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La via italiana alla democrazia: Storia della Repubblica


1946-2013 Libro di Paolo Soddu
Storia del secondo dopoguerra (Università degli Studi di Torino) StuDocu non è sponsorizzato o
supportato da nessuna università o ateneo.

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Prologo. Che te vada pe' traverso mercoledì 8 aprile 2020 08:34

20 Aprile 2013
lezioni di Giorgio Napolitano. aumento più acuto della condizione di blocco poste elezioni del 24 25
Febbraio. seconda soluzione di continuità, la prima era stata l'elezione di Silvio Berlusconi nel 1994

nel 2013 non c'era alcun vincitore era una rottura innanzitutto generazionale. continuavano i
meccanismi paralizzanti della democrazia dissociativa dell'intera fase della guerra fredda. alla
rielezione di Napolitano si giunse dopo una sistematica serie di fallimenti dei nomi proposti dal
partito democratico Franco Marini Romano Prodi. Ultimo tentativo fu uno shock che produsse le
dimissioni del candidato premier emerso dalle primarie per Luigi Bersani.

Jorge Napolitano orient o la sua seconda breve presidenza alla ricerca di ciò che assente era stato
tuttavia sistematicamente ricercato nella storia della Repubblica e cioè un intendimento consensuale.
il che comportava la necessità di una revisione dei modi di stare insieme degli italiani. Faticavano a
superare consolidate abitudini: gerarchie pre moderne, tradizioni cetuali se non castali, spirito
corporativo, centri di potere oscuri

la rielezione di Napolitano enfatizzava l'esaurimento di tutti i gruppi dirigenti delle forze che avevano
retto il sistema dopo la fine dei soggetti costituenti. rivelava inoltre lo sbriciolamento dei residui della
dimensione culturale consociative. Negli anni precedenti c'era stata una democrazia dell' alternanza
vuota perché prima di un' autentica partecipazione consensuale: ecco il rifiuto di un reciproco
riconoscersi sia a destra che a sinistra e soprattutto nei 5 Stelle

ne derivava nell immediato la frantumazione del bipolarismo, che solo 5 anni prima nel 2008 era parso
trionfante con la 84% dei voti ai due maggiori schieramenti. era un bipolarismo artificiale si fondava su
larghe alleanze che esaltavano il particolarismo di forze convergenti per conseguire il risultato ma
strutturalmente incapace di stare insieme ottime per vincere nulla per governare.

Faccio brutto del 2013 mostrò illusorietà del tentativo di far sopravvivere le persistenze dei soggetti
costituenti. come già Pertini e einaudi , quando i soggetti costituenti avevano iniziato la loro lunga
agonia, si conferma la funzione propulsiva e decisiva assunto dalla presidenza della Repubblica

2013 effettivo finale della prima fase della vicenda repubblicana. prima e seconda Repubblica insieme
Chiudevano nascita affermazione decomposizione di un sistema di partiti senza che se ne definisce uno
nuovo+ giungeva al capolinea il programma di riforme istituzionali + dimissioni Di Benedetto 16º
elezione di Papa Francesco primo

2013 rivelava la caducità di tutti i progetti rigenerative coltivati dopo l'assassinio di Aldo Moro: la
diagnosi dalla quale essi avevano preso le mosse individuava essenzialmente nelle istituzioni il punto
debole quindi trasferire su di esse peso e oneri delle crescenti è risolvibile difficoltà dei partiti. 2013 Si
produssero i presupposti per la ricostruzione complessiva del sistema politico era infatti un risultato che
riportava ai nastri di partenza tutti gli schieramenti nessuno aveva effettivamente vinto: si imponevano
soluzioni condivise Non fu così. riprese la via evolutiva. una via evolutiva tutta interna alla forma di
governo affermatosi alla costituente. forma di governo che era parsa a molti ormai obsoleta dopò la
conclusione della solidarietà nazionale.
dal 1978 ( secondo la proposta del Psi) era sembrato appetibile e di maggiore efficacia il suo
superamento secondo indicazioni dalla vicenda francese.

le 2 diverse vie entro le quali dopo la seconda guerra mondiale si erano indirizzate Germania e Francia,
nel caso italiano coesistettero. nessuna delle due ebbe la forza di affermarsi ok prevalendo in
conclusione la democrazia dissociativa.

2013 Ora aspettava la nuove generazioni voler indirizzare le riforme entro la tradizione nata con la
costruzione della democrazia italiana o al contrario troncando con essa
spettava soprattutto a esse favorire un' evoluzione istituzionale al interno della quale collocare il nuovo
sistema dei partiti italiani informazione che succedeva a tre che avevano contraddistinto l'Italia unitaria
1. Ppi ( Unione cattolica post guerra mondiale i partiti presenti già nel 1800)
2. Fascismo . prima forza di massa che organizzò in modo autoritario politicamente gli italiani tutti. e
solo un eredità avvelenata Riflessosi nel pluralismo asfittico del paese. di quella natura
partecipavano in maggior o minor misura tutte le culture politiche degli italiani
3. Terzo Sistema dei partiti aveva preso forma durante la resistenza e si era su strutturato nel
processo costituente. cattolici e comunisti.
meno rilevante il ruolo di liberali e socialisti egemoni nel pre fascismo (ppi)n e ora sospesi tra
dipendenza e ricerca di autonomia

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Efimero eppure decisivo fu il partito d'azione effimero per la sua durata, decisivo in quanto estranea col sistema dei partiti
per la sua natura non ideologica. era il solo a poter disporre di una visione completamente democratica perché
secolarizzata. ciò gli garanti vita oltre la sua stessa esistenza con una classe dirigente Quebec capacità propositiva
fondamentale fino agli anni '70 e poi il radio la transizione degli anni '90 (foa ciampi)

Tema dei partiti intraprese alle origini la via tedesca. Comportava La revisione di sé e il superamento dei conflitti
insormontabili, a piena reciproca legittimazione delle parti in cui la nazione si era organizzata.

tuttavia sin dalla fine degli anni '50, una indubitabile fisionomia di destra, si guardò al modello francese. enfatizzare
l'esecutivo e ridimensionare i partiti. una democrazia pluralista che è in alzasse invalicabili confini a sinistra. questo era il
suo limite sistemico. infatti questa prospettiva raccolse consensi solo dopo la sconfitta delle ipotesi consensuale, quando si
colorò di sinistra grazie al corso impresso da Craxi.
Sopravvisse al declino politico del leader tanto che l'idea della grande riforma fu nelle corde tanto della bicamerale di
D'Alema quanto della riforma costituzionale firmata da Berlusconi

esauritisi i propositi di mutamento della forma di governo si è tornati a un approccio evolutivo dell originaria via della
democrazia repubblicana che fin dal momento della scrittura della costituzione si fonda su un preliminare accordo
consensuale.
in un paese privo di autentiche esperienze democratiche non era un approdo agevole

Area irrisolto tra la consapevolezza dei modi necessari per raggiungere una piena condizione europea E la resistenza di
morti arroccati a difesa di un identità italiana il cui senso profondo consisteva nell impossibilità di far passare il passato. un
vivere insieme eppure irriducibilmente divisi

L'Italia fu affascinata dalle esperienze degli altri paesi europei. esperienze di democratizzazione che investì l'Europa nel
secondo dopoguerra:
-De Gasperi via tedesca, e il gruppo dirigente che gli succedette con il centro sinistra la percorso in modo meno limpida
data la volontà di conciliare l'inclusione con la garanzia del proprio indiscutibile dominio - Sanguinosa della solidarietà
nazionale agevolo il profilarsi della via francese che contrassegna gli anni '80 e la leadership di Bettino Craxi. Via accolta
benevolmente da quanti avevano contrastato la via tedesca. mutare la forma di governo EA fermare i primati assumere
una sicura leadership
la la grande riforma istituzionale fu paradigma dominante anche dopo la fine dei soggetti costituenti perché ritenuta la
soluzione delle frustrate aspirazioni democratiche della vicenda italiana.

- a partire dai primi anni '90 i riferimenti mutarono prevalendo il fascino per una sorta di Macedonia delle esperienze
europee
- solo dopo le elezioni del due mila 13 si ripresenta la possibilità di perseguire la via tedesca assecondare la natura
evolutiva della forma di governo della costituzione
in questo ricostituito quadro si è riavviata dopo la rielezione di Napolitano la fase di riforma della costituzione e della legge
elettorale
il lungo passaggio che dell' esaurimento dei soggetti costituenti giunge alle elezioni del 2013 è prevalentemente il segno
della destra ed era fondato sul non risolto conflitto tra via tedeschi via francese tra via consensuale e via che confermava la
esclusione

Il carattere dissociativo nacque quindi da una duplice difficoltà: quella dei moderati di includere, quella dei democratici di
oltrepassare la dimensione antagonista. Italia liberale era assai diversa da quella repubblicana e democratica: in mezzo
c'era stato il totalitarismo. tuttavia la questione dell' inclusione di tutte le forze nel sistema non fu risolta né dall' una né
dall'altra. il primo caso il fascismo costituì la risposta a questo blocco nel primo dopoguerra. il secondo dopoguerra una
delle due grandi culture di massa la cattolica si trovò al centro della prima fina costruzione dello Stato democratico. Le
forze di sinistra agevolarono la loro messa ai margini di sinistra agevolarono la loro messa ai margini. La sinistra non era
certo pronta per governare.
anche se tutti i partiti di massa eredi e continuatori del partito totale contenevano tutto e il contrario di tutto, la religione
politica era l'elemento condensante e unificante. in ciascuno di essi dei repubblicani comunisti coabitavano reazionari
conservatori democratici e progressisti

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1. L'Italia dopo la guerra


mercoledì 8 aprile 2020 09:44

Fascismo interiore albergava nell'animo degli italiani. ineluttabile tragedia che ne sarebbe derivata .
Unificazione nazionale l'immaginario era figlio dei democratici, il politico Appannaggio dei moderati.
una condizione analoga con nuovi protagonisti si verificò anche nel secondo dopoguerra quando
democratici e moderati costituivano le colonne portanti della costruzione nazionale Italia unita e stata
il frutto di uno stretto intreccio tra questione nazionale e proiezione internazionale ogni mutato
equilibrio su quest ultimo piano ha avuto conseguenze decisive sul primo L'Italia repubblicana di
scendeva immediatamente dal disastro della seconda guerra mondiale, si era conseguita una bruciante
sconfitta del paese e delle aspirazioni che la sua classe dirigente e parte significativa delle masse
avevano coltivato con l'esperimento totalitaria della dittatura fascista. quest'ultima aveva rappresentato
un tentativo di sciogliere i dilemmi risolti che avevano accompagnato il farsi dell italia e di dare essa una
nuova e se possibile definitiva sistemazione.

La nazionalizzazione delle masse avvenne entro il quadro di una dittatura fondata sul partito di massa
omogeneamente presente su tutto il territorio. parve dotare un paese, altrimenti disordinato, e una
fisionomia adatta alle sfide dei tempi preservandone nel contempo i modi di essere tradizionali delle
classi dirigenti e dell'articolazione gerarchica della società ritenuti imprescindibili affinché la forza della
nazione si affermasse. la nazione poteva così finalmente aspirare al conseguimento di obiettivi
vanamente perseguiti nel vicino passato in Italia: finalmente riconosciuto il valore in tutte le inespresse
potenzialità.

la conclusione della seconda guerra mondiale, disastro militare ed etico, indusse prendere atto di una
diversa realtà:
- ridimensionamento dell Europa e quindi dell Italia sul piano mondiale
- permanere di una sostanziale arretratezza del paese, squilibri, difficoltà
- fatica necessaria al miglioramento di una simile condizione
-la nazionalizzazione delle masse aveva radicalizzato i contrasti tanto da sfociare nelle aree meno
stagnanti del paese in aperta guerra civile

a preservare l'autostima della comunità nazionale intervenne la resistenza, coniugandosi con miti
elaborati dai principali intellettuali italiani. la resistenza agevolo l'assunzione di una nuova dignità,
mettendo tra parentesi la ventennale dittatura e il vasto consenso del quale aveva beneficiato. questo
modo di procedere: rimozione accompagnato l'orgoglio di sé, comportò naturalmente un prezzo salato:
fare del fascismo un'esperienza che non passava, trasformandolo in qualcosa di sostanzialmente
estraneo alla natura, alla cultura, alla mentalità, all antropologia degli italiani.

L'Italia era in frantumi


doveva nuovamente ricostruirsi su basi radicalmente altre rispetto a quelle su cui si era appoggiata alla
dittatura. questo pensava il partito d'azione che vedeva quel passaggio come una guerra civile, un
riducibile contrasto fra due concezioni del vivere insieme entrambe presenti e operanti. invocava un
ripensamento complessivo un assunzione di responsabilità. comportava il bisogno di fare i conti con il
pesante fardello del nazionalismo razzista.

Assistenza degli intellettuali liberali sulla somiglianza tra fascismo e azionismo derivava dall insofferenza
per questa proposta azionista . Il partito d'azione rifiutava il riallacciarsi all'altro ieri come se il fascismo
non ci fosse stato.
Einaudi scriveva: la commistione di principi liberisti con principi collettivisti c faceva del partito d'azione
nient'altro che una via neofascista. un altro fascismo sotto il nome di partito d'azione. Einaudi padre
liberale convergeva in questo con il figlio Giulio comunista

il partito d'azione fu in effetti il solo partito nuovo del sistema in formazione. mori precocemente perché
era eccentrico rispetto alle condizioni della società italiana del tempi sebbene sia stato ritenuto al
contrario una sopravvivenza del passato. da esso proven di una classe dirigente che con te ho moltissimo
nella Repubblica dei partiti specie, ma non solo, nella sinistra democratica e nelle forze del movimento
operaio. tu questo partito vi è stato fin dalle origini un appassionato di scorrere che poi sfociato in
visione storiografiche differenti se non contrapposte.
Partito d'azione finiva con le apparire un partito apartitico dalla fisionomia pre politica se non
antipolitica così incisivamente restituita dall espressione partito dei fucili sprezzante nei riguardi dei
partiti delle tessere.
si profilava così un partito che certo aveva un mood e visione della polis ma che nel contempo della polis
rigettava le forme stesse entro le quali inevitabilmente la vita dei suoi abitanti si disponeva si
organizzava. un antifascismo intimo personale di piccole comunità escludente il complesso della società.
come se appunto vi fosse un intrinseca impossibilità per l'anti fascismo esistenziale di nutrire
compiutamente l'anti fascismo politico cioè di radicarsi di divenire a disposizione sentimento
atteggiamento condiviso.

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Sicché finito il tempi dei partiti dei fucili, tornati i militanti migliori alle abituali occupazioni, il ceto politico che da quel
partito scaturì, altro non era che una somma di individui accomunati dall' aver vissuto la politica come professione ( parri
calamandrei La Malfa foa )
Eppure sembrava che con "partito dei fucili" si volesse dire che quel partito incarnava la sostanza della moralità impolitica
della resistenza.

La dicotomia tra partita dei fucili e partito delle tessere esprimeva efficacemente la natura altra del partito d'azione
rispetto ai partiti ideologici di massa.
Specificità del partito d'azione era nel modo di intendere e concepire il politico, senz'altro privilegiare l'approdo
secolarizzato. attingeva a una visione che tentava di trarre lezione dalle esperienze democratiche sopravvissute tra le 2
guerre nell occidente euro americano. la politica infatti era qualcosa di più e di diverso rispetto all elite dirigenti o alle
organizzazioni che guidavano. in una società plurale di massa, quale era quella che si stava faticosamente formando, tutti i
soggetti erano mobilitati avevano uguale parola. L abitare insieme nella città significava realizzare innanzitutto il passaggio
delle disposizioni individuali in patrimonio collettivo. si ke ciò che è decisivo non era il dato ovvio della presenza di
motivazioni etiche nella resistenza ma la loro effettiva trasposizione nella dimensione pubblica divenendo in tal modo
parte fondamentale delle risorse depositate. guardava insomma la cultura politica condivisa, al di là delle specifiche
famiglie politiche.
Partito d'azione aveva coscienza dei caratteri fondativi da imprimere l'Italia di mezzo secolo un sistema completamente
democratico. era questo il rimprovero che i moderati gli rivolgevano. ciò che avrebbe fatto la differenza nel paese
produttore del prototipo dei fascismi: individuare sulla base del dolore e della sofferenza che la conclusione tragica della
dittatura fascista aveva provocato, un'altra dimensione dello stare insieme che però non ho chul tasse di quell esperienza il
senso riuscendo effettivamente a rielaborarla nella sua interezza e nelle sue connessioni.
esSi nutrivano la condizione che la caduta della dittatura fascista consentisse una trasformazione del paese nel segno della
rivoluzione democratica. un profondo mutamento dei paradigmi politici, era indispensabile comprendere preliminarmente
cosa fosse accaduto, come fosse stato possibile, come evitare che potesse ripresentarsi. ne derivava l'assenza di
qualsivoglia mitizzazione del popolo parte del quale era stato riscattato con la resistenza: era lo stesso paese che aveva
attraversato entrambe le esperienze a doversi interrogare su se stesso se voleva effettivamente mettersi alle spalle il
passato.

resistenza aveva prodotto di per sé energie morali preziose, ma non sarebbe stato sufficiente il vissuto di quei 20 mesi può
superare appieno l'eredita del tattile turismo di destra che rispondeva per molti versi a caratteri radicati a culture diffuse.
quello spirito totalitario si annidiava nei tessuti della società italiani Mimetizzava allinterno dei partiti

L'Italia repubblicana fu erede del primo esperimento fascista e insieme produttrice di una resistenza essa. per quanto
compresse rimpicciolita riprodotta secondo logiche Fazionali la resistenza fu la indiscusso mito fondante dell Italia
repubblicana. Italia condensava le diverse esperienze tedesca e francese. da un lato era il paese che aveva concepito e
proposto il progetto totalitari di destra nazionalismo razzismo. Dall'altro quei brevi e intensi mesi di guerra partigiana
erano addirittura perso allontanare il passato trasformandolo in qualcosa di sostanzialmente estraneo alla natura autentica
del paese

la disposizione a fare i conti pienamente con il proprio passato collettivo era tuttavia minoritaria anche tra gli antifascisti.
una delle sfide che la nazione doveva affrontare consisteva nella necessaria evoluzione dal totalitarismo alla democrazia
pluralista delle culture degli italiani. cattolici comunisti socialisti raccolse Rho nelle prime elezioni quasi il 75% dei voti.
contenevano al proprio interno visioni variegate opzioni per certi versi anche opposte. avevano però in comune il volto
delle religioni politiche. allora andavano aggiunti i repubblicani ma anche i nostalgici del recente passato nell uomo
qualunque.

ad aspirare ha una piena dimensione democratica inclusiva, come andava contrassegnando l'occidente, erano quindi
minoranze disseminate nelle diverse formazioni

antifascismi e resistenze dovettero necessariamente convivere facevano riferimento alle 2:00 società divise in modo
irreversibile, la dimensione bipolare a formatasi dopo la conclusione della guerra antifascismo e resistenza erano però il
vissuto accomunante di tutti i soggetti costituenti. La vulgata resistenziale Altro non era che l'indispensabile racconto per
dare legittimità e senso nuovo allo stare insieme degli italiani. funzionò fino a quando quella condizione fu ipostatizzata
cioè individuata come realtà a sé stante. Sì il suo momento culminante furono gli anni '70. entrò in crisi quando il
riconoscimento consensuale andò in frantumi. di qui prese avvio non una semplice revisione interpretativa ma uno stacco
decisivo una aspirazione a costruire un altro racconto. legato all impossibilità di parti rilevanti e consistenti della nazione e
delle sue classi dirigenti di fare i conti con il proprio passato. Nuova narrazione del nesso fra passato e presente anche per
il fatto che il fascismo era stato espunto dalla narrazione della nazione.

La resistenza fu una terribile e preliminare contesa per il diritto alla convivenza pluralistica alla pari dignità alla democrazia.

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nell'esperimento del fascismo era ben presente un aspetto fondamentale del totalitarismo: una costruzione che affermava
una sola legittima coabitazione possibile in una società e includeva soltanto quanti si identificavano con essa per
convinzione o per opportunità. escludeva però tutti gli altri ritenuti nemici da abbattere o ostacoli da eliminare, le
minoranze etniche agli ebrei dagli oppositori dichiarati agli omosessuali rivelati.

Gli ammessi alla nuova Italia si disponevano comunque al suo interno secondo una delle parole formative della dittatura:
gerarchia.
non la circolazione dell' elite, non non la pari opportunità delle condizioni di partenza, ma il desiderio così largamente
accomunante di un mondo in cui le posizioni fossero, se non pre assegnate, garantite una volta conseguite stabilizzate

Con la caduta della dittatura fascista la risposta furono le 2:00 alternative: il paradigma democratico liberale e quello
comunista. Imbrigliare quest'ultimo nel primo fu il nodo decisivo dei decenni successivi. l enfasi posta sulla comunanza
antifascista dei soggetti costituenti

L'approdo al pluralismo non era scontato per nessuna delle culture politiche che si affermarono. si ripresentarono quelle
sorte nell Italia liberale, la sola eccezione prodotta dalla resistenza il partito d'azione fini d esistere ancor prima della
nascita della Repubblica.
È Poco plausibile attribuire al comitato di liberazione nazionale l'origine della cosiddetta partitocrazia italiana, la affermarsi
dello Stato dei partiti. si trattò di un processo comune a tutta l'Europa, e nel caso italiano non poteva non avere strette
connessioni con il passato prossimo fondato sul partito unico.
il comitato di liberazione nazionale fu semplicemente il luogo nel quale si consumò il primo decisivo conflitto tra 2 diverse
ipotesi: il progetto dei partiti ideologici di massa e il programma pienamente secolarizzato degli azionisti.

la stabilizzazione postbellica si delinea ho con la svolta di Salerno. Densa di senso sia sul piano interno sia rispetto alla
collocazione italiana nel nuovo assetto internazionale

La cosiddetta "svolta di Salerno", avvenuta nell'aprile del 1944, prende il nome da una iniziativa di Palmiro Togliatti, su impulso dell'Unione Sovietica, finalizzata a trovare
un compromesso tra partiti antifascisti, monarchia e Badoglio, che consentisse la formazione di un governo di unità nazionale al quale partecipassero i rappresentanti di
tutte le forze politiche presenti nel Comitato di Liberazione Nazionale, accantonando quindi temporaneamente la questione istituzionale. L'iniziativa si concluse con
l'accettazione di una mediazione di Enrico De Nicola concernente il trasferimento di tutte le funzioni ad Umberto di Savoia, quale Luogotenente del Regno e l'indizione di
una consultazione elettorale per un'Assemblea Costituente e la scelta della forma dello Stato solo al termine della guerra. Nel secondo dopoguerra la svolta di Salerno
creerà non pochi problemi alla tesi unitarista del Fronte popolare. Alcuni tra i socialisti massimalisti del PSI rinfacciavano infatti a Togliatti ed al PCI di essere venuti a patti
con la monarchia e con il potere democratico, e quindi di essersi resi impuri.[senza fonte]

L'apparente successo Conseguito nel 1945 con la nomina di parri la presidente del consiglio anticipava soltanto la morte del partito d'azione

Ciascuno Dei soggetti costituenti ebbe miti riti simboli una liturgia cadenzata da uno specifico calendario distinto dalle feste nazionali delle quali ciascuno di
essi fornire una propria interpretazione. Un coro polifonico accomunato dalle origini totali, religiose Costruirono però un passaggio indispensabile della
secolarizzazione della politica.

