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LO STATO E I SUOI ELEMENTI COSTITUTIVI

Lo stato è la persona giuridica pubblica per eccellenza, lo stato è cioè l'ente pubblico dotato
della sovranità primaria, cioè del potere di imporre le proprie leggi ai suoi cittadini attraverso
l'uso legittimo della forza (es. attraverso le proprie forze di polizia e di sicurezza).

Ci sono diverse accezioni di stato che sono i seguenti:

Stato comunità: si riferisce alla comunità dei cittadini, cioè di coloro che sono legati allo
stato dal rapporto giuridico di cittadinanza;
Stato apparato: è formato da un'organizzazione particolarmente complessa formata
dagli organi costituzionali (parlamento con camera dei deputati e senato, governo=>
organo esecutivo formato da presidente dei ministri, consiglio dei ministri,
magistratura=> organo giurisdizionale, formato dai giudici).
Stato come potere giuridico: è riferito all'autorità statale che ha il potere di comando sui
propri cittadini cioè il potere di imporre ai cittadini le proprie leggi e il loro rispetto.

NASCITA DELLO STATO MODERNO

Lo stato nell'organizzazione complessa che conosciamo oggi, fondato sul principio della
separazione dei poteri (potere legislativo=> parlamento, potere esecutivo=> governo, potere
giudiziario-> magistratura) risale allo stato liberale ottocentesco e prima ancora allo stato di
diritto enunciato dal grande giurista Montesquieu, autore del famoso saggio "le spritz de lois".

Montesquieu già alla fine del 1600 affermava che lo stato giusto è solo quello che garantisce tale
separazione dei poteri e che attribuisce a ciascun organo l'indipendenza e la sovranità rispetto
agli altri organi.

Infatti se il potere giudiziario può essere condizionato dall'esecutivo, cioè se i giudici potranno
subire pressioni indebite da parte di ministri, ciò genererà ingiustizia.

Lo stato è composto dei seguenti elementi costitutivi:

L'elemento soggettivo o POPOLO;


L'elemento del territorio o oggettivo;
L'elemento spirituale o sovranità;

IL POPOLO

Il popolo è composto solo dai cittadini, cioè da coloro che sono legati allo stato dal rapporto
giuridico di cittadinanza; quindi non bisogna mai confondere il termine giuridico popolo con il
termine statistico di popolazione. Infatti fanno parte del popolo solo i cittadini e le cittadine
che hanno la cittadinanza italiana, mentre fanno parte della popolazione sia i cittadini sia gli
stranieri che non hanno la cittadinanza italiana, ma che stanno sul territorio italiano per
motivi di studio o di lavoro.

Quando periodicamente, ogni 10 anni, si fa il censimento per sapere il numero degli abitanti, si
misura la popolazione, non il popolo.

Il rapporto giuridico di cittadinanza crea nei confronti dei cittadini una serie di diritti e di doveri
reciproci.

Diritti del cittadino sono i seguenti:

- Elettorato attivo e passivo (capacità di essere eletto come rappresentante del popolo)
nelle assemblee rappresentative nazionali (parlamento) o locali (consigli comunali, regionali);

- Diritti civili, libertà personale, libertà di espressione del pensiero, libertà di riunione;

Doveri dei cittadini:

- Rispettare le leggi della repubblica e conformarsi ad esse;

- Contribuire alle spese pubbliche in base alla propria ricchezza (art.53);

IL TERRITORIO

Il territorio dello stato italiano è composto da terraferma, che è la porzione di terra emersa
compresa tra i confini naturali e artificiali; inoltre è composto dal mare territoriale, che è la
striscia di mare entro le 12 miglia marine (24km) che circondano le coste, dallo spazio aereo
sovrastante che è una colonna di atmosfera sopra la terra ferma e il mare territoriale ove
possono navigare aerei anche di diversa nazionalità, che devono essere identificati, se non di
nazionalità italiana, con codice specifico. Se un aereo non si identifica per 3 volte di seguito,
parte la procedura di abbattimento; inoltre c'è anche il sottosuolo che è la porzione di terra
compresa sotto la superficie terrestre e sotto il mare territoriale quando è possibile lo
sfruttamento delle risorse (petrolio).

Esiste poi, il cosiddetto principio di extraterritorialità; in base al quale le sedi diplomatiche e


Consolati italiani all'estero ovunque si trovino costituiscono parte del territorio italiano e al loro
interno si applicano le leggi italiane; lo stesso dicasi per le ambasciate e consolati di altre nazioni
nel nostro territorio.

Per il medesimo principio le navi militari costituiscono una porzione di territorio italiano in
qualsiasi parte del mare internazionale siano e tutti gli eventi aventi rilievo penale (furti, omicidi,
sequestri) che succedono sulla nave italiana devono essere giudicati secondo le leggi italiane . Un
po' diversa per le navi commerciali perché esse possono essere fatte oggetto di ispezione da
parte dell'autorità portuale dello stato straniero dove sono attraccate per motivi di ordine
pubblico o perché si ritiene che vi siano trasportati stupefacenti o altre merci illecite.
POPOLO E CITTADINANZA, I MODI DI ACQUISTO DELLA CITTADINANZA E LA CONDIZIONE
GIURIDICA DELLO STRANIERO

Sappiamo che il popolo è composto solo dai cittadini e dalle cittadine che sono legati allo stato
dal rapporto giuridico di cittadinanza. La cittadinanza, si acquisisce in diversi modi che non sono
uguali in tutti gli stati e che da noi sono sostanzialmente i seguenti:

ACQUISTO PER DIRITTO DI SANGUE: Si diventa cittadini italiani se si nasce da padre o da


madre cittadini italiani oppure se si nasce in territorio italiano da genitori apolidi (privo
di qualsiasi cittadinanza);
ACQUISTO PER DIRITTO DI LUOGO: è cittadino italiano chi è nato nel territorio italiano
da genitori stranieri e vi risiede legalmente da diverso tempo (vi fu una proposta di legge
in cui se studi in italia ottieni la cittadinanza italiana, questa legge non è passata per
opposizione della lega);
ACQUISTO PER ATTI SUCCESSIVI TRAMITE MATRIMONIO, ADOZIONE, DECRETO DEL
CAPO DELLO STATO, NATURALIZZAZIONE.

MATRIMONIO

Secondo questa modalità lo straniero che sposa una cittadina italiana, acquista la cittadinanza
italiana quando, dopo il matrimonio, abbia risieduto legalmente da almeno due anni in Italia,
oppure risieda in Italia continuativamente da 3 anni dopo la data del matrimonio, se ancora
risiede legalmente all'estero.

Il matrimonio deve essere vero e non simulato, i due coniugi devono esercitare i doveri e i
diritti nascenti dal negozio matrimoniale e non deve essere dichiarato falsamente con la
complicità dell'ufficiale di stato civile celebrante. Nel caso di matrimonio simulato ci sono
denunce penali a carico sia dell'ufficiale di stato civile e anche dei due coniugi.

All'atto dell'acquisizione della cittadinanza italiana la straniera non perde la cittadinanza dello
stato d'origine. Per sposarsi in italia due stranieri devono presentare determinati documenti
come l'estratto dell'atto di nascita, il certificato penale in cui il richiedente abbia vissuto in italia
a partire dai 14 anni d'età.

ADOZIONE

Il bambino straniero adottato da una coppia italiana diventa cittadino italiano in base all'art. 3
della legge 91, l'adottato acquista la cittadinanza italiana per effetto della trascrizione dei
documenti di adozione nei registri dello stato civile. Ricordiamo che il bambino adottivo è a tutti
gli effetti figlio della coppia adottante e acquista il cognome della famiglia adottante e ne
acquista anche i diritti ereditari a pieno titolo.

Per adottare un bambino straniero bisogna spendere un periodo nello stato di origine del
minorenne straniero, il che implica che i genitori devono trasferirsi nel paese di origine del
bambino per compiere una serie di pratiche burocratiche.
Se la coppia italiana invece di adottare un minorenne, decidesse di adottare un maggiorenne
straniero, quest'ultimo conserva la propria cittadinanza dello stato di origine, però entro un
anno dal riconoscimento può dichiarare di scegliere la cittadinanza italiana.

NATURALIZZAZIONE

L'acquisto della cittadinanza per la naturalizzazione, può essere rivendicata solo in presenza di
determinati requisiti previsti dalla legge; i requisiti sono i seguenti:

Presidenza legale dello straniero in Italia per un determinato periodo di tempo: per gli
stranieri che non sono cittadini di uno stato dell'UE si richiede la residenza legale per
almeno 10 anni in italia. Per gli stranieri di uno stato membro dell'UE è richiesta la
residenza legale in italia per almeno 4 anni;
Conoscenza certificata della lingua italiana (così come richiede la legge 91 del 1992); tale
conoscenza non deve essere inferiore a livello B1 del quadro europeo. Per attestare
questa conoscenza il richiedente dovrà alternativamente presentare un titolo di studio
rilasciato da un ente scolastico privato o pubblico, riconosciuto dal ministero
dell'istruzione e dal ministero degli affari esteri, oppure produrre una certificazione
rilasciata da un ente certificatore riconosciuto.

Le norme per l'acquisto della cittadinanza, in generale, sono previste da una legge molto
importante, n°91 del 1992, che si ispira prevalentemente al criterio dell'acquisto per il diritto di
sangue.

LA CONDIZIONE GIURIDICA DELLO STRANIERO E LA LEGGE BOSSI FINI E SUCCESSIVE


MODIFICHE

Per entrare legalmente nel territorio italiano se ci riferiamo a stranieri extracomunitari, vi sono
delle norme stringenti da rispettare enunciate dalla legge Bossi-Fini e regolata anche dal Testo
unico sull'immigrazione decreto legislativo n°286 del 98 più volte modificato e integrato.

Per entrare legalmente in Italia un extracomunitario DEVE avere i seguenti documenti:

∙ Visto di ingresso: viene rilasciato all'extracom che è dotato di passaporto o altro


documento d'identità valido emesso dallo stato di origine, altrimenti è irregolare e viene
messo in un centro temporaneo;
∙ Permesso di soggiorno: (che può avere diversa durata e motivazione e viene rilasciato
dalla questura se l’extracomunitario presenta un contratto di lavoro regolare nel nostro
paese) il permesso di soggiorno può essere anche temporaneo e può essere rilasciato
anche per motivi di studio o anche allo straniero che vuole sottrarsi allo sfruttamento
operato da organizzazioni criminali e voglia collaborare con le forze dell'ordine e con
l'autorità giudiziaria (questo può essere rilasciato anche agli extracomunitari irregolari).
Lo straniero extracomunitario che abbia regolarmente soggiornato e vissuto legalmente
in italia per almeno 5 anni e che dimostri di avere un reddito sufficiente a mantenere se
stesso e la sua famiglia nonché un alloggio idoneo, può chiedere il permesso di
soggiorno di lunga durata in base a una direttiva dell'UE del 2003.
∙ La carta di soggiorno: l’extracomunitario che risiede legalmente in italia da almeno 5
anni ha diritto ad avere la carta di soggiorno che fornisce a lui e alla sua famiglia dei
servizi amministrativi molto importanti tra i quali anche i servizi sanitari (può andare a
farsi curare al pari dei cittadini italiani).

- A quale regime giuridico sono soggetti gli stranieri che si trovano sul territorio italiano?

Il nostro ordinamento giuridico riconosce a chiunque la titolarità dei diritti umani fondamentali
(diritto alla vita, dignità personale, al nome, all'integrità fisica); invece per quanto riguarda i
diritti politici (diritto di voto), essi spettano solo ai cittadini italiani.

