Sei sulla pagina 1di 3

Nelle Isole Cicladi, nel mare Egeo, prende avvio, alla fine del IV millennio a.C. la civiltà cicladica.

Le cicladi si
trovavano al centro delle rotte commerciali marittime ed erano ricche di materie prime. Intorno alla metà
del III millennio a.C. si sviluppa, nell’isola di Creta, che avrà il periodo di massima fioritura nella metà del
secondo millennio circa. Indi l’isola di Creta venne conquistata dagli Achei intorni al XV a.C. gli Achei erano
una popolazione di origine indoeuropea, seminomade e guerriera che si stabilì in Argolide. La civiltà
micenea dominò nel mediterraneo orientale fino alla discesa dei Dori che ne determinò la fine.

Le prime civiltà artistiche del Mediterraneo si sono ispirate alla natura: figure umane stilizzate negli idoli
cicladici; elementi vegetali e marini, contornati da linee continue, fanno da sfondo alle scene rituali
affrescate nei palazzi cretesi, si veda ad esempio i delfini azzurri che nuotano nella stanza delle regine del
palazzo di Cnosso; gli stessi soggetti sono ripresi dagli artisti micenei, benché con caratteri più rigidi e
severi.

L’arte cretese si è espressa sia nelle opere figurative sia nella produzione di oggetti in comune. L’arte
micenea, diversamente, si è espressa nelle opere di architettura, in particolare di costruzioni di carattere
difensivo (le mura) e funerario.

La civiltà greca ha le proprie origini all’inizio del primo millennio a.C. e nasce dalla fusione di popoli
preesistenti (Ioni, Eoli, Achei, Dori). Queste popolazioni impareranno a parlare la stessa lingua, a credere
negli stessi dei e a sentirsi di una civiltà comune. La civiltà greca si è distinta da tutte le altre civiltà del
mondo antico per aver dato primaria importanza alla conoscenza del mondo e al miglioramento della vita
sociale. In seguito, nel IV secolo a.C., la civiltà greca è entrata in crisi.

L’arte greca ha avuto come obiettivo la ricerca di un ordine perfetto. A questo scopo, sono stati privilegiati
due temi: La rappresentazione della figura umana. L’uomo era considerato la creatura più vicina agli dei.
L’architettura del tempio. Per la casa degli dei viene definito un edificio capace di comunicare un ideale di
ordine e di armonia.

Il percorso dell’arte greca si sviluppa in quattro fasi principali:

1. Il periodo di formazione, tra il XII e VIII secolo a.C.


2. Il periodo arcaico, tra il VII e VI secolo a.C.
3. Il periodo classico, tra il V e IV secolo a.C.
4. Il periodo ellenistico, tra la fine del IV e la fine del I secolo a.C.

La civiltà cretese è detta anche minoica, dal nome del mitico re Minosse. A Minosse è associato il mito del
labirinto, dove sarebbe stato rinchiuso il Minotauro, creatura mostruosa dal corpo di uomo e testa di toro.
L’immagine del labirinto, in realtà, è legata alla complessità delle città cretesi. Per questo motivo sono dette
città-palazzo. Lo stesso termine labirinto, poi, deriva dal greco labrys, l’ascia a due lame, stemma della casa
reale di Cnosso. Le città cretesi erano prive di mura, in quanto protette dal mare e difese da un imponente
flotta detentrice del dominio del mare Egeo.

La città palazzo di Cnosso venne edificata intorno al 1700 a.C. La città è aperta al paesaggio: le parti
edificate sono disposte su più livelli. Esse sono collegate tra loro da rampe, scale, loggiati e portici, sorretti
da colonne in legno colorate. Le colonne sono rastremate dal basso verso l’altro, cioè hanno diametro
inferiore alla base. Al centro della città si trova un grande cortile, nel quale si svolgevano cerimoni religiose,
assemblee e giochi ginnici. In merito a quest’ultimo, all’interno del Palazzo di Cnosso vi è un affresco
raffigurante la Taurocatapsia. Si tratta di un gioco rituale che, appunto, veniva svolto nel cortile centrale
della città, e consisteva nel compiere un volteggio sul dorso di un toro lanciato in corsa.
Gli achei erano una popolazione seminomade e guerriera, che nel II millennio a.C. migrarono in Grecia
dall’Europa occidentale. Il loro carattere bellicoso si comprende dalle possenti cittadelle fortificate. Esse
sorgevano su alture ed erano difese da mura di enormi blocchi di pietra sovrapposte a secco (senza malta
legante), l’altezza delle mura poteva raggiungere in alcuni punti picchi di 10 metri, inoltre erano così larghe
da essere inframezzate da una galleria. Per questo erano dette mura ciclopiche, perché sembrò che solo i
ciclopi, avessero potuto costruirle. Il mégaron era la sala più importante della residenza reale. Essa aveva
funzione sia sacra che amministrativa; all’interno, nella sala del trono, era collocato un focolare sacro
circondato da quattro colonne. Le città achee più importanti furono Tirinto, Argo, Micene, da cui prende il
nome l’intera civiltà.

Nel 1879, Heinrich Schliemann, un archeologo tedesco, scoprì fuori dalle mura della città di Micene una
tomba con un copioso corredo, che credette di aver scoperto la tomba di Atreo, re di Micene e padre di
Agamennone e Menelao. Per questo motivo la chiamò Tesoro di Atreo. Oggi sappiano che la tomba e il suo
corredo risalgono ad un periodo precedente al periodo in cui visse Atreo. La tomba è composta da un
corridoio (dròmos), la sala delle offerte e infine la camera funeraria. La sala delle offerte è detta una tholos,
cioè un edificio a pianta circolare con copertura a falsa cupola. Al termine del dròmos, l’accesso alla tholos
era chiuso da un possente portale. Sopra l’architrave posto sulla sommità del portale, un triangolo detto di
scarico, in quanto scarica il peso della tholos sui pilastri verticali.

L’acropoli di Atene

Acropoli deriva da àkros, alto e polis, città, quindi città alta. In età micenea il termine indicava la cittadella
fortificata; a partire dall’VIII secolo a.C., essa corrisponde all’area monumentale che domina la città bassa,
chiamata asty. Era cinta da mura e collegata all’asty attraverso la Via Sacra. L’acropoli di Atene è stata
ricostruita nel V secolo a.C., in seguito alla sua distruzione da parte dei persiani nel 479 a.C., per volontà di
Pericle che affidò il progetto all’architetto e scultore Fidia.

Il tempio greco deriva dal mégaron miceneo, esso, però, non rappresenta più il potere assoluto del sovrano,
ma la dimora delle divinità. Il tempio greco si basa sul sistema costruttivo architravato, che è composto da
elementi verticali, le colonne, e da elementi orizzontali, il basamento e la trabeazione (architrave, fregio e
cornice). Le forme del tempio sono semplici e chiare, in quanto esprimono un’idea di bellezza basata
sull’armonia delle parti. Precisi rapporti di misura regolano le proporzioni dell’edifico: l’unità di misura
corrisponde al raggio della colonna alla base (il modulo). Ciascun elemento architettonico svolge una
precisa funzione strutturale dalla quale dipende la sua forma. Il tempio si adegua all’ambiente circostante
senza imporsi su di esso. I templi erano decorati con sculture e colorati a tinte vivaci. I colori prevalenti
erano il blu, il rosso e il bianco con parti in oro.

Il Partenone fu realizzato su progetto di Ictino e Callicrate. Il tempio è stato eretto sull’Acropoli.