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Sommario 41

Elementi di didattica
dei giochi sportivi: l’allievo
e la palla
Andrea Ceciliani
Gli aspetti tecnico-tattici legati
al rapporto con l’attrezzo palla
nei giochi sportivi
5
Il sistema moderno di ricerca 1
del talento nello sport
competitivo
Wlodzimierz Starosta
49
Costruire una strategia
Fondamenti di un moderno sistema di comunicazione efficace
di selezione per lo sport, età ottimale Alain Ferrand
d’inizio dell’allenamento e Metodo e strumenti operativi
metodologia per la realizzazione che permettono di realizzare
di una specializzazione in età precoce una strategia di comunicazione
a un’organizzazione sportiva:
l’importanza della Integrated
Marketing Communication SDS/RIVISTA DI CULTURA SPORTIVA ANNO XXIII N. 62-63
12
Trainer’s digest
A cura di M. Gulinelli
Giocare in casa 55
La preparazione
immediatamente precedente
la gara nel judo
13
Supercompensazione:
Hans-Dieter Heinisch
Finalizzazione, struttura 77
mito o realtà? e programmazione della preparazione Oppioidi endogeni e carico
Yuri Verkhoshanskij, Natalia Verkhoshanskaja immediatamente precedente fisico
Contenuto reale del fenomeno alla gara nel judo Beat Knechtle
della supercompensazione e ruolo L’influenza degli oppioidi endogeni
che tale fenomeno svolge nel processo sulla prestazione fisica
di allenamento sportivo
62
Trainer’s digest
23 A cura di A. Schek
I trigliceridi intramuscolari
83
Fonti energetiche
Attività fisica, sport dell’esercizio di gara
e invecchiamento della ginnastica aerobica
Jack H. Wilmore, David L. Costill Luisa Righetti, Maria Francesca Piacentini,
Parte seconda: risposte fisiologiche
(funzioni metaboliche) e adattamenti
63
Dieta mediterranea anche
Laura Capranica, Francesco Felici
Analisi del costo energetico
fisiologici all’esercizio fisico per gli atleti di alto livello? e delle fonti energetiche di esercizi
(allenamento, composizione corporea, Alexandra Schek di gara in atleti praticanti la ginnastica
forza, capacità aerobica e anaerobica); L’alimentazione come elemento per aerobica sportiva
prestazione sportiva (le prestazioni ottenere migliori risultati sportivi:
di corsa, di nuoto, ciclistiche, quale deve essere la sua composizione
di sollevamento di pesi); stress ottimale, per l’allenamento di alto
ambientale; rischi di traumi e di morte livello e per coloro che praticano sport
a livello ricreativo? (parte seconda)
87
L’allenamento
della coordinazione
nel calcio giovanile
33
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 62-63

Lothar Nieber
Stretching e performance
sportiva
71
I disturbi alimentari in giovani
Alcuni contenuti e aspetti metodici
dell’allenamento della coordinazione
Gilles Cometti, Lucio Ongaro, ciclisti nel calcio giovanile
Giampietro Alberti Claude Ferrand, Emmanuel Brunet
Effetti fisiologici degli esercizi Perfezionismo di tratto, disturbi
di stretching, loro restrizioni applicative alimentari in giovani ciclisti su strada
e utilità, prima e dopo la performance
sportiva (parte seconda)
dilettanti: esiste una relazione
e a quale livello di qualificazione?
95
Summaries
Editoriale Fare Scuola nello Sport

Vorrei chiarire, in breve, il senso da attribuire al titolo di questo breve testo, che è anche
– in questo momento storico – lo slogan dell’attività complessiva della Scuola dello Sport.
Poiché, altrimenti, di un titolo banale si tratterebbe, che rischierebbe di apparire vuoto di
significato e di qualsiasi plausibile contenuto.

Si tratta, in buona sostanza, di affermare che la Scuola dello Sport:


2
• da una parte, continua ad avere la vocazione e la missione di realizzare, per quanto di
propria competenza e nella piena consapevolezza della presenza, sul territorio, anche
di altre Agenzie formative, una serie di “azioni formative”, di diverso livello, indirizzate
a tecnici e a dirigenti operanti nel settore dello sport; questa è, come si capisce bene,
una modalità di “fare Scuola”;
• dall’altra, essa intende proprio “fare Scuola”, nel senso di continuare a proporsi come
un modello anche per altri, quanto a contenuti, a strategia, a progettualità complessiva
della formazione. Dopo circa quaranta anni di attività, la Scuola dello Sport si sente
davvero Scuola, sente di aver creato una Scuola, di possedere un Metodo con la M
maiuscola, di costituire una “via italiana” all’allenamento sportivo e al management
dello sport.

Ma tutto ciò equivale, in fondo, a sancire la veridicità di un ruolo e la sua collocazione


temporale. La Scuola ha avuto un notevole ruolo, non lo si può disconoscere, nel passato
lontano e in quello più vicino a noi: se ne parliamo adesso, è perché ci prefiguriamo un
altro ruolo già nel presente e, soprattutto, nell’immediato futuro, diverso dal passato, per-
ché se fosse, per ipotesi, uguale a quello, non avrebbe senso parlarne e comunicarselo.
Di un ruolo nuovo, dunque, parlo qui ovvero della funzione che realmente commisura
l’importanza ed il rilievo dell’azione in un dato ambito. A questo punto, voglio ripetermi,
credo che serva: il nostro ambito di lavoro è, come si è detto, la “formazione nello sport”,
cioè tutti i processi formativi attraverso i quali i quadri dello sport si preparano, nel
tempo, migliorandosi e acquisendo capacità e professionalità tali da consentire di fare ed
operare bene, nella professione e nell’arte di far bene l’allenamento e di gestire corretta-
mente l’organizzazione dei fenomeni sportivi.
Non mi soffermo ulteriormente sul “fare bene l’allenamento”: questo concetto ha un
unico, ineludibile significato, tolto il quale l’allenamento si fa – inevitabilmente – male. Si
fa male (lo fa male l’allenatore) e fa male a chi lo subisce (l’atleta). E ciò basti!
Né mi soffermo sul gestire con competenza e correttezza i diversi aspetti della pratica
dello sport: anche il management ha principi alla sua base, che do per scontati, perché
senza di essi non si organizza lo sport, ma altro. E basti, perciò, anche questo!
È giusto, al contrario, riflettere sul ruolo nuovo nella formazione. Si continuerà a forma-
re, nonostante la presenza sul territorio di decine di Facoltà di Scienze Motorie? Certa-
mente, si continuerà a formare, anche se nelle mutate condizioni strutturali ed organizza-
tive che caratterizzano il tempo presente. Si può parlare di “nuova formazione”? Certo,
negli stessi programmi, oltre che nei sussidi della didattica; oltre che nella strutturazione
dei momenti formativi.
Ma, il nuovo – io ritengo – dovrebbe essere soprattutto altro e dovrebbe essere soprat-
tutto dentro di noi ed animare la nostra azione, proprio nel senso di dare anima ai compor-
tamenti concreti nostri e dei nostri collaboratori. Il nuovo è un principio vecchio e nuovo:
l’unico che può garantire, se ben applicato, la nostra formazione, quella che vorremmo fare,
in tutto il Paese. Il principio che Hans Jonas chiamava, attribuendolo a fenomeni “planeta-
ri”, della massima importanza, “Das Prinzip Verantwortung”, il “principio responsabilità”
verso le generazioni future, verso gli altri che verranno. Jonas si riferiva, nel suo celebre e
non così tanto conosciuto (come meriterebbe) Trattato di qualche decennio fa, non soltan-
to alla sopravvivenza, ma anche all’unità della specie umana e alla dignità della sua esi-
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stenza. Noi, assai più modestamente, possiamo, cioè dobbiamo, riferirlo alla:

• fondatezza della formazione in ambito sportivo,


• alla sua visione unitaria,
• alla sua dimensione essenzialmente etica. Quella, cioè, che sancisce il presente e assi-
cura il futuro alle azioni degli uomini.

Dobbiamo sentire dentro di noi come viva e come impellente ed urgente (so anche
quanto è difficile tutto ciò, oggigiorno) una grande responsabilità. Credo solo questa
serva, nel condurre la formazione del futuro, cominciandola benin- nati e mai abbandonati, i migliori valorizzati al massimo. Occorrerà
teso fin da ora. Una grande responsabilità, perché la formazione è dirlo loro chiaramente: contiamo su di essi come mai abbiamo
davvero la chiave di volta cui non si può rinunciare e su cui solo si contato. E non smetteremo di contare su di essi. Settima parola
può costruire saldamente e stabilmente. Mi riferisco ovviamente d’ordine, dunque: la forza delle Scuole è nei formatori.
alla formazione tout court, senza caratterizzarla con aggettivi Torno, per un istante, sulla materia cardine della nostra forma-
come moderna, d’avanguardia, originale, efficace, perché una for- zione: poco frequentata, poco curata, poco valorizzata nel tempo,
mazione diversa da quella connotata dagli aggettivi non sarebbe un po’ dovunque, nel Paese, essa non ha potuto arginare la pratica
una formazione, ma uno sterile riproporre prassi che non hanno del fare male l’allenamento e del non fare, spesso, l’allenamento,
così tanto pagato nel passato (ma sono state proposte e riproposte ma altro. Lo studio dell’allenamento e delle modalità della sua
fino alla nausea). estrinsecazione concreta deve, perciò, campeggiare nei nostri pro-
Ripeto, la responsabilità della formazione. Se non l’abbiamo grammi e costituire, per noi tutti, una vera parola d’ordine. Ottava 3
dentro, nulla potrà essere tentato e nulla riuscirà, tutto fallendo e e, per ora, ultima parola d’ordine.
tutto vanificandosi.
Il sentimento della responsabilità della formazione ci deve per- Queste, credo possano rappresentare alcuni concetti guida, i
vadere. Del resto, può pervadere solo noi, nessun altro e nessun fondamenti dell’operare, la maniera di fondare l’operatività: le
altro per molto tempo ancora. Nessuna agenzia formativa può nostre parole d’ordine, le sole con cui si può andare saldamente e
rivaleggiare ancora con il nostro senso del “formare in ambito certamente nel futuro, senza le quali si è travolti e si precipita in
sportivo”: i decenni di storia vissuta e di sedimentazione di espe- un passato di non ritorno.
rienze e di conoscenze ci fanno depositari di un patrimonio che gli
altri non saprebbero utilizzare nemmeno se glielo cedessimo, rega- 1. Il principio responsabilità prima di tutto e sopra di tutto.
landolo. Beninteso, l’integrazione e lo scambio con tutti gli altri, 2. Responsabilità nel gestire l’autonomia.
Università per prime, sono sacrosanti, auspicabili e da tentare e 3. Responsabilità nella condivisione della missione comune.
perseguire anche cercando il contatto per primi: ma non bastereb- 4. Responsabilità nell’agire congiuntamente.
be il solo ricorso a questi altri, la formazione sportiva è ancora, 5. Responsabilità nella comunicazione.
sarà ancora – per un po’ – un fatto soprattutto nostro, che noi soli 6. Responsabilità nella adesione a coloro che formiamo.
possiamo avvertire e vivere come si deve. Sempre ammesso che sia 7. Responsabilità nella salvaguardia del patrimonio di docenti.
forte e davvero operante in noi, quel principio di prima. Il principio 8. Responsabilità nell’orientare la formazione verso lo studio del-
responsabilità: prima parola d’ordine. l’allenamento.
Dobbiamo avvertirlo proprio tutti, se vogliamo mettere insieme
un Corpo Docente, che condivida – nelle peculiarità e nelle carat- Per questi motivi, per tutto ciò, il ruolo della “nostra formazione”
teristiche diversamente esprimentisi – un unico punto di vista e i è insostituibile, integrabile forse, ma mai sostituibile e scambiabile
medesimi obiettivi di fondo. Il tutto inquadrato in una rete di con altro:
Scuole di Sport sul territorio.
Una rete caratterizzata, nello stesso tempo, dalla autonomia • possiamo essere, come Scuola dello Sport, davvero visibili e
reale di ciascuna Scuola territoriale e dalla integrazione ricercata e possiamo valorizzare un “marchio di qualità” che nessuno, nel
perseguita proprio per riaffermare l’importanza di stare uniti, esse- nostro Paese, possiede;
re “uno” nella diversità dei molti soggetti e nella certezza del sup- • abbiamo un vero progetto, anzi numerosi progetti di formazio-
porto reciproco: supporto che fa la reale forza e assicura avvenire ne cui mettere mano, al punto che dovremo rinunciare a qual-
per tutti. Ciò consentirà l’omogeneità dei programmi e la loro cuno, per mancanza di tempo disponibile;
armonizzazione: la gestione congiunta sia delle parti comuni, sia • possiamo certificare e legittimare una formazione di alta qua-
delle espressioni più peculiari delle attitudini di ciascun territorio. lità ad ogni livello;
Ciò consentirà di applicare il modello, che sempre paga e paga con • siamo quelli che le altre Agenzie formative cercano: lasciamoci
abbondanti interessi, della comunicazione tra le Scuole. Perciò, pure trovare, ma manteniamo la nostra identità, quando sce-
autonomia nella partecipazione e condivisione della missione. gliamo di integrarci e cooperare;
Seconda e terza parola d’ordine. Azioni congiunte. Quarta parola • formiamo – se ci crediamo – per il concreto, raggiungibile
d’ordine. Comunicazione per un’operatività non cieca ma misurata, obiettivo di modificare in meglio la nostra realtà: chi può avere
commisurata, ottimizzata. Quinta parola d’ordine. una proposta migliore, attualmente?
Ma, poi, evidentemente, il rispetto di coloro che dobbiamo for- • Noi soli possiamo assicurare, sempre che lo vogliamo, le tre
mare, cui dobbiamo assicurare il meglio (quel meglio e quel di più fondamentali conoscenze necessarie a chi deve operare nello
che solo noi possiamo dare, non dimentichiamocene), che dobbia- sport, le prime due potendole già elargire, la terza da raggiun-
mo formare prima e non abbandonare mai dopo, tenendoli sempre gere con una tensione e con uno sforzo anche interiore:
legati, con i numerosi mezzi che non ci mancano, per garantilo, dei - una formazione multidisciplinare integrata, ed integrata in
quali fa parte questa rivista. Quelli che formiamo, i destinatari una visione moderna e nuova dell’allenamento degli atleti,
penultimi del nostro lavoro, coloro che, con gli atleti, dovranno che serve a cogliere, scegliendoli e dominandoli in parte, i
operare al meglio. Perciò, una sesta parola d’ordine. reali strumenti dell’agire;
Ve ne è ancora una settima, di parola d’ordine, che identifica un - poi, la padronanza dell’operare concreto (quella del saper
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altro bene, di grande valore, un patrimonio che, mentre è di cia- fare e del saper orientare l’azione);
scuna Scuola, è di tutte le Scuole e di cui ciascuna Scuola possiede - infine, posti alla fine per essere i più vincolanti e, dunque, i
una parte, possedendolo – a ben vedere – completamente. Sono i primi dei principi, l’etica e l’etica professionale, oltre al com-
nostri docenti, verso i quali siamo e siamo stati spesso in debito. portamento “bioeticamente” corretto (quelli con i quali si
Troppo importanti: bisognava capirlo di più nel passato e bisogna- colgono valori diversi e più grandi e più propri nell’episodica
va capire che si doveva fare un reale investimento nei docenti. sportiva).
Investimento di quei pochi che non falliscono mai, patrimonio che
cresce e che non si deve “disinvestire” mai. Nuovi docenti vanno Dr. Pasquale Bellotti
formati e collegati a quelli già esistenti ed attivi nel tempo aggior- Dirigente Scuola dello Sport Coni Servizi
Teoria dell’allenamento

Wlodzimierz Starosta, Istituto per lo sport, Varsavia

Il sistema moderno di ricerca


del talento nello sport competitivo
Fondamenti di un moderno sistema di selezione per 5
lo sport, età ottimale d’inizio dell’allenamento e metodologia
per la realizzazione di una specializzazione in età precoce

Il problema della ricerca del


talento è uno dei problemi
più importanti di ogni sport.
Questo lavoro si pone l’obiettivo
di delineare le basi di un
moderno sistema di selezione
dei bambini per lo sport,
di tentare di determinare quale
sia l’età ottimale per l’inizio
di un allenamento sistematico
e di cercare quale sia
la metodologia migliore per
la realizzazione di una
specializzazione in età precoci.
Alla sua base ci sono dati
di ricerche dell’Autore e di altri
specialisti. Le conclusioni
alle quali si arriva sono che:
1. il sistema di selezione finora
applicato in vari Paesi presenta
il grave errore metodologico
e organizzativo che ogni sport
cerca solo i suoi talenti;
2. la tendenza ad abbassare
continuamente l’età d’inizio
dell’allenamento non trova
conferma e giustificazione
nei risultati delle ricerche;
3. la specializzazione precoce
deve essere realizzata seguendo
il principio della gradualità.
In essa deve essere sottolineato
che, in una preparazione fisica
multilaterale, l’accento deve
essere posto sullo sviluppo
delle principali capacità
di coordinazione; 4. si devono
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utilizzare, con grande abilità,


FOTO SCUOLA DELLO SPORT

le fasi sensibili nello sviluppo


motorio; 5. i fanciulli che
svolgono un allenamento
sportivo debbono essere protetti
da eccessi di sollecitazione
e da danni alla loro salute.
1. Introduzione al problema

Tappe della ricerca e della selezione del talento


Selezione per Selezione per
6 la squadra nazionale la squadra nazionale
Il problema della ricerca del talento è stato
Selezione per le tappe Selezione per le tappe
e resta uno dei principali problemi per 5 elevate dell’allenamento elevate dell’allenamento
ogni sport. Infatti la sua soluzione ne assi-
Selezione Selezione
cura l’ulteriore sviluppo e il successo degli 4
per uno sport per uno sport
atleti che lo praticano. Come è noto,
attualmente, per ottenere successi signifi- 3 Selezione per
un gruppo di sport
cativi nell’arena internazionale è necessa-
rio un intenso allenamento pluriennale,
6 che, spesso, comporta notevoli impegni 2 Selezione per lo sport
finanziari. Per questa ragione, una soluzio-
ne corretta del problema della ricerca del 1 Educazione fisica e sport ricreativo Educazione fisica e sport ricreativo
talento offre vari vantaggi:
Numero dei bambini o di chi si allena
1. si evita di impegnare elevate risorse
finanziarie per la preparazione plurien-
Figura 1 – Due modelli di selezione di bambini per lo sport e delle tappe più elevate dell’allenamen-
nale di soggetti inadatti;
to sportivo (Starosta 1983).
2. i giovani atleti sottoposti ad allenamen-
to vengono protetti sia dalla perdita di
tempo che comporta il fatto di non riu- Perciò gli obiettivi di questo lavoro sono: disumanizzazione del processo di allena-
scire a rispondere alle aspettative poste presentare e giustificare un sistema mento e un cambiamento della gerarchia
su di loro, sia da danni alla loro salute, (modello) moderno di selezione dei bambi- dei valori. Il criterio principale dell’efficacia
provocati dall’applicazione di carichi di ni per lo sport; il tentativo di determinare dell’allenamento divenne il risultato spor-
allenamento inadatti, che non solo li l’età ottimale per iniziare un allenamento tivo, mentre la salute e lo sviluppo multila-
scoraggiano dal praticare un’attività sistematico e la ricerca di un metodo otti- terale dal punto di vista fisico e psicomo-
sportiva, ma anche da un’attività fisica male per la realizzazione di una specializ- torio del giovane atleta erano un aspetto
diretta a mantenere la loro salute; zazione precoce. secondario, non interessavano.
3. gli allenatori non perdono inutilmente Solo in alcuni Paesi il motto è stato “lo
tempo; 2. Materiali e metodi sport per i bambini”. Però, non sempre si è
4. si garantiscono riserve qualitative per la riusciti a realizzarlo coerentemente, presci-
selezione di squadre di vario livello. Il materiale di dati che viene utilizzato è dendo dai risultati delle ricerche scientifi-
costituito dai risultati di ricerche proprie e che attuali. La caratteristica comune di
Il processo di ricerca e scelta si riferisce a di altri Autori. Tra di esse vi sono i lavori di ambedue i sistemi erano (e sono) la sele-
soggetti molto giovani, che desiderano G. Tumanjan (1984), che riguardano 3000 zione di bambini per lo sport, o, più preci-
praticare sport. Perciò non deve prevedere atleti della lotta; di M. Struzyk (1969); di S. samente: per lo sport competitivo. La
alcun elemento che sminuisca il loro valo- Drozdowski (1979) su giovani ginnaste; di maggior parte delle soluzioni del problema
re come persone o faccia perdere loro il S. Drozdowski et al. (2000) su sessanta- proposte presenta punti deboli o, addirit-
gusto di fare sport. Quando si realizzano la quattro ginnasti di nove Paesi europei; di tura, errori che tratteremo in questa parte
ricerca e la selezione troviamo un intreccio W. Jagello (1999) su sessantatré judoka di del nostro lavoro.
tra varie condizioni: biologiche, mediche, classe mondiale. I dati delle nostre ricerche Il sistema di ricerca e selezione del talento
sociali, pedagogiche, psicologiche e morali provengono da A. Z. Puni, W. Starosta che illustreremo (figura 1) e che accompa-
(etiche). Per tale ragione questo processo è (1979) e W. Starosta (1984, 1995, 2000). gna il processo pluriennale di allenamento,
estremamente difficile, implica varie com- Tali ricerche sono state condotte su ottan- è articolato in tre tappe:
ponenti e non è di facile realizzazione. tadue Campioni mondiali di pattinaggio di
Il crescente livello di uno sport che è sem- figura su ghiaccio e centosettantuno atleti La prima tappa è diretta ad una selezione
pre più professionalizzato richiede la parte- della Nazionale polacca di lotta libera e di iniziale per lo sport in generale. Per questa
cipazione di atleti sempre più preparati lotta greco-romana. In totale sono state ragione, il suo carattere può essere defini-
multilateralmente e di talento. Attualmente studiati oltre tremila atleti. I metodi princi- to multilaterale. Questa tappa si pone l’o-
solo atleti che presentano queste caratteri- pali utilizzati nelle ricerche sono stati biettivo di determinare il livello delle capa-
stiche possono aspirare a raggiungere pre- interviste, questionari, l’analisi di biografie cità e abilità motorie fondamentali di tutti
stazioni elevate in campo internazionale. sportive di atleti di alto livello e l’esame i bambini sani che desiderano praticare
Nelle numerose pubblicazioni sulle varie della letteratura specializzata. sport, il rilievo delle caratteristiche della
problematiche della ricerca e della selezione loro costituzione e, quindi, anche, degli
del talento nello sport (Balsewitsh 1980; 3. Risultati delle ricerche scostamenti dalla norma. Le misure che
Brill 1980; Bulgakova 1980; Filin, Fomin vengono attuate in questo ambito debbo-
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1980; Guschalowskij 1986; Malina 1988; Il moderno sistema di ricerca no essere dirette:
Platonov, Sachnovski 1988; Platonov, Zapo- e selezione del talento per lo sport
roshanov 1990; Starosta 1995; Starosta, • allo sviluppo multilaterale delle loro
Glaz 1987, 1993; Starosta, Handelsmann In alcuni Paesi vi sono tentativi di un capacità motorie, con particolare accento
1990; Tichwinskij, Chrutsciov 1991, Zapo- sistema o di un modello di selezione del su quelle coordinative (Starosta 1990);
rozhanov, Sozanski 1997) non esistono talento. Alcuni di essi sono stati sviluppati • ad uno sviluppo fisico multilaterale;
soluzioni che presentino carattere di sistema secondo il principio “bambini per lo sport”, • al miglioramento della salute e alla limi-
e, soprattutto, nessun sistema corretto che cioè i bambini in questo sistema erano tazione o all’eliminazione di scostamenti
corrisponda alle moderne esigenze. oggetti. Le conseguenze sono state la dalla norma in questo settore.
La seconda tappa riguarda la selezione in Tabella 1 – Prestazioni record nella maratona di bambini e master (da Runner’s World) (Starosta
senso ampio. Essa concerne la determina- 2001) * – 4° posto nei Campionati femminili statunitensi di maratona.
zione dell’attitudine per un gruppo di
sport o di discipline sportive (ad esempio, Sesso e categorie d’età Nome Età (anni) Risultato
gli sport di combattimento). L’obiettivo
della tappa è il rilievo del talento, ovvero la
scelta di bambini che dal punto motorio Bambini Bernd Bougl 4 6h03min35s
sono i più dotati per i relativi gruppi di Andy Hill 6 5h08min06s
sport: ciò viene determinato durante l’alle-
namento secondo le caratteristiche delle Bambine Jennifer Amykis 6 4h00min36s
capacità o qualità motorie (organico- Nancy Boitano 6 4h17min00s 7
muscolari e coordinative), dello stato di Nancy Boitano 10 3h03min00s*
salute, degli indici somatici, delle capacità
funzionali e psichiche. In questa tappa, le Donne Mavis Lindgren 71 4h48min48s
unità di allenamento debbono servire
all’ulteriore sviluppo di tutte le capacità Uomini Paul Spengler 79 3h58min17s
motorie (cioè delle capacità organico-
muscolari) che sono necessarie per il grup- tratta di un grande errore organizzativo e zione da questo problema fondamentale.
po di sport considerato, con una particola- metodico, rappresentato dal fatto che ogni L’allenamento viene iniziato particolar-
re attenzione verso la coordinazione dei sport “pesca” tra i giovanissimi i candidati mente presto negli sport difficili dal punto
movimenti. solo per se stesso: un approccio molto di vista tecnico. Ciò viene imitato anche da
limitato. quegli sport nei quali le massime presta-
La terza tappa ha come contenuto la sele- Infatti, è estremamente probabile che tra i zioni si raggiungono solo in età adulta (ad
zione di specialisti. Il suo scopo è determi- selezionati si trovino candidati inadatti, esempio, nel tennis dove S. Graf, A. San-
nare le doti specifiche che sono necessarie ma anche quelli che avrebbero un grande chez-Vicario hanno iniziato a quattro anni,
per un dato sport. Se confrontiamo le doti talento in altri sport. Infatti ogni sport J. Capriati a tre anni!). Si sono cominciati
di un aspirante con le caratteristiche del esige una diversa composizione di qualità anche a registrare record nella maratona
modello teorico di un campione mondiale, e capacità. Dal punto di vista di uno sport di bambini di quattro-sei anni e di bambi-
occorre riflettere sul fatto che non trove- concreto questo potrebbe essere un siste- ne di 6-10 anni. Così, N. Boitano, a dieci
remo mai la stessa composizione delle ma razionale, se si scegliessero i migliori anni, è arrivata quarta nei Campionati
capacità necessarie che si trovano nel tra centinaia o migliaia di candidati. Però, nazionali femminile statunitensi di mara-
modello. Come hanno dimostrato le ricer- sarebbe poco efficace per il sistema sporti- tona (cfr. tabella 1). L’organizzazione di
che sui migliori atleti mondiali dello stesso vo di un Paese. Infatti, se si applica un gare per atleti sempre più giovani, persino
sport o di una stessa disciplina sportiva, simile sistema di ricerca e selezione del di gare di massimo livello come Campio-
tali atleti mostrano una struttura delle talento andrebbe persa una grande parte nati europei e Campionati mondiali Junio-
principali capacità completamente diversa di bambini ed adolescenti dotati di talento res, Allievi e addirittura per bambini,
gli uni dagli altri, che dipende dal fatto che motorio, che non solo non “raggiungono il costringono gli allenatori a cominciare un
le carenze di una capacità sono compen- loro sport”, ma delusi dallo sport che allenamento intensivo molto precocemen-
sate attraverso un livello più elevato di hanno scelto non tentano neppure di pra- te. Ma viene avanzato un dubbio: l’inizio
altre capacità. ticarne un altro. Inoltre, in questo sistema precoce di un allenamento intensivo e
L’allenamento, in questa tappa, deve tene- l’allenamento a lungo termine è stato ini- sistematico corrisponde agli interessi e alle
re conto di una proporzione adeguata ziato o inizia immediatamente con la spe- necessità dell’organismo dei bambini?
negli esercizi diretti alla preparazione cializzazione in uno sport. Infatti, la tappa Serve al loro sviluppo multilaterale fisico,
generale e speciale (Starosta, Glaz 1993). dello sviluppo multilaterale prenderebbe psichico e motorio? Si potrebbe continuare
Il sistema (o modello) che abbiamo breve- un aspetto eccessivamente finalizzato ed a lungo con questo tipo di domande. Ad
mente illustrato non è del tutto nuovo, in addirittura specializzato. ogni modo, tali domande non hanno signi-
quanto è già stato presentato come Una delle misure possibili per correggere ficato se i bambini sono considerati come
modello teorico (Starosta 1984, 1995, questo errore potrebbe consistere nel con- oggetti. Ma, in nome della loro protezione
2000; Handelsman 1990), e in parte speri- siderare questa selezione come tempora- dall’influenza nefasta dello sport moderno,
mentato nella pratica di alcuni Paesi: in nea, in modo tale che la partecipazione attualmente queste domande sono obbli-
Svezia nel tennis tavolo, in Norvegia per il all’allenamento serva solo a confermare la gatorie per tutti coloro che sono coinvolti
judo; in Germania in vari sport; nell’ex- selezione per lo sport in questione. Ma nell’allenamento dei bambini e degli ado-
Urss (nella scuola sportiva di V. Alexeiov a sarebbe solo una piccola finestra lasciata lescenti.
S. Pietroburgo), nella ex-Rdt nella ginna- come scappatoia da una situazione diffici- Apparentemente, è come se l’evoluzione
stica. In Polonia è stato utilizzato in alcuni le da ambedue i lati, cioè dal lato dell’alle- attuale dello sport costringesse ad inizare
sport ed in alcune Società sportive (W. natore e dei candidati inadatti. precocemente un allenamento sistematico
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Starosta, T. Starosta 1966). e, in alcuni Paesi ciò viene realizzato ad


Il modello tradizionale di selezione finora L’età d’inizio di un allenamento ogni costo. I risultati delle ricerche e la
esistente (cfr. figura 1) non è razionale in sistematico prassi internazionale dello sport non
quanto trascura la prima e comincia solo hanno forse confermato la necessità e
con la seconda tappa. Il che vuole dire che Soprattutto quegli sport che prevedono la l’opportunità di questa fretta?
vengono immediatamente scelti i candida- cosidetta specializzazione precoce (ad Un’analisi dell’età di inizio dell’allenamen-
ti adatti per uno sport. Dal punto di vista esempio, ginastica artistica e ginnastica to nei diversi tipi di lotta condotta su circa
della soluzione sistemica del problema ritmica, pattinaggio su ghiaccio di figura, 20000 atleti che avevano ottenuto la qua-
della ricerca e della selezione del talento si ecc.) iniziano la selezione e la specializza- lifica di Campioni di livello nazionale nel-
Età (anni) %
40
38
21
20 35
Greco-romana (n=21)
19 Libera (n=19)
30
18
17
25
16
8
15 20
14 15,7 15,7 15,7
13 15 14,3 14,3

12
Greco-romana 10
11 10,5
Libera 9,5 9,5
10 5,3
5
4,8 4,8 4,8 5,3 5,3
9

0
1940 1945 1950 1955 1960 1965 1970 1975 Anno 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 Età (anni)

Figura 2 – Età d’inizio dell’allenamento dei migliori lottatori dell’ex-Urss Figura 3 – Età d’inizio dell’allenamento di alcuni dei migliori lottatori
negli anni dal 1940 al 1976 (Igumenov, Gainov, Tumanjan 1984). polacchi (n = 40) (Starosta 1987).

l’ex-Urss (Tumanjan 1984), ha dimostrato mento è una sorta di protezione biologica, e solo alcuni (circa il 9%) leggermente
che questa qualificazione era stata rag- specifica dei lottatori, che permette loro di prima. Un numero abbastanza grande dei
giunta soprattutto da atleti che avevano ottenere buoni risultati nelle tappe succes- migliori atleti mondiali ha iniziato ad alle-
intrapreso un allenamento sistematico sive della preparazione a lungo termine, narsi sistematicamente solo dopo i quindi-
piuttosto tardi. Infatti, la maggior parte cioé nell’arco di più anni. ci anni d’età.
degli atleti nella lotta libera e greco-roma- Lo stesso tipo di risultati l’abbiamo otte- È interessante anche il dato di quanti anni
na aveva iniziato ad allenarsi in questo nuto in alcune ricerche, prima su quaranta sono stati necessari affinchè i lottatori
sport solo dopo i tredici anni d’età (figura (figura 3) e poi su centotrentuno lottatori arrivassero fino a raggiungere la qualifica
2). Questi risultati sembrano confermare la polacchi dei due stili (figura 4, Starosta di Campioni di valore nazionale (dell’ex-
tesi che nella lotta un inizio eccessivamen- 2000). La stessa tendenza è stata osservata Urss). Il valore non era lo stesso in anni
te precoce dell’allenamento non è positivo. su sessantaquattro judoka di classe inter- diversi (figura 6). Il numero medio di anni
In questo caso sembra che valga piuttosto nazionale (Jagello 1999). La maggior parte si è abbassato continuamente per raggiun-
il vecchio detto latino: festina lente. Pro- di loro (figura 5) aveva cominciato ad alle- gere valori confrontabili negli anni
babilmente un inizio tardivo dell’allena- narsi ad un’età da dieci a quattordici anni, 1975/1976, cioè sei anni in ambedue gli

%
Numero di atleti (%)

30 40

25 35

20 30

15 25

10 20

5 15

0
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 62-63

10
7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 19
Età (anni)
5
Senior (greco-romana) n = 42
Cadetti e juniores (greco-romana) n = 49 0
Cadetti e juniores (libera) n = 40 <10 10-12 13-14 >15 Età (anni)

Figura 4 – Età d’inizio dell’allenamento di alcuni dei migliori lottatori Figura 5 – Età d’inizio dell’allenamento dei migliori judoka del mondo (n
polacchi (n = 131) (Starosta, Pawlowa-Starosta 1999). = 64) (Jagello 1999).
Numero di anni

%
16
24
21,95
15 22
Greco-romana 20
14
Libera
18
13 17,07
16
12 14
12,20
11 12

10
10
8,54 9
9,76 8,54
8
6,10 6,10
9 6
8 4
2,44
2,44
2 1,22 1,22
7 1,22 1,22
0
6 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 13 15 16 17
Età (anni)
5

n (5) (1) (7) (10) (8) (14) (18) (7) (5) (2) (1) (1) (2)
1940 1945 1950 1955 1960 1965 1970 1975
Anno nel quale è stata raggiunta la qualifica “Maestro dello sport”

Figura 6 – Anni d’allenamento necessari per ottenere la qualifica di Cam- Figura 7 – Età all’inizio dell’allenamento dei Campioni mondiali di patti-
pione sportivo di valore nazionale dell’ex-Urss nella lotta dal 1938 al naggio su ghiaccio di figura (n = 82) (Starosta 2000).
1976 (Tumanjan 1984).

stili. Secondo le diverse condizioni fu sta- portati da principianti a Campioni del che avevano iniziato in età da undici a
bilita un’elevata ampiezza di variazione: da mondo. La differenza ammonta pur sem- dodici anni occorrevano solo tre anni
un anno fino ad oltre dodici anni (greco- pre a dieci anni! Dati non meno interes- (figura 8). Questa diminuzione del legame
romana) e oltre diciannove anni (lotta libe- santi si ottengono analizzando l’età e l’an- tra età e anni necessari per ottenere un
ra). Sullo sfondo di questa variazioni tro- zianità di allenamento delle migliori atlete determinato livello di prestazione permet-
viamo la domanda: quale importanza polacche nella ginnastica ritmica (Z. Droz- te di affermare che:
hanno i valori medi calcolati? Un’impor- dowsi 1979; Struzyk 1969). Per raggiunge-
tanza dubbia. Ma, comunque, sono il re la 1. qualificazione in questo sport
punto di partenza per determinare l’età occorrevano tre anni di allenamento, l’età L’allenamento in un determinato
d’inizio di un allenamento sistematico in ottimale d’inizio dell’allenamento era tra sport non deve essere iniziato più
un dato sport. undici-dodici anni. Alle atlete che avevano precocemente possibile (una tenden-
Quindi, i valori medi dell’età che sono iniziato il loro allenamento ad otto anni za che esiste ancora oggi), ma nell’età
necessari per raggiungere la qualifica di d’età occorrevano quattro, cinque anni per ottimale.
Campione sportivo di valore nazionale ottenere questa qualificazione, ma a quelle
debbono essere interpretati in
modo elastico, cioè determinano
questa età entro limiti che val- Questi dati sull’età ottimale sono
Anzianità di allenamento (anni)

gono per la maggior parte dei 6 specifici per ogni sport e si for-
casi. Inoltre, questi limiti, se pos- 5,4 mano gradualmente (Starosta,
sibile, vanno frequentemente, 5 Handelsmann 1990), e si debbo-
attualizzati. Lo confermano dati 4,3 no assumere come valori orien-
sulla lotta (Tumanjan 1984) e i 4 tativi, che dipendono da molte
risultati di nostre ricerche (Puni, 3,2
condizioni: dal livello dello svi-
3,1 3,0
Starosta 1979; Starosta 1984, 3
luppo fisico, motorio, biologico e
1995). Così, in base a dati di psichico dei giovani atleti o delle
ottantadue atleti è stata deter- giovani atlete, ma anche dalle
2
minata l’età all’inizio dell’allena- esperienze motorie precedente-
mento ed il numero medio di mente accumulate.
anni necessari per ottenere la 1 È opinione comune che, nella
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 62-63

vittoria nei Campionati mondiali ginnastica artistica, l’allenamen-


nel pattinaggio di figura su 0 to sistematico venga iniziato
ghiaccio (figura 7). 0 8 10 11 12 14 molto precocemente. Le ricerche
I pattinatori hanno iniziato l’al- Età (anni) condotte sui migliori ginnasti di
lenamento nel loro sport ad età otto Paesi (Drozdowski 2000)
diverse (oltre il 50% a 5, 7 e 8 permettono di affermare che,
anni) e hanno avuto bisogno di Figura 8 – Rapporto tra età d’inizio e anzianità d’allenamento di atlete di realmente, hanno iniziato il loro
un numero diverso di anni per 1a qualificazione nella ginnastica ritmica (Starosta 2000, utilizzando dati allenamento in età precoci (figu-
percorrere la strada che li ha di ricerche di Struzyk [Drozdowski 1979]). ra 9). I ginnasti polacchi hanno
%
35
Polonia (n=24)
Paesi europei (n=63)
30

25

20

15

10
10

0
7 8 9 10 11 12 13 14 15
Età (anni)

Figura 9 – Età all’inizio dell’allenamento nella ginnastica artistica dei com-


ponenti della squadra nazionale maschile polacca e di altre Nazioni (Rus-
sia, Cechia, Bulgaria, Spagna, Italia, Francia, Ungheria) (secondo dati di
ricerche di Drozdowski, Petrovic, Schot 2000) (n = 87, Starosta 2000).

iniziato, per lo più, a nove-dieci anni, quelli le di movimenti in questo periodo d’età è mente, cioè dilatandola nel tempo, l’utilizza-
di altri otto Paesi europei (tra i quali anche un importante presupposto per poi impa- zione degli esercizi speciali. La corrispon-
la Russia) tra sette-undici anni (una parte dronirsi rapidamente di esercizi speciali, denza di questa concezione con le idee di
di loro anche molto più tardi, persino a tecnicamente difficili. altri Autori (Alexejov 1964; Puni, Starosta
quattordici-quindici anni). Per questa ragione, un’utilizzazione accu- 1979; Soldatov 1964) su questo problema è
I dati degli sport che presentiamo non rata di questo periodo va considerata evidente. Tali idee si riferiscono a tre sport
confermano l’ipotesi di un inizio dell’alle- anche come base di futuri successi sportivi (figura 10). Ogni Autore definisce tali pro-
namento in età sempre più precoci. La ten- (Hirtz, Starosta 2000). porzioni secondo diversi fattori: età, anni
denza alla diminuzione dell’età d’inizio Indipendentemente dal tipo di sport prati- d’allenamento, qualificazione. Le proporzio-
dell’allenamento non trova un sua giustifi- cato, un elemento particolarmente impor- ni tra i due tipi di preparazione che vengono
cazione neppure nelle condizioni biosocia- tante di una specializzazione corretta va proposte sono state stabilite in base ai risul-
li. Contraddice il motto “sport per i bambi- considerata una proporzione adeguata tra tati di ricerche e dell’esperienza pratica.
ni” e rappresenta una invenzione di perso- gli esercizi che debbono essere utilizzati per Hanno trovato il loro riflesso non solo nei
ne che mirano al successo ad ogni costo. la preparazione motoria generale e speciale. programmi delle Scuole infantili e giovanili
La sua realizzazione pratica comporta Per principio, nella sua realizzazione pratica di sport dell’ex-Urss e della ex-Rdt, ma
esperimenti sui bambini che rappresenta- si deve fare attenzione a dosare gradual- anche nei principi dell’allenamento a lungo
no un pericolo per la loro salute.

Un metodo ottimale per la realizzazione Volume della preparazione


della specializzazione precoce speciale

Volume della preparazione


Una appropriata specializzazione precoce generale 80
viene considerata la tappa iniziale di un 70
allenamento, cominciato in età ottimale 60
50
per il bambino. Questa tappa iniziale non 40
ha nulla a che vedere con l’allenamento 30
degli adulti, in quanto prevede altri compi- 20
ti e si pone altri obiettivi. Il suo scopo prin- 40 30 20
60 50
80 70
cipale è la creazione di una solida ed
ampia base per la futura specializzazione
Pattinaggio
nello sport. L’elemento principale di questa Anno su ghiaccio
1 2 3 4 5 6
base è rappresentato da uno sviluppo mul- di allenamento (Starosta 1979)
tilaterale dei movimenti, che tiene conto,
soprattutto, dello sviluppo delle principali Biathlon
Età 13-14 15-16 17-18 19-20 21-22 (Soldatov 1964)
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 62-63

capacità di coordinazione. Ciò si ottiene


sfruttando abilmente le fasi sensibili dello Atletica leggera
sviluppo infantile, ovvero la loro particola- (Alexejov 1962)
re sensibilità/capacità di ricezione degli Classificazione Giovani III II I Maestro Record
stimoli motori (esercizi). Questa età, tra dello dell’URSS
Sport
sette e undici anni, è quella nella quale si
ottengono i maggiori cambiamenti nello Figura 10 – Proporzioni orientative tra la preparazione generale e quella speciale nell’allenamento
sviluppo delle diverse capacità di coordi- a lungo termine in sport diversi, secondo gli anni d’allenamento, l’età e la classificazione degli atle-
nazione. Raggiungere un elevato potenzia- ti (Starosta 1988).
termine di atleti d’elevata qualificazione. Ad dalle ricerche che scaturiscono dalla pra-
esempio, i più volte Campioni olimpici e del tica). Questa tendenza non trova giustifi-
mondo nel pattinaggio su ghiaccio di figura cazione neppure in fattori biosociali.
a coppie, I . Rodnina e A. Saizev, non dedi- • La specializzazione precoce deve procede-
cavano meno del 30% del ciclo annuale re di pari passo con il principio della gra-
d’allenamento alla preparazione speciale. Lo dualità. In essa si deve porre in risalto la
stesso vale per la maggior parte dei membri preparazione fisica multilaterale, con
delle squadre nazionali di questo sport del- accento sulle capacità coordinative di
l’ex-Urss e di quelle dell’attuale Russia. Per- base. Il rapporto tra esercizi generali e
sino nelle tanto criticate Scuole infantili e speciali deve essere strutturato tenendo
giovanili di sport dell’ex-Rdt, nella specializ- conto dell’età e della tappa d’allenamento. 11
zazione per la ginnastica artistica i primi tre • Una particolare importanza assume un
anni di allenamento (cioè in età da sette a abile sfruttamento delle fasi sensibili
dieci anni), venivano dedicati alla formazio- nello sviluppo dei bambini, cioé di quelle
ne delle diverse capacità della coordinazione fasi in cui è presente la maggiore sensi-
motoria, comunque senza impiego di eserci- FOTO DIGITALVISION
bilità verso l’azione degli stimoli rappre-
zi agli attrezzi. La specializzazione in uno sentati dagli esercizi. L’utilizzazione di
sport concreto iniziava dopo il decimo anno molti esercizi nuovi e non conosciuti
di vita (Starosta 1961). Anche nelle scuole dei diritti del bambino (Klodecka-Rozalska permette uno sviluppo più intenso delle
primarie ed elementari di quel Paese veniva 1991) protegge i bambini da uno sfrutta- diverse capacità coordinative di base. Ciò
dedicata un’attenzione particolare allo svi- mento che provochi traumi, alterazioni produce un arricchimento del potenziale
luppo di queste capacità (Hirtz 1985). prodotte dall’eccesso di sforzo, metta a motorio che accelera l’apprendimento e
Le proporzioni tra preparazione generale e rischio i loro processi di crescita e ne peg- la padronanza di esercizi complessi e dif-
speciale che abbiamo riportato, corrispon- giori la salute. Compiti e obiettivi delle sin- ficili, e facilità l’ottenimento di futuri
dono al principio della gradualità. Meravi- gole tappe devono essere subordinati a successi sportivi.
glia che, nella prassi dello sport e nella quelli della preparazione a lungo termine. I • I bambini che prendono parte ad un alle-
realizzazione della specializzazione preco- grandi risultati possono essere ottenuti namento sportivo debbono essere pro-
ce, oltre a questo principio, si siano solo nelle tappe conclusive del sistema tetti e non possono essere trattati come
dimenticati anche altri principi importanti, d’allenamento a lungo termine. oggetti dei quali si può approfittare per
perché si cerca di raggiungere più rapida- raggiungere il successo da parte degli
mente possibile una prestazione elevata. Il 4. Riepilogo e conclusioni adulti (allenatori, genitori, ecc.). Uno
risultato che si ottiene è che, spesso, il sport professionalizzato è un mezzo che
giovane atleta raggiunge, realmente, risul- • Il sistema di selezione finora utilizzato in ha effetti troppo grandi affinché possa
tati notevoli. Ma a ciò fa seguito, contem- molti Paesi presenta un grave errore essere utilizzato senza rischi per la salute
poraneamente, la loro stasi od il loro crollo metodologico e organizzativo, che consi- dell’organismo dei giovani atleti che si
in età adulta. Una formazione eccessiva- ste nel fatto che ogni sport cerca i propri trova in via di sviluppo.
mente intensiva dell’organismo giovanile talenti solo per se stesso. Il risultato di
non garantisce una carriera sportiva a questa ricerca è che tra i “non adatti” si La bibliografia del presente articolo può essere
lungo termine. Nell’interesse dei futuri possono trovare molti bambini e adole- richiesta presso l’Autore.
successi dei giovani atleti, il principio scenti che potrebbero ottenere grandi
guida nello stabilire obiettivi e compiti successi in altri sport. Traduzione di M. Gulinelli da Leistungssport, 4,
delle singole tappe dell’allenamento deve • L’allenamento sistematico in un determi- 2004, 25-30. Titolo originale: Das moderne
System der Talentsuche im Wettkampfsport
essere, ancora una volta, il motto degli nato sport deve essere iniziato in età otti- L’Autore: Prof. Dott. Wlodzimierz Starosta, è Pre-
antichi romani, festina lente: in modo ade- male. La tendenza ad abbassare conti- sidente della Società internazionale di motricità
guato all’età di chi si allena, tenendo conto nuamente l’età d’inizio dell’allenamento, dello sport.
del suo sviluppo fisico e psicomotorio e come avviene nella pratica di molti sport, Indirizzo: Instytut Sporty, Ul. Trylogii 2/16, P-O1-
degli obiettivi di prestazione, senza incor- non viene confermata, né giustificata, dai 981, Warsawa
rere in rischi per la salute. La dichiarazione risultati delle relative ricerche (ed anche E.mail: insp@insp.waw.pl
Trainer’s digest

I vantaggi del giocare in casa sono stati inglese, prelevata un’ora prima di due partite
descritti molte volte. Il fenomeno riguarda
non solo sport di squadra, quali il calcio, il
Giocare in casa in casa, di due fuori casa e di tre allenamenti.
Contemporaneamente i giocatori compilava-
football americano, l’hockey su ghiaccio e su no un questionario diretto a autovalutare il
prato, il baseball, ecc., ma anche, ad esempio, grado di nervosismo, di aggressività, di domi-
a cura di Mario Gulinelli
le gare dei Giochi olimpici invernali e di quelli nanza, di ostilità, ecc. La misurazione del
estivi (si vedano i risultati degli atleti greci nei testosterone salivare è stata scelta in quanto
recenti Giochi olimpici di Atene, o quelli degli atleti francesi nei si tratta di un metodo non-invasivo e che non comporta stress per i
Campionati mondiali di atletica leggera di Parigi). Così nel calcio giocatori; il testosterone salivare è testosterone libero (cioé non è
professionistico inglese (Prima Lega), come si può vedere dalla legato dall’SHGB) per cui può circolare nel cervello e agire a livello
12 tabella 1, in casa vengono vinte il 48%, pareggiate il 27% e perse il neurologico ed esiste una stretta correlazione tra livelli di testoste-
rone sierico e salivare.
Tabella 1 – I risultati della ricerca hanno mostrato l’esistenza di differenze
molto significative (p < 0,001) (figura 1) tra partite in casa e fuori
% dei risultati in casa media dei goal casa (e allenamento), mentre non vi erano differenze significative
Partite vinte pareggiate perse in casa fuori casa
Figura 1 – Differenze nei livelli di testosterone tra gli allenamenti
Prima serie 48 27 25 1,47 1,01 e le partite giocate in casa e fuori casa.
1. Div. 45 27 28 1,46 1,08

Livello di testosterone
2. Div. 44 27 29 1,46 0,96
3. Div. 3 49 28 22 1,59 1,22 F (2,18) = 23,66
Calcio femminile 49 28 22 2,14 1,66 15 p< 0,001
Media 47 27,4 25,2 1,62 1,18
10

Allenamento

Fuori casa
25% delle partite. E anche le squadre meno forti vincono relativa-
mente più partite e segnano più goal in casa che fuori casa. Ad

In casa
5
esempio, nella stagione 2001-2002, il 63% delle vittorie del Man-
chester United, vincitore del Campionato inglese, e il 66% di quelle 0
del Bradford City, ultima arrivata sono state ottenute in casa. Di
questo fenomeno sono state avanzate numerose spiegazioni che tra partite fuori casa e allenamento in casa. Non solo: quando si
vanno dal comportamento degli arbitri, portati, anche se non trattava di incontri con squadre con le quali vi era una grande
coscientemente, a favorire la squadra di casa, al sostegno da parte rivalità, i valori di testosterone erano estremamente elevati (figura
dei tifosi, alla maggiore familiarità con il terreno del campo di gioco, 2). È interessante pure notare che le maggiori variazioni nel testo-
alla minore fatica della squadra di casa, che non ha dovuto viaggia- sterone si rilevano nei portieri, che mentre in allenamento mostra-
re, ecc. Wolfson e Neave, due ricercatori inglesi dell’Unità di neuro- no i livelli più bassi di testosterone di tutti i giocatori, prima delle
scienze cognitive umane dell’Università della Northumbria (Newca- partite in casa sono quelli che raggiungono i valori maggiori. Tali
stle -upon-Tyne) (Wolfson S., Neave N., Effects of venue on testoste- differenze tra partite fuori casa e in casa non si rilevavano dai
rons, territriality and performance in soccer, Journal of Sports Scien- questionari. La procedura utilizzata non permette di stabilire
ce, 22, 2004, 6, 577-576) hanno voluto indagare se questo vantag- quanto i risultati della ricerca potessero essere influenzati da un
gio del giocare in casa non possa essere spiegato anche applicando eventuale abuso di anabolizzanti. Però gli Autori osservano che
il concetto di “territorialità”. Partendo dal fatto che: quando si utilizzano anabolizzanti il tasso di testosterone naturale
si abbassa, per cui in questo test si sarebbero ottenuti valori più
• molte specie animali mostrano un comportamento aggressivo bassi (anche se ciò dipende, sicuramente, dal tipo e dalla durata
quando il loro spazio personale è invaso; dell’utilizzazione delle sostanze). Anche se dai questionari di auto-
• che gli animali che difendono il loro territorio tendono a lottare valutazione dei giocatori non risultano differenze, la ricerca dimo-
più intensamente e spesso riescono ad avere la meglio anche su stra che la “territorialità”, e quindi la maggiore aggressività,
animali più grandi, mediata dal testosterone, potrebbe essere uno dei fattori che con-
• che nelle competizioni sportive è probabile che la percezione tribuiscono al vantaggio di chi gioca in casa, e che le ricerche sul-
della “territorialità” possa avere un rapporto con i livelli di l’aggressività naturale dovrebbero essere integrate maggiormente
aggressività; negli studi sulle prestazioni sportive, in quanto può svolgere un
• che negli animali l’aggressività è correlata con il livello di testo- influsso determinante su di esse.
sterone in circolo;
• che, spesso, nell’uomo (anche se non sempre) è stata stabilità una Figura 2 – Gli effetti della rivalità sui livelli di testosterone.
relazione tra aggressività, dominanza e testosterone,
• che se i livelli di testosterone hanno un rapporto con l’aggressi-
vità e la dominanza, e se anche gli esseri umani “lottano” più In casa
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 62-63

intensamente per difendere quello che percepiscono come il loro 15 Fuori casa
territorio, allora nei giocatori vi può essere una relazione tra i Allenamento
livelli di testosterone rilevati quando giocano in casa o fuori casa, 10

hanno studiato quale rapporto vi sia tra livelli di testosterone, la


5
percezione di territorialità, la aggressività/dominanza in giocatori di
calcio prima di partite in casa, fuori casa e sedute di allenamento. A
tale scopo hanno misurato il tasso di testosterone nella saliva di un 0
Allenamento Rivalità elevata Rivalità moderata
certo numero di giocatori della Prima serie del Campionato di calcio
In discussione

Yuri Verkhoshanskij, Natalia Verkhoshanskaja

Supercompensazione: mito o realtà?