IL DIRITTO DI ASILO E IL SUO SIGNIFICATO

Il diritto di asilo è una forma di ospitalità accordata allo straniero secondo quanto dice e prevede
la nostra costituzione all'art.10 comma 3, che prevede questo: "lo straniero, al quale sia
impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche, garantite dalla
costituzione italiana, ha diritto di asilo nel territorio della repubblica secondo le condizioni
stabilite dalla legge".

- Come funziona il diritto di asilo in italia?

Il richiedente asilo deve presentare una richiesta o domanda di protezione internazionale alla
questura o alla polizia di frontiera. Successivamente interviene il Dipartimento di Protezione
delle libertà civili e dell'immigrazione, che fa parte del ministero dell'interno, il quale dovrà
esaminare la domanda. Le domande vengono poi analizzate da una commissione territoriale per
il riconoscimento della protezione internazionale e si procede anche ad un'intervista con la
presenza di un interprete e si analizza ulteriormente la posizione del richiedente asilo per
potergli concedere la protezione.

- Chi può beneficiare del diritto di asilo?

Può chiedere il diritto di asilo lo straniero che sia perseguitato nel suo paese di origine per
motivi di razza, religione, nazionalità, o appartenenza ad un determinato gruppo sociale
minoritario. Lo status di rifugiato protetto quindi è quello che corrisponde alla definizione
stabilita dalla Convenzione di Ginevra.

- Qual'è la situazione attuale nei centri di accoglienza dei richiedenti asilo?

Caotica e molto difficile perchè si sono moltiplicati questi centri di accoglienza detti "Cara", dove
c'è un affollamento eccezionale e i controlli sono sporadici.

- Che differenza c'è tra etnia, nazionalità e cittadinanza?


Quando parliamo di etnia, intendiamo un gruppo sociale di antica formazione i cui componenti
hanno sviluppato nei secoli dei fattori comuni come una lingua, una religione, una tradizione e
una memoria storica.

Con il termine nazione e nazionalità indichiamo un popolo che ha superato le antiche divisioni
etniche e ha saputo trovare una propria identità e unità. Quindi la nazionalità è l'appartenenza
ad un gruppo sociale che può essere composto anche da differenti etnie, ma che è unificato da
un'identità storica comune e dal riconoscimento di un'autorità politica comune.

Cittadinanza significa appartenenza ad uno stato perché legato ad esso dal rapporto giuridico di
cittadinanza che crea tra cittadino e stato dei reciproci diritti e doveri.

LA NASCITA DELLO STATO MODERNO E LE SUE TAPPE STORICHE

Tra i secoli XV e il secolo XVII si formò progressivamente e si consolidò in EU un modello di stato


accentrato e di organizzazione politica strutturata che va sotto il nome di stato moderno. Lo
stato moderno nasce come la concentrazione del potere nelle mani di un sovrano che riusciva
finalmente a contrastare le pretese di conquista del potere da parte di nobili.

Quindi il primo atto di nascita dello stato moderno si fa risalire alla nascita della monarchia, in
particolare della monarchia assoluta.

Il potere del sovrano diventava un potere universale e assistiamo quindi per la prima volta alla
spersonalizzazione del potere, cioè, in pratica spersonalizzazione significa che il re viene a
coincidere con il significato stesso dello stato.

Infatti il re era la somma di tutti i poteri che rappresentavano lo stato. Questo processo conduce
alla nascita dell'idea astratta di stato, perché il re è il primo servitore dello stato.

Ricordiamo che già nel 1500 uno scrittore francese Jean Bodin, uno dei principali teorici dello
stato, scriveva questo "la sovranità è il potere di fare le leggi e di farle rispettare, questo
caratterizza il principe che a differenza di tutti gli altri fa le leggi ma non è soggetto alle leggi".

Una delle figure più importanti di sovrano assoluto è il re Luigi XIV detto re sole, a cui si deve la
costruzione della reggia di Versailles.

monarchia assoluta: significa che il monarca ha concentrati tutti e tre i poteri nelle sue mani.

Luigi XIV fu ricordato anche perchè fondò o costituì un apparato amministrativo della monarchia
assoluta basato su una struttura piramidale, con al vertice sovrano, al secondo gradone il clero e
i nobili, e in fondo il terzo stato e i borghesi.
EVOLUZIONE DELLA MONARCHIA, DALLA MONARCHIA ASSOLUTA ALLA MONARCHIA
COSTITUZIONALE E ALLO STATO LIBERALE

Il ruolo centrale della borghesia che rivendicava diritti politici e di partecipazione al potere
esplode in Francia nel 1789 con la rivoluzione francese. In quanto classe produttrice di ricchezza
la borghesia si considerava a ragione, una spina dorsale dello stato, ma fino a quel momento
essa non aveva avuto alcuna partecipazione nella gestione del potere politico.

Dalla francia con la rivoluzione francese il messaggio di uguaglianza e di libertà, con la fine dei
privilegi di classe e di nascita si diffonde rapidamente in tutta europa per 50/60 anni e da origine
nell'800 alle cosiddette rivoluzioni liberali e ai moti rivoluzionari che volevano l'abbattimento
delle monarchie assolute. I moti rivoluzionari volevano e pretendevano la concessione di
costituzioni scritte che sancisce i diritti di libertà del cittadino nei confronti dello stato e del
potere costituito.

In EU e in particolare in Italia, dal 1848 la monarchia si induce a concedere una carta


costituzionale scritta all'interno della quale veniva solennemente proclamati i diritti di libertà del
cittadino. Lo statuto albertino è appunto la prima costituzione scritta dello stato italiano come
stato monarchico retto dall'allora re Carlo Alberto I di Savoia. Carlo alberto I rimaneva
ovviamente re e sovrano e deteneva le redini del potere ma concedendo i diritti di libertà e le
libertà civili, si poneva al riparo da una rivoluzione che voleva rovesciare la monarchia.

Lo statuto albertino ha 3 caratteristiche fondamentali:

1) E' UNA COSTITUZIONE BREVE;

2) E' UNA COSTITUZIONE CONCESSA E NON VOTATA DAL POPOLO;

3) E' UNA COSTITUZIONE FLESSIBILE, i suoi articoli potevano essere cambiati con una semplice
legge ordinaria.

Lo statuto albertino si basa anche sul fondamentale principio della separazione dei poteri.

Lo stato liberale ottocentesco era uno stato di diritti, nel quale tutti i cittadini erano sottoposti
alla legge, compreso il governante, ma questo modello di stato non realizzava ancora a pieno la
democrazia, perchè era uno stato elitario. Dopo aver sconfitto l'assolutismo monarchico la
borghesia aveva cercato di escludere il popolo dalla gestione del potere politico. La borghesia
inoltre aveva limitato quei diritti di libertà che erano stati alla base della rivoluzione francese e
liberale, come il diritto di voto, infatti lo aveva solo a chi possedeva un reddito molto elevato. Se
i proprietari sono solo i proprietari, solo loro sono in grado di operare per il bene comune.

Lo stato liberal democratico è uno stato fondato sui principi di legalità e libertà nel quale
trovano applicazione: riconoscimento del diritto di voto a tutti, riconoscimento del pluralismo
politico, libertà di associazione e riunione. Lo stato liberale è un passo avanti allo stato liberale
puro, anche detto elitario.
LO STATO SOCIALE

- Cos'è, e quali sono i capisaldi dello stato sociale?

Dalla metà del 1900 lo stato liberal democratico ha fatto un altro passo avanti e andò
assumendo i connotati dello stato sociale.

LO STATO SOCIALE E' UN SISTEMA NEL QUALE DEVONO ESSERE GARANTITI A TUTTI I CITTADINI
UN LIVELLO MINIMO DI BENESSERE ATTRAVERSO L'EROGAZIONE DEI SERVIZI PUBBLICI
ADEGUATI E ATTRAVERSO EFFICACI FORME DI ASSISTENZA SOCIALE E PREVIDENZA SOCIALE.

Lo stato sociale realizza pienamente l'uguaglianza sostanziale; l'uguaglianza sostanziale in Italia,


appunto uno stato sociale, viene proclamata nell'art 3 2° comma della costituzione.
Uguaglianza sociale vuole dire questo: la repubblica con le proprie leggi deve abbattere tutte le
barriere di tipo economico o sociale che impediscano alle persone più deboli di avere gli stessi
diritti degli altri (persone colpite da handicap, donne, anziani).

Karl Marx's vissuto tra il 1818 e il 1884 scrisse un' opera fondamentale "il capitale", poneva i
presupposti e il punto di arrivo di una concezione marxiana dello stato, la storia
nell'interpretazione marxiana è scandita dalla lotta tra le classi sociali e quindi tra borghesia e
proletariato. Secondo Marxs bisognava, da parte del proletariato, portare avanti una lotta di
classe senza tregua nei confronti della borghesia che si prendeva una parte del profitto. I
borghesi hanno modo di averla vinta sempre contro il proletariato perché lo stato con le forze
dell'ordine li sostiene, quindi lo stato è dalla parte dei borghesi.

Il proletariato sarà sempre schiacciato se non prende coscienza della propria forza data dalla
massa di persone.

- Come immaginava marxs che si sarebbe superata la divisione per classi sociali tra borghesi e il
proletariato?

Marxs e Engels ritenevano che essendo il sistema produttivo già avanzato perchè la seconda
rivoluzione industriale era iniziata da un bel po' e le masse operaie andavano ad operare nelle
fabbriche, se il prodotto del lavoro fosse stato destinato tutto ai lavoratori, tutti sarebbero stati
soddisfatti. Ma purtroppo gli imprenditori borghesi espropriano i lavoratori di una parte
sostanziale del loro lavoro tenendoli legati alla fabbrica come schiavi, costringendoli ad
accontentarsi di salari indegni, per mantenere se stessi e le proprie famiglie.

Secondo Marxs quindi non si doveva più permettere che la proprietà degli strumenti della
produzione fosse dei borghesi. Essa secondo marxs doveva andare allo stato. Quindi eliminato
l'aspetto speculativo dell'imprenditore borghese che cerca di stra guadagnare alle spalle dei
lavoratori, non sarebbe più stato necessario utilizzare il lavoratore come uno schiavo fino
all'esaurimento delle sue forze.
Marxs si poneva una domanda: ma se noi immaginiamo un'organizzazione sociale nella quale
l'essere umano è liberato dal bisogno? e non ci sono più classi dominanti a cosa serve lo stato
repressivo? A NIENTE e quindi marxs diceva " io immagino uno stato che non esiste come
apparato repressivo".

Proletario è chi indica che può dare sul mercato solo la manodopera non specializzata

LA DITTATURA

- Cos'è una dittatura?

Significa accentramento dei poteri in un solo organo, la dittatura per conservare se stessa
reprime ogni forma di dissenso eliminando innanzitutto le libertà democratiche (questo è
successo con la dittatura fascita, che con le leggi fascistissime del 1925 soppresse la libertà di
espressione del pensiero, la libertà di riunione e associazione e l'esistenza di tutti i partiti).

