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Il

cammino delle Pari Opportunità


Relazione di Daniele Mele

Il tema, quanto mai attuale, richiede un’attenzione specifica per chiunque si proponga di lavorare
per un ente territoriale. È necessario lavorare sull’argomento per eliminare qualsivoglia pregiudizio
e forma di discriminazione, in un’ottica di completa uguaglianza (o per meglio dire equità)
nell’ambito delle differenze di genere. Si richiede che i giovani facciano propria una cultura
antidiscriminatoria e che integrino questa nel loro bagaglio culturale.

Storie di genere ed evoluzione delle pari opportunità
Le storie di genere ci parlano della figura delle donne e del modo in cui viene interpretata nel corso
dell’esistenza umana: un processo che è portato avanti da donne negli ultimi anni, per analizzare
come le figure di gender si interfaccino tra di loro.
Il percorso inizia negli anni ’30 del XX secolo e raggiunge il punto di massima attenzione alla fine
degli anni ’70, quando la legge 903 dichiara illegittima la discriminazione sessuale nell’accesso al
lavoro, così come nell’attribuzione di qualifiche, offrendo contemporaneamente la possibilità al
padre lavoratore di assentarsi per malattia e primo anno di vita del bambino.
In ambito europeo ci si è mossi di pari passo, con le sentenze della Corte di Giustizia Europea e il
trattato di Amsterdam che incitano all’adozione di “azioni positive” volte al sanamento di situazioni
di discriminazione sociale, rende così non solo moralmente scorretta ogni forma di discriminazione
ma anche e soprattutto illegale.
L’aspetto della genitorialità (già portato all’attenzione pubblica, come abbiamo visto, con la legge
903/77) è stato poi recentemente ripreso con leggi ed atti aventi forza di legge che puntano a
rendere meno difficoltosa la vita di chi si divide fra famiglia e lavoro, contribuendo a scaricare una
parte del peso degli impegni famigliari sugli uomini.
Nell’ambito dei sostegni alle imprese, le leggi degli anni ’90 prevedono una serie di agevolazioni
economiche per “imprese al femminile” che nascono o che intendono apportare migliorie alla
struttura organizzativa, e sgravi fiscali alle aziende che assumono.

I servizi messi a disposizione da Roma Capitale
Nella sua veste di ente territoriale, Roma Capitale si presenta in prima linea nella lotta contro le
discriminazioni di genere. Tutti i servizi messi a disposizione hanno ricevuto il sostegno dell’Unione
europea, attraverso fondi strutturali e di investimento.
I Centri Antiviolenza offrono un concreto aiuto alle donne che subiscono violenza, con percorsi
personalizzati e individuali che partono dalla prima telefonata e le accompagnano
psicologicamente, lavorativamente e anche legalmente ad affrontare il periodo. Alle persone che
chiedono aiuto il CAV potrà affiancare specialisti che le aiutino a ritrovare la serenità.
Altrettanto importanti sono le Case Rifugio e le Case per la Semi-autonomia. In un primo momento
alla donna viene proposto l’inserimento in una Casa Rifugio, un luogo segreto dove poter
allontanarsi con i figli per mettersi al sicuro da un uomo violento; solo dopo la Casa per la Semi-
autonomia potrà (in un periodo di breve permanenza) aiutare la famiglia a ritrovare l’equilibrio
perduto, così come un nuovo inizio di quotidianità in un nuovo alloggio.
Infine il Comune si muove anche in direzione di un’informazione più consapevole, con un numero
verde che fornisce risposte e soluzioni ai problemi dei/delle cittadini/e che fanno parte della
comunità LGBT.