Contenuto reale del fenomeno della supercompensazione
e ruolo che tale fenomeno svolge nel processo di allenamento sportivo 13

Si illustra quale sia il contenuto


reale del fenomeno della
supercompensazione
delle sostanze e dell'energia
utilizzate per l'attività muscolare,
e il ruolo che tale fenomeno svolge
nello sviluppo del processo
di adattamento in generale,
e nelle condizioni dell'allenamento
sportivo, in particolare. Si tratta
inoltre il fenomeno dell'effetto
ritardato a lungo termine degli
stimoli concentrati di allenamento.
Nelle conclusioni si afferma che
la fase della supercompensazione
rappresenta il primo stadio
dell'adattamento che permette
all'organismo di eseguire il lavoro
successivo in condizioni più
favorevoli. Le applicazioni
sistematiche di carichi crescenti
sulle tracce lasciate da ogni carico
precedente si sommano, portando
ad un adattamento stabile
dell'organismo, cioè allo stato di
allenamento. Perciò, il meccanismo
di supercompensazione delle sostanze
e dell'energia utilizzate per le reazioni
vitali dell'organismo svolge un ruolo
centrale nella sintesi adattativa delle
proteine, che costituisce la base della
specializzazione morfofunzionale
dell'organismo che si sviluppa durante
l'allenamento pluriennale. Infine,
vengono formulate alcune
osservazioni critiche sul rapporto
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 62-63

tra volumi di allenamento


e procedure di recupero proposte
in alcune pubblicazioni attuali.

FOTO DIGITALVISION
Occorre notare che questo articolo non tività cardiaca, condotte da un allievo di I.
aveva provocato un interesse da parte Pavlov, Yu. Fol'bort (Jakovlev 1974). Con-
Le tesi esposte dagli Autori in questa degli specialisti americani e di quelli del- temporaneamente, un grande biochimico
rubrica devono considerarsi personali. l'Europa Occidentale. Ciò probabilmente sovietico V. Enghel'gard (1932) formulò il
Esse non possono riflettere (e non era legato al suo scarso livello di compe- principio secondo il quale: "il processo pri-
riflettono) necessariamente il punto di tenza. Per cui, si potrebbe anche non par- mario della disintegrazione provoca o
vista della Redazione. Circa le critiche larne, perché: "la verità non soffre per il potenzia sempre la reazione responsabile
rivolte in questo articolo in particola- fatto che qualcuno non la riconosce” (F. della resintesi." Successivamente, l'accade-
re al prof. Platonov, invitiamo que- Schiller). Però, l'articolo conteneva un'evi- mico russo P. Anochin, noto per i suoi
st’ultimo a volere replicare all’Autore dente disinformazione che altera nozioni lavori nel campo della neurofisiologia e
14 ben note nella biologia, nella biochimica della fisiologia dell'attività nervosa supe-
del presente lavoro.
(P. Bellotti) subcellulare e molecolare, nell'endocrino- riore, ha scritto che: "…nei biosistemi con
logia, come anche nei rami scientifici che funzionamento normale, i processi di
rappresentano i fondamenti filosofici, recupero sono sempre potenzialmente più
metodologici, e scientifico-naturali della intensi e superano i processi di disintegra-
teoria dell'adattamento. Ciò rappresenta zione” (Anochin 1962).
Introduzione un pericolo serio per la scienza sportiva e Torniamo, però, a N. Jakovlev che all'inizio
soprattutto per quei giovani scienziati e degli anni '50 ha stabilito che il principio
Un anno fa in Internet è apparsa un’infor- allenatori che non conoscono l'essenza di di Enghel'gard funziona anche per quanto
mazione, destinata agli specialisti america- un fenomeno socio-biologico così com- riguarda i processi di resintesi del glicoge-
ni che lavorano nel campo dello sport, che plesso, come l'attività sportiva. no: il contenuto di glicogeno diminuito
riguardava un fenomeno molto noto in Il presente articolo si pone l’obiettivo di dopo il lavoro, durante il periodo di riposo,
fisiologia, la supercompensazione delle spiegare la vera idea scientifica del feno- non solo aumenta fino a raggiungere il
sostanze e dell'energia consumate durante meno (che fa parte della biologia generale)
un'intensa attività fisica. Fonte di tale della supercompensazione delle sostanze e
informazione era un articolo apparso nella dell'energia utilizzate per l'attività musco- 3
rivista tedesca Leistungssport (Friedrich, lare, senza entrare in una polemica inutile 4
Moeller 1999) che conteneva una forte con gli Autori dell'articolo pubblicato nella
critica dei risultati degli studi pluriennali, rivista Leistungssport e con gli specialisti a
riguardanti il fenomeno della supercom- cui fanno riferimento, in modo non sem- 1
2
pensazione, condotti da un biochimico pre corretto, e di mostrare quale sia il
sovietico, molto noto in campo scientifico ruolo che questo fenomeno svolge nello
I II
internazionale, N. Jakovlev, e dalla scuola sviluppo del processo di adattamento in
scientifica da lui fondata. generale e nelle condizioni dell'allenamen-
L'articolo citava alcune pubblicazioni tede- to sportivo, in particolare.
sche e affermava che: "dall'inizio degli Figura 1 – Processo di utilizzazione delle fonti
anni '90 il concetto di supercompensazio- 1. L'essenza del fenomeno energetiche durante il lavoro muscolare (I) e
ne è stato criticato più volte nelle numero- della supercompensazione loro ripristino durante il periodo di recupero
(II). Sull’asse di ascisse: tempo; sull’asse di
se pubblicazioni dedicate alla teoria e
ordinate: contenuto di substrati energetici. 1 –
metodologia dell'allenamento e alle altre Il fenomeno della supercompensazione è utilizzazione; 2 – ripristino; 3 – supercompen-
scienze sportive" e che forse: "...la conce- stato studiato, per la prima volta, ancora sazione: 4 ritorno (ad onde) al livello iniziale
zione della supercompensazione non tiene nel XVIII secolo, dal patologo tedesco G. (Jakovlev 1974).
conto delle differenze dovute all'età e al Weigert (Jakovlev 1974). Oggetto dei suoi
sesso; delle differenze tra soggetti allenati studi furono i processi di guarigione (cica-
e non allenati; dei fattori genetici, di alcuni trizzazione) dei tessuti danneggiati. G.
nuovi dati della medicina sportiva, e delle Weigert ha stabilito che durante la guari- livello iniziale, ma addirittura lo supera
particolarità dell'adattamento a livello gione il tessuto danneggiato inizialmente (figura 1). Le ulteriori ricerche, condotte da
neuromuscolare (???), ecc.” viene rigenerato in eccesso; poi, si sviluppa N. Jakovlev e dai suoi collaboratori, hanno
Le conclusioni dell'articolo pubblicato su il tessuto di granulazione che, successiva- dimostrato che il fenomento della super-
Leistungssport erano le seguenti: mente, subisce un'involuzione. L'oggetti- compensazione è corretto anche per il
vità del fenomeno scoperto da Weigert creatinfosfato, per le proteine enzimatiche
• "...il modello della supercompensazione (definito "legge di Weigert) fu successiva- e strutturali, per i fosfolipidi, per la quan-
è pieno di contraddizioni, e semplice- mente confermata da un grande fisiologo tità di mitocondri nelle fibre muscolari,
mente non corrisponde più all'adatta- russo, I. Pavlov, Premio Nobel per la medi- cioè, per tutte le sostanze che vengono
mento reale nello sport moderno”; cina (1904) che, studiando la funzione utilizzate o alterate, in una certa misura,
• "...tutto ciò che è rimasto dello schema delle ghiandole salivari, stabilì che, durante durante l'attività muscolare e vengono
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di Jakovlev è un’affermazione valida una secrezione attiva della saliva, le ghian- risintetizzate nel periodo successivo al
solo per la descrizione della demolizione dole perdono una parte dei composti azo- lavoro (Jakovlev 1983; Jakovlev 1986).
e della ricostituzione delle riserve di gli- tati. Quando l'attività delle ghiandole Quindi, durante il riposo successivo al
cogeno e di fosfati energetici”; cessa, il contenuto di nitrati viene ripristi- lavoro muscolare, il potenziale energetico
• “...un conseguenza logica sarebbe la nato in eccesso e, successivamente, ritorna e lo stato muscolare normale (e dell'intero
necessità di rinunciare a questo modello”; al livello normale (Pavlov 1951). organismo) non solo vengono ripristinati,
• "...è necessario rinunciare alla pianifica- Negli anni '30, la verità della legge di Wei- ma per un determinato periodo si creano
zione temporale pseudo-esatta, basata gert fu confermata dai risultati delle ricer- addirittura le condizioni per una capacità
sul concetto di supercompensazione”. che sul cambiamento dei parametri dell'at- di lavoro più elevata. La supercompensa-
RIPOSO zione energetica che avviene dopo un
determinato periodo, successivo alla fine
del lavoro muscolare, svolge un ruolo di
primaria importanza nel garantire la sinte-
si adattativa delle proteine (Jakovlev 1974;
Jakovlev 1955). La sua entità e la rapidità
del suo sviluppo sono direttamente pro-
porzionali all'intensità dell'utilizzazione
delle sostanze durante il lavoro, mentre la
durata del mantenimento della fase di
supercompensazione è proporzionale 15
all'entità assoluta delle sostanze utilizzate
(Enghel’gard 1960; Jakovlev 1983; Jakov-
lev 1974).
Durante ricerche condotte sugli atleti e
sugli animali, Jakovlev ha stabilito che la
legge di Enghel'gard si estende a tutte le
sostanze che vengono utilizzate e demolite
durante il lavoro muscolare, ad eccezione
LAVORO

dell'adenosintrifosfato (ATP). Infatti, l'ATP


viene utilizzato e resintetizzato durante il
lavoro muscolare. Però, il livello di ATP
muscolare diminuisce durante un lavoro di
Figura 2 – Successione delle biosintesi di riparazione nei muscoli durante il recupero successivo al intensità molto elevata. In questo caso,
lavoro (Viru 1981). immediatamente dopo il lavoro, si può
osservare una fase di supercompensazione
poco evidente, di brevissima durata. La sua
a b
breve durata è dovuta al fatto che l'ATP
viene utilizzato per tutte le sintesi riparati-
140 140
ve che si sviluppano durante il periodo di
recupero. La sintesi proteica richiede un
120 1 120 grande dispendio energetico, per cui essa
inizia soltanto dopo il recupero in eccesso
2 3 delle fonti energetiche: cioè del creatinfo-
100 100 2
1
sfato e del glicogeno (figura 2) (Jakovlev
3 1983)1.
80 80
Il fenomeno della supercompensazione si
osserva non solo in condizione di attività
8 24 48 120 168 8 24 48 120 168 muscolare. Ad esempio, in uno studio sul-
l’effetto prodotto dallo stress emotivo da
219
c d dolore sugli animali (ratti bianchi di sesso
214 3
180 180
maschile della linea Vistar) è stato stabilito
(Meerson 1986) che la fase iniziale (cata-
1 bolica) di un grave stress emotivo da dolo-
150 150
2
re è caratterizzata dall'aumento della
demolizione dell'acido ribonucleico (RNA)
e delle proteine in tutti gli organi studiati
140 140
(figura 3). Successivamente, si sviluppa la
fase anabolica (fase della supercompensa-
120 120
zione), ovvero la fase post-stress, caratte-
rizzata dall'attivazione generalizzata delle
3 biosintesi e dall'aumento del contenuto di
100 2 100 acido ribonucleico (RNA) che, a sua volta,
comporta l'incremento delle sintesi protei-
1 che e un leggero (non sempre significati-
80 80
vo) aumento della massa dell'organo.
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Le curve presentate nella figura 3 dimo-


60 60 strano che la dinamica dei parametri è
uguale, in via di principio, per tutti gli
8 24 48 120 168 Tempo, ore 8 24 48 120 168 organi studiati (compresa la milza, la
ghiandola sessuale maschile, il timo) 2 :
Figura 3 – Dinamica del peso dell’organo (a), del contenuto di RNA (b), della biosintesi di RNA (c) e dopo due ore dal termine dell'azione dello
della biosintesi di proteine (d) nel cuore (1), nel cervello (2) e nel fegato (3) dopo uno stress. In stimolo da stress, la biosintesi e il conte-
ascissa: periodo successivo all’azione dello stress; in ordinata: quantità (% del livello iniziale) nuto di RNA, come anche la sintesi delle
(Meerson 1986). proteine risultano minori. Successivamen-
16

FOTO DIGITALVISION

te, questi parametri aumentano, superan- 2. Il fenomeno dell'effetto del processo di ristoro, dopo l'azione di
do notevolmente (del 40-80%) il loro livel- ritardato a lungo termine uno stimolo allenante isolato di entità
lo iniziale. La biosintesi dell’RNA e delle degli stimoli concentrati ottimale che provoca uno stress (Vercho-
proteine raggiunge il valore massimale di allenamento shanskaia 1984; Verchoshanskij 1979;
dopo ventiquattro ore, mentre l'aumento 1982; 1983).
del contenuto totale di RNA nell'organo e Le nostre ricerche, realizzate durante le Nel processo di ricerca delle forme otti-
della massa dell'organo raggiungono i preparazione di atleti di alto livello, hanno mali di organizzazione del processo di
valori massimali dopo quarantotto ore. mostrato che il fenomeno della super- allenamento nel ciclo annuale, fu scoperto
Dopo cinque giorni, si nota solo una ten- compensazione delle sostanze e dell'ener- un fenomeno, precedentemente ignoto
denza all'incremento del contenuto di RNA gia utilizzate per la realizzazione del lavo- (Verchoshanskij 1979; 1983). Durante la
e di proteine e della loro biosintesi, mentre ro muscolare supera notevolmente i limiti somministrazione di carichi concentrati
– dopo una settimana – i valori di questi
parametri ritornano al livello iniziale. %
In questo caso, la fase post-stress dell'atti-
130
vazione della biosintesi dell’RNA e delle
proteine presenta una durata notevolmen-
1
te maggiore rispetto alla fase della diminu- 120
zione della biosintesi. Così, viene raggiunto
2
uno stato di "prontezza" - intendendo con
ciò un periodo in cui gli organi e i sistemi 3
110
dell'organismo sono in grado di rispondere 4 %
al carico fisiologico con un'attivazione più 130
rapida e più intensa della biosintesi e, con-
100
seguentemente, con una formazione più J
rapida delle strutture necessarie, rispetto a 120
quando il carico agisce improvvisamente in Q
90
condizioni di mancanza di una maggiore
Po
riserva di ribosomi pronti e di una maggio- 110
re attività dell'apparato responsabile della
sintesi proteica - che dura abbastanza a
lungo (Meerson 1986). 100
In questo caso, la fase dell'attivazione
generalizzata post-stress della biosintesi
degli acidi nucleici e delle proteine rappre- 90
senta il fenomeno di supercompensazione settimane
delle sostanze e dell'energia, indotto dagli 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12
ormoni, che assicura il potenziamento
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allena-
della realizzazione del rapporto reciproco tappa allenamento mento
di preparazione della forza veloce gare
tra funzione e apparato genetico. La ripeti- della
velocità
zione di questa situazione comporta la
formazione di trasformazioni strutturali
("traccia strutturale sistemica”, cfr. Meer- Figura 4 – Dinamica dei parametri della forza esplosiva (J), della forza iniziale (Q) e della forza mas-
son 1986) nei sistemi specificamente simale (Po) dei muscoli estensori e della velocità di spostamento dei tennisti durante l’esecuzione
responsabili dell'adattamento, che rappre- di compiti motori speciali: “navetta lunga” (1), “ventaglio” (2), “navetta corta” (3), “avvicinamento
sentano la base dello sviluppo del processo alla rete” (4) quando venivano utilizzati carichi specializzati concentrati di forza (Verchoshanskaja
di adattamento a lungo termine. 1979).
(ovvero di volumi elevati di carichi specia-
lizzati di forza concentrati in un breve % Velocità iniziale di volo dell’attrezzo
periodo di tempo) nell'espressione di un 140 V3
impegno isolato esplosivo di forza, si è V2
sempre osservata una determinata ten- 120 V1
denza nella dinamica dei parametri della
potenza esterna (meccanica) di lavoro. Ini-
zialmente, questi parametri diminuivano e, 100

successivamente (dopo la somministrazio-


ne di carichi concentrati di forza), ritorna- 80
vano al livello iniziale e lo superavano 17
notevolmente (del 30%). Questo fenome-
no non rientrava nell’ambito delle idee
tradizionali su: "l’aumento continuo dei % Forza muscolare esplosiva
parametri funzionali nel processo di alle- 160 A
namento" che venivano esposte nella let-
teratura teorica e didattica di quel periodo. B
140
Per questo motivo, furono realizzati ampi
studi di questo fenomeno, sia in condizio- C
ni di laboratorio, sia in condizioni di pre- 120

parazione degli atleti, soprattutto di quelli


di elevata qualificazione, specializzati nelle 100
diverse discipline sportive (riassunti in
Verchoshanskij 1970; 1982; 1983; 1985).
80
Alcuni esempi di queste ricerche sono rap-
presentati, in forma schematica, nelle
t a p p e
figure 4-6.
Un'analisi dettagliata di questi esempi non
di concentrazione
rappresenta lo scopo di questo articolo del carico di forza
pre-gara di gara
(per tali dettagli cfr. Verchoshanskij 1979;
1983; 1985; 1988; 2001). In questa sede,
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14
ci limitiamo ad illustrare le tendenze,
basate su leggi oggettive, dell'espressione s e t t i m a n e
di questo fenomeno che è stato definito
"effetto di allenamento ritardato a lungo Figura 5 – Cambiamento della velocità iniziale di volo di un pallone di pallanuoto (V1), di un attrezzo
termine (EARLT) dei carichi concentrati di “leggero” (V2) e di un attrezzo “pesante” (V3) e dinamica dei parametri della forza esplosiva dei
forza” (Verchoshanskij 1979; 1983). Il suo muscoli estensori della mano (A), della forza di trazione da dietro la testa (B) e dei muscoli esten-
schema generale è rappresentato nella sori dell’avambraccio (C) in un processo di allenamento che prevedeva l’uso di carichi concentrati di
figura 7. forza (Verchoshanskij 2001).

% Velocità (100 m) % Lancio del peso J


130 Q 130

J
120 120 Q

110
Po 110
Po
100 100

% Mezzofondo % Salto triplo


130 130
J J
120 Q 120 Q

110 Po 110 Po
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100 100

A 1 2 B 3 4 mesi A 1 2 B 3 4 mesi

Figura 6 – Esempi dell’effetto ritardato a lungo termine (EARLT) dei carichi concentrati di forza nelle diverse specialità dell’atletica leggera. J – forza
esplosiva; Q – forza iniziale; Po – forza massimale, espressi nel movimento di estensione della gamba. A – tappa della concentrazione dei carichi di
forza; B – tappa del lavoro speciale (Verchoshanskij 1983).
l’EARLT, il cui ulteriore studio avrebbe
potuto (e potrebbe) aprire grandi prospet-
tive non solo per la scienza sportiva, ma
f2 anche per la teoria dell'adattamento.
In particolare, si può considerare confer-
f1 mata l'opportunità dell'utilizzazione del
fenomeno dell'EARLT soprattutto nella
preparazione degli atleti di alto livello, che
A B già presentano un elevato potenziale fun-
18
f3
τ zionale ed energetico. Gli stimoli allenanti
t1 t2 concentrati, provocando una prolungata
alterazione dell'omeostasi, costringono un
organismo adattato in modo specifico a
mobilitare le proprie possibilità di riserva,
ad attivare e a stabilizzare i corrispondenti
Figura 7 – Schema generale dell’effetto di allenamento ritardato a lungo termine dei carichi di cambiamenti compensatori del metaboli-
forza concentrati; f1, f2, f3 – varianti della dinamica dei parametri della forza muscolare esplosiva. A smo, garantendo, in questo modo, nella
– tappa della concentrazione dei carichi di forza; B – lavoro specializzato (Verchoshanskij 1985). fase dell'EARLT, il passaggio dell'organismo
ad un nuovo, più elevato livello dell'adat-
tamento (Verchoshanskij 1970; 1979;
1983; 1985).
Vogliamo sottolineare che: È importante sottolineare che i carichi di Inoltre, è stato stabilito che il fenomeno
forza favoriscono non solo lo sviluppo dell'EARLT, come conseguenza di un'alte-
• la condizione principale dell'espressione della forza muscolare, come si pensava razione prolungata dell'omeostasi dell'or-
dell'EARLT è rappresentata da un carico tradizionalmente, ma rappresentano ganismo, si manifesta anche quando ven-
concentrato (ovvero concentrato in un soprattutto un mezzo efficace ed univer- gono utilizzati carichi concentrati di carat-
periodo di tempo breve: da 2-4 a 8-10 sale d’intensificazione del lavoro dell'orga- tere ciclico.
settimane) di forza, che produce un nismo in un regime motorio specifico con Ad esempio, nei nuotatori, è stata osserva-
effetto allenante di finalizzazione speci- lo scopo dell'aumento del suo potenziale ta la diminuzione di una serie di parametri
fica sull'organismo dell'atleta (figura 7, energetico in tutte le discipline sportive psicofisici dello stato funzionale del siste-
tappa A). (Verchoshanskij 1970; 1982; 1985; 1988). ma nervoso centrale e dell'apparato neu-
• I carichi di forza usati non debbono Secondo il metodo di utilizzazione, l'effet- romuscolare:
essere di intensità elevata. Il carico con- to allenante dei carichi concentrati di
centrato già, di per sé, rappresenta un forza può essere diretto allo sviluppo di • un aumento del tempo di latenza della
fattore importante di intensificazione una determinata funzione motoria specifi- reazione motoria complessa e della sua
degli effetti allenanti sull'organismo e ca di ogni sport concreto (velocità delle componente motoria;
non è opportuno aumentare questo locomozioni, rapidità dei movimenti, resi- • la diminuzione della precisione degli
effetto attraverso l'utilizzazione di mezzi stenza muscolare locale, capacità di rea- impegni muscolari di forza;
di intensità elevata. zione dell'apparato neuromuscolare, forza • il peggioramento della reazione ad un
• La realizzazione dell'EARLT dei carichi esplosiva, ecc.) (Verchoshanskij 1970; oggetto in movimento.
concentrati di forza viene favorita dal- 1988; 2000).
l'esecuzione successiva di un lavoro spe- Sarà anche utile ricordare che le prime Contemporaneamente, sono stati notati:
cializzato di volume ottimale e di inten- pubblicazioni sull'EARLT hanno suscitato
sità gradualmente crescente (tappa B). reazioni piene di scetticismo, non solo nel- • una diminuzione dei parametri della
In questa tappa, in nessun caso possono l'ex-Unione Sovietica. Ad esempio, all'ini- capacità di lavoro;
essere utilizzati carichi di volume eleva- zio degli anni '90, in un Seminario orga- • un peggioramento dello stato funziona-
to, perché influenzano negativamente lo nizzato in Francia, a Manigod, dalla rivista le del sistema cardiovascolare (secondo i
sviluppo dell'EARLT. Leistungssport, durante la discussione suc- dati del ritmo cardiaco);
• Più elevata è la diminuzione (nei limiti cessiva alla mia relazione, dedicata ai • un peggioramento del tono muscolare;
ottimali) dei parametri funzionali nella risultati dello studio dell'EARLT, un noto • una diminuzione della secrezione di
tappa dell'utilizzazione di carichi con- specialista tedesco, molto autorevole nel ormoni mineralcorticoidi nella corteccia
centrati (tappa A), maggiore sarà il loro campo fisiologico, il prof. Mader, espresse, surrenale.
successivo incremento (curve f 1 e f2). in modo molto garbato, le sue perplessità
Un'eccessiva concentrazione o intensifi- riguardo alla realtà del fenomeno del- Dopo la diminuzione dei carichi di allena-
cazione dei carichi di forza comporta l'EARLT. La mia risposta fu che si trattava mento e il cambiamento dell'intensità del-
una notevole diminuzione dei parametri di una reazione abbastanza normale ad un l'allenamento, negli atleti, è stato osserva-
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funzionali (f3) e l'alterazione del proces- fenomeno così insolito e che, infatti, il to un aumento del livello delle funzioni
so di adattamento. primo ad avere dubbi sulla realtà del feno- psicofisiologiche con il successivo passag-
• La durata dell'espressione dell'EARLT meno dell'EARLT ero stato io stesso, mal- gio alla fase della supercompensazione
viene determinata dal volume del carico grado le ricerche fossero state realizzate (super-recupero). Contemporaneamente, è
concentrato di forza e dalla durata della utilizzando apparecchiature di laboratorio, stato osservato l'aumento dei parametri
sua utilizzazione. In linea di principio, la affidabili dal punto di vista “metrologico”, della capacità di lavoro, il miglioramento
durata dell'espressione stabile dell'EARLT e che lo scopo della relazione al Seminario dello stato funzionale del sistema cardio-
(t2) è uguale alla durata della tappa del era proprio quello di attirare l'attenzione vascolare e del tono muscolare (Susman,
lavoro di forza (t1). degli specialisti verso il fenomeno del- citato in Verchoshanskij 1985).
% me totale del lavoro che l'atleta è in grado
140 di eseguire a livello della potenza critica,
1
del
. massimo consumo di ossigeno
MEDIA ALTITUDINE: 1970 m (s.l.m.)
(VO2max) e dell'entità della frazione alatta-
cida del debito d'ossigeno che è tipica del-
l'EARLT. Immediatamente dopo l'allena-
120
2 mento in media altitudine, tutti gli atleti
migliorarono i loro risultati.
3 Invece, per quanto riguarda le reazioni
4 dell'organismo, l'EARLT prodotto dall'alle-
100
4 5 6
namento in media altitudine si manifesta- 19
1 2 3 Settimane
va in modo leggermente diverso, quando
venivano utilizzati carichi dosati standard.
Ad esempio, nei pattinatori di velocità su
80
ghiaccio, durante un allenamento a media
altitudine, che prevedeva un lavoro di 4
minuti al cicloergometro, si notava un’al-
terazione dei programmi delle regolazioni
CONDIZIONI NORMALI (l.m.) motorie, un peggioramento dell'economia
60 dell'attività circolatoria-respiratoria (figura
9). Ciò provocava l'incremento dell'inten-
Figura 8 – Dinamica dei parametri funzionali di nuotatori: 1 – volume totale di lavoro a livello della sità di lavoro, la diminuzione del livello
potenza critica; 2 – massima capacità aerobica; 3 – frazione alattacida del debito d’ossigeno; 4 – della soglia anaerobica e l'attivazione del
massimo consumo d’ossigeno (da S. Vajzechovskij, 1974). meccanismo lattacido della resintesi del-
l'ATP, l'aumento del dispendio energetico e
la diminuzione dell'efficacia meccanica del
Un effetto analogo, per quanto riguarda il dell'omeostasi provocata dai metodi tradi- lavoro. Dopo il ritorno dall'altitudine, i
meccanismo fisiologico, viene prodotto zionali di lavoro muscolare. Ciò favorisce parametri dell'economia funzionale e del-
sull'organismo allenato da una permanen- l'incremento di reazioni compensatorie del- l'efficacia meccanica di un lavoro standard
za di breve durata (fino a tre settimane) e l'organismo e un aumento temporaneo superavano il livello iniziale. Ciò era dovu-
dall'allenamento svolto ad altitudine media della capacità di lavoro dell'atleta dopo il to ad un regime più economico del meta-
(circa 2000 m s.l.m), in condizioni di ipossia ritorno dall'altitudine media (per una ras- bolismo e ad una diminuzione notevole
naturale. Questo metodo, molto noto nella segna, cfr. Verchoshanskij 1985). della percentuale di produzione dell'ATP
pratica sportiva, rappresenta un "fattore Ad esempio, nei nuotatori (figura 8), per via anaerobica.
supplementare" (cfr. Jakovlev 1971) di durante l'allenamento a media altitudine e Quindi, abbiamo tutte le ragioni per pensa-
intensificazione del processo di allenamen- nel periodo successivo al ritorno alle con- re che il fenomeno dell'EARLT sia il risultato
to per un organismo specificamente adat- dizioni normali (a livello del mare), si dell'aumento di durata relativamente lunga
tato. L'idea di questo metodo consiste nel- osservava quella dinamica dei parametri e di notevole entità (concentrazione) degli
l'aumentare la profondità dell'alterazione della massima capacità aerobica, del volu- stimoli allenanti, che provocano un'altera-
zione stabile dell'omeostasi dell'organismo.
% Questo fenomeno prevede l'intensificazio-
140 ne della demolizione degli acidi nucleici e
CONDIZIONI NORMALI (l.m.) delle proteine tissutali con (al termine del-
l'azione degli stimoli allenanti concentrati)
il successivo aumento della loro biosintesi,
grazie al quale la loro quantità supera il
1,20 120
livello iniziale. Gli induttori principali della
1
biosintesi adattativa sono i metaboliti cel-
1,00 lulari (cioè, i prodotti del metabolismo cel-
lulare) che determinano, in modo specifico,
4 5 Settimane 6 l'insieme delle proteine la cui sintesi viene
0,80 100
1 2 3 prodotta da una maggiore attività musco-
4
lare. Vengono sintezzate quelle proteine
0,60 che sono state principalmente demolite.
Ciò fa in modo che l'attività funzionale
2
corrisponda alla sintesi adattativa delle
80
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 62-63

proteine che rappresentano il materiale


costitutivo delle cellule che funzionano
3 attivamente e degli enzimi che catalizzano
le reazioni biochimiche, che rappresentano
MEDIA ALTITUDINE: 2250 m (s.l.m.)
60
la base delle corrispondenti funzioni cellu-
lari. Gli ormoni intensificano la sintesi
Figura 9 – Dinamica delle caratteristiche energetiche di un carico standard (al cicloergometro) della adattativa delle proteine, indotta dai meta-
durata di 4 min nei pattinatori su ghiaccio di velocità. 1 – potenza meccanica del lavoro, 2 – fabbi- boliti (Jakovlev 1983; Viru 1994; Meerson
sogno d’ossigeno; 3 – debito d’ossigeno; 4 – potenza metabolica del lavoro (da A. Ivanov 1977). 1986; Poortmans 1975).
20

Il periodo di recupero (di ristabilimento) è 1984; Panin 1978) che costituisce la base eccezioni, tutti i sistemi funzionali dell'or-
caratterizzato non solo dall'aumento del- della specializzazione morfofunzionale ganismo. Questi meccanismi sono localiz-
l'anabolismo, ma anche da una maggiore dell'organismo (Verchoshanskij 1970), che zati soprattutto a livello molecolare del-
velocità di circolazione delle proteine nei si sviluppa durante l'allenamento plurien- l'organizzazione cellulare, ovvero nell'ap-
muscoli, che determina il rinnovamento nale (Viru 1981; Verchoshanskij 1985; Ver- parato genetico delle cellule (Viru 1981;
della struttura molecolare del complesso choshanskij, Viru 1987; Bauer 1935). Meerson 1986; Sarnisov 1987; Ziengbush
acto-miosinico e di altre proteine musco- Dal punto di vista delle basi filosofiche, 1982). Per cui, il ruolo fondamentale per
lari, che permette di eliminare gli elementi metodologiche e scientifiche della biologia conoscere questi meccanismi viene svolto
strutturali esauriti dal punto di vista fisio- teorica, non è difficile vedere che il feno- dalla biochimica funzionale e dall'endocri-
logico, e di garantire un'elevata stabilità meno della supercompensazione, e il ruolo nologia (Jakovlev 1983, 1986; Viru 1981;
della funzione contrattile (Jakovlev 1983; che esso svolge nello sviluppo dell'adatta- Hajdarliu 1984; Panin 1978; Kassil 1978;
1986; Viru 1981; 1994). mento a lungo termine, rappresentano Chocacka 1977; Furduj 1986).
un’espressione della legge fondamentale L'attività sportiva rappresenta, da molto
3. Conclusioni della sopravvivenza, dell'adattamento alle tempo, un modello comodo ed inesauribile
condizioni di vita e del miglioramento fun- per lo studio del meccanismo biologico e
Già cinquanta anni fa N. Jakovlev afferma- zionale di tutti gli essere viventi. del processo di sviluppo pluriennale dell'a-
va che l'allenamento sportivo è un proces- Già negli anni '30 del secolo passato, è stato dattamento a lungo termine (Jakovlev
so adattativo e che l'adattamento è rappre- stabilito che l'effetto utile di un biosistema, 1974; Kasnaceev 1980; Baranov 1989;
sentato soprattutto dalla sintesi delle pro- in ultima analisi, è il rapporto tra l'energia e Agagianian 1986; Ozolin 1984; Medvedev
teine enzimatiche e strutturali che si svi- la struttura utilizzate per il lavoro esterno, 1984).
luppano nella fase della supercompensa- da una parte, e l'efficacia del recupero (rista- Le ricerche svolte in questo settore hanno
zione, successiva all’azione di stress pro- bilimento) strutturale e funzionale, dall'altra già fornito un ricco materiale di nozioni
dotta dall'allenamento (Jakovlev 1974; (Bauer 1935). Un biosistema nel quale, in un per il fondamento scientifico della teoria
1976; Ciagovez 1974). Quindi, la fase della determinato momento, la maggiore parte e metodologia dell'allenamento sportivo e
supercompensazione è il primo stadio del- delle fonti energetiche viene utilizzata per hanno mostrato che la componente bio-
l'adattamento che permette all'organismo l'attività esterna, non sempre può essere logica ne rappresenta la base metodolo-
di eseguire il lavoro successivo in condizio- avvantaggiato per la sopravvivenza in con- gica e scientifica (Verchoshanskij, Viru
ni più favorevoli (Verchoshanskij 1985; dizioni non adeguate, soprattutto quando 1987; Verchoshanskij 1985, 1988; 1993;
Verchoshanskii, Viru 1987; Jakovlev 1955). queste condizioni si mantengono per inter- 1998).
Quando i carichi crescenti vengono esegui- valli prolungati di tempo. Contemporanea- Da molto tempo, avere riconosciuto la
ti sistematicamente, le tracce lasciate da mente, un biosistema, nel quale la maggiore priorità della componente biologica della
ciascun carico si sommano portando ad un parte dell'energia viene utilizzata per i pro- teoria e metodologia dell'allenamento
adattamento stabile dell'organismo, cioè cessi di recupero, può avere maggiori possi- sportivo indica la necessità di sostituire un
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allo stato di allenamento (Jakovlev 1971, bilità di sopravvivere e di perpetuare la spe- paradigma primitivo di pensiero diffuso
1974; Verchoshanskij, Viru 1987; Chocacka, cie (Bauer 1935; Kasnaceev 1980). Per un nella scienza dello sport (Viru 1981; Jakov-
Someto 1977; Viru 1980; Furduj 1986). sistema biologico, la via più vantaggiosa e lev 1976; Verchoshanskij 1988; 1993,
Quindi, il meccanismo della supercompen- naturale d'uscita da una situazione estrema 1998). È ora di capire che la pelliccia non
sazione delle sostanze e dell'energia utiliz- è quella che prevede cambiamenti funzionali "riscalda" l'uomo, ma conserva solo il calo-
zate per le reazioni vitali dell'organismo e strutturali progressivi rispetto allo stato re del suo corpo; che le medicine non
svolge un ruolo centrale nella sintesi adat- iniziale (Kasnaceev 1980; Sarkisov 1987). "curano" il malato, ma aiutano il suo orga-
tativa delle proteine (Jakovlev 1974; Viru I meccanismi di adattamento sono estre- nismo a combattere la malattia; ed infine
1981, 1994; Meerson 1986; Hajdarliu, mamente complessi e riguardano, senza che la luna non "illumina", ma solo riflette
21

FOTO DIGITALVISION

la luce del sole. Allo stesso modo, è neces- Un'esperienza pratica pluriennale mostra, crini dell'organismo, con tutte le conse-
sario capire, già da tempo, che noi non in particolare, che negli anni '70 ciò ha guenze che ne derivano: "superallena-
"alleniamo" l'atleta, ma usando tutti i portato a due grandi errori fatali. mento", e traumi (Viru 1981; Vercho-
mezzi, metodi e principi che abbiamo a Il primo si è manifestato nell'aumento del shanskij 1985; Hajdarliu 1984; Cassil
disposizione, lo aiutiamo ad adattarsi alle volume del carico di allenamento, al quale, 1978; Verchoshanskij 1998), e all'utiliz-
condizioni di una concreta attività sporti- allora, venivano legate le speranze d’incre- zazione poco efficace dell'energia degli
va. Gli allenatori che non capiscono ciò, si mento dell'efficacia del sistema della pre- atleti (Verchoshanskij 1982, 1985;
trasformano in domatori, mentre i giovani parazione degli atleti. I grandi carichi di Jakovlev 1976; Ciagovez 1974; Aa. Vv.
che aspirano a titoli scientifici e i vecchi ed allenamento divennnero fine a se stessi, e 1983; Verchoshanskij 1991, 1993).
illustri teorici dello sport si trasformano in gli atleti professionisti cominciarono ad
dilettanti. allenarsi per otto ore al giorno. Si diffusero 2. Le procedure di recupero "eliminano" le
Alla fine degli anni '60, Jakovlev ha scritto e divennero popolari motti come: "Più si tracce biochimiche dell'effetto allenante
che, ai livelli superiori della maestria spor- fa, meglio è” e "Per battere l'avversario, del carico, alterano lo sviluppo delle bio-
tiva, l'aumento dell'efficacia dell'allena- bisogna allenarsi più di lui". sintesi di riparazione ed eliminano l'a-
mento deve essere realizzato, in primo Il primo errore ha generato il secondo. zione di induzione dei metaboliti che
luogo, attraverso la ricerca di mezzi che Volumi d’allenamento enormi, portati determinano, in modo specifico, la bio-
incrementano l'alterazione dell'omeostasi, all'assurdo hanno cominciato a superare le sintesi postlavorativa (Jakovlev 1971,
senza un ulteriore aumento del volume di possibilità dell'organismo umano. Per cui, 1976a, 1976b, 1983; Viru 1994; Vercho-
carico che è gia vicino al massimo possibi- come mezzo d'uscità da questo vicolo shanskij 1985, 1993, 2001; Poortmans
le e, in secondo luogo, attraverso l'elabo- cieco, si decise di utilizzare diversi mezzi e 1975; Aa. Vv. 1983).
razione di una metodologia razionale di procedure per la "lotta contro l'affatica-
utilizzazione di questi mezzi. In combina- mento", per "il ristabilimento della fre- D’altra parte, anche ciò attualmente rap-
zione con una regolazione finalizzata del schezza dell'organismo", la “stimolazione presenta un tema molto importante da
metabolismo (soprattutto nel periodo di del recupero della capacità di lavoro", ecc. discutere. In questa sede, però, per non
recupero, ovvero nella fase anabolica del È indubbio che in alcuni momenti di un'in- distogliere l'attenzione dall'obiettivo di
metabolismo), ciò deve creare le condizioni tensa attività sportiva, gli atleti di elevata questo articolo, vogliamo notare semplice-
per uno sviluppo più intenso dell'adatta- qualificazione hanno bisogno di utilizzare mente che purtroppo gli errori di cui
mento dell'organismo ad un'intensa atti- mezzi di ristabilimento. Ma visto che colo- abbiamo parlato si sono radicati forte-
vità muscolare (Jakovlev 1971). ro che hanno elaborato questi metodi (si mente nella coscienza degli allenatori, dei
La mancata comprensione del ruolo della tratta soprattutto di medici sportivi, fisio- pratici e dei teorici dello sport. Un esem-
componente biologica e le “insinuazioni” terapisti e massaggiatori) e coloro che uti- pio, in questo senso, può essere rappre-
di vario tipo sul fenomeno della super- lizzano questi metodi (allenatori) non sentato dal manuale di V. Platonov pubbli-
compensazione nascondono un notevole conoscevano (e non conoscono) i mecca- cato recentemente (Platonov 2000). Il suo
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pericolo per lo sport. Infatti, fanno uscire nismi profondi del processo di adattamen- Autore afferma, senza discussione, la
dal campo visivo degli specialisti la condi- to, una utilizzazione inadeguata di proce- necessità di due, tre e addirittura quattro
zione principale dello sviluppo dell'adatta- dure di recupero può produrre un effetto allenamenti quotidiani, di quattro-cinque
mento a lungo termine e della specializza- piuttosto negativo sulla preparazione degli giornate di allenamento settimanali con
zione morfofunzionale dell'organismo, il atleti di alto livello. carichi elevati e con un solo giorno di
ruolo svolto dalle biosintesi determinate, recupero nel microciclo. Per realizzare un
in modo specifico, dal carico di allenamen- 1. La realizzazione di volumi eccessivi di simile volume di lavoro si consiglia di
to e, di conseguenza, condannano gli atleti carichi di allenamento porta all'esauri- usare un'ampia gamma di mezzi di "recu-
ad un "lavoro da Sisifo". mento delle funzioni dei sistemi endo- pero", sia alla fine della giornata di allena-
mento, sia negli intervalli tra le singole mento se la sua traccia metabolica (la come i cattivi amici". E possiamo solo
unità di allenamento. "coda metabolica" come viene definita da immaginare a quanti talenti le raccoman-
Se gli elevati carichi di allenamento rap- A. Uhtomskij 1966) viene cancellata dazioni che si trovano in simili pubblica-
presentano un fine a se stesso, simili idee immediatamente dalle procedure di recu- zioni hanno chiuso la strada verso i vertici
possono sembrare abbastanza logiche. Ma pero, senza poter indirizzare ed intensifi- della maestria sportiva.
dal punto di vista del professionista nel care le biosintesi iniziate e lo sviluppo
campo dei fondamenti scientifici dell'alle- della fase della supercompensazione? È
Articolo originale.
namento sportivo, in questo caso nasce così, come scriveva all'inizio del XVII seco- Titolo originale: Superkompensazija: mif ili dejst-
immediatamente la domanda: a quale lo, un noto scrittore inglese, Henry Fiel- vitel’nost’?
scopo, viene realizzato il carico di allena- ding, "i cattivi libri ci possono rovinare Traduzione dal russo di O. Iourtchenko
22
Note

(1) Questo schema illustra un'altra legge molto importante del processo di adat- stati elaborati il principio della sovrapposizione degli effetti allenanti di
tamento che consiste in una successione, oggettivamente determinata, dello diversa finalizzazione prioritaria sull'organismo e il sistema successivo-conti-
sviluppo dei cambiamenti di recupero e di ricostruzione durante il periodo guo dell'organizzazione pratica di questi effetti (Verchoshanskij 1970), come
successivo al lavoro ("il principio dell'eterocronia", Jakovlev 1974). Tenendo anche il sistema "a blocchi" dell'organizzazione dell'allenamento nello sport
conto di questo principio, sulla base dello studio della successione oggettiva di alto livello (Verchoshanski 1970a; 1970b; 1985).
dello sviluppo del processo della specializzazione morfofunzionale dei sistemi
fisiologici dell'organismo, a seconda della specificità motoria dell'attività (2) La ghiandola sessuale maschile e il timo sono ghiandole a secrezione interna
sportiva (Jakovlev 1974; Viru 1981; 1994; Verchoshanskij 1966; 1970) sono (endocrine).