2. Il compromesso storico della Costituzione


mercoledì 8 aprile 2020 12:34

Dopo l'esaurimento della Repubblica dei partiti si è sostenuto che questa si fondasse sul conflitto tra le ragioni
dell'antifascismo e quelle dell' anticomunismo. come se la vicenda italiana se fosse fermata alla guerra civile.
tutti i soggetti costituenti dai liberali ai comunisti si nutrivano di antifascismo.
quella italiana era un' aspra contesa intorno alle forme ai modi e alle finalità della convivenza dello stare insieme.
fu necessario per i nuovi partiti prendere atto della realtà effettiva del paese, il quale era sotto ogni profilo povero.
emergevano insieme il primato dei bisogni essenziali la imperizia e assenza di competenze amministrative, tutte ancora da
acquisire.
questo il sistema composto dai soggetti costituenti altro non era che l'evoluzione della precedente vicenda unitaria. era
anche qualcosa di più dato che ciascuno di quei partiti esprimevano cultura di lungo periodo e da una vita una famiglia
politica: erano l'espressione organizzativa di sentimenti e affetti collettivi che la nazione aveva col tempio maturato. per la
prima volta erano costretti a conoscersi. Dovevano imparare a frequentarsi a convivere EA discutere senza che ciò
comportasse il ricorso alla sopraffazione reciproca.
Il pci , grazie alla svolta di Salerno che contribuì in modo decisivo a stabilizzare il modo d essere dell Italia nel nuovo assetto
bipolare, avviò la sua lunga guerra di posizione
il partito d'azione andò alle elezioni per la costituente già diviso, le 2:00 parti preso insieme a 2,5%. nel primo decennio
repubblicano a emergere da quell area fu calamandrei essenziale riferimento sulla costituzione, sul costume democratico,
nelle libertà. poi dal 1978 fu Bobbio a intervenire sui medesimi temi.
nel ventennio che stava in mezzo esplose la azionismo come metodo politico capace di irradiare le fondamenta della
democrazia in costruzione e di esercitare un' influenza profonda su idea e pratica della sinistra. offrì una lezione di metodo
riformatore.

la via italiana alla democrazia coincise quindi con la piena matura esistenza delle forme organizzative assunte dalle culture
politiche sorte lungo l'ultimo trentennio dell Italia prefascista. realizzava appieno il partito delle tessere, cioè il partito di
massa dotato di struttura cultura elite, così come avveniva in tutta Europa. non poteva prescindere dall' eredità del recente
passato tutta l'Italia. fu questa una delle più significative e meno considerate continuità e nel contempo discontinuità con il
prima: sia per la gestione dell'eredita il omogenea e penetrante presenza del partito nazionale fascista ( il primo partito
che a ogni parrocchia fece corrisponderà una sezione) sia per lo sviluppo che dava alle prime timide manifestazioni dei
decenni liberale.

alle origini della Repubblica e nel comitato di liberazione nazionale vi erano tre strategie corrispondenti ad altrettanti
visioni:
• Partito d'azione indicava una via alla democrazia che cancellasse ogni traccia del fascismo facendo interamente i conti
con esso. una soluzione di continuità. pieno accoglimento dei mutamenti culturali delle sinistre occidentali di fronte alla
crisi del paradigma liberale. Seppellimento delle esperienze di totalitaria, poteva succedere una dimensione secolarizzata
del politico

a queste ipotesi si oppose senz'altro la cultura politica che ritenne è possibile e auspicabile il" che cosa stavamo dicendo":
dc e pci
• Pci: Forza possente che assumeva pienamente connotati del partito di massa totale, preoccupava innanzitutto
dell'organizzazione dotando le masse popolari italiane io uno strumento senza eguali. poteva inoltre rivendicare un
fondamentale ruolo nazionale anche per il predominante ruolo nella resistenza, collaborando così alla fissazione di un
confine rigoroso tra i ristretti ceti che del fascismo si erano nutriti e mi larghi settori sottomessi della società ritenuti
vittime del fascismo. e sicchè quando si esaurirono i soggetti costituenti per porre sotto accusa il PCI fu sufficiente
attaccare la resistenza.

Partito d'azione democrazia cristiana E PCi erano le forze che condensavano le diverse modalità pensate per la fuoriuscita
dai fascismi e dalla guerra:
• l'ansia rinnovatrice della resistenza con un tentativo di assumere la comprensione del passato • la separazione netta tra
una minoranza responsabile del fascismo e la grande maggioranza estranea del popolo italiano
• lo speculare abbraccio di un modello alternativo ben piantato nell esperienza storica

queste visioni connotarono il paese e rispondevano a pulsioni profonde a progetti di vita da perfezionare da perseguire da
conseguire
la azionismo, nonostante, o forse a ragione, della morte in fasce della sua forma partito, attraversò tutta la vicenda
repubblicana. Su questo profilo L' aura che nelle diverse stagioni accompagnò i suoi politici e intellettuali, anche la furia
demolitrice nei suoi confronti, erano entrambe spia dell'impossibilità di

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prescindere da un partito sepolto nel 1947: lì si era infatti espresso il rapporto necessitato tra democrazia e pluralismo

• l'ipotesi di De Gasperi non sopravvisse a lui (?)


la democrazia cristiana dovette affidarsi alla classe dirigente cresciuta durante la dittatura fascista non estranea a pulsioni
egemoniche che ne condizionarono le scelte

• Prospettiva indicata da Togliatti nel 1944 aveva come orizzonte la via italiana al socialismo intesa come abbattimento del
deficit democratico che aveva contrassegnato l'Italia prima della Repubblica
non poteva certo annunciar si la democrazia dell' alternanza in una condizione di guerra fredda interna, derivante alla
coabitazione Nello stesso paese di coscienze irriducibilmente antagoniste. prima di contendersi il potere dovevano
abituarsi ed educarsi a convivere: si delineava invece una condizione che rischiava di vedere prevalere e confermare la
natura dissociativa. la spia era anche data dal ripresentarsi, alla caduta del fascismo, dei partiti storici e del loro indiscusso
prevalere di fronte ai tentativi di innovazione.

• a destra il partito liberale italiano Realizzò a pieno l'approdo liberale democratico rivelatosi irraggiungibile nel pre
fascismo
• MSI e monarchici la più pura forma di persistenza del passato svolgeva un richiamo irresistibile per settori non secondari
della società. Ritenevano di essere legittima componente di uno schieramento puramente anticomunista che però non
aveva motivo di realizzarsi nella strategia di De Gasperi: non solo la democrazia cristiana ma anche il governo che egli
guidava era di centro entrambi camminavano verso sinistra cioè si interrogavano su come sciogliere il problema dell'
inclusione delle differenze e dell' alterità nella coabitazione nazionale
• Psi: l'affermarsi della guerra fredda interna, non mera proiezione nazionale del conflitto bipolare, ma cornice naturale per
un paese alla prima prova effettiva di una possibile esistenza plurale, rendeva drammatica la condizione del partito
socialista. Frantumato si nel 1922 con l'avvento del fascismo, con una opera di revisione per ricongiungere le 2:00 anime,
era stato forza di rilievo nell antifascismo, molto meno nella resistenza. costituì però l'approdo naturale per quanti in quel
partito avevano avuto il primo decisivo riferimento etico e organizzativo. 1946 i socialisti furono il primo partito a sinistra
ma erano tallonati dal PCI. Ma proprio questo risultato elettorale manifestò un dissidio irrisolvibile sulla visione del partito
e del suo coabitare con gli altri: pulsioni unitarie a sinistra o o rifiuto dell alleanza con i comunisti. un' incertezza circa la
visione della società. Vi i socialisti non condizionarono le ipotesi prevalenti pur prendendone parte, e derivò una continua
insoddisfazione, e mi ha chiamato partito inquieto, carattere che sembrò in via di superamento soltanto alcuni decenni
dopò con la segreteria di Craxi
Nenni ministro incarnò anche fisicamente l'inizio dell'era della democrazia non solo in quanto procedure ma anche come
riconoscimento dell'esistenza di uguali opportunità per tutti indipendentemente dalla nascita delle condizioni sociali.

Paradigma antifascista e compromesso storico della costituente

Generale ri affermarmi del costituzionalismo in Europa nel secondo dopoguerra In Italia avvenne qualcosa di più: la prima
effettiva esperienza di condivisione democratica, da molti desiderata da altrettanti temuta. fu una Rifondazione dello Stato
e della convivenza. Processo costituente fu un fatto generalizzato nella parte d'europa che era stata attraversata dai
fascismi, divenne passaggio inevitabile e simbolicamente decisivo della costruzione dei sistemi democratici non era affatto
possibile tornare indietro.

era il passato prossimo con l'esaurimento di ogni forza propulsiva dell Italia liberale e la prevalenza della dittatura ad avere
imposto quel salto. la redazione della costituzione Fu insieme con la Repubblica la autentica innovazione la soluzione di
continuità della vicenda unitaria. non solo era la prima volta ma la nuova tavola scritta dai costituenti era un atto di
Fondazione della cittadinanza nutrita per la prima volta di una sostanza completamente democratica. le critiche EI progetti
di revisione radicali sono stati destinati tutti alla sconfitta proprio per questa natura di fondamenta democratiche che non
avevano precedenti perché tenuta ai margini dell unificazione nazionale. la costituzione acquistava un significato ulteriore
rispetto alla definizione dei valori e delle regole: era infatti la premessa allo scioglimento degli insuperabili conflitti che
avevano alimentato il passato. Si rinnovavano per via evolutiva Office aspetti fondanti della costituzione formale e della
costituzione materiale del periodo liberale

-Il primo pieno formale riconoscimento del sistema parlamentare: enfatizzava la necessità della condivisione dei
mutamenti, condizionava la revisione preservano la sostanza quindi entro la logica degli emendamenti. non uno
stravolgimento dell impianto che ne mutasse la natura mal adeguamento alle inedite necessità dei tempi. una logica
fondativa. Un inizio su basi nuove della convivenza nazionale, la premessa del patriottismo. la logica del patto
costituzionale ammette va indubbiamente modifiche, e stata capace di evolvere adattarsi alle condizioni storiche politiche
e culturali economiche.
Tutti coloro che non rimpiangevano il passato unitario avvertirono la costituzione come proprie intravedendovi tracce della
propria sensibilità. un inizio autentico, un compromesso di fatto che va al di sopra delle volontà dei singoli.

Prima parte: tavola valoriale con i diritti di libertà politici e sociali. generale intesa tra sinistra e cattolici
parevano precetti morali definizioni propositi camuffati da norme giuridiche e norme giuridiche non
sono, si sarebbero potuto collocare in un preambolo.

Articolo di apertura: rep dei lavoratori (comunisti e socialisti) respinto,

Matrimonio: introdotta l'indissolubilità, imbarazzo di togliatti ceh si astiene (ma poi in un secondo
momento cancellato

Seconda parte: intesa fra cattolici e laici democratici


Fondamenta della forma di governo parlamentare, decentramento regionale, corte costituzionale

Le sinistre erano per il monocameralismo. Lamentava la tendenza a limitare correggere bilanciare


l'azione popolare, suona come sfiducia nel popolo e nei suoi organi rappresentativi, la tendenza a
limitare l'azione delle istanze democratinche a frenarla a disperderla nel tempo. Nenni: i check
and balances altro non erano che il vizio segreto di questa costituzione. Sfiducia nel popolo paura
del popolo e qualche volta terrore del popolo.

Pertanto il compromesso sulla seconda parte della costituzione segui la prima eliminare intesa stabilitasi
tra laici e cattolici, salvo gli Azionisti e sembrano ancora testimoniare che un'altra via sarebbe stata
possibile. questo accordo sottintendeva la convinzione che fosse già interiormente compiuto l'approdo
democratico pluralista . Come se fosse agevole superare la storica frattura che riemergeva tra forze
storicamente anti sistema alcune delle quali ora non solo entrarono a far parte dell'area della legittimità,
ma assumevano la guida della democrazia in costruzione, e le altre la cui immissione nella
rappresentanza guida della democrazia in costruzione,
tutte però
tutte però, ed era la novità, si erano vincolate con il patto costituzionale

calamandrei ritenne la costituzione tripartitica, di compromesso, molto aderente alle contingenze


politiche dell' oggi e del prossimo domani e per questo poco lungimirante.
Il Sentire politico be un paese sconfitto dominato e lacerato dalle illusioni perdute avvertiva il bisogno di
una tregua quale fu quella stabilita con la costituzione che forse rendeva meno forte esecutivo ma
valorizzava lo scopo di preservare l'unità di darsi una coesistenza consensuale. il patto fondativo era un
punto di partenza e cui pilastri erano due forze che apparivano estranei e che invece avevano i caratteri
necessari per proiettare il nazionale in una dimensione internazionale (erano rassicuranti, limitavano la
paura di quel momento storico)

calamandrei disse che la costituzione non era l'epilogo di una rivoluzione già fatta ma il preludio di un di
una rivoluzione nel senso giuridico e legalitario ancora da fare. i contra enti non concordavano sugli
scopi sulle mete sul ritmo e questa rivoluzione. giudizio fortemente critico verso ciò che era avvenuto in
sede di costituente inconsapevolmente fotografava la realtà dell'Italia di metà secolo nella quale la
costituzione assunse anche il profilo di un programma da realizzare progressivamente. era così
innovativo che la Corte costituzionale entro in funzione nel 1956 il consiglio superiore della magistratura
nel 1958 regioni a statuto ordinario il consiglio superiore della magistratura nel 1958 , regioni a statuto
ordinario e referendum abrogativo nel 1970

E fin dal 1953 in concomitanza con l'approvazione della legge elettorale con premi di maggioranza
dell'ultimo governo centrista di De Gasperi si diffusero ipotesi di una sua possibile revisione.

ma il sistema democratico esige che i poteri devono cooperare ad affermare il sistema a difendere il
sistema voluto dal popolo italiano E ogni sabotaggio a questo coordinamento e contro lo spirito della
costituzione. l'obiettivo a cooperare rimase frustrato nella sua realizzazione sullo sfondo della vita
costituzionale almeno tutte le volte in cui il riconoscimento consensuale fu ostacolato

la approccio consensuale parve solidificarsi a partire dal centro sinistra da quanti erano convinti che
fosse possibile operare la revisione dei partiti e che la costituzione fosse insieme emendabile e punto di
partenza a carattere includente. Via che assumeva la costituzione come il fondamentale punto di
partenza della vita nazionale democratica e mirava punto ha una sua maggiore fifa efficienza ha un suo
miglioramento.

la costituzione pertanto sulla prima effettiva via italiana alla democrazia


un paese giunto soltanto a metà del 19 esimo secolo all unificazione con il concorso di forze
contrapposte aveva dato vita a un incompiuto sistema liberale che non potevo non bolle evolvere in
piena e riuscita convivenza democratica pluralista
la Repubblica e la costituzione ereditavano una socializzazione politica consumatasi lungo il ventennio
fascista
la costituzione a metà secolo fu l'effetto quindi di ciò che i nuovi gruppi dirigenti democratici erano
riusciti a realizzare e rispetto al quale avevano fallito i liberali: la piena includente evoluzione

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democratica pluralista ancorché in computer. l'affermazione della democrazia parlamentare costituì la conclusione a
vantaggio dei rappresentanti del popolo di un risolta tensione che aveva segnato l'Italia liberale
proprio la configurazione della presidenza della Repubblica era paradigmatica di questa evoluzione. proprio la presidenza
della Repubblica a nel complesso operato come una salvaguardia rispetto a divergenze non veramente frutto del fisiologico
conflitto tra diversi ma per lunghi tratti espressione di un irriducibile contrasto dei modelli politici culturali antropologici a
fondamento della democrazia dissociativa che sfo ciò nella morte della Repubblica dei partiti. non a caso l'evidente disco
tinita si manifest o con la presidenza di Sandro Pertini unica effettiva realizzazione dell'incontro consensuale preliminare all
evoluzione italiana

il compromesso storico alla base della costituzione ancor prima e una scelta era una necessità indispensabile per la stessa
possibilità di costruire un sistema democratico
e ad avere un ruolo propulsivo nell individuarne caratteri e contenuti furono essenzialmente le culture politiche dei partiti
di massa tenute ai margini dell Italia liberale di quel compromesso storico forno parte anche i liberali e gli azionisti
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Il nuovo quadro internazionale e il sistema democratico in


formazione
giovedì 9 aprile 2020 14:22

Le origini della democrazia dissociativa


Rapporto complesso il risolto infelice di quasi tutte le culture politiche con l'approdo democratico pluralista
socialisti e comunisti
cattolici e laici( azionisti repubblicani oh liberali)
manifestavano una condivida sofferenza nello stabilire un armonica corrispondenza con il sistema democratico

Scoppola per ciascuna delle culture individuava ragioni più o meno plausibili. la relazione con la democrazia, sia nella
dimensione procedurale sia nel senso novecentesco di effettive uguali opportunità, era questione nuova per la società
italiana
Il nesso tra passato prossimo e presente era nel rapporto tra il carattere di massa del fascismo i movimenti popolari che ne
furono eredi
la zona grigia gli indifferenti e si allargava fino a coinvolgere tutte le classi
erano i non schierati nella guerra civile
la zona grigia assumeva quindi nello storico del fascismo un significato diverso rispetto all'uso che ne fece Primo Levi.
Primo Levi si disperava Renzo De Felice invece si consolava
il sistema dei partiti in formazione sembrava quasi occultare come se non lo riguardasse se non per la conquista del
consenso, la Prima lunga esperienza politicamente unificante della vicenda italiana

la demoCrazia era appena agli inizi non potendosi definire tale un'italia liberale. Una constatazione di parri che fotografava
una condizione storica ma strideva con l'intensione diffusa depor su un piano quanto meno lacerante possibile passato e
presente. In questa cornice il fascismo assumeva il volto di una parentesi da chiudere quanto prima, di una malattia
fulminea ma temporanea, che nulla aveva intaccato della solida costruzione precedente del paese

Italia liberale aveva conosciuto un sistema parlamentare progressivamente affermatosi nella prassi ma poi avvizzitosi per
non essere riuscito a oltrepassare la natura oligarchica, alla fine muori per il prevalere della dittatura
aveva prodotto una lenta e accidentata formazione di un sistema dei partiti che ebbe fin dalle origini evidenti caratteri anti
sistema ( Furono gli esclusi a organizzarsi EI partiti divennero strumenti di integrazione negativa)

In Europa si profilo così una condizione peculiare dell'Italia: una soluzione originale e nuova alla partecipazione politica. A
evitare la legittimazione plurale ma non ignoro la questione un esperimento democratico solo in quanto integrava le parti
a patto tuttavia che si manifestassero volenti o nolenti sintoni che con la rappresentazione della nazione promossa dal
capo e dal suo partito

Nel reSto dell'europa le alternative prevalsero soltanto dopò mutamenti istituzionale quale premessa di esperienze
democratiche inclusive, che si prefiggevano l'integrazione positiva dei diversi

Democrazia pluralista é cosa assolutamente altra rispetto all integrazione delle masse dentro la dimensione totalitaria
(fascismo). questo tratto del recente passato era una delle basi del nuovo sistema democratica

la transizione dalla dittatura alla democrazia con la piena legittimazione di tutte le culture politiche presenti nel paese si
chiuse nel maggio 1947. vennero allora meno gli esecutivi espressi unitariamente dall antifascismo
quel passaggio coincise con il precisarsi del nuovo ordine mondiale che si andava formando

1947 il viaggio di De Gasperi negli Stati Uniti


scissione socialista a cui era seguito drastico ridimensionamento delle sinistre nel governo Strage di portella della ginestra:
Esclusione permanente per il PCI transitoria per il Psi dal governo Costituita COMINFORM organizzazione composta dai
partiti comunisti al potere nell Europa orientale e dai due maggiori dell occidente partito comunista francese italiano

Quindi la Repubblica dei partiti. la sua caratteristica di fondo fu la demarcazione netta tra aree della rappresentanza e area
della legittimità . a questo contribuì la connessione con l'internazionale nella fase iniziale della guerra fredda

Tuttavia, a precisare i caratteri del nuovo sistema dei partiti sottostavano anche le fratture non ricomposte Dello Stato
unitario. confermavano radicamenti culturali E antropologici che parevano

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rendere eccezionale e rivoluzionario il conseguimento di obiettivi coerenti con la costituzione

il governo di unità nazionale coincise in Italia con l'apparente piena legittimazione di tutte le culture politiche antifasciste.
non a caso il governo parri durò solo lo spazio di un mattino

Alle Rinate forze espulse dalla vita pubblica nel 1922 e alle nuove si aggiunsero gli orfani della dittatura

con la fine dei governi di unità nazionale si definì un sistema politico nel quale ragioni interne e internazionali
alimentavano una nuova separazione: erano infatti esclusi i nuovi Rossi che esprimevano una duplice lealtà: al blocco
ideale e geopolitico qui facevano riferimento e alla costituzione nella quale erano autori
EI nuovi neri e eredi del recente passato, che dell'Italia repubblicana erano all opposizione in via di principio
Cio favori il perpetuarsi di una costante: la presenza di un soggetto legittimante perennemente al governo e quindi
egemone. che fu tale anche sul piano culturale almeno fino al esplosione bella rivoluzione culturale che precedette e
accompagnò la globalizzazione
l'evento simbolicamente più denso della prospettiva democratica e delle difficoltà che la accompagnavano fu l'ascesa di
Pietro Nenni al governo.
il partito socialista era stato lo strumento più rilevante dagli anni '90 dell'Ottocento dei processi di democratizzazione e di
socializzazione politica delle masse popolari. un prototipo al quale dovettero qualcosa tutti i partiti di massa. ne era
derivato un radicamento profondo
il resistente insediamento socialista poteva contare solo su se stesso privo com'era di effettivi riferimenti internazionali
a maggior ragione la sua consistente presenza nella società italiana andava investita hai fatto fruttare. come e con chi era il
dilemma decisivo che Nenni manifest o con molta efficacia egli seppe quindi rappresentare con una forza simbolica che
non aveva eguali l'acquisizione della piena dignità umana quale prerequisito indispensabile di un sistema democratico. e
anche i primi atti da lui promossa si mossero in questa direzione: abolizione del titolo di eccellenza esprimeva il gusto
diffuso della servire e dell' asservimento.
Eppure La prima esperienza governativa di Nenni e dei socialisti con i suoi tentativi di contrastare l avvento della
democrazia dissociativa, durò solo il tempio dell unità nazionale
dovettero trascorrere più di sei anni prima che si potesse prospettare la remota ipotesi di un loro ingresso nell area della
legittimità e oltre 16 prima che si realizzasse.
a ridimensionare i socialisti fu proprio la fisionomia assunta dalla democrazia italiana il dilemma del partito socialista non
consisteva più sull'orientamento della nave ma sull identificazione del porto a cui approdare: i socialismo coniugato con la
democrazia pluralista oppure il socialismo in via di realizzazione nella parte orientale del vecchio continente
ciò che non avevano in mano era la possibilità deve fare un autonomo progetto, erano pertanto dipendenti lungo tutta la
democrazia dissociativa dagli altri attori più adatti a combattere quella sottile guerra di religione che sotto forma politica
accompagna il farsi della modernità italiana novecentesca il riformismodei socialdemocratici si è espresso sul piano delle
inchieste parlamentari per conoscere le effettive condizioni sociali del paese. la cosiddetta politik da bord che si compì con
il fronte democratico popolare dai socialisti fortemente voluto ma in cui poi furono obbligati ha un ruolo complementare
rispetto al partito comunista
1947 scissione di palazzo Barberini il partito socialista si divide in due, i socialismi italiani erano quindi indeboliti e fragili. la
scissione era un rapporto stretto con la guerra fredda e con il suo volto di conflitto religioso. i Maggiore rifugi in questo
conflitto furono la tradizione della chiesa cattolica e il partito comunista, forza a essa speculare
le culture politiche apparvero profondamente trasformate rispetto all ultimo quarantennio liberale nel corso del quale si
erano organizzate. si strutturano in partiti ideologici di massa. ai partiti se deriva in forma volontaria e partecipativa. quel
sistema organizzò il primo raccogliersi politico democratico flora lista degli italiani e sopravvisse fino alla fine degli anni '80
quando lo sbriciolamento del blocco sovietico rivelo che si erano consumati.
mi derivò una democrazia dissociativa, un sistema plurale nel quale tuttavia il maggior partito era condannato ho premiato
col governo e l'altro costretto perennemente all opposizione. con l eccezione consensuale e il 76 79
a caratterizzare la democrazia dissociativa l apparente radicale incompatibilità dei modelli di società propugnati dagli
opposti schieramenti nonché la conseguente sfiducia reciproca. ciò si traduce va infissi e non modificabili ruoli delle
maggiori forze di governo e di opposizione che escludeva la possibilità di alternanza e pareva eternare i ruoli

era assente un'intesa preludente, dope la costituzione, a una convivenza condivisa

in virtù di quel vuoto, del reciproca indisponibilità a regolare la coabitazione, non si completa ho neppure il disegno
istituzionale della Repubblica

rivelatasi impercorribile la via consensuale si consolidò l'alternativa consociativa Il consociativismo è una forma di
governo che garantisce una rappresentanza politica ai diversi gruppi sociali che compongono un paese
profondamente diviso. Viene spesso

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adottato per gestire i conflitti interni che sorgono in comunità nazionali profondamente divise per
ragioni storiche, etniche o religiose.

