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Fisiologia e sport: intervista


61
Elementi di didattica
a Piero Enrico di Prampero dei giochi sportivi:
A cura di Silvio Dorigo l’allievo e lo spazio-tempo
Andrea Ceciliani
Gli aspetti cognitivi legati
alla percezione dello spazio e del tempo

24
Gli effetti negativi del doping 1
A cura di Mario Gulinelli, Arnd Krüger
69
Successo ed insuccesso
nella carriera dei giovani
tennisti
25
L’effetto residuo d’allenamento
Piotr Unierzyski, Alberto Madella
Una ricerca sulle ragioni del successo
Vladimir Issurin, Gilad Lustig e dell’insuccesso di giovani tennisti
Classificazione, durata e componenti
pratiche dell’effetto residuo
SDS/RIVISTA DI CULTURA SPORTIVA ANNO XXIII N. 60-61 di allenamento

75
Un modello
di management strategico
30 della sponsorizzazione
Sommario Training’s Digest
A cura di Mario Gulinelli, Arnd Krüger
Il mistero dei corridori africani
sportiva
Alain Ferrand, Claude Ferrand,
Luigino Torrigiani
Un modello d’azione e la strategia
di management della sponsorizzazione
sportiva

3 31
Genetica e limiti
Le tappe conclusive della capacità di prestazione
della carriera degli atleti
di alto livello
Hans- Hermann Dickhut
Il rapporto tra predisposizioni genetiche
83
Dieta mediterranea
Vladimir N. Platonov e capacità di prestazione anche per gli atleti di alto
Il sistema della preparazione a lungo livello?
termine non finisce quando è stato Alexandra Schek
raggiunto il massimo livello dei risultati L’alimentazione come elemento
per ottenere migliori risultati sportivi:
39
Attività fisica, sport
quale deve essere la sua composizione
ottimale per l’allenamento di alto livello
e invecchiamento e per coloro che praticano sport a livello
14
Training’s Digest
Jack H. Wilmore, David L. Costill
Dimensioni e composizione corporee,
ricreativo? (Parte prima)

A cura di Alessandra Scheck risposte fisiologiche all’esercizio fisico


L’ossidazione dei grassi intenso (forza, funzione cardiovascolare
e respiratoria) (parte prima)
90
Aspetti fisiologici del lavoro
intermittente
15 47 Gian Nicola Bisciotti
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 60-61

L’“evidence based coaching” L’incidenza fisiologica dei parametri


Antonio La Torre, Roberto Codella, Stretching e performance di durata, intensità e recupero
Giampiero Alberti, Enrico Arcelli, sportiva nell’ambito dell’allenamento intermittente
Ermanno Rampinini, Franco M. Impellizzeri Gilles Cometti, Lucio Ongaro,
Ovvero l’allenamento basato Giampiero Alberti
sulle dimostrazioni scientifiche Effetti fisiologici degli esercizi
della sua efficacia. Perché l’uomo di stretching, loro restrizioni applicative
“da campo” non può prescindere
dalla logica della ricerca scientifica
e utilità prima e dopo la performance
sportiva (parte prima)
95
Summaries
SDS, nel panorama delle riviste tecnico-scientifiche presenti nel mondo dello sport, rappre-
Ai lettori senta da circa un ventennio, ventitré anni per l’esattezza, un punto di riferimento importante
per quanti: allenatori, tecnici e manager in essa hanno trovato una guida e uno stimolo per le
loro conoscenze; un conforto, ma, soprattutto un confronto per la verifica delle proprie com-
petenze professionali. I temi trattati e i contenuti, sempre di elevato livello, ne hanno fatto
una rivista apprezzata non solo in Italia, ma anche in campo internazionale; una rivista spe-
cialistica di sicuro prestigio, che è nostra intenzione rivedere e riaggiornare sotto il profilo del
taglio redazionale, adeguandola ai cambiamenti nel frattempo intervenuti nel sistema sporti-
vo italiano. La nostra sarà una rivista trimestrale di livello medio-alto destinata ad allenatori;
2 insegnanti di educazione fisica; medici specialisti in medicina dello sport; studenti e laureati
delle Facoltà di Scienze motorie; dirigenti sportivi; esperti del tempo libero, del fitness, del
wellness.
Anche se la proprietà della testata resterà alla CONI Servizi SpA, così come la redazione e il
coordinamento editoriale, la realizzazione delle rivista sarà affidata, per tre anni (2004-2005-
2006) all’editore Calzetti-Mariucci di Perugia, un nome senza dubbio di garanzia e qualità, cui
andrà anche l’onere di diffonderla presso altri potenziali lettori, fino ad ora, poco o affatto
raggiunti.
Il nostro sarà un work in progress, non solo per ciò che attiene all’individuazione di nuovi
contenuti, ma anche di partner con i quali approfondire temi nuovi, di comune interesse e di
sicura presa sui lettori.
Massimo Cozzi

Presentare proprio no! Non abbiamo bisogno di presentare ai lettori la rivista tecnico-scienti-
fica della Scuola dello Sport. “Essediesse”. Essa, che ha già ventitré anni di vita, è ben cono-
sciuta e da molti studiata, per esigenze professionali, e scrupolosamente raccolta, in Italia e
anche fuori: non è un fenomeno nuovo dell’editoria specialistica: già è, e continuerà ad esse-
re, nel prossimo futuro.
SDS, dunque, nel segno della continuità. Stessa eccellente Redazione di sempre (con a capo
Mario Gulinelli e con la validissima Olga Iourtchenko) e aumentato spirito di servizio: non
vive a lungo senza questi (senza una Redazione efficiente e senza un vero spirito di servizio)
nessuna rivista. Né vivrebbe una come SDS, da sempre impegnata a cercare molto, cercare
dappertutto, trovare il meglio, sapere scegliere e poi “collegare” e “collocare”, proponendo
una “via” ai lettori e, così, aiutando la loro formazione. Rivista, da ventitre anni, ragionata,
non inventata.
SDS ha già contribuito a formare, e più generalmente ad informare, diverse generazioni di
allenatori e, da qualche anno, anche i manager dello sport. Ma non si esauriscono qui le cate-
gorie di lettori, diciamo potenziali lettori della rivista. La nostra intenzione é di allargare le
“conoscenza” delle “conoscenze” necessarie per ben operare nel mondo dello sport: e ciò in
tre sensi distinti e, per noi, ugualmente auspicabili:

• allargare il numero delle professioni dello sport interessate alla rivista: non solo allenatori e
dirigenti, anche giovani in formazione per le scienze motorie e per lo sport (si pensi alle
migliaia di studenti delle numerose Facoltà universitarie appunto di Scienze motorie e
sportive del Paese), anche ricercatori, anche medici specialisti in sport e non, anche prepa-
ratori fisici, anche esperti di efficienza fisica e di fitness. Insomma, un mondo vasto e
variegato;
• allargare il numero delle discipline sportive studiate e rappresentate sulla rivista (lo si potrà
fare anche grazie – speriamo – a specifici accordi con le diverse Federazioni Sportive
Nazionali e le Discipline Associate), per potere disporre degli specifici approfondimenti (dei
quali così spesso si avverte la mancanza, oggi);
• allargare l’ambito dell’approfondimento delle specifiche conoscenze: non solo, come già
osservato, gli approfondimenti tematici (la rivista é stata fino ad oggi – meritoriamente –
sostanzialmente caratterizzata da questo aspetto), ma anche la divulgazione di temi, ovve-
ro livelli iniziali ed intermedi di approfondimento, per raggiungere più lettori e raggiungerli
meglio, mettendo i più a proprio agio e facendo loro desiderare di leggere ancora, di legge-
re altro, di confrontare ed approfondire.
Questo ampliamento a tutto campo, non lo facciamo da soli, lo facciamo con la collaborazio-
ne di un Editore, giustamente noto in Italia, attualmente egemone nell’editoria sportiva (e
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 60-61

non solo esperto, ma anche appassionato - è questo è il bello! - dello studio dello sport) cui
per la prima volta ci affidiamo. A noi il compito di produrre contenuti adeguati ai tempi,
all’Editore Calzetti-Mariucci – Editori in Perugia – di realizzare e di diffondere, anche pro-
muovendo.
Cominciamo, dunque, anzi ricominciamo. Pubblicare riviste é sempre, ogni volta, ricominciare
da capo.
Pasquale Bellotti
Roma, luglio 2004
Teoria dell’allenamento

Vladimir N. Platonov, Rettore dell’Università nazionale per l’educazione fisica e lo sport dell’Ucraina, Kiev

Le tappe conclusive della carriera degli atleti di alto livello


Il sistema della preparazione a lungo termine non finisce
quando è stato raggiunto il massimo livello di risultati 3

Nella scienza dell’allenamento si possono trovare molte informazioni che riguardano le diverse tappe della
preparazione a lungo termine degli atleti. Ma finora è stata largamente trascurata la discussione scientifi-
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 60-61

ca sull’ultima tappa della carriera degli atleti d’alto livello, cioè quella nella quale le loro prestazioni dimi-
nuiscono gradualmente. Dopo avere illustrato la struttura e i fattori che determinano il sistema della pre-
parazione a lungo termine e le particolarità dell’allenamento nelle sue varie tappe, vengono descritte le
caratteristiche della tappa della graduale diminuzione dei risultati, si affrontano le problematiche che la
riguardano, si indicano le strade per l’intensificazione dell’allenamento nel sistema della preparazione a
lungo termine, si descrive la dinamica del carico in tale sistema e, infine, si trattano i cambiamenti nella
struttura dell’anno di allenamento e la struttura della preparazione prima dei Giochi olimpici.
1. Struttura e fattori Tabella 1 – Età d’inizio e durata dell’allenamento necessario per ottenere la qualifica di “Campio-
che determinano il sistema ne sportivo” e “Campione sportivo di classe internazionale”.
della preparazione a lungo
termine Sport Età all’inizio Durata dell’allenamento (anni)
dell’allenamento
Campione Campione sportivo
La durata e la struttura del sistema della sportivo di classe internazionale
preparazione a lungo termine alle massime
prestazioni (PLT) dipendono da questi fat- Maschi Femmine Maschi Femmine
tori: Corse di velocità 12-14 5-6 6-7 6-7 8-9
Corse di fondo 13-15 6-7 7-8 8-9 8-9
4 • le particolarità individuali specifiche Nuoto: medie
degli atleti e delle atlete, il ritmo della e lunghe distanze 8-10 6-7 7-8 7-8 9-10
loro maturazione biologica e quello di Sci di fondo 13-15 6-7 7-8 8-9 10-11
miglioramento delle loro prestazioni Lanci (atletica leggera) 13-15 5-6 6-7 7-8 8-9
Pesistica 13-15 5-6 6-7 7-8 8-9
sportive, che spesso dipende da tali par- Pugilato 12-14 — 6-7 — 8-9
ticolarità; Vari tipi di lotta 12-14 — 6-7 — 8-9
• l’età d’inizio della pratica sportiva come Ginnastica artistica 6-9 6-7 7-8 7-8 10-11
anche quella d’inizio dell’allenamento Pallacanestro 12-14 7-8 8-9 9-10 10-11
speciale in uno sport o in una disciplina Handball 12-14 7-8 8-9 9-10 10-11
sportiva;
• le leggi della formazione dei diversi
aspetti della maestria sportiva specifica Questa suddivisione permette di sistema- realizzazione delle possibilità individuali.
(ovvero della capacità specifica di pre- tizzare meglio il processo di allenamento, Perciò occorre che siano particolarmente
stazione) che si basano sulla direzione di determinare precisamente il periodo cauti durante il processo di allenamento
dei processi di adattamento dei sistemi d’allenamento più impegnativo (ovvero con soggetti in via di accrescimento, che si
funzionali dominanti in un determinato con i carichi più elevati), finalizzato a rag- trovano in età puberale, in quanto tale età
sport o disciplina sportiva; giungere i massimi risultati. è accompagnata da sproporzioni nello svi-
• dal contenuto dell’allenamento, cioè Nella maggior parte degli sport, i limiti dei luppo degli organi e dei sistemi di organi e
degli esercizi, dalla loro utilizzazione periodi ottimali per le massime prestazioni da una “riorganizzazione” dell’apparato
metodica, dalla loro dinamica; sono abbastanza stabili, e non sono signi- endocrino, che provoca un peggioramento
• da tutte le misure di vario tipo (sociale, ficativamente influenzati né dal sistema di dei processi di adattamento, una diminu-
medico, alimentare, psicologico, ecc.) atte selezione o d’allenamento, né dall’età d’i- zione della capacità di lavoro e un rallen-
a favorire lo sviluppo della prestazione. nizio dell’allenamento e da altri fattori. tamento dei processi di recupero dopo i
Perciò, occorre sforzarsi per fare in modo carichi di allenamento e di gara.
L’insieme di questi fattori determina, che la massima prestazione dell’atleta sia In alcuni casi di atleti straordinari, che pre-
generalmente, la durata dell’allenamento pianificata nell’età ottimale nella quale sentano evidenti particolarità individuali,
pluriennale, cioè il tempo necessario per può essere ottenuta. Tale età, anche nello però, non ci si deve orientare esclusiva-
arrivare a risultati di vertice e, quindi, stesso sport, non è identica per gli atleti e mente sull’età ottimale nella quale vengo-
anche i periodi d’età nei quali normalmen- le atlete. Ne devono essere assolutamente no ottenute le massime prestazioni, come
te vengono ottenuti tali risultati. consapevoli gli allenatori che operano in sarebbe corretto nella maggior parte dei
Naturalmente, l’età in cui s’inizia l’attività campo giovanile, che sono quelli che crea- casi. Lo sviluppo proprio dell’età di tali atle-
sportiva, e i diversi periodi di tempo che no le fondamenta per il successivo allena- ti ed i processi di adattamento che si rea-
sono necessari per raggiungere le massime mento speciale nella tappa della massima lizzano nel loro organismo per azione degli
prestazioni di livello nazionale ed interna-
zionale, sono determinati dalle leggi Tabella 2 – Volume dell’allenamento necessario per ottenere la qualifica di “Campione sportivo”
oggettive dell’adattamento a lungo termi- e “Campione sportivo di classe internazionale”.
ne dell’organismo ai carichi d’allenamento
e di gara di qualsiasi sport (tabella 1). Sport Volume di lavoro (ore) Numero delle unità
Per le atlete, normalmente, la strada per di allenamento
arrivare a queste prestazioni, è più breve
che per gli atleti. Ed esistono anche note- Campione Campione Campione Campione
sportivo sportivo di classe sportivo sportivo di classe
voli differenze nel volume d’allenamento internazionale internazionale
necessario per arrivare ad esse (tabella 2).
Una pianificazione razionale dell’allena- Corse di velocità 2000 3800 1200 2200
mento pluriennale spesso è collegata alla Corse di fondo 2600 5200 1800 3300
determinazione dei limiti d’età ottimali Nuoto: medie
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entro i quali si ottengono grandi risultati e lunghe distanze 2800 5400 2000 3200
nella maggioranza dei casi. Il periodo di vari Sci di fondo 2900 5500 1800 2900
anni nei quali si ottengono queste presta- Lanci (atletica leggera) 2300 4400 1600 2600
Pesistica 2400 4400 1500 2400
zioni, normalmente, è diviso in tre fasce: Pugilato 2000 3500 1200 2000
Vari tipi di lotta 2300 4000 1700 2800
1. l’età dei primi gradi successi Ginnastica artistica 2700 4200 1900 3000
2. l’età delle migliori possibilità individuali Pallacanestro 2400 4500 1500 2500
3. l’età del mantenimento di un elevato Handball 2400 4500 1500 2500
livello di prestazione.
stimoli specifici di allenamento, Oggi, anche nello sport olimpi-
esigono una pianificazione co, è ben noto che i vantaggi
individualizzata del processo di politici ed i guadagni economi-
preparazione a lungo termine. ci non provengono dai risultati
Spesso va calcolato un notevo- di atleti giovani e poco cono-
le accorciamento del percorso sciuti, che diventano campioni
necessario a raggiungere le o olimpici o mondiali per la
massime prestazioni. Frequen- prima volta, ma da quelli di
temente, il talento motorio, “divi” dei mass media, già
un’elevata labilità (mobilità) dei famosi. Sono questi che attira-
principali sistemi funzionali ed no la massima attenzione da 5
un elevato ritmo di sviluppo parte degli sponsor e dei
individuale, permette a questi responsabili “politici”.
atleti di giungere all’apice della Anche gli atleti hanno ben
maestria sportiva e delle pre- compreso che riuscire a man-
stazioni, da uno a tre anni tenere a lungo, e addirittura
prima dell’età ottimale, senza migliorare, il livello di risultati
alterazioni delle leggi di una raggiunto rappresenta non
pianificazione pluriennale. solo una condizione della loro
La specificità dei processi di popolarità, ma anche del loro
adattamento nei diversi sport benessere economico.
si manifesta anche nel tempo E l’hanno capito anche i diri-
per il quale possono essere genti delle Federazioni sporti-
conservati quei parametri del- ve, gli allenatori, i medici dello
l’adattamento che hanno sport e tutti gli altri esperti, la
garantito la comparsa di questi Figura 1 – Durata media del mantenimento dell’adattamento a lungo termi- cui posizione economica e
atleti nell’arena dei massimi ne che garantisce il massimo livello di prestazioni in alcuni sport (maschi: sociale dipende anche dalla
livelli dello sport internazionale azzurrro; femmine: arancione). durata della carriera e della
(figura 1) popolarità dei campioni sporti-
La durata del mantenimento vi. Naturalmente, ciò esige che
dell’adattamento (in quanto risultato del 1. la preparazione iniziale (dei principianti); si riesamini la struttura generale del siste-
processo di preparazione a lungo termine), 2. la preparazione preliminare di base; ma della preparazione a lungo termine
spesso, è determinata dalla struttura del- 3. la preparazione specializzata di base; che, più opportunamente, andrebbe arti-
l’attività di gara dell’atleta e dai fattori che 4. la massima realizzazione delle possibilità colato non più in cinque, ma in sette
condizionano la sua prestazione. Negli individuali (preparazione ai risultati più tappe. A ciò corrispondono anche lo stato
sport nei quali il risultato è determinato da elevati); attuale e le tendenze di sviluppo dello
un numero limitato di fattori, e da un cari- 5. il mantenimento di risultati elevati (di sport olimpico. In particolare, ciò vuole
co d’allenamento e di gara che interessa un elevato livello di capacità di presta- dire che alla tappa del mantenimento di
costantemente e unicamente alcuni siste- zione). un livello elevato di risultati va aggiunta
mi funzionali, si osserva che la durata della quella del graduale regresso delle presta-
permanenza a livello di vertice è scarsa. L’ allenamento nelle prime quattro tappe è zioni.
Nella stessa direzione agisce un lavoro di il più studiato ed elaborato dal punto di Ma dobbiamo anche iniziare a parlare di
allenamento uniforme ed unilaterale (ad vista scientifico e pratico. La tappa del un’ultima tappa, in quanto è venuto il
esempio, nel nuoto, nel pattinaggio su mantenimento di risultati elevati è note- momento di cominciare a pensare ad
ghiaccio di velocità), accompagnato da volmente meno chiara, perché quanto introdurre nel sistema della preparazione a
elevati carichi dell’apparato lomotorio e di sappiamo su di essa ci deriva dall’esperien- lungo termine la tappa del ritiro dallo
sostegno e da traumi (come è il caso degli za, puramente pratica, di molti grandi atle- sport di vertice.
sport di combattimento e della ginnastica ti che hanno espresso un grande maestria I compiti di quest’ultima tappa già non
artistica). per dieci-quindici anni, ottenendo notevoli sono più collegati con la necessità di otte-
In questi sport, tranne eccezioni, non si successi nell’arena internazionale e, nere grandi risultati e di partecipare a
riesce a mantenere il livello di adattamen- soprattutto, in quella olimpica a 30-35 competizioni importanti. Si tratta, invece,
to necessario per risultati di vertice per un anni d’età e talvolta anche dopo. di creare le condizioni per un efficace
periodo superiore a uno-tre anni. Una per- Nel moderno sport di prestazione, il pro- disadattamento dell’organismo dell’atleta
manenza a questo massimo livello per cin- lungamento della presenza di atleti di ver- fino ad un livello tale da garantirgli la
que-otto anni, e oltre, deve essere consi- tice al massimo livello è diventato un pro- salute ed una vita futura tranquilla e com-
derata un caso straordinario. blema molto attuale della loro attività di pleta dal punto di vista psichico.
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preparazione e di gara, determinato anche La durata di ciascuna tappa è imposta


2. Le particolarità dal fatto che non sono diminuiti né il valo- dalla specificità dello sport o della discipli-
dell’allenamento nelle diverse re politico, né quello commerciale dello na sportiva, dalle particolarità individuali e
tappe della costruzione a lungo sport olimpico. In esso si evidenziano, in specifiche dei sessi e dall’intero sistema di
termine della prestazione modo scottante, gli stessi processi dello preparazione.
sport professionistico: popolarità e capa- I dati della tabella 3 forniscono un quadro
Il sistema della preparazione a lungo terr- cità d’attrarre il pubblico presuppongono molto generale dei limiti d’età degli atleti
mine, abitualmente, viene articolato in l’esistenza di star famose e presenti sulla nelle singole tappe del sistema di allena-
cinque tappe: scena sportiva da molto tempo. mento a lungo termine.
Tabella 3 – Limiti di età degli atleti nelle singole tappe del sistema di allenamento a lungo termine (dell’allenamento pluriennale).

Limiti d’età nei diversi sport


Tappe Corse Ciclismo Sport acquatici Nuoto
nel sistema Mezzofondo Fondo Sci Inseguimento Strada Kajak Canoa Brevi Medie e Ginnastica Lotta libera
di allenamento di fondo distanze lunghe artistica e greco
a lungo termine distanze romana
Allenamento iniziale
Maschi 10-12 11-13 11-13 11-13 11-13 10-12 10-12 8-10 8-10 7-9 10-12
6 Femmine 10-12 — 11-13 — — 10-12 — 8-10 8-10 6-8 —
Allenamento di base
Maschi 13-15 13-15 14-16 14-16 14-16 13-16 13-17 11-12 11-12 10-13 13-15
Femmine 13-15 13-15 14-16 — — 13-15 — 10-12 10-12 9-11 —
Preparazione speciale di base
Maschi 16-20 17-22 17-21 17-19 17-19 17-20 18-21 13-18 13-16 14-16 16-18
Femmine 16-19 16-20 17-20 — — 16-18 — 12-16 13-15 12-14 —
Preparazione ai massimi risultati
Maschi 21-23 23-25 22-25 20-22 20-23 21-23 22-24 19-21 17-19 17-19 19-22
Femmine 20-22 21-23 21-24 — — 19-22 — 17-19 16-18 15-16 —
Massima realizzazione delle possibilità individuali
Maschi 24-26 26-28 26-29 23-26 23-27 24-26 25-27 22-24 20-23 20-22 23-27
Femmine 23-25 24-26 25-28 — — 23-25 — 20-22 19-22 17-18 —
Mantenimento di risultati elevati
Maschi 27-29 29-32 30-32 27-29 28-32 27-29 28-30 25-26 24-27 23-24 28-30
Femmine 26-28 27-30 29-30 — — 26-28 — 23-24 23-25 19-20 —
Regresso graduale dei risultati
Maschi ≥ 30 ≥ 33 ≥ 33 ≥ 30 ≥ 33 ≥ 30 ≥ 31 ≥ 27 ≥ 28 ≥ 25 ≥ 31
Femmine ≥ 29 ≥ 31 ≥ 31 — — ≥ 29 — ≥ 25 ≥ 26 ≥ 21 —

3. La tappa del mantenimento per migliorare la prestazione, ma anche ficacia delle azioni motorie. Ma alla solu-
di risultati elevati per neutralizzare le influenze negative zione del problema possono contribuire
delle quali abbiamo parlato. anche importanti fluttuazioni nel carico
In questa tappa, normalmente, l’allena- d’allenamento.
mento è fortemente individualizzato, per Tipico di questa tappa è lo sforzo di mante- Ad esempio, in un macrociclo nel quale sia
questi motivi: nere, con lo stesso volume d’allenamento o prevista una riduzione generale del carico
uno minore, il livello di possibilità funzio- di allenamento, si possono pianificare
• primo: l’elevata anzianità d’allenamento nali dei più importanti sistemi dell’organi- molto efficamente solo microcicli e meso-
dell’atleta aiuta l’allenatore a compren- smo raggiunto precedentemente. Contem- cicli con carichi d’urto. Per alcuni atleti,
dere pienamente le sue particolarità, i poraneamente si deve dedicare la massima come misura di recupero della loro mae-
punti deboli e quelli forti, a studiare i attenzione al perfezionamento della tecni- stria sportiva, può essere efficace passare
mezzi ed i metodi d’allenamento più effi- ca, all’aumento della disponibilità psichica da una specializzazione ad un altra, ma
caci, a trovare nuove varianti di pianifi- ed all’eliminazione di carenze parziali nelle affine ad essa. Si possono citare molti
cazione del carico. In questo modo si capacità fisiche. Un importante fattore di esempi nei quali proprio questo cambia-
apre la possiiblità di incrementare effica- questo programma è rappresentato dalla mento di specializzazione, o di disciplina,
cia e qualità del processo d’allenamento maturità tattica, che è un frutto diretto ha condotto al prolungamento della car-
e, così, anche di mantenere il livello di dell’esperienza di gara dell’atleta. riera al massimo livello di un atleta. Le
prestazione raggiunto; Si deve tenere conto che, in questa tappa, combinazioni più frequenti di questo
gli atleti sono in possesso di un elevato genere sono: nel ciclismo il passaggio dalla
• secondo: la comparsa un inevitabile grado di adattamento ai più diversi stimoli pista alla strada, nell’atletica leggera dal
regresso del potenziale funzionale e della di allenamento. Perciò è ovvio che ora non salto in lungo al salto triplo, dalle corse
capacità di adattamento dell’organismo, si possono ottenere progressi, nè mante- veloci in piano e dal mezzofondo alle corse
provocato non soltanto dai processi nere il livello precedente di prestazione, ad ostacoli (ad esempio, è quanto ha fatto
naturali di invecchiamento degli organi e utilizzando le varianti della pianificazione, la russa I. Privalova passata dai 100-200 m
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dei loro sistemi, ma – in un sistema di i mezzi ed i metodi utilizzati precedente- ai 400 hs, da lei vinti nelle Olimpiadi di
preparazione a lungo termine – anche mente. Non è solo difficile, ma semplice- Sydney del 2000) od ai 3000 siepi, nel
dalla sommatoria dei carichi elevati delle mente impossibile. Per questo, ora come nuoto dai quattro stili ad un solo stile, ecc.
tappe precedenti. Non di rado vi svolgo- non mai, occorre uno sforzo per cambiare, Le ragioni dell’efficacia di un simile cam-
no un ruolo le conseguenze dei traumi, per sostituire mezzi e metodi, per usare biamento vanno ricercate nel fatto che, in
per cui il carico non viene più aumenta- apparecchiature di allenamento che non questo modo, si sfruttano nuove riserve
to, ma deve essere addirittura ridotto. sono state ancora utilizzate, ma anche d’adattamento, delle quali ancora dispone
Per questa ragione è di estrema attualità mezzi aspecifici, in grado di stimolare ulte- l’atleta, come reazione a stimoli completa-
non solo la ricerca di riserve individuali riormente la capacità di prestazione e l’ef- mente nuovi d’allenamento e di gara.
4. La tappa del graduale sono stati oggetto di interventi brutali da Grazie a manovre politiche ed alle stru-
regresso delle prestazioni parte degli avversari. Per questa ragione, mentalizzazione dei mass-media questi
un’efficace prevenzione delle malattie e atleti sono riusciti (e riescono ancora oggi)
In questa tappa, l’allenamento, più che dei traumi è un problema che non deve a mantenere per alcuni anni l’immagine di
nella precedente, è caratterizzato da una risolvere solo il medico, ma anche l’allena- atleti in piena attività, fingendo di allenarsi
riduzione del volume complessivo dell’atti- tore e tutti coloro che seguono l’atleta. I e di volere partecipare a grandi competi-
vità (del lavoro) d’allenamento e di gara. principali fattori di rischio sono considera- zioni o a tornei importanti, affermando
Contemporaneamente, l’impostazione del- ti i carichi eccessivi e gli errori in vari altri che i loro risultati sono imprevedibili. A ciò
l’allenamento è completamente individua- aspetti dell’allenamento, come anche fanno seguito la rinuncia alla partecipa-
lizzata e in primo piano troviamo la prepa- un’attività irrazionale di gara. zione a tali gare, per una ragione qualsiasi
razione generale (la cosiddetta preparazio- Per un atleta che si trova in questa tappa (normalmente di carattere medico), ed una 7
ne funzionale) e di sostegno (detta anche conclusiva della preparazione a lungo ter- dichiarazione dell’intenzione di volere pro-
complementare), in modo tale da frenare mine, il cui organismo ha ancora scarse seguire nella loro carriera. Tutto porta
così il declino di alcune componenti fonda- riserve d’adattamento e che, spesso, si popolarità e guadagni e, grazie all’influen-
mentali dello stato di allenamento. pone il problema dell’opportunità di conti- za dei mass media, anche gli sponsor, gli
In questa tappa del sistema di preparazio- nuare la sua carriera sportiva, assumono organizzatori di grandi manifestazioni, e le
ne a lungo termine, un momento impor- un rilievo particolare i fattori esterni all’al- Federazioni sportive sono soddisfatti. Si
tante dell’allenamento può essere rappre- lenamento ed alle gare. tratta di fenomeni che non vanno assolu-
sentato dal passaggio ad una struttura Da questo punto di vista sono molto tamente ignorati nella tappa del regresso
annuale dell’allenamento con un numero importanti le sue condizioni di vita, graduale delle prestazioni.
minore di cicli rispetto agli anni preceden- soprattutto la sua sicurezza sociale ed Nella prassi della preparazione a lungo ter-
ti, ad esempio, da due ad un ciclo, da tre- economica. Non meno importanti sono mine però esiste ancora una tappa (spesso
quattro cicli a due. Da un lato ciò rende un’alimentazione razionale e il recupero due): quella caratterizzata di una diminu-
meno impegnativo il processo d’allena- efficace dei carichi di allenamento e di zione notevole del rendimento sportivo, cui
mento, mentre, dall’altro, permette di con- gara. Qui troviamo il campo d’azione di fa seguito un recupero di un livello elevato
centrare, in un determinato periodo, il tutto ciò che può favorire la sua prestazio- di maestria. Tale tappa si presenta o dopo la
volume massimo di mezzi specifici utiliz- ne, assieme all’assistenza scientifico- tappa del massimo livello delle possibilità
zandolo come fattore di stimolo d’adatta- metodologica all’allenamento, della quale individuali, o dopo quella del mantenimento
mento. In questo modo l’atleta può essere fa parte il controllo del livello di allena- di un livello elevato di risultati.
portato ad un nuovo, più elevato livello di mento e la valutazione dello stato funzio- Più frequentemente l’esistenza di questa
disponibilità alla prestazione, nel momento nale dell’atleta. Quest’ultima è necessaria tappa è dovuta a cause esterne: traumi con
delle principali gare dell’anno. sia per scoprire eventuali riserve inutilizza- conseguente, prolungata, interruzione del-
Anche la garanzia di un accurato controllo te, sia per prevenire malattie e traumi. l’attività di preparazione e di gara, depres-
medico dell’allenamento serve a prolunga- Sono molto importanti anche gli impianti sione provocata da insuccessi sportivi, nelle
re le tappe finali della carriera degli atleti, d’allenamento e che essi siano muniti di atlete gravidanza e nascita di un figlio, ecc.
in quanto l’organismo degli atleti che attrezzi e di apparecchiature d’allenamen- Queste interruzioni, da un lato provocano
competono da molto tempo ad alto livello, to (ad esempio, di macchine per l’allena- una notevole diminuzione del livello di pre-
normalmente, presenta le conseguenze di mento della forza) di nuova e moderna parazione fisica, in quanto si perdono o
malattie e traumi precedenti. Naturalmen- concezione, in quanto ciò ha anche un’ef- diventano labili alcune componenti dello
te, aumenta la probabilità che se ne pro- fetto psicologico. stato di preparazione tecnico-tattico e psi-
ducano nuovi. Gli atleti con un’elevata È necessario che, in questa tappa, l’allena- cologica, dovuti ad una naturale perdita di
“anzianità di servizio”, soprattutto nei gio- mento per essere valido sia chiaramente adattamento. Ma, dall’altro, rappresenta il
chi sportivi e negli sport di combattimen- diverso dall’imitazione dell’attività di pre- presupposto per un successivo “salto” adat-
to, inoltre, hanno dovuto affrontare scon- parazione e di gara alla quale tendono tativo, che non ci poteva aspettare da atleti
tri duri con i loro avversari e, non di rado, attualmente alcuni grandi atleti. che per anni si trovavano ad un livello ele-

30 Vladimir N. Platonov 28
Teoria generale della preparazione negli sport olimpici
Due volumi di grande attualità, ciascuno dei quali ha una sua autonomia,
che rappresentano la sintesi più completa delle conoscenze scientifiche
e delle esperienze più attuali sulla preparazione degli atleti olimpici
Sport olimpico e sistema delle La preparazione pluriennale degli atleti; i
gare olimpiche, le basi dell’attività macrocicicli, i meso- e microcicli, le unità d’al-
di gara. Le nozioni di tipo morfo- lenamento e le loro componenti; la selezione
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 60-61

logico, fisiologico biochimico, bio- nello sport; l’orientamento, la direzione e il


meccanico, metodologico genera- controllo della preparazione degli atleti; i
le e speciale, e le componenti tec- mezzi di rigenerazione e stimolazione della
niche, tattiche e psicologiche che capacità di prestazione; preparazione e attività
sono la base scientifica del siste- di gara in condizioni geografiche e climatiche
Fondamenti ma di preparazione degli atleti
olimpici; le capacità motorie, fat-
diverse; i ritmi circadiani; l’alimentazione; i
traumi e la loro prevenzione; il problema del
L’organizzazione
dell’allenamento tori determinanti e metodologia doping; le basi materiali e tecniche della pre- dell’allenamento
e dell’attività di gara del loro sviluppo. parazione e dell’attività di gara. e dell’attività di gara
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vato, ma stabile. In questi casi un allena- Tabella 4 – Cambiamenti morfologico-funzio- livello. Poi, fu costretta ad una seconda
mento razionale porta a successi folgoranti nali prodotti dalla gravidanza nell’organismo tappa, nel 1996, a causa di un infortunio.
di atleti che sembrava avessero dovuto femminile (Vovk 2002). Infatti, in quell’anno dovette abbandonare i
abbandonare lo sport d’alta prestazione. Giochi olimpici del 1996 a causa di un
Ciò riguarda soprattutto le atlete che si Cambiamenti nell’organismo trauma al ginocchio e, nel 1997, fu operata
sono viste costrette ad interrompere la • Incremento della quantità di sangue in ad ambedue i tendini d’Achille. Nel 1998
loro attività, per una gravidanza e la nasci- circolo, prevalentemente attraverso il aveva recuperato quasi completamente il
ta di un figlio. plasma suo potenziale e iniziò di nuovo a parteci-
La pratica attuale dello sport, come anche i • Neoformazione di capillari, aumento pare alle gare. Infortunatasi di nuovo, non
della permeabilità della rete capillare,
risultati di una serie di ricerche scientifiche aumento dell’intensità della circolazione fu in grado, ancora una volta, di allenarsi
8 dimostrano che una lunga interruzione completamente e, nel 1999, non partecipò
sanguigna capillare
degli allenamenti e delle gare, trasforma- • Aumento della capacità di prestazione ad alcuna gara. Ma, nell’anno che precede-
zioni fondamentali nell’organismo di que- fisica a metà della gravidanza, incremen- va i Giochi olimpici di Sydney, riuscì, a
ste atlete, compresa la perdita naturale d’a- to della formazione di ormoni tireotropi trentasei anni, a recuperare completamen-
dattamento, non impediscono assoluta- e adrenocorticotropi te, come Sal’nikov, preparandosi attiva-
• Aumento del volume respiratorio, della
mente il loro ritorno all’attività sportiva, ma ventilazione polmonare e alveolare mente per le Olimpiadi, nelle quali ha vinto
possono essere anche un fattore di stimolo • Accumulo di proteine la medaglia d’oro nel salto in lungo.
per un ulteriore miglioramento delle loro 3. Sempre nei Giochi olimpici di Sydney,
prestazioni (Vovk 2002; Schachlina 2001). non meno inattesa fu la vittoria del tren-
Le atlete incinte, normalmente, interrom- co-funzionali prodotti nell’organismo taquattrenne russo V. Jakimov nella gara
pono la loro attività agonistica per cinque- femminile dallo stato di gravidanza sono individuale su strada. Jakimov era già stato
sette mesi ed il loro allenamento tre-cin- simili a quelli che si realizzano per azio- campione olimpico nel 1988 nell’insegui-
que mesi prima del parto. Ciò dipende, in ne dell’allenamento e ciò, ancora una mento a squadre su pista. Dopo i Giochi
larga misura, dalla specificità dello sport volta, è positivo per l’incremento dell’ef- olimpici di Seoul era passato al professio-
praticato. Dopo tre-cinque mesi dal parto fetto dell’allenamento stesso (tabella 4). nismo, vincendo, nei primi anni ‘90, due
riprendono l’allenamento e, prima di un volte il titolo di campione mondiale su
anno, ritornano ai loro precedenti livelli di L’efficacia di queste ulteriori tappe forzate pista. Nella seconda metà degli anni
carico. Per ritornare al loro livello di risul- nel sistema della preparazione a lungo ter- ottanta entrò in una profonda crisi e
tati hanno bisogno di altri sei mesi (Vovk mine sono confermati da molti esempi dovette abbandonare lo sport d’alto livello.
2002). Questi periodi di tempo possono della pratica attuale dello sport. Eccone 4. Il ginnasta italiano, Yury Chechi, prima
variare secondo la specificità degli sport, lo alcuni casi tipici. dei Giochi olimpici di Barcellona fu vittima
stato di salute, le possibilità funzionali ed di una grave infortunio (rottura del tendi-
anche motivi personali, sociali, dell’atleta. 1. Il nuotatore russo Valdimir Sal’nikov (ex ne d’Achille). Ritornato alle gare ha vinto,
Vi sono una serie di fattori, che dipendono Urss) tra il 1977 ed il 1983 ha dominato, a successivamente, cinque Campionati mon-
dalla gravidanza e dalla nascita di un livello mondiale, le gare sui 400 ed 800 s.l. diale nella specialità agli anelli, e la meda-
figlio, che possono influenzare positiva- Ma, in questo periodo, ha sofferto di varie glia d’oro, sempre nella stessa specialità
mente il successivo allenamento: malattie e di diversi traumi. Per questa nei Giochi olimpici di Atalanta del 1996.
ragione dal 1984 al 1987 ha potuto realiz- Costretto a rinunciare alle Olimpiadi di
• la lunga interruzione provoca un ampia zare solo dal 30 al 50 per cento dei carichi Sydney a causa di un trauma al bicipite
gamma di fenomeni di perdita d’adatta- pianificati, per cui il suo stato funzionale e sinistro, è ritornato alle gare e parteciperà
mento sia delle capacità fisiche, ovvero le sue prestazioni peggiorarono. Prima dei ai Giochi olimpici di Atene.
dello stato funzionale, sia anche in Giochi olimpici di Seoul del 1988 riuscì a 5. In situazione simile – dopo avere parte-
ambito tecnico-tattico. Si indebolisce la superare queste difficoltà e a riprendere, cipato con successo ai Giochi olimpici di
coordinazione, ormai consolidata, tra completamente, un allenamento molto Sydney – si è trovato il grande nuotatore
funzioni vegetative e motorie, le abitudi- intenso. Chi dirigeva la squadra dell’Urrs russo A. Popov – più volte campione mon-
ni motorie diventano più sensibili a fat- non credeva che sarebbe ritornato ai livelli diale e campione olimpico nel 1992 e nel
tori influenti esterni. precedenti e non voleva selezionarlo per i 1996. Dopo tre anni di crisi, a trentadue
Tutto ciò, però, crea condizioni favorevo- Giochi olimpici. Ma Sal’nikov riuscì ad anni, è ricomparso brillantemente nei
li ad un miglioramento tecnico-tattico, imporsi e all’età di trent’anni vinse i 1500 s.l. campionati mondiali di Barcellona del
aumenta l’efficacia dei tradizionali mezzi 2. Un esempio tratto dall’atletica leggera è 2003, nei quali ha vinto tre medaglie d’oro,
e metodi di allenamento. Il beneficio si rappresentato dalla tedesca Heike Drechsel, ponendo una seria ipoteca sui prossimi
manifesta nel rapido recupero del livello che ha dovuto affrontare due volte una Giochi olimpici di Atene.
perduto di capacità fisiche e di funzio- tappa nella quale vi fu un disadattamento,
nalità dei sistemi dell’organismo. con diminuzioni delle possibilità funzionali 5. La tappa dell’uscita
• Ulteriori consequenze positive di una e, successivamente, un recupero (il cosidet- dallo sport di alto livello
lunga interruzione sono il miglioramento to riadattamento) di tali funzioni e della
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dello stato psichico o il recupero della capacità di prestazione sportiva. La prima In questa tappa, le particolarità di ogni
motivazione ad allenarsi. di queste tappe fu provocata da ragioni sport rendono necessari carichi organico-
• Si creano anche i presupposti necessari naturali, dovute alla gravidanza ed alla muscolari specifici, un’assistenza e un
per eliminare le conseguenze di quei nascita di un figlio, ed avvenne quando controllo medico-biologico adeguati e la
traumi che, normalmente, accompagna- aveva a ventiquattro anni e da sette anni direzione dell’andamento dell’adattamen-
no l’impegnativa attività d’allenamento e era presente a livello mondiale e smise di to. Se tutto ciò è strutturato in modo
di gara delle atlete. allenarsi per un anno intero. L’anno succes- razionale è possibile che l’atleta passi,
• Vi sono solide ragioni che permettono di sivo ritornò ai suoi risultati precedenti, senza problemi, alla vita “normale”, inten-
affermare che i cambiamenti morfologi- restando per altri sei anni ad altissimo dendo con ciò che si neutralizzano le con-
seguenze negative per la salute dello sport L'allenamento d’ogni atleta d’elevata qua-
di elevata prestazione e, se possibile, i lati lificazione che si trova nella tappa della
più positivi dell’allenamento vengono uti- preparazione ai massimi risultati è caratte-
lizzati per garantire una qualità elevata rizzato dalla massima espressione di que-
della vita successiva. ste direzioni d’intensificazione del proces-
Però, se l’atleta interrompe bruscamente la so d’allenamento. La pratica della prepara-
sua attività sportiva competitiva e inizia zione di molti campioni del mondo ed
un sistema di vita “passivo”, nella maggior olimpici mette in evidenza, però, che
parte dei casi, è inevitabile che, successiva- hanno ottenuto i loro risultati con carichi
mente, si manifestino gli effetti negativi notevolmente minori (in alcuni casi da una
legati ad un allenamento pluriennale, che e mezza a due volte). Ciò è dovuto alla 9
esprimono in un andamento non razionale razionale utilizzazione delle loro doti natu-
del processo di perdità degli adattamenti rali e alla notevole diminuzione del volume
prodotti da tale allenamento e in un’azio- di lavoro con carichi che, in ogni caso con-
ne negativa sulla salute e, con essa, sulla così si riesce ad ottenere un aumento gra- creto, sono di finalizzazione tale da non
durata e la qualità della vita. duale delle capacità fisiche e tecnico-tatti- produrre un sostanziale aumento delle
Attualmente, disponiamo di un ampio che e un ampliamento del potenziale fun- loro possibilità funzionali.
materiale di dati scientifici su atleti che zionale dei principali sistemi dell'organismo Gli atleti debbono essere preparati, in
hanno terminato la loro carriera sportiva degli atleti. Per questa ragione si deve sape- modo graduale, durante più anni d’allena-
che sono stati informati su un’attività fisi- re individuare le direzioni che deve prendere mento, all'utilizzazione di quei parametri
ca razionale, e su quali dovevano essere i l'intensificazione dell’allenamento, durante dell'allenamento che sono tipici della
cambiamenti da apportare alla loro ali- tutto il processo di perfezionamento sporti- tappa della massima realizzazione delle
mentazione ed al loro modo di vivere per vo. Le principali sono: loro possibilità individuali. Ma, purtroppo,
realizzare un processo di perdita degli nella pratica, questa regola, spesso, viene
adattamenti, sia dell’apparato locomotore • l’incremento graduale del volume totale ignorata. Il tentativo di molti allenatori e
e di sostegno, sia dei sistemi cardiovasco- d’allenamento realizzato durante un dirigenti di ottenere, a qualsiasi prezzo,
lare e respiratorio che permettesse un pas- anno o un macrociclo. grandi risultati già con atleti giovani (sot-
saggio senza problemi alle condizioni di • Una “stretta” specializzazione specifica, tovalutando l’importanza d’obiettivi par-
una vita “normale” attiva, come quella tipi- realizzata al momento opportuno, che ziali, come ottenere le norme proprie del-
ca di persone che non sono state sottopo- coincida con la tappa della massima rea- l’età, partecipare alle gare giovanili, ecc.),
ste, per anni, ai carichi elevati dello sport lizzazione delle possibilità individuali. fa sì che molto frequentemente gli atleti,
moderno. Ovviamente, la strutturazione e • L’incremento graduale, di anno in anno, già a 11-15 anni, durante la stagione par-
la realizzazione di questa tappa della vita del numero totale delle unità d’allena- tecipino varie volte a gare che richiedono
dell’atleta rappresenta un problema non mento nei microcicli. una preparazione speciale. Un simile com-
solo “sportivo”, ma anche medico e sociale. • Nei microcicli, incremento graduale delle portamento è completamente sbagliato, in
Tuttavia, per motivi evidenti, legati alle unità con elevati carichi d’allenamento. quanto si basa su un’utilizzazione di sti-
modalità che debbono essere seguite per • L’incremento graduale delle unità con moli estremamente intensivi su un organi-
portare l’organismo dell’atleta ad un altro finalizzazione selettiva che provocano smo in via d’accrescimento. Così, molto
livello funzionale, è il sistema che assiste una mobilitazione profonda del poten- prima che sia stato raggiunto il periodo
ogni atleta di elevata prestazione che deve ziale funzionale dell'organismo. d'età ottimale per le prestazioni d’alto
svolgere il ruolo principale nella soluzione • L’ampia utilizzazione di regimi cosiddetti livello, i giovani atleti iniziano ad imitare la
di questo problema. "duri" d’allenamento che contribuiscono metodologia d’allenamento dei migliori
Continuare in una situazione nella quale, all’incremento della resistenza speciale e, atleti del mondo, ricorrendo allo stesso
nella carriera di un atleta, l’ultima volta anche, un’ampio ricorso all’attività di bagaglio di mezzi e metodi d’allenamento.
che partecipa ad una gara significa che gara nelle tappe conclusive del perfezio- Il risultato naturale di quest’allenamento
l’organizzazione dello sport perde qualsiasi namento sportivo. forzato è un rapido aumento dei risultati
interesse al suo stato fisico, alla sua salute, • L’aumento del numero totale di gare nell’adolescenza ed in età giovanile: in
alle sue condizioni sociali ed economiche, è importanti caratterizzate da elevata ten- breve periodo di tempo gli atleti ottengo-
inamissibile e inumano. sione psichica e una forte concorrenza. no i minimi necessari per diventare “Cam-
Per quanto riguarda i problemi sociali e psi- • La graduale introduzione di mezzi sup- pioni dello sport”, raggiungono risultati
cologici che, spesso, si accumulano in modo plementari che stimolano la capacità di notevoli nelle più importanti competizioni
molto intenso quando un atleta abbandona lavoro, accelerano i processi di recupero, nazionali e, a volte, partecipano con suc-
l’arena dello sport di alto livello, si tratta di dopo carichi impegnativi, che aumenta- cesso ad alcune gare giovanili internazio-
un settore di problematiche particolari, che no le reazioni di adattamento dell’orga- nali, però, per cause completamente natu-
non possiamo approfondire in questa sede. nismo ai carichi – ovviamente senza rali, legate alle loro particolarità morfolo-
ricorrere a mezzi e sostanze vietate. giche e funzionali, i loro risultati sono
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6. L’intensificazione • L’incremento del volume della prepara- ancora molto lontani dalle prestazioni di
dell’allenamento nel sistema zione tecnico-tattica svolta in condizioni vertice a livello mondiale, e non sono in
d’allenamento a lungo termine che si avvicinano al massimo alla futura grado di competere efficacemente con i
attività di gara. loro rivali più adulti, che sono atleti già
Nell'impostazione della preparazione plu- • L’aumento graduale della tensione psi- formati dal punto di vista funzionale,
riennale si deve garantire un'organizzazione chica nel processo d’allenamento, la morfologico e psichico.
dell'allenamento tale che il suo programma creazione di un microclima di gara e di Se nella preparazione dei giovani atleti si
diventi più difficile da una tappa della pre- una concorrenza intensa in ogni unità utilizzano stimoli molto potenti si provoca
parazione, o da un macrociclo all'altro. Solo d’allenamento. un rapido adattamento a questi mezzi ed
Tabella 5 – Finalità delle gare e della loro preparazione nelle diverse tappe della preparazione a lungo termine

Tappe della preparazione Finalità delle gare Risultato di gara Finalizzazione dell’allenamento

Preparazione iniziale Individuazione del livello Ottenimento di determinate norme; Rafforzamento della salute dei bambini,
iniziale dei risultati acquisizione di esperienze iniziali acquisizione delle prime basi della tecnica
di partecipazione alle gare dello sport praticato, sviluppo delle capacità
fisiche fondamentali, ecc.

10 Preparazione di base Miglioramento graduale Ottenimento di determinate Sviluppo multilaterale delle capacità fisiche,
della prestazione norme stabilite dalla Federazione assimilazione di diverse abilità motorie,
d’appartenenza formazione delle motivazioni, ecc:

Preparazione specializzata Ottenimento del livello Piazzamento e risultati nelle gare Sviluppo approfondito delle capacità fisiche
di base pianificato di prestazione principali, ottenimento di determinate speciali, perfezionamento tecnico multilaterale,
norme preparazione tattica e psicologica

Preparazione alle massime Ottenimento di risultati Piazzamento nelle gare di qualificazione Raggiungimento di un livello elevato
prestazioni elevati e nelle gare principali della stagione, di adattamento specifico e della disponibilità
rating internazionale alla partecipazione efficace alle gare

Massima realizzazione Ottenimento di massimi Piazzamento nelle gare di qualificazione Raggiungimento del massimo livello
delle possibilità individuali risultati e nelle gare principali della stagione, di adattamento specifico e della disponibilità
rating internazionale alla partecipazione efficace alle gare

Mantenimento Mantenimento di massimi Piazzamento nelle gare di qualificazione Mantenimento del massimo livello
del livello raggiunto risultati e nelle gare principali della stagione, adattamento specifico e della disponibilità
rating internazionale alla partecipazione efficace alle gare

Diminuzione graduale Mantenimento di risultati Piazzamento nelle gare di qualificazione Evitare la diminuzione del livello
di risultati elevati e nelle gare principali della stagione, di adattamento specifico e della disponibilità
rating internazionale alla partecipazione efficace alle gare

un esaurimento delle riserve di adatta- vi sono dati statistici certi. Tuttavia deve to) decide il “destino” della sua carriera
mento dell'organismo, che è in via di essere chiaro che non s’infrangono impu- sportiva. Ciò riguarda anche il problema
accrescimento. Per questa ragione, già nel nemente le leggi dell’adattamento biologi- delle ultime tappe del sistema della prepa-
successivo ciclo o anno d’allenamento, co. Anche se non sopravvengono traumi e razione a lungo termine, che stiamo trat-
l'organismo reagisce scarsamente a questi malattie frequenti, dovute ad un indeboli- tando.
stimoli. L’aspetto più importante, però, è mento delle difese immunitarie, parallelo
che esso cessa gradualmente di reagire alla forzatura del lavoro di allenamento, si 7. La dinamica del carico
persino a carichi di minore intensità, che creano alcuni problemi negativi di caratte- nel sistema della preparazione
potevano risultare abbastanza efficaci se re psicologico e sociale causati da una a lungo termine
l'allenatore non avesse utilizzato precoce- stasi relativamente precoce (rispetto
mente carichi d’allenamento più intensi all’età) o da un crollo dei risultati. Essi Una costruzione razionale del sistema di
(Platonov 1992). sono il segnale molto intenso della fine preparazione a lungo termine, spesso, è
Un’utilizzazione razionale delle diverse prematura di una carriera. Misure del tipo determinata da un rapporto razionale tra i
direzioni d’intensificazione della prepara- di quelle che abbiamo descritto per la suoi diversi settori, tra i carichi di diversa
zione nel processo di miglioramento plu- tappa del mantenimento di un’elevata finalizzazione funzionale, ovvero, dalla
riennale può essere favorita da un orienta- capacità di risultati restano inefficaci e, dinamica del carico.
mento razionale delle gare, che sia funzio- generalmente, non possono essere più Il rapporto tra i vari settori e i vari conte-
nale agli obiettivi della tappa di sviluppo in organizzate ed applicabili. nuti della preparazione cambia da una
cui si trova l’atleta. Se si determinano cor- Si deve capire che molti problemi, che si tappa all’altra.
rettamente l’obiettivo delle gare ed il ruolo riferiscono alle ultime due tappe del siste- Vediamo ciò che avviene in quelle conclu-
dei risultati ottenuti in ciascuna tappa ma della preparazione a lungo termine, sive del sistema della preparazione a lungo
della preparazione, non soltanto si riesce a possono essere compresi solo se si rispetta termine, nelle quali la percentuale del cari-
stabilire razionalmente la direzione gene- il carattere sistematico di un processo plu- co specifico resta elevata, mentre quelle
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rale della preparazione (tabella 5), ma si riennale di un tasso elevato di sviluppo dei del carico generale e complementare pos-
impedisce un'ingiustificata forzatura delle risultati nello sport competitivo. L’impo- sono diminuire leggermente (figura 2 e 3).
prestazioni ed un esaurimento precoce stazione delle tappe iniziali del sistema
delle riserve di adattamento dei giovani della preparazione a lungo termine è deci- Il rapporto tra i diversi settori della prepa-
atleti. sivo per la scelta della strada per gli atleti razione può cambiare notevolmente
Sull’entrata precoce nelle ultime due dotati (allenamento giovanile!). Come si secondo le particolarità dello sport o della
tappe, provocata da una inopportuna for- prosegue nell’impostazione e come l’atleta disciplina sportiva, le caratteristiche indivi-
zatura del carico all’inizio del sistema della riesce a percorrere, individualmente, il duali dell’atleta e la composizione dei
preparazione a lungo termine, ancora non cammino assegnatogli (il carico progetta- mezzi e metodi della preparazione.
11

Figura 2 – Sviluppo dei volumi annuali di lavoro nel sistema della preparazione a lungo termine.

Nella pianificazione a lungo termine si 8. Il cambiamento della struttura zazione delle possibilità individuali (ovvero
deve rispettare, strettamente, il principio dell’anno di allenamento preparazione ai risultati più elevati), man-
del graduale incremento del carico. Di tenimento di risultati elevati (ovvero di un
regola, si procede secondo questo princi- L’efficacia del sistema d’allenamento a elevato livello di capacità di prestazione) -
pio di tappa in tappa, con una certa stabi- lungo termine, in generale, e delle sue sin- esigono una strutturazione precisa, chiara-
lizzazione del carico nella quinta. gole tappe, dipende, in misura elevata, mente impostata sulle principali competi-
Secondo quanto sappiamo, ciò corrispon- anche dalla divisione in periodi dell’anno zioni. In molti sport, oltre alla tradizionale
de alla possibilità funzionali dell’atleta. di allenamento, ovvero, per maggiore pre- strutturazione ad uno o a due cicli, è pos-
Nella sesta e nella settima tappa si deter- cisione, dalla sua struttura. sibile una costruzione dell’anno di allena-
mina un graduale decremento del carico Nella tappa iniziale, questa divisione mento che prevede una molteplicità di cicli
generale, quindi, come è ovvio, anche dei manca completamente, in quanto in essa (da tre a quattro, e più, macrocicli).
carichi annuali. l’allenamento assume un carattere assolu- Il cambiamento della struttura annuale è
tamente di base con una tendenza al gra- molto importante per un allenamento otti-
duale aumento del volume delle esercita- male nella tappa del mantenimento di un
zioni. livello elevato di risultati o in quella della
Nella tappa dell’allenamento di base già graduale diminuzione del livello di presta-
compaiono elementi di una struttura zione. Ciascuna tappa deve essere chiara-
annuale, che prevede una o persino due mente caratterizzata da un notevole allun-
suddivisioni. La terza tappa della prepara- gamento del periodo o dei periodi di pre-
zione specializzata di base già prevede parazione, e un accorciamento del periodo
un’attività di gara e, quindi, anche una o dei periodi di gara. Una tendenza che si
chiara periodizzazione/strutturazione della evidenzia chiaramente, ad esempio, nelle
preparazione, con uno o due macrocicli. ricerche su ginnasti di classe elevata
Le due tappe successive - massima realiz- (tabella 6).

Tabella 6 – Durata percentuale dei periodi in una preparazione annuale che prevede un solo
ciclo, di ginnasti di elevata qualificazione secondo la loro anzianità di appartenenza alla squadra
nazionale (Liscenko 1997).

