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Cos'è la successione ereditaria?

Al momento del decesso di una persona (de cuius), si apre la "successione ereditaria".
I diritti patrimoniali del defunto (DE CUIUS) vengono trasferiti ad altri soggetti che subentrano in
tutte le situazioni giuridiche, sia per le attività (crediti), che per le passività (debiti).
Il complesso di norme che regola tale trasferimento si chiama diritto ereditario o successorio e
origina due tipi di casi:
1. la successione a titolo universale. In questo caso il successore, che prende il nome di
"erede", subentra nella posizione giuridica patrimoniale del defunto;
2. la successione a titolo particolare. In questo caso il successore diventa "legatario", in
base alla legge o al disposto testamentario, e succede solamente in uno o più rapporti ben
determinati.
L'erede, subentra in tutti i rapporti patrimoniali, ovvero acquisisce anche gli eventuali debiti, ed è
legittimato nei processi e nei procedimenti che aveva instaurato in vita il defunto. Strettamente
connessa a tale circostanza, cioè il subentro in tutti i rapporti del decuius, è la regola secondo la
quale l'eredità deve essere accettata.
Il legato, subentra in uno o più rapporti, anche senza accettazione, salva facoltà di rinuncia.

Il trasferimento dei diritti patrimoniali può avvenire per legge ( cioè secondo quanto stabilito dal
Codice Civile), o per testamento, cioè secondo quanto stabilito dal deceduto.
Le successioni si distinguono, pertanto, in:
 legittime
 testamentarie
 necessarie

Successione legittima
Se il defunto non ha disposto in tutto o in parte dei suoi beni, interviene la legge ad indicare come
essi devono essere assegnati e distribuiti; si apre cioè una successione legittima.
I familiari che ereditano per legge sono:
 coniuge
 figli (legittimi, naturali, legittimati e adottivi)
 fratelli (in assenza dei figli)
 ascendenti (in assenza dei figli)
 altri parenti entro il 6° grado (solo se unici eredi)
Nell'eventualità di premorienza degli eredi legittimi, succedono i parenti più prossimi di grado, nel
rispetto della quota originariamente spettante all'erede.
In mancanza di eredi l'eredità è devoluta allo Stato il quale non risponde dei debiti ereditari e dei
legati oltre il valore dei beni acquistati.
I diritti dei figli
I figli legittimi, nati in costanza di matrimonio, sono equiparati ai figli naturali, purché riconosciuti
volontariamente dai genitori. Essi succedono per legge al padre e alla madre in parti uguali.
Lo status di figlio legittimo è acquistato direttamente anche dal figlio adottato in forza della
adozione legittimante: egli, dunque, non è semplicemente equiparato ad un figlio legittimo, ma
risulta tale a tutti gli effetti.

La successione del coniuge


Il coniuge concorre a pieno diritto nell'eredità. Al coniuge è devoluta l'intera eredità solo in
mancanza di figli, ascendenti, fratelli e sorelle; in caso contrario, concorre con gli altri eredi
legittimi secondo quote stabilite dalla legge.
Il coniuge separato senza addebito gode dei medesimi diritti del coniuge non separato.
Al coniuge del de cuius viene attribuito il diritto di abitazione della casa familiare e di uso dei
mobili che la arredano vita natural durante, in forza di legati, ossia di successione a titolo
particolare.

La tabella seguente esprime la situazione delle successioni


ereditarie nel caso di morte senza testamento.

Coniuge vivente

Eredi Quote spettanti

Coniuge
(in mancanza di figli, Coniuge Intera eredità
fratelli e ascendenti)

Coniuge + Figlio unico Coniuge 50% eredità + diritto


(anche se viventi fratelli abitazione
e ascendenti) Figlio unico 50% eredità

Coniuge + 2 o più figli Coniuge 33,33% eredità +dir.


(anche se viventi fratelli abitazione
e ascendenti) Figli 66,66% in parti uguali

Coniuge + Ascendente/i Coniuge 66,66% eredità +dir.


(senza figli e fratelli) abitazione
Ascendente/i 33,33% eredità in parti uguali

Coniuge + 1 o più 66,66% eredità +dir.


Coniuge
fratelli abitazione
(senza figli e ascendenti) Fratelli 33,33% eredità in parti uguali

66,66% eredità + dir.