Le basi nazionali e internazionali della democrazia repubblicana

la democrazia dissociativa ebbe legittimazione dalle elezioni del 18 Aprile 48 Quando lo schieramento filo occidentale era
corse oltre il 62% dei voti alla camera, mentre il fronte si fermò al 31%. necessità di definire i confini fra lecito e illecito,
attentato a Togliatti all'uscita da Montecitorio parve la conferma dell' intento dei governi di eliminare l'opposizione.
Costituì uno dei momenti di massimo allarme circa le vere intenzioni del PCI, percepito come sospeso tra accettazione
delle istituzioni rappresentative e intenti insurrezionali. ma il pc si mostrava alieno all'avventura mirava ad irrobustire il
proprio insediamento in attesa delle condizioni internazionali e interne che avrebbero reso inevitabile la successione e
socialista
questa la duplice dimensione del PC: proponeva un approdo ideale ai modelli di democrazia popolare nel quadro della
valorizzazione della pratica democratica costituzionale

la coalizione centrista guidata da De Gasperi governò fino al 1953, manifest ho fin dalle origini aspetti qualificanti : la
dialettica era tutta interna alla maggioranza, come dimostrò il succedersi di diversi governi o per esigenze interne dei
partiti o perdi sensi sul programma

in quegli anni i partiti operarono come pedagoghi in una condizione di tensione che non rendeva possibile la democrazia
istituzionale, tesa a valorizzare la democrazia come procedura Consentire il mantenimento di un' adulta presenza
parlamentare nella gestione degli aiuti del piano Marshall

il perimetro democratico era definito da un particolare modo di intendere i rapporti tra maggioranza e opposizione.
rigidi confini per rappresentanza e legittimità
una versione italiana di democrazia protetta. la democrazia protetta si fondava in Italia sul presupposto del riconoscimento
pieno della rappresentanza. il partito comunista ritenuto avversario del sistema democratico in formazione era stato con le
altre culture autore della definizione delle sue regole. bisognava isolarlo con una sorta di cordone sanitario, giustificandolo
con il ipotetica presenza al suo interno di una struttura paramilitare o con la visione avversa alla democrazia. andava
costretto al rispetta delle regole e ricondotto nel sistema.
De Gasperi non mise mai in discussione la presenza del PC nell'area della rappresentanza e Contrastò le sollecitazioni a
soluzioni drastiche ed escludenti.
Per le sinistra all opposizione invece, la democrazia protetta era confini rigidi di esclusione, che ai militanti comunisti e
socialisti Barbara invia di innalzamento nei giorni infuocati dell'attentato a Togliatti.
in De Gasperi e nella classe dirigente di matrice popolare era vivo il trauma dell avvento del fascismo, mai come in questa
fase Si manifesto l'ossessione sul rischio che si ripetesse questa volta da sinistra il medesimo comportamento.
per contro a sinistra il modo col quale i governi democristiani intendevano indirizzare il nuovo corso dell'Italia si voleva
connettere entro sentieri restaurativi

il contrasto verteva su tutto: come inserire il paese nella nuova realtà internazionale DeterminAzione di De Gasperi nel
voler essere presenti a pieno titolo nell alleanza militare informazione

raggiungimento dell autonomia dello Stato della chiesa, la quale concepì va Italia come una sorta di grande giardino
interno entro cui esercitare influenza pressione orientamento di questo dissidio tra partito cattolico e gerarchie
ecclesiastiche fu rivelatrice nel 1952 l'operazione Sturzo avversata da De Gasperi
Quell’alleanza elettorale con l’MSI e i monarchici non s’aveva da fare. Sono passati cinquant’anni
dal fallimento dell’«Operazione Sturzo», il tentativo di creare una lega elettorale anticomunista
che superasse la Democrazia Cristiana per evitare che il PCI conquistasse il Campidoglio e
governasse la capitale della cristianità: un’operazione che avrebbe messo in discussione l’unità
politica dei cattolici attorno alla DC.

L approdo pluralista di De Gasperi fu anche alle origini della sua volontà di proseguire l'alleanza di governo coi partiti laici.
era anche una forma di resistenza alle richieste totali o integrali del mondo cattolico che insisteva sulla necessità di
reprimere e di contenere la libera espressione delle minoranze religiose

fu quindi questo il sentiero entro il quale si indirizza all azione di governo di De Gasperi. una separazione netta tra area
della rappresentanza e area della legittimità, strettamente connessa con la realtà bipolare dell'europa e con l'eredita della
storia e delle lacerazioni interne.

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1948 Elezione di Einaudi. operò perché le basi della ricostruzione economica rassicurasse ro i settori spaventati del nuovo
passaggio democratico
il capo dello Stato come lo intese Einaudi e come fu percepito dai suoi successori era un meccanismo fondamentale della
complessa macchina del sistema costituzionale. ne assicurava il funzionamento e quando si inceppava, si attivava per
rimetterlo in moto

Italia democratica si interrogava sul posto da occupare dopo la co sconfitta. non pagò significativi prezzo in termini
territoriali. it la perdita delle colonie segnò la definitiva crisi dei nazionalismo classico. L'Italia usciva drasticamente
ridimensionata rispetto alle ambizioni coltivate nel primo quarantennio del secolo.
nella nuova condizione internazionale il paese acquisì una nuova rilevanza per il suo essere frontiera tra gli schieramenti
adesione alla nato di un paese che soltanto nel 1955 sarebbe stato ammesso all Onu: conteneva insieme la netta opzione
per il pluralismo politico e culturale, per un economia di mercato regolata, per il sistema rappresentativo, per una
prospettiva evolutiva. In altre parole era un aspetto del più generale integrazione del nel mondo euro americano, che
l'Italia aveva avviato con la costituzione e con la presenza nel piano Marshall.
Incontro con il Papa e con la chiesa poteva essere visto in questo contesto: essere parte della comunità occidentale con le
sue libertà con i suoi diritti con il sistema di welfare informazione così si comprendono anche le misure di carattere
strutturale dei governi De Gasperi: riforma agraria la cassa del 12pm il piano sulla casa la riforma fiscale la liberalizzazione
degli scambi la nascita del eni: da questo punto di vista il periodo degasperiano appare di raro respiro riformatore rispetto
alle future realizzazioni della Repubblica dei partiti

quell azione Di governo operava in una realtà assai complicata: guerra fredda interna, indebolimento del movimento dei
lavoratori con la scissione della Cgil unitaria, accentuazione di tradizioni autoritarie, rimanevano fuori dalle fabbriche e
degli uffici diritti e doveri democratici
fu anche per questo un periodo straordinariamente fervido creativo. L'Italia si muoveva pensavo rifletteva crea il cinema la
letteratura musica arti architettura design teatro
il paese fino a 15 anni prima autarchico ora di elogiava sempre più con il mondo non esportava importava solo beni
materiali ma idee esperienze

Un paese contrapposto in apparenza nelle appartenenze e nei riferimenti ideali condivideva in verità giusti mentalità
attitudini. questa comunanza si espresse nella cultura di massa e in particolare nella musica leggera
il paese si do di un rito lieve il Festival di Sanremo cui affidò il racconto di sé dei propri turbamenti il risolti nella difficoltà di
far passare il il passato. Pochi anni dopo quando la ricostruzione il termino, si apriranno nuovi orizzonti diverse prospettive,
il pluralismo divenne realtà anche nei giusti popolari. ancora nel 1956 un referendum del settimanale dei giovani comunisti
mostrava che le canzoni di Sanremo di quegli anni incontravano tra essi lo stesso gradimento dell'altro pubblico

Il senso della democrazia protetta nella dimensione europea


tutto la operare di De Gasperi si comprende nell obiettivo degli inserimento pieno dell'Italia nelle democrazie occidentali, e
significava anche tensione e mutamento ai fini una società più libera nemmeno ingiusta
costante ricerca della collaborazione con le forze del centro e della sinistra democratica la dc si percepiva come la forza
che unificava e rassicurava ceti popolari medi borghesi La nuovissima costruzione democratica italiana giocava a sinistra il
suo destino: a sinistra erano le componenti della società italiana storicamente escluse, a vario titolo ritenute un pericolo
minaccioso da contenere
non regge la equiparazione tra destra post fascista e sinistra di opposizione, entrambe escluse dall'area della legittimità
la destra lo era in virtù del ruolo dominante assunto tra gli anni '20 e gli anni '40. l'esser ai margini era legittima difesa
i comunisti erano in occidente forze consistenti in pochi paesi. In Italia raccoglievano parti rilevanti degli emarginati dal
processo unitario, diedero forma a una famiglia politica che deriva a tutte le sensibilità. accanto a nomi provenienti da
eminenti famiglie borghesi della tradizione liberale democratica né affioravano altri di origine popolare e operaio. il partito
era stato l'elemento decisivo della loro emancipazione.

anche la costruzione organizzativa del partito socialista, dopo la scissione, sì indirizzo sul modello comunista.

era però l'insieme dei partiti a contenere forza emancipatrice. era uno strumento di dinamismo e promozione sociale,
offrivano in questa fase un modello di selezione democratica dell' elite, attingevano hai diversi ceti sociali indifferenti alle
appartenenze di origine e quindi in grado di ampliare i gruppi dirigenti del paese

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Gli inizi degli anni '50 la sinistra era vista come una forza nazionale che guardava un altro sistema. furono anni difficili
dominati dalla fissazione di uno spazio democratico stabilito dall esecutivo per timore appunto di una deriva anti sistema
dell'opposizione di sinistra, la quale spiazzava accompagnando il sostegno alle iniziative filo sovietiche, con L incanalare
militanti e simpatizzanti nell'uso degli strumenti della costituzione.
come superare questo sconto? come oltrepassare gli aspetti blindati che la democrazia italiana conteneva e che
contribuivano a esacerbare gli animi?
questioni decisive che si pose De Gasperi, nel tentare di costruire una via autoctona alla democrazia protetta attingendo
agli sviluppi di Francia e Germania.
dalla Francia assunse la legge elettorale fondata sugli apparentamenti, favorire il successo della destra monarchico e
fascista nel sud e della coalizione centrista in gran parte del nord durante e amministrative del 52. dopò la prova superata
degli amministrativi si pensò di modificare la legge elettorale per le politiche. un simile mutamento e dopo una sola
legislatura si fondava su un analisi assai preoccupata sulla stabilità del sistema, tanto da ritenere possibile il superamento
dell accordo consensuale sulle regole. Tuttavia sgradito l ampiezza dei premi ai partiti apparentati: ho il 50+1 dei voti ci si
assicurava il 65% dei seggi. si avvicinava pericolosamente alla maggioranza dei 2/3 necessaria per modificare la
costituzione senza dover passare per il referendum confermativo.
il premio molto alto era teso a garantire la maggioranza assoluta alla DC, i partiti laici erano destinati a non raggiungere il
10 per 100. Il premio era finalizzato a formare maggioranza quanto più omogenee nelle due camere, ma anche a creare
attraverso l'ingegneria politica una opposizione che non avesse la sinistra anti sistema.
alla riforma Elettorale si affidarono troppi obiettivi, generò perplessità il contrarietà anche nei laici. ancora più drastico il
giudizio delle opposizione . la chiamano legge truffa in quanto pensata per rimediare al ridimensionamento delle forze di
governo con un artefatto meccanismo di distribuzione dei seggi. e questo perché la maggioranza intendeva cambiare la
costituzione ancor prima che fosse realizzato
la via Italiana alla democrazia protetta non si limitò alla legge truffa con l'obiettivo di ridimensionare l'opposizione.
affiancarlo la legge scelba solo scioglimento delle formazioni neofasciste oltre al proposito più volte ricordato di rivedere la
costituzione con l'obiettivo di rafforzare l'esecutivo. soluzioni di sistema a imperative esigenze di preservare il primato della
DC.
era un impasto di nuovo e vecchio. da una parte la realizzazione della democrazia ormai universalizzato si in occidente
dopo la seconda guerra mondiale, dall'altra i residui risolti dalla questione italiana consistenti in sostanza nella diffidenza
degli aspetti ugualitaria liberatori della democrazia pluralista

La soluzione consisteva nell individuare assetti che consentissero di superare le opposto resistenze. individuare nel
centrismo un rimedio permanente all'interno del quale sarebbero sorte le alternative. l'area della legittimità si sarebbe
consolidata per travaso.
erano obiettivi ambiziosi e inconciliabili che ebbero le immediato effetto di favorire la fuga dai partiti laici.
la legge truffa non scatto per poche decine di migliaia di voci
occorreva ripensare a fondo i modi per uscire dal sistema politico bloccato

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Verso il centrosinistra
venerdì 10 aprile 2020 07:41

Le trasformazioni degli anni cinquanta


Elezioni del 1953: il partito di maggioranza perse oltre l'8 percento
la democrazia protetta si chiudeva in Italia ancor prima di essere effettivamente attraversato. con il
rafforzamento congiunto delle forze di destra e di sinistra si accompagno anche l'arresto di parti
significative delle innovazioni che avevano connotato gli anni di De Gasperi. i timori legati all'abbandono
del riconoscimento consensuale consolidarono la sinistra

Gli Anni di De Gasperi poserò le fondamenta i primi mattoni della casa democratica. come diceva
calamandrei mancava il tetto e occorreva evitarne una costruzione con materiali artefatti rispetto a
quelli indicati dalla carta.
e tuttavia quella costruzione fu avviata. occorreva esercizio nella pratica della libera discussione e della
democrazia pluralista che all'Italia mancava, e che si poteva prendere solo con l'uso con tentativi e per
approssimazione.

dall' insuccesso del 53 di De Gasperi si dipanarono più ipotesi:


la destra democristiana incominciò a guardare con maggiore interesse ai monarchici per riassorbire nei
consensi
la maggioranza del partito ripropose ipotesi stancamente neo centrista: nei fu un esempio il governo
scelba con il tentativo di eternizzare la democrazia protetta con le misure anticomuniste del 54. era però
privo della tensione alla riforma di De Gasperi.
prevalse quindi la cautela, che significa il non governo, inteso come via libera alle spinte che
provenivano dalla società e dal mercato. occorreva spremere tutto il suco possibile all egemonia
democristiana seppure ammaccata e assicurarle consenso.
era necessario prima di tutto rafforzare il partito: fu cio di cui si occupa Fanfani Privilegio innanzitutto
il radicamento delle strutture della DC con l'obiettivo di rendere il partito meno dipendente da altri
soggetti interessati a determinarne gli orientamenti.
l'opera di Fanfani segretario poteva contare via larga disponibilità di risorse pubbliche. fu il momento
culminante nel processo di consolidamento dei partiti, rendendoli organi di raccolta e di organizzazione
del consenso e anche strutture che operavano nella società mediando e selezionando le domande

partito di massa totale: con totale si intende appunto un rapporto simbiotico e non relazionale con le
diverse componenti della società, l'offerta di un riparo globale che operava il controllo della moralità
privata e meno di quella pubblica.
tutti i partiti storici erano più o meni collocabile in questo modello.
erano presenti nei sindacati nella cooperazione nell organizzazione del tempo libero e dello sport nell
orientamento del lavoro culturale. fu un sistema plurale ripartiti totali
I partiti assolvevano alla realizzazione dei prerequisiti indispensabili alla cittadinanza repubblicana.
rispondevano efficacemente ai bisogni di una società in tumultuosa crescita ma ancora dipendente. e
fini con la agevolare questo stato di cose: questo concentrarsi sul proprio radicamento, sull
accentuazione delle specifiche identità, non aiutava a intender l'azione di governo come abilità di
indirizzo entro idea di società e un indirizzo di imprimere il suo mutamento. fu insieme la forza e la
debolezza della partitocrazia e della forza egemone, la democrazia cristiana

al progetto di De Gasperi se ne sostitui un altro intento ad accarezzare, a non contrastare gli umori della
società. a questo aderire alle istanze spontanea del paese con rispose la rinuncia a coltivarne una
visione, a contenerne gli squilibri, e quindi e modificarne gli orientamenti di fondo. aspirazione alla
modernità e difesa di ataviche culture, e trovandosi la prima imbrigliata dalle seconde

in quel decennio a dare forza allo sviluppo economico fu una visione particolaristica, che non aveva
alcuna ambizione collettiva o di comunità, oppure vi guardava con sospetto. negli anni '70 anche la
trasformazione della morale comune e gli infittirsi di tutela delle libertà individuale apparvero a Pasolini
frutto di una conformistica omologazione e non acquisizione di una consapevolezza maturità. le forza
riformatrici erano nettamente minoranza sparsi tra diverse formazioni. furono esse a ritessere le fila delle
ipotesi consensuale che in quel tempio significava favorire l'allargamento il partito socialista nell'area
della legittimità

full avvio di un faticoso e lungo decennio: ci sì scontro con tutta la diffidenza che la società politica, le
forze economiche, la società civile avvertivano nei confronti di situazione che consentissero una
situazione adulta di democrazia
Gli azionisti confluito nel partito repubblicano e la sinistra democristiana furono le audaci forza di punta
di questo schieramento riformatore. non riuscivano però ad acquisire effettivo consenso. intanto anche
il partito di Nenni cominciò a mostrare attenzione alla strategia riformatrice nel tentativo di superare le
proprie antinomie e
di acquisire la
cultura delle società
occidentali.
importante l operare politico degli azionisti del partito socialista, in particolare Lombardi: fu il primo a
sinistra che per far

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penetrare il senso delle trasformazioni strutturali dell'economia di mercato dovete sostenere l'ipotesi di una terza via nel
partito
eppure latitudine riformatrice occidentale trovava formidabili avversari nelle classi dirigenti idiosincrasia e resistenze al
pieno svolgimento delle logiche proprie dei sistemi pluralistici il piano Vanoni si iscriveva in una dimensione keynesiana
comune a tutto l'occidente post bellico ai conservatori appariva avventurosa
a gran parte delle sinistre sembrava una via da rigettare perché funzionale al consolidamento capitalistica
Sembravano guardare con favore allo sviluppo spontaneo dell'economia e della società: espressione di un ritardo culturale,
politica, antropologica circa l ineluttabilità della società di massa. Erano ceti da un lato spaventatissimi per l'inclusione di
varie aree della società italiana considerate pericolose, alle quali era stato inevitabile, riconoscere la rappresentanza ma
che occorreva almeno escludere dal perimetro
della direzione del paese. dall'altro vi erano classi dirigenti impegnatissime nella difesa della loro specificità, meglio
garantita dal pensarsi un mondo a parte incontaminato e incontaminabile

1955 Elezione gronchi al Quirinale


realizzazione di istituti fondamentali nell equilibrio dei poteri come la Corte costituzionale il consiglio superiore della
magistratura. l'elezione dei giudici costituzionale da parte del Parlamento condusse per la prima volta a un accordo che
coinvolse anche socialisti e comunisti

rispetto al governo permaneva però la logica dissociativa nonostante gronchi avesse esplicitamente fatto riferimento nel
suo discorso a quelle masse lavoratrici che suffragio universale aveva condotto sino alle soglie dell edificio dello Stato senza
introdurli effettivamente dove si esercita la direzione politica. pareva un' esplicita dichiarazione di intenti in favore dell
apertura a sinistra
1956 20º congresso del partito comunista sovietica i cui effetti si avvertiranno anche nella sinistra italiana: il partito
socialista italiano si incammina lungo la via dell autonomia del socialismo europeo il partito comunista il travaglio fu
profondo. toglietti disse si sta con la propria parte anche quando sbaglia, ammettendo implicitamente che aveva
sbagliato(intervento militare dei sovietici?????)

nel partito socialista vennero a galla dubbi contrasti resistenze per il passaggio dall opposizione al governo, sebbene fosse
ancora non realizzato.
nell'area di governo del resto i motivi di resistenza nei confronti dei socialisti erano radicati e non erano certo sufficienti
Per superarli il ripensamento in corso e il passaggio dalla sponda sovietica alla riva democratica pluralista.
i partiti di sinistra dovevano stare attenti a conciliare mutamento e tradizione se volevano persuadere i propri
appartenenti. ed era proprio su questo indispensabile compromesso che si appoggiavano gli oppositori.
era la via italiana alla trasformazione culturale della sinistra avvertita come argente per consolidare e stabilizzare il sistema
democratico giovanissimo.

il miracolo economico pareva dare ragione ai sostenitori dello sviluppo spontaneo. era un liberismo sui generis data la
persistenza di uno spazio per l'impresa pubblica senza confronti in occidente. proprio nel 1957 si formò il ministero delle
partecipazioni statali con l'obiettivo appunto di orientare quel vasto comparto che fu uno dei volani decisivi della
trasformazione dell'Italia.
la spontaneità dello sviluppo comportò costi umani provocati da qualità e quantità dei fenomeni migratori interni

le culture profonde degli italiani erano sgomente di fronte a trasformazioni strutturali che mettevano in discussione le
fondamenta delle proprie radici. la forza attrattiva del boom e loscombussolamento di radicate condizioni storiche

quel massiccio fenomeno migratorio diede un contributo fondamentale alla modernità giacchè sprovincializzò si al la terra
di partenza sia le terre di arrivo.
grazie all'immigrazione meridionale si realizzi o in tempi rapidissimi un sia pure problematico melting pot degli italiani, che
arricchì gli uni e gli altri e completo la loro nazionalizzazione pluralistica. su un colpo importante inferto ai particolarismi

1958 Papa Giovanni 23º elezione. Egli sposava pienamente la democrazia. Per l'Italia era un segno decisivo. quando quel
Papa pastore a scese sul sogno di Pietro la via consensuale appariva bloccata Fanfani assommava alla presidenza del
consiglio, la guida degli esteri e la segreteria del suo partito La sua forte E inedita readership Pareva assimilare l'Italia ai
maggiori paesi europei e rendere meno dirompente è necessario l'allargamento dell'area della legittimità.
Il progetto di Fanfani non escludeva la via consensuale. ma fu allontanato ancor prima che il suo progetto potesse
assumere una qualche stabilità
Opzioni di destra guardavano alla via gollista. pubblicamente si presentavano con il volto di pacciardi, sempre più distante
dalla democrazia parlamentare così come si era prefigurato nel patto costituzionale.
il rifiuto della democrazia dei partiti, la crescente critica del suo irrigidimento e della sua impossibile evoluzione se non al
prezzo del coinvolgimento dei socialisti, i suggerimenti offerti dal gollismo precipitare nel 1960 nella soluzione data da
gronchi con l'incarico a tambroni. si tentò la possibilità di

