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Le carte internazionali

per l’infanzia
Le carte internazionali
2 per l’infanzia
Da E. Toffano, Ripensare la relazione
educativa
A. Bobbio, Infanzia, diritti, educazione
Dalla tutela alla tutela-promozione

► Dichiarazione di Ginevra (1924)

► Dichiarazione dei Diritti dei Bambini (1959)

► Convenzione sui Diritti dell’Infanzia (1989)


Dichiarazione di Ginevra (1924)

Approccio connotato dal valore di


PROTEZIONE

I bambini sono oggetto di tutela


e destinatari di doveri di protezione.
Principi 1 e 2

1. Al fanciullo si devono dare i mezzi necessari al


suo normale sviluppo sia materiale che
spirituale.

2. Il fanciullo che ha fame deve essere nutrito;


il fanciullo malato deve essere curato; il fanciullo
il cui sviluppo è arretrato deve essere aiutato; il
minore delinquente deve essere recuperato,
l’orfano e il trovatello devono essere ospitati e
soccorsi.
Principi 3, 4 e 5

3. Il fanciullo deve essere il primo a ricevere


assistenza in tempo di miseria.

4. Il fanciullo deve essere messo in condizione di


guadagnarsi da vivere ed essere protetto da ogni
forma di sfruttamento.

5. Il fanciullo deve essere allevato nella


consapevolezza che i suoi talenti vanno messi al
servizio degli altri uomini.
Dichiarazione (non Convenzione) 1959

► Lascia spazio ad atteggiamenti di assistenza


filantropica.

► Fa emergere il bambino nella scena internazionale


(avvio del suo processo di emancipazione sociale).
Dichiarazione di New York (1959)

Approccio connotato dal valore di


PROTEZIONE

I bambini sono oggetto di tutela


(comprensione/empatia
in un clima di speranza)
a) Stralci dalla Dichiarazione del 1959

► Infanzia
felice nel godimento di diritti e libertà
(preambolo).

► Superiore interesse del bambino (principio 2).

► Sviluppoarmonioso nell’amore e comprensione, in


un’atmosfera di affetto e sicurezza materiale e
morale (principio 6).
b) Stralci dalla Dichiarazione del 1959

► Diritto
a un’educazione gratuita e obbligatoria
almeno a livello elementare (principio 7).

► Dirittoa dedicarsi a giochi e ad attività ricreative


orientate a fini educativi (principio 7).

► Diritto a essere educato in uno spirito di


comprensione, tolleranza, amicizia fra i popoli, di
pace e fratellanza universale… al servizio dei propri
simili (principio 10).
Convenzione di New York (1989)

Approccio connotato dai valori di


PROTEZIONE e PROMOZIONE

Bambini e adolescenti (0-18 anni):

► soggetti di diritti
► interlocutori partecipi, cittadini in atto
► titolari dell’intero corpus dei diritti
Un processo inverso

ADULTI
Processo di riconoscimento:
dai diritti civili ai diritti sociali.

BAMBINI
Processo di riconoscimento:
dai diritti sociali ai diritti civili.
Elemento di novità:

Protection: diritto alla cura e protezione da abusi

Provision:diritto di possedere, ricevere o accedere ai


servizi (apposite servizi per minori)

Partecipation: diritto di esprimere se stessi ed avere


voce attiva
Elemento di novità:
► Diritto del bambino di essere ascoltato (art. 12).
Protection: diritto alla cura e protezione da abusi
► Diritto di libertà di espressione (art. 13).

► Diritto di libertà di pensiero, coscienza e religione (art. 14).


Provision:diritto
► Diritto di associarsi di possedere,
e riunirsi ricevere (art.
pacificamente o accedere
15). ai
servizi (apposite servizi per minori)
► Diritto al rispetto della propria vita privata (art. 16).

Partecipation:
► Diritto di accesso diritto di esprimere
all’informazione se stessi ed avere
(art. 17).
voce attiva
Da spettatori/esecutori a protagonisti

Il monologo dall’adulto al bambino


LA DIMENSIONE DEL PER

si fa dialogo tra adulto e bambino


LA DIMENSIONE DEL PER-CON

Centralità del binomio ascolto-partecipazione


Reciprocità educativa

«La nostra comprensione di noi stessi è impoverita


se non siamo in contatto con l’infanzia […].
Sospetto che i bambini abbiano una parte
altrettanto importante nella crescita e nello
sviluppo degli adulti come noi l’abbiamo nella
loro»
(R.D. Laing)
dal film Koyla (J. Svěrák 1996)

Esempio di coinvolgimento tra generazioni:

► accompagnamento esistenziale
► vicendevole aiuto
► reciprocità educativa tra un adulto e un bambino
Dovere effettivo

Attivare/migliorare le politiche sociali

organizzazione dello Stato sociale


sulla base del criterio del
superiore interesse del bambino (art. 3)
Scuola: ruolo cruciale

► nell’attuare il diritto all’istruzione (art. 28)

► nell’attuare le finalità dell’educazione (art. 29):


► promuovere lo sviluppo della persona
► educare al rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali

► nel far conoscere a bambini e adulti la Convenzione


(art. 42)

► nell’istruire/educare alla cittadinanza attiva e


democratica
Documento complesso

► dà adito a letture interpretative anche estremistiche


(enfasi su tutela vs enfasi su autodeterminazione)

► apre alla relazione educativa dialogica reciproca


basata su ascolto-partecipazione (coinvolgimento
generazionale)
Uno storico evento

► Children’s Forum (New York 5-6 maggio 2002)

► Assemblea Onu, sessione speciale dedicata


all’infanzia (New York 8-10 maggio 2002)
La voce di Kairul Azri

«Gli adulti non si rendono conto. Quand’è che un


ragazzo si può considerare abbastanza preparato
da poter contribuire e partecipare attivamente?
Come possiamo imparare a partecipare se non ci
fate mai provare. Dateci le occasioni e ci vedrete
volare»
La voce di Heidi Grande

«Noi bambini siamo esperti su cosa significa avere


8, 12 o 17 anni nelle società di oggi… Il vostro
lavoro sarebbe più efficace e più utile ai giovani
se ascoltaste le cose che abbiamo da dire. La
mia proposta è: fateci entrare nella squadra»
In sintonia con Janusz Korczak

«Una farfalla sopra il torrente spumeggiante della


vita: Come rendere resistente il suo volo senza
appesantirlo?»
«Non esiste educazione senza partecipazione del
bambino»
«Per sapere come dovremmo fare, dobbiamo
rivolgerci a degli esperti e gli esperti in questo
caso… sono i bambini»
Dal messaggio del Children’s Forum

Vogliamo un mondo a misura di bambino… perché


un mondo a nostra misura è un mondo a misura
umana per tutti.
Non siamo la fonte del problema siamo le risorse
necessarie per risolverlo.
Promettiamo di trattare gli altri con dignità e
rispetto.
Dite che siamo il futuro, ma siamo anche il
presente.
Il cerchio formalmente si chiude…

Colui che non parla DIVIENE Colui che parla

IL BAMBINO È PERSONA