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Dalla Guerra Fredda alla nascita di

Internet: sviluppi e nuovi orizzonti della


rete

La Guerra Fredda fu uno stato di tensione tra gli USA e l’Unione Sovietica che non
sfociò mai in uno scontro bellico diretto, ma fu caratterizzato da scontri diplomatici
psicologici i quali alternarono momenti di altissima tensione a momenti estremamente
tranquilli.
Definendo la Guerra Fredda un duello tra Stati Uniti e URSS, si nota che il contrasto, se
pur non direttamente, comincia verso la fine della I Guerra Mondiale. Infatti, il
successo del comunismo in Russia e la formazione dell’Unione Sovietica non furono
visti di buon grado dalle forze dell’occidente (Stati Uniti e Giappone compresi), che
consideravano la posizione della Russia come una situazione di pericolo, per questo i
Paesi dell’occidente aiutarono per lungo tempo le Armate bianche (gruppo di armate
che lottavano contro i bolscevici, nell’intento di fermare la diffusione del comunismo in
Russia, ma con la vittoria dei bolscevici, i Paesi occidentali si “rifugiarono” isolando la
Russia diplomaticamente, almeno fino alla II Guerra Mondiale, quando entrò a far parte
delle forze alleate contro le potenze dell’Asse (Germania-Italia-Giappone).
La fine della Guerra decretò la formazione dei due blocchi, quello occidentale
capeggiato dagli Stati Uniti, e quello socialista con a capo l’URSS. Si trattava dei paesi
che meglio erano usciti dalla grande guerra: gli Stati Uniti capeggiavano per la loro
moneta fortissima in confronto a quelle minori dei paesi tartassati dalla guerra, per
l’integrità fisica del Paese e per i possedimenti di bombe nucleari che garantivano forza
e potenza a chi li possedeva. L’URSS era la restante forza oltre a quella americana,
basata sull’enorme potenza militare della propria armata rossa, ma aveva ancora dei
punti deboli rispetto agli Stati Uniti, sia in campo militare (mancanza di bombe
nucleari) sia in campo economico.
Dopo il discorso di Stalin che considerò inconciliabili i due sistemi, comunista (URSS)
e capitalista (Stati Uniti), si fece sentire Truman, il quale organizzò e attuò un processo
di “contenimento del comunismo”in modo da impedire che altre regioni d’Europa o
del mondo (a cominciare dalla Turchia e dalla Grecia che, in quel momento, parevano i
paesi più direttamente minacciati) finissero sotto controllo sovietico.
Con il piano Marshall, si pensò di fronteggiare all’URSS, mediante un progetto di
aiuto per i paesi occidentali ridotti male dalla guerra, in modo da ricostruire il sistema
economico e produttivo europeo Per gli Stati Uniti, il piano li risparmiò da una crisi
di sovrapproduzione e mantenne la domanda per le esportazioni americane. Con la
creazione della NATO (1949), il principale sistema di difesa militare che amministrava
le potenze europee, si cercò di garantire la difesa in caso di un attacco dell’URSS.
II
La NATO, sigla di North Atlantic Treaty Organization, è un’organizzazione con
struttura civile e militare creata, in ottemperanza all’accordo detto Patto Atlantico (4
aprile 1949), con lo scopo si salvaguardare la pace e la sicurezza nelle regioni
dell’Atlantico settentrionale. Siglando l’accordo i paesi membri hanno sancito che un
attacco a uno qualsiasi degli associati impegna gli altri alla difesa comune. L’impegno
militare include la formazione di un’efficiente forza armata di adeguata entità per
costruire deterrente e salvaguardia a un’aggressione e in grado di operare in ogni teatro
di guerra. L’organizzazione ebbe inizialmente (1952) sede nei dintorni di Parigi, poi,
nel marzo 1967, un anno dopo il ritiro della Francia dall’organizzazione militare, si
trasferì a Bruxelles.
Evoluzione della NATO:
L’organizzazione dell’Alleanza fu creata per contenere la tensione della guerra fredda e
venne poi rafforzata per contrastare la preponderanza delle forze del Patto di Varsavia.
I cambiamenti verificatisi in Europa alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso hanno
però imposto anche alla NATO una ristrutturazione interna. E’ stato infatti costituito il
Consiglio di cooperazione del Nord Atlantico (NACC), che riunisce i paesi della
NATO e le quindici repubbliche ex sovietiche, per stabilire tra la NATO e i paesi
dell’ex Patto di Varsavia una cooperazione civile e militare nelle operazioni di
mantenimento della pace. Inoltre già nel 1994 era stato siglato un accordo con i paesi
dell’Europa centrale e orientale, che prevedeva manovre congiunte e scambio di
informazioni militari: la firma di questo documento ha costituito il primo passo verso la
prevedibile futura integrazione degli stessi paesi nell’Organizzazione, con impegno di
sicurezza e difesa reciproche. Posizioni diverse dividono però i Paesi membri della
NATO sull’ampliamento o meno ad altri Stati che già ne hanno fatto domanda, sia per
motivi politico-economici, sia per l’aperta ostilità al progetto da parte della Russia,
nuovamente manifestatasi in occasione dell’entrata nella NATO di Repubblica ceca,
Polonia e Ungheria nel 1999. E’ inoltre da ricordare che, per la prima volta dalla sua
fondazione, la Nato nel febbraio 1994 è direttamente intervenuta con un’azione di
guerra, su mandato ONU nel conflitto in atto nella Bosnia-Erzegovina.

