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OBIETTIVO ESAME • TEMA 1

Italiano
E. Remarque, Niente di nuovo sul fronte occidentale;
G. Ungaretti, San Martino del Carso, Soldati, Veglia

Educazione fisica Musica


Gli alpini sciatori La leggenda del Piave (E.A. Mario);
’O surdato ’nnammurato (Aniello
Califano); La guerra di Piero
Tecnologia LA GRANDE (Fabrizio De André)

L’energia idroelettrica
GUERRA
Inglese Arte e immagine
E. Hemingway, La propaganda nei manifesti
Addio alle armi

Cittadinanza
e Costituzione
La Società delle Nazioni

COMPETENZE
Traguardi disciplinari Traguardi per la produzione Competenze
(Storia) e l’interazione orale trasversali
• Usare fonti di diverso tipo (documentarie, • Comunicare in modo efficace. • Comunicazione
iconografiche, narrative, materiali, orali, digitali, ecc.) • Utilizzare il dialogo per elaborare nella madrelingua.
per produrre conoscenze su temi definiti. opinioni. • Imparare a imparare.
• Selezionare e organizzare le informazioni con mappe, • Formulare giudizi su problemi • Spirito di iniziativa.
schemi, tabelle, grafici e risorse digitali. riguardanti vari ambiti culturali • Competenza
• Costruire grafici e mappe spazio-temporali, e sociali. digitale.
per organizzare le conoscenze studiate. • Esporre oralmente avvalendosi • Comunicazione
• Collocare la storia locale in relazione con la storia di supporti specifici. nelle lingue
italiana, europea, mondiale. • Usare in modo appropriato le parole. straniere.
• Formulare e verificare ipotesi sulla base delle • Adattare il registro linguistico • Competenza
informazioni prodotte e delle conoscenze elaborate. alla situazione comunicativa in campo scientifico
• Comprendere aspetti e strutture dei processi storici e agli interlocutori. e tecnologico.
italiani, europei e mondiali. • Mostrare capacità di argomentazione, • Consapevolezza
• Conoscere il patrimonio culturale collegato con i temi di risoluzione di problemi, di pensiero ed espressione
affrontati. critico e riflessione. culturale.
• Usare le conoscenze apprese per comprendere • Mostrare padronanza • Competenze sociali
problemi ecologici, interculturali e di convivenza civile. delle competenze connesse e civiche.
• Produrre testi, utilizzando conoscenze selezionate all’insegnamento di Cittadinanza
da fonti di informazione diverse. e Costituzione.
• Argomentare su conoscenze e concetti appresi • Collegare in modo pertinente le varie
usando il linguaggio specifico della disciplina. discipline di studio.

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OBIETTIVO ESAME • 1

La grande guerra
Storia
Uno sguardo d’insieme
Le immagini rappresentano due diverse guerre: la prima raffigura lo scontro tra
le truppe franco-piemontesi e quelle austriache durante la battaglia di Solferino
(1859), nella seconda guerra d’indipendenza; la seconda è una fotografia che
ritrae gruppi di soldati italiani durante la prima guerra mondiale (1914-1918).
Sebbene siano trascorsi solo pochi decenni tra le due guerre, c’è una notevole
differenza tra le modalità di combattimento. Il confronto segna non solo il pas-
saggio dall’Ottocento al Novecento ma mostra anche il profondo cambiamen-
to nel modo di intendere la guerra, il ruolo degli eserciti e lo scontro militare.

OSSERVO E ARGOMENTO
• Dove si trovano i soldati
nella fotografia qui sopra?
E nel dipinto a destra?
• Quali differenze noti?

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Le modalità di combattimento degli eserciti hanno infatti subito profonde tra-
sformazioni nel corso del XX secolo, principalmente a causa della rapida evo-
luzione della tecnologia e degli armamenti. Storia
Fino all’inizio del Novecento, i teatri delle battaglie erano spesso campi aperti
lontani dai centri abitati (da qui il nome di “battaglie campali”), dove eserciti nu-
merosi, costituiti da fanti e cavalieri, si schieravano e si scontravano frontalmente.
Alle grandi battaglie del passato, con il primo conflitto mondiale, fece seguito la
guerra meccanizzata dei cannoni e delle mitragliatrici. Gli eserciti comincia-
rono a fronteggiarsi lungo interminabili linee di trincea, fosse scavate nel terre-
no e poco più larghe di un metro, nelle quali i soldati combattevano e vivevano.
Giovanni Braschi (1891-1959), romagnolo, fu sottotenente dell’81° reggimento di
fanteria (brigata “Torino”) a presidio della zona antistante il Col di Lana e il Sass
de Stria. Questa la lettera inviata al fratello minore Riccardo, il 10 ottobre 1915.