Anzianità Durata del periodo (%)


di appartenenza
alla squadra
nazionale Periodo Periodo Periodo
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(anni) preparatorio di gara di transizione

2 40,2 40,8 19,0


5 59,6 25,4 15,0
6 43,3 38,0 18,7
Figura 3 – Rapporto dei diversi settori della 8 68,9 17,0 14,1
preparazione nel sistema di preparazione a 9 65,4 18,0 16,6
lungo termine. 10 71,1 12,0 16,9
La riduzione del volume dell’attività di Tabella 7 – Parametri principali dei carichi di J. Kolockova nel ciclo olimpico quadriennale 1997-
gara permette ad un atleta maturo di clas- 2000.
se elevata di migliorare la qualità della sua
preparazione e la ricerca di riserve per
mantenere e, possibilmente, aumentare il Parametri del carico Anni del ciclo olimpico
suo livello di risultati, abbassando, con-
temporaneamente, l’azione dei fattori di primo secondo terzo quarto
rischio (traumi).
Tempo di lavoro in acqua (ore) 1010 1030 1044 1090
9. La struttura dell’allenamento
12 in un ciclo olimpico Tempo di lavoro a secco (ore) 440 445 425 445

Volume totale del lavoro di nuoto (km) 2522 2585 2611 2780
Attualmente, una gran parte della carriera
degli atleti di elevata qualificazione non
termina solo con l’allenamento pianificato
e regolato per un ciclo olimpico (un perio- normalmente, nel primo anno del ciclo scarso, assume un carattere “rigenerati-
do di quattro anni, ovvero un’Olimpiade) e successivo diminuisce il volume del carico, vo” e di promozione della salute.
con la partecipazione ai Giochi olimpici. dedicando, invece, più attenzione ai para- • Nel secondo anno del nuovo ciclo olim-
Molti atleti gareggiano, con successo, par- metri qualitativi della preparazione. pico, il volume globale del lavoro, relati-
tecipando ai relativi Giochi olimpici, per Un esempio è rappresentato dalla nuota- vamente scarso (il 50% di quello massi-
due-tre Olimpiadi (otto-dodici anni), tal- trice ucraina Jana Klockova, vincitrice di mo del precedente ciclo olimpico), è
volta anche di più. due medaglie d’oro nei quattro stili ai Gio- diretto al recupero parziale del prece-
In questo caso i cicli olimpici comprendo- chi olimpici di Sydney, che, nel 2001 ha dente stato di preparazione fisica, al
no non solo la tappa della massima realiz- diminuito del 15% il totale delle ore di miglioramento della tecnica, alla ricerca
zazione delle possibilità individuali, ma lavoro, del 20% il lavoro in acqua e del di riserve, eventualmente ancora esi-
anche quella del mantenimento e quella 15% quello a secco, ponendo al centro del stenti, per un incremento della presta-
della graduale diminuzione di un’elevata suo allenamento il miglioramento di alcuni zione e allo sviluppo di un possibile
capacità di prestazione. punti deboli della sua tecnica di nuoto, modello dell’attività di gara. La parteci-
In tutti questi casi, la struttura del ciclo della partenza e delle virate, e l’aumento pazione alle gare è limitata a quelle di
olimpico quadriennale mantiene un carat- della velocità del passaggio dalla partenza controllo.
tere tipico, determinato dai principi della e dalle virate alla nuotata sulla distanza. • Nel terzo anno troviamo, di nuovo, un
costruzione dell’allenamento nella relativa Per quanto riguarda la preparazione fisica, grande volume globale di lavoro, nel
tappa del sistema della preparazione a le singole componenti funzionali furono quale, però, in primo piano vi debbono
lungo termine e dalle particolarità indivi- mantenute al livello precedentemente rag- essere le componenti di base della pre-
duali dell’atleta. giunto, utilizzando a tale scopo, soprattut- parazione fisica, della tecnica e della
In ogni ciclo successivo possono, o debbo- to, una preparazione speciale. tattica. La periodizzazione o la struttura-
no, essere cambiati non soltanto il volume Anche l’allenamento nel secondo anno del zione dell’allenamento non sono chiara-
del carico di gara e di allenamento, ma nuovo ciclo olimpico è stato impostato mente definite e dovrebbero essere suf-
anche il rapporto tra i carichi di finalizza- allo stesso modo. Successivamente, vi è ficienti per curare la partecipazione a
zione diversa e la strategia della prepara- stato, di nuovo, un graduale aumento del molte gare senza una preparazione spe-
zione. Ad esempio, spesso, l’allenamento volume globale del lavoro in acqua e a ciale.
nei primi due anni del successivo ciclo secco, e del volume del carico speciale, per • Nel quarto anno, volume ed intensità
olimpico è caratterizzato (se necessario), produrre, così, un nuovo stimolo per un del carico ritornano, di nuovo, a valori
da cambiamenti della tecnica e della tatti- ulteriore “salto” adattativo. molto elevati. La struttura annuale del-
ca e da un aumento del livello dello stato Con una simile strategia della costruzione l’allenamento è estremamente dettaglia-
di preparazione fisica dell’atleta. Nella gin- dell’allenamento, Jana Klockova, nel suo ta e chiaramente orientata ad ottenere il
nastica artistica, nella ginnastica ritmica, e secondo ciclo olimpico è riuscita a conti- massimo risultato nel momento culmi-
nel pattinaggio di figura su ghiaccio, pos- nuare con successo la sua carriera nei nante della stagione. Una simile struttu-
sono essere completamente cambiati i Campionati mondiali del 2001 e del 2003, ra dell’intero ciclo olimpico, spesso, per-
programmi, mentre, negli sport di combat- riuscendo, così a creare i necessari presup- mette non soltanto di proseguire la car-
timento, si cerca di cambiare radicalmente posti per la preparazione ai Giochi olimpici riera sportiva, ma anche di ottenere
o di migliorare la tecnica e la tattica, ecc. del 2004 (tabella 7). grandi risultati nei Giochi olimpici.
Per questa ragione, non si dovrebbe attri-
buire un’importanza fondamentale ai Nelle tappe conclusive della carriera spor-
risultati della partecipazione alle principali tiva, soprattutto per quegli atleti che Articolo originale.
gare della stagione. Un’esigenza alla quale, hanno ottenuto cattivi risultati nei prece- Titolo originale: Zakliucitel’nye etapy kar’ery
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 60-61

non sempre, è facile rispondere. Il terzo ed denti Giochi olimpici, a causa di infortuni sportsmenov vysokogo urovnja (Struktura mno-
il quarto anno del ciclo olimpico esigono o di eccesso di adattamento dei loro siste- goletnego processa sportivnogo sovershenstvo-
vanija).
cambiamenti nei compiti strategici, che mi funzionali (superallenamento), la
ora sono diretti ad una coerente prepara- costruzione del successivo ciclo olimpico L’articolo è la revisione della relazione presentata
zione specializzata agli appuntamenti ago- può assumere un carattere particolare. dall’Autore al Seminario Monotematico, svoltosi
nistici più importanti della stagione. il 27 aprile del 2004, presso la Scuola dello Sport
La maggior parte degli atleti che hanno • Il primo anno serve al recupero fisico e del Coni, Roma.
ottenuto i loro maggiori risultati dopo il mentale e alla guarigione degli infortu-
primo ciclo olimpico della loro carriera, ni. L’allenamento, per il suo carico molto Traduzione dal russo di Olga Iourtchenko.
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 60-61
13
Trainer’s digest

L’ossidazione dei grassi


a cura di A. Scheck

È noto che l’intensità del carico influenza, in modo decisivo, in grassi tra i due sport e, fatto molto interessante, . non solo allo
quale percentuale i carboidrati ed i grassi siano coinvolti nella tra- stesso valore relativo di consumo d’ossigeno. (% VO2max, figura 1),
sformazione dell’energia. Mentre l’ossidazione del glucosio, con ma anche allo stesso valore assoluto (VO2 in l/min, figura 2). Il
14 l’incremento dell’intensità, aumenta sia dal punto di vista relativo livello di significatività non veniva raggiunto solo a intensità molto
(in percentuale), che assoluto (quantità per unità di tempo), l’ossi- basse. Allo stesso livello relativo di consumo d’ossigeno, nella
dazione dei grassi diminuisce relativamente, ma, in assoluto, a corsa, ci si può aspettare che vi sia una velocità più elevata di
media intensità dapprima aumenta fino a raggiungere un certo demolizione dei grassi rispetto al ciclismo, perché, .in assoluto
massimo e poi diminuisce. L’allenamento della resistenza aumenta viene consumato più ossigeno; però la differenza nel VO2max, che
permanentemente il tasso di ossidazione dei grassi. Le misure ali- dipende dalla massa muscolare attiva, al massimo, può arrivare al
mentari che mirano a migliorare la prestazione di resistenza 10% (L. Hermansen, B. Saltin, in: J. Appl. Physiol., 26, 1969, 31-37).
aumentando la concentrazione ematica degli acidi grassi liberi non Per questa ragione, per spiegare una differenza del 28% nella
si sono dimostrate non efficaci o non praticabili (cfr. A. Scheck, combustione dei grassi si deve pensare ad altre cause. Gli Autori
Dieta mediterranea anche per gli atleti di alto livello? in questo formulano due ipotesi:

Figura 2 – Velocità media d’ossidazione dei grassi durante carico sul-


Figura
. 1 – Ossidazione dei grassi vs. intensità d’allenamento (in %
l’ergometro
. a nastro o su cicloergometro ad intensità tra il 50 e l’80%
VO2max) durante carico sull’ergometro a nastro o su cicloergometro.
del VO2max. Sono riportati i valori medi ± DS; n = 12.
Sono riportati i valori medi ± DS; n = 12.
* differenza significativa rispetto al test su cicloergometroi.

numero). Lo studio di J. Achten, M. C. Venables, A. E. Jeukendrup • la corsa, a causa della maggiore massa muscolare in attività,
(Achten J., M. C. Venables M. C., Jeukendrup A. E., Fat oxidation provoca una maggiore produzione di catecolamine, per cui viene
rates are higher during running compared with cycling, Metaboli- stimolata la lipolisi, aumentando la concentrazione ematica di
sm, 52, 2003, 6, 447-452) ci offre ora la prova che la velocità del- acidi grassi liberi.
l’ossidazione dei grassi dipende, in modo non insignificante, dallo • La corsa, a causa del maggiore numero di fibre muscolari reclu-
sport di resistenza praticato. Alla ricerca hanno partecipato
. dodici tate, provoca un grado minore di stress metabolico alle fibre
soggetti di sesso maschile, moderatamente allenati (VO2max = 67 reclutate – che, si può rilevare grazie ad una minore concentra-
ml/kg/min), di 23 anni d’età ed un peso corporeo di 74 kg, che a zione di cortisolo nel sangue – e quindi un minore fabbisogno di
distanza da cinque a sette giorni realizzavano un test a carichi cre- energia per fibra muscolare, per cui la percentuale dei grassi
scenti ad esaurimento della durata di 25 e 30 min sul’ergometro a nella trasformazione di energia può essere più elevata.
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 60-61

nastro (ogni 3 min + 2 km/h con una pendenza del 10%) ed uno al
cicloergometro (ogni 3 min + 35 W). Il rilievo del QR (quoziente Quale sia l’esatto meccanismo deve essere ancora chiarito, e il
respiratorio) evidenzia che non vi erano differenze significative tra primo punto da cui partire potrebbe essere quello del rilievo delle
le intensità alle quali veniva raggiunto il massimo
. nell’ossidazione catecolamine, del cortisolo e degli acidi grassi liberi nel plasma,
dei grassi. (ergometro a nastro: 59% del VO2max, cicloergometro: ricorrendo allo stesso protocollo di ricerca. Su un ampio spettro
62% del VO2max). Però erano significativamente diverse le velocità d’intensità si potrebbero confrontare anche le concentrazioni di
d’ossidazione misurate a queste intensità (ergometro a nastro: lattato, ma sembra che siano poco influenzate dalle attività di resi-
0,65 g/min; cicloergometro: 0,47 g/min). In tutte le zone d’inten- stenza scelte. Da questo punto di vista, in futuro sarebbe interes-
sità studiate vi erano differenze nella velocità d’ossidazione dei sante studiare anche altri sport, ad esempio, il canottaggio.
In discussione

Antonio La Torre, Istituto per l’esercizio fisico, salute e attività sportiva, Facoltà di Scienze motorie, Università degli Studi di Milano;
Roberto Codella, Facoltà di Scienze motorie, Università degli Studi di Milano; Enrico Arcelli, Centro Studi e Ricerche FIDAL, Facoltà di Scienze
motorie,Università degli Studi di Milano; Giampiero Alberti, Istituto per l’esercizio fisico, salute e attività sportiva, Facoltà di Scienze motorie,
Università degli Studi di Milano; Ermanno Rampinini, Franco M. Impellizzeri, Sport Service Mapei, Human Performance Lab., Castellanza

L’“evidence based coaching”


Ovvero l’allenamento basato sulle dimostrazioni scientifiche della sua efficacia. 15
Perché l’uomo “da campo” non può prescindere dalla logica della ricerca scientifica

L’allenatore moderno può conciliare le due


componenti “scienza & arte”, che caratte-
rizzano la sua professione, solo unendo
le conoscenze multidisciplinari alle
sue capacità di osservazione e di
interpretazione dei fatti. Come i
medici fanno sempre più riferi-
mento all’“Evidence Based Medi-
cine”, ovvero alla medicina com-
provata dai risultati di ricerche
sperimentali, altrettanto deve fare
il tecnico sportivo che dovrà affi-
darsi alle indicazioni che emergono
dagli studi condotti con metodo
scientifico. In pratica, non dovrà più
basare le sue scelte esclusivamente sui
criteri induttivi o sul ragionamento
induttivo e dovrà affinare le sue cono-
scenze teorico-metodologiche. Il passag-
gio attraverso il rigore dell’approvazione
statistica non svilisce il valore dell’espe-
rienza e la saggezza del tecnico nella con-
duzione del processo d’allenamento, ma
trova nuova linfa nel “gioco di squadra”. È
inutile che l’allenatore si chiuda nel recinto di
ciò che sinora si è fatto: solo con l’approccio
sistemico, fondato su conoscenze imprescindibili,
le diverse figure che operano nelle attività moto-
rie e sportive riusciranno ad ispirarsi e ad operare
attraverso procedure “rigorose”. La transizione da
“arte pedagogica” a sapere enciclopedico pone
l’allenatore di fronte alla scienza dell’allenamento,
non come la confusa figura del “tuttologo”, ma in
quanto fruitore dei migliori contributi di conoscenze
scientifiche che spaziano, dalla biologia molecolare
alla biomeccanica, dalla biochimica alla fisica, dalla
fisiologia alla neuroendocrinologia. Il legame tra
esperienza di campo e scienza di laboratorio si ali-
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 60-61

menta costantemente di una reciproca collaborazio-


ne che porta a risultati in entrambe le direzioni,
indistintamente, senza gerarchie ideologiche. Per
cui l’“evidence based coaching” (EBC), cioè l’allena-
mento basato sulle dimostrazioni scientifiche della
sua efficacia è un metodo, non un assioma.
Premessa Sembra legittimo interrogarsi sul senso Nel corso della storia numerosi sono gli
della tradizionale periodizzazione quando esempi di forme di sapere pseudo-scienti-
Il presente lavoro, riprendendo una discus- il soffocante numero di competizioni fico (per usare un eufemismo) che, come
sione già avviata da autorevoli studiosi e, richiede una preparazione di intensità tale più efficaci tentativi di approssimazione
inserendosi in un excursus storico che ha da rendere inattuabili i vecchi modelli della realtà, si sono promossi depositari
raccolto differenziati contributi, propone basati sull’ “alternanza” (per esempio in unici della verità.
un “riassetto culturale” nel quale si ha una Matveev) tra periodi di grandi volumi di Come si accennava precedentemente, l’e-
trasmissione di informazioni dal basso lavoro a bassa intensità e periodi di violen- terocronismo degli adattamenti e la varia-
verso l’alto. Nell’ambito della teoria e te, quanto difficilmente sostenibili, accele- bilità individuale nelle risposte (accade
metodologia dell’allenamento il Corpus razioni dell’intensità di lavoro. Appare anche per la medicina), inducono giusta-
16 notionum non è - come precisava Zanon - logico domandarsi se una programmazio- mente a percepire la teoria dell’allenamen-
una somma cumulativa di nozioni prove- ne di allenamento in relazione agli appun- to come un’arte. Ma l’ars allenandi non
nienti dai vari rami della conoscenza tamenti culminanti della stagione possa può e, non deve, essere improntata esclu-
umana; piuttosto ambisce ad una nuova essere affrontata con i vecchi “strumenti” sivamente al bagaglio empirico. È una
strutturazione del sapere, libera da condi- e le classiche concezioni teoriche sulla disciplina che si fonda anche su basi
zionamenti prestabiliti, trasversale, nella metodologia. scientifiche. Quando si irrigidisce su posi-
quale la sola priorità assegnabile è quella Non ultima, tra le ragioni di crisi della zioni restie all’aggiornamento e al dibatti-
del metodo scientifico. periodizzazione vi è il fatto che teoria e to, l’allenatore non può esaltare proprio
Se per Platonov la perdita di posizioni rag- metodologia dell’allenamento si sono evo- alcune delle sue migliori qualità: l’osserva-
giunte nel campo della biologia e della lute soprattutto a partire dalle discipline zione, la capacità interpretativa, appro-
medicina dello sport da parte della teoria individuali, dalle abilità motorie “chiuse” dando all’induttivismo. (È anche vero che,
sovietica dell’allenamento, è dovuta, per (closed skills). storicamente, e non solo nel nostro Paese,
esempio, al basso livello delle apparecchia- la conoscenza delle concezioni inerenti il
ture scientifiche per le relative ricerche Dall’“Evidence Based Medicine” movimento è stata ritenuta non indispen-
determinatosi a partire dagli anni ’60 nel- all’“Evidence Based Coaching” sabile alla comprensione della genesi del-
l’ex-Urss, per Tschiene, Verchoshanskij e l’idea attualmente accettata di movimento,
Zanon (solo per citare alcuni autori) l’at- L’Evidence Based Medicine ha come fina- anche perché – puntualizza Zanon – “non
tuale teoria dell’allenamento deve conver- lità scoprire le vie terapeutiche e diagno- ha prodotto una specifica tecnologia”).
tirsi all’indiscusso primato della biologia. stiche più appropriate al contesto clinico, L’Evidence Based Coaching, l’allenamento
La priorità biologica, nel tentativo di con- utilizzando ed analizzando statisticamente basato sulle dimostrazioni scientifiche di
cepire una soluzione al Bernshtein’s pro- le dimostrazioni di efficacia emerse nelle efficacia, vuole scrollarsi di dosso il fanta-
blem1, con l’adeguamento ai vincoli rego- varie pubblicazioni scientifiche. In analogia sma della black box behaviourista (ovvero
lamentativi della disciplina sportiva, privi- ad esso, l’Evidence Based Coaching (EBS) la scatola chiusa comportamentista)3, per
legia la specificità di un’attività motoria indaga i meccanismi biologici coinvolti nel comprendere, attraverso la cooperazione
libera da meccanismi automatizzati, ma tipo di attività e di allenamento svolto, interdisciplinare, che cosa accade dentro
pronta dinamicamente a ripetere più volte basandosi sulle prove scientifiche e speri- quella scatola che deve essere aperta. Gio-
il processo di soluzione al compito stesso.2 mentali che affiorano dai training studies e varsi delle indicazioni che emergono dagli
Il presunto possesso di una “formula” in dalle altre pubblicazioni della letteratura studi scientifici non significa intaccare il
grado di spiegare il problema del controllo scientifica internazionale, sempre previo ruolo dell’esperienza. La centralità di que-
della coordinazione motoria, porta alla re-testing ed analisi statistica. st’ultima è individuabile nelle fasi più
fondazione di una pedagogia che non solo Non tutti i malati che soffrono della salienti del metodo scientifico: esperimen-
misconosce il dato biologico, ma scopre il medesima malattia rispondono allo stesso ti, sperimentazioni, controlli sperimentali…
fianco anche ad allarmanti conseguenze modo a un’identica terapia; né tutti i La crisi dell’allenatore, personale e colletti-
sul piano etico, come è dimostrato con il medici scelgono la stessa strada per curare va, scaturisce quando preferisce evitare il
ricorso al doping nella pratica sportiva. malattie uguali. Così non tutti gli atleti che dibattito e il confronto aperto delle idee,
La scappatoia chimica, oltre che ad essere praticano una certa disciplina rispondono anteponendo i propri “resoconti osservati-
un fenomeno di distorsione della società, allo stesso modo ad un identico mezzo di vi” ad ogni altra spiegazione. Ne sono
può essere contrastata con una nuova allenamento; né tutti i tecnici scelgono la testimonianza, talvolta, disagio e sofferen-
forma mentis che crede in una teoria del- stessa strada per far migliorare una certa za avvertibili in qualche circostanza dialet-
l’allenamento capace di studiare i funzio- qualità. tica. La ricerca della verità o delle soluzio-
namenti intimi di adattamento, sottilmen- La spettacolarità di alcuni risultati di ni, quindi, non è un percorso rettilineo, ma
te differenti da atleta ad atleta, per rag- medicina e di teoria dell’allenamento (nei è un po’ come giocare a rimpiattino.
giungere ugualmente pregevoli risultati, casi più eclatanti, guarigione e vittoria) L’Evidence Based Coaching esprime l’im-
senza l’impiego di mezzi illeciti. porta alcuni tipi di terapia e di allenamen- possibilità di costruire questa “macchina
Che qualcosa non funzioni, quindi, nelle to ad essere visti come punto di riferimen- induttiva”.
circolanti teorie dell’allenamento è docu- to inamovibile e all’inconfutabilità delle Una volta che gli sia fornito un resoconto
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 60-61

mentato da alcuni effetti negativi: tra procedure metodologiche adoperate. Un osservativo (proprio come un calcolatore,
questi, il numero inaccettabile di infortuni privilegio di cui non possono immediata- che, dati due fattori, ci fornisca il loro pro-
e traumi, la summenzionata pratica del mente godere altri campi della scienza, dotto), l’allenatore non si comporta come
doping, pianificazioni che hanno disatteso quali l’astrofisica o la fisica subatomica. un dispositivo meccanico in grado di for-
le aspettative (e in tal senso, è da pondera- Come a dire che, con i risultati di Einstein, nire ipotesi, ricette, soluzioni appropriate.
re la crisi della periodizzazione). oggi pochissimi filosofi o scienziati conti- L’allenatore è qualcosa di diverso da una
E non si creda che gli interessi economici nuano a pensare che la conoscenza scien- machine learning, che, una volta ricevuti i
siano la spiegazione a tutto, l’unico deus tifica sia o possa essere conoscenza dimo- dati dal proprio atleta, è in grado di pro-
ex machina. strata. durre generalizzazioni.
L’EBC, in buona sostanza, cerca d’impedire
che la scienza dell’allenamento assuma
sempre più i caratteri della struttura “teo-
logica” e che, con la sua modalità d’indagi-
ne di compartecipazione specialistica, si
oppone all’atteggiamento a senso unico,
puntando invece a quello del “dissenso
informato”.
L’EBC è lontano dall’essere inteso come
una forma di scientismo che subordina alle
scienze empiriche ogni possibile attività 17
motoria umana: non si propone di dare
valore normativo alle prove scientifiche.
Grazie alla filosofia dell’EBC, quella del
“dissenso informato”, l’allenatore deve
sentirsi in diritto di mettere in discussione
i dati di uno studio o di una metodologia;
ma per farlo deve conoscerli e saperli giu-
dicare criticamente. Ed è quanto l’EBC
vuole metterlo in grado di fare.
Cercheremo di illustrare i vantaggi di alcuni
modelli di ragionamento a scapito di altri.

Alcuni modelli di ragionamento: rienze dell’allenatore. L’esperienza infatti pei fino al diciottesimo secolo, ma non lo
induttivismo e deduttivismo può rivelarsi un utile strumento per indiriz- fu più dopo che i primi esploratori dell’Au-
zare la ricerca, l’approfondimento e l’inter- stralia osservarono cigni neri e, di conse-
Il metodo della scienza moderna, nato pretazione della letteratura scientifica. guenza, confutarono la generalizzazione
dalla rivoluzione seicentesca (cui Galileo Il metodo induttivo è lo stesso che utilizza che tutti i cigni sono bianchi.
ha contributo in maniera determinante Sherlock Holmes nel costruire teorie: racco- Trasferendo tali concetti al nostro
con le sue “sensate esperienze e necessarie gliere indizi per inferire da essi l’accaduto. “campo”, è come se l’allenatore di fronte al
dimostrazioni”), assembla linee procedurali Bacone spiega il metodo induttivo tramite proprio atleta sofferente di dolori allo sto-
eterogenee, talvolta motivo di accese pole- una singolare analogia con il modo di fare maco dopo ogni seduta lattacida, perve-
miche in ambito accademico. Einstein il vino. Per fare il vino, dobbiamo dapprima nisse alla generalizzazione:
parla della: “ricerca di quelle leggi alta- raccogliere laboriosamente dai rami: “mol-
mente universali […] dalle quali possiamo tissime uve, fatte maturare fino al punto T: Tutti gli allenamenti lattacidi generano
ottenere un’immagine del mondo grazie giusto”, che verranno: “pressate poi nel disturbi gastrici.
alla pura deduzione…”. torchio” per ottenere il succo. L’uva corri-
L’induttivismo è un altro procedimento del sponde alle osservazioni dalle quali le La (T) può essere vera relativamente all’a-
modo in cui si potrebbe condurre la ricerca generalizzazioni scientifiche (leggi o teo- tleta in questione, oppure può ignorare
scientifica: afferma che uno scienziato rie) sono in qualche modo estratte. che la causa di tali disturbi sia dovuta (per
dovrebbe compiere un gran numero di Mentre l’induzione consiste nell’inferire da esempio) all’eccedenza in pasti troppo
osservazioni e, in base ad esse, arrivare a osservazioni ed esperienze particolari, i abbondanti prima delle sedute d’allena-
predizioni e generalizzazioni mediante un principi generali in esse impliciti, la dedu- mento.
processo d’inferenza induttiva. zione è invece un procedimento logico che La concezione più ottimistica è quella
L’EBC è invece un’indicazione del modo in consiste nel derivare da un principio gene- secondo cui noi otterremmo le teorie
cui generalizzazioni e predizioni dovrebbe- rale (o una teoria), una soluzione partico- scientifiche per deduzione logica dai dati:
ro essere valutate relativamente all’eviden- lare (conseguenza necessaria).
za in loro favore: l’analisi dei risultati dei Per smascherare la sconvenienza metodo- 1. Tutti i corvi sono neri
test di laboratorio e di campo, con i mezzi logica dell’induttivismo ricorriamo a due 2. X è un corvo
statistici, dovrebbe essere utilizzata per esempi favoriti dai filosofi che investigano 3. X è nero
calcolare la probabilità di generalizzazioni la natura della conoscenza umana: gli
o predizioni sulla base dell’evidenza dispo- uccelli. Oppure, per esempio, nell’ambito delle
nibile. L’idea è semplicemente questa: l’e- discipline di endurance ha assunto un’im-
videnza osservativa non può mai rendere R: Tutti i corvi sono neri. portanza sempre maggiore il tema della
una predizione o una generalizzazione S: Tutti i cigni sono bianchi. potenza aerobico lipidica, e quindi:
certa; può però rendere l’una o entrambe
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probabili. Possiamo anzi essere in grado di Secondo gli induttivisti, (R) è ottenuta 1. La potenza aerobico-lipidica implica il
applicare la “teoria matematica della pro- mediante l’osservazione di un gran nume- massimo consumo di grassi nell’unità di
babilità”4, ad un livello elementare, per cal- ro di corvi dopo aver constatato che questi tempo, e migliora se si compie un lavoro
colare la probabilità di una predizione o erano di fatto tutti neri. S’inferisce così che dura a lungo.
generalizzazione sulla base dell’esperienza che tutti i corvi sono neri. Analoga proce- 2. X sceglie come mezzo un tratto unico
disponibile. dura nel caso dei cigni. C’è tuttavia un’in- che ha un’intensità prossima a quella
S’intuisce, quindi, come i nostri tentativi teressante differenza fra i due casi. Per della soglia aerobica e che si protrae per
esplicativi non si traducono in una condan- quanto ne sappiamo, infatti, (R) è vera, decine di minuti.
na a tutto campo del background di espe- mentre (S) fu considerata vera dagli euro- 3. X aumenta la potenza aerobico-lipidica.
Dalle premesse (1) e (2) deduciamo logica- Come si concretizza la collaborazione tra modificare le proprie teorie, i reiterati ten-
mente la conclusione (3). campo e laboratorio? La crescita culturale tativi a salvarle dalla confutazione
In quest’ultimo caso abbiamo cercato di e professionale passa attraverso l’apertura mediante “stratagemmi ad hoc”, sono le
illustrare la vantaggiosità del metodo alle innovazioni e al confronto. prime avvisaglie di non-scientificità.
deduttivo nelle scelte operative dell’allena- L’allenatore non deve dissuadersi dal sup- È la stessa slealtà intellettuale che com-
tore. porre “anticipazioni ingiustificate” (non ha piono certuni, quando, con opportuni
Si obietterà, di contro, con i casi storici di forse una direzione temporale l’allenamen- accomodamenti ad hoc, salvaguardano il
Bacone e Newton, l’efficacia e l’approva- to tentando di migliorare le prestazioni loro sistema di pensiero dalle critiche plu-
zione del metodo induttivo. L’induzione dell’organismo?), dall’avanzare congetture rilaterali. Un giustificazionismo a posterio-
per “enumerazione semplice” (per inten- che sono tanto più ricche di contenuto, ri di quanto “solo apparentemente” non
18 derci, quella che, dall’osservazione di quanto più sono audaci e improbabili. Non contenuto nelle loro teorie. In altre parole,
migliaia di cigni bianchi giunge alla con- c’è motivo di avere timore reverenziale nei saper dare una spiegazione a tutti gli
clusione che il prossimo cigno osservato confronti della scienza a causa delle nostre insuccessi prestativi (magari non ricono-
sarà bianco) “regge” alle micro-realtà: nel intuizioni, sensazioni, osservazioni, purché scendoli neanche come tali), inquadrare
senso che, nessuno si sentirebbe un indut- siamo disposti con razionalismo critico a tutto ciò che va e non va nell’atleta come
tivista pensando che anche domani il sole sottoporci ai severi controlli della ricerca, corroborante la propria metodologia d’al-
sorgerà nuovamente. Insostenibile, invece, dei protocolli scientifici, della statistica. lenamento, non è sempre garanzia di
è l’elevazione dell’induttivismo a dogma Alcuni uomini da campo mostrano avver- linearità scientifica.
metodologico. sione nei confronti della ricerca di labora- Ad incutere turbamento, in questi sistemi
torio, pensandola una sorta di inflazionato di pensiero, è la loro superiorità antropolo-
“Trials and errors”, “congetture (e abusato) ricorso al metodo scientifico, gica nel saper fornire sempre una risposta.
e confutazioni” e sistemi reo di ridurre tutti i concetti a operazioni e L’EBC non vuole avere la pretesa di dare
autoconservativi processi empirici di tipo misurativo, in certezze che rimangano tali per sempre.
modo da eliminare ogni interferenza di Una prova tiene finché non viene smentita
L’approccio classico per trials and errors colui che agisce in vivo. Ma non è solo da una migliore. L’EBC non pretende di
(prova ed errore) pone l’allenatore in una questo. La grandezza della scienza si svela essere statico né immutabile. Anzi: dice
posizione epistemologicamente più corret- nell’umile confessione della propria fallibi- proprio che bisogna sempre fare studi
ta rispetto all’induttivismo, ma pragmati- lità: non come regno della conoscenza migliori e indipendenti.
camente inopportuna per tempi e modi. certa, e nemmeno di quella probabile; anzi:
L’allenatore sperimenta e impara dai propri “…l’ardita struttura delle sue teorie si eleva, Lavoro d’èquipe e liceitá
errori. Questo metodo, quindi, presuppone per così dire, sopra una palude” (Popper d’osservazione
che un allenatore attui una serie di inter- 1934, 1962).
venti, sbagli, effettui correzioni laddove è Ciò che qualche allenatore traduce come Il confronto continuo tra le diverse figure
convinto di aver sbagliato, commetta intolleranza ad personam, scetticismo e professionali che ruotano attorno all’atle-
nuovi errori e così via. È come se il tecnico ipercriticismo, costituisce invece l’arma ta, il cosiddetto lavoro d’équipe, mina l’in-
formulasse una sorta di euristica5 negativa migliore cui dispone la ricerca per analiz- sediarsi dell’induttivismo e attraverso una
in cui la verità emerga attraverso la sua zare la realtà, intesa quest’ultima come dialettica comune è pronto a smentire
negazione: ciò che è attraverso ciò che corrispondenza ai fatti (scettico: dal greco incoerenze e a individuare variabili che
non è; il risultato prestativo attraverso una skepsis, un altro nome per “ricerca”). possano influire sugli esiti dell’allenamen-
serie di tentativi d’allenamento che si sono Ecco, quindi, l’inadeguatezza della teoria to. La pluralità di prospettive (tutte guida-
dimostrati fallimentari. sovietica dell’allenamento elevatasi a te dal metodo scientifico) e i programmi di
“…We improve by our mistakes…” diceva sapere universale. Sorprendente è il suo ricerca in competizione tra loro rappresen-
Sir K.Popper quasi a sostegno di quanto potere esplicativo e la facilità con cui veni- tano il vero modello metodologico di
detto, ed in effetti, il trials and errors va continuamente “confermata”: essa con- razionalità scientifica.
assurge ad omaggio archetipico del ben sidera l’organismo come una scatola chiu- In altri termini, se vogliamo ancora parlare
più complesso metodo popperiano per sa. La teoria dell’allenamento di tipo sovie- di progresso (scientifico) nella teoria e
Congetture e Confutazioni, poiché: tico si occupa dell’allenamento svolto e metodologia dell’allenamento, dobbiamo
delle variazioni delle prestazioni, ma tra- riconoscere che sussistono più modi di
P1 → TT → EE → P2 scurava lo studio dei cambiamenti che si “costruire” il progresso.
verificano nell’organismo come conse- Al contempo non si neghi al buon allena-
dove dal problema P1 si passa alla teoria guenza del lavoro svolto e come premessa tore l’abilità di “saper osservare”, poiché
proposta in via di tentativo TT, quindi all’e- alle variazioni delle prestazioni. Essa può “…l’osservazione è carica di teoria…”
liminazione valutativa dell’errore EE, infine dunque essere definita “comportamentisti- (Duhem 1978) e l’interpretazione insita
si giunge alla soluzione P2 che è in realtà ca” (Arcelli 1991), così come i primi psico- nelle capacità visive abbraccia, conscia-
un nuovo problema. logi comportamentisti studiavano solo le mente o meno, un sistema concettuale.
Naturalmente l’allenatore non può per- manifestazioni osservabili, i comporta- Non possiamo partire dal nulla: ci trovia-
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mettersi di considerare l’atleta (specie se menti abitudinari, quelli in risposta ad uno mo già nel mezzo. Come a dire che sarebbe
d’élite) come banco di prova per le proprie stimolo, considerando il cervello, appunto, nata prima la gallina. Il problema è essere
avventate sperimentazioni e, guarda caso, una “scatola chiusa”. Molto diverso è sce- sempre pronti alla critica.
si rivolge alla scienza proprio quando gliere i mezzi d’allenamento in base ad un Al contrario di quanto si possa intendere
necessita di appoggio e sostegno per la modello fisiologico che tenga conto dei ed obiettare, questa non è una posizione
validazione di una metodologia d’allena- segnali biologici (Arcelli, ibidem). “cerchiobottista”, volta da prima a biasi-
mento. Nella teoria sovietica, invece, l’assenza di mare l’osservazione come elemento irra-
E allora? In che cosa consiste il carattere specificazione delle condizioni in cui si è zionale della ricerca e successivamente a
razionale della conoscenza scientifica? disposti ad abbandonare, o almeno a riabilitarla come intuizione creativa dell’al-
lenatore. Intuizioni e ipotesi, non certo Lunga ma non vana dissertazione per arri-
aliene per chi, come l’uomo del campo, si vare a concludere che anche l’allenatore
trova in media res, rappresentano il ha le sue ragioni ed il suo bagaglio cultu-
momento teorico delle scienze e acquista- rale per sostenere ipotesi. Anzi.
no validità grazie alla conferma sperimen-
tale. La gaffe subentra nel confondere l’e- Statistica
sperienza immediata con l’esperienza e teoria della razionalità
scientifica: è vero che molto spesso l’alle-
natore, in ragione del suo stretto contatto Conosciamo i severi giudici dei tests di
con la realtà fenomenica del gesto sporti- laboratorio: si chiamano ANOVA (Analysis
vo, “arriva prima” della spiegazione scien- of variance), R2 (coefficiente di determina- 19
tifica; ma ciò non equivale a prescindere zione), r & SD (retest correlation coeffi-
da quest’ultima, astenendosi dal sottopor- cient and standard deviation), SD diff
re le rivelazioni dei sensi al rigoroso vaglio (standard deviation of individual’s diffe-
dei controlli sistematici. rence score), T-test, P <0,05…etc…
Mentre in fisiologia gli esperimenti di Anche l’allenatore, ogni qual volta prenda
Claude Bernard sono stati manifestamente Figura 1 – una decisione, mette in atto una personale
riconosciuti come cruciali, in fisica il con- teoria della razionalità, accendendo una
trollo sperimentale non ha la stessa sem- (pur primitiva) macchina statistica.
plicità logica: il fisico non può assoggetta- Egli applica, per esempio, il principio della
re all’esame dell’esperienza un’ipotesi iso- razionalità secondo cui un’azione viene
lata, ma soltanto tutto un insieme di ipo- considerata razionale se (e soltanto se)
tesi, ovvero un esperimento in fisica non soddisfa le seguenti condizioni:
consiste soltanto nell’osservazione di un X vuol realizzare l’obiettivo G in una deter-
fenomeno, ma anche nella sua interpreta- minata situazione S;
zione teorica. X ritiene che M costituisca un mezzo effi-
Sul pendio di una collina Johannes Keplero6 ciente ed efficace per realizzare G;
e Tycho Brahe7 vedono la medesima cosa X valuta i costi totali di usare M nella
quando osservano il sorgere del Sole? situazione S, ivi inclusi tutti gli effetti col-
È ovvio che essi vedono il medesimo ogget- laterali negativi, in altre parole un’analisi
to fisico. Fanno la medesima osservazione, dei costi e dei profitti ha convinto X che
dal momento che prendono l’avvio dai l’uso di M nella situazione S è preferibile al
medesimi dati visivi. Sono entrambi fisica- non uso di M. Riassumendo l’allenatore X
mente consapevoli del Sole, la loro retina ha delle “buone ragioni” per porre in esse-
registra con fedeltà la stessa immagine. Figura 2 – re M. Se non lo fa, si comporta in modo
Interpretano però in modo diverso ciò che irrazionale.
vedono. Costruiscono i fatti in modo
diversi. Situazione S
Keplero considerava il Sole fisso: era la x con M → G
Terra a muoversi. Tycho Brahe seguiva
invece Tolomeo e Aristotele, almeno in Supponiamo, cioè, che l’allenatore (X) per
riferimento all’opinione che la Terra fosse un suo atleta con particolari caratteristi-
fissa al centro e che tutti gli altri corpi che fisiche e impegnato in una particolare
celesti orbitassero attorno ad essa. disciplina sportiva (situazione S) ritenga
Il compito consiste allora nel far vedere in che per migliorare il potere tampone
che modo questi dati vengano plasmati da Figura 3 – (obiettivo G: capacità lattacida) debbano
diverse teorie o interpretazioni o costru- essere eseguite come mezzo d’allenamento
zioni intellettuali. (M) numerose ripetizioni, ciascuna con
Anche la scelta metodologica di un allena- avessero mai visto un’anatra, ma soltanto produzione di discrete quantità di ioni H+.
tore, quindi, riflette un credo teorico- conigli potrebbero vedere un’anatra nella L’allenatore avrà quindi valutato gli effetti
empirico determinato e, nei casi più felici, figura 3? negativi oltre che quelli positivi, per la
un modello fisiologico comprovato. Non si verifica alcun mutamento ottico o messa in atto di M.
Cercheremo di chiarire l’annoso problema sensoriale. Eppure si vedono cose diverse. La teoria del comportamento razionale in
del “vedere che” e del “vedere come” con Quello che cambia è solo l’organizzazione condizioni di certezza è spesso chiamata
alcuni esempi della psicologia gestaltica. di ciò che si vede. Ogni volta il testo dà teoria dell’utilità. Le teorie del comporta-
(figura 1). Nella figura 1 alcuni potranno un’interpretazione dell’illustrazione. Ma mento razionale in condizioni di rischio e
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scorgervi un calice, una coppa; altri due potremmo anche vedere questa illustrazio- di incertezza, sono frequentemente combi-
volti uno di fronte all’altro. Nella figura 2 ne ora come l’una cosa ora come l’altra. nate in una teoria normativa chiamata
alcuni vedranno una vecchia parigina, altri Dunque interpretiamo; e la vediamo come teoria delle decisioni.
una giovane donna (alla Toulouse-Lau- interpretiamo. (Nietzsche: “…non esistono È invece chiamata teoria bayesiana delle
trec). Infine nella figura 3, il classico caso fatti, bensì solo interpretazioni…”). decisioni (da Bayes), quella in cui un indi-
dell’anatra-coniglio. Anche le singole asserzioni, intuizioni e ipo- viduo razionale massimizzerà la sua utilità
La chiave ci viene fornita dal contesto. tesi sono non di rado accolte all’interno di attesa persino quando non conosca le pro-
Nella figura 3 alcune persone potrebbero una ben più complessa cornice teorica (che babilità oggettive rilevanti e possa usare
non vedere un’anatra. Persone che non condividiamo), consapevolmente o meno. solo le sue probabilità soggettive come
pesi per le sue probabilità. Viene applicata zione indebita di competenze divulgative.
involontariamente nelle situazioni di Il linguaggio del campo non vuol essere
rischio o di incertezza (o nell’azzardo, o screditante nei confronti dei contenuti
nelle scommesse, quando i bookmakers scientifici, ma denota un carattere veicola-
assegnano probabilità soggettive all’esito re per trasmettere più rapidamente possi-
di un match basandosi sui ritardi, sulle bile, all’interno dell’empatico rapporto
condizioni degli atleti, sulle condizioni del allenatore-atleta, gli input tecnici e non.
campo…). Sui banchi d’università, poi, c’è tutto il
Qualsiasi decisione prenderemo, alla fine tempo per essere analitici. Ma lo si faccia e Figura 4 –
sarà equivalente a una stima delle proba- si acquisiscano le conoscenze per non
20 bilità (numeriche, oggettive, soggettive), subire pregiudiziali (purtroppo non sem-
che ci piaccia o no. pre) discriminazioni. La mancanza di tradi- Nella maggior parte delle rivoluzioni, cioè,
Cum grano salis, non possono essere gli zione culturale spiega perché le relazioni la novità non emerge come Atena armata
unici strumenti statistici nelle mani (e teorico-pratiche vengano vissute con dalla testa di Zeus, ma è piuttosto una tra-
nella testa) dell’allenatore. Si capisce la maggiore acidità di quanto non avvenga sformazione di risultati, linguaggi, stru-
loro subordinazione alla statistica ufficiale nelle facoltà ingegneristiche. Insomma, menti preesistenti: “Copernico distrusse
del laboratorio. Un altro punto a favore come direbbe K.F. Gauss, nella scienza la una secolare spiegazione del moto terrestre,
della mutua collaborazione. pratica deve essere l’amica della teoria, Newton fece lo stesso per una spiegazione
Quante cifre dopo la virgola sono in grado non la schiava, farle doni, non servizio. più antica della gravità [ed Einstein con
di determinare il metallo di una medaglia? Senza prescindere dagli studi scientifici cui Newton], Lavoisier per le proprietà comuni
Tante. E a volte trascendono anche gli nessuno può fare a meno (Euclide: “…non dei metalli, e così via…” (Khun 1978).
standard e i requisiti dell’attendibilità e esiste una via regia alla conoscenza…” ), il Una “perdita” sembra implicita nell’opera
della significatività: differenze trascurabili linguaggio è un organo di senso e arric- di qualsiasi iniziatore di rivoluzione. Non
per la statistica diventano drammatica- chirlo (anche con le nozioni bucoliche del dobbiamo meravigliarci se il passaggio da
mente determinanti per l’atleta. Parados- campo) significa affinare le proprie abilità un paradigma all’altro comporti una ride-
salmente, proprio in virtù della sua even- adattative, oltre che meramente comuni- finizione dei problemi tale che, dati due
tuale insufficienza, diventa necessario il cative. paradigmi A e B, e indicando con P1 e P2
ricorso all’analisi statistica. Si capisce le classi di problemi pertinenti rispettiva-
come la meticolosità scientifica non sia Scienza dell’allenamento: mente al primo e secondo paradigma, non
fumoso nozionismo fine a se stesso, ma cumulativa o rivoluzionaria? si abbia sempre una situazione di coinci-
un’esigenza per arginare i deleteri effetti denza. Anzi, usualmente, la situazione sarà
della sommazione dei dettagli labili, sub- L’ultimo punto che tratteremo è se la quella della figura 4, nella quale si nota la
doli, solo isolatamente trascurabili. scienza dell’allenamento sia cumulativa o parziale sovrapposizione di due paradigmi
caratterizzata da rotture rivoluzionarie, se rivali. La perdita khuniana, del resto, non è
Il linguaggio proceda cioè, in quest’ultimo caso, per una sorpresa, se si caratterizza la transi-
o la diatriba linguistica paradigmi intraducibili. zione da un paradigma all’altro come rio-
Secondo il primo punto di vista le teorie si rientamento gestaltico (gestalt switch).
Un’ulteriore disputa, identificabile nel rap- susseguirebbero sostanzialmente in manie- Sicché gli aderenti al paradigma P1 e quelli
porto tra le figure professionali del campo ra unitaria, completa, conservabili entro aderenti al paradigma P2 non vedono la
e quelle del laboratorio, è di natura squisi- una nuova sintesi; le nuove teorie non ori- stessa cosa che esprimono poi in modo
tamente linguistico-terminologica. ginerebbero dal rifiuto delle vecchie idee, diverso, ma vedono qualcosa di differente.
Nonostante in molti siano concordi nel quanto piuttosto da un tentativo di appor- La differenza con gli esperimenti trattati
battezzare la teoria sovietica dell’allena- vi piccole modificazioni. nelle figure 1, 2, 3 è che la rivoluzione
mento come “un enorme costrutto termi- Con la seconda linea di pensiero, i profondi scientifica, una volta realizzatasi, appare
nologico”, sovente si assiste nelle aule uni- mutamenti che caratterizzano le nuove teo- irreversibile, mentre nel caso di figure
versitarie, nei momenti formativi e/o di rie fanno sì che queste siano incommensu- come l’anatra-coniglio è vero che gli sche-
aggiornamento dei tecnici, a frustranti rabili rispetto alle prime e determinano un mi si escludono reciprocamente, ma è
diatribe sulla legittimità nominalistica di progresso scientifico discontinuo che non sempre possibile passare dall’uno all’altro.
alcuni concetti accademici. La costruzione presuppone un miglioramento della cono- L’ingegnosità richiesta nell’opera di tradu-
di registri lessicali ad hoc (consuetudine scenza, bensì solo un cambiamento di ordi- zione permette di fatto la comunicazione
peraltro diffusa tra i vari campi della ne socio-psicologico (T. Khun: “…change of tra ricercatori differenti e/o rivali. Non è
scienza) non sia fraintesa come appropria- theory means change of world.”). per niente necessario che si debbano sta-
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bilire “equazioni di significato” fra parole e dall’altra della cattedra, si potrebbe ipotiz- Indirizzo degli Autori:
concetti appartenenti ai due programmi zare una sorta di Evidence Based Teaching,
rivali. Il confronto fra i differenti schemi accogliendo nel panorama formativo le Antonio La Torre, Roberto Codella, Giampiero
concettuali non viene inibito; anzi, dal figure di maggior spicco per ogni settore.. Alberti, Facoltà di Scienze motorie, Università
momento che i sostenitori dell’uno e del- La garanzia, se non altro, è quella di lavo- degli Studi di Milano, Via Kramer 4/A, 20129,
Milano; Enrico Arcelli, Centro Studi e Ricerche
l’altro usano spesso le stesse parole, sarà rare in un solco comune, pur tenendo
FIDAL, Via Flaminia Nuova 830, 00188, Roma;
la reinterpretazione di intere “frasi” a con- conto delle profonde trasformazioni della Facoltà di Scienze motorie, Università degli Studi
sentire la comunicazione. Questo richiede, struttura dello sport. Ricordiamo che l’EBC di Milano, Via Kramer 4/A, 20129, Milano;
ovviamente, che le parti in causa ricono- è un metodo, non una verità: non abbiamo Ermanno Rampinini, Franco M. Impellizzeri,
scano una sorta di circolo virtuoso fra tra- ancora le giuste risposte, ma stiamo Sport Service Mapei, Human Performance Lab.,
duzione-comprensione e tolleranza, men- cominciando a porre le giuste domande. via Don Minzoni 34, 21053, Castellanza (Varese).
21
tre ortodossia e purezza dottrinale sono
compagne della stagnazione. Note
Con la metodologia dei programmi di (1) Bernshtein’s problem: “È il problema del controllo del movimento volontario, cioè il problema della
ricerca scientifici, più che una logica della necessità di dare una spiegazione logica alla capacità, manifestata dagli organismi viventi più organizzati,
scoperta scientifica, emerge una logica del e in particolare dell’essere umano, di padroneggiare l’enorme numero di gradi di libertà delle articolazioni
controllo scientifico. In effetti, il bayesia- che formano la loro consistenza segmentale al fine di conseguire, come la prassi dimostra, in modo molto
nesimo, cui abbiamo accennato preceden- accurato ed attraverso l’attività motoria, gli obiettivi che ne caratterizzano l’esistenza” (Zanon 2000).
(2) Bernshtein coniò l’espressione: “Ripetizione senza ripetizione”. “Esercitarsi non significa ripetere sempre
temente, è una teoria della giustificazione, la stessa soluzione di un dato compito, ma ripetere più volte il processo di soluzione del compito stesso”
non della scoperta: esso si propone di giu- (Pesce 2002).
stificare le generalizzazioni o predizioni (3) Arcelli (1991) ha parlato di scatola chiusa, riferendosi all’approccio tradizionale della teoria dell’allena-

scientifiche indicando che, sebbene queste mento: essa non si interessa degli specifici cambiamenti ed adattamenti che si manifestano nell’organismo
non siano certe, è nondimeno possibile dopo un periodo in cui si è fatto un dato tipo di preparazione. Si occupa soltanto dell’input e dell’output,
cioé di cosa si fa come preparazione e come cambiano le capacità prestative. È, in sostanza, comporta-
mostrare che sono probabili sulla base del- mentista. Da tale punto di vista, perciò, l’organismo è una scatola chiusa nella quale non si va a guardare.
l’evidenza in loro favore. (4) I più fini preferirebbero ricorrere, ad ogni livello di complessità, alla statistica inferenziale.
(5) Euristica: strada, via, metodo, per la ricerca scientifica o filosofica.

