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7. Uno sforzo di integrazione ideologica e culturale


(PAOLO OROSIO, Historiae, YlI, 43, in MIGNE, P.L.,31).
Le parole di Orosio, ecclesiastico di cultura ispa- il santo prete Gerolamo 3 e che era stato anche
no-romana vissuto tra il IV e il V secolo, sono amico di Ataulfo a Narbona, che spesso egli era
la testimonianza di una coscienza difJusa della solito affermare che, se ne avesse avuto la forza
indiscussa superiorità militare dei « barbari ",
mentre già ernerge però il tema di un'ipotetica e il coraggio, prima di tutto ayrebbe fatto in
superiorità civilè e morale romano con cui i modo che, cancellato il nome di Roma, f impe-
« barbari », volenti o nolenti, avrebbero dovuto ro diventasse gotico di nome e di fatto, che,
scendere ben presto a patti. per dirlo più chiaramente, ciò che prima era
« Romania » diventasse « Gotia » e che egli
stesso diventasse quello che Cesare Augusto
Era re dei Goti Ataulfo, che, dopo la distruzio- era stato un tempo. Ma, avendo riscontrato per
ne di Roma e la morte di Alarico, I aveva spo- lunga esperienza che né i Goti in alcun modo
sato Placidia, sorella dell'imperatore e.sua pri- erano disposti ad attenersi alla legge per la
gioniera, e che era succeduto ad Alarico. Egli, loro sfrenatezza tipicamente barbariea, né era
come spesso si disse e come fu comprovato il caso di privare lo stato delle leggi, perché
dalla sua fine, cercò di garantire la pace, militò senza leggi lo stato non è uno stato, decise
con fedeltà al servizio dell'imperatore Onorio almeno di conquistarsi la gloria di aver ripri-
e si impegnò a mettere la forza dei Goti al ser- stinato e accresciuto la fama della potenza di
vizio della difesa di Roma. Infatti io stesso ho Roma con le forze dei Goti e di guadagnarsi
sentito dire da uno di Narbona 2 che era stato pressoi posteri il nome di restauratore di Ro-
glorioso uomo d'arme sotto Teodosio e uomo ma visto che non aveva potuto distruggerla
di religione saggio e austero a Betlemme con definitivamente.

1. Capo dei Visigoti alleati dell'Impero romano sotto 3. S. Gerolamo (347 c.-420), autore della traduzione
Teodosio e sotto il suo successore Onorio; assunse latina della Bibbia, che è rimasta testo canonico fino
poi un atteggiamento ostile che culninò nel saccheg- ai nostri giorni, e fondatore, dopo i1 suo ritiro in Pale-
gio di Roma (410 d. C.). stina, di alcune comunità monastiche.
2. Città della Francia meridionale.