In Italia la dittatura fascista si realizzò:

Concentrando la maggior parte del potere politico nella figura del capo del governo (il
cavalier mussolini);
Ponendo fuori legge i partiti politici e i sindacati tranne il partito nazionale fascista;
Limitando e comprimendo con la forza ogni forma di manifestazione del pensiero che
non fosse allineata con il partito fascista;
Eliminando ogni forma di pluralismo culturale; il fascismo per esempio basava la sua
forza sulla propaganda fascista e sull'idea di rendere grande l'italia come era stata
all'epoca dell'impero romano; infatti nelle scuole elementari i ragazzi erano già
indottrinati alla cultura fascista, obbligandoli a indossare divise e obbligandoli al sabato
fascista, tutto per consentire solo un pensiero unico che vedeva nel duce la luce.

I PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA COSTITUZIONE

PRINCIPIO DEMOCRATICO : il popolo partecipa alle scelte politiche eleggendo i propri


rappresentanti, presentando al Parlamento leggi di iniziativa popolare, promuovendo
referendum e presentando petizioni.La Costituzione, nell'affermare che la sovranità appartiene
al popolo, stabilisce che il potere politico deve derivare da libera competizione tra tutte le
componenti sociali; ciò comporta la possibilità di creare partiti politici, la protezione della
minoranza dal potere della maggioranza, la possibilità per le minoranze di diventare
maggioranza, la libertà di opinioni e di accesso al dibattito politico.
PRINCIPIO LAVORISTA : il progresso sociale è basato sulle capacità lavorative degli individui, sia
manuali che intellettuali e non all'appartenenza a censi privilegiati come in passato( clero,
nobiltà).Il lavoro non solo è fonte di sostentamento, ma è strumento di formazione e
individuazione della persona; esso va tutelato e promosso, soprattutto in periodi di crisi .

Art 2 Costituzione Italiana


Lo stato deve riconoscere e rispettare le libertà che nascono insieme all'essere umano come: il
diritto alla dignità personale, il diritto alla vita, il diritto all'integrità fisica, il diritto
all'espressione.

"la repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo"

- Diritti civili: Si riferiscono alla sfera privata e alla sfera intersociale dell'individuo, la possibilità di
entrare in contatto senza interferenze da parte dello stato: libertà di associazione e riunione (17-
18 cost), libertà di manifestazione di pensiero, di stampa, divieto della censura della stampa(art
21);

- Diritti economici: Si riferiscono alla possibilità degli individui di intraprendere attività


economiche, lavorare, risparmiare, in cui lo stato non deve tassare eccessivamente il risparmio;
il diritto fondamentale è il diritto di proprietà (art 41);

- Diritti politici: Diritto al voto, per le cittadine e cittadini maggiorenni, per eleggere la camera dei
deputati; diritto di associarsi in associazioni quali partiti politici, e di crearne di nuovi;

- Diritti sociali: Avere condizioni di vita dignitose, un lavoro, l'assistenza sanitaria, un reddito
minimo, una pensione, una casa.

Art 1 Costituzione Italiana

La sovranità appartiene al popolo, detiene il potere, attraverso il suffragio universale, con il


quale hanno il diritto di eleggere liberamente i propri rappresentanti alla camera e al senato,
non solo la nella democrazia in forma indiretta ma anche in quella in forma diretta (cioè di
partecipare ai referendum popolari e partecipare alla proposta di leggi e iniziativa popolare.)

Quando ci riferiamo al termine democrazia intendiamo "governo del popolo".

- Quali sono i presupposti di una democrazia?

Il dialogo tra i partiti della maggioranza e dell'opposizione , il pluralismo, il confronto libero delle
opinioni, il fatto che nessuno viene escluso dall'agone politico (battaglia politica, confronto tra i
partiti), la maggioranza vincola la minoranza.

Un sistema elettorale è stato quello proporzionale.

ARTICOLO 3 COSTITUZIONE ITALIANA

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di
sesso di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E`
inoltre compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che,
limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della
persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica,
economica e sociale.
Uguaglianza formale
L'uguaglianza formale prevede l'uguaglianza di tutti di fronte alla legge e la parità dei diritti. Il
principio di uguaglianza formale è così enunciato della Costituzione al primo comma dell'articolo
3: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione
di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali."
L'espressione "uguaglianza davanti alla legge ha due significati:

1) La legge è uguale per tutti;

2)La legge non deve operare discriminazioni.

L'articolo 3 la tua situazione vieta e discriminazioni basate su lo stesso sulla ragazza sulla lingua
sulla religione sulle opinioni pubbliche e sulle condizioni personali e sociali in questo modo
all'articolo 3 formulae clericale generale secondo Come forma di discriminazione tra cittadini
Possono essere all'archea della Corte costituzionale

Uguaglianza sostanziale

Non basta attribuire uguali diritti, bisogna fare in modo che sia eliminato lo svantaggio delle
persone più deboli. Per ottenere questo risultato lo Stato deve favorire la parità di condizioni
economiche e sociali, ossia l'uguaglianza sostanziale.

Il principio di uguaglianza sostanziale e accolto dalla costituzione nel secondo comma


dell'articolo 3 afferma è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e
sociale che limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini impediscono il pieno sviluppo
della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica
economica e sociale del paese In altre parole in principio di uguaglianza formale impone di
trattare tutti allo stesso modo il principio di uguaglianza sostanziale in poi devi trattare in modo
diverso le persone più deboli più svantaggiate o più bisognose di protezione

ART 4 COSTITUZIONE
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che
rendano effettivo questo diritto.Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie
possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o
spirituale della società.
3 modelli dello stato utilizzati per gestire il sistema della salute pubblica :
1) UTILITARISTICO o paternalistico —> prende spunto dall’idea welfarista = io come
stato pongo a te come cittadino dei limiti alla tua potenziale libertà.
2) LIBERTARIO o liberista —> lo stato non interviene quando il cittadino ha condotto
una vita eccessivamente libertina è di conseguenza si è ammalato per colpa di quei
comportamenti.
3) MODELLO MISTO adottato nella teoria pronunciato dal dottor Veronesi —> che dice che le
società liberali possono pagare un prezzo per le libertà liberali senza limitarle in modo
significativo; modello teorico messo in crisi dal discorso delle 3T (ticket /tasse / tagli alle
spese pubbliche)
IL PARLAMENTO E LA SUA STRUTTURA
Il parlamento è l'organo titolare del potere legislativo (potere di discutere ed approvare le leggi
ordinarie secondo il procedimento previsto dagli articoli 70-71-72-73-74) ed è composto da due
camere: camera del senato (sede a roma nel palazzo madama), camera dei deputati (sede a
roma palazzo montecitorio). Il parlamento dà o concede la fiducia al governo.
Il governo è l'organo parlamentare che detiene la funzione esecutiva, esso è composto dal
consiglio dei ministri, presidente del consiglio e dai ministri.

Elettorato attivo e passivo


Per camera dei deputati e senato della repubblica.
Camera dei deputati: elettorato attivo, possono essere eletti cittadini che abbiano:
a) cittadini/e maggiorenni che hanno compiuto 18 anni;
b) assenza di cause che presentano impossibilità.

Elettorato passivo: possono essere eletti come deputati cittadini e cittadine italiane che abbiano
compiuto almeno 25 anni e che godano dei diritti civili e politici
Il voto è: segreto, personale.

LA CAMERA E IL SENATO

Il parlamento italiano si compone di due camere:


-la camera dei deputati, formata da 630 deputati elettivi;
- Il senato della repubblica, formato da 315 senatori elettivi e da un piccolo numero di senatori a
vita.

Il parlamento italiano è quindi un parlamento bicamerale. le due camere si riuniscono sempre


separatamente (tranne in alcuni casi).
Ogni decisione del parlamento deve ottenere separatamente, l’approvazione di ciascuna
camera. Le due camere hanno gli stessi poteri e svolgono le stesse funzioni: questo tipo di
bicameralismo viene detto paritario.
Negli stati federali:
-La prima camera rappresenta l’insieme degli elettori;
-La seconda camera rappresenta i singoli stati federali.

Anche negli stati non federali il bicameralismo ha quasi sempre carattere differenziato:
- La prima camera è eletta a suffragio universale diretto ed è dotata di maggiori poteri;
- La seconda camera svolge in prevalenza funzioni ausiliarie o integrative rispetto alla
prima e non è mai quasi eletta dal corpo elettorale.
Forma di governo presidenziale
I cittadini eleggono sia il parlamento sia il governo.
Il presidente, che è il capo del governo, è eletto direttamente dai cittadini; quindi i cittadini
scelgono direttamente da chi vogliono essere governati.
La stabilità del governo è garantita.
Il presidente resta in carica per un periodo di tempo prefissato e non può essere costretto alle
dimissioni. Può quindi contare su un periodo di tempo certo per realizzare il suo programma
politico.
Sono possibili contrapposizioni tra il presidente il parlamento.
Poiché sia il presidente che il parlamento sono eletti direttamente dal popolo in momenti
diversi, può accadere che essi siano espressione di orientamenti politici contrapposti.

Forma di governo parlamentare


I cittadini eleggono il parlamento, ma non il governo.
I cittadini si limitano a scegliere i loro rappresentanti al parlamento, che poi si accorderanno tra
di loro su quale governo formare.
La stabilità di governo non è garantita.
Il Governo è esposto al mutamento delle maggioranze parlamentari e ciò può favorire il
verificarsi di crisi di governo. Il problema è più acuto quando i partiti sono numerosi e non sono
in grado di formare coalizioni stabili.
Le contrapposizioni tra governo e parlamento sono molto improbabili.
Il governo deriva dal parlamento e quindi i due organi sono espressione della stessa
maggioranza politica.

I PARLAMENTARI

Tutti i cittadini che hanno il diritto di voto possono presentarsi candidati e quindi essere eletti al
parlamento: devono aver compiuto 25 anni per essere eletti Deputati e 40 anni per essere eletti
senatori.

Il divieto di mandato imperativo


I parlamentari ossia i deputati e i senatori sono i rappresentanti del Popolo. Come abbiamo visto
infatti in una democrazia rappresentativa il popolo non esercita la sua sovranità direttamente
ma indirettamente attraverso i propri rappresentanti, che sono appunto i membri del
Parlamento.
Ogni parlamentare deve infatti la sua elezione al partito che ha deciso di presentarlo alle
elezioni, ai gruppi di interesse che lo hanno appoggiato e ai cittadini del proprio collegio che lo
hanno eletto e sarà fortemente tentato di ricompensare l'uno e gli altri per garantirsi la
rielezione. Per contrastare tale tendenza la Costituzione ha stabilito all'articolo 67 il principio del
divieto di mandato imperativo: “ogni membro del parlamento rappresenta la nazione ed
esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”.
Da questo principio per i parlamentari discendono alcune importanti conseguenze:
- non sono revocabili in alcun caso dagli elettori;
- sono liberi di assumere il parlamento posizioni diverse da quelle sostenute nella
campagna elettorale;
- se un parlamentare abbandona il partito nel quale è stato eletto rimane egualmente
membro del parlamento fino al termine del suo mandato.

LE IMMUNITÀ PARLAMENTARI

Per svolgere il loro compito con la massima Indipendenza i parlamentari sono dotati di una
speciale protezione giuridica che non spetta a nessun altro cittadino: l'immunità parlamentare
(articolo 68 Costituzione).
lo scopo di questa protezione è quello di permettere loro di agire in piena Libertà al riparo dalle
pressioni del potere esecutivo dei giudici e della polizia. In particolare i deputati e i senatori:
- Possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse nell'esercizio delle loro
funzioni;
- Non possono essere arrestati o comunque soggetti ad altre forme di limitazione della
libertà personale senza l'autorizzazione della camera a cui appartengono. La camera
prima di dare l'autorizzazione accerta che l’arresto non sia stato chiesto per ragioni di
persecuzione politica.

