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swf

Paolo E. Balboni
LE SFIDE DI BABELE
INSEGNARE LE LINGUE NELLE SOCIETA' COMPLESSE

Parte Prima IL QUADRO DI RIFERIMENTO


Capitolo Primo Un secolo di insegnamento linguistico
La didattica delle lingue attuale si fonda su quanto accaduto nel '900, sul piano delle teorie e dei
metodi e sul piano istituzionale, da quando, nel 1967, il Consiglio d'Europa lanciò il Modern
Language Project e, nel 1992, l'Unione Europe
l'insegnamento dell'inglese e di un'altra lingua comunitaria.

L'educazione linguistica è l'azione che mira a far emergere la facoltà di linguaggio (caratterizzante dell'homo
loquens), cioè la capacità spontanea di acquisire lingue pienamente o parzialmente.

e-
riferendoci però solo alle lingue straniere e non a tutte.

1.1 Lo strum
La glottodidattica trae le sue conoscenze da varie aree scientifiche, organizzandole e
gerarchizzandole.
Schema basato su gerarchizzazione
proposta da Anthony negli anni Sessanta:

GRAFICO:
a- la struttura:
La glottodidattica è una scienza teorico-
pratica. Il grafico scinde: conoscenza
teorica assunta dalle teorie di riferimento o
elaborata in proprio / uso di tale
conoscenza per operare nel mondo e

Frecce bidimensionali = scambio


reciproco tra glottodidattica e mondi delle
idee / dell'insegnamento.
b- i termini:

si ha di lingua/ cultura/ comunicazione/


studente/ insegnate/ insegnamento (prima

c- il funzionamento del modello: data una dichiarazione teorica, dal mondo delle idee, ne
conseguono due procedure specifiche della glottodidattica: approccio / metodo.
1
metodoe coerenti con l'approccio.
BOX 2
Il cognitivismo indica due tipi base di conoscenza, dichiarativa e procedurale:
- una dichiarazione è espressa da una frase semplice;
-
meccanismo più semplice, base del pensiero greco: sillogismo (deve esserci soggetto e predicato).

1.2 Le variabili in gioco


E' necessario dotarci di alcuni parametri per rendere comparabili i movimenti glottodidattici del
XX e XXI secolo:
a. teorie di riferimento: 4 ambiti: scienze del linguaggio e della comunicazione / della società e della
cultura / della neuro-psicologia / dell'educazione;
b. percoso: movimento deduttivo / induttivo;
c. studente: tabula rasa da plasmare / protagonista del suo apprendimento;

e. lingua: insieme di regole / strumento di comunicazione (correttezza / efficacia / appropriatezza);


f. cultura: letteraria, classica / quotidiana;
g. strumenti operativi: curricolo basato su finalità / lista di contenuto; suddivisione della
programmazione;
h. tecniche didattiche: attività e esercizi;

didattico e non comunicativo;


j. strumenti tecnologici: studente passivo / compartecipe.

1.3 Approcci e metodi della tradizione

basato sull'uso prima che sulla forma, affidato all'interazione con un madrelingua, che aveva come
modelli testi classici;
Secondo Rinascimento / Seicento: nascono centri che studiano la lingua come oggetto; primi
dizionari e prime grammatiche; italiano e francese di affiancano al latino come strumenti di
comunicazione internazionale; il latino rimane nel mondo ecclesiastico ed è fulcro dell'educazione
linguistica delle scuole gestite da ecclesiastici, in cui l'insegnamento delle lingue moderne viene
inserito con le modalità d'insegnamento del latino.
approccio formalistico: domina l'Italia dal Seicento agli anni Sessanta.

1.3.1 La tradizione formalistica e il metodo grammatico-traduttivo


L'approccio formalistico focalizza l'attenzione sulla grammatica, con la fonologia concepita come
d il lessico appreso con liste. Le tracce di questo approccio sono ancor oggi
presenti.
Nel Seicento le regole erano ancora cercate nel testo letterario, ma nel Settecento esistono manuali
con schemi grammaticali pronti, basati su un'intuitiva frequenza d'uso. Le regole sono considerate
stabili, immutabili ed è condannata ogni variante regionale; l'unico registro è quello formale; i testi
sono modello. Lo studente è una tabula rasa; lo studio è un dovere e non si discute il contenuto, il
metodo o lo scop

e dalla lingua madre.

testi con traduzione interlineare.


Fino ai primi anni Ottanta la base dell'insegnamento linguistico è stata grammatico-traduttiva,

2
-
per reazione, rifiuto gr

BOX 3 Approccio formalistico, metodo grammatico-traduttivo


Ha dominato le scuole italiane almeno fino agli anni Settanta-Ottanta, ancora domina molte università. Ha formato
molti docenti attuali.
TEORIE DI RIFERIMENTO: linguistica descrittiva tradizionale; educazione come rispetto delle regole;

STUDENTE: tabula
DOCENTE: fonte d'informazione, modello, giudice insindacabile;
LINGUA: insieme di regole e lessico per traduzione, anche senza significato rilevante; modello linguistico di
riferimento: standard puristico che nega il valore della varietà;
CULTURA: letteraria, classica, non atropologica;
STRUMENTI OPERATIVI: curricolo: lista di regole di pronuncia e morfosintassi; insegnamento: lezioni centrate
sulle varie regole;
TECNICHE DIDATTICHE: traduzione, dettato, esercizi di manipolazione;
MATERIALI: manuali a stampa;
STRUMENTI TECNOLOGICI: nessuno.

1.3.2
L'approccio formalistico viene messo in discussione nell'Ottocento negli Stati Uniti, dove la
conoscenza linguistica deve rispondere ad una società multiculturale in rapida crescita: nei primi
trent'anni del secolo Lorenzo Da Ponte tiene la cattedra di italiano alla Columbia University,
insegnando a comprendere e parlare, allo stesso modo insegna il francese Henry W. Longfellow al
Bowdoin College. Sulla base di queste ed altre esperienze George Ticknor, insegnate di Harvard,

caratteristiche degli studenti e che il percorso deve essere induttivo.


Nel 1872, il tedesco MaximillianBerlitz giunge a Rhode Island e fonda la prima scula di tedesco
di quella che diventerà una catena mondiale basata sulla realizzazione dell'approccio naturale detto

abilità orali e di lettura e comprensione di testi (non parola per parola). Il mondo tedesco ha
necessità linguistiche simili a quelle americane a causa dle commercio. Il grande interprete

(Die neurenSprachen).
L'istanza di un inseg
sulla lingua, soprattutto fonologici che riportano alla lingua parlata: negli stessi anni in cui Berlitz
fonda la sua sede di Ginevra, base della branca europea della catena, nella stessa città
Saussurediscute la dicotomia parole (lingua in atto) / langue (sistema astratto). A cavallo tra XIX e
XX secolo i linguisti Henry Sweet, Otto Jespersen e Harold Palmer concordano sulla primarietà
dell'oralità rispetto alla scrittura, sulla logica induttiva, sull'esclusione della traduzione come tecnica
didattica e sull'uso di attività di riflessione linguistica.
Queste teorie rimangono confinate in scuole d'èlite e a docenti impegnati nella riflessione sulla
sulla scuola. In Italia l'innovazione è portata dalle Belitz Schools,
che sono però chiuse dal fascismo. Dopo il ventennio degli isolazionismi e totalitarismi, da queste
riflessioni nascono l'ASTP dell'esercito americano (base rivoluzionaria negli anni Settanta) e alcuni

BOX 4 L'approccio naturale, il metodo Berlitz e altre sperimentazioni d'èlite


Lingua: non più ornamento culturale ma strumento di comunicazione; attenzione sulla dimensione orale; approccio su
situazioni d'èlite (non scuole), ma strumenti per evoluzione nel secondo Novecento.
TEORIE DI RIFERIMENTO: fonetica, fonologia e nuova linguistica; dimensione psicologina nella glottodidattica;
PERCORSO: prevalentemente induttivo,
suo apprendimento;
STUDENTE: deve essere motivato; considerate età e caratteristiche personali;

3
costoso, impatto limitato;
LINGUA: viva, parlata, finalizzata a comunicare significati;

TECNICHE DIDATTICHE: conversazioni, lezioni tematiche, esercizio grammaticale secondario;

STRUMENTI TECNOLOGICI: nessuno.

1.3.3
Dal 1914, per più di un trentennio, il mondo, integrato nell'Ottocento, si frammenta, grazie a
isolazionismo, dittature e crisi economica (in Italia alla fine del Ventennio è perfino proibito
l'insegnamento di lingue straniere). La lingua smette di essere viva, orale, comunicativa e diviene
uno strumento per leggere opere straniere.

glottodidattica. Esso, escludendo lo sviluppo di competenze orali, è il primo esempio di

stranieri, che dà qualche schema grammaticale inteso come riferimento; è un facilitatore che ha
scarso ruolo formativo, che segue il percorso del manuale di letture, graduate per difficoltà, e funge
a lezione da dizionario e repertorio grammaticale per studenti autonomi e responsabili del loro
apprendimento.

Fiorito negli anni del Novecento di gu


TEORIE DI RIFERIMENTO: nessuna in particolare, solo filosofia della lettura;
PERCORSO: strettamente induttivo;
STUDENTE: molto autonomo;
DOCENTE: mero facilitatore, dizionario e grammatica vivente; può cogliere spunti culturali dal testo;
LINGUA: limitata alla dimensione scritta della lettura;

STRUMENTI, TECNICHE, MATERIALI E TECNOLOGIE: semplici materiali intuitivamente graduati, poi letture da
materiali autentici.

1.4 La rivoluzione copernicana degli anni Sessanta


stituisce il francese e, grazie alla potenza economica, militare e

1.4.1
del registratore audio
La rivoluzione è preparata da eventi e riflessioni che avvengono durante la Guerra e nel primo
dopoguerra: nel 1941, quando gli U.S.A. entrano in guerra, capiscono che l'isolazionismo e il

Hanno quattro risorse disponibili per recuperare e le mettono in atto immediatamente:


A- Il (neo)behaviorismo (o neocomportamentismo), psicologia dell'apprendimento degli anni Trenta
secondo cui l'apprendimento è il risultato di una serie intensiva e ripetitiva di stimoli e risposte,
seguite da conferma o correzione; il maggiore psicologo del tempo, Skinner, offre uno strumento
psicodidattico all'ASTP (ArmySpecialized Training Program) che si avvierà nel 1943 (dopo un'anno
nella Army'sCivil Affairs Training School);
B-
quindi adatta ad essere inserita in macrostrutture nella sequenza stimolo/risposta. Massimiesponenti:

4
C-

(film girati nei paesi di cui si studia lingua e cultura);


D- , per esercitarsi e
confrontarsi con spezzoni di lingua di madrelingua con intonazione e pronuncia corretti registrati.
Nascono i primi laboratori linguistici con nastri magnetici a due piste. La tecnologia entra così nella
glottodidattica, diventandone po

Negli anni Cinquanta tutte le conoscenze ed esperienze derivate dall'ASTP, dall'insegnamento


delle lingue orientali durante la guerra in Corea e dai corsi d'inglese L2 per gli immigrati postbellici
confluirono nell'opera di Robert Lado, che fondò a Geoorgetown una Faculty of languages and
linguistics, che per decenni organizzò il più grande evento di glottodidattica mondiale, la Annual

di simmetrie e dissimmetrie tra lingua madre e lingua


studiata cerca di predire zone di difficoltà per lo studente e trovare strategie e tecniche adeguate;

Lado è inoltre il fondatore della TESOL (Teaching English to Speakers of OtherLanguages), che
raccoglie studiosi e insegnanti di tutto il mondo.
Con queste basi gli approcci formalistici, diretti, di sola lettura e i metodi di ridotto impatto
-

1.4.2 L' approccio strutturalistico


Prende il suo nome dalle macrostrutture linguistiche bloomfieldiane, scelte anche considerando
l'analisi contrastiva di Lato e altri studiosi (cal
gli anni Cinquanta a causa dell'attacco di Chomsky al modello skinneriano, (1957) che distrugge
l'idea di apprendimento comportamentista, e dell'evoluzione del pensiero di Lato, anche ad opera
della na
(contesto minimo della comunicazione).
-risposta-conferma, con ritmo
incalzante, per impedire la riflessione consapevole eprivilegiare la memorizzazione spontanea. Tipi:
- sintagmatici: modificano la struttura del sintagma ;
- paradigmatici: legano nella memoria, ad esempio, verbo + oggetto ;
- combinati: presentano sequenze sempre più complesse .
Sono esercizi che originariamente sono usati nel laboratorio linguistico; vengono utilizzati fino a
tutti gli anni Settanta in ogn -
-
o, basato

ed economico).

rimangono mimetizzati, secondo modalità meno meccaniche, a causa dell'esperienza di docenti e

l'automatizzazione richiede la ripetizione.


e ricerche sulla memoria, partendo da basi diverse da quelle

dell'elaborazione; le ricerche più recenti sui neuroni specchio rivalutano il ruolo della ripetizione di
ti simili.

