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2^ rivoluzione

petrolio ed elettricità - acciaio


industriale

Capitalismo finanziario
(società per azioni e banche
Stretto rapporto miste che spesso diventano
tra scienza, tecnica azioniste di un’impresa)
e industrie

- Concentrazioni industriali per


condividere i rischi e ridurre la
Rivoluzione delle tecniche di concorrenza(trust)
produzione, delle comunicazioni e -Protezionismo da parte degli
dei trasporti con una miriade di stati (alte tariffe doganali)
invenzioni che incidono in ogni -Sostegno degli stati allo sviluppo
campo (automobili, aerei, interno (capitalismo di stato al
telefono, cinematografo, vaccini, vecchio stato liberale comincia a
farmaci, profumi ….) sostituirsi lo stato regolatore)
Riorganizzazione della produzione 
standardizzazione dei prodotti e loro
produzione in serie  riduzione costi
di produzione, aumento prodotti e
democratizzazione del consumo

La divisione del lavoro, teorizzata da


Smith nel 1776, viene rielaborata da
Taylor (1911 L’organizzazione
scientifica del lavoro” -Taylorismo) e
applicata per la prima volta da Ford
nel 1913 (Fordismo)
La produzione, scomposta nei suoi singoli processi, viene “smontata” e
ridotta ad una catena di operazioni elementari, da compiere in un
tempo prefissati.
Organizzazione interna basata su criteri scientifici di funzioni ed
efficienza (management – studio tempi di produzione e operai)
Ford introduce la catena di
montaggio nella sua fabbrica di
automobili di Detroit

-Miglioramento qualitativo
(standardizzazione) e
quantitativo del prodotto
-Abbattimento tempi di
produzione
-Riduzione del loro costo
FORD modello T

Filosofia fordista
aumento produttività -
Critiche aumento profitti –
-Accelerazione ritmi aumento salari dei
di lavoro lavoratori che
-spersonalizzazione diventano consumatori
MERCATO DI MASSA E SOCIETA’ DI MASSA
incremento demografico
Espansione dei ceti medi
Aumento salari (anche classe operaia) che consente di destinare
quota del salario per l’acquisto di beni durevoli (biciclette, piccoli
elettrodomestici, automobili…)
Produzione in serie di beni standardizzati e poco costosi
Fattori che favoriscono l’aumento dei consumi e creano i tratti di
un nuovo mercato di consumatori  il mercato di massa
Decollo pubblicità affissioni murali e pagine di giornali
Nelle città primi grandi magazzini (Londra, Parigi, Milano) 
varietà merci, vetrine, prezzo fisso, protagoniste le donne
Sperimentate le prime vendite rateali

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MERCATO DI MASSA E SOCIETA’ DI MASSA
Tra fine XIX e inizi XX secolo le masse assumono un peso
rilevante nella vita politica e sociale  epoca della società di
massa
Aumento demografico, urbanizzazione, accesso ai consumi ma,
soprattutto, crescente scolarizzazione (istruzione elementare
obbligatoria ovunque) e graduale estensione del voto sono
fattori che inducono una maggiore democratizzazione e che
danno centralità a un nuovo soggetto sociale, la massa, che
irrompe nella vita sociale (consumi, cultura, divertimento, sport
e politica)
Aspetti negativi  crescente omologazione, perdita di
autonomia individuale, atomizzazione, conformismo,
facilità di manipolazione
BORGHESIA E PROLETARIATO
BORGHESIA - fine‘800-inizi ‘900 classe dominante (presente in
parlamento, manovrava le leve del potere economico) e trionfo
mentalità borghese con l’affermazione di valori sociali borghesi