8. Il ricupero della tradizione amministrativa rornana


nel governo di Teodorico
(CASSIODORO,Variae,III,3l, inM.G.H., Auctores antiquissimi, ed. Th. Mommsen, Berlino, 1894, pp.96-97).
Cassiodoro, uomo di cultura latino, fu uno dei Molti hanno richiamato la nostra attenzione
più stretti collaboratori di Teodorico e lu da lui sul fatto che alcuni detestabili usurpatori com-
incaricato di redigere la corrispondenza ufficiale. piono a danno di Roma azioni che non posso-
L'intervento di Teodorico qui documentato con-
tribuisce a conlermare I'ipotesi non solo di un no non essere ritenute indegne per cui pro-
suo atteggiamento di disponibilità e di tolleranza prio coloro, di cui soprattutto intendiamo aver
nei confronti dell'elemento locale, ma anche del cura, subiscono inganni e ingiustizie. Perciò
suo proposito di garantire una maggior efficienza noi facciamo pervenire le nostre disposizio-
amministrativa rispetto all'immediato passato, pur ni a voi ai quali più crediamo spiacciano i dan-
senza provocare spaccature insanabili tra la nuo- ni che la vostra città subisce. Si dice infatti
va e la vecchia classe dirigente. che nell'interesse di privati l'acqua delle con-
dutture, che si dovrebbero consolidare con
ogni impegno, sia stata impiegata per mettere
Teodorico re al senato di Roma in azione macine da mulino e per irrigare giar-
dini; è ben vergognoso che ciò si verifichi in
Sebbene intendiamo dedicare tutto il nostro una città in cui è appena possibile attingere
impegno alf intero paese e ci preoccupiamo, l'acqua per la coltivazione dei campi. E poiché
con il favore di Dio, di ricondurre ogni cosa non possiamo reprimere il reato, prevaricando
alle condizioni di un tempo, tuttavia siamo le leggi, per non distruggere l'efficacia delle
particolarmente solleciti per le sorti della città leggi stesse, purdi sostenere l'attività produt-
di Roma, dove qualsiasi cosa degna venga tiva, disponiamo che se il responsabile di que-
fatta viene accolta con soddisfazione di tutti. sta gravissima colpa è premunito da una pre- 9
scrizione di trent,anni 1,.
ghi il
a
.prezzo adeguato pa-
suo abuso sicché ciO
cilmente può essere sottratto, oggetti
che hanno
cr,e ,À^,ì"ài", f" consacrato il ricordo_dej loro àItefici p..rro
pubbriche noI r".rÀà- pit, f,
ll,]_"],à^fl"gurtive
osato, alhnché non siamo costreil.i a
rep"rimere iylure
cne
generazioni. t I N;-t-ori,,"ji""ir,"
nor veniamo accusati di avei trascurato
poi severamenre ciò che ora .on -iràIìe"nm
correggiamo. Se, invece, un tale abuso ciò che,è all.,origine deila fama ,ìi.jii'-,"rn_
?isale edrlrci pubbiici che su richiesra
a questi ultimi tempi, venga eliminato _l-r1,.q el,,
senz,al_
tro. Infattj, l'interesse generale deve essere moltr abblamo provveduto a restaurare di
sono
tqngslo alla ingiusra cupidigia di uno
an_ stati lasciati andàre in rovina. e poi.À'à"r"f"r_
prorgra che di rado si puo soddisfare
;;l;, .r- fieri- provvediamo a correggere il
mal
anche nel_ perché non sembri che noi"àvaffiu*o-fà fatto,
le c1u.se g.iuste. Sappiamo i ,à.rl,lJàli,i zioni tacendo, abbiamo. in"uri"ulo
-bià"rri,
irf.u_
servlzlo delle condutture "rr"
per disposizione im- "r uo.m9 d1 grandi meriti,ai svolgere urin""i,ì"rr"
sono.passari sotto il
*:"L",,
vart. Jr dtce siano stati sottratti"onàÀifo-J.i
p.i_ sui fatti che abbiamo .ico.auio r"p.rl'rÉi.fre
dagli ornaménti ce ne faccia una dertagliatu ."lurioi"i
delle mura oggetti di bronzo L ir"ì*^riàì"r" Iàr"r,o
possiamo intervenire Jecondo ii
quantità oggeti di durtile piombo .t
é ii,: fr- ì"rìr_"'i.il"
nostra giustizia sui reati e sui loro
.àrporrrblfi.
l. Provvedimento attraverso il quale i capi n
inlendevano dimostrare la propria volontà barbari » un n9rìodo precedente alla data
di disten_ ,a!
ta prescrizione. da cui decorre
sione: estingue la punibilità di ;
,.ra .fri i'r"rfg"