5
BOX 6 Approccio strutturalistico
Nasce dall'interazione di linguistica tassonomica, psicodidattica comportamentistica e nuove teconologie di
registrazione degli anni Cinquanta-Sessanta.
TEORIE DI RIFERIMENTO: psicologia skinneriana, inguisticabloomfieldiana, analisi contrastiva di Lado;

STUDENTE: tabula rasa, apprende per automatizzazione;


DOCENTE: gestore di esercizi strutturali che seguono brevi introduzioni grammaticali; deve saper usare le tecnologie;
LINGUA: serie di microstrutture;
CULTURA: non rilevante;
STRUMENTI OPERATIVI: programmazione progressiva (da strutture semplici a difficili, da frequenti a rare);
TECNICHE DIDATTICHE: esercizi strutturali;
MATERIALI: volumi con brevi spiegazioni grammaticali e molti esercizi strutturali;
STRUMENTI TECNOLOGICI: dischi, registratore audio, laboratorio linguistico, diapositive su pellicola.

1.4.3 L' approccio comunicativo e la nozione di competenza comunicativa

d'Europa, coordinato dall'austiniano Trim;

La natura pragmatica della lingua.


Natura formale della lingua: complesso di elementi lessicali e regole di combinazione che
realizzano la facoltà di linguaggio del homo sapiens.

alla linguistica strutturale e a quella generativa (Novecentesche). Con Austin e Searle si riflette
anche sulla funzione della lingua, e cioè compiere atti sociali e pragmatici, comunicare.
Da millenni si classificano gli elementi della lingua in base a forma e funzione linguistica, in

danno spunto a Trim, Wilkins, Widdowson, Munby, Van Ek e altri che da questa riflessione
costruiscono un progetto con duplice natura:
a-

esistono anche altri elementi, si ricorre alla categoria -funzionale.


b-

teoricamente omologhi nelle varie lingue, ma con una forte arbitrarietà.


BOX 7 Sociolinguistica, pragmalinguistica, etnolinguistica
SOCIOLINGUISTICA: JoshuaFishman, uno dei fondatori della sociolinguistica a metà Novecento, sistematizzò il

lingua all'interno della situazione sociale in cui viene utilizzata. E' lo studio delle diverse varietà in cui si attualizza la
-professionali,
diacroniche, di età, eccetera). La sociolinguistica è una scienza del linguaggio, la sociologia del linguaggio invece è
una branca della sociologia (descrive il ruolo sociale della lingua). Sul piano glottodidattico i parametri
sociolinguistici mettono fine agli approcci grammaticalistici in favore di metodi situazionali.
PRAGMALINGUISTICA: studia scopi e risultati della lingua come strumento d'azione all'interno di una situazione
sociale. Si impone come scienza autonoma negli anni Settanta. Il suo oggetto sono gli atti linguistici e l'analisi del
discorso nelle sue varie forme. Essa off
-Ottanta in poi.
ETNOLINGUISTICA: analizza il rapporto lingua-cultura, dagli aspetti p
l'ipotesi di Sapir e Whorf secondo cui la cultura di appartenenza guida la visione della realtà, se non altro perchè varia
il lessico per definirla, ed esso caratterizza il mondo differentemente. Hymes (creatore della nozione di competenza
comunicativa) si definiva antropolinguista.
La competenza comunicativa

raggiungimento di un livello x nella

6
comunicativa, la cui nozione arriva nei primi anni Settanta dalla sociolinguistica americana, con
forti componenti pragmalinguistiche e di etnometodologia della comunicazione. Hymes riprende la

un numero infinito di enunciati), ma rileva che la competenza linguistica non garantisce la capacità
comunicativa, che richiede anche componenti extralinguistiche e socioculturali. Ne nascono una
serie di studi diversificati per tutti gli anni Settanta. In pochi anni l'attenzione si sposta dal concetto,
la competenza comunicativa.
Diagramma strutturale della competenza comunicativa (da uno studio iniziato negli anni Novanta):
a. La competenza
(competence)
comunicativa è una
realtà mentale che si
realizza come
esecuzione (performance)
nel mondo, dove chi usa
la lingua compie
un'azione (dicotomia
chomskyana);
b. Nella mente ci sono
tre nuclei di competenze
che costituiscono il
sapere la lingua: la competenza linguistica (capacità di comprendere e produrre enunciati corretti
fonologicamente, morfologicamente, sintatticamente, lessicalmente e testualmente); le competenze
extralinguistiche (competenza cinesica, prossemica, oggettemica e vestemica); il nucleo delle
competenze contestuali della lingua in uso: competenza sociolinguistica, pragmalinguistica e
(inter)culturale;
c. Le competenze mentali si traducono in azione comunicativa, nel saper fare lingua, quando
vengono utilizzate per comprendere, produrre, manipolare testi: si tratta delle quattro abilità di base,
più quella interattiva (dialogo) e quelle mani

d. i testi orali e scritti prodotti attraverso il meccanismo di padronanza contribuiscono a eventi

Si può anche tracciare un diagramma dinamico della competenza comunicativa: parte dal punto

composto da cinque freccie che rappresentano le cinque componenti del modello strutturale: due
sono visibili nella comunicazione (padronanza e pragmatica), le altre tre non sono visibili ma

l'azione glottodidattica allarga via via il volume spostando la base verso destra; se viene curata una
sola faccia la piramide diventa squilibrata.
BOX 8 Approccio comunicativo
Non nuovo nella tradizione, ma innovativo nelle premesse scientifiche si sviluppa negli anni Settanta. Spesso

TEORIE DI RIFERIMENTO: pragmalinguistica, sociolinguistica, etnometodologia della comunicazione,


comunicazione interculturale. Non ci sono riferimenti all'ambido pedagogico che però è centrale;
PERCORSO: dimensione induttiva prevalente nelle varie realizzazioni dell'approccio;
STUDENTE: ruolo centrale, con bisogni e interessi, i vari metodi accentuano diversamente centralità e autonomia;
DOCENTE: gestisce l'input e guida lo studente, come facilitatore e regista;
LINGUA: è primariamente uno strumento di azione sociale;
CULTURA: nozioni indispensabili per efficacia e appropriatezza della comunicazione;
STRUMENTI OPERATIVI: i Livelli Soglia, i sillabi nozionali-funzionali, la scelta di situazioni comunicative
costituiscono strumenti inediti di questo approccio;
TECNICHE DIDATTICHE: varie nei vari metodi, sono comuni forme di roleplay e di interazione simulata;
MATERIALI: manuali con cassette o CD e video per mostrare interazioni autentiche o verosimili;
7
STRUMENTI TECNOLOGICI: registratori audio e video, strumentazioni di comunicazione autentica.
1.4.4 I metodi situazionali a base sociolinguistica
Tra gli anni Sessanta e Settanta, l'approccio strutturalistico puro cedette alle istanze di
un'insegnamento comunicativo necessario all'apertura del mondo allo scambio di persone, merci e
servizi. In America questa riforma fu promossa da Lado (continuatore dell'antropologia di
Malinowsky e Firth, sull'importanza del contesto socio-culturale nella comunicazione, e amico di
Fishman, che aveva dato status alla sociolinguistica). In Europa, nel 1965 e 1966 si tengono, a
Besancon e Frascati, importanti seminari a cui prtecipano i primi glottodidatti italiani che si
occupano delle lingue straniere (Arcaini, Freddi, Cambiaghi, Titone). Vengono tendenzialmente
conservati elementi dell'approccio strutturalistico per le esercitazioni, ma le strutture e il lessico
di cordinate spazio-
temporali, del ruolo dei partecipanti e dei loro scopi. Il tipico manuale situazionale si basa su unità
didattiche formate da:
a. un buon paratesto: già negli anni Settanta: foto del manuale e diapofilm; l'insegnante lo esplora
con gli studenti per fare ipotesi e indicare parole chiave;
b. un dialogo registrato su bobina, disponibile in audiocassetta allegata al manuale, con una serie di
domande di comprensione;
c. una versione segmentata del dialogo, per ripeterlo e fissare intonazione e pronuncia; in
laboratorio è possibile risentirlo; gli studenti drammatizzano i dialoghi eventualmente sostituendo
qualche elemento (soprattutto variazione formale-informale);
d. alcuni pattern drill ed esercizi di morfosintassi, lessico e fonetica (coppie minime);
e. una sezione di grammatica esplicita con esercizi, gli insegnanti aggiungono spesso la traduzione
di frasi;
f. letture di civiltà, solitamente basate su stereotipi e notiziole, con qualche domanda di
comprensine e la richiesta di riassumere e eventualmente scrivere un componimento inerente.

Freddi (1970).
BOX 9 Approccio (proto)comunicativo: Metodo situazionale
Non ancora teorizzato, ma di fatto necessario dagli anni Sessanta; stabilisce una modalità operativa d'insegnamento
orientato alla comunicazione; tutt'oggi alla base di molti corsi di lingua.
TEORIE DI RIFERIMENTO: sociolinguistica, attenzione alla fonetica, attenuata psicologia comportamentistica;

STUDENTE: sul piano psico-didattico tabula rasa, ma viene valorizzata la conoscenza del mondo;
DOCENTE: fulcro dell'attività didattica, per l'input si affida ai testi registrati;
LINGUA: non più monolitica, si offrono varietà (di registo, ma si accenna ad altre);
CULTURA: via via più importante, riceve attenzione ma con stereotipi;
STRUMENTI OPERATIVI: nelle situazioni is includono gli elementi linguistici e culturali;
TECNICHE DIDATTICHE: attività propedeutiche, di comprensione, di drammatizzazione e di ascolto; esercizi
strutturali e di manipolazione linguistica;
MATERIALI: manuali divisi in unità, con audiocassette e talvolta diapofilm;
STRUMENTI TECNOLOGICI: registratori audio, laboratorio linguistico, diapofilm.
1.4.5 I metodi funzionali a base pragmalinguistica
aggiunge il gruppo

l'insegnamento: binario politico (appoggio del Consiglio d'Europa) / binario editoriale (Longman,
). L'inglese assume il ruolo che era stato del francese.
L'insegnamento linguistico europeo dispone di:

-
d. manuali didattici prodotto con molti mezzi da editori internazionali;
-

8
associazioni monolingui.
Questo cambiamento sconvolge l'insegnamento linguistico ma non è del tutto assorbito:
l'approccio grammaticale è riproposto come integrazione dagli insegnanti; rimangono gli esercizi
strutturali; l'impianto de

otta a

bandita, anche nei livelli più avanzati.


BOX 10 Approccio comunicativo: Metodo nozionale-funzionale
Metodo più diffuso per realizzare l'approccio co
metodologica del metodo situazionale. E' il metodo che, rivisitato, è usato dai manuali attuali.
TEORIE DI RIFERIMENTO: pragmalinguistica e sociolinguistica, psicodidattica di natura sociale;

STUDENTE: sul piano psicodidattico è tabula rasa, ne è valorizzata la conoscenza dle mondo e dei meccanismi
pragmatici di comunicazione, si usa la metodologia a mediazione sociale;
DOCENTE: fulcro dell'attività didattica, per l'input si affida ai testi registrati;
LINGUA: vista dal punto di vista pragmatico; si offrono varietà;
CULTURA: importanza regole socio-culturali quotidiane, si evitano gli stereotipi, si attenua la riflessione sui valori;

TECNICHE DIDATTICHE: attività propedeutiche, di comprensione, di drammatizzazione; attività tra studenti.


MATERIALI: manuali divisi in unità, con audiocassette e talvolta video;
STRUMENTI TECNOLOGICI: registratori audio e video.
1.4.6
Negli anni Settanta-
soprattutto psico/neurolinguistica / negli U.S.A. (nuovo ruolo dominante in glottodidattica):

Gard

Il tema principale di queste opere è il ruolo dell'emozionalità nell'apprendimento. Negli anni


Ottanta-Novanta inoltre si studiano i diversi stili cognitivi e d'apprendimento degli esseri umani.
In sintesi il contributo di psicologia e psicod umanistica nell'insegnamento linguistico:
a) il cervello umano è funzionalmente diviso in due emisferi: conoscenza olistica, globale,

l'elaborazione dell'input è prima globale che analitica, e la riflessione è l'atto conclusivo del
processo;
b) la dimensione emozionale di fatto diviene spesso prevalente (soprattutto in bambini e
adolescenti);
c) la mente umana segue sue procedure, che vanno rispettate: tra le scienze che si sviluppano
prevale la linguis

Krashen;
d) l'accentuazione del fatto che per essere interiorizzato l'apprendimento deve essere

(Bruner) docente-studente, con attenzione

all'inglese normalmente appare meno significativo per uno studente);


e) l'idea che la conoscenza venga costruita dallo studente nella sua mente, e ciò sia più rapido,
complesso e solido attraverso il lavoro di gruppo guidato dall'insegnate come tutor.