L’indennità
i membri del Parlamento ricevono un'indennità stabilita per legge.

L’ORGANIZZAZIONE E IL FUNZIONAMENTO DEL PARLAMENTO

La principale divisione che si forma in Parlamento è quella tra la maggioranza e l'opposizione. I


Parlamentari della maggioranza appoggiano il governo. I Parlamentari dell'opposizione lo
contrastano.
Ciascuna camera elegge un presidente che dirige la discussione mette in votazione le
deliberazioni e ne proclama i risultati.
Perché la deliberazione di una camera sia valida basta la maggioranza dei parlamentari presenti
in aula In quel momento. La maggioranza semplice è sufficiente per approvare le leggi.
In altri casi invece è prevista una maggioranza qualificata: per esempio la maggioranza assoluta
o la maggioranza dei due terzi.
LE FUNZIONI DEL PARLAMENTO

Il Parlamento svolge tre funzioni fondamentali: fa le leggi, Controlla il governo, elegge gli organi
di garanzia.
● Fa le leggi: la funzione legislativa spetta esclusivamente al parlamento Nel senso che un
atto normativo assume il nome di legge soltanto se approvata dal Parlamento.
● Controlla il governo: il governo può governare soltanto se ha la fiducia del Parlamento e
finché tale fiducia permane. Al momento della sua formazione, il governo deve infatti
presentare il proprio programma politico al parlamento, che lo approva con la mozione
della fiducia.
● Elegge gli organi di garanzia : ci sono organi dello stato che devono dare garanzia di
imparzialità. La costituzione affida la scelta di tali persone al parlamento in seduta
comune e prescrive maggioranze particolarmente elevate, in modo che anche
l’opposizione sia presente nella scelta.

La camera e il senato (versione mary)


Con il referendum costituzionale di settembre 2020 il numero dei componenti della camera dei
deputati è stato ridotto da 630 a 400 e il numero di senatori da 315 a 200.
Come si diventa parlamentari: il nostro ordinamento qualsiasi cittadino maggiorenne uomo o
donna che possieda i requisiti richiesti dalla legge e che non si sia stato privato dell'elettorato
passivo può candidarsi nelle liste di un partito. Questa persona si candiderà nelle liste di un
partito che corrisponde all'idea e all'ideologia preferita.
Se questa persona riceve un sufficiente numero di voti potrà essere eletto deputato o senatore.
Per fare politica bisogna ovviamente fare politica attiva, ovvero cominciare ad aderire a
movimenti e a manifestazioni collettive e poi "scalare", attraverso una frequenza dei congressi
del partito, le gerarchie interne del partito.
Esistono però nel nostro ordinamento delle cause di incompatibilità, altre cause di
incandidabilità e altre cause ancora di ineleggibilità.
Quali sono le cause di incompatibilità x espressa disposizione costituzionale:

a. Il presidente della repubblica non può candidarsi come deputato o senatore;

b. un giudice che fa parte della Corte costituzionale non può candidarsi secondo l'art
135 a deputato o senatore;

c. non può candidarsi un componente del consiglio superiore della magistratura


secondo quanto dice l'art 104 della costituzione;
N.B. Nessuno può essere contemporaneamente deputato e senatore.

LA LIBERTÀ PERSONALE

La costituzione italiana definisce il diritto alla libertà personale inviolabile: ciò significa che non
può essere in alcun modo soppresso.
E’ una libertà che riguarda tutti: anche gli stranieri che si trovano in Italia hanno diritto al
rispetto della loro libertà personale. Ciò non significa che una persona non possa mai essere
arrestata, ma che può esserlo solo quando ricorrono specifiche circostanze indicate dalla
costituzione. Per evitare che le autorità abusino del loro potere essa infatti fissa due tipi di
garanzie: la riserva di legge e la riserva di giurisdizione.
Secondo il principio della riserva di legge, l’arresto può essere effettuato solo nei casi e nei
modi previsti dalla legge (art 13 c. 2). Ciò costituisce una duplice garanzia:
- il potere di stabilire i casi in cui la libertà personale può essere limitata è affidata al
parlamento.
- Gli individui possono contare sull'esistenza di norme generali che essi hanno
l’opportunità di conoscere e quindi sono nella condizione di subire trattamenti
discriminatori o di essere arrestati dalle autorità pubbliche in modo arbitrario.
Riserva di giurisdizione
Secondo il principio della riserva di giurisdizione, l’arresto può essere effettuato solo per atto
motivato dall’autorità giudiziaria. In altre parole solo il giudice può disporre l’arresto di una
persona. L’agente di polizia può fermare una persona soltanto se ha preventivamente ricevuto
dal giudice un ordine d’arresto. In casi eccezionali l’agente di polizia può procedere all’arresto di
sua iniziativa, ma deve informare entro 48 ore il giudice deve provvedere a convalidare la
decisione della polizia.
Art 27 c.2 cost “ L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”.

SISTEMI ELETTORALI
esistono molti sistemi elettorali che danno però effetti molto diversi. Il sistema elettorale è un
meccanismo giuridico che traduce i voti emessi dai cittadini in seggi cioè in osti al parlamento.

ELEGGERE UN CARICA INDIVIDUALE

Per esempio l’elezione del sindaco di un comune , in questo caso bisogna scegliere una persona
tra più candidati e in questo caso vi si può scegliere tra 2 regole diverse:
- la regola della maggioranza relativa —> in base alla quale vince il candidato che ottiene più
voti degli altri anche se la sua percentuale non supera il 50% dei voti.
- La regola della maggioranza assoluta —> in base alla quale il candidato per poter vincere
deve ottenere + del 50% dei voti. Se invece si ritiene che la maggioranza relativa non sia
sufficiente e sia necessaria la maggioranza assoluta , si deve procedere attraverso 2 elezioni
diverse , ovvero attraverso due turni elettorali . Se al 1^turno nessun candidato riceve la
maggioranza assoluta dei voti , si tiene un 2^turno detto ballottaggio a cui parteciperanno
soltanto i due candidati più votati durante il 1^turno. Di conseguenza uno dei due otterrà la
maggioranza assoluta e sarà quindi eletto.

ELEGGERE UN’ASSEMBLEA

Ora consideriamo il caso dell’elezione di un’assemblea rappresentativa composta da centinaia


di rappresentanti; per es. la camera dei deputati che scendo composta da 630 deputati bisogna
quindi scegliere 630 persone da eleggere in parlamento.
Attualmente gli stati democratici usano una grande varietà di sistemi elettorali e possono essere
ricondotti a 2 tipi fondamentali:
- i sistemi elettorali proporzionali —> in questo sistema gli elettori
votano 1 partito , si sommano i voti ottenuti da ciascun partito e a ognuno si attribuisce un
numero di seggi proporzionale ai voti ricevuti. Questo sistema offre una rappresentanza
piena e fedele delle diverse correnti politiche presenti nella società; se i partiti sono
numerosi probabilmente nessuno riuscirebbe a conquistare la maggioranza dei seggi in
parlamento quindi il governo dovrà essere formato da coalizioni di partiti diversi.
- I sistemi elettorali maggioritari —> sono sistemi che alterano le preferenze degli elettori in
modo da ridurre il numero dei partiti presenti in parlamento e favorire così l’emergere di
una maggioranza stabile . Il sistema più diffuso è quello basato su collegi uninominali ,
dove ogni deputato è eletto separatamente dagli altri e a questo fine il territorio del paese
è suddiviso in tante aree geografiche quanti sono i deputati da eleggere.
L’elezione si può svolgere in un turno unico (dove chi ottiene più voti viene eletto anche se non
ha la maggioranza assoluta) o con un doppio turno ( dove se al primo turno nessun candidato
ottiene a maggioranza assoluta , si procede a un secondo turno detto ballottaggio tra i candidati
più votati nel turno precedente).
Anche i sistemi proporzionali possono essere modificati o corretti per ottenere effetto di tipo
maggioritario; e i due principali meccanismi correttivi sono:
- lo sbarramento = dove entrano in parlamento solo i partiti che superano una certa
percentuale di voti mentre i partiti che rimangono al di sotto di quella soglia non ottengono
neanche un seggio.
- Il premio di maggioranza = nella quale il partito che ottiene la maggioranza relativa (ossia più
voti dagli altri ) riceve un certo numero di deputati in più che gli consente di avere
comunque la maggioranza assoluta dei seggi.
I sistemi elettorali non sono neutrali , essi condizionano limitano e manipolano le scelte degli
elettori e influiscono sul sistema dei partiti. I 2 sistemi presentano vantaggi e svantaggi; ad es. il
sistema proporzionale favorisce la rappresentatività del parlamento a scapito della
governabilità ma permette la frammentazione dei partiti non determina quindi la composizione
del governo e non ne garantisce la stabilità ; mentre il sistema maggioritario invece favorisce
viceversa la governabilità a scapito della rappresentatività del parlamento ma lascia però
numerosi cittadini senza propri rappresentanti in parlamento.
LE ELEZIONI IN ITALIA : esistono vari organi che vengono eletti direttamente dal popolo a cui
corrispondono 4 tipi diversi di elezioni.
• A livello nazionale l’unico organo eletto direttamente dai cittadini è il parlamento che si
compone di 2 camere ( la camera dei deputati e il senato della repubblica)
• A livello regionale sono eletti direttamente dai cittadini sia il presidente della regione sia il
consiglio regionale.

• A livello comunale sono eletti direttamente dai cittadini sia il sindaco sia il consiglio comunale
e nelle grandi città anche i consigli di circoscrizione
• A livello europeo l’unico organo eletto direttamente dal popolo è il parlamento europeo.
Tutte le elezioni ritengono ogni 5 anni; e le regole elettorali sono stabilite per legge dal
parlamento.
Nelle elezioni politiche nazionali si sono alternati 3 diversi sistemi elettorali: un sistema
proporzionale nella cosiddetta prima repubblica, un sistema misto nella 1^fase della seconda
repubblica e infine un sistema proporzionale corretto con sbarramento e premi di
maggioranza.
Nel 2017 è stata approvata la nuova legge elettorale detta ROSATELLUM che configura un
sistema elettorale misto a separazione completa; ciò significa che per entrambe le camere il
37% dei seggi sono assegnati con sistema maggioritario a turno unico in altrettanti collegi
uninominali , il 61% dei seggi sono ripartiti proporzionalmente tra le coalizioni e le singole liste
che abbiano superato le soglie di sbarramento stabilite e infine il 2% dei seggi è destinato al
voto degli italiani residenti all’estero.