Numerose altre Organizzazioni internazionali, associazioni costituite da più Stati,


attraverso accordi o trattai multilaterali, per la realizzazione di un interesse collettivo,
furono create con scopi per lo più pacifici, in particolare l’Organizzazione delle nazioni
Unite (ONU) nacque allo scopo di mantenere la pace e la sicurezza tra gli Stati,
rappresenta pertanto il tutore dell’ordine internazionale.
Fondate nel 1945 da 51 rappresentanze impegnate nella seconda guerra mondiale. Sono
un’associazione di Nazioni che, sottoscrivendo la carta delle Nazioni Unite, hanno
espresso la volontà si mantenere la pace mondiale, promuovere la sicurezza e la
cooperazione internazionale, creare le condizioni politiche, economiche e sociali per
raggiungere questi obiettivi

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Le Nazioni Unite sono un’associazione di Stati sovrani fondata sul principio
dell’uguaglianza di tutti i suoi membri, che devono agire in conformità dei seguenti
principi:

rispettare gli obblighi sanciti dallo statuto;


risolvere con mezzi pacifici le controversie internazionali;
astenersi dall’uso della forza nelle relazioni con gli altri Paesi;
astenersi dal fornire assistenza a qualsiasi Stato contro cui le Nazioni Unite
abbiano intrapreso un’azione coercitiva.

Lo statuto non autorizza l’organizzazione ad intervenire in controversie che riguardano le


questioni interne di uno Stato.
L’organizzazione non dispone di mezzi militari e per far accettare le sue delibere si affida
all’azione diplomatica, alla cui guida è preposto il Segretario Generale. Per compiere missioni
di pace può utilizzare i contingenti militari degli stati Membri, i cosiddetti caschi blu, che
devono agire sotto il suo comando e restare neutrali tra le parti.
Dai 51 Paesi iniziali, le Nazioni Unite sono passate a comprendere tutti gli Stati indipendenti
del mondo, ad eccezione di Svizzera e Città del Vaticano (che hanno lo statuto di osservatori
permanenti) e Taiwan che nel 1971 è stata estromessa per far posto alla Cina popolare; L’OLP
(organizzazione per la Liberazione della Palestina) ha lo statuto di osservatore speciale.
Gli organi fondamentali dell’Onu sono:

Assemblea Generale: è costituita da tutti i membri delle Nazioni Unite e ha una larga
maggioranza di Paesi del Sud del mondo. E’ il più importante forum mondiale per la
discussione e l’adozione di raccomandazioni sui temi riguardanti la pace e la sicurezza
internazionali. Essa non ha comunque il potere di rendere operative le proprie decisioni.

Consiglio di sicurezza: è l’organo operativo dell’ONU, incaricato di adottare e di attuare i


provvedimenti concreti per mantenere la pace e la sicurezza tra le Nazioni.
E’ il principale organo preposto al raggiungimento degli scopi e al rafforzamento dei principi
delle Nazioni Unite. E’ costituito da cinque membri permanenti ( Cina, Francia, Regno Unito,
Russia e Stati Uniti) e dieci membri eletti dall’Assemblea Generale per un periodo di due anni,
con l’impossibilità di una rielezione consecutiva. La funzione più importante del Consiglio di
Sicurezza è quella di mantenere la pace e la sicurezza mondiale. Contro uno Stato aggressore,
esso può sollecitare i Paesi membri delle Nazioni Unite ad applicare sanzioni economiche e
altre disposizioni fino alla decisione di intraprendere azioni militari. Le decisioni in materia di
procedure devono essere prese con la maggioranza, di nove dei suoi quindici membri, inclusi in
ogni caso i voti dei cinque membri permanenti.

Segretario: Comprende il Segretario Generale, che è il responsabile della struttura


amministrativa e uno staff di 4000 specialisti reclutati da tutti i paesi membri, in proporzione al

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loro contributo finanziario alle Nazioni Unite. Il Segretario Generale, dal 1997, è il ghanese
Kofi Annan.

Consiglio per l’Amministrazione Fiduciaria: fu creato per proteggere gli interessi di quei
popoli che vivevano in territori non autonomi, per esempio colonie messe sotto
l’amministrazione fiduciaria di uno Stato sovrano. Queste colonie erano in genere territori di
Stati sconfitti nell’ultimo conflitto mondiale.
Dei dodici territori originariamente posti sotto questo sistema di tutela, attualmente solo
uno rimane in questa condizione: le isole del pacifico, amministrate dagli Stati Uniti e
suddivise in quattro Stati associati, un sistema simile a quello applicato a Portorico.
I rimanenti undici divennero indipendenti o si congiunsero ad altri paesi
indipendenti.