DOCUMENTO
Vuoi che ti parli di guerra? Sai cos’è la guerra? Credi che sia un in-
crocio di schioppettate e baionettate? Quello che voi dite guerra è
l’atto meno penoso, più poetico, più soddisfacente della guerra: è la
Battaglia, la corona, desiderata come il pane. Guerra sono i disagi
che preparano la battaglia; le notti insonni, le veglie su massi RIFLETTO
ghiacciati e duri; le piogge che bagnano le ossa senza che ci • Sottolinea sul testo
si possa cambiare; il vento pieno di ghiaccioli che taglia la le parole che rispondono
faccia. Le lunghe e pazienti attese sotto le buche improvvisa- alla domanda “che cos’è
te, goccianti acqua e umidità [spesso, sui fronti di montagna, le la guerra?”
trincee furono sostituite da buche, scavate nella neve dai singoli • Qual è, secondo te,
soldati]; i piedi ghiacciati che gelano; i viveri che non arrivano, guerra il messaggio dell’autore
è subire il fuoco, la pioggia nemica di granate e non potersi difendere al fratello minore?
e dover star fermi a mordersi di rabbia per non poter arrivare al fianco
di chi ci è nemico e che non conosciamo.
Il fuoco e il gelo: La Grande Guerra sulle montagne, a cura di Enrico Camanni, Laterza (ridotto)

PAROLE DELLA STORIA


Guerra di trincea Terra di nessuno
Quando i governi europei decisero di scendere in campo, Una volta usciti dalla trincea, dopo il fuoco
tutti erano convinti che la guerra si sarebbe conclusa di sbarramento dei cannoni dell’artiglieria pesante
in tempi brevi. e dei gas tossici, i soldati percorrevano correndo
Invece, nel giro di poco tempo gli esiti delle battaglie la “terra di nessuno”, cioè una porzione di territorio
si rivelarono inconcludenti. Iniziò un’estenuante guerra che non apparteneva a nessuno e li separava
di posizione o di logoramento, nel fango o nella neve dalle trincee nemiche, sotto il fuoco delle mitragliatrici
delle trincee, scavate lungo il cosiddetto fronte occidentale e dei fucili. Ogni successo, la conquista anche
(esteso tra Belgio, Germania e Francia), orientale (tra il mar solo di poche centinaia di metri di fronte, costava
Baltico a nord e la Romania e sud) e italiano (dal passo moltissime vittime. La guerra proseguì per cinque
dello Stelvio al mar Adriatico). La trincea per i soldati lunghi anni in uno snervante alternarsi di pesantissimi
era fortificazione, arma ma anche casa e rifugio, bombardamenti e assalti corpo a corpo condotti
ed è diventata uno dei simboli della Grande Guerra. dalle truppe di fanteria.

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OBIETTIVO ESAME • 1

La prima linea: vivere sospesi


Storia Nel 1914 molti giovani e uomini partirono volontari per il fronte, animati da
un grande entusiasmo e aspettandosi un’avventura in cui dar prova di coraggio
e patriottismo. Ma, come abbiamo visto, la realtà si mostrò ben diversa: la guerra
non fu rapida come era stata presentata dai governi, ma si rivelò una sfiancante
guerra di posizione, combattuta nelle trincee. Il fronte occidentale, una linea di
circa 800 chilometri tra Belgio, Francia e Germania, fu uno dei teatri di guerra
più sanguinosi.
Leggiamo due documenti che raccontano la vita nelle trincee.

