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F. Tonucci,
Se i bambini dicono.
Adesso basta!
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 Art. 12 Convenzione dei diritti

Il diritto del bambino


e dell’adolescente
di essere ascoltato

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 Istruzione e scuola
 Il rispetto del diritto del bambino e dell’adolescente di
essere ascoltato all’interno del sistema educativo è
fondamentale per la realizzazione del
 diritto all’istruzione.
 Il Comitato rileva con preoccupazione il continuo
 autoritarismo, la discriminazione, la mancanza di
rispetto e la violenza che caratterizzano la
quotidianità di molte scuole e classi.
 Tali ambienti non sono favorevoli all’espressione delle
opinioni dei bambini e degli adolescenti e al
conferimento del giusto peso che dovrebbe essere
loro accordato.

In tutti gli ambienti educativi, inclusi i programmi educativi dei primi


anni, dovrebbe essere promosso il ruolo attivo dei bambini e degli
adolescenti attraverso un ambiente di apprendimento partecipativo

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Ascolto: lo sfondo
Analisi dello sfondo per la messa in atto di
un percorso pedagogico didattico
attento alla persona-studente

capace di comprenderla nella sua specificità

instaurando una relazione educativa


arricchente

e in grado di gestire i conflitti e


incomunicabilità.

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Il docente come facilitatore dello sviluppo costruttivo della
personalità dell’educando

Necessità di comprendere lo studente


per renderlo attivo

L’istaurarsi della relazione si basa


sulla possibilità di avviare la
comunicazione autentica

chiede l’abbandono dell’approccio egocentrico


per l’ascolto e la comprensione dell’altro

si sviluppa se non si lega l’apprendimento a


situazioni e a formule fisse, ma se si stimola
lo studente, se si sollecitano cambiamenti e
innovazioni
Il docente come facilitatore “del
processo di trasformazione che
sospinge la persona verso
Compiti l’autocompimento”.
significativi mirca benetton 7
Il docente come facilitatore dello sviluppo
costruttivo della personalità dell’educando
avviare la dinamica
dialogale partendo L’educatore riconosce
dall’accettazione dell’altro, l’educando, cioè lo
superando gli individua e lo fa uscire
atteggiamenti difensivi. dall’anonimato

Accettazione/
comprensione/rispetto

LA RELAZIONE EDUCATIVA PARTE DALL’ ASCOLTO


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ascolto

Per l’instaurarsi della vera e propria


relazione educativa che pone
attenzione alla persona dello
studente nella sua totalità, al senso
che costui attribuisce all’essere a
scuola per l’apprendimento come
arricchimento della sua personalità.
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riduttivismi
capacità di ascolto come acquisizione di un insieme di tecnicismi
comunicativi

 demandare la competenza relazionale relativa all’ascolto ai soli


‘esperti in comunicazione’ quali psicologici, psicoterapeuti, pediatri,
psichiatri, ecc… pensando tra l’altro che il bisogno di ascolto sia
rivolto solo a casi particolarmente problematici

 ritenere la capacità di ascolto riduttivamente una propensione quasi


intima, tipica di docenti ‘più sensibili di altri’, oppure più inerente
all’insegnamento di talune discipline, nello specifico di quelle
umanistiche.

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Pericoli nella mancanza d’ascolto

 L’attenzione sul programma trasforma i


docenti in ‘educatori-depositanti’

 Si perdono di vista gli studenti

 Demotivazione, disinteresse, conflittualità

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L’assioma della significanza:
“Insegnare significa dare significato alla parola (e a tutte le attività che se ne
servono). Se il significato, per essere tale, non può essere imposto ma deve
essere condiviso da insegnante e alunno, ne deriva il corollario della
reciprocità, nella relazione personale come nella didattica: che significa
accogliere i silenzi, i veti, ma anche gli indizi, i suggerimenti, gli orientamenti
da parte degli alunni, pena la perdita, appunto, della significanza. E quanto
ha da imparare un insegnante da questo gioco di restituzione reciproca di
significati!”

C. Melazzini, Insegnare al principe di Danimarca, Sellerio, Palermo 2011, pp. 76-77.

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Docente: Riflettere e decentrarsi
PERCHÈ ASCOLTO

L’ASCOLTO
DELLO STUDENTE
COME ASCOLTO
parte
dall’ascoltarsi:
auto osservazione
COSA ASCOLTO

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Docente:ASCOLTO ATTIVO E AUTENTICO
Elaborazione dell’ascolto e focalizzazione del problema

1 autopresentazione
Che cosa l’altro sta dicendo di sé mentre comunica? Che cosa vuole che io pensi
di lui? Vuole che lo valuti positivamente o negativamente?