Corte Internazionale di Giustizia: conosciuta anche come corte dell’Aia perché


ha sede nella capitale olandese, la Corte internazionale di Giustizia è il più
importante corpo giudiziale delle Nazioni Unite. Tutti i Paesi membri hanno
sottoscritto lo statuto della Corte, che costituisce parte integrante della Carta
costitutiva delle Nazioni Unite. La corte è costituita da 15 giudici eletti
dall’Assemblea Generale e da Consiglio di Sicurezza.

Consiglio economico e Sociale: ECOSOC è costituito da 54 membri eletti


dall’Assemblea Generale per un periodo di tre anni. E’ il più importante organo di
policy-making e di coordinamento per il lavoro delle Nazioni Unite sui temi
economici, sociali, culturali, dell’educazione, sanitari e in generale del
rafforzamento dei diritti umani. Ogni membro di ECOSOC ha un voto e le sue
decisioni sono prese a maggioranza.
ECOSOC è affiancato nel suo lavoro da diverse Commissioni. Ci sono cinque
Commissioni Economiche Regionali.

Nonostante l’esistenza di organizzazioni come l’ONU per lungo tempo il mondo


ha temuto lo scoppio di una III Guerra, che sarebbe stata devastante data la
presenza di ordigni nucleari da ambo le parti (esplosione bomba atomica sovietica
nel 1949, che mise fine al monopolio atomico statunitense), ma per fortuna gli
scontri furono per lo più indiretti.
I principali momenti critici sono rappresentati da:
la guerra di Corea, che scoppiò in seguito all’invasione da parte della Corea del
Nord (comunista) nei confronti di quella del Sud. Fu in questo momento che gli
Stati Uniti presero parte al conflitto aiutando la Corea del Sud, in una lunga e
devastante guerra durata tre anni, che lasciò però la situazione geografica invariata,
ma con più di un milione di vittime;
la crisi di Cuba, nella quale nel 1959, un giovane rivoluzionario, Fidel Castro,
riuscì a rovesciare la dittatura appoggiata dagli americani, e avviò una riforma

V
agraria affidando le terre ai contadini. Fidel Castro nominò Cuba, repubblica
comunista, accettando la protezione dello stato sovietico, il quale fece salire la
tensione installando nelle isole di Cuba, alcuni centri nucleari, i quali per fortuna
furono tolti in seguito a pacifiche trattative.

The Bay of Pigs invasion was intended to provoke popularity for an uprising
against Fidel castro, who had previously overthrown American-backed dictator
Fulgencio Batista. Instead, it gave Castro a military victory and a permanent
symbol of Cuban resistance to American aggression.

The bay of Pigs was not originally John F. Kennedy’s idea. As the communist
nature of Fidel Castro’s regime became apparent, the urge to topple his
government grew. Dwight D. Eisenhower’s administration planned the invasion,
which would be handled by the C.I.A. By the time of Kennedy’s inauguration, the
order to invade was the only piece of the plan remaining to put into place.

Planning for the invasion began in 1960, before diplomatic ties with Cuba had
been broken. The situation was delicate, since the plan was to overthrow a
government that the United States was not at war with. Various aspects, including
propaganda and military strategies, were included in the plan, along with the
directive that the United States should not appear to be involved.

During the presidential campaign, Kennedy had accused Eisenhower of not doing
enough about Castro. In fact, Eisenhower might have launched an invasion

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himself, had a proper excuse presented itself . Instead, he bequeathed an advanced
plan to Kennedy, who was strongly inclined to pursue it.

Others in the government were not convinced. The Cubans had presented evidence
to the United Nations as early as October that the United States was hiring and
training mercenaries. American involvement was not likely to remain much of a
secret. Senator J.W. Fulbright told Kennedy that this sort of hypocrisy was just the
sort of thing the United States accused the Soviets of. Under Secretary of State
Chester Bowles advised Secretary of State Dean Rusk that the plan was wrong on
both moral and legal grounds.

Those in favour of the plan also included former Vice President Richard Nixon,
John’s brother Robert Kennedy, and Secretary of Defence Robert S. McNamara.

On April 12, 1961, Kennedy told a press conference that the United States
unequivocally had no intention of intervening in Cuban affairs. Five days later, the
invasion took place.

The invasion force had been assembled in Guatemala. It departed in six ships from
a port in Nicaragua on April 14. On April 15, the American-backed Cuban exiles
began bombing airfields near two points in the Bay of Pigs and the Zapata swamps
in Cuba. In a clumsy effort to make the attacks appear to have been made by
defectors, the attacking B-26 airplanes were disguised to look like Cuban aircraft.
An actual defector named Mario Zùñiga was presented to the press along with his
airplane, but so many important details were missing and the press had uncovered
so much of the truth, that the cover-up effort had little success. Within the first few
hours of the invasion, it began to appear that the invasion would fail because it had
not garnered the support from locals they were counting on. Much to the C.I.A.’s
surprise, locals firmly supported Castro and Revolution.