Conclusioni
L’irrisolvibilità del problema del controllo Bibliografia
motorio (Bernshtein’s problem) ha spinto
giocoforza nella direzione dell’irrazionalità Arcelli E., Che cos’è l’allenamento, Milano, Sperling Lakatos I., La metodologia dei programmi di ricerca
& Kupfer editori, 1990. scientifici. Scritti Filosofici I, Milano, Il Saggiatore,
di una soluzione dominata dalla “tradizio- Babich B.E., Nietzsche e la scienza, Milano, Raffael- 1985.
ne” e dalla “prassi”. La ricerca scientifica, lo Cortina Editore, 1996. Lakatos I., Musgrave P., Critica e crescita della
infatti, nel campo della coordinazione Bacone F., Opere filosofiche, Bari, Laterza, 1965. conoscenza, Milano, Feltrinelli, 1976.
motoria non è stata capace di proporre Bartonietz K., La presunta fine della “periodizzazio- Mondadori A., D’Agostino F., Logica, Milano, Bruno
ne” o tentativi di un ulteriore sviluppo della teoria Mondadori Editore, 1997.
una risposta al Bernshtein’s problem, dell’allenamento, Sds-Scuola dello sport, XVIII, Nietzsche F., La gaia scienza, Milano, Adelphi, 1995.
ovvero una soluzione provvista di un saldo 1999, 45-46, 7-11. Pesce C., Insegnamento prescrittivo o apprendi-
supporto anatomo-fisiologico. Questo ha Bernshtein N.A., The control and regulation of mento euristico?, Sds-Scuola dello sport, XXI, 2002,
aperto la strada alla fondazione di una movements, Oxford, Pergamon Press, 1976. 55, 10-18.
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1998. vo, Milano, Raffaello Cortina Editore, 1997.
virtù della non univocità della teoria della Cromer A., L’eresia della scienza, Milano, Raffaello Platonov V.N., La concezione della “periodizzazio-
coordinazione con il prevalere del caratte- Cortina Editore, 1996. ne” e lo sviluppo di una teoria dell’allenamento,
re qualitativo, che è il solo osservabile, Duhem P., La teoria fisica: il suo oggetto e la sua Sds- Scuola dello Sport, XVIII, 1999, 45-46, 3-6.
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La speranza che la prospettiva scientifica ria della relatività, Torino, Bollati Boringhieri, 1988. Popper K.R., Congetture e confutazioni, Bologna, Il
possa dare ragione anche all’apprendi- Enciclopedia Garzanti di filosofia, Milano, Garzanti, Mulino, 1985.
mento e al controllo del movimento, non è 1993. Popper K.R., La logica della scoperta scientifica,
priva di fondamento: la ripetitività, con la Euclide, Gli Elementi, a cura di Frajese, Torino, Utet, Torino, Einaudi, 1970.
sua accezione prettamente quantitativa, 1970. Popper K.R., Poscritto alla logica della scoperta
Feyerabend P.K.,Consolazioni per lo specialista, in: scientifica , Milano, Il Saggiatore, 1984.
perfeziona e migliora un’abilità motoria. Critica e crescita della conoscenza, Milano, Feltri- Putnam H., La corroborazione delle teorie, in:
Precisato che è indubbia, ad alto livello nelli, 1976. Hacking I. (a cura di), Rivoluzioni scientifiche,
competitivo, la difficoltà di appellarsi ad Gauss K.F., Disquisitiones generales circa superficies Roma-Bari, Laterza, 1984.
implicazioni di tipo pedagogico, l’opera di curvas, Commentationes Societatis Regiae Scien- Quine W.v.O., Il problema del significato, Roma,
categorizzazione quantitativa trova nel- tiarum Gottingensis Recentiores, in: Werke, 1828. Ubaldini Editore, 1966.
Geymonat L., Galileo Galilei, Torino, Einaudi, 1983. Tschiene P., Il nuovo orientamento delle strutture
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dispersioni soggettive, individualistiche. XX secolo, Bari, Laterza, 1995. 47-48, 13-20.
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Tuttavia nella programmazione e nella Hanson N.R.,I modelli della scoperta scientifica, Verchoshanskij Y., Bellotti P., Teoria, oppure pratica
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Impellizzeri F. et al., Evidence Based Coaching, Sds-Scuola dello sport, XIX, 2000, 50, 2-4.
che, l’EBC può ribadire una posizione d’u- Sport e medicina, 2002, 1, 53-56. Zanon S., Priorità biologica o pedagogica nella teo-
miltà intellettuale anche nell’insegnamen- Khun T.S., La struttura delle rivoluzioni scientifiche, ria dell’allenamento?, Sds-Scuola dello sport, XIX,
to, rendendo noto, con assoluta disponibi- Torino, Einaudi, 1978. 2000, 47-48, 11-12.
lità, la molteplicità di teorie che affollano Khun T.S., Logica della scoperta o psicologia della Zanon S., Scienza o fede?, XIX, Sds-Scuola dello
le pubblicazioni scientifiche. Assodato che ricerca?, in: Lakatos Musgrave P. (a cura di), Critica sport, 2000, 49, 16-19.
e crescita della conoscenza, Milano, Feltrinelli, Zanon S., Storia dello sviluppo del concetto di
queste ultime sarebbero discriminate dal- 1976. movimento, Nuova Atletica, 1998, 149, 25-28.
l’interpretazione presente da una parte e
Fisiologia e sport: intervista a Pietro Enrico di Prampero
a cura di Silvio Dorigo,
Istituto di Scienze motorie
dell’Università di Udine

22 Le attività sportive coinvolgono la


persona in tutta la sua straordinaria
complessità. Ma si caratterizzano
molto spesso rispetto alle altre, di
pari durata, per un’elevata solleci-
tazione funzionale ed energetica, di
cui si ricerca una continua ottimiz-
zazione nella prospettiva della mas-
simizzazione della prestazione. Da
qui l’interesse, fin dalla fine
dell’800, verso alcune attività spor-
tive da parte delle discipline che si
occupano di tale sollecitazione, in
primis la fisiologia. Un interesse
proseguito ed ampliatosi fino ad
oggi in un più continuo rapporto
tra ricerca in laboratorio e contesti
reali e complessi, coinvolgendo e Nasce a Udine nel 1940; nel ’64 si laurea con lode in Medicina e Chirurgia all’Università di Milano;
nello stesso anno e in quello successivo, diventa Assistente all'Istituto di Fisiologia umana.
sollecitando altri e nuovi saperi, con Nel ’64 e ’65 è medico in due spedizioni alpinistiche in Groenlandia orientale e nel Sahara algerino;
risultati quindi più utili e concreti. sempre nel ’65 è ricercatore della Società Max Planck presso l'Institut für Experimentelle Medizin a
A sua volta il mondo sportivo, Gottinga in Germania. Dal ’66 al ’78 è ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) pres-
anche a livelli non elevati, sente so lo stesso Istituto di Milano. Nel ’67 è anche Research Fellow dell'International Biological Pro-
oggi sempre più l’esigenza di fon- gramme a Toronto in Canada; nel ’68, sempre all’Università di Milano, si specializza con lode in
dare metodologie didattiche e di Medicina dello sport. Nel ’69, a 29 anni, consegue la Libera Docenza in Fisiologia umana e riceve
dall’Accademia dei Lincei il “Premio Borgia per l'Energetica Muscolare”. Dal ’72 al ’78 è Professore
allenamento su conoscenze scienti- incaricato di Fisiologia applicata presso la Facoltà di Medicina dell' Università di Milano; nel ’71-
ficamente affidabili. L’interesse di ’72-‘73 e ‘76 è Buswell Fellow presso il Dipartimento di Fisiologia della Facoltà di Medicina della
coniugare sport e scienza, quindi, è State University of New York a Buffalo in USA; nel ’78 Docente di Fisiologia presso la Facoltà di
ora reciproco. Nel contempo tale medicina di Mogadiscio in Somalia.
rapporto, di fronte alla comune È membro per più di vent’anni (1978-97) del Research Group on Biochemistry of Exercise of the
International Council of Sport Science and Physical Education presso l’UNESCO, nonchè (dal ’79 al
volontà di ricercare e sondare risor- ’98) dell'Editorial Board dell’European Journal of Applied Physiology, di cui attualmente è Editor in
se e limiti umani, appare in tutta la Chief.
sua affascinante ed inquietante Dal ’79 all’ 86 è Maître d'Enseignement et de Recherche presso il Dipartimento di Fisiologia della
ampiezza. Aprendosi cioè in defini- Facoltà di Medicina dell'Università di Ginevra in Svizzera; nel ’85 Docente di Fisiologia presso la
tiva al mistero dell’uomo nella sua Facoltà di medicina di Yaoundé in Camerun. Dal ’85 al ‘95 collabora con l'Agenzia Spaziale Europea
unicità, originalità e creatività, esso (ESA): fino al ’89 come membro e nel triennio ’89-’91 come presidente del Life Sciences Working
Group; dal ’91 al ’95 come membro del Microgravity Advisory Committee. Dal ’86 all’’89 è Profes-
sollecita anche a ricercare i signifi- sore straordinario e quindi Ordinario di Fisiologia umana presso la Facoltà di Medicina dell'Univer-
cati dell’agire scientifico e sportivo sità di Udine, di cui nel quadriennio successivo è nominato Preside. Nel ’94 è membro del Consiglio
in tutte le sue forme. Vorremmo scientifico dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI).
ora approfondire queste tematiche, Fa parte inoltre dei comitati editoriali delle seguenti riviste scientifiche: Journal de Physiologie
cercando con ciò di giovare alle (Paris) dal 1983 all’87, Respiration Physiology dal 1987 al 91, Scandinavian Journal of Medicine
and Science in Sports dal 1991 al 95, Journal of Sports Medicine and Physical Fitness dal 1992 ad
urgenze applicative dei tecnici oggi, Microgravity Quarterly dal 1990 al 93.
sportivi e alla riflessione tecno- Attualmente continua a svolgere la funzione di Professore ordinario di Fisiologia umana, dirigendo
scientifica ed umanistica degli stu- inoltre il Dipartimento di Scienze e Tecnologie biomediche e presiedendo il Corso di Laurea in
diosi di sport. Abbiamo scelto la Scienze Motorie dell’Università di Udine.
strada del dialogo con il prof. Pietro Fa parte della International Academy of Astronautics e della New York Academy of Sciences, non-
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Enrico di Prampero un prestigioso chè della Società Italiana di Fisiologia e de l’Association des Physiologistes.
È autore di oltre duecentosessante pubblicazioni, tra cui circa novanta lavori su giornali internazio-
studioso di fisiologia dello sport, nali con comitato editoriale, venti reviews e capitoli di libri su invito e un libro sull'energetica della
sapere fondamentale nel rapporto locomozione umana.
tra scienza e sport. Nella sua lunghissima attività di ricerca si interessa di energetica della contrazione muscolare, di
Il Professore ha accolto il nostro adattamenti cardiocircolatori e respiratori all'esercizio muscolare, di biomeccanica e bioenergetica
invito con la consueta gentilezza e della locomozione umana, di energetica e biomeccanica della contrazione muscolare in microgra-
vità e di adattamenti cardiorcolatori e respiratori all'esercizio muscolare in microgravità.
disponibilità. Ecco il resoconto del
nostro incontro.
Ormai da decenni Lei si rapporta con molti studiosi di fisiologia tosto che altri. Quali sono tali campi e tali sport e quali invece atten-
dello sport di altri Paesi. Potrebbe allora illustrarci a grandi linee dono e richiedono maggiori attenzioni? In questo senso la situazione
l’evoluzione del rapporto tra fisiologia e sport a livello internazio- italiana si differenzia in qualche misura da quella mondiale?
nale dall’inizio della sua esperienza ad oggi? Ribadisco, nelle linee generali, la risposta precedente, anche se mi
Fino a qualche decennio fa, la fisiologia e vi aggiungerei anche la sembra difficile poter identificare certi sport, piuttosto che altri; in
biomeccanica, spiegavano in modo razionale, a posteriori, pratiche genere queste scelte dipendono da numerosi fattori che mi sembra
sportive già entrate nell'uso. In questi ultimi tempi, la situazione è inutile elencare in dettaglio.
cambiata, sia per l'accresciuto bagaglio delle conoscenze fisiologiche,
sia per la maggiore consapevolezza che il mondo sportivo è venuto Quali sono oggi le verifiche e le attrezzature scientifiche più
acquisendo circa i potenziali benefici, ad esempio, di un allenamento importanti utilizzate nel rapporto tra fisiologia e sport?
condotto con metodologie appropriate, o di uno strumento proget- Vanno dai cardiofrequenzimetri, agli apparecchi portatili per la 23
tato e costruito secondo appropriate norme biomeccaniche. misura del ricambio gassoso o della pressione arteriosa, dalle piat-
taforme di forza, alle celle di carico, ai sistemi di analisi delle
Sempre riferendosi alla sua esperienza degli ultimi decenni, quale immagini. Vorrei comunque sottolineare, che spesso è l'inventiva
è risultato il ruolo degli studiosi italiani e quale l’evoluzione del del singolo ricercatore a portare alla costruzione di uno specifico
rapporto tra fisiologia e sport nel nostro Paese? "giocattolo" per l'analisi di una specifica funzione; spesso poi
II rapporto tra il "laboratorio" da un lato e il "campo" dall’altro in avviene che il "giocattolo", costruito su larga scala, diventi stru-
Italia, ma anche nel resto del mondo, è sempre stato piuttosto dif- mento di uso comune.
ficile: un dialogo tra sordi, per intenderci, soprattutto per una
certa spocchia accademica da un lato e per la paura di vedersi Quali sono oggi le strumentazioni scientifiche di base che in Italia
rubare il mestiere, dall'altro.Va però sottolineato che questo dialo- possono essere usate, con un minimo di tirocinio, in modo auto-
go tra sordi ha avuto sempre luminose eccezioni e che queste nomo dal tecnico sportivo o dallo stesso atleta senza dover sop-
eccezioni stanno, ai nostri giorni, diventando la regola. portare alti costi? Per quali sport esse possono essere più utili?
Ancora una volta mi sembra impossibile dare una risposta analiti-
Nelle realtà sportive di alto livello dei Paesi tecnologicamente e ca. Tra le più semplici da usare, senz'altro metterei i cardiofrequen-
sportivamente più avanzati il rapporto tra fisiologia e sport è zimetri; tra le più compiesse, che richiedono un congruo tirocinio
ormai consolidato. Quali sono secondo lei i principali vantaggi e per poterne ricavare formazioni sensate, includerei senz'altro i vari
limiti di tale rapporto? sistemi di analisi dell'immagine.
Il vantaggio di un rapporto strutturato tra “laboratorio” e "terreno"
consiste nella possibilità, grazie appunto ad un dialogo che non sia L’attuale prassi per il conseguimento del certificato di idoneità
più tra sordi, di ottimizzare la prestazione salvaguardando al con- agonistica le sembra metodologicamente sufficiente? Avrebbe
tempo l'integrità psicofisica dell'atleta. Il rischio è la tentazione, qualche proposta migliorativa da formulare?
purtroppo molto spesso seguita, di allenatori e scienziati di tra- Sì, se viene fatta in modo accurato, da chi sa fare il suo mestiere.
sformarsi in "apprendisti stregoni", perseguendo a tutti i costi la
prestazione estrema, anche in modi che prima ancora che illecito Per tanta attività sportiva infantile e studentesca ancora oggi
sportivo sono un crimine, il doping, intendo. basta essere in possesso del semplice certificato di buona salute
del medico di base. L’attuale prassi le sembra sufficiente? Avrebbe
In Italia moltissime Federazioni sportive e molte società sportive qualche proposta migliorativa e realizzabile da formulare?
di alto livello si rapportano con centri specializzati in fisiologia Ancora una volta sì, se il medico di base sa fare il suo mestiere e se
dello sport. Quali sono secondo lei i pregi ed i limiti attuali di que- conosce il suo paziente. Per questa domanda e per la precedente
sti contatti, anche in relazione alla sua esperienza vissuta? non sono in grado di formulare proposte migliorative concrete.
La risposta a questa domanda ricalca sostanzialmente la risposta
precedente. Fatte salve le specificità proprie di ciascun gruppo di Dicevamo che il rapporto tra scienza e sport, di fronte alla comu-
specialità sportive, e quindi di ciascuna Federazione, vantaggi e ne volontà di ricercare e sondare risorse e limiti umani, appare in
rischi sono ancora quelli riassunti alla risposta precedente. tutta la sua affascinante ed inquietante ampiezza. Lei condivide
questa affermazione? Se sì, quale è il suo personale atteggiamen-
Quali possono essere le prospettive future del rapporto tra fisiolo- to di fronte a tale ampiezza?
gia e sport in Italia e nel mondo? L'unica risposta che mi sento di dare è che lo sport ha senso solo se
Mi sembra importante che i frutti del rapporto tra fisiologia e insegna a vincere senza arroganza ed a perdere senza umiliazione.
sport, che ci ha consentito di conoscere più a fondo i meccanismi
più raffinati del funzionamento dell'organismo umano, vengano Lo sport di altissimo livello corre sempre più alla ricerca dei limiti
ora diretti a vantaggio della società nel suo insieme, al fine di limi- fisiologici e psicologici umani. Quali sono secondo lei i rischi di
tare, mediante dosi appropriate di esercizio fisico e sport, le classi- questa corsa, in termini salutistici e morali?
che patologie dei nostro tempo quali obesità, malattie cardiova- Penso che la risposta sia ancora quella che ho espresso al punto
scolari o metaboliche, invecchiamento precoce. precedente. Se lo sport perde questo significato, e purtroppo ai
nostri giorni ciò si verifica fin troppo spesso, allora è immorale e
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 60-61

Quali sono secondo lei gli ambiti di ricerca che possono portare mag- malsano.
giori vantaggi in Italia e nel mondo sia alla fisiologia che allo sport?
Ritengo siano gli sport in cui il gesto tecnico assume maggiore Dopo tanti anni di studi, ricerche e contatti con il mondo dello
complessità e dove l’integrazione tra fisiologia, neurofisiologia e sport, quali sono secondo lei i valori più alti della fisiologia e dello
biomeccanica può diventare estremamente utile per chiarire i sport? Dovrebbero esistere, oltre che dei vantaggi, dei valori in
meccanismi che stanno alla base del gesto sportivo stesso. comune?
Sia la fisiologia che lo sport, se rettamente intesi e praticati, ci
Di fronte all’enorme differenziazione dello sport, anche la fisiologia è avvicinano alla conoscenza dell'uomo, essere straordinario, subli-
inevitabilmente portata a prediligere alcuni campi di indagine piut- me o abietto, ma sempre stupendamente affascinante.
Gli effetti negativi del doping
a cura di M. Gulinelli, Arnd Krüger

In Svezia, ormai da dieci anni è in funzione una linea telefonica antidoping dell’Istituto
sanitario nazionale svedese. Ad essa, tra l’ottobre del 1993 ed il dicembre del 2000 sono
arrivate quasi 26000 chiamate, delle quali quasi più della metà da parte di soggetti non
facenti uso di doping e le restanti da soggetti anonimi che ne facevano uso. Il servizio
telefonico è affidato a personale sanitario appositamente preparato che, se necessario, può
rivolgersi a dei farmacologi. Il 60% di coloro che si sono rivolti a questo servizio sono
uomini, dei quali il 30% praticanti body building o sport di forza. Le chiamate più frequenti
riguardavano l’utilizzazione di anabolizzanti. Gli steroidi più utilizzano risultano essere il
testosterone, il nandrolone-decanoato, il metandienone e lo stanozololo. I primi dieci
effetti secondari lamentati dai maschi sono riportati nella tabella.
Da parte delle donne, oltre che su alcuni di questi effetti secondari, si chiedevano consigli
su altri effetti come alterazioni del ritmo mestruale, peluria di tipo maschile (ad esempio,
crescita della barba), ipertrofia del clitoride, approfondimento della voce. Tra il 1993 ed il
2000, 4339 persone hanno lamentato 10800 effetti secondari. Gli Autori dell’articolo dal
quale sono tratti questi dati (Aklof A. C., Thurelius A. M., Garle M., Rane A., Sjoqvist F., The
Anti-Doping-Hot-Line, a means to capture the abuse of doping agents in the Swedish
society and a new service function in clinical pharmacology, European Journal Clinical
Pharmacology, 59, 2003, 8-9, 571-577), considerano questa linea telefonica soprattutto
un nuovo importante servizio della clinica farmacologica in quanto l’abuso di sostanze
dopanti avrebbe assunto l’aspetto di una vera e propria epidemia, nei cui confronti la
società - come avviene per le droghe pesanti - non dovrebbe intervenire solo per proibire e
punire, ma anche per fornire informazioni dirette a prevenirne l’uso e un’assistenza com-
petente a chi resta vittima, più o meno volontaria. Quando si affronta il tema degli effetti
secondari dell’abuso di steroidi anabolizzanti, colpisce che, oltre all’incremento dell’aggres-
sività, più volte descritto, abbiamo quello, della stessa misura (ed anche maggiore, se si
sommano gli stati ansiosi) delle depressioni, ed il passaggio da stati di depressione a stati
d’aggressività e viceversa. Se l’effetto degli anabolizzanti si esprime sotto forma di aggres-
sività, dipende non solo da queste sostanze, ma anche da disposizioni genetiche e psicolo-
giche. In un loro articolo (Perry P. J., Kutscher E. C., Lund B. C. et al., Measures of aggression
and mood changes in male weightlifters with and without androgenic anabolic steroid use,
Journal of Forensis Science, 48, 2003, 3, 646-651) alcuni ricercatori statunitensi riferiscono
di una loro ricerca, condotta, rispettivamente, su dieci sollevatori di peso che facevano uso
di anabolizzanti e su diciotto che non ne facevano uso (controllati attraverso analisi del
sangue). L’aggressività non aumentava in tutti coloro che facevano uso di anabolizzanti,
ma nei questionari sulla personalità si rilevava un rapporto tra i valori della depressione e
l’aggressività. Vale a dire che alcune personalità sono più sensibili all’aggressività ed alla
depressione prodotte dall’uso o dall’abuso di medicinali. Recentemente, nella stampa inter-
nazionali, sono stati discussi diversi casi di stati ansiosi e depressivi tra gli atleti di alto
livello, senza che finora sia stata presa in considerazione ed analizzata l’ipotesi anaboliz-
zanti. Ciò, anche se ricercatori statunitensi (Kashin K., Kleber B., Hooked on hormones? An
anabolic steroid addiction hypotesis, Journal American Medical Association, 262, 2003, 22,
3166-3170), hanno messo in evidenza che i fenomeni legati alla sospensione del loro uso,
dopo un’utilizzazione prolungata, spesso, sono collegati a stati notevoli di depressione,
paragonabili a quelli che si presentano dopo la sospensione dell’uso di cocaina. Non neces-
sariamente si può trattare di un uso illegale degli anabolizzanti. Per tali sostanze è indiffe-
rente se usati “legalmente” od “illegalmente”. I loro effeti primari e secondari si estrinseca-
no a seconda della quantità utilizzata e della dispo-
sizione dell’atleta o della persona. Se, ad esempio, Effetto Numero
dopo una o più operazioni, si ricorre all’uso di una secondario di casi
adeguata dose di anabolizzanti diretta ad accellera- Aggressività 835
re il processo di guarigione e di riabilitazione, si può Depressione 829
incorrere in una dipendenza, come avviene quando Acne 770
vengono utilizzati illegalmente per recuperare dopo Ginecomastia 637
unità di allenamento con volumi elevati o per incre- Stati ansiosi 637
mentare il rendimento in gara. Chi occupandosi di Impotenza 413
stati depressivi degli atleti d’alto livello studia solo il Atrofia testicolare 404
Disturbi del sonno 328
lato psicologico della depressione, la storia familia- Ritenzione idrica 318
re e lo stress del loro “mestiere”, probabilmente, Alterazioni della voce 302
non individua quali ne siano le cause reali.
Teoria dell’allenamento

Vladimir Issurin, Gilad Lustig, Istituto Wingate, Netanya

L’effetto residuo di allenamento


Classificazione, durata e componenti pratiche
dell’effetto residuo di allenamento
25
Gli effetti residui di allenamento sono la caratteristica meno studiata della reazione o dell’adattamento
degli atleti ai carichi. Vengono trattate le “tracce d’allenamento” che derivano dai carichi d’allenamento
a lungo termine. In questo contesto vengono affrontati alcuni problemi applicativi, importanti
per la pianificazione e la strutturazione di un processo sistematico d’allenamento.

1. Aspetti generali notevole incremento della quantità di


e classificazione degli effetti creatinfosfato che però, dopo la sospen- L’effetto residuo di allenamento” (ERA)
residui di allenamento sione dell’allenamento, si mantiene solo (cfr. Counsilmann, Counsilmann 1991;
per alcuni giorni. Successivamente, per Zatziorski 1995) (nell’originale: residual
È universalmente noto che l’adattamento una, due settimane, troviamo una sua effect of training) è quel fenomeno per
ai carichi fisici provoca adeguate trasfor- costante diminuzione, fino al ritorno ai cui, dopo l’interruzione di un’azione con-
mazioni a livello organico, morfologico e valori iniziali pre-allenamento. centrata d’allenamento (ovvero di un
funzionale. Chiediamoci se in ambedue i casi si tratti carico concentrato di allenamento), il suo
Qui vogliamo trattare due casi di adatta- di “tracce”, cioè di effetti residui d’allena- effetto si conserva per un certo periodo,
per poi scomparire, e il livello della capa-
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 60-61

mento determinato dall’allenamento. Il mento. Ovviamente, il primo esempio rien-


primo si riferisce ad un allenamento a tra nell’ambito della preparazione a lungo cità che è stata così sviluppata ritorna
gradualmente a quello iniziale.
lungo termine. Il sollevamento pluriennale termine, cioè dell’adattamento, mentre il
di pesi, ad esempio, provoca cambiamenti secondo si riferisce alla routine quotidiana.
nello scheletro che rimangono a lungo Ambedue gli esempi si basano su cambia-
anche dopo che si è abbandonata la prati- menti di “sostanze” materiali, che però Per questa ragione gli effetti residui a
ca dello sport e alcuni di essi sono irrever- sono molto diverse per le loro proprietà e lungo termine dell’allenamento debbono
sibili. Il secondo caso si riferisce ad un la loro natura. Così pure sono differenti i essere trattati separatamente da quelli a
allenamento di sprint, che provoca un fattori cronologici di tali processi. breve e medio termine (tabella 1).
Tabella 1 – Gli effetti residui di allenamento: tipologia, attribuzione e velocità della loro scomparsa.

Tipologia Classificazione secondo Cambiamento dello stato Velocità


i sistemi interessati di allenamento di decadimento
Effetto residuo Sistema muscolare e scheletrico Adattamento dello scheletro: cambiamenti In parte non vi sono
di allenamento nelle ossa e nelle articolazioni cambiamenti
a lungo termine
Sistema neuromuscolare Notevole adattamento somatico dei muscoli, Alcuni anni
26 formazione di una topografia muscolare specifica
Sistema cardio-circolatorio Ipertrofia cardiaca: dimensioni e volume, Alcuni anni
diametro delle arterie
Effetto residuo Sistema cardio-circolatorio Aumento della densità dei capillari, del volume Alcuni mesi
di allenamento e respiratorio cardiaco residuo e della gittata sistolica
a medio termine
Sistema neuromuscolare Miglioramento della regolazione del lavoro Alcuni mesi
muscolare: reclutamento delle fibre, differenziazione
della forza, equilibrio muscolare specifico, ecc.
Effetto residuo Massima efficienza Innalzamento della soglia anaerobica, aumento Alcune settimane
di allenamento metabolica (aerobica) degli enzimi aerobici del glicogeno muscolare
a breve termine
Massima efficienza Aumento dell’energia trasformata per via Alcune settimane
metabolica (anaerobica) anaerobico-lattacida e glicolitica, capacità e potenza
Sistema neuromuscolare Aumento della forza muscolare, forza esplosiva Alcune settimane
e dimensione dei muscoli
Aumento della resistenza muscolare Poche settimane
Aumento della mobilità articolare Poche settimane

• Gli effetti residui a lungo termine dell’al- programma di allenamento estremamente o dall’abbandono della pratica sportiva.
lenamento sono estremamente impor- concentrato, nel quale il numero delle Nello sport d’elevata qualificazione, se non
tanti dal punto di vista dell’adattamento capacità sulle quali si lavora è ridotto al è sottoposta a sufficienti stimoli di allena-
generale e della diversità tra gli sport. Le minimo (Issurin, Shkliar 2002). Ciò vuole mento, si può produrre un dis-allenamen-
evidenti differenze che esistono tra cor- dire che se alcune capacità organico- to selettivo di una determinata capacità.
ridori, schermitori, nuotatori, giocatori, muscolari sono sottoposte agli stimoli di Ad esempio, in atleti molto allenati alla
lottatori dello stesso livello di qualifica- allenamento ed al loro incremento, le altre resistenza, il consumo d’ossigeno diminui-
zione sono determinate, in larga misura, capacità possono utilizzare solo lo “stra- sce se il volume settimanale di allenamen-
da un adattamento a lungo termine, di scico” degli effetti residui di allenamento, to scende al disotto di un determinato
conseguenza, da effetti residui di allena- provocati precedentemente. livello (cfr. Steinacker 1993; Steinacker et
mento a lungo termine. Allo stesso Di conseguenza, non si tratta solo di alle- al. 1998). Wilmore e Costill (1993) riferi-
modo gli effetti residui di allenamento a namento e di semplice determinazione scono di un evidente regresso della forza
medio termine si mantengono per un dell’incremento del carico per alcune specifica (dei nuotatori) dopo quattro set-
periodo notevole di tempo – alcuni mesi capacità. Infatti, si possono anche produr- timane di riduzione dell’attività. Mujika
– e si esprimono in cambiamenti note- re un temporaneo dis-allenamento (1999) ha parlato del rischio di un disalle-
voli del sistema cardiocircolatorio e (detraining) ed una diminuzione di alcuni namento e di una perdita della resistenza
respiratorio, come anche della coordina- parametri o di alcune capacità organico- aerobica durante la fase di tapering, mal-
zione neuromuscolare. Per questa ragio- muscolari. Se ne deve tenere conto nell’a- grado un carico molto intensivo. Uno dei
ne, gli effetti residui di allenamento a nalisi dell’allenamento e nella successiva principi fondamentali dell’allenamento
medio e lungo termine rappresentano il pianificazione. degli atleti d’elevata qualificazione è lo
background dello stato e della reazione sviluppo successivo, e non contemporaneo
dell’atleta. 2. L’effetto residuo d’allenamento (simultaneo) di capacità specifiche (Bon-
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 60-61

• Gli effetti residui di allenamento a breve a breve termine come base darchuk 1981; Issurin, Kaverin 1995, ecc.).
termine vengono direttamente provocati di un piano d’allenamento Per questa ragione, se si vuole ottenere
dalla precedente realizzazione di un pro- una successione ed una sintonia cronolo-
gramma di allenamento, determinando Le forme attraverso le quali si manifesta gica razionale di diversi cicli, dovrebbe
lo stato attuale dell’atleta. l’effetto residuo di allenamento a breve essere osservata attentamente la durata
termine sono strettamente collegate con il degli effetti residui di allenamento a breve
A questo punto occorre notare che i processo di dis-allenamento, con il quale, termine. Da questo punto di vista è estre-
moderni piani di allenamento presuppon- una volta, s’intendeva una perdita di alle- mamente importante sapere quali siano i
gono che, preferibilmente, si utilizzi, un namento provocata dalla sua interruzione fattori che influiscono sulla durata degli
Tabella 2 – Fattori che influiscono sulla durata dell’effetto residuo di allenamento.

N Fattori Influenza

1 Il periodo di allenamento prima In generale, un allenamento prolungato provoca anche un effetto residuo
della conclusione dell’allenamento di allenamento prolungato; nello sport di elevata qualificazione è necessaria
una durata ottimale di cicli speciali di allenamento
2 Età cronologica ed anzianità di allenamento Gli atleti più anziani ed esperti presentano effetti residui di allenamento
di maggiore durata 27
3 Carattere dell’allenamento dopo la conclusione L’allenamento in altitudine e la partecipazione alle gare diminuiscono
del carico concentrato la massa muscolare; un carico glicolitico di intensità elevata accellera
la diminuzione delle capacità aerobiche
4 Fondamento fisiologico delle capacità Le capacità che si migliorano grazie a notevoli trasformazioni di natura
sulle quali si è lavorato morfologica e biochimica presentano effetti residui di allenamento
di maggiore durata
5 Pianificazione di misure speciali dirette L’utilizzazione di carichi, adeguatamente stimolanti, dopo la conclusione
a prolungare l’effetto residuo di allenamento dell’allenamento concentrato permette di prolungare l’effetto residuo
dell’allenamento, evitando così una rapida perdita di allenamento

effetti residui di allenamento, e come si Il secondo fattore riguarda il background quale gli atleti di elevata qualificazione più
manifesta tale influenza (tabella 2). Questa adattativo a lungo termine. Atleti più anziani presentano un impegno di allena-
tabella si basa su dati di Hettinger (1996), anziani e molto esperti sono fortemente mento dal 20 al 30% inferiore, rispetto ai
Counsilman e Counsilman (1991), Zatsior- adattati ad ogni tipo di stimoli di allena- loro concorrenti più giovani.
sky (1995) e Issurin (2003). mento (nel quadro della loro specializza-
Cercheremo ora di spiegare i fattori illu- zione). Di conseguenza la loro reazione Il terzo fattore ha a che fare con la specifi-
strati in questa tabella. all’allenamento è anche meno evidente, il cità dell’allenamento e con le condizioni
tasso d’incremento è basso. Per quanto ambientali successive alle conclusione di
Il primo fattore è relativo al tempo di alle- riguarda gli effetti residui di allenamento un ciclo speciale di allenamento. Ad esem-
namento prima della sua conclusione. vale questa regola: pio, un allenamento in altitudine provoca
Nello sport d’elevata qualificazione si rife- notevoli processi catabolici, per cui la
risce all’adattamento a lungo termine e di massa muscolare dell’atleta diminuisce
conseguenza agli effetti residui di allena- Più è elevato il livello dell’adattamento a significativamente, annullando così l’effet-
mento a lungo termine. Sicuramente gli lungo termine, più lenta sarà la perdita to residuo di allenamento del precedente
atleti di bassa e media qualificazione della capacità fisica. allenamento della forza. Lo stesso avviene
hanno un livello di sviluppo delle capacità nel caso di notevoli sforzi di carattere
fisiche (organico-muscolari) relativamente anaerobico-glicolitico, soprattutto quando
basso. Per questa ragione, è evidente che Ne risulta che gli atleti più anziani ed sono collegati ad impegni di gara: dimi-
migliorino le loro capacità più rapidamen- esperti dispongono di effetti residui di nuiscono la capacità aerobica di lavoro. Ne
te. Non disponendo di un sufficiente adat- allenamento di maggiore durata, che per- troviamo un esempio notevole analizzan-
tamento organico e morfologico - in altri mettono loro di realizzare un minore volu- do, retrospettivamente, l’allenamento di A.
termini, ciò vuole dire che i loro effetti me di allenamento. Lo dimostra la realtà Popov, più volte campione olimpico (Pyne,
residui a medio e lungo termine dell’alle- della pratica sportiva internazionale, nella Turetsky 1993) (figura 1).
namento sono abbastanza limitati - pos-
sono perderlo anche più rapidamente degli
atleti di elevata qualificazione.
Quest’ultimi dispongono di un livello di
adattamento di base più elevato, quindi, il
suo aumento richiede, anche, stimoli più
intensi e concentrati. I loro effetti residui
di allenamento, però, durano più a lungo.
È noto che gli atleti di alto livello raggiun-
gono la durata massimale di tali effetti
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 60-61

attraverso un durata ottimale, non ecces-


siva, di una precedente concentrazione del
carico.
Ad esempio, un programma fortemente
concentrato di allenamento della forza
massima di uno-tre mesi causa la compar-
Figura 1 – Andamento della soglia anaerobica (A SA) e della velocità a livello di 8 mmol/l di latta-
sa di effetti residui di allenamento di dura- to (A La 8 mM) prodotto da un mesociclo aerobico e dalla partecipazione alle gare del campione
ta simile: circa un mese e poco più (Issurin, olimpico A. Popov (modificato da Pyne, Turesky 1993).
Shliar 2002).
breve durata in un mesociclo anaerobico-
glicolitico impedisce una diminuzione della
massa muscolare e della forza massima.
Un altro approccio comprende la pianifica-
zione di unità d’allenamento di richiamo
che debbono essere adattate al microciclo in
modo da essere compatibili con la modalità
dominante di allenamento (Issurin 2003).

3. Particolarità e durata
28 degli effetti residui
di allenamento a breve termine
È noto che la velocità con la quale si perde
lo stato di allenamento delle diverse capa-
cità fisiche è anche essa molto diversa, in
Figura 2 – Miglioramento di diverse variabili fisiologiche provocato da un allenamento sistemati- quanto alcuni sistemi fisiologici manten-
co a lungo termine (da dati di McArdle et al. 1991; Fox et al. 1993; Wilmore, Costill 1993). gono più a lungo di altri il loro maggiore
livello di adattamento. Tra le cause princi-
pali del mantenimento di questo adatta-
Un programma di allenamento, fortemen- durante il periodo di gara. Per la sua solu- mento sono da citare la velocità dei cam-
te concentrato, della durata di dieci giorni zione può essere introdotto un microciclo biamenti fisiologici dovuti all’azione del-
causava un visibile incremento della velo- “aerobico” a breve termine nel mesociclo l’allenamento, la quantità di enzimi che
cità a livello della soglia anaerobica e di “anaerobico” d’intensità elevata della sta- regolano le reazioni biochimiche, e la
quella a 8 mM/l di lattato ematico. Ma gione. Grazie a queste misure pratiche si disponibilità di riserve energetiche come
quando questi indicatori furono misurati riesce ad impedire l’abbassamento della glicogeno, creatinfosfato, ecc. (figura 3).
dopo le gare (cioè dopo il dodicesimo gior- soglia anaerobica e carenze nei livelli di Il miglioramento della capacità di presta-
no del periodo di allenamento), i valori resistenza aerobica. Allo stesso modo, l’in- zione aerobica è determinato da un
erano significativamente minori. tegrazione di un microciclo anabolico di aumento della densità dei capillari, delle

Il quarto fattore si fonda sulle basi fisiolo-


giche del miglioramento delle capacità
fisiche, e lo tratteremo in un paragrafo
successivo (figura 2).

Il quinto fattore vuole dire che l’effetto


residuo di allenamento a breve termine
può essere prolungato attraverso misure
speciali, rappresentate da adeguate unità
di allenamento di richiamo, e/o dall’utiliz-
zazione di microcicli (mini-blocchi) specia-
lizzati a breve termine, che permettono di
mantenere la capacità allenata al livello
precedentemente raggiunto, e di prevenir-
ne la diminuzione. Un problema tipico Figura 3 – Prolungamento degli effetti residui di allenamento dovuto all’utilizzazione di adeguati
(negli sport di resistenza) è rappresentato mini blocchi di carico.
dalla diminuzione della capacità aerobica

Tabella 3 –

Capacità fisica Durata dell’ERA (gg.) Fondamento fisiologico


Resistenza 30±5 Aumento della quantità di enzimi aerobici e dei mitocondri, dei capillari muscolari,
aerobica dell’emoglobina e del glicogeno, maggiore rateo metabolico
Forza massima 30±5 Miglioramento dei meccanismi nervosi, maggiore ipertrofia muscolare, soprattutto
a causa dello spessore delle fibre
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Resistenza 18±4 Aumento della quantità di enzimi anaerobici, della capacità tampone e del glicogeno;
anaerobico-glicolitica maggiore possibilità di concentrazione del lattato
Resistenza 15±5 Ipertrofia muscolare, soprattutto delle fibre lente, miglioramento della circolazione locale
alla forza del sangu,e della tolleranza del lattato, aumento degli enzimi aerobico/anaerobici
Massima rapidità 5±3 Miglioramento delle interazioni neuromuscolari e del controllo dei movimenti, aumento
alattacida delle riserve di creatinfosfato
Tabella 4 –

Pratica Conseguenze
Nello sport di elevata • Il tasso massimo di miglioramento di determinate capacità, normalmente, compare all’inizio del programmadi allenamento;
qualificazione quindi i mesocicli (relativamente) a breve termine sfruttano la fase più sensibile dello stimolo di allenamento
la durata ottimale • Gli effetti residui di allenamento a breve termine dipendono dall’entità di quelli a medio ed a lungo termine, ma dipendono
dei mesocicli varia meno dalla durata del mesociclo; da questo punto di vista un ciclo di 4 settimane è più vantaggioso di uno di 8 settimane,
da 2 a 6 settimane in quanto ambedue producono un effetto residuo di allenamento della stessa durata

Nel periodo di gara, • I mesocicli a blocco nel periodo di preparazione richiedono un tempo maggiore per i cambiamenti morfologici e fisiologici
i mesocicli sono dopo la parziale perdità dell’adattamento nel periodo di transizione
di durata minore • Lo stress prodotto dalle gare diminuisce l’effetto residuo di allenamento che deve essere rinnovato nel successivo mesociclo 29
di quelli del periodo • La durata dei raduni di allenamento (come anche dei mesocicli) viene determinata dal periodo di tempo che intercorre tra
di preparazione le gare importanti, che nella stagione si succedono ad una distanza piuttosto breve l’una dall’altra

La partecipazione alle • Lo stress fisiologico ed emotivo incrementa i processi catabolici, provoca una riduzione della massa muscolare e abbrevia
gare (specie se durano l’effetto residuo di allenamento della forza massima e della forza esplosiva
più giorni) riduce l’effetto • Un’attività di gara molto intensa con un marcato metabolismo anaerobico provoca una perdita di fitnessa cardiorespiratoria
residuo di allenamento e di capacità aerobica di lavoro (diminuzione della soglia anaerobica)

L’effetto residuo • Le unità di allenamento di richiamo utilizzate in modo ragionevole richiedono poco tempo, non interrompono
di allenamento a breve il programma di allenamento e possono stimolare la capacità che è diminuita; tuttavia l’organismo non può adattarsi
termine può essere contemporaneamente a stimoli diversi e che sono in concorrenza tra loro
prolungato da misure • L’inserimento di un mini-blocco di richiamo della durata di 2-3 giorni articola il programma di allenamento in intervalli
di richiamo: unità o mini- più brevi e meglio controlabili, nei quali gli atleti non allenano capacità tra loro concorrenti; ma questo modello richiede
blocchi di allenamento più tempo e interrompe il programma dominante di allenamento

Gli atleti anziani di alto • Grazie al più elevato livello degli effetti residui di allenamento a medio e a lungo termine questi “veterani” mantengono
livello presentano una base di forma fisica, malgrado la drastica diminuzione del carico nel periodo di transizione
un periodo di transizione • Questi atleti anziani hanno bisogno di un tempo maggiore per il loro recupero psichico e spesso per il trattamento
di maggiore durata di vecchi traumi, dopo la stagione di gara
degli atleti più giovani

Gli atleti più anziani, • Il ciclo di allenamento dei “veterani” è più breve a causa di un periodo di transizione più lungo
realizzano un volume • I “veterani” sono più coscienziosi ed hanno un maggiore senso di responsabilità. Ciò garantisce loro un allenamento più
di allenamento minore efficace e compensa la parzialmnete minore stabilità verso gli stimoli di allenamento
(del 15-30%) degli atleti • La maggiore durata dell’effetto residuo di allenamento offre la possibilità di pianificare e realizzare minori volumi di carico
più giovani

riserve di glicogeno e, particolarmente, Gli effetti residui di allenamento delle resi- L’indirizzo dell’Autore: Prof. Dott. Vladimir Issu-
della quantità degli enzimi aerobici, che di stenza alla forza dipendono dalla durata rin, Wingate Institute, Netanya 42902, Israele.
regola aumentano del 40-90%. del lavoro e dal grado di mobilitazione
Ciò contrasta con gli adattamenti locali, delle riserve anaerobiche. La resistenza alla e-mail: v_issurin@hotmail.com
molto minori, successivi ad un allenamento forza in un lavoro di lunga durata presenta
di sprint, quali l’incremento delle riserve di un effetto residuo di allenamento di mag- Bibliografia
creatinfosfato (dal 2 al 5%), della massima giore durata, grazie ai notevoli adattamen-
accumulazione di lattato (da 10 al 20%) e ti aerobici. I cambiamenti provocati dall’al- Bondarchuk A. P., La pianificazione della prepa-
degli enzimi anaerobici (da 2 a 20%). lenamento nel settore della massima velo- razione fisica nella discipline di forza dell’atleti-
Di conseguenza, la capacità aerobica di cità sono caratterizzati da parametri bassi ca leggera (in russo), Kiev, Zdorovie, 1981, 124.
Counsilman B. E., Counsilman J. E., The residual
lavoro, che è sostenuta da notevoli cam- ed effetti residui di allenamento di scarsa effect of training, Journal of Swimming Resear-
biamenti morfologici e biochimici, si man- durata. Un allenamento molto concentrato ch, 7, 1991, 1, 5-12.
tiene ad un livello quasi massimo per alcu- di sprint causa cambiamenti relativamente Fox E. L., Bowers R. W., Foss M. L., The physiolo-
ne settimane. Le capacità anaerobiche, scarsi nelle riserve energetiche facilmente gical basis for exercise and sport, Madison,
invece, soprattutto nello sprint, sono accessibili, quali l’ATP e il CP e in enzimi Brown and Benchmark Publisher, 1993.
determinate da cambiamenti relativamen- come la creatinchinasi (Thorstenson 1988). Hettinger T., Isometrisches Muskeltraining,
Stoccarda, Georg Thieme Verlag, 1966.
te scarsi e restano al massimo livello per Oltre a ciò la massima velocità si basa su Houmard J. A., Impact of reduced training on
un periodo molto minore (tabella 3). interazioni neuromuscolari molto delicate performance in endurance athletes, Sports
Negli atleti di elevata qualificazione, l’in- ed estremamente precise, che, però, non Med., 12, 1991, 6, 380-393.
cremento della forza massima è determi- sono molto stabili ed è impossibile mante- Issurin V., Shkliar W., Konzepzija blokovoj kom-
nato da notevoli cambiamenti morfologici, nerle al massimo livello, senza organizzare posizii v podgotovkie sportsmenov voisokogo
biochimici e nervosi, quali, ad esempio, un allenamento speciale che le stimoli. klassa, Teorija i praktika fiziceskoi kul’tury, 5,
2002, 2-5, (traduzione italiana a cura di O.
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 60-61

l’aumento della sezione trasversa dei Iourchenko, La struttura a blocchi dell’allena-


muscoli, l’aumento del numero di fibre 4. Conseguenze pratiche mento, Sds-Scuola dello sport, XXI, 2002, 6-9.
(iperplasia), il reclutamento di unità moto- per l’allenamento Issurin V., Aspekte der kurzfristigen Planung im
rie precedentemente inattive, e la sincro- Konzept der Blockstruktur des Trainings, Lei-
nizzazione dei neuroni motori (Zatsiorsky Per quanto riguarda l’allenamento nel set- stungssport, 33, 2003, 5, 41-44, (traduzione ita-
liana a cura di M. Gulinelli, P. Magrini, Pianifi-
1995). Tutti questi adattamenti influenza- tore dello sport di alto livello, dal concetto cazione a breve termine e struttura a blocchi
no la diversa durata degli effetti residui di di effetto residuo di allenamento si ricava- dell’allenamento, Sds-Scuola dello sport, XXII,
allenamento dei carichi sistematici di no alcune conclusioni, che sono esposte 2003, 58-59.
forza. nella tabella 4.
Trainer’s digest

Il mistero dei corridori africani


a cura di di Mario Gulinelli, Arnd Krüger

Fino a che punto le prestazioni sportive di alto livello dipendono mento ad avere un influenza significativa. Ma anche questa ricerca
dall’allenamento o da fattori genetici? In proposito, si è anche non chiarisce che cosa produca l’elevata densità di risultati dei
detto che gli atleti di pelle bianca che abitano in pianura non fondisti dell’Africa orientale. Comunque, in un gruppo omogeneo
avrebbero alcuna possibilità rispetto ai corridori di pelle nera pro- di atleti kenioti, i parametri generali di natura genetica sono in
30 venienti dagli altipiani dell’Africa orientale (cfr. l’articolo di Dickhut secondo piano rispetto all’allenamento, ma rimane aperto il pro-
a pag. 31). Ma, in questo tipo di generalizzazioni, che si basa sulla blema se le differenze si trovino soltanto nell’allenamento, o se
genetica, si trascura che, naturalmente, anche in Kenya ed in Etio- invece non vi sia un ulteriore specifico fattore genetico che, ad
pia non tutti i gli atleti e le atlete si allenano con lo stesso metodo, esempio, influisce negativamente o positivamente sull’economia di
e che, oltre ai fattori genetici non si debbono trascurare quelli movimento.
legati all’allenamento. V. Billat, P. M. Lepetre, A. M. Heugas et al. Trattando di corridori africano però occorre tenere conto non solo
(Billat V., Lepetre P. M., Heugas A. M., Training and Bioenergetic dei presupposti genetici e dei metodi di allenamento, ma anche del-
Characteristics in elite male and female kenyan runners, Med. Sci. l’influenza che possono esercitare sui loro futuri risultati sportivi le
Sport Exerc., 35, 2003, 297-304), immediatamente dopo le prime attività motorie spontanee ed informali che hanno caratterizzato la
gare della stagione hanno sottoposto ad un test di corsa ripetuta loro infanzia. Così R. A. Scott, E. Georgiades R. H. Wilson et al.
su 3 min, con 30 s di recupero, venti corridori kenioti (tredici hanno studiato le caratteristiche demografiche di corridori etiopici
maschi, in media 28min38s sui 10 km; sette di alto livello (Scott R. A., Georgiades E., Wil-
donne, in media 32min22 sui 10 km, tutti son R. H. et al., Demographic Characteristics
appartenenti alla tribù Gusii provenienti of Elite Ethiopian Endurance Runners, Med.
dagli altipiani del Kenya e dal gruppo di alle- Sci. Sports Exercise, 35, 2003, 10, 1727-
namento di Yobes Ondieki). I maschi comin- 1732). Grazie all’aiuto della Federazione etio-
ciavano correndo a 16 km/h (le femmine a pica d’atletica leggera hanno suddiviso 114
14 km/h) e a ogni prova la velocità veniva atleti ed atlete di alto livello in tre gruppi:
aumentata di 1 km/h fino alla sua interruzio- corridori dai 100 ai 1500 (38 atleti e atlete),
ne volontaria. Se, nell’ultima prova, la velo- dai 5000 ai 10000 (42) e maratoneti (34) e
cità non veniva mantenuta per almeno un hanno utilizzato, come gruppo di controllo,
minuto, si teneva conto della prestazione un numero equivalente di studenti. Tra i cri-
precedente. Un segnale acustico garantiva teri etnico/genetici utilizzati per la ricerca vi
l’esattezza e la regolarità della velocità. Il erano quello della provenienza e della lingua
consumo d’ossigeno veniva misurato indivi- parlata, come anche il modo e la lunghezza
dualmente tramite un’apparecchiatura por- del percorso per andare a scuola (camminan-
tatile (del peso di 0,7 kg), ed il valore del lat- do, di corsa, in altri modi: < 5 km, da 5 a 20
tato veniva rilevato durante i 30 s di recupe- km, altre distanze). Nei tre gruppi si trovava-
ro. Tutti gli atleti appartenevano ai primi no Campioni olimpici e Campioni del mondo.
trenta classificati dei Campionati di corsa Considerato che in Etiopia c’è la tendenza ad
campestre del Kenya (le atlete alle prime quindici) e quindi ai affermare l’aramaico come lingua nazionale, il criterio etnico utiliz-
migliori trenta fondisti e alle migliori quindici fondiste del Paese. zato era la lingua dei nonni paterni e materni. Così si è visto che il
Nelle ultime otto settimane precedenti il test tutti avevano corso 73% dei componenti del gruppo dei maratoneti per recarsi a scuola
da 120 a 200/km alla settimana. Gli atleti/le atlete furono suddivisi dovevano percorrere a piedi distanze tra i 5 ed i 20 km, e tale
in due gruppi secondo le velocità d’allenamento elevata (EVA) e distanza era quasi il doppio di quella che dovevano percorrere i
bassa (BVA). Il gruppo BVA si allenava (da 160 a 200/km .alla setti- fondisti e più del doppio di quella percorsa dai corridori su brevi
mana) nella zona tra soglia aerobica-anaerobica ed il VO2max. Il distanze. I maratoneti provenivano soprattutto da due province, e il
gruppo EVA realizzava un minore volume di allenamento (da 130 a 75% dei loro nonni parlavano cuscutico (contro il 52% dei fondisti,
160 km alla settimana) con maggiore intensità e per due volte . alla il 46% dei mezzofondisti e dei corridori su brevi distanze). Il 68%
settimana correva ad una velocità maggiore di quella al VO2max. dei maratoneti si recava a scuola correndo (contro solo il 31% dei
Dato che nel gruppo BVA era presente solo una atleta, gli Autori, in fondisti e il 16% dei mezzofondisti e dei corridori su brevi distanze).
questo gruppo, sono riusciti a rilevare differenze tra i due metodi Per questa ragione, per quanto riguarda le prestazioni dei migliori
solo fra gli uomini, e nel gruppo EVA tra atleti e atlete. Del resto, maratoneti del mondo occorre parlare non solo di fattori di natura
gli Autori fanno espressamente riferimento al problemi della diffe- genetica, di condizioni ambientali (vita al disopra dei 2000 m), ma
renziazione, in quanto gli atleti kenioti generalmente si allenano in anche di parametri legati ad un allenamento “precoce” spontaneo.
gruppi ed è difficile distinguere i parametri individuali d’allena- Resta il problema del perché popolazioni che si trovano anche esse
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 60-61

mento. Dalla ricerca appare evidente che, se tutti gli atleti e le atle- in condizioni di altitudine, ma abitano altri Continenti, non abbiano
te vengono dagli altipiani del Kenya e quindi sono già stati pre- prodotto corridori di mezzofondo, fondo e maratona nella stessa
selezionati (geneticamente), i parametri dell’allenamento svolgono quantità. Che vi siano altri elementi, ad esempio, le abitudini ali-
un ruolo importante. Mentre il gruppo BVA corre in modo più eco- mentari e fattori sociali, ad esempio, un sistema di selezione meno
nomico, il gruppo EVA. è in grado di correre alla soglia aerobica- efficace? Le domande restano. Comunque c’è da chiedersi cosa
anaerobica e con un VO2max più elevato. La percentuale . dell’alle- avverrebbe dei corridori etiopi se vi fossero gli Scuolabus, i genitori
namento realizzato ad una velocità corrispondente al VO2.max spie- con l’automobile, i motorini, i pericoli legati al traffico che hanno
ga, in modo significativo, il 59% della prestazione (= il VO2max) e eliminato l’andare a piedi (figurarsi il correre), dalle abitudini moto-
quindi il risultato sui 10.000 m, ed era l’unico parametro di allena- rie dei nostri bambini e dei nostri adolescenti.
Genetica e sport

Hans Hermann Dickhut,


Clinica medica universitaria,
Reparto di medicina riabilitativa
e preventiva dello sport, Friburgo

Genetica e limiti 31
della capacità
di prestazione
umana
Il rapporto
tra predisposizioni
genetiche e capacità
di prestazione
Il problema dell’importanza
delle predisposizioni genetiche
nel raggiungere risultati particolari
in vari campi dell’attività umana
non è nuovo. Nello sport di alto
livello è importante conoscere fino
a che punto lo sviluppo di alcune
capacità fisiche sia geneticamente
predeterminato e fino a che punto
può essere ottenuto con
l’allenamento. Prendendo come
esempio la velocità e la resistenza
nelle gare di corsa, si dimostra
che esiste una correlazione tra
predisposizioni genetiche e il limite
delle prestazioni umane.

1. Introduzione 2. Definizione della capacità la diffusione mondiale delle gare di corsa


di prestazione fisica dell’uomo su brevi, medie e lunghe distanze, in que-
Nella storia millenaria della cultura umana sta sede ci limiteremo ad analizzare la
due comportamenti sono rimasti costanti: Dal punto di vista dello sport di vertice, la capacità di prestazione di velocità e di resi-
l’ammirazione verso le grandi realizzazioni capacità di prestazione fisica dell’uomo stenza in queste competizioni, anche per-
mentali o fisiche, l’aspirazione ad esse o al può essere descritta attraverso le sue ché i loro presupposti fisiologici possono
superamento dei propri limiti, anche a principali forme di sollecitazione: rapidità, essere esposti con particolare chiarezza.
costo di notevoli rischi. forza, mobilità articolare, coordinazione e Secondo la sua definizione la resistenza è
Così lo storico greco Erodoto narra, in ter- resistenza. Sebbene non vi sia alcuno la capacità di opporsi allo sviluppo dell’af-
mini di grande ammirazione, che il corri- sport o disciplina sportiva in cui domini faticamento, mentre si svolge una deter-
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 60-61

dore Filippide aveva percorso in due giorni esclusivamente una sola di esse, e anche minata forma di lavoro di una certa dura-
la distanza da Atene a Taigeto (210 km se questa suddivisione è piuttosto teorica, ta. Tale definizione già pone in rilievo che,
circa), per invocare l’aiuto degli spartani nelle diverse discipline sportive domina da un lato, la capacità di resistenza - ad
contro i persiani. Mentre il plateese Euchi- questa o quella di tali forme di sollecita- esempio nel ciclismo o nella corsa - non è
da dovette correre in un solo giorno 190 zione. A causa dell’impossibilità di quanti- illimitatamente interscambiabile, ovvero è
chilometri per andare da Atene a Delfi e ficare esattamente la prestazione per specifica e, dall’altro, che, dal punto di
tornare ad Atene, per riaccendere il fuoco quanto riguarda la mobilità articolare e la vista fisiologico, una gara che dura quindi-
dell’altare sacro ad Apollo, profanato dai coordinazione, però, anche tenendo conto ci minuti non è identica a una che dura
Persiani (Diem 1964). della buona documentazione sul passato e un’ora.
Per rapidità, invece, s’intende la capacità
di realizzare un’azione motoria nel minimo
lasso di tempo possibile nelle condizioni
esistenti (Weineck 1999).
Come vedremo, ancora una volta, più
avanti, è impossibile che queste due capa-
cità si esprimano ad un livello molto ele-
vato nello stesso individuo.

3. I presupposti fisiologici
32 di una capacità di velocità
o di resistenza elevate
Come criterio generale della capacità di
resistenza, generalmente, si assume il
massimo consumo d’ossigeno relativo in
ml · k · min-1 (Åstrand, Rodal 1986). In un
test al cicloergometro con carichi crescen-
ti ogni 3 o 5 minuti, il suo andamento è
quasi parallelo alla massima prestazione in
Watt per kg di peso. In un test su nastro
trasportatore corrisponde alla massima
Figura 1 – Distribuzione della capacità di prestazione di resistenza nel totale della popolazione. In
velocità di corsa raggiunta in un test dello basso sono riportati la massima prestazione relativa in un test a carichi crescenti al cicloergome-
stesso tipo. I valori di soggetti di sesso .
tro (Watt/kg) in un test sull’ergometro a nastro (km/h) ed il corrispondente VO2max relativo (ml · k
maschile non allenati sono da 40 a 45 ml · · min-1).
k · min -1 , mentre quelli dei soggetti di
sesso femminile sono di circa 5 l inferiori.
Sul nastro trasportatore, in media, si
ottengono valori del 10-15% maggiori.
Questi dati vengono assunti come valori
medi, e la loro distribuzione nel totale
della popolazione corrisponde ad una
distribuzione normale (figura 1).
Grazie all’allenamento, soggetti notevol-
mente dotati. per la resistenza, arrivano a
valori di VO2 di circa 80-85 ml · k · min-1
(maschi) e di da 75 ad 80 ml · k · min-1
(femmine). Dall’altro lato, troviamo valori
fisiologici bassi di 15-20 ml · k · min-1.
Comunque, quando si trovano valori di
questa grandezza occorre sempre pensare
ad una causa patologica ed escluderla.
Allo stesso modo si può mostrare che il
massimo consumo relativo di ossigeno, in
particolare nella corsa, aumenta con la
distanza di gara, per poi tendenzialmente Figura 2 – Rapporto tra massimo consumo relativo d’ossigeno e lunghezza della distanza nelle
diminuire di nuovo nel caso di gare di gare di corsa dell’atletica leggera (da Svedenhag, Sjödin 1984).
durata superiore ad una-due ore (figura 2).
In passato,. si pensava che il fattore limi-
tante del VO2max fosse rappresento dalle
dimensioni del cuore o dalla formazione di
un cuore sportivo (Reindell et al. 1960).
Successivamente, è stato possibile dimo-
strare che i parametri che lo limitavano
potevano essere rappresentati, invece, dalla
capacità di ossidazione dei substrati nella
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muscolatura interessata al lavoro - e in


carichi di durata molto elevata - anche da
ulteriori fattori, come la capacità di imma-
gazzinare il glicogeno (Keul et al. 1973;
Wassermann, Whipp 1999) (figura 3).
Il massimo consumo d’ossigeno non svol-
ge alcun ruolo nelle prestazioni elevate di Figura 3 – Rappresentazione schematica dei fattori che determinano il massimo consumo d’ossi-
rapidità, il cui presupposto è rappresenta- geno (da Wassermann et al. 1999).
to dalla rapida trasformazione dell’energia
dall’ATP e dal creatinfosfato, e anche dalla
glicolisi anaerobica (figura 4). Queste
diverse capacità della muscolatura, che
rappresentano il presupposto per presta-
zioni elevate nella velocità o nella resi-
stenza, possono essere rappresentate,
indirettamente, dalla curva lattato-presta-
zione in un test a carichi crescenti sull’er-
gometro a nastro.
Un soggetto allenato dotato per la resi-
stenza presenta una crescente sollecita- 33
zione delle vie metaboliche anaerobiche
solo ad un livello molto elevato di lavoro
(figura 5, in alto).
Un velocista sollecita sempre più il suo
metabolismo anaerobico già a circa 12
km/h e, perciò, visibilmente, non mostra
qualità di resistenza rispetto a questa
forma di lavoro (figura 5, in basso).

Il presupposto fisiologico fondamentale è


rappresentato, principalmente, da una
diversa tipologia delle fibre muscolari
nella muscolatura impegnata nel lavoro
(Jesper et al. 2000; Saltin et al. 1995). Gli
atleti di resistenza di classe mondiale pre-
sentano una totale prevalenza di fibre di I
tipo, che può arrivare al 90% della musco-
latura. Invece, nei velocisti di classe mon-
diale prevalgono totalmente le fibre veloci
di II tipo a e di II tipo b (figura 6). Sono
Figura 4 – Schema della trasformazione dell’energia per via aerobica (blu), anaerobica lattacida ben note le diverse proprietà di questi tipi
(blu chiaro) ed alattacida (nero). di fibre (tabella 1).