I GRUPPI PARLAMENTARI

Che cosa sono i gruppi parlamentari alla camera dei deputati e anche al senato?
Il regolamento della camera dei deputati prevede che ciascun deputato eletto debba
appartenere a un gruppo parlamentare; tutti i deputati e tutti i senatori di ciascun partito
all’interno e della camera dei deputati e del senato, formano un gruppo parlamentare.
Quindi di solito i gruppi parlamentari corrispondo ai partiti o movimenti politici esistenti nel
paese e rappresentati alla Camera.
Come sono disposti i gruppi parlamentari nelle camere?
I gruppi parlamentari si siedono nell’emiciclo dell’aula della camera deputati e rispettivamente
del senato dalla sinistra fino al centro e fino alla destra del presidente, a seconda del loro
orientamento politico (quindi la consuetudine nel nostro linguaggio di usare termini come
“sinistra” “centro” “destra” serve a identificare una parte politica e deriva proprio dalle
rispettive posizioni assunte all’interno della camera).
Se un deputato o un senatore per insanabili dissidi o diversità di opinioni con il suo partito viene
espulso va a confluire nel cosiddetto gruppo misto presente sia nella camera dei deputati sia
nella camera del senato dove confluiscono i deputati e senatori espulsi.
LE COMMISSIONI PERMANENTI

Le commissioni permanenti sono costituite sia all’interno della camera dei deputati sia
all’interno della camera del senato, esse sono molto importanti per quanto riguarda la
discussione e l'approvazione per le proposte e i progetti di legge ordinarie. Esse costituiscono le
sedi specializzate per affrontare la discussione relativa ad una proposta di legge perché al loro
interno le proposte di legge vengono analizzate articolo per articolo e se ne verifica la fattibilità
concreta.
All’interno delle commissioni permanenti ci sono non più di 10-15 componenti permanenti.
Ognuna di queste commissioni permanenti è specializzata in una particolare materia; Per
esempio la commissione permanente in materia di sanità pubblica esamina le proposte di legge
in materia di modifica del servizio sanitario nazionale. La commissione permanente in materia di
Affari costituzionali esamina le proposte di modifica al testo costituzionale ecc.
In totale in ciascuna delle due camere le commissioni sono almeno 13 se non 14 e vengono
designate con un numero romano ordinale.
Le commissioni permanenti possono agire in due sedi:
a) Commissione permanente in sede referente;
b) Commissione permanente in sede deliberante;
Esistono poi, anche le Commissioni bicamerali: le commissioni bicamerali sono formate sia da
deputati sia da senatori e le più importanti in assoluto sono le commissioni di inchiesta
parlamentari le quali svolgono indagini su problemi gravi di rilevanza sociale (per esempio la
commissione bicamerale di inchiesta antimafia, che ha collaborato al fenomeno e ai suoi
collegamenti alla politica).
Le commissioni permanenti possono agire secondo alcune tipologie di attività in base al
regolamento della camera. esse possono cioè agire in 4 sedi:
a) in sede referente: esse agiscono in tale sede quando discutono una proposta di legge
articolo per articolo prima che essa venga passata nell'aula plenaria. Per esempio la
commissione permanente istruzione esamina una proposta di legge e la discute articolo
per articolo per poter favorire la discussione in aula plenaria;
b) può anche agire in sede consultiva: in questo caso la commissione permanente è
chiamata solo ad esprimere un parere su un disegno di legge ma non ne deve discutere;
c) può agire anche in alternativa in sede deliberante: in questo caso la commissione
permanente non solo deve discutere la proposta o il progetto di legge ma lo deve anche
approvare, cioè dopo che il progetto di legge è stato approvato dalla commissione, non
deve più passare in aula plenaria, perché è stato già approvato dalla commissione
permanente;
d) la commissione può agire in sede redigente: in questo caso la commissione non solo
discute ed esamina il progetto o proposta di legge ma vota articolo per articolo il testo
della proposta di legge. All’assemblea plenaria in questo caso spetta solamente la
votazione finale della legge nel suo complesso.

LE FUNZIONI DEL PARLAMENTO


Il parlamento nel nostro ordinamento costituzionale svolge 3 funzioni fondamentali:
1) Fare le leggi ordinarie: discutere ed approvare le leggi ordinarie. Ricordiamoci che solo il
parlamento ha la funzione di approvare le cosiddette leggi formali, cioè il termine legge
formale spetta soltanto ad una legge approvata dal parlamento. esistono poi le leggi
“materiali” che eccezionalmente possono essere emanate dal governo (e sono i decreti
legge e i decreti legislativi delegati), infatti la costituzione dice che il governo può
emanare provvedimenti legislativi d’urgenza solo nei casi previsti dall’articolo 77 e 76
costituzione.
2) Controlla il governo: il parlamento e il governo devono essere legati da un rapporto
fiduciario e il governo può governare solo se ha la fiducia del parlamento altrimenti è
costretto a dimettersi. Quando si forma un nuovo governo il governo deve presentare il
proprio programma davanti alle due camere e ricevere la sua fiducia cioè il parlamento
deve approvare la mozione di fiducia al governo. In qualunque momento il parlamento
può votare la sfiducia al governo e può quindi obbligarlo alle dimissioni.
3) Il parlamento elegge gli organi di garanzia: cioè elegge il presidente della repubblica,
elegge i 5 giudici della Corte Costituzionale che è il supremo giudice costituzionale e poi
elegge una parte dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM).

ITER LEGIS

La formazione delle leggi


Perché una decisione diventi legge bisogna seguire una specifica procedura:
- iniziativa di legge;
- discussione e approvazione;
- promulgazione;
- la pubblicazione e l’entrata in vigore;

L’iniziativa di legge
L’iniziativa di legge è la facoltà di proporre una legge alla discussione del parlamento.
La proposta deve essere redatta in più articoli, prendendo il nome di disegno di legge.
L’iniziativa legislativa può essere esercitata da:
- Governo, su deliberazione del consiglio dei ministri;
- Deputati e Senatori;
- Consiglio regionale;
- 50000 elettori;

La discussione e l’approvazione
Una volta che il disegno di legge è giunto alla camera il suo presidente lo invia a una
commissione permanente a seconda dell’argomento che viene trattato nel progetto di legge
stesso. A questo punto vi sono due possibilità: il procedimento normale e il procedimento
abbreviato.
La commissione si riunisce in sede referente: discute la proposta in via preliminare e poi ne
riferisce all’assemblea plenaria con un documento (Se tutti 15 sono d'accordo se ne fa una sola,
sennò si fa una relazione di maggioranza e una di minoranza);
In aula si procede a una nuova discussione di ogni articolo e poi ad una votazione.
Procedimento abbreviato:
La commissione si riunisce in sede deliberante: non si limita a discutere la legge ma la approva in
via definitiva.

La promulgazione
Una volta che la legge è stata approvata da entrambe le Camere con lo stesso testo essa deve
essere promulgata dal presidente della repubblica entro 30 gg.
Il presidente della repubblica può rifiutarsi di promulgare la legge. In questo caso la rinvia alle
camere con il messaggio motivato per chiedere una nuova deliberazione. Se però le camere
approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.

La pubblicazione e l’entrata in vigore


Dopo la promulgazione, la legge viene pubblicata sulla Gazzetta ufficiale. La pubblicazione ha lo
scopo sia di dare ai cittadini la possibilità di conoscere il contenuto delle leggo, sia sul piano
giuridico di prevenire l’invocazione come scusa l’ignoranza di legge.
Progetto di legge: quando parliamo di progetto di legge non intendiamo specificare da quale
soggetto è stata assunta l’iniziativa legislativa.

IN CHE COSA CONSISTE L’OSTRUZIONISMO PARLAMENTARE QUANDO SI DISCUTE UNA


LEGGE ALL’INTERNO DELLE CAMERE
Può accadere, e accade spesso, che per ostacolare l'approvazione di un progetto di legge che
non piace alle opposizioni, le opposizioni stesse presentino in aula centinaia di emendamenti.
Come sappiamo gli emendamenti sono proposte di modifica o cancellamento di un progetto di
legge. Siccome ogni singolo emendamento deve essere discusso illustrato e votato si finisce in
pratica per paralizzare l’attività delle camere.
Questo espediente si chiama “ostruzionismo”, ma gli inglesi lo chiamano più propriamente
“filibustering” cioè “comportamento da filibuttieri, da pirata”. Non ogni ostruzionismo è di per
sé negativo, ma solo l’ostruzionismo impiegato in modo scorretto non ha una sua utilità.
L’ostruzionismo consente anche alle frange più piccole dell’opposizione parlamentare di far
sentire la propria voce e di non essere schiacciate dalla maggioranza

Le altre funzioni del parlamento

La funzione di controllo del parlamento sul governo:


Il parlamento deve costantemente controllare che il governo rispetti il medesimo indirizzo
politico perché ciò è alla base del rapporto fiduciario tra parlamento e governo.
Il parlamento esercita questo controllo attraverso i seguenti strumenti :
a) Interrogazione: si tratta di una domanda scritta rivolta formalmente da un parlamentare
al governo nel suo complesso o a un ministro del governo, finalizzata a sapere se un
fatto è vero o se un fatto si è svolto in una determinata maniera e finalizzata ad avere
informazioni particolari su un determinato evento che si è verificato nella repubblica
sociale civile italiana (il ministro interrogato può rispondere oralmente in assemblea,
oppure per iscritto). La risposta all’interrogazione per altro è molto importante e viene
anche ripresa dalle telecamere e dalle trasmissioni televisive all’interno del “question
time”, trasmesso alle rete rai un pomeriggio alla settimana.
ESEMPIO: un parlamentare potrebbe chiedere al ministro degli interni sulla vicenda di
un barcone di migranti naufragato a largo delle coste italiane e potrebbe chiedere al
governo che cosa intende fare in quella specifica circostanza.
b) Interpellanza: l’interpellanza invece è una domanda scritta nella quale il parlamentare
chiede al governo non soltanto di ricostruire i fatti ma di esplicitare i motivi e le finalità
tenute da un ministro in una determinata circostanza; Cioè con l'interpellanza il governo
è chiamato a rispondere al parlamento della propria responsabilità in relazione ad un
determinato fatto. Quindi l’interpellanza ha un peso politico maggiore rispetto
all’interrogazione. In sostanza i parlamentari con l’interpellanza vogliono ottenere
spiegazioni e risposte sull’indirizzo politico del governo. Se la risposta data dal governo
non è ritenuta soddisfacente o evasiva il relatore che ha presentato l’interpellanza può
chiedere al parlamento di discutere e votare una mozione con la quale si prenderà una
posizione in merito all’atteggiamento del governo, potendo anche sfiduciarlo.
c) Mozione: la mozione è una richiesta scritta con la quale si promuove una discussione e
la conseguente votazione su una determinata questione. la mozione può essere
conseguenza di una interpellanza oppure può essere presentata da uno o più
capigruppo o da dieci deputati e almeno 8 senatori. Se viene approvata una mozione di
fiducia il governo tecnicamente non è obbligato a rispettare il risultato della mozione,
ma in caso di inosservanza può essere minato irreversibilmente il rapporto fiduciario tra
parlamento e governo.
Vi sono due tipi di mozione:
1) la mozione di fiducia: questa mozione è spesso posta dal governo in prima persona su
i suoi provvedimenti legislativi o disegni di legge che il governo ritiene fondamentali per
perseguire il proprio programma di governo; per esempio il governo pone una mozione
di fiducia sulla legge di bilancio e sulla sua approvazione, cioè dice che se il parlamento
non approverà la legge di bilancio così come voluta dal governo il governo si dimetterà.
2) la mozione di sfiducia:con la mozione di sfiducia e con la sua approvazione vi è la
revoca possibile del rapporto fiduciario del parlamento e del governo.
d) Inchiesta parlamentare: Le commissioni d'inchiesta parlamentari sono organi
parlamentari bicamerali investite della funzione ispettiva conoscitiva o anche di indagine
su materie di interesse pubblico.
Le commissioni bicamerali in linea di massima sono istituite per legge, mentre in quelle,
meno frequenti, monocamerali è sufficiente una deliberazione di un ramo del
parlamento.
L'articolo 162 del regolamento del senato dice che se lo richiede un decimo dei
senatori, la proposta di istituire una commissione di inchiesta deve essere discussa in
tempi brevi in aula. Le commissioni di inchiesta parlamentari procedono alle indagini
con gli stessi poteri e con gli stessi limiti dell'autorità giudiziaria: quindi possono
interrogare i testimoni per ricostruire al meglio il fatto di interesse nazionale di cui si
occupano.
L'unico limite per le condizioni di inchiesta è che esse non possono emettere sentenze,
dopo le loro indagini.

