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XI – Che cosa significa “carne” per san Paolo e che cosa sia la concupiscenza

della carne
Quando san Paolo dice « carne », non si deve intendere l’uomo, cioè la sostanza
dell’uomo; si deve intendere invece la volontà della carne o i cattivi desideri.
Allo stesso modo, quando l’Apostolo dice « spirito », non intende qualcosa di
sostanziale, ma indica le aspirazioni buone e spirituali. Questo senso si ritrova
chiarissimo nel passo già tante volte citato, purché lo si legga per intero. Eccolo
ora fin dal suo inizio: « Io dico: conducetevi secondo lo spirito e non soddisfate
i desideri della carne. La carne ha desideri contrari allo spirito e lo spirito li ha
contrari alla carne; son cose opposte fra loro, sicché voi non dovete fate tutto
quel che vorreste » (Gal 5,16-17).
Siccome questi contrastanti desideri – quelli della carne e quelli dello spirito –
coabitano in un solo uomo, ne nasce una guerra intestina che non ha mai
tregua.
La concupiscenza della carne si precipita al vizio e si diletta di tutti quei piaceri
che riguardano la tranquillità terrestre; la concupiscenza dello spirito si oppone
a quei piaceri e tanto desidera dedicarsi ai pensieri delle cose celesti, che
vorrebbe liberarsi anche dalle più elementari necessità della carne. Tanto
vorrebbe unirsi a Dio da rifiutare al corpo persino quelle cure che la nostra
fragilità esige assolutamente. La carne si pasce di lussuria e di libidine, lo
spirito non vuole ascoltare neppure i desideri conformi alla natura. Quella ama
saziarsi di sonno e riempirsi di cibo, questo vuole tanto impinguarsi di veglie e
di digiuni che si mostra insofferente del sonno e del cibo anche nella misura
richiesta dalle necessità del vivere. Ad una piace abbondare in tutto, all’altro
sembra anche troppo avere ogni giorno una modesta razione di pane. Quella si
diletta ad abbellirsi con bagni quotidiani, e desidera essere attorniata da turbe
di adulatori; questo gode di un corpo squallido e mal vestito e della sconfinata
vastità del deserto, dove può evitare la presenza degli uomini. Quella si pasce
con gli onori e le lodi degli uomini, questo si vanta delle ingiurie e delle
persecuzioni che gli possono capitare.

Dalle conferenze di Cassiano