Sei sulla pagina 1di 3

L’ANATOMIA DEL GOMITO LEZ 8.

Il gomito è costituito da una articolazione e ha una cavità articolare. La fisiologia del gomito descrive due
funzioni separate: la prono supinazione che interessa l’articolazione omerale ulnare superiore e la flessione
estensione che interessa le due articolazioni omerale ulnare e omerale radiale. l’ulna si articola con omero
nell’articolazione del gomito con una articolazione definita ginglimo angolare, e con il radio in una
articolazione ginglimo laterale che permette al radio la sovrapposizione all’ulna durante la pronazione. Tra
la piccola cavità sigmoidea dell’ulna e il controllo del capitello radiale completato dal legamento angolare
che mantiene ancorato il radio all’ulna. L’articolazione radiale ulnare è una enartrosi che mette in rapporto
condilo omerale e capitello radiale. È una articolazione sferica che permette flessione estensione e
movimenti di rotazione a qualunque grado si trova il gomito. L’articolazione del gomito, quindi, è
composta da omero, ulna e radio. L’omero nella sua superficie articolare ha come corrispondenza radio e
ulna e si può dividere anche in porzione mediale e laterale separate da una doccia intermedia. La porzione
laterale è denominata condilo omerale, la cui faccia anteriore presenta una fossetta in cui va a collocarsi
l’aumento di pressione del braccio e il margine anteriore della cupola radiale. la parte mediale è
denominata anche troclea, che è il rapporto tra la cavità sigmoidea e l’ulna e riveste la forma di puleggia
(forma incavata). L’ULNA ha una estremità superiore che a sua volta presenta una cavità articolare poggiata
a uncino o semiluna detta grande cavità sigmoidea dell’ulna che si articola con la troclea omolaterale. Nel
mezzo di questa cavità la parte mediale detta cavità articolare presenza una sporgenza longitudinale che
percorre tutta la sua estensione e che corrisponde alla gola della troclea. L’estremità prossimale dell’ulna è
formata da due apofisi o processi: posteriore superiore olecrano e anteriore inferiore processo coracoideo.
Tra il processo coracoide e l’olecrano esiste una faccia articolare che è la cavità sigmoidea. IL RADIO nella
parte superiore presenta una porzione voluminosa arrotondata detta testa del radio che ha la forma di un
segmento cilindrico, la faccia superiore è incavata e costituisce la cavità glenoidea del radio che percorre il
condilo dell’omero. La testa del radio è sostenuta dal collo del radio, sotto il collo nasce una sporgenza di
forma ovale su cui si attacca il tendine denominato tuberosità bicipitale del radio. I legamenti del gomito
sono rappresentati dal legamento laterale interno o legamento collaterale laterale che si compone di 3
fasci: anteriore, mediale e posteriore; legamento laterale esterno o collaterale esterno che si compone di 3
fasci: anteriore, mediale e posteriore; legamento anulare del radio e anteriormente abbiamo il legamento
anteriore che rinforza la capsula articolare. Si rilevano 3 recessi sinoviali: legamento laterale interno,
esterno e legamento anteriore obliquo. Si distinguono questi 3 recessi sinoviali del capitello, della fossetta
coracoidea, della fossetta tricipite e due processi di moria al di sotto dei legamenti collaterali. Il radio e
l’ulna hanno dei ruoli specifici nella biomeccanica del braccio. L’ulna è l’elemento portante della regione, il
radio è l’elemento dinamico che orienta la meccanica locale. I muscoli motori della flessione sono: il
muscolo brachiale anteriore, il muscolo lungo supinatore e il muscolo bicipite brachiale. I muscoli motori
dell’estensione sono: il muscolo tricipite brachiale costituito da 3 teste muscolari che pendono in un unico
tendine che si fissa sull’olecrano: capo lungo, capo laterale e capo mediale. la posizione di riferimento nei
movimenti del gomito è l’asse dell’avambraccio situato nel prolungamento dell’asse del braccio.
L’estensione è il movimento che porta indietro l’avambraccio, la flessione è il movimento che porta in
avanti l’avambraccio in modo tale che la superficie anteriore dell’avambraccio va incontro alla superficie
anteriore del braccio. La prono supinazione è il movimento rotatorio dell’avambraccio attorno al suo asse
longitudinale. Questo movimento richiede l’intervento di due articolazione che sono: l’articolazione radiale
ulnare prossimale e l’articolazione radiale ulnare distale. La prono supinazione può essere effettuata con il
gomito esteso a 90°. Nella flessione del gomito a 90° la posizione di supinazione si realizza con il palmo
della mano rivolta verso l’alto, la posizione di pronazione si realizza quando il palmo della mano è rivolto
verso il livello basso, la posizione intermedia è data dalla posizione del polso verso il livello alto e del palmo
verso il dentro e quindi non è né in pronazione né in supinazione. Da questa valutazione intermedia che
sono misurate le ampiezze dei movimenti di prono supinazione. La supinazione è realizzata da bicipite e
supinatore breve. Il capitello radiale scivola in avanti e in dentro per evitare contatto con la zona coracoide.