- Libertà di arricchirsi e mobilità sociale- individualismo- conformismo


(moda, svaghi, vacanze) – sobrietà e parsimonia – rispettabilità
-stratificata al suo interno in alta, media e piccola borghesia
PROLETARIATO – crescita del suo peso grazie all’azione svolta sulla
base di 2 direttrici
-le associazioni operaie (sindacati)
-i partiti socialisti di ispirazione marxista (per poter influire sulle
scelte politiche, mediante i propri rappresentanti in parlamento)
1875 P. socialdemocratico tedesco- 1892 PSI – 1906 CGdL e partito
laburista
Tutti i partiti socialisti, pur avendo al loro interno 2 anime, si mossero
su linee riformiste 6
Suffragio maschile
Censo e istruzionecriteri adottati – barriere prima abbassate
(spinta borghesia liberale), poi abbattute (spinta movimento
operaio e democratico)
Si afferma gradatamente il principio che il diritto di voto spettasse
a tutti i maggiorenni, in quanto diritto essenziale di cittadinanza, a
prescindere da ricchezza e istruzione
Francia 1848 – Germania 1871 – Regno Unito 1918 – USA 1920 –
Italia 1918
Diritto di voto alle donne lotta dei primi movimenti femministi
(suffragette) che ottengono il voto nel 1928 – Germania1919 – USA
1920 – Italia 1946
Esercizio del voto consente alle masse l’acquisizione di un reale
potere politico (per la possibilità di influenzare gli indirizzi politici
del proprio paese)
L’estensione del suffragio favorisce la nascita dei PARTITI DI MASSA
(rappresentavano gli interessi di milioni di elettori)
Estensione del suffragio + partiti di massa segnano il passaggio (tra ‘800
e ‘900) dallo stato liberale allo stato democratico
-Strutture in grado di gestire centinaia di migliaia di iscritti
-Programmi e ideologie ben definite e obiettivi di governo
-Presenza capillare sul territorio
-Risorse per la propaganda e organi di stampa
-Leader riconosciuti e gruppo dirigente
-Iscritti e simpatizzanti
-Novecento  secolo dei partiti di massa
MIGRAZIONI
Caratterizzano la società di massa, spingendo milioni di europei verso le
Americhe
1^ 1840-80 inglesi, irlandesi e tedeschi
2^ 1890-1914 da Europa meridionale e orientale
Elemento positivo per i paesi di origine le rimesse
Simbolo dell’epoca Ellis Island
La BELLE ÉPOQUE
Termine coniato durante la catastrofe delle prima guerra quando
gli europei, ripensando al periodo tra la fine dell’Ottocento e il
1914, lo ricordavano come un’epoca (idealizzata) di euforia,
crescita industriale, innovazioni tecnologiche e spensieratezza
Un periodo in cui il progresso sembrava inarrestabile e si erano
diffusi nuovi stili di vita, favoriti dall’allungamento della vita, da
una maggiore disponibilità di denaro e di tempo (per riduzione
orari lavoro, riposo settimanale)
Nasceva il “tempo libero”  teatri, cabaret, cinema, lettura, picnic
domenicali, turismo, pratica sportiva

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CRITICA ALLA SOCIETA’ DI MASSA
Gustav Le Bon, Psicologia delle folle (1895)  esamina il
comportamento delle masse, intese come un indistinto insieme di
soggetti, dotato di una “personalità collettiva” irrazionale che
annullava quella individuale. Nelle folle i singoli perdevano la
propria capacità critica, facendosi trascinare dagli istinti,
diventando impulsivi e suggestionabili
Josè Ortega y Gasset, La ribellione delle masse (1930)analizza
l’aspetto qualitativo delle masse, le caratteristiche morali e
intellettuali arroganza, volgarità, ricerca del benessere materiale
e mancanza di propensione al dialogo sono, per il filosofo, le
prerogative della cultura di massa; tali caratteristiche si
ripropongono anche nella leader-ship politica

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CONTESTO CULTURALE DELLA SOCIETA’ DI MASSA

Seconda metà Ottocento dominata dal razionalismo


positivista per il quale la realtà era studiabile con il metodo
scientifico e riconducibile a leggi fisiche e immutabili; ciò
assicurava una conoscenza certa e prevedibile dei fenomeni e
prefigurava un continuo progresso economico e sociale
Le nuove scoperte scientifiche e le nuove tendenze culturali
(Freud, Bergson, James, Nietzsche) mettono in crisi le certezze
del positivismo

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