DOCUMENTO
La prima linea è una specie di gabbia in cui si Quando ritornai non trovai più nulla del primo,
soffre l’attesa nervosa di ciò che sta per avveni- che era stato annientato da un grosso calibro.
re. Viviamo sotto la traiettoria incrociata delle Tornai allora al secondo e era franato.
granate, nella tensione dell’ignoto. Sopra di noi Per puro caso posso esser colpito, per puro caso
pende il caso. Quando un colpo arriva tutto quel rimanere in vita. In un ricovero a prova di bomba
che posso fare è rannicchiarmi; dove vada a bat- posso essere schiacciato come un topo e su ter-
tere non posso sapere, né influirvi. È appunto reno scoperto posso resistere incolume a dieci
questo che ci rende indifferenti. ore di fuoco tambureggiante.
Alcuni mesi fa mi trovavo in un ricovero a fare Ciascuno di noi rimane in vita soltanto in grazia
una partita: dopo qualche tempo mi alzai e an- di mille casi; perciò il soldato crede e fida nel
dai a trovare alcuni amici in un altro ricovero. caso.
Erich Maria Remarque, Niente di nuovo sul fronte occidentale, Mondadori (ridotto)

CONFRONTO E SCRIVO Oliero [frazione in provincia di Vicenza] - 6 dicembre 1917


Sottolinea le frasi che ti hanno Dicembre è cominciato male. Le feroci giornate di fuoco
colpito in questi due documenti, si moltiplicano. Non ho mai assistito a bombardamenti
poi riassumili oralmente. Utilizzando di retrovia più diabolici. Quello delle prime linee è un
il contenuto di queste due testimonianze inferno […]. I tedeschi hanno attaccato le linee di Monte
scrivi alcune righe sulla vita al fronte. Fior. Attacchi spaventosi di artiglieria e fanteria. La mi-
• Introduci l’argomento descrivendo traglia spietata, lunga, micidiale, deve avere inebetito i
le condizioni di vita dei soldati nostri! Ma no. I nostri si difendono. Stritolati, asfissia-
nelle trincee. Poi spiega il significato ti, resistono […]. Ma tutto è vano. La linea è perduta.
dell’espressione “guerra di logoramento”. Muore l’ultima eco del cannone con la nostra sconfitta.
• Indica infine quali armi vennero usate A mezzanotte ci viene ordinato di spostarci ad Oliero,
durante la prima guerra mondiale. dove si deve resistere ad oltranza. Il battaglione, sereno
• Puoi approfondire l’argomento nonostante i morti e feriti, aspetta.
cercando sul web alcune immagini Di quei giovinetti del ’99, nuove vittime, che ho visto il
e video relativi alla vita nelle trincee 18 novembre, chi è vivo?
(www. grandeguerra.rai.
Beniamino Stumpo, Cara Finuzza, Diario di guerra di un professore siciliano,
it, www.centenario1914-1918.it).
a cura di R. Ghiringhelli, Guida editori

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Il fronte interno: i civili in guerra
Fino all’Ottocento gli eserciti erano stati relativamente poco numerosi e le guer-
re avevano coinvolto in maniera indiretta le popolazioni e il territorio.
Storia
Con la prima guerra mondiale, invece, si assistette non solo a una crescita
smisurata delle forze militari coinvolte e delle risorse economiche e tecno-
logiche messe in campo (artiglieria pesante, corazzate e sommergibili, i primi
aerei da combattimento), ma anche a un diverso coinvolgimento dei civili nel
conflitto.
L’enorme sforzo militare ed economico richiesto dal conflitto impose una mobi-
litazione di tutta la società: era l’intera nazione a entrare in guerra, costituendo
il cosiddetto “fronte interno”. In prima linea, nelle trincee, i soldati rappresenta-
vano l’avanguardia a diretto contatto col nemico; dietro di loro, un intero Paese
era chiamato a una partecipazione e a un sostegno attivi. Protraendosi per lungo
tempo, infatti, la guerra costrinse ogni Paese a fare ricorso alle proprie risorse.
Con la crescita smisurata dei costi materiali e umani della guerra, divenne in-
dispensabile l’appoggio compatto di tutta la nazione. Crebbe così l’importanza
della propaganda: attraverso manifesti, giornali, volantini e altre forme di co-
municazione venivano diffusi in modo capillare gli ideali finalizzati a sostenere
lo sforzo bellico.

OSSERVO E COMPRENDO
Come hai visto anche nei documenti
alle pagine precedenti, durante la Grande
Guerra le comunicazioni postali furono
un numero enorme: in Italia circa quattro
miliardi di corrispondenze furono scambiate
tra l’esercito, il Paese e il fronte e la maggior
parte di esse erano cartoline. Questo perché
era più facile per i soldati, spesso dotati
di un basso livello di alfabetizzazione, scrivere
una cartolina che una lettera. Molto spesso
le cartoline su cui scrivevano erano fornite
dall’esercito e dunque utilizzate
per propagandare la necessità della guerra
e del sostegno dei civili.
• Quali tematiche rappresentano
le cartoline?
• Perché venivano utilizzate
per la propaganda?
• Perché molti soldati preferivano inviare
cartoline piuttosto che lettere?

