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I nostri Padri hanno indicato tre ragioni per spiegare la sterilità della quale voi

state trattando: essa può derivare dalla nostra negligenza, da una tentazione
del demonio, da una prova mandataci da Dio.
L’aridità può venire dalla negligenza. Per nostra colpa noi, in passato, abbiamo
agito senza vigilanza e senza impegno, per una malaugurata pigrizia ci siamo
nutriti di cattivi pensieri, facendo così germogliare nel campo del nostro cuore
triboli e spine. In conseguenza di ciò siamo diventati sterili, completamente
privi di frutti spirituali e di contemplazione.
La sterilità può venire anche da tentazione del demonio. Talvolta, mentre
siamo tutti occupati in santi desideri, il nostro scaltro nemico s’insinua
nell’anima e, senza che noi lo sappiamo e lo vogliamo, ci distrae dai pensieri
più nobili e alti.

IV – Doppia spiegazione della condotta di Dio in questa prova


La prova ci viene talvolta da Dio, il quale agisce così per due ragioni. Ecco la
prima. Trovandoci abbandonati dal Signore per un certo tempo e considerando
umilmente la nostra fragilità, non ci insuperbiremo della purezza di cuore con
la quale Dio ci aveva ornati durante la sua visita precedente. Accorgendoci
inoltre, mentre stiamo in questo abbandono, che i gemiti e gli sforzi non
bastano a farci riconquistare il nostro primo stato di gioia e di purezza,
comprenderemo che la nostra contentezza passata non era frutto del nostro
zelo, ma dono della divina misericordia. Ci convinceremo infine che quel dono
dobbiamo chiederlo a Dio, fonte di grazia e di luce.
L’altro motivo per cui Dio manda l’aridità di spirito è che egli vuol mettere alla
prova la perseveranza, la costanza, il desiderio dell’anima nostra: vuol farci
capire con quale ardore e con quale perseveranza nella preghiera dobbiamo
chiedergli il ritorno dello Spirito Santo, dopo che si è partito da noi. Vuole
insomma – col farci sperimentare quanto costa riacquistare la gioia spirituale
e 1’allegrezza della purità – insegnarci a difendere quei tesori con cura più
attenta, prima di farceli strappare; vuole anche insegnarci a conservarli con
maggior studio, dopo che li avremo ritrovati. Noi infatti siamo portati a
custodire con minor diligenza ciò che pensiamo di poter riavere con maggior
facilità.

Dalle conferenze di Cassiano