Coniuge
Coniuge + Ascendente/i abitazione
+ 1 o più fratelli
Ascendente/i 25% in parti uguali
(senza figli)
Fratelli 8,33% in parti uguali

Senza Coniuge

1 o più figli
(anche se viventi fratelli figli Intera eredità in parti uguali
e ascendenti)

Ascendente/i
Ascendente/i Intera eredità in parti uguali
(senza figli e fratelli)

1 o più fratelli
1 o più fratelli Intera eredità in parti uguali
(senza figli e ascendenti)

Ascendente/i + 1 o più Ascendente/i 50% eredità in parti uguali


fratelli
(senza figli) Fratelli 50% eredità in parti uguali

Altri parenti entro il 6°


Altri parenti entro Intera eredità in parti uguali ai
grado
il 6° grado parenti di grado più prossimo
(se unici eredi)
Successione testamentaria
Possono fare testamento tutte le persone per legge non incapaci. Sono incapaci di disporre per
testamento:
 i minorenni
 gli interdetti per infermità di mente
 gli incapaci naturali
Esistono diverse forme di testamento:
 il testamento olografo
 il testamento per atto di notaio, distinguibile in:
 testamento pubblico
 testamento segreto

Testamento olografo
Viene scritto a mano e deve essere apposta la data e la firma; può essere conservato in un luogo
segreto e fare in modo che venga rinvenuto al momento opportuno, consegnato ad una persona di
fiducia o depositato presso un notaio che redigerà un verbale alla presenza di due testimoni.

Testamento pubblico
Viene redatto da un notaio, alla presenza di testimoni, in base alle dichiarazioni rilasciate dal
testatore. Il notaio provvederà alla registrazione ed alla conservazione del testamento; offre
maggiori garanzie del testamento olografo sia in ordine alla sua conservazione e integrità sia per
quanto riguarda l'accertamento della volontà del testatore.

Testamento segreto
E' un testamento olografo che viene depositato sigillato presso un notaio che non ne conosce il
contenuto e che provvede alla conservazione.
Successione necessaria
Ciascuno è libero di disporre dei propri beni. Per tutelare i congiunti più stretti, è stata introdotta la
successione necessaria. I congiunti più stretti sono :
 coniuge
 figli naturali, legittimi, legittimati, adottivi
 ascendenti legittimi (se mancano i figli)
In presenza di tali congiunti una parte dei beni del defunto deve comunque essere attribuita a loro,
anche se nel testamento è previsto diversamente. La quota che la legge riserva a costoro si chiama
"quota di legittima", i successibili che vi hanno diritto sono designati con il nome di legittimari .
Se all'apertura della successione vi sono dei legittimari, il patrimonio ereditario si distingue in due
parti:
 disponibile: quota parte del patrimonio della quale il testatore era libero di disporre
attribuendola a chiunque avesse voluto anche agli eredi già beneficiari della quota di
legittima (legittimari). In questa circostanza, la quota disponibile va ad accrescere la
quota legittima;
 legittima: quota parte del patrimonio della quale il testatore non poteva disporre perché
spettante per legge ai legittimari.
Anche nella successione con testamento vale la regola che, nell'eventualità di premorienza degli
eredi legittimari, succedono i parenti più prossimi di grado, nel rispetto della quota originariamente
spettante all'erede.

La tabella seguente esprime la situazione delle


successioni ereditarie nelle quali è presente
un testamento

coniuge vivente

Quota
Situazione ereditaria Eredi Quota legittima
disponibile

Coniuge
50% eredità +
(in mancanza di figli e Coniuge 50% eredità
diritto abitazione
senza ascendenti)

Coniuge + Figlio unico Coniuge 33,33% eredità +


dir. abitazione 33,33%
(anche se viventi gli
eredità
ascendenti) Figlio unico 33,33% eredità

Coniuge + 2 o più figli Coniuge 25% eredità + dir. 25% eredità


abitazione
(anche se viventi gli
ascendenti) 50% eredità in
Figli
parti uguali

Coniuge + 50% eredità + dir.


