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In questo numero
I Giochi Olimpici invernali di
Salt Lake City e le tendenze
internazionali di sviluppo
degli sport invernali
Arndt Pfützner, Manfred Reiss, Klaus Rost
Analisi dei Giochi olimpici invernali di
Salt Lake City 2002, tendenze di sviluppo
nazionali ed internazionali e conseguen-
ze che se ne possono ricavare per nuovi 1
orientamenti del sistema di allenamento
e di gara negli sport invernali per il ciclo
olimpico 2002-2006

13
Il contributo della scienza
all’allenamento sportivo
Vèronique Billat
L’esempio della corsa di fondo
(seconda parte)
54
Il recupero nell’allenamento
con sovraccarichi
Rinaldo D’Isep, Massimiliano Gollin
20
Alcuni aspetti
L'importanza della durata delle pause di
recupero tra le serie nell'allenamento con
della preparazione alla gara sovraccarichi
Peter Tschiene
La preparazione alla gara secondo un
approccio basato sulla teoria dei sistemi

59
Sci alpino e massa corporea
Mirko Colombo, Cristian Osgnach,
28
La fatica: aspetti centrali
Giulio Sergio Roi
Perché l’elevata massa corporea può
e periferici favorire gli atleti delle discipline veloci
Gian Nicola Bisciotti, Pier Paolo Iodice, Raf-
faele Massarelli, Marcel Sagnol
Il punto sullo stato attuale delle cono-
scenze sui fattori che provocano la fatica
64
Summaries

42
Trainer’s Digest
A cura di Olga Iourtchenko, Mario Gulinelli

45
La preparazione fisica
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXI n.54

negli sport di squadra


Gilles Cometti
L’utilizzazione di alcuni esercizi della
pesistica per la preparazione fisica negli
sport di squadra: l’esempio della pallaca-
nestro e della pallavolo
Arndt Pfützer, Manfred Reiss, Klaus Rost, Istituto per la scienza applicata all'allenamento, Lipsia

I Giochi olimpici invernali di Salt Lake City e le tendenze


internazionali di sviluppo degli sport invernali
2
Analisi dei Giochi olimpici
invernali di Salt Lake City
2002, tendenze di sviluppo
nazionali ed internazionali
e conseguenze che se ne
possono ricavare per nuovi
orientamenti del sistema
di allenamento e di gara
negli sport invernali per
il ciclo olimpico 2002-2006

Viene compiuto un bilancio degli


ultimi Giochi olimpici invernali
di Salt Lake City, cercando
di analizzare quali siano le tendenze
che si rilevano nell'evoluzione degli
sport invernali a livello
internazionale. A tale scopo,
vengono analizzati lo sviluppo del
livello dei risultati in campo
internazionale e le caratteristiche
strutturali che li determinano.
Queste vengono individuate,
essenzialmente, nell’efficacia dei
sistemi di allenamento; nei progressi
tecnologici e nell’organizzazione
della prestazione di gara; nella
professionalizzazione dei sistemi di
preparazione e di allenamento e
nell’assistenza scientifica
all’allenamento stesso. Le cause
principali dei progressi
nelle prestazioni a livello nazionale
vengono invece individuate, oltre
che nel miglioramento dell’efficacia
dell’allenamento, nella riuscita
del passaggio di atleti ed atlete
dall’allenamento di transizione
all’alto livello a quello di alto livello,
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come anche nel miglioramento del


controllo dell’allenamento basato
su un sistema allenatore-consulenti
scientifici. Dall'insieme delle
considerazioni e delle analisi vengono
ricavate alcune conseguenze
che riguardano il ciclo olimpico Foto Bruno
appena iniziato.
Questo articolo ha per oggetto un’analisi dall’allenamento giovanile di alto livello 1. Introduzione
dei risultati dei Giochi olimpici invernali di all’allenamento di altissimo livello senio-
Salt Lake City e le conseguenze che se ne res (cioè il successo nella soluzione del Dal 9 al 24 febbraio del 2002 si sono svol-
possono ricavare per nuovi orientamenti problema della formazione di nuovi atleti te a Salt Lake City (Utah, Usa) i XIX Giochi
del sistema di allenamento e di gara negli in grado di ottenere successi olimpici); il olimpici invernali. Si è trattato della quarta
sport invernali, per il prossimo ciclo olim- controllo dell’allenamento basato su un volta che i Giochi olimpici invernali si svol-
pico 2002-2006, che, come è noto, si con- sistema di collaborazione allenatore-con- gono negli Stati Uniti (dopo Lake Placid
cluderà con i Giochi olimpici invernali di sulenti scientifici, ecc. Il 4. paragrafo 1932, Squaw Valley 1960, di nuovo Lake
Torino. Come in un precedente articolo, (Orientamenti strategici per il ciclo olimpi- Placid 1980). Come già era avvenuto per i
pubblicato sul n. 51 di questa rivista (A. co fino al 2006), nella sua parte iniziale Giochi olimpici di Sydney, anche le Olim-
Pfützner, M. Reiss, K. Rost, H. Tünemann, I mette a fuoco quali sono gli approcci che, piadi invernali di Salt Lake City hanno con- 3
Giochi olimpici di Sydney e le tendenze di secondo gli Autori, sono necessari se si fermato sia l’interesse suscitato nel grande
sviluppo nello sport olimpico, Sds-Scuola vogliono raggiungere risultati di livello pubblico dalle grandi manifestazioni spor-
dello sport, XX, 2001, 51, 2-11), dedicato internazionale, non solo di valore assolu- tive, sia la dinamica di sviluppo dei Giochi
ai Giochi olimpici di Sydney, l’analisi è to, ma addirittura di livello medio. Ciò, olimpici, in questo caso di quelli invernali
stata realizzata da un gruppo di studio ancora una volta, è strettamente legato che, dalla loro istituzione (Chamonix 1924)
dell'Istituto per la scienza applicata all'al- con l’efficacia dell’allenamento, cioè con ad oggi, hanno conosciuto una crescita
lenamento di Lipsia e, per questa ragione, un allenamento che, sia per metodo e continua, sia nel numero di atleti e nazioni
contiene alcuni riferimenti alla realtà ed contenuti, sia assolutamente all’avan- partecipanti sia nel numero delle gare (cfr.
ai notevoli risultati ottenuti dalla squadra guardia. Per realizzarlo è necessaria una figure 1-2).
nazionale tedesca. Però, per i suoi conte- ricerca che ponga al suo centro, specifica- La partecipazione di 77 Comitati olimpici e
nuti, l’articolo offre numerosi spunti di mente, il processo di allenamento, come è di 2532 partecipanti (918 donne, 1614
interesse di carattere più generale, ini- nei programmi dell’Istituto di scienze uomini) è una chiara prova dello sforzo
ziando dal tentativo, che viene fatto nel 2. applicate all’allenamento di Lipsia. che viene fatto in molti Paesi per parteci-
paragrafo (Tendenze internazionali di svi-
luppo delle prestazioni di gara e dei siste-
mi di preparazione ed allenamento) di
offrire una valutazione di quali siano le
tendenze internazionali attuali per quan-
to riguarda il futuro sviluppo dei risultati e
dei sistemi di preparazione ed allenamen-
to e gli aspetti che li caratterizzeranno.
Tra i quali vogliamo citare l’aumento del-
l’efficacia dei sistemi di allenamento, i
progressi nelle tecnologie e nell’organiz-
zazione della prestazione di gara, la cre-
scente professionalizzazione degli atleti e
l’assistenza scientifica all’allenamento.
Però, a questo proposito va fatto rilevare
come gli Autori dell’articolo, pur ricordan-
do gli sviluppi in questa direzione che si
stanno realizzando in alcuni Paesi, metta- Figura 1 – Sviluppo del numero delle medaglie assegnate delle gare nel periodo intercorrente tra
no in risalto come il fattore determinante i Giochi olimpici invernali di Chamonix 1924 e di Salt Lake City 2002
resti sempre la qualità dell’allenamento.
Nel paragrafo successivo (Tendenze di svi-
luppo nazionale e cause principali dei pro-
gressi nelle prestazioni), anche se gli Auto-
ri partono dai risultati degli atleti tede-
schi, sono contenute una serie di osserva-
zioni, in particolare sulle caratteristiche e
gli approcci che sono stati decisivi per
ottenere prestazioni di livello internazio-
nale, come anche sulle cause dei regressi,
o delle stasi dei risultati in taluni sport,
che ci appaiono pertinenti ed applicabili
anche ad altre realtà nazionali. Tra i fat-
tori che vengono citati (si vedano gli
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esempi del biathlon, dello sci di fondo e


del salto con gli sci) vanno ricordati
aspetti che, proprio in prospettiva di Tori-
no 2006, sono importanti anche per il
nostro Paese, quali l’aumento dell’effica-
cia dell’allenamento, che è legata alla
creazioni di condizioni ottimali per la sua Figura 2 – Sviluppo del numero degli atleti, delle atlete e delle nazioni partecipanti ai Giochi olim-
realizzazione; la riuscita nel passaggio pici invernali, da quelli di Chamonix del 1924 a quelli di Salt Lake City 2002
Tabella 1 – Numero, somma delle medaglie e dei piazzamenti delle prime quindici nazioni (totale). Nella tabella vengono riportati, in totale, il numero
e la somma delle medaglie e dei piazzamenti (dal 1° al 15°), delle prima quindici Nazioni dei Giochi olimpici invernali di Salt Lake City. Successivamen-
te, nelle tabelle 2, 3, seguono gli stessi dati, divisi tra donne e uomini, mentre nella tabella 4 vengono riportati i dati per le gare miste

Totale Numero dei piazzamenti in finale Somma dei piazzamenti


Cl. Nazione Oro Argento Bronzo 4° 5° 6° 7° 8° 9° 10° 1-3° 4-10° 1-10°
1° GER 12 16 7 10 8 9 6 4 4 4 35 45 80
2° NOR 11 7 6 7 4 6 4 8 3 4 24 36 60
4 3° USA 10 13 11 9 11 9 8 4 7 1 34 49 83
4° RUS 6 6 4 7 6 10 8 6 5 8 16 50 66
5° CAN 6 3 8 7 4 6 4 8 5 7 17 41 58
6° FRA 4 5 2 1 4 3 3 2 4 8 11 25 36
7° ITA 4 4 4 2 5 2 8 5 5 6 12 33 45
8° FIN 4 2 1 3 5 1 3 4 3 2 7 21 28
9° OLA 3 5 - 3 3 2 3 3 2 2 8 18 26
10° SVI 3 2 6 3 3 4 3 3 4 5 11 25 36
11° CRO 3 1 - - - - - - 1 - 4 1 5
12° AUT 2 4 11 10 7 7 5 4 3 5 17 41 58
13° CHN 2 2 4 2 1 - 2 1 2 2 8 10 18
14° COR 2 2 - 1 2 2 1 4 1 - 4 11 15
15° AUS 2 - - - - 1 - 1 1 2 2 5 7

Tabella 2 – Numero, somma delle medaglie e dei piazzamenti delle prime quindici nazioni (donne)

Totale Numero dei piazzamenti in finale Somma dei piazzamenti


Cl. Nazione Oro Argento Bronzo 4° 5° 6° 7° 8° 9° 10° 1-3° 4-10° 1-10°
1° GER 8 8 4 4 5 6 3 2 1 2 20 23 43
2° USA 5 3 3 2 6 2 3 3 1 1 11 18 29
3° RUS 3 4 2 4 3 4 5 3 3 5 9 27 36
4° ITA 3 2 2 - 2 1 3 2 3 5 7 16 23
5° CRO 3 1 - - - - - - - - 4 - 4
6° NOR 2 3 2 4 - 1 1 3 - 1 7 10 17
7° FRA 2 3 - - 1 1 3 1 3 1 5 10 15
8° COR 2 2 - - - 1 1 - 1 - 4 3 7
9° CAN 2 1 6 5 2 4 2 5 3 5 9 26 35
10° CHN 2 1 2 1 1 - 1 - - - 5 3 8
11° GBR 1 -1 - - - - - 1 1 2 2 4
12° AUS 1 - - - - - - 1 1 - 1 2 3
13° OLA - 2 - 2 1 1 2 2 - 1 2 9 11
14° SVE - 1 4 1 - 2 1 - 1 1 5 6 11
15° SVI - 1 3 2 2 - 1 1 1 1 4 8 12

Tabella 3 – Numero delle medaglie e dei piazzamenti delle prime quindici nazioni (uomini)

Totale Numero dei piazzamenti in finale Somma dei piazzamenti


Cl. Nazione Oro Argento Bronzo 4° 5° 6° 7° 8° 9° 10° 1-3° 4-10° 1-10°
1° NOR 9 4 4 3 4 5 3 5 3 3 17 26 43
2° USA 5 10 8 7 4 7 5 1 6 - 23 30 53
3° GER 4 8 3 6 3 3 3 1 3 2 15 21 36
4° FIN 4 2 1 2 4 1 2 3 1 2 7 15 22
5° OLA 3 3 - 1 2 1 1 2 2 1 6 9 15
6° CAN 3 2 2 1 2 2 2 3 2 1 7 13 20
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7° SVI 3 1 3 1 1 4 2 3 3 4 7 17 24
8° AUT 2 3 10 7 4 5 3 - 1 4 15 27 42
9° RUS 2 1 2 2 3 5 3 5 2 2 5 20 25
10° ESP 2 - - - - - - - - - 2 - 2
11° FRA 1 2 2 1 3 2 - 1 1 7 5 15 20
12° ITA 1 2 1 2 3 1 5 3 2 1 4 17 21
13° EST 1 1 1 - - - - - 2 - 3 2 5
14° CEC 1 - - - 2 - 2 1 1 2 1 8 9
15° AUS 1 - - - - 1 - - - 2 1 3 4
Tabella 4 – Numero delle medaglie e dei piazzamenti (dal 1° al 10°) delle prime tredici nazioni (gare miste, pattinaggio di figura: coppie e danza)

Totale Numero dei piazzamenti in finale Somma dei piazzamenti


Cl. Nazione Oro Argento Bronzo 4° 5° 6° 7° 8° 9° 10° 1-3° 4-10° 1-10°
1° RUS 1 1 - 1 - 1 - - - 1 2 3 5
2° CAN 1 - - 1 - - - - - 1 1 2 3
3° FRA 1 - - - - - - - - - 1 - -
4° CHN - - 1 - - - - - 1 - 1 1 2
5° ITA - - 1 - - - - - - - 1 - - 5
6° LTU - - - - 1 - - - - - - 1 1
7° USA - - - - 1 - - - - - - 1 1
8° ISR - - - - - 1 - - - - - 1 1
9° BUL - - - - - - 1 - - - - 1 1
10° POL - - - - - - 1 - - - - 1 1
11° CEC - - - - - - - 1 - - - 1 1
12° GER - - - - - - - 1 - - - 1 1
13° UKR - - - - - - - - 1 - - 1 1
Totale 3 1 2 2 2 2 2 2 2 2 6 14 20

pare a questo grande avvenimento. Nelle


tabelle 1, 2, 3, 4 viene fornito un riepilogo
generale e distinto per atleti, atlete e gare
miste, del numero delle medaglie e della
somma dei piazzamenti in finale delle
prime quindici Nazioni.

2. Tendenze internazionali
di sviluppo delle prestazioni
di gara e dei sistemi
di preparazione ed allenamento
Lo sviluppo del livello dei risultati

La prima constatazione che occorre fare


analizzando i risultati di Salt Lake City
2000 é che, in campo internazionale, il
livello dei risultati continua ad aumentare.
Ad esempio, anche nei Giochi olimpici di
Salt Lake City, si è confermato il trend,
quasi lineare, di sviluppo dei risultati nella
maggior parte degli sport di resistenza,
che dura ormai da alcuni anni. Inoltre,
debbono essere ricordati sia lo sviluppo,
quasi repentino, dei risultati nel pattinag- Figura 3 – Le tendenze di sviluppo nel biathlon . Linea blu = dal 1° al 3° posto; linea rossa =
gio di velocità - dovuto ai nuovi attrezzi di atleti tedeschi
gara ed agli opportuni adattamenti della
tecnica, alle condizioni specifiche del
ghiaccio ed alla posizione in altitudine di
Salt Lake City - espresso da otto nuovi
record mondiali, come anche l’entrata in
nuove zone di velocità dello sci di fondo,
dovuta all’introduzione delle gare di sprint.
Tutto ciò sottolinea, ancora una volta, che
non si possono prevedere quali saranno i
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limiti delle prestazioni nei vari sport. Come


messo in particolare evidenza dall’esempio
dello sviluppo delle prestazioni nel biath-
lon, dove si è assistito ad un miglioramen-
to sia della prestazione globale, sia di
quelle parziali (velocità di corsa, tempo
impiegato nel tiro, numero di bersagli col-
piti, figura 3). Figura 4 – Pattinaggio di figura uomini: sviluppo delle difficoltà e della densità dei risultati
L’esempio dello sci di fondo, che rappre-
senta la specialità fondamentale anche per
il biathlon e per la combinata nordica, per-
mette di porre in risalto alcuni aspetti
nuovi, che riguardano la struttura della
prestazione e le relative conseguenze per
la metodologia dell’allenamento:
- se si tiene conto dei cambiamenti che vi
sono stati nella struttura delle gare
dovuti all’introduzione della partenza in
6 gruppo, delle gare ad inseguimento e
delle gare di sprint, che pongono richie-
ste molto elevate dal punto di vista tec-
nico-motorio e tattico, dovute al contat-
Figura 5 – Pattinaggio su ghiaccio di velocità, donne: andamento della gara delle vincitrici to diretto con l’avversario, nel settore
dell’alto livello sarà necessario un sem-
pre maggiore livello di specializzazione,
Anche nelle discipline sportive dove predo- nali (come del resto in quelli estivi), è che, come è naturale, si rifletterà anche
minano la forza e la tecnica si può affer- impossibile ottenere successo senza una in programmi diversi di allenamento.
mare che vi sia stato un incremento delle preparazione globale a livello professionale - Negli atleti che si trovano ai vertici mon-
prestazioni. Nel salto con gli sci, le analisi, ed una preparazione immediata alla gara diali, oltre ad un ulteriore sviluppo di
realizzate a livello internazionale, sia nel molto efficace. un’elevata velocità specifica sulla distan-
settore seniores, sia in quello juniores, per- za, si rileva anche un incremento della
mettono di provare che si rilevano sviluppi Le caratteristiche strutturali capacità di realizzare notevoli aumenti di
sia nella velocità di stacco, sia nei processi che determinano lo sviluppo ritmo rispetto alla velocità media, nelle
di movimento nella fase di passaggio allo delle prestazioni partenze, nelle fasi intermedie e nelle
stacco, più favorevoli dal punto di vista fasi finali della gara. Se ne ricava che i
aerodinamico. Nel pattinaggio di figura, Come si era già potuto constatare nell’ulti- contenuti dell’allenamento dovranno
un criterio per misurare la prestazione è mo ciclo olimpico, a livello mondiale lo tenere conto sia della necessità di essere
rappresentato dallo sviluppo dell’indice di sviluppo del prestazioni di vertice è deter- in grado di cambiare velocità, sia delle
difficoltà. Un parametro nel quale si pos- minato, soprattutto, da alcune caratteristi- elevate richieste tecniche implicate in
sono riscontrare notevoli evoluzioni, sia che, che, ad esempio negli sport di resi- questa necessità.
nei pattinatori che nelle pattinatrici. Tali stenza, sono: - Per quanto riguarda la tecnica sull’intera
evoluzioni riguardano sia la difficoltà dei distanza di gara, si possono rilevare ten-
salti, sia la stabilità dell’esecuzione in gara. - l’aumento della forza di spinta in ogni denze ad un aumento della frequenza
Se si analizzano le prestazioni va messo in ciclo di movimento, che, in parte, è dei movimenti. Ciò presuppone che, nelle
evidenza che, per quanto riguarda i patti- accompagnato da un aumento nella fre- strutture dell’allenamento, lo sviluppo
natori, il numero dei salti quadrupli e delle quenza dei movimenti; della resistenza vada di pari passo con
combinazioni quadrupli/tripli è quasi rad- - la maggiore stabilità e variabilità del notevoli componenti di velocità dei
doppiato rispetto al 1998 (figura 4). rendimento dei movimenti su tutta la movimenti (cfr. figura 6).
La seconda constatazione è il notevole distanza di gara, anche in condizioni di - Le analisi delle gare confermano che, se
aumento della concorrenza che si riscon- affaticamento; si vogliono ottenere prestazioni vincenti
tra in quasi tutti gli sport invernali. La - un range di regolazione della frequenza nello sci di fondo, il rendimento in salita
lotta per la vittoria e per le medaglie è dei movimenti che tiene conto dell’an- continua a svolgere una funzione fonda-
diventata più serrata. Di conseguenza, la damento della gara e che viene sfruttato mentale. L’aumento sia della qualità che
preparazione è diventata sempre più com- al massimo nei tratti iniziali, nelle acce- della quantità delle salite nell’intera
plessa ed impegnativa, sotto tutti i punti lerazioni durante la gara e nei finali distanza di gara (oltre il 50% del tempo
di vista. Perciò, nei Giochi olimpici inver- (figura 5). di gara viene impiegato nel loro supera-
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Figura 6 – Sci di fondo: frequenza dei movimenti nella gara di sprint rispetto alle altre discipline
mento) significa che si devono garantire: base, resistenza alla forza, resistenza alla mentre non è stata ancora realizzata una
- un maggiore rendimento della spinta rapidità ed alla forza rapida; riforma dei sistemi di gara nel pattinaggio
in ogni ciclo di movimento, grazie ad - garanzia che, all’inizio del periodo di su ghiaccio di velocità.
un’impostazione potente del movi- gara e della preparazione immediata alla
mento delle braccia e delle gambe; gara principale, vi sia un livello elevato di La professionalizzazione del sistema
- la massima variabilità della tecnica, formazione della capacità specifiche di preparazione
della frequenza dei passi e della lun- (resistenza di base, resistenza alla forza,
ghezza del ciclo di movimento. ecc.); Gli atleti e le atlete che ottengono presta-
Sempre i risultati dell’analisi delle gare - utilizzazione mirata della doppia funzio- zioni di livello mondiale, o si preparano a
mostrano chiaramente la posizione elevata ne svolta dalle gare e dall’allenamento raggiungerle, rappresentano una tipologia
che assumono le capacità di resistenza di tra le gare; di partecipanti alle gare che presenta esi- 7
base e di resistenza alla forza. Perciò, l’au- - maggiore dinamismo del carico di alle- genze elevate, che fanno valere sia in alle-
mento dell’efficacia dell’allenamento della namento, unito ad una rigenerazione namento sia in competizione. Sono profes-
resistenza alla forza, diventa il problema efficace; sionisti in senso lato che, in questo modo,
principale della metodologia dell’allena- - miglioramento dell’allenamento in alti- si garantiscono tutte le condizioni neces-
mento. tudine e completo sfruttamento delle sarie per allenarsi efficacemente, comprese
Come era già stato evidente nei precedenti possibilità che offre; condizioni esterne di allenamento stabili
Giochi olimpici invernali, anche lo sviluppo - rinnovamento periodico della capacità per tutto l’anno.
di prestazioni di livello mondiale nelle globale di carico di tutto l’organismo. Tutto ciò garantisce un allenamento quali-
discipline tecniche è determinato da una Prima dei Giochi di Salt Lake City, in tutti i tativamente elevato ed una organizzazione
serie di caratteristiche: Paesi guida dello sport mondiale, è stata delle gare orientata sul risultato. Essi si
- nel salto con gli sci, negli ultimi decenni, dedicata grande attenzione ai problemi battono per un allenamento di livello ele-
la struttura delle prestazione si è modifi- dell’altitudine, mettendo a punto i relativi vato e per i migliori risultati possibili nelle
cata, soprattutto, grazie ai cambiamenti programmi di ricerca e di assistenza scien- gare.
nella tecnica, nelle regole e nell’adatta- tifica.
mento del materiale di gara. Per cui sono notevolmente aumentate le Solo atleti ed atlete che si allenano e
L’ultimo ciclo olimpico è stato partico- conoscenze sull’allenamento in altitudine vivono come professionisti sono anche in
larmente caratterizzato dallo sviluppo e sulla sua collocazione nella preparazione grado di realizzare nuovi criteri nel carico
della velocità di stacco e della tecnica dei immediata alla gara. e nella strutturazione dell’allenamento.
movimenti. L’ulteriore sviluppo della tec-
nica si esprime in processi di movimento I progressi delle tecnologie
più efficaci dal punto di vista aerodina- e dell’organizzazione L’influenza della commercializzazione
mico, con una limitazione dell’impegno della prestazione di gara
della parte superiore del corpo nella fase L’evoluzione dei risultati a livello interna-
di passaggio allo stacco. Questi processi Attualmente, è impossibile pensare ad uno zionale, soprattutto negli sport più inte-
motori sono stati stabilizzati insieme ad sviluppo delle prestazioni di vertice senza ressanti per i mass media, è sempre più
una crescente velocità di stacco. un livello tecnologicamente elevato nell’u- costantemente influenzata e portata a
- Nel pattinaggio di figura, in primo piano tilizzazione degli attrezzi, degli impianti, nuove dimensioni, da una commercializza-
troviamo, da un lato, l’aumento delle dif- delle attrezzature e dell’abbigliamento di zione ed una professionalizzazione cre-
ficoltà tecniche e, dall’altro, la stabilizza- gara. Se si vogliono sfruttare efficacemen- scenti. Le grandi possibilità di guadagno e
zione di sequenze di salti con difficoltà te questi fattori, per ottenere prestazioni di promozione sociale, legate alle vittorie,
massime, anche in condizioni di affatica- superiori agli altri, è d’importanza fonda- alle medaglie, ai record ed alle grandi pre-
mento. Perciò, oltre allo sviluppo dei mentale o essere all’avanguardia dal punto stazioni, rappresentano uno stimolo molto
presupposti tecnici e di forza che per- di vista tecnologico, od essere in grado di potente a raggiungere grandi risultati,
mettono di eseguire queste sequenze, cambiare rapidamente ed adattarsi alle soprattutto per gli atleti e le atlete dei
aumenta l’importanza della resistenza. evoluzioni che si manifestano a livello Paesi dell’Europa orientale.
Altre caratteristiche strutturali decisive internazionale. Ma così aumentano anche l’agonismo e la
della prestazione di alto livello sono uno Anche il sostegno agli atleti ed alle squa- disponibilità a rischiare, a superare i limiti
spiccato spirito agonistico ed un’elevata dre durante le gare, per il quale si ricorre attuali del carico, sia in allenamento sia in
disponibilità ad assumere rischi. ad équipe numerose di specialisti che col- gara. Questa disponibilità a rischiare
laborano tra loro, ricorrendo ai più moder- riguarda anche il settore degli arbitri e
Una causa dell’incremento dei risultati: ni sistemi di oggettivazione ed ai più delle giurie.
l’efficacia dei sistemi di allenamento moderni metodi di preparazione, è diven-
tato un elemento standard. La lotta al doping
Se si analizza l’allenamento degli atleti Le novità possono essere classificate in
internazionali di maggior successo, si può novità che riguardano i materiali di gara, L’incremento, talvolta enorme, dei risultati
dimostrare che l’elemento chiave che ha la tecnica sportiva ed i regolamenti o le ottenuti dagli atleti e dalle atlete si realiz-
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determinato il miglioramento delle loro forme di gara. Oltre alle novità nei mate- za sullo sfondo di un’utilizzazione del
prestazioni è rappresentato dell’efficacia riali nello sci di fondo, nel biathlon e nella doping e di controlli anti-doping che pre-
dell’allenamento, diretta ad un migliore combinata nordica, deve essere citato il sentano un’efficacia molto diversa.
sfruttamento delle riserve individuali di pattinaggio di velocità con lo sviluppo e Soprattutto per quanto riguarda i metodi
adattamento, i cui contenuti possono l’evoluzione dei pattini con lame mobili. di controllo che vengono applicati per sta-
essere così caratterizzati: Per quanto riguarda le gare, deve essere bilire l’uso di EPO negli sport di resistenza.
- impegno nell’incremento di un livello citata la notevole evoluzione dei contenuti Perciò, la quantità e la qualità delle misure
specifico delle capacità di resistenza di delle gare che vi è stata nello sci di fondo, che vengono messe in atto per combattere
il doping, che riguardano il numero degli alto livello della Norvegia, afferma che: 3. il processo di allenamento è stato realiz-
atleti coinvolti nei controlli, la quantità ed “ciò che decide se sei o no un grande scia- zato da allenatori che lavorano da molti
il momento dei controlli durante l’anno, tore di fondo non è una camera ipobari- anni e con lunga esperienza nel campo
soprattutto i controlli a sorpresa, diventa- ca...ma quanto ti alleni e se ti alleni bene...” dello sport di alto livello;
no un fattore importante per garantire ed aggiunge: “nel nostro Paese esiste la 4. si è riusciti ad inserire, con continuità,
pari opportunità agli atleti ed alle atlete tendenza, a smettere di considerare nuove forze nel settore dell’alto livello;
che partecipano alle gare olimpiche. importante ciò che invece resta più impor- 5. vi è stata la capacità di individuare,
Nei Giochi olimpici di Salt Lake City sono tante. Si dimentica che alla base di ogni immediatamente, quali sono le tendenze di
stati ottenuti alcuni primi successi. Prima successo sportivo troviamo un solido alle- sviluppo a livello internazionale e di inte-
di tutto, una diminuzione della certezza di namento.” grarle nelle strutture dell’allenamento;
8 non essere trovati positivi, come è stato Nella loro preparazione ai Giochi di Salt 6. si è riusciti a sintonizzare periodizzazio-
provato da alcune rinunce spontanee a Lake, gli Stati Uniti hanno realizzato una ne, applicazione dei principi dell’allena-
partecipare alle gare e, soprattutto, la serie di misure al cui centro erano: mento e sistema di gara;
squalifica di una serie di atlete e di atleti, - lo scambio di informazioni tra gli allena- 7. sono stati applicati piani di allenamento
che hanno permesso che, specie nello sci tori sulle condizioni particolari della nei quali si è riusciti ad integrare allena-
di fondo, si ottenesse un quadro più credi- località nella quale si svolgevano i Gio- mento svolto nella normale località di resi-
bile dei valori esistenti. Comunque, per chi, comprese le possibilità di sfrutta- denza e d’allenamento degli atleti e raduni
quanto riguarda la parità di opportunità, mento del vantaggio di gareggiare in di allenamento. Inoltre, si è riusciti a stabi-
anche in futuro questa sarà impossibile, in casa; lire una collaborazione fruttuosa tra alle-
quanto sul mercato appaiono continua- - misure per l’impostazione dell’allena- natore personale dell’atleta ed allenatori
mente nuove sostanze dopanti. mento in altitudine; federali;
- misure per l’organizzazione della presta- 8. è stato realizzato un adeguato controllo
L’assistenza scientifica all’allenamento zione di gara. dell’allenamento, sulla base di un sistema
Anche in Giappone sono stati compiuti di collaborazione allenatore-consulenti;
Se si analizzano i sistemi di preparazione sforzi in questa direzione. Così nel 2001 9. è stato creato un sistema nazionale di
delle Nazioni che hanno ottenuto i mag- sono stati definiti i compiti dell’Istituto gare, volutamente diretto a preparare la
giori successi si può affermare che, rispet- giapponese di scienza dello sport, dal quale gara principale dell’anno e sempre sinto-
to al 1998, vi è stato un incremento sia ci si aspetta un contributo efficace all’au- nizzato con le gare che interessano indivi-
della ricerca scientifica sull’allenamento, mento delle prestazioni dello sport giap- dualmente l’atleta;
sia dell’assistenza scientifica ad esso. Per ponese, che, già a medio termine, si 10. uno stile di vita da atleta che vuole
questi scopi, nella maggior parte dei Paesi, dovrebbe esprimere, in un numero mag- ottenere risultati di alto livello.
sono stati istituiti, ulteriormente sviluppati giore di medaglie e piazzamenti di eccel- Se invece si analizza dettagliatamente
ed utilizzati, Istituti centrali di ricerca e si lenza. l’andamento delle prestazioni di quegli
tende a creare sinergie tra più sport o Nella prospettiva dei Giochi olimpici inver- atleti e di quelle atlete che non sono riu-
gruppi di sport. nali di Torino del 2006, gli Stati Uniti sciti a superare momenti di ristagno, o di
Queste sono le direzioni principali verso le hanno già formulato il loro obiettivo: peggioramento delle loro prestazioni, si
quali lavorano questi Istituti; superare tutti gli altri Paesi nel numero di possono mettere in evidenza fenomeni di
- prestazioni di carattere scientifico al ser- medaglie. una graduale diminuzioni dei criteri di
vizio del miglioramento dei risultati Tutti questi esempi dimostrano che ogni allenamento e di gara; strutture di allena-
sportivi di alto livello; tentativo di cercare di restare tra le prime mento scarsamente orientate a raggiunge-
- attività di insegnamento e formazione, Nazioni al mondo e di mantenersi all’avan- re grandi risultati; mancato rispetto di
attraverso la trasmissione di conoscenze guardia nell’assistenza scientifica, sia allo alcuni principi dell’allenamento ed una
scientifiche a responsabili federali, alle- sport giovanile sia allo sport di alto livello, organizzazione scarsamente professionale
natori, atleti; deve affrontare una grande concorrenza dell’allenamento e dell’ambiente in cui
- un proprio lavoro di ricerca scientifica. internazionale ed è difficile conservare veniva realizzato.
Il modello di una ricerca specifica, finaliz- qualsiasi posizione di vertice raggiunta. Dall’elenco delle cause che hanno permes-
zata e concentrata sullo sport di alto livel- so che fosse raggiunta una elevata capa-
lo, dell’Australian Institute of sport (AIS) 3. Tendenze di sviluppo cità di prestazione negli sport invernali,
viene considerato un esempio anche da nazionale e cause principali vanno enucleati tre aspetti principali che
altri Paesi. Malgrado il sostegno scientifico dei progressi nelle prestazioni discuteremo, rapportandoli con i dati di
e tecnologico, fornito nei campi più diver- analisi specifiche dei risultati, consideran-
si, nelle Nazioni ai vertici negli sport inver- Se si esamina dettagliatamente lo sviluppo doli come riserve di prestazione.
nali, viene continuamente sottolineato che delle prestazioni e l’allenamento di degli
il presupposto decisivo di ogni successo atleti di quegli sport che hanno migliorato Aumento dell’efficacia dell’allenamento
resta una allenamento regolare e di valore i loro risultati si possono individuare que-
qualitativamente elevato, come affermato ste cause: Attraverso alcuni esempi, illustreremo
più volte da Angela Smith, un’alta dirigen- come lo sviluppo positivo delle capacità di
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXI n. 54

te dello sport statunitense, secondo la 1. atleti ed allenatori hanno seguito criteri prestazione e dei risultati, sia stato prodot-
quale: “alla base di ogni miglioramento di allenamento e di prestazione diretti a to da un incremento pluriennale del carico
delle prestazioni ci sono un coaching ed raggiungere i vertici mondiali; nel settori principali dell’allenamento.
un allenamento di qualità elevata”. Dal 2. sono stati realizzati e perfezionati piani Negli ultimi quarant’anni, un tema costan-
canto suo, il norvegese Saetersdal, respon- di allenamento molto efficaci, nei quali te nelle discussioni sulla metodologia del-
sabile per la scienza dell’allenamento l’utilizzazione di carichi elevati è stata l’allenamento degli sport di resistenza, è
dell’Olympiatoppen, l’organo centrale di accompagnata da adeguate misure di rige- stato rappresentato dall’impostazione del
controllo per la promozione dello sport di nerazione; volume e dell’intensità del carico, soprat-
allenamento di un atleta di alto livello del
biathlon, vengono illustrati quali siano
stati gli sviluppi nel volume e nei settori di
allenamento, nei quali si possono rilevare,
molto concretamente, quali sono i rapporti
tra volume ed intensità del carico.
Questi dati sull’analisi dell’allenamento
rappresentano presupposti importanti per
la presa di decisioni sull’ulteriore incre-
mento degli stimoli/carichi di allenamento
e lo sfruttamento delle riserve di presta- 9
zione.