Stevenson II, the American ambassador to the U.N., flatly denied the Cuban
ambassador’s charges about the attack and showed the official photographs to
support the defector’s story.
Unfortunately, the truth came out within a few hours and Stevenson was
humiliated. He also learned that Kennedy had referred to him as “my official liar”.

The attack began shortly after midnight on April 16. Coral reefs, misidentified by
U-2 spy planes as seaweed, help up landings. Two ships were stranded 80 yards
from shore and some heavy equipment was lost. With the invasion plainly
underway, Rusk announced on Monday, April 17, that the U.S. would not
intervene in Cuba nor would it in the future.

Because world opinion was against the U.S., Kennedy decided not to provide
further air cover until it could be launched from a landing strip somewhere in
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Cuba. This never happened, and Cuban Forces had complete control of the air. A
final desperate attempt at air support resulted in the loss of four American airmen
on April 19, but the outcome was already sealed.

The invaders surrendered on the afternoon of April 19. More than 200 people had
been killed; another 1, 197 were taken captive. On April 20, Kennedy told the
American Society of Newspaper Editors that the episode was Cubans fighting
Cubans and the U.S. had not been involved. A few months later, the three
responsible for planning the invasion – Director of Central Intelligence (DCI)
Allen Dulles, Deputy Director of Operations Richard Bissel, and Air Force General
Charles Cabell - were fired.

Mass trials of the captured men held and almost all were sentenced to 30 years
imprisonment. After 20 months of negotiations, they were released in exchange for
$53 million in food and medicine.

The failure of the Bay of Pigs Invasion set the stage for further aggressions against
Castro from his northern aggressor. President Kennedy made little effort to conceal
his continued desire to see Castro deposed. Castro’s insecurity about the future of
his rule over Cuba led to the installation of Soviet nuclear missiles there prior to
the Cuban Missile Crisis in 1962.

The Cuban Missile Crisis of October 1962 brought the world close to a nuclear
confrontation between the United States and the Soviet Union. The political
positions adopted by both sides almost prevented a solution, but at the last
moment, a compromise was found and nuclear war averted.

VIII
la guerra in Vietnam, scoppiata per lo stesso motivo e per le stesse situazioni
della guerra di Corea; gli americani ne uscirono ritirati e il Vietnam, prima diviso,
fu riunito sotto il nome di Repubblica socialista di Vietnam.

I russi dalla loro parte dovettero fronteggiare alla guerra di Cecoslovacchia, e da


qui nacquero le prime situazioni di rifiuto della Guerra Fredda, e si arrivò ad un
punto in cui sembrava che le due superpotenze potessero coesistere. Infatti, con
Gorbaciov, esponente della Perestrojka, si poté assistere al tentativo concreto di
creare una distensione e di riallacciare rapporti con l’America, lasciando lo
scontro aperto solo nei settori economico e scientifico.
La caduta del muro di Berlino, fu emblematica della fine della Guerra Fredda, la
quale è stata ufficialmente sancita dalla Dichiarazione di Roma, firmata Martedì
28 Maggio 2002 grazie alla quale gli Stai membri della Nato e la Russia si
uniscono per formare un nuovo ordine mondiale.

Internet, come molte delle tecnologie nate nel XX secolo, si sviluppa a partire da
esigenze di tipo militare. L’avvenimento che contribuisce a determinare le
condizioni storico-politiche che porteranno alla nascita e all’inarrestabile sviluppo
della comunicazione in rete è proprio la guerra fredda.
Quando, il 4 ottobre del 1957, i russi lanciano lo Sputnik, il primo satellite
artificiale messo in orbita, si teme che possano essere in grado di gestire anche una
tecnologia bellica avanzata. Il sistema militare statunitense preme per combattere:
è in gioco l’immagine degli Stati Uniti, la superpotenza che ha garantito la pace nel
mondo. Il 1° febbraio 1958 viene annunciato il lancio di Explorer, il primo satellite
artificiale statunitense.
Nel 1962 nasce Arpa (Advanced Research Project Agency), agenzia per lo
sviluppo della ricerca avanzata, organo interno del Dipartimento della Difesa, cui
viene demandato il compito di organizzare una strategia complessiva che, in caso
di necessità, possa tenere testa alla potenza militare nemica. Anche L’URSS ormai,
è in possesso di strumenti che le consentono di gestire la tecnologia nucleare. I
membri di Arpa devono affrontare non pochi problemi, soprattutto quelli legati alla
trasmissione di dati in caso di attacco nucleare; attacco che comporterebbe la
distruzione dei settori dedicati alla comunicazione strategica.
Le zone nevralgiche del paese usufruiscono già della possibilità di comunicare tra
di loro grazie a reti di terminali, la cui funzionalità, però, non è garantita in caso di
attacchi militari: funzionano fino a quando è possibile garantire una continuità nel
percorso dei dati; ma se all’interno della rete si crea un interruzione la rete stessa
cessa di funzionare.
Nell’autunno del 1969 mettendo in connessione quattro elaboratori Honeywell 516
dotati di 12 Kb di memoria, viene varato il progetto Arpanet. I quattro nodi sono
costituiti da tre università statunitensi (Ucla di Los Angeles, Santa Barbara e Utah)
e dall’istituto di ricerca di Stanford. Alla Ucla ci sono Cerf e Postel, studenti in