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OBIETTIVO ESAME • 1

Le reazioni pacifiste al conflitto


Storia La lunga durata del conflitto, il numero altissimo di vittime e il peso di una
guerra così logorante fecero crescere nel corso del conflitto un ampio fronte
di pacifisti. Ne facevano parte sia i movimenti socialisti, i quali contestavano
la guerra in quanto conseguenza del capitalismo e dell’imperialismo che essi
stessi combattevano, sia i cattolici, i quali si opponevano al conflitto per ragioni
morali e umanitarie.
Nell’agosto del 1917, papa Benedetto XV inviò una nota ai governi delle nazioni
in guerra chiedendo loro di porre fine all’“inutile strage” e di riportare la pace
sul continente europeo. Il suo appello non fu tuttavia raccolto. Ne leggiamo di
seguito un estratto.

DOCUMENTO
Vogliamo ora discendere a proposte concrete e pratiche ed in-
vitare i Governi dei popoli belligeranti ad accordarsi sopra i se-
guenti punti, che sembrano dover essere le basi di una pace
giusta e duratura, lasciando ai medesimi governanti di preci-
sarli e completarli.
Il punto fondamentale deve essere che subentri alla forza ma-
teriale delle armi la forza morale del diritto. Quindi un giusto
accordo di tutti nella diminuzione simultanea e reciproca degli
armamenti secondo norme e garanzie da stabilire, nella misura
necessaria e sufficiente al mantenimento dell’ordine pubblico
nei singoli Stati; e, in sostituzione delle armi, l’istituto dell’ar-
bitrato con la sua alta funzione pacificatrice, secondo le norme
da concertare e la sanzione da convenire contro lo Stato che
rifiutasse o di sottoporre le questioni internazionali all’arbitro o
di accettarne la decisione.
Stabilito così l’impero del diritto, si tolga ogni ostacolo alle vie
di comunicazione dei popoli con la vera libertà e comunanza dei
mari: il che, mentre eliminerebbe molteplici cause di conflitto,
COMPRENDO, RIFLETTO
aprirebbe a tutti nuove fonti di prosperità e di progresso.
E MI DOCUMENTO
Benedetto XV, Lettera ai Capi dei popoli belligeranti, 1° agosto 1917 (adattato)
• Dopo aver letto
attentamente il testo,
elenca i provvedimenti
che potrebbero favorire
una pace giusta
e duratura tra le nazioni.
• Cerca su Internet quali
altri papi, in tempi ARGOMENTO
più recenti, si sono espressi • Secondo te i provvedimenti elencati nel testo potrebbero
con forza contro essere validi ancora oggi per evitare le stragi dei vari conflitti
la guerra. attualmente in corso?

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Le vittime della Grande Guerra
Dal 1914 al 1918, anno in cui si concluse la prima guerra mondiale, si stima che
più di 8 milioni di militari morirono e oltre 20 milioni rimasero feriti. Milio-
Storia
ni furono anche le vittime civili: le stime, sebbene approssimative, indicano
circa 9 milioni di morti, senza contare quelli colpiti dalla terribile epidemia di
influenza spagnola che si diffuse in quegli anni. I dati sono importanti perché ci
aiutano a capire l’entità della tragedia.
Nella tabella che segue sono riportate alcune cifre della Grande Guerra: il nume-
ro dei soldati coinvolti e quelli morti durante il conflitto nei diversi Stati.

DOCUMENTO
VITTIME MILITARI DELLA GRANDE GUERRA (1914 -18)
Totale delle forze
Paesi belligeranti Caduti Feriti Prigionieri o dispersi
mobilitate
Impero russo 12.000.000 1.700.000 4.950.000 2.500.000
Gran Bretagna 8.900.000 910.000 2.100.000 190.000
Francia 8.500.000 1.357.000 4.266.000 537.000
Italia 5.165.000 650.000 947.000 600.000
Stati Uniti d’America 4.355.000 126.000 234.000 4.500
Romania 750.000 335.000 120.000 80.000
Serbia 707.000 45.000 133.000 152.000
Belgio 267.000 13.000 44.000 34.000
Grecia 230.000 5.000 21.000 1.000
Portogallo 100.000 7.000 13.000 12.000
Montenegro 50.000 3.000 10.000 7.000
Impero germanico 11.000.000 1.773.000 4.216.000 1.152.000
Impero austro-ungarico 7.800.000 1.200.000 3.620.000 2.200.000
Impero ottomano 2.850.000 325.000 400.000 250.000
Bulgaria 1.200.000 87.000 152.000 27.000
Totale 64.324.000 8.536.000 21.226.000 7.746.500