Figura 7 – Sviluppo del volume di allenamento di un biatleta di altissimo livello L’esempio dello sci di fondo

Le analisi delle competizioni dello sci di


fondo dimostrano, chiaramente, che i
principali fattori che provocano incrementi
nelle prestazioni sono rappresentati da
notevoli aumenti del livello della resistenza
aerobica ed anaerobica, che sono alla base
di una maggiore severità dei ritmi in gara.
Le ricerche svolte nello sci di fondo (sugli
atleti e le atlete tedesche, ndt) dimostrano
che molti sciatori e sciatrici di fondo, negli
ultimi anni, hanno svolto dall’80 al 90%
del loro allenamento di “corsa” nella zona
della resistenza di base e nella zona del
carico di compensazione, con scarse varia-
zioni del livello di velocità. Inoltre, si parti-
va dall’ipotesi che con un volume di alle-
namento del 20-30% inferiore, ma con un
miglioramento della qualità dell’allena-
mento stesso, si potesse ottenere, comun-
Figura 8 – Distribuzione dell’intensità di allenamento di un biatleta di altissimo livello nella que, un buon incremento delle prestazioni
costruzione pluriennale della prestazione di livello mondiale. Per cui, spesso, è stata
realizzata una diminuzione del volume
d’allenamento, però senza che la maggio-
tutto se si assume che ormai siano stati L’esempio del biathlon ranza degli atleti riuscisse a realizzare l’au-
raggiunti i limiti (ipotetici) del volume del spicato aumento della qualità.
carico (anche se va tenuto conto che i La pianificazione e l’analisi moderne del- Nell’anno pre-olimpico e nell’anno olimpi-
limiti vanno sempre riferiti, individualmen- l’allenamento sono inconcepibili senza un co sia gli sciatori che le sciatrici di fondo
te, al singolo atleta od alla singola atleta). chiaro riferimento alle capacità (settori di tedeschi sono riusciti ad aumentare, più
Però, si deve anche affermare che la allenamento). che nel passato, la velocità di sciata nel-
moderna metodologia dell’allenamento Nelle figure 7 ed 8, attraverso l’esempio l’allenamento della Rb1 (allenamento della
non conosce volume ed intensità del cari- del confronto pluriennale dei carichi di capacità aerobica) e la percentuale di alle-
co a sé stanti: infatti, queste importanti
componenti del carico sono sempre stret-
tamente collegate con contenuti e settori
concreti di allenamento, con le loro pro-
porzioni e con i relativi programmi di alle-
namento.
Che, a loro volta, si riferiscono sempre ad
una determinata disciplina di gara (ad una
determinata gamma di competizioni) e ad
un atleta ben definito.
Ciò vuole dire che, tenuto conto delle
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXI n. 54

potenzialità individuali di sviluppo e degli


obiettivi di risultato che si vogliono rag-
giungere, è sempre la struttura della pre-
stazione di ciascuno sport che determina
quale sia il profilo delle capacità che pro-
ducono la prestazione stessa e, di conse- Figura 9 – Sviluppo della resistenza alla forza degli arti superiori di una campionessa olimpica
guenza, la direzione che debbono prendere nello sci di fondo nel ciclo olimpico dal 1998 al 2002
gli obiettivi dell’allenamento.
namento della Rb 2 (allenamento della
potenza aerobica - settore nel quale vi
sono ancora riserve) ed a tenere in mag-
gior conto il fattore “opposizione al movi-
mento” in tutto l’allenamento. Ciò ha por-
tato anche all’aumento della capacità di
resistenza alla forza degli arti superiori
(figura 9).
Un’azione positiva è stata svolta anche
dalla realizzazione di maggiori velocità da
10 raggiungere in allenamento, cominciata
grazie all’introduzione della nuova discipli-
na dello sprint. Tutto ciò sottolinea la
necessità che, anche in futuro, si interven-
ga sull’aumento dell’efficacia dell’allena-
mento della resistenza di base e della resi-
stenza alla forza.
Figura 10 – Sviluppo attuale e previsto a lungo termine della prestazione nello sci di fondo
L’esempio del salto con gli sci

Le analisi svolte nel salto con gli sci, nella La riuscita nel passaggio principale della costruzione a lungo termi-
stagione 1999/2000 in un saltatore di dall’allenamento di transizione ne della prestazione sia rappresentato dalla
livello assoluto di vertice, misero in evi- all’alto livello a quello di alto livello necessità di fare fronte al continuo
denza che, malgrado i suoi risultati di aumento delle differenze tra i risultati
valore mondiale, esistevano ancora riserve In tutti i Paesi, un problema chiave è rap- d’entrata, all’inizio dell’allenamento e le
di prestazione nella sua posizione di volo. presentato da quello di riuscire a formare successive prestazioni finali nel settore
Dopo un regresso dei risultati nel 2001, atleti che si trovano nella fase di passaggio dell’alto livello.
nella stagione olimpica 2001/2002 fu ini- ai risultati di alto livello - cioè atleti junio-
ziata una correzione della tecnica, che res - che raggiungano prestazioni che per- L’esempio dello sci di fondo
aveva come obbiettivo aumentare la posi- mettono loro di emergere sia a livello
zione in avanti del corpo e l’angolo d’inci- nazionale che internazionale. Qui, il criterio Nello sci di fondo, sia nei Giochi olimpici,
denza degli sci. fondamentale di misura è rappresentato sia nei Campionati mondiali, la velocità
A seguito di ricerche compiute sui salti ed dal livello di vertice mondiale juniores e dai media di gara degli atleti di vertice è
in una galleria del vento, si rilevò che la risultati nel Campionati mondiali juniores. aumentata continuamente.
mobilità dell’articolazione del piede veniva Le nostre ricerche dimostrano, chiaramen- Se si tiene conto di questa tendenza, uno
limitata da una calzatura non elastica. Il te, la tesi secondo la quale chi vuole riusci- sciatore di fondo di alto livello, se vuole
passaggio ad una calzatura più elastica re ad affermarsi tra i migliori al mondo in riuscire a restare ai vertici mondiali, deve
permise di ottenere, di nuovo, un movi- uno sport, si deve porre obiettivi adeguati aumentare la sua velocità di gara da 0,03 a
mento attivo degli sci, che permetteva di da junior. 0,04 m/s ogni anno. Per la costruzione a
avvicinarsi di più alla tecnica di salto indi- Infatti vi sono rapporti stretti tra risultati a lungo termine delle prestazione questa
vidualmente più razionale. Il risultato fu livello juniores, risultati nei primi anni progressione significa che, nello stesso
un aumento della lunghezza dei salti. seniores e prestazioni di vertice nel settore tempo e a parità di livello di entrata all’ini-
Il rapporto complesso tra riduzione del- dell’alto livello. Nella maggior parte degli zio dell’allenamento, deve essere sviluppa-
l’angolo differenziale tra parte inferiore del sport, il ritmo di sviluppo delle prestazioni ta una prestazione specifica più elevata.
corpo e angolo d’incidenza degli sci, come a livello mondiale, fa sì che il problema Nella figura 10 viene mostrato il trend
anche di quello esistente tra alcuni altri
elementi della tecnica ed adattamento dei
materiali, ha portato alla progettazione ed
alla realizzazione di un’attrezzatura che, in
condizioni di laboratorio, permette all’atle-
ta di provare sia gli elementi tecnici che i
materiali, come anche di analizzare ed
allenare la flessione dell’articolazione del
piede.
Questi tre esempi dimostrano come sia
necessario valutare individualmente l’an-
damento pluriennale dello sviluppo di un
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXI n. 54

atleta, fondendo tra loro gli strumenti del-


l’analisi della gara, della valutazione fun-
zionale complessa e dell’analisi dell’allena-
mento. In tutti gli sport, questo modo di
procedere permette di lavorare con conce-
zioni d’allenamento di base e di ricavare
quali sono le migliori soluzioni o le varianti Figura 11 – Sviluppo delle prestazioni di una vincitrice olimpica nello sci di fondo
individuali più efficaci.
delle prestazioni delle atlete seniores e internazionale, i giudici, specie per quanto Il controllo dell’allenamento basato
juniores nello sci di fondo. Con una diffe- riguarda coloro che non sono ai vertici su un sistema allenatore-consulenti
renza del 7%, le due curve hanno un mondiali, ma sono vicini ad essi - dal 4°
andamento parallelo. all’8° posto - tendono a valutare di più le Il problema chiave delle prospettive di svi-
L’esempio di una atleta vincitrice dei Gio- difficoltà, che l’impostazione dell’esercizio luppo delle prestazioni internazionali di un
chi olimpici nello sci di fondo, mette in e l’impressione artistica: esattamente il Paese, è rappresentato dalla possibilità di
evidenza che, in uno periodo di cinque contrario di ciò che avviene a livello nazio- esprimere completamente le potenzialità
anni, è possibile emergere a livello mon- nale. individuali di sviluppo, o di diminuire i
diale (figura 11). Però, ciò presuppone che Le cause per le quali, nei vari sport, molti deficit di prestazione, anche ed in partico-
vengano applicati stimoli di carico efficaci, atleti juniores e molti atleti che si trovano lare degli atleti di vertice. Per questo, in
che negli sport di resistenza sono caratte- alle soglie dei vertici internazionali non Germania, è stato sviluppato un sistema 11
rizzati anche da un elevato volume globale riescono a raggiungere il livello, che pure allenatore-consulenti. Nella sua imposta-
di allenamento. potrebbero raggiungere, vanno attribuite zione sono stati ottenuti notevoli successi
Però, la realtà di molti atleti e di molte all’esistenza di una tendenza a diminuire il che hanno permesso un controllo efficien-
atlete è che la maggior parte di loro, fino tempo di allenamento, specialmente quello te dell’allenamento in una serie di sport.
all’ultimo anno da junior (20 anni), conti- dedicato all’allenamento specifico. Il Grazie alla collaborazione tra lo IAT, alcune
nua a non raggiungere le richieste fissate postulato che si sta affermando in alcune Federazioni sportive nazionali ed i loro
nei piani generali di allenamento. Succes- Nazioni, per cui l’aumento della qualità Centri di preparazione olimpica, è stato
sivamente i deficit diventano sempre mag- sarebbe il parametro decisivo nello sport così possibile incrementare l’efficacia del
giori. giovanile, trascura proprio il fatto che la controllo dell’allenamento, soprattutto nel
qualità dei contenuti formativi dell’allena- biathlon, nel pattinaggio di velocità ed in
Queste le cause che possono impedire lo mento giovanile, come ad esempio l’au- parte nello sci di fondo.
sviluppo delle prestazioni: mento della precisione e della stabilità dei Malgrado questi esempi positivi, vi sono
processi tecnici di movimento, l’aumento ancora alcune riserve da sfruttare nell’uti-
1. nella costruzione a lungo termine della delle difficoltà, l’aumento del repertorio lizzazione e nell’ulteriore sviluppo del siste-
prestazione troviamo una insufficiente tecnico-tattico e soprattutto l’incremento ma allenatore-consulenti. Così, ad esempio,
preparazione ai carichi massimi del settore dei presupposti organico-muscolari della nel controllo dell’allenamento l’accento
di altissimo livello. Ciò vuole dire che si prestazione, e garantire la capacità di cari- viene ancora posto, troppo unilateralmen-
lasciano sfuggire i periodi ottimali per lo co ecc., richiedono molto tempo. Aumento te, sulla realizzazione ed il perfezionamen-
sviluppo dei presupposti specifici della della qualità non sempre può volere dire to dei metodi di analisi della gara. In que-
prestazione. E si può stabilire che vi è diminuire il tempo di allenamento, ma la sto modo, però si riesce, solo limitatamen-
anche una crescente predisposizione agli diminuzione del tempo di allenamento te, ad analizzare, unendo valutazione fun-
infortuni. vuol dire sempre minore qualità. zionale ed analisi dell’allenamento, le cause
2. Insieme ad una parziale mancanza di dei deficit nei presupposti della prestazione
talento, l’elemento essenziale è una caren- Per riassumere, si può affermare che non e si impedisce che si ottengano indicazioni
za di stimoli allenanti efficaci, negli anni può esistere una via alla costruzione a oggettive motivate per le successive deci-
successivi di allenamento. lungo termine della prestazione che si sioni sull’allenamento.
possa basare sulle diminuzione del tempo
L’esempio del pattinaggio di figura dedicato all’allenamento, in nome della Queste le direzioni che dovrebbero prende-
qualità. Come dimostrano gli esempi delle re gli ulteriori sviluppi del controllo dell’al-
Se si analizza ciò che avviene nel pattinag- sciatrici di fondo e delle pattinatrici di lenamento, intesi come perfezionamento
gio di figura a livello mondiale, è evidente velocità tedesche, la preparazione a future del sistema allenatore-consulenti per
l’enorme ritmo di sviluppo delle richieste prestazioni di livello mondiale si basa su incrementare l’efficienza delle prese di
di difficoltà che vi è stato negli ultimi due un aumento pluriennale del carico con decisione sull’allenamento e come presup-
anni. Un trend di sviluppo che, ad esempio, tempi efficaci di rigenerazione: realizzare posto per la soluzione delle problematiche
non sono riusciti a seguire i pattinatori di questo obiettivo richiede tempo. Ogni di ricerca esistenti:
figura tedeschi. Il migliore di essi, che nel strategia per rendere più efficace l’allena-
1999 a 19 anni d’età era stato Campione mento, finora ha portato in un vicolo 1. in ogni sport, perfezionamento e stan-
mondiale juniores e che ha ottenuto il 12° cieco, in quanto ha cercato di ridurre i dardizzazione delle componenti del
posto tra i seniores, nel 2000 non è riusci- periodi di tempo necessari alla formazione sistema allenatore-consulenti (analisi
to a continuare nello sviluppo delle sue dei presupposti della prestazione degli dell’allenamento, analisi delle gare e
prestazioni, a causa di un trauma riportato atleti. valutazione funzionale);
per una caduta in gara. Per cui, ha dovuto 2. garantire un riproducibilità pluriennale
ritardare di un anno l’apprendimento del della valutazione funzionale e dell’anali-
Chi vuole ottenere prestazioni di verti-
salto quadruplo e vi è riuscito solo durante si dell’allenamento;
la preparazione olimpica, quando non era ce mondiale deve garantire le condi- 3. costruzione e direzione di banche dati
più possibile raggiungere la necessaria zioni necessarie, soprattutto i periodi di centrali di facile accesso;
tempo necessari, per raggiungere un
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXI n. 54

stabilità nella sua esecuzione. Un altro 4. collegamento in rete dei partner: allena-
errore è stato che, nel processo di allena- livello adeguatamente elevato di alle- tore - atleti - IAT - Centri di preparazio-
mento, è stata data la preferenza a cercare namento da junior e nei primi anni da ne olimpica e creazione della possibilità
di rimuovere i punti deboli (l’impressione senior. Per ottenere ciò ci si deve orien- di un continuo scambi di dati;
artistica), piuttosto che alla costruzione tare a determinare condizioni profes- 5. formazione di capacità personali di
dei punti forti (ovvero apprendimento di sionali o semi-professionali di allena- assumere decisioni sull’allenamento,
altri salti quadrupli). È interessante notare mento. attraverso riunioni regolari dei respon-
che le analisi dimostrano come, a livello sabili della direzione dell’allenamento.
4. Orientamenti strategici 6 la disponibilità di tempo, il grado di Traduzione ed adattamento di Mario Gulinelli.
per il ciclo olimpico fino al 2006 professionalità, sul quale si basano Titolo originale: Internationale und nationale
tutto l’allenamento ed il regime di vita Entwicklungstendenzen auf Grundlage der
Il sistema di allenamento dell’atleta. Ergebnisse der Olympischen Winterspiele in Salt
Lake City mit Folgerungen für den Olympiaziklus
Anche nel prossimo ciclo olimpico (fino al La ricerca sul processo di allenamento 2002/2006
2006), è previsto che, a livello mondiale, vi
sarà un ulteriore incremento delle presta- Per quanto riguarda la IAT, anche nel ciclo
zioni in tutti gli sport. Ciò è strettamente olimpico fino al 2006, al centro del suo
legato con l’efficacia dell’allenamento, cioè lavoro vi sarà l’ulteriore sviluppo della Bibliografia
12 con un allenamento d’avanguardia a livello ricerca, sia specifica sia interdisciplinare,
mondiale. Le analisi a livello nazionale ed che accompagna il processo di allenamen- Ehrig A., Moller J., Entwicklungsten-
internazionale che la IAT ha realizzato da to e di gara. denzen im Eisschnellauf im Olym-
molti anni, confermano le valutazioni, piazyklus 1998/2002 Relazione allo
fatte più volte, che, per ottenere non solo Questi sono i punti fondamentali che ne IAT/BL-Workshop sulla valutazione dei
risultati di classe mondiale, ma addirittura determineranno i progetti di ricerca scien- Giochi olimpici invernali 2002, Lipsia,
risultati di valore medio internazionale, tifica: 21/24,04, 2002.
anche nei prossimi anni del ciclo olimpico, Franz B., Mainka E., Regner R., Sandner
saranno particolarmente decisivi questi - valutazione dell’allenamento realizzato H., Olympische Winterspiele 2002: Zu
fattori: nei micro-, meso- e macrocicli rispetto ausgewähIten Spitzensportkonzepten
- la personalità degli atleti e delle atlete, il alle richieste contenute nei programmi und deren Umsetzung in Vorbereitung
loro atteggiamento verso criteri di alle- quadro di allenamento delle rispettive auf die Olympischen Winterspiele
namento e di prestazione elevati, insie- Federazioni, effettuata su alcuni atleti ed 2002 in Salt Lake City, Lipsia, IAT 2002.
me ad un regime di vita di tipo profes- alcune atlete del settore di massimo Knoll K., Weltstandsanalyse und Kon-
sionale ed una adeguata organizzazione livello e del settore di coloro che si tro- sequenzen für die beschleunigte Lei-
dell’allenamento e delle gare; vano nella fase di passaggio al massimo stungsentwicklung im Eiskunstlaufen,
- la finalizzazione ed il riferimento dell’al- livello. Questa valutazione verrà realizza- Relazione allo IAT/BL-Workshop sulla
lenamento alla struttura della prestazio- ta servendosi della valutazione funzio- valutazione dei Giochi olimpici inver-
ne, interpretati, soprattutto, come orien- nale globale specifica, dell’analisi dell’al-
nali 2002, Lipsia, 21/24,04, 2002..
tamento di tutto l’allenamento sulle lenamento e delle gare e della consulen-
Krause A., 0lympiazykIusanalyse
richieste poste dalla prestazione di gara, za all’allenamento, anche elaborando
1998/2002 im langlauf und Biathlon,
con le conseguenze che ne derivano in esempi di soluzioni individuali;
campo organico-muscolare, tecnico e - analisi costante dello stato a livello Manoscritto non pubblicato, 2002.
tattico, comprese le condizioni concrete internazionale, dirette ad individuare Mahnke R., Mross, H., Müller S.,
delle gare più importanti della stagione; quali siano le tendenze di sviluppo, a Entwicklungstendenzen im Skisprin-
- il livello e lo sviluppo del carico, i tassi di precisare quali siano le strutture ed i gen im OlympiazykIus 1998/2002,
incremento degli stimoli di allenamento modelli di prestazione; Relazione allo IAT/BL-Workshop sulla
durante ciascun anno e nel corso dei vari - ulteriore sviluppo di modelli individuali valutazione dei Giochi olimpici inver-
anni e l’efficacia delle misure di rigene- razionali della tecnica sportiva, che si nali 2002, Lipsia, 21/24,04, 2002.
razione nei micro e mesocicli; basino sia sul permanente cambiamento Ostrowski C., Bauer S., Entwicklung-
- lo stato raggiunto nel livello delle capa- delle strutture della prestazione, sia sulla stendenzen im Skilanglauf - Auswer-
cità di base e specifiche, prima dell’inizio trasformazione in metodologie di allena- tung von Ergebnissen der Olyympi-
della tappa dello sviluppo speciale delle mento delle richieste poste al singolo schen Winterspiele 2002 in Salt Lake
capacità specifiche di gara e della atleta dai modelli di tecnica individuale; City, Relazione allo IAT/BL-Workshop
costruzione della prestazione, come - creazione di un vantaggio, rispetto alle sulla valutazione dei Giochi olimpici
anche la stabilizzazione del livello delle altre Nazioni, sia dal punto di vista della invernali 2002, Lipsia, 21/24,04, 2002.
capacità fondamentali nelle fasi di alle- scienza dell’allenamento che da quello Pfützner A., Reiss M., Rost K., Tünne-
namento tra le gare; tecnologico in alcuni sport/gruppi di mann H., Internationale und nationale
- l’ampiezza e l’intensità con la quale ven- sport, grazie ad una elaborazione inter- EntwickIungstendenzen auf der
gono utilizzate misure di sostegno all’al- disciplinare di problematiche di carattere Grundlage der Ergebnisse der Olympi-
lenamento ed alla prestazione quali: generale. schen Sommerspiele Sydney mit Fol-
1.catene di periodi di allenamento in gerungen für den Olympiazyklus
altitudine, con oltre 100 giorni di per- Gli autori: 2000/2004, Leistungssport, 31, 2001,
manenza in altitudine all’anno; PD. Dott. Arndt Pfützner, Direttore dell’Istituto di 1, 20-25 (traduzione italiana a cura di
2.allenamento in condizioni specifiche scienze applicate allo sport, Lipsia; M. Gulinelli, I Giochi di Sydney e le
ed utilizzazione dei raduni di allena- Prof. Dott. Manfred Reiss, Direttore del gruppo tendenze di sviluppo dello sport olim-
mento; specifico sport di resistenza; pico, Sds-Scuola dello sport, XXI, 2001
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXI n. 54

3.programmi dietetici che vengano sem- PD. Dott. Klaus Rost, Direttore del gruppo speci- 51, 2-11).
pre più ricavati dai contenuti concreti fico sport giovanile. Wick J., Koch M., Entwicklungstenden-
del carico; zen im Biathlon OlympiazykIus
4.la presenza e l’effetto stimolante di Indirizzo degli autori: Dott. Arndt Pfützner, c/o 1998/2002, Relazione allo IAT/BL-
compagni d’allenamento più forti; Institut Angewandte Trainingswissenschaft, Workshop sulla valutazione dei Giochi
5.l’utilizzazione finalizzata delle possibi- Marschnerstr. 29, 04109, Lipsia
olimpici invernali 2002, Lipsia,
lità di direzione e controllo scientifici 21/24,04, 2002.
dell’allenamento; E-Mail: iat@iat.uni-leipzig.de
Vèronique Billat, Università di Lilla 2, Facoltà di
scienze dello sport, “Studio della motricità umana”

Il contributo
della scienza
all’allenamento 13

sportivo
L’esempio della corsa
di fondo (seconda parte)
Viene analizzata l’evoluzione del
contributo delle scienze della vita e della
salute in generale, e della fisiologia in
particolare, allo sviluppo dei risultati e
dei metodi di allenamento delle corse di
fondo (dai 10 000 alla maratona).
Infatti, i fattori limitanti di queste prove
sono principalmente d’ordine fisiologico,
e, soprattutto, bioenergetico. Se si
esamina la progressione (regolare) delle
migliori prestazioni mondiali nella
maratona, dalla fine del XIX secolo ad
oggi, è impossibile individuare un
progresso straordinario, attribuibile a
questa od a quella scoperta scientifica.
Attualmente è possibile distinguere zone
di velocità, corrispondenti a risposte
fisiologiche particolari, che permettono
di migliorare su distanze di corsa diverse.
Si distinguono tre velocità che
delimitano quattro zone d’intensità: 1°
la velocità massimale nello stato stabile
di lattacidemia, il cui tempo limite è
un’ora; 2° la velocità critica (asindeto
.
della relazione tempo. limite a VO2max e
distanza limite a VO2max) il cui tempo
limite è di 30 min e 3° la . velocità
minima
. che sollecita il VO2max
(vVO2max o velocità massimale
aerobica) determinata durante un test
triangolare, come il test di Léger. Per gli
atleti di alto livello queste velocità
corrispondono alle velocità specifiche
della mezza maratona, dei 10 000 e dei
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXI n. 54

3 000 m. I programmi di allenamento


non sono molto diversi secondo le
epoche e le scuole, ma è attualmente
possibile analizzare le cause di una
riuscita o di un insuccesso, se il volume
di allenamento realizzato a queste
velocità viene collegato con le Foto Vision
modificazioni fisiologiche.
4. L’evoluzione delle conoscenze – s’accumula il lattato ematico; Nello stesso periodo, il corridore ed allena-
sui fattori fisiologici della - aumentano la frequenza cardiaca e la tore neozelandese Lydiard sviluppa il
prestazione e dei metodi temperatura corporea; metodo degli intervalli molto brevi: . da 10
d’allenamento nelle corse di - si esauriscono le riserve di glicogeno e a 15 s di corsa al 100% della vVO2max e
fondo durante il secolo passato crolla la glicemia; 10-15
. s trotterellati al 30-40% del
- si presentano dolori e rigidità muscolari. VO2max. Questo metodo di allenamento fu
Schematicamente, si possono distinguere corroborato dal fisiologo svedese Chri-
alcuni grandi periodi, che sono l’inizio del Per quanto riguarda quest’ultimo punto, stensen che lavorava su protocolli di eser-
secolo, gli anni ‘20-’30, gli anni ‘50, gli Hill non faceva altro che descrivere le sue cizi intermittenti brevi (da 15 a 30 s) (ed al
anni ‘60-’70, e gli anni ‘80-’90. sensazioni di corridore di fondo. Ed arriva- quale, forse, era arrivato l’eco della pratica
14 va alla conclusione che tutte queste cause di Lydiard), mostrando che questi pochi
Gli anni “art nouveau” (1900) o lo portavano al ritiro del corridore. secondi di carico e di recupero non per-
sviluppo dell’allenamento frazionato e In questo stesso periodo, nel 1920, il fin- mettevano d’accumulare acido lattico. Ciò
la misurazione del consumo d’ossigeno landese Paavo Nurmi (che correva i 5.000 non vuol dire che il muscolo non produca
su nastro trasportatore (per la marcia) m in 14min36s (20,55 km · h-1) introduce- acido lattico (lo produce anche a riposo),
. va l’allenamento con intervalli corsi ad una ma che il tasso della sua comparsa si trova
Il consumo d’ossigeno (VO2) durante l’eser- velocità superiore a quella di gara su in equilibrio con la sua eliminazione dal
cizio fisico è stato misurato, perfettamen- distanze brevi (200-400 m: 6 x 400m in 60 sangue e che il REDOX (cioè il rapporto
te, fin dal 1910 servendosi di prove di mar- s, ad esempio) all’interno di 10-20 km di NADH/NAD) potenziale resta stabile. Per
cia su nastro trasportatore.. Però, non esi- corsa lenta nel bosco. Il resto dei chilome- cui, il pH ematico e muscolare non dimi-
steva un’utilizzazione del VO2 dal punto di tri veniva corso ad un’andatura molto nuisce e con esso non diminuisce la velo-
vista dell’analisi del compito o della valu- blanda. Nurmi aveva già integrato nel suo cità di corsa.
tazione dei presupposti della prestazione. allenamento i principi dell’alternanza e del Nel 1964, il fisiologo e cardiologo califor-
A livello empirico, già in questo periodo recupero, che oggi sappiamo essere impor- niano Karl Wasserman introduce il concet-
(1912), il finlandese Hannes Kolehmainen, tanti almeno quanto il lavoro intenso. to di soglia anaerobica ventilatoria, che
campione olimpico dei 10.000 m riteneva rappresenta quell’intensità di lavoro (o
necessario che le velocità che utilizzava in Gli anni “formica” (anni ‘50) o quelli di velocità di corsa o di deambulazione per i
allenamento fossero specifiche, cioè simili Zatopek, grande corridore cecoslovacco: pazienti di Wasserman) che provoca un
a quelle della gara. Quindi, per evitare di il favoloso Emil inventa l’interval improvviso aumento della portata ventila-
realizzare una gara in ogni giorno di alle- training toria. Questo aumento del volume d’aria
namento, che già allora era quotidiano, ventilata al minuto non è dovuto ad una
introdusse l’allenamento frazionato che Alla fine degli anni ‘50, Emil Zatopek, pri- carenza d’ossigeno, ma alla stimolazione
consisteva, precisamente, nel dividere la matista mondiale dei 5.000 m ispirandosi dei recettori (della carotide e dell’aorta)
distanza di gara in frazioni di 5-10 ripeti- ai lavori del medico tedesco Reindell crea sensibili al pH ematico che diminuisce in
zioni. Queste frazioni venivano corse alla l’allenamento ad intervalli (Riquadro 3). Di quanto, a partire da una certa velocità di
velocità di gara, il che voleva dire, ad fatto questo allenamento ad intervalli corsa (velocità alla soglia lattacida), nella
esempio per i 10.000 m, 10 ripetizioni di veniva realizzato alla velocità della soglia quale vengono reclutate le fibre di II tipo
1.000 m corsi a ritmo di gara dei 10.000 anaerobica, stimata in base ai tempi da lui (ricche dell’isoenzima lattato deidrogenasi
(cioè 3min05 sui 1.000 m) che, per questo riferiti nella sua biografia e dei suoi risul- - M), si accelera la glicolisi. Inoltre, il liqui-
atleta, equivalevano ad una velocità di 19 tati sui 5.000 m (la massima velocità aero- do cefalo-rachideo è sensibile alla pressio-
km · h-1 (attualmente l’atleta detentore del bica può essere estrapolata dai 5.000 m). Il ne parziale del diossido di carbonio (CO2)
record del mondo corre a 22,7 km · h-1). concetto di soglia anaerobica fu inventato che aumenta, insieme agli ioni H+, a causa
molto più tardi dal cardiologo statunitense dell’accelerazione della glicolisi e la ridu-
Gli anni dell’ “art deco”: il premio Karl Wassermann (per la soglia ventilato- zione dell’acido piruvico ad acido lattico
Nobel A. V. Hill inventa il concetto ria) e dalla scuola tedesca da Mader, Keul, (che si dissocia in anione lattato e protone
di “massimo consumo d’ossigeno” Kindermann (per la soglia lattacida). Zato- idrogeno (H+)). La diminuzione del pH del
pek realizzava fino a 100x400 m in 1min30 liquido cefalo-rachideo stimola i centri
Nel 1927, A. V. Hill, nella sua opera Muscu- (15 km · h-1) con 200 m di corsa trotterel- respiratori nel cervello, aumentando così la
lar movement in man, elabora il concetto
. lata di intervallo. Percorreva fino a 50 km portata ventilatoria. Anche i recettori arti-
di massimo consumo d’ossigeno (VO2max). al giorno dividendo la sua seduta d’inter- colari sensibili al movimento inviano
Hill, che a 35 anni d’età praticava ancora val training in una serie di 50 ripetizioni al segnali al cervello. Per cui, soglia anaerobi-
la corsa, notò, su se stesso, che il valore mattino ed un’altra al pomeriggio. ca (soglia ventilatoria) e soglia d’inizio
del consumo d’ossigeno non raggiungeva d’accumulo del lattato sono legati alle
più un vero e proprio steady state, durante Gli anni “hippies” o l’emergere degli stesse cause: il reclutamento delle fibre
un esercizio della durata di 4 min corsi a studi scientifici sull’interval training glicolitiche, ma non hanno un rapporto di
16 km · h-1. Hill pensava che questa velo- causalità. Inoltre, il protocollo per determi-
cità fosse il limite al di là del quale il con- Nel 1960, il fisiologo svedese Per Olof nare la soglia ventilatoria si serve di incre-
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXI n. 54

sumo d’ossigeno raggiungeva il suo valore Åstrand sviluppa il metodo degli


. intervalli menti di velocità molto scarsi (meno di 0,5
massimo. Secondo lui questa velocità (che lunghi di 3 min al 90% del VO2max, pen- km · h-1) e stadi di lavoro brevi (1 min),
sessanta anni più tardi venne definita sando che si trattasse di. un metodo affi- mentre la velocità di inizio d’accumulo del
velocità massima aerobica) rappresentava dabile per migliorare il VO2max, però senza lattato viene determinata con stadi di
una “velocità limite ragionevole” al di là avere convalidato questa proposta attra- lavoro della durata di almeno 5 min.
della quale (cito il suo elenco): verso una studio sistematico della risposta Infatti, per persone che vanno da quelle
– con il tempo si produce un deficit di fisiologica acuta e cronica a questo tipo di scarsamente allenate a quelle molto alle-
ossigeno; allenamento frazionato. nate alla resistenza, la velocità alla soglia
Riquadro 3 – l’interval training

.
L’allenamento diretto a migliorare il VO2max permette di illustrare corrisponde all’incirca a quella di gara, ma viene frazionata in più
la metodologia dell’individualizzazione del carico (intensità-dura- parti e nella quale la velocità, generalmente, è prossima a quella
ta-ripetizioni-forma intermittente
. o continua), tenendo conto del che si vuole raggiungere in gara. Da Zatopek in poi, i corridori di
tempo limite continuo a vVO2max, per stabilire l’intensità e la dura- mezzofondo e di fondo utilizzano questo metodo per aumentare il
ta dell’allenamento frazionato (interval training). Reindell, volume d’allenamento corso a velocità specifiche di gara (1.500 m-
Roskamm (1959) sono stati i primi a descrivere i principi dell’inter- 10.000 .m) comprese tra . il 90 ed il 110% della velocità che sollecita
val training, già resi popolari negli anni ‘50 dal campione olimpico il loro VO2max, cioè vVO2max (Daniels, Scardina 1984; Lacour et al. 15
Emil Zatopek (che ripeteva fino a .100 volte 400 m in 80 s, cioè 1991; Padilla et al. 1992; Billat et al. 1996a). L’obiettivo dell’allena-
circa all’80% della sua velocità a VO2max). L’interval training (IT) mento
. intermittente alla vVO2max è quello di aumentare il
consiste in una o più serie di esercizi, d’intensità scarsa o modera- VO2max. Gorostiaga et al. (1991) hanno dimostrato che un allena-
ta, alternati con periodi di recupero (Fox et al. 1993). Grazie a que- mento intermittente,
. nel quale si usano ripetizioni di 30 s di corsa
sta alternanza è possibile aumentare la quantità di lavoro ad un’in- al 100% di vVO2max,. alternati a 30 s di recupero, migliorava in
tensità elevata (Åstrand et al. 1960; Christensen et al. 1960; Fox et modo significativo il VO2max, mentre ciò non avveniva con .un alle-
al. 1977; Margaria et al. 1969). Margaria et al. (1969) avevano namento di corsa prolungata di 40 min al 70% del VO 2 max.
addirittura avanzato l’ipotesi secondo la quale era possibile conti- Comunque, l’interval training può prendere forme molto diverse.
nuare indefinitamente un esercizio alternando ripetizioni
. di 10 s Infatti, le percentuali relative del metabolismo aerobico ed anero-
d’esercizio al 130% della potenza che sollecita il VO2max, intercala- bico si modificano a seconda dell’intensità e della durata delle fra-
ti a 30 s di riposo. Per i tedeschi Reindell, Roskamm (1959) ciò che zioni, corse a velocità bassa od elevata (Christensen et al. 1960).
determina, principalmente, gli adattamenti cardiovascolari è il Per questa ragione, quando si progetta e si pianifica un allena-
periodo di recupero (l’intervallo) successivo ad ogni ripetizione ad mento intermittente, occorre che vengano prese in cosiderazione
intensità elevata. Invece, per l’interval training dello statunitense la durata e l’intensità dell’intervallo di recupero e di lavoro, come
Fox sarebbe determinante il periodo di esercizio intenso. Per Fox, di anche il numero delle ripetizioni e delle serie (Fox, Mathews 1974;
fatto, l’interval trainig corrisponde agli esercizi intermittenti, cioè Knuttegen et al. 1973). Saltin (1976) prende in considerazione
agli esercizi che comportano un’alternanza tra fasi d’attività inten- anche i parametri della periodicità, che è il rapporto tra il tempo di
sa e di recupero. È in questo senso che utilizziamo il termine inter- esercizio intenso e quello di recupero e dell’ampiezza, che descrive
val training. Inoltre, l’espressione allenamento frazionato si riferi- la differenza tra la potenza richiesta dall’esercizio intenso e quella
sce ad una seduta di allenamento nella quale la distanza totale del recupero, rispetto alla potenza media dell’interval training.