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Figura 5 – Tipiche curve lattato-prestazione rilevate in un test a carichi crescenti su un velocista Figura 6 – Distribuzione dei vari tipi di fibre
(record personale: 20s43 ed in un corridore di fondo (record personale sui 5000 m: negli atleti di vertice e nelle persone non
12min54s70). allenato (da Jesper et al. 2000).
Tabella 1 – Tipi di fibre del muscolo scheletrico e loro proprietà principali (da Steinacker et al. 4. Presupposti genetici
2002; Booth, Bardena 1996; Pette, Staron 1997). e capacità di prestazione

Tipo di fibra I IIA II D [2X] II B [2X] Il problema dell’importanza dei fattori


Presenza genetici per quanto riguarda alcune capa-
uomo/ uomo/ uomo/ solo cità particolari è stato oggetto di discus-
roditori roditori roditori roditori
sioni annose, che hanno interessato tutta
Isoforma di MHC prevalente I IIa IId [2X] IIb la storia dell’uomo, e riguarda non soltan-
Tipo di contrazione lenta veloce veloce molto veloce to la capacità di prestazione fisica, ma
Affaticabilità scarsa media elevata molto elevata anche l’intelligenza e le capacità musicali o
34 Flusso di sangue elevato elevato scarso scarso matematiche. Per quanto riguarda la capa-
Metabolismo, attività dell’ATPasi scarso medio elevato elevato
Tasso di fosfati macroenergetici scarso medio elevato elevato cità di prestazione sportiva nei settori della
Capacità glicolitica scarsa media elevata elevata velocità e della resistenza, per stabilire
Capacità ossidativa elevata elevata media scarsa quanto siano determinate da fattori gene-
Metabolismo dei grassi elevato medio scarso scarso tici (soprattutto la resistenza) ci si è serviti
soprattutto di studi su gemelli (Bouchard
et al. 1997). Per ciò che concerne il massi-
È interessante che vi sono anche ulteriori tuale si sposta dalle lente alle fibre veloci mo consumo d’ossigeno, la maggior parte
tipi di fibre muscolari, che non si manife- (Jesper et al. 2000). Una delle ragione per degli studi condotti su gemelli monozigoti
stano nell’uomo. Così le fibre estremamen- le quali, malgrado una percentuale relati- è giunta ad un coefficiente intraclassi da
te veloci di II tipo B compaiono solo nei vamente elevata di fibre veloci, le persone 0,62 a 0,95, che corrisponde ad un grado
roditori; fondamentalmente i piccoli mam- non allenate non dispongono di un’elevata di dipendenza da fattori genetici dal 50 al
miferi posseggono fibre muscolari più capacità di prestazione di velocità, è rap- 90% (tabella 2). Il coefficiente intraclassi,
rapide di quelli grandi, che chiaramente presentata dalla mancanza di un elevato però, non è un criterio ottimale, se non
servono alla loro sopravvivenza, permet- livello di forza e da una coordinazione sono esattamente definiti la numerosità, la
tendo una grande velocità di fuga. Secon- neuromuscolare non ottimale. Un’elevata capacità di prestazione e il livello di allena-
do una serie di ricerche anche l’uomo capacità di prestazione di resistenza, in mento del gruppo. In ogni caso, i gemelli
sarebbe dotato di tipi di fibre muscolari particolare nelle distanze più brevi, oltre monozigoti, rispetto ai dizigoti, mostrano
molto veloci come “blue-print”, che però che dalla tipologia di fibre e, quindi, dalla un rapporto significativamente più eleva-
vengono soppresse da meccanismi genetici notevole capacità di ossidare substrati, to, che sottolinea, chiaramente, l’impor-
e quindi, potenzialmente, potrebbero esse- dipende, in una certa misura, anche dalla tanza dei presupposti genetici.
re oggetto di una manipolazione genetica coordinazione neuromuscolare ed dalla Bouchard ha studiato un altro punto di
(Pette, Staron 1997; Jesper et al 2000) resistenza locale alla forza. Come si è visto vista, più interessante, cioè il fenomeno,
(tabella 1). in questi ultimi anni, un ruolo viene svolto ben noto agli allenatori, per cui anche la
Perciò, sembra che la tipologia fenotipica anche dal sistema di trasporto dell’ossige- diversa allenabilità degli atleti dipende
delle fibre muscolari non sia stabilita a no, oppure, nelle forme di carico più pro- chiaramente da fattori genetici, riuscendo
livello del DNA, ma che, chiaramente, la lungate, dalla quantità di substrati. Anche a dimostrare che gemelli monozigoti, con
loro evoluzione dipenda dall’innervazione in questo caso, alcuni di questi presuppo- la stessa materiale genetico di partenza
neuromuscolare. Questa ipotesi è sostenu- sti sono più o meno allenabili. Ma su que- possono essere allenati più o meno nella
ta da esperimenti di denervazione ed sto punto ritorneremo ancora, più avanti. stessa misura per quanto riguarda l’au-
innervazione incrociate, poiché, cambiando
l’innervazione od il tipo di stimolo, si pos- .
Tabella 2 – Coefficiente intraclassi del VO2max in gemelli mono (MZ) e dizigoti (DZ).
sono ottenere notevoli trasformazioni nei
tipi delle fibre muscolari (Buller, Eccles n. Coppie
1960; Pette, Staron 1997). Ma, poiché ciò
non avviene in condizioni fisiologiche, la MZ DZ Test MZ DZ
tipologia delle fibre muscolari di un fenoti- .
po è in grandissima parte determinata Klissouras, 15 10 VO2max/kg 0,91 0,44
dallo schema di innervazione, genetica- maschi
mente prestabilito, e può essere modifica- .
to molto limitatamente dall’allenamento o Klissouras et al., 23 16 VO2max/kg 0,95 0,36
maschi e femmine
non stabilizzato dalla modulazione attra-
verso elettrostimolazione. Komi et al., 15 14 PWC205/kg 0,83 0,43
Il tipo di fibre muscolari, comunque, rap- maschi e femmine
presenta solo uno dei presupposti neces- .
sari della capacità di prestazione, sia nel Bouchard et al., 53 33 VO2max/kg 0,71 0,51
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 60-61

campo della velocità sia in quello della maschi e femmine


resistenza. La prestazione degli sprinter è .
determinata da ulteriori fattori, rappresen- Fagard et al. 29 19 VO2max/kg 0,77 0,04
tati dalla coordinazione neuromuscolare e .
dal livello di forza. L’allenamento della Maes et al., 41 50 VO2max/kg 0,85 0,56/0,59
maschi e femmine
forza svolge un ruolo importante anche
perché le fibre veloci si ipertrofizzano .
Sundet et al. 436 622 VO2max/kg 0,62 0,29
maggiormente e, nella superfice della maschi previsto
sezione trasversa del muscolo, la percen-
In media, questi due presupposti genetici ad esempio nel settore della resistenza,
dovrebbero determinare già fino al 75- vi deve essere una determinata costella-
95% la capacità di prestazione, mentre zione di un intero gruppo di geni,
altri fattori influenti, come la diversa qua- (Rankinen et al. 2002).
lità e quantità dell’allenamento, l’alimenta-
zione e i fattori ambientali sembrano esse- Per questa ragione è molto discutibile che
re responsabili della percentuale restante, la ricerca dei geni che determinano la
che, comunque, è estremamente decisiva capacità di prestazione offra più informa-
nello sport di alta prestazione. zioni dell’analisi del fenotipo stesso.
Negli ultimi anni, grazie allo sviluppo delle Comunque, che nello sport di prestazione,
tecniche d’ingegneria genetica, si è raffor- soprattutto per quanto riguarda la capa- 35
zata la ricerca dei marker genetici della cità di prestazione di velocità e di resisten-
capacità di prestazione. Per ora, l’euforia za, si debba attribuire un’importanza
dei primi rapporti su tale ricerche è stata essenziale all’influenza dei fattori genetici,
chiaramente ridimensionata (Montgomery può essere efficacemente dimostrato
et al. 1998; Rankinen et al. 2000; Wolfarth attraverso l’evoluzione delle gare di corsa.
2002). Ad un’analisi dal punto di vista del- Di fatto, a livello del fenotipo, si possono
.
Figura 7 – Allenabilità del VO2max relativo in l’ingegneria genetica ci si trova di fronte a identificare determinati gruppi etnici che
gemelli monozigoti a parità di tempo d’alle- molti problemi: hanno un talento unilaterale e, quindi,
namento (da Bouchard et al. 1997). anche presupposti genetici speciali per
• continua a non essere chiaro quali geni determinate prestazioni sportive. Un’anali-
abbiano la massima probabilità di essere si dei migliori velocisti e corridori di fondo
mento del massimo consumo relativo proprio quelli che influenzano significa- mostra che questi vengono reclutati in
d’ossigeno, ma che l’allenabilità di coppie tivamente, o determinano, la capacità di gruppi etnici circoscritti. Così i migliori
differenti di gemelli monozigoti può essere prestazione, in questo caso di resistenza. fondisti attuali provengono dall’Africa set-
chiaramente diversa (figura 7). • le possibilità d’enunciazione delle tecni- tentrionale, a nord del Sahara, e a sud,
Perciò, la predisposizione genetica della che attuali, in particolare degli studi dall’Africa orientale fino alla Tanzania,
capacità di prestazione fisica presenta associativi, sono molto discusse e soprattutto dal Kenia. Invece i migliori
almeno due importanti componenti fonda- comunque, per ora, possono fornire velocisti del mondo provengono dall’Africa
mentali: da una parte, un corredo di base, scarse indicazioni sull’importanza reale occidentale, a sud del Sahara, e da quei
fisiologico, non allenato, come la tipologia di singoli geni. gruppi etnici, che, storicamente, proven-
delle fibre muscolari, la coordinazione neu- • È estremamente probabile che la capa- gono da questa area e quindi da un pool
romuscolare, il sistema di trasporto d’ossi- cità di prestazione fisica sia determinata geneticamente circoscritto, come, ad
geno, la quantità di substrati e, dall’altro da più geni (ovvero che sia poligenica), esempio, i negri degli Sati uniti, quelli dei
una capacità di reazione o di adattamento intendendo con ciò che, per raggiungere Caraibi e gli africani dell’Africa occidentale
alle corrispondenti azioni di allenamento. una capacità eccezionale di prestazione, che sono emigrati in Europa (figura 8).

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Figura 8 – Classifica dei migliori risultati nelle corse veloci e di fondo (situazione nel luglio 2003) e geografia delle differenze genetiche (da Cavalli-
Sforza 1997; Coppens 2002).
come abbiamo visto, è anche essa sogget-
ta all’azione di fattori genetici.
Con ciò non si vuole negare l’esistenza di
influenze di natura socio-culturale, econo-
mica o religiosa. Ma la loro importanza
riguarda piuttosto il reclutamento, la pro-
mozione o meno di soggetti di grande
talento, ma non la vera e propria capacità
di prestazione di un individuo.
Se le differenze tra determinati gruppi
36 etnici, come ad esempio tra gli europei e
gli abitanti della parte nord orientale o di
quella occidentale dell’Africa, sono real-
mente condizionate e stabilite da fattori
genetici, se ne possono ricavare importanti
conseguenze sul piano della politica spor-
tiva, in quanto ciò vorrà dire che, in futu-
ro, gli europei di pelle bianca, probabil-
mente, non svolgeranno alcun ruolo sia
Che questi gruppi etnici abbiano tutti la attribuite anche le differenze nell’evoluzio- nelle gare di velocità sia in quelle di fondo,
pelle scura fa pensare ad un’affinità geneti- ne di altre specie (Coppens 2002). Soprat- tranne nel caso di atleti eccezionali.
ca, che non esiste. Come hanno dimostrato tutto negli altipiani dell’Africa orientale, i
analisi linguistiche, l’appartenenza ai gruppi piccoli gruppi di popolazione, parzialmente 5. I limiti della capacità
sanguigni e, in questi ultimi dieci anni, le isolati, favorirono lo sviluppo di differenze di prestazione umana
ricerche di ingegneria genetica sul DNA genetiche, che possono essere descritte
mitocondriale, esiste una grande distanza con i concetti di drift genetico e spinta Che in molte discipline sportive, in parti-
genetica tra Africa nord-orientale e centro- selettiva (Cavalli-Sforza 1997). Invece in colare negli sport di resistenza e nello
occidentale, che, ad esempio, è maggiore di Europa è avvenuto un continuo scambio di sprint, siano stati raggiunti i limiti dell’al-
quella esistente tra Africa nord-orientale ed geni e, per questa ragione, le differenze lenabilità e anche della capacità di presta-
Europa, sebbene il colore della pelle sia genetiche sono molto scarse. zione, si può rilevare dall’importanza cre-
diverso (Cavalli-Sforza 1999; Cavalli-Sforza L’idea che alla base di straordinarie presta- scente che ha assunto il concetto di supe-
et al. 1994; Hagelberg 1995, 1996). zioni nelle corse veloci, da un lato, e nella rallenamento nella medicina e nella scien-
Alla base delle differenze genetiche vi è la discipline di resistenza dall’altro, vi siano za dello sport. Le cause del superallena-
mancanza assoluta o uno scambio scarso presupposti genetici diversi è sostenuta mento non sono completamente chiarite,
di geni, che, a lungo termine, avrebbe por- dal fatto che nei gruppi etnici dotati per la probabilmente perchè tale stato è deter-
tato, come in Europa ad un genotipo uni- resistenza, non si trovano straordinarie minato, contemporaneamente, da tutta
tario. Che non vi sia stato un grande prestazioni di sprint e viceversa. una serie di alterazioni funzionali e strut-
scambio di geni tra Africa occidentale ed Ciò sostiene anche l’ipotesi che la tipologia turali, o anche perché assume un’impor-
Africa nord-orientale, è spiegato dallo svi- di fibre muscolari rappresenti il presuppo- tanza diversa nelle diverse forme di carico
luppo e della situazione geografica dell’A- sto per determinate prestazioni e spiega (Urhausen, Kindermann 2002).
frica. perché in un individuo sia realizzabile solo Se si analizza l’evoluzione dei 100 m e
Un ruolo importante lo hanno avuto il una variante estrema (figura 9). Ma, oltre a della maratona negli ultimi cento anni è
fatto di essere separati dal Sahara e dalla ciò, potrebbero essere importanti aspetti evidente un miglioramento continuo della
fossa orientale-africana, al quale vengono che riguardano la diversa allenabilità, che, capacità di prestazione (figura 10, a sini-
stra). Spesso, basandosi sulla regressione
lineare si conta troppo su un ulteriore svi-
luppo. Ma proprio ciò appare inammissibi-
le: in questi ultimi quindici anni, almeno
nelle gare di sprint, non si può provare che
vi sia stato un progresso notevole, perché
la curva dei record si é appiattita e proba-
bilmente tende al limite, quindi, insieme al
limite dell’allenabilità diventa visibile
anche quello della capacità di prestazione.
Fino al 1992-1993 questa tendenza era
visibile anche nel settore delle corse di
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fondo. Però, da metà degli anni ‘90, nelle


distanze dai 1500 in sù, fino alla maratona
(figura 10, a destra) vi è stato un improv-
viso miglioramento dei risultati. Questi
improvvisi balzi in avanti nello sviluppo
dei record – anche sulla base di calcoli
Figura 9 – Uno scarso drift genetico potrebbe spiegare l’esistenza di gruppi etnici con doti di un statistico-matematici - fanno avanzare il
solo tipo. notevole sospetto che vi siano stati inter-
venti diretti a manipolare la capacità di
37

Figura 10 – Tempi medi dei primi tre classificati nei 100 m e nella maratona dei Giochi olimpici dal 1986 (Dickhut 1997) e sviluppo dei record sulle
lunghe distanze di corsa.

prestazione (Lames 2002), considerato che, sport di alto livello assoluto, il sistema di Per la velocità si può pensare ad un mec-
nelle corse di fondo, non vi è stata alcuna trasporto dell’ossigeno, ovvero, concreta- canismo analogo. Anche qui potrebbe
evoluzione tecnica, o cambiamenti impor- mente, la capacità del sangue di trasporta- essere che atleti particolarmente dotati
tante delle forme di allenamento e neppu- re ossigeno, rappresenta, realmente, il fat- come muscolatura periferica, attraverso
re un reclutamente di atleti da altri, impor- tore limitante per ottenere risultati di mas- metodi di manipolazione (doping), non
tanti, gruppi etnici. simo livello nelle discipline di resistenza. Da soltanto arrivino a livelli più elevati di
Però, se questo improvviso aumento dei punto di vista dell’allenabilità o della possi- forza, ma che questo ulteriore sviluppo
risultati fosse stato provocato anche da bilità d’influenzarla, inoltre, è probabile che della forza sia anche meglio utilizzato dal
una manipolazione del sistema di trasporto proprio gli atleti (geneticamente) più dotati punto di vista coordinativo. Ciò potrebbe
dell’ossigeno - ad esempio per impiego di dal punto di vista della muscolatura perife- spiegare, inoltre, la grande, e contempora-
eritropoietina - ciò rappresenterebbe, tut- rica, profitterebbero ancora di più di questo neamente molto stabile, differenza di
tavia, una interessante prova che nello genere di manipolazioni. risultati, ad esempio, tra sprinter caucasici,

Jürgen Weineck 28
Anatomia sportiva
Principi di anatomia funzionale dello sport
L’edizione italiana di un classico, d’importanza fondamentale per la formazione e l’aggiornamento
di chi opera nel campo dello sport, giunto alla 15a edizione nel suo Paese e tradotto in sette lingue
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Chiunque operi, come insegnante, istruttore od allenatore non può prescindere dalla conoscenza
dell’anatomia del corpo umano. Partendo da elementi di citologia ed istologia e passando dall’appa-
rato locomotorie attivo e passivo alla descrizione dei più importanti sistemi articolari, dei muscoli ad
essi interessati, con notazioni di biomeccanica, traumatologia e prevenzione degli infortuni, e l’anali-
si dei principali movimenti del tronco e delle estremità, come anche dei movimenti complessi dello
sport e dei muscoli che vi intervengono, l’Autore risponde pienamente al suo obiettivo di rendere
accessibile l’anatomia funzionale dello sport a tutti coloro che operano nell’ambito della prestazione
sportiva. Strutturato in modo tale da fornire una visione quanto più possibile approfondita della
materia in esso trattata, il testo è arricchito da un ricchissimo apparato iconografico che ne facilita
la lettura e la comprensione.

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Tabella 3 – Migliori tempi mondiali maschili e femminili nei 100 m e nei 10000 m nelle varie età La ragione per la quale ciò avviene solo
(situazione al luglio 2003). ora deve essere attribuita ai maggiori sti-
moli finanziari che vi sono nello sport di
Maschi Femmine alto livello, che portano gli atleti a prolun-
gare la loro carriera sportiva. Inoltre, i
Migliori tempi mondiali sui 10000 m cambiamenti demografici hanno portato
Record mondiale 26:22 min 29:31 min ad una crescita numerica delle persone di
> 50 anni 30:56 min 34:15 min età più avanzate, per cui il potenziale di
> 60 anni 34:13 min 39:30 min reclutamento di partecipanti allo sport per
> 70 anni 38:30 min 47:22 min anziani è, anche esso, aumentato. Infine,
38 esiste una maggiore disponibilità a dedi-
Migliori tempi mondiali sui 100 m carsi ad un allenamento continuo ed
Record mondiale 9,78 s 10,49 s impegnativo anche in età avanzate, alla
> 35 anni 9,90 s 10,74 s
> 40 anni 10,60 s 11,27 s quale hanno contribuito anche le moderne
> 50 anni 10,95 s 13,11 s possibilità diagnostiche e terapeutiche
> 60 anni 11,70 s 13,90 s della medicina dello sport. Dal punto di
> 70 anni 12,90 s 15,30 s vista medico ciò non va considerato nega-
tivamente, se esiste un rapporto razionale
tra questo atteggiamento verso la pratica
di pelle bianca, e quelli che provengono alto livello di vari Paesi - almeno in deter- sportiva e lo stato di salute.
dall’Africa occidentale. minati sport, come l’atletica leggera - si
Mentre il predominio di determinati gruppi possono già intuire, anche se questo tema Traduzione di M. Gulinelli da Leistungssport 1,
etnici, nei maschi, è chiaramente confer- è stato poco discusso apertamente. 2004, 5-11. Titolo originale: Genetik und Grenzen
mato dall’evoluzione dei Campionati mon- Un campo nel quale sembra che ancora der menschlichen Leistungsfähigkeit.
diali, dei Giochi olimpici e di altre competi- non siano stati raggiunti i limiti della
zioni importanti, nelle donne si delinea capacità di prestazione umana è quello L’Autore: Hans -Hermann Dickhut, Direttore
un’evoluzione dello stesso tipo, che proba- che riguarda tale capacità nell’età matura medico del Reparto Medicina riabilitativa e pre-
ventiva dello sport della Clinica medica universi-
bilmente è stata ritardata dalla diversa ed oltre. L’evoluzione degli ultimi venticin-
taria di Friburgo.
posizione sociale che ha la donna in molti que anni ha dimostrato che, sia nel settore
Paesi. Quali ne siano le conseguenze sul della resistenza, sia in quello della velocità, Indirizzo dell’Autore:
piano della politica sportiva, in particolare i risultati possono essere mantenuti ad un Medizinische Universitätklinik, Abt. Rehabilitative
anche per quanto riguarda la presenza, i livello molto elevato, maggiore di quanto und Präventive Sportmedizion, Hugstetter Str.
successi o i mancati successi dello sport di non si supponesse finora (tabella 3). 55, 79106, Friburgo, Germania.

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Fisiologia
Fitness

Jack H. Wilmore, Dipartimento per la salute e di kinesiologia, Università A. & M. del Texas;
David L. Costill, Laboratorio sulla prestazione umana, Università statale Ball Muncie, Indiana

Attività fisica, sport e invecchiamento


Dimensioni e composizione corporee,
risposte fisiologiche all’esercizio fisico intenso
39
(forza, funzione cardiovascolare e respiratoria) (parte prima)

Il numero di uomini e donne ultra quarantenni che svolge un’attività fisica regolare o che partecipa alle gare spor-
tive è aumentato in maniera molto evidente negli ultimi trenta anni. Molti di questi atleti maturi, partecipano alle
gare a scopo ricreativo e per mantenere la condizione fisica, ma alcuni si allenano con l’entusiasmo e l’intensità
tipiche di un olimpionico. Oggi, ci sono gare riservate a questi atleti in diverse discipline, dalla corsa di maratona al
sollevamento pesi; il loro successo e gli standard prestativi che riescono a stabilire sono eccezionali e spesso difficili
da spiegare. Tuttavia, anche se gli atleti maturi presentano capacità di forza e di resistenza notevolmente più ele-
vate rispetto a quelle dei coetanei sedentari, persino i soggetti più allenati subiscono un declino della prestazione
dopo i quaranta o cinquant’anni. Quali sono le modificazioni fisiologiche legate all’invecchiamento che influenzano
la prestazione fisica? Un’attività fisica intensa può essere rischiosa per gli atleti più maturi? Qual è il grado di alle-
nabilità delle persone di mezza età e degli anziani? Ecco le domande alle quali si cerca di rispondere. Inizieremo con
l’esame delle modificazioni delle dimensioni e della composizione corporea negli anziani; passeremo, quindi, alle
modificazioni, legate all’invecchiamento, delle risposte fisiologiche all’esercizio fisico acuto e degli adattamenti cro-
nici all’allenamento di lungo termine. Infine, vedremo gli effetti dell’invecchiamento sulla prestazione sportiva ed
esamineremo alcuni aspetti che riguardano specificamente la popolazione anziana.

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Sono pochi gli atleti che continuano a gareggiare a livello naziona- giare a una certa età. Solo con la Maratona di Boston le sue pre-
le fino alla mezza età e poi anche in età avanzata. Clarence DeMar stazioni coprono 48 anni, dall’età di 20 a 68 anni. La sua ultima
è stato una eccezione: ha vinto la Maratona di Boston per la setti- gara è del 1957 quando, all’età di 68 anni, ha corso 15 km (9,3
ma volta all’età di 42 anni, si è classificato 7° a 50 anni e 78° su miglia) malgrado un tumore intestinale in stato avanzato ed una
153 corridori a 65 anni. Complessivamente, tra il 1909 ed il 1957, colostomia. Ha ottenuto il suo miglior tempo nella Maratona di
ha partecipato a oltre mille gare di fondo, con più di cento mara- Boston all’età di 36 anni, 2h29min42s, poi ha dovuto rallentare
tone. Erano anni in cui non era pratica comune allenarsi o gareg- progressivamente fino a 3h58min37s, all’età di 66 anni.

Introduzione prendente che l’inattività in età adulta accresce il rischio di fratture. Contribui-
40 possa condurre al deterioramento della scono anche una dieta alimentare inade-
Nelle società moderne, il livello di attività capacità di eseguire e di tollerare lo sforzo guata e il livello di attività fisica nel corso
fisica volontaria inizia a diminuire poco fisico. Proprio per questo, quando si stu- degli anni. L’aumento di peso corporeo si
dopo che è stata raggiunta l’età adulta. diano le modificazioni delle funzioni fisio- verifica in età compresa tra 25 e 45 anni
Infatti, si cerca, in molti modi, di eliminare logiche e della prestazione fisica nel corso ed è da attribuire, principalmente, alla
ogni forma di stress dalla vita quotidiana e, della vita, diventa difficile distinguere gli diminuzione del livello di attività fisica e
quindi, anche l’impegno muscolare. La tec- effetti prodotti dall’invecchiamento da ad una alimentazione scorretta. Passati i
nologia ha reso quasi tutti gli aspetti della quelli dovuti alla riduzione del livello di 45 anni, il peso corporeo si stabilizza per
vita quotidiana meno faticosi dal punto di attività. Quali sono gli effetti dell’invec- 10-15 anni e poi comincia a calare per via
vista fisico. La partecipazione volontaria e chiamento su dimensioni e composizione delle perdite di calcio osseo e di massa
regolare ad attività fisiche estenuanti è un corporea, risposte fisiologiche e adatta- muscolare. Molti anziani di oltre 65-70
modello di comportamento inusuale, che menti all’esercizio fisico, prestazione spor- anni, tendono a perdere appetito e l’as-
non è stato osservato nella maggior parte tiva? Ecco i temi che affronteremo in que- sunzione di calorie diventa, così, insuffi-
degli animali anziani. Studi hanno mostra- sto lavoro. ciente a mantenere il peso corporeo. Uno
to che con l’età, gli esseri umani, come gli stile di vita attivo favorisce, invece, una
altri animali, tendono a diminuire la pro- Dimensioni e composizione migliore regolazione dell’appetito, cosicché
pria attività fisica. Come si può vedere nella corporee l’assunzione calorica si avvicina maggior-
figura 1, i ratti che avevano la possibilità di mente al dispendio calorico e il peso cor-
mangiare a volontà, correvano in media Con l’età, tendenzialmente, diminuisce la poreo viene mantenuto.
oltre 4000 m a settimana nei primi mesi di statura ed aumenta il peso corporeo (cfr. Passati i 20 anni, si tende ad accumulare i
vita, ma solo 1000 m circa a settimana figura 2) (Spirduso 1995). La statura grassi. Tale fenomeno è da attribuire, prin-
negli ultimi mesi di vita. comincia a diminuire, generalmente, intor- cipalmente, a tre fattori che si verificano
no ai 35–40 anni di età e tale fenomeno è col passare degli anni: dieta alimentare,
da attribuire, principalmente, alla com- inattività fisica e ridotta capacità di mobi-
pressione dei dischi intervertebrali e ad lizzare i grassi. Prevedibilmente, il conte-
una postura scorretta nei primi anni del- nuto di grassi corporei di soggetti anziani
l’età adulta. In età compresa tra 40 e 50 fisicamente attivi, compresi gli atleti
anni nelle donne, e tra 50 e 60 anni negli anziani, è decisamente inferiore a quello di
uomini, diventa un problema l’osteoporosi. soggetti sedentari di pari età. Tuttavia, gli
L’osteoporosi indica una grave perdita di atleti anziani presentano un livello di gras-
massa ossea associata al deterioramento so corporeo nettamente superiore a quello
della micro-architettura dell’osso, che di atleti giovani.

Figura 1 – L’attività volontaria di corsa nei


ratti nell’arco della vita (modificata, da Hol-
loszy 1997).

Pertanto, le donne e gli uomini anziani che


scelgono di partecipare agli sport agonisti-
ci o ad allenamenti estenuanti non seguo-
no i modelli naturali di comportamento
dell’uomo. Perché alcuni soggetti anziani
scelgono di restare fisicamente attivi
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 60-61

quando la tendenza naturale è quella di


diventare sedentari? I fattori psicologici
che motivano l’attività agonistica di questi
atleti più anziani non sono chiari, ma, pro-
babilmente, i loro obiettivi non sono molto
diversi da quelli degli atleti giovani.
Vista l’importanza dell’esercizio fisico Figura 2 – Modificazioni della statura (a) e del peso corporeo (b) di uomini e donne fino all’età di
quale mezzo per mantenere l’efficienza 70 anni (modificata da Spirduso1985).
muscolare e cardiorespiratoria, non è sor-
ossei. Nel corso dell’intero arco della vita, il decisamente più bassi per quanto riguar-
tessuto osseo viene continuamente sinte- dava peso corporeo totale, grasso corpo-
tizzato, o formato, dagli osteoblasti e rias- reo relativo e massa grassa, mentre i valori
sorbito dagli osteoclasti. Nei primi anni di della massa magra erano simili.
vita, il riassorbimento avviene più lenta-
mente della sintesi e ciò consente l’au- Con l’età, il contenuto di grasso corporeo
mento della massa ossea. Con l’età, il rias- aumenta e, contemporaneamente, dimi-
sorbimento supera la sintesi e determina nuisce la massa magra. Tali modificazioni
una perdita netta di tessuto osseo. Tale sono da attribuire, in gran parte, alla ridu-
perdita di massa muscolare e ossea è da zione del livello di attività generale che
attribuire, almeno in parte, all’abbassa- accompagna l’invecchiamento e ad un’ali- 41
mento del livello di attività fisica. mentazione scorretta.
Nella figura 4 (Kohrt, Malley, Dalsky, Hol-
loszy 1992) sono riportate le differenze, in
relazione all’età, di peso corporeo, grasso Per riassumere:
corporeo relativo (%), massa grassa e • Il peso corporeo tende ad aumentare
Figura 3 – Modificazioni della massa musco- con l’età, mentre la statura diminuisce.
massa magra tra popolazioni sia sedenta- • Il grasso corporeo aumenta con l’età,
lare con l’età in 468 uomini e donne di età rie, sia allenate. I dati si riferiscono ad uno
compresa tra 18 e 88 anni. Il tasso di decli- soprattutto per via di una maggiore
studio compiuto su soggetti maschi e assunzione calorica, un minor livello di
no è superiore negli uomini, rispetto alle
donne, ed è più accentuato intorno ai 45
femmine, giovani (18-31 anni) e più anzia- attività fisica e la ridotta capacità di
ni (58-72 anni), sedentari oppure atleti mobilizzazione dei grassi.
anni di età (modificata da Janssen et al.,
allenati per la resistenza. Il peso corporeo, • Passati i 45 anni di età, la massa magra
2000). diminuisce, principalmente per via del
il grasso corporeo relativo e la massa gras-
calo di massa muscolare e massa ossea,
sa sono risultati più elevati nei gruppi ambedue dovute, almeno in parte, al
La massa magra diminuisce progressiva- sedentari, mentre la massa magra è risul- minor livello di attività fisica.
mente, sia negli uomini sia nelle donne, a tata inferiore. Tendenze simili, fatta ecce- • L’allenamento può contribuire ad atte-
partire dall’età di 30-40 anni. Ciò è dovuto, zione per il peso corporeo, sono state rile- nuare queste modificazioni della com-
principalmente, alla diminuzione della vate negli atleti allenati per la resistenza. posizione corporea.
massa muscolare ed ossea, con una mag- Tuttavia, gli atleti presentavano valori
gior incidenza della massa muscolare, in
quanto questa rappresenta il 50% circa
della massa magra. La perdità di massa
muscolare dovuta all’invecchiamento viene
indicata con il termine sarcopenia, che
viene accoppiato con il termine osteopenia
che indica la perdita di massa ossea dovu-
ta, anche essa, all’invecchiamento. La figura
3 mostra le modificazioni della massa
muscolare con l’età, rilevate in uno studio
trasversale compiuto su 468 soggetti d’am-
bo i sessi, di età compresa tra 18 e 88 anni
(Janssen et al. 2000). Come si può osserva-
re, il declino è minimo fino all’età di 45
anni circa, quando il tasso di declino
aumenta ed è maggiore negli uomini a b
rispetto alle donne. Il calo del livello di atti-
vità fisica rappresenta, ovviamente, una
delle cause principali di tale declino della
massa muscolare, ma sono state individua-
te anche altre cause. Sappiamo oggi che il
tasso di sintesi proteica nei muscoli si ridu-
ce con gli anni. Nel raffronto tra soggetti di
età compresa tra 60 e 80 anni e soggetti
ventenni, il tasso di sintesi proteica risulta
inferiore del 30%, o più, nei soggetti anzia-
ni (Hameed, Harridge, Goldspink 2002). La
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riduzione del tasso di sintesi proteica nei


muscoli dei soggetti anziani è, probabil-
mente, associata ad un abbassamento del
livello dell’ormone della crescita e del fat- c d
tore di crescita insulino-simile -1 (Hameed,
Harridge, Goldspink 2002). Figura 4 – Differenze di peso corporeo totale (a) grasso corporeo relativo (b), massa grassa (c) e
A partire dall’età di 30-35 anni nelle donne massa magra (d) in soggetti maschi e femmine, giovani ed anziani, sedentari e allenati per la
e da 45-50 anni negli uomini si verifica resistenza (modificata da Kohrt et al., 1992).
anche un calo significativo dei minerali
Le risposte fisiologiche di forza in relazione all’età, era notevol-
all’esercizio fisico intenso mente correlata alla riduzione dell’area
della sezione trasversa dei muscoli interes-
Con l’età, la resistenza cardiovascolare e sati (Akima et al. 2001).
muscolare e la forza muscolare tendono a La perdita di forza muscolare associata
diminuire; l’entità del fenomeno dipende all’età deriva, principalmente, da una
dal livello di attività fisica e da fattori significativa perdita di massa muscolare
genetici. Man mano che diminuisce il livel- che accompagna l’invecchiamento, o dalla
lo di attività, un avvenimento del tutto riduzione dell’attività fisica, come abbiamo
normale sia negli animali, sia nell’essere già visto precedentemente. Nella figura 6 è
42 umano, dette riduzioni delle funzioni fisio- mostrata una tomografia computerizzata
logiche diventano più marcate. Passiamo (TAC) degli arti superiori di tre uomini del-
ad esaminare gli effetti dell’invecchiamen- l’età di 57 anni, che presentano lo stesso
to sulla forza, le funzioni cardiovascolari e a peso corporeo (circa 78-80 kg). Si noti che,
respiratorie e le funzioni del metabolismo. rispetto agli altri, il soggetto non allenato
Si vedrà che, se si mantiene uno stile di presenta una massa muscolare decisa-
vita attivo nell’arco dell’intera vita, si rie- mente inferiore e una quantità maggiore
sce ad attenuare il declino funzionale di grasso sottocutaneo. Il soggetto che si
associato all’invecchiamento. allenava nel nuoto presenta meno grasso
ed un muscolo tricipite notevolmente più
Forza grande del soggetto non allenato, ma il
bicipite, che viene poco sollecitato col
Il livello di forza necessario a soddisfare le nuoto, non è molto diverso. Il soggetto
esigenze della vita quotidiana rimane allenato alla forza presenta, invece, una
invariato nell’arco di tutta la vita. Cambia, ipertrofia di entrambi questi muscoli. Le
però, il livello di forza massima delle per- differenze tra questi tre soggetti sono,
sone, che è generalmente, ben al di sopra probabilmente, da attribuire a fattori
delle esigenze quotidiane all’inizio della genetici, associati al volume e al tipo di
vita e diminuisce regolarmente con l’età. allenamento svolto.
Col tempo, il livello di forza cala al punto Sappiamo, così, che l’invecchiamento ha
che le attività più semplici diventano pro- b un forte impatto sulla massa muscolare
blematiche. Per esempio, la capacità di totale e sulla forza, ma cosa succede alla
alzarsi in piedi da una posizione seduta è Figura 5 – (a) La capacità di alzarsi da una tipologia delle fibre muscolari? Vi sono
compromessa all’età di 50 anni e, già posizione seduta è compromessa già all’età risultati contrastanti riguardo agli effetti
prima degli 80 anni, diventa un compito di 50 anni e, a 80 anni, questo diventa un dell’invecchiamento sulla composizione
impossibile per alcune persone (v. figura compito impossibile per alcune persone. delle fibre a scossa lenta (ST) e a scossa
5a). Ancora un esempio, svitare il tappo di (b) Modificazioni, con l’età, del picco di forza rapida (FT). Studi trasversali in cui è stato
un vasetto che oppone una determinata nell’estensione del ginocchio in soggetti esaminato, post mortem, l’intero muscolo
resistenza rappresenta un compito facile maschi allenati e sedentari. Si noti che il vasto laterale (quadricipite) in soggetti di
per il 92% degli uomini e delle donne nella soggetto anziano (ovvero, di età compresa età compresa tra 15 e 83 anni, indicano
fascia di età da 40 a 60 anni. Ma dopo i 60 tra 60 e 70 anni) che abbia seguito un alle- che il tipo di fibra non cambia nel corso
namento per la forza, può esprimere un livel-
anni, la percentuale di non riuscita della vita (Johnson et al. 1973). Tuttavia, i
lo di forza, nell’estensione del ginocchio,
aumenta in modo impressionante e, nella uguale o superiore a quello di soggetti molto
risultati di studi trasversali compiuti nel-
fascia d’età 71-80 anni, solo il 32% riesce più giovani (20-30 anni). I dati (b): Human l’arco di 20 anni, indicano che quantità o
ad aprire il vasetto. Performance Laboratory, Ball State Univer- intensità dell’attività o forse entrambi
Nella figura 5b sono mostrate le modifica- sity, Indiana. questi fattori potrebbero influenzare la
zioni - associate all’età - della forza degli distribuzione del tipo di fibra con l’invec-
arti inferiori nei soggetti maschi. La forza
di estensione del ginocchio in uomini e
donne normalmente attivi diminuisce
rapidamente dopo l’età di 40 anni. Ma, con
un allenamento per la forza dei muscoli
estensori del ginocchio, i soggetti anziani,
hanno realizzano a sessanta anni una pre-
stazione migliore rispetto alla maggior
parte dei trentenni, normalmente attivi.
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 60-61

Un declino paragonabile della forza dei


muscoli estensori e flessori del ginocchio
sono stati rilevati in uno studio trasversale
compiuto su uomini e donne giapponesi di
età compresa tra 20 e 84 anni. Il picco del Figura 6 – Scansione CT dell’arto superiore di tre uomini cinquantasettenni di peso corporeo
momento di forza, un indice della forza, è simile. Le scansioni mostrano l’osso (parte scura circondata da un anello bianco) il muscolo
stato rilevato a rapidità diverse di contra- (parte striata grigia) e il grasso sottocutaneo (perimetro scuro). Si noti la differenza nell’area del
zione muscolare servendosi di un’apparec- muscolo del soggetto non allenato, quello allenato nel nuoto e quello allenato alla forza.
chiatura isocinetica. La riduzione del livello
vate modificazioni della composizione La forza si riduce con l’età. Ciò è dovuto
delle fibre muscolari del polpaccio di que- a una diminuzione sia dell’attività fisica
sti corridori altamente allenati nel corso sia della massa muscolare; quest’ultima
dei 18-22 anni di questo studio. (diminuzione della massa muscolare)
È stato ipotizzato che quello che sembra deriva da una limitazione della sintesi
un incremento di fibre ST sia in realtà una proteica con l’invecchiamento e dalla
diminuzione di fibre FT, dalla quale deriva perdita di unità motorie FT. Mentre l’alle-
un aumento della percentuale di fibre ST. namento per la resistenza influisce ben
poco sulla perdita di massa muscolare
La causa precisa di tale perdita di fibre FT associata all’invecchiamento, l’allena-
non è chiara, ma si ritiene che il numero mento per la forza può conservare o
dei motoneuroni FT diminuisca con l’in- 43
addirittura incrementare la sezione tra-
vecchiamento, eliminando l’innervazione sversa delle fibre muscolari sia nelle
di queste fibre muscolari. Ciò potrebbe donne sia negli uomini anziani.
essere dovuto alla morte dei motoneuroni
nella colonna vertebrale (Enoka et al.
1999). La maggior parte delle fibre dei Gli studi indicano anche che l’invecchia-
Figura 7 – Modificazioni della composizione motoneuroni morti si atrofizzano gradual- mento è associato a modificazioni signifi-
della fibra muscolare del gastrocnemio in mente e vengono poi assorbite dall’orga- cative della capacità del sistema nervoso
soggetti fondisti di alto livello che hanno nismo. Alcuni dei motoneuroni sopravis- di elaborare le informazioni e di attivare i
mantenuto il livello di allenamento, sono suti, però, possono sviluppare veri e propri muscoli. In particolare, l’invecchiamento
passati all’allenamento tipo fitness o hanno germogli assonali e re-innervare alcune influisce sulla capacità di rilevare uno sti-
smesso di allenarsi nell’arco dei 18-22 anni, delle fibre dei motoneuroni morti (Enoka molo e di trasformare l’informazione in
tra i due test. Si noti che i corridori che
et al. 1999). Tale fenomeno determina un una risposta. Con l’età, i movimenti sem-
hanno continuato l’attività agonistica pre-
sentano modificazioni minime della percen-
aumento delle dimensioni delle unità plici e complessi vengono eseguiti più len-
tuale di fibre a contrazione lenta, mentre motorie rimaste, in quanto aumenta il tamente, anche se i soggetti che rimango-
quelli meno allenati ed non allenati mostra- numero di fibre per motoneurone. no fisicamente attivi sono solo leggermen-
rono un incremento della percentuale di Dati provenienti da diverse ricerche te più lenti dei soggetti attivi più giovani.
fibre a contrazione lenta. mostrano che, con l’età, si verifica una Le ricerche sull’attivazione delle unità
diminuzione sia delle dimensioni sia del motorie indicano che la massima frequen-
numero di fibre muscolari. I risultati indi- za di scarica di soggetti ultra sessantaset-
chiamento. Trappe et al. 1995; Trappe et al. cano che, dopo cinquanta anni d’età, si tenni è inferiore a quelli di soggetti di età
1996). Le biopsie di campioni di fibra perde il 10% circa del numero totale di compresa tra 21 e 33 anni (Kamen et al.
muscolare prelevati dal gastrocnemio fibre muscolari ogni dieci anni (Lexell, Tay- 1995). Se ne dedusse che il calo del livello
(gemello) di un gruppo di ex-fondisti di lor, Sjostrom 1988). Ciò può spiegare, in di forza osservato nei soggetti anziani è
alto livello tra il 1970 ed il 1974, e poi, di parte, l’atrofia muscolare che accompagna dovuto, almeno in parte, ad una riduzione
nuovo, nel 1992 dimostrano che, nei corri- l’invecchiamento. Inoltre, diminuiscono le della capacità di raggiungere l’attivazione
dori che avevano diminuito l’attività (alle- dimensioni sia delle fibre ST sia di quelle FT. completa delle unità motorie rimaste. Ciò
namento tipo fitness) o erano diventati Si era pensato che l’allenamento potesse potrebbe essere principalmente dovuto
sedentari (non allenati), la proporzione di ridurre la perdita di massa muscolare asso- alla ristrutturazione delle unità motorie,
fibre ST era decisamente più elevata ciata all’invecchiamento, ma studi recenti che comporta la riduzione del numero di
rispetto a 18-22 anni prima (v. figura 7). I suggeriscono che l’allenamento per la resi- unità motorie FT e l’aumento del numero
soggetti che avevano mantenuto un alto stenza (corsa di fondo) influisce ben poco di fibre muscolari nelle unità motorie ST.
livello di allenamento non mostravano sul declino della massa muscolare con l’in- Questa teoria trova conferma nei risultati
alcun cambiamento. Sebbene alcuni dei vecchiamento (Trappe et al. 1995). L’allena- di un altro studio nel quale sono stati raf-
fondisti di élite, ancora impegnati a livello mento per la forza, invece, riduce l’atrofia frontati frequenza di scarica delle unità
agonistico (altamente allenati), mostrasse- muscolare negli anziani e può, addirittura motorie e contrattilità del muscolo tibiale
ro un leggero incremento della percentua- indurre un incremento della sezione tra- anteriore in soggetti maschi giovani (~20
le di fibre ST, in media, non furono osser- sversa dei loro muscoli (Lexell et al. 1995). anni) ed anziani (~80 anni). I soggetti

Jack H. Wilmore, David L. Costill

Fisiologia dello sport e dell’esercizio fisico


L’edizione italiana della terza edizione, pubblicata nel 2004, della principale
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e più aggiornata opera dedicata alla fisiologia dello sport e dell’esercizio fisico
J. H. Wilmore e D. Costill sono ben noti a tutti coloro che si interessano di fisiologia dell’e-
sercizio fisico e dello sport. Dal controllo muscolare del movimento ai concetti base dell’atti-
vità fisica per la salute, attraverso lo studio dei meccanismi energetici, dei principali sistemi
dell’organismo e delle loro possibilità di adattamento, con la capacità divulgativa e il rigore
scientifico che ne ha sempre contraddistinto l’opera, gli Autori, affrontano i principali temi
che permettono loro di fornire al lettore una risposta esauriente, basata sui dati più attuali
della ricerca scientifica, a tutte le domande che riguardano i problemi legati alle reazioni e
all’adattamento dell’organismo all’esercizio fisico.

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Tel.: (+39) 0755997736 Fax: (+39) 0755990120
anziani erano caratterizzati da frequenza
di scarica più bassa e durata di contrazio-
ne più lunga; i soggetti giovani presenta-
vano, invece, una frequenza di scarica
relativamente più elevato e tempi di con-
trazione più brevi (Connely 1999).
Tali modificazioni di carattere neuromu-
scolare che accompagnano l’invecchia-
mento sono responsabili, almeno in parte,
della diminuzione della forza e della resi-
44 stenza, ma la pratica di una attività sporti-
va tende a ridurre l’effetto dell’invecchia-
mento sulla prestazione. Non si deve pen-
sare che un’attività fisica regolare possa
arrestare i processi biologici di invecchia-
mento, ma uno stile di vita attivo può con-
tenere notevolmente il declino di molte
delle capacità fisiche.
Saltin (Saltin 1986) ha osservato che, mal-
grado la perdita di massa muscolare, nei
soggetti maschi anziani, la massa musco- Le funzioni cardiovascolari e respiratorie prima equazione (FCmax = 220 – età). Per
lare rimanente è qualitativamente in esempio, in base alla prima equazione, il
buone condizioni. Il numero di capillari per Quali sono le cause fisiologiche alla base valore stimato per la FCmax di un sessan-
unità di area è simile in fondisti giovani ed del declino della resistenza cardiorespira- tenne è di 160 battiti/min, mentre il valore
anziani. L’attività degli enzimi ossidativi toria con l’invecchiamento? Le modifica- reale del soggetto potrebbe essere ben più
nei muscoli degli atleti anziani, allenati per zioni delle prestazioni di resistenza che basso, 140 battiti/min, o ben più elevato,
la resistenza, è di solo il 10-15% inferiore accompagnano l’invecchiamento possono 180 battiti/min. Non disponiamo ancora
a quella di atleti giovani con lo stesso alle- essere attribuite, in larga misura, a un di questo tipo di dati riferiti alla nuova
namento. Pertanto, la capacità ossidativa decremento della circolazione sia centrale equazione. Naturalmente, un valore
del muscolo scheletrico del fondista anzia- sia periferica, mentre è, probabilmente, sovrastimato o sottostimato fa una gran-
no è di poco inferiore a quella dei corridori minore il ruolo svolto da modificazioni de differenza se usato per prescrivere un
giovani di alto livello: ciò starebbe ad indi- delle funzioni respiratorie. In questo para- programma di attività fisica.
care che l’invecchiamento non altera l’a- grafo, esamineremo gli effetti dell’invec-
dattabilità all’allenamento per la resistenza chiamento sia sul sistema cardiovascolare La nuova equazione utilizzata per calco-
del muscolo scheletrico. Questo concetto sia su quello respiratorio. lare la FCmax è: FCmax = [208 – (0,7 x
deve essere tenuto presente, mentre conti- età)]. Tuttavia, con questo tipo di equa-
nuiamo ad esaminare gli effetti dell’invec- Le funzioni cardiovascolari zione si ottiene solo il valore medio per
chiamento sulla prestazione fisica e ci una data età.
dedichiamo alle funzioni cardiovascolari e Le funzioni cardiovascolari, così come quel-
respiratorie. le muscolari, declinano con l’età. Una delle
modificazioni più evidenti associate all’età La riduzione dell’FCmax con l’età risulta
è la diminuzione della massima frequenza essere simile sia per soggetti adulti seden-
Per riassumere:
• La forza massima diminuisce regolar- cardiaca (FCmax). Il valore di FCmax dei tari, sia per soggetti altamente allenati. A
mente con l’età. bambini supera spesso i 200 battiti/min, cinquanta anni d’età, per esempio, i sog-
• La perdita di forza associata all’età mentre un sessantenne generalmente, pre- getti maschi normalmente attivi hanno lo
deriva principalmente da una sostan- senta una FCmax di circa 160 battiti/min. Si stesso valore di FCmax di ex fondisti
ziale perdita di massa muscolare. ritiene che la massima frequenza cardiaca ancora attivi della stessa età. Detta ridu-
• In genere, nei soggetti normalmente diminuisca con l’età di poco meno di 1 bat- zione dell’FCmax può essere attribuita alle
attivi, si osserva un graduale passaggio, tito/min all’anno. Per molti anni, si è rite- alterazioni morfologiche ed elettrofisiolo-
con l’età, verso una maggiore percen- nuto che l’equazione FCmax = 220 – età giche del sistema di conduzione cardiaca,
tuale di fibre muscolari ST, che può fosse valida per calcolare la FCmax media a più precisamente nel nodo senoatriale
essere dovuto ad una riduzione delle
fibre FT. qualsiasi età. Tuttavia, Tanaka e coll. hanno (SA) e nel fascio di His, alterazioni che
• Il numero complessivo di fibre musco- messo a punto una equazione più precisa potrebbero rallentare la conduzione car-
lari e la sezione trasversa dei muscoli (Tanaka et al. 2001): diaca (Lakatta 1979). È noto che la fre-
stessi diminuiscono con l’età, ma l’alle- FCmax = [208 – (0,7 x età)] quenza cardiaca intrinseca (ovvero, quella
namento permette, almeno, di contene- Questa nuova equazione, che non è naturale, senza stimolazione nervosa od
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re la modificazione dell’area delle fibre. influenzata dal sesso e dal livello di attività ormonale) diminuisce con l’età. Inoltre,
• L’invecchiamento rallenta anche la fisica del soggetto, risulta più adatta per una regolazione verso il basso dei recetto-
capacità del sistema nervoso di rilevare calcolare la FCmax di qualsiasi soggetto. ri β1 del cuore lo rende meno sensibile
uno stimolo e di elaborare l’informazio-
ne per produrre una risposta. Con la prima equazione, veniva, tenden- alla stimolazione delle catecolamine.
• L’allenamento non permette di arresta- zialmente, sovrastimata la FCmax del bam- Anche il massimo volume di gittata sistoli-
re i processi biologici di invecchiamen- bino e del giovane adulto, e sottostimata ca (GVmax) e la massima portata cardiaca
to, ma può ridurre l’effetto dell’invec- quella dell’anziano. Il valore reale di un (Qmax) diminuiscono con l’età. Purtroppo,
chiamento sulla prestazione. soggetto può deviare di 20 battiti/min, o la ricerca in questo campo è limitata. Studi
più, rispetto al valore calcolato con la condotti su fondisti hanno mostrato che i
anche se il flusso di sangue è diverso, l’as- Per riassumere:
sorbimento di ossigeno nei muscoli attivi • Gran parte del declino delle prestazioni
ad una data intensità submassimale di di resistenza associato all’invecchia-
lavoro è simile in entrambe le fasce d’età. mento può essere attribuito alla ridu-
Ciò è stato confermato da una ricerca, zione della circolazione centrale e peri-
compiuta su soggetti maschi allenati alla ferica.
resistenza, nella quale sono stati raffronta- • La massima frequenza cardiaca dimi-
ti soggetti di età compresa tra 22 e 33 nuisce con l’età di poco meno di 1 bat-
tito/min all’anno. Si può calcolare la
anni, e soggetti di età compresa tra 55 e FCmax media per una data età con l’e-
68 anni. È stato rilevato che afflusso di quazione: FCmax = [208 – (0,7 x età)].
sangue alle gambe, conduttanza vascolare 45
• Anche il massimo volume di gittata
e saturazione di ossigeno della vena femo- sistolica e la portata cardiaca diminui-
rale erano dal 20 al 30% inferiori nei sog- scono con l’età. Gli atleti che hanno
getti anziani a ciascuna delle intensità di continuato ad allenarsi riescono a man-
lavoro submassimale esaminate (Proctor et tenere un buon volume di gittata sisto-
al. 1998). lica, ma il valore rimane comunque
Allora, qual è la causa della inferiore a quello degli atleti giovani.
Figura 8 – Afflusso di sangue agli arti infe- . diminuzione di • Con l’età diminuisce anche il flusso
riori di atleti giovani e di mezza età, specia- gittata cardiaca e di V O 2 max associata ematico periferico; tuttavia, negli atleti
lizzati nell’orientamento, nel corso di un all’invecchiamento? Una spiegazione anziani allenati, il calo viene compen-
esercizio su bicicletta (modificata da Saltin, potrebbe essere che, con l’età, aumentano sato da un aumento della diff a-vO2
1986). le resistenze periferiche; arterie ed arterio- submassimale.
le perdono in elasticità ed hanno, quindi, • Non è del tutto chiaro quanto del decli-
. una minore capacità di dilatazione. Ciò no della funzione cardiovascolare con
valori più bassi di VO2max, osservati negli determina un aumento delle resistenze l’età sia dovuto al solo invecchiamento
atleti anziani, derivano da una riduzione periferiche e induce un innalzamento della fisico e quanto al decondizionamento
della massima portata cardiaca, anche se il pressione sanguigna sia a riposo sia che deriva dalla diminuzione di attività
volume cardiaco degli atleti anziani è simi- durante l’esercizio. Malgrado gli atleti fisica. Tuttavia, molti studi indicano che
dette modificazioni sono ridotte al
le a quello degli atleti giovani. Saltin (Saltin anziani di entrambi i sessi abbiano una minimo negli atleti anziani che conti-
1986) ha osservato che tra gli specialisti di pressione arteriosa media più bassa della nuano ad allenarsi, il che suggerisce
corsa d’orientamento (fondisti), la massima maggior parte dei soggetti maschi seden- che l’inattività abbia un ruolo maggiore
portata cardiaca dei soggetti cinquantu- tari, le loro resistenze periferiche sono rispetto all’invecchiamento fisico.
nenni era inferiore di 5 L/min (21%) circa comunque superiori a quelle degli atleti
rispetto a quella dei soggetti più giovani. giovani, il che pone un limite al volume
Questa differenza deriva dal fatto che i della gittata sistolica. Le funzioni respiratorie
soggetti anziani presentano valori più bassi Pertanto, si ritiene che il graduale declino
di FCmax e di GVmax (si rammenti che la della massima portata cardiaca e del mas- Nei soggetti sedentari, la funzione polmo-
portata cardiaca = frequenza cardiaca x simo consumo di ossigeno riscontrato tra nare si modifica sensibilmente con l’età.
volume di gittata sistolica). Il minor volume gli atleti anziani sia il risultato di limitazio- Sia la capacità vitale (Vital capacity, VC, il
di gittata sistolica degli atleti anziani deri- ni che interessano la capacità di pompa volume totale di aria espulsa dopo una
va, principalmente, da una maggiore resi- del cuore e il flusso ematico periferico. È inspirazione massimale) sia il volume espi-
stenza periferica. Rispetto, però, a soggetti difficile stabilire se la diminuzione, correla- ratorio forzato in 1 sec (Forced expiratory
sedentari della stessa età, gli atleti anziani ta all’età, del volume della gittata sistolica, volume, FEV1.0, il massimo volume di aria
ancora
. in attività presentano valori di della portata cardiaca e del flusso sangui- espirata in 1 sec) diminuiscono linearmen-
VO2max decisamente più elevati, essenzial- gno periferico derivino dal processo di te con l’età, a partire dai 20-30 anni. Men-
mente perché il loro volume di gittata invecchiamento o dal decondizionamento tre questi due fattori diminuiscono, il volu-
sistolica è più elevato e, quindi, anche la cardiovascolare associato alla riduzione me residuo (Residual volume, RV, il volume
massima portata cardiaca è superiore a dell’attività. Studi recenti indicano che di aria che non può essere espirato)
quella dei soggetti sedentari di pari età. entrano in gioco entrambi questi fattori, aumenta e la capacità polmonare totale
Il flusso ematico periferico, per esempio ma non è chiaro quale sia il contributo (Total lung capacity, TLC) rimane invariata.
quello negli arti inferiori, diminuisce con relativo di ciascuno. Tuttavia, un soggetto Ne deriva che il rapporto tra volume resi-
l’invecchiamento, anche se la densità dei anziano anche se è un atleta, si allena, duo e capacità polmonare totale (RV/TLC)
capillari nei muscoli rimane invariata. Gli generalmente, con intensità e volume di aumenta, il che significa che meno aria
studi hanno rilevato, tra gli atleti di mezza allenamento inferiori a quelle di un atleta può essere scambiata. A venti anni d’età, il
età, una riduzione compresa tra il 10% e il ventenne. Potrebbe essere che il declino volume residuo rappresenta il 18-22%
15% del flusso ematico nei muscoli attivi, della funzione cardiorespiratoria e della della capacità polmonare totale, ma
ad una data intensità di lavoro, rispetto al resistenza dovuto al solo invecchiamento aumenta fino al 30% e oltre a cinquanta
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 60-61

flusso di atleti giovani ben allenati (v. sia meno importante del decondiziona- anni d’età. Il fumo accelera tale processo.
figura 8) (Jorfeldt, Wahren 1971; Wahren, mento che accompagna l’inattività, la Modificazioni simili avvengono nella capa-
Saltin, Jorfeldt 1974). diminuzione dell’attività o la riduzione del- cità ventilatoria massimale durante l’eser-
Il minor flusso ematico negli arti inferiori l’intensità di allenamento. Da questo decli- cizio in grado di portare all’esaurimento.
dei fondisti di mezza età, rilevato nel corso no delle funzioni cardiovascolari, associato La ventilazione espiratoria massimale
di un esercizio submassinale, viene, però, all’invecchiamento, deriva, in gran parte, (VEmax,) aumenta fino alla maturità fisica,
compensato da una maggiore diff a-vO2 un declino. di entità simile, osservato nei poi diminuisce con l’età. Il valore medio
(una maggiore quantità di ossigeno viene valori di V O 2 max. Questo aspetto verrà della VEmax è di circa 40 l/min per i bam-
assorbita dai muscoli). Ne deriva che, approfondito più avanti. bini dell’età di 4-6 anni, raggiunge 110-
sario alla respirazione. Ne deriva un irrigi- simale è inferiore negli anziani rispetto ai
dimento della gabbia toracica dal quale soggetti giovani, indicando che, con l’età,
dipende, per la maggior parte, la riduzione una minore quantità di ossigeno viene
della funzione polmonare. Nonostante assunta dai muscoli.
queste modificazioni, i polmoni conserva-
no, comunque, una capacità notevole e Per riassumere:
riescono a mantenere una diffusione tale • Sia la capacità vitale sia il volume espi-
da consentire un impegno massimale. ratorio forzato diminuiscono in manie-
Durante la mezza età e l’età avanzata, l’al- ra lineare con l’età. Il volume residuo
lenamento per la resistenza riduce la per- aumenta e la capacità polmonare tota-
46 dita di elasticità dei polmoni e della gabbia le rimane invariata; ne deriva un
toracica. Perciò, gli atleti anziani con un aumento del rapporto RV/TLC e, quindi,
adeguato allenamento per la resistenza una minore quantità di aria può essere
prolungata presentano solo una minima scambiata in ciascun atto respiratorio.
• Anche la massima ventilazione espira-
riduzione della ventilazione polmonare. La toria diminuisce con l’età.
diminuzione della capacità aerobica, • Le modificazioni polmonari che accom-
Figura 9 – Modificazioni della ventilazione osservato in questi atleti anziani, non può pagnano l’invecchiamento sono princi-
espiratoria massimale con l’età in soggetti essere attribuito a modificazioni della ven- palmente dovute ad una perdita di ela-
maschi e femmine, allenati (A) e non allenati tilazione polmonare. Inoltre, durante l’e- sticità del tessuto polmonare e della
(NA). sercizio impegnativo, sia soggetti anziani gabbia toracica. Tuttavia, la capacità di
normalmente attivi sia gli atleti riescono a ventilazione polmonare dei soggetti
raggiungere valori quasi massimali di anziani risulta solo leggermente dimi-
140 l/min per maschi che hanno comple- saturazione arteriosa di ossigeno (il 97% nuita. Nel loro caso,
. il principale fatto-
tato lo sviluppo, poi diminuisce fino a 70- di saturazione) (Saltin 1990). Pertanto, il re limitante del VO2max risulta essere la
. diminuzione del trasporto di ossigeno
90 l/min nei maschi di 60-70 anni d’età. calo del V O 2 max osservato negli atleti ai muscoli. Inoltre, si riduce anche la
L’andamento è, generalmente, lo stesso per anziani non è imputabile né alle modifica- diff a-vO2, il che indica che una minore
le donne, anche se i valori assoluti sono zioni polmonari né a variazioni nella capa- quantità di ossigeno viene assunta dai
decisamente più bassi a tutte le età, princi- cità di trasporto di ossigeno del sangue. muscoli.
palmente perché le donne presentano La limitazione principale è, invece, da col-
dimensioni corporee inferiori. La figura 9 legare al trasporto di ossigeno ai muscoli.
illustra come cambi il VEmax con l’età. Come abbiamo visto nei paragrafi prece- (1. continua)
Tali modificazioni della funzione polmona- denti, l’invecchiamento comporta una
re sono, probabilmente, il risultato di diminuzione della massima frequenza car- Traduzione di Sandra Lombardi.
diversi fattori, il più importante dei quali è diaca e del volume di gittata sistolica, il L’articolo è la prima parte del 17° capitolo del
la perdita di elasticità del tessuto polmo- che implica la diminuzione della massima libro di D. L. Costill e J. H. Wilmore: “Fisiologia
nare e della gabbia toracica con l’età, il che portata cardiaca e dell’afflusso di sangue dell’allenamento” in corso di pubblicazione da
fa aumentare la quantità di lavoro neces- ai muscoli attivi. Inoltre, la diff a-vO2 mas- parte della Casa Editrice Calzetti-Mariucci.