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estendere l'area della legittimità al MSI. Questo tentativo di stabilizzazione conservatrice del sistema politico fu sconfitto.
fu poi solo nel 1993 94 che si ripropose la questione della legittimità ma ormai era diventato alleanza nazionale.
l'ingresso del MSI nell'area della legittimità nel 1960 avrebbe comportato riforme costituzionali e indebolimento del
sistema dei partiti. la reazione in Italia di tutte le forze antifasciste a questo tentativo della destra democristiana affermava
invece la indispensabilità di quel sistema. nessuno era effettivamente disponibile a rinunciare a un pilastro fondamentale e
imprescindibile dell edificio democratico.
a battersi contro quelgoverno furono i rag azzi con la dalle maglie a strisce, l'avanguardia di un movimento che si
proponeva di abbattere le gerarchie tradizionali di sesso razza censo
Il centrosinistra riformatore
abbattuto il governo tambroni gli elementi conservatori nella società italiana annidati in settori eterogenei tentarono di
contrastare la legittimazione del Psi.
Era un paese che sia pure con tensioni resistenze, assisteva all'abbandono di una condizione di arretratezza storica.
l'approdo sempre più chiaro e netto nella dimensione occidentale spiazzava sia le abitudini conservatrici sia le istanze
rivoluzionarie.
1960 morte Adriano Olivetti il piu prospettico e innovatore degli imprenditori italiani. per lui la democrazia era la cornice
indispensabile per la maturazione del paese
come definire l'orientamento globale del paese in questo appuntamento epocale? due vie:
1. stabilizzare il cambiamento, recando con sé cultura abitudini mentalità della tradizione italiana. salvaguardia della
continuità. fu l'obiettivo politicamente privilegiato dalla dc di Aldo Moro dopò le elezioni politiche del 63
2. cercare di cogliere di quella crescita senza precedenti tutte le potenzialità per modificarmele effettivamente le strutture,
scegliendo le resistenze culturali. utilizzare i materiali del miracolo per una costruzione stabile che consentisse mettersi alle
spalle tutto il passato e di raggiungere una dimensione democraticamente matura. Trasformare La crescita in innovazione.
compiendo Nel contempo una scommessa di mutamento che delineasse una democrazia fino ad allora inesistente.
fu questo il contrasto tra i sostenitori del centro sinistra. fu un confrontarsi trasversali agli schieramenti e partiti in cui le
diverse destra di ciascuno di essi condizionarono decisamente centri e posero in minoranza le sinistre
il conflitto quindi si consumò su due diverse letture della società italiana: una pessimistica quella di Moro, l'altra più
fiduciosa sulla disponibilità al mutamento incarnata da La Malfa pri

1962 ottavo congresso della dc A Napoli


Aldo Moro alleato con la sinistra nel partito prevalse sulla destra interna Andreotti Scalfaro Aldo Moro riesci a persuadere
il partito dell' inevitabilità del centro sinistra. Fanfani compose il suo quarto governo con repubblicani e socialdemocratici. i
socialisti Si astennero a riprova delle indicibili sofferenze che anche a sinistra provocava la vita adulta del riconoscimento
consensuale il centro sinistra significava accantonare quasi un trentennio di storia comune dal quale era derivato che in
diversi luoghi pc e Psi convivessero fisicamente negli stessi edifici
l'esecutivo di Fanfani in novo e contrasto i ritardi: istituzione della scuola media, innalzamento dell'obbligo scolastico a 14
anni, abolizione delle limitazioni per l'accesso delle donne alle cariche, riforma della censura sugli spettacoli, riduzione
dell'obbligo di leva a 15 mesi.
in poco più di un anno di vita quell esecutivo applicò un metodo riformatore pur calibrando gli interventi e rinviando la
legislatura successiva l attuazione delle regioni

il documento programmatico del centro sinistra fu la nota aggiuntiva presentata dal ministro del bilancio era di chiara
impronta keynesiana Per la cui realizzazione però non viene in Italia con senso culturale e politico. per quanto proposto nei
documenti ufficiali dei governi non fu mai veramente tentato si che il neoliberismo si coniugò con il vecchio fondato sull
uso illimitato della spesa pubblica. si confermo così la debolezza politica della Repubblica dei partiti, pervasiva nell
insediamento ma fragile nell orientare l'evoluzione della società
per Guido Carli governatore di banca Italia la nota aggiuntiva era scritta da giovani economisti inbibiti di buone intenzioni
progressiste, ma non si opponeva apertamente

A sinistra invece chi si e rammaricati per una delle migliori occasioni perdute.
la nota costituiva una risposta di sinistra allinterno di economia di mercato si dava l'obiettivo di sradicare i gravi squilibri
che ancora contraddistinguevano l'economia italiana
la nota aggiuntiva annunciava una svolta nella politica economica del paese e, con il suo parlare esplicitamente in termini
di valori umani, di incremento di civiltà, e non soltanto di incremento di produzione di reddito preludeva una riforma
complessiva della società italiana nel momento della sua massima crescit. indicava come ottenere sul piano sociale un
progresso analogo a quello che si è avuto sul piano economico
secondo Napolitano sarebbe stato il momento di riconoscere tutte le forze della sinistra anche quello è l'opposizione

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la nota ambiva non soltanto all arricchimento quanto all'incivilimento lo strumento era la programmazione democratica tra
la rappresentanza degli interessi economici, dei lavoratori è il governo Il disegno riformatore suggeriva una possibile
soluzione al dilemma tanto caro al discorrere dei comunisti circa il divario tra democrazia formale e democrazia sostanziale
Nota aggiuntiva e il dibattito che lo accompagnò rimasero un mero documento ma segnarono l avvio di una nuova
stagione. indicava un indirizzo definito e gli strumenti con cui perseguirlo ( la programmazione e l'ancora più controversa
politica dei redditi). rimase la miglior sintesi delle attese e delle paure delle versioni che incontrava la cultura riformatrice
nel momento culminante del più rapido e profondo mutamento dell Italia che assumeva in modo irreversibile i tratti
distintivi delle società occidentali.
la coincidenza tra l'inizio di una stagione di riforme e l'imminente verifica elettorale rafforza l'alleanza anti riformatrice di
spaventati e soddisfatti. coloro che tuonavano contro gli effetti sovvertitori dell' allargamento dell'area della legittimità e
quanto invece trovavano parziali e insufficienti i passi compiuti furono confortati dalle elezioni del 28 20 9 Aprile 1963
la dici perso il 4% il picci continua ascesa, il partito socialista arretro
Stato del progetto del centro sinistra?
la terza via tra rivoluzione e conservazione non si aprì e se ne avvantaggiò sicuramente la conservazione

La stabilizzazione
dopò le elezioni occorreva prima di tutto rassicurare un paese intimorito dalle riforme, senza però rinunciare all
allargamento dell'area della legittimità
era per certi versi qualcosa di simile a ciò che succedeva nella chiesa con il passaggio da Giovanni 23º ( che aveva smosso le
acque stagnanti del cattolicesimo) a Paolo sesto. vennero metabolizzato le innovazioni ribadendo tuttavia i principi per i
cattolici non negoziabili.

obiettivo di Moro far coabitare l'allargamento ai socialisti con il contenimento degli intenti riformatori ed e lo spavento che
avevano provocato.1963 in dicembre Moro assunse la presidenza del consiglio e la mantenne per l'intera legislatura
1963 morto Giovanni 23º
assassinato chennedy
destituito cru chef
morto Togliatti sembra esaurirsi un'intera fase
1964 entrò in crisi il primo governo di centro sinistra: il tema apparente del contendere fu la politica economica: la
congiuntura stasi di crescita fu Letta dagli avversari del progetto riformatore come un richiamo alla realtà.
stabilizzare senza mutare parve la parola d'ordine del periodo

la crisi il primo governo Moro stabili servi a ristabilire il primato del partito italiano. il presidente della Repubblica Antonio
segni non dimenticò di essere leader della corrente di maggioranza della DC. nei difese strenuamente la vocazione
egemonica contrastando con ogni mezzo il centro sinistra Riformatore. era alla ricerca del suo tambroni e lo trovò nel
generale De Lorenzo in tal modo avverso il centro sinistra e le ansie che provocava in un paese in cui il terrore del
cambiamento metteva insieme le forze più eterogenea
il centro sinistra appariva a segni un rischio mortale per gli assetti tradizionali della società italiana fu il passaggio dall
avventurismo di gronchi e tambroni allo strutturarsi in forme più efficaci del contenimento della pienezza democratica
come si estrinsecò pochi anni dopo con la strategia della tensione

a indebolire decisamente i riformatori fu la dissociazione della sinistra interna al momento del varo del primo governo di
centro sinistra con la rinascita, sia pure in proporzioni modeste, il partito socialista di unità popolare. fu il primo dei tanti
partiti provvisori effimeri che affollarono in quella stagione la sinistra. fu provvisoria anche perché si strutturò entro i
confini di un inflessibile partito ideologico, cosa che era parte della crisi irreversibile dei partiti di massa

diversa fu la storia del partito repubblicano italiano, disponeva anche se di strutture di massa. 1965 l'arrivo di Ugo La Malfa
alla segreteria si accompagna un tentativo non riuscito e che non poteva riuscire di riforma del partito.
fu il primo partito con leader in un' accezione profondamente differente rispetto alla tradizione del partito di massa. i
mutamenti sociali che si erano prodotti e il moltiplicarsi dei media, con la crescente rilevanza del mezzo televisivo,
incominciarono influenzare i modi di presenza dei partiti. il nuovo capo doveva avere caratteristiche diverse. era infatti
decisiva la sua capacità gli esercitare influenza e fascino oltre la propria famiglia politica. con la diffusione del mezzo
televisivo chiunque poteva farsi un'opinione su qualsiasi leader
ora era decisiva l'abilità mostrata nel dialogo con i giornalisti di diverse tendenze o con altri leader. la leadership suppliva
così al deficit strutturale di elaborazione del partite era pertanto capace di allargare la sfera di influenza se non del
consenso
era proprio questo aspetto politicamente secolarizzato e non ideologico, frutto della competenza professionale del leader,
a potenziarne le autorità e consentire di oltrepassare i confini. la trasformazione degli anni '60 che La Malfa personificò
dava vita ha una nuova relazione tra leader e il partito.

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leader ship Divenne la solitudine del capo che maturava la decisione e il partito costretto a ratificare dopo averle il leader
annunciate con mezzi generalista. cambia la funzione del partito di massa. questa innovazione non si limit o al partito
repubblicano ma lì si manifestò per la prima volta.

1964 la morte di Togliatti a alt era stata accompagnata dal memoriale che gli aveva scritto in vista dell'incontro con kruscev.
era la conferma dell autonomia del pc, nella presa di coscienza del dato di realtà che conduceva a ripensare la natura delle
jam e con l'unione sovietica.
due anime allinterno del PC Amendola e ingrao riformista e radicale.
anche il PCI contribuiva a quell immobilismo che faceva sì che le questioni del tempi esplodessero anziché essere
governate

1966 i partiti socialisti portarono a compimento il faticoso processo di ricongiungimento, nacque il partito socialista
italiano unitario che mise insieme due dei tre tronconi del socialismo italiano. sorse tra grandi attese ma non decollò. era
una sovrapposizione di due apparati uno diffidente nei riguardi dell'altro e privo di leder ship. Sopravvisse la sconfitta
elettorale del 68 quando prese e menino di quel che avevano preso la volta precedente due partiti separati
dietro la facciata di quieta esistenza e il governo Moro deck del centro sinistra stabilizzatore, covava l'incendio. si
annunciavano le tensioni della modernità democratica. riconoscimento dell'autonomia e della dignità degli individui, delle
loro opinioni dei loro orientamenti.
e insieme le esplodere di una conflittualità politica in forme esacerbate violente 1965 Rappresentazione vietata in una
sede privata di una pista tra le che parlava dei silenzi di Pio 12º di fronte alla shoa
1966 processo per oscenità alla zanzara il giornalino del liceo Parini provocato dalla denuncia di gioventù studentesca il
movimento fondato da don Luigi Giussani. quel processo si rovesciò contro i suoi promotori perché strideva con il senso
della libertà che si faceva largo nel paese. che riguardava innanzitutto le rag azze come pochi mesi prima era emerso dal
rifiuto di Franca viola del matrimonio riparatore

ad appiccare il fuoco le nuove generazioni che misero in discussione in modo radicale e totale la società italiana a poco più
di vent'anni dalla nascita della Repubblica d va un po in modo impressionante proporzionalmente all assenza di riforma alle
scelte non realizzate o impedite

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Il sessantotto
sabato 11 aprile 2020 07:36

Protesta era globale. è stato comparato con il 1848.


si dispiego secondo le specificità delle diverse aree. rivoluzione culturale globale. quell'anno definì il più
vasto e intenso mutamento nella società contemporanea. investi tutti gli aspetti economia società
cultura abitudine..
le società a vent'anni dalla guerra brulicavano di nuove generazioni desiderosi di affermarsi sia come
singoli si e come movimenti collettivi. si allargava a soggetti fino ad allora tenuti ai margini ormai divenuti
essenziali ai fini del funzionamento sociale. i giovani furono inclusi e fece un decisiva salto di qualità la
cittadinanza delle donne dei neri e delle minoranze etniche. incominciò a mutare la percezione dei gay
delle lesbiche bei transessuali. i sistemi democratici pluralisti progredirono i decenni successivi in modo
significativo
il 68 ha costituito un punto di non ritorno una svolta una cesura, si condensò un complesso di questioni
che si sarebbe solito nei decenni successivi. non tutto andò come i protagonisti di quegli anni avrebbero
desiderato. evoluzione segui vie imprevedibili, anzi decreto il definitivo tramonto di alcuni di Lidl e delle
ideologie di quella stagione.
1968 assassinio Martin Luther King e boob chennedy, imprevedibile svolgimento della guerra del
Vietnam, elezione di Nixon negli Stati Uniti, maggio francese, rivoluzione studentesca in Germania in
Italia, primavera di Praga e repressione sovietica, encicliche humanae vitae di Paolo sesto

In Italia a riassumere il bisogno di autenticità racchiuso nella rivolta giovanile fu Francesco Guccini con
Dio è morto.
In Italia pesavano certo i ritardi accumulati e l'assenza di riforma. insostenibilità della condizione
femminile, escluse da molte professioni come il magistrato re avevano visto aprirsi questa possibilità
solo nel 1960 con una sentenza della Corte costituzionale. nel contempo però la stessa Corte ribadì il
primato della donna madre finalizzato alla riproduzione della specie e sublimata l'obiettivo della
salvaguardia della vita familiare. nel 1961 confermò la legittimità del diverso trattamento giuridico per
l'adulterio maschile: Un collegio tutto maschile si mostrava preoccupata dal turbamento psichico
generato dal pensiero della madre tra le braccia di un estraneo.
nel 1968 e 69 la corte smontò e poi cancello articolo, a riprova della rapidità dei mutamenti di quegli
anni
fu anche l'anno del processo ad Aldo braibanti, condannato a 9 anni di carcere la cosa di plagio, il
contendere reale era però l'omosessualità. era un processo preventivo dissuasiva connesso col venire a
galla della pluralità della condizione umana e con l affiorare anche in Italia Trasformazioni moderna che
modificarono lentamente la percezione di sé e conseguentemente della società degli omosessuali. il
reato di omosessualità in Italia non esisteva cancellato quando l'Italia era meta di turismo sessuale. Atto
di accusa contro braibanti era stato una chiara forma di resistenza nei confronti degli effetti della
rivoluzione culturale. della sopravvissuta arcaicità si scorse traccia ancora agli inizi del 21º secolo quando
la designazione nel 2004 ti Rocco buttiglione commissario europeo alla giustizia venne bocciata dal
Parlamento europeo per la posizione a verso l'uguaglianza di genere EI diritti civili delle persone LGBT.

In Italia i caratteri ideologici del 68 furono brucianti anche sul piano politico. Ciò non avvenne solo per le
mancate riforme ma anche perché il modo in cui quelle riforme vennero perseguite con il centro sinistra
spense la forza persuasiva dello stesso metodo riformatore
erano le modalità autoritarie a essere messo in discussione famiglie scuola universita la
contestazione coinvolto l'esercito la chiesa le carceri la polizia la magistratura in manicomi e
fabbrichel la pratica del controllo nella vita privata dei dipendenti era di casa negli uffici del personale
delle imprese
quanto più spessa si mostrava impalcature autoritaria grande società democratica tanto più rumorosi
furono gli strumenti utilizzati per distruggerla e, conseguentemente, anche le forme repressive che vi
contrassegnavano

la trasformazione era incominciata con la Repubblica e con l'abbattimento dell' autarchia del ventennio.
si sposava con aspirazione a una società più aperta accelerata a metà degli anni '50 con la approfondirsi
delle relazioni con gli altri paesi e in particolare con i partner della cee. a rendere questo obiettivo una
possibile realtà aveva contribuito la televisione con i programmi di intrattenimento di ispirazione
americana come lascia raddoppia
la televisione fu mezzo decisivo di apertura e di confronto con altri modelli culturali. fu anche una
grande operazione democratica: semplificazione linguistica operata da Mike Buongiorno che importa
una lingua media più povera, ma resi disponibili a tutti un italiano di base di comprensione reciproca

L' omologazione era incominciare già nel settore la metà degli anni '50 che si diffusero i jeans
incominciarono i viaggi di apprendimento linguistico ai quali potevano accedere tutte. fu complice anche
la musica: i ragazzini che nei 60 si erano affacciati al l'adolescente con Gianni Morandi Rita Pavone, di
origine squisitamente popolare, li sostituirono pian piano con i beatles i rolling stones e Bob Dylan

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68 non fu quindi un' improvvisa esplosione neppure in Italia


la fase più acuta delle occupazioni delle scuole degli scontri dei conflitti sociali fu solo il momento più
visibile di una irreversibile trasformazione
i Conservatori al contrario erano fosse una fiammata di un incendio controllabile circoscrivibile
domabile. trascorsero gli anni successivi a cercare i segni di un possibile ritorno al passato nei costumi
nelle forme politiche nelle relazioni industriali
gli anni '80 consolidarono e generalizzarono i mutamenti.
autoritarismo connesso con una pratica minima della democrazia, quasi fosse un prezzo inevitabile da
pagare, era finita per sempre in occidente anche in Italia

sul piano europeo quella stagione condusse alla distruzione dei detriti di fascismo ancora esistenti, la
cosiddetta terza ondata di democratizzazione. nel 74 il Portogallo pose fine al regime, nel 76 dopo la
morte di Franco La Spagna verso la democrazia
In Italia si liquidarono i rimasugli autoritari che condizionavano la democrazia: le istituzioni ne uscirono
trasformate e incominciarono con fatica, con insufficienze a relazionarsi con un mondo plurale
composto di differenze tutte degne di essere ascoltate.
le famiglie le scuole le università l'esercito i seminari i movimenti politici il manico mi le fabbriche volenti
o no conobbe era una riforma che in taluni casi sfociò in una loro eliminazione e. il 68 provocò
l'abbattimento di tutte le cattedrali dell autoritarismo
1970 leggi sul divorzio introdotta dal Parlamento1974 anni propone il referendum bocciato mutò
quindi radicalmente l'organizzazione del nucleo di base della società. venne riconosciuta la parità dei
coniugi i figli legittimi furono equiparati a quelli legittimi.
la scuola perpetuava le differenze di classe come aveva denunciato Don Milani nella sua lettera hanno
professore ssa. 1969 riforma provvisorio degli esami di maturità + diversa considerazione degli studenti,
libertà di vestirsi secondo il proprio gusti ( anche se in provincia o il sud rimase la consuetudine far
indossare un grambiule alle donne per coprirne le forme) , introduzione di organi collegiali di gestione
universita liberalizza gli accessi alle facoltà.
la struttura fortemente autoritarie dell'esercito, legittimante pratiche di abuso nonnismo, venne messa
in discussione. il monopolio formativo dell esercito era già stato intaccato con la prima l'approvazione
nel 1972 della legge sull'obiezione di coscienza.
i seminari cominciarono a svuotarsi la stessa struttura della chiesa Mutò natura Con innesti se non
democratici certo di inclusione e coinvolgimento non ad esempio le donne fino ad allora escluse. la
messa nelle lingue nazionali. limite agli 80 anni per la partecipazione dei cardinali al conclave i manicomi
vennero chiuse con la legge 180 del 78. non negava l'esistenza della malattia mentale ma rifiutava la sua
marginalità con la contenzione dei malati in luoghi di privazione della dimensione umana. le strutture
manicomiali erano luoghi nei quali la malattia mentale si estendeva fino a comprendere i diversi
irriducibili di Saint enti dalle norme del mainstream gli infelici disadattati depressi i rifiutati dal
conformismo sociale. la legge Basaglia su una delle rare circostanze nelle quali l'Italia fece da apripista
Incominciò a salvare anche l'infanzia violata rinchiusa in istituzione come gli orfanotrofi. nel 1975 venne
sciolto l omni , opera nazionale maternità e infanzia e veniva visto come un retaggio fascista EI suoi
servigi e un piano passati sul servizio sanitario nazionale
il mondo delle fabbriche: statuto Dei lavoratori 1970 compimento e lungo processo teso riconoscere
quegli ambienti come luoghi non franchi rispetto all'esercizio delle prerogative costituzionali il 68
produsse quindi un nutrimento democratico. Ne derivò spinta all'attuazione costituzionale con
l'approvazione nel 1968 della legge per l'elezione dei consiglieri regionali,nel 1970 della legge finanziaria
e la legge costituzionale che disciplinava l'esercizio dei referendum
a quel punto poteva dirsi completata l'architrave istituzionale contenuto della costituzione eppure non
era questo all'orizzonte entro il quale si mossero le molte formazioni politiche che si nutrirono del 68.
essi intesero la stagione che si aprì con la protesta studentesca come una nuova possibilità
rivoluzionaria: rinnovava la teoria marxista. movimenti radicali di sinistra si diffusero in tutto
l'occidente in cui problemi avevano a che fare con la ricchezza e non con la povertà. al fondo dei
movimenti di protesta c'era essenzialmente una domanda democratica
movimenti inevitabilmente effimeri, frutto dell eccessivo individualismo con evidenti tratti narcisistici
dei gruppi, ciascuno preoccupato della necessità di far risplendere la propria identità.1972 più di
1.000.000 voti andò disperso senza ottenere risultati
1976 i movimenti sorti in quella stagione si misero insieme presentandosi come democrazia proletaria,
ebbero sei eletti ciascuno dei quali andò per conto proprio ma presero solo 550.000 voti

subirono la concorrenza dei radicali. Sono le 2 facce del 68: quella per cui i conflitti sociali facevano
intravedere possibilità politiche inedite e aprire una nuova stagione della rivoluzione in occidente e
quelli per cui il 68 assumeva il volto del trionfo della libertà individuale dei diritti civili intesi come
autodeterminazione
Queste due rivoluzioni sembra erano poter coabitare e rafforzarsi l'un l'altra nella nuova dimensione
delle lotte delle donne. il referendum del 1974 a rivelò la presenza di una società secolarizzata. era in
crisi la fino ad allora indiscussa egemonia cattolica. dopo il referendum si apre una nuova frontiera
animata dalle donne che porto nel 1978 a legalizzare l aborto

su versanti differenti nuova sinistra radicale conversero anche su un'idea di evoluzione del paese che
privilegiava però il modello conflittuale: uniti sì ma contro la dc
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La rivolta nella società italiana e il suo non governo


le elezioni del 68 erano svolte nel bel mezzo della protesta. dopo le lezioni e in connessione con il
maggio francese, era evidente una radicalizzazione, così come l'allargamento del malessere al settore
molto più vasti
il centro sinistra formalmente prosegui fino al 1974 quando venne definitivamente abbandonato. a
comprendere quanto stesse accadendo su Aldo Moro il quale dopo le elezioni si mise in disparte non
avendolo il suo partito ha riconfermato alla guida del governo. d'improvviso si presentò con un nuovo
volto: tempi nuovi si annunciano e avanzano in fretta come non mai
more uscì dalla corrente maggioritaria e si avvicinò alla sinistra interna
emergevano i segni di perdita di centralità del gruppo dirigente, che anticipava quella del partito nel suo
insieme. avvenne un ricambio generazionale con un accordo tra i giovani Forlani e De Mita.
Privilegiarono la vita interna, il riassetto la riorganizzazione identità

il cattivo risultato elettorale e la protesta apertasi nel 68 cotnribuirono l'anno dopo alla fine
dell'unificazione socialista:
Socialdemocratici più convinti sostenitori del sistema sorto con le elezioni del 48 Socialisti si
erano pensati come la forza capace di realizzare un cambiamemnto di paradigma della società
italiana
Al socialismo italiano nel 68 si prospettarono due strade, e questa duplice prospettiva lo faceva apparire
debole e fragile:
a. Via b. Completamento del riconoscimento
francese consensuale

Le due strade furono interpretate dai due segretari che si succedettero


a. Giacomo Mancini , dare dimensione politica ai fermenti. Il psi si trovava nella necessità di
rimediare alle delusioni scaturite dal centrosinistra.
b. Assillo della generazione costituente, testimone dei condizionamenti della democrazia bloccata e
dissociativa. Francesco de martino. Urgenza di una ripresa del riconoscimneto consensuale,
attribuendo l'insuccesso dei riformatori anche alla divisione della sinistra.
Parlò di "equilibri politici più avanzati". Preoccupò molti che compresero cosa significasse. Ne
aveva accennato anche Moro a commento del 12 congresso del pci, che confermò longo
segretario ma elesse vicesegretario berlinguer: Moro aveva parlato di una "strategia
dell'attenzione" nei confronti del maggior partito di opposizione

L'avvio del profondo travaglio del pci avrebbe potuto aiutare a colmare quello che era il grande vuoto
del paese: l'assenza di una forza riformatrice che faccia dell'italia un paese computamente democratico,
sopprima la disoccupazione, la depressione nel mezzogiorno, l'ignoranza, etc

Il pci incominciava a ripensare alcuni nodi della sua esistenza: rapporti urss, la concezione della
democrazia. Longo era su questa linea, ma morì improvvisamente e ci si trovò di fronte al dissenso del
gruppo del "manifesto" che voleva sbarazzarsi della minoranza eretica.