2 contenuto
Di che cosa sta parlando? Di che cosa ci vuole informare? Quali sono le sue idee
e opinioni in merito a quanto sta dicendo?

3 appello
Che cosa l’altro mi chiede? Di che cosa mi vuole convincere? Che cosa vuole
ottenere da me?

4 relazione
In che modo l’altro mi percepisce? Che tipo di relazione ha instaurato con me e
come vorrebbe modificarla?

5 espressione
Che cosa l’altro sente (in termini di vissuti) dentro di sé? Quali stati d’animo
esprime?
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cattivi ascoltatori
il multi-attività;
il mondano;
il finisci-frasi;
il contraddittore;
lo sputa-risposta;
il grande filosofo;
l’autobiografo;
lo scruta-orologio,
il superveloce,
lo smemorato
(J. Gesler)

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Gestione dei conflitti e motivazione ad
apprendere
Sgomberare il campo dall’idea che fra
docenti e studenti vi sia incompatibilità di
scopi e orientamenti
Utilizzare la mediazione come gestione
positiva del conflitto
Utilizzare la mediazione creativa per l’
apprendimento e le dinamiche relazionali

Studenti:
spesso incapacità di saper studiare
Non conoscono il motivo dei loro
insuccessi
Idea di avere capacità inferiori, o
minor memoria …
rinunciano ancora prima di tentare
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Qual è l’insegnamento
appropriato?

Rispetto al disagio dello studente, come agire?

Superamento della routine


Rischio di non conoscere gli alunni che si hanno di fronte
Soliloquio

Verso un
insegnamento appropriato, a banalità limitata (Perticari)
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«Il dialogo è un’esigenza esistenziale.
E se esso è l’incontro in cui si fanno solidali il
riflettere e l’agire dei rispettivi soggetti, orientati
verso un mondo da trasformare e umanizzare,
non si può ridurre
all’atto di depositare idee da un soggetto all’altro,
e molto meno diventare semplice scambio di idee,
come se fossero prodotti di consumo»
P. Freire

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Ascolto e partecipazione

«il bambino deve sentirsi soggetto attivo


di un programma e non soltanto oggetto
di tutela, di protezione, di cura: un
ospite che potrà sentirsi a proprio agio
solo se si sentirà un invitato che ‘reca
con sé i suoi doni’, la sua propria storia,
le sue proprie capacità, le sue proprie
esperienze pregresse».

 G. Harrison, I fondamenti antropologici dei diritti umani nei processi culturali,


educativi e formativi, Meltemi, Roma 2001, p. 147.
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Il caso di Marco
Da M. Sclavi, G. Giornelli, La scuola e l’arte di ascoltare, Feltrinelli, Milano 2014

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Prima descrivere,
analizzare le fonti
del conflitto

Harvard Law School, Cambridge, Usa

Da M. Sclavi, G. Giornelli, La scuola e l’arte di ascoltare, Feltrinelli, Milano


2014, p. 105.
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Dalla guerra alla pace: dal conflitto
all’apprendimento (reciproco)

Da conflitto come ‘gioco a somma zero’…


Si parte dall’idea di sapere tutto dell’altro

 Intimidazioni
 Toni ostili
 Minacce
 Fatti

…. alla mediazione costruttiva (prima di


risolvere, analizzare)
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Analizzare le fonti del conflitto: interessi,
valori, emozioni, identità
Perché non vuoi svolgere i compiti?; che cosa vorresti fare in italiano?;
come l’insegnante potrebbe aiutarti?
Che obiettivi vuol perseguire l’insegnante rispetto a Marco?

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I Valori
Quali sono i valori di
Marco? Quali sono le
sue idee sul
comportamenti di
insegnanti e alunni?
Secondo Marco che
obiettivi vuol
perseguire
l’insegnante?
E l’insegnante cosa
pensa dei valori legati
al suo ruolo?

Intervento
dell’insegnante: tu
pensi che ….
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Emozioni
I pensieri sulle
emozioni che
ciascuno pensa
stia vivendo
l’altro ….