Bibliografia

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Metodologia dell’allenamento

Gilles Cometti, Facoltà di scienze dello sport, UFR STAPS Digione,;


Lucio Ongaro, Facoltà di Scienze Motorie, Università degli Studi di Milano,;
Giampiero Alberti, Istituto per l’esercizio fisico, salute e attività sportiva, Facoltà di Scienze Motorie, Università degli Studi di Milano

Stretching e performance sportiva


Effetti fisiologici degli esercizi di stretching, loro restrizioni applicative
47
e utilità, prima e dopo la performance sportiva (parte prima)

Gli effetti degli esercizi di stretching possono essere elencati rispetto a tre diverse situazioni: prima della
performance, per una “preparazione” più efficace per la gara; dopo la performance per un migliore “recupe-
ro”; come tecnica per migliorare la mobilità articolare e contribuire a migliorare quella qualità che alcuni
chiamano “scioltezza”. In questo lavoro, diviso in due parti, verranno illustrati, in ragione delle più recenti
acquisizioni scientifiche, ruolo e utilità degli esercizi di stiramento muscolare. Nella prima parte di questo
lavoro vengono trattate le basi e gli effetti fisiologici delle diverse tecniche di stretching; nella seconda parte
vengono prese in considerazione le prime due situazioni: l’utilità degli esercizi di stretching prima delle presta-
zione, per una preparazione più efficace alla gara, e dopo di essa per un migliore recupero che allo stato
attuale, risultano anche i più controversi.

Introduzione ma di elencare i riscontri scientifici di alcuni studi e ricerche rivolti


agli effetti delle tecniche di stretching più utilizzate. Queste tecni-
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L’introduzione degli esercizi di allungamento muscolare e le varie che, che hanno come obiettivo principale, il miglioramento della
tecniche di stretching hanno rappresentato un progresso fonda- mobilità articolare, si sono viste progressivamente attribuire virtù
mentale nel processo di allenamento legato alla preparazione fisi- quasi universali che spaziano dal ruolo, considerato determinante,
ca. Atleti praticanti le più diverse discipline sportive hanno via via per la fase di riscaldamento, alla prevenzione degli infortuni, pas-
dedicato più attenzione alle differenti sollecitazioni dei vari gruppi sando dal potenziamento muscolare alla rieducazione dopo eventi
muscolari, e imparato ad esplorare con maggiore sensibilità le pro- traumatici.
prie capacità di mobilità articolare. Se ciò fosse vero, si potrebbe pensare che gli esercizi di allunga-
Lo scopo di questo lavoro non è, quindi, quello di mettere in mento, nelle loro differenti modalità d’impiego, potrebbero risolve-
discussione l’importanza degli esercizi di stiramento muscolare, re tutti i problemi della preparazione fisica.
48

Figura 1 – Le strutture sollecitate dagli stiramenti passivi (secondo Proske, Morgan 1999)

È possibile elencare gli effetti degli esercizi di 1. Le strutture coinvolte Secondo Huijing (1994) il tessuto connet-
stretching rispetto a tre diverse situazioni: dagli esercizi di stretching tivo coinvolge il tendine e tutti gli elemen-
ti elastici che avvolgono il muscolo. L’Au-
• prima della performance, per una “pre- Secondo Proske, Morgan (1999) la tensio- tore ha proposto un modello che rappre-
parazione” più efficace per la gara; ne prodotta durante gli stiramenti passivi senta le strutture elastiche (figura 2). Il
• dopo la performance per un migliore coinvolge generalmente tre strutture: tessuto connettivo comprende tutto ciò
“recupero”; che circonda le fibre (parte dello schema
• come tecnica per migliorare la mobilità 1. il tessuto connettivo
articolare e contribuire a migliorare 2. gli elementi elastici del sarcomero
quella qualità che alcuni sportivi chia- 3. i ponti di acto-miosinici (figura 1)
mano “scioltezza”.
1.1 Il tessuto connettivo
In questo articolo, diviso in due parti, ver-
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ranno illustrati, in ragione delle più recenti Quando si realizza uno stiramento passivo
acquisizioni scientifiche, ruolo e utilità gli elementi sollecitati dall’aumento dell’
degli esercizi di stiramento muscolare. ampiezza del movimento sono nell’ordine:
Nella prima parte di questo lavoro ci occu-
peremo degli effetti fisiologici delle diverse • la congiunzione tendine-osso;
tecniche di stretching; nella seconda parte • il tendine;
prenderemo in considerazione i primi due • la congiunzione muscolo-tendine; Figura 2 – Modello schematico dell’unità
aspetti che, allo stato attuale, risultano • gli elementi elastici in parallelo; muscolo-tendinea (secondo Huijing 1994)).
anche i più controversi. • le strutture muscolari.
49

Figura 3 – Rappresentazione dei differenti livelli delle strutture che costituiscono il tendine, dal tropocollagene fino ai fascicoli “ondulati” (secondo
Kastelic e coll, 1978, modificato).

all’esterno delle strutture “intrafibre”), le


fasce muscolari, le aponeurosi e il tendi-
ne). Si notano degli elementi in “serie”
(ponti di miosina, aponeurosi, tendine) e
degli elementi in “parallelo” (miofilamenti,
fibre e fascicoli, fascia muscolare).

1.1.1 Il tendine

Il tendine è costituito principalmente da


Figura 4 – I quattro stati del collagene (secondo Butler e coll. 1978, modificato) in funzione fibre di collagene che costituiscono circa il
della percentuale di deformazione. 70% della sua massa. Contiene inoltre una
piccola quantità di mucopolisaccaridi e di
elastina. Nella figura 3 sono rappresentati
gli elementi che lo costituiscono: il tropo-
collagene che forma le microfibrille, a loro
volta riunite in subfibrille che compongo-
no le fibrille, poi i fascicoli e infine il tendi-
ne. Osservato al microscopio il tendine
mostra un aspetto ondulato.
Ogni livello ha una sua fascia specifica.
Ciascuno dei fascicoli all’interno del tendi-
ne è organizzato in parallelo rispetto agli
altri.

La risposta meccanica del tendine

Se un tendine viene sottoposto a un test


di stiramento la risposta alla sollecitazione
avviene in diverse fasi (figura 4). Butler e
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coll (1978) ne distinguono quattro princi-


pali: il tendine mostra inizialmente un
andamento “ondulato” che poi diviene
“lineare”, in seguito appaiono delle “lace-
razioni parziali” ed infine avviene la quarta
Figura 5 – Curva tensione-deformazione del tendine dalla fase “ondulata” fino alla rottura totale. fase che è quella della “rottura” completa.
Le zone “fisiologica” e “utilizzo intenso” sono quelle relative alla pratica sportiva (secondo Quando si studia la risposta meccanica del
Butler e coll. 1978, modificato). tendine alla deformazione, si ottiene una
curva (figura 5) sull’andamento della quale
si possono situare le differenti sollecitazio- 1.1.2 La congiunzione tendine-muscolo
ni del collagene in funzione delle sollecita-
zioni legate allo stile di vita (Butler e coll. Per lungo tempo si è ritenuto che la tra-
1978). La descrizione della curva si può smissione delle tensioni dal muscolo al
ricondurre alle quattro tappe: tendine (e viceversa) avvenissero unica-
mente per via diretta (in serie) (1 sulla
1. La parte iniziale “ondulata” e bassa della figura 6), ma Patel e Lieber (1997) e
curva (o “piede” della curva) nel corso Huijing (1999) hanno dimostrato che la
della quale il tendine ha ancora un trasmissione si realizza anche trasversal-
andamento ondulato: questa fase termi- mente (2 nella figura 6).
50 na quando compare l’andamento linea-
re. Secondo Viidik (1973) questo si veri- Figura 7 – La giunzione tendine-muscolo e i
fica quando la deformazione arriva a collegamenti laterali tra le miofibrille (secon-
circa 1-2%. do Patel, Lieber 1997, modificato).
2. La parte “lineare” della curva corrispon-
de alla fase durante la quale le fibre
sono tese e ciò si deve alle principali sol- senta numerose pieghe. Ciò aumenta la
lecitazioni legate alle attività sportive superfice di contatto e disperde le tensio-
(salto, corsa, ecc.); alcuni dati indicano ni. Le fibre muscolari non sono dunque in
che questa zona ha termine in corri- Figura 6 – Le due vie di trasmissione della contatto diretto con le fibre di collagene,
spondenza di circa il 3% della deforma- tensione dal tendine al muscolo: 1. quella ma comunicano attraverso il sarcolemma
zione. Essa è delimitata dal livello di classica attraverso la congiunzione tendine- e la lama basale.
deformazione oltre il quale le fibre subi- muscolo; 2. attraverso le strutture elastiche Secondo Monty e coll. (1999) la giunzione
scono delle microlacerazioni. trasversali del muscolo. attraverso la membrana muscolare tra
3. La fase di “lacerazione parziale” (dal 3 miofilamenti e collagene si effettua attra-
all’ 8% di deformazione) nel corso della verso diversi gruppi di proteine di cui
quale il tendine reagisce a sollecitazioni La trasmissione diretta attualmente si individuano due catene
intense con lacerazioni microscopiche (giunzione tendine-muscolo) principali (vedi figura 10):
che si ricompongono al cessare delle
sollecitazioni. Durante questa fase Le forze trasmesse attraverso la giunzione • la prima giunzione comprende il com-
avviene il potenziamento del tendine. Il tendine-muscolo sono considerevoli, la plesso distrofina-distroglicani-laminina
limite di questa fase è costituito dalla trasmissione non si effettua direttamente (figura 8);
rottura totale. su di una superfice piana, ma attraverso • la seconda comporta il raggruppamento
4. Se la deformazione supera l’8% si verifi- una membrana chiamata lama basale talina-vinculina-integrina-laminina
ca la rottura totale del tendine. (basal lamina) e su una superficie che pre- (figura 9).

Gli effetti degli esercizi di stretching


sui tendini

In numerosi studi si dimostra che il tendi-


ne è molto sensibile alle sollecitazioni
dovute all’esercizio fisico. A queste solleci-
tazioni reagisce rinforzandosi, come dimo-
strano le ricerche condotte da Tipton e
coll. (1967, 1974). Secondo questi studi
l’allenamento allo sprint determina un Figura 8 – La catena di proteine “distrofina-distoglicani-laminina”. I contatti si effettuano con
aumento delle dimensioni del tendine. Da dei prolungamenti dell’actina. Il complesso “distroglicani” (DG) assicura il passaggio della mem-
alcuni studi condotti sui topi sembra che brana, la laminina permette l’ancoraggio sul collagene.
l’allenamento sul nastro trasportatore pro-
vochi un aumento dello spessore e del
numero delle fibrille dei tendini (Michna
1984). Kubo e coll. (2001) hanno studiato
l’effetto di uno stiramento di 10 minuti del
tricipite surale sul tendine durante il movi-
mento di flessione dorsale della caviglia a
35° e verificarono una diminuzione della
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rigidità e della viscosità. In un successivo


studio, Kubo e coll. (2002) valutarono gli
effetti di un allenamento di stretching
costituito da cinque stiramenti di 45 s
alternati con 15 s di riposo, effettuato per
tre volte al giorno per venti giorni conse-
cutivi. La rigidità del tendine non risultò Figura 9 – La catena di proteine “talina-vinculina-integrina-laminina”. L’inizio dipende dall’actina
modificata, ma si riscontrò una diminuzio- terminale, l’integrina assicura il passaggio della membrana.
ne della viscosità.
51

Figura 10 – I due gruppi di molecole che intervengono nella giunzione tendine-muscolo (secondo Wiemann e completata con i dati di Monty 1999). Si
osservano due modalità di collegamento che iniziano dall’actina.

La trasmissione indiretta (trasversale)

Recenti studi di Patel, Lieber (1997) hanno


dimostrato che la trasmissione della ten-
sione del muscolo al tendine non si effet-
tua unicamente per la via diretta dei sar-
comeri in serie, ma anche lateralmente,
attraverso gli elementi elastici in parallelo
che trasmettono la tensione alle diverse
membrane muscolari: sarcolemma (miofi-
brille), endomisio (fibre), perimisio (fasci-
coli di fibre), epimisio (muscolo) per tra-
smetterla alle aponeurosi e poi, finalmen-
te, al tendine.
Figura 11 – I sarcomeri sono lateralmente tenuti assieme fra loro dai filamenti intermediari, dei
• I sarcomeri in parallelo sono resi fra loro quali la desmina costituisce l’elemento principale (secondo Patel, Lieber 1997, modificato).
coesi dalla desmina (figura 11).

• Le miofibrille sono collegate lateralmen-


te al sarcolemma della fibra attraverso i
costameri (figura 12). Questi costameri
hanno la medesima composizione (cate-
na di proteine) di quella della giunzione
tendine-muscolo, infatti si osservano gli
stessi elementi (integrina, laminina…).

Queste trasmissioni laterali svolgono un


ruolo essenziale quando certe fibre non
sono attive, ma restano ugualmente pre-
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ponderanti anche durante gli stiramenti


passivi.

Conseguenze pratiche

I diversi elementi che trasmettono le ten-


sioni sono sollecitati durante le contrazio- Figura 12 – La trasmissione laterale delle tensioni tra le miofibrille e la guaina muscolare avvie-
ni muscolari e gli stiramenti. Lieber, Friden ne, secondo Patel, Lieber (1997, modificato), grazie ai “costameri”.
(2001) rilevano che durante le contrazioni
52

Figura 13 – Effetto di un lavoro eccentrico sull’assetto dei sarcomeri in parallelo (secondo Friden, Lieber 2001, modificato). Si notano delle lacera-
zioni a livello della desmina.

eccentriche la desmina subirebbe delle corrono all’adattamento muscolare, e, di partenza dopo una fase di allungamen-
costrizioni che potrebbero danneggiarla anche se effettuati in forma passiva to dello stesso. Essa serve, d’altra parte, a
(figura 13) In una ricerca precedente, con- hanno una azione attiva sulle strutture del mantenere il buon allineamento della mio-
dotta su conigli Lieber e coll. (1996) rileva- tessuto connettivo. sina in rapporto all’actina (Wydra 1997),
rono, nei primi quindici minuti di uno sfor- Negli studi di Wiemann e Klee (2000) si
zo ciclico eccentrico, una diminuzione 1.2 La titina, elemento elastico dimostra che questo elemento elastico è
significativa della desmina, segno di rottu- del sarcomero particolarmente sollecitato durante gli
ra (figura 13). Si può pensare che gli stira- esercizi di stiramento.
menti passivi intensi possano provocare lo Secondo Proske e Morgan (1999) un A questi dati si può affiancare la figura
stesso tipo di adattamento. Ma questa secondo fattore che interviene nel musco- 14b che mostra le diverse strutture coin-
perturbazione fisiologica relativa innesca lo durante la produzione di tensione passi- volte nella fase di contrazione e di stira-
un fenomeno di rigenerazione. Babash e va è costituito dagli elementi “elastici” del mento muscolare. Nella figura 14b, si
coll. (2002) trovarono che nel topo la per- sarcomero e in particolar modo dalla titina ritrova la desmina che collega tra loro i
dita di desmina è massimale dodici ore (figura 14). Questa proteina ha il ruolo di sarcomeri trasversalmente, e la nebulina
dopo lo sforzo eccentrico, ma che, settan- riportare il sarcomero nella sua posizione che affianca l’actina.
tadue-centosessantotto ore dopo, la quan-
tità di desmina aumenta in modo consi-
stente in rapporto alla quantità iniziale.

Considerazioni conclusive
circa la giunzione tendine-muscolo

In conclusione è probabile che un allena-


mento costituito da lavoro muscolare
intenso (contrazioni eccentriche o esercizi
di stiramento profondo) possa provocare
dei rimaneggiamenti a livello delle protei-
ne responsabili della trasmissione delle
tensioni con la seguente sequenza: distru-
zione e successiva ricostruzione in quan-
tità superiore.
La trasmissione delle tensioni durante le
contrazioni o l’allungamento passivo tra
gli elementi muscolari e i tendini si effet-
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tuano attraverso due vie: la giunzione


muscolo-tendine e il passaggio attraverso
le membrane muscolari grazie alle struttu-
re trasversali (desmina, costameri). L’insie-
me di questi elementi reagisce alle solleci-
Figura 14 – Gli elementi elastici del sarcomero: tra l’actina e la miosina sono rappresentati dei
tazioni relative all’allenamento con un filamenti di titina. a) sarcomero in posizione “normale” con gli elementi della titina che appaiono
rimodellamento che va da una distruzione rilasciati. b) con una lunghezza maggiore del sarcomero (stiramento) la titina risulta allungata.
a una ricostruzione di livello superiore., (secondo Horowitz, Podolsky 1987, modificato).
Secondo questa ipotesi gli stiramenti con-
53

Figura 14b – Rappresentazione degli elementi “elastici” che costituiscono il sarcomero. Si nota la desmina che collega tra loro i sarcomeri, la nebuli-
na a fianco dell’actina, e la titina dalla striscia Z alla miosina (secondo Billeter, Hoppeler 1994, modificato).

Il ruolo della titina negli stiramenti Secondo gli Autori questa poteva essere la Inoltre, Todd e coll. (2002) hanno dimo-
prova che le strutture che assicurano la strato che il lavoro eccentrico sarebbe in
Magid e Law (1985) hanno dimostrato, tensione passiva sono collocate dentro il grado di danneggiare sia la titina che la
misurandola, che la tensione passiva con e muscolo. nebulina. Essi notarono, nelle biopsie del
senza presenza della membrana della fibra Patel, Lieber (1997) trovarono che la titina vasto interno dell’uomo, ventiquattro ore
è praticamente la stessa e quindi il ruolo è composta da due parti : una estensibile e dopo una sessione con esercizi eccentrici,
del sarcolemma è minimo. Gli stessi Autori una parte più rigida (quella associata alla una diminuzione sia della titina che della
misurarono con lo stesso metodo un miosina). Questo comporta la presenza di nebulina (30% in meno per la titina e 15%
fascetto di fibre: la presenza o l’assenza due fasi durante l’allungamento della titi- per la nebulina. Anche Wydra (1997) e
del tessuto connettivo (endomisio, perimi- na. Whitehead e coll. (2002) suggerirono Wiemann e Klee (2000) indicano che gli
sio, e anche l’epimisio) non fece variare di ch’essa sarebbe coinvolta quando il sarco- stiramenti intensi sono in grado di alterare
molto la tensione passiva. mero fosse stimolato su grandi lunghezze. queste due strutture.

1.3 I ponti d’actina-miosina


responsabili della tensione passiva

Proske e Morgan (1999) sono persuasi che


la causa principale della tensione passiva
dei muscoli, riscontrata durante gli stira-
menti, sia dovuta ai ponti di actina-miosi-
na stabili che restano attivi anche a riposo.
La spiegazione risiede nel fatto che secon-
do questi Autori i ponti possono presenta-
re tre stati:
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• il primo corrispondente alla rigidità resi-


dua che riguarda i livelli di calcio resi-
duo;
• il secondo che sopravviene all’attivazio-
ne grazie ad un aumento del livello di
calcio con produzione di forza flebile, ma
Figura 15 – Schema dell’azione della titina tra la striscia Z a livello del sarcomero (secondo
rigidità muscolare elevata;
Patel, Lieber 1997, modificato). • il terzo livello è quello che corrisponde
alla produzione di forza
Secondo Proske e Morgan sarebbe il primo 5. Infine, l’allungamento del muscolo allo
stato dei ponti che provoca la tensione scopo di stimolare l’aumento del numero
passiva. I ponti si trovano in uno stato sta- dei sarcomeri è ugualmente posto in
bile, lo stiramento tende romperli, ma discussione.
alcuni si ricostruiscono mentre gli altri si
staccano. Gli Autori spiegano che i sarco- 2.1 Valutazione dell’ampiezza
meri non sono tutti uniformi, alcuni si tro- articolare (ROM)
vano in posizioni che li rendono più deboli
e sono questi a cedere per primi. Quando l’obiettivo è migliorare la cosiddet-
ta scioltezza, il criterio oggettivo principa-
54 1.4 Aspetti applicativi le, per valutare gli effetti del lavoro di sti-
Figura 15b – Classificazione, in ordine d’im-
ramento, risiede nella misura dell’ampiezza
Hutton (1994) già indicava che negli stret- portanza, degli elementi coinvolti negli eser- del movimento articolare. Hutton, in una
ching il ruolo del tessuto connettivo era cizi di stiramento nella produzione della ten- ricerca del 1994, che aveva come oggetto
sovrastimato, mentre quello dei fattori sione passiva (secondo Proske e Morgan d’indagine il movimento dell’anca, ha pro-
muscolari (sarcomeri e ponti) meritava di 1999). posto un protocollo specifico (figura 16),
essere maggiormente considerato. Lakie adatto per valutare i miglioramenti duran-
(1998) insiste ugualmente sul fatto che la te l’azione di stiramento dei muscoli
tensione passiva e il rilasciamento non sono attivi durante il rilasciamento e, subito ischio-crurali. Si parla così di Range of
di natura neuromuscolare, ma di natura dopo esso, pensano che siano determinan- Motion (ROM) che si può anche tradurre
muscolare intrinseca (actina-miosina). ti gli elementi elastici del sarcomero, fat- con grado di ampiezza del movimento.
Sembra quindi questa sia l’indicazione più tori che, d’altra parte, sono sempre più Numerose altre ricerche si sono basate
attendibile tra tutte le giustificazioni che considerati dagli studi più recenti. Tessuto solamente su questa misura oggettiva.
riguardano gli esercizi di stretching. connettivo, tendini e membrane sono, Purtroppo però la valutazione dei migliora-
Per ribadire il ruolo centrale dei ponti nella quindi, considerati meno importanti. menti dell’ampiezza dei movimenti, nono-
tensione passiva, Proske e Morgan (1999) stante rappresentino una chiara indicazio-
insistono sull’importanza delle variazioni 2. Gli effetti degli esercizi ne dell’efficacia del metodo utilizzato, non
nell’evoluzione del rilasciamento quando la di stiramento forniscono alcuna indicazione sulle modifi-
sollecitazione meccanica è mirata al siste- cazioni fisiologiche messe in gioco.
ma tendine-muscolo, e ciò dipende dalla Gli effetti degli esercizi di stretching sono
sollecitazione alla quale è stato sottoposto classificabili secondo cinque diversi livelli: 2.2 Il paradosso del rilasciamento
il muscolo prima dello stiramento. Gli muscolare
autori parlano di history dependence del 1. Quando si effettuano degli stiramenti si
fenomeno che noi traduciamo con “dipen- osserva subito un risultato concreto, “si L’effetto di rilasciamento degli esercizi
denza temporale”. Se il muscolo è stato va più lontano”, quindi si guadagna in di stretching
precedentemente contratto o allungato la ampiezza.
risposta durante lo stiramento sarà diver- 2. Di seguito si richiama, si evoca la sensa- Gli studi condotti da Guissard e coll. (1988)
sa, e questa variazione di risposta non può zione di rilassamento con la sua cosid- sono in linea con i risultati ottenuti da
essere ricondotta al solo tessuto connetti- detta dimensione neuro-psicologica. Moore e Hutton (1980) e dimostrano che le
vo, ma evidentemente riguarda anche e 3. Gli effetti sull’unità tendine-muscolo e tecniche di stiramento diminuiscono l’ecci-
soprattutto i fattori muscolari. quindi rigidità e viscoelasticità costitui- tabilità dei motoneuroni e di conseguenza,
Le tecniche di stiramento di tipo PNF (cfr. scono il terzo fattore. secondo Guissard, il rilasciamento.
II parte), trovano certamente la loro giusti- 4. L’aumento della tolleranza allo stira- Le condizioni per ottenere il miglior rila-
ficazione in quanto appena descritto piut- mento è uno degli argomenti sempre sciamento sono descritte in maniera molto
tosto che in spiegazioni di tipo neuromu- più considerati. precisa:
scolare (inibizione del riflesso miotatico,
messa in gioco dell’inibizione reciproca
ecc…). In conclusione si può dire, come
afferma Lakie (1998) che la spiegazione dei
fenomeni di rilasciamento è certamente
più natura più “miogenica” che “neuroge-
nica”.

1.5 Riassunto circa le strutture


coinvolte dagli esercizi di stiramento
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Fra i tre elementi strutturali stimolati dagli


esercizi di allungamento sembra che non
sia il tessuto connettivo ad avere il ruolo
più importante. Difatti, quando si allunga
il complesso tendine-muscolo, poiché il
tendine è meno deformabile, è la parte
muscolare che subisce l’allungamento. Figura 16 – Rappresentazione del dispositivo di Hutton (1994) per misurare l’ampiezza dei movi-
Proske e Morgan (1999) considerano fon- menti dell’anca.
damentale il terzo fattore: i ponti rimasti
55

Figura 17 – L’eccitabilità dei motoneuroni in


funzione dell’ampiezza dello stiramento.

• per il muscolo tricipite surale con l’au-


mentare dell’ampiezza dello stiramento Figura 18 – Miglioramento nel movimento di Figura 19 – Evoluzione dell’eccitabilità dei
diminuisce l’eccitabilità (figura 17) flessione rispetto a differenti metodi: stira- motoneuroni rispetto al tempo. Il rilascia-
• i metodi CR (Contract-Relax) e AC (Ago- menti statici (SS), Contrazione-Rilasciamen- mento è massimo tra il quinto e il decimo
nist-Contraction) sono più efficaci degli to (CR) e Contrazione dell’Antagonista (AC). secondo, poi diminuisce.
stiramenti di tipo statico (figura 18)
• i metodi CR e AC sono più efficaci degli
stiramenti statici per ottenere migliora- L’insieme di questi indicazioni fornisce diverse, ha registrato l’attività elettrica
menti della mobilità articolare. certamente argomenti utili per una pratica (EMG) degli ischio-crurali. La presenza di
• il rilasciamento è massimo dai primi cin- più corretta dello stretching. attività elettromiografica è segno di un’a-
que ai dieci secondi di stiramento (figura Per il miglioramento della mobilità artico- zione muscolare. L’attività del muscolo
19) e poi diminuisce lare le due tecniche PNF (CR e AC) risulta- allungato, valutata mediante EMG, in
• alla fine dello stiramento l’eccitabilità dei no significativamente più efficaci degli sti- undici soggetti su ventuno, ha evidenziato
motoneuroni ritorna al livello di parten- ramenti statici. le risposte seguenti (dalla più piccola alla
za, quindi nel muscolo vengono imme- più grande): S < CR < AC.
diatamente ristabilite le condizioni ini- L’azione eccentrica Sembra dunque chiaro che le tecniche PNF
ziali di efficacia di azione. provocano una maggiore contrazione del
• inoltre Guissard ha dimostrato che, nei Le considerazioni precedentemente espo- muscolo allungato, come è stato dimo-
movimenti di stiramento di ampiezza limi- ste sembrano accreditare l’utilità degli strato da Osternig e coll. (1987) che misu-
tata, la diminuzione dell’eccitabilità dipen- esercizi di stretching per il rilasciamento rarono un’attività EMG del 155% e come
de dalle inibizioni “pre-sinaptiche”. mentre muscolare, ma è necessario tener conto di confermato anche da Condon e Hutton,
gli stiramenti di grande ampiezza induco- altre constatazioni fornite da diversi auto- (1987). Hutton aveva dedotto che malgra-
no delle inibizioni “post-sinaptiche”. ri. Hutton (1994), utilizzando tecniche do la volontà di rilasciamento del soggetto

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Figura 20 – Registrazione elettromiografica del muscolo stirato (bicipite femorale) e del muscolo agonista dell’azione (retto anteriore): a) uno stira-
mento passivo provoca una leggera attività del bicipite; b) una contrazione attiva dell’agonista (AC) induce una risposta significativa del bicipite
(secondo Freiwald 1999, modificato).
gli esercizi di stiramento comportano una
contrazione in allungamento (dunque
eccentrica) del muscolo sollecitato. Questa
azione muscolare è più marcata nelle pro-
cedure PNF (tecniche considerate più
adatte a consentire di rilasciare maggior-
mente).
Freiwald (1999) ha valutato la differenza
fra i due metodi come è illustrato nella
figura 20.
56
I due livelli del rilasciamento

Lakie (1998) ha dimostrato che il rilascia- Figura 20b – I due livelli di “rilasciamento” – quello rappresentato dai ponti (1), e quello a livello
mento muscolare dipende da due livelli di neuromuscolare (2).
funzionamento (figura 20b):

• il primo si riferisce ad un aspetto pura- Si sono valutati i due momenti: Analizzando le due diverse zone della
mente muscolare (ponti d’actina-miosina); curva, Magnusson ha valutato la rigidità
• al quale si aggiunge quello neuromusco- • la fase dinamica (estensione del ginoc- (pendenza della parte ascendente della
lare (riflesso, inibizione…). chio); curva) e la diminuzione della viscoelasti-
• e la fase statica (mantenimento della cità a partire dalla diminuzione del
Si può completare questa spiegazione posizione passivamente). momento (fase statica). L’Autore dimostra
aggiungendo che permane nei sarcomeri in questo modo che durante una sessione
una tensione passiva prodotta dai ponti, La curva registrata con l’ergometro è illu- di stiramenti si ottiene una modificazione
nonostante le tecniche di stretching, pro- strata nella figura 21. dei due parametri.
vochino un rilasciamento neuromuscolare
marcato. Proske, Morgan (1999) hanno
suggerito che queste tensioni possono
diminuire con azioni muscolari che prece-
dono il rilasciamento.
Alcuni metodi di stiramento utilizzano
infatti queste tecniche senza tuttavia for-
nire spiegazioni in proposito. In effetti, la
tensione passiva dei ponti, a livello del sar-
comero, può diminuire se si utilizzano
contrazioni muscolari che precedono lo
stiramento (Proske, Morgan 1999). Si trat-
ta del cosiddetto fenomeno della “dipen-
denza temporanea”. La posizione di coper-
tura dei filamenti di actina-miosina al
momento dello stiramento è anch’essa un
fattore che influenza il rilasciamento Figura 21 – IL dispositivo sperimentale di Magnusson.

2.3 Il paradosso degli effetti immediati


e degli effetti a lungo termine:
rigidità, viscosità

Gli effetti di una seduta di esercizi

Magnusson (1998) ha messo a punto un


protocollo per valutare la rigidità e la
variazione della viscoelasticità del muscolo
durante un movimento di stiramento. La
figura 21 mostra il protocollo sperimenta-
le: un ergometro isocinetico con il sogget-
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to posto in posizione seduta. Il movimento


effettuato all’ergometro impone un’esten-
sione lenta del ginocchio per stirare gli
ischio-crurali fino a raggiungere una posi-
zione al limite del dolore (posizione indivi-
duata con tentativi precedenti). La posizio-
ne raggiunta è quindi mantenuta per 90 s, Figura 22 – La registrazione effettuata con l’ergometro: la curva mostra un aumento del momen-
con l’ergometro che registra l’evoluzione to durante l’estensione, e poi un “rilasciamento” nella fase di mantenimento della posizione.
della tensione prodotta dagli ischio crurali.
57

Figura 23 – Evoluzione della rigidità (curva di sinistra) e della viscoelasticità (curva di destra) tra il primo e quinto stiramento nel corso della medesi-
ma seduta.

La figura 23 mostra la variazione della ta quando, ripetizione dopo ripetizione, la In conclusione, colpisce il fatto che le
rigidità tra il primo e il quinto stiramento: tensione massimale di stiramento tollerata grandi èquipes di ricerca, come quelle di
si nota una diminuzione della rigidità. La diviene più elevata. I diversi adattamenti Magnusson, Osternig, Wiemann che
diminuzione della viscoelasticità è invece corrispondenti (a breve termine) che sono hanno sviluppato metodi e tecniche per
molto netta nella curva di destra. alla base di questo fatto, sembrano dun- valutare e quantificare gli effetti degli sti-
Magnusson aveva osservato che tali modi- que doversi ricercare a livello neuronale, ramenti arrivano, in mancanza di risultati
ficazioni sparivano un’ora dopo le sessioni anche se, attualmente, la questione è certi, a suggerire una spiegazione apparte-
di lavoro. ancora aperta: sono i recettori del dolore i nente ad un campo conoscitivo che a loro
primi ad essere stimolati e/o i centri midol- sfugge. In ogni caso resta la prova eviden-
L’effetto di alcune settimane di allenamento lari intersegmentari, oppure i centri nervo- te che gli esercizi di stiramento non hanno
si di elaborazione delle informazioni o di gli effetti fisiologici a loro generalmente
Magnusson (1998) valutò alcuni soggetti formazione della percezione? attribuiti.
durante e dopo tre settimane in ragione di Secondo Magnusson (1998) i meccanismi
tre sedute settimanali e non osservò alcuna responsabili dell’aumento della tolleranza 2.5 La regola di Goldspink
modificazione della rigidità e della viscoe- allo stiramento sono ancora sconosciuti.
lasticità, mentre la mobilità articolare era Egli ipotizza l’intervento: La maggior parte degli Autori che hanno
migliorata in maniera significativa. Secon- elencato gli effetti fisiologici degli esercizi
do Magnusson la spiegazione del guada- • dei processi periferici come le afferenze di allungamento (Hutton, Freiwald,
gno di mobilità è da attribuire all’aumento provenienti dai muscoli, dai tendini e Shrier…) hanno fatto riferimento alle
della “tolleranza allo stiramento”. dalle articolazioni; ricerche di Goldspink condotte sugli ani-
• e dei fattori d’origine centrale che non mali (William, Goldspink 1971; Goldspink
2.4 Una spiegazione fondamentale: possono essere esclusi. e coll. 1974). In queste ricerche si dimo-
la “tolleranza allo stiramento” strava che in un muscolo immobilizzato
Willy e coll. (2001) hanno studiato gli (ingessatura dell’arto), in posizione di
Applicando il protocollo di Hutton (figura effetti prodotti da un allenamento compo- allungamento si verificava un aumento in
16), in seguito all’allenamento, si ottiene sto da stiramenti passivi degli ischiocrura- serie del numero dei sarcomeri. Da quelle
un aumento dell’ampiezza dovuto ad una li: il protocollo prevedeva sei settimane di ricerche in poi la domanda che si pone è
migliore capacità di rilasciamento o ad allenamento, seguite da quattro settimane quella di sapere se anche gli esercizi di sti-
una modificazione della viscoelasticità del- di assenza di stiramenti e ancora sei setti- ramento, come quelli che sono praticati in
l’unità tendine-muscolo. Si dovrebbe con- mane di ripresa dell'allenamento. L'am- ambito sportivo, sono capaci di determi-
statare che il soggetto esprime una mag- piezza articolare era migliorata da 143° a nare l’aumento del numero dei sarcomeri
gior ampiezza articolare con il medesimo 152° per ritornare a 145° dopo le quattro in serie. Infatti la plasticità del numero dei
carico di trazione. Infatti, con lo stesso settimane di arresto e, di nuovo, 154 ° sarcomeri è stata dimostrata anche nel-
carico il soggetto non va più lontano, è dopo ripresa degli stiramenti. Questa ricer- l’uomo (Proske, Morgan 2000) a seguito di
necessario un carico superiore per ottene- ca dimostra che si verifica una perdita un allenamento eccentrico.
re un’ampiezza maggiore (Wiemann veloce degli effetti dovuti agli stiramenti e Per evocare la possibilità di questo ruolo
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1991a, 1994b; Wiemann et al. 1997; anche che la successiva fase di lavoro non degli stiramenti, bisogna, anzitutto, ritor-
Magnusson et al. 1998). Secondo Magnus- consente ai soggetti di migliorare il livello nare alla spiegazione della cosiddetta
son la spiegazione di questo fenomeno di ampiezza articolare raggiunto dopo le “regola di Goldspink”. Il punto di partenza
non può che essere cercata nel concetto prime settimane di allenamento. Questo del ragionamento ci riporta alla curva ten-
stretch-tolerance, la cosiddetta tolleranza comportamento fa pensare più ad un sione-lunghezza del sarcomero (Gordon e
allo stiramento: il soggetto impara quindi adattamento di tipo neuromusculare coll. 1996). La forza sviluppata dal sarco-
a tollerare lo stiramento. (apprendimento, tolleranza allo stiramen- mero dipende dal livello di accavallamento
Durante un programma di stiramenti di to) piuttosto che al verificarsi di modifica- dei filamenti di actina-miosina. Quando la
breve durata, la mobilità articolare aumen- zioni fisiologiche marcate. disposizione dei sarcomeri è al punto B
volontariamente un’azione di allungamen-
to tirando, tramite una funicella, progres-
sivamente con le braccia la coscia in fles-
sione sul bacino (flessione dell’anca) men-
tre contrae i muscoli della loggia posterio-
re. L’atleta controlla quindi la flessione
dell’anca attraverso un’azione eccentrica
degli ischio-crurali. Bisogna fare attenzio-
ne però a non esagerare con tale procedu-
ra in quanto l’atleta potrebbe perdere la
58 capacità di “aggiustamento” rispetto al
suo gesto specifico.
Non è quindi consigliabile utilizzare questa
tecnica di stretching nel periodo di com-
petizione.

3. Considerazioni conclusive
sugli effetti fisiologici
Figura 24 – La curva tensione-lunghezza del sarcomero: in A il sarcomero è molto raccorciato e degli esercizi di stretching
la tensione è debole; in B si trova la posizione ideale con tensione massimale; in C vi è poco con-
tatto tra i filamenti e la tensione risulta debole.

(figura 24) è disponibile un numero massi- È logico che si sia cercato di applicare • Sottoponendo a stiramento il sistema
mo di ponti, la tensione prodotta è massi- questa regola agli stiramenti. Se s’impone tendine-muscolo viene sollecitata per
male e nella curva di Gordon e coll. (1966) ai muscoli una sollecitazione mediante prima la parte “muscolare”, a livello dei
ci si trova dunque al massimo della tensio- uno stiramento considerevole, come suc- ponti di actino-miosina e degli ele-
ne. Si tratta della tensione “ottimale”. In A cede nel caso dello stretching, si può spe- menti elastici del sarcomero (titina),
mentre il tessuto connettivo e il tendi-
l’accavallamento dei filamenti limita il rare in un aumento del numero dei sarco- ne sono coinvolti dagli allungamenti di
numero dei ponti, ci si trova quindi nella meri in serie e quindi in un allungamento più grande ampiezza.
zona in salita della curva di tensione. Nel del muscolo? Se il lavoro di stretching rac- • Gli effetti di una seduta di esercizi di
punto C le possibilità dei ponti sono ridot- cogliesse la maggior parte del tempo d’al- allungamento modificano la rigidità
te, poiché l’actina presenta poco contatto lenamento dell’atleta, la risposta potrebbe (diminuzione) e la viscoelasticità.
con la miosina e ci si trova nella fase essere positiva, ma una sessione anche • Ma, in ogni caso, dopo un ciclo di lavo-
discendente della curva. quotidiana da 10 a 30 minuti è largamen- ro, non si riscontrano modificazioni
Goldspink ha formulato la seguente spie- te superata dalle molte ore dedicate all’al- durature di questi parametri.
gazione: il muscolo si adatta in funzione lenamento tecnico specifico che impone le • Infatti solamente l’ampiezza articolare
della lunghezza alla quale è sollecitato più proprie priorità legate alle sue esigenze (ROM) viene aumentata in maniera
stabile.
frequentemente, affinchè i sarcomeri fun- muscolari. • La spiegazione dell’aumento dell’am-
zionino alla loro lunghezza ottimale. La piezza (mobilità articolare) senza modi-
regola o il principio di Goldspink è il 2.6 Aspetti applicativi relativi ficazioni corrispondenti dei parametri
seguente: il numero dei sarcomeri in serie agli stiramenti eccentrici muscolari, si trova nell’aumento della
di un muscolo si modifica (aumenta o dimi- cosiddetta “tolleranza allo stiramento”.
nuisce) per permettere al muscolo di svi- Se l’aumento del numero dei sarcomeri in • Si nota anche una diminuzione della
luppare la sua tensione massimale nella serie costituisce un orientamento interes- rigidità passiva e del tono muscolare,
posizione in cui è più sollecitato. Esempio: sante, tale da giustificare un lavoro di fenomeni che ci inducono ad interro-
se un saltatore in alto s’allena e salta con allungamento, è importante ora menzio- garci sul ruolo dello stretching quando
l’obiettivo è il miglioramento delle
degli esercizi che sollecitano i suoi quadri- nare l’incidenza del lavoro eccentrico. In capacità di elevazione e di velocità.
cipiti a una flessione del ginocchio di 150° effetti, il lavoro muscolare realizzato in tali • Gli esercizi di stiramento influenzano i
(180° corrispondono all’atteggiamento di condizioni è stato indicato come possibile parametri neuromuscolari, hanno un
ginocchia estese) la lunghezza utile del causa d’aumento dei sarcomeri in serie. effetto di rilasciamento.
muscolo è quella che si realizza ai 150°; è Secondo Proske, Morgan (2000) ciò non è • I metodi più efficaci (PNF) comportano
a questo grado di flessione al ginocchio più in dubbio e Brockett e coll. (2001) una contrazione eccentrica del musco-
che il muscolo risulta più forte. Se i sarco- l’hanno dimostrato con degli esperimenti lo allungato.
meri si trovano come nella posizione C condotti sul tricipite della sura. Per Proske • L’aumento del numero di sarcomeri in
della figura, non sono nella loro condizio- e Morgan questo aumento interviene serie (Goldspink) rimane un interessan-
ne ottimale e pertanto svilupperanno abbastanza velocemente (una settimana) a te argomento per giustificare l’uso gli
esercizi di stiramento, ma il lavoro
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meno forza. seguito di una sola sessione di lavoro. eccentrico resta ancora il mezzo più
Se l’atleta si allena molto (il fattore tempo è È dunque possibile immaginare una tecni- efficace per ottenere tali modificazioni,
fondamentale) e sollecita spesso i suoi qua- ca di stiramento basata su un’azione come dimostrano i numerosi riscontri
dricipiti in tali condizioni, allora il numero eccentrica: invece che ricercare il rilascia- scientifici sugli effetto delle sollecita-
dei sarcomeri aumenta (o diminuisce) al mento diretto si aumenta progressiva- zioni eccentriche (Proske, Lieber…).
fine di permettere a ciascun sarcomero di mente l’ampiezza del movimento, mentre Nessuna ricerca ha però dimostrato
venirsi a trovare in posizione B (figura 24) il soggetto contrasta e rilascia gradual- che ciò vale anche per gli esercizi di
(angolazione di 150°) e sviluppare in tal mente. Per gli ischio-crurali si è proposto stiramento.
modo la sua tensione massimale. un esercizio nel quale il soggetto esercita
Dopo aver passato in rassegna gli effetti gamento all’interno della seduta di poten- e significativo per il gruppo “muscolazio-
fisiologici degli stiramenti non appare, allo ziamento muscolare. In questo tipo di ne-stiramenti” in confronto a quello che
stato attuale delle nostre conoscenze, che sedute, i muscoli sono sottoposti a delle aveva utilizzato la sola muscolazione. Si
la pratica regolare degli esercizi di stira- sollecitazioni che favoriscono un fenome- può, quindi, concludere affermando che
mento comporti delle specifiche modifica- no supercompensativo che determina un gli esercizi di stiramento costituiscono un
zioni, diverse da quelle provocate dalle livello prestativo più elevato. Aggiungere buon completamento del lavoro di poten-
altre sollecitazioni muscolari (allenamento, gli esercizi di stiramento muscolare duran- ziamento muscolare, ma non sono utili
muscolazione, pratica sportiva…). te le pause di recupero, produce un come metodo specifico da utilizzare in
Non sembra quindi giustificato l’uso di aumento dei fattori microtraumatici, con- una seduta dedicata.
sedute complete di stretching per discipli- tribuendo così a incrementare l’effetto
ne sportive il cui modello prestativo non dovuto agli esercizi di muscolazione, come 59
prevede un ruolo fondamentale della è stato dimostrato da Kokkonen (2000) che Indirizzo degli Autori:
mobilità articolare (come accade invece ha posto a confronto due gruppi di atleti G. Cometti, UFR STAPS Digione, BP 27877,
nel caso della ginnastica, della ginnastica che si allenavano per il potenziamento 21078, Digione Cedex (Francia).
L. Ongaro, Facoltà di Scienze motorie, Università
ritmica, della danza). Perché quindi utiliz- muscolare degli arti inferiori per otto setti- degli Studi di Milano, Via Kramer 4/A, 20129,
zare unicamente movimenti di grande mane (in ragione di tre sedute settimana- Milano.
ampiezza articolare? Sarebbe più utile sol- li): un gruppo aveva integrato, nella sedu- G. Alberti, Istituto di Esercizio fisico, salute e
lecitare i muscoli in raccorciamento ta, il lavoro di potenziamento con degli attività sportiva, Facoltà di Scienze Motorie, Uni-
(muscolazione) e in allungamento: noi esercizi di stiramento. I risultati dimostra- versità degli Studi di Milano, Via Kramer 4/A,
consigliamo di inserire gli esercizi di allun- rono l’esistenza di un progresso superiore 20129, Milano.

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rativi per il miglioramento delle strategie di gestione delle risorse Il seminario è diretto a Direttori sportivi, Responsabili tecnici e
umane volontarie di un’organizzazione sportiva dilettantistica. Allenatori che operano in organizzazioni sportive ad ogni livello
(Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate, Enti
Destinatari di promozione sportiva, Società sportive).
Il seminario è rivolto, principalmente, a Dirigenti e quadri delle
Federazioni sportive nazionali, delle Discipline sportive associate, Sede
degli Enti di promozione sportiva e delle Società sportive. Scuola dello sport, Largo Giulio Onesti 1, 00197

Sede Periodo e modalità di svolgimento


Scuola dello sport, Largo Giulio Onesti 1, 00197 22 ottobre 2004

Periodo e modalità di svolgimento


7 ottobre 2004

Le domande di partecipazione, dovranno pervenire Le domande di partecipazione, dovranno pervenire


entro il 29 settembre entro il 15 ottobre
QUOTA DI PARTECIPAZIONE

L A QUOTA DI PARTECIPAZIONE A CIASCUNO DEI SEMINARI È DI 80,00 EURO,


COMPRENSIVI DEI MATERIALI DIDATTICI
LE SPESE DI VIAGGIO, VITTO ED ALLOGGIO SONO A CARICO DEI PARTECIPANTI
Didattica

Andrea Ceciliani, Facoltà di scienze motorie, Università degli Studi, Bologna

Elementi di didattica dei giochi sportivi:


l’allievo e lo spazio-tempo
Gli aspetti cognitivi legati alla percezione dello spazio 61

e del tempo nei giochi sportivi

Si evidenziano e classificano aspetti cognitivi legati alla percezione e all’analisi dello spazio e del tempo nelle
situazioni di gioco sportivo. Dopo una analisi e riflessione sulle condizioni spaziali relative ai giochi di invasione
e di rimando, si individuano alcune categorie fondamentali dello spazio (tecnico, tattico, proiettivo, dinamico,
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topologico) in relazione alle situazioni di gioco. In stretto rapporto con lo spazio viene richiamata l’importanza
delle traiettorie di spostamento con cui l’atleta può rispondere alle esigenze tattiche di aggiustamento spaziale.
Per quanto riguarda il tempo viene sinteticamente sottolineato l’aspetto di anticipazione o ritardo
del comportamento motorio. In relazione agli aspetti spazio-temporali vengono classificati i fondamentali
tecnici di padronanza spaziale, da cui si giunge alla trattazione dei comportamenti di finta.
Ad ogni aspetto trattato seguono indicazioni didattiche tendenti a fornire spunti di esercitazione individuale,
esercitazione con partner ed esercitazione situazionale, con i quali poter costruire strategie di allenamento
adattabili, in forma specifica, alle varie specialità dei giochi sportivi.
1. La percezione dello spazio
nel movimento e nel gioco
“In ogni tipo di movimento, che faccia
parte di una tipologia educativa o sportiva,
si è costretti a continui adattamenti e
aggiustamenti nei confronti delle dimen-
sioni spaziali e temporali. Non esiste movi-
mento se non v’è spostamento in un dato
spazio e in un certo tempo, ogni sposta-
62 mento sottende una certa durata tempora-
le” (Tosi, Ceciliani, Manferrari, Ricci 1995).
Attraverso l’analizzatore visivo si ricevono
informazioni relative all’esecuzione dei
propri movimenti, all’esecuzione dei movi-
menti degli altri giocatori, alla situazione
ambientale. L’informazione visiva mette in
rilievo i processi di movimento che sono
esterni alla propria attività motoria, ma
che possono portare a mutamenti della
situazione, e sono importanti per il proprio
comportamento motorio. Nei giochi spor-
tivi, ad esempio, ciò riguarda il movimento
dei giocatori avversari, dei propri compa-
gni di squadra e della palla.
L’azione tattica, abbiamo già enunciato, è
definibile come: “azione tecnica portata
nello spazio con il giusto tempo e collega-
mento” (Cilia, Ceciliani, Dugnani, Monti
1996).
La percezione dello spazio è, per prima
cosa, collegata al tipo di regolamento1 che
caratterizza quel dato gioco sportivo, così
potremo avere (figura 1):

1. Giochi di invasione2 dove, non esistendo


limiti spaziali per lo spostamento dei
contendenti, la situazione può consenti-
re la presenza del giocatore in qualsiasi
zona del campo. Figura 1 – Giochi di invasione e di rimando.
2. Giochi di rimando 3 dove, essendo il
campo diviso in due metà separate da
una rete, è previsto un limite spaziale La situazione di gioco può presentare tante A livello di ragionamento tattico queste
vincolante tale per cui i giocatori non variabili causate dall’interagire dei com- due situazioni sono notevolmente diffe-
possono spostarsi in tutte le zone del portamenti di tutti, compagni e avversari. renti, vediamone i motivi:
campo.
b) Nel gioco di rimando, invece, lo spazio • nei giochi di invasione è possibile preve-
Ciò conduce a una serie di riflessioni sulle può essere percepito come: dere la propria presenza, o la presenza
difficoltà che le due tipologie di attività dei compagni, nella metà campo avversa-
possono presentare: • luogo in cui ci si muove con i compagni, ria, quindi la palla può essere portata in
per quanto concerne la metà campo di tutte le zone del campo tramite lo spo-
a) Nel gioco di invasione lo spazio può appartenenza della propria squadra; stamento dei giocatori.
interamente essere percepito come ambito • luogo in cui far giungere la palla, per In tale caso la tattica non riguarderà solo
in cui muoversi, quindi tutti gli spazi rien- quanto concerne la metà campo relativa l’abilità di fare finte o di utilizzare bene la
trano nel concetto tattico di: alla squadra avversaria. tecnica, ma anche il movimento fisico,
concreto, dei giocatori nello spazio.
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• possibile possesso dello spazio; In tale situazione viene a mancare l’aspet- • Nel caso, invece, dei giochi di rimando, la
• eventuale luogo in cui potersi trovare per to di concomitanza di avversari sulla stes- percezione dello spazio è riferibile allo spo-
ricevere un passaggio; sa zona di campo. stamento dell’attrezzo nel campo avversa-
• parte di campo da cui eseguire un tiro; La complessità diminuisce perché le situa- rio, quando si cerca di fare punto, e nel
• luogo in cui far giungere l’attrezzo di zioni si identificano in: spazi in cui si trova campo di appartenenza quando si cerca di
gioco (palla, disco nell’ hockey) tramite l’avversario, spazi vuoti in cui mandare la difendere il punto. Non potendo invadere
un passaggio ad un compagno o tramite palla, spazi in cui si trovano i compagni, fisicamente, in modo concreto, il campo
uno spostamento diretto in possesso di spazi da difendere per non farvi cadere la avversario, tutto si gioca nell’atto di colpire
palla. palla. la palla per rimandarla nell’altro campo.
In tale situazione assumono grande Lo spazio tecnico può essere ampliato mento del diretto avversario, di un altro
importanza sia i comportamenti di finta quando, con opportune finte o cambi di avversario o di un compagno di gioco, che
che la tecnica esecutiva perché non ci si ritmo, si crea un vantaggio temporale sul- si muovono in esso.
può aiutare con il contatto, l’invasione o l’avversario, tale da consentire la realizza-
la presenza fisica nello spazio avversario. zione dell’azione motoria prevista. 5. Lo spazio topologico. Sicuramente, una
prima percezione realizzabile con il bambi-
Un altro fattore che distingue i giochi 2. Lo spazio tattico (presente sia nei giochi no è quella relativa allo spazio topologico.
sportivi di invasione da quelli di rimando è di invasione che in quelli di rimando): è lo Se ci si concentra sul diretto avversario è
relativo alle modalità di gestione della spazio che si viene a creare nella difesa, a possibile percepire, in base alle capacità e
palla. Nel primo caso risulta possibile causa del movimento organizzato degli all’esperienza, diversi spazi che questi deli-
gestire la palla tramite un contatto anche attaccanti. mita col suo corpo: spazio a destra e sini- 63
prolungato, nel secondo caso il contatto Spesso, con opportuni movimenti senza stra, spazio dietro e avanti, spazio sopra e
con la palla è consentito unicamente per il palla, gli attaccanti possono sfruttare que- sotto (figura 2).
tempo strettamente necessario affinché
essa possa essere colpita (la mano nella
pallavolo, la racchetta nel tennis).
Anche tale aspetto conduce ad opportune
riflessioni:

• nel caso dei giochi di invasione è possibi-


le, potendo trattenere la palla, considera-
re fino all’ultimo gli sviluppi della situa-
zione di gioco e ritardare la decisione;
• nel caso dei giochi di rimando, nel
momento in cui giunge la palla, bisogna
colpirla senza poter rallentare o postici-
pare la decisione finale. Diventa quindi
importante l’anticipazione della situazio-
ne, la rapidità di decisione e la precisione
tecnica.