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ingegneria, oggi considerati i padri di internet; alla Stanford c’è Engelbart,
l’inventore del mouse.
Arpanet che nel 1971 ha già trentasette nodi, presenta alcune novità che ancora
oggi caratterizzano internet:

funzionare anche se distrutta in qualche punto


essere dotata di un protocollo comune, in grado di far dialogare tra loro
computer dalle caratteristiche anche molto diverse;
reindirizzare le informazioni che circolano al suo interno in caso di
distruzione o malfunzionamento di un settore;
non avere un unico centro, anzi non avere centri.

La grande diffusione di internet è determinata dalla capacità di connettere


computer e sistemi telematici con differenti sistemi operativi, prodotti da diversi
costruttori attraverso l’adozione del protocollo di trasferimento dati Tcp/Ip, cioè
Protocollo per il controllo della trasmissione/protocollo internet, sviluppato alla
fine degli anni Settanta. Non vincolato ad alcuna forma di copyright dai suoi
ideatori e, di pubblico dominio, il protocollo Tcp/Ip costituisce a tutt’oggi il
protocollo trasmissione dati in rete.
Nel 1973 Robert Metcalfe della Xerox inventa la tecnologia Ethernet, che mette in
comunicazione in rete locale, a breve distanza (max. 500 metri), ma ad alta
velocità ( 10 megabyte al secondo), due o più computer connessi attraverso
un’apposita scheda e collegati da cavi. Nel 1974 nasce la prima mailing list,
gruppo di discussione elettronica via e-mail. Telnet è il primo esempio di rete
internazionale aziendale: nata negli Stati Uniti nel 1975 è una rete di trasmissione
dati su scala nazionale per vendere servizi di connettività, una sorta di provider
ante litteram, utilizzato anche dalla General Motors per collegare tra di loro le
filiali nazionali. La possibilità di far dialogare un pc con altre macchine consente,
lo sviluppo di programmi la cui esecuzione avviene in parte sul pc stesso e in parte
su un mainframe collegato.
Negli anni Settanta, si lavora al perfezionamento dei protocolli e dei “cancelli” di
comunicazione tra computer. E’ negli anni Ottanta che si registrano gli
avvenimenti decisivi per la nascita di Internet. La ricerca militare viene condotta
anche nelle università, di conseguenza connesse alla rete. Aumentando le
connessioni universitarie, si riduce la sicurezza della rete stessa. Internet,
inizialmente, collega i centri di ricerca militari e accademici; poi esplode
raggruppando le varie reti dislocate sull’intero globo terrestre e inserendo tra i suoi
nodi grandi server, sui si connettono i personal computer collegati telematicamente
con la rete telefonica.
Arpanet è ormai solo un ricordo, dalla sua scissione in Arpanet e Milnet (rete
militare) si avvia ad essere conosciuta come Internet, significativamente proprio
nel momento in cui a Berlino crolla il famoso muro, odioso simbolo della guerra
fredda.

X
Mit der Berliner Deklaration übernahmen die vier Siegermächte der zweite
Weltkriege, die Oberste Regierungsgewalt in Deutschland. Das Deutsche Reich
wurde in vier Besatzungszonen und Berlin in vier Sektoren aufgeteilt.
Auf der Potsdamer Konferenz einigten sich die Mächte auf Deutschlands
Entmilitarisierung, Entnazifizierung und Demokratisierung.
Auβerdem wurden die deutschen gebiete östlich Oder und Neiβe unter sowjetische
Verwaltung gestellt. Die Einigkeit der Anti-Hitler-Koalition zerbrach aber bald.

In der Befürchtung dass die wirtschaftliche Not der deutschen Bevölkerung auch
zu einer Ausbreitung des Kommunismus beitragen könnte und um den
Wiederaufbau Europas zu fördern wurde 1947 ein Hilfsprogramm für Europa, der
Marshallplan, angekündigt. Die Sowjetunion lehnte ihn aber ab und reagierte mit
der Blockade Berlins: Alle Land- und Wasserverbindungen nach Berlin waren
unterbrochen. Um die 2,1 Millionen West Berliner dennoch mit dem Nötigsten zu
versorgen, organisierten di Alliierten eine Lüftbrücke. Die Blockade war der
Höhepunkt des Kalten Krieges.

Aus den Besatzungszonen wurden 1949 zwei deutschen Staaten gegründet: die
Bundesrepublik Deutschland (BRD) und die Deutsche demokratische Republik
(DDR). Die drei Westmächte förderte in der BRD den Aufbau einer
parlamentarischen Demokratie. Die Sowjetunion ebnete der Sozialistischen
Einheitspartei Deutschlands (SED) den Weg zur kommunistischen Diktatur. Nach
ihrer Gründung wurden beide deutschen Staaten in die jeweiligen Machblöcke –
NATO bzw. Warschauer Pakt – integriert.