9
tradizione del lavoro di gruppo), ha fatto proprie, come ambiente naturale dello studio di lingue
alia queste metodologie ricevono
due obiezioni dagli insegnati: gli errori non vengono corretti / gli studenti non sanno abbastanza

usa).

- anguage
-
psico-linguistiche e cognitivistiche legate a tre idee:
a) gli esseri umani sono differenti per caratteristiche cognitive, personalità, storia personale e
motivazioni;
b) gli esseri umani affrontano gli input dal mondo esterno secondo la direzione neurologica

c) gli esseri umani sono bidimensionali, emozionali e razionali, e disolito prevale la prima
caratteristica sulla seconda; la psicologia umanistica studia le emozioni, soprattutto
piacere/dispiacere nell'acquisizione di una lingua.
BOX 11 Neurolinguistica, psicolinguistica, psicologia dell'apprendimento, psicodidattica
NEUROLINGUISTICA: studio del funzionamento del cervello in ordine al linguaggio. Usata soprattutto per i disturbi
del linguaggio,in glottodidattica ha indicato il ruolo diverso dei due emisferi cerebrali, rivelando che essi cooperano
alla produzione e comprensione linguistica (prima operazioni globali poi analitiche);
PSICOLINGUISTICA: all'inizio del Novecento è psicologia del linguaggio, poi si rende autonoma e negli anni
Cinquanta si evolve in una scienza del linguaggio, che studia principalmente l'acquisizione del linguaggio ed i
meccanismi di codifica e decodifica; un aspetto particolare riguarda l'ipotesi di una Grammatica Universale come parte
del patrimonio genetico dell'homo sapiens;
PSICOLOGIA DELL'APPRENDIMENTO e PSICODIDATTICA: studiano i meccanismi mentali che presiedono
all'acquisizione linguistica e non. Si basano in parte sulle neuroscienze, in parte sulle ricerche sulla memoria, che dagli
anni Sessanta sono uno dei focus della psicologia cognitiva, e in particolare studiano gli stili cognitivi e quelli
dell'apprendimento; in particolare per quanto riguarda la formazione scolastica, si interessano anche di motivazione e
del ruolo della relazione studente-docente.

1.4.7 La teoria di Krashen

l'aspetto sintattico; da qui Krashen partì per elaborare la SLAT (Second Language
AcquisitionTheory) e in particolare l'opposizione tra acquisition e learning (riprende
knowing/cognising).
Acquisizione, apprendimento, monitor
L'acquisizione è un processo inconscio che sfrutta le strategie globali dell'emisfero destro del
crevello e quelle analitiche dell'emisfero sinistro; quanto viene acquisito entra a far parte stabile
della competenza della persona, entra nella memoria a lungo termine. L'apprendimento è un
processo razionale, governato dall'emisfero sinistro, non produce acquisizione stabile, nella

Krashen individua altri tre principi su come produrre acquisizione anzicchè apprendimento:
Input comprensibile
L'acquisizione avviene quando l'allievo concentra l'attenzione sul significato dell'input e non sulla
sua forma; se ad una persona si fornisce un input reso coprensibile (Language
AcquisitionSupportSistem), allora il Language Acquisition Device si mette autonomamente in moto
e procede all'acquisizione, purchè si verifichino determinate condizioni.

La prima delle condizioni perchè l'input venga acquisito è che esso sia collocato al gradino

10
parte di un compito che
una persona è già in grado di eseguire e il livello potenziale cui può giungere nel tentativo di

i = la parte del compito linguistico o comunicativo che si è già in grado di eseguire sulla

+ 1 = l'area di sviluppo potenziale.

elementi linguistici nelle sequenze di acquisizione come emergono dagli studi di linguistica
acquisizionale). Le conseguenze possibili sono due:

b. se il punto i + 1 compare nell'input reso comprensibile, il fatto di aver acquisito si elementi

aperto.
F iltro affettivo
Se il filtro affettivo non è attivo, i + 1 rimane nella memoria a breve termine, non viene acquisito.
Ciò è dato da precisi stimoli chimici: in stato di serenità l'adrenalina si trasforma in noradrenalina,
un neurotrasmettitore che facilita la memorizzazione, mentre in casi di paura e stress si produce uno

vuole difendere la mente da eventi spiacevoli) e l'ippocampo, la ghiandola che invece ha un ruolo
attivo nell'attivare i lobi frontali e iniziare la memorizzazione. Il filtro affettivo è dunque un
meccanismo di autodifesa, che viene inserito da:
stati d'ansia;
attività che pongono a rischio l'immagine di sé che lo studente vuole offrire al resto della
classe;
attività che minano l'autostima;
attività che provocano la sensazione di non essere in grado di apprendere.
BOX 12 Approccio comunicativo: il metodo naturale di Krashen
Kradhen (neurolinguista californiano) riprende il nome dell'approccio di Berlitz, e ipotizza che l'apprendimento delle
seconde li

TEORIE DI RIFERIMENTO: psicologia umanistica; studi sull'intelligenza emotiva e sull'acquisizione linguistica in


età precoce; ricerche sull'ordine naturale di acquisizione della lingua e sull'interlingua;
PERCORSO: fortemente induttivo;
STUDENTE: protagonista del suo apprendere, fulcro emotivo e razionale del processo;
DOCENTE: guida, regista, punto di riferimento;
LINGUA: strumento pragmatico di comunicazione, in cui la correttezza formale è secondaria, come importanza e
tempo d'acquisizione; il lessico prevale sulla morfosintassi;
CULTURA: tenuta in considerazione perchè può creare problemi comunicativi;
STRUMENTI OPERATIVI: curricolo basato sull'ordine di acquisizione della lingua; input situazionalizzato che
l'insegnante cerca di rendere comprensibile (riprendendo il metodo di Berlitz);
TECNICHE DIDATTICHE: legate alla comprensione dei testi e all'interazione;
MATERIALI: di varia natura, possibilmente autentici, graduati accuratamente sulla base dell'ordine naturale;
STRUMENTI TECNOLOGICI: non molto presenti, se non come strumenti per la presentazione di alcuni dei testi.

1.4.8
Psicologia umanistica = maggior contributo delle scienze della mente all'insegnamento linguistico

Sessanta-Settanta, soprattutto in America, caratterizzate da una forte componente psicologica,

modalità della psicoterapia (rapporto psicologo-paziente). Alcuni (influenti in glottodidattica):


a) i Sessanta): l'insegnate dà ordini e indicazioni
sempre più complessi, inducendo gli studenti ad usare spontaneamente la lingua (molto usato nella
11
scuola primaria, soprattutto per insegnare l'italiano agli immigrati);
b) an, psicologo gesuita, (fine anni Sessanta):

rilevante MA tecniche dell'approccio formalistico (poco impatto in Italia);


c) ttegno: l'insegnante dà un modello poi tace, gli
studenti lo ripetono e lo riutalizzano in situazioni che lui presenta con bastoncini colorati, per le
correzioni usa gesti e codici con le dita (in Italia si è diffuso l'uso di oggetti);
d) ozanov (Bulgaria, anni Sessanta-Settanta, si afferma in URSS e poi si

/ versioni

metodi che ricalcano la psicoterapia e in cui la dimensione didattica prevale su quella linguistica.
TEORIE DI RIFERIMENTO: teorie di psicodidattica e psicologia relazionale; studi sull'inteligenza emotiva e il ruolo
del filtro affettivo; letteratura sull'acquisizione linguistica in età precoce; studi sulla suggestione.
PERCORSO: fortemente induttivo;
STUDENTE: protagonista del suo apprendere (fulcro emotivo e razionale);

LINGUA: strumento pragmatico di comunicazione, la correttezza formale è secondaria;


CULTURA: non riceve attenzione specifica;
STRUMENTI OPERATIVI, TECNICHE DIDATTICHE, MATERIALI: non c'è curricolo o progettazione, ci si basa su

STRUMENTI TECNOLOGICI: registratori per musica di sottofondo, ascolto di testi orali.

1.4.9 La teoria dell' interlingua e la linguistica acquisizionale

apprendendo una lingua e che rappresenta una porzione dell'intero sistema linguistico posseduto da
un nativo. Dato che non si può acquisire direttamente un livello linguistico intermedio, si deve
partire dal punto 0, costruendo la propria competenza secondo sequenze d'azione, studiate dalla

presenza di altri elementi acquisiti; perciò alcuni errore sono propri di alcuni stadi dell'interlingua e

Secondo Selinker (che ha coniato il termine), l'interlingua è un sistema a sé (con struttura e


meccanismi), per quanto parziale: non è casuale ma ha le sue basi nella grammatica universale,
nella lingua materna e in quella che si sta apprendendo.
Come aiutare il progredire di una interlingua verso quella di un madrelingua?
Per i chomskyani, il processo è guidato dalla grammatica universale, in maniera quasi automatica,
e i risultati insoddisfacenti derivano o dalla casualità o dalla limitatezza di memoria, come per la
lingua materna. L'esperienza didattica invece concorda con i cognitivisti sul fatto che
l'apprendimento della lingua materna è spontaneo mentre quello di una seconda lingua coinvolge
persone che già cosa vuol dire sapere una lingua e sanno di imparare una lingua.
L'errore nell'ottica dell'interlingua

le
individuale, ma è legata alla struttura della lingua (alle sequenze d'acquisizione). Inoltre c'è una
variabile cognitiva, studiata dalla teoria della processualità di Pienemann (1998): la mente è
disponibile ad imparare per prime le cose che richiedono
osservare nell'input, più evidenti in quello stadio dello sviluppo interlinguistico, più utili per poter
comunicare efficacemente. Gli autori dei materiali didattici devono considerare le sequenze
acquisizionali e la processualità dell'input, ma molti manuali sono ancora basati sulle esperienze di
generazioni di insegnanti. L'insegnante può migliorare la sua qualità:
a) studiando la dimensione acquisizionale della lingua che insegna;
b)
12
all'interlingua che l'allievo dovrebbe possedere in quel momento;
c) chiedendosi in caso di difficoltà se qualcosa sia processabile, cioè spinga la mente ad
acquisire, o se invece lo studente non ne abbia
cui non la inserisce nella memoria stabile.
1.4.10 Il Quadro Comune Europeo e il Portfolio Europeo delle Lingue
li

indicatori adottati dai 51 paesi del Consiglio d'Europa per indicare la competenza comunicativa di

ribadisce che la conoscenza delle lingue comunitarie riguarda tutti e che la società della conoscenza
si costruisce conoscendo
Trattato di Maastricht (1992, istituisce l'Unione Europea) era indicato il diritto dei cittadini europei
all'insegnamento della lingua materna, dell'inglese e di un'altra lin
viene reso obbligatorio l'isegnamento della seconda lingua straniera dalle medie (nel 2009 la

Europa, sulla natura della conoscenza di una lingua, sulle componenti neuropsicologiche, sociali,
culturali dell'insegnamento/apprendimento linguistico, ma non entra nella dimensione metodologica,
in nome del valore della differenza e della libertà d'insegnamento.
BOX 14 La struttura del Quadro
(capitoli centrali)
Capitolo 4 L'uso della lingua e chi la utilizza e l'apprende
-5 Domini, Situazioni, Condizioni e vincoli, Il contesto mentale di chi
usa/apprende la lingua, Il contesto mentale dell'interlocutore (o degli interlocutori)
4.2 Temi della comunicazione
4.3 Compiti comunicativi e scopi della comunicazione
-4 Attività e strategie di produzione, Attività e strategie di
ricezione, Attività e strategie interattive
-6 Pianificazione, Esecuzione, Controllo, Azioni pratiche,
Comportamento paralinguistico, Tratti paratestuali
-2 I Canali (media), Generi e tipi di testo
Capitolo 5 Le competenze di chi apprende e usa la lingua
-4 Conoscenze dichiarative (sapere), Abilità e saper fare (savoirfaire), Competenza

5.2 Competenze linguistico- -3 Competenze linguistiche, Competenza sociolinguistica,


Competenze pragmatiche

Portfolio (1996), articola la competenza comunicativa in sei livelli:


A1 Livelli di contatto (Breakthrough); A2 Livello di sopravvivenza (Waystage); B1 Livello soglia (Threshold Level);
B2 Livello progresso (Vantage); C1 Livello dell'efficacia (EffectiveOperationalProficiency); C2 Livello di padronanza
(Mastery).
Per ciascun livello c'è una serie di indicatori da osservare per verificare il livello di competenza, e

d'Europa include tre tipi di documentazione:


a)
b)
c)

straniere e hanno anche un valore legale.


