i capelli al condannato.
Il procuratore gli dice: «Può esprimere il suo
ultimo desiderio: vuole qualcosa? Un bicchiere di
rhum?». «No, grazie». «Una sigaretta?» «No».
«Insomma, cosa desidera?» «Vorrei imparare il
cinese».
8) Ultime volontà 2.
Un condannato a morte esce dalla cella per
consumare l’ultimo pasto.
«Può chiedere tutto quello che vuole» gli dice il
secondino. «Anche una bottiglia di spumante?»
«Certamente, di che anno la vuole?» «Del
2030».
9) Umorismo.
Sul treno un gruppo di viaggiatori si racconta
barzellette sui carabinieri. Tutti ridono a
crepapelle, mentre un signore, in disparte, se ne
rimane serio. Uno dei viaggiatori, incuriosito, gli
domanda: «Mi scusi, ma come mai lei non sta
ridendo?»
«Sono un generale dei carabinieri e questo tipo
di barzellette non mi fa ridere per niente…» «Non
si preoccupi, se vuole poi gliele spieghiamo…»
<continua>
LETTERA “V”.
1) Valutazioni.
Due ladri davanti alla vetrina di un’oreficeria:
«Quanto credi che possa costare quella spilla di
brillanti?». «Beh, non più di due anni di galera».
2) Vanagloria.
È ormai un mese che un carabiniere entra in un
bar e va al telefono. Quello che però incuriosisce
tutti, dal padrone ai camerieri, è il fatto che il
carabiniere non usa gettoni, solleva il microfono,
parla e sorride. Come ha finito di telefonare, ha il
viso raggiante e l’aria beata.
Il padrone decide di scoprire come fa il
benemerito dell’arma ad ottenere la
comunicazione senza usare gettoni. Acquista un
piccolo registratore e, verso l’ora dell’arrivo del
carabiniere, lo mette sull’ascolto. Come al solito,
il carabiniere arriva, va al telefono, solleva la
cornetta, parla, sorride, parla, sorride e se ne va
beato. È appena uscito che il padrone corre al
registratore, fa ritornare indietro la bobina e si
mette all’ascolto. Tra lo stupore di tutti si sente:
«Telefono, mio telefono, chi è il più forte
carabiniere del mondo? Telefono, mio telefono,
chi è il più intelligente carabiniere del mondo?
Telefono, mio telefono, chi è il più bel carabiniere
del mondo?» E ogni volta, dall’altra parte si
sente: Tu… tu… tu… tu… tu…
3) Vecchiaia 1.
Una signora anziana entra in una profumeria e
chiede alla commessa: «Che cos’ha per i capelli
bianchi?» «Un grande rispetto, signora».
4) Vecchiaia 2.
Vedendo un anziano signore che ansimando
riesce a stento a prendere l’autobus dopo
un’affannosa corsa, un giovanottone dice
ridendo: «Che brutta cosa la vecchiaia, eh,
nonno?»
«Hai proprio ragione, ragazzo mio, ti auguro di
non provarla!»
5) Vecchietta.
«Mamma, dammi mille lire per una povera
vecchia che ho incontrato ai giardini».
«Tieni, tesoro. Eccoti i soldi. Sono contenta che
tu sia così buono. Ma dimmi, non può lavorare
questa povera donna?» «Ma lavora, mamma. Lei
vende delle caramelle».
6) Veleno. Un signore entra in farmacia: «Vorrei
del curaro». «Per cosa le serve?» «Per mia
suocera». «Ha la ricetta?» «No, ho la fotografia».
7) Verdura. Al supermercato una signora cerca il
passato di verdure. Non trovandolo, chiede a una
bambina: «Scusa, bambina, il passato di
verdura?» E la bambina: «Io verdurai, tu
verdurasti, egli verdurò…»
8) Verifica.
Pierino accompagna il padre al mercato. ad un
certo punto lo vede che palpeggia una mucca.
Incuriosito gli domanda: «Papà, perché fai
così?».
«Voglio vedere se è bene in carne, perché la
voglio comperare». «Ma allora il postino vuole
comperare la mamma?»