Il movimento è limitato dall’estensione della parte anteriore della membrana interossea e dal contatto
osseo. I muscoli motori della supinazione sono: i muscoli supinatore breve e il muscolo bicipite brachiale
composto da due capi: il capo breve e lungo. La pronazione è indotta dal muscolo flessore lungo del pollice
ed è realizzato dal muscolo quadrato e dal muscolo pronatore rotondo. Il capitello radiale scivola in fuori,
ruota indietro, influenzato dal muscolo pronatore quadrato. Le malattie del gomito sono rappresentate da:
sindrome da sovraccarico: epicondilite, epitrocleite, entesopatia tricipitale; patologia traumatica: rotture
tendinee e legamentose; patologia infiammatoria: borsite, artrosinovite, versamento articolare; neurite da
intrappolamento: compressione del nervo ulnare e nervo radiale. L’esposizione che segue utilizza l’esame
ecografico per descrivere le caratteristiche delle patologie. L’ecografia del gomito è un esame diagnostico
che permette di valutare il dolore localizzato, le cause traumatiche logistiche da sovraccarico e pone una
differenza con la radiografica che presenta un’immagine dinamica dei capi ossei e dei rapporti e una
differenza è che l’ecografia è l’unico esame che permette lo studio dinamico delle strutture tendinee e
legamentose. L’epicondilite e l’epitrocleite sono patologie da sovraccarico cronico. La valutazione
semeiologica ecografica evidenzia aumento di volume a ipo-ecogeno, perdita della struttura fibrillare,
calcificazione, l’irregolarità della corticale ossea e vascolarizzazione. La diagnosi differenziale della
epicondilite è causata dalla frattura del capitello radiale, dalla neuropatia radiale (compressione del nervo
radiale all’arcata del supinatore), dalla frattura del collo radiale. Nell’epitrocleite ed epicondilite mediale il
flessore è un tendine più corto e spesso rispetto al tendine estensore comune. È l’espressione del gomito
del giocatore di golf e la valutazione ecografica è identica all’epicondilite. La rottura distale del tendine
bicipite: il tendine è lungo attorno a 7 cm, il tendine assume una direzione mediale laterale e si inserisce
sulla tuberosità radiale. La rottura del tendine distale del bicipite in caso di rottura totale, il difetto di
flessione dell’avambraccio è evidente con difficoltà in quanto è compensata la forte azione del muscolo
brachiale. È evidente il difetto della supinazione quando il bicipite contribuisce per il 50% del muscolo
supinatore. Una patologia infiammatoria è la borsite bicipitale radiale. Le borse sono numerose nella
regione del gomito ma non sono visibili in quanto sottili e il liquido interno è scarso. Le borsiti croniche sono
visualizzate con ecografia e si distinguono da borsa olecranica, una borsa cubitale e la borsa interossea. Le
cause sono traumi da artrite reumatoide. Borsite olecraniche è la valutazione più frequente di raccolte
borsali nel corpo umano. Le cause sono: traumatiche, trauma diretto, cause acute, croniche, cause
flogistiche come artrite reumatoide, spondilite e causa settica. L’Artrite reumatoide può determinare la
borsite olecranica e si evidenzia irregolarità della corticale ossea con erosioni e ispessimento della sinovia,
restringimento dello spazio articolare. La frattura olecranica si può evidenziare con metodologia ecografica.
il recesso sinoviale posteriore è il recesso più ampio della cavità articolare del gomito e il luogo in cui è più
facile si può creare. Sotto il muscolo tricipite, l’ecografia in sede profonda rileva il recesso sinoviale
posteriore che ospita l’olecrano quando il gomito è esteso. Quando il recesso è disteso da indo locale come
è possibile visualizzare, viene esposto in avanti, in posizioni normali il recesso non è visibile e la membrana
sinoviale non è identificabile. LA COMPRESSIONE DEL NERVO ULNARE. Il nervo ulnare decorre sulla faccia
posteriore mediale del gomito tra l’olecrano in posizione laterale e sulla capsula in posizione mediale e
sovrastate da una aponeurosi. Si colloca tra il capo ulnare e il capo omerale del muscolo flessore ulnare del
carpo. in caso di anomalie del tunnel cubitale, il nervo ulnare si lussa nei movimenti di flessione. La
Lussazione mediale del nervo ulnare dal solco è presente nel 30% dei gomiti normali. La compressione del
nervo interosseo posteriore può essere correlata a cisti grandi sinoviali nel recesso radiale. Sintomi
prevalenti sono dolori locali associate a paralisi e impossibilità ad estendere il polso. L’Ecografia evidenzia
edema, perdita della struttura tubulare del nervo. Dopo l’intervento di epicondilite laterale Un esempio di
progetto di riabilitazione motoria comprende dal 1 al 7 giorno di sistemare l’estremità in reggi braccio,
controllare l’edema in infiammazione, esercizi cauti per il gomito, polso e mano, esercizi attivi per la spalla
nell’articolazione gleno omerale. Dalla 2 alla 4 settimana rimozione delle reggi braccio, progressione degli
esercizi, esercizi di rinforzo attivi isometrici submassimali, controllo dell’edema dell’infiammazione, rinforzo
dei muscoli della spalla. Dalla 5 a 7 settimana progressione del rinforzo nei limiti della tolleranza con
incremento di pesi progressivi. Dall’8 alla 12 settimana continuo uso di tutore se è necessario e inizio al
ritorno allo sport e attività abituali.