XI
Der Polotische Kurs der BRD wurde vom ersten Bundeskanzler K. Adenauer und
seiner Politik der Westintegration und der deutsch-französische Aussöhnung
geprägt. In der DDR war der Machthaber der erste Sekretär des Zentralkomitees
der SED Walter Ulbricht, der die Umgestaltung nach dem Vorbild der Sowjetunion
vorantrieb. Zur Verfolgung von Regimegegnern wurde die gefürchtete „Stasi“
gegründet. In der BRD verhalf die Marktwirtschaft zum „Wirtschaftswunder“.
Diese, die Wiederaufrüstung und die Flucht von qualifizierten Arbeitskräften in
den Westen verlangsamten den Wiederaufbau in der DDR.

Die meisten Menschen flohen über das noch offene West Berlin in den Westen.
Durch den bau der Berliner Mauer wurde auch dieser Fluchtweg schlieβlich von
der DDR geschlossen. Am 13. August 1961 um Mitternacht begannen Truppen der
Nationalen Volksarmee mit Sperranlagen aus Stacheldraht die grenzen zwischen
dem Westteil Berlins und dem Ost Sektor abzudichten.
Nach dem Ende der Ära Adenauer wandelte sich das politische und kulturelle
Klima in der Bundesrepublik. Vor allem von Studenten und Intellektuellen wurden
die herrschenden Traditionen und Werte in frage gestellt. Bei der Bundestagswahl
1969 gelang es der SPD, mehr als 40% der Stimmen zu gewinnen und die
Regierung zu übernehmen. Der neue Bundeskanzler Willy Brandt ergänzte mit
seiner Ostpolitik die Politik Adenauers und normalisierte die Beziehungen beider
deutscher Staaten zueinander.

In den 70er Jahren wurde die DDR von der weltweiten Wirtschaftskrise erfasst.
Nur noch die Milliardenkredite aus der Bundesrepublik halfen, denn die DDR
konnte dem rasanten wirtschaftlichen Strukturwandel nicht mehr folgen. Trotzdem
führte die SED keine Reformen in Wirtschaft und Politik durch.

Erst die neue politische Situation der Sowjetunion, Ende der 80er Jahre, dank der
Entspannungspolitik von Michael Gorbatschow, dem Sowjetpremier, erlaubte den
Ländern des Ostblocks, sich demokratisch ein Parlament zu wählen, dass den
Erwartungen und den Bedürfnissen der Völker entsprechen konnte. Polen, Ungarn,
die Tschechoslowakei begannen ihr Leben als frei Staaten.

Im Sommer des Jahres 1989 waren die Erwartungen in der DDR sehr groβ: einige
Hunderttausende von Bürgern, die ihren Urlaub in Urgarn und der
Tschechoslowakei verbracht hatten, weigerten sich, in die DDR zurückehren und
flüchteten sich in die Botschaften der Bundesrepublik in Budapest und Prag. Nach
langen Verhandlungen war es diesen Asylanten möglich, die BRD zu erreichen.

Im Herbst 1989 demonstrierten schlieβlich Hunderttausende DDR-Bürger für


politische Reformen. Am Abend des 9. November 1989 wurde die Berliner Mauer
geöffnet und damit wurde die Vereinigung beider deutscher Staaten unvermeidlich.
Die Mehrheit der DDR-Bürger hoffte auf die deutsche Einheit, daher siegte bei der
ersten freien Volkskammerwahl am 18. März 1990 die „Allianz für Deutschland“,
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die sich für den baldigen Betritt zur Bundesrepublik einsetze. Am 18. Mai 1990
wurde der Vertrag über die Wirtschafts-, Währungs- und Sozialunion unterzeichnet
und wenig später begannen in Berlin die Beratungen über den Einigungsvertrag.

Am 3. Oktober 1990 wurde die Vereinigung der beiden deutschen Staaten


schließlich offiziell von Bundeskanzler Helmut Kohl vollzogen. In dieser Nacht
feierten Tausende vor dem Reichstagsgebäude in Berlin den betritt der DDR zum
Bundesgebiet. Damit war die staatliche Einheit Deutschlands nach 45 Jahren
wiederhergestellt.

(L’immagine dei primi attimi della caduta del muro a Berlino, che pose fine alla divisione della Germania)

Le reti di collegamento tra i computer governativi, delle maggiori università e


delle strutture militari, sono i primi capisaldi di un sistema che da elitario, ufficiale,
governativo, scientifico, si trasformerà in una rete prevalentemente commerciale,
aperta a connessioni impensabili e ad una dilatazione spaziale potenzialmente
destinata a ricoprire l’intero pianeta.
La rete viene utilizzata da moltissime università soprattutto per lo scambio di posta
elettronica. Se la regina Elisabetta scrive la sua prima e-mail già nel 1976, è solo
all’inizio degli anni ottanta che la posta elettronica comincia a personalizzarsi e a
diventare anche un modo creativo di esprimersi: i messaggi si riempiono di
emoticons, icone utilizzate con i simboli grafici, attraverso la tastiera, per
esprimere emozioni e sentimenti, da leggere inclinando leggermente la testa a
sinistra. Il fatto che non esistano strutture direttive centrali e che ogni nuovo
sistema connesso sia, dal punto di vista finanziario-amministrativo, responsabile

