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L'identità è l'insieme di caratteristiche uniche che rendono l'individuo unico e

inconfondibile, e quindi ciò che ci rende diverso dall'altro. L'identità non è


immutabile, ma si trasforma con la crescita. Uno dei compiti evolutivi
dell’adolescenza è rappresentato dalla costruzione dell’identità. Nel nostro
quotidiano ci ritroviamo a vivere una vita non solo nel mondo fisico ma anche
in quello digitale, che fisico non è ma di certo è reale. Proprio questa
consapevolezza, difficile a volte da raggiungere, sta alla base della nostra vita
digitale. L’identità digitale è la nostra impronta elettronica, risultato del modo
in cui ci rapportiamo con la tecnologia. Ogni qualvolta pubblichiamo una foto,
ci registriamo in un luogo tramite geolocalizzazione, commentiamo un post,
decidiamo di seguire o meno una pagina, un topic, ecc., condizioniamo e
alimentiamo la nostra identità digitale. Sul web, condividiamo informazioni
in modo volontario, ma non sempre consapevole delle possibili conseguenze.
Sui blog o social network (Facebook, Snapchat, YouTube, etc) gli utenti
tracciano un proprio profilo, inseriscono una descrizione di se stessi,
costruiscono liste di amici o di cose che amano, pubblicano foto o video,
stabiliscono relazioni sociali ed affettive, condividono cose, collegano tra loro
profili e piattaforme social diverse, etc..

Essi offrono la possibilità di controllare ciò che viene condiviso e mostrato


agli altri di sé, permettendo all’adolescente di presentarsi in modalità diverse
a seconda del social all’interno del quale “posta”. Si parla perciò, di un vero e
proprio “personal branding”, inteso come la capacità di scegliere e selezionare
gli aspetti di Sé socialmente accettabili per mostrarsi nel web. Una recente
ricerca condotta dal Safer Internet Centre inglese, che ha coinvolto 1.500
bambini ed adolescenti tra gli 8 ed i 17 anni, ha esplorato il potere delle
immagini nella vita digitale, e non, dei ragazzi. I dati emersi sono molto
interessanti: in media i ragazzi fanno 12 selfies prima di essere soddisfatti al
punto da postarli online. Il giudizio dell’altro che importanza assume? 48
sono i likes che in media sono necessari per dirsi soddisfatti di una foto
postata; il 23% dei ragazzi ha affermato di aver cancellato una foto poiché non
aveva raggiunto abbastanza likes, il 40% ha raccontato di non aver postato
un’immagine poiché intimorito dai possibili commenti ed il 43% di
preoccuparsi in merito a quanto appare attraente online sulla base delle foto
condivise. Nella comunicazione mediata dal computer vengono meno gli
aspetti del comportamento non verbale fatti di gesti e posture, e la
componente vocale del linguaggio come il tono della voce, che non sono
facilmente controllabili nel mondo reale, ma che consentono di dare senso ai
messaggi che vengono ricevuti durante uno scambio comunicativo. Ciò
diventa possibile poiché nella rete, il corpo, che rappresenta il biglietto da
visita con il quale ci si presenta all’altro, è assente. Al posto di esso c’è un
avatar. L’ avatar quindi, è un’immagine malleabile che l’adolescente può
continuamente modificare e rendere il più possibile aderente al proprio ideale
di Sé. La Rete diviene uno specchio in grado di riflettere, come si viene visti
dagli altri: la maggior parte dei ragazzi ha affermato di postare online ciò che
pensa possa piacere al pubblico, piuttosto che quanto ritenuto
rappresentativo della propria personalità.

PRIVACY

Saper gestire la propria privacy, non a caso è il primo passo per navigare su
Internet in modo consapevole. Riguarda la propria sicurezza online, ma anche
la “reputazione” e il saper stabilire il giusto confine tra sé e gli altri. “Privacy”
è il termine per indicare il “diritto alla riservatezza delle informazioni
personali e della propria vita privata” (art.1 D.lgs n.196/2003). Tale diritto
garantisce ad ogni individuo che i suoi dati personali non siano divulgati o
conferiti a terzi senza la sua autorizzazione e che siano trattati nel rispetto
delle regole e dei principi stabiliti dalla legge come attuativi del Diritto alla
Privacy. Il diritto alla Privacy e, in particolare, alla protezione dei dati
personali è un diritto fondamentale delle persone, collegato alla tutela della
dignità umana, come sancito anche dalla Carta dei diritti fondamentali
dell'Unione Europea. Alcuni “errori” commessi su Internet in età
giovanissima possono “estendersi” come un’ombra e comportare danni
permanenti alla reputazione. Qualsiasi tipo di contenuto, immagini, filmati,
articoli pubblicati sui profili propri o di amici e conoscenti, resta nel
cyberspazio come impronte sulla sabbia. Oggi perfino le aziende consultano i
profili social di eventuali candidati ad una posizione, per provare, insieme ad
altri elementi, ad avere quanto più chiaro possibile il loro profilo socio-
culturale e relazione, al fine dell'inserimento in azienda. Il GDPR
(Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati Personali), entrato in vigore
nel Maggio del 2018, che introduce tutele e limiti con riferimento alla loro
minore età. L’età necessaria per una persona a fornire il proprio consenso al
trattamento dei suoi dati (nel nostro paese l’età del consenso del minore è
stabilita ora a 14 anni). Tale consenso è fondamentale per usufruire di molti
dei servizi di Internet (app, social network, ecc). Prima di questa età è il
genitore che deve fornire il consenso per conto dei propri figli/figlie.

È un’autorità amministrativa indipendente il cui compito è quello di vigilare


sul rispetto delle norme in materia di trattamento dati. Ogni tua visita sul web
lascia una traccia. Questo passaggio equivale, all’interno di un sito, ad un
cookie che viene assegnato in modo casuale al nostro browser. I cookies sono
piccoli file di testo che possono venire salvati sul tuo computer o su dispositivi
con cui navighi su internet, come smartphone o tablet, ogniqualvolta visiti un
sito web. Questi file contengono informazioni che i siti web hanno raccolto su
di te e, di conseguenza, memorizzato. Ad esempio possono sapere il negozio
on line che hai visitato, gli interessi per una destinazione di vacanza o di
abbigliamento che hai espresso, le pagine di un sito web che hai consultato
nelle ultime ore, insomma, tutte le informazioni personali che hai dato sono
state archiviate attraverso appunto i cookies.

Internet Provider Un Internet Service Provider (o ISP) è una società che


fornisce agli utenti che hanno stipulato un contratto con il provider stesso
l’accesso ai servizi Internet.

Uno, nessuno e centomila

Secondo Luigi Pirandello ciascuno di noi è uno, ma nello stesso tempo


nessuno e centomila: a furia di essere ciò che gli altri si aspettano, di
mostrarci come gli altri vogliono, ci dividiamo dietro mille maschere fino a
non essere nessuno.