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Fisiologia
Fitness

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David L. Costill, Laboratorio sulla prestazione umana, Università statale Ball Muncie, Indiana

Attività fisica, sport e invecchiamento


Parte seconda: risposte fisiologiche (funzioni metaboliche) e adattamenti fisiologici 23
all’esercizio fisico (allenamento, composizione corporea, forza, capacità aerobica
e anaerobica); prestazione sportiva (le prestazioni di corsa, di nuoto, ciclistiche,
di sollevamento di pesi); stress ambientale; rischi di traumi e di morte

Il numero di uomini e Quali sono le


donne ultra quarantenni modificazioni
che svolge un’attività fisiologiche legate
fisica regolare o che all’invecchiamento
partecipa alle gare che influenzano la
sportive è aumentato in prestazione fisica?
maniera molto evidente Un’attività fisica
negli ultimi trent’anni. intensa può essere
Molti di questi atleti rischiosa per gli atleti
maturi partecipano alle più maturi? Qual è il
gare a scopo ricreativo e grado di allenabilità
per mantenere la delle persone di mezza
condizione fisica, ma età e degli anziani?
alcuni si allenano Ecco le domande
con l’entusiasmo e alle quali cerchiamo di
l’intensità tipiche di rispondere. Inizieremo
un olimpionico. con l’esame delle
Oggi, ci sono gare modificazioni di
riservate a questi atleti dimensioni e
in diverse discipline, composizione corporee
dalla corsa di maratona negli anziani;
al sollevamento pesi; passeremo, quindi, alle
il loro successo e gli modificazioni, legate
standard prestativi che all’invecchiamento,
riescono a stabilire sono delle risposte
eccezionali e spesso fisiologiche all’esercizio
difficili da spiegare. fisico acuto e degli
Tuttavia, anche se gli adattamenti cronici
atleti maturi presentano all’allenamento di
capacità di forza e di lungo termine. Infine,
resistenza notevo lmente vedremo gli effetti
più elevate rispetto a dell’invecchiamento
quelle dei coetanei sulla prestazione
sedentari, persino i sportiva ed
soggetti più allenati esamineremo alcuni
subiscono un declino
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 62-63

aspetti che riguardano


della prestazione dopo i specificamente la
quaranta-cinquant’anni. popolazione anziana.
FOTO CALZETTI-MARIUCCI
Le funzioni del metabolismo ne, la modificazione rappresenta un calo Soggetti normalmente attivi
del 20% (10/50 = 0,20 = 20%) nell’arco di I primi studi dedicati a invecchiamento e
L’esame degli effetti dell’invecchiamento venti anni, ovvero, 1% all’anno, mentre il condizione fisica sono stati effettuati da
sulle funzioni metaboliche, sarà incentrato soggetto più anziano presenta un calo pari Sid Robinson (Robinson 1938), sul finire
su due variabili fondamentali:
. il massimo a 28,6% (10/35 = 0,286 = 28,6%), ovvero degli
. anni Trenta. Robinson dimostrò che il
consumo d’ossigeno (VO2max) e la soglia 1,4% all’anno. Pertanto, la modificazione VO2max di soggetti maschi normalmente
del lattato. risulta identica nei due soggetti se espres- attivi diminuisce in maniera stabile dall’età
sa in ml · kg-1 · min-1, mentre quando viene di venticinque fino a settantacinque anni
Il. massimo consumo d’ossigeno espressa come diminuzione percentuale, si (tabella 1). I suoi dati trasversali indicano
(VO2max) può notare che il calo è decisamente più che la capacità aerobica diminuisce in
24 marcato nel soggetto anziano. Molti studi media di 0,44 ml · kg-1 · min-1 all’anno fino
Per
. poter studiare le modificazioni del indicano la modificazione sia come valore all’età di settantacinque anni, ovvero l’1%
VO2max con l’età, bisogna prendere in con- assoluto (ml · kg-1 · min-1), sia come valore circa all’anno (10% ogni decennio). Per
siderazione alcuni aspetti essenziali. relativo (%). Tenendo presente questi ele- quanto riguarda le donne, di età compresa
Innanzitutto, c’è .da decidere come espri- menti, passiamo
. ad esaminare le modifi- tra venticinque e cinquantasei anni, Irma
mere i valori di VO2max, ovvero, se usare cazioni del VO2max con l’invecchiamento, Åstrand ha osservato, nel 1960, un declino
valori espressi in litri per minuto (L/min) prima nei soggetti normalmente attivi e, pari a 0,38 ml · kg-1 · min-1, ovvero, 0,9%
oppure litri per minuto per chilogrammo di poi, negli atleti con un elevato livello di all’anno (Åstrand 1960). Nel 1987, una
peso corporeo, in modo da tenere conto allenamento per la resistenza. rassegna di undici studi trasversali, con-
delle dimensioni corporee
. (ml · kg-1 · min-1). dotti per la maggior parte su uomini di età
In alcuni casi, il VO2max, espresso in litri . inferiore ai settantanni anni, ha riportato
per minuto, diminuisce di poco Il calo del VO2max con l’età e con l’i-
. nell’arco nattività fisica dipende, in larga misu-
un
. tasso medio di peggioramento del
dei dieci-venti anni, ma se il VO2max degli ra, da diminuzioni della FCmax, del VO2max pari a 0,41 ml · kg-1 · min-1 all’an-
stessi soggetti viene espresso in relazione massimo volume di scarica sistolica no (Buskirk, Hodgson 1987). In questa
al peso corporeo, la diminuzione diventa (SVmax) e della massima differenza a- stessa rassegna, l’analisi di sei studi tra-
.
decisamente più marcata. Tale apparente V O 2 . La diminuzione della FCmax è sversali compiuti su donne ha evidenziato
discrepanza nei risultati si spiega, sempli- dovuta, principalmente, alla diminuzio- un declino medio di 0,30 ml · kg-1 · min-1
cemente, col fatto che il peso corporeo dei ne della frequenza cardiaca intrinseca, all’anno. La rassegna in questione non
soggetti è aumentato in maniera significa- ma potrebbe anche essere dovuta ad indica il tasso di declino . medio espresso
tiva nei dieci-venti anni trascorsi tra il una attività ridotta del sistema nervoso come percentuale del VO2max iniziale dei
primo test e quello finale. Qual è, quindi, il simpatico e ad alterazioni nel sistema soggetti (Buskirk, Hodgson 1987). Negli
valore corretto da utilizzare? Nelle attività di conduzione cardiaca. La diminuzione anni 1995-96, la NASA/Johnson Space
in cui non incide il trasporto della massa del SVmax è da attribuire, principal- Center di Houston, Texas, ha compiuto un
corporea, per esempio un esercizio su mente, ad un aumento della resistenza ampio studio trasversale dedicato alle
periferica totale associato ad una .
cicloergometro, è corretto utilizzare il valo- modificazioni del VO2max con l’età. Sono
minore distensibilità delle arterie e ad
re espresso in litri per minuto. Però, la una possibile riduzione della contratti- stati esaminati 1499 uomini e 409 donne,
maggior parte delle attività prevede lo lità del ventricolo sinistro. Pertanto, il tutti di sana e robusta costituzione, che
.
spostamento della massa corporea attra- calo del VO2max con l’età risulta essere avevano effettuato, su nastro trasporta-
verso lo spazio e diventa,
. allora, più ade- una funzione del ridotto afflusso di tore, un test massimale fino ad esauri-
guato esprimere il VO 2 max in relazione sangue ai muscoli attivi, che è da asso- mento nel corso del quale si era . provvedu-
all’unità di peso corporeo (ml · kg-1 · min-1). ciare ad una riduzione della massima to alla rilevazione diretta del VO2max (Jak-
In secondo luogo c’è da stabilire se le gettata cardiaca, dovuta alla riduzione son et al. 1995; Jackson et al. 1996). Gli
modificazioni siano da esprimere come di SVmax e FCmax. autori
. hanno osservato un declino del
valori assoluti (sia in L/min, sia in ml · kg-1 · VO2max pari a 0,46 ml · kg-1 · min-1 all’an-
min-1), oppure come aumento o diminu- no negli uomini (1,2% all’anno) e a 0,54 ml
zione percentuale, dove . · kg-1 · min-1 all’anno nelle donne (1,7%
Tabella 1 – Modificazioni del VO2max di sog- all’anno).
getti maschi normalmente attivi (dati ripresi da
modificazione % = Purtroppo, sono pochi gli studi longitudi-
Robinson 1938).
= (valore finale – valore iniziale)/ nali dedicati a questo aspetto. Gli studi in
valore iniziale x 100 . cui sono stati osservati soggetti maschi
Età VO2max % di modificazione normalmente attivi in momenti diversi
Questo potrebbe sembrare un aspetto (anni) (ml/kg/min) rispetto ai della loro vita rivelano una forbice ampia
minore, ma non lo è affatto. Prendiamo un 25 anni nel declino della capacità aerobica
esempio: un . soggetto maschio trentenne (Åstrand 1960; Balcomb, Sutton 1986; Dill
25 47,7 —
presenta un VO2max iniziale di 50 ml · kg-1 · et al. 1985; MacKeen 1985). Tali variazioni
min-1 che, all’età di cinquanta anni, risulta 35 43,1 -9,6 sono da attribuire, almeno in parte, a dif-
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diminuito fino a 40 ml · kg-1 · min-1. Un ferenze nel livello di attività e nell’età dei
altro soggetto
. maschio sessantenne pre- 45 39,5 -17,2 soggetti all’inizio degli studi. Ciononostan-
senta un VO2max iniziale di 35 ml · kg-1 · te, è generalmente
. accettato che il tasso di
min-1 e, all’età di ottanta anni, un valore 52 38,4 -19,5 declino del V O 2 max è pari al 10% per
inferiore, pari a 25 ml · kg-1 .· min-1. Nell’ar- decennio, ovvero l’1% all’anno (- 0,4 ml ·
co di venti anni, il calo del VO2max dei due 63 34,5 -27,7 kg-1 · min-1 all’anno), nei soggetti maschi
soggetti presi in esempio è pari a 10 ml · relativamente sedentari. I risultati riferiti
kg-1 · min-1, ovvero 0,5 ml · kg-1 · min-1 75 25,5 -46,5 alle donne sono simili anche se il numero
all’anno. Tuttavia, nel soggetto più giova- di soggetti esaminati è limitato.
. fisiche con l’invecchiamento e i fattori dei dati trasversali, è stato di 0,47 ml · kg-1
Con l’età Il VO2max diminuisce del 10% genetici svolgono un ruolo fondamentale. · min-1 all’anno per gli uomini (0,8% all’an-
circa ogni decennio, a partire da dicias- Studi longitudinali più recenti, compiuti su no) e di 0,44 ml · kg-1 · min-1 all’anno per le
sette-diciannove anni per le donne e corridori e canottieri anziani, indicano una donne (0,9% all’anno). Tuttavia, come si
da venticinque anni circa per gli uomi- diminuzione della capacità aerobica, della può osservare nella figura, le modificazioni
ni. Questo declino è largamente dovuto funzione cardiovascolare e modificazioni longitudinali sono più marcate rispetto a
ad una diminuzione delle funzioni car- nella composizione delle fibre muscolari quelle trasversali, specie tra i soggetti più
diorespiratorie.
con l’invecchiamento (Hagerman 1996; anziani.
Kasch et al. 1995; Pollock 1997; Trappe et In uno studio trasversale compiuto su
al. 1996; Trappe, Costill et al.1996; Widrick, donne sedentarie (n = 2256), donne attive
Atleti anziani Trappe et al. 1996; Widrick 1996). Questi (n = 1717) e donne con un allenamento 25
Una delle ricerche longitudinali più impor- soggetti sono stati studiati per periodi per la resistenza (n = 911) di età compresa
tanti dedicata a fondisti ed invecchiamen- compresi tra venti e ventotto anni, duran- tra diciotto e ottantanove. anni, è stato
to è quella condotta da D. B. Dill e dai suoi te i quali alcuni continuavano l’allenamen- osservato un declino del VO2max pari a
colleghi dell’Harvard Fatigue Laboratory to a livello agonistico mentre altri erano 0,35 ml · kg-1 · min-1 all’anno nelle donne
(Dill et al. 1967). Tra i soggetti studiati dal diventati quasi sedentari. Gli atleti che sedentarie (1,2% all’anno), 0,44 ml · kg-1 ·
gruppo di Harvard vi era Don Lash, prima- avevano continuato un allenamento min -1 all’anno nelle donne attive (1,1%
tista mondiale sulla distanza di 2 miglia (8 intenso hanno mostrato un calo del all’anno) e 0,62 ml · kg-1 · min-1 all’anno

Maschi Femmine
70 70

Trasversale Trasversale
60 Longitudinale 60 Longitudinale
VO2max (ml · kg-1 · min-1)
VO2max (ml · kg-1 · min-1)

50 50

40 40
.
.

30 30

0 0
0 45 55 65 75 85 0 35 45 55 65 75 85
a Età (anni) b Età (anni)

.
Figura 1 – Dati trasversali e longitudinali sul declino del VO2max con l’età riferiti ad atleti Master allenati per la resistenza, ottantasei maschi e quaran-
tanove femmine (da Hawkins et al. 2001, modificata).
.
min 58 sec) nel 1936. Pochi dei corridori VO2max pari al 5%-6% a decennio (0,5- nelle donne con un allenamento per la
avevano continuato ad allenarsi dopo aver 0,6% all’anno) (Hagerman 1996; Pollock et resistenza (1,2%) (Eskurza et al. 2002). Uno
lasciato il College, ma Lash ancora correva al. 1997; Trappe et al. 1996; Trappe, Costill studio settennale compiuto su donne alle-
45 min circa al giorno all’età di quaranta- et al. 1996). Nei corridori di alto livello che nate per la resistenza e donne sedentarie,
nove
. anni. Malgrado questa attività, il suo avevano smesso di allenarsi è stata, invece, che avevano tutte già compiuto cinquanta
VO2max era passato da 81,4 ml · kg-1 ·min-1 osservata una riduzione della capacità anni all’inizio dello studio, ha rilevato un
all’età di ventiquattro anni a 54,4 ml · kg-1 aerobica pari a quasi il 15% a decennio declino nettamente più elevato nelle
·min -1 all’età di quarantanove anni, un (1,5% all’anno), quale effetto combinato donne allenate per la resistenza: 0,84 ml ·
declino del 33%. I corridori che non aveva- del “disallenamento” e dell’invecchiamento kg-1 · min-1 all’anno (1,8% all’anno) rispet-
no continuato ad allenarsi durante la (Trappe et al. 1996; Trappe, Costill et al. to a 0,40 ml · kg-1 · min-1 all’anno (1,5%
mezza età mostravano un declino molto 1996). all’anno) nelle donne sedentarie (Eskurza
più marcato. Mediamente, la loro capacità Le pubblicazioni riferite alle donne sono et al. 2002). È da notare, però, che lo stu-
aerobica era diminuita del 43% circa dal- meno numerose, ma i risultati indicano un dio riguardava solo otto donne sedentarie
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l’età di ventitré fino a cinquanta anni (da andamento simile. e sedici donne allenate per la resistenza.
70 a 40 ml · kg-1 · min-1). Questi dati indi- In uno studio compiuto su fondisti Master, In uno studio recente, è stato compiuto un
cano che l’allenamento svolto in preceden- ottantasei uomini e quarantanove donne, follow-up, a distanza di venticinque anni, di
za ha un effetto minimo sulla capacità di gli Autori hanno rilevato sia i dati trasver- un gruppo di fondisti anziani di sesso
resistenza negli anni successivi, a meno sali sia quelli longitudinali (8,5. anni circa) maschile (Trappe et al. 1996; Trappe, Costill
che il soggetto non continui a praticare riferiti alle modificazioni del VO2max con et al. 1996). I soggetti erano stati inizial-
un’attività fisica impegnativa. Inoltre, vi l’età (Hawkins et al. 2001). I risultati sono mente valutati in età compresa tra diciotto
sono ampie differenze a livello individuale riportati nella figura 1. Il tasso di declino e venticinque anni. Nell’intervallo tra le
nel tasso di peggioramento delle capacità medio, indicato dalla retta di regressione valutazioni, i soggetti si erano allenati ad
Tabella 2 – Modificazioni con l’età della capacità aerobica e della massima frequenza cardiaca in un Soglia del lattato (SL)
gruppo di dieci fondisti Master altamente allenati.
Solo un numero ristretto di studi sono
. stati dedicati alle modificazioni con l’età
Età (anni) Peso (kg) VO2max Fcmax (batt/min)
della soglia del lattato o soglia anaerobica,
(L/min) (ml/kg/min) derivata da variabili ventilatorie. In uno
studio trasversale condotto su un gruppo
21,3 (±1,6) 63,9 (±2,2) 4,41 (±0,09) 69,0 (±1,4) 189 (±6) di fondisti Master (centoundici uomini e
46,3 (±1,3) 66,0 (±0,6) 4,25 (±0,05) 64,3 (±0,8) 180 (±6) cinquantasette donne) di età compresa tra
quaranta e settanta anni, è stata determi-
26 nata la soglia del lattato (SL) (Wiswell
una intensità relativa simile a quella di 2000). Tale. soglia, espressa
. come percen-
quando erano più giovani.
. Per questo moti- tuale del VO2max (SL-%VO2max), rappre-
100
vo, il loro valore di VO2max (L/min) si era à senta l’indice migliore della prestazione
à
abbassato di solo il 3,6% nel corso di quasi 90 ’
nelle corse di fondo. È interessante notare
venticinque anni (Maharam et al. 1999), Non-atleti allenati che non sono state. rilevate differenze tra il
min-1) 80
come si può vedere nella tabella 2. Anche se Non allenati valore di SL -%VO2max di uomini e donne,
il loro massimo consumo di ossigeno era 70 mentre è stato osservato che il valore
-1 ·

diminuito da 69,0 a 64,3 ml · kg-1 · min-1, aumenta con l’età. Risultati simili sono
questo dato rappresenta un calo di soli 0,19 stati rilevati in uno studio condotto su
·

ml · kg-1 · min -1 all’anno, ovvero 0,3% 50 centocinquantadue uomini non allenati e


all’anno, dovuto in massima parte ad un centoquarantasei donne non allenate
40
aumento del peso corporeo pari . a 2,1 kg. (Paterson 1999). Ciò è abbastanza
. para-
VO2

Questo tasso di declino del VO2max di atle- 30 dossale,


. in quanto sia il VO2max sia la SL-
.

ti anziani è decisamente inferiore a quello %V O 2 max sono considerati parametri


20
di soggetti sedentari o in attività fisica con determinanti per la prestazione di resi-
un allenamento di livello ed intensità 0 stenza aerobica, con le prestazioni migliori
0 20 30 40 50 60 70 80
meno elevati dell’allenamento seguito associate a valori elevati per ambedue
dagli atleti anziani. Nel 1992, all’età di Età (anni) queste variabili. Con. l’età, declinano sia la
quarantasei anni, uno di questi fondisti prestazione,
. sia il VO2max, mentre la SL-
anziani aveva ottenuto 4min11sec sul . %VO2max aumenta. Inoltre, è stato rilevato
Figura 2 – Modificazioni nel VO2max con l’età .
miglio e 2h29min nella maratona! Entram- in soggetti maschi allenati e non allenati. che la SL-%VO2max non è correlata alla
be queste prestazioni erano decisamente prestazione nelle corse di fondo, il che è
migliori dei primati personali dello stesso . l’esatto contrario di quanto rilevato nei
atleta nel 1966. Risultati simili sono stati Tutti questi dati indicano che il VO2max corridori giovani. A tutt’oggi, questo para-
osservati per altri atleti, che continuano ad diminuisce con l’età, al tasso di circa l’1% dosso non è stato chiarito sul piano fisio-
allenarsi con volume ed intensità relativa all’anno. Molti fattori influenzano il tasso logico.
di allenamento pari a quelli seguiti ai di declino, tra i quali:
tempi del College.
Tali prestazioni vanno considerate quali • il livello generale di attività; Per riassumere:
eccezioni alle regole naturali dell’invec- • l’ intensità dell’allenamento; • In soggetti maschi e femmine relati-
chiamento? È possibile che altri atleti rie- • il volume di allenamento; vamente sedentari, la capacità aero-
scano a ridurre gli effetti dell’invecchia- • l’aumento del peso corporeo e della bica generalmente diminuisce di
mento sulla resistenza continuando ad massa grassa e la riduzione della massa circa il 10% per decennio, ovvero 1%
allenarsi intensamente? Molto dipende dal magra; all’anno.
livello individuale di adattabilità all’allena- • l’ambito di età esaminato, con i soggetti • Risultati simili sono stati riscontrati
mento; fattore questo che può essere più anziani esposti ad un declino di negli atleti con un elevato livello di
determinato sia da fattori genetici sia dal entità superiore. allenamento per la resistenza, anche
regime di allenamento. se vi è una maggiore variabilità nei
Gli effetti
. di invecchiamento e allenamen- Non esiste, a tutt’oggi, un accordo unani- dati di studi diversi.
to sul VO2max sono presentati nella figura me su quali di detti fattori siano quelli più • Studi condotti su atleti anziani e sog-
2. Malgrado il numero degli studi effettua- importanti. getti meno attivi della stessa fascia
ti sulle donne sia minore, si ritiene che d’età. indicano che il peggioramento
l’andamento sia lo stesso. È da notare che, del VO2max non è funzione diretta
anche se l’allenamento intenso. permette dell’invecchiamento. Negli atleti che
di contenere il calo del VO2max normal- È spesso difficile distinguere l’effetto continuano
. ad allenarsi, il calo del
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mente associato all’invecchiamento, la dell’invecchiamento biologico da quel- VO2max con l’età è decisamente infe-
capacità aerobica mostra comunque un lo dell’inattività fisica. L’invecchiamen- riore, specie se l’allenamento viene
peggioramento. Pertanto, si ritiene che to comporta un naturale declino delle svolto ad intensità elevata.
con l’allenamento molto intenso si riesca a funzioni fisiologiche, che è, però, • Sorprendentemente, la soglia del lat-
rallentare il tasso di declino della capacità aggravato dal fatto che, con l’età, la tato,
. espressa come percentuale del
aerobica all’inizio della mezza età (per maggior parte delle persone diventa VO2max, aumenta con l’età. Le impli-
esempio tra trenta e cinquanta anni), ma anche più sedentaria. cazioni di questo fenomeno non
che tale effetto di rallentamento sia meno sono ancora chiarite.
efficace dopo i cinquanta anni.
Gli adattamenti fisiologici incrementi della forza muscolare e non svolto un programma di resistenza aerobi-
all’allenamento fisico ostacola l’ipertrofia muscolare. Per esem- ca della durata di cinquanta settimane ha
pio, un gruppo di uomini anziani (di età fatto riscontrare, al termine del periodo di
Malgrado il declino della composizione compresa tra sessanta e settantadue anni) esercitazione, un incremento del 6% della
corporea e della prestazione fisica associa- ha svolto un allenamento per la forza che forza delle gambe, accompagnato da un
ti all’invecchiamento, gli atleti anziani e di prevedeva ripetizioni ad una intensità pari significativo aumento (29%) dell’area della
mezza età sono in grado di realizzare pre- all’80% del valore del cosiddetto 1RM sezione trasversa che ha interessato solo
stazioni eccezionali. Inoltre, le modifica- (massima resistenza che si è in grado di le fibre FT (Cress et al. 1991). In un altro
zioni della composizione corporea e lo svi- superare con un’unica ripetizione di un studio condotto su donne anziane (età
luppo della forza e della resistenza osser- determinato esercizio), nell’estensione e media: sessantaquattro anni), al termine di
vati nei soggetti che seguono un allena- piegamento di entrambe le ginocchia; al ventuno settimane di allenamento contro 27
mento per il condizionamento generale termine delle dodici settimane previste, la resistenze è stato rilevato un aumento del
sono simili a quelle riscontrate negli adulti forza di estensione era aumentata del 37% della massima forza espressa dall’e-
giovani. Tali modificazioni saranno ora 107% e quella di piegamento del 227% stensore della gamba, un aumento del
osservate più dettagliatamente. (Frontera et al. 1988). Questi miglioramenti 29% dell’1RM per l’estensione della

La composizione corporea

Sia l’allenamento contro resistenze, sia


l’allenamento aerobico permettono ai sog-
getti anziani, uomini e donne, di ridurre
peso corporeo, grasso corporeo relativo e
massa grassa. Permettono, inoltre, specie
l’allenamento contro resistenze, di incre-
mentare la massa magra. Le modificazioni
della composizione corporea sono più rile-
vanti negli uomini che non nelle donne,
ma il motivo di tali differenze non è stato
del tutto chiarito.
Le modificazioni più significative della
composizione corporea sono quelle indot-
te da una dieta alimentare associata all’e-
sercizio fisico e l’approccio preferito è
quello di prescrivere una modesta riduzio-
ne dell’assunzione calorica (250-500
kcal/giorno), in quanto è probabile che una
riduzione più rilevante (>500 kcal/giorno)
comporti la perdita di massa magra oltre
che di massa grassa. Ciò non è auspicabile
perché la perdita di massa magra è asso- FOTO CALZETTI-MARIUCCI
ciata ad una diminuzione dell’indice del
metabolismo a riposo, il che riduce il tasso
di perdita di peso e di grassi corporei. sono stati attribuiti ad una ipertrofia gamba, un aumento dell’area della sezione
Un’attività fisica che faccia aumentare la muscolare, in base al risultato della scan- trasversa dei muscoli estensori ed un
massa magra porterà, probabilmente, sione TAC del segmento mediale della aumento compreso tra il 22 e il 36% del-
anche ad un aumento dell’indice del meta- coscia. La biopsia del muscolo vasto latera- l’area delle fibre muscolari di tipo ST, FTa e
bolismo a riposo e, quindi, del tasso di per- le (nel quadricipite) ha mostrato un FTb (Häkkinen et al., 2001).
dita di peso corporeo. Risulta che le modi- aumento del 33,5% dell’area della sezione In un altro studio ancora, sono state esami-
ficazione della composizione corporea trasversa delle fibre ST e del 27,6% di nate le modificazioni della forza delle
indotte dall’attività fisica negli adulti quella delle fibre FT. In un altro studio con- gambe, il tempo impiegato per alzarsi da
anziani siano simili a quelle riscontrate dotto su uomini anziani (sessantaquat- una sedia, il tipo di fibra muscolare e com-
negli adulti più giovani (Wilmore et al. trenni) non allenati che svolgevano un posizione delle fibre in un gruppo di donne
1999). programma di allenamento contro resi- e uomini di età compresa tra sessanta e set-
stenze della durata di sedici settimane tantacinque anni, che svolgevano due volte
La forza sono stati rilevati un significativo aumento alla settimana un allenamento per la forza e
della forza (50% per la forza di estensione per la potenza con esercizi di squat (Hager-
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Come abbiamo già detto, la perdita di delle gambe; 72% per la forza di distensio- man et al. 2000). Al termine delle ventiquat-
forza può essere attribuita alla combina- ne delle gambe (leg press); 83% per la tro settimane dello studio, è stato rilevato
zione di invecchiamento e ridotta attività forza nella semiaccosciata) e dell’aera della un aumento dell’1RM per la forza pari al
fisica, dalla quale deriva una diminuzione sezione trasversa di tutti i principali tipi di 26% nelle donne e al 35% negli uomini,
della massa e della funzione muscolare. fibra muscolare (46% per le fibre ST; 34% mentre il tempo impiegato per alzarsi tre
Ma, anche se gli adattamenti all’allena- per quelle FTa e 52% per quelle FTb) volte in rapida successione da una sedia alta
mento per la forza in giovani ed anziani (Hagerman 2000; Hikida et al. 2000). 40 cm si era ridotto del 24% nelle donne e
sono difficilmente paragonabili, l’invec- Uno studio condotto su donne anziane del 25% negli uomini. È stato osservato
chiamento non compromette la capacità di (età media, settantadue anni) che hanno anche un aumento dell’area della sezione
trasversa delle fibre ST e FTa nelle donne, e Si riteneva che la capacità di adattarsi La prestazione sportiva
delle fibre ST, FTa e FTb negli uomini. La per- all’allenamento diminuisse notevolmente
centuale delle fibre ST era rimasta invariata, con l’invecchiamento. Invece, studi recenti, I primati mondiali e nazionali nella corsa,
ma sia negli uomini sia nelle donne, era nei quali soggetti anziani si sono allenati nel nuoto, nel ciclismo e nel sollevamento
aumentata la percentuale di fibre FTa e ad una intensità relativamente alta, indica- pesi indicano che uomini e donne rag-
diminuita quella delle fibre FTb. no che gli anziani posseggono una consi- giungono l’apice delle proprie capacità
derevole capacità di aumentare le proprie fisiche tra l’età di venti e trentatré-trenta-
capacità di resistenza e di forza con l’alle- cinque anni. Seguendo un approccio tra-
Molti ritengono che l’entità dell’au- namento. sversale, possiamo paragonare questi pri-
mento di forza e dell’ipertrofia musco- Sull’allenabilità della capacità anaerobica mati con quelli nazionali e mondiali otte-
28 lare sia minore nelle donne anziane che nei soggetti anziani sappiamo poco. Abbia- nuti da atleti anziani in queste stesse spe-
non negli uomini anziani, ma non ci
sono dati sufficienti a supporto di que- mo già visto che la soglia del . lattato, cialità e possiamo, così, osservare gli effet-
sta ipotesi. espressa come percentuale del VO2max del ti dell’invecchiamento sulle migliori pre-
soggetto, aumenta con l’età e che non è stazioni. Purtroppo, non sono disponibili
correlata con la prestazione nelle corse di molti dati longitudinali sugli effetti dell’in-
fondo. Negli
. adulti giovani e di mezza età, vecchiamento, perché sono pochi gli studi
La capacità aerobica e anaerobica la SL-%VO2max viene considerato un indi- che ci permettono di seguire la prestazio-
ce delle prestazioni di resistenza – corsa, ne fisica di singoli individui nel corso della
Studi recenti indicano che, sia negli uomini ciclismo, nuoto e sci di fondo. Al momento, loro carriera agonistica. Nei paragrafi
sia
. nelle donne, il miglioramento del non vi è una spiegazione logica per questa seguenti, esamineremo gli effetti dell’in-
VO2max indotto dall’allenamento è simile differenza tra soggetti anziani e adulti gio- vecchiamento su alcuni tipi di prestazione
nei soggetti giovani (ventuno-venticinque vani e di mezza età. sportiva.
anni) e in quelli anziani (sessanta-settan-
tuno anni) (Kohrt et al., 1991; Meredith. et Corsa
al., 1989). Anche se il valore del VO2max In passato si pensava che la capacità di
prima dell’allenamento era, mediamente, adattarsi all’allenamento diminuissse Nel 1954, Roger Bannister, uno studente di
più basso per i soggetti anziani, in termini notevolmente con l’invecchiamento. medicina ventunenne, stupì il mondo sporti-
assoluti, l’incremento, compreso tra 5,5 e Studi recenti nei quali soggetti anziani vo riuscendo a correre il miglio (1,61 km) in
6,0 ml kg-1 · min-1, è stato simile nei due si allenavano a intensità relativamente meno di 4 min (3min59s4). Oggi, il primato
. elevata indicano che le persone anziane
gruppi. Inoltre, l’aumento di VO2max otte- sul miglio è inferiore a quello stabilito da
presentano notevoli capacità di miglio-
nuto da uomini e donne anziani è stato lo rare le loro capacità di resistenza e di Bannister di quasi 16 s, ossia, Bannister
stesso, mediamente 21% per gli uomini e forza grazie all’allenamento. sarebbe stato distanziato di oltre 100 m dal
19% per le donne, con un allenamento primatista attuale. Nel 1954, nessuno avreb-
svolto sia correndo sia camminando, be pensato fosse possibile che un ultra-
oppure entrambi per circa 4 miglia (6 km) trentenne scendesse sotto i 4 min sul miglio.
al giorno, per un periodo di 9-12 mesi. Eppure, oggi, diversi corridori ultraquaran-
Questa ricerca indica che l’allenamento per tenni hanno eguagliato o battuto la migliore
la resistenza induce miglioramenti simili Per riassumere: prestazione di Bannister.
della capacità aerobica di soggetti in • Nei soggetti anziani e negli adulti Anche se alcuni corridori anziani hanno
buona salute, nell’ampia fascia di età com- giovani e di mezza età, l’attività fisica stabilito primati eccezionali, generalmente,
presa tra venti e settanta anni, e che tale comporta gli stessi effetti benefici la prestazione di corsa peggiora con l’età e
adattamento è indipendente dall’età, dal rispetto alle modificazioni del peso il tasso di questo declino risulta indipen-
sesso e dalla condizione fisica iniziale. Tut- corporeo, del grasso corporeo relati- dente dalla distanza di corsa. Studi longi-
tavia, ciò non significa che l’allenamento vo, della massa grassa e, forse, anche tudinali su fondisti di alto livello indicano
per la resistenza possa consentire agli atle- della massa magra. che, malgrado un elevato livello di allena-
ti anziani di raggiungere il livello di presta- • L’invecchiamento non compromette mento, la prestazione su distanze compre-
zione di atleti più giovani. la capacità di aumentare la forza e se tra il miglio (1,61 km) e la maratona (42
I meccanismi precisi che, a qualsiasi età, non ostacola l’ipertrofia muscolare. km) peggiora di circa l’1,0% all’anno dal-
inducono l’adattamento dell’organismo Possono aumentare anche le dimen- l’età di ventisette a quarantasette anni
agli stimoli dell’allenamento non sono del sioni delle singole fibre muscolari. (Trappe et al. 1996; Trappe, Costill et
tutto chiariti, pertanto non possiamo • L’attività fisica con esercizi per l’alle- al.1996). È interessante notare che anche i
sapere se i miglioramenti prodotti dall’al- namento della resistenza induce primati mondiali, sia sui 100 m sia sui 10
lenamento siano raggiunti attraverso gli miglioramenti simili nei soggetti km, diminuiscono di circa l’1% all’anno
stessi meccanismi durante l’intero arco sani, a prescindere dall’età, dal sesso dall’età di venticinque a sessanta anni
della vita. Per esempio, nei soggetti giova- o dalla condizione fisica iniziale. (Costill 1986), come mostra la figura 3.
ni, gran
. parte del miglioramento osservato • Con l’allenamento per la resistenza, i Oltre i sessant’anni, tuttavia, i primati
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del VO2max è associato ad un incremento soggetti anziani mostrano principal- maschili peggiorano di circa il 2% all’anno.
della massima gettata cardiaca. Nei sog- mente un aumento delle attività Un test di corsa veloce condotto su cin-
getti anziani, invece, è più evidente un degli enzimi ossidativi muscolari quecentosessanta donne di età compresa
netto aumento delle attività degli enzimi mentre, nei soggetti più giovani, il tra trenta e settanta anni, ha evidenziato
ossidativi muscolari, il che suggerisce che miglioramento è soprattutto dovuto un declino stabile della massima velocità di
nei soggetti anziani, i fattori periferici all’aumento della massima gettata corsa pari all’8,5% per decennio (0,85%
muscolari abbiano un ruolo più importante cardiaca. all’anno). L’andamento delle variazioni nelle
per gli adattamenti aerobici all’allenamen- prestazioni è quasi lo stesso sia nelle corse
to che non nei soggetti giovani. veloci sia in quelle di fondo.
17
70
16
Uomini

Record USA nei 10 km (min)


60
Record USA nei 100 m (s)
15 Donne

14 50

13
40
12 29
11 30

10 20

0 0
0 20 30 40 50 60 70 80 0 20 30 40 50 60 70 80
a Età (anni) b Età (anni)

Figura 3 – Modificazioni in relazione all’età del primato mondiale di corsa sui 100 m (a) e sui 10 km (b). Si noti che il tasso di peggioramento è più ele-
vato a partire dall’età di cinquanta-sessanta anni.

Nuoto 140
Ciclismo
130
Uno studio retrospettivo delle prestazioni Come per le altre discipline di forza e di
120 Uomini
nella nuotata a stile libero ottenute ai resistenza, le migliori prestazioni nel cicli-
110 Donne
Campionati nazionali statunitensi categoria smo vengono generalmente raggiunte
Tempo (s)

100
Masters (U.S. Masters Swimming Cham- nella fascia d’età compresa tra i venticin-
90
pionships) tra il 1991 ed il 1995 ha mostra- que e i trentacinque anni.
to che le prestazioni sui 1500 m, sia degli 80 I primati nel ciclismo (basati su gare di 40
uomini sia delle donne, peggioravano in 70 km) peggiorano con l’età in modo quasi
maniera stabile dall’età di trentacinque a 60 identico sia per i maschi sia per le femmi-
settanta anni circa, successivamente il 50 ne; in media 20 sec all’anno (0,6% circa). I
declino diventava più rapido (Tanaka et al. 0 primati nazionali statunitensi sui 20 km
0 20 40 60 80
2001). Tuttavia, il tasso e l’entità del declino Età (anni)
(12,4 miglia) indicano che l’andamento è lo
sia sui 50 m sia sui 1500 m erano più ele- stesso sia per gli uomini sia per le donne.
vati per le donne che per gli uomini. Su questa distanza, la velocità diminuisce
Come si può osservare nella figura 4, i pri- Figura 4 – Modificazione con l’età del primato di 12 sec circa (0,7%) all’anno dall’età di
mati statunitensi della Categoria Master mondiale sui 100 m stile libero di nuotatori venti anni fino a quasi sessantacinque
sui 100 m stile libero diminuiscono dell’1% agonisti di livello Master. anni.
circa all’anno, sia per gli uomini sia per le
donne, dall’età di venticinqe fino a settan-
tacinque anni. Visto, però, che il successo Tabella 3 – Prestazioni nella nuotata a stile libero ottenute all’età di venti e di cinquanta anni da un
in questa disciplina sportiva dipende anche soggetto della categoria Master.
dall’abilità tecnica, oltre che dalla forza e
dalla resistenza, alcuni nuotatori Master Distanza (m) Migliore prestazione (s) Miglioramento (%)
statunitensi hanno ottenuto la migliore
prestazione personale in età compresa tra 20 anni 50 anni
quarantacinque e cinquanta anni come si
può osservare nella tabella 3, nelle quali 50 27,2 26,5 2,6
sono riportate le migliori prestazioni di un 100 62,7 60,3 3,8
nuotatore ottenute all’età di venti anni e
poi di cinquanta anni. Malgrado una inter- 200 147,8 137,7 6,8
ruzione trentennale dell’allenamento di
nuoto, questo nuotatore è riuscito ad otte- 400 318,8 288,9 9,4
nere la sue migliori prestazioni quando ha
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ripreso l’allenamento all’età di cinquanta 1,500 1,403.0 1,227.0 12,5


anni. Non si conoscono le ragioni precise di
tale miglioramento, ma possiamo ragione- Nota
volmente ipotizzare che rappresentino il I migliori tempi nella nuotata a stile libero furono ottenuti all’età di cinquanta anni, malgrado il
risultato combinato di un miglioramento fatto che il soggetto fosse un valente nuotatore all’età di diciotto-venti anni. È anche interes-
della tecnica di nuoto, dei metodi di alle- sante ricordare che questo nuotatore, all’età di venti anni, si allenava nuotando circa 1500 m, e
namento, e degli impianti per il nuoto, a cinquanta anni circa 2500 m al giorno (dati dell’Human Performance Laboratory della Ball
associati a un peggioramento contenuto State University (Indiana).
delle capacità fisiologiche.
Sollevamento pesi stanchezza. Una piccola percentuale di
• La maggior parte delle prestazioni casi evolve rapidamente in patologie mor-
La massima forza muscolare si raggiunge, sportive mostra un regolare declino tali, edema polmonare da alta quota (High
in genere, tra i venticinque e i trentacin- nel corso della mezza età e dell’età altitude pulmonary edema, HAPE) o edema
que anni. Oltre questa fascia d’età, come si avanzata, principalmente per via di cerebrale da alta quota (High altitude
può vedere nella figura 5, la prestazione una riduzione delle capacità di resi- cerebral edema, HACE). Sorprendentemen-
complessiva degli uomini su tre alzate di stenza e di forza te, i soggetti di età inferiore ai venti anni
potenza diminuisce ad un tasso stabile di sono maggiormente esposti al HAPE
circa 12,1 kg, pari all’1,8% circa all’anno. rispetto ai soggetti più anziani (Hultgren,
Ovviamente, come per le altre valutazioni Marticorena 1987; Scogging et al. 1977).
30 delle prestazioni umane, le prestazioni di Aspetti specificamente riferiti L’incidenza del HAPE è, generalmente, di
forza variano notevolmente a livello indi- agli anziani circa cinquanta casi ogni centimila perso-
viduale. Per esempio, alcuni soggetti ses- ne, ma per le popolazioni di età inferiore
santenni hanno più forza di altri che Con l’età che avanza, i soggetti che prati- ai quattordici anni è di centoquaranta per
hanno la metà degli anni. cano un’attività fisica o una delle diverse centomila (Scogging et al. 1977). Alcuni
discipline sportive, possono essere influen- dati indicano che, crescendo, si tende ad
zati, in maniera diretta, da alcune condi- essere meno esposti al rischio di sviluppa-
Con l’invecchiamento, i picchi prestativi, zioni specifiche. re l’HAPE. Pertanto, il solo fatto di essere
per le prove sia di resistenza sia di forza,
diminuiscono dell’1-2% all’anno, a par- Esamineremo brevemente due condizioni avanti con gli anni non dovrebbe scorag-
tire dall’età di venti-trentacinque anni. ambientali, l’altitudine e il calore, e parle- giare gli adulti in buona salute dal prati-
remo, poi, di longevità e del rischio di care un’attività fisica in alta quota. Anzi,
lesioni o di morte associato alla pratica di l’invecchiamento potrebbe addirittura
una attività fisica o sportiva. avere un effetto protettivo nei confronti
900 dei sintomi del mal di montagna acuto e
800
Stress ambientale del HAPE.

700 Dal momento che diversi processi fisiolo- Esposizione al calore


600
gici di controllo diventano meno efficaci Lo stress da esposizione al calore rappre-
con l’età, è logico ipotizzare che i soggetti senta un problema per gli anziani. Un
500 anziani presentino una minore tolleranza numero significativo di dati indica che gli
400
allo stress ambientale rispetto ai giovani. anziani sono maggiormente esposti al
Qui di seguito procediamo ad un confron- rischio di infortuni fatali da calore rispetto
300 to delle risposte di adulti giovani ed anzia- ai soggetti più giovani (Applegate et al.
0
ni all’esposizione all’altitudine ed allo 1981; Henschel et al. 1969). La valutazio-
0 30 40 50 60 70 80 90 stress da calore. Purtroppo, non disponia- ne dello stress da calore in soggetti anzia-
Età (anni) mo di studi specifici dedicati alla tolleran- ni e in soggetti giovani indica che l’invec-
za degli atleti anziani a dette condizioni chiamento riduce la cosiddetta tolleranza
Figura 5 – Modificazione con l’età del primato ambientali, pertanto i dati riportati si rife- termica.
maschile statunitense di sollevamento pesi riscono solo alle risposte di adulti sani e Le differenze legate all’età, permangono
categoria Master. I valori riportati rappresen- non allenati. anche se le misurazioni tengono conto
tano la somma di tre alzate di potenza (piega- delle dimensioni e della composizione cor-
.
mento sugli arti inferiori (squat), distensione Esposizione all’altitudine poree, del VO2max e del grado di acclima-
alla panca (bench press) e stacco da terra Le richieste dell’esercizio fisico aumentano tazione. Sia in condizioni di riposo sia
(dead lift). notevolmente a media o alta quota e si durante l’esercizio submassimale, i sog-
potrebbe pensare che i soggetti anziani getti anziani sviluppano una temperatura
La maggior parte delle prestazioni sportive normalmente attivi siano svantaggiati dal- corporea interna più elevata quando sono
peggiorano in maniera stabile nel corso l’esposizione alle condizioni ipobariche esposti al calore rispetto ai soggetti più
della mezza età e dell’età avanzata. Questa dell’alta quota. Sorprendentemente, giovani. Questo dato può essere spiegato,
flessione deriva da una riduzione della potrebbe, invece, essere vero il contrario. almeno in parte, dal fatto che gli anziani
forza e della resistenza sia muscolare sia Ci sono molti resoconti sulle straordinarie producono meno sudore, il che diminuisce
cardiovascolare, come abbiamo visto nei prodezze di scalatori di età compresa tra i la loro capacità di disperdere calore attra-
paragrafi precedenti. settanta ed i novanta anni (Balcomb et al. verso l’evaporazione.
1986). La maggior parte di queste imprese
sono state compiute ad altitudini inferiori
Per riassumere: a 4500 m, c’è però uno statunitense che
• I primati nelle prove di corsa, nuoto, all’età di cinquantadue anni è riuscito ad L’invecchiamento non riduce la capa-
ciclismo e sollevamento pesi indica- cità di svolgere una normale attività
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no che la condizione fisica raggiunge arrivare fino in cima al Monte Everest fisica in alta quota; potrebbe, anzi,
i massimi livelli nella fascia di età (8848 m). addirittura migliorarla! Tuttavia, l’in-
compresa tra venti e trenta-trenta- È noto che il mal di montagna acuto è il vecchiamento riduce la capacità di
cinque anni. problema principale che devono affrontare adattarsi all’esercizio fisico svolto in
• In tutte queste discipline, la presta- gli scalatori allenati e non. Il mal di mon- ambiente caldo. Questo deriva princi-
zione in genere peggiora con l’età, tagna acuto si manifesta entro le sei- palmente dal fatto che la sudorazione
quando si oltrepassa l’apice della novantasei ore dopo l’arrivo in alta quota si riduce con l’età.
condizione fisica. ed è caratterizzato da sintomi quali mal di
testa, insonnia, dispnea, nausea, vertigini e
La maggior parte di queste osservazioni Longevità e rischio di lesioni rilevanti per la salute e la longevità degli
sono state effettuate su soggetti normal- o di morte esseri umani. Per quanto possa essere vero
mente attivi. Pertanto, non possiamo stabi- che con un programma di allenamento per
lire quanto i risultati possano essere L’attività fisica regolare contribuisce note- la resistenza si può ridurre l’incidenza di
influenzati da stili di vita differenti o da volmente al mantenimento della salute e, diversi dei fattori di rischio associati a
diversi livelli di attività. Purtroppo, non quindi, viene spontanea la domanda: è disfunzioni cardiovascolari, sono pochi i
disponiamo di dati sufficienti per un para- possibile che l’allenamento svolto nell’in- dati a supporto della tesi che con un’atti-
gone tra atleti altamente allenati, giovani tero arco dell’età adulta contribuisca alla vità fisica regolare si vive più a lungo. I
ed anziani. longevità? Dal momento che i ratti invec- dati riferiti agli ex-alunni dell’Università di
Vista l’influenza positiva che esercitano chiano più velocemente degli uomini, sono Harvard e della Università di Pennsilvania
attività fisica regolare, esposizione al calore stati scelti come cavie in studi condotti per e dati riferiti ai frequentatori dell’Aerobic 31
e allenamento per la resistenza sulla tolle- determinare l’influenza dell’esercizio fisico Center di Dallas, indicano una diminuzione
ranza al calore, possiamo ragionevolmente “cronico” (allenamento) sulla longevità del tasso di mortalità ed un leggero incre-
ipotizzare che gli effetti negativi dello stress (aspettativa di vita). Uno studio condotto mento della longevità (due anni circa) tra i
da calore ambientale potrebbero essere da Goodrick (1980) ha rilevato che i ratti soggetti che rimangono attivi fisicamente
ridotti negli atleti anziani. che si esercitavano liberamente vivevano per tutta la vita. Forse studi longitudinali
più a lungo, il 15% circa, dei ratti sedenta- ci permetteranno, in futuro, di compren-
ri. Invece, una ricerca effettuata presso la dere meglio la correlazione esistente tra
Per riassumere: Washington University di St. Louis non esercizio fisico effettuato lungo tutto l’ar-
• Alcuni casi di mal di montagna acuto mostrò alcun allungamento significativo co della vita e longevità.
evolvono in patologie che possono della vita dei ratti che correvano volonta- Che dire del rischio di traumi o di morte
essere mortali, quali l’edema polmo- riamente su una ruota (Holloszy 1997). Un associato all’attività fisica negli atleti
nare da alta quota o l’edema cerebrale
da alta quota. Queste condizioni sono, maggior numero di ratti attivi raggiunse anziani? I risultati delle ricerche indicano
però, più comuni nei soggetti giovani. un’età avanzata, ma – mediamente – i ratti che, con l’età, aumenta l’esposizione a
L’invecchiamento potrebbe comporta- attivi morirono alla stessa età dei ratti lesioni dei tendini delle cartilagini e delle
re un minor rischio di mal di monta- sedentari. È interessante notare che i ratti ossa. Le lesioni più comuni comprendono
gna acuto e di edema polmonare o soggetti ad una ridotta assunzione di cibo strappo della cuffia dei rotatori, lacerazio-
cerebrale da alta quota. e che avevano mantenuto un peso corpo- ne del tendine del quadricipite, lacerazione
• L’invecchiamento riduce la tolleranza reo più basso vissero il 10% in più dei ratti del tendine di Achille, lacerazione degene-
termica anche perché la sudorazione sedentari che si alimentavano liberamente. rativa del menisco, disfunzioni e lesioni
risulta diminuita; ne deriva che attra- Ovviamente, tali osservazioni non possono della cartilagine articolare focale, fratture
verso l’evaporazione può essere essere semplicemente trasferite agli esseri da stress (Maharam et al. 1999). Inoltre, la
dispersa una minor quantità di calore. umani, ma detti risultati sollevano alcuni guarigione dopo una lesione è, general-
quesiti interessanti che potrebbero essere mente, un processo lungo e il recupero

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completo può richiedere fino ad un anno Bibliografia
(Maharam et al. 1999). D’altra parte, lo Applegate W. B., Runyan J. W., Brasfield L., Williams of women, ages 20-64 yr., Medicine and Science in
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fisica non risulta essere superiore nell’atle- Balcomb A. C., Sutton J. R., Advanced age and alti- Ogawa T., Ehsaui A. A., Bonrey R. E., Martin W. H. III,
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mezza età. È, invece, più alto il rischio nei Sports medicine for the mature athlete, Indianapo- level on response of VO2max to training in 60-71 yr
32 soggetti anziani che non svolgono un’atti-
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riesce davvero a ridurre il rischio di morte Cassens
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da numerose patologie croniche. on VO2max thigh strenght, and muscle morphology program for 40- to 59-year-old men: Exercise habit
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guarigione diventa più lenta. 2303-2308. pendently living men and women aged 55-86
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• Il rischio di morte durante l’attività gen W. G., Evans W. J., Strength conditioning in se, 31, 1999, 1813-1820.
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ma è più alto nei soggetti che si alle- Goodrick C. L., Effects of long-term voluntary and body composition of older track athletes, Jour-
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mo valutato le modificazioni della resisten- Medicine and Science in Sports and Exercise, 28, ted maximal heart rate revisited, Journal of the
za cardiorespiratoria e della forza col pas- 1996, 1150-1156. American College of Cardiology, 82, 1997, 846-851.
sare degli anni. Abbiamo considerato l’ef- Hagerman F. C., Walsh S. J., Staron R. S., Hikida R. Trappe S. W., Costill D. L., Goodpaster B. H., Pearson
fetto dell’invecchiamento sulla composi- S., Gilders R. M., Murray T. F., Toma K., Ragg K. E., D. R., Calf muscle strenght in former elite distance
zione corporea, che, come sappiamo, può Effects of high-intensity resistance training on runners, Scandinavian Journal of Medicine and
untrained older men. I. Strenght, cardiovascular, Science in Sports, 6, 205-210.
influire sulla prestazione. Eppure, nel corso and metabolic responses, Journal of Gerontology Trappe S. W., Costill D. L., Vukovich M. D., Jones J.,
della nostra esposizione, è emerso chiara- Series A - Biological Sciences and Medical Sciences, Melham T., Aging among elite distance runners: A
mente che molte delle modificazioni asso- 55, 2000, B336-B346. 22-yr longitudinal study, Journal of Applied Phy-
ciate all’invecchiamento sono dovute, in Henschel A., Burton L., Morgalies L., An analysis of siology, 80, 1996, 80, 285-290.
the deaths in St. Louis during July 1966, 59, 1969, Widrick J. J., Trappe S. W., Blaser C. A., Costill D. L.,
gran parte, all’inattività che spesso accom- American Journal of Public Health, 2232-2240. Fitts R. H., Isometric force and maximal shortening
pagna l’invecchiamento. Quando i soggetti Hikida R. S., Staron R. S., Hagerman F. C., Walsh S., velocity of single muscle fibers from elite master
anziani svolgono un’attività fisica, la mag- Kaiser E., Shell S., Hervey S., Effects of high-inten- runners, American Journal of Physiology, 240,
gior parte delle modificazioni associate sity resistence training on untrained older men. II. 1996, 40, C666-C675.
all’invecchiamento risultano ridotte e l’en- Muscle fiber characteristics and nucleo-cytopla- Widrick J. J., Trappe S. W., Blaser C. A., Costill D. L.,
smic relationships, Journal of Gerontology Series A- Fitts R. H., Force-velocity and force power proper-
tità delle modificazioni indotte dall’allena- Biological Sciences and Medical Sciences, 55, 2000, ties of single muscle fibers from elite master run-
mento è paragonabile a quella osservata B347-B354. ners and sedentary men, American Journal of Phy-
negli adulti giovani e di mezza età. In que- Holloszy J. O., Mortality rate and longevity of food- siology, 271, 1996, 40, C676-C683.
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sto modo abbiamo corretto molti dei luo- restricted exercising male rats: A reevaluation, Wilmore J. H., Després J. P., Stanforth P. R., Mandel
ghi comuni sulla capacità degli anziani di Journal of Applied Physiology, 1997, 74, 372-376. S., Rice T., Gagnon J., Leon A. S., Rao D. C., Skinner J.
Hultgren H. N., Marticorena E. M., High altitude S., Bouchard C., Alterations in body weight and
svolgere un’attività fisica. pulmonary edema: Epidemiologic observations in composition consequent to 20 vk of endurance
Peru, Chest, 74, 1978, 372-376. training: the HERITAGE Family Study, America
Jackson A. S., Beard E. F., Wier L. T., Ross R. M., Stu- Journal of Clinical Nutrition, 70, 1999, 346-342.
Traduzione di Alessandra Lombardi. teville J. E., Blair S. N., Changes in aerobic power of Wiswell R. A., Jaque S. V., Marcell T. J., Hawkins S. A.,
L’articolo rappresenta la traduzione del 17° capi- men, ages 27-70 yr., Medicine and Science in Tarpenning K. M., Costantino N., Hyslop D. M., Maxi-
tolo del libro di Costill e Wilmor “Fisiologia del- Sports and Exercise, 27, 113-127. mal aerobic power, lactate threshold, and running
l’allenamento” in corso di pubblicazione presso Jackson A. S., Wier L. T., Ayers G. W., Beard E. F., performance in master athletes, Medicine and
la Casa Editrice Calzetti-Mariucci. Stuteville J. E., Blair S. N., Changes in aerobic power Science in Sports and Exercise, 32, 2000, 1165-1170.
Gilles Cometti, Facoltà di scienze dello sport, UFR STAPS Digione,
Lucio Ongaro, Facoltà di Scienze Motorie, Università degli Studi di Milano,
Giampietro Alberti, Istituto per l’esercizio fisico, salute e attività sportiva, Facoltà di Scienze Motorie, Università degli Studi di Milano

Stretching e performance sportiva


Effetti fisiologici degli esercizi di stretching, loro restrizioni 33
applicative e utilità, prima e dopo la performance sportiva (parte seconda)
Gli effetti degli esercizi di stretching possono essere elencati rispetto a tre diverse situazioni:
prima della performance, per una “preparazione” più efficace per la gara; dopo la performance
per un migliore “recupero”; come tecnica per migliorare la mobilità articolare e contribuire a migliorare
quella qualità che alcuni chiamano “scioltezza”. In questo lavoro, diviso in due parti, vengono illustrati,
in ragione delle più recenti acquisizioni scientifiche, ruolo e utilità degli esercizi di stiramento muscolare.
Nella prima parte di questo lavoro sono state trattate le basi e gli effetti fisiologici delle diverse tecniche
di stretching; nella seconda parte vengono prese in considerazione le prime due situazioni: l’utilità
degli esercizi di stretching prima delle prestazione, per una preparazione più efficace alla gara,
e dopo di essa per un migliore recupero che allo stato attuale, risultano anche i più controversi.