Quali sono stati le più importanti commissioni d'inchiesta nella storia repubblicana?

Alcuni esempi di inchieste parlamentari importanti sono:


1) Commissione di inchiesta sulla loggia massonica P2;
2) Commissione di inchiesta sul caso del disastro aereo di Ustica accaduto nel 1980 quando
un DC9 della compagnia Italia in volo da Bologna a Palermo con a bordo 83 persone
scomparve dai tracciati radar e si inabissò tra ustica e Ponza, quindi lo stato italiano fu
condannato. In pratica durante il processo si è appurato che non era stata garantita la
sicurezza del volo. Furono anche verificato dei sistematico depistaggi per intralciare lo
svolgimento delle indagini;
3) Inchiesta parlamentare sui tragici fatti del G8 a genova risalenti al 2001, svoltasi questa
istruttoria nel 2006, tra il 19-22 luglio l’italia ospita il vertice dei paesi più industrializzati
a genova e durante questi giorni si verificarono violenze e torture sui manifestanti
bianchi o pacifici e si verificò anche la morte del manifestante carlo giuliani. Questa
inchiesta volle accertare se durante questi giorni si fosse verificata una gravissima
istituzionale cittadini e irruzione nei palazzi della polizia

APPROVAZIONE DELLA LEGGE DI BILANCIO


Il parlamento esercita la forma più importante di controllo mediante l’approvazione della legge
di bilancio preventivo dello stato. Vi è un’apposita “sessione di bilancio” che comprende i mesi
da metà ottobre a fine dicembre di ogni anno.
Il bilancio dello stato è un complesso documento giuridico-economico-contabile all’interno del
quale sono descritte analiticamente tutte le entrate e tutte le spese realizzate dallo stato
nell’unità di tempo anno.
In italia il bilancio lo fa materialmente il governo tramite il Ministro dell’Economia e delle finanze
e il governo lo presenta alle camere nella forma di un disegno di legge. Il disegno di legge del
bilancio presentato dal governo contiene la previsione di tutte le entrate e delle spese per l’anno
successivo. Attraverso il bilancio il governo, in pratica espone dettagliatamente il proprio
programma di politica economica e in pratica distribuisce le risorse finanziarie pubbliche in base
agli obiettivi stabiliti. Solo l’approvazione di questo disegno di legge autorizza il governo a
disporre delle risorse finanziarie necessarie a realizzare il proprio programma deve essere
approvata entro il 31 dicembre di ogni anno. In caso contrario l’articolo 81 5° comma
costituzione dice che può essere concesso un esercizio provvisorio del bilancio ma per un
periodo non superiore a 4 mesi. Ricordiamo che l'art 81 costituzione è stato modificato dalla
legge costituzionale, la legge numero 1 del 20 aprile del 2012 e un altra modifica è stata fatta
con la legge 243 del 2012 che ha introdotto IL PRINCIPIO DEL PAREGGIO DEL BILANCIO. Un altra
forma di controllo è costituita dall’approvazione del rendiconto dello stato cioè un bilancio
consuntivo relativo all’esercizio finanziario precedente all’anno prima, si rende conto delle
entrate e delle spese effettivamente realizzate dallo stato nell’esercizio precedente.

LA RETTIFICA DEI TRATTATI INTERNAZIONALI


Per quanto riguarda la ratifica dei trattati internazionali le camere autorizzano con legge
apposita la ratifica dei trattati internazionali di natura politica, cioè di quei trattati che
prevedono variazioni del territorio oppure che prevedono regolamenti giudiziari o prevedono
modificazioni di legge dell'art 80 costituzione. In pratica con una legge di ratifica vi è
formalizzata l’impegno ufficiale della repubblica italiana di rispettare gli accordi e la legge è di
competenza del parlamento ma poi deve essere firmato e promulgato dal presidente della
repubblica.
Ricordiamo che nella storia recente repubblicana ci sono stati alcuni importanti accordi e trattati
internazionali che hanno modificato i confini nazionali italiani, soprattutto ricordiamo il trattato
di parigi del 10 febbraio del 47 firmato tra l’italia e le potenze alleate che sanciva la rinuncia
dell’italia all’Albania e che imponeva l’accezione di territori della frontiera orientale ( la zona di
trieste). Con un trattato nazionale del 73 è stato ceduto un territorio alla ex jugoslavia del
maresciallo tito che comprendeva la zona di trieste, l’istria ed altri territori.
La delimitazione definitiva dei confini tra italia e ex iugoslavia fu poi sancita con un trattato, il
trattato di osimo del 1975.

IL GOVERNO
Il Governo è un organo titolare della funzione esecutiva, è un organo complesso che è composto
da: presidente del consiglio e dai ministri.
Il governo si trova a capo di tutto quel complesso apparato della pubblica amministrazione:
amministra le finanze dello stato, presenta disegni di legge, decreti di legge, e decreti legislativi
delegati.
Come nasce un governo? Articoli 92/93/94 costituzione. Si procede alla formazione di un nuovo
Governo quando il precedente ha rassegnato le dimissioni, cioè si è aperta una crisi di Governo.
Chi nomina il nuovo governo? Il presidente della repubblica sceglie il futuro presidente del
consiglio.

FORMAZIONE DI UN GOVERNO

Quando dalle maggioranze politiche non c’è una maggioranza stabile per formare un governo, si
possono presentare le seguenti soluzioni:
A) Governo di coalizione: In questo caso le forze politiche di maggioranza relativa si alleano
con alcune forze dell’opposizione per appoggiare il governo e sostenere un programma
comune;
B) Governo istituzionale: Il Presidente della repubblica dà l’incarico di formare il governo ad
una figura istituzionale (per esempio il presidente della camera come è successo
quest’anno con roberto fico prima del governo draghi). Il governo istituzionale ha in
pratica il compito di gestire l’ordinaria amministrazione nei momenti di passaggio;
C) Governo tecnico: il presidente della repubblica nomina un governo di tecnici cioè
persone non appartenenti a partiti politici, ma formato da esperti (professori
universitari) in possesso di specifiche competenze tecniche per governare (questo è
successo con il governo tecnico del professor mario monti);
D) Governo di scopo: Il governo di scopo si ha quando le forze della maggioranza relativa si
alleano provvisoriamente con alcune forze dell’opposizione, al fine di approvare una
determinata legge (potrebbe accadere per esempio per scrivere una nuova legge
elettorale) e questo accade prima di ritornare al voto;
E) Nuove elezioni politiche: Il presidente della repubblica se prende atto dell’impossibilità
di formare una maggioranza di governo, scioglie anticipatamente le camere e indice
nuovamente le elezioni, nella speranza di formare un nuovo parlamento e in questo
modo di poter esprimere il nuovo governo.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Come viene eletto il presidente della repubblica?

Bisogna vedere l’art 88/89 costituzione. Viene eletto dalle due camere unite e

Quali sono le maggioranze per eleggere il nuovo presidente della repubblica?

La costituzione dice che per i primi 3 scrutini ci vuole la maggioranza qualificata dei due terzi. Se
non si riesce a raggiungere questa elevata maggioranza dopo il terzo scrutinio è sufficiente la
maggioranza assoluta.

Quali sono i requisiti richiesti per essere candidato alla presidenza della repubblica?

bisogna essere cittadino/a italiana e avere almeno 50 anni e godere dei diritti civili e politici; La
costituzione non richiede la laurea o il diploma di laurea.

I POTERI E FUNZIONI DEI PRESIDENTI DELLA REPUBBLICA

Il presidente della repubblica come sappiamo , è l’ago della bilancia degli equilibri costituzionali
tra i vari organi costituzionali. Dobbiamo distinguere i poteri o prerogative del pdr sia nei
confronti del potere legislativo, sia nei confronti del potere esecutivo, sia nei confronti del
potere giurisdizionale o giudiziario.

Nei confronti del potere legislativo il pdr ha le seguenti funzioni:

a) Promulga le leggi ordinarie approvate in via definitiva dal parlamento e il pdr ha anche la
prerogativa del veto sospensivo cioè può legittimamente rifiutarsi di promulgare una legge
secondo lui chiaramente incostituzionale;
b) In casi eccezionali il capo dello stato può sciogliere anticipatamente le camere (potere di
scioglimento delle camere) quando vi sia l’assoluta impossibilità del loro funzionamento cioè
quando il livello di scontri al loro interno impediscono il normale dibattito tra forze politiche
della maggioranza e quelle dell’opposizione;

c) Il pdr può inviare messaggi alle camere (questo viene definito potere di indirizzo del capo
dello stato. Questo potere viene anche fatto rientrare negli atti sostanzialmente
presidenziali. Infatti con questo potere il pdr richiama ufficialmente le camere sui problemi
di particolare rilevanza non risolti dalla legislazione vigente).

I POTERI DEL PDR NEL CAMPO ESECUTIVO (NEI CONFRONTI DEL GOVERNO)

Nei confronti del governo il pdr ha i seguenti poteri:

a) Autorizza la presentazione da parte dei ministri dei decreti legge e dei decreti legislativi
delegati;

b) Autorizza la presentazione al parlamento dei disegni di legge di iniziativa governativa


secondo l’art 87 comma 5° costituzione

c) Il pdr è il soggetto che partecipa in prima persona alla formazione del nuovo governo,
cioè è lui che dà l’incarico al presidente del consiglio incaricato);

d) Può sciogliere i consigli regionali nei casi previsti dalla legge e dalla costituzione;

e) Può nominare i più alti funzionari dello stato (dirigenti dello stato, capi dipartimento dei
vari ministeri).

FUNZIONI O PREROGATIVE DEL PDR NEL CAMPO GIUDIZIARIO O GIURISDIZIONALE

In campo giudiziario il pdr ha le seguenti funzioni:

- Presiede il consiglio superiore della magistratura (CSM);

- L’organo di autogoverno della Magistratura e garantisce che la magistratura sia un


organo autonomo e indipendente da ogni altro potere. Del csm fanno parte diversi soggetti
anche non appartenenti alla magistratura;

- Il pdr in campo giurisdizionale è il soggetto competente a concedere la grazia a un


condannato in via definitiva. La grazia è un provvedimento di clemenza a carattere
personale che è prerogativa esclusiva del pdr quando il condannato abbia scontato in
carcere almeno i 2/3 della pena e abbia un report di buona o ottima condotta carceraria;

QUALI SONO I POTERI SOSTANZIALI DEL PDR?

I poteri sostanziali del capo dello stato sono quelli che il medesimo esercita in piena autonomia,
e sono anche i più importanti; egli infatti nell’ambito dei poteri sostanziali:

- Nomina i 5 senatori a vita (la scelta verte tra persone che hanno illustrato la patria per
alti meriti in campo scientifico, letterario, industriale);

- Il pdr presiede il consiglio superiore della magistratura (organo di autogoverno della


magistratura);

- Presiede il Consiglio supremo di difesa (insieme a i generali dell’esercito, all’ammiraglio


della marina e generale dell'aeronautica e altri massimi della difesa);

- Può legittimamente opporre il veto sospensivo cioè può rifiutarsi di promulgare una
legge approvata in via definitiva dalle due camere quando ritenga che essa violi uno o più
articoli dei principi fondamentali o quando ritenga che non è stato rispettato il
procedimento costituzionale;

- Il pdr può inviare messaggi alle camere usufruendo di una sua prerogativa nei confronti
del potere legislativo, soprattutto nei momenti di difficoltà del dibattito politico (quando ci
siano scontri molto forti tra maggioranza o opposizione);

- Come abbiamo detto solo al pdr spetta il potere di concedere la grazia (è un


provvedimento di clemenza personale nei confronti di chi abbia già scontato i 2/3 della pena
in carcere

RESPONSABILITÀ PENALE DEL PDR

Il pdr secondo l’art 90 comma 1° costituzione non è responsabile degli atti che compie
nell’esercizio delle sue funzioni.