Coniuge
Ascendente/i abitazione 25% eredità
(senza figli e fratelli) Ascendente/i 25% eredità

Senza Coniuge

Figlio unico
(anche se viventi gli Figlio unico 50% eredità 50% eredità
ascendenti)

2 o più figli
66,66% eredità in 33,33%
anche se viventi gli Figli
parti uguali eredità
ascendenti)

Ascendente/i 66,66%
Ascendente/i 33,33% eredità
(senza figli) eredità

Senza figli e
Senza figli e ascendenti Niente Intera eredità
ascendenti

Qui di seguito qualche esempio di grado di parentela:

Parentela di grado Esempio

1° genitore - figlio

2° nonno - nipote (figlio di figlio) - fratello

3° zio - nipote (figlio di fratello)

4° 1° cugino

5° 2° cugino - figlio di 1° cugino

6° figlio del 2° cugino


Chi può entrare a far parte della successione
Per legge possono succedere tutti coloro che sono nati o concepiti al tempo dell'apertura della
successione.
Si presume concepito chi è nato entro 300 giorni dalla morte della persona che ha lasciato l'eredità.
Possono succedere nel testamento anche le persone giuridiche e gli enti non riconosciuti.

Rinuncia all'eredità
La rinuncia all'eredità deve essere totale, non può essere condizionata né a termine né parziale
(articolo 520 del Codice civile). Deve risultare da atto formale e deve effettuarsi o con una
dichiarazione ricevuta da un notaio o effettuata davanti il cancelliere del tribunale (articolo 519 del
Codice civile).
Con la rinuncia di un erede, la parte che sarebbe a lui spettata viene attribuita in accrescimento
agli altri coeredi a meno che non vi sia il subentro di un discendente legittimo.
Il rinunciante è considerato come se non fosse mai stato chiamato all'eredità.
La rinuncia è un atto revocabile sempreché non sia trascorso il termine per la prescrizione della
facoltà di accettare l'eredità.

Comunione ereditaria
Quando si apre una successione mortis causa, può capitare che i beni ereditari restino in comunione
tra gli eredi (comunione ereditaria) in attesa che sia effettuata la divisione. Finchè si mantiene la
comunione, a ogni coerede compete la partecipazione a una determinata quota del patrimonio
erediario atrattamente considerata, cioè ogni coerede è titolare non di determinai beni, bensì
dell'intera massa ereditaria per la quota a lui spettante. Se un coerede vuole alienare la propria
quota, gli altri coeredi hanno il diritto di prelazione per evitare l'intromissione di terzi estranei. l'asse
ereditario può subire, durante lo stato di comunione, una modificazione nel valore dei beni che lo
compongono, dovute, per esempio, al maturare di frutti naturali e civili. Possono, così, maturare
interessi, canoni, ecc. Ne deriva che per effettuare la divisione dei beni occorrerà procedere a una
nuova stima dell'asse ereditario, determinando l'ammontare della massa dividenda. Lo stato di
comunione ereditaria viene a cessare quando gli eredi esercitano il diritto di divisione.

Divisione ereditaria
La divisione ereditaria consiste nel complesso delle operazioni volte allo scioglimento della
comunione ereditaria. 
Esistono i seguenti tipi di divisione:

 divisione amichevole o contrattuale, che ha luogo, nell’esercizio del potere di autonomia


privata, con le modalità stabilite dagli stessi coeredi, sulla base dell’unanimità dei consensi;
se non si raggiunge un bonario accordo circa la formazione delle quote si dovrà ricorrere,
necessariamente, alla divisione giudiziaria;
 divisione giudiziaria è quella deliberata ed attuata dall’autorità giudiziaria quando,
mancando l’unanimità dei consensi, i coeredi abbiano promosso l’azione di divisione
ereditaria.
Prima di procedere alla divisione dei beni è necessario determinare il valore economico totale dei
cespiti della successione detta massa dividenda e detrarre debiti e spese gravanti sull’ eredità, anche
le eventuali spese funebri

La collazione
E’ l'obbligo imposto ai figli ed al coniuge, di conferire alla massa dividenda tutto ciò che hanno
ricevuto dal defunto per donazione diretta o indiretta.
A) donazioni dirette sono i conferimenti in denaro o in beni materiali.
B) donazioni indirette sono le spese straordinarie sostenute a favore di un erede per
assegnazioni in occasioni di matrimonio o per avviarlo all'esercizio di una attività
professionale.