9) Verità. Il presidente: «Quanti anni ha,
signorina?». La zitella: «Venticinque, per servirla,
signore».
«Bene, adesso che ha detto l’età, giuri di dire la
verità, tutta la verità, nient’altro che la verità».
10) Vernice.
Un cowboy arriva al galoppo sfrenato in un
villaggio, blocca il cavallo davanti al saloon,
smonta, entra, beve un paio di whisky, esce e
rientra di nuovo nel locale. «Chi ha dipinto il mio
cavallo di rosso?» urla. Nessuno risponde.
Allora il cowboy estrae le pistole, spara quattro
colpi e strepita:
«Mi avete sentito? Chi ha dipinto il mio cavallo
di rosso?».
In quel momento, dal fondo del locale si alza un
omaccione con certe spalle larghe come un
armadio; si avvicina al cowboy e, guardandolo
fissamente con occhi di ghiaccio, ringhia: «Io,
perché?».
«Beh… così… volevo sapere quando gli darai
una seconda mano».
11) Veterinario.
«Senta, dottore, domani le mando la mia
vecchia cagna con mia moglie. Veda di
somministrarle un potente veleno che non la
faccia soffrire troppo».
«Va bene, ma poi la cagna saprà trovare da
sola la strada di casa?»
12) Vigile.
Un vigile urbano ferma un automobilista: «Lei è
in contravvenzione. È vietato trasportare cani in
macchina senza l’apposita retina di
separazione». «Ma è un cane di peluche!». «La
razza non m’interessa…».
13) Vigore. Un giovane sta raccontando a una
signora:
«Io ho un padre veramente eccezionale! Pensi
che a ottant’anni nuota splendidamente, cavalca,
guida auto sportive ed ora si sposerà con una
ragazza di vent’anni».
«È davvero eccezionale» risponde la signora.
«Ma non so come faccia ad avere voglia di
sposarsi!» «Veramente lui non ne ha tanta voglia,
ma deve…»
14) Vincita.
Un carabiniere vince tre miliardi al totocalcio.
Non riesce a tenere il segreto ed è assalito dai
giornalisti con domande su domande.
«Ora che è diventato ricco, che cosa ha
intenzione di fare?»
«Oh, è presto detto» risponde il carabiniere,
«mi compro una caserma e mi metto in proprio!»
15) Vino.
Un uomo manda suo nipote ad acquistare del
vino in una drogheria. «Rosso o bianco?» gli
domanda il commesso. Il ragazzo alza le spalle:
«Non ha importanza: tanto mio zio è cieco».
16) Violenza.
«Padre, padre, è stato orrendo! L’altra sera ero
nel parco e una banda di giovinastri mi ha
violentata!» «Quanti erano?» «Non lo so, quando
faccio l’amore chiudo sempre gli occhi!»
17) Violinista.
Un suonatore di violino entra in un ristorante ed
inizia a eseguire un valzer di Chopin. A un tratto
vede un signore che è visibilmente commosso.
Appena ha terminato il pezzo, il violinista, tutto
orgoglioso, gli si avvicina e: «Lei è forse
polacco?» Il signore, asciugandosi gli occhi: «Oh,
no! Sono violinista!»
18) Virtù.
«Io non fumo, non bevo e non ho mai tradito mio
marito» confida una giovane attrice a un
giornalista. «Bravissima! Lei non ha dunque
nessun vizio?» «Sì. Sono un po’ bugiarda».
19) Visita di leva. «Giovanotto, in quale corpo
vorrebbe essere mandato?» «In marina». «Ma sa
nuotare?» «Perché, non abbiamo più navi?»
20) Visita medica. Un giovanotto si è da poco
laureato in medicina.
Viene chiamato al capezzale di un moribondo e
dice alla madre di questi: «Oramai, signora, si
rassegni: suo figlio sta per andarsene. Vede? Ha
già le mani color paonazzo!». «Ma dottore, non
sa lei che mio figlio fa il pittore?»
«Ah, quand’è così, stia allegra, signora: non c’è
pericolo… Però, eh, se suo figlio non fosse
pittore, fra un paio d’ore sarebbe già morto!»
21) Visone 1.