RIFLETTO
DOCUMENTO Un inno al pacifismo
E ARGOMENTO
Il film di Stanley Kubrick Orizzonti di gloria (1957) • Molti film denunciano
le atrocità delle guerre,
prende ispirazione da episodi realmente avvenuti
sia di conflitti
sul fronte italo-tedesco. Siamo in Francia nel 1916:
precedenti alla prima
dopo due anni di guerra di trincea, due generali
guerra mondiale,
francesi ordinano un inutile attacco suicida che co- sia posteriori.
sta la vita a molti uomini. L’obiettivo è quello di risol- Ti viene in mente
levare le sorti della guerra e, principalmente, di ottenere qualche titolo?
avanzamenti di carriera e onorificenze. Di fronte al fallimento A che guerra
dell’operazione il battaglione verrà ingiustamente accusato di fa riferimento?
“codardia di fronte al nemico” e punito in modo esemplare con un • Perché il cinema,
processo sommario e l’esecuzione di tre soldati scelti a caso. Il film è secondo te, riesce
una esplicita condanna degli alti gradi dell’esercito e, più in generale, a veicolare con forza
una denuncia dell’insensatezza della guerra. i messaggi?

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OBIETTIVO ESAME • 1

I “Quattordici punti” di Wilson


Storia Appena prima della fine della guerra, nel gennaio 1918, il presidente
Thomas W. Wilson presentò al Congresso degli Stati Uniti un do-
cumento in cui esponeva i principi ai quali i futuri trattati di
pace si sarebbero dovuti ispirare.
Si tratta di quattordici priorità che comprendono l’ugua-
glianza delle nazioni, la riduzione degli armamenti e l’auto-
determinazione dei popoli, ovvero il diritto di ciascun popolo di
scegliere in autonomia la propria forma di governo e le proprie leggi.

DOCUMENTO
1. Trattati di pace stabiliti pubblicamente, dopo i quali non vi siano accordi privati o segreti1.
2. Assoluta libertà di navigazione per mare, fuori delle acque territoriali, sia in pace sia in guerra.
3. Soppressione delle barriere economiche e uguali condizioni commerciali per le nazioni che si im-
pegnino a mantenere la pace.
4. Riduzione degli armamenti dei singoli Stati al minimo indispensabile per l’esigenza di sicurezza
interna.
5. Soluzione discussa e imparziale delle rivendicazioni coloniali, fondata sul principio che gli inte-
ressi delle popolazioni locali abbiano lo stesso peso delle richieste dei governi attuali.
6. Liberazione di tutti i territori russi e condizioni che consentano alla Russia di scegliere il proprio
sviluppo politico2, assicurandole una sincera accoglienza tra le nazioni libere.
7. Liberazione del Belgio e restaurazione dello Stato senza alcun controllo esterno.
8. Liberazione della Francia, ricostruzione delle parti invase e riparazione del torto fatto dalla Prus-
sia alla Francia nel 1871, che ha turbato la pace mondiale per quasi
cinquant’anni.
COMPRENDO
9. Correzione dei confini italiani secondo le nazionalità chiaramente ri-
conoscibili.
RIFLETTO
10. Possibilità di uno sviluppo autonomo per i popoli dell’Austria-Ungheria.
E MI DOCUMENTO
11. Liberazione di Romania, Serbia e Montenegro, indipendenza per • Perché, secondo te, Wilson
auspica l’abbandono
questi Stati e restituzione dei territori occupati.
di una diplomazia
12. Sovranità e sicurezza alle parti turche dell’Impero ottomano, ma pos-
“segreta”?
sibilità di sviluppo anche alle altre nazionalità. Apertura permanente
• Rileggi la Nota inviata
dello stretto dei Dardanelli. da papa Benedetto XV
13. Costituzione di uno Stato polacco indipendente, con libero accesso al ai governi delle nazioni
mare e indipendenza politica ed economica. in guerra: trovi
14. Formazione di una Società generale delle nazioni3, per dare garanzie elementi in comune
di indipendenza politica e territoriale sia ai piccoli sia ai grandi Stati. con i “Quattordici punti”
Thomas Woodrow Wilson, Discorso al Congresso degli Stati Uniti, 8 gennaio 1918 (adattato) di Wilson? Se sì, quali?
• In base alle tue conoscenze
1. Accordi privati o segreti: erano frequenti; per esempio, con il Patto di Londra (26 aprile 1915) relative ai fatti successivi
si era stabilito di nascosto che l’Italia sarebbe scesa in guerra a fianco della Triplice Intesa. alla prima guerra mondiale,
2. Il proprio sviluppo politico: in Russia, un anno prima, la rivoluzione aveva rovesciato il regime
dello zar. pensi che tali principi
3. Società generale delle nazioni: nel 1920 venne creata in effetti la Società delle Nazioni, siano stati rispettati
che è considerata una precorritrice dell’ONU.
dalle nazioni?