La costituzione in questo modo ha voluto porre il pdr al di sopra del gioco politico delle parti e
ha voluto consentire al presidente di poter esercitare le sue funzioni nelle condizioni di massima
indipendenza.

Secondo l’articolo 90 2° comma però il pdr può essere chiamato a rispondere di due reati che
può compiere solo lui e che sono:

1) Alto tradimento; Il pdr incorre in alto tradimento quando contrae illecitamente e


contatta illecitamente dietro a prestazione di denaro e altra utilità potenze straniere
nemiche dell’Italia e/o forze terroristiche. Per alto tradimento il pdr può essere messo in
stato di accusa dal parlamento che si riunisce apposta in seduta comune e può essere
giudicato dalla Corte Costituzionale. Fino ad ora nella storia repubblicana non si è mai
proceduto effettivamente a rinviare a giudizio il capo dello stato.

2) Attentato alla costituzione: l’attentato alla costituzione si ha quando il pdr compie


volontariamente e dolosamente atti diretti a sovvertire le istituzioni repubblicane e violare
la costituzione e la sua integrità. Ricordiamo che il nostro codice penale prevede nel libro 2°
i cosiddetti delitti “contro la personalità dello stato” nell’art 241 codice penale, si punisce
l’attentato contro l’integrità, l’indipendenza e l’unità dello stato.

Non collegato con il pdr ma con un fatto di cronaca è il caso dell’ammiraglio della marina
militare, Walter Biot il quale è stato accusato di spionaggio militare, un reato molto grave
previsto dall’articolo 257 e 258 codice penale.

LA MAGISTRATURA

La magistratura coincide con l’organizzazione della funzione giurisdizionale; la funzione


giurisdizionale è quella che è volta a giudicare le controversie o liti in campo penale, civile,
amministrativo al fine di tutelare diritti soggettivi e interessi legittimi. In pratica funzione
giurisdizionale= amministrazione della giustizia.

La funzione giurisdizionale è affidata ad un insieme di organi dello stato che si chiamano giudici.
Essi costituiscono, nel loro insieme l’ordinamento giudiziario o la magistratura.

Distinguiamo tre settori della funzione giurisdizionale che sono:

a) Giurisdizione civile:

b) Giurisdizione penale:

c) Giurisdizione amministrativa:

Chi è e cosa fa il giudice

Il giudice è l’interprete ufficiale del diritto che usufruendo dell’interpretazione giudiziale applica
la norma giuridica astratta al caso concreto per risolvere una determinata controversia. La
funzione giurisdizionale ha come presupposto quindi l’esistenza di una controversia o lite tra
due parti che si chiamano: attore e convenuto. L’attore è colui che trascina in giudizio l’altra
parte che si chiama convenuto. Secondo la costituzione il giudice deve essere sempre terzo
rispetto alle parti e assolutamente imparziale rispetto alle parti in giudizio. Infatti il giudice viene
anche definito con una metafora “la bocca della legge”.

I PRINCIPI COSTITUZIONALI IN MATERIA DI COSTITUZIONE E LA LORO ANALISI

I principi generali stabiliti dalla costituzione sono comuni a tutti i tre tipi di giurisdizione uno dei
più importanti è enunciato dall’art 25 1° comma ed è il principio del giudice naturale
precostituito per legge. In sostanza la costituzione stabilisce che nessuno può essere distolto dal
giudice naturale precostituito per legge. Ciò significa che il giudice competente ha pronunciarsi
un certo fatto deve essere individuato con criteri oggettivi stabiliti dalla legge e precedenti al
fatto commesso, si deve quindi evitare che il giudice possa essere scelto da una delle parti con
conseguente pregiudizio del principio di imparzialità che è di assoluta importanza.

Art .24 costituzione principio del diritto alla difesa in giudizio ; grazie a questo principio la
costituzione stabilisce che la difesa è un diritto inviolabile in qualsiasi stato e grado del
procedimento.

In pratica questa norma ha applicazione molto tangibile nel processo penale, dove all’imputato
deve essere concesso il diritto di difendersi tramite un avvocato difensore e questo per poter
dimostrare la propria innocenza.

In generale l’Art 24 comma 2 costituzione prevede che il processo debba svolgersi in


contraddittorio tra le parti e ciascuna delle parti deve far valere le proprie ragioni adducendo
tutti gli elementi di prova idonee a dimostrare.

Questo è possibile se nel corso del procedimento penale ciascuna delle parti ha la più ampia
possibilità di dimostrare le proprie ragioni.

IL PRINCIPIO DEL GIUSTO PROCESSO ENUNCIATO DALL’ARTICOLO 111 COMMA 1


COSTITUZIONE

Il principio del giusto processo stabilisce che “la giurisdizione si attua mediante il giusto processo
regolato dalla legge”. Il giusto processo è considerato tale dalla costituzione solo se:

- Si svolge in contraddittorio delle parti, in condizioni di parità;

- Si svolge davanti ad un giudice IMPARZIALE, rispetto alle parti in causa;

- Il processo ha una durata ragionevole stabilita dalla legge;


ARTICOLO 111 COMMA 6 COSTITUZIONE PRINCIPIO DELL’OBBLIGO DI MOTIVAZIONE DI TUTTI
I PROVVEDIMENTI GIURISDIZIONALI

Questo principio non vale solo per le sentenze conclusive di un procedimento ma anche tutti gli
altri tipi di provvedimento che il giudice può assumere nel corso di un processo, per esempio c’è
obbligo di motivazione, all’interno del processo penale anche per i provvedimenti che limitano
la libertà personale. Il giudice quindi è obbligato a esporre con precisione i motivi che lo hanno
spinto ad assumere qualsiasi decisione. Un provvedimento giurisdizionale è un atto pubblico che
rappresenta l’esercizio di un pubblico potere e il giudice nella motivazione deve dare conto dei
criteri che sono stati utilizzati per la decisione della causa.

IL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA


Il consiglio superiore della magistratura è l’organo di autogoverno della magistratura ed è
disciplinato dall’art 104 costituzione, esso è composto da 27 componenti presieduto dal
presidente della repubblica e composto da 3 componenti non elettivi e da 24 componenti
elettivi, che durano in carica 4 anni e non sono rieleggibili immediatamente; di questi 24
componenti:
a) 16 componenti sono detti togati, cioè magistrati di carriera;
b) 8 componenti elettivi eletti dal Parlamento in seduta comune tra i professori ordinari di
materie giuridiche che insegnano all’università e anche avvocati dopo almeno 15 anni di
esercizio;
c) il consiglio superiore della magistratura è presieduto sempre dal pr in modo da garantire
l’assoluta imparzialità e indipendenza della magistratura da ogni altro potere.

QUALI SONO LE PRINCIPALI FUNZIONI DEL CSM


a) esso decide sulla assegnazione delle sedi ai magistrati di prima nomina;
b) Stabilisce le promozioni e i trasferimenti dei vari giudici;
c) adotta provvedimenti disciplinari nei confronti di quei magistrati che hanno violato
gravemente i loro doveri d’ufficio;
d) Si occupa di tutte le questioni amministrative riguardanti l’impiego e la carriera dei
giudici;

Da sottolineare che, in riferimento alle questioni disciplinari e alle sanzioni disciplinari e nei
confronti di un giudice il ministro di grazia e giustizia, non ha alcun potere diretto sui giudici (per
cui la decisione finale relativa alla sanzione disciplinare è proprio il CSM. Invece il ministro di
grazia e giustizia è competente per le funzioni organizzative e per il funzionamento della
giustizia a livello nazionale (cioè si deve occupare degli uffici giudiziari e del relativo personale,
delle carceri, degli istituti di pena e del loro personale.
ATTRAVERSO QUALI ISTITUTI E’ GARANTITA L’INDIPENDENZA DEI SINGOLI GIUDICI
La costituzione non garantisce soltanto l’indipendenza della magistratura nel suo complesso, ma
anche l’indipendenza nei confronti dei singoli giudici.
L’indipendenza può essere vista sotto due profili:
1) indipendenza esterna: riguarda gli organi costituzionali diversi dalla magistratura ed è
indipendente nei confronti del parlamento e del governo;
2) indipendenza interna: indipendenza del singolo giudice all’interno dell’ordinamento
giudiziario (in pratica nessun giudice deve temere di essere “contrastato” da un giudice
di grado superiore, è libero nella sua formazione della libertà giudiziaria);

Gli strumenti attraverso i quali viene garantita l’indipendenza dei singoli giudici sono i seguenti:
1) reclutamento dei giudici per concorso: i giudici infatti che devono avere la laurea
magistrale devono anche affrontare un esame molto selettivo con prove scritte e orali
(esame per uditori giudiziari). Questo serve a garantire l’adeguata preparazione tecnico
giuridica del candidato e serve anche a evitare i favoritismi;
2) La costituzione garantisce anche che il popolo possa partecipare direttamente
all’amministrazione della giustizia grazie a i cosiddetti giudici popolari. I giudici popolari
entrano a far parte della Corte d’Assise che è un giudice penale competente a giudicare i
delitti più gravi (es. omicidio); i giudici popolari sono estratti a sorte da un elenco di
cittadini aventi almeno il titolo di studio di scuola secondaria superiore senza alcun
precedente penale;
3) Istituto dell’inamovibilità: questo istituto afferma che i giudici non possono essere
dispensati dal servizio o sospesi se non in seguito ad una decisione del consiglio
superiore della magistratura, in questo caso si da ai giudici una grosas garanzia
rispettivamente alle loro alte funzioni giurisdizionali.
4) I giudici, componenti della magistratura non sono organizzati a livello gerarchico (invece
questo capita negli altri rami della pubblica amministrazione)

Le regioni e gli enti locali

l’Italia non è governata esclusivamente dallo stato ossia dal governo centrale , accanto allo
stato esistono alte istituzioni pubbliche , dislocate in periferia . Il testo della costituzione usa la
parola stato nel suo significato ristretto di “stato centrale” mentre quando vuole riferirsi
all’insieme dei pubblici poteri usa la parola “repubblica”.
Il potere politico è suddiviso tra lo stato nazionale e i governi regionali e locali. La divisione dei
poteri è comunque uno dei temi dominanti del dibattito politico in tutti i paesi e fonte di
continui conflitti.
STATI UNITARI & FEDERALI

Nello stato unitario la sovranità è esercitata da un unico ente , lo stato . A esso spetta in modo
esclusivo l’esercizio delle funzioni legislativa, giurisdizionale , amministrativa. Negli stati unitari
gli enti territoriali decentrati hanno competenze limitate. Gli stati unitari sono stati accentrati
(molte decisioni sono prese al centro e poche nelle periferie.
Nello stato federale la sovranità è ripartita tra diversi enti : la federazione e gli stati federali. Gli
stati federali sono formati da più stati detti stati membri o stati federati. Gli stati federali sono
stati decentrati , al centro vengono prese le decisioni fondamentali ma la periferia ha un ampio
spazio di autogoverno.