Il de cuius può disporre nel testamento che certe donazioni siano dispensate dalla collazione, ma la
dispensa vale vino al limite della quota disponibile.
Non sono soggette a collazione le spese di mantenimento e di educazione e quelle sostenute per
malattia, ne quelle ordinarie fatte per abbigliamento o per nozze: tali spese sono però soggette a
collazione se eccedono notevolmente la misura ordinaria. I frutti delle cose e gli interessi delle
somme soggette a collazione, prodotti dal giorno dell'aperta successione, sono essi stessi soggetti a
collazione.
La collazione può essere effettuata per imputazione (se il donatario conserva il possesso dei beni
che avrebbe dovuto conferire, salvo eventuale conguaglio), o in natura (se il donatario restituisce la
donazione alla massa ereditaria).
Ogni qual volta il donatario trattiene un bene che è tenuto a ridare per imputazione, gli altri eredi
possono prelevare dalla massa ereditaria beni simili in proporzione alle quote loro spettanti, per
goderne i frutti allo stesso modo di chi gode i frutti dei beni avuti in donazione e imputati alla
propria quota.

Una volta determinata la massa dividenda, si procederà alla divisione ereditaria attraverso due
operazioni: il calcolo delle quote di diritto spettanti agli eredi e la formazione delle quote di fatto da
attribuire ai medesimi. 

Il calcolo delle quote di diritto è una semplice operazione contabile. In base alle categorie e
al numero degli eredi in concorso, si determinano le frazioni di eredità loro spettanti per legge o per
testamento; il prodotto di tali frazioni per il valore della massa fornirà i valori delle quote. 

La formazione delle quote di fatto è un'operazione più complessa: essa consiste nella


costituzione di porzioni di beni definiti da assegnare in proprietà esclusiva ad ogni condividente, in
modo che ogni quota di fatto abbia un valore pari alla quota di diritto, e in modo che siano rispettate
certe disposizioni di legge relative alla divisione, nonché, se esistono e sono applicabili, le
disposizioni del testatore. In parole povere si concorre a ripartire fra i coeredi il patrimonio
immobiliare e mobiliare, creando, qualora non si potesse suddividere in parti eque , delle
quote, di denaro, che vadano a compensare eventuali squilibri.
Ecco le regole generali a cui deve attenersi il perito incaricato, sempre che non intervenga un
diverso accordo fra i coeredi.

 Le porzioni da assegnare ai coeredi debbono essere omogenee, cioè comprendere una


quantità di beni mobili, immobili e crediti di uguale natura e qualità, in proporzione
dell'entità di ciscuna quota.
 Se nell'eredità vi sono immobili non divisibili, essi debbono essere compresi per intero nella
porzione di uno dei coeredi, anche se la supera per valore, nel qual caso all'assegnatario sarà
abbeditata l'eccedenza. Se nessuno dei coeredi è disposto ad accollarsi il bene indivisibile, si
fa luogo alla vendita all'asta, il cui ricavato subentra al bene venduto nella massa dividenda.
 Nella divisione dei terreni non deve farsi luogo a frazionamenti che non rispettino la minima
unità colturale (art. 846 c.c.). Il capitale agrario annesso ad un fondo è da considerarsi
inseparabile dal fondo stesso.
 L'assegnazione delle porzioni di ugual valore è fatta mediante estrazione a sorte. Per le
porzioni diseguali si procede invece mediante attribuzione. Se della massa ereditaria fa parte
un'azienda consotta in compartecipazione, i coeredi che siano compartecipanti hanno diritto
di prelazione sull'azienda.
 Al coniuge superstite sono garantiti i diritti di abitare nella casa di residenza familiare e di
usarne i mobili, sempre che tali beni siano di proprietà del defunto o comune. Se il valore
dell'abitazione e dei mobili è compreso nella quota ereditaria del coniuge superstite, è
sufficiente immettere tali beni nella porzione a lui assegnata per soddisfare i diritti. Se il
valore dell'abitazione e dei mobili supera quello della quota ereditaria del comiuge, nasce
una servitù d'uso e abitazione, il cui valore va a ridurre prima la porzione disponibile, poi la
quota di riserva dello stesso comiugee, se questa ancora non basta, le quote di riserva dei
figli.

BUON STUDIO !!!!!!!!!!!