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Italiano Puoi ripercorrere l’esperienza della prima guerra mondiale Italiano
attraverso le testimonianze di due scrittori che l’hanno vissuta diretta-
mente.
Del primo hai già letto un breve documento a pag. 130: si
tratta di Erich Paul Remark, nato in Germania da una fami-
glia di origine francese. Proprio in omaggio alle radici sue
e della madre firmerà le sue opere con il nome Erich Maria
Remarque.
Nel 1916 interrompe gli studi per svolgere il servizio mili-
tare. È destinato al fronte nord-occidentale vicino a Ver-
dun, dove scoprirà ben presto che tutto ciò che possono
fare i soldati nelle trincee è cercare di sopravvivere in
mezzo al fango, alla paura e alla morte. Nel 1929 pub-
blica la sua opera più famosa, Niente di nuovo sul fronte
occidentale in cui, con un linguaggio semplice e realisti-
co, descrive l’esperienza di un giovane studente tedesco
che si arruola volontario, spinto dalla propaganda belli-
ca dei suoi professori.

FAI COSÌ
Raccogli informazioni sulla vita di Remarque e leggi Niente di nuovo sul
fronte occidentale, l’intera opera o alcune pagine. Spiega le motivazioni
alla base del titolo e riassumi alcuni episodi della vita al fronte raccon-
tati nel romanzo. Non ti dimenticare di aggiungere le tue osservazioni
personali.

Il secondo autore è un grande poeta italiano, Giuseppe Ungaretti. Si ar-


ruola volontario nel 19° reggimento di fanteria. Porta con sé al fronte un
taccuino su cui compone poesie sul dramma della guerra e sulla fragi-
lità della condizione umana. Ti suggeriamo alcuni titoli: San Martino
del Carso, Soldati, Veglia.

FAI COSÌ
Sul tuo manuale di letteratura studia la vita di questo
poeta. Quindi analizza le liriche che hai scelto, presen-
tane stile e linguaggio ed esprimi le tue riflessioni. Ri-
corda di analizzare le figure retoriche anche in relazio-
ne al messaggio dell’autore.
Traccia un confronto tra i due stili letterari che hai pre-
so in considerazione: il testo narrativo di Remarque e il
testo poetico di Ungaretti. Quale dei due, secondo te,
ha reso in modo più incisivo il dramma della guerra? Non
c’è una risposta giusta, l’importante è argomentare le
tue affermazioni.

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OBIETTIVO ESAME • 1

Musica Le vicende della Grande guerra hanno influenzato in modi di-


versi i musicisti. Contemporanea alla fine del conflitto è La leggenda del
Piave (1918), una delle più celebri canzoni patriottiche italiane, scritta da
E.A. Mario (Ermete Giovanni Gaeta). Il testo, che incitava alla battaglia,
Musica
servì da stimolo alle nostre truppe al fronte. Ben diversa la prospettiva
offerta da una delle canzoni napoletane più famose, ’O surdato ’nnam-
murato (1915), di Aniello Califano. Essa descrive la tristezza di un sol-
dato costretto ad allontanarsi dalla donna che ama. Anche La guerra di
Piero (1964), di Fabrizio De André, adotta una prospettiva
simile, raccontando come ogni guerra sia una guerra civile
e porti con sé dolore e morte.

FAI COSÌ
Cerca in Internet le canzoni proposte e ascoltale attenta-
mente, quindi scegline due e analizzane le parole e la strut-
tura musicale. Metti a confronto i contenuti e gli intenti delle
due canzoni, sottolineandone le somiglianze e le differenze.

