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XIII – Utilità della lentezza che nasce dalla lotta tra carne e spirito

Da questo scontro di forze contrarie nasce una lentezza per noi vantaggiosa, un
indugio salutare. Mentre la pesantezza del corpo ci ritarda dal compiere quei
cattivi pensieri che la mente concepì, accade talvolta che ci assalga il rimorso o
si produca in noi un certo miglioramento, per lo più effetto di riflessione e di
indugio ad agire. In tal modo avviene che noi ci correggiamo e veniamo a
sentimenti migliori per le resistenze che la carne ci ha opposto.
Vediamo invece che coloro i quali non sono ritardati dall’ostacolo della carne
nel mandare ad effetto i desideri della volontà – intendo dire i demoni e gli
spiriti del male – son decaduti dall’ordine eccelso degli angeli e diventati
peggiori degli uomini. In loro, desiderio e possibilità di tradurlo in pratica,
stanno ad immediato contatto, e perché l’esecuzione dei malvagi propositi non
può subire alcun ritardo, il male che fanno è irrevocabile. Quanto è pronto il
loro spirito a pensare il male, altrettanto è pronta la loro natura a farlo; ma la
facilità di cui essi godono nel fare tutto quello che vogliono, toglie alla facoltà
deliberativa l’occasione d’intervenire per correggere – col suo salutare
intervento – il male che era nel pensiero.

Dalle conferenze di Cassiano