FOTO CALZETTI-MARIUCCI

Introduzione che per le fasi di training immediatamente precedenti la competi-


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zione e in alcune discipline dell’atletica, come i salti e lanci, il suo


L’utilizzo degli esercizi di stretching ha seguito il percorso tipico utilizzo viene particolarmente raccomandato durante le pause tra
delle mode, ma la loro introduzione ha rappresentato un utile pro- le diverse prove della gara.
gresso per le diverse fasi della preparazione atletica. Ultimamente molte evidenze scientifiche sembrano fornire indica-
Ormai da qualche decennio lo stretching è utilizzato da tutti e in zioni di giustificato dubbio rispetto a ciò che è sostenuto dalle
modo indiscriminato da atleti praticanti differenti discipline, siano consuetudini di uso metodologico suggerite da allenatori e prepa-
esse di potenza o di resistenza. Il suo impiego è ormai una prassi ratori. Questo non significa che d’ora in avanti si debbano ripudia-
consolidata e costante in tutte le metodiche della preparazione re in blocco gli esercizi di allungamento, ma è ragionevole che
fisica, senza particolari distinzioni, sia per le sedute di allenamento alcuni quesiti debbano trovare risposta. Eccone alcuni:
• Gli esercizi di stretching sono utili o 2.1.1 L’effetto degli esercizi di stretching il successivo, non presentarono alcun
recano danno alla “salute” dell’atleta? sull’aumento della temperatura muscolare aumento significativo (+0,03 secondi).
• Vi sono differenti modalità di esecuzione
degli esercizi di stretching per quanto L’innalzamento della temperatura interna • Stretching ed espressione di forza
riguarda l’intensità e la durata? del muscolo dipende dal suo grado di Uno studio di Fowles e coll. (2000), mirato
• Gli esercizi di stretching sono utili alla vascolarizzazione; l’esercizio muscolare, ai muscoli flessori plantari, ha dimostrato
fase di riscaldamento? attraverso un’alternanza di contrazioni e che lo stiramento prolungato di un gruppo
• Gli esercizi di stretching sono utili o decontrazioni, permette al muscolo di muscolare causa la diminuzione della sua
recano danno alla prestazione? svolgere un’azione di pompa che ha come attivazione (EMG) e della relativa forza
• L’aspetto applicativo è lo stesso per gli conseguenza il miglioramento della circo- contrattile. Questo calo di forza è ancora
34 atleti di tutte le discipline (per esempio lazione sanguigna. Secondo Mastérovoi presente un’ora dopo la fine dello stira-
sprinter e maratoneti)? (1964) un’alternanza di contrazioni con- mento. La diminuzione dell’attivazione
• Si debbono utilizzare i medesimi esercizi centriche contro una media resistenza, muscolare è presto recuperata (15 min),
sia per le diverse sedute di allenamento costituirebbe il mezzo più adatto ad innal- ma la forza contrattile, ancora dopo 60
(seduta di potenziamento muscolare, zare la temperatura del muscolo. Ma cosa min, rimane inferiore del 9%.
seduta tecnica, seduta per lo sviluppo della accade durante un esercizio di stiramento Kokkonen (1998) ha invece sperimentato
resistenza…) che per la competizione? muscolare? Alter (1996), autore di una l’effetto dell’introduzione di due protocolli
• È meglio dedicare una intera seduta allo rilevante pubblicazione Science of flexibi- di stretching nel riscaldamento in una
stretching e collocarla in un giorno diffe- lity, ha dimostrato che gli stiramenti pro- prova massimale (1RM) per gli estensori e
rente da quelli per l’allenamento tecnico? vocano nel muscolo delle tensioni elevate flessori del ginocchio. L’Autore, rispetto al
• Inoltre, i muscoli che non rivestono che comportano una interruzione dell’irri- gruppo di controllo (che non aveva utiliz-
importanza primaria per la competizione gazione sanguigna: esattamente il contra- zato stiramenti) ha constatato un abbas-
(ad esempio quelli della parte superiore rio dell’effetto “vascolarizzante” ricercato. samento significativo della forza prodotta,
del corpo e del tronco per uno sprinter) Quando si alternano azioni di stiramento e sia nel gruppo che aveva usato gli esercizi
possono essere “stirati” o anche per que- contrazione, il passaggio del sangue avvie- di stiramento passivo, sia in quello che
sti gruppi muscolari valgono le restrizio- ne durante le fasi di rilasciamento e quindi aveva fatto uso degli stiramenti attivi.
ni applicative segnalate in questo lavoro la contrazione isometrica non sembra il Anche Nelson (2001) ha verificato una
per i muscoli locomotori degli arti infe- miglior mezzo per stimolare l’effetto della diminuzione della forza in seguito a stira-
riori? pompa muscolare. Per questo scopo sem- menti con molleggio. Il calo di forza era
• Infine, gli atleti che spesso mostrano brerebbe più efficace utilizzare il protocol- compreso tra il 7 e l’8%, sia per gli esten-
episodi localizzati di “ipertonicità” con lo di Mastèrovoi. sori che per i flessori. In base a questi
conseguenti danni muscolari, necessita- Anche Wiemann, Klee (2000) hanno riba- risultati l’Autore concludeva che è da
no di un uso mirato degli esercizi di dito la scarsa efficacia degli esercizi di sconsigliare l’uso di esercizi di stretching
stretching? stretching per l’innalzamento della tempe- prima di competizioni che richiedono la
ratura muscolare. produzione di un elevato livello di forza.
In questa seconda parte si cercherà di Quindi gli stiramenti muscolari non
rispondere ad alcune domande, mentre per appaiono i mezzi i più adatti per realizzare • Stretching e “forza resistente”
altre sembra opportuno attendere ancora e un riscaldamento muscolare corretto. In un’altra ricerca di Kokkonen e coll.
favorire qualche ulteriore riflessione. (2001) si dimostra che un eccesso di stira-
2.1.2 Esercizi di stretching e performance mento muscolare può ridurre la capacità
2. L’utilità degli esercizi di forza resistente. Stiramenti effettuati
di stretching prima e dopo Attualmente abbiamo a disposizione i prima di un test di ripetizioni massimali
la performance sportiva risultati di alcune ricerche che dimostre- dei muscoli ischio-crurali, determinarono
rebbero anche la pericolosità degli esercizi una riduzione significativa del numero dei
2.1 Stretching ed esercizi di stretching utilizzati nella fase di riscal- movimenti successivi. Gli Autori dedussero
di riscaldamento per la competizione damento pre-gara. Questi risultati sem- che non è consigliabile introdurre degli
brerebbero dimostrare gli effetti negativi esercizi di stiramento nella fase di riscal-
Quale beneficio comporta l’introduzione degli esercizi di stiramento rispetto alle damento per competizioni che richiedono
degli esercizi di stiramento durante la fase prestazioni di velocità, di forza e soprat- un elevato impegno di “forza resistente”
di preparazione (riscaldamento pre-gara) tutto di salto. (canottaggio, canoa-kayak…).
alla competizione? I sostenitori dell’utilità
degli esercizi di allungamento affermano • Stretching e prestazione di velocità • Stretching e capacità di salto
che lo stretching (allungamento muscolare Wiemann e Klee (2000) hanno dimostrato (capacità di elevazione)
preceduto o meno da contrazioni isometri- che stiramenti passivi peggiorerebbero il Henning, Podzielny (1994) valutarono gli
che) consente: livello di prestazione nelle sequenze di effetti degli stiramenti durante la fase di
azioni di forza rapida: soggetti ancora in riscaldamento per esercizi di salto e
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• di innalzare la temperatura dei muscoli attività agonistica parteciparono ad una riscontrarono, rispetto al gruppo di con-
stirati; sperimentazione durante la quale doveva- trollo (che non aveva usato stiramenti),
• un miglioramento della performance che no eseguire una seduta di stretching di 15 una perdita di performance del 4% nella
seguirà gli esercizi di allungamento; minuti mirata ai muscoli flessori ed esten- capacità di elevazione, affiancato ad un
• di prevenire infortuni muscolari. sori dell’anca, alternata a degli sprint di 40 peggioramento della forza esplosiva. Altre
metri. I risultati peggiorarono di 0,14 ricerche hanno poi confermato gli effetti
Verranno di seguito esaminati questi tre secondi, mentre i tempi ottenuti dai sog- negativi dell’introduzione degli esercizi di
differenti aspetti rispetto a quanto riporta- getti del gruppo di controllo che avevano stretching nel riscaldamento per una gara
to in letteratura. eseguito della corsa lenta tra uno sprint e di salto.
Knudson e coll. (2001) hanno riscontrato, non riduce affatto il rischio di incidenti che tutta la letteratura afferma che ciò
in azioni di salto verticale, un leggero calo muscolari. D’altro canto, Pope e coll. avviene a scapito della performance. Peral-
dei risultati in seguito a riscaldamento (1998; 2000) hanno condotto due diversi tro, secondo gli Autori, per le attività spor-
effettuato usando esercizi di stiramento. studi utilizzando come soggetti delle tive con scarsa sollecitazione muscolare
Church e coll. (2001) hanno sottoposto a reclute dell’esercito (1998; 2000). Nel pliometrica (jogging, ciclismo, nuoto) gli
verifica l’efficacia di diversi protocolli di primo studio (1998), mirato al muscolo tri- studi esaminati dimostrano che l’uso degli
riscaldamento: a) solo riscaldamento gene- cipite surale, si è valutato per dodici setti- stiramenti non determinino alcun beneficio
rale, b) riscaldamento e stretching statico, mane, su oltre 1500 soggetti (divisi in due per la prevenzione di incidenti muscolari.
c) riscaldamento e stiramento con la meto- gruppi: gruppo stretching e gruppo di In conclusione, gli Autori esprimono il loro
dica del PNF. Il gruppo che aveva praticato controllo) l’effetto di esercizi di stretching parere circa il fatto che le spiegazioni fisio-
gli stiramenti con la tecnica PNF peggiorò introdotti nel riscaldamento. logiche che dovrebbero giustificare l’effica- 35
in modo significativo le proprie prestazioni Su un totale di duecentoquattordici inci- cia dello stretching per la prevenzione degli
nel test di salto verticale. Nelle conclusioni denti di natura muscolo-tendinea riscon- infortuni non sono per nulla evidenti.
dei loro lavori di ricerca gli Autori suggeri- trati non fu evidenziata nessuna differenza Qual è quindi la ragione per la quale gli
scono di non utilizzare tecniche di stira- significativa tra i due gruppi. Il secondo esercizi di stretching non sarebbero adatti
mento durante la fase di riscaldamento. studio (2000), utilizzando lo stesso proto- a prevenire gli infortuni muscolari?
Da ultimo, Cornwell e coll. (2002) hanno collo, ebbe come oggetto d’indagine sei
valutato gli effetti degli stiramenti passivi gruppi muscolari dell’arto inferiore. Anche • L’effetto antalgico degli esercizi
sulla performance nell’esercizio di Squat in questo caso non fu rilevato alcun effet- di stretching:
Jump (salto con partenza a 90° di flessione to relativo legato all’uso di esercizi di stira- è possibile trovare in letteratura il parere
al ginocchio senza preventivo stiramento) mento muscolare. di alcuni Autori, e fra questi Shrier (1999),
e la performance nel Counter Mouvement Van Mechelen e coll. (1993) hanno studia- che parla del cosiddetto effetto “antalgico”
Jump (salto con piegamento-estensione to, per sedici settimane, su una popolazio- degli esercizi di stiramento. In effetti la
concatenati), riscontrando un significativo ne di 320 podisti, gli effetti del riscalda- spiegazione più frequentemente formulata
abbassamento della performance nel CMJ, mento con esercizi di allungamento e di dai vari ricercatori che come Magnusson e
senza peraltro verificare una diminuzione un lavoro di defaticamento. Il gruppo di coll. (1998) hanno studiato gli effetti dello
della rigidità muscolare o dell’attivazione controllo che non aveva effettuato né stretching, fa riferimento all’aumento della
elettrica (EMG). riscaldamento, né gli stiramenti, né defati- cosiddetta “capacità di tollerare” lo stira-
camento subì meno incidenti muscolari mento muscolare. In altre parole la spiega-
• Stretching e performance (4,9 incidenti su 1000 ore di allenamento) zione risiede nel fatto che il soggetto che
Shrier (2004) ha recentemente pubblicato rispetto al gruppo sperimentale (5,5 per pratica lo stretching riesce a migliorare la
una review su stretching e performance 1000 ore di allenamento). sua mobilità articolare in quanto l’allena-
nella quale si afferma che l'uso degli eserci- Lally (1994) ha dimostrato, su seicento mento agli stiramenti lo abitua a soppor-
zi di stretching durante la fase di riscalda- soggetti maratoneti, che il numero di inci- tare meglio il disagio dovuto all’esercizio
mento influiscono negativamente sulla denti muscolari registrati risultava superio- di stiramento (“Stretch-tolerance”).
capacità di salto verticale (elevazione) e re (35% in più) nel gruppo degli atleti che L’atleta quindi si “allunga” di più di ciò che
sulla forza. Invece, per quanto concerne la aveva utilizzato gli esercizi di stretching. è abituato a fare (i suoi recettori del dolore
velocità di corsa i risultati citati sono con- Più recentemente, Thacker e coll. (2004) vengono in qualche modo inibiti) e così
traddittori: alcuni studi non evidenziano hanno valutato i riferimenti scientifici, rischia di subire un incidente muscolare
alcun riscontro, altri risultano positivi e altri disponibili in letteratura, allo scopo di nel momento della sua attività specifica.
ancora si rivelano di significato opposto. esprimere un parere sull'efficacia dell'uti- Altri ricercatori (Taylor e coll. 1995; Hen-
L'Autore segnala, inoltre, che l'uso costante lizzazione dello stretching quale mezzo di rickson e coll. 1984) che utilizzarono del
in allenamento degli esercizi di stretching prevenzione degli infortuni muscolari: gli caldo o del ghiaccio durante gli esercizi di
sembrerebbe influire positivamente sul Autori hanno individuato sei ricerche affi- stiramento, constatarono un significativo
miglioramento della forza, della velocità e dabili, tra le quali le due di Pope e coll. già guadagno di mobilità durante gli allunga-
della capacità di elevazione. Tutto questo citate. Cinque di queste pubblicazioni non menti passivi. Le tecniche PNF (condotte
sembra quindi confermare quanto afferma- hanno dimostrato alcun effetto significati- con il metodo Contract-Relax: stiramento
to: gli esercizi di allungamento rappresen- vo dello stretching per la prevenzione degli preceduto da una contrazione isometrica)
tano un lavoro muscolare che rivela degli infortuni. Una ricerca, tra le sei considera- sono risultate particolarmente efficaci per
effetti a lungo termine e quindi non sem- te, non consente di esprimere conclusioni desensibilizzare i recettori propri del dolo-
brerebbero adatti alla fase che precede la per ragioni legate al protocollo. re e quindi non sarebbero da utilizzare
competizione o alla fase immediatamente Witvrouw e coll. (2004) pubblicano nella fase di riscaldamento.
seguente quale attività utile al recupero. anch’essi una review sull’uso dello stret-
ching come prevenzione di incidenti • I microtraumi causati dagli esercizi
2.1.3 Il ruolo degli esercizi di stretching muscolari. Il titolo è eloquente: “stretching di stretching:
nella prevenzione degli infortuni muscolari e prevenzione di incidenti muscolari, una in uno studio di Wiemann e Klee (2000) si
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relazione oscura”. Gli Autori giungono alla è dimostrato che gli stiramenti passivi sot-
Molti ritengono che l’uso degli esercizi di conclusione che gli stiramenti hanno un topongono i muscoli interessati a tensioni
stretching nel riscaldamento sia fonda- loro effetto positivo sulla prevenzione di talvolta equivalenti a tensioni muscolari
mentale per prevenire gli incidenti musco- incidenti muscolari unicamente negli sport massimali: le strutture elastiche passive
lari. Ma le conclusioni di numerose ricer- con prevalenti contrazioni muscolari di tipo del sarcomero (principalmente la titina),
che contradddicono questa affermazione. eccentrico (azione che sollecita il SSC: delle quali si tratterà più avanti, sono
Shrier (1999) in una review molto docu- Stretch Shortening Cycle) poiché diminui- molto sollecitate e aumenta la possibilità
mentata (più di dieci articoli) ha constata- sce la viscosità e la rigidità dei tendini. che subiscano dei microtraumi, e si ritiene
to che lo stretching prima dell’esercizio Secondo noi il problema risiede nel fatto che ciò costituisca un rischio per la gara.
In un precedente studio, Wiemann e altri ne del cingolo pelvico risultano spesso
(1995) avevano sottoposto atlete pratican- più appropriati per preparare le articola-
ti ginnastica ritmica ad un allenamento zioni ai movimenti successivi effettuati
eccentrico del muscolo retto femorale di con ampiezze articolari marcate.
entrambi gli arti. Durante la seduta di
potenziamento, furono fatti eseguire degli Si può concludere questa parte dicendo
esercizi di stiramento passivo su una sola che gli esercizi di allungamento sono da
gamba. Due giorni dopo l’allenamento, considerare controindicati nella fase di
l’arto inferiore sottoposto agli stiramenti preparazione alla competizione con l’ec-
risultò significativamente più indolenzito cezione delle discipline che utilizzano
36 dell’altro. Sembra quindi che lo stiramento delle ampiezze articolari estreme.
passivo provochi una sollecitazione delle
miofibrille simile a quella provocata dagli Figura 1 – Gli esercizi di stiramento da non uti-
esercizi di forza, e determini eventi micro- lizzare nella fase di riscaldamento (per gli 2.2 Stretching e recupero
traumatici aggiuntivi all’interno della fibra sport che richiedono capacità di sprint e di ele-
muscolare. vazione). È opinione corrente che gli esercizi di
Sembrerebbe questa la causa dell’aumento stretching siano necessari ed indispensa-
degli indolenzimenti muscolari (Evans, Altre discipline sportive che invece neces- bili per ottimizzare il recupero dopo una
Cannon1987; Friden, Lieber1992). sitano di movimenti caratterizzati da competizione o un allenamento intenso.
ampiezze estreme del movimento (ginna- Le ricerche più recenti però non confer-
• La coordinazione agonista-antagonista: stica artistica, pattinaggio artistico…) mano questa convinzione diffusa. Per
il fatto di cercare di allungare la muscola- sfuggono a questa regola: in questi casi inquadrare meglio l’argomento è necessa-
tura in modo marcato e di sollecitare pas- bisogna utilizzare queste tecniche per per- rio definire e codificare i parametri che
sivamente certi gruppi muscolari, mette in mettere all’atleta di raggiungere senza intervengono sulla rigenerazione e sul
gioco l’efficacia della coordinazione agoni- rischi ampiezze di movimento consone al recupero dopo lo sforzo.
sta-antagonista. I muscoli ischio-crurali modello prestativo della sua disciplina. Nella fase del recupero, rispetto agli eser-
troppo allungati non risulteranno più così cizi di stiramento, si possono evidenziare
pronti all’azione di blocco violento della Aspetti applicativi: tre aspetti:
coscia durante la corsa. Alcuni Autori
infatti attribuiscono agli esercizi di stira- • dissociare gli estensori e i flessori: nel • un aumento della circolazione sangui-
mento un effetto di disturbo alla coordi- caso dell’arto inferiore è importante non gna nei muscoli stirati che faciliterebbe
nazione ottimale di gesti specifici. trattare il quadricipite e il tricipite della l’eliminazione di eventuali cataboliti;
sura come gli ischio-crurali; • la prevenzione e/o la diminuzione degli
• Il fenomeno del “Creeping”: • gli estensori non devono essere stirati. In indolenzimenti muscolari;
alcuni Autori spiegano l’effetto negativo caso contrario verrebbe a diminuire la • un’azione “muscolare” sulle qualità
dello stretching sulla performance: questo lora capacità di forza nell’azione di salto viscoelastiche dei muscoli (diminuzione
fenomeno è stato chiamato “creeping”. e di sprint. Si sconsiglia pertanto l’uso della rigidità o di eventuali tensioni così
Wydra (1997) ha descritto nel modo degli esercizi illustrati nella figura1; come un aumento del rilasciamento).
seguente questo cosiddetto fenomeno del • i muscoli ischio-crurali potranno invece
creeping: durante un esercizio di stiramento essere allungati in modo blando utiliz- 2.2.1 Stretching e vascolarizzazione
ampio e prolungato il tendine s’allunga; ciò zando una o due ripetizioni;
comporta una riorganizzazione delle fibrille • le tecniche dette PNF (Contract-Relax, e Secondo Freiwald e coll. (1999) gli stira-
di collagene che si allineano, mentre nor- Contract-Relax-Agonist-Contraction) menti di tipo statico, comprimendo i capil-
malmente hanno un orientamento obliquo. non vanno utilizzate nella maniera più lari, ostacolano l’afflusso di sangue e ciò
Si spiegherebbe così il guadagno in allunga- assoluta nella fase di riscaldamento; comporta una diminuzione della rigenera-
mento, che tuttavia si accompagna ad una • gli esercizi di vascolarizzazione (contra- zione proprio nei muscoli che più necessi-
minore capacità del tendine di immagazzi- zioni dinamiche - e non isometriche - tano di ricupero. Schober e coll. (1990)
nare energia elastica (Ullrich, Gollhofer contro resistenza) basati sull’alternanza hano valutato l’efficacia di tre diversi
1994; Marschall 1999). Questo fenomeno è contrazione-rilasciamento per favorire metodi di stretching rispetto al recupero
reversibile, ma con una latenza marcata, l’effetto “pompa” del muscolo, devono del muscolo quadricipite, constatando che
quindi non è consigliabile innescare tale obbligatoriamente essere affiancati a gli stiramenti statici prolungati e la tecni-
meccanismo durante la fase di riscaldamen- movimenti blandi di stretching; ca degli stiramenti effettuati dopo contra-
to nelle discipline sportive di potenza che • l’individualizzazione (personalizzazione zione isometrica non favoriscono il ricupe-
richiedono velocità e capacità di elevazione. dell’esercizio) è la chiave di volta indica- ro e inoltre gli stiramenti statici hanno
ta dagli Autori (Shrier 1999): per la mag- anche un effetto negativo. Solamente gli
2.1.4 Alcune considerazioni applicative gior parte dei soggetti è sufficiente un stiramenti a carattere “dinamico” consen-
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degli esercizi di stretching per la fase solo stiramento per muscolo, altri invece tono di migliorare il recupero.
riscaldamento necessitano di più tempo; Rispetto a quanto affermato dagli Autori
• l’alternanza della contrazione muscolare si potrebbe aggiungere che l’utilizzo di
Alla luce degli studi precedentemente cita- dell’agonista e dell’antagonista, spesso, è contrazioni contro resistenza con una
ti, si è costretti a constatare che il ricorso sufficiente per stirare in modo naturale i buona ampiezza articolare migliorano l’af-
alle tecniche che utilizzano gli stiramenti muscoli interessati; flusso del sangue (come capita con il
muscolari non è indicata durante l’attività • semplici movimenti come esercizi di cir- cosiddetto “riscaldamento alla russa” sug-
di riscaldamento, soprattutto per gli sport conduzione del cingolo scapolo omerale gerito da Masterovoi nel 1964), in maniera
di potenza. con clavette, ed esercizi di mobilizzazio- ancor più efficace.
Dorado e coll (2004) hanno valutato il
recupero rispetto a quattro lavori musco-
lari condotti ad alta intensità fino all’esau- Buroker, Schwane; Johansson et al.;
rimento con pause di 5 minuti. Sono stati Wessel, Wan (prima dell’esercizio)
comparate tre modalità di recupero duran- Wessel, Wan (dopo l’esercizio)
te la pausa di 5 minuti: riposo, McGlynn et al.
. stretching,
recupero attivo al 20% di VO2max. Sola- media
mente il gruppo con un ricupero attivo ha
migliorato le proprie performance durante
i differenti lavori muscolari. Per le tipolo- Buroker, Schwane; Johansson et al.;
gie di lavoro valutate, la pratica di esercizi Wessel, Wan (prima dell’esercizio)
37
di stiramento durante il recupero non è Wessel, Wan (dopo l’esercizio)
risultata più efficace del riposo. McGlynn et al.
media
In conclusione, gli stiramenti non costi-
tuiscono certamente il miglior modo per Buroker, Schwane; Johansson et al.;
facilitare il drenaggio del sangue. Wessel, Wan (prima dell’esercizio)
Wessel, Wan (dopo l’esercizio)
McGlynn et al.
2.2.2 Stretching e prevenzione media
degli indolenzimenti muscolari

È noto a tutti che il lavoro eccentrico provo- -60 -40 -20 0 20 40 60


ca degli indolenzimenti marcati, ed è per a favore in favore
questo che gli studi condotti sui dolori dello stretching del gruppo di controllo
muscolari utilizzano questa forma di lavoro.
Alcuni Autori hanno verificato gli effetti del- Effetto dello stretching
l’introduzione dello stretching prima dello sugli indolenzimenti muscolari
sforzo, altri hanno utilizzato gli stiramenti
dopo le prove ed altri ancora hanno utilizza-
to gli stiramenti durante l’allenamento. Figura 2 – Tabella sinottica degli studi mirati agli effetti degli stiramenti sull’insorgenza degli indo-
lenzimenti (secondo Herbert, Gabriel 2002). Gli Autori riportano gli effetti 24, 48 e 72 ore dopo la
• Streching eseguito prima dello sforzo seduta di allenamento. L’asse verticale a livello dello zero rappresenta la posizione di riferimento
Johansson e collaboratori (1999) studiarono, (nessun effetto). Se il punto è a destra dello zero, è il gruppo di controllo che prevale (minori indo-
rispetto all’insorgenza di indolenzimenti lenzimenti), se il punto è a sinistra dello zero è il gruppo utilizzante lo stretching che vede diminuiti
muscolari, l’effetto di quattro movimenti di gli indolenzimenti. Le grosse losanghe materializzano la media dei diversi studi. Si può constatare
stiramento di 20 secondi eseguiti sugli chiaramente che non v’è alcun effetto significativo da parte degli stiramenti sia nelle ventiquattro,
ischio-crurali prima di un allenamento nelle quarantotto che nelle settantadue ore dopo la seduta.
eccentrico a carico di una sola gamba. Non
fu constatata alcuna differenza tra la gamba • Stretching eseguito durante lo sforzo verifica ad escursioni articolari non abi-
sottoposta a stiramento durante il riscalda- Abbiamo già riferito che Wiemann e altri tuali per il soggetto; ciò comporta dei
mento e la controlaterale non stirata. Wes- (1995) utilizzarono, durante le sedute di microtraumi a livello della struttura intima
sel, Wan (1994) in una ricerca precedente potenziamento muscolare, alcuni esercizi del muscolo, in particolare a carico della
constatarono ugualmente l’inefficacia degli di stiramento passivo a carico di una sola titina. Se si effettuano degli esercizi di
stiramenti effettuati prima dello sforzo. gamba. L’arto stirato risultò essere più stretching al termine di una partita,
indolenzito dell’altro. Lo stiramento passi- durante la quale i muscoli sono stati sot-
• Stretching eseguito dopo lo sforzo vo aggiunge quindi altri microtraumi a toposti a sforzi intensi quindi generatori di
Buroker, Schwane (1989), dopo una seduta quelli legati allo sforzo eccentrico (Evans, microlesioni, si rischia di aggiungere indo-
di allenamento con un esercizio muscolare Cannon 1987; Friden, Lieber 1992). lenzimento a indolenzimento. Non si può
eccentrico del quadricipite e del tricipite quindi consigliare la pratica dello stret-
surale di 30 minuti, utilizzarono con un ching quale tecnica di ricupero dopo la
In conclusione: Herbert, Gabriel (2002)
gruppo di atleti degli stiramenti statici. Non partendo dagli studi precedentemente competizione, soprattutto se il match suc-
fu constatata alcuna attenuazione dei dolo- citati hanno realizzato una “review” cessivo risultasse programmato entro due
ri nei tre giorni seguenti la seduta di allena- molto approfondita sull’argomento giorni dal precedente.
mento rispetto agli altri gruppi. La seduta di “indolenzimenti e stiramenti”. La sintesi Gli esercizi di allungamento alla fine del
allenamento provocò un aumento del CPK delle conclusioni dei loro studi è riporta- match possono al massimo essere giustifi-
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(CreatinPhosfoKinase) e una diminuzione ta nella figura 2. cati come “lavoro di scioltezza”, accettan-
della forza della coscia indolenzita. L’utilizzo do i disagi muscolari a breve termine, ma
dello stretching non modificò alcun para- confidando nei miglioramenti a medio ter-
metro. Gli Autori arrivarono alla conclusio- 2.2.3 Stretching e parametri muscolari: mine. Nel contesto dell’allenamento gli
ne che lo stretching non risulta efficace per effetti negativi degli stiramenti sul recupero esercizi di stiramento sarebbero quindi da
prevenire gli indolenzimenti. Wessel, Wan inserire alla fine della seduta, quale mezzo
(1994) hanno studiato anch’essi l’effetto Wiemann e Klee (2000) hanno riscontrato per il miglioramento della mobilità artico-
dello stretching eseguito dopo lo sforzo che gli esercizi di stiramento comportano lare, e non come metodo adatto a favorire
senza trovare alcunchè di significativo. delle tensioni muscolari elevate e questo si la capacità di recupero.
Si può quindi pensare che, dopo una com-
petizione, esercizi di stiramento di mode- In conclusione: lo stretching produce
sta ampiezza possano favorire una dimi- degli effetti sul rilasciamento muscolare
(diminuzione della rigidità muscolare e
nuzione della rigidità muscolare e il rila- diminuzione dell’attivazione dei moto-
sciamento del muscolo. neuroni). Bisogna tuttavia mettere in
relazione questi aspetti positivi con i
• Effetti a livello neuromuscolare: rischi precedentemente descritti. Per
gli studi condotti da Guissard e collabora- alcune discipline sportive l’utilizzo degli
tori (1988) hanno dimostrato che gli stira- esercizi di stretching può trovare la sua
menti del muscolo soleo favoriscono il ragion d’essere.
38 rilasciamento muscolare, a causa di una
diminuzione dell’attivazione dei motoneu-
roni. Tuttavia le tecniche più efficaci per 2.3 Conseguenze pratiche
diminuire l’eccitabilità muscolare sono le (suggerimenti applicativi)
tecniche cosiddette CR (contrazione-rila-
sciamento) e AC (contrazione del muscolo Gli esercizi di allungamento muscolare
agonista). Esempio: durante un esercizio di possono essere effettuati dopo la competi-
allungamento dei muscoli ischio-crurali, zione o durante l’allenamento (il loro uso
eseguito flettendo il busto sulle cosce, si in allenamento o dopo la gara rappresenta
esegue, contemporaneamente alla flessio- in ogni caso una soluzione migliore rispet-
ne, una contrazione dei quadricipiti. Alcuni to a quella di impiegarli prima della com-
Autori chiamano questa azione “co-con- petizione). Tuttavia le ragioni che giustifi-
Se gli effetti degli stiramenti sulla capacità trazione dei muscoli antagonisti” perché cano l’uso dello stretching dopo la compe-
di recupero sembrano sconsigliarne l’uso, eseguita con gli antagonisti dei muscoli tizione, perché in tal modo migliorerebbe il
si possono, come appena descritto, ricer- che si stanno stirando, Le tecniche appena recupero, non è validata dai dati scientifici
care esiti positivi legati agli stiramenti sia descritte, dato che comportano una solle- a disposizione. È, quindi, sconsigliato inse-
a livello muscolare e neuromuscolare. citazione eccentrica del muscolo stirato rire gli stiramenti cosiddetti da “recupero”
Secondo Guissard (2000), durante la fase (Hutton 1994), presentano effettivamente alla fine di una gara o un match, soprat-
di recupero: “gli stiramenti passivi sareb- degli inconvenienti per il recupero musco- tutto se è prevista un’altra gara uno o due
bero da raccomandare poiché restituireb- lare immediato. giorni dopo, come capita sovente durante i
bero estensibilità a muscoli e tendini non- Campionati internazionali, per esempio di
ché mobilità alle articolazioni”: • Effetti antalgici: pallacanestro, pallamano, pallavolo… Que-
gli atleti sono soliti effettuare esercizi di sto perché si aggiungerebbero eventi
• effetti a livello muscolare: stretching dopo la competizione perché microtraumatici ai “traumatismi” muscolari
l’attività fisica aumenta la rigidità passiva avvertono una sensazione soggettiva di normalmente generati dalla competizione
del muscolo. Hagbarth e collaboratori diminuzione degli indolenzimenti. Come si stessa. Peraltro è possibile collocare una
(1985) hanno indagato le variazioni della spiega questo fatto? A questo proposito seduta di stiramenti alla fine di un allena-
rigidità dei muscoli flessori delle dita. Dopo le argomentazioni suggerite da Shier mento con lo scopo di “lavorare sulla sciol-
un’azione muscolare concentrica la rigidità (1999) sull’effetto antalgico dello stret- tezza”, ma in questo caso si tratterebbe di
ha tendenza ad aumentare, mentre con ching risultano molto interessanti: gli sti- una sequenza di lavoro (allenamento) e
un’azione eccentrica essa diminuisce. ramenti, desensibilizzando i recettori del non di recupero (post-allenamento).
Lakie, Robson (1988) studiarono, agendo dolore, danno agli atleti una sensazione di Per favorire il recupero, invece, noi sugge-
sul metacarpo, la rigidità dei muscoli sollievo. riamo una modalità di lavoro molto simile
estensori nell’avambraccio in situazione di
rilasciamento. Se prima di ogni misura
della rigidità (realizzata a 0, 30, 60 e 180
secondi) si effettuano delle azioni eccen-
triche ripetute o delle oscillazioni passive,
la rigidità diminuisce nel tempo. Al contra-
rio, le contrazioni ripetute, sia concentri-
che sia isometriche aumentano la rigidità
dei muscoli interessati. Questo è stato
confermato da Klinge e coll. (1996) che
studiarono sugli ischio-crurali gli effetti di
un allenamento di forza con modalità iso-
metrica. L’allenamento alla forza aumenta-
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va la rigidità muscolare e non modificava


l’aspetto viscoelastico.
Una competizione intensa (per esempio un
a b
match di sport di squadra) comporta un
aumento della rigidità muscolare. Magnus-
son (1998) ha dimostrato che già quattro o Figura 3 – Esempi di esercizi per favorire il recupero di quadricipiti e ischio-crurali: a) ischio-crura-
cinque stiramenti determinano una dimi- li: flessione di una gamba mentre il piede dell’altra frena leggermente il movimento, opponendo una
nuzione della rigidità muscolare nel corso modesta resistenza; b) quadricipite: estensione di una gamba mentre il movimento è leggermente
di una seduta di allenamento. frenato dal peso dell’altra.
al cosiddetto “riscaldamento russo”. Questa per muscoli quadricipiti e ischiocrurali. un’altra modalità di corsa, da lui definita
forma di lavoro consiste nell’effettuare Anche l’uso dell’elettrostimolazione, se si sperimentale, con delle azioni muscolari
delle serie di azioni concatenate “contra- utilizzano i programmi specifici per il più specifiche e adatte a sollecitare i prin-
zione-rilasciamento” dei diversi gruppi “recupero”, può costituire un mezzo inte- cipali gruppi muscolari (flessione accen-
muscolari che sono stati sollecitati durante ressante per migliorare la circolazione. tuata del ginocchio per sollecitare quadri-
la competizione. Sono consigliate le posi- La corsa lenta è invece da sconsigliare poi- cipiti e ischiocrurali e rullata attiva tallo-
zioni a gambe sollevate per facilitare il ché le sollecitazioni muscolari che il gesto ne-pianta per il tricipite surale). Questo
ritorno venoso. Le serie saranno composte del correre impone ai quadricipiti, tricipiti tipo di corsa si può anche eseguire sul
da 10 a 15 ripetizioni con resistenze blande e ischio-crurali risulta di debole ampiezza posto.
(qualche volta solamente il peso dell’arto per favorire quell’effetto “pompa” dei
mobilizzato), con velocità di esecuzione muscoli che potrebbe migliorare il drenag- 39
lenta, onde evitare i movimenti di tipo bali- gio del sangue. Secondo Masterovoi
Indirizzo degli Autori: G. Cometti, UFR STAPS
stico, e sarà mantenuta una minima ten- (1964), le contrazioni dei quadricipiti e dei Digione, BP 27877, 21078, Digione Cedex (Fran-
sione nel muscolo durante tutta la contra- tricipiti sono pressoché isometriche e l’at- cia); L. Ongaro, G. Alberti, Istituto di Esercizio
zione; il rilasciamento invece dovrà essere tività degli ischio-crurali quasi nulla. fisico, salute e attività sportiva, Facoltà di Scien-
ben marcato per facilitare la circolazione. Masterovoi, infatti, aveva modificato il ze Motorie, Università degli Studi di Milano, Via
Nella figura 3 sono illustrati due esercizi movimento della corsa lenta e studiato Kramer 4/A, 20129, Milano).

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Andrea Ceciliani, Facoltà di scienze motorie, Università degli Studi, Bologna

Elementi di didattica dei giochi sportivi:


l’allievo e la palla
Gli aspetti tecnico-tattici legati al rapporto con l’attrezzo 41
palla nei giochi sportivi
Si analizzano gli aspetti tecnico della palla e sull’impulso di forza sizione didattica che evidenzia
tattici relativi al rapporto con con cui l’atleta può controllarla, in gli elementi fondamentali per la
l’attrezzo palla nei giochi sportivi. relazione alla situazione contingen- costruzione di opportuni programmi
L’azione sulla palla, l’azione della te. L’azione sulla palla viene poi di allenamento. Infine, un’ipotesi di
palla, vengono collegate ai mecca- identificata nella tecnica di passag- allenamento trasversale esemplifica,
nismi mentali e alla possibilità di gio e di tiro, come elementi di con- indipendentemente dalla specialità
controllare lo spazio agendo sull’at- trollo sull’attrezzo, e nella ricezione sportiva cui ci si riferisce, un per-
trezzo di gioco. L’analisi si sposta, come elemento di reazione all’at- corso educativo tendente ad allena-
più nel dettaglio, sulle traiettorie trezzo. Segue una dettagliata espo- re gli elementi trattati nell’articolo.

SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 62-63


FOTO CALZETTI-MARIUCCI
1. Introduzione: estendere gli effetti della propria azione manuale, che collegano diverse funzioni:
la palla, grande amica del ludico lontano da sé, creando sensazioni di analizzare la traiettoria della palla, valu-
potenza ed efficacia che appagano e tare l’orientamento del corpo rispetto ad
La palla è un passatempo economico e soddisfano. Colpire un oggetto, fisso o essa, valutare la posizione dei segmenti
semplice, non richiede grandi attrezzature: mobile, posto lontano da noi è un gesto corporei, decidere quale movimento è più
è sufficiente l’attrezzo stesso e avere piccoli altamente gratificante tanto è vero che i opportuno fare per sincronizzare il corpo
ritagli di tempo libero. Può essere divertente giochi di mira sono tra i più praticati in con l’arrivo della palla, decidere quale
e piacevole anche nell’uso individuale, cioè tutte le età dell’uomo. Ma anche riuscire tipo di presa effettuare per poterla affer-
nel giocare da soli o magari con un compa- a far giungere la palla a un compagno rare, lanciare o tirare.
gno passivo come la parete di un muro. L’e- lontano o, viceversa, afferrare una palla
42 sercizio che ne deriva è completo, coinvolge proveniente da lontano, può creare gli La palla non trova il ludico nel gioco spor-
tutte le parti del corpo e il suo ritmo può stessi effetti gratificanti (pensare alle tivo, piuttosto è il contrario, essa precede
essere variato, a piacimento dei giocatori, ricezioni spettacolari del baseball o del la codificazione moderna di sport e si col-
con accelerazioni e decelerazioni. football americano). loca su un gradino più alto perché vicino
Chiunque giochi con la palla può control- L’attrezzo consente, nelle dimensioni alle necessità dell’uomo.
lare l’intensità dell’impegno fisico come tecniche previste dal regolamento di
vuole: passare gradatamente da un’azione gioco, di avere lo spazio a portata di Il ludico è insito nella palla. Il gioco
lenta e tranquilla ad una veloce e vigoro- mano, cioè di poter trasferire gli effetti sportivo si avvale della palla per
sa, come si desidera e come il corpo può della nostra azione in qualsiasi parte del aumentare il suo contenuto ludico,
sopportare. campo tramite un lancio o un mentre la palla può fare a meno del
Sia da soli che con pochi compagni, a par- passaggio1. È un aspetto molto impor- gioco sportivo.
tire dalla coppia, la palla permette di rea- tante che diventa funzionale nel
lizzare una molteplicità di giochi e svaghi momento in cui il ragazzo comincia ad
tali da riempire interi pomeriggi. utilizzare il pensiero astratto, quando
Le qualità della palla sono riassumibili in: inizia a costruire l’azione mentale 2. Le traiettorie e l’impulso
distaccata dalla situazione concreta. Ciò di forza
• grande duttilità di utilizzo con elevato gli consente di immedesimarsi nella
gradiente motivazionale, graduabile nel- situazione di compagni lontani, in altre L’utilizzo della palla consente l’apprendi-
l’intensità con cui manipolarla e utiliz- zone del campo, e anticipare i loro pos- mento delle abilità di lancio e presa e di
zarla; sibili comportamenti. L’anticipazione è strutturazione spazio–temporale riferita
• grande dinamicità in relazione agli sva- possibile proprio perché, immedesiman- alla percezione delle traiettorie e al con-
riati modi con cui può essere usata nel- dosi in altre situazioni, i ragazzi sono in trollo dell’impulso di forza3.
l’atto di lanciare, passare, tirare, afferra- grado di immaginare cosa farebbero se Lanciare e afferrare sono di grande impor-
re, calciare, palleggiare; fossero dove non sono attualmente. Ciò tanza per lo sviluppo motorio del bambino
• linguaggio non verbale tra giocatori (il apre il discorso tattico ad ampio raggio e per l’apprendimento dei giochi sportivi,
passaggio). Passarsi la palla è una forma e consente di giungere alla completezza ma soprattutto per la stimolazione della
di comunicazione che presenta elementi del comportamento strategico, quello coordinazione oculo-manuale e delle qua-
molto simili a quelli della comunicazione cioè che contempla l’agire di tutta la lità neuropsichiche ad essa collegate:
verbale. È necessaria la presenza di un squadra in tutte le zone del campo (tat- apprezzamento delle distanze, rapporto tra
emittente (colui che ha la palla), di un tica collettiva di difesa o di attacco e peso e distanza, tra peso ed energia, preci-
ricevente (colui che è in attesa della sua trasformazione2. sione.
palla), di un canale (modalità di utilizzo), Tale consapevolezza, quella cioè di avere I prerequisiti fondamentali per il tratta-
di una codifica (capire come lanciare la tutto lo spazio a portata di mano, con- mento della palla sono:
palla), di una decodifica (comprendere sente al giocatore di ragionare in termi-
come afferrare la palla), di un certo spa- ni globali di gioco e, quindi, non solo sul • la presa: uno dei primi schemi motori di
zio da superare (distanza variabile tra concreto che si manifesta attorno a lui. base con cui il bambino, anche piccolo,
ricevente ed emittente). Tutto ciò com- Nel momento in cui il giocatore com- interagisce con l’ambiente che lo circonda;
porta una serie di azioni importanti, quali: prende che può trasferire l’azione vera e • la manipolazione: trattamento della
porre attenzione agli altri, porre attenzio- propria in tutte le zone del campo, sta- palla per sensibilizzare il soggetto ad
ne all’attrezzo, osservare la traiettoria bilisce un rapporto tattico completo con afferrare e manipolare palle di vario tipo
dell’attrezzo, comprendere come l’attrez- tutti i suoi compagni di gioco e, ovvia- per grandezza, peso e forme.
zo viene lanciato per poterlo afferrare, mente, con i suoi avversari.
comprendere come lanciarlo perché giun- • La palla può assecondare la velocità del Successivamente, o contestualmente a tale
ga a destinazione, analizzare la situazione pensiero e permettere di raggiungere attività propedeutica, si innesta il lancia-
per poter effettuare il lancio più opportu- obiettivi parziali di gioco che non re/ricevere che rappresentano l’abilità
no. È una vera e propria rete di interrela- potrebbero essere raggiunti se, invece di complessa in cui entrano in gioco i con-
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 62-63

zioni che collega tra loro i giocatori; far viaggiare la palla da un giocatore cetti di:
• produzione di divertimento già nell’uso all’altro, fosse il giocatore stesso a spo-
individuale o di coppia (in due si posso- starsi con la palla. • impulso di forza o forza esercitata sulla
no già fare gare di tiro su bersagli fissi o • Coinvolge l’intera persona, mette alla palla nell’atto di allontanarla da sé;
mobili). prova gli aspetti cognitivi del movimen- • traiettoria della palla o direzione impres-
La palla consente la possibilità di creare to, richiede un grosso impegno nervoso e sa alla stessa.
un effetto lontano da sé e dalla propria un gesto fortemente dipendente dall’a-
azione. Infatti, potendo essere scagliata zione mentale. Impegna abilità motorie I due concetti sono intimamente correlati
lontano dal proprio corpo, permette di complesse, come la coordinazione oculo- perché si esprimono entrambi nel lanciare
e, indirettamente, nel ricevere la palla. salto, sotto pressione degli avversari, con i traiettorie rimbalzate (tiri schiacciati) o
Infatti il lanciare può esprimersi in due compagni in continuo movimento, con balistiche (pallonetti). Ciò che conta nel
manifestazioni preponderanti: spazi che si dilatano o restringono in con- tiro è la precisione della direzione e la
tinuazione e quindi con grandi difficoltà forza da applicare alla palla;
1. di percezione e aggiustamento spazio- • sport in cui è previsto un bersaglio fisso
Lancio inteso come passaggio: in tale caso temporale. (canestro nella pallacanestro): in tale
è necessario inviare la palla ad un compa- Per quanto concerne i passaggi e le ricezio- caso la forza del tiro non consente il
gno. In tale situazione è necessario perce- ni in movimento bisogna anche considerare raggiungimento del risultato, entrano in
pire la distanza dal compagno e scegliere l’anticipazione della posizione4, cioè: nel gioco nuovamente la precisione della
una traiettoria che, combinata con la giu- momento in cui si passa la palla a un com- traiettoria (in genere balistica) e la qua-
sta forza da imprimere alla palla (impulso pagno in movimento non si può calcolare lità dell’impulso di forza da imprimere 43
di forza), consenta all’attrezzo di giungere la sua posizione attuale, ma quella che alla palla.
a destinazione. Chiaramente se la linea di
passaggio tra il passatore e il ricevitore è
libera, cioè non vi sono interferenze di
nessun genere, passare la palla risulta faci-
le. Viene utilizzata una traiettoria diretta
(linea spaziale più breve e lineare che col-
lega i due soggetti) che esprime coinciden-
za tra ciò che percepisce l’occhio e la
distanza reale che deve compiere la palla.
L’impulso di forza, in tale situazione, può
causare errori solo nel caso di un suo
difetto: infatti un eccesso di impulso di
forza consentirebbe comunque alla palla di
giungere a destinazione, casomai potrebbe
creare problemi di ricezione al compagno
(palla che giunge troppo forte). Invece, un
impulso di forza debole non farebbe giun-
gere la palla a destinazione. Nel caso della
traiettoria diretta, per la sua semplicità
percettiva, i margini di errore sono relativi
alla gestione dell’impulso di forza e, in tono

FOTO CALZETTI-MARIUCCI
minore, alla direzione data alla palla.
Diversa è la situazione se tra il passatore e
il ricevitore è interposto un ostacolo che
non permette il passaggio con traiettoria
diretta. In tale caso è necessario utilizzare:

• traiettoria rimbalzata, possibile solo se il


compagno non è troppo lontano; avrà, presumibilmente, quando gli giungerà 3.
• traiettoria balistica. la palla. Quindi, in tale situazione bisogna La ricezione: non meno importante appare
passare in uno spazio più avanzato, rispetto la percezione delle traiettorie della palla
In entrambe le scelte la percezione diventa alla posizione del ricevitore che sta avan- quando è il momento di afferrarla. È una
più complessa così come la gestione del- zando perché, in caso contrario, la palla delle abilità più importanti nei giochi con
l’impulso di forza. Il perché si spiega nel giungerebbe in una zona arretrata rispetto la palla perché consente al giocatore di
fatto che, tramite queste due traiettorie, alla posizione successiva del compagno. anticipare l’arrivo dell’attrezzo e potersi
ciò che vede l’occhio (distanza reale tra Tale aspetto va educato e reso cosciente spostare in anticipo per trovarsi all’appun-
passatore e ricevitore) non coincide più negli allievi perché è molto importante per tamento con esso. In taluni sport, come la
con il percorso e la distanza reale che la l’abilità di passaggio e ricezione. pallavolo, è fondamentale per la riuscita
palla compirà (distanza maggiore). La del gioco. Il concetto di impulso di forza è
traiettoria balistica vede aggravare la 2. importante anche nella ricezione. In tal
situazione per il fatto che, essendo semi- Lancio inteso come tiro: in tale caso l’im- caso la questione riguarda lo spostamento
circolare, non è facilmente percepibile e da pulso di forza e la traiettoria della palla del corpo in relazione all’arrivo della palla:
adito a molti errori prima di essere conso- variano al variare del gioco praticato: imprimere maggiore velocità alle braccia o
lidata dall’esperienza. In quest’ultima alle gambe, necessità di spostarsi o saltare
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situazione si impegna al massimo la coor- • sport in cui è prevista la presenza di un per poter afferrare una palla che non è
dinazione oculo-manuale cioè: percezione bersaglio mobile (porta difesa da un giunta con grande precisione (troppo
della distanza e impulso di forza da appli- portiere come nel calcio, nella pallama- corta o lunga, troppo alta o bassa, troppo
care alla palla. no, nella pallanuoto): in tale caso il tiro a destra o a sinistra).
A complicare ulteriormente la situazione è generalmente abbastanza forte con Si comprende come la ricezione non sia
appena illustrata interviene la grande traiettorie dirette e angolate per supera- un elemento secondario. Anzi se il compa-
dinamicità in cui i giochi si sviluppano, re il portiere. Ciò non esclude che in gno sbaglia a lanciare si può correggere
infatti il lanciare e l’afferrare possono talune circostanze (portiere fuori dalla tale errore proprio con uno spostamento o
essere eseguiti: da fermi, in movimento, in porta) non si possa tirare anche con movimento che consenta di afferrare la
palla. La ricezione va educata e stimolata
con grande attenzione e cura dando per
scontato, in precedenza, un buon lavoro Traiettorie della palla Impulso di forza sulla palla
sulla presa della palla.
Da quanto appena detto si può giungere,
sempre in modo generale e mai definitivo, Direttrici di spostamento Forza che si imprime
della palla che possono essere: alla palla e il suo spostamento:
ad alcune deduzioni: DIRETTE
INDIRETTE QUANTITÀ DI FORZA
• le traiettorie della palla possono essere (rimbalzate, spezzate) VELOCITÀ DEL MOVIMENTO
fondamentalmente di tre tipi: dirette, BALISTICHE AMPIEZZA DEL MOVIMENTO
44 spezzate o rimbalzate, balistiche o (aeree, semicircolari)
semicircolari. La loro percezione corretta Deve combinarsi con
è importante per consentire gli oppor- Devono combinarsi con una adeguata
tuni aggiustamenti spazio temporali sia un adeguato impulso di forza scelta della traiettoria
nel movimento corporeo globale sia in
quello parziale.
Dover ricevere una palla lanciata con
traiettoria balistica eccessiva richiede la
capacità di: percepire l’eccesso di traiet- SI REALIZZANO IN GESTI QUALI: PASSAGGIO-RICEZIONE-TIRO
(su bersaglio mobile o fisso)
toria, anticipare dove giungerà la palla, NECESSITANO DI UN PREREQUISITO: LA PRESA
eseguire movimenti di aggiustamento
totali (spostamento/salto) o parziali
(movimenti del busto e degli arti supe-
riori) per poterla afferrare. Nello stesso
tempo, se si deve passare la palla a un IN COMBINAZIONE CON
compagno, è necessario percepire la Situazione statica – situazione dinamica (corsa, salto) – movimento dei partner
distanza di separazione e la traiettoria di gioco – movimento del possessore di palla – linee di passaggio/ricezione –
più opportuna per lanciare la palla; dinamicità degli spazi che si dilatano restringono
• l’impulso di forza consiste di due mani-
festazioni principali:
- aggiustamento predittivo quando
l’impulso di forza è relativo al passag- Figura 1 – La traiettoria e l’impulso di forza nell’uso della palla.
gio della palla a un compagno o con-
tro un bersaglio;
- aggiustamento reattivo quando • Le esercitazioni devono partire da un palla affinché, nelle fasi successive, sia
riguarda accelerazioni o movimenti intervento individuale che, per libera più semplice l’apprendimento del lancio
reattivi tendenti a favorire la ricezione esplorazione, consenta al bambino di e della ricezione.
della palla. maturare il maggior numero di espe- • L’abilità di presa potrà essere considera-
rienze con l’oggetto palla. ta raggiunta in relazione al livello di
3. Indicazioni didattiche • Successivamente, l’introduzione di uno sicurezza ed efficacia con cui il bambino
o più partner può consentire di esperire sarà in grado di mantenere il controllo
• Sin dai primi mesi di vita, il bambino la presa in forme ludiche più complesse. sulla palla (palla tenuta) in svariate
esercita la prensione o atto dell’afferra- • Le attività possono comprendere un’in- situazioni motorie: correndo, saltando,
re, come movimento riflesso palmare. finità di situazioni: realizzando un percorso. La presa, data
Con la crescita l’atto diviene cosciente e - giochi o attività di trasporto, dove i la sua relativa facilità esecutiva, può
volontario. bambini afferrano e spostano palle di prevedere l’uso variato degli arti supe-
• L’afferrare e il lanciare sono schemi diverse dimensioni in zone diverse del riori (afferrare con due mani, afferrare
motori che si sviluppano con l’incre- campo da gioco (percorsi, staffette, con una mano a scelta, sia la destra che
mento dei processi coordinativi generali, giochi a squadra); la sinistra) stimolando così la coscien-
legati in particolare al rapporto tra - giochi individuali con la palla (afferra- za/coscienza del corpo: lateralità e bila-
campo visivo e motricità delle mani. re palle che vengono lanciate in aria teralità8.
• I contenuti didattici tendenti a migliora- e riprese, rotolate e riprese, lanciate
re l’abilità di trattamento della palla, contro la parete e riprese); Le forme di esercitazione possono essere
ancor prima della loro specificità sporti- - staffette a squadre in cui l’elemento ricondotte a due grandi forme applicative:
va, devono assicurare un’ampia espe- fondamentale è la presa della palla di la manipolazione della palla e il lancio-
rienza multilaterale che consenta all’al- mano in mano (la catena5, passa palla ricezione.
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lievo di sperimentare, sia individual- in circolo6);


mente sia in collaborazione con gli altri, - giochi di movimento in cui ci si debba • La manipolazione della palla è utile per
molteplici situazioni di gestione spaziale passare la palla da uno all’altro senza sensibilizzare il bambino alla presa tra-
e temporale dell’attrezzo. lancio (esclusione della fase aerea); mite le caratteristiche di: forma, peso,
• È necessario sempre caratterizzare e - giochi di opposizione a coppie (tirare dimensioni, consistenza dell’attrezzo.
diversificare gli esercizi in relazione alla e spingere7); La tipologia degli esercizi può ricondursi
combinazione dei parametri tecnici rife- • Tutte le attività devono consentire al alle seguenti situazioni: passaggi da una
ribili a: traiettoria della palla e impulso bambino di sviluppare una buona sensi- mano all’altra, lanci da una mano all’al-
di forza da applicare. bilità nel contatto trattenente con la tra, lanci in alto e ripresa (ad altezze
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FOTO CALZETTI-MARIUCCI

variabili), rotolamenti a terra, lanci e L’azione può essere eseguita da fermi e il gambero, la regina o il re, la battaglia
riprese alla parete. in movimento, in forma simmetrica e navale13.
Le variabili possono essere ricondotte asimmetrica, in forma stabile e instabi- Infine è possibile ricorrere, quando i
alle seguenti esecuzioni: statica (da le12, combinando movimenti di tutto il bambini hanno maturato un sufficiente
fermi), dinamica (in movimento), combi- corpo come il passare o ricevere in salto. controllo del passaggio-ricezione,
nata all’esecuzione di un percorso, lanci Il lavoro e il gioco a coppie, in tale fase, all’applicazione nei giochi di movimento
e riprese effettuati con una o con è fondamentale. La necessità di rappor- a squadre. Tali attività presentano già,
entrambe le mani, esecuzione di altri tarsi ad altri, per realizzare il passaggio, pur nella loro semplicità regolamentare
movimenti durante la fase aerea della non deve essere troppo complessa, deve e tecnica, la complessità percettiva dei
palla (battute delle mani, giri su se stes- avere pochi riferimenti e deve garantire giochi sportivi: più giocatori compre-
si, piegamenti sulle gambe), uso di palle l’esercizio delle capacità percettive e senti in campo, grande dinamicità della
diverse per forma, dimensioni e consi- adattive in forma semplice e chiara. situazione, più soluzioni possibili per
stenza. Passare subito ad attività complesse di risolvere il compito motorio, necessità
Le forme ludiche, relative ad un impegno gruppo può creare confusione, per la di anticipare le azioni di gioco, collabo-
individuale anche se organizzate a squa- presenza di troppi stimoli, mentre il razione più determinante tra i partner.
dre, possono ricondursi a giochi tipo: tiro lavoro a coppie, per l’unicità del rappor-
su bersagli fissi (Bowling9) tiri su bersagli to con un solo partner, può garantire Vediamo alcune attività che possano rap-
mobili (palla rilanciata, palla prigioniera, un’applicazione semplice ed efficace. presentare tutti i giochi di questo tipo:
palla tra due fuochi10, lanci e riprese alla La tipologia delle attività deve essere
parete (gioco dei dieci fratelli)11. variabile e composta da esercizi e giochi
• La seconda forma, la più attraente, è a coppie su: Il gioco dei passaggi14:
costituita dal lancio/ricezione della - lanci di precisione: verso punti o zone
è la diretta e progressiva conseguenza
palla. Le attività relative a questa abilità delimitate, tentando di centrare uno del lavoro indicato in precedenza; i com-
affinano e sensibilizzano qualità neuro- scatolone da varie distanze, tentando piti richiesti sono semplici e riferibili a:
psichiche (senso della distanza, precisio- di centrare un cerchio tenuto vertical- ricevere, lanciare, muoversi nello spazio
ne, senso del proprio movimento e di mente, cercando di colpire bersagli; per poter ricevere la palla, muoversi
quello altrui) che concorrono all’acquisi- - passaggi variati: vicino–lontano, in nello spazio per poter intercettare la
zione di programmi motori globali, par- spostamento simultaneo con un com- palla, utilizzare traiettorie diversificate
tendo dai più semplici, fino ad arrivare pagno, usando traiettorie diverse per eludere gli interventi degli avversari,
all’espressione del gesto sportivo. (dirette, balistiche, spezzate), frontali utilizzare impulsi di forza diversificati
Rispetto al livello della manipolazione, – laterali – dorsali. per passaggi anche molto lontani. Siamo
dove in forma individuale venivano già La variabilità degli esercizi può essere in una situazione semplice, ma che
eseguiti dei lanci e dei tiri, ora si aggiunge realizzata attraverso l’uso di palle diver- richiede le stesse capacità di analisi di
il dialogo (passaggio) con uno o più part- se per dimensioni, forme e peso, crean- un gioco sportivo: posizione dei compa-
gni, posizione degli avversari, possibilità
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ner. Ora la palla ha un referente esterno, do situazioni di contrasto per il control- di passaggio, ipotesi mentale delle pos-
deve giungere ad un compagno, deve lo dell’impulso di forza (da vicino a lon- sibili soluzioni, decisione sulla soluzione.
consentire la presa a un altro soggetto. tano e viceversa), oppure, senza variare La semplicità del gioco è determinata
Il passare la palla (lancio inviato ad altri) le distanze, utilizzando in alternanza dal fatto che non esiste un obiettivo
comporta una gestione motoria coordi- palle leggere e pesanti. specifico cui orientarsi (porta o canestro
nata e fine, sia per precisione sia per Le esercitazioni ludiche a coppie o a da raggiungere), ma l’unico obiettivo,
fluidità, e dipende sia dalla capacità di squadra (sempre però con intervento a realizzabile in tutto lo spazio disponibile
posizionamento nello spazio che da coppie), possono realizzarsi con giochi senza orientamento vincolato, è quello
quella di anticipazione nel tempo. specifici per il controllo del passaggio:
può svolgere un ruolo importantissi-
di effettuare dei passaggi completi (effi- mo in quanto può difendere i suoi
caci nei parametri di traiettoria e impul- compagni non colpiti interponendosi,
so di forza) con i compagni. quando è possibile, tra essi e la palla
Quindi, liberi da vincoli tattici di avvici- avversaria (concetto tattico di difesa
namento ad aree o linee prestabilite, è che un domani diventerà: posizionarsi
possibile realizzare una grande quantità tra avversario e porta, o tra avversario
di esperienze, alla portata di tutti, sulla e canestro).
tattica elementare e trasversale di gioco
sportivo. La palla avvelenata rappresenta quel
gruppo di giochi che può, in un percorso
didattico graduale, posizionarsi subito
dopo giochi simili al gioco dei passaggi.
La palla avvelenata15:
ha caratteristiche simili a quelle del gioco Il passaggio successivo riguarda l’introdu-
precedente: non vi sono obiettivi specifici zione nei giochi di movimento di obiettivi
da raggiungere (porte o canestri), è pos- determinati e orientati come la porta, la
sibile muoversi liberamente in tutto lo linea di meta, il canestro. In tali situazioni
spazio disponibile, si basa su abilità ele- non v’è più libertà di movimento assoluta,
mentari come il passaggio/ricezione. come nei giochi visti sopra, ma è necessa-
Introduce però una serie di elementi nuovi rio avvicinarsi all’obiettivo prestabilito per
e molto importanti: poter realizzare lo scopo del gioco.
• il passaggio/ricezione, che nel gioco
precedente era la base tattica di tutta 3. Conclusioni
l’azione, ora diventa strumentale ad
un altro obiettivo determinante: colpi- Gli aspetti relativi alle competenze (abilità
re l’avversario con un tiro. Quindi motorie specifiche) nel trattamento della
viene introdotto un altro elemento palla, nei giochi sportivi, non evolvono
importante dei giochi sportivi: il tiro e naturalmente con il solo esercizio, ma
l’abilità richiesta nella sua esecuzione, vanno stimolate adeguatamente e con
cioè la precisione; precisione per sviluppare tutti i requisiti
• il fatto che si può essere colpiti intro- cognitivi che sottendono la loro efficace
duce nuovi elementi tattici molto manifestazione.
importanti che si evidenziano nelle Le indicazioni date in questa trattazione,
seguenti azioni: cercare sempre, se
possibile, una posizione spaziale lon- vogliono rappresentare un contributo, rita-
tana dall’avversario possessore di palla gliato su alcuni aspetti specifici e trasver-
(diminuire i rischi di essere colpiti); sali ai tanti articoli generali, sugli aspetti
qualora l’avversario possessore di cognitivi nella tattica dei giochi sportivi.
palla sia vicino è necessario eseguire Non si è voluto approfondire un determi-
delle finte per schivare il tiro o indurlo nato ambito disciplinare, che richiederebbe
in errore (abilità di finta); competenze specifiche da parte del lettore,
• il fatto che si debba colpire induce proprio per permettere a tutti, in modo
anticipazioni e collaborazioni di squa- generale, di intervenire sul discorso per
dra tatticamente rilevanti: i giocatori in ampliare il bagaglio di scambi d’esperienze
possesso di palla devono muoversi sull’argomento.
nello spazio, cercando di ingabbiare gli In particolare, l’uso della palla, con tutti gli
avversari avvicinandosi a loro, e riceve-
re la palla in condizioni utili per poterli aspetti che ne derivano, è un ambito affa-
colpire. Ora lo spostamento nello spa- scinante, e molto aperto a contributi
zio è fortemente condizionato dal diversi, che possono rendere sempre più
movimento degli avversari. Le doti completo l’argomento e utilizzabile la sua
attentive devono poi discernere gli applicazione pratica.
avversari da colpire da quelli già colpiti L’idea non era quella di fornire un eserci-
e dirigere l’azione solo sui primi. Gran- ziario, ma di specificare il perché di certe
de importanza assumono i giocatori riflessioni didattiche capaci di aiutare le
che non hanno la palla perché sono i costruzione di contenuti (esercizi ed eser-
soli che si possono muovere liberamen- citazioni) idonei a migliorare il controllo e
te (il possessore di palla, infatti, può il dominio sulla palla in tutte le caratteri-
solo compiere tre passi e poi deve arre- stiche (traiettorie, impulso di forza, distan-
starsi);
• il fatto che, anche se colpiti, non si ze, forme e dimensioni) che la rendono
venga eliminati dal gioco induce un attrezzo affascinante e fondamentale nella
nuovo ruolo nei cosiddetti morti. maggior parte dei giochi sportivi.
Infatti chi è colpito continua a gioca-
re, l’inconveniente è che non porta
punti alla sua squadra. Però il morto Indirizzo dell’Autore: A. Ceciliani, Via Martiri 30
di Monte Sole 18, 40129, Bologna.
Note
(1) Se riflettiamo sulle dimensioni del campo da gioco delle varie discipline, ci dietro un’opportuna linea e possono essere liberati con un lancio e una
accorgiamo che sono direttamente proporzionali, non tanto al numero di presa al volo), palla tra due fuochi (i colpiti si trasferiscono all’estremità
giocatori che ne è una conseguenza, ma alla capacità di trasferire la palla del campo avversario, dietro una opportuna linea, e continuano a giocare
da una parte all’altra del campo. Il campo da pallacanestro ha una dimen- da quella posizione potendo colpire gli avversari quando entrano in pos-
sione circa uguale alla capacità di lancio del pallone da una estremità all’al- sesso di palla). Scopo del gioco è colpire, eliminare o far prigionieri il
tra del campo ad un’altezza simile a quella del canestro; stessa considera- maggior numero di avversari.
zione si può fare per la pallamano dove la lunghezza del campo coincide al (11) Consiste in una serie di dieci movimenti, posti secondo una scala di diffi-
massimo lancio effettuabile da porta a porta; il calcio ha un campo enorme coltà crescente, tramite i quali si lancia e si riprende la palla con l’ausilio
perché la forza impressa alla palla dagli arti inferiori può raggiungere tali della parete. Quando il giocatore esegue correttamente un movimento
distanze da richiedere, per uno sviluppo del gioco, spazi ampi e numero di passa al successivo, in caso contrario lo ripete quando viene il suo turno. Le 47
giocatori adeguati; nel baseball le dimensioni del campo sono vicine alla sequenze dei movimenti possono essere stabilite dall’educatore in relazione
possibilità di effettuare, con una buona battuta, un fuori campo che, se all’età e alle capacità dei bambini. Esempio: Lanciare e riprendere la palla
riflettiamo un momento, è una eventualità possibile ma non così ricorrente alla parete dopo aver eseguito: 1. un battuta delle mani avanti al corpo; 2.
in una partita ma, spesso, vicina al suo manifestarsi. due battute delle mani avanti al corpo; 3. una battuta avanti e una dietro
(2) Per trasformazione si intende, qui, il passaggio attraverso varie fasi codifi- al corpo; 4. un piegamento sulle gambe fino a toccare terra con una mano;
cate in forma teorica, dalla tattica di difesa a quella di attacco e viceversa. 5. un piegamento sulle gambe fino a toccare terra con entrambe le mani;
Difesa: ripiegamento, difesa uomo, zona temporanea, organizzazione 6. un piegamento sulle gambe fino a toccare terra con una mano e una
della difesa, difesa organizzata; Attacco: contropiede, attacco rapido, battuta delle mani; 7. un saltello a destra e uno a sinistra; 8. mezzo giro di
organizzazione dell’attacco, attacco organizzato. 180°(lancio con dorso al muro); 9. un giro di 360° (giro completo); 10) un
(3) L’impulso di forza consiste nell’intensità con cui si esegue un gesto moto- giro di 360° e una battuta di mani davanti al corpo.
rio. Tale intensità è caratterizzata da diversi fattori come: la quantità di (12) La forma stabile del passaggio considera esercitazioni in cui non vi sia
forza immessa nel gesto, la velocità di spostamento dei segmenti, l’am- interferenza alcuna tra chi passa e chi riceve: assenza di avversari, ostaco-
piezza del gesto stesso. L’impulso di forza, che si concretizza nel saper lan- li, ecc. La forma instabile prevede invece interferenze che complicano la
ciare la palla vicino o lontano a seconda delle esigenze, coincide con la situazione rendendo più difficile il compito: ad esempio passare la palla
capacità coordinativa chiamata “differenziazione dinamica” (cifr. Blume ad un compagno mentre un avversario, interposto ai due, cerca di inter-
1982; Meinel 1977). cettare la palla.
(4) L’anticipazione della posizione consiste nel capire dove si troverà il com- (13) Siamo in presenza di tre giochi a squadra che si realizzano con un rappor-
pagno, che si sta spostando, nel momento in cui la palla, dopo aver coper- to di coppia e cambio di ruolo per tutti i giocatori. Sono molto importanti
to la distanza di separazione, giungerà fino a lui. Tale posizione non sarà perché sviluppano il controllo dell’impulso di forza e della traiettoria
la stessa che l’occhio percepisce al momento di effettuare il passaggio. attraverso stimoli crescenti, decrescenti e contrastanti. Analizziamo bre-
(5) La catena: i bambini si dispongono su due file poste una accanto all’altra. vemente i giochi:
All’estremità delle file vengono posti due contenitori con delle palle. Al il gambero: i bambini si dispongono uno di fronte all’altro a distanza di
segnale di inizio i bambini prendono la palla da un contenitore e passan- due metri. Il bambino con la palla si trova dietro la linea di base, mentre il
dosela di mano in mano la devono depositare nell’altro contenitore. Il compagno si trova all’interno di un cerchio. Ogni coppia deve effettuare
senso del passa palla è prestabilito e viene eseguito per un tempo stabili- dieci passaggi per potere ulteriormente allontanare il cerchio di altri due
to; vince il gruppo che rimane con meno palle nel proprio contenitore. La metri dalla linea di base. Il gioco termina quando una coppia esegue un
palla può essere passata di mano in mano con diverse modalità; si posso- determinato numero di spostamenti del cerchio (2 metri, 4 metri, 6 metri
no utilizzare palle di diverse dimensioni e peso. per l’impulso di forza crescente; oppure 6 metri, 4 metri, 2 metri per l’im-
(6) Tutti i bambini meno uno hanno una palla e tutti si dispongono su una pulso di forza decrescente).
circonferenza, distanti tra loro un passo. Al via, ognuno con rotazione La regina o il re: i bambini, divisi in gruppi, si dispongono in fila dentro
destra passa la palla al vicino e con una rotazione dall’altra parte prende dei cerchi. Di fronte a ogni fila, ad una distanza di circa 4 metri, si trova la
la palla che il vicino gli dà. Il gioco può essere svolto da un solo gruppo regina/re della squadra, anche lei/lui dentro un cerchio, con la palla in
oppure, in forma di gara, da due o più gruppi considerando chi è più velo- mano. Al via la regina passa la palla al primo della fila, questo la ripassa
ce a compiere il giro completo senza perdere palloni. indietro e si siede dentro il suo cerchio a gambe incrociate, la stessa ese-
(7) Tirare e spingere: a coppie di fronte con una palla. I bambini, dopo aver cuzione avviene con tutti i bambini del gruppo. L’ultimo della fila, quando
afferrato la stessa palla, mimano il tiro alla fune cercando di sottrarre la riceve al palla, corre al posto della regina (cambio di ruolo), che a sua
palla al compagno. volta si porta all’inizio della fila, dentro il primo cerchio, mentre gli altri
(8) La lateralità consiste nella diversificazione delle due emiparti corporee in bambini si alzano e scorrono indietro di una posizione. Il gioco termina
una parte dominante e una parte subdominante (dominata); è una forma quando il bambino che per primo svolgerà il ruolo della regina, ritorna
di asimmetria corporea in relazione alla quale vengono svolti compiti nella posizione di partenza.
diversi, nell’azione motoria, dagli arti superiori (mano dominante e mano N.B.: Il gioco si può realizzare con i bambini disposti in una fila di cerchi
complementare) e inferiori (appoggio – spinta e slancio - attacco) per cui (l’impulso di forza sulla palla, per chi è nella posizione della regina, può
uno viene percepito più forte o più coordinato dell’altro (Romoli 1988). La essere di tipo: crescente, se va dal compagno più vicino al compagno più
bilateralità considera il fenomeno per il quale la forza o la coordinazione lontano, oppure decrescente se va dal compagno lontano al più vicino). Il
espressi da entrambe le emiparti del corpo si equivalgono nell’esecuzione gioco può essere realizzato anche con disposizione su una riga di cerchi
degli stessi gesti. È sinonimo di ambidestria (Squadrone, Gallozzi 1995). con la regina posta di fronte e al centro della riga a due metri di distanza.
(9) Il gioco del Bowling: due o più squadre disposte in fila davanti all’area di In tale situazione l’impulso di forza, per chi occupa il ruolo di regina, è di
porta o dietro una linea di base. Disporre una serie di coni o oggetti di tipo decrescente/crescente: lontano – vicino – lontano.
colore e dimensione diversa in prossimità della porta secondo un ordine a La battaglia navale: i componenti di due squadre, sempre ognuno dentro
scelta. Assegnare agli oggetti valore numerico differenziato a seconda al proprio cerchio, si distribuiscono in schieramento libero in uno spazio
della dimensione o della distanza. A rotazione il primo della fila rotola o delimitato per ciascuna squadra. L’ammiraglio, posto frontalmente a tutti
tira la palla cercando di abbattere o colpire un oggetto. Scopo del gioco è gli altri, deve passare la palla a tutti i compagni senza farla cadere a terra.
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accumulare il maggior numero di punti in un tempo stabilito o in una Questi, dopo avere ricevuto la palla, la ripassano all’ammiraglio e si siedo-
serie di tiri stabilita. no all’interno del cerchio. Quando l’ammiraglio avrà affondato tutte le
(10) Giochi a squadra di rimando dove le formazioni, disposte su campi diversi navi (passando la palla a tutti) viene sostituito dal bambino che per ulti-
e confinanti, devono cercare di colpire gli avversari, nel loro campo, per mo ha ricevuto la palla. Scopo del gioco è far ruotare tutti nella posizione
eliminarli o farli prigionieri. Le diverse regole, che governano il cambio di di ammiraglio nel tempo più breve possibile.
ruolo di chi viene colpito, determina la diversa tipologia del gioco nelle N.B. Il gioco può essere sviluppato anche mischiando le due squadre nello
tre forme citate: palla rilanciata (i colpiti vengono eliminati), palla prigio- stesso spazio di gioco e permettendo l’interferenza dei giocatori sui pas-
niera (i colpiti si trasferiscono all’estremità opposta del campo avversario, saggi della squadra avversaria.
Trainer’s digest

(14) il gioco dei passaggi: due squadre si muovono liberamente in uno spazio (15) Palla avvelenata: due squadre si muovono liberamente in uno spazio deli-
delimitato e cercano di passarsi la palla, senza farla intercettare agli mitato e cercano di eliminarsi a vicenda colpendo, con la palla, i giocatori
avversari, per realizzare la sequenza stabilita di passaggi (10, 20…). Quan- avversari. Scopo del gioco è eliminare tutti gli avversari o il maggior
do un squadra intercetta la palla avversaria inizia, a sua volta, ad eseguire numero possibile. Regole: chi ha la palla può muoversi eseguendo al mas-
i passaggi. Quando una squadra rientra in possesso della palla, la sequenza simo tre passi, poi deve tirare su un avversario o passare a un compagno;
dei passaggi riprende dal numero precedentemente raggiunto. chi non ha la palla può muoversi liberamente nello spazio cercando di
Regole: chi ha la palla non può muoversi, ma solo passare; chi non ha la ricevere la palla, se in possesso dei compagni, oppure di allontanarsi dalla
palla deve cercare di liberarsi per ricevere; chi difende non può toccare palla, se in possesso degli avversari; chi viene colpito non è eliminato dal
l’avversario o strappargli la palla dalle mani; il passaggio si ritiene com- gioco ma si identifica come “morto” arrotolando una manica della
pletato quando la palla è trattenuta dal ricevente; se cade a terra non è maglietta fino alla spalla e continua a giocare come prima; ovviamente
valido. chi è colpito non porta punti alla squadra al termine del gioco.
48

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Management

Alain Ferrand, Università Claude Bernard, Lione 1; Scuola universitaria interfacoltà


di scienze motorie, Università di Torino; Claude Ferrand, Università Claude Bernard, Lione 1

Costruire una strategia


di comunicazione efficace 49

Metodo e strumenti operativi che permettono


di realizzare una strategia di comunicazione
a un’organizzazione sportiva: l’importanza
della Integrated Marketing Communication
FOTO GIGANTE

Le organizzazioni sportive operano in un ambiente complesso e debbono


controllare la loro comunicazione con l’insieme di coloro che la ricevono: Introduzione
soci, personale, media, autorità pubbliche, sponsor, Enti locali, opinione
pubblica. La comunicazione, quindi, rientra in un approccio sistemico Le organizzazioni sportive sono sempre
più interessate alla comunicazione, e si
e la sua efficacia è legata alla sua integrazione nella strategia di avviano su questa strada pensando che
marketing. Questa è l’ottica nella quale è opportuno concepire, pianificare, una buona strategia di comunicazione
realizzare e valutare le comunicazioni di marketing perché agiscano possa rappresentare la risposta a problemi
armonicamente in modo tale che l’effetto voluto sia ottenuto molto diversi, quali la disaffezione dei gio-
efficacemente. Un compito non facile e numerose organizzazioni sportive vani verso lo sport, la sempre crescente
trovano difficoltà in questo campo. In questo articolo si sviluppa un concorrenza del calcio, la crisi del volon-
approccio operativo che mira ad aumentare l’efficacia della comunicazione
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 62-63

tariato, la difficoltà di trovare sponsor, lo


delle Società sportive, chiarendo quali sono le decisioni strategiche scarso interesse dei giornalisti verso il
fondamentali che debbono assumere, che sono relative alla scelta degli proprio sport, tranne che in occasione di
obiettivi, alla finalità, all’organizzazione dei diversi obiettivi, alle tattiche grandi avvenimenti. Esiste un paradosso
impiegate e alla qualità della relazione che si vuole stabilire con le persone per cui tutti vogliono e possono comuni-
interessate. Successivamente l’efficacia viene determinata dalla riuscita care, soprattutto grazie allo sviluppo delle
dell’integrazione di mezzi sempre più diversificati legati all’uso dei media nuove tecnologie, mentre è sempre più
e dei suoi media. Questo aspetto sarà sviluppato in un prossimo articolo. difficile dimostrare di “esistere” in un
ambiente caratterizzato dall’eccesso di che si possa realizzare questa integrazione 1.
comunicazione. occorre che queste diverse strategie esi- il suo obiettivo è modificare il comporta-
Comunicare non significa soltanto tra- stano e siano formalizzate (cioè scritte). mento delle persone alle quali si rivolge3.
smettere, ma anche essere ricevuti da per- Constatiamo che, spesso, nelle organizza- La loro risposta può riguardare tre dimen-
sone che non necessariamente desiderano zioni sportive ciò non avviene. Perciò è sioni:
riceve questa o quella informazione. Infat- necessario compiere uno sforzo in questo
ti, per proteggerci ricorriamo a un’atten- senso. a) Cognitiva. Si riferisce alla loro cono-
zione selettiva. Per cui, una persona attiva scenza della nostra Società di judo, che
che viva in città, ogni giorno è esposta a comporta livelli diversi:
varie centinaia di messaggi pubblicitari, ne - la notorietà, che è relativa al fatto che
50 percepisce efficacemente solo qualche STRATEGIA DI MARKETING un certo numero di persone conosce
decina e pochissimi di essi sono in grado 1. Gestione dell’offerta
l’esistenza della Società di judo nel suo
di influire sul suo comportamento. Tutti campo di attività (lo sport e il judo in
vogliono attirare l’attenzione, interessare, 2. Gestione dei prezzi particolare) e nel suo bacino d’utenza4;
sedurre. Le organizzazioni sportive, non 3. Gestione della comunicazione - la qualità percepita, che si riferisce alla
necessariamente, sono le più attrezzate capacità del servizio proposto dalla
per farsi pubblicità in media tanto potenti 4. Gestione della distribuzione e delle vendite Società di soddisfare le aspettative dei
quanto la televisione, la radio, la stampa e 5. Gestione del personale e dei clienti suoi membri e dei suoi possibili “clienti”;
i manifesti di grande formato. Infatti tali - l’intenzione di iscriversi o di iscriversi
6. Gestione dell’ambiente fisico
media, se si tiene conto del loro costo, di nuovo alla Società.
sono difficilmente accessibili e garantisco- 7. Gestione del processo b) Affettiva. È relativa alla preferenza
no una comunicazione “distante”, mentre accordata rispetto ai concorrenti diretti
la comunicazione più efficace passa attra- e indiretti della Società.
verso le persone: relazioni interpersonali, Figura 1 – L’integrazione della gestione della c) Conativa. È relativa al comportamento
avvenimenti... comunicazione nella strategia di marketing. reale: iscrizione o re-iscrizione alla
In un simile contesto, le organizzazioni Società.
sportive debbono affrontare le problemati-
che che riguardano la comunicazione da Una Società di judo, come tutte le società 2.
una parte valorizzando ciò che ne fa la sportive, svolge essenzialmente un’attività Utilizza tutte le possibilità di contatto tra la
forza, ovvero le relazioni e il socio-emoti- di servizio. In questo contesto, Zeithaml, Società di judo, i suoi soci, i suoi partner, e i
vo, e dall’altro adottando un approccio Bitner (2003) suggeriscono di utilizzare un suoi possibili clienti. Una Società sportiva è
strategico, sia razionale sia strutturato. marketing-mix esteso con le sette variabili un agente sociale che comunica attraverso
Questo articolo propone un metodo e presentate nella figura 1. È importante il presidente, il suo personale, i suoi membri,
strumenti operativi che permettono alle sottolineare che accanto alle classiche i suoi fornitori...
diverse organizzazioni sportive d’aumen- variabili del marketing-mix (offerte, prez- Per cui, prima di investire mezzi finanziari
tare l’efficacia della loro comunicazione. zo, comunicazione e distribuzione/vendi- in una operazione di comunicazione, è
Nella sua prima parte sottolineeremo l’im- ta), occorre aggiungere lo spazio fisico1, e opportuno analizzare tutti i punti di con-
portanza della Integrated Marketing Com- il processo “qualità” del personale che tatto tra la Società sportiva e i suoi
munication (comunicazione integrata nel entra in contatto con gli aderenti alla stakeholders: soci, sponsor, media, Federa-
marketing) (Pickton, Broderick 2001). Suc- Società2. Questo interviene direttamente zione... per renderla più user friendly. Ad
cessivamente esporremo le basi necessarie nella comunicazione e lo sviluppo delle esempio, la qualità dell’accoglienza telefo-
all’elaborazione di una strategia di comu- competenze in questo settore è essenziale. nica della Società può essere esaminata
nicazione. Nel farlo ci serviremo di esempi Si deve precisare, comunque, che gli ade- con una semplice chiamata: la persona è
ricavati dal judo. renti a una Società sportiva fanno parte raggiungibile? Quale è il tempo di attesa
del processo di erogazione dell’offerta. prima di parlare con la persona voluta?
1. La Integrated Marketing Sono alla ricerca di relazioni sociali e si Come si svolge il contatto con essa?
Communication tratta di creare le condizioni affinchè i soci
della Società siano coinvolti e provino il 3.
Il primo ostacolo che troviamo è rappre- piacere di appartenere ad una comunità. Inizia con il pubblico target, per ritornare
sentato dal fatto che, nelle organizzazioni Così, se per una Società sportiva la comu- all’organizzazione allo scopo di determinare
sportive, la comunicazione è gestita in nicazione è importante, essa non rappre- i metodi più adatti ed efficaci, partendo dai
modo autonomo. Ad esempio, la nostra senta che una delle variabili dell’azione di quali potranno essere sviluppati programmi
Società di judo desidera realizzare una marketing. Per questa ragione si utilizza di comunicazione persuasiva. Ciò realizza
comunicazione sulla qualità dei suoi l’espressione Integrated Marketing Com- un orientamento verso il mercato, che pone
impianti sportivi e la personalizzazione munication (IMC) (comunicazione integra- al centro chi ha aderito alla Società e i pos-
dell’allenamento. Il responsabile della ta nel marketing). Secondo Schulz (1993) il sibili aderenti. Se ci si vuole rivolgere ai
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 62-63

comunicazione fa distribuire degli opuscoli processo di Integrated Marketing Commu- ragazzi da dodici a sedici anni della nostra
ai genitori delle scuole vicine, mentre i nication inizia con il consumatore o il pos- città per incitarli a praticare il judo nella
lavori di ristrutturazione della palestra sibile cliente e successivamente funziona nostra Società, si debbono conoscere, anzi-
sono in ritardo. Per cui c’è uno scarto tra il di ritorno per determinare e definire le tutto, quali sono le loro aspettative rispetto
messaggio diffuso e la qualità del servizio forme e i metodi attraverso i quali dovran- allo sport e, più in generale, al loro tempo
fornito. Questo esempio mostra che la no essere sviluppati programmi di comu- libero. Queste non sono omogenee e per-
comunicazione deve essere integrata nella nicazioni persuasive. mettono di definire gruppi di persone che
strategia di marketing, della quale rappre- Per cui prendiamo in considerazioni cin- hanno aspettative identiche o molto simili (i
senta una variabile. Tuttavia se si vuole que caratteristiche essenziali della IMC: segmenti). Successivamente si dovrà stabili-
re in che cosa il judo e il servizio proposto • Quale strategia utilizzerà? sione o un contratto di sponsorizzazione. È
dalla nostra Società possono soddisfare • Quale qualità di relazioni si vogliono costituito dai membri e dai partner attuali
queste aspettative di un certo numero di avere con le persone che appartengono e potenziali. L’obiettivo che definiamo
segmenti, per poi poterlo comunicare a loro all’obiettivo della comunicazione della “della comunicazione” corrisponde alle per-
attivamente. Così il judo è in grado di inte- Società? sone alle quali la Società sportiva desidera
ressare i ragazzi che desiderano: • Come sono organizzati i suoi obiettivi di fare giungere il messaggio o che desidera
comunicazione? coinvolgere. Così, ad esempio, abbiamo
• acquisire una padronanza tecnica ed scelto di reclutare ragazzi dagli otto ai
emotiva che permette di confrontarsi Ciascuno di questi punti verrà esaminato dodici anni, per cui ci rendiamo conto che
con un avversario nel rispetto di un nei dettagli. si deve comunicare con un insieme di per-
codice morale derivato da una filosofia sone: genitori, insegnanti d’educazione fisi- 51
giapponese; 2.1 L’obiettivo della comunicazione ca, giornalisti, giornali sportivi, ecc. Queste
• essere considerati e realizzarsi rispettando persone rappresentando il nostro obiettivo
gli altri e i luoghi nei quali ci si incontra; Abbiamo già utilizzato il termine obiettivo della comunicazione, che è più ampio del
• divertirsi all’interno di un gruppo che della comunicazione. Si tratta della perso- nostro marketing target in quanto rappre-
condivide gli stessi valori; na, delle persone o delle istituzioni alle senta l’insieme delle persone che sono in
• sviluppare le proprie qualità fisiche e quali vogliamo fare arrivare il nostro mes- grado di influenzare la decisione del nostro
coordinative. saggio o che vogliamo coinvolgere. Così ci marketing target.
si può volere rivolgere ai ragazzi e ai loro
Il judo (letteralmente: arte della gentilez- genitori per farli aderire alla nostra Società, 2.2 Finalità della comunicazione:
za), propone uno sviluppo fisico, morale e ai membri della Società, ai mass media, ai istituzionale o commerciale
spirituale. Permette ai judokas di realizzar- giornalisti, alla Federazione, all’Assessore
si in armonia con se stessi e soprattutto allo sport, alle ditte che si trovano nella Generalmente, il termine “commerciale”
con gli altri. nostra città... Anche se numerosi, gli obiet- non piace alle organizzazioni sportive che
tivi della comunicazione possono essere non hanno fini di lucro, in quanto pensano
4. raggruppati nelle tre categorie presentate che riguardi la sponsorizzazione e il settore
Realizza una sinergia perché tutti i mezzi nella figura 2. con fini di lucro: Società sportive profes-
di comunicazione (relazioni interpersonali, È opportuno precisare che il marketing tar- sionistiche, articoli sportivi, ecc. Noi rite-
pubblicità, marketing diretto, organizza- get corrisponde alle persone con le quali la niamo che il termine “commerciale” indichi
zione di avvenimenti) debbono “parlare” Società sportiva comunica per ottenere una una transazione finanziaria tra due unità. È
all’unisono. Si tratta della condizione per decisione favorevole che riguarda un’ade- il caso di quando una persona s’iscrive a
fornire un messaggio chiaro e coerente.
COMUNICAZIONE MARKETING
5.
Costruisce relazioni tra la Società sportiva, i Soci, soci virtuali, sponsor
suoi membri e i suoi partner, che, di conse- Obiettivi:
guenza vengono soddisfatti e fidelizzati. Si fare aderire, aderire di nuovo, vendere
tratta di uno dei fondamenti del marketing
relazionale, che mira a privilegiare la qualità
del contatto con l’insieme delle persone
coinvolte nella Società. Si tratta, soprattutto,
di curare ogni persona (relazione one to
one), continuando ad aumentare le micro- Obiettivi: Obiettivi:
connessioni con le persone (avvenimenti, informare, promuovere gli effetti diffondere e raccogliere
positivi dello sport per la società l’informazione
relazioni pubbliche...). In questo modo la
Società “cristallizzerà” le relazioni tra i suoi Cittadini, media, istituzioni Volontari e collaboratori
membri e tesserà legami stabili con essi. COMUNICAZIONE SOCIETARIA COMUNICAZIONE INTERNA

2. Le decisioni di base
che riguardano la strategia Figura 2 – Le componenti della comunicazione delle organizzazioni sportive riferite ai loro pubblici
di comunicazione target.