1.4.11 L' impatto delle nuove tecnologie negli anni Novanta
Le innovazioni tecnologiche hanno reso possibili alcuni metodi svolgendo la funzione di

condizione necessaria per l'insegnamento delle lingue straniere, è tale che è nata una branca della
glottodidattica che le studia (in Italia: Porcelli, Di Sparti, Dolci e altri). La tecnologia è stata un
13
motore d'innovazione per la glottodidattica dapprima attraverso strumenti separati, poi attraverso il
computer, visto come fusione delle funzioni dei precedenti mezzi tecnologici, oggi attraverso la rete.
Sono fondamentali nella glottodidattica le TCI (tecnologie della comunicazione e dell'informazione),

1.5 Le tendenze attuali, tra certezze crescenti e mode passeggere


metodologie a mediazione sociale o ludiche; gran parte dei metodi clinici.

straniera per insegnare un'altra disciplina, sostenuto dal Consiglio d'Europa, dall'Unione Europea e
dalla Riforma Gelmini (per il liceo);
b. l'intercomprensione tra lingue vicine: ancora rara in scuole ed università; l'Unione Europea ha
finanziato progetti pilota di intercomprensione tra lingue romanze, tra lingue germaniche e baltiche,
tra lingue slave, queste ricerche, basate dell'esperienza diretta e comune di comprensibilità
reciproca tra parlanti di diverse lingue appartenenti allo stesso ceppo (ognuno nella propria lingua
madre), hanno portato alla creazione di manuali e corsi per migliorare la qualità
dell'intercomprensione:
a livello di strategie cognitive;
evidenziando alcuni elementi linguistici che possono avere una funzione chiave;
con alcune riflessioni di storia delle lingue.
c. la tendenza ad una glottodidattica d'Arlecchino: in media l'esperienza scolastica di un'insegnante
rispetto a quella dei suoi alunni risale ad un quarto di secolo prima, quindi gli insegnanti di oggi
mancano dell'esperienza come studenti, riferimento inconsapevole, difficile da abbandonare in
favore della novità, degli ultimi trent'anni di glottodidattica. Gli editori, consapevoli di ciò grazie a

la tradizione glottodidattica, mirati a non scontentare nessuno; il manuale governa molto la didattica,
arricchito dall'insegnante che, mettendoci del suo, aggiunge all'Arlecchino.

Capitolo Secondo La conoscenza e l'etica nell'insegnamento delle lingue

2.1 Il paradigma della complessità


come in passato. Scomparsi i blocchi contrapposti del Novecento (U.S.A. / U.R.S.S.), ogni stato è
una sfera nello spazio e ha relazioni con tutte le altre sfere; ciascuna sfera è composta di sfere
tradizionali (es. regioni, città...) e sfere che si creano e si modificano di continuo (es. juventini,
medici, studenti Erasmus...); ciascuna microsfera si relaziona con microsfere omologhe, e ogni
persona entra a far parte di molte di esse; ciascuna sfera ha il suo stile linguistico, distintivo per i
membri di essa, ciascuna usa lingue franche, diverse da quelle native dei membri.
lessibile,
divergente, multiplo; le lingue sono uno strumento essenziale, ma sapere una lingua è divenuto a
sua volta un concetto flessibile. La glottodidattica che ne deriva deve quindi essere fondata sui
ne, deve fornire gli strumenti per un

persone. Per questo la glottodidattica è fortemente transdisciplinare: è un'entità autonoma rispetto a


tutte le aree da cui trae conoscenza e che trasforma queste conoscenze in un sistema compatto,

in vari modi e a vari livelli lingue non native per vivere al meglio.
2.2 Una glottodidattica transdisciplinare
Nelle società complesse serve una glottodidattica complessa, che parta dalla considerazione che le
persone con cui opera
a) devono usare la lingua per comunicare (componente di scienze del linguaggio e della
14
comunicazione);
b) devon
sociologica);
c) vogliono far entrare una lingua non nativa nella loro mente (componente neuro-psicologica e

d) appr
educazione formale, usando materiali e tecnologie, sotto la guida di un docente in gruppi.
La glottodidattica di Arlecchino, e molti approcci e metodi, pescano da alcuni di questi ambiti e
ne ignorano altri. Facendo un diagramma (freccie bidirezionali = interscambio continuo):
C he cosa/1:scienze che studiano la facoltà di linguaggio e il C he cosa/2:
Con percorsi autonom
suo prodotto, la lingua
Scienza
- contesto socioculturale
un modello simile:
C hi, la persona che acquisisce: scienze del cervello e della linguistica Come: Lo schema francese aggiunge il
mente
Domaine de la Didactologie des L angues-C ultures et Sous-domaines tecnologie didattiche
E ducatif Cognitif C ulturel L angagier
livello didattico e quello della
reazione insegnante-allievo.
(-
- Philosophie - Histoire, gèographie,
- Neurologie - Sociolinguistique didactologiedeslangues-
- Psychologie èconomie etc.
- Sciencescognitives - Linguistuque
- Pèdagogie - Sociologie
- Psycholinguistique - Gra mmaire
- Anthropologieculturelle
-
Didacticien - Mondo delle tecniche
-
E nseignant-apprenant

2.3 Modelli teorici e procedure operative


come la matematica, la

riferimento. Alcuni modelli epistemologici:


a. il modello transdisciplinare della glottodidattica;
b.

c. il modello di competenza comunicativa, che stabilisce le


d. il modello di motivazione (ci possono essere modelli complementari);
e.
f. il modello tripolare delle relazioni umane;
g. altri modelli minori.
Se i modelli sono strutture pot

data situazione socio-culturale ed educativa, usa gli strumenti che ha a disposizione, persegue
obiettivi adatti ai bisogni specifici di certi gruppi le procedure, cambiando, possono evitare di
diventare procedure di Arlecchino se rimangono fedeli ai modelli di riferimento.
2.4 Etica e insegnamento/apprendimento linguistico
Il pensiero occidental ; cercheremo di

mento
linguistico.
a)

alizzante
(es. di scelta etica: paragrafi di verifica a fine capitolo);
b)
15
Chi progetta un corso deve porsi il problema delle finalità ultime del suo corso, non solo degli
obiettivi strumentali

linguistica dal modello che individua le tre relazioni base degli esseri umani:
Relazione di ogni persona ne deriva una finalità educativa: ne deriva un insegnamento linguistico che
consenta alla persona di:
culturizzazione essere accettata in gruppi linguistico-culturali
non nativi vive.
socializzazione stabilire rapporti e perseguire i suoi fini e
con-sento senza problemi linguistico-comunicativi.
Io con me stesso autorealizzazione, mirare all senza che la

c)

La competenza comunicaztiva, il cui sviluppo è


comprende oltre alle competenze linguistiche delle competenze extralinguistiche, anche se
normalmente è data poca importanza nei manuali a questi fattori.
d)
e di lingua straniera, in quanto tale, svolge anche un ruolo educativo per alcuni aspetti;
uno particolare, in cui le responsabilità di insegnante e studente si intersecano, è quello della

può: rafforzare lo studente / viziare lo studente / illudere lo studente.

Parte Seconda GLI ATTORI DEL PROCESSO DI


ACQUISIZIONE E INSEGNAMENTO

Capitolo Terzo zione linguistica: lo studente

3.1

alla glottodidattica. La neurologia descrive il fenomeno della lateralizzazione, cioè il funzionamento

sinistro sono affidati i compiti di natura analitica, sequenziale, logica; a quello destro quelli di
natura globalistica, simultanea, analogica (la psicologia studia anche la memoria). La

linguaggio e si arricchisce dellle ricerche neurosemiotiche, che indicano come i diversi tipi di
messaggio vengano elaborati in realtà attraverso una sequenza di operazioni interrelate tra i due
emisferi.

Dagli anni Novanta è tramontata la corrente di pensiero che attribuiva lo sviluppo del linguaggio

facoltà innata di linguaggio nella nostra specie, infatti: lo sviluppo del linguaggio di un bambino

Lo studente di lingua straniera è un soggetto attivo con un meccanismo di acquisizione linguistica


(LAD) che và supportato, con il LASS (Language AcquisitionSupport System (Bruner). Il processo
di acquisizione ha cinque fasi:
a. -comunicativo che ci circonda individuando correlazioni
16
pragmatiche e formali;
b. creazione di ipotesi sul funzionamento di quel meccanismo;
c.
d.
e. riflessione guidata da adulti e insegnanti.

, ma probabilmente alcune
a la
capacità di apprendere le lingue è anche probabilmente migliorabile.
);
denti

3.3.1 Le intelligenze multiple


La teoria delle intelligenze multiple di Gardner individua sette (o nove) tipi di intelligenza, presenti
in ogni persona in combinazioni e dominanze diverse. Esse sono:
a. intelligenza linguistica (capacità di cogliere sfumature di significato e scegliere parole
);
b. intelligenza logico-matematica (elabora il pensiero analitico e complesso, nella lingua

c.
oggetti nello spazio);
d.
e. le intelligenze intra- ed interpersonali (capacità di autoanalisi / immedesimazione con altri).

a. Stile analitico/globale;
b. Stile ideativo/esecutivo;
c.
d. in/dipendenza dal campo;
e. capacità/difficoltà di prevedere i contenuti del testo sulla base del contesto;
f. tendenza/difficoltà ad apprendere dai propri errori;
g. autonomia/dipendenza nei processi di studio.
Il rischio pe
penalizzare gli altri.
3.3.3 Tratti della personalità

individuale di uno studente:


a. cooperazione/competizione;
b. introversione/estroversione;
c. ottimismo/pessimismo.
Queste caratteristiche personali influiscono su ogni percorso didattico, non sono i diversi LAD
individuali a fare la differenza.
3.4 La memoria
Lo studente
usare.
La struttura della memoria
ata
nel tempo e nella quantità, da cui
significativi) che contano come unità di significato e non come numero di singole parole; quanto
i
superficie, mentre le strutture profonde e le interpretazioni rimandano alla memoria semantica. La

17
memoria a breve termine ha due problemi: dimentica facilemente e accomoda le nuove
informazioni sulla base di quelle già possedute, mettendo così le premes . Il terzo

Il funzionamento della memoria


-> utile solo se le
associazioni sono create per sforzo deliberato dello studente. Si immette nella memoria solo quello
che si vuole immettere, apprendere è un progetto: a una maggiore riflessione corrisponde una
maggiore memorizzazione, la codifica profonda è a livello semantico più che sintattico e lessicale

di esperienze e

Il filtro affettivo

uno steroide che lo prepara a


fronteggiare il pericolo

un pericolo reale, smettendo di occuparsi delle informazioni. Dunque: le attività didattiche stressanti
-frontale

ette in moto hardware e software: la motivazione


per fare questo è costituita dalla motivazione.
Il modello egodinamico
Secondo Titone (uno dei padri della glot
progetto di sé più o meno consapevole ed esplicito; se questo progetto richiede la conoscenza di una
tto reale
con lo studio della lingua), se i risultati sono soddisfacenti si rinforza la strategia, che invia un

negativo, si inserisce il filtro affettivo e il progetto di imparare la lingua decade.


Il modello tripolare
Teoria della motivazione applicata al marketing -> modello motivazionale, che individua tre cause

- ione) le informazioni
apprese vengono perse in breve;
- bisogno (emisfero cerebrale sinistro) MA: deve essere percepito/funziona fino a che lo studente
ritiene di aver soddisfatto il bisogno;
- piacere (emisfero destro, diventa potentissimo se coinvolge il sinistro): piacere di apprendere

piacere della sfida; piacere della sistematizzazione; piacere di rispondere al proprio senso del
dovere.
Secondo

base di cinque motivazioni: novità, attrattiva, funzionalità, realizzabilità, sicurezza psicologica e


sociale.
3.6 Lo studente bambino
Ai bambini non si ''insegna'',li si guida verso un''eveilaulanguage''. Si cerca di far capire loro che
la lingua materna è solo una ''tra le tante possibili'', che le lingue straniere si possono imparare,
come ha fatto l'insegnante,e che imparare una lingua può essere un gioco. in cui vivranno
i bambini di oggi non sarà più l'Italia, ma l' Unione Europea; l'identità sociale si forma nei primi 10
anni di vita, quindi la ragione per cui vogliamo far accostare un bambino al bilinguismo è politica

18
(Trattato di Maastricht).