La signorina Ornella arriva in ufficio indossando
una splendida pelliccia. «Come hai fatto ad
averla?» le chiede una collega.
«È stato molto semplice. Ieri sera, al caffè, ho
incontrato un signore. Mi ha invitata a cena, poi a
casa sua per bere dello champagne. A casa sua
ha aperto un grande guardaroba pieno di
pellicce. Mi ha detto di sceglierne una e io ho
scelto questo visone».
«Oh!… Ma non mi dire che non hai dovuto fare
niente altro!» «Certo! Ho dovuto accorciare un
po’ le maniche».
22) Visone 2.
Una donna indossa la sua nuova pelliccia di
visone per uscire di casa, quando viene fermata
dal figlio:
«Mamma, chissà quanto avrà sofferto quella
povera bestia per darti questa pelliccia…»
«Pierino, ti proibisco di parlare così di tuo
padre!»
23) Vitaiolo.
Mister Daniels era un rispettabile industriale
durante tutta la giornata, ma la notte, di nascosto
dalla moglie, si trasformava in un disinvolto
vitaiolo, frequentatore di allegri locali notturni. Una
sera era a casa con sua moglie, fra una nottata e
l’altra di baldoria, quando lei insistette per andare
in un night.
«Caro» gli disse «sono stanca di stare in casa,
perché non mi porti in qualche bel locale?»
E, incurante delle scuse del marito, lo costrinse
a vestirsi e a chiamare un taxi, per farsi portare in
un locale di cui aveva molto sentito parlare, il
Number Two, che era anche uno dei ritrovi
preferiti del marito. Infatti, proprio mentre
entravano nel night, il portiere disse: «Buona
sera, mister Daniels!» «Com’è che conosci
questo tipo?» chiese la moglie. Dopo aver
riflettuto rapidamente, Daniels rispose:
«È fattorino nella mia fabbrica e lavora anche di
notte per guadagnare qualcosa di più».
Entrati nel locale, la sigaraia pizzicò
confidenzialmente la guancia di mister Daniels e
disse: «Buona sera, mister Daniels». Questa
volta la domanda della signora fu un po’ più
sospettosa: «E questa ragazza come fai a
conoscerla?» Cominciando a sudare, Daniels
rispose:
«Sai, è una modella del reparto alta moda dei
miei grandi magazzini e fa due lavori per
mantenere la sua povera vecchia mamma
invalida».
In quel momento arrivò il capo cameriere che
con un inchino particolare li accompagnò al
miglior tavolo presso la pista da ballo. E, proprio
mentre si sedevano, uscì il balletto che si allineò
davanti ai due ed intonò: «Tre evviva per mister
Daniels!».
La moglie non ci vide più e lo trascinò fuori, lo
gettò in un taxi e cominciò a insultarlo
pesantemente. Il taxista si girò e chiese: «Che
succede, mister Daniels? Ne abbiamo caricate
di puttane, ma volgari come questa mai…».
24) Vizi.
«Io» dice a un giornalista un pensionato di un
ricovero per vecchi «ho sempre fumato sessanta
sigarette al giorno, bevuto molto alcool e mi sono
coricato con tutte le donne che mi piacevano».
«Che età avete?» «Trent’ anni».
25) Voti 1.
Tre carabinieri si ritrovano all’uscita di una
scuola dopo aver ritirato le pagelle dei propri figli.
«Mio figlio è stato promosso a pieni voti. Gli
regalo un motorino!» dice il primo.
«Mio figlio poteva fare meglio, però è stato
comunque promosso: gli regalerò una bicicletta»
dice il secondo.
«Mio figlio non si merita nulla» dice il terzo «è
stato bocciato!» «Potresti almeno regalargli
un’enciclopedia». «Un’enciclopedia? No, deve
andare a piedi, così impàra!»
26) Voti 2.
Siamo nella preistoria. Di fronte alla pagella del
figlio, un cavernicolo urla:
«Passi il due in matematica, il quattro in
geografia e il cinque in italiano, ma mi devi
spiegare come hai fatto a prendere tre in storia:
sono solo due pagine!».
<continua>
LETTERA “W”.
1) Whisky.