1968-1973 emblematico sia all'interno sia nei rapporti con il principale alleato dopo il passaggio
all'amministrazione repubblicana di NIxon.
Le piazze erano in rivolta, il golpismo minacciava.
Avvenne , invece, un breve ed effimero ritorno al centrismo, la finanza pubblica fu utilizzata per le
necessità del consenso operando come sostegno dei consumi individuali. Una rincorsa politica per
comare i ritardi dello stare insieme e del magmatico paese.
Della crisi del politico approfittarono le forze avverse al compimento democratico del paese. Ne derivò
la strategia della tensione.
Concepita a metà degli anni sessanta ma già in nuce nel tentativo tambroni esordì con la strage di piazza
fontana il 12 dicembre 1969

Nell'immediato la ricerca dei colpevoli si indirizzò sugli anarchici. (ma in realtà la strage è irrisolta)
Scatenò immediatamente una scia di sangue, la strana morte dell'anarchico Pinelli, campagna stampa
contro Calabresi, poi ucciso 1972
Per la sua morte sono stati condannati i dirigenti di lotta continua sofri pietrostefani e bompressi.
Stroncata l'esistenza di Valpreda, ballerino anarchico indicato.
Le indagini della magistratura scoprirono successivamente l'apporto decisivo della destra radicale in
collegamento con apparati dello stato. La violenza era diffusa. Assunse la fisionomia di un conflitto non
ortodosso combattuto principalmente con stragi e attentati.
Si prefisse di:
Alimentare il disordine
Condizionare l'opinione pubblica
Convincerla della fragilità del monopolio della forza da parte dello stato, che andava perciò restaurato.
Snervante guerra psicologica
1) piazza fontana

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2 treno italicus
3) Questura di milano nel primo anniversario dell'assassinio di calabresi
4) Piazza della loggai 1974 subito dopo l avittoria dei divorzisti al referendum
5) stazione di bologna 1980
Poche settimane prima di piazza fontana, durante rivolta scuole università fabbriche, vi fu il primo
poliziotto morto
Nell'aprile precedente a battipaglia durante una vertenza la polizia aveva sparato sui dimostranti
uccidendo due persone

Per qualche tempo quella stagione parve rimettere in modo l'unità sindacale, attenuando la rottura del
48 dopo l'attentato a togliatti

Tra la fine dei sessanta e i primi settanta, quando i principali partiti erano impeganti a ridefinire se stessi
e le strategie, i sindcati coprirono il vuoto e assunsero un inedito rilievo nella direzione del paese. Mai
come allora i sindacati disposero di una forza sociale imponente, resa possibile dalla piena occupazione,
che generò una nuova ondata di migrazione interna. Quella forza garantì ai lavoratori dipendenti un
vantaggio competitivo senza precedenti. Favorì il consolidamento del welfare, a cominciare dalla riforma
delle pensioni nel 2969 con il sistema retributivo proiettando sugli anni a venire i dati assai positivi sulla
natalità. La pensione sociale ai cittadini che avessero compiuto i 65 anni universalizzò il reddito di
cittadinanza per gli anziani.
con l'aggiunta dell'Eliminazione delle gabbie salariali, si realizzò la più grande equiparazione del reddito
individuale della storia italiana.
Non mutò la fisionomia del paese che rimase strutturalmente ineguale

Gli storici squilibri sopravvissero ammaccati ma vivi e capaci , quando se ne crearono le condizioni, di far
riprendere la rincorsa per affermare i privilegi dei pochi

La crisi della democrazia dissociativa


La democrazia dissociativa pareva ormai in irreversibile crisi. PIano piano, nel corso degli anni sessanta, il
progetto escludente era stato, sia pur parzialmente, contenuto.
Era la punta di un iceberg che lasciava sommersa la riluttanza a includere e ad essere inclusi.
Mantenere in vita quell'assetto VS voler comporre insieme il grande e variegato mosaico della società
italiana
Questa volontà di tenere e di tenersi fuori, di lasciare e di restare ai margini, aveva come giustificazione
il contesto internazionale

Eppure nel 1956 il psi aveva con nettezza spezzato l'appartennenza al modellos ovietoco. Aveva
compiuto un rapidissimo cammino di ripensamento di sé riaccostandosi al socialismo europeo. Era
rimasto il legame culturale ed affettivo con il marxismo
Contarono anche le fortissime resistenze all'integrazione della sinistra che accomunarono gerarchie
cattoliche, organi indipendenti di informazione, parti di rilievo dell'universo imprenditoriale, dirigenti,
intellettuali, ec che ne contrastarono la legittimazione visto come segno di abiura di tradimento della
purezza identitaria.

Era un baglio pesante per la società italiana

I rivoluzionari diedero vita ad un profluvio di formazioni che per vie diverse aspirarono a influire sul pci,
cercando di contrastarne l'evoluzione riformatrice.
Caratteristica fondamentale di questi ovimenti essere composti da giovanissimi di provenienza medio
alto borghese formatisi le ossa nel movimento studentesco. Da esso acquisirono una nuova dimensione
partito/movimento che in realtà aveva uno smaccato profilo leaderistico. Lotta continua senza il carisma
di sofri non sarebbe pensabile così come il movimento studentesco privo di mario capanna.
Rivoluzionari risolutamente avversi alle riforme
A destra: coglievano del 68 gli aspetti liberatori e motivavano l'anticomnismo su basi differenti rispetto
al passato, fondandolo sull'approdo pieno alla società aperta.
Nucleo dirigenziale a torino, ebbero rilievo nel segnare gli anni conclusivi della repubblica dei partiti.
Determinati a confermare l'esclusione del pci dai centri di decisione ma fondati su una rinnovata base di
idee, offrivano nuovi significati alla obbligata collaborazione di tutte le forze

1970 msi segretario almirante, barvo affabulatore restituì il fascino del neofascismo. Trasformare il
partito in un contenitore capace di soddisfare i conservatori allarmati e intercettò parte di quel malessere
per quella stagione di caotici e intensi mutamenti, con la caduta dei fondamenti atavici della società
italiana. Si erano rafforzate soluzioni radicali di destra che opponevano l'ordine antico alle libertà
moderne.
1972 unificato con i monarchii il msi ottenne l8,7% sul piano nazionale
Ora era una proposta di uscita dalla crisi del centrosinistra. Come con il governo tambroni, un efficace
puntello di contrasto all'aspirazione a una democrazia inclusiva prefigurata dal centrosinsitra. Con la
novità di sapere mobilitare anche i giovani e la disponibilità a utilizzzare politicamente la risorsa della

violenza

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Il momento di maggior gloria per il msi era stato il contributo all'elezione di giovanni leone

Il centrosinistra era morto e non si profilava nessun'altra propospettiva se non lo stanco ritorno al centrismo . Dopo le
lezioni si formò un governo che recuperava i liberali . Andreotti pcm. Terzo cavallo di razza dopo fanfani e moro
Si presentò come capo moderato che riconduceva fuori dall'area di governo i socialisti e tentatva, di riportare entro
conosciute e consuete vie la repubblica

La sinistra democristiana con moro rifiutò di far parte dell'esecutivo

La riproposizione del centrismo mancò del tutto gli obiettivi che gli erano stti attribuiti. L'uso della finanza pubblica quale
strumento di creazione del consenso con il soddisfacimento degli aspetti particolaristici non fu arretato ma conobbe un
salto di qualità.
Innalzamento delle pensioni dei dirigenti pubblici.
Si consolidà quell'uso della finanza pubblica ai fini del consenso che uccise i partiti che se ne fecero prmotori. Visione
autoctona del keynesismo a cui si accompagnò la svalutazione della lira. acuirsi dell'inflazione

Era in sintesi un governo dagli intenti liberisti per il quale l'uso della pesa pubblica era risorsa indispensabile ai fini del
consenso: un'anticipazione delle politiche attuate dagli anni ottanta. Più che riattivare un'alternativa il governo andreotti
finì per bruciarla deifnitivamente.
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Il tentativo del riconoscimento consensuale sabato 11 aprile 2020 10:02

Il compromesso storico, la via alla revisione del pci

Vent'anni dopo la morte di de gasperi grazie alla storiografia, nella sua proposta politica si lesse l'acquisizione piena della
dimensione democratica.
Analogo all'incomprensione di de gasperi è il duraturo permanere di una pevalente opinione negativa di berlinguer nelle
ricostruzioni degli storici

In quel decennio i comunisti dovettero desacralizzare la propria cultura politica e ciò avvenne con il rivolgimento operato
da berlinguer.
Era segretario di un partito certo di possedere il solo profilo ideologico dotato delle chiavi di interpretazione dotato delle
chiavi di interpretazione del senso ultimo della contemporaneità. Quella sicumera però non gli apparteneva .
Diceva: in noi c'è anche una lotta costante per superare questi difetti e per affermare l'attenzione verso gli altri. E non solo
per gli altri partiti, ma per le altre correnti ideali portatrici di valori che a noi comunisti possono sfuggire e che dobbiamo
invece saper cogliere. Il cristiano ad esempio v ede aspetti della vita e dei rapporti umano che possono in parte sfuggire al
marxista
Siamo aperti a riconoscere valori e verità altrui

Quasi dieci anni prima dello sbriciolamento del blocco sovieto affermava l'esaurimento della spinta propulsiva della
rivoluzione d'ottobre. Storiograficamente berlinguer è rimasto vittima delle macerie del pci

Il suo nome non è stato identificato né con il partito né con la sua sconfitta, nel 2014 il suo nome era ancora spendibile per
ilc onsenso, conteso sia dal pd che dal m5s

Per i post comunisti invece l'imperativo parve essere dimenticare berlinguer.

Berlinguer divenne segretario del pci a conclusione del 13 congrosseo del 1972. Si affacciavano i partiti armati a destra
come a sinistra. Feltirnelli, calabresi, peteano

Nell'estate 1973 i socialisti rientrarono al governo. Il governo fu dilaniato tra riformisti e riformatori e dalle conseguenze
dello choc petrolifero. Emerse in quella fine d'anno un'apparente schizofrenia che era invece rivelatrice delle
insormontabili difficoltà di un sistema democratico senza alternanza. Alle domeniche senza auto, scarsa illuminazione vie
pubbliche, esercizi commerciali chiusi, si accompagnò l'approvazione delle baby pensioni

Fatica crescente del sistema politico alla luce del quale berlinguer delineò la nuova strategia del pci Il compromesso storico
liquidava l'alternativa di sinistra, prospettata con intenti di rottura del sisetma politico: berlinguer diete una prospettiva
secolarizzante che spendeva politicamente del pci la forza grande, radicata, di grande rilievo in amministrazioni locali e
regionali, di indiscusso prestigio nella cultura, nelle arti e tuttavia inerte sul piano nazionale.
Optava in favore del preliminare reciproco riconoscersi delle culture fondanti il sistema repubblicano. Spiazzava destre e
sinistre divisive e imboccando un cammino riformatore, secolarizzava il politico, perché lo relativizzava, offrendo
disponibilità all'incontro con l'avversario storico Non si trattava di superare la reciproca diversità, ma il rifiuto pregiudiziale
di prender ein considerazione l'altro. In un paese bloccato che pareva avere consumato tutte le risorse politiche fino ad
allora disponibili, questa proposta riadattava quanto avevano realizzato democratici cristiani e socialdemocratici in
germania.
Il compromesso storico si poneva quale punto di svolta nella storia del paese

L'espressione scelta non veniva dal nulla ma dalla costituente, quando venne utilizzata da meuccio riuni. Trent'anni dopo si
poneva la questione di individuare uno sbocco che opponesse a un conflitto sterile un'effettiva competizione, che non
rendev tutti eguali e interscambiabili, ma li poneva sullo stesso piano al punto di partenza.

Ne derivava la presa d'atto del legame con l'urss sempre più debole, ancorchè non sciolto. Fu questo inconfutabile dato di
realtà il nodo che berlinguer cercò di sciogliere, non nutrendo, a differenza di molti suoi compagni di partito, fiducia alcuna
sulla riformabilità di quel sistema.

Come rendere produttivo un partito comunista in occidente?


Nella sua formazione berlinguer si portava dietro l'arretratezza di una civiltà antichissima, ma anche il senso dei mutamenti
rapidi del novecento. mentre in italia nasceva il partito totalitario, in sardegna nasceva il partito sardo d'azione, il primo
partito laico democratico di
massa. Questo elemento
foramtivo era fondamentale
per comprenderne il disegno.

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La lunga formazione politica nel pci con l'esperienza internazionale risentiva di questa appartenenza di lungo periodo alla
democrazia italiana.
Il compromesso storico offriva, quindi, dopo i decenni dell'apparente integrazione negativa, un progetto che dava al pci
respiro strategico e curava le fratture profonde che avevano accompagnato il farsi dell'italia.
Una delle manifestazioni era l'acquisizione della dimensione europea, coerentemente avversata dal partito di togliatti.
Quel partito dai tratti e dalle ritualità inconfondibilmente sovietici, che ancora a metà degli anni settanta coabitavano con
l'aspirazione democratica.

Quando berlinguer morì, il dissenso aveva nel partito piena cittadinanza (e paradossalmente furono i filosovietici di
cossutta i primi ad avvantaggiarsene.

Egli fu capace di parlare al paese nel suo insieme creando, così, una non esplicita tensione tra il leader e il corpo pesante
dei funzionari, dei dirigenti e degli intellettuali del partito.
1973 la sua proposto non parve sommuovere alcunchè. La nuova sinistra mostro subito repulsione, manifestazione
internazionale di solidarietà con il cile: sandro pertini: compagno berlinguer ci dicono dal cile che il compromeso storico lo
han fatto con il fucile

Il momento di svolta fu il referendum sul divorzio. La mobilitazione del pci fu decisiva per la vittoria, quel risultato
consolidò il riconoscimento consensuale con un paradosso solo apparente con le stragi delle brigate rosse di quegli anni
Eppure il referendum aveva messo in rilievo un sentimento non totalizzato del politico, più criticamente disponibile, più
laicamente accogliente, tanto da spianare la via, insieme con la riforma del diritto di famiglia, all'abbassamento della
maggiore età . I giovanissimi conribuirono nel 1975 elezioni amministrative a quello che ai contemporanei apparve un
terremoto.

Anche sui media si rifletteva un approccio plurale: corriere della sera ringiovanì la redazione, sprovincializzò l'informazione
La stampa moltiplicò i punti di vista, incentivando anche la nascita di giornali apertamente conservatori come il giornale
nuovo di monttabelli.
Divennero importanti i settimanali di inchieta l'espresso e panorama che esprimevano una nuova generazione di lettori,
colta, informata, desiderosa di andare oltre le verità della televisione (faber)

Un paese che sprigionava splendide energie ma anche devastanti tossine vedeva aprirsi due vie: • Ridare slancio alla
natura dissociativa della democrazia italiana
• Ricomposizione consensuale del paese
1974 formalizzarsi e comporsi di entrambi i partiti
Fuori dai riflettori se ne consolidava già un terzo, quello che sarebbe stato definito consociativo, erede della tradizione
trasformista,
Impossibile intesa della generazione dei costruttori del sistema democratico, con quelle protagoniste del m iracolo
economico e coi loro figli
Tre italie: si era privi di una comune lingua dei sentimenti, delal cultura degli affetti. Affioravano la crisi culturale
dell'antifascismo e il vuoto che lasciava. Aveva ientificato solo "ciò che non siamo" ciò che non vogliamo

C'eravamo tanto amati, film di ettore scola, raccontava attraverso 3 giovani che avevano condiviso la vita partigiana alcuni
dei diversi percorsi della sinistra italiana. Il socialista riformista (ricerca del successo individuale, la nostra generazione ha
fatto veraemnte schifo), il portantino umile comunista (paziente faticoso impegno giorno dopo giorno), la sinistra radicale
(indefesso impegno contro il sistema senza però rinunciare all'irresistibile attrazione per il protagonismo mediatico)

Elsa morante, la storia, suicidio della oralità della resistenza, impossibilità di fruttificare perché divisa tra ipotesi, progetti,
aspirazioni incomponibli.

Quei film e quel romanzo parlavano soprattutto della sinistra e del suo rapporto con il paese. Presa d'atto della dispersione
postbellica e della comrpensione che da essa discendeva ineluttabilmente la sua condizione minoritaria.

1974 Negli ultimi mesi di quell'anno il compimento consensuale parve divenire realtà Dopo cinque anni aldo moro ritornò
alla guida dell'esecutivo ed ebbe come vice ugo la malfa. La ripresa di un rapporto che era stato molto intenso condusse in
porto alcune decisive innovazioni. Diritto di famiglia, voto ai diciottenni, creazione del ministro dei beni culturali,
attuazione della riforma fiscale Come il governo fanfani del 62 era stato preludio dell'ingresso dei socialisti nell'area della
legittimità, così lesecutivo moro parve estendere al pci il riconoscimento reciproco, ponendo le premesse del primo
tentativo di stabilizazione consensuale realizzato ocn la condivisione della politica economica

TErza fase, austerità , partiti armati


Elezioni regionali del 1975: distacco di nemmeno due punti fra dc e pci
Parve rendere contendibile il priato
Possibile alternativa

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Due partiti pigliatutto, uguali e diversi nell'attingere consensi nei segmenti più differenti della società italiana

Quale fosse il disegno complessivo di moro è controverso.


Nel "partito italiano" egli con gande anticipo sul resto del gruppo dirigente, comprese che il destino non era solo nelle sue
mani. Le elezioni del 75 e poi del 76 avvicinavano rapidamente l'italia sia ai più maturi sistemi democratici sia alla germania
occidentale.
E a quel paese, con cui molte erano state le affinità, ci si ispirò
Qui però tutto era più complicato:
• Invece dei socialdemocratici c'erano i comunisti
• Particolarsimo
• Proliferare di culture e famiglie politiche, apparentemente saltato dal sistema proporzionale ma espressione di divisioni e
conflitti radicati
Intruduzione dell'elezione diretta del leader

Dalla sinistra avversa al compromesso storico, le dimissioni di fanfani e la perdita del 2,5% di voti della dc furono
interpetate conclusive di un'intera fase storica.

Anche i nuovi radicali di marco pannella sposarono l'laternativa. Dalla vittoria dei divorzisti trassero nuova linfa
interpretandola come irriducibilità tra italia laica e italia cattolica
i nuovi radicali furono un fenomeno compelsso e innovatore. Offrirono un modello di partito dotato di una guida
carismatica cui corrispondeva un'agile struttura organizzativa affascinata e rapita dalla leaership.
Si giovarono in modo decisivo di un modo di comuniare, appreso dai movimenti collettivi, dalle culture giovanili e dai
linguaggi artistici.
Virtuale rapporto diretto tra leader e cittadini, reso possibile anche grazie alla riforma della rai del 1975: fine del
monopolio democristiano, sostituito da un pluralismo controllato, espresso cioè dal sistema dei partiti, quindi lottizzato
(espressione di schemi di ripartizione del potere politico) Si pese così di vistsa la vera novità di quell ariforma, cioè
l'autonomia riconosciuta ai soggetti, ceh rese possibile una sinfonia di voci allora sconosciuta e un rinnovamento dei
linguaggi Consentì a chi ne fu capace inediti e spiazzanti spazi

i radicali sepper sfruttare con grande ablità e fantasia le tribune, fino a farle divenire autentic anotizia che a cascata riusciva
a dominare la comunicazione
Furono clamorosamente innovativi nella capagna referendaria del 1978 (vari ref abrogativi) con la performance dei muti e
imbavagliati denunciarono i misfatti del regime della solidarietà nazionale. Diedero nuova linfa a pensieri sentimenti
disposizioni irriducibilmente avversi alla ricomposizione consensuale.
Alla fine delle ideologie, furono una delle manifestazioni italiane delle avvisaglie dell'età del narcisismo 1979 radicali
raccolsero a sinistra lo scontento e la delusione per i risultati della solidarietà nazionale 1983 candidarono ed elessoro toni
negri leader di autonomia opearia sotto processo per terrorismo 1984 presentarono enzo torotra arrestato conl'accusa,
rivelatasi totalmente infondata, di collusione con la camorra
1987 inviarono alla camera ciciolina
1994 si allearono con berlusconi

Nel sistema dei partiti la ricomposizione consensuale era contrastata apertamente e limpidamente anche da missini e
liberali. Avversari coabitavano coni favorevoli nella dc come nel psdi e nel psi, ma anche nel pri e nel pci che guardavano
all'opinione di berlinguer come una sgradevole discontnuità rispetto all'ortodossia

Al dissidio silenzioso all'esterno o a quello esplicito, si aggiunge un fatto non inedito nella storia d'italia: il formarsi di una
pluralità di partiti armati di destra e soprattutto di sinistra. Eredi di tutta la carica aggressiva accumulata dai massimalismi
nella storia d'italia, segno di avversione contro il sistema della costruzione democatica, i partiti armati individuarono nel
revisionista berlinguer il nemico.