I LIVELLI DI GOVERNO

Sia gli stati unitari che quelli federali dispongono di più livelli di governo , corrispondenti a
diversi ambiti territoriali. Ogni ambito territoriale è governato da un ente che è espressione
della comunità interessata.

IL PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ’

Gli stati che vogliono attuare un grado particolarmente alto di decentramento si ispirano al
principio di sussidiarietà . Esso stabilisce che i poteri devono essere assegnati al livello di
governo più basso possibile.

ACCENTRAMENTO O DECENTRAMENTO ?

Nelle democrazie contemporanee la tendenza dominante è quella verso un maggiore


decentramento .
- l’accentramento : garantisce una maggiore uguaglianza ai cittadini e favorisce l’unità della
nazione e impedisce conflitti disgreganti tra le regioni. - Decentramento : chi è favorevole al
decentramento risponde che l’accentramento
impone un eccessiva uniformità e limita l’autogoverno delle comunità locali ; al contrario in
uno stato decentrato le decisioni vengono prese da poteri più vicini ai cittadini .
- federalismo competitivo : le regioni e le città tenderanno a entrare in competizione tra di loro
per offrire servizi migliori e per diminuire le tasse - Federalismo cooperativo :la politica
nazionale non è decisa solo dallo stato ma è concordata tra lo stato e le regioni.

LE VICENDE DELLE AUTONOMIE TERRITORIALI IN ITALIA

Lo stato italiano nacque come uno stato unitario fortemente centralizzato . La costituzione
repubblicana del 1948 operò una svolta favore del decentramento stabilendo all'articolo cinque
che :” la Repubblica una e indivisibile riconosce promuove le autonomie locali”; prevede inoltre
l'istituzione di un nuovo livello di governo che prima non esisteva, la regione a cui fu attribuito il
potere legislativo. Malgrado queste riforme però lo stato italiano rimase uno Stato
centralizzato. La società italiana invece rimasi una società policentrica ossia dotata di molti
centri. Tutti questi fattori portarono negli anni 90 del secolo scorso a una forte protesta anti
centralista nelle regioni del nord.
La protesta fu raccolta dal partito della Lega Nord che ottenne notevoli successi elettorali e
sollevò il problema della trasformazione dell'Italia in una federazione o addirittura
nell'indipendenza dell'Italia settentrionale. Nel corso degli anni 90 Venne effettuato un
amplissimo programma di trasferimento di competenza favore delle regioni, delle province dei
comuni Sulla base del principio di sussidiarietà.
Il processo di decentramento si concluse con la riforma costituzionale che attraverso due leggi
costituzionali e scrisse quasi completamente il titolo quinto della costituzione.

LE REGIONI LE CITTA’ METROPOLITANE, LE PROVINCE E I COMUNI.

L'articolo 114 della costituzione stabilisce che la Repubblica è costituita dai comuni, dalle
province, dalle città metropolitane, dalle regioni dallo stato. È quindi un sistema basato su più
livelli di governo ciascuno dei quali è garantito dalla costituzione del dotato di propri statuti,
poteri e funzioni.
L’ Italia è divisa in 20 regioni di cui 15 a statuto ordinario e cinque a statuto speciale.
Le regioni sono suddivise in città metropolitane e in province, le città metropolitane sono enti
territoriali di vasta area , sviluppo e coordinamento dei comuni che ne fanno parte; sono 14.
Le province sono 96, due di esse ( Trento e Bolzano) sono province autonome e hanno potere
legislativo.
Le regioni, le città metropolitane le province e comuni sono come lo Stato enti pubblici
territoriali in quanto svolgono funzioni di governo sul loro territorio e sono perciò dotati del
potere di comando sui cittadini.
Le province e comuni sono spesso designati come enti locali.
Le regioni, le province, le città metropolitane e comuni sono inoltre enti autonomi. La loro
autonomia deriva dal fatto che si sono finti democratici: i loro organi decisionali sono eletti
direttamente o indirettamente dei cittadini residenti sul loro territorio. Sono quindi strumenti di
autogoverno delle singole comunità regionali locali.

LE REGIONI

Esistono due tipi di regioni, le regioni a statuto ordinario e le regioni a statuto speciale. Le
seconde godono di un'autonomia più ampia delle prime. Le regioni a statuto ordinario sono 15:
Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Umbria,
Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria.
Ogni regione spetta però il potere di precisare la propria organizzazione interna mediante uno
statuto che deve essere deliberato dal consiglio regionale a maggioranza assoluta. Le regioni a
statuto ordinario furono istituite nel 1970. L'articolo 116 comma tre della costituzione
introdotto nel 2001 ha previsto la possibilità di offrire condizioni particolari di autonomia alle
regioni che lo richiedono, attribuendo loro maggior potere rispetto quelli stabiliti in via
ordinaria dalla costituzione.
Le regioni a statuto speciale sono cinque: sicilia, Sardegna, Trentino Alto Adige, Valle d'Aosta e
Friuli Venezia Giulia. Le prime quattro furono istituite nell'immediato dopoguerra mentre il
Friuli Venezia Giulia nacque nel 1963.
Le regioni a statuto speciale godono di una condizione di maggiore autonomia. Dispongono di
competenze grandi pietre sono stabilite in modo diverso da una regione all'altra, in statuti
speciali approvati dal Parlamento nazionale con legge costituzionale.
La regione del Trentino alto Adige è suddivisa in due province autonome, la provincia di Trento
e la provincia di Bolzano; ciascuna delle quali è dotata di potere legislativo. Questa divisione
deriva dal fatto che mentre la provincia di Trento è abitata in prevalenza da popolazioni di
lingua italiana la provincia di Bolzano copre un territorio, il sud Tirolo.

Le regioni a statuto ordinario e le regioni a statuto speciale hanno una struttura organizzativa
simile. Dal 2000 le regioni hanno una forma di governo di tipo presidenziale. I cittadini eleggono
contestualmente il consiglio regionale il presidente della regione il quale nomina a sua volta i
componenti della giunta regionale.
Ogni regione stabilisce con propria legge il sistema elettorale per l'elezione del consiglio
regionale del presidente della regione. Esiste comunque un modello base che prevede un
sistema proporzionale con premio di maggioranza e l'elezione diretta del presidente. Le elezioni
regionali si tengono ogni cinque anni.

Organizzazione interna delle regioni a statuto ordinario : CONSIGLIO


REGIONALE, PRESIDENTE DELLA REGIONE, GIUNTA REGIONALE

Il consiglio regionale, in Sicilia, Emilia-Romagna è formato da un numero di consiglieri compreso


tra 20 e 80 a seconda della popolazione della regione. All’interno di ciascuna regione si
individuano i seguenti 3 organi : - Il consiglio regionale corrisponde al Parlamento nello Stato,
esercita la funzione legislativa mediante l'approvazione delle leggi regionali controlla il governo
della regione. esso controlla anche il governo della regione. Il numero dei componenti è
variabile e può andare da 20 a 80 consiglieri per le regioni più densamente popolate. Il consiglio
è eletto direttamente dai cittadini maggiorenni della regione insieme al presidente della
regione.
- Il presidente della regione ha attribuzioni che corrispondono a quelle del presidente del
consiglio nello stato infatti dirige la politica della giunta, coordinare attività degli assessori,
rappresenta la regione all'esterno e promulga le leggi regionali. Il presidente può essere
sfiduciato dal consiglio ma non può essere sostituito.
Il governo della regione costituita dal presidente della regione e dagli assessori, che insieme
formano la giunta regionale.
Gli assessori sono nominati dal presidente che può revocarli in qualsiasi momento, gli assessori
corrispondono grosso modo ai ministri. Il numero delle competenze degli assessori possono
variare da una regione all’altra.
- la giunta regionale è l’organo esecutivo della regione ed è formato dagli assessori regionali
che possono corrispondere ai ministri nel senso che ciascun assessore si occupa di un
particolare ramo dell’amministrazione regionale per es. assessore al bilancio. Il numero e le
competenze degli assessori può variare da regione a regione .

LA RIPARTIZIONE DELLE COMPETENZE LEGISLATIVE TRA STATO E REGIONI


Sia lo stato sia le regioni hanno competenza legislativa, possono cioè fare legge obbligatorie per
i propri cittadini.
La riforma costituzionale del 2001 ha introdotto una ripartizione delle competenze tra Stato
regioni a statuto ordinario.
L'articolo 117 della costituzione distingue infatti tre forme diverse di competenza legislativa:
1) le materie di competenza esclusiva dello Stato = sono tutte le altre, ossia tutte quelle
materie che non sono riservate allo Stato né sono soggetti alla competenza concorrente.
2) Le materie di competenza concorrente tra Stato regioni = sono regolate da entrambi, lo
Stato fissa i principi fondamentali con proprie leggi, dette leggi quadro, e le regioni sono
poi libere di emanare disposizioni più particolareggiate secondi propri orientamenti
politici.
3) Le materie di competenza esclusiva dello Stato = possono essere regolate soltanto con legge
dello Stato. Esse riguardano le prerogative fondamentali della sovranità. In queste materie
le regioni non possono emanare proprie leggi ciò significa che in tali ambiti le regole
devono rimanere identiche in tutto il territorio nazionale.
Le regioni a statuto speciale hanno competenze legislative più vaste stabilite nei rispettivi
statuti.
Le leggi regionali sono approvate dal consiglio regionale e promulgate dal presidente della
regione.
Se lo Stato ritiene che la regione abbia emanato una legge al di fuori della sua competenza può
ricorrere alla corte costituzionale entro 60 giorni dalla pubblicazione della legge stessa.

LE FUNZIONI AMMINISTRATIVE

L'articolo 118 della costituzione stabilisce che le funzioni amministrative devono essere svolte
secondo il principio di sussidiarietà delle rete territoriale più vicino possibile cittadini e quindi
dal comune e solo quando il Comune risultasse livello di governo inadeguato possono essere
attribuite a livello di governo superiore.
Lo stesso articolo precisa che comuni non devono necessariamente svolgere tutti le medesime
funzioni, si deve infatti tenere conto della diversa capacità dei comuni di far fronte diversi
compiti soprattutto in base alla loro dimensione (principio di adeguatezza ), il che comporta
che alcune funzioni amministrative possono essere gestiti solo dei comuni più grandi non dagli
altri (principio di differenziazione)

I RAPPORTI TRA STATO, REGIONI ED ENTI LOCALI

Le regioni hanno tenuto un'ampia autonomia dallo Stato centrale, il governo nazionale non può
più controllare preventivamente le leggi delle regioni nei loro atti amministrativi come avveniva
in precedenza.
Al governo nazionale sono rimasti solo di potere nei confronti delle regioni entrambi di
carattere eccezionale:
- può disporre lo scioglimento dei consigli regionali
- Può sostituirsi agli organi delle regioni
E se il governo ritiene che una regione stia abusando dei poteri e stia andando al di là delle
competenze stabilite dalla costituzione? Le uniche cose che può fare solo ricorrere alla corte
costituzionale contro una legge regionale oppure sollevare un conflitto di competenza davanti
alla stessa corte.
La corte costituzionale È quindi il supremo arbitro dei conflitti che possono emergere tra Stato
regioni
Benedetto propri conflitti debbano necessariamente risolversi davanti al giudice costituzionale.
Stato regioni devono poter cooperare trovare il modo di dirimere i loro conflitti attraverso la
discussione la concertazione.