Negli sport di rimando la possibilità di


influire sullo spazio avversario è legata,
soprattutto, alla capacità di ingannare sul
tempo, con opportuni comportamenti di Figura 2 – Lo spazio dinamico.
finta, prima di rimandare l’attrezzo di
gioco. Invece, nei giochi di invasione, la
percezione spaziale è resa molto più dina- sti spazi per concludere, con grande faci- Queste diverse percezioni potrebbero essere
mica dal fatto che tutti, compagni e avver- lità, nello stesso momento in cui ricevono utilizzate in modo differente: lo spazio
sari, possono intervenire in un dato spazio la palla. Oppure possono, sempre moven- destro, sinistro, dietro e avanti possono
di gioco. dosi verso questi spazi, mettere la difesa in essere utilizzati in relazione a spostamenti
A tale proposito, e proprio in relazione agli una situazione di svantaggio irrecuperabile. propri o dei compagni. Ad esempio: si
sport di invasione, possiamo classificare lo Ciò non è possibile nei giochi di rimando potrebbe superare l’avversario a destra o
spazio in categorie fondamentali: perché tale spazio, pur sussistendo, può sinistra in relazione alla situazione di gioco
essere raggiunto solo dall’attrezzo di gioco o al maggior/minor spazio disponibile per il
1. Lo spazio tecnico (presente solo nei gio- e non dai giocatori attaccanti. movimento; oppure, ci si potrebbe posizio-
chi di invasione): è la distanza minima tra Lo spazio tattico può essere creato quando, nare nello spazio dietro o avanti per riceve-
attaccante e difensore nella quale, il primo, sbilanciando la difesa con opportuni movi- re la palla, per effettuare un “blocco” o un
può ancora eseguire con sufficiente libertà menti dell’attacco, si creano tra i difensori “velo” per un compagno. Lo spazio
l’azione tecnica (gesto o atto motorio). varchi e zone incustodite in cui operare. sopra/sotto, impensabile per spostamenti
Questo spazio è molto importante perché del corpo, potrebbe essere utilizzato per la
permette al giocatore di evitare la stretta 3. Lo spazio proiettivo: è un aspetto cogni- traiettoria della palla in un passaggio o un
marcatura del difensore e di mantenere tivo del giocatore che immagina, percepi- tiro (lo spazio sotto verrebbe utilizzato per
quel minimo di distanza in cui operare a sce e analizza lo spazio nel quale può ope- un passaggio o un tiro rimbalzato a terra).
livello motorio. rare. È supportato dal pensiero proiettivo
È bene educare i ragazzi alla giusta perce- che consiste nella capacità, immaginando- Gli stessi spazi devono essere poi rapportati
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zione dello spazio tecnico in modo che il si al posto di un altro, di anticipare le pos- al proprio corpo nel momento in cui,
loro movimento, in relazione agli avversa- sibili azioni. subendo l’azione dell’avversario, ci si trova
ri, sia sempre vantaggioso e poco penaliz- in situazione difensiva. In tal caso, la perce-
zante. 4. Lo spazio dinamico: nella realtà di gioco zione può essere resa più difficile dal fatto
Ovviamente, tanto più l’attaccante sarà gli spazi non sono statici, ma si restringo- che non tutto lo spazio intorno è percepibi-
capace, quando è esperto, di abbreviare lo no e dilatano continuamente. Uno spazio le visivamente, così come avviene su un
spazio tecnico e tanto più aumenterà la percepito a destra di un avversario potreb- soggetto esterno, ma deve essere in parte
sua pericolosità e il suo vantaggio nei con- be, un istante dopo la sua percezione, immaginato. C’è da dire che la situazione
fronti degli avversari. venire chiuso improvvisamente dal movi- difensiva è resa più semplice dal fatto che
• un solo avversario (passivo o semi già esperto o tecnicamente finito: sarebbe
attivo4; tardi per sviluppare al meglio le potenzia-
• nessun altro giocatore (compagno o lità cognitive legate alla plasticità del
avversario); sistema nervoso centrale.
• spazi da conquistare, superare o in cui Se, inizialmente, è didatticamente corretto
far passare la palla; lavorare su esperienze educative riferite a
• utilizzo del solo fondamentale di tiro (l’e- spazi statici o resi tali, successivamente è
sercitazione individuale non può prevede necessario passare ad esperienze dove lo
l’utilizzo del passaggio per la mancanza spazio si muove e non resta fisso. Tali per-
del compagno di gioco). cezioni diventano indispensabili per poter
64 analizzare e valutare la situazione di gioco,
2. Fase del lavoro con partner: sia in relazione allo spazio tattico che tec-
la situazione degli spazi topologici si com- nico. Ad esempio: se lo spazio tecnico si
plica nel momento in cui intervengono sta riducendo, la sua percezione deve por-
altri partner di gioco, avversari o compa- tare ad una scelta realizzabile con risposte
Figura 3 – Le traiettorie di spostamento. gni che siano. In tale frangente, la perce- diverse: anticipare il gesto per evitare che
zione e l’aggiustamento spazio-temporale l’avversario sia troppo vicino; modificare il
diviene più complessa per diversi motivi: movimento per ristabilire un adeguato
non è necessario, contemporaneamente, spazio tecnico.
rapportarsi al controllo dell’attrezzo di gioco • Necessità di trasferire le percezioni spa- Lo stesso ragionamento può essere riferito
se non nell’intento di intercettarlo. Tali per- ziali su soggetti che agiscono lontani da allo spazio tattico, cioè: bisogna essere in
cezioni diventano molto importanti in una noi. In tale caso è necessaria la presenza grado di percepire la velocità con cui si sta
prima fase educativa perché sono facilmen- del pensiero ipotetico deduttivo (astrat- modificando lo spazio per decidere se il
te rapportabili a dati concreti. Infatti, l’av- to) che consenta al soggetto di proiettar- movimento, verso lo spazio stesso, può
versario che si ha di fronte, con la sua strut- si in una situazione teorica, non tangibile ancora avvenire in modo efficace oppure
tura fisica, delimita tali spazi in modo tangi- e concreta, distante da lui; deve essere modificato o arrestato. In sin-
bilmente percepibile ed esperibile. • necessità di intrecciare le percezioni rela- tesi: se si decide di attraversare uno spazio
Un ulteriore aspetto che ha molta rilevan- tive alle situazioni soggettive (quelle che che un avversario sta chiudendo, è neces-
za nella percezione e nell’utilizzo dello riguardano la propria persona) con quel- sario comprendere se il movimento dell’av-
spazio, è quello relativo alle traiettorie di le relative alle situazioni oggettive (quelle versario può comunque consentire la con-
spostamento (figura 3) con cui i giocatori che riguardano gli altri giocatori). Ad clusione del movimento, con un’accelera-
si muovono in campo. esempio: potrebbe essere richiesto il zione, oppure no (per il bambino il concetto
Le traiettorie si dividono, fondamental- controllo percettivo di un’azione spaziale potrebbe essere: ci passo o non ci passo?).
mente, in due grandi categorie: destra soggettiva con un’azione spaziale In tutte le situazioni citate esiste la
sinistra oggettiva; oppure la necessità di costante di uno spazio che si muove: se un
• Traiettorie semplici: retta, obliqua, semi- controllare contemporaneamente più compagno si avvicina o allontana, rispetto
circolare. sviluppi spaziali e temporali. alla propria posizione, dilaterà o ridurrà lo
• Traiettorie composte: sono composte da spazio costringendo, in entrambi i casi, ad
più traiettorie semplici. Considerando In tali situazioni, la procedura didattica aggiustamenti spaziali diversi qualora
come diverse anche due traiettorie sem- deve prevedere sempre un vantaggio per i debba essere passata o ricevuta la palla.
plici effettuate in direzioni diverse, pos- giocatori attaccanti, vantaggio numerico o È importante ricorrere a situazioni educa-
siamo avere: traiettoria retta combinata di situazione5 che permetta loro di con- tive parziali, adeguate al bambino e all’ine-
con traiettoria obliqua o semicircolare; trollare comunque la situazione. Questa, sperto, che, prendendo in esame tutti
traiettoria obliqua combinata con altra rispetto alla situazione del lavoro indivi- questi aspetti percettivi, possano consenti-
traiettoria obliqua o semicircolare; duale, si caratterizza per la presenza di re esperienze cognitive tattiche sin dai
traiettoria semicircolare combinata con uno spazio più dinamico e quindi variabile primi passi nella pratica sportiva.
traiettorie rette od oblique. con maggiore frequenza e velocità. A differenza di quanto si pensi, tale svilup-
po deve iniziare precocemente con svariate
Le traiettorie di movimento rappresentano 3. Fase del lavoro situazionale: situazioni analitiche che, tramite l’analisi
un prerequisito molto importante per l’ag- infine la situazione degli spazi topologici si di un parametro alla volta, consentano al
giustamento alle situazioni spaziali. complica notevolmente nell’ipotesi del soggetto di creare un’ampia base di espe-
lavoro situazionale, con velocità e caratte- rienza tattica elementare.
1.1 Indicazioni didattiche ristiche tipiche della gara. Successivamente, quando la situazione
In tale ambito, siamo al top della fase edu- sarà completa e complessa, le esperienze
1. Fase del lavoro individuale: cativa e si dà per scontata anche la pre- saranno più facilmente riutilizzabili e col-
è consigliabile, in una prima fase educati- senza delle abilità tecniche (automatizza- legabili in parallelo. Questo è il percorso da
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va, porre individualmente il soggetto di zione e padronanza dei gesti tecnici fon- seguire per aiutare lo sviluppo e la struttu-
fronte a situazioni semplici in cui gli è damentali di quel determinato sport). razione di quella capacità tattico–strategi-
richiesto di rapportarsi allo spazio topolo- Le modalità educative debbono diversifi- ca che prende il nome di: capacità di anti-
gico concreto: prima quello avanti-destro carsi a seconda che si tratti di: bambini, cipazione motoria.
e sinistro, successivamente quello dietro, ragazzi, adolescenti, giocatori con espe- D’altro canto non si può pensare di educare
appena più difficile per l’interposizione rienza, principianti. Ciò che resta chiaro è tale capacità dopo che il soggetto è dive-
dell’avversario. Quindi, le situazioni pro- la necessità di iniziare, con l’opportuno nuto un bravo giocatore. È necessario ini-
blema dovranno riferirsi ad esercitazioni in adeguamento delle richieste, sin dalla gio- ziare dal facile e dal semplice per garantire
cui si preveda: vane età senza aspettare che l’atleta sia un sicuro successo quando si giungerà al
difficile e complesso. Inoltre, l’educazione iniziale). Queste variazioni non sono altro Vediamo un esempio: è possibile, in una
di tali aspetti, in particolare riferiti ai gio- che improvvisi aggiustamenti spazio-tem- situazione in cui viene a mancare lo spazio
chi sportivi, diviene indispensabile per porali determinati, ad esempio, dal com- per concludere l’azione, rallentare il movi-
garantire l’evoluzione della fantasia e del portamento dei compagni o degli avversa- mento per tranquillizzare l’avversario e
transfert motorio, cioè il passaggio dal ri. Questi, infatti, introducono delle varia- poi, non appena questi rallenta a sua
noto all’ignoto che sottende la capacità di bili imprevedibili consentite dalla grande volta, accelerare improvvisamente (cambio
invenzione e di adattamento totale alle autonomia d’azione presente nelle attività di ritmo) superandolo o eseguendo il
situazioni. sportive di squadra o di combattimento. gesto previsto (passaggio, tiro). Quindi gli
A livello temporale tutto ciò si traduce in aspetti di finta non sono scevri da utiliz-
2. Il tempo come anticipazione modificazioni che riguardano anche il zare meccanismi temporali per adattare il
o ritardo ritmo esecutivo dei gesti. movimento alla situazione concreta 65
Su questi meccanismi si gioca la possibi- influendo, direttamente e consapevolmen-
Abbiamo spesso citato, in riferimento alla lità di adattare i movimenti alla variabilità te, sul comportamento dell’avversario.
variabilità dei giochi sportivi, il termine situazionale: possibilità di eseguire più
anticipazione motoria interpretandolo rapidamente o più lentamente un movi- 3. I fondamentali tecnici
come un modello interno dell’azione mento; anticipare un gesto velocizzando- di padronanza spaziale
motoria, che, nello svolgersi del gesto, si ne l’esecuzione (tiro, passaggio); cambiare
differenzia e si modifica in base a processi ritmo al gesto per potersi adeguare alla Un brevissimo cenno va dedicato a quelli
di regolazione. diminuzione o all’aumento dello spazio che possiamo definire i fondamentali tec-
Nello sport, dunque, percepiamo la varia- tattico disponibile. nici di padronanza spazio-temporale. Sono
bilità ambientale grazie a stimoli importantissimi, spesso dimen-
provenienti dall’esterno, ma suc- ticati nei percorsi didattici di
cessivamente progettiamo rispo- avviamento sportivo. Nei loro
ste che devono sfociare in movi- confronti non si dedica mai
menti, cioè in un controllo tem- molto tempo o attenzione.
porale e spaziale relativo al pro- Per fondamentali tecnici inten-
prio corpo. diamo la padronanza coordina-
L’adattamento e la risposta tiva degli arti inferiori in rela-
all’ambiente si traduce nel gesto zione agli aggiustamenti tem-
efficace effettuato col giusto porali e spaziali. Esiste un signi-
tempo nello spazio. ficativo nesso con l’evoluzione
Il corretto inserimento dell’azio- della lateralità6, con la coordi-
ne motoria, nella situazione di nazione segmentaria ed inter-
gioco, dipende dal livello di con- segmentaria e con l’equilibrio.
trollo corporeo e quindi dalla Tale argomento abbraccia fun-
capacità di muoversi con la giu- zioni che da espressioni motorie
sta velocità, ritmo esecutivo, semplici, giungono ad automa-
ampiezza dei movimenti e tismi tecnici complessi, nei quali
impulso di forza adeguato. vi deve essere coordinazione,
Il tempo deve essere relazionato anche ritmica, tra arti inferiori-
al movimento dei segmenti cor- busto-arti superiori. Il cammino
porei e di tutto il corpo nello educativo deve essere costante
spazio. Le esigenze della situazione 2.1 Indicazioni didattiche e progressivo e mai sottovalutato; molto
potrebbero richiedere aggiustamenti di spesso si dà per scontato che l’uso dei
vario tipo: rallentare o ritardare il movi- L’esperienza tattica può essere stimolata piedi non sia cosi difficile e che la coordi-
mento, velocizzare il gesto per anticipare presto, indipendentemente da un elevato nazione podalica sia automaticamente
l’azione, rallentare per poi velocizzare o livello tecnico, strutturando esercitazioni garantita dall’uso costante che se ne fa a
velocizzare per poi rallentare. adeguate che, richiedendo l’uso di azioni partire dal primo anno di vita, da quando,
L’interpretazione temporale del gesto deve semplici (corsa, lanci, giochi di finta), con- cioè, si inizia a camminare.
quindi rientrare necessariamente nel pro- sentano al bambino di poter affiancare le Oltre saper correre in modi vari e diversifi-
cesso coordinativo, essa contrae dei nessi percezioni visive con le opportune risposte cati (avanti, dietro, lateralmente, obliqua-
logici con la destrezza e l’abilità da cui motorie. mente, con passi speciali, tramite andatu-
non può essere disgiunta. È un giocare col tempo nello spazio: spazi re) è necessario apprendere i fondamentali
Se poi pensiamo che, per qualsiasi atto che si stringono richiedono o un arresto tecnici veri e propri di padronanza spazia-
motorio, il sistema di controllo nervoso del movimento o una sua accelerazione le, quelli cioè che ci permettono di con-
deve dominare un grande numero di gradi (anticipo); spazi che si dilatano richiedono trollare lo spostamento di tutto il corpo.
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di libertà (circa duecentoquaranta), divie- un controllo più comodo e preciso del Essi sono classificabili in:
ne semplice comprendere come sia neces- movimento; la limitazione repentina dello
sario dominare l’ampiezza, la velocità e il spazio tecnico richiede l’anticipazione ese- • arresti: a un tempo, a due tempi, frontali,
ritmo dei movimenti parziali che entrano cutiva del gesto o il ripristino rapido della laterali, dorsali;
in gioco in ogni gesto complessivo. debita distanza. • cambi di direzione: semplici, incrociati,
Lo scopo del gesto finale può essere rag- Un ultimo aspetto relativo alla caratteri- con giro su piede perno;
giunto tramite variazioni, più o meno stica temporale del movimento è stretta- • finte: degli arti inferiori nei cambi di
accentuate, del processo motorio rispetto mente strategico. Il gesto può essere ese- direzione, del busto negli arresti o nelle
al programma anticipato (idea motoria guito ad hoc per ingannare l’avversario. partenze.
Queste azioni tecniche, su cui non ci dilun- nei giovani. Tale affermazione non è con- • finte di passaggio e tiro;
gheremo, presentano caratteristiche gene- vincente. Non è forse vero che i bambini • finte di tiro e passaggio;
rali che ne fanno una caratteristica tra- utilizzano le finte quando giocano a Ruba • finte di passaggio e passaggio di altro tipo;
sversale in specialità sportive diverse. Inol- bandiera? Oppure a Capo e spia? Oppure a • finte di tiro e tiro di altro tipo.
tre presentano una veste specialistica tipi- Guardia e ladri? E chi lo ha insegnato loro?
ca di ogni disciplina e generata dalla tipo- La mentalità di usare il linguaggio corpo- Nuovamente emergono, in questo tipo di
logia del regolamento7. reo per ingannare l’altro è presumibilmen- considerazione, i concetti di spazio tattico
te radicata nell’uomo, in fondo è un retag- e spazio tecnico. Le finte tendono ad inter-
3.1 Indicazioni didattiche gio ancestrale legato ai meccanismi di venire in questi due elementi mettendo in
autodifesa e autoconservazione. difficoltà l’avversario:
66 Il bambino può creare un’ampia base di
esperienze, sui fondamentali tecnici di 4.1 Indicazioni didattiche • Finta e spazio tecnico: se il comporta-
padronanza spaziale, attraverso i giochi di mento di finta utilizza una modalità
movimento tradizionali. Sono i giochi che, 1. Un primo livello di educazione all’uso reattiva, cioè cogliere di sorpresa l’avver-
generalmente, vengono praticati nei cortili delle finte, può essere quello di far com- sario, sta incidendo sullo spazio tecnico
e poi, non si sa bene perché, vengono prendere quando una finta non ha perché tende a rubare tempo a quest’ul-
abbandonati nelle palestre. Tutti i giochi di ragione di essere attuata. Ad esempio, timo che, colto di sorpresa, reagirà in
acchiappino, guardie e ladri, strega, con- quando la situazione può essere risolta ritardo sull’azione di finta8.
tengono gli elementi generali di questi a proprio favore grazie a una superiorità • Finta e spazio tattico: se il comporta-
gesti tecnici. già acquisita; oppure quando l’avversa- mento di finta utilizza la modalità pre-
Scappare e non farsi prendere, o rincorrere rio non capisce (non legge) la finta e dittiva, cioè induce l’avversario a com-
per acchiappare, richiedono al bambino quindi non vi abbocca. piere anticipazioni errate, sta incidendo
l’uso di tutti i fondamentali citati prima: 2. Un secondo livello di educazione all’uso sullo spazio tattico perché tende a ruba-
arresti e partenze, cambi di direzione, finte. delle finte è quello di utilizzare tutta re spazio al difensore che, ipotizzando
Non solo, in tali giochi sono presenti una serie di giochi a coppie, o di gruppo, una certa azione, assumerà una posizio-
anche combinazioni di tali gesti: arresto e già da tempo disponibili: Lo schiaffo ne vantaggiosa per l’attaccante9.
cambio di direzione; cambio di direzione- sulle mani, Tocca il muro, Supera la linea,
arresto-finta e partenza; accelerazione- Ruba bandiera, Guardie e ladri, Palla In entrambi i casi è opportuno valutare la
arresto-partenza in altra direzione; altre avvelenata, ecc. Questi giochi, di estre- distanza dall’avversario (spazio tecnico) in
svariate forme. ma semplicità, consentono di compren- modo da non trovarsi in situazione di
Dal punto di vista didattico, ancor prima di dere con grande completezza l’essenza, pressione temporale o, comunque, in limiti
giungere ad un insegnamento specifico, è l’arte e la grande variabilità dell’ingan- di tempo troppo esigui rispetto alle possi-
possibile stimolare queste tecniche di con- nare, essi inducono molteplici atteggia- bilità di movimento.
trollo podalico tramite divertenti giochi di menti di finta: Lo sviluppo delle finte non giunge mai a
movimento. termine, anzi v’è da dire che l’esperienza
Solo successivamente, quando l’allievo • ingannare sugli spostamenti; d’anticipazione nasce, in buona parte, pro-
sarà più grande, si renderà necessario affi- • ingannare sul ritmo di spostamento; prio dal comportamento di finta. Infatti
nare tali tecniche anche in relazione all’u- • ingannare sulla posizione (schivare); l’uso frequente, ed iniziale, di un certo
so dell’attrezzo di gioco e al regolamento. • ingannare sulla direzione. numero di finte sempre uguali determina
Ad esempio: l’esecuzione di un arresto in una situazione di paradosso comporta-
ricezione di palla e una partenza in palleg- Poter sperimentare una gamma di giochi mentale che si traduce in nuove invenzioni
gio, nella pallacanestro, richiedono cono- diversi, del genere indicato sopra, consen- nei comportamenti di finta: viene eseguita
scenza del regolamento e delle tecniche te la comprensione della tipologia e della una finta, però l’avversario immagina che
per non incorrere in un fallo di passi. caratterizzazione della finta. Infatti, una sia una finta e non reagisce, allora l’attac-
classificazione dei comportamenti di finta cante, che aveva previsto questo, prosegue
4. Le finte potrebbe contenere quasi tutti i compor- nel primo movimento intrapreso che dove-
tamenti stimolati da detti giochi: va rappresentare la finta (siamo a livello
Una trattazione a parte meritano le finte, della finta della finta).
ovvero: l’arte di imbrogliare secondo rego- • finte di corpo, eseguite prevalentemente Appare necessario conoscere, inventare e
lamento. con movimenti del busto; applicare il numero maggiore di finte per
La finta realizza un tentativo intenzionale • finte che modificano lo spazio, come i impedire all’avversario di poter anticipare
di trarre in inganno l’avversario per acqui- cambi di direzione; le nostre azioni, qualora queste fossero
sire un vantaggio nel contesto di gioco, è • finte che modificano il tempo, come i reiterate e sempre simili.
l’unità di base sulla quale viene costruito, cambi di velocità; Ricapitolando possiamo affermare che le
in maniera sistematica e intelligente, il • finte attive che inducono l’avversario ad finte sono veri e propri comportamenti,
complesso procedimento di acquisizione di anticipazioni errate, come guardare a azioni, movimenti, anche espressioni mimi-
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vantaggi strategico-tattici sull’avversario. destra per passare poi la palla a sinistra; che (sguardi, occhiate), tendenti a dare
Esistono alcuni prerequisiti importanti per • finte passive tendenti a nascondere le informazioni false all’avversario sulle
l’attuazione dei comportamenti di finta: proprie intenzioni per creare incertezza nostre reali intenzioni. Sono comporta-
conoscenza delle regole, saper aspettare, nell’avversario, come pause o rallenta- menti di dissimulazione, tendenti a produr-
capacità di immedesimarsi nell’altro (pen- menti del movimento in modo da indurre re nell’avversario rappresentazioni errate
siero proiettivo), capacità di anticipazione. all’azione l’avversario, per poi reagire. sulla propria strategia, sulle proprie possi-
Mettendo insieme tutte queste caratteristi- bilità e intenzioni. Con le finte si celano
che verrebbe subito da dire che non è pos- Ad un livello superiore più tecnico e spe- informazioni oppure, al contrario, si forni-
sibile educare il comportamento di finta cialistico potremmo trovare: scono informazioni false all’avversario.
livelli attentivi e percettivi su diversi aspet-
ti che potrebbero caratterizzare le espe-
rienze sportive specifiche e le singole
esperienze concrete.
La risposta motoria alle situazioni necessi-
ta poi di un’adeguata organizzazione del
gesto che trova alcuni riferimenti impor-
tanti in quelli che abbiamo classificato
come i fondamentali tecnici di padronanza
spaziale (traiettorie di spostamento,cambi
di direzione, arresti, cambi di ritmo). Anche 67
per tali aspetti, non secondari al problema
generale, è necessario strutturare percorsi
didattici che dal generale affinino l’espe-
rienza in ambito speciale e disciplinare.
Infine gli aspetti cognitivi per eccellenza si
riassumono nei comportamenti di finta, in
essi avviene la sintesi di percezione–rispo-
sta, legate all’ampia variabilità situazionale
dei giochi sportivi. L’aspetto complesso di
tali abilità è la loro connessione a tutte le
caratteristiche tecnico-tattiche del gioco:
trattamento palla, aggiustamento allo
spazio-tempo, comportamenti dell’avver-
sario e dei compagni di squadra.
La classificazione delle finte (figura 4)
trova dunque una vasta gamma di com-
portamenti (ritmo di spostamento, posi-
Figura 4 – I fondamentali tattici. zione, direzione, tecnica di possesso palla,
combinazione con i fondamentali di
padronanza spaziale) che vanno tutti sti-
In pratica quanto più un giocatore costrin- 5. Conclusioni molati per garantire completezza nella
ge l’avversario a reagire invece di agire, preparazione tecnico-tattica del giovane
tanto più acquisisce vantaggi temporali e Le abilità motorie legate alla capacità atleta. In tale ambito anche la mimica del
spaziali per elaborare il movimento effica- coordinativa speciale di orientamento viso porta il suo contributo alla possibilità
ce e risolvere la situazione attuale. spazio-temporale sono molteplici e parti- di influire sull’avversario, il tutto ricondu-
V’è da sottolineare che, nello sport moder- colari. cibile ad un efficace uso del linguaggio
no, le tattiche difensive stanno elaborando Proprio in relazione ai giochi sportivi esse non verbale teso ad ingannare l’avversario.
la seguente concezione: “il difensore non presentano una vasta gamma di caratteri- Le esercitazioni sono innumerevoli e orien-
deve essere più passivo rispetto all’attac- stiche che richiedono aggiustamenti parti- tabili in relazione a diversi obiettivi, la
cante. A sua volta deve eseguire dei com- colari sia in relazione allo spostamento del trattazione vuole dare spunti di riflessione
portamenti di finta per rovesciare la situa- corpo che alla manipolazione dell’attrezzo che consentano una maggiore padronanza
zione e rendere reattivo l’attaccante rispet- di gioco. dell’argomento e, di conseguenza, una
to alle sue azioni dissimulate”. L’esempio In riferimento a questi ultimi aspetti la maggiore possibilità di ideare esercizi ed
più eclatante e più semplice è quello del sola differenziazione tra giochi sportivi esercitazioni idonee a creare esperienze
portiere, estremo difensore nei giochi con d’invasione e di rimando, consente una utilizzabili e trasferibili nell’azione sportiva
la porta: il portiere spesso, lascia parzial- diversa riflessione sul tipo di abilità da vera e propria.
mente scoperto un lato della porta per maturare in relazione allo spazio-tempo.
indurre l’attaccante a tirare proprio in quel L’originale classificazione dei vari spazi
punto. In tal modo, spesso, è in grado di proponibili in una educazione sportiva Indirizzo dell’Autore:
anticipare l’azione di parata e ingannare il (spazio tecnico, tattico, proiettivo, dinami- A. Ceciliani, Via Martiri 30 di Monte Sole 18,
tiratore. co e topologico), consente di orientare i 40129, Bologna.

Note
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(1) Il giocatore, in relazione alla specialità, apprende le regole che riguardano (5) Il vantaggio numerico consiste nel porre in situazione più attaccanti
il suo sport, apprende la relazione che esiste tra informazione (posizione, rispetto ai difensori (due contro uno, tre contro due); il vantaggio di
direzione del movimento, avversario, compagni di gioco) e situazione. situazione significa che, pur nel rispetto della parità numerica, si pongono
(2) Sono giochi di invasione: la pallacanestro, la pallamano, il calcio, il rugby, i difensori in una situazione di svantaggio iniziale (posizione di partenza,
l’hockey. ritardo nella reazione, obblighi di comportamento come tenersi per
(3) Sono giochi di rimando: la pallavolo, il tennis, lo squash, il badminton. mano).
(4) La presenza di avversari passivi o semiattivi, che in una fase iniziale devo- (6) La lateralità è il processo di sviluppo della dominanza, cioè della differen-
no essere interpretati dal docente, garantisce la presenza di spazi statici ziazione nelle funzioni emisferiche che caratterizzano, sin dalla nascita, il
che mutano lentamente consentendo al bambino di adeguarsi con facilità mancino dal destro di mano. La lateralità si afferma e sviluppa quando
e senza pressione temporale. vengono distribuite, nelle emiparti del corpo, le funzioni di: appoggio-
spinta, slancio-attacco negli arti inferiori; di mano dominante e mano (8) Se in una gara di pallamano l’attaccante, dopo uno spostamento veloce in
complementare negli arti superiori (Ceciliani 1996). possesso di palla, rallenta il movimento inducendo un attimo di rilassa-
(7) Nella pallamano e nella pallacanestro esiste una certa somiglianza di base, mento nell’avversario e poi, improvvisamente, tira in porta sicuramente
tra i fondamentali tecnici di padronanza spaziale. In una fase iniziale di coglierà di sorpresa il difensore che non se lo aspettava. Gli stessi compor-
avviamento generale si potrebbero utilizzare gli stessi esercizi per educare tamenti li possiamo trovare in un gioco come Guardie e ladri: chi scappa
questi elementi. In una fase successiva più specialistica, la cosa cambie- inseguito si ferma all’improvviso, l’inseguitore è convinto di averlo ormai
rebbe perché le traiettorie di spostamento e, conseguentemente, i fonda- preso e, quando si avventa sull’avversario, se lo vede scappare in altra
mentali di padronanza spaziale, si modificano in relazione al regolamento direzione.
di gioco che differenzia i due sport: nella pallacanestro, potendo invadere (9) È il caso in cui un giocatore finge di spostarsi verso la parte destra del
l’area dei tre secondi, le traiettorie di avvicinamento al canestro possono difensore e, appena questi si sposta effettivamente a destra per chiudergli
essere prevalentemente perpendicolari; nella pallamano, invece, non lo spazio, esegue un cambio di direzione a sinistra dove troverà tutto lo
68 potendo invadere l’area dei sei metri, gli attaccanti devono utilizzare spazio necessario per passare.
traiettorie parallele alla porta quando si trovano nella zona d’attacco.

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Tennis

Piotr Unierzyski, Istituto universitario di educazione fisica, Poznan, Alberto Madella, Scuola dello sport, Roma

Successo ed insuccesso nella carriera dei giovani tennisti


Una ricerca sulle ragioni del successo e dell’insuccesso di giovani tennisti
Si presentano i risultati di uno 69
studio, che si avvale di un’analisi
retrospettiva specifica, basato
su misure antropometriche, test
motori ed un questionario, che
ha interessato centocinquattotto
giocatori di tennis di quaranta
paesi, partecipanti a tornei
internazionali giovanili, diretta a
scoprire se il livello di capacità
motorie, i carichi di allenamento
condizionali, il livello d’esperienza
sportiva e la partecipazione a tornei
in età da dodici a tredici anni
influenzino il successivo progresso
dei giovani tennisti ed il loro livello
di prestazione nel tennis di alto
livello; a fornire dati utili a
programmi d’identificazione del
talento; ad avanzare proposte utili
ad orientare la pianificazione a
lungo termine e la periodizzazione
nel tennis. Secondo tali risultati: 1. i
fattori principali che influenzano
la riuscita nelle prime fasi
della carriera di un tennista sono
l’esperienza e l’accelerazione nello
sviluppo biologico, ma quelli che
determinano il livello sportivo
dei bambini studiati differiscono da
quelli dei giocatori professionisti; 2.
nell’allenare giovani tennisti si deve
dedicare più attenzione allo
sviluppo di presupposti e di capacità Introduzione 1994; Brettschneider 1990; Gallozzi 1992;
che potrebbero non dare risultati Verchoshanskaja 1997; Madella 1997).
immediati, ma che sono considerati Il tennis spesso è stato considerato uno Malgrado le differenti impostazioni di
i più importanti per raggiungere degli sport la cui pratica deve essere inizia- questi Autori, alcuni di questi fattori pre-
un elevato livello di prestazione ta in età precoce. L’evoluzione del gioco, stativi ricorrono abbastanza frequente-
nel tennis professionistico; 3. nelle inoltre, e la continua crescita del suo livello, mente. Un’importanza indiscutibile è stata,
procedure di identificazione del rappresentano ulteriori motivi che hanno ad esempio, attribuita alla velocità, alla
rafforzato l’idea che, in questo sport, l’alle- forza dinamica e a caratteristiche specifi-
talento, non ci si deve basare sui namento debba essere iniziato già in età che di carattere coordinativo, peraltro
risultati ottenuti in giovane età, ma infantile. La struttura delle competizioni va denominate in modo abbastanza diverso:
soprattutto sul potenziale indicato nella stessa direzione: a differenza di ad es. coordinazione oculo-manuale, agi-
dalle abilità cruciali per i futuri numerose altre discipline esistono infatti lità, gioco di piedi. La tecnica tennistica
risultati; 4. per evitare l’abbandono
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competizioni internazionali per under 12 e specifica e l’insieme delle caratteristiche


del gioco da parte di bambini di Campionati europei per under 14. mentali richieste dal gioco costituiscono
talento e offrire le stesse possibilità Il successo nel tennis agonistico richiede evidentemente un ulteriore nucleo, indub-
di sviluppo futuro a tutti i giocatori, che vengano sviluppati diversi presupposti biamente decisivo, dei presupposti di pre-
si deve dedicare un’attenzione di prestazione. Sono numerosi gli Autori stazione del tennista.
maggiore a competizioni nelle quali che si sono sforzati di identificare i fattori In diversi casi, sono stati definiti profili
a tutti i partecipanti si offra più importanti che determinano i risultati specifici di prestazione e indicate norme di
l’opportunità di giocare un numero della prestazione tennistica (Elliott 1989; riferimento tipiche per il tennis, utilizzate
maggiore di partite. Elliott 1990; Muller 1989; Schörnborn per la valutazione comparativa dei giovani
giocatori e, qualche volta, per la selezione È ovvio che la conoscenza dei fattori che svoltisi in Francia ad Ajaccio, Annecy e
stessa. Vista la complessità del gioco e le determinano la prestazione e il progresso Iteul, in Austria a Küfstein ed in Gran Bre-
diverse caratteristiche e ritmi di sviluppo nel tennis, e il possesso di dati di qualità tagna a Nottingham. La maggior parte dei
individuali, naturalmente è difficile stabili- sui carichi di allenamento auspicabili, o sul giocatori, nei loro Paesi, erano classificati
re con precisione quale livello debba essere numero di incontri ai quali un giovane n. 1 o 2. nella relativa categoria d’età. Tutti
raggiunto in queste caratteristiche per tennista deve partecipare, sono importanti sono poi diventati tennisti professionisti,
essere eccellenti giocatori. Tuttavia alcuni dal punto di vista sia pratico che teorico arrivando alla partecipazione ai tornei
Autori (ad es. Królak 1990; Schörnborn anche se poi, in definitiva, la scelta e la riconosciuti dall’ATP, in genere sette o otto
1994; Unierzyski 1994, 1996) hanno tenta- responsabilità finali spettano comunque anni dopo la realizzazione della ricerca. Ciò
to di definire delle vere e proprie “soglie” ad ogni tecnico. consente di disporre di una serie di risulta-
70 relative a queste capacità generali. In questo quadro si colloca questo studio ti del tutto originali, e sicuramente interes-
L’importanza di questi aspetti per lo svilup- che si avvale di un’analisi retrospettiva santi, anche se la loro generalizzabilità ad
po e la progressione di carriera dei giovani specifica per: altre coorti di giocatori non può certo
tennisti è indiscutibile: la mancanza di essere data per scontata.
conoscenze soddisfacenti su quali siano le 1. scoprire se il livello di capacità motorie, Nel tentativo di trovare la risposta alle
componenti del livello di prestazione e le i carichi di allenamento organico- domande formulate precedentemente la
condizioni più favorevoli per lo sviluppo di muscolare, il livello d’esperienza sporti- popolazione studiata fu divisa in quattro
un giocatore costituisce una delle numero- va e la partecipazione a tornei in età da gruppi di giocatori:
se ragioni della perdita di bambini dotati di dodici a tredici anni influenzino il suc-
talento, facilitando quindi la comparsa cessivo progresso dei giovani tennisti ed 1°Gruppo (n=127): i migliori giocatori
della ben nota sindrome da burn out (Gros- il loro livello di prestazione nel tennis di europei di età inferiore a dodici anni
ser 1995; Gould et al. 1997). Le ragioni del alto livello (professionistico); (semifinalisti o meglio nei tornei che
burn out sono indubbiamente molteplici e 2. fornire dati utili a programmi d’identifi- abbiamo citato);
legate a diversi elementi e caratteristiche cazione del talento; 2°Gruppo (n=12): i migliori giocatori euro-
che, nel corso della carriera del giovane 3. avanzare proposte utili ad orientare la pei dell’età di tredici anni (semifinalisti o
tennista, si manifestano in modo più mar- pianificazione a lungo termine e la meglio nei tornei che abbiamo citato);
cato di quanto avvenga in altre discipline periodizzazione nel tennis. 3°Gruppo (n=12): giocatori rispettivamen-
anche per il numero elevato di competizio- te di dodici e tredici anni d’età (al
ni e la loro dislocazione a distanza notevole Naturalmente, siamo ben consci delle limi- momento della ricerca) che erano stati
dalla residenza dell’atleta. tazioni di questo studio, rispetto all’enor- Campioni (ovvero vincitori, finalisti o
Quando ci si interessa dello sviluppo di un me complessità delle problematiche semifinalisti nei suddetti Tornei) solo in
giovane giocatore è, quindi, necessario affrontate, soprattutto considerando le età molto bassa. Essi erano classificati al
collegare le riflessioni di carattere generale grandissime differenze individuali tra i di sotto di 250 nella Classifica ATP del
che abbiamo analizzato in precedenza con giocatori e le modalità del loro sviluppo e, 2002; e si può affermare, quindi, che
una serie di domande d’ordine pratico alle anche, alcune limitazioni del campione di non hanno ottenuto grandi successi nel
quali bisognerebbe trovare una risposta soggetti utilizzato. Malgrado ciò, ritenia- tennis professionistico;
per potere operare nel migliore dei modi. mo che l’approfondimento del problema e 4°Gruppo (n=7): giocatori di dodici-tredici
Ci si può chiedere – ad esempio – se sia delle metodologie usate per studiarlo anni che possono essere descritti come
veramente un bene per i giovani atleti par- costituisca una tappa critica per l’ulteriore atleti “medi” al momento della ricerca;
tecipare a molte competizioni. E, ancora, se sviluppo di una scienza del tennis. non si qualificarono per le semifinali
sia possibile determinare un numero ideale Vale la pena di notare che, finora, non vi delle maggiori Competizioni, né erano
di incontri da disputare in una stagione dai sono molte ricerche sistematiche su gio- classificati tra il migliori venti nel
giovani atleti o una soglia al di là della catori junior di alto livello o giocatori Ranking europeo, ma alla fine (nel 2002)
quale non è opportuno spingersi. Quest’ul- senior provenenti da Paesi diversi, per cui divennero i migliori atleti del mondo da
timo è un aspetto di notevole importanza, le conoscenze degli addetti ai lavori si Senior (a 19-21 anni).
dal momento che i giovani giocatori sono basano sulla generalizzazione di pochi casi
assai presto sottoposti ad un ritmo stres- di successo o su percezioni piuttosto sog- La ricerca è basata sulle principali misure
sante di competizioni che, frequentemen- gettive, spesso influenzate dalla moda o antropometriche, su test multipli di capa-
te, non lascia abbastanza tempo alla rige- dai mass media o dalla vittoria di questo o cità motorie e su dati raccolti attraverso un
nerazione, alle attività sociali, ma anche ad di quel giocatore. L’opportunità di svilup- questionario. I test sulle capacità motorie
una corretta programmazione dell’allena- pare un confronto simultaneo dei risultati venivano eseguiti sempre al mattino, prima
mento stesso. con il livello sportivo finale di un giocatore dell’inizio delle competizioni. Tutti i gioca-
Tutto ciò non implica naturalmente una ha costituito un forte argomento per svol- tori si riscaldavano sotto la supervisione
critica radicale delle competizioni o degli gere tali studi durante dei tornei, malgra- dell’èquipe di ricerca e degli allenatori
attuali sistemi di allenamento, ma deve do gli ovvi problemi organizzativi e logisti- nazionali. Considerato che le ricerche veni-
spingere a chiederci quale valore abbiano ci. La realizzazione di tali studi dovrebbe vano realizzate durante i tornei, i test di
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in effetti le competizioni ed i campionati non solo aumentare le conoscenze sul abilità motoria erano relativamente sempli-
giovanili per lo sviluppo dei giocatori. gioco del tennis, ma anche rappresentare ci e non affaticavano i giocatori e, quindi, si
Quale deve essere, inoltre, il corretto volu- la base per molte soluzioni pratiche. può affermare che i dati raccolti in questo
me della pratica di allenamento dentro e modo siano sostanzialmente validi.
fuori dal campo durante l’età della fanciul- Materiali e metodi Nella ricerca furono presi in considerazione
lezza e dell’adolescenza, per rispondere alle questi fattori che, sulla base delle conoscen-
esigenze della disciplina, senza danneggia- Le ricerche sono state svolte nel 1994- ze relative al modello di prestazione, posso-
re gli apparati organici, ma anche la moti- 1995 durante alcuni prestigiosi Tornei per no essere considerati tali da potere influen-
vazione a lungo termine dei giocatori? giocatori di tennis di dodici-tredici anni zare il livello di prestazione nel tennis:
Risultati 1° Gruppo: i migliori giocatori europei
1.La statura (BH); a dodici anni d’età confrontati con gli altri
2.La massa corporea (BW);
3.L’indice di massa corporea (BMI); La relazione tra i vari fattori
4.L’età cronologica (CA); misurati in età da 12-14 anni 1. Normalmente erano di due-tre mesi
5.La percentuale di grasso corporeo ed il livello professionistico più anziani della media e tre-quattro
(misurata tramite impendenzometria mesi più anziani dei giocatori che ave-
bioelettrica); I. Le seguenti variabili appaiono significati- vano perso nel primo o secondo turno
6.La forza di presa - ad un dinamometro vamente correlate (p < 0,01) con i risultati (il 60% di essi era nato nei primi quat-
manuale (D) (kg) sportivi a dodici-tredici anni d’età, anche tro mesi dell’anno).
7.La forza dinamica (esplosiva) del brac- se il valore dei coefficienti di correlazione 2. Erano 5 cm più alti e pesavano 2,5 kg
cio – 2 lanci di un pallone medicinale non è particolarmente alto, come ci si più della media di tutti i giocatori, e 6 71
(TH) (m);
8.La forza dinamica (esplosiva) – salto in poteva attendere data la complessità dei cm più alti e 3 kg più pesanti più della
lungo da fermo (SBJ) fattori della prestazione: media dei giocatori che avevano perso
9.La velocità - 20 m di corsa (20 m) (s); nel primo o secondo turno.
10.Una forma di coordinazione specifica- 1. Età di gioco (anni di allenamento) (r=0,35) 3. In generale erano più forti.
corsa a navetta: tre giri di un percorso 2. Esperienza nei tornei internazionali (in 4. Abitavano più vicino al loro Tennis
ad otto (8) (s); anni) (r=0,34) club.
11.La flessibilità - test sit-and reach 3. Volume della pratica (in ore annuali) 5. Più frequentemente erano primogeniti.
(FLEX) (r=0,34) 6. Normalmente praticavano tennis in
12.Il numero medio di ore settimanali di 4. Numero degli incontri giocati durante media 12,22 ore settimanali, cioè 2,5
pratica del tennis (TP) gli anni precedenti (r=0,25) ore in più rispetto alla media di tutti i
13.Il numero medio di ore settimanali di
preparazione fisica e di pratica d’altri 5. Volume dell’allenamento di tennis (ore giocatori europei e 4 ore in più dei gio-
sport (YF) settimanali) (r=0,28) catori più deboli.
14.Il numero medio di ore settimanali di 6. Forza delle braccia e del tronco (lancio 7. Tutti i gruppi svolgevano circa 3,5 ore
ogni tipo d’allenamento (YT) del pallone medicinale) (r=0,33). settimanali di allenamento condiziona-
15.Il numero di tutti gli incontri (di singolo le, senza grandi differenze tra loro.
e di doppio) giocati da un dato tennista Come si vede si tratta di correlazioni piut- 8. A undici anni d’età giocavano diciotto
nei vari tornei dell’anno precedente (M). tosto modeste, ma statisticamente signifi- partite di singolo in più rispetto alla
16.Il numero (stimato) di ore dedicate da cative. media e ventiquattro partite in più
un giocatore a qualsiasi forma d’alle- A questa età il livello di velocità, coordina- rispetto ai giocatori più deboli (non si
namento ed alle partite nell’anno pre-
cedente (TR+M). zione e di quella che può essere considera- osservavano differenze negli incontri di
17.Anzianità d’allenamento - da quando il ta come una sorta di destrezza specifica doppio).
giocatore ha cominciato ad allenarsi non sembra influenzare direttamente i 9. Dedicavano in media ottocentocin-
(PA). risultati nei tornei; quanta ore a praticare varie attività
18.Esperienza agonistica - da quando il sportive (allenamenti, partite, ecc.) cioè
giocatore participa a tornei (TE). II. I seguenti fattori (analizzati all’età di centotrenta ore in più rispetto alla
19.Esperienza di tornei internazionali - da dodici-tredici anni) sono significativamen- media di tutti i giocatori e duecentodie-
quando un giocatore participa a tornei te correlati (p < 0,01) con la classifica ATP ci ore in più rispetto alla media del
all’estero. nel 2002 cioè quella occupata ± 8 anni gruppo di giocatori che erano stati eli-
20.Una serie di fattori sociali ed “esterni”: dopo che é stata fatta la ricerca: minati nei primi due turni.
• il tempo necessario per recarsi da
casa al Club di tennis; 1. Numero delle partite giocate all’età di 10. Avevano iniziato:
• l’interesse dei genitori verso il tennis dodici-tredici anni (r = 0,33) • a praticare tennis un anno e mezzo
(se qualcuno di loro lo pratica); 2. Velocità (20 m) misurata all’età di dodici prima della media di tutti i giocatori
• il livello d’istruzione dei genitori; anni (r = 0,25) esaminati e circa venti mesi prima dei
• l’ordine di nascita (primogenito, 3. Correlazione tra le posizioni dei giocato- giocatori che erano stati eliminati nel
secondogenito, ecc.). ri studiati sull’attuale classificazione primo e secondo turno delle competi-
d’entrata ATP ed la classificazione zioni più importanti;
(ranking) da junior (tabella 1). • a partecipare a tornei circa un anno
Sono stati apportati gli opportuni procedi- prima;
menti statistici per confrontare i risultati • a partecipare a tornei internazionali
ottenuti da atleti di età diverse; inoltre, Tabella 1 – quasi un anno prima.
dato che la distribuzione di alcune variabili 11. La stragrande maggioranza di loro
non era normale (ad es. per calcolare l’in- aveva almeno un genitore che ra stato
fluenza dei fattori analizzati sul livello Tipo Correlazione con giocatore di tennis.
sportivo dei giocatori a dodici/tredici anni di classificazione la classificazione
d’età e in età Senior) è stata utilizzata la ATP 2002 2° Gruppo: i migliori giocatori europei a
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 60-61

correlazione di Spearman. Inoltre, è stata tredici anni d’età confrontati con gli altri
calcolata la relazione tra la posizione dei 12-13 anni 0,32
giocatori studiati nella classifica ATP alla 1. Erano più forti (ma non più veloci); in
fine del 2002 ed la classifica da Junior 14 anni ETA (TE) 0,47 media ottenevano nel test di forza al
(Tennis Europe, TE, International Tennis dinamometro manuale valori di 4 kg ,
16 anni ETE (TE) 0,67
Federation ITE). Ciò ha permesso di descri- nel test di salto in lungo di 11 cm, e in
vere quale fosse il valore per la futura car- 18 anni (ITE) 0,76 quello di lancio del pallone medicinale
riera professionale dei buoni risultati otte- di 70 cm maggiori.
nuti nelle diverse categorie giovanili. 2. In genere, spesso, erano primogeniti.
3. Normalmente (più frequentemente
della media) avevano genitori con un
livello elevato di istruzione.
4. In media praticavano settimanalmente
due ore in più di tennis, ma un’ora in
meno di preparazione fisica.
5. Giocavano più incontri di singolo (dieci
all’anno) e praticavano tennis cento
ore in più all’anno rispetto alla media
dei giocatori.
72 6. Non vi erano differenze per quanto
riguarda l’età di gioco (anni di allena-
mento specifico).

3° Gruppo: i migliori giocatori europei


di dodici-tredici anni d’età che “non ce
l’hanno fatta” (che cioè non si trovano
tra i primi 250 della Classifica ATP)

1. In media erano di due mesi più anziani,


più alti, più pesanti, costituzionalmen-
te robusti e fisicamente più forti. Tutto
ciò fa pensare che fossero soggetti
“accelerati” del punto di vista dello svi-
luppo biologico.
2. Normalmente praticavano settimanal- Figura 1 – Profilo dei giocatori di 13 anni che “ce l’hanno fatta” (13+) confrontato con quelli
mente due ore e mezza in più rispetto che erano buoni giocatori a queste età, ma non “ce l’hanno fatta” (dati standardizzati).
alla media e rispetto ai giocatori che
“ce l’hanno fatta”.
3. Giocavano più singoli rispetto alla 9. Facevano due ore in più di preparazio- di diventare atleti di classe mondiale
media, ma meno doppi. ne fisica rispetto alla media. quanto quelli maturati precocemente.
4. Praticavano circa centocinquanta ore 10. Almeno uno dei genitori era un gioca- È assolutamente ovvio che quei giocatori
all’anno in più rispetto alla media di tore di tennis. che hanno iniziato la loro carriera più pre-
questo gruppo d’età. 11. Normalmente i loro genitori possedeva cocemente, hanno praticato tennis per più
un livello elevato d’istruzione, superio- tempo e/o hanno giocato molti più incon-
4° Gruppo: i giocatori europei di dodici- re alla media. tri degli altri, siano tecnicamente, tattica-
tredici anni d’età di livello medio che “ce mente e mentalmente migliori degli altri
l’hanno fatta” (che cioè si trovano Discussione giocatori di dodici-tredici anni che non
tra i primi 200 della Classifica ATP) hanno praticato tennis così a lungo. Ma é
I risultati di questa ricerca sembrano avva- chiarissimo che la differenza di un anno,
1. Nel loro gruppo d’età erano più giovani lorare l’idea, già avanzata in precedenza, ad esempio nell’esperienza di tornei,
di tre-quattro mesi rispetto alla media che il fattore più importante che influenza importante a dodici anni d’età, non avrà
della popolazione. la prestazione dei giovani tennisti per lo alcuna influenza significativa sui risultati a
2. Erano più snelli della media dei gioca- più sia in relazione con una maggiore livello professionale.
tori di dodici-tredici anni. esperienza (l’età di gioco, il numero degli Dunque, i risultati di questa ricerca dimo-
3. Erano meno forti. incontri, il numero di ore di allenamento strano che molti giocatori che erano nelle
4. Normalmente erano più rapidi e supe- di tennis) e l’accelerazione dello sviluppo prime posizioni nelle classifiche giovanili,
riori nei test coordinativi dei migliori biologico. Il confronto con i risultati delle praticavano molto e partecipavano ad un
tra i giocatori di dodici-tredici anni. ricerche realizzata su giocatori più anziani grande numero di tornei, non sono diven-
5. Molto frequentemente erano secondo- da Schönborn (1984); Elliot et al. (1989); tati tra i migliori atleti del mondo. Siamo
geniti. Elliot et al. (1990); Muller (1989) fa pensa- peraltro consapevoli che nella storia
6. All’età di tredici anni in media pratica- re che l’influenza di questi fattori sul livel- recente del tennis vi è anche qualche caso
vano sul campo per circa dieci ore alla lo sportivo possa essere differente con opposto (atleti e atlete forti da giovanissi-
settimana, che corrisponde quasi ai l’età e l’esperienza. mi e forti anche da adulti), ma in termini di
valori medi di questo gruppo d’età, ma I giocatori che possono essere definiti sistema generale questi risultati ci sembra-
è meno di quello dei giocatori che “non “giovani campioni” generalmente erano no assai importanti per una riflessione sul-
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 60-61

ce l’hanno fatta”. più alti, più pesanti e più forti dei loro l’impostazione metodologica dell’allena-
7. Avevano iniziato a praticare tennis a coetanei - per lo più a causa dell’accelera- mento giovanile.
circa sei anni d’età, cominciando a par- zione del loro sviluppo biologico. Gli atleti Occorre soprattutto rispondere ad una
tecipare a tornei da quando avevano “accelerati” presentano vantaggio ovvi domanda estremamente importante: cosa
nove anni ed hanno iniziato a viaggia- rispetto a quelli la cui maturazione è ritar- non è “troppo e troppo presto”? Molti
re a undici anni d’età. data, ma si tratta di una situazione che Autori (Raczek, Mynarski 1988; Schörn-
8. Giocavano quarantacinque-cinquanta non è di carattere permanente. Quindi, born 1990; Strzelczyk, Wachowski, Kowal-
incontri di singolo più quindici incontri molti atleti che maturano in ritardo ski 1995; Grosser, Loehr, Schörnborn,
di doppio all’anno (sotto la media). hanno, quantomeno, le stesse opportunità Weber 1996; Grosser, Schörnborn 2002)
riferiscono che praticare troppo intensa-
mente e concentrarsi sull’allenamento
specifico del tennis può non soltanto ral-
lentare i progressi nello sport, ma facilita
decisamente la burn out syndrome.
Invece, molti giocatori che non praticava-
no molto (cioè più di dieci-dodici ore di
allenamento tennistico alla settimana) in
età da dodici a quattordici anni (rispetto
alla larga maggioranza dei “giovani cam-
pioni”) alla fine hanno avuto uno sviluppo 73
che li ha portati a diventare ottimi gioca-
tori professionisti. Grazie al loro allena-
mento armonioso all’inizio della loro car-
riere, furono in grado, successivamente, di
affrontare carichi più elevati (a sedici-
diciotto anni d’età, cioè dopo la pubertà) e
compiere progressi notevoli.
Inoltre, è interessante che, nella maggior
parte dei casi, i genitori di questi giocatori
erano in possesso di un elevato livello d’i-
struzione ed erano loro stessi giocatori di
tennis. Ciò dimostra che, probabilmente,
fornivano grande sostegno e si dedicava-
no ai loro figli come riferito da essi;
Gli esempi individuali della figura 2 con-
fermano queste osservazioni.
Il giocatore F, che a tredici anni era sol-
tanto uno dei tanti concorrenti che
sognavano di vincere almeno una partita
contro giocatori più forti e di maggiore
esperienza, provenienti in maggioranza
dall’Europa orientale, ottenne solo il ven-
tunesimo posto (tra trentadue concorren-
ti) nel torneo. Fu esaminato in questa

ricerca e non ottenne buoni risultati prima


di diciassette anni d’età.
Come si può notare nel grafico ha iniziato
ad allenarsi nel tennis molto precocemen-
te (a sei anni d’età), ma a dodici-tredici
anni non si allenava molto (in media undi-
ci ore settimanali), giocando cinquanta
incontri di singolo all’anno. Era alto solo
159 cm - 5 cm in meno del valore medio
di questa età; ora è alto 185 cm. La sua
preparazione fisica era di medio livello. E
non sorprende si tiene conto del suo volu-
me di allenamento e del suo ritardo nello
sviluppo biologico. Attualmente mantiene
una salda posizione tra i primi dieci gioca-
tori del mondo.
Dal lato opposto troviamo il giocatore G
che fu imbattuto nel torneo che abbiamo
citato. Poiché era 10 cm più alto di F
(attualmente é alto 181 cm), più forte e
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 60-61

più veloce (probabilmente grazie all’acce-


lerazione biologica ed all’elevato volume
di allenamento - in media ventuno ore
settimanali) ovviamente era avvantaggiato
rispetto ai suoi coetanei.
Figura 2 – Profili di giocatori di tennis di 13 anni d’età; F, classificato 21 che attualmente (nel Attualmente si trova alla 1100 posizione
2002) rientra nei primi 10 della Classifica ATP e G classificato al primo posto, attualmente nella classifica ATP.
1100 nella Classifica ATP (valori medi, dati standardizzati, fattori selezionati). Questo progetto di ricerca conferma i ben
noti, classici principi dello sviluppo sporti-
vo. Il mondo cambia rapidamente, ma il Se si vuole che un giocatore/bambino 4. Se le procedure di identificazione del
corpo umano é sempre lo stesso, e occorre brilli come una stella a dodici-quattordici talento si basano soltanto sui risultati
rispettare i principi dello sviluppo biologi- anni per poi spegnersi: ottenuti in giovane età si compie un
co. Ma, purtroppo, molti allenatori ancora errore capitale. Invece, occorre dedicare
non rispettano quanto scoperto dalle 1. A dodici-tredici anni fare in modo che si maggiore attenzione al potenziale indi-
ricerche scientifiche. Possono anche rifiu- alleni (sul campo) più di quindici ore, cato dalle abilità cruciali per i futuri
tarne i risultati, ma non ne possono evita- eviti di allenarsi in altri sport o giochi e risultati, piuttosto che ai risultati sporti-
re le conseguenze. di prepararsi fisicamente. Nella prepara- vi attuali.
zione fisica porre l’accento sulla forza e 5. Per evitare l’abbandono del gioco da
Sommario e consigli pratici la resistenza e dimenticarsi dei giochi parte di bambini di talento per la man-
74 intelligenti e degli esercizi di coordina- canza di successi nelle prime fasi della
Se si vuole formare un futuro campione: zione. loro pratica e offrire le stesse possibilità
2. Cercare di giocare più tornei possibile, di sviluppo futuro a tutti i giocatori, si
1. cercare un bambino dotato di buone ma non giocare mai partite di doppio! deve dedicare un’attenzione maggiore a
capacità coordinative che abbia fratelli competizioni nelle quali a tutti i parteci-
e sorelle più grandi ed i cui genitori Conclusioni e proposte panti venga offerta l’opportunità di gio-
abbiano giocato a tennis, preferibilmen- care un numero maggiore di partite.
te a livello ricreativo. I bambini di cor- 1. I fattori principali che influenzano la
poratura robusta, biologicamente acce- riuscita nelle prime fasi della carriera di Riconoscimenti: gli Autori vogliono ringraziare il
lerati con genitori con basso livello d’i- un tennista sono l’esperienza (più Development Fund of International Tennis Fede-
struzione tendono a dare risultati meno tempo passato ad allenarsi specifica- ration e, personalmente, Mr. Dave Miley e la
validi nel lungo periodo, anche se ciò mente nel tennis e un numero maggiore Scuola Universitaria d’educazione fisica di Poz-
ovviamente non è una regola assoluta di partite di torneo) e l’accelerazione nan per avere sostenuto questa ricerca.
e, evidentemente, non deve dare luogo nello sviluppo biologico.
a nessun fenomeno discriminatorio nel- 2. I fattori che determinando il livello Articolo originale.
l’avvicinamento al tennis e nella sua sportivo dei bambini studiati differisco- Traduzione di M. Gulinelli. Titolo originale: Sear-
pratica. no da quelli dei giocatori professionisti. ching the reason of success and failure of careers
of young tennis players born in 1982-83.
2. Fare in modo che inizino a praticare 3. Quando si allenano giovani tennisti deve
tennis precocemente (± 6-7 anni), ma essere dedicata più attenzione allo svi- Indirizzo degli Autori:
evitando “dosi” di pratica eccessiva (non luppo di presupposti e di capacità che Piotr Unierzyski, University School of physical
più di nove-dieci ore sul campo e quat- potrebbero non dare risultati immediati, Education, 61-871, Poznán, ul. Królowej Jadwigi
tro-cinque ore di preparazione fisica a ma che sono considerate le più impor- 27/39, Polonia;
dodici-tredici anni). Focalizzarsi sulla tanti per raggiungere un elevato livello di Alberto Madella, Scuola dello Sport, Largo G.
tecnica, sulla velocità e la coordinazio- prestazione nel tennis professionistico; Onesti 1, 00197, Roma.
ne. Niente forza o resistenza in eccesso!
3. A dodici-tredici anni è opportuno per-
mettere che i soggetti più dotati giochi-
no circa cinquanta partite di singolo ed
almeno venticinque di doppio all’anno, Bibliografia
possibilmente in manifestazioni di tipo
diverso (nazionali, internazionali, in Elliot B. C., et al., Profiling junior tennis players, Madella, A., Metodi di previsione e controllo del
diversi gruppi d’età). parte 1a, parte 2a, Australian Journal of Science talento tennistico, Scuola Informa, 1997, sup-
and Medicine in Sport, 1989, 21, 3, 2. plemento al n. 39, pp. 19-30
4. Evitare di respingere un giocatore che Elliot B., Ackland T. R., Blanskby B., Bloomfield Müller E., Sportmotorische Testverfahren zur
ottenga risultati medi, ma abbia una A., A prospective study of physiological and Talentauswahl im Tennis, Leistungssport, 25,
coordinazione e velocità buone, oltre a kinanthropometric indicators of junior tennis 1995, 2.
capacità mentali significative. performance, Australian Journal of Science and Raczek A., Mynarski L., Motorycznol czelowieka
5. Alcuni soggetti che possono essere Medicine in Sport, 22, 1990, 4. - nowe pogledy i kontowersje, Sport Wyczy-
facilmente definiti “talenti eccezionali” Gabler H., Zein B., Talentsuche und Talentforde- nowy, 1988, 12.
possono allenarsi un po’ di più, soprat- rung im Tennis, Czwalina, 1984. Schörnborn R., Leistungslimitierende und Lei-
tutto possono giocare un numero mag- Gallozzi, C., Aspetti fisiologici del tennis stungsbestimmende Faktoren, in: Gabler H.,
maschile, Scuola Informa, 1992, suppl. n. 26, 3- Zein B., Talentsuche und Talentforderung im
giore di partite (10-20%), ma si deve 32. Tennis, Czwalina, 1984.
essere assolutamente sicuri che siano Gould D. et al., Burnout in competitive junior Schörnborn R., Player’s performance and deve-
davvero eccezionali e, come abbiamo tennis players, I, II, III, Sports Psychologist, Vol. lopment, ITF Coaches Rewiew, 1993, 2.
visto ciò è assai difficile, data la tenden- 10, Vol. 11, 1996/1997. Schörnborn R., Modern complex training in
za spasmodica di molti allenatori a cer- Grosser M., Burn out, possible causes and how tennis, ITF Coaches Rewiew, 1994, 4.
care e catturare il talento “eccezionale”. to deal with it, 9th. ITF Wordlwide Coaches Strzelczyk R., Wachowski E., Kowalski J., Il livello
Workshop, Barcellona, ITF, 1995. di capacità fisiche dei giocatori di tennis (in
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 60-61

Sembra più utile suggerire che se si ha


la fortuna di imbattersi in un talento Grosser M., Loerh J., Schörnborn R., Weber K., polacco), Trening, 1991, 12, 4.
An appeal to the ITF, ATP and WTA, manoscritto Unierzyski P., Relation between experience, fit-
eccezionale, sia soprattutto prioritario non pubblicato, 1996. ness, morphological factors and performance
evitare di distruggerlo, imponendogli un Grosser M., Schörnborn R., Competitive tennis level with reference to the age, ITF Sport scien-
lavoro irrazionale e improvvisato. for young players, Aquisgrana, Mayer & Mayer, ce and coaches rewiew, 1996, 9.
6. Ricordarsi che i campioni a dodici-tredi- 2002. Verchoshanskaja N. La valutazione dell’aspetto
ci anni d’età hanno le stesse possibilità Królak, Introduzione al tennis moderno (in condizionale del talento tennistico, Scuola
di diventare buoni giocatori di quelli che polacco), Trening, 1990, 2. Informa, 1997, supplemento al n. 39, pp. 46-55.
a questa età sono di livello medio.
Management

Alain Ferrand, Université Claude Bernard, Lione 1; Scuola Universitaria Interfacoltà in Scienze Motorie, Università degli studi, Torino;
Luigino Torrigiani, Presidente LT & Partners; Claude Ferrand, Université Claude Bernard, Lione 1

Un modello di management strategico


della sponsorizzazione sportiva
75
Viene esposto il modello d'azione della sponsorizzazione sportiva. Tale modello funge da base per la definizione
della strategia che riguarda la gestione della sponsorizzazione, che concerne, anzitutto, la scelta che riguarda l'ope-
razione da sponsorizzare (dal punto di vista dello sponsor), e la scelta dei potenziali sponsor (dal punto di vista del-
l'organizzazione). Viene poi presentato un metodo d'analisi strategica, illustrato da esempi.