Di quel sistema egli sentiva tutta la resonsabilità derivante per il suo partito.
La definizione di anni di piombo appare riduttiva
A radicalizzazione violenta si trasformò dando vita a veri propri partiti, interpretavano un sentire, una cultura, un'area
Per alcuni anni con i loro comunicato, con le loro imprese, divennero soggetto politico di enorme rilevanza mediatica
Vollero comniugare insieme la terribile bellezza di quel 12 maggio 1977, (giorno in cui nell'anniversario del referendum sul
divorzio una manifestazione non autorizzata nelle strade di roma promossa da radicali ) con la geometrica potenza di via
fani (capacità militare delle br)
Trovarono alleati e centrarono l'biettivo: l'assassinio di moro mise a nudo la gracilità dell'ipotesi consensuale.
A questo punto entrarono in gioco fattori geopolitici e logiche bipolari sul piano internazionale, comportamenti opachi e
ambigui dei serizi, gruppi di potere
più o meno occulti come la loggia

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massonica p2 sul piano interno, che alimentarono una miriade di ipotesi complottistiche e dietrologiche

Divenuta per la prima volta democratica dopo la seconda guerra mondiale, l'italia entrò nella nuova dimensione
itnernazionale e interna con le cultura politiche di cui disponeva.
Totalità che faticavano a riconoscere nell'altro da s+ un portatore di valori altrettanto degno dei propri. Era una delle più
velenose eredità delal dittatura fascista e del passato libearle escludente. I partiti armati furono l'ultima tappa della
resistenza al passaggio ineludibile di desacralizzazione del politio. L'idea che ciascuna cultura politica fosse solo una
semplice parte di una comunità che le riteneva tutte legittime, era per molti inammissibile.

Si innescò a partie da piazza fontana una resistenza civile che si manifestò nei momenti più tesi, assassinio moro, strage di
bologna, etc
Il paese cantato da degregori viva l'italia
Il nemico era il pci di berlinguer con la revisione che incarnava.
Un pci non più iper ideologizzato, iper centralizzato, ma un partito democratico, di massa, moderno, laico, tollerante.

Idea questa insopportabile per quanti avevano dal sessantotto tratto la convinzione che la rivoluzione fosse all'ordine del
giorno, dietro l'angolo.
La riconsiderazione deif ondamenti dell'ideaologia, dell'identità, dell'appartennza rigida, dei riti, deis imboli, delle musiche,
dei santuari, dei pantheon, delle autorappresentazioni, ear avversata da vasti settori, che vissero con sconcerto non detto
l'esperienza di secolarizzazione. Il corpo sacerdotale che ne custodiva la fede era palesemente smarrito.

Austerità: per la storiografia prova del passatismo moralistico del leader sardo in erealtà era il fare i conti con la realtà
dell'economia di mercato

L'innesto di elementi keyneiani nella cultura del pci oeprato da berlinguer avvenne certo quando quelle politiche erano
ormai sulla via del tramonto in tutto l'occidente . L'austerità tentava una proposta politica della sinistra con l'obiettivo di
superare l'effettiva egemonia esercitata nell'italia repubblicana: il modello corporativo delineato dal partito cattolico.

Chi comprese questo tentativo di revisione della cultura del pci fu la malfa.
L'austerità con il compromesso storico e con la ricollocazione internazionale del pci erano tre apsetti di una medesima
strategia, pur nella cornice complicata del legame identitario con l'urss

Berlinguer fu interlocutore indispensabile e imprescindibile dell'esecutivo di moro

Per consolidare l'offerta dell'ipotesi di roc consensuale, la malfa tentò di ospitare nelle liste del pri imprenditori agnelli,
carli.
Si sovrappose il disegno di agnelli di un partito di rappresentanza degli interssi industriali. Un simile partito non era però
per nulla graidto al leader repubblicano. Del proposito originario di la malfa pertanto non se ne fece nulla.

Quell epoisodio riveò in anticipo le difficoltà irrimediabili del disegno consensuale, data la difficoltà da parte dei suoi
sostenitori di portarsi dietro i rispettivi eserciti.

La maggior parte della borghesia produttiva guardò infatti a montanelli che con il suo giornale organizzò la raccolta del
consesno in favore dei candidati dc contrari all'ipotesi consesnaule (moro e zaccagni)

Nell'ultima grande sentita e partecipata elezione della storia della repubblica 1976 93%, il 73% dei quali affluì su dc e pci, si
avverti anche la voce de LA REPUBBLICA quotdiiano fondato da scalfari e proprietà di due editori puri, mondadori e
caracciolo
In quella campgna sostenne convintamente il psi, tuttavia il suo nucleo si componeva dell'intero osaico della sinistra
italiana

Fu una sorta di impossibile prova unitaria della sinistra tenuta insieme dall'esperienza e dall'abilità di scalfari. Funzionò in
verità come strumento di laicizzazione della tradizione della sinitra italiana, accantonando i punti certi di riferimento, la
purezza dell apropria lingua, le ritualità e gettandosi in mare aperto.

La solidarietà nazionale
1976 il cammino consensuale riprese dopo le elezioni e assunse la forma di un governo monocolore democristiano guidato
da andreotti
Al momento della fiducia si astennero tutti i partiti dell'arco costituzionale e quindi anche il pci Andreotti raffinato

interprete della natura consociativa e trasformistsa del sistema politico italiano.

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In questo governo ci fu tina anselmi ministra del lavoor, prima donna ministro e anche l'esponente p2 stammati.
Era quello di andreotti un esecutivo sfuggente.
In parlamento l'opposizione era ridotta all'estrema destra del msi e all'estrema sinistra di democrazia proletaria
Il gruppo di pannella assurse a punto di riferimento dell'opposizione sociale e politica. Emergevano in fatti le soffrenze
strutturali del paese, mostrato dal movimento del 1977, fase terminale del sessantotto.
Nel suo manifestare scorgere la fine delle speranze di un mutamento radicale ma anche delle aspettative crescenti degli
anni di intinterrotta crescita postbellica, il dadaismo della sua cultura sintetizzava la destrutturazione e la frantumazione
del linguaggio ideologico che aveva accompagnato il novecento.
La democrazia proletaria, si sciolse... lotta continua, i partiti armati apparivano molto più efficaci come forze antisistema.
Dalla sua fine non nacque molto, i suoi dirigenti si fecero storici, comunicatori, giornalisti, etc ma quasi mai politici.
Dalle sue file provennero dirigenti animati da una forte tensione morale e politica come peppino impastato o Langer che
diede più tardi origine a un vivace e originale movimento politico, quello dei verdi.

Lo sconfortante risultato non era un dato soggettivo derivante da una minore abilità. La verità fu che la sconfitta e il rifiuto
del riconoscimento consensuale furono letali anche per la sinistra ardicale: era il solo spazio entro il qual si sarebbe potuta
realizzare la sua evoluzione e maturare un senso politicamente adulto, capace , come in germania , di operare sullar ealtà
effettuale delle cose.

Dal rifiuto del riconoscimento consensuale la nuova sinistra italiana trasse la rinuncia a operare politicamente. Ne agevolò
la frantumazione e il senso di smarrimento. Fu resa irrilevante e svuotata dai partiti armati e dai radicali
Questi ultimi interpretarono pienamente la loro irriducibilità all'ipotesi consensuale, collegando la modernità col rifiuto di
riconoscere pari dignità ai comunisti.
Imposero al parlmamneto di legiferare su un tema apparentemente divisivo come l'aborto Nel 1978 risultato scioccante
sia per la drastica diminuzione dei votanti sia per il risultato sul finanziamento dei partiti, molto al di sotto delle attese. Era
la certificazione impietaosa della crisi dl sisema dei partiti. Il voto era anche un bilancio del tentativo consensualea un
mese all'assassinio moro. I successi del risanamento della finanza pubblica e del supeamento di aspetti rimasti immobili
per decenni non potevano celare l'insuccesso strategico del mancato raggiungimento degli intenti sistemici

Il primo governo andreotti di solidarietà nazionale era entrato in crisi alla fine del 1977 per le difficoltà in cui poneva gli
altri partiti.
Era una situazione stagnante che non sbloccava né stabilizzava il sistema
Incominciò una tormentata fase che pareva preludere al compimento del passo successivo nella via della legittimazione del
pci con il suo pieno ingresso nella maggioranza e culminò il 16 marzo 78 col sequestro di ado moro

Il tentativo consensuale inteso come legittimazione di diversi e concorrenti schieramenti e quindi preliminare condizione
dell'evoluzione del sistem apolitico era concluso. Entrava in crisi irreversibile il cattolicesimo democratico.
La tragedia repubblicana mostrò insieme fragilità e indispensabilità del progetto. Il dibattito in quei giorni fu tra:
• Fautori della fermezza, presunto atteggiamento inflessibile, sostenitori della solidarietà nazionale • Sostenitori della
trattativa, disposizione umanitaria, strenui oppositori della ricomposizione consensuale
Questi erano anche due possibili vie di uscita dalla sconfortante condizione in cui il paese si trovava

Per taluni l'uscita di scena di moro non significava l'abbandono del suo progetto ma un suo riposizionamento alal luce del
fatto che l'attacco contro di lui rivelava i confini insuperabili della ricomposizione consensuale
Epr gli altri chiudeva definitivamente quell ipotesi e favoriva l'avvio di una nuova partenza. Indebolimento dei due partiti
maggiori e fallimento del loro tentativo di assicurare l'evoluzione del paese

a indicare l'alternativa fu il psi con fcraxi segretario

Si attorniò di un gruppo dirigente di coetanei. Il disegno asseune all'inizio il volto vago dell'alternativa di sinistra. In essa il
psi prima sostenne la fermezza poi improvvisamente imbracciò con particolare zelo la via della trattativa. Craxi pensò fose
possibile realizzare nel sistema dei partiti quello che gli riuscì nel psi. Così come nel partito aveva incominciato a sparigliare
le vecchie apaprtenenze e identità e a comporre in discontinuità un nuovo profilo, così all'esterno incentrò il conflitto non
tanto sulla tradizionale coppia destra/sinistra quanto sul binomio innovazione-conservazione. Era un rimodulare l'oiettivo
di quanti avevano lavorato per il
riconoscimento consensuale.

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La differenza sostanziale consistenva nell'abbandono della dimensione evolutiva, imprimendo al nuovo corso un afflato di
rottura, soprattutto con i comunisti. Incominciava così la guerra a sinistra per l'agognata egemonia.

Il primo misurarsi di queste due ipotesi avvenne (dopo il ritrovamento del cadavere di moro e dopo il referendum) con
l'elezione del presidente della repubblica. Leone si era dimesso dopo il risultato sconfortante del referendum sul
finanziamenteo pubblico ai partiti.
Tutti furono costretti a convergere su pertini, anziano dirigente socialista, colonna dell'antifascismo e della resistenza.
L'elezione di pertini era frutto dell'ipotesi inclusiva e consensuale. Stabilizzò le istutuzioni, mostrò la robustezza
dell'impianto costituzionale.
Segretario generale della presidenza maccanico, già partito d'azione (poi pci poi pri)

Con il binomio pertini maccanico nacque la sola riuscita collaborazione tra le due aree che nella fase di transizione tra
fascismo e democrazia avevano cercato di definire uan sinistr aaltra rispetto a quella comnicasta

Nel 1978 il trauma della violenza per provocare la fine dell'incontro consensuale provocò la reinenzione del quirinale,
immettendovi energia morale e intellignza politica, con il conseguente rafforzamento delle istituioni
Non fu immediatmente chiaro che la ricomposizioen consensuale si realizava per una via essenzialmente istituzionale e
non politica.
Con pertini ascese per la prima volta all amassima istutuzione un esponente di una delle culture che si erano nettamente
opposte ai fondamenti eretti negli anni di degasperi.
Superare l'atavica diffidenza delle massse nei confronti dello stato
Il ric consesnauel a metà dei settanta era stato pensato anche quale strumento dell'ulteriore passggio che avrebbe
condotto allo stabilimento di confini tra isttuzione e partiti.
Così non fu
A cedere non furono le istituzioni ma i partiti

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Crisi, agonia e morte della democrazia dissociativa e dei soggetti


costituenti
sabato 11 aprile 2020 15:31
Le trasformazioni sociali e culturali
La solidarietà nazionale sopravvisse stancamente ancora pochi mesi dopo la morte di Moro. La sua fine si consumò in
gennaio 79 con l'ingresso dell'italia nel sistema monetario europeo Vi erano perplessità. Il psi si astenne il pci votò contro

La solidarietà nazionale era stta quindi per parte delle classi dirigenti al potere una parentesi per superare un momento
difficile e per rinsaldare l'indebolita egemonia: una pausa Nel 78 subito dopo ritrovamento, elezioni amministrative, netto
ridimensionamento del pci, rivitalizzazione di laici e socialisti. parve allontanare quello che è stato sempre il pericolo della
democrazia cristiana: il pluraismo (detto da bernardo d'arezzo, dc)
La lezione di moro non aveav quindi inciso in profondità
In ogni caso il pluralismo era un dato di realtà.
Il mondo di riferimento era mutato e si avvertiva il peso crescente dele entità sovranazionali di cui l'italia era parte
Alla nascita del sme si accompagnò la prima elezione diretta del parlamento europeo Il nazionale manteneva vitalità e si
intrecciava sempre più con vincoli sovrannazionali L'italia in bianco e nero era proprio finita
Nel 1980 con la vertenza della fiat conclusa dalla marcia dei quarantamila quadri e impiegati si chiuse la stagione dei
movimenti collettivi, della centralità della classe operaia
Immediatamento letto come come un provvidenziale ritorno al passato

Il riflusso nel privato, espresso dalla febbre del sabato sera, sembrava dominare l'esitenza delle nuove generazioni dopo
l'immersione nella dimensione collettiva.
Si metabolizzava la liberazione che avveniva ad una velocità impresisonante

La conclusione della vertenza fiat , da molti vissuta e sperata come la ripresa in fabbrica e nei luoghi di lavoro del senso
della gerarchia, avviò a conclusione proprio gli anni del fordismo. Prendeva forma un nuovo modelo di fabbrica alle prese
con innovazione tecnologica che da un aparte liberava dalle prestazioni più faticose e dall'altro rendeva mobile e precaria
se non superflua la presenza umana.
L'ondata neoliberista del nuovo decennio era strettamente connessa con la nuova rivoluzione dell'informatica che avrebbe
radicalmente cambiato stato/mercato, finanza/produzione, nazionale /sovrannazionale,
Ogni paese ci giunse con la propria storia, con la solidità e le debolezze dei sistemi politici , con l'eredità delle proprie
culture, con l'aver avuto la capacità o meno di solidificare e far maturare l estraordinarie trasforamzioni collettive del
periodo precedente

Nel caso italiano la miracolistica attesa del presente era speculare al netto rifiuto ideologico del passato prossimo, nei
riguardi dell'economia di mercato

Il segno più evidente di questo mutamento fu l'apparizion e1985 nella decima pagina dell'unità l'indice mediobanca del
mercato azionario.

Mutavano i media con il dominio della televisione, 1976 sentenza della corte costituzionale dava via libera ai privati
1980 nascita canale 5 e fininvest
Obbligò i concorrenti a seguirne le orme, ma nel giro di pochi anni, grazie, ma non solo, al consenso del potere politico,
dovettero cedere a fininvest italia 1 e rete 4 (altri proprietari). Ne derivò un monopolio privato e un modo nuovo di
programmazione: 24 ore
Approdo finale la perdita della centralità del cinema nel racconto della contemporaneità La nascente televisione
commerciale si rivolgeva per lo più al pubblico crecsiuto con i lustrini dei programmi della rai degli anni sessanta. Si
affermò riadattando a colori i quiz e ponendo al proprio servizio gli eroi della televisione delle origini, bongiorno corrado,
vianello mondaini. Dopo i movimenti collettivi e le innovazioni inenescate nelle culture di massa si tentava ancora una
volta il ecupero nostalgico del passato.
Eppure il rappporto era più complesso:

Fininvest realizza quella televisione che la rai ha sempre sognato di realizzare.


Il passato serviva a lenire la prorompente novità del presente alla fininvest come alla rai Le solide basi di consenso furono
costruite sull'apposizione al recupero degli anni cinquanta e sessanta di linguaggi gusti tendenze umori del nuovo decennio
Non si tornava indietro
ma si andava avanti
connettendo l'altro ieri
con lo ieri, mischiandoli
per produrre il presente

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1981 referendum: non fu abrogata la legge sull aborto. Ma vennero respinte l'abolizione dell'ergastolo, del porto d'armi e
delle norme sull'ordine pubblico per contrastare i partiti armati. Il paese diveniva liberale con cautela
1981 abolizione estinzione reato di stupro in caso di nozze riparatrici. Ci vollero altri 15 anni 1996 per definire la violenza
sessuale.
Non erano in gioco solo i diritti della persona, ma l'esercizio effettivo delle libertà. L'autentica costruzione della uguaglianza
, l'esercizio della cittadinanza, il cui perimetro mutava e si allargava. L'italia scontava ritardi sia rispetto agli altri paesi che
avevano costruito lentamente e profondamente il sistema democratico, sia ai nuovi come la spagna

I movimenti tesi ad affermare dignità e cittadinanza delle minoranze si allargarono. Nascita arcigay

Eppure la tentazione di mettere l'ultimo decennio della forma consensuale tra parentesi fece capolino tra molti.
A conclusione degli scontri tra poperai e azienda , 35 giorni della fiat, gianni agnelli disse "temo che quanto è successo
abbia rafforzato quelli che hanno poca fiducia nella possibilità del pci di convivere in una società democratica"
Era un modo per respongere le irreversibili innovazioni degli anni settanta
Cosa che però nonostante i desideri di parti di rilievo delle classi dirigenti non potè avvenire né allora né poi

1978 gpII, segnò il trionfo di una dimensione globale della chiesa. Papato del pubblico e di un orgoglioso cattoliccesimo
trionfante, straordinariamente popolare. Fu la punta di diamante culturale della finale battaglia contro il comunismo e
socialismo
E tutatavia: nonostante il proliferare di movimenti identitari esaltanti la tradizione, la secolarizzazione non indietreggiò

Alla sua realtà storica di terra di emigrazione ora il paese aggiungeva l'esperienza nuova di luogo di immigrazione
Forti resistenze provocava
Avviato il controllo, la tutela, il governo di una realtà destinata a mutare irreversibilmemnte il paese e a mostrarne sia gli
aspetti regressivi sia le potenzialità. Le resistenze erano timore dello sconosciuto, ma rivelavano anceh ataviche subculture
depositate nell'animo popolare.
L'afflusso era la conseguenza europea del fatto che il mondo diveniva meno ineguale

Anche l'emigrazione italiana assunse nuovi caratteri, interessò ceti fino ad allora poco toccati. Bisognava riadattare il
paese, dominare il ritmo vorticoso assunto dai mutamenti, dare vita a istiuzioni salde, culture politiche in connessione col
tempo. Un rapporto compiutamente secolarizzato con ogni sfera dell'agire umano compresa l'economia.
Alla fine del triennio consensuale il rapporto pil/debito pubblico era 1980 56.8%, aumentò continuamente e al 1986 ultimo
anno dei governi craxi oltre il 105%, 1992 ultima prova elettorale della repubblica dei partiti, cui seguirono svalutazione
della lira e sospensione dela sua presenza nello sme

Questa fine non era stata prevista, anzi intellettuali sostennero che il paese, dopo le cupezze degli anni settanta, ripartiva
alla grande.

L'italia aveva superato definitivamente i partiti armati


Gli esangui non mancarono di far sentire ancora la loro voce, uccidendo in tempi diversi docenti impegnati nella riforma
della legislazione del lavoro e delle istituzioni nel 1985/86/88 massimo d'antona nel 99 marco biagi nel 2002. Tuttavia i
partiti armati erano ormai solo killer, non certo un soggetto politico.
68 movimenti – 78 uccisione di moro. Un decennio che poteva esserea rchiviato. E riprendere lo slancio che si ricollegava
alle energie della ricostruzione e del boom economico, assurti a miti fondativi della nuova italia.
Ciò che non venne recepito era chce disimpegno, riflusso, desiderio di arricchimetno, piena e incontrollata espressione di
sè, rivelavano bisogno, sofferenze e attese nuovi

Pasolini diceva della società italiana: il popolo più analfabeta, la borghesia più ignorante d'europa Si trattava ora di
comprendere ciò che andava conservato e ciò che occorreva ormai abbandonare

Il sistema politico

Gli anni 80, nuovo decennio, si aprirono con due lutti


Pietro nenni
Piersanti mattarella

Nenni (psi) era il vecchio leader del più antico partito italiano
Egli aveva attraversato tutto il secolo con l'obiettivo di superare l'esclusione delle masse che si riconoscevano nel
socialistmo e il suo partito con il nuovo segretario craxi manifestava un nuovo

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protagoniso.
Mattarella (Dc) era il giovane presidente della regione iscilia e dell amaggioranza da lui guidata era parte
decisiva il pci. La sua morte confermava le resistenze formidabili che incontrava il riconoscimento
consensuale.

Fu il psi negli anni 80 a guidare il sistema politico, con due prospettive inconciliabili:
Quirinale – pertini
Palazzo chigi spinse per la compiuta rivelazione della crisi di prospettiva in cui erano precipitati i due
principali partiti incoraggiando una discontinuità con il mutamento della forma di governo. Vi erano
quindi le due anime della cultura socialista, entrambe al centro delle due diverse vie di riforma possibili,
e si scontrarono fin che visse berlinguer

Craxi leadership indiscussa. Primo segretario socialista estraneo per ragioni anagrfiche al fronte
popolare (unione elettorale dei partiti di sinistra), volle ricollegarsi alla tradizione precedente la prima
guerra mondiale e la rivoluzione d'ottobre.
Guardò al glorioso periodo riformista (?) troncando il rapporto sia con i comunisti, sia con lambizione
azionista di mutare il psi. LA SUA FU UNA PROGRESSIVA COSTRUZIONE.

PRIMO PASSO: netta presa di distanza dalla via consensuale.


Il netto differenziarsi dal pci, dalla dc, dal pri fu reso esplicito al congresso di torino di marzo 11978, con
il rilancio dell'alternativa di sinistra e con la presa di distanza dalla linea della fermezza. Erano le
premesse di una scelta tesa a escludere il pci
Però, al fine di creare una nuova inclusione sotto l'egida del psi trasformato

SECONDO PASSO nella stessa occasione, introduzione del garofano nel simbolo, prima sovrapposto al
libro aperto e alla falce e martello, poi solitario. Un segno che aveva connotato la tradizione socialista,
cancellava ciò che ricordava una tradizione affine al pci. Fu il segno più audace che il partito compì in
quegli anni

TERZO PASSOil saggio articolo firmato da craxi:: il vangelo socialista. Sempre 1978 dopo l'elezione di
pertini
Mentre berlinguer in una intervista a scalfari aveva proposto la terza via come passaggio della
trasformazione culturale di una forza di sinistra ideologicamente connotata, Craxi abbandonò marx e
ritornò ad una visione libertaria e pluralistica
Ne discendeva quindi un siderale distanziamento dal pci. Anzi poneva il psi in alternativa al pci avviando
un duello a sinistra. Craxi modernizzò quello che era stato il movimento operaio e socialista. Berlinguer
invece provò nuovi innesti e nuovi modi, avviò una riflessione ancora acerba sul fatto che socialismo e
comunismo si stavano esaurendo.
Craxi ribadì i confini conosciuti, mentre berlinguer tentò nuovi orizzonti

QUARTO PASSO fisionomia della leadership.manifestazione dei cambiamenti dei sistemi democratici.
Volto corpo autorevolezza parola del capo erano decisivi. La leadership si acompagnava al logoramento
dei partiti. Il suo bisogno venne letto come crisid ella democrazia parlamentare e della necessità di
cambiare la forma di governo
Già la dc aveva inserito l'elezione del segretario, già altri avevano avuto contemporaneamente
segreteria e capo del governo, la novità del psi nel 1984 fu l'elezione per acclamazione.

Autentica transizione culturale di quel decennio.


Il superamento dei tratti novecenteschi della modernità, composta di soc industriale, di politiche
pubbliche di stampo keynesiano, di stato sociale e di stabile presenza dei partiti di massa ideologici.

Fu una fase di transizione di cui il psi fu l'emblema.