XIII
solo delle proprie macchine e del proprio tratto di rete, aiuta Internet a crescere
liberamente, fino a diventare ben più di un semplice strumento di trasmissione dati
tra elaboratori: un punto d’incontro e di scambi culturali, che, inoltre, rende
possibile la diffusione in tempo reale dei progressi scientifici ai quali pervengono
le università connesse.
Per giungere alla “rete delle reti” così come oggi la conosciamo, molti problemi
dovranno essere risolti. Nel 1983 viene prodotta la versione definitiva del
protocollo Tcp/Ip, che offre la possibilità non solo ai potenti calcolatori dei centri
di ricerca, ma a qualunque pc, di connettersi alla rete e di entrare in comunicazione
con altri computer. Le prime procedure che consentono la gestione dei processi di
comunicazione in rete non risultano, però, al grande pubblico, semplici da gestire.
Muoversi in rete richiede la conoscenza di un certo numero di comandi specifici da
impartire al computer, gestibili soltanto da alcuni utenti( persone attive soprattutto
nel campo della ricerca universitaria e della telematica): ciò limita così la
diffusione del mezzo, facendo sorgere inoltre il problema dell’organizzazione delle
informazioni.

Primi sviluppi della rete

Nel 1990, presso il Cern, il laboratorio europeo per le ricerche sulla fisica, Tim
Bernes-Lee e Robert Caillou realizzano il World Wide Web: la “ragnatela estesa
quanto il mondo”, grazie alla quale Internet diventa accessibile ad un pubblico di
massa. Il web non è altro che un insieme di regole, un protocollo che disciplina la
maniera in cui i diversi computer comunicano tra loro scambiandosi messaggi e
documenti.
La sua particolarità rispetto ad altri sistemi disponibili sull’internet, è che i
materiali vi sono organizzati come in un ipertesto: “nascosto” in determinate parole
sta l’indirizzo di un altro documento disponibile in rete, che non è necessariamente
un testo scritto, ma può essere un disegno, un grafico, una tabella di numeri ecc. Il
www definisce, insomma, le regole con cui costruire documenti ipertestuali.
I computer collegati al sistema www gestiscono il “salto” da un documento
all’altro -contrassegnato da link (legami ipertestuali)- leggendo gli indirizzi,
decodificandoli e provvedendo ad inviare i documenti al terminale che si sta
leggendo. I documenti ipertestuali –trasmessi sul web tramite il protocollo http
(Hyper Text Transfer protocol)- sono scritti nel linguaggio ipertestuale Html
(Hyper Text Markup Language), che , riconosciuto dal computer a prescindere dal
sistema operativo usato (Mac, Dos, Windows, Unix), consente di descrivere le
caratteristiche strutturali per comporre i vari contributi digitali (file di testo, di
suono, d’immagine, di animazione) e dunque, le modalità del loro assemblaggio in
un unico iper-documento accessibile mediante più percorsi di fruizione. L’utilizzo
di strumenti più efficienti e più facili da usare, ma più dispendiosi in termini di
consumo di banda passante, comporta un’impennata nella richiesta di connettività.
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Già nel 1992, il backbone (la dorsale principale su cui transitano i dati) viene
potenziato con una linea T3 a 44 Mbps.

(Tim Bernes-Lee, inventore del World Wide Web)

Internet

L’uso della rete Internet si afferma, nei primi anni Novanta, soprattutto in ambito
accademico. Se nel 1992 il web ospita la prima trasmissione audio e video, il suo
successo di massa risale al 1993, quando Marc Andreessen realizza Mosaic, un
programma di navigazione per la rete (browser) chiamato così proprio per
sottolineare la caratteristica di riunire insieme tanti pezzi sparsi. Facile da utilizzare
grazie all’interfaccia user friendly, simile a quella dei personal computer, Mosaic
presenta una grafica colorata e ben definita, menù a tendina, pulsanti da attivare
ciccandoci sopra col cursore, ed è arricchito da una serie di funzionalità (posta
elettronica, trasferimento file ecc.). Un salto analogo a quello avvenuto nei sistemi
operativi col passaggio dai comandi costituiti da stringhe di lettere, tipici del Dos,
alle prime interfacce grafiche. E’ un boom immediato, perché il prodotto viene
reso disponibile per tutte le categorie di computer usati su Internet: quelli con i
sistemi Microsoft, gli Apple e le stazioni di lavoro con sistema operativo Unix.
Da ora in poi, all’interno di internet, i computer del tipo www-Mosaic crescono ad
una velocità superiore a quella della rete stessa. Il programma -poi sostituito da
browser più “moderni”, come Explorer della Microsoft e Navigator della Netscape-
consente all’utente di consultare in maniera semplice ed intuitiva i documenti
depositati sui server web. L’utilizzo del browser, inoltre, consente l’integrazione di
dati ipertestuali di vario genere: immagini, grafica, file sonori, animazioni 2D e
3D, filmati ecc. Attualmente è possibile realizzare su Internet anche un tipo di
comunicazione sincrona, come quella permessa dalla videoconferenza, che, tramite