Secondo Brochand, Lendrevie (1999): “una


strategia di comunicazione è l’insieme delle COMUNICAZIONE COMMERCIALE COMUNICAZIONEISTITUZIONALE
decisioni principali e interdipendenti sugli (O PRODOTTO/MARCA) (O CORPORATE)
obiettivi da raggiungere e dei mezzi princi-
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 62-63

pali da applicare per realizzarli”. Questo pro-


cesso impone di fissare le basi della strate-
gia di comunicazione della nostra Società di
Comunicazione Comunicazione Comunicazione Comunicazione
judo rispondendo a queste domande: sul prodotto sul marchio d’impresa istituzionale
(vantaggi, vantaggi (immagine, stile, (le prestazioni) (i valori)
• Quali sono i suoi obiettivi (caratteristi- concorrenziali) valore)
che e dimensioni) di comunicazione?
• La Società ha una finalità commerciale
e/o istituzionale? Figura 3 – I quattro livelli di comunicazione (Brochand, Lendrevie 2001).
una Società sportiva o uno sponsor firma Probabile Probabile Se si si vuole creare e mantenere una rela-
un contratto. In questo contesto si potreb- aderente aderente zione di qualità, è assolutamente necessa-
be volere valorizzare le offerte commerciali Società rio individualizzare e personalizzare la
sportiva
della nostra Società sportiva. Per cui, il relazione. A tale scopo esiste un insieme di
livello di comunicazione che qualifichiamo Strategia “Pull” Strategia “Push”
mezzi di comunicazione individualizzati (o
con “commerciale” (o prodotto/marca) one to one): contatti personali, telefono, e-
mira a fare acquistare o a fare riacquistare mail, ecc. Tali mezzi permettono anche di
le nostre offerte. Il secondo livello di Figura 4 – La strategia “pull” e la strategia personalizzare la comunicazione. Ad esem-
“push”.
comunicazione definito “istituzionale” (o di pio, si può fare una proposta specifica al
corporate) valorizza l’organizzazione spor- nostro interlocutore e si può ottenere
52 tiva attraverso i suoi valori, i suoi uomini e bili alla maggior parte delle Società e delle immediatamente un feed back molto utile
la sua situazione finanziaria5. organizzazioni sportive. per adattarla.
Lo sport ha anche il dovere di rispondere
Le società sportive debbono comunicare La strategia “push” cerca di spingere la ad aspettative di tipo sociale ed emotivo.
sia a livello commerciale per promuovere i Società sportiva e le sue offerte verso i Una Società di judo permette di farsi degli
loro vantaggi rispetto alla concorrenza e la probabili aderenti. Si tratta di una strate- amici e di incontrarli, di condividere emo-
qualità dei loro servizi, sia livello istituzio- gia offensiva che permette di stimolarli zioni. Esistono mezzi di comunicazione che
nale, per promuovere i loro valori, affer- utilizzando, soprattutto, gli avvenimenti, il permettono di creare relazioni personali ed
mare i loro punti di vista, difendere i loro marketing diretto, la promozione delle emotive tra persone che condividono uno
interessi, fare pressione sulle istituzioni e vendite, ecc. Si tratta delle strategia di stesso centro d’interesse. È il caso di avve-
sottolineare il loro impatto positivo sulla base della maggior parte delle Società nimenti e relazioni pubbliche (che possono
società. sportive, in quanto non hanno i mezzi per prendere come sostegno un avvenimento)
costruirsi un marchio forte, mentre hanno che, in un dato momento e in un dato
2.3 Strategia “push” o “pull” la possibilità di aumentare il loro impatto luogo, creeranno legami sociali e li cristal-
sociale a livello locale pur creando e svi- lizzeranno, grazie all’emozione condivisa.
Molte iniziative di comunicazione sono luppando una forte relazione con i loro Quindi, occorre specificare il tipo o i tipi di
motivate dal fatto che: ”troppe poche per- aderenti. È opportuno sottolineare, relazione che si desidera avere con il pro-
sone conoscono la nostra Società sporti- comunque, che queste due strategie pos- prio target. Successivamente si sceglieran-
va”, “il judo non interessa un numero suf- sono essere combinate. no i mezzi più adatti: mezzi di diffusione,
ficiente di ragazzi”, “tutti i ragazzi vogliono di personalizzazione-individualizzazione e
giocare a calcio”, ecc. In questo contesto, 2.4 Il tipo di relazione con l’obiettivo di cristallizzazione.
la maggior parte delle Federazioni e delle della comunicazione
Società sportive si mettono a sognare una 2.5 Ordine di successione
società nella quale il loro sport sia apprez- Il concetto di mass media è legata alla loro degli obiettivi (catena degli obiettivi)
zato dalla maggior parte della popolazio- capacità di diffondere un messaggio ad un
ne. Se è possibile aumentare l’interesse per numero elevato di persone. La televisione, Le comunicazioni persuasive cercano di
uno sport e una Società sportiva, a medio la radio, la stampa, i manifesti, ecc. sono ottenere un effetto sull’atteggiamento del
termine è difficile invertire i fattori cultu- mezzi di diffusione potenti e per questa possibile cliente, e più precisamente sulle
rale ed economici che rendono attraenti ragione sono costosi. Invece, non permet- diverse componenti dell’atteggiamento:
certi sport. tono di realizzare un’interazione con le cognitiva, affettiva e comportamentale.
In questo contesto, è opportuno realizzare persone volute, né d’individualizzare la Ogni obiettivo della comunicazione può
una diagnosi lucida, sia a livello delle pro- comunicazione. Quindi si tratta di una essere messo in relazione con queste com-
prie risorse e competenze, sia delle oppor- semplice esposizione al messaggio. ponenti (tabella 1).
tunità e delle “minacce” legate all’ambien-
te in cui si trova la Società sportiva (com- Tabella 1 – Relazione tra le componenti dell’atteggiamento, gli obiettivi di comunicazione e i mezzi
presi i suoi concorrenti). Ciò permette di che possono essere utilizzati.
scegliere la strategia più adatta.
La strategia “Pull” cerca di attirare le per-
sone che appartengono al nostro marke- Componenti Obiettivo Esempi di media
ting target verso la nostra Società e le dell’atteggiamento della comunicazione
nostre offerte. Ciò funziona solo se il
“marchio” della Società sportiva per tali Cognitiva Aumentare la notorietà Pubblicità radio
persone è sia forte, sia attraente. È la stra- della Società sportiva Opuscoli
tegia delle grandi marche sportive come Fare conoscere la sua offerta Giornate porte aperte
Adidas e Nike che usano massicciamente Promuovere la qualità del servizio
la pubblicità dei media e la sponsorizzazio- Rafforzare o cambiare le dimensioni
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 62-63

ne. È anche la strategia delle Società pro- dell’immagine


fessionistiche e delle Federazioni sportive
che possono ottenere un impatto notevole Affettiva (relativa Farsi apprezzare Operazioni di relazioni
soprattutto grazie agli avvenimenti sporti- alla preferenza) pubbliche
vi e ai risultati dei loro atleti. La pubblicità
Comportamentale Incitare le persone a provare Marketing diretto
sui grandi mass media: televisione, radio, (relativa all’azione) l’offerta di servizio (offerta di prova gratuita)
manifesti contribuiscono alla costruzione Incitare ad aderire Promozione delle vendite
di un marchio “attraente”. Ma richiedendo Fidelizzare Programma di fidelizzazione
notevoli risorse finanziarie sono inaccessi-
Questi obiettivi sono collegati tra loro e
ciò pone il problema relativo al loro ordine
Coinvolgimento nel judo
di successione. Se il nostro probabile Forte
cliente utilizza un processo di decisione
razionale, dobbiamo: 1 2

1. fare conoscere la nostra offerta (com-


ponente cognitiva). Cognitivo Cognitivo Cognitivo
Emotivo
2. Dimostrare che corrisponde alle sue (notorietà) (immagine) (immagine)
aspettative (componente cognitiva).
3. Provocare la preferenza, creando una 53
relazione di simpatia (componente
affettiva).
Comportamentale Cognitivo Comportamentale
4. Convincerlo ad iscriversi, valorizzando la (abbonamento) Emotivo (qualità percepita) (riabbonamento)

Fedeltà alla Società


nostra offerta e offrendogli un piccolo
dono, come la maglietta della Società

Elevata
sportiva (componente comportamentale). Nulla

La catena logica dunque è: cognitivo →


affettivo → comportamentale. Comunque
esiste anche la possibilità di altre succes- Cognitivo Comportamentale Cognitivo
Emotivo
(notorietà) (prova) (immagine)
sioni. Ad esempio, possiamo:

1. Far provare immediatamente, organiz-


zando un’iniziativa di partecipazione in
un centro commerciale. Cognitivo Emotivo
2. Dimostrare che il nostro servizio corri- (qualità percepita)
sponde alle sue aspettative (componen- Comportamentale Comportamentale
(abbonamento) (rinnovo dell’abbonamento)
te cognitiva).
3. Convincerlo ad abbonarsi stabilendo 3 4
una relazione di fiducia (componente
comportamentale). Debole

C’è la possibilità di altre combinazioni che Strategia di comunicazione


dipendono, principalmente, dal coinvolgi-
mento nello sport e nel judo in particolare
e dalla fedeltà (elevata o inesistente) alla
Società sportiva. Secondo Rothschild Figura 5 – Relazione tra gli obiettivi della comunicazione, il coinvolgimento e la fedeltà alla Società
(1984) si tratta di uno stato di motivazio- sportiva.
ne, di interesse o di risveglio. La combina-
zione di queste due variabili permette di
definire quattro casi, corrispondenti alle • La zona 3 comprende persone che sono 3. Conclusione
quattro zone della figura 5. scarsamente interessate al judo. La
maggior parte di loro non pratica in una La strategia di comunicazione è in grado di
• La zona 1 corrisponde alle persone note- Società concorrente. Però possono pra- contribuire al successo della strategia di
volmente interessate al judo che hanno ticare un altro sport. Come per le perso- marketing di una organizzazione sportiva.
aderito ad una Società concorrente. Per ne che appartengono alla zona 1 occor- L’efficacia dipende, anzitutto, dall’integra-
incitarli a lasciare questa Società per re farsi conoscere (probabilmente si zione della strategia di comunicazione
farle aderire alla nostra dobbiamo farci presenta una carenza di notorietà nella strategia di marketing. Infatti è allet-
conoscere (abbiamo una mancanza di rispetto a questa categoria), provocare tante volere fornire un’immagine attraente
notorietà), fare apprezzare la qualità dei una prova, rendere questa esperienza grazie ad una campagna di comunicazio-
nostri servizi servendoci di una offerta di piacevole e creare un legame personale ne, mentre, però, il servizio fornito dalla
prova, abbinata ad un regalo, promuove- ed emotivo per farle aderire. Successi- nostra Società sportiva non è soddisfacen-
re un’immagine servendosi di un design vamente si dovrà fornire un servizio di te per le persone che si vogliono reclutare.
interno per farle aderire, proponendo qualità individualizzando la relazione, Abbiamo ricordato che la comunicazione
loro un’offerta promozionale (i primi tre con la speranza di fidelizzarle. fa una promessa e tale promessa deve
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 62-63

mesi a metà prezzo). • La zona 4 riguarda gli aderenti alla essere assolutamente mantenuta fornendo
• La zona 2 riguarda i membri della nostra Società sportiva meno coinvolti. Si deve il servizio atteso. Se la nostra Società spor-
Società, fortemente interessati al judo. creare e mantenere una relazione per- tiva soffre di una carenza di personale, per
Nel caso che siano soddisfatti dobbiamo sonalizzata che generi un legame socio- prima cosa occorre investire in questo set-
rafforzarne il legame socio-emotivo emotivo (“apprezzo queste persone e mi tore e, successivamente, fare una comuni-
attraverso un’iniziativa di public relation piacciono”) per farle aderire nuovamen- cazione sulla competenza del personale.
per proporre loro di abbonarsi di nuovo te. Una comunicazione basata sull’im- L’insieme delle variabili del marketing da
con un regalo che ne ricompensa la magine permetterà di mantenere questa una parte si pone l’obiettivo di creare la
fedeltà. situazione. relazione tra i membri della Società sporti-
vuole sviluppare con il target. Occorre Articolo originale
notare che la fidelizzazione ha bisogno, da Titolo originale: Construisez une stratégie de
una parte della creazione di una relazione communication efficace.
Soci
Ambiente Traduzione dal francese di M. Gulinelli.
Soci & Partner
Creazione personalizzata e, dall’altra di una cristalliz-
della relazione zazione socio-emotiva. Da questo punto di
potenziali Indirizzo dell’Autore: A. Ferrand, Università Clau-
Fedeltà
vista non ci si può accontentare di una de Bernard, Lyon 1, 27-29, Boulevard du 11
relazione superficiale che mira a diffonde- novembre, 69622, Villeurbane (Francia)
re l’informazione, per cui si deve stabilire
un equilibrio tra queste dimensioni diver-
Figura 6 – Combinazione tra flusso di recluta- se. Negli strati successivi vengono combi-
54 mento e flusso di fidelizzazione. nate le finalità della comunicazione, i Note
mezzi di comunicazione e le strategie di
tipo push e/o pull. (1) L’ambiente nel quale il servizio viene fornito
va e i suoi partner per fidelizzarli, e dall’al- Così, se la Società di judo, della quale ed il luogo nel quale i soci o la Società di judo
tra di reclutare nuovi membri e nuovi abbiamo fatto l’esempio, mira a realizzare interagiscono è una caratteristica tangibile
partner per realizzare la sua missione. In una strategie di comunicazione commer- che facilità la qualità o la comunicazione del
servizio. Si usa il termine corporate design.
questo modo si cerca di generare un flus- ciale rispetto al marketing target rappre- (2) Si tratta della procedure, dei meccanismi e del
so di possibili aderenti che s’iscrivono alla sentato dai ragazzi da dodici a sedici anni
flusso di attività dai quali è prodotto il servi-
Società sportiva per fidelizzarli (flusso cir- d’età, residenti nella sua zona d’utenza zio, e i loro sistemi operativi. Tutto ciò fa rife-
colare) (figura 6). con l’obiettivo di creare una relazione di rimento alla ruota di Deming che abbiamo
Nella figura 7 è illustrata la combinazione tipo socio-economico, dovrà ricorrere ad presentato in un nostro precedente articolo
tra queste due tappe. La figura è organiz- una strategia di tipo push, organizzando (Ferrand 2003).
zata a partire da un asse esterno (recluta- un’iniziativa che spinga le persone ad ini- (3) Per questa ragione utilizziamo il termine
mento)/interno (creazione della relazione e ziarsi al judo, od organizzare una giornata “comunicazione persuasiva”.
fidelizzazione). La scelta degli obiettivi porte aperte, con l’aiuto di judoka famosi. (4) Zona abituale o teorica di provenienza degli
della comunicazione interni e/o esterni In un prossimo articolo illustreremo cia- aderenti alla Società sportiva. Il contorno di
viene attuata in questo spazio. Il primo scuno degli otto mezzi rappresentati nella questa zona è influenzato dalla distanza e dal
strato riguarda il tipo di relazione che si figura 7, con alcuni consigli per il loro uso. tempo di accesso. Quindi la sua rappresenta-
zione su una carta può essere accompagnata
da curve isometriche o isocrone.
(5) Si tratta di un aspetto importante per le

Società professionistiche che debbono dimo-


strare la loro buona gestione e, se possibile,
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che la loro situazione finanziaria è sana.


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Bibliografia
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Strategia Strategia Strategia Siti web


“Push” “Pull” “Push et Pull” www.fijkam.it/
www.kodokan.org/e basic/lik.html
Figura 7 –
Teoria dell’allenamento

Hans-Dieter Heinisch, Istituto per scienza applicata all’allenamento, Lipsia

La preparazione immediatamente precedente


la gara nel judo
Finalizzazione, struttura e programmazione della preparazione 55
immediatamente precedente alla gara nel judo

In molti sport, la fase della preparazione immediatamente precedente alla gara ha assunto il ruolo di una fase
decisiva per l’ottenimento di elevati risultati sportivi. Partendo da precedenti analisi sulla sua impostazione
nel judo, si espongono alcuni risultati che riguardano la finalizzazione, la struttura, la programmazione dei
contenuti e dei metodi di questa fase, come anche gli aspetti scientifici di questo processo di preparazione.

1. Obiettivi sono state continuamente perfezionate riguarda questo periodo di preparazione


attraverso le fasi: costruzione del modello mirata si parla anche di tapering, del
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 62-63

La struttura del ciclo della preparazione ai dell’allenamento – ricerche scientifiche cosiddetto “picco di forma” e di peaking
momenti principali della stagione è d’im- complesse – analisi delle prestazioni di (Platonov 1994; Platonov 2004).
portanza decisiva per ottenere risultati gara – messa a punto del modello di alle- Nella maggior parte degli sport, la sempre
ottimali nelle gare. I primi lavori su questo namento (cfr. anche Metveev 2000). Intan- migliore preparazione dei programmi e la
argomento risalgono a quasi quarant’anni to, per quanto riguarda il ciclo della prepa- realizzazione dei contenuti e dell’organiz-
fa (Lehnert 1964). Successivamente que- razione dell’atleta ai momenti principali zazione della preparazione immediatamen-
ste riflessioni furono riprese soprattutto della stagione è diventata d’uso comune te precedente alla gara (con l’integrazione
dalle Federazioni sportive olimpiche e l’espressione preparazione immediata- di ricerche scientifiche complesse) è rite-
hanno portato a soluzioni specifiche, che mente precedente alla gara. Per quanto nuta un’efficace possibilità per preparare
gli atleti alle loro massime prestazioni squadre di composizione diversa ai Campionati europei rappresentano il tor-
individuali (Thieß, Tschiene 1999). Campionati mondiali ed ai Giochi olim- neo di qualificazione per i Giochi olimpi-
Per gli sport e i gruppi di sport le genera- pici. Se ne trasse la conclusione che, ci od i Campionati mondiali, si deve
lizzazioni sono importanti, ma l’attività di soprattutto per motivi di tollerabilità del applicare una doppia periodizzazione
allenamento e di gara, come anche la rea- carico, in linea di principio ci si deve con due mesocicli di preparazione imme-
lizzazione della prestazione agonistica orientare verso un solo impegno princi- diatamente precedente alla gara, diretti
sono sempre processi specifici, per cui l’ot- pale della stagione: o sulla preparazione ad oggettivare lo sviluppo della presta-
timizzazione della preparazione immedia- ai Campionati europei o su quella ai zione. A causa di alcune sue particolarità
tamente precedente alla gara è anzitutto Campionati mondiali o ai Giochi olimpi- (periodo di tempo relativamente breve,
un’esigenza specifica. Se si analizzano i ci. Solo in casi eccezionali avviene una poche gare internazionali importanti,
56 dati esistenti in letteratura (Thieß, Tschiene concentrazione su due momenti princi- necessità di un ulteriore aumento della
1999) appare evidente che le idee sulla sua pali della stagione. prestazione) occorre che il macrociclo tra
impostazione dipendono dalle particolarità • Per prepararsi a partecipare alle gare i Campionati europei e il secondo
dello sport e che le esperienze specifiche principali della stagione gli atleti parte- momento culminante della stagione sia
dei vari Paesi si discostano tra loro. cipano a più gare di qualificazione, che pianificato e realizzato molto accurata-
Nel judo, con l’obiettivo di migliorare con- sono una componente del sistema mente, soprattutto per ciò che riguarda
tinuamente l’interazione tra tutti i mecca- nazionale di selezione per le squadre la dinamica del carico.
nismi di regolazione in vista dell’impegno nazionali. Per non raggiungere prematu- • Tra l’impostazione del macrociclo e la
(degli impegni) principali della stagione, la ramente il picco individuale della capa- preparazione che precede immediata-
concezione della preparazione immediata- cità di prestazione, per i tornei di quali- mente la gara successiva ad esso vi sono
mente precedente alla gara è stata conti- ficazione si svolge una preparazione stretti rapporti. Quegli atleti che non ave-
nuamente perfezionata, analizzando rego- speciale, che, però, non assume l’aspetto vano lavorato adeguatamente durante la
larmente lo sviluppo delle prestazioni di una preparazione immediatamente preparazione immediatamente preceden-
durante questo mesociclo, rispetto a quel- precedente alla gara, che rimane riserva- te alla gara, non ottenevano prestazioni
le raggiunte nelle gare più importanti del- ta esclusivamente alla preparazione al elevate nelle gare più importanti. Per
l’anno. momento culminante del relativo anno questa ragione nella preparazione imme-
In questo lavoro, partendo da ciò, ci di allenamento. Il principale torneo diatamente precedente alla gara vanno
poniamo l’obiettivo di analizzare le espe- nazionale di qualificazione si dovrebbe applicati stimoli di carico elevati, mentre
rienze di impostazione della preparazione svolgere quanto più possibile a ridosso la necessaria capacità di tollerarli viene
immediatamente precedente alla gara dal della preparazione immediatamente pre- costruita nel macrociclo precedente.
1971 al 1990, e in base di un suo ulteriore cedente alla gara. • Nella dinamica del carico della prepara-
sviluppo contenutistico e strutturale negli • Sull’impostazione del carico durante la zione immediatamente precedente alla
anni dal 1995 al 2003, riferire quali sono preparazione immediatamente prece- gara occorre che vi sia un rapporto otti-
stati i risultati di tale impostazione. dente alla gara sono state fornite alcune male nello sviluppo della capacità aero-
importanti indicazioni: nel quadro di un bica ed anaerobica. Se si forma soprat-
Lo sviluppo del judo dal 1971 continuo aumento del carico globale tutto la resistenza aerobica, si sviluppe-
al 1990 vengono inseriti più picchi di carico con ranno in modo insufficiente la capacità
successive fasi di rigenerazione, con l’ul- anaerobica e la capacità di accelerare il
Il primo a riferire sull’impostazione della timo picco che non dovrebbe essere col- ritmo del combattimento, mentre, inve-
preparazione immediatamente precedente locato a meno di cinque giorni dall’inizio ce, se si pone l’accento sulla costruzione
alla gara nel judo è stato Hempel, nel della gara. Nel settore tecnico-tattico soprattutto della capacità anaerobica, si
1971. Le indicazioni si riferivano soprat- non si apprende nulla di nuovo, ma avrà un’azione negativa sulla capacità di
tutto a come s’articolava nel tempo la avviene una stabilizzazione che unisce rigenerazione e sulla resistenza di gara e
struttura del carico, ai contenuti principali azioni di gara agonisticamente efficaci del torneo.
dell’allenamento e ai problemi organizzati- ed un elevata capacità di prestazione • L’impostazione dell’allenamento durante
vi. Nel 1976, Fiedler, Tünemann intraprese- fisica specifica, ponendo elevate esigen- la preparazione immediatamente prece-
ro una generalizzazione delle esperienze ze alla collaborazione cosciente tra i dente alla gara deve essere differenziata
degli sport di combattimento. partner d’allenamento. individualmente, tenendo conto dell’an-
La continua analisi dell’efficacia del pro- zianità d’allenamento, dell’esperienza
Per i successivi lavori furono importanti gramma della preparazione immediata- agonistica internazionale, della categoria
soprattutto queste nozioni: mente precedente alla gara (Hempel di peso, delle misure per la regolazione
1976; Müller, Deck, Heinisch, Steudel, del peso, e della tipologia del comporta-
• la realizzazione della massima prestazio- Bredow 1982), effettuata ricorrendo a mento in gara.
ne individuale nella gara principale della parametri diretti ad oggettivare lo svi-
stagione presuppone un’elevata capacità luppo della prestazione che avevano for- Negli anni ‘90, analogamente ad altri sport,
di prestazione all’inizio della preparazio- nito buoni risultati (lattato, urea, crea- vi è stata una intensificazione dell’attività
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ne immediatamente precedente alla tinchinasi, analisi video, indici di un effi- di gara. Il campo dei partecipati ai Giochi
gara. Ritardi nello sviluppo della presta- cace conduzione della gara), ha condot- olimpici fu limitato in base ad uno sbarra-
zione durante l’anno di allenamento e di to ad ulteriori, importanti, conoscenze mento per le Federazioni continentali. La
gara non possono essere compensati sull’impostazione della preparazione qualificazione per i Giochi olimpico presup-
durante la preparazione immediatamen- immediatamente precedente alla gara. pone o un buon piazzamento (dal primo al
te precedente la gara. • Negli anni d’allenamento e di gara con quinto posto) nei Campionati mondiali nel-
• Per quanto riguarda gli atleti delle squa- due momenti culminanti (Campionati l’anno pre-olimpico o che si ottenga un
dre nazionali delle Federazioni più forti, europei e Campionati mondiali o Cam- piazzamento dal 1° al 5° (donne) o al 9°
fu osservato che partecipavano con pionati mondiali e Giochi olimpici), se i (uomini), nella classifica EJU. Inoltre, il
Campione europeo dell’anno dei Giochi L’ulteriore sviluppo della struttura vengono integrati raduni internazionali
olimpici è ammesso d’ufficio. Questo stret- e dei contenuti della preparazione d’allenamento. La fase della costruzione
to rapporto tra partecipazione alle gare e immediatamente precedente alla complessa della prestazione dura ancora
ottemperanza dei criteri di qualificazione gara negli anni dal 1995 al 2003 da dieci a dodici giorni, viene svolta secon-
ha portato al perfezionamento dell’impo- do un ritmo del carico dettagliatamente
stazione dei macrocicli di allenamento Necessità e metodi pianificato nelle condizioni di un raduno, il
soprattutto da questo punto di vista: cui andamento viene analizzato e ottimiz-
La preparazione immediatamente prece- zato, grazie a ricerche che accompagnano
• diversa strutturazione dei microcicli di dente alla gara è la tappa più sensibile del l’allenamento che assumono carattere di
preparazione alle gare di qualificazione; ciclo annuale, nella quale il compito è quel- valutazione funzionale (tabella 1).
• aumento dell’utilizzazione del metodo di lo di formare al massimo la prestazione 57
gara in allenamento (mezzi d’allenamen- individuale di gara, fondendo tra loro pre- L’impostazione dell’allenamento
to complessi, riferiti ad un compito, alle- supposti psichici, capacità di prestazione nelle singole fasi della preparazione
namento situazionale, allenamento allo tecnico-tattica e condizione fisica specifica. immediatamente precedente alla gara
stress); Nella nostra Federazione il problema del-
• una adeguata articolazione del regime l’impostazione della preparazione imme- La fase di rigenerazione
carico-riposo tra tornei importanti che, diatamente precedente alla gara, fu nuo-
in parte, si susseguono a poca distanza vamente affrontato a metà del 1990, rea- Nel periodo di gara successivo alle gare di
tra loro. gendo al cambiamento delle condizioni qualificazione, vengono fortemente solle-
dello sport nazionale d’alto livello e, non citati il potenziale energetico ed i processi
Un cambiamento dell’impostazione del per ultime, alle tendenze nell’evoluzione di natura informativa (stabilità delle azioni
macrociclo d’allenamento comprende un internazionale del judo (continuo incre- di gara) degli atleti. Per questa ragione è
ulteriore sviluppo della preparazione mento dell’attività di gara sotto forma di indispensabile una rigenerazione psicofisi-

Tabella 1 – Struttura delle fasi e contenuti principali della preparazione immediatamente precedente alla gara, prima e dopo il 1990.

Tappa Fase di rigenerazione Fase della costruzione Fase della costruzione Fase della Gara
differenziata globale stabilizzazione
della prestazione della prestazione della prestazione

Contenuti Compensazione Presupposti generali Prestazione complessa Effetti sinergici Organizzazione


principali dell’ Terapia dei traumi e speciali fisici e tecnico- di gara: presupposti psiche, tecnica, della prestazione
allenamento Valutazione funzionale tattici della prestazione condizionali della tattica e condizione di gara
prestazione (capacità
di prestazione anaerobica,
capacità di mobilitazione);
(tecnica/tattica/
concezione iindividuale
del combattimento)

Durata prima 5-8 giorni 14-16 giorni 18-21 giorni 10-12 giorni 4-6 giorni
del 1990 (AC) (AC o RA) (RA) (AC o RA) (località di gara)
Durata dopo 4-7 giorni 14-16 giorni 10-12 giorni 10-12 giorni 4 -6 giorni
il 1990 (AC) (AC O RAI) (RA) (AC) (località di gara)

Legenda: AC, allenamento a casa; RA, raduno di allenamento; RAI, raduno internazionale d’allenamento

immediatamente precedente alla gara che numerosi incontri di qualificazione nazio- ca completa. Ha dato buoni risultati un
rappresenta il momento culminante della nali ed internazionali, di Campionati, di periodo d’allenamento di rigenerazione da
stagione. In essa si deve ottenere un ulte- competizioni di Coppe federali ed Euro- 5 a 7 giorni svolto a casa, nel quale si uti-
riore incremento della prestazione fino alla pee), e rielaborato continuamente nei cicli lizzano mezzi generali d’allenamento come
gara principale della stagione, realizzando olimpici 1993-1996, 1997-2000 e 2000- ginnastica, giochi, jogging, nuoto, ecc. rea-
nel giorno della gara un optimum nell’inte- 2004. Grazie alla stretta collaborazione tra lizzati in condizioni aerobiche. È opportuna
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 62-63

razione di tutti i sistemi funzionali che par- gli allenatori federali responsabili si riuscì a la realizzazione di test per il controllo del
tecipano alla realizzazione della prestazio- elaborare programmi cha hanno portato a livello dei presupposti aerobici ed anaero-
ne di gara (Lehmann 2000). Il problema successi sia in campo maschile e femmini- bici della prestazione di forza e di resisten-
principale è rappresentato dall’intreccio tra le, sia in quello giovanile. za, per avere l’opportunità di potere ancora
sistemi “informazionali” (motivazione, stra- Diversamente da come era strutturata la correggere eventuali deficit durante la pre-
tegia, tecnica-tattica) ed “energetici” preparazione immediatamente precedente parazione immediatamente precedente alla
(metabolismo muscolare alattacido, lattaci- alla gara negli anni fino al 1990, è aumen- gara. In questa fase, il volume globale d’al-
do, aerobico). In questo lavoro ci concen- tata la percentuale dell’allenamento “a lenamento non deve essere superiore a 4 -
treremo sul sistema energetico. casa”. Nella costruzione della prestazione 6 ore.
La fase di costruzione della prestazione

Zone d’intensità
15,0
All’inizio di questa fase alcuni importanti Molto scarso
presupposti della prestazione, quali la 12,5 Scarso
capacità aerobica ed anaerobica, la capa- Medio
cità di contrarre alla massima velocità la 10,0 Elevato

muscolatura, l’affidabilità e la stabilità del- Molto elevato

l’agire tecnico-tattico, non sono sviluppati, 7,5


o non sono ancora stati sviluppati al livello
necessario. 5,0
58 In questa fase, dal punto di vista della
metodologia dell’allenamento, il punto 2,5
focale è la ricostruzione della capacità
0
generale e specifica di carico e dei presup- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12
posti aerobici ed anaerobici della presta- Giorno di allenamento
zione, unitamente alla variabilità ed alla
stabilità delle azioni individuali di gara. Per
Figura 1 – Struttura del carico nella fase della costruzione globale della prestazione.
la costruzione delle basi coordinative ed
Molto scarso (lattato = 0-2 mmol/l); scarso (lattato = 2-4 mmol/l); medio (lattato = 4-7 mmol/l);
organico-muscolari si applicano mezzi elevato (lattato = 7-11 mmol/l); molto elevato (lattato > 11 mmol/l).
come jogging, giochi sportivi (sviluppo
della coordinazione dei movimenti, resi-
stenza aerobica) e l’allenamento con i pesi
(sviluppo delle resistenza alla forza, della dell’allenamento sono definiti in base alle giorni con carico elevato, cui fa seguito
forza massima, della forza rapida). capacità psichiche, tecnico-tattiche ed una fase di rigenerazione (da due a tre
Le basi tecnico-tattiche e organico- organico-muscolari che determinano la giorni), dei quali l’ultimo non deve essere
muscolari specifiche vengono sviluppate prestazione di gara. ad una distanza minore di dieci-dodici
utilizzando esercizi tecnico-tattici ed La possibilità di raggiungere il picco di giorni dall’inizio delle gare. L’andamento
un’impostazione multilaterale dell’allena- rendimento individuale nel momento della ottimale del carico è concepito in modo
mento di situazione nel quale si pongono, gara principale dipende dal livello dei pre- tale che si garantisce un sufficiente recu-
contemporaneamente, richieste al meta- supposti della prestazione sviluppati nel pero tra i giorni di carico elevato, e si rea-
bolismo alattacido, aerobico, aerobico- mesociclo precedente, e da un elevatissi- lizza un’ampia rigenerazione (cfr figura 1).
anaerobico e lattacido. Durante i quattor- mo livello di capacità di tollerare il carico, Oltre a misure di metodologia dell’allena-
dici-sedici giorni di allenamento preventi- che significa rielaborazione positiva di sti- mento (evidente diminuzione del carico,
vati, il carico (intensità) viene gradualmen- moli d’allenamento elevati e d’intensità valutazione dei giorni di carico elevato e
te aumentato passando da carichi di scar- continuamente crescente. Per questa dell’andamento del carico finora svolto),
sa intensità (aerobici) a quelli elevati (lat- ragione, in questa fase si punta all’utiliz- tra le componenti del programma di rige-
tacidi). Le condizioni che si determinano zazione di carichi che portano gli atleti ai nerazione sono previsti metodi fisioterapi-
nell’allenamento a casa pongono esigenze limiti della loro capacità di tollerare il cari- ci (sauna, bagni rilassanti, massaggi).
elevate alla pianificazione, alla realizzazio- co. Attraverso una dinamica ottimale del Fondamentalmente si applica il principio
ne ed alla valutazione dell’allenamento. carico (alternanza tra carico – affatica- del carico crescente, che si rispecchia in
Per la formazione dei presupposti speciali mento – recupero – carico) si cerca di questi aspetti (cfr. Freyer 2003):
organico-muscolari e tecnico-tattici della ottenere una supercompensazione nel
prestazione ha dato risultati positivi il momento della gara principale. • nella fase della costruzione globale della
ricorso a raduni internazionali d’allena- Durante tale fase non vengono apprese prestazione si realizzano i massimi cari-
mento, che danno la possibilità di incon- nuove azioni di gara. Ma si deve attribuire chi specifici dell’anno;
trare partner d’allenamento più forti, di grande valore alla variabilità ed alla stabi- • si realizza un incremento in successione
altri Paesi. La fase della costruzione della lità del repertorio individuale di azioni di del carico speciale nel micro e mesociclo
prestazione si caratterizza per volumi d’al- gara che è stato sviluppato dall’atleta. Ciò ed un aumento del carico speciale d’alle-
lenamento molto elevati e per un’intensità significa, in particolare: namento, contemporaneo alla riduzione
da media a elevata. Il volume settimanale del volume di allenamento;
d’allenamento deve andare da ventisette a • un miglioramento della variabilità delle • l’incremento del carico globale viene
circa trentadue ore. azioni di gara in situazioni diverse che raggiunto aumentando la qualità dell’al-
dipendono dai risultati parziali dell’an- lenamento (partner e condizioni d’alle-
La fase della costruzione globale damento del combattimento (situazione namento migliori, individualizzazione
della prestazione di vantaggio, parità, svantaggio), dal dell’allenamento).
tipo di avversario, dalle direzioni dei
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La fase della costruzione globale della pre- movimenti e Nei giorni di carico elevato domina l’alle-
stazione è il vero e proprio nucleo centrale • un miglioramento della stabilità delle namento complesso di tipo competitivo,
della preparazione immediatamente prece- azioni di gara in condizioni di carichi nel quale come mezzi di allenamento s’u-
dente alla gara. È stata ridotta ad una fase, estremi di tipo energetico-organico- tilizzano sia il randori (esercitazione libera,
chiaramente più breve, ma molto intensi- muscolare (attacchi intermedi, attacchi RAN) sia incontri d’allenamento (CA) con
va, di raduno d’allenamento della durata di finali, impostazione dell’incontro finale). variazioni. Il grado più elevato dell’allena-
dieci-dodici giorno. In essa, diventa d’im- mento complesso vicino alla gara è indub-
portanza centrale la costruzione globale Dal punto di vista specifico del carico ven- biamente l’incontro d’allenamento, che è
della prestazione. Contenuti ed obiettivo gono realizzati tre picchi sotto forma di quello che più si avvicina alle richieste psi-
punti di forza, eliminazione di quelli
Lattato (mmol/l) 18 deboli, elaborazione di concezioni del-
16 S1 l’incontro adeguate all’avversario e
S2 13,9 14,3 all’affermazione efficace di una strategia
14
VM
12,7 di base individuale durante il combatti-
12 mento;
10,0 10,3
10 9,7 • formazione di momenti di improvviso
7,9 incremento del ritmo del combattimen-
8 7,5
to, compreso quello finale fino al golden
6 5,5 score;
• capacità di aumento del ritmo nel com- 59
4
battimento e nel torneo;
2
• esercitazione coerente di varianti di
0 soluzioni tattiche come lotta di kumi
RAN CA PS/CP TGSmax CG CG CG CG CG
(n=459) (n=902) (n=96) (n=399) (>1 min) (>2 min) (>3 min) (4 min) (> 5 min) kata, studio delle situazioni d’attacco,
comportamento ai margini del tatami;
• incremento dell’intensità delle azioni di
Figura 2 – Confronto tra scostamenti medi del lattato nella realizzazione di alcuni mezzi di allena-
gara (continua pressione sull’avversario);
mento nel judo (Heinisch 2001) rispetto alla ricerche condotte sulle gare (Müller-Deck et al.
1982). Legenda: RAN = randori ad intervalli, 5-6 min; CA = combattimento di allenamento (> 3 • diminuzione del tempo di preparazione
min); PS = palla seduta, 60 s; CP = 60 s di circuito di proiezioni con 4 partner, 60 s; TCS = test dell’attacco, nage waza o prese per ese-
di carico specifico (massimale, 3 min); CG = combattimento di gara. guire o proseguire un’azione, utilizzazio-
ne coerente del passaggio dalla lotta in
piedi a quella a terra;
chiche, tecnico-tattiche ed organico tamente precedente alla gara è indiscusso, • realizzazione dell’azione sotto pressione
muscolari di un incontro di judo (cfr. figu- in quanto solo se in allenamento si debbo- temporale;
ra 2). Modificando l’utilizzazione di ambe- no affrontare le richieste tipiche di un • miglioramento del comportamento
due i mezzi di allenamento si tenta di combattimento si può garantire una suffi- difensivo;
simulare esattamente le condizioni di un ciente preparazione allo scontro estrema- • attenzione al comportamento verso i
incontro dal punto di vista metodologico e mente elevato con l’avversario che carat- giudici, al regolamento attuale.
del carico o di realizzare gli obiettivi della terizza un incontro di gara.
giornata di carico elevato (cfr. tabella 2). Per quanto riguarda la formazione della Nella preparazione immediata alla gara
Hanno dato buoni risultati da sette a nove prestazione tecnico-tattica si presta non sempre, si riesce a raggiungere il
incontri d’allenamento per ogni giorno di attenzione soprattutto alla realizzazione di picco voluto d’intensità con mezzi d’alle-
carico elevato (ovvero molto più che in questi compiti: namento simili alla gara. Le alternative
una competizione ufficiale) contro avver- sono rappresentate dai cosidetti carichi
sari quasi dello stesso livello. Frattanto, il • un lavoro intenso su concezioni indivi- aggiuntivi eseguiti immediatamente dopo
loro impiego nella preparazione immedia- duali del combattimento, formazione dei il randori o l’incontro d’allenamento, o

Tabella 2 – Forme modificate di carico nell’impiego di mezzi d’allenamento simili alla gara.

Mezzo di allenamento Obiettivo/contenuto Parametri metodologici Parametri del carico


Lattato FC
(mmol/l)

Randori/stazione resistenza speciale/ 5x5/4x5/3x5/1x5 min con rispettivamente 3-5 140-160


eretta o a terra capacità di prestazione 5 minuti di pausa
aerobica (RbII)
Randori/stazione Capacità di prestazione 6xda 5 a 6 min con 5-6 min di pausa 4-6 160-180
eretta o a terra anaerobica e mobilitazione

Randori/stazione eretta • da 6 a 4 min con 4-5 min di pausa e carico 6-8 180-190
aggiuntivo conclusivo (ad esempio, da 30
a 60 s di proiezioni)
• 5 (6) x 2 min con un avversario riposato
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 62-63

Combattimento Capacità di prestazione • da 5 a 6 min senza interruzioni con ippon 8-12 > 190
di allenamento e mobilitazione (si addizionano i punteggi)
• combattimenti d’allenamento secondo
il regolamento
• combattimenti di allenamento contro più
avversari riposati (ad esempio 3x2 min)
• combattimenti di allenamento con gara
a squadre (utilizzare l’aspetto motivazionale)
tecnico-tattica, nella quale si presta atten-
zione soprattutto a due aspetti:
Ergometro Uscita da un Randori
Uchi-komi-geiko Sitball
a manovella Osae-komi di proiezioni
• l’analisi del livello di prestazione nel set-
Lotta Trazione Proiezione Tirare il partner Uchi-komi tore tecnico-tattico, attraverso una valu-
di prese del manichino del manichino con la cintura di prese tazione basata sulle riprese video degli
incontri di allenamento (realizzazione
della concezione individuale del combat-
Figura 3 – Esempi di esercizi speciali di allenamento come carichi a circuito di durata quasi simile timento, definizione dei punti deboli e
a un combattimento o come carico finale dopo randori e incontri d’allenamento. dei punti di forza degli atleti, derivazione
60 di indicazioni e conseguenze per i suc-
cessivi giorni di allenamento della prepa-
razione immediatamente precedente alla
Creatinchinasi (µmol/l)

35
gara e per la gara principale);
S1
30
• preparazione a medio e brevissimo ter-
S2
mine alla gara attraverso analisi di
25
VM videoregistrazioni e la presentazione di
analisi computerizzate degli avversari.
20 Volumi elevati e massime intensità di
265% 181% allenamento richiedono, obbligatoria-
15 mente, anche un adeguato utilizzo di
144% misure dirette a regolare il carico di alle-
10 namento.
Nel solo periodo dal 1995 al 2000, nel
5 settore maschile juniores e seniores di
alto livello, furono realizzate ricerche che
0 riguardavano il carico di centotrentasei
prima dopo prima dopo prima dopo
judoka. Così per ottenere e documentare
GCE GCE GCE GCE GCE GCE3
indicazioni sul controllo dell’allenamento
ci si servì di 1244 analisi della creatinchi-
Figura 4 – Confronto delle alterazioni dei valori medi della creatinchinasi (CK) prima e dopo giorni nasi e di 2285 determinazioni del lattato
di carico elevato (GCE) in atleti senior e junior, n = 136 (Heinisch 2001). (cfr. Heinisch 2001). Al centro vi erano
questi aspetti:
• ricerche sull’effetto e sulla rielaborazione
carichi separati a circuito specifici del judo Malgrado la variazione dei mezzi di alle- individuale del carico dei giorni di alle-
che hanno all’incirca la stessa durata di un namento non si è potuto ottenere lo svi- namento attraverso l’analisi dell’attività
combattimento, nei quali sono inseriti luppo della prestazione voluto (cfr. figura della creatinchinasi sierica nella prepara-
esercizi generali e speciali (figura 3). 1 e 4). È evidente che, durante il mesociclo zione immediatamente precedente alla
Attraverso l’intensificazione crescente si è prodotto un adattamento ai picchi di gara. Il loro scopo era quello di determi-
viene mobilitato al massimo il metaboli- carico, per cui comparve una diminuzione nare i tipici andamenti individuali e di
smo anaerobico-lattacido, ottenendo così degli scostamenti (del lattato) dopo il 2° gruppo del carico durante i relativi
di avvicinarsi quanto più possibile al carico ed il 3° giorno di carico elevato. Ciò può mesocicli, con l’obiettivo immediato del
tipico della gara. Molto adatti sono soprat- essere stato causato anche da fattori controllo attuale dell’allenamento, e
tutto ambedue i livelli più elevati dell’im- motivazionali e dal crescente esaurimento quello a medio e lungo termine di
postazione dell’intensità della fase della degli atleti. approfondire il livello di conoscenze per
formazione complessa della prestazione Unitamente all’aumento della qualifica- migliorare il processo di allenamento;
(cfr. tabella 3). In questa fase, mentre l’in- zione metodologica della preparazione • studio degli effetti dei mezzi di allena-
tensità raggiunge il massimo livello di immediatamente precedente alla gara, mento generali e specifici del judo, tra-
tutto l’anno ed anche della preparazione nella fase della costruzione globale della mite la determinazione delle concentra-
immediatamente precedente alla gara, il prestazione fu ulteriormente sviluppato il zioni del lattato, allo scopo di rilevare
volume d’allenamento viene di nuovo leg- sistema di controllo dell’allenamento. Al l’effetto immediato di lavoro dei mezzi
germente diminuito rispetto alla fase di centro dell’attività d’analisi vi è l’oggetti- d’allenamento utilizzati e del livello indi-
costruzione (ventidue-ventisette ore). vazione dello sviluppo della prestazione viduale di carico raggiunto.

Tabella 3 – Parametri del carico per l’esecuzione di circuiti di carico specifico.


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Durata Intensità Pausa tra Numero Durata Pausa tra Numero Parametri del carico
del singolo (massime rip. gli esercizi degli esercizi del carico i circuiti dei circuiti Lattato FC
esercizioe possibili) nel circuito (mmol/l) (b/min)

50-60 s 60-70% nessuna 8-10 8-10 min 5 min 4-5 4-6 140-160
35-45 s 70-80% 10-15 s 6-8 5-7 min 5 min 3-4 7-9 160-180
20-30 s 80-90% 20-30 s 5-7 4-6 min 5 min 3-4 10-14 > 180
La fase di stabilizzazione della prestazione Il riscaldamento che precede immediata- della fase della formazione finale della
mente il primo combattimento è particolar- prestazione, è la distanza ottimale tra
L’obiettivo metodologico finale della pre- mente importante. La maggior parte degli l’ultimo picco di carico ed il giorno della
parazione immediatamente precedente atleti richiede un riscaldamento (pre-carico) competizione. Le esperienze del passato e
alla gara è raggiungere la massima presta- molto intensivo, intendendo con ciò che quelle attuali indicano un periodo da
zione individuale nel momento della com- l’intero organismo (muscolatura, motricità, dieci a dodici giorni, durante il quale si
petizione principale, unendo condizione psiche) debbono essere portati a “tempera- dovrebbero produrre adattamenti otti-
fisica, tecnica, tattica ed aspettative di ture di funzionamento” ottimali, in modo mali dal punto di vista energetico (super-
risultato. Gli adattamenti che vengono ini- tale che sia possibile un impegno massimo compensazione) e un ampliamento fun-
ziati nella fase di formazione della presta- fin dal primo secondo del combattimento. zionale dal punto di vista informazionale
zione portano ad ulteriori processi di alte- (organizzazione dell’informazione). Come 61
razione e a sinergie tra i sistemi funzionali. 4. Considerazioni finali sia possibile perfezionare ulteriormente i
Tali alterazioni sono sostenute da carichi rapporti tra i processi di supercompensa-
di scarsa e media intensità. Stabilizzazione Un ulteriore sviluppo della concezione della zione e di organizzazione dell’informa-
delle prestazione significa, allora, mirare a preparazione immediatamente precedente zione è oggetto di ulteriori ricerche.
questi risultati principali: alla gara si è reso necessario non tanto per
i cambiamenti sociali avvenuti (in Germa- Gli Autori: Dott. Hans- Dieter Heinisch, direttore
del Gruppo di studio Tecnica-Tattica, Istituto di
• acquisire fiducia nella propria capacità nia, ndt) negli anni ‘90, e per le diverse scienza applicata all’allenamento, Lipsia; Prof. dott.
di prestazione da parte dell’atleta; esperienze delle due Federazioni tedesche Gerhard Lehmann, ex-professore nel settore Sport
• sviluppare un senso di sicurezza sull’ef- di judo, ma soprattutto per l’evoluzione del di combattimento dell’Istituto superiore di cultura
ficacia del proprio modo d’agire dal sistema di gara a livello internazionale. Se fisica di Lipsia e ex-Rettore di questo Istituto.
punto di vista tecnico e tattico; si tiene conto di esperienze pluriennali e
• sentire di possedere energie per affrontare dei risultati delle ricerche attuali si possono Indirizzo: dott. Hans- Dieter Heinisch, Institut für
Angewandte Trainingswissenschaft, Marschner-
le elevate richieste che si pongono in gara. trarre queste conclusioni: str. 29, 04103 Lipsia.
e-mail: heinisch@iat.uni-leipzig.de
Gli effetti sinergici tra motivazione, tecni- • anche nel judo si è dimostrata valida la gerhard.lehmann@tiscali.de
ca, tattica e condizione fisica, debbono strutturazione della preparazione imme- Traduzione di M. Gulinelli da Leistungssport, 3,
essere raggiunti, tra l’altro, servendosi dei diatamente precedente alla gara in 2004, 49-54. Titolo originale: Standpunkte und
seguenti compiti e mezzi di allenamento: forma di macrociclo “compresso”, con le Ergebnisse zur Gestaltung der Unmittelbaren
Wettkampfvorbereitung (UWV) in der Sportart Judo.
fasi di rigenerazione, costruzione, for-
• lavoro sull’ulteriore perfezionamento mazione finale e stabilizzazione della
dello svolgimento delle azioni di gara, prestazione. Bibliografia scelta
realizzato attraverso esercizi tecnico- • Per le fasi dell’allenamento che si svol- Freyer K., UWV-Standpunkte Ringen, UWV
tattici in condizioni di carico aerobico; gono “a casa” una grande responsabilità Workshop “Technisch-taktische Sportarten”, 8
• stabilizzazione delle prestazioni di rapi- spetta all’allenatore personale dell’atleta. aprile 2003, Lipsia.
dità e di forza rapida esercitando le Sotto la sua direzione metodologica Heinisch H. -D., Untersuchungen zur Trainings-
azioni (le tecniche) speciali in condizioni deve essere garantito che l’atleta abbia steuerung, unter dem Aspekt der Belastungsge-
di carico alattacido; sufficientemente recuperato dopo un staltung in der Unmittelbaren Wettkampfvorbe-
reitung (UWV) im Judo/Männerbereich, IAT Leip-
• stabilizzazione della prestazione com- macrociclo impegnativo e sia stato pre- zig, Ergebnisbericht, 2001, 25.
plessa di gara attraverso randori e parato, grazie ad una costruzione fina- Lehmann G., Wettkampfvorbereitung und
incontri d’allenamento in condizioni di lizzata generale e specifica della presta- Wettkämpfe in den Kampfsportarten, in: Thiess G.,
carico aerobico-anaerobico; zione, ai carichi elevati della fase della Tschiene P. (a cura di), Handbuch zur Wettkamp-
flehre, Aquisgrana, Meyer und Meyer, 266-288.
• eliminazione di eventuali tensioni psi- formazione globale della prestazione. Lehmann G., Ausdauertraining in Kampfsportar-
chiche, attraverso carichi aerobici (corsa • I massimi carichi, che arrivano fino ai ten, Trainerbibliothek, Volume 35, Münster, Phi-
lenta, esercizi di allungamento muscola- limiti individuali della capacità di lavoro lippka-Sportverlag.
re, giochi). ed anche oltre, vengono realizzati nella Lehnert A., Einige Besonderheiten der Vorberei-
fase della formazione globale della pre- tung auf entscheidend Wettkämpfe, DHfK Leip-
zig, Dissertation.
In questa fase, inoltre, si realizza il proces- stazione. La direzione ottimale di questo Lehnert A., Die unmittelbare Vorbereitung auf
so di avvicinamento al peso-gara. processo richiede che, ogni giorno, l’al- entscheidende Wettkämpfe, Leistungssport, 24,
La scelta dei mezzi da preferire per la stabi- lenamento sia accompagnato da ricer- 1994, 1, 10-15 (traduzione italiana a cura di M.
lizzazione della prestazione ha carattere che approfondite che comprendano Gulinelli, La preparazione immediata alle gare
diverso da atleta ad atleta, e come procedere parametri psicologici, tecnico-tattici ed importanti, Sds-Scuola dello sport, XIII, 1994, 30,
26-33).
deve essere discusso, in modo molto preciso, energetico-condizionali. Matveev L. P., Der Modellansatz zur Strukturie-
dall’allenatore con l’atleta. Il volume d’alle- • I mezzi di allenamento ed i metodi di rung des Trainings im Makrozyklus, Leistungs-
namento è di circa otto-dieci ore settimanali. ricerca che si utilizzano favoriscono uno sport, 30, 2000, 4, 53-57.
Della fase di stabilizzazione fa parte anche sviluppo finalizzato della prestazione del Platonov V. N., Belastung-Ermüdung-Leistung,
Trainerbibliothek, Volume 34, Münster, Phi-
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 62-63

lo spostamento per recarsi nella località judoka. Occorre, inoltre, pensare atten-
lippka-Sportverlag.
della gara, che secondo dove si svolge può tamente all’utilizzazione di mezzi di alle- Platonov V. N., Fondamenti dell’attività di allena-
essere di diversa lunghezza. Le misure namento che stimolano nell’atleta l’u- mento e di gara, Teoria generale della prepara-
d’allenamento immediatamente successive nità tra fattori psichici, tecnico-tattici ed zione negli sport olimpici, Perugia, Calzetti-
al viaggio mirano solo alla rigenerazione. energetici della regolazione dell’azione e Mariucci, 2004.
Sul luogo della gara ci si allena al massimo del comportamento. Platonov V. N., L’organizzazione dell’attività di
allenamento e di gara, Teoria generale della pre-
una volta al giorno (per circa 60 min), uti- • Indubbiamente, un problema centrale parazione negli sport olimpici, Perugia, Calzetti-
lizzando i mezzi d’allenamento dei quali nell’impostazione della preparazione Mariucci (in stampa).
abbiamo parlato. immediatamente precedente alla gara o
Trainer’s digest

I trigliceridi intramuscolari
a cura di A. Schek

Una delle principali fonti di energia nei carichi di lunga durata è males, Am. J. Physiol. Endocrinol. Metab., 285, 2003, E804-811)
rappresentata dai trigliceridi intramuscolari (IMTG), che rifornisco- che hanno studiato il rapporto tra contenuto di grassi nell’alimen-
62 no i muscoli che si contraggono di acidi grassi, e che, quindi, non tazione e contenuto di IMGT del muscolo vasto laterale di nove
.
provengono solo dal tessuto adiposo. L’importanza degli IMGT ciclisti allenati, prima e dopo un carico al 55% del VO2max. Così è
come substrati è stata oggetto di una lunga controversia, anche stato accertato che il contenuto di IMGT diminuisce del 21% dopo
perché per la loro determinazione era necessario prelevare un un’attività di resistenza. Nelle quarantotto ore successive si pro-
campione di tessuto attraverso una biopsia muscolare. Così, se dusse un aumento significativo solo dopo una “dieta normale”
alcuni studi facevano supporre che venisse demolita una scarsa (39% di apporto energetico attraverso i grassi), ma non dopo una
quantità di IMGT, altri arrivavano alla conclusione che ne venisse tipica dieta “sportiva” ricca di carboidrati.
utilizzato fino al 40% delle riserve. La controversia è stata risolta I risultati di questi due studi mostrano che tra maschi e femmine
grazie all’introduzione di un metodo di ricerca per immagini, la non esistono differenze per quanto riguarda l’ossidazione e la
Magnetic Resonance Spectroscopy (Watt M. J. et al., Intramuscolar risintesi dell’IMTG, come era atteso, visto che la cinetica dei sub-
triacylglicerol utilization in human skeletal muscle during exercise: strati sotto sforzo nei due sessi è confrontabile. Inoltre, i risultati
is ther a controversy?, J. Appl. Physiol., 93, 2002, 1185-1195). È sembrano confermare che l’indicazione che nella dieta degli atleti
stato così stabilito, senza possibilità di dubbio, che durante un praticanti sport di resistenza di alto livello, dal 35 al 40 di energia
esercizio fisico moderato di lunga durata vi è una significativa e provenga dai grassi non solo è sostenibile, ma addirittura consi-
dal punto di vista energetico importante ossidazione degli acidi gliabile. Il grasso favorisce la rigenerazione nel senso che produce
grassi derivati dagli IMGT. Ciò vuole dire che anche il grasso con- il ristabilimento delle riserve di IMGT e, oltre a ciò, facilita la
tenuto nelle fibre muscolari contribuisce alla formazione dell’ATP copertura del bisogno di energia, agendo in senso positivo sul
in carichi di lunga durata di scarsa intensità. Ora, se durante questi sistema immunitario. Invece, un deficit di energia (e proteine)
carichi, tipici di sport come la maratona, le corse ciclistiche, lo sci indebolisce le difese immunitarie.
di fondo, il triathlon, ecc. gli IMGT vengono utilizzati alla pari del Però, a tutt’oggi non è chiaro fino a che punto la composizione
glicogeno, è necessario che nella fase di recupero vengano ricosti- degli acidi grassi nella dieta influisca sul sistema immunitario .
tuite le riserve di ambedue i substrati. Ciò vuole dire che oltre ai Così mentre alcuni Autori, ad esempio D. König et al. (Exerc.
carboidrati (e alle proteine) debbono essere assunti anche i grassi, Immunol. Rev. 3, 1997, 1-31) considerano vantaggioso un apporto
in quanto un deficit di acidi grassi rapidamente disponibili dimi- di acidi grassi omega-3 rispetto al quello di acidi grassi omega-6,
nuisce la capacità di prestazione di resistenza, come dimostra, ad altri Autori (ad esempio, Toft A. D., Thorn M., Ostrowski K., Asp S.,
esempio, il fatto che se la lipolisi nei muscoli viene bloccata con il Moller K., Inversen S. Hermann K., Sondergaard S. R., Pedersen B.
nadololo, l’atleta si stanca più rapidamente (J. Cleroux et al., J. K., N-3 polynsatured fatty acids do not affect cytokine response to
Appl. , 66, 1989, 548-554). Se si tiene conto che negli ultimi anni è strenous exercise, J. Appl. Physiol., 89, 2000, 2401-2406) non
aumentato il numero degli atleti praticanti sport di resistenza che hanno trovato alcuna variazione della reazione della fase acuta a
adottano una dieta povera di grassi (< del 15% dell’apporto di carichi d’intensità elevata dopo un’integrazione con olio di pesce
energia), (D. R. Pendergast et al., J. Am. Coll. Nutr., 19, 2000, 345- (6 g per sei settimane) ricco di acidi grassi omega-3. Probabilmen-
350) è stato studiato se il consumo di una dieta con un contenuto te se invece di acidi grassi omega-3 fossero stati assunti acidi
scarso o moderato di grassi (rispettivamente 10% e 35% dell’ap- grassi omega-6, si si sarebbe prodotto un risultato diverso. In
porto d’energia) abbia un effetto sulla sintesi degli ITGM dopo un generale, una diminuzione del consumo di acidi saturi e di acidi
carico
. di corsa su nastro della durata di due ore al 67% del trans (come quelli che sono contenuti in alimenti ricchi di grassi
VO2max. Alla ricerca di D. E. Larson-Meyer, B. R. Newcomer, G. R. d’origine animale e nel fast food) accompagnata da un aumento
Hunter (Larson-Meyer D. E., Newcomer B. R., Hunter G. R., Influen- del consumo di acidi grassi omega-3 e di acidi grassi monoinsa-
ce of endurance running and recovery diet on intramyocellular lipid turi (come quelli contenuti nell’olio d’oliva o in quello di colza) si
content in women: a 1H NMR study, Am. J. Physiol. Endocrinol. ritiene che abbia un effetto di protezione della salute. Invece è
Metab., 282, 2002, E95-E106) hanno partecipato nove donne che assolutamente sconsigliato un apporto eccessivo di grassi, come
si allenavano per la maratona o per il triathlon. Dal rilievo del con- quello previsto dalle diete a basso contenuto di carboidrati (fino al
tenuto di IMTG nel muscolo soleo prima e dopo il carico risultò 65% di grassi), venute di moda sopratutto negli Usa, dopo il libro
una diminuzione del 25%. La dieta con un moderato contenuto di del cardiologo statunitense Atkins, che nel 1975 mise a punto una
grassi produsse un restauro delle riserve di grassi in ventidue ore e dieta dimagrante priva di zuccheri, nella quale sono vietati tutti i
dopo settanta ore si produsse, addirittura, una supercompensazio- carboidrati e, praticamente, non ci sono limiti per alimenti ricchi di
ne. Nel caso di una dieta ipocalorica povera di grassi, neppure grassi o proteine. Oltre ad altri svantaggi, tali che negli Usa i car-
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 62-63

dopo settanta ore si raggiungevano i valori iniziali. Gi Autori arri- diologi hanno definito tale dieta “passaporto per l’infarto”, essa da
vano alla conclusione che, per ristabilire le riserve di IMTG dopo un un lato peggiorerebbero le difese immunitarie mentre, dall’altro
carico di resistenza, è necessario che nella dieta sia contenuta una non si favorirebbe il ripristino delle riserve di glicogeno, che avreb-
certa quantità di grassi. Conclusione alla quale sono arrivati anche be conseguenze negative sulla prestazione di resistenza. Rimane
altri Autori (van Loon L. J. C., Schrauwen-Hinderling V. B., Koop- da chiarire, con altre ricerche, quale debba essere la distribuzione
man R., Wagenmakers A. J. M., Hesselink M. K. C., Schaart G., Kooi percentuale dell’energia ricavata dai principali nutrienti necessaria
M. E., Saris W. H. M., Influence of prolonged endurance cycling and per rendere ottimale sia le riserve di glicogeno sia quelle di grassi
recovery diet on intramuscolar triglyceride content in trained nei muscoli sollecitati da un carico di resistenza.
Alimentazione

Alexandra Schek

Dieta mediterranea anche per gli atleti di alto livello?