La strategia e l’erogazione della sponsoriz- notorietà, l'immagine, la gratitudine, che strategia che riguarda, in primo luogo, la
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 60-61

zazione sportiva devono essere definite in sui meccanismi d'azione che fungono da scelta dell'operazione da sponsorizzare (dal
riferimento al processo d'azione sulle per- base allo sponsoring. La conoscenza di que- punto di vista dello sponsor), e la scelta dei
sone interessate. Nel 2001, Tony Meena- sto processo di comunicazione, tuttavia, è potenziali sponsor (dal punto di vista del-
ghan1, in un articolo dedicato alla com- fondamentale per uscire da un approccio l'organizzazione). Presenteremo, poi, un
prensione degli effetti della sponsorizza- empirico basato su prove ed errori. metodo d'analisi strategica, che sarà illu-
zione, rilevava che le nostre conoscenze su La prima parte di questo articolo sarà dedi- strato da esempi. Una volta stabilita la stra-
di essi erano abbastanza scarse. La ricerca cata all’illustrazione del modello d'azione tegia, occorre realizzare l’operazione com-
si è concentrata, in maggiore misura, sullo della sponsorizzazione sportiva. Tale model- merciale, poi fornire un servizio di qualità
studio dell’effetto su variabili come la lo fungerà da base per la definizione della per soddisfare e fidelizzare gli sponsor.
1. Il meccanismo d'azione comprende, in modo indivisibile, tutte le sei l'associazione tra sponsor e oggetto della
della sponsorizzazione fasi. Tenuto conto del concatenarsi di que- sponsorizzazione, la decodificazione non
ste fasi, la persuasione deriva dall'azione di porrà problemi e lo sponsor sarà identifi-
L'analisi e la comprensione del meccani- due processi. Il primo relativo alla ricezione, cato con l’evento. Vedremo dettagliata-
smo d'azione della sponsorizzazione è un il secondo all'accettazione. mento questo processo più avanti, in que-
punto essenziale per accedere ad una sua Kapferer (1988), nei suoi lavori su come i sto stesso paragrafo.
gestione strategica. Essa permette, in parti- mass media e la pubblicità influenzano i
colare, di scegliere le opportunità, di defi- comportamenti, ha sviluppato un modello 3. Processo d'accettazione o di rifiuto
nire una strategia d'azione, e di valutare sperimentale del processo psicologico della Affrontiamo da un lato la legittimità del
l’effetto di quest'azione. Nel 1998, persuasione (figura 1). Anche se si pone nel legame tra sponsor e oggetto della spon-
76 Cornwell e Maignan hanno sottolineato solco della tradizione di Yale, quest'Autore sorizzazione e, dall'altro, l'accettazione del
che la ricerca nel settore della sponsorizza- se ne discosta da molti punti di vista, in messaggio veicolato da quest'associazione.
zione non aveva ancora adottato un qua- particolare con il processo d'esposizione Abbiamo già affermato che l'efficacia della
dro teorico specifico, che permetta di gui- selettiva ai messaggi, l’allocazione dell’at- sponsorizzazione dipende dalla compatibi-
dare le ricerche dirette a comprendere la tenzione necessaria alla percezione elabo- lità tra l’associazione (che rientra nel qua-
reazione dei consumatori alla sponsorizza- rata, come pure la modificazione attiva dro di ciò che viene definito “fit") e il mes-
zione. Si è ricorsi, in particolare, alle teorie delle opinioni. La persuasione può essere saggio comunicato a partire da quest'as-
del condizionamento (Dress 1989), e poi concepita come: "la modificazione dell'at- sociazione. Abbiamo sottolineato che l’e-
della consistenza conoscitiva (Crimmins & teggiamento e dei comportamenti dovuta vento è una fonte d'esperienza per i tifosi
Horn 1996). Tenuto conto dei limiti di que- all’esposizione a messaggi". Questo concet- che provano emozioni, passioni, stimolano
sto approccio, analizzeremo il meccanismo to d'atteggiamento, radicato nella psicolo- i loro sensi. Ciò favorisce, notevolmente,
d'azione della sponsorizzazione nel quadro gia americana, costituisce la variabile cau- l’identificazione tra sponsor e messaggio
della “comunicazione persuasiva”. sale interna essenziale. che si associano a quest'azione.

4. Modificazione dell'atteggiamento
La componente affettiva dell'atteggiamen-
to è quella che può essere più facilmente
modificata, in quanto si basa sull’esperien-
za emotiva. Anche la componente cogniti-
va può essere modificata. Le persone coin-
volte nell’evento si creano una rappresen-
tazione dell'associazione evento - sponsor.
Così, se il Roland Garros viene rapprentato
come un evento alla moda ed elegante,
queste caratteristiche possono trasferirsi a
un certo numero di ditte che sponsorizza-
no questo torneo: Rado Peugeot, Perrier...

5. Stabilità dei cambiamenti


d'atteggiamento
La sponsorizzazione ha il vantaggio di
essere ripetitiva se si stabilisce un legame a
Figura 1 – Il processo di comunicazione persuasiva (Kapferer 1988). lungo termine. Perrier, certamente, è da
molti anni lo sponsor del Roland Garros,
ma è anche lo sponsor di un certo numero
Sponsorizzazione e comunicazione La strategia di comunicazione che s’appog- di tornei ATP. Ciò permette di riattivare il
persuasiva gia sulla sponsorizzazione è in grado di legame nel corso dell'anno, pur inserendosi
influenzare un certo numero di fasi in que- sul lungo termine. Il problema centrale
I vari modelli di comunicazione persuasiva sto processo. riguarda il collegamento tra cambiamento
sono nati dalla scuola di Yale (Hovland, d'atteggiamento verso uno sponsor e com-
Janis, Kelley 1953), in particolare con i 1. L’esposizione al messaggio portamento (che si esprime in un acquisto
lavori di Hovland, Lumsdaine & Sheffield Il numero di messaggi pubblicitari ai quali o un re-acquisto). Da un punto di vista
(1945), che si propongono di analizzare il una persona è esposta ogni giorno è molto teorico ciò si riferisce alla relazione tra
meccanismo di persuasione a partire dal- grande. Ne consideriamo solo una quantità componente conativa dell'atteggiamento e
l'interazione di quattro fattori che influen- minima, sia perché non siamo alla ricerca comportamento. Il modello di Ajzen e Fish-
zano l’effetto di una comunicazione: la d'informazione, sia perché vogliamo pro- bein (1970) suggerisce che il comporta-
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 60-61

fonte, il messaggio, il canale ed il ricevito- teggerci. La sponsorizzazione si basa su un mento sia fortemente influenzato dall'at-
re. La versione definitiva di questo modello evento, un'organizzazione, un’atleta che teggiamento e dall’intenzione d'acquisto.
sarà proposta nel 1969 e descrive un pro- interessa un pubblico, che s’informerà e Ciò conferma che, influenzando queste due
cesso a sei fasi: esposizione, decodificazio- così s’esporrà volontariamente a comuni- variabili, la sponsorizzazione offre un van-
ne, comprensione, accettazione, persisten- cazioni persuasive. taggio al marchio su quelle dei suoi con-
za temporale e conversione in azione. Oltre correnti. Esiste, tuttavia, una grande quan-
a quest'equazione un po' semplicistica: 2. Decodificazione dei messaggi tità di variabili che sono in grado di
"persuasione = ricezione x accettazione", Se la sponsorizzazione è gestita bene, in influenzare il comportamento d'acquisto,
occorre tenere conto che la persuasione particolare a livello della compatibilità del- soprattutto in un contesto di concorrenza.
La sponsorizzazione s’inserisce perfetta- può essere definito come la somma di tutti sono le caratteristiche più salienti e rap-
mente nel processo psicologico relativo i cambiamenti che influenzano la tendenza presentano il cuore dell’immagine di que-
alla comunicazione persuasiva. Se l'asso- delle risposte di un consumatore a vari sti- sto torneo, rappresentando una promessa
ciazione è bene gestita, ha un effetto moli e che sono dovuti all'esperienza". di un grande evento di tennis, fonte d'ec-
notevole sull'atteggiamento ed indiretta- citazione e di piacere.
mente sul comportamento d'acquisto. Il Un modello dinamico
modello presentato, però, resta molto della sponsorizzazione Seconda fase
cognitivo in quanto la modificazione della Se questo processo continua, questo tele-
componente emotiva dell'atteggiamento Il modello che presentiamo nella figura 2 è spettatore si rappresenta l'associazione tra
avviene a seguito di processi di trattamen- un adattamento alla sponsorizzazione del gli sponsor e l’evento. È infatti difficile
to dell'informazione (comprensione del modello dinamico dell’affettivo relativo al sfuggire al logo BNP Paribas in fondo al 77
messaggio). Abbiamo sottolineato che l’e- comportamento del consumatore proposto campo, a quello di Perrier nella zona di
vento sportivo rappresentava una fonte di da Cohen, Areni (1991). La variabile dipen- riposo dei giocatori. Durante questa fase
esperienze e che l'emozione ne costituiva dente è costituita dalle tre componenti del- realizza una valutazione della pertinenza
l’essenza. La strategia della sponsorizzazio- l'atteggiamento verso lo sponsor: affettiva dell'associazione tra Roland Garros, e, ad
ne si basa sull'emozione. Numerose ricer- (preferenza), conoscitiva (immagine e qua- esempio, Perrier. Questa valutazione si
che (Didelon 1996; Derbaix, Gérard, Lardi- lità percepita) e conativa (intenzione d'ac- svolge su base di una reazione emotiva del
noit 1994; Speed, Thompson 2000) hanno quisto). Le variabili esplicative sono le rea- tipo: "mi piace versus non mi piace" o
dimostrato, empiricamente, che vi è un zioni emotive, come pure il livello di tratta- "legittima versus assolutamente non legit-
transfer d’emozioni tra evento e sponsor mento cognitivo dell'informazione. tima". Se il risultato è favorevole si produ-
senza che vi sia, necessariamente, un’atti- Questo modello è organizzato in tre fasi ce un transfert della componente affettiva
vazione dei processi conoscitivi. Se questi che si distinguono per il tipo d'attività nei confronti dell’evento verso la compo-
vengono attivati, possiamo supporre che conoscitiva che può essere associata alla nente affettiva dell'atteggiamento nei
saranno sottoposti all’influenza dei pro- risposta affettiva. Va notato che questo confronti dello sponsor. Infatti, se la pre-
cessi emotivi. processo si può interrompere prima che senza dello sponsor sembra legittima, esso
Analizzeremo ora l’effetto della sponsoriz- termini. Vedremo che ciò può influenzare si trova inserito nell’effetto "alone" di tipo
zazione come comunicazione persuasiva l’effetto della sponsorizzazione sulle com- affettivo proprio dell’evento. In questo
nell’ambito dell’interazione tra conoscitivo ponenti dell'atteggiamento rispetto al contesto un atteggiamento favorevole
ed emotivo. Perciò c’inseriremo nel quadro marchio. rispetto ad un marchio non richiede prece-
teorico che si riferisce alla ricerca d'espe- denti conoscitivi (attese versus attributi).
rienza (Zajonc1980; Holbrook, Hirsch- Prima fase Tale processo può essere così riassunto:
man1982, Holbrook, Batra 1987) che Illustreremo l'interesse di questo modello
abbiamo esposto nel paragrafo relativo attraverso l’esempio di una persona molto • Mi piace il Roland Garros
all'analisi del processo decisionale del con- interessata al Roland Garros2 che decide di • Perrier è al suo posto in questo torneo
sumatore. Così, ciò che si riferisce all’even- guardare la finale alla televisione poiché • Mi piace Perrier
to e la sponsorizzazione associata ad esso desidera assistere alla fine di questo tor-
fornisce al pubblico un'esperienza basata neo, tenuto conto che è consapevole che si Questo processo è simile al condiziona-
sulle sensazioni, i sentimenti, i simboli che tratta del più grande torneo mondiale su mento emotivo descritto precedentemen-
sono in grado di favorire apprendimenti. terra battuta, che appartiene al grande te, che è stato dimostrato, in particolare,
Secondo Dussart (1984) "l’apprendimento “Slam” e che si svolge a Parigi. Queste nelle ricerche condotte da Ganassali
(1996), Derbaix, Gérard e Lardinoit (1994),
Speed, Thompson (2000).

Terza fase
Se il processo continua, allora, il telespet-
tatore realizza un'analisi elaborata. Si trat-
ta di un meccanismo cosciente e ragiona-
to. I costrutti legati alle rappresentazioni
interagenti tra loro corrispondono al con-
cetto d'immagine (che comprende la qua-
lità percepita) o di componente cognitiva
dell'atteggiamento. Così, l'immagine e le
emozioni legate all'evocazione del marchio
Perrier3 interagiranno con l'immagine che
il telespettatore ha del Roland Garros.
Abbiamo definito l'immagine come tutte le
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associazioni legati ad un'entità, che può


essere un marchio, una persona, un even-
to. Quando ai consumatori d'acqua mine-
rale si chiedono quali concetti associano a
Perrier, alcuni faranno riferimento al
“packaging” (bottiglia verde), allo slogan
"c’est fou", ad attributi tangibili legati all'e-
Figura 2 – Modello dinamico della sponsorizzazione. sperienza del prodotto (frizzante, rinfre-
scante...), a emozioni (piacere, invidia).
78

Figura 3 – L'interazione tra immagine dell’evento e dello sponsor Figura 4 – Meccanismi di rafforzamento e transfert a livello dell'interazione
(percezione). tra immagine dell’evento e quella dello sponsor (credibilità, accettazione).

Quindi, l’immagine è un costrutto psicolo- 1. Trasferimento di alcune dimensioni del- risposte della seconda fase sono ancora
gico composito. Marion et al. (2003) pen- l’evento allo sponsor. automatiche e rapide. Nella misura in cui
sano che: "l'immagine del marchio è la rap- 2. Rinforzo delle dimensioni comuni tra si raggiunge la terza fase, la persona si
presentazione mentale che il pubblico si fa evento e sponsor. inserisce in un processo che la porta ad
di un marchio. Si tratta di un insieme di 3. Trasferimento di alcune dimensioni acquisire nuove conoscenze, partendo dal
idee, di sentimenti, di sensazioni, di reazioni dallo sponsor all’evento. significato di un concetto attivato, dal
emotive e di atteggiamenti che nascono fatto che è inatteso o dallo stato affettivo
dell'evocazione del marchio. Sono i clienti Così, questa ricerca ha permesso di dimo- prodotto precedentemente.
che la creano, ciascuno per se stesso, gra- strare che questa operazione di sponsoriz-
dualmente, utilizzando un grande numero zazione rafforzava le dimensioni comuni L’attivazione del marchio dello sponsor
di segni”. Si distingua o meno il cognitivo ovvero: distraente, dinamica e di successo. come catalizzatore del processo
dall’affettivo, comunque questo processo Restano da convalidare le altre due possi-
si realizza sulla base di una risposta affet- bilità. Così, è possibile trasferire la dimen- Questo modello permette di comprendere
tiva che si situa nel prolungamento di sione relativa all'eleganza nell'immagine perché, utilizzando soltanto l'associazione
quella della seconda fase. del marchio Perrier. Invece il transfer nel- con un evento, sia difficile produrre un
Il telespettatore produce associazioni con l'evento dell'attributo naturale resta un'i- effetto sulle componenti dell'atteggiamen-
altri concetti che ha memorizzato nel qua- potesi teorica, che, in questo caso, non ha to. Ma è essenziale che il processo si svol-
dro di un processo che mira ad assegnargli senso. Se un evento secondario si associa ga fino in fondo. Perciò occorre attivare
significati supplementari. L'analisi del con- a marchi potenti come Coca-Cola, Sony... questo processo attraverso operazioni
tenuto che si riferisce all'interazione tra può prodursi il transfer degli elementi (programmi) specifiche. Sono addirittura
queste immagini è in grado di fare emer- specifici della loro immagine a quella del- indispensabili per gli sponsor dei Giochi
gere tre tipi di dimensioni: specifiche del- l'evento (soprattutto se lo sponsor gli dà il olimpici, che non sono presenti nel luogo
l’evento (1), specifiche dello sponsor (2) e suo nome). Va notato che le dimensioni dove si svolgono, che hanno, principal-
comuni all’evento ed allo sponsor (3), che dell'immagine possono essere da natura mente, acquistato il diritto di sfruttare
sono visibili nella figura 3 che, ricordiamo, diversa. Infatti, possono riguardare aspetti l'associazione con quest'evento. Altrove
si riferisce alla percezione delle persone tangibili del prodotto e del servizio legati abbiamo mostrato l’importanza di questi
interessate all’evento. alla qualità percepita, aspetti simbolici, programmi. Gli sponsor vi investono molto
Una ricerca realizzata da Ferrand, Pagès valori e aspetti socioculturali, emozioni. più che nel contratto con chi detiene i
(1999), che ha studiato l’interazione tra I lavori di Howard e Sheth (1969) permet- diritti (in un rapporto che può andare da 1
immagini del marchio Perrier e del torneo tono di spiegare questo processo, consta- a 5) e controllano meglio questo processo.
di tennis ATP di Lione, ha permesso di tando che accanto al condizionamento Per illustrarlo, faremo l'esempio di una
identificare queste dimensioni: esiste un secondo principio d’apprendi- pubblicità che si riferisce esplicitamente a
mento: l'adiacenza. Tale principio suggeri- questa azione di sponsorizzazione. Per cui
1. Dimensioni specifiche dell’evento: ele- sce che le sensazioni, la formazione d’im- Perrier 4 nelle riviste periodiche utilizza
gante e commerciale magini, i sentimenti, il piacere ed altre una pubblicità che utilizza i termini "ten-
2. Dimensione specifica di Perrier: naturale componenti edonostiche o simboliche, che nis" e "Roland Garros" con il colore verde
2. Dimensioni comuni: distraente, dinami- si accompagnano all’esperienza tendono del torneo e del marchio, associati a palle
ca e di successo. ad evocarsi reciprocamente. di tennis gialle. Questa rappresentazione
Per riassumere, le risposte affettive della del concetto produce una reazione emoti-
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Quest'interazione si realizza su una base prima fase sono immediate ed automati- va, che si fonda su una riattivazione atte-
emotiva che unisce l'emozione prodotta che e non sono accompagnate da una nuata delle emozioni provate durante il
dall’evento a quella derivante dall'evocazio- reale presa di coscienza. Durante la secon- torneo. Il secondo livello di lettura appare
ne del marchio dello sponsor. Questa intera- da fase, le risposte emergono dalla traccia con lo slogan "Perrier bulle officielle de
zione, ripetuta nel tempo (cfr. durata del affettiva, associata allo stimolo identifica- Roland Garros” (Perrier marchio officiale
legame, Crimmins, Horn 1996), è in grado di to, ma anche da una “rete” di concetti del Roland Garros) che si prefigge di
rafforzare le rappresentazioni esistenti o di (giocatori, sponsor...) e della loro traccia rafforzare la legittimità di questa “part-
produrne nuove. La figura 4 presenta i tre emozionale, una volta reso preminente il nership” ed il sentimento di gratitudine.
processi che derivano da questa interazione: concetto iniziale attivato (l'evento). Queste Ciò rientra nel quadro della risposta affet-
nalisi delle comunicazioni persuasive, che si
dimostra ben adattato all'analisi dell’effetto
della sponsorizzazione.

2. Il modello di management
della sponsorizzazione sportive
La costruzione di modelli della sponsoriz-
zazione, in quanto processo di comunica-
zione persuasiva, permette di definire prin-
cipi operativi che permettono una gestione 79
strategica, che deve essere esaminata dal
punto di vista dell'organizzazione sportiva
e dal punto di vista dello sponsor.
Aaker (1996) propone una gestione del
marchio a tre fasi: analisi strategica del
marchio – elaborazione del sistema d'iden-
tità del marchio – attuazione dell'identità
del marchio. La strategia relativa alla
sponsorizzazione s’inserisce in questo
modo d’agire, che contribuisce anche al
posizionamento del marchio. Così, le
Figura 5 – Attivazione del marchio del sponsor e dinamica persuasiva della sponsorizzazione. imprese coinvolte nell’utilizzazione della
sponsorizzazione, o che prevedono di uti-
lizzarla, debbono considerare sette aspetti.
tiva della seconda fase. L'interpretazione Questo contesto legato all’esperienza per- Così, abbiamo sviluppato un modello che
elaborata, suggerita da un terzo livello di mette un apprendimento conoscitivo classi- permette di elaborare scelte strategiche
lettura, si riferisce al piacere, al rilassa- co. Altrove, parlando del processo decisio- che riguardano la sponsorizzazione, espo-
mento ed alla distinzione. Si tratta di evo- nale del consumatore (Ferrand 1999) abbia- sto nella figura 6, che può essere utilizzato
care le dimensioni comuni delle due mo sottolineato che il marketing legato dal punto di vista del “marketer”5 dell'e-
immagini, per rafforzare l'atteggiamento all’esperienza ritiene che i consumatori sia vento sportivo e dal punto di vista dell'im-
positivo riguardo al marchio. La figura 5 allo stesso tempo emotivi e razionali. La presa che sponsorizza. Tale modello è
presenta questo processo con uno stimolo concezione cognitivista ritiene che l'appren- organizzato in cinque sezioni.
iniziale corrispondente alla pubblicità dello dimento sia conseguenza del cambiamento
sponsor. Va notato che l’effetto delle pub- del livello di conoscenza dell'individuo, cer- A. Diagnosi del nucleo centrale
blicità trasmesse per televisione è maggio- cando di analizzare come l’esperienza accu- che si riferisce alla compatibilità
re di quelle che appaiono sulla stampa. mulata dal consumatore incida sul suo pro- dell'associazione (FIT)
Questo modello funziona anche per la cesso decisionale. Il modello di ricerca di Si tratta di effettuare una diagnosi che si
sponsorizzazione di squadre, di organizza- esperienze non si prefigge di sostituire il riferisce alla compatibilità dell'associazio-
zioni sportive o di atleti, allo stesso modo modello di trattamento dell'informazione, ne evento-sponsor. Siamo nel centro del
di ciò che viene chiamato endorsement. che conserva la sua validità in base al para- processo. Se questa diagnosi mostra che
Derbaix, Brée (2000) notano che: “l’endor- digma della ottimizzazione dell'utilità. Offre l’insieme dei criteri non viene soddisfatto
sement avrà successo se, nella mente dei un ampliamento del quadro teorico dell'a- è meglio abbandonare il processo.
consumatori, gli attributi di una star
saranno associati al marchio. In questo
stadio il transfer assume la forma di un
traslazione dei significati dell'individuo ("la
star") sul marchio".
Occorre notare che l’effetto sulle compo-
nenti dell'atteggiamento sarà diverso
secondo la natura del processo che ha
portato a determinarle: emotivo o razio-
nale. D'altro canto, la sponsorizzazione
può ricorrere a processi razionali in base
ad un apprendimento conoscitivo. È il caso
di quando un produttore di attrezzi sporti-
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vi come Prince vuole dimostrare le presta-


zioni e l'efficacia delle sue racchette spon-
sorizzando un giocatore come Patrick Raf-
ter. Si tratta di trasferire attributi funzio-
nali: potenza + precisione = prestazione, in
quanto il successo in gara è considerato
come elemento di prova ritenuto credibile
dagli spettatori e dai telespettatori che Figura 6 – Modello d'elaborazione delle scelte strategiche relative alla sponsorizzazione.
giocano a tennis.
• La compatibilità tra immagine e qualità B. Gli elementi socioculturali che
percepita (attributi funzionali) dell'og- si riferiscono ai valori ed allo stile di vita
getto sociale di supporto alla sponsariz- Un marchio, sia esso di un evento o di
zazione, l'immagine dello sponsor e l'i- automobili, è il prodotto di una cultura. Gli
dentità che desidera comunicare. utili che vi sono associati veicolano un
• L'accettabilità (legittimità) dell'associa- valore aggiunto di natura sociale e cultu-
zione tra sponsor e oggetto della spon- rale: legame sociale, stile di vita, status
sorizzazione e la gratitudine provata sociale, valori. Si riferiscono al valore d’i-
(bonding & goodwill). dentificazione. Il Roland Garros è testimo-
• La compatibilità tra gli obiettivi di nianza di uno stile di vita elegante e pari-
80 marketing e di comunicazione dello gino, con i valori di realizzazione: successo
Figura 7 – Interazione tra l'immagine dell'e-
sponsor e le possibilità di comunicazione vento e dello sponsor in funzione delle varie e ambizione. Peugeot è un marchio serio e
offerte da quest'operazione. caratteristiche. responsabile, con i valori di realizzazione:
• La coerenza tra il target dell'evento e successo e ambizione.
quello di comunicazione dello sponsor
(caratteristiche ed importanza). Analisi della compatibilità C. Gli elementi simbolici ed immaginari
percepita tra immagine dell'evento Gli elementi i più visibili sono i simboli di
B. Valutazione della qualità percepita e dello sponsor ogni marchio. Il Roland Garros ha il suo
del programma di sponsorizzazione di base logo e i suoi colori sono il verde, l'ocra ed il
• Struttura del programma di sponsorizza- Questo punto è stato trattato all'inizio di giallo. Peugeot è simbolizzato dal leone e le
zione, presenza di altri sponsor. precisio- questo paragrafo. Si tratta ora di presen- qualità che si attribuiscono a quest'anima-
ne dei dati che giustificano il “FIT”, fra cui tare un metodo di diagnosi operativa. Ci le: forza, velocità...
l'analisi dell’effetto personalizzato ed il concentreremo sulla sponsorizzazione di
ROI (Return of investment) se necessario. eventi sportivi, tenendo conto che questo D. Gli elementi emozionali
• Parti coinvolte nell'evento (stakeholders). metodo si applica anche a quella di orga- L'evento fornisce un'esperienza ricca di
• Qualità percepita del programma di nizzazioni, squadre sportive e atleti. Nel emozioni: gioia, meraviglia, interesse, pas-
sponsorizzazione di base (aspetti tangi- corso di questa fase è necessario identifi- sione. Dal canto suo Peugeot è in grado di
bili, empatia, reattività, sicurezza...). care gli attributi, come pure le caratteristi- produrre emozioni come il desiderio (di pos-
che percepite dell'evento e dello sponsor. sedere), la soddisfazione o l'insoddisfazione.
C. Esistenza e qualità percepita Parlando del comportamento del consu-
dei programmi d'attivazione matore, abbiamo segnalato che occorreva Questa diagnosi attiene alla percezione, cioè
• Qualità percepita del programma d'atti- analizzarle tenendo conto di quattro cate- al livello dell'immagine. Le caratteristiche
vazione bilaterale proposto (marketer- gorie che sono presentate nella figura 7. principali che riguardano il Roland Garros e
sponsor). Peugeot sono riassunte nella tabella 1.
• Possibilità e qualità percepite del pro- A. Gli aspetti funzionali che si riferiscono
gramma d'attivazione legato al marketing al valore d'uso del prodotto o del servizio L'accettabilità o la legittimità
relazionale. (quello minimo riguarda orga- ed hanno la sua qualità percepita dell'associazione
nizzatore, mass media partner e sponsor). Il Roland Garros è uno spettacolo sporti-
vo. Come torneo del grande “Slam” è Speed, Thompson (2000) hanno ideato uno
D. Valutazione del rendimento di capitale associato ai concetti di prestazione, di tec- strumento che permette di analizzare un
investito (Return of Investment, ROI) nicità, d'élite mondiale. L’organizzazione certo numero di dimensioni prodotte dal-
• Possibilità di valutazione del ROI che del torneo richiede, d’altro canto un l’interazione tra oggetto della sponsorizza-
comprende le prospettive offerte con il know-how, sia diversificato che affidabile, zione e sponsor. Ne prenderemo in conside-
marketing relazionale. ricorre a una tecnologia efficiente. razione due particolarmente utili alla dia-
• Costo del programma di valutazione del Peugeot è un produttore francese d’auto- gnosi. Si tratta dell’intensità del collega-
ROI. mobili. Le sue automobili sono affidabili e mento tra l'evento ed lo sponsor, e della
hanno design attraente. sincerità percepita dell'azione dello sponsor.
E. Contributo in denaro (cash)
o in prodotti o servizi (Value in Kind, VIK, Tabella 1 – L'interazione tra le immagini del Roland Garros e della Peugeot.
valore in prodotti)
• Importo del contributo in denaro e VIK. Specifiche Comuni Specifiche
• Modalità di pagamento e garanzie (assi- Roland Garros Peugeot
curazione dei rischi).
• Competitività dell'offerta rispetto ai con- Caratteristiche Spettacolo sportivo, Know-how, Viaggi e spostamenti
correnti diretti o indiretti (altro program- funzionali competizione qualità, in automobile,
ma di comunicazione). di alto livello innovazione affidabilità
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2.1 Metodo relativo alla diagnosi Caratteristiche Eleganza, Francese, Seria


del nucleo centrale che definisce socio-culturali distinzione tradizione e responsabile
la compatibilità dell'associazione (FIT)
Caratteristiche Logo, colori ocra, Solidità, resistenza Logo: leone (agilità,
simboliche giallo, verde Peugeot/Roland Garros potenza, velocità)
Nel quadro delle comunicazioni persuasive,
la prima tappa consiste nel garantirsi la Caratteristiche Gioia, fierezza, Piacere, felicità Soddisfazione/
compatibilità dell'interazione tra le due emotive interesse, passione, insoddisfazione, desideri
immagini.
Legittimità e forza del collegamento appartengono a quelle specifiche posso-
tra sponsor e evento no essere accettate dalle persone impli-
cate rispetto all’evento. È per questo che
L’intensità del collegamento tra sponsor occorre "testare" queste associazioni
ed evento è valutata in base a cinque lontane per verificarne l’accettazione da
affermazioni: parte delle persone determinate.
2. I collegamenti "dilemmi" (zona bianca) si
1. Esiste un collegamento logico tra l'e- riferiscono alle dimensioni che non sono
vento ed lo sponsor. percepite come molto credibili o accet-
2. L'immagine dell'evento e quella dello tate dal target. Questa situazione, tutta-
sponsor sono simili. via, può evolvere con il tempo e con 81
3. Lo sponsor e l'evento s’accompagnano azioni di valorizzazione.
bene. 3. I collegamenti "don't go" (zona rossa) riu-
4. L'impresa e l'evento vogliono esprimere niscono le dimensioni che non sono giudi-
le stesse cose. cate credibili e/o non accettate dal target.
5. Per me è logico che quest'impresa spon-
sorizzi quest'evento. Così, ogni dimensione può essere inserita
nella matrice distanza percepita versus cre-
Le persone interrogate sono invitate a Figura 8 – Analisi dell'accettabilità delle dibilità del collegamento. Riprendendo l'e-
rispondere utilizzando questa scala di scelte strategiche. sempio di Peugeot & Roland Garros, pos-
valutazione: 6: completamente d'accordo; siamo costruire la matrice della figura 9.
5: d'accordo; 4: abbastanza d'accordo; 3:
abbastanza non d’accordo; 2: non d’accor-
do; 1: assolutamente non accordo.

Goodwill e sincerità percepita

La sincerità percepita dello sponsor viene


valutata in base a queste quattro afferma-
zioni:

1. Lo sport trarrà beneficio da questa


sponsorizzazione fin dalla base. Figura 9 – Matrice “distanza percepita versus credibilità del legame” per quanto riguarda Peu-
2. La ragione principale che induce lo geot &Roland Garros.
sponsor a impegnarsi è che crede che
l'evento meriti di essere sostenuto.
3. Questo sponsor potrebbe trovare (figura 8): il rinforzo delle dimensioni Questa matrice (versione ridotta) colloca i
migliori opportunità nello sport. comuni, che è il meno rischioso, e il tran- collegamenti naturali a livello delle carat-
4. Questo sponsor, probabilmente, non sfer delle dimensioni che si riferiscono teristiche comuni: francese, qualità, piace-
avrebbe sostenuto questo evento se all’immagine dell'evento in quella dello re. I qualificativi: internazionale, verde ed
avesse un profilo molto più basso. sponsor. La credibilità di questa strategia eleganti sono bene accettati. I dilemmi si
deve essere esaminata. pongono da un lato a livello della seletti-
La compatibilità tra posizione Si tratta di definire una strategia rispetto vità sociale (prestigio) e della dimensione
strategica del marchio dello sponsor all'emissione rispondendo a queste emotiva (orgoglio e passione). D'altra
e possibilità offerte dall'interazione domande: parte, sembra rischioso comunicare su
tra le due immagini Parigi associata alla nozione di distinzione,
• Quale messaggio comunicare al target? poiché queste caratteristiche appartengo-
Si deve ricordare che l'immagine è un con- • Questo messaggio sarà giudicato credi- no all'universo del lusso. Pensiamo dunque
cetto d'emissione che rimanda ad una bile dal target? che si tratti di collegamenti "don't go".
realtà percepita. L'identità è di per sé un • Avrà l'effetto atteso sull'atteggiamento
concetto d'emissione (ovvero di trasmissio- verso il marchio? 3. Conclusione
ne di un messaggio da parte dell’impresa).
La sponsorizzazione è in relazione diretta Perciò è necessario valutare più precisa- Qualsiasi processo manageriale si basa su
con la comunicazione di un'identità. Per mente l'interazione tra le due entità fondamenti teorici che permettono di
l'organizzazione sportiva, questa diagnosi è tenendo conto delle dimensioni che pos- immaginare e analizzare gli effetti dell'azio-
abbastanza difficile da realizzare poiché sono essere comunicate attivamente al ne. La sponsorizzazione è una modalità di
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solo il centro strategico che gestisce il mar- target e legittimate dalla sponsorizzazio- comunicazione attraverso l'azione che si è
chio controlla interamente questo soggetto. ne, che sono di tre tipi: molto evoluta sia nella sua concezione, sia
Tuttavia è possibile informarsi analizzando da un punto di vista operativo e strategico,
il contenuto della comunicazione rispetto al 1. I collegamenti "naturali" (zona verde) che può essere definita in questo modo:
marchio ed analizzando le possibilità a riuniscono i collegamenti tra le dimen- La sponsorizzazione è una strategia di
seguito della diagnosi dell’immagine. sioni che sembrano credibili e sono comunicazione persuasiva, integrata al
Tenuto conto della diagnosi che riguarda accettate dal target. Le dimensioni marketing, che persegue obiettivi commer-
la compatibilità tra le due immagini, a "comuni" rientrano in questa categoria. ciali e/o istituzionali, sfruttando l'associa-
livello strategico esistono due possibilità Alcune dimensioni più lontane, che zione diretta tra un'organizzazione, un
come una strategia di marketing che mira a
procurare alle persone interessate un'espe-
rienza positiva con il marchio dello sponsor
rispetto all'evento. Un’esperienza rappre-
senta un evento individuale o collettivo che
si produce come risposta a degli stimoli,
produce emozioni che possono essere asso-
ciate ad altri benefici di tipo funzionale,
sociali, d'espressione di sé. Occorre perciò
fornire un ambiente e mezzi adeguati affin-
82 ché si produca l'esperienza voluta. L'attiva-
zione rientra nel quadro dell’“experiential”
marketing (Schmitt, 2000, 2004). Quest'ulti-
Figura 10 – Le molteplici associazioni possibili nel quadro della sponsorizzazione. mo si distingue dal marketing imperniato
sulle caratteristiche tangibili dei prodotti e
dei benefici che vi sono associati, in quanto
marchio, un prodotto ed un’altra organiz- Un evento sportivo è un fatto sociale procura un'esperienza sia sensoriale, affetti-
zazione, un evento o una personalità e forte dotato di un capitale “marchio” va che relazionale e fisica.
implica una transazione commerciale tra le specifico, che produce emozioni condivise
diverse parti interessate. e il cui esito è incerto6. (1) Meenaghan T., Understanding sponsorship
effects, Psychology & Marketing, 18, 2001, 2,
La nostra analisi permette di comprendere 95-122.
(2) www.fft.fr/rolandgarros/fr
e gestire il punto centrale di questa strate- L'attivazione è risolutamente proattiva. (3) www.perrier.com
gia, basata sull'associazione diretta tra due Secondo Philippe Laratte (Coca-Cola)7: "l'at- (4) www.museedelapub.org/virt/mp/perrier
entità e l'attivazione di questo processo. La tivazione, significa rendere il marchio attivo (5) Termine inglese che indica il responsabile del

figura 10 permette di individuare le varie piuttosto che passivo. Se il marchio è su un marketing.


(6) Questa definizione è legata agli anni ‘80, ed è
possibilità d'associazione che esistono tra pannello vicino allo stadio è passivo. Se è in
stata precisata negli anni ‘90 integrandovi il
lo sponsor e l'entità sponsorizzata. Le mol- mano ai consumatori, in forma di un bene concetto di capitale “marchio”.
teplici scelte possibili pongono un certo tangibile (una bottiglia dissetante, un cap- (7) Intervista realizzata da Thierry Lardinoit in:
numero di problemi (figura 10): pellino, una T-shirt con la fotografia della Stratégies des enteprises dans le sport, in
nazionale...) è attivo. Lo stesso avviene Desbordes M. (a cura di), (Re)construction de la
• ci si deve associare ad un evento, ad una quando il consumatore partecipa a dei gio- proximité avec le consommateur: le case du
parrainage de la Cupe du Monde 1998, par
squadra, ad un'organizzazione sportiva? chi perchè il marchio è lì. Va notato che ogni Coca Cola, 2001, Economica, 31-59.
• Quale gestione della sponsorizzazione marchio ha un campo d'attivazione suo
riesce ad evitare ogni cannibalismo da proprio" ."Il marchio apporta un beneficio
parte di un altro sponsor? tangibile al consumatore. Si deve realizzare Articolo originale. Traduzione a cura di J. Dran-
• Come proteggersi delle operazioni di un incontro/esperienza nel contesto emoti- noc. Titolo originale: Un modèle de management
ambush marketing? vo dell'evento. Esiste un "valore aggiunto stratégique de la sponsorisation sportive.
del marchio che mi è destinato". Per cui il Indirizzo dell’Autore: A. Ferrand, Université Clau-
Occorre sottolineare che l'evento apporta "valore scende a livello dell'individuo". L'at- de Bernard, Lyon 1, 27-29, Boulevard du 11
energia al sistema. tivazione deve essere compresa e gestita Novembre, 69622, Villeurbanne.

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Alimentazione

Alexandra Schek

Dieta mediterranea anche per gli atleti di alto livello?


L’alimentazione come elemento per ottenere migliori risultati sportivi:
quale deve essere la sua composizione ottimale, per l’allenamento di alto livello
e per coloro che praticano sport a livello ricreativo? (parte prima) 83

Viene trattato il problema


dell’influenza del consumo
di carboidrati e dei grassi sulla
prestazione sportiva. Si espone
come, rispetto a quanto discusso
per decenni, non esista solo
il problema di quale debba essere
la percentuale di questi nutrienti
nell’apporto energetico, ma anche,
e soprattutto di quale sia il tipo di
grassi o di carboidrati da preferire.
Il problema non è solo di quantità,
ma anche di qualità. Da questo
punto di vista, vengono trattati sia
il ruolo dei diversi tipi di acidi
grassi, sia il concetto di indice
glicemico e di carico glicemico.
Infine, viene esposto un “cerchio”
dell’alimentazione mediterranea,
che mostra quale sia
la composizione ottimale
dell’alimentazione, non solo per
l’allenamento degli atleti di alto
livello, ma anche per coloro che
praticano sport a livello ricreativo e
per i non praticanti sport.

1. Grassi, carboidrati e salute re consumate solo in quantità limitate, di peso, ipertensione, iperlipidemia, resi-
carni rosse e alcool (DGE 2000 b, pag. 330 stenza all’insulina (Krauss et al. 2000), le
Per proteggere la popolazione dalle e segg.). cui basi, spesso, si creano già in età infan-
malattie legate all’alimentazione – malat- Le stesse raccomandazioni sono state for- tile (Ebbeling et al. 2002; Sondike et al.
tie cardiocircolatorie, neoformazioni mali- mulate, fino al 2000, dalla Società ameri- 2003).
gne, diabete mellito di tipo II - che rappre- cana di cardiologia (American Heart Asso- Se si parte dalla constatazione che la per-
sentano le dieci cause più frequenti di ciation, AHA). centuale dei grassi nella dieta è diminuita
morte in Germania (Statistiche Bundesamt Effettivamente, almeno in Germania, negli a favore di quella di carboidrati, è ovvio
2003) e che, non di rado, sono associate ultimi venti anni, l’apporto di grassi nell’a- che si ponga la domanda se le cause di
con l’eccesso di peso, la Società tedesca limentazione è diminuito da circa il 40% al questo sviluppo della morbidità e della
per l’alimentazione (Deutsche Gesellschaft 36% (DGE 2000, 44 e segg.), a testimo- mortalità non vada ricercata proprio in
für di Ernährung, DGE) e non solo essa, nianza del fatto che è migliorata la coinci- questo cambiamento del rapporto tra i
consiglia, da più di quarant’anni (Oberrit- denza tra comportamenti e raccomanda- nutrienti, tanto più che, nello stesso perio-
ter 2000) di limitare al 30% la percentuale zioni alimentari (Sell et al 2003), mentre do di tempo, é cresciuto il ruolo dei car-
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dei grassi nell’apporto totale di energia, e negli Stati Uniti tale apporto è diminuito boidrati di facile assorbimento (Willet
quello di colesterolo a 300 mg. In tempi addirittura dal 42 a 33%. 1998 b).
più recenti, è stato consigliato un rappor- Ma non è avvenuto altrettanto per le In una recente metanalisi (Mensink et al.
to tra acidi grassi insaturi e saturi di 2 a 1 cosiddette malattie della civilizzazione: a 2003), condotta sulla base di sessanta
ed uno di acidi grassi ω3 rispetto a quelli livello mondiale, è continuamente aumen- studi controllati, è stato calcolato che, in
ω6 di 5 ad 1. Inoltre, deve essere aumen- tata l’insorgenza di obesità, malattie car- una dieta media statunitense, la sostitu-
tato il consumo di alimenti vegetali conte- diocircolatorie, cancro, diabete mellito di II zione del 10% di grassi di vario genere con
nenti carboidrati complessi e sostanze tipo e della sindrome metabolica (in ingle- il 10% di carboidrati ha un effetto sul rap-
zavorra, mentre andrebbero evitate, oppu- se: syndrom X), caratterizzata da eccesso porto sierico tra colesterolo totale e cole-
84

Figura 1 – L’effetto del fast food e dell’inattività fisica sull’insorgenza delle cosidette “malattie della civilizzazione”.

sterolo HDL meno positivo della loro sosti- che, per quanto riguarda l’effetto di dimi- di dieta. In uno studio a breve termine
tuzione con un ben determinato tipo di nuzione dell’HDL provocato da una dieta (della durata di sei settimane) condotto su
grassi, che fornisce la stessa quantità di povera di grassi, non vi è una differenza soggetti sani (Sharman et al. 2002; Volek
energia. Contrariamente a quanto avviene significativa se i carboidrati assunti sono et al. 2002), è stato provato che le concen-
per il burro, la margarina ed il cioccolato, il di forma complessa o semplice. trazioni a digiuno di trigliceridi e di insuli-
grasso di cocco, di palmisti e la maionese, Per quanto concerne il controllo della gli- na diminuivano, analogamente a quanto
l’olio di soia e di colza, ma soprattutto cemia, una recente ricerca, realizzata su avveniva in ricerche a lungo termine (da 6
quello d’oliva, hanno addirittura un effetto soggetti affetti da diabete mellito di tipo II a 12 mesi) su soggetti in eccesso di peso
positivo su questo indicatore delle malat- (Hays et al. 2002), ha dimostrato che tale (Foster et al. 2003; Samaha et al. 2003).
tie cardiocircolatorie. Già dieci anni fa, controllo migliora, senza che si osservi un Per quanto riguarda l’effetto sul profilo
Mensink e Katan (1992), basandosi su una effetto negativo sui valori dei lipidi emati- lipidico, altri Autori non hanno trovato dif-
meta analisi di ventisette studi controllati, ci, se, in una dieta con una percentuale ferenze tra una dieta ricca ed una povera
avevano calcolato che la sostituzione di relativamente bassa di carboidrati e una di grassi (3-6 mesi) in soggetti adulti
grassi insaturi, ma anche di grassi saturi, percentuale elevata di acidi grassi (Brehm et al. 2003) ed adolescenti (Sondike
con i carboidrati, aumenta il rischio di monoinsaturi, si diminuisce il consumo di et al. 2003).
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insorgenza di malattie cardiocircolatorie, amidi a favore degli acidi grassi saturi. Da una meta analisi di 107 studi controlla-
in quanto si produce un incremento della Le diete chetogene 1 , nelle quali fino al ti, è risultato che le diete povere di carboi-
concentrazione di trigliceridi nel plasma 65% dell’energia è fornito sotto forma di drati non esercitano un effetto negativo
con una contemporanea diminuzione della grassi, non hanno un effetto negativo, o sul grasso nel sangue, sul glucosio e l’insu-
concentrazione di HDL. Da ciò Katan rica- hanno persino un effetto positivo, sul pro- lina a digiuno e che la riduzione dell’ecces-
vava la raccomandazione di aumentare il filo lipidico ed il controllo della glicemia, so di peso dipende dall’entità e dalla dura-
contenuto di grassi nell’alimentazione dal che, in parte, vanno attribuiti alla riduzio- ta della restrizione dell’apporto energetico,
30 al 35%, e di sostituire i grassi saturi ne forzata dell’apporto di energia od alla ma non dal contenuto di carboidrati o di
con quelli insaturi. Inoltre, faceva rilevare diminuzione di peso provocato da tale tipo grassi nella dieta (Bravata et al. 2003).
Sembra che un minore contenuto di grassi andrebbero considerati un fattore di un’azione protettiva della salute (anti-
(Willet 1998a) non rappresenti un criterio rischio, in quanto lo stress ossidativo che li aritmica). Particolarmente ricchi di acido
del successo di una dieta diretta a ridurre accompagna (Horvath et al. 2000a) - spe- eicosapentenoico (EPA: C20:5ω3) e di
di peso, né che un elevato contenuto di cialmente con valori elevati di ozono (calu- acido docoesaenoico (DHA, C20:6ω) sono
grassi rappresenti un fattore indipendente ra estiva!) – può condurre a lesioni a carico i pesci grassi di mare (ricchi di iodio),
di rischio di aumento di peso (Ebbeling et dei vasi sanguigni, per cui da un lato si come il maccarello, l’aringa, il tonno, gli
al. 2002). Per questa ragione, non dovreb- favoriscono cambiamenti di tipo ateroscle- sgombri, le sardine e i pesci grassi d’acqua
be sussistere alcun rapporto tra consumo rotico, e dall’altro viene influenzata negati- dolce come le anguille, il salmone, ecc.,
di grassi e grasso corporeo (Willet 1998c. vamente la sensibilità all’insulina. mentre sono ricchi di acidi α-linoleici
Worm 2002) che però viene sostenuto in (ALA; C18:3ω3) gli oli di perilla, di colza, di
altri lavori (DGE 2000a, 144). Come viene Il rapporto tra gli acidi grassi lino, di noci e di soja (Souci et al. 2000). 85
rappresentato schematicamente nella Buone fonti di acidi grassi monoinsaturi
figura 1, vi sono similitudini nell’effetto Una restrizione dell’apporto alimentare di sono l’olio d’oliva e di colza. Anche essi
metabolico di determinati grassi o carboi- grassi saturi e di colesterolo riduce la con- svolgono un’azione positiva sui grassi nel
drati assunti con l’alimentazione. A lungo centrazione ematica dei trigliceridi, del sangue (riduzione della concentrazione di
termine, alimenti con una percentuale ele- colesterolo globale e del colesterolo LDL, trigliceridi). Effetti negativi hanno, invece,
vata di carboidrati ad assorbimento rapido ma non si può provare che assicuri una gli acidi grassi trans, presenti in piccole

(ovvero con elevato indice glicemico, IG, protezione dalle malattie cardiocircolatorie quantità nel grasso della carne e del latte
vedi più avanti) portano non soltanto alla (Liuet al 2001), in quanto è presumibile dei ruminanti, ma che si producono
resistenza all’insulina, ma anche alla alte- che, contemporaneamente, si produca una soprattutto nei processi industriali di idro-
razione del quadro dei lipidi ematici (disli- diminuzione della concentrazione di HDL genazione (idrogenazione di acidi grassi
pidemia). Uno sviluppo dell’iperlipidemia e (Katan 1998). Un incremento dell’apporto insaturi da oli vegetali). Un contenuto
della resistenza all’insulina della stessa di acidi grassi monoinsaturi e di determi- particolarmente elevato di acidi grassi
misura è favorito dagli acidi grassi saturi, nati acidi grassi polinsaturi nella dieta, a trans presentano il fast food, i cibi fritti e i
dal colesterolo e da un elevato rapporto spese degli acidi grassi saturi e degli acidi biscotti (Zock, Katan 1997). Inoltre, sono
tra acidi grassi ω6 rispetto a quelli ω3. grassi trans, invece, migliora il profilo dei la componente principale dei preparati
Per riportare il diagramma di flusso della lipidi, senza avere un effetto negativo sul CLA ( Schek 2002 a).
figura 1 a un denominatore comune, il colesterolo HDL. Al contrario, la sua con- Un aumento dell’apporto di acidi grassi ω
fast food e l’inattività favoriscono diretta- centrazione addirittura aumenta (Hu et al. 3 migliora la sensibilità all’insulina, essa è
mente o indirettamente (a causa dell’ec- 1999 a). peggiorata da un apporto elevato di acidi
cesso di peso) l’insorgenza delle malattie Negli ultimi anni, si sono accumulate le grassi saturi, ma anche da un aumento
della civilizzazione (Hu et al. 2000 a) men- prove che, se nella dieta, oltre ad una dimi- della loro sintesi endogena, come quella
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tre, invece, l’attività sportiva, direttamente nuzione del rapporto tra acidi grassi saturi che si produce in una alimentazione iper-
e indirettamente (grazie alla diminuzione ed acidi grassi insaturi, vi è anche quella calorica (Morris et al. 2003). La sensibilità
di peso) si oppone ad esse (Hu et al. 2000 del rapporto tra acidi grassi ω3 e ω6 è all’insulina è correlata alla permeabilità
b). Un’attività sportiva d’intensità modera- possibile ridurre il rischio che insorgano membranale, che viene aumentata dagli
ta, praticata più volte alla settimana, pro- malattie cardiocircolatorie (Hu et al 1996 acidi grassi ω3, mentre viene diminuita
tegge dalle malattie cardiocircolatorie (Liu b). Sia gli acidi grassi ω3 vegetali (Lorgeril dagli acidi grassi saturi e dal colesterolo.
et al. 2000 c) e migliora la sensibilità all’in- et al. 1994, 1999; Singh et al. 1992, 2002) Una membrana rigida impedisce che l’in-
sulina (Helge et al. 1998; Khaw et al. sia quelli animali (Leaf et al. 2003; Oomen sulina si leghi ai relativi recettori (Helghe
2001). Invece carichi sportivi estremi et al. 2000; Siscovick et al. 2003) svolgono et al. 1998).
aumenta nello stato di intolleranza al glu-
cosio, caratterizzato dall’iperglicemia, si
può arrivare ad una distruzione delle cellu-
le β (Liu et al 2002; Ludwig, Ebbeling
2001), per cui da un deficit relativo (stato
pre-diabetico) si passa, alla fine, ad un
deficit assoluto di insulina (diabete mani-
festo). I radicali e l’AGE, inoltre, possono
provocare od aumentare lesioni dei vasi
sanguigni (Ludwig, Ebbeling 2001) che, nel
86 caso di sussistenza di una iper- o dispilipi-
demia (Liu et al. 2001; Frost et al. 1999),
provocano l’insorgenza di micro o
macroangiopatie (Ludwig, Ebbeling 2001).
Inoltre, non è escluso che i carboidrati
facilmente assorbibili, stimolando il fattore
di crescita insulino-simile (Insulin-like
L’indice glicemico ed il carico glicemico aterosclerotico (Liu et al. 2001) e anneb- Growth Factor, IGF 1), favoriscano la for-
biamenti della coscienza (Kalmijn et al. mazione di tumori al colon, al retto, al
È noto da tempo che l’assunzione di car- 1995). L’iperinsulinemia postprandiale pro- seno ed alla prostata (Augustin et al.
boidrati di facile assorbimento sottopone voca un rapido aumento del glucosio nei 2002).
il tasso ematico di zuccheri a notevoli tessuti periferici dove viene ossidato o I risultati degli studi epidemiologici e clini-
oscillazioni, che a lungo termine portano immagazzinato (come glicogeno o come ci sulla patofisiologia sono riassunti in due
alla resistenza all’insulina (Virkamäki et al. grasso), e anche una inibizione della neo- rewiew (Augustin et al. 2002; Ludwig
1999) o possono provocare l’insorgere di glucogenesi nel fegato. Per cui, dopo circa 2002). Gli alimenti con elevate percentuale
un diabete di II tipo (Salmeron et al. 1997 tre ore, per reazione, si produce un’ipogli- di carboidrati facilmente assorbibili pre-
a, b). Notevoli e ripetute alterazioni del cemia, vale a dire una carenza di zuccheri sentano un elevato indice glicemico (IG)2.
tasso di zuccheri nel sangue provocano (Willett et al. 2002). Tale carenza, a sua L’indice glicemico è un parametro numeri-
anche un aumento del tasso di trigliceridi, volta, provoca fame - favorendo un co che esprime di quanto, e con quale
sotto forma di VLDL (Schwarz et al. 2003) aumento dell’apporto volontario di energia rapidità, 50 g di carboidrati, contenuti in
accompagnato da una diminuzione della e quindi la formazione del sovrappeso un alimento aumentano il tasso di zucche-
concentrazione di HDL (Frost et al. 1999) (Ludwig et al. 1999 a) - e rappresenta un ro nel sangue rispetto a 50 g di glucosio o
ed un possibile aumento della concentra- segnale per un aumento della secrezione a 50 g di carboidrati contenuti nel pane
zione di LDL (Liu, Willet 2002 b), favorendo di ormoni come il glucagone, l’adrenalina, bianco (Wolever et al. 1991)1.
così la possibilità d’infarto e di ictus (Liu et il cortisolo e l’ormone della crescita, che
al. 2000 b). Però, solo quando furono stu- provocano un incremento della cessione
diati i meccanismi biochimici che ne erano del glucosio dal fegato, e di acidi grassi dai
alla base, fu evidente che facilità d’assor- tessuti adiposi. L’aumento della concentra-
bimento non equivale a ricco di zuccheri. zione ematica di acidi grassi liberi per varie
La suddivisione in carboidrati semplici ore (Jenkins et al 1990), da un lato provoca
(monosaccaridi, disaccaridi, oligosaccaridi) un incremento della sintesi dei trigliceridi
ed in carboidrati complessi (polisaccaridi nel fegato (Parks, Hellerstein 2000), che
ricchi o privi di amidi), non corrisponde alla fine aumenta la cessione di VLDL alla
alla loro azione fisiologica (Augustin et al. periferia (Schwarz et al. 2003), e dall’altro
2002; Liu et al. 2000 a; Ludwig 2002). A produce una inibizione dell’assorbimento
causa della loro rapidità di digestione e del glucosio nei muscoli (Dresner et al.
assorbimento nell’intestino tenue, non sol- 1999). Questa riduzione della sensibilità
tanto i cibi ricchi di zuccheri, ma anche all’insulina del tessuto muscolare viene
quelli ricchi di amidi, possono provocare rafforzata dall’incremento della formazio-
un notevole aumento del glucosio nel san- ne di malonil-CoA e di trigliceridi. Dal Un calcolo dell’IG fondato sui dati della
gue e, di conseguenza, un’elevata increzio- canto suo, la diminuita sensibilità all’insu- composizione (contenuto in carboidrati,
ne di insulina dalle cellule β del pancreas lina provoca una iperinsulinemia compen- sostanze zavorra, grassi, proteine, compo-
(figura 1). satoria che, oltre ad un aumento della sin- nenti non nutrienti) degli alimenti non é
L’iperglicemia postprandiale, come anche tesi di colesterolo nel fegato (Augustin et possibile (Augustin et al. 2002; Wolever et
carichi fisici molto intensi, aumentano l’a- al. 2002), porta ad una down regulation al. 1991), in quanto è, notevolmente,
zione dello stress ossidativo sui vasi san- dei recettori dell’insulina (Kasper 1996, influenzato non solo da essa, ma anche
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guigni e le componenti del sangue (Augu- 249 e segg.), per cui diventa necessario un dal genere e dalla misura della lavorazione
stin et al. 2002), per cui si possono pro- ulteriore incremento della sua produzione di un alimento, cioè dalla grandezza delle
durre alterazioni delle funzioni endoteliali (Liu, Willet 2002), un circolo vizioso, il cui particelle, dalla loro struttura, dalla visco-
e una temporanea ipercoagulazione che, a sbocco, dopo alcuni anni, è la resistenza sità, ecc. Che i valori misurati presentino
loro volta, favoriscono una diminuzione all’insulina ed un esaurimento delle cellule variazioni non può rappresentare un moti-
della sensibilità all’insulina (Pinkney et al. b del pancreas. Inoltre, a causa dei radicali vo per criticare il concetto di “indice glice-
1997), aumenti della pressione arteriosa d’ossigeno e degli AGE (Advanced Glyca- mico”, in quanto la classificazione degli
(Liu et al. 2000 b), tendenza alla trombosi tion End Products, prodotti finali della gli- alimenti è standardizzata (Liu, Willet 2002;
(Lefebvre, Scheen 1998), alterazioni di tipo cazione avanzata), la cui produzione Ludwig 2002; Wolever et al. 1991). Nella
Tabella 1 – Calcolo del carico glicemico sulla base dell’indice glicemico

Alimenti Quantità Porzione in g o ml Contenuto Indice Carico Quantità


di carboidrati di carboidrati glicemico1 glicemico2 di energia in kcal
in g per 100 g in g per porzione per porzione
Indice glicemico elevato
Dolciumi3 ≈ 80 50 (1/4 di sacchetto) 40 ≈ 80 32,0 ≈ 200
Bevande sportive 8 180 (un bicchiere) 15 78 11,7 60 87
Patate, lesse 15 140 (1 porzione) 20 76 15,2 100
Pane di frumento 50 60 (1 fetta) 30 70 21,0 140
Pane di segale 50 60 (1 fetta) 30 69 27,7 135
Indice glicemico medio
Riso brillato 78 (crudo) 50 (1 contorno) 40 64 25,6 170
Cola 11 180 (1 bicchiere) 20 63 12,6 80
Müsli 68 (secchi) 50 (1 porzione) 30 56 16,8 200
Banane, mature 18 110 (1 pezzo) 20 52 10,4 100
Succo d’arancia 9 180 (1 bicchiere) 15 50 7,5 85
Rigatoni, spaghetti 73 (crudi) 55 (1 contorno) 40 48 19,2 190
Cioccolato al latte4 50 40 (una tavoletta) 20 43 8,6 215
Indice glicemico basso
Succo di mele 11 180 (1 bicchiere) 20 39 7,8 90
Succo di pomodoro 3 180 (1 bicchiere) 5 38 1,9 30
Mele 13 160 (1 pezzo) 20 37 7,4 85
Yogurth4 4 200 (1 tazza) 8 36 2,8 140
Pere 12 160 (1 pezzo) 20 33 6,6 90
Carote, lesse 5 200 (3 pezzi) 10 32 3,2 50
Albicocche, secche 48 40 (1/4 di sacchetto) 20 29 6,2 95
Fagioli borlotti 40 (secchi) 50 (1 porzione) 20 28 5,8 130
Latte intero4 5 190 (1 bicchiere) 10 27 2,7 125
Carote, crude 5 200 (3 pezzi) 10 16 1,6 50
Arachidi4 17 30 (1 bustina) 5 14 0,7 180
Cavoli4 3 200 (1 contorno) 5 non < 0,1 60

Il calcolo del carico glicemico è stato eseguito basandosi sull’indice glicemico.