Riquadro 4 – I test da campo ad intensità crescente per determinare la VMA: il test di Léger-Boucher (1980)

Si tratta di un test che determina la velocità massima aerobica velocità determinata alla fine del test ad intensità crescente. Se
definita come la velocità minima teorica che sollecita il massimo non riesce a sostenere per più di 2-3 min questa presunta massima
consumo d’ossigeno. Di fatto, in questo test si utilizza lo stesso velocità aerobica, è dimostrato che questa è stata stimata in ecces-
tipo di protocollo dei
. test ad intensità crescente usati per la valu- so. In questo caso, come riferimento per la velocità di allenamento
tazione diretta del VO2max usati in laboratorio. In esso, i corridori (espressa in percentuale della VMA) va presa la velocità del penul-
debbono correre secondo una velocità indicata da un colpo di timo livello. Una lattacidemia finale superiore a 15 mmol · l-1 può
fischietto, da un segnale acustico o da un nastro pre-registrato. Ad far avanzare l’ipotesi che l’atleta abbia realizzato il suo . ultimo
ogni suono il corridore si deve trovare a livello di uno dei segni di livello grazie all’apporto della glicolisi anaerobica (con il VO2 che ha
riferimento situati ogni 50 m lungo una pista di 400 m. La velocità raggiunto il massimo od è diminuito).
. Per quanto riguarda questo
di corsa viene accellerata progressivamente per ciascun livello di test (Léger, Boucher 1980) il VO2max che aumenta di 3,5 ml · kg-1 ·
corsa continua della durata di 2 min. min-1 ad ogni livello è calcolato attraverso l’equazione:
Ogni accelerazione corrisponde ad un aumento del costo energeti- .
co di 3,5 ml · kg · min-1 (ovvero di un MET, unità metabolica). In VO2 = 14,49 + 2,143 V + 0,0324 V2
questo modo,. ogni livello corrisponde ad un determinato costo . .
energetico. Il VO2max viene stimato a partire dal costo energetico dove V O2 viene espresso in mmol · l-1, V in km · h-1 e V O2 in km · h-1 .
(standard) dell’ultimo livello percorso. La prova viene interrotta In studi ulteriori, Léger, Mercier (1983, 1986) calcolarono un nuova
quando il corridore si “sgancia”, cioè quando non è più in grado di regressione per velocità di corsa comprese tra 8 e 25 km · h-1:
seguire il ritmo assegnato. La velocità raggiunta a quel livello cor- .
risponde ad un massimo consumo d’ossigeno. La critica principale VO2 = 1,353 + 3,163 V + 0,0122586 V2,
che si può avanzare è. che l’ultimo livello di velocità, spesso, viene .
realizzato quando il VO2max è già stato raggiunto nel penultimo dove V O2 è espresso in ml · kg-1 · min-1 e V in km · h-1 e V2 in km · h-1.
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livello. Come in tutte le valutazioni nelle quali per il calcolo delle


velocità di allenamento si parte da test di campo a carichi
. crescen- Essendo più facile da utilizzare ci si può riferire all’equazione sem-
ti, vi può essere una valutazione in eccesso del VO2max e della plificata: .
VMA. Perciò, è indispensabile verificare questa velocità massima VO2 = 3,5 V
aerobica durante una prova rettangolare, nella quale (dopo che si è .
riscaldato per 20-30 min) all’atleta viene chiesto di correre alla dove V O2 viene espresso in mmol · l-1, V in km · h-1.
anaerobica
. è compresa tra il 60 ed il 90% riferimento sono ancora largamente utiliz- della scuola del Quebec, molto produttiva
del VO 2 max. Questa potenza alla soglia zati in Germania, in Italia ed in Portogallo, nel settore della fisiologia applicata allo
anaerobica, rilevata attraverso il metodo anche perché numerosi ricercatori aveva- sport ed all’esercizio, che convalida un
ventilatorio, viene determinata con un no realizzato tesi presso l’Istituto naziona- metodo
. indiretto su pista di valutazione
protocollo d’esercizio costituito da stadi le di sport di Colonia. Però questi valori del VO2max attraverso l’equazione:
brevi (1 min) a potenza crescente (0,5 km · sono convenzionali in quanto, a seconda .
h-1 d’aumento della velocità ogni minuto). degli atleti, lo steady state della massima VO2max (ml · min-1 · kg-1) =
produzione di lattato, va da 2,3 a 6,8 = 3,5 VAM (km · h-1)
Gli anni “pop” e “Disco art” mmol, anche se è vero che la media si col- (5)
(anni ‘70-80): la comparsa del loca a 4 mmol (Billat 1996). Però, nello
16 concetto di soglia lattacida e sport, per il controllo dell’allenamento non Questo metodo ha reso . possibile l’accesso
volgarizzazione dei test da sforzo ci si può accontentare di medie. alla valutazione del VO2max a migliaia di
Attualmente, queste soglie continuano ad atleti e soprattutto a migliaia di allievi
Gli. anni ‘70 sono quelli nei quali si misura essere utilizzate anche se, invece dei valori delle scuole (in particolare attraverso il
il VO 2 max negli atleti. Contemporanea- assoluti di riferimento, si preferisce pren- test a navetta su 20 m) (cfr. SdS, n. 53,
mente, compare il concetto di soglia latta- dere in considerazione la cinetica della pagine 38 e 40). Questa equazione (5) è
cida, grazie alla scuola tedesca formata da produzione di lattato (Brooks 1985, 1986). basata sugli stessi principi di di Prampero
fisiologi, come Mader, che lavorano insie- Dal 1985 compare il concetto di velocità (equazione (2) e (3) in quanto l’equazione
me agli allenatori (Mader, Heck 1986). Essi allo steady state della lattacidemia massi- (5) può essere scritta:

Foto Vision

distinguono una prima soglia (la soglia ma (maximal lactate steady-state) elabo- VMA
. (m · min . kg-1) =
aerobica) nella quale la concentrazione di rato da Georges Broooks, professore del- = VO2max (ml · min-1 · kg-1/
acido lattico va oltre il valore a riposo (che l’Università di Barkeley, autore di una /costo energetico (ml · m-1 · kg-1)
è di 1 mmol · l-1). Questa prima soglia, che notevole opera che rappresenta un testo di (6)
corrisponde alla prima zona di velocità riferimento nel campo della fisiologia del-
descritta nel Riquadro 1 (cfr. SdS, n. 53, l’esercizio (Brooks et al. 1986). Questa Con un costo energetico lordo medio di
pagina 37) comporta una concentrazione velocità rappresenta la velocità massima 210 ml · km-1 · kg-1 si ottiene questa equa-
ematica di acido lattico uguale a 2 mmol · alla quale la lattacidemia si stabilizza in zione:
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l-1, viene identificata da Keul come soglia funzione del tempo, per cui la comparsa
aerobica (Keul, Kindermann 1978). Essi poi del lattato nel sangue è in equilibrio con la VMA
. (m · min · kg-1) =
distinguono una seconda soglia (la soglia sua eliminazione (Brooks 1985). Nel 1980, = VO2max (ml · min-1 · kg-1/
anaerobica, corrispondente alla seconda parallelamente all’approfondimento del /0,210 (ml · m-1 · kg-1)
zona di velocità descritta nel Riquadro 1). concetto di soglia, compare quello di velo- (7)
Questa soglia anaerobica corrisponde ad cità associata al massimo consumo d’ossi-
una velocità che provoca una produzione geno (massima velocità
. aerobica: VMA che Se si vuole esprimere la velocità in km · h-1
di lattato di 4 mmol · l-1. Questi valori di corrisponde a vVO2max), grazie a Luc Léger si moltiplica 0,210 per 60 ed allora si ottie-
Tabella 5 – Confronto della terminologia dell'allenamento dal 1950 al 1990, con l'intensità e la durata limite degli esercizi. VMA rappresenta la velo-
cità minima che sollecita il consumo d'ossigeno in un protocollo di test ad incremento graduale della velocità per stadi della durata di 2 o 3 min. =
CE rappresenta il costo energetico della corsa o di qualsiasi altro tipo di locomozione

Intensità VAM. Tempo Anni 50-60 Anni ‘70 Anni ‘80 Anni ‘80 Anni ‘90 Anni 2000
% limite in min Istituto stampa Ambienti Ambienti Ambienti
a questa Nazionale grande federali federali sportivi e
velocità dello sport pubblico (Francia) (Francia) scientifici,
(Francia) di massa e
d’elite 17

120-105 1-3 Interval training Resistenza Resistenza Capacità e Massimo Massimo


di Gerschler da all’intensità all’intensità potenza debito deficit
20 s ad 1min30s da 7 s 1min da 8 s a 2 min lattacida d’ossigeno d’ossigeno
recupero = 3 min recupero = recupero = Intervalli (intervalli
= 3-5 min = 3-5 min brevi 15-15)

100-95 4-10 Interval training Resistenza alla Potenza Velocità Velocità


di Reindell, Gerschler velocità da massimale massimale massimale
da 20 s a 1min30s 10 s a 5 min aerobica aerobica
. aerobica
recupero = 3 min recupero = VO2max/Cr (intervalli
= tempo di intervalli 30-30)
lavoro 30-30

95-90 10-40 Interval training Resistenza al Resistenza dura Potenza Potenza Velocità che
di Astrand volume I da da 3 a 6 min aerobica aerobica sollecita il più
recupero = 3 min 1 a 5 min (intervallo lungo tempo
Interval training recupero da 3 min-3 min) la velocità.
corto di Lydiard 1 a 5 min limite al VO2max
(intervalli
3 min-3 min)

90-85 40-60 Potenza Velocità


aerobica massima senza
Intervalli raggiungere
.
lunghi il VO2max
(intervalli
5 min-2min30)

85-80 60-75 Interval training Resistenza al Resistenza Massima Velocità Velocità


di Zatopek = 1min30s volume II dura II capacità massima massima di
Recupero = 40 s da 5 a 10 min da 6 a 15 min aerobica senza stabilizzazione
.
recupero = accumulo VO2max al
= da 1 a 3 min di lattato limite di 3 min
Intervalli (intervalli
lunghi 10-20 min)

80-75 150-180 Resistenza Capacità Soglia Velocità


dolce aerobica lattacida massima di
10 m circa Da 20 a 50 accumulo del
Resistenza min di corsa lattato.
attiva prolungata Da 45 min a
1 h di corsa
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prolungata

75-70 Più ore Resistenza pura Resistenza Resistenza Capacità Velocità di Velocità
di Van Aaken di base di base aerobica recupero senza
produzione
d’acido lattico
ne il coefficiente 3,5. Sapendo che la VMA,
in media, può essere sostenuta per 6 min,
sarà sufficiente percorrere la massima
distanza possibile in 6 min per ottenere
una velocità media molto vicina a VMA . da
moltiplicare per 3,5 per ottenere il VO2max
di un soggetto (Riquadro 4).
Prendiamo l’esempio dei record del
mondo. Nella tabella 1 (cfr. SdS, n. 53,
pagina 35) si può notare che le donne cor-
18 rono i 2.000 m in 5min25s, ovvero a 22,2
km · h-1. Si può pensare che si tratti della
massima velocità aerobica femminile.
Applicando. la formula di Léger allora si
ottiene un VO2max di 77,5 ml · min-1 · kg-1.
Notiamo che i valori stimati vengono cal-
colati partendo dal record del mondo fem-
minile, sebbene i 2.000 m siano poco corsi
e quindi tale record sia migliorabile.

5. Passato e futuro
dell’allenamento
I corridori di fondo che hanno segnato la
storia facendo progredire i record del
mondo, talvolta hanno provocato la varia-
zione dell’allenamento utilizzando, senza Figura 3 –
formalizzarli come tali, i tre “registri” di
velocità: al di sotto della soglia lattacida,
alla soglia lattacida ed alla velocità asso- corridore poteva sostenere ad una data 3). Il problema che si pone è quello di
ciata al massimo consumo d’ossigeno. velocità. Il tempo è stato dimenticato nella sapere in che misura il corridore regola la
Nella tabella 4 (cfr. SdS, n. 53, pagina 41) fisiologia del XX° secolo, che ha costruito sua velocità su costanti fisiologiche. Però,
viene descritto l’allenamento di alcuni modelli delle risposte fisiologiche unica- questi strumenti saranno utili solo se ci
grandi campioni di corsa di fondo che mente in funzione dell’intensità dell’eser- sarà un’alleanza tra allenatori e scienziati
hanno segnato la storia della corsa e la cizio (durata da 1 a 5 minuti a seconda dei per proporre un’alternativa al doping, per
tabella 5 riporta le equivalenze tra i termi- protocolli) trascurando le durate costanti progredire attraverso l’individualizzazione
ni utilizzati nell’allenamento dagli anni ‘50 lunghe. dell’allenamento, partendo dalle caratteri-
ad oggi. Tale allenamento viene descritto Così, non esiste un’unica velocità che stiche bioenergetiche dell’atleta, rapporta-
secondo i tre registri d’intensità che hanno comporta il massimo consumo d’ossigeno. te alle costrizioni (sollecitazioni) rilevate in
un significato fisiologico: Se si chiede ad un atleta di correre alla gara.
massima velocità che può sostenere per La gamma dei mezzi di lotta contro il
1. a velocità inferiore alla soglia lattacida; una durata limite compresa tra 2 ed 8 min doping non si deve limitare ai controlli od
2. a velocità uguale o leggermente supe- (a velocità che variano. di diversi km · h-1) alle campagne di sensibilizzazione. Occorre
riore alla soglia lattacida; raggiungerà il suo V O 2 max. Invece, è essere efficaci ed essere in grado di pro-
3. alla velocità associata al massimo con- indubbio che esiste una sola velocità che porre ad ogni persona un allenamento che
sumo d’ossigeno. gli permetterà di sostenerlo più a lungo gli permetta di migliorarsi, si tratti di un
possibile (Billat et al. 1999). Tuttavia, que- atleta che pratica sport per produrre uno
Come si può constatare dalla tabella, gli sta unica velocità non è quella che può spettacolo sportivo (primo sistema di com-
allenamenti di questi grandi corridori rappresentare la. chiave per migliorare petizioni) o per confrontarsi con se stesso
rispettavano questa suddivisione, anche se rapidamente il VO 2 max, poiché l’allena- (secondo sistema di competizioni, secondo
ciò non era esplicito: non hanno aspettato mento frazionato, corso a velocità mag- Yonnet 1998).
i concetti fisiologici per cambiare le loro giori, permette di ottenere una lunga
velocità di allenamento. durata della stimolazione della portata Traduzione di M. Gulinelli da STAPS, 2001, 54,
L’interesse di un approccio scientifico cardiaca (al suo massimo livello) (Billat et 23-43. Titolo originale: L’apport de la science
all’allenamento è che permette di analizza- al. 2000). dans l’entraînement sportif: l’exemple de la cour-
re i motivi di un progresso (o di un regres- Attualmente, è possibile accedere diretta- se de fond.
so), correlando le variazioni della presta- mente alle risposte fisiologiche durante le
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXI n. 54

zione con quelle dei suoi fattori energetici. sedute di allenamento, addirittura durante L’Autore: dott.ssa Véronique Billat, Università di
Naturalmente la prestazione non può le gare, grazie ad apparecchiature teleme- Lilla 2, Facoltà di scienze dello sport, Studio della
essere semplicemente ridotta alla dimen- triche di misurazione (misura della fre- motricità umana.
sione energetica, ma essa resta ineludibile. quenza cardiaca, del consumo di ossigeno,
Anche se ha classificato e differenziato le ecc.). Sarà sorprendente constatare quale Indirizzo dell’Autore: Véronique Billat, Université
velocità, troppo spesso l’allenamento ha sia l’evoluzione degli scambi gassosi in Lille, Facoltè des Sciences du Sport, Etude de la
trascurato la classificazione delle ripetizio- prove di mezzofondo prolungato nelle motricité humaine, 9, Rue de L’Université, 59790,
ni in base al criterio del tempo limite che il quali le velocità non sono costanti (figura Ronchin.
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Peter Tschiene, Redattore capo della rivista Leistungssport

Alcuni aspetti della preparazione alla gara


La preparazione alla gara secondo un approccio basato sulla teoria dei sistemi
20
Definiti i concetti di forma massima, di struttura della prestazione e di struttura della gara, vengono trattati:
i rapporti tra la gara e l’allenamento secondo un approccio basato sulla teoria dei sistemi; i limiti temporali
della preparazione alla gara; gli ausili ergogeni che permettono di ottimizzare il rendimento d’allenamento
e di gara; il problema dell’attuale ampliamento dei calendari di gara e lo stato di forma massima;
il rapporto tra anzianità di allenamento e forma sportiva e quello tra gare e stato del sistema immunitario.
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Foto Bruno
1. I concetti di forma massima,
di struttura della prestazione
e di struttura della gara
Nello sport, se si eccettua l’allenamento di
base, un allenamento che sia diretto ad
ottenere risultati elevati si pone sempre
l’obiettivo di sviluppare nell’atleta lo stato
funzionale più elevato possibile in un certo
periodo, la cui durata può essere variabile
(periodo di gara), in quanto dipende dal 21
calendario di ciascuno sport.
Generalmente, questo stato funzionale
ottimale viene definito forma sportiva,
forma massima, top form o stato di prepa-
razione ottimale (Filin, Fomin 1980), men-
tre Matveev (1981) lo definisce stato della
capacità di prestazione ottimale. Se si fa
una tentativo di definirla, si potrebbe
affermare che la forma sportiva (top form) Figura 1 – La struttura della prestazione dei 1.000 m da fermo nel ciclismo su pista (da Poli-
rappresenta la disponibilità ottimale di schjuk et al. 1990, modificato)
un/una atleta ad ottenere una prestazione
sportiva di una certa classe.
La forma massima (top form), nella quale il
momento psicologico soggettivo è domi-
nante, può essere espressa attraverso la
struttura generale ed individuale della pre-
stazione in uno sport o in una disciplina
sportiva: compito dell’allenamento è quel-
lo di creare questa struttura e di portarla
ad un livello nuovo, più elevato.
Per definizione, la struttura della presta-
zione di un atleta, o la struttura della sua
capacità di prestazione, è l’espressione di
quei presupposti personali della prestazio-
ne che gli permettono di ottenere determi-
nati risultati sportivi (figura 1).
Si può affermare che forma sportiva e
struttura della capacità di prestazione (cfr.
Berger 1990) siano quasi sinonimi. Rispet-
to alla prima, la seconda non contiene
attributi di valore come “ottimale”. Figura 2 – La struttura dell’attività di gara dei 1.000 m da fermo nel ciclismo su pista (da Poli-
Invece il concetto di struttura dell’attività schjuk et al. 1990, modificato)
di gara, o in breve, di struttura della gara,
descrive come la struttura oggettiva della
prestazione, che è stata sviluppata situazioni proprie dello sport praticato, massima viene modulata soggettivamente
seguendo le leggi dell’allenamento ed il cioè attraverso l’intera gamma dei possibili in base ad essa; ed infine, la struttura della
massimo della forma – modulato soggetti- comportamenti individuali (con tutta la gara viene tradotta in operazioni, che si
vamente sulla struttura della prestazione - loro ampiezza di variazioni tecnico-tatti- basano sullo stato di forma e viene realiz-
debbano essere realizzati nelle condizioni che), a volte sostenuti da misure di ristabi- zata nell’esecuzione della prestazione, che
formali concrete di luogo e di calendario limento, durante gli intervalli della gara. è quella che ne determina il valore.
della gara dello sport o della disciplina Perciò, la struttura delle prestazione viene Se la struttura della prestazione definisce
sportiva praticata, tenendo conto di quan- costruita oggettivamente; mentre la forma sia quali saranno gli orientamenti princi-
to viene richiesto da un determinato livello pali degli obiettivi, dei compiti e dei conte-
di risultati e dell’importanza della gara Forma sportiva - disponibilità ottimale nuti del processo di allenamento, sia
stessa (figura 2). di un atleta ad ottenere una prestazione anche la sua durata a lungo termine (cioè
Quindi la struttura della gara comprende sportiva di una certa classe. nel macrociclo) la forma massima e la
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la modalità immediata, individuale o inte- struttura della gara li determinano, rispet-


rindividuale, di realizzazione dello stato di Struttura della prestazione o struttura tivamente, a medio termine (nel mesoci-
forma massima delle atlete e degli atleti della capacità di prestazione - l’espres- clo) ed a breve termine (nel microciclo).
nelle condizioni concrete, ogni volta diver- sione di quei presupposti personali della Livelli di risultati di gara diversi presup-
se, delle competizioni di livello elevato. In prestazione che permettono ad un atle- pongono anche strutture diverse della pre-
essa, la struttura della prestazione, della ta o ad una atleta di ottenere determi- stazione. Ciò vuole dire che ciascun livello
quale si dispone in generale, viene tradotta nati risultati sportivi. di prestazione è caratterizzato da una pro-
in operazioni specifiche attraverso le pria struttura delle prestazione.
La struttura di una prestazione di vertice si 4. Esistono chiari rapporti di subordinazio- 3. Questo momento della “disponibilità”
esprime in caratteristiche variabili (per il ne tra struttura dello stato di allena- alla prestazione ottimale del sistema
20%) e stabili (20%). La caratteristiche mento (struttura della prestazione) e funzionale specifico di movimento,
variabili definiscono sia il livello di svilup- struttura dell’attività di gara. come già ricordava Matveev nel 1965,
po delle capacità organico-muscolari, che 5. Il livello gerarchicamente più elevato è deve coincidere con il momento della
non sono d’importanza fondamentale per rappresentato dalla prestazione di gara gara stabilito nel calendario. Questa
la prestazione specifica e di altre capacità stessa, in quanto fattore integrato di coincidenza avviene grazie all’utilizza-
aspecifiche, sia le caratteristiche delle fun- formazione del sistema motorio-funzio- zione regolare di esercizi, mezzi, metodi
zioni di alcuni elementi dei sistemi ed nale. sempre più specifici nella preparazione
apparati anatomici e fisiologici, la compo- alla gara.
22 sizione del leucogramma, lo stato del 2. Un approccio basato sulla
sistema immunitario, del metabolismo e lo teoria dei sistemi ai rapporti
stato psichico generale. Sono soggette a tra gara ed allenamento Dunque si può affermare che in uno
notevoli oscillazioni, la loro funzionalità è sport di prestazione, che sia orientato
determinata dall’associazione di molti ele- Questa gerarchia può essere spiegata se si all’incremento dei risultati, l’allenamen-
menti dei sistemi ed apparati anatomo- fa riferimento alla teoria dei sistemi fun- to non può essere spiegato che attra-
fisiologici ed hanno un rapporto stretto zionali (Anochin 1973). In un approccio verso la gara. Da punto di vista dell’a-
con il patrimonio genetico dell’organismo. basato sulla teoria dei sistemi applicata dattamento e di un approccio basato
Tutto ciò, negli atleti che ottengono pre- alla teoria dell’allenamento, l’atleta viene sulla teoria dei sistemi, l’allenamento
stazioni di alto livello, si evidenzia nella concepito come “portatore” di un sistema può essere interpretato solo partendo
predisposizione verso ampie, ma stabili, specifico funzionale di movimento (Boiko dalla prestazione di gara e dalla gara
modificazioni funzionali, in particolare 1988). Le richieste che gli vengono poste stessa (cioè dalla realizzazione della pre-
verso un allargamento dei limiti delle dall’ambiente sono rappresentate dall’alle- stazione) (cfr. Tschiene, Barth 1997, 62).
oscillazioni. Queste caratteristiche variabili namento e dalla gara, alle quali si adatta,
della struttura della prestazione si trovano in modo controllato, per la produzione del
nell’ambito dell’autoregolazione. Ad esem- risultato pianificato: la prestazione sporti- 3. Il carattere d’anticipazione
pio, il sistema immunitario può essere va. La piena manifestazione di questo dell’adattamento
considerato un indicatore a lungo termine risultato avviene in condizioni specifiche
delle riserve di salute e dell’affidabilità di stress, come quelle che possono essere La prestazione di gara è il risultato della
funzionale. prodotte solo dalla gara e, in parte, dalla realizzazione dei presupposti oggettivi e
Le caratteristiche stabili riflettono l’attività sua simulazione. Perciò, influire su un soggettivi della prestazione, come prodot-
di gara, il livello di sviluppo delle principali sistema funzionale specifico di movimento to dell’attività del sistema specifico fun-
capacità, cioè delle capacità specifiche ed i per portarlo ad un determinato livello di zionale di movimento. Questi presupposti
parametri che regolano il movimento nelle suo funzionamento (allenamento), signifi- vengono costruiti e strutturati durante
funzioni di gara (o simili alla gara) dell’ap- ca controllarlo secondo i parametri, noti in l’allenamento, secondo il criterio della loro
parato anatomico-fisiologico (cioè i para- precedenza, cioè anticipati, del risultato utilità rispetto alla gara ed in questo modo
metri bioenergetici ed i parametri biomec- funzionale approssimativamente noto che vengono adattati alle esigenze che sono
canici, ecc.). Con l’aumento del livello della si vuole ottenere (prestazione di gara). state programmate in vista di quest’ulti-
prestazione, la variabilità delle caratteristi- Poiché gli adattamenti del sistema funzio- ma. Quindi, il processo di adattamento
che stabili, diminuisce, come è stato stabi- nale specifico di movimento hanno una (cioè l’allenamento) assume un carattere
lito da una ricerca longitudinale (dal 1985 base epigenetica (cfr. Meerson 1986), esi- globale e contemporaneamente anticipa-
al 1995) condotta su 250 atleti di qualifi- stono almeno tre criteri fondamentali per torio (cfr. Anochin 1973).
cazione internazionale di età da 17 a 28 trattare il complesso dei temi che riguar- L’espressione globale vuole dire che il pro-
anni. dano la gara e la sua preparazione: cesso di adattamento comprende tutti i
presupposti della prestazione, anche se il
Se si analizzano i lavori pubblicati nella 1. il risultato della gara – la prestazione loro funzionamento è sottoposto a leggi
letteratura internazionale su questo pro- ottenuta e precedentemente pianificata diverse. Ne fanno parte i presupposti orga-
blema essi possono essere così sintetizzati: – che svolge due funzioni: nico-muscolari (energetici) e costituzionali
con la sua ripetizione relativamente fre- dell’adattamento puramente biologico ed i
1. L’attività di gara è determinata da com- quente ed il suo miglioramento funge da presupposti tecnico-coordinativi e tattici,
ponenti relativamente indipendenti che, biofeedback sull’ampiezza adattativa come anche quelli psichici (cognitivi) del-
talvolta, non presentano alcun rapporto della struttura della prestazione dell’atle- l’organizzazione dell’informazione (cfr.
tra loro. ta; questa prima funzione influisce sulla Stark 1984). Nella prestazione, tutti questi
2. Le diverse componenti della struttura seconda che riguarda il controllo pratico presupposti si presentano solo in forma
dell’attività di gara, prevalentemente, degli adattamenti nell’allenamento (dal complessa e globale.
sono determinate da capacità organico- punto di vista dei contenuti, della sua L’adattamento anticipatorio del sistema
muscolari, sistemi o meccanismi funzio- costruzione e della sua durata). funzionale di movimento presuppone che
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nali diversi. 2. La densità (frequenza) delle misure spe- il risultato futuro del suo funzionamento
3. Le componenti strutturali hanno un’im- cifiche di regolazione che provoca il possa essere visibile anche nel presente, in
portanza diversa per la prestazione di completamento della struttura della pre- determinate quantità, anche se scarse.
gara, che dipende dalla specificità e dalle stazione. Questa funziona sempre più in Altrimenti, secondo Anochin, non sarebbe
condizioni di esecuzione dei movimenti prossimità del momento della prestazio- possibile comprendere quale sia l’adatta-
dello sport o della disciplina sportiva ne pianificata, in modo da essere “dispo- mento.
specifica, ivi comprese le caratteristiche nibile” nel momento voluto: nella forma Perciò, ogni allenamento deve porre, in
individuali degli atleti e delle atlete. massima. misura crescente, a tutti i presupposti
della prestazione, quelle richieste che Allenamento generale orientato sulla gara - ha il compito della preparazione a lungo
caratterizzano – e quindi anticipano – gra- termine di tutti quei presupposti organico-muscolari, coordinativi, tecnico-tattici, psi-
dualmente o quasi completamente la pre- chici che mettono l’atleta in grado di disputare le gare nello sport praticato.
stazione di gara (Tschiene, Barth 1997). In
questo senso, ad esempio, è noto da Preparazione generale alla gara - ha il compito di svolgere una preparazione accen-
tempo (Verchoshanskij 1972) il principio tuata, a medio termine, di tutti i i presupposti organico-muscolari, coordinativi, tecni-
della coincidenza dinamica tra esercizi di co-tattici, psichici dell’atleta, rispetto alla prossima gara importante, come anche quel-
allenamento ed il carattere dei presupposti lo di sviluppare la capacità di tollerare il carico, attraverso la divisione in cicli del carico
energetici degli esercizi di gara. e dell’allenamento.

4. Il quadro cronologico Preparazione speciale alla gara - ne fanno parte tutte le misure dirette ad incremen- 23
della preparazione alla gara tare la capacità generale dell’atleta di affrontare con successo i compiti che lo aspetta-
no nell’immediato e che gli vengono posti da una gara ben precisa. Il suo culmine, è la
La preparazione alla gara rappresenta una preparazione immediata alla gara (PIG) che è direttamente indirizzata alla costruzione
parte del processo globale di allenamento della forma massima.
e preparazione a medio ed a lungo termine
della prestazione sportiva. Però, fin dall’o-
rigine, si distingue chiaramente all’interno to di tipo organico-muscolare (cfr. Schna- e di tenerne conto per introdurre correzio-
di esso, sia per la sua vicinanza alla gara bel, Thiess 1994), il cui obiettivo è lo svi- ni nella preparazione alla gara.
sia per lo stretto rapporto che ha con essa. luppo della capacità più elevata possibile
Per cui è chiaramente dominata dalla gara. di tollerare il carico. Le caratteristiche della stabilità sono rap-
È tipico della natura e del sistema di ogni Questa capacità rappresenta la base per la presentate da:
sport che il periodo della preparazione alla formazione specifica dei presupposti ener- - il numero dei risultati degli atlete e delle
gara, cronologicamente, venga distinto, getici della prestazione, senza trascurare atlete che rientrano in un determinato
anche se relativamente, dal semplice alle- però quelli di natura coordinativa (tecnica) ambito di risultati: ad esempio, il 98-
namento dei presupposti speciali della e psichica. In questo caso, troviamo una 98,5 % della migliore prestazione come
prestazione. preparazione accentuata, a medio termine, limite inferiore, negli sport ciclici o di
Formalmente, l’inizio della preparazione di presupposti della prestazione. Cioè un resistenza, il 95-97% per gli sport acicli-
alla gara viene delimitato dall’impiego di allenamento che, cronologicamente, è ci o di forza rapida;
metodi specifici di gara e, quindi, dal relativamente distante dalla gara ed è ade- - gli intervalli medi di tempo tra le presta-
periodo di durata della loro azione. Così, guatamente integrato nella struttura del zioni nell’ambito della forma massima
nel periodo precedente la gara, o nella macrociclo. (come sopra);
tappa di gara, il sistema funzionale di La preparazione speciale alla gara com- - la durata totale del periodo con presta-
movimento riceve una impronta ed una prende tutte quello misure che sono diret- zioni di gara che rientrano nei limiti
formazione particolare. Comunque questo te ad incrementare la capacità generale citati precedentemente.
periodo di tempo deve essere di durata dell’atleta di affrontare con successo i
sufficiente sia dal punto di vista dell’adat- compiti che lo aspettano nell’immediato e Queste caratteristiche, però, possono vale-
tamento sia per quanto per quanto riguar- che gli vengono posti da una gara ben re per quegli sport nei quali le prestazioni
da l’organizzazione delle informazioni precisa. Essa prevede una sua parte con- sono misurate esattamente, nei quali,
(cioè deve essere di durata tale da garanti- clusiva particolare, cioè la preparazione comunque, la precisa definizione percen-
re le sviluppo dei presupposti organico- immediata alla gara (PIG). tuale del settore della forma è soggetta ad
muscolari come anche tecnico-tattici della Se si tiene conto che la preparazione spe- alcune variazioni. I fattori che le provoca-
prestazione di gara). ciale alla gara che, come detto, culmina no sono le caratteristiche specifiche dello
Nel riquadro, questa relazione viene rap- nella PIG, è direttamente indirizzata alla sport, la diminuzione del tasso di sviluppo
presentata attraverso la differenziazione e costruzione della forma massima, dal delle prestazioni con l’aumentare della
la definizione schematica dei compiti svol- punto di vista pratico è opportuno durata dell’allenamento e della capacità di
ti, rispettivamente, dall’allenamento gene- domandarsi quali siano i criteri della forma prestazione.
rale orientato sulla gara, dalla preparazio- massima. In alcuni sport, come quelli di combatti-
ne generale e speciale e dalla preparazione Già nel 1983 Krasnikov (Krasnikov 1983) mento ed i giochi sportivi, le caratteristi-
immediata alla gara. faceva un distinzione tra: che della forma massima debbono essere
Mentre con allenamento orientato sulla - caratteristiche dello sviluppo solo sviluppate. Infatti, in questo caso le è
gara si definisce che, per principio, la dire- - caratteristiche della stabilità delle pre- difficile che le prestazioni di gara possano
zione principale della preparazione a lungo stazioni, essere utili per valutare lo stato di forma
termine di tutti i presupposti della presta- nello stato di capacità ottimale di presta- (ciò è dovuto al tipo di avversari incontrati,
zione tiene conto della loro utilità e della zione. all’importanza degli indicatori tecnico-tat-
loro efficacia rispetto alla gara, il comples- tici della prestazione, ai criteri della forma
so della preparazione alla gara deve essere Le caratteristiche dello sviluppo rappresen- della squadra, ecc. (cfr. Berger 1990)).
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interpretato in modo meno generico, più tano la differenza tra la migliore presta- Nel 1991, Matveev ha proposto un calcolo
concreto. In questo quadro più concreto si zione dell’atleta nel macrociclo precedente matematico dei limiti inferiori della zona
distinguono una preparazione generale ed e le prestazioni nel macrociclo attuale o della forma massima, che però ha incon-
una speciale alla gara. La prima compren- successivo. Operativamente, si tratta della trato notevoli critiche provocate dal suo
de le misure che sono dirette ad garantire differenza tra il risultato ottenuto in una carattere puramente speculativo (cfr. Ver-
le capacità generali dell’atleta rispetto alla gara importante di controllo e la media choshanskij 1998). Se si realizza una siste-
prossima gara importante. In essa si utiliz- statistica dei risultati nel periodo di gara. matica delle azioni di gara degli atleti e
zano, soprattutto, contenuti di allenamen- Ciò permette di valutare il grado di forma delle atlete, secondo il criterio del risultato
(cfr. Sinaiskij, Popov 1996) si dimostra Le misure di ristabilimento, in quanto livello, influenzandoli in modo essenziale, è
come sia impossibile una determinazione componente costante dei programmi di il sistema delle competizioni.
dello stato di forma massima, valida per allenamento, assumono grande importan- A partire dagli anni ‘80 del secolo scorso
tutti gli sport. za, sia per la preparazione alla gara che nello sviluppo degli sport olimpici -
L’inizio e la durata della vera e propria pre- per la gara stessa (cfr. Platonov 1999). Ne soprattutto nelle discipline individuali - si
parazione speciale alla gara e della PIG è fanno parte i cosiddetti ausili ergogeni, osserva un ampliamento notevole del
oggetto di discussione. La durata che viene che svolgono numerosi compiti che dipen- calendario nazionale ed internazionale.
spesso consigliata, che è quella di un dono dalla direzione che devono assumere Chiaramente esiste un rapporto molto
mesociclo (cioè da 4 a 6 settimane), non le misure di ristabilimento. Qui ci limitere- stretto tra questa evoluzione ed il processo
può valere per tutti gli sport, per tutte le mo parlare di quelli necessari per la prepa- di crescente commercializzazione e profes-
24 tipologie di atleti e per tutte le circostanze. razione alla gara, soprattutto di quelli sionalizzazione di sport che in passato
Ma rappresenta un periodo di tempo suffi- necessari durante la preparazione imme- erano “dilettantistici” (se si prescinde dal
ciente dal punto di vista dell’adattamento. diata, che vengano utilizzati o per miglio- sostegno statale che una volta veniva for-
Comunque, la decisione su quando occorre rare la produzione di energia o per rallen- nito loro in alcuni Paesi). Così, ad esempio,
iniziare ad utilizzare prevalentemente tare l’affaticamento (Scheck et al. 1995) e nel ciclo annuale di alcuni sport sono
esercizi, mezzi e metodi specifici di gara, che possono essere così suddivisi: diventati quasi obbligatori un Campionato
dipende sempre da quale sia l’efficacia, ai - misure di tipo alimentare, dirette a mondiale od Europeo in inverno ed in
fini dell’adattamento, della lunghezza del migliorare la crescita muscolare, ad estate, ogni quattro anni i Giochi olimpici
periodo per il quale vengono applicati, fino aumentare le riserve energetiche nel invernali od estivi, i Campionati nazionali,
a raggiungere la forma massima e la sua sistema muscolare e ad incrementare la la Coppa del mondo o la Coppa Europa, i
espressione in gara. rapidità di trasformazione dell’energia; Gran Prix, le serie della Golden League,
Soprattutto negli sport di resistenza, per - ausili ergogeni di natura fisiologica, senza contare la partecipazione a varie
quanto riguarda il controllo del carico diretti ad aumentare la rapidità di pro- gare per motivi pubblicitari, legati agli
nella preparazione immediata alla gara, il duzione d’energia ed a diminuire l’accu- interessi degli sponsor. Se si fa la somma
problema è quello di garantire la capacità mulo di sostanze legate ai processi di dei loro impegni, gli atleti o le atlete che
di ripetere il carico e la preparazione orga- affaticamento; partecipano a queste gare raggiungono
nizzativa generale della massima presta- - interventi di natura psicologica il cui un’attività od un periodo di gara che dura-
zione individuale (cfr. Neumann 1994). obiettivo è migliorare le condizioni psi- no da nove a dieci mesi.
cologiche e mentali ed impedire l’insor- È naturale che finisce con il restringersi
5. Fattori che possono gere di fattori di questa natura che pos- notevolmente il periodo che può essere
sostenere la prestazione nella sono compromettere il rendimento in sfruttato per un incremento notevole della
preparazione e durante la gara gara; forma massima in vista delle gare più
- ausili ergogeni di natura biomeccanica importanti (Campionati mondiali, Campio-
Attualmente le gare e l’attività di gara diretti ad incrementare l’efficienza mec- nati europei, Giochi olimpici).
sono vittime di una contraddizione, imma- canica dei movimenti, in modo tale che Attualmente, questo problema può essere
nente al sistema sportivo, che nasce dal- si possano risparmiare energie fisiche e risolto solo se, oltre a costruire la struttura
l’intensificazione dello sport di prestazione mentali. del calendario generale, si cerca di costrui-
a livello internazionale. re una struttura del calendario individuale
Da un lato, troviamo un miglioramento Il sostegno agli atleti di natura sociale non dell’atleta.
generale dei risultati a livello mondiale che interviene nella preparazione immediata Che la gara, come mezzo che serve a svi-
richiede un impegno sempre maggiore, alla gara. La varietà degli ausili ergogeni, luppare ulteriormente i sistemi dell’organi-
accompagnato da una tendenza al rallen- nelle fasi di recupero, ha assunto un’im- smo rilevanti per la prestazione e le carat-
tamento nei tassi di incremento delle pre- portanza sempre maggiore, in quanto, teristiche della personalità, possa provoca-
stazioni. nello sport di altissimo livello, gli adatta- re un miglioramento dello stato di forma e
Dall’altro vengono applicati carichi d’alle- menti di livello elevato od estremi (cfr. con esso della struttura dell’attività di
namento sempre maggiori, che comporta- Israel 1992) provocano una specializzazio- gara, non può rappresentare un alibi per
no, necessariamente un aumento dell’im- ne, più o meno ampia, ma, comunque ine- ridurre in modo irresponsabile il tempo
pegno di tempo ed il rischio dell’esauri- vitabile, dell’attività funzionale-motoria dedicato all’allenamento.
mento energetico. Non sempre l’uomo agi- degli atleti o delle atlete. Si tratta di un Se si analizzano i calendari individuali
sce positivamente sulla natura e su se fenomeno che resta nell’ambito di quelli degli sport olimpici, schematicamente, é
stesso. Ed assistiamo ad un impiego sem- fisiologici, anche se, però, rientra nelle possibile suddividerli in tre gruppi:
pre maggiore di misure di controllo e di zone estreme di carico del sistema funzio-
sostegno, dirette all’intensificazione della nale di movimento. 1° gruppo: comprende tutti quegli sport, o
preparazione. Anche per questa ragione è assolutamente discipline sportive, nelle quali nell’anno
Una soluzione parziale di questa contrad- necessario che la preparazione alla gara troviamo un numero limitato di gare
dizione si può trovare soltanto miglioran- venga accompagnata da misure di caratte- importanti (da cinque a dieci): marcia,
do le misure di direzione dell’allenamento re preventivo, terapeutico e dirette a favo- corsa di maratona, pesistica, pugilato, lotta
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a medio ed a lungo termine diretto a rag- rire il recupero. libera e lotta greco-romana, ginnastica
giungere la forma massima. artistica, equitazione. Il numero dei giorni
La domanda principale non è fino a quale 6. Stato di forma massima di gara va da 7 a 30.
punto massimo ci si può spingere nel sol- e molteplicità di gara 2° gruppo: comprende tutti quegli sport o
lecitare gli atleti e le atlete, ma: quale discipline sportive nelle quali troviamo un
livello raggiungono gli effetti di allena- Il fattore principale che forma il sistema numero medio di gare (da undici a quindi-
mento programmati in vista del risultato funzionale-motorio ed integra tra loro ci): nuoto, canottaggio, canoa, sci di
che si vuole ottenere in gara. tutti gli altri elementi dello sport di alto fondo, pattinaggio su ghiaccio di velocità,
biathlon, combinata nordica, corse di Le tre tipologie di struttura di un calendario individuale di gara (da Suslov 1995, 37)
fondo e mezzofondo, salti, lanci dell’atleti-
ca leggera, tiro, bob, scherma, tuffi, salto
dal trampolino con gli sci, nuoto sincro- La struttura permanente tona, della marcia, del pugilato, della
nizzato ecc. Il numero dei giorni da gara va Prevede lunghi periodi di gara; parteci- pesistica, della ginnastica artistica, del
da 20 a 55. pazione a gare/partite senza tappe inter- canottaggio e delle canoa, del pattinag-
3° gruppo: comprende tutti quegli sport o medie (o più brevi); settimane di gare: da gio di velocità su ghiaccio, dell’equitazio-
quelle discipline sportive nelle quali trovia- una a due partecipazioni a gare (turni ne, delle gare multiple e di tutte le disci-
mo un grande numero di gare (da 40 a eliminatori, finali) anche quotidianamen- pline di intensità elevata.
150): ciclismo, sci alpino e tutti i giochi te (gare a tappe, tornei). È tipica di sport
sportivi. Il numero dei giorni di gara va da come il ciclismo, lo sci alpino, il calcio, La struttura mista 25
40 a 120 (cfr. Suslov 1995). l’hockey su ghiaccio, il tennis, ecc. Alternanza di serie di start in periodi da
due a cinque settimane con gare singo-
Un elemento importante è la diversa per- La struttura concentrata le, concentrate in uno o più giorni; que-
centuale del carico rappresentato dalle La partecipazione alle gare avviene ad ste serie di gare sono precedute da uno
gare, sul volume totale del carico annuale. intervalli di circa venti giorni, ma preve- o due mesocicli di preparazione imme-
Ad esempio, se i tempi dell’attività di gara de più start; è concentrata in periodi da diata alla gara (tornei/serie di gare);
sono circa il 3% in uno sport di combatti- uno a sette giorni, serve un allenamento gare quotidiane (partite); durata delle
mento, i chilometri percorsi in gara, nel intenso; numerosi microtraumi richiedo- serie di gare da cinque a sette start; con
canottaggio, nella canoa e nella corsa no un adeguato intervento terapeutico al da tre a quattro giorni di intervallo
vanno dall’1 al 2% del carico globale, nel loro termine. È tipica delle corse di mara- (sport ciclici).
ciclismo rappresentano 30-40% circa ed
oltre (Tschiene, cfr. SdS, n. 52, p. 5).
In base a ricerche svolte nella maggior giungono il top della loro forma al massi- no ad un livello appena inferiore a quello
parte degli sport individuali, dall’analisi dei mo per due o tre avvenimenti all’anno. massimo, provocata dalla spinta ad emer-
calendari individuali risulta quanto segue: Secondo Suslov (1995) nel calendario indi- gere, dalla ricerca di fama, da stimoli
indipendentemente dal notevole amplia- viduale di gara è possibile individuare tre finanziari e dalla pressione degli sponsor,
mento dei calendari nazionali ed interna- strutture (cfr. riquadro): può essere contrastata se si segue l’orien-
zionali che si è prodotto negli ultimi anni, tamento secondo il quale l’atleta di alto
ad eccezione del ciclismo e dei giochi - permanente livello deve disporre sempre di periodi di
sportivi, negli atleti di alto livello non si - concentrata carico di allenamento e di gara individua-
rileva un aumento notevole dalla parteci- - mista lizzati e sufficienti dal punto di vista dell’a-
pazione alle gare. Però si rileva un aumen- dattamento, come anche di periodi suffi-
to della partecipazione a gare internazio- Nella struttura mista si individuano le cienti di recupero (cfr. Tschiene 1995, 19).
nali, a discapito di quelle nazionali. migliori possibilità che la preparazione alle L’utilizzazione della partecipazione alle
Il numero di partecipazioni alle gare degli gare sia pienamente efficace dal punto di gare deve essere sintonizzata con la stra-
atleti di alto livello dipende da diversi fat- vista dell’adattamento, anche negli inter- tegia del carico. Ciò può essere ottenuto,
tori: valli tra le serie di partecipazioni e nella in parte, anche ricorrendo a metodi noti da
preparazione immediata alle gare princi- tempo:
- il numero dei macrocicli nell’anno; pali della stagione.
- le particolarità del recupero dopo la par- La costruzione del periodo di gara non può - distinguere tra gare importanti ed meno
tecipazione alle gare; avere mai carattere “generale”, cioè non importanti;
- le sollecitazioni dell’apparato locomoto- può essere mai generica, in quanto viene - se si vuole raggiungere un obiettivo di
rio e di sostegno; determinata dal tipo di sport praticato, dal prestazione più importante, avere il
- la garanzia che l’attività di gara possa suo calendario specifico, dalla tollerabilità coraggio di limitare la partecipazione
essere svolta in modo ottimale dal punto individuale del carico, dagli obiettivi del alle gare, anche a costo di grandi sacrifi-
di vista di vista energetico ed ormonale, periodo di gara, dai suoi compiti, dal livello ci dal punto di vista finanziario;
ecc. di prestazione, ma soprattutto dalla condi- - pianificare una serie di gare nelle tappe
zione di dilettante o di professionista del- di allenamento di intensità più elevata,
Comunque, per quanto riguarda la ten- l’atleta. ad esempio, per raggiungere la forma
denza degli sport dilettantistici ad avvici- Generalmente, per raggiungere lo stato di massima (cfr. Lychatz 1989);
narsi sempre più a quelli professionistici, si forma massima, necessario per il migliora- - prevedere una nuova tipologia di costru-
può affermare che non è possibile che si mento delle prestazioni e degli standard di zione del ciclo annuale di allenamento,
raggiunga una completa coincidenza tra di prestazione, viene consigliato di mantene- nel senso che la pluralità di gare che può
loro. Infatti, mentre l’atleta professionista re, per quanto possibile un sistema di gare essere tollerata determina una pluralità
deve partecipare ad una lunga serie di “fisso” per molti anni (cfr. Schustin 1996), di cicli di allenamento che però deve
gare per rispettare il suo contratto di lavo- perché in questo modo è possibile stabilire essere possibile dal punto di vista dell’a-
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ro o di sponsorizzazione ed è interessato efficacemente, anche nel futuro, una pia- dattamento (pluralità di cicli di allena-
alle retribuzioni ed ai premi, per gli atleti nificazione delle date delle gare e del mento);
dilettanti l’obiettivo prioritario resta quello momento in cui sviluppare lo stato di - nei periodi finali dell’allenamento che
di ottenere grandi risultati nei Giochi olim- forma massima. precede una gara importante, occorre
pici e nei Campionati mondiali. I professio- L’effetto negativo dell’ampliamento della astenersi totalmente dal partecipare alle
nisti sono costretti a mantenere un elevato possibilità di gareggiare, offerta dai calen- gare, per mantenere la possibilità di
livello di disponibilità alla prestazione per dari attuali e la sua accettazione, soprat- mobilitarsi e di riattivare il sistema fun-
quasi dieci mesi, mentre i dilettanti rag- tutto da parte di quegli atleti che si trova- zionale motorio;
Tabella 1 – Classificazione delle gare secondo la loro rilevanza per lo stato di forma (sport olimpici)

