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Esistono tre forme allotropiche del ferro denominate:

ferro alfa
ferro gamma
ferro delta.

Tali denominazioni seguono l'ordine alfabetico delle lettere greche: infatti in


passato esisteva anche la denominazione "ferro beta", che è stata successivamente
abbandonata in quanto non si tratta in realtà di una forma allotropica del ferro,
come invece si pensava, bensì di una forma paramagnetica del ferro alfa, del quale
preserva la struttura.[5]

Nel seguente diagramma di fase del ferro puro, ognuna di queste forme allotropiche
presenta un campo di esistenza in un determinato intervallo di temperatura:[6]

il campo di esistenza del ferro alfa si estende fino a temperature fino a 910
°C;
il campo di esistenza del ferro gamma si estende a temperature comprese tra 910
°C e 1 392 °C;
il campo di esistenza del ferro delta si estende a temperature comprese tra 1
392 °C e 1 538 °C.

In genere, le varie forme allotropiche vengono indicate con lettere consecutive


dell'alfabeto greco partendo dalla temperatura ambiente; nel caso del ferro viene
saltata la lettera beta perché erroneamente essa era stata attribuita al ferro non
magnetico presente a temperature comprese tra 768 °C (punto di Curie) e 910 °C. Le
varie forme allotropiche del ferro sono differenti dal punto di vista strutturale:
il ferro alfa, beta e delta presentano un reticolo cubico a corpo centrato con 2
atomi (1 "atomo intero" al centro della cella più 8 "ottavi di atomo" in
corrispondenza dei vertici della cella) con una costante di reticolo maggiore nel
caso del ferro delta, mentre il ferro gamma presenta un reticolo cubico a facce
centrate con 4 atomi (6 "mezzi atomi" al centro delle facce della cella più 8
"ottavi di atomo" in corrispondenza dei vertici della cella).[6]

Le soluzioni solide interstiziali del carbonio nel ferro assumono nomi differenti a
seconda della forma allotropica del ferro in cui il carbonio è solubilizzato:[7]

ferrite alfa: carbonio in ferro alfa;


austenite: carbonio in ferro gamma;
ferrite delta: carbonio in ferro delta.Il ferro è uno degli elementi più comuni
sulla Terra, della cui crosta costituisce circa il 5%. La maggior parte si trova in
minerali costituiti da suoi vari ossidi, tra cui ematite, magnetite, limonite e
taconite.

Si ritiene che il nucleo terrestre sia costituito principalmente da una lega di


ferro e nichel, la stessa di cui è costituito circa il 5% delle meteore. Benché
rari, i meteoriti sono la principale fonte di ferro allo stato metallico reperibile
in natura, per esempio quelle del Canyon Diablo, in Arizona. Industrialmente il
ferro è estratto dai suoi minerali, principalmente l'ematite (Fe2O3) e la magnetite
(Fe3O4), per riduzione con carbonio in una fornace di riduzione a temperature di
circa 2.000 °C. Nella fornace di riduzione la carica, una miscela di minerale di
ferro, carbonio sotto forma di coke e calcare, viene messa nella parte alta della
fornace mentre una corrente di aria calda viene forzata nella parte inferiore.

Nella fornace il carbon coke reagisce con l'ossigeno dell'aria producendo monossido
di carbonio:

2 C + O 2 ⟶ 2 CO {\displaystyle {\ce {2C + O2 -> 2CO}}} {\displaystyle {\ce {2C


+ O2 -> 2CO}}}
Il monossido di carbonio riduce il minerale di ferro (nell'equazione seguente
ematite) per fondere il ferro, diventando biossido di carbonio nella reazione:

3 CO + Fe 2 O 3 ⟶ 2 Fe + 3 CO 2 {\displaystyle {\ce {3CO + Fe2O3 -> 2Fe +


3CO2}}} {\displaystyle {\ce {3CO + Fe2O3 -> 2Fe + 3CO2}}}

Il calcare serve a fondere le impurità presenti nel materiale, principalmente


biossido di silicio, sabbia ed altri silicati. Al posto del calcare (carbonato di
calcio) è possibile usare la dolomite (carbonato di magnesio). A seconda delle
impurità che devono essere rimosse dal minerale possono essere usate altre
sostanze. L'alta temperatura della fornace decompone il calcare in ossido di calcio
(calce viva):

CaCO 3 ⟶ CaO + CO 2 {\displaystyle {\ce {CaCO3 -> CaO + CO2}}} {\displaystyle


{\ce {CaCO3 -> CaO + CO2}}}

Poi l'ossido di calcio si combina con il diossido di silicio per formare la scoria

CaO + SiO 2 ⟶ CaSiO 3 {\displaystyle {\ce {CaO + SiO2 -> CaSiO3}}}


{\displaystyle {\ce {CaO + SiO2 -> CaSiO3}}}

La scoria fonde nel calore dell'altoforno (il diossido di silicio da solo


resterebbe solido) e galleggia sopra il ferro liquido, più denso. Lateralmente
l'altoforno ha dei condotti da cui è possibile spillare la scoria liquida o il
ferro fuso a scelta. Il ferro così ottenuto è detto ghisa di prima fusione mentre
la scoria, chimicamente inerte, può essere usata come materiale per la costruzione
di strade o in agricoltura come concime per arricchire suoli poveri di minerali.

Nel 2000 sono state prodotte nel mondo circa 1,1 miliardi di tonnellate di minerale
di ferro per un valore commerciale stimato di circa 250 miliardi di dollari, da cui
si sono ricavate 572 milioni di tonnellate di ghisa di prima fusione. Anche se
l'estrazione di minerali di ferro avviene in 48 paesi, il 70% della produzione
complessiva è coperto dai primi cinque: Cina, Brasile, Australia, Russia e India.