Vi contribuirono gli intellettuali di area privi di pregiudizi e preconcetti, entusiasti, preoccupati di
cogliere effettivamente il nuovo in epserienze, concezioni anche apparentemente distanti dalla loro
tradizione.
Vi contribuì anche la natura del partito e il suo collocamentonel sistema
Craxi diede espressione al manifestarsi anche in italia dei caratteri della "democrazia del pubblico". Il
leader era così importante in quanto c'era il partito, non solo come macchina organizzativa ma proprio
come elemento identitario.
Craxi non era pensabile senza il psi, senza l'orgoglio di quell'appartenenza, senza la ferita avvertita dai
socialisti per la crescente marginalità nella republica della quale ritenenro responsabile il pci Craxi
forgiò il suo partito con una forma di anticomunismo nuova e seducente, assumeva i toni di una resa
dei conti definitiva. C'era una rivendicazione di sé come unici a incarnare il senso effettivo
dell'evoluzione storica della sx e costituire il solo possibile nerbo di una sinistra di governo. Negava
qualsiasi significato alle evoluzioni del pci

L'irriducibile contrasto , avrebbe finito per indebolire entrambi i contendenti, che int empi diversi
avevano dovuto fare innovazioni simili

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L'univesro comunista era in crisi, soprattutto in virtù dell'innovazione di berlinguer. La contrarietà socialista all'ipotesi
consensuale non derivava da un anticomunismo escludente, ma dalla competizione a sinistra per ridimensionare quel
parente ingombrante che si era preso gran parte dell'eredità
Craxi enfatizzava una supposta tendenza irreversibile all'inversione del consenso in favore dei socialisti. Anche gran parte
degli opinion makers si mostrarono persuasi dell'ineluttabilità di un processo di ristrutturazione della sinistra a vantaggio
dei socialisti.
L'alternativa alla terza via era il psi: consentiva di trovare una soluzione definitiva alla questione comunista.
Profilava un altro equilibrio istituzionale agevolando il superamento del dilemma del riconoscimento consensuale. Era
favorito dall'emergere di un nuovo ciclo culturale, economico, sociale e politico sul piano globale.

I due maggiori soggetti costituenti-dc e pci-uscivano indeboliti dal loro mancato incontro. Nel 1981 dopo oltre 30anni di
ininterrotto controllo, la dc perse la presidenza del consiglio
Agli occhi di craxi il pentapartito che si inaugurò con spadolini era un passaggio del suo disegno La caduta dei consensi alla
dc nel 1983 rese il psi indispensabile
Tra il 1983 e il 1987 fu craxi a guidare il governo

La crisi dei principali soggetti costituenti sembrò ribadire con urgenza di ripensare la forma di governo: la seconda
repubblica , plasmata da una grande riforma con un profilo presidenziale, avrebbe costituito il nuovo orizzonte della
democrazia matura (come in francia)

A craxi si opposero i sostenitori della via consensuale.


La divisione si produsse all'interno dei partiti. Non era infatti un limpido scontro tra culture politiche, tutte contenevano
fautori dell'una o dell'altra strada.
Fatto salvo estrema destra, estrema sinistra, liberali e radicali favorevoli all'ipotesi confluttale

Nel psi gli avversari di craxi ebbero riferimento in pertini, che navigò alla ricerca dell'approdo consensuale ricollocando al
centro del sistema la presidenza della repubblica.
Nella crisi strutturale del sistema dei partiti il quirinale divenne il luogo in cui si preservava ciò che era possibile del
riconoscimento consensuale.

Pertini fece suo il metodo consensuale e aspirò a portare a compimento ciò che la morte di moro aveva interrotto. E in
questa direzione lo accompagnarono la sinistra della dc, il pc di berlinguer, qualche settore della sx socialista e il pri

Nel 1981 mentre si apriva il dibattito sulle riforme costituzionali, il pci rispose con un progetto che si isncriveva pienamente
nel quadro consensuale: perfezionava la costituzione ma non mutava la forma di governo, limitandosi a superare il
bicameralismo perfetto e ad abolire istituzioni ritenute superate come le province o obsolete come il cnel.

La morte del segretario pci chiuse la percorribilità della via consensuale.


Sicchè per craxi le cose parvero molto più facili, ma ils uo indirizzo privo della sfida con il pci perse molto smalto
Nell'area mediterranea il conflitto tra socialsiti e comuniti si era risolto a vantaggio dei primi. A eccezione chein italia. Dopo
la morte di berlinguer il pci sopravvisse sospeso tra il desiderio di approdare completamente nell'europa occidentale e i
profondi mutamenti che interesarono l'urss. Sfidò craxi con il referendum sulla scala mobile e perse
Poi si allineò a craxi sulla vicenda sigonella.
Fu il momento di maggior prestigio di carxi. Nel riaffiorare della guerra fredda egli aveva senza tentennamenti collocato il
suo partito con gli alleati e ora offrva l'immagine di chi non era disposto a sacrificare la sovranità nazionale a nessuno.

L'ultimo tentativo di rinnovamento …. ciriaco de mita dc 1982


Raccolse la sfida di craxi proponendo partito moderato di massa, aspirante alla modernità, peradeguare il paese ai
mutamenti produttivi, economici, culturali, sociali. Si aggiunse però anche l'obiettivo di conservare il primato della dc e ne
sortì un pentapartito eternizzato.
Fin dall'inizio de mita si mosse su questo doppio binario: accordo consensuale sul piano istituzionale, preservazione della
guida della dc nell'esecutivo.
Fece anche un tentativo di revisione della legge elettorale che superasse il proporzionale e imponesse un accordo tra i
partiti coalizzati prima del voto ma non se ne fece nulla.
1988 de mita al governo
Sostituito poi da un nuovo esecutivo che vedeva a distanza di un decennio nuovamente andreotti alla guida 1989

Nel luglio 1989, a pochi mesi dal crollo del dominio societico nell'est europeo, governo e partitoe rano nelle mani dei due
esponenti che occupavano lo stesso ruolo nel febbraio 1972. Andreotti e Fornali

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Era segno dell'irriformabilità della dc che riusciva a produrre solo la democrazia consociativa, vera antitesi capace di tenere
a distanza sia il riconoscimento consensuale sia l'alternanza/alternativa. Ne derivava un paese irreparailmente bloccato.

Una concezione immobile, curiale, che , nel terrore della morte, si prefiggeva la sopravvivenza di un regime
apparentemente perpetuo del quale anche craxi e il psi, che ambivano all'alternanza/alternativa erano finiti prigionieri. Il
pci era stremato. Nelle elezioni del 1987 tornò ai livelli del 1968 Solo in parte però se ne avantaggio il psi: quell'anno
raggiunse il risultato più rilevante della segreteria di craxi, era però al di sotto del 15%
Si confermava la partecipazione elettorale al 90%, i due principali partiti di governo avanzavano e quello storicamente
all'opposizione indietreggaiva. La lega lombarda riuscì ad eleggere un senatore. A conclusione del tentativo consensuale in
varie parti d'italia si ebbe un risveglio dei movimenti autonomisti fondati sulla difesa delle specificità locali... ma il fatto
nuovo nel 1983 fu lo spostamento di parti del voto cattolico sulla liga veneta.
Erano diversi segnali che avvertivano della disgregazione imminente del sistema dei partiti: • La dc aveva lasciato cadere
tutte le occasioni di riformare se stessa , prifvilegiando il profilo di partito-stato
• Il pci (dopo 1984) non era né partito di governo né forza di opposizione

Dc, pci, psi, pri, parvero trovare una risorsa nel ritorno alle origini, che inorgogliva i militanti ma lasciava indifferenti i
cittadini

Fu invee l'esaurimento delle culture politiche degli italiani, così come si erano composte ed erano cresciute nella
modernità otto-novecentesca

L' 89, mani pulite e la morte dei soggetti costituenti


Nel 1990 la lega era ormai divenuta in lombardia la seconda forza. Era un partito pigliatutto e aspirava a rappresentare il
nord.
I voti, come il gruppo dirigente, provenivano da tutte le direzioni: cattolici, comunisti, socialist, laci, post fascisti.
1990 fu l'ultima volta che il pci si presentò con lo storico simbolo. L'abbattimento dei regimi a democrazia popolare
dell'europa orientale aveva subito avuto conseguenze in italia con il discorso alla bolognina di achille occhetto.
Si aprì un cantiere. Insieme con il nome i comunisti avrebbero dovuto ripensare la fisionomia. L'identità, il corpo, il
patrimonio del partito.
A sottolineare che dalle fondamenta andava riedificata la sinistra , il termine scelto per definirsi fu LA COSA

Dal 1989 al 1991..quando sorse il pds , simbolo la quercia con ai piedi il vecchio simbolo

La fine della storia, conclusione della guerra fredda, con il finale trionfo dell'universalismo democratio prefigurato da
winlson, ebbe conseguenze irreversibili per tutti. Terminava una fase lunga quasi un secolo composta di un coencezione del
mondo, delle ideologie che ne erano derivate, dell'appartenenze cui aveva dato vita, delle stesse pratiche politiche . Era
l'avvento di una compiuta secolarità, l'acquisizione di una più estesa concezione della cittadinanza, più adulta e includente
ma anche più mobile, meno garantita, più insicura e tuttavia protetta nei fondamenti.
Certezza che la cultura politica riformatrice, avesse caratteri differenti dal tempo in cui in europa si erano gettate le basi dei
sistemi democratici. La riforma , come l'istruzione, diveniva permanete e incessante e assumeva un volto davvero globale,
investendo non solo economia cultura e società ma ambiente, mutamento climatico con le imprevedibili conseguenze che
ne derivavano

Il successo delle leghe sottolineava lo smarrimento che accompagnava l mutamento. Sostituivano le grandi e totali visioni
dieologiche con la tutela del particolare e del locale, il rimpianto di una mitica unità omogenea perduta a causa
dell'immigrazione id massa. Proponevano insomma una nuova appartenenza e la sua difesa. I meridionali erano solo una
delle tante avanguardie di un fenomeno irreversibile, con l'uscita dall'isolamento e dall'arretratezza dell'est europeo, dei
paesi in via di sviluppo, di parti crescenti dell'umanità.
La crisi del sistema dei partiti e l'esplosione delle leghe erano fenomeni interconnessi: la protesta dopo la fine dell'ordine
bipolare e in attesa di uno nuovo si coniugò con un racconto che parlava di federalismo come via di un rapporto più
equilibrato tra centro e periferia.

I soggetti costituenti erano malati terminali. La fine del pci fu l'apertura del vaso di pandora. Il disfacimento però riguardò i
partiti, le classi dirigenti, non le istituzioni sempre più salde (a differenza di quanto avvenuto in francia)
Fu una differenza sostanziale ma non colta, infatti si disse "seconda repupublica" (come in francia "quinta repubblica")
Il complesso delle isttiuzioni operò come cabina di regia. Quel pilastro resse, ancorchè necessitasse di restauri

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1992 arresto in flagrante a milano del presidente del pio albergo trivulzio, il socialista mario chiesa, inizio di mani pulite

Si allargò progressivamente su tutti i partiti di governo. Ne furono immersi anche vertifci delle aziende partecipate dallo
stato e imprenditori. Alcuni si suicidarono.
Furono ferite dolorose, difficili a rimarginare. Incisero sui rapporti tra i poteri dello stato, con incursioni di magistrati
inquirenti nell'agone politico. Emerse una tangentopoli, una collettività dominata da un'incessante pratica di corruzione di
concussione, anche se i politici apparrvero i maggiori responsabili di quel degrado.
Tangentopoli dissolse tutti i soggetti costituenti ma ebbe un effetto devastante soprattutto per i socialisti.
Vennero derisi da film, satira etc per lo stile di governo disinvolto, l'ostentata agiatezza delle sue classi dirigenti. Montò
un'autentica avversione antropologica verso craxi e il suo partito
Elezioni 1992 , dopo la scissione del pci e la formazione del pds e del pdrc, la distanza con il psi era minima e sembrava
avverarsi la redistribuzione del consenso prevista dalla strategia craxiana. INVECE RIVELARONO LA CONCLUSIONE DI UN
LUNGO CICLO
Nel decennio precedente l'economia conosceva buoni ritmi di incremento, il successo socialista era strettamente connesso
col fatto che la governabilità coincise con un certo benessere. Nel 1992 la lega divenne il primo partito al nord.
Tangentopoli si coniugò quindi con la fine di quel modello di sviluppo

1992 governo guidato da Amato, dovette svalutare la lira, abbandonare lo sme, varare una manovra straordinaria che
prevedeva fra l'altro un prelievo forzoso sui conti correnti e introduceva l'imposta sul possesso di immobili.

Quanto maggiore era stta la fiducia sulla riuscita dell ascommessa socialista, tanto amggiore furono la delusione e la
frustrazione. Furono individuati come capro espiatorio.
I socialisti hanno invece individuato negli ex comunisti e nei loro legami con la magistratura la rgione della disfatta
Il crollo socialista aveva però ragioni molto più profonde e decisie. Aveva un qualche legame con l'affossamento del
riconoscimento consensuale e di quel che ne era derivato. Mani pulite fu la rivelazione di uno sfarinamento gi avvenuto.
Fu quella contro i partiti una punizione collettiva per l'immobilismo che era derivato da quei disinvolti metodi.

Il primo segnale che il psi non fosse in sintonia con il malessere che montava fu la posizione nei confronti del referendum
Segni. Richiesta di abolire il sistema della preferenza plurima, strumento di controllo del v oto, di corruzione, di infiltrazione
mafiosa. Craxi si espose nel senso di caldeggiare l'astensione per evitare il raggiungimento del quorum. L'uomo che si era
caratterizzato per il profilo riformista si oppose strenuamente a una piccolissima riforma di buon senso, scardinaten la
dimensione consociativa prevalsa dopo la sconfitta del riconoscimento consensuale. Votò il 62.5 fu un plebiscito di
favorevoli Quindi Segni ebbe un approccio riformatore che prevalse fra gli elettori, ma craxi non era della partita. Apparve
difendere a oltranza un sistema logorato e prossimo al collasso.
Cossiga tentò a partire dal 1990 una strenua difesa del sistema: rilanciò la grande riforma e individuò varie vie per
giungervi. Il patto costituzionale doveva essere superato: la sua nascita era legata al tempo in cui vi erano i due sistemi
contrapposti della guerra fredda e le relative fazioni fra i cittadini I partiti si sarebbero salvati se ricondotti entro i loro alvei
naturali, ne era resonsabile la forma di govero: tutto era pertanto preeribile alla democrazia parlamentare:
presidenzialismo, semi presidenzialismo, cancellierato. Era un modo per contrastare la via dei referendari che era evolutiva
e quindi privilegiava come primo passo la riforma elettorale

Il referendum era preceduto dall'esaurimento del pentapartito che durava ormai da 10 anni. Governo 1992 andreotti,
firmò trattato di maastricht, istituì l'unione europe a e la moneta unica La ricezione diu n mutamento geopolitico così
profondo non poteva non avere consegueze decisive su un ceto dirigente convinto che i confini della guerra fredda
avrebbero resistito per sempre

Durante campagna eleettorale 1992 a palermo venne assassinato dalla mafia salvo lima, politico vicino alle cosche e
referente di andreotti in sicilia. La dc scese sotto il 30% e il psi regre. Finiì la democrazia consociativa.
Il 28 aprile cossiga fu il primo a trarre le conseguenze dalla comprensione che ciò che aveva tentato di salvare era morto e
si dimise.

Con l'esaurimento della democrazia bloccata incominciò il triste e doloroso funerale dei partiti che fino ad allora l'avevano
sorretta

Nel conflitto in corso sui caratteri della trasfformazione dels istema politico intevenne la mafia: strage di capaci falcone
La mafia a conclusione della solidarietà nazionale, era intervenuta nella definizione della nuova realtà, inondando la sicilia
di cadaveri eccelelnti

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Quanto più il sistema politico si mostrava fragile, tanto maggiori erano gli spazi di intervento di una forza retaggio di un
paese antico.

Quegli assassiniii condannaro all'impotenza le tattiche di andreotti per il quirinale, il referente romano del sistema di
potere di salvo lima non era proponibile
Fu eletto scalfaro presidente
Uno dei non molti costituenti ancora in attività
Il referendum pose fine al sistema dei partiti, si sciolse l'anomalia italiana
Pur con tutte le difficoltà le resistenze e le paure l'italia era ormai pronta per l'ingresso pieno in europa
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La rifondazione del sistema dei partiti nel mondo globalizzato
domenica 12 aprile 2020 11:24
Il ritorno di un metodo: il governo Ciampi
Impossibile ambizione dei partiti di massa a contenere e rappresentare la totalità I partiti compresero, ma i tentativi di
cambiamento della loro natura, in atto in tutte le formazioni fin dagli anni sessanta, si arenarono tutti

Con i referendum del 1993 gli elettori sciolsero il nodo intorno ai modi delle riforme istituzionali

Con atteggiamento pragmatico idividuarono proprio nel sistema dei partiti il punto decisivo. Si disser nettamente
favorevoli al mutamento delle regole elettoral, all'abbandono del finanziamento pubblico. Partiti che non erano riusciti a
riformare se stessi, come avrebbero potuto accmpagnare il mutamento del paese?
La liquidazione dei soggetti costituenti era il risultato finale.
Lo spirito riformatore che aveva aleggiato con de gasperi nei primi anni cinquanta e si era raffinato con il piano vanoni
(anni cinquanta) , con la nota aggiuntiva centrosinistra anni 60, con il piano giolitti (sempre centrosinistra) si era disperso
I tentativi di rianimarlo promossi dalle sinitre democratiche di tutte le formazioni politiche antifasciste erano stati sconfitti

Eppure essi dopo la seconda guerra mondiale avevano guidato l'uscita dell'italia da una plurisecolare condizione di
arretratezza economica sociale culturale.
Conseguita questa condizione si pose il problema della redistribuzione della ricchezza accumulata e si optò per incentivare
i consumi individuali
La stagione dei diritti (come la chiamò moro) fu principalmente orientata in questo senso. Il rpimato riservato ai consumi
individuali si riverberò nella costruzione dello stato sociale, sulle sue ingiustizie, esempio le riforme dels istema
pensionistico Nel voler soddisfare tutte le richieste e i particolarismi si finì per alimentare profonde disparità
Tali benefici diseguali furono garantiti indipendentemente dall'evoluzione della composizione anagrafica della società e dei
dati economci. Il declino demografico del paese era anche frutto del desiderio di consolidare l'esistente. La retorica
dominante di difesa a ltronza di un modello di famiglia inesistente celava il fatto che le politiche sociali dei governi
dominati dal partito cattolico avevano contribuito a svuotare le cullle
Le dimensioni italiane della denatalità coniugate con l'obiettiv difficoltà culturale di sapere e potere attrarre intelligenze
dall'estero erano in sostanza conseguenza dell'assenza di riforme, di sguardo prospettico, del coservatorismo diffidente dei
ceti dirigenti, del timore dei governanti rispetto al sentire dei governati.

La presa d'atto delr eferendum 1993 costrinse amato a dimettersi e scalfare a seguire le orme di pertini nel fare del
quirinale l'elemento proplusivo di un sistema politico che perdeva i partiti.

Chiama ciampi al governo e fu soluzione di continuità, non perché ciampi non fosse un politico … quanto perchè si era
formato in una cultura politica non identificabile con alcun partito storico. Militanza giovanile nel partito d'azione
Come quasi 50anni prima era toccato a parri avviare la costruzione del sistema democratico imperniato sui partiti, così il
governatore della bana di italia ne guidò l'evoluzione in presenza della loro decomposizione.
Nella crisi della rappresentanza si mosse per indirizzare la reinvenzione dei partiti entro un approccio condiviso. Era
l'azionismo come metodo politico che tornava, e cioè il suo voler connettere il vissuto dell'italia con le esperienze
riformatrici della sinistra occidentale.
Questo ritorno all'azionismo non fu da molti gradito perché fendeva il muro che separava rappresentanza e legittimità. Al
partito d'azione venne imputato di essere stato connivente con il pci, di aver nutrito un complesso di inferiorità nei suoi
confronti, di averne ossessivamente ricercato il riconoscimento.

Dietro questo concentrarsi vi era naturalmente la resistenza inconscia al riconoscimento della pari dignità delle culture
degli italiani.
Pda divenuto bersaglio privilegiato del revisionismo: attacco rivolto a quella forza che si identificava con l'espeienza
fondativa per evitare che imprimesse il segno anche a quella che pareva la seconda repubblica in costruzione. Si scorse la
fragilità con cui quel che sopravviveva della tradizione azionista affrontava questi attacchi nel non aver dietro di sì una
famiglia politica con istituzioni, storici intellettuali dediti a rpeservarla.
La ragione sociale dell'azionismo era però la secolarità della politica.
Sciolto il partito essa trasmigrò in tutto il resto della sinistra italiana.
La ragioen della sua forza nel primo quarantennio repubblicano e del suo tornare di attualità nel momento decisivo della
sua evoluzione era in questa sua natura.

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Foa:
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La fine della repubblica dei partiti vedeva nuove opportunità ed esortava la sinistra a osare, a sapere
cogliere la realtà, a mostrare coraggio.
Molti sottolineavano una dimensione oscura dell'antifascismo, propose le sue lettere scritte dal carcere.
Incoraggiò la revisione ideologica che la destra di matrice fascista andava compiento. Era giunto alla
conclusione che l'antifascismo si coniugava con una democrazia autenticamente pluralista, era anch'esso
tassello della vita italiana del quale favorire l'ingresso democratico.

Il governo ciampi comprendeva esponenti del governo uscente, del pri e per la prima volta del pds e dei
verdi. Imbarazzo del pds per essere stati coinvolti in questo passaggio cruciale. Pulsioni tattiche presero
il sopravvento sulle prospettive strategiche.

La sinistra in ricostruzione era divisa tra il coraggio di ripensare se stessa dale fondamenta e il richiamo
irresistibile alla tradizione
Il 29 aprile pds, pri e verdi presero le distanze giustificandosi con il voto alla camera che respinse 4 delle
6 autorizazioni a procedere contro craxi. Stando così le cose non vi erano le condizioni per dare il
proprio sostegno al governo.
Dimissioni dei ministri iscritti al pds il giorno dopo esservi entrati così si indebolivano le basi riformatrici
del governo ciampi e della stessa transizione.
Ne derivò in una fase decisiva un limite invalicabile alla credibilità della sinistra di provenienza
comunista, che finì con il rafforzare la destra in riorganizzazione.
La sinistra- elemento indispensabile, imprescindibile e vitale di ogni elemento autenticamente
riformatore, scontava una minorità storica mostrandosi nel momento decisivo refrattaria a essere
inclusa.

Un travaglio irrisolto: il contrasto tra LA COSA e un partito post comunista. Era solo l'inizio di un lungo
cammino per la definizione di una sinistra democratica capace di pensare la riforma della società e non
solo consolatoria delle identità in crisi.

Svanita l'ipotesi delll'unità socialista nel psi, prevalse nel pds l'ambizione o meglio l'illusione di poter
essere lui a realizzarla. In italia "socialismo" era parola consumata. Così per le culture dominanti nel pds
il governo ciampi si risolveva in un ingombro, avrebbe dovuto essere di brevissima durata per giungere
quanto prima possibile a elezioni.
Il pds si astenne dalla fiducia ma dovette sostenere l'azione di governo.
Nel prendere le distanze da un esecuitvo in cui si avvertiva la presenza dei vecchi partiti non riformati, si
illusero di poter metetre conto per sé maggiori successi Finirono invece con il favorire il rafforzamento
dei moderati che si riorganizzavano, senza abbattere alcuno dei molti pregiudizi sulle autentiche
intenzioni della sinistra. La prospettiva riformatrice era ancora appannaggio di minoranze e tutta da
costruire.