L’alimentazione come elemento per ottenere migliori risultati sportivi:
quale deve essere la sua composizione ottimale per l’allenamento di alto
livello e per coloro che praticano sport a livello ricreativo? (parte seconda) 63
Viene trattato il problema dell’influenza del consumo vista, vengono trattati sia il ruolo dei diversi tipi di
di carboidrati e di grassi sulla prestazione sportiva. Si acidi grassi, sia il concetto di indice glicemico e di cari-
espone come, rispetto a quanto discusso per decenni, co glicemico. Infine, viene esposto un “cerchio” dell’ali-
non esista solo il problema di quale debba essere la mentazione mediterranea, che mostra quale sia la
percentuale di questi nutrienti nell’apporto energetico, composizione ottimale dell’alimentazione, non solo per
ma anche, e soprattutto, di quale sia il tipo di grassi o l’allenamento degli atleti di alto livello, ma anche per
di carboidrati da preferire. Il problema non è solo di coloro che praticano sport a livello ricreativo e per i
quantità, ma anche di qualità. Da questo punto di non praticanti sport.

3. Carboidrati, grassi glicogeno muscolare ed epatico tendono I carboidrati prima, durante


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e carichi intensivi gradualmente ad esaurirsi, cosicché non e dopo il carico


di allenamento e di gara può essere mantenuta la stessa intensità
di lavoro. Per differire il momento del suo Una descrizione esauriente di quale sia
Per carichi intensivi, si intendono lavori esaurimento, c’é la possibilità di reintegra- l’apporto di carboidrati, che viene racco-
che durano oltre 90 min. ad una intensità re il glucosio dall’esterno, mentre un’altra mandato in rapporto immediato a carichi
superiore al 65% del VO2max, come quelli possibilità (almeno teorica) sarebbe quella intensivi, si trova in Burke, Hawley (1999),
che troviamo spesso non solo in gara, ma di utilizzare maggiormente i grassi come come anche in Schek (2002 a). Per questa
anche in allenamento. Dopo questo perio- substrato energetico, per risparmiare gli- ragione, al centro della nostra esposizione,
do di tempo (90 min), le limitate riserve di cogeno. vi saranno ricerche che hanno tenuto
conto dell’influenza dell’indice glicemico Comunque, in una recente ricerca di co, CG), si può persino affermare che, per
(IG) sulla prestazione. Come già detto, il Jentjens, Jeukendrup (2003), in un lavoro quanto si riferisce all’immagazzinamento
concetto di IG viene sempre più introdotto submassimale della durata di 20 min, del glicogeno, la quantità di carboidrati
nelle linee guida nutrizionali per lo sport di quattro ciclisti su otto reagivano con un assunti durante la fase di riposo svolge un
alto livello (Burke et al. 1998 b; Schek calo di zuccheri all’assunzione, sotto ruolo più importante dell’IG degli alimenti
2002 a). forma di bevanda, di 75 g di glucosio (IG che lo contengono. Si consigliano alimenti
Poiché un digiuno di più ore (ad esempio, elevato), ma non all’assunzione della stes- con un IG medio ed elevato, ma, natural-
durante la notte), è accompagnato da uno sa quantità di galattosio (IG medio) o di mente anche quelli con IG basso contribui-
svuotamento delle riserve di glicogeno trealoso (basso IG). Però, senza che tale scono all’assunzione totale di carboidrati.
epatico, la giornata non dovrebbe essere calo influenzasse negativamente la suc-
64 mai iniziata a digiuno. Perciò, quattro ore cessiva gara a cronometro. Ciò, a sua I grassi, prima, durante e dopo il carico
prima del carico si consiglia di assumere volta, potrebbe essere attribuito alla solle-
da 200 a 300 g di carboidrati, sotto forma citazione di altre fibre muscolari. L’utilizzazione, in via sperimentale, delle
di alimenti con elevato IG, che vengono L’assunzione di carboidrati durante il cari- più diverse misure dietetiche è stata una
digeriti ed assorbiti con relativa rapidità, co aumenta la disponibilità di glucosio, conseguenza dell’osservazione che la con-
senza provocare una iperinsulinemia post- aumentando la capacità di prestazione. centrazione di acidi grassi liberi nel plasma
prandiale. Poiché una tale disponibilità di Poiché il rateo massimo di ossigenazione è un fattore che determina la velocità
substrati sarà ridotta dal successivo carico del glucosio esogeno è di 1 g/min, un’as- d’ossidazione degli acidi grassi (Brouns,
(l’insulina inibisce la lipolisi e promuove sunzione di questo livello viene considera- van der Vusse 1998). Così sono state pre-
l’ossidazione del glucosio, come si può ta sufficiente. Alimenti o bevande con un viste diete con elevati contenuti di grassi,
vedere dalla diminuzione del tasso di acidi IG medio od elevato favoriscono un rapido come pure la somministrazione di triglice-
grassi e di glicogeno), alcuni Autori, passaggio del glucosio dall’intestino tenue ridi a catena media e lunga, prima e
soprattutto nel periodo da 30 a 60 minuti al sangue e perciò vanno preferiti a quelli durante il carico. Tra tali diete rientrano,
che precede il carico, suggeriscono di con IG basso. Ma non esistono studi com- inoltre, l’impiego di caffeina e l’integrazio-
sostituire gli alimenti con elevato IG, con parativi in merito. L’apporto di carboidrati ne con carnitina, che sono già stati trattati
quelli con IG basso. Secondo una delle diventa particolarmente importante per la in altri lavori (Hawley 2002; Schek 2002 a).
prime ricerche su questo problema, realiz- ricostituzione delle riserve di glicogeno, se Whitley et al. hanno studiato quale sia
zata da Foster et al. (1974), un’assunzione si susseggono più gare od unità intensive l’influenza, su corridori ciclisti ben allenati,
di 75 g di glucosio (IG elevato), 30 minuti di allenamento a brevi intervalli di tempo. di un pasto ricco di grassi rispetto ad uno
prima di un carico ad esaurimento al Se si considera che la permeabilità al glu- ricco di carboidrati o un digiuno quattro
cicloergometro, provocherebbe un peggio- cosio e la sensibilità all’insulina delle ore prima di un .carico della durata di 90
ramento della prestazione. Thomas et al. membrane cellulari sono più elevate all’i- min al 70% del VO2max ed una successiva
(1991), che hanno confrontato il tempo nizio della fase di recupero, è raccomanda- corsa a cronometro di 10 km (Whitley et
necessario per raggiungere l’esaurimento, bile un’assunzione di 1 g per kg di peso al. 1998). Gli Autori non hanno rilevato
60 minuti dopo l’assunzione di lenticchie corporeo di carboidrati poco dopo la fine differenze di rendimento, sebbene fosse
(IG basso) o di patate (IG elevato ), sono del lavoro. Un apporto di carboidrati da 8 stato possibile rilevare notevoli differenze
giunti alla conclusione che le prime a 10 g per kg di peso corporeo garantisce nelle concentrazioni plasmatiche di sub-
migliorano la prestazione di resistenza. che le riserve di glicogeno si ricostituiran- strati e di ormoni. Ne hanno ricavata la
Invece, Stannard et al. (2000), utilizzando no in ventiquattr’ore. Poiché l’insulina conclusione che l’ossidazione dei substrati
un protocollo di ricerca simile, hanno con- favorisce l’immagazzinamento del glicoge- nella muscolatura impegnata nel lavoro è
frontato l’assunzione di pasta (IG medio) e no, stimolando l’assorbimento del glucosio notevolmente resistente ad un’alterazione
di glucosio (IG elevato) senza rilevare alcu- nelle cellule e l’attività della glicogenosin- dei substrati contenuti nel sangue, provo-
na differenza. In tre ulteriori ricerche (Feb- tentasi, si dovrebbe riflettere se non siano cata da misure di tipo dietetico.
braio et al. 2000; Febbraio, Stuart 1996; da preferire alimenti con un IG elevato, È stato anche proposto di assumere trigli-
Sparks et al. 1998), nelle quali, invece della invece di quelli con un IG basso. Secondo ceridi a catena media e lunga, sia nel
durata di un carico ad esaurimento - che una ricerca del 1987 (Blom et al. 1987), periodo di 30-60 min che precede un
non è comune nella pratica e, inoltre, pre- dopo una fase di recupero di sei ore, il glu- lavoro, sia durante il lavoro. Ma ambedue
senta un elevato coefficiente di variazione cosio (IG elevato) ed il saccarosio (IG sono sconsigliabili (Jeukendrup 1998). I
(McClellan et al. 1995) - è stato introdotto medio) aumentano la concentrazione trigliceridi a catena lunga rallentano lo
il tempo necessario per svolgere una data muscolare di glicogeno più del fruttosio. svuotamento dello stomaco, per cui gli
prestazione, dopo un carico submassimale Questo risultato è stato confermato da acidi grassi passano nel sangue lentamen-
di lunga durata hanno messo in evidenza una ricerca più recente (Burke et al. 1993): te. I trigliceridi a catena media, che non
che, per quanto riguarda questo parame- l’assunzione di alimenti con elevato IG presentano questo aspetto negativo e
tro della prestazione, è indifferente se 45 dopo ventiquattr’ore aumentava la con- vengono ossidati rapidamente, offrono
minuti prima del carico sono stati assunti centrazione del glicogeno nel muscolo in solo uno scarso contributo alla trasforma-
carboidrati od alimenti con basso od ele- modo più duraturo dell’assunzione di ali- zione dell’energia, in quanto è possibile
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vato IG. Sembra così che la maggiore menti con basso IG. Invece, non vi era consumarne solo quantità minime senza
deviazione del tasso di glucosio ed insulina alcuna differenza se, nello stesso lasso di che si producano disturbi gastrointestinali.
provocata dagli adattamenti metabolici al tempo, la stessa quantità di carboidrati Décombaz et al. (2001), su soggetti allena-
movimento, ma certamente anche dall’as- contenuti in alimenti ad elevato IG veniva ti e non allenati, hanno dimostrato che la
sunzione di carboidrati durante il carico, consumata distribuendola in quattro gran- concentrazione intramuscolare di triglice-
presenti un carattere relativo (Burke et al. di pasti o in sedici piccoli spuntini (Burke ridi successiva ad un lavoro nella zona
1998a). D’altro canto, non è da escludere et al. 1996). Se si tiene conto del fatto che submassimale d’intensità, con una dieta
che vi siano atleti sensibili a risposte estre- grandi pasti producono una più intensa ricca di grassi (55%) dopo trenta ore
me allo zucchero ematico/insulina. risposta insulinica (elevato carico glicemi- aumenta del 30-40% rispetto al valore ini-
ziale, mentre dopo una dieta povera di mamente bassa di grassi, legata alla sti- ad una dieta con una quantità limitata di
grassi è minore dal 5 al 17% (Décombaz et molazione dell’accumulo di glicogeno, lipidi (30%). Per quanto riguarda la sensi-
al. 2001). Ambedue i tipi di dieta favori- come quella raccomandata sulla base di bilità all’insulina, Staudacher et al. (2001),
scono la ricostituzione delle riserve di gli- studi meno recenti, che viene ancora pra- dopo una settimana di assunzione di una
cogeno nelle ventiquattr’ore, ma non è ticata da alcuni atleti (Rotsch et al. 2002) dieta ricca di grassi (69%), non hanno rile-
stato indagato come influiscano sulla pre- influirebbe negativamente sulla prestazio- vato alcuna differenza rispetto a una dieta
stazione. ne di resistenza. E, inoltre, affermano che, ricca di carboidrati (70%).
Già nel 1997, Starling et al. hanno dimo- se la percentuale di grassi viene aumenta-
strato che l’assunzione di un dieta ricca di ta almeno fino al 30%, si avrebbe un Le principali sostanze alimentari nella
grassi (68%) rispetto ad una ricca di car- effetto positivo non solo per quanto fase di carico moderato d’allenamento
boidrati (83%), dopo un carico di resisten- riguarda la copertura del fabbisogno di 65
za, ovviamente produce un incremento energia, e un sufficiente apporto di com- Concretamente, il problema di quale debba
del contenuto di trigliceridi nella muscola- ponenti essenziali dell’alimentazione, ma, essere la distribuzione percentuale dei
tura, ma anche un peggioramento della probabilmente, anche sul sistema immuni- nutrienti nella dieta è legato, essenzial-
prestazione nella successiva corsa a cro- tario. È noto che un elevato stress ossida- mente, alla sollecitazione delle riserve di
nometro. Per queste ragioni, si sconsiglia tivo, come quello che può si può presenta- glicogeno. La velocità d’ossidazione del
un elevato apporto di grassi nella fase di re nello sport, comporta una soppressione glicogeno dipende, in modo determinante,
recupero. delle funzioni immunitarie, mentre i grassi dall’intensità del carico, mentre il consumo
sembrano avere una funzione immuno- di glicogeno dipende anche dalla durata
modulante e, probabilmente, sono in del lavoro (Mittendorfer, Klein 2003;
Per riassumere: grado di diminuire gli effetti negativi dei Scheck 1997).
in tutte le attività sportive di durata
maggiore ai 90 min, sia prima sia carichi intensivi sul sistema immunitario Nel caso di carichi giornalieri che durano
durante il lavoro, è molto importante un (Venkatraman et al. 2000; Venkatraman, meno di 90 min, si raccomanda un appor-
apporto di carboidrati con un indice gli- Pendergast 2002). Venkatraman et al. to di carboidrati di 6 (da 5 a 7) g per kg di
cemico da elevato a medio. In questo (1997, 1998, 2001), in molte ricerche spe- peso corporeo (Burke et al. 2001) e, per
periodo, si debbono evitare i grassi e rimentali, hanno rilevato che un apporto quanto riguarda le proteine, di 1,2 g per kg
nella fase di recupero si debbono prefe- del 40% di grassi migliora le prestazioni, di peso corporeo (Poortmans, Dellalieux
rire i carboidrati. senza avere un effetto negativo sui più 2000). Se si ipotizza un peso corporeo di
diversi parametri della funzione immuni- 75 kg ed un fabbisogno quotidiano di
taria. Invece, Pedersen et al. (2000) riferi- energia di 3600 kcal (corrispondente a una
scono di un effetto negativo sul sistema distanza di 15 km di corsa) otteniamo una
4. Gli alimenti principali immunitario di un apporto molto elevato percentuale di carboidrati del 50% ed una
nell’allenamento (62%) di grassi. Non c’è da stupirsi, in di proteine del 10%. Il restante 40%
quanto, anche per quanto riguarda altri dovrebbe essere fornito dai grassi, anche
È opinione comune che la compensazione alimenti ed altre sostanze, è stato più se quanto calcolato in questo esempio non
di una carenza di energia o di nutrienti, volte dimostrato che un loro consumo deve rappresentare un’indicazione obbli-
come quella che si può osservare, ad estremamente elevato non è particolar- gatoria (cfr. il paragrafo successivo).
esempio, in sport nei quali esiste il rischio mente positivo, ma, in certe condizioni, è
di “anoressia atletica” (Scheck 2002 a), addirittura dannoso. Le principali sostanze alimentari nella
può migliorare la prestazione. Per quanto Che un incremento (moderato) della per- fase di carico elevato d’allenamento
riguarda questo aspetto, due studi recenti centuale di grassi nella dieta degli atleti di
(Hoppeler et al. 1999; Horvath et al. 2000 elevata qualificazione sia giustificato, si Nel caso di carichi quotidiani di 90 min ed
a) dimostrano che un incremento dal 18 al ricava anche dai risultati delle ricerche di oltre,. con un’intensità superiore al 65%
41% o dal 16 al 44% della percentuale di altri gruppi di lavoro. Così Brown et al. del VO2max e di unità di allenamento
. d’in-
grassi nella dieta produce un migliora- (2000) hanno dimostrato che tre mesi di tensità superiori all’85% del VO2max, si
mento della capacità di prestazione di una dieta ricca di grassi (50% di grassi, raccomanda un apporto di carboidrati di 9
resistenza, che, almeno parzialmente, deve 37% di carboidrati) rispetto ad una ricca (da 8 a 10) g per kg di peso corporeo, di
essere attribuito al passaggio da un deficit di carboidrati (69% carboidrati, 15% gras- proteine di 1,6 g per kg di peso corporeo
di assunzione di energia (del 20%), ad un si), aumentava la densità ossea dei sog- (Tarnopolsky et al. 1988). Supponendo un
suo incremento di misura tale da coprirne getti del campione che si allenavano nella peso di 70 kg ed un fabbisogno di energia
il fabbisogno. È notorio che i grassi sono resistenza, senza influire sulla massa di 4600 kcal (che corrisponde a una
più ricchi di energia dei carboidrati e delle magra o la percentuale di grasso corporeo. distanza di 30 km di corsa), si calcola che
proteine. Inoltre, come dimostra la ricerca Precedentemente, con un protocollo di la percentuale di carboidrati necessaria sia
di Horvath et al. (2000 b), l’aumento del- ricerca simile, Cox et al. (1996) e Brown e del 55% e quella di proteine del 10%. Il
l’apporto di grassi (con un apporto di car- Cox (1998) avevano provato che una dieta restante 35% dovrebbe essere assunto
boidrati minore dal punto di vista relativo, ricca di grassi non influiva negativamente sotto forma di grassi.
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ma uguale in assoluto) è accompagnato sui valori di grasso nel sangue degli atleti, Però, si deve evitare l’equivoco che questa
da un incremento, della stessa misura, mentre una dieta ricca di carboidrati pro- affermazione diventi un’indicazione obbli-
dell’assunzione di acidi grassi essenziali e vocava un aumento della concentrazione gatoria: essenzialmente occorre chiarire
di alcuni minerali (calcio, ferro, zinco). Lo di trigliceridi e di colesterolo totale nel che, normalmente, per ottenere un effetto
stesso dovrebbe valere anche per le vita- sangue. Lambert et al. (2001), dopo quat- positivo sulla prestazione, non si deve
mine liposolubili. Sulla base dei risultati tordici giorni di una dieta ricca di grassi assumere più del 55% di carboidrati, men-
delle ricerche che abbiamo citato, Pender- (65%) non hanno trovato alcuna differen- tre vi sono motivi che si oppongono alla
gast et al. (2000) arrivano alla conclusione za per quanto riguardava peso corporeo, riduzione dei grassi al 30% e a un corri-
che una dieta con una percentuale estre- massa magra e profilo dei lipidi, rispetto spondente aumento delle proteine (sulla
Trigliceridi e acidi grassi
I trigliceridi rappresentano un’importante fonte di riserva energe- quando nella propria catena idrocarburica, presentano uno (acidi
tica e materiale sia nei vegetali sia negli animali. Sono composti grassi monoinsaturi) o più (acidi grassi polinsaturi) doppi legami
dall’unione di tre molecole di acidi grassi esterificati con il glice- carbonio-carbonio (figura 2).
rolo e sono contenuti negli alimenti (figura 1). Tale suddivisione è importante in quanto le proprietà fisiche chi-
miche e, soprattutto, biologiche degli acidi grassi dipendono dal
loro grado di insaturazione.
Struttura di un trigliceride
66
Tipi di acidi grassi in base al numero di doppi legami
Acido grasso
Glicerolo

Acido grasso Saturi (nessun legame)

Acido grasso Monoinsaturi (1 legame)

Polinsaturi (+ di 1 legame)
A temperatura ambiente, secondo la lunghezza, l’eventuale rami-
ficazione e il grado di insaturazione delle catene degli acidi grassi
che li costituisconosi si possono trovare allo stato liquido (oli, Gli acidi grassi saturi sono abbondanti nei trigliceridi di origine
generalmente d’origine vegetale) o solido (grassi, generalmente animale, e, normalmente, come detto, sono solidi a temperatura
d’origine animale). Nell’uomo si trovano quasi esclusivamente nel ambiente. Gli acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi, si trovano
tessuto adiposo. Si tratta di grassi neutri, sintetizzati dai carboi- soprattutto nei trigliceridi di origine vegetale e, normalmente,
drati per essere immagazzinati nelle cellule adipose. sono liquidi (cfr. tabella).
Gli acidi grassi sono i componenti comuni e fondamentali dei tri-
gliceridi. Essi differiscono nella lunghezza della catena di atomi di FONTI ALIMENTARI RICCHE DEI VARI TIPI DI ACIDI GRASSI
carbonio (da 4 a 22) e nel numero di doppi legami che contengo-
no. Per esempio, l’acido butirrico (C4:0), l’acido palmitico (C16:0) Tipo Fonti
di grasso
e l’acido arachico (C20:0), contengono rispettivamente nella
catena 4, 16 o 20 atomi di carbonio. La maggior parte degli acidi Saturo Burro, formaggio, carne, prodotti a base di carne
grassi che si trovano nella dieta e nell’organismo contiene 16-18 (salsicce, hamburger), latte e yogurt intero, torte, dolciumi,
lardo, sugo d’arrosto, margarine solide e grassi per prodotti
atomi di carbonio (vedere la tabella per un elenco degli acidi da forno, olio di cocco e di palma
grassi più comuni).
Monoinsaturo Olive, colza, noci (pistacchi, mandorle, nocciole, macadamia,
acajù, pecan), arachidi, avocado e i relativi olii
GLI ACIDI GRASSI PIÙ COMUNI
Polinsaturo Omega-3: Salmone, sgombro, aringa, trota (particolarmente
ricchi di acidi grassi a catena lunga omega-3, EPA, o acido
Nome comune Simbolo Fonte alimentare
eicosapentenoico e DHA, o acido docoesaenoico), noci, colza,
seme di soia, semi di lino e i loro oli (particolarmente ricchi
Acidi grassi saturi
di acido alfa linoleico).
Butirrico C4:0 Grasso del latte
Omega-6: seme di girasole, germe di grano, sesamo, noci, seme
Caprilico C8:0 Olio di palma
di soia, mais e i loro oli. Alcune margarine (leggere l’etichetta).
Caprico C10:0 Olio di cocco
Laurico C12:0 Olio di cocco
Miristico C14:0 Grasso del latte,
olio di cocco Gli acidi grassi insaturi possono anche essere classificati in cis
Palmitico C16:0 Maggior parte dei grassi
e degli olii (forma piegata) o trans (forma dritta) a seconda della struttura
Sterarico C18:0 Maggior parte dei grassi della loro molecola. Negli alimenti gli acidi grassi insaturi sono
e degli oliii presenti prevalentemente in forma cis; tuttavia, nella carne e nel
Arachico C20:0 Lardo, olio di arachide
latte dei ruminanti come i bovini e gli ovini e nei prodotti conte-
nenti oli modificati industrialmente che hanno subito un proces-
Acidi grassi monoinsaturi so di indurimento denominato idrogenazione parziale, esiste una
Palmitoleico C16:1 w 7 Maggior parte dei grassi
e degli olii percentuale di acidi grassi insaturi in forma trans.
Oleico C18:1 w 9 (cis) Maggior parte dei grassi Gli acidi grassi polinsaturi sono ulteriormente classificati in due
e degli olii
Elaidinico C18:1 w 9 (trans) Olii vegetali idrogenati,
famiglie diverse, a seconda della posizione del primo doppio
grasso del latte, grasso legame: gli acidi grassi omega-6 (o n-6) hanno il primo doppio
della carne bovina legame in corrispondenza del sesto atomo di carbonio lungo la
Acidi grassi polinsaturi catena dell’acido grasso e derivano principalmente dall’acido
Linoleico C18:2 w 6 (tutto cis) Maggior parte degli linoleico. Gli acidi grassi omega-3 (o n-3), hanno il primo doppio
olii vegetali legame in corrispondenza del terzo atomo di carbonio lungo la
Alfalinoleico C18:3 w 3 (tutto cis) Olio di soja, olio di canola
catena dell’acido grasso e derivano principalmente dall’acido
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Diomo-gamma-linoleico C20:3 w 6 (tutto cis) Grassi del pesce


Arachico C20:34 w 6 Grasso della carne alfalinoleico.
di maiale, grasso Gli acidi grassi si distinguono in non essenziali, rappresentati da
della carne di pollame
Eicosapentenoico C20:5 w 3 (tutto cis) Grassi del pesce qualsiasi grasso saturo od insaturo che l’organismo può sintetiz-
Docoesaenoico C22:6 w 3 (tutto cis) Grassi del pesce zare, e essenziali. Si definisce essenziale un acido grasso polinsa-
turo superiore, indispensabile per il metabolismo, che l’organismo
Gli acidi grassi sono classificati in base al numero di doppi legami non è in grado di sintetizzare. Sono considerati essenziali l’acido
che possiedono. Così vengono definiti saturi se gli atomi di car- linoleico (un acido omega-6), l’acido linolenico (un acido omega-
bonio sono uniti da legami semplici, mentre sono definiti insaturi 3) e l’acido arachidonico, particolarmente abbondanti in vari oli
Oltre che con il nome corretto gli acidi grassi sono spesso definiti con una sigla numerica,
basata sul numero di atomi di carbonio (C) sul numero di doppi legami (:) e la posizione del primo doppio legame (n o ω)

H H H H H H H H H H H H H H H H H OH H H H H H H H H H H H H H H H H H OH

H C C C C C C C C C C C C C C C C C C O H C C C C C C C C C C C C C C C C C C O

H H H H H H H H H H H H H H H H H H H H H H H H H H H H

ω3
Gruppo (omega-3)
C18 : 0 carbossile 18 atomi di carbonio C18 : 3 il primo doppio legame
18 atomi di carbonio saturo (0 doppi legami) è dopo 3 atomi di C) 67
polinsaturi (3 doppi legami)

vegetali, come l’olio di cartamo, di girasole, di mais, di lino, di avvolto da un rivestimento, composto da proteine e fosfolipidi,
soja, ecc., e negli oli di pesce. Essi sono impiegati nel trattamento solubile in acqua, in modo che i grassi possano circolare nel san-
dietetico delle ipercolesterolemie e nella prevenzione delle atero- gue. Sono state classificate in base alla diversa densità in chilomi-
sclerosi, e sono indispensabili per la produzione di energia, per la croni, in lipoproteine a densità molto bassa (Very Low Density
formazione delle membrane cellulari, per il trasferimento dell’os- Lipoproteins, VLDL), lipoproteine a bassa densità (Low Density
sigeno dall’aria al sangue, per la sintesi dell’emoglobina, per la Lipoproteins, LDL o LDL2), lipoproteine a densità intermedia (Inter-
funzione delle prostaglandine. mediate Density Lipoprotein, ILD o LDP1), lipoproteine ad alta
È noto che i grassi svolgono un ruolo fondamentale nelle funzio- intensità (High Density Lipoprotein, HDL) lipoproteine a densità
ni di ogni cellula dell’organismo. Ma, mentre gli acidi insaturi, in molto alta (Very High Density Lipoprotein, VHLD). I chilomicroni
particolare quello linoleico e quello linolenico svolgono un ruolo sono particelle di lipoproteina del diametro di 80-600 nm, che si
essenziale e benefico, i grassi saturi ed idrogenati (sono così defi- formano nelle cellule epiteliali dell’intestino tenue durante la
niti gli acidi grassi insaturi che sono diventati saturi mediante digestione e l’assorbimento dei trigliceridi alimentari. Sono nor-
idrogenazione), aumentano il rischio di malattie degenerative, malmente presenti nel circolo sanguigno in fase postprandiale,
come aterosclerosi, cancro e diabete. Le membrane cellulari pos- mentre sono praticamente assenti a digiuno. Tutte le lipoproteine
sono incorporare grassi sia saturi sia insaturi. I fosfolipidi (che trasportano apolipoproteine, trigliceridi e colesterolo in proporzio-
sono delle componenti delle membrane cellulari), ricchi di grassi ni diverse. Le apolipoproteine hanno la funzione di legare le lipo-
saturi sono meno fluidi di quelli che incorporano acidi grassi proteine ai recettori. I chilomicroni, come detto, sono sintetizzati
insaturi. Tale mancanza di fluidità danneggia le funzioni cellulari nell’intestino, la loro emivita è di 20-30 min e trasportano il cole-
e aumenta la suscettibilità alla lesione e alla morte cellulare. sterolo degli alimenti ed i trigliceridi al fegato ed ai tessuti. Le
Gli acidi grassi essenziali svolgono un ruolo nella sintesi delle VLDL sono sintetizzate nel fegata, la loro emivita è di quattro-sei
prostoglandina, uno dei numerosi composti, isolati per la prima ore e trasportano i trigliceridi ai tessuti. Le LDL sono il maggiore
volta dalla prostata del montone (di qui il nome), e presenti in carrier del colesterolo ed hanno un’emivita di due-tre giorni, e
molti mamiferi. Le prostoglandine sono particolarmente abbon- trasportano il colesterolo dal fegato ai tessuti. Se si ossidano non
danti nel liquido seminale, negli organi appartenenti alla sfera sono più riconosciute dai recettori, vengono inglobate dai macro-
riproduttiva, come pure nel cervello, nella tiroide, nei polmoni e fagi e si depongono nello strato interno della parte dei vasi san-
nella milza, dove svolgono un ruolo in numerose funzioni dell’or- guigni e dei dotti. Le HDL sono sintetizzate nel fegato e nell’inte-
ganismo quali: la sintesi degli ormoni, l’immunità, la vasocostri- stino, hanno un’emivita di cinque-sei giorni ed il loro livello è
zione, la regolazione del dolore e dell’infiammazione. Sono sinte- inversamente legato al rischi di malattia coronarica. Esse avrebbe-
tizzate dall’organismo, a seguito di stimoli di natura diversa, a ro un’azione antiossidante, trasportano il colesterolo dalla perife-
partire dall’acido arachidonico ad opera di un complesso mul- ria al fegato, proteggono l’endotelio.
tienzimatico detto prostoglandina-sintetasi, costituito da una Il colesterolo è un alcool di natura steroide, largamente diffuso
subunità detta ciclo-ossigenasi e da una subunità, detta idrope- nel regno animale, assente nei vegetali, che essendo uno steo-
rossidasi. A seconda della loro struttura chimica vengono suddi- roide viene classificato tra i lipidi. Esso viene trasportato nel
vise in vari tipi. Quelle della serie 1 e 3 possono essere considera- sangue dalle liproteine a densità molto bassa e a densità bassa
te benefiche. Gli acidi omega-3 sono i precursori della serie 3, che, come abbiamo visto lo trasportano dal fegato ai tessuti;
quelli omega-6 sintetizzano la prima o la seconda serie di prosta- mentre le lipoproteine ad alta intensità, lo trasportano dai tes-
glandine. Il tipo di grassi degli oli può influenzare la sintesi della suti al fegato.
prima o della seconda serie di prostoglandine. Va ricordato che le Il colesterolo è fondamentale per il nostro organismo, in quanto
prostoglandine della prima e della terza serie sono vasodilatatrici, interviene nella formazione e nella riparazione delle membrane
modulano la coagulazione, abbassano il colesterolo LDL, aumen- cellulari; è il precursore della vitamina D, degli ormoni steroidei e
tano quello HDL, svolgono azione antiinfiammatoria. La seconda degli ormoni sessuali (come androgeni, testosterone, estrogeni e
serie di prostaglandine svolge un’azione opposta. Il rapporto tra progesterone); è contenuto nell’emoglobina; è il precursore dei
le varie serie di prostoglandine è determinato dalla dieta, e può sali biliari. Però, se è presente in quantità non corretta diventa un
aumentare il rischio di malattia. Secondo vari studi l’introduzione fattore negativo. Un eccesso di colesterolo e di trigliceridi nel
di 5,5 grammi di acidi omega-3 nella dieta può ridurre il rischio sangue può determinare anomalie del cuore e dei vasi sanguigni.
d’infarto del 50%, un elevata assunzione di acidi omega-3 è Più di tre quarti del colesterolo presente nel sangue sono prodot-
legata al un numero inferiore di colpi apoplettici, e, inoltre indur- ti dal corpo, mentre il resto proviene dalla dieta. Un’elevata con-
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rebbe protezione dal rischio di tumori. Invece un’elevata assun- centrazione di colesterolo LDL è un fattore di rischio per la
zione di acidi grassi omega-6 sembra sia legata ad un aumento malattia coronarica, e per questo motivo si parla talvolta di
del rischio di tumori. Infatti, studi su animali hanno mostrato che ''colesterolo cattivo''. Il colesterolo HDL è associato all’eliminazio-
una dieta ricca di acidi omega-6 induce aumento dei tumori e ne del colesterolo e, quando è presente in elevate concentrazioni,
delle metastasi, mentre gli acidi omega-3 avrebbero un’azione ha effetti benefici, quindi viene spesso chiamato "colesterolo
opposta. buono''. Più elevato è l’HDL, minore il rischio di malattia cardiaca.
Qualsiasi proteina coniugata con molecole lipidiche viene definita È consigliabile mangiare cibi che contribuiscono ad abbassare i
lipotroteina. Le lipoproteine sono particelle sferiche, il cui centro è livelli di LDL ed a incrementare o mantenere i livelli di HDL. Anche
costituito da grassi (colesterolo, esteri di colesterolo, trigliceridi) l’attività fisica può essere utile a questo scopo.
diversa valenza biologica delle proteine denza che se la distribuzione dei principali linee guida, però, è stata mantenuta sia la
animali e vegetali, cfr. Schek 2002 a). nutrienti nel raduno di allenamento (58% rigida restrizione nei confronti dei grassi e
Secondo Pendergast et al. (2000), la per- carboidrati, 29% grassi, 13% proteine) ed in del colesterolo, sia la suddivisione dei car-
centuale di grassi non dovrebbe essere gara (rispettivamente: 60%, 27%, 13%), era boidrati in semplici e complessi. Ovvero, si
inferiore al 30%. Secondo gli stessi Autori, relativamente giusta, alla fine del torneo (in continua a non tenere conto dell’IG degli
la percentuale di proteine può essere cifre assolute), non venivano raggiunte le alimenti, come ha criticamente osservato
aumentata fino al 20%. Un consumo di quantità raccomandate di assunzione di Hu (2003).
proteine fino a 2,8 g per kg di peso corpo- carboidrati e proteine. Il cerchio dell’alimentazione mediterranea
reo non compromette la funzione renale Ciò va attribuito ad una drastica diminu- mostrato nella figura 1 presenta le carat-
68 (Poortmans, Dellalieux 2000; Layman zione dell’apporto energetico durante il teristiche delle linee guida che abbiamo
2003). torneo (al termine: 1716 kcal/die contro le citato, ma tiene conto del concetto di IG,
In uno studio sull’alimentazione di atleti 2184 kcal/die dell’inizio) rispetto al raduno mostrando la suddivisione quotidiana del
ed atlete d’elevata qualificazione, realizza- di allenamento. Se si aggiunge che anche consumo di alimenti dei vari gruppi, nella
to da Erp-Baart et al. (1989), solo alcuni l’apporto di liquidi non veniva coperto quale gli alimenti d’origine vegetale si tro-
praticanti corsa (diciotto atlete: 55% car- proprio nella fase di gara, ciò dimostra vano nel cerchio esterno e quelli d’origine
boidrati, 15% proteine) e ciclismo (cinque che, in futuro, occorre un maggiore lavoro animale, compreso l’alcool, in quello inter-
atleti: 63% carboidrati, 14% proteine) rag- di convincimento non solo da parte dei no. Per motivi legati alla facilità di com-
giungevano o superavano le quantità con- dietologi, ma anche degli psicologi (evitare prensione, si è preferito usare il cerchio,
sigliate di carboidrati e di proteine. Nei qualsiasi dieta diretta a diminuire di peso invece della piramide d’origine statuniten-
ciclisti su strada, che assumevano il 3% prima delle competizioni!). se (Ludwig 2000). La suddivisione secondo
della loro energia sotto forma di alcool, l’IG si riferisce solo alle sezioni esterne del
l’apporto di grassi era troppo basso, 20%. cerchio. Gli alimenti riportati nel cerchio
Per riassumere:
Con un consumo di carboidrati dal 50 al si raccomanda una distribuzione dei interno forniscono una quantità talmente
53%, le atlete praticanti ciclismo (n = 21) principali nutrienti che preveda da 50 al scarsa di carboidrati che il loro apporto al
e i praticanti corsa (n = 56), come pure le 55% di carboidrati, dal 10 al 15% di tasso ematico di glucosio può essere tra-
atlete praticanti triathlon (n = 22), canot- proteine, ed il 30% di grassi. scurato (e per questa ragione, general-
taggio (n = 18) e ginnastica artistica (n = Le percentuali di energia eventualmente mente, il loro indice glicemico non è stato
11), non raggiungevano solo per poco le restanti possono essere distribuite, come studiato). Il numero di porzioni, della gran-
quantità raccomandate di carboidrati. Le si vuole, tra i tre tipi di nutrienti. dezza di un pugno, si riferisce a persone
quantità raccomandate di proteine (dal 14 che svolgono prevalentemente un’attività
fino al 15%) venivano raggiunte dalle sedentaria (Svetekey et al. 1999). Secondo
atlete praticanti ginnastica artistica (n = 5. La dieta mediterranea il loro fabbisogno di energia, gli atleti deb-
11), ciclismo (n = 21), corsa (n = 18), dai bono consumare porzioni più grandi o più
calciatori (n = 20) e dagli hockeisti (n = 8), Come è noto si definisce dieta mediterra- porzioni.
mentre venivano superate dai praticanti (n nea un tipo d’alimentazione che, tradizio- Nel cerchio esterno, la frutta, le verdure
= 8; 2,5 g per kg di peso corporeo al gior- nalmente, presenta questa composizione: (crude, cotte, o in forma di succhi) e i
no) e dalle praticanti (n = 4; 2,0 g per kg di dieta ricca di verdure (cereali, soprattutto legumi hanno una priorità pari a quella dei
peso corporeo al giorno) bodybuilding. grano integrale, frutta, verdure, legumi, cereali, dei loro prodotti e delle patate,
Una descrizione dettagliata di questo stu- frutta secca), olio d’oliva come fonte prin- che, fondamentalmente, dovrebbero essere
dio si trova in Schek (2000 a). cipale di grassi, moderato consumo di ali- assunti in forma più semplice possibile, in
Un’analisi dell’alimentazione delle atlete e menti d’origine animale (formaggio, quanto ciò garantisce un IG inferiore, una
degli atleti del Centro di preparazione yogurth, pesce, uova, carne, pollame), minore assunzione di acidi grassi e, con-
olimpica di Francoforte sul Meno pochi dolci, ed un bicchiere di vino al gior- temporaneamente, una maggiore di
(Osterkamp-Baerens, Pogan 2003) mostra no ai pasti. È provato che una tale dieta sostanze sane, utili alla salute. Noci ed oli
l’esistenza di deficit sia per quanto con- migliora la prognosi clinica di malattie stanno assieme alle verdure, in quanto
cerne l’apporto di energia e di fluidi, sia cardiovascolari, come dimostrano il rias- servono a compensare il minore contenuto
per quanto concerne il consumo di carboi- sunto del rapporto finale del Lyon Diet d’energia delle verdure rispetto ai cereali.
drati e proteine. Solo i pallavolisti (n = 18) Heart Study (Lorgeril et al. 1999) e due Vengono esplicitamente citati l’olio di
raggiungevano o superavano le racco- studi recenti, condotti su 22043 greci (Tri- colza, d’oliva e di noce, per il loro elevato
mandazioni sull’assunzione di carboidrati chopoulou et al. 2003) e su 1000 indiani contenuto di monoacidi grassi e di acidi
(57%), mentre le atlete praticanti ciclismo (Singh et al. 2002). Se si seguono le regole grassi omega-3.
(n = 17), nuoto (n = 5), biathlon (n = 3) e della Società tedesca per l’alimentazione Gli alimenti d’origine animale e l’alcool
trampolino (n = 5) non le raggiungevano (DGE) e della Società americana di cardio- sono, appositamente, collocati nel cerchio
per poco (53%). Le raccomandazioni sul- logia (AHA), è difficile che ci si possa interno in quanto, di regola, non vengono
l’apporto di proteine (dal 15 al 16%) veni- aspettare lo stesso risultato, in quanto la assunti da soli e, come componenti di un
vano raggiunte, oltre che dalle atlete pra- diminuzione del tasso di colesterolo non pasto, ne abbassano l’indice glicemico. Per
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 62-63

ticanti tuffi dal trampolino (n = 5) dalle equivale alla prevenzione delle malattie mantenere entro i limiti l’assunzione di
biatlete (n = 3) e dai biatleti (n = 3). In cardiovascolari (Lorgeril et al 1999). La acidi grassi saturi e di colesterolo, è oppor-
tutti gli atleti, il consumo di grassi andava AHA, reagendo al rapporto finale che tuno scegliere latte scremato, latticini e
dal 39 al 38%. abbiamo citato, ha modificato le sue linee carni magre. Esattamente l’opposto si deve
Un’altra analisi dell’alimentazione, condotta guida (Kris-Etherton et al. 2001), definen- fare con il pesce. In questo caso, come già
sulla squadra nazionale femminile tedesca do una dieta di stile mediterraneo, nella detto, vanno preferiti i pesci grassi in
di hockey su prato (n = 12) (Osterkamp- quale si tiene particolarmente conto dell’a- quanto forniscono una maggiore quantità
Baerens, Schry 2003) realizzata durante il cido α linoelico dagli oli e dalla margarina di acidi grassi omega−3 a catena lunga
Campions Trophy 1999, ha messo in evi- povera di acidi grassi trans. Nelle nuove (acido eicosapentenoico, EPA, acido docoe-
z io n i )
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69
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Frutta,
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Cereali
di

raffinati insalata
In

(prodotti), verdure
patate, (anche succhi)
banane,
bevande
sportive, Birra Come
limonata vino condimento:
dolciumi (1 porzione) olio di oliva,
olio di semi,
o di colza

In d i c e g
licemico bass
Latte
magro
e latticini Legumi
Prodotti (3 porzioni) (piselli,
da cereali fagioli,
integrali lenticchie,
ad esempio Pesce soja)

o (9
müsli, carne
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pane magra

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integrale, (2 porzioni)

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integrale
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riso
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integrale
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noci
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Figura 1 – Suddivisione quotidiana del consumo di alimenti dei vari gruppi di alimenti. La suddivisione secondo l’IG si riferisce solo ai segmenti
esterni del cerchio. Gli alimenti che si trovano nel cerchio interno forniscono una quantità di carboidrati talmente scarsa che la loro influenza
sul tasso di zucchero nel sangue è trascurabile (anche per questa ragione il loro IG non è stato calcolato). Il numero delle porzioni, dalla gran-
dezza di un pugno della mano si riferisce a persone prevalentemente sedentarie (Svetkey et al. 1999). Gli atleti possono consumare un numero
maggiore di porzioni o porzioni più grandi, secondo il loro fabbisogno di energia.
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 62-63

saenoico, DHA) dei pesci magri. Si può deve consumare più di un bicchiere al In linea di principio, va raccomandato di
consumare fino ad un uovo al giorno in giorno, in quanto all’effetto protettivo consumare alimenti di origine animale
quanto non sembra che tale quantità contro le patologie coronariche (Ajani et al. che, fino alla “rivoluzione agraria” di dieci-
aumenti il rischio d’incorrere in malattie 2000) ed il diabete (Meyer et al. 2003) si mila anni fa, erano la fonte principale di
cardiocircolatorie (Hu et al. 1999 c). Per contrapppone la possibilità di un aumento energia e di proteine (Cordain et al. 2000;
quanto riguarda le bevande alcoliche della pressione arteriosa (Cushman et al. Richards 2002). I prodotti d’origine anima-
(vino), occorre cautela, ovvero non se ne 1998) e l’elevato potenziale di dipendenza. le, infatti, forniscono vitamine (ad esempio
cobalamina) e sostanze minerali (ad esem-
pio, ferro) che vengono assunte in quan- come un filetto di carne o di pesce con
una abbondante quantità di ratatouille2
tità insufficiente con una dieta veganica1, e un pò di riso integrale è meglio di un
mentre le proteine animali hanno una risotto o di una porzione di formaggio
valenza biologica maggiore di quelle degli fresco con contorno di patate lesse. Nei
alimenti vegetali. Un consumo moderato raduni di allenamento e nella prepara-
di prodotti d’origine animale sembra favo- zione che precede immediatamente la
rire la sintesi proteica, senza che si debba gara, naturalmente, non c’è niente da
temere un’effetto aterogenetico (Cordain dire contro i tradizionali spaghetti, pur-
et al. 2002). Come recentemente dimo- ché di farina di grano duro o di farina
70 strato (Farnsworth et al. 2003) una dieta integrale.
ipocalorica, arricchita da carne, pollame e
latticini, senza aumentare l’escrezione di
calcio con le urine, favorisce sia una ridu- Poichè ogni alimento presenta una com-
zione della risposta glicemica e della con- posizione diversa di nutrienti, un principio
centrazione di trigliceridi nel sangue, sia il importante è quello di non alimentarsi
mantenimento della massa magra, con un sempre allo stesso modo, ma di compiere
dimagrimento medio di due chili alla setti- una scelta più varia possibile degli alimen-
mana. Inoltre, sembra che la leucina, un ti, che rende completamente inutile il
aminoacido del quale sono ricchi soprat- ricorso agli integratori così tanto propa-
tutto i latticini, stimoli la sintesi proteica FOTO CALZETTI-MARIUCCI
gandati. Uno dei maggiori aspetti positivi
in condizioni di catabolismo, come quelle della dieta mediterranea è quello di essere
che si producono sia nel caso di una gustosa, saziante, facile da preparare e
restrizione dell’apporto energetico, sia nate. In parte, ciò spiega anche il loro poco costosa (Lorgeril et al. 1999). Forse è
dopo carichi intensivi d’allenamento o di minore IG (Ludwig et al 1999 b). È provato un primo passo perché si ricominci a par-
gara (Layman 2003). che un maggiore consumo dei primi ed lare più di “mangiare”, che di “nutrirsi”.
La frutta, le verdure ed i legumi sono ric- una riduzione dei secondi, riduce il rischio
chi di vitamine, di minerali, di sostanze di infarto e di diabete (Liu et al. 2000 a, b). Note
zavorra e di sostanze vegetali secondarie. Anche le noci, contenendo una quantità
Sulla base di studi effettuati in vitro, e su elevata di acidi grassi insaturi semplici, (1)La dieta veganica (o vegetaliana) è una dieta
animali e di ricerche cliniche ed epidemio- forniscono un’ulteriore protezione dall’in- che si compone esclusivamente di cibi d’ori-
logiche, alle sostanze vegetali secondarie, farto del miocardio (Hu, Stampfer 1999). gine vegetale, nella quale, oltre alla carne,
oltre ad altri effetti positivi sulla salute, si si escludono uova e latticini (ndt).
attribuisce un’azione di prevenzione dei (2)La ratatouille è uno stufato di ortaggi (zuc-
Per quanto riguarda la pratica sportiva, chine, fagiolini, melanzane, peperoni, pata-
tumori (cfr. Schek 2000 b). Le sostanze te, pomodori, ecc.) tipico della cucina del
la novità principale consiste nella mino-
zavorra riducono il rischio d’insorgenza di re importanza che assumono nella dieta Sud della Francia, ma anche di molte regioni
malattie cardiocircolatorie e migliorano la i cerali (raffinati), ai quali vanno preferiti italiane (ndt).
sensibilità all’insulina (Ludwig et al. 1999). la frutta (cotta o cruda), le verdure, i
Per questa ragione, ne debbono essere legumi, le noci e alcuni tipi di olio. Tran-
consumati almeno 30 g al giorno ed oltre. ne che nel periodo in cui vi sono elevati Traduzione di M. Gulinelli da Leistungssport, 5,
Esse diminuiscono, inoltre, il rischio di carichi di allenamento e di gara, una 2003, 16-24. Titolo originale: Mediterranee Kost
tumori (Bingham et al. 2003). I prodotti insalata greca o niçoise con una fetta di auch für Leistungssport?
con farine di grano integrale sono molto pane integrale va preferita ad un piatto
più ricchi di queste sostanze dei prodotti di spaghetti con salsa di pomodoro, così Indirizzo dell’Autore: Dr. oec.troph. Alexandra
confezionati con farine fortemente raffi- Schek, Mühlstr. 11, 35390, Giessen, RFT.