Categoria Definizione Obiettivo Rilevanza per la forma


I – Gare di allenamento – Durante l’allenamento come – Solo indiretta, a lungo termine
– Gare di controllo misura di intensificazione
(anche partite/tornei e di controllo del carico
amichevoli) globale e parziale vicino
a quello della gara
26 II – Gare o tornei di – Costruzione specifica – In parte indiretta, altrimenti
costruzione, gare di della struttura della diretta, ma a medio termine
qualificazione/gare di prestazione, soprattutto
controllo nel caso di una struttura
– Gare pre-stagionali annuale con molti macrocicli
– Gare di conclusione
del macrociclo

III – Gare introduttive (serie/tornei) – Formazione della forma – Diretta, a breve termine, per la
– Selezione, qualificazione massima nella PIG realizzazione momentanea della
– Gare stagionali importanti struttura della gara
(prima e dopo le gare più
importanti della stagione)
IV – Gare più importanti della – Realizzazione del potenziale – Assoluta
stagione dell’atleta, vittoria, record

- dopo le gare occorre assolutamente Forma massima ed anzianità sario a raggiungere lo stato di forma mas-
tenere conto della necessità di recupero, di allenamento sima cambia. Ad esempio, per atleti più
soprattutto psichico. Ciò significa che anziani, il tempo delle preparazione alla
durante e dopo serie di gare o tornei, Come è noto gli atleti presentano varie gara può aumentare, se, attraverso il volu-
occorre evitare carichi di allenamento tipologie di adattamento, ma quando si me di allenamento non si riesce ad ottene-
che abbiano carattere di sviluppo; tratta il problema dei rapporti tra forma re un incremento delle prestazioni degno
- controllare frequentemente l’andamento massima e gara, soprattutto tra forma di nota o aumentano i rischi (di infortuni).
e lo stato dell’adattamento, altrimenti è massima e momento della gara, occorre Invece, con gli atleti più giovani, se si mani-
impossibile qualsiasi controllo dell’alle- tenere conto anche dell’anzianità di alle- festano alcune carenze nella loro capacità
namento. namento dell’atleta. Prima di entrare nel di prestazione, è realistico prevedere una
Da quanto detto finora, è evidente che una periodo di età delle massime prestazioni, diminuzione del periodo di preparazione
chiara classificazione delle gare program- generalmente, atleti ed atlete, presentano alla gara (ad eccezione della preparazione
mate, basata sull’importanza che esse un’anzianità di dieci anni di allenamento. immediata alla gara). In questo modo si
hanno ai fini della costruzione, dell’espres- In questo lasso di tempo, nel quale trovia- evitano rischi di infortuni ed insuccessi,
sione e della realizzazione della massima mo la massima realizzazione delle possibi- quando incontreranno il successivo, più
disponibilità alla prestazione (stato di lità individuali di prestazione vengono elevato livello di avversari e si guadagnerà
forma) nei momenti più importanti della distinti tre periodi: tempo per eventuali correzioni.
stagione o del macrociclo, diventa una Se è il caso, sporadicamente, sono oppor-
necessità della preparazione alla gara, che 1. il periodo che precede quello culminante, tuni cicli annuali e macrocicli di minore
non solo è operativa, ma è anche legata ai nel quale si raggiunge il massimo livello durata, nei quali, rispetto a quello globale
processi di adattamento. individuale di prestazione; impiegato per l’allenamento, aumenta
Secondo il criterio della loro rilevanza per 2. il periodo culminante, nel quale si rileva notevolmente il tempo necessario per
la forma massima, vengono distinte alme- una relativa stabilizzazione del massimo potere ripetere più volte la preparazione
no quattro categorie di gare (tabella 1) livello individuale di prestazione, che alla gara (nella PIG). Si tratta di un metodo
La pianificazione della partecipazione a rappresenta l’età durante la quale si è diretto a sfruttare il potenziale che è stato
gare di categoria diversa (I - III) è un stru- atleti di alto livello; formato in modo accentuato nell’anno
mento estremamente importante per con- 3. il periodo della graduale diminuzione del precedente e per costruire una struttura
trollare come ottenere la forma massima massimo livello di prestazione (cfr. List- dell’attività di gara ad un livello ancora più
nelle gare della IV categoria (cfr. Lünen- schenko 1997). elevato.
schloss 1990). In collegamento con il cre- Nell’ultimo periodo dell’età delle massime
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scente rispetto delle leggi dell’adattamen- Secondo i vari sport, questo periodo del- prestazioni, è assolutamente opportuno e
to a breve ed a lungo termine, compreso il l’età della massima realizzazione delle pos- necessario determinare quale deve essere
miglioramento anticipato del modello delle sibilità individuali di prestazione, dura la durata individuale della preparazione
capacità dello sport specifico, rispetto alla circa due-tre cicli olimpici. Man mano che alla gara, atleta per atleta. I criteri da uti-
tradizionale metodica dell’allenamento, si allunga il periodo di età in cui un atleta lizzare sono il livello dei risultati, le espe-
viene considerato sicuro un ulteriore rimane ad alto livello (normalmente si rienze, il bilancio dei successi e degli
incremento del rendimento dell’attività di tratta di atleti che appartengono alla insuccessi, lo stato di salute, la diminuzio-
gara dal 2,0 a 3,0%. squadra nazionale), spesso il tempo neces- ne della capacità di adattamento, la moti-
vazione personale e i cambiamenti che vi Tabella 2 – Attività fagocitaria dei leucociti in atleti praticanti pattinaggio su ghiaccio di velocità
dovranno essere nella vita degli atleti e durante il periodo di preparazione e di gara (cfr. Volkov et al. 1995, 13
delle atlete.
1° gruppo Valori iniziali Periodo di preparazione
7. Preparazione alla gara
e difese immunitarie Giugno Ottobre
I II I II I II
Generalmente, se l’allenamento e l’attività
di gara degli atleti e delle atlete sono 1 2,76±0,8 80±12,3 1,46±0,33 61±12,3 0,74±0,24 54±1,8
organizzati in modo razionale, non sono p<0,05 p<0,05 p<0,05 p<0,05
2 3,2±0,4 78,2±6,8 2,86±0,2 85±7,2 3,0±0,15 78±9,9 27
caratterizzati da fenomeni di superallena-
mento, di eccesso di sforzo e malattie. 2° gruppo Periodo di gara
Però, si deve tenere conto che alcuni atleti
di alto livello presentano punti deboli nel Dicembre Febbraio Marzo
loro sistema funzionale di movimento, per I II I II I II
cui possono essere predisposti verso que-
sto tipo di fenomeni. 1 1,46±0,03 58,±12,3 2,7±0,3 57±12,0 1,72±0,25 55,3±8,4
Sia precedentemente, sia anche durante la p<0,05 p<0,05
preparazione alla gara si deve fare atten- 2 3,24±0,33 84±9,9 0,68±0,25 45±6
p<0,05 p<0,05
zione a stabilire l’andamento dello svilup-
po della struttura individuale della presta- Legenda: I - indice fagocitario; II - % dei leucociti attivi
zione e della forma massima degli atleti e
delle atlete. Tutti i dati che possono essere
facilmente rilevati forniscono un’informa- Bibliografia
zione rapida sullo stato e le prospettive
della capacità di prestazione. Anochin P. K., Das funktionelle System als sull’attività di gara (in russo), Teorjia i prak-
Un indicatore della diminuzione della grundlage der physiologischen Struktur des tika fiziceskoi kul’tury, 53, 1990, 4, 32-38.
capacità di prestazione è rappresentato da Verhaltenaktes, Jena, 1967. Schek A., Tschiene P., Nickel H., Leistungsförde-
un decremento degli indici del sistema Anochin P. K., Teoria del sistema funzionale rer im Sport, Leistungssport, 25, 1995, 2, 4-5.
immunitario, che, durante la tappa di gara (in russo), Mosca, 1973. Schnabel G., Thiess G. (a cura di), Lexikon
Berger J., Die Herausbildung der sportlichen Trainingswissenschaft, Berlino, 1993.
e soprattutto nella fase di preparazione ad Form. Beiträge zur Traininngswissenschaft, II Schustin B. N., L’attuale sistema delle gare
esse, comporta una azione negativa sulla parte, Potsdam, 1990, 38-39. sportive, (in russo), in: Comitato per la cultu-
forma massima. Boiko V., Die gezielte Entwicklung der Bewe- ra fisica e lo sport della Federazione russa (a
In una preparazione dosata in modo otti- gungsfähigkeit des Sportlers, DSB-BAL, Fran- cura del), Lavori degli Istituti di ricerca scien-
male, lo stato immunitario resta stabile coforte sul Meno, 1988. tifica per la cultura fisica di tutta la Russia,
fino al periodo di gara. Ne fornisce la Filin V., Folin N., Le basi dello sport giovanile vol. I, Mosca, 1996, 197-203.
prova l’esempio del confronto tra due (in russo), Mosca, 1980. Sinaiskij M., Popov A., Una sistematica delle
gruppi di pattinatori su ghiaccio di velo- Listschenko V. E., Sulla costruzione dell’alle- azioni di gara degli atleti secondo il criterio
cità, nei quali il carico di allenamento era namento a lungo termine degli atleti di qua- del risultato, Teorija i praktika fiziceskoi kul’-
stato strutturato in modo diverso (cfr. lificazione elevata, Teorija i praktika fiziceskoi tury, 59, 1996, 2, 51-55.
Volkov et al. 1995) (cfr. tabella 2). kultury, 60, 1997, 3, 21-22. Stark G., Sporttechnische Training und zwei
Il primo gruppo, durante il periodo di pre- Lühnenschloss D., Die Vorbereitung von Spor- grundlegenden Prinzipien der Leistung-
parazione svolgeva un grande volume di tlern auf Wettkämpfe, in: Beiträge zur Trai- sentwicklung, Theorie und Praxis Leistungs-
allenamento ininterrotto molto duro, ma ningswissenschaft, Potsdam, 1990, 97-99. sport, 22, 1984, 12, 3-12.
un allenamento moderato durante il perio- Lychatz S., Tendenzen der trainingsmethodi- Suslov F. P., Sulla teoria del sistema indivi-
do di gara. Anche il secondo gruppo si schen Entwicklung in den Ausdauersportar- duale di gara, (in russo), Teorija i praktika
allenava sei volte alla settimana, ma con ten im Olympiazyklus 1985-1988 (2), Lei- fiziceskoi kultury, 58, 1995, 8, 37-39.
una mescolanza ottimale tra carico e stungssport, 19, 1989, Tschiene P., Barth B., Die Wettkampfvorberei-
pause di recupero ed il suo carico di alle- Matveev L. P., La periodizzazione dell’allena- tung, in: Thiess G., Tschiene P., Nickel P. (a
namento nel periodo di gara era “duro”. mento sportivo (in russo), Mosca, 1965. cura di), Der sportliche Wettkampf, Münster,
Matveev L. P., Principi dell’allenamento spor- Philippka Verlag, 1997, 60-111.
Però, le sue prestazioni sportive ed i valori tivo (in russo), Mosca, 1977 Verchoshankij Y., Grundlagen des modernen
immunologici rimanevano stabili, rispetto Neumann G., Sportmedische Standpunkte zur Kraftrainings, in: Adam K., Verchoshanskij Y.,
al primo gruppo. Wettkampfvorbereitung in Ausdauersportar- Modernes Kraftrainings im Sport, Berlin,
ten, Leistungssport, 24, 1994, 1, 49-52 (tra- 1972, 39-148.
Traduzione di Mario Gulinelli. Titolo originale: duzione italiana a cura di M. Gulinelli, Aspetti Verchoshanskij Y., Verso una teoria e meto-
Die Wettkampfvorbereitung im Systemansatz. medico sportivi della preparazione alle gare dologia scientifiche dell’allenamento sporti-
L’articolo rappresenta la traduzione e l’adatta- negli sport di resistenza, Sds-Scuola dello vo, Sds-Scuola dello sport, 17, 1998, 41-42,
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXI n. 54

mento in vista della pubblicazione del 5. capitolo sport, 14, 1995, 32, 50-55. 40-50.
del libro di G. Thieß, P. Tschiene (a cura di), Platonov V. N., Belastung - Ermüdung - Lei- Verchoshanskij Y., Gli orizzonti di una teoria e
Handbuch zur Wettkampflehre, edito nel 1999 stung. Der moderne Trainingsaufbau, Mün- metodologia scientifiche dell’allenamento
dalla Meyer & Meyer Verlag. ster, 1999. sportivo, 17, 1998, 43, 12-21.
Polishiuk D., Nour A., Orjol V., Levin R., Volkov V., Issajov A., Bashanova S., Gavrisch
Si ringrazia la Casa editrice Meyer & Meyer per Rudenko V., Nazarenko V., Il miglioramento T., Immunologia dello sport (in russo), Teorija
avere concesso il permesso di pubblicazione. del controllo del processo dell’allenamento i praktika fiziceskoi kul’tury, 58, 1995, 10,
sportivo dei ciclisti sulla base della ricerca 12—14.
Gian Nicola Bisciotti, CRIS-UFRAPS, Università Claude Bernard, Lione; Scuola universitaria interfacoltà di scienze motorie, Torino; Consulente
scientifico Internazionale FC, Milano; Pier Paolo Iodice, Raffaele Massarelli, CRIS-UFRAPS, Università Claude Bernard, Lione; Marcel Sagnol,
Laboratoria allenamento e prestazione, UFRAPS, Università Claude Bernard, Lione

La fatica: aspetti generali e periferici


28 Il punto sullo stato attuale delle conoscenze sui fattori che provocano la fatica
Il fenomeno della fatica
ha un’eziologia multifattoriale,
non sempre facilmente identificabile
e la cui interpretazione, spesso,
comporta numerosi dubbi e non
poche contraddizioni concettuali.
Classicamente si tende a suddividere
il fenomeno in fatica periferica
e fatica centrale, attribuendo
alla prima cause prevalentemente
metaboliche ed alla seconda,
invece, motivazioni essenzialmente
di tipo neurale. Tuttavia il quadro
generale non è sempre così
perfettamente distinguibile ed i vari
fattori scatenanti si sovrappongono
molto spesso in maniera
indistinguibile, rendendo
la situazione di difficile lettura
interpretativa. In questa breve
rassegna si cerca di fare il punto
sullo stato attuale di conoscenza
della problematica inerente
l’insorgenza della fatica, sia
periferica, che centrale,
sottolineando i molti punti di dubbio
ed i possibili futuri campi d’indagine.

1. Introduzione
Nel corso degli ultimi trent’anni, il concet-
to di fatica si è piuttosto modificato ed in
un certo senso “evoluto”. Prima degli anni
’70, infatti, fisiologicamente, la nozione di
fatica era essenzialmente un sinonimo del-
l’esaurimento delle scorte energetiche,
prevalentemente dell’ATP e dell’accumulo
di sostanze inibitrici nei confronti dei mec-
canismi di ripristino energetico (Wester-
blad et al. 1991). Solamente a partire dagli
anni ’80 si è cominciato ad interpretare il
fenomeno come multifattoriale e reversi-
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXI n. 54

bile, considerando anche, sia la sua diversa


velocità, sia i suoi differenti termini d’in-
sorgenza.
Più tardi, a cominciare dagli anni ’90, si è
potuto assistere ad un crescente consoli-
damento dei concetti di plasticità musco-
lare, dei meccanismi di ottimizzazione Foto Martinez
della produzione di forza da parte del
muscolo e della sua ricerca di “attivazione Soprattutto la trasposizione di dati otte- gico, i tre tipi di metodo di lavoro mag-
economica”, nonché, più recentemente, nuti in vitro, rispetto alla situazione in giormente utilizzati nei protocolli d’indagi-
all’apparizione del concetto di formazione vivo, è alquanto deludente. Occorre anche ne della fatica muscolare sono costituiti
di complessi sub-cellulari tra i sistemi bio- notare che, sia i criteri di ordine biomecca- dalla contrazione isometrica di tipo conti-
logici e gli elementi ultrastrutturali, legato nico, sia quelli di tipo prettamente biologi- nuo, dalla contrazione isometrica di tipo
al concetto di formazione di micro- co, inerenti il fenomeno della fatica sono discontinuo e dalla contrazione isotonica
ambienti (Korge, Campbell 1995). sovente mal definiti, dal momento che discontinua. Questa ultima modalità di
Autori come Korge e Campbell, mettono in occorre ricordare che la fatica e, conse- lavoro può essere svolta eccentricamente,
discussione il fatto che uno dei fattori sca- guentemente, la sua modalità d’insorgen- concentricamente, attraverso la modalità
tenanti il fenomeno della fatica possa za, è “compito-specifica”, ossia presenta isocinetica, oppure, grazie ad una combi-
essere costituito dalla mancanza di ATP, una forte specificità nei confronti dell’atti- nazione di queste differenti possibilità. La 29
dal momento che la deplezione di ATP vità che la ha indotta (Allen et al. 1995; durata, la progressività e l’intensità delle
viene efficacemente controbilanciata dalla Fitts, Metzger 1993; Fitts 1996; Green esercitazioni proposte nei vari tipi di pro-
sua rigenerazione attraverso un fenomeno 1997; Mc Lester 1997; Sejersted et al. tocollo utilizzati sono le più svariate e
di down-regulation anche nel muscolo 1998; Westerblad et al. 1991). D’altro costituiscono un ulteriore problema inter-
affaticato. Potenzialmente questo fenome- canto anche la classica forma iperbolica pretativo.
no di down-regulation potrebbe essere che descrive il rapporto tra tempo limite e
svolto da alcuni prodotti della reazione la percentuale di forza massimale utilizza- 2.1 I meccanismi ed i siti implicati
ATPasica1, come dall’accumulo di Pi od H+. ta nel corso dell’esercizio, ci sottolinea l’a- nell’insorgenza della fatica:
I due Autori sottolineano come esistano spetto fortemente multifattoriale del feno- il ruolo delle pompe Na+/K+ ATPasi
evidenze sperimentali che dimostrano che meno (Rohmer 1968). e Ca++ ATPasi
il legame della creatinchinasi e degli enzi- In questo lavoro prenderemo in esame i
mi glicolitici nella vicinanza dei siti d’idro- principali fattori che determinano l’insor- Come è noto il segnale chimico prodotto
lisi dell’ATP ed il loro accoppiamento fun- genza della fatica periferica e della fatica grazie all’acetilcolina, si traduce a livello
zionale con i meccanismi di rigenerazione centrale per poterci meglio rendere conto del sarcolemma nuovamente in segnale
dell’ATP, potrebbe creare un “micro- della complessità del problema e del suo elettrico. Infatti, se una quantità sufficien-
ambiente” che avrebbe un importante aspetto “multiparametrico”, che rende temente elevata di questo neurotrasmetti-
ruolo nella regolazione della funzione impossibile poter imputare ad un solo fat- tore si lega ai recettori post-sinaptici,
ATPasica. Un’importante funzione in que- tore l’insorgenza del fenomeno. aumenta la permeabilità del sarcolemma
sto fenomeno di rigenerazione dell’ATP stesso nei confronti del sodio, da qui risul-
può essere assunto dal valore ottimale di 2. La fatica periferica ta una depolarizzazione della membrana e
ratio locale ADP/ATP, che sembrerebbe la propagazione di un potenziale di azione
particolarmente importante nel caso di un Come già accennato, il fenomeno della che si propaga lungo il sarcolemma. Que-
elevato turnover dell’ATPasi. Sfortunata- fatica è stato indagato tramite l’utilizzo di sto potenziale viene in seguito trasmesso
mente, nel muscolo in vivo, non è dato svariati protocolli di studio, il più delle ai tubuli traversi (sistema T) verso l’interno
conoscere il massimo rateo locale di rige- volte difficilmente riproducibili e standar- della cellula. In questa sequenza di eventi
nerazione dell’ATP, in funzione della sua dizzabili ed, in ultima analisi, scarsamente sono implicate, sia la pompa Na+/K+ ATPa-
idrolisi. confrontabili. Le metodiche maggiormente si, al livello del sarcolemma, che la pompa
Questa mancanza di conoscenza di dati utilizzate sono costituite da sperimenta- Ca++ ATPasi, a livello del reticolo sarcopla-
precisi è principalmente dovuta al fatto zioni su muscolo isolato oppure in vivo, sia smatico. Le due pompe regolano i gradien-
che, nella determinazione in vitro, questo sull’animale sia sull’uomo. Un grande ti ionici trans-membranari che sono
valore viene, di fatto, sistematicamente apporto metodologico è stato rappresen- necessari al fenomeno eccitatorio ed
sottostimato. Ed è proprio negli anni ’90 tato, verso la fine degli anni ’70, dall’av- all’attivazione dell’accoppiamento acto-
(Atlan et al. 1991) che appare per la prima vento della Risonanza Magnetica Nucleare miosinico. La pompa Ca++ ATPasi presenta
volta il temine anglosassone wisdom (che (RMN), che ha reso possibile lo studio non una forte specificità in rapporto ai vari tipi
tradotto letteralmente significa saggezza) invasivo ed in tempo reale dei meccanismi di fibra e ne condiziona la velocità di con-
che descrive il sistema di protezione di energetici cellulari, come, ad esempio, la trazione, al contrario la pompa Na + /K +
tipo progressivo, messo in atto dal musco- concentrazione muscolare di protoni. Gra- ATPasi presenta poche differenze in rap-
lo contro il fenomeno della necrosi. zie all’avvento di questa nuova tecnica si è porto alla tipologia delle fibre muscolari.
I due principali processi implicati nell’in- potuto dare vita a tutta una serie di Numerose sperimentazioni, effettuate su
sorgenza del fenomeno della fatica, che modelli che hanno tentato e tentano di muscolo in vivo, dimostrano come il bloc-
sono costituiti dalla trasmissione del descrivere, con la maggior precisione pos- caggio di queste due pompe, causi un
segnale nervoso e dalla catena energetica sibile, tutte le tappe che portano alla pro- abbassamento della capacità di contrazio-
metabolica, sono fortemente interagenti e duzione di forza all’interno del muscolo in ne (Nielsen, Harrison 1998). Alla fine di un
si sovrappongono costantemente, costi- attività. Tuttavia, indipendentemente dalle esercizio condotto ad esaurimento il ritor-
tuendo in tal modo, sia singolarmente, che tecniche di indagine utilizzate, il concetto no ad uno stato di omeostasi della pompa
sinergeticamente, la causa scatenante di fatica varia in funzione dei diversi Auto- Na+/K+ ATPasi, si presenta più rapido di
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della fenomenologia. La bibliografia ine- ri. Alcuni, infatti, adottano come criterio quello relativo alla pompa Ca ++ ATPasi
rente la problematica fisiologica della fati- valutativo variabili di tipo biomeccanico, (Green 1998), tuttavia l’alterazione della
ca è vastissima (si possono trovare oltre come la tensione muscolare, altri invece funzionalità della pompa Na+/K+ ATPasi,
3800 articoli scientifici sull’argomento) e preferiscono adottare parametri di ordine che si verifica in condizioni di fatica, altera
costellata di numerose divergenze inter- biologico, come la concentrazione di alcu- significativamente il gradiente membrana-
pretative riconducibili, essenzialmente, a ni composti, oppure l’attività di alcuni rio del potassio (McLester 1997). Durante
problemi di standardizzazione e riproduci- enzimi o di alcuni complessi molecolari. Da gli esercizi prolungati, soprattutto svolti ad
bilità tra i vari protocolli d’indagine. un punto di vista prettamente metodolo- una certa intensità, si verifica un’impor-
30

Figura 1 – Successione dei processi che producono la contrazione ed il rilassamento del muscolo (numeri da 1 a 9), e ruolo svolto dal calcio

tante fuoruscita di potassio, tale da essere stenza contrattile, sembrerebbe quindi gaard 1996). Al contrario, nel caso in cui
notabile anche a livello della differenza dipendere dall’efficienza della pompa siano presenti un’alta frequenza ed un
artero-venosa del catione stesso. La ridu- Na+/K+, anche se per alcuni Autori (Sjo- importante intensità di contrazione, si
zione del potenziale di azione che ne con- gaard 1996), il ruolo del potassio nell’in- verifica una significativa elevazione del
segue, che è dell’ordine di circa il 50%, sorgenza della fatica dipenderebbe dalla gradiente extracelluare di potassio che si
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potrebbe essere sufficiente per modificare natura della sperimentazione (in vivo accompagna, sia ad una diminuzione del
la funzionalità dei tubuli traversi ed impe- oppure in vitro) e dall’intensità del lavoro potenziale di membrana, sia del potenziale
dire la liberazione di Ca++ dal reticolo sar- imposto. Infatti, in vivo ed a bassa inten- di azione e di velocità di propagazione del-
coplasmatico, situazione che porterebbe sità di lavoro, il ruolo del potassio nel l’onda elettrica (Sjogaard 1996).
ad una diminuzione della capacità di pro- fenomeno d’insorgenza della, fatica sareb- Questo aumento del gradiente extracellu-
duzione della forza da parte del muscolo be alquanto limitato e l’apparizione di lare di potassio, influenzerebbe, a sua
(Nielsen, Overgaard 1996; Rios et al. 1991; quest’ultima dipenderebbe essenzialmente volta, il fenomeno di retrocontrollo del
Rios, Pizzarro 1988). La capacità di resi- da una disfunzionalità del sistema T (Sjo- debito sanguigno muscolare locale, la cui
conseguenza potrebbe essere la stimola- fibra, probabilmente dovuto ad un difetto robico alattacido, al contrario, ha un bilan-
zione di chemiorecettori arteriosi che del potenziale di azione del sistema T. cio protonico nullo, essendo la scissione
indurrebbero un aumento della pressione Occorre a questo proposito considerare della fosfocreatina un meccanismo blan-
arteriosa (Paterson 1996). Il ruolo del che, dal momento che il sistema T non è damente alcalinizzante (Wooledge 1998).
potassio nell’insorgenza della fatica ver- solamente devoluto a veicolare il poten- A riposo, o nel corso dell’esercizio svolto a
rebbe ulteriormente confermato dal fatto ziale d’azione, ma anche ad indurre una bassa intensità, il sistema è leggermente
che, in numerose sperimentazioni nelle sorta di retroregolazione nei confronti del- sbilanciato verso un modico accumulo di
quali veniva aggiunto potassio nell’am- l’accumulo degli ioni calcio, un loro cospi- protoni, dal momento che, in simili condi-
biente cellulare, si verificava inequivocabil- cuo aumento potrebbe elevare la soglia di zioni, la loro produzione risulta maggiore,
mente una diminuzione della produzione propagazione del potenziale d’azione del seppur leggermente, del loro recupero, che
di forza, anche in un muscolo inizialmente sistema T stesso (McLester 1997). Nono- si attua attraverso le vie di resintesi del- 31
non affaticato (Sjogaard 1996). Nelle spe- stante tutto, comunque, il ruolo del siste- l’ATP. Il sarcoplasma riesce, comunque, a
rimentazioni in vitro, al contrario, non è ma T e del reticolo sarcoplasmatico nell’in- mantenere nel corso del lavoro poco
possibile attribuire al potassio un ruolo sorgenza della fatica periferica, non è intenso, un pH relativamente stabile grazie
particolarmente importante nell’insorgen- ancora del tutto chiaro, anche se alcuni sia all’intervento di numerosi sistemi tam-
za della fatica, a causa della sua diluizione Autori (Chin, Allen 1998; Linde e coll. pone, sia alla fuoruscita dalla cellula di
immediata nell’ambiente cellulare. Nelle 1998) concordano nell’associare la fatica protoni e di gas carbonico. Questi sistemi
esperienze in vitro, è piuttosto il calcio che con almeno tre meccanismi legati al calcio, sono particolarmente efficaci, basti pensa-
si presenta sempre ben correlato alla pro- dei quali i primi due sono costituiti da una re che, in totale assenza di tamponi cellu-
duzione di forza. diminuzione sia della sua liberazione, sia lari, il pH cellulare scenderebbe a 1,5
Tuttavia, occorre riportare come in biblio- del suo ripompaggio da parte del reticolo (Rouillon e Candau, 2000). Alcuni di questi
grafia sia possibile ritrovare protocolli spe- sarcoplasmatico ed il terzo è rappresenta- processi, come, ad esempio, il meccanismo
rimentali nei quali l’affaticamento soprav- to da un abbassamento della sensibilità di trasporto dei bicarbonati, sono stati
viene senza che peraltro si potessero regi- delle miofibrille, sempre nei confronti del scoperti solo di recente, tanto è vero che,
strare significativi incrementi del potassio Ca ++ stesso. Anche il pH locale, come nel 1994, Linderman, Gosselink sosteneva-
extra-cellulare (Sjogaard 1996). Infatti, in vedremo in seguito, potrebbe giocare un no ancora l’impermeabilità del sarcolemma
alcune di queste situazioni, il potenziale qualche ruolo attivo in questo tipo di mec- nei confronti del bicarbonato. È facilmente
membranario e l’ampiezza del potenziale canismo. In definitiva, dunque, tutte que- comprensibile dunque come, nonostante il
d’azione rimanevano sostanzialmente sta- ste modificazioni, riguardanti la concen- loro indubbio interesse nei confronti del
bili, anche in presenza del fenomeno di trazione del Ca++ intracellulare, costitui- fenomeno della fatica, questi aspetti siano
affaticamento e l’aumento del gradiente scono una forte causa di perturbazione del ancora molto inesplorati e poco conosciu-
extra-cellulare di potassio poteva addirit- meccanismo di accoppiamento eccitazio- ti. Possiamo comunque dire che il potere
tura influenzare positivamente la produ- ne-contrazione, anche se occorre sottoli- tampone del muscolo scheletrico risulta
zione di forza. Questi dati ci fanno, quindi, neare che la diversa tipologia delle fibre è maggiore di quanto non sia quello pla-
chiaramente intuire come il potassio non differentemente influenzata da questa smatico, ma minore di quello eritrocitario
sia l’unico elemento responsabile della catena di eventi. Le fibre ossidative, infatti, e che i principali sistemi tampone sono
fatica muscolare e come comunque non vengono meno perturbate dalle variazioni costituiti dal sistema bicarbonato/acido
agisca sempre in modo diretto. della concentrazione di Ca++ intracellulare, carbonico, dal sistema proteina/proteina-
Altri fenomeni che potrebbero essere col- durante il loro ciclo di accoppiamento to e dal sistema fosfato monoprotonico-
legati all’insorgenza della fatica, riscontra- eccitazione-contrazione, rispetto alle fibre fosfato diprotonico. Dal momento che,
bili nelle sperimentazioni in vivo, possono glicolitiche (Stephenson et al. 1998). Que- negli esercizi di alta intensità, la cui durata
essere costituiti dall’apparizione di sostan- sto diverso comportamento potrebbe spie- vada oltre qualche secondo, la risintesi
ze antagoniste dell’acetilcolina a livello gare, almeno in parte, la loro maggiore dell’ATP avviene essenzialmente tramite il
della giunzione neuro-muscolare, oppure resistenza alla fatica. meccanismo anaerobico lattacido, la con-
dall’accumulo di protoni. centrazione di protoni nell’ambiente cresce
2.3 Il ruolo dell’acidosi rapidamente, superando ben presto le pos-
2.2. Il calcio intracellulare sibilità di controllo del sistema tampone. Il
e l’accoppiamento eccitazione- Il metabolismo dell’ATP è strettamente risultato è un rapido abbassamento del pH
contrazione legato a quello dei protoni ed all’equilibrio sarcoplasmatico (Mannion et al. 1995). La
acido-basico del sarcoplasma (Sahlin perfusione degli ioni H+ dalla fibra musco-
All’interno della cellula, l’insorgenza della 1994; Linderman, Gosselink 1994). In lare al torrente circolatorio, avviene con
fatica sembra legata ad una fenomenolo- effetti, la quasi totalità delle reazioni ossi- una velocità di circa 30 volte maggiore
gia piuttosto complessa concernente, dative concernenti l’ATP, comprese la sua rispetto a quanto non sia per lo ione latta-
sostanzialmente variazioni, sia nella distri- idrolisi e la sua reintegrazione, vedono una to (La-). Ciò grazie alla loro minor dimen-
buzione e nei legami, oltre che nella con- liberazione ed un’assunzione di protoni da sione (Shepard 1986). Circa un terzo degli
centrazione e nei movimenti, del calcio parte dell’ambiente. L’idrolisi di una mole- H+ non sarebbe comunque associato agli
(Williams et al. 1995). Alcuni lavori cola di ATP libera un protone, la glicolisi La-; questo starebbe ad indicare l’impor-
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(Westerblad et al. 1990), in effetti, mostra- anaerobica citoplasmatica forma 2 mole- tante ruolo giocato in questo senso dal
no come, dopo un periodo di contrazione cole di ATP per ogni molecola di glucosio sistema di scambio sodio/protoni e dai
tetanica ad alta frequenza, compreso tra i utilizzata, con la conseguente liberazione sistemi bicarbonato-dipendenti (Bangsbø
5 ed i 10 secondi, la concentrazione di di due protoni, come d’altro canto la glico- et al. 1990). Il ruolo dell’abbassamento del
Ca++ risultasse minore al centro della fibra genolisi, nella quale vengono prodotte tre pH nell’insorgenza del fenomeno della
in rapporto a quanto non fosse al bordo moli di ATP per ogni mole di glicogeno e fatica è un argomento molto indagato e
della fibra stessa. Questo dato indichereb- comunque vengono rilasciati nell’ambiente per alcuni aspetti controverso (Allen et al.
be un deficit di liberazione al centro della cellulare due protoni. Il meccanismo anae- 1995; Chin, Allen 1998; Fitts, Metzger
1993; McLester 1997; Westerblad et al.
1991) e l’elenco delle conseguenze fisiolo-
giche che i vari Autori attribuiscono all’a-
cidosi è molto lungo:

• diminuzione dell’attività della pompa


sodio/potassio con conseguente apertu-
ra dei canali potassici;
• diminuzione della fissazione del calcio
sulla troponina, dato il suo antagonismo
32 con gli H+;
• diminuzione nella formazione del nume-
ro di ponti acto-miosinici;
• diminuzione della velocità di accorcia-
mento;
• diminuzione dell’energia cellulare dovuta
ad un abbassamento dell’attività enzi-
matica, principalmente della fosfofrutto-
chinasi;
• diminuzione della miosina ATPasi (che
vede il suo pH ideale situato a 7,2);
• diminuzione sia dell’uscita di calcio, che
di protoni dalla cellula;
• aumento della rigidità delle proteine.