Il governo ciampi però lasciò un profondo segno: mise in atto la politica dei redditi ceh però si limitava,
in modo paradossale, a ciò che avevano temuto i sindacati negli anni sessanta, cioè al solo lavoro
dipendente.
A quasi dieci anni dalla rottura operata con il decreto di san valentino e dopo l'abolizione della scala
mobile, riaffiorava la concertazione in lina con l'obiettivo di nuove forme di riconoscimento
consensuale.
Le nuove leggi elettorali segnarono l'abbandono del proporzionale in favore di un sistema misto
composto per il 75% di maggioritario e 25% proporzionale. Elezione diretta dei sindaci e presidenti di
provincia. Che si rifaceva al modello della quinta rep francese

La nuova legge elettorale politica (mattarellum) era quindi espressione di un mutamento di paradigma
rispetto al proporzionale connaturato con l'affermazione della democrazia dei partiti. Era la
testimonianza che non vi era alcuna seconda repubblica ma una profonda ristrutturazione della casa
esistente in direzion edell'alternanza.
Il proporzionale (sia pure con il premio di coalizione) ritornò 10 anni dopo e ne derivò un fenomenale
contributo al fossilizzarsi oligarchico di partiti e coalizioni
Il nuovo sistema accompagnò gli efeftti più evidenti delle inchieste dei magistrati: il brusco ricambio
della classe dirigente, la morte dei partiti storici, la nascita di nuove formazioni. In questo contesto
divenne inevitabile l'eterno ritorno dei moderati, resi più seducenti dall'immagine e dalla proposta del
nuovo leader. Leniva le inquietudini e rendeva rasserenante il futuro, riuscendo a infondere crediblità
alla promessa di un nuovo miracolo italiano.

Verso l'unificazione dei conservatori e il partito personale

La nuova fase dell'integrazione europea, connessa con la ristrutturazione geopolitica dopo la


disintegrazione del blocco sovietico, condusse all'allargamento passato da 12 paesi a 28 nel 2013.
Europa grande, italia più piccola e meno significativa
Generale ripresa del nazionale accompagnava la globalizzazione, ne erano rivelazione i nuovi populismi.

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Nel 1999 con la nonmina di romano prodi ebbe la guida della commissione ue nel momento dell'allargamento

Le sfide internazionali coglievano il paese in una condizione di maggior solitudine Tutto ciò che si era costruito appariv
sconvoto e da riedificare
Sistema produttivo, presenza pubblica nell'economia, organizzazione della cultura, gerarchie sociali, moralità pubblica e
privata, istituzioni, partiti. Di questi ultimi quelli storici di governo erano seriamente debilitati dal coinvolgimento nelle
inchieste giudiziare.
La dc si divise tra la maggioranza persuasa di poter mantenere una posizione centrale, una minoranza schieratasi a destra e
una più piccola che optò per l'alleanza a sinistra. Martinazzoli mutò il nome in ppi Tutte le formazioni erano provvisorie:
erano i passaggi di un mutamento dei partiti di massa novecenteschi in qualcosa di imperscrutabile.
1994 il ppi fu stritolato dagli schieramenti contrapposti.

A guidare la costruzione di una nuova destra fu berlusconi. Una figura dirompente, che al disintegrarsi del partito di massa
rispose con la novità del partito personale, il partito scompariva a vantaggio esclusivo della leadership. Si fondava sul suo
carisma composto diu na biografia che agevolava un'identificazione positiva.
Al centro era la televisione, politicamente usata negli anni precedenti da beppe grillo 1986 e da celentano con fantastico.

Oltre alle televisioni b disponeva di giornali, case di prod cinematografica, gruppo mondadori (al cui interno era anche
l'einaudi, irresistibilmente seduttiva specie a sinistra).
L televisione, ormai demistificata negli intento formativi e pedagogici dalle reti commerciali, aveva assunto centralità non
solo con l'intrattenimento, ma anche con l'informazione grazie alla legge mammì che aveva consentito ai privati di
occuparsene nel 1992 e di realizzare telegiornali

Il partito di b era "televisivo" anche in un altro senso. Veicolò sul piano politico vecchie glorie dello spettacolo. Divennero i
nuovi chierici che orientavano l'opinione pubblica, sostituendo invecchiati intellettuali, lettarati tradizionali
Trasse inoltre dal suo ramo pubblicitario (publitalia presieduta da dell'utri poi condannato in concorso esterno in
associazione mafiosa) i quadri ceh costituirono il nerbo di fora italia. Produsse quindi nuove elites in diretta emanazione
del capo.

La televisione era quindiun partito personale che sostituiva con indubbia efficacia i tradizionali apparati e la rete territoriale
del partito di massa. Gli strumento mediatici erano irrinunciabili e vitali. Il partito raggiungeva tutte le case e penetrava
anche nelle abitazioni degli indifferenti e dei contrari, formandoli tutti. Per di più era mezzo pervsivo, occupando spazi
variegati, non solo l'informazione. Raggiungeva indistintamente tutti. Era un accumulatore di aderenti, di simpatizzanti, di
militanti e mostrandosi liberali con gli avversari che graziosamnete enivano ospitati nelle proprie case tlevisive. Si
costruirono desacralizzati sensi di appartenenza, condivisione di idee, simboli e riti, resi metapolitici per il tramite della
televisione.
Il partito televisione voleva essere una metaforica casa degli italiani.
Si riconduceva al clima in cui si era affermato il mezzo televisivo, il mito del miracolo econoico in una società ormai
opulenta, ma sofferente per il debito pubblico, la globalizzazione, il declino demografico, perdita di rilievo in un mondo in
cui emergevano soggetti fino ad allora appartati. Era accompagnato dal rilancio di unaltro mito costitutivo dell'identità dei
conservatori: l'anticomunismo religioso un conflitto irriducibile tra il bene e il male, coniugato con l'anticomunismo
famigliare, ravvivato dalla proposta di craxi, e praticato da quanti pur discendendo dallo stesso nucleo se ne erano
distaccati o avevano costituito altre discendenze.
= ripresa di un motivo che operava come un memento, il pericolo incombente al quale si era riusciti a sfuggire.
Un effetto nostalgicamente consolatorio, ricercavano una spinta per il futuro non nel presente ma nel recente glorioso
passato, sia per i risultati conseguiti sia per i pericoli scampati. Era la ripresa italiana del populismo, era a un senso di
perdita che berlusconi offrì non solo consolazione, ma anche intrigante rimedio.
Sul piano ideologico si connotava con proposizioni liberali e liberiste. Era la parte costruittiva e positiva: per quel tramite
sconfitto lo statalismo, si sarebbe materializzato un nuovo miracolo. B fu abile nel convogliare nel suo schieramento altre
afmiglie politiche e nel comporre due diverse coalizioni per tenere insieme voci altrimenti discorsi. Il polo delle libertà al
nord, il polo del buongoverno al sud.
Si costituì il CCD cui aderirono giovani ex democristiani, poi dopo la scissione del ppi il gruppo di comunione e liberazione e
poi i radicali di pannella

Il msi fu stimolato da fisichella alla trasformazione in alleanza nazionale, la quale ambiva a connettere la sparsa destra alle
sue radici profonde, desiderosa di oltrepassarle.
Fu il lavoro di Fini che , col congresso di fiuggi del 1995, volle costituire la base per la rivoluzione ocnservatrice. Progetto
che apparve seducente così da trasformare fini per oltr eun decennio in uno degli uomini più graditi nei sondaggi
d'opinione

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Rigettava la natura tirannica totalitaria e razzista cercava di omologarsi alla dimensione europea. Il momento culminante
fu la rielaborazione della presenza italiana e fascista nella shoah, sancita dal viaggio di fini in israele nel 2003
Fini compì rapidamente una riconversione che nel giro di un decennio modificò l'immagine, se non la cultura, aiutato in
questo dall' allontanamento delel componenti più identitarie espresese da pino rauti. Fini era gradito al di là dei confini del
suo partito, ma scontava un partito oltremodo tradizionale, il gruppo dirigente rimase nel complesso interdetto
Il msi si limitò a compiere con decenni di ritardo quella revisione che avevano tentato nel tempo pri, pci, dc, pli, psi e come
essi ne fu infine stritolato

La lega nord: nel 1994 25 aprile tentò di sfilare alla manifestazione rivendicando il suo antifascismo. Si collocò nell'ambito
dei partiti non partiti, né di destra né di sinistra, di essere oltre la destra e la sinistra. Dava volto politico allo spaesamento
derivante dalle rapidissime trasformazioni che mettevano in discussione tutti i paradigmi culturali consolidati.

Un particolarismo che privilegiava essenzialmente il proprio ambito, i propri interessi e i propri bisogni rispetto alle sfide
generali. Una specie di lobby del nord.
La lega nel contempo dava voce all'esigenza di nuovi assetti territoriali e organizzativi, che rispondessero alla
consumazione delle forme in cui si era storicamente configurato lo stato nazione. Non a caso fu un fenomeno più radicato
in periferia (anche se elesse il proprio sindaco di milano nel 1993) Conclusasi malamente l'era di bossi, la lega non
scomparve e non venne travolta. Fece una rielaborazione di quello scontento in chiave di radicale nazionalismo, raccolta
del malcontento aggravato dalla crisi del 2008

Ad assumere la guida dell'unificazione della destra fu il partito personale di berlusconi, specie dopo il grande successo
elezioni 2001. 1994 -2008
Dal 1994 si affermò un nervoso sistema di alternanza : nessuno schieramento vincente in un'elezione riuscì a confermare il
risultato nel turno successivo.
La destra sembrò dare senso all'ultimo ventennio ma non seppe orientare il paese. Il suo progetto fu codificato in una
riforma costituzionale, approvata dalle camere e bocciata dai cittadini in un referendum 2006. Si qualificava per una forma
di governo che fondava la democrazia del primo ministro.
La sinistra ebbe in prodi la figura più eminente. Centrò nella prima esperienza di governo l'obiettivo di predisporre le
condizioni finanziarie per l'ingresso nella moneta unica e nella seconda provvide al risanamento dei conti
La destra coltivò enormi attese, conservando nel contempo tutto ciò che era possibile della relatà italiana

Il discreto ma chiaro schierarsi in suo favore della cei, che pure si mostrò desiderosa di condizionare entrambi gli
schieramenti conseguendo vantaggi anche economici rispetto ai propri particolari interessi. Privilegiò tuttavia il
tradizionalismo della destra che preservava dalle tendenze secolariste presenti in occidente, ove il modello democratico ,
sia con la destra che con la sinistra, aveva il "soft power" dell'estensione della sfera della cittadinanza e dei diritti
In italia non era così dove la chiesa (con bagnasco) si oppose al divorio breve, all'aborto, alle unioni civili, all'equiparazione
delle tendenze sessuali. Che era un modo per legittimare distinzioni discriminanti l'eguaglianza dei cittadini

Nel 2008 la destra vinse largamente le elezioni. Grande crisi delle economie dei paesi sviluppati e l'italia fu una delle realtà
+ danneggiate. La destra con giulio tremonti si rivelò inadeguata. Inoltre b. fu molto indebolito sul piano interno e
internazionali dalle sue abitudini sessuali.
Infine esplose un conflitto tra B presidente del consiglio e fini presidente della camera (fusi nel popolo delle libertà).
Mautrò così la crisi delle due destre, destinate a scontrarsi e a divisdersi. Il partito personale prevalse sull'idea di destra
proposta da fini. L'immagine pubblica di fini venne demolita con un'apposita ed efficace campagna di stsampa, mentre
gran parte del gruppo dirigente di alleanza nazionale rimase fedele a b.

Il partito personale si era mostrata del tutto impotente nel rispondere ai dilemmi del presente. Del resto la destra aveva
largamente attinto alla tradizionale risorsa trasformista, apporto di altri schieramenti.
Anche nel 2011, di fronte alle conseguenze drammatiche della crisi, b dovette lasciare il timone del governo e porre così
fine alla sua carriera di uomo di governo. Opchi mesi dopo una sentenza definitiva di condanna della cassazione gli impose
di abbandonare il seggio al senato. Il partito personale per sua natura al senato. Il partito personale per sua natura era una
soluzioen transitoria:

Il sofferto farsi di uns oggetto di sinistra: dall'ulivo al partito democratico

Nel 1994 la futura coalizione di centrosinistra era divisa tra il ppi di martinazzoli, e il raggruppamento dei progressisti
composto da pds, rifondazione, verdi, socialisti, la rete, alleanza democratica
Nel 1996 la coalizione dell'ultvo vide la presenza del

ppi dal quale se ne erano andati i ciellini. Scaricato da Alessia Zaccaron (ale_zac13@hotmail.it)

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Il leader era romano prodi. Assunse il compiti di avviare l'unificazione delle culture delle plurali sinistre italiane, tutte
importanti ma ciascuna impotente senza le altre. Dall'ulivo si tenne fuori la rifondaz comunista che strinse però un patto di
desistenza.
La sinistra debole, frammentata, divisa, minoritaria incominciò il ripensamento di sé e diede il segno a quel che restava del
decennio.

Vinte elezioni 1996, favorire il formarsi dei requisiti necessari per partecipare da subito alla moneta unica prevista da
masstricht
Si rivelò però il solo collante della coalizione che sosteneva prodi

Una sorta di incomunicabilità tra riformisti e massimalisti fece cadere il governo nel 1998. La forma nuova del conflitto tra
le culture tradizionali della sinistra

Durante la segreteria di d'alema il pds si trasformò nei democratici di sinistra


Dall'altra parte gran parte della sinistra laica e dei cattolici favorevoli all'ulivo, diedero vita alla margherita

Per i ds la questione italiana consisteva nella ripresa dell'idea della grande riforma, quindi nel cambiamento della forma di
governo, anziché in una prospettiva di adeguamento costituzionale alla democrazia dell'alternanza.
1996 prodi guidò il governo e d'alema presiedette la terza commissione bicamerale che, come le precedenti, non produsse
alcun risultato condiviso.
Il fallimento della terza bicamerale avrebbe dovuto agevolare la comprensione del fatto che il punto centrale della
questione italiana era unmutamento di passo complessivo, all0itnerno del quale si collocava l'evoluzione non la soluzione
di continuità costituzionale.
L'abbandono di prodi sembrò metter ein discussione l'ultivo e partiti personali si affacciarono anche nello schieramento di
sinistra. Il priù rilevante fu l'italia dei valori di antonio di pietro

A prodi succedette d'alema. Con l'intervento armato in kosovo confermò il collocamento internazionale. Promosse
l'aboizione della leva sostituita con un esercito professionale.

Il primo governo di un ex comunista fu un fatto effimero. D'alema si dimise nel 2000 in seguito all'insuccesso della sinistra
nelle elezioni regionali.

Era in gestazione un nuovo soggetto politico: sarebbe stato generato dalal contaminazione delle vecchie appartenenze a
egemonia ds o sarebbe sorto da un travaglio ormai ultracinquantennale qualcosa di nuovo che assumev sì il passato ma lo
oltrepasssava?
La costruzione fu inevitabilmente lenta e conflittuale, perché era la stessa concezione del politico nel XXI secolo a essere in
discussione.

Durante la breve vita del secondo governo prodi nel 2006 che si aprì la fase costituente del partito democratico che, con il
suo primo segretario walter veltroni, si mosse lungo un sentiero vergine: un partito che non nasce dal nulla, e insieme un
partito del tutto nuovo"

Per la elezione dei gruppi dirigenti venne introdotto il metodo dell eprimarie. Si delineavano i tratti di una nuova forma
partito, definita poi democrazia del leader

Era un'esperienza del tutto nuova e modernizzante per l'italia

Il partito apparato si dissolse compiutamente ed emerse la contestatissima democrazia del leader. Le primarie costituivano
perciò una forma di legittimazione che andava oltre gli iscritti, coinvolgendo elettori e simpatizzanti. Conducevano a una
nuova forma partita, alternativa ai partiti personali, anch'essi del resto in evoluzione passando dal partito televisione al
partito della rete

Postdemocrazia?

Il partito della rete , m5s, rielava le difficoltà della democraiza rappresentativa e soprattutto dei metodi di selezione delle
elites.

Rete come strumento di organizazione politica.


Aspetto gerarchico e piramidale (tipico della tradizione italiana) dei gruppi dirigenti e degli eletti, espresso dal ruolo dei
leader. Sul piano pubblico beppe grillo, proprietario del simbolo, della rappreesntanza legale e della presidenza del m5s
Sul piano appartato l'imprenditore gian roberto casaleggio, sostituito alla sua morte dal figlio, alla cui società fa capo la
comunicazione del gruppo.
Una rivolta anti-estabishment diretta da figure, sia pure non convenzionali dell'establishment. Un partito che parlava di
democrazia diretta, ma preveniva le sue insondabili soprese con una struttura oscuramente iper-oligarchica, dallo staff al
direttorio, alle stesse modalità di selezione dei rappresentanti, scelti in rete da poche centinaia di iscritti.

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Grillo era stato molto presente in televisione fine anni 70 e anni 80. Poi dagli anni novanta diradò la presenza in televisione
ma consolidò la leggenda di un allontanamento conseguente una battuta pronunciata nel 1986 a fantastico sull'attitudine
al furto dei socialisti.

Scese di appartarsi dando così maggior credibilità a una modalità di azione comica sempre più intrisa di senso pubblico e
politico.
Grillo, pur non censurato, ritenne superata la presenza televisiva e ripercorse la strada intrapresa da dario fo e franca rame
con spettacoli che prendevano di petto gli epocali mutamenti e soprattuto le paure che ne discendevano nella fase di
esaurimento delle politiche redistributive dell'età dell'oro

Alla politica spettacolo di b, si sostituiva lo spettacolo che si faceva politica. CON UNA DRASTICA SEMPLIFICAZIONE DELLA
COMPLESSITA'.

8/9/2007 avvio della morte della patria, V-day in molte città, dove il V stava per un vaffanculo gridato contro la realtà
esitente.
Il movimento diede i primi frutti nelle rgionali del 2010.
Era un partito –sito
Metteva a frutto, centralizzav e perfezionava la lezione offerta dal partito televisione. IL salto di qualità nel consesno fu
reso possibile dal coniugarsi della crisi mondiale con l'inerzia e l'attesa che avevano contraddistinto il paese nella
globalizzazione e con la disperazione satenata dal dato incontrovertibile che le aspettative crescenti del secondo
dopoguerra si erano esaurite.

La morte dei partiti storici aveva favorito un profondo ricambio che scadde presto in chiusura oligarchica. (in tutte le aree)
Le regole divennero più lasche e ne derivò una leggittimazione di una risorsa pur decisiva com eil conflitto di interesse. Ne
conseguì un aumento vorticoso e orizzontale dell'opacità dei comportamenti e dell'etica civile e pubblica. I nuovi partiti
parevano simili, incapaci di aggredire gli effetti sconvolgenti della grande trasformazione, in una lettura tutta occidentale
recepita come perdita e non compe opportunità.
Se la rigidità dei comportamenti pareva inossidabile, si imponeva allora un ulteriore ricambio della classe dirigente: non più
selezionata nei settori apicali della società civile o di publitalia o nelle seconde file dei profesisonisti della politica, ma TRA I
CITTADINI.

A renderlo auspicabile e desiderabile fu anche il governo monti. Il nuovo esecutivo composto da tecnici, in mesi
drammatici esemplificati dal differenziale in crescita inarrestabile tra il valore dei titoli di stato italiani e quelli tedeschi,
assunse misure di austerità. Nella necessità di procedere urgentemente al risanamento dei conti intervenne prfodnamente
sui caratteri dello stato sociale e sulla fiscalità.

Il governo monti fu sul piano parlamentare una riedizione della solidarietà naizonale

Tuttavia, rispetto ad allora, i partiti si guardarono bene dal farsi propulsori dell'azione del governo o di promuovere e di
ricercare uan nuova coesione.

Un fenomeno nuovo

Avanzava ora una forza nuova pura vergine priva di qualsiasi precedente, che prometteva una rottura col passato, con la
corruzione, con i privilegi della casta.

Invocava forme dirette di democrazia, già esercitate nelle ristrette cerchie di aderenti. Non aveva precedenti politici, non
aveva alcuna storia
Interpretò lo scontento ma soprattuto la frustrata domanda di cambiamento. Divenne la prima forza sul territorio
nazionale distribuita omogeneamente in tutte le regioni

Proponeva una nuova politica, insieme iperdemocratica e iperoligarchica: alimentava una nuova esclusione tra gli onesti,
baciati dal movimento e tutti gli altri , in quanto tali corrotti. La propulsione alla nascita del governo monti era venuta dalla
presidenza della repubblica, non dai partiti.
in quel feticcio di solidarietà nazionale non si scorsero né moro né berlinguer né la malfa e ciò che rappresentavano.
la destra era restia a riconoscere il fallimento della sua prova di governo. La sinistra mirava semplicementen a sostituirla.
Fu giorgio naplitano che, pur critico nei confronti della segreteria di berlinguer, ne aveva tuttavia condiviso la fase della
solidarietà nazionale, a individuare la soluzione consensuale, chè, tale fu, lo ammettessero o no i partiti che sostennero il
governo monti.

Le istituzioni mostrarono elasticità e dinamicità efficace nell'intervento pronto in una situazione difficile.

Scaricato da Alessia Zaccaron


(ale_zac13@hotmail.it)
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Il sistema costruito dai costituienti si adattava alla muteole realtà intervendnedo la m assima istituzione delal repubblica
quando arrancavano i soggetit politici.
I partiti erano indietregiati, anche se il loro atteggiamento in parlamento fu il soffio prima vitale e poi mortale al governo
monti nel 2012

Nei momenti di grande armonia nazionale il presidente si ritira sul quirnale e scompare dalla scena, mentre nei momenti di
grandi tensioni può svolgere un ruolo più marcato.
Il pdrep vvenne trasformato dalla destra in un nemico: agì secondo costituzione In uan fase di fragile ricomposizione
nazionale emerse un conflitto profondo tra il testo formale di una democrazia parlamentare, al quale scalfaro si attenne, e
la costituzione materiale vagheggiata dalla destra.

Secondo questo testo virtuale, il voto per l'elezione delle camere non si limitava a scegliere la maggioranza parlamentare,
ma investiva l'indicazione del presidente del consiglio, sostituibile solo con un altro voto popolare. Con la riforma elettorale
del 2005 occorreva in effetti idnicare il cadidato a palazzo chigi, era però solo un fatto propagandistico. Non poteva infatti
derivarne alcun obbligo per il capo dello stato

Costituì per un chiaro tentativo di condizionare la liebrtà di valutazione del capo dello stato, limitandone le prerogative
costituzionali
Anche napolitano, eletto con i soli voti di sinistra nel 20016, operò fino allo sfilacciarsi della maggioranza di destra con
molta discrzione.
Alla nazione riunificata che ciampi aveva in mente, napolitano aggiunse una sorta di patnheon della repubblica

Nel 2013 le elezioni coincisero con la fine di un settennato. Il sistema dei partiti era ancora tutto in costruzione e , per
quanto uscito ammaccato dalle eleizoni, il pd ne ebbe la guida

In attesa di nuovi scenari europei i nuovi populismi cercavano di nutrire le ossesioni delle comunità pur non potendo
offrire alcuna visione realistica, pacifica e progettuale
i populismi hanno sempre annunciato una sofferenza irrisolta e irrisolvibile , producendo così disastri terrificanti,
indispensabili forse per distruggere le ossessioni.

Nell'illusione di poterle allontanare le hanno cupamente alimentate emoltiplicate. Sentimento di molti di autentica
perdita, senza alcuna opportunitò

In questo senso l'italia era divenuta, a partire dal 1994, davvero un laboratorio: dell'aspirazione riormatrice alla
ricomposizione consensuale, ma anche dei progetti dei neimici di quell'aspirazione, variegati eppure convergenti né di
destra né di sinistra
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