Arte e immagine Finora hai parlato di tanti soldati che sono partiti
volontari. Collegati ora affrontando il tema della propaganda. Combat-
tere per la propria patria era considerato più che una necessità un onore.
Arte Puoi continuare quindi la tua esposizione facendo riferimento ai manife-
sti che invitavano i giovani a arruolarsi. A questo scopo te ne proponiamo
due. Il primo è realizzato nel Regno Unito e utilizza il volto di un genera-
le molto famoso, Lord Kitchener. L’altro è dell’illustratore statunitense
James Montgomery Flagg, uno dei più famosi cartellonisti pubblicitari
della prima guerra mondiale. Il personaggio raffigurato è lo Zio Sam,
simbolo del Paese, che chiede ai cittadini americani di arruolarsi.

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FAI COSÌ
Osserva con attenzione i due manifesti: il cappello, l’espressione del
viso, gli occhi, il dito puntato e le scritte. Quindi confrontali. Individua le
somiglianze e le differenze e spiega se ti sembrano efficaci.
Per approfondire puoi consultare il sito dell’esercito italiano nella pagina
dedicata alla storia della Grande Guerra. Il Ministero italiano della Dife-
sa mostra materiale di propaganda italiano prodotto durante la prima
guerra mondiale, accompagnato da un interessante commento.

Cittadinanza e Costituzione Fu proprio il presidente degli Stati


Cittadinanza
Uniti Woodrow Wilson che in un documento articolato in Quattordici
punti espose la sua ricetta per una lunga e duratura pace mondiale (puoi
rileggere i punti a pag. 134). Questi includevano la costituzione di un
nuovo organismo internazionale che aveva lo scopo di garantire la pace e
l’indipendenza territoriale. Si chiamò Società delle Nazioni, con sede a
Ginevra.

FAI COSÌ
Puoi collegare al tuo percorso la nascita della Società delle Nazioni. La
società si componeva di un’Assemblea e di un Consiglio. Dopo aver
indicato quali Paesi ne facevano parte, spiega perché nacque già de-
bole politicamente e non raggiunse gli obiettivi prefissati. Anche se gli
interessi delle grandi potenze finirono per prevalere sul bene comune,
l’idea di un organismo sovranazionale fu un primo passo assai impor-
tante. Sei d’accordo? Raccogli informazioni su questo tema e argomen-
ta la tua tesi.

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OBIETTIVO ESAME • 1

English Among the American authors who took part in the conflict, you
might want to explore the figure of Ernest Hemingway (1899-1961). A
young writer and journalist at the time, he served as an ambulance driver
behind the Italian front in the last months of the war. This experience in-
Inglese spired the novel A Farewell to Arms, which was published
in 1929 and describes the disorderly retreat of Caporetto.
The novel lends a voice to tired and disheartened soldiers
and officials, including some mutineers.
Not least because of this, the Fascist authorities banned
the translation of the book, which was published in 1945
as the first volume of the Oscar Mondadori series.

TRY THIS
Describe the author’s life and his experiences in Italy
during the war, also referring to some pages from his
book.

Tecnologia Nel 1914 il 74% della potenza elettrica installata in Italia


è di origine idrica. Durante la prima guerra mondiale, venendo a man-
Tecnologia care altre fonti energetiche, un ulteriore sforzo eccezionale viene richie-
sto alla produzione idroelettrica, che raddoppia negli anni 1915-1918.

FAI COSÌ
A partire da questo dato, parla dell’energia idroelettrica, descrivendo la
struttura e i principi di funzionamento di una centrale idroelettrica. Ana-
lizza, inoltre, i vantaggi ambientali legati all’uso delle risorse rinnovabili.
Se vuoi, cerca qualche foto delle prime centrali idroelettriche italiane e
mostrale durante la presentazione.

Educazione Educazione fisica Come hai probabilmente appreso durante le le-


fisica zioni di storia l’esercito italiano aveva reparti di alpini sciatori, le “tigri
bianche”: questo nome era stato loro dagli Austriaci per il loro valore.

FAI COSÌ
Ripercorri la storia dello sci, in
pace, e l’impiego di reparti scelti
in guerra.
Racconta l’evoluzione tecnica di
questo sport, la nascita delle Olim-
piadi invernali.
Dedica anche qualche minuto al
racconto di eventuali “imprese”
sportive con la tua classe o con la
tua famiglia.

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