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Psicologia

Claude Ferrand, Emmanuel Brunet, Centro di ricerche ed innovazione nello sport, Università Claude Bernard Lione 1

71

I disturbi alimentari in giovani ciclisti


Perfezionismo di tratto, disturbi alimentari in giovani ciclisti
su strada dilettanti: esiste una relazione e a quale livello di qualificazione?

Questa ricerca si pone l’obiettivo di rilevare il rapporto che esiste tra “perfezionismo di tratto” ed i disturbi alimen-
tari in giovani ciclisti su strada dilettanti, in funzione del loro livello di pratica. La nostra ipotesi è che vi sia un
legame tra “perfezionismo orientato verso di sé” e disturbi alimentari e che aumenti man mano che aumenta il
livello di pratica. La Categoria “Élite”, che rappresenta il livello più elevato tra i dilettanti, subisce particolarmente
la pressione dell’ambiente sportivo rispetto all’alimentazione e alle restrizioni alimentari. Perciò, almeno per questa
categoria, ci sarebbe un rapporto tra perfezionismo socialmente prescritto e controllo orale. I risultati mostrano
che: a) non esistono relazioni tra perfezionismo orientato verso di sé elevato e disturbi alimentari; b) che la catego-
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ria “Élite” non è più perfezionista delle altre, né è più vulnerabile sul piano alimentare. Solo la Categoria nazionale
si differenzia dalle altre categorie, presentando un punteggio più elevato nel perfezionismo orientato su di sé della
Categoria regionale, un punteggio più elevato nel perfezionismo socialmente prescritto della Categoria “Élite”,
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punteggi globali dell’EAT-26 più elevati di quelli della categoria “Élite” e un punteggio nel “controllo orale” mag-
giore delle Categorie regionale ed “Élite”. Questi risultati permettono di discutere la letteratura, ponendo alcuni
problemi riferiti a questo tipo di sport.
Introduzione Tabella 1 – Correlazione tra le dimensioni del perfezionismo di Hewitt, Flett (1991)
e di Frost et al. (1990).
In psicologia si rileva un interesse crescen-
te verso lo studio del perfezionismo. Con Dimensioni di Frost et al. Dimensioni di Hewit & Flett
questo termine si fa riferimento all’abitu- (1990) (1991)
dine di domandare a se stessi o agli altri
una prestazione maggiore rispetto a quel-
la richiesta dalla situazione. Questa ten- Dimensioni Organizzazione
denza è spesso accompagnata da una personali Standard personali Perfezionismo orientato su di sè
valutazione critica del proprio comporta- Dubbi
72 mento (Frost et al. 1990). Alcune caratteri- Errori
stiche del perfezionismo possono essere
Dimensioni Critiche dei genitori Perfezionismo socialmente prescritto
viste come socialmente desiderabili e sociali Aspettative dei genitori
appaiono essere funzionali, dato che spes-
so sforzi elevati sono associati a soddisfa-
zione personale e ad un aumentato senso Tabella 2 – Le dimensioni di Hewitt e Flett (1991) e di Frost et al. (1990) del perfezionismo
di autostima. D’altra parte la tendenza al positivo o negativo.
perfezionismo può essere associata ad un
forte bisogno di evitare fallimenti, e in
questo caso può favorire lo sviluppo di Perfezionismo normale Perfezionismo nevrotico
o positivo o negativo
elementi stressogeni, umore oscillante,
difficoltà a creare legami e incapacità a
tollerare critiche, fallimenti ed errori con Dimensioni Perfezionismo orientato Perfezionismo socialmente
la conseguente rinuncia all’affrontare di Frost et al. su sè prescritto
compiti giudicati difficili (Frost, Marten, (1990)
Lahart, Rosenblate 1990; Kawamura, Hunt,
Frost, Dibartolo 2001; Shafran, Cooper, Dimensioni Standard personali Errori
Fairburn 2002). Gli studi dedicati al perfe- di Hewitt & Organizzazione Dubbi
zionismo realizzati su popolazioni sportive Flett (1991) Critiche dei genitori
sono scarsi. Comunque, il desiderio di per-
fezione è essenziale per un atleta in quan-
to porta alla prestazione e rappresenta ciò 1. Il perfezionismo di tratto • Il perfezionismo socialmente prescritto
che permette all’atleta di battere record. (socially prescribed perfectionism), impli-
Dunque porsi obiettivi elevati fa parte La Multidimensional Perfectionism Scale ca la percezione del bisogno di raggiun-
integrante dello sport di alto livello e si (MPS) di Hewitt, Flett (1991) evidenzia tre gere standard di prestazione e rispondere
tratta di un aspetto normale in qualsiasi dimensioni del perfezionismo. Le differen- ad aspettative fissate da altri. Quest'a-
atleta. Koivula, Hassmen, Falby (2002) ze non riguardano un comportamento, ma spetto può essere negativo se il soggetto
hanno mostrato l'esistenza di legami tra l'oggetto sul quale il perfezionismo è percepisce standard troppo elevati e non
perfezionismo di tratto elevato e fiducia in diretto o al quale viene attribuito (Hewitt, controllabili, ma anche nel caso di espe-
sé stessi. Ma, se il divario tra prestazione Flett 1991). rienze di insuccesso. Si manifesta con
ideale, standard fissati e prestazioni realiz- l'incapacità di soddisfare gli altri e/o con
zate o realizzabili è troppo elevato, può • Il perfezionismo orientato su di sé (self- la convinzione che gli altri hanno aspet-
essere che il perfezionismo sia negativo. oriented perfectionism), significa porre tative non realistiche (Dunkley, Blank-
Spesso lo troviamo in soggetti che esigo- standard di prestazione elevati a se stes- stein 2000; Hewitt, Flett 1991).
no da sé stessi livelli elevati di prestazione, si, ed anche valutarsi criticamente e
che non possono raggiungere e che, per intensamente. Questa motivazione si Alcune dimensioni di Hewitt, Flett (1991)
questa ragione, considerano insufficienti i riflette sugli sforzi realizzati per ottenere sono particolarmente legate ad alcuni
loro sforzi. Questi soggetti sono incapaci la prestazione (il risultato) e per evitare disturbi della personalità ben definiti. Il
di rendere meno rigidi i loro standard per- l’insuccesso. Questa dimensione, perciò, perfezionismo orientato su di sé sarebbe
sonali. è legata al livello d'aspirazione. Rappre- legato al senso di colpa, all'angoscia ed
Questi aspetti positivi e negativi del perfe- senta solo un aspetto parziale del perfe- alla depressione (Dunkley, Blankstein
zionismo sono stati esaminati attraverso zionismo. In essa troviamo la fissazione 2000; Hewitt, Flett 1991); il perfezionismo
due questionari: il Multidimensional Per- di standard elevati, ma anche la focaliz- orientato verso gli altri al narcisismo, all’a-
fectionism Scale (MPS) di Hewitt, Flett zazione dell’insuccesso (Dunkley, Blank- socialità, alla schizofrenia (Hewitt, Flett
(1991) che misura tre dimensioni del per- stein 2000; Hewitt, Flett 1991; Shafran, 1991); il perfezionismo socialmente pre-
fezionismo di tratto ed la Multidimensio- Mansell 2001). scritto a comportamenti schizoidi, alla
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nal Perfectionism Scale (MPS) di Frost et • Il perfezionismo orientato verso gli altri fuga, alla depressione, all'aggressione pas-
al. (1990) che misura sei dimensioni del (other-oriented perfectionism), corri- siva, a comportamenti compulsivi, allo
perfezionismo di stato. sponde a convinzioni e attese non reali- sdoppiamento della personalità (Labrec-
stiche rispetto a capacità altrui, a stan- que, Stephenson, Boivin, Marchand 1998;
Nella tabella 1 sono mostrate le correla- dard di prestazione altrui. È caratterizza- Hewitt, Flett 1991). In campo sportivo,
zioni esistenti tra le diverse dimensioni to da quanto gli altri sembrano perfetti Haase, Prapavessis, Owens (2002), Sha-
delle due concettualizzazioni, mentre la e dalla valutazione delle loro prestazioni. fran, Mansell (2001) hanno dimostrato che
tabella 2 mostra gli aspetti positivi e Si tratta di una dimensione che fa parte il perfezionismo orientato verso sé era
negativi di ogni dimensione. dei comportamenti umani. legato allo sviluppo di disturbi alimentari.
2. Perfezionismo e disturbi Questa ricerca si pone l’obiettivo di deli- Puentes-Neuman, Perreault, Gottheil
alimentari neare meglio quale sia la relazione tra il 1994). Inoltre, ne sono state misurate la
perfezionismo di tratto ed i disordini ali- statura ed il peso corporeo per determina-
Il perfezionismo è stato identificato come mentari in giovani ciclisti di alto livello re il loro indice di massa corporea (Body
un fattore specifico di rischio, che rappre- appartenenti alla categoria “dilettanti”, in Mass Index, BMI) (BMI = statura/peso2) in
senta un antecedente per lo sviluppo di funzione del loro livello di qualificazione quanto si tratta di un ulteriore predittore
anoressia e bulimia nervose (Shafran et al. (prestazione). L’ipotesi che viene avanzata dei disturbi alimentari (Augestad, Flanders
2002; Shafran, Mansell 2001). I soggetti è che esista un legame tra un elevato per- 2002; Health Canada 2003).
che presentano disturbi alimentari presen- fezionismo orientato verso sé ed i disordi-
terebbero valori elevati di perfezionismo di ni alimentari, e che tale legame aumenti in Mezzi
tratto. funzione dell'aumento del livello di prati- 73
Anche se Sport Dietetitians Australia ca. Inoltre, pensiamo che la categoria Élite, Il questionario del perfezionismo di tratto
(2001) pensa che vi sia una relazione tra che rappresenta il livello più elevato tra i (Labrecque et al., 1998) prevede quaranta-
disturbi alimentare e qualsiasi livello di dilettanti, risenta particolarmente della cinque item, con tre sotto-scale, ciascuna
pratica sportiva, Davis (1997) ha dimostra- pressione dell'ambiente sportivo per quan- di quindici item. La valutazione di ogni
to che il 60% degli atleti che presentano to riguarda l’alimentazione e le restrizioni item va da 1 (per niente d'accordo) a 7
disturbi alimentari in precedenza erano alimentari. (completamente d'accordo). In questo stu-
stati atleti di alto livello. Dal canto loro, Pertanto, in questa categoria, vi sarebbe dio, le α di Cronbach sono 0,83, per il per-
Fulkerson, Keel, Leon, Dorr (1999); Hausen- una relazione tra perfezionismo social- fezionismo orientato verso sé, 0,70 per il
blas, Carron (1999); Owens, Haase (1999); mente prescritto ed il controllo orale. perfezionismo orientato verso gli altri e
Sundgot-Borgen (2002) sono arrivati alla 0,79 per il perfezionismo socialmente pre-
conclusione che vi sono sport più esposti 3. Metodo scritto. Nella tabella 3, le α di Cronbach
di altri a questo problema. Tra di essi, vi sono confrontate con gli altri studi di rife-
sono gli sport tecnico-compositori, gli Popolazione rimento (Hewitt, Flett, 1991; Labrecque ed
sport di resistenza ed ogni sport nel quale al., 1998).
la prestazione richiede una scarsa percen- I soggetti di questa ricerca sono stati qua- La versione francofona dell’EAT-26 (Leich-
tuale di massa grassa ed un peso corporeo rantatré corridori ciclisti su strada dilet- ner et al. 1994)) prevede ventisei item
non elevato. tanti, di sesso maschile (età: 21,8±3,7), sulle preoccupazioni alimentari con tre
Per questa ragione, i ciclisti sarebbero più della Divisione nazionale 1 e 2, classificati sotto-scale: la dieta (quattordici item), la
esposti ai rischi di sviluppare disturbi del in tre livelli di qualificazione (prestazione): bulimia (sei item), il controllo orale (sette
comportamento alimentare. Ciò sarebbe dodici di livello regionale, tredici di livello item). Solo l’item 25 è invertito. Ogni item
dovuto all’elevato dispendio energetico ed nazionale, diciotto della categoria Élite. è valutato da 1 (per niente d'accordo) a 6
all'importanza di una scarsa percentuale di Tutti avevano accettato di partecipare a (completamente d'accordo). Più il punteg-
massa grassa per la prestazione (Mc Coy questo studio volontariamente. gio finale è elevato, più il soggetto è
1996). Peres (2000) ha dimostrato che nei preoccupato per la sua alimentazione. Un
ciclisti il dispendio energetico è molto ele- Protocollo punteggio superiore od uguale a 20 per-
vato, in quanto può arrivare ad oltre 6000 mette di considerare patologico il com-
kcal al giorno. Questa richiesta di energia, I soggetti della ricerca, tra le molte gare portamento alimentare. Le α di Cronbach,
inoltre, aumenterebbe nei raduni di allena- proposte hanno scelto quella che per loro nello studio di Leichner et al. (1994) sono
mento e durante le corse a tappe (Burke rappresentava l’obiettivo principale della 0,86 per il punteggio totale, 0,84 per la
2001). I ciclisti devono anche sorvegliare il stagione. Prima di questa gara, per loro dieta, 0,62 per la bulimia e 0,54 per il con-
loro peso e mantenere un peso forma, in molto importante, alla presenza di un trollo orale. In questo studio, le α di Cron-
quanto rappresenta un mezzo per control- ricercatore, hanno risposto al questionario bach sono 0,77 per il punteggio totale,
lare il superallenamento (Porte 1995). di perfezionismo di tratto (Labrecque et al. 0,73 per la dieta, 0,66 per la bulimia e 0,61
Alcune ricerche (Mc Coy 1996; Franseen 1998) e all’EAT-26 (Leichner, Steiger, per il controllo orale.
1996) si sono occupate del rapporto tra
donne praticanti ciclismo, élite sportive e Tabella 3 – Confronto della consistenza interna (α di Cronbach) delle diverse componenti del perfe-
disturbi alimentari. I risultati appaiono zionismo di tratto con quelle di Hewitt, Flett (1991) e di Labrecque et al. (1998).
contraddittori. In uno studio, che ha inte-
ressato 320 atlete della Federazione ameri- Popolazione Perfezionismo Perfezionismo Perfezionismo
cana di ciclismo, Mc Coy (1996) ha dimo- orientato orientato verso socialmente
strato che erano meno predisposte a svi- su di sé gli altri prescritto
luppare disturbi alimentari rispetto alle
ballerine, alle nuotatrici ed alle praticanti
corsa. Franseen (1996), invece, è arrivato Studenti
(Hewitt, Flett 1991) 0,86 0,82 0,88
alla conclusione che le cicliste di alto livel-
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lo mostravano sintomi maggiori di disturbi


Studenti 0,92 0,82 0,87
alimentari rispetto ad altre atlete. Ma, (Labrecque et al. 1998)
nelle ricerche che hanno riguardato il cicli-
smo, poche si sono interessate dei ciclisti. Lavoratori
Hausenblas, Carron (1999); Plessinger 0,88 0,82 0,88
(Labrecque et al. 1998)
(2002), Pomerleau (2001) hanno dimostra-
to che nei ciclisti, si incontravano più sin- Ciclisti 0,83 0,70 0,79
tomi di bulimia e di frenesia alimentare (Ferrand, Brunet 2003)
(binge eating), che nelle cicliste.
4. Risultati Tabella 4 – Confronto tra le medie e le divergenze tipo delle varie componenti del perfezionismo di
tratto e ricerche di riferimento (Hewitt, Flett, 1991; Labrecque ed al., 1998).
Perfezionismo di tratto
Popolazione Perfezionismo Perfezionismo Perfezionismo
Le medie per ogni componente del perfe- orientato orientato verso socialmente
zionismo di tratto sono significativamente su di sé gli altri prescritto
più elevate di quelle di Labrecque et al.
(1999) ed Hewitt, Flett (1991) (p < 0,05). La Studenti
tabella 4 mostra il confronto tra i valori (Hewitt, Flett, 1991) 65,27 ±14,01 53,38 ± 12,55 48,17 ± 12,88
ottenuti nel nostro studio e quelli di riferi- (21 anni ± 5,4)
74 mento. Se si studia ogni componente in
Studenti
funzione del livello di qualificazione dei (Labrecque et al., 1998) 65,5 ± 15,2 55,2 ± 11,3 46,9 ± 13,3
partecipanti, i risultati mostrano che la (23,9ans ± 6,4)
Categoria nazionale ottiene un punteggio
significativamente più elevato della Cate- Lavoratori
goria regionale nel perfezionismo orienta- (Labrecque e al,, 1998) 63,9 ± 11,6 58,1 ± 8,2 47,9 ± 8,1
to verso sé, in quello orientato verso gli (39,6 ans ± 10,4)
altri ed in quello socialmente prescritto
(p<0,05) e significativamente più elevato Ciclisti
(Ferrand, Brunet, 2003) 69,5 ±12,34 59,57 ±8,06 52,52 ± 11,18
della Categoria Élite, nel perfezionismo (21,8 ans ± 3,7)
socialmente prescritto (p<0,05).

EAT-26 Tabella 5 – Confronto tra i punteggi nell’EAT-26 della presente ricerca e quelli di Leichner ed al.
(1994).
La tabella 5 confronta i risultati dei parte-
cipanti all’EAT-26 nella versione francofo- Popolazione Punteggio Dieta Bulimia Controllo
na di Leichner et al. (1994). Essi hanno totale orale
punteggi minori di quelli di pazienti che
presentano disturbi alimentari (p < 0,05). Leichner ed al. (1994)
Pazienti che presentano
Invece presentano punteggi significativa- disturbi alimentari 39.13 ± 15.17 22.35 ± 10.29 8.65 ± 4.08 8.02 ± 4.49
mente più elevati nell’EAT-26 e nelle 27,9 ± 7,1 anni
sotto-scale dieta, bulimia e controllo orale
rispetto al gruppo di controllo (p<0,05). Leichner ed al, (1994)
Tuttavia, ventiquattro ciclisti su quaranta- Gruppo di controllo 7,87 ±7,37 5,51 ±5,74 0,53 ± 0,93 1,84 ± 2,79
tré, cioè il 57,14% della nostra popolazio- 20,7 ± 3,5 anni
ne hanno ottenuto un punteggio superio-
re a 20. Se si osservano i punteggi globali Ferrand, Brunet (2003)
Ciclisti dilettanti 22,91 ± 8,82 13,64 ± 6,14 4,02 ± 2,28 5,24 ± 3,26
ottenuti nell’EAT-26 per Categorie (Élite, 21,8 ± 3,7 anni
nazionale, regionale), i risultati mostrano
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 62-63
75

Tabella 6 – Punteggi per Categoria nell’EAT-26. BMI dimensioni del perfezionismo e i punteggi
dell’EAT-26. Il perfezionismo orientato
La media del BMI è di 20,54 kg/m2 ±1,39. I verso l’altro è scarsamente correlato con
Punteggi ottenuti valori vanno 17,6 1 kg/m2 a 24,22 kg/m2, ed l’EAT-26 globale (r = 0,40, p<0,05) e con la
nell’EAT-26 è inferiore al BMI medio di ciclisti professio- dieta (r = 0,33, p<0,05), e il perfezionismo
nisti di Prima divisione (21,16 kg/m2 ±1,24). socialmente prescritto con il controllo
Categoria M DS Ciò sarebbe dovuto alle diverse età del orale (r = 0,50, p<0,05).
Èlite 20,94* ± 8,63
Nazionale 26,08* ± 7,79 nostro Campione (da 17 a 23 anni). Per veri-
Regionale 22,25 ± 9,85 ficare se l'BMI sia un buon predittore di 5. Discussione
disturbi alimentari, abbiamo studiato la sua
* differenza significativa a p<0,05 relazione con la EAT-26. I risultati mostrano I risultati mostrano che i partecipanti a
una scarsa relazione positiva tra BMI e la questo studio presentano valori elevati
sotto-scala bulimia (r = 0,20, p < 0,05). Poi- nelle tre componenti del perfezionismo di
una differenza significativa tra la Catego- ché i partecipanti presentano un indice < 25 tratto. Invece, contrariamente a numerosi
ria nazionale e la Categoria Élite (p<0,05) non si può affermare che in questa popola- studi (Davis 1997; Haase e al. 2002;
(tabella 6). Mentre non vi sono differenze zione esistano problemi di sovrappeso. Owens, Haase 1999; Shafran, Mansell
tra le Categorie per quanto riguarda le 2001), globalmente, non presentano la
sotto-scale dieta e bulimia. Invece, nella Perfezionismo di tratto e disturbi relazione che era stata supposta tra perfe-
sotto-scala controllo orale, la Categoria alimentari zionismo verso di sé elevato e disturbi ali-
nazionale ha punteggi significativamente mentari. La Categoria Élite non è più per-
più elevati della Categoria regionale La tabella 7 mostra l'esistenza di correla- fezionista delle altre due, né più vulnerabi-
(p<0,05) e la Categoria Élite (p<0,05). zioni positive, ma poco elevate, tra le varie le sul piano alimentare. I risultati non
dimostrano l’esistenza di punteggi più ele-
Tabella 7 – Correlazione tra le dimensioni del perfezionismo e le sotto-scale dell’EAT-26. vati nell’EAT-26 in funzione dell'aumento
dei livelli di pratica. Solo la Categoria
nazionale si differenzia delle altre catego-
EAT-26 Dieta Bulimia Controllo
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 62-63

rie, presentando un punteggio più elevato


orale nel perfezionismo orientato verso di sé
Perfezionismo orientato verso di sé 0,23 0,15 0,12 0,23 della Categoria regionale ed un punteggio
più elevato nel perfezionismo socialmente
Perfezionismo orientato verso gli altri 0,40* 0,33* 0,27 0,27 prescritto della Categoria Élite. Da questo
punto di vista questo studio conferma i
Perfezionismo socialmente prescritto 0,27 0,11 0,01 0,50*
risultati di Fulkerson et al. (1999), secondo
* p<0,05 i quali i più perfezionisti sono esposti a
rischi di disturbi alimentari. Questa cate-
goria, infatti, ha punteggi globali nell’EAT- sport (Porta 1995), mettendo in evidenza zione sportiva specifica sembra importante
26 più elevati di quelli della Categoria Élite l’importanza dell’impegno individuale nei comprendere i quali sono i punti di blocco
e un punteggio nella scala "controllo confronti degli altri, dell’esigenza che ogni psicologico. Cercare il peso ottimale è un
orale" più elevato che la Categoria regio- componente della squadra sia perfetto. Ciò fattore di prestazione che, però, può impli-
nale e la Categoria Élite. produce notevoli aspettative inter indivi- care comportamenti non appropriati.
Questa ricerca permette di ipotizzare alcu- duali ed un continuo autocontrollo per Questa ricerca permette di ipotizzare che
ne spiegazioni di questo risultato. La essere al massimo della forma ed ottenere occorre approfondire le ricerche abbinan-
Categoria nazionale è una categoria più risultati elevati. do varie metodologie per ottenere quante
eterogenea delle altre due, in quanto è Il secondo risultato indica che, per i parteci- più informazioni possibile sul legame tra
composta sia da giovani ciclisti che sono panti a questa ricerca, i fenomeni d'auto- perfezionismo e disturbi alimentari. In par-
76 integrati in strutture sportive, sia da cicli- controllo, di restrizione alimentare presen- ticolare, Stöber, Joormann (2001) hanno
sti che non possono trarre profitto dei tano una dimensione sociale. Ciò apre pro- osservato che i questionari sul perfezioni-
vantaggi dell’appartenenza ad una squa- spettive per quanto riguarda ulteriori ricer- smo sono stati elaborati con una forte
dra. Per cui avrebbero problemi di disponi- che su quest'argomento, per comprendere a percentuale di soggetti di sesso femminile.
bilità materiali e finanziarie, quindi diffi- fondo quanto la dimensione sociale incida Allora per le ricerche future sembra
coltà ad allenarsi. Debbono adottare, nella relazione tra il perfezionismo di tratto importante differenziare i valori secondo il
quindi, un programma di gare vicino a e disturbi alimentari. Studi qualitativi sui sesso e le attività sportive e comprendere
quello dei ciclisti del gruppo Élite. Di con- precedenti dei comportamenti alimentari meglio l’influenza del perfezionismo sui
seguenza, avrebbero un maggiore bisogno (ferite, traumi, superallenamento, compor- disturbi alimentari.
di ottenere gli standard e di corrispondere tamento dell’ambiente sportivo, ecc.) per-
alle aspettative del loro ambiente. mettono di determinare a partire da quale
Ciò li porterebbe a controllare più rigorosa- soglia, nel ciclismo, il comportamento ali- Indirizzo dell’Autore:
C. Ferrand, CRIS UFRSTAPS Lyon 1, Université
mente la loro alimentazione. In effetti, sen- mentare può essere considerato patologico. Claude Bernard, 27-29, Boulevard du 11 Novem-
tirebbero in modo più acuto l’obbligo di Infatti, i risultati di questa ricerca rivelano bre, 69622, Villeurbane
ottenere risultati. Ma questo studio mostra, che nell’EAT-26, il 57,14% dei partecipanti Email: claude_ferrand@yahoo.fr
globalmente, altri due risultati. In primo presenta un punteggio > a 20. Questa cifra
luogo, il legame tra perfezionismo orienta- è superiore a quello di Sundgot–Borgen Articolo originale
to verso gli altri e la EAT e, in secondo (2002) che stimano che l’8% dei ciclisti sia Titolo originale: Perfectionnisme trait, désordres
alimentaires chez des jeunes cyclistes de route,
luogo, il legame tra il perfezionismo social- interessato da disturbi alimentari, e a quello haut niveau, masculins et amateurs. A quel
mente prescritto ed il controllo orale. di Yates, Edman, Crag, Crowell (2002) che niveau de pratique se trouve la relation?
Il primo risultato sottolinea quale sia il ritengono che un ciclista su dodici sia inte-
ruolo dei compagni di squadra in questo ressato da tali disturbi. Per questa popola- Traduzione di M. Gulinelli

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Fisiologia
Medicina dello sport

Beat Knechtle, Istituto di medicina dello sport, Centro svizzero per i paraplegici, Nottwill

Oppioidi endogeni e carico fisico


L’influenza 77
degli oppioidi endogeni
sulla prestazione fisica
Viene trattato il legame
esistente tra le endorfine e la loro
azione sulla prestazione fisica.
Si forniscono informazioni recenti
sull’azione sull’organismo umano
degli oppioidi endogeni, soprattutto
delle endorfine, legata alla loro
concentrazione. In particolare
vengono trattati il loro effetto
sulla percezione del dolore,
lo stato dell’umore, il metabolismo
energetico e le differenze
che vi sono tra i due sessi per
quanto riguarda tali aspetti.

1. Introduzione
In questo articolo, si tratta del rapporto tra
endorfine e prestazione fisica. Le prime
ricerche scientifiche su queste sostanze
erano dirette a studiare gli oppioidi endo-
geni come specifico gruppo di sostanze e
la loro funzione, in quanto ormoni e neu-
rotrasmettitori. A causa della loro azione,
simile a quella degli oppiacei a queste
ricerche si aggiunsero quelle sul loro effet-
to sul dolore e sulla percezione del dolore
stesso. Successivamente molte ricerche si
sono interessate a quando, e a quanto,
aumentino le β-endorfine durante uno
sforzo fisico, dalle quali derivarono studi
sul metabolismo energetico e ormonale.
In questo lavoro, verrà esaminata la lette-
ratura più recente e meno recente, per
ricavarne alcune riflessioni critiche.

2. Biochimica e metabolismo
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Biochimica e fisiologia degli oppioidi


endogeni

Le endorfine appartengono agli oppioidi


endogeni, una definizione nella quale ven-
gono riassunti endorfine, encefalina e
dinorfine.
FOTO CALZETTI-MARIUCCI
Le encefaline furono il primo gruppo di
sostanze degli oppioidi endogeni con azio-
ne simile a quella dell’oppio ad essere iso- vanti dal POMC come la β-endorfina, Gli organi bersaglio delle endorfine
lata, a metà degli anni ‘70 (Hughes et al. l’ACTH e la β-lipotropina sono localizzati
1975). Leggermente dopo furono isolate la soprattutto nel nucleo arcuato dell’ipota- La β-endorfina è annoverata tra gli ormo-
β -endorfina (Ling, Chung 1976), la α - lamo. Ma, questi peptidi sono rintracciabili ni dello stress. Gli organi effettori dell’en-
endorfina (Guillemin et al. 1976) e la γ- anche nel sistema nervoso simpatico, nella dorfina sono il midollo surrenale, le cellule
endorfina (Ling, Chung 1976), mentre le placenta, nel sistema riproduttivo maschi- del tratto gastrointestinale, le terminazioni
ultime ad essere descritte sono state le le e nel tratto gastrointestinale (Jeffeoate nervose che modulano il dolore e i linfoci-
dinorfine (Jeffeoate et al. 1978b). et al. 1978a, b; Morley 1981; Rapoport et ti. Su quest’ultimi è stata provata la pre-
al. 1980; Smyth 1983; Wilkes et al. 1980). senza di recettori della β-endorfina e del-
Struttura biochimica Nella periferia, le endorfine sono prodotte l’ACTH. Inoltre, è stata provata la produ-
78 Le endorfine e le encefaline sono sequenze nei lobi anteriori dell’ipofisi e la zione delle β-endorfine da parte dei lobi
specifiche di amminoacidi, che vengono [met]encefalina nella midollare dei surreni. anteriori dell’ipofisi attraverso l’interleu-
liberate dalla proopiomelanocortina china 1, per l’ACTH anche attraverso l’in-
(POMC) insieme all’ormone adrenocortico- Comportamento delle concentrazioni terleuchina 6 (Heitkamp 1998). Contem-
tropo (ACTH, adrenocorticotropic plasmatiche a riposo e sotto sforzo poraneamente è stato isolato il gene per la
hormone) (Hughes 1983; Marx 1983; Mor- Il comportamento delle concentrazioni sintesi del POMC, cosicché il linfocita può
ley 1981; Smyth 1983). La proopiomelano- plasmatiche a riposo e sottosforzo è stato essere non solo recettore, ma anche pro-
cortina si trova in concentrazioni maggiori ampiamente studiato in esperimenti com- duttore di oppioidi endogeni (Heitkamp
della β-endorfina e dell’ACTH nei lobi piuti sia su animali sia su umani. 1998). Gli effetti della β-endorfina sui
anteriori dell’ipofisi e nell’ipotalamo. Nei ratti, sotto sforzo, diminuisce la quan- linfociti sono un aumento della produzio-
tità di β-endorfine nell’ipofisi e nell’ipota- ne dei linfociti T, un incremento della cito-
β-lipotropina ed encefaline lamo e aumenta il valore plasmatico tossicità delle cellule natural killer e un
La sequenza di amminoacidi 1-91 dal (Tendzegolskis et al. 1991). La concentra- miglioramento delle difese tumorali
POMC immediatamente accanto all’ACTH zione nel plasma è molto bassa. Il valore (Gabriel et al. 1992).
viene definita β-lipotropina. Essa possiede basale negli uomini si trova tra 5 e 20
un potenziale lipolitico (Morley 1981; pmol/l (Goldfarb et al. 1998; Howlett et al. 3. Azione
Smyth 1983), ma non ha un’azione simile 1984; Laatikanen 1985) risp. da 0,2 a 4,3
a quella dell’oppio (Inder et al. 1998). Tutti fmol/ml (Glämsta et al. 1993; Rahkila et al. Azione degli oppioidi endogeni
gli oppioidi endogeni hanno in comune 1987) a seconda della fonte. La concentra- sulla sensazione di dolore e l’umore
che i primi quattro aminoacidi sono iden- zione a riposo è indipendente dal peso cor-
tici. Le encefaline, in quanto componenti poreo, dall’indice di massa corporea (Body Esiste una grande quantità di dati secondo
della sequenza degli amminoacidi della β- Mass Index, BMI), dal sesso, (Glämsta et al. i quali gli oppioidi endogeni nel sangue
lipotropina si distinguono dagli altri 1993). Le dimensioni della molecola non le aumentano come reazione ad uno stress
oppioidi nelle loro attività e nella loro affi- permettono di superare la barriera ema- esterno, portando sia ad una diminuita
nità con i recettori (Hughes et al. 1975). Il toencefalica (Heitkamp 1998; Inder et al. percezione del dolore sia ad un migliora-
quinto amminoacido è la metionina o la 1995). Un aumento della concentrazione mento dello stato dell’umore.
leucina. La [met]encefalina presenta solo nel liquido cerebrospinale si trova nel caso
cinque aminoacidi ed è una componente di dolori cronici, agopuntura e analgesia L’aumento degli oppioidi endogeni
delle β-endorfine. placebo (Heitkamp 1998). Incrementi fisio- come reazione allo stress
logici si trovano nella gravidanza, nella Generalmente sembra che, a causa di uno
β-endorfine pubertà e, sorprendentemente, anche nel stress psichico e fisico, si formi una quan-
La molecola che rappresenta il precursore caso di adiposità (Heitkamp 1998). Non in tità maggiore di endorfine (Appenzeller
immediato della β-endorfina è la β-lipo- tutti gli studi, fino a metà degli anni ‘80, si 1981; Oltras, Mora 1987; Sforzo 1989). Nei
tropina. riuscì a provare un incremento degli ratti, dopo una fase di allenamento,
La β-endorfina viene prodotta dal POMC oppioidi endogeni nel caso di un carico aumenta la concentrazione delle endorfine
in quantità equimolari, insieme all’ACTH fisico (Farrell 1985). nell’ipofisi e nei surreni (Tendezegolskis et
(Guillemin, Rossier 1977) per scissione In una ricerca più recente è stato possibile al. 1991). Anche negli uomini sotto stress
catalitica da parte delle endopeptidasi dimostrare un incremento che dipende aumentano le β-endorfine e le β-lipotro-
(Nakanishi et al. 1979), ed è un frammento dall’intensità (De Diego Acosta et al. pine (De Diego Acosta 2001; Henry 1982).
del POMC (Harach et al. 2000). 2001).
Soppressione del dolore
Dinorfina I recettori degli oppioidi endogeni Si è riusciti a dimostrare che, grazie all’ini-
Contrariamente agli altri oppioidi endoge- Un aspetto notevole degli oppioidi endo- bizione dell’azione centrale e periferica del
ni, le dinorfine mostrano una spiccata geni è che agiscono sia come ormoni sia CRH (Corticotrope Releasing Hormone,
azione simile a quella dell’oppio, che come neurotrasmettitori. Come ormoni fattore di rilascio della corticotropina),
ammonterebbe a settecento volte quella steroidei, per essere attivi si legano a come funzione primaria delle endorfine, si
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 62-63

dell’encefalina (Gilbeau et al. 1985; recettori specifici. Sono noti cinque recet- determina una soppressione di un’eccessi-
Hughes 1983; Morley 1981). tori degli oppioidi (recettori µ, κ, σ, δ, ε) va reazione allo stress o della sensazione
(Hughes 1983; Iwamoto, Martin 1981; di dolore. In questo modo, si inibiscono
Metabolismo degli oppioidi endogeni Schulz et al. 1979). La β-endorfina preferi- due assi principali dello stress. Uno è l’asse
e specialmente delle β-endorfine sce i recettori µ e δ. La [leu]encefalina e la ipotalamo-ipofisi-surrene, l’altro è l’asse
[met]encefalina si legano ai recettori δ e µ simpatico-surrene-midollare (Grossmann
Le endorfine sono sintetizzate nel sistema come anche ai recettori κ (Iwamoto, Mar- et al. 1982), in cui la β-endorfina viene
nervoso centrale e si trovano in concen- tin 1981), mentre la dinorfina preferisce i prodotta in quantità equimolari all’ACTH
trazioni diverse in vari siti. I peptidi deri- recettori κ. (De Meirleir et al. 1986). La β-endorfina
modula la percezione del dolore e, in con- vare che non si produceva alcun cambia- carichi nei protocolli di sforzo. Per questa
centrazioni più elevate, diminuisce la sen- mento dello stato dell’umore (Farrel et al. ragione, tali ricerche permettono conside-
sibilità al dolore (Heitkamp 1998). Le pro- 1986; Janal et al. 1984; Markoff et al. razioni solo di tipo descrittivo (Heitkamp
prietà morfinosimili sono di natura anal- 1982). 1998). Nei primi lavori, la dipendenza della
gesica (Bloom 1980; Levine et al. 1978) e, produzione di endorfine dall’intensità del
probabilmente, euforizzante (Appenzeller L’effetto degli oppioidi endogeni carico fu considerata non significativa
1981; Bloom 1980). La soglia del dolore è sul metabolismo energetico (Farrel 1985). Fondamentalmente fu stu-
direttamente correlata con il livello del diata, quasi esclusivamente, la β-endorfi-
valore dell’endorfina plasmatica (Droste et Secondo i dati dei quali disponiamo, gli na. Negli studi più recenti, si è evidenziata
al. 1991). oppioidi endogeni agiscono soprattutto a una reazione caratteristica della β-endor-
Nell’uomo, dopo un esercizio all’ergome- livello dell’ipofisi. Con un aumento delle fina ai carichi intensivi, come, anche ai 79
tro a pedali ad esaurimento completo, la endorfine, per un processo di contro rego- carichi con spiccato carattere di resisten-
soglia del dolore s’innalzava del 30%. Ciò lazione vengono inibiti i rispettivi fattori di za. In un lavoro molto recente, si afferma
si manifestava nel fatto che, dopo un rilascio di altri ormoni. che l’ACTH, il cortisolo e la β-endorfina
simile carico, il dolore causato da esso, aumentano a seconda dell’intensità e dello
veniva percepito meno intensamente Ormoni ipofisari stato di allenamento (De Diego Acosta et
(Droste et al. 1992). L’effetto si manteneva Le endorfine abbassano la concentrazione al. 2001; De Vries et al. 2000).
per circa un’ora, mentre la somministra- dell’ACTH e del cortisolo. Ma si provoca
zione di β-endorfina per via venosa non anche una diminuzione della vasopressina Carichi anaerobici
produceva alcun effetto sulla sensibilità al e dell’ossitocina, per cui si produce una Il livello della β-endorfina dipende dall’in-
dolore. Solo dopo un’iniezione intratecale soppressione non solo del lobo anteriore, tensità del carico (Angelopoulos 2001; De
(cioè all’interno dello spazio racchiuso ma anche di quello posteriore dell’ipofisi Vries et al. 2000; Goldfarb et al. 1991;
dalla teca rachidea) si produce un notevo- (Heitkamp 1998). Rahkila et al. 1987). La β-endorfina e la β-
le analgesia (eliminazione della sensazione lipotropina aumentano nel caso di carichi
di dolore, Heitkamp 1998). È stato più Metabolismo del glucosio molto intensivi e dopo un carico fisico ad
volte riferito di ipoalgesia provocata dal Sembra che gli oppioidi endogeni influen- esaurimento (Angelopoulos 2001; De
carico (Black et al. 1979; Haier et al. 1981). zino gli ormoni del metabolismo del glu- Meirleir 1986; Donevan, Andrew 1987;
I maratoneti continuano a correre malgra- cosio durante e dopo il carico (Droste et al. Rahkila et al. 1987; Schulkz et al. 2000),
do fratture da stress (Colt, Spyropoulosz 1991). È stata descritta un’azione della β- mentre ciò non avviene nel caso di carichi
1979) e durante lo sforzo si può produrre endorfina sul metabolismo del glucosio di scarsa intensità (Elias et al. 1986; Gold-
un infarto cardiaco senza dolore (Siscovick (Goldfarb 1997; Jamurtas et al. 2000). Tali farb et al. 1987; Langefeld et al. 1987). In
et al. 1984). effetti sul metabolismo del glucosio si carichi molto intensivi di breve durata (da
possono provare solo attraverso infusioni 30 s a 2 minuti) si presenta un incremento
L’influenza sulla psiche e sullo stato di β-endorfine (Jamurtas et al. 2000). Si da due a quattro volte della concentrazio-
dell’umore determina un incremento del glucosio pla- ne iniziale ematica di β-endorfina. Nel
Il carico fisico porta ad un miglioramento smatico, un aumento del CRH e della pro- caso di un carico crescente, le catecolami-
dello stato dell’umore (Cummings, Whee- lattina, mentre l’ACTH resta invariato e ne, la frequenza cardiaca ed il lattato
ler 1987; Morgan 1985). Fondamental- diminuisce il cortisolo (Inder 1995). Può aumentano secondo la prestazione. ACTH
mente, viene sottolineato di continuo che essere diminuito il calo del glucosio pla- e β-endorfina aumentano solo ad. inten-
un aumento dell’endorfine porta ad un smatico durante il carico, in quanto si pro- sità molto elevate (dell’80% del VO2max)
stato dell’umore euforico. Così, in un cari- duce un incremento del glucagone (De Vries et al. 2000). Nei carichi anaerobi-
co di durata superiore a 30 min all’80 (Jamurtas et al. 2000). L’ACTH aumenta ci, l’incremento delle ACTH e della β-
della Fcmax si produce un evidente anche dopo una lunga fase di allenamen- endorfina è correlato con l’aumento del
miglioramento dello stato dell’umore degli to, portando così, contemporaneamente, lattato (Schulz et al. 1979). Il lattato, in
atleti. Invece, negli uomini rispetto alle anche a più elevati valori di β-endorfina a quanto indicatore dell’entità del carico
donne, può non essere stabilito un rap- riposo (Ferrandez et al. 1996). anaerobico, deve ammontare da 12 a 15
porto tra aumento delle endorfine e stato mmol/l. Numerose ricerche permettono di
dell’umore (Kraemer et al. 1990). Così Metabolismo dei lipidi affermare con certezza che esiste un rap-
pure, negli uomini, dopo un carico di 30 A riposo, il metabolismo dei lipidi viene porto diretto tra β-endorfina e lattato
min sul nastro trasportatore, può non influenzato da infusioni di β-endorfina, (Heitkamp et al. 1993; Kraemer et al.
essere provato che vi sia un rapporto tra nel senso che si produce un effetto lipoli- 1989), come anche tra noradrenalina,
la concentrazione di β-endorfina e lo tico sul grasso cellulare (Vettor et al. adrenalina e lattato (Brooks et al. 1988;
stato dell’umore (Farrel et al. 1982a, b). Sia 1993). Non ci sono ricerche sull’uomo Buono et al. 1986; Farrel et al. 1987;
la corsa che la meditazione portano ad un sotto sforzo. In esperimenti su animali, gli Rahkila et al. 1987; Schwarz, Kindermann
miglioramento dello stato dell’umore. E sia stessi induttori hanno mostrato un’azione 1989). In un recente lavoro su animali,
dopo la corsa, sia dopo la meditazione può della β-endorfina sulla lipolisi indotta dal però, è stato possibile dimostrare che il
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essere dimostrata una concentrazione più carico (Heitkamp 1998). lattato non influisce né a riposo, né nel
elevata di β-endorfina (Harte et al. 1995). caso di carichi intensivi, sull’asse ipotala-
Tanto lo stress fisico quanto quello psichi- 4. La reazione mo-ipofisi-surrene. In ogni caso, il lattato
co portano ad un incremento della β- della β-endorfina ai carichi provoca una inibizione del tasso basale di
endorfina e dell’ACTH (Oltra, Mora 1987). secondo la loro intensità secrezione di CRH.
Vi sono anche studi nei quali, attraverso Nel caso di un carico eseguito nella zona
un antagonista degli oppiacei, il naloxone, Le ricerche su come gli oppioidi endogeni della soglia anaerobica individuale, solo
veniva bloccata l’azione degli oppioidi reagiscono al carico presentano differenze dopo 50 min di carico si produce un evi-
endogeni. In questi casi si è riusciti a pro- che dipendono dalle diverse intensità dei dente incremento della β-endorfina
(Schwarz, Kindermann 1989). In una ricer- β-endorfina è notevolmente più elevata gonadotropina) nell’ipotalamo (De Cree
ca condotta su soggetti allenati e non anche dopo una fase prolungata d’allena- 1990). In vitro si vede che la β-endorfina
allenati, invece, non si è riusciti a trovare mento, indicando così un adattamento inibisce direttamente la liberazione di
un rapporto tra β-endorfina e valori del all’allenamento (Ferrandez et al. 1996). GnRH (Rasmussen et al. 1983). Strano a
lattato (Goldfarb et al. 1991). dirsi, ma anche negli uomini si può prova-
Intensità ed incremento della β-endorfina re un’influenza degli oppioidi endogeni
Allenamento della forza L’aumento della concentrazione di β- sulla secrezione ciclica di LH e dell’ormone
I carichi anaerobici locali, come quelli tipi- endorfina dipende dal valore dell’intensità follicolo stimolante (Rogol et al. 1984).
ci dell’allenamento della forza sono stati del carico (De Diego Acosta 2001; Rahkila
poco studiati. In un allenamento di scarso et al. 1988). Un incremento notevole si pro- I valori a riposo negli studi su animali
80 volume, malgrado il lattato fosse aumen- duce solo ad intensità da elevate a molto Nel sangue venoso dell’ipofisi, tranne che
tato a 8,45 mmol/l, non è stato trovato un elevate (De Vries et al. 2000;
. Rahkila et al. durante la mestruazione, si possono rile-
incremento della β-endorfina (Kraemer et 1988). Se al 60% del VO 2 max ancora si vare valori più elevati per le endorfine
al. 1992; 1996). In uno studio (Pierce et al misurano valori. di 6,5pmol/l, in un carico (Wardlaw et al. 1982). Se all’animale ven-
1994) è stato possibile rilevare, addirittura, all’80% del VO2max la concentrazione è già gono asportate le ovaie, le concentrazioni
una diminuzione della β-endorfina. Solo a circa 12 pmol/l (Goldfarb et al. 1998). Si si abbassano sino a valori che quasi non
nel caso di un numero elevato di ripetizio- può contare su un aumento della b-endor- possono essere misurati (Bloom 1980).
ni e di intensità elevata del carico è possi- fina
. a partire da un intensità del 70% del Dopo un trattamento con estrogeni i valo-
bile garantire che la β-endorfina aumenti VO2max, sebbene sia anche già stato prova- ri delle endorfine salgono nuovamente. La
di varie volte (Elliot et al. 1984; Kraemer et to
. che ad intensità dal 50 all’80% del combinazione con il progesterone è quella
al. 1993). VO2max ancora non si presenta un aumen- che produce risalite maggiori.
to della β-endorfina (Rahkila et al. 1988). Al
Carichi aerobici disotto di valori di lattato di 3 mmol/l non I valori a riposo nella donna
A causa dell’effetto analgesico ed euforiz- può essere oggettivato alcun aumento della Anche negli uomini si può provare l’esi-
zante della β-endorfina ci si è chiesti a β-endorfina (De Meirleir et al. 1986). L’in- stenza di una oscillazione ciclica dei valori
quale intensità si può contare su un cremento avviene immediatamente dopo a riposo. Nelle donne, la β-endorfina è
aumento della β-endorfina nei carichi di che è stata raggiunta la soglia anerobica soggetta ad un’oscillazione di natura
resistenza. I carichi d’intensità piuttosto individuale (Schwarz, Kindermann 1990). In endocrina con secrezione ciclica (Gros-
bassa non comportano un incremento altri lavori l’incremento si presenterebbe ad smann et al. 1982; Quigley, Yen 1980;
della β-endorfina (Rahkila et al. 1987). Un una intensità ancora più elevata. L’aumento Veldhuis et al. 1985; Wehrenberg et al.
aumento viene prodotto . da carichi sub- della β-endorfina inizia in prossimità della 1982), che non è stata confermata in altri
massimali al 60% del VO2max della durata soglia anerobica a 4 mmol/l, ma più esatta- lavori (Goldfarb 1988). Affinchè le endorfi-
di mezz’ora, eseguiti su nastro trasportato- mente nella zona della soglia delle cateco- ne possano avere un’azione, vi debbono
re (Farrel et al. 1982). In un altra ricerca lamine (Schneider et al. 1992). essere ovaie e un ciclo ormonale senza
(Langefeld et al. 1987), con un carico di alterazioni. Prima del menarca, le endorfi-
un’ora sul nastro trasportatore non si pro- L’influenza del tipo di carico ne non possono provocare alcun incre-
duceva alcun cambiamento della β-endor- Sembra che il tipo di carico influisca sul- mento delle gonadotropine (Ferin, Van de
fina. Se si confrontano carichi della durata l’entità dell’aumento del valore dell’endor- Wiele 1984; Kuhn, Saltiel 1986). Nelle
di 20 min, eseguiti
. rispettivamente al 40, fina (Petraglia et al. 1990). Sembra che la donne che si trovano nella fase post-