3.6.1 Il periodo critico

linguaggio del cervello di un bilingue sembr


principale nella rappresentazione cerebrale dei due codici; la dominanza cerebrale tende ad essere
meno rigida.
L' ipotesi dei
(Legata allo studio di Lennenberg sui fondamenti biologici del linguaggio)Nei primi anni di vita
l'acquisizione linguistica è al suo massimo, e decade alla soglia della pubertà. Ipotesi successive
hanno dimostrato che a decadere è solo la perfetta acquisizione fonetica. Il vantaggio del bambimo
sta nella ra ha imparato soltanto una lingua
tenderà ad applicare strategie fonologiche e sintattiche di quella lingua su tutte le altre. La ricerca
ui si possono acquisire lingue
raggiungendo la competenza di un madrelingua:
periodi critici: fino a 3 anni (pronuncia e sviluppo abilità linguistiche) e tra 4 e 8 anni (pronuncia ma
maggiore sforzo comunicativo); / periodo sensibile: da 8 a 20-22 anni: ancora forti potenzialità
neurologiche.
Il principio di interdipendenza linguistica
JimCummins afferma che lo studio di una lingua si riflette positivamente su tutto il repertorio
linguistico ->metafora dell'iceberg:se un iceberg ha 3 picchi che emergono dall'acqua, emergeranno
come iceberg isolati,ma la struttura che li sorregge sott'acqua è la stessa; più ghiaccio si crea in
questa zona,più l'intero iceberg della comunicazione si innalza, e con se si solleva non solo la lingua
madre,ma anche quella straniera.

Recente per la fascia 3-7 anni / anni Novanta: lavoro per la fascia 8-10 anni -> capisaldi didattici:
a. integrazione tra lingua straniera e resto del curricolo (sul piano della progettazione e
permeando di lingua straniera attività di altri settori);
b. flessibilità di approccio, di metodo, di tecniche (ogni bambino ha uno stile cognitivo e uno

c. sensorialità (uso di t
d. motricità (adatta alla natura pragmatica e funzionale della lingua);
e.
La mente del bambino apprende continuamente; si creano più sinapsi al giorno intorno agli 8 anni
(fornire LAS

a).

Mentre il bambino aveva identificato nella sua insegnante i suoi genitori e lavorava per ottenere la
sua approvazione (rapporto verticale),l'adolescente sostituisce questo rapporto con quello coi
compagni (orizzontale) e cerca la loro approvazione(quindi il filtro affettivo ha cambiato natura);
naturale l'essere corretto dall'adulto e si sviluppa un certo accordo non
detto coi compagni che tende a privilegiare l'aurea mediocritas on più l'eccellenza; egli si ritiene
adulto,quindi è più difficile utilizzare tecniche didattiche che gli risultano infantili a meno che non
sia discussa con lo studente la natura psicologica e cognitiva delle attività; egli si addentra nel modo
degli adulti sempre di p
,per le altre lingue straniere, invece, la
motivazione deve nascere da un innamoramento per il paese di origine della lingua (a differenza
.

19
Il processo di lateralizzazione bimodale del cervello si assesta. Le capacità di analisi e di
definizione metalinguistiche maturano e rendono possibile un attività di riflessione sulla lingua e
sulla comunicazione più profonda e sistematica
.
ma su riflessione, catalogazione, definizion
roseguire con significa
offendere la maturità cognitiva dello studente e rinunciare alle potenzialità di una mente in grado di
spiegare e realizzare la propria capacità linguistica.
BOX 15 Rappresentazioni mentali e mappe concettuali

sione e produzione linguistica e riflessione sulla lingua.

ruolo che assume la seconda lingua,


-e-cultura. Se la seconda lingua è insegnata in modo

apprende da due professori di lingua (inglese e italiano), con le loro metodologie; questi tre
professori devono dunque agire in modo coordinato ed integrato.
3.7.4 Il giovane adulto
Definito così perchè nelle Università è meno avvertito che nello studio personale di un adulto. La
differenza tra l'apprendimento in Università e quello per ragioni professionali sta nel rapporto col
docente:l'adulto del mondo del lavoro è padrone di se,dei suoi soldi,si prende la responsabilirà del
risultato del corso e l'obbiettivo è il ''lifelonglearning''(impianto andragogico); lo studente
universitario si pone ancora in posizione di inferiorità
pedagogico), che deve tuttavia rendere più autonomi i suoi studenti.

3.8 Lo studente adulto


e progetti di questo tipo hanno sempre una lingua straniera tra i
componenti di base. Alcune delle sue caratteristiche sono:
1)vuole decidere autonomamente e può assumersi le responsabilità delle proprie decisioni;
2)il rapporto docente studente non è più educativo, ma istruttivo; il doc
3)paga il corso e gli applica il principio di ''value for money''; esso non si segue per piacere, ma per
determinati risultati;
4) i risultati devono essere raggiunti nel minor tempo possibile
dettare i tempi);
5)i metodi vanno spiegati all'adulto in maniera esplicita;
6)rapidità e stabiltà dell'acquisizione diminuiscono con l'avanzamento dell'età, questo va spiegato
per evitare demotivazione;
7) necessità metalinguistica superiore;

competenza, in autonomia, da evitare sono invece le attività che lo portano a interagire coi
compagni e soprattutto le attività che lo pongono a confronto diretto con l'insegnante-giudice.
BOX 15 Andragogia
a mettere in discussione le suo conoscenze e il suo status ò avvenire solo per sua volontà nel

della motivazione; disponibilità esplicità a modificare conoscenze autonomia dello studente; ruolo del

BOX 17 Lifelonglearning e educazione permanente o continua

20
concetto di

sopravvivenza sui mercati mondiali, la differenza è quindi nella motivazione (piacere o bisogno).

3.9 Il gruppo di studenti


Meglio vedere un gruppo di studenti non come compagni,ma come colleghi che inseguono lo stesso
obbiettivo,in un processo di apprendimento cooperativo. Molti insegnanti sono contrari alla
cooperazione tra studenti inquanto essi non sono ancora esperti nella lingua e darebbero al
compagno un modello sbagliato,è un rischio che vale la pena di correre difronte ai vantaggi
dell'azione cooperativa:più menti che esplorano la stessa lingua hanno maggiori possibilità di
riuscita.Un modo di gestire un gruppo disomogeneo di studenti e quello di spezzare periodicamente
la classe (per livello) e dedicare del tempo separatamente a sottogruppi con attività differenziate,
oppure svolgere attività sequenziate per difficoltà.

individuale, in realtà il lavoro in piccoli gruppi dovrebbe essere una prassi favorita.

Capitolo Quarto - Il regista dell'acquisizione linguistica: l'insegnante (e i


progettisti del corso)

L'attiv ,e lo spazio dell'azione didattica viene


spesso tradotto graficamente con un triangolo:
(modelli di: competenzacomunicativa, di comunicazione interculturale, (modelli: di memorizzazione, motivazionali

Lingua Studente

Docente
( Ha a disposizione: schemi curricolari, schemi per la programmazione , procedure didattiche e modelli di conoscenza.)
Il docente sta sullo sfondo e aiuta gli altri due poli a mettersi in relazione,agendo da regista
mantenendo il tutto in equilibrio.

Il vecchio professore dei licei pensati da Gentile e De Sanctis era una guida morale e spirituale che
operava come tradizionale ''pedagogus'', ''magister'', e none ra necessariamente un didatta.
La seconda metà del xx sec. ha cancellato l'insegnante Gentiliano per farne un esperto in didattica
disciplinare. Dagli anni Settanta l'insegnante è stato visto come :
1) facilitatore 2)consigliere (gesuita Curran); 3)maieuta ( silent
way ); 4)tutore (anni Novanta); 5) regista (concezione freddiana).
L'insegnante non è piu il maestro onnisciente onnipotente ma una figura di servizio, punto di
riferimento.La comunicazione è una chiave di volta per un insegnamento di qualità; meno il docente
parla, più parlano, dunque acquisiscono, gli studenti ->Insegnamento di Confucio: Dimmi,
mostrami, fammi fare: e io dimentico, e io ricordo, e io imparo.
La scelta della lingua in classe:usare la lingua straniera è una retorica sbagliata, la lingua va scelta
in base ai fini che un atto comunicativo si propone.
La tradizione di ha dato due generi comunicativi: conversazione maieutica (dei filosofi classici, si

one della lingua di


tipica dell'istruzione
religiosa: obbiettivo al centro dell'attenzione (testo sacro), che, tramite il sacerdote-maestro, viene
21
comunicato in maniera frontale e diretta agli allievi; posizione molto gratificante per
l'insegnante,perciò, malgrado tale modello sia improduttivo sopravvive anche nell'istruzione laica.)

tentative di un madrelingua di farsi capire da un


di farsi capire più facilmente dallo studente (sintassi

iperdifferenziazione tra fonemi difficili per gli studenti); uso che và limitato ai primissimi passi;
percentuale di tempo della lezione usata dal docente.

4.3 I progettisti del curricolo e gli autori dei materiali didattici


La progettazione è riconosciuta nelle situazioni didattiche extrascolastiche, nelle scuole è ancora
difficile abbandonare la vecchia logica del piano di studi e del programma ( indicazioni
programmatiche ). Il progettista di un corso deve svolgere alcune funzioni essenziali:
a. definire il ruolo del corso di lingua straniera nell'ambito dell'intero percorso formativo dello
studente (Ministero);
b. analizzare i bisogni degli studenti per definire gli scopi del corso (Ministero);
c. definire quali risorse siano necessarie per soddisfare quei bisogni ( );
d. definire quale tipo d'insegnante serva per quel corso (Ministero / singoli insegnanti);
e. definire il curricolo di lingua straniera secondo uno dei modelli disponibili (manuale / insegnante);
f. indicare il tipo di materiale didattico adeguato (insegnante);
Il materiale didattico, non è più solo il libro di testo, ma oggi è più complesso e include: un manuale
di base, materiali di rinforzo per il recupero, materiali audio, un ampliamento in rete, una sezione di
adattamento del materiale alle necessità linguistiche degli studenti, video, guida didattica, un sito.
originariamente non
pensato per la didattica.
Box 20 Curricolo, programma, sillabo
Curricolo: piano di studi, passi, obiettivi e contenuti di un corso di studi; indica anche il monte orario e la distribuzione
delle ore negli anni di studio; è il percorso di studio di solito articolato nelle varie discipline;
Programma: termine non
gli obiettivi da raggiungere;
Sillabo: elenca i contenuti di un corso (spesso suddiviso per classi o livelli di competenza).

Parte Terza
LINGUISTICO

Capitolo Quinto La lingua e i linguaggi non verbali

5.1 La comunicazione
Scambiare:lo studente deve rendersi conto che impara una lingua per uno scambio di significati;
Messaggi:lo studente deve comprendere che apprenderà a creare messaggi, non frasi, in una lingua;
Efficaci:
vietare, ecc.) e la sua efficacia si valuta sul risultato.
La comunicazione si situa in un evento comunicativo, in cui ciascun fattore influisce sulla
comunicazione. Il modello canonico per l'analisi di un evento canonico comunicativo è quello di
Dell Hymes rappresentato dall'acronimo SPEAKING:
: setting (luogo fisico nell'interazione);
: scena cultu ;
: partecipanti ;
: ends (scopi per cui si comunica);
atti
22
key ( chiave psicologica dei partecipanti);
instruments (verbali e non, anche strumenti di trasmissione);
norme di interazione e di interpretazione (dei messaggi);
genere comunicativo ->la società sta aggiungendo molti generi comunicativi, che gli studenti
di lingue straniere hanno bisogno di padroneggiare.
Box 21 Lingua, linguaggio
Ci sono tre classi di strumenti di significazione: sintomi (prodotti dalla natura delle cose); segnali (prodotti
geneticamente, inevitabilmente, da animali e piante); segni (unione di significato e significante).
Alcuni ambiti ristretti della lingua sono chiamati linguaggi. Una caratteristica della lingua, rispetto agli altri
unità più piccole delle parole): in
lessema/morfema e fonemi.
5.2 Lingua seconda, straniera, etnica, franca
Lingua straniera: quella studiata dove è presente solo nella scuola; l'input è fornito dall'insegnante;
Lingua Seconda: quella che lo studente trova fuori dalla scuola; l'input è extrascolastico;
Lingua Etnica: lingua della comunità di origine pur non essendo la lingua materna;
Lingua F ranca: lo fu il latino e ora lo è l'inglese; è la lingua usata in maniera semplificata per
aiutare la comunicazione internazionale; la trasformazione dell'inglese in lingua franca ne ha
cambiato la natura dell'insegnamento che da educativo sta diventando istruttivo.