2.. Un esempio di legislazione « romano-barbarica


>>
in M' BENDISCIoLI - A. GALLIA,
\"1t,'"0!.'rT-f|orico' Documenti di storiq medioevare,Mlano,
Mursia,
È uno dei primi tlocumenti della legislazione
«.romano-barbarica » (sebbene,riaiiiiii*rnt, essere devotamente rispettate
da tutti, tanto dai
sia
.stato attribuito a Teocloriio,' ii'a""ii'orrro-
barbari,quanto dai nomanì. il"";';i;'iu
goti, che dominÒ in Itatia dat 49J it iià,"rìrrnrr_ vità dell,editto e le puf Àti.fr. """."" u."-
è stato delinitiuamente ai*ortroto'r'ii hanno consenrito di
rà, .i
::n:,
sto ueve essere retrodatato it te_
dovranno esser definiti,
prènderirr.orrij"àior",
al a.!0 g attribuito a un Teodor:i"iii,"i"arj
ad un periodo allorno ojri uoìir';il;'ri p..*
senteranno, sulla base siòura
g_i:i! Vi confluiscono aspetti p"ar*Lnioil viri_ della i"*n"
-s-oTale
rtto germanico e di quàtto ,'o*iià,-ia det di_ ryr1". Nessuno, di qualsiasi aignG "o-
,i*oruur_ ricchezza o
tono sostanziali spere-quarioni _o
potenza ò.grado ;tit; o""u.i.u,
ne I I' a m m n i s t r a z i o n
tir'-go,ii i' rZ*oni presuma di contravveniie a queste
i e a e il o gii, t i;i o,u"*', ì t r ru u r r - Àrpori)ioni,
mamente accentuata è la d"iscrimi"'rriàn, t che_ vennero emanate p.,
troriat". ir iuliriio"i"n#."rr"
e che in parte traemmo dalie nuor.
t.ngi , .
rn parte dalla santità dell'antico ai.ittl-.",rutti
Ci,.sono giunte molte lamentele
nelte
sul fatto che quelli che asiscono girJiriol ."qrliri .n.
province raluni ;i;l;;;-j.";.àl"ririori
delle. leggi. Benché nessuna dichiarano il dirirto,,i,
sappiano che. se in qual_
azione che non punro queste statuizioni trrrrrirà
i:a rqrusta ?ossa trovar difesa nell,autorììa ael_ ;tre
rare.
,iài"
essl dovranno subire, legittimamente,"i"
l, t.99..9. lcomunel, noi, avendo in vista la pena detta proscrizione . a.liu Ia
tranquillità di
tutti, e tenendo contà- dàiie' cir_ Sappiano inòltre che se per
à.f;;i;;ì"r..
costanze che possono presentarsi, caso una persona
allo scopo di potente o il suo procurarore
definire i casi menziòr;ii ;b;i"r"" I...]. rirlrl'.rri
di pubbticare.le presenri dirp";;i";i, àiilrr," barbari o Romani, avranno impedito
J'àu"r,o qualche caso siano uppri"r1.-'ìJ"p.!r""ii che in
tn
.ma.niera che, salva I'osserranza à.i ài.itto sposizioni ed il giudice, a cui ar-
pubblico e ferme le teggi ,["
sono costretti tutti _ i barbari
-_ lri J"É.j#,rru spettà-aì-reslste-
re e di punire, non avrà poruro'"r"guìr.'iirro
ed i noÀani mandaro. quesri, se riene ;ii, -;r";';ita.
sappiano,..ad opera di questo
àdiilo,^.ài"""._
tezza quello che debbono osservare recrrga completo ragguaglio senza ,.
-ìiÀor.
in ciò rl.rn
ai seguenti arricoii f .. j."' "'" che
si,-riferisce e ce..ne dia subito informazione.
e qu.rtu'ìof,
condizione porrà esser liberaio ar' ;;;';"
AoDlamo raccolto oueste statuizioni
che saran_ vio; quer .À,e,i"ià"
no.utili.a rutti, .o.i'ui.brrùuìì"."À.'rì'
n#iri,
nei Iimiti imposti arf l. nori."" à".rrà)jàrl curezza di tutti ",ji;;;;';,1;,1-J,J, ir"til-
. _gli abitanti d.il. ;;;ri;" i"r.
dai casi in esame: queste statuizioni esser con ubbidienza osservato
debbono da tutti.
d.el periodo imperiale romano.
10 I tl"gSi
z. etrettt rnteressati in un atto giudiziario. 3. I.responsabili della sentenza
4. Norme di legge. cioè i giudici.