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un’apposita periferica (la videocamera digitale) ed un software specifico, consente
la comunicazione interpersonale audiovisiva e interattiva.
Nel 1995 James Gosling, della Sun Microsystems, propone il primo linguaggio di
programmazione specifico per la rete Java, che consente di realizzare software
efficienti ed esportabili su una vasta gamma di calcolatori. Java si distingue dagli
altri linguaggi di programmazione per la sua universalità: gira, infatti, su computer
e sistemi operativi diversi (Windows, MacOs, Solaris ecc.) ed è fruibile su
computer dalle caratteristiche tecniche più diverse, poiché il funzionamento
impegna risorse minime (poca memoria Ram ed un microprocessore di prestazioni
non elevate)
. Viene utilizzato, ad esempio, nella “programmazione” degli elettrodomestici
(come la lavatrice, che, collegata a Internet, è controllabile a distanza).

(Il disegno mostra cosa è possibile fare oggi grazie ad un personal computer e il relativo collegamento ad Internet:
leggere libri, condividere progetti, ascoltare musica e vedere film, oggi è reso possibile grazie al massiccio
potenziamento dei vecchi calcolatori elettronici)

Internet II

Ma Internet non si ferma qui, dal 1995 si parla già di un progetto chiamato
Internet II che mira ad un maggiore sviluppo della rete. L'idea di fondo è quella di
potenziare al massimo grado l'interattività e la multimedialità della rete: traffico
vocale (in alternativa alle normali linee telefoniche), videoconferenze, TV
interattiva, sono oggi resi possibili da linee di portata molto maggiore di quelle alle
quali eravamo abituati fino a qualche anno fa.
I vantaggi di questi sviluppi sono tangibili in diversi campi: per fare solo qualche
esempio, avere l'accesso ad enormi banche dati d’immagini e video (e la capacità
di trasmettere in tempo reale immagini e dati medici) potrebbe essere la base di un
nuovo tipo di medicina, basata su teleassistenza e telediagnosi.
Numerosi sviluppi riguardano anche i campi bancari e aziendali-manageriali,
Infatti, per quanto riguarda le banche, si è potuto assistere alla nascita dell’Home
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Banking, tecnica di cui si parla molto ultimamente, che consiste nel collegarsi
all’elaboratore della propria banca tramite l’uso del proprio computer.
E’ così possibile accedere ad informazioni di tipo generale, quali listini o valori di
cambio, oppure richiedere informazioni sul proprio conto corrente o esercitare
elettronicamente operazioni che prima erano possibili solo dopo un incontro con il
personale delegato bancario. Tale iniziativa comporta ottimi vantaggi economici,
infatti, secondo le statistiche, con l’Home Banking e con l’utilizzo di Internet si
viene a risparmiare oltre il 75% per il costo delle operazioni da svolgere; unico
problema riguarda la sicurezza dei propri dati: l’Home Banking, con accesso
diretto al terminale della banca, risulta essere un po’ più rischioso rispetto ad
Internet che ha delle modalità leggermente diverse, ma offre garanzie maggiori.

In campo aziendale si è sviluppata l’EDI, l’Electronic Data Interchange, che


permette l’invio da un’azienda all’altra di dati, informazioni relativi ad ordini
senza l’aiuto di un supporto cartaceo; e il Commercio Elettronico per il quale,
mediante Internet, sono presentati numerosi cataloghi commerciali che permettono
un’ampia scelta del prodotto e l’acquisto immediato, grazie all’uso di Carte di
Credito, Conto Correnti bancari, il tutto garantito dall’utilizzo di scritture
crittografate o dall’utilizzo di password.
Negli ultimi tempi, precisamente in Italia, si sta sviluppando un utilizzo della
telematica, e di Internet in particolare, per quanto riguarda il fisco; è possibile per i
contribuenti presentare la propria dichiarazione dei redditi non più negli uffici
appositi, ma mediante trasmissione telematica. A tale riguardo si è ben mosso il
Ministero delle Finanze che ha permesso mediante il proprio sito internet
l’attuazione di tale innovazione. Dal 3 aprile è già disponibile un software che
permette alle persone fisiche di compilare la propria dichiarazione dei redditi
(Modello UNICO), presentarla e pagare i contributi mediante un conto corrente
aperto con una qualsiasi banca.
La stessa modalità è prevista per il modello di pagamento F24, modello
utilizzato per il pagamento di imposte sui redditi, imposte sull’IVA e contributi
previdenziali.

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(dati statistici dei beni e servizi acquistati in Italia tramite internet , relativi al periodo 2002-2003; attualmente
l’e-commerce è in continua ascesa: secondo le previsioni OCSE entro il2006 rappresenterà il 5% del totale degli
scambi mondiali, per un totale di 1600 miliardi di dollari. )

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