5.3 La lingua come codice: la competenza linguistica


La lingua, vista come contenuto dell'insegnamento linguistico,può essere vista come:
-mezzo per raggiungere scopi (pragmalinguistica);
-indicatore di appartenenza a un gruppo (sociolinguistica);
- forma: sonora (fonologia), scritta (grafemica), insieme di forme (morfologia) e di relazioni
(sintassi), corpus di parole (lessico), testo (linguistica testuale) -
la competenza linguistica*;
-espressione di una cultura e strumento per tramandarla (etnolinguistica);
- strumento del pensiero (diverse forme di concettualizzazione con la lingua);
-strumento di espressione(lingua usata per scopi estetici oltre che comunicativi).

inserite nel curricolo e non di tutte si darà una visione completa; esse si affronteranno secondo la
successione della linguistica acquisizionale con un procedimento a spirale; esse non hanno scopo
descrittivo (ma consentono di generare messaggi).

5.4 I linguaggi non verbali: la competenza extralinguistica


Accanto alla competenza linguistica è necessario accostare la competenza extralinguistica, che
include:
-la competenza cinesica(gesti ed espressioni del viso e del corpo);
-
-la competenza vestemica (padroneggiare il sistema della moda);
-la competenza oggettuale (uso di oggetti come strumenti per la comunicazione).
Per decidere il ruolo di queste grammatiche nella didattica bisogna considerare la motivazione
dello studio linguistico, e avvalersi di due risorse didattiche: video e contatto reale.

5.5 La lingua in uso: la competenza socio-pragmatica


Funzionalisti (Buhler, Jakobson, Halliday)/ Pragmatici (Austin, Searle); per descrivere la
competenza socio-pragmatica prendiamo le mosse dal modello antropologico delle relazioni umane,
che potenzialmente rendono tutti i possibili atti comunicativi, esistono poi generi comunicativi a
seconda delle funzioni, e atti comunicativi propri di ogni funzione:
Funzione personale
la sua personalità e interiorità;
23
Funzione interpersonale
interazione (orale e scritta);
Funzione regolativo-strumentale
Funzione referenziale : lingua usata per descrivere o spiegare la realtà;
Funzione metalinguistica erve della lingua straniera

lingua straniera;
Funzione poetico-immaginativa : si usa la lingua per produrre
particolari effetti o per creare situazioni e mondi immaginari.
Box 22 La linguistica funzionale di Jakobson e Halliday
ente), funzione conativa (focalizzata sul destinatario), funzione
, funzione fàtica (per mantenere vivo il canale), funzione metalinguistica (sulla
lingua), funzione poetica (focalizzata su caratteristiche semantiche e formali della lingua).

funzione ideativa o significativa (lingua che veicola informazioni), funzione interpersonale (gestisce relazioni tra
locutori), funzione testuale (governa la struttura del discorso).

5.6 Dalla competenza alla padronanza: le abilità linguistiche


Il complesso di competenze che abbiamo visto costituisce la parte mentale della componente
comunicativa. La trasformazione delle rappresentazioni mentali in comunicazione avviene
attraverso la padronanza delle abilità linguistiche che hanno duplice dimensione :
- Cognitiva: processi di comprensione e di selezione delle info
- Semiotica: nel momento in cui questi gesti si realizzano attraverso la lingua i gesti o i grafici.
Le abilità di base sono quattro : ascolto, monologo, lettura, scrittura. A cui si aggiunge il dialogo
anche se esso coinvolge due abilità. Si dividono in ricettive/produttive o orali/scritte. Esiste poi un
gruppo di abilità di trasformazione linguistica che è a cavallo tra vari ruoli e modalità: il dettato, il
riassunto, la parafrasi, la traduzione, la raccolta di appunti (usate professionalmente o a scuola).

5.7 Le microlingue disciplinari


La lingua quotidiana una parole polisemiche e veicola una visione approssimativa del mondo, le
microlingue specifiche di alcuni settori invece richiedono una metalingua esatta, realizzano solo le
funzioni referenziale, regolativa e talvolta metalinguistica e hanno due principali scopi: vogliono
evitare ambiguità (usano termini monosemici) e servono come strumento di riconoscimento
appartenenza ad un dato settore; ciò si realizza attraverso scelte stilistiche precise in tutti gli
aspetti della lingua, quali: la dimensione testuale (struttura di testi, paragrafi, eccetera), la
dimensione sintattica (elisione di articoli e preposizioni, nominalizzazione, eliminazione delle frasi
relative, premodificazione, spersonalizzazione, passivizzazione), la dimensione lessicale (termini
monoreferenziali e privi di sinonimi, creazione di lessico), la dimensione fonologica, la dimensione
socio-pragmatica.
-professionale affronta dei problemi:
stico è etero-

docente diventano dunque parie complementari.

5.8 Il testo letterario


Un testo è letterario perchè è incluso nelle varie storie della letteratura: si delega al critico o
all'editore la scelta di cosa sia letterario o non. Al contrario la capacita di individuare un testo
letterario all'interno di una serie di testi è un elemento costitutivo della competenza testuale. Le
caratteristiche che rendono letterario un testo sono: l'attenzione dell'emittente si focalizza

24
sull'aspetto formale (Jakobson); vi è ciò che spesso è pensato ma mai cosi ben espresso (Pope),
caratterizzado dadeviazioni volontarie e consapevoli rispetto alla lingua della quotidianità.Insegnare
a leggere testi letterari significa insegnare a individuare queste caratteristiche formali.
L' educazione letteraria deve mirare a far scoprire:
-il piacere della letteratura:piacere di evasione nella trama e di esorcizzare le proprie paure
vedendole rappresentate sulla scena o sullo schermo;
-il bisogno della letteratura: emerge il bisogno di comprendere vari aspetti della vita; lo studente
spesso non sa ancora di aver bisogno della letteratura.
Ma i piaceri e le risposte ai bisogni possono essere di qualità diversa,bisogna infatti come meta
primaria dell'educazione letteraria,sviluppare il senso critico.
Box 24 La lingua della letteratura

Capitolo Sesto-La dimensione (inter)culturale

6.1 La prospettiva antropologica e sociolinguistica


evolvendosi in maniera differenziale. Negli anni Trenta e Quaranta, Malinowsky e Firth
individuavano la cultura come componente della situazione in cui avviene la comunicazione; negli
anni Cinquanta e Sessanta, invece, Lado la descrive come problema sia situazionale che
comunicativo; questa prospettiva prende forma negli anni Settanta con Hymes, i sociolinguisti e gli
etnografi della comunicazione. Il contesto culturale è fondamentale per lo studio di una lingua nella
società complessa e senza culturizzazione non vi sono socializzazione ed autopromozione.
Box 25 Cultura, civiltà, modello culturale

problema. Oggi i modelli culturali variano rapidamente e si contagiano imprevedibilmente, quindi si deve educare alla
differenza e variabilità delle culture ed insegnare ad osservare una cultura.

6.2 La prospettiva interculturale


Nella seconda metà degli anni Ottanta emerge una nuova prospettiva:secondo la metafora di
Hofstede, ogni persona ha un ''software of the mind''che include tra i vari file anche quelli della
competenza comunicativa.Il problema è che questa competenza non si può insegnare,ma si può
insegnare ad osservarla attraverso un modello:
-software of the mind (fattori culturali che influenzano la comunicazione) (competence);
-software di comunicazione (tutti i codici che usiamo) (competence);
-software di contesto (socio-pragmatico della comunicazione) (performance).

Il concetto di tempo
Diversi concetti di tempo (in diverse culture) provocano problemi relazionali, quindi comunicativi:
- concetto di puntualità;
-
-orror in alcune culture i silenzi sono motivo di imbarazzo);
- il tempo strutturato (ha diversa importanza rispettarlo o meno).
I concetti di gerarchia, status, rispetto
La gerarchia è la concretizzazione di un idea di potere; lo status gerarchico va guadagnato. Con
persone di diverso status si comunica diversamente; per mantenere uno status non si può perdere la
faccia.
I codici non verbali
Le neuroscienze ci dicono che si siamo prima visti e poi ascoltati. Le parti del corpo comunicano e
25
interferiscono con quanto diciamo:
- la testa (bocca e occhi);
- mani e braccia;
- odori e rumori.
Le differenze di significato di espressioni e gesti nelle diverse culture portano rischi comunicativi.
Altre forme di comunicazione del corpo sono:
- vestiti;
- la distanza (tra interlocutori).
(Piccoli errori possono creare imbarazzo, creando conflitto tra amigdala e ippocampo, riducendo
così la capacità di parlare in lingua straniera.)
Lingua e comunicazione interculturale
I modi di parlare nelle diverse culture inseriscono turbative alla comunicazione; anche il modo in
cui il testo procede dal punto di partenza alla conclusione è rilevante (es. costruzione testuale
lineare anglosassone / costruzione testuale latina basata sulla subordinazione / costruzione testuale
orientale a spirale).

Aspetti socio-pragmatici
- Alcuni rimandano a diverse valutazioni dei rapporti interpersonali;
- Alcune mosse comun sono permesse solo in alcune culture.

Sul piano socio-


Un altro problema è ne -

L'insegnante che vuole creare una competenza comunicativa interculturale deve:


-rendere consapevoli le persone dei problemi che derivano dalle differenze comunicative
interculturali (diversi software mentali);
-offrire strumenti concettuali (semplici e chiari) per osservare la comunicazione;
-far notare che nelle società complesse la realtà muta ogni giorno e le culture interagiscono tra loro;
- insegnare ad osservare video e film in cui gli
elementi della conversazione quotidiana ma rendendoli facilmente osservabili.

Parte Quarta STRUMENTI METODOLOGICI

Capitolo Settimo riale didattico

La psicologia della Gestalt descrive la percezione come una sequenza di tre fasi:una globale, una
analitica e una conclusiva in cui si attua una sintesi,spontanea o consapevole, che trasforma ciò che
è percepito in elementi recepiti ed acquisiti.
-
cerebrale destro e si basa su: sfruttamento massimo della ridondanza (informazioni contestuali e
co-testuali), formazione di ipotesi socio-pragmatiche (su quanto potrà avvenire in quel contesto),
formazione di ipotesi linguistiche, elaborazione di metafore, verifica globale e approssimativa
delle ipotesi (skimming) o dei singoli elementi (scanning), ricerca di analogie con eventi noti.
-
sinistro, basata su sequenze di analisi->sintesi spontanea->riflessione guidata relative a: ciascun
atto comunicativo che si vuole far acquisire gli aspetti linguistici,i temi culturali,i linguaggi non
verbali.
Questo processo, che porta dalla percezione alla ricezione,è il processo di acquisizione.

26
unità di acquisizione ha durata varia(poch è l'unità di misura secondo
la quale lo studente percepisce il suo apprendimento. nità didattica invece è una tranche
linguistico-comunicativa,più complessa,realizzata mettendo insiemeelementi del contesto
situazionale; dura 6-10 ore e anche più ed è di solito basata su un tema situazionale/culturale come:
unità di lingua generale (temi quotidiani), unità didattica di letteratura, unità di microlingua(eventi
complessi).

, ed erano proposte in maniera


sequenziale con elementi autonomi; le
production), coltivato dal metodo situazionale; dopo il Duemila compare materiale che vuole individuare le unità

7.3 Il modulo
necessario accreditare conoscenze parziali e segmentare la struttura tradizionale in

autosufficiente (concluso in sé stesso) e valutabile nel suo complesso (in modo da poter essere
accreditato nel CV dello studente). Il modulo è quindi un blocco tematico concluso in
se',autosufficiente,significativo,si articola in una serie di unità didattiche,ciascuna basata su una rete
di unità di acquisizione.

