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LUIGI D’ALONZO

COME ORGANIZZARE LA
LEZIONE PER FAVORIRE
LA MOTIVAZIONE
UN ESTRATTO DEL VOLUME
COME FARE PER GESTIRE LA CLASSE NELLA PRATICA DIDATTICA
Differenziare per impegnare

IL CASO
Luigi è seduto dietro il suo banco e ascolta due compagni che rispondono alle domande dell’inse-
gnante. Si annoia, già da alcuni minuti la sua mente vaga fra mille pensieri. È dall’inizio dell’anno che
tutte le lezioni si svolgono nello stesso modo: interrogazioni alla cattedra nella prima parte dell’ora;
lettura e spiegazione orale di un testo alla fine.

Anche oggi Luigi sente le parole dei due, ma non le ascolta. Anche i suoi compagni sono annoiati e fanno altro:
disegnano, chiacchierano, ridono sottovoce. Dietro Luigi, alcuni parlano di calcio, in un modo che lui non condivide.
Il bambino si arrabbia, si gira e con voce ferma dice: “Tu non capisci niente di calcio!”. Il compagno risponde: “Taci tu,
che domenica non hai giocato titolare! Panchinaro!”.
A un certo punto Luigi, oramai accecato dalla collera, si alza e tira una penna contro il suo compagno. Finalmente
l’insegnante si accorge dell’accaduto e interviene, indignata per il comportamento dei bambini.

L’insegnante non si è accorta di nulla finché la situazione non ha raggiunto il suo culmine. Non capisce che i
ragazzi sono esasperati dalla monotonia delle lezioni.

I fatti importanti
I fatti importanti da sottolineare sono i seguenti:
Luigi per un po’ ha cercato di seguire l’interrogazione;
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la noia ha poi preso il sopravvento;


l’attenzione si è rivolta a un argomento più interessante;
L uigi non ha mostrato problemi a parlare a voce alta e a voltarsi: si è accorto, infatti, che i compagni
stavano facendo la stessa cosa;
la situazione precipita perché l’insegnante non si accorge di nulla. Non si rende conto che gli
alunni si stanno annoiando.

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Differenziare per impegnare

LA MIA ESPERIENZA IN CLASSE

Come agisco, come agirei...


Pensa alla tua esperienza, oppure, se sei un insegnante alle prime armi, rifletti su
Scheda di LAVORO

come decidi di organizzare la lezione.


Rispondi alle domande: ti servirà per confrontarti con la strategia presentata in que-
sta unità.

Il caso descritto mostra una situazione tipica: alcuni allievi sono interrogati e gli altri ascol-
tano. Si tratta di una situazione inevitabile?
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La noia è un’esperienza negativa, sulla quale è impossibile costruire qualcosa di buono dal
punto di vista educativo. In quali modi è possibile evitarla?
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Durante le interrogazioni, come è possibile mantenere vivo l’interesse dei ragazzi per le
proposte formative?
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Differenziare per impegnare

LA STRATEGIA
Il problema della monotonia in classe è uno dei nodi più difficili da risolvere,
e forse anche il più trascurato: raramente se ne parla, sia informalmente che
nelle sedi istituzionali. Si tratta di uno di quei temi che mettono in crisi il modo di
fare scuola di molti docenti.
Gli insegnanti più abili a gestire la classe sono anche coloro che offrono meno
spazi alla noia in aula; l’esperienza educativa dovrebbe evitare l’insorgere di at-
teggiamenti inopportuni e inappropriati. Molte azioni inadeguate si innescano
proprio perché gli allievi sono costretti a impegnare il tempo inoperoso che viene
loro concesso a scuola. Nell’arco della giornata scolastica sono presenti inevitabil-
mente dei tempi cosiddetti “morti”, per esempio:

quando l’allievo termina un compito e aspetta che gli altri finiscano;





quando si impara velocemente il contenuto di una lezione e si deve ascoltarne




la ripetizione da parte dell’insegnante;

quando si ascoltano le interrogazioni dei compagni;


quando si attende l’arrivo in classe di un docente nel cambio dell’ora;


quando l’insegnante viene chiamato fuori dalla classe per un impegno.


Occorre dunque organizzare il proprio lavoro programmando bene le attività,


proponendo modalità di lavoro diverse.

 Educare ai tempi di attesa


Mentre per i bambini più piccoli le routine rappresentano sicurezza e stabilità,
spesso nei più grandi generano insofferenza ed è necessario, quindi, diversificare
le proposte e le tecniche di insegnamento.
Gli insegnanti non devono temere che gli alunni terminino le attività in tempi
diversi. Il loro compito non è omologare ma differenziare.

I punti di forza della strategia


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Questa strategia serve a prevenire:


il calo di interesse per l’apprendimento;
l’insorgere di atteggiamenti inadeguati;
la passività e la scarsa partecipazione degli allievi;
la poca autonomia.

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QUESTO CONTENUTO È TRATTO DALLA GUIDA
COME FARE PER GESTIRE LA CLASSE
NELLA PRATICA DIDATTICA

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