Tutto questo quadro viene ulteriormente Foto Digitalvision


aggravato in condizioni d’ipertermia.
Numerosi studi confermano il ruolo effet-
tivo sostenuto dall’acidosi muscolare nel- sua concentrazione da 17 a 49 mmol · l-1 si), l’enzima chiave della glicolisi lattacida.
l’insorgenza della fatica nel corso di eser- di acqua intracellulare. Sapendo che il pH È altrettanto vero che il fenomeno che
cizi svolti ad alta intensità e di media rappresenta il logaritmo decimale su base interagisce tra questi due fattori, acidifica-
durata (Linderman, Gosselink 1994). D’al- negativa (ossia dell’inverso) della concen- zione dell’ambiente ed inibizione della PFK,
tro canto, una controprova indiretta del- trazione di protoni, possiamo calcolare, sia non è sempre perfettamente chiaro. L’atti-
l’importanza dell’abbassamento del pH la concentrazione di protoni prima dell’e- vità ottimale dell’enzima PFK si trova ad
muscolare nel fenomeno della fatica, è sercizio (79 nmol · l -1 : 1 nmol = 10 -6 un pH di 7,03, ossia molto vicino al pH che
rappresentata dall’aumento della massa mmol), che quella riscontrabile dopo l’e- presenta il muscolo a riposo; la caduta del
muscolare stessa e quindi del potere tam- sercizio stesso (251 nmol · l-1). In quest’au- pH sino a valori di 6,63, livelli d’altro canto
pone del muscolo, in seguito ad alcuni tipi mento di concentrazione di protoni post- facilmente raggiungibili nel corso di un’e-
di allenamento (Juel 1998). Tuttavia sono esercizio che è, quindi, di 172 nmol · l-1, il sercitazione intensa, vede in effetti abbas-
molte le perplessità espresse in merito contributo della degradazione dei compo- sarsi praticamente a zero l’azione dell’enzi-
all’abbassamento del pH come maggiore sti fosforici ad alta energia (PCr, ATD, ADP) ma chiave del meccanismo glicolitico. Tut-
responsabile della situazione di affatica- sarebbe di 1,5 volte maggiore rispetto a tavia, anche in simili condizioni, un certo
mento periferico. Quelle che potremmo quello del lattato (Sahlin 1992). numero di composti presenti a livello
definire come “divergenze interpretative”, Sempre Sahlin (1992) ed altri Autori (Hir- muscolare sono in grado di rimuovere l’a-
vanno dalla messa in discussione dei vonen et al. 1987; 1992), farebbero osser- zione inibitrice svolta dai protoni sulla PFK
metodi d’indagine utilizzati, come ad vare come, durante un esercizio di breve stessa. Ad esempio, ad un pH pari a 6,63,
esempio il fatto che nella fibra isolata i durata svolto ad alta intensità, la degrada- l’aggiunta di fosfato inorganico, sino al
protoni escono più velocemente di quanto zione di PCr e l’accumulo di lattato siano raggiungimento del livello di 20 mmol · l-1,
non facciano nella fibra in vivo, sino alla tra loro in un rapporto molto vicino, se riporta l’attività enzimatica della PFK a
critica di alcuni aspetti maggiormente spe- non eguale, ad 1:1. In altri termini, questi circa il 40% delle sue capacità (assumendo
cifici. Secondo alcuni Autori, il lattato non Autori sottolineano il fatto che, quando la come 100% dell’attività della PFK quella
sarebbe né il solo, né tanto meno il princi- concentrazione di lattato aumenta di 1 registrabile a pH 7,3). Anche l’aggiunta di
pale fornitore di protoni nel corso dell’e- mmol · l -1 , quella di PCr diminuisce di ADP, in ragione di 0,5 mmol · l-1 riporta
sercizio muscolare. Secondo i dati riportati altrettanto. Come è noto, la formazione di l’attività enzimatica della fosfofruttochi-
da Sahlin (1992), il pH riscontrato su di un una mole di creatina, proveniente dalla nasi al 55% delle sue piene potenzialità,
prelievo bioptico muscolare in condizioni degradazione di una mole di PCr, permette mentre queste ultime rimontano sino a
di riposo e di fatica, passa da un valore di l’eliminazione di una mole di protone e di ben il 70% dopo l’aggiunta di una pur
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7,1 a quello di 6,6. In queste condizioni la una mole di lattato. In tal modo la degra- scarsa quantità di fruttosio 1,6 bifosfato,
concentrazione di lattato aumenta, pas- dazione della PCr tamponerebbe la gran composto, quest’ ultimo, che sappiamo
sando da 1 a 30 mmol · l-1 di acqua intra- parte dei protoni forniti dalla glicolisi essere ben presente nel muscolo in atti-
cellulare. Contemporaneamente la degra- anaerobica. Se è indubbio che la contra- vità, nel quale svolge peraltro degli impor-
dazione di PCr e di ATP, prima in ADP e zione muscolare, effettuata al di là di una tanti ruoli di regolazione (Perronet 1994).
susseguentemente in AMP, provoca la certa intensità, provochi un abbassamento Questi dati potrebbero, quindi, inficiare la
liberazione di grandi quantità di acido del pH, che è a sua volta responsabile del- teoria, secondo la quale l’accumulo di lat-
fosforico (H3PO4) che vede aumentare la l’inibizione della PFK (fosfosfofruttochina- tato ed il conseguente abbassamento del
pH, inibirebbero l’attività della PFK, o per vare le sue piene capacità contrattili anche tendono ad evidenziare il ruolo svolto da
meglio dire, sottolineerebbero il fatto che in mancanza di un innalzamento del pH, queste sostanze nella diminuzione della
tale fenomeno sia perfettamente osserva- getta numerosi dubbi sull’assunto secondo prestazione fisica, legata all’insorgenza
bile in sperimentazioni effettuate su il quale l’abbassamento del pH, dovuto della fatica, oppure all’ischemia od all’i-
muscolo isolato, ma non altrettanto evi- all’accumulo di lattato, sia il responsabile possia. L’aggiunta di poche millimoli di Pi
dente sul muscolo in vivo, nel quale il livel- dell’inibizione contrattile del muscolo e nell’ambiente muscolare induce una dimi-
lo di ATP e di fruttosio 6 fosfato (da cui quindi il responsabile dell’insorgenza del nuzione della capacità contrattile, con una
per fosforilazione da parte dell’ATP deriva fenomeno della fatica periferica. Per cui, conseguente diminuzione della produzione
il fruttosio 1,6 bifosfato) sono molto più anche se in effetti la fatica muscolare di forza ed un cambiamento, sia del ciclo
elevate. appare in presenza di un abbassamento oscillante, che dell’attività ATPasica. Vale la
Anche il ruolo dell’abbassamento del pH del pH, le evidenze sperimentali, in tutto pena di soffermarci a questo punto sul 33
sull’apparato contrattile potrebbe essere rigore, escluderebbero un rapporto di meccanismo del ciclo oscillante: quando le
comunque messo in discussione. È cono- linearità tra pH e forza e/o pH e fatica e fibre muscolari oscillano a 5-15 Hz per
scenza comune l’antagonismo esistente non permetterebbero di andare al di là di circa il 2% della loro lunghezza di riposo,
tra i protoni e gli ioni calcio sui siti di lega- una relazione di coincidenza tra i due sono in grado di produrre un’importante
me della troponina. Questo sarebbe in fenomeni in causa (Chin, Allen 1998). D’al- potenza meccanica, idrolizzando pratica-
effetti un meccanismo di difesa del tro canto, in bibliografia, esistono nume- mente il doppio quantitativo di ATP per
muscolo che, inibendo appunto il mecca- rosi esempi di sperimentazioni che riferi- unità media di tensione, rispetto alla con-
nismo di contrazione in presenza di un pH scono l’insorgenza del fenomeno della dizione statica. L’attività ATPasica risulta
eccessivamente basso, previene i possibili fatica anche senza il verificarsi di acidosi correlata linearmente alla tensione media
danni che potrebbero conseguire al perdu- muscolare (per una review vedi Allen et al. prodotta durante l’oscillazione. L’aggiunta
rare della contrazione muscolare in un 1995). Alcuni Autori, infine, proporrebbero di Pi o di solfato riduce, sia il costo della
ambiente estremamente acido. Tuttavia, se di considerare la fase del recupero in due tensione, che la frequenza ottimale di
si osserva l’andamento, durante la fase periodi distinti, il primo dei quali, conside- oscillazione di lavoro, perturbando in tal
successiva ad un esercizio muscolare rabile come periodo di recupero rapido, modo il sistema (Pybus, Tregear 1975). I Pi
intenso, del ripristino del pH e delle capa- sarebbe caratterizzato da un veloce ritorno sono presenti a livello organico in due
cità contrattili del muscolo, possiamo verso lo stato basale del meccanismo di forme: la prima monoprotonica e la
quantomeno mettere in dubbio le affer- accoppiamento eccitazione/contrazione e seconda diprotonica, la cui proporzione di
mazioni precedenti. Dopo una contrazione di regolazione del calcio e risulterebbe pH- presenza dipende dalla concentrazione dei
di tipo isometrico, mantenuta sino a quan- indipendente, ed un secondo, più lento, protoni presente nell’ambiente. Nel
do la forza espressa non cada al 50% della che sarebbe, almeno in parte, legato al momento in cui il pH cellulare si abbassa,
forza massimale volontaria, si registra in ritorno verso i valori basali, sia dei protoni, pressoché la totalità del Pi presente passa
effetti un pH molto basso (6,1-6,6). Duran- che dei fosfati (Fitts, Metzger 1993). Tutta- alla forma diprotonica. Questo passaggio
te la fase di recupero, il pH ritorna verso via, occorre comunque ricordare che alcu- del Pi dalla forma monoprotonica a quella
valori normali solamente in tempi molto ni studi recenti, svolti su modello animale, diprotonica è correlato alla diminuzione
lunghi dell’ordine di circa dieci minuti. nei quali una perfusione di La (con conco- della forza contrattile, mentre questa cor-
Inoltre, durante i primi due min circa della mitante mantenimento del pH a valori relazione non si registra con la forma
fase di recupero il pH continua ad abbas- basali) faceva registrare una diminuzione monoprotonica. Questi effetti variano in
sarsi, nonostante l’interruzione del lavoro della forza contrattile (Hogan et al. 1995), rapporto alla tipologia delle fibre, con ogni
fisico. Questa ulteriore acidificazione del- potrebbero riaprire il dibattito sul ruolo del probabilità in ragione della diversa sensibi-
l’ambiente muscolare è dovuta alla libera- lattato nell’insorgenza della fatica. Per lità che le fibre medesime presentano per
zione di protoni che avviene durante la giustificare questi risultati, gli Autori ciò che riguarda la loro attività ATPasica
resintesi della creatina in PCr. Nonostante avanzavano l’ipotesi dell’aumento della nei confronti del Pi. Nel caso di esercizi di
il fatto che il ritorno del livello del pH forza ionica che sarebbe la responsabile di breve durata, svolti ad alta intensità, il
verso i valori di riposo sia un processo un’alterazione nella formazione dei ponti verificarsi di un rapido ed importante
relativamente lento, cioè dell’ordine di una acto-miosinici. In questo senso va anche accumulo di Pi, dovuto al massiccio inter-
decina di minuti, come abbiamo detto, il un'altra sperimentazione, sempre effettua- vento del meccanismo anaerobico alatta-
muscolo riesce a ristabilire le sue capacità ta su modello animale, nella quale gli cido, costituisce uno dei più importanti
contrattili in un arco di tempo molto più Autori concludono che l’aumento di La fattori responsabili dell’insorgenza della
breve. Infatti, dopo il mantenimento di una possa avere un effetto negativo sulla fatica muscolare, assumendo in questo
contrazione isometrica che prosegua sino capacità di produzione di forza da parte caso una valenza ancor maggiore di quella
a che la forza generata non cada a valori del muscolo, probabilmente a causa di un rivestita dai meccanismi di perturbazione
pari al 50% della massima forza isometri- meccanismo d’inibizione nei confronti del ionica. Questo sarebbe tuttavia in contrad-
ca, il muscolo recupera completamente, rilascio di Ca++ da parte del reticolo sarco- dizione con quanto riportato da alcuni
ritornando quindi in grado di generare plasmatico (Stephenson et al. 1998). studi (Greenhaff 1995; Mujika, Padilla
nuovamente la stessa forza, dopo un 1997) che riferiscono come una supple-
periodo di riposo compreso tra i due ed i 2.4. Il ruolo dei fosfati inorganici mentazione di creatina possa, aumentando
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tre minuti (Sahlin, Ren 1989). Nel corso nella forma mono e diprotonica le scorte di fosfocreatina, ritardare l’appa-
dello stesso studio, i due Autori notarono rizione del fenomeno della fatica. In effet-
come, dopo due minuti di recupero, la I fosfati inorganici (Pi) sono metaboliti, ti, una supplementazione di creatina,
diminuzione del livello degli H+ dovuta alla derivanti dall’idrolisi dell’ATP e della PCr, e generando Pi attraverso il fenomeno dell’i-
metabolizzazione del lattato, fosse com- la loro concentrazione tende ad aumenta- drolisi, dovrebbe al contrario essere un
pletamente controbilanciato dal rilascio di re nell’ambiente, indipendentemente dalla fattore inducente la fatica (Sahlin et al.
altri H + dovuti alla resintesi della PCr. durata dell’esercizio svolto. In bibliografia 1998.). Anche durante le esercitazioni di
Quindi, il fatto che il muscolo possa ritro- si possono ritrovare numerosi lavori che lunga durata, svolte a bassa intensità, il
34

.
Figura 2 – La componente lenta del VO2

sistema dei fosfageni, che in questo caso riormente enfatizzato in presenza di basse giungimento di uno .stato di steady-state
si trova accoppiato ad un forte fenomeno concentrazioni di ATP. ed in tal caso la cl VO2 concorrerebbe. al
di idrolisi dell’ATP, può comunque indurre raggiungimento del massimo valore di VO2,
un fenomeno di elevazione della concen- 2.6. .Il ruolo della componente lenta valore peraltro superiore
. a quello prevedi-
trazione di Pi tale da comportare il passag- del VO2 nel caso particolare della corsa bile dalla relazione VO2/carico sotto soglia
gio dei ponti actomiosinici dal loro livello (W) e quindi al rapido raggiungimento
. del-
di alta produzione di forza a quello basso, Durante uno sforzo ciclico, effettuato ad l’esaurimento da fatica. La cl VO.2 compor-
fenomeno che potrebbe essere alla base un carico costante d’intensità inferiore a terebbe un aumento del costo VO2/W, che
della teoria del sistema oscillante, come quella della prima soglia ventilatoria 2 , passerebbe dai circa 10 ml /W registrabili
proposto da Mc Lester (1997). L’allena- soprattutto se svolto in posizione eretta sotto-soglia, ai circa 12-13 ml/W osserva-
mento potrebbe giocare un ruolo sostan- come nel caso della corsa, è possibile bili durante il lavoro sopra-soglia (Maione
ziale nell’incidenza dei fenomeni sopra notare
. un primo repentino incremento del et al. 2001), evidenziando in tal modo una .
descritti, inducendo una progressiva tolle- VO2, essenzialmente ascrivibile al veloce perdita di efficienza muscolare. La cl VO2
ranza a concentrazioni di Pi sempre mag- aumento del flusso ematico polmonare, viene pressoché unanimemente spiegata
giormente elevate (Mc Lester 1997). che caratterizza la prima fase denominata dai diversi Autori, attraverso fenomeni
cardioritmica, alla quale fa seguito una prevalentemente muscolari legati al pro-
2.5. Il ruolo dell’adenosindifosfato seconda fase, caratterizzata
. da un aumen- gressivo reclutamento, durante l’attività
to meno ripido del VO2, legata all’arrivo del svolta ad alta intensità, di fibre di tipo II, il
Recentemente, alcuni ricercatori hanno flusso ematico proveniente dai distretti cui rendimento è. minore rispetto a quelle
rivolto la loro attenzione al possibile ruolo muscolari attivi. Questa seconda fase di tipo I. La cl VO2 quindi farebbe parte
svolto dall’adenosindifosfato (ADP) nell’in- porta, a sua volta, in circa tre min, al rag- integrante del fenomeno della fatica e
staurarsi del fenomeno della fatica perife- giungimento della terza fase, detta di sarebbe une delle principali cause, in atti-
rica, prendendo in considerazione anche il stady-state, in cui il consumo di O2 si sta- vità come la corsa, della progressiva ridu-
rapporto ADP/ATP (Allen et al. 1995; Mc bilizza. Nello svolgimento di un lavoro zione dell’efficienza muscolare (Whipp,
Lester 1997; Sahlin 1998). Questo compo- effettuato ad un’intensità maggiore rispet- Wassermann 1970; Jacobsen et al. 1998).
sto, come sottolineato nel modello energe- to alla
. prima soglia ventilatoria, la cinetica
tico proposto da Mc Lester (1997), svolge- del VO2 cambia sostanzialmente. In questo 3. La fatica centrale
rebbe un ruolo di primo piano nel mecca- caso, infatti, alla seconda od alla terza
nismo di transizione dallo stato di bassa a fase, si sovrappone una nuova componen- Con il termine di fatica nervosa, o
quello di alta energia ed è, inoltre, consi- te caratterizzata da una cinetica più lenta centrale, si intende tutto quel complesso
derabile a tutti gli effetti come il principale che, appunto per questa sua caratteristica, di fattori che determinano la diminuzione
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responsabile del distacco dei ponti acto- prende


. il nome di componente lenta del della contrattilità muscolare, indipenden-
miosinici. Nel momento in cui la sua con- V. O2 (figura
. 2). La componente lenta del temente dai fattori intramuscolari e/o
centrazione subisce un sostanziale aumen- VO2 (cl VO2) rappresenterebbe
. quindi un metabolici. L’implicazione di fenomeni
to, l’ADP ostacola l’ATP nel meccanismo di “eccedenza” di VO2 che, sino a determinati centrali nell’insorgenza della fatica è
distacco dei ponti actomiosinici, dimi- carichi, consente il raggiungimento di uno dimostrata da alcune sperimentazioni
nuendo in tal modo la forza prodotta dal steady-state ritardato. Nel caso, invece, in (Bigland-Ritchie et al. 1979), che dimo-
sistema oscillante. Questo effetto d’inibi- cui i carichi di lavoro siano particolarmen- strano come la stimolazione elettrica di un
zione sul distacco dei ponti verrebbe ulte- te intensi, non diviene più possibile il rag- complesso muscolare affaticato, permetta
di recuperare una certa percentuale del corteccia motoria primaria nell’insorgenza del fenomeno di affaticamento. Possiamo
livello iniziale di forza. In questo tipo di della fatica, è stato confermato, in seguito, tuttavia, in linea generale, osservare nel
sperimentazioni, alcuni soggetti furono anche nell’uomo, grazie all’utilizzo di una modello umano, come conseguenza ad un
sottoposti ad un lavoro di tipo intermit- tecnica non invasiva, costituita dalla sti- esercizio di tipo esaustivo, una diminuzio-
tente a carico del soleo, sino a che non molazione della corteccia primaria tramite ne delle capacità decisionali, sia per quello
fosse stato raggiunto un livello di affatica- dei campi magnetici intensi (Gandevia et che riguarda la capacità di presa d’infor-
mento tale da diminuire la forza del al. 1996). Attraverso questo studio, gli mazione, sia per ciò che concerne l’inter-
distretto muscolare sino al 50% della mas- Autori hanno potuto dimostrare come la pretazione dei segnali visivi (Koutedakis
sima capacità contrattile. Raggiunta una superimposizione di una corrente magne- 1995), nonché una diminuzione della
simile situazione, gli Autori riferiscono di tica transcranica permetta di diminuire memoria a breve termine (Guézennec
come l’imposizione di una stimolazione parzialmente gli effetti che la fatica provo- 2000). Inoltre, la fatica cronica può essere 35
elettrica permetta di ritrovare un livello di ca sulle possibilità di mantenimento della all’origine di uno stato ansiogeno o
forza pari all’80% del livello massimale, forza contrattile. Tuttavia, occorre notare depressivo (Dishman 1997). Anche la
attribuendo in tal modo la differenza tra i che una parte degli effetti della fatica non secrezione di catecolamine potrebbe gio-
due valori alla fatica di tipo centrale. Tut- può comunque essere spiegata attraverso care un ruolo importante negli aspetti di
tavia, occorre notare che il parziale recu- l’utilizzo di queste tecniche. In ogni caso, natura neurochimica, legati alla fatica
pero dei livelli iniziali di forza, indotto dal- tutte le sperimentazioni che si basano centrale. Alla fine di un esercizio esaustivo
l’elettrostimolazione, risulterebbe essere sulla stimolazione, effettuata a diversi è, infatti, possibile notare nel tessuto cere-
dipendente, sia dal gruppo muscolare con- livelli del tratto nervoso, permettono di brale una diminuzione della concentrazio-
siderato, sia dal tipo di esercitazione che formulare la verosimile ipotesi dell’esisten- ne di noradrenalina, che sembrerebbe
ha causato la condizione di affaticamento, za di una fatica di ordine centrale, eviden- essere dovuta ad un aumento del suo turn
senza dimenticare lo stato motivazionale ziabile attraverso una diminuzione del over. Lo stesso fenomeno è osservabile, in
del soggetto (Guézennec 2000). In ogni comando nervoso preposto alla contrazio- maniera ancor più evidente, a livello del
caso, questi dati sottolineerebbero come, ne muscolare, anche se il ruolo dei fattori tronco cerebrale, dell’ippocampo e dell’i-
in stato di affaticamento, il Sistema Ner- di ordine metabolico periferico gioca un potalamo (Gandevia et al. 1996). Questo
voso Centrale (SNC) sia incapace di gene- ruolo predominante per ciò che riguarda la quadro sarebbe simile a quello osservato
rare uno stimolo adeguato (Bigland-Rit- diminuzione delle capacità contrattili nel corso di stress psicologico acuto nel
chie et al. 1979; Enoka, Stuard 1992). Oltre muscolari. Inoltre, alcuni aspetti della fati- quale è appunto possibile notare una
a questo effetto sulla fatica acuta, altri ca di ordine centrale restano ancora da deplezione delle riserve di catecolamine
Autori hanno dimostrato come l’elettrosti- chiarire completamente, come, ad esem- cerebrali. La conseguenza di questa dimi-
molazione sia in grado di permettere un pio, il fatto che il fenomeno sia riconduci- nuzione nelle riserve di noradrenalina si
parziale recupero dei livelli di forza persi in bile ad un meccanismo inibitorio che si ripercuoterebbe a livello comportamentale
seguito ad un fenomeno di fatica cronica presenterebbe a livello di alcuni gruppi di e potrebbe essere responsabile dell’insor-
come quello costituito dal sovrallenamen- neuroni, oppure sia piuttosto costituito da genza di possibili stati depressivi.
to (Bayley et al. 1993). Tuttavia questo tipo un fenomeno inibitorio più generalizzato, Rimanendo nell’ambito della risposta
di sperimentazioni, basate sulla contrazio- causato da meccanismi che agiscono a adrenergica, è importante notare che
ne elettroindotta, non riesce a dimostrare livello globale sull’insieme delle funzioni anche la dopamina può influenzare forte-
appieno il ruolo che il comando nervoso, nervose. La risposta a questo tipo di mente l’attività muscolare. L’aumento del-
proveniente dal SNC, ricopre nell’insorgen- domanda non è ancora del tutto chiara, l’attività dopaminergica nello striatum 3
za della fatica. L’elettrostimolazione, infat- anche se le attuali teorie neurochimiche induce infatti un aumento spontaneo della
ti, può indurre anche un potenziamento della fatica sembrerebbero propendere motricità. A livello cerebrale, durante un
del comando nervoso periferico, provocan- maggiormente per la seconda ipotesi esercizio prolungato, è possibile osservare,
do in tal modo un aumento in toto del (Guezennec 2000). in un primo tempo, un leggero aumento
comando nervoso che arriva a livello della concentrazione di dopamina, a cui fa
muscolare. Per questo motivo, quindi, la 3.1. Gli aspetti neurochimici seguito, nella seconda parte dell’esercizio
stimolazione elettrica non può essere con- della fatica centrale stesso, quando quest’ultimo si avvicina al
siderata come una tecnica specificatamen- punto di esaurimento, una sua leggera
te rivolta all’indagine del fenomeno della L’evidenza del ruolo della fatica centrale, diminuzione (Seguin et al. 1998). Questa
fatica indotta da un deficit di funziona- comprovato attraverso le varie sperimen- variazione della concentrazione di dopa-
mento del SNC. Non mancano comunque tazioni di tipo elettrofisiologico, ha spinto mina cerebrale, nel corso di un esercizio
esempi in letteratura che, proprio per numerosi Autori a formulare differenti prolungato che porti ad esaurimento,
dimostrare senza possibilità di dubbi il ipotesi sul ruolo svolto dai neuromediatori potrebbe essere giustificata dal fatto che
ruolo del SNC nell’insorgenza del fenome- centrali nel corso dell’esercizio esaustivo questo neuromediatore attraversi una
no della fatica, hanno utilizzato come tec- (per una rewiew vedi Meeusen et al. 1995). prima fase accelerata di liberazione a cui
nica di studio la stimolazione diretta della Tutti gli studi rivolti a questo particolare consegua una seconda fase di diminuzione
corteccia motoria. In quest’ambito uno aspetto del fenomeno, dimostrano ampia- secretoria dovuta ad un esaurimento delle
studio condotto da Maton sui primati mente come la fatica induca, sia nell’uo- sue riserve neuronali. Sempre a questo
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(1991), utilizzando una tecnica di registra- mo, che nell’animale, un cambiamento del proposito, è stata avanzata l’ipotesi di una
zione dell’attività elettrica cerebrale dei modello comportamentale (Dishman deplezione di tirosina, che costituisce il
neuroni della corteccia motoria primaria, 1997). Nell’animale si può, sostanzialmen- precursore delle catecolamine. In qualsiasi
tramite un impianto elettrodico intracrani- te, notare una diminuzione delle attitudini caso, il ruolo ricoperto dalle catecolamine
co, dimostrò come la contrazione ad esau- comportamentali rivolte alla vita di rela- nell’insorgenza dell’affaticamento organi-
rimento del bicipite brachiale comportasse zione, mentre nell’uomo le risposte sono co, è sperimentalmente provato dal fatto
una diminuzione dell’attività elettrica dei maggiormente complesse e sembrano che la somministrazione, prima dell’eserci-
neuroni considerati. Il ruolo ricoperto dalla dipendere dal tipo di attività, responsabile zio, di anfetamina e di agonisti dopami-
nergici e/o adrenergici, aumenta nell’ani- di una batteria di test psico-sensoriali, ma 3.3. Il ruolo dell’ammoniaca
male la durata di sopportazione dello sfor- non un incremento della prestazione di
zo (Seguin et al. 1998). gara. Questi risultati sono in linea con Occorre anche ricordare il possibile mecca-
quelli ottenuti da Bigland-Richie et al. nismo d’intervento dell’ammoniaca, legato
3.2. Il ruolo della serotonina (1979), i quali non riportano di alcun alla manifestazione della fatica. L’encefalo
nell’insorgenza della fatica miglioramento della performance, durante utilizza, come via di metabolizzazione del-
un raid effettuato in alta quota, in seguito l’ammoniaca, la trasformazione del glu-
Il ruolo svolto dalla serotonina nel feno- alla somministrazione di AACB. Quindi, tammato in glutammina. L’iperammone-
meno della fatica organica, è ormai dive- l’insieme delle sperimentazioni condotte mia, quindi, provoca una diminuzione della
nuto un aspetto dogmatico del problema, sull’uomo non permetterebbe di evidenzia- concentrazione del glutammato in alcune
36 in seguito soprattutto ai lavori di sintesi re alcun risultato positivo, in termini di aree cerebrali specifiche. Dal momento che
svolti da Newsholmes et al. (1987) e Chau- incremento della performance, legato alla il glutammato costituisce il principale pre-
loff (1989). Quest’ultimo fu il primo a met- diminuzione del fenomeno di affaticamen- cursore dell’acido gamma amminobutirrico
tere in evidenza, sperimentalmente, l’au- to, indotto dall’utilizzo di AABC. Ma vi (GABA), questa catena di eventi porta ad
mento della concentrazione di serotonina sono numerosi altri limiti e contraddizioni un abbassamento della sua concentrazione
a livello cerebrale in seguito ad esercizio nella teoria che vede la serotonina come a livello encefalico. Il GABA è il neurotra-
prolungato e/o ad allenamento intenso, principale fattore d’insorgenza della fatica smettitore maggiormente presente a livel-
protratto per più settimane. D’altro canto centrale. Uno di questi è costituito dalla lo del SNC ed esercita un importante ruolo
numerosi altri lavori, anche se non in mancanza di coerenza tra i dati desumibili di regolazione, di tipo inibitorio, sulla libe-
ambito prettamente sportivo, avevano già dai test comportamentali e gli effetti psi- razione di altri neurotrasmettitori, oltre ad
sottolineato il ruolo della serotonina sul cotropi attribuibili all’azione della seroto- agire direttamente sui nuclei grigi della
sonno, l’assunzione alimentare, gli stati nina stessa. La fatica acuta od il sovralle- base facilitandone il compito di regolazio-
ansiosi e quelli depressivi. A questo propo- namento cronico, infatti, indurrebbero l’in- ne che questi svolgono sulla motricità. La
sito, ad esempio, possiamo ricordare come sorgenza di turbe comportamentali a carenza di GABA, inoltre, gioca un ruolo
sia noto da tempo che uno stato ansioso sfondo principalmente depressivo caratte- fondamentale nella patogenesi di alcune
sia caratterizzato da un aumento della rizzate da una carenza serotoninergica malattie come il morbo di Parkinson e la
concentrazione cerebrale di serotonina, (Guèzennec 2000). Questi dati mal si con- Corea di Huntington. Tutta questa serie di
mentre al contrario, uno stato depressivo cilierebbero con l’iperserotoninergia che si dati farebbe ragionevolmente propendere
veda ridursi i livelli di serotonina cerebrale. registra nel corso dell’esercizio fisico stre- verso l’ipotesi che la carenza del sistema
Per tutta questa serie di motivi, il fatto che nuo. Seguin et al. (1998) hanno tentato di GABAenergico, registrabile nel corso del-
all’esercizio prolungato che conduce al spiegare questa contraddizione mettendo l’esercizio intenso e prolungato, possa gio-
fenomeno della fatica, consegua un in evidenza una diminuzione della recetti- care un ruolo importante nella manifesta-
aumento dei livelli di serotonina cerebrale, vità di alcuni recettori serotoninergici in zione della fatica a livello centrale. I risul-
ha portato alla naturale formulazione del- seguito all’esercizio prolungato. D’altro tati sperimentali sembrerebbero conferma-
l’ipotesi che questo neuromediatore sia canto, anche altri risultati molto recenti re, per lo meno parzialmente, questa ipo-
fortemente implicato, se non addirittura il riferirebbero di una caduta, al di sotto dei tesi, mostrando come il sistema GABA-
responsabile principale, dell’insorgenza livelli basali, della concentrazione di sero- glutammato-glutammina sia particolar-
della fatica centrale. In questo senso, tonina in alcune aree cerebrali, riscontra- mente attivo, in alcune aree cerebrali, nel
numerose sperimentazioni, condotte su bile alla fine dell’esercizio (Guèzennec, corso dell’esercizio esaustivo.
modello animale, confermano che l’au- 2000). I due dati di cui sopra, potrebbero
mento o la diminuzione del tono serotoni- quindi far propendere verso un ipotesi di 4. Un modello tridimensionale
nergico, indotto attraverso l’utilizzazione carenza di tono serotoninergico che della fatica
di agonisti od antagonisti serotoninergici, sopravverrebbe durante la fase di recupero
influiscono sul fenomeno d’insorgenza successiva all’esercizio. In tutti i casi, la Secondo alcuni autori, il rapporto tra l’in-
della fatica (Bailey et al. 1993). Occorre mancanza di omogeneità e di perfetta tensità dello sforzo e la sensazione di fatica
comunque ricordare che lo stesso tipo di coerenza tra i vari risultati ritrovabili in può essere anche interpretato attraverso
sperimentazioni, condotte sull’uomo, non letteratura mostrano come, in ultima ana- tre modelli, fortemente interagenti tra loro.
ha permesso di confermare i risultati otte- lisi, sia sostanzialmente erroneo limitare il Il primo modello è il già descritto modello
nuti sull’animale (Seguin et al. 1998). Altre fenomeno dell’insorgenza della fatica cen- “classico” della fatica periferica denomina-
sperimentazioni, sempre effettuate allo trale esclusivamente alla teoria serotoni- to, appunto modello periferico, nel quale i
scopo di poter confermare il ruolo svolto nergica. In effetti gli aspetti comporta- fattori regolatori e/o inibitori sono esclusi-
dalla serotonina sulla insorgenza della mentali, ivi compreso, quindi, il fenomeno vamente di ordine metabolico (Kay et al.
fatica, hanno utilizzato la somministrazio- della fatica, risultano essere influenzati, 2001; Kirkendall 1990; Fitts 1994; Bassett,
ne di aminoacidi a catena ramificata per la maggior parte dei casi, da un delica- Howley 1997).
(AABC). Gli AABC infatti entrando in com- to equilibrio esistente tra numerosi neuro- Nel secondo modello, denominato centra-
petizione con il triptofano, sostanza pre- mediatori. A titolo di esempio, possiamo le-teleoanticipatorio, il cervello svolge il
cursore della serotonina a livello del pas- ricordare come gli studi inerenti l’aspetto ruolo di principale regolatore dell’intensità
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saggio attraverso la barriera emato-ence- neurochimico del sonno, mostrino come e della durata dell’esercitazione, che viene
falica, dovrebbero limitare la produzione di quest’ultimo dipenda da una complessa mantenuta ad un grado sub-massimale
quest’ultima a livello cerebrale. Tuttavia i azione sinergica ed interdipendente di prefissato in modo tale che il sistema peri-
risultati ottenuti da Blomstrand et al. numerosi neuromediatori in altrettanto ferico non sia mai utilizzato a livelli massi-
(1991), dopo la somministrazione di AABC numerosi ambiti strutturali. Gli aspetti mali (St Clair Gibson et al., 2001; Wagen-
prima di una prova di maratona, hanno neurochimici della fatica, quindi, potreb- makers 1992; Kay et al., 2001.)
permesso di evidenziare solamente un bero essere improntati su di un meccani- In questo secondo modello, quindi, il feno-
incremento dei risultati ottenuti nel corso smo del tutto, od in parte simile a questo. meno della fatica può essere considerato
37