Capitolo Ottavo Lo sviluppo delle attività


8.1 Le abilità ricettive: ascolto e lettura
La comprensione è il processo che sottostà all'attività di ascolto e lettura; la differenza tra queste
due abilità è a livello di decodifica dei segnali sonori e visivi (livello percettivo).
Goodman definì la comprensione come un guessing game :essa non
procede dagli stimoli che rileviamo dall'esterno, ma da process la
( expectancygrammar ).
La conoscenza del mondo
organizzata in schemi che ci consentono di ordinare la nostra esperienza, quali:
- la frame systemtheory (la cornice è una rete di relazione tra elementi che costituiscono
);
- la teoria degli script (copioni o scenari in cui le situazioni tipiche della vita vengono viste
27
come il frutto di grammatiche pragmatico-comportamentali).
Quindi: capiamo meglio un testo,se esso è prevedibile all'interno di un paradigma limitato di
possibilità (ruolo essenziale della conoscenza del mondo nel processo di comprensione).
La comprensione avviene attraverso:
- processi logici legano la fonte esterna di
informazioni con la re
(costruire il senso della preposizione con predicato e argomenti); altri processi sono di base:
sintattica, di coerenza o coesione testuale, di natura inferenziale, di genere testuale;
- processi analogici: di comprenzione (prevalente emisfero cerebrale destro); ad esempio la
competenza metaforica.
Insegnare a comprendere una lingua straniera significa anzitutto affinare le strategie di
comprensione (ruolo della creazione di ipotesi come chiave per la comprensione).
8.1.1 Tecniche e attività per lo sviluppo delle abilità di comprensione
-Cloze: inserire le parole mancanti in un testo, per farlo bisogna cercare di avere una comprensione

statistici).
-Attività di incastro : si tratta di puzzle che richiedono di ricomporre un testo frammentato. Solo
dopo costruita la comprensione globale del significato,si procede ad analizzare i singoli segmenti,
per ricondurre tutto alla sintesi finale (incastro tra battute di un dialogo, incastro tra fumetti, incastro
tra paragrafi, incastro tra testi, incastro tra frasi, incastro tra spezzoni di frasi, incastro tra le parole
di una frase).

- Domanda Aperta;
- Griglia;
- Scelta multipla;
-Transcodificazione (passaggio da un codice ad un altro)
- Accoppiamento termine definizione.
8.1.3 Il contributo delle glottotecnologie
Mentre la lettura non richiede tecnologie particolari,la comprensione orale può essere sviluppata
solo attraverso registrazioni audio e video. Il registratore audio è affidabile e semplice, ed è usato
per ascoltare e riascoltare (registrazioni delle performance degli studenti).Più completo
comunicativamente, ma più difficile da realizzare in classe è il materiale videoregistrato, che emana
messaggi audiovisivi, in cui le immagini assumono significato solo dopo che la lingua ha isolato un
signifi in cui lingua e immagine si intrecciano e
interagiscono ). Esistono glottotecnologie per la comprensione di testi letterari, come

8.2 Le abilità produttive: monologo e scrittura


La produzione orale e scritta si dipana secondo un percorso lineare:concettualizzazione(individuale
o di gruppo con un diagramma a ragno / braistorming); progettazione(trasformazione delle
idee,delle associazioni,in una scaletta concettuale che fornirà il filo del discorso); realizzazione(può
essere orale o scritta e ci sono varie procedure di attuazione).
8.2.1 Tecniche per sviluppare la produzione orale (monologo)
Problema: solo in piccoli gruppi si può tenere costante la motivazione -

facendo descrivere un fumetto in successione.


8.2.2 Tecniche per sviluppare la produzione scritta
Esistono tante forme di composizione quanti sono i tipi ed i generi testuali scritti, si possono

Nella composizione scritta intervengono: una componente cognitiva, il possesso di specifiche


informazioni e la padronanza linguistica (per contributo linguistico: anticipare argomento e scopo);
per la correzione bisogna separare gli aspetti.
28
8.2.3 Il contributo delle glottotecnologie
Per il monologo (demotivante da eseguiree ascoltare) la tecnologia può venire in aiuto: può essere
creata a casa una registrazione video, da discutere in classe (il prodotto è emozionalmente staccato
dallo studente che lo ha realizzato). Per la composizione scritta, il computer (utilizzabile in
gruppetti di studenti) sul piano operativo:evidenzia gli errori grammaticali,permette di spostare
blocchi di testo facilmente, consente di partire direttamente dalla scaletta procedendo per espansioni
successive, non richiede ricopiatura in calligrafia e in ordine; la correzione è inoltre più semplice ed

8.3 Le abilità di interazione: il dialogo


Per dialogare è necessario: conoscere i copioni situazionali (bar,scuola ecc..); saper definire il
proprio ruolo all'interno della situazione sociale; prepararsi a comunicare le proprie intenzioni;
cercare di interpretare le intenzioni; negoziare i significati quando essi non sono chiari.
8.3.1 Attività per l
Per sviluppare l'abilità di dialogo esistono varie tecniche: drammatizzazione; dialogo a catena;
dialogo aperto; role-talking, role-making, roleplay; interviste impossibili (daloghi ad esempio tra
personaggi della letteratura); scenario e talk show; dialogo su chatline (uso della scrittura,
possibilità di salvare).
8.3.2 Il contributo delle glottotecnologie
La tecnologia offre due tipi di contributo diverso allo sviluppo delle abilità interazionale:lo
scambio linguistico sincrono su Skype e la metodologia tandem (tra studenti di nazionalità diverse
che studiano le reciproche lingue e le usano entrambe) e la possibilità di videoregistrare le
performance simulative.

8.4 Le abilità di trasformazione di testi


Vengono sviluppate nella lingua madre, in tutte le discipline scolastiche, e la lingua straniera può
dare un contributo.
8.4.1 Dettato
T ecnica di trasformazione di un testo orale in un testo scritto. Affinchè esso porti all'acquisizione è
necessario che non provochi ansia e l'autocorrezione è ottima per non far interferire il filtro affettivo.
8.4.2 Stesura di appunti
una forma molto personalizzata di riassunto basata su un testo orale o scritto. Nell'
insegnamento delle lingue straniere, la stesura di appunti può essere utile in quanto sviluppa
l'autonomia; è lo studente che decide come prendere appunti, verifica e stabilisce se essi funzionano
o no.
8.4.3 Riassunto
Dato un testo,l'allievo deve produrne un altro,che ne riprenda i nuclei informativi essenziali,e li
disponga secondo una sequenza perciò questa tecnica è utile perchè richiede la comprensione dei
nuclei informativi e la loro gerarchizzazione.
8.4.4 Parafrasi
Si realizza producendo un testo in prosa con stessa struttura e significato del testo di partenza,ma
che si differenzia sul piano lessicale,soprattutto a causa dell'eliminazione del discorso diretto.Lo
sviluppo di questa abilità consente anche di parafrasare il proprio pensiero anzichè tradurlo in
lingua straniera e creare perifrasi per le parole che non si conoscono.
8.4.5 La traduzione
Rappresenta uno dei momenti più complessi della glottodidattica,perchè è un punto d'arrivo e non
una tecnica d'apprendimento. Serve come strumento di metacompetenza linguistica e riflessione
interculturale ma è anche strumento di riflessione induttiva della lingua straniera. La direzione
normale è dalla lingua straniera alla lingua madre.

Capitolo Nono
9.1 Grammatica implicita e grammatica esplicita
29
Uno dei temi cardinali della grammatica pedagogica riguarda il modo in cui conosciamo le regole:
dicotomia chomskianaknow/cognize, in glottodidattica conoscenza linguistica implicita/esplicita,
per Krashen acquisizione/apprendimento, competenza L'insegnamento della
lingua (quindi delle sue regole) deve portare alla conoscenza linguistica implicita (comprensione e
produzione),quindi mirare sia alla competenza d'uso sia a quella sull'uso della lingua (la
competenza precede la metacompetenza).

9.2 Riflessione sulla lingua e insegnamento della grammatica


(Dicotomia presente nei programmi della scuola italiana dal 1979.)

Riflessione sulla lingua: il soggetto che riflette è lo studente sotto la guida dell'insegnante,fino a
raggiungere l'autonomia. Si riflette su quanto acquisito in precedenza,quindi costituisce sempre un
punto d'arrivo. Le regole sono intese come meccanismi di funzionamento della lingua. Lo scopo è
prima di creare rappresentazioni esplicite, poi di ''imparare a imparare'' e diventare autonomi. La
riflessione avviene in uno aperto ,il cui completamento guida la riflessione.
Insegnamento della grammatica: il soggetto è l'insegnante che riversa la sua conoscenza sullo
studente (tabula rasa). E ' il punto di partenza, l'insegnante presenta la descrizione grammaticale allo
studente e si attende che attraverso attività di fissazione essa venga appresa dallo studente. Le
sono intese come norme da applicare per produrre lingua. Sono descritti i meccanismi
linguistici per farli applicare, sperando che attraverso la ripetizione vengano acquisiti. Le regole
vengono date in schemi pieni predisposti dall'insegnante per far risparmiare tempo e per evitare
conclusioni sbagliate.
Box 27 Grammatica e grammatiche
dica una
regolarità di funzionamento di un meccanismo. Esi
pedagogica. Nel Medioevo la grammatica era, una delle arti del Trivio, con retorica e dialettica.

Come aiutare gli allievi a riflettere sulla lingua in modo da costruire rappresentazioni adeguate
partendo dalle loro conoscenze dichiarative?
-Tecniche di inclusione in due insiemi: processo cognitivo di categorizzazione e di analogia;
-Tecniche di esclusione da un insieme: opposto della categorizzazione;
-Seriazione: riordino di un insieme caotico in base a un parametro;
- Tecniche di manipolazione: mirano ad applicare le regole piuttosto che indurre ad una riflessione;
-Tecniche di esplicitazione: riguardano sintassi e lessico (sinonimi, iponimi, pronomi);
- Esercizi strutturali: i pattern drill(anni '50-'60) e altre forme elaborate in ambito comunicativo;
- Correzione fonetica:
-L ' intonazione: attraverso ripetizione di modelli ritmici, per esercitarsi
-Aspetto grafemico: attraverso copiatura
-Attività ludiche per l'esercitazione grammaticale :la motivazione basata sul piacere è estremamente
produttiva e spesso il piacere è legato al gioco,in cui si sfrutta lo spirito agonistico dei giocatori. Il
gioco è poco utilizzato in classe a causa di pregiudizi quali: è tempo perso, è infantile, distrae. Tra le
forme di gioco utilizzabili, con domande relative ad ogni aspetto della lingua ci sono quelle basate: i

vantaggio.
Box 28 Fonetica, fonologia; tratti segmentali e sovrasegmentali; ortoepia
Fonetica: studio dei suoni di una lingua. / Fonologia: studio del valore che i suoni assumono in una lingua.
La catena fonica prodotta da chi parla ha sia tratti segmentali, cioè fonemi, che

pronuncia il più vicina possibile allo standard.


Box 29 Competenza grafemica, ortografia, alfabeto
GRAFEMI: caratteri o gruppi di caratteri che traducono un fonema in forma scritta; la competenza grafemica riguarda

30
la capacità di scrivere i fonemi di una lingua;
ORTOGRAFIA: riguarda la correttezza grafemica;
ALFABETO: seg

Serra Borneto inizia il suo studio su approccio lessicale Quando


si viaggia non si portano appresso le grammatiche,piuttosto si
L'aspetto lessicale è stato spesso trascurato,ma negli anni Novanta Willis e Lewis lanciano il
cosiddetto ''LexicalApproach''.Ma cosa vuol dire ''acquisire lessico''?Percepire una parola o un item
lessicale e accomodarli nella nostra memoria semantica per poterli poi andare a recuperare in pochi
millisecondi (psicolinguistica). Relativamente al lessico vi è il problema della memoria e quello
legato alla grammatica della formazione lessicale che ha delle irregolarità; si risolvono attraverso
l'abilità di fare perifras .
Ci sono alcune tecniche per facilitare l'acquisizione del lessico:
-accoppiare la memoria verbale con quella visiva (
significato);
-accoppiare la memoria verbale a quella cinestetica(legando lessico e movimenti);
- accoppiare la memoria verbale a quella musicale (memorizzando ad esempio una canzone)
-creare delle reti semantiche (è necessario lavorare su campi lessicali,visto che si memorizzano
comples
diagrammi a ragno di polisemia mappe semantico-grammaticali, poster situazionale, forme di
inclusione/esclusione di parole da insiemi, creazione di poesie su un tema).
Box 30 Lessico, parola, termine; dizionario, vocabolario, terminologia
per sezioni

(rilevazione
statistica dell

incluse in un sillabo).
PAROLA: intuiti

spesso collocate insieme, a volte ordinate diversamente nelle varie lingue). Le


parole sono solitamente polisemiche, nelle microlingue sono solitamente monosemiche e sono dette TERMINI,
raccolti nella TERMINOLOGIA di un dato ambito scientifico-professionale.