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Identità

Ognuno nel
conflitto
percepisce un
attacco alla
propria identità

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ASCOLTARE ATTIVAMENTE
 La costruzione delle tabelle serve per
iniziare il dialogo.
Comunicare riconoscimento e
Uno
rispetto: il doppio sguardo stesso
comporta-
mento
viene visto
Marco Chi è in modi
Marco Insegnante
In grado di diversi
gestirsi da e Viziato, immaturo,
non trattare come incapace di
seguire le regole
come un bambino agire

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Verso la soluzione creativa

 Rispondere alle domande di entrambi


 Nella zona di sovrapposizione si cercano le
risposte
 Contratto formativo
 Un’altra soluzione creativa, giocare a carte
scoperte
 Applicazioni alla didattica

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Sulle competenze relazionali
dell’insegnante

Gordon ne specifica alcune:


 realizzare un ascolto attivo e empatico che permetta di
comprendere il vissuto esperienziale degli studenti e dia
loro modo di autoesplorarsi e di riflettere sulle loro
esperienze e sui loro sentimenti;
 agire con autorevolezza, evitando forme difensive;
 saper predisporre preventivamente un ambiente
accogliente;
 saper avviare la soluzione dei conflitti in maniera
democratica.
Cfr. H. Franta, A.R. Colasanti, L’arte dell’incoraggiamento, pp. 55-57.
Studente percezione false idee azione
Conflitto con se Vorrei essere Sono sempre Fare in modo che
stesso promosso ma non andato male in desideri con più
ce la faccio matematica forza il proprio
Non la capisco successo (presente
L’insegnante non nel suo intimo)
mi capisce
Conflitto con gli Far riflettere lo
insegnanti (compiti studente sul
per casa non svolti, proprio metodo;
studio non adeguato) Non ha metodo di Il metodo di studio trovare uno studio
studio; come una ricetta, che sia
è più agevole studio ma non mi significativo per il
trovare un sistema ricordo discente (no al
per evitare lo sapere sminuzzato
studio piuttosto e frammentato),
che affrontare le che susciti
difficoltà interesse e
curiosità
Conflitto con i
genitori Debolezza
(atteggiamento di Essere incapaci e caratteriale ( non
protezione dei figli falliti anche nella vuole impegnarsi)
vittime di una scuola vita Se non studi vai a
inadatta; oppure lavorare
ricatti e minacce tipo (contrapposizione
‘se non studi non tra studio e lavoro)
esci’…., oppure mirca benetton 30
disinteresse)
Conflitto con la La scuola è inutile, Lo studio è una
visione stessa della non serve, è un fatica per pochi e
scuola mondo a sé stante, non ripaga
distante dagli economicamente
alunni e dal loro La cultura non si
progetto di vita mangia
La cultura
impedisce di
divertirsi
Conflitto con la Le continue Essere inadeguati Non bisogna
noia e l’inutilità insufficienze mi totalmente; non replicare dicendo
delle discipline fanno capire che avere mai avuto che sbagliano in
quella materia non successi nella quanto si rafforza
è per me scuola l’idea che gli
insegnanti pensano
che ‘non capiscono
nulla’

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STRATEGIE: l’insegnante come mediatore (non
colpevolizzare ma responsabilizzare)
 Alla ricerca del passato: narrazione del proprio vissuto scolastico in
piccoli gruppi
 Partecipazione alla narrazione della vita dello studente
 Come si può apprendere superando i luoghi comuni ( non dipende
solo dal maestro, dal prof …)
 Le diverse forme di intelligenza
 I talenti personali in ognuno
 Le strategie di apprendimento (per superare il “leggo e ripeto”; il
docente ce l’ha con me)
 Lo studio. Confronto nel gruppo
 Prendere spunto da ciò che interessa e che si riesce ad apprendere
 Ascolto attivo fra pari
 Non etichettare gli alunni (lasciarsi sorprendere)
POSSIBILI ATTIVITÀ
 Devo o voglio farlo? Le attività che costano fatica
 Il contratto di lavoro come assunzione di responsabilità e azione
personalizzata e autovalutazione
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L’importanza del lavoro fra pari
 L’ascolto attivo diventa più naturale
lavorando fra pari (aiuto in
gruppo/coppia)
 Tutor
L’analfabetismo su relazione e comunicazione
 Aiutare gli studenti ad ascoltarsi

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Verso il dialogo
dibattito dialogo
una sola risposta giusta: la Ognuno possiede parte della
propria risposta
Antagonismo: l’altro ha torto Collaborativo: comprensione
condivisa
primeggiare Trovare terreni comuni
Ascoltare per trovare crepe, punti Ascoltare per capire
deboli
Difendere i propri assunti Essere disponibili a rivedere i
propri assunti
Arrivare ad una conclusione che Moltiplicare le visioni, senza
conferma la propria visione fretta di arrivare alla conclusione

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Ho sempre pensato che la scuola fosse fatta prima di tutto dagli insegnanti.
In fondo, chi mi ha salvato dalla scuola se non tre o quattro insegnanti?

Pennac, Diario di scuola