Cerchiamo di capire come avviene quello che è uno dei disastri mino numerose irregolarità costituite da tante piccolissime fos-
naturali maggiormente temuti in natura: la valanga. Questo sette ed altrettanto microscopici avvallamenti, che si vengono a
fenomeno viene ben descritto dalla cosiddetta “teoria del gra- poco a poco a colmare con l’aggiunta dei granelli di sabbia che
nello di sabbia” che ben illustra come il sistema raggiunga un cadono dall’alto. A furia di aggiungere sabbia, la pendenza del
punto di “non ritorno” che lo porta al suo collassamento, un po’ nostro mucchietto, ormai divenuto di una certa dimensione, è
come avviene nel nostro organismo quando , a poco a poco, si praticamente completamente liscia, dal momento che tutte le
fa strada il fenomeno della fatica. Immaginiamo dunque un irregolarità si sono colmate (riquadro 3). A questo punto abbia-
banalissimo mucchietto di sabbia, come quello che fanno abi- mo raggiunto il “punto critico”. Se ora aggiungiamo ancora
tualmente i bambini sulla spiaggia. Che cosa succede se aggiun- anche un solo granello di sabbia, quest’ultimo non troverebbe
giamo via via dall’alto dei granelli di sabbia? In un primo nessuna fossa od avvallamento dove potersi fermare e scivole-
momento il nostro mucchietto diventa di dimensioni sempre rebbe inesorabilmente a valle (riquadro 4) , trascinando con se
maggiori e questo sembrerebbe tutto quello che in definitiva un numero più o meno importante di altri granelli: ecco la
possa avvenire. Ma osserviamolo più attentamente da vicino: in valanga. Dopo l’evento del fenomeno, ossia dopo la discesa a
effetti il pendio che si viene a formare non è del tutto liscio. Se valle della valanga, il cumulo di sabbia, ma a questo punto
avessimo a nostra disposizione una forte lente d’ingrandimento, potremmo dire anche di neve, ritorna nuovamente irregolare
potremmo facilmente notare come lungo il suo decorso si for- come all’inizio ed un nuovo ciclo può compiersi.

come un vero e proprio atto anticipatorio esercizio di tipo esaustivo (Fitts 1994; cosciente, utilizzando le antecedenti espe-
di sicurezza che abbia lo scopo di preveni- Spriet et al. 1987). Il modello centrale- rienze come secondo termine di paragone,
re, sia un eccessivo accumulo di metaboli- teleoanticipatorio, sarebbe quindi respon- regola l’intensità dell’esercizio. In questo
ti, sia un’esagerata deplezione di substrati sabile del decremento dell’intensità dell’e- terzo modello, la fatica costituisce una
energetici. In questo secondo modello, sercizio, anche in presenza di sufficienti sorta di processo continuativo che modifi-
l’attività non è mai massimale, ma viene, al riserve energetiche, per cui la manifesta- ca costantemente lo stato funzionale del-
contrario, mantenuta costantemente a zione di fatica sarebbe il risultato di un l’individuo e modula il suo livello di attività
livelli sub-massimali. Ulmer (1996) avanza comando efferente di tipo inibitorio, deri- (Kay et al. 2001; Kay, Marino 2000). Nel
l’ipotesi che, in questo modello, i comandi vante da una sorta di “calcolo mentale”. In modello di discussione cognitiva, quindi, si
neurali efferenti regolino, a livello del altre parole il decremento dei comandi mette in atto un sinergismo tra la perce-
muscolo scheletrico, non solamente i pat- efferenti di origine neurale, sarebbe causa- zione cosciente dello sforzo ed il sistema
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tern di attivazione spaziali e temporali, ma to dagli adattamenti a livello corticale del teleoanticipatorio subcosciente nella rego-
anche il rateo metabolico responsabile processo subcosciente teleoanticipatorio lazione dell’intensità dell’attività svolta
della produzione di potenza da parte del che si verificano in seguito alle risposte (Kirkendall 1990; Davis, Bailey 1997). Un
muscolo. Questo tipo di meccanismo pro- agli input afferenti, di origine metabolica, esempio esplicativo di questo terzo
tettivo, potrebbe spiegare come, nel provenienti dagli organi e dalle strutture modello può essere quello di un’attività
muscolo scheletrico, la concentrazione di periferiche. Nel terzo tipo di modello, sportiva svolta in presenza di spettatori. In
ATP non scenda mai al di sotto del 60- denominato di discussione-cognitiva, è la questo caso l’attività stessa può risultare
70% dei valori di riposo, anche durante un sensazione di fatica stessa che, a livello spesso meno gravosa e la percezione dello
sforzo minore, proprio perché la motiva- quelle composte da fibre di tipo I. Un altro della frequenza”, per il fatto che il loro cal-
zione generata dalla fonte esterna, in que- parametro importante, di cui tenere conto colo necessita l’analisi spettrale del segna-
sto caso gli spettatori, può ridurre gli input durante le indagini di tipo elettromiografi- le e che quindi forniscono informazioni
afferenti periferici provenienti dalla co sullo studio della fatica muscolare, è sullo spettro del segnale stesso.
muscolatura (St Clair, Gibson et al. 2001b). costituito dalla pressione intramuscolare Le variabili identificabili nel dominio del
In questo caso, si corre il rischio di un’alte- (PI). Le caratteristiche del muscolo, infatti, tempo forniscono, quindi, informazioni
razione della strategia comportamentale subiscono dei cambiamenti al variare della sull’ampiezza del segnale, mentre quelle
nei confronti della fatica, basata sull’in- condizione ischemica che è a sua volta appartenenti al dominio della frequenza
fluenza degli stimoli esterni. Infatti il livel- correlata all’aumento della PI che si verifi- permettono lo studio della scomposizione
lo del meccanismo di retrocontrollo della ca durante la contrazione muscolare stes- in armoniche del segnale, ossia ci danno
38 fatica stessa, dato dall’interazione tra il sa, soprattutto a causa della diminuzione informazioni riguardanti il contributo in
modello di discussione-cognitiva e quello del flusso sanguigno distrettuale e del termini di ampiezza e di potenza fornito
centrale-teleoanticipatorio, potrebbe ele- conseguente aumento di metaboliti (Mer- da ogni armonica ottenuta attraverso l’a-
varsi eccessivamente e con esso l’intensità letti e coll.1984). Durante una contrazione nalisi di Fourier del segnale stesso.
dell’esercitazione. Il modello di discussio- muscolare di tipo massimale si possono Le variabili identificabili nel dominio del
ne-cognitiva, quindi, potrebbe essere con- infatti raggiungere valori di PI pari a 400- tempo, altrimenti chiamate variabili d’am-
siderato come l’ultimo stadio d’integrazio- 500 mmHg, mentre in contrazioni di entità piezza, normalmente utilizzate nell’ambito
ne decisionale nei confronti della fatica, in molto più modesta, comprese tra il 5 ed il dello studio del segnale mioelettrico rica-
quanto la durata e l’intensità dell’esercizio, 10% della massima contrazione volontaria, vato dall’elettromiografia di superficie
ossia gli aspetti decisionali nei confronti il valore di PI può essere all’incirca pari a sono:
dello stesso, vengono assunti, sia in base 30 mmHg. In queste condizioni, la durata
agli input metabolici muscolari provenienti della contrazione può essere mantenuta - Il Valore Rettificato Medio (Average Rec-
dal modello periferico, sia secondo l’attivi- per lungo tempo, correndo tuttavia il tified Value, ARV): che rappresenta l’area
ta centrale-teleoanticipatoria generata dal rischio di incorrere in una necrosi musco- sottesa dal segnale elettromiografico
livello corrente di attività; questi due lare (Sjøgard, Jensen 1999). Tutta questa nell’intervallo di tempo T divisa per T.
aspetti vengono quindi integrati nel serie di fenomeni, comporta una perturba- - Il Valore Efficace (Root Mean Square),
modello di discussione-cognitiva, nel zione del ciclo eccitazione/contrazione ed che è una grandezza correlata alla
quale la percezione della fatica provenien- una conseguente alterazione del segnale potenza del segnale.
te dal livello di attività in corso, viene elettrico di superficie, nel quale è possibile
comparata a precedenti esperienze di fati- notare delle alterazioni a carico dell’am- Le variabili nel dominio della frequenza
ca (Kay et al. 2001). La fatica, quindi, in piezza, della forma e della velocità di pro- maggiormente utilizzate sono:
questo caso diviene un regolatore attivo e pagazione del potenziale di azione. Tutta
non più una conseguenza passiva del pro- questa serie di fenomeni è nota con il ter- - La frequenza media dello spettro di
cesso di controllo (Kay et al. 2001; Sar- mine di manifestazioni mioelettriche di potenza (MNF), che rappresenta il valore
geant 1994). fatica muscolare localizzata. Questo gene- baricentrale di frequenza dello spettro di
re di sperimentazioni vengono effettuate potenza.
5. Le manifestazioni durante una contrazione di tipo isometri- - La frequenza mediana dello spettro di
mioelettriche di fatica co, che, anche se non può essere ovvia- potenza (MDF), che rappresenta il valore
muscolare mente definita come un pattern di attiva- di frequenza che divide in due parti di
zione perfettamente sovrapponibile al eguale area lo spettro di potenza, per cui
Negli ultimi anni, accanto agli studi di tipo comportamento muscolare che avviene il 50% del segnale sarà costituito da
prettamente metabolico, si sono forte- durante una condizione naturale, offre armoniche inferiori a MDF ed il restante
mente sviluppati dei metodi d’indagine di comunque un modello sperimentale di 50% del segnale sarà costituito da
tipo non invasivo, rivolti allo studio dei osservazione molto standardizzabile e armoniche superiori a MDF.
fenomeni bioelettrici indotti dalla fatica. I senz’altro meno influenzabile da fattori
presupposti teorici, sui quali tali studi si esterni non correlati al fenomeno di fatica Una ulteriore variabile, che riveste una
basano, sono costituiti dal fatto che esi- indagato, come ad esempio l’artefatto grande importanza nello studio del segna-
stono particolari condizioni di lavoro costituito dal movimento del muscolo le elettromiografico, è la velocità di con-
durante le quali la produzione di forza rispetto agli elettrodi di superficie che si duzione delle fibre muscolari (CV). La CV è
richiesta è talmente bassa da poter per- verifica durante un movimento dinamico ricavata grazie all’utilizzo di due elettrodi
mettere la prosecuzione del lavoro, spesso (Rainoldi e coll. 2000). posti sulla superficie cutanea che permet-
per molte ore. Questi particolari tipi di tono di calcolare il rapporto e/t, intenden-
lavoro muscolare vengono denominati low 5.1 Le variabili ed i parametri do con e la distanza tra i due sistemi di
level static exertions. Durante questo tipo del segnale mioelettrico elettrodi e con t il ritardo tra il segnale
di regime di contrazione si ipotizza che le registrato dal secondo elettrodo e quello
protagoniste principali della produzione di Allo scopo di caratterizzare e rendere registrato dal primo. Alcuni studi hanno
forza siano le unità motorie (UM) compo- disponibile allo studio il segnale mioelet- dimostrato come la stima della CV sia cor-
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ste da fibre di tipo ST. Questa teoria, in trico, registrato attraverso l’elettromiogra- relata con la percentuale di fibre di tipo II,
fisiologia, è nota come l’ipotesi di Cene- fia di superficie, ossia tramite l’applicazio- ottenibile attraverso la biopsia muscolare
rentola (Hägg 1991). Questa ipotesi è del ne di elettrodi sopra la superficie cutanea, effettuata nel vasto mediale di sette mar-
resto del tutto conforme alla legge di vengono utilizzate delle grandezze fisiche ciatori e dodici sprinter (Merletti 2000).
reclutamento di Henneman, secondo la che sono classificabili “nel dominio del Appare, quindi, chiaro l’interesse che rive-
quale le prime UM ad essere reclutate e tempo”, dal momento che, per la propria ste questo parametro nell’ambito di una
de-reclutate, in una contrazione che determinazione, richiedono il solo traccia- possibile tecnica non invasiva di determi-
richieda bassi livelli di forza, sarebbero to temporale del segnale e “nel dominio nazione della tipologia delle fibre.
39

Figura 3 – Spettro di potenza del segnale elettromiografico registrato in tre distinti momenti (A, B, e C) di una contrazione muscolare protratta nel
tempo. I vari spettri sono normalizzati rispetto al massimo valore di picco. È interessante notare la diversa scala di ampiezza dei tre spettri (da Mer-
letti 2000, modificato)

5.2 Il cambiamento del segnale fattori che si situano in altrettanto diverse oppure del magnesio. Tuttavia una chiara
mioelettrico in condizioni e numerose tappe della catena fisiologica ed inequivocabile gerarchizzazione dei
di affaticamento muscolare esecutiva della contrazione muscolare. fenomeni che costituiscono questo com-
Per questa ragione, anche se indubbia- plicato, quanto perfetto meccanismo, che
Nel corso di una contrazione muscolare mente la diminuzione della concentrazione impedisce l’autodistruzione cellulare, sem-
isometrica sub-massimale protratta nel di alcuni “composti chiave” della bioener- brerebbe ancora lontana.
tempo, il segnale mioelettrico, a causa del- getica muscolare, come in particolare la Per quello che riguarda la fatica centrale,
l’insorgenza del fenomeno della fatica, PCr ed il glicogeno, rivestono un ruolo invece, se da una parte tutte le sperimen-
presenta una diminuzione della CV ed un chiave nel fenomeno, il ruolo della pertur- tazioni di tipo elettrofisiologico, svolte in
progressivo depauperamento dei contribu- bazione dell’omeostasi cellulare nella sua quest’ambito, tendono unanimemente a
ti di alta frequenza. Lo spettro del segnale totalità, appare tanto determinante quan- disegnare un suo schema di tipo lineare,
si sposta verso sinistra e le armoniche to estremamente complesso. Potremmo, che parte dalla corteccia motrice per arri-
significative presentano valori progressi- comunque, definire il fenomeno della fati- vare alla cellula muscolare, dall’altra l’ap-
vamente inferiori (Merletti 2000). La dimi- ca periferica come un fenomeno “ a casca- proccio di tipo neurofisiologico lascia tra-
nuzione del valore di CV comporta inoltre ta” di tipo essenzialmente protettivo, che sparire un quadro di notevole complessità,
una concomitante diminuzione dei valori la cellula mette in atto per preservare la caratterizzato dall’integrazione di numero-
di MDF e MNF ed un aumento dei valori di sua integrità, rispondendo all’imperativo di si neuromediatori, la cui funzione, se stu-
ARV ed RMS. Quindi lo spostamento verso base di ogni organismo vivente che altro diata isolatamente, non permette di spie-
sinistra dello spettro del segnale e la com- non è che l’autoprogrammazione per la gare esaurentemente e razionalmente il
pressione delle sue variabili riflettono il sopravvivenza. Interrompere il lavoro per fenomeno.
decremento del valore di CV (Lindstrom, non autodistruggersi, questa sembrerebbe In ultimo il modello tridimensionale della
Magnusson 1977). Come dimostrato da essere quindi la motivazione ultima del fatica ci permette di capire quanto i fattori
alcuni lavori sperimentali (Merletti, Roy fenomeno. Nuovi campi d’indagine, aperti- centrali siano fortemente integrati con
1996), lo studio dei cambiamenti dei para- si negli ultimi anni, sembrerebbero essere quelli centrali di ordine cognitivo e deci-
metri mioelettrici di fatica, correlati alla particolarmente promettenti, come quelli sionale, sottolineando una volta di più, la
capacità di mantenere una contrazione rivolti allo studio del ruolo dei radicali grande complessità del problema.
isometrica sub-massimale protratta nel liberi, del monossido di azoto, dell’AMP,
tempo, possono, quindi, fornire importanti
informazioni sulla tipologia delle fibre
muscolari considerate.
In natura un modello multifattoriale, sovrapponibile a quello della fatica, è costitui-
6. Conclusioni to dal terremoto: in un terremoto, l’evento scatenante costituito da moti ondulatori
e sussultori della crosta terrestre, innesca tutta una serie di altri eventi, crollo di
palazzi, scoppio di tubature di acqua e gas, incendi crollo di dighe, ecc., tra loro col-
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Per ciò che riguarda la fatica periferica,


alla luce di questi dati, non possiamo altro legati che portano al collassamento del sistema. In un organismo impegnato in un
che sottolineare ancora una volta, e forte- lavoro muscolare, che porti all’esaurimento organico, avviene all’incirca la stessa
mente, l’eziologia multifattoriale legata al cosa: tutta una serie di eventi, tra loro collegati, come deplezione di ATP, aumento
fenomeno della sua insorgenza. Multifat- dell’acidosi, diminuzione del pH, aumento dei pirofosfati liberi, ecc., porta all’arresto
torialità, quindi, che esclude a priori l’esi- del sistema biologico.
stenza di un unico modello ma che al con-
trario, sottolinea l’esistenza di numerosi
Note inversa; è questo il caso dell’ATPasi mitocon- soglia
. ventilatoria e si situa attorno al 55-70%
driale, che sintetizza ATP sfruttando il gra- del VO2max.
(1) ATPasi - sigla dell’adenosintrifosfatasi, diente protonico esistente ai due lati della (3) Corpo striato: nella neuroanatomia dei
enzima che catalizza l’idrolisi dell’adenosin- membrana mitocondriale interna. Mammiferi descrive lo striato telencefalico. Il
trifosfato (ATP) in adenosindifosfato (ADP) e (2) Soglia ventilatoria: nel corso di un esercizio corpo striato rappresenta prevalentemente
fosfato (Pi). L’idrolisi dell’ATP si accompagna svolto ad intensità crescente, la ventilazione in una stazione intercalata sulle vie corticofugali
sempre ad un altro processo biochimico o un primo momento aumenta in modo propor- extrapiramidali, ma sono descritte anche con-
fisiologico. Le ATPasi delle membrana citopla- zionale rispetto all’intensità di lavoro, sino a nessioni a doppio senso con il talamo dorsale.
smatica e del reticolo sarcoplasmatico, per quando, per una data intensità di lavoro, la
esempio, funzionano da pompe ioniche; la ventilazione si accresce in modo sproporziona- Indirizzo dell’autore: G. N. Bisciotti, Via IV
40 ATPasi miosinica permette la conversione del- to rispetto a quest’ultima. Il livello a partire Novembre 46, 54027 Pontremoli
l’energia chimica in energia muscolare, ecc. dal quale la cinetica respiratoria subisce que-
Alcune ATPasi catalizzano, in vivo, la reazione sto tipo di cambiamento è chiamato prima e-mail: bisciotti@libero.it

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Lente o rapide? l’allenamento prelevato con la biopsia viene sot-
della forza nelle corse toposto anche ad un'altra analisi,
di mezzofondo e fondo

È ormai difficile trovare qualcuno


che, nell'allenamento dei corridori
TRAINER’S per individuare la quantità degli
enzimi ossidativi. Selujanov ricor-
da inoltre che, quando il suo
Laboratorio era diretto da Y. Ver-

42
di fondo e di mezzofondo ed in
generale negli sport di resistenza,
si opponga alla necessità di utiliz-
zare una preparazione di forza
caratterizzata da un determinata
DIGEST choshanskij, furono elaborati
metodi che prevedevano l'uso di
un'apparecchiatura tensiografica
che permettevano di individuare
la velocità di aumento della forza
specificità. Però, per impostare e fu possibile notare come fosse
correttamente questa preparazio- a cura di Olga Iourtchenko, Mario Gulinelli in funzione della percentuale di
ne occorre che venga preso in fibre muscolari lente e rapide.
considerazione che i muscoli sono Successivamente, in Finlandia,
composti di fibre lente e di fibre rapide. ridori di mezzofondo e di fondo sono Komi ed i suoi collaboratori trovarono una
Come allenare la forza sia dell’une che caratterizzati da una percentuale maggiore correlazione tra la composizione muscola-
delle altre? Su questa problematica la rivi- di fibre muscolari lente che, nei mezzofon- re (basata sul criterio della velocità di con-
sta russa Legkaja Atletika nei numeri 3-4, disti è del 50-70%, mentre nei fondisti è trazione) e la ripidità della salita della
5 e 7 del 2001 (Medlennye ili bystrye?, del 70% ed oltre. Esiste poi un secondo curva della forza. Un passo ulteriore, rea-
Legkaja atletika, 3-4, 2001, 30-31; 5, 2001, metodo di classificazione delle fibre lizzato nel Laboratorio di Selujanova, divi-
22-23; 7, 2001, 20-21) ha proposto un muscolari. Se nel primo metodo la valuta- dendo il gradiente della forza sulla forza,
ciclo di interviste - dei cui contenuti ripor- zione ha alla base l’ATP-asi miosinica, il ha permesso di ottenere un parametro,
tiamo solo una parte - con il prof. Viktor secondo si basa sugli enzimi dei processi sulla cui base avviene la selezione dei cor-
Nikolaevic Selujanov, Direttore del Labora- aerobici, sugli enzimi mitocondriali. Per cui ridori di mezzofondo e dei corridori di
torio di ricerca dell'Accademia nazionale le fibre muscolari vengono suddivise in fondo. I fondisti presentano fibre lente sia
russa di educazione fisica (lo stesso labo- fibre ossidative e in fibre glicolitiche. Le nei muscoli anteriori sia nei muscoli
ratorio diretto per vari anni dal prof. Yuri fibre muscolari caratterizzati da una pre- posteriori della coscia, mentre i corridori
Verchoshanskji) che, da molto tempo, si valenza di mitocondri vengono definite specializzati sugli 800 m solo nei muscoli
occupa dello studio delle caratteristiche ossidative. In queste fibre, ricorda Seluja- anteriori della coscia, mentre i muscoli
dei muscoli, delle fibre muscolari, e delle nov, praticamente non si forma acido lat- posteriori sono rapidi, come nei buoni
particolarità dello sviluppo della forza. Il tico. Invece, le fibre glicolitiche sono carat- velocisti. Per cui ottengono buoni risultati
lettore attento non potrà fare a meno di terizzate da una minore quantità di mito- nei 100 m lanciati ed in gara cercano di
notare la particolarità dell’approccio di condri e, quando sono impegnate in un risparmiare queste fibre fino al traguardo.
Selujanov, nelle cui risposte non si trova lavoro producono una elevata quantità di I velocisti presentano muscoli della parte
alcun riferimento ai tradizionali concetti lattato. Maggiore è la quantità di lattato, anteriore della coscia sufficientemente
della teoria dell’allenamento, ma tutti i maggiore sarà l'acidosi e più rapidamente rapidi e molto potenti, ma i muscoli della
problemi e le loro soluzioni vengono si svilupperà un affaticamento locale. parte posteriore sono ancora più rapidi e
affrontati in termini esclusivamente biolo- Quindi, l'obiettivo dell'allenatore, secondo potenti. Nei saltatori, i muscoli più impor-
gici e fisiologici. Selujanov, non consiste nel trasformare le tanti sono quelli della parte anteriore della
La prima domanda posta al prof. Selujanov caratteristiche innate delle fibre, che è coscia che presenta circa il 90% di fibre
é diretta a definire alcuni concetti, il primo praticamente impossibile, ma nel fare in rapide. Nella corsa, però, il ruolo più
dei quali riguarda la composizione dei modo che la quantità di fibre ossidative importante viene svolto dei muscoli della
muscoli. A tale proposito Selujanov ricorda dell'atleta aumenti. Ciò può essere realiz- parte posteriore della coscia. Se si conside-
che i risultati nella corsa di mezzofondo e zato attraverso un allenamento corretta- rano i muscoli della gamba, i velocisti sono
di fondo dipendono dalle capacità aerobi- mente organizzato che permette un caratterizzati sia da un muscolo gastroc-
che o, più correttamente, dal livello di aumento del numero di fibre ossidative nemio che da un muscolo soleo rapido.
soglia anaerobica, dalla potenza della dell'atleta, dovuto all’incremento della Maggiore è la distanza sulla quale si è spe-
corsa e dall'utilizzazione dell'O2 a livello massa dei mitocondri nelle fibre muscolari cializzato l'atleta, maggiore è la percen-
della soglia anaerobica, e che le ricerche glicolitiche, che si trasformano gradual- tuale delle fibre lente in questi muscoli.
hanno dimostrato che questi parametri mente in aerobiche, cominciando a consu- Selujanov mostra, poi, come attraverso la
sono direttamente correlati con la compo- mare una maggiore quantità di O2 e, quin- composizione muscolare possa essere
sizione dei muscoli. Infatti, maggiore è il di, cessando di produrre lattato, in quanto spiegato il modello di lavoro dei muscoli in
numero delle fibre muscolare ossidative i i prodotti intermedi come, ad esempio, il una gara di corsa, ad esempio negli 800 m.
nell'atleta più elevata è la soglia anaerobi- piruvato, non si trasformano in lattato, ma Dopo la partenza, l'atleta acquisisce la
ca. A tale proposito Selujanov ricorda che giungono ai mitocondri, dove vengono velocità "di crociera" necessaria per la
esistono, principalmente, due tipi di classi- ossidati fino alla demolizione in H20 e in corsa e per farlo occorrono circa 15 secon-
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ficazione delle fibre muscolari: la prima CO2. Selujanov ricorda che il metodo stan- di, nei quali nei muscoli impegnati nel
che si basa sul criterio della velocità di dard attualmente in uso per definire la lavoro vengono reclutate praticamente
contrazione muscolare, per cui tutte le composizione muscolare è la biopsia del tutte le fibre che consumano l'ATP ed il
fibre muscolari vengono suddivise in rapi- tessuto muscolare (di solito dei muscoli creatinfosfato disponibile. Dal momento in
de e lente, definisce quale è la composizio- della coscia, del loro lato esterno) che per- cui l'atleta acquisisce la velocità necessa-
ne muscolare determinata geneticamente mette di definire, attraverso metodi bio- ria, l'attività dei muscoli comincia a dimi-
ed in base ad essa si può stabilire la futura chimici, la composizione percentuale delle nuire fino al livello necessario per mante-
specializzazione dell'atleta. Di solito, i cor- fibre muscolari. Il campione di muscolo nere la velocità raggiunta. Quindi, le fibre
che hanno svolto la loro funzione (di soli- parazione della forza per i corridori di della forza, secondo Selujanov, non offre
to, fibre rapide o glicolitiche) smettono di fondo e mezzofondo, Selujanov ricorda lo stimolo fondamentale per lo sviluppo
lavorare e cominciano a recuperare, cioè a che nel lavoro classico di forza con sovrac- della forza delle fibre lente. Nella risposta
ripristinare l'ATP, e il corridore si muove carichi massimali vengono reclutate sia le alla domanda di come sia possibile svilup-
per 30-40 secondi grazie a quei muscoli fibre lente sia quelle rapide, però, secondo pare la forza in queste fibre, Selujanov
che assicurano la velocità necessaria. Però, lui, si allenano solo quelle rapide. Infatti, ricorda che nel suo Laboratorio sono stati
anche in questi muscoli le riserve di ATP visto che si tratta di un regime dinamico di messi a punto esercizi, definiti statodina-
cominciano a diminuire, mentre i processi lavoro (con rilassamento muscolare) il mici, diretti a questo obiettivo, che non
aerobici non sono in grado di assicurare la sangue passa attraverso le fibre muscolari prevedono un rilassamento muscolare. E
potenza necessaria, così il corridore ossidative, che captano gli ioni idrogeno. fa l'esempio dell’esercizio di squat con un
comincia a reclutare un numero sempre Però, senza di essi la forza non può bilanciere di peso scarso o con la sbarra 43
maggiore di nuove unità motorie. Se verso aumentare, per cui occorre aumentare leg- del bilanciere, che viene eseguito lenta-
i 600 m ha a disposizione ancora fibre germente la concentrazione di lattato nel mente, senza estendere completamente gli
rapide, potrà aumentare legge- arti inferiori, cioè senza dare la
ramente la velocità, se le riserve possibilità ai muscoli della
muscolari si sono già esaurite coscia di rilassarsi neanche per
potrà solo mantenere la velocità un istante. Per cui, con l’esecu-
che comunque, successivamen- zione di questi esercizi da 30-
te, comincia a diminuire, perché 40 fino a 60 s, si sviluppa affa-
vengono reclutate non solo le ticamento muscolare e l'atleta
fibre ossidative, ma anche le avverte dolore. Secondo Seluja-
fibre glicolitiche più rapide che nov, in questo esercizio non
producono lattato e ioni idroge- vengono reclutate le fibre rapi-
no. Ciò influisce sulla contrazio- de. Infatti, i risultati dell'elettro-
ne muscolare e, quindi, anche miogramma mostrano che, in
se il corridore si impegna al questo regime di lavoro, l'atti-
massimo per effettuare un rush vità muscolare è pari al 50%;
finale potente, non potrà fare con lo sviluppo dell'affatica-
molto, la velocità continua a mento, verso la fine dell'eserci-
diminuire. Per questa ragione, il tazione, l'attività muscolare
corridore ideale deve essere aumenta, ma non raggiunge il
forte e non deve possedere fibre suo valore massimale e ciò,
glicolitiche. Più elevata è la secondo Selujanov, è un indice
soglia anaerobica, più il corrido- che non vengono reclutate le
re è vicino al valore massimo fibre muscolari rapide. All’inter-
del VO2, migliore sarà il risulta- vistatore che gli obietta come
to. Un esempio di un corridore precedentemente avesse affer-
di questo tipo era rappresenta- mato che le fibre lente pratica-
to, secondo Selujanov, dal neo- mente non producano acido
zelandese Peter Snell, che nel lattico, per cui è naturale chie-
suo allenamento utilizzava dersi quale sia l’origine dell’aci-
molto la corsa su terreno ondu- dosi, che pure si produce in
lato, ottenendo lo scopo di questo regime di lavoro, Seluja-
aumentare la quantità di mito- nov fa osservare che, quando il
condri nelle fibre glicolitiche e Foto Digitalvision muscolo rimane contratto, le
di assicurare un elevato livello fibre muscolari premono sui
di capacità aerobiche che per- capillari, per cui diminuisce, se
mette di non aumentare eccessivamente la muscolo, altrimenti non si aumenta la sua non addirittura si arresta, l’afflusso di san-
concentrazione di lattato fino al traguar- forza. Rispondendo ad una domanda spe- gue. Dopo alcuni secondi si sviluppa ipos-
do. Perciò, pur non essendo caratterizzato cifica dell’intervistatore che trova strano sia, per cui, in tutte le cellule, comprese
da un livello elevato di capacità di velocità, che nel lavoro classico di forza, le fibre quelle delle fibre muscolari ossidative, ini-
Snell riusciva a correre molto velocemente lente lavorino, però, su di esse non vi sia zia la glicolisi anaerobica e si produce lat-
negli ultimi tratti della distanza di gara. alcun effetto di allenamento Selujanov tato. Secondo Selujanov, rispondendo ad
Quindi, secondo Selujanov, si può afferma- ricorda che se le leggi fisiologiche richie- una domanda specifica in merito, il regime
re che, dal punto di vista dello sviluppo dono il reclutamento di tutte le fibre statodinamico produce ipertrofia delle
muscolare, la strategia della preparazione muscolari, però, vi sono altre leggi biologi- fibre lente, ma ricorda che occorre consi-
dei corridori di mezzofondo, consiste nel- che, legate alla sintesi delle miofibrille, che derare che le fibre lente possono occupare
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXI n. 54

l'aumento della forza delle fibre muscolare richiedono la presenza degli ormoni, della solo un terzo dello spazio del muscolo e
lente e nella trasformazione delle fibre gli- creatina. Gli ioni idrogeno facilitano l'ac- che la loro sezione è minore del 30-40%
colitiche in fibre ossidative, che non signi- cesso degli ormoni al DNA, ma quando l'O2 rispetto alla sezione delle fibre rapide. Per
fica una cambiamento della composizione e i mitocondri sono presenti in eccesso, gli cui inizialmente l'ipertrofia è quasi invisi-
muscolare innata, ma rappresenta un ten- ioni idrogeno sono assenti. Gli ioni idroge- bile, perché avviene grazie all'aumento
tativo di aumentare la massa dei mitocon- no si formano nelle fibre rapide, ma quan- della densità delle miofibrille dovuta alla
dri e la sezione trasversale delle fibre do passano nelle fibre lente scompaiono. formazione di nuove miofibrille e, solo
muscolari lente. Venendo ai metodi di pre- Perciò, il regime dinamico di allenamento successivamente, avviene grazie all'au-
mento della loro sezione, quando intorno ricorda anche che i Campioni olimpici e eretta, il disco di un bilanciere con la
alle nuove miofibrille si formano i mito- primatisti del mondo, Sebastian Coe e Said schiena addossata ad una parete, nel quale
condri. Però, i mitocondri occupano solo il Auita, almeno due volte alla settimana si è importante non abbassare completa-
10% del volume totale del muscolo, per allenavano in palestra con le macchine e mente l'arto. È consigliabile eseguire que-
cui l’ipertrofia si produce soprattutto gra- come, stando a quanto riferito dall'allena- sto esercizio con un ampiezza di movi-
zie all'aumento delle miofibrille. Nei corri- tore di Coe (suo padre), si può dedurre che mento quanto più vicina alla verticale. Per
dori la superficie della sezione trasversale utilizzasse un metodo di lavoro simile a lo sviluppo del quadricipite femorale ven-
delle fibre rapide è pari a 5000-6000 mm2, quello da lui proposto. Per quanto riguar- gono usati gli squat, però, l'ampiezza del
mentre quella delle fibre lente è di 4000 da gli esercizi, per Selujanov, il più impor- movimento dell’esercizio, calcolata dall'o-
mm 2 . Quindi, occorre che la superficie tante esercizio per i corridori di mezzondo rizzontale verso l'alto, non deve superare i
44 della sezione trasversale delle fibre lente e fondo è diretto allo sviluppo dei muscoli 15°, perché altrimenti il muscolo si rilassa
superi quella delle fibre rapide. Occorre posteriori della coscia: da seduti passare eccessivamente. Per quanto concerne l’an-
aumentarla fino a 10000 mcm2 ed oltre. all'appoggio sugli arti superiori dietro, sol- golo dell’articolazione del ginocchio (140-
Ne deriva che, oltre ad un aumento della levando il bacino. Quando gli arti inferiori 160° o 90-110°), Selujanov ricorda che,
forza, dal punto di vista fisiologico, avvie- sono estesi, l'accento viene posto sullo svi- teoreticamente, in questo esercizio anche
ne un aumento enorme del consumo d'os- luppo dei muscoli della parte posteriore un bilanciere di peso scarso può essere
sigeno. La caratteristica principale dell'i- della coscia, quando gli arti inferiori sono considerato un attrezzo pericoloso e, quin-
pertrofia è l'aumento della forza massima piegati, cioè i talloni si avvicinano al baci- di, un bilanciere di peso elevato è molto
isometrica, dovuta all'aumento della forza no, l'accento viene posto sullo sviluppo dei dannoso. Negli esercizi statodinamici viene
delle fibre muscolari lente, mentre la forza muscoli glutei. Per rendere più difficile utilizzato un angolo nel quale le cosce
delle fibre muscolari rapide non cambia. questo esercizio si può eseguirlo in appog- sono orizzontali e il momento di rotazione
Però, secondo Selujanov, il risultato più gio su un solo arto (con l'altro sollevato in dell'articolazione del ginocchio è massima-
utile per i corridori è rappresentato dal- alto), o utilizzare un sovraccarico poggiato le. Per cui, in questo esercizio non è neces-
l'aumento del consumo d'ossigeno. sull'addome (ad esempio, un disco del sario un sovraccarico elevato e, per la
Selujanov afferma che questo tipo di lavo- bilanciere). Se l'atleta dispone di muscoli maggiore parte dei corridori, è sufficiente
ro non migliora soltanto i risultati nei salti molto forti, può eseguire l’esercizio nel la sbarra di un bilanciere. Ma, come già
da fermo, utilizzati per il controllo dello quale, dal decubito prono con i piedi fissati detto, i corridori di mezzofondo e di fondo
sviluppo della forza, ma anche i risultati alla spalliera, si passa alla posizione in non debbono eccedere in questi esercizi di
nella corsa su brevi distanze. Infatti, in una ginocchio, utilizzando i muscoli posteriori squat, ma debbono utilizzarli solo per la
ricerca specifica, è stato scoperto che il 50 della coscia. Coe utilizzava questo esercizio tonificazione muscolare. Anche per quanto
% della potenza della corsa di velocità è come test ed un livello elevato di forza dei riguarda il muscolo tibiale anteriore della
dovuto alle fibre lente, che, quindi, rappre- muscoli posteriori della coscia era alla gamba, secondo Selujanov, i corridori pos-
sentano una grande riserva per i velocisti, base dei suoi risultati nella corsa su 400 m sono dedicare scarsa attenzione a questo
che, di solito, si preoccupano solo di svi- (< 46 s). Secondo Selujanov, infatti, in un muscolo, che invece deve essere potenzia-
luppare le fibre rapide. Comunque, ciò non corridore la principale forza propulsiva to dai marciatori. Sul numero di ripetizioni
toglie che il risultato della prestazione (sull'appoggio) viene prodotta dai muscoli consigliato per tutti questi esercizi, Seluja-
nelle gare di velocità dipenda soprattutto glutei e dai muscoli posteriori della coscia. nov risponde che la prima condizione è
dalla quantità di fibre rapide. Alla doman- Non meno importanti sono i muscoli che l’atleta avverta un dolore muscolare e
da se gli esercizi statodinamici diretti allo gastrocnemio e soleo. Infatti, per potere che la seconda condizione importante (che
sviluppo dell'ipertrofia delle fibre lente restare in appoggio sulle punte dei piedi, deve coincidere con la prima) è il momen-
abbiano effetto negativo sulla forza delle senza abbassare il tallone per tutta la to in cui si avverte questo dolore (dopo da
fibre rapide, la risposta di Selujanov è distanza di corsa, un corridore deve posse- 30 a 40 s dall'inizio dell'esercizio). Per i
assolutamente negativa: secondo lui, l’al- dere molta forza in questi muscoli. Per il muscoli gastrocnemi questo tempo può
lenamento separato dei diversi tipi di fibre loro sviluppo Selujanov propone un eserci- essere aumentato fino a un minuto. Se,
muscolari non solo non ne impedisce lo zio semplice: i sollevamenti sulle punte dei dopo un minuto, l'atleta non avverte dolo-
sviluppo, ma lo favorisce. Entrando poi nei piedi, consigliando l’utilizzazione di re, occorre aumentare il carico. Il metodo
dettagli del metodo basato sul regime sta- sovraccarichi di peso scarso e di eseguirli proposto è quello delle superserie. Una
todinamico, messo a punto nel suo Labo- prima con un arto e, successivamente, con serie comprende 30-40 s di lavoro seguita
ratorio, Selujanov ricorda che se nei loro l’altro. La metodica è sempre la stessa: da 30-40 s di recupero. Questa serie viene
esperimenti sono stati utilizzati esercizi verso il 40°-60° s, l'atleta deve avvertire eseguita tre volte ininterrottamente. Ciò
tradizionali, si possono utilizzare anche dolore. La frequenza è moderata: un ciclo costituisce una superserie. Vengono ese-
altri esercizi. Il fattore essenziale è evitare di movimenti viene eseguito per 2-4 guite 3-4 superserie con una pausa di
ogni fase di rilassamento muscolare, cioè minuti (20-30 sollevamenti al minuto). L'a- recupero di 10 min tra l'una e l'altra (i cal-
eseguire gli esercizi con un'ampiezza limi- tleta deve sollevarsi e, soprattutto, abbas- ciatori ne eseguono 6). Quindi, in totale
tata di movimento, con un ritmo d’esecu- sarsi lentamente. Per quanto riguarda il vengono eseguite fino a diciotto serie. Ciò
zione lento e fino ad un affaticamento muscolo quadricipite femorale secondo rappresenta un buon lavoro (carico) di svi-
molto profondo ("ad esaurimento") per cui Selujanov “gonfiarlo” serve solo ai veloci- luppo per le fibre muscolari ossidative.
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i muscoli cominciano "a bruciare", riem- sti. Secondo lui, questo muscolo non svol- Questi esercizi possono essere eseguiti
pendosi di sangue. Questo principio - che ge un ruolo propulsivo, ma una funzione anche con il metodo a circuito, ma quando
sarebbe simile al principio del “pompag- di "mantenimento". Invece, sono più nell'allenamento a circuito vengono inclusi
gio” che viene utilizzato nel body building importanti i muscoli flessori dell'articola- esercizi per tutti i muscoli di citati prece-
- secondo il metodo di ricerca utilizzato zione coxo-femorale. Per il loro sviluppo dentemente, ciò può rappresentare un
nel Laboratorio di Selujanov, è stato prima viene consigliato un esercizio noto agli impegno elevato per il sistema endocrino
elaborato teoricamente e, successivamen- atleti dell'atletica leggera, che consiste nel e, quindi, sarà necessario un periodo lungo
te, verificato sperimentalmente. Selujanov sollevare con il ginocchio, nella stazione di recupero.
Gilles Cometti, Centre d’expertise de la performance, UFR STAPS, Università della Borgogna, Digione

45

La preparazione
fisica negli sport di squadra
L’utilizzazione d’alcuni esercizi della pesistica
per la preparazione fisica negli sport di squadra:
l’esempio della pallavolo e della pallacanestro

Dopo avere mostrato alcuni esempi


d’esercizi tipici dell’allenamento
della pesistica che possono essere
utilizzati per la preparazione fisica
negli sport di squadra (in questo caso
nella pallacanestro e nella pallavolo)
sono presentate concatenazioni
di esercizi di carattere generale
e di carattere specifico (nelle quali
esercizi della pesistica vengono
abbinati con movimenti specifici
della pallacanestro e della pallavolo).
Tali concatenazioni possono
essere introdotte progressivamente
nell’allenamento dei giocatori dopo
che essi ne hanno appresa la tecnica
corretta. Tali concatenazioni
oltre ad avere un effetto allenante
elevato, introducono varietà,
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXI n. 54

interesse e motivazione nelle sedute


d’allenamento.