9.5 Il contributo delle glottotecnologie


Per la riflessione su una lingua,il computer è la strumentazione migliore,poichè esso dispone di :
- siti di approfondi mento relativi a un materiale didattico;
- materiali di supporto e recupero individualizzato
(esercizi allegati ai manuali didattici ecc.; disponibili sempre, forniscono una correzione puntuale);
- creazione di una grammatica di riferimento
( .

Capitolo Decimo La metodologia CLIL


CLIL (Content and Language Integrated Learning) / spagnolo AICLE (AprendizajeIntegrado de
Contenidos y LenguasExtrangeras) / francese EMILE (Einegnement de Matieres par Integration
d'une Langue Etrangere) / tedesco vari nomi.
Nella scuola primaria la lingua straniera può essere usata come veicolo per lavorare sui colori,le
parti del corpo la geografia ecc., l'insegnante di inglese è infatti anche insegnante di tutte le altre
discipline. Ma è tra gli anni 11 e 18 che il CLIL può avere un ruolo essenziale legato alla maggiore
padronanza della lingua da parte degli studenti (in realtà usato principalmente per la letteratura
straniera). Con questo metodo,l'insegnante oltre ad insegnare la lingua,la promuove, e lo studente
oltre ad imparare ad usare la lingua,usa la lingua.
31
Lo scopo della lingua veicolare è quindi quello di migliorare i tempi e la qualità
dell'apprendimento,e questo incremento si attua attraverso una serie di fattori:
-un incremento di esposizione alla lingua straniera;
-una maggiore autenticità della lingua;
-una maggiore autenticità delle attività;
-sono le conoscenze extralinguistiche a rendere comprensibile l'input;
-spostamento dell'attenzione dalla forma ai contenuti;
- è la lingua straniera che si piega alla logica disciplinare.

utilizzato in futuro.)
Box 31 CLIL in Italia e in Europa

obbligatoriamente nella
è escluso da queste esperienze (ma può collaborare nelle sue ore), condotte dagli
insegnanti delle altre discipline con livello C1 di una lingua straniera.

Per organizzare esperienze di uso veicolare della lingua è necessario tenere presente che non tutte
le attività di lingue relative a una disciplina
straniera è CLIL. La modalità migliore è quella in cui entrambi i docenti sono impegnati nel

laddove la preva
condizioni per cui i contenuti della disciplina vengano acquisiti senza che a lingua rappresenti un
ostacolo; laddove prevale la lingua straniera, i contenuti scientifici sono già stati acquisiti e ora
vengono semplicemente applicati e il tutto viene svolto in lingua straniera.

Indipendentemente dal fatto che gli insegnanti di lingue lavorino da soli o in compresenza o
programmazione congiunta, ci sono tre considerazioni da tenere presenti:
1- l'attività di uso veicolare deve portare all'acquisizione dei contenuti disciplinari e al
miglioramento dell'acquisizione linguistica (altrimenti non è integratedlearning
2- il grande ostacolo è la limitata competenza degli studenti nella lingua straniera;
3- se si vuole raggiungere '1' malgrado '2' l'attività va accuratamente preparata in modo che
l'insegnante di lingua possa fornire agli studenti alcuni strumenti essenziali e che il collega
disciplinarista usi attenzione da glottodidattanello svolgimento delle lezioni.
Tipo di progettazione necessaria per lezioni con metodologia CLIL:
a. far avere agli studenti la scaletta della lezione;
b. leggere insieme lo schema (in modo da affiancare il suono allo scritto e rispondere a domande);
c. fornire l'input in maniera ridondante (con forte supporto di elementi non linguistici);
d. illustrare gli elementi astratti con esempi o riferiti concreti;
e. evidenziare i marcatori (di ordine logico,temporale, causa effetto, ecc.);
f. far proprie le attenzioni glottodidattiche (tipiche di un insegnante di lingue);
g. far lavorare gli studenti in coppie o gruppi (interrompendo le sequenze frontali);
h. chiedere di fare una sintesi (a fine lezione, prima di procedere al punto successivo);
i. intervenire sugli errori solo quando questi impediscono la comprensione, ripetendo solo la
forma corretta (uso della lingua non discorso sulla lingua);
j. nelle ore di lingua straniera chiedere agli studenti di riferire quanto appreso e applicarvi attività
.

Capitolo Undicesimo La valutazione e il recupero


11.1 La verifica
E'una raccolta di dati per misurare il raggiungimento di alcuni obbiettivi o di un dato livello.
32
Problemi:
- processo/prodotto e competenza/esecuzione: l'insegnante può giungere a conoscere dei prodotti
linguistici,delle esecuzioni comunicative,ma non può penetrare nella mente dell'allievo e
individuare i lineamenti autentici della sua competenza comunicativa e i processi che sottostanno
alla realizzazione delle abilità linguistiche (non conosce dati ma ipotesi su dati);
- non possiamo sapere se ciò che l'allievo produce è frutto di acquisizione definitiva o di
apprendimento razionale.
Punti chiari e consolidati:
-
che si presume
dovrebbe essere acquisito in quel momento,e la capacità di cavarsela
nell'ambito della valutazione e della certificazione (non della verifica);
- strumenti: le tecniche usate per la verifica sono le stesse usate per l'insegnamento;
-parametri:le diverse abilitàvengono verificate secondo parametri specifici -> ricettive: valutare
comprensione estensiva/intensiva, testo/significati impliciti (parametri più utilizzati: comprensione
fallita , parziale , completa significati,

- modalità: due di base - feedback o testing diffuso (i dati vengono annotati in una scheda
durante le normali attività didattiche) / il testing formale (gli studenti sanno di essere sottoposti a
verifica).
Box 32 Verifica e valutazione, achievement e proficiency

11.2 La valutazione
Ottenuti dei dati attraverso la verifica,bisogna valutarli secondo parametri ben chiari allo studente;
uesta operazione di
scoring è la base per poter definire per ogni studente: punteggio ottenuto rispetto al massimo,
posizione rispetto al gruppo, miglioramento o peggioramento rispetto alle verifiche precedenti.
La valutazione si realizza appieno quando l'insegnante e lo studente riflettono sulle ragioni che
hanno portato a quei risultati, sulle difficoltà e sugli errori. La valutazione per essere produttiva
deve essere discussa con tutta la classe sugli errori più diffusi,e con il singolo studente su altri errori
seguendo una logica terapeutica. La valutazione riguarda anch

11.3 Il recupero
In un analisi statistica dei risultati della verifica,la maggioranza degli studenti si dispone secondo
:la grande massa si situa nella zona centrale, mentre la
minoranze si collocano verso l'eccellenza o verso il fallimento.

generali, si proporrà ai primi un rinforzo, ai secondi un recupero ad hoc (spingendo


il suo meccanismo affettivo a percepire il lavoro supplementare come un contratto psicologico
personale con l'insegnante, non come una punizione). Due modalità di recupero:
- il une), non riesce a

supplementare, reso comprensibile. Ciò si realizza in due tipi di attività: attività estemporanee e
attività domestiche parallele. Al lavoro extra

- il recupero intensivo: dedicato a gruppetti di studenti con lacune specifiche e mira a garantire
riflessione e esercizio su alcune specifiche strutture (morfosintattiche, testuali o lessicali).
Lavo
colma le sue lacune (apprendimento consapevole).
33
disca
impoverisce la classe, la società e la motivazione degli studenti migliori. In una prospettiva di
in un percorso per sostenere

supplementare, con lavoro in gruppi di livello).


11.5 La certificazione
Il Language Portfolio ad opera del Consiglio d'Europa,certifica la competenza linguistica
suddividendola in sei livelli, con funzione di certificazione formativa (non pedagogica) e senza
riferimento a programmi di dati ambienti di studio:
A1- Comprende e usa espressioni di uso quotidiano e frasi basilari tese a soddisfare bisogni di tipo
concreto. Sa presentare se stesso/a e gli altri ed è in grado di fare domande e rispondere su
particolari personali come dove abita, le persone che conosce e le cose che possiede. Interagisce in
rsona parli lentamente e chiaramente e sia disposta a collaborare.
A2- Comprende frasi ed espressioni usate frequentemente relative ad ambiti di immediata rilevanza
(es. informazioni personali e familiari di base, fare la spesa, la geografia locale, l'occupazione).
Comunica in attività semplici e di abitudine che richiedono un semplice scambio di informazioni su

circostante; sa esprimere bisogni immediati.


B1 Livello soglia - Comprende i punti chiave di argomenti familiari che riguardano la scuola, il
tempo libero ecc. Sa muoversi con disinvoltura in situazioni che possono verificarsi mentre viaggia
nel paese di cui parla la lingua. È in grado di produrre un testo semplice relativo ad argomenti che
siano familiari o di interesse personale. È in grado di esprimere esperienze ed avvenimenti, sogni,
speranze e ambizioni e di spiegare brevemente le ragioni delle sue opinioni e dei suoi progetti.
B2- Comprende le idee principali di testi complessi su argomenti sia concreti che astratti, comprese
le discussioni tecniche sul suo campo di specializzazione. È in grado di interagire con una certa
scioltezza e spontaneità che rendono possibile una interazione naturale con i parlanti nativi senza
sforzo per l'interlocutore. Sa produrre un testo chiaro e dettagliato su un'ampia gamma di argomenti
e spiegare un punto di vista su un argomento fornendo i pro e i contro delle varie opzioni.
C1- Comprende un'ampia gamma di testi complessi e lunghi e ne sa riconoscere il significato
implicito. Si esprime con scioltezza e naturalezza. Usa la lingua in modo flessibile ed efficace per
scopi sociali, professionali ed accademici. Riesce a produrre testi chiari, ben costruiti, dettagliati su
argomenti complessi, mostrando un sicuro controllo della struttura testuale, dei connettori e degli
elementi di coesione.
C2- Comprende con facilità praticamente tutto ciò che sente e legge. Sa riassumere informazioni
provenienti da diverse fonti sia parlate che scritte, ristrutturando gli argomenti in una presentazione
coerente. Sa esprimersi spontaneamente, in modo molto scorrevole e preciso, individuando le più
sottili sfumature di significato in situazioni complesse.

Capitolo Dodicesimo La lingua seconda (Italiano L2)


12.1 Lingua straniera e lingua seconda
Lingua straniera, LS Lingua seconda, L2
Presenza

Selezione e Il discente vive immerso nella L2, quindi il docente


graduazione media. discente nella vita quotidiana.

Figura del ante rappresenta la figura modello di


parlante della LS (quando presenta altri modelli discente, anzi, spesso usa una lingua troppo
docente rimane la figura viva di riferimento). propriata e formale, priva di una serie
di registri, per i bisogni nei situazionali del discente.
34
Tipo di attività In molti casi le tecniche di classe sono dei falsi
pragmatici. soprattutto domande vere che rimandano alla vita
didattiche
Curricolo e ento,
seguono scrupolosamente un curricolo. ma lo studente porta in aula problemi in cui si è
programmazione trovato di cui chiede spiegazione.
didattica
Testing e Molti aspetti della L2 sono stati acquisiti
obiettivi minimi prefissati, quanto è o dovrebbe spontaneamente dagli studenti, che non possono
valutazione essere stato acquisito precedentemente, quindi sa inseriti in una verifica collettiva.
cosa verificare e ha parametri per la valutazione
Uso della La tecnologia è fondamentale, come complemento Non riveste ruoli particolari.
ai modelli linguistici del docente, per presentare
tecnologia materiale autentico.

12.2 Coordinate
Strumenti concettuali:
- dimensione socio-
- dimensione pedagogica: coinvolgimento delle famiglie immigrate; curricoli interculturali;
-
linguistica
acquisizionale.
Box 33 Facilitazione linguistica e mediazione interculturale
lingua) ed il mediatore culturale (cittadino straniero che conosce la realtà italiana, o viceversa).
12.3 Procedure operative
Individuare delle procedure operative per la L2 è più complesso che per la LS, perché:
- in ogni gruppo sono presenti allievi di diversa provenienza;
- gli allievi hanno livelli di competenza completamente diversi;
- le motivazioni e i bisogni linguistici e comunicativi di cui sono consapevoli sono molto
diversificati;
-
Per programmare interventi d

Box 34 Tipologia linguistica


Le lingue possono essere raggruppate in diversi tipi (linguistica tipologica), i proncipali sono: lingue isolanti o
analitiche, lingue agglutinanti e lingue flessive.
12.4 Il Laboratorio di Italiano L2
spesso le scuole integrano le attività svolte in

specifiche per questo contesto:


-
- il laboratorio di italiano L2 e la didattica personalizzata;
- il laboratorio di Ital2 e la metodologia ludica;
- .

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