Modificato da Foster-Powell (2002) servendosi di Souci et al. (2000).
1 IG basato sul glucosio (moltiplicandolo per 1,43 si ottiene l’IG basato sul pane bianco)
2 I numeri in neretto indicano alimenti il cui CG, riferito a 1000 kcl è superiore ad 89.
3 Sono state studiate le Jelly Beans, ma il valore dovrebbe essere approssimativamente lo stesso delle caramelle, le caramelle alla
liquerizia, le gomme alla frutta, ecc.
4 Alimenti con scarsa percentuale di carboidrati (< del 40%).

tabella 1 sono elencati alimenti d’uso fre- limonate, che posseggono un IG medio, lo
quente con un IG basso, medio ed elevato. superano, anche se, nel caso delle banane
Ad esempio, l’IG dello zucchero normale è e delle paste, relativamente, solo di poco .
65. L’IG di un pasto corrisponde alla media Gli altri alimenti, con IG medio (ad esem-
dei singoli IG, calcolati in base al contenu- pio, müsli, pane integrale, succo d’arancia,
to di carboidrati delle sue singole compo- cioccolata) e tutti quelli con IG basso (ad
nenti (Wolever et al. 1991). Nelle ricerche esempio, frutta, verdura (succhi di verdu-
sugli atleti, si tiene sempre più conto del- ra), legumi, latticini, noci hanno un CG
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l’IG dell’alimentazione esaminata. Secondo Liu et al. (2000 a) un CG superio- basso.


Poiché l’area della curva di assorbimento è re ad 89 per 1000 kcal è associato ad un Come un’attività fisica regolare (Bowden,
influenzata non soltanto dalla velocità di elevato rischio cardiovascolare e di diabe- McMurray 2003), anche una riduzione del
assorbimento del glucosio, ma anche dalla te. Come si può ricavare dalla tabella 1, CG che agisce quotidianamente sull’orga-
quantità di carboidrati che possono essere tutti gli alimenti con elevato indice glice- nismo, può avere effetti positivi dal punto
assorbiti, ha dato buoni risultati pratici il mico (ad esempio, caramelle, bevande di vista metabolico, migliorando il control-
calcolo del carico glicemico (CG) (Salme- sportive, patate, pane bianco) superano lo della glicemia, proteggendo da un
ron et al. 1997; Liu et al. 2001; Willett et questo valore limite. Anche il riso brillato, aumento dei lipidi nel sangue, e stabiliz-
al. 2002)3. le paste alimentari, le banane mature e le zando il peso corporeo (Burke 1998 b; Fro-
sat et al. 1998). È stato provato che perso- liberi nel sangue, con l’obiettivo di utiliz- Nei tre giorni precedenti una gara di resi-
ne d’età superiore ai sessant’anni e/o con zare una maggiore quantità di acidi grassi stenza, un consumo continuamente cre-
un BMI (Body Mass Index, indice di massa nella produzione di energia e così rispar- scente di carboidrati, da 8 a 10 g per kg di
corporea) superiore ai 25 kg/mg2 traggono miare glicogeno. Comunque, si è riusciti a peso corporeo (se, contemporaneamente,
profitto da queste misure (Tavani et al. confermare per gli umani, ciò che era già si diminuiscono costantemente l’intensità
2003). Per gli atleti dovrebbe essere parti- stato dimostrato per i ratti (Iossa et al. e il volume di allenamento), conduce ad
colarmente interessante tenere conto del 2002): rispetto ad una dieta ricca di car- un incremento sproporzionato, ossia ad
CG, in quanto suoi bassi valori sembrano boidrati, una ricca di grassi (> 65%) un incremento superiore al valore iniziale,
essere associati con una maggiore attività assunta per cinque giorni, provoca un del contenuto di glicogeno nella muscola-
della lipoproteinlipasi muscolare, cioè con aumento dell’ossidazione degli acidi grassi tura interessata (Sherman 1989). Questo
88 una stimolazione dell’assunzione di acidi nella muscolatura (Cameron-Smith et al. cosiddetto tapering method di supercom-
grassi dai trigliceridi VLD nelle cellule 2003), aumento nel quale la maggiore pensazione dei carboidrati, offre il vantag-
muscolari (Starling et al., 1997). In linea di quantità di acidi grassi ossidati sembrava gio di non presentare effetti mentali
principio, come vedremo, il concetto di CG derivare, prevalentemente, da trigliceridi negativi rispetto al metodo tradizionale,
è molto adatto come base per raccoman- VLDL (Helge et al. 2001; Schrauwen 2000) basato su unità d’allenamento che svuo-
dazioni nutrizionali che riguardino gli ali- e in percentuale minore da trigliceridi tano il glicogeno muscolare ed un giorno
menti. intramuscolari (Schrauwen et al. 2000) e di riposo (Sherman et al. 1981), Però,
dal pool degli acidi grassi liberi del sangue ambedue i metodi presentano un aspetto
2. Carboidrati, grassi (Helge et al. 2001). Dopo una dieta ricca di negativo che è quello di richiedere molto
e preparazione alle gare grassi il contenuto muscolare di trigliceri- tempo. Per questa ragione, un nuovo
di aumenta (Helge 2002; Hoppeler e al. approccio è rappresentato da un carico
Un allenamento regolare di resistenza 1999). spossante, di intensità (sovra)massimale
incrementa la capacità dei muscoli di ossi- (circa 3 min), cui fa seguito, nelle succes-
dare gli acidi grassi ed il glucosio, e di Il carbohydrate loading sive 24 ore, un consumo di 10 g per kg di
immagazzinare glicogeno e trigliceridi. A (carico di carboidrati) peso corporeo di carboidrati in forma di
questo adattamento partecipano numerosi alimenti con elevato indice glicemico
fattori, quali, ad esempio, gli adattamenti Come scritto nell’articolo di rassegna di (Fairchild et al. 2002). Gli Autori hanno
ormonali, la capillarizzazione, l’aumento Hawley et al. (1997), vi sono numerosi provato un aumento medio del 73% della
della densità dei mitocondri (Brouns, van studi che provano che il carbohydrate loa- concentrazione del glucosio iniziale in
der Vusse 1998; Scheck 1997). Gli acidi ding (CL) migliora la capacità di prestazio- tutti i tipi di fibre muscolari.
grassi, che sono ossidati in quantità mag- ne di resistenza. Un recente articolo, pubblicato da Burke
giore durante uno stato elevato di et al. (2000 b), si chiede se gli
allenamento, non provengono dal incrementi della prestazione che
tessuto adiposo, ma dal VLDL e pro- sono stati osservati siano, real-
babilmente dai trigliceridi intramu- mente, riconducibili ad un incre-
scolari (Mittendorfer, Klein 2003). In mento delle riserve di glicogeno
generale, le goccioline di grasso che muscolare o ad un effetto psicolo-
si trovano all’interno, e intorno alla gico. In contrasto con altri gruppi
muscolatura, forniscono circa il di lavoro, che avevano studiato gli
50% degli acidi grassi che vengono effetti del CL sulla prestazione, gli
utilizzati in un lavoro fisico (Mitten- Autori, per la prima volta, sono
dorfer, Klein 2003). ricorsi ad un protocollo di ricerca a
doppio cieco incrociato con con-
Il carico di carboidrati (carbohydrate trollo placebo. I soggetti dell’espe-
loading) si pone l’obiettivo di innal- rimento realizzavano per due volte,
zare le concentrazioni di glicogeno a distanza di una settimana, una
muscolare ed epatico e, di conse- corsa ciclistica a cronometro di
guenza, la disponibilità di glicogeno 100 km nella quale erano inseriti
in misura superiore a quella origina- quattro “sprint” di 4 km e cinque di
ria. La prima cosiddetta “supercom- 1 km, dopo avere assunto per tre
pensazione” di carboidrati fu giorni consecutivi 9 o 6 g di car-
descritta, già nel 1967, da Berg- boidrati per kg di peso corporeo.
ström et al. (cfr. Kiens 2001). Gli Nei giorni dei test consumavano
Autori provarono l’esistenza di un una prima colazione (2 g di carboi-
effetto d’incremento della presta- drati per kg di peso corporeo), e
zione, che negli anni e nei decenni durante i carichi una bevanda con-
SdS/Rivista di cultura sportiva Anno XXIII n. 60-61

successivi probabilmente portò ad tenente 1 g di carboidrati per kg di


una sopravvalutazione dei carboi- peso corporeo. A seguito della più
drati nell’alimentazione degli atleti elevata assunzione di carboidrati
degli sport di resistenza. nei giorni precedenti il carico, cer-
tamente la quantità di glicogeno
Il carico di grassi (fat loading) immagazzinata nei muscoli era
dovrebbe aumentare le concentra- maggiore, ma non si rilevava alcu-
zioni di trigliceridi intramuscolari, di na differenza di rendimento rispet-
trigliceridi VLDL e di acidi grassi to alla minore assunzione. Se ne
ricava che la sola aspettativa di ottenere considerato poco adatto, sotto l’aspetto di un giorno. Allora, sembra che (anche
un incremento della prestazione, grazie ad pratico. Phinney et al. (1983), dopo un FL con un’assunzione costante di carboidrati
una misura alimentare che, in base alla let- di una settimana, hanno rilevato un prima e durante il carico), l’accelerazione
teratura, notoriamente la incrementa, è già miglioramento della prestazione solo in un dell’ossidazione degli acidi grassi non sia,
sufficiente a migliorare la prestazione stes- soggetto della ricerca, mentre negli altri o non sia sempre, sufficiente a migliorare
sa. non si rilevava alcun effetto sulla presta- la prestazione, sebbene realmente si
Una spiegazione alternativa sarebbe che zione o un suo peggioramento. Questo risparmi glicogeno.
l’apporto di carboidrati durate il carico studio pone il problema dell’esistenza di Oppure, esistono, davvero, soggetti “ricet-
impediva che il contenuto di glicogeno soggetti “recettivi” e “non recettivi”. Cox et tivi” e “non ricettivi, come dovrà essere
scendesse al disotto della soglia che limita al. (1996), Goedecke et al. (1999), Poghilia- chiarito da ulteriori ricerche.
la prestazione. ghi, Veicsteinas (199) e Pitsiladis, Mau- 89
gham (1999) non sono riusciti a provare Per riassumere:
Il fat loading (il carico di grassi) un miglioramento della prestazione, dopo allo stato attuale delle ricerche non è
periodi di FL che duravano da una a dodici opportuno consigliare un FL (65% di
Le ricerche che sono state realizzate sul settimane. Gli ultimi due Autori hanno grassi) della durata di una settimana con
tema fat loading (FL) possono essere sud- studiato soggetti non allenati o hanno un giorno finale di CL (75% di carboidra-
divise in quattro gruppi: scelto forme di carico molto intensive. Si ti). Invece non vi è nulla da obiettare
può supporre che il vantaggio di una più verso un CL di un giorno (10 g di carboi-
drati per kg di peso corporeo) dopo un
• FL a breve termine senza CL elevata capacità di ossidazione degli acidi carico sposssante di intensità elevata,
• FL a lungo termine senza CL grassi venga annullato dalla minore dispo- oppure un CL (da 8 a 10 g di carboidrati
• FL a lungo termine con CL nibilità di glicogeno. per kg di peso corporeo) con tapering del
• FL a medio termine con CL lavoro di allenamento, anche se, di fatto,
Helge et al. (1996) hanno indagato gli l’effetto sulla prestazione, potrebbe esse-
Il FL (dal 60 al 70% grassi) superiore a cin- effetti di un FL a lungo termine con CL su re di natura psichica. D’altro canto deve
que giorni serve all’adattamento a mag- soggetti non allenati che svolgevano un essere notato che la supercompensazioni
giori quantità di grassi, che è più lento di programma di allenamento della resisten- di carboidrati è una misura sensata solo
in casi eccezionali (Horvath et al. 2000 a),
quello a grandi quantità di carboidrati, poi- za della durata di otto settimane. Fu così come quello, ad esempio, della prepara-
ché la regolazione dell’ossidazione dei rilevato che il gruppo di soggetti che, per zione immediatamente precedente una
grassi è meno buona di quella del glucosio tutto il periodo, aveva assunto una dieta maratona o un triathlon.
(Roy et al. 1988). Un successivo CL, della che prevedeva il 65% di carboidrati
durata di una settimana, mira ad una migliorava le proprie prestazioni in misura
supercompensazione dei carboidrati (Kiens superiore a coloro che, nello stesso perio-
2001), mentre un CL (dal 70 all’80% di car- do, si erano nutriti in questa forma solo Note
(1) Le diete chetogene hanno lo svantaggio che,
boidrati) della durata di uno-tre giorni, in l’ottava settimana, mentre, precedente- in parte, provocano una notevole perdita di
condizioni di recupero, serve al restauro mente, avevano assunto una dieta con il elettroliti (sodio, calcio, magnesio) nelle urine.
dei depositi di glicogeno, ridotti dopo il FL 62% di grassi. Si può ipotizzare che un CL (2) In sintesi, l’indice glicemico misura la rapidità

(Burke, Hawley 2002). superiore a tre giorni permetta di aumen- con la quale gli alimenti provocano un
tare il livello di glicogeno oltre il livello ini- aumento della glicemia: tanto più esso è ele-
Il FL a breve termine senza CL è stato ziale, annullando contemporaneamente vato, tanto più aumenta la glicemia, tanto
più elevata è la produzione di insulina da
oggetto di ricerca già da oltre trent’anni. l’accelerazione dell’ossidazione degli acidi parte del pancreas e tanto più aumentano i
Nel 1967, Bergström et al. dimostrarono grassi. Sembra probabile, inoltre, che un rischi di obesità e diabete di II tipo. L’indice
che il consumo di una dieta ricca di grassi fattore influente sia rappresentato anche glicemico di ogni alimento è influenzato da
per 1-3 giorni influiva negativamente sulla da una maggiore sollecitazione mentale tre fattori: il contenuto in fibre, il contenuto
prestazione di resistenza. Ma tre giorni non (Helge 2002). in grassi, il tipo di zuccheri semplici (rapporto
sono sufficienti, affinchè il sistema enzi- fruttosio-glucosio). La ricchezza in grassi e il
rapporto fruttosio-glucosio con un livello più
matico si adatti ad una maggiore disponi- Ultimamente è stato studiato intensamen- elevato di fruttosio riducono la velocità d’as-
bilità di acidi grassi. Una simile dieta, inol- te un FL a medio termine con CL, al centro sorbimento dei carboidrati (ndt).
tre, è accompagnata da una diminuzione del quale vi era il suo effetto su una prova (3) Un elevato carico glicemico è associato ad

delle riserve epatiche e muscolari di glico- a cronometro (da 30 a 60 min), successiva aumento del rischio di diabete di II tipo e
geno. Nel loro studio sulla realizzazione di ad della malattia coronarica, mentre i cibi a
. un carico di resistenza al 65-70% del basso carico glicemico possono prevenire l’o-
scatti intermedi, durante carichi prolunga- VO2max (di durata da 2 a 4 ore). Mentre
besità, la glicemia elevata, la resistenza all’in-
ti, Stepto et al. (2002) hanno scelto una Lambert et al. (2001) sono riusciti a rileva- sulina, la sindrome X, la glicazione (cioè il
forma di lavoro . ad intervalli molto intensi- re un miglioramento significativo della processo spontaneo, non enzimatico, d’inseri-
va (86 % del VO2max), e hanno dimostrato prestazione (4%), non altrettanto è avve- mento di unità glicidiche in sostanze protei-
che tre giorni di FL aumentano il grado di nuto in altre tre ricerche (Burke et al. 2000 che, frequente nel plasma di individui diabeti-
percezione dello sforzo, il che vuole dire a, 2002; Carey et al. 2001), sebbene i sog- ci), l’ipoglicemia, le complicazioni del diabete.
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che è necessario un impegno mentale getti dell’esperimento, dopo la fase di cari-


maggiore per realizzare l’allenamento. co di carboidrati, mostrassero un contenu-
to di glicogeno nella muscolatura identico (1. continua)
L’azione di un FL a lungo termine senza CL (e in parte, addirittura superiore al valore
è stata oggetto di alcune ricerche, non iniziale) a quello del gruppo di controllo. Indirizzo dell’autore: Dr. oec. troph. Alexandra
recenti, e di cinque più recenti. Lambert et Diversamente dagli ultimi tre studi citati, Scheck, Mühlstr. 11, 35390, Gießen, RTF.
al. (1994) hanno provato l’esistenza di un in Lambert et al. (2001) la durata del FL era Traduzione di M. Gulinelli da Leistungssport, 5,
effetto positivo dopo due settimane di FL, di dieci, invece che di cinque-sei giorni, e 2003, 16-24. Titolo originale: Mediterrane Kost
ma il loro protocollo di ricerca deve essere la durata della fase di CL di tre invece che auch für Leistungssport.
Metodologia dell’allenamento
Calcio

Gian Nicola Bisciotti, Cris, Ufr-Staps, Universitè Claude Bernard, Lione 1

Aspetti fisiologici del lavoro intermittente


L’incidenza fisiologica
90 dei parametri di durata,
intensità e recupero nell’ambito
dell’allenamento intermittente
Lo scopo del presente studio è stato
quello di verificare il coinvolgimento
del meccanismo aerobico ed anaerobico-
lattacido in un esercizio di tipo
intermittente svolto a diverse intensità
rispetto alla velocità aerobica massimale.
Allo studio hanno partecipato quindici
soggetti ai quali, dopo un test
di determinazione della velocità aerobica
massimale, è stato richiesto di effettuare
un test di corsa intermittente ad una
percentale della velocità aerobica
massimale pari, mediamente, al 100%,
105%, 110% e 115%, secondo queste
modalità: 10 s di lavoro – 10 s di recupero
passivo, 20 s di lavoro – 20 s di recupero
passivo e 30 s di lavoro – 30 s di recupero
passivo. La produzione di lattato durante
il test di corsa intermittente è stata
determinata grazie a due prelievi di
sangue capillare arterializzato effettuati,
rispettivamente, a metà ed alla fine delle
sessioni di corsa previste. In base alla
differenza tra la concentrazione di lattato
ematico registrata a metà ed alla fine di
ogni tipo di test ed all’analisi statistica dei
dati è stato possibile classificare i vari tipi
di lavoro intermittente studiati come di
tipo: “aerobico” (differenza assoluta tra il
valore di lattato registrato a metà ed alla
fine dell’esercitazione < di 1 mmol · l-1);
“blandamente anaerobico-lattacido”
(differenza tra il valore di lattato registra-
to a metà ed alla fine dell’esercitazione
compresa tra 1 e 2 mmol · l-1); Introduzione
“anaerobico-lattacido” (differenza tra il Nell’ambito delle esercitazioni rivolte al miglioramento delle caratteristiche aero-
valore di lattato registrato a metà ed alla biche ed anaerobiche dell’atleta, l’allenamento definito con il termine di “intermit-
fine dell’esercitazione compresa tra 2 e 3 tente” ha conosciuto, nell’arco degli ultimi anni un interesse sempre maggiore
mmol · l-1) e “fortemente anaerobico- (Colli et al., 1997; Impellizzeri et al., 2001). Per lavoro intermittente (IT) si intende
lattacido” (differenza tra il valore
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un tipo di attività, composta da una serie di sforzi, la cui durata è minore di 1 min.
di lattato registrato a metà ed alla fine Tale tipologia di esercitazioni differisce dal lavoro intervallato per il fatto che que-
dell’esercitazione > 3 mmol · l-1). Questi st’ultimo è composto da una serie di momenti di lavoro la cui durata è compresa
dati dimostrerebbero, quindi, come, tra i 2 ed i 6 min (Åstrand 1992), anche se occorre ricordare, comunque, come un
durante un lavoro di tipo intermittente, particolare tipo di lavoro intervallato, denominato Friburghese classico consista in
variando i parametri di tempo di lavoro, prove di 200, 300 e 400 metri che, nel caso di un atleta di buon livello prestativo,
tempo di recupero ed intensità di lavoro, vengono realizzate in tempi minori di 1 min (Van Aaken, Berben, 1971). Entrambi
sia possibile variare la risposta adattiva questi tipi di allenamento si pongono in alternativa al lavoro di tipo continuo,
fisiologica all’esercizio. inteso appunto come un tipo di attività prolungata nel tempo.
Il principio di base su cui si fonda l’IT è collo di studio stesso. L’atleta, in effetti, te crescente su treadmill (modello Run-
quello di alternare sforzi di elevata intensità riesce a mantenere un’identica velocità di race, Technogym, Italy). La velocità di par-
a fasi di recupero passivo, oppure di recu- percorrenza in tutte le prove, solamente se tenza era fissata per tutti gli atleti a 2,5 m
pero attivo, durante le quali, comunque, la velocità richiesta non è massimale · s-1 (9 km · h-1) e veniva progressivamente
l’attività è di bassa intensità (Billat 2001). (Impellizzeri et al. 2001). Questo permette- aumentata di 0,13 m · s-1 (0,5 km · h-1)
L’IT trova un buon campo applicativo rebbe una maggior standardizzazione del- ogni 30 s (Brue 1985). Il consumo di O2
sostanzialmente in tre tipi di attività sporti- l’intensità di lavoro all’interno del protocol- veniva calcolato grazie ad un misuratore
ve (Colli et al. 1997) che sono costituite da: lo di studio. È ragionevole pensare, infatti, di gas espirati (Teem 100, Aero Sport, Usa),
che diverse intensità di lavoro, sempre in la misurazione dell’aria espirata era regi-
1. i giochi sportivi ambito sub-massimale, che prevedano strata ed integrata ogni 20 s. Ad ogni sog-
2. le prove di mezzofondo, la cui durata sia prove la cui velocità sia compresa tra il 65 getto, inoltre, alla fine di ogni incremento 91
compresa tra i 90 s e gli 8 min. e l’80% della massima velocità sostenibile di velocità di corsa, veniva prelevato da un
3. l’allenamento della forza resistente. sulla distanza oppure sul tempo previsto lobo dell’orecchio un campione di sangue
(in altri termini prove sostenute ad inten- venoso arterializzato di 20 microlitri allo
L’interesse dell’IT può essere ricondotto a sità medie comprese tra il 100 ed il 130% scopo di determinare la produzione di lat-
due diversi aspetti. In primo luogo, secon- della VAM), inducano diverse risposte per tato. Il campione sanguigno era analizzato
do alcuni Autori, il lavoro di tipo intermit- ciò che riguarda i meccanismi di ripristino a un analizzatore fotoenzimatico (modello
tente
. favorisce un maggior incremento del energetico, principalmente chiamati in Accusport, Boehringer and Mannheim,
VO2max, una maggior produzione di lattato causa durante i diversi tipi di lavoro richie- Germany).
ed un maggior tempo trascorso a velocità sti. Variando i tre parametri principali che Veniva considerata come VAM di ogni
aerobica massimale (VAM) rispetto ad un permettono la costruzione di un protocollo atleta la velocità alla quale venivano regi-
lavoro di tipo continuo svolto alla medesi- di IT, ossia il tempo di lavoro, l’intensità di strati i seguenti parametri (Billat 1998;
ma intensità (Gorostiaga et al. 1991; Billat lavoro, ed il tempo di recupero, sarebbe Bird, Davison 1997):
et al., 2000). Secondariamente l’IT si rivela quindi possibile costruire dei protocolli che
essere maggiormente specifico nei con- incidano maggiormente sul meccanismo 1. Il raggiungimento della FC massimale
fronti del modello prestativo in attività di aerobico, oppure su quello anaerobico-lat- teorica;
tipo frazionato come il calcio o la pallaca- tacido. Questo potrebbe costituire un inte- 2. Un quoziente respiratorio > di 1,1;
nestro (Colli et al., 1997). ressante criterio discriminante nella scelta 3. Una produzione di lattato > di 8 mmol · l-
Gli studi condotti sull’IT possono essere del tipo di lavoro intermittente da adottare 1;

suddivisi in due categorie principali. in funzione degli stimoli funzionali ricerca- 4. Il raggiungimento di un plateau nel con-
Nella prima ritroviamo tutti gli studi ine- ti. sumo di O2.
renti lavori la cui intensità
. sia compresa tra Lo scopo di questo lavoro è appunto quello
il 130 ed il 160 % del VO2max, di una dura- di identificare i meccanismi di ripristino Test intermittente
ta che va da un minimo di 15 ad un massi- energetico, maggiormente sollecitati, in
mo di 40 s, interrotta da un breve intervallo funzione della diversa combinazione dei Ad ogni soggetto veniva richiesto di effet-
di recupero, compreso tra i 15 ed i 40 s. Lo parametri di tempo ed intensità di lavoro e tuare tre diversi tipi di corsa intermittente,
scopo di questi studi, che peraltro rappre- di durata del tempo di recupero utilizzabili. effettuati su di una pista di atletica, in cui
sentano i protocolli maggiormente datati, il tempo di lavoro ed il tempo di recupero
era quello di stabilire il tempo limite e/o il Materiale e metodi erano rispettivamente di:
massimo numero di ripetizioni eseguibili da
parte dell’atleta, rispettando i diversi criteri Soggetti 1. 10 s – 10 s
di lavoro (Billat 2001). 2. 20 s – 20 s
Nella seconda categoria, in cui ritroviamo In questo studio sono stati considerati 3. 30 s – 30 s.
gli studi più recenti e numericamente più quindici soggetti la cui età, peso ed altezza
consistenti, i protocolli di lavoro prevedo- erano rispettivamente 23 ± 3 anni (media In ogni tipo di lavoro il recupero era effet-
no l’esecuzione di sforzi massimali di breve ± deviazione standard) 78.3 ± 5.5 kg e tuato in forma passiva (atleta fermo sul
durata, intervallati da pause più o meno 177.6 ± 5.4 cm. Tutti i soggetti considerati posto), durante il test il ritmo di corsa
lunghe (da 30 s a 5 s), il cui scopo è quello praticavano calcio a livello semi-professio- veniva dato da un segnale sonoro prodot-
di stabilire gli eventuali cambiamenti nella nale e, durante il periodo dei test, conti- to da un computer equipaggiato di un
produzione di potenza in funzione dei suc- nuarono tutti la loro normale attività di programma specificatamente concepito. I
cessivi periodi di lavoro, nonché i cambia- allenamento. Nessun soggetto presentava tre tipi di lavoro sopra menzionati veniva-
menti metabolici indotti nella muscolatura problemi di tipo muscolare o neuromusco- no effettuati a quattro diverse intensità
interessata (Billat 2001). lare. Tutti i soggetti furono informati sullo calcolate in base alla VAM di ogni sogget-
In questa seconda categoria ritroviamo scopo dello studio e sui possibili rischi ad to, ricavata dal test di VAM precedente-
quindi protocolli di lavoro di tipo “all out”, esso connessi. Inoltre, ogni soggetto fornì mente descritto. Le quattro intensità
in cui si richiede all’atleta uno sforzo di un consenso scritto, relativo alla propria medie di lavoro adottate erano pari al
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tipo massimale, di breve durata e reiterato partecipazione alla sperimentazione prima 100%, 105%, 110% e 115% della VAM
nel tempo. In questi tipi di protocollo, tut- di sottoporsi ai vari test richiesti. individuale.
tavia, vi è l’obbiettiva difficoltà per l’atleta Le distanze medie percorse in funzione
nel poter mantenere un’identica velocità in Protocollo dell’intensità di corsa adottata, i tempi
tutte le prove richieste, a causa dell’insor- totali di lavoro ed i tempi di prelievo san-
genza del fenomeno della fatica (Impelliz- Test di determinazione della VAM guigno relativi ai diversi tipi di IT sono
zeri et al. 2001). Ciò potrebbe comportare presentati nella tabella 1. Ad ogni sessione
una difficoltà nella standardizzazione del- Ad ogni soggetto è stato richiesto di effet- di test veniva richiesto all’atleta di effet-
l’intensità dello sforzo richiesto dal proto- tuare una corsa a velocità progressivamen- tuare un solo tipo di IT, le sessioni di test
cizio e la produzione di lattato registrata
Tabella 1 – Distanze percorse, tempi totali di lavoro svolto e tempi di prelievo sanguigno relativi
ai test di IT effettuati alle diverse percentuali della VAM e secondo le tre differenti modalità
alla fine dello stesso, è stata calcolata
previste dal protocollo del test. attraverso un test di effect size (ES) utiliz-
zando la seguente formula (Thomas et al.
Intensità Modalità Distanza Tempo totale Tempo 1° Tempo 2° 1991):
media in % di corsa (s) (m) di lavoro (min) prelievo prelievo
ES = M1 – M2/DS

Dove M1 = media del primo risultato, M2 =


100 10 s — 10 s 45,6 ± 6,4 12 6 min 12 min media del secondo risultato e DS = devia-
92 100 20 s — 20 s 91,6 ± 12,8 12 6 min 12 min zione standard.
100 30 s — 30 s 137,4 ± 19,2 12 6 min 12 min
105 10 s — 10 s 48,1 ± 6,70 12 6 min 12 min Il valore di VAM registrato durante il test
105 20 s — 20 s 96,2 ± 13,4 12 6 min 12 min specifico è stato di 16,5 ± 2,3 km . ·h ,
-1

105 30 s — 30 s 144,3 ± 20,1 12 6 min 12 min corrispondente ad un valore di VO2max


110 10 s — 10 s 50,4 ± 7,0 12 6 min 12 min pari a 58,62 ± 7,76 ml · kg-1 · min-1.
110 20 s — 20 s 100,8 ± 14,0 12 6 min 12 min I risultati riguardanti il valore di lattato
registrato durante i diversi tipi di test
110 30 s — 30 s 151,2 ± 1,0 12 6 min 12 min
intermittenti effettuati al 100%, 105%,
115 10 s — 10 s 52,7 ± 7,4 8 4 min 8 min 110% e 115% della VAM, congiuntamente
115 20 s — 20 s 105,4 ± 14,8 8 4 min 8 min ai valori relativi ai test di 2 e di ES, sono
115 30 s — 30 s 158,1 ± 22,2 8 4 min 8 min riportati rispettivamente nelle tabelle 2, 3,
4 e 5.

per ogni atleta erano intervallate da 24 h


Tabella 2 – Valori relativi al lattato registrato a metà test (6 min) ed a fine test (12 min) durante
di recupero. Alla metà e alla fine di ogni le diverse modalità di corsa effettuate al 100% della VAM. Nella colonna 4 sono riportate le dif-
sessione di IT veniva effettuato un prelie- ferenze di produzione di lattato riscontrate tra il 1° ed il 2° prelievo, nella colonna 5 è riportata
vo di sangue capillare arterializzato di 20 la significatività statistica relativa all’ipotesi di equivalenza e nella colonna 6 è riportato il valore
microlitri dal lobo dell’orecchio, che veni- del test di ES. * p < 0,05; ** p < 0,01; *** p < 0,001.
va analizzato, al fine di registrare la pro-
duzione di lattato grazie ad un analizzato-
re fotoenzimatico (modello Accusport, Modalità 1° prelievo 2° prelievo Differenza Significatività Es
Boehringer and Mannheim, Germany). di corsa (mmol/l) (mmol/l) (mmol/l) statistica
Durante i due giorni che precedevano 10 s — 10 s 4,94 ± 0,39 5,33 ± 0,33 0,39 ± 0,06 ** 0,54
ogni prova veniva richiesto ad ogni parte- 20 s — 20 s 5,02 ± 0,36 5,43 ± 0,29 0,41 ± 0,07 ** 0,63
cipante di astenersi dall’effettuare attività 30 s — 30 s 5,24 ± 0,38 5,69 ± 0,31 0,45 ± 0,07 ** 0,65
fsiche spossanti e, inoltre, di controllare il
proprio regime alimentare, cercando, per
quanto possibile di standardizzarlo. Prima
di ciascuna prova ogni atleta effettuava Tabella 3 – Valori relativi al lattato registrato a metà test (6 min) ed a fine test (12 min) durante
un riscaldamento standard a base di corsa le diverse modalità di corsa effettuate al 105% della VAM. Nella colonna 4 sono riportate le dif-
ferenze di produzione di lattato riscontrate tra il 1° ed il secondo prelievo, nella colonna 5 è
e stretching della durata di 15 min. Ogni
riportata la significatività statistica relativa all’ipotesi di equivalenza e nella colonna 6 è riportato
atleta effettuava tutte le prove richieste il valore del test di ES. p< 0,05; ** p < 0,01; *** p < 0,001.
nella stessa fascia oraria (tra le 10:00 e le
13:00) al fine di minimizzare gli effetti
delle variazioni di tipo circadiano (Reilly, Modalità 1° prelievo 2° prelievo Differenza Significatività Es
Brooks 1986). di corsa (mmol/l) (mmol/l) (mmol/l) statistica

10 s — 10 s 5,70 ± 0,51 7,48 ± 1,06 1,78 ± 0,55 ns 1,13


Statistica 20 s — 20 s 6,02 ± 0,50 7,82 ± 1,03 1,80 ± 0,53 ns 1,17
30 s — 30 s 6,29 ± 0,61 8,14 ± 1,06 1,85 ± 0,45 ns 1,10
Per ogni variabile considerata sono stati
calcolati gli indici statistici di base (media
e deviazione standard). È stata calcolata,
inoltre, per ogni percentuale di VAM con- Tabella 4 - Valori relativi al lattato registrato a metà test (6 min) ed a fine test (12 min) durante
le diverse modalità di corsa effettuate al 110% della VAM. Nella colonna 4 sono riportate le dif-
siderata, la differenza aritmetica delle
ferenze di produzione di lattato riscontrate tra il 1° ed il 2° prelievo, nella colonna 5 è riportata
medie dei valori di lattato registrati a la significatività statistica relativa all’ipotesi di equivalenza e nella colonna 6 è riportato il valore
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metà ed alla fine del test di IT. L’ipotesi di del test di ES. p < 0,05; ** p < 0,01; *** p < 0,001.
equivalenza tra il valore di lattato regi-
strato a metà test e quello registrato alla
fine del test stesso, è stata verificata Modalità 1° prelievo 2° prelievo Differenza Significatività Es
di corsa (mmol/l) (mmol/l) (mmol/l) statistica
attraverso un test di 2 (valore osservato
contro valore atteso). La significatività 10 s — 10 s 5,71 ± 0,33 7,75 ± 0,40 2,04 ± 0,11 ns 2,79
statistica è stata posta a p< 0.05. 20 s — 20 s 6,20 ± 0,61 8,90 ± 0,65 2,70 ± 0,04 ns 2,14
La magnitudo della differenza tra la pro- 30 s — 30 s 7,37 ± 0,51 10,3 ± 0,69 2,93 ± 0,18 ns 2,44
duzione di lattato registrata a metà eser-
Tabella 5 – Valori relativi al lattato registrato a metà test (4 min) ed a fine test (8 min) durante le al. (1985) proposero di fissare al valore di 1
diverse modalità di corsa effettuate al 115% della VAM. Nella colonna 4 sono riportate le diffe- mmol · l-1 la massima differenza tra i livelli
renze di produzione di lattato riscontrate tra il 1° ed il secondo prelievo, nella colonna 5 è ripor- di Las registrati ad inizio e fine esercizio,
tata la significatività statistica relativa all’ipotesi di equivalenzae nella colonna 6 è riportato il stabilendo che, al di là di tale valore, l’eser-
valore del test di ES. p < 0,05; ** p < 0,01; *** p < 0,001. citazione fosse classificabile come anae-
robica lattacida. I dati ritrovati nel presen-
Modalità 1° prelievo 2° prelievo Differenza Significatività Es te studio dimostrerebbero che tale equili-
di corsa (mmol/l) (mmol/l) (mmol/l) statistica brio tra smaltimento e produzione di latta-
to, che testimonierebbe appunto la com-
10 s — 10 s 5,73 ± 0,35 9,10 ± 0,60 3,37 ± 0,25 ns 3,54 pleta “aerobicità” dell’esercizio, è ritrovabi-
20 s — 20 s 6,44 ± 0,51 10,52 ± 0,80 4,08 ± 0,29 ns 3,11 le solamente nel corso dell’IT effettuato ad 93
30 s — 30 s 8,64 ± 0,49 13,16 ± 0,95 4,52 ± 0,46 ns 3,13 un intensità pari al 100% della VAM, indi-
pendentemente dalla modalità di esecu-

Discussione
Il livello di concentrazione di lattato ema-
tico (Las), è sempre stato considerato uno
degli indici principali nell'ambito del con-
trollo e della pianificazione dell’allenamen-
to di resistenza organica. Tuttavia, alcuni
aspetti, legati a questo parametro fisiolo-
gico, come ad esempio il concetto di soglia
anaerobica (SA), sono stati recentemente
oggetto di numerose discussioni (Yeh et al.
1983; Brooks 1985; Hughson et al. 1987;
di Prampero et al. 1998). Correntemente, la
SA è definita come l’intensità di lavoro alla
quale la produzione di lattato ematico si
stabilizza a 4 mmol · l-1 (Heck et al. 1985),
fermo restando che quest’ultima possa cizio viene effettuato (di Prampero et al. zione richiesta (10 s/10 s, 20 s/20 s oppure
essere determinata anche con mezzi indi- 1998). Il fatto che la Las possa stabilizzarsi 30 s/30 s). Tale stato d’equilibrio non
retti come la relazione intercorrente tra il a livelli relativamente più elevati rispetto sarebbe più osservabile già a partire da
consumo di O2, l’intensità del lavoro effet- alle classicamente accettate 4 mmol · l-1, esercitazioni svolte al 105% della VAM,
tuato e la velocità da un lato e la produ- implica di per sé la maggior produzione di seppure con tempi di lavoro ridotti (10
zione di CO2, la frequenza cardiaca oppure lattato da parte di alcune fibre, verosimil- s/10 s). Tuttavia, sarebbe, a nostro avviso,
la ventilazione polmonare dall’altro. Il con- mente le fibre di tipo FT, e la metabolizza- non propriamente corretto, definire gene-
cetto di SA suggerisce, quindi, il fatto che, zione del medesimo da parte di altre fibre ricamente come “anaerobiche-lattacide”
al di sopra di tale intensità di lavoro, l’or- muscolari, presumibilmente di tipo ST. tutte le esercitazioni durante le quali que-
ganismo debba ricorrere massicciamente Questo meccanismo permetterebbe di sto stato di equilibrio non venga più
al sistema anaerobico-lattacido quale mantenere un equilibrio tra la produzione rispettato. Al contrario ci sembra più
principale fonte di ripristino energetico. di lattato ed il suo smaltimento e, in ultima razionale, soprattutto ai fini metodologici
Tuttavia, il concetto di SA, legato alla sta- analisi, consentirebbe lo svolgimento del- dell’allenamento, cercare di gerarchizzare
bilizzazione della produzione di lattato a 4 l’esercitazione in un regime di equilibrio questo stato di “disequilibrio”, in modo da
mmol · l -1 è fortemente criticabile (di aerobico. poter definire con maggior accuratezza il
Prampero et al. 1998). In effetti alcuni Questo concetto, oltre che nel caso del grado d’intervento del meccanismo anae-
lavori sperimentali (Pinto Ribeiro et al. lavoro continuo, può essere adottato anche robico-lattacido durante l’esercitazione
1986) hanno dimostrato come, durante un nel caso di un IT, durante il quale il mante- stessa. In questo senso, in base ai valori del
lavoro svolto ad un’intensità pari alla SA, nimento o meno di un equilibrio tra produ- test di ES effettuato, proniamo la seguente
la produzione di lattato, dopo un primo zione e smaltimento di lattato, può essere classificazione:
picco iniziale, si stabilizzi ad un valore che adottato come criterio discriminativo della
può essere anche superiore a quello di 4 aerobicità o meno dell’esercitazione stessa. • per valori di ES < di 1, il tipo di esercita-
mmol · l-1 e tenda a restare tale sino alla In altre parole, un esercitazione che man- zione viene definito di tipo aerobico,
fine dell’esercitazione stessa. In questo tenga, dopo un primo picco di incremento come viene d’altronde anche confortato
caso la totale “aerobicità” dell’esercizio (Pinto Ribeiro et al. 1986), una Las stabile, dalla significatività statistica dell’ipotesi
verrebbe comunque dimostrata dal valore indipendentemente dal valore assoluto di di equivalenza tra il valore di Las regi-
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del quoziente respiratorio che rimane allo quest’ultima, può a tutti gli effetti essere strato a metà ed alla fine dell’esercita-
stesso livello osservato durante lavori svol- considerato come un’esercitazione di tipo zione. Inoltre, è importante sottolineare
ti ad intensità inferiori, durante i quali la aerobico. Al contrario, il verificarsi di un come i valori registrati a questo livello
Las era compresa tra 2 e 3 mmol · l-1. Per progressivo aumento di Las, starebbe ad d’intensità di lavoro, siano perfettamen-
questo motivo, la costanza della Las, sep- indicare il pieno coinvolgimento dei pro- te in accordo con la teoria proposta da
pure ad un valore superiore rispetto a cessi anaerobici lattacidi quale meccanismo Hech et al. (1985). In questo caso, infat-
quello classicamente adottato per la defi- precipuo di resintesi energetica (Pinto ti, la differenza assoluta tra il valore di
nizione della SA, dimostrerebbe lo stato di Ribeiro et al. 1986; di Prampero et al. Las registrato a metà ed alla fine dell’e-
aerobicità organica globale al quale l’eser- 1998). Sempre a questo proposito, Heck et sercitazione è < di 1 mmol · l-1).
Tabella 6 – Classificazione dei diversi tipi di IT osservati in base al valore del test di ES effettuato.

Intensità media Modalità Classificazione dell’esercitazione


in % della VAM di corsa (s)

100 10 s — 10 s Aerobico
100 20 s — 20 s Aerobico
100 30 s — 30 s Aerobico
105 10 s — 10 s Blandamente anaerobico lattacido
105 20 s — 20 s Blandamente anaerobico lattacido
94 105 30 s — 30 s Blandamente anaerobico lattacido
110 10 s — 10 s Anaerobico lattacido
110 20 s — 20 s Anaerobico lattacido
110 30 s — 30 s Anaerobico lattacido
115 10 s — 10 s Fortemente anaerobico lattacido
115 20 s — 20 s Fortemente anaerobico lattacido
115 30 s — 30 s Fortemente anaerobico lattacido

Adottando questo criterio di classificazione quindi, completamente diversa a parità di


è possibile ricondurre nelle quattro cate- alcuni parametri considerati, come avviene
gorie suddette tutti i tipi di IT contemplati ad esempio in un IT 10 s -10 s effettuato
dal protocollo di studio come riportato al 100% ed al 115% della VAM. Nel primo
nella tabella 6. caso l’esercitazione è classificabile come
• per valori di ES compresi tra 1 e 2 l’eser- I dati desunti dal presente studio dimo- “aerobica”, mentre nel secondo caso diver-
citazione viene classificata come di tipo strerebbero quindi come la risposta fisiolo- rebbe “fortemente anaerobica-lattacida”.
blandamente anaerobico-lattacido, (la gica all’IT sia, come d’altronde già sottoli- Questi dati ci fanno chiaramente intendere
differenza tra il valore di Las registrato a neato da altri Autori ( Christensen et al. come, ai fini di un’ottimale programmazio-
metà ed alla fine dell’esercitazione è 1960), fortemente sensibile alla ratio tra ne metodologica dell’allenamento di resi-
compresa tra 1 e 2 mmol · l-1); tempo di lavoro e tempo di recupero, oltre stenza organica che preveda l’utilizzo del-
• per valori di ES compresi tra 2 e 3 l’eser- che naturalmente all’intensità del lavoro l’IT come mezzo di lavoro, divenga impera-
cizio è definibile come anaerobico-latta- richiesto. Agendo quindi su questi tre tivo conoscere i diversi effetti fisiologici e
cido (la differenza tra il valore di Las parametri, intensità di lavoro, tempo di quindi le differenti risposte organiche
registrato a metà ed alla fine dell’eserci- lavoro e tempo di recupero, è possibile adattative, conseguenti alla variazione dei
tazione è compresa tra e 4 mmol · l-1); cambiare totalmente l’impatto fisiologico parametri di intensità di lavoro, tempo di
• infine per valori di ES > di 3 l’esercita- dell’esercitazione stessa, sollecitando recupero e tempo di lavoro adottati.
zione è classificabile come fortemente diversi meccanismi fisiologici (sistema
lattacida (in quest’ultimo caso la diffe- aerobico o anaerobico-lattacido) oppure Indirizzo dell’autore: G. N. Bisciotti, Via IV
renza tra il valore di Las registrato a variando l’intensità d’intervento del mec- Novembre 46, 54027 Pontremoli.
metà ed alla fine dell’esercitazione risul- canismo anaerobico-lattacido. La risposta
ta > 3 mmol · l-1). organica adattiva all’esercizio può essere, e-mail: bisciotti@libero.it

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Sci. Sports. Exerc. 17, 1985, 22-31. Blood lactate concentration increases as a conti- ra, 1971.
The conclusive stages in the career training loads. In this context practical ques-
of top level athletes tions of application wich are important for the
V. N. Platonov planning and structuring of a systematic train-

Summaries
The science of training provides much infor- ing process are dealt with.
mation on the various stages of the long term
preparation of athletes. However, up to now,
little attention has been paid to the scientific Genetics and the limits
discussion on the last stage of the career of of human performance capacity
top level athletes, in which their performance H- H Dickhut
levels gradually fall. After illustrating the The question as to the importance of genetic
structure and factors involved in the system of prerequisites for special human abilities and
long term preparation and the details of the performance is not new but runs throught the 95
various stages of training, the study describes history of mankind. For competitive sport it is
the characteristics of the stage of the gradual of significance to what extent the development
decline of the results, the channels for the of the physical activities is genetically deter-
intensification of training in the long term mined or trainable. Using the example of motor
preparation system, the load dynamics in this speed as well as endurance, the relationship
system and finally, the changes in the struc- between the genetic prerequisites and the lim-
ture of the training year and the structure of its of human performance abilities is shown.
preparation before the Olympic Games.

Aging, sport and exercise (first part)


Evidence based coaching J. H. Wilmore, D. L. Costill
A. La Torre, R. Codella, E. Arcelli, The number of adult man and women over 40
G. Alberti, E. Rampinini, F. M. Impellizzeri years of age who exercise regularly or parteci-
Modern trainers can reconcile the components pate in competitive sports as increased dra-
“science & art” characterising their profession matically over the past 30 years. Many of
only if they combine multidisciplinary skills these older competitors engage in competi-
and the capacity of observation and interpre- tions for recreation and fitness, wheraeas oth-
tation of the facts. In the same way as physi- ers train with the same enthusiasm and inten-
cians always refer to “Evidence Based Medi- sity as Olympians. Opportunities are now avail-
cine”, i.e. medicine supported by experimental able for older athletes to compete in activities
results, coaches must do the same, referring to ranging from marathon running to weightlift-
the indications emerging from the studies ing. The succes and the standards of perfor-
conducted with the scientific method. In prac- mance set by many older athletes are excep-
tice, they should no longer base their choices tional and often difficult to explain. However,
on inductive criteria or inductive reasoning, althought these older athletes exhibit strenght
and they must improve their theoretical and and endurance capacities that are far greater
methodological background. The application of than those of untrained people of similar age,
statistical criteria does not eliminate the value even the most highly trained older person
of the coaches' experience and wisdom in experiences a decline in performance after the
managing the training process, and is encour- fourth of fifth decade of life. What physiologi-
aged by the "team spirit". It is useless to be cal changes occur during aging that affect
limited to what one has done up to now. Only exercise performance? Does intense physical
a systems approach, based on indispensable activity pose health risks for aging athletes?
knowledge, can enable people involved in How trainable are middle-aged and older
physical and sports activity to be inspired by adults? We will attempt to answer these ques-
and implement methodical procedures. The tions. We begin by examining body size and
transition from the “pedagogical art” to ency- composition changes in older adults, and the
clopaedic knowledge requires coaches to con- we consider age-related changes in the physi-
sider the science of training not as someone ological responses to acute exercise and
who “knows everything”, but as a person chronic adaptations to long-term training.
aware of the best contributions of scientific Finally, we look at how aging affects the older
knowledge including molecular biology, bio- athlete’s performance and address several spe-
mechanics, biochemistry, physics, physiology cial issues unique to aging population.
and neuroendocrinology. The link between
field experience and lab science is constantly
nourished by mutual collaboration bringing Stretching and sports performance
results in both directions, without ideological (first part)
prejudices. Evidence based coaching (EBC), i.e. G. Cometti, L. Ongaro, G. Alberti
training based on the scientific demonstra- The effects of stretching exercises can be listed
tions of it effectiveness, is a method and not for three situations: before the performance,
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an axiom. for a more effective preparation for the


match; after the performance for better
“recovery”, as a technique to improve limb
The residual effect of training mobility and contribute to improving the qual-
V. Issurin ity that some call “agility”. The work includes
The residual effects of training are the least two parts and in relation to the most recent
examined characteristics of the response or scientific discoveries, discusses the role and
adaptation to exercise. This article deals with usefulness of stretching exercises. The first
the “training traces” stemming from long-term part of the work covers the basics and the
physiological effects of the various stretching level tennis. The aim was to provide data to decades, there is not only the problem of
technique. The second part regards the first use in programmes for talent identification, what percentage these nutrients should have
two situations: the usefulness of the stretch- and to make proposals useful for long term in the energy balance, but above all the
ing exercises before performance, for a better planning and scheduling in tennis. The results preferable type of fats or carbohydrates. The
preparation for the competition, and after this were as follows: 1. The main factors influenc- problem is not just of quantity, but also of
for a better recovery, an aspect which is cur- ing success in the early stages of the tennis quality. From this point of view, the study
rently highly controversial. player's career are experience and the accel- regards the role of the various types of fatty
eration of biological growth, but the factors acids, and the concept of the glucose rate and
determining the sports level of the children glucose amount. Finally, there is a description
Elements of sports didactics: studied differ from those of professional of the "cycle" of the Mediterranean diet,
the pupil and the space-time factor players. 2. In the training of young tennis showing the optimal composition of food not
96 A. Ceciliani players more attention must be paid to the only for the training of top level athletes, but
The cognitive aspects related to the percep- development of the basics and capacities that also for those who practice sports as recre-
tion and analysis of space and time in sports might not give immediate results, but which ation and for those who do not practice
situations are defined and classified. After an are considered to be more important for sports.
analysis and considerations on the space con- achieving a high level of performance in the
ditions in games involving invasion and professional tennis player. 3. In the identifica-
counter-attack, some basic categories of tion of talent, we should not depend on the Physiological aspects of intermittent work
space are defined in relation to game situa- results obtained at an early age, but rather on G. N. Bisciotti
tions. The space aspect is closely related to the the potential indicated by the abilities proving The purpose of this study is to verify the
importance of the trajectories of movement crucial for future results. 4. In order to pre- involvement of the aerobic and lactic acid
with which the athlete can respond to the vent talented children from dropping out of anaerobic mechanism in intermittent exercise,
tactical requirements of spatial adaptation. tennis and to offer the same possibilities of undertaken at different rates with respect to
With regard to time, there is a brief summary development to all the players, greater atten- maximum aerobic speed. Fifteen persons took
of the aspect of anticipation or delay of tion must be paid to competitions in which all part in the study. After a test to determine
motor behaviour. In relation to the space- the participants are provided with the oppor- the maximum aerobic speed, they were asked
time aspects, the technical basics of spatial tunity to play a greater number of matches. to do an intermittent running test at an aver-
domination are studied, and then the bluff age percentage of the maximum aerobic
technique. For each aspect studied, there fol- speed of 100%, 105%, 110% and 115%, at
low didactic indications designed to provide A model of strategic management the following rates: 10 s of work - 10 s of
elements for individual practice, practice with of sponsorship in sports passive recovery, 20s of work - 20 s of passive
a partner and situational practice in order to A. Ferrand, L. Torrigiani, C. Ferrand recovery and 30 s of work - 30 s of passive
build up an adaptable training strategy specif- The work describes the model for implement- recovery. The production of lactic acid during
ically suited to the various types of sports. ing sponsorship in sports. This model provides the intermittent running test was determined
the basis for the definition of the strategy by two samples of capillary blood taken in the
regarding the management of the sponsor- middle and at the end of the running ses-
Success and failure in the career of young ship, which first of all involves the choice of sions. On the basis of the difference recorded
tennis players the operation to be sponsored (from the between the concentration of lactic acid in
P. Unierzyski, A. Madella sponsor's point of view), and the potential the blood recorded in the middle and at the
The work presents the results of a study, using sponsors (from the organisation's point of end of each type of test, together with the
a specific retrospective analysis based on body view. A method of strategic analysis is pre- statistical analysis of the data, the various
measurements, motor tests and a question- sented and illustrated by examples. types of intermittent work studied were clas-
naire. The study involved 158 tennis players sified under one of the following types: “aero-
from 40 countries who participated in inter- bic”, “blandly lactic acid anaerobic”, “lactic
national youth tournaments, in order to dis- Is the Mediterranean diet also acid anaerobic” and “strongly lactic acid
cover whether the level of motor capacities, for top level athletes? (first part) anaerobic”. These data thus seem to show
conditional training loads, the level sports A. Schek that during intermittent work, the variation
experience and participation in tournaments The study regards the problem of the influ- of the parameters of work time, recovery time
between the ages of 12 and 15 influence the ence of the consumption of carbohydrates and intensity of work makes it possible to
subsequent progress of the young tennis and fats on sports performance. It is shown vary the physiological response of adaptation
players and their level of performance in top that with regard to an issue debated for to the exercise.
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