Foto Vision
Introduzione
Gli esercizi fondamentali della pallacanestro e della pallavolo sono
stati già affrontati in altre nostre pubblicazioni. In ogni modo, gli
esercizi fondamentali per il potenziamento muscolare per noi
restano sempre:
- per gli arti superiori: la tirata e la girata al petto, lo slancio-die-
tro, l’estensione alla panca orizzontale, i pull-over;
- per gli arti inferiori: l’esercizio di piegamento sugli arti inferiori
(squat) e le estensioni delle caviglie).
46
Gli esercizi che presenteremo, qui di seguito, vanno eseguiti solo
quando si ha una loro piena padronanza, per introdurre varietà ed
una componente di coordinazione tra arti inferiori e superiori negli Figura 4 – Figura 5 –
esercizi d’allenamento.

Le precauzioni Inoltre, la simmetria della posizione permette di correggere even-


tuali squilibri.
Come con tutti gli esercizi che sono eseguiti con i sovraccarichi,
occorre che vengano osservate alcune regole: Classificazione degli esercizi
- è indispensabile utilizzare la cintura usata dai pesisti (figura 1);
- alla fine dell’esercizio il bilanciere non va mai posato a terra, ma Gli esercizi proposti vengono utilizzati quando i giocatori comin-
su dei supporti rialzati o sugli appositi sostegni per bilancieri ciano a controllare gli esercizi di muscolazione con movimenti
(figura 2), per evitare sollecitazioni pericolose per il dorso e, semplici (piegamenti sulle gambe ed estensione alla panca piana).
anche, per facilitare il sollevamento del sovraccarico (figura 3); Gli esercizi che abbiamo scelto, partendo da quelli più semplici
- la maggior parte degli esercizi che esporremo sono eseguiti nella fino a quelli più difficili da controllare dal punto di vista tecnico,
stazione eretta e non con il bilanciere a terra. sono (figura 6):

Figura 1 – Figura 3 – 1 2

3 4

5
Figura 2 –

La divaricata sagittale e l’accosciata


Alcuni degli esercizi che presenteremo lo slancio-dietro, gli slanci
avanti in successione, lo strappo possono essere eseguiti con arri-
vo in divaricata (o piegata) sagittale od in accosciata (o piegamen- 6 7
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXI n. 54

to) (le due posizioni sono mostrate nelle figure 4 e 5). La prima,
anche se è una tecnica che è stata abbandonata dai pesisti, conti-
nua ad essere interessante per le altre discipline sportive. In parti- Figura 6 – I movimenti con il bilanciere (braccia-gambe) proposti per
colare, obbliga ad una sospensione maggiore durante il movimen- l’allenamento dei giocatori di pallavolo e di pallacanestro. 1. 1/2 squat a
to, imponendo un ritmo migliore ed una maggiore esplosività all’e- braccia tese; 2 . lo slancio dietro; 3. il Varju; 4. il Piatkowski; 5. lo
secuzione. L’arto che si trova davanti viene alternato. L’esecuzione step alla panca con slancio dietro; 6. lo strappo; 7. gli slanci avanti in
successione. Gli esercizi diventano più difficili in progressione da 1 a 6.
in accosciata (in piegamento) permette che si trovino posizioni con
angolazioni degli arti inferiori simili a quelle degli sport di squadra.
Validità dell’esercizio

Questo esercizio obbliga ad una buona coordinazione tra gli arti


inferiori e gli arti superiori. Inoltre questo genere di movimento
può essere abbinato con esercizi multiformi o specifici (figura 9).

Una variante dello slancio dietro: lo slancio dietro


in piegamento (squat completo)

Il giocatore si serve degli arti inferiori per sollevare il bilanciere, poi


piega le gambe, e senza usare gli arti superiori per eseguire lo 47
slancio si “piazza” sotto il bilanciere (figura 10). Si tratta di un
esercizio particolarmente interessante per la pallavolo, come
Figura 7 – Il 1/2 squat a braccia tese mostra la sequenza della figura 11.

1. il 1/2 squat a braccia tese (figura 7)


2. lo slancio-dietro
3. il Varju;
4. il Piatkowski;
5. lo step alla panca con slancio-dietro
6. lo strappo;
7. gli slanci avanti in successione

Lo slancio-dietro

Lo slancio-dietro rappresenta uno dei movimenti più interessanti e


deriva da uno degli esercizi base della pesistica: lo slancio. Di que-
sto movimento si prende solo la seconda parte, lo “slancio”, o spin-
ta in alto del bilanciere in senso stretto, cioè il sollevamento del
bilanciere sopra il capo. Ma, diversamente dallo slancio della pesi- Figura 10 – Variante dello slancio dietro: lo slancio dietro in piegamen-
stica, dove il bilanciere viene appoggiato al petto, qui viene appog- to (squat completo): l’atleta passa rapidamente sotto il bilanciere
giato dietro la nuca per facilitare l’esecuzione tecnica (figura 8).

a b c
Figura 8 – Lo slancio-dietro: il giocatore parte con il bilanciere sulle
spalle, esegue un leggero piegamento degli arti inferiori e in successio- Figura 11 – Concatenazione di slanci dietro con squat (a),
ne temporale stretta spinge rapidamente il bilanciere in alto, estenden- salto di ostacoli (b) e schiacciate (c)
do le braccia

Si tratta di un esercizio tecnicamente più difficile, perché la sua


posizione finale è rappresentata da un notevole piegamento sugli
arti inferiori ed impone un’esecuzione molto rapida e quindi una
grande esplosività.

Il Varju
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Quest’esercizio fu così chiamato da Colnard, un vecchio allenatore


di lanciatori di peso (e lui stesso più volte primatista di Francia di
a
questa specialità) che lo aveva visto eseguire spesso dal lanciatore
b c d
di peso ungherese Vilmos Varju. L’esercizio consiste nell’eseguire
Figura 9 – Concatenazione basata sullo slancio-dietro. (a) – slancio dei saltelli pari uniti e pari divaricati sul piano frontale con il bilan-
dietro; (b( – tre tiri; (c) – tre slanci dietro; (d) – tre tiri ciere, con estensione e flessione delle braccia ad ogni saltello
(figura 12). Si tratta di un esercizio molto più duro dei semplici
Combinazione di saltelli con slancio-dietro

L’atleta spinge in alto il bilanciere ogni tre-quattro saltelli (figura


14) (e non ad ogni saltello, come nel Varju). Questa variante sem-
plifica l’esecuzione del movimento.

Il Piatkowski

Anche questo è un nome inventato da Colnard, questa volta per


un esercizio che veniva abitualmente utilizzato da un lanciatore di
48 peso polacco. Si tratta di un piegamento sugli arti inferiori che
Figura 12 – Il Varju: saltelli pari uniti e pari divaricati sul piano fronta- viene combinato con una distensione degli arti superiori. Per riu-
le con estensione delle braccia scire a controllare l’esecuzione di questo esercizio occorre posse-
dere un buon equilibrio di tutto il corpo. Inoltre, è evidente che il
carico è ridotto rispetto allo squat (figura 15).
saltelli eseguiti con il bilanciere appoggiato sulle spalle, molto effi-
cace per dare esplosività ai giocatori durante il periodo di gara.

Apprendimento

Si tratta di un esercizio molto impegnativo cioè difficile dal punto


di vista coordinativo. Per questa ragione vengono proposti alcuni
esercizi “propedeutici” d’apprendimento: i saltelli ed i saltelli con
slancio.

Figura 16 – Step alla panca


Figura 15 – Il Piatkowski,
con slancio-dietro con arrivo
squat con slancio-dietro
a pié pari (a) e su una gamba (b)

Step alla panca con slancio-dietro

Si tratta di un ottimo esercizio di coordinazione arti superiori-arti


inferiori, che permette di lavorare sulla spinta con un piede, con
un carico relativamente scarso. Può essere eseguito in due modi:
- con arrivo a pié pari sulla panca (figura 16a);
- con salita sulla gamba libera ed arrivo su una gamba (16b).
Figura 13 – I saltelli pari uniti e pari divaricati (sul piano frontale)
con bilanciere Lo strappo

Lo strappo rappresenta uno dei due movimenti di gara della pesi-


I saltelli: stica. Si tratta di un esercizio molto interessante, in quanto impo-
per acquisire una buona padronanza del bilanciere l’atleta effettua ne un ritmo d’esecuzione molto rapido, è l’esercizio esplosivo per
dei saltelli pari uniti e pari divaricati (figura 13) o dei saltelli alter- eccellenza. Può essere eseguito in due modi: con arrivo in affondo
nati sul piano sagittale. Il piegamento delle ginocchia è ridotto ed (piegata avanti) od in accosciata (di solito il piegamento è comple-
il ritmo elevato. to) (figura 17) e si consiglia che queste due versioni vengano alter-
nate. Come per lo slancio consigliamo di partire dalla stazione
eretta (e non con il bilanciere a terra). L’esercizio può essere ese-
guito con una presa larga (che è quella che viene utilizzata nor-
malmente) o con le mani più ravvicinate, in modo tale da aumen-
tare la difficoltà. Tenendo conto della difficoltà tecnica che esige
questo movimento, lo poniamo alla fine della progressione.
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Gli slanci avanti in successione

Lo slancio è il secondo movimento della pesistica e, normalmente,


viene eseguito in due tempi: girata al petto e poi spinta in alto del
bilanciere (slancio vero e proprio). Qui vengono combinati, di
seguito, girata al petto (la sbarra viene appoggiata al petto) e slan-
Figura 14 – Saltelli con uno slancio dietro ogni 3-4 saltelli cio. In questo modo il movimento è più dinamico ed anche più
tecnico. Perciò deve essere applicato con giocatori esperti.
49

Figura 18 – Lo slancio
Figura 17 – Lo strappo con accosciata Figura 20 – Tre Piatkovskij più quattro panche
avanti in successione

Nella figura 18 è rappresentata lo slancio avanti in successione


(partenza nella stazione eretta, poi girata al petto e slancio)

Attenzione:
questo esercizio viene eseguito con partenza nella stazione eretta
e non con il bilanciere a terra, per evitare i problemi di posizione
del dorso quando si solleva il bilanciere.

Le concatenazioni di esercizi
per la pallacanestro e la pallavolo
Si possono distinguere più tipi di concatenazioni di esercizi:
- concatenazioni di tipo multiforme, valide sia per la pallacanestro
sia per la pallavolo;
- concatenazioni di tipo specifico, nelle quali sono integrati movi- 3 squat avanti Balzi a 90°
menti tecnici specifici della pallacanestro e della pallavolo.
Il loro obiettivo è quello di abbinare situazioni vicine a quelle che
sono richieste dagli esercizi di gara di questi sport ed esercizi tipici
della pesistica, allo scopo di provocare un transfer delle nuove sol-
lecitazioni muscolari.

Concatenazioni di tipo multiforme


(pallacanestro e pallavolo)
Poiché il movimento della pesistica è lontano dai gesti tipici degli
sport di squadra, viene aggiunto un movimento che è più vicino ad
essi come quello dei vari tipi di balzi.
In questo modo si possono combinare in successione due (figura
19: Varju-cerchi; figura 20: Piatkowski-panche), tre o quattro ele-
menti (figura 21). Il numero delle ripetizioni è scarso (da 3 a 6 per 4 salti reattivi
3 squat avanti
il movimento di potenziamento, da 4 ad 8 per gli altri esercizi).
Per le combinazioni a quattro elementi:
la varietà è maggiore, ma alle fine della combinazione degli eserci- Figura 21 – Successione a quattro elementi con squat con bilanciere
zi troviamo una situazione di affaticamento che è meno favorevole davanti al petto e controllo della qualità dei salti. Vengono alternati
allo sviluppo della forza esplosiva. Nella figura 21 viene mostrata balzi verticali con piegamento degli arti inferiori a 90° e salti reattivi
(con modesto piegamento del ginocchio)

una combinazione di esercizi nella quale una variante dello squat


si alterna con serie di salti, misurati con il tappetino di Bosco od
“optojump”, per motivare il giocatore a lavorare alla massima
intensità.
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Concatenazione squat avanti

Una variante interessante dello squat è quella in cui l’esercizio


viene eseguito con il bilanciere sul petto (squat avanti). In questo
modo il tronco è più verticale, ma il controllo del bilanciere è più
Figura 19 – Varju e 8 balzi verticali tra i cerchi difficile. L’atleta può anche estendere le braccia, per mostrare che
il bilanciere deve essere appoggiato sulle spalle.
50 2 Piatkowski 4 panca 3 step 4 panca
con balzo con slancio in piedi

Figura 22 – Successione a quattro elementi: Piatokowski; da seduto Figura 24 – Il lavoro sulle panche parallele. Nella posizione iniziale le
sulla panca balzo sulla panca e tiro, step alla panca e slancio-dietro; gambe sono piegate in modo accentuato. La stacco da terra avviene
partenza nella stazione eretta tiro con balzo dalla panca rimbalzando a gambe ritte, senza piegamento al ginocchio

La figura 22 mostra un secondo esempio di combinazione di quat-


tro elementi: Piatokowski, con partenza da seduto sulla panca,
balzo sulla panca e tiro, step alla panca e slancio dietro, partenza
nella stazione eretta, tiro con balzo dalla panca.

4 Varju 4 panche 4 Varju 4 panche


parallele parallele

Figura 25 – Concatenazione Varju -panche parallele

Concatenazione strappo balzi laterali

3 slanci dietro 4 balzi laterali Il giocatore esegue tre esercizi di strappo, lascia cadere il bilanciere
davanti al petto, esegue una capovolta all’indietro e sei salti late-
rali (figura 26).

3 strappi Caduta della sbarra


3 slanci dietro 4 balzi laterali

Figura 23 – Concatenazione slancio-dietro e balzi laterali

Concatenazione slancio-dietro
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Il giocatore combina tre slanci-dietro con dei balzi laterali su un


tappetto e ricomincia (figura 23).

Concatenazione Varju
Capovolta indietro 6 balzi laterali
I Varju vengono combinati con salti a gambe divaricate su due
panche parallele (figura 24). Nella figura 25 viene mostrato l’eser- Figura 26 – Concatenazione strappo balzi laterali
cizio sulle panche.
51
3 slanci avanti 10 salti 3 slanci avanti 10 salti 2 step su una 2 terzi 2 step su una 2 terzi
in successione alla corda in successione alla corda gamba tempi gamba tempi
alternati

Figura 27 – Concatenazione slanci avanti in successione e salti alla Figura 30 – Due step su una gamba e slancio – due terzi tempi – due-
corda step sull’altra gamba e slancio – due terzi tempi

Concatenazione slanci avanti consecutivi-salto della corda

Abbiamo scelto di illustrare una combinazione con slanci avanti in


successione e salti alla corda a pié pari e alternati (figura 27).

Combinazioni specifiche per la pallacanestro


Nel tentativo di avvicinarsi alle sue tecniche specifiche, le pallaca-
nestro permette di introdurre esercizi tecnici (tiri, terzi tempi) nel
lavoro di potenziamento. Come esempio, nelle figure 28 e 29 pro-
poniamo:
1
/2-squat - tiri (figura 28); Piatkowski - tiri (figura 29).
Poi si propongono anche concatenazioni fino a quattro elementi:
nei due esempi proposti (figure 30 e 31) si raddoppiano le stesse
due situazioni.

Figura 31 – Quattro Varju – due terzi tempi – quattro Varju – due terzi
tempi

Nella figura 31 viene mostrata una alternanza tra Varju e terzo


tempo

Figura 28 – Tre 1/2 squat - quattro terzi tempi La soluzione ideale è quella di combinare multiforme e specifico,
cioè balzi e tiri dopo l’esercizio con il bilanciere (figura 32) e balzi
nei cerchi con terzi tempi dopo le salite su panca con spinta dietro
(figura 33). SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXI n. 54

Figura 29 – Due Piatkowski – quattro tiri Figura 32 – Tre Piatkowski, sei ostacoli e tre tiri
Concatenazioni specifiche per la pallavolo
Anche la pallavolo presenta situazioni che possono essere avvici-
nate ai movimenti con il bilanciere.

Concatenazione squat a braccia tese

Si possono concatenare squat eseguiti mantenendo le braccia tese


con balzi su ostacoli e poi delle schiacciate (figura 34).
Nella figura 35 vengono mostrati dei saltelli con spostamento di
52 lato con bilanciere sopra il capo seguiti da schiacciate eseguite con
partenza da seduti sulla panca.

Concatenazione Piatkowski

Il Piatkowski è un esercizio molto interessante per la pallavolo e


Figura 33 – Tre step su panca e slancio, sei cerchi e tre terzi tempi può essere abbinato ai balzi su panche parallele e la schiacciata
(figura 36).

Foto Costantini
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXI n. 54

Figura 34 – Concatenazione tre squat a braccia tese, sei ostacoli e tre Figura 35 – Quattro balzi laterali con il bilanciere sopra il capo e
schiacciate schiacciate da seduti
53

3 Piatkowski 4 panche parallele 3 schiacciate

Figura 36 – Successione a tre elementi che viene conclusa con un


gesto specifico della pallavolo 4 step con slancio 3 muri con optojump

Tuta zavorrata 3 Piatkowski 3 schiacciate


(“sportissimo”)
4 step con slancio 3 schiacciate con optojump
Figura 37 – Concatenazione con tuta zavorrata di 4 kg
Figura 38 – Step con arrivo a piedi pari, slancio e salti verticali (con
misura dell’elevazione: test di Bosco mediante “optojump”)
Piatkowski ed esercizi con tuta zavorrata (4 kg):
attualmente si sta riscoprendo l’utilizzazione delle tute zavorrate,
che attualmente sono aderenti e adattabili al corpo dell’atleta e
meno pesanti di quelle di un tempo. Il modello che viene presenta-
to qui (del tipo “sportissimo”) permette di conservare le qualità
tecniche della schiacciata. Nella figura 37 viene mostrata una suc-
cessione nella quale il Piatkowski viene combinato con schiacciate
eseguite con la tuta zavorrata.

Concatenazione con step alla panca, arrivo a piedi pari


e slancio-dietro

Il primo esempio proposto (figura 38) prevede l’esercizio di step


alla panca con slancio-dietro combinato con dei salti verticali con- 4 step con slancio 2 stacchi 4 step con slancio 2 stacchi
frontando l’elevazione nell’azione di muro e di schiacciata.
Il secondo esempio (figura 39) propone il confronto tra l’esercizio Figura 39 – Step e slancio-dietro alla panca e stacchi alternati a un
di slancio dalla panca e lo stacco a un arto (tipo terzo tempo della piede (tipo terzo tempo della pallacanestro)
pallacanestro)

Conclusione Articolo originale


SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXI n. 54

Traduzione a cura di M. Gulinelli. Titolo originale: Quelques mouvements


Gli esercizi che abbiamo descritto debbono essere introdotti pro- haltérophiles pour la préparation physique des sports collectifs: illustration
gressivamente nell’allenamento dopo una iniziazione alla tecnica en basket et volley
ed utilizzando sistematicamente una cintura da pesista, che ha la Revisione terminologica e consulenza tecnica di Giampiero Alberti
funzione di garantire la posizione corretta del bacino e del dorso. L’autore, Gilles Cometti, professore incaricato presso l’Università della Bor-
Come abbiamo potuto constatare essi introducono una grande gogna, UFRS STAPS Digione
varietà, interesse, motivazione e dinamismo nelle sedute di allena- Indirizzo dell’Autore: UFR STAPS Digione
mento. BP 27877, 21078 Digione Cedex
Rinaldo D'Isep, Massimiliano Gollin, Scuola Universitaria Interfacoltà di scienze motorie, Università di Torino

Il recupero nell'allenamento con sovraccarichi


L'importanza della durata delle pause di recupero tra le serie
54
nell'allenamento con sovraccarichi

Foto Bruno

Viene messa in evidenza la relazione causa-effetto nella no conto dei dati bibliografici, anche se divergono in
scelta di tempi differenti di recupero in sedute di alle- parte da essi per quanto riguarda il rapporto tra il
namento con sovraccarichi. Si osserva come nella lette- tempo dedicato alla contrazione ed il recupero. Nelle
ratura questo elemento non venga trattato con la conclusioni vengono considerate le personalizzazioni
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXI n. 54

necessaria evidenza, mentre l'esperienza dimostra come, necessarie a rispettare le differenze inter-individuali
soprattutto a medio ed a lungo termine, si verifichino che sono influenzate, oltre che dal somatotipo, anche
sostanziali differenze per quanto riguarda il modello di dall'anzianità di allenamento e dalla maestria sportiva
prestazione e muscolare ricercato. L'analisi dei fattori di dei soggetti, ponendo l'accento sul fatto che sbagliare
scelta parte da considerazioni sul sistema energetico recupero vuole dire compromettere l'allenamento, otte-
utilizzato dall'atleta nella prestazione di gara e dagli nendo effetti diversi, se non opposti rispetto all'obietti-
obiettivi da raggiungere. Le alternative proposte tengo- vo che si vuole ottenere.
Introduzione zione, diventa importante individuare il Il recupero è il migliore
sistema energetico che utilizza l’atleta allenamento!
Un elemento basilare nella dinamica (non necessariamente il body-builder),
causa-effetto del fenomeno allenamento è quindi avere coscienza degli apporti ener- L’intervallo di recupero sarà quindi in fun-
la scelta della durata delle pause di recu- getici in funzione della durata della pre- zione del carico utilizzato, del tipo di forza
pero tra le serie di ripetizioni. Questo argo- stazione (nel nostro caso della serie) da sviluppare e della velocità di esecuzione
mento è spesso dato per scontato, senza (tabella 2), come anche delle componenti degli esercizi.
attribuirvi l’importanza fondamentale che muscolari in relazione all’allenamento Ricercatori come Bompa (2001) individua-
riveste. Ogni istruttore-allenatore dovreb- (tabella 3). no un intervallo della durata di 30 s per
be tener presente che, mantenendo le È necessario quindi porre l’accento sulla ricostituire circa il 50% dell’ATP/CP utiliz-
medesime sequenze di esercizi, la variazio- importante relazione esistente tra ipertro- zato, mentre la durata di 1 minuto viene 55
ne dei tempi di recupero tra le serie favo- fia, forza e recupero. ritenuta insufficiente a rigenerare energia
rirà effetti fisiologici e morfologici com- Il riposo tra le serie serve a rigenerare l'a- nel muscolo ai fini di prestazioni di tipo
pletamente differenti. A parità di routine di denosintrifosfato (ATP) ed il creatinfosfato massimale.
esercizi, inoltre, cambiando ciclicamente (CP), due composti altamente energetici. Il Si ritiene invece che in un periodo da 3 a 5
nel tempo i recuperi, avremo un allena- primo di essi rappresenta la riserva di minuti il ripristino dell’ATP-CP avvenga in
mento differenziato sulle qualità condizio- energia per la contrazione muscolare e la modo quasi completo (Fox, Bowers, Foss
nali (forza, rapidità e resistenza) (tabella 1). sua rigenerazione è direttamente propor- 1995). Al contrario, per far scattare il mec-
Scendendo nello specifico della muscola- zionale alla durata degli intervalli di riposo. canismo della supercompensazione legata

Tabella 1 – Carichi, recupero ed obiettivi (Bompa 2001)

Carico (%) Velocità esecutiva Recupero Obiettivo


> 105 bassa 4-5 min forza massimale eccentrica
80-100 da bassa a media 3-5 min forza massimale ed ipertrofia
60-80 da bassa a media 2 min ipertrofia muscolare
50-80 bassa-media 1-2 min resistenza muscolarea

all’ipertrofia, 45-90 secondi di recupero


Tabella 2 – Tempi di prestazione e supporto energetico (da Fox 1988, modificato) sembrano necessari ad una incompleta
ricostruzione dell’ATP e delle proteine
Tempo Sistemi energetici Tipi di attività demolite (Zaciorskij 1970).
di prestazione prevalenti Si tratta quindi di creare una strategia che,
attraverso tempi e metodi, metta in conti-
- di 30 s ATP-CP lanci, 100 m, salti, ecc. nuità didattica le schede di allenamento
da 30 a 90 s ATP-CP e lattacido corse: 200, 400 m, nuoto 100 m che di mese in mese porteranno soggetti
diversi ai risultati sperati.
da 90 s a 3 min lattacido ed aerobico 800 m, pugilato, lotta Quindi un maratoneta cosa dovrà fare?
+ di 3 min aerobico ciclismo, maratona, sci di fondo, Non può incrementare troppo la massa,
triathlon altrimenti si appesantisce nella corsa, ma
vuole diventare comunque più forte e resi-

Tabella 3 – Componenti delle cellule muscolari in relazione all’allenamento (Hatfield 1986)

Componenti della cellula Contributo percentuale al volume Stimolo allenante


muscolare totale della cellula muscolare
Sostanze proteiche delle miofibrille 20-30% Carichi medi ed elevati (forza).
Resistenza alla forza
6-12 ripetizioni.
Mitocondri (depositi energetici) 15-25% Carichi medio-bassi (resistenza)
capillarizzazione Resistenza alla forza
15-20 ripetizioni
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Sarcoplasma 20-30% Carichi medio-bassi, medi ed elevati.


Forza e resistenza.
Capillarizzazione, vascolarizzazione 3-5% Carichi medio-bassi. Resistenza più
tensione continua: esecuzioni lente.
Depositi adiposi 10-15% Riposo e dieta
Recupero incompleto

Con da 6 a 15 ripetizioni con carichi


medio-alti cercheremo l’incremento della
resistenza alla forza di tipo ipertrofico, con
auspicabile incremento dei diametri tra-
sversi e della conseguente ipertrofia, con
un picco intorno alle 10 ripetizioni. In que-
sto caso il recupero dovrà essere di tipo
incompleto: questo perché il reclutamento
56 delle unità motorie, da parte del sistema
nervoso centrale, sarà moderatamente
intenso, mentre l’energia per il movimento
muscolare sarà soprattutto a carico degli
zuccheri immagazzinati a livello della cel-
lula muscolare. Il rapporto tra tempo di
sforzo e tempo di recupero, in questi casi,
dovrebbe collocarsi su un rapporto di 1:2-
4. Ad esempio il culturista che esegue serie
da 10 ripetizioni di alzate laterali con
manubri recupererà circa 1 min. Il recluta-
mento delle unità motorie, nell’allenamen-
to di tipo ipertrofico, è infatti, in questo
caso, paragonabile a 100 coristi che into-
nano un canto alternandosi a gruppi di 50.
Figura 1 – La "piramide degli obiettivi, delle ripetizioni e dei recuperi (D'Isep, Gollin 2001)
Recupero incompleto:
tempo di recupero = 2-4 volte il tempo
stente di prima. Un culturista, al contrario, In questo caso il recupero dovrà essere di sforzo;
vuole più massa muscolare, ma vuole completo; questo perché nell’allenamento ad esempio: 20 s di lavoro = da 40 s a
anche poterne guidare la crescita dando di tipo neurale o esplosivo il reclutamento 1min20 s di recupero
armonia al suo immaginario modello ana- delle unità motorie sarà estremamente
tomico. intenso.
Che cosa dovra` fare invece un “non ago- Volendo fare un esempio, possiamo para- Recupero intermedio
nista” che vuole tonificarsi e cerca un gonarlo a 100 coristi che intonano un
cambiamento morfologico, volendo ridurre canto all’unisono comandati dal direttore Con da 15 a 30 ripetizioni con carichi
la massa grassa degli arti inferiori o vice- del coro (sistema nervoso centrale). medio bassi mireremo all’incremento della
versa quella del tronco? In questo caso il potenziale elettrico gene- forza resistente, con scarso sviluppo dei
rato, condotto attraverso il motoneurone, diametri trasversi muscolari. In questo
Cosa fare? avrà una certa velocità in m/s che richie- caso il recupero dovrà essere di tipo inter-
derà un tempo di recupero notevole (fino a medio, per permettere di mantenere a
In tutto questo l’istruttore deve sapersi 7 min): la cellula nervosa, infatti, recupera lungo carichi medio bassi: l’energia per il
orientare, generando forme combinate di dalle cinque alle sei volte più lentamente movimento muscolare, anche in questo
allenamenti con i pesi e con macchine per della cellula muscolare (Poliquin 1997). caso, sarà soprattutto a carico degli zuc-
il potenziamento cardiovascolare. Ma il Il rapporto tra tempo di sforzo e tempo di cheri immagazzinati a livello della cellula
tempo di recupero rimarrà comunque recupero, in questi casi, dovrebbe orientar- muscolare.
sempre il perno fondamentale sul quale si su un rapporto di 1:10–15. L'esempio è il Il rapporto tra tempo di sforzo e tempo di
far ruotare l’aumento del metabolismo centometrista, che, nella preparazione recupero, in questi casi, presumibilmente
basale dell’individuo e, quindi, la sua capa- generale, esegue dei mezzo-squat per la si colloca con un rapporto di 1:6-9. Per
cità di bruciare calorie a riposo. Il tempo di forza esplosiva ed impiega dai 3 ai 5 min esempio, il ciclista che esegue serie da 30
recupero, abbinato al numero delle ripeti- di recupero tra le serie, mentre il powerlif- ripetizioni per la muscolatura lombare
zioni, condizionerà l’incremento della ter, tra le serie di panca piana arriva ad dovrà recuperare da 1min30 s a 2 minuti,
massa muscolare. Sperimentalmente, in intervalli di 7 minuti per dare al sistema visto che il numero delle serie e le sue pre-
condizioni di laboratorio, il tempo di lavo- nervoso centrale la possibilità di recupera- stazioni di forza non saranno eccessiva-
ro delle ripetizioni di una serie raddoppia re la fase di massimo stress. mente intaccate dall’accumulo di acido
rispetto al numero di queste. lattico. Il reclutamento delle unità motorie
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXI n. 54

nell’ allenamento di resistenza, questa


Recupero completo Recupero completo: volta è come se i 100 coristi intonassero
un canto, alternandosi a piccoli gruppi.
Ciò premesso, possiamo dire che, con da 1 tempo di recupero = 10-15 volte il L’esperienza di allenamento porta, inevita-
a 3 ripetizioni con carichi elevati, cerchere- tempo di sforzo; bilmente, a una tolleranza maggiore e ad
mo l’incremento della forza massimale e ad esempio: 20 s di lavoro = da 3 a 5 intervalli di riposo più brevi, anche con
min di recupero
avremo uno scarso aumento dell’ipertrofia carichi medi ed elevati. L’accumulo di
(Cometti 1997). acido lattico diventa ben tollerato in atleti
Proviamo ora ad ipotizzare un piano di
lavoro basato sui concetti precedentemen-
te espressi per persone normotipo che più
frequentemente il mondo degli allenatori
si trova ad affrontare (fitness) con l'obiet-
tivo di una migliore condizione morfologi-
ca-estetica, ma senza tralasciare l'aspetto
prestazionale e salutistico.

Avviamento all'attività
57
Fase 1: deve creare il fondo per sostenere
in futuro una più alta intensità di carico.
Resistenza e vascolarizzazione muscolare
sono l’ obiettivo.

I muscoli si vascolarizzano più dei tendini!


• 15-20 ripetizioni;
• tre serie per esercizio;
• un esercizio per gruppo muscolare;
• un minuto di recupero;
• tre allenamenti settimanali.