In un pub molto esclusivo di Londra, un signore
in evidente stato di ubriachezza si rivolge al
barista: «Un altro whisky, Tony».
«Se il signore permette un consiglio: io le
offrirei un tonic water».
«No, un whisky. Perché, Tony, tu pensi forse che
io sia sbronzo? Ti sbagli! E te lo dimostro subito.
Ecco: guarda! Quel gatto nero che entra in
questo momento ha solo due occhi. Se fossi
sbronzo vedrei due gatti e quattro occhi.
Giusto?» Il barista, freddo: «Signore, quel gatto
non entra, esce!».
<continua>
LETTERA “Z”.
1) Zanzare.
Una zanzara rivolta ad una sua amica: «Oh, ma
che gusto ci troveranno gli uomini a prendersi a
schiaffoni durante la notte?!»
2) Zebra.
Un fattore comperò una zebra e, non sapendo
cosa farne, la lasciò libera per i campi. La zebra
si mise a girare e incontrò una gallina. «Cosa si
fa da queste parti?» chiese la zebra.
«Beh, non molto. Io, personalmente, depongo
qualche uovo per il fattore e questo è tutto». La
zebra galoppò via e dopo un po’ incontrò una
mucca. «E tu cosa fai per vivere?» le chiese.
«Non molto» rispose la mucca. «Ogni tanto il
fattore mi munge, ma questo è tutto». Di nuovo la
zebra si allontanò galoppando nei prati, finché
incontrò un grosso stallone nero. Lentamente gli
si avvicinò. «E tu» gli chiese «cosa fai di solito?»
Lo stallone la guardò impassibile, nitrì un paio di
volte e poi rispose: «Togliti quel pigiama e te lo
dimostro».
3) Zitella.
Una signora d’una certa età è psicologicamente
a pezzi: la sua storia d’amore è svanita, ed ella
non sa darsene pace.
A un’amica: «E dire che mi aveva promesso di
amarmi per tutta la vita!»
«Sì, cara, ma come poteva pensare, poverino,
che saresti vissuta così a lungo!»
4) Zoo.
Visitando uno zoo con la madre, Giulio, un
piccino di sei anni, si ferma estatico davanti alla
gabbia dell’orango. Lo guarda a lungo e poi,
rivolto alla mamma: «Guarda, mammina, hai visto
come assomiglia al babbo!». «Ma Giulio, come
puoi dire una cosa simile?»
«Ho parlato piano, mammina, lo scimmione non
può aver sentito!»
5) Zoologia.
Il professore, all’esame di zoologia, mostra allo
studente una gabbia coperta che lascia vedere
solo le zampe di un uccello. «Sa riconoscere
questo uccello e darmene il nome?» «No, signor
professore». «Bocciato! Lei come si chiama?»
Lo studente si tira su i calzoni, fa vedere al
professore i piedi e le caviglie e dice: «Provi a
indovinare!»
6) Zuppiera.
È ormai risaputo che molti antiquari si rivolgono
per i loro acquisti nei paesi e che, con la scusa di
comprare salami, burro e uova fresche, entrano
nei casolari con la speranza di trovare a poco
prezzo un interessante pezzo d’antiquariato.
Ecco quello che accadde a un noto antiquario
torinese.
Era infatti appena entrato in una fattoria e
precisamente nella grande cucina, che subito
individuò una bella zuppiera francese che era
stata umiliata al ruolo di scodella per un piccolo
micino.
«Ma che bel gattino» disse l’antiquario rivolto al
vecchio contadino. «È proprio quello che cercavo
per mio figlio! È un mese che piange perché
vuole un gattino tigrato con una macchia nera
sull’occhio. La prego, mi venda questa bestiola!
Vanno bene diecimila lire?»
«Sì, signore». E così dicendo il contadino
prende il micetto e lo porge all’antiquario.
Questi, accarezzando il gattino: «Senta, poiché
penso che il gatto sarà abituato a bere in quella
scodella, compro anche quella, quanto vuole?»
«Eh, no, signore» rispose il contadino. «Quella
non la vendo! Quella me la tengo. Mi ha già fatto
vendere undici gatti in una settimana!»
FINE.