Il recupero in questo caso è di tipo incom-


pleto, non tanto per creare esaurimento
lattacido, ma per innalzare la frequenza
cardiaca di base in modo da agire corret-
tamente anche sul potenziamento cardio-
vascolare con effetto “inerziale” a riposo e,
durante l’esercizio, sul metabolismo dei
grassi. Durata complessiva del lavoro,
mediamente un mese, più una settimana
di scarico al 50% della quantità del lavoro
Foto Vision (4 settimane + 1 di scarico).

abituati a recuperi incompleti. Pertanto gli posa eccessiva e mal distribuita o con gli
intervalli di riposo potranno essere abbre- inestetismi della cellulite: questa condizio- Il ciclo forza resistente-
viati solo per il praticante esperto, consi- ne, in fondo, coinvolge “l’immagine di se`” forza massimale-forza ipertrofica:
derando che l’affaticamento ottenuto con e pertanto l’autostima dell’atleta, elemento
l’allenamento non interferirà con la corret- tutt'altro che secondario nel delicato equi- • lavoro basato su un elevato numero di
ta esecuzione biomeccanica dell’esercizio. librio che favorisce le migliori prestazioni. ripetizioni e carichi bassi: 15-20 ripe-
Il nostro vuole essere un contributo opera- tizioni, un esercizio per gruppo; recu-
pero 1min30s. Durata 4-6 settimane,
tivo ed efficace per stabilizzare nel tempo, 2-3 allenamenti per microciclo.
Recupero intermedio: oltre alla prestazione, anche la positività
psico-somatica dell’atleta. • Lavoro basato su un basso numero di
tempo di recupero = 6-9 volte il tempo Finora molti trainer si sono limitati a dare
di sforzo; ripetizioni e carichi elevati: dall’85 al
consigli dietetici, senza domandarsi quali 95%: 8-12 ripetizioni, 2-3 esercizi per
ad esempio: 20 s = 2-3 min di recupero siano le cause scatenanti la riduzione della gruppo; recupero 3 min. Durata, 2
massa grassa e se queste possano essere mesi, 3-4 allenamenti per microciclo.
attivate con una strategia che passi dai
Una riflessione sulla realtà percorsi allenanti. • Lavoro basato su un numero medio di
morfologica È intuibile che, oltre ad avere un vantaggio ripetizioni e carichi medi, 70-80%; 8-
metabolico, il soggetto ne trarrebbe un 12 ripetizioni, 2-3 esercizi per gruppo.
Quanto finora proposto sui tempi di recu- significativo vantaggio in termini di forza Recupero: 1 min. Durata 2 mesi, 3-4
allenamenti per microciclo.
pero potrebbe apparire secondario rispetto relativa, riducendo il peso del proprio
agli obiettivi che ispirano l’allenamento corpo da spostare durante la prestazione.
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXI n. 54

degli agonisti di alto livello. Il nostro pare- Inoltre una ricaduta non secondaria sareb-
re è che, oltre a programmare efficace- be costituita dall’azione preventiva su Incremento della forza massima
mente le capacità condizionali degli atleti, usure articolari da sovrappeso, che potreb-
sia necessario aver cura del benessere bero influenzare anche la longevità sporti- Fase 2: questa “insegna” al SNC a reclutare
generale e anche dell’aspetto morfologico va. E allora, ben vengano indicazioni dal contemporaneamente più unità motorie.
del soggetto che si allena. Non è infre- mondo del fitness che, ovviamente, consi- Sinergia che servirà nella fase ipertrofica
quente vedere atleti, anche di livello nazio- dera l’armonia muscolare, l’obiettivo stes- successiva, dove si potra` direzionare in
nale, persino giovani, con una massa adi- so della propria prestazione. modo più specifico il lavoro estetico.
Topografia corporea e strategie
ottimizzanti

Se il grasso corporeo è localizzato negli


arti inferiori, su di loro è necessario ese-
guire un programma simile a quello di
avviamento, ma con due esercizi per grup-
po muscolare, mentre per il resto del corpo
miriamo alla crescita muscolare. Il risultato
estetico è anche condizionato dalle pro-
58 porzioni. Quindi, per apparire meno disar-
monici, è necessario tentare di aumentare
l’impatto visivo del diametro bisacromiale
riducendo quello bisiliaco.
La durata complessiva del lavoro è di mas-
simo due mesi, più due settimane di scari-
co . La massima forma può essere mante-
Figura 2 –
nuta solo per poco tempo.
A questo punto ci si trova sostanzialmente
a un bivio: si tratta di fare la scelta più
idonea in base alle diverse necessita spor-
tive o di fitness:

1. Un fitness–man/woman: basterà ripete-


re la sequenza precedente con metodolo-
gie differenti
2. Un atleta di resistenza: la preparazione
generale con sovraccarichi sarà maggior-
mente orientata al ciclo resistenza - forza,
escudendo l'ipertrofia, per non appesantir-
si con un massa muscolare, controprodu-
cente ai fini della prestazione.
3. Un atleta di velocità: al contrario l'atleta
di potenza sarà avvantaggiato da cicli di
forza e ipertrofia per migliorare la sua
potenza e resistenza alla velocità.

Gli autori: Rinaldo D’Isep, incaricato dell’inse-


Figura 3 – gnamento di Teoria, tecnica e didattica delle
attività motorie, presso la Scuola universitaria
interfacoltà di scienze motorie dell’Università di
Più forza = più massa da modellare nei • 10 ripetizioni ad esaurimento; Torino;
punti giusti ! • quattro serie per esercizio; Massimiliano Gollin, incaricato dell’insegnamen-
• 3-6 ripetizioni • due esercizi per gruppo muscolare, uno to di Teoria, tecnica e didattica delle attività
• quattro serie per esercizio di base e uno di isolamento; motorie, presso la Scuola universitaria interfa-
• due esercizi base per gruppo muscolare • un minuto di recupero; coltà di scienze motorie dell’Università di Torino.
• tre minuti di recupero tra le serie • corpo suddiviso in 3 parti (split routine,
• corpo suddiviso in due parti (split rou- A, B, C);
tine) • cinque allenamenti con sovraccarichi; Bibliografia
• quattro allenamenti con sovraccarichi • tre allenamenti di 30 min aerobici al
• due allenamenti di 30 min aerobici al 70% FC max (per mantenere il livello 1. Cometti G., Metodi di sviluppo della
70% FC max (solo se si deve dimagrire). organico) forza, Calzetti, Mariucci, Perugia, 1994.
2. Calligaris A., Le scienze dell’allena-
Durata complessiva del lavoro: 2 mesi; 3 mento, Roma, SSS, 1997
Esercizio base: esercizio che coinvolge 3. Fox E., Bowers R., Foss A., Allenare,
settimane di carico e una di scarico (3+1). più articolazioni, sfruttando sinergie
muscolari, con traiettore del carico ret- Allenarsi, Il Pensiero scientifico ed.,
Ipertrofia o resistenza alla forza tilinee (figura 2). Roma, 1995
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ipertrofica 4. Fucci A., Guida all’allenamento, Scien-


tifica Internazionale, Roma, 1997
Fase 3: si tratta di incrementare la massa 5. Harre D., Teoria dell’allenamento, SSS,
dei materiali contrattili di base (actina e Esercizio complementare o di isolamen- 1972
miosina), ma anche la supercompensazio- to: cerca di isolare il gruppo muscolare 6. Hatfield F., Body Building: un approc-
ne di glicogeno muscolare la fa da padro- con un movimento semicircolare, solita- cio scientifico, Sporting Club Leonardo
ne per rendere sempre i muscoli tonici ed mente monoarticolare (figura 3). da Vinci, Milano, 1986.
esplosivi.
Mirko Colombo, Scuola svizzera di sci, St.Moritz; Cristian Osgnach, Giulio Sergio Roi, Isokinetic Research Center, Bologna

Sci alpino e massa corporea


Perché l’elevata massa corporea può favorire gli atleti delle discipline veloci
59

Dopo aver introdotto la distinzione tra fattori


favorenti e fattori determinanti la prestazione,
si analizza il ruolo della massa corporea come
fattore favorente nelle discipline di velocità
dello sci alpino. Vengono così illustrate
nel dettaglio le forze che determinano
l’avanzamento dello sciatore e quelle che
lo frenano. Viene successivamente dimostrato
come uno sciatore di massa corporea elevata,
a parità di altri fattori, possa ottenere una
maggiore accelerazione soprattutto alle alte
velocità. Si discute infine dell’importanza
di aumentare la massa muscolare
dello sciatore, piuttosto che la massa
corporea, per ragioni biomeccaniche
e fisiologiche. In ogni caso le prestazioni
nello sci alpino di alto livello, derivano
dall’abilità tecnica e dalla strategia di gara,
con il supporto di una moltitudine di fattori
favorenti, tra cui l’elevata massa corporea.

SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXI n. 54

Foto Bruno
Introduzione Tabella 1 – Caratteristiche delle gare di Coppa del Mondo maschili dello sci alpino

È noto che in alcune forme di locomozio-


ne, le dimensioni corporee possono Disciplina Durata (s) n° porte Velocità max (km · h-1) Dislivello (m)
influenzare la prestazione. Ad esempio nel
ciclismo in piano e nel pattinaggio di velo- SL 45-60 ~ 65 30-40 180-220
cità, a parità di potenza massima per chi- GS 60-90 ~ 50 70-75 300-450
logrammo di peso, i soggetti di grandi SG 90-120 ~ 40 80-90 500-650
DH 110-130 ~ 40 130-140 800-1100
dimensioni tendono a realizzare le migliori
prestazioni (di Prampero 1987).
60 I fattori che influenzano la prestazione,
possono essere distinti in determinanti e autori, le punte massime di velocità sono mento della velocità evitando di frenare e
favorenti (Roi, Larivière 1997). I fattori sempre state misurate a Kitzbühel adottando posizioni il più possibile aerodi-
determinanti sono correlati alla perfor- (Austria) sulla pista Streif e precisamente namiche. Altri accorgimenti pre-gara, volti
mance; ad esempio, negli sport di lunga nello schuss d’arrivo (148 km · h-1 in un a ridurre le forze resistive, consistono nel-
durata, un’elevata soglia anaerobica è tratto di 50 m). l’applicare sulla soletta apposite scioline e
altamente correlata alla velocità di gara Nell’ambito delle competizioni sciistiche nell’indossare speciali tute aderenti.
(Billat 1996). I fattori favorenti, invece, esiste anche la disciplina denominata chi- Gli atleti del chilometro lanciato, invece,
non mostrano statisticamente significative lometro lanciato (KL), in cui l’atleta scivola non devono percorrere un tracciato impo-
correlazioni, ma cooperano alla perfor- in posizione aerodinamica su un percorso sto dai pali ma “vanno giù dritti” senza
mance. Un esempio è la notevole forza rettilineo, tentando di realizzare il record frenare, pertanto la velocità viene ridotta
massimale degli estensori del ginocchio di velocità sugli sci. Il record del mondo solamente dall’attrito degli sci con la neve
negli sciatori alpini (Andersen, Montgo- attuale di 250,700 km · h-1 è stato realizza- e soprattutto dalla resistenza dell’aria. In
mery 1988): uno sciatore maschio che pre- to dal francese Philippe Goitschel a Les tal modo gli atleti del chilometro lanciato
senta un momento di forza degli estensori Arcs (Francia) il 23 aprile 2002, sulla pista possono raggiungere velocità notevolmen-
del ginocchio inferiore a 200 N · m (misu- Aiguille Rouge. te superiori rispetto agli atleti che pratica-
rato al dinamometro isocinetico a una no la discesa libera.
velocità angolare di 90° · s-1) difficilmente Energia potenziale
otterrà risultati di alto livello. Anche dispo- ed energia cinetica Forza peso
nendo di ottime abilità tecniche, senza un
adeguato livello di forza, non si arriva a Prendiamo come esempio per i successivi Immaginiamo che lo sciatore scivoli lungo
competere in Coppa del Mondo (White, calcoli, uno sciatore con massa complessi- la linea di massima pendenza del prece-
Johnson 1991; Tesch 1995). va di 90 kg (attrezzatura compresa). dente pendio. In queste condizioni, non
Nelle ricerche su sciatori di alto livello, è Se lo sciatore gareggia sulla pista di disce- avvengono le derapate ed il movimento di
difficile individuare i fattori di tipo fisiolo- sa libera di St. Moritz (altitudine di parten- questo sciatore è paragonabile al moto di
gico determinanti la prestazione, essendo za 2840 m, altitudine d’arrivo 2040 m), al un corpo che scivola su di un piano incli-
le abilità tecniche e la strategia di gara i momento della partenza dispone di un nato.
fattori determinanti (Colombo 2000). Lo certo quantitativo di energia potenziale. La forza che determina la propulsione
sci alpino moderno richiede, comunque, Questa energia è la capacità di produrre dello sciatore è, in questo caso, la forza
un livello base di numerosi fattori favoren- lavoro per effetto della posizione occupata peso, che è data dal prodotto della massa
ti, tra i quali, l’elevata massa corporea (dislivello verticale tra altitudine di parten- dell’atleta (attrezzatura compresa) per l’ac-
sembra giocare un ruolo importante. za e di arrivo): celerazione di gravità. Lo sciatore conside-
In questo scritto saranno esaminati i moti- rato avrà quindi una forza peso di 883 N:
vi per cui, soprattutto nelle discipline velo- Ep = m · g · h (1)
ci dello sci alpino, atleti dotati di masse Ep = 90 · 9,81 · 800 Fp = m · g (2)
elevate siano avvantaggiati, potendo rag- Ep = 706,32 kJ Fp = 90 · 9,81
giungere superiori velocità. Fp = 883 N
m = massa dell’atleta e dell’attrezzatura (kg);
Gare g = accelerazione di gravità (m · s-2); m = massa dell’atleta e dell’attrezzatura (kg);
h = dislivello della pista (m). g = accelerazione di gravità (m · s-2).
Le discipline dello sci alpino sono tradizio-
nalmente suddivise in: Non appena lo sciatore si mette in moto, Più precisamente, come mostrato in figura
- discipline tecniche: slalom speciale (SL) e l’energia potenziale si trasforma in energia 1, la forza peso si scompone in una com-
slalom gigante (GS); cinetica e gli consente di accelerare. ponente parallela al pendio (Fpp) ed in una
- discipline veloci: super slalom gigante Durante la discesa, una parte dell’energia componente ortogonale (Fpo).
(SG) e discesa libera (DH). cinetica sarà dissipata per vincere le forze La componente parallela è quella che pro-
resistive date: duce l’avanzamento (scivolamento). Il suo
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXI n. 54

Le discipline per regolamento si differen- - dalle derapate (frenate), in pratica gli valore è dato dal prodotto della forza peso
ziano in base al dislivello del percorso ed al slittamenti trasversali degli sci rispetto per il seno dell’angolo del piano inclinato
numero delle porte (tabella 1). la direzione dello scivolamento; (pendenza della pista in gradi). Il valore
In particolare, durante la discesa libera, gli - dall’attrito tra sci e neve; della componente parallela, essendo in
sciatori possono raggiungere, in base - dalla resistenza dell’aria. funzione del seno dell’angolo, incrementa
all’inclinazione del pendio, alla disposizio- con l’aumentare dell’inclinazione del pen-
ne del tracciato ed al tipo di neve, velocità Per queste ragioni, gli atleti durante la dio. Nel caso di un pendio con inclinazione
di 130-140 km·h -1 . A conoscenza degli discesa libera ricercano un continuo incre- di 25°, la Fpp sarà pari a 373 N:
D
91 N

Fpp
373 N
Fpp
Fpo 16 N
Fp p= 0.96 kg-m3
CD.A= 0.21
m= 90 kg 61
v= 30 m.s-1 25o

Figura 1 – La forza peso può essere scomposta in una componente Figura 2 – Forze che agiscono su uno sciatore che scivola alla velocità
parallela al pendio (Fpp) ed una componente ortogonale (Fpo) di 108 km · h-1, in posizione a uovo, su un pendio di 25°

Fpp = Fp · sen (α) (3) Fµ = µ · Fpo (5) Al nostro ipotetico sciatore, in posizione a
Fpp = 883 · sen (25°) Fµ = 0,02 · 800 uovo, raggiunta la velocità di 30 m · s-1
Fpp = 373 N F = 16 N (108 km · h-1), ad un’altitudine di 2500 m,
l’aria opporrà una resistenza di ben 91 N:
La componente ortogonale è invece il pro- µ = valore compreso tra 0,01 e 0,20 (da neve
dotto della forza peso per il coseno del- molto secca ad umida). D = 1/2 · CD · A · v2 · p (6)
l’angolo del piano inclinato. Il suo valore, D = 1/2 · 0,7 · 0,30 · (30)2 · 0.96
pertanto, diminuisce con l’aumentare del- È evidente che, durante una competizione D = 91 N
l’inclinazione del pendio. Sul precedente di sci, l’azione di freno esercitata dalla Fµ è
pendio, la Fpo sarà pari a 800 N: minima rispetto alla forza che determina CD = coefficiente di penetrazione, che dipende
lo scivolamento (Fpp). dalla forma del corpo dello sciatore. Allo scia-
Fpo = Fp · cos (α) (4) tore con tuta aerodinamica ed in posizione a
Fpo = 883 · cos (25°) Resistenza dell’aria uovo viene attribuito un valore di 0,7;
Fpo = 800 N A = area di superficie frontale dello sciatore;
Nelle discipline veloci dello sci alpino è in posizione a uovo è di circa 0,30 m2;
Riassumendo, all’aumentare dell’inclina- soprattutto la resistenza dell’aria (D = drag v = velocità dello sciatore (m · s-1);
zione del pendio aumenta il valore della force) a frenare l’avanzamento dello scia- p = densità dell’aria. È pari a 1,29 kg · m-3 al
F pp , mentre quello della F po diminuisce. tore (Savolainen 1989). La resistenza del- livello del mare con temperatura di 0 °C.
Mentre la Fpp determina lo scivolamento l’aria, infatti, cresce con il quadrato della Diminuisce con l’aumento dell’altitudine,
dello sciatore, la Fpo è implicata nell’attrito velocità di scivolamento e con l’aumentare essendo direttamente proporzionale alla pres-
di scivolamento. della superficie frontale (A) dello sciatore. sione atmosferica e inversamente proporzio-
Durante la discesa, lo sciatore “taglia” l’a- nale alla temperatura ambientale.
Attrito di scivolamento ria e si vengono così a formare dei flussi
intorno al suo corpo. I flussi creano dietro È interessante notare che in assenza di
Lo scorrimento della soletta sulla neve al corpo dei vortici, meglio definiti come attriti chiunque potrebbe raggiungere,
produce una resistenza, meglio definita turbolenze. Le turbolenze provocano una dopo 30 secondi di scivolamento sulla
come forza d’attrito dinamica di scivola- riduzione della pressione e così sul corpo linea di massima pendenza di un pendio di
mento (Fµ). Il valore di questa forza è dato viene esercitata una forza contraria alla 25°, la velocità di 446 km · h-1! In questa
dal prodotto della Fpo per un coefficiente direzione dello scivolamento. Proprio per situazione immaginaria la velocità finale
d’attrito (µ). Il coefficiente d’attrito dipen- queste ragioni, nelle discipline veloci, risul- sarebbe solo in funzione del tempo:
de dal materiale della soletta, dal tipo di ta fondamentale mantenere la posizione
sciolina e soprattutto dal tipo di neve; più aerodinamica possibile. La posizione “a v = g · sen (α) · t (7)
viene determinato in laboratorio (Hämäläi- uovo” è quella per cui l’area di superficie v = 9.81 · sen (25°) · 30
nen, Spring 1986; Saibene e coll. 1989). frontale e il coefficiente di penetrazione v = 124 m · s-1 = 446 km · h-1
Per i successivi calcoli, il coefficiente d’at- sono minimi. Già alla fine degli anni ’70
trito viene assunto come valore costante. alcuni esperimenti realizzati nel tunnel del g = accelerazione di gravità (m · s-2);
In realtà è stato dimostrato che subisce vento, hanno dimostrato che a 80 km · h-1, α = angolo medio del pendio (°);
variazioni in relazione alla velocità (Kaps e passando dalla posizione raccolta a quella t = tempo (s).
coll. 1996; Roberts 1987), ma tali variazio- a uovo, la resistenza dell’aria diminuisce
ni nel nostro caso non assumono rilevanza da 90 a 60 N, e che ad oltre 100 km · h-1 Accelerazione
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significativa. scende da 200 a 120 N (Watanabe, Oht-


Le strategie per minimizzare il coefficiente suki, 1977; Watanabe, Ohtsuki 1978). Altre In figura 2 sono rappresentate le forze che
d’attrito, consistono nell’utilizzo di sci con strategie utilizzate dagli atleti per ridurre agiscono sul nostro sciatore che scivola
solette a ridotto coefficiente d’attrito e la resistenza dell’aria, consistono nell’in- alla velocità di 108 km · h-1, in posizione a
nell’applicazione di scioline adatte alla dossare tute aderenti realizzate con mate- uovo, su un pendio di 25°. Conoscendo il
temperatura ed al tipo di neve. In caso di riali molto levigati, nell’uso di caschi aero- valore delle forze che determinano l’avan-
neve compatta, la Fµ del nostro sciatore dinamici e bastoncini ricurvi che aderisco- zamento e di quelle che tendono a frenar-
sarà pari a 16 N: no al corpo lo, è possibile ricavare il valore della forza
brico possono accorgersi Al primo problema non è facile dare rispo-
anche a prima vista che, sta; ci limitiamo ad osservare come la let-
aumentando il valore della teratura internazionale degli ultimi tre
massa corporea (m), l’ulti- decenni mostri un continuo incremento
mo termine dell’equazione del peso corporeo e del peso magro degli
diminuisce di valore; in tal sciatori d’élite (White, Johnson 1993;
modo l’accelerazione (∆v · Orvanova 1987; Karlsson 1984; Kornexl
∆t-1) aumenta. 1976; Kornexl 1975). Ad esempio (tabella
A questo punto si potreb- 2) la massa corporea della nazionale italia-
be obiettare che aumen- na maschile è aumentata dell’8% tra il
62 tando la massa corporea 1982 e il 1999 (Colombo 2000; Colombo e
dell’atleta, aumenterebbe coll. 2000).
di conseguenza la sua area Il secondo problema sarà esaminato in ter-
di superficie corporea e mini fisici e fisiologici. In genere, negli
quindi l’area di superficie atleti è preferibile incrementare la massa
frontale; di conseguenza muscolare piuttosto che quella grassa. Ma
non si otterrebbe alcun considerando che lo sciatore non lavora
vantaggio in termini d’ac- contro gravità, si potrebbe supporre che il
celerazione. grasso non ostacoli la prestazione. È lecito
Ma la massa aumenta con quindi chiedersi se sia preferibile (ai fini
Foto Digital Vision il cubo della dimensione della prestazione) un aumento in termini
lineare, mentre la superfi- di massa grassa rispetto alla magra. Ana-
cie aumenta con il quadra- lizzando il problema dal punto di vista
risultante che agisce sullo sciatore. La to della stessa dimensione. Pertanto, strettamente fisico, occorre considerare
forza risultante (FR) è pari alla componente aumentando il valore della massa corpo- che la massa grassa e quella magra hanno
parallela della forza peso (Fpp), cui si devo- rea, l’ultimo termine dell’equazione dimi- una differente densità (la densità risulta
no sottrarre le forze resistive date dalla nuisce in ogni caso di valore e così lo scia- dal rapporto fra la massa e il volume di un
forza d’attrito dinamico di scivolamento tore con maggiore massa (a parità di altri corpo [d = m · V-1]). La densità del grasso è
(F) e dalla resistenza dell’aria (D): fattori) può andare più veloce! pari a circa 0,9 g · cm-3 mentre quella del
Se si inseriscono i numeri nell’equazione muscolo è pari a circa 1,1 g · cm-3.
FR = Fpp – Fµ – D (8) dell’accelerazione dello sciatore, si trova A parità di massa, il grasso occupa più
FR = 373 – 16 – 91 che il vantaggio di possedere una maggio- spazio, mentre il muscolo ne occupa
FR = 266 N re massa corporea è rilevante alle alte meno. Pertanto dal punto di vista stretta-
velocità (KL, DH, SG), mentre alle basse mente fisico, potendo scegliere se aumen-
È evidente che, minimizzando sia la forza velocità (GS e SL) è trascurabile. Questo tare il peso dell’atleta con 10 kg di massa
d’attrito dinamico di scivolamento significa che, soprattutto alle alte velocità, grassa o con lo stesso quantitativo di
(mediante l’uso di scioline), sia la resisten- chi pesa di più può ottenere (a parità di massa magra, sarebbe più logico incre-
za dell’aria (ideale posizione aerodinamica altri fattori) una maggiore accelerazione. mentare la massa magra. Infatti, 10 kg di
da studiare nel tunnel del vento per cia- Altri autori (Savolainen, Visuri 1994) massa magra occuperebbero meno spazio
scun atleta), la forza risultante che produ- hanno calcolato che un incremento di 10 e quindi il valore della superficie frontale
ce l’avanzamento dello sciatore risulterà kg della massa dello sciatore dovrebbe (A) sarebbe minore. Ma 2-3 cm di differen-
maggiore. incrementare la velocità massima di 2,3 m za fra lo spazio occupato dalla massa
Modifichiamo ora la formula precedente · s-1 ovvero di 8,3 km · h-1. grassa e magra, sono una quantità vera-
(8) con alcuni calcoli algebrici: mente irrisoria, e i vantaggi in termini
Quanto bisogna pesare d’accelerazione sarebbero molto limitati. In
FR = Fpp – Fµ – D conclusione, dal punto di vista del vantag-
È necessario adesso stabilire fino a che gio accelerativo, a parità di massa corpo-
m · a = m · g · sen (α) – punto sia vantaggioso l’incremento del rea, lo sciatore con maggiore densità non
– µ · [m · g · cos (α)] – 1/2 · CD · A · v2 · p peso corporeo e se sia indifferente un sembra essere avvantaggiato. Si capisce
aumento in termini di massa grassa o così perché, a parità di massa, anche gli
m · (∆v · ∆t-1) = m · g · sen (α) – magra. sciatori con minore densità possono otte-
– µ · [m · g · cos (α)] – 1/2 · CD · A · v2 · p
Tabella 2 – Caratteristiche degli atleti appartenenti alle squadre nazionali italiana A di sci alpino
∆v · ∆t-1 = g · sen (α) – µ · [g · cos (α)] – durante le stagioni 1982/83 e 1999/2000
– CD · A · v2 · p · (2m)-1
Gruppo 1982 Gruppo 1999 P< Differenza (%)
∆v ·∆ t-1 = g · [sen (α) – µ · cos (α)] –
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– CD · A · v2 · p · (2m)-1 (9) N° 25 19 — —
Età (anni) 21,7 ± 2,3 24,8 ± 2,8 0,001 +14
La formula finale (9) rappresenta l’equa- Peso (kg) 79,0 ± 8,1 85,0 ± 7,4 0,05 +8
zione dell’accelerazione dello sciatore, pre- Peso magro (kg) 68,6 ± 6,2 76,8 ± 5,7 0,001 +12
sente in diverse pubblicazioni (Berg 1987; Statura (cm) 178 ± 6,0 179 ± 4,0 N.S. —
Maronski 1990; Watanabe, Ohtsuki 1977; BMI (kg · m-2) 24,9 ± 1,4 26,8 ± 2,0 0,01 +6
Watanabe, Ohtsuki 1978). Coloro che Grasso corporeo (%) 14,2 ± 3,8 9,6 ± 2,7 0,001 -32
hanno dimestichezza con il calcolo alge-
nere brillanti performances. In effetti, è In conclusione, non bisogna dimenticare Gli autori: M. Colombo, diplomato ISEF e mae-
evidente che alcuni sciatori (molti dei quali che lo sci alpino è pur sempre uno sport stro di sci alpino presso la Scuola di Sci di St.
appartengono al settore femminile), anche “tecnico” e, in quanto tale, la prestazione Moritz (Svizzera); G.S. Roi, direttore del Centro
ai limiti dell’obesità riescano ad ottenere deriva dall’abilità tecnica dell’atleta e dalla Studi Isokinetic di Bologna; C. Osgnach, diploma-
successi soprattutto nelle discipline veloci. strategia di gara, con il supporto di una to ISEF e collaboratore del Centro Studi Isokinetic
Pertanto dal punto di vista fisico non vi è moltitudine di fattori favorenti tra i quali è di Bologna.
alcuna differenza, ma è la massa comples- lecito annoverare la massa corporea. La
siva che dà vantaggio! migliore prestazione deriverà dall’ottimale Indirizzo degli autori:
Dal punto di vista fisiologico, per ciò che interazione di tutti questi fattori. Più sem- Mirko Colombo, Chesa Fratta, Via dal Chanel, CH
concerne la discesa libera, appare chiara plicemente lo sciatore più pesante e forte 7513 Silvaplana
l’importanza di dotare gli sciatori di masse non è automaticamente candidato a vin- e-mail: mirko_colombo@bluewin.ch 63
muscolari, piuttosto che di grasso. Oggi- cere la discesa libera, anche se può risulta- Giulio Sergio Roi, Cristian Osgnach, Centro Studi
giorno, infatti, le forze centrifughe sono re in qualche modo favorito! Le qualità Isokinetic, Via di Casteldebole 8/4, 40132 Bolo-
notevolmente superiori rispetto a quindici tecniche ed in parte le caratteristiche gna
anni or sono. Ciò è dovuto alle maggiori mentali giocano sempre, nello sci alpino di Web Sites: www.isokinetic.com - www.traumi-
velocità e alle notevoli inclinazioni del alto livello, un ruolo determinante (Colom- sportivi.it
corpo degli atleti, rese possibili dalla modi- bo 2000). e-mail: centrostudi@isokinetic.com
ficata forma geometrica degli sci e dall’uso
delle piastre di rialzo. Soprattutto a fine
Bibliografia
curva, le forze esterne sono maggiori
rispetto alle altre fasi di curva, poiché sia 1. Andersen R.E., Montgomery D.L., Physio- 12. Kornexl E., Anthropometrische Untersu-
la forza centrifuga che la forza gravitazio- logy of Alpine skiing, Sports Med., 6, 1988, chungen im alpinen Schirennlauf (II Teil). Lei-
nale agiscono nella stessa direzione. Hin- 210-221. besübungen, Leibeserziehung 30, 1976, 5-8.
termeister e coll. (1997) hanno messo in 2. Berg U., The influence of body mass in 13. Maronski R., On optimal running downhill
evidenza che, nella fase finale di una curva cross-country skiing, Med. Sci. Sports Exerc., on skis, J. Biomech., 23, 5, 1990, 435-439.
di SL e GS, i picchi di ampiezza EMG per i 19, 1987, 324-331. 14. Orvanova E., Physical structure of winter
differenti muscoli degli arti inferiori varia-
3. Billat V., Use of blood lactate measure- sports athletes, J. Sports Sci., 5,1987, 197-
vano fra il 131 e il 245% della MCV; la
ments for prediction of exercise performance 248.
ragione di ciò sarebbe dovuta ad un
and for control of training. Sport Med. 22, 15. Roberts C. C., Numerical modeling of the
aumento del reclutamento di unità moto-
1996, 3, 157-175. transient dynamics of a skier while gliding,
rie in risposta alle alte velocità ed alle
enormi forze centrifughe cui deve resistere 4. Colombo M., Aspetti biomeccanici e fisio- Biomechanics of Sport, The American Society
lo sciatore. È evidente che lo sciatore dota- logici dello sci alpino, Tesi di diploma ISEF of Mechanical Engineers, 1987.
to di imponenti masse muscolari riesce a Lombardia, 2000. 16. Roi G.S., Larivière G., La valutazione fun-
contrastare con meno fatica tali forze di 5. Colombo M., Buselli P., Rosa G., Roi G.S., zionale dell’atleta. Presupposti teorici ed
compressione esterne. Functional assessment of top level Alpine implicazioni pratiche, Coaching & Sport
skiers: anthropometrical and strength diffe- Science Journal, 2, 1, 1997, 37-42.
Conclusioni rences between nationals teams competing 17. Saibene F., Cortili G., Roi G., Colombini A.,
in 1982 and 1999 world cup season, in: Book The energy cost of level cross-country skiing
In questo scritto, sono stati esposti i moti- of Abstracts, 2nd International Congress on and effect of the friction of the ski, Eur. J.
vi per cui gli atleti con maggior massa cor- Skiing and Science 2000, 208-209. Appl. Physiol., 58, 1989, 791-795.
porea sono avvantaggiati nelle discipline 6. di Prampero P.E., Le dimensioni corporee, 18. Savolainen S., Theoretical drag analysis of
veloci dello sci alpino. Secondo quanto in: La locomozione umana su terra, in acqua, a skier in the downhill speed race, Int. J.
esposto, è lecito supporre che un allena- in aria, Edi Ermes, Milano, 1987, 73. Sport Biomech., 5, 1989, 26-39.
mento volto ad incrementare la massa 7. Hämäläinen T., Spring E., The influence of 19. Savolainen S., Visuri R., A review of athle-
magra possa apportare benefici alla pre- snow hardness on ski friction, Commentatio- tic energy expenditure, using skiing as a
stazione. È noto che soggetti non allenati nes Physico-Mathematicae, 76, 1986, 1-17. practical example, J. Appl. Biomech., 10,
nell’arco del primo anno di allenamento 8. Hintermeister R. A., O’Connor D. D., Lange 1994, 253-269.
con i pesi, allenandosi e nutrendosi corret- G. W., Dillman C. J., Steadman J. R., Muscle 20. Tesch P. A., Aspects on muscle properties
tamente, riescono, nei migliori casi (e activity in wedge, parallel, and giant slalom and use in competitive Alpine skiing, Med.
senza l’ausilio di farmaci) ad incrementare skiing, Med. Sci. Sports Exerc., 29, 4, 1997, Sci. Sports Exerc., 27, 1995, 310-314.
la massa muscolare di un massimo di 6-8 548-553. 21. Watanabe K., Ohtsuki T., Postural changes
kg. Negli atleti dello sci alpino, è ragione- 9. Kaps P., Nachbauer W., Mössner M., Deter- and aerodynamic forces in Alpine skiing,
vole ritenere che questo incremento sia mination of kinetic friction and drag area in Ergonomics, 20, 1977, 121-131.
più contenuto, a causa degli allenamenti Alpine skiing, Skiing Trauma and safety: 10th 22. Watanabe K., Ohtsuki T., The effects of
tecnici e dei costanti impegni di gara, che Int. Symp., ASTM STP 1266, Philadelphia, posture on the running speed of skiing, Ergo-
interferirebbero con gli allenamenti per l’i- 1996. nomics, 21, 1978, 987-988.
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pertrofia. Pertanto lo sviluppo della massa 10. Karlsson J., Profiles of cross-country and 23. White A. T., Johnson S. C., Physiological
muscolare dovrebbe essere un obiettivo a Alpine skiers, Clin. Sports Med. 3, 1984, 245- aspects and injury in elite Alpine skiers,
lungo termine. Non è neppure necessario 271. Sports Med., 15, 3, 1993, 170-178.
ridurre la percentuale di grasso a livelli 11. Kornexl E., Anthropometrische Untersu- 24. White A. T., Johnson S.C., Physiological
troppo bassi in quanto un’eccedenza di chungen im alpinen Schirennlauf (I Teil). comparison of international, national and
grasso non sembra ostacolare di per sè la Leibesübungen, Leibeserziehung, 29, 1975, regional Alpine skiers, Int. J. Sports Med., 12,
prestazione, anche se potrebbe essere indi- 196-201. 1991, 374-378.
ce di una forma fisica insufficiente.
Summaries
.
The Winter Olympic Games of Salt Lake incremental test (vVO2max or maximal aero- duced to players’ training programmes after
City and international development bic velocity). In light of this physiological having learnt the correct techniques. These
trends for winter sports approach it should be possible in the next combinations have a significant impact on
A. Pfützner, M. Reiss, K. Rost five years to diversify training and explore training and introduce elements of variety,
64 endurance training effects and fitness. interest and motivation to training sessions.
The paper draws a balance of the recent
Winter Olympic Games of Salt Lake City,
and attempts an analysis of international Some aspects of competition preparation Recovery in training with overloads
trends in the development of winter sports. P. Tschiene R. D'Isep, M. Gollin
This entails an analysis of the evolution of
results at an international level and of the After having defined the concepts of top The paper highlights the cause-effect rela-
underlying structural components. These form, structure of performance and struc- tionship when choosing different recovery
are chiefly made up of: the efficacy of ture of competition, the paper looks at the times in training sessions using overloads. It
training systems; technological progress relationship between competition and train- is observed that this element is not suffi-
and the organisation of competition perfor- ing according to an approach based on: the ciently highlighted in the literature, while
mance; the professionalisation of the theory of systems; time constraints for com- experience shows that in the medium- and
coaching and training system and scientific petition preparation; ergogenic aids to opti- long-term especially there are substantial
assistance given to training. The main caus- mise performance in training and competi- differences regarding the desired perfor-
es of a growth in performance at a national tion; the problem of the extension of the mance and muscular model.
level are: an improvement in training effica- competitive season and the state of top The analysis of deciding factors starts from
cy, the successful passage of men and form; the relationship between the length of considerations on the energetic system used
women athletes from transitional training training and sporting form and between by the athlete for competition performance
in preparation for top level competition to competition and the state of the immunity and the goals to achieve. Proposed alterna-
top-level training itself, and an improve- system. tives take into account bibliographical data,
ment in training control based on a coach- although they partly diverge from such data
advisors system. Some conclusions are as regards the relationship between the time
drawn from the considerations and analyses Fatigue: central and peripheral aspects dedicated to contraction and recovery time.
made with reference to the new Olympic G. N. Bisciotti, P. P. Iodice, R. Massarelli, The conclusions consider the degree of “cus-
cycle. M. Sagnol tomisation” required to respect inter-indi-
vidual differences, which are influenced by
The phenomenon of fatigue has a multifac- somatotype and the number of years of
The contribution made by science torial aetiology that is not always easy to training and sporting expertise of athletes,
to sports training pinpoint and difficult to interpret, having highlighting the fact that training can be
V. Billat not a few conceptual contradictions. ruined by incorrect recovery times, causing
The phenomenon is traditionally broken effects that are different from and even the
For almost 80 years, physiological studies down into peripheral fatigue and central opposite of the goal one wishes to achieve.
have attempted to explain the basis for fatigue, with chiefly metabolic causes for
endurance performance and to develop the former and basically neural grounds for
ways of improving performance by training. the latter. The general picture is not so Downhill skiing and body mass
Performance for a runner can be represent- clear-cut however, and the various trigger M. Colombo, C. Osgnach, G. S. Roi
ed by his/her personal power (velocity) ver- factors very often overlap in a vague man-
sus time to exhaustion (time limit) relation- ner, making the situation difficult to inter- After an introduction on distinctions
ship. There are some particular velocities pret. In this short review an attempt is made between “favouring” factors and “determin-
that delineate intensity domains which. are to outline the current state of knowledge ing” factors for performance, the paper
determined by oxygen uptake (VO 2 ) and regarding the onset of both peripheral and analyses the role of body mass as a favour-
blood lactate response vs. time. This can central fatigue, highlighting the many ing factor in downhill skiing speed events. A
distinguish: 1¡: the maximal lactate steady- unclear points and possible areas for future detailed illustration is given of the forces
state where the rate of appearance of blood study. that aid and those that hinder the skier. It is
lactate equals
. the rate of disappearance and then shown that a skier having a consider-
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at which VO2. stabilizes after 3 minutes at able body mass can accelerate faster, other
about 85% VO 2 . This corresponds to the Physical training in team sports factors being equal, especially at high
highest velocity that. an athlete can sustain G. Cometti speeds. Finally there is discussion of the
for an hour (85% vVO2 for a well-endurance importance of increasing the skier’s muscu-
trained subject), carbohydrate (and lactate After giving some examples of typical exer- lar mass rather than body mass for biome-
even) are the main substrates for this exer- cises used in weight-lifting, wrestling, judo chanical and physiological reasons. Top-level
cise; 2¡, the critical power which is the slope and boxing training that may be used for downhill skiing performance derives in any
of the relationship
. between distance and physical training in team sports, the paper case from technical expertise and race strat-
time run at VO2max; . 3¡, the minimal velocity presents combinations of general and spe- egy, with the assistance of a host of favour-
associated with VO2max determined in an cific exercises that can